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Universit degli Studi di Bologna

FACOLT DI INGEGNERIA
D.I.S.T.A.R.T.
Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del
Rilevamento e del Territorio
CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA CIVILE
-INDIRIZZO STRUTTURE-
Insegnamento: TECNICA DELLE COSTRUZIONI II
VALIDAZIONE DI UNA METODOLOGIA DI
PUSHOVER 3D
PER STRUTTURE INTELAIATE IN C.A.
Tesi di Laurea di:
Relatore:
DANIELE MAZZA Chiar.mo Pro. Ing. M. SA!"IA
Corr
elatori:
Dott. Ing. B. #E$$ACU%I
Dott. Ing. M. SE$PIE$I
Sessione I
Anno Accae!ico "##$-"##%
INDICE
Ca&itolo I
PROGETTAZIONE ANTISIMICA&
METODI DI ANALISI PER STRUTTURE PIANE SPAZIALI
1.1 Prefazione 1
1.2 Metodi di calcolo delle sollecitazioni indotte dal sisma 3
1.2.1 Analisi statica equivalente analisi lineare! 4
1.2.2 Analisi dinamica modale a spettro di risposta analisi lineare! 7
1.2." Analisi statica non#lineare $us%over! 9
1.2.& Analisi dinamica non#lineare 10
1.3 Analisi statica non-lineare 3D (Pushoer 3D! 11
1.".1 Introdu'ione
11
1.".2 Analisi di $us%over non adattivo per strutture spa'iali irregolari 14
1.3.2.1 Mo"hadam e #so $199%&
14
1.3.2.2 Mo"hadam e #so $2000& 1'
1.3.2.3 (ilar e )a*far $199%& 22
1.3.2.4 )aella e (ilar $199'& 2+
1.3.2.+ (ilar e )a*far $2002& 2'
1.3.2.% Penelis e (a,,os $2002& 33
1."." ())etti dei modi superiori sul comportamento di strutture irregolari 39
1.3.3.1 -ho,ra e .oel $2004& 39
1.3.3.2 )u*ii/ 0a1ano e 2anada $2004& 43
1.3.3.3 3u/ Pu"liesi/ Allen e 4ischoff $2004& 4%
1.3.3.4 5arat6 e A7ala $2004& 47
1.3.3.+ )a*far/ Marusic e Perus $200+& 49
1.".& Conclusioni +3
1.& $arametri strutturali +4
1.&.1 Introdu'ione +4
1.&.2 Parametro e7 +4
1.&." Parametro 8 ++
1.&.& Parametro 9d +%
1.&.* Parametro e
,
+7
Ca&itolo II
DISTRI'UZIONE DELLE FORZE DI PUSHOVER SU STRUTTURE TRIDIMENSIONALI
2.1 :ntroduzione all;analisi di Pushoer +'
2.2 Analisi di Pushoer con distri<uzione =niforme %4
2.3 Analisi di Pushoer con distri<uzione #rian"olare %'
2.4 Analisi di Pushoer con distri<uzione Pro,orzionale al Modo )ondamentale 71
2.+ )orce > #or?ue Pushoer ()#P! 7%
2.% Analisi di Pushoer con distri<uzioni @AdattieA '0
Ca&itolo III
ANALISI IDA& PROCEDURA E METODI DI CONFRONTO CON IL PUSHOVER
3.1 :ntroduzione '2
3.2 Analisi Dinamica :ncremetale (:DA! '4
".2.1 Descri'ione della metodologia '4
".2.2 Scelta degli accelerogrammi 91
".2." Applica'ione delle analisi IDA al caso studio 9'
3.2.3.1 )orzanti sismiche adottate nella ,resente tesi 99
3.3 -riteri di confronto dei risultati delle :DA con ?uelli di ,ushoer 109
".".1 Con)ronto in termini glo+ali: la curva di capacit, e di isteresi 111
3.3.1.1 Pro<lematiche nel ,ushoer 3D 11%
".".2 Con)ronto in termini locali: gra)ici di spostamenti e sollecita'ioni di piano 129
3.3.2.1 Pro<lematiche nel ,ushoer 3D 132
Ca&itolo I!
MODELLAZIONE F.E.M. A FI'RE ED
IMPIEGO DEL SOFT(ARE SEISMOSTRUCT
4.1 :ntroduzione alla modellazione numerica delle strutture 140
4.2 Ba modellazione a fi<re de"li elementi 14+
4.3 2eismo2truct C Modellazione de"li elementi finiti in ri"idezza 14'
&.".1 -odella'ione a )i+re degli elementi +eam in SeismoStruct 14'
&.".2 $rocedimenti di risolu'ione del sistema alge+rico di equa'ioni non#lineari 1+1
&."." Tipologie di analisi possi+ili con SeismoStruct 1+3
4.4 La modella'ione dei solai 1+3
4.+ -riteri ,restazionali e dis,osizione delle fi<re di controllo 1+7
&.*.1 Criteri presta'ionali adottati nelle analisi 1+7
&.*.2 Impiego e disposi'ione delle )i+re di controllo 1%0
4.% Parametri in out,ut forniti dal softDare 2eismo2truct 1%3
Ca&itolo !
CASI STUDIO
+.1 :ntroduzione 1%+
+.2 -aratteristiche fisiche delle strutture 1%+
*.2.1 Descri'ione generale delle strutture 1%+
+.2.1.1 -aratteristiche dei materiali 1%+
+.2.1.1.1 Modellazione non lineare del calcestruzzo 1%%
+.2.1.1.2 Modellazione non lineare delle <arre d;armatura 1%9
+.2.1.2 Distri<uzione delle masse sulle strutture 170
+.2.1.3 Eincolamento delle strutture 171
*.2.2 Il modello reologico: legame costitutivo del materiale e smor'amento 171
+.3 :l modello matematico delle strutture 173
*.".1 Il modello geometrico 173
+.3.1.1 2trutture A>4F caratteristiche dimensionali / schematizzazione in elementi finiti
e ,arametri modali 173
+.3.1.1.1 Parametri modali della 2truttura A 17'
+.3.1.1.2 Parametri modali della 2truttura 4 1'3
+.3.1.2 2trutture ->DF caratteristiche dimensionali / schematizzazione in elementi finiti
e ,arametri modali 1''
+.3.1.2.1 Parametri modali della 2truttura - 193
+.3.1.2.2 Parametri modali della 2truttura D 19'
+.3.1.3 2trutture G>)F caratteristiche dimensionali / schematizzazione in elementi finiti
e ,arametri modali 203
+.3.1.3.1 Parametri modali della 2truttura G 20'
+.3.1.3.2 Parametri modali della 2truttura ) 214
Ca&itolo !I
CONFRONTO TRA ANALISI DINAMICHE E
ANALISI DI PUSHOVER
%.1 :ntroduzione 219
%.2 -asi studio 219
..2.1 Struttura A 221
%.2.1.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 221
%.2.1.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 223
..2.2 Struttura / 224
%.2.2.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 224
%.2.2.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 22%
..2." Struttura C 227
%.2.3.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 227
%.2.3.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 229
..2.& Struttura D 230
%.2.4.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 230
%.2.4.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 231
..2.* Struttura ( 233
%.2.+.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 233
%.2.+.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 23+
..2.. Struttura 0 23%
%.2.%.1 -onfronti in termini "lo<aliF dia"rammi rotazione-s,ostamento 23%
%.2.%.2 -onfronti in termini "lo<aliF le cure di ca,acitH 23'
..2.1 2sserva'ioni 239
%.3 Ia,,orti tra ,arametri strutturali 239
..".1 $arametri strutturali 239
..".2 Correla'ione )ra il coe))iciente 3 ed i parametri strutturali 242
CONCLUSIONI
249
'I'LIOGRAFIA
2+4
RINGRAZIAMENTI
Ca&itolo I
). PROGETTAZIONE ANTISISMICA& METODI DI ANALISI
PER STRUTTURE PIANE E SPAZIALI
'.' Prea(ione
Ba necessitH di ,oter costruire edifici che fossero in "rado di resistere all;azione
dei terremoti 6 sem,re stata una ,rioritH ,er le ,o,olazioni che risiedono in zone a
rischio sismico.
0e"li ultimi decenni la ,ro"ettazione antisimica delle strutture ha su<ito noteoli
,ro"ressi/ tali silu,,i sono da attri<uirsi al "rande interesse da ,arte della
comunitH scientifica nei confronti delle ,ro<lematiche le"ate alla ,rotezione de"li
edifici nei ri"uardi dell;azione sismica. :n tale settore dell;in"e"neria strutturale la
ricerca ,rocede se"uendo due linee lo"iche differentiF da un lato i 6 la ricerca di
nuoi sistemi costruttii/ nuoi dis,ositii/ nuoe linee "uida di ,ro"ettazione che
,ermettano di ridurre "li effetti distruttii del terremoto/ dall;altro i 6 la ricerca di
nuoe metodolo"ie (ed im,lementazioni numeriche! ,er il calcolo de"li effetti
indotti dall;azione sismica.
: due as,etti della ricerca a,,ena elencati sono fra loro com,lementariF l;uno
asserisce e stimola l;altro.
Da una lato le nuoe tecniche di calcolo stimolano la costruzione di strutture
sem,re ,iJ aeniristiche/ dall;altro le nuoe necessitH di ,rotezione de"li edifici
dall;azione sismica stimolano la messa a ,unto di metodi di calcolo adatti a"li
sco,i.
Be nuoe tecniche di analisi non-lineare che considerano anche i "randi
s,ostamenti/ "li effetti dissi,atii/ il de"rado strutturale douto ai cicli di carico-
scarico ed una modellazione a fi<re sono state stimolate dalla necessitH di tenere
in conto "li effetti che non erano considerati nei calcoli di ?ualche decennio fa/
ma che o""i 6 necessario conoscere ,er "arantire una <uona ,ro"ettazione
strutturale <asata sui criteri ,restazionali.
Ba moderna ,ro"ettazione antisismica 6 <asata sul concetto di soddisfare diersi
lielli di ,restazione/ ,er o"nuno dei ?uali la struttura non dee su,erare dei
,resta<iliti "radi di danne""iamento.
Purtro,,o ,er una ,ro"ettazione di ?uesto ti,o 6 indis,ensa<ile un;analisi non-
lineare del ,ro<lema/ ciK im,lica una crescente difficoltH o,eratia da ,arte dei
,ro"ettisti/ s,ecie se si tratta di analisi dinamiche/ le ?uali necessitano di ,iJ aste
conoscenze teoriche e sforzi com,utazionali ris,etto alle analisi statiche lineari.
L""i"iorno la ,ro"ettazione antisismica de"li edifici si <asa so,rattutto su tali
criteri ,restazionali "iH descritti/ ciK im,lica che la ,ro"ettazione 6 <asata sulla
duttilitH e in ,articolare su"li s,ostamentiF l;edificio dee essere in "rado di
"arantire/ con lielli di danne""iamento ,refissati/ la richiesta di s,ostamento
fornita dal sisma.
Be analisi elastiche-lineari "odono della sem,licitH di utilizzo e com,rensione
teorica/ ma non sono in "rado di ,reedere la ca,acitH di deformazione inelastica
offerta da una struttura/ ,er tale motio risultano inadatte ,er una moderna
,ro"ettazione antisismica <asata sul concetto ,restazionale/ doe si o"liono
inda"are i com,ortamenti non-lineari e le condizioni ,rossime al collasso.
Da ?uanto a,,ena detto si com,rende il ,unto focale del ,ro<lemaF si cerca un
metodo di calcolo de"li effetti indotti dal sisma che ,ossa ,reedere l;offerta di
s,ostamento di una struttura/ che ,ermetta di alutare sia il com,ortamento
elastico che ?uello ,ost-sneramento/ doe e con ?uale ,ro"ressione si formano le
cerniere ,lastiche/ doe si troano le de<olezze strutturali/ come e ?uale ti,o di
crisi si ra""iun"e e ?uale sia il liello di duttilitH strutturaleM ma che al tem,o
stesso sia concettualmente sem,lice e ,oco dis,endioso dal ,unto di ista
com,utazionale.
#utto ciK conduce alla definizione dell;analisi statica non-lineare (pus%over!/ i cui
detta"li e ,ro<lematiche le"ate alle strutture s,aziali sono es,oste nel se"uito della
,resente tesi.
:n ?uesto ca,itolo si uole fornire inece una <ree descrizione dei ari metodi di
calcolo di ,ro"ettazione antisismica ,ro,osti dalla normatia italiana e dalle
,rinci,ali normatie internazionali (G-'/ )GMA/ A#-!. 0ell;es,osizione dei ari
metodi di calcolo ci si sofferma in modo ,articolare sul metodo di analisi di
pus%over/ fornendo una descrizione detta"liata di come i ari autori di alenza
internazionale a<<iano ,ro,osto la sua a,,licazione a strutture s,aziali irre"olari/
,er le ?uali tutt;ora non si 6 "iunti ad una soluzione definitia ed uniersalmente
ritenuta alida da tutti i ricercatori.
'.) Metodi di *al*olo delle solle*ita(ioni indotte dal sisma
0el ,resente ,ara"rafo sono ,resentati i metodi di calcolo che ,ossono essere
utilizzati nella ,ro"ettazione antisismicaM essi si suddiidono in lineari e non-
lineari/ i ?uali a loro olta ,ossono essere classificati in statici e dinamici.
:n totale si aranno ?uindi ?uattro metodi di calcoloF due lineari (uno statico ed
uno dinamico! e due non-lineari (uno statico ed uno dinamico!.
0el "er"o tecnico tali metodolo"ie di analisi assumono i se"uenti nomiF
Analisi statica e?uialente (analisi lineare!.
Analisi dinamica modale a s,ettro di ris,osta (analisi lineare!.
Analisi statica non-lineare di s,inta laterale (Pushoer!.
Analisi dinamica non-lineare.
#ali metodolo"ie di calcolo sono descritte in tutte le ,rinci,ali normatie
antisismiche internazionali (G-'/ )GMA/ A#-/ eccN! come metodi di calcolo
standard ,er ,reedere le sollecitazioni indotte dal sisma.
#ali tecniche di analisi si <asano su concetti fondamentali della dinamica delle
strutture a,,licati ,er il caso s,ecifico di forzanti dinamiche di ti,o sismico
a,,licate alla <ase dell;edificio. : ?uattro metodi di calcolo a,,ena citati sono
es,osti in ordine crescente di onere com,utazionale e accuratezza di ,reisione
della ris,osta strutturale.
)ino a ?ualche decina di anni fa/ ?uando l;uso del calcolo numerico non era cosO
diffuso/ l;im,ie"o dei metodi di calcolo antisismico di ti,o dinamico (o non-
lineare! non era affronta<ile/ ?uindi la ,ro"ettazione antisismica delle strutture era
<asata solamente sui ,rimi due metodi di calcolo elencati in ,recedenzaM in
,articolare l;uso dell;analisi statica e?uialente era molto diffuso ,er ia della sua
sem,licitH.
).".) Ana*isi s+a+ica e,-i.a*en+e /ana*isi *inea0e1
Ba concezione lo"ica di tale metodo di calcolo si <asa sull;a,,licazione di forze
statiche distri<uite sull;altezza/ le ?uali cercano di ra,,resentare le massime forze
d;inerzia che si innescano sotto l;azione del sisma.
#roate tali azioni statiche laterali da a,,licare alla struttura il calcolo de"li effetti
indotti si <asa su un modello elastico-lineare della struttura.
B;analisi statica e?uialente ,uK essere utilizzata ,er costruzioni re"olari in
altezza. =n edificio 6 re"olare in altezza se soddisfa i se"uenti re?uisitiF
2. tutti i sistemi resistenti dell;edificio (?uali telai e ,areti! si
estendono ,er tutta l;altezza dell;edificioM
2. massa e ri"idezza riman"ono costanti o ariano "radualmente/
senza <ruschi cam<iamenti/ dalla <ase alla cima dell;edificioM
2. eentuali restrin"imenti della sezione orizzontale dell;edificio
aen"ono in modo "raduale da un ,iano al successio.
2oddisfatte ?ueste condizioni occorre che il ,rimo ,eriodo di i<razione (T
1
! della
struttura/ nella direzione in esame/ non su,eri 2/+PT
C
.
Per edifici che non su,erino i 40 metri di altezza/ in assenza di calcoli ,iJ
detta"liati/ T
1
,uK essere stimato utilizzando la formula se"uenteF

4
3
1 1
4 C T
(1.1!
Doe 4 6 l;altezza dell;edificio/ in metri/ dal ,iano di fondazione e C
1
ale 0/0'+
,er edifici con struttura a telaio in acciaio/ 0/07+ ,er edifici con struttura a telaio
in calcestruzzo e 0/0+0 ,er edifici con ?ualsiasi altro ti,o di struttura.
B;analisi statica consiste nell;a,,licazione di un sistema di forze distri<uite lun"o
l;altezza dell;edificio assumendo una distri<uzione lineare de"li s,ostamenti. Ba
forza da a,,licare 6 data nella formula se"uenteF
! (
! (
5 5
i i %
i
6 '
6 ' 0
0

(1.2!
doeF
-
g 6 T S 0
d %
! (
1
M
- 0
i
6 la forza da a,,licare al ,iano iM
- 6
i
e 6
5
sono i ,esi delle masse ai ,iani i e 5 ris,ettiamenteM
- '
i
e '
5
sono le altezze dei ,iani i e 5 ris,etto alla fondazioneM
- S
d
(T
1
! 6 l;ordinata (associata al ,eriodo del modo fondamentale della struttura!
dello s,ettro di ris,osta di ,ro"etto in termini di accelerazioneM
- 6 6 il ,eso com,lessio della costruzione/ calcolato secondo ?uanto indicato
,er o"ni ti,o di strutturaM
- Q 6 un coefficiente ,ari a 0/'+ se l;edificio ha almeno 3 ,iani e se T
1
R 2PT
C
/
,ari a 1 in tutti "li altri casiM
- g 6 l;accelerazione di "raitH.
:l ta"lio alla <ase iene ri,artito sui ,iani ,ro,orzionalmente alle forze d;inerzia
corris,ondenti ad un i,otetico modo di i<rare di forma trian"olare.
#ale assunzione 6 un;i,otesi sem,lificatia/ che risulta accetta<ile ,er strutture
re"olari.
.li effetti torsionali accidentali ,ossono essere tenuti in conto a,,licando a o"ni
,iano la forza sismica 0
i
con eccentricitH e
ai
o/ in modo e?uialente/ sommando
a"li effetti delle forze statiche ?uelli douti ai momenti -
i
7 e
ai
0
i
. ,er edifici
aenti massa e ri"idezza distri<uite in modo a,,rossimatiamente simmetrico in
,ianta e inscrii<ile in un rettan"olo con ra,,orto fra i lati inferiore a 4. #ali
effetti ,ossono essere considerati am,lificando le sollecitazioni in o"ni elemento
resistente con il fattore S risultante dalla se"uente es,ressioneF

e
L
8 % / 0
1+
(1.3!
doeF
- 8 6 la distanza dell;elemento resistente erticale dal <aricentro "eometrico
dell;edificio misurata ,er,endicolarmente alla direzione dell;azione sismica
considerataM
- L
e
6 la distanza tra i due elementi resistenti ,iJ lontani/ misurati allo stesso
modo (edi )i"ura 1.1!
Fi2-0a ).) 9 Ampli)ica'ione delle 0or'e
Purtro,,o il metodo di calcolo a,,ena es,osto 6 estremamente sem,lificato e
,ossiede dei limiti di a,,lica<ilitH <en definiti ed a<<astanza restrittiiF non 6
a,,lica<ile in maniera "eneralizzata su tutte le strutture/ ma risulta adatto
solamente ,er "li edifici con re"olaritH "eometrica/ di ri"idezza e di massa.
Per tali edifici si ,resu,,one che il modo di i<rare fondamentale della struttura
sia di forma ?uasi lineare sull;altezza e con massa ,arteci,ante su,eriore all; '+T
di ?uella totale nella direzione ,rescelta. Liamente ciK non accade ,er strutture
molto alte/ doe i modi di i<rare su,eriori non sono trascura<ili/ e su strutture
irre"olari/ doe modi torsionali e torso-traslazionali ,ossono aere masse
,arteci,anti non trascura<ili.
Uuanto a,,ena detto ,orta a concludere che ,er strutture molto alte/ o molto
deforma<ili o fortemente irre"olari l;analisi statica e?uialente non ,uK essere
utilizzata ,oichVF
2. non sono ,iJ soddisfatte le i,otesi che rendono alida l;analisiM
2. il com,ortamento dinamico-strutturale 6 influenzato dai modi
su,erioriM
2. la distri<uzione delle forze e?uialenti 6 ,oco attendi<ile.
:n ?uesti casi 6 necessario utilizzare delle modellazioni ,iJ sofisticate.
=n ,asso ulteriore/ in termini di accuratezza/ 6 dato dall;analisi dinamica modale
a s,ettro di ris,osta.
)."." Ana*isi ina!ica !oa*e a s3e++0o i 0is3os+a /ana*isi *inea0e1
B;analisi modale/ associata allo s,ettro di ris,osta di ,ro"etto/ 6 da considerarsi il
metodo ,iJ diffuso ,er la definizione delle sollecitazioni di ,ro"etto/ salo ?uando
altrimenti s,ecificato/ e a a,,licata ad un modello tridimensionale dell;edificio.
A differenza del metodo ,recedentemente descritto tale analisi ,reede un;analisi
modale iniziale ,er l;indiiduazione delle caratteristiche modali effettie della
struttura. Be deformate modali consentono di definire delle distri<uzioni di forze
orizzontali che ten"ono conto anche di eentuali fenomeni torsionali ,er strutture
irre"olari in ,ianta.
B;analisi modale ,reede il calcolo/ tramite l;utilizzo dello s,ettro di ris,osta in
,seudo-accelerazione/ dei alori massimi delle sollecitazioni e de"li s,ostamenti
associati a ciascun modo ,ro,rio di i<rare della struttura su,,osta elastica
lineare/ se"uito dalla com<inazione della ris,osta modale secondo le comuni
re"ole di com<inazione dei modiF
2.
2
i
( ( in cui i modi sono <en distinti in ?uanto il ,eriodo di
ciascun modo differisce di almeno il 10T da tutti "li altri/ 6 detta
SRSS (Square Root o) t%e Sum o) t%e Squares!M
2.

i 5
: 5 5:
( ( (
doe
! / / (
i 5 5:
)
in cui i modi
sono raicinati tra loro/ 6 detta C;C (Complete ;uadratic
Com+ination!.
Possono essere considerati due modelli ,iani se,arati della struttura se sono
ris,ettati i criteri di re"olaritH in ,ianta/ uno ,er o"ni direzione ,rinci,ale.
Lccorre considerare tutti i modi con massa ,arteci,ante su,eriore a +T/ o,,ure
un numero di modi la cui massa ,arteci,ante totale sia su,eriore all;'+T.
Bo sco,o 6 ?uello di sollecitare la struttura con distri<uzioni di forze statiche
,ro,orzionali ai modi ,ro,ri di i<rare della struttura/ ottenendo la ris,osta
dinamica come com<inazione lineare delle ris,oste ottenute con le sin"ole
distri<uzioni.
B;analisi modale a s,ettro di ris,osta ,uK essere a,,licata anche alle strutture
s,aziali irre"olari/ di discreta altezza o molto deforma<ili. Uuesta caratteristica
rimuoe le limitazioni del metodo di calcolo descritto in ,recedenza.
: metodi di analisi elastici-lineari a,,ena es,osti ten"ono conto del
com,ortamento non-lineare della struttura tramite un fattore di struttura ? che
,ermette di ridurre lo s,ettro di ris,osta elasticoM anche se la soluzione ,ro,osta
non 6 risolutia di tutti i ,ro<lemi si cerca in tal modo di tener conto delle
caratteristiche inelastiche della struttura.
B;analisi modale a s,ettro di ris,osta ,ossiede sicuramente delle mi"liorie ris,etto
all;analisi statica e?uialente/ mi"liorie che estendono l;a,,lica<ilitH di tale
metodo di calcolo antisismico a ,iJ sariate classi di struttureF dalle ,iJ sem,lici e
re"olari a ?uelle ,iJ com,lesse ed irre"olari.
:l anta""io di tale analisi risiede nella ca,acitH di co"liere il com,ortamento
torsionale delle strutture attraerso l;a,,licazione di co,,ie torcenti di ,iano.
0onostante tutto l;analisi modale a s,ettro di ris,osta a,,artiene alla classe delle
analisi lineari/ ?uindi 6 affetta/ insieme all;analisi statica e?uialente/ da ,ro<lemi
e limitazioni ,ro,rie delle analisi lineari. #ali analisi non sono in "rado di co"liere
i cam<iamenti nella ris,osta dinamica della struttura/ che si erificano man mano
che i sin"oli elementi si ,lasticizzano. 0on sono date inoltre informazioni sulla
distri<uzione della domanda di anelasticitH nella struttura.
Per i motii a,,ena es,osti sono state silu,,ate le metodolo"ie di calcolo non-
lineare. Gsse ,ermettono di com,rendere come la struttura ra""iun"e la crisi/ che
ti,o di crisi si innesca/ doe si troano le de<olezze strutturali/ doe e con ?uale
,ro"ressione si formano le cerniere ,lastiche/ ?uale sia il liello di duttilitH
strutturale e come aria la ris,osta ,assando dal com,ortamento lineare a ?uello
non-lineare
).".3 Ana*isi s+a+ica non-*inea0e /P-s4o.e01
B;analisi statica non-lineare consiste nell;a,,licare all;edificio carichi
"raitazionali ed un sistema di forze orizzontali che/ mantenendo inariati i
ra,,orti relatii fra le forze stesse/ en"ono tutte scalate in modo da far crescere
monotonamente lo s,ostamento orizzontale di un ,unto di controllo sulla struttura
(solitamente un ,unto in sommitH dell;edificio!/ fino al ra""iun"imento delle
condizioni ultime.
-on tale analisi 6 ,ossi<ile erificare la ca,acitH della struttura/ sia in termini di
resistenza che di deforma<ilitH/ tenendo conto sia delle non linearitH "eometriche
che di ?uelle del materiale.
Uuesto ti,o di analisi ,uK essere a,,licato ,er "li sco,i e nei casi se"uentiF
2. alutare i ra,,orti di soraresistenza
M
1

u
2. erificare l;effettia distri<uzione della domanda inelastica ne"li
edifici ,ro"ettati con il fattore di riduzione ?M
2. come metodo di ,ro"etto ,er "li edifici di nuoa costruzione
sostitutio dei metodi di analisi lineariM
2. come metodo ,er la alutazione della ca,acitH di edifici esistenti.
: ,assi e concetti dell;analisi di pus%over sono es,osti in maniera detta"liata nel
secondo ca,itolo e nell;a,,endice A/ a cui si rimanda ,er i necessari
a,,rofondimenti.
Uui ricordiamo che il metodo di analisi a,,ena citato 6 ancora in fase di studio/
s,erimentazione e alidazione/ s,ecie ,er ?uel che ri"uarda la sua a,,lica<ilitH
alle strutture s,aziali irre"olari. 0ell;am<ito della ,resente tesi si 6 cercato di fare
chiarezza su alcuni as,etti e ,ro<lemi che sor"ono nell;a,,licare l;analisi di
pus%over alle strutture s,aziali irre"olari.
Purtro,,o l;analisi statica non-lineare non riesce (ancora! a ,reedere alcuni
as,etti/ effetti ed alcune ris,oste strutturali che solamente un;analisi dinamica
non-lineare o""i riesce a co"liere. Uuanto a,,ena detto ale so,rattutto ,er le "iH
citate strutture s,aziali irre"olari/ doe la ris,osta torsionale ,orta a de"li effetti
dinamici che difficilmente si riescono a ,reedere con un;analisi di ti,o statico.
Per tale motio l;analisi dinamica non-lineare rimane tutt;o""i il metodo di analisi
,iJ com,leto a dis,osizione del ,ro"ettista antisismico/ ricordando ,erK il "rande
onere com,utazionale che tali analisi com,ortano.
0ell;am<ito della ,resente tesi si 6 comun?ue ,ro,osto un metodo di analisi di
pus%over (con distri<uzione di ti,o W delle forze/ edi il secondo ca,itolo! che
,ossa co"liere al me"lio i diersi as,etti e caratteristiche della ris,osta
traslazionale e torsionale di una struttura s,aziale irre"olare.
).".5 Ana*isi ina!ica non-*inea0e
B;analisi dinamica non-lineare 6 a tutt;o""i sicuramente il metodo di calcolo ,iJ
aanzato/ ,reciso e affida<ile che si a<<ia a dis,osizione/ in ?uanto ,ermette di
conoscere l;eoluzione nel tem,o dei diersi ,arametri di ris,osta della struttura
(s,ostamenti/ deformazioni/ tensioni e sollecitazioni!.
Ba ris,osta sismica della struttura 6 calcolata mediante inte"razione delle
e?uazioni del moto/ utilizzando un modello tridimensionale dell;edificio e de"li
accelero"rammi adatti allo sco,o/ che deono essere almeno sette.
#ali accelero"rammi serono ,er alutare "li effetti sulla struttura (sollecitazioni/
deformazioni/ s,ostamenti/ tensioni! che ,ossono essere ra,,resentati dalla media
dei alori massimi ottenuti nelle analisiM nel caso di un numero inferiore di sette
"ru,,i di accelero"rammi si farH riferimento ai alori ,iJ sfaoreoli.
Uuanto a,,ena detto sem<rere<<e classificare l;analisi dinamica non-lineare come
l;a,,roccio ottimale e re"nante nell;am<ito della ,ro"ettazione antisismica/ in
realtH dietro a tanti ,re"i si nascondono i difetti di tale metodo di calcolo.
Primo fra tutti l;onerositH com,utazionale e la com,lessitH concettuale. :n
secondo luo"o i 6 la non trascura<ile difficoltH dell;a,,licazione del metodo/ in
,articolare ,er la criticitH di alcuni as,etti/ ,rinci,almente due. :l ,rimo consiste
nell;indiiduazione di un modello che sia in "rado di descriere il com,ortamento
,ost-elastico sotto cicli di carico e scarico de"li elementi e la conse"uente
dissi,azione di ener"ia/ il secondo nella necessitH di ra,,resentare "li eenti
sismici attesi nella zona in cui 6 situato l;edificio o""etto di studio attraerso "li
accelero"rammi da utilizzare come input.
:l ,ro<lema dell;onerositH com,utazionale del metodo discusso dienta
eidentemente ancor ,iJ si"nificatio se si considera che le analisi deono essere
ri,etute ,er un numero eleato di olte in modo da "arantire una aliditH di ti,o
,ro<a<ilistico alle ,reisioni/ ma anche a causa dell;iteratiitH ,ro,ria di o"ni
,rocedimento di ,ro"ettazione douta a"li errori di modellazione/ a""iustamenti e
reisioni del ,ro"etto ori"inario/ ri,ro"ettazione di alcune ,arti/ ri,ensamenti
sulla concezione strutturale da adottare e modifiche olute dal committente
dell;o,era.
=na ariante dell;analisi dinamica non-lineare a,,ena descritta 6 l;analisi
dinamica incrementale (IDA! ,resentata nel terzo ca,itolo/ a cui si rimanda ,er "li
a,,rofondimenti necessari. #ale metodolo"ia di calcolo risulta un;eoluzione
dell;analisi dinamica non-lineare/ da cui ne ri,rende tutte le caratteristiche e
,rinci,i <ase/ ma al tem,o stesso a""iun"e caratteristiche e ,ossi<ilitH
inesti"atie sconosciute alla @classicaA analisi dinamica non-lineare.
Eista la com,lessitH e le ,ro<lematiche connesse alle analisi dinamiche non-
lineari da anni si cerca una soluzione di com,romesso che/ tramite un calcolo
statico non-lineare/ ,orti ad una accuratezza accetta<ile dei risultati senza ,erdere
di ista "li as,etti non-lineari del ,ro<lema.
'.+ Analisi stati*a non,lineare +D -Pushover +D.
).3.) In+0o-6ione
B;analisi statica non-lineare/ detta anche analisi di pus%over/ 6 uno de"li a,,rocci
attualmente utilizzati ,er lo studio e la ,ro"ettazione antisismica di strutture
re"olari sia in ,ianta che in altezza. .razie a tale re"olaritH 6 ,ossi<ile studiare il
com,ortamento strutturale del telaio s,aziale attraerso l;analisi di sin"oli telai
,iani. B;intera struttura s,aziale iene scom,osta in telai ,iani e?uialenti/ i ?uali
,ossono essere studiati con le metodolo"ie di analisi di pus%over 2D "iH
s,erimentate e alidate ,er l;analisi di strutture ,iane.
#ali metodolo"ie di pus%over 2D/ come descritto nell;a,,endice A/ forniscono
una <uona descrizione del com,ortamento strutturale di un telaio so""etto ad
azione sismica/ il tutto con oneri com,utazionali a<<astanza ridotti. Ba
alidazione dei diersi metodi di pus%over 2D 6 aenuta attraerso un confronto
con i risultati ottenuti dalle analisi dinamiche incrementali/ come s,ecificato nella
,u<<licazione )erracuti 4./ 2aoia M./ Pinho I./ )rancia I. $200%&.
2e<<ene l;analisi di pus%over ,ossa essere una attraente metodolo"ia ,er lo studio
e ,ro"ettazione antisismica delle strutture/ l;estensione al caso tridimensionale
($us%over 3D! im,lica ?ualche ,ro<lema a cui <iso"na ris,ondere ,rima di
effettuare l;analisi. :nnanzitutto 6 im,ortante definire correttamente il modello
numerico che dee ris,ecchiare il reale com,ortamento della struttura/ ?uindi
sor"ono delle ,ro<lematiche su che ti,o di modellazione meccanica adottare ,er
"li elementi finiti che erranno utilizzati nella costruzione del modello numerico
della struttura. #ali elementi finiti doranno essere in "rado di co"liere i
molte,lici as,etti non-lineari del ,ro<lemaF sia non-linearitH meccaniche che
"eometriche. :noltre la schematizzazione della struttura dee essere ra"ionata ed
accurata/ ,er eitare modellazioni errate e fenomeni di localizzazione delle
deformazioni.
Definiti "li elementi strutturali come ,ilastri e trai nelle loro reale
conformazione/ il ,ro<lema si ,one nella modellazione del solaio. :l solaio dee
essere sufficientemente ri"ido ,er ,oter concentrare le masse e i momenti
d;inerzia de"li im,alcati nei <aricentri di ,iano/ inoltre dee ri,artire le forze
d;inerzia su"li elementi resistenti senza su<ire deformazioni anelastiche durante il
sisma.
Lttenuto il modello strutturale/ il ,ro<lema successio 6 ?uello di definire come
a,,licare le forze statiche sia lun"o l;altezza dell;edificio che a liello di sin"olo
,iano. =tilizzando un;analisi di pus%over/ il ,rimo ,ro<lema 6 la scelta della
distri<uzione dei carichi laterali che/ come noto dall;LP-M 3274 e
dall;Gurocodice '/ ,uK essere uniforme o,,ure ,ro,orzionale al modo di i<rare
fondamentale della struttura. #ali due distri<uzioni di forze sono state ,ro,oste
s,ecificatamente ,er le strutture ,iane/ doe tutte le forze a,,licate sono
contenute nel ,iano e non i 6 la ,ossi<ilitH di moti torsionali della struttura.
0ell;am<ito delle strutture s,aziali/ so,rattutto irre"olari/ i moti torsionali
,ossono aere masse ,arteci,anti rileanti/ ?uindi non trascura<ili. :n tali casi
l;utilizzo delle @classicheA distri<uzioni di forze laterali adottate nelle analisi 2D
,otre<<ero non condurre a risultati attendi<ili. 0ell;am<ito dell;analisi di
pus%over 3D rimane ?uindi da ca,ire come distri<uire le forze sull;altezza della
struttura in modo da tener conto de"li effetti sia traslazionali che torsionali.
:l secondo ,ro<lema che si incontra 6 nella scelta di doe e come a,,licare i
carichi laterali a liello del sin"olo ,ianoF sullo stesso ,iano ci ,ossono essere
diersi ,unti in cui 6 ,ossi<ile a,,licare le forze di s,inta laterale. Ba scelta
consi"liata 6 ?uella di a,,licare i carichi/ che ,er le strutture s,aziali ,ossono
essere sia forze traslazionali che co,,ie torsionali/ nei centri di massa di ,iano
schematizzando il solaio come infinitamente ri"ido.
Liamente ?uanto a,,ena detto ,erde la sua aliditH nel caso in cui i solai non
,ossono ritenersi infinitamente ri"idi/ in tali casi il ,ro<lema di come distri<uire le
forze di pus%over a liello del sin"olo ,iano rimane un ,ro<lema di difficile
risoluzione.
Definito il modello strutturale e fatte le doute scelte ,er la distri<uzione in ,ianta
ed in altezza delle forze statiche/ ora risulta necessario sta<ilire con ?uale ti,o di
analisi si ,ossono confrontare i risultati ,er la alidazione del metodo. B;analisi
che ad o""i definisce correttamente la ris,osta della struttura/ ,ro,osta da
Eamatsi1os e -ornell $2002&/ 6 l;analisi dinamica incrementale (IDA! descritta
nel terzo ca,itolo/ a cui si rimanda ,er "li a,,rofondimenti necessari.
0el confronto fra i risultati dei due metodi di analisi occorre decidere ?uali
"randezze sono ,iJ ra,,resentatie. Molti autori ()aella e (ilar $199'&/ (ilar e
)a*far $2002&/ Penelis e (a,,os $2002&/ 5arat6 e A7ala $2004&! considerano ,er il
confronto la cura di pus%over/ ta"lio alla <ase - s,ostamento massimo di un
,unto in sommitH/ doe tale ,unto solitamente corris,onde al C
-
dell;ultimo ,iano
e la cura ta"lio alla <ase C rotazione massima del C
-
in sommitH. 0ell;am<ito di
?uali ,arametri di ris,osta di una struttura s,aziale irre"olare sia si"nificatio
ri,ortare rimaneano fino a ?ualche anno fa dei du<<i/ mentre ad o""i molti
as,etti e ,ro<lematiche sono state chiariteM anche se i ,ro<lemi che sor"ono nel
confronto/ fra i risultati di un;analisi dinamica con ?uelli di un;analisi di
pus%over/ sono molte,lici e di difficile risoluzione. #utt;ora non esiste un metodo
di confronto unioco ed uniersalmente riconosciuto da tutti i ricercatori. Al
ri"uardo delle ,ro<lematiche di confronto a,,ena citate si rimanda alla lettura del
terzo ca,itolo.
0e"li ultimi anni molti autori hanno cercato di a,,rofondire il metodo di analisi di
pus%over ,er strutture irre"olari. 0el se"uito del ,resente ca,itolo en"ono
,resentate le metodolo"ie di calcolo e i risultati ottenuti fino ad o""i da diersi
autori.
).3." Ana*isi i P-s4o.e0 non aa++i.o 3e0 s+0-++-0e s3a6ia*i i00e2o*a0i
Molti ricercatori hanno ,osto attenzione allo silu,,o di sem,lici metodolo"ie di
calcolo/ ca,aci di ,redire la ris,osta sismica di strutture irre"olari mediante delle
analisi statiche non-lineari.
1.3.2.1 Mo"hadam e #so $199%&/ @ Damage assessment o) eccentric multistore< +uildings using "D
pus%over anal<sis A
Ba ,rocedura utilizza i risultati di due analisi di pus%over 3D insieme con la
ris,osta dinamica di un sistema e?uialente 2DL) (sin"le de"ree of freedom!
alutando la deformazione sismica e il danne""iamento de"li elementi localizzati
sul ,erimetro della struttura. B;affida<ilitH della ,rocedura 6 stata dimostrata dalla
alutazione del danne""iamento di una struttura di sette ,iani in cemento armato
con telai eccentrici so""etta a una serie di terremoti con differenti caratteristiche.
B;eccessia ris,osta torsionale di strutture eccentriche multi,iano 6 la causa
ma""iore di danne""iamento da ,arte del terremoto. Ba ris,osta torsionale induce
un am,liamento de"li s,ostamenti nel lato flessi<ile delle strutture. .li autori si
,ro,on"ono di sem,lificare il ,rocesso di alutazione del danne""iamento. Ba
,rocedura 6 <asata su un sistema e?uialente SD20 conce,ito dalla ,ro,osta di
2aiidi e 2ozen $19'1& ,er alutare la ris,osta sismica non-lineare della struttura. X
coinolta un;analisi dinamica inelastica del sistema SD20 ,iJ due analisi
inelastiche di strutture tridimensionali so""ette a carico statico incrementale.
Ba ,rocedura 6 s,ie"ata in detta"lio ,er il caso di una struttura a = ,iani aente un
asse di simmetria in direzione 8. Ba struttura 6 so""etta ad un sisma con azione
,er,endicolare all;asse di simmetria. Be 2= e?uazioni che descriono la
deformazione della struttura ,ossono essere es,resse nel se"uente modoF
{ } ! (
0
1
0
0
0
0
t u
I
-
R
I
-
g
m m


'

1
]
1

'

1
]
1

(1.4!
doe
{ }
6 il ettore de"li s,ostamenti in direzione < del centro di massa (C
-
! di
,iano/
{ }
6 il ettore delle rotazioni di ,iano e
{ } R
6 il ettore delle forze.
[ ] -

e
[ ]
m
I
sono ris,ettiamente la matrice delle masse e la matrice del momento
d;inerzia del C
-
e
! (t u
g 6 l;in,ut del moimento del terreno. 2e si assume che la
struttura ris,onda all;azione sismica in un solo modo/ il sistema mult< degree o)
)reedom (-D20! ,uK essere ridotto ad un sistema e?uialente SD20 usando
l;a,,roccio "eneralizzatoF
{ } ( ) t >

'

(1.+!
doe
{ }
ra,,resenta il ,rofilo di deformazione costante della struttura e
! (t >

sono le coordinate "eneralizzate.
{ }
6 normalizzato in modo che
! (t >

ra,,resenti lo s,ostamento del C
-
del ,iano di co,ertura della struttura. :l ,rofilo
di deformazione 6 ottenuto dalla media delle analisi di pus%over 3D della
struttura/ a,,licando le forze laterali distri<uite
{ } ) ?
ai C
-
di ,iano della
struttura.
? ra,,resenta il ta"lio alla <ase e
{ } )
la distri<uzione normalizzata delle forze
a,,licate. Durante l;analisi di pus%over 6 stato monitorata la relazione fra il ta"lio
alla <ase e lo s,ostamento del C
-
. :l risultato delle cure ,uK essere scritto come
( ) > @ A ?
doe A 6 la ,endenza iniziale della cura ?-> e @(>! descrie
l;a,,rossimazione <ilineare della cura. :l ettore delle forze restituito
{ } R
,uK
essere ra,,resentato da un set di forze usando l;analisi di pus%over. #ale set di
e?uazioni ,uK essere ridotto in una sin"ola e?uazione alida ,er il sistema 2DL)F
! ( ! (
Y Y Y
t u l > @ : > m
g


+
(1.%!
Doe mY/ 1Y e lY denotano massa/ ri"idezza e fattore di eccitazione del sisma ,er
il sistema e?uialente SD20.
Ba soluzione dell;e?uazione (1.%! 6 ottenuta utilizzando la ,rocedura di
inte"razione step#+<#step. :l massimo assoluto di
! (t >
denotato con >
ma8
ra,,resenta il massimo s,ostamento del C
-
di co,ertura della struttura. =na olta
determinato >
ma8
dee essere solta una seconda analisi di pus%over 3D. Uuesta
seconda analisi termina ?uando lo s,ostamento del C
-
della co,ertura della
struttura e"ua"lia >
ma8
.
.li autori hanno s,erimentato ?uesta metodolo"ia su una struttura di sette ,iani in
cemento armato/ edi )i"ura 1.2/ doe il C
-
risulta s,ostato di 2.4m ris,etto al
centro "eometrico ,er tutti i ,iani e risulta ,ari al 10T della lar"hezza in ,ianta.
Per l;analisi dinamica sono stati utilizzati sette accelero"rammi con uno
smorzamento della struttura del +T.
Fi2-0a )." 9 $ianta della struttura.
:l confronto fra analisi statica e dinamica 6 stato ese"uito in termini di
s,ostamento massimo e di interstore< dri)t (edi )i"ura 1.3!. :n )i"ura 1.4 si
ri,orta la massima duttilitH di trai e colonne.
Fi2-0a ).3 # a! massimo spostamento del lato )lessi+ile +! massimo spostamento di interpiano del
lato )lessi+ile.
Fi2-0a ).5 # a! massima duttilit, in travi +! massima duttilit, in colonne.
: due "rafici dimostrano come deformazione e danne""iamento sono <en correlati.
.li autori affermano che ?uesto metodo 6 in "rado di dare <uoni risultati e ?uindi
ne consi"liano l;utilizzo "razie anche al ridotto costo com,utazionali.
1.3.2.2 Mo"hadam e #so $2000&/ @ $us%over anal<sis )or as<mmetric and set#+ac: mult<#store<
+uildings A
.li stessi autori in un articolo successio/ ,ro,on"ono l;estensione dell;analisi di
pus%over ,er edifici multi,iano eccentrici. Ba ,rocedura da loro ,ro,osta utilizza
l;analisi dello s,ettro elastico della struttura ottenuto dal tar"et de"li s,ostamenti.
X stato studiato un edificio asimmetrico costituito da tre telai di sette ,iani/ edi
)i"ura 1.+. Ba struttura 6 so""etta a dieci re"istrazioni di accelero"rammi s,ettro
com,ati<ili di sismi a,,licati alla <ase ma non 6 chiaro se si utilizzano delle
analisi dinamiche incrementali.
Fi2-0a ).7 9 $ianta della struttura esaminata.
Ba ,rocedura 6 suddiisa in due ,arti. Ba ,rima ,arte ri"uarda la definizione de"li
s,ostamenti massimi determinati attraerso lo s,ettro elastico della struttura. .li
s,ostamenti massimi dei tre telai resistenti della struttura asimmetrica sono
differenti fra loro a causa della diersa ris,osta torsionale. PerciK/ occorre
determinare i tar"et di s,ostamenti ,er o"ni telaio resistente.
Ba ,recisione dell;analisi di pus%over di,ende anche dall;uso dell;a,,ro,riata
distri<uzione di carichi laterali. :n ?uesto caso 6 stata assunta una distri<uzione
trian"olare dei carichi laterali.
Lttenuto il tar"et de"li s,ostamenti con la corris,ondente distri<uzione dei carichi
laterali/ la seconda ,arte consiste nello sol"imento di analisi di pus%over ,iane
,er s,ecifici elementi. L"ni elemento 6 caricato con un set di carichi statici con la
stessa distri<uzione delle forze elastiche su"li elementi ottenuti dall;accelerazione
s,ettrale della struttura. .li elementi sono stati s,inti fino a ?uando si 6 ottenuto il
massimo s,ostamento corris,ondente al tar"et de"li s,ostamenti ,er o"ni sin"olo
telaio.
B;esem,io ri,ortato/ data la ,ianta in )i"ura 1.+, ,resenta tre ariantiF la ersione
ori"inale @)rame 4uildin"A()i"ura 1.%!, @2et-<ac1 frameA()i"ura 1.7! e @Zall-
)rameA che nell;articolo non risulta ,resentata.
Fi2-0a ).8 9 0rame /uilding.
Fi2-0a ).$ 9 Set#+ac: /uilding
Dai risultati ,resentati in termini di s,ostamento di ,iano e di inter,iano/ )i"ura
1.' e )i"ura 1.9, "li autori fanno notare come il massimo s,ostamento 6 <en
a,,rossimato in alcuni casi e in altri sorastimato cosO anche ,er "li s,ostamenti
di inter,iano.
Fi2-0a ).% 9 -edia dei massimi spostamenti.
Fi2-0a ).9 9 -edia dei massimo spostamenti di interpiano.
0on risulta chiaro il ,unto in comune fra le due analisi ,oichV/ come "iH
s,ecificato/ non si ca,isce ?uali alori sono stati ,resi dall;analisi dinamica. 2i
su,,one che si siano considerati i alori massimi ottenuti dalle sin"ole analisi
incrementali ,er o"ni accelero"ramma.
1.3.2.3 (ilar e )a*far $199%&/ @ Sempli)ied pus%over anal<sis o) +uildings structures A
.li autori su""eriscono un a,,roccio ,articolare ,er la modellazione della
struttura. :l ,unto iniziale del ,rocesso 6 creare uno modello ,seudo
tridimensionale che consiste nell;assem<lare macroelementi <idimensionali/ edi
)i"ura 1.10.
Fi2-0a ).)# # -acroelementi +idimensionali.
Uuesti macroelementi ,ossono essere orientati ar<itrariamente in ,ianta e sono
assunti resistenti al carico solo nel loro ,iano/ ma nel com,lesso la struttura ,uK
resistere in o"ni direzione. :l modello ha tre "radi di li<erta ,er o"ni ,iano (due
com,onenti orizzontali e una rotazionale ris,etto all;asse erticale!. :l anta""io
di ?uesto modello 6 dato dalla facile ,re,arazione/ inter,retazione ed efficienza
com,utazionale. Per o"ni macroelemento sono stati definiti i meccanismi ,lastici.
.li autori ,ro,on"ono ,er i macroelementi la relazione fra ta"lio alla <ase C
s,ostamento in sommitH come ra,,resentazione <ilineare a condizione che la
distri<uzione erticale dei carichi laterali sia costante. 2e ?uesta distri<uzione
cam<ia durante la storia di carico (accade ,rinci,almente ?uando uno dei
macroelementi del sistema strutturale snera o,,ure cam<ia di ri"idezza! allora
anche la ,endenza della cura ta"lio alla <ase C s,ostamento in sommitH cam<ia.
B;analisi 6 stata silu,,ata eento ,er eento/ doe ,er eento si intende il
cam<iamento della ri"idezza strutturale douta alla formazione delle cerniere
,lastiche nei macroelementi. Ba ,rocedura 6 la se"uenteF
1. :nnanzitutto dee essere conosciuta l;intera struttura. :n a""iunta ,er
l;analisi elastica occorre conoscere il momento resistente ,er le sezioni
critiche.
2. Dee essere scelta la distri<uzione dei carichi orizzontali da a,,licare
lun"o l;altezza e "li incrementi di carico. Per le strutture asimmetriche 6
stata solta l;analisi 3D doe il ,unto di a,,licazione del carico 6
usualmente il centro di massa.
3. Per "li incrementi di carico selezionati dee essere effettuata una analisi
statica elastica. Per i macroelementi sono stati calcolatiF la distri<uzione
del carico/ "li s,ostamenti e le forze interne.
4. =sando la relazione a,,rossimata non-lineare fra ta"lio alla <ase e
s,ostamento in sommitH sono stati calcolati ,er tutti "li eenti as,ettati i
fattori di eento. Per o"ni macroelemento considerato/ ad o"ni eento si
calcola il fattore di eento che 6 dato dal ra,,orto fra il carico
incrementato che causa l;eento e il carico incrementale selezionato.
Do,odich6 il fattore di eento 6 scalato con il carico incrementale esterno.
+. : risultati ottenuti nel ,unto 3 sono stati scalati con il fattore di eento
minimo e a""iunti ai risultati del ,unto 4.
%. :l modello matematico e>o la ri"idezza del macroelemento che fa scattare
l;eento 6 cam<iato.
7. =sando il nuoo modello matematico/ si ri,ete la ,rocedura dal ,unto 3 al
,unto %.
'. Possono essere scelte molte o,zioni ,er terminare l;analisi come ad
esem,io la formazione di meccanismi ,lastici.
Ba ,rocedura ,ro,osta dai due autori 6 a,,lica<ile a strutture di o"ni materiale/
ma la sua a,,licazione 6 stata ristretta a strutture in cemento armato con
com,ortamento duttile.
.li autori hanno a,,licato il metodo su una struttura di sette ,iani in cemento
armato simmetrica e con l;introduzione di un;ulteriore macroelemento nella
direzione del terzo telaio 6 stata resa asimmetrica/ edi )i"ura 1.11.
Fi2-0a ).)) 9 $ianta e se'ione della struttura esaminata.
:l modello matematico 6 stato ottenuto con cin?ue macroelementi in direzione 8 e
?uattro in direzione <.
:l carico orizzontale 6 stato a,,licato nel centro di massa in direzione 8 con una
distri<uzione trian"olare lun"o l;altezza.
:l massimo s,ostamento 6 stato monitorato nel telaio di mezzo/ il ::.
: risultati del modello sem,lificato sono stati confrontati con i risultati di analisi di
pus%over solte attraerso modelli non lineari a ,lasticitH diffusa (softDare
-A003! e a ,lasticitH concentrata (softDare 0GAEG(!/ ,resentati nella 0igura
1.12.
Fi2-0a ).)" 9 Rela'ione )ra taglio alla +ase e massimo spostamento in sommit, per le strutture
simmetric%e e asimmetric%e.
Dalle cure di pus%over ottenute con i due softDare ,er i due modelli si ,uK
edere come la modellazione ,ro,osta ra,,resenta correttamente il
com,ortamento delle strutture. .li autori concludono che la modellazione della
struttura in macroelementi risulta a"eole e ?uindi ne consi"liano l;utilizzo sia ,er
nuoe costruzioni che ,er strutture esistenti.
1.3.2.4 )aella e (ilar $199'&/ @ As<mmetric multistore< RBC )rame structures: pus%#over versus
nonlinear d<namic anal<sis A
.li autori utilizzano il pus%over conenzionale con distri<uzione di carico
trian"olare e alutano l;a,,lica<ilitH di tale a,,roccio nelle strutture asimmetriche
in ,ianta. Ba scelta ,ro,osta 6 di s,ostare la ,osizione del centro di massa (C
-
!.
Be analisi dinamiche non lineari da utilizzare come confronto sono state effettuate
con tre sismi. Per entram<e le ti,olo"ie di analisi 6 stato utilizzato il softDare
-A003. B;analisi di pus%over 6 stata solta a,,licando l;azione sismica in una
sola direzione.
.li autori hanno utilizzato come esem,io una struttura in cemento armato di
?uattro ,iani/ edi )i"ura 1.13.
Fi2-0a ).)3 9 Struttura esaminata.
Ba struttura 6 simmetrica in termini di ri"idezza in entram<e le direzioni
orizzontali/ mentre le masse risultano eccentriche in direzione <. Ba struttura era
stata ,ro"ettata in accordo con l;Gurocodice ' che ,rescrie un;eccentricitH
accidentale u"uale al +T della dimensione rileante in ,ianta. :noltre/ sono state
ottenute strutture asimmetriche s,ostando il C
-
in direzione 8 ,er una ?uantitH
,ari al 10T della lar"hezza in ,ianta (C
-
;!. : solai della struttura sono stati
considerati ri"idi in ,ianta.
Per l;analisi di pus%over 6 stato utilizzato un carico trian"olare a,,licato nei C
-
di
,iano/ C
-
- 0.0+L/ C
-
[ 0.0+L e C
-
[ 0.1+L solo in direzione <.
: risultati ottenuti sono ri,ortati nella )i"ura 1.14.
Fi2-0a ).)5 9 Taglio alla +ase 9 spostamento in copertura e taglio alla +ase 9 rota'ione in
copertura per le strutture asimmetric%e. @li spostamenti sono misurati nel C-.
0ei risultati ,ro,osti 6 ,resentato il confronto fra il com,ortamento dei telai ri"idi
(telaio \1! e telai flessi<ili (telaio \%!/ edi )i"ura 1.1+ e 0igura 1.1..
Fi2-0a ).)7 9 Con)ronto )ra i pro)ili piano 9 spostamento ottenuti dallCanalisi di pus%over con
diverso C- e analisi dinamica per tre sismi con intensit, del sisma D,"*g.
Fi2-0a ).)8 9 Con)ronto )ra i pro)ili piano 9 spostamento ottenuti dallCanalisi di pus%over con
diverso C- e analisi dinamica per tre sismi con intensit, del sisma D,1Dg.
:l confronto fra l;analisi dinamica e l;analisi di pus%over ha mostrato una <uona
correlazione ,er il lato ri"ido (\1! con <assa intensitH del sisma (0/3+"! mentre
,er intensitH ,iJ alte (0/7"! l;analisi di pus%over tende a sottostimare lo
s,ostamento ,er il lato flessi<ile (\%!. B;analisi di pus%over sottostima nella
ma""ior ,arte dei casi esaminati lo s,ostamento del centro di massa. .li autori/
dai dia"rammi de"li s,ostamenti/ desumono che la rotazione torsionale ottenuta
dall;analisi dinamica 6 ,iJ "rande di ?uella ottenuta con l;analisi di pus%over.
.li autori sulla <ase dei risultati ottenuti affermano come il pus%over non sia in
"rado di co"liere ade"uatamente la rotazione torsionale e come la ris,osta della
struttura ari con l;intensitH del sisma.
1.3.2.+ (ilar e )a*far $2002&/ @ Simpli)ied nonlinear seismic anal<sis o) as<mmetric multistore< RBC
+uilding A
.li autori es,lorano la ,ossi<ilitH di estendere l;02 -et%od/ ori"inariamente
formulato ,er le analisi ,iane/ a strutture irre"olari.
$assi dellC=2 -et%od
Uuesto metodo 6 utilizzato ,er ,redire la ris,osta della struttura ,rodotta da un
eento sismico definito da uno s,ettro elastico di ris,osta in termini di
accelerazione e di ?uantificare il danno strutturale atteso attraerso l;utilizzo di
o,,ortuni indici di danno. :n se"uito sono descritti i ,assi caratteristici del
metodoF
1. Dati ini'iali sono le caratteristiche della struttura e lo s,ettro elastico delle
accelerazioni. Bo s,ettro di ris,osta elastico in termini di accelerazione 6
definito in funzione del "rado di sismicitH del sito e delle caratteristiche
del suolo su cui si troa la struttura. Per ?uanto ri"uarda le caratteristiche
della struttura/ oltre ai dati necessari ,er condurre l;analisi elastica tra cui
la massa/ il ,eriodo e il coefficiente di smorzamento/ <iso"na definire una
relazione forza C s,ostamento non-lineare che descrie il com,ortamento
dei ari elementi strutturali sotto,osti a caricamento monotono.
2. Analisi statica non#lineare della struttura sistema -D20! sottoposta ad
un carico laterale crescente. : ,assi da ese"uire sonoF assunzione di una
deformata modale del sistema/ determinazione delle forze laterali definite
a meno di un molti,licatore e determinazione della relazione ta"lio alla
<ase C s,ostamento in sommitH attraerso l;analisi di pus%over. B;analisi
di pus%over iene ese"uita sotto,onendo la struttura ad un sistema di forze
orizzontali con un;o,,ortuna distri<uzione/ crescente monotonicamente.
Ba distri<uzione delle forze ,uK essere uniforme in altezza
,ro,orzionalmente alle masse di ,iano o,,ure ,ro,orzionale al ,rimo
modo di i<rare. B;incremento del carico ,rooca il cedimento
,ro"ressio de"li elementi strutturali e/ di conse"uenza/ la ,erdita di
ri"idezza "lo<ale della struttura. Attraerso l;analisi di pus%over 6
,ossi<ile determinare una cura forza - s,ostamento non-lineare
caratteristica del sistema MDL).
3. Tras)orma'ione del sistema -D20 nel sistema equivalente SD20 e
determina'ione dello spettro di capacit,. : ,assi da se"uire sonoF
trasformazione dal sistema MDL) al sistema 2DL)/ determinazione della
forza/ dello s,ostamento e del ,eriodo del sistema e?uialente 2DL)/
assunzione di una relazione forza - s,ostamento <ilineare a,,rossimata e
determinazione dello s,ettro di ca,acitH.
4. Ric%iesta sismica in )ormato accelera'ione 9 spostamento A#D!. : ,assi
sono i se"uentiF determinazione dello s,ettro di ris,osta elastico nel
formato (A-D! e determinazione dello s,ettro non-lineare ,er duttilitH
costante.
+. Ric%iesta sismica per il sistema equivalente SD20. : ,assi da se"uire
sonoF determinazione del fattore di riduzione e dello s,ostamento richiesto
%. Ric%iesta sismica glo+ale e locale per il sistema -D20. : ,assi da se"uire
sonoF trasformazione dello s,ostamento richiesto ,er il sistema 2DL)
nello s,ostamento in sommitH del sistema MDL)/ esecuzione di una
analisi al pus%over del sistema MDL) fino allo s,ostamento massimo e
determinazione di tutte le ?uantitH locali corris,ondenti allo s,ostamento
massimo.
7. ?aluta'ione della presta'ione Analisi di danno!. : ,assi da se"uire sonoF
utilizzo del modello di Par1-An" ,er il calcolo de"li indici di danno locale
de"li elementi strutturali/ determinazione dell;indice di danno locale e
com,arazione della richiesta sismica locale e "lo<ale con le ca,acitH
relatie ad un ,reciso liello ,restazionale.
Con)ronto )ra i metodi
.li autori confrontano l;02 -et%od con l;M# -et%od (,ro,osto da Mo"hadam e
#so $2000& ! e l;analisi dinamica non-lineare 3D.
B;esem,io ,ro,osto 6 una struttura a telai di 4 ,iani (edi 0igura 1.11! con due
,areti (Dall A-4! che racchiudono il ano scala rendendo la struttura asimmetrica.
:n ?uesto modo l;eccentricitH risulta a,,rossimatiamente il 40T della lar"hezza
in ,ianta. 0on ris,ettando i contenuti dell;G-' 6 stata inserita una ,arete nel lato
o,,osto della struttura (Dall -!. Uuesta introduzione ha ridotto noteolmente
l;effetto torsionale e di conse"uenza il danne""iamento de"li elementi.
Fi2-0a ).)$ 9 $ianta e se'ione della struttura esaminata.
Per le analisi dinamiche sono stati utilizzati cin?ue sismi con le due com,onenti
orizzontali B;effetto delle due com,onenti orizzontali dell;azione sismica sono
state considerata con un contri<uto del 100T in una direzione e del 30T nella
com,onente orto"onale. Ba com,onente orizzontale ma""iore 6 stata a,,licata in
direzione <. Ba media de"li s,ettri delle accelerazioni dei diersi accelero"rammi
6 confronta<ile con lo s,ettro elastico dell;G-'/ edi )i"ura 1.1'.
Fi2-0a ).)% 9 Spettri di risposta elastici delle accelera'ioni nelle componenti 8 e < con
smor'amento al *E.
Be analisi statiche non lineari e ?uelle dinamiche sono state solte con il softDare
-A003.
Ba modellazione dei solai 6 stata assunta ri"ida nel ,iano e le deformazioni
inelastiche concentrate alla fine de"li elementi.
Per i detta"li del modello e i ,arametri usati nelle analisi non lineari/ "li autori/
fanno riferimento alla ,u<<licazione di )aella e (ilar $199'&.
Ba ,rocedura consiste in due analisi al pus%over indi,endenti del modello 3D con
carico laterale sia in direzione 8 che < ris,ettiamente.
:l carico 6 a,,licato nel C
-
.
X stata ricercata la domanda di s,ostamento del C
-
di co,ertura in entram<e le
direzioni se,aratamente.
Be ?uantitH di deformazione (s,ostamenti/ s,ostamenti di inter,iano/ rotazioni/
duttilitH/ etc.!/ ottenute dall;analisi di pus%over nelle due direzioni/ sono
determinate con la com<inazione delle re"ole 2I22.
-on l;a,,licazione di un carico laterale trian"olare sono state ottenute le se"uenti
cure ta"lio alla <ase C s,ostamento di co,ertura e ta"lio alla <ase C rotazione
torsionale di co,ertura/ edi )i"ura 1.19 / in ?uesto caso ,resentate ad una altezza
,ari al 2T dell;altezza da terra.
Fi2-0a ).)9 9 Taglio alla +ase 9 spostamento di copertura e taglio alla +ase 9 rota'ione
torsionale di copertura.
)acendo riferimento all;G-'/ "li autori hanno a,,licato alla struttura due
distri<uzioni di carico laterale differenteF costante in altezza e ,ro,orzionale al
,rimo modo. Dai risultati si nota come la cura di pus%over uniforme sia sem,re
su,eriore a ?uella con distri<uzione ,ro,orzionale al ,rimo modo. :n )i"ura 1.20
sono ,resentati i risultati ottenuti ,er la struttura ori"inale e modificata.
Fi2-0a )."# 9 Taglio alla +ase 9 spostamento di copertura dellCedi)icio originale e modi)icato.
Be cure sono state rese <ilineari con l;u"ua"lianza dell;ener"ia ra,,resentata
dall;area sottesa.
Mo"hadam e #so $2000& con l;-T -et%od utilizzano/ ,er la alutazione del tar"et
de"li s,ostamenti/ l;analisi elastica dello s,ettro dinamico e ,rocedono con
l;analisi di pus%over nei telai ,iJ critici. :l metodo 6 stato a,,licato nelle due
arianti di struttura/ con e senza ,arete -. Ba ri"idezza elastica in o"ni direzione 6
stata assunta u"uale alla ri"idezza ottenuta dall;idealizzazione <ilineare delle
cure di pus%over nell;=2 -et%od.
.li autori concludono confrontando i due metodi con l;analisi dinamica non-
lineare 3D.
Ta:e**a ).) 9 -assimo spostamento ottenuto dallCanalisi dinamica non#lineare valori medio
delle analisi! e metodo sempli)icato cm!. Il valore )ra parentesi rappresenta la percentuale
corrispondente al valore ottenuto dallCanalisi dinamica.
Dai risultati/ in #a<ella 1.1/ risulta che l;=2 -et%od sorastima "li s,ostamenti
del C
-
e nel modello senza la ,arete - sorastima lo s,ostamento del lato
flessi<ile (34/ 3+!/ mentre sottostima "li s,ostamenti del lato ri"ido (31/ 32!. :l
risultato 6 anche influenzato dall;idealizzazione della cura <ilineare che
determina la ri"idezza elastica. Analo"amente ,er l;-T -et%od non si ha una
ade"uata ra,,resentazione del com,ortamento inelastico della struttura nel caso in
cui si ha una "rande escursione non-lineare/ ma dimostra una ra"ioneole
,recisione nei risultati del lato flessi<ile (34 e 3+! ,er la struttura senza ,arete -.
1.3.2.% Penelis e (a,,os $2002&/ @ "D pus%over anal<sis: t%e issue o) torsion A
.li autori ,resentano un metodo ,er ra,,resentare la ris,osta inelastica torsionale
di strutture con l;analisi di pus%over statica non-lineare #ali risultati saranno
confrontati con una Time#4istor< analisi inelastica dello stesso modello. Ba ,rima
im,ortante osserazione fatta da"li autori 6 la determinazione del ettore delle
forze (forze laterali e torsione! ,er l;analisi di pus%over della struttura e la
determinazione dell;e?uialente modello SD20 che dorH tenere in conto sia la
traslazione che la torsione.
Passi del metodoF
1. Deono essere utilizzati dai 3 ai + accelero"rammi e scalati in accordo
con il pea: ground acceleration ($@A! o,,ure con l;intensitH s,ettrale.
2. Dee essere calcolato/ ,er "li accelero"rammi scelti/ lo s,ettro elastico
medio e l;analisi dinamica dello s,ettro di ris,osta. Per o"ni ,iano occorre
calcolare la traslazione e la torsione (u
<1
/ ]
'1
! del C
-
.
3. 2i sol"e l;analisi elastica della struttura con il ettore dei carichi ($
1
/ -
1
!
al C
-
douto alla traslazione e alla rotazione (u
<1
/ ]
'1
! calcolati nell;analisi
dello s,ettro di ris,osta del ,recedente step/ edi )i"ura 1.21. :n
,articolare/ "li s,ostamenti calcolati nello step 2 sono introdotti come
limiti del C
-
e la reazione risultante 6 costituita dal ettore dei carichi ($
1
/
-
1
!.
Fi2-0a ).") 9 $rocedura per il calcolo del vettore di carico per lCanalisi di pus%over.
4. Dee ,oi essere calcolato il fattore di riduzione da -D20 a SD20M c
1
riferito a"li s,ostamenti e c
2
al carico con massa e?uialente mF.
+. A,,licando il ettore dei carichi ($
1
/ -
1
! al C
-
dee essere effettuata un
analisi di pus%over 3D. 2i ottiene cosi la cura $#S della struttura e
usando i fattori c
1
e c
2
si ottiene la cura di ca,acitH del sistema
e?uialente 2DL)F
Y Y
2
m $ c $
(1.7!

1
Y c
(1.'!
%. 2uccessiamente dee essere calcolata la media dello s,ettro delle
accelerazioni C s,ostamento ,er "li accelero"rammi selezionati e i fattori
di duttilitH.
7. 2i sora,,one la cura di ca,acitH con lo s,ettro di domanda del tar"et
de"li s,ostamenti dell;oscillatore SD20 e dall;intersezione si ottiene la
duttilitH ^
'. :l tar"et de"li s,ostamenti ,er la co,ertura del modello -D20 6 calcolato
usando il fattore c
1
F
1
Y
ar" ar"
c u u
t t

(1.9!
mentre ,er il tar"et della rotazione torsionale 6 calcolatoF
ar"
Y
ar" ar" t t t
u
(1.10!
.li autori hanno analizzato due strutture come ra,,resentato in )i"ura 1.22.
Fi2-0a )."" 9 Strutture studiate ad un solo piano: la prima %a due elementi irrigidenti mentre la
seconda, rispetto alla prima, %a due elementi irrigidenti in piG.
Dalle analisi solte sulle due strutture sono stati ri,ortati i risultati "rafici in
funzione della forza $ ,er lo s,ostamento H ()i"ura 1.23 e 0igura 1.2*! e la
rotazione ] ()i"ura 1.24 e 0igura 1.2.!.
Fi2-0a )."3 9 Con)ronto dei risultati $#H! per la prima struttura.
Fi2-0a )."5 9 Con)ronto dei risultati $#I! per la prima struttura.
Fi2-0a )."7 9 Con)ronto dei risultati $#H! per la seconda struttura.
Fi2-0a )."8 9 Con)ronto dei risultati $#I! per la seconda struttura.
Be analisi dinamiche sono state inter,olate con una cura ,olinomiale e ,oi
confrontate con le cure di pus%over. .raficamente si ,uK notare una <uona
correlazione fra i risultati/edi anche la deformata in )i"ura 1.27, ma "li autori
a,,licando il se"uente metodo hanno riscontato due im,ortanti ,articolariF
2. :l calcolo dello s,ettro elastico/ dato della media de"li s,ettri
elastici di o"ni accelero"ramma scalato/ introduce il ,ro<lema della
forma irre"olare della cura di domanda finale. Uuesto causa un
,ro<lema nel metodo "rafico ,er determinare il tar"et de"li
s,ostamenti in ?uanto ?uesto alore 6 molto sensi<ile alle
irre"olaritH dello s,ettro di domanda.
2. :l ettore dei carichi e le caratteristiche del sistema e?uialente
SD20 sono definite sul risultato dell;analisi dello s,ettro di
ris,osta elastico. X ra"ioneole as,ettarsi che lo sneramento di
uno de"li elementi resistenti della struttura ,ossa alterare le
caratteristiche modali e ,erciK influire sul ettore dei carichi e sulle
caratteristiche del sistema e?uialente SD20. -omun?ue altri
ricercatori hanno dimostrato non creare un si"nificante
cam<iamento.
Fi2-0a )."$ 9 De)ormata ottenuta per la struttura con due elementi irrigidenti.
).3.3 E;;e++i ei !oi s-3e0io0i s-* co!3o0+a!en+o i s+0-++-0e i00e2o*a0i
0ella letteratura ,iJ recente si 6 silu,,ato il concetto di a,,lica<ilitH del metodo
di analisi di pus%over ,er strutture asimmetriche in cui risulta fondamentale
considerare i modi di i<rare su,eriori.
1.3.3.1 -ho,ra e .oel $2004&F @ A modal pus%over anal<sis procedure to estimate seismic demands
)or uns<mmetric#plan +uildings A
.li autori estendono la ,rocedura di analisi di pus%over modale (-$A! a strutture
asimmetriche sol"endo dierse analisi di pus%over a seconda del numero di nodi
considerati/ a,,licando forze distri<uite ,ro,orzionali ai modi di i<rare e
inarianti durante l;analisi. Be analisi di pus%over solte con distri<uzione dei
carichi ,ro,orzionale ai modi di i<rare en"ono com<inate con le re"ole del
C;C. 0ell;articolo 6 stata dimostrata l;affida<ilitH del risultato ,er strutture
asimmetriche con ri"idezza torsionale e ri"idezza flessionale ma 6 stato anche
dimostrato che/ ,er strutture con ri"idezza torsionale e ,articolari moimenti del
terreno la modellazione ,erde di affida<ilitH ,erchV i modi elastici sono
fortemente acco,,iati e "li s,ostamenti di co,ertura sono sottostimati con
l;utilizzo delle re"ole di com<inazione C;C.
:l caso considerato 6 una struttura di = ,iani non simmetrica in ,ianta sia in
direzione 8 che <. Ba non simmetria ,uK di,endere dalla distri<uzione delle masse
ai ,iani ma anche dalla ri"idezza de"li elementi strutturali. L"ni ,iano 6 ri"ido e
ha 3 "radi di li<ertH definiti ris,etto al centro di massaF traslazione in direzione 8/
traslazione in direzione < e rotazione.
0ell;articolo 6 ,resentato lo studio di una struttura di 9 ,iani in acciaio (SAC
/uilding! ti,ica della -alifornia/ Bos An"eles. Ba ,ianta simmetrica della struttura
6 stata modificata risultando ancora simmetrica lun"o 8 ma non ,iJ in direzione <.
2ono state conserate le ,ro,rietH di ri"idezza ma il C
-
6 risultato eccentrico
ris,etto il centro di ri"idezza (C
R
! lun"o l;asse 8 ,er una ?uantitH ,ari al 10T della
dimensione in ,ianta. Dalla struttura di ori"ine/ )i"ura 1.2', ariando il ra,,orto
fra le masse di ,iano e il momento di inerzia/ sono state modellate tre strutture che
,resentano ,arametri modali differenti.
Fi2-0a )."% 9 $ianta della struttura esaminata.
0ella ,rima =1/ con un ra,,orto u"uale a ?uello di una struttura simmetrica in
,ianta/ risulta dominante il ,rimo modo traslazionale mentre nel secondo modo
domina la torsione. Uuindi ra,,resenta il modello con ri"idezza torsionale. 0ella
seconda =2/ il momento di inerzia di o"ni ,iano 6 stato incrementato di un fattore
,ari a 2.9+ ris,etto al modello =1 e in ?uesto caso si dimostra che il moimento
laterale e la torsione sono fortemente acco,,iati nei ,rimi due modi. Uuesto
im,lica che il modello ha ri"idezza a torsione simile a ?uella flessione. 0ella terza
=3 il momento di inerzia 6 incrementato di un alore ,ari a %.0 ris,etto al caso
=1. :l ,eriodo torsionale 6 ,redominante ris,etto a ?uello traslazionale e ?uindi
tale sistema 6 definito modello con ri"idezza flessionale.
Per le analisi dinamiche sono stati considerati 20 accelero"rammi con la
,ro<a<ilitH di ri,etersi ,ari al 2T in +0 anni.
:l -$A si silu,,a nei se"uenti ,assiF
1. Analisi modale ,er la alutazione delle fre?uenze naturali/ _
n
e i modi `
n
,er i<razioni elastiche lineari della strutturaM
2. Per "li n modi/ ricercano il ta"lio alla <ase C s,ostamento di co,ertura (?
+n
# u
rn
! dall;analisi statica non-lineare usando le forze distri<uite/ s
n
Y
. #ra le
cure di pus%over ottenute sia in direzione 8 che </ 6 ,referi<ile sce"liere
?uelle nella direzione dominante dei modi. 0oto il alore dello
s,ostamento laterale di co,ertura douto al carico/ u
rg
M
3. 2i idealizza la cura di pus%over in una cura <ilineare/ edi )i"ura 1.29M
4. 2i conerte la cura di pus%over idealizzata ?
+n
# u
rn
in
n n sn
D L 0
,er
"li n-modi del sistema inelastico sin"le de"ree of freedom (SD0! usando le
relazioniF
Y
n
<
+n
n
sn
-
?
L
0

(1.11!
rn n
<
rn <
n
u
D

(1.12!
in cui
rn

6 il alore di
n

di co,ertura nella direzione della cura di pus%overM e


Y
n
-
e n

sono la massa e il coefficiente di ,arteci,azione alutati nella


direzione del moimento del terrenoM
Fi2-0a )."9 9 Ideali''a'ione della curva di $us%over in curva +ilineare.
+. 2i com,uta il ,icco di s,ostamento D
n
/ dell;n-esimo modo del sistema
inelastico SD0/ definito dalla relazione forza s,ostamento ottenuta nel
,unto 4 e alore di smorzamento a
n
. :l ,eriodo di i<razione elastico del
sistema 6
2
1
2

,
_


<
sn
<
n n
n
0
D L
T (1.13!
%. 2i calcola il ,icco di s,ostamento di co,ertura u
rn
nella direzione della
cura di pus%over considerata associata all;n-esimo modo del sistema SD0
inelastico da
n rn n rn
D u
M
7. Dai risultati del pus%over del ,unto 2 si estra""ono i alori della ris,osta
r
nJg
douto alla com<inazione dell;effetto del carico "raitazionale e
laterale dello s,ostamento di co,ertura u"uale a u
rn
J u
rg
M
'. 2i ri,etono i ,unti dal 3 al 7 ,er o"ni modo fino a ?uando si ra""iun"e una
sufficiente ,recisioneM
9. 2i aluta la ris,osta dinamica douta all;n-esimo modoF r
n
7 r
nJg
9 r
g
doe
r
g
6 il contri<uto del carico "raitazionaleM
10. :nfine si determina la ris,osta totale com<inando la ris,osta "raitazionale
e il ,icco modale usando le re"ole C;C.
Ba ,rocedura schematizzata com,rende il carico "raitazionale e l;effetto $#K di
tutti i modi. A,,licando ?uesta ,rocedura ,er i 3 modelli introdotti
,recedentemete 6 risultata una corretta ra,,resentazione ,er i modelli =1 e =3
?uasi ?uanto le strutture simmetriche ma ,er il modello =2 la ra,,resentazione
non 6 molto chiara e il risultato 6 deteriorato ,er due diersi motiiF ,rimo il forte
acco,,iamento dei modi elastici e secondo la re"ola di com<inazione C;C che
sottostima "li s,ostamenti di co,ertura. 0on si ottiene cosO una ,recisa ris,osta in
termini di ,icco di s,ostamento. Dalla )i"ura 1.30 sono chiari i risultati ottenuti.
Fi2-0a ).3# 9 Spostamenti di piano e di interpiano determinati con lCanalisi -$A per i modi
accoppiati e singoli con)rontati con il Response 4istor< Anal<sis non#lineare: a!struttura
asimmetrica, +! sistema L1, c! sistema L2, d! sistema L".
1.3.3.2 )u*ii/ 0a1ano e 2anada $2004&F @ Sempli)ied nonlinear anal<sis procedure )or as<mmetric
+uilding A
.li autori cercano di ,redire la ris,osta di una struttura con l;analisi statica non-
lineare di un sistema -D20 riducendolo alla domanda sismica di un sistema
e?uialente SD20/ considerando il cam<iamento della forma del ,rimo modo ad
o"ni interallo non-lineare e l;effetto del contri<uto del ,rimo e del secondo
modo. Ba ,rocedura ,ro,osta risulta aere tre anta""i ris,etto a ?uella
conenzionaleF
$rimo/ non si ha <iso"no di un;analisi di pus%over nelle tre dimensioni/ ma 6
necessaria una analisi di pus%over ,er telai ,iani ,er il sistema e?uialente SD20.
Secondo/ il cam<iamento della forma del ,rimo modo ad o"ni ,asso non-lineare 6
considerato dalla determinazione delle ,ro,rietH del sistema e?uialente SD20.
Ter'o/ si ha una mi"liore ,redizione della domanda di s,ostamento in o"ni telaio
considerando "li effetti del ,rimo e del secondo modo.
Per la definizione del modello occorre fare alcune assunzioniF
1. #utti i ,iani hanno la stessa "eometria in ,ianta e la stessa localizzazione
dei telaiM
2. : C
-
di ,iano si deono troare allineati erticalmenteM
3. #utti i ,iani hanno lo stesso ra""io di rotazione ris,etto all;asse erticaleM
4. #utti i telai deono essere orientati in direzione 8 o,,ure < e la struttura
dee essere simmetrica in ,ianta ris,etto all;asse 8. Be ,ro,rietH dei telai
deono essere identicheM
+. L"ni telaio dee essere costituito da elementi colonna e elementi ,arete.
Ba deformazione assiale de"li elementi erticali dee essere molto ,iccolaM
%. :l ra,,orto della ri"idezza di ,iano della forza in direzione 8 e < dee
essere la stessaM
7. #utti i ,iani deono aere la stessa distri<uzione in altezza di ri"idezza e
forza.
B;azione sismica 6 stata considerata a"ente solo in direzione </ ,erciK ,er il
modello -D20 6 stata considerata una schematizzazione e?uialente a 2= "radi
di li<erta (D20s!.
Ba ,rocedura 6 descritta in se"uito ed in )i"ura 1.31.
- Step 1 - Analisi di pus%over di telai piani. X solta un;analisi di pus%over ,er
o"ni telaio ,iano ,er ottenere la relazione forza C s,ostamento non-lineare/
assumendo inariante la distri<uzione de"li s,ostamenti
{ }
1 1 S S

,er tutti i
telaiM
- Step 2 C Analisi di pus%over di un modello equivalente ad un singolo piano. X
stata solta l;analisi di pus%over del modello e?uialente ottenendo la
relazione forza C s,ostamento/ considerando il cam<iamento del modo
fondamentale ad o"ni interallo non-lineare. 2i ottiene l;accelerazione (A
1
F! e
lo s,ostamento (D
1
F! del modello e?uialente.
- Step 3 C ?aluta'ione della domanda sismica del modello equivalente SD20.
Dai alori ottenuti allo step ,recedente si ottiene il ,eriodo e?uialente (T
eq
! e
il ra,,orto di smorzamento (%
eq
! del modello SD20 ,er o"ni interallo non-
lineare. 2uccessiamente dee essere costruito lo s,ettro di domanda con la
ris,osta S
A
(T
eq
/ %
eq
! nell;asse erticale e S
D
(T
eq
/ %
eq
! nell;asse orizzontale. Ba
domanda sismica si ottiene dal confronto fra la cura di ca,acitH e lo s,ettro di
domanda. 0el ,unto di incontro fra le due cure si ha la massima ris,osta del
modello e?uialente SD20.
- Step 4 C ?aluta'ione della domanda di spostamento in ogni telaio del modello
equivalente ad un singolo piano. Bo s,ostamento di o"ni telaio (d
Mi
F
ma8
/
d
>i
F
ma8
! del modello e?uialente <asato sulla ris,osta del ,rimo modo 6
determinata dai risultati de"li step 2 e 3.
- Step + C ?aluta'ione della domanda di spostamento in ogni paino dei telai
piani. Ba domanda di s,ostamento di o"ni ,iano del telaio 6 ottenuta ri,etendo
"li ste, da 1 a 4. Dai alori massimi de"li s,ostamenti ottenuti ,er il modello
e?uialente si otten"ono ,er il modello -D20 "li s,ostamenti massimiF
{ } { }
Y
mab 1 1 mab Mi S S Mi
d d (1.14!
{ } { }
Y
mab 1 1 mab >i S S >i
d d (1.1+!
Fi2-0a ).3) 9 $assi del metodo.
.li autori concludono che/ considerando l;azione sismica a,,licata in un;unica
direzione e ris,ettando le assunzioni del modello/ i risultati che si otten"ono sono
in "rado di alutare con soddisfazione la domanda sismica.
1.3.3.3 3u/ Pu"liesi/ Allen e 4ischoff $2004&/ @ Assessment o) modal pus%over anal<sis procedure
and its application to seismic evaluation o) e8isting +uildings A
.li autori definiscono il ,ro<lema relatio al pus%over conenzionale doe non si
considera l;effetto dei modo su,eriori e la ,ossi<ilitH di ridistri<uire le forze
inerziali nella struttura do,o lo sneramento. B;as,etto che ,iJ col,isce 6 la
,rocedura con cui si a,,lica il -$A alle strutture 3D asimmetricheF
1. -ostruiscono il modello 3D e calcolano il ,eriodo naturale/ T
n
e i modi/
{ }
n

/ ,er i<razioni lineari della strutturaM


2. Gssendo/ tale ,rocedura limitata a strutture torsionalmente ri"ide e non
flessi<ili/ a,,licano il metodo ai ,rimi due ,eriodi della struttura doe 6
,redominante la com,onente traslazionaleM
3. Per l;n-esimo modo/ do,o aer a,,licato le forze laterali distri<uite
{ } [ ]{ }
n n
- S
al centro di massa (C
-
! di o"ni ,iano/ ese"uono una analisi
di pus%over 3D ricercando il ta"lio alla <ase C s,ostamento di co,ertura
(?
+n
9u
rn
!. Ba forma della distri<uzione delle forze
{ } [ ]{ }
n n
- S
/ include
le forze laterali e il momento torcenteM
4. :dealizzano la cura di pus%over in una cura <ilineare in accordo con
)GMA 3+%M
+. -onertono la cura di pus%over <ilineare ottenendo
n n sn
D L 0
/ forza
resistente C s,ostamento relatio all;n-esimo modo e calcolano il ,icco di
s,ostamento di co,ertura n rn n rn
D u
M
%. Ii,etono "li ste, da 3 al % ,er o"ni modo traslazionale fino al "iusto "rado
di ,recisioneM
7. :nfine/ determinano la ris,osta totale com<inando il ,icco di ris,osta
modale utilizzando le re"ole di com<inazione.
Uuesto modo di ,rocedere risulta/ dalle a,,licazioni solte/ corretto solo ,er
strutture con ri"idezza torsionale ma non ne"li altri casi.
1.3.3.4 5arat6 e A7ala $2004&/ @ ?alidation o) single store< models )or t%e evaluation o) t%e seismic
per)ormance o) multi#store< as<mmetric +uildings A
.li autori ,resentano una ,rocedura che ,ermette di definire una struttura
sem,lificata a tre "radi di li<ertH ra,,resentante la struttura reale. Be informazioni
derianti da ?uesto modello risultano discuti<ili/ ,arecchi autori hanno concluso
che l;analo"ia tra -D20 e "D20 ,uK essere usata solo ,er strutture con ra,,orto
di ri"idezza costante tra resistenza de"li elementi al carico laterale di o"ni ,iano.
Ba struttura esaminata 6 re"olare in ,ianta e in eleazione edi )i"ura 1.32 e
)i"ura 1.33.
Fi2-0a ).3" 9 $ianta della struttura.
Fi2-0a ).33 # Se'ioni laterali della struttura.
#rasformando il modello ori"inale -D20 nel modello e?uialente "D20 (edi
)i"ura 1.34! sono stati confrontati i ,eriodi (edi #a<ella 1.2!.
a! <!
Fi2-0a ).35 9 Tras)orma'ione del sistema -D20 in sistema "D20.
Ta:e**a )." 9 Con)ronto )ra i periodi dei modelli -D20 e "D20 con il relativo margine di
errore.
.li autori descriono am,liamente la trasformazione da un sistema a ,iJ "radi di
li<ertH a uno di soli tre "radi di li<ertH. =n ,unto a sfaore di ?uesto metodo 6 il
non considerare la distri<uzione in ,ianta della resistenza de"li elementi.
-omun?ue/ ?uesto modello ,uK ra,,resentare la ri"idezza laterale in entram<e le
direzioni orto"onali e la ri"idezza torsionale dell;analisi al pus%over. 2i ,ossono
ottenere 3 cureF s,ostamento di co,ertura C ta"lio alla <ase sia in direzione 8 che
< e rotazione C momento (edi )i"ura 1.3+!.
Fi2-0a ).37 9 Taglio alla +ase 9 spostamento di copertura in dire'ione 8 e <, momento 9
rota'ione torsionale rispetto asse '.
#ale metodo risulta limitato ,er fami"lie di edifici multi,iano con le stesse
restrizioni e nel caso elastico.
1.3.3.+ )a*far/ Marusic e Perus $200+&/ @ Torsional e))ects in t%e pus%over#+ased seismic anal<sis o)
+uildings A
.li autori confrontano i risultati di tre diersi modelliF
$rimo/ modello M ()i"ura 1.3%! che consiste in tre elementi identici che
resistono ai carichi laterali/ l;eccentricitH considerata ammonta al 1+T della
corris,ondente dimensione in ,ianta ,er o"nuna delle due direzioni/ am,iamente
descritto da )a*far e Perus $200+&/ in N2n t%e inelastic torsional response o)
single#store< structures under +i#a8ial e8citationO. 2ono state considerate due
com,onenti dell;azione sismica nell;analisi dinamica. : sismi sono stati
normalizzati con lo stesso $@A ,reserando il ra,,orto fra le due com,onenti di
o"ni sisma.
Fi2-0a ).38 9 -odello -.
Secondo/ una struttura di + ,iani con telai in acciaio scom,osto in tre differenti
strutture/ am,iamente descritto da Marusic e )a*far $200+&/ in N2n t%e
seismicresponse o) as<mmetric +uildings under +i#a8ial e8citationO. 0ella
struttura 2 (edi )i"ura 1.37! tutti i nodi hanno momento resistente/ nella struttura
)1 (edi )i"ura 1.37! i nodi con momento resistente sono solo ?uelli nel ,erimetro
ed infine nella struttura )2 (edi )i"ura 1.37!/ doe ris,etto alla struttura )1/ i
nodi con momento resistente sono solo ?uelli interni. B;asimmetria e stata
introdotta assumendo la massa con un;eccentricitH ,ari al 1+T della dimensione
in ,ianta in entram<e le direzioni. Per le analisi dinamiche sono stati utilizzati
accelero"rammi con due com,onenti. Ba direzione < 6 stata assunta come
direzione de<ole e la direzione 8 6 stata assunta come la direzione forte. :l fattore
di scala utilizzato 6 lo stesso nelle due direzioni.
Fi2-0a ).3$ 9 -odelli S, 01 e 02.
Ter'o/ S$(AR /uilding (edi )i"ura 1.3'! 6 la ti,ica struttura di tre ,iani delle
zone mediterranee/ ,ro"ettate ,er resistere solo ai carichi erticali. B;eccentricitH
fra il C
-
e il C
R
ammonta fra 10T e 14T nella direzione 8 e < ris,ettiamente. 0el
,rimo modo 6 ,redominante la direzione 8/ nel secondo modo la direzione < e nel
terzo modo l;effetto torsionale. 2ono stati utilizzati sismi <i-direzionali semi-
artificiali concordi allo s,ettro di ,ro"etto elastico dell;G-'.
Fi2-0a ).3% 9 -odello S$(AR /uilding.
.li autori estendono il metodo =2 nel se"uente modoF
1! Analisi di pus%over usando il modello matematico 3D. :l carico 6 a,,licato
nel centro di massa/ indi,endente nelle due direzioni orizzontali. 2i
determina il target de"li s,ostamenti ,er le due direzioniM
2! Analisi lineare modale usando il modello matematico 3D indi,endente
dalle eccitazione nelle due direzioni e com<inate con le re"ole SRSSM
3! Determinazione del fattore di correzione da a,,licare al risultato
dell;analisi di pus%overM
4! Molti,licare tutte le ?uantitH ottenute dall;analisi di pus%over con il fattore
di correzione a,,ro,riato.
:n ?uesto modo 6 ,ossi<ile ottenere l;effetto torsionale delle strutture.
: risultati/ utilizzando l;=2 -et%od esteso/ sono stati ,resentati con lo s,ostamento
normalizzato ris,etto allo s,ostamento del C
-
(
C-
u u
!. B;effetto torsionale del
modello S$(AR /uilding 6 ra,,resentato in )i"ura 1.39.
Fi2-0a ).39 9 ())etto torsionale della struttura S$(AR /uilding ottenuto per di))erenti analisi.
: risultati dell;=2 -et%od sono stati confrontati con i risultati dell;analisi modale
elastica/ l;analisi dinamica con <assa intensitH e l;analisi di pus%over con forze
a,,licate nel C
-
/ ,resentata nella ,u<<licazione di )a*far $2002&.
B;analisi modale 6 stata solta indi,endentemente ,er il carico in entram<e le
direzioni orizzontali/ utilizzando le re"ole C;C ,er la com<inazione dei diersi
modi. 2ono stati considerati tutti i modi con uno smorzamento del +T. : risultati
delle analisi in entram<e le direzioni sono state com<inate con le re"ole SRSS.
B;analisi dinamica 6 stata solta con sette differenti accelero"rammi semi-
artificiali.
Per ?uanto ri"uarda i modelliF 2/ )1 e )2 l;effetto torsionale 6 ra,,resentato nella
)i"ura 1.40. : risultati dell;=2 -et%od esteso sono stati/ anche in ?uesto caso/
confrontati con ?uelli ottenuti da"li altri ti,i di analisi. Per l;analisi dinamica in
?uesto caso sono stati considerati 24 accelero"rammi.
Fi2-0a ).5# 9 ())etto torsionale delle struttura S, 01 e 02 ottenuto per di))erenti analisi.
Per le tre strutture in esame/ "li autori affermano che i risultati dell;=2 -et%od
hanno un eccellente accordo con l;analisi dinamica non-lineare.
Dalle analisi solte "li autori sono "iunti alla conclusione che la ris,osta nel
cam,o inelastico risulta nella ma""ior ,arte dei casi ?ualitatiamente simile alla
ris,osta elastica. Ba riduzione de"li s,ostamenti del lato ri"ido/ douto alla
torsione/ decresce con l;incremento della deformazione ,lastica/ con l;eccezione
di terremoti di "rande intensitH.
).3.5 Conc*-sioni
Da"li articoli ,ro,osti e dai relatii esem,i si ,uK concludere sottolineando alcuni
as,etti molto im,ortanti ,er la modellazione e l;analisi di strutture irre"olari in
,ianta cheF
1. Be forze laterali sono sem,re a,,licate nel centro di massa di ,iano.
2. Ba distri<uzione dei carichi lun"o l;altezza dell;edificio in alcuni casi 6 di
ti,o trian"olare e sem<ra a,,rossimi correttamente i risultati delle analisi
dinamiche (si eda (ilar e )a*far $199%&/ )aella e (ilar $199'&/ Mo"hadam
e #so $2000&/ (ilar e )a*far $2002& e Penelis e (a,,os $2002& !.
3. Ba distri<uzione dei carichi lun"o l;altezza dell;edificio 6 stata considerata
uniforme e ,ro,orzionale al ,rimo modo di i<rare da (ilar e )a*far
$2002&.
4. Ba distri<uzione dei carichi lun"o l;altezza dell;edificio 6 stata considerata
,ro,orzionale ai diersi modi di i<rare della struttura da -ho,ra e .oel
$2004&/ )u*ii et al $2004&/ 3u et al $2004&/ 5arat6 e A*ala $2004& e )a*far et
al $200+&
+. : risultati delle analisi dinamiche sono influenzate dall;intensitH del sisma
a,,licato.
%. Be strutture studiate attraerso pus%over tridimensionale in alcuni casi
,resentano dei telai in una direzione ,iJ ri"idi ris,etto che nella direzione
orto"onale. Per tale motio le analisi statiche e dinamiche sono state
condotte a,,licando le forze o "li accelero"rammi nelle due direzioni
orto"onali.
7. Ba ris,osta torsionale delle strutture induce un aumento dello s,ostamento
del lato ,iJ deforma<ile dell;edificio.
'. 0ell;analisi di pus%over che considera "li effetti dei modi su,eriore/ )u*ii
et al $2004& considerano solo i ,rimi due come influenti.
9. 2ono state anche ,ro,oste delle modellazioni strutturali sem,lificate/
discretizzando la struttura attraerso macroelementi con com,ortamento
"iH noto/ in modo da co"liere ,iJ ra,idamente e con oneri com,utazionali
minori la ris,osta della struttura ((ilar e )a*far $199%& !.
10. 0on sem,re la trasformazione del sistema MDL) in sistema e?uialente
2DL) co"lie correttamente la ris,osta strutturale/ ,er una corretta
modellazione occorre ris,ettare i re?uisiti ,ro,osti da )u*ii et al. 2004. :l
modello e?uialente 2DL) non considera la distri<uzione in ,ianta della
ri"idezza de"li elementi.
'./ Parametri strutturali
).5.) In+0o-6ione
:n ?uesto ,ara"rafo erranno analizzati alcuni ,arametri im,ie"ati in letteratura
,er descriere le caratteristiche torsionali e traslazionali delle strutture.
: ,arametri ,iJ diffusi descriono il com,ortamento strutturale in cam,o elastico
lineare (P, e
<
, Q
d
!. Mentre il ,arametro e
p
sere ,er definire il com,ortamento in
cam,o non lineare.
L"ni struttura ha com,ortamenti ,ro,ri se sotto,osta ad eento sismico/ ?uesto
douto alle sue caratteristiche "eometriche/ di ri"idezza/ alla ?uantitH e
distri<uzione di masse ed alla eentuale eccentricitH tra il <aricentro delle
ri"idezze -I e il <aricentro delle masse -M.
#utte ?ueste caratteristiche fanno ariare alcuni ,arametri della struttura (-ho,ra
e .oel $1990&/ #rom<etti et al $200+&!.
).5.". Pa0a!e+0o e<
:l ,arametro e
<
ra,,resenta l;eccentricitH relatia della struttura sia ris,etto
all;asse 8 che all;asse < ed 6 cosO definitaF
e
8
8
D
(
e
/
e
<
<
D
(
e
DoeF
< 8
( ( >
sono le eccentricitH tra -M e -I misurate in ,ianta secondo "li assi 8 e <
(edi 0igura 1.&1!
Fi2-0a ).5). (8, (< in pianta.
Uueste eccentricitH ,ossono essere es,resse in ,ercentuale calcolata come il
ra,,orto tra l;eccentricitH stessa e la distanza/ nella stessa direzione/ tra i due
elementi resistenti ,iJ esterni.

m
I
D
p
e
con I
p
momento di inerzia ,olare della struttura ris,etto all;asse ' e m
massa totale della struttura
).5.3 Pa0a!e+0o =
Uuesto ,arametro ra,,resenta il ra,,orto tra la caratteristiche torsionale e
rotazionale della strutturaF


c
A
A
C-

2
/


DoeF

6 la fre?uenza rotazionale della struttura/ ale a dire la fre?uenza associata al


,eriodo in cui si hanno ma""iori rotazioni da ,arte della strutturaM

6 la fre?uenza traslazionale della struttura/ ale a dire la fre?uenza associata


al ,eriodo in cui hanno ma""iori s,ostamenti della struttura secondo la direzione
interessata.
! (
2 2
/ i i
i
i C-
< 8 A A +

6 la ri"idezza torsionale ris,etto all;asse ' calcolata
ris,etto al centro delle masse -M/ con A
i
ri"idezza del sin"olo elemento e 8
i
e <
i
distanza secondo "li assi 8 e < dell;elemento.
2e ?uesto ra,,orto 6 ma""iore di 1 orrH dire che la struttura ha minore ri"idezza
traslazionale/ con alore minore di 1 inece la struttura arH minore ri"idezza
torsionale.
).5.5 Pa0a!e+0o >
-on ?uesto ,arametroF
! (
! (


T S
T S
d
d
d

si definisce il ra,,orto tra lo s,ettro
d
S
de"li s,ostamenti riferito al ,eriodo con
ma""iori caratteristiche rotazionali
T
e lo s,ettro d
S
de"li s,ostamenti
riferito al ,eriodo con ma""iori caratteristiche traslazionali

T
(edi 0igura
1.&2!.
2,ostamento relatio s,ettrale 2d $m&
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0 0.+ 1 1.+ 2 2.+ 3 3.+ 4 4.+
# $sec&
2
d

$
m
&
2,ostamento relatio s,ettrale 2d $m&
Fi2-0a ).5". Spettro degli spostamenti.
).5.7 Pa0a!e+0o e3
Uuesto ,arametro ra,,resenta l;eccentricitH della resistenza della struttura ed 6
definitoF


5
5<p 8
<p
p
? 8
?
e
1
DoeF


5 5
<5 5< 5<p 5p
u : ? ?
/ ale a dire la risultante delle forze di o"ni sin"olo
elemento/ doe con ?
5<p
si intende la forza dell;elemento 5#esimo/ con :
5<
e u
<5
ris,ettiamente la sua resistenza e la sua deformazione in direzione <.
#ale ,arametro 6 facilmente aluta<ile nel caso di elementi resistenti in acciaio.
:nfatti in tali strutture ,er o"ni elemento resistente 6 definito il alore massimo di
resistenza ?
<
(limite elastico!. 0el caso di strutture in -.A. il com,ortamento de"li
elementi resistenti 6 non lineare. Per definire l;eccentricitH delle resistenze e
p
sare<<e necessario considerare un le"ame a,,rossimato linearizzato fino al
ra""iun"imento del alore di resistenza. Per tale motio nell;am<ito di ?uesta tesi
?uesto ,arametro non errH utilizzato.
Ca&itolo II
". DISTRI'UZIONE DELLE FORZE DI PUSHOVER SU
STRUTTURE TRIDIMENSIONALI
).' Introdu(ione all0analisi di Pushover
Be analisi dinamiche non-lineari ,ermettono l;esatta com,rensione dei fenomeni
dinamici che si innescano sotto azione sismica/ ,er tale motio l;uso delle analisi
eolutie nel tem,o 6 molto a,,rezzato.
Uuanto a,,ena detto 6 alido a ma""ior ra"ione ,er le strutture s,aziali con
irre"olaritH "eometriche/ di ri"idezza e di massa. Uuest;ultime/ ,er ia della loro
com,lessitH/ ,resentano fenomeni dinamici s,ecifici e com,ortamenti
difficilmente ,reedi<ili con analisi di ti,o statico.
B;analisi dinamica non-lineare sem<ra ,ossedere tutte le caratteristiche ,er essere
il metodo di calcolo dominante nella ,ro"ettazione antisismica/ tuttaia l;utilizzo
di tale strumento si ,resenta s,esso ,ro<lematico e "raoso/ so,rattutto
nell;am<ito della ,ro"ettazione ,ratica.
B;onere com,utazionale e i ,ro<lemi di sta<ilitH numerica riducono l;a,,lica<ilitH
delle analisi dinamiche non-lineari ,er strutture com,lesse/ s,ecie in am<ito
,ro"ettuale/ doe le continue erifiche/ ri,ro"ettazioni/ a""iustamenti e reisioni
del ,ro"etto ,ortano all;inutilizzo del metodo dinamico. Lltretutto ,er ottenere dei
risultati statisticamente attendi<ili si deono sol"ere le analisi dinamiche con un
discreto set di accelero"rammi (,eraltro di difficile definizione!/ ?uesta necessitH
allun"a ulteriormente i tem,i di calcolo e l;onere da ,arte dei ,ro"ettisti.
Uuelle a,,ena elencate costituiscono ra"ioni rileanti ,er l;utilizzo e lo silu,,o
delle ,rocedure di analisi statica non-lineare/ le cosiddette analisi di s,inta
(pus%over!. Uuest;ultima metodolo"ia di calcolo statico non-lineare uole essere
un ,rocedimento sem,lice/ e al tem,o stesso com,utazionalmente economico/ che
,ermetta di alutare sia il com,ortamento elastico che ?uello ,ost-sneramento
della struttura/ doe e con ?uale ,ro"ressione si formano le cerniere ,lastiche/
doe si troano le de<olezze strutturali/ come e ?uale ti,o di crisi si ra""iun"e/
?uale sia il liello di duttilitH strutturale.
Be dierse ti,olo"ie di analisi statiche non-lineari conce,ite ,er la ,ro"ettazione
antisismica differiscono fra loro ,er diersi fattoriM fra i ,rinci,ali ,ossiamo
includere la ti,olo"ia di distri<uzione di forze da a,,licare alla struttura/ la
,ossi<ilitH di aere distri<uzioni di forze (o s,ostamenti! adattie che cam<iano al
ariare del "rado di danne""iamento della struttura/ l;eentualitH di considerare
l;interazione dei diersi modi di i<rare della struttura.
#ali metodi/ se,,ur diersi tra loro/ com<inano tutti una analisi di s,inta/ o analisi
di pus%over della struttura con uno studio dello s,ettro di ris,osta di un sistema ad
un solo "rado di li<ertH e?uialente al ,recedente. Per analisi di pus%over si
intende una ,rocedura costituita dalla soluzione iteratia incrementale delle
e?uazioni di e?uili<rio statico corris,ondenti ad un modello strutturale non-
lineare/ so""etto ad un sistema di forze laterali (o s,ostamenti! "radualmente e
monotonicamente crescenti. Ad o"ni incremento di tali carichi (o s,ostamenti! la
resistenza strutturale iene rialutata e la matrice di ri"idezza iene a""iornata/
conformemente al conse"uimento della coner"enza ,rose"uendo fino al
ra""iun"imento dello stato limite di danne""iamento ,redefinito o fino al collasso
della struttura.
:n altre ,arole l;analisi di pus%over consiste nell;esame della struttura sotto,osta
ai carichi erticali (,esi ,ro,ri/ ,ermanenti ed accidentali! e ad un sistema di forze
laterali che 6 incrementato in maniera monotona attraerso un coefficiente
molti,licatio dei carichi/ al crescere del ?uale aumenta monotonicamente lo
s,ostamento orizzontale di un ,unto di controllo della struttura (,osto ti,icamente
in sommitH dell;edificio!/ fino al ra""iun"imento delle condizioni ultime o
,refissate (edi 0igura 2.1!
Fi2-0a ".) 9 Distri+u'ione ori''ontale dei caric%i
PoichV a tale sistema di forze laterali 6 affidato il com,ito di ri,rodurre "li effetti
che si innescano a se"uito di un terremoto a,,licato alla struttura/ 6 eidente come
dalle caratteristiche della distri<uzione di forze adottata di,enda la aliditH
dell;intera analisi. A ?uesto ,ro,osito 6 necessario rileare fin d;ora che la forma
di tutti i ,rofili dei carichi laterali ri,ortati nei codici di ,ro"ettazione 6 fissata/ e
non aria durante l;analisi. Uuesta caratteristica ra,,resenta una delle ma""iori
limitazioni ,er le ,rocedure statiche non-lineari/ a causa del fatto che/ inece/ la
reale distri<uzione delle forze inerziali sull;edificio cam<ia continuamente nel
corso di un eento sismico/ sia ,er il contri<uto dei modi di i<rare su,eriori che
,er il de"rado strutturale.
Per oiare a"li inconenienti a,,ena descritti si sono silu,,ate ,rocedure
statiche non-lineari che considerano la ,resenza e l;interazione di diersi modi di
i<rare della struttura (interazione multimodale!/ inoltre/ nei metodi ,iJ aanzati/
si considera anche la contem,oranea aria<ilitH della distri<uzione di forze laterali
al crescere del molti,licatore dei carichi (adattiitH dei carichi!. Ad o""i le ,iJ
aanzate metodolo"ie di pus%over cercano di tenere in considerazione entram<i
"li as,etti a,,ena descrittiF multimodalitH e adattiitH della distri<uzione laterale
dei carichi. :n tal modo si cerca di mi"liorare l;accuratezza della soluzione/
aicinandosi ai risultati ,reisti dalle analisi dinamiche non-lineari. Aanzate
,rocedure di ?uesto ti,o sono state ,ro,oste da Antoniou 2. e Pinho I. $2004&/
denominate 0A$ ()orce#+ased adaptive pus%over! e DA$ (displacement#+ased
adaptive pus%over!.
Per ulteriori informazioni al ri"uardo dei metodi di pus%over a,,ena elencate si
eda l;a,,endice A/ ?ui sono ri,ortati i detta"li tecnici dei due ,rocedimenti.
B;affida<ilitH dei risultati ottenuti dall;im,ie"o de"li al"oritmi 0A$ e DA$ 6 stata
am,iamente testata su strutture ,iane/ doe entram<i i metodi forniscono dei
<uoni risultati/ si eda la ,u<<licazione di )erracuti 4./ 2aoia M./ Pinho I./
)rancia I. $200%&. Bo stesso non si ,uK ancora dire nell;am<ito delle strutture
s,aziali/ doe la alidazione di tali metodi adattii e multimodali 6 ancora a
liello s,erimentale.
Uuanto fino ad ora es,osto 6 "eneralmente a,,lica<ile senza difficoltH ,articolari
ai telai ,iani/ l;estensione al caso di strutture s,aziali irre"olari dei diersi metodi
di pus%over 2D ,ro,osti in letteratura (adattii/ non adattii/ multimodali eccN!
,resenta alcune difficoltH. .li stessi autori che hanno ,ro,osto i diersi metodi di
analisi di pus%over ,er le strutture ,iane stanno studiando modifiche e reisioni
dei loro metodi ,er estenderne l;a,,lica<ilitH anche a strutture s,aziali con
irre"olaritH "eometriche/ di ri"idezza e di massa.
Da ?uanto a,,ena detto risulta che l;analisi di pus%over ,er strutture s,aziali
irre"olari 6 ancora a liello s,erimentale/ s,ecie ,er ?uanto ri"uarda le strutture
con forti irre"olaritH/ nelle ?uali il com,ortamento dinamico 6 estremamente
differenziato ris,etto alle strutture re"olariF i modi torsionali ,ossono
,redominare su ?uelli traslazionali.
0ell;am<ito di strutture s,aziali re"olari/ in cui il centro di massa (C
-
! coincide
con il centro di ri"idezza (C
R
!/ le analisi di pus%over classicamente im,ie"ate e
alidate ,er i telai ,iani conducono a risultati incora""ianti. Uuanto 6 stato
sco,erto e alidato ,er i telai ,iani 6 alido anche ,er le strutture s,aziali re"olari
in ,ianta e in altezza.
Be metodolo"ie di a,,licazione dei carichi e lo sol"ersi delle analisi sono
un;estensione del caso ,iano/ l;unica differenza consiste nell;a,,licare le forze di
,iano in modo che la loro risultante ,assi ,er il centro di massa (che coincide con
il centro di ri"idezza!.
Uuando inece si inda"ano strutture s,aziali con irre"olaritH e con il centro di
massa non coincidente con il centro di ri"idezza nascono "rai ,ro<lematiche
le"ate alla ri"idezza torsionale della struttura.
: risultati ottenuti dalle @classicheA analisi di pus%over su tali strutture irre"olari
,ortano a ,reisioni errate/ s,ecie ,er ?uanto ri"uarda le rotazioni di ,iano.
Per analisi di pus%over @classicheA si intendono alcune delle analisi ,ro,oste da
?uasi tutte le normatie internazionali (G-'/ )GMA/ A#-/ eccN! come il metodo
standard di a,,licazione e distri<uzione delle forze da adottare sulle strutture
,ianeF distri<uzione uniforme/ distri<uzione trian"olare. Ba distri<uzione di forze
laterali ,ro,orzionale al modo di i<rare fondamentale 6 considerata
un;eoluzione delle due metodolo"ie a,,ena elencate.
B;entitH de"li errori commessi iene usualmente alutata confrontando i risultati
delle analisi di pus%over con ?uelli delle analisi dinamiche non-lineari/
?uest;ultimi sono ritenuti di riferimento/ ,er alidare la <ontH dei risultati ottenuti
dal metodo di analisi di pus%over utilizzato.
:n strutture s,aziali con liei irre"olaritH "li errori commessi dalle @classicheA
analisi di pus%over nella ,reisione del com,ortamento strutturale sono di ,iccola
entitH/ mentre nelle strutture fortemente irre"olari i risultati delle @classicheA
analisi di pus%over/ che eniano utilizzate ,er i telai ,iani/ ,ortano a alori
differenti ris,etto a ?uanto ,reisto dalle analisi dinamiche.
:n ,articolare l;a,,licazione delle @classicheA metodolo"ie di pus%over al caso di
strutture s,aziali irre"olari ,orta ad una sottostima delle effettie rotazioni di
,iano.
2i sottolinea che utilizzando una distri<uzione di forze trian"olari o uniforme si
a,,licano solo forze orizzontali nei <aricentri di ,iano. :nece con una
distri<uzione di forze ,ro,orzionale al ,rimo modo si tiene in conto anche delle
forze d;inerzia rotazionale/ infatti/ in tal caso si a,,licano non solo forze
orizzontali ma anche co,,ie a liello di o"ni ,iano.
Iisulta eidente che con una distri<uzione ,ro,orzionale al ,rimo modo si
otten"ono delle rotazioni di ,iano su,eriori ris,etto al caso di distri<uzioni
uniformi o trian"olari.
Uuesto ,ro<lema 6 noto da tem,o/ ne"li anni diersi ricercatori (-ho,ra e .oel
$2004&/ (ilar e )a*far $2002&/ Penelis e (a,,os $2002&/ Mo"hadam e #so $199%&!
hanno s,erimentato differenti strade ,er "iun"ere ad una soluzione/ ma tutt;ora il
,ro<lema rimane a,erto.
Allo stato attuale le uniche strutture s,aziali che si ,ossono inda"are/ senza
,ro<lemi ,articolari/ con una @classicaA analisi di pus%over sono ?uelle re"olari e
torsionalmente ri"ide/ che oiamente ,ossono essere decom,oste in telai ,iani
e?uialenti da analizzare con le metodolo"ie "iH alidate sulle strutture ,iane.
0el caso non si richiedano ,recisioni eleate/ ma sem,licemente una stima del
com,ortamento/ le analisi di pus%over @classicheA ,ossono essere im,ie"ate anche
,er strutture con liei irre"olaritH.
: ,ro<lemi ,iJ assillanti nascono sulle strutture s,aziali torsionalmente flessi<ili/
un;ulteriore com,licanza ,uK essere douta dalla ,resenza di un;eccentricitH fra
C
-
e C
R
/ s,ecie se ?uest;ultima 6 di noteole entitH.
:l com,ortamento dinamico di una struttura s,aziale ,uK com,licarsi
ma""iormente anche a causa di forti irre"olaritH strutturali e ?uando i modi di
i<rare traslazionali sono acco,,iati con ?uelli torsionali. :n ?uesti casi risulta
estremamente difficile con un;analisi statica co"liere "li effetti dinamici della
struttura. 0ell;am<ito della ,resente tesi ,er co"liere "li as,etti torsionali di tali
strutture irre"olari si 6 ,ro,osta l;analisi di pus%over con distri<uzione delle forze
laterali di ti,o W.
0el se"uito del ,resente ca,itolo erranno es,oste e ,ro,oste in detta"lio alcune
ti,olo"ie di pus%over non adattio/ con alcuni riferimenti ad una struttura s,aziale
di tre ,iani con eleata eccentricitH del centro di ri"idezza (C
R
! ris,etto al centro di
massa (C
-
!.
0ella descrizione delle arie metodolo"ie di pus%over non adattio/
contraddistinte dalla diersa distri<uzione di forze laterali e di co,,ie torsionali a
liello di ,iano/ si faranno riferimenti alle ,ro<lematiche di a,,licazione di tali
ti,i di pus%over al ri"uardo di strutture s,aziali irre"olari.
Lltre ai ,ro<lemi che si ,ossono troare nell;a,,licazione dell;analisi statica non-
lineare di s,inta sulle strutture s,aziali erranno descritte anche i ,re"i e difetti di
o"ni metodo.
Particolare attenzione sarH riolta al pus%over con distri<uzione delle forze di ti,o
W/ esso 6 il metodo di pus%over ,ro,osto nell;am<ito della ,resente tesi ,er le
strutture s,aziali con forti eccentricitH fra il centro di ri"idezza e ?uello delle
masse.
).) Analisi di Pushover *on distri1u(ione Uniorme
B;analisi di pus%over consiste nell;esame della struttura sotto,osta ai carichi
erticali (,esi ,ro,ri/ ,ermanenti ed accidentali! e ad un sistema di forze laterali al
crescere delle ?uali aumenta monotonicamente lo s,ostamento orizzontale di un
,unto di controllo della struttura (,osto ti,icamente in sommitH dell;edificio!/ fino
al ra""iun"imento delle condizioni ultime.
B;analisi di pus%over con distri<uzione delle forze uniforme fa ,arte (assieme al
pus%over con distri<uzione trian"olare e al ,ro,orzionale al modo fondamentale!
delle cosiddette ti,olo"ie conenzionali di analisi di s,inta.
#ali metodolo"ie di analisi di pus%over conenzionali sono ,ro,oste/ dalle arie
normatie internazionali (G-'/ )GMA/ A#-!/ come metodi standard di analisi
statica non-lineare ,er le strutture re"olari.
Be ti,olo"ie di pus%over con distri<uzione uniforme e trian"olare si distin"uono
fra loro solamente ,er la diersa modalitH di distri<uzione delle forze sulla
struttura.
0el caso di distri<uzione ,ro,orzionale al modo fondamentale oltre
all;a,,licazione di forze orizzontali en"ono a,,licate anche momenti torcenti.
Ba caratteristica che contraddistin"ue le ti,olo"ie di pus%over conenzionali da
?uelle adattie 6 l;inaria<ilitH della forma dei carichi laterali a,,licati al crescere
del molti,licatore dei carichi.
0el caso di telai ,iani/ ,er ,ushoer uniforme si intende a,,licare ad o"ni ,iano
del telaio una forza orizzontale/ ,oi tramite un molti,licatore dei carichi si
incrementano le forze laterali di ,iano fino ad arriare alle condizioni ultime della
struttura/ o,,ure fino ad un ,refissato liello di deformazione o s,ostamento.
Iicordiamo che l;analisi di pus%over con distri<uzione uniforme 6 ,ro,osta dalle
normatie ,erchV si ,resu,,one che tale distri<uzione di forze riesca a co"liere il
com,ortamento ultimo di una struttura che a in crisi con un meccanismo di ,iano
de<ole formatosi alla <ase. -on un meccanismo di rottura del ti,o a,,ena
descritto le forze d;inerzia/ indotte dall;azione sismica/ che si innescano
sull;altezza dell;edificio non ,ossono essere che u"uali fra loro (edi 0igura 2.&!.
Difatti ?uando si forma un meccanismo di ,iano de<ole alla <ase della struttura/
?uest;ultima si deformerH traslando con un moto ri"ido ris,etto al ,iano andato in
crisi/ ?uindi la forma modale della struttura ,asserH da lineare a costante
sull;altezza.
Purtro,,o ?uanto a,,ena detto ale ,er i telai ,iani/ ma non 6 affatto ero ,er una
struttura s,aziale/ nella ?uale ,otre<<e "enerarsi una crisi di ,iano de<ole in
entram<e le direzioni 8 e </ o,,ure solamente in una delle due direzioni.
Liamente non esiste un metodo ,er sa,erlo a ,riori/ tutto di,ende dalla
direzione di ,roenienza del sisma e da come sono dis,osti (in ,ianta! "li
elementi di controentamento della struttura.
0el caso di strutture s,aziali non si sa ?uindi in ?uale direzione a,,licare le forzeM
se solo in una/ in entram<e contem,oraneamente o,,ure se fare due analisi di
pus%over distinte nelle due direzioni e ,oi com<inare i risultati con le re"ole di
?uadratura. Liamente se l;input sismico ,roiene da una direzione ,arallela ad
8 o < le forze si a,,licheranno solamente in ?uella direzione (edi 0igura 2.2!/ ma
nel caso di eccitazione sismica <idirezionale il ,ro<lema ,ermane. B;idea ,iJ
sem,lice/ ma non su,,ortata da alcuna eidenza s,erimentale/ ,otre<<e essere
?uella di effettuare due analisi di pus%over distinte in entram<e le direzioni
orto"onali.
:n alternatia si ,otre<<ero ,rendere in considerazione dierse direzioni di
,roenienza dell;input sismico ed a,,licare delle forze laterali di pus%over
,arallele alle su,,oste direzioni di ,roenienza del sisma.
0aturalmente ?ualsiasi sia la scelta saranno sem,re a,,licate solo forze e non
momenti torcenti.
)ino ad ora si 6 ,arlato di come distri<uire le forze di ,ushoer lun"o l;altezza
della struttura e con ?uale direzione/ rimane ,erK ancora il ,ro<lema di ca,ire
come distri<uire le forze laterali a liello del sin"olo ,iano. 2u di un ,iano infatti
si troano diersi ,unti/ tutti a,,artenenti al medesimo solaio/ in cui sare<<e
,ossi<ile a,,licare le forze laterali di pus%over.
Per estendere l;a,,licazione del pus%over uniforme alle strutture s,aziali 6 ?uindi
necessario un nuoo criterio che sta<ilisca come distri<uire le forze all;interno del
,iano. Diersi studi fatti da ari autori (-ho,ra e .oel $2004&/ (ilar e )a*far
$2002&/ Penelis e (a,,os $2002&/ Mo"hadam e #so $199%&! hanno mostrato che la
soluzione mi"liore/ ed anche la ,iJ lo"ica/ 6 ?uella di a,,licare la risultante delle
forze di ,iano nel centro di massa (C
-
! del ,iano stesso. #ale eidenza deria dal
fatto che le forze laterali di pus%over cercano di es,rimere le forze d;inerzia che si
innescano sotto l;azione sismica/ ?uindi tali forze non ,ossono essere che
distri<uite ,ro,orzionalmente alla distri<uzione delle masse a liello dei sin"oli
,iani (edi 0igura 2."!. Liamente/ ,er le re"ole della "eometria delle masse/ la
forza risultante che ne deria ,assa ,er il centro di massa del ,iano considerato.
Per i motii a,,ena detti/ se la struttura ,resenta dei solai infinitamente ri"idi 6
,ossi<ile a,,licare direttamente un;unica forza di pus%over ,er o"ni ,iano/ tale
forza sarH a,,licata a,,unto nel C
-
del ,iano considerato (edi 0igura 2.2!.
B;infinita ri"iditH del solaio farH si che le forze siano distri<uite a liello del
sin"olo ,iano.
Fi2-0a "." 9 Sc%ema di applica'ione delle )or'e di piano per il caso di pus%over con distri+u'ione
uni)orme. =otare c%e la risultate delle )or'e di piano passa per il centro di massa C-.
Fi2-0a ".3 # Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sul piano della struttura! per il caso di
pus%over con distri+u'ione uni)orme, in una struttura c%e presenta quattro masse concentrate di
pari entit, ai quattro vertici del solaio.
Fi2-0a ".5 9 Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sullCalte''a della struttura! per il caso
di pus%over con distri+u'ione uni)orme.
Per una com,rensione isia della distri<uzione delle forze laterali/ ,er il caso di
pus%over con distri<uzione uniforme a,,licato ad una struttura eccitata da un
sisma ,roeniente dalla direzione 8/ si eda la 0igura 2.& e 0igura 2.".
:n tali fi"ure 6 ,ossi<ile osserare che le forze a,,licate hanno tutte lo stesso
modulo/ non solo lun"o l;altezza/ ma anche a liello di ,iano. -iK 6 douto al
fatto che il centro di massa C
-
coincide con il centro di simmetria del solaio.
0el caso in cui il C
-
non fosse esattamente al centro del solaio allora la
distri<uzione delle forze nei ?uattro nodi d;an"olo non sare<<e la stessa di 0igura
2."/ in tal caso <iso"nere<<e ri,artire la forza di ,iano in maniera ,ro,orzionale
alla distri<uzione delle masse all;interno del ,iano.
B;analisi di pus%over con distri<uzione uniforme non ,ermette di considerare
delle forze di ti,o rotazionali/ le ?uali creano delle co,,ie torcenti.
#ali co,,ie sono indis,ensa<ili nel caso in cui si o"lia descriere il
com,ortamento torsionale delle strutture s,aziali/ tale com,ortamento torsionale
risulta ,oi molto accentuato in strutture con forti irre"olaritH di "eometria/ di
massa e di ri"idezza.
Per il motio suddetto l;analisi di pus%over uniforme non troa un lar"o utilizzo
nell;am<ito delle strutture s,aziali irre"olari/ ciK 6 douto ,ro,rio all;assenza di
tali forze rotazionali nella direzione orto"onale a ?uella di ,roenienza del sismaF
senza tali co,,ie torcenti non si riescono a co"liere le massime rotazioni di ,iano
che aen"ono a se"uito dell;eento sismicoM non si riesce a descriere il
com,ortamento torsionale della struttura.
:n strutture s,aziali irre"olari i modi di i<rare torsionali ,ossono aere masse
,arteci,anti (di ti,o rotazionale! non trascura<ili/ ?uindi la ris,osta dinamica della
struttura sollecitata da azioni sismiche ,otre<<e essere influenzata noteolmente
dalla ris,osta di tali modi torsionaliM i ?uali non ,ossono essere descritti in
maniera accurata senza le suddette co,,ie torcenti. Per tale motio l;analisi di
pus%over con distri<uzione uniforme non si riela adatta ,er le strutture s,aziali
irre"olariF essa non riesce a ,reedere le massime rotazioni di ,iano che si
silu,,ano a se"uito dell;eento sismico.
).+ Analisi di Pushover *on distri1u(ione %riangolare
0elle analisi di pus%over con distri<uzione trian"olare le forze sono distri<uite
sull;altezza della struttura con un andamento lineare/ con forze massime in
sommitH (edi 0igura 2.1!M la risultante delle forze di ,iano iene fatta ,assare ,er
il centro di massa C
-
in modo analo"o a ?uanto si 6 fatto ,er il pus%over con
distri<uzione uniforme (edi 0igura 2.*0igura 2.* e 0igura 2..0igura 2..!
Fi2-0a ".7 9 Sc%ema di applica'ione delle )or'e di piano per il caso di pus%over con distri+u'ione
triangolare. =otare c%e la risultate delle )or'e di piano passa per il centro di massa C-.
Fi2-0a ".8 # Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sul piano della struttura! per il caso di
pus%over con distri+u'ione triangolare, in una struttura c%e presenta quattro masse concentrate
di pari entit, ai quattro vertici del solaio.
Fi2-0a ".$ 9 Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sullCalte''a della struttura! per il caso
di pus%over con distri+u'ione triangolare.
: motii di tale scelta sono stati am,iamente discussi nel ,ara"rafo ,recedente
sull;analisi di pus%over con distri<uzione uniforme. #utte le considerazioni e le
osserazioni fatte nel ,ara"rafo ,recedente/ a ri"uardo di come distri<uire le forze
all;interno del sin"olo ,iano/ al"ono anche ,er il caso di pus%over con
distri<uzione trian"olare. Bo stesso si ,uK dire ,er ?uel che ri"uarda la scelta della
direzione in cui sol"ere l;analisi di pus%over con distri<uzione trian"olareF ale
ancora ?uanto detto a ri"uardo del pus%over con distri<uzione uniforme.
Ba distri<uzione trian"olare di forze laterali uole simulare l;andamento delle
forze d;inerzia sismiche che si dore<<ero innescare in una struttura re"olare/ il
cui modo di i<rare fondamentale dore<<e essere ?uasi lineare e con massa
,arteci,ante eleata.
Uuanto a,,ena detto risulta ero ,er i telai ,iani e le strutture s,aziali re"olariM
nelle strutture s,aziali irre"olari/ le forze d;inerzia rotazionali associate al modo di
i<rare fondamentale ,ossono essere eleate/ e ?uindi il com,ortamento sismo-
dinamico di tali strutture non 6 affatto "oernato da un modo di forma trian"olare/
ma ,iuttosto da un modo roto-traslazionaleM in cui la com,onente traslazionale
,otre<<e aere una forma simile a ?uella trian"olare solo se la struttura 6 re"olare
sull;altezza.
#ale circostanza ,orta a commettere errori nella ,reisione della domanda
inelastica della struttura/ si commettono cio6 errori nella ,reisione della
confi"urazione deformata che si manifesta nell;istante in cui si ra""iun"e la
rottura. :n ,articolare l;analisi di pus%over con distri<uzione trian"olare sottostima
le massime rotazioni di ,iano ra""iunte nelle analisi dinamiche/ ciK 6 douto
,ro,rio all;assenza di forze rotazionali nella distri<uzione trian"olare che inece
si innescano ,er ia dell;influenza non trascura<ile dei modi di i<rare torsionali.
D;altro canto la com,onente traslazionale/ dei modi di i<rare roto-traslazionali
associati alle strutture irre"olari/ ha una forma molto simile a ?uella trian"olare/
sem,re se la struttura non 6 eccessiamente alta/ molto deforma<ile o irre"olare in
altezza.
-iK com,orta alcune faoreoli conse"uenzeF l;analisi di pus%over con
distri<uzione trian"olare sottostima il com,ortamento torsionale della struttura
(cio6 le massime rotazioni di ,iano che si erificano nell;istante a rottura delle
analisi dinamiche!/ ,erK riesce a co"liere i massimi s,ostamenti. Uuesto accade
,erchV la com,onente traslazionale dei modi roto-traslazionali delle strutture
irre"olari 6 simile alla trian"olare.
Da ?uanto a,,ena detto si com,rende che l;analisi di pus%over con distri<uzione
trian"olare risulta una ti,olo"ia di a,,licazione delle forze laterali che ,ermette di
co"liere le ris,oste traslazionali delle strutture irre"olari in ,ianta (e re"olari in
altezza! con un numero ,iccolo di ,iani/ ma ,urtro,,o non riesce a co"liere le
ris,oste torsionali ,er ia della mancanza di forze di pus%over che creino delle
co,,ie.
#ale eidenza su""erisce di troare un;altra distri<uzione di forze di pus%over che
conten"a al suo interno anche delle forze che "enerino delle co,,ie/ in tal modo si
cerca di ,reedere la ris,osta torsionale delle strutture irre"olari in ,ianta.
)./ Analisi di Pushover *on distri1u(ione Pro&or(ionale al Modo
#ondamentale
Uuesta ti,olo"ia di pus%over uole essere un affinamento del caso trian"olare/ in
?uesto caso si adotta una distri<uzione delle forze laterali ,ro,orzionale al modo
di i<rare fondamentale in una certa direzione (modo con ma""iore massa
,arteci,ante nella direzione ,rescelta!. 2e l;input sismico ,roiene dalla direzione
8/ allora si adotterH una distri<uzione delle forze di pus%over ,ro,orzionale al
modo fondamentale lun"o la direzione 8/ oero/ ,ro,orzionalmente al modo che
,ossiede la ma""ior massa ,arteci,ante traslazionale lun"o tale direzioneM in
modo analo"o si ,rocede se l;in,ut sismico ,roiene dalla direzione <. :n ?uesta
tesi 6 stata considerata come direzione di ,roenienza del sisma la direzione b/
essendo essa ,er,endicolare alla eccentricitH del -M ris,etto al -I/ ,er ,oter cosO
me"lio co"liere il com,ortamento torsionale della struttura.
Ba mi"lioria a,,ortata dell;analisi di pus%over con distri<uzione ,ro,orzionale al
modo fondamentale (ris,etto al pus%over con distri<uzione trian"olare! consiste
nella rimozione dell;i,otesi che il modo di i<rare fondamentale della struttura sia
di forma simile alla trian"olare/ ma iene effettiamente alutata la forma modale
fondamentale.
Distri<uire le forze laterali secondo una forma ,ro,orzionale ad un modo
dominante ,ermette di a,,rossimare me"lio la ris,osta di una struttura irre"olare
(,er tali strutture i modi fondamentali non sono di forma trian"olare!.
Lltre alla mi"liore descrizione delle forze d;inerzia che si innescano sotto azione
sismica 6 ,ossi<ile/ con tale distri<uzione ,ro,orzionale/ tenere conto delle forze
d;inerzia rotazionale ed eentualmente anche forze che nascono nella direzione
orto"onale a ?uella di ,roenienza del sisma.
0el caso dei telai ,iani non i era ?uesta ,ossi<ilitH/ ,erchV i modi di i<rare
erano tutti contenuti nel ,iano/ ,er le strutture s,aziali ed irre"olari in ,ianta
accade inece che i modi traslazionali e rotazionali si acco,,iano fra loro
"enerando dei modi roto-traslazionali che ,resentano com,onenti di s,ostamento
in entram<e le direzioni 8 e <.
A ?uesto ,unto rimane da definire ?uale sia il modo fondamentale da ,rendere in
considerazione ,er la distri<uzione delle forzeM il <uonsenso su""erisce di
,rendere il modo che ,ossiede la ma""ior massa ,arteci,ante lun"o la direzione di
,roenienza dell;input sismico.
Da notare che ,er tale ti,o di pus%over la distri<uzione delle forze laterali aria in
<ase alle caratteristiche modali della struttura.
2i eda la 0igura 2.R/ 0igura 2.S/ 0igura 2.1D e 0igura 2.11 ,er com,rendere
come sono distri<uite le forze laterali ,er ?uesto ti,o di pus%over ,ro,orzionale al
modo fondamentale nella direzione 8/ l;esem,io ri,ortato in fi"ura fa riferimento
ad una struttura s,aziale con un;eleata eccentricitH fra C
R
e C
-
.
Fi2-0a ".% 9 Distri+u'ione in pianta della somma delle )or'e di pus%over propor'ionali al modo
)ondamentale.
Fi2-0a ".9 # Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sul piano della struttura! per il caso di
pus%over con distri+u'ione propor'ionale al modo )ondamentale, in una struttura c%e presenta
unCeccentricit, monodire'ionale )ra CR e C-.
Fi2-0a ".)# # Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sullCalte''a della struttura! per il caso
di pus%over con distri+u'ione propor'ionale al modo )ondamentale, in una struttura c%e presenta
unCeccentricit, monodire'ionale )ra CR e C- del tipo riportata in 0igura 2.S.
Fi2-0a ".)) # Sc%ema di distri+u'ione delle )or'e laterali sullCalte''a della struttura! per il caso
di pus%over con distri+u'ione propor'ionale al modo )ondamentale, in una struttura c%e presenta
unCeccentricit, monodire'ionale )ra CR e C- del tipo riportata in 0igura 2.Sigura 2.S.
Ba distri<uzione delle forze di ,iano ri,ortata in 0igura 2.S ,uK essere
"eneralizzataF si ,uK considerare un sistema di forze e?uialente costituito da due
forze ed una co,,ia a,,licata nel centro delle masse di o"ni ,iano (edi 0igura
2.R!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si ,rocede
considerando la se"uente relazioneF
Y
n
S
c
M
d

i
2
DoeF
Y
n
S
F ra,,resenta il ettore delle sollecitazioni a"enti sul -M

'

n
t
n
<
n
8
-
0
0
con
n
t
n
<
n
8
- 0 0 / /
ris,ettiamente in 8/ < e momento torcente a,,licati al -M
M
d
F ra,,resenta la matrice in cui iene considerata l;inerzia della struttura

'

Ip
m
m
e e
e e
e e
con m massa totale di ,iano e Ip inerzia ,olare
i
2
F ra,,resenta il ettore de"li s,ostamenti modali

'

n
'
n
<
n
8
u
u

con
n
'
n
<
n
8
u u / /
ris,ettiamente s,ostamenti in 8/ < e rotazioni in ' dei nodi.
2i calcolano cosO 0
8
e 0
<
di o"ni sin"olo nodo le cui risultanti danno le forze da
a,,licare nel -M (0igura 2.S!.
:l momento torcente -t da a,,licare si ,uK ottenere attraerso l;e?uili<rio alla
rotazione attorno a -M delle forze in 8 e < di o"ni sin"olo nodo (come nello
sol"imento di ?uesta tesi! o,,ure considerando Ip/ che ,erK risulta difficile da
determinare.
Al contrario di ?uanto accade nelle analisi di pus%over con distri<uzione
trian"olare e uniforme in ?uesto caso si hanno forze anche nella direzione
orto"onale a ?uella di ,roenienza del sisma oltre ad una co,,iaM tali forze
a,,licate in direzione orto"onale a ?uella di ,roenienza dell;input sismico sono
tali da "enerare delle co,,ie torcentiF tale caratteristica costituisce la noitH
fondamentale dell;analisi di pus%over con distri<uzione ,ro,orzionale.
B;esistenza di forze contra,,oste nella direzione < e la co,,ia a,,licata a liello
del sin"olo ,iano fanno sO che ,er tale analisi di pus%over ,ro,orzionale al modo
fondamentale nella direzione 8 si a<<iano ma""iori effetti rotazionali ris,etto ai
,recedenti casi.
Ba ma""ior torsione indotta dalle forze torsionali faorisce l;incremento delle
rotazioni di ,iano.
Iis,etto all;analisi di pus%over con distri<uzione trian"olare si ottiene un
mi"lioramento nella ,reisione delle rotazioni di ,iano/ aicinandosi alla
soluzione ,reista dalle analisi dinamiche IDA/ ,erK allo stesso tem,o en"ono a
ridursi "li s,ostamenti ultimi di ,iano.
Ba crisi "iun"e ?uindi con ma""iori rotazioni di ,iano ma allo stesso tem,o con
minori s,ostamenti.
Da analisi dinamiche solte in cam,o elastico-lineare si 6 com,reso che il
pus%over con distri<uzione ,ro,orzionale al modo fondamentale 6 una soluzione
intermedia fra due casi limiteF ad istanti di tem,o diersi la ris,osta della struttura
6 ,realentemente traslazionale o ,realentemente rotazionale.
Uuando ,reale la ris,osta traslazionale si otterranno (nella condizione ultima! i
massimi s,ostamenti di ,iano (con ,iccole rotazioni associate!/ ?uando inece
,reale la ris,osta di ti,o rotazionale si otterranno le massime rotazioni di ,iano
(con ,iccoli s,ostamenti associati!.
#ale ,ensiero ,orta direttamente al @,ushoer con distri<uzione di ti,o WA
ri,ortato ?ui di se"uito.
).3 #or*e 4 %or5ue Pushover -#%P.
B;o<iettio della ,resente tesi 6 ?uello di ,oter definire una o ,iJ distri<uzioni di
forze di pus%over/ la cui ris,osta strutturale sia confronta<ile con le ris,oste
dinamiche. Per definire in modo "enerale tali distri<uzioni 6 necessario che
di,endano da uno o ,iJ ,arametri che descriono il com,ortamento di strutture
irre"olari.
:noltre tale metodo dee offrire la ,ossi<ilitH di ariare l;entitH delle co,,ie
torsionali in maniera inersamente ,ro,orzionale alle forze traslazionali.
Per tali motii si 6 definito un coefficiente/ da utilizzare come ,eso della
com,onente rotazionale ris,etto alla com,onente traslazionale/ aria<ile fra -1 e 1
in modo che/ sol"endo un certo numero di analisi statiche al ariare di tale ,eso/
si sia in "rado di descriere tutti i ,ossi<ili com,ortamenti dinamici di una
struttura irre"olare. :noltre ,er i alori estremi del coefficiente si o"liono
ottenere i due casi limite di struttura sollecitata ,uramente a traslazione/ in un
caso/ e a ,ura torsione nell;altro.
#utto ciK ha ,ortato alla definizione del 0T$/ esso soddisfa tutti i re?uisiti
descritti.
:l metodo ,ro,osto in 2aoia et al.$200'& si <asa su una riformulazione del
pus%over ,ro,orzionale al modo fondamentale/ in sostanza scom,one il sistema di
forze ,ro,orzionali al modo ,rescelto in una com,onente ,uramente traslazionale
ed una ,uramente rotazionale ,oi/ tramite il coefficiente W (aria<ile fra -1 e 1!/ si
,ossono troare i due casi limite a,,ena descritti (,er Wc0 e Wc1! e tutti i ,ossi<ili
casi intermedi (edi 0igura 2.12!.
:l coefficiente W modula il ,eso della com,onente rotazionale su ?uella
traslazionaleF ,er W c 1 si ha la ,ura torsione/ ,er W c 0 si ha inece un sistema di
forze la cui risultante 6 a,,licata nel <aricentro delle masse del ,iano considerato.
Fi2-0a ".)"# Sc%ema di applica'ione delle )or'e di piano per il caso di pus%over con distri+u'ione
delle )or'e di tipo 3. =otare c%e la risultante delle )or'e trasla'ionali di piano passa per il centro
di massa C-.
Per W c 0 si uole ottenere un sistema di forze ,uramente traslazionali/ ,er W c 1
una serie di co,,ie che "enerino una torsione ,ura (edi 0igura 2.1"!.
0otare che le risultanti delle forze traslazionali a,,licate deono ,assare ,er il
centro di massa C
-
.
Fi2-0a ".)3 - Risultanti delle a'ioni di piano per i due casi limite 3 7 D e 3 7 1. =otare c%e la
risultante delle )or'e trasla'ionali passa per il centro di massa C- del piano.
:n 0igura 2.1" sono ri,ortate le distri<uzioni di forze ,er i due casi limite
ra,,resentate dalle risultanti delle forze di ,iano.
Definiti i due casi limite ora occorre una formulazione matematica che ,ermetta il
,assa""io "raduale (lineare! da un caso limite all;altroM ?ui entra il "ioco il
coefficiente W.
4asandosi sulle distri<uzioni di forze ri,ortate nella 0igura 2.1" si sono ottenute
le se"uenti formule/ le ?uali ,ermettono di calcolare/ ,er o"ni alore assunto dal
coefficiente W/ le risultanti delle forze e co,,ie di pus%over con distri<uzione di
ti,o W dell;i-esimo ,iano/ da a,,licare nel centro di massa C
-
del ,iano
considerato (edi 0igura 2.12!.
( )
( )

'

i i
i < i <
i 8 i 8
t - -t
0 0
0 0
/ /
/ /
1
1

(2.1!
doeF
W F ra,,resenta il coefficiente che modula il ,eso della
com,onente rotazionale su ?uella traslazionaleM
i 8
0
/ F ra,,resenta la somma delle com,onenti traslazionali in direzione 8 delle
forze ,ro,orzionali al modo fondamentale ,rescelto/ relatiamente al
,iano i-esimoM
i <
0
/ F ra,,resenta la somma delle com,onenti traslazionali in direzione < delle
forze ,ro,orzionali al modo fondamentale ,rescelto/ relatiamente al
,iano i-esimoM
i
t -
F ra,,resenta la somma delle com,onenti torsionali delle forze
,ro,orzionali al modo fondamentale ,rescelto/ relatiamente al
,iano i-esimo.
Ba relazione (2.1! considera la ,resenza di forze traslazionali in entram<e le
direzioni 8 e </ ?uindi 6 la formulazione "enerale del metodo di 0T$ con
distri<uzione W. Anche nel caso di strutture con eccentricitH monodirezionale fra
C
R
e C
-
, com,aiono entram<i i termini traslazionali della (2.1!.
Lsserando la formulazione (2.1! si nota che la com,onente traslazionale
molti,lica il fattore (1-W!/ mentre la com,onente rotazionale molti,lica solamente
W.
:l metodo di pus%over 0T$ 6 stato im,ie"ato nello silu,,o della se"uente tesi/ in
,articolare ,erchV 6 ca,ace di descriere/ al ariare del ,eso W/ sia i
com,ortamenti traslazionali che ?uelli torsionali della struttura.
#ale analisi di pus%over ,ossiede la caratteristica di ,oter sol"ere con W c 0.+
un;analisi di pus%over con distri<uzione ,ro,orzionale al modo fondamentaleM in
tal modo 6 ,ossi<ile ottenere ?uell;analisi di pus%over che descrie un
com,ortamento strutturale intermedio fra i due casi limite. :noltre ,er W c 0 ci si
ritroa in un caso di sole forze traslazionali a,,licate nel centro di massa di o"ni
,iano (edi 0igura 2.1"! la cui distri<uzione sull;altezza 6 ,ari a ?uella dettata
dall;analisi di pus%over ,ro,orzionale al modo fondamentale. 2ostanzialmente
tale distri<uzione di forze laterali 6 molto simile a ?uella trian"olare/ ciK im,lica
che i risultati ottenuti da tale analisi di ,ushoer con W c 0 saranno ,ara"ona<ili a
?uelle ottenuti da un;analisi di pus%over con distri<uzione trian"olareF si alutano
accuratamente i massimi s,ostamenti a rottura ma si sottostimano le massime
rotazioni. :n ?uesto caso il anta""io di adottare una distri<uzione di forze laterali
deriata dalla forma modale fondamentale ,ermette di tenere in conto il
com,ortamento dinamico della struttura/ ed anche delle eentuali forze
traslazionali nelle due direzioni orto"onali.
Per W c 1 si ottiene un sistema di forze ,uramente rotazionali (secondo caso
limite!/ tale situazione risulta in effetti la "rande noitH del metodo ,ro,osto
ris,etto alle analisi di pus%over conenzionali/ le ?uali non riescono a stimare le
massime rotazioni a rottura che si erificano nelle strutture irre"olari.
:n ?uesta tesi (come si edrH nei ca,itoli successii! ,er co"liere me"lio il
com,ortamento roto-traslazionale della struttura nel confronto con le analisi
dinamiche/ sono stati adottati dei alori ne"atii di W com,resi tra -1 e 0. :n
?uesto caso si otten"ono forze orizzontali ma""iori in direzione 8 e < e momenti
di se"no o,,osto che anno a contrastare l;effetto torsionale delle forze
orizzontali al diminuire del alore di W fino ad annullarlo in corris,ondenza di un
certo alore/ ottenendo cosO il massimo s,ostamento/ com,ortamento confermato
dall;andamento dell;analisi dinamica. Lltre ?uesto alore ne"atio di W si torna ad
aere effetto torsionale douto alle forze orizzontali con diminuzione de"li
s,ostamenti.
).6 Analisi di Pushover *on distri1u(ioni 7Adattive8
)ino ad ora sono stati descritti diersi metodi di pus%over @non adattiiA/ oero
la cui la forma della distri<uzione di forze laterali non aria durante l;analisi.
#ali metodi non adattii ,ossiedono delle forti limitazioni derianti dal fatto che
la distri<uzione non adattia delle forze di pus%over non ris,ecchia il reale
andamento delle forze d;inerzia sismiche/ le ?uali ariano istante ,er istante al
ariare della confi"urazione della struttura e del suo "rado di danne""iamento.
Lltre alla aria<ilitH della distri<uzione delle forze d;inerzia c;6 da considerare
anche come si com<inano i ari modi durante l;eento sismicoF il modo
fondamentale ,otre<<e non ris,ecchiare la ris,osta della struttura/ in tal caso
l;influenza dei modi su,eriori non 6 ,iJ trascura<ile.
Per considerare/ in un;analisi di pus%over/ l;influenza dei modi su,eriori si
adottano strate"ie che com,utano le dierse forme modali ,esate tramite i
coefficienti di ,arteci,azioneM infine le forze da a,,licare (o la ris,osta strutturale!
en"ono ottenute mediante dei metodi di ?uadratura (C;C/ SRSS/ A/S!.
#ali metodolo"ie di pus%over adattio/ chiamate in letteratura 0A$ e DA$,
risultano essere ?uelle ,iJ a,,rezzate e alide ,er l;a,,licazione a telai ,iani/
doe forniscono i mi"liori risultati ris,etto ad altre metodolo"ie.
:n <ree si ,uK dire che l;al"oritmo DA$ ,ro,one l;a,,licazione delle forze
laterali sottoforma di s,ostamenti/ mentre l;al"oritmo 0A$ im,one delle forze.
:l ,ro<lema che accomuna entram<i i metodi sussiste nella ?uadraturaF essa non
,ermette di tenere in conto i se"ni delle dierse forme modali/ ?uesto ,orta a
risultati errati ?uando si anno a com<inare ,iJ modi con se"ni discordi.
4iso"na dire che/ allo stato attuale/ l;a,,licazione dell;analisi di pus%over con
distri<uzione adattia a strutture s,aziali irre"olari 6 ancora a liello s,erimentaleM
s,ecie ,erchV ancora ad o""i esistono du<<i su come sol"ere delle analisi non
adattie.
Ca&itolo III
3. ANALISI IDA& PROCEDURA E METODI DI CONFRONTO
CON IL PUSHOVER
+.' Introdu(ione
B;analisi dinamica non-lineare/ nella ?uale la struttura iene sotto,osta ad un
terremoto naturale o artificiale/ costituisce ad o""i il metodo ,iJ accurato ,er la
alutazione della ris,osta di una struttura all;azione sismicaF l;analisi eolutia
nel tem,o ,ermette l;esatta com,rensione dei fenomeni dinamici che si innescano
e si eolono sotto l;azione sismica/ ,er tale motio l;uso delle analisi dinamiche
non-lineari 6 molto a,,rezzato.
Uuanto es,osto 6 alido a ma""ior ra"ione ,er ?uelle strutture s,aziali con
irre"olaritH "eometriche/ di ri"idezza e di massaF ?uest;ultime/ ,er ia della loro
com,lessitH/ ,resentano fenomeni dinamici s,ecifici e com,ortamenti
difficilmente ,reedi<ili con analisi di ti,o statico. B;analisi dinamica non-lineare
sem<ra ,ossedere tutte le caratteristiche ,er essere il metodo di calcolo dominante
nella ,ro"ettazione antisismica/ tuttaia l;utilizzo di tale strumento si ,resenta
s,esso ,ro<lematico e "raoso/ so,rattutto nell;am<ito della ,ro"ettazione ,ratica.
Ba ,rinci,ale motiazione di ?uesta com,lessitH risiede senza du<<io nella
necessitH della definizione di un;insieme di accelero"rammi si"nificatii/
com,ati<ili cio6 con il rischio sismico s,ecifico ,er il sito. 2i tratta infatti di
un;o,erazione che richiede "rande conoscenza ed es,erienza/ anche a causa delle
insufficienze e delle inade"uatezze dei codici di ,ro"ettazione a ?uesto ri"uardo/
sia nella "uida alla creazione di accelero"rammi s,ettro-com,ati<ili che in ?uella
alla scelta di terremoti reali ra,,resentatii. :n secondo luo"o ,oi/ nonostante il
consistente silu,,o de"li strumenti di calcolo cui si 6 assistito ne"li ultimi anni/
un;analisi dinamica non-lineare rimane assai dis,endiosa dal ,unto di ista
com,utazionale/ so,rattutto ?uando si im,ie"hi una ,iJ accurata modellazione ad
inelasticitH distri<uita (modellazione a fi<re!. Uuesto ,ro<lema dienta
eidentemente ancor ,iJ si"nificatio se si considera che le analisi deono essere
ri,etute ,er un numero eleato di olte anche a causa dell;iteratiitH ,ro,ria di
o"ni ,rocedimento di ,ro"ettazione douta a"li errori di modellazione/
a""iustamenti e reisioni del ,ro"etto ori"inario/ ri,ro"ettazione di alcune ,arti/
ri,ensamenti sulla concezione strutturale da adottare e modifiche olute dal
committente dell;o,era. :nfine/ anche laddoe siano dis,oni<ili l;es,erienza e le
risorse necessarie/ 6 s,esso il caso di realizzare analisi ,reliminari ,iJ sem,lici in
modo da rendere ,ossi<ile un ,rimo controllo del modello/ essendo "li errori
derianti da un;errata definizione di ?uest;ultimo/ difficilmente riscontra<ili
attraerso un;analisi dinamica.
Per i motii suddetti da anni si cerca un metodo di calcolo statico che sia in "rado
di ,reedere "li as,etti dinamici e non-lineari ,iJ si"nificatii descritti dalle ,iJ
sofisticate analisi eolutie nel tem,o. #ali necessitH hanno ,ortato direttamente
alla definizione di dierse metodolo"ie di analisi di s,inta (pus%over!.
B;analisi di pus%over si ,ro,one come un metodo di calcolo (statico non-lineare!
,er la ,ro"ettazione antisismica/ alternatio ris,etto alle com,lesse analisi
dinamiche non-lineariM ,urtro,,o tale innoatio criterio di calcolo statico non 6
ancora "iunto a un liello di definizione tale da ,oter essere considerato
a,,lica<ile in modo "eneralizzato a tutte le ti,olo"ie di strutture. 2i necessitano
ulteriori definizioni e messe a ,unto del metodo di pus%over/ s,ecie ,er ?uanto
ri"uarda la sua a,,licazione nell;am<ito delle strutture s,aziali con irre"olaritH
"eometriche/ di ri"idezza e di distri<uzione delle masse.
Ba ricerca scientifica ,rocede di anno in anno nell;affinamento delle analisi di
s,inta/ necessitando al tem,o stesso un metodo di calcolo affida<ile e alidato che
,ermetta di alutare l;accuratezza dei risultati ottenuti in output dalla analisi di
pus%over. #ale metodo di calcolo che ,ermette di accertare l;affida<ilitH dei
risultati ottenuti dalle analisi statiche 6 l;analisi dinamica non-lineare/ in
,articolare una sua ariante denominata IDA (Incremental D<namic Anal<sis!.
:n ?uesto ca,itolo 6 illustrata la ,rocedura di calcolo di analisi dinamiche
incrementali (IDA! ,resentata da D. Eamatsi1os e -. A. -ornell $2002&/ in
,articolare iene descritta ,rima l;a,,licazione "enerale del metodo/ ,oi en"ono
fatti riferimenti ad una struttura s,aziale irre"olare.
Particolare attenzione sarH riolta alla descrizione di come sono state im,ie"ate le
analisi dinamiche incrementali (IDA! ,er ottenere dei risultati com,ara<ili con le
analisi di pus%over.
0ella ,resente tesi sono state condotte le analisi dinamiche ,er la alidazione dei
risultati ottenuti dalle analisi di pus%over.
0ell;am<ito della se"uente tesi i risultati delle analisi dinamiche IDA sono ritenuti
di riferimento/ ,er tale motio le analisi IDA en"ono utilizzate come termine di
,ara"one ,er com,rendere l;esattezza dei risultati ottenuti dalle analisi di
pus%over.
+.) Analisi Dinami*a In*remetale -IDA.
B;analisi IDA (Incremental D<namic Anal<sis! nasce dalla necessitH di oler
inda"are il com,ortamento dinamico di una struttura a diersi lielli di intensitH
sismica/ ,er fare ciK dato un accelero"ramma si sol"ono dierse analisi
dinamiche sulla stessa struttura ma con un input sismico di olta in olta scalato
in maniera crescente fino a ra""iun"ere il collasso della struttura o un ,refissato
liello di deformazione o s,ostamento.
=n;analisi di ?uesto ti,o offre ulteriori anta""i ris,etto ad una sin"ola analisi
dinamicaF ,ermette di osserare l;eolersi del com,ortamento strutturale
dell;edificio al crescere della forzante sismica. :n ,articolare 6 ,ossi<ile
com,rendere come la struttura ra""iun"e la crisi/ che ti,o di crisi si innesca/ doe
si troano le de<olezze strutturali/ doe si formano le ,rime cerniere ,lastiche/
?uale sia il com,ortamento elastico e ?uello ,ost-sneramento/ come aria la
ris,osta dinamica ,assando dal com,ortamento lineare a ?uello non-lineare.
3.".) Desc0i6ione e**a !e+oo*o2ia
B;analisi IDA ,resentata da D. Eamatsi1os e -. A. -ornell $2002& ,reede di
sotto,orre il modello struttura ad una serie di accelero"rammi/ ciascuno scalato
con lielli multi,li di intensitH. :n ?uesto modo si otten"ono una o ,iJ cure di
ris,osta ,arametrizzate con il liello di intensitH.
B;IDA 6 un metodo am,iamente a,,licato e includeF
2. l;interallo di ris,osta o richiesta confrontato con l;interallo di
,otenziali lielli di moimenti del terreno/
2. una mi"liore com,rensione delle im,licazioni strutturali doute a
sismi con lielli di intensitH del moimento del terreno ,iJ o meno
rari/
2. una mi"liore com,rensione del cam<iamento della natura della
ris,osta strutturale all;incremento del liello del sisma/
2. la alutazione della ca,acitH dinamica del sistema "lo<ale della
struttura/
2. la ,ossi<ilitH di confrontare il com,ortamento della struttura
so""etta a diersi sismi.
:l ,rimo step 6 ?uello di definire tutti i termini necessari/ com,resa la scelta de"li
accelero"rammi riferiti al suolo in esame. Dato l;accelero"ramma non scalato
1
a
/ che aria in funzione del tem,o t dee essere introdotto un interallo di
am,lificazione su,eriore e inferiore definito dallo scalare M ,er cui
1
a a

.
: termini che risulta necessario introdurre sonoF
2. Scale 0actor (2)! sere ,er scalare l;accelero"ramma

a
/ doe
& / 0 $ +
e ,uK assumere il alore u"uale a 1 nel caso di
accelero"ramma naturale/ minore di 1 sotto-scalato e ma""iore di 1
sora-scalato.
2. -onotonic Scala+le @round -otion Intensit< -easure/ detta
misura dell;intensitH :M dell;accelero"ramma scalato
a
/ 6 uno
scalare non ne"atio
& / 0 $ + I-
che costituisce una funzione
! (
1

a
) I-
/ che di,ende dall;accelero"ramma non scalato
f
a
/
ed 6 monotonicamente incrementato con lo 2cale )actor (2)!
indicato con .
2. Damage -easure (DM! o Structural State ?aria+le 6 uno scalare
non ne"atie
& / 0 $ + D-
che caratterizza la ris,osta
addizionale del modello strutturale douto al ,rescritto carico
sismico. DM ,uK essere dedotto come risultato della
corris,ondente analisi dinamica non-lineare. Be scelte ,ossono
essereF massimo ta"lio alla <ase/ rotazione dei nodi/ duttilitH di
,icco di ,iano/ s,ostamento massimo di co,ertura/ ,icco dello
s,ostamento di inter,iano/ ,icco della rotazione di inter,iano. Ba
ris,osta strutturale 6 s,esso se"nata come scalare/ usualmente 6
utilizzato il alore assoluto o,,ure ,er il ma"nitudo 6
se,aratamente considerata la ,arte ne"atia e ,ositia.
2. Single#Record IDA Stud< 6 un;analisi dinamica dato il modello
strutturale ,arametrizzato con il fattore di scala 2) di un dato
sisma. Bo sco,o 6 ?uello di ottenere il danne""iamento DM del
modello strutturale ad o"ni liello di intensitH :M del sisma scalato.
:l risultato 6 s,esso isualizzato come cure continue a diersi
lielli di intensitH.
2. IDA Curve ra,,resentano lo stato aria<ile di DM nota un; IDA
Stud< contro uno o ,iJ :M che caratterizzano l;a,,licazione
dell;accelero"ramma scalato.
G; eidente che il Single#Record IDA Stud< non ,uK catturare com,letamente il
com,ortamento della struttura.
B;IDA ,uK di,endere molto dall;accelero"ramma scelto/ ?uindi 6 sufficiente
ricercare ,iJ accelero"rammi ,er ,oter me"lio ra,,resentare la ris,osta della
struttura.
2. -ulti#Record IDA Stud< 6 costituito da una collezione di Single#
Record IDA Stud< sullo stesso modello/ sotto differenti
accelero"rammi. #ale metodo ,ermette di ottenere una serie di IDA
Curve che hanno in comune la selezione di :M e lo stesso DM.
2. IDA Curve Set 6 una collezione di IDA Curve dello stesso modello
strutturale so""etto a differenti accelero"rammi/ che sono
,arametrizzati con "li stessi :M e DM.
Iisulta im,ortante definire la aliditH di Damage -isure (DM! ottenuto scalando
"li accelero"rammi utilizzati. G; ,ossi<ile ottenere il alore di DM con la media
dei DM ottenuti dai sismi che sono stati scalati con lo stesso liello di :M. 0asce
l;esi"enza di ca,ire se ?uesto modo di o,erare risulta corretto/ usando la funzione
media di DM/ anche ,er sismi non scalati. Ba ris,osta a ?uesta domanda di,endeF
dalla struttura / da DM e :M. G; gsi; ,er ,iccoli ,eriodi (1 sec!/ ,er DM come
massimo s,ostamento di inter,iano con :M il ,rimo modo del ,eriodo
dell;accelerazione s,ettrale e ,er una classe "enerale di sismi (moderato o "rande
ma"nitudo! ad eccezione doe :M 6 definito dal P.A ($ea: @round
Acceleration!. Ba ris,osta risulta gno; ne"li altri casi.
Per la scelta del numero di accelero"rammi da utilizzare D. Eamatsi1os e
-. A. -ornell $2004& ,ro,on"ono un numero com,reso tra 10 e 20 ,er edifici di
media altezza in ?uanto/ con le ,roe effettuate/ i risultati relatii alla domanda
sismica sono stati sufficientemente ,recisi. 2i fissano "li stati limite di ca,acitHF
immediata occu,azione (:L!/ ,reentio collasso (-P! e l;insta<ilitH dinamica
"lo<ale (.:!.
IisultaF :L il ,unto in cui iene su,erarto il massimo ra,,orto di s,ostamento di
inter,iano
T 2
-AM
M -P 6 il ,unto finale in cui la cura IDA ha una tan"ente
,ari al 20T della ,endenza elastica o,,ure il
T 10
-AM
/ tra i due si sce"lie
?uello che ra""iun"e ,rima :M ed infine .: che ra,,resenta ?uando la cura IDA
si troa nella condizione in cui ,er o"ni incremento di :M risulta infinita la
ris,osta DM (edi )i"ura 3.1!.
Fi2-0a 3.) 9 Stati limite di capacit, de)initi per una curva IDA.
=na olta effettuate le IDA ,er o"ni sin"olo accelero"ramma/ si ,rocede alla
ra,,resentazione in un dia"ramma che ha come ordinate l;accelerazione s,ettrale
del ,rimo modo :M e come ascisse il massimo ra,,orto di s,ostamento di
inter,iano DM (edi )i"ura 3.2!.
Fi2-0a 3." 9 Curve IDA reali''ate per la stessa struttura in cui sono rappresentati i punti di stato
limite di capacit,.
.li autori ,ro,on"ono la scelta del alore centrale come media e la misura della
dis,ersione (deiazione standard o,,ure la differenza fra due frattili!. X stato
scelto di calcolare il 1%T/ +0T e '4T del frattile di DM e :M ,er o"ni stato limite
(edi )i"ura 3.3!.
Fi2-0a 3.3 9 Somma delle curve IDA e corrispondenti punti di stato limite di capacit, per i )rattili
1.E, *DE e R&E.
:l com,ortamento delle IDA ,uK ariare enormemente dalla di,endenza di diersi
fattoriF
2. Convergen'a numerica. 0el detta"lio le analisi e il modello
strutturale "iocano un ruolo molto im,ortante nella "enerazione
delle cure IDA. 2,ecialmente nelle re"ioni di insta<ilitH dinamica
"lo<ale doe l;esistenza di una )latline e una associata non
coner"enza numerica ,ossono "enerare ,arecchi ,ro<lemi di
,recisione. :dealmente il modello strutturale ,uK essere com,osto
di elementi numericamente sta<ili e testati/ mentre l;al"oritmo
dell;analisi dinamica ,uK essere in "rado di dare una ris,osta
strutturale attraersoF sneramento/ ridistri<uzione del carico/ non
linearitH "eometrica e ?uando la struttura ,uK non ra""iun"ere la
coner"enza che si erifica ?uando ha esaurito le sue risere
dientando dinamicamente insta<ile. Purtro,,o molti al"oritmi e
modelli di elementi non sono stati ,ro"ettati e testati ,er o,erare in
interalli di com,ortamento estremo. -omun?ue tale inaccuratezza
rimane relatiamente insi"nificante ?uando si utilizza un <uon
,ro"ramma di analisi.
2. Scelta dellCalgoritmo. Uuando si tracciano la cura IDA ,er o"ni
sisma/ la scelta de"li :M ,er o"ni analisi 6 lasciata in automatico
all;al"oritmo che utilizziamo. B;utente definisce "li step
dell;al"oritmo/ ,artendo da ?uello iniziale e ,oi "li incrementi
successii ,ermettendo un certo numero di analisi. -am<iando "li
step dell;al"oritmo si "enerano cam<iamenti nelle analisi.
2. $ro+lema dellCinterpola'ione. Dall;inter,olazione dei ,unti si
"enera o"ni cura IDA "uada"nandone numerosi anta""i. Be
conse"uenze sono molto im,ortantiF ,rimo/ ,ermette di usare il
lo"aritmo %unt T )illM secondo/ ,ermette di es,rimere le IDA in
funzione di o"ni :M. Aremmo <iso"no di calcolare la nuoa :M
,er o"ni analisi e ritracciare le nuoe IDA. :n ?uesto modo l;IDA
dienta indi,endente dall;:M usato ,er il tracciamento/
,ermettendo di riutilizzare "li stessi dati/ senza cosO aer <iso"no di
lanciare delle nuoe analisi.
2. Sensi+ilit, degli stati limite di capacit, e loro de)ini'ione. Parecchi
stati limite ,ossono essere definiti ,er le cure IDA/ s,esso
attraerso l;uso di ,articolari re"ole. Per esem,io/ :L 6 definito
come il
T 2
-AM
/ mentre -P 6 <asato ar<itrariamente al 20T
della ,endenza elastica o,,ure l;addizionale limite
T 10
-AM
. .:
6 ine?uioca<ilmente definito dalla )latline della cura IDA
so""etta a re"ole ar<itrarie. Iisulta interessante alutare la
sensi<ilitH/ in funzione di :M e DM/ dei alori limite di :L e -P.
Per :L 6 facile definire il alore in ?uanto ra,,resenta ciK che
accade/ 6 oio che :L accade ad u"uale s,ostamento. PuK ariare
da
T 2
-AM
a 1T o,,ure 3T ,ro,orzionalmente ridotto o
incrementato con :M e il alore di DM. -P 6 ,iJ com,licato/
l;influenza di
T 10
-AM
6 ,iJ aanti. :l limite ri"ido del ,unto di
ca,acitH -P/ ristretto a
-AM

,otre<<e essere contenuto nella


flatline. -am<iando
T 10
-AM
con 'T o 12T/ il alore di :M
della ca,acitH cam<ierH solo le""ermente/ ma il alore di DM sarH
molto influenzato/ il +0T e l;'4T di
-AM

dienterH 'T e 12T


ris,ettiamente.
2. Sommari'a'ione data da D- e I-. Uuando sommariziamo le
cure IDA/ decidiamo di utilizzare DM dato il liello di :M/ inece
di :M dato DM. 2,esso dienta un ,ro<lema/ il ,rimo a,,roccio
,uK essere ,ensato come distri<uzione della domanda DM che 6
data dal liello di intensitH :M che si "enera sulla struttura/ mentre
il secondo modo 6 la distri<uzione di intensitH :M che richiede la
,roduzione di un liello di danne""iamento DM. -hiaramente noi
utilizziamo la media e la deiazione standard.
2. Sensi+ilit, della dimensione dei sismi. .li autori consi"liano
l;utilizzo di 20 accelero"rammi in cui 6 facilmente calcola<ile
l;errore standard e l;interallo di confidenza della coner"enza
desiderata ,er entram<i i frattili :M/ ca,acitH DM. Ba media di :M
dimostra ,oca dis,ersione e analo"amente ale anche ,er DM.
B;influenza del numero di sismi considerati dienta si"nificatio
?ualora l;errore standard della stima media tende a diminuire con il
ritmo di n > 1 doe n 6 il numero di sismi.
B;IDA offre la ,ossi<ilitH di mane""iare una eleata ?uantitH di dati ,er numerose
analisi dando utili conclusioni. : sismi re"istrati/ il numero di analisi ,er o"ni
sisma/ l;inter,olazione dei risultati/ le a,,rossimazioni/ sono alcuni dei ,ro<lemi
che fanno la differenza sulla ,recisione dei risultati finali delle IDA. :l metodo 6
stato ,ro"ettato ,er faorire un com,romesso tra elocitH e ,recisione. :m,ortante
6 la ricchezza delle informazioni che l;analisi IDA ci ,uK dare "razie
all;automazione del metodo ma a disca,ito della elocitH com,utazionale.
3."." Sce*+a e2*i acce*e0o20a!!i
B;Lrdinanza della Protezione -iile 3431 e l;Gurocodice ' descriono la
,ossi<ilitH di ra,,resentare l;azione sismica mediante l;uso di accelero"rammi
artificiali/ simulati o naturali.
.li accelerogrammi arti)iciali sono accelero"rammi ottenuti con l;utilizzo di
al"oritmi che ,ermettono di "enerare se"nali com,ati<ili con uno s,ettro di
riferimento. Alcuni studi affermano che ,rocedendo in ?uesto modo il numero di
cicli o l;ener"ia del se"nale ,ossono essere lontani da ?uelli di una re"istrazione
reale o ,ossono condurre ad una stima non corretta della ris,osta non lineare. =no
dei so)tUare che ,uK essere utilizzato ,er "enerare accelero"rammi artificiali
s,ettro com,ati<ili 6 SI-;A(. B;a,,roccio silu,,ato 6 di "enerare una funzione
di densitH s,ettrale dallo s,ettro di ris,osta e ,oi ricaare dei se"nali sinusoidali
aenti an"oli di fase casuali. : se"nali sinusoidali sono ,oi sommati e con una
,rocedura iteratia ,ossono essere confrontati con lo s,ettro di ris,osta di
riferimento. Dal ?uadrato del ra,,orto si a""iusta la funzione di densitH s,ettrale e
cosO si "enera il nuoo moimento del terreno. :l anta""io di tale a,,roccio 6 che
si ,ossono ottenere accelero"rammi com,letamente com,ati<ili con lo s,ettro di
ris,osta elastico/ ma lo santa""io 6 che si "enera un eccessio numero di cicli di
forte moimento che di conse"uenza ,ossiedono un alto contenuto di ener"ia
realmente non ra"ioneole.
.li accelerogrammi sintetici en"ono "enerati/ attraerso la modellazione/ con
metodi sia deterministici che stocastici/ dei meccanismi di nucleazione e>o
,ro,a"azione de"li eenti sismici. Uuesti metodi sono in "rado di simulare "li
effetti dei ,rocessi fisici connessi col moto al suolo/ come la "enesi del terremoto/
,ro,a"azione dell;onda e ris,osta su,erficiale al sito. 0ella ,ratica in"e"neristica/
sussistono ostacoli all;utilizzo di accelero"rammi cosO ottenuti in ?uanto le
com,etenze necessarie ,er la "enerazione sono/ a tutt;o""i/ s,ecifiche dei
sismolo"iM inoltre l;ar<itrarietH con cui si asse"nano alcuni ,arametri fisici nei
modelli di simulazione ne rendono discuti<ile l;utilizzo ,er la stima ,ro<a<ilistica
della ris,osta sismica delle strutture.
.li accelerogrammi naturali che sono ottenuti come re"istrazioni di eenti reali/
sem<rano essere la ,iJ diretta ra,,resentazione del moto al suolo in ?uanto
ri,ortano in se caratteristiche ?uali am,iezza/ contenuto di fre?uenze e di ener"ia/
durata e fase di eenti reali. Iis,etto al ,assato/ sussiste una crescente
dis,oni<ilitH di catalo"hi on#line che forniscono li<ero accesso ad una "rande
?uantitH di re"istrazioni.
Be ie con cui si ,ossono sce"liere "li accelero"rammi naturali sono dettate in
"ran misura dalle informazioni dis,oni<ili dal rischio sismico del sito in esame.
.li accelero"rammi naturali ,ossono essere scelti con diersi criteriM i ,iJ diffusi
sono ?uelli che im,on"ono ,arametri sismolo"ici o,,ure che fanno riferimento ad
uno s,ettro di ris,osta.
:n )i"ura 3.4 si edono le dierse o,zioni adotta<ili/ doe D2hA 6 la alutazione
deterministica del rischio sismico/ P2hA 6 la alutazione ,ro<a<ilistica del
rischio sismico/ -LDG ra,,resenta lo s,ettro da normatia.
Fi2-0a 3.5 9 2p'ioni valide per la scelta degli accelerogrammi da utili''are nelle analisi.
: ,arametri sismolo"ici ,resentati in )i"ura 3.4 sono M che indica il ma"nitudo/ I
la distanza e i la distanza dal alor medio del ,arametro di intensitH im,ie"ato
,reisto dalla le""e di attenuazione utilizzata/ ma "eneralmente non si usa come
,arametro di ricerca.
:l ,rimo criterio di scelta che si <asa sui ,arametri sismolo"ici im,lica innanzi
tutto/ con la fase di disa""re"azione/ di definire ,er il sito in esame l;interallo di
ma"nitudo (esF %/+-7! e l;interallo di distanza (esF 20-30 1m! ,iJ ra,,resentatii
,er la sismicitH del sito in esame. #ali ,arametri sonoF
2. -agnitudo -!. X im,ortante selezionare l;a,,ro,riato ma"nitudo
de"li eenti sismici ,erchV ?uesto ,arametro influenza fortemente
la fre?uenza e la durata del moimento.
2. Distan'a R!. Ba forma s,ettrale a,,are molto meno sensi<ile alla
distanza che al ma"nitudo.
2. Classi)ica'ione del sito. Uuesto ,arametro esercita una forte
influenza sulla natura del sisma/ modificando l;am,lificazione e la
forma dello s,ettro di ris,osta.
:l secondo criterio consiste nella scelta di accelero"rammi s,ettro com,ati<ili
come ,resentato nello studio di :erolino/ Maddaloni e -osenza $200%&/ nel ?uale
6 stata studiata la com,ati<ilitH de"li accelero"rammi naturali con le s,ecifiche
,reiste dall;LP-M 3274 e l;G- ' ,er le analisi non lineari delle strutture.
Gntram<e le norme im,on"ono che la com<inazione de"li accelero"rammi
utilizzati/ sia essi costituiti da se"nali naturali/ sintetici o artificiali/ a<<iano uno
s,ettro di ris,osta medio coerente con ?uello elastico definito dal codice. #ale
coerenza 6 da erificare in <ase alla media delle ordinate s,ettrali ottenute con i
diersi accelero"rammi ,er un coefficiente di smorzamento iscoso e?uialente

del +T. B;ordinata s,ettrale media non dee ,resentare uno scarto su,eriore al
10T/ ris,etto alla corris,ondente dello s,ettro elastico/ in alcun ,unto
dell;interallo di ,eriodi da 0/1+ sec a 2/0 sec e da 0/1+b# sec a 2/0b# sec/ in cui
# 6 il ,eriodo fondamentale di i<razione della struttura in cam,o elastico.
2econdo la norma una com<inazione ,er l;analisi strutturale dee essere costituita
da un numero di "ru,,i almeno ,ari a 3/ doe ,er "ru,,o si intende l;insieme
delle due re"istrazioni orizzontali e di ?uella erticale di una sin"ola stazione
sismica. 0el caso in cui si utilizzano almeno 7 diersi "ru,,i di accelero"rammi
"li effetti sulla struttura (sollecitazioni/ deformazioni/ s,ostamenti/ etc.! ,otranno
essere ra,,resentati dalle medie dei alori massimi ottenuti dalle analisi. Be
normatie ,reedono di considerare l;utilizzo della com,onente erticale del
sisma solo nei se"uenti casiF
2. Glementi ,ressochV orizzontali con luce su,eriore ai 20 mM
2. Glementi a mensolaM
2. Pilastri in falsoM
2. Gdifici con ,iani sos,esiM
2. Glementi ,rinci,ali ,recom,ressi.
Ba definizione dello s,ettro di riferimento 6 funzione della ti,olo"ia di terreno
considerato e del liello di ,ericolositH sismica della zona in di interesse. 2ia
l;LP-M 3274 e l;G- ' definiscono + ,rinci,ali cate"orie ,er i ,rofili strati"rafici
di fondazioneF
A. )ormazioni litoidi o suoli omo"enei molto ri"idi (E
2
30 j '00 m>s!M
4. De,ositi di sa<<ie e "hiaie molto addensate o ar"ille molto
consistenti (E
2
30 com,reso tra 3%0 m>s a '00 m>s!M
-. De,ositi di sa<<ie e "hiaie mediamente addensate o di ar"ille di
media consistenza (E
2
30 com,reso tra 1'0 m>s a 3%0 m>s!M
D. De,ositi di terreni "ranulari da sciolti a ,oco addensati o,,ure
coesii da ,oco a mediamente consistenti (E
2
30 R 1'0 m>s!M
G. Profili di terreno costituiti da strati su,erficiali alluionali (E
2
30
simili a ?uelli dei ti,i - o D e s,essore com,reso tra + e 20 m/
"iacenti su di un su<strato di materiale ,iJ ri"ido con (E
2
30 j '00
m>s!.
:n a""iunta a ?ueste cate"orie/ se ne definiscono altre due/ 21/ 22/ ,er le ?uali
sono richiesti caratterizzazioni s,eciali.
0elle analisi la normatia LP-M 3274 im,one di utilizzare/ come "iH accennato/
,er ciascuna delle direzioni di analisi un numero di "ru,,i non inferiore a 3 ma
risulta consi"lia<ile utilizzare una com<inazione costituita da 7 "ru,,i di
re"istrazione. Be ra"ioni sono le se"uentiF
2. X ,ossi<ile considerare "li effetti medi anzichV ?uelli massimiM
2. Aumenta si"nificatiamente la ,ossi<ilitH di troare risultatiM
2. B;utilizzo di soli 3 accelero"rammi ,uK non consentire la stima in
maniera corretta della aria<ilitH della ris,osta strutturale.
Be norme non im,on"ono ulteriori restrizioni ma "li autori :erolino/ Maddaloni e
-osenza $200%& considerano alcuni criteri a""iuntii. :n ,articolare si considerano
,er ciascuna com<inazione indiiduataF
2. La devia'ione dello spettro medio V della com+ina'ione da quello
della normativa. #ale fattore costituisce una misura ?uantitatia
dello scostamento medio / relatio alla sin"ola com<inazione/ nei
confronti dello s,ettro elastico. #ale deiazione 6 stata es,ressa
nella se"uente formaF

,
_



=
i i S
i S i med
T SA
T SA T SA
=
1
2
/ 0
! (
! ( ! (
1
(3.1!
Uuesto ,arametro ha ,ermesso di selezionare all;interno dei risultati ottenuti/
?uelli che definiscono uno s,ettro reale medio che si discosta meno da ?uello di
normatia e ?uindi di oiare ad un;eentuale sorastima della ris,osta sismica.
.raficamente in )i"ura 3.+ 6 stato ra,,resentato il com,ortamento dello s,ettro
medio de"li accelero"rammi reali con lo s,ettro di riferimento da normatia.
Fi2-0a 3.7 9 Rela'ione )ra spettro medio e lo spettro di ri)erimento da normativa.
1.1 La devia'ione massima V
-AM
del singolo spettro di
unCaccelerogramma appartenente alla com+ina'ione da quello
di normativa. G; inteso come lo scostamento massimo tra tutti
"li s,ettri reali facenti ,arte della com<inazione/ ed 6 data dalla
k a ,atto di sostituire
! (
med / 0 i
T SA
con
! (
0 i
T SA
cio6 con
l;ordinata di un sin"olo s,ettro in luo"o di ?uella dello s,ettro
medio. Mira ad indiiduare le com<inazioni in cui non solo lo
s,ettro medio 6 com,ati<ile con ?uello di normatia/ ma anche
in cui "li s,ettri delle sin"ole re"istrazioni si discostino il meno
,ossi<ile dallo s,ettro di riferimento. :n tal modo si cerca di
ridurre il ,iJ ,ossi<ile la aria<ilitH della ris,osta strutturale tra
sisma e sisma.
1.2 LCintervallo di magnitudo degli eventi da cui provengono gli
accelerogrammi di ciascuna com+ina'ione. G; consi"lia<ile
aere lo stesso interallo di ma"nitudo dei sismi ,erchV ?uesto
,arametro influenza si"nificatiamente il contenuto in
fre?uenza e la durata del moto. Uuesto criterio 6 considerato
secondario ris,etto a"li altri.
1.3 =umero di eventi sismici diversi allCinterno della stessa
com+ina'ioni. Ad o"ni terremoto ,ossono corris,ondere ,iJ
re"istrazioni accelerometriche ottenute da strumenti di misura
(accelerometri! dis,osti in diersi siti del territorio. X
consi"lia<ile/ ?uando ,ossi<ile/ utilizzare le com<inazioni
caratterizzate da re"istrazioni aenti tutte codice dierso in
maniera tale che l;analisi non sia condizionata da ,ochi eenti
dominanti.
)ermo restando le ,rescrizioni o<<li"atorie da normatia/ risulta consi"lia<ile
ris,ettare il ,iJ ,ossi<ile le ,recedenti restrizioni.
Per l;utilizzo di accelero"rammi naturali sono dis,oni<ili diersi data<ase
on#line come lC(uropean Strong#motion Data+ase C G2D
(htt,F>>DDD.isesd.c.ic.ac.u1!/ che contiene "li accelero"rammi relatii ai
terremoti euro,ei. Een"ono escluse a ,riori ?uelle stazioni in cui non ,resentano
entram<e le com,onenti orizzontali e le re"istrazioni ,oco si"nificatie da un
,unto di ista della ma"nitudo/ consi"lia<ile almeno ma""iore o u"uale a +/'.
Per i ,rofessionisti risulta com,licato utilizzare accelero"rammi reali ,erchV non
sem,re si hanno a dis,osizione 7 accelero"rammi riferiti al sito in esame e ?uindi
la norma cerca di so,,erire a ?uesto ,ro<lema faorendo l;utilizzo di se"nali
"enerati o modificati in modo da aere una forma s,ettrale com,ati<ile con ?uella
dello s,ettro da normatia. Ea sottolineato che la dimensione della com<inazione
(7 "ru,,i! non sem,re 6 sufficiente ,er la stima efficace della aria<ilitH della
ris,osta sismica e sare<<e necessaria una lar"a cam,a"na di alidazione dei criteri
di selezione. 2i conclude rileando che l;G- ' in merito all;uso di
accelero"rammi ,er le analisi dinamiche non lineari 6 molto simile all;LP-M
3274. B;G- '/ oltre che definire forme s,ettrali dierse ,er alcuni suoli ris,etto
all;LP-M 3274/ 6 ,iJ restrittio di ?uest;ultima im,onendo anche un incolo sul
P.A ($ea: @round Acceleration! medio delle com<inazioni.
4ommer e Aceedo $2004& nella loro ,u<<licazione descriono anche la
,ossi<ilitH di utilizzare due tecniche ,er ,oter rendere s,ettro com,ati<ili "li
accelero"rammi naturali. Be tecniche definite non dichiarano di aere <asi
"eofisiche e il loro sco,o 6 di ottenere una serie di re"istrazioni con <assa
aria<ilitH in modo da ridurre il numero di analisi strutturali necessarie ,er
ottenere un risultato sta<ile.
3.".3 A33*ica6ione e**e ana*isi IDA a* caso s+-io
B;a,,licazione del metodo IDA descritto nel paragra)o ".2.1 iene ?ui
s,ecializzata ,er le analisi numeriche solte nell;am<ito della ,resente tesi.
A ri"uardo della descrizione de"li accelero"rammi scelti ,er le analisi dinamiche
si edano le ,a"ine successie/ doe 6 ri,ortato il set di dodici accelero"rammi
im,ie"ati nelle analisi IDA solte nell;am<ito della se"uente tesi.
Antici,iamo ora come sono state solte le analisi IDA con in input le forzanti
sismiche che erranno descritte a <ree.
:n una ,rima fase i dodici sismi sono stati a,,licati alla struttura con uno 2)
(Scale 0actor! aria<ile da 0.1 a 4 con step di incremento ,ari a 0.2.
Da ?uesta ,rima sommaria analisi IDA 6 stato ,ossi<ile troare in maniera
a,,rossimatia lo 2) ,iJ ,iccolo che ,orta ,er ,rimo al ra""iun"imento della
deformazione ultima (i
cu
c - 0.003+! in una fi<ra di c.l.s. confinato.
Ia""iunta la condizione di crisi locale a,,ena descritta si sono ,rose"uite le
analisi fino al ra""iun"imento della deformazione i
c
c - 0.00% in una fi<ra di c.l.s.
confinatoM ritenuto il limite ultimo conenzionale medio ra""iun"i<ile dal c.l.s.
confinato/ oltre tale limite mediamente so,ra""iun"e lo schiacciamento del
calcestruzzo con conse"uente es,losione locale della sezione. Uuanto a,,ena
es,osto non 6 un criterio "eneralmente alido/ con forti confinamenti si ,uK
su,erare di "ran lun"a il limite di deformazione i
c
c - 0.00%. G; stato scelto ?uesto
criterio sulla deformazione limite del c.l.s confinato solamente ,er fissare un
istante caratteristico/ omo"eneo in tutte le analisi numeriche/ in cui arrestare
l;analisi.
:n tutte le analisi solte (sia statiche che dinamiche! si 6 comun?ue considerata/
come situazione di riferimento ,er i confronti/ la condizione al ,rimo
ra""iun"imento di i
cu
c - 0.003+ in una ?ualun?ue fi<ra di c.l.s. confinato.
Dalla ,rima fase delle analisi si 6 riscontrato che step di 2) ,ari a 0.2 erano tro,,o
radi ,er le informazioni e liello di ,recisione che si oleano ottenereM ,er tale
motio in una seconda fase si sono raffittiti "li incrementi di 2) in ,rossimitH del
alore che ,ortaa ,er ,rimo al ra""iun"imento di i
cu
.
:n tal modo 6 stato ,ossi<ile co"liere lo 2) che ,orta la struttura nelle condizioni
limite suddette con una ,recisione del decimo.
#ale ,recisione era necessaria ,er ,oter effettuare dei <uoni confronti con le
analisi statiche di pus%over.
Analizzate le ris,oste dinamiche della struttura sotto i dodici input sismici si 6
deciso di ,rendere in considerazione il alor medio della ris,osta come dato di
confronto con le analisi di pus%over.
Eediamo ora le caratteristiche delle forzanti sismiche im,ie"ate in tutte le analisi
dinamiche solte nella ,resente tesi.
3.2.3.1 )orzanti sismiche adottate nella ,resente tesi
:n ?uesto ,ara"rafo si concentra l;attenzione sulle forzanti sismiche a,,licate
lun"o 8 alla <ase delle strutture di studio.
#ali forzanti sono state im,ie"ate nelle analisi dinamiche IDA non lineari.
Per ottenere dei risultati statisticamente attendi<ili 6 necessario a,,licare
all;edificio il ma""ior numero ,ossi<ile di forzanti sismiche/ in tal modo 6
,ossi<ile troare i alori massimi e minimi dei ,arametri che descriono la
ris,osta della struttura.
Lltre ai massimi e minimi della ris,osta 6 ,ossi<ile effettuare anche de"li studi
statistici sulla ris,osta/ in ,articolare si ,ossono ottenere i alori medi e la
arianza dei ari ,arametri di ris,osta.
Al crescere del numero de"li accelero"rammi im,ie"ati i risultati statistici
dientano ,iJ attendi<ili/ ma allo stesso tem,o l;onere com,utazionale aumenta e
i tem,i di post#processing dei risultati si dilun"ano.
0ell;am<ito di ?uesta tesi si 6 o,tato ,er una soluzione di com,romesso fra
attendi<ilitH statistica e costo com,utazionaleM tale scelta ha condotto all;utilizzo
di dodici accelero"rammi artificiali s,ettro-com,ati<ili.
Ba s,ettro-com,ati<ilitH 6 <asata sulle indicazioni dell;LP-M 3274 (tale
ordinanza 6 del tutto simile alle direttie descritte nell;G-'!.
Al ri"uardo di come iene descritto lo s,ettro di ris,osta elastico nell;LP-M 3274
si eda la )i"ura 3.% e le relazioni da (3.2! a (3.%!.
Fi2-0a 3.8 9 Spettro di risposta elastico in termini di accelera'ioni Sae! e di spostamenti Sde!.
2i ri,ortano ?ui le relazioni che definiscono nell;LP-M 3274 la com,onente
orizzontale dello s,ettro di ris,osta elastico/ ra,,resentata in )i"ura 3.%/ utilizzata
,iJ olte nel se"uito della tesiF
/
T T < 0 ( ) ( )

,
_

+ 1 + / 2 1
/
g ae
T
T
S a T S
(3.2!
C /
T T T < ( ) l / m S a T S
g ae (3.3!
D C
T T T < ( )
,
_


T
T
S a T S
C
g ae
+ / 2
(3.4!
T T
D
( )
,
_



m
l / m
T
T T
S a T S
D C
g ae
(3.+!
doe di,ende dal coefficiente di smorzamento iscoso e?uialente ( c 1
?uando c 0.0+!/ S 6 un fattore che tiene conto del ,rofilo strati"rafico del suolo
di fondazione/ cosO come i ,eriodi che se,arano i diersi rami dello s,ettro T
/
/ T
C
/
T
D
/ mentre a
g
ra,,resenta l;accelerazione al suolo/ di,endente dalla classe di
sismicitH del sito.
Bo s,ettro di ris,osta elastico in termini di s,ostamenti/ anch;esso isi<ile in
)i"ura 3.%/ 6 deria<ile attraerso la relazioneF

ae de
S
T
S
2
2
4
(3.%!
-ome zona sismica ,er la struttura di studio 6 stata scelta la seconda che ,resenta
un;accelerazione di ,icco al suolo a
"
c 0.2+"/ mentre come ti,o di terreno si 6
scelto il ti,o 4 che ,ossiede un fattore 2 c 1.2+.
Per il coefficiente di smorzamento 6 stato im,ie"ato il classico n c +T/ di
conse"uenza il ,arametro risulta essere unitario.
Ba scelta dei ,arametri necessari ,er "enerare "li accelero"rammi artificiali sono
ri,ortati anche in )i"ura 3.7.
Fi2-0a 3.$ 9 $annello di input del so)tUare SI-;A( per la genera'ione di accelerogrammi
spettro#compati+ili con 2$C- "21&W notare le caselle di input a sinistra del gra)ico, qui X
possi+ile de)inire le caratteristic%e di 'ona, tipo di terreno, coe)). di smor'amento, durata
dellCaccelerogramma ed altri parametri.
Per "enerare "li input accelerometrici necessari ,er lo silu,,o delle analisi IDA 6
stato utilizzato il so)tUare SI-;A(/ esso "enera una funzione di densitH s,ettrale
dallo s,ettro di ris,osta e ,oi ricaa dei se"nali sinusoidali aenti an"oli di fase
casuali. : se"nali sinusoidali sono ,oi sommati e con una ,rocedura iteratia
,ossono essere confrontati con lo s,ettro di ris,osta di riferimento. Dal ?uadrato
del ra,,orto si a""iusta la funzione di densitH s,ettrale e cosO si "enera il nuoo
moimento del terreno. :l anta""io di tale a,,roccio 6 che si ,ossono ottenere
accelero"rammi com,letamente com,ati<ili con lo s,ettro di ris,osta elastico/ ma
lo santa""io 6 che si "enera un eccessio numero di cicli di forte moimento che
di conse"uenza ,ossiedono un alto contenuto di ener"ia realmente non
ra"ioneole.
Per aere i dodici accelero"rammi dalle caratteristiche ,iJ simili ai naturali si
sono "enerati un "ran numero di sismi artificiali/ ,oi in una seconda fase sono
stati selezionati i dodici candidati adatti allo sco,o.
Per co"liere i diersi as,etti dinamici della struttura si 6 scelto di utilizzare ?uattro
dierse durate de"li accelero"rammi/ in tal modo sarH ,ossi<ile edere come la
durata del sisma influisce sulla ris,osta della struttura.
Da ?uanto detto si com,rende che i dodici accelero"rammi scelti ,er analisi sono
suddiisi in ?uattro cate"orie da tre accelero"rammi ciascuna.
2. -A#G.LI:A 1
Alla ,rima cate"oria a,,arten"ono i sismi 1a/ 1< e 1cM tali accelero"rammi hanno
una durata di 30 secondi.
2. -A#G.LI:A 2
Alla seconda cate"oria a,,arten"ono i sismi 2a/ 2< e 2cM tali accelero"rammi
hanno una durata di 20 secondi.
2. -A#G.LI:A 3
Alla terza cate"oria a,,arten"ono i sismi 3a/ 3< e 3cM tali accelero"rammi hanno
una durata di 2+ secondi.
2. -A#G.LI:A 4
Alla ?uarta cate"oria a,,arten"ono sismi 4a/ 4< e 4cM tali accelero"rammi hanno
una durata di 1+ secondi.
Di se"uito en"ono ri,ortate le forme "rafiche dei dodici accelero"rammi
selezionati ,er le analisi dinamiche.
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Fi2-0a 3.% 9 Set dei dodici accelerogrammi spettro#compati+ili utili''ati nelle analisi.
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Massima accelerazione
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Massima accelerazione
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Sisma 4c
Massima accelerazione
0igura ".R # Set dei dodici accelerogrammi spettro#compati+ili utili''ati nelle analisi.
#roato il set di accelero"rammi da a,,licare alla <ase della struttura ora resta da
erificare la s,ettro-com,ati<ilitH de"li stessi con lo s,ettro di riferimento dato
dalla normatia LP-M 3274.
:n )i"ura 3.9 e )i"ura 3.10 sono ri,ortati i risultati delle ris,oste elastiche dei
dodici accelero"rammi ,rescelti/ ,er troare tali ris,oste 6 stato utilizzato il
so)tUare SeismoSignal.
Fi2-0a 3.9 9 Spettri di risposta elastici Sa#T del set di accelerogrammi riportati in 0igura ".R.
=otare la rappresenta'ione della media della risposta linea +lu!, lo scarto quadratico medio
della risposta linee arancio e verde! e lo spettro di risposta della normativa linea rossa!.
Dalla )i"ura 3.9 6 ,ossi<ile osserare che la ri,osta media del set di
accelero"rammi selezionati (linea <lu marcata! 6 molto icina allo s,ettro di
ris,osta fornito dalla normatia (linea rossa marcata!.
Anche la ris,osta dei sin"oli accelero"rammi non 6 molto distante dallo s,ettro
dato dalla normatia/ a dimostrazione di ciK si ,uK osserare la ,iccola entitH
dello scarto ?uadratico medio ri,ortato in )i"ura 3.9 e )i"ura 3.11.
Fi2-0a 3.)# # Spettri di risposta elastici Sa#Sd del set di accelerogrammi riportati in 0igura ".R.
=otare la rappresenta'ione della media della risposta linea +lu!, lo scarto quadratico medio
della risposta linee arancio e verde! e lo spettro di risposta della normativa linea rossa!.
Fi2-0a 3.)) 9 -edia linea +lu! e scarti quadratici medi linee verde e arancio! della risposta
elastica del set di accelerogrammi riportati in 0igura ".R.
Per confrontare i risultati che si otten"ono dalle analisi dinamiche IDA con ?uelli
delle analisi statiche di pus%over 6 necessario aere un set di accelero"rammi il
,iJ ,ossi<ile omo"enei fra loro/ ,er tale motio si 6 cercato di ,ossedere dodici
sismi dalle caratteristiche s,ettrali molto simili.
Per aere ,iJ uniformitH nella ris,osta dinamica della struttura sare<<e necessario
,ossedere de"li accelero"rammi della stessa durata (oltre che s,ettro-com,ati<ili!/
in tal modo la dis,ersione dei risultati ottenuti in output dalle analisi IDA sare<<e
la ,iJ ,iccola ,ossi<ile.
=n test numerico condotto sulla struttura di studio ha mostrato che utilizzare il set
di accelero"rammi ri,ortato in )i"ura 3.' o un set di dodici accelero"rammi
(sem,re s,ettro-com,ati<ili! tutti della durata di 1+ secondi non ,orta a sostanziali
differenzeF la ris,osta media della struttura aria di ,oco e la arianza della
ris,osta si riduce di una ,iccola entitH ?uando si usano sismi della stessa durata.
#ali eidenze hanno fatto si che la scelta de"li input accelerometrici da utilizzare
nelle analisi IDA si confermasse sul set di dodici accelero"rammi suddiisi in
?uattro cate"orie di durata (edi )i"ura 3.'!.
B;uso di sismi dalla durata differente 6 stato adottato anche ,er ,oter troare i
,ossi<ili massimi e minimi assoluti di certi ,arametri di ris,osta della struttura.
0ell;am<ito delle analisi dinamiche IDA 6 stato s,erimentato anche l;uso di un
input accelerometrico di ti,o @rumore <iancoA dalla durata di 10 minuti.
Per definizione il rumore <ianco ,ossiede uno s,ettro delle am,iezze costante/
oero/ essendo un se"nale di ti,o casuale la sua analisi di contenuto in fre?uenza
dore<<e ,ortare ad un alore di am,iezza costante su tutte le fre?uenze.
Uuesta caratteristica @s,ecialeA del se"nale casuale fa si che esso ,ossa eccitare
allo stesso modo (con la stessa ener"ia! tutti i modi di i<rare di una struttura.
Ba lun"a durata del se"nale dore<<e ,ortare all;indiiduazione dei massimi e
minimi assoluti di tutti i ,arametri della ris,osta/ ?uesto 6 ,oi ?uello che
effettiamente si 6 erificato.
:l rumore <ianco in ?uestione ha ,ortato a alori massimi e minimi assoluti della
ris,osta simili a ?uelli troati con il set di accelero"rammi di )i"ura 3.'. -iK
indica che i dodici sismi scelti ,er le analisi dinamiche riescono a co"liere <ene la
ris,osta media della struttura ma anche i limiti inferiori e su,eriori della ris,osta.
+.+ Criteri di *onronto dei risultati delle IDA *on 5uelli di
&ushover
-ome "iH accennato nel ,ara"rafo ,recedente il confronto fra le IDA e il pus%over
(nell;am<ito di ?uesta tesi! aiene a ,aritH di deformazione ultima (i
cu
c -
0.003+! ra""iunta in una fi<ra di c.l.s. confinato.
0el cam,o elastico-lineare il le"ame fra input ed output si mantiene
,ro,orzionaleF se raddo,,iano le forzanti in input tutta la ris,osta in output
raddo,,ia. -iK im,lica che tutti i ,arametri di ris,osta della struttura
(s,ostamenti/ deformazioni/ sollecitazioni e tensioni! sono ra,,ortati fra loro in
maniera costante al ariare dell;incremento di carico (nell;am<ito delle analisi
statiche! o dello Scale 0actor (nell;am<ito delle analisi dinamiche!
Al crescere del molti,licatore dei carichi la ris,osta di una struttura elastica-
lineare si mantiene ,ro,orzionale.
0el cam,o delle analisi lineari un confronto (fra i risultati dell;analisi dinamica
IDA e ?uelli della statica di pus%over! a ,aritH di deformazione ultima i
cu
c -
0.003+ ra""iunta 6 ,ossi<ile senza o,erare ,er incrementi di Scale 0actor/ ,er
?ualun?ue istante di tem,o dell;analisi dinamica. 0el cam,o elastico-lineare 6
,ossi<ile troare l;esatto alore dello 2) (Scale 0actor! che ,orta alla condizione
limite cercata attraerso la conoscenza delle deformazioni massime ra""iunte
nelle fi<re di c.l.s. confinato ,er una data ed unica analisi dinamica. 2e ,er un dato
istante di tem,o della IDA non si 6 ra""iunta la deformazione ultima 6 ,ossi<ile
scalare la ris,osta della struttura ,ro,orzionalmente al ra,,orto i
cu
>i
c
,er "iun"ere
alla condizione limite cercataM doe i
cu
6 la deformazione limite che si uole
ra""iun"ere/ i
c
6 la deformazione massima ra""iunta nelle fi<re di c.l.s. confinato/
,er un dato 2) dell;analisi dinamica.
:n cam,o non-lineare la ,rocedura si com,licaF ?ui non esiste ,iJ un le"ame
,ro,orzionale fra input ed output/ ?uindi 6 necessario sol"ere delle analisi
dinamiche IDA con fitti step di 2) ,er troare il alore di Scale 0actor che ,orta
la struttura alle condizioni limite cercate.
Iicordiamo che adottare criteri di crisi (o condizioni limite! differenti ,orta a
confronti dei risultati (fra IDA e pus%over! non necessariamente coerenti/ anche in
cam,o elastico-lineare/ doe la ,ro,orzionalitH fra input ed output ,otre<<e far
,ensare il contrario. :n altre ,arole lo scarto nel confronto/ fra i risultati ottenuti in
output da un;analisi IDA e ?uelli di un;analisi di pus%over/ aria al cam<iare del
ti,o di confronto che si adottaF a ,aritH di deformazione ra""iunta/ a ,aritH di
s,ostamento ra""iunto da un ,unto di controllo/ a ,aritH di interstor< dri)t/ a ,aritH
di s,ostamenti o a ,aritH di sollecitazioni ra""iunte in un elemento strutturale.
Parliamo ora di come si ,ossa effettuare un confronto omo"eneo fra i risultati
ottenuti in output dalle analisi dinamiche IDA e ?uelli ottenuti dalle analisi di
pus%over.
:nnanzitutto 6 necessario sta<ilire il criterio di confronto (omo"eneo! che si uole
adottare ,er entram<e le ti,olo"ie di analisi (IDA e pus%over!/ si ,ossono
sce"liere criteri <asati su"li s,ostamenti o sulle deformazioniM oero/ si ,ossono
confrontare i risultati a ,aritH di s,ostamento ra""iunto da un ,unto di controllo/
o,,ure a ,aritH di deformazione ra""iunta ne"li elementi strutturali.
0ell;am<ito della ,resente tesi si 6 scelto di utilizzare un ,ara"one (fra i risultati
delle IDA e ?uelli di pus%over! a ,aritH di stato limite di deformazione ra""iunto
nel c.l.s. confinato (i
cu
c - 0.003+!.
Uuesto criterio 6 definito di ti,o locale/ ,erchV tiene conto di effetti localizzati
della ris,osta/ localizzati a liello di sezione e di fi<raM non si ,rendono in
considerazione ,arametri di ris,osta "lo<ali della struttura che ,ossano
descrierne la sua confi"urazione deformata.
-riteri "lo<ali sono ?uelli su"li s,ostamenti (rotazioni! ra""iunti da un ,unto di
controllo/ rotazioni di corde di elementi strutturali ed altri ,arametri che
coinol"ono in maniera "lo<ale la ris,osta dell;intera struttura.
:n un confronto di ti,o locale sulle deformazioni si anno a confrontare fra loro i
risultati/ della ris,osta dinamica IDA con ?uella statica di pus%over/ a ,aritH di
deformazione massima ra""iunta nelle fi<re.
:n un confronto di ti,o "lo<ale su"li s,ostamenti si anno inece a confrontare fra
loro i risultati/ della ris,osta dinamica IDA con ?uella statica di pus%over/ a ,aritH
di s,ostamento ra""iunto da un ,unto di controllo.
2i edono ora i metodi e le a,,licazioni che ,ermettono un confronto fra i risultati
ottenuti dalla ris,osta dinamica IDA della struttura con ?uelli ottenuti dall;analisi
statica di pus%overM in ,articolare ci si sofferma sulle ,ro<lematiche le"ate alle
strutture s,aziali irre"olari.
3.3.) Con;0on+o in +e0!ini 2*o:a*i& *a c-0.a i ca3aci+? e i is+e0esi
=na ,rima metodolo"ia di confronto dei risultati/ molto adottata ,er i telai ,iani/ 6
<asata sulla relazione fra ta"lio alla <ase e s,ostamento di un ,unto di controllo di
solito ,osto in sommitHM la cura che si ottiene nel ra,,resentare i risultati ottenuti
in ?uesto modo iene anche detta @cura di ca,acitHA. Uuesto confronto 6 di ti,o
"lo<ale.
Liamente l;analisi statica fornisce una relazione continua fra ta"lio alla <ase e
s,ostamento in sommitH/ mentre l;IDA ,uK fornire solamente una serie discreta di
,unti/ fra l;altro di difficile determinazione. Eedi )i"ura 3.12.
Fi2-0a 3.)" 9 Rela'ione tra taglio alla +ase e spostamento in sommit, ottenuto da unCanalisi
dinamica incrementale.
Per aicinarsi ad una relazione continua fra ta"lio alla <ase e s,ostamento di un
,unto di controllo si ,ossono raffittire "li incrementi di 2) delle IDA/ in o"ni caso
si dee definire un criterio ,er la determinazione dei ,unti caratteristici #a"lio-
2,ostamento ,er o"ni 2) del;analisi IDA.
:n )i"ura 3.13 e )i"ura 3.14 6 ra,,resentata la ti,ica ris,osta dinamica/ in termini
di aria<ilitH nel tem,o dello s,ostamento di un ,unto di controllo e di ta"lio alla
<ase/ di un telaio ,iano eccitato da un input sismico.
Fi2-0a 3.)3 # Determina'ione dei punti c%e de)iniscono la capacit, strutturale derivante
dallCanalisi dinamica incrementale.
#i,icamente ,er un sistema a ,iJ "radi di li<ertH/ ti,o un telaio ,iano multi,iano/
si ossera che l;istante in cui si ra""iun"e il massimo s,ostamento non coincide
con l;istante in cui si ossera il massimo ta"lio alla <ase (si eda anche la )i"ura
3.14!.
Fi2-0a 3.)5 9 Risposta dinamica di una struttura +idimensionale al variare di S0.
#ale eidenza ,one il ,ro<lema di cosa ra,,resentare nel "rafico #a"lio alla 4ase
Es 2,ostamento ri,ortato in )i"ura 3.12F 1! massimo 2,ostamento Es
corris,ondente #a"lio alla 4aseM 2! massimo #a"lio alla 4ase Es corris,ondente
2,ostamentoM 3! massimo #a"lio alla 4ase Es massimo 2,ostamento su tutta la
finestra tem,orale.
Iecenti studi effettuati su dierse ti,olo"ie di telai ,iani sem<rano "iustificare il
,rimo modo di o,erare come ?uello ,iJ adatto.
:n ,articolare si ,ro,one di a"ire secondo la se"uente arianteF i ,unti en"ono
indiiduati in <ase allo s,ostamento in sommitH massimo ottenuto ,er ciascun 2)
delle analisi dinamiche IDA/ e del corris,ondente ta"lio alla <ase massimo/
relatio ad una finestra tem,orale di t 0.+ secondi attorno all;istante in cui si
assiste allo s,ostamento massimo/ come mostrato in )i"ura 3.13.
Uuesto metodo di determinazione dei ,unti riflette un criterio ,ra"matico ed in
?ualche modo ar<itrario/ adottato comun?ue in ,arecchi studi recenti sulle analisi
di pus%over. Ba scelta di adottare una finestra tem,orale 6 "iustificata dalla
necessitH di oler e,urare i risultati dall;influenza nella ris,osta douta ai modi
su,eriori che ,otre<<ero in certi istanti essere in o,,osizione di fase ris,etto al
modo fondamentale.
Allo stato attuale non 6 ,ossi<ile sta<ilire ine?uioca<ilmente se ?uesta scelta sia
,iJ si"nificatia di un;altra/ come ,er esem,io il ,unto definito dallo s,ostamento
in sommitH e dal ta"lio alla <ase massimi sull;intero interallo tem,orale di
a,,licazione dell;accelero"ramma.
Adottate le scelte a,,ena descritte 6 ,ossi<ile ottenere dei "rafici (cure di
ca,acitH! doe 6 ra,,resentata in maniera discreta la relazione #a"lio-
2,ostamento ,er le analisi dinamiche IDA.
:n )i"ura 3.1% e )i"ura 3.17 6 ri,ortato/ a titolo di esem,io/ un confronto in
termini di #a"lio alla 4ase Es 2,ostamento di un ,unto di controllo fra i risultati
delle analisi dinamiche IDA e ?uelli di pus%over ,er un telaio ,iano.
Liamente ,er un;analisi statica di s,inta (pus%over! la relazione #a"lio-
2,ostamento risulta essere una cura continua/ difatti "li incrementi carico
,ossono essere molto fitti/ inoltre nelle analisi di pus%over #a"lio alla 4ase e
2,ostamento crescono in maniera monotona con l;incremento di carico/ ?uindi
,er o"ni step di carico si ha il massimo s,ostamento e il massimo ta"lio.
=n altro metodo di confronto in termini "lo<ali 6 <asato sulle cure di isteresi
delle analisi IDA con sora,,osti i ,unti di rottura relatii alle analisi di pus%over/
edi )i"ura 3.14 e )i"ura 3.1+. :n tali fi"ure si ri,orta la relazione #a"lio alla
4ase Es 2,ostamento di un ,unto di controllo ,er ?uel alore di 2) dell;analisi
dinamica IDA che ,orta ,er ,rimo al ra""iun"imento della deformazione ultima
(i
cu
c - 0.003+! in una fi<ra di c.l.s. confinato. :n sora,,osizione sono ri,ortati i
risultati delle analisi statiche di pus%over ,er lo step che ,orta la struttura alle
medesime condizioni limite im,oste sulle analisi dinamicheF rottura del c.l.s.
confinato.
-0.2 -0.15 -0.1 -0.05 0 0.05 0.1 0.15 0.2
-250
-200
-150
-100
-50
0
50
100
150
200
250
Telaio3D,3piani,NONlinear,IDA sisma1a,SF=1.05 (CM3)
Dx CM3 [ m]
T
x

[
K
N
]
IDA
Tx max
DxCM3 max
RzCM3 max
EpsilonCu
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
Fi2-0a 3.)7 9 Curva di isteresi a rottura per il sisma 1a, in sovrapposi'ione vi sono i punti di
rottura delle analisi di pus%over.
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
110
120
130
140
0 0.01 0.02 0.03 0.04 0.05 0.06 0.07 0.08 0.09 0.1 0.11 0.12 0.13 0.14 0.15 0.16
Spostamento del CM in direzione X [m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

t
o
t
a
l
e

i
n

d
i
r
e
z
i
o
n
e

X

[
k
N
]
Pushover Uniforme Pushover Proporzionale Pushover Trianolare !""eleroramma !3
!""eleroramma !11 !""eleroramma !14 !""eleroramma !6 !""eleroramma !9
!""eleroramma !18 !""eleroramma !7 #e$ia $elle %&!
Rottura con Pushover
distribuzione Uniforme
Rottura con Pushover distribuzione
Proporzionale e Triangolare
Fi2-0a 3.)8 9 Curve di capacit, Taglio alla /ase ?s Spostamento in sommit,! di diverse analisi
di pus%over con)rontate con i risultati ottenuti dalle IDAW in nero sono riportati i punti c%e
rappresentano il raggiungimento della rottura.
2e la ris,osta media delle analisi dinamiche IDA (linea nera in )i"ura 3.17! 6
coerente con la cura di ca,acitH troata dall;analisi di pus%over (linee colorate in
)i"ura 3.17! allora l;analisi statica di s,inta riesce a descriere il le"ame #a"lio-
2,ostamento ,er tutti i lielli di intensitH sismica.
Fi2-0a 3.)$ # Curve di capacit, Taglio alla /ase ?s Spostamento in sommit,! di diverse analisi
di pus%over con)rontate con i risultati ottenuti dalle IDAW in rosso sono riportati i punti c%e
superano la rottura.
Liamente il confronto o,erato sulle cure di ca,acitH 6 un confronto in termini
"lo<ali/ <iso"na ,oi edere se ,er un dato liello di deformazione ra""iunta (ad
esem,io ?uella ultima i
cu
c - 0.003+! i risultati forniti dalle analisi dinamiche IDA
sono ,ara"ona<ili con ?uelli ottenuti dall;analisi di pus%over.
:n altre ,arole/ asse"nato un liello di deformazione ra""iunto si confrontano fra
loro i ,arametri locali della struttura (s,ostamento dei ,iani/ rotazione dei ,iani/
interstor< dri)t/ ta"li di ,iano/ momenti torcenti di ,iano/ eccN!.
Uuesti confronti di ti,o locale en"ono descritti in se"uito.
Lra erranno descritte le ,ro<lematiche di confronto in termini "lo<ali che
affli""ono le analisi di pus%over sulle strutture s,aziali ed irre"olari.
: diersi "radi di li<ertH associati ad o"ni ,iano di una struttura s,aziale ,ortano a
,ro<lemi inesistenti nell;am<ito dei telai ,iani.
3.3.1.1 Pro<lematiche nel ,ushoer 3D
Uuanto a,,ena es,osto ale in "enerale ,er tutte le strutture ,iane/ in ?uesti casi il
,arametro "lo<ale di s,ostamento 6 unico (s,ostamento di un ,unto di controllo
lun"o la sola direzione orizzontale!/ lo stesso si ,uK dire ,er i ,arametri "lo<ali di
sollecitazioneF esiste solamente il ta"lio alla <ase nell;unica direzione esistente.
0elle strutture s,aziali nasce il ,ro<lema di ?uale ,unto di controllo assumereF sul
,iano di sommitH dell;edificio i sono diersi ,unti tutti ,ossi<ili candidati.
2e"uendo le indicazioni ,ro,oste da ari ricercatori di alenza internazionale
(-ho,ra/ )a*far/ .oel/ (ilar/ (unnath/ Mo"hadam! si 6 scelto di ,rendere come
,unto di controllo il centro di massa del ,iano di sommitH. Diersi studi condotti
da tali autori hanno mostrato ?uest;ultima scelta essere ?uella adatta ,er
ra,,resentare la ris,osta della struttura.
Analizzando una struttura s,aziale i ,arametri di ris,osta in output e ?uelli di
input ,ossono aumentare in maniera considereole/ rendendo difficile
l;inter,retazione dei risultati e la com,rensione del com,ortamento dinamico
della struttura.
Per una sem,lice struttura s,aziale a solai ri"idi i "radi di li<ertH si tri,licano
ris,etto ad un;analo"a struttura <idimensionale con lo stesso numero di ,iani.
Difatti ,er o"ni ,iano ci sono due com,onenti di s,ostamento nelle due direzioni
orto"onali 8 e < ed una com,onente di rotazione attorno all;asse erticale.
Bo stesso si ,uK dire ,er i ,arametri "lo<ali di sollecitazioneF due ta"li alla <ase
nelle due direzioni ed un momento torcente.
:noltre in una struttura s,aziale "li input sismici ,ossono essere a,,licati
contem,oraneamente in entram<e le direzioni orto"onali/ ?uesta ,ossi<ilitH
com,lica ulteriormente la com,rensione del com,ortamento dinamico della
struttura e la sua ,ossi<ile sem,lificazione con un modello statico di s,inta.
Da ?uanto es,osto fino ad ora 6 ,ossi<ile com,rendere che una sem,lice relazione
fra ta"lio alla <ase e s,ostamento di un ,unto di controllo non 6 ,iJ sufficiente ,er
descriere il com,ortamento di una struttura 3D.
Per tali strutture s,aziali a tre "radi di li<ertH ,er ,iano nascono le se"uenti noe
com<inazioni ,ossi<ili di cure di ca,acitHF
#a"lio alla 4ase in direzione M Es 2,ostamento in direzione M
#a"lio alla 4ase in direzione M Es 2,ostamento in direzione >
#a"lio alla 4ase in direzione M Es Iotazione attorno all;asse Y
#a"lio alla 4ase in direzione > Es 2,ostamento in direzione M
#a"lio alla 4ase in direzione > Es 2,ostamento in direzione >
#a"lio alla 4ase in direzione > Es Iotazione attorno all;asse Y
Momento torcente alla 4ase Es 2,ostamento in direzione M
Momento torcente alla 4ase Es 2,ostamento in direzione >
Momento torcente alla 4ase Es Iotazione attorno all;asse Y
:n a""iunta alle noe com<inazioni a,,ena elencate/ doe 6 sem,re ri,ortata una
relazione fra sollecitazione e s,ostamento/ si ,uK ,ensare di ri,ortate anche delle
relazioni fra sole sollecitazioni o fra soli s,ostamenti. :n tal caso le com<inazioni
da noe dientano ?uindiciF
Momento torcente alla 4ase Es #a"lio alla 4ase in direzione
M
Momento torcente alla 4ase Es #a"lio alla 4ase in direzione
>
#a"lio alla 4ase in direzione M Es #a"lio alla 4ase in direzione
>
Iotazione attorno all;asse Y Es 2,ostamento in direzione M
Iotazione attorno all;asse Y Es 2,ostamento in direzione >
2,ostamento in direzione M Es 2,ostamento in direzione >
Liamente non tutte le ?uindici com<inazioni ,ossono essere si"nificatie/ ma
nel caso ,iJ "enerale di struttura eccentrica in entram<e le direzioni ed input
sismico <idirezionale ,otre<<ero anche esserlo.
2e esistono delle sollecitazioni e s,ostamenti ,realenti in una direzione alcune
delle ?uindici com<inazioni a,,ena descritte ,ossono essere ritenute non
si"nificatie.
0el caso di strutture con eccentricitH del centro delle ri"idezze ris,etto al centro di
massa in un;unica direzione si ,ossono considerare le sole com<inazioni 1/ 3/ 7/ 9
e 10/ 13.
:n tali strutture le com<inazioni indicate sono ?uelle ,iJ si"nificatie/ infatti ta"li
e s,ostamenti nella direzione < sono di ,iccola entitH/ ?uindi trascura<ili se
,ara"onate a"li altri ,arametri di ris,osta.
Definite ora le ti,olo"ie di cure di ca,acitH da ra,,resentare ,er una struttura 3D
rimane il ,ro<lema di come ri,ortare su tale set di ?uindici "rafici i ,unti
caratteristici che deriano dalle analisi IDA.
.iH nell;am<ito delle strutture ,iane i erano dei du<<i al ri"uardo di come
ri,ortare ta"li e s,ostamenti di un;analisi IDA con un certo 2) su di un "rafico del
ti,o di )i"ura 3.17.
:l ,ro<lema ,erK 6 stato risolto considerando una finestra tem,orale di o0.+ sec
nell;intorno del massimo s,ostamento ra""iunto dal ,unto di controllo.
0el caso tridimensionale la ris,osta dinamica della struttura dienta al?uanto
com,lessaF a se"uito di un input sismico si "enera una ris,osta a tre ,arametri ,er
,iano (s,ostamento del centro di massa in direzione 8/ in direzione < e rotazione
del ,iano!M inoltre alla <ase la ris,osta non 6 ,iJ dettata dal solo ta"lio/ ora ci
saranno due ta"li ed un momento torcente (ta"lio alla <ase lun"o 8/ lun"o < e
momento torcente alla <ase!.
Per le strutture ,iane il le"ame fra sollecitazioni alla <ase e s,ostamenti 6 unioco
(#a"lio alla <ase Es 2,ostamento in sommitH!/ nonostante tutto non i 6
corris,ondenza tem,orale fra l;istante di massimo s,ostamento e ?uello di
massimo ta"lio (edi )i"ura 3.13 e )i"ura 3.14!.
Passando dal 2D al 3D la non coincidenza si erifica su tutti i ,arametri di
s,ostamento e sollecitazione.
:n "enerale si aranno sei istanti diersi in cui si erifica di olta in olta il
massimo di s,ostamento lun"o 8/ lun"o </ rotazione attorno a '/ ta"lio alla <ase
lun"o 8/ ta"lio alla <ase lun"o < e momento torcente. :noltre 6 ,ossi<ile che
l;istante in cui aiene la rottura (ra""iun"imento della deformazione ultima in
una fi<ra di c.l.s.! non coincida con nessuno dei sei istanti di tem,o a,,ena citati.
Uuanto a,,ena descritto si erifica in maniera sem,lificata ,er una struttura con
eccentricitH monodirezionale fra C
R
e C
-
/ ?ui si ,ossono considerare come
caratteristici lo s,ostamento lun"o 8/ la rotazione attorno a ' ed il ta"lio alla <ase
lun"o 8M tutti relatii al centro di massa.
2i eda la )i"ura 3.1' e )i"ura 3.19 ,er una mi"liore com,rensione di ?uanto
a,,ena es,ostoM la fi"ura si riferisce ad un;analisi IDA di un caso studio/ ma la sua
alenza concettuale 6 "enerale.
Fi2-0a 3.)% 9 Risposta dinamica in campo lineare. Accelerogramma in input e risposta della
struttura in termini di taglio alla +ase lungo M T8!, spostamento lungo M del centro di massa di
sommit, D8C-"!, rota'ione del centro di massa di sommit, R'C-"!. =otare la non coinciden'a
temporale degli istanti in cui si veri)icano i massimi di ogni parametro di risposta.
Lsserando la )i"ura 3.1' e )i"ura 3.19 6 ,ossi<ile notare che "li istanti in cui si
erificano i massimi di o"ni ,arametro di ris,osta sono diersi/ inoltre la distanza
tem,orale fra i massimi ,uK essere anche noteole.
Da ?uanto a,,ena illustrato risulta l;im,ossi<ilitH di troare un criterio che
,ermetta di sta<ilire come sce"liere i ,unti delle analisi IDA da ri,ortare in
sora,,osizione con le cure di ca,acitH/ in ,articolare con il set di ?uindici
"rafici descritti in ,recedenza.
0 5 10 15 20 25 30
-4
-2
0
2
4
Time [sec]
A
g

[
m
/
s
2
]
Telaio3D, 3piani, Linear, IDA sisma3a, SF=1. 87 (CM3)
Massima accelerazione
0 5 10 15 20 25 30
-1000
-500
0
500
1000
Time [sec]
T
x

[
K
N
]
Massimo Taglio
Deformazione c.l.s. -0.35%
0 5 10 15 20 25 30
-0.2
-0.1
0
0.1
0.2
Time [sec]
D
x
C
M
3

[
m
]
Massimo Dx
Deformazione c.l.s. -0.35%
0 5 10 15 20 25 30
-0.04
-0.02
0
0.02
0.04
Time [sec]
R
z
C
M
3

[
R
a
d
]
Massimo Rz
Deformazione c.l.s. -0.35%
Fi2-0a 3.)9 9 Risposta dinamica in campo non#lineare. Accelerogramma in input e risposta della
struttura in termini di taglio alla +ase lungo M T8!, spostamento lungo M del centro di massa di
sommit, D8C-"!, rota'ione del centro di massa di sommit, R'C-"!.
Eista l;ines,erienza "enerale al ri"uardo si 6 deciso di adottare (nel caso studio!
?uattro criteri di ra,,resentazione dei ,unti delle IDA in sora,,osizione con le
cure di pus%over.
=no ,er l;istante in cui si ra""iun"e il massimo s,ostamento/ uno ,er l;istante di
massima rotazione/ uno ,er l;istante di massimo ta"lio alla <ase ed infine uno ,er
l;istante in cui aiene la massima deformazione.
0el caso ,iJ "enerale le classificazioni non sare<<ero ,iJ ?uattro ma sette/ isti i
sei ,arametri di ris,osta (D8/ D</ R'/ T8/ T< e -t! e l;istante in cui aiene la
rottura (i
cu
!.
#ale conclusione ,orta a delle ra,,resentazioni delle cure di pus%over con
sora,,osti i ,unti delle IDA che cam<iano ,osizione al ariare del criterio di
0 5 10 15 20 25 30
-4
-2
0
2
4
Time [sec]
A
g

[
m
/
s
2
]
Telaio3D, 3piani, NONLinear, IDA sisma2c, SF=0. 96 (CM3)
Massima accelerazione
0 5 10 15 20 25 30
-200
-100
0
100
200
Time [sec]
T
x

[
K
N
]
Massimo Taglio
Deformazione c.l.s. -0.35%
0 5 10 15 20 25 30
-0.2
-0.1
0
0.1
0.2
Time [sec]
D
x
C
M
3

[
m
]
Massimo Dx
Deformazione c.l.s. -0.35%
0 5 10 15 20 25 30
-0.02
-0.01
0
0.01
0.02
Time [sec]
R
z
C
M
3

[
R
a
d
]Massimo Rz
Deformazione c.l.s. -0.35%
ra,,resentazione scelto/ cio6 in <ase a ?uale ,arametro massimo della ris,osta si
a a ra,,resentare.
2i eda la )i"ura 3.20 e )i"ura 3.21 a tale ri"uardo.
Fi2-0a 3."# # Curve di capacit, Taglio alla /ase lungo M ?s Spostamento in sommit, lungo M
del centro di massa! di diverse analisi di pus%over lineari con)rontate con i risultati ottenuti dalle
IDAW in rosso sono riportati i punti c%e rappresentano la rottura delle analisi di pus%over, le IDA
sono riportate nei diversi istanti limite! per il solo S0 c%e porta a rottura, in nero X riportato il
+aricentro di ogni gruppo.
La 0igura ".2D e )i"ura 3.21 ri,ortano delle soluzioni ricaate da un;analisi in
cam,o elastico-lineare/ la alenza concettuale 6 ,erK del tutto "enerale.
Ba )i"ura 3.20 e )i"ura 3.21 mostrano una noteole differenza di
ra,,resentazione dei ,unti delle IDA in <ase al criterio di ra,,resentazione
adottato.
0 0.05 0.1 0.15 0.2 0.25
0
100
200
300
400
500
600
700
800
900
1000
Telaio3D,3piani,Linear
Dx CM3 [ m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

T
x

[
K
N
]
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
EpsilonCu
Tx max
Tx max med
DxCM3 max
DxCM3 max med
RzCM3 max
RzCM3 max med
EpsilonCu
EpsilonCu med
Fi2-0a 3.") # Curve di capacit, Taglio alla /ase lungo M ?s Rota'ione in sommit, attorno a Y
del centro di massa! di diverse analisi di pus%over lineari con)rontate con i risultati ottenuti dalle
IDAW in rosso sono riportati i punti c%e rappresentano la rottura delle analisi di pus%over, le IDA
sono riportate nei diversi istanti limite! per il solo S0 c%e porta a rottura. In nero X riportato il
+aricentro di ogni gruppo.
2e si sce"lie di ra,,resentare i massimi s,ostamenti lun"o 8 del centro di massa di
sommitH (D8C-" ma8! si troa che le corris,ondenti rotazioni sono a<<astanza
,iccole/ mentre i ta"li associati lun"o 8 sono ,ara"ona<ili con ?uelli massimi
sull;intero interallo tem,orale (edi il trian"olino nero in "rassetto!.
Eiceersa se si sce"lie di ri,ortare i ,unti corris,ondenti alle massime rotazioni
del centro di massa del ,iano di sommitH (R'C-" ma8! si troano corris,ondenti
s,ostamenti D8C-" e associati ta"li alla <ase lun"o 8 di ,iccola entitH (edi
l;asterisco nero in "rassetto!.
Uuesta eidenza mette alla luce l;im,ossi<ilitH di sce"liere un metodo di
ra,,resentazione dei ,unti delle IDA ,iuttosto che un altro.
0el caso di strutture 3D accade che "li istanti caratteristici in cui si ra""iun"e la
rottura e i massimi dei molte,lici ,arametri di ris,osta sono tutti diersi fra loroM
le confi"urazioni deformate associate ai diersi istanti caratteristici si 6 isto
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03 0.035
0
100
200
300
400
500
600
700
800
900
1000
Telaio3D,3piani,Linear
Rz CM3 [ Rad]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

T
x

[
K
N
]
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
EpsilonCu
Tx max
Tx max med
DxCM3 max
DxCM3 max med
RzCM3 max
RzCM3 max med
EpsilonCu
EpsilonCu med
essere ,er nulla confronta<ili fra loro/ anzi/ s,esso risultano com,ortamenti
o,,osti.
2i ricordi che in un;analisi di pus%over tutti i ,arametri di ris,osta crescono in
maniera monotona/ ?uindi massimo s,ostamento e massima rotazione di un ,iano
sono associati allo stesso step di carico.
2ulla <ase di ?uanto a,,ena detto si 6 com,resa l;im,ossi<ilitH di adottare
un;unica analisi di pus%over che fosse in "rado di descriere tutti i diersi
com,ortamenti dinamici della struttura s,aziale.
Da ?ui nasce l;idea di adottare due dierse distri<uzioni di forze laterali ,er
descriere/ in un caso/ il com,ortamento traslazionale della struttura (D8C-"
ma8!/ nell;altro il com,ortamento rotazionale (R'C-" ma8!.
Lsserando le )i"ura 3.20 e )i"ura 3.21 si ,uK edere che la cura di ca,acitH con
W c 0 6 adatta ,er descriere la media dei massimi s,ostamenti lun"o 8 (D8C-"
ma8 medio! ,reisti dalle IDA/ mentre la cura con W c 0.9 risulta idonea ,er
descriere la media delle massime rotazioni attorno a ' (R'C-" ma8 medio!.
0elle )i"ura 3.20 e )i"ura 3.21 la media dei massimi s,ostamenti lun"o 8
(D8C-" ma8 medio! e la media delle massime rotazioni (R'C-" ma8 medio!
sono ra,,resentate ris,ettiamente da un trian"olo ed un asterisco nero.
Uuanto a,,ena discusso 6 s,ecifico ,er il caso studio ,reso come esem,io/ ma la
sua alenza concettuale 6 del tutto "eneraleF in ?ualun?ue struttura s,aziale con
eleata eccentricitH fra CR e C- si ritroano le stesse ,ro<lematiche.
Anche adottando due ti,olo"ie di pus%over ,er descriere le due dierse
caratteristiche traslazionali e rotazionali della struttura rimane ancora un ultimo
,ro<lemaF ne"li istanti di massima rotazione e massimo s,ostamento s,esso non si
6 ra""iunta la rottura (i
c
R i
cu
!. Uuesto rende im,ossi<ile un confronto omo"eneo
dei risultati di pus%over con ?uelli dell;analisi IDA/ il confronto dee essere fatto
a ,aritH di deformazione ra""iunta/ in ,articolare a deformazione ultima.
0ell;am<ito delle analisi elastiche-lineari ?uesto ,ro<lema 6 facilmente
risoli<ileF si ra,,orta i
cu
con la misura della massima deformazione ra""iunta
nelle fi<re di c.l.s. confinato nell;istante di s,ostamento massimo (D8C-" ma8! o
di rotazione massima (R'C-" ma8!.
Da tali ra,,orti 6 ,ossi<ile troare un coefficiente che ci dice di ?uanto <iso"na
molti,licare l;analisi dinamica IDA ,er ,oter "iun"ere allo stesso liello di
deformazione del pus%over.
2calate le analisi IDA (con fattori di scala diersi ,er o"ni istante caratteristico! 6
,ossi<ile fare un confronto fra IDA e pus%over a liello locale.
:n altre ,arole/ asse"nato un liello di deformazione ra""iunto si anno a
confrontare fra loro dei ,arametri di ris,osta locali della struttura (s,ostamento
dei ,iani/ rotazione dei ,iani/ interstor< dri)t/ ta"li di ,iano/ momenti torcenti di
,iano/ eccN!.
Uuanto a,,ena detto al ri"uardo del fattore di scala 6 a,,lica<ile sono in am<ito
elastico-lineare/ ,erchV solo ?ui tutti i ,arametri di ris,osta della struttura
(s,ostamenti/ deformazioni/ sollecitazioni e tensioni! sono ra,,ortati fra loro in
maniera costante al ariare dell;incremento di carico del pus%over o dello 2) delle
IDA.
0ell;am<ito delle @realisticheA analisi non-lineari l;unico istante che si ,uK
,rendere in considerazione dalle analisi IDA 6 ?uello in cui si ra""iun"e la rotturaM
confronti "lo<ali e locali fra IDA e pus%over deono essere effettuati nel solo
istante di rottura.
2ui "rafici del ti,o di )i"ura 3.20 e )i"ura 3.21 le analisi IDA non-lineari saranno
?uindi ra,,resentate dai soli tondini neri (i
cu
!M tutte le altre confi"urazioni/ doe si
ra""iun"e il massimo alore di un ?ualche ,arametro di ris,osta/ non en"ono
considerate si"nificatie. 2i eda la )i"ura 3.22 e )i"ura 3.23 ,er un esem,io sul
caso studio ,reso come esem,io.
Fi2-0a 3."" # Curve di capacit, Taglio alla /ase lungo M ?s Spostamento in sommit, lungo M
del centro di massa! di diverse analisi di pus%over non#lineari con)rontate con i risultati ottenuti
dalle IDAW in rosso sono riportati i punti c%e rappresentano la rottura delle analisi di pus%over, le
IDA sono riportate nellCistante temporale e S0 c%e portano la struttura a rottura.
Per @es,lorareA tutte le ,ossi<ili confi"urazioni limite della struttura sono ?uindi
necessarie analisi IDA con numerosissimi input sismici differentiM in tal modo fra
tutte le confi"urazioni a rottura ce ne saranno alcune che ,resenteranno la
massima rotazione del ,iano di sommitH/ mentre altre ,resenteranno il massimo
s,ostamento lun"o 8. #utti "li altri casi saranno situazioni di rottura intermedie
che si erificheranno ,iJ di fre?uente.
:n ?uesto caso non-lineare il confronto il termini locali fra IDA e pus%over dee
essere fatto su un sin"olo caso/ e non sulla media della ris,osta/ come inece si
facea nel cam,o elastico-lineare.
0 0.05 0.1 0.15 0.2 0.25
0
50
100
150
200
250
Telaio3D,3piani,NONlinear,IDA EpsilonCu
Dx CM3 [ m]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

T
x

[
K
N
]
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.38
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
ECu Pushover
ECu Sisma 1a
ECu Sisma 1b
ECu Sisma 1c
ECu Sisma 2a
ECu Sisma 2b
ECu Sisma 2c
ECu Sisma 3a
ECu Sisma 3b
ECu Sisma 3c
ECu Sisma 4a
ECu Sisma 4b
ECu Sisma 4c
Fi2-0a 3."3 # Curve di capacit, Taglio alla /ase lungo M ?s Rota'ione attorno a Y del centro di
massa! di diverse analisi di pus%over non#lineari con)rontate con i risultati ottenuti dalle IDAW in
rosso sono riportati i punti c%e rappresentano la rottura delle analisi di pus%over, le IDA sono
riportate nellCistante temporale e S0 c%e portano la struttura a rottura.
Parliamo ora delle ,ro<lematiche che si incontrano nella ra,,resentazione delle
cure di isteresi nell;am<ito delle analisi IDA su strutture 3D.
0elle analisi di strutture <idimensionali l;unica cura di isteresi ra,,resenta<ile 6
#a"lio Es 2,ostamento (edi )i"ura 3.14!M nelle strutture s,aziali i ,arametri
"lo<ali di ris,osta dientano sei (ta"lio alla <ase lun"o 8/ lun"o </ momento
torcente/ s,ostamento lun"o 8/ lun"o < e rotazione attorno a '!.
Uuesto molti,licarsi dei ,arametri "lo<ali di ris,osta ,orta ad una cura di isteresi
che "iace in uno s,azio a ,iJ dimensioni (sei ,er l;esattezza!. Be ,ossi<ili
com<inazioni di ,arametri da ra,,resentare dientano molte,lici/ ?ui nasce la
necessitH di com,rendere ?uali siano i ,arametri ,iJ si"nificatii da ri,ortare.
0ello sol"ersi della se"uente tesi si non sono state ri,ortate cure di isteresi.
2i eda la )i"ura 3.24 ,er un esem,io di a,,licazione al caso studio di esem,io.
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025
0
50
100
150
200
250
Telaio3D,3piani,NONlinear,IDA EpsilonCu
Rz CM3 [ Rad]
T
a
g
l
i
o

a
l
l
a

b
a
s
e

T
x

[
K
N
]
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.38
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
ECu Pushover
ECu Sisma 1a
ECu Sisma 1b
ECu Sisma 1c
ECu Sisma 2a
ECu Sisma 2b
ECu Sisma 2c
ECu Sisma 3a
ECu Sisma 3b
ECu Sisma 3c
ECu Sisma 4a
ECu Sisma 4b
ECu Sisma 4c
-0.2 -0.15 -0.1 -0.05 0 0.05 0.1 0.15 0.2
-0.025
-0.02
-0.015
-0.01
-0.005
0
0.005
0.01
0.015
0.02
0.025
Telaio3D,3piani,NONlinear,IDA sisma1c,SF=1.13 (CM3)
Dx CM3 [ m]
R
z

C
M
3

[
R
a
d
]
IDA
Tx max
DxCM3 max
RzCM3 max
EpsilonCu
Beta=0
Beta=0.25
Beta=0.30
Beta=0.50
Beta=0.75
Beta=0.90
Beta=1
Fi2-0a 3."5 9 Curva di isteresi a rottura per il sisma 1c, in sovrapposi'ione vi sono i punti di
rottura delle analisi di pus%over.
:n )i"ura 3.24 6 ,ossi<ile notare l;istante di rottura della dinamica (asterisco
ma"enta!/ delle analisi di pus%over (?uadrati colorati! e i massimi di s,ostamento
(,unto rosso! e rotazione (,unto <lu! della dinamica.
2u ?uesto ti,o di "rafico 6 ,ossi<ile com,rendere se le analisi di pus%over sora o
sotto-stimano s,ostamenti e rotazioni ,reiste dalle IDA.
Descritte ora le ,ro<lematiche di confronto in termini "lo<ali fra la ris,osta delle
analisi IDA e ?uella di pus%over ediamo come si o,erano i confronti in termini
locali ,er un asse"nato liello di deformazione ra""iunto.
-ome "iH detto in ,recedenza nell;am<ito di ?uesta tesi ,er liello ra""iunto si 6
considerato ?uello a rottura del c.l.s. confinato (i
cu
c - 0.003+!.
3.3." Con;0on+o in +e0!ini *oca*i& 20a;ici i s3os+a!en+i e so**eci+a6ioni i 3iano
0ell;am<ito delle strutture 2D sol"ere un confronto in termini locali 6
relatiamente sem,liceF data la media delle analisi IDA e una cura di pus%over
(cura di ca,acitH! che a,,rossimi <ene la serie di ,unti delle IDA si anno a
confrontare i diersi ,arametri di s,ostamento e sollecitazione ,er o"ni ,iano
della struttura ,er un dato liello di deformazione.
0otare che il confronto ,otre<<e essere effettuato anche a ,aritH di s,ostamento
ra""iunto da un ,unto di controllo/ nell;am<ito della ,resente tesi si 6 ,erK
utilizzato il ,rimo metodo <asato sulle deformazioni ra""iunte nelle fi<re di c.l.s.
Ba ,rocedura che ,orta al confronto (fra IDA e pus%over! in termini locali si
riassume nei se"uenti ,assiF
2. analisi IDA ,er o"ni sisma in input e analisi di pus%overM
2. indiiduazione dei ,unti delle IDA da ri,ortare sul "rafico #a"lio
alla <ase Es 2,ostamento ,unto di controlloM edi la )i"ura 3.2+ e
paragra)o ".".1M
Fi2-0a 3."7 9 Individua'ione dei punti delle IDA da riportare sul gra)ico di 0igura ".11.
2. ra,,resentazione dei ,unti delle IDA sul "rafico #a"lio alla <ase
Es 2,ostamento ,unto di controllo assieme alla cura di ca,acitH
dell;analisi di pus%over/ edi )i"ura 3.2% e paragra)o ".".1M
Fi2-0a 3."8 9 Curve di capacit, di pus%over e serie di punti delle IDA.
2. determinazione della ris,osta media ,er le analisi IDA/ edi linea
nera di )i"ura 3.2%M
2. indiiduazione della rottura media ,er le analisi IDA e della rottura
,er le analisi di pus%over/ edi )i"ura 3.27M
Fi2-0a 3."$ 9 Curve di capacit, di pus%over e serie di punti delle IDA con eviden'iati gli istanti
di rottura delle analisi di pus%over pallino rosso! e della media IDA pallino nero!.
2. confronto in termini locali fra i ,arametri di ris,osta medi delle
IDA a rottura (,allino nero in )i"ura 3.27! e i ,arametri di ris,osta
di pus%over a rottura (,allino rosso in )i"ura 3.27!/ edi anche
)i"ura 3.2'M
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Spostamento di piano DxCM/H [ %]
Q
u
o
t
a

z

[
m
]
Telaio3D,3piani,Linear,PO beta=0,Drift DxCM,IDA DxCM3 max,CoeffDx
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
a!
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Interstory drift ratio dxCM/h [ %]
Q
u
o
t
a

z

[
m
]
Telaio3D,3piani,Linear,PO beta=0,ID,IDA DxCM3max,CoeffDx
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
+!
0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Taglio di piano Tx [ KN]
Q
u
o
t
a

z

[
m
]
Telaio3D,3piani,Linear,PO beta=0,Tx piano,IDA DxCM3max,CoeffDx
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
c!
Fi2-0a 3."% 9 a! dri)t, +! interstor< dri)t, c! taglio di piano a rotturaW con)ronto )ra media delle
IDA linea rossa! e pus%over linea nera!.
Uuanto a,,ena descritto ra,,resenta l;iter ,rocedurale adottato nelle analisi di
pus%over 2D classicamente im,ie"ate ,er l;analisi di telai ,ianiM in ?uesti casi il
confronto in termini locali/ fra la ris,osta media delle analisi dinamiche IDA e
?uelle di pus%over/ 6 <asato solamente sui "rafici che ri,ortano l;andamento
sull;altezza delle sollecitazioni e s,ostamenti lun"o l;unica direzione orizzontale
esistente.
0ell;am<ito delle analisi di pus%over 2D "li unici "rafici di confronto locale che
sono ritenuti si"nificatii sono ?uelli del ti,o ri,ortati in )i"ura 3.2'.
2i ,uK dire che l;analisi di pus%over a,,rossima <ene la ris,osta dinamica della
struttura ?uando l;andamento dei dri)t/ interstore< dri)t e sollecitazioni di ,iano
troate dall;analisi di pus%over assomi"lia a ?uello medio ,reisto dalle
dinamiche. :l confronto dee essere solto a ,aritH di condizioni di deformazione
o s,ostamento di un ,unto di controllo.
Ia"ionando in termini "rafici/ la <ontH di un confronto locale si es,rime
attraerso la icinanza fra la linea che ra,,resenta la ris,osta media delle analisi
dinamiche IDA (linea rossa marcata in )i"ura 3.2'! e la linea che ra,,resenta la
ris,osta dell;analisi di pus%over (linea nera marcata in )i"ura 3.2'!.
Uuanto es,osto fino ad ora ale s,ecificatamente ,er le strutture 2D/ tuttuia la
alenza concettuale 6 "enerale/ ,er tale motio si 6 cercato di estendere la
,rocedura di confronto in termini locali anche alla struttura 3D o""etto di studio
della ,resente tesi.
Liamente una sem,lice "eneralizzazione del metodo 2D non 6 attua<ile a causa
dell;aumento del numero dei ,arametri di ris,osta che entrano in "ioco nelle
strutture 3D.
Di se"uito en"ono es,oste le soluzioni adottate (nell;am<ito di ?uesta tesi! ,er
@adattareA i metodi di confronto locale a,,ena descritti alle strutture s,aziali.
3.3.2.1 Pro<lematiche nel ,ushoer 3D
2u strutture ,iane un confronto in termini locali/ fra i risultati ottenuti dall;analisi
dinamica con ?uelli dell;analisi di pus%over/ 6 attua<ile senza ,ro<lemiF l;unico
,arametro di s,ostamento 6 ?uello lun"o 8/ il ?uale 6 le"ato all;unico ,arametro
di sollecitazione di ,iano/ il ta"lio di ,iano lun"o 8.
0ell;am<ito delle strutture s,aziali i ,arametri di ris,osta aumentano di numero/
in ,articolare ,er una struttura a ,iani ri"idi dientano sei ,er o"ni ,ianoF tre di
s,ostamento riferiti al centro di massa (D8C-
i
/ D<C-
i
/ R'C-
i
! e tre di
sollecitazione (T8
i
/ T<
i
/ -t
i
!/ anch;essi riferiti al centro di massa del ,iano i-esimo
considerato.
A se"uito del com,ortamento torsionale di una struttura 3D i ,arametri di ris,osta
,ossono di,endere l;uno dall;altro anche in maniera trasersaleF 6 oio che
D8C-
i
(s,ostamene lun"o 8 del <aricentro del ,iano i-esimo! 6 le"ato a T8
i
(ta"lio
di ,iano lun"o 8 del ,iano i-esimo!/ ma 6 anche eidente che l;influenza torsionale
riesca a le"are sollecitazioni e s,ostamenti con direzioni dierse.
Uuesto fenomeno fa si che in una struttura s,aziale risulti difficile com,rendere
?uali siano i ,arametri di ,iano si"nificatii da ri,ortare ,er con confronto di ti,o
locale.
Eolendo estendere le soluzioni "rafiche adottate ,er il 2D al caso 3D si
"iun"ere<<e a ra,,resentare noe "rafici di confronto (fra IDA e pus%over!/
oiamente tutti riferiti al centro di massa di o"ni ,iano (C-
i
!. Eediamo ora ,iJ
in detta"lio cosa si"nifichi ?uanto 6 stato a,,ena detto/ in ,articolare ?uali siano
le noe ra,,resentazioni "rafiche.
2. B;estensione al caso 3D del "rafico di )i"ura 3.2'a ,ortere<<e a
dise"nare i se"uenti tre "raficiF ,rofilo sull;altezza de"li
s,ostamenti lun"o 8 dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza de"li s,ostamenti
lun"o < dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza delle rotazioni attorno a ' dei
C-
i
.
2. B;estensione al caso 3D del "rafico di )i"ura 3.2'+ ,ortere<<e a
dise"nare i se"uenti tre "raficiF ,rofilo sull;altezza de"li
s,ostamenti di inter,iano lun"o 8 dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza de"li
s,ostamenti di inter,iano lun"o < dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza delle
rotazioni di inter,iano attorno a ' dei C-
i
.
2. B;estensione al caso 3D del "rafico di )i"ura 3.2'c ,ortere<<e a
dise"nare i se"uenti tre "raficiF ,rofilo sull;altezza dei ta"li di
,iano lun"o 8 dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza dei ta"li di ,iano lun"o
< dei C-
i
/ ,rofilo sull;altezza dei momenti torcenti di ,iano attorno
a ' dei C-
i
.
Liamente non tutti e noe i "rafici ,ossono essere ritenuti si"nificatii/ ciK
di,ende dal ti,o di struttura e dall;input sismico in in"resso.
Per strutture con eccentricitH monodirezionale fra C
R
e C
-
ed input sismici
monodirezionali alcuni ,arametri di ris,osta sono trascura<ili ris,etto ad altri/
?uesto im,lica che la loro ra,,resentazione 6 ,oco si"nificatia.
Per tale motio nell;am<ito della ,resente tesi/ doe si 6 studiata una struttura del
ti,o a,,ena descritta/ non si sono ri,ortate tutte le noe ti,olo"ie di "rafici
descritte.
Ltre alle noe ra,,resentazioni descritte ,oco fa/ che deriano da una naturale
estensione del caso 2D al 3D/ nell;am<ito delle strutture s,aziali si ,ossono
troare altre ra,,resentazioni si"nificatie che non ,ossiedono un analo"o nel 2D.
Ba s,azialitH della struttura 3D ,orta ad aere molti ,arametri di ris,osta ,er o"ni
,iano (sei/ tre di s,ostamento e tre di sollecitazione!/ tale eidenza conduce alla
,ossi<ilitH di ra,,resentare/ contem,oraneamente/ la ariazione sull;altezza di ,iJ
,arametri di ris,osta ,er ,iano.
Ad esem,io/ si ,otre<<e ri,ortare l;andamento sull;altezza di rotazione attorno a '
con il modulo dello s,ostamento del centro di massa di o"ni ,iano (edi )i"ura
3.29 ,er un esem,io sul caso studio!/ o,,ure momento torcente con rotazione
attorno a ' (edi )i"ura 3.30 ,er un esem,io sul caso studio!.
L ancora/ s,ostamento lun"o 8 con s,ostamento lun"o < (edi )i"ura 3.31!.
-0.04 -0.035 -0.03 -0.025 -0.02 -0.015 -0.01 -0.005 0
0
0.05
0.1
0.15
0.2
0.25
Rz CM [ Rad]
M
o
d
u
l
o

d
e
l

v
e
t
t
o
r
e

0
-
C
M

[
m
]
Telaio3D, 3piani, Linear, PO beta=0, IDA DxCM3 max, CoeffDx
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
Fi2-0a 3."9 9 -odulo dello spostamento del centro di massa ?s Rota'ione di pianoW i tre punti
marcati rappresentano i risultati dellCanalisi di pus%over nero! e i risultati medi delle dinamic%e
rosso! relativamente ai tre piani della struttura di studio.
0 0.005 0.01 0.015 0.02 0.025 0.03 0.035 0.04
0
500
1000
1500
2000
2500
Rz CM [ Rad]
M
o
m
e
n
t
o

t
o
r
c
e
n
t
e

d
i

p
i
a
n
o

M
t

[
K
N
*
m
]
Telaio3D, 3piani, Linear, PO beta=0. 90, IDA RzCM3 max, CoeffRz
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
Fi2-0a 3.3# 9 -omento torcente di piano ?s Rota'ione di pianoW i tre punti marcati
rappresentano i risultati dellCanalisi di pus%over nero! e i risultati medi delle dinamic%e rosso!
relativamente ai tre piani della struttura di studio.
0 0.05 0.1 0.15 0.2 0.25
-2.5
-2
-1.5
-1
-0.5
0
0.5
1
1.5
2
2.5
x 10
-3
Spost ament o Dx dei cent ri del l e masse CM [ m]
S
p
o
s
t
a
m
e
n
t
o

D
y

d
e
i

c
e
n
t
r
i

d
e
l
l
e

m
a
s
s
e

C
M

[
m
]
Telaio3D,3piani,Linear,PO beta=0, IDA DxCM3 max,CoeffDx
Pushover
Sisma 1a
Sisma 1b
Sisma 1c
Sisma 2a
Sisma 2b
Sisma 2c
Sisma 3a
Sisma 3b
Sisma 3c
Sisma 4a
Sisma 4b
Sisma 4c
Media IDA
Fi2-0a 3.3) 9 Spostamento lungo 8 del centro di massa ?s Spostamento lungo < del centro di
massaW le tre linee marcate rappresentano i risultati dellCanalisi di pus%over nero! e i risultati
medi delle dinamic%e rosso! relativamente ai tre piani della struttura di studio.
:n definitia solo la fantasia del ricercatore ,uK ,orre freno alle ,ossi<ili
com<inazioni di ,arametri da ra,,resentare/ oiamente non tutte le com<inazioni
,ossono essere si"nificatie/ ,er cui 6 necessario troare ?uelle ,iJ
ra,,resentatie del fenomeno che si uole osserare.
0ello silu,,o delle analisi realizzate ,er la ,resente tesi si 6 com,resa
l;im,ortanza di ri,ortare una ra,,resentazione che ,otesse descriere "li
s,ostamenti (lun"o 8 e lun"o <! di tutti i ,unti (nodi! di o"ni "enerico ,iano.
2i necessitaa di una ra,,resentazione "rafica che ,otesse descriere al me"lio la
confi"urazione deformata della struttura.
Per una struttura a solai ri"idi la soluzione consiste nel ra,,resentare i tre
,arametri di s,ostamento (D8C-
i
/ D<C-
i
/ R'C-
i
! di o"ni ,iano/ relatiamente al
centro di massa del ,iano consideratoM "li s,ostamenti di tutti "li altri ,unti
a,,artenenti all;orizzontamento considerato ,ossono essere ricaati dalla
conoscenza dei tre ,arametri suddetti.
#ale ra"ionamento ha ,ortato allo silu,,o di "rafici del ti,o ri,ortati in )i"ura
3.29 e )i"ura 3.31W ?ui sono ri,ortate le soluzioni s,ecifiche ,er il caso studio
della ,resente tesi/ la alenza concettuale 6 comun?ue "enerale e a,,lica<ile a
tutte le strutture s,aziali con solai infinitamente ri"idi.
Iicordiamo ancora una olta che (nell;am<ito di ?uesta tesi! tutti i confronti fra i
risultati delle analisi dinamiche IDA ed i risultati delle analisi di pus%over sono
solti a ,aritH di condizioni/ in ,articolare a ,aritH di liello di deformazione
ra""iunto nelle fi<re di c.l.s. confinato.
)ra tutti i ,ossi<ili lielli di deformazione si 6 deciso di ,renderne uno
si"nificatioF il liello di deformazione ultimo del c.l.s./ ,ari a i
cu
c - 0.003+.
Ba scelta 6 stata dettata dalla necessitH di oler ottenere dei ,ara"oni (fra IDA e
pus%over! che ,otessero es,rimere la <ontH del metodo di analisi di pus%over
scelto anche in situazioni lontane dalla linearitH/ in ,articolare all;instante in cui si
ra""iun"e la crisi locale della struttura.
Iiassumendo 6 ,ossi<ile dire che il ,arametro di ris,osta fondamentale ,er le
strutture 3D/ che dee essere necessariamente "raficato/ 6 ?uello che 6 le"ato in
?ualche modo a"li effetti torsionali della struttura. Poi la fantasia e l;es,erienza
,otranno "uidare il ricercatore a soluzioni ,iJ consone ,er sco,i ,erse"uiti.
0ell;am<ito di ?uesta tesi i ,arametri ed i relatii "rafici che si sono ritenuti
interessanti ,er descriere la ris,osta torsionale (ma anche traslazionale! della
struttura sono ?uelli ri,ortati nelle ,recedenti )i"ura 3.29 e )i"ura 3.31.
:l metodo di "raficare i tre ,arametri di s,ostamento del centro di massa di o"ni
,iano (D8C-
i
/ D<C-
i
/ R'C-
i
! 6 alido solo nel caso di strutture a solai ri"idi/
nel caso in cui tale circostanza non 6 erificata si deono troare soluzioni
differenti.
0el caso in cui la struttura tridimensionale non ,osse""a solai infinitamente ri"idi
"li s,ostamenti dei ,unti a,,artenenti ad un ,iano non sono ,iJ le"ati allo
s,ostamento e rotazione del centro di massa del ,iano stessoM tale circostanza
,orta alla necessitH di troare un nuoo metodo di ra,,resentazione de"li
s,ostamenti dei ,unti del ,iano.
B;idea adottata da diersi ricercatori di alenza internazionale 6 ?uella di
@sezionareA il solaio lun"o le due direzioni ,rinci,ali 8 e < che ,assano ,er il
centro di massa/ su tali ,rofili si ra,,resenta ,oi l;andamento de"li s,ostamenti
(normalizzati sullo s,ostamento del centro di massa! lun"o la direzione orto"onale
al ,rofilo scelto.
#ale metodo 6 oiamente a,,lica<ile anche alle strutture a solai ri"idi.
Per un esem,io "rafico di ?uanto a,,ena descritto si eda la )i"ura 3.33/ essa
ri,orta l;andamento de"li s,ostamenti del ,iano di sommitH dell;edificio
isualizzato in )i"ura 3.32 al ariare del ti,o di analisi solta.
Fi2-0a 3.3" 9 $ianta di un edi)ico multipiano in c.a.
Fi2-0a 3.33 9 ())etti torsionali rappresentati in termini di spostamenti normali''ati sullo
spostamento del centro di massa C-W con linee di))erenti sono riportati i risultati di diverse
tipologie di analisi svolte sulla struttura di 0igura "."2.
-oncludendo 6 ,ossi<ile affermare che le ,ossi<ilitH di confronto/ fra i risultati
delle analisi dinamiche IDA ed i risultati delle analisi di pus%over/ sono <asate su
innumereoli ti,olo"ie di "rafici differenti fra loro.
Uuesta molte,licitH di confronto non si riscontra nell;am<ito delle strutture 2D/
doe l;esi"uo numero dei ,arametri di ris,osta non fornisce molte ,ossi<ili
com<inazioni di ra,,resentazione "rafica.
#utt;altro accade inece ,er le strutture s,aziali/ doe "li innumereole ,arametri
di ris,osta forniscono dierse ,ossi<ili com<inazioni di ra,,resentazione e
confronto (sia in termini "lo<ali che locali! fra le analisi dinamiche IDA e ?uelle
statiche di pus%over.
Eista la com,lessitH del ,ro<lema accade che tutt;ora non si 6 "iunti ad un metodo
unioco e alidato di confronto fra analisi dinamica IDA e statica di pus%over.
:l ,ro<lema rimane dun?ue a,erto.
Ca&itolo I!
5. MODELLAZIONE F.E.M. A FI'RE ED IMPIEGO DEL
SOFT(ARE SEISMOSTRUCT
/.' Introdu(ione alla modella(ione numeri*a delle strutture
Per studiare il com,ortamento di un fenomeno fisico 6 necessario ,ossedere un
modello matematico che @trasformiA in e?uazioni/ numeri e re"ole il ,ro<lema
reale o""etto di studio.
Per riuscire nell;intento si dee com,rendere il reale com,ortamento del
fenomeno fisico/ do,odichV si ,rocederH a una schematizzazione del ,ro<lema.
Ba sem,lificazione della realtH 6 un ,asso cruciale e necessarioF cruciale ,erchV da
un;errata schematizzazione si ,ossono ottenere risultati non ris,ondenti alla realtH/
necessaria ,erchV senza una schematizzazione del ,ro<lema il modello
matematico sare<<e tro,,o com,lesso.
Ba noteole com,lessitH di un modello crea difficoltH nella scelta dei "iusti
,arametri d;input che oltretutto aumentano di numero con la com,lessitH del
modelloM inoltre un modello com,licato allun"a i tem,i di calcolo e richiede
strate"ie di calcolo com,lesse/ di conse"uenza l;im,lementazione in un so)tUare
dienta difficile/ lun"a e a olte sconeniente.
Per tali motii il modello matematico che descrie il com,ortamento di un
fenomeno fisico dee essere sem,lificato all;essenzialeF tanto ?uanto sere ,er
co"liere ?uello che interessa.
Da ?uanto detto si com,rende che ,er uno stesso o""etto si ,otre<<ero aere
diersi modelli matematici con diersi "radi di accuratezza e diersi a,,rocci di
modellazione a seconda dello s,ecifico fenomeno che si uole inda"are.
=n unico modello matematico ,er un o""etto o un fenomeno sare<<e tro,,o
com,licato e inutileM in altre ,arole 6 necessario ,ossedere ,er la stessa struttura
diersi modelli matematici che siano in "rado di co"liere as,etti diersi del
com,ortamento strutturale.
Ad esem,ioF dato un edificio o"liamo un modello matematico dello stesso che
sia in "rado di ra,,resentare "li sforzi ne"li elementi a se"uito dei soli carichi
erticali a"enti sulla struttura (,ro,ri/ ,ermanenti ed accidentali!. Per tale ti,o di
analisi/ che ,otre<<e aere lo sco,o di un ,re-dimensionamento della struttura/ si
,uK adottare un modello sem,lificato/ ma"ari elastico-lineare/ trascurando
l;interazione terreno-struttura/ trascurando il com,ortamento s,aziale com,lessio
ed altri fenomeni di scarsa rileanza ,er "li sco,i ,erse"uiti.
#ali i,otesi sem,lificatie ,ermettono di aere un modello matematico di facile
com,rensione e risoli<ile anche @manualmenteA.
)inita la fase di ,re-dimensionamento si "iun"e ma"ari a doer sol"ere
un;analisi dinamica della struttura ,er alutare "li effetti dinamici indotti dal
sisma. :n ?uesta fase 6 assolutamente necessario im,ie"are modellazioni della
struttura doe si consideri la distri<uzione delle masse/ cosa che in ,recedenza
,otea essere tran?uillamente trascurata ista l;assenza di fenomeni inerziali.
:noltre ,otre<<e essere necessario inda"are i ,ossi<ili meccanismi di crisi della
struttura ,er edere se i sono difetti di ,ro"ettazione che ,otre<<ero ,ortare a
crisi strutturali di ti,o fra"ile. Per inda"are il com,ortamento ultimo della struttura
risulta ?uindi necessaria una modellazione non-lineare.
Lrmai "iunti al dimensionamento di tutte le sezioni della struttura ,otre<<e essere
necessaria ?ualche erifica di ti,o locale/ ad esem,io si ,otre<<e oler inda"are la
ris,osta ciclica di una @zona diffusiaA. #ale zona necessita di una modellazione
0.(.-. con l;im,ie"o di elementi +ric: non-lineari. Per co"liere sin dalle ,rime
analisi il com,ortamento delle zone diffusie sare<<e stato necessario adottare
una modellazione dell;intera struttura con elementi +ric:M ciK 6 sconeniente ed
inutile ,er "li sco,i di ,re-dimensionamento.
Uuanto a,,ena ri,ortato uole essere un esem,io concreto di cosa si intendesse
,er gdiersi modelli matematici con diersi "radi di accuratezza e diersi a,,rocci
di modellazione a seconda dello s,ecifico fenomeno che si uole inda"are;.
#ali eidenze ,ortano a concludere che un modello dee essere @,ro"ettatoA ,er
co"liere in modo ,iJ o meno esatto i fenomeni che si o"liono osserare in output
a se"uito de"li input forniti.
:n definitia non esiste un unioco modello matematico della struttura che ,ossa
ris,ondere a ?ualsiasi esi"enza/ esistono inece diersi modelli o"nuno dei ?uali 6
stato @costruitoA ,er ris,ondere a esi"enze s,ecifiche.
Dal ,unto di ista teorico non 6 im,ossi<ile costruire un modello matematico di
una struttura che sia in "rado di co"liere i molte,lici as,etti fisici del ,ro<lema
(statica/ dinamica/ termodinamica/ di interazione fluido-struttura/ eccN!/ ,erK
sicuramente non 6 coneniente ai fini ,ratici.
Uuanto a,,ena detto ale in "enerale ,er tutte le disci,line scientifiche/ ,er
?uanto ri"uarda il cam,o dell;in"e"neria strutturale il ra"ionamento a,,ena fatto
,orta a indiiduare tre distinti modelli che insieme forniscono il modello
matematico della struttura.
Gssi sonoF il modello "eometrico/ il modello delle azioni esterne e il modello
reolo"ico.
1. :l modello "eometrico o strutturaleF esso ,uK essere definito come un
insieme di elementi strutturali dis,osti secondo una ,articolare "eometria e
colle"ati fra loro e con il terreno attraerso ari ti,i di incoli. :l modello
"eometrico ,uK essere ,iJ o meno com,lesso/ a seconda del "rado di
schematizzazione adottato.
2. :l modello delle azioni esterneF esso definisce i carichi a"enti sulla
struttura/ tali forze ,ossono essere sia statiche che dinamiche/ e fra le
sollecitazioni dinamiche si ,ossono annoerare le forzanti ,eriodiche/
im,ulsie e non ,eriodiche. 2em,re tale modello definisce anche la
distri<uzione di tali forze esterne sulla struttura nonchV la loro direzione ed
intensitH. 0aturalmente anche tali forze a,,licate deriano da un ,rocesso
di schematizzazione/ difatti le reali condizioni di carico e distri<uzione
delle ,ressioni a,,licate risultano "eneralmente ,iJ com,lesse di ?uelle
fre?uentemente adottate.
3. :l modello reolo"ico (o meccanico! del materialeF esso definisce il
com,ortamento del materiale sotto l;azione dei carichi esterni. #ale
com,ortamento/ che in "enerale si ,resenta sotto ari e com,lessi as,etti/
,uK essere definito da relazioni che le"ano le azioni sollecitanti con la
deformazione indotta. Anche in ?uesto caso il reale com,ortamento del
materiale iene sem,lificato attraerso relazioni matematiche che tentano
di le"are lo sforzo indotto alla conse"uente deformazione.
Fi2-0a 5.) # Diagramma del processo di modella'ione matematica del pro+lema strutturale.
Uuanto es,resso sino ad ora ra,,resenta l;iter ,rocedurale necessario ,er riuscire
a simulare il com,ortamento meccanico di una ?ualun?ue struttura/ si eda la
0igura &.1.
Gssendo il modello matematico formato dai suddetti tre sottomodelli/ affinchV
esso sia ottimale 6 necessario che lo siano anche i suoi sottocom,onenti ed il
le"ame fra i ari su<-modelli. Per realizzare il modello "eometrico dell;o""etto 6
necessario ,ossedere delle <uone informazioni metriche sulla struttura in esame/
inoltre ,er mezzo dell;es,erienza 6 indis,ensa<ile com,rendere ?uale sia la "iusta
schematizzazione della struttura/ oero doe ,osizionare i incoli/ che ti,o di
elementi im,ie"are/ come indiiduare la struttura ,ortante da ?uella ,ortata/ come
colle"are fra loro i diersi elementi strutturali/ eccN
Per ?uanto ri"uarda il modello delle azioni esterne l;essenziale consiste nel
,reedere e ?uantificare al me"lio tutte le sollecitazioni de"ne di interesse che
a"iscono sulla struttura. Anche in ?uesto caso non 6 ,ossi<ile tener conto di tutte
le forze che interen"ono sulla struttura e ?uelle che si trasmettono fra loro i ari
elementi strutturali/ ?uindi <iso"na come al solito indiiduare una
schematizzazione adatta allo sco,o ,refissato delle effettie forze che a"iscono
sull;o""etto. -osO ad esem,io l;azione del ento iene s,esso sem,lificata come
un;azione statica e?uialente/ i carichi accidentali en"ono s,esso considerati
come distri<uiti/ eccN
:nfine l;ultimo sottomodello/ definito reolo"ico (o meccanico! del materiale dee
contenere un le"ame costitutio ca,ace di ris,ondere alle esi"enze di ,ro"etto (o
erifica!/ oero la schematizzazione del le"ame fra sforzi e deformazioni dee
essere sufficientemente accurata ,er il fine ,erse"uito/ tentare di im,ie"are
modelli molto ,iJ sofisticati sare<<e del tutto su,erfluo. :l com,ito di ?uesto
modello 6 fondamentale/ esso caratterizza il com,ortamento de"li elementi
strutturali sotto carico. Per aicinarsi al reale meccanismo fisico dell;o""etto 6
indis,ensa<ile sce"liere la teoria ,iJ adatta ,er descriere il materiale (elastico
lineare o non/ elasto-,lastico/ iscoelastico/ ,lastico/ eccN! riuscendo inoltre a
determinare s,erimentalmente tutti i ,arametri che "oernano la formulazione
reolo"ica scelta. Uuest;ultima necessitH s,erimentale 6 un "rande ostacolo.
L""i"iorno le sofisticate modellazioni ,ossono simulare anche le finezze
com,ortamentali ,iJ ,iccole/ ,erK 6 anche ero che ?uesti com,licati modelli
necessitano della definizione di un;enormitH di ,arametri caratteristici della
struttura che sono s,esso sconosciuti e di difficile misurazione.
Da un lato teorico 6 ?uindi ,ossi<ile simulare il com,ortamento strutturale di una
?ualsiasi struttura/ anche la ,iJ com,lessa/ ma dal ,unto di ista ,ratico 6 sem,re
difficile definire in maniera accurata i ,arametri caratteristici del modello. #utto
ciK ,orta al rischio di aenturarsi in intricate modellazioni/ nella s,eranza di
simulare al me"lio il com,ortamento strutturale mentre in realtH si ,otre<<e
"iun"ere a risultati errati ,er ia dell;inesattezza dei ,arametri di input.
B;inesattezza dei ,arametri di input ,uK ,ortare ad una drammatica ,ro,a"azione
dell;errore/ s,ecie nei modelli sofisticati e a molti ,arametri.
Be ,iccole incertezze su molti ,arametri in input alla fine si sora,,on"ono fra
loro con il rischio di "iun"ere a risultati del tutto errati.
Altre fonti di errore sui risultati ottenuti in output ,ossono nascere dall;errata
modellazione del ,ro<lema/ ma anche dalle errate sem,lificazioni fatte sul
modello "eometrico.
/.) La modella(ione a i1re degli elementi
0el corso di ?uesta tesi si sono condotte numerose analisi non-lineari di strutture a
telaio in cemento armato/ ed in modo ,articolare/ analisi dinamiche e di pus%over
di ti,o conenzionale.
2imulazioni di ?uesto ti,o richiedono di o,erare nell;am<ito di un ,ro"ramma di
calcolo a"li elementi finiti che/ attraerso una discretizzazione del ,ro<lema ne
"arantisce la soluzione/ il cui "rado di accuratezza di,ende in ,rimo luo"o dalla
ti,olo"ia di modellazione delle non-linearitH. :n ?uesto laoro si 6 utilizzato il
so)tUare SeismoStruct &.D.S $200'&/ che utilizza un modello a in elasticitH
distri<uita/ con il cosO detto a,,roccio @a fi<reA. #ale metodo/ ,ur richiedendo
costi com,utazionali ma""iori ris,etto ad un modello a ,lasticitH concentrata/
assicura ,reisioni con un "rado di ,recisione molto ma""iore. #ale so)tUare
adotta una modellazione in ri"idezza de"li elementi finiti.
Be analisi non-lineari di strutture intelaiate richiedono l;utilizzo di un modello
numerico nell;am<ito di un ,ro"ramma a"li elementi finiti/ che ra,,resenti il
mi"lior com,romesso ,ossi<ile tra accuratezza delle ,reisioni e oneri
com,utazionali. B;as,etto ,rimario che si dee alutare ,er "arantire una scelta
corretta dello strumento analitico 6 ?uella della metodolo"ia di modellazione delle
inelasticitH. Be ,ossi<ili alternatie sono dueF da un lato i sono i modelli a
,lasticitH concentrata sulle estremitH dell;elemento (modelli a cerniere ,lastiche!/
dall;altro ?uelli a ,lasticitH distri<uita sull;intero elemento (modelli a fi<re!.
: modelli ad inelasticitH concentrata ,roedono a concentrare tutte le risorse
inelastiche nelle cosiddette @cerniere ,lasticheAF l;elemento finito 6 di ,er se
elastico-lineare ma alle sue estremitH (o doe necessario! en"ono introdotte delle
zone a com,ortamento elasto-,lastico o "enericamente non-lineare.
Uuesto ti,o di a,,roccio 6 com,utazionalmente meno dis,endioso ris,etto
all;a,,roccio @a fi<reA che iene descritto in se"uito/ di contro si ha una minore
accuratezza nella ,reisione della ris,osta non-lineare della struttura.
Per oiare all;inconeniente di aere non-linearitH concentrate solamente in
alcune sezioni si sono inentati i cosiddetti modelli @a fi<reA/ essi ,resentano una
inelasticitH distri<uita sullo silu,,o dell;intero elemento.
:n ?uesto secondo a,,roccio o"ni sezione iene suddiisa in un numero discreto
di ,arti/ chiamate a,,unto fi<re e lo stato tenso-deformatio de"li elementi si
ottiene attraerso l;inte"razione della ris,osta non-lineare/ monoassiale delle
sin"ole fi<re in cui la sezione 6 stata discretizzata / edi 0igura &.2. 2e il numero
delle fi<re 6 sufficientemente eleato/ la distri<uzione delle non-linearitH
meccaniche doute ai materiali sulla su,erficie della sezione risulta accuratamente
modellata/ anche in cam,o fortemente inelastico/ a differenza di un modello a
,lasticitH concentrata.
<
6
Ai@;i: /6i@;i:A<i@;i:1
Fi2-0a 5." # Discreti''a'ione in )i+re delle se'ioni.
Gsistono due ,ossi<ili ersioni alternatie ,er una modellazione @a fi<reA de"li
elementi finiti/ <asate su una formulazione in ri"idezza o in flessi<ilitH. Ba ,rima
ra,,resenta la metodolo"ia ,iJ comunemente utilizzata/ in cui il cam,o delle
deformazioni sull;elemento iene ottenuto da"li s,ostamenti dei nodi di estremitH
attraerso o,,ortune funzioni inter,olanti. :n ?uesto ti,o di elemento finito/ che in
letteratura iene chiamato displacement#+ased element/ la com,ati<ilitH delle
deformazioni 6 dun?ue assicurata/ mentre l;e?uili<rio delle forze lun"o di esso 6
soddisfatto soltanto ?uando iene discretizzato in un numero ade"uato di elementi
finiti. Ba limitazione fondamentale di un tale a,,roccio 6 le"ata alla scarsa
,recisione nel descriere com,ortamenti altamente non-lineari a causa
dell;inade"uatezza nella ra,,resentazione dell;andamento delle curature lun"o
l;elemento. 0ella formulazione in flessi<ilitH inece/ le funzioni di forma en"ono
utilizzate ,er descriere in modo esatto l;andamento delle sollecitazioni
sull;elemento in <ase alle forze nodali e le funzioni/ che ri,roducono il cam,o di
s,ostamenti/ si modificano nel corso delle analisi in <ase al diffondersi delle
deformazioni inelastiche sulla sua lun"hezza. Eale a dire che/ mentre l;e?uili<rio
delle forze 6 sem,re soddisfatto/ la com,ati<ilitH delle deformazioni iene
soddisfatta ,er ia inte"rale. Uuesto ti,o di formulazione dell;elemento finito/ che
iene chiamato )orce#+ased element/ ,ur richiedendo un aumento del costo
com,utazionale/ assicura/ anche nel caso di com,ortamenti fortemente inelastici/
,reisioni accurate utilizzando un ridotto numero di elementi finiti. B;im,ie"o di
?uesta seconda ti,olo"ia di elementi finiti ()orce#+ased element! ,uK ,erK es,orre
al rischio di un;eccessia ed irrealistica localizzazione delle deformazioni ris,etto
ad una modellazione con elementi formulati in ri"idezza. 0el caso si siano
adottati materiali con com,ortamento fortemente de"radante do,o il ,icco di
resistenza/ ?uesta circostanza ,uK dar luo"o a risultati estremamente sensi<ili alla
discretizzazione adottata ed in ,articolare al numero di ,unti di inte"razione
dis,osti su"li elementi.
G; <ene ,recisare che il fenomeno della @localizzazione delle deformazioniA si
manifesta sia su"li elementi formulati @in ri"idezzaA che su ?uelli @in flessi<ilitHAM
,erK i ma""iori effetti si ritroano nelle strutture com,oste da elementi formulati
in flessi<ilitH.
Da ?uanto detto si com,rende l;im,ortanza di un;oculata scelta della mes%/ la
?uale dee essere sufficientemente fitta ,er descriere i com,ortamenti
fortemente non-lineari/ ma neanche tro,,o ,er eitare il fenomeno della
localizzazione delle deformazioni.
/.+ SeismoStru*t 9 Modella(ione degli elementi initi in rigide((a
:l so)tUare SeismoStruct 6 un ,ro"ramma di calcolo strutturale a"li elementi finiti
in "rado di ,reedere il com,ortamento statico e dinamico di telai ,iani o s,aziali
sotto,osti a "randi s,ostamenti/ considerando sia "li effetti delle non-linearitH
"eometriche che ?uelli douti all;inelasticitH dei materiali. B;am<ito a,,licatio
del ,ro"ramma 6 ?uello delle strutture in acciaio ed in cemento armato/ materiali
,er i ?uali SeismoStruct mette a dis,osizione diersi modelli di com,ortamento
meccanico/ insieme ad una serie di ,redefinite confi"urazioni sezionali e di
elementi tridimensionali.
5.3.) Moe**a6ione a ;i:0e e2*i e*e!en+i :ea! in Seis!oS+0-c+
Ba modellazione delle non-linearitH su"li elementi finiti 6 di ti,o distri<uito e
discende dun?ue da ?uella sezionale ,er mezzo delle fi<re/edi 0igura &.2/
attraerso una classica formulazione in ri"idezza. PoichV "li elementi adottati
sono di ti,o trae (+eam#column!/ forze e deformazioni sezionali sono descritte
dai ettoriF
( ) ( ) ( ) { }
T
8 - 8 = 8 s (4.1!
( ) ( ) ( ) { }
T
8 8 8 e (4.2!
2i 6 "iH detto che/ nel caso di formulazione in ri"idezza le funzioni di forma/
indicate con
( ) 8
L
N
d
/ assicurano la com,ati<ilitH delle deformazioni sezionali
( ) 8 e
e de"li s,ostamenti nodali
U
attraerso la relazioneF
( ) ( ) U N e 8 8
L
d
(4.3!
=n ,ro<lema non-lineare richiede una le""e costitutia a liello delle sezioni di
ti,o incrementale/ linearizzata dalla se"uenteF
( ) ( ) ( ) 8 8 8 e : s
d
(4.4!
doe/ oiamente/ ( ) 8 :
d
ra,,resenta la matrice di ri"idezza sezionale.
.lo<almente/ ,er o"ni elemento finito/ indicando con
;
il ettore delle forze
nodali e sostituendo la (4.3!/ si ,uK ricaare la relazioneF
; U <
d
(4.+!
in cui con
<
d
si 6 indicata la matrice di ri"idezza dell;intero elemento/ che ,uK
scriersi comeF
( ) ( )


L
L
T
L
d8 8 8
0
d d d d
N : N <
(4.%!
Ba alutazione dell;inte"rale ,recedente 6/ in SeismoStruct/ alutata
numericamente attraerso lo schema di @auss/ in <ase alla relazioneF
( ) ( ) ( )
I$ L I$ I$
T
L
=I$
I$
I$
8 8 8 L U N : N <
d d d d
f

(4.7!
doe U
I$
ed 8
I$
indicano ris,ettiamente il ,eso e la ,osizione del ,unto di
inte"razione I$/ mentre =I$ indica il numero di tali ,unti di inte"razione
sull;elemento. -ome si ede/ in ?uesto metodo di ?uadratura/ lo stato dell;intero
elemento 6 deriato dalla somma ,esata dello stato sezionale in corris,ondenza
dei ,unti di inte"razione dis,osti lun"o l;elemento. :n 0igura &." sono ri,ortati i
fattori di ,eso e di ,osizione al ariare del numero dei ,unti di inte"razione ,er lo
schema di @auss.
e
e.m
e.p
e.q
e.r
f
f.m
-f.l -f -e.l e e.l f f.l
a
D
mcm
mcp
mcq
mcr
mcfe
mcfm
Fi2-0a 5.3 # Distri+u'ione dei )attori di peso e di posi'ione dei punti di integra'ione nello sc%ema
di integra'ione di @auss.
2i ,uK osserare che le sezioni di estremitH non ra,,resentano ,unti di
inte"razione e che a ?uelli ,rossimi ai mar"ini dell;elemento sono asse"nati ,esi
minori. :n SeismoStruct "li elementi finiti utilizzati sono caratterizzati dal fatto di
,ossedere due soli ,unti di inte"razione/ come si ,uK edere in 0igura &.&.
Fi2-0a 5.5 # -odella'ione a )i+re degli elementi )initi in SeismoStruct.
X il caso di osserare che in ?uesto so)tUare "li s,ostamenti en"ono
a,,rossimati con funzioni di forma di ti,o cu<ico/ come descritto da :zzudin
$1991&/ ale a dire attraerso ,olinomi di 4ermite di terzo "rado. -iK si"nifica che
l;andamento della curatura ,uK essere al massimo lineare e che/ ?uindi/ ,er
ritenere la modellazione della ris,osta non-lineare sufficientemente accurata e
com,leta/ "li elementi utilizzati deono aere una lun"hezza limitata/ incolando
l;utente all;im,ie"o di ,iJ elementi finiti ,er o"ni trae o ,ilastro. :l so)tUare
consente/ d;altra ,arte/ di suddiidere automaticamente "li elementi strutturali in
2/ 4/ +/ % ,arti/ la cui lun"hezza ,uK essere definita dall;utilizzatore/ in modo
differenziato ,er ?uelle di estremitH e ?uelle centrali. :n ?uesto modo 6 ,ossi<ile
rinfittire la discretizzazione in corris,ondenza dei ,unti in cui si concentreranno le
deformazioni inelastiche/ "arantendo un "rado di accuratezza ma""iore.
Per ?uanto ri"uarda le non-linearitH di ti,o "eometrico/ in SeismoStruct en"ono
considerate automaticamente sia ?uelle derianti da effetti locali (com,ortamento
trave#colonna!/ che ?uelle ,rodotte "lo<almente dai "randi s,ostamenti/ attraerso
l;utilizzo di una formulazione co#rota'ionale/ nella ?uale/ "li s,ostamenti locali e
le forze interne all;elemento sono riferite ad un sistema mo<ile di corde.
5.3." P0ocei!en+i i 0iso*-6ione e* sis+e!a a*2e:0ico i e,-a6ioni non-*inea0i
:n SeismoStruct ,er tutte le ti,olo"ie di analisi ,resenti/ a causa delle non-linearitH
intrinseche del modello strutturale/ iene utilizzato uno schema risolutio di ti,o
incrementale iteratio/ nel ?uale si a,,licano incrementi ,redefiniti dei carichi ed
e?uili<rati attraerso una ,rocedura iteratia. :n ,articolare si ,ossono adottare "li
al"oritmi =eUton#Rap%son/ nel ?uale la matrice di ri"idezza iene ricalcolata ad
o"ni successia iterazione e =eUton#Rap%son modi)icato/ che non ,reede inece
l;a""iornamento della matrice di ri"idezza/ limitando cosO "li oneri
com,utazionali/ ma richiedendo altresO un numero ma""iore di iterazioni / edi
0igura &.*. :noltre ,uK enire im,ie"ata una ,rocedura risolutia i<rida che si
,one in ?ualche modo tra le due ,recedenti/ coniu"ando i anta""i relatii ad
o"nuna di esse/ nella ?uale la matrice di ri"idezza iene ria""iornata soltanto ,er
un numero limitato di iterazioni/ defini<ile dall;utente.
Bi
0D
d1 dD
B+)
F
0
01
Solu'ione esatta
01
d1 dD
Bi
Bi
0D

Solu'ione esatta
F
0
Fi2-0a 5.7 9 Algoritmo =eUton#Rap%son e =eUton#Rap%son modi)icato.
0ello schema iteratio utilizzato si im,one uno s,ostamento ,redefinito e si
calcolano le corris,ondenti sollecitazioni. 0ote ?ueste ultime si aluta la
coner"enza. 2e ?uesta non 6 stata ra""iunta le forze non <ilanciate/ derianti
dalla differenza tra i carichi im,osti e le reazioni interne/ en"ono ria,,licate alla
struttura e iene determinato il nuoo alore dell;incremento dello s,ostamento.
#ale ciclo iene ri,etuto fino al ra""iun"imento della coner"enza o del numero
massimo di iterazioni/ caso in cui si ri,orta l;analisi all;ultimo ,unto di e?uili<rio
e iene im,osto un incremento dei carichi ridotto ris,etto al ,recedente. Uuesta
riduzione non 6 costante/ ma iene calcolata mediante un al"oritmo in modo tale
da riflettere/ ,er cosO dire/ il liello di non-coner"enza ottenuto.
Per ?uanto ri"uarda i criteri di coner"enza/ SeismoStruct consente all;utente di
sce"liere fra tre diersi schemi di controllo/ <asati o sulla erifica de"li
s,ostamenti e delle rotazioni/ o su ?uella delle forze e dei momenti/ o su
entram<e. :l ,rimo criterio consiste nel confronto de"li s,ostamenti e delle
rotazioni relatie ad o"ni "rado di li<ertH della struttura/ ,roocati
dall;a,,licazione delle attuali forze non <ilanciate/ con una tolleranza fissata
dall;utilizzatore. Matematicamente la coner"enza risulta soddisfatta ?uandoF
1 / mab
1 1

,
_



=
5
tol
5
=d
i
tol
i
d
d
(4.'!
doe con d
i
e
5
sono indicati "li s,ostamenti e le rotazioni relatie ad o"ni
"rado di li<ertH/ d
tol
e
tol
le tolleranze/ defini<ili dall;utente relatie a
s,ostamenti e rotazioni e con =d ed = il numero dei "radi di li<ertH traslazionali
e rotazionali ris,ettiamente.
:l secondo schema inece o,era a liello "lo<ale ,reedendo il calcolo della
norma (uclidea del ettore dei carichi non e?uili<rati ed il confronto di ?uesta
con la tolleranza ,redefinita/ attraerso la relazioneF
tol
=d
i
=
5
-
5
-
5
0
i
0
i
@
?
@
?
@

,
_

,
_

f f
m
m
(4.9!
doe con
0
i
@
e
0
i
?
si sono indicate ris,ettiamente la forza non <ilanciata e la
forza iteratia/ relatie all;i-esimo "rado di li<ertH traslazionale/ con
-
5
@
e
-
5
?

i momenti relatii al 5-esimo "rado di li<ertH rotazionale e con @
tol
la tolleranza
,redefinita. :l terzo metodo/ sintesi dei due ,recedenti/ richiede ,er aere la
coner"enza/ che siano erificate contem,oraneamente sia la relazione (4.'! che
la (4.9!/ fornendo dun?ue un;accuratezza ma""iore alla risoluzione del ,ro<lema
non-lineare.
5.3.3 Ti3o*o2ie i ana*isi 3ossi:i*i con Seis!oS+0-c+
SeismoStruct 6 in "rado di im,orre alla struttura in esame sollecitazioni di ti,o
statico/ sia in forma di forze che di s,ostamenti/ che di ti,o dinamico attraerso
l;a,,licazione di accelerazioni o forzanti aria<ili nel tem,o. Di conse"uenza/ si
,ossono ese"uire analisi a"li autoalori/ statiche non-lineari di pus%over sia di
ti,o conenzionale che di ti,o adattio (0A$ - 0orce#+ased Adaptive $us%over e
DA$ - Displacement#+ased Adaptive $us%over!/ dinamiche non-lineari di time#
%istor< e dinamiche incrementali (IDA 9 Incremental D<namic Anal<sis!.
/./ La modella(ione dei solai
: solai deono essere sufficientemente ri"idi ,er ,oter concentrare le masse e i
momenti d;inerzia de"li im,alcati nei <aricentri di ,iano/ riducendo la struttura a
tre "radi di li<ertH ,er ,iano/ inoltre deono ri,artire le forze d;inerzia su"li
elementi resistenti senza su<ire deformazioni anelastiche durante il sisma. :l
diaframma ,uK essere considerato ri"ido se la sua deforma<ilitH non influisce
su"li s,ostamenti orizzontali/ in ,ratica "li s,ostamenti calcolati durante
un;analisi sismica modellando il solaio con la sua reale deforma<ilitH non
su,erano di ,iJ del 10T di ?uelli ottenuti assumendo il diaframma ri"ido.
)uori dal ,iano il solaio schematizzato in tale modo ha oiamente ri"idezza
nulla/ tale situazione 6 a<<astanza erosimile ,oich6 la ri"idezza flessionale di un
solaio 6 trascura<ile ris,etto a ?uella mem<ranale.
Ba ersione di SeismoStruct utilizzata nello sol"imento di ?uesta tesi ,ermette di
modellare il solaio in due modiF a! utilizzando delle <ielle con eleata ri"iditH/ +!
utilizzando un lin1/ ale a dire un diaframma ri"ido in cui si crea una relazione
su"li s,ostamenti tra Slave =odes (nodi scelti della struttura! e un -aster =ode/
da noi ,osizionato in corris,ondenza del -M.
Fi2-0a 5.8. $annello di input del dia)ramma rigido.
:l so)tUare ,ermette di sce"liereF il ,iano in cui o,erare/ "li Slave =odes, il
-aster =ode e il ti,o di s,ostamenti che il ,iano ,uK effettuare (edi 0igura &..!.
B;utilizzo del -aster =ode/ a cui en"ono im,editi "li s,ostamenti secondo ' e
le rotazioni attorno a"li assi 8 e </ ha ,ortato due "rossi anta""i/ il ,rimo 6 ?uello
di aer ,ermesso l;a,,licazione di forze e momenti direttamente al -M senza
,rocedere all;a,,licazione delle forze nodo ,er nodo/ il secondo 6 ?uello di
,ermettere un;analisi eloce de"li s,ostamenti e delle rotazioni del -M nella fase
di ,ost-,rocessor senza doer ricorrere ad un ,iJ lun"o ,rocedimento che effettua
una media ,esata de"li s,ostamenti e delle rotazioni dei ari nodi caricati ,er
ottenere ?uelli del -M.
:l so)tUare comun?ue fornisce ,er o"ni nodo del modello analizzato lo
s,ostamento e la rotazione.
Ba schematizzazione del solaio in ?uesto modo ha ,ortato comun?ue ad alcuni
,ro<lemi derianti dalla scelta della ri"idezza da asse"nare al diaframma stesso.
Eolendo ottenere un ,iano infinitamente ri"ido/ si sono doute effettuare dierse
,roe ,er ,oter tarare ade"uatamente la ri"idezza del diaframma ri"ido. #ali
,roe sono state effettuate su o"ni struttura studiata in ?uesta tesi/ tenendo
inariata la distri<uzione ed i alori delle forze a,,licate ed andando a ariare il
alore della $enalt< 0uctions (8ponents (edi 0igura &.1! .
Fi2-0a 5.$. $annello di input della rigide''a del dia)ramma rigido
:l confronto tra tali ,roe 6 stato effettuato controllando l;andamento delle cure
di ca,acitH (edi 0igura &.R!. 2i ,uK notare che oltre il alore di 10
10
le cure di
ca,acitH tendono a coner"ere. 2i 6 scelto allora di utilizzare ,er tutte le strutture
studiate un alore della $enalt< 0uctions (8ponents ,ari a 10
1+
.
Per edere me"lio la schematizzazione adottata ,er i solaio si eda la 0igura &.S/
si ,uK riconoscere all;interno della ,ianta in colore "ri"io il -aster =ode
colle"ato ai nodi d;an"olo/ "li Slave =odes/ in cui sono state a,,licate le masse (di
colore erde!.
2truttura A (Db - #b!
0
20
40
%0
'0
100
120
0.00 0.0+ 0.10 0.1+ 0.20 0.2+
Db $m&
#
b

$
(
0
&
10/7
10/9
10/10
10/12
10/14
10/17
Fi2-0a 5.%. Con)ronto tra i risultati delle varie prove.
Fi2-0a 5.9 9 Solaio tipo sc%emati''ato con dia)ramma rigido e master node.
/.3 Criteri &resta(ionali e dis&osi(ione delle i1re di *ontrollo
:l so)tUare SeismoStruct ,ermette di definire dei criteri ,restazionali
(per)ormance criteria! sia di ti,o locale (le"ati alla deformazione ra""iunta nelle
fi<re o alla curatura ra""iunta in una sezione! sia di ti,o "lo<ale sull;elemento
(le"ati alla rotazione di una corda o al ta"lio!.
0ell;am<ito di ?uesta tesi si sono adottati esclusiamente criteri di ti,o locale/
le"ati al ra""iun"imento di una ,refissata deformazione ultima (diersa ,er o"ni
materiale! oltre la ?uale si 6 si considerata la rottura del materiale.
5.7.) C0i+e0i 30es+a6iona*i ao++a+i ne**e ana*isi
Per le analisi/ di cui si ricorda che sono state effettuate in cam,o non-lineare/ tutte
le sezioni de"li elementi strutturali sono state suddiise in tre zone (il nucleo con
c.l.s. confinato/ il co,riferro con c.l.s. non confinato e le <arre d;armatura con
acciaio!/ in o"nuna sono state im,ie"ate fi<re dalle caratteristiche reolo"iche
dierse.
0ella zona centrale della sezione/ doe il c.l.s. 6 confinato dalle staffe/ sono state
utilizzate delle fi<re di c.l.s. con un )attore di con)inamento (:
c
! ,ari a 1.2M ,er la
zona non confinata dalle staffe (il co,riferro! si 6 utilizzato lo stesso materiale con
un )attore di con)inamento (:
c
! ,ari a 1.02.
0elle zone co,erte dalle <arre d;armatura sono state im,ie"ate fi<re in acciaio. 2i
eda la 0igura &.1D ,er com,rendere la suddiisione in zone della sezione
,ro,osta dal so)tUare SeismoStruct e come en"ono a,,licati i ari materiali alle
dierse zone.
Fi2-0a 5.)# 9 $annello di input delle propriet, della se'ione. So)tUare SeismoStruct.
:n 0igura &.1D si nota che la zona di c.l.s. confinato 6 eidenziata con un "ri"io
scuro/ mentre la zona non confinata assume una colorazione chiara. Be <arre
d;armatura sono ra,,resentate con dei tondini neri.
Ad o"nuna di ?ueste tre zone sono state a,,licate fi<re di materiale a dierso
com,ortamento reolo"ico.
Per le analisi sono stati im,ie"ati diersi criteri ,restazionali ,er o"ni materialeF
tre ,er il c.l.s. e due ,er l;acciaio.
-riteri ,restazionali adottati ,er il c.l.s. confinatoF
2. )essura'ione del c.l.s./ 6 stato fissato un criterio locale sulla
deformazione ra""iunta nelle fi<re di c.l.s. confinato/ ?uando una
?ualun?ue fi<ra di c.l.s. confinato ra""iun"e una deformazione ,ari
a 0.0001 il so)tUare notifica l;aenuta fessurazione indicando di
?uale fi<ra si trattaM
2. raggiungimento della de)orma'ione ultima del c.l.s. (i
cu
!/ ?uando
una ?ualun?ue fi<ra di c.l.s. confinato ra""iun"e una deformazione
,ari a -0.003+ il so)tUare notifica l;aenuto ra""iun"imento
indicando di ?uale fi<ra si trattaM ,er tale alore di i
cu
si considera
la rottura del c.l.s./ anche se 6 ,ossi<ile ,rose"uire il caricamento
della struttura se il c.l.s. 6 <en confinatoM
2. sc%iacciamento del c.l.s./ ?uando una ?ualun?ue fi<ra di c.l.s.
confinato ra""iun"e una deformazione ,ari a -0.004+ il so)tUare
interrom,e l;analisi notificando l;es,losione del c.l.s. e indicando
di ?uale fi<ra si tratta/ oltre tale alore di i non 6 ,ossi<ile
,rose"uire le analisi/ anche il c.l.s. me"lio confinato non ,otre<<e
resistere a tali deformazioni.
-riteri ,restazionali adottati ,er le <arre d;armaturaF
2. snervamento dellCacciaio/ 6 stato fissato un criterio locale sulla
deformazione ra""iunta nelle fi<re delle <arre d;armatura/ ?uando
una ?ualun?ue fi<ra d;acciaio ra""iun"e una deformazione ,ari a
0.002+ il so)tUare notifica l;aenuto sneramento indicando di
?uale fi<ra si trattaM
2. )rattura dellCacciaio, ?uando una ?ualun?ue fi<ra d;acciaio
ra""iun"e una deformazione ,ari a 0.0% il so)tUare interrom,e
l;analisi notificando l;aenuta rottura dell;acciaio e indicando di
?uale fi<ra si tratta/ oltre tale alore di i non 6 ,ossi<ile ,rose"uire
le analisi/ i comuni acciaio d;armatura si s,ezzano
com,romettendo la sta<ilitH della struttura.
Per ?uanto ri"uarda il c.l.s. non confinato (?uello che riem,ie le zone del
co,riferro! non sono stati im,ie"ati dei criteri ,restazionali/ ?uesto ,erchV 6
ammesso che il co,riferro ,ossa andare in crisi ed es,lodere durante un eento
sismico.
:n o"ni caso il criterio ,rinci,e che ha "oernato tutte le scelte e i confronti 6 stato
?uello sul ra""iun"imento della deformazione ultima del c.l.s. confinato.
Be analisi numeriche della struttura sono sem,re state s,inte fino al
ra""iun"imento della deformazione i
c
c -0.004+/ ?uesto ,er edere fino a che
,unto una struttura su,erconfinata ,otre<<e "iun"ereM ,erK tutti i confronti fra le
analisi di ,ushoer e le IDA sono state effettuate al ,rimo ra""iun"imento della
deformazione ultima (i
cu
c -0.003+! di una ?ualun?ue fi<ra di del c.l.s. confinato.
Per ?uanto ri"uarda il solaio si 6 i,otizzato che esso sia cosO ri"ido e ro<usto che
durante un eento sismico si manten"a sem,re lontano da fenomeni di crisi anche
solo locale.
5.7." I!3ie2o e is3osi6ione e**e ;i:0e i con+0o**o
0el cam,o delle analisi lineari sono state im,ie"ate delle fi<re di controllo ,er
,oter ,reedere in maniera esatta il alore ,iJ <asso dello Scaling 0actor S0!
delle analisi IDA che ,ortano una sola fi<ra di c.l.s. confinato al ra""iun"imento
della deformazione ultima i
cu
c -0.003+s/ tutte le altre fi<re di c.l.s. confinato
dell;intera struttura aranno una deformazione i
c
t i
cu
.
Lra sor"e il ,ro<lema di doe dis,orre ?ueste fi<re in cui monitorare istante ,er
istante il alore di deformazione. Liamente le fi<re di controllo deono essere il
minor numero ,ossi<ile/ ma allo stesso tem,o deono ,oter ,reedere tutti i
,ossi<ili massimi alori di i
c
in o"ni elemento strutturale.
Da ?uanto detto si com,rende che le fi<re di controllo deono essere localizzate
nei ,unti ,eriferici delle sezioni situate a"li estremi de"li elementi strutturali/ in
,rossimitH dell;ammorsamento fra trai e ,ilastri
Per una sezione inflessa le massime deformazioni si hanno nei ,unti ,iJ distanti
dall;asse neutro/ ,er tale motio le fi<re di controllo deono essere dis,oste nei
?uattro s,i"oli delle sezioni/ a,,ena sul confine fra la zona confinata e ?uella non
confinata (si ammette la ,ossi<ilitH di es,losione del co,riferro!.
Lra non resta che troare le zone doe si hanno le massime inflessioni. Per una
struttura a telaio ?ueste si troano nelle aree di ammorsamento fra trai e ,ilastri.
:n una struttura a telaio s,aziale/ come ?uella inda"ata in ?uesta tesi/ le fi<re di
controllo dientano ?uindi otto ,er o"ni ,ilastro di inter,iano. 2i sono infatti
considerate le due sezioni all;estremitH del ,ilastro/ ?uelle ,iJ ,rossime al nodo
trae-,ilastro. 2u o"nuna di ?ueste due sezioni di estremitH sono state ,oi
,osizionate ?uattro fi<re di controllo/ dis,oste su"li s,i"oli della zona di c.l.s.
confinato. #ali fi<re di controllo non si ,oteano dis,orre ,ro,rio in coincidenza
de"li s,i"oli a,,ena detti/ ,erchV li si troano le fi<re d;acciaio/ ?uindi sono state
,osizionate in adiacenza alle <arre d;armatura/ a,,ena ,iJ all;interno della
sezione (edi 0igura &.11!.
Zona non con;ina+a
Zona con;ina+a
2u12
2u12
Fi:0e i con+0o**o
2+
2
+
Ai@;i: /6i@;i:A<i@;i:1
Fi2-0a 5.)) 9 Sc%ema della Disposi'ione delle )i+re di controllo nei pilastri.
0elle trai non 6 stata ,osizionata inece alcuna fi<ra di controllo/ ,erchV 6 certo
che le sollecitazioni flessionali ma""iori ,er azione sismica si concentrano sui
,ilastri.
Be massime inflessioni si hanno sicuramente nella zona di attacco fra ,ilastro e
trae/ ?uindi 6 ?ui che si silu,,eranno le massime deformazioni nelle fi<re di
c.l.s.M ,erK 6 anche ero che il so)tUare SeismoStruct fornisce "li output solamente
nelle due sezioni di @auss di o"ni elemento finito (edi 0igura &.&!.
Per aere delle sezioni di @auss il ,iJ icino ,ossi<ile al nodo trae-,ilastro si 6
,roeduto a suddiidere il ,ilastro in ?uattro elementi finiti/ doe i due elementi
di <ordo sono ,iJ corti ris,etto a ?uelli centrali (edi 0igura &.12 e &.1"!

Fi2-0a 5.)" 9 Suddivisione della struttura in esame in elementi )initi.
Fi2-0a 5.)3 9 Disposi'ione degli elementi )initi linea nera! e delle se'ioni di @auss linea rossa!,
a1 in rosso tutte le se'ioni di @auss, :1 in rosso le se'ioni di @auss dove sono state posi'ionate le
)i+re di controllo.
Uuesta suddiisione ,ermette di aere delle sezioni di @auss molto ,rossime
all;estremitH del ,ilastro/ inoltre con una suddiisione di ?uesto ti,o si riesce a
descriere me"lio l;andamento della curatura nel ,ilastro/ con eidenti anta""i
in termini di accuratezza numerica della soluzione.
:n 0igura &.1" si nota come la struttura sia stata suddiisa in ,iJ elementi finiti
secondo ?uanto a,,ena descritto (linea nera!. Be sezioni in rosso indicano la
a1 :1
,osizione delle sezioni di @auss all;interno di o"ni elemento finito/ lo schema di
destra ri,orta inece le sole sezioni di @auss (in rosso! doe sono state
,osizionate le fi<re di controllo.
Per il caso di studio di 0igura &.12 il ra"ionamento a,,ena condotto ,orta
all;indiiduazione di noantasei fi<re di controllo/ distri<uite secondo ?uanto
ri,ortato in 0igura &.1&.
Fi2-0a 5.)5 9 Disposi'ione delle novantasei )i+re di controllo allCinterno della struttura.
/.6 Parametri in out&ut orniti dal sot=are SeismoStru*t
:l so)tUare SeismoStruct ,ermette di definire ,er ?uali entitH del modello ottenere
"li output/ in ,articolare 6 ,ossi<ile definire su ?uali nodi ed elementi strutturali
ottenere (e salare! i risultati delle analisi (edi 0igura &.1*!.
SeismoStruct offre la ,ossi<ilitH di selezionare "li elementi finiti ,er i ?uali
ottenere "li output/ ,erK non ,ermette di definire ?uali ,arametri ottenere da"li
elementi. Per o"ni nodo selezionato il so)tUare SeismoStruct fornisce tutti i
,arametri di s,ostamento/ mentre ,er "li elementi si hanno tutte le deformazioni/
tensioni e caratteristiche della sollecitazione. 0on 6 ?uindi ,ossi<ile decidere di
ottenere ad esem,io i soli momenti flettenti come output su"li elementi
selezionati/ cosO come non 6 ,ossi<ile ottenere in output i soli s,ostamenti dei
nodi senza le rotazioni associate.
Fi2-0a 5.)7 9 $annello per la scelta delle entit, di cui ottenere gli output.
A conclusione dell;analisi il so)tUare SeismoStruct sala i risultati oluti in un file
con estensione .srf/ oltre a ?uesto file (le""i<ile solo da SeismoStruct! 6 ,ossi<ile
ottenere in output un file di testo con estensione .out.
#ale file con estensione .out contiene tutti i ,arametri ottenuti in output
dall;analisi.
Uuest;ultimo file di testo 6 molto utile ,er il post#processing dei risultati/ da esso
6 ,ossi<ile estrarre tutti i ,arametri cercati attraerso dei comuni so)tUare di
,ro"rammazione (ti,o -atla+!.
:n alternatia alla com,leta lettura del file di testo .out 6 ,ossi<ile es,ortare
solamente alcuni risultati di interesse in un file di testo o in un file ebcel/ come ,er
altro fatto in ?uesta tesi.
Uuesto a,,roccio iene utilizzato ?uando i dati di interesse sono limitati/ come
nel caso di ?uesta tesi/ doe si 6 accentrata l;attenzione su alcuni ,arametri ?uali
s,ostamenti e rotazioni del -M del terzo ,iano e il ta"lio alla <ase della struttura.

Ca&itolo !
7. CASI STUDIO
3.' Introdu(ione
:n ?uesto ca,itolo saranno illustrate le caratteristiche delle strutture utilizzate ,er
le analisi (statiche e dinamiche! nell;am<ito della ,resente tesiM tali strutture sono
state selezionate fra le tante ,ossi<ili ,er far sO che il loro com,ortamento
dinamico fosse caratterizzato da una eleata flessi<ilitH torsionale e
dall;acco,,iamento dei modi traslazionali con ?uelli torsionali.
3.) Caratteristi*he isi*he delle strutture
7.".) Desc0i6ione 2ene0a*e e**e s+0-++-0e
Prima di descriere le caratteristiche di o"ni sin"ola struttura erranno illustrate/
in ?uesto ,ara"rafo/ tutte le caratteristiche comuni alle arie struttureF
caratteristiche dei materiali/ distri<uzione delle masse/ modalitH di colle"amento
de"li elementi/ incolamento della struttura.
+.2.1.1 -aratteristiche dei materiali
-ome "iH detto in ,recedenza in ?uesta tesi sono state effettuate analisi delle
strutture in cam,o non lineare/ di conse"uenza sono state adottate modellazioni
non lineari del calcestruzzo e dell; acciaio delle <arre di armatura. Per ottenere
?uesto sono stati utilizzati modelli reolo"ici dei materiali che tenessero conto (in
modo sem,lificato! della non-linearitH/ del com,ortamento ,ost-sneramento/
della ,lasticitH del materiale/ e ,er il c.l.s. anche del dierso com,ortamento a
trazione e dell;influenza del confinamento.
:noltre/ nelle analisi non-lineari/ 6 stato utilizzato l;a,,roccio a fi<re secondo
?uando descritto nel capitolo I?.
+.2.1.1.1 Modellazione non-lineare del calcestruzzo
:l calcestruzzo adottato ,er le sezioni delle trai e dei ,ilastri 6 ?uello ,ro,osto
dal so)tUare SeismoStruct.
Per il cuore della sezione 6 stato scelto un calcestruzzo confinato mentre ,er il
co,riferro 6 stato adottato un calcestruzzo non confinato.
:l calcestruzzo confinato (conZcc! se"ue la relazione costitutia ,ro,osta da
Mander/ Priestle7 e Par1 $19''&/ modificate ,oi ,er ra"ioni di sta<ilitH numerica
in corris,ondenza di "randi s,ostamenti da Martinez-Iueda ed Glnashai $1997&/
ed eentualmente ,uK considerare "li effetti di una ,ressione laterale di
confinamento costante su tutto il cam,o di deformazioni/ come si ,uK edere in
0igura *.1.
Fi2-0a 7.) 9 Comportamento a compressione nel modello di -ander#$riestle<#$ar:.
2econdo tale modello/ indicando con )
co
ed
co
la tensione e la deformazione
corris,ondenti al ,unto di ,icco di resistenza a com,ressione ,er il calcestruzzo
non confinato e con )
cc
e
cc
?uelle relatie al materiale confinato/ il
com,ortamento del calcestruzzo sotto,osto ad un carico di com,ressione
monotono 6 descrii<ile dalla relazioneF

r
cc
c
8 r
r 8 )
)
+

1
(+.1!
in cuiF

cc
c
8

(+.2!
1
]
1

,
_

+ f l f
co
cc
co cc
)
)
(+.3!

sec
( (
(
r
c
c

(+.4!

co c
) ( leee
(+.+!

cc
cc
)
(

sec
(+.%!
Per la cali<razione del modello in SeismoStruct all;utente iene richiesto di
definire i ,arametri caratteristici )
co
ed
co
/ oltre al cosiddetto ra,,orto di
confinamento :
c
/ definito daF

co
cc
c
)
)
:
(+.7!
,er la determinazione del ?uale esistono in letteratura numerosi metodi/ in
funzione del alore della ,ressione laterale di confinamento )
l
. Ba ma""ior ,arte di
tali metodi 6 <asata infatti su una relazione del ti,oF

co
l
cc
cc
c
)
)
:
)
: +

f
(+.'!
e le differenze si concentrano nell;es,ressione di :/ funzione anch;essa di )
l
.
2econdo Mander inece/ il ra,,orto di confinamento 6 dato daF

mlp . f m vp . w f xlp . m +
co
l
co
l
co
cc
c
)
)
)
)
)
)
:
(+.9!
Per ?uanto ri"uarda il com,ortamento del calcestruzzo a trazione all;utente iene
richiesto di definire la tensione corris,ondente al ,icco di resistenza/ )
ct
.
: ,arametri considerati sonoF
2. )or'a di compressione ()
co
!/ ra,,resenta la ca,acitH di com,ressione
di un ,roino cilindrico (100b200mm! e in ?uesto caso 6 stato
assunto 2+000 1PaM
2. )or'a di tra'ione ()
ct
!/ ra,,resenta la ca,acitH a trazione del
materiale e ,uK essere ricaato dalla se"uente relazione
co t ct
) : )
doe
t
:
6 un coefficiente su""erito da Priestle7 et
al. $199%&/ in ?uesto caso )
ct
6 u"uale a 3000 1PaM
2. )attore di con)inamento (:
c
!/ definito dal ra,,orto fra la tensione
del calcestruzzo confinato e non confinato/ in ?uesto caso assunto
u"uale a 1.2.
2. de)orma'ione al picco di tensione (i
co
!/ ra,,resenta la
deformazione ra""iunta all;istante in cui si ra""iun"e la )
co
/ in
?uesto caso 6 assunta u"uale a 0.002
2. de)orma'ione ultima a rottura (i
cu
!/ ra,,resenta la ca,acitH di
deformazione ultima del c.l.s. in condizioni normali/ in ?uesto caso
6 assunta u"uale a 0.003+
2. peso speci)ico del c.l.s. (8
c
!/ ra,,resenta il ,eso ,er unita di olume
del c.l.s./ in ?uesto caso 6 assunto u"uale a 24 (0>m
3
2. diagramma isteretico (k-i! del calcestruzzo/ 0igura +.1.
Fi2-0a 7." 9 Diagramma V#[ del calcestru''o modellato come non#lineare e parametri del
modello.
Analo"amente ,er il calcestruzzo non confinato 6 stato cam<iato solo il fattore di
confinamento u"uale a 1.02.
+.2.1.1.2 Modellazione non-lineare delle <arre d;armatura
B;armatura adottata ,er le sezioni delle trai e i dei ,ilastri 6 ?uella ,ro,osta dal
so)tUare SeismoStruct.
:n ,articolare 6 stata scelta (dalla li<reria di 2eismo2truct! una modellazione
reolo"ica dell;acciaio di ti,o <ilineare con incrudimento cinematico.
: ,arametri considerati sonoF
2. modulo elastico ((
s
!/ ra,,resenta la ri"idezza elastica del materiale
ed e stato assunto u"uale a 2.0G[0' 1PaM
2. )or'a di snervamento ()
<
! assunta u"uale a +00000 1PaM
2. parametro di incrudimento tensionale (^! dato dal ra,,orto fra la
ri"idezza ,ost-sneramento ((
sp
! e la ri"idezza elastica iniziale ((
s
!
del materiale. Doe
( ) ( )
s < ult < ult sp
( ) ) ) (
con
ult
)
e
ult

ris,ettiamente massima forza e deformazione del materiale.


X stato scelto 0.00+M
2. peso speci)ico dellCacciaio. (8
s
!/ ra,,resenta il ,eso ,er unita di
olume dell;acciaio/ in ?uesto caso 6 assunto u"uale a 7' (0>m
3
.
2. diagramma isteretico (k-i! dell;acciaio/ 0igura +.3.
Fi2-0a 7.3 9 Diagramma V#[ dellCacciaio modellato come non#lineare e parametri del modello.

+.2.1.2 Distri<uzione delle masse sulle strutture
Ba distri<uzione delle masse sulla struttura 6 in ,arte automatizzata dal so)tUare
SeismoStruct ed in ,arte asse"nata manualmente.
:n modo automatico (sulla <ase delle funzioni di forma de"li elementi! aiene la
ri,artizione su nodi della massa dei ari elementi finiti/ ,er fare ciK il so)tUare
SeismoStruct adottato ,er le analisi si <asa sulle caratteristiche di densitH fornite in
input nelle ta<elle dei materiali/ delle sezioni e delle fi<re.
2ostanzialmente le masse ,ro,rie della struttura (ed i relatii ,esi! en"ono
com,utate automaticamenteM masse derianti da ,esi ,ermanenti a""iuntii ed
accidentali deono essere inserite manualmente.
Per consentire al so)tUare SeismoStruct di calcolare in automatico i ,esi insistenti
sulla struttura <asandosi sulla distri<uzione delle masse 6 necessario fornire il
alore e la direzione dell;accelerazione di "raitHF il alore 6 stato settato su 9.'1
m>s
2
/ la direzione -'.
Da ?uanto a,,ena detto si com,rende che le masse dei ,ilastri e delle trai sono
com,utate in automatico/ mentre tutte le masse che deriano dai ,esi ,ro,ri/
,ermanenti ed accidentali che insistono sui solai/ deono essere inserite
manualmente.
Be masse distri<uite (,esi ,ro,ri/ ,ermanenti e accidentali! insistenti sui solai
sono state concentrate nei ?uattro s,i"oli dell;orizzontamento ,er ?uanto ri"uarda
le strutture A/ 4/ -/ D e nei sedici nodi ,er ?uanto ri"uarda le strutture G/ )/ in
modo tale da conferire l;eccentricitH alla struttura (edi ,unti successii!.
Ba somma delle masse ,ro,rie e ,ermanenti dei solai 6 stata considerata di %00
(">m
2
.
Ba massa accidentale/ ed il relatio ,eso/ insistente sui solai sono stati considerati
,ari al 30T dei 200(">m
2
normalmente utilizzati ,er "li edifici di ciile
a<itazione.
-om,lessiamente sui solai i 6 ?uindi una massa di %%0 (">m
2
/ tale entitH 6 stata
,oi concentrata in ,arti non u"uali (ista l;asimmetria della distri<uzione del
carico! sui ?uattro>sedici nodi del solaio/ le restanti masse che deriano da trai e
,ilastri sono com,utate in automatico dal so)tUare SeismoStruct.
+.2.1.3 Eincolamento delle strutture
Gssendo l;edificio una struttura in calcestruzzo armato si ha necessariamente la
continuitH materiale fra tutti "li elementi del telaio/ ,er tale motio
l;ammorsamento trae-,ilastro 6 stato modellato come nodo ri"ido/ oero con
trasmissione di momento.
Per ?uanto ri"uarda il incolamento alla <ase 6 stata scelta la classica
modellazione ad incastro.
: solai sono stati modellati con diaframma ri"ido (edi paragra)o &.&!.
7."." I* !oe**o 0eo*o2ico& *e2a!e cos+i+-+i.o e* !a+e0ia*e e s!o06a!en+o
Ba descrizione detta"liata dei le"ami costitutii im,ie"ati nelle analisi numeriche
6 fornita nei ,unti +.2.1.1.1 e +.2.1.1.2.
2i ricorda che nelle analisi non-lineari 6 stata considerata la non linearitH di c.l.s. e
acciaio oltre alla non linearitH "eometrica ed 6 stato adottato un a,,roccio a fi<re.
Per le analisi dinamiche della struttura 6 necessario ,ossedere un modello che
descria lo smorzamento strutturale/ nell;am<ito della ,resente tesi si 6 utilizzato
un modello di smorzamento ,ro,orzionale alla Ia7lei"h/ doe la matrice di
smorzamento C
d
6 ottenuta dalla com<inazione lineare (attraerso i coefficienti y
e W! delle matrici di ri"idezza
<
d
e di massa
M
d
F

< M C
d d d
+

(+.10!
B;indice di smorzamento modale n
r
/ associato al "enerico r-esimo modo di
i<rare/ assume l;as,etto se"uenteF

r r
r
r
r
r
-
C

,
_


2 2
1
(+.11!
doeF
( )
( )
m
m
m
f
m f f m m f
m




(+.12!
( )
( )
m
m
m
f
m m f f
m




(+.13!
n
1
e _
1
sono ris,ettiamente l;indice di smorzamento e la ,ulsazione naturale
associati al modo 1/ mentre n
2
e _
2
sono ris,ettiamente l;indice di smorzamento
e la ,ulsazione naturale associati al modo 2. Per modo 1 e modo 2 si intendono
due modi caratteristici scelti a ,iacimento/ non necessariamente coincidenti con i
,rimi due modi di i<rare della struttura.
: modi 1 e 2 sono ?uei modi di cui 6 noto il alore dell;indice di smorzamento
modaleM sulla <ase della conoscenza de"li indici di smorzamento modale di due
modi e delle relatie ,ulsazioni naturali associate 6 ,ossi<ile/ tramite le relazioni
(+.11!/ (+.12! e (+.13!/ risalire all;indice di smorzamento modale di tutti "li altri
modi di i<rare della struttura.
0ell;am<ito della se"uente tesi i modi 1 e 2 considerati ,er ricaare i ,arametri y
e W a,,ena descritti sono i modi che/ sommati/ danno la ,ercentuale di massa
s,ostata in direzione 8 ma""iore/ su cui 6 stato considerato uno smorzamento
modale n
1
c n
2
c 0.0+.
3.+ Il modello matemati*o delle strutture
7.3.) I* !oe**o 2eo!e+0ico
:n ?uesto ,ara"rafo en"ono descritte tutte le caratteristiche "eometriche delle
struttureF caratteristiche dimensionali/ caratteristiche e ,arametri modali/
schematizzazione a"li elementi finiti e suddiisione in fi<re
+.3.1.1 2trutture A>4F caratteristiche dimensionali/ schematizzazione in elementi finiti e ,arametri
modali
Be strutture esaminate sono simmetriche in ,ianta ris,etto alla sola direzione </
nell;altra direzione i 6 un;asimmetria douta alla diersa distri<uzione delle
masse/ che ,orta alla non coincidenza tra -M e -I. Ba diersa eccentricitH (
<
6 la
caratteristica che differenzia le due strutture (edi Ta+ella *.1!. :l telaio in c.a. 6
costituito da tre ,iani/ o"ni ,iano ,ossiede un solaio ?uadrato di % m di lato/
l;altezza di o"ni ,iano 6 di 3 m ,er un;altezza com,lessia da terra di 9 m. : solai/
come descritto nel paragra)o &.&/ sono stati modellati con un diaframma ri"ido.
Fi2-0a 7.5 9 ?ista in pianta delle strutture AB/
-ome "iH antici,ato l;unica caratteristica che differenzia la struttura A dalla 4 6 la
diersa eccentricitH (
<
di -M ris,etto a -I situato nel <aricentro "eometrico della
struttura (edi 0igura *.&!. Uuesta eccentricitH 6 douta ad una diersa
distri<uzione delle masse a,,licate nei ?uattro nodi di estremitH (edi Ta+ella
*.2!.
Piano 2truttura A 2truttura 4
1z ++ cm (9.2T! 110 cm (1'.3T!
2z ++ cm (9.2T! 110 cm (1'.3T!
3z +7 cm (9.+T! 113 cm (1'.'T!
Ta:e**a 7.) 9 (ccentricit, di piano.
0odi 2truttura A 2truttura 4
1/2 44++ (" 2970 ("
3/4 742+ (" '910 ("
Ta:e**a 7."9 -asse applicate ai nodi.
Da un confronto tra le due ta<elle si ,uK notare che a ,aritH di masse a,,licate ad
o"ni ,iano/ si hanno alori diersi di eccentricitH ad o"ni ,iano ,er la stessa
struttura. Uuesto 6 douto al fatto che nel calcolo dell;eccentricitH en"ono
considerate anche le masse delle trai e dei ,ilastri. Per le trai la massa 6 u"uale
,er o"ni ,iano/ mentre ,er i ,ilastri la massa 6 do,,ia nel ,rimo e secondo ,iano
ris,etto al terzo/ ,erchV essi en"ono attri<uiti ,er metH al ,iano inferiore e ,er
metH a ?uello su,eriore/ ?uindi/ nel caso del terzo ,iano/ si ha solo la massa
corris,ondente a mezzo ,ilastro.
:n Ta+ella *.1 l;eccentricitH 6 stata es,ressa anche in ,ercentuale/ tale alore si
ottiene dal ra,,orto tra l;eccentricitH stessa e la distanza misurata sem,re nella
stessa direzione/ tra i due elementi resistenti ,iJ lontani.
Dalla 0igura *.& si ,uK "iH notare la suddiisione delle trai in elementi finiti e la
schematizzazione del solaio con il diaframma ri"ido/ che ede la ,resenza di un
Master 0ode in -M.

Fi2-0a 7.7 9 $rospetto delle Strutture A e / con suddivisione in elementi )initi.
Be ,ilastrate 1/ 2/ 3/ 4 ,resentano una sezione 2+b2+ cm.
#utte le ,ilastrate ,resentano una continuitH di sezione ed armatura andando dalla
<ase alla cima della struttura. Be armature dei ,ilastri sono ra,,resentate in
0igura *.*/ ?uelle delle trai in 0igura *...
Fi2-0a 7.89 Se'ioni dei pilastri.
Be trai della struttura sono tutte in s,essore con dimensioni +0b2+ cm/ la
dis,osizione dei ferri aria a seconda che si tratti di una sezione di estremitH o di
mezzeria (edi 0igura *.1!.
Fi2-0a 7.$ 9 Se'ioni delle travi: a1 se'ione allCestremit,, :1 se'ione di me''eria.
Per una isione d;insieme della struttura si eda la 0igura *.R/ ?ui si ,ossono
notare anche la suddiisione in elementi finiti (descritta nel paragra)o &...2! e la
dis,osizione delle masse concentrate (cu<etti erdi!.
a1 :1

a.
1.
Fi2-0a 7.% 9 a1 Assonometria dello sc%eletro della struttura in c.a.. :1 -odella'ione con il
so)tUare SeismoStruct: suddivisione in elementi )initi adottata ra))ittimento in prossimit, dei
nodi trave#pilastro!, sc%emati''a'ione dei solai con dia)ramma rigido e disposi'ione delle masse
concentrate cu+etti verdi! derivanti dalle masse distri+uite.
L"ni sezione de"li elementi a,,ena descritti 6 stata suddiisa in 400 fi<re secondo
i criteri ri,ortati nel ca,itolo ,recedente.
#rai e ,ilastri im,ie"ati nella modellazione numerica del ,ro<lema a,,arten"ono
tutti alla ti,olo"ia +eam/ in ,articolare alla classe @in)rmA (inelastic )rame! che si
troa nella li<reria interna del so)tUare SeismoStruct.
0ella suddiisone della struttura in elementi finiti 6 stato se"uito un criterio di
numerazione dei nodi e de"li elementi/ in modo da facilitare l;indiiduazione
delle arie entitH nella fase di post#processing dei risultati.
+.3.1.1.1 Parametri modali della 2truttura A
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! adottate in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale/ della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura A (0igura *.S.aB+Bc, Ta+ella *."!
PGI:LD/ )IGU=G0-:G2 A0D MLDAB MA22 PGI-G0#A.G2
Mod
e Period An"ular )re?uenc7
:ndiidual
Mode -umulatie Mass
(sec! (rad>sec! =b =7
=
z =b =7 =z
1
1.002427
1 %.2%7972% 7%.%0T 0.00T 0.00T '+.29T 0.00T 0.00T
2
0.979'2%
% %.412+479 0.00T '+.29T 0.00T '+.29T '+.29T 0.00T
3
0.'2'221
2 7.+'%3%1% '.%9T 0.00T 0.00T '.%9T 0.00T 0.00T
Ta:e**a 7.3 9 Caratteristic%e modali della Struttura A.
Parametri 2truttura A
#
S
1.0024270+
#
]
0.'2'22117
_
S
%.2%7972%4
_
]
7.+'%3%1%4
8 1.2103373'9
2
dS
0.09'4'097'
2
d]
0.0'1+74439
9
d
0.'2'32%'+9
Ta:e**a 7.59 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7.9.a 9 0orme modali della struttura A: primo modo di vi+rare

Secono !oo
Fi2-0a 7.9.: 9 0orme modali della struttura A: secondo modo di vi+rare

Te06o !oo
Fi2-0a 7.9.c 9 0orme modali della struttura A: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *." si nota che il modo fondamentale nella direzione 8 (?uella da
cui ,roiene il sisma! 6 il ,rimo/ tale modo ha infatti la ma""ior massa
,arteci,ante lun"o 8.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8/ ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -1.3732%%9' -3.1010++% -4.07313%1+
0< (("! -0.0023+33+ -0.00+2747+ -0.00%7%9%2
-t (("m! 2.119742991 4.%0%37+29 +.9102%%1%+
Ta:e**a 7.7 9 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.* en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti ricaati
secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *.".
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8, e
<
, 9
d
/ edi Ta+ella *.&.
+.3.1.1.2 Parametri modali della 2truttura 4
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! adottate in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale/ della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura 4 (0igura *.1D.aB+Bc, Ta+ella *..!
P'(%)&* +(',U'-.%'/ !-& #)&!0 #!// P'(.'-T!1'/
#o$
e Perio$
!nular
+re2uen"3 %n$ivi$ual #o$e .umula4ive #ass
5se"6 5ra$7se"6 U8 U3
U
z U8 U3 Uz
1 1.0469733 6.0012849 70.909 0.009 0.009 70.909 0.009 0.009
2 0.979809 6.4126637 0.009 85.309 0.009 70.909 85.309 0.009
3 0.7711134 8.1481985 14.389 0.009 0.009 85.289 85.309 0.009
Ta:e**a 7.8 9 Caratteristic%e modali della struttura /.
Parametri 2truttura 4
#
S
1.04%97333
#
]
0.77111343
_
S
%.0012'494
_
]
'.14'19'49
8 1.3+7742312
2
dS
0.102'04333
2
d]
0.07%032473
9
d
0.739+'4321
Ta:e**a 7.$9 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7.)#.a 9 0orme modali della struttura /: primo modo di vi+rare

Secono !oo
Fi2-0a 7.)#.: 9 0orme modali della struttura /: secondo modo di vi+rare

Te06o !oo
Fi2-0a 7.)#.c 9 0orme modali della struttura /: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *.. si nota che il modo fondamentale nella direzione 8 (?uella da
cui ,roiene il sisma! 6 il ,rimo/ tale modo ha infatti la ma""ior massa
,arteci,ante lun"o 8.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8/ ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o. 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -1.32%'%%'+ -2.9'%240+9 -3.92+3704
0< (("! -0.00212%13 -0.004'2031 -0.00%201+4
-t (("m! 2.%%0'0%%%+ +.7'4222+91 7.42%941'2'
Ta:e**a 7.% 9 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.R en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti ricaati
secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *...
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8, e
<
, 9
d
/ edi Ta+ella *.1.
+.3.1.2 2trutture ->DF caratteristiche dimensionali/ schematizzazione in elementi finiti e ,arametri
modali
Be strutture esaminate sono simmetriche in ,ianta ris,etto alla sola direzione 7/
nell;altra direzione i 6 un;asimmetria douta alla diersa distri<uzione delle
masse/ che ,orta alla non coincidenza tra -M e -I. Ba diersa eccentricitH (
<
6 la
caratteristica che differenzia le due strutture (edi Ta+ella *.S!. :l telaio in c.a. 6
costituito da tre ,iani/ o"ni ,iano ,ossiede un solaio ?uadrato di % m di lato/
l;altezza di o"ni ,iano 6 di 3 m ,er un; altezza com,lessia da terra di 9 m. : solai/
come descritto nel paragra)o &.&/ sono stati modellati con un diaframma ri"ido.
Fi2-0a 7.)) 9 ?ista in pianta delle strutture CBD
-ome "iH antici,ato l;unica caratteristica che differenzia la struttura - dalla D 6 la
diersa eccentricitH (
<
di -M ris,etto a -I situato nel <aricentro "eometrico della
struttura (edi 0igura *.11!. Uuesta eccentricitH 6 douta ad una diersa
distri<uzione delle masse a,,licate nei ?uattro nodi di estremitH (edi Ta+ella
*.1D!.
Piano 2truttura - 2truttura D
1z +1 cm ('.+T! 102 cm (17T!
2z +1 cm ('.+T! 102 cm (17T!
3z +4 cm (9T! 109 cm (1'.2T!
Ta:e**a 7.9 9 (ccentricit, di piano.
0odi 2truttura - 2truttura D
1/2 44++ (" 2970 ("
3/4 742+ (" '910 ("
Ta:e**a 7.)#9 -asse applicate ai nodi.
Da un confronto tra le due ta<elle si ,uK notare che/ a ,aritH di masse a,,licate ad
o"ni ,iano/ si hanno alori diersi di eccentricitH ad o"ni ,iano ,er la stessa
struttura. Uuesto 6 douto al fatto che nel calcolo dell;eccentricitH en"ono
considerate anche le masse delle trai e dei ,ilastri. Per le trai la massa 6 u"uale
,er o"ni ,iano/ mentre ,er i ,ilastri la massa 6 do,,ia nel ,rimo e secondo ,iano
ris,etto al terzo/ ,erchV essi en"ono attri<uiti ,er metH al ,iano inferiore e ,er
metH a ?uello su,eriore/ ?uindi/ nel caso del terzo ,iano/ si ha solo la massa
corris,ondente a mezzo ,ilastro.
:n Ta+ella *.S l;eccentricitH 6 stata es,ressa anche in ,ercentuale/ tale alore si
ottiene dal ra,,orto tra l;eccentricitH stessa e la distanza misurata sem,re nella
stessa direzione/ tra i due elementi resistenti ,iJ lontani.
Dalla 0igura *.11 si ,uK "iH notare la suddiisione delle trai in elementi finiti e
la schematizzazione del solaio con il diaframma ri"ido/ che ede la ,resenza di un
Master 0ode in -M.
Fi2-0a 7.)" 9 $rospetto delle Strutture C e D con suddivisione in elementi )initi.
Be ,ilastrate 1/ 2/ 3/ 4 ,resentano una sezione 40b40 cm.
#utte le ,ilastrate ,resentano una continuitH di sezione ed armatura andando dalla
<ase alla cima della struttura. Be armature dei ,ilastri sono ra,,resentate in
0igura *.1"/ ?uelle delle trai in 0igura *.1&.
Fi2-0a 7.)39 Se'ioni dei pilastri.
Be trai della struttura sono tutte in s,essore con dimensioni +0b2+ cm/ la
dis,osizione dei ferri aria a seconda che si tratti di una sezione di estremitH o di
mezzeria (edi 0igura *.1&!.
Fi2-0a 7.)5 9 Se'ioni delle travi: a1 se'ione allCestremit,, :1 se'ione di me''eria.

Per una isione d;insieme della struttura si eda la 0igura *.1*/ ?ui si ,ossono
notare anche la suddiisione in elementi finiti (descritta nel paragra)o &...2! e la
dis,osizione delle masse concentrate (cu<etti erdi!.
a1 :1

a.
1.
Fi2-0a 7.)7 9 a1 Assonometria dello sc%eletro della struttura in c.a.. :1 -odella'ione con il
so)tUare SeismoStruct: suddivisione in elementi )initi adottata ra))ittimento in prossimit, dei
nodi trave#pilastro!, sc%emati''a'ione dei solai con dia)ramma rigido e disposi'ione delle masse
concentrate cu+etti verdi! derivanti dalle masse distri+uite.
L"ni sezione de"li elementi a,,ena descritti 6 stata suddiisa in 400 fi<re secondo
i criteri ri,ortati nel ca,itolo ,recedente.
#rai e ,ilastri im,ie"ati nella modellazione numerica del ,ro<lema a,,arten"ono
tutti alla ti,olo"ia +eam/ in ,articolare alla classe @in)rmA (inelastic )rame! che si
troa nella li<reria interna del so)tUare SeismoStruct.
0ella suddiisone della struttura in elementi finiti 6 stato se"uito un criterio di
numerazione dei nodi e de"li elementi/ in modo da facilitare l;indiiduazione
delle arie entitH nella fase di post#processing dei risultati.
+.3.1.2.1 Parametri modali della 2truttura -
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! adottate in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura - (0igura *.1..aB+Bc, Ta+ella *.11!.
P'(%)&* +(',U'-.%'/ !-& #)&!0 #!// P'(.'-T!1'/
#o$
e Perio$
!nular
+re2uen"3 %n$ivi$ual #o$e .umula4ive #ass
5se"6 5ra$7se"6 U8 U3
U
z U8 U3 Uz
1 0.6958728 9.0292153 74.429 0.009 0.009 77.989 0.009 0.009
2 0.6861439 9.1572416 0.009 77.989 0.009 77.989 77.989 0.009
3 0.1766687 35.564791 13.739 0.009 0.009 93.329 77.989 0.009
Ta:e**a 7.)) 9 Caratteristic%e modali della Struttura C.
Parametri 2truttura -
#
S
0.%9+'72'0
#
]
0.+4+11349
_
S
9.02921+32
_
]
11.+2%3'00%
8 1.27%+%497'
2
dS
0.0%'7311%%
2
d]
0.0+41032%7
9
d
0.7'71722+%
Ta:e**a 7.)"9 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7.)8.a 9 0orme modali della struttura C: primo modo di vi+rare

Secono !oo
Fi2-0a 7.)8.: 9 0orme modali della struttura C: secondo modo di vi+rare

Te06o !oo
Fi2-0a 7.)8.c 9 0orme modali della struttura C: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *.11 si nota che il modo fondamentale nella direzione 8 (?uella da
cui ,roiene il sisma! 6 il ,rimo/ tale modo ha infatti la ma""ior massa
,arteci,ante lun"o 8.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8, ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -1.1210+1''% -3.10+731292 -4.+1%%7+44
0< (("! -0.00030702 -0.000'+9%+% -0.00124+792
-t (("m! 1.1+%241++3 3.037%12213 4.24++372+4
Ta:e**a 7.)3 9 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.1" en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti
ricaati secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *.11.
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8, e
<
, 9
d
/ e di Ta+ella *.12.
+.3.1.2.2 Parametri modali della 2truttura D
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! ,ro,oste in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura D (0igura *.11.aB+Bc, Ta+ella *.1&!.
P'(%)&* +(',U'-.%'/ !-& #)&!0 #!// P'(.'-T!1'/
#o$e Perio$
!nular
+re2uen"3 %n$ivi$ual #o$e .umula4ive #ass
5se"6 5ra$7se"6 U8 U3 Uz U8 U3 Uz
1 0.7185368 8.7444164 69.999 0.009 0.009 69.999 0.009 0.009
2 0.6861478 9.1571888 0.009 77.989 0.009 69.999 77.989 0.009
3 0.1841654 34.117081 12.679 0.009 0.009 90.639 77.989 0.009
Ta:e**a 7.)5 9 Caratteristic%e modali della Struttura D.
Parametri 2truttura D
#
S
0.71'+3%'4
#
]
0.+14'+1+1
_
S
'.74441%39
_
]
12.203'7'%7
8 1.39+%19+73
2
dS
0.070930422
2
d]
0.0+11%7421
9
d
0.721374'31
Ta:e**a 7.)79 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7.").a 9 0orme modali della struttura D: primo modo di vi+rare.

Secono !oo
Fi2-0a 7.").: 9 0orme modali della struttura D: secondo modo di vi+rare.

Te06o !oo
Fi2-0a 7.").c 9 0orme modali della struttura D: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *.1& si nota che il modo fondamentale nella direzione 8 (?uella da
cui ,roiene il sisma! 6 il ,rimo/ tale modo ha infatti la ma""ior massa
,arteci,ante lun"o 8.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8, ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o. 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -1.0911'710' -3.0127+033% -4.3'9213+4
0< (("! -'.07024G-0+ -0.00022'072 -0.000344232
-t (("m! 1.%9+2+0747 4.4+43%%921 %.1+4'41%21
Ta:e**a 7.)8 9 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.1. en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti
ricaati secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *.1&.
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8/ e
<
, 9
d
/ edi Ta+ella *.1*.
+.3.1.3 2trutture G>)F caratteristiche dimensionali/ schematizzazione in elementi finiti e ,arametri
modali
Be strutture esaminate sono simmetriche in ,ianta ris,etto alla sola direzione 7/
nell;altra direzione i 6 un;asimmetria douta alla diersa distri<uzione delle
masse/ che ,orta alla non coincidenza tra -M e -I. Ba diersa eccentricitH (
<
la
caratteristica che differenzia le due strutture (edi Ta+ella *.11!. :l telaio in c.a. 6
costituito da tre ,iani/ o"ni ,iano ,ossiede un solaio ?uadrato di % m di lato/
l;altezza di o"ni ,iano 6 di 3 m ,er un; altezza com,lessia da terra di 9 m. : solai/
come descritto nel paragra)o &.&/ sono stati modellati con un diaframma ri"ido.
Fi2-0a 7."" 9 ?ista in pianta delle strutture (B0
-ome "iH antici,ato l;unica caratteristica che differenzia la struttura G dalla ) 6 la
diersa eccentricitH (
<
di -M ris,etto a -I situato nel <aricentro "eometrico della
struttura (edi 0igura *.22!. Uuesta eccentricitH 6 douta ad una diersa
distri<uzione delle masse a,,licate nei ?uattro nodi di estremitH (edi Ta+ella
*.1R!.
Piano 2truttura - 2truttura D
1z +% cm (9.3T! 110 cm (1'.3T!
2z +%cm (9.3T! 110 cm (1'.3T!
3z +7 cm (9.+T! 113 cm (1'.'T!
Ta:e**a 7.)$ 9 (ccentricit, di piano.
0odi 2truttura G 2truttura D
1/2/13/14 4+9 (" 1'0 ("
3/4/1+/1% 102% (" 130+ ("
+/%/9/10 1417 (" %20 ("
7/'/11/12 303' (" 3'3+ ("
Ta:e**a 7.)%9 -asse applicate ai nodi.
Da un confronto tra le due ta<elle si ,uK notare che a ,aritH di masse a,,licate ad
o"ni ,iano/ si hanno alori diersi di eccentricitH ad o"ni ,iano ,er la stessa
struttura. Uuesto 6 douto al fatto che nel calcolo dell;eccentricitH en"ono
considerate anche le masse delle trai e dei ,ilastri . Per le trai la massa 6 u"uale
,er o"ni ,iano/ mentre ,er i ,ilastri la massa 6 do,,ia nel ,rimo e secondo ,iano
ris,etto al terzo/ ,erchV essi en"ono attri<uiti ,er metH al ,iano inferiore e ,er
metH a ?uello su,eriore/ ?uindi/ nel caso del terzo ,iano/ si ha solo la massa
corris,ondente a mezzo ,ilastro.
:n Ta+ella *.11 l;eccentricitH 6 stata es,ressa anche in ,ercentuale/ tale alore si
ottiene dal ra,,orto tra l;eccentricitH stessa e la distanza misurata sem,re nella
stessa direzione/ tra i due elementi resistenti ,iJ lontani.
Dalla 0igura *.22 si ,uK notare l;orditura delle trai e la schematizzazione del
solaio con il diaframma ri"ido/ che ede la ,resenza di un Master 0ode in -M.
Fi2-0a 7."3 9 $rospetto delle Strutture ( e 0 con suddivisione in elementi )initi.
Be ,ilastrate 1/ 2/ 3/ 4 ,resentano una sezione 2+b2+ cm.
#utte le ,ilastrate ,resentano una continuitH di sezione ed armatura andando dalla
<ase alla cima della struttura. Be armature dei ,ilastri sono ra,,resentate in
0igura *.2&/ ?uelle delle trai in 0igura *.2*/ ?uelle del cordolo in 0igura *.2..
Fi2-0a 7."59 Se'ioni dei pilastri.
Be trai della struttura sono tutte in s,essore con dimensioni +0b2+ cm/ la
dis,osizione dei ferri aria a seconda che si tratti di una sezione di estremitH o di
mezzeria (edi 0igura *.2*!.
Fi2-0a 7."7 9 Se'ioni delle travi: a1 se'ione allCestremit,, :1 se'ione di me''eria.
a1 :1
Fi2-0a 7."8 9 Se'ione del cordolo
Per una isione d;insieme della struttura si eda la 0igura *.21/ ?ui si ,ossono
notare anche la suddiisione in elementi finiti (descritta nel paragra)o &...2! e la
dis,osizione delle masse concentrate (cu<etti erdi!.

a.
1.
Fi2-0a 7."$ 9 a1 Assonometria dello sc%eletro della struttura in c.a.. :1 -odella'ione con il
so)tUare SeismoStruct: suddivisione in elementi )initi adottata ra))ittimento in prossimit, dei
nodi trave#pilastro!, sc%emati''a'ione dei solai con dia)ramma rigido e disposi'ione delle masse
concentrate cu+etti verdi! derivanti dalle masse distri+uite.
L"ni sezione de"li elementi a,,ena descritti 6 stata suddiisa in 400 fi<re secondo
i criteri ri,ortati nel ca,itolo ,recedente.
#rai e ,ilastri im,ie"ati nella modellazione numerica del ,ro<lema a,,arten"ono
tutti alla ti,olo"ia +eam/ in ,articolare alla classe @in)rmA (inelastic )rame! che si
troa nella li<reria interna del so)tUare SeismoStruct.
0ella suddiisone della struttura in elementi finiti 6 stato se"uito un criterio di
numerazione dei nodi e de"li elementi/ in modo da facilitare l;indiiduazione
delle arie entitH nella fase di post#processing dei risultati.
+.3.1.3.1 Parametri modali della 2truttura G
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! adottate in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale/ della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura G (0igura *.2R.aB+Bc, Ta+ella *.1S!.
P'(%)&* +(',U'-.%'/ !-& #)&!0 #!// P'(.'-T!1'/
#o$e Perio$
!nular
+re2uen"3 %n$ivi$ual #o$e .umula4ive #ass
5se"6 5ra$7se"6 U8 U3 Uz U8 U3 Uz
1 1.0785975 5.8253292 20.299 0.009 0.009 20.299 0.009 0.009
2 0.8857885 7.0933246 0.019 86.729 0.029 20.309 86.729 0.029
3 0.8444938 7.4401793 66.579 0.019 0.009 86.879 86.739 0.029
Ta:e**a 7.)9 9 Caratteristic%e modali della Struttura 0.
Parametri 2truttura G
#
S
0.'44493'0
#
]
1.07'+9747
_
S
7.44017934
_
]
+.'2+3292
8 0.7'29++4'2
2
dS
0.0'31+3%33
2
d]
0.10+'73+%4
9
d
1.27322'3%
Ta:e**a 7."#9 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7."%.a 9 0orme modali della struttura (: primo modo di vi+rare

Secono !oo
Fi2-0a 7."%.: 9 0orme modali della struttura (: secondo modo di vi+rare

Te06o !oo
Fi2-0a 7."%.c 9 0orme modali della struttura (: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *.1S si nota che il modo con ma""iore massa ,arteci,ante nella
direzione 8 (?uella da cui ,roiene il sisma! 6 il terzo/ tale modo sem<rere<<e
essere ?uello fondamentale. Da analisi dinamiche solte si 6 ,erK isto che il
com,ortamento della struttura non 6 ?uello descritto dal modo tre/ ma ?uello
descritto dal modo uno/ che ?uindi iene scelto come modo fondamentale se<<ene
a<<ia una massa ,arteci,ante minore ris,etto al modo tre.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8/ ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o. 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -0.'13+3377' -1.%+%94914' -2.12+230'%'
0< (("! -0.0073%23%' -0.01+'+740' -0.020299092
-t (("m! 4.34+'1219 '.473%031+1 10.700327'
Ta:e**a 7.") 9 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.21 en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti
ricaati secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *.1S.
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8, e
<
, 9
d
/ edi Ta+ella *.2D.
+.3.1.3.2 Parametri modali della 2truttura )
Uuesti ,arametri sono di fondamentale im,ortanza ,erchV le analisi di pus%over
0T$! adottate in ?uesta tesi <asano la loro distri<uzione di forze sulla forma
modale fondamentale della struttura. Uui di se"uito erranno ri,ortate le forme
modali ,iJ si"nificatie della struttura ) (0igura *.2S.aB+Bc, Ta+ella *.22!.
P'(%)&* +(',U'-.%'/ !-& #)&!0 #!// P'(.'-T!1'/
#o$e Perio$
!nular
+re2uen"3 %n$ivi$ual #o$e .umula4ive #ass
5se"6 5ra$7se"6 U8 U3 Uz U8 U3 Uz
1 0.7185368 8.7444164 69.999 0.009 0.009 69.999 0.009 0.009
2 0.6861478 9.1571888 0.009 77.989 0.009 69.999 77.989 0.009
3 0.1841654 34.117081 12.679 0.009 0.009 90.639 77.989 0.009
Ta:e**a 7."" 9 Caratteristic%e modali della Struttura 0.
Parametri 2truttura )
#
S
0.7%02+413
#
]
1.140+3473
_
S
'.2%4+'++7
_
]
+.+0'9'202
8 0.%%%+7%923
2
dS
0.07497'%%9
2
d]
0.111''4'93
9
d
1.492222977
Ta:e**a 7."39 $arametri strutturali.

P0i!o !oo
Fi2-0a 7."9.a 9 0orme modali della struttura 0: primo modo di vi+rare

Secono !oo
Fi2-0a 7."9.: 9 0orme modali della struttura 0: secondo modo di vi+rare

Te06o !oo
Fi2-0a 7."9.c 9 0orme modali della struttura 0: ter'o modo di vi+rare.
Dalla Ta+ella *.22 si nota che il modo con ma""iore massa ,arteci,ante nella
direzione 8 (?uella da cui ,roiene il sisma! 6 il terzo/ tale modo sem<rere<<e
essere ?uello fondamentale. Da analisi dinamiche solte si 6 ,erK isto che il
com,ortamento della struttura non 6 ?uello descritto dal modo tre/ ma ?uello
descritto dal modo uno/ che ?uindi iene scelto come modo fondamentale se<<ene
a<<ia una massa ,arteci,ante minore ris,etto al modo tre.
Per tale struttura con eccentricitH fra CR e C- in una sola direzione i modi
fondamentali sono due. :l ,rimo/ in direzione 8, risulta essere un modo acco,,iato
roto-traslazionale/ il secondo/ in direzione <, risulta essere un modo ,uramente
traslazionale.
0ella ,resente tesi si sono oluti ,redire "li effetti di un sisma in direzione 8/ ,er
tale motio il modo fondamentale che 6 stato utilizzato ,er "enerare le
distri<uzioni di forze ,er le analisi di pus%over 6 il ,rimo modo (modo roto-
traslazionale!.
Per determinare le forze da a,,licare al -M ,er effettuare l;analisi/ si 6 ,roceduto
come "iH illustrato nel paragra)o 2.&.
)orze 1z Piano 2z Piano 3z Piano
08 (("! -1.171%%7424 -2.37+4'90%3 -3.04+74+4+2
0< (("! -0.00%17%%02 -0.0133973'% -0.0172449+
-t (("m! 3.4479%%2%4 %.723%%0924 '.4499209++
Ta:e**a 7."59 ?alori delle )or'e applicate al C-
:n Ta+ella *.2& en"ono ri,ortati i alori delle forze e dei momenti torcenti
ricaati secondo ?uanto detto in ,recedenza/ si fa notare che i alori di 08 e 0<
corris,ondono ad un alore di W c 1/ mentre -t corris,onde ad un alore di W c0.
Per determinare lo smorzamento come descritto nel $aragra)o *.2.2 sono stati
scelti i modi 1 e 3 della Ta+ella *.22.
-ome "iH antici,ato nel Capitolo 1.& si ,ossono ricaare ,er o"ni struttura alcuni
,arametri/ dall;analisi modale della struttura attraerso i alori dei ,eriodi e delle
fre?uenze ,ossiamo infatti ricaare 8, e
<
, 9
d
/ edi Ta+ella *.2".
Ca&itolo !I
8. CONFRONTO TRA ANALISI DINAMICHE E ANALISI DI
PUSHOVER
6.' Introdu(ione
:n ?uesto ca,itolo erranno illustrati i risultati delle analisi statiche non lineari di
pus%over e confrontati con i risultati delle analisi dinamiche effettuate sulle
strutture descritte nel ca,itolo ,recedente.
6.) Casi studio
Per analisi statiche di s,inta (pus%over! si 6 ,resa in considerazione la
distri<uzione 0T$ descritta nel secondo ca,itolo/ a cui si rimanda ,er ulteriori
detta"li. #ale distri<uzione di forze statiche 6 il nocciolo centrale del metodo di
pus%over adottato nell;am<ito della ,resente tesiF nel corso di ?uesto ca,itolo
errH mostrato e descritto come tale distri<uzione di forze riesca a ra,,resentare
sia la ris,osta traslazionale che ?uella torsionale della struttura ,reista dalle
analisi dinamiche.
0aturalmente/ un as,etto fondamentale del metodo 6 ,oter definire a ,riori ?uali
alori del coefficiente W adottare in <ase alle caratteristiche strutturali. Per fare ciK
6 necessario troare una correlazione fra i ,arametri strutturali e i coefficienti W.
B;o<iettio della ,resente tesi 6 ?uello di eidenziare tale correlazione
considerando dierse ti,olo"ie strutturali.
Be ris,oste statiche della struttura o""etto di studio che en"ono ri,ortate/ sono
ottenute ,er il ,iJ ,iccolo alore di Load 0actor (B)! che ,orta ,er ,rimo al
ra""iun"imento della condizione limite di deformazione (rottura! in una
?ualun?ue fi<ra di c.l.s. confinato (i
cu
c - 0.003+!.
Iicordiamo che nell;am<ito delle analisi statiche di pus%over i ,arametri di
sollecitazione e s,ostamento (#a"li/ Momento torcenti/ 2,ostamenti e Iotazioni!
crescono in maniera monotona al crescere del Load 0actor (B)!M ,er tale motio
nell;istante (Step! in cui si ra""iun"e la rottura si ra""iun"ono
contem,oraneamente i massimi alori di tutti i ,arametri di ris,osta.
Per le analisi dinamiche della struttura si 6 utilizzato il set di accelero"rammi
artificiali descritto nel terzo ca,itolo/ a cui si rimanda ,er ulteriori detta"li/ tali
forzanti sismiche sono state a,,licate alla <ase della struttura lun"o la sola
direzione 8. 2i sottolinea che o"ni sisma in input ha un alore dierso di Scale
0actor (2)! che ,orta alle condizioni di rottura la struttura.
:n ?uesto ca,itolo erranno ri,ortati dei confronti "lo<ali/a ,aritH di condizioni
limite fra i risultati delle analisi dinamiche IDA e ?uelli di pus%over 0T$.
Per i criteri di confronto adottati si rimanda alla lettura del terzo ca,itolo/ doe
sono ri,ortate in modo esteso le ,ro<lematiche di confronto/ fra analisi statica e
dinamica/ che affli""ono le strutture s,aziali con irre"olaritH di "eometria/ di
ri"idezza e di massa.
:l ,arametro i
c
ra,,resenta la massima deformazione ra""iunta in una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. della struttura. Per T8 si intende il /ase S%ear M cio6 il ta"lio alla
<ase della struttura lun"o la direzione 8/ calcolato sulla <ase delle azioni esterne e
ris,etto ad un sistema di riferimento "lo<ale fisso. Per D8 si intende lo
s,ostamento in direzione 8 del centro di massa -M del terzo ,iano/ ?uello di
sommitH/ mentre ,er R' si intende la rotazione attorno all;asse ' sem,re dello
stesso ,unto.
A differenza di ?uanto accadre<<e in am<ito elastico-lineare/ nel cam,o non-
lineare non i 6 ,iJ un le"ame ,ro,orzionale fra le sollecitazioni in input e i
,arametri di ris,osta in output.
#ale eidenza ,orta all;im,ossi<ilitH di adottare criteri di scaling delle analisi
dinamiche. :n cam,o non-lineare il confronto fra i risultati delle analisi dinamiche
IDA e ?uelli dell;analisi di pus%over non si ,uK <asare su"li istanti della dinamica
D8 C-" ma8 o R' C-" ma8M ,erchV tali istanti non coincidono con l;istante in cui
si ra""iun"e la rottura del c.l.s. confinato/ ne conse"ue che un confronto di ?uesto
ti,o non sare<<e a ,aritH di condizioni/ non sare<<e ?uindi omo"eneo.
Gs,osta tale ,ro<lematica di confronto si 6 deciso di ri,ortare comun?ue/ nei
"rafici di confronto in termini "lo<ali/ il alore dei ,arametri di ris,osta associati
a"li istanti caratteristici suddetti.
-omun?ue ?uando si o,era un confronto locale fra i risultati delle analisi
dinamiche IDA con ?uelli di pus%over si ,rendono in considerazione i soli istanti
a rottura/ ,erchV ?uesti ultimi sono i soli si"nificatii nell;am<ito di un confronto
in cam,o non-lineare
8.".) S+0-++-0a A
8.".).) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura ..1!.
2truttura A (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1% 0.1'
Db $m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc 0
Wc 0.12
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.+0
Wc 0.+1
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.) Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano di
sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e porta
per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura ..1 sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ?uasi tutti "li istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si
troano all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo
com,onente traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura ..1! sono tutti icini e ?uasi allineati con la linea "ri"ia/ la
?uale ra,,resenta il ra""iun"imento della rottura ,er le analisi statiche.
Liamente i 6 ?ualche eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! ,reede a<<astanza <ene la
rottura ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura ..1!/ si ,uK dichiarare che l;analisi di pus%over 0T$ con un
alore di W ,ari a 0.20/ riesce a co"liere sufficientemente <ene le rotazioni e
s,ostamenti che si erificano nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi
dinamiche.
0el "rafico di 0igura ..1 sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! sono contenuti all;interno del cono so,ra descritto ed il loro alore
medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.+1M i ,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti
(trian"oli neri! non sono tutti contenuti all;interno del cono e ,resentano anche
una certa dis,ersione. :l loro ,unto medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.12.
8.".)." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura A (Db - #b!
0
20
40
%0
'0
100
120
140
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1% 0.1' 0.20
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc 0
Wc 0.12
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.+0
Wc 0.+1
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media

Fi2-0a 8.". Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ..2 en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione 8
Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che ?uasi tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
esterni alla zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!/ anche se si nota un loro
a,,iattimento icino alla sommitH della cura ,er W c 0. :l ,unto medio di rottura
delle analisi dinamiche risulta all;interno della zona di "rafico so,ra descritta ed 6
molto icina alla linea di rottura delle analisi di pus%over.
2i ,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica descriono molto <ene il
com,ortamento della struttura e che sarH sem,re ,ossi<ile troare una
distri<uzione di forze statiche di ti,o W che a,,rossimi <ene i ,arametri di ris,osta
ottenuti dalle analisi dinamiche.
8."." S+0-++-0a '
8.".".) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura .."!.
2truttura 4 (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1% 0.1'
Db $m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc 0
Wc 0.19
Wc 0.2+
Wc 0.32
Wc 0.+0
Wc 0.+3
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.3 Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano di
sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e porta
per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura .." sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ?uasi tutti "li istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si
troano all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo
com,onente traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura .."! sono tutti icini alla linea "ri"ia/ la ?uale ra,,resenta il
ra""iun"imento della rottura ,er le analisi statiche. Liamente i 6 ?ualche
eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! ,reede a<<astanza <ene la
rottura ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura .."! si ,uK dichiarare che l;analisi di pus%over 0T$ con un
alore di W ,ari a 0.32/ riesce a co"liere sufficientemente <ene le rotazioni e
s,ostamenti che si erificano nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi
dinamiche.
0el "rafico di 0igura .." sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! sono contenuti all;interno del cono so,ra descritto ed il loro alore
medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.+3M i ,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti
(trian"oli neri! non sono tutti contenuti all;interno del cono e ,resentano anche
una certa dis,ersione. :l loro ,unto medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.19.
8."."." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura 4 (Db - #b!
0
20
40
%0
'0
100
120
140
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1% 0.1'
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc 0
Wc 0.19
Wc 0.2+
Wc 0.32
Wc 0.+0
Wc 0.+3
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media
Fi2-0a 8.5. Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ..& en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione 8
Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che ?uasi tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
interni alla zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :l ,unto medio di
rottura delle analisi dinamiche risulta all;interno della zona di "rafico so,ra
descritta ed 6 molto icina alla linea di rottura delle analisi di pus%over.
2i ,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica descriono molto <ene il
com,ortamento della struttura e che sarH sem,re ,ossi<ile troare una
distri<uzione di forze statiche di ti,o W che a,,rossimi <ene i ,arametri di ris,osta
ottenuti dalle analisi dinamiche.
8.".3 S+0-++-0a C
8.".3.) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura ..*!.
2truttura - (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.03+
0.040
0.00 0.0+ 0.10 0.1+ 0.20 0.2+ 0.30
Db $m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc 0
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.39
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.7 Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano di
sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e porta
per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura ..* sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ?uasi tutti "li istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si
troano all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo
com,onente traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura ..*! sono tutti a<<astanza icini anche se esterni alla linea
"ri"ia/ la ?uale ra,,resenta il ra""iun"imento della rottura ,er le analisi statiche.
Liamente i 6 ?ualche eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! ,reede a<<astanza <ene la
rottura ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura ..*! si ,uK dichiarare che l;analisi di pus%over 0T$ con un
alore di W ,ari a 0.20/ riesce a co"liere sufficientemente <ene le rotazioni e
s,ostamenti che si erificano nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi
dinamiche.
0el "rafico di 0igura ..* sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! sono contenuti all;interno del cono so,ra descritto ed il loro alore
medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.39M i ,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti
(trian"oli neri! non sono tutti contenuti all;interno del cono e ,resentano anche
una certo ra""ru,,amento/ anche se esterni alla linea di rottura delle analisi
statiche. :l loro ,unto medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.20.
8.".3." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura - (Db - #b!
0
+0
100
1+0
200
2+0
0.00 0.0+ 0.10 0.1+ 0.20 0.2+ 0.30
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc 0
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.39
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media
Fi2-0a 8.8. Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ... en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione 8
Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che ?uasi tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
esterni alla zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!/ anche se si nota un loro
a,,iattimento icino alla sommitH della cura ,er W c 0. :l ,unto medio di rottura
delle analisi dinamiche risulta all;esterno della zona di "rafico so,ra descritta.
2i ,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica non descriono molto <ene il
com,ortamento della struttura.
8.".5 S+0-++-0a D
8.".5.) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura ..1!.
2truttura D (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.03+
0.040
0.00 0.0+ 0.10 0.1+ 0.20 0.2+ 0.30
Db$m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc 0
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.27
Wc 0.44
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.$ Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano di
sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e porta
per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura ..1 sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ?uasi tutti "li istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si
troano all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo
com,onente traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura ..1! sono tutti icini ed a<<astanza concentrati anche se
?uasi tutti esterni alla linea "ri"ia/ la ?uale ra,,resenta il ra""iun"imento della
rottura ,er le analisi statiche. Liamente i 6 ?ualche eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! ,reede a<<astanza <ene la
rottura ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura ..1! si ,uK dichiarare che/ anche se esso 6 le""ermente
esterno alla linea di rottura delle statiche/ l;analisi di pus%over 0T$ con un alore
di W ,ari a 0.27/ riesce a co"liere <ene le rotazioni e s,ostamenti che si erificano
nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi dinamiche.
0el "rafico di 0igura ..1 sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! sono contenuti all;interno del cono so,ra descritto anche se con una
certa dis,ersione/ ed il loro alore medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.44M i
,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti (trian"oli neri! sono ?uasi tutti contenuti
all;interno del cono senza ,resentare una certa dis,ersione. :l loro ,unto medio 6
colto da un alore di W ,ari a 0.20.
8.".5." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura D (Db - #b!
0
+0
100
1+0
200
2+0
300
0.00 0.0+ 0.10 0.1+ 0.20 0.2+ 0.30
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc 0
Wc 0.20
Wc 0.2+
Wc 0.27
Wc 0.44
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media

Fi2-0a 8.%. Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ..R en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione 8
Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che ?uasi tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
esterni alla zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :l ,unto medio di
rottura delle analisi dinamiche risulta all;esterno della zona di "rafico so,ra
descritta.
2i ,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica non descriono molto <ene il
com,ortamento della struttura.
8.".7 S+0-++-0a E
8.".7.) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura ..S!.
2truttura G (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.03+
0.040
0.04+
0.0+0
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1%
Db $m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc -0.1'
Wc -0.1%
Wc 0
Wc 0.2+
Wc 0.40
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.9 Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano di
sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e porta
per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura ..S sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ,ochi istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si troano
all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale! e/ anche se come limite
inferiore del cono si assume la linea erde (W c -0.1'/ com,onente roto-
traslazionale!/ notiamo che molti ,unti riman"ono u"ualmente fuori. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura ..S! ,resentano una certa dis,ersione anche se si ,uK notare
una loro distri<uzione lun"o la linea "ri"ia/ la ?uale ra,,resenta il ra""iun"imento
della rottura ,er le analisi statiche. Liamente i 6 ?ualche eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! ,reede a<<astanza <ene la
rottura ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura ..S!/ si ,uK notare che esso 6 ,raticamente sulla linea di
rottura delle analisi statiche. 2i ,uK dichiarare che l;analisi di pus%over 0T$ con
un alore di W ,ari -0.1'/ riesce a co"liere sufficientemente <ene le rotazioni e
s,ostamenti che si erificano nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi
dinamiche.
0el "rafico di 0igura ..S sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! sono contenuti/ anche se con una certa dis,ersione/ all;interno del
cono so,ra descritto ed il loro alore medio 6 colto da un alore di W ,ari a 0.40M i
,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti (trian"oli neri! non sono tutti contenuti
all;interno del cono e ,resentano anche una certa dis,ersione. :l loro ,unto medio
6 colto da un alore di W ,ari a -0.1%.
8.".7." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura G (Db - #b!
0
20
40
%0
'0
100
120
140
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14 0.1%
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc -0.1'
Wc -0.1%
Wc 0
Wc 0.2+
Wc 0.40
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media
Fi2-0a 8.)# Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ..1D en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione
8 Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che ?uasi tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
esterni alla zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale! e/ anche se come limite
inferiore del cono si assume la linea erde (W c -0.1'/ com,onente roto-
traslazionale!/ notiamo che molti ,unti riman"ono u"ualmente fuori/ anche se si
nota un loro a,,iattimento icino alla sommitH della cura ,er W c 0. :l ,unto
medio di rottura delle analisi dinamiche risulta all;esterno della zona di "rafico
so,ra descritta anche se a<<astanza icino alla linea corris,ondente a W c -0.1%. 2i
,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica non descriono molto <ene il
com,ortamento della struttura.
8.".8 S+0-++-0a F
8.".8.) Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& ia20a!!i 0o+a6ione - s3os+a!en+i
0ell;am<ito del ,resente ,ara"rafo la ris,osta dinamica lineare della struttura
iene ra,,resentata in termini di cure di isteresi del ti,o 2,ostamento lun"o 8 Es
Iotazione attorno a ' del centro di massa del ,iano di sommitH (edi 0igura ..11!.
2truttura ) (Db - Iz!
0.000
0.00+
0.010
0.01+
0.020
0.02+
0.030
0.03+
0.040
0.04+
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14
Db $m&
I
z

$
I
a
d
&
Wc -0.0+
Wc 0
Wc 0.10
Wc 0.2+
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.'0
Wc 0.90
Wc 1
icu PL
Smab din
Smab din media
]mab din
]mab din media
icu din
icu din media
Fi2-0a 8.)) Rela'ione spostamento massimo e rota'ione massima del centro di massa del piano
di sommit, ottenuta dalle analisi di pus%over e dalle analisi dinamic%e IDA ri)eriti allo S0 c%e
porta per primo alla rottura delle )i+re di c.l.s. con)inato
:n 0igura ..11 sono ri,ortati i risultati delle analisi di pus%over al ariare del
,arametro W/ in sora,,osizione sono "raficati "li istanti caratteristici delle analisi
dinamiche IDA riferiti allo 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura di una ?ualun?ue
fi<ra di c.l.s. confinato della struttura.
:n tale "rafico i risultati delle analisi dinamiche sono suddiisi in tre "ru,,iF a!
istante di massimo s,ostamento del centro di massa di sommitH (trian"oli neri!/ <!
istante di massima rotazione del centro di massa di sommitH (croci nere!/ c! istante
a rottura (,untini neri!. :n nero marcato sono ri,ortati i alori medi (<aricentro! di
o"ni "ru,,o/ i ,unti in rosso ra,,resentano la rottura ,er il pus%over.
2i nota che ?uasi tutti "li istanti di rottura delle analisi dinamiche (,unti neri! si
troano all;interno del cono delimitato dalle rette di colore <lu (W c 0/ solo
com,onente traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!. :noltre i
,unti ra,,resentatii del ra""iun"imento della rottura nelle analisi dinamiche
(,unti neri in 0igura ..11! ,resentano una noteole dis,ersione e sono distanti
dalla linea "ri"ia/ la ?uale ra,,resenta il ra""iun"imento della rottura ,er le
analisi statiche . Liamente i 6 ?ualche eccezione.
#ale circostanza ,orta a concludere che la rottura ,reista dalle analisi di
pus%over (in termini di s,ostamento e rotazione! tende a sorastimare la rottura
ra""iunta secondo le analisi dinamiche.
Lsserando l;istante a rottura medio delle dodici analisi dinamiche (tondino nero
in "rassetto in 0igura ..11! si ,uK dichiarare che l;analisi di pus%over 0T$ con
un alore di W ,ari a 0.10/ riesce a co"liere sufficientemente <ene le rotazioni e
s,ostamenti che si erificano nell;istante di rottura ,reisto dalle analisi
dinamiche.
0el "rafico di 0igura ..11 sono stati ri,ortati altri due istanti caratteristici delle
analisi dinamiche/ oltre all;instante di rottura a,,ena descritto.
#ali istanti caratteristici di rilieo sonoF l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento del centro di massa del ,iano di sommitH (D8/ trian"olo nero! e
l;istante in cui si ra""iun"e la massima rotazione del centro di massa del ,iano di
sommitH (R'/ croce nera!. 2i ,uK notare che i ,unti corris,ondenti alle rotazioni
(croci nere! non sono tutti contenuti all;interno del cono so,ra descritto
,resentando inoltre una noteole dis,ersione/ il loro alore medio 6 comun?ue
colto da un alore di W ,ari a 0.'0M i ,unti corris,ondenti a"li s,ostamenti
(trian"oli neri! non sono tutti contenuti all;interno del cono e ,resentano una certa
dis,ersione anche se minore ris,etto alle rotazioni ed alle rotture. :l loro ,unto
medio 6 colto da un alore di W ,ari a -0.0+.
8.".8." Con;0on+i in +e0!ini 2*o:a*i& *e c-0.e i ca3aci+?
0el ,resente ,ara"rafo si ri,ortano le cure di ca,acitH delle analisi di pus%over
0T$/ in sora,,osizione sono ri,ortati (in forma ,untuale! "li istanti caratteristici
di rottura delle dodici analisi dinamiche e la loro media.
2truttura ) (Db - #b!
0
20
40
%0
'0
100
120
0.00 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.10 0.12 0.14
Db $m&
#
b

$
(
0
&
Wc -0.0+
Wc 0
Wc 0.10
Wc 0.2+
Wc 0.+0
Wc 0.7+
Wc 0.'0
Wc 0.9
Wc 1
icu PL
icu sisma
icu sisma media
Fi2-0a 8.)" Taglio alla +ase lungo 8 ?s Spostamento lungo 8 del centro di massa del piano di
sommit,W i sim+oli riportano i risultati delle analisi IDA ri)erite a quello S0 c%e porta per primo
la struttura nelle condi'ioni di rottura.
-ome nei "rafici ,recedenti/ i ,unti associati alle analisi IDA si riferiscono alle
analisi dinamiche con il alore di 2) che ,orta ,er ,rimo alla rottura del c.l.s.
confinato (i
cu
c - 0.003+!.
0el "rafico di 0igura ..12 en"ono ra,,resentati il #a"lio alla 4ase in direzione
8 Es 2,ostamento in dir. 8 del centro di massa del ,iano di sommitH.
2i ,uK notare che non tutti i ,unti di rottura delle analisi dinamiche si troano
all;interno della zona delimitata dalle cure di colore <lu (W c 0/ solo com,onente
traslazionale! e nero (W c 1/ solo com,onente rotazionale!/ si ossera una loro
dis,ersione. :l ,unto medio di rottura delle analisi dinamiche risulta all;interno
della zona di "rafico so,ra descritta anche se non molto icina alla linea di rottura
delle analisi di pus%over.
2i ,uK ?uindi dire che le cure dell;analisi statica descriono a<<astanza <ene il
com,ortamento della struttura e che sarH sem,re ,ossi<ile troare una
distri<uzione di forze statiche di ti,o W che a,,rossimi <ene i ,arametri di ris,osta
ottenuti dalle analisi dinamiche.
8.".$ Osse0.a6ioni
Dai ari dia"rammi rotazione C s,ostamenti si ,uK notare che con le escursioni in
cam,o non lineare "li effetti torsionali tendono a diminuire arriando ad aere un
com,ortamento ,realentemente traslazionale. Uuesto com,ortamento lo si nota
osserando la ,osizione dei alori medi di rottura e s,ostamento delle analisi
dinamiche/ che tendono ad essere molto icini. #utto ciK eidenzia ?uindi una
tendenza del CR ad aicinarsi al C-.
6.+ $a&&orti tra &arametri strutturali
8.3.) Pa0a!e+0i s+0-++-0a*i
-ome "iH descritto alla fine del ,rimo ca,itolo/ sono diersi i ,arametri adottati in
letteratura ,er alutare l;im,ortanza de"li effetti torsionali sul com,ortamento
strutturale. :n ,articolare si ,uK fare uso dell;eccentricitH
e
8
8
D
(
e
/
e
<
<
D
(
e
e dei ,arametri


c
A
A
C-

m
/



! (
! (


T S
T S
d
d
d

Uuesti ,arametri sono stati calcolati ,er o"ni struttura esaminata (edi Ta+ella
..1!/ al fine di troare eentuali relazioni che li le"hino.
0elle fi"ure che se"uono ,er "amma si intende 8/ mentre ,er si"mad si intende 9
d
.
:, { De G7 e7
2truttura A
111+0''.%7
2
4.2031143%
2
14.+%001+2
+ 0.+7 0.03914'311
2truttura 4
10+'2+'.'3
2 4.094%091'
14.1'41422
7 1.13 0.079%%%432
2truttura -
11+990+.%7
7
4.20+9%223
3
14.+%9''0+
% 0.+7 0.039121'03
2truttura D
110+++'.72
1
4.10%24+7%
+
14.2244+2+
9 1.13 0.079440%%7
2truttura G
30+'24.933
% 2.974399%3
10.303%22+
% 1.13 0.0++320349
2truttura )
272'7%.414
2 2.'09%0'92
9.73277079
9 0.+7 0.11%102%01
Ta:e**a 8.). $arametri strutturali.
_
]
_
S
8 2
d]
2
dS
9
d
2truttura A 7.+'%3%1%4 %.2%7972%4
1.2103373'
9
0.0'1+7443
9
0.09'4'097
' 0.'2'32%'+9
2truttura 4 '.14'19'49 %.0012'494
1.3+774231
2
0.07%03247
3
0.102'0433
3 0.739+'4321
2truttura -
11.+2%3'00
% 9.02921+32
1.27%+%497
'
0.0+41032%
7
0.0%'7311%
% 0.7'71722+%
2truttura D
12.203'7'%
7 '.74441%39
1.39+%19+7
3
0.0+11%742
1
0.07093042
2 0.721374'31
2truttura G +.'2+3292 7.44017934
0.7'29++4'
2
0.10+'73+%
4
0.0'31+3%3
3 1.27322'3%
2truttura ) +.+0'9'202 '.2%4+'++7
0.%%%+7%92
3
0.111''4'9
3
0.07497'%%
9 1.492222977
Ta:e**a 8.". $arametri strutturali.
"amma - e7
0
0.02
0.04
0.0%
0.0'
0.1
0.12
0.14
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
"amma
e
7
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)3. @ra)ico P#e<.
si"ma d - e7
0
0.02
0.04
0.0%
0.0'
0.1
0.12
0.14
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
si"ma d
e
7
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)5. @ra)ico Qd#e<.
si"ma d - "amma
0
0.2
0.4
0.%
0.'
1
1.2
1.4
1.%
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
si"ma d
"
a
m
m
a
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)7. @ra)ico Qd#P.
Analizzando i alori dei ,arametri delle Ta+elle ..1 e ..2 ra,,resentati nei "rafici
delle 0igure ..1"#..1*/ si ,ossono fare dierse osserazioni. 2i riscontra/ ed era
,reedi<ile/ la correlazione tra 9
d
e 8 essendo ?uesti ,arametri direttamente
di,endenti dai modi di i<rare della struttura/ dalle 0igure ..1"/ ..1&/ si ,uK
notare che/ mentre ,er le co,,ie di strutture A>4 e ->D/ doe ricordiamo che A
differenzia da 4 solo ,er l;eccentricitH minore tra C- da CR e/ che lo stesso
discorso ale anche ,er - e D/ i com,ortamenti sono analo"hi/ ,er la co,,ia di
strutture G ed )/ con G che differenzia da ) solo ,er l;eccentricitH/ il
com,ortamento 6 dierso da ?uello delle ,recedenti co,,ie/ anche se la ariazione
del ,arametro { 6 analo"a ,er tutte le co,,ie di strutture/ esso infatti diminuisce
all;aumentare dell;eccentricitH dello stesso ti,o di struttura(edi Ta+ella ..1!.
Uuesto sta ad indicare che/ con o"ni ,ro<a<ilitH/ i ,arametri utilizzati non sono
sufficienti ,er descriere le caratteristiche roto-traslazionali delle strutture.
8.3." Co00e*a6ione ;0a i* coe;;icien+e > e i 3a0a!e+0i s+0-++-0a*i
Uui di se"uito erranno ri,ortati i "rafici in cui si sono messi in relazione i
,arametri 8, 9
d
, e
<
descritti alla fine del ,rimo ca,itolo i cui alori ,er le arie
strutture sono ri,ortati nelle Ta+elle ..1 e ..2 ed i alori di W di o"ni analisi
statica. 0ei "rafici che se"uiranno erranno indicati con <etaI/ <etaD/ <etaGcu
ris,ettiamente i alori di W con cui en"ono colti i alori medi delle analisi
dinamiche ,er ?uanto ri"uarda le rotazioni/ "li s,ostamenti e le rotture.
si"ma d - <eta I
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
si"ma d
<
e
t
a

I
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)8. @ra)ico Qd#3R.
"amma - <eta I
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
"amma
<
e
t
a

I
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)$. @ra)ico P#3R.
e7 - <eta I
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0.9
0 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.1 0.12 0.14
e7
<
e
t
a

I
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)%. @ra)ico e<#3R.
si"ma d - <eta D
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0.9
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
si"ma d
<
e
t
a

D
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8.)9. @ra)ico Qd#3D.
"amma - <eta D
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0.9
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
"amma
<
e
t
a

D
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8."#. @ra)ico P#3D.
e7 - <eta D
-0.2+
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0.9
0 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.1 0.12 0.14
e7
<
e
t
a

D
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8."). @ra)ico e<#3D.
si"ma d - <eta Gcu
-0.2
-0.1+
-0.1
-0.0+
0
0.0+
0.1
0.1+
0.2
0.2+
0.3
0.3+
0.4
0.4+
0.+
0.++
0.%
0.%+
0.7
0.7+
0.'
0.'+
0.9
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
si"ma d
<
e
t
a

G
c
u
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8."". @ra)ico e<#3[cu.
"amma - <eta Gcu
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0.3
0.3+
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0.%
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0.9
0 0.2 0.4 0.% 0.' 1 1.2 1.4 1.%
"amma
<
e
t
a

G
c
u
2truttura A
2truttura 4
2truttura -
2truttura D
2truttura G
2truttura )
Fi2-0a 8."3. @ra)ico e<# 3[cu.
e7 - <eta Gcu
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0 0.02 0.04 0.0% 0.0' 0.1 0.12 0.14
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2truttura 4
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2truttura D
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Fi2-0a 8."5. @ra)ico e<# 3[cu.
2truttura W] WS Wicu
A 0.+1 0.12 0.2
4 0.+3 0.19 0.32
- 0.39 0.2 0.2
D 0.44 0.2 0.27
G 0.4 -0.1% -0.1'
) 0.' -0.0+ 0.1
Ta:e**a 8.3. ?alori di 3 delle strutture.
Lsserando i "rafici (edi 0igure ..1.#..2&!/ si ,uK notare che la ,osizione dei
,unti corris,ondenti alle arie strutture studiate ri,resenta/ come nel ,unto %.3.1/
una differenziazione tra il ,osizionamento dei ,unti delle co,,ie A>4 e ->D
ris,etto ai ,unti della co,,ia G>)/ che inece risultano aere una certa dis,ersione.
2em<ra comun?ue ,ossi<ile descriere l;andamento del coefficiente W in funzione
di uno de"li altri ,arametri. #uttaia/ essendo esi"uo il numero delle strutture
studiate/ considerando che sono stati ,resi come forzante dodici sismi artificiali/
?uindi con caratteristiche dierse dai sismi naturali/ ricordando inoltre ?uanto
detto al ,unto %.3.1 circa l;insufficienza dei ,arametri ,resi in considerazione ,er
descriere le caratteristiche roto-traslazionali delle strutture/ non si ,uK ancora
affermare con certezza nV l;esistenza nV il ti,o della relazione tra i coefficienti W
ed i ,arametri citati in ,recedenza.
$. CONCLUSIONI

0ell;am<ito della ,resente tesi sono state condotte analisi statiche e dinamiche
non lineari su sei telai s,aziali di tre ,iani/ sotto,osti ad azione di ti,o sismicoM
?uesti differiscono ,er il alore di eccentricitH/ insistente lun"o una sola direzione/
fra il centro di massa C
-
e il centro di ri"idezza C
R
.
B;eccentricitH non 6 molto accentuata ,er le strutture A e -/ 6 a<<astanza
accentuata ,er le strutture 4 e D/ mentre 6 a<<astanza forte ,er le strutture G ed ).
B;azione sismica 6 stata assunta a"ente in un;unica direzione/ oero orto"onale a
?uella doe si ,resenta l;eccentricitH suddetta.
#ale assunzione fa si che la forzante sismica inneschi sulla struttura de"li effetti
torsionali/ con il conse"uente silu,,o di forze e co,,ie d;inerzia a liello dei
sin"oli ,ianiM tali azioni determinano una roto-traslazione dei ,iani stessi.
Ba rotazione di ,iano 6 risultata accentuata anche dalla eleata flessi<ilitH
torsionale caratteristica delle strutture inda"ate/ s,ecialmente ,er ?uanto ri"uarda
G ed ).
Ba ris,osta dinamica roto-traslazionale/ caratteristica delle strutture s,aziali
irre"olari/ "eneralmente non era ,reedi<ile con analisi statiche di s,inta laterale
(pus%over! del ti,o @classicheA/ in ?uanto ?ueste non consideraano
l;a,,licazione di co,,ie torsionali a liello dei sin"oli ,iani.
Analisi di pus%over di ?uesto ti,olo"ia/ ordinariamente utilizzate ,er l;analisi di
strutture ,iane/ sottostimano infatti le effettie rotazioni massime che si
ra""iun"ono ,er effetto delle azioni torsionali indotte dal sisma. Per tale motio/
nell;am<ito della ,resente tesi/ 6 stato ,ro,osto un metodo di analisi di pus%over
in "rado di a,,licare/ oltre alla forze traslazionali/ anche delle forze rotazionali di
,iano. Uuesta scelta ha reso ,ossi<ile la descrizione/ tramite un metodo di analisi
statico/ delle forze d;inerzia torsionali che si innescano a se"uito de"li effetti
dinamici indotti dall;azione sismica.
2ulla <ase delle analisi dinamiche solte sui sei casi studio si 6 isto che "li effetti
torsionali ,ortano ad aere una non coincidenza de"li istanti di tem,o in cui si
ra""iun"e il massimo alore di un ,arametro di ris,osta della strutturaF ad
esem,io l;istante di tem,o dell;analisi dinamica in cui si ra""iun"e la massima
rotazione di ,iano non coincide con l;istante in cui si ra""iun"e il massimo
s,ostamento. -iK com,orta una differente deformata strutturale/ e di conse"uenza
dierse sollecitazioni/ nei due istanti di tem,o caratteristici a,,ena descritti.
Ba non coincidenza dei diersi istanti di tem,o caratteristici/ e di conse"uenza
delle deformate strutturali associate/ 6 ,eculiare delle sole analisi dinamiche.
0el cam,o delle analisi di pus%over tutti i ,arametri di ris,osta della struttura
(s,ostamenti e sollecitazioni! crescono in maniera monotona con l;incremento del
molti,licatore dei carichi/ ,er tale motio tutti i alori massimi dei ,arametri di
ris,osta della struttura si troano nello stesso istante/ e ?uindi nella medesima
confi"urazione deformata.
Da ?uanto a,,ena detto deria l;im,ossi<ilitH di co"liere/ con una sin"ola analisi
di pus%over/ le due confi"urazioni deformate limite di massimo s,ostamento e
massima rotazione di ,iano/ le ?uali risultano essere le ,iJ critiche ,er l;inte"ritH
della struttura.
Da ciK 6 nata l;idea di adottare una distri<uzione di forze orizzontali e di co,,ie
torcenti che fosse in "rado di co"liere/ al ariare di un ,arametro/ i diersi as,etti
dinamici di una struttura s,aziale irre"olare.
Uueste considerazioni hanno ,ortato alla definizione del metodo di analisi di
pus%over ,ro,osto nell;am<ito della ,resente tesiF l;analisi di 0orceBTorque
$us%over (0T$!.
#ale metodo di analisi ,arte da una distri<uzione di forze ,ro,orzionali al modo di
i<rare fondamentale della struttura/ ,er ,oi scom,orre il sistema di forze in due
com,onenti ,uramente traslazionali ed una ,uramente torsionale.
:l ,arametro W utilizzato ,ermette di ariare il ,eso della com,onente torsionale su
?uella traslazionale.
Per W c 1 si troa la condizione limite di struttura sollecitata da sole co,,ie
torcenti/ ,er W c 0 si ha inece l;altro caso limite/ oero ?uello di struttura
sollecitata da sole forze traslazionaliM tutti "li altri alori intermedi del ,eso W
identificano situazioni in cui interen"ono sia forze traslazionali che co,,ie
torcenti.
Per alori ne"atii di W riscontrati durante lo sol"imento di ?uesta tesi/ si troa
una condizione ,articolare di sollecitazione della struttura/ sotto,osta a forze
traslazionali su,eriori a ?uelle con W c 0 e forze torcenti di se"no o,,osto/ che
tendono a contrastare l;effetto torsionale delle forze orizzontali fino a far ariare il
se"no della rotazione/ com,ortamento riscontrato anche da osserazioni accurate
delle analisi dinamiche. :l metodo di analisi statica a,,ena ,ro,osto 6 stato
a,,licato ai casi studio con risultati diersiF ,er le strutture A/ 4/ G ed ) i risultati
ottenuti/ oero la ris,osta strutturale deriata dalle analisi statiche/ sono molto
simili o coincidenti con ?uelli dedotti dalle analisi dinamiche assunte come
termini di ,ara"one ,er alutare l;accuratezza delle analisi di pus%over/ anche se/
,er la struttura G/ il ta"lio alla <ase risulta essere sottostimato come ,er la - e la
DM di ?ueste ultime i risultati non col"ono ,ienamente il com,ortamento delle
analisi dinamiche i cui alori medi ricadono all;esterno della linea di rottura delle
statiche.
-on l;analisi di pus%over ,ro,osta si 6 tuttaia riusciti a descriere/ al ariare di W/
i diersi as,etti dinamici delle sei strutture o""etto di studio.
:n ,articolare en"ono <en descritti "li as,etti traslazionali e torsionali ricaati
da"li istanti dell;analisi dinamica in cui si ra""iun"e il massimo s,ostamento e la
massima rotazione di ,iano.
B;as,etto ,iJ im,ortante del metodo di analisi di pus%over ,ro,osto consiste nella
,ossi<ilitH di descriere/ al ariare del ,eso W/ le dierse deformate strutturali (e
relatie sollecitazioni! che si erificano nei diersi istanti di tem,o caratteristici
delle analisi dinamiche (ra""iun"imento della deformazione limite nel c.l.s./ i
cu
M
massimo s,ostamento di ,iano/ massima rotazione di ,iano/ massimo ta"lio alla
<ase!
Ba descrizione dei diersi com,ortamenti dinamici delle strutture s,aziali
irre"olari si 6 isto essere "arantita dalla ,ossi<ilitH di sol"ere analisi di
pus%over con l;a,,licazione di co,,ie torsionali oltre alle forze traslazionali/
,ermettendo una mi"liore descrizione del com,ortamento roto-traslazionale della
stessa.
-onstatata la ,ossi<ilitH di ,reedere/ con un;analisi statica di pus%over/ "li effetti
roto-traslazionali eidenziati dall;analisi dinamica rimane ora da com,rendere
?uale sia il alore del ,eso W da im,ie"are ,er descriere le dierse deformate
associate ai diersi istanti caratteristici delle analisi dinamiche.
:n ,articolare i sarH un alore di W adatto a descriere il com,ortamento
torsionale/ oero le massime rotazioni di ,iano che si ra""iun"ono ,er effetto del
sisma/ un altro alore di W idoneo a descriere il com,ortamento traslazionale
(massimi s,ostamenti di ,iano! e/ infine/ un W ade"uato ,er la descrizione della
deformata associata all;istante dell;analisi dinamica in cui si ra""iun"e la
deformazione limite del c.l.s.
2i ,uK inoltre notare dai risultati delle dinamiche/ ,er esattezza osserando la
,osizione dei alori medi di rottura e s,ostamento/ che con le escursioni in cam,o
non lineare si ha ,realentemente com,ortamento traslazionale.
2i 6 isto come ?uesti alori del ,arametro W/ adatti a co"liere i diersi as,etti del
,ro<lema/ cam<ino al ariare della struttura ,resa in considerazione. :n ,articolare
al ariare di ,arametri ?uale l;eccentricitH fra C- e CR/ ma anche in funzione del
ra,,orto fra ri"idezza torsionale e ri"idezza traslazionale della struttura.
Per ,oter me"lio co"liere una eentuale di,endenza di W dai ,arametri strutturali
so,ra citati/ si 6 ,roceduto ,rima a calcolare tali ,arametri ,er o"ni struttura
cercando eentuali relazioni tra "li stessi/ ,oi si 6 ,roceduto a relazionarli con i
alori di W. Da ?uesti confronti si 6 dedotto che i ,arametri utilizzati forse non
sono sufficienti a descriere il com,ortamento roto-traslazionale delle strutture e
che un colle"amento con 8 forse 6 ,ossi<ile/ anche se 6 ancora ,rematuro
sta<ilirlo isto l;esi"uo numero di strutture studiate e la ti,olo"ia/ oltre la ?uantitH/
di sismi utilizzati nelle analisi dinamiche/ infatti sismi di ti,o differente/ ,er
esem,io i naturali/ ,otre<<ero anche dare risultati diersi.
#ale inda"ine ,otre<<e eidenziare me"lio il trend del ,eso W adatto a descriere
un certo ti,o di com,ortamento della struttura in funzione dell;eccentricitH e del
ra,,orto di ri"idezze suddetto.
Iiassumendo 6 ,ossi<ile affermare che il metodo di analisi di pus%over ,ro,osto
nell;am<ito della ,resente tesi riesce a descriere tutti i com,ortamenti ,reisti
dalle analisi dinamicheM in assenza di un;am,ia cam,a"na inesti"atia ,erK non 6
,ossi<ile definire ancora/ a ,riori/ alori del ,arametro W atti a descriere i diersi
com,ortamenti dinamici di una "enerica struttura s,aziale con una data "eometria/
eccentricitH e ri"idezza torsionale.
=n ,ossi<ile ,erfezionamento del metodo ,ro,osto deriere<<e dal considerare
anche la com<inazione di ,iJ forme modali della struttura/ e non solo ?uella
fondamentale come 6 stato fatto nell;am<ito della ,resente tesi.
%. 'I'LIOGRAFIA
Be idee mi"liori sono ,ro,rietH di tutti.

Lucio Anneo Seneca

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9.I !iei 3iC sen+i+i 0in20a6ia!en+i

Ai miei "enitori Pros,ero e :rene ,er aermi messo al mondo/ ,otendo


cosO conoscere ciK che esso ha da offrire/ ,er aermi dato la ,ossi<ilitH
si studiare/ ,er aermi lasciato sce"liere/ ,er essermi stati sem,re
icini nei momenti di difficoltH/ "razie di cuore.
A mia sorella 2ilia ,er essermi sem,re stata icina e ,er l;aiuto che
mi ha sem,re dato anche nello studio/ "razie di cuore.
A mio co"nato 2tefano e mio ni,ote )ili,,o/ "razie di tutto anche a
loro.
Al Professore :n". Marco 2aoia ,er aermi dato l;o,,ortunitH di
conoscere un ar"omento molto interessante ed innoatio/
sicuramente im,ortante ,er la mia futura ,rofessione.
Al Dott. :n". 4ar<ara )erracuti ,er l;aiuto dato in tutte le fasi di
sol"imento di ?uesta tesi/ dall;illustrazione del ,ro<lema fino alla
reisione della tesi.
All;:n". Maurizio 2er,ieri ,er il ,rezioso aiuto dato in o"ni momento/
s,ecialmente in ?uelli ,iJ difficili.
Ai miei amici ,er la com,a"nia e il diertimento che mi hanno sem,re
offerto/ adesso inizierK a laorare anche io N.. forse ~
Ad Alle .. e alla trae del 12.
A Me 2tesso ,er aerci sem,re messo im,e"no e sacrificio/ ,er non
aer mai mollato neanche di fronte alle difficoltH ,iJ "rosse/ "razie.
A tutti coloro che mi hanno aiutato e incora""iato.