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La Giornata

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In Italia Nel mondo
Roma. Propriocomenellagosto-settembre
1994, dopolavviodel governoBerlusconi, an-
che in questi giorni di scontri elettorali, tor-
nano ad accendersi le polemiche sul ruolo e
loperatodellaBancadItalia. Lanalogiaprin-
cipale, pur nella diversit delle situazioni,
quellachevedeLambertoDini, oggi comeal-
lora, protagonistadi unduro bracciodi ferro
con listituto di emissione. Nellinfuocata
estate di due anni fa al centro dello scontro
cera, come sempre, la questione dei tassi
d i n te resse edel loro peso sui conti pubblici,
a cui si aggiungeva la controversia sulla no-
mina del dire tt o re generale che avrebbe do-
vuto pre n d e reil postodi Dini. Il ministrodel
Te s o ro di allora si dichiarava apertamente a
f a v o re del diritto del governo ad interv e n i re
nella nomina del dire tto re generale di via
Nazionale: osteggi per questoduramente la
nominadi Vincenzo Desariocheprevalseso-
lo grazie allintervento di Oscar Luigi Scalfa-
ro. Dini sollevava la questione del mandato
a vita dei governatori e non lesinava com-
menti caustici eperplessi allindirizzodi An-
tonioFazio, reo di aver elevatoi tassi di inte-
resse di mezzo pun-
to. Parallelamente
c o rreva una campa-
gna, condotta da Al-
leanza Nazionale,
c o n tro la pre s id e n z a
onoraria assunta da
Carlo Azeglio Ciam-
pi e sul sospetto di
fondi neri nei bi-
lanci di Bankitalia.
Gli avversari di Dini
lo accusavano di ve-
d e re di buon occhio
quegli attacchi. Lo
c o n fe rma oggi Anto-
nioParlato, allepoca
s o tto s e g retario al Bilancio per An e princi-
pale orc h e s t r a to re della campagna contro
Bankitalia: Dini era contento delle mie ini-
ziative, tanto pi che gli permettevano di ri-
m a n e re nascosto dietro il dito di An. Lui ha
s e m p re avuto un rapporto ambiguo con via
Nazionale: unalternanza di ostilite acquie-
scenza, secondo il vantaggio del momento.
Erano giorni incui i prog ressiti allopposi-
zione nonmancavanodi far sentireil loro al-
la rme: Massimo DAlema sullUnit parlava
di congiuredelledestrealleateconlaP2 con-
tro Bankitalia; Giorgio La Malfa considerava
Dini il vero responsabile di tutta la campa-
gna, e lo accusava di essere sbarcato a via
Nazionale quando Sarcinelli and in prigio-
ne. Sulla stessa scia erano Stefano Passigli,
BeniaminoAndreatta, FilippoCavazzuti eal-
tri. Gli stessi che oggi, in unasituazionesimi-
le, sono gli alleati di Lamberto Dini, e co-
s tretti a guarda re altrov e .
Le preoccupazioni di via Nazionale
Dove invece non si registra distrazione
p roprio nel fortino di palazzo Koch. Qui, do-
po la soddisfazione di aver infine visto Dini
a m m e tte re la necessit di una manovra ag-
giuntivapredicatafindallottobrescorso, ora
si fanno i conti sul futuro. I vertici di Banki-
talia sono combattuti e preoccupati: a nessu-
no arride il ritorno di Dini a palazzo Chigi e
n e p p u real ministerodel Te s o ro. NonaFazio
oaVincenzoDesariochepre f e r i re b b e roRo-
manoProdi eneppureal versantelaicodi via
Nazionale, quellodi TommasoPadoaSchiop-
pa o di Pier Luigi Ciocca, che, si dice, arr i v e-
re b b e ro a pre fe r ire unaff e rmazione del Po-
lo. Non hanno certo giovato al gradimento di
Dini le accuse rivolte a Bankitalia sulla vi-
cenda del Banco di Napoli. Mentre costitui-
sceulterioremotivodi irritazioneil continuo
richiamodi Dini edei suoi ministri economi-
ci alla necessit di una riduzione dei tassi
d in t e resse per facilitare o annullare la ma-
novradi rientro. InBankitaliapossonostare
tranquilli diceAntonioMartino, lipotesi di
unritorno di Dini al governomi sembramol-
to remota. Vedo comunque torn a re a galla la
suavecchiaruggineconFazio, cheoriginada
quando venne scavalcato nella corsa al go-
v e rnatorato. Martino che allepoca del go-
v e rno Berlusconi propugn una riforma del-
listitutodi emissione, nel sensodi sottoporre
a vincoli costituzionali le sue scelte di politi-
ca monetaria, oggi disapprova le polemiche
di Dini: Mi sembrabizzarroaccusareBanki-
talia di nonaver messo in allarmeil govern o
sul caso del Banco di Napoli. Era una cosa
che sapevano tutti e lui pi di ogni altro es-
sendo stato ministro del Te s o ro, cio azioni-
sta di quellabanca. Mentreuna veramascal-
zonata mi sembra quella di incolpare chi ha
volutoleelezioni, per losfondamentodel de-
ficit. Manonsi ricordadi esserestatolui, il 26
o tto b readaver promessoaRifondazioneche
subito dopo la finanziaria si sarebbe dimes-
so?. Anche un esponente del fronte avverso
comeFrancoDebenedetti riconoscechelari-
c o s truzione storicadi Dini fa acqua, perc h
la finanziaria era gi un codicillo al quart o
puntodel suoprogramma. Poi aggiungeuna
p roposta ai due poli: Dicano subito chi sar
il ministrodel Te s o roperchdaquel nomesi
capiscono subito molte cose. Ese per lUli-
vofosseDini? Debendetti sospira: Abbiamo
visto il Dini 1, il Dini 2, speriamo nel Dini 3.
ANTONIO FAZIO
Seul. Aiutato dalle provocazioni del re g i-
me comunista della Corea del Nord, il Par-
tito della Nuova Corea(Nkp) del pre s ide nte
KimYoungSamhasuperato meglio del pre-
visto le elezioni per il rinnovo dellAssem-
blea nazionale. Esso avrebbe infatti ottenu-
to, secondole ultime proiezioni, 175seggi su
299, conservando quindi la maggioranza as-
soluta, contro i 72 seggi del partito del suo
c o nc o rrente storico, KimDae Jung, il Ncnp
(National Congress for NewPolitics).
KimYoung Samha dunque ottenuto via
libera per i suoi programmi. In partic o la re
potr pro s e g uire nellopera, gi intrapre s a ,
di separare la politica dagli affari e di libe-
rarla dal condizionamento dei militari che,
fino al dicembre 1992, quando egli fueletto
presidente, per trentadue anni avevano do-
minatola vita pubblicadella Corea del Sud.
Bench formatosi allinterno del Partito
liberaldemocratico e sponsorizzatodal pre-
sidente uscente, generale Roh Tae Woo, og-
gi sotto processo per corruzione (avrebbe
intascato 650 milioni di dollari), KimYo ung
Sam un civile, e ha impostato la sua azio-
ne politica, co-
me si detto,
sul duplice im-
pegno di allon-
ta na re linfluen-
za dei militari e
di moralizzare
la vita pubblica
del paese. Alli-
nizio degli anni
Novanta, infatti,
era venuto dagli
stessi ambienti
impre ndito r ia li
unsegnale di ri-
volta contro le pressioni che la classe poli-
ticaesercitava sudi loro, obbligandoli a ver-
s a re tangenti sempre pi onerose.
R ifo rma nella stabilit fu la formula
che Kim Young Sam scelse per le elezioni
presidenziali del 18 dicembre 1992, che vin-
seconil 42 per centodei voti. Allaltro Kim,
accusato di favorire unaccomodamentocon
la Corea del Nord, and il 34 per cento. In-
sediatosi nella Casa Blu, Kim Young Sam
avvila lotta contro lacorruzione, colpendo
i dirigenti del suo stesso partito, i militari e
funzionari pubblici, iniziando in parallelo
unazione di deregionalizzazione, allinse-
gna della modernizzazione del paese. Uno
dei mali endemici della Corea del Sud, in-
fatti, un regionalismo esasperato, che si
fonda su stretti rapporti tra le strutture di
pa rtito e le imprese locali, ciascun partito
essendodominante inuna partic o la re are a .
Sulle prime, lopinione pubblica re s t
scettica di fronte al programma moralizza-
to re di Kim. Questi pass allora dalle paro-
le ai fatti, rendendo pubblico il proprio pa-
trimonio personale (2,1 milioni di dollari,
modesto rispetto alla media dei leader del
suo livello) e obbligando ministri, membri
del suo partito e alti funzionari a fare lo
stesso. Intre mesi, un migliaio di esponenti
politici, civili e militari furono dimessi o
condannati in base alla legge sulletica
a pprovata nel maggio 1993. Nellagosto suc-
cessivo, una nuova legge innov pro fo nda-
mente il costume economico sudcore a no ,
imponendo lutilizzazione del nome vero
nelle transazioni finanziarie. Fino a quel
momento, il 35 per cento dei depositi ban-
cari era sotto nomi fittizi per nascondere
fo rtune illecite, per occultare tangenti e per
s fug g ire al fisco. I militari furono tra i pi
colpiti dal pro v v e dime nto .
D e regulation e nuova legge elettorale
Per completare lazione riformatrice, Kim
Young Sam adott altre due misure. Anzi-
tutto lo scioglimento di unassociazione se-
g reta, la Societ unica, che aveva assicu-
rato, findagli anni Settanta, a politici e mili-
tari la supremaziasullo statodella pro v inc ia
di Kyongsando. Insecondo luogo, una nuova
legge elettorale connorme e sanzioni pre c i-
se sul finanziamento dei partiti. Sul piano
economico, Kim prese provvedimenti per
a ume nta re gli investimenti nellalta tecno-
logia, dove la Corea del Sud era rimasta in-
die tro, e per privatizzare alcune impre s e
pubbliche. La riduzione del costo del dena-
ro, infine, ha favorito le piccole e medie im-
prese, costrette fino a quel momento a fi-
nanziarsi in buona parte presso il merc a to
ne ro finanziario, inquantoil credito finiva
inmodoprivilegiatoallegrandi imprese che
potevano contare sugli appoggi politici. Il
tutto nel quadro di una maggiore interna-
zionalizzazione delleconomia, resa possibi-
le, come i risultati positivi hanno dimostra-
to, dalla deregolamentazione e soprattutto
dalla riduzione del controllo dello Stato sul
flusso dei crediti agli investimenti. L a m-
piezzadelloperariformatrice di KimYo ung
Sam, che i suoi sostenitori paragonano ad-
diritturaaquelladi DeGaulle, sta mettendo
radici, comedimostrail consenso elettorale.
Resta per lincognita della sua continuit.
Il mandatodi Kimscadr infatti alla finedel
1997 e non rinnovabile. I suoi avversari
sperano che alla fine egli resti soltanto una
pa rentesi nella storia del paese.
IL CSMAPPROVAIL DOCUMENTO
FINALEDOPOLECRITICHEalla sen-
tenza di condanna per lex dirigente
del Sisde, Bruno Contrada. Con 27 voti
fa v o revoli e tre contrari, il plenumha
accolto lappello lanciato dal proc u r a-
to re capo di Palermo, Giancarlo Casel-
li. Nel documento, chevuoleessereuna
difesa delloperato della magistratura,
con un compromesso sono stati tolti i
nomi di esponenti del centrodestra che
si erano espressi negativamente sulle
toghe siciliane. La decisione stata
chiesta dal consigliere Alfredo Pazza-
glia (An) per evitare interpretazioni po-
litichedella presa di posizione.
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I conti trimestrali saranno pronti p r i-
ma delle elezioni. Lo ha annunciato il
m in is tro delle Finanze, Augusto Fan-
tozzi, secondo il quale lo sforamento
sar inferiore ai 10 mila miliardi.
P i ero Giarda, sottosegretarioal Teso -
ro, ipotizzalanecessitdi unamanovra
c o rrettiva fra gli 8 e i 12 mila miliardi .
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Leanticipazioni del libro di Di Pietro,
pubblicate dal settimanale Te m p i,s u-
scitano reazioni nel mondo politico.
Commentanado le critiche dellex pm
alluso dei pentiti e degli avvisi di ga-
ranzia, Pierfe rdinando Casini (Ccd), ha
o s s e rvato che Di Pietro ha parlato co-
me un buon ministro della Giustizia.
LexGuardasigilli, Filippo Mancuso, ha
detto: Non sono sorpreso. Di Pietro
una persona ragionevole. Walter Ve l-
troni (Pds) nonvuoleesprimere giudizi
primadi aver lettoil manuale. Il leader
dellUlivo, RomanoProdi, preferisce la-
s c ia re la parola agli esperti .
Reazioni anche allinterno del Csm.
Carlo Federico Grosso, consigliere pro -
g ressista, definisce meri luoghi comu -
ni le opinioni di Di Pietro. Franco Fu -
magalli, membro leghista, pensa che si
tratti di esternazioni tardive. Il compo -
nente di ForzaItalia, Sergio Fois, si di -
ce in sintonia conDi Pietro .
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La crisi del settore delle costruzioni s i
aggrava nei primi tre mesi dellanno.
La lla rme stato lanciato da Franco
Buzzi, presidentedellAssociazionedel-
le cooperative di produzione lavoro ,
che lamenta la mancanza di unapoliti-
ca di investimenti pubblici.
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Al processo Pecorelli la Corte dassi-
se di Perugia ha deciso di stralciare le
posizioni di Tano Badalamenti e di Mi-
chelangelo LaBarbera, accusati rispet-
tivamente di essere fra i mandanti e gli
esecutori dellomicidio del giorna lis ta
Mino Pecorelli. Badalamenti, che ha
p roblemi a rientrare dagli Stati Uniti,
dove detenuto, non sar giudicato in
contumacia. Il processo prosegue per
Giulio Andreotti e gli altri imputati.
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Il Cda dellInps ha deciso le variazio-
ni di bilancio necessarie al pagamento
delle integrazioni al minimoe delle re-
versibilit deciso dalla Corte costitu-
zionale. Sono stati cos reperiti 2.040
m ilia rdi. La decisionedovrebbe diven-
ta re esecutiva in tempi bre v i .
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Gli investimenti per la pro m o zio n e
dei prodotti italiani sono aumentati, ne-
gli ultimi cinque anni, del 21,6%, pari a
5 mila e 500 miliardi. Un ulteriore in-
c remento del 5,1% previsto per il 96.
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Trentanni di re c lu s io n e sonostati in-
flitti a Luigi Chiatti, il mostro di Foli-
gno, dalla Corte dassise dappello di
P e ru g ia . In primo grado era stato con-
dannato allerg a sto lo
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Il Senato ha concesso lautorizzazione
a pro c e de re per lexministro Giovanni
Prandini, accusato di concussione.
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Borsa di Milano. Indice Mibtel in ri-
basso: 9.681 (-0,65%). La lira guadagna
3,32 punti sul dollaro (1.569,19) e 4,1 sul
m a rco (1.044,73).
VIOLENTO AT TACCO AEREO
ISRAELIANO IN LIBANO. Per la pri-
mavolta dopo13 anni, laviazioneconla
stella di Davide ha bombardato i quar-
tieri periferici a sud di Beirut. Obietti-
vo dichiarato un palazzo ritenuto la se-
deoperativa dei guerriglieri filoirania-
ni di Hezbollah. Lattacco stato prec e-
dutodaaltre incursioni nel Libanome-
ridionale contro basi di Hezbollah.
Prima delloperazione le autorit
israeliane avevano evacuato anziani e
bambini dai villaggi agricoli vicini al
confine libanese, temendo ritorsioni,
poi puntualmente annunciate, della
g ue rrigliaislamica. Dure critiche allo -
perazione sono state espresse dalla Si -
ria, di cui il Libano un pro te tto ra to .
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Sceso di 1,3 miliardi di marchi il sur-
plus commerciale della Germania nel-
lultimo mese. Il dato negativo diffu s o
dallIstituto federale di statistica si
aggiunge a quelli sulle vendite al det-
taglio, diminuitedel 2%amarzorispet-
to al febbraio scorso.
Bundesbank ha rivisto al rialzo la
c rescita della massa monetaria, por -
tandola al 12,8%annuale rispetto alla
p recedente previsione del 12,6%. Se -
condo il capo economistaOtmar Issing
il rialzo, pur considerevole, non com -
p o rta per rischi inflazionistici.
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Il reddito agricolo europeo cre s c iu-
to nel 95 del 4,2%, secondo dati Euro-
stat. InItalialacrescita stata del 4,5%.
Pi21%per la Svezia, il miglior paese.
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D ifficolt inLiberia per levacuazione
degli stranieri iniziata laltro ieri da
p a rte delle truppe speciali Usa. La ri-
p resa dei combattimenti ha bloccato
per linteragiornata di ieri lemanovre .
La Croce Rossa e il Pam(Pro g ra m -
ma alimentare mondiale) hanno lan -
ciato lallarme sullasituazione igienica
e dei rifornimenti a Monrovia, dove la
famiglia Maconi ancorabloccata.
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Dimostrazioni contro Li Peng a Pari-
g i daparte di organizzazioni ambienta-
liste edi difesa dei diritti umani. Il lea-
der cinese in visita ufficiale in Fran-
cia, dove ieri ha firmato unimport a n te
a c c o rdo per la fornitura di 30 Airbus.
Scioperano per 24 ore i dipendenti di
France Telecom, contrari ai progetti di
p a rziale privatizzazione dellazienda.
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Il bilancio giapponese stato appro-
vato dalla Camera bassa del Parla-
mento, dopo che il Primo ministro
R uy ta ro Hashimoto riuscito ad im-
po rre un compromesso che rimanda a
data da destinarsi il previsto finanzia-
mentodi 685 miliardi di dollari per co-
pr ire i fallimenti di alcune societ di
c re d ito .
Per Hashimoto si tratta di un risul -
tato politico importante in vista della
visita a Tokyo di Bill Clinton, prev i sta
per il prossimo 17 aprile.
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La Corea del Nord tornata ad accu-
sa re Seul, doveieri si sonosvolte le ele-
zioni politiche, di cre a re unasituazio-
nepericolosaincui una guerra potre b-
be scoppiare in qualsiasi momento.
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Espulso dagli Usa un diplomatico s u-
danese, accreditato presso la delega-
zionedellOnu, sospettato di spionaggio.
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Il parlamento della Colombia hadeci-
so di far pro s e g u ire le indagini sul pre-
sidente Ernesto Samper per pres u n ti
n a rcofinanziamenti, nonostante le ac-
cusedi conflittodi interessi mosseal-
la commissione dinchiesta, formata da
15 membri di cui 12 appartenenti allo
stesso partito dellindagato.
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LOpec ha deciso un nuovo aumento
del greggio, che ora costa 21,44 dollari
a barile, il prezzo pialtodal 91.
Napoli. Sar incrisi ma la cartastampata
continua a essere un business appetibile.
Sono infatti diversi i quotidiani che da qui
allestate dovre bbe ro cambiare padrone, co-
s come sono numerose le iniziative in can-
tie re da parte dei grandi giornali (Corr ie re
della Sera, Stampa e Giornale) per poten-
z ia re loff e rta inareenellequali hanno ven-
duto sempre poco. La lista dei quotidiani in
vendita si apre con le due testate storica-
mente di propriet del Banco di Napoli, Il
Mattino di Napoli e la Gazzetta del Mezzo-
g io rno che esce a Bari, e continua con il
G io rno di Milano che proprio nel mese di
aprile celebra il quarantesimo genetliaco.
La vendita dei due quotidiani del Sud
delicata per il peso che i giornali hanno nel-
le rispettive regioni e la decisione di met-
terli allasta, adottata dal presidente della
Fondazione Gustavo Minervini, nonpiace a
molti. Attualmente i due giornali sono gesti-
ti in affitto, il Mattino dal costru tto re Fran-
cesco Paolo Caltagirone e la Gazzetta dalla
famiglia Gorjoux. I due gestori hanno undi-
ritto di prelazione, ma mentre Caltagiro ne
pa re in grado di far fronte alla spesa, ledi-
to re barese avrebbe delle difficolt. Ma
quanto valgono le due testate? Adeciderlo
sar lImi che far da consulente sia per le
valutazioni sia per le pro c e dure dellasta.
La stampa specializzata parla di un valore
di circa 95 miliardi per il quotidiano napo-
letano e di 50-60 per quello bare s e .
Ad accendere le polveri c proprio la
contesa sulla Gazzetta. Si parla infatti con
insistenza di uninteressamento di Carlo Ca-
racciolo, editoredella Repubblica e socio di
CarloDeBenedetti. Euneventualit di que-
sto tipo si presta a considerazioni non solo
di tipo commerciale ma anche geo-politico
pe rch potrebbe rappre s e nta re lallinea-
mento della Gazzetta su posizioni scalfaria-
ne. E forse questo il motivo che ha ispirato
nei giorni scorsi una presa di posizione dei
redattori contro il pericolo che il giorna le
diventi ledizione di Bari di un giorna le
pensato a Milano, a Roma o a Ivre a .
A ltrettanto complessa si presenta la ven-
dita del Giorno di propriet Eni. Il quoti-
diano milaneseera stato lungamente inpre-
dicato di essere ceduto a una cordata ca-
peggiata da Luigino Rossi, editore del Gaz-
zettino di Venezia. La trattativa era fallita e
nel frattempo lEni aveva messo gi in pro-
gramma il risanamento del giornale. E cos
stato. Grazie anche alla guida del nuovo
dire tto re Enzo Catania il giornale ha rigua-
dagnato lettori, ha sfoltito di un terzo gli or-
ganici e ha dimezzato il deficit porta ndo lo
da 40 a 20 miliardi. Ora essendo lEni, sep-
pur a tranche, in corsia di privatizzazione
r ie me rge lipotesi di mettere in vendita Il
G io rno. Tra i possibili acquirenti c ancora
Rossi che vorrebbe re a liz z a re sinergie edi-
toriali e pubblicitarie con il quotidiano ve-
neziano e, secondo le ultime indiscre z io ni,
anche una cordata composta dagli editori
dellEco di Bergamo (le Curie di Berg a mo ,
Milano e Lodi), del Giornale di Brescia (la
Banca SanPaolo di Brescia) e dalla famiglia
Amodei proprietaria del Corr ie re dello
Spo rt. Il prezzo resta lostacolo maggiore.
In attesa di capire come sar la nuova
mappa dei quotidiani i big preparano in-
cursioni in territori ostili. Il primo blitz, gi
pa rtito, quellodel Giornale di Vittorio Fel-
tri che ha aperto nei giorni scorsi unedizio-
ne romana per sfondare nella capitale e
c o ntinua recos lasua rincorsa al Messagge-
ro. Uniniziativa analoga ha intenzione di
la nc ia re la Stampa creando pagine di cro-
naca locale a Roma e Milano e, infine, nei
progetti del Corr ie re della Sera c lo sbar-
co a Napoli. Su questa ipotesi lavora lindu-
striale partenopeo Maurizio Barracco, con-
s ig lie re damministrazione della Rcs.
TR O VATI NELL O N TARIOveicoli materi-
ci di provenienza extra-terre s tre
La teoriache la vitasia arrivata sullater-
ra dal cosmo, sostenuta da Carl Sagan e da
altri credibili scienziati, riceve oggi unnuo-
vo impulso dalla scoperta di micro s c o pic i
veicoli di sicura provenienza extraterre-
s tre; per bizzarra coincidenza, si tratta an-
che di strutture molecolari (i fullere ni )
che altri studiosi avevano creato artific ia l-
mente undici anni fa, senza sapere che esi-
stevano gi in natura. Le curiose strutture
sono state trovate da un teamdella Nasa e
dellUniversit della California nella nota
zona a impatto meteoritico di Sudbury nel-
lOntario, la cui formazione risale ad 1,85
milia rdi di anni fa. Sono palline poligonali
di carbonio come microscopici palloni di
calcio contenenti allinterno tracce di elio
in varianti isotopiche che esistono sola-
mente nello spazio esterno. Non c dubbio
pe rci che siano arrivate insieme ai meteo-
riti o asteroidi che hanno creato la zona di
Sudbury, e che la loro forma gli abbia per-
messo di superare intatte il cataclismico im-
patto. Veicoli perfetti, insomma, per i mate-
riali organici o pre - o rganici extra-spaziali
ipotizzati dalla teoria panspermia. Strut-
ture di carbonio identiche, che hanno qua-
lit materiche particolari e varie possibili
applicazioni, furono create in laboratorio
nel 1985. Furono chiamate fullereni per-
ch hanno la forma dei futuristici duomi
geodesici disegnati trentanni prima da
Buckminster Fuller, il pi eccentrico degli
a rchitetti americani. Di idea in idea.
IL TATTO TRIDIMENSIONALE aiuta i
ciechi dalla nascita
Che i ciechi dalla nascita abbiano il sen-
so del tatto, e forse altri sensi, pi acuti di
a ltre persone si sempre pensato, ma i
ne urologi non sono mai stati daccordo sul-
la realt di questo fenomeno, e sulle sue
eventuali basi fisiche e mentali. Un rap-
po rto di studiosi del National Institute of
Health di Washington, appena pubblicato,
info rma che per la prima volta stato pos-
sibile conferma re sperimentalmente che
nei non vedenti congeniti, e soltanto in es-
si, la parte della corteccia celebrale con-
nessa alle sensazioni tattili attivata anche
dallo sforzo di perc e pire la forma di un og-
getto. Lesperimento consistito nello scan
c e rebrale delle zone implicate nel fenome-
no mediante un apparecchio PET (tomo-
grafia ad emissione positronica) condotto
sudue gruppi, uno di nonvedenti, laltro di
no rmali. Il rapporto nota che gli esperi-
menti schiudono la strada adaltre indagini
s ull inte rdipendenza del sensorio, con ri-
svolti filosofici, medici ed anche pratici di
vario tipo.
SULLE ALPI SVIZZERE cristalli pre zio s i
che si credevano esistere solo in Africa
150 milioni di anni fa, la massa continen-
tale che sarebbe diventata lAfrica and a
c o llide re contro quella che sarebbe diven-
ta lEuropa, nel titanico gioco di forze tetto-
niche che, attraversole ere geologiche, han-
no disegnato il globo; lurto lentissimo so-
lo se misurato su scala umana avvenne in
unpunto che sotto la spinta cominci a cor-
rugarsi in modo da generare infine le Alpi
s v iz z e re. La settimana scorsa uno scienzia-
to dellUniversit di California, Harry
G rean, ha annunciatodi aver trovato inquel
punto, propriosopra al lago Maggiore, qual-
cosa che lo ha sbalordito, e di cui oggi par-
lano tutti i geologi americani.
Il qualcosa un lastra rocciosa lunga
quasi unchilometroe larga mezzo, carica di
minerali e formazioni cristalline, alcune se-
mipreziose. E unmateriale che pu essersi
fo rmato soltanto nelle condizioni di alta
temperatura ed enorme pressione che esi-
stono a partire da circa 700 chilometri di
profondit nelle viscere della Te rra. Sicco-
me nella zona lAlpe di Arami non esi-
stonovulcani, lunica via per cui questa ro c-
cia pu essere ritornata in superficie lef-
fetto secondario della collisione continen-
tale. Un processo che rappresenta una no-
vit assoluta e di importanza teorica straor-
dinaria, ma non solo teorica. La ricerca di
minerali rari e di zone diamantifere, finora
limitata al sottosuolo terre s tre, si potr
e s te nde re ora alle superfici montane nelle
zone dattrito tra le masse continentali.
INARRIVO LAMONETA ELETTRONICA
che abolir il contante
La societ senza spiccioli nascer alla
fine di questanno, quando le due pi gro s-
se banche americane, Citybank e Chase, di-
stribuiranno a 50 milaclienti leprime car-
tedenaro ea migliaia di negozi, cinema, ri-
storanti e conducenti di taxi certe macchi-
nette grandi quanto un palmo di mano, che
pe rmetteranno di mungerne elettro nic a-
mente il contenuto. Le carte avranno uso
istantaneo, senza la procedura di minuti o
secondi richiestadalluso delle carte di cre-
dito, che per di piimplicanounsuccessivo
passaggio bancario. Il cittadinocaricher
lapropriacarta ritirandola dalla banca, o
facendoselainviare inaddebitoo, infuturo ,
persino via Internet. Secondo le banche,
che hannoannunciato il sistemaquestaset-
timana, tutti saranno contenti; le banche
che terranno pi a lungo incassa il denaro ,
i clienti che usciranno di casa senza mone-
te e i commercianti che depositeranno elet-
tronicamente gli incassi senza pericolosi
traslochi di valuta.
I L FO G LIO
ANNO I NUMERO 54 DIRETTORE GIULIANO FERRARA VENERD 12 APRILE 1996 - L.1 0 0 0
DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO
q u o t i d i a n o
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Gazzetta, Giorno, Mattino
quotidiani pubblici allasta
Il Corriere sbarca a Napoli, la Stampa
a Milano e il Giornale a Roma
G i o rnali in movimento
XXI secolo
Nuovi indizi sullorigine
della vita. Esperimenti
sulla sensorialit umana
Questo numero stato chiuso in redazione alle 19.45
Il governo della moneta
I due anni di duello di
Lamberto Dini con gli ex
colleghi di Bankitalia
Debenedetti: La sua ricostruzione
storica fa acqua. Martino: Era al
Tesoro, sapeva del Banco di Napoli
Gli attacchi del 94 e del 96
Kim Young Sam
Il De Gaulle di Seul
sponsorizzato anche
dai generali corrotti
Il presidente sudcoreano esce rafforz a t o
dalle elezioni. Formatosi nel vecchio
regime, diventato un riformatore
Il suo mandato scade nel 97
OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO
LO SCONTRO TRAC S M
E CORTE DI CASSAZIONE
PO LE MICH Eal Consiglio superio-
re della magistratura per linter-
vento contro la Cassazione che ha
annullatouna condanna (pagina3)
N O NPR O F IT, unsettorecon gran-
di potenzialit economiche e occu-
pazionali. IntervistaconGianfranco
Imperatori (pagina 2)
LIPE N GAPARIGI, suscitapolemi-
che la visita del premier cinese in
Francia. Gli affari fanno dimentica-
re i diritti umani (editorialepag. 3 )

I LD E G E N E R ATOWEBERN, morto banal-


mente e ora celebrato da Sollima a Catania
Allievo prediletto di ArnoldSchmberg ,
riparato negli Stati Uniti, Anton We be rn
non era stato costretto a emigrare quando
i nazionalsocialisti, occupato il potere in
Austria, avevano tacciato la sua musica di
bolscevismo. Era bastato che si acconten-
tasse di pochi allievi, che tenesse le sue
c o nfe renze sulla dodecafonia a una picco-
la cerchia privata. Che vivesse al chiuso,
trattenendo il re s piro. Che si ritirasse in
silenzio nella casa del genero a Mittersill,
nei dintorni di Salisburgo. AMittersill le
truppe alleate gli re s e ro laria, gli re s e ro
la libert. Anche la libert di uscire in
strada di notte per fumarsi una sigare tta
allaria aperta. Allarmato, unagente della
milita ry police, che forse trafficava alla
borsa nera conil genero di We be rn, spar
al punto incandescente che brillava nel
buio. Cos, per ironia, mor uno dei com-
positori meno ironici del Novecento. Era il
15 settembre 1945. A cinquantanni di di-
stanza Sergio Sollima dedica alla banalit
pi tragica della storia della musica Mit-
tersill 101. Variazioni sul caso Anton We-
be rn, costruito sutesti tratti dalla Te o r ia
dei colori di Wolfgang Goethe dramma-
tizzati da Dario Olivieri e su musiche del-
lo stesso We be rn. Per la regia di Roberto
And, la direzione dellautore e lesecu-
zione dellEnsemble ventorume del bari-
tono Ulf Bastlein, dopo la prima assoluta
(11 aprile al teatro Biondo di Palermo ) ,
Mittersill 101 verr replicato inSicilia il
13 al Te a tro Vittorio Emanuele di Messina
e il 22 aprile al Te a tro Metropolitandi Ca-
ta nia .
PASSIONE, TRADIMENTO, ABIEZIONEe
gelosia conla Carmen di Bizet a Palermo
LAmour est unfils deBohme, il na ja-
mais connu des lois, si tu ne maimes pas,
je taime. Si je taime prends garde a toi
L a mo re zingaro e nonconosce leggi. Se
non mi ami, ti amo io. Ma se ti amo, sta at-
tentoa te. E difficile re s is te re al richiamo
delle note dellhabanera che la pro ta g o ni-
sta intona nella Carmen di Georges Bi-
zet, capolavoro della scuola veristica fran-
cese. Per amore di Carmen, zingara e siga-
raia, il probo don Jos si fa contrabban-
die re e ladro. Da brigadiere diventa bri-
gante. Carmenlo ha amato. Carmennonlo
amapi. Ciecodi gelosia, sordoai puri sen-
timenti dellinfanzia, don Jos la uccide.
A mo re e morte, abiezione e tradimento.
Tutto al Politeama Garibaldi di Palermo ,
per la programmazione del Te a tro Massi-
mo, a partire dal 23 Aprile.
LAMORE E LA FEDELTA CONIUGALE
nel Fidelio di Beethovena Roma
Chi teme di non gradire il comporta-
mento spregiudicatodi Carmene linevita-
bile finale tragico, puriparare nel perfe t-
to contrario, nel Fidelio di Ludwig van
Beethoven. Il titolo completo, secondo una
prassi ancora settecentesca, esprime il
contenuto morale dellopera: Fidelio, ov-
v e ro lamore coniugale. Fidelio , come
noto, il nome assunto da Leonora, sposa
a mo rosa, che travestita da giovane uomo,
c e rca di scoprire se il marito don Ferna n-
do ( tenore) tenuto prigioniero, contro
ogni diritto, dal crudele tiranno don Piz-
z a rro (baritono). La soluzione delle pi
prevedibili. L a rrivo allultimo momento
del ministro del re scioglie lintreccio, ri-
congiungendo i coniugi amanti e punendo
il perfido don Pizzarro, reo di abuso di po-
te re. Con un piccolo rimpianto e forse una
malizia, se non di Beethoven, almeno di
G . F. Treitschke, ultimo re v is o re del libre t-
to. La giovane Marcellina (soprano), figlia
del carc e r ie re Rocco, si innamorata del
bel giovane Fidelio, nonostante egli (ella)
canti con la doverosa voce da soprano di
una prima donna. La tormentata e pi vol-
te rielaborataoperadi Beethoven inpro-
gramma il 16, 19, 21, 24, 27 aprile al Te a tro
dellOpera di Roma.
ANCORAUNADONNA, la Giovanna DAr-
co di Arthur Honegger a Tr ie s te
Ancora una donna. Ancora una donna
sui generis. Ancora Giovanna dArco. An-
cora Giovanna dArco allOpera. Dopo una
serie di versioni musicali che sarebbe di-
v e rtente e istruttivo ricorda re se lo spazio
lo consentisse. Ricordiamo almeno i com-
positori: Weber (ReinhardAnselm), Kre ut-
z e r, Wagner (Karl), Schultz, Destouches,
Vaccai, Pacini, Balfe, Ve rdi, Liszt, Malipie-
ro, Barbier, Gounod, Caikowskij, Bruc h
ecc.ecc. Al Politeama Rossetti di Tr ie s te
una delle ultime Giovanne, la Giovanna
d a rco al rogo di Arthur Honegger. Dello
stesso Honegger che ha partecipato al
g ruppo dei Six parigini, ma che dalla spi-
rito baracconesco di Eric Satie e di Jean
Cocteausi presto allontanato per fedelt
alle severe ascendenze svizzero - te de s c he .
Che, sensibile alle aspettative del pubbli-
co, si impegnato in oratori solenni, non
privi di echi romantici, come appunto la
Giovanna dArco, che nella versione italia-
na di Elio Bartolini il Te a tro Verdi di Tr ie-
ste allestisce per la regia di Antonio Ca-
lenda. Repliche fino al 14 aprile.
LABELLEEPOQUEdella Vedova allegra
nella coreografia di Ronald Hynd a Milano
Di donna in donna. Senza pre c o nc e tti.
Dalla Pulzella di Orlans della Guerra dei
Cento Anni e il suo imbelle sovrano Carlo
VII alla Vedova Allegra della Belle Epo-
que, libera di modi, pura di cuore e ricca
di mezzi con lo spasimante e spiantato
principe Danilo. Di Franz Lehr. Senza
Tace il labbro, tamo dice il violin, senza
il libretto di V. Lone L. Stein. In forma di
balletto, con coreografie di Ronald Hynd,
scene ecostumi di RobertaGuidi di Bagno,
inte r pretatodal corpodi ballo della Scala.
Al Te a tro Lirico di Milano il 9, 10, 11, 12, 13,
14, 16, 17, 18, 19, 20, 21 aprile.
centodegli anziani adomicilio, personeche
nonhanno bisogno di essere ospedalizzate.
La famiglia deve avere incentivi in termini
di agevolazioni fiscali. Cos, lo Stato non
s o ppo rta i costi e la famiglia incentivata.
Ma, allostesso tempo, si creanoposti per as-
sistenti a domicilio.
Inquestomomento si parlamoltodi terzo
se tto re in riferimento al suo ruolo nella
r ifo rmadelloStatosociale... Il suoruolode-
ve essere quello di evitare lo smantella-
mento dello Stato sociale per penuria di
mezzi, aumentandoil livelloqualitativodel-
l o ffe rtadei servizi. Oggi si passadallideadi
uno Stato assistenziale a un discorso di
smantellamento. Occorre invece intro durre
il concetto di efficienza dello Stato sociale,
a cui il terzosettorepuconcorre re. Perc h
l e fficienza delle istituzioni che lo rappre-
sentano incredibilmente pi alta di quel-
lachesi riscontrasianel settoreprivato, che
in quello pubblico nel campo dellassisten-
za. Ma inItalia, il nonprofit potrebbe avere
un ruolo risolutivo anche nella crisi fiscale
dello Stato, intervenendo come soggetto
pubblico nonstatale ingradodi far frontea
una quota rilevante di spesa pubblica.
UnwelfaremixS, il terzosettorefar
la sua parte insieme allo Statoe ai privati. I
paesi alle prese coni parametri di Maastri-
cht non possono dare tanto peso ai pro ble-
mi culturali o sanitari. Con il problema di
re a liz z a re le convergenze su Maastricht, la
finanza pubblica non in grado di soddi-
s fa re i bisogni del nuovo welfare. Secondo
alcune analisi settoriali sarebbe possibile,
s tima re il diffe renziale di efficienza - e
c ro stato di recente al centro di polemi-
che. Ritiene che quella delle agevolazioni
fiscali sia la strada giusta? La politica fi-
scale lunica strada. Occorre un fisco im-
pre ndito re, che capisca che la defiscalizza-
zione di alcuni costi produce effetti di svi-
luppo, creazione di imprese.
I fondi etici delle banche
Diverse banche hanno ormai attivato
conti e fondi etici. Anche il Mediocredito
sta progettando unfondo analogo. Qual il
ruolo della finanza etica? Mediocre dito ,
chehaunimportante esperienzacomeban-
ca di sviluppo e braccio operativo della ge-
stionedi tesoreriadegli interventi finanzia-
ri alla cooperazione allo sviluppo, sta pro-
gettando un fondo etico per la cooperazio-
ne . Il progetto riguarda sia il fronte degli
impieghi che quello della provvista. Sul
fronte degli impieghi abbiamo messo a di-
sposizione la nostra struttura per fare la-
nalisi gratuita dei progetti e dei micro pro-
getti utilizzando i nostri collaboratori vo-
lontari in loco. Sul fronte della provvista
pidifficile, si trattadi tro v a re i soldi per fi-
na nz ia re i progetti. Lesperienzainterna z io-
nale dimostra che la gente disponibile a
inv e s tire in fondi con forti contenuti etici,
rinunciando a una parte degli interessi. Si
parla del 40 per cento della popolazione
mondiale. Daltra parte se lAssociazione
italiana contro le leucemie riesce a vende-
re un miliardo e mezzo di uova di cioccola-
taa Pasqua, perch nonci pu esserequal-
cuno che d i suoi soldi, chegli verrannore-
stituiti congli interessi, se pure nonelevati
come quelli del mercato, sapendo che in
B urundi si stacostruendo unafabbricacon
il suo contributo?Questo il motivo per cui
c la speranza che questo progetto decolli.
Se cresce una sensibilit sociale sulla cul-
tura dellurlo, credo che spazio ce ne possa
e s s e re.
quindi di risparmio - di questi settori. Una
pe rcentuale di questo delta rappresenta la
cifra di riferimento che lo Stato pu tran-
quillamente spendere o sotto forma di in-
centivi fiscali o di incentivi diretti, per so-
s te ne re iniziative che pro durranno un ri-
s pa rmio cospicuo per la spesa pubblica.
In questo momento, paradossalmente,
chi si interessa di pi di questo settore il
grandecapitale: lebanche, che avviano fon-
di etici, e Confindustria. Qual la ragione?
La mia esperienza personale parte dal
basso.Iniziando da zero, senza fondi della
mia banca, facendo volontariato, sono arr i-
vato a questi convincimenti, che oggi tento
di incastonare in ragionamenti di politica
economica. Credo che comunque la re-
sponsabilit che ha una grande industria,
una grande banca, quella di concorre re a
s v o lg e reuna funzionedi indirizzo edi dare
una spinta alla soluzione dei problemi del
paese. Ma vero anche che questo settore
ha anche delle forti valenze economiche...
Ce rto. Basti vedere cosa accade negli altri
paesi. Per questo importante il ruolo del-
le banche, che devono non solo asseconda-
re la nascita di un vero e proprio merc a to
della finanza etica, ma anche quello di
c re a re le condizioni per contenere la mag-
g io re rischiosit propria del non profit e
fa rvi affluirerisorse private. Questoper evi-
ta re che le difficolt gi croniche delle pic-
cole e medie imprese sulle fonti di finan-
ziamento possano escludere senza appello
le aziende senza fini di lucro.
Un disegno di legge per la defiscalizza-
zione delle organizzazioni senza fini di lu-
L e i m p r e s ed e lt e r z os e t t o r e ,n o nl af i n a n z ap u b b l i c a ,c o s t r u i r a n n oi ln u o v ow e l f a r e
PE RSA N I T , AM B I E N T E, SE RV I Z I SOC I A L I SE RV EU N ANU OVAIM P R E N D I T OR I A L I T . PA R L AIL PR E S I D E N T ED I ME D I OC R E D I T OGI A N FR A N C OIM P E R AT OR I
Roma. Ha cominciato ad occuparsi di vo-
lontariato a causa di una vicenda che lo ha
messo drammaticamente a contatto con la
malattia, quando unapersona a lui cara si
ammalata di leucemia. Mi sono imbattuto
nella sanit, nel dolore, nella difficolt a
c o nv iv e re con un male grave e ho visto che
il volontariatoesercitava unruolomolto im-
po rtante. GianfrancoImperatori, pre s ide n-
te del Mediocredito Centrale, banchiere di
professione, volontario prima per caso, poi
per passione. Presidente dellAssociazione
italiana contro le leucemie, vice pre s ide nte
del Summit della solidariet, una associa-
zione di secondo livello che raggruppa le
qua tto rdici pi importanti realt del non
profit italiano incampo sanitario. Sebbene
io vivessi da principio questa vicenda so-
prattuttoda unpuntodi vista emotivo, come
manager hocercato di coglierei riflessi eco-
nomici dellattivit del volontariato. Ho ca-
pito come il volontariato organizzato poteva
e ss e reunapotenzialitnonindiffe renteper
la soluzione dei problemi del paese. Il terzo
s e tto re come strumento per la creazione di
unnuovo welfare state.
Il ruolo del terzo settore
Imperatori ci riceve nella sede di Civi-
ta, unassociazione nonprofit che mette a
punto progetti per la valorizzazione dei be-
ni culturali come beni economici. Nata otto
anni fa, oggi ha venti occupati, ed una del-
letanterealtproduttivenatenellambitodi
quello che viene ormai comunemente chia-
mato terzosettore, da alcuni temuto, daal-
tri corteggiatoper le sue potenzialitecono-
miche e occupazionali. Un universo compo-
sito, in cui operano associazioni di volonta-
riato, cooperativesociali, organizzazioni non
profit: 25 milaentitdiverse che muovono il
2,1 per cento del prodotto interno lordo - 29
mila miliardi di spese complessive - e forni-
scono il 3,1 per cento delloccupazione na-
zionale. Unite da un minimo comune deno-
mina to re: avere finalit sociali e nonperse-
D a ll ulte r io re sviluppo e successo, anche
nel nostro paese, delle associazioni nonpro-
fit potr dipendere la risoluzione di alcuni
problemi, non ultimo il contributo alla lotta
alladisoccupazione. InGermania, Stati Uni-
ti, Francia dal 7 al 13 per cento dei posti di
la v o ro sono rappresentati dal settore non
profit, inItalia siamo al 3,1 per cento.
La funzione delle non profit ha oltre tutto
un riconoscimento nellarticolo 2 della no-
straCostituzioneche riconosceil ruolodelle
fo rmazioni sociali o corpi intermedi, in
qualche modo precedenti, preesistenti allo
Stato. Senonsi partedaquestoconcettosi ri-
to rna allantica concezione per cui lesisten-
zadi realtsociali adiscrezionedellistitu-
zionepubblica, intesacomeemanazionedi
questultima. Opporsi allinvadenzastatalista
non significa abbracciare pienamente la
concezione di un liberismo tout court. Ma
sotto gli occhi di tutti che lo Stato sociale, il
cosiddetto We lfa re, ha gi fallito accre s c e n-
do il debito pubblico di paesi come la Gran
B retagna, lItalia, aumentandoil distaccotra
il potere centrale e i cittadini. Lo Stato non
pu sempre riservarsi il diritto di decidere ,
c o ntro lla re, osserv a relelibereiniziativedel-
leaggregazioni sociali di volontariato, di non
profit. E indispensabile che la Sanit, la
scuola e tutto quello che riguarda il pro ble-
ma del sociale, nonsia affidato solo alle ma-
ni della burocrazia (spesso ostile) dello Sta-
to o degli enti parastatali.
AlloStatobisognachiedereunpassoulte-
r io re: non sufficiente una legislazione che
riconosce ad ogni persona il diritto di asso-
ciarsi inunmodo operoso. Non suff ic ie nte
cheperogni formazionesocialeesistalapos-
sibilit di pro muo v e re realt non profit. E
indispensabile che lo Stato verifichi la vali-
dit di queste imprese, detassando queste
realt, incentivando quelle pi meritevoli
sotto il profilo della qualit del servizio ero-
gato. Questo eralobiettivo dellapropostadi
legge della gi citata commissione Zamagni.
Eper quanto attiene allo strumento fisca-
O G G I - Sututte le regioni condizioni di
variabilit. Intensificazionedella nuvo-
losit, associata a precipitazioni tem-
poralesche, sul Triveneto e sulle zone
adriatiche. Durante le ore centrali del-
la giornata, addensamenti cumuliformi,
saranno presenti sulle zone interne, do-
ve potranno verificarsi dei piovaschi.
DOMANI - Al nord e al centro nuvolo-
sit in aumento accompagnata da piog-
ge edisolati temporali. Dal pomeriggio
i fenomeni si trasferiranno al sud.
g uire fini di lucro.
Presidente di unagrande banca pubblica
Imperatori lavora con lo Stato e con il mer-
c a to . Per definire il terzo settore parla di
una situazione ponte tra Stato e merc a to .
Dal uno deve pre nde re limpre ndito r ia lit ,
da ll a ltro le regole. Deve essere unoccasio-
ne per affro nta re tutti i nuovi bisogni della
societ moderna cui lo Stato non in grado
di far fronte, sia dal
punto di vista finanzia-
rio, che org a nizz a tiv o ,
che comporta me nta le .
Nei campi incui il ter-
zo settore pu essere
presente in modo for-
te, penso allistruz io ne ,
ai beni culturali, alla
sanit, allambiente,
settori che pi di ogni
a ltro sono in grado di assicurare maggiori
prospettive di occupazione, occorre una
g rossa carica missionaria, di spontaneit.
Che lo Stato non fornisce perch asettico,
me ntre il mercato ha delle regole troppo fi-
nalizzate al pro fitto .
Ed un settore che ha capacit di cre a-
re occupazione. Secondo i dati pi re c e nti,
linsieme delle organizzazioni nonprofit oc-
cupa oltre 400 mila persone, poco meno del
s e tto re del credito e assicurativo. Se le pre-
stazioni dei volontari dovessero essere pa-
gate conuno stipendio, occorre re bbe ro die-
cimila miliardi. Le potenzialit sono evi-
denti. Ma purtoppo inItalia il terzo settore
ancora sottodimensionato rispetto agli altri
paesi europei e, soprattutto, agli Stati Uniti,
dove la quota degli occupati del 6,8 per
cento mentre da noi meno della met. Ma
lo sviluppo possibile. Una societ che si
te rziarizza, in cui aumenta il tempo libero ,
la fruizione dei beni culturali, per esempio,
diventaunoccasione. Per essa occorronoun
management, una logistica, che ancora non
esistono. La sanit unaltro esempio: il ter-
zo settore pubenissimocurare lottantaper
La visionee laconcezione del volontaria-
toinItaliadevonocambiare. E venutoil mo-
mento che le associazioni nonprofit tro v ino
unalorolegittimit, unostatussocialechein
a ltre nazioni, come ad esempio negli Stati
Uniti, vieneloro riconosciutonorma lme nte .
Ci si era avviati su questa strada. Una com-
missioneistituitadal ministerodelleFinan-
ze e presieduta dal professor Zamagni era
giunta a formula re una proposta che, fosse
stataapprovata, avrebberivoluzionatoil set-
to re del non profit che ancora soff o c a to
dalla presenza ingombrante di uno Stato
centralista. La prevista detraibilit dei con-
tributi versati agli enti non profit, anche da
persone fisiche, un regime speciale ai fini
Iva per questo tipo di associazioni, la non
tassabilitdegli utili, lasemplificazionedel-
lacontabilitavre bbe rodatograndeslancio
al settore .
Nonche noi si aspetti laleggeper esiste-
re. Il non profit in Italia un fenomeno gi
presente in varie forme. In questi anni mol-
ti cittadini hanno dato vita ad aggre g a z io ni
che fattivamenteoperano per rispondere ai
bisogni della gente. La nascita di sempre
nuoveassociazioni nonprofit aiuta asvilup-
pa reil concettodi solidariet. Questere a lt
sono esse stesse solidariet.
Non bisogna in questo senso identificare
il nonprofit conil volontariato. Chi nei suoi
inte rventi sostienecheil volontariatononha
bisogno di risorse economiche efinanziarie
elimina lentit delle nonprofit. I sostenito-
ri di questa visione assistenziale del volon-
tariato non riescono ad esempio a concepi-
recheunaziendaincui lamaggiorpartedei
dipendenti sono portatori di handicap pos-
sa stare sul mercato. Io so che ci non ve-
roperchconoscorealtcomequellacheho
citato. Una la Cooperativa Solidariet di
Va rese, monta componenti elettriche e d
la v o ro apidi centocinquantapersone por-
tatrici di handicap. Lavorano sul serio, non
pe rcepisconosemplicementeunostipendio.
Pe rch una realt di solidariet si re a liz-
zi in modo efficace non sufficiente un co-
siddetto spirito di altruismo, bisogna anche
a v e re una grande professionalit, una forte
capacit di organizzazione. Sono proprio i
s e rvizi di interessepubblicocheinvirtdel-
la loro natura trovano nelle org a nizz a zio ni
nonprofit unadeguato esecutore. Il radica-
mento allinterno della collettivit di cui
questeassociazioni vivonononpotrmai es-
s e re sostituito da nessuna burocrazia. E
questa vicinanza ai bisogni che permette di
fo rnirepiadeguatamentelerispostedi cui
la societ civile necessita.
ANNO I NUMERO 54 - PAG 2 I L FOGLIO QUOTIDIANO VENERD 12 APRILE 1996
I N T E RV I S T A
S I GNOR DI RET T ORE
Il non profit non volontariato, professionalit, occupazione, minor costi e migliori servizi
le, occorre che questo sia concepitoinmodo
che le risorse vengano direttamente dai sog-
getti, dallepersonefisiche, echeloStatonon
si frapponga come barriera, come muro che
col pretestodel controllo, di fattobloccaogni
iniziativa. Non vero, come affe rmato da
qualcuno, che una detassazione a favore del
nonprofit significaunimpoverimentoperle
casse dello Stato. E dimostrato che i serv iz i
e rogati dagli enti non profit sono pi effi-
cienti, pi efficaci pi economici e pi ade-
renti ai bisogni della gente, che con questo
sistema la spesa pubblica si riduce e la qua-
lit del servizio migliora, e i cittadini stessi
trovano nelle imprese non profit una moda-
lit per entrare pi a contatto con il sociale,
riuscendo a soddisfare le attese pidiffic ili,
le domande che in altri tipi di struttura sa-
re bbe ro inaccessibili.
Il prossimo governo, dovr riconsiderare
laproposta Zamagni, soprattuttoi futuri mi-
nistri dovranno pre nde re coscienza del fat-
to che le realt nonprofit in paesi molto al-
l a v a ng ua rdia hanno dato un impulso alla
socialit, allaggregazione di forme diverse,
a quella societ multietnica verso cui ci
stiamo ormai avviando.
E una strada da costruire, ma una strada
giintrapresanel nostropaesedaFondazio-
ni, Opere di carit, Casedi cura eassistenza.
Lastoriadi cittadini chediventanopartedel-
lo Stato, e di uno Stato non pi padrone, ma
propriet della gente.
G io rgio Vitta d ini, associato di Statistica
metodologica allUniversit Statale di Milano
e presidente della Compagnia delle Opere
Luniverso di enti, cooperative e associazioni senza fini di lucro impegna 400
mila persone, quasi quanto il settore creditizio e assicurativo. Ha notevoli
potenzialit economiche ed occupazionali e pu fare da ponte tra il deficitario stato
sociale e il suosmantellamento. Serve unfisco imprenditore che ne aiuti lo sviluppo
I LFO GLIO q u o t i d i a n o
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NUOVO NUMERO VERDE:
M u s i c a
Webern, cui la sigaretta
fu fatale, a Catania. I seduttivi
sigari di Carmen a Palermo
E rrata corrig e
Per un erro re di battitura nellinter-
vento del ministro Lombardi pubblicato
ieri manca una riga. Lafrase Di questoti-
po di soluzione non mi convince per la
complessit sul fronte del prelievo, va
preceduta da Non sono contrario in via
di principio al credito dimposta. Di que-
sto tipo. Cene scusiamo conil ministro
e con i lettori.
R o ma . La decisione della quinta sezione
penale dellaCassazionechehaannullato la
sentenza dellaCorte dappellomilanese sul-
la Duomo connection stata un macro-
scopico erro re. Lo hanno deciso i consi-
glieri di Magistratura democratica, che han-
no portato il caso al plenumdel Csm, che il
28 marzo ha deliberato di trasmettere al
G ua rdasigilli e alla procura generale della
Cassazione il fascicolo, perch si valuti se
esistonogli estremi di azioni disciplinari. E
laprimavoltacheil Consigliosuperioredel-
la magistratura interviene su una sentenza
dei giudici della Corte supre ma .
Laccaduto ha del clamoroso e ha inne-
scato le proteste di alcuni consiglieri laici
del Csmche contestano la decisione sia sul
piano formale sia nel merito. Eannunciano
iniziative in Consiglio.
La vicenda inizia qualche mese fa, quan-
do sul tavolo del consigliere togato Giusep-
pe Gennaro (Unit per la costituzione) ar-
rivato unesposto inviato dal presidente del-
laCortedappello di Milano Vincenzo Sala-
fia. Il magistrato sosteneva che lannulla-
mento della sentenza dappello sulla Duo-
mo connection, unindagine iniziata nel
1989 dal sostituto milanese Ilda Boccassini,
era dovuta a un macroscopico erro re .
Fonti giornalistiche hanno indicato che Sa-
lafia arrivato a individuare questa deci-
de re lavvio di unprocedimento disciplina-
re. I consiglieri della Prima commissione,
investiti della questione, hanno deciso che
la documentazione inviata da Salafia non
rilevante perch quelle riscontrate sono al
massimo diffo rmit di interpre ta z io ne .
Aquesto punto i consiglieri di Mdhanno
scelto di far lievitareil caso, destinato ades-
s e re amplificato dalla stampa. Unaltro tas-
sello nellopera di delegittimazione dei ma-
gistrati della Cassazione, re g o la rmente sot-
to accusa quando le loro decisioni contrad-
dicono le sentenze di condanna.
Per rilanciare la questione stato usato
unespediente procedurale. Il re g o la me nto
del Csmprevede lammissibilit di pro po-
ste come quella dei consiglieri di Md, allo
scopo di garantire la minoranza quando in
commissione si crea una forte disparit di
opinioni sullesito di un esposto. La pro po-
sta di Md cos passata in assemblea, qua-
si come un fatto di ro utine . Secondo alcuni
stata approvata senza che ne sia stata ben
c o mpresa la portata. E poi era un gioved
pomeriggio, quando hanno tutti fretta di
to rna re a casa, spiega il consigliere Fran-
co Fumagalli (Lega Nord). C molto da di-
re su questo modo di lavorare, non si pos-
sono porta re in consiglio ordini del giorno
fatti di centinaia di pagine, dice il consi-
g lie re Agostino Viviani (Forza Italia). Co-
munque - aggiunge Viviani - i giornali han-
no sbagliato a scrivere che il Csmsi pro-
nunciato per la responsabilit dei giudici
della Cassazione.
Un caso inesistente, una montatura? Vi-
viani non per nulla daccordo. Il fatto gra-
ve, se davvero le cose sono andate cos, il
monitoraggio fatto dal presidente Salafia
che sembra del tutto al di fuori dei suoi po-
teri: contrario alla logica che gli spetti di
c o ntro lla re chi gli sovraordina to . D a ltr a
pa rte - aggiunge - la decisione assunta dal
Csmpu far pensare, in unmomento in cui
molti si riempiono la bocca parlando del-
lindipendenza dei giudici, a untentativo di
intimidire chi ha il compito di giudicare .Si
visto che, da Carnevale in poi, appena
possibile c chi cerca di indebolire la fun-
zione di garanzia della Cassazione.
Nessuna reazione ufficiale dei magistra-
ti tirati in ballo. Si fa per notare che i giu-
dici della quinta sezione penale hanno an-
nullato la sentenza milanese perch linda-
gine della Duomo connection iniziata
con il fermo di due sospetti, effettuato pri-
machevenisse approvatoil nuovo codice di
procedura penale. Sino a quel momento
non era possibile ferma re, arre s ta re e pro-
c e s s a re persone basandosi suprove raccol-
te con intercettazioni ambientali. La colpe-
volezza degli imputati, dunque, non poteva
e s s e re motivata con gli elementi cos rac-
colti. Lesposto di Salafia sostiene peraltro
che quei fermi noncostituivano linizio del-
le indagini. Ma le decisioni della Cassazio-
ne si devono basare sulle sentenze e su co-
me esse descrivono i fatti. Se erro re c sta-
to, lhannofatto gli estensori della sentenza.
sione anomala della Cassazione nellambito
di un monitoraggio interno delle sentenze
annullate dalla Cassazione.
Ovviamente nessuno ha il diritto di sin-
da c a re le sentenze della Cassazione, ma le
no rme prevedono che, per dolo o colpa gra-
ve di unmagistrato, se ne possa occupare la
Prima commissione del Csm, che pu chie-
Roma. Il tempo impietoso: i ritardi del
g o v e rno sulla firma del decreto, che assicu-
ra la copertura ai 3.000 miliardi dinvesti-
mento pubblico per il Giubileo, hanno mes-
so in crisi la macchina che prepara lUrbe
allavvenimento del 2000. Eppureil 3maggio
1995, quasi unanno fa, il sindaco Francesco
Rutelli aveva presentato inpompa magna il
programmadel Comunedavanti al capo del-
lo Stato e al presidente del Consiglio. Per
una volta si sarebbe potuto giocare dantici-
po, sperava Rutelli. Ma in unanno di gover-
no Lamberto Dini non riuscito a parto r ire
il provvedimento promesso. Lo far la pro s-
sima settimana, ha assicurato ieri da New
Yorkil sottosegretarioallaPresidenza perle
A reeurbane NicolaScalzini. Passerper un
a ltro decretopreelettoraledel governo Dini.
Il Giubileo, con i milioni di pellegrini e
visitatori che saranno richiamati a Roma,
attiver comunque un meccanismo econo-
mico di grandissimo rilievo, tale da cam-
bia re il voltodella capitale. Come verra nno
investiti capitali pubblici e privati per un
a mmo nta re di qualcosa come 20 mila mi-
lia rdi? Non semplice affe rr a re il bandolo
della matassa. Si capisce che a Roma stan-
no maturando decisioni importanti, che
grandi ricchezze private stanno raffo rz a n-
dosi, che qualcosa mutato. Ma non faci-
le compre nde re in quale direzione. Tutti
sannocheil costrutto reAlfio Marchini uo-
mo sempre pi potente. Pochi sanno che il
giovane manager, con la sua Roma 2000,
di fatto controlla lintera costruzione delle
infr a s trutture che reggono il nuovo, grande
nodo ferroviario della capitale che pre v e de
4.000 miliardi di investimento. Pochi sanno
che la grande imprenditoria privata si sta
preparando a investire sulla citt migliaia
di miliardi e che il Comune sta facendo di
tutto perch questo avvenga.
Non detto che sia un nuovo sacco di Roma
E un nuovo sacco di Roma? Non detto,
anche se il pessimismo dobbligo nel pi
vasto e caotico comune europeo, che si svi-
luppa su unarea di 129 mila ettari. Quella
di Roma una superficie abnorme, 11 volte
pi estesa della Ville de Paris (comuni del-
la banlieue esclusi), pari a quella dellinte-
ra provincia di Milano o della Greater Lon-
don. I piani regolatori del 1931 e del 1962 so-
no falliti: undato di fatto sotto gli occhi di
tutti. Masi consumato nel disinteresse col-
lettivo un bene ancora pi prezioso: la pas-
sione civile, la battaglia politica per deci-
de re come costruire la propria citt. ARo-
ma, sede naturale del Palazzo, di questo
nonsi discute: la sfera dinteresse, di dibat-
tito, di battaglia della politica italiana pare
invece abbandonata al destino oscuro di
uno scontro tra forze tanto potenti quanto
sconosciute. Unsolosentimento alberganel
c uo re dei cittadini: la paura di qualsiasi tra-
s fo rmazione, la diffidenza del nuovo.
Il partito di ferro che vorrebbe vincere il Giubileo
LA GI U N TA D I SI N I S T R AH AU N PI A N OP E R RO M A, PR O G R A M M A R E SE N Z A NE S S U N PI A N O. E P E R OR A SE N Z A MI L I A R D I
Un voto per cancellare le sentenze scomode della Cassazione
dallearterie, vene e persino capillari, com-
pletamente intasati. Il progetto Metro po lis
delle Ferrovie dello Stato, solo abbozzato
durante la giunta Carr a ro, stato cos svi-
luppato e ampliato dalla giunta Rutelli che
oggi proclama, tra il serio e il faceto, di vo-
le re somministrare alla citt una cura del
fe rro. Lobbiettivo di dotare la citt di un
anello urbano ferroviario, intersecato al-
l e s te rno da una grande X che allunga i
suoi bracci di ferro sino alle estreme peri-
ferie e che contiene al suo interno una re te
di linee metropolitane sotterranee destina-
te a decongestionare la mobilit nel grande
corpo centrale. Il prosindaco Walter To c c i
esplicito: Dove passa la ferrovia l, e so-
lo l, si potr trasforma re e costruire. Dove
c lambiente bisogner invece conserv a re .
F e rro e ambiente saranno le due invarian-
ti del piano.
Ma quale piano? Nessun piano re g o la to-
re: questo sarebbe il bandolo della matas-
sa, lidea guida dellassessore allUrbani-
stica Mimmo Cecchini che sviluppa il suo
progetto per tentare di domare Roma. Ore-
ste Rutigliano, di Italia Nostra, usa le stes-
se parole di Te o do ro Buontempo di Al-
leanza Nazionale: Cecchini un cementi-
fic a to re. Cecchini non piace neanche a
Sa lv a to re Bonadonna, assessore re g io na le
di Rifondazione comunista, e neanche ad
alcuni verdi. La ragione semplice: Cec-
chini non vuole fare un piano re g o la to re ,
vuole costruirlo nel tempo. Vuole invertire
i fattori partendo da tre punti fermi. Oltre
alla costruzione della nuova rete ferrov ia-
ria urbana, ipotizza le localizzazioni delle
a ree verdi inedificabili. Su 129 mila ettari,
54 mila sono stati destinati a 16 parchi e 35
mila alle aree agricole: nel complesso il 69
per cento della superficie comunale sta-
ta dichiarata inedificabile.
Una percentuale in apparenza da citt
g ia rdino, in stridente contrasto con lespe-
rienza urbana diretta, ma in realt conse-
guenza di un altro paradosso di Roma, che
il pi grande comune agricolo dEuro pa .
Sono i suoi confini comunali abnormi a
pro durre questa elevatissima incidenza
Polemiche al Csm per uniniziativa senza precedenti contro i giudici
della Suprema corte che hanno cassato le condanne per la Duomo
connection. E un tentativo di intimidire chi deve garantire la legittimit
Per compre nde re quel che sta succeden-
do a Roma, val la pena di fare un salto in-
die tro e di ricord a re il precetto che, nel
1870, Quintino Sella dett per la capitale:
Debbasi spingere laproduzionee il lavoro ,
sotto tutteleforme, nelle altre parti del Re-
gno. Una soverchia agglomerazione di ope-
rai (nella capitale, ndr) vi costituirebbe un
v e ro inconveniente. Non sare bbe ro oppor-
tuni gli impeti popolari di grandi masse di
operai. Il precedente della Comune di Pa-
rigi, evidentemente, scottava.
Oggi, bisogna riandare a quella sceltaur-
banistica di Quintino Sella per tro v a re la
spiegazione di un mistero che ha accompa-
gnatolabnormesviluppo di Roma: la totale
assenza di una metropolitana. Nonc capi-
taleeuropea che, tra la fine dellOttocentoe
gli anni 30, non si sia dotata di un trasporto
urbano efficiente su rotaie, tranne Roma.
Probabilmente perch lunica capitaleeu-
ropea che non ha avuto, fino a tutti gli anni
Sessanta, un forte polo industriale. Unica
me tropoli europea popolata, quanto a ope-
rai e imprenditori, di soli edili e palazzina-
ri. Su Roma si sono riversati anche ingenti
finanziamenti pubblici (per limbrigliamen-
to del Te v e re tra gli altri), ma la necessit
primaria, comuneadogni capitale euro pe a ,
di org a niz z a re una razionale mobilit sul
te rritorio sempre stata considerata addi-
rittura inesistente.
La cura del ferro del dottor Rutelli
Oggi, alle soglie del 2000, nel pre pa r a re
Roma al Giubileo, tutto torna a ruo ta re at-
to rno a questo vuoto strutturale, la man-
canza di una rete ferroviaria urbana. La
citt eterna si sviluppata (se si pu usare
questo termine) seguendo parassitaria-
mente lo sviluppo radiale delle tante vie
consolari, di borgata in borgata, di specu-
lazione in speculazione. Ma ha un corpo
Q
uando sembrava che tutto fosse stato
detto e scritto sul genocidio nazista
degli ebrei, ecco che un libro appena
uscito negli Stati Uniti suscita accese po-
lemiche accademiche e giorna lis tic he .
H itle r s Willing Exexutioners. Ordina ry
G e rmans and the Holocaust, il lavoro
di ricerca storica e indagine personale di
Daniel Jonah Goldhagen. Il tre nta s e tte n-
ne Goldhagen un docente ad Harv a rd,
ma anche figlio di un sopravvissuto al-
lolocausto, Eric Goldhagen, pro fe s s o re
nella stessa universit.
Goldhagen documenta che i tedeschi
nonsolopart e c i p a ronoallosterminiodegli
e b rei, ma lo fecero con entusiasmo ed or-
goglio. Agenti di polizia furono impiegati
per giornate intere a sparare su uomini,
donne e bambini, tutti nudi e allineati lun-
gofossecomuni scavatedalorostessi. Epoi
la sera tornavano tranquillamente a casa
dallelorofamiglie, allequali raccontavano
le bravate del giorno. A volte le mogli an-
davano perfino a trovarli sul lavoro e as-
sistevano a tort u re e sevizie di ogni tipo.
Esistonofoto che documentanoquesti fatti,
fotoscattatedagli stessi ufficiali, chepoi le
p o rtavano in ufficio dove ognuno poteva
s c e g li e re le pi belle e conservarle come
r i c o rdo. Se questi giustizieri erano cru d e l i
congli ebrei, nonlo eranoper con gli ani-
mali, inuna bizzarraorganizzazionedel la-
v o ro, puntigliosecircolari ammonivanodal-
lo stipare troppo bestiame nei vagoni fer-
roviari, ma non dicevano nulla sugli ebrei .
Adiff e renzadegli altri studi sullolocau-
sto, questolibrodedicamoltaattenzioneal-
lanalisi dellafiguradei giustizieri, enonsi
tratta semplicemente delle SS e della Ge-
stapo nei campi di concentramento. Lo g-
gettodi ricerca sonoi battaglioni di polizia
che vennero assegnati ai compiti seconda-
ri del genocidio, comeil rastrellamentoeil
t r a s p o rto degli ebrei nei campi di stermi-
nio, la gestione dei campi di lavoro, e le
m a rce forzate alla fine della guerr a .
Goldhagenrivelachei comandanti avverti-
rono i loro subordinati che avre b b e ro po-
tuto essere esentati dalle esecuzioni se lo
a v e s s e ro voluto, e senza per questo essere
oggettodi sanzioni punitive. Ebbene, quasi
nessunorinunciallincarico, anzi in molti
si pre s t a rono a missioni di rastre ll a m e n t o
ed eliminazione con insolito entusiasmo.
Goldhagensostienechei giustizieri noneb-
b e ro alcuna remora morale nel degradare ,
to rt u r a re e uccidere a sangue freddo le lo-
rovittimepercheranoprofondamente ra-
dicati inunaculturadellantisemitismoche
aveva deumanizzato gli ebrei. Ecco le pa-
role di un membro di una unit mobile di
Lublino, interrogato dallamagistratura nel
1980: Non riconoscevamolebreocomeun
e s s e reumano. I protagonisti del genocidio
non furono pochi e isolati. Si parla di 38
battaglioni stanziati nella Polonia occupa-
ta, di cui almeno 30, per un totale di 15 mi-
la uomini, furono direttamente coinvolti
nellolocausto. Il numero tale, daperm e t-
t e re a Goldhagen di pre s e n ta re un quadro
r a p p resentativodellaclassemediatedesca
dellepoca, inpredaaunantisemitismo al-
lucinatorio. Furono quelli che continua-
rono nella loro orgia omicida anche quan-
do Adolf Hitler, sentendosi avvicinare la
sconfitta, dette lordine di smettere. E tra-
s c i n a ronoi prigionieri ebrei inlunghemar-
ce fuori dei campi di sterminio, pro v o c a n-
done cos la morte di migliaia. Goldhagen
r i c o rda come queste marce attraversaro n o
quasi sempre territori tedeschi, di fron t e
agli occhi della popolazione, che si guard
bene dallinterc e d e re per gli ebrei .
Per coloro che hanno sempre cre d u t o
nella tacita complicit della gente comune
nella Germania nazista, il libro un lavo-
ro da maestro, per altri, come il germa n i-
sta Ietvan Daak, un lavoro antistorico,
p e rch se possibile sostenere che molti
tedeschi abbiano partecipato allolocausto,
sbagliatodirechelantisemitismo siauna
specialittedesca, esoprattuttochesiauna
caratteristica nazionale.
Daniel Jonah Goldhagen
HITLERS WILLINGEXEXUTIONERS
622 pp. Knopf, $ 30
pe rcentuale del verde nellarea che do-
v rebbe essere urbana.
Tramonta il mito della pianificazione
Ma il vero problema : che fare nel re-
stante31 per centodel territorio, quelloedi-
ficabile ed edificato? L a s s e s s o re Cecchini
ha al riguardo idee chiare: non si parte da
un piano re g o la to re. Ci si arriva. Su questa
scelta viene crocifisso dai suoi critici di de-
stra e di sinistra. Si consuma cos un mito
del ventesimo secolo: il Piano. Mito para-
dossalee catastroficodelleconomiasovieti-
ca, mito pibonario dello statalismo social-
democratico del Nord Europa, dogma asso-
luto della pianificazione urbanistica nata,
anche lei, dai lombi del secolo dei Lumi. Og-
gi, semplicemente, al Piano non crede pi
nessuno (neanche lIstituto nazionale di ur-
banistica), in partic o la re dopo che quello
del 1962 stato irriso, inattuato, stravoltoda
un movimento che ha avuto caratteristiche
di popolo quanto mai altri, unendo voracit
speculativa dei palazzinari a sfrenatoabusi-
vismo di ceti medi e popolari, il tutto bene-
detto dallinsipienza amministrativa e cul-
turale di tutte le giunte, quelle democristia-
necomequelle del decennio dei sindaci co-
munisti Luigi Petroselli e Ugo Ve te re .
La pianificazione urbanistica stata
sconfitta dalla sua rigidit e dalla vertic a-
lit piramidale che parte dalla mappa ur-
bana per scendere via via a quella del sin-
golo lotto. Il piano re g o la to re classico non
g o v e rna la trasformazione, salva solo le co-
scienze, sostiene Cecchini. La strategia ur-
banistica della giunta sceglie quindi di la-
v o r a re su una serie di zone centrali e peri-
feriche. In questi ambiti il comune defini-
sce le esigenze costruttive pubbliche (scuo-
le, fognature, campi sportivi, centri com-
me rciali, ecc.) alle quali affianca la dispo-
nibilit (in deroga al vecchio piano re g o la-
to re) a perme tte re costruzioni di edilizia
privata, abitativa o di servizio. Gli impre n-
ditori presentano i loroprogetti, certific a no
i costi dellintervento complessivo e dichia-
rano i prezzi a cui intendono vendere abi-
tazioni e servizi privati. Met della diffe-
renza tra costi e ricavi prefissati viene data
al Comune per finanziare opere pubbliche.
Come incentivare i capitali privati
Come si comprende, questo un mecca-
nismo incentivante per i capitali privati,
tanto che per i primi cinque ambiti mes-
si a concorso sono subito arrivate 77 pro po-
ste per interventi privati nellordine di 600
milia rdi. Come si vede, per, anche un
metodo che paga lefficienza e loperati-
vit delle imprese, concedendo la costru-
zione di una nuovacubatura urbana, anche
se inferiore a quella prevista dal vecchio
piano re g o la to re. Di qui le accuse di ce-
mentificazioneda partedi Italia Nostra, da
pa rte dei verdi (che per hanno votato a fa-
v o re del progetto), di Alleanza Nazionale.
Daqui alle elezioni del 1997, verr defini-
to un nuovo masterplan (uno gi stato
steso) chearresterlevoluzioneurbana, im-
brigliata quasi nel suo quotidianoevolversi.
Sono previsti dunque nuovi quartieri re c in-
tati in ambiti sorvegliati, delimitati dal-
linvariante del verde e raggiungibili grazie
allacuradel ferro. Dai masterplan, dal-
la verificasul territorio della loro praticabi-
lit, nascer il futuro piano re g o la to re .
E un esperimento, si vedranno i risulta-
ti. Ma qualcosasi vedegioggi. Si scoprein-
nanzitutto che lapparente solitudine incui
la giunta, gli urbanisti e le imprese stanno
lavorando reale. I cittadini nonseguono e
nonsanno. Tutte le mediazioni e le org a niz-
zazioni politiche sono saltate, ormai inesi-
stenti sul territorio, n il mondo della cul-
tura piingradoneanche di accorgersi di
cosa succede della casa in cui abita. Mobi-
litazioni popolari avvengono qua e l, ma
solo per difendersi, per esprimere paura,
per criticare, spesso giustamente.
E evidente, poi, che tutto questo pro g e t-
ta re, giusto o sbagliato che sia, continua a
c o z z a re contro linerzia della macchina am-
ministrativa comunale. Le semplificazioni
nelliter burocratico delle autorizzazioni,
laudacia concettuale e il pragmatismo ven-
gono re g o la rmente stritolati da unammini-
strazione che riuscita, a tutto il 1995, a
non spendere ben 383 miliardi sugli 822
messi a disposizione dal progetto Roma
Capitale del 1992. Qui i limiti dellazione
c o nc reta del sindaco Rutelli sono pi evi-
denti. Qui si gioca la partita vera e concre-
ta di Roma 2000.
Libert, galit e affari cinesi
M a m m e e f a m i g l i ec o p r o n o i b u c h iI n p s
Il Csm vigila. Sulle opinioni altrui
C
assazione, Cassazione... chi erano
c o s to ro? Le decisioni della Corte
s uprema sembrano esser diventate un
optional per la giustizia italiana. N e l-
l a rticolo a fianco si racconta di come
c e rta magistratura voglia sostituire la
Cassazione conil Csm. APalermo, ieri,
la procura ha ottenuto che il gip Alfre-
do Montaltosi pronunci il 15 aprile sul
rinvio agiudiziodi Francesco Musotto,
accusato di concorso esterno in asso-
ciazione mafiosa. Ignorando del tutto
la decisione della Cassazione, che per
Musotto aveva escluso il concorso
e s te rno in associazione mafiosa, con
un o rdinanzache sar invece alla base
delludienza del Tribunale della li-
be rt da tempo fissata per il 16 a prile .
In omaggio a una teoria articolata del-
lindipendenza e dellautonomia della
magistratura, secondo la quale queste
caratteristiche valgonosolo per lapro-
cura di Palermo, questultima ha otte-
nuto dal gip che ludienza per Musotto
sia fissata un giorno prima di quella
del Tribunale dellalibert: dandocos
contemporaneamenteunbelloschiaff o
a questultimo e alla Cassazione.
E di fronte a fatti come questi, e so-
no soloalcuni di quelli dellultima ora,
cheappareintutta la suamiseriail di-
battito sulla giustizia che continua a
svilupparsi in questi giorni. Ridicolo
il dibattito su alcune affe rmazioni di
buon senso contenute inuno scritto di
Antonio Di Pietro: sono aff e rma zio ni
estrapolate dal loro contesto fattuale e
temporale, dice la casa editrice Larus .
Chiss ?
La sinistra si divide. Da una parte-
Romano Prodi, che crede agli amici
(quelli dellUlivo) di Di Pietro. Per loro
valgonodi pialtre affe rmazioni del li-
bro .Da ll a ltraPie tro Folena del Pds,
dirigente di un partito pi legato alla
gente e dunque spaventato dalla rea-
zione popolare agli eccessi di giusti-
zialismo, al quale vannobene anche le
citazioni estrapolate.
A ltrettanto singolari sono le posi-
zioni della grande maggioranza del
Csm, cheinvece di occuparsi dei fatti -
per esempio della sufficienza con cui
alcune proc ure trattano norme e giu-
risdizioni che le contraddicono - si so-
no impegnati solo a fare i censori del-
le parole e delle opinioni altrui.
E di fronte al tenore di questo di-
battito che sembra utile continuare a
s e g uirelequestioni concretedellagiu-
s tiz ia . Lacondanna di BrunoContrada
senza dubbio uno di questi casi re a li
enon va dimenticato. E opportunoche
dubbi e interrogativi continuinoad es-
se re proposti. Ne segnaliamouno: per-
chlAntimafia ha secretato ladeposi-
zione su Totuccio Contorno del super-
poliziotto Gianni De Gennaro ?
L
a visita in Francia del primo mini-
stro cineseLi Peng stata accoltada
un coro di proteste. Luomo ricevuto a
Parigi, oltre che rappresentare un regi-
me dal quale le libert pi elementari
vengono regolarmente calpestate, in-
fatti il simbolo stesso della re pressione
del 1989. Egli , inoltre, il capofila del-
lala pi conservatrice, tra quelle che a
Pechino si preparano alla lotta di suc-
cessione. Era proprio necessario offr ir-
gli il sostegnodellaFrancia?Enon in-
degno di un nobile paese rinunciare al-
la difesa dei diritti umani in cambio di
alcuni buoni contratti commerciali?
I sostenitori di Jacques Chirac rico-
nosconosenzaimbarazzo che, in questo
campo, la politica francese ha voltato
pagina rispetto agli anni di Mitterr a n d
e non intende pi sacrificare allideo-
logiagli interessi nazionali. Ericord a-
no liniziativa in Bosnia, la ripresa de-
gli esperimenti nucleari, la profe s s io-
nalizzazione dellesercito, la politica
araba, e ora lapertura alla Cina, come
a ltrettanti tasselli di una vigorosaenon
banale iniziativa interna z io n a le .
La Cina, del resto, non un paese
che si possa facilmente ignorare. Dal
1979, quando vennero introdotte le
grandi riformedi DengXiaoping, ha vi-
sto unosviluppoeconomico spettacola-
re. Mai, dai tempi della rivoluzione in-
dustriale, un paese cos popoloso (un
m ilia rdo e 200 milioni di abitanti) ave-
va conosciuto per un periodo cos lun-
go(sedici anni) uncos altotassodi cre-
scita (10 per cento lanno). Tr a m o n ta to
lequilibrioEst-Ovest, la Cina si avviaa
d iv e n ta re il pi potente interlocutore
degli Stati Uniti e dellOccidente.
Di fronte a una simile realt, si capi-
sce che lidea di vincolare i rapport i
c o m m e rciali al rispetto dei diritti uma-
ni sia unpo inribasso. Lastampa ame-
ricana da qualche tempo raccomanda
alla CasaBianca unrapporto piconci-
liante con Pechino. Nulla di strano che
la Francia voglia pure giocare le sue
c a rte. Una politica veramente incisiva,
tuttavia, quella che non si fa tentare
dalle furbizie e nondimentica mai che,
per le democrazie, anche la difesa dei
diritti umani pu servi re una strategia
realista e lungimirante. Inunmomento
in cui la Cina adotta posizioni aggres s i-
ve, come nella crisi con Taiwan, e sce-
glie una linea dura nelle relazioni con
Hong Kong, sarebbe semplicemente
miope abbassarelaguardia e rinuncia-
re, in nome dei nuovi mercati, a eserc i-
t a re pressioni a difesa delle libert .
C
on un decreto dei ministeri del la-
v o ro e del tesoro si dato corso al
r io rdino dellequoteInps portandoal
32,7% laliquota contributiva sul costo
del lavoro dipendente, che raggiungeil
33,7%per i redditi superiori a 60 milio-
ni lordi allanno. Loperazionevienede-
finita indolore perch recupera lau-
mento di circa cinquepunti attraverso
il trasferimento alle pensioni di fondi
attivi raccolti per altri scopi dalla stes-
sa Inps (ma pone a carico dei datori di
la v o ro leventuale onere dellaliquota
residuale). Oltre al trasferimento dei
fondi raccolti per le case ai lavoratori
mai costruite vengono trasferite quote
raccolte per i trattamenti di matern it
e per gli assegni familiari. Il trasferi-
mento si presenta come temporaneo,
in attesa della generale revisione di
questo tipo di trattenute. Immediata-
mente vengono trasferiti circa 15 mila
m ilia rdi al fondopensioni dei lavorato-
ri dipendenti. Lastrutturacontributiva,
tarata sullItalia degli anni Sessanta,
conetmediapibassaenatalitfrale
pi alte in Europa, deve essere ade-
guata allinvecchiamento della popola-
zione determinato anche dal re c o rd
mondiale negativo della natalit rag-
giunto dallItalia di oggi. Ci si domanda,
senzanostalgia per lecampagnedemo-
grafiche, seanche il trattamento prev i-
denziale della famiglia non sia alla ba-
se della eccezionale denatalititaliana.
Il consolidamentodi una trattenuta per
le pensioni di un terzo del costo del la-
v o ro sul medio periodo incider sulla
competitivitdel sistema chenonpotr
c o n ta re in eterno su salari pi bassi e
p roduttivitpialta dei concorrenti ed
gioggi unostacoloallemersione dal-
lillegalit del lavoro irre g o la re e alle
assunzione nelle piccole impre se .
I tedeschi, per re c u p e r a recompetiti-
vit, si sforzano di rientrare inaliquote
contributive non superiori al 20% e la
Commissione europea ha pi volte in-
dicato nelleccesso di protezione di oc-
cupati e pensionati una causa della di-
soccupazione europea, doppia di quel-
la americana e pichetripladi quella
giapponese. Competitivit, occupazione
e famiglia sono penalizzate perch si
p roceduto a un assetto pensionistico
aggiustato invece che a una riforma .
Unalleanza tra pubblico e privati fondata sullo sviluppo di una rete
ferroviaria urbana. Grandi manovre attorno allattesa pioggia di
finanziamenti. Una rivoluzione culturale nellurbanistica che fa storcere il
naso a molti progressisti ma che piace ai discendenti dei palazzinari
ANNO I NUMERO 54 - PAG 3 I LFOGLIO QUOTIDIANO VENERD 12 APRILE 1996
Signor dire tto re - Leggo sui giornali che
Nando Orfei, un nome mitico per chi come
me un appassionato del circo, da tre gior-
ni sta facendo lo sciopero della fame per
smuo v e re la sensibilit del governo sui con-
tributi statali ai circhi. Nando Orfei, cre-
dendo di incontrare i gusti del pubblico -
che pensava ormai inmaggioranza animali-
sta- hadecisodi abolire leesibizioni congli
animali esotici. Il risultato stato che il
pubblico ha disertato il circo. In una setti-
mana, a leggere le sue dichiarazioni, ottan-
ta milioni di incasso in meno. Forse vera-
mente la fine del circo. Ma pensabile un
c irco senza animali. Il circo, lunico posto
dove io da piccolo, e poi i miei figli, abbia-
mo potuto sentire dal vivo il ruggito del leo-
ne, parte c ipa re col nostro timore al corag-
gio del domatore che entrava nella gabbia.
Dove ci siamo stupiti per gli orsi che balla-
vano, per la delicatezza degli elefanti che
con la loro mole sfioravano la valletta
sdraiata a terra davanti a loro e non la pe-
stavano mai. Dove abbiamo apprezzato la
simpatia delle scimmie, per cui non ci di-
spiace poi tanto discendere da loro. Un
clown in televisione non fa ridere e non
commuove nessuno. Un acrobata in pale-
strae nonsotto quel tendone nonhalo stes-
so fascino. Da soli nonrendono quello spet-
tacolo, mix di abilit umane e animali che
il circo. So che c molta retorica in queste
mie parole. Ma non penso che la re to r ic a
sia sempre un male. E poi non so come al-
trimenti dire che mi dispiace che il circo
muo ia .
Doriano Zurlo, Torino
Ci sono cose che nonmeritano di morire, che
rivendicano per s una parte delleternit. Tr a
queste sicuramente la retorica sul circo e sulle
sue leggende: lacrobata, il domatore e le sue
belve, il clown, il giocoliere e i suoi cani pro d i -
gio. Ombre lunghe dellinfanzia proiettate sul -
lo sfondo di una vita dura, pericolosa, pro mi -
scua, girovaga, ma innamorata della vita stes -
sa. Sebbene malato, inattuale, psicologicamen -
te disattivato e riposto inunangolo oscuro del -
la memoria, mentre trionfano le luci della tv,
il circo mantiene in uso il suo vecchio corpo
sfatto, le sue abitudini, i suoi legami affe tti v i
con bambini e adulti, e ci ricatta con il ricord o
della sua magnificenza. Ora per va di moda,
ultima moda americana, animalista e am -
bientalista, il circo senza gli animali. Soff rono -
le tigri, gli elefanti, le scimmie, i serpenti, gli or -
si, i leoni - soff rono, si dice, e dunque vanno re -
stituiti a quella parziale, imperfetta, limitata li -
b e rt che possibile inunmondo naturale con -
quistato, esplorato, colonizzato, coltivato e pla -
smato dagli uomini. Da una cattivit nellec -
cellenza, fatta di educazione a numeri di alta
scuola, di ingentilimento e governo riflesso de -
gli istinti, di relazioni con quellaltro animale
sensitivo e razionale che luomo, le bestie da
c i rco dovre b b e ro torna re alla perfetta cattivit
della natura selvaggia. Sono comprensibili le
ragioni degli animalisti, quando si pre o c c up a -
no di dare ordine e senso alle nostre re l a zi o ni
con gli altri animali, escludendo ogni crud e l e
gratuit e ogni sfruttamento simbolico ridon -
dante dellanostra capacitpredatoria; manon
lo sono piquando impongono la separazione,
una romantica e malinconica Entfernung, tra
le stirpi animali che compongono la specie, e
che la storia ha ordinato in una gerarchia di
soggezione e tutela al centro della quale sta
luomo. Il circo senza animali nonesiste. Potr
anche infuturo avere successo, come si augura
Nando Orfei, una formula di spettacolo da cui
siano esclusi per bigotteria cavalli, pappagalli,
l e o p a rdi, cani e quantaltro; ma re ste ra nno
se mp re acrobati, giocolieri, clown,
e altri animali grandi e piccoli,
c o mp resi i bambini che guarda no .
Gli animali non sono nostre prede, ma il circo senza di loro non pu esistere
ANNO I NUMERO 54 - PAG 4 I L FOGLIO QUOTIDIANO VENERD 12 APRILE 1996
PECHINOCOLMAILGAPTECNOLOGICO
con Russia e Stati Uniti
La politica di potenza regionale (ma evi-
dentemente nonsolo) perseguita dalla Cina
alla base di uno dei contratti pi vantag-
giosi recentemente messi a segno infatto di
a rmamenti. In risposta allimportante ac-
quisto siglato nel 92 da Taiwan congli Sta-
ti Uniti di George Bush per la fornitura di
150 caccia leggeri F 16 la cui consegna,
prevista per i primi mesi del 96, sare bbe
stata slittata di circa un anno per non au-
me nta re le tensioni fra le due Cine Pechi-
noha acquistato72 caccia da superioritae-
rea russi Sukhoy Su-27, che sono tra i pi
avanzati al mondo. Ma soprattutto, Pechino
ha ottenuto la licenza di produzione di que-
sti aerei, che verranno realizzati inunanuo-
va fabbrica, di prossima costruzione ai con-
fini con la Russia. In questo modo la Cina
compie un salto qualitativo non indiffe re n-
te colmando, in un sol colpo, lannoso diva-
rio tecnologicoconlastessaRussiae gli Sta-
ti Uniti. Alcuni istituti di studi strategici
ventilano anchelipotesi che Pechino abbia
acquistato i progetti del supercaccia israe-
liano Lavi (che Tel Avviv aveva abbandona-
to per i costi di sviluppo esorbitanti) per
e s tr a po la rne una versione da pro durre nei
suoi stabilimenti. Dopo le recenti tensioni
con Pechino, Taiwan ha accelerato il pro-
gramma di acquisizione di batterie di mis-
sili Patriot e di 6 fregate stealthLafayettedi
c o s truzione francese.
LEDUECOREESI FRONTEGGIANOa col-
pi di bilancio dedicato alleserc ito
Gli sconfinamenti militari dei giorni
scorsi da parte dellesercito della Corea del
N o rdnella zona smilitarizzata che la divide
dalla Corea del Sud, dimostra, al di l delle
inte r pretazioni politiche, che i duestati rap-
presentano sicuramente i paesi pi a ri-
schio della regione per quanto concerne i
contenziosi territoriali. Lalorospesa per ar-
mamenti alta e in crescita. Seul e
Pyongyang dedicano infatti alle spese per
gli armamenti, rispettivamente, il 22,1 ed il
30%del loro prodotto interno lordo; sul 38
parallelo si fronteggiano un esercito di un
milione di uomini (del Nord) e uno di 650
mila soldati (del Sud). La Corea del Nord
nonesita a fareincetta di materiale bellico,
in surplus e poco costoso, dellex Unione
Sovietica ma, soprattutto, continua nel ten-
tativodi importa re tecnici da tutto il mondo
per svilupparearmi nucleari e missili alun-
ga gittata, come i Rodong 1 che sono in gra-
do di colpire, oltre che Seul, anche il Giap-
pone e la capitale cinese. Tra pochi giorni
emissari di Pyongyang e Washington do-
vrannoinoltre discutere (sede previstaBer-
lino) sul traffico di missili nordc o reani di-
retti in Medio Oriente, che gli Usa vogliono
blo c c a re. Seul dal canto suo ha intrapre s o
una serie di collaborazioni industriali in-
te rnazionali per costruire carri armati del-
la nuova generazione, elicotteri edaerei da
c o mba ttime nto .
LINDIAINVESTESUI MIG-29, equivalente
russo degli F-16 americani
Anche lIndia sebbene turbata da una
profonda crisi politica interna ha avviato
unimponente programma di riarmo volto a
pe r s e g uire una strategia di potenza re g io-
nale, che ambisce, oltre a non cedere nei
c o nfronti del Pakistan sulla questione del
K a s hmir, al controllo del golfo del Bengala,
del mare Arabico e delloceano Indiano in
generale. Nuova Delhi, oltre ad aver gi
prodotto su licenza i caccia Mig-27M, ha ac-
quisito la licenza per la produzione di altri
150 caccia Mig-29 lequivalente russo del-
lF-16 americano e sta inoltre sviluppando
in proprio il caccia leggero Lca e lelicotte-
ro da ricognizione armata Alh.
Anche i paesi dellAsean (Singapore ,
Thailandia, Indonesia, Filippine, Malaysia,
B runei e Vietnam) sono attivi sul fronte de-
gli armamenti. Stanno cercando di integra-
re le proprie forze armate in modo da con-
tro lla regli stretti bracci di maretra oceano
Pacifico ed Indiano. La spesa per la difesa
di questi paesi ammonta a circa 34 miliardi
di dollari lanno con una previsione di cre-
scita del 2%annuo per i prossimi dieci anni
che, adesempio, porter adunaumento del
nume ro dei veicoli da combattimento dagli
attuali 800 a 1.000. Recente inoltre la con-
fe rma da parte francese dellimminente
consegnaallaThailandia di unaportaeri, la
prima di propriet di un paese dellAsia
o r ie nta le .
NEI PROSSIMI ANNI 88 MILIARDI di dol-
lari solo per gli aere i
Il dato piinteressante a livello globale
che entrodieci anni lasomma destinataagli
a rmamenti dai paesi dellarea sudasiatica
destinata adaumentare almeno del 20 per
cento, rispetto alla gi elevata quota di 470
milia rdi di dollari spesa solo tre anni fa.
L inte resse al riarmo dei paesi del Pacific
Rim si legge anche in alcune pre v is io ni
me rceologiche annunciate dai pi gro s s i
produttori di sistemi darma occidentali che
stimano, solo per quanto riguarda il settore
degli aerei da combattimento, un potenzia-
le profitto di circa 88 miliardi di dollari per
il prossimo decennio.
A ltro pericoloso effetto quello dellin-
nalzamento tecnologico chei paesi dellare-
gione stanno riuscendo a raggiungere. Il
r ia rmo, infatti, passa anche attraverso lac-
cesso a tecnologie avanzate, mediante la
produzione su licenza di componenti di ba-
se dei sistemi medesimi. Come nei casi di
Cina e India. La pratica della concessione
sulicenza inevitabile, essendo dettata dal
bisogno di sopravvivere in un mercato che
in Occidente in continua flessione. Un
esempio palese, inquesto senso, viene dagli
stessi Stati Uniti dove Bill Clinton ha con-
sentito alle proprie aziende di esporta re in
Cina tecnologie per la costruzione di satel-
liti, per perme tte re che rimanessero com-
petitive nei confronti delloffe rta euro pe a ,
accantonando le pregiudiziali politiche.
A rmamenti in Asia
Corsa al riarmo in tutto il
Pacifico. Cina e India puntano
sulla produzione su licenza