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Danza Sacra

Loccasione la presentazione, stamane, del nuovo programma del Centro culturale


San Fedele che rinuncia a farsi rappresentare dal bronzetto di Lucio Fontana che ne
costituisce lo storico logo per passare il testimone a Mimmo Paladino che, nel
1955, diede nuova forma al Santo non pi inginocchiato come lo volle Fontana ma in
piedi ad offrire un ramoscello dulivo.
Un segno di pace che il Centro ha sempre offerto al mondo dellarte almeno da
quando, dopo il rientro dei gesuiti a Milano nel 1946, don Arcangelo Favaro fond la
Galleria San Fedele per promuovere larte contemporanea al di l di ogni credo
religioso e ideologico. Fino a innescarla nel corpo stesso della Chiesa, pure
simbolo della Controriforma e prima sede milanese dei gesuiti. Cos, sullaltare
monumentale, posato lostensorio (di rito romano) di Claudio Parmigiani e sono i
pannelli oro, rosso e azzurro di David Simpson a dar luce mutevole allabside.
Mentre le pale originale di una cappella sono state sostituite dal Sacro Cuore in
ceramica di Lucio Fontana proprio negli anni del dibattito che lo opponeva a
Luciano Minguzzi per la realizzazione della V porta del Duomo.
Oggi un nuovo segnale si aggiunge sopra la porta che d accesso attraverso il
passetto istoriato dallirlandese Sean Shanhan, alla Cappella della Madonna dei
Torriani: tre scarpette argentate che anticipano quelle che Mimmo Paladino ha fissato
ai suoi muri. Una installazione che cita esplicitamente gli ex voto che pure lartista
napoletano ha frequentemente rivisitato e che li ambienta in quella che a Milano
conosciuta come Cappella delle Ballerine. Perch proprio qui le ballerine della Scala,
dal secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta, portavano fiori sullaltare della
Madonna (una Vergine che allatta a seno nudo, nella tradizione medioevale che il
Concilio Tridentino canceller) nelle sere dei loro debutti. Omaggi che Paladino ha
reinterpretato come dei per grazia ricevuta, immagini votive che affondano le
proprie radici nella tradizione popolare nel riconoscimento della guarigione
miracolosa di un arto. E, al tempo stesso, una citazione di Santa Maria della Scala
lantica chiesa demolita per fare spazio al Teatro del Piermarini e i cui arredi e
devozioni furono trasferite in San Fedele.
E questa la prima novit della nuova stagione artistica che prevede lesposizione, in
una mostra dedicata alliconografia dellAnnunciazione (dal 24 ottobre), di opere di
Duerer, Barocci Figino e Sironi, della produzione grafica di George Rouault (dal 25
novembre) per concludere lanno con la tradizionale esposizione delle opere dei
vincitori del Premio Artivisive . Per poi aprire il 2015 con lomaggio (dal 29 gennaio)
a Piero Manzoni attraverso le opere donate ai padri gesuiti da Nanda Vigo: Dopo 50
anni una prima e ultima mostra insieme.
Ma le ambizioni del San Fedele non si fermano qui. Perch dopo i restauri conclusi
solo lo scorso anno, si lavora anche per allestire un piccolo museo negli spazi
dellantica cripta ornata dalle formelle della Via Crucis di Fontana e dove gi
esposta linquietante Apocalisse di Jannis Kounellis. Vi si acceder dalla porta
sovrastata dal fregio in ceramica smaltata e invetriata ancora di Lucio Fontana
fortunosamente ritrovato dalla Fondazione e vi saranno esposte gli antichi reperti di
Santa Maria della Scala accanto a quelli, moderni, dei tanti artisti che hanno
frequentato negli anni la Fondazione.
Bisogner aspettare almeno fino a gennaio perch questi spazi diventino accessibili al
pubblico, ma gi oggi, grazie ai volontari del Touring Club Italiano il sabato e la
domenica (dalle 10 alle 18) possibile scoprire i tesori di questa strana chiesa
Chiesa che ad ogni week-end raccoglie pi di 500 fedeli.
(la Repubblica Milano, 7 ottobre 2014)