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La Rivoluzione Francese

Alcuni punti essenziali della Francia del XVII sec.



La Francia dopo la Russia lo stato pi grande dellEuropa: dalle montagne ( Monte Bianco, 4800m
Pirenei, 3000m) alle pianure del bacino parigino e allaspro paesaggio del Massiccio Centrale. Le grandi
dimensioni e la variegata morfologia territoriale influiranno notevolmente sulla diffusione dei messaggi
rivoluzionari da Parigi alle pi distanti citt e paesini.

In ogni caso, la Francia del XVIII secolo era molto
diversa da quella nazione che conosciamo oggi,
sia per quel che riguarda la sua gente, il loro
modo di vivere e di lavorare, e sia per la forma
di governo.

In primo luogo, era il paese pi popoloso
dellEuropa occidentale, con circa 28 milioni di
persone (la Gran Bretagna ne aveva circa 7,3
milioni). Parigi era la pi grande citt, con forse
650 000 abitanti, seguita da Lione con 145 000.
C'erano poi 75 citt provinciali e citt di 10 000-
100 000 persone: sei di 50 000 -
100 000 (Marsiglia, Bordeaux, Nantes, Lille,
Rouen, Toulouse); diciotto di 20 000-40 000; e
una cinquantina di 10 000-15 000 abitanti.
Parigi ospitava solo una persona su ogni 40
cittadini francesi(2.5%), mentre oggi il rapporto
di 1 su 7 (15 %)
Il significato di concentrazione delle popolazione
nelle zone provinciali era che la maggior parte la
gente guardava al proprio centro urbano locale come la loro 'capitale': la capitale del regno, Versailles, 20
km ad ovest di Parigi, sembrava un lontana, quasi mistica, entit.

In secondo luogo, il controllo dello stato sul suo territorio non era cos influente soprattutto a causa delle
diversit sia linguista che culturale che caratterizzavano le regioni francesi. La maggior parte dei sudditi di
Luigi XVI parlava una propria lingua o dialetto. Il confine meridionale della Francia includeva minoranze di
Baschi e catalani sin dal 1659. Diversi milioni di persone in Linguadoca parlavano varianti di occitano. Nel
nord-ovest, un milione di Celti vivevano in Bretagna; il confine nord-orientale era caratterizzato da terre di
lingua fiamminga e il confine orientale da regioni di lingua tedesca dellAlsazia.
D'altra parte, lo stato reale non includeva l'area intorno ad Avignone, che era sta dichiarato territorio
pontificio dal XIV secolo. Sebbene, la monarchia aveva cercato di imporre l'uniformit linguistica
richiedendo ai sacerdoti e ai liberi professionisti di parlare francese, e per la chiesa i registri e gli atti
pubblici si dovevano redigere in francese, tali restrizioni riguardano solo la superficie della vita francese. L
unit culturale in tutta la vasta area dello stato reale stava essenzialmente nella adesione formale al
cattolicesimo, la religione di 98 per cento della popolazione.

In terzo luogo, la Francia era una societ rurale: circa l'85 per cento dei suoi abitanti vivevano in villaggi con
una dimensione media di 600-700 persone. Il sistema economico dominante per la maggior parte delle
piccole comunit era la policoltura di sussistenza, grazie alla quale le famiglie contadine cercavano di
produrre il pi possibile delle loro esigenze quotidiane. Siccome solo alcuni contadini e agricoltori
possedevano terreno sufficiente per vendere i loro prodotti e sia perch i contadini di conseguenza
avevano poco reddito, i paesini di campagna erano piccoli. Solo l'8 per cento della popolazione viveva in
citt con pi di 10 000 persone.

L'economia rurale era caratterizzata da pratiche tradizionali, esemplificati mediante l'uso di buoi capace di
arare circa un ettaro al giorno rispetto ai successivi aratri alimentati a vapore in grado di coltivarne dieci al
giorno; dalla dominanza di colture cerealicole; dalla raccolta minuziosa: servivano tre settimane per
raccogliere i prodotti di dieci ettari di terreno; e da basse rese delle coltivazioni di cerali con una media di
sei semi per ogni seminato (oggi comunemente almeno trenta a uno).


Tutto ci rinforzava indubbiamente lidea di una policultura basata sulla sussistenza. Il controllo delle
propriet terriere da parte delle lites (nobili, clero ricchi o dei loro ordini religiosi e ricchi cittadini)
significava che, a seconda della regione, il 60-90 per cento delle aziende agricole erano troppo piccole per
sostenere una famiglia. Esazioni pesanti imposte e tasse feudali fatte impedivano di prendere dei rischi per
la maggior parte di lavoratori terrieri.

Tuttavia, numerosi cambiamenti economici si stavano verificando in specifiche aree. La crescita urbana a
Parigi, Lione, Bordeaux e altrove incoraggiava i proprietari e gli affittuari di grandi propriet a incentivare
specifiche colture da reddito per il mercato urbano, in particolare cereali, ortaggi, bovini e vino. Il
commercio coloniale, in particolare con i Caraibi, era in piena espansione, creando opportunit di crescita
dello scambio commerciale (caff, zucchero, tabacco, indaco) e della produzione in grandi porti atlantici
(Nantes, La Rochelle e Bordeaux). La schiavit nelle colture intensive era di vitale importanza per il
commercio francese: il 30-40 per cento del commercio estero era con colonie di schiavi, soprattutto nei
Caraibi (Guadalupa, Saint-Domingue e Martinica). A St-Domingue, di gran lunga la colonia pi importante,
una popolazione di 31 000 bianchi, 27 500 schiavi liberi, e 465 000 schiavi produceva due quinti dello
zucchero e la met del caff del mondo. La schiavit era limitata nelle colonie, ma circa 750 schiavi africani
lavorarono a Parigi in qualit di domestici e artigiani.



Una societ di ceti: la chiesa, la nobilit e la gente comune

La Chiesa cattolica poteva contare di 40 000 parrocchie allinterno dellinterno francese. Esse fornivano
carit, educazione, informazione sul mondo esterno e conforto spirituale in cambio delle decime pagate dai
contadini

The Church was divided by wealth, status and power. In all there were about 140 000
members of the First Estate, about 0.5 per cent of the total population. The regular clergy
of 26 000 monks and 55 000 nuns lived in more than one thousand monasteries and
convents, characterised by great diversity of energy and activity. The female orders
fulfilled vital functions of nursing and teaching. The male contemplative orders attracted
both criticism and cynicism, which was far more rarely the case for the secular or parish
clergy of some 40 000 priests and 19 000 curates.

La Chiesa era divisa dalla ricchezza, condizione sociale e potere. In totali i membri del Primo Stato erano
circa 140 000, circa lo 0,5 per cento della popolazione totale. Il clero regolari di 26 000 monaci e 55 000
monache vivevano in pi di un migliaio di monasteri e conventi, caratterizzato da una grande diversit di
energia e di attivit. Gli ordini femminili soddisfatte le funzioni vitali di cura e di insegnamento. Gli ordini
contemplativi maschi attratti sia critica e cinismo, che era molto pi raramente accade per i 'laici' o
parrocchiali clero di circa 40 000 sacerdoti e 19 000 curati.