Sei sulla pagina 1di 15

MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI

Decreto Ministeriale 2 Luglio 1!1


Nor"ati#a $er le ri$ara%ioni e& il ra''or%a"ento &egli e&i'ici
&anneggiati &al sis"a nelle regioni Basilicata( Ca"$ania e Puglia
)Pu**licato nella +a%%etta U''iciale &el 21,-,1!1( n. 1! su$$le"ento/
Art. 1
Sono approvate le norme tecniche per le riparazioni ed il rafforzamento degli edifici
danneggiati dal sisma nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia, formanti oggetto del
voto n. 303 del 19 giugno 1981 del Consiglio superiore dei lavori pulici, riportate in
allegato al presente decreto, formandone parte integrante.
Art. 2
!ette norme entrano in vigore il giorno successivo a "uello della pulicazione nella
#azzetta $fficiale della %epulica &taliana.
Nor"ati#a tecnica $er la ri$ara%ione e& il ra''or%a"ento &egli e&i'ici
&anneggiati &al sis"a
CAPO I
1 Oggetto &elle nor"e
'e presenti norme fissano i criteri generali tecnico(costruttivi per la riparazione ed il
rafforzamento degli edifici danneggiati dal sisma, ricadenti in zone classificate ai sensi
dell)art. 3, *itolo &&, della legge +.+.19,-, n. .-.
'o scopo delle norme / "uello di conseguire una adeguata sicurezza alle azioni
sismiche0 a tal fine l)intervento sar1 costituito dalla riparazione dei danni e, ove le
verifiche specifiche del punto +.1 lo dimostrino necessario, dall)adeguamento
antisismico dell)intero complesso strutturale secondo i criteri stailiti negli articoli
seguenti.
1.2 Inter#ento &i ri$ara%ione
Si definisce intervento di riparazione l)esecuzione di un complesso di opere finalizzate a
ripristinare l)integrit1 di ogni parte di un edificio.
')intervento, ai sensi dell)art. 12 della legge +.+.19,-, n. .-, deve tendere a conseguire
un maggior grado di sicurezza dell)edificio nei confronti delle azioni sismiche.
1.0 A&egua"ento antisis"ico
')adeguamento antisismico si consegue mediante l)esecuzione di un complesso di
opere che rendano l)edificio atto a resistere alle azioni sismiche, definite dalle norme
tecniche approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2.
')adeguamento antisismico, "uando necessario, deve costituire con l)intervento di
riparazione un)unica ed organica operazione tecnica.
1.1 Ric2ia"o alIa nor"ati#a tecnica #igente
Si applica, in "uanto compatiile con le presenti norme, tutta la normativa tecnica
vigente emanata in forza delle leggi +.+.19,-, n. .-, e 2.11.19,1, n. 108., ed in
particolare0
a3 le norme tecniche per la disciplina delle costruzioni da realizzarsi in zone sismiche
approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2 ad eccezione del capo C.9 che, per gli
edifici danneggiati dal sisma, viene sostituito, con integrazioni, dalle presenti norme4
3 le modifiche ed integrazioni apportate alle suddette norme con il decreto ministeriale
3...1981.
2 Progetto esecuti#o
#li interventi di riparazione e di adeguamento antisismico di un edificio devono essere
eseguiti sulla ase di un progetto esecutivo firmato, ai sensi dell)art. , delle legge
+.+.19,-, n. .-, da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell)alo, nei
limiti delle rispettive competenze.
&l progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni ed
accompagnato da una relazione tecnica e dal fascicolo dei calcoli per la verifica sismica
delle strutture portanti.
'a verifica sismica / tassativa per gli edifici con struttura in cemento armato, metallica
ed a pannelli portanti, mentre pu5 essere omessa e sostituita da una specifica ed
adeguata relazione tecnica sul comportamento delle strutture per gli edifici in muratura
che, con la avvenuta esecuzione delle progettate opere di rinforzo, posseggono re"uisiti
costruttivi di pari efficacia di "uelli indicati al punto C.2 del decreto ministeriale 3.3.19,2
integrato dal decreto ministeriale 3...1981 ed hanno altezze contenute nei limiti
prescritti dai suddetti decreti.
Se gli edifici in muratura non hanno i re"uisiti innanzi citati la verifica sismica /
oligatoria.
2.1 O$era%ioni $rogettuali
&l progetto di un intervento su di un edificio comporta di norma le seguenti operazioni0
a3 individuazione dello schema strutturale nella situazione preesistente al sisma4
3 valutazione delle caratteristiche di resistenza degli elementi strutturali, nella
situazione attuale, avuto riguardo alla eventuale degradazione dei materiali ed ai
dissesti provocati dal sisma4
c3 scelta progettuale dei provvedimenti di rafforzamento operata sulla ase degli
elementi come sopra determinati4
d3 verifica sismica del nuovo organismo strutturale.
2.2 Progetto $er inter#enti &i ri$ara%ione &i "o&esta entit3
Per gli interventi di sole riparazioni di edifici che hanno suito danni localizzati in
elementi costruttivi di limitata importanza nel contesto statico dell)opera, il progetto
esecutivo potr1 contenere solo gli elaorati grafici essenziali 6rilievo dello stato di fatto,
in pianta e prospetto, con l)indicazione del "uadro fessurativo4 rappresentazione grafica
degli interventi di ripristino strutturale progettati3, mentre nella relazione tecnica saranno
sommariamente indicati gli studi preliminari di cui al successivo punto +.3.
2.0 Criteri &i scelta $rogettuale
& criteri adottati nella scelta del tipo di intervento, devono scaturire da uno studio
preliminare dell)organismo edilizio riguardante in particolare 0
a3 le caratteristiche nella situazione preesistente al sisma, sotto il profilo architettonico,
strutturale e della destinazione d)uso4
3 l)evoluzione storica delle predette caratteristiche con particolare riferimento
all)impianto edilizio originario ed alle principali modificazioni intervenute nel tempo4
c3 l)analisi gloale del comportamento strutturale al fine di accertare le cause ed il
meccanismo del dissesto4
d3 l)analisi di dettaglio delle caratteristiche dei singoli componenti strutturali
6caratteristiche geometriche, tipologie costruttive, "ualit1 e stato di conservazione degli
elementi strutturali, ecc.3.
2.1 O*ietti#i &ell4a&egua"ento antisis"ico
')adeguamento antisismico dell)edificio si consegue mediante provvedimenti tecnici
intesi a ridurre gli effetti delle azioni sismiche e7o ad aumentare la resistenza
dell)organismo edilizio a tali azioni, nonch8 ripristinare l)integrit1 delle strutture
danneggiate.
Provvedimenti tecnici devono altres9 essere adottati per consolidare, e se del caso
eliminare, elementi non strutturali il cui eventuale crollo pu5 causare vittime e danni.
2.1.1 Pro##e&i"enti tecnici intesi a ri&urre gli e''etti sis"ici
& provvedimenti tecnici intesi a ridurre gli effetti delle azioni sismiche possono essere, ad
esempio, dei tipi "ui di seguito elencati0
( la riduzione delle masse non strutturali4
( la creazione ed adeguamento dei giunti4
( la riduzione degli effetti torsionali4
( la ridistriuzione delle rigidezze.
2.1.2 Pro##e&i"enti tecnici intesi a& au"entare la resisten%a strutturale
& provvedimenti tecnici intesi ad aumentare la resistenza della struttura dissestata sono
indicati al successivo punto 3.
Possono usarsi anche tecnologie non esplicitamente menzionate nel detto punto
purch8 risultino, sulla ase di adeguata documentazione, di eguale efficacia.
2.5 E&i'ici con struttura in ce"ento ar"ato
2.5.1 Sc2e"a strutturale
'o schema strutturale resistente all)azione sismica deve derivare da un)analisi gloale
dell)edificio.
Si terr1 generalmente conto della presenza di elementi, anche non strutturali, che,
attese le caratteristiche di rigidezza e resistenza, possono contriuire in maniera
significativa all)assorimento delle azioni sismiche ovvero possano modificare
sensiilmente il comportamento della sola ossatura portante.
2.5.2 Analisi &ei "ateriali e $articolari costrutti#i
'a resistenza degli elementi strutturali verr1 stimata avuto riguardo alla "ualit1 e allo
stato di conservazione del conglomerato e dell)armatura metallica.
:pportune indagini saranno eseguite per appurare la affidailit1 dei dettagli costruttivi,
in particolare degli ancoraggi delle armature in corrispondenza dei principali nodi trave(
pilastro.
2.5.0 Veri'ica sis"ica
&l calcolo delle sollecitazioni e le verifiche degli elementi strutturali saranno eseguiti
secondo le prescrizioni di cui al capo C.. delle norme approvate con decreto
ministeriale 3.3.19,2.
2.6 E&i'ici in "uratura
2.6.1 Sc2e"a strutturale
'o schema strutturale resistente all)azione sismica deve rispecchiare la situazione
effettiva della costruzione.
Si dovr1 accertare l)efficacia dei collegamenti tra solai e pareti e delle pareti tra di loro.
;ualora nello schema si faccia affidamento sulla ripartizione delle forze orizzontali
agenti ad un dato livello tra i diversi setti murati, andr1 accertata l)efficacia dei solai a
costituire un diaframma orizzontale rigido.
Per ciascuna parete si considereranno in genere separatamente le azioni ad essa
complanari e "uelle normali.
'e azioni complanari alle pareti saranno valutate tenendo conto della ridistriuzione
operata dai solai solo se "uesti presentano adeguata rigidezza nel loro piano e uon
collegamento con i muri.
<ei confronti delle azioni ortogonali alle pareti "ueste si considereranno vincolate ai
solai ed alle pareti trasversali solo se / accertata l)efficacia dei collegamenti.
2.6.2 Analisi &ei "ateriali e $articolari costrutti#i
'a resistenza della muratura sar1 calcolata in relazione alla tipologia, alla "ualit1 e allo
stato di conservazione del sistema murario.
2.6.0 Veri'ica sis"ica
'a verifica riferita alla resistenza a rottura della muratura va effettuata per la
cominazione delle azioni prescritte dalle norme approvate con decreto ministeriale
3.3.19,2 e delle forze statiche orizzontali "ui specificate.
'a risultante delle forze orizzontali viene valutata con l)espressione0
=
t
> C?@
t
essendo0
C >
S ( +
100
il coefficiente d)intensit1 sismica, come definito dal decreto ministeriale
3.3.19,24
coefficiente di struttura cui si assegna il valore > -4
@
t
il carico totale verticale 6peso3 dell)edificio tenendo conto dei carichi accidentali
secondo la taella 3 del punto C...1.1 del decreto ministeriale 3.3.19,2.
Si ha pertanto per0
( le zone sismiche con grado di sismicit1 S > 1+ ?C > 0.-04
( le zone sismiche con grado di sismicit1 S > 9 ?C > 0.+84
( le zone sismiche con grado di sismicit1 S > . ?C > 0.1.4
A) consentito adottare una ipotesi di comportamento elasto(plastico, con controllo della
duttilit1.
'a forza orizzontale sar1 applicata a livello di ciascun piano nel aricentro del piano
stesso e distriuita tra vari livelli secondo il coefficiente di distriuzione
i
adottato nelle
norme approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2.
'e forze orizzontali di verifica saranno applicate secondo due direzioni tra di loro
ortogonali.
Per la valutazione delle azioni sismiche complanari alle pareti si prender1 in esame
l)edificio nella sua interezza, con i collegamenti operati dai solai in "uanto a tale scopo
efficaci, considerando la loro forza orizzontale di calcolo applicata nel aricentro delle
masse presenti.
'a distriuzione delle forze orizzontali tra i muri efficacemente collegati da solai e
l)analisi di ciascun muro sar1 eseguita nella ipotesi di comportamento elastico lineare,
tenendo conto della deformailit1 sia per taglio che per flessione di ciascun elemento.
Si considerer1 trascuraile la rigidezza delle pareti per deformazioni ortogonali al loro
piano.
'e caratteristiche attriuite ai materiali deono essere giustificate.
')azione sismica ortogonale alla parete sar1 rappresentata da un carico orizzontale
distriuito, pari a C volte il peso della parete e da forze concentrate pari a C volte il
carico degli orizzontamenti che si appoggiano su di essa se "uesti non sono
efficacemente collegati a muri trasversali.
Si terr1 conto dei vincoli della parete con i muri trasversali e con i solai solo in "uanto
efficaci.
')effetto flessionale dell)azione sismica ortogonale alla parete pu5 essere valutato nella
ipotesi di comportamento lineare a sezione interamente reagente.
2.- E&i'ici con struttura "etallica
2.-.1 Sc2e"a strutturale
'o schema strutturale resistente all)azione sismica deve derivare da un)analisi gloale
dell)edificio.
Si terr1 conto della presenza di elementi anche non strutturali che limitino la
deformailit1 dell)organismo portante0 si valuter1 la rigidezza e la resistenza di tali
elementi per giudicare della loro partecipazione al comportamento d)insieme.
Si accerter1 altres9 l)efficienza degli elementi controventanti costituiti da nuclei in
cemento armato oppure da strutture verticali in acciaio o altro, tenendo conto delle
effettive condizioni di vincolo offerte dalle fondazioni.
2.-.2 Analisi &ei "ateriali e $articolari costrutti#i
'e caratteristiche di resistenza degli elementi strutturali saranno valutate mediante
esame dello stato di conservazione del materiale metallico e dell)integrit1 fisica di ogni
loro parte.
')indagine deve essere estesa, a seconda della tipologia strutturale dell)edificio, agli
elementi controventanti 6nuclei di cemento armato, controventi verticali in acciaio, ecc.3,
agli elementi di collegamento di "uesti ultimi alle piastre ed agli ancoraggi alle
fondazioni.
2.-.0 Veri'ica sis"ica
&l calcolo delle sollecitazioni e le verifiche degli elementi saranno eseguiti secondo le
prescrizioni di cui al capo C.. delle norme approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2
e con i procedimenti indicati al punto 3.0.+ 6parte &&3 delle norme tecniche per le strutture
in acciaio approvate con decreto ministeriale +..3.1980, n. +03+8.
B seconda dell)oiettivo da raggiungere verranno usate tecnologie operative e materiali
diversi da caso a caso, in relazione all)entit1 del danno suito dall)edificio ed alle
caratteristiche del dissesto.
0 Pro##e&i"enti tecnici &i inter#ento
0.1 +eneralit3
'o studio della scelta dei provvedimenti tecnici non deve limitarsi all)esame localizzato
del singolo elemento strutturale danneggiato, ma deve estendersi, mediante un)analisi
gloale, a tutto l)organismo edilizio che si intende rafforzare.
0.2 7on&a%ioni
&l consolidamento della fondazione si rende necessario "uando siano manifesti segni di
dissesto prodotti da cedimenti differenziali.
Prima di procedere ad un intervento sulle strutture in elevazione deve essere accertato,
se necessario mediante indagini geotecniche, lo stato di consistenza delle fondazioni in
relazione alla natura dei terreni.
;uando la costruzione aia suito dissesti per cedimento di fondazione oppure si sia
venuta a modificare la distriuzione delle forze sul piano di sedime a causa di variazioni
del sistema strutturale in elevazione ovvero ancora esse si rivelino inefficienti in "uanto
difformi dai sistemi costruttivi indicati nelle norme approvate con decreto ministeriale
3.3.19,2, si deve provvedere al necessario adeguamento antisismico.
&l progetto dovr1 tendere a riprodurre, per "uanto possiile, gli schemi indicati al punto
B.10 delle norme approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2 relativamente alle nuove
costruzioni.
Criterio generale da seguire / "uello secondo cui i corpi di fondazione isolati devono
essere collegati fra loro da un reticolo di travi dimensionate in modo che siano in grado
di sopportare una forza assiale di trazione o di compressione pari ad un decimo del
maggiore dei carichi verticali presenti alle due estremit1 del collegamento stesso.
'e pressioni di contatto di esercizio delle fondazioni dirette deono essere valutate
sulla ase delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo e delle caratteristiche della
fondazione.
!eve essere considerata l)eventuale modifica prodotta dal sisma alle caratteristiche del
terreno ed allo stato dei luoghi.
<el caso di edifici situati su o in prossimit1 di pendii naturali od artificiali, oltre agli
accertamenti prescritti al punto B.+ delle norme approvate con decreto ministeriale
3.3.19,2, deve essere verificata anche la stailit1 gloale del pendio con la fondazione
stessa, secondo "uanto disposto alla sezione # del decreto ministeriale +1.1.1981.
Se da indagini specifiche geotecniche si accerti che possono verificarsi nel sottosuolo
dell)opera fenomeni di li"uefazione oppure manifestazioni di movimenti franosi, non si
proceder1 a "ualsiasi intervento di riparazione o di rafforzamento prima di avere
stailizzato la zona mediante i provvedimenti del caso.
0.0 +iunti
<el caso di giunti non dimensionati in conformit1 al punto C.- delle norme approvate
con decreto ministeriale 3.3.19,2, si deve provvedere, in generale, al loro
adeguamento.
;uando l)adeguamento del giunto sia tecnicamente molto oneroso, si potr1 intervenire0
( o inserendo degli elementi di protezione al martellamento4
( oppure eliminando il giunto mediante il collegamento delle strutture da esso separate.
&n tal caso si terr1 conto dell)accoppiamento strutturale conseguito, agli effetti sismici,
termici, ecc.
0.1 E&i'ici in "uratura
0.1.1 7on&a%ioni
:gni intervento sulle fondazioni deve effettuarsi conformemente a "uanto indicato al
punto 3.+ delle presenti norme.
&l consolidamento delle fondazioni su rocce lapidee, o compatte, pu5 ottenersi, in
generale, collegando le varie parti con cordolature.
&l consolidamento delle fondazioni su terreni cedevoli pu5 ottenersi, in generale,
irrigidendo la ase del faricato mediante placcaggi in conglomerato cementizio a
getto od a spruzzo convenientemente armati, applicati da uno o da entrami i lati della
muratura. Particolarmente idonei sono i cavi di precompressione estesi a tutta la
lunghezza della parete.
')approfondimento delle fondazioni se necessario va realizzato con pali di piccolo o
medio diametro, fortemente armati e en collegati alla struttura.
0.1.2 Pareti "urarie
Per aumentare la resistenza di un elemento murario si pu5 ricorrere, in genere, ad uno
o piC dei seguenti provvedimenti0
( risarciture localizzate4
( iniezioni di miscele leganti4
( applicazione di lastre in cemento armato o di reti metalliche elettrosaldate4
( inserimento di pilastrini in cemento armato o metallici in reccia nella muratura4
( tirantature orizzontali e verticali.
#li interventi localizzati sono sconsigliati come unico modo di rafforzamento delle
murature se non inseriti in un sistema generale di riorganizzazione della struttura.
&ndeolimenti locali delle pareti murarie, in prossimit1 degli innesti e degli incroci per
l)eventuale presenza di canne fumarie o vuoti di "ualsiasi genere, devono essere
eliminati.
&n caso di irregolare distriuzione delle aperture 6vani di finestre o porte3 nei muri
maestri, "uando non sia possiile la loro chiusura, con muratura efficacemente
immorsata alla esistente, si deve provvedere alla cerchiatura delle aperture stesse a
mezzo di telai in cemento armato o metallici collegati alla muratura adiacente tramite
perforazioni armate.
0.1.2.1 Risarciture locali%%ate
& muri possono essere riparati mediante riprese con murature aventi fattura e materiali
analoghi agli originali.
!eve aversi cura, nell)esecuzione dell)intervento, di conseguire la massima possiile
collaorazione fra la nuova e la vecchia muratura, evitando stati di coazione dovuti ad
eccessivo contrasto.
0.1.2.2 Inie%ioni &i "iscele leganti
'e iniezioni possono essere eseguite con miscele cementizie, semplici o additivate,
oppure a ase di resine organiche.
'e miscele a ase di resine saranno scelte adottando, in generale, prodotti a asso
valore di modulo elastico "uando l)ampiezza media delle lesioni / piccola e a piC
elevato valore di detto modulo per riempimenti di zone estese.
0.1.2.0 A$$lica%ioni &i lastre e reti "etallic2e elettrosal&ate
Blle murature che presentano lesioni isolate oppure in corrispondenza di aperture o
d)angolo possono applicarsi, preferiilmente su entrame le facce delle pareti, lastre in
cemento armato, collegate fra loro da armature trasversali di cucitura.
&n alternativa possono usarsi reti elettrosaldate posizionate su amedue le facce di
parete, cucite fra loro con tondini d)acciaio e ricoperte di intonaco cementizio. 'e reti
vanno risvoltate in corrispondenza degli spigoli verticali e fissate con chiodi alla
muratura. &n corrispondenza dei collegamenti agli elementi in calcestruzzo esistenti
dovranno essere utilizzate preferiilmente malte preconfezionate antiritiro.
0.1.2.1 Inseri"ento &i $ilastrini
Pilastrini in cemento armato o metallici saranno inseriti nella muratura disponendoli ad
un adeguato interasse, e saldamente ammorsati a mezzo di staffe passanti o di zanche
distriuite lungo la loro altezza, e collegati alle estremit1 con le strutture resistenti.
0.1.2.5 A$$lica%ione &i tiranti
:ve il sistema di collegamento non prevedeva un cordolo in cemento armato, devono
predisporsi tiranti ancorati tramite piastre di dimensioni opportune o di chiavi che
consentano una efficace cerchiatura dell)edificio.
& tiranti possono essere realizzati con arre in acciaio tondo omogeneo o con trefoli in
acciaio armonico e disposti sia orizzontalmente che verticalmente, estesi sempre su
tutta la lunghezza della parete.
Se i solai non assicurano un sufficiente grado di incatenamento delle pareti, rispetto ad
azioni sismiche, si deve intervenire con tiranti ortogonali alle pareti e ancorati all)esterno
delle medesime. &n alternativa si potr1 far funzionare i solai come incatenamenti,
applicando a travi e travetti 6sempre che "uesti posseggano una sufficiente resistenza3
chiavi metalliche ancorate all)esterno della parete.
0.1.0 Arc2i e #olte
#li archi e le volte interessati da gravi dissesti 6ampie lesioni e macroscopiche
alterazioni geometriche dell)intradosso3 e se realizzati con muratura di non uona
consistenza e fattura, devono essere eliminati. :ve lo richiedano esigenze funzionali o
estetiche ed il ripristino di condizioni di e"uilirio di insieme, potranno essere ricostruiti
realizzando sistemi a spinta eliminata4 "ualora tali esigenze non sussistano, le strutture
spingenti andranno sostituite con elementi strutturali non spingenti.
&l rinforzo pu5 invece essere conseguito costruendo in aderenza a "uelli esistenti archi
e volte in cemento armato.
#li archi e le volte devono essere muniti di cinture, chiavi e tiranti, posti
convenientemente in tensione, ed atti ad assorire integralmente le spinte loro imposte,
a meno che le murature di sostegno aiano spessori sufficienti a sopportare le spinte,
anche sismiche.
0.1.1 Solai
;ualora i solai siano avvallati e comun"ue deteriorati, s9 da non possedere adeguata
rigidezza nel proprio piano, essi devono essere sostituiti con solai in cemento armato
ordinario o precompresso, ovvero in acciaio.
<el caso si impieghino travetti prefaricati in cemento armato ordinario o
precompresso, si deve disporre una apposita armatura di collegamento dei travetti alle
strutture perimetrali in modo da costituire un efficace ancoraggio sia agli effetti della
trasmissione del momento negativo, sia della forza di taglio.
;ualora si usino i laterizi, "uesti dovranno essere a locco unico fra i travetti ed essere
efficacemente aderenti ad essi ed alla sovrastante soletta.
Solo se richiesto da esigenze statiche dovranno sostituirsi i solai in legno.
;ualsiasi intervento si effettui dovr1 sempre provvedersi al consolidamento delle
murature nelle zone adiacenti ai solai.
0.1.5 Scale
'e scale in muratura a salzo, cio/ "uelle aventi gli scalini o la sottostruttura incastrati
nei muri di gaia da un lato e lieri d)altro, devono essere di regola sostituite con scale
in cemento armato o in acciaio. Possono tuttavia essere conservate soltanto se prive di
lesioni e dopo averne verificata la efficienza a mezzo di prove di carico.
;uando necessit1 amientali(architettoniche richiedano la conservazione di scale a
salzo staticamente non sicure, potranno adottarsi rinforzi con strutture metalliche
oppure cementizie.
0.1.6 Co$erture
& tetti devono essere resi non spingenti. <elle riparazioni si avr1 cura in particolare di
assicurarsi della capacit1 di resistere alle azioni orizzontali da parte delle murature
perimetrali ed interne che spiccano dall)ultimo solaio per sostenere il tetto e di realizzare
un efficace collegamento fra le strutture del tetto e le murature suaccennate. <el caso di
tetti in legno si dovr1 garantire anche una adeguata connessione fra i diversi elementi
costituenti l)orditura.
#li elementi sporgenti dalle coperture 6comignoli, aaini, parapetti, torrini, antenne,
ecc.3 devono essere en fissati alla ase e, se necessario, controventati.
0.5 E&i'ici in ce"ento ar"ato
0.5.1 7on&a%ioni
:gni intervento sulle fondazioni deve effettuarsi conformemente a "uanto indicato al
punto 3.+ delle presenti norme.
&l consolidamento delle fondazioni potr1 in genere conseguirsi0
( con la costruzione di travi in cemento armato di collegamento dei plinti nelle due
direzioni in guisa da realizzare un reticolo orizzontale di ase4
( con la costruzione di setti in cemento armato al livello del primo interpiano s9 da
costituire nel suo complesso una struttura scatolare rigida4
( con l)approfondimento delle strutture fondali mediante pali di piccolo o medio diametro,
fortemente armati4
( con l)allargamento della ase d)appoggio mediante sottofondazione in cemento armato
oppure mediante la costruzione di cordolature laterali in cemento armato4
( con rinforzi localizzati delle strutture di fondazione 6fasciature in acciaio od in cemento
armato presollecitato, cerchiature, ecc.3.
0.5.2 Strutture in ele#a%ione
Per la riparazione ed il rafforzamento delle strutture in elevazione si potr1 ricorrere ad
uno o piC dei seguenti provvedimenti tecnici0
( iniezioni di miscele leganti4
( ripristino localizzato con conglomerati4
( ripristino e rinforzo dell)armatura metallica4
( cerchiature di elementi strutturali4
( integrazione di armatura con l)applicazione di lamiere metalliche4
( rinforzo con tiranti.
0.5.2.1 Inie%ioni con "iscele leganti
'e iniezioni sotto pressione, di materiali 6miscele cementizie, e di resine3 di opportuno
modulo elastico e con spiccate propriet1 di aderenza al calcestruzzo ed all)acciaio,
potranno essere usate soltanto per la risarcitura di lesioni la cui apertura non superi i 3(
- mm.
0.5.2.2 Ri$ristino locali%%ato con conglo"erati
<el caso di lesioni di apertura superiore ai 3(- mm ovvero "uando il calcestruzzo si
presenta fortemente degradato o frantumato si ricorrer1 al ripristino dell)elemento
danneggiato mediante il getto localizzato di conglomerato, che potr1 essere, a seconda
dei casi, di tipo ordinario, di tipo additivato con spiccata propriet1 di aderenza al
preesistente calcestruzzo ed alle armature, di tipo spruzzato 6gunite, spritzeton, ecc.3
adoperaile soltanto su nuclei integri e per spessori non eccessivi, e del tipo composto
da resine.
;ualsiasi intervento sar1 preceduto dalla scarificazione del calcestruzzo con la
rimozione di tutte le parti disgregate.
0.5.2.0 Ri$ristino e rin'or%o &ell4ar"atura "etallica
:ve necessario le armature vanno integrate.
Particolare cura andr1 posta all)ancoraggio delle nuove armature ed alla loro
solidarizzazione all)elemento esistente.
&l rinforzo pu5 essere realizzato localmente, con l)aggiunta di nuove arre, od
interessare l)intera struttura, con l)inserimento di elementi aggiuntivi in cemento armato
o in acciaio, resi collaoranti con "uelli esistenti.
&n presenza di pilastri fortemente danneggiati alle estremit1, la riparazione deve
comportare anche il rinforzo delle armature longitudinali e trasversali.
&l getto di completamento pu5 essere eseguito con malta o calcestruzzo a stailit1
volumetrica oppure con malta o calcestruzzo ordinari, assicurando in ogni caso
l)adesione fra il nuovo ed il vecchio calcestruzzo.
&l rinforzo dei nodi trave(pilastro dovr1 prevedere il miglioramento dell)ancoraggio delle
armature, l)assicurazione di una continuit1 meccanica sufficiente a trasmettere gli sforzi
massimi sopportaili dalle sezioni di estremit1 interessate, la staffatura di contenimento
del conglomerato e delle armature nei riguardi della espulsione trasversale.
;uando i nodi trave(pilastro sono tanto danneggiati da risultare tecnicamente difficile la
loro riparazione, la funzione statica degli elementi strutturali convergenti nei nodi dovr1
essere attriuita ad altri elementi portanti dell)ossatura.
0.5.2.1 Cerc2iature &i ele"enti strutturali
')effetto della DcerchiaturaD si ottiene con staffe o altre armature trasversali.
;ueste armature possono essere semplici collari di lamierino, ovvero spirali di filo
d)acciaio, oppure vere e proprie strutture di carpenteria metallica, calastrellate o piC
raramente reticolate.
'e armature esterne devono essere protette mediante intonaco cementizio o gunite
armata con rete.
0.5.2.5 Integra%ione &i ar"atura con l4a$$lica%ione &i la"iere "etallic2e
$n)armatura aggiuntiva, se necessaria, potr1 essere realizzata mediante piastre di
acciaio, applicate sulla superficie dell)elemento strutturale da riparare o da rinforzare ed
a "uesto solidarizzate opportunamente.
<el caso di piastre sollecitate a taglio e7o compressione, dovr1 porsi attenzione al
pericolo di instailit14 in ogni caso, "uesta tecnica comporta un aumento della rigidezza
dell)elemento riparato, di cui si deve tener conto nei calcoli.
'e piastre andranno opportunamente protette dalla corrosione.
&l rinforzo di elementi in cemento armato potr1 conseguirsi mediante tiranti di acciaio
posti in tensione seguendo la tecnica della precompressione oppure delle chiodature
pretese.
&n ogni caso deve verificarsi che l)intervento non provochi dannosi stati di coazione.
0.5.0 Solai
Ealgono i principi generali indicati al punto 3.-.- delle presenti norme relativamente ai
solai costituenti orizzontamenti di edifici in muratura.
;uando un solaio fa parte di un edificio con struttura in cemento armato e lo si dea
rinforzare si potr1 procedere con le seguenti tecniche0
a/ inter#enti in %ona tesa8
( applicazione di strisce di lamiera di piccolo spessore all)intradosso dei travetti del
solaio4
( inserimento, previa rottura delle pignatte, di nuovi travetti prefaricati in calcestruzzo
o con profilati metallici e getto di calcestruzzo a stailit1 volumetrica4
( incremento dello spessore del solaio mediante getto di soletta armata in aderenza
all)intradosso4
*/ inter#enti in %ona co"$ressa8
( aumento dello spessore all)estradosso con getti di solette di calcestruzzo,
opportunamente solidarizzate.
Particolare attenzione va posta, in presenza di solai con travetti prefaricati, al
collegamento degli stessi con le travi, collegamento che deve assicurare la funzione
incatenante dei solai.
0.5.1 Inseri"ento &i nuo#e strutture
'a struttura pu5 essere rinforzata aggiungendo nuovi elementi resistenti "uali0
a3 pareti di taglio e7o controventamento4
3 elementi verticali o inclinati 6pilastri, puntoni34
c3 collegamenti alla struttura principale di elementi non strutturali esistenti rinforzati, al
fine di renderli permanentemente e affidailmente collaoranti con la struttura
principale.
;ualora si inseriscano pareti irrigidenti, si deve controllare la capacit1 delle fondazioni a
sopportare le sollecitazioni alle stesse trasmesse.
'e pareti devono essere sempre armate anche con armature disposte nelle due
direzioni.
')inserimento di nuove pareti di taglio in una struttura comporta la necessit1 di
collegarle efficacemente agli orizzontamenti e di rinforzare "uesti ultimi in funzione della
nuova trasmissione degli sforzi in pianta.
Si dovr1 verificare inoltre la capacit1 delle travi e dei pilastri collegati alle pareti di taglio
a resistere alle nuove funzioni statiche indotte dalle pareti. &n particolare si dovr1 curare
la trasmissione degli sforzi di scorrimento verticale tra pilastri e pareti di tagli ad essi
contigui. Se "uesti sforzi devono essere assoriti solo dalle travi esistenti, ne dovr1
essere accertata l)idoneit1.
;uando la maglia del telaio contenga elementi di controvento / necessario valutare il
loro effetto sul nodo.
#li elementi di collegamento delle pareti di taglio e controventi alle travi e pilastri
esistenti 6spinotti metallici, arre, tasselli metallici, nicchie armate, ecc.3 dovranno
possedere sufficiente resistenza e duttilit1.
Si potranno realizzare pareti di taglio in muratura armata, aggiungendo eventualmente
a pareti esistenti in mattoni o locchi, lastre di calcestruzzo armato su amedue le
facce. &l collegamento delle due lastre in c.a. tra loro deve essere fatto con armature
metalliche passanti4 inoltre esse devono essere collegate con armature alla struttura
principale in c.a. esistente.
0.5.5 Ri$ara%ione &i $areti
'a ripartizione degli sforzi tra lastre di c.a. e muro preesistente dovr1 essere fatta in
proporzione ai loro moduli elastici. <on / consentito mettere in conto la resistenza di
lastre in c.a. di spessore inferiore a . cm. <on / consentito mettere in conto la
resistenza di pareti in mattoni forati o locchi alleggeriti, con le caratteristiche di cui
all)allegato 1 del decreto ministeriale 3.3.19,2.
'a riparazione di pareti di taglio esistenti lievemente danneggiate pu5 essere eseguita
semplicemente con iniezione di miscele cementizie o resine a asso valore di modulo
elastico, purch8 possano escludersi sensiili danneggiamenti alle armature ed alle
condizioni di aderenza. &l rinforzo di pareti esistenti pu5 essere conseguito realizzando
in aderenza, da una o entrame le parti, un ispessimento della parete, opportunamente
armato.
'e armature aggiunte devono essere collegate a "uelle originarie.
0.6 E&i'ici con strutture "etallic2e
0.6.1 Pro##e&i"enti tecnici &i ri$ara%ione e ra''or%a"ento 9 +eneralit3
'a sostituzione di singoli elementi strutturali, danneggiati dal sisma, deve essere
eseguita tenendo conto delle Dregole praticheD indicate al punto 2 delle norme tecniche
per il calcolo, esecuzione e collaudo delle strutture in acciaio, approvato con decreto
ministeriale +..3.1980, n. +03+8 6parte seconda3.
&l rafforzamento dell)edificio, mediante l)inserimento di nuovi elementi strutturali o di
controventamento, che possono comun"ue modificare lo schema statico originario,
dovr1 essere giustificato in ase alla verifica sismica di cui al punto +.,.3 delle presenti
norme.
CAPO II
1 Consisten%a #olu"etrica e& alte%%e &egli e&i'ici8 oggetto &egli inter#enti
Salvo le deroghe per speciali ragioni previste dall)art. 1+ della legge +.+.19,-, n. .-, gli
interventi di riparazione e di adeguamento antisismico non devono in nessun caso dar
luogo ad aumento della consistenza volumetrica complessiva dell)edificio preesistente
al danno sismico.
'a ricostruzione, previa la totale demolizione dell)edificio, irrimediailmente
danneggiato, deve essere eseguita con l)osservanza del capo && delle norme tecniche
approvate con decreto ministeriale 3.3.19,2, relativo alle nuove costruzioni.
Se l)edificio, irrimediailmente danneggiato prospetta su spazi, nei "uali sono comprese
strade, la cui larghezza complessiva / inferiore ai limiti minimi indicati dai decreti
ministeriali 3.3.19,2 e 3...1981, pu5 essere conservata 6non superata3 la consistenza
volumetrica e le superfici utili complessive dell)edificio stesso, preesistente al danno
sismico.
')edificio, in tal caso, pu5 essere ricostruito in sito, mantenendo l)altezza originaria, il
numero dei piani e le superfici utili complessive in elevazione, a condizione che0
( il sistema costruttivo sia a struttura intelaiata in cemento armato normale o
precompresso, acciaio o sistemi cominati dei predetti materiali4
( il coefficiente d)intensit1 sismica C di cui al punto B.2 delle norme approvate con
decreto ministeriale 3.3.19,2, da assumere nel progetto sia adeguatamente
maggiorato4
( il fattore di amplificazione di tale coefficiente non pu5 essere inferiore a 1.204
( le indagini specifiche geotecniche devono escludere i fenomeni di cui all)ultimo comma
del punto 3.+ delle presenti norme.
'e stesse regole si applicano per demolizioni parziali di edifici purch8 si costituiscano,
nella ricostruzione, organismi strutturalmente indipendenti.