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COM 47
DM DOMANDE
E senza Facebook, Amazon e tutti
gli altri giganti del web. Che
secondo lex hacker Julian Assange
registrano ogni nostra azione
online. Limitando cos i nostri
orizzonti di conoscenza
di SARA SCHEGGIA scrivile a attualita@mondadori.it
SI PU VIVERE
SENZA
GOOGLE?
vedere sulla nostra pagina una parte limitata di quello che i nostri
conoscenti condividono: solo i post e le foto delle persone con cui
interagiamo pi frequentemente ammette Vincenzo Cosenza.
C UN MODO PER NAVIGARE SENZA CHE QUESTE SO-
CIET CI SEGUANO? Dai motori di ricerca alla condivisione
di esperienze: quasi impossibile rinunciare ai servizi dei giganti
del web risponde Giusella Finocchiaro. Esistono alternative a
Google, ma anche queste creano profili degli utenti. E anzich
fare acquisti su Amazon ed eBay, si pu andare in piccoli negozi
online. Che per sono a volte meno efficienti, per esempio
nella consegna. Qualche accorgimento limita la quantit di
informazioni che riveliamo. Si pu usare il motore di ricerca
mettendo un nome di fantasia. O selezionare ancor di pi cosa
condividere sui social dice Vincenzo Cosenza. In qualche
caso c la via della causa legale. Se riceviamo una quantit
esagerata di pubblicit senza averlo autorizzato, si pu fare
ricorso al Garante per la Privacy: non c neanche bisogno
dellavvocato. Il punto che a volte diamo il consenso senza
rendercene conto spiega Finocchiaro.
MA ALLORA INTERNET LIMITA I NOSTRI ORIZZONTI?
quello che sostiene il sociologo Zygmunt Bauman: il desiderio
di avere con il web una finestra aperta sul mondo unillusione.
Tutti daccordo? No. Il web non solo social network e shopping
online. La Rete offre molti servizi e siti che possono migliorarci la
vita dice Cosenza. Basta farsi una domanda prima di premere il
tasto registrati per accedere a qualsiasi servizio: vale la pena di
condividere con questa azienda un pezzo della mia vita?.
Se domani Google, Facebook e Amazon scomparissero,
saremmo nei guai. Ma per Julian Assange, lex hacker che ha
appena pubblicato il libro Quando Google incontr WikiLeaks,
i colossi del web sono una nuova forma di totalitarismo,
perch raccolgono informazioni su miliardi di persone e le
rivendono. Come entrano nelle nostre vite? E c un modo per
proteggersi? Lo abbiamo chiesto a due esperti.
DI QUALI DATI SI IMPOSSESSANO I GIGANTI DELLA
RETE? Facebook e altri social vivono, tra laltro, grazie alla con-
divisione delle nostre informazioni personali: et, professione,
citt in cui abitiamo, se siamo sposati... Basta mettere un like
per rivelare qualcosa di noi. Ma questa schedatura legale:
liscrizione al social vale come consenso al trattamento dei
nostri dati spiega Vincenzo Cosenza, esperto di web e autore
delle-book La societ dei dati (40k). Google invece ci segue con
i cookie: programmi che la societ utilizza per sapere quali siti
visitiamo aggiunge Giusella Finocchiaro, docente di Diritto di
Internet alluniversit di Bologna.
COME USANO LE INFORMAZIONI RACCOLTE? I dati
servono a conoscere i gusti dei consumatori e a mandare pubblicit
tagliata su misura: per esempio, dopo aver cercato degli stivali su
Google, quando rientriamo nel web compaiono nelle nostre pagine
annunci di scarpe simili spiega Finocchiaro. Com possibile? I
colossi di Internet cedono i dati ad altre aziende. Queste creano
identikit di potenziali compratori che poi rivendono alla pubblicit.
Succede anche con le opinioni: su Twitter si pu capire qual il
problema pi sentito in una citt e puntare su quello in campagna
elettorale sottolinea Giusella Finocchiaro.
A PARTE FARCI COMPRARE, COME ALTRO CI POS-
SONO DANNEGGIARE? I servizi dei giganti del web possono
restringere la nostra scelta. Facebook, per fare un esempio, ci fa G
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