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Capacity SUD

Linea A.2 - PROGETTARE


LABORATORIO SMARTPUGLIA

Il progetto Capacity SUD,
finanziato dal Programma
Operativo Nazionale "Governance e
Azioni di Sistema" (PON GAS),
ha la finalit di migliorare la capacit istituzionale
delle amministrazioni delle Regioni
dellObiettivo Convergenza supportandole
nella programmazione di interventi che rispondano
alle loro esigenze prioritarie e nel rafforzamento
delle competenze necessarie per la loro efficace attuazione.
La Capacit Istituzionale, Asse del Programma,
oltre a fornire un supporto strategicoper una gestione
maggiormente efficiente dei Programmi Operativi,
assume un rilievo fondamentale in prospettiva
della programmazione comunitaria nel quadro di Europa 2020.
La Linea A.2 di Capacity SUD, denominata PROGETTARE,
propone attivit di sviluppo delle capacit delle persone
impegnate nelle Amministrazioni a progettare
strategie della futura programmazione,
interventi su politiche e servizi pubblici,
azioni di miglioramento
organizzativo e gestionale
del ciclo delle politiche.
Lo scenario
di riferimento
del Laboratorio costituito in parte
dalle politiche regionali di innovazione finora
realizzate, in parte dalle prospettive
della nuova programmazione.
Lidea forza che lo muove quella dellintegrazione,
tra gli attori delle politiche e le strutture organizzative che le
realizzano, per acquisire strumenti utili ad una progettazione di
qualit. Le metodologie proposte serviranno a mettere
insieme le voci dei vari attori:
non solo quelle dellAmministrazione,
ma anche quelle degli stakeholder dei territori,
portatori di competenze che andranno ad arricchire
strategie e policy design.
Il Laboratorio vede nel suo sviluppo diverse fasi:
eventi allargati, momenti di progettazione pi ristretti,
focus group, workshop e costruisce il suo percorso
con gli stessi partecipanti.
Le attivit,
nella Linea di Progetto,
promuovono processi collaborativi,
che includono nella progettazione diversi attori
e si realizzano con metodologie partecipative.
In particolare, PROGETTARE si articola in 2 azioni: sviluppo della
cultura del PCM (Linea A.2.1- Progettare le politiche) e Progetti
mirati per il miglioramento del ciclo di programmazione e di
gestione (Linea A.2.2 Progettare lo sviluppo organizzativo).
Formez PA nellambito della linea Progettare le politiche
ha organizzato, con la Regione Puglia, e in particolare con
lArea Politiche per lo Sviluppo economico, il Lavoro e
lInnovazione e il Servizio Ricerca Industriale
e Innovazione, il Laboratorio Smartpuglia, con
lobiettivo di far emergere proposte concrete e utilizzabili
da chi, allinterno della Regione, chiamato a dare
seguito alla programmazione della Smart
Specializationprevista nel nuovo ciclo di
programmazione 2014-2020.
Ma ci che mi
preme affermare questo:
il Laboratorio SmartPuglia
lespressione concreta
- fatta di una comunit intelligente al lavoro da mesi -
di come la capacit istituzionale
si possa concretizzare nelloperosit dello scambio
e nella costruzione, non lineare talvolta complicata,
sempre ricca di un pensiero comune
perch condiviso e reso esplicito.
Lo scopo del Progetto Capacity Sud
si incontrato con quello del Servizio Ricerca
Industriale e Innovazione della Regione Puglia
e ha dato vita ad una esperienza professionale
e umana, sulla quale continuare a investire
e lavorare con seriet,
slancio e creativit.
Elena Tropeano
Responsabile della Linea A.2
Progetto Capacity SUD
Vorrei dire
una sola cosa
per esprimere il senso
e lo spazio che ha
il Laboratorio SmartPuglia
allinterno del Progetto Capacity SUD:
che si trattato
di un incontro prezioso fra persone,
proiezioni nel futuro,
modalit di pensare e operare.
Potrei fare discorsi di rito
sulla Capacit Istituzionale
quale missione del Formez,
sulla programmazione regionale
e sullo sviluppo
delle competenze.

I
Smart Regional Innovation Meeting
1.1
6 Smart Regional Innovation Meeting:
caratteristiche del workshop
1.2
8 Le domande come spunto per la discussione
1.3
12 Verso un lessico comune dellinnovazione
1.4
14 Verso le priorit del laboratorio Smartpuglia

II
Strategia Europa 2020:
un approccio discontinuo e concreto per
programmare i nuovi fondi strutturali
2.1
Lavvio dei lavori: lo scenario di riferimento
18
2.2
Il Contratto di Partenariato
20
2.3
La complessit e la matrice
22
III
Incontro di Autovalutazione
3.1
Lavvio dei lavori 38
3.2
Fase 1. Autovalutazioni individuali, interpersonali,
dellattitudine del territorio allinnovazione 42

3.3
Fase 2. Innovation Union. La Bussola dellInnovazione 44
3.4
Fase 3. Dallautovalutazione al miglioramento
e innovazione continui 54


2.4
Il principio della concentrazione:
finalizzare e integrare
24
2.5
Il territorio e la partnership
26
2.6
Il PAC, la piattaforma
per lo sviluppo
urbano, il partenariato
28
2.7
Le condizionalit
ex ante
30
2.8
Il Position Paper dei Servizi
della Commissione
e il documento
di Fabrizio
Barca
32
indice

.
CREDITI
57
Laboratorio
Smartpuglia
Smart Regional Innovation Meeting
Tecnopolis / Valenzano Bari
6 dicembre 2012 ore 9.30 17.30
I
Lincontro il momento
iniziale del Laboratorio
che affianca la Regione Puglia
nella costruzione di politiche
per la Smart Specialization.
Levento avvia
la formazione della comunit
chiamata a ragionare
su temi specifici, attraverso
la progettazione partecipata
e lascolto degli stakeholder.
Le immagini del workshop
Costruzione condivisa
dellidea dinnovazione.
Identificazione degli attori dellinnovazione
e dei segmenti di rete attuali e futuri.
Coinvolgimento, co-progettazione,
empowerment attraverso lapplicazione
di metodi e strumenti partecipativi.
Individuazione di priorit
per il percorso laboratoriale Smartpuglia
Occorre essere in grado
di ascoltare
e rappresentare la realt
per fare s che la strategia si fondi
sulla lettura continuativa
e attenta del territorio.
Tutto questo per costruire
reti e relazioni
a livello locale,
fra soggetti dellinnovazione
che siano in grado di dialogare
con lItalia
e il resto dEuropa.
La domanda principale
come riconoscere
le specificit della regione,
come renderla smart
attraverso lassunzione delle istanze
del territorio,
connettendo e dando valore
alle relazioni
e alle dinamiche virtuose
che il territorio stesso esprime.
Metodologia
di lavoro
Durante le singole
attivit del Laboratorio
stato adottato un mix di
metodi, tecniche e
strumenti per la
creativit e innovazione.
E stato utilizzato
il Mosaico Digitale
(MOD) di FUTOUR:
una modalit
di brainstorming
facilitata high-tech e
high-touch sul modello
del Town Meeting che
garantisce massima
trasparenza e collabora-
zione fra i partecipanti e
consente di approfondire
e far emergere proposte
e priorit in breve
tempo.
La Regione
Puglia sta investendo
molto sui temi
dellinnovazione
e ha ottenuto risultati
significativi anche
grazie allo sforzo
comune delle agenzie
regionali coinvolte
(ARTI, InnovaPuglia,
Puglia Sviluppo).
Occorre ora rafforzare,
fra dirigenti
e funzionari
dellamministrazione,
la consapevolezza che
occorre continuare ad
interrogarsi sul tema
e sulle strategie,
portando allinterno del
percorso lesperienza di
ognuno, per una
visione condivisa oltre
la prospettiva 2020.
Smart Regional
Innovation
Meeting:
caratteristiche
del workshop
1.1
Gli obiettivi
operativi
dellincontro
Lattivit
articolata in
sessioni co-creative basate
sul lavoro in gruppo, con tecniche
partecipative e di visualizzazione.
Il setting dellaula pensato e costruito
per facilitare linterazione tra le persone.
Attraverso una cabina di regia viene condotto il processo
e manovrata la strumentazione a supporto della metodolo-
gia (PC, videoproiettore e software dedicato).
La platea costruita allestendo 7 tavoli di lavoro,
con materiali di cancelleria e tastiera wireless collegata
con il PC principale, per interagire in maniera contem-
poranea e dinamica con il software MOD.
Ai partecipanti attribuito un numero
corrispondente a uno dei tavoli di lavoro,
per una loro distribuzione casuale ed eterogenea
rispetto alle loro aree organizzative
di provenienza.
Il MOD, utilizzato da Paolo
Martinez ed Alessandra Modi,
consulenti di Formez PA , insieme
ad altre metodologie e tecniche
per la creativit e partecipazione,
consente di raccogliere le idee,
facilitare la discussione e dare
degli spunti di riflessione
al gruppo. E un innovativo
strumento di facilitazione che
stimola la creativit e lo sviluppo
di idee, accelerando cos
lavvio dei processi
decisionali.
Gli strumenti
e il setting
3.1 Vengono introdotti i primi stimoli
con una domanda che invita a ragionare
sullinnovazione in Puglia attraverso
una metafora: Se una pianta dovesse
rappresentare linnovazione in Puglia,
quale sarebbe e perch?.
I gruppi lavorano alla risposta utilizzando la tastiera
e proiettando le scritture su uno schermo unico,
per leggere e condividere insieme.
3.2 Si ragiona sulla visione dinnovazione in unottica
prospettica al 2030: Descriviamo la nostra visione
dellinnovazione intelligente (smart innovation) della
Puglia nel 2030, 10 anni dopo
la fine della programmazione 2014-2020.
3.3 Si definisce linnovazione chiedendo ai partecipanti
di completare la frase
Innovazione ...
Lavori
di gruppo
Lavori
di gruppo
I tavoli di lavoro sono opportunamente rimescolati,
al fine di valorizzare leterogeneit dei partecipanti
e aumentare il livello di variet dei contributi
dei singoli ai lavori.
Co-costruzione della
definizione di Innovazione
5.1 Elaborazione e definizione di un Motto/Slogan
sullidea di innovazione attraverso
un poster per ogni gruppo, affisso in aula.
5.2 Votazione della definizione:
ogni partecipante vota la definizione
che appare pi completa
e rappresentativa.

Riflessione
mirata
Quali sono le priorit
da trattare nel laboratorio
sulla Smart Specialization
strategy della Regione Puglia?
Chi sono i portatori di interesse?
Quali sono i segmenti di rete da
coinvolgere? Qual lambito?
Chi?
Perch?
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INNOVAZIONE
SOCIO-TECNOLOGICA
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Fasi
di
lavoro
2
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SPEED DATING








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MOSAICO
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Nella
presentazione
del percorso della giornata stata
sottolineata la rilevanza dei metodi
di progettazione partecipativi, fortemente
promossi dalla Commissione Europea:
innovazione e partecipazione vanno di pari
passo, sono complementari
proprio perch, riuscendo a far dialogare
le persone e sfruttando lintelligenza
collettiva, creano un terreno fertile
e costruiscono una catena
della conoscenza che alla base
di tutti i processi
di innovazione.
Illustrazione
del metodo
e del percorso
di lavoro
Plenaria:
vengono
condivisi
i risultati
dei lavori
I partecipanti
si presentano
sui passi
successivi
viene data
una prospettiva

sui passi successivi
Plenaria:
vengono lette
le definizioni elaborate dai gruppi
1
SE UNA PIANTA DOVESSE
RAPPRESENTARE LINNOVAZIONE
IN PUGLIA, QUALE SAREBBE E PERCH?
2
DESCRIVIAMO LA NOSTRA VISIONE
DELLINNOVAZIONE INTELLIGENTE
SMART INNOVATION
DELLA PUGLIA NEL 2030
10 anni dopo la fine
della programmazione 2014-2020
3
INNOVAZIONE ?
4
QUALI SONO LE PRIORIT DA TRATTARE
NEL LABORATORIO SULLA SMART
SPECIALIZATION STRATEGY DELLA
REGIONE PUGLIA?
5
CHI SONO I PORTATORI DINTERESSE E I
SEGMENTI DI RETE DA COINVOLGERE?
INDICARE LAMBITO, LA PERSONA E IL
MOTIVO DELLA SCELTA...
A questa prima
costruzione
di un lessico comune,
che si conclude
con la realizzazione
di una definizione
sintetica
dellinnovazione,
segue la sessione
caratterizzata da
2 domande
orientate alla
raccolta di proposte
su ambiti e progetti
da sviluppare nei
momenti successivi
del Laboratorio.
Il Mosaico
Digitale propone ai
tavoli di lavoro 3
domande
per agevolare
la costruzione
condivisa dellidea
dinnovazione
e di un linguaggio
comune,
svolgendo cos un
primo passo
verso una forma
di integrazione
collaborativa
fra competenze
e ruoli professionali
diversi.
Le domande
come spunto
per la
discussione
1.2
MOSAICO
3
Lulivo
Si alimenta
della tradizione.
E resistente ad ambienti ostili
ed longevo.
Produce frutti nobili.
E una pianta a lenta crescita,
che si sviluppa in ambienti difficili.




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3 .1
INNOVAZIONE
SOCIO-TECNOLOGICA
aspetti
emergenti
Il lavoro di ricerca di
punti di convergenza
e sintesi
ha permesso
di cogliere
gli elementi
trasversali
caratterizzanti
Se una
pianta dovesse
rappresentare
linnovazione in
Puglia, quale
sarebbe e
perch?
identit rete
radicamento tradizione
interconnessione
miglioramento di prodotti
flessibilit frutti resistenza
variet crescita
sostenibilit
contaminazioni
novit territorio
apertura al cambiamento
difficolt
scoperta speranza
fiducia
Ledera
perch richiama lidea della rete,
parti uguali interconnesse.
Ha rapida crescita,
ogni parte essenziale per linsieme.
Il cece nero
perch esprime energia
e recupera una tradizione
che caratterizza il territorio,
attraverso una dimensione alimentare sostenibile.
Il melograno
perch aspro e dolce.
Frutto unico, composto da un insieme integrato
di chicchi da scoprire e gustare.
Simbolo di rcchezza
e di abbondanza.
La vite
radicata
nel territorio,
struttura flessibile,
richiede cura e manutenzione costanti,
utilizzi molteplici e variet di prodotti.
E diversificata e ha possibilit di innesti.
E aperta a contaminazioni
non prescindendo dalle proprie radici,
dalla sua identit, dal territorio.
Diffusa in tutta la Puglia, elemento
caratterizzante della Puglia nel mondo.
Ha una sua ciclicit. Gli acini rappresentano
unidea di unit e di relazione. Si presta a
innesti molteplici, che consentono
sempre produzioni
di nuove tipologie
di uva.
Una dimensione
multietnica, connessa al
mondo, no digital divide, accessibile,
accogliente, multicolor, trasparente, dove tu
puoi; un sistema scolastico e formativo innovato
nelle infrastrutture , nei metodi e negli strumenti;
lo sviluppo delle infrastrutture fisiche (trasporti, reti,
larga banda) e immateriali (scuole e universit), che
posizionino la Puglia in rete nel mondo, non solo in
Europa; la massima capitalizzazione delle intelligenze
(in particolare dei giovani) nelle imprese e nei servizi
pubblici; unintegrazione sociale ed uninclusione reale
dei soggetti svantaggiati; un maggiore utilizzo
di risorse energetiche naturali ed una riduzione
effettiva dellinquinamento; labolizione dei tempi
di attesa dei servizi sanitari e migliori; uneconomia
turistica e agricola attiva, efficiente e rilevante sul
PIL; unindustria di eccellenza, fondata sulla
sostenibilit ambientale; unintegrazione sociale
reale e nessuna forma di assistenzialismo;
servizi digitali per tutti e ubiquitaria.








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INNOVAZIONE
SOCIO-TECNOLOGICA
aspetti
emergenti
perseguito questi
obiettivi, ma
non hanno ancora
raggiunto
consistenti
risultati di
sistema, da
realizzare
con la nuova
programmazione.
Descriviamo
la nostra visione
dellinnovazione
intelligente
Smart
Innovation
della
Puglia
nel 2030
10 anni dopo la fine
della Programmazione
2014-2020

Laboratori di ricerca
frequentati da
ricercatori di aziende
insieme a universit;
uninterconnessione
tra le amministrazioni
con dati fruibili
da tutti e immediatamente;
lassenza di precariato,
unelevata diffusione
del lavoro giovanile;
cittadini con eguale diritto di accesso
alla conoscenza ed ai servizi
dellamministrazione anche attraverso ICT;
territorio, beni culturali e produzioni tipiche
al centro della valorizzazione economica.
Occupazione ecosostenibilit
parit di genere crescita
stabilit lavoro qualit ambientale
no povert ottimana
digital unite integrazione sociale
PA digitale ed efficiente
democrazia partecipata
mobilit sostenibile e integrata
sistema formativo innovato
accordo ricerca e industria
sanit adeguata
mobilit ricercatori
sapere e conoscenza
diffusa
Nel 2030 avremo una regione con:
la risalita delloccupazione e la fine
della precariet a favore
dellopportunit di scelta nel mercato del lavoro;
rifiuti zero; un sistema di mobilit ecosostenibile,
efficiente ed integrato;
una pubblica amministrazione digitale,
de-burocratizzata e de-materializzata;
talenti pugliesi che rimangono in Puglia a lavorare
con buoni posti di lavoro;
un nuovo modello di specializzazione produttivo
basato su settori tecnologicamente avanzati;
la presenza di investitori privati nelle attivit innovative;
una maggiore integrazione tra sistema scientifico
e sistema delle imprese; un aumento dei servizi
a sostegno delle famiglie e dei cittadini;
citt decongestionate e reti per la mobilit sotterranea;
un territorio costiero ri-naturalizzato;
un aumento dei flussi turistici
anche grazie alla messa in rete dei beni
culturali e ambientali.
Una Pubblica
Amministrazione
digitalizzata; unalta capacit
di offerta nel bacino euro-mediterraneo;
una crescita delle capacita manageriali
presenti sul territorio; la quasi piena
occupazione, la parit di accesso
e la permanenza nel mercato del lavoro;
un modello di sanit alternativo basato sulla
prevenzione nei territori; sanit e servizi
sociali efficienti, centrati sui bisogni
del cittadino; strumenti di democrazia
partecipata di co-decisione dal basso;
infrastrutture adeguate per scuola,
mobilit sostenibile e cura;
lILVA risanata!
Un contributo
alla riduzione
del cambiamento climatico
attraverso energie rinnovabili;
lavoro qualificato e non precario; mobilit dei ricercatori;
istituzioni e politiche imperniate sulla parit di genere;
ottimana (settimana di 4 giorni al lavoro per alcuni
e 4 di ferie per altri e viceversa);
industria, ambiente e lavoro in armonia;
tecnologia a servizio della qualit
e dellautonomia della vita
(infrastrutture, case, luoghi di lavoro e di svago);
un sistema formativo che alimenta
la domanda di lavoro;
spazi e risorse per il gioco per lo sviluppo
della creativit delle future generazioni,
assieme alla conservazione
del fanciullo che in noi;
un orto in casa per tutti; opportunit di accesso
ai servizi per tutti (tutti i bambini possono
accedere e giocare in un asilo nido).
Le politiche realizzate
nel corso
dellattuale ciclo di
Programmazione hanno
.2
individuare
nuovi strumenti e metodi
per risolvere problematiche esistenti;
cambiamento;
individuare soluzioni creative ed efficienti;
crescita;
pensiero creativo possibile;
nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni;
processo;
partecipazione;
partecipare ai processi e
allindividuazione delle soluzioni;
tecnologie non come fine ultimo
ma come strumento che consente
la partecipazione attiva (e-democracy);
processo e cambiamento del processo,
semplificazione, comunicazione tecnologica,
crescita, superamento delle barriere spazio
tempo, informazione accessibile a tutti,
interattivit, cambiamento;
soluzione ad un problema.



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Innovazione ?
wireless free
a InnovaPuglia;
progettare il futuro
con gli occhi di un bambino
e raccontarlo in modo
che lo capisca;
il cambiamento per migliorare
la qualit della vita di tutti
e non solo di una parte;
ricordare il passato, ascoltare il presente
per disegnare un futuro migliore;
avere una visione;
cultura del cambiamento;
un viaggio che attraversa e produce cambiamento
culturale e comportamentale,
osando oggi idee audaci per il bene degli altri.
tradurre i risultati
della ricerca scientifica,
tecnologica e sociale e le elaborazioni
della conoscenza anche informale
in valore economico,
sociale e culturale,
orientando il modello di sviluppo
e gli stili di vita
verso una crescita stabile,
intelligente, sostenibile e inclusiva
basata sulla coesione territoriale
e sullinnalzamento dellindice
di sviluppo umano;
cambiamento, graduale o di paradigma,
che comporti un impatto
auspicalmente positivo
rispetto a sfide economiche e sociali
e una attitudine delle persone
delle organizzazioni e
dei territori,
basata sulla creativit.
.3
Nel corso della discussione
che segue lanalisi delle definizioni,
viene sottolineata limportanza
di compiere un salto
di intelligenza creativa,
per apportare
un reale valore aggiunto:
la ricerca di una chiave forte
di innovazione. Non solo
il compimento
o il miglioramento
di quanto gi in atto, ma il frutto
di una progettazione creativa,
in grado di puntare
su elementi differenti e integrabili.
Il tema del fallimento,
stimolo alla riflessione
e allautoconsapevolezza
per efficaci processi di apprendimento,
stato apprezzato come opportunit
centrale per la valutazione
delle politiche realizzate:
non sconfitta,
ma riconoscimento dei limiti.
La valutazione
lo strumento
che ci mette a confronto
con gli errori e genera
cambiamenti nelle
politiche; un processo
che non finisce mai e che
consiste nellaccettare
le cose buone e le meno
buone, per costruire
su quelle positive.
La definizione fredda
dinnovazione, quella
istituzionale dellOCSE,
ci dice che innovazione
non solo il risultato
di unattivit di ricerca
e sviluppo, ma anche
servizi che mettono
al centro gli utenti,
che raccordano
le conoscenze
e si focalizzano
sulle sfide sociali.
In questa sessione
si lavora ancora
con una metodologia
co-creativa.
Per arricchire
le definizioni emerse
dai gruppi di lavoro
se ne sono aggiunte
altre, provenienti
da innovatori pugliesi
e da prestigiose figure
internazionali.
A cornice di tutte,
la definizione presente
nel documento
Innovation Union
(Comunicazione della
Commissione Europea
del 2010, Iniziativa
Faro della
Strategia
Europa 2020).
Verso
un lessico
comune
dellinnovazione
1.3
Linnovazione nasce dalle persone.
la sostanziale differenza
tra la scimmia e luomo.
il nostro modo di essere,
ma gli schemi e opposti sono a loro volta
nella nostra natura.
Le innovazioni
hanno lambizione di diventare modelli e schemi
perch solo allora vengono considerate un successo.
un mondo strano,
non vero?
L'Innovazione
la sintesi di tre pulsioni:
la capacit di abbandonare la certezza,
il coraggio di accettare il fallimento,
la forza di gestire il cambiamento.
Innovazione vuol dire persone nuove.
Nuovi punti di vista per trovare soluzioni
a vecchi problemi o a questioni emergenti.
Nasce dal bisogno.
un nuovo modo di fare e pensare,
produrre e creare.
la capacit di accettare e perseguire
i rischi, i cambiamenti e lincertezza.
contro la nostra natura
e quindi molto difficile da ottenere!
Innovation Union.
A Europe 2020 initiative
CONDIVISIONE
4
DEFINIZIONI
Co-costruzione
della
definizione
di
Innovazione
La definizione Innovation Union
Research and innovation are inter-related but
independent concepts.
Research involves the investment of resources
in attempts to expand our scientific
andtechnological knowledge base,
often in order to solve particular problems
that confront different sectors of society,
but also to satisfy the demands
of intellectual curiosity.
Innovation, on the other hand,
involves the creation of value via the introduction
of newproducts, processes, services
and ways of doing things.
Innovation requires knowledge
inputs drawn not only from the arena of scientific and
technological research,
but alsofrom many
other sources.
This broad concept of innovation can thus include:
- the introduction of new products, processes
and services
(product, process
and service innovation);
- innovations that involve changes
in the way business
or manufacturing processes
are organised
(organisational
innovation);
innovation that draws heavily
upon knowledge inputs
from customers and markets
(user-driven innovation);
changes in the way that firms
and other organisations
access and exploit knowledge
to produce innovations
(open innovation);
innovations in the way
that society organises itself,
especially the different ways
that the public sector serves
the needs of society at large
(social innovation)."
I partecipanti
inventano un motto
per sintetizzare
la loro idea di innovazione.
Ogni gruppo propone un poster
che viene votato in plenaria.
Tavolo 1
#NonConservoInnovo
32 voti
Tavolo 2
Cantiere_Futuro Cambiamento imPossibile
28 voti
Tavolo 3
Ascolta e osserva con intelligenza,
confrontati con pazienza.
Cerca, sogna, progetta,
agisci con passione
35 voti
Tavolo 4
Linnovazione
C.R.I.S.I.
(Cambiamento, Ricerca,
Idee, Social, Innovation)
la ricerca ci che trasforma
la ricchezza in sapere,
linnovazione ci che trasforma
il sapere in ricchezza
27 voti
Tavolo 5
Cambiare partecipando,
partecipare al cambiamento
31 voti
Tavolo 6
Mission made in Puglia
(Pippi calzelunghe)
sperimentare,
sollevare il cavallo,
relazionarsi, play,
essere coraggiosi e creare
26 voti
Tavolo 7
Innovazione... progettiamola insieme
3 voti
Lo slogan pi votato dai partecipanti:
Ascolta e osserva con intelligenza,
confrontati con pazienza.
Cerca, sogna, progetta,
agisci con passione
FOCUS
DEFINIZIONE
CONDIVISA
5
E stato messo al centro
il sistema delle imprese,
privilegiando i fabbisogni collettivi
di innovazione e non quelli
delle singole imprese.
La Legge regionale n.23/2007
Promozione e Riconoscimento dei distretti
produttivi ha mostrato risultati positivi,
come laereospazio ed altri distretti meno
capaci di collaborare con le imprese.
Lintegrazione di fondi sottende alla strate-
gia attuale che ha puntato molto
sul networking tra imprese.
Il capitale umano accompagna lintera
strategia, con unattenzione progressiva
al tema della governance,
secondo un continuo confronto
con il partenariato, che non solo
partecipazione. Il tema avr una maggiore
focalizzazione nella prossima Strategia.
La Puglia viene vista come una regione
avanzata, con risultati importanti.
La vera leva che ha consentito questo stato
il rafforzarsi di una capacit istituzionale
in divenire e la presenza di partner
istituzionali importanti, quali le agenzie
regionali (ARTI, InnovaPuglia, Puglia
Sviluppo), che accompagnano la Regione
verso lattuazione di queste politiche.
Si pensi al Premio
Nazionale dellInnovazione
svolto in questi giorni in
Puglia, con il forte
supporto delle aziende
innovative; si guardi il sito
sistema.puglia.it, signifi-
cativo per la capacit di
potenziare offerta di servizi
digitali verso i cittadini.
Nella Comunicazione
della Commissione
Europea sulliniziativa
Faro Innovation Union
era compreso lo strumento
di autovalutazione delle
politiche relativo a sistemi
efficaci di ricerca e di
innovazione a livello
nazionale e regionale.
In collaborazione con
ARTI si cercato di capire,
in relazione ai 10 punti
di riflessione proposti
dalla Commissione,
a che punto dello sviluppo
delle politiche si collocasse
la Regione Puglia.
In Puglia,
la prima Strategia
per la Ricerca e
lInnovazione
del 2003
e risente molto
dellimpostazione desk.
Il documento successivo,
coglie lesperienza delle
politiche precedenti,
ma privo della dimen-
sione partecipata,
che deve rappresentare
il punto di partenza
della nuova strategia.
In questo senso,
il focus attuale
sulla domanda
di innovazione
proveniente dal sistema
delle imprese
e della ricerca,
a differenza della vecchia
strategia, che partiva
dallofferta di ricerca,
che avrebbe dovuto
sviluppare il territorio.
1.4
Laltro fattore di novit stato proporre una nuova
generazione di politiche che non sostituiscono gli
interventi di sostegno, ma sono a questi aggiuntive:
linnovazione organizzativa, linnovazione sociale, user
driven, rappresentano un nuovo modo di affrontare operati-
vamente la programmazione. Sempre in questa ottica, oltre
agli interventi per i Partenariati Regionali per lInnovazione e
per i Servizi per linnovazione per le PMI, stata mutuata
lesperienza europea dei Living Labs facendola diventare un modello
di intervento sul territorio, che mette al centro gli utenti e i loro
fabbisogni, e su cui si punta molto per portare innovazione nelle imprese
ICT. Il Pre-Commercial Procurement, supporto del pubblico alla ricerca e
allinnovazione, mette al centro una domanda pubblica qualificata.
Lobiettivo che emerge
da tutte queste iniziative
la realizzazione di una parte
delle strategie complessive regionali
migliorandone la qualit,
attraverso la ricerca e linnovazione.
La Regione, in definitiva,
non ha tanto la necessit di sviluppare
modalit di sperimentazione ed esperienze nuove
nella Smart Specialization,
ma di aggregare le conoscenze
costruendo un nuovo approccio,
in quanto la Smart Specialization
un modo diverso di fare politica regionale,
non un semplice contenuto programmatico.
Open Data. Tutti, qui.
Quando, alla fine del 2011,
stato pubblicato il documento
Smart Specialization Strategy, documento
ex ante, si era pronti a rispondere alle domande che
la metodologia proposta dalla Commissione proponeva.
La Puglia stata la prima regione italiana
a partecipare alla Piattaforma di Smart Specialization
della DG Enterprise della Commissione Europea .
E stato sottolineato lavvio di una riflessione integrata
con altre strutture della Regione
che si occupano di politiche per la formazione,
lavoro, politiche giovanili, welfare.
Una prima vera esperienza di policy integrate
tra le diverse aree regionali
stato il Piano Straordinario del Lavoro 2011,
che ha dato valore a quelle politiche focalizzate
sul potenziale dei giovani
per la creazione dimpresa
e sullinnovazione basata sulla creativit.
La Regione ha pi volte sollecitato
il confronto con gli altri soggetti
istituzionali, partecipando, ad
esempio, al Regional Innovation
Monitoring della DG Enterprise della
Commissione Europea e aderendo nel
2011, su input dellAgenzia per la
diffusione delle tecnologie
per linnovazione e il DPS,
ad un percorso di assistenza tecnica
su Sostegno alle Politiche
di Ricerca e Innovazione.
Verso
le priorit
del laboratorio
Smartpuglia
Lultima parte dei lavori
dedicata allindividuazione
di ambiti prioritari
per i laboratori
previsti dal progetto.
La sessione introdotta
dallillustrazione
dello stato dellarte
da parte della Dirigente del
Servizio Ricerca e innovazione
della Regione Puglia
Adriana Agrimi.
MOSAICO
6
AMBITI
EMERGENTI
circolarit
informazioni
mobilit
ecosostenibile
sviluppo capitale
umano
infrastrutture
tecnologiche
nuove tecnologie
per welfare e salute
infrastrutture
tecnologiche
disabilit
innovazione
sociale
organizzazione
della vita
distretti famiglie
internazionalizzazione
interazione
ricerca
impresa
politiche
energetiche
Un percorso parallelo sar il
collegamento con gli open data;
agganciare questa strada di
costruzione della strategia
Smart ad una politica di
liberazione della enorme mole
di informazioni della Regione,
sulla scia di quanto si sta gi
realizzando, renderebbe pi
robusto, significativo ed
efficace, lapproccio partecipati-
vo, elemento imprescindibile
della costruzione
delle nuove
politiche.

Mobilit eco-sostenibile
Interventi/progetti: sistema integrato
ferro-gomma-ciclo, con unico titolo di viaggio e
possibilit di un sistema informativo user-
friendly utilizzabile da cellulare.
Stakeholder: asso utenti, asso consumatori,
Trenitalia, FAL, FdG, Bari Nord, FSE, STP, conces-
sionarie autolinee regionali e comunali, AREM,
Dipartimenti universitari,Trasporti e Mobilit.
Motivo: sono fruitori, erogatori e gestori
dei servizi di mobilit.
Organizzazione e circolarit delle informazioni
Interventi/progetti:
- sistema informativo interattivo tra servizi regionali
anche nella restituzione dei risultati dellattivit
- semplificazione accesso informazioni al cittadino/a
Stakeholder: soggetto gestore del sistema
informativo regionale, referenti diversi
servizi regionali, dipendenti,
cittadini e cittadine.
Disabilit
Interventi/progetti:
percorsi integrati: lavoro,
trasporti, innovazione tecnologica,
benessere,salute, turismo sociale.
Stakeholder: referenti diversi servizi regionali:
lavoro, innovazione tecnologica, turismo,
trasporti, welfare; comunicazione, formazione
professionale, terzo settore, imprese (profit e
non profit), persone disabili e famiglie, societ di
trasporti, agenzie di viaggio.
Infrastrutture tecnologiche
Stakeholder: istituzioni locali, InnovaPuglia,
imprese, sistema scientifico, sistema
intermediari della conoscenza,
scuola, famiglie, utenti e
consumatori ICT.
Organizzazione
della vita
Interventi/progetti:
riorganizzazione degli orari di apertura-
chiusura enti pubblici, scuole, asl, esercizi
commerciali, biblioteche, musei, luoghi di
culto e dei percorsi e offerta dei mezzi di
trasporto pubblici e privati (car sharing)
Stakeholder: associazioni dei consumatori,
dei familiari, degli esercenti, enti locali, ASL,
associazioni sindacali, associazioni di catego-
ria, Ufficio Scolastico Regionale e provinciali,
AREM, Assessorato al Welfare Regione
Puglia, Uffici comunali Piano dei
Tempi. Motivo: fruitori,
erogatori, gestori e
programma-
tori.
Sviluppo del capitale umano
Interventi/progetti:
- nellambito delle infrastrutture tecnologiche,
creare luoghi di open innovation
in cui far frullare i ricercatori a vario titolo
con i tecnici delle imprese su progetti di R&I,
prevedendo staff exchange
- supportare il potenziamento e levoluzione del cloud
computing, open source e mobile e-mobility
per favorire uno stile di vita pi smart.
Stakeholder: istituzioni locali, istituzioni nazionali,
imprese, associazioni di categoria, organizzazioni
sindacali, terzo settore, sistema scientifico,
sistema intermediari della conoscenza, scuola, banche.
Motivo: lo sviluppo del capitale
umano impatta sullefficienza
e sulla produttivit
di pubblica amministrazione,
imprese e organizzazioni
di ogni forma e natura.
Interazione ricerca e
imprese (pubblico-privato)
Interventi/progetti:
- Intelligent transport system (Tariffazione unica,
strumenti di customersatisfation)
- Creazione di comunit intelligenti
(Formazione, partecipazione): passare
dalle infrastrutture allinclusione/innovazione sociale
Stakeholder: Distretto informatica, meccatronica,
(rappresentanza e leva di competitivit),
Universit ed Enti Pubblici di Ricerca
(ricerca e sviluppo tecnologico), ANCI, AREM, aziende
di trasporto pubblico, associazioni di consumatori
(comunit intelligenti).
Smart internazionalizzazione
Stakeholder: Distretti industriali e tecnologici,
associazioni di categoria, Distretto Aerospazione
e progetto Renewall-Arti.
Innovazione
partecipata su e per le
famiglie attraverso la creazione
dei Distretti famiglie
Interventi/progetti: Impatto family delle politiche di
sviluppo. Potenziamento della ricerca e applicazione delle
tecnologie alla creazione dei Distretti famiglie. Parole chiave:
domotica sociale, ICT social family community/app IOS
Android per informazione integrata alle famiglie
Stakeholder: politiche family friendly: Confindustria,
Confcommercio, Confesercenti, terzo settore, filiera
regionale della mobilita (aeroporti di Puglia, ferrovie
sud/est, Apulolucane, STP regionale, operatori
pubblici e privati della mobilita, ecc.), enti locali,
strutture regionali di settore, uffici di piano degli
Ambiti territoriali sociali, organizzazioni sindacali
regionali, comitati di quartiere.
Motivo: ogni stakeholder entra in gioco nel
(e per il) proprio ambito di competenza.

Quali
Priorit
trattare
nel laboratorio
Smartpuglia
della Regione
?
Quali
portatori
di interesse
e segmenti
di rete
coinvolgere
?
Interventi/progetti: rete integrata per presa
in carico e monitoraggio (teleassistenza,
telemedicina, sistemi informativi e
prestazioni socio- sanitarie tradizionali)
Stakeholder: DG ASL e Responsabili SIS,
Responsabili UdP Ambiti territoriali sociali,
soggetti gestori ADI, SAD e centri diurni,
Innovapuglia, ARES, Assessorati e
Uffici regionali interessati per compe-
tenza, Patronati e associazioni
familiari, Associazioni di
Categoria e Distretti produttivi
per competenza.
Motivo: rappresentare
la committenza, lofferta
e i destinatari finali.
Nuove tecnologie per welfare e salute
Innovazione sociale
Interventi/progetti:
politiche innovative del tempo
delle persone, politiche energetiche
da declinare lungo tutta la filiera
verticale degli ambiti di intervento,
strumenti e metodi per le integrazioni
fra politiche Stakeholder: Risvegli-
associazione immigrati, associazione
Un Desiderio in Comune.
Politiche Energetiche
Stakeholder: Carlo Ratti (esperienza di Amsterdam).
Co-riflessione
sugli ambiti
dintervento
e sugli
attori
Laboratorio Smartpuglia
Smart Regional Innovation Meeting
Tecnopolis / Valenzano Bari
6 dicembre 2012 ore 9.30 17.30
CONSULENTI FORMEZ PA
Paolo Martinez
Alessandra Modi
Le parole
dei partecipanti
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Anna Rita Petronella
Servizio Politiche per il benessere e le pari opportunita
Chrysouca Pierri
Risorse naturali
Gianna Pinto
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Gianluigi Rotunno
Assessorato Regionale Mobilit
Giulia Sannolla
Servizio programmazione sociale e Integrazione sociosanitaria
Sabrina Sansonetti
InnovaPuglia Spa
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Adriana Agrimi
Servizio Ricerca industriale e Innovazione
Gianfranco Addante
ARTI
Giuseppe Albanese
Servizio Ricerca industriale e Innovazione
Giovanna Avellis,
InnovaPuglia Spa
Giorgia Battista
Servizio programmazione sociale
e Integrazione sociosanitaria
Rossella Bratta,
Regione Puglia
Franco Clarizio
Servizio Ricerca industriale e Innovazione
Maria Conte,
Servizio Ricerca industriale e Innovazione
Ruggero Crudele
InnovaPuglia Spa
Marco Curci
InnovaPuglia Spa
Daniela De Nicol
Servizio Politiche per il benessere e le pari opportunit
Anna Rita Del Giudice
Mobilit e Territorio
Carla Izzi
Servizio Politiche per il benessere e le pari opportunit
Stefania Liverini
AREM
Alfredo Lobello
Puglia Sviluppo
Salvatore Lospalluto
Servizio Ricerca industriale e Innovazione
Angela Lucatuorto
InnovaPuglia Spa
Monica Luisi
Servizio programmazione sociale e Integrazione sociosanitaria
Laboratorio
Smartpuglia
Strategia Europa 2020:
un approccio discontinuo e concreto per
programmare i nuovi fondi strutturali
Tecnopolis / Valenzano Bari
22 gennaio 2013 ore 9.00 - 13.30
II
Il processo
di questa parte
del laboratorio SmartPuglia
ispirato dalla condivisione di unidea
di innovazione integrata, che metta insieme
politiche, persone, processi organizzativi.
La giornata di oggi tenuta da Marco Ruffino,
un filosofo con una vita professionale molto atletica.
Ha elaborato metodologie per spiegare le politiche europee dei
fondi strutturali. Lo scenario della programmazione
Europa 2020 su cui occorre proiettare le attivit,
sar rappresentato con una modalit innovativa
che raccoglie le politiche dellinclusione,
del lavoro, della formazione, della mobilit:
tutto ci che deve rendere smart,
nel senso di intelligente e competente,
la vostra Regione.
Le vostre idee e le vostre opzioni
potranno essere collocate in questa mappa,
allinterno di questo scenario.
Elena Tropeano
Responsabile della Linea A.2
Progetto Capacity SUD
Marco Ruffino, Costruire capacit
amministrativa integrata. Attrezzare la
P.A. per programmare e gestire i Fondi
Strutturali nella strategia Europa 2020".
Alcune indicazioni di metodo e processo
sulla messa in campo delle azioni di
rafforzamento della capacit istituzionale
conseguente alla nuova programmazione
dei Fondi Strutturali.
La seconda tappa del
Laboratorio SmartPuglia
intende rappresentare lo
scenario profondamente
innovativo della Nuova
Programmazione 2014 - 2020
attraverso lesplorazione
dinamica e relazionale di una
mappa cognitiva elaborata da
Marco Ruffino,
voce narrante del workshop.
La mappa
cognitiva un oggetto
dinamico. Permette di dare
una forma al mondo non gerarchica,
molto fluida. Ho messo su uno stesso piano grafico,
in forma di mappa concettuale, le varie cose sparse
allinterno dei Regolamenti.
Tutte le parole di questa mappa sono direttamente derivate
dal linguaggio contenuto in essi.
La lettura non sequenziale, ma parallela.
Navigando questoggetto pu cogliersi la forma
dellintenzionalit politica
che la Commissione Europea ha messo nella scrittura.
Il tema delle politiche strutturali,
attraverso unanalisi semantica dei tre testi,
corpo della mappa.
Cfr. Joseph Novak, Lapprendimento significativo. Le mappe
concettuali per creare e usare la conoscenza,
Centro Studi Erickson, 2001.

la mappa di Marco Ruffino
Abbiamo pi
bisogni, abbiamo meno
risorse. La preoccupazione somma
della Commissione che qualunque euro, non
importa dove, sia usato dentro la relativa politica,
per raggiungere gli obiettivi comuni di Europa 2020. Ci
si aspetta una forma dello spazio in cui tutti i fondi siano
messi come in un imbuto, verso una sola direzione. Questa
novit non retorica. Nel difficile scenario della crisi, si
introduce il tema degli effetti laterali della spending
review, nel senso che la prevalenza dei soldi disponibili in
Italia nei prossimi anni, per fare politiche strutturali,
coincider strettamente con i finanziamenti europei.
Non solo dunque un bisogno interno allagire
dellEuropa, ma un bisogno, in Italia, che questi fondi
siano strettamente asserviti e funzionali ad un
piano di sviluppo, nazionale, delle singole regioni e
dei territori. E una logica nuova: il tema
dellintegrare inevitabile.
Da una parte si fatto un discorso
politico sulla strategia di Lisbona,
dallaltra gli strumenti finanziari,
gli strumenti economici, di sostegno
alla strategia Europa 2020 in s
non sono mai esistiti,
perch la strategia di Lisbona non ha
mai avuto dotazione finanziaria
propria. Linsieme di risorse che
avrebbero potuto e dovuto essere
utilizzate hanno molto preferito agire
allinterno degli interessi consolidati,
piuttosto che convergere
nellattuazione della strategia,
secondo un modello geometrico
di linee parallele.
Si pensi anche al livello di struttura
burocratico-amministrativa della
Commissione Europea. Il risultato non
stato particolarmente grande nel
raggiungimento della stessa
strategia: non si vista proprio la
struttura convergente e integrata
di azione fra i Fondi.
Oggi abbiamo dati
profondamente diversi
rispetto a questo quadro.
La strategia Europa
2020, non dovrebbe fare
la fine della strategia di
Lisbona, ma ha bisogno
di una logica duso delle
risorse strettamente
convergente; inoltre,
stiamo attraversando
una crisi economica
profonda. In Europa
vi un bisogno
realmente strutturale:
non pi possibile
immaginare che ci sia
ununit di facciata ed
una separatezza reale
fra il discorso politico di
integrazione strutturale
e i soldi, sempre pi
scarsi, dellUnione.
I testi dei
Regolamenti
non nascono dal nulla,
ma da un insieme
di problemi dati da un
insieme di fallimenti.
Partiamo dal quadro
dei problemi
e dei fallimenti,
perch con questo
sguardo possiamo
capire lintenzionalit
della Commissione.
Quando la strategia
di Lisbona sbarcata
in Europa,
questa mano destra
stata intesa come
entit del tutto
disgiunta dalle diverse
mani sinistre,
i diversi fondi
strutturali.
Lavvio
dei lavori:
lo scenario
di riferimento
2.1
Marco Ruffino
Sociologo nel campo del policy
e decision making, si occupa
di ricerca e consulenza
di direzione negli ambiti
delle politiche pubbliche,
delle strategie aziendali
e dei processi di cambiamento
organizzativo ad esse
conseguenti. Insegna Teoria
delle decisioni e dei processi
cognitivi e Social network
analysis all'Universit
di Bologna.
http://cmap.ihmc.us/download/
Il software IHMC CmapTools
consente agli utenti di costruire,
navigare, condividere e
sviluppare modelli di
conoscenza rappresentati
come mappe concettuali.
La Mappa,
meccanismo
del workshop
E la prima volta che esiste
un regolamento, una cosa
immediatamente esecutiva: c
un obbligo di coordinamento fra
tutti questi fondi. Infatti a livello di
testi abbiamo i regolamenti FESR,
FSE, FC ed uno comune a tutti questo
fondi: cento pagine, che fissano per la
prima volta tutte le missioni relative e i
rapporti fra queste cose. La Commissione
adotta e nel tempo dei sette anni riesamina il
QSC. Nella sua definizione, dal suono delle parole,
si percepisce il tentativo che il legislatore ha fatto per
indirizzare con un linguaggio gli atti non linguistici,
che sono atti di funzionamento: un tentativo di scrivere
quello che si chiama valore illocutivo del linguaggio.
Stiamo per entrare nel nuovo settennio
di programmazione dei Fondi Strutturali.
Il primo elemento evidente nei testi di bozza
il nodo chiave della strategia Europa 2020,
inteso come elemento di partenza.
Il principio giuridico dei nuovi regolamenti che
prima viene la strategia e dopo il modo
in cui si spendono i fondi. E la prima volta che c
una deterministica subordinazione degli strumenti
di intervento strutturale.
Nei nodi della mappa compaiono testi che sono
estratti di regolamento: navigando in orizzontale
possibile leggere tutti regolamenti.
La strategia dellUnione 2020 tradotta in un oggetto
che si chiamer il Quadro Strategico Comune (QSC)
e che sar approvato dalla Commissione Europea assieme
al Parlamento ed al Consiglio, secondo il meccanismo a tre
proprio dellEuropa. Il QSC rivolto a migliorare il coordinamento
e ad armonizzare lattuazione di del FESR, del FSE, delle
Fondo di Coesione (FC) che in Italia non abbiamo,
del nuovo fondo sullagricoltura (FEASR)
e del nuovo fondo sulla pesca
(FEAMP).
Il Quadro
Strategico Comune
traduce gli obiettivi generali e
specifici della strategia dellUnione
per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva
in azioni chiave per i Fondi del QSC,
stabilendo per ciascun obiettivo
tematico le azioni chiave che ciascun
Fondo del QSC deve sostenere
e i meccanismi per garantire la
coerenza della programmazione di detti
fondi con le politiche economiche e
delloccupazione degli Stati
membri e
dellUnione.
2.1.1
il Quadro
Strategico
Comune
Questo documento
avr unarticolazione
abbastanza complessa. Ci sono i principi
orizzontali (come i fondi si incastrano),
i settori prioritari per attivit di cooperazione
nellambito di ciascun fondo,
i meccanismi di coordinamento dei fondi fra loro e con le altre
politiche, compresi sostanzialmente tutti i fondi dellUnione
Europea e i meccanismi per garantire la coerenza della
programmazione, che porteranno per ogni Paese
un documento addenda con le specifiche di raccomandazione
per quel singolo Paese.
E abbastanza chiaro dove stiamo andando.
Il QSC stabilisce per ciascun obiettivo e per ciascun fondo
le azioni chiave. Il primo concetto lintegrazione, il
secondo concetto di programmazione top-down
che scende abbastanza in profondit: essendo scritti i
titoli delle azioni chiave, queste scatole sono state
decise in modo molto forte. Gli stati e le regioni
stabiliscono cosa si fa dentro con il meccanismo
inverso, nel rispetto di questi contenitori.
Gli 11 obiettivi tematici,
in cui la strategia
Europa 2020 stata splittata,
sono la struttura
di riferimento dentro il
Quadro Strategico Comune,
per definire le modalit
con cui tutti i fondi concorrono
nelle specificit dei Paesi.

Se il contratto
di partenariato fatto
al livello dello Stato e se comprende
le regioni, il rapporto fra Stato e regioni
uno dei problemi rilevanti
di questa nuova programmazione.
In questa programmazione,
il vero errore che si pu fare pensare il futuro
nei termini del passato. Essa non lestensione lineare
della precedente con qualche belletto.
I gradi di libert della programmazione nuova
paradossalmente sono contemporaneamente
di pi e di meno di prima. La fantasia pu anche
essere premiata dai regolamenti nuovi:
essi permettono operazioni effettivamente pi ardite,
pi complesse, anche pi sostenute
finanziariamente con il principio
di concentrazione, dentro per una struttura
di scrittura che molto vincolata.

Il Contratto
di
Partenariato
2.2
C un punto di grande delicatezza nel P.O.
La commissione lascia libere le Regioni e gli Stati
di definire se vogliono fare
un P.O. monofondo o plurifondo.
Il problema nelle condizioni organizzative regionali
capaci di sostenerlo: se si hanno costi di coordinamento
bassi, una capacit di integrazione forte, un sistema
informativo sufficientemente diffuso che permette di integrare
i dati ed i flussi, se si abituati a lavorare pi per processi che per
funzioni, abbastanza evidente lopportunit di un PO plurifondo.
Nella strategia
di Europa 2020 importante
che ci sia un indirizzamento verso gli 11
obiettivi tematici supportati dalla stessa strategia.
Latteggiamento atteso molto pi stringente rispetto
alle azioni, ai beneficiari, ai destinatari finali,
agli indicatori di realizzazione e di risultato, con un valore
di riferimento ed un valore obiettivo quantificato,
conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo.
Anche se la struttura appare tradizionale, il contenuto
lo meno. Il problema come scrivere le solite cose.
Ci sono regole nuove. Come di consuetudine, un PO
ha una strategia. E diviso in assi. Per ogni asse vi
saranno priorit di investimento, obiettivi specifici,
indicatori di realizzazione e di risultato.
Ogni asse articolato in azioni. Per ogni azione
sono gi identificate le classi dei beneficiari
e sono identificati i destinatari finali.
Il Contratto di Partenariato fatto
dallo Stato. E un po diverso dai
documenti a cui siamo abituati.
Contiene l'elenco dei programmi
nell'ambito del FESR, del FSE,
del Fondo di coesione, del FEASR
e del FEAMP, con le rispettive
dotazioni annuali indicative per
ciascun Fondo del QSC. Questo vuol
dire che lo Stato, in un documento
unico, conferisce tutti i PO dello Stato
e delle Regioni di tutti i Fondi.
La valutazione che la Commissione
vuole fare su questo, non solo
puntuale, ma di sistema: vuole vedere
una strategia non additivo-lineare,
ma costituita da Programmi oparativi
organizzati come puzzle, pur nel
mantenimento della loro specificit.
Lelenco dei Programmi, nel capitolo 1
del documento, lultimo punto.
Perch prima c tutta la parte
descrittiva delle modalit
per garantire lallineamento
con la strategia dellUnione.

C lanalisi delle
disparit e delle esigenze
di sviluppo, lanalisi
sintetica delle valutazioni
ex ante dei programmi.
Per ciascun obiettivo
tematico, una sintesi dei
risultati principali attesi
per ciascun Fondo del
QSC, la ripartizione
indicativa del sostegno
dell'Unione per obiettivo
tematico a livello nazio-
nale per ciascun Fondo
del QSC, i principali
settori prioritari per le
attivit di cooperazione,
i principi orizzontali
e gli obiettivi strategici
comuni per l'attuazione
dei Fondi.

Gli Stati membri
trasmettono alla
Commissione, entro tre
mesi dalladozione del
Quadro Strategico
Comune,
un documento nuovo,
il Contratto di
Partenariato.
Poi si avvia
la negoziazione.
Se non iniziamo oggi
a porci tutta una serie
di domande
su come dobbiamo
scrivere le cose che
vanno a finire
nel contratto di
partenariato,
la contrattazione
diverr complicata.
Cambia il P.O.
un P.O. monofondo
o plurifondo
La nuova
complessit
del Partenariato
Il capitolo 5 illustra
le modalit
per garantire lattuazione
efficiente dei Fondi.
Una valutazione obbligatoria
sulla necessit o meno di rafforzare
il capacity building delle Pubbliche
Amministrazioni e dei beneficiari
( un tema chiave a livello alto per
lEuropa), assieme alle azioni da
intraprendere al tal fine; una sintesi delle azioni,
con i relativi obiettivi, previste nei programmi per
ridurre gli oneri amministrativi a carico dei benefi-
ciari (c lobbligo della semplificazione); il grande
tema dellamministrazione digitale: c lobbligatoriet
del trasferimento digitale attorno a questi programmi.
2.2
il Contratto
di
Partenariato
Al capitolo 2 compare
l'approccio integrato allo
sviluppo territoriale sostenuto
dai Fondi del QSC:
i meccanismi a livello nazionale e regionale
che garantiscono il coordinamento
tra i Fondi del QSC e gli altri strumenti
di finanziamento dell'Unione e nazionali e con la BEI;
le modalit volte a garantire un approccio integrato
all'impiego dei Fondi del QSC per lo sviluppo territoriale delle
zone urbane, rurali, costiere e di pesca.
Il capitolo 3 interamente destinato allamministrazione
pubblica, sul come vengono gestiti i Fondi; dedicato
allapproccio integrato per rispondere a i bisogni specifici.
Lintegrazione un tema del futuro,
importantissimo e molto complicato.
E c un tentativo di individuare frammenti di regole
comuni per strumenti che funzionano in modo
diverso.
Il capitolo 4 ragiona sui modi
per garantire unesecuzione efficace.
E abbastanza evidente
che se uno sta scrivendo il P.O.
dellFSE, dovrebbe sapere ci che
contemporaneamente si scrive per il FESR:
in definitiva, i due Fondi sono composti nella
matrice. Entrambi avranno unanalisi ex-ante.
Entrambi rispondono alla stessa strategia:
Europa 2020, se vista dallalto,
quella della Regione rispetto ad Europa 2020,
se vista dal basso. La struttura a matrice
il primo dei principi importanti
di questa programmazione. Potrebbe costringere a
fare dei falsi, una cosa sempre possibile (con una
superficie linguistica pulita che nasconde molte
micro-fratture originarie sottostanti), mentre
invece si vorrebbe che ci fosse unintegrazione
di co-progettazione in senso alto.

la complessit
e la matrice

2.3
E ovviamente molto pi difficile.
Occorre guardare davanti,
ma anche di lato.
E fare questo,
con tanti uomini e tante donne
in ununit di spazio e di tempo limitata,
con metodologie accettabili
di scrittura e governo dei progetti,
co-agendo insieme, con effetti di economie laterali.
E anche unesigenza di denaro.
Programmare
lFSE significa
fare pi operazioni, generando
unesternalit positiva. Il problema il coordina-
mento allinterno dei Fondi e di ammagliatura
stretta. Quando articola lFSE, la Commissione
propone un ragionamento che lascia poi completamente
in mano alle regioni. Decise le politiche da sostenere,
occorre dunque guardare laltra parte della struttura,
in cui c scritto contribuisce,
per una seconda programmazione fine .
Se poi si ricorda che laltra terza grande
dimensione della matrice, lasse z di un cubo,
il territorio, viene abbastanza facile
immaginare questo esercizio.
Continuamente bisognerebbe
programmare cos.
E la prima volta che accade
per i Fondi strutturali.
Adesso essi devono rispondere
ad una struttura sovraordinata,
dal punto di vista logico.
Ogni Fondo contribuisce in modo
diverso a questi obiettivi.
Escluso lobiettivo tematico 7 - i
trasporti - che ha una sua regia
propria, sul quale solo il FESR porta
un contributo, tutti gli altri osservano
il principio della complementariet
fra gli interventi del FESR e del FSE:
queste colonne sono popolate
dallintersezione di entrambi i fondi.
Gli 11 elementi grigi sono
nel Regolamento comune a tutti i
fondi; gli elementi gialli del FERS
sono nel regolamento specifico del
FESR. Ugualmente accade
per i fattori dellFSE.
Mentre il FESR paga tutto, lFSE ha
due verbi diversi nel suo regolamento
specifico: sostiene e contribuisce.

La differenza
fondamentale.
Sostiene vuol dire
che nel P.O.
dellFSE
ho sicuramente
quattro assi
da coprire
(8, 9, 10, 11).
Nel P.O. FSE,
dove dico
contribuisce,
significo che con
quello che scrivo
per 8, 9, 10, 11,
attraverso
le mie priorit,
contribuisco
agli obiettivi
da 1 a 6,
fuori dal FSE.
La struttura
di programmazione
che i regolamenti
immaginano,
semplificata nella
mappa con riferimento
ai soli FESR e FSE
rappresentati
disgiunti, una
matrice tipica e pi
complessa, propria del
nuovo modello dato
dalla Commissione per
programmare.
Le colonne della
matrice sono gli 11
obiettivi tematici,
trasposizione delle
grandi strategie
Europa 2020. Questi 11
oggetti grigi sono
definiti prima dei
Fondi e sono le
variabili indipendenti.
Generare
esternalit positive
Una matrice per
programmare
Programmare lFSE significa fare
pi operazioni, generando unesternalit positiva.
Un esempio. Prendiamo lobiettivo 4
(sostenere la transizione verso uneconomia a basse
emissioni di carbonio in tutti i settori).
Siamo al livello di Strategia Europa 2020.
LFSE non ha un asse in cui programma la formazione
per le basse emissioni di carbonio,
mentre il FESR ne ha uno in cui paga
per la distribuzione di fonti di energia rinnovabili.
Allobiettivo 10 (investire nelle competenze, nellistruzione e
nellapprendimento permanente) corrisponde invece un asse
dellFSE. Uno dei pezzi di questo asse , ad esempio, il supporto
allistruzione, anche universitaria. L si va a scrivere quanto si
vogliono queste cose nella propria regione e perch. Mentre si
esprime il perch, si torna al problema 4 delleconomia a basse
emissioni di carbonio e nellasse in cui scritto sostiene si
declina il concetto di contribuisce. Il tema in esempio del
cambiamento climatico si assume quindi come priorit di
spesa allinterno degli assi 8, 9, 10, 11, gli unici
disponibili per lFSE, ai fini di una serie
di operazioni mirate.
Programmare lFSE
significa fare pi operazioni,
generando unesternalit positiva.
Il problema il coordinamento
allinterno dei Fondi e di ammagliatura stretta.
Quando articola lFSE, la Commissione propone un ragionamento
che lascia poi completamente in mano alle regioni.
Decise le politiche da sostenere, occorre dunque guardare laltra
parte della struttura, in cui c scritto contribuisce,
per una seconda programmazione fine.
Se inoltre si ricorda che laltra terza grande dimensione
della matrice, lasse z di un cubo, il territorio, viene
abbastanza facile immaginare questo esercizio.
Continuamente bisognerebbe programmare cos.
E ovviamente molto pi difficile.
Occorre guardare davanti, ma anche di lato.
E fare questo, con tanti uomini e tante donne
in ununit di spazio e di tempo limitata,
con metodologie accettabili di scrittura e governo
dei progetti, co-agendo insieme, con effetti di
economie laterali. E anche unesigenza di denaro.
2.3
la complessit
e la matrice

Il principio della
concentrazione:
finalizzare
e integrare
2.4
Un problema evidente
mai risolto nella storia del Fondo,
la duplicit del FSE.
E il suo porsi
fra strumento di sviluppo
e strumento di risposta a bisogni sociali:
una duplicit che andrebbe ricomposta
in una strategia indubbiamente omogenea,
che tuttavia al suo interno
ha delle problematiche forti.
infelice
in effetti la definizione
delle undici scatole degli obiettivi
tematici. Normalmente sappiamo
che un obiettivo qualcosa di misurabile
nei risultati e gli undici oggetti non hanno alcuna
caratteristica di misurabilit: rafforzare la ricerca e
lo sviluppo tecnologico non misurabile,
richiama pi il concetto di finalit che di obiettivo.
Anche Barca evidenzia la cosa
suggerendo la definizione di missione.
Lobiettivo vero, per il quale esprimere
effettivamente una misura,
quello su cui incardinerete le azioni
che andrete a definire dopo aver scelto
le priorit, che sono allinterno
dei singoli assi, per singoli fondi,
nel principio di concentrazione,
rispondenti agli obiettivi tematici in alto.
Distinguiamo
dal punto di vista linguistico
gli obiettivi tematici dalle priorit.
I primi sono i grigi, da 1 a 11.
Lundicesimo, rafforzare la capacit
istituzionale e promuovere
unamministrazione pubblica
efficiente, una novit
di carattere generale.
E la prima volta
che in un regolamento comunitario
la capacity building ha la stessa
parit di tutti gli altri obiettivi.
Il territorio la scatola in cui essi si
realizzano, anche con dei piani mirati.
E la specificazione del contesto e dei
confini del contesto in cui si realizzano
gli 11 obiettivi, che sono
nel regolamento comune.
Quando si entra nei regolamenti
specifici dei singoli Fondi,
per ognuno di questi obiettivi,
vi sono le priorit date
dalla Commissione.
La Commissione
ragiona sul FESR
pensando al FSE e
viceversa, limita la
distribuzione
orizzontale dispersiva
sulle diciotto priorit,
conferendo maggiori
possibilit di reale
finanziamento ed
attuazione ad
interventi complessi.
Preferisce la presenza
di alcuni interventi
maggiori, congiunti fra
FESR e FSE, con una
certa caratteristica
territoriale. Il principio
concentrare dove si
vuole veramente
realizzare, facendo
delle scelte. Vi saranno
dunque alcune priorit
soccombenti.
Il principio
della concentrazione
dice che non puoi
mettere i soldi dove
vuoi, ma assunte le
priorit interne agli
obiettivi, se sei una
regione in ritardo di
sviluppo, devi spendere
almeno il 60% del FSE
su quattro priorit.
Il limite pi basso al
60%, per le regioni
in via di sviluppo,
connesso
ai maggiori bisogni.
In Lombardia,
le prime quattro
devono riguardare
80% del FSE.
Una regione
in transizione,
come la Sardegna,
deve investire il 70%.
Un
esercizio rilevante
sarebbe definire assieme,
in FESR e FSE con patti profes-
sionali non numerici, ma qualitativi e
macrotipologici, i contenuti delle relative
politiche tecnologiche e dei relativi investimenti. Se
so che vado verso il biogas, posso anche immaginare lo
sviluppo di specifiche formazioni in un tempo definito, in
modo che siano chiare le priorit di spesa su specifici
assi per specifici target, coprendo le ricadute profes-
sionali, anche in modo anticipato ed anticiclico, perch
devono sostenere la messa a regime degli investi-
menti. Questo un obiettivo di sistema, con elementi
specifici. C bisogno quindi di intridere in profon-
dit nelle strutture di mercato del lavoro e
delleconomia. Questo meccanismo implica una
capacit di parlarsi fra FSE e FESR, di parlarsi
fra stakeholder, individuando alla fine una
politica ridistributiva e una logica che avr
risposto al principio di concentrazione.
Si vorrebbe che fosse
fnalizzato: quando investo
lo faccio nella stessa direzione.
Si vorrebbe che fosse integrato:
abbiamo introdotto unidea di
integrazione sul piano, defnito
per una dimensione dagli
obiettivi tematici, per laltra dal
contenuto dei singoli fondi.
Quando si entra nei regolamenti specifici dei
singoli Fondi, per ognuno degli obiettivi,
vi sono le priorit dinvestimento
date dalla Commissione.
Lottavo obiettivo tematico
promuovere loccupazione e sostenere la mobilit.
Spostandoci in corrispondenza del FSE,
si individuano le sette priorit che la Commissione ha
gi scritto rispetto alla declinazione dellobiettivo
tematico 8 in termini di FSE.
In corrispondenza del 9
promuovere linclusione sociale
e combattere la povert
ce ne sono sei,
tre compaiono per il 10, due per l11.
I quattro obiettivi tematici su cui lFSE
ha un contributo diretto, perch sostiene,
complessivamente contengono
al loro interno diciotto priorit.
Fra queste, la Regione in ritardo,
ne deve scegliere quattro
su cui investire almeno il 60%
delle sue risorse.
2.4
il principio
della
Promozione dell'occupazione e sostegno alla
mobilit professionale attraverso:
i) Laccesso all'occupazione per le persone alla
ricerca di un impiego e le persone inattive;,
comprese le iniziative locali per loccupazione e il
sostegno alla mobilit professionale;
ii) Lintegrazione sostenibile nel mercatodel lavoro
dei giovani che non svolgono attivit lavorative,
non seguono studi n formazioni;
iii) Lattivit autonoma, lospiritoimprenditoriale e
la creazione di imprese;
iv) L'uguaglianza tra uomini e donne e la
conciliazione tra vita professionale e vita privata;
v) L'adattamento dei lavoratori, delle imprese e
degli imprenditori ai cambiamenti;
vi) L'invecchiamento attivo e in buona salute;
vii) La modernizzazione e il rafforzamento delle
istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni
volte a migliorare la mobilit professionale
transnazionale
Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la
povert attraverso:
i) L'inclusione attiva;
ii) L'integrazione delle comunit emarginate quali i
rom;
iii) La lotta contro la discriminazione basata sul
sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le
convinzioni personali, la disabilit, l'et o
l'orientamento sessuale;
iv) Un migliore accesso a servizi abbordabili,
sostenibili e di qualit, compresi i servizi sociali e
cure sanitarie d'interesse generale;
v) La promozione dell'economia sociale e delle
imprese sociali;
vi) Le strategie di sviluppo locale realizzate dalla
collettivit.
Lobiettivo tematico 10
investire nelle competenze e
nellapprendimento perma-
nente. Se vado nel FSE, ci sono
tre grandi cose. Investo:
I) riducendo labbandono scolastico
precoce e promuovendo
luguaglianza di accesso allistruzione
prescolare, primaria e secondaria
di buona qualit;
II) migliorando la qualit. Lefficacia e
lapertura dellistruzione superiore e di livello
equivalente al fine di aumentare
la partecipazione e i tassi di riuscita;
III) migliorando leguaglianza di accesso alla formazi-
one permanente, aggiornando le attitudini e le compe-
tenze della manodopera e migliorando lutilit dei sistemi
dinsegnamento e di formazione per il mercato del lavoro.
Investimento nell'istruzione, nelle competenze e
nella formazione permanente:
I) Riducendo l'abbandono scolastico precoce e
promuovendo l'uguaglianza di accesso
all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di
buona qualit;
II) Migliorando la qualit, l'efficacia e l'apertura
dell'istruzione superiore e di livello equivalente al
fine di aumentare la partecipazione e i tassi di
riuscita;
III) Migliorando luguaglianza di accesso alla
formazione permanente, aggiornando le attitudini
e le competenze della manodopera e migliorando
lutilit dei sistemi di insiegnamento e di formazi-
one per il mercato di lavoro.
concentrazione
Al punto II c lUniversit:
potrei scegliere questa priorit,
mettere dei soldi qui come FSE e dentro dire che
sostengo leducazione universitaria e che attraverso
questo sostegno, contribuisco allobiettivo del cambiamento
climatico, perch destino una parte di queste risorse a voucher
per studiare i temi dellenergia non in termini generici.
Mi aspetto almeno una percentuale definita
di laureati dei prossimi tre anni passante
per un intervento di FSE indirizzato a quel tipo
di problematiche, perch voglio che fra tre ann
ci sia un capitale umano che non solo lingegnere,
ma che abbia certe caratteristiche professionali
che ho definito, perch di l, sul FESR, sto finanziando
una cosa sullenergia che, se finanziata, richieder le
persone competenti che la facciano funzionare.
Lo stessa ragionamento varrebbe per la formazione
permanente (punto III): lobiettivo non quanto
spendo in formazione continua, ma quali
popolazioni di lavoratori voglio intercettare per
insegnare loro che cosa. Tutto questo implica
una buona capacit di programmazione.
Rafforzamento della capacit istituzionale e di
un'amministrazione pubblica efficace
i) Investimento nella capacit istituzionale e
nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei
servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una
migliore regolamentazione e di una buona
governance.
ii) Rafforzamento delle capacit delle parti
interessate che operano nei settori
dell'occupazione, dell'istruzione e delle politiche
sociali; patti settoriali e territoriali di mobilitazione
per una riforma a livello nazionale, regionale e
Se ho degli aggregati di consenso
che ho costruito dentro le regioni
e nel territorio,
si comprende in modo collettivo
che ci sono degli obiettivi prioritari
e che nei primi tre anni dei sette
occorre far massa su quelli.
I regolamenti lo consentono ad un livello molto forte,
in esplicito rapporto FESR-FSE,
a livello degli Investimenti Territoriali Integrati.
Si possono combinare politiche dellistruzione
con politiche sociali, con politiche di investimento
sulla qualit urbana e dellambiente,
con politiche sui trasporti:
faccio un oggetto, un ITI,
che stacco dentro i due PO,
del FESR e del FSE.
Il territorio
e la partnership
2.5
Un ITI vero
esiste nel momento in cui
in un territorio c un partenariato
vero,che riconosce come propria
questa produzione. Se voglio integrare,
anche nello spazio,la dimensione economica
e quella sociale,la partnership un altro grande tema.
E evidente che quello che si vorrebbe
con questi regolamenti che tutti i PO esprimessero i
funzionamenti reali degli attori.
Le scelte discendenti dal principio di concentrazione,
se fatte con il partenariato sociale, diventano molto
stemperate e parte di una comune consapevolezza.
Nei regolamenti, il tema delle partnership e della
governance non un solo dire che serve,
ma dovrebbe avere una sua filosofia coerente
con tutto linsieme detto.
Pi devo concentrare, pi devo scegliere,
pi mi serve capitale sociale.
I Programmi Operativi individuano
gli ITI previsti e stabiliscono
la dotazione finanziaria indicativa
di ciascun asse prioritario
destinata a ciascun ITI.
Qualora una strategia di sviluppo
urbano o unaltra strategia o patto
territoriale, richieda un approccio
integrato che comporti investimenti
nellambito di pi assi prioritari di
uno o pi programmi operativi
lazione eseguita sotto forma di
investimento territoriale integrato.
Pu essere un cluster dentro lFSE fra
pi assi, un cluster dentro il FESR fra
pi assi, un cluster a cavallo fra FSE e
FESR su pi assi, un cluster a cavallo
con lagricoltura e con la pesca; pu
essere con il PO di unaltra regione,
oppure a livello di Stato fra PON.
La programmazione fatta a tre
dimensioni, la variabile indipendente
data dagli 11 obiettivi tematici;
su di essa si disegna il tessuto dei
rapporti fra FESR ed FSE.
Siccome il tessuto
un altorilievo,
posso leggere tutta
la mia struttura
del PO ed operare
su un territorio.
C una terza
dimensione che su
appostamenti fatti
per asse, stacca delle
quote economiche,
per una concorrenza
delle cifre da tutti gli
assi, verso una scatola
unica: un progetto
unitario con diverse
componenti pagate
dai diversi assi,
in un territorio
in cui necessario
agire con una certa
razionalit,
secondo un disegno
graduale.

Nei regolamenti
comunitari la terza
dimensione c tre o
quattro volte: pi
volte presente. Nel P.O.
ci sono anche alcuni
nuovi strumenti, che
tali propriamente non
sono: gi nella
programmazione
2000-2006, una serie
di esperienze sono
state fatte. Sono tre
strumenti, diciamo
2+1, che hanno un
ragionamento
tipicamente legato
alla parola territorio.
Il primo su cui direi
qualcosa si chiama ITI
- Investimenti
Territoriali Integrati.
E proprio un articolo
del Regolamento.
In questa programmazione
il territorio essenziale.
Se questa matrice ha due
dimensioni, dovreste vedere
il territorio come lasse z,
per un solido in cui starebbe
tutta la programmazione
stessa. Abbiamo capito
la base del parallelepipedo.
Vediamo dov
la terza dimensione.
La partnership
In corrispondenza
dellobiettivo tematico 9 - promuovere linclusione
sociale e combattere la povert -
nel FESR ci sono le priorit:
(a) investimenti nellinfrastruttura sanitaria e
sociale che contribuiscano allo sviluppo nazionale ,
regionale e locale, la riduzione delle disparit nelle
condizioni sanitarie ed il passaggio
dai servizi istituzionali ai servizi locali;
(b) il sostegno alla rigenerazione fisica ed economica delle
comunit urbane e rurali sfavorite;
(c) il sostegno a imprese sociali.
In un approccio a tenaglia,
considerando la parte corrispondentenel FSE,
si pu decidere relativamente ad un territorio con gravi
situazioni di disagio, facendo una politica in cui interviene il FESR
sullambiente urbano, lFSE tamponando la povert e rilanciando
aspetti di inclusione, con ulteriori elementi da altri assi
per potenziare lo sviluppo. Il partenariato di riferimento
il luogo di discussione per queste scelte,
con unanalisi ex-ante che offre
indicazioni importanti per
selezionare il
territorio.
2.5
Il territorio e la
partnership
Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la
povert attraverso:
i) L'inclusione attiva;
ii) L'integrazione delle comunit emarginate quali i
rom;
iii) La lotta contro la discriminazione basata sul
sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le
convinzioni personali, la disabilit, l'et o
l'orientamento sessuale;
iv) Un migliore accesso a servizi abbordabili,
sostenibili e di qualit, compresi i servizi sociali e
cure sanitarie d'interesse generale;
v) La promozione dell'economia sociale e delle
imprese sociali;
vi) Le strategie di sviluppo locale realizzate dalla
collettivit.

Conformemente
al sistema della
governance a pi livelli, gli Stati
membri associano i partner alle attivit di
preparazione dei contratti di partenariato e delle
relazioni sullo stato di attuazione, nonch alle
attivit di preparazione, attuazione, sorveglianza e
valutazione dei programmi. I partner partecipano ai
comitati di sorveglianza dei programmi. Al fine di
incoraggiare unadeguata partecipazione delle parti
sociali allazione sostenuta dallFSE, le autorit di
gestione di un programma operativo (...) garanti-
scono che un adeguato volume di risorse dellFSE sia
destinato: I) alle attivit di sviluppo delle capacit,
quali la formazione e le azioni di collegamento in
rete, nonch al rafforzamento del dialogo sociale
e attivit intraprese congiuntamente dalle parti
sociali; II) alle attivit di sviluppo delle capac-
it per le organizzazioni non governative.
Il PAC,
la piattaforma per
lo sviluppo
urbano,
il partenariato
2.6
Qui c un livello di
programmazione pi alto.
Le realizzazioni e i risultati
di un PAC sono convenuti
fra lo Stato membro e la Commissione,
contribuiscono al conseguimento
degli obiettivi specifici dei PO
e costituiscono
la base per il sostegno
a titolo dei Fondi.
I risultati si riferiscono
agli effetti diretti del Piano di Azione Comune:
anche qui c tutto il tema della misura.
Il PAC molto articolato,
proprio come
un intervento complesso
soggetto ai principi
del project management.
Esiste un terzo livello territoriale, la
Piattaforma per lo sviluppo
urbano. E ancora pi in alto. E
definita dalla Commissione assieme
agli Stati. Lelenco contiene un
massimo di 300 citt in Europa, con
un massimo di 20 citt per ciascun
Stato membro. Le citt sono
selezionate in base ai seguenti criteri:
(a) popolazione, tenendo conto delle
specificit dei sistemi urbani nazion-
ali: (b) lesistenza di una strategia per
le azioni integrate volte a far pronte
alle sfide economiche, ambientali,
climatiche e sociali - tutte assieme -
delle zone urbane. Napoli sar
candidata sicuramente dallo Stato
Italiano, in trattativa diretta con la
Commissione, a essere fra le venti
citt. La Piattaforma per lo sviluppo
urbano serve a promuovere sviluppo
di capacit (ci sarebbe in effetti qui un
tema di capacity building), creazione
di reti tra citt e scambio
di esperienze sulla politica urbana.
Questo fa parte della pi
generale strategia
scritta nei Regolamenti
comunitari sullo
sviluppo urbano
sostenibile che si legge
nel FESR. Sostiene,
nellambito dei PO,
lo sviluppo urbano
sostenibile per mezzo di
strategie che prevedono
azioni integrate per far
fronte alle sfide
economiche, ambientali,
climatiche e sociali -
tutte assieme - che si
pongono nelle zone
urbane. Almeno il 5%
delle risorse assegnate a
livello nazionale
destinato ad azioni
integrate per lo sviluppo
urbano sostenibile
delegato alle citt.

Ad un livello pi alto
dellinvestimento
territoriale integrato,
ci sono i Piani di
Azione Comune,
prevedibili dal PO.
Il Piano di Azione
Comune (PAC)
descritto dal Regola-
mento come un inter-
vento definito e gestito
in relazione ai risultati
che conseguir.
Comprende un gruppo
di progetti che non
prevedono fornitura di
infrastrutture, realizzati
sotto la responsabilit
del beneficiario (si
immagina la presenza
di un capofila
abbastanza forte)
nellambito di uno o pi
Programmi Operativi.
I Piani di
Azione Comune
Ciascuno Stato membro stabilisce nel
proprio contratto di partenariato un elenco
di citt in cui devono essere realizzate le azioni
integrate per lo sviluppo urbano sostenibile e la
dotazione annua indicativa destinata a tali azioni
a livello nazionale. Inoltre, su iniziativa della
Commissione, una quota fino allo 0,2% di tutti i soldi
che vengono dati attualmente a livello di Paese, desti-
nata ad azioni innovative nel campo dello sviluppo sosteni-
bile, che a loro volta attraversano tutti gli obiettivi tematici.
E un significativo meccanismo di ricorsione.
La novit che tutta lEuropa
accede a poter spendere lFSE
in capacity building,
non si pu evitare di farlo.
Occorre comunque prevedere
nel PO dellFSE
una copertura dellobiettivo
capacit istituzionale.
Ci non era nella precedente
programmazione.
Il Regolamento descrive
tre tipologie
di partenariato:
a) le autorit regionali, locali,
cittadine e le altre autorit
pubbliche competenti;
b) le parti economiche
e sociali;
c) gli organismi
che rappresentanola societ
civile, compresi i partner
ambientali, le organizzazioni
non governativee
gli organismi di promozione
della parit e della non
discriminazione.
La Piattaforma
per lo sviluppo urbano
Il partenariato
2.6
Il PAC,
la piattaforma
per lo sviluppo


urbano,
il partenariato
Ci sono i
criteri di misura
per verificare il rag-
giungimento della condizionalit:
stata predisposta una strategia
nazionale e/o regionale di innovazione per una
specializzazione intelligente che:
si basi su un'analisi SWOT per concentrare le risorse
su una serie limitata di priorit in materia di R&I;
definisca le misure atte a stimolare gli investimenti privati
nella RST; preveda un sistema di monitoraggio e riesame.
Lo Stato membro ha adottato un quadro indicante le
risorse di bilancio disponibili per R&S. Lo Stato
membro ha adottato un piano pluriennale di program-
mazione di bilancio e di prioritarizzazione degli investi-
menti connessi alle priorit dell'UE (ESFRI). Oltre
alle 11 famiglie di condizionalit, ci sono altre 6
famiglie di condizionalit, orizzontali: antidiscri-
minazione, parit di genere, disabilit, appalti
pubblici, aiuti di stato, normativa VAS e VIA.
Le condizionalit
ex ante
2.7
E connessa
agli Obiettivi Tematici.
Si guardi ad esempio lOT 1
Rafforzare la ricerca,
lo sviluppo tecnologico e l'innovazione.
Accanto ad esso c la condizionalit ex ante,
un obbligo dunque comunitario
dallallegato C del Regolamento comune ai Fondi
1.1. Ricerca e innovazione:
Esistenza di una strategia di ricerca
e di innovazione nazionale o regionale per una
specializzazione intelligente in linea con il
programma di riforma nazionale,
che esercita un effetto leva sulla spesa privata
in ricerca e innovazione
ed conforme alle caratteristiche di sistemi
efficaci di ricerca e di innovazione
ai livelli nazionale e regionale.
Se entro il 31.12.2016
non si mettono a posto
le condizionalit,
sono sospesi i pagamenti
per gli assi corrispondenti alle
condizionalit non soddisfatte.
La sovranit dellEnte proponente
non ne limitata, ma diventa
contrattuale in senso lato la natura
del rapporto con i Fondi europei.
Il Contratto di partenariato, ove
necessario, contiene la sintesi delle
azioni per garantire ladempimento
delle condizionalit ex ante.
La madre, la struttura di fondo,
data sempre
dagli 11 obiettivi tematici.
E stabile la matrice per FERS ed FSE,
ma sopra, per ogni obiettivo tematico,
compare una scatola
che contiene lelenco
di tutte le condizionalit ex ante
richieste per poter attuare
ci che si prevede in FESR e in FSE.
Ci sono
gruppi di lavoro
nazionali,
a cui partecipano
anche le Regioni,
che ragionano
sullo stato
di attuazione
delle condizionalit:
un lavoro
importante,
perch
raggiungere
le condizionalit
richiama
inevitabilmente
voci economiche
per la capacity
building.
Si sta andando verso
una logica di traduzione
delle politiche pubbliche
in contratti, perch
tutta la struttura
soggiacente di natura
contrattualistica.
Se non si dimostra alla
presentazione del PO
il soddisfacimento di
tutta una serie di
condizioni, si ha
lobbligo di scrivere
un capitolo che si
chiama come assolvo le
condizionalit ex ante
n cui precisato
chi lo fa, in quali tempi,
con quali verifiche
La struttura
delle
condizionalit
Il grosso della nuova
programmazione dato da
condizionalit ex ante:
non sono erogati fondi
se non vengono fatte delle cose
prima e durante.
8.2. Lavoro autonomo,
imprenditorialit e creazione di imprese:
esistenza di una strategia organica
per il sostegno alle nuove imprese,
conformemente allo "Small Business Act"
e in linea con lo gli orientamenti
in materia di occupazione
e gli indirizzi di massima
per le politiche economiche
degli Stati membri e dell'Unione,
per quanto riguarda
le condizioni propizie
alla creazione
di posti di lavoro.
8.3. Modernizzazione e raforzamento
delle istituzioni del mercato del lavoro,
comprese azioni mirate a favorire
la mobilit transnazionale dei lavoratori:
modernizzazione e raforzamento
delle istituzioni del mercato del lavoro
in linea con gli orientamenti
in materia di occupazione;
- riforme delle istituzioni
del mercato del lavoro
precedute da una chiara strategia
e da una valutazione ex ante
che comprenda la dimensione di genere.
2.7
Le condizionalit
ex ante
8.4. Invecchiamento
attivo e in buona salute:
defnizione e attuazione di politiche
per l'invecchiamento attivo
in linea con gli orientamenti
in materia di occupazione.
8.5. Adattamento di lavoratori,
imprese e imprenditori al cambiamento:
esistenza di politiche mirate a favorire
l'anticipazione e la gestione efcace
del cambiamento e della ristrutturazione
a tutti i livelli pertinenti nazionale,
regionale, locale e
settoriale.
Le condizionalit ex ante sono considerevoli.
Al punto 8 occorre dimostrare
di aver soddisfatto tutto questo
a livello di Stato e di regioni.
Nello specifco
ci sono 5 grandi condizionalit,
da 8.1 ad 8.5:
8.1. Accesso all'occupazione per le persone
in cerca di lavoro e inattive,
ivi comprese iniziative locali
per l'occupazione e sostegno alla mobilit dei lavoratori:
defnizione e attuazione di politiche attive
per il mercato del lavoro in linea con gli orientamenti
in materia di occupazione e gli indirizzi di massima
per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione,
per quanto riguarda le condizioni propizie
alla creazione di posti di lavoro.
Bisognerebbe trovare allora
ununit minima, logica, dinterfaccia di
input e di output coerente con il resto del sistema,
per azioni libere nei box, purch sia garantita
linterfaccia, la definizione di cosa ricevere
dal resto delle programmazioni.
Se si riuscisse ad avere un protocollo,
un programma rete, un programma per oggetti
su un protocollo che permette a questi oggetti di
parlarsi, si avrebbe il vantaggio
delle programmazioni glocali:
al livello globale ci sono poche regole e pochi
protocolli uguali per tutti
ed a livello locale esiste unautonomia
di funzionamento, purch sia garantito
il reciproco parlarsi.
Bisognerebbe essere middle out.

Il Position Paper
dei Servizi della
Commissione
e il documento
di Fabrizio
Barca
2.8
A pagina 9 si legge come segue.
Le undici aree tematiche
individuate dallUnione Europea
non costituiscono
nonostante lambiguit del linguaggio usato
(thematic objectives)
ipotetici obiettivi
del programma da costruire,
ma un raggruppamento possibile
delle azioni da realizzare.
In molti casi, il conseguimento
di obiettivi di sviluppo
di dati territori
richieder la contemporanea
realizzazione di azioni
provenienti da molteplici
aree tematiche.
Nel contratto di partenariato atteso,
si esplicitano quattro temi, quattro
grandi poli su cui ci si aspetta concent-
razione di risorse nel contratto di
partenariato dellItalia:
2.1. Sviluppare un ambiente favorevole
all'innovazione delle imprese;
2.2 Realizzare infrastrutture
performanti e assicurare una gestione
efficiente delle risorse naturali;
2.3 Aumentare la partecipazione
al mercato del lavoro, promuovere
l'inclusione sociale e il miglioramento
della qualit del capitale umano;
2.4 Sostenere la qualit,
l'efficacia e l'efficienza
della pubblica amministrazione.
Si ripropone un alto livello
di integrazione,
per un indirizzo in senso politico
che la Commissione vorrebbe
contrattare con lItalia. Il documento
trasversale a tutti gli 11 obiettivi, al
FESR e al FSE; un modo per leggere
tutta la struttura di Regolamento.
Metodi ed obiettivi
per un uso efficace
dei Fondi
comunitari 2014-
2020, il documento di
apertura del confronto
pubblico, elaborato da
Fabrizio Barca,
ripropone
unoperazione
di matrice e lidea di
leggere in trasversale:
per ognuna di queste
missioni vengono
individuate
provvisoriamente
le aree tematiche che
possono essere serventi
della missione.
E evidente che la
stessa area tematica
pu essere servente di
pi di una missione.

Il Position Paper
dei Servizi
della Commissione
sulla preparazione
dellAccordo di
Partenariato
e dei Programmi in
ITALIA per il
periodo 2014-2020
il documento iniziale
in cui la Commissione
dice com secondo il suo
parere lItalia, rispetto
ai fondi 2014-2020 e
cosa si aspetta per
lAccordo
di Partenariato.
C unanalisi
pesantissima
sul disastro italiano
ed una descrizione delle
priorit, non diverse da
quelle dei Regolamenti.
Middle
Out
Per rendere evidente
questa considerazione,
il documento individua 4 missioni/obiettivi
in cui possibile tradurre
lo slogan europeo per il 2020
di uno sviluppo sostenibile, inclusivo e intelligente:
1) Lavoro, competitivit
dei sistemi produttivi e innovazione;
2) Valorizzazione, gestione e tutela dellambiente;
3) Qualit della vita e inclusione sociale;
4) Istruzione, formazione e competenze.
Unipotesi finale ragionevole
per il futuro avere degli
oggetti che a livello territoriale
abbiano caratteristiche dense;
dentro funzionanti, con una
raggiunta massa critica di
densit strutturale, fuori,
sufficientemente dotati di
uninterfaccia per parlare con
un insieme di altri
oggetti, secondo un
protocollo.
Il Position Paper del 9.11.12
Il documento di Barca
del 27.12.12
Il documento
di Barca
Integrare.
Il tema ovunque importante.
E presente in Barca,
nel Position Paper,
nella struttura del corpo
dei Regolamenti fra FSE e FESR
con la dimensione del territorio
e della governance.
Il contrappeso dellintegrare
il concentrare.
Sommario
Sintesi ...............................................................................................................................................
1 LE INNOVAZIONI GENERALI DI METODO ..............................................................
1.1 Sette radicali innovazioni............................................................................................
1.1.1 Risultati attesi ................................................................................................................
1.1.2 Azioni ........................................................................................................................................................ 16
1.1.3 Tempi previsti e sorvegliati ....................................................................................................................... 18
1.1.4 Apertura.................................................................................................................................................... 19
1.1.5 Partenariato mobilitato ............................................................................................................................ 19
1.1.6 Valutazione di impatto.............................................................................................................................. 20
1.1.7 Forte presidio nazionale ........................................................................................................................... 21
2 TRE OPZIONI STRATEGICHE...................................................................................... 23
2.1 Mezzogiorno: Cittadinanza e Industria ........................................................................................................... 24
2.2 Citt .................................................................................................................................................................... 29
2.3 Aree interne ........................................................................................................................................................ 31
3 ILMETODO TEMAPER TEMA ..................................................................................... 36
4 RISULTATI ATTESI E AZIONI PER CIASCUNAAREATEMATICA........................ 39
4.1 Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione (Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione).... 39
4.1.1 Indirizzi...................................................................................................................................................... 39
4.1.2 Risultati attesi ........................................................................................................................................... 41
4.1.3 Azioni ........................................................................................................................................................ 43
4.1.4 Partenariato.............................................................................................................................................. 44
4.2 Agenda digitale (Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione,
nonch l'impiego e la qualit delle medesime)......................................................................................................................... 45
4.2.1 Indirizzi...................................................................................................................................................... 45
4.2.2 Risultati attesi ........................................................................................................................................... 46
4.2.3 Azioni ........................................................................................................................................................ 47
4.2.4 Partenariato.............................................................................................................................................. 48
4.3 Competitivit dei sistemi produttivi (Promuovere la competitivit delle piccole e medie imprese,
il settore agricolo e il settore della pesca e dellacquacoltura) ................................................................................................... 49
4.3.1 Indirizzi...................................................................................................................................................... 49
4.3.2 Risultati attesi ........................................................................................................................................... 51
4.3.3 Azioni ........................................................................................................................................................ 51
4.3.4 Partenariato...................................................................................................................
Il middle out il futuro logico
di questa programmazione
Top-down signifca partire dallalto e discendere di molto:
in qualche modo lapproccio che vuol fare
sia la Commissione che Barca.
Il correttivo del bottom-up fatto con governance locali
con le partnership, ma potrebbe avere un costo troppo alto.
Il middle out il movimento centrifugo
che parte dal mezzo e va verso lesterno.
Vado da un tema chiave che sento essere il consenso
(middle), vado su nel top e torno gi nel bottom.
E giro, in modo da garantire
la complessiva prestazione,
attorno a questi temi,
di nuclei che sono equilibrati sopra e sotto.
Siamo ormai nel mondo delle reti,
non pi nel mondo degli oggetti verticali.
Le conclusioni
di Elena Tropeano
Spero che abbiate apprezzato lafresco della nuova
programmazione che ha fatto Marco Rufno, la sua logica,
la logica del ragionamento, signifcativa e premiante.
Ci sono tanti modi possibili per raccontare
la programmazione e la strategia di Europa 2020,
molto efcaci, con esperti di altissimo livello,
ma questa rappresentazione mi appare coerente
con limpostazione, il metodo e gli obiettivi
del Laboratorio Smartpuglia. La tendenza stata
quella di dare una visione di insieme in cui tutte le
parti fossero interconnesse. Non a caso, nei labora-
tori di progettazione, che agiranno in modo pi
fccante, applicheremo e approfondiremo
il metodo del PCM, che tende a tenere insieme,
nella logica, tutte le cose.
2.8
Il Position Paper
dei Servizi
della Commissione
e il documento
di Fabrizio
Barca

Laboratorio
Smartpuglia
Marco Ruffino
Strategia Europa 2020:
un approccio discontinuo e concreto per
programmare i nuovi fondi strutturali
Tecnopolis / Valenzano Bari
22 gennaio 2013
ore 9.00 - 13.30
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CRISTINA SUNNA
ALESSANDRA MAROCCIA
MONICA LUISI
ANNA RITA PETRONELLA
(GIANNA PINTO
ALFREDO LOBELLO
MARIA ROSARIA SICONOLFI
ANGELA VALERIO
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GAETANO GRASSO
GIORGIA BATTISTA
PALMA MALLARDI
SABRINA SANSONETTI
ROSSELLA BRATTA
MARIA ROSARIA CERVELLI
ALESSANDRA BIANCO
LUIGI BRUNO
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ADELE STEFANIA GAGLIARDI
BIANCA BELLINO
ANNIBALE D'ELIA
ANNATONIA MARGIOTTA
GELSOMINA MACCHITELLA
CARLA CAPODIFERRO
MARIA PUTIGNANO
LUIGI FRANCIOSO
ANGELA MANDES
MARIA TERESA L'ABBATE
DANIELA SCHIAVONI
ANTONELLA FRANZOSO
GIOVANNI POLI
MARIA TERESA MARTIRE
TIZIANA CORTI
NUNZIA MARCELLA PETRELLI
Laboratorio
Smartpuglia
Incontro di autovalutazione
Smart Regional Innovation Meeting
Tecnopolis / Valenzano Bari
19 febbraio 2013 ore 9.00 - 17.30
III
Lincontro di autovalutazione
Smart Regional Innovation
Meeting rappresenta la terza
tappa di un laboratorio nel cui
sviluppo le azioni innovative
emerse contribuiranno a
costruire le prospettive
programmatiche della Regione
Puglia, nella logica della
integrazione delle politiche
della Smart Specialization.
La condivisione
tra gli attori chiave
dellinnovazione in Puglia
con un metodo di confronto
basato sull'autovalutazione,
con specifico riferimento
ai dieci punti del programma
Innovation Union.
Lindividuazione di criticit, azioni e priorit
per rafforzare lautovalutazione.
Il coinvolgimento, la co-progettazione,
lempowerment attraverso lapplicazione
di metodi e strumenti partecipativi,
tecniche per la creativit e linnovazione.
Il potenziamento e lallargamento
della comunit di pratica
degli innovatori.
Le immagini del workshop
dei territori, portatori di competenze
che andranno ad arricchire
strategie e policy design.
Il Laboratorio, pertanto, sta seguendo
nel suo sviluppo diversi capitoli: eventi
allargati, momenti di progettazione pi
ristretti, focus group, workshop,
costruendo cos il suo percorso
con gli stessi partecipanti.
Lincontro di autovalutazione si
tenuto presso la sede di Tecnopolis a
Valenzano (Bari), il 19 febbraio 2013.
Ha coinvolto 80 protagonisti
dellinnovazione attuale e futura in
Puglia: dirigenti e funzionari regionali
coinvolti in azioni relative
allinnovazione insieme al sistema
regionale delle Agenzie e societ in
house, referenti e protagonisti del
sistema universitario, dei distretti
tecnologici e produttivi, organizzazioni
sindacali, associazioni datoriali di
categoria, Anci e Upi. Il workshop ha
previsto sessioni di lavoro, analisi e
approfondimento e
sessioni co-creative di
gruppo, con tecniche
partecipative e
di visualizzazione.
Tre le fasi:
a) autovalutazioni
individuali, interperso-
nali e dellattitudine del
territorio
allinnovazione;
b) autovalutazione
Innovation Union (IU)
con sessioni di brain-
storming interattivo
basate sul mosaico
digitale MODI.
c) dallautovalutazione al
miglioramento continuo:
lavori in gruppo di
prototipazione veloce
per elaborare proposte
migliorative rispetto
allautovalutazione IU.
Lo scenario di
riferimento del Labora-
torio costituito in
parte dalle politiche di
innovazione realizzate
finora, in parte dalle
prospettive della nuova
programmazione.
Lidea forza che lo
muove quello
dellintegrazione, tra
gli attori delle politiche
e le strutture organizza-
tive che le realizzano,
per acquisire strumenti
per una progettazione
di qualit. Le metodo-
logie di progettazione
partecipata che lo
stanno caratterizzando
serviranno a mettere
insieme le voci dei vari
attori: dellamministra-
zione e degli stakeholder
Lavvio dei
lavori
3.1
Gli obiettivi
della giornata
di lavoro
Iniziativa faro Europa 2020
L'Unione dell'innovazione
Il saluto
di Adriana Agrimi,
Dirigente Servizio Ricerca
Industriale e Innovazione
della Regione Puglia
Alla proposta di trascorrere
unintera giornata insieme
per tentare di costruire
la strategia regionale
per la Smart Specialization
basata su ricerca e innovazione,
avete reagito con grande entusiasmo,
dimostrando a tutto il sistema
che avete grande volont di protagonismo
e, allo stesso tempo,
di mettervi in discussione.
Lautovalutazione ci pu dare
la possibilit di capire dove siamo
ma anche quanto manca allobiettivo
di sviluppo complessivo.
Lintroduzione
di Elena Tropeano,
Responsabile della Linea A.2
del progetto Capacity SUD
La giornata di oggi mira a concentrare le energie e chiarire gli
obiettivi di una politica fondamentale come quella della Smart
Specialization. Facendo riferimento al titolo del nostro
progetto, intendiamo il termine Capacity come capacit
diffusa dintegrazione, di produrre politiche che dialoghino
tra loro, che si autovalutino come nella giornata di oggi e
che contribuiscano insieme allo sviluppo del territorio.
Il secondo termine del titolo del progetto Sud:
un termine a cui tengo particolarmente. Si riferisce a un
Sud che, come sappiamo, sparito dal dibattito politico,
istituzionale e culturale; se non ci fosse stato il Ministro
Barca sarebbe sparito anche dallazione di Governo.
Il Ministro lo ha rilanciato positivamente,
con grande operativit e impegno personale.
Voi che rappresentate leccellenza di questo Sud
potete portare la vostra esperienza
anche come elemento propositivo
nei confronti delle altre amministrazioni.
Il documento
Innovation Union
la base di partenza
del 3 laboratorio
SmartPuglia
di
Capacity SUD
Innovation
Union
una delle sette
iniziative
FARO
presentate
dalla Commissione Europea
nell'ambito della pi ampia
strategia Europa 2020
per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva.
Il programma,
attraverso un vero e proprio decalogo,
intende utilizzare gli interventi pubblici
per stimolare il settore privato
e rimuovere gli ostacoli che
impediscono alle idee
di raggiungere il mercato.
Si considera che
promuovere la ricerca e linnovazione
costituisca una modalit
dintervento essenziale.
E presentata come tale ai cittadini
per sostenere la concorrenzialit
e la creazione di posti di lavoro,
affrontare le principali problematiche
atte a ripercuotersi sulla societ
e migliorare la qualit della vita.
Lintervento pubblico in tutti i contesti pertinenti,
tra i quali listruzione e lacquisizione di competenze,il funzionamento dei
mercati di prodotti e servizi, i mercati finanziari, i mercati del lavoro, lattivit
e il contesto imprenditoriali, la politica industriale, la coesione/pianificazione
del territorio, le infrastrutture/TIC e la fiscalit, e pi generalmente a tutti i livelli
concepito e realizzato in un quadro strategico coerente e integrato, incentrato
sullo stimolo allinnovazione e sul rafforzamento della base di conoscenze.
Laddove politiche e finanziamenti si concentrano su specifici obiettivi prioritari,
questi riguardano sempre pi spesso la ricerca di nuove soluzioni alle grandi
problematiche atte a ripercuotersi sulla societ, quali limpiego efficiente
delle risorse, il cambiamento climatico, la salute e
linvecchiamento, oltre che la valorizzazione dei
vantaggi concorrenziali derivanti dalla
scoperta di soluzioni
a tali problematiche.
Il settore pubblico di per s
un fattore dinnovazione.
Il settore pubblico fornisce incentivi per stimolare
linnovazione allinterno delle organizzazioni
che ne fanno parte oltre che nellofferta di servizi pubblici.
Le autorit ricorrono attivamente ad appalti pubblici
per impiegare soluzioni innovative atte a migliorare lofferta
di servizi pubblici. I bandi di gara sono basati su prestazioni
specificate in funzione dei risultati ed i contratti vengono
aggiudicati in base a criteri qualitativi che favoriscono
le soluzioni innovative, quali lanalisi del ciclo di vita,
piuttosto che in base al prezzo pi basso. Si sfruttano anchele
possibilit di aggiudicare congiuntamente gli appalti
pubblici. Ove possibile i dati in possesso
di enti pubblici sono forniti gratuitamente
a titolo di materiale utile
ai fini dellinnovazione.
Lelaborazione e lattuazione
di politiche nel campo
della ricerca e dellinnovazione
sono pilotate ai massimi livelli politici
e basate su una strategia pluriennale.
Politiche e strumenti utilizzati
mirano a sfruttare i punti di forza
nazionali/regionali, attuali o nascenti,
in un contesto UE
(specializzazione intelligente).
Una struttura centralizzata efficace e stabile, tipicamente gestita ai massimi
livelli, definisce gli orientamenti operativi di massima su base pluriennale e ne
assicura unattuazione sostenuta e adeguatamente coordinata. Questa struttura
si vale dellappoggio di reti che riuniscono tutte le parti interessate quali imprese,
autorit regionali e locali, assemblee parlamentari e cittadini, favorendo in tal
modo una cultura dellinnovazione e instaurando un clima di fiducia reciproca
tra il mondo della scienza e la societ.
Una strategia pluriennale definisce un numero limitato di obiettivi prioritari,
previa analisi internazionale dei punti di forza e delle carenze
a livello nazionale e regionale e delle occasioni emergenti
(specializzazione intelligente) e stabilisce
un quadro programmatico e finanziario
prevedibile.
Tale strategia
tiene debitamente conto
degli obiettivi prioritari
fissati dallUE, evitando cos
doppioni superflui e la frammentazione
degli sforzi, e si adopera attivamente
per sfruttare le possibilit
di programmazione congiunta
e di cooperazione transfrontaliera
e leffetto leva degli strumenti dellUE.
La cooperazione bilaterale con paesi terzi
si basa su una strategia chiara
ed coordinata ove possibile
con gli altri Stati membri dellUE.
Esiste gi un efficace sistema di controllo e di verifica,
che si avvale pienamente
di indicatori di riuscita pratica,
parametri di valutazione
definiti a livello internazionale
e strumenti di valutazione ex-post.
fortemente
incoraggiata
la costituzione di partnership
tra istituti di insegnamento superiore,
centri di ricerca e imprese a livello regionale,
nazionale e internazionale.
Nella misura del possibile, le attivit di ricerca
sono corredate di strumenti per sostenere
la commercializzazione di idee innovative.
Esistono politiche e strumenti,
quali poli dinnovazione/della conoscenza,
piattaforme per il trasferimento delle conoscenze e sistemi di voucher,
per incoraggiare la cooperazione e lo scambio delle conoscenze
e per creare un ambiente di lavoro pi favorevole alle PMI.
Ricercatori ed innovatori possono passare facilmente
da un istituto pubblico a uno privato e viceversa.
Le disposizioni in tema di titolarit dei diritti di propriet
intellettuale sono trasparenti ed esistono sistemi di scambio
e di sostegno per facilitare il trasferimento delle conoscenze
e la creazione di imprese nate dalla ricerca universitaria
e attirare investitori (anche di capitali di ventura)
e business angels.
Non vi sono ostacoli alla costituzione ed al funzionamento
di partnership e collaborazioni transfrontaliere.
LALLEGATO I
Strumenti per
lautovalutazione
definisce le
Caratteristiche salienti
di sistemi efficaci di
ricerca e di innovazione
ai livelli nazionale
e regionale
Lattuazione
della politica
dellinnovazione
ha una portata che va al di
l della ricerca tecnologica
e delle sue applicazioni.
Viene attivamente promosso un concetto pi ampio
dinnovazione, che comprenda linnovazione nel campo
dei servizi, miglioramenti dei processi e cambiamenti
organizzativi, modelli aziendali, strategia commerciale,
strategia di marca e design, non da ultimo per mezzo
di un maggior numero di attivit interdisciplinari
cui partecipano gruppi di utilizzatori o di consumatori
in quanto elementi importanti per uninnovazione aperta.
Si elaborano in modo coerente politiche incentrate sullofferta
e sulla domanda,utilizzando la capacit di assorbimento
del mercato unico e potenziandola.
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INNOVAZIONE
SOCIO-TECNOLOGICA
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I 10 punti InnovationUnion
Ricerca ed innovazione beneficiano
dinvestimenti pubblici adeguati
e prevedibili, orientati in particolare
ad incoraggiare gli investimenti privati.
generalmente riconosciuto che i finanziamenti pubblici
svolgono un ruolo importante nel rendere disponibile
uninfrastruttura delle conoscenze di elevata qualit
e nello stimolare il mantenimento delleccellenza
nellistruzione e nella ricerca, in particolare garantendo
laccesso ad infrastrutture di ricerca di livello mondiale,
rafforzando le capacit scientifiche e tecnologiche a livello regionale
e sostenendo linnovazione specialmente in periodi di recessione economica.
Di conseguenza gli investimenti pubblici in istruzione,
ricerca ed innovazione sono classificati per ordine di priorit
e iscritti a bilancio nel quadro di piani pluriennali
al fine di garantirne la prevedibilit e gli effetti a lungo termine,
se necessario grazie anche al ricorso ai Fondi strutturali.
I finanziamenti pubblici mirano a stimolare e potenziare
gli investimenti del settore privato. Si stanno studiando e sperimentando
modalit di finanziamento innovative (ad esempio partnership pubblico/privato)
e incentivi tributari. Si stanno parimenti attuando
riforme volte a tener conto dellevoluzione in corso
ed a garantire un rendimento ottimale
del capitale investito.
Il contesto favorevole agli i
in attivit di R&S, allo spirito
imprenditoriale e allinnovazione.
Le politiche volte a promuovere linnovazione,
lo spirito imprenditoriale e la qualit dellambiente in cui operano
le imprese sono strettamente correlate.
Esistono condizioni favorevoli per stimolare la crescita di un vigoroso
mercato dei capitali di ventura, specialmente per quanto riguarda
gli investimenti di imprese ai primi passi.
Conformemente allo Small business act31 per lEuropa,
le norme applicabili alla costituzione ed alla gestione di una nuova impresa
sono semplici e concepite partendo dalla prospettiva delle PMI.
Il quadro giuridico trasparente e aggiornato.
Le disposizioni sono applicate correttamente.
I mercati sono dinamici e competitivi.
La disponibilit ad assumere rischi incoraggiata.
La normativa in tema di fallimenti favorisce la riorganizzazione finanziaria
delle imprese. Gli imprenditori che hanno fallito nella loro prima attivit non
vengono discriminati in alcun modo.
Esiste un sistema efficiente, accessibile ed efficace di protezione della propriet
intellettuale, che stimola linnovazione e mantiene gli incentivi
allinvestimento. Il mercato di prodotti e servizi innovativi
tenuto costantemente aggiornato
grazie ad un efficace sistema
di normazione.
Gli aiuti
pubblici a favore della
ricerca e dellinnovazione
nellambito delle imprese sono sem-
plici, di agevole accesso e di alta qualit
A livello di UE esiste un numero limitato di regimi di sostegno mirati, chiara-
mente differenziati e di facile accesso che forniscono aiuti e rimediano a carenze
chiaramente individuate del mercato in fatto di finanziamenti privati
allinnovazione.
Gli aiuti finanziari sono adeguati alle necessit delle imprese, in particolare
delle PMI. Si d risalto ai risultati ottenuti piuttosto che a mezzi di
produzione e controlli. La burocrazia ridotta al minimo, i criteri di
selezione sono chiari e i termini di contrattazione e di pagamento sono i
pi brevi possibile. I regimi di finanziamento sono regolarmente oggetto
di valutazioni e analisi parametriche comparate con analoghi regimi
di altri paesi.
I finanziamenti nazionali sono assegnati nel quadro di procedure di
valutazione internazionali e incoraggiano la cooperazione
transnazionale. Norme, procedure e calendari sono armonizzati
per facilitare la partecipazione ai programmi dellUE e la
cooperazione con altri Stati membri.
Vengono spesso concessi aiuti specifici a giovani societ
innovative per aiutarle a commercializzare rapidamente le
loro idee e promuovere la loro internazionalizzazione.
Il Workshop
ha utilizzato
i 10 punti
del Programma
Innovation
Union
aggregandoli
in 5 ambiti
tematici
Il sistema educativo,
formazione compresa,
fornisce la combinazione
appropriata di competenze.
Esistono politiche e incentivi per garantire un
numero sufficiente di diplomi del terzo ciclo in
scienze, tecnologie, ingegneria e matematica cos
da garantire la disponibilit di una combinazione
appropriata di competenze nella popolazione
(grazie anche ad un sistema educativo e di formazione
professionale valido) nel medio e lungo termine.
I programmi distruzione e formazione sono concepiti per
sviluppare la capacit delle persone di apprendere e di
acquisire competenze trasversali quali il pensiero critico,
la soluzione di problemi, la creativit, lo spirito di squadra,
e capacit interculturali e di comunicazione. Si presta particolare
attenzione alla necessit di colmare eventuali lacune nelle compe-
tenze importanti per linnovazione. Lo spirito imprenditoriale occupa
un posto di primo piano nei programmi distruzione e formazione,
con un forte incoraggiamento alla costituzione di partnership
tra listruzione formale e altri settori a tale scopo.
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Leccellenza costituisce
un criterio fondamentale
per elaborare politiche nel campo
della ricerca e dellistruzione.
I fondi per la ricerca vengono sempre pi spesso assegnati
su base concorrenziale e vi sono validi motivi per perseguire
lequilibrio tra finanziamenti istituzionali e finanziamenti
riferiti a specifici progetti. La valutazione degli istituti di
ricerca si effettua in base a criteri riconosciuti a livello
internazionale e i progetti sono selezionati in base alla qualit
delle proposte e dei risultati previsti, con la possibilit di un
esame esterno tra pari. I ricercatori beneficiano
di finanziamenti che non tengono conto delle barriere
esistenti tra paesi ed istituti. I risultati della
ricerca finanziata con risorse pubbliche
sono protetti e pubblicati
in un modo tale da
incoraggiarne
limpiego.
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LALLEGATO I
Strumenti per
lautovalutazione
definisce le
Caratteristiche salienti
di sistemi efficaci di
ricerca e di innovazione
ai livelli nazionale
e regionale
INVESTIMENTI
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Il contesto favorevole agli investimenti privati
Gli istituti
dinsegnamento superiore
e gli istituti di ricerca godono
dellautonomia necessaria per poter organizzare
le loro attivit nei settori dellistruzione, della ricerca
e dellinnovazione, applicare metodi di assunzione aperti
e attingere ad altre fonti di finanziamento,
quali donazioni filantropiche.
Linquadramento giuridico,
finanziario e sociale delle carriere nella ricerca,
dottorati compresi, offrono condizioni
sufficientemente interessanti
sia per gli uomini che per le donne
in riferimento ai livelli internazionali,
ed in particolare a quello statunitense.
In questo ambito rientrano condizioni favorevoli
ad un buon equilibrio tra vita privata e vita professionale
nonch a sviluppo e formazione professionali.
Sono previsti incentivi per attirare talenti
di livello internazionale.
6 6
COMPETENZE
Il workshop entra nel vivo.
Lautovalutazione
finalizzata
al progressivo
avvicinamento
ai temi centrali
dellinnovazione.
Lautovalutazione
stata articolata
su 3 quesiti
corrispondenti
a 3 livelli percettivi:
1.1 - la dimensione PERSONALE, intesa come il
valore che ogni partecipante attribuisce a se stesso
in merito alla propria capacit di contribuire
al processo di innovazione
1.2 - la dimensione INTERPERSONALE, connessa
alla percezione di quanto gli altri (in senso lato)
facilitino o ostacolino il contributo soggettivo
al processo di innovazione
1.3 - la dimensione legata alla valutazione
dellinnovativit del territorio
di cui si fa parte.
Le immagini della Fase 1
Sebbene risultati
tendenzialmente alti siano
attesi, considerando la provenienza
dellaudience e il generalizzato orientamento
ai temi dellinnovazione e dello sviluppo,
il primo questionario comunque fornisce elementi di
riflessione sulle possibili aree di miglioramento
personale. Completata la valutazione, i partecipanti sono
invitati a scegliere un collega con cui scambiare
il questionario appena compilato e condividerne
contenuti ed interpretazione.
Lo scopo non quello di esprimere un
giudizio rispetto agli altri, molto difficile da
oggettivare, ma fare emergere la percezione
di quanto gli intervistati si sentano in grado
di esprimere le proprie potenzialit
nel contesto in cui operano.
Nonostante il disorientamento iniziale legato alla
non univocit delloggetto della valutazione,
i risultati evidenziano una notevole omogeneit nel ritenere
che gli altri siano decisamente meno equipaggiati
per favorire il processo di innovazione e sviluppo.
1.2
Lautovalutazione
interpersonale
Loggetto della valutazione
rappresentato da tutte le persone,
enti e organizzazioni, con cui ognuno
dei partecipanti viene
sistematicamente in contatto
nel normale svolgimento delle proprie
mansioni e nelladempimento
del proprio ruolo.
1.3
La valutazione dellattitudine
allinnovazione
del territorio
(Scala di North)
Il terzo quesito introduttivo alle
attivit condotte attraverso
il mosaico digitale verte
sulla percezione soggettiva di quanto la
Puglia si ponga tra due estremi di
bassa o alta attitudine
all'innovazione.
Il quesito si basa sulla
scala dellignoranza
sviluppata da Klaus
North per analizzare le
regioni intelligenti
(smart) e ignoranti
(stupid).
Per facilitare
lautovalutazione su
ogni elemento della
scala di North posta
una domanda per
ciascuno dei 10 punti
che la compongono.
1.1
Lautovalutazione
personale
Il primo quesito
ha lo scopo di fungere
da rompi-ghiaccio
per linizio dei valori,
ma allo stesso tempo
quello di consentire ad
ogni partecipante di
prendere contatto con
le convinzioni
sulla propria capacit
di dare un contributo
significativo al processo
di innovazione.
Fase 1
Autovalutazioni
individuali,
interpersonali,
dellattitudine
del territorio
allinnovazione
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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AUTOVALUTAZIONE
INTERPERSONALE
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1.3
Nella medesima scala di
valutazione da 1 a 7,
utilizzata per tutto il work-
shop, il punteggio pi basso e
quello pi alto corrispondono
rispettivamente a minima e
massima attitudine
all'innovazione, considerando
specifiche capacit
del territorio.
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3.2
3 domande
per 3 livelli
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III
IV
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VI
VII
VIII
Dimensioni
a
confronto
BASSA ATTITUDINE
ALL'INNOVAZIONE
(IGNORANZA)
Chiusura
Cecit
Followership
Isolamento
Autoreferenzialit
Uso non etico del capitale intellettuale
Regressione
Individualismo
Letargia
Nessun Rischio
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ALTA ATTITUDINE
ALL'INNOVAZIONE
(INTELLIGENZA)
Apertura
Visione
Leadership
Coesione
Apertura al confronto e modestia
Uso etico del capitale intellettuale
Apprendimento
Connettivit
Iniziativa
Sperimentazione
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1.1
Su una scala
da 1 a 7, come valuto in
me come individuo
queste caratteristiche rispetto alla mia
capacit di essere attore e
promotore dellinnovazione?
I II III IV V VI VII VIII
1.2
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I II III IV V VI VII VIII
I. Competenze
tecniche
II. Apertura
al cambiamento
III. Capacit di confronto
con realt internazionali
IV. Visione strategica
V. Proattivit, iniziativa e coraggio
VI. Capacit di cogliere i segnali globali
di cambiamento e le opportunit
VII. Capacit operativa
di gestione dei progetti
VIII. Orientamento alla sostenibilit sociale,
ambientale ed economica
Come valuto
queste caratteristiche
nelle persone/enti/organizzazioni
con cui mi interfaccio nellambito del mio
ruolo, rispetto alla loro capacit di essere attori e
promotori dellinnovazione?
1.3
ATTITUDINE
ALLINNOVAZIONE
DEL TERRITORIO
(RISULTATI)
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1. Cogliere nuove idee di tendenza e sviluppo
(APERTURA)
2. Sviluppare visioni e valori condivisi (VISIONE)
3. Motivare e condurre con decisioni trasparenti e
oneste verso obiettivi condivisi (LEADERSHIP)
4. Colmare divari tra giovani e anziani,
poveri e ricchi, locali e immigranti (COESIONE)
5. Valutare i propri punti di forza, debolezza, i limiti e
vincoli (APERTURA AL CONFRONTO E MODESTIA)
6. Usare a pieno il capitale intellettuale in maniera sosteni-
bile ed etica (USO ETICO DEL CAPITALE
INTELLETTUALE)
7. Trarre lezioni, innovare e cambiare (APPRENDIMENTO)
8. Creare reti tra persone (comunit) e usare i poteri di
connessione (reti interpersonali, sociali, internet)
(CONNETTIVITA)
9. Mobilizzare le persone e creare uno spirito di rinnovamento
(INIZIATIVA)
10. Sperimentare nuove soluzioni, dare libert di
gioco e consentire errori
(SPERIMENTAZIONE)
CARATTERISTICHE
PER LINNOVAZIONE
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Le immagini della fase 2

Lautovalutazione
secondo Innovation Union
Su ciascun punto data
una valutazione dai partecipanti tutti.
In base a questa, per ciascun ambito,
si svolge una discussione facilitata
con le tecniche del mosaico digitale,
che stimolano la partecipazione attiva
e lespressione delle proprie opinioni.
Ogni set di autovalutazione
accompagnato dalla trasposizione
istantanea dei contenuti in fogli
di sintesi collettiva.
Questa scrittura manuale fluida,
attuata in backstage, offrir ai tavoli,
durante la terza fase del workshop,
uno strumento sintetico di
visualizzazione, per le previste attivit
di brainstorming e prototipazione
veloce, finalizzate al miglioramento
delle strategie e delle politiche, utili a
migliorare il punteggio
nelle autovalutazioni.
A seguire,
sono letti ad alta voce
da due partecipanti
volontari i punti
Innovation Union di
ogni ambito, la relativa
autovalutazione e le
evidenze oggettive
dellautovalutazione:
i fattori positivi
e i fattori negativi,
con limmediata
evidenza, per ciascun
punto, della media
di valutazione
risultata dalle
votazioni.
Nella seconda fase
del workshop
sono introdotti,
attraverso una lettura
ad alta voce,
i 10 punti del
programma
Innovation Union
da alcuni attori
dellinnovazione
regionale presenti ai
lavori e autopropostisi
come volontari,
secondo il
raggruppamento
in cinque ambiti
tematici.
Le Politiche
della
Ricerca
e
lInnovazione
LAutovalutazione IU:
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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Si considera che
promuovere
la ricerca
e l'innovazione
costituisca una modalit
dintervento essenziale.
E presentata come tale ai cittadini
per sostenere la concorrenzialit
e la creazione di posti di lavoro,
affrontare le principali problematiche
atte a ripercuotersi
sulla societ e migliorare
la qualit della vita.
AUTOVALUTAZIONE 4,6
Fase 2
3.3
Innovation
Union
La Bussola
dellInnovazione
L'elaborazione
e l'attuazione
di politiche
nel campo della ricerca e
dellinnovazione sono pilotate
ai massimi livelli politici e
basate su una strategia pluriennale.
Politiche e strumenti utilizzati
mirano a sfruttare i punti di forza
nazionali/regionali,
attuali o nascenti,
in un contesto UE
("specializzazione intelligente").
AUTOVALUTAZIONE 4,8
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Mosaico
di
autovalutazione
1+2
Politiche di Ricerca
e Innovazione
Politica
concentrata di
pi sulla visibilit,
che sui bisogni reali.
Inadeguata capacit del livello
politico di progettare strategie nuove
per problemi reali. Inadeguatezza del messaggio.
Poca attenzione allambiente. Poca attenzione alla
comunicazione per la cittadinanza, non consapevole delle
politiche regionali. Pensare di introdurre innovazioni solamente con
gli strumenti della burocrazia senza preoccuparsi della mentalit del
territorio. Scarsa capacita di comunicare e trasferire alla opinione
pubblica una visione strategica dinsieme del sistema regionale
dellinnovazione. Scarsa capacit di veicolare efficacemente i risultati
conseguiti. Difficolt del territorio di fare sistema. Identificazione dei
punti di forza inefficace. Lentezza dellazione amministrativa.
Eccesso di burocrazia. Semplificazione delliter amministrativo
inadeguata. Bassa qualit della progettazione dei partecipanti agli
avvisi. Attenzione incostante sullinnovazione. Politica a lungo
termine poco condivisa. Scollamento tra gli orientamenti dallalto e il
recepimento dal basso. Riduzione dei processi partecipativi.
Autoreferenzialit. Poca diffusione della
consapevolezza del ruolo guida. Capacit di
valorizzare forze positive ma non di migliorare
quelle deboli. Poca coesione
e poco dialogo tra diverse
politiche.
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Visione
strategica di insieme
nella Strategia Regionale
sullInnovazione.
Centralit dellinnovazione nel discorso e
nellazione politica nella ricerca industriale,
attivati e realizzati il 90% degli interventi previsti
dai programmi comunitari.
Visione strategica delle azioni nel campo
della ricerndustriale: gli interventi realizzati sono stati sottoposti
alla valutazione di organismi indipendenti.
Coerenza e organicit degli interventi programmati.
Linnovazione declinata in diversi ambiti: innovazione
trasversale e non tema verticale. Impegno e buona volont.
Grande attenzione alle capacita espresse dal territori.
Comunicazione, Iniziative di premialit.
Le politiche regionali nascono da una visione strategica
dell innovazione pervasiva rispetto a tutti gli ambiti.
Le politiche europee stimolano positivamente
lintervento regionale sulla ricerca e innovazione.
C attenzione ai nuovi settori emergenti
e non esclusivamente a quelli tradizionali
e di punta nelle politiche regionali.

Annibale D'Elia
Dirigente dellUfficio
Politiche Giovanili
della Regione Puglia
Sono onorato di esprimere questo intervento rappresentando
il punto di vista della Regione.Ho pensato di interpretare
questo contributo indicando cinque punti d'ispirazione.
La prima ispirazione la centralit' dell'innovazione:
una innovazione che non soltanto quella tecnologica. Possiamo
dire infatti che non esiste innovazione
se non c' innovazione sociale o se non avviene
un cambiamento di mentalit.
Un buon modo per descrivere quello che facciamo
cercare di contribuire al cambiamento di mentalit.
La seconda ispirazione la programmazione
di medio e lungo periodo. Di questo aspetto siamo
contenti perch ormai sono sette anni che la prati-
chiamo. Ci dimostra che certe parole sono entrate
nel senso comune di una generazione e anche il lavoro
del cambiamento di mentalit non finisce mai, direi
che il valore positivo dovrebbe tendere all'infinito.
Il quarto punto
il ruolo dei giovani,
al quale tengo particolarmente.
In questo i giovani rappresentano
i nuovi sguardi che aiutano a riconoscere i propri problemi.
L'ultimo punto molto presente nella letteratura europea
e si collega all'idea che alcune delle cose
maggiormente positive tra quelle
che ci sono successe sono quelle inattese.
Non tutto si pu affidare alla programmazione.
Rubo le parole a un esperto americano d'innovazione:
Quando si coltiva l'innovazione alla vecchia maniera,
si ara il campo e si semina,
ma se si vuole fare innovazione in senso stretto
si deve coltivare nella foresta pluviale,
dove non sai cosa nascer.
Se sai gi cosa nascer
non stai facendo innovazione.
Hai bisogno di una dimensione di apertura
e di sorpresa che una componente ineliminabile.
Inutile dire quale sia la centralit
dei giovani in questi temi.
Il terzo punto
che questo ragionamento
sulla cultura anche
un ragionamento sullecosistema.
Risiede nella letteratura
internazionale e anche
nella legislazione nazionale
che l'ecosistema sia
tra le parole chiave dellinnovazione.
L'innovazione non si compra,
ma viene generata da un equilibrio.
Esistono dunque dei punti di vista
che legano lecosistema e che favoriscono
linnovazione e altri che la impediscono.
Esistono infatti delle mentalit
che non sono affatto amiche dell'innovazione,
bens della conservazione.
Questo definisce la sfida che abbiamo di fronte.
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Adriana Agrimi
Dirigente Servizio Ricerca Industriale e
Innovazione
della Regione Puglia
I primi due punti ci propongono
alcuni spunti di riflessione
che voglio condividere con voi.
La prima domanda riguarda lessenzialita delle politiche
dellinnovazione rispetto al sostegno dello sviluppo com-
petitivo delle imprese e il contestuale apporto in termini di
posti di lavoro. I soggetti presenti oggi compongono un
quadro complessivo di cui ciascuno ha singolarmente una
particolare consapevolezza, la quale bene si sviluppi diven-
tando sempre pi ampia, inclusiva, facendo dei singoli attori un
sistema, che corrisponda anche con il sistema delle politiche
regionali. In questo senso, volendo citare qualche buona pratica, il
piano di lavoro del 2011 stato un passaggio importante che
segnato la diversa modalit di percepire l'obiettivo che ha
coinvolto diversi servizi. Unesperienza che ha
avviato questo modo di procedere,
affrontando i problemi con
macro obiettivi.

con quelli sociali, obiettivi e sfide del cambiamento
e della trasformazione della societ.
Quello della specializzazione intelligente un percorso
che questa regione pu affrontare puntando
non esclusivamente sulle eccellenze,
bens affidandosi a sistemi che interagiscono tra
di loro riconoscendo le proprie competenze e
imparando ad agire in maniera sistemica.
Perch si possa attuare questo percorso
esistono oggi i presupposti. Alcuni dei
soggetti presenti sono gli snodi di
questo percorso; assieme a una
capacit istituzionale potenziata
noi potremo consegnare
l'ownership di questa politica
a una cittadinanza che
speriamo pi attiva.
Questo percorso mette insieme gli obiettivi della competitivit



Innovazione
socio-tecnologica
e partenariati
LAutovalutazione IU:
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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Lattuazione
della politica
dell'innovazione
ha una portata
che va al di l
della ricerca tecnologica
e delle sue applicazioni.
AUTOVALUTAZIONE 5,1
Fase 2
Innovation
Union
La Bussola
dellInnovazione
fortemente
incoraggiata
la costituzione
di partnership
tra istituti di insegnamento superiore,
centri di ricerca e imprese
a livello regionale,
nazionale e internazionale.
AUTOVALUTAZIONE 5,5
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7
Mosaico
di
autovalutazione
3+7
Innovazione
socio-tecnologica
e partenariati
Bassa capacit
delle imprese di fare
ricerca e di fare rete.
Isolamento e assedio allinterno del
sistema. Le politiche sono positive, ma
manipolate. Forte consapevolezza nella PA ,
ma scarsa maturit del sistema.
Scarsa promozione di partenariati internazionali.
Un imbuto che porta tutto su un sistema economico vecchio.
Debolezza della qualit del dialogo.
Scarso livello di accompagnamento politico.
Maggiore attenzione a partnership internazionali.
Incapacit di ascolto dei bisogni del territorio.
Incapacit di confrontarsi sul livello internazionale con un identit
nazionale pi coesa Lattuazione delle politiche di innovazione agisce
dallalto e non coinvolge il cambio di mentalit sul territorio.
Mancato passaggio dalla gara di appalto a meccanismi PPP
(Partenariato Pubblico Privato) e P.F. (Project Financing) .
Inefficacia e scarsa innovativit
dei metodi di coinvolgimento del partenariato.
Integrazione della ricerca e delle imprese non accompagnata
dal coinvolgimento di animazione delle associazioni di
rappresentanza delle imprese.
Capacit di ascolto ancora limitata.
Difficolt di attuare reali
programmi integrati.
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Promozione forte
di partenariati ampi.
Stimolo del partenariato
tra soggetti diversi.
Universit pi aperta al territorio.
Promozione di partenariati regionali.
Confronto costante con esperienze transnazionali.
Politiche del lavoro innovative.
Esperienze promosse in diversi segmenti di competenza.
Innovazione come strumento di costruzione delle politiche.
Riscontri effettivi (Innovabilia, Festival dellInnovazione, ecc).
Interazione tra universit e centri di ricerca.
Forte committment pubblico per favorire lintegrazione.
Progetti che consentono la realizzazione di reti
tra le istituzioni e il partenariato (ILO2).
Partnership tra soggetti diversi e complementari
come metodo di costruzione partecipata delle politiche.
Valorizzazione dei ricercatori pugliesi
e disincentivazione alla fuga dei cervelli.

Francesco Surico
InnovaPuglia
Parto da un punto che, nel sistema regionale,
credo non tutti conoscano ma che penso sia l'elemento sostanziale
su cui avviare una riflessione su quello che negli ultimi anni
rimane da fare e su quello che nei prossimi dieci
siamo tenuti ad assumere come processo di cambiamento.
Siamo partiti da un paradigma che molto diffuso,
usato e abusato: le imprese per poter competere
hanno bisogno di ricerca. Questo paradigma negli ultimi tre
anni, almeno nel sud, stato traslato: non ci sono pi imprese
ma imprenditori, non c' ricerca ma ricercatori,
non c' mercato ma utilizzatori e utenti.
Noi abbiamo iniziato immediatamente
a tradurre il paradigma. Il Patto per loccupazione
ha avuto la centralit del lavoro
tra gli strumenti agevolativi, per cui, in realt,
nelle politiche regionali non si sta partendo da zero.
Oggi per dobbiamo innescare un meccanismo
diverso: il coinvolgimento del territorio.
Posso dire che
la Puglia ha diverse specializza-
zioni deccellenza; il problema sono le limitate
opportunit che il sistema pubblico ha di valorizzare
le risorse umane. Ci siamo proposti negli ultimi anni e ci stiamo
proponendo anche con questo modello di tenere assieme le imprese,
lutenza e il sistema della ricerca. Penso a uninnovazione
proiettata dallalto verso il basso, intendendola non solo come
tecnologia: linnovazione a prescindere dalla tecnologia.
Lesperienza fatta con lICT, trasferita a tutti gli altri settori,
portando al coinvolgimento di imprese, sindacati e parti di
ricerca e sviluppo, unita agli altri settori ellamministrazione
regionale, pu sicuramente rispondere alle due tematiche
di cui trattiamo.
Quando andremo a parlare coi soggetti beneficiari
per il processo dinnovazione e ricerca,
inglobando anche il sistema di formazione superiore,
ci saranno queste opportunit da cogliere,
opportunit che a livello sperimentale
stiamo gi cogliendo.
Una recente iniziativa
sullICT, seppur con qualche
difficolt iniziale, ci ha visti
raccogliere il fabbisogno di tutta
la Regione Puglia in maniera tale
che oggi siamo in condizione di
mapparlo. Abbiamo raccolto oltre 500
manifestazioni dinteresse da parte di
soggetti rappresentativi che rappresen-
tano le loro necessit in termini di ricerca e
innovazioneper larea specifica dellICT.
Questo ha portato a un modello
che mira anche a mappare
le eccellenze intese come offerta dinnovazione.
Oggi abbiamo 150 laboratori di ricerca mappati
e abbiamo gi varato strumenti di aiuti agevolativi
che cercano di intercettare i fabbisogni
delle imprese che vogliono sperimentare.
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Ricerca Innovazione Investimenti
Imprenditorialit Semplificazione
LAutovalutazione IU:
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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Ricerca ed
innovazione
beneficiano
dinvestimenti pubblici
adeguati e prevedibili,
orientati in particolare
ad incoraggiare
gli investimenti privati.
AUTOVALUTAZIONE 5,0
Il contesto
favorevole
agli investimenti privati
in attivit di R&S,
allo spirito imprenditoriale
e all'innovazione.
AUTOVALUTAZIONE 4,1
Fase 2
Innovation
Union
La Bussola
dellInnovazione
Gli aiuti
pubblici
a favore della ricerca
e dell'innovazione
nellambito delle imprese
sono semplici,
di agevole accesso
e di alta qualit.
AUTOVALUTAZIONE 4,2
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PUNTO
INNOVATION UNION
8
Mosaico
di
autovalutazione
4+8+9
Ricerca Innovazione
Investimenti
Imprenditorialit
Semplificazione
Scarsa
capacit di attrazione
di investimenti privati.
Complessit amministrativa.
Regole poco chiare e non predefinite.
Le imprese vogliono sempre essere assistite. Tempi
di erogazione dei fondi inadeguati. Dimensione micro
del sistema delle imprese private. Bandi complessi che necessitano
di accompagnamento. Permanenza di farraginosit burocratica.
Visione strategica di breve periodo. Politiche industriali da migliorare.
Bassa facilit di accesso agli aiuti pubblici. Assenza di una politica a
favore delle start-up ad alto potenziale di crescita. Modulistica di
accesso pensata sul funzionario che la utilizza pi che sul beneficiario.
Attese delle piccole imprese nellottenimento del sostegno pubblico.
Assenza di una politica di attrazione di seed e venture capital con fondi
pubblico-privati. Assenza di una politica di attrazione delle imprese
innovative esterne che portino competenze e non solo capitali. Non c
un quadro chiaro della strategia e degli investimenti regionali sul tema
dellinnovazione. Le rendicontazioni diventano sempre pi complesse
e generano maggiore complessit gestionale. Nel sistema territoriale la
visione dei settori della ricerca ancora troppo tradizionale. Assenza di
una struttura di attrazione degli investimenti per linnovazione.
Accesso ai finanziamenti non agevole. Et media degli
imprenditori del settore troppo alta. Inadeguato
sistema delle fideiussioni su richiesta
di anticipazione. Copertura
disomogenea degli
incentivi nei
settori.
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LEnte simpegna nella predisposizione
di misure atte a limitare gli effetti negativi del contesto
(accesso al credito).
Accompagnamento alla premialit.
I bandi sono fatti bene.
I bandi sono accessibili.

Andrea Vernaleone
Puglia Sviluppo
Le domande sono complesse ed difficile rappresentare ci che
si fa in pochissimo tempo. Ci che vorrei fare di cercare di spostare
la valutazione da un aspetto strettamente emozionale a uno un po pi
legato allinformazione, proponendo anche qualche numero.
Per la prima domanda rispondo che la Regione Puglia,
per i contratti di programma, ha 34 iniziative che hanno attivato
della presente programmazione 965 milioni di investimenti
privati sul territorio, di cui 157 sono di investimenti fatti da
grandi imprese in temi di ricerca e sviluppo, per lattivazione
dei quali la Regione ha messo a disposizione 58 milioni.
Per i Programmi Integrati di agevolazione il target si sposta
dalle grandi imprese alle medie. Attualmente sono in corso
43 iniziative che hanno attirato investimenti sul territorio
per 292 milioni di euro, 16 di queste sono per ricerca
industriale e sviluppo sperimentale.
Per gli aiuti alle piccole imprese innovative la Regione
mette a disposizione strumenti
per facilitare la loro nascita.
Ci sono una serie
di elementi sia per la fase di
progettazione che di gestione degli strumenti.
Un ulteriore aspetto linnovazione di processo attraverso
cui gli strumenti si gestiscono: un esempio lofferta di
microincentivi che sar pubblicata a breve e che consentir ai
potenziali beneficiari di presentare la domanda di agevolazione
direttamente da internet, semplicemente compilando un form.
Unultima cosa laccesso agli aiuti, risulta difficile o facile?
Ormai consolidato che la Regione Puglia non disponga di un
panorama infinito e parcellizzato dincentivi che, invece, sono
articolati secondo il criterio della dimensione dimpresa.
Le procedure daccesso sono state notevolmente modificate
e gli sforzi per facilitare e rendere il processo trasparente
sono stati consistenti. La maggior parte delle procedure
sono negoziali, ci sono una serie di passaggi formali,
ma soprattutto c un approccio di collaborazione
con chi vuole accedere agli strumenti
per far risparmiare tempo
e rendere lamministrazione efficiente.
Ci sono stati 36 progetti
provenienti da nuove
aziende con elevato
potenziale innovativo e 21
da parte di piccole imprese che
gi sono operative. Questi i dati
possono essere utili per valutare
se il contesto riesca a incentivare
investimenti privati.
Il concetto dinnovazione
permea trasversalmente tutta lofferta
dincentivi; il primo lavoro che abbiamo
intrapreso di innovare anche il metodo
con cui gli incentivi stessi sono erogati.
In questo, lo sforzo stato notevole:
c una collaborazione con il partenariato,
c una cabina di regia,
un confronto diretto con le associazioni di categoria,
con le imprese, con le organizzazioni sindacali,
con il sistema delle universit.
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Eccellenza e
Competenze
LAutovalutazione IU:
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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L'eccellenza
costituisce
un criterio fondamentale
per elaborare politiche
nel campo
della ricerca e
dellistruzione.
AUTOVALUTAZIONE 5,0
Fase 2
Innovation
Union
La Bussola
dellInnovazione
PUNTO
INNOVATION UNION
6
Il sistema
educativo,
formazione compresa,
fornisce
la combinazione
appropriata
di competenze.
AUTOVALUTAZIONE 3,4
Mosaico
di
autovalutazione
5+6
Eccellenza e
Competenze
La
valutazione
non presente in tutte
le politiche e nelle azioni
regionali in materia di ricerca e
innovazione. Spirito imprenditoriale non
presente nei programmi distruzione
e formazione. Quando vi sono eccellenze in Puglia, queste
non vengono largamente premiate. Pochi fondi nazionali per la
ricerca. Le azioni di orientamento sono scarse. Ritorno al Futuro non ha
saputo privilegiare i percorsi eccellenti di formazione. Il sistema
dellistruzione e della formazione non gode di investimenti consistenti. Il
sistema educativo, formazione compresa, si guarda molto lombelico.
Insufficiente potenziamento nelle decisioni sulla tematica dottorandi. La
competenza in Puglia non viene premiata. Le aziende sono spinte dai
vantaggi economici e non da reali esigenze di R&S. Anche le eccellenze
individuali e non solo quelle infrastrutturali dovrebbero essere adeguate.
Educazione e formazione raramente sono in sistema. Poche competenze
specifiche sullICT. Basso investimento sulle potenzialit. Scarso dialogo
tra il mondo della impresa e il mondo accademico. Poche persone nuove
nelle universit. I programmi di istruzione e formazione non sono
adeguati ed allineati al contesto socio-lavorativo. La connessione tra
ambito umanistico e tecnologico bassa. Il sistema universitario basato
su eccessiva teoria e poca pratica. Lallineamento tra formazione
professionale e competenze innovative richieste
dal sistema delle imprese deve essere migliorato.
Procedure macchinose nellindividuazione
e reclutamento dei ricercatori.
Difficolt nello spendere
in tempo i fondi.
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Se non guardi al meglio non puoi ottenere risultati di qualit.
Il contesto consapevole che ricerca e innovazione
passano attraverso leccellenza e un adeguato supporto.
La valutazione dei risultati della ricerca
in termini di ricadute sui relativi ambiti di riferimento
finalizzata alleccellenza.

Annamaria
Monterisi
ARTI
Anzitutto rimarco lesigenza di fare massa critica di eccellenze
e di competenze, non perch ci abbia un valore in s, ma perch
funzionale allindividuazione di azioni nellottica della smart
specialization. Fra i punti critici emersi oggi c il capitale
umano come chiave oggettiva dellinnovazione.
Tenendo presente questi due elementi,
ricordo quello che lamministrazione regionale
sta esprimendo in questi ultimi anni.
Gli obiettivi sono tanti, a partire dal potenziamento
della dotazione finanziaria delle strutture pubbliche
dirigenti. Per la questione si fatto decisamente
qualcosa: possiamo citare il tentativo della Regione
di supplire il Governo nazionale per contrastare la
diminuzione del FFO delle universit. La Regione ha
cercato anche di consolidare il meccanismo
di valutazione del sistema universitario
portandolo anche a conoscenza del Ministero.

Oggi
la Puglia ha
un numero maggiore di brevetti
internazionali delle universit
e di centri di ricerca rispetto a sette anni fa.
Ci stato possibile perch esiste un sistema
che valuta le progettualit. Lobiettivo consolidare
un rapporto che sia sano tra i fabbisogni di competenze del
sistema imprenditoriale e la loro disponibilit sul territorio.
La cosa conduce a riflessioni sul rallentamento del brain drain
e sul problema parallelo dellimportazione di competenze
e di talenti: sono aspetti spesso sottaciuti,
ma per essi ci sono effettivamente diverse azioni in corso.
Innovazione per loccupabilit indirizzata
a mappare i fabbisogni del sistema imprenditoriale,
tracciare le linee del foresight tecnologico,
dare alle competenze del campo manageriale
della nuova impresa creativa e innovativa
la possibilit di emergere. Il capitale umano della
Regione Puglia si inoltre fortemente potenziato
grazie ad azioni pi piccole come Ritorno al
futuro, le borse di alta formazione post lauream.
LAmministrazione oggi
agisce attraverso politiche,
azioni e azioni di sistema
per consolidare leccellenza
mediante il rafforzamento
delle dotazioni infrastrutturali
di ricerca, promuovendo
un sistema che valuti per premiare.
Rispetto alle azioni di sistema
ricordo appunto il progetto Io,
che consente di far emergeregli alti livelli umani
valutandoli. Sono state create le basi delle
eccellenze infrastrutturali, con una dotazione di
personale qualificato che, in Puglia, di assoluta
preminenza rispetto al panorama nazionale:
oltre 100 ricercatori, hanno lavorato
per anni a regime sullinnovazione.
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Il Settore
pubblico
fattore
dInnovazione
LAutovalutazione IU:
1 = inesistente
2 = molto basso
3 = basso
4 = decente
5 = buono
6 = alto
7 = molto alto
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Fase 2
Autovalutazione
Innovation Union:
i risultati
PUNTO
INNOVATION UNION
10
Il settore
pubblico
di per s
un fattore
dinnovazione.
AUTOVALUTAZIONE 4,5
1) Si considera che
promuovere la ricerca e
l'innovazione costituisca una
modalit dintervento essenziale e presentata
come tale ai cittadini per sostenere la concorrenzialit e
la creazione di posti di lavoro, affrontare le principali
problematiche atte a ripercuotersi sulla societ
e migliorare la qualit della vita.
AUTOVALUTAZIONE 4,6
2) L'elaborazione e l'attuazione di politiche nel campo della ricerca e
dellinnovazione sono pilotate ai massimi livelli politici e basate su una
strategia pluriennale. Politiche e strumenti utilizzati mirano
a sfruttare i punti di forza nazionali/regionali, attuali o nascenti,
in un contesto UE ("specializzazione intelligente").
AUTOVALUTAZIONE 4,8
(3) Lattuazione della politica dell'innovazione
ha una portata che va al di l
della ricerca tecnologica e delle sue applicazioni.
AUTOVALUTAZIONE 5,1

(4) Ricerca ed innovazione beneficiano dinvestimenti
pubblici adeguati e prevedibili, orientati in particolare ad
incoraggiare gli investimenti privati.
AUTOVALUTAZIONE 5,0

Innovation Union
esiti di
autovalutazione
(5-10)


(5) L'eccellenza
costituisce un criterio
fondamentale per elaborare politiche
nel campo della ricerca e dellistruzione.
AUTOVALUTAZIONE 5,0
(6) Il sistema educativo, formazione compresa,
fornisce la combinazione appropriata di competenze.
AUTOVALUTAZIONE 3,4
(7) fortemente incoraggiata la costituzione di partnership
tra istituti di insegnamento superiore,
centri di ricerca e imprese a livello regionale,
nazionale e internazionale.
AUTOVALUTAZIONE 5,5
(8) Il contesto favorevole agli investimenti privati in attivit di R&S,
allo spirito imprenditoriale e all'innovazione.
AUTOVALUTAZIONE 4,1
(9) Gli aiuti pubblici a favore della ricerca e dell'innovazione
nellambito delle imprese sono semplici, di agevole accesso
e di alta qualit.
AUTOVALUTAZIONE 4,2
(10) Il settore pubblico di per s un fattore d'innovazione.
AUTOVALUTAZIONE 4,5

Innovation Union
esiti di
autovalutazione
(1-4)

Mosaico
di
autovalutazione
10
Il Settore Pubblico
fattore
dInnovazione
Sviluppo a
macchia di leopardo.
Non sono definiti gli
indicatori, utili a rendere efficaci e
misurabili le politiche innovative.
Di per s il settore pubblico
non un fattore di innovazione.
Il settore pubblico vive per s.
Manca la capacit di promuovere linnovazione interna.
Esiste un forte scarto tra livello regionale e livelli territoriali.
La scarsa disponibilit allinnovazione
del settore pubblico
induce linvoluzione del territorio.
C uno scarso dialogo tra le strutture dellente.
Insufficiente allineamento
tra la spinta innovativa del settore pubblico
e le istanze del sistema sociale ed economico.
Esiste una difficolt di reperimento di dati aggregati.
Esiste incertezza sulla protezione
della propriet intellettuale (nel PCP).
C necessita di digitalizzare
lintero processo documentale.
La coesione tra i vari enti pubblici bassa.
Il settore pubblico scarsamente disponibile
ad acquisire sistemi di innovazione tecnologica.
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Il settore pubblico declina
linnovazione in visione pratica e obiettiva.
Ci sono sperimentazioni positive.
Quando il pubblico fa qualit
anche il privato spinto a fare lo stesso.
E positiva la pubblicazione open data,
ma occorre chiedere al territorio
che utilizzo intende farne.
Avvio di una condivisione innovativa.
SUAP
Il ruolo centrale del settore pubblico
lo rende un fattore importantissimo
di innovazione.

Adriana
Agrimi
Dirigente Servizio Ricerca
Industriale e Innovazione
della Regione Puglia
Abbiamo usato questo strumento
di autovalutazione delle politiche nel 2010.
Anche allora stato un momento di riflessione.
Oggi la riflessione stata decisamente pi ampia
e molto pi ricca rispetto a un puro esercizio
che si pu fare nel proprio ufficio.
Rispetto a questi esercizi
volevo far notare
che i partenariati regionali per linnovazione,
living lab, servizi per linnovazione tecnologica,
alleanze per linnovazione, sono nati dopo.
La modalit che oggi abbiamo condiviso
rappresenter sempre uno specchio
nel quale guardarci e capire,
anche tra qualche anno,
se abbiamo raggiunto gli obiettivi
che ci siamo prefissati.
Questo punto rilevante
per tantissimi motivi,
anzitutto perch
il settore pubblico
produce innovazione
anche con il suo comportamento,
cio non ha soltanto
una finalit di promozione
del capitale sociale,
ma anche di produzione del capitale civile.
Far ricerca e innovazione, infatti,
non significa soltanto
fare politiche che producano bandi
ma concepire tutti quanti assieme
il proprio ruolo
e la propria missione
con un obiettivo comune.
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Francesca Zampano
Dirigente dellUfficio
Integrazione Socio Sanitaria
della Regione Puglia

Vorrei restituire un contributo basato
sulla mia esperienza in materia
di appalti pre-commerciali,
che vuole essere anche un invito
a entusiasmarsi per i non-luoghi dellinnovazione.
Largomento stato una palestra dinnovazione,
identificabile secondo il mio parere con i non-luoghi,
nel senso che non esistevano procedure
n prassi e non si immaginavano
quali sarebbero potuti essere i risultati raggiungibili.
Ci ha spinto a sperimentare
un nuovo sistema di lavoro partecipato
in cui il risultato ottimale stato conseguito
attraverso lintegrazione di metodi e competenze
anche molto diversi.
Quali sono stati gli elementi
di forte innovazione?
Il primo aspetto la proposta dellappalto come risposta
a un problema. Non solo si cerca di mettere a bando
la soluzione del problema ma il problema stesso
individuato sulla base di metodologie di ascolto,
di analisi e di incrocio. Inoltre, allesito del bando
si ottiene un combinato di soluzioni possibili.
Le soluzioni passano attraverso un processo
di servizi di ricerca, di sviluppo,
di prototipazione fino
allindustrializzazione, che non neces-
sariamente deve essere dinteresse
per lappaltante. Lultimo aspetto
il sistema delle regole
che viene fortemente innovato,
in quanto non predefinito,
ma funzionale alla ricerca
delle soluzioni.
La terza parte
del workshop
prevede attivit di
brainstorming
e prototipazione veloce.
Fase 3
Dallautovalutazione
al miglioramento
e innovazione
continui
3.4
I 5 gruppi tematici
A
Politiche di ricerca e Innovazione
(IU 1+2)
B
Innovazione socio tecnologica
e partenariati
(IU 3+7)
C
Ricerca, innovazione,
investimenti, imprenditorialit
e semplificazione
(IU 4+8+9)
D
Eccellenza e competenze
(IU 5+6)
E
Il settore pubblico fattore
dinnovazione
(IU 10)
Gli step ai tavoli
Brainstorming
individuale
su idee e azioni per
migliorare
lautovalutazione.
Condivisione
delle proposte
ed elaborazione
di un piano di azione
in 5 punti.
Elaborazione
del poster
di presentazione e
selezione del portavoce.
Presentazione
del poster,
discussione
e integrazione
in plenaria.
Si formano
5 gruppi tematici
costruiti secondo
i 5 ambiti tematici
che raccolgono
i 10 punti
dellautovalutazione
Innovation Union.
Si tratta di proporre
idee, soluzioni e
programmi
per il miglioramento
delle strategie
e delle politiche
al fine di migliorare
il punteggio
nelle autovalutazioni.
Le mappe discorsive
di autovalutazione,
generate in tempo
reale, sono utilizzate
ai tavoli di lavoro.
Le immagini della fase 3
Soluzioni
e programmi
per il miglioramento
delle strategie e
delle politiche
Gruppo E
Il settore pubblico
come fattore di innovazione
Gli elementi di miglioramento
Diffusione delluso delle tecnologie come
fattore di innovazione:
- accesso allICT da tutti i livelli gerarchici
dellAmministrazione, che talvolta esclude
alcune fasce di dipendenti;
- accompagnamento dei cittadini e degli
amministratori locali alluso delle tecnologie
con percorsi di affiancamento;
- cooperazione applicativa tra enti che
integri i processi e crei una
cultura ed un uso degli
strumenti
comuni.

Gruppo D
Eccellenza e Competenze
Gli elementi di miglioramento
Sviluppare sistemi aperti disintermediati.
Condividere le risorse. Curare le reti asimmetriche
fra persone e networking internazionali.
Riconoscere le competenze informali.
Sviluppare strumenti per vedersi nel mondo del lavoro
e fare colloquiare i sistemi.
Vedere cosa si muove
e incontrare gli imprenditori.
Lavorare sulla domanda di conoscenza.
Consultare le imprese sul bisogno
e curare la formazione
sullimprenditorialit del futuro.
Rendere stabili i percorsi di apprendimento
su sistemi non convenzionali.
Aiutare i dottorati a pensare il loro futuro,
contro lautoriproduzione
del sistema universitario.
Promuovere una formazione
senza limiti di et.
Riprogrammare
le carriere e monitorare
periodicamente
le competenze con sistemi
efficaci di valutazione.
Innestare le politiche nel percorso
iniziale della formazione.
Curare la dimensione della mediocrit
con la maieutica dentro la formazione,
per lemersione delleccellenza:
operare nella dimensione media
ed originaria delle capacit consuete.
Utilizzare nelle scuole lo strumento del racconto
delle storie: creare fiducia
con lintroduzione di elementi coesivi.
Chiedere agli studenti di
salvare la scuola dalla narcolessia.
Aprire le porte e liberare energia.

Organizzazione
interna innovata
dalle tecnologie,
non semplice
digitalizzazione
delle vecchie procedure:
- Condivisione, a tutti i livelli,
degli obiettivi strategici dellEnte;
- Superamento della rigidit delle gerarchie;
- Promozione della tensione allinnovazione
allinterno degli enti con scambi di esperienze
(Erasmus per il pubblico),
sviluppo, con diverse tipologie di interventi,
della consapevolezza del ruolo.
Miglioramento del rapporto
con il territorio attraverso:
- un linguaggio comprensibile;
- uninformazione qualificata;
- la sollecitazione di crescita della domanda
qualificata e lincrocio con lofferta dei servizi
- il superamento dellautoreferenzialit politica.
Gruppo A
Politiche di ricerca e innovazione
Gli elementi di miglioramento
La Cecit Saramago:
Arriva un momento in cui
non si pu fare altro che rischiare.
Community Regionale delle Smart Specialization,
per individuare priorit, indicatori,
programmazione strategica
e policy come leva della domanda.
Semplificazione:
tempi certi delle procedure,
trasparenza e accessibilit.
Valutazione dellimpatto
delle politiche regionali
costruita con metodi partecipativi.
Presidio internazionale
attraverso partecipazione
alle piattaforme tecnologiche,
alleanze europee industriali,
promozione.
Gruppo B
Innovazione socio tecnologica e partenariati
Gli elementi di miglioramento
Coltiviamo la creativit.
Un meraviglioso giardino.
Stimolare interesse comune.
Leadership naturale.
Strumenti di programmazione
che impattano pi aree della vita.
Strumenti di monitoraggio
in itinere.
Indicatori innovativi.
Viaggio e scambio.
Gruppo C
Ricerca, innovazione, investimenti,
imprenditorialit e semplificazione
Gli elementi di miglioramento
Azioni multidisciplinari,
integrate e trasversali.
Lavorare per obiettivi.
Creare sistema di interconnessione
tra le PA al fine di una massima semplificazione.
Semplificazione dei controlli.
Rafforzare le opportunit per i giovani
di accesso all'innovazione e all'impresa.
Creare strumenti di seed capital
per le nuove imprese innovative.
4. Liberare energie latenti:
dalla mediocrit
allemersione dei talenti.
1. Integrazione delle politiche.
2. Aprire una stagione
di sperimentazione
e non morire di governance.
3. Aprire le porte, con i fattori
dellimprenditorialit, della fiducia,
dellintraprendenza.
1. Approccio
multidisciplinare
ed integrato
delle visioni
e delle azioni.
2. Comunicazione efficace
interna e esterna.
3. Rispondenza ai
fabbisogni.
4. Investimenti
sul capitale civile.
3+7
8+

5+6
10
4+
9
2

1 +
1. Lavorare
su una
visione condivisa.

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Uno scatto
per il sistema
pubblico:
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Laboratorio
Smartpuglia
Incontro di autovalutazione
Smart Regional Innovation Meeting
Tecnopolis / Valenzano Bari
19 febbraio 2013
ore 9.00 - 17.30
CONSULENTI FORMEZ PA
Paolo Martinez
Matteo Baronti
Action Writing
Fedele Congedo
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il videodel workshop
http://www.fickr.com/photos/
archfedelecongedo/873682259
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Sabrina Sansonetti
Francesco Saponaro
Maria Sasso
Giulia Schino
Giovanni Scogniamillo
Pietro Siciliano
Maria Rosaria Siconolfi
Maria Spera
Cristina Sunna
Francesco Surico
Maria Svelto
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Gianfranco Addante
Adriana Agrimi
GiuseppeAlbanese
Marco Alvisi
Onofrio Bartoli
Giorgia Battista
Elisabetta Biancolillo
Renata Brandimarte
Rossella Bratta
Olga Buono
Francesca Deleo
Annibale D'Elia
Maria Deluzio
Maria Vittoria Di Ceglie
Marco Di Ciano
Anna Elisabetta Fauzzi
Giovanna Genchi
Claudia Germano
Gaetano Grasso
Valentina Laporta
Rosa Leonetti


Linea A.2 - PROGETTARE
Laboratorio Smartpuglia
Crediti
PROGETTAZIONE
E COORDINAMENTO
Linea A.2 PROGETTARE
FormezPA
STAFF DI LINEA
Elena Tropeano
Responsabile di Linea
070 67956202
etropeano@formez.it
Donatella Spiga
Staff di progetto
070 67956246
dspiga@formez.it
TASK FORCE REGIONALE
Rosa Carlone
Fedele Congedo
Andrea Gelao
Nicola Recchia
Ornella Cirilli
CONSULENTI FORMEZ PA
Matteo Baronti
Paolo Martinez
Alessandra Modi
Germana Pignatelli
Monica Puel

Marco Ruffino
COORDINAMENTO
REGIONE PUGLIA
Antonella Bisceglia
Direttore Area Politiche
per lo sviluppo economico,
Lavoro e Innovazione
Adriana Agrimi
Dirigente Servizio Ricerca
Industriale e Innovazione
Claudia Germano
Servizio Ricerca
Industriale e Innovazione
REDAZIONE DEL REPORT
Testi e contenuti:
Task Force Centrale
Task Force Regionale
Consulenti Formez PA
Progetto grafico
e impaginazione:
Fedele Congedo
MAGGIO 2013
Si ringraziano
tutti i partecipanti,
protagonisti
essenziali
dei workshop,
perch hanno
costruito
i lavori densi
delle giornate,
come elaborazione
e condivisione,
di molti
futuri
possibili.
capacitysud_progettare@formez.it
capsud_progettare.info@formez.it
tel: 070 67956246
fax: 070 666287
Capacity SUD
Capacity SUD