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Deposito di Arcola Srl

PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA PERMANENTE



Deposito di Arcola
Arcola (SP)

31 maggio 2013
ARCADIS Italia S.r.l.
Sede legale ed operativa:
Via G. Galilei, 16
20090 Assago (MI)
Tel. +39 02 48841600
Fax +39 02 48849056
info@arcadis.it - www.arcadis.it









Cap. Soc. 52.000,00 i.v.
Reg. Impr. MI N. 01521770212
R.E.A. MI 1768971 P.IVA e Cod. Fisc. 01521770212



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Committente:
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A Ar rc co ol la a ( (S SP P) )

3 31 1 m ma ag gg gi io o 2 20 01 13 3
c co od d. . l la av vo or ro o: : 6 60 05 5- -0 05 5/ /1 16 6
ARCADIS Italia S.r.l.
Sede legale ed operativa:
Via G. Galilei, 16
20090 Assago (MI)
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Oggetto: Deposito di Arcola Cod. Progetto: 605-05/16 File: 605-Prog_MISP_V.doc
Titolo documento: Messa in Sicurezza Permanente Committente: Deposito di Arcola Srl
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INDICE
1. PREMESSA ............................................................................................................................................... 1
2. ATTIVIT DI BONIFICA SVOLTE (2006-2012) ................................................................................ 6
3. INQUADRAMENTO GENERALE DEL SITO .................................................................................... 9
3.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE E MORFOLOGICO ............................................................................................. 10
3.2 INQUADRAMENTO GEOLOGICO ............................................................................................................................ 10
3.3 IDROGRAFIA SUPERFICIALE ................................................................................................................................. 10
3.4 INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO .................................................................................................................... 11
3.5 DETERMINAZIONE DEI PARAMETRI IDRAULICI DELLACQUIFERO ALLINTERNO DEL DEPOSITO ........................... 11
3.6 ANDAMENTO DEL FLUSSO IDRICO SOTTERRANEO ................................................................................................ 12
4. BARRIERA FISICA PARZIALE ......................................................................................................... 16
4.1 TECNOLOGIE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA BARRIERA FISICA .......................................................................... 19
4.2 TECNOLOGIA SCELTA .......................................................................................................................................... 22
4.3 NUOVI SONDAGGI PER LA VALUTAZIONE DEL GRADIENTE VERTICALE DI CONTAMINAZIONE DEL SOTTOSUOLO .. 26
5. OTTIMIZZAZIONE DELLA BARRIERA IDRAULICA ESISTENTE .......................................... 29
5.1 DIMENSIONAMENTO E UBICAZIONE DELLA NUOVA BARRIERA IDRAULICA .......................................................... 29
5.2 REALIZZAZIONE POZZI ......................................................................................................................................... 35
5.3 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO IDRAULICO ............................................................................................................ 36
5.4 IMPIANTI DI RECUPERO PRODOTTO (EVENTUALI) ................................................................................................. 36
5.5 PROVE DI PORTATA SUI POZZI DI NUOVA ESECUZIONE ......................................................................................... 38
5.6 EVENTUALE TRATTAMENTO DELLE ACQUE EMUNTE ........................................................................................... 39
6. SONDAGGIO DI VERIFICA S15BIS .................................................................................................. 40
7. MONITORAGGI PERIODICI ............................................................................................................. 42
7.1 MONITORAGGI DELLA QUALIT DELLE ACQUE DURANTE L'ESECUZIONE DELLA BARRIERA FISICA ...................... 42
7.2 SOIL GAS ............................................................................................................................................................. 44
7.3 ACQUE DI FALDA ................................................................................................................................................. 45
7.4 TERRENI .............................................................................................................................................................. 46
8. COMPUTO METRICO ESTIMATIVO .............................................................................................. 48
9. CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVIT ..................................................................................... 49
10. RIASSUNTO E CONCLUSIONI .......................................................................................................... 50




Oggetto: Deposito di Arcola Cod. Progetto: 605-05/16 File: 605-Prog_MISP_V.doc
Titolo documento: Messa in Sicurezza Permanente Committente: Deposito di Arcola Srl
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1. PREMESSA

Nel luglio del 1995 l'USL5 di Sarzana effettu una serie di campionamenti in alcuni pozzi privati
ubicati nella piana di Arcola, non distanti dal Deposito di Oli Minerali della Societ Arcola
Petrolifera SpA. Alcuni campioni di acqua, prelevati da pozzi adibiti ad esclusivo uso irriguo,
risultarono contaminati da idrocarburi; l'origine della contaminazione fu correlata alle attivit del
Deposito di Arcola.
In seguito a questo evento fu istituito un Gruppo di Lavoro (che includeva consulenti scientifici a
livello universitario, nominati da Arcola Petrolifera, ed una commissione comunale in
rappresentanza di Comune di Arcola, USL5 Sarzana e Provincia di La Spezia) che oper con
continuit dal Settembre 1995 allo scopo di chiarire lampiezza, la meccanica e le possibili cause
del fenomeno, di individuare leventuale presenza di processi di inquinamento in atto e di definire
e porre in essere le idonee misure di protezione e messa in sicurezza della falda.

Le verifiche strutturali, condotte da Arcola Petrolifera, su oleodotti, serbatoi, sistema fognario,
linee aeree, ecc. portarono ad escludere qualsiasi inquinamento in atto imputabile agli impianti
presenti in stabilimento o comunque collegato allesercizio degli stessi.
Nel febbraio '98 i risultati delle iniziative prese evidenziarono un miglioramento generale della
situazione ed un controllo sul fenomeno tale da considerare in sicurezza la falda, pertanto le
attivit vennero sospese anche se la Societ Arcola Petrolifera proseguiva con le azioni di
monitoraggio.

Nel corso di alcuni campionamenti (settembre 1999) di acque sotterranee della Piana di Arcola,
effettuati da un Gruppo di Lavoro Regionale (istituito in seguito ad un episodio di inquinamento
da metalli pesanti rilevato nel maggio 1998), presso un punto di indagine ubicato in prossimit
dei confini (lato Sud) del Deposito di Arcola fu rilevata la presenza di idrocarburi in tenori
superiori al limite previsto per le acque destinate al consumo umano.

Nel gennaio 2000, il Comune di Arcola avvertiva formalmente la Societ Arcola Petrolifera




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S.p.A., in qualit di proprietaria del Deposito di Oli Minerali sito in Arcola Via XXV Aprile 18,
"che si avviato di un procedimento ai sensi del DM 471/99, in relazione al fenomeno di
inquinamento da idrocarburi accertato nel sottosuolo e falda acquifera superficiale interessati
dall'attivit della citata azienda ( deposito carburanti, gi raffineria di prodotti petroliferi fino
alla met degli anni novanta)".
Nel mese di febbraio 2000 si teneva un incontro tra i tra i membri del Gruppo di Lavoro regionale
e di responsabili e consulenti dell'Arcola Petrolifera, a seguito del quale l'azienda si impegnava,
in qualit di proprietaria del sito, a procedere secondo le previsioni del DM 471/99 ed a
mantenere efficace la barriera idraulica attivata quale misura di messa in sicurezza.
A questo scopo la Societ attivava immediatamente il riesame complessivo dell'intera vicenda,
riorganizzando le informazioni raccolte precedentemente ed integrandole secondo i criteri previsti
dalla nuova normativa.

Il 29 luglio 2000, la Societ Arcola Petrolifera ha presentato il Piano della Caratterizzazione,
elaborato in accordo allAllegato IV del D.M. 471/99, integrato successivamente dal "Piano di
indagini supplementari ai fini della Caratterizzazione del sito di Arcola Petrolifera", discusso ed
approvato definitivamente in sede di CdS tenutasi in data 30/07/2001.

Nellambito del Piano di caratterizzazione eseguito dalla societ Icaro Srl sono state individuate
contaminazioni da idrocarburi petroliferi nel suolo e nel sottosuolo. Per poter preventivamente
valutare la fattibilit tecnica ed economica e definire in dettaglio la migliore configurazione
dintervento, stata eseguita dal luglio 2002 allaprile 2005 una sperimentazione per fasi su
unintera area di stabilimento appositamente dedicata dellestensione complessiva di ca. 900 m. La
sperimentazione in campo delle tecnologie di bonifica si formalmente conclusa nel dicembre
2004.

Sulla base dei risultati ottenuti, nel maggio 2005 stato redatto un Progetto Definitivo di bonifica
del sito di Arcola Petrolifera sottoposto alle Autorit Competenti in data 5 luglio 2005. Il Progetto
di Bonifica Definitivo stato approvato dal Comune di Arcola Area Ambiente in data 11 Luglio
2005.




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In conformit ai contenuti del Progetto di Bonifica Definitivo, dal 1 Settembre 2005 hanno avuto
inizio le attivit di cantiere per la realizzazione degli impianti di bonifica previsti dal progetto a
seguito elencati:
attivit di Bioventing
Impianti di recupero prodotto
Gli impianti sono stati avviati in data 17 febbraio 2006 e sono tutt'ora in funzione limitatamente ai
periodi di bassa soggiacenza della falda cos come stabilito in sede di CdS.
Nel Capitolo 2 riportata una ricostruzione storica degli interventi e dei risultati conseguiti per il
periodo 2006-2012.

A far data dal 1 ottobre 2011, a seguito di scissione parziale, la Societ Arcola Petrolfiera S.p.A.
ha ceduto la logistica di Arcola alla societ Deposito di Arcola S.r.L.

Nel luglio 2012 Arcadis Italia Srl (dora in poi Arcadis), su incarico di Deposito di Arcola Srl, ha
redatto una prima revisione ed aggiornamento del modello matematico gi utilizzato in passato
(Icaro anno 2000) per rappresentare lacquifero interessato dallinsediamento del Deposito di
Arcola (dora in poi Deposito). Lo scopo iniziale del lavoro proposto era quello di valutare diversi
assetti di emungimento della barriera idraulica, gi funzionante nello stabilimento, al fine di
ottimizzarne l'efficacia e conseguire il massimo livello di efficienza minimizzando, cos, le quantit
di acqua emunte; su richiesta dagli Enti di Controllo (V. verbale della CdS del 8 giugno 2012), lo
studio stato successivamente esteso alla valutazione delle ipotesi relative alla realizzazione di una
barriera fisica parziale. Pertanto il citato documento, oltre agli effetti di una barriera idraulica
spostata a valle idrogeologico, valuta anche gli effetti di una barriera fisica parziale sia in
condizioni statiche che in condizioni dinamiche.

Il suddetto studio stato presentato alla fine del mese di luglio 2012 e discusso in seno alla CdS del
14 novembre nel corso della quale, a commento dei primi risultati del modello, stata espressa la
necessit di acquisire ulteriori dati per aggiornare ed integrare le informazioni gi disponibili, al
fine di ottenere una sua migliore calibrazione e di poter simulare le ipotesi oggetto di studio con il
miglior grado di approssimazione conseguibile.




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Nel gennaio 2013 stato presentato il nuovo modello idrogeologico con varie simulazioni a
secondo della stagionalit (variazioni di direzione di falda) e con diversi scenari di emungimento.
Lo studio ha permesso di aumentare le conoscenze sullarea mediante due nuove campagne di
monitoraggio piezometrico, eseguite il 27 settembre 2012 e il 19 dicembre 2012, che hanno incluso
anche misurazioni dei livelli e delle quote altimetriche dei pozzi dei due acquedotti SAT ed ACAM.
Tale documento stato discusso nel Tavolo Tecnico del 5 febbraio 2013, in cui gli Enti di Controllo
hanno sottolineato come lefficacia della barriera fisica parziale si estenda anche al contenimento
degli idrocarburi in fase disciolta, oltre che di quelli in fase separata, prescrivendo, inoltre, che il
dimensionamento della citata barriera fisica fosse eseguito tenendo in considerazione le oscillazioni
stagionali della falda.

Parallelamente allo studio idrogeologico sopra descritto, Arcadis ha elaborato lAnalisi di Rischio
sito-specifica con verifica in campo dei gas interstiziali. Su richiesta degli Enti, allo scopo di
affinarne le conclusioni in ordine alla diffusione dei composti volatili, il primo studio, presentato
nel luglio 2012, stato integrato utilizzando i risultati di una seconda campagna di monitoraggio dei
soil gas interstiziali eseguita nel mese di dicembre 2012 su 10 nesty probes installati allinterno del
sito. .
Lintegrazione dellAnalisi di Rischio stata discussa nella Conferenza dei Servizi del 21 marzo
2013 che ha stabilito quanto segue:

1. di approvare l' Analisi di Rischio Sanitario-Ambientale Sito Specifica ritenendo congrui i
valori di CSR ivi riportati con la prescrizione di presentare un programma di monitoraggio
ai sensi del comma 5 art. n. 242 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii.
2. di richiedere la presentazione del progetto di messa in sicurezza permanente del sito secondo
le linee guida indicate dal tavolo tecnico riunitosi in data 05.02.2013, di cui al verbale
trasmesso con nota prot. N. 4294 del28.02.2013; detto progetto dovr contenere
l'approfondimento in merito al superamento puntuale delle CSR rilevato in corrispondenza
del sondaggio S 15 per la matrice suolo.




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Nella seguente tabella sono riassunte le CSR del sito.
Terreni insaturi

Parametro
CSR
[mg/kg]
Scenario Commerciale Idrocarburi leggeri C<12 721,8
Idrocarburi pesanti C>12 17653,1
Acque di falda
Parametro CSR [g/l]
Scenario Commerciale Idrocarburi totali espressi
come n-esano
1799

A seguito di quanto sopra esposto e di quanto richiesto dagli Enti di Controllo, il presente
documento costituisce il Progetto di realizzazione di una barriera fisica parziale con funzione di
Messa in Sicurezza Permanente del sito Deposito di Arcola.
Parallelamente alla progettazione della barriera fisica, inoltre proposta una modifica della barriera
idraulica gi esistente mediante spostamento a valle idrogeologico dei pozzi e ottimizzazione delle
portate di emungimento.
Il presente documento stato cos suddiviso:
ricostruzione storica delle attivit e risultati ottenuti
inquadramento generale del sito
messa in sicurezza permanente mediante barriera fisica parziale
interventi di ottimizzazione della barriera idraulica
programma di monitoraggio post operam per acque di falda, gas interstiziali e terreni
carotaggio di verifica presso sondaggio S15
stima dei costi
cronoprogramma delle attivit




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2. ATTIVIT DI BONIFICA SVOLTE (2006-2012)

Lo stabilimento di Arcola nasce nei primi anni '60 come raffineria di prodotti petroliferi; tra i
servizi necessari al funzionamento dell'impianto di distillazione veniva utilizzata acqua emunta dal
sottosuolo mediante pozzi appositamente realizzati. Con la sospensione delle attivit di
raffinazione, alcuni pozzi furono fermati; successivamente essi sono stati utilizzati per la messa in
sicurezza delle acque di falda grazie al cono ed al fronte di richiamo che essi sono in grado
assicurare. In questi anni, a seguito di un primo studio sulle dinamiche di falda, per assicurare la
funzione di barriera idraulica sono stati utilizzati prevalentemente i pozzi P1, P3 e P6.

A seguito dellapprovazione del progetto di bonifica del luglio 2005, a partire dal mese di
settembre hanno avuto inizio le attivit di installazione degli impianti di bonifica, il cui start up
avvenuto nel febbraio 2006.

Ai fini operativi, lintera superficie stata suddivisa in 6 aree distinte in ognuna delle quali stato
realizzato una stazione contenente un impianto di bioventing, un impianto di recupero prodotto oltre
agli impianti accessori per la distribuzione dei servizi ( aria strumenti, EE, etc); ciascuna stazione
stata posta a servizio di un numero di punti di trattamento compreso tra 6 e 10.
La dotazione impiantistica complessiva consta di:
n. 6 container di alloggiamento degli impianti
n. 6 impianti bioventing di pompaggio aria atmosferica
Piping di collegamento fra impianti bioventing e pozzi di isufflaggio
Piping di collegamento fra impianti recupero prodotto e skimmer selettivi
n. 60 pozzi di insufflaggio bioventing ( successivamente estesi a 90)
Escavazione delle trincee di servizio piping per il collegamento dei containers con i pozzi di
insufflaggio ed i punti di monitoraggio
stesura, collegamento ed interramento del piping degli impianti
oltre 90 punti di monitoraggio effettuati nelle varie fasi
n. 6 sistemi di raccolta e separazione olio/acqua
n. 6 quadri elettrici per il funzionamento degli impianti
n. 30 skimmer di recupero prodotto




Oggetto: Deposito di Arcola Cod. Progetto: 605-05/16 File: 605-Prog_MISP_V.doc
Titolo documento: Messa in Sicurezza Permanente Committente: Deposito di Arcola Srl
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n. 6 serbatoi di raccolta prodotto in uscita dai rispettivi separatori olio/acqua
n. 6 serbatoi di raccolta acqua in uscita dai rispettivi separatori olio/acqua con pompa di
rilancio e scarico nelle linee fognarie del Deposito

Sempre nel 2006 sono stati installati n 2 datalogger con registrazione dei livelli di falda freatica
oraria rispettivamente nei pozzetti BV15 e BV86 .

Le attivit di bonifica descritte hanno permesso di abbattere le concentrazioni nellorizzonte
insaturo e di eliminare quasi completamente la presenza di prodotto surnatante.

Come descritto nei periodici report delle attivit, la zona di oscillazione della falda, soprattutto
intorno ai 6-7 m di profondit dal piano campagna, presenta ancora fenomeni di contaminazione,
comunque abbondantemente inferiori alle CSR calcolate nellanalisi di rischio sito-specifica
elaborata da Arcadis ed approvata dagli Enti di Controllo. Questo orizzonte risulta inoltre saturo per
buona parte dellanno.

Per i motivi sopra esposti, nellautunno 2010, come stabilito nel corso della Conferenza dei Servizi
del 19/08/2010, stata completata linstallazione e lavviamento degli impianti di Air Sparging. I
nuovi punti di iniezione sono stati realizzati modificando, in ciascun campo di bonifica, le teste
pozzo esistenti gi attrezzate per il Bio Venting ed il monitoraggio della falda.
Liniezione di aria pressurizzata avvenuta attraverso una tubazione da 2 fenestrata ad una quota
compresa tra -11.5 m e -12 m dal piano campagna.

Nel corso delle successive campagne di monitoraggio stata posta particolare attenzione alla
misura dellossigeno disciolto e dei composti volatili nei piezometri circostanti allo scopo di
verificare il raggio di influenza e lefficacia della tecnica applicata.

A causa dei limitati raggi di influenza riscontrati in campo, in accordo con gli Enti di Controllo tale
attivit stata terminata nel 2012.





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Nel corso degli anni sono inoltre stati eseguiti alcuni test di laboratorio e in campo, tra cui
esecuzione di pozzi a grande diametro per il recupero prodotto, test di ossidazione chimica (ISCO),
test con lutilizzo di solfati in condizioni anaerobiche, che non hanno per fornito risultati
incoraggianti. In accordo con gli Enti preposti, questi test non sono stati estesi alla scala pi
operativa.




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3. INQUADRAMENTO GENERALE DEL SITO

A seguito si riportano alcuni concetti gi descritti nei documenti precedenti (v. Modello di flusso
delle acque sotterranee di Arcadis del luglio 2012 e integrazioni di Arcadis del 24 gennaio 2013),
per quanto riguarda linquadramento generale, idrogeologico, morfologico ed idrografico del sito.
Il deposito dellArcola Petrolifera si trova a circa 1 km in direzione nord-est rispetto al paese di
Arcola (SP). Il sito in esame risulta a destinazione duso industriale e confina a nord con una zona
mista agricola-residenziale, ad ovest e a sud con una zona prevalentemente industriale, mentre ad
est confina con il Fiume Magra (Fig. 1).

Figura 1 - Inquadramento del sito (da Piano di caratterizzazione Relazione tecnica descrittiva, Giugno 2000)





Oggetto: Deposito di Arcola Cod. Progetto: 605-05/16 File: 605-Prog_MISP_V.doc
Titolo documento: Messa in Sicurezza Permanente Committente: Deposito di Arcola Srl
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3.1 Inquadramento territoriale e morfologico

Larea di studio compresa allinterno del bacino del F. Magra, e sorge in destra idrografica del
tratto terminale del corso dacqua, circa 2 km a sud della confluenza con il F. Vara, in
corrispondenza dellampia pianura alluvionale (Piana di Arcola) che si estende per circa 30 km
2
,
con una larghezza compresa tra 1 e 3 km.
La piana di Arcola ha quote topografiche comprese tra 10 e 20 m s.l.m. ed degradante verso sud-
est.
A scala locale le quote topografiche sono comprese tra circa 10 12 m s.l.m.

3.2 Inquadramento geologico

Per linquadramento geologico di dettaglio si rimanda al documento del luglio 2012 Modello di
flusso delle acque sotterranee redatto da Arcadis Italia.

In questa sede si ricorda che il Deposito posizionato sui depositi alluvionali del F. Magra,
costituiti prevalentemente da ghiaie e sabbie limose. Il substrato roccioso nella zona dellarea in
esame si rileva a partire da ca. 26 m dal p.c..


3.3 Idrografia superficiale

Lelemento idrografico principale rappresentato dal F. Magra.
Poco oltre S. Stefano Magra nelle acque del Magra confluiscono anche quelle del F. Vara, che
rappresenta il principale affluente.

Da questo punto in poi il F. Magra attraversa la pianura alluvionale che si estende fino alla foce, con
incisi meandri entro i depositi sabbiosi e, dopo aver percorso lasse vallivo da S. Stefano fino a
Sarzana, sfocia in mare a circa 10 km da Arcola.





Oggetto: Deposito di Arcola Cod. Progetto: 605-05/16 File: 605-Prog_MISP_V.doc
Titolo documento: Messa in Sicurezza Permanente Committente: Deposito di Arcola Srl
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Il fiume caratterizzato da un regime torrentizio, con forti magre estive alle quali seguono
improvvise forti piene nellautunno e in primavera.

3.4 Inquadramento idrogeologico

Lacquifero in esame costituto dai depositi alluvionali attuali e recenti aventi uno spessore
variabile mediamente da 15 a 30 m, sopra di un substrato impermeabile costituito da arenarie e
marne.
La granulometria dei sedimenti molto elevata in quanto prevalgono ghiaie e sabbie grossolane con
intervalli di sabbia fine e limo disposte in lenti di andamento e spessore limitato.
Nella parte alta di pianura, allaltezza del sito di Arcola Petrolifera, si in presenza di un acquifero
monostrato, sede di una falda libera in connessione idraulica con il corso dacqua (F. Magra); le
piccole lenti di argilla ritrovate nella matrice prevalentemente ghiaioso-sabbiosa non hanno
estensione tale da creare le condizioni opportune allimpiantarsi di falde artesiane.

Lelevata permeabilit del deposito stata confermata da tutti i risultati delle determinazioni
effettuate in fase di caratterizzazione sia in sito sia in laboratorio.
Gli studi effettuati sui pozzi pubblici Arcola 1 e Arcola 2 (1991) dellAzienda acquedottistica
ACAM portano a valori di conducibilit idraulica compresa tra 1.5510
-2
m/s e 2.5710
-3
m/s.

3.5 Determinazione dei parametri idraulici dellacquifero allinterno del
Deposito

Nel pozzo P1 stata effettuata una prova di portata nel 2012 al fine di determinare i parametri
idraulici dellacquifero.
La prova di emungimento stata descritta nei precedenti report. La determinazione dei parametri
idrogeologici stata effettuata con diverse interpretazioni delle variazioni dei livelli piezometrici
nel tempo, tra le quali sono state scelte i metodi Cooper-Jacob I, tempo-abbassamenti, e Cooper-
Jacob II, distanze abbassamenti, che ricostruisce la geometria dellacquifero in condizioni
dinamiche. Il valore di trasmissivit T e di conducibilit idraulica, considerando 27 m di acquifero,
sono a seguito riportate:




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Cooper & Jacob I T = 1,71 x 10
-1
m
2
/s
K = 6,34 x 10
-3
m/s

Cooper & Jacob II T = 1,43 x 10
-1
m
2
/s
K = 5,30 x 10
-3
m/s

Lelaborazione con Cooper-Jacob II, distanze abbassamenti, nonostante ricostruisca bene
landamento dellacquifero in condizioni dinamiche, non stata considerata per la calibrazione del
modello per un motivo cautelativo, considerando quindi un valore di conducibilit K pi elevato e
derivante dalla elaborazione tempi-abbassamenti, Cooper-Jacob I, pari a ca. 6 x 10
-3
m/s.
I dati sopra esposti confermano i risultati ottenuti da una precedente prova di emungimento
effettuata da Icaro nel corso dell'anno 2000.

3.6 Andamento del flusso idrico sotterraneo

Il livello della falda direttamente e sensibilmente influenzato dallacqua che scorre nel fiume
Magra.
Locali ulteriori variazioni sono indotte dalla presenza dei campi pozzi acquedottistici ACAM e SAT
(Fig. 2) che esercitano mediamente un prelievo rispettivamente di circa 100 l/s 160 l/s e la
conseguente formazione di un cono di depressione.





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Figura 2 Ubicazione pozzi e piezometri (da Piano di caratterizzazione Relazione tecnica descrittiva, Giugno
2000)

Per tenere conto delle oscillazioni stagionali dei livelli e dellandamento di deflusso sotterraneo di
falda sono state ripetute le misure piezometriche della falda in diversi periodi nel 2012. Dal 2006
sono inoltre installati 2 dataloggers per la registrazioni delle oscillazioni di falda nei pozzetti BV15
e BV86.

Nel periodo estivo la superficie freatica risultata a circa 6 m dal p.c., mostrando un andamento ca.
N-S, mentre nel mese di dicembre 2012 risultata pari a ca. 4 m dal p.c., con un andamento pi
ruotato da NW a SE, quindi tendenzialmente parallelo allasse del Deposito e al F. Magra.





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Il gradiente idraulico risultato generalmente basso, pari a ca. 0,0011 in tutto il 2012.
La piezometria calcolata nei due periodi citati riportato nelle Fig. 3 e 4.

Figura 3 Piezometria 27 settembre 2012




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Figura 4 Piezometria 19 dicembre 2012





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4. BARRIERA FISICA PARZIALE

Nelle Conferenze dei Servizi di giugno e novembre 2012 e del febbraio 2013 gli Enti di Controllo
hanno posto in evidenza la necessit della messa in opera di una barriera fisica parziale,
opportunamente dimensionata per tenere conto delle forti oscillazioni stagionali della falda freatica.
Per questo motivo, Arcadis ha inserito nei documenti inerenti la modellazione della falda (luglio
2012 e gennaio 2013) anche la presenza di un muro profondo da -2 m a -10 m dal p.c.

Il presente documento prende inoltre atto delle richieste degli Enti preposti derivanti dalla CdS di
febbraio 2013, ovvero di modificare la geometria del muro inizialmente proposta soprattutto nella
zona adibita a parcheggio esterna al Deposito, conferendogli una forma finale trapezoidale,
arrivando fino al limite della strada di Via XXV aprile, tagliando in diagonale il parcheggio stesso
(V. Tavv. 2 e 3).

Nella modellazione idrogeologica elaborata da Arcadis, al fine di simulare la presenza di un
confinamento fisico posto lungo il confine meridionale e valle idrogeologico del sito di propriet di
Deposito di Arcola S.r.l, stato introdotto un layer fino a -10 m dal p.c., a rappresentare la
profondit di immorsamento del diaframma.

E stato considerato un confinamento fisico sino a 10 m dal p.c. a causa della tipologia del
contaminante che presenta una densit inferiore allacqua e quindi tende ad essere presente solo in
frangia capillare.

Le caratteristiche intrinseche della barriera fisica sono:
- sviluppo lineare del diaframma: circa 400 m.
- profondit di immorsamento: da 2 a 10 m da p.c.;
- spessore del diaframma: 1,0 m a
Il diaframma stato simulato nel modello di flusso (luglio 2012 e gennaio 2013) mediante il
pacchetto wall del software Visual Modflow.
In Fig. 5 si riporta lo sviluppo in pianta del confinamento fisico, mentre in Fig. 6 la vista in sezione.
Come evidente in Fig. 5, la discretizzazione spaziale conferisce allo sviluppo del wall un andamento




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a zig-zag, dovuta allinclinazione del confine meridionale del deposito rispetto alla griglia. Nel caso
reale il diaframma sarebbe ovviamente rettilineo.

Figura 5 Simulazione wall: piezometria (m s.l.m.) ricostruita dal codice numerico


Dallesame dello sviluppo in pianta di Fig. 5 si evidenzia una modesta influenza del diaframma
sullo strato superficiale dellacquifero. Le isofreatiche appaiono deviate solo a contatto del muro
interrato, per poi proseguire nella loro direzione piuttosto indisturbate. In Figg. 8 e 9 sono riportate
le condizioni dinamiche con 3 pozzi di emungimento e con la nuova geometria trapezoidale della
barriera fisica chiesta dagli Enti di Controllo nellultima CdS del 21 marzo 2013, che sar
considerata in questo Progetto e riportata nelle Tavole allegate, mentre nella figura sopra esposta
riportata la prima geometria del muro presa in considerazione.




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La simulazione con il diaframma, visto in sezione in Fig. 6, mette in evidenza le variazioni che la
presenza della barriera fisica induce sulle linee di flusso sia in termini di direzione che di velocit.

Figura 6 - Simulazione wall: piezometria (m s.l.m.) ricostruita dal codice numerico

In particolare si pu osservare che le linee di flusso pi prossime alla base della barriera subiscono
un rallentamento significativo e vengono deviate ma, come era prevedibile, non vengono interrotte.
Del resto, come gi anticipato in precedenza, per ottenere questo risultato necessario effettuare un
confinamento esteso fino al substrato; in questo caso, tuttavia, la barriera rimarrebbe comunque
aperta lateralmente e non sarebbe in grado di intercettare le linee di flusso di falda che, invece,
sarebbero deviate lateralmente. Inoltre, un diaframma spinto sino al substrato, oltre a non aumentare
lefficacia di una messa in sicurezza della falda, indurrebbe certamente notevoli alterazioni sul
deflusso sotterraneo, deviando lateralmente tutti i filetti fluidi che intercetta e, quindi, anche
eventuali acque contaminate che dovessero raggiungere il confine di valle idrogeologico. Questo
fenomeno di deviazione laterale potrebbe rappresentare un rischio soprattutto per la zona rivolta al
campo pozzi ACAM. Appare quindi evidente che la realizzazione di una barriera estesa sino al
bedrock, oltre a presentare problematiche tecniche di difficile soluzione e conseguenti costi molto
elevati, non ne aumenterebbe l'efficacia in termini di contrasto alla migrazione dei composti in




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soluzione nelle acque di falda, ma anzi potrebbe sortire l'effetto contrario ed aumentare il rischio
per la risorsa idropotabile.

4.1 Tecnologie per la realizzazione di una barriera fisica

Di seguito si elencano le tecniche costruttive comunemente utilizzate per la realizzazione di una
barriera fisica. Nel caso di specie, tuttavia, alcune di queste tecniche risultano di difficile
applicabilit in quanto la barriera fisica andr realizzata in prossimit del confine sud dello
stabilimento in corrispondenza del piazzale di carico; in questa zona, oltre agli oloeodotti di
collegamento con il terminale marino, esistono una serie di sottoservizi situati a profondit modeste,
in presenza dei quali, tuttavia, non possibile operare in verticale (ad esempio infiggere una
palancola o perforare una colonna). Pertanto, almeno in questi punti, sar necessario adottare
tecniche costruttive che consentano di operare lateralmente salvaguardando l'integrit dei
sottoservizi.

Di seguito vengono descritte le tecniche di impermeabilizzazione che sono state prese in esame.

Palancole
L'infissione di palancole, munite di guarnizioni speciali per assicurare la tenuta idraulica, in
presenza di ghiaie e ciottoli di dimensioni elevate (ben oltre i 10 cm di diametro) risulta
particolarmente difficoltosa; l'esigenza di raggiungere almeno la profondit di 10 m dal p.c. rende
questa tecnica praticamente inapplicabile. Inoltre, a causa delle forti vibrazioni provocate
dallinfissione a percussione, non sarebbe possibile operare in prossimit degli uffici se non
rinunciando alla percussione e procedendo con la tecnica di infissione a spinta che, tuttavia, a
causa della granulometria del sottosuolo risulta non applicabile. Da ultimo si segnala che questa
tecnica non pu essere utilizzata nella zona di attraversamento degli oleodotti (o di altri servizi
interrati).




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Pali secanti

I pali secanti si realizzano mediante la sostituzione completa del terreno con calcestruzzo per
formare colonne compenetranti. La tecnica comporta l'esecuzione di ca. 900 perforazioni di
diametro 600 mm ed interasse 450 mm (per permettere la compenetrazione delle colonne) e la
produzione di notevoli volumi di terreno di risulta potenzialmente contaminato. La perforazione di
ciascun palo inizia dal piano di campagna e deve necessariamente essere eseguita in verticale; in tali
condizioni, in presenza di ostacoli e sottoservizi (v. piping oleodotti, linee elettriche, antincendio
etc.) risulta inapplicabile.

Jet Grouting

Il jet grouting e una tecnica che si presta allapplicazione in un gran numero di situazioni
progettuali, quando tecniche differenti non possono essere applicate.
In particolare, i trattamenti di jet grouting trovano applicazione per:
Consolidamento di fondazioni esistenti
Riduzione dei cedimenti per nuove strutture
Paratie per protezione di scavi
Formazione di cortine impermeabili (orizzontali e verticali)
Consolidamenti preliminari, eseguiti dallesterno o dallinterno, per lo scavo di gallerie.

Il jet grouting consente la realizzazione di un diaframma sotterraneo mediante perforazioni di
piccolo diametro ed iniezione ad altissima velocit e pressione di una miscela di acqua e cemento.
Nell'area del sottosuolo interessata si forma un diaframma costituito dallo scheletro del terreno
mescolato alla miscela cementizia che ne migliora le caratteristiche meccaniche e ne riduce
notevolmente la permeabilit.

Le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni consolidati sono principalmente funzione della
natura e composizione dei terreni stessi e della quantit di cemento che rimane nel terreno. Valori di




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resistenza a compressione non confinata pari a 6 15 MPa sono ottenibili in terreni alluvionali
grossolani mentre in presenza di litotipi coesivi le resistenze decrescono sensibilmente.

Tra i vari tipi di tecnologia jet grouting, la tecnica mono-bidirezionale, senza rotazione delle aste di
perforazione/iniezione, stata scartata dal momento che crea diaframmi molto sottili (ca. 20 cm),
che non assicurano la chiusura lungo tutta la superficie del muro.

Viceversa, il jet grouting colonnare assicura una compenetrazione delle varie colonne create da ogni
singola iniezione, effettuata con rotazione costante delle aste e fornisce uno spessore finale elevato
e maggiore delle reali necessit, con sovradosaggio della miscela cementizia.

Il jet grouting ellittico permette invece un interasse maggiore tra le iniezioni, con uno spessore del
muro finito della larghezza voluta. Tale risultato si ottiene adottando, durante l'iniezione, velocit di
rotazione delle aste diverse, minori in direzione longitudinale e maggiori in direzione
perpendicolare alla barriera da realizzare; questa modalit operativa conferisce alle colonne
compenetranti una forma ellittica ottimizzando il risultato a parit di interasse dei fori.

Diaframma plastico

Il diaframma plastico viene realizzato utilizzando una benna mordente che esegue uno scavo
allinterno del quale, per il sostentamento delle pareti e per limpermeabilizzazione finale, viene
inserita una miscela cementizia appositamente studiata che, ad opera finita, sostituisce il terreno
asportato.
Lo scavo viene realizzato a partire dal piano di campagna secondo allineamenti correttamente
delimitati mediante la formazione di apposite trincee superficiali.
La miscela di sostegno lasciata indurire nello scavo per effetto dellintroduzione del cemento forma
una massa di bassa permeabilit che costituisce il diaframma plastico.
Comunemente lo spessore del diaframma va da cm 40 a cm 150; nel caso in esame si ritiene
sufficiente uno spessore di 50-60 cm.
Il diaframma si forma realizzando una successione di setti rettangolari di lunghezza di m 2,50 con
una sovrapposizione di circa 15 cm per garantire la continuit del setto impermeabile.




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Le zone pi problematiche per questo metodo sono rappresentate dal punto in cui gli oleodotti e gli
altri sottoservizi di deposito attraversano il tracciato della barriera fisica. In questi punti, qualora si
optasse per l'utilizzo di questa tecnica, sarebbe necessario effettuare iniezioni cementizie mirate tipo
jet grouting.


Di seguito vengono sommariamente descritti i vantaggi e gli svantaggi delle tecniche elencate.

Tecnica Vantaggi Svantaggi
Jet grouting
Pi elastica nellattraversamento di
sottostrutture
Formazione di reflui cementizi
Diaframma plastico
Permeabilit bassa Attraversamento sottoservizi (zona oleodotti),
alto volume reflui
Pali secanti
Permeabilit bassa, come reflui
praticamente solo terreno con poco
cemento solido
Attraversamento sottostrutture, costi, esecuzione
di 850 pozzi da 600 mm, alto volume terreni di
risulta
Palancole
Impermeabilizzazione Attraversamento sottoservizi, danneggiamento
edifici, infissione praticamente impossibile data
la granulometria


4.2 Tecnologia scelta

Riassumendo, per le motivazioni sopra riportate la tecnica pi idonea per lesecuzione della barriera
fisica all'interno del Deposito risulta essere il jet grouting; infatti questa lunica tecnica che
consente di realizzare una barriera fisica sotterranea attraverso punti d'iniezione di piccolo diametro
disposti sul tracciato con interasse di circa 1,5 m. Ci permetter di assicurare la necessaria
continuit della barriera operando in verticale in punti posti ai lati di sottoservizi di dimensione
limitata (oleodotti, cavi elettrici, antincendio, fognatura, linee BioVenting etc.) .

Tra le varianti della tecnica di jet grouting che si prevede di utilizzare, quella che risulta pi indicata
prende il nome di jet grouting ellittico; questa tecnica prevede l'iniezione ad altissima pressione di




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boiacca di cemento variando la velocit di rotazione delle aste di iniezione per ottenere la forma
voluta. Quando il trattamento mirato a realizzare una barriera estesa in lunghezza, questa tecnica
consente di ottimizzare l'utilizzo di miscela cementizia, ed i tempi di esecuzione.

Il metodo di realizzazione e la forma finale sono evidenziati nella figura 7 che segue:

Figura 7 - Campo prova JG e metodo realizzazione (su gentile concessione di Trevi SpA)

Le attrezzature necessarie per la realizzazione di trattamenti jet grouting comprendono perforatrici,
impianti per la preparazione della miscela cementizia, pompe ad alta pressione, compressori. Il tipo
e la quantit delle attrezzature impiegate dipende dalla tecnica utilizzata. Le potenze installate
vanno da un minimo di 600 HP (monofluido acqua, cemento) ad un massimo di circa 1000 HP
(trifluido acqua, cemento, aria).

Durante lesecuzione delle colonne, possibile utilizzare un sistema automatico per la registrazione
dei parametri, che permetta di mantenere invariati i parametri stabiliti in sede di progetto e campo
prove. In tal modo ogni colonna viene corredata di un documento che ne testimonia la modalit
esecutiva.

Lapparecchio automatico acquisisce e controlla i parametri di perforazione e trattamento,
permettendo in tal modo il mantenimento di un alto standard qualitativo. Loperatore ha a
disposizione un touch screen sul quale imposta i parametri.




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Lo stesso strumento pu essere interfacciato con una serie di altri strumenti ed accessori, per la
misura della verticalit, e per aiutare loperatore nel posizionamento della macchina.

Liniezione va eseguita appena ultimata la perforazione estraendo e ruotando la batteria a velocita di
risalita e di rotazione predeterminate e costanti; contemporaneamente viene pompata la miscela
cementizia ad alta pressione.
Le miscele di iniezione sono composte principalmente da acqua e cemento; additivi e bentonite
possono essere aggiunti per stabilizzare la miscela, anche se in questo caso non si ritiene necessaria
laggiunta di altri composti.

Durante il trattamento viene espulso in superficie il fluido in eccesso (comunemente chiamato
spurgo). Anche se pu essere considerato uno spreco, la sua assenza potrebbe essere indice di un
cattivo risultato del trattamento.

Esistono inoltre sistemi sviluppati per il controllo della posizione delle colonne jet grouting
monofluido e bifluido. La strumentazione consente di effettuare misurazioni in un campo 60
rispetto alla verticale. Questo controllo di fondamentale importanza nella realizzazione di tamponi
di fondo e di schermi impermeabili profondi. Lo strumento restituisce i dati di inclinazione e
orientamento, il valore di deviazione standard di ognuna di queste misure, le deviazioni calcolate in
coordinate Nord-Est e polari relative ad ogni sosta e le diverse quote di sosta.

I sistemi di guida GPS sono in grado di integrare in tempo reale le coordinate di posizionamento
topografico ed i parametri di perforazione di ogni attrezzatura da cantiere. Nel posizionamento della
perforatrice, loperatore viene guidato sul punto di perforazione dalle indicazioni che compaiono sul
display. Inoltre loperatore pu controllare ogni funzione su un display installato sulla perforatrice.

Questo strumento consente un migliore controllo di qualit, permettendo di registrare lesatta
altezza iniziale e finale di ogni colonna, memorizzando i punti gi trattati.

Il risultato una serie di colonne verticali compenetranti di terreno consolidato, realizzate a sezione
ellittica, formata quindi mediante esecuzione di un preforo a distruzione di nucleo ed iniezione di




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miscele cementizie, in quantit predeterminata tale da garantire un dosaggio fino a 600 kg di
cemento tipo II - R32.5 per metro cubo di colonna trattata, mediante aste tubolari di immissione.

La posizione di ogni singola perforazione (interassi e distanze da punti di riferimento) deve essere
determinata prima di iniziare il lavoro, e marcata sul terreno con il picchetto di riferimento, oppure
utilizzando un sistema di posizionamento satellitare. I parametri di trattamento vengono scelti solo
dopo aver effettuato un campo prove preliminare.

In terreni particolarmente coesivi pu essere utilizzata la tecnica del pre-cutting che consiste in un
pretrattamento con acqua in pressione. Tale trattamento pu essere effettuato in risalita, oppure in
discesa durante la fase di perforazione.

Il jet grouting una tecnologia che mira alla formazione di corpi consolidati nel sottosuolo in un
ampio range di granulometria dei terreni. Dal momento che in alcune condizioni non possibile il
controllo diretto della qualit del prodotto finale, anche in considerazione della variabilit dei
terreni in cui si realizza il jet grouting, sempre consigliabile prevedere la realizzazione di un
campo prova che consenta di tarare i parametri esecutivi per ottenere i risultati richiesti dal progetto.

Sar effettuato quindi un campo prove per la verifica dei parametri di iniezione della durata
massima di 3 giorni lavorativi, con la formazione di 4 - 6 colonne jetting per il controllo dei
parametri di iniezione. A seguito del tempo necessario per la presa del cemento iniettato, sar
effettuato un collaudo del campo prove stesso mediante carotaggi a rotazione spinti nelle colonne
ellittiche a profondit di almeno 10 m (base della barriera fisica).

Preliminarmente ai lavori di iniezione sar effettuata una trincea di guida di dimensioni pari a ca. 1
m x 1 m di sezione, per tutta la sua lunghezza. Tale trincea sar utilizzata per il contenimento dei
reflui che si presenteranno in superficie.

Nella zona degli oleodotti sar effettuata una trincea di dimensioni maggiori per permettere di
mettere a nudo i tre tubi da 12 che attraversano il piazzale di carico e sotto i quali si estende lasse




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della barriera (V. Tav. 5). I terreni derivanti dalle attivit di scavo saranno analizzati per valutare la
loro destinazione o riutilizzo allinterno dellarea.

I reflui saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per la loro caratterizzazione. Se privi di
contaminazione, potranno essere lasciati allinterno della trincea creata per lesecuzione del Jetting.
I reflui in eventuale esubero saranno provvisoriamente stoccati e caratterizzati in un area
pavimentata allinterno dello stabilimento e, se non riutilizzabili, smaltiti a norma di legge.

Lo stato di avanzamento di ciascuna fase dei lavori sar monitorato e documentato quotidianamente
compilando appositi quaderni di campagna in cui verr annotata qualsiasi evidenza che possa
risultare utile anche al prosieguo delle attivit; inoltre sar compilato e firmato il giornale dei lavori
che conterr, tra l'altro, anche la documentazione fotografica delle fasi pi significative degli
interventi di volta in volta realizzati .

4.3 Nuovi sondaggi per la valutazione del gradiente verticale di
contaminazione del sottosuolo

Nellambito della progettazione dei lavori di messa in sicurezza permanente in corso presso il
Deposito di Arcola, nellaprile 2013 stata effettuata una serie di sondaggi spinti a diverse
profondit. L'esecuzione dei sondaggi si resa necessaria allo scopo di verificare l'estensione
verticale della contaminazione nel sottosuolo ed acquisire dati puntuali sulla granulometria e su
altre caratteristiche fisiche del terreno presso il confine di valle del deposito in corrispondenza del
quale prevista la realizzazione della barriera fisica; i dati raccolti sono stati utilizzati per definire il
dimensionamento verticale della barriera fisica e saranno utilizzati per stabilire nel dettaglio alcuni
parametri operativi relativi alla tecnica costruttiva adottata.

Nel corso della realizzazione dei citati sondaggi, allo scopo di poter disporre di punti di
monitoraggio della qualit dell'acqua molto prossimi sia alla barriera fisica che ai punti di richiamo
della barriera idraulica modificata, stato deciso di strumentare le perforazioni a piezometro.





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Lattivit in campo stata articolata nella terebrazione di due gruppi di 3 carotaggi a rotazione
ubicati rispettivamente nelle seguenti aree:

Un gruppo di tre piezometri nella zona a sud del piazzale di carico
Un secondo gruppo di tre piezometri nellarea a verde a lato del piazzale di carico

Ogni gruppo di sondaggi stato realizzato con tubazioni in PVC da 3 secondo lo schema seguente:
1. Profondit 8 m fessurato da 6 a 8 m da p.c, denominati CL1-3 o CL2-3 (a seconda
dellubicazione, piazzale o prato)
2. Profondit 13 m fessurato da 11 a 13 m da p.c. denominati CL1-2 o CL2-2 (a seconda
dellubicazione, piazzale o prato)
3. Profondit 18 m fessurato da 16 a 18 m da p.c. denominati CL1-1 o CL2-1 (a seconda
dellubicazione, piazzale o prato)

I sondaggi profondi 18 m sono stati eseguiti a carotaggio continuo completamente a secco, al fine di
permettere il campionamento di terreno a varie profondit. E stato utilizzato un diametro di
perforazione con carotiere da 127 mm e rivestimento da 152 mm.

Una volta carotato, il terreno stato risposto in cassette catalogatrici.

Le perforazione sono state supervisionate da un geologo di Arcadis che si occupato delle seguenti
attivit:

1. Scelta dellubicazione dei punti di sondaggio in campo;
2. Rilievo della successione stratigrafica con una attenta valutazione organolettica dei terreni
carotati;
3. Compilazione per ogni punto di una scheda riportante in numero di sondaggio, il profilo
litologico, leventuale presenza di anomalie visive/olfattive, le profondit e il numero dei
campioni prelevati;
4. Esecuzione di campionamenti di terreno in corrispondenza dei livelli pi rappresentativi





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Le anomalie organolettiche sono state riscontrate soprattutto alla quota di ca. 7 m, dimostrando la
corretta profondit della prevista barriera fisica, pari a 10 metri dal p.c..




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5. OTTIMIZZAZIONE DELLA BARRIERA IDRAULICA ESISTENTE

5.1 Dimensionamento e ubicazione della nuova barriera idraulica

Un intervento di sbarramento idraulico viene realizzato con la messa in pompaggio di uno o pi
pozzi situati a valle del focolaio di contaminazione. Il pompaggio delle acque di falda deve essere
continuativo in modo da prelevare senza soluzione di continuit tutta lacqua sotterranea passante
attraverso i sedimenti contaminati in corrispondenza del focolaio.

Lazione di messa in sicurezza del sito rispetto al possibile deflusso a valle di inquinanti disciolti
nelle acque di falda quindi funzione della completa intercettazione delle acque sotterranee stesse
attuata da una barriera idraulica posta a valle del focolaio di contaminazione.

Il cono di emungimento della superficie freatica e il conseguente aumento del gradiente idraulico in
corrispondenza dei pozzi, provocato dal pompaggio in continuo di acqua di falda, facilita inoltre il
convogliamento verso i pozzi barriera delleventuale prodotto in fase libera che dovesse ancora
presentarsi, rendendo pi efficace e rapido il suo recupero.

Al fine di definire il dimensionamento della nuova barriera idraulica sono state condotte
elaborazioni finalizzate ad individuare la portata di emungimento necessaria a determinare un fronte
di richiamo in grado di intercettare completamente il plume di contaminazione (V. report Arcadis
del 24 gennaio 2013: Indagini integrative di cui alla CdS del 14/11/12). Nel citato documento
sono stati valutati vari scenari considerando le variazioni stagionali di deflusso sotterraneo e la
presenza o meno di una barriera fisica parziale.

Per le varie simulazioni stato utilizzato il software Visual Modflow vers. 4.20 della Waterloo
Hydrogeologic Software, che utilizza il codice di calcolo alle differenze finite "MODFLOW" del
Servizio Geologico degli Stati Uniti (Modular Three Dimensional Finite Difference Ground-Water
Flow Model, di McDonald M.G., Harbaugh A. W., 1981 e 2000) nella versione pi aggiornata, i cui
principi sono stati descritti nei precedenti report.





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Il valore di conducibilit idraulica (k) immesso nel modello pari a 610
-3
m/s. Questo valore
stato desunto da prove di permeabilit effettuate nel pozzo P1.
Considerando uno spessore di acquifero di 27 m risulta che il valore della trasmissivit pari a circa
1.710
-1
m
2
/s.
Per il coefficiente di immagazzinamento stato assunto un valore pari a S = 0.2, mentre per la
porosit efficace stato introdotto un valore pari a 15%, in linea con le condizioni stratigrafiche del
sito. Riassumendo sono stati considerati i seguenti parametri:

Trasmissivit: T 1.710
-1
m
2
/s
Conducibilit idraulica: K 610
-3
m/s
gradiente idraulico: 0.11 %
porosit efficace n
e
: 15%
Coefficiente di immagazzinamento S: 0.2

I pozzi di nuova esecuzione saranno cos denominati (V. Tavv. 2 e 3):
PW1 (angolo sud piazzale di carico)
PW2 (fine piazzale, in prossimit delle baie di carico)
PW3 (area a prato lato fiume)

La barriera idraulica stata dimensionata in modo tale da intercettare interamente le acque
circolanti entro larea industriale al fine di contenere un eventuale propagazione di contaminante
verso valle.

Nelle figure sottostanti riportata la rappresentazione grafica delle linee di flusso e quindi del
fronte di richiamo della barriera idraulica costituita da tre pozzi con una portata di emungimento
pari a 90 l/s totali. Come descritto nel documento Arcadis di gennaio 2013, a seconda della
rotazione della direzione di falda potr essere necessario variare la portata dei singoli pozzi barriera.
Pi precisamente, nei periodi di bassa soggiacenza della falda sar mantenuta la stessa portata di
emungimento nei tre pozzi barriera, pari a 30 l/s per pozzo.





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Nel periodo estivo, in regime di magra e con alta soggiacenza della superficie freatica, potr essere
necessario, previa verifica della direzione di falda, aumentare fino a 40 l/s la portata del pozzo PW1
posto a sud del piazzale e ridurre a 20 l/s la portata nel pozzo PW3, ubicato nellarea a prato lato
fiume.
Nelle figure 8 e 9 sono riportati gli scenari con tre pozzi a portata differente a seconda del periodo
dellanno.


Figura 8 Simulazione wells settembre 2012: fronte di richiamo dei pozzi barriera e piezometria dinamica (m
s.l.m.) Portata: 40+30+20 l/s





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Figura 9 Simulazione wells dicembre 2012: fronte di richiamo dei pozzi barriera e piezometria dinamica (m
s.l.m.) Portata: 30+30+30 l/s

Come richiesto in sede di Tavolo Tecnico del 5 febbraio 2013, nelle Figure 10 e 11 si riporta la
sovrapposizione delle isoconcentrazioni di idrocarburi nelle acque di falda con le condizioni idriche
dinamiche del periodo estivo e del periodo invernale.





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Figura 10 Simulazione wells settembre 2012: fronte di richiamo dei pozzi barriera e isoconcentrazioni acque di
dicembre 2012





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Figura 11 Simulazione wells dicembre 2012: fronte di richiamo dei pozzi barriera e isoconcentrazioni di
dicembre 2012

Come si pu osservare la configurazione proposta garantisce l'intercettazione di tutte le linee di
flusso contaminate che attraversano l'intera area di stabilimento; il fronte di richiamo assume
unampiezza complessiva superiore a 350 m.


Inoltre, per assicurare un ampio margine di sicurezza, ogni pozzo sar dotato di una pompa con
caratteristiche di portata superiore a quella di progetto, al fine di poter mantenere efficace la barriera
in caso di eventuale guasto di una pompa per tutto il periodo necessario alla sua riparazione,




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aumentando la portata delle pompe rimanenti. Per assolvere a questa funzione, si prevede inoltre la
possibilit di utilizzare anche il pozzo P1 esistente, posto in posizione centrale a monte della futura
configurazione di barriera idraulica, e che gi oggi fa parte della configurazione della barriera
idraulica esistente.
Come di seguito descritto, al termine delle attivit di realizzazione dei sopracitati pozzi si dar corso
alle operazioni di taratura del sistema mediante opportuni test in campo.

5.2 Realizzazione pozzi

Come precedentemente indicato, si prevede di realizzare una barriera idraulica costituita da n. 3
pozzi di emungimento di diametro pari a 300 mm, profondi 22 m dal p.c.. Lubicazione dei pozzi
riportata in tavola 2e 3; lo schema dei pozzi riportato in Tav.4.

I pozzi saranno realizzati a percussione con diametro 600 mm.

Allinterno del foro sar installata una tubazione di diametro 300 mm in acciaio inox di tipo
Johnson con fenestrature a spirale a sezione trapezoidale. Il tratto fenestrato sar a partire da 14 m
dal p.c. a fondo foro. Per permettere il recupero di eventuale prodotto in fase separata che dovesse
essere richiamato dai pozzi in emungimento, nellintercapedine tra la tubazione cieca del pozzo e la
perforazione sar installato un piezometro da 3,0 in PVC, profondo 10 m dal p.c. e fenestrato da 2
m a 10 m dal piano campagna. Il completamento dei pozzi sar cos effettuato:

Nel tratto fenestrato, da -22 m (fondo foro) e -14 m: ghiaietto siliceo di idonea
granulometria a costituire il dreno
Da -14 m a -10 m (tratto cieco e senza piezometro): realizzazione di un tappo di
impermeabilizzazione con argilla pellettata ad elevato potere espansivo
Da -10 m a -2 m (finestrature piezometro monitoraggio/recupero prodotto): ghiaietto siliceo
Da -2 a cameretta alloggiamento pozzi: cemento

A seconda delle esigenze del Deposito, la testa pozzo risulter alloggiata in una cameretta interrata
di idonee dimensioni completa di chiusino in ghisa carrabile.




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Il terreno derivante dalla perforazione dei pozzi (stimato in ca. 40 mc in cumulo) sar protetto
inferiormente e superiormente da teli in polietilene e caratterizzato per valutare la sua destinazione.

5.3 Impianti di sollevamento idraulico

Allinterno di ciascuno dei tre pozzi di emungimento sar installata una elettropompa sommersa con
caratteristiche idonee a permettere un emungimento almeno pari a 40 l/s per pozzo, che rappresenta
la portata massima calcolata nei vari scenari considerati nel modello di gennaio 2013.

Ciascuna pompa sar comandata dal quadro elettrico di controllo collegato a sensori di livello
alloggiati nel pozzo con funzione di protezione del motore elettrico.

Ogni pozzo sar dotato di apposito contatore di portata, saracinesca di regolazione, presa campione
acqua.

5.4 Impianti di recupero prodotto (eventuali)

Nel caso in cui, a seguito dellattivazione della barriera idraulica, si riscontrasse presenza di
prodotto surnatante allinterno dei tre piezometri posti nellintercapedine dei pozzi di emungimento,
al loro interno sar installato uno skimmer semiselettivo con livello di cattura di altezza pari a 1
metro in modo da potere coprire le oscillazioni del pelo libero in condizioni dinamiche nel breve-
medio termine.

Lo skimmer invier il fluido recuperato all'impianto di recupero e separazione gi presente nel
container adibito alle attivit di bonifica in corso. Esso costituito principalmente da:

Centralina elettropneumatica
Disoleatore
Serbatoio in acciaio per raccolta prodotto da 0,7 mc
Livellostato pneumatico per troppopieno installato nel serbatoio




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Skimmer

Uno skimmer costituito da un elemento di cattura e da un corpo pompa a funzionamento
pneumatico per lo scarico dei fluidi recuperati.
Lelemento presenta un corpo in acciaio ricoperto da un tessuto con maggiore affinit al passaggio
di idrocarburi, questo consente di minimizzare lingresso di acqua rispetto al volume di prodotto
recuperato anche in acquiferi ad elevata trasmissivit. Il tratto filtrante lungo 1,0 m, permettendo
in questo modo il recupero del prodotto anche in presenza di oscillazione del livello piezometrico
(acqua/prodotto) senza richiedere continue variazioni e regolazioni del posizionamento del sistema
di recupero.
Il corpo pompa, anchesso in acciaio, ha dimensioni di 1,0 m di lunghezza per un diametro di ca. 2.
Il prodotto confluisce nel corpo pompa dallelemento di cattura posto allestremit superiore e da
questa raggiunge il serbatoio raccolta fluidi mediante una spinta daria compressa, la cui durata e
intensit viene regolata dal sistema di controllo.

Piping e separazione prodotto/acqua

Laria compressa necessaria al funzionamento degli skimmer, sar fornita da dallimpianto
principale del Deposito.
Dal quadro di controllo ai singoli skimmer, laria compressa sar poi portata tramite tubi in rilsan o
poliuretano DN 6-8 mm. Per lo scarico prodotto, verranno utilizzati tubi di scarico in rilsan DN 10-
12 provenienti dai singoli skimmer. Al fine di permettere la loro protezione, le linee saranno inserite
in apposite tubazioni corrugate interrate.

I fluidi provenienti dagli skimmer verranno convogliati al disoleatore di capacit ca. 300 l, che
separa leventuale acqua recuperata insieme al prodotto. Il prodotto in fase separata verr avviato
allimpianto di trattamento di Deposito, recuperato e trasferito in apposito serbatoio per le
opportune analisi di caratterizzazione.






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Quadro di controllo pneumatico

Il funzionamento degli skimmer verr regolato da un quadro di controllo a funzionamento
elettrico/pneumatico completo di regolatore di pressione, elettrovalvole e temporizzatori. Attraverso
il quadro sar possibile impostare lintervallo, la durata e lintensit della spinta dellaria compressa
in funzione delle masse da asportare.

5.5 Prove di portata sui pozzi di nuova esecuzione

Prima dello start up del sistema si proceder allesecuzione di prove a gradini per valutare
lefficienza dei pozzi e prove di portata a lunga durata sui pozzi di emungimento allo scopo di
verificare la validit del modello teorico elaborato e, conseguentemente, garantire lefficacia del
sistema di sbarramento idraulico.

Prove di portata a gradini

Le prove di portata a gradini permettono di tracciare la curva caratteristica di un pozzo e di
individuarne la portata critica, ovvero la massima portata del pozzo senza comprometterne la
funzionalit.

La prova sar svolta a seguito dello spurgo e dello sviluppo dei pozzi. Successivamente sar
installata una pompa sommersa con tubazione di scarico dotata di saracinesca di regolazione del
flusso idrico. La prova a gradini avr una durata massima di 8 ore. Durante la prova verranno
registrati tutti i dati inerenti le portate e i relativi abbassamenti piezometrici allinterno del pozzo di
emungimento e nei piezometri circostanti.





Prove di portata a lungo termine




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Preliminarmente allo start up della barriera idraulica, su ciascuno dei tre pozzi di emungimento sar
effettuata una prova di pompaggio della durata di 24 ore seguita dallosservazione della risalita per
le successive 24 ore.
I livelli saranno monitorati nel pozzo in pompaggio e nei piezometri posti lungo tutta larea
meridionale del Deposito. Le misure saranno effettuate manualmente con freatimetro e con lausilio
di datalogger inseriti nel pozzo stesso e nei piezometri di osservazione.
Lelaborazione dei dati raccolti consentir di validare il livello di accuratezza del modello
diffusionale elaborato ed eventualmente apportare i necessari aggiustamenti per conseguire la
massima efficienza della barriera idraulica.

5.6 Eventuale trattamento delle acque emunte

La barriera idraulica attualmente in funzione allinterno dello stabilimento, produce acque che
rispettano i livelli qualitativi previsti per lo scarico nel corpo recettore; poich i nuovi pozzi
verranno realizzati con dimensioni analoghe a quelli esistenti e le fenestrature saranno posizionate
tra -14 m e -22 m dal p.c. ragionevole prevedere che la qualit dell'acqua emunta sar analoga a
quella attualmente scaricata, che risulta inferiore a 200 g/l per gli idrocarburi, rispettando quindi il
limite previsto.

Tuttavia, a titolo precauzionare, per scongiurare superamenti dei limiti di scarico e verificare la
qualit dellacqua emunta, nei singoli pozzi saranno effettuati prelievi ed analisi durante i test a
gradini ed a lunga durata, sar cos possibile valutare in anticipo la qualit delle acque emunte e
decidere se avviarle allimpianto di trattamento gi presente allinterno del Deposito. In questo
modo sar possibile distinguere il contributo di contaminazione di ogni singolo pozzo prima della
immissione nel collettore finale.





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6. SONDAGGIO DI VERIFICA S15BIS

Come riportato nel documento Analisi di Rischio di Arcadis del marzo 2013, un solo campione
proveniente dai carotaggi di verifica effettuati nel gennaio 2013 ha presentato concentrazioni
eccedenti le CSR sito-specifiche per gli idrocarburi C>12.

Il valore riscontrato in questo punto era riferito agli ultimi 10 cm di carotaggio del punto S15, da 4,9
m a 5 m, oltre i quali non era stato possibile proseguire a causa della resistenza opposta da un
trovante o da ghiaia grossa compatta. Sotto il profilo organolettico il campione presentava anomalie
molto modeste, che non giustificavano assolutamente le concentrazioni riscontrate.
Per questi motivi, nella CdS del 21 marzo 2013 stato richiesto l'approfondimento in merito al
superamento puntuale delle CSR rilevato in corrispondenza del sondaggio S15 per la matrice suolo.

Pertanto, in concomitanza allesecuzione dei piezometri CL terebrati a valle idrogeologico del
Deposito, stato deciso di eseguire il nuovo carotaggio S15bis, effettuato a ca. 1 metro
dalloriginale carotaggio S15.

Secondo quanto stabilito nel piano dei sondaggi propedeutico alla redazione dellAdR, per ogni
carotaggio era stato previsto di raggiungere la profondit di 6 m dal p.c. (assunto cautelativamente
come limite tra le zona insatura e satura); nel caso del sondaggio S15, con la tecnica adottata non
stato possibile raggiungere tale profondit.

Per questa ragione, il carotaggio di verifica, denominato S15Bis, nonostante il livello di falda fosse
piuttosto alto (ca. - 4 m), stato comunque esteso sino alla profondit prefissata di 6 m. La carota
non ha mostrato anomalie organolettiche sino alla profondit di ca. 5,8 m dal p.c.; oltre questo
punto sono state rilevate tracce di contaminazione da idrocarburi estese sino a fondo foro (6 m) e si
pertanto provveduto a prelevare un campione di terreno.





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Nella tabella di Figura 12 sono riportati gli esiti analitici riferiti al citato campione per gli
idrocarburi leggeri C<12 e pesanti C>12, espressi in mg/kg.

Denominazione S15bis 6m
Idrocarburi leggeri (C<12) 501
Idrocarburi pesanti (C>12) 1815
Figura 12 Risultati analitici per il sondaggio di verifica S15bis, espressi in mg/kg

Come appare nella tabella soprastante, a conferma delle perplessit suscitate dai risultati analitici
relativi al campione di terreno del sondaggio S15, le concentrazioni determinate sono risultate
molto inferiori alle CSR sito specifiche, sia per quanto riguarda gli idrocarburi C>12 sia per quelli
inferiori a C12.





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7. MONITORAGGI PERIODICI

La CdS del 21 marzo 2013, ha concluso i lavori decidendo di approvare lAnalisi di Rischio
Sanitaria e Ambientale Sito Specifica ritenendo congrui i valori di CSR ivi riportati (pag. 33) con la
prescrizione di presentare un programma di monitoraggio ai sensi del comma 5 dell'art. 242 del D
Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. Per ottemperare alla citata prescrizione stato elaborato un adeguato
programma di monitoraggio da sottoporre ad appovazione che viene di seguito descritto nel
dettaglio.

Nella stessa sede stato richiesto di redigere e presentare il progetto di messa in sicurezza
permanente del sito secondo le linee guida indicate dal tavolo tecnico del 5 febbraio 2012; tra le
altre indicazioni, il tavolo tecnico ha raccomandato di porre in essere un sistema di monitoraggio
della concentrazione di inquinanti da prevedere in fase progettuale ed attuare in fase di
realizzazione della barriera fisica. Nel capitolo che segue vengono descritte le misure di
monitoraggio proposte.

7.1 Monitoraggi della qualit delle acque durante l'esecuzione della barriera fisica

La realizzazione della barriera fisica richiesta comporter una serie di attivit tecniche da effettuare
in gran parte nella zona satura del sottosuolo; data la natura del sottosuolo, e considerate le
caratteristiche operative della tecnica adottata, nei punti d'intervento si produrranno interferenze di
una certa entit con mobilizzazione della componente fine dei terreni e possibile alterazione della
qualit delle acque di falda interessate; non pertanto possibile escludere che, per il periodo di
installazione della barriera, in alcuni punti di monitoraggio esterno si verifichino superamenti
transitori delle CSC.

Pertanto, allo scopo di minimizzare il rischio per la matrice acqua e monitorare adeguatamente il
citato fenomeno sono state previste una serie di misure operative ed un programma di
campionamento ed analisi da effettuare con frequenza stabilita nei piezometri in una serie di
piezometri di controllo posti all'interno ed all'esterno del sito.




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Come misura operativa preliminare, prima dell'inizio della realizzazione delle opere interrate, verr
massimizzata la portata della barriera idraulica esistente, con particolare riguardo alla portata del
pozzo P1 pi prossimo alla zona operativa.

Per quanto riguarda il monitoraggio della qualit dell'acqua si propone di effettuare una serie di
campionamenti sui pozzi CL1 e CL2 situati a brevissima ditanza dalla zona operativa, inegrati dal
campionamento sistematico dei punti di monitoraggio posti all'esterno della cita di stabilimento
(PZ1, PZ2, PZ8). Le attivit di controllo prevedono un prelievo al tempo 0 (prima dellinizio dei
lavori) seguito dall'esecuzione di analisi con procedura d'urgenza; successivamente i prelievi e le
relative analisi verranno realizzati con cadenza bisettimanale per tutto il periodo in cui le operazioni
avverranno in corrispondenza dei suddetti piezometri. In assenza di variazioni significative i
risultati del piano di monitoraggio verranno raccolti e comunicati periodicamente agli Enti; in caso
di variazioni significative e persistenti rispetto al tempo 0, la comunicazione agli Enti avverr
tempestivamente ed in maniera sintetica utilizzando, ad esempio, un messaggio di posta elettronica
contenente tutte le informazioni necessarie e le misure adottate (interruzione delle attivit).
Come gi detto, non si pu escludere che gli interventi tecnici previsti possano causare episodici
superamenti delle CSC, tuttavia si ritiene che, fermo l'obbligo di cominicazione agli Enti di ogni
anomalia analitica, sia necessario un rapido confronto allo scopo di valutare congiuntamente
l'opportunit di interrompere o proseguire le attivit.

In sintesi si ritiene che le eventuali evidenze di contaminazione da idrocarburi a valle del sito
avrebbero caratteristiche temporanee e sarebbero comunque destinate a rientrare rapidamente.
Tuttavia, a questo proposito, vista la criticit dell'argomento, si propone di approfondire questo
tema in sede di Conferenza dei Servizi, per definire liter da seguire in caso di problematiche nelle
acque di falda che dovessero verificarsi durante lesecuzione dei lavori.




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7.2 Soil Gas

Nel corso del mese di Aprile 2012, allo scopo di permettere la valutazione diretta della
composizione dei vapori interstiziali (Soil Gas) presenti in corrispondenza del sottosuolo,
allinterno del Deposito di Arcola stata realizzata una rete di monitoraggio costituita da n.10 punti
di campionamento (Nesty Probe), denominati SG1-SG10, distribuiti in modo uniforme sullarea
contaminata, compatibilmente con la rete di sottoservizi esistente.

Il prelievo del soil gas in ciascuna delle 10 postazioni sar eseguito utilizzando la metodologia e
lattrezzatura fino ad ora utilizzata, di seguito descritta:
n.2 campionatori a basso flusso modello Gilian 5000, certificati ATEX e capaci di
garantire una portata costante di prelievo durante tutta la durata di campionamento,
collegati in parallelo al punto di prelievo;
n.2 fiale a carbone attivo modello small (100/50mg).
Secondo metodiche concordate direttamente con il laboratorio di analisi, ogni campionamento viene
realizzato con portata di aspirazione costante pari a 0,9 lt/min, per una durata di 50 minuti, in modo
tale da permettere un flussaggio per singola fiala a carbone attivo di un volume di vapori pari a 45
lt.
Preventivamente ad ogni campionamento viene eseguito un adeguato spurgo, in modo tale da
garantire la rappresentativit del campione raccolto.
Tutti i campioni prelevati vengono etichettati ed identificati con il punto di prelievo e la data del
campionamento. Al termine delle attivit i campioni vengono riposti allinterno di contenitori
refrigerati, per poi essere consegnati al laboratorio di analisi.
I campioni prelevati su fiale a carboni attivi vengono sottoposti ad analisi per ricercare gli
idrocarburi definiti mobili secondo la banca dati ISS; nel dettaglio, vengono analizzate le
componenti Alifatiche delle frazioni C5-C8, C9-C12 e C13-C18 e le componenti Aromatiche della
frazione C9-C10.

Come convenuto in sede di CdS per lanno 2013 il campionamento dei gas interstiziali sar ripetuto
con periodicit trimestrale, nei mesi di marzo (gi effettuato), giugno, settembre e dicembre.




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Per lanno 2014 si propone di effettuare il monitoraggio dei gas interstiziali con frequenza
semestrale, nei mesi di giugno e dicembre; sulla base dei risultati raccolti sar possibile stabilire
diverse frequenze di controllo.

7.3 Acque di falda

Di seguito sono riportati i monitoraggi proposti per le acque di falda.

Pozzi barriera
Il piano di monitoraggio proposto prevede il prelievo e lanalisi di campioni di acqua di falda dai tre
pozzi barriera secondo la seguente tempistica:

prima dellavvio della barriera idraulica (prelievo effettuato durante le prove di
pozzo a lunga durata)
ad una settimana dallavvio della barriera idraulica
per i primi 6 mesi con cadenza mensile
per i mesi successivi con cadenza trimestrale

Il campionamento delle acque provenienti dai pozzi in funzione sar eseguito mediante apposite
prese campioni che verranno predisposte sui pozzi.

Piezometri 3,0 posti nel dreno dei pozzi
Ad ogni intervento di manutenzione, regolazione, campionamento dei pozzi barriera sar verificata
la presenza o meno di prodotto surnatante mediante sonda ad interfaccia in questi punti di
monitoraggio/recupero prodotto.
In caso di riscontro di prodotto in fase separata saranno attivati gli interventi di recupero descritti
nel paragrafo 5.4.

Piezometri di monitoraggio
Per il primo anno di attivit si propone un piano di monitoraggio con il prelievo e lanalisi di
campioni di acqua di falda da n. 15 piezometri distribuiti allinterno dellarea con cadenza




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semestrale; successivamente, il monitoraggio dei piezometri interni sar annuale, con scelta tra i 10
piezometri pi rappresentativi.

Il campionamento delle acque di falda verr eseguito previo spurgo sino a chiarificazione, i
campioni saranno conservati in bottiglie di vetro scuro da 1 litro e vials e riposti in contenitori
refrigerati.

Il campionamento dai piezometri verr eseguito tramite elettropompa sommersa da 12V, a bassa
portata. Prima di ogni prelievo il piezometro verr adeguatamente spurgato, estraendo un volume
minimo di acqua pari a 3-5 volte il volume presente nel piezometro stesso.

Il programma di indagine analitica prevede la ricerca dei seguenti parametri:

idrocarburi totali espressi come n-esano

Ciascun campione di acqua verr ben etichettato e identificato. I campioni, una volta racchiusi nei
contenitori di vetro, saranno trasportati con frigo portatile, mantenuti al fresco (T=4 C) e
successivamente inviati al laboratorio di analisi.

Punto di resa in corpo recettore
Il monitoraggio periodico delle acque comprender inoltre il campionamento mensile delle acque
trattate prima della immissione nel Fiume Magra.

Il programma di indagine analitica rimarr lo stesso di quello sino ad ora previsto per i pozzi
barriera interni, con la ricerca di idrocarburi totali espressi come n-esano.

7.4 Terreni

Si prevede un indagine sui terreni con cadenza biennale mediante carotaggi. Si propone di effettuare
lindagine nel mese di dicembre a partire dall'anno 2014.




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Sar effettuato un carotaggio per ogni poligono di Thiessen (V. documento Analisi di Rischio
redatto da Arcadis nel 2013).

Lindagine sar costituita da carotaggi a rotazione spinti sino a 6 m dal p.c. e prelievo di campioni
di terreno ad ogni metro di carotaggio nellinsaturo, con successiva scelta dei campioni da
sottoporre ad analisi di laboratorio sulla base delle valutazioni di campo organolettiche e
strumentali mediante detector PID. Lanalisi di rischio considera solo lorizzonte saturo, che
cautelativamente stato assunto sino a 6 m dal p.c., in corrispondenza di ogni carotaggio sar
comunque registrata la soggiacenza della falda freatica, per determinare la posizione relativa di ogni
singolo campione rispetto all'effettivo orizzonte saturo.

I sondaggi saranno eseguiti a carotaggio continuo completamente a secco, il diametro di
perforazione sar di 127 mm con rivestimenti da 152 mm. Durante la fase di carotaggio si prester
particolare attenzione a garantire una bassa velocit di rotazione in modo da evitare il
surriscaldamento del terreno e garantire un campionamento di alto livello qualitativo.
Una volta carotato, il terreno sar risposto in cassette catalogatrici.

Il programma analitico prevede la ricerca dei seguenti parametri:
idrocarburi leggeri C<12
idrocarburi pesanti C>12
classificazione Madep






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8. COMPUTO METRICO ESTIMATIVO

A seguito si riporta il computo metrico estimativo per i costi della messa in sicurezza.
Si fa presente che la scelta finale della tecnologia adottata il jet grouting.
Vengono inoltre considerati il monitoraggio e la gestione degli impianti per 24 mesi dallo start up
della barriera idraulica.

Riepilogo costi Totale Parziale
Perforazione pozzi, impianti di sollevamento, piping,
misuratori di portata 70.000,00
Realizzazione barriera fisica parziale 500.000,00
Collaudi barriera fisica e idraulica 25.000,00
Direzione Lavori di tutte le opere di messa in
sicurezza 50.000,00
Gestione impianti (24 mesi) 50.000,00
Analisi di laboratorio acque di falda, terreni, gas
interstiziali (24 mesi) 15.000,00
Totale 710.000,00
Oneri per la sicurezza 25.050,00
Figura 13 Computo metrico estimativo delle opere






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9. CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVIT

In Figura 14 riportato il cronoprogramma delle attivit a seguito dellapprovazione del Progetto di
Messa in Sicurezza Permanente, stimato per i primi 12 mesi.
Attivit 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52
Organizzazionelavori
Esecuzionebarrierafisica,collaudi
Installazionepozziepiping,testemungimento
Monitoraggiacque,gasinterstiziali,terreni
Mesi/settimane
12 11 4 5 8 9 10 3 1 2 6 7

Figura 14 Dettaglio delle attivit a seguito dell'accettazione del progetto di Messa in Sicurezza Permanente

In Figura 15 sono riportate le attivit di monitoraggio per i prossimi 2 anni. Il citato programma di
monitoraggio si fonda sull'assunzione che la realizzazione delle opere oggetto del presente progetto
si concluder entro la fine del corrente anno; a questo proposito importante segnalare che, al fine
di evitare fenomeni di ostruzione, la terebrazione dei nuovi pozzi barriera dovr necessariamente
essere eseguita successivamente alla realizzazione della barriera fisica.


g13 l13 a13 s13 o13 n13 d13 g14 f14 m14 a14 m14 g14 l14 a14 s14 o14 n14 d14
Monitoraggiogasinterstiziali
Monitoraggioacquedifaldapozzi
Monitoraggioacquedifaldapiezometri
Monitoraggioscaricoacquaemunta
Monitoraggioterreni(ogni2anni)
MeseAnno

Figura 15 Dettaglio delle attivit di monitoraggio da giugno 2013






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10. RIASSUNTO E CONCLUSIONI

Presso il Deposito di Arcola (ex Raffineria ) di propriet della societ Deposito di Arcola Srl, sito
in Via XXV aprile 18 ad Arcola (SP), sono state individuate contaminazioni da idrocarburi
petroliferi nel suolo e nel sottosuolo. A seguito del completamento della caratterizzazione dellarea
e del successivo Progetto di sperimentazione delle tecniche di bonifica, nel maggio 2005 stato
redatto il "Progetto Definitivo di bonifica del sito di Arcola Petrolifera" sottoposto alle Autorit
Competenti in data 5 luglio 2005. Il Progetto di Bonifica Definitivo prevedeva attivit di Bioventing
e di recupero di prodotto surnatante, ed stato approvato dal Comune di Arcola Area Ambiente
in data 11 Luglio 2005. Gli impianti furono realizzati nella seconda parte dell'anno 2005 ed avviati
nel febbraio 2006.

Nel periodo 2006-2012 le attivit di bonifica condotte hanno permesso di rimuovere il prodotto in
fase separata dai piezometri di monitoraggio e abbattere la contaminazione inizialmente presente
negli orizzonti insaturi, mentre attualmente ancora presente su parte del Deposito un orizzonte
contaminato nella porzione satura dellacquifero, prevalentemente tra ca. 6 m e ca. 8 m di
profondit.

Nel luglio 2012 Arcadis Italia Srl, su incarico di Deposito di Arcola Srl, ha redatto una prima
revisione del modello matematico gi utilizzato in passato (Icaro anno 2000) per rappresentare
lacquifero interessato dallinsediamento del Deposito di Arcola. Lo scopo iniziale del lavoro
proposto era quello di valutare diversi assetti di emungimento della barriera idraulica esistente al
fine di ottimizzarne l'efficacia e l'efficienza, minimizzando, cos, le quantit di acqua emunte; su
richiesta dagli Enti di Controllo (V. verbale della CdS del 8 giugno 2012), lo studio stato
successivamente esteso alla valutazione delle ipotesi relative alla realizzazione di una barriera fisica
parziale. Nel gennaio 2013 stato presentato il modello idrogeologico definitivo redatto utilizzando
ulteriori dati raccolti nel corso di due campagne di monitoraggio piezometrico, eseguite nei mesi di
settembre e dicembre 2012, includendo rilevazioni all'interno dei campi pozzi delle societ SAT ed
ACAM.
Il citato documento contiene simulazioni stagionali (variazioni di direzione) del comportamento
della falda in presenza di diversi assetti di emungimento della barriera idraulica spostata a valle




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idrogeologico; inoltre, come richiesto dagli Enti di controllo, esso contiene la simulazione degli
effetti di una barriera fisica parziale sia in condizioni statiche che in condizioni dinamiche.
Il documento stato discusso nel Tavolo Tecnico del 5 febbraio 2013 e successivamente approvato
in sede di CdS nel mese di marzo dello stesso anno.

In ottemperanza alle prescrizioni della CdS il presente documento costituisce il Progetto di messa in
sicurezza permanente dello stabilimento di Arcola, di propriet della societ Deposito di Arcola
SrL, ed costituito dal progetto per "la realizzazione di una barriera fisica .....da esaminare in
conferenza dei servizi unitamente al progetto di razionalizzazione della barriera idraulica dinamica
proposto nel documento esaminato, mantenendo nel contempo le misure in essere di bioventing e
aspirazione del prodotto surnatante"

Parallelamente allo studio idrogeologico sopra descritto, Arcadis ha elaborato lAnalisi di Rischio
sito-specifica con verifica in campo dei gas interstiziali, che stata discussa ed approvata nella
stessa Conferenza dei Servizi di marzo 2013 con la prescrizione di effettuare "l'approfondimento in
merito al superamento puntuale delle CSR in corrispondenza del sondaggio S15 per la matrice
suolo".

Il presente elaborato contiene, pertanto, il progetto per la realizzazione delle seguenti opere:

Barriera fisica

Nel Capitolo 4 vengono descritte le tecniche disponibili per la realizzazione di una barriera fisica;
considerando la natura del sottosuolo e la presenza di sottoservizi lungo il confine meridionale del
sito, tra le citate tecniche quella pi indicata risulta essere il jet grouting ellittico.
La barriera, dello spessore medio di 1 metro, si estender lungo il lato meridionale del sito per una
lunghezza totale pari a 400 m coprendo un'estensione verticale compresa tra -2 e -10 metri dal piano
di campagna. Come richiesto, allo scopo di assicurare la captazione di tutti i filetti fluidi che
attraversano l'area dello stabilimento, la barriera risulta di forma trapezioidale con due lati opposti
inclinati verso monte idrogeologico.





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Barriera idraulica

Nel Capitolo 5, sono descritti gli interventi progettuali necessari a modificare la barriera idraulica
esistente mediante lesecuzione di n. 3 pozzi di emungimento di diametro pari a 300 mm, profondi
22 m dal p.c..
La barriera idraulica stata dimensionata in modo tale da intercettare interamente le acque
circolanti entro larea industriale al fine di contenere un eventuale propagazione di contaminante
verso valle. Come anticipato nel documento di gennaio 2013, si prevede una portata complessiva di
circa 90 l/s. suddivisi fra i tre punti di pompaggio in funzione dell'andamento stagionale della falda
freatica.


Come richiesto dalla CdS il documento contiene inoltre i risultati dell'indagine per
l'approfondimento in merito al superamento puntuale delle CSR in corrispondenza del sondaggio
S15 effettuate nel corso del mese di marzo.

A completamento del documento stato inserito il cronogramma lavori previsto per le attivit
oggetto del progetto nonch il richiesto programma di monitoraggio periodico sulle matrici
ambientali.