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Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.

/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB LIVORNO


Anno XIV - n 148 Ottobre 2014 Ottobre 2014 Ottobre 2014 Ottobre 2014 Ottobre 2014
LEditoriale
di Enrico Dello Sbarba
Il nostro
non
un paese
per giovani
segue a pag. 2
Chiacchiere
Un articolo dellOn. Ivo Butini
Roma, 27 agosto 2014. Papa France-
sco teneva ludienza generale in Piazza
S. Pietro. Disse, fra laltro: Quanto si
chiacchiera nelle parrocchie! Se uno
viene eletto Presidente duna associa-
zione si chiacchiera contro di lui. E se
unaltra viene eletta Presidente della
catechesi, le altre chiacchierano contro
di lei. Questo umano, ma non cri-
stiano (LOsservatore Romano).
Papa Francesco si lamentato spesso
del vizio delle chiacchiere.
A me tornano in mente le sezioni demo-
cristiane che non ci sono pi. Il tessuto
di convivenza era lo stesso, ma cera
pure una passione civile. Sono passati
ventanni. Ettore Bonalberti fu democri-
stiano. Oggi il direttore responsabile
della rivista Il Governo delle idee di
Gianni Conti. Nel numero 126/2014 fir-
ma un suo intervento come membro
della direzione nazionale DC, non il par-
tito, ma una associazione. Bonalberti ci
informa che a gennaio si era tenuto un
incontro, le cui conclusioni erano state
Eh, si purtroppo! Gli eventi di
questi ultimi giorni conferma-
no, ancora una volta di pi,
quanto sia difficile modificare
un clich, un abito mentale
che ormai costituiscono uno
degli handicap maggiore che
impediscono a questo nostro
paese di scrollarsi di dosso
quelle antiche tossine che ne
hanno impedito e condizionato
lo sviluppo.
Malgrado i reiterati tentativi del
Presidente del Consiglio, sem-
pre pi oggetto di rilievi e criti-
che, anche pesantissime, basti
pensare a quelle assolutamen-
te inattese del direttore del Cor-
riere della Sera, autore di un
editoriale sferzante ed in aper-
ta e clamorosa contraddizione
con i ripetuti elogi che la sto-
rica testata milanese gli aveva
riservato solo fino a pochi gior-
ni fa.
La Conferenza dei Vescovi ita-
liani (la CEI) ha duramente
bacchettato Matteo Renzi in
segue a pag. 2
condivise da altre associazioni e gruppi
dispirazione popolare e democristiana.
In vista delle elezioni europee. Tutto mi-
seramente fallito scrive per il preva-
lere di vecchie logiche e di insensati
egoismi che non abbiamo mancato di
denunciare prima del voto europeo.
Tutto chiaro. Dalle parrocchie alla poli-
tica.
Nel mese di agosto Papa Francesco ave-
va inviato al Meeting di Rimini un mes-
saggio, firmato dal cardinale Segretario
di Stato Pietro Parolin, spiegando che
la Chiesa chiamata ad uscire da se
stessa e ad andare verso le periferie, non
solo quelle geografiche ma anche quel-
le esistenziali. Le periferie non sono
soltanto luoghi, ma anche persone.
Cristiani decentrati aveva titolato
LOsservatore Romano.
Sei mesi prima Giuseppe De Rita, ana-
lizzando i problemi della rappresentan-
za, invitava i leader politici a tornare nelle
piazze per ascoltare la societ reale (Cor
Papa Francesco
Ettore Bonalberti
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
Politica
Il nostro non
un paese per giovani
dalla prima pagina
Chiacchiere
Periodico mensile
del Circolo Culturale
Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005
Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno
e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com
www.circoloilcentro-livorno.it
DIRETTORE RESPONSABILE:
Enrico Dello Sbarba
Giornale chiuso in tipografia il 3/10/2014
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo Arzilli, Marcello Battini, Jaco-
po Bertocchi, Ivo Butini, Massimo
Cappelli, Bruno Damari, Claudio
Frontera, Nicola Graziani, Luca Li-
schi, Mario Lorenzini, Silvia Meni-
cagli, Franco Spugnesi.
COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti
Alberto Conti, Salvatore DAngelo,
Francescalberto De Bari,
Davide Livocci, Mauro Paoletti,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio,
Vi a Pi sacane 7, tel . 0586/814033 - Li vorno
2
vitandolo perentoriamente a lanciare
meno slogan ed a rifare lagenda; quel-
li, infine, di Andrea Della Valle che non
fanno pi notizia essendo una naturale
reazione agli elogi rivolti da Marchion-
ne a Detroit, in occasione della visita
del nostro Presidente negli Stati Uniti,
allazione del governo: com noto tra
il Della Valle, gli Agnelli e la FIAT, non
corrono, da tempo, buoni rapporti.
In effetti, i risultati dellazione gover-
nativa, allo stato dei fatti, non sono sta-
ti certamente esaltanti anche a causa del-
laggravarsi di una crisi, a livello euro-
peo, che sembra non trovare limiti, uni-
tamente alle crescenti resistenze che lo
sclerotico e bizzantino sistema burocra-
tico impone alla gestione della cosa pub-
blica. Ne sono una palmare conferma il
dibattito surreale sul mitico art.18 che
sembra divenuto il mantra della poli-
tica italiana.
Non si ancora capito che n la sua
conservazione n il suo superamento o,
addirittura, la sua eliminazione (incredi-
bile dictu!) saranno in grado di risolve-
re il gravissimo problema della disoc-
cupazione, in particolare di quella gio-
vanile, veramente drammatica.
Certo un fatto tutto italiano osservare
come alcuni sapientoni del sindacato,
esponenti politici, specialmente della si-
nistra barricadiera, ma non solo, con-
tinuino a scuotere la testa allorch re-
spingono, con inaudita tracotanza ed au-
tostima, i tentativi di modificare, in al-
cune parti, modelli di regolamentazione
nelle assunzioni e di mantenimento del
posto di lavoro, ormai completamente
fuori dalle logiche di un mondo del la-
voro in costante evoluzione.
E quando si accenna alle palesi distor-
sioni insistenti allinterno di quel funam-
bolico articolo, questi soloni si limi-
tano ad affermare che i problemi sono
ben altri, senza accennare quali.
Costoro, i soloni autosufficienti, non
vogliano capire che una maggiore fles-
sibilit allinzio della vita lavorativa, con
in cambio una serie di tutele crescen-
ti rappresentano una buona mediazio-
ne tra i diritti dei lavoratori e le esigenze
delle imprese.
In effetti, una delle cause della indispo-
nibilit da parte degli investitori italiani
ed, in particolare, stranieri, rappresen-
tata proprio dalla elevata rigidit esistente
nel nostro paese in ordine alla regola-
mentazione dei rapporti sul lavoro, ol-
tre alla inconcepibile lentezza della giu-
stizia civile.
Non assolutamente giustificaa questa
indisponibilit, questo volersi chiudere
in un fortino, ormai assediato, di nor-
me e regolamenti datati e desueti e, come
tali, meritevoli solo di essere eliminati.
E chi ha pagato di pi, in termini puniti-
vi, questa lunga ed infinita crisi sono
stati proprio i giovani come ha recen-
temente affermato anche quel nostro
grande giovane vecchio - il Presidente
della Repubblica - offeso ed attaccato
dal citrullismo endemico dei 5Stelle e
non solo da loro che ha lanciato un
nuovo messaggio sullesigenza e lur-
genza di quanto sia opportuno andare
avanti nel progetto di rendere pi ac-
cessibile il lavoro ai giovani.
Questi giovani nemmeno sanno cosa sia
il fatidico art.18 e nemmeno pensano
di iscriversi al sindacato che ritengono
istituzione, in gran parte, superata dagli
eventi: essi ci chiedono, con insistenza,
riere della Sera). A luglio il settimanale
cattolico Toscana Oggi pubblicava
leditoriale di Giuseppe Savagnone sot-
to il titolo Cattolici semplici spettatori
del processo politico. Lasciamo da
parte il pluralismo e occupiamoci di pi
della natura umana. Magari sfogliando
prima il catechismo poi la dottrina so-
ciale.
Correva lanno 2008 quando nelle ele-
zioni amministrative di Roma Gianni Ale-
manno sconfisse Francesco Rutelli. Il
quotidiano Il Riformista pubblic nel-
laprile 2008 una conversazione con
Andreotti di Paolo Rodari. Andreotti
aveva in mano un disegno dove pollice
e indice reggono un cerino che si sta
spegnendo. Disse Andreotti che lo vo-
leva regalare a Rutelli perch proprio
quando il cerino si spegne che tutto
passa e tutto pu ricominciare.
Nel ballottaggio romano, Andreotti ave-
va votato Rutelli. Poi disse di avere chiu-
so con la politica quando la DC cambi
nome. Una cosa che Andreotti diceva
di non capire. I comunisti osserv
forse avevano il dovere e linteresse di
cambiare, noi no.
Penso io che ai pi giovani interessati
sarebbe utile una rivisitazione dei sei
anni che ci separano dal 2008. Servi-
rebbe a capire il giuoco (grande?) che
in corso in Italia.
di abbandonare la logica perdente di una
nostalgia per un mondo che non c
pi: il quasi novantenne Giorgio Napoli-
tanolo ha capito da tempo mentre, altri
politici e sindacalisti non si vogliono darsi
pace!
A questo punto sarebbe utile che gli ese-
geti dellimmobilismo pietrificato, de-
cidessero di fare un bel passo indietro
perch la loro quasi perversa intolleran-
za ad ogni processo di cambiamento co-
stituisce una delle cause principali alla
decadenza ed alla mancata ripresa del
paese.
Ecco, questo nostro editoriale si pone in
perfetta continuit e simbiosi con quello
pubblicato sul numero di settembre de
Il Centro sul quale auspicavamo lurgen-
za della crescita di un alto senso di soli-
dariet: anche questo vuole essere un
invito, un incentivo a fare si che lItalia
continui ad essere non solo bellissima
ma cessi, alla svelta di essere solo un
paese per vecchi.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
3 Politica
I giovani cattolici in politica
di Nicola Graziani
Difficile immaginare che, quando
Benedetto XVI e il Cardinal Bagna-
sco auspicavano la nascita di una
nuova generazione di cattolici in
politica, avessero in mente tutto
questo. Il senso profondo della de-
lusione stato dato, sempre ai mas-
simi livelli della Cei, da monsignor
Nunzio Galantino che, per mettere
in guardia il governo Renzi, ha usa-
to parole molto significative. Ha det-
to, pi o meno: Se si prosegue con
le barzellette e con gli slogan poi
cosa gli diciamo, allEuropa?.
Dilemma annoso, che ricorda da vi-
cino la fase terminale dellultimo
governo Berlusconi. Quando, per
intenderci, lo spread avanzava, la
Bce premeva e lallora premier ri-
spondeva - per lappunto - a colpi
di slogan e barzellette (di dubbio
gusto).
Ma Berlusconi, in quel tempo, era
esaurito. Questo governo, rincresce
ricordarlo, composto di quaran-
tenni che magari fanno finta di es-
sere trentenni che si comportano da
cinquantenni navigati e arrivano
dritti dritti alla sindrome del sessan-
tenne, quando si tira a campare in
attesa della meritata pensione. Con
in pi quella dose di intolleranza che
sta facendo di questo governo non
una Nuova Frontiera di kennediana
memoria, ma una crociata dei bam-
bini come quella che semin strazi
e carneficine sulle pianure danubia-
ne, sulla via della Terrasanta, pri-
ma di finire dispersa e massacrata
sotto le mura di Costantinopoli. Per
la cronaca, ad opera della potenza
continentale pi vetusta dellepoca.
Tutto qui, i giovani cattolici in politi-
ca? Speriamo di no. Se non altro
perch, nella sua saggezza bimille-
naria che le ha permesso di essere
pi longeva dello stesso Impero Bi-
zantino, la Chiesa ha una concezio-
ne tutta sua della giovent. Lo ha
dimostrato anche recentemente,
quando Papa Francesco ha creato
cardinale un centenario come Lo-
ora anche on line
www.circoloilcentro-livorno.it
ris Capovilla. A voler dire: si gio-
vani anche a centanni, basta vo-
lerlo essere nel cuore e nella men-
te.
Temiamo che il problema dellattua-
le gruppo dirigente del Pd sia pro-
prio questo: idee sbandierate come
nuove ma in realt stantie, un mo-
dus operandi che non ha caso Pier
Luigi Bersani ha stigmatizzato chia-
mandolo Metodo Boffo.
Non resta che continuare a spera-
re nella mano invisibile della Prov-
videnza. E magari prepararsi per la
maturazione dei tempi. Di sicuro,
non continuare a sperare in formu-
le consunte come quella di Todi
(Uno, Due o Tre che sia). I movi-
menti che vedono protagonisti uo-
mini come Passera e Bonanni han-
no tutto laspetto e la fragranza di
minestre riscaldate. Idee vecchie e
confuse, incapacit di adattarsi alle
nuove esigenze. Sbagliare una vol-
ta legittimo, due sintomatico, tre
imperdonabile.
Nel frattempo la Chiesa continua a
mandarci segnali, quasi delle chia-
mate. Lultima in odine di tempo la
beatificazione di Paolo VI, il 19 ot-
tobre. Sarebbe bene essere tutti in
piazza San Pietro, quel giorno. In
mancanza di altro, almeno siamoci
con la preghiera. Val pi quella di
una slide. Poco ma sicuro.
Paolo VI sar proclamato Beato
il prossimo 19 ottobre.
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
4 Politica
Negli anni settanta, il Partito Repubbli-
cano Italiano, risorgimentale, antifasci-
sta e nel dopoguerra, con Ugo La Mal-
fa e Bruno Visentini, interprete dei va-
lori di una sinistra democratica, occi-
dentale ed europeista, ebbe una impor-
tanza che and oltre gli esigui voti che
riusciva ad avere nelle tornate elettora-
li.
A livello governativo, dopo limportan-
te ruolo nei governi centristi, svolse la
funzione di pontiere tra la Democra-
zia Cristiana e le forze di sinistra in essa
presenti, facenti capo ad Aldo Moro, e
il Partito Socialista, per la creazione dei
primi esecutivi di Centro Sinistra.
Una risposta democratica di ampia par-
tecipazione in uno dei periodi pi bui
della storia repubblicana, quello degli
anni di piombo, dove la forza dello
stato e della Repubblica doveva avere
la pi ampia rappresentativit popola-
re.
Nella dialettica politica e ideologica si
adoper per far crescere una importante
riflessione nel Partito Comunista verso
una sua necessaria evoluzione, da for-
za di opposizione forte e organizzata a
potenziale forza di futuri governi re-
sponsabili della guida del Paese. Que-
sto avvenne particolarmente negli scam-
bi di opinione e negli scritti tra Ugo La
Malfa e Giorgio Amendola che costitu-
irono quella che fu allora definita la po-
lemica a sinistra.
Due, tra le molte intuizioni, La Malfa so-
stenne con forza. La prima era che un
partito largamente popolare e rappresen-
tativo come il PCI non poteva condan-
narsi eternamente allopposizione.
Era dunque necessario il compimento
di una evoluzione da posizioni marxiste
leniniste legate allUnione Sovietica, a
quelle proprie delle forze moderne della
sinistra europea, ben interpretate dai la-
buristi inglesi e dalle socialdemocrazie
di Massimo Cappelli
Una vecchia polemica a sinistra
scandinave. Nella maturazione del PCI
e nel suo avvicinamento allOccidente
lo stimolo di La Malfa fu molto impor-
tante.
Laltra riguardava le forze sindacali im-
pegnate, specie dopo lapprovazione
dello Statuto dei Lavoratori, a rafforza-
re le proprie organizzazioni e a tutelare
e migliorare le condizioni dei lavoratori
occupati nelle fabbriche, non conside-
rando sufficientemente le masse di co-
loro che, come diceva La Malfa, non
erano riusciti ad entrare nella fortezza
degli occupati.
Evidente era il tormento delluomo del
sud che vedeva in Italia uno sviluppo
economico ed occupazionale a mac-
chia di leopardo, dove a zone del Cen-
tro e del Nord con elevato tasso di oc-
cupazione, corrispondevano vaste aree
del Sud in preda ad una disoccupazione
cronica.
Quello che poi accaduto lo abbiamo
vissuto. Il PCI, anche a seguito del crol-
lo del comunismo nei paesi dellEst
Europa, ha compiuto il suo avvicina-
mento alloccidente divenendo Parti-
to dei Democratici di Sinistra- PDS,
poi DS e infine, dopo varie esperienze
dellUlivo, nel 2008 stato fondato un
nuovo partito, il Partito Democratico,
nel quale sono confluiti parti del vec-
chio PCI-PDS-DS, della sinistra de-
mocristiana, dei partiti della sinistra
laica quali il PSI e PRI, oltre a tante
nuove persone.
Oggi il PD, grazie anche al giovane lea-
der Matteo Renzi (40,8% alle elezioni
europee), divenuto asse e baricentro
dei Partiti Socialisti Europei e quindi il
percorso tracciato nella polemica a si-
nistra tra La Malfa e Amendola si
concluso.
In questi giorni ferve il dibattito sullal-
tra intuizione lamalfiana. La tutela dei
disoccupati e dei precari e la necessit
di cambiare le regole del gioco, anche
allinterno del sindacato, per troppi anni
conservatore nella tutela di una parte di
lavoratori sempre pi esigua. Poco lun-
gimirante a fronte della veloce evolu-
zione della societ e del mondo del la-
voro.
Il dibattito in corso, Matteo Renzi ap-
pare molto deciso nel voler cambiare le
regole attuali per attrarre investimenti
anche stranieri e con essi la ripresa del-
la economia e della occupazione..
A mio avviso un cambiamento si impo-
ne, siamo in Europa, abbiamo modelli
virtuosi a cui ispirarci, non dovrebbe
essere difficile arrivare ad una soluzio-
ne che spero possa essere di ampia sod-
disfazione senza ricorrere a disastrosi
scioperi, per altro arma poco efficace
nei periodi di crisi economica.
Dopo gli cambi di opinione e negli scritti negli anni Settanta tra Ugo La Malfa e Giorgio Amendola
che torna di attualit
Ugo La Malfa Giorgio Amendola
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
5 Economia
Perch i concetti economici moderni di
macroeconomia hanno avuto grosse dif-
ficolt a trovare degli estimatori, nel no-
stro Paese, in particolare, in ambito loca-
le? La storia, come sempre, pu contribu-
ire a dare una risposta
Nel XVIII e nel XIX secolo, allorch in
alcuni Paesi europei (segnatamente Inghil-
terra e Francia), avveniva il primo proces-
so dindustrializzazione, legato allinven-
zione della macchina a vapore, lItalia, con
i suoi numerosi e piccoli stati, restava, in
ambito economico, del tutto legata allat-
tivit agricola dove, peraltro, poteva van-
tare degli eccellenti risultati. Non a caso
lItalia era chiamata il giardino dEuro-
pa.
Il mercato era essenzialmente locale, il di-
ritto economico si occupava di tutelare la
propriet fondiaria, anche attraverso isti-
tuti giuridici dorigine feudale ed aristo-
cratica, i rapporti commerciali erano disci-
plinati da collaudate consuetudini locali.
Il regime fascista che, non a caso, fu am-
piamente sostenuto dalla propriet agra-
ria, non era certo il pi idoneo ad intro-
durre nel Paese i progressi scientifici, in
ambito sociale, contrari alla sua natura li-
berticida (il capitalismo si richiama al con-
cetto di libert dimpresa, ma anche liber-
t tout court).
Anche il secondo dopo guerra, caratte-
rizzato dal forte successo politico di ideo-
logie classiste o legate a richiami religio-
si, non pot essere un periodo favorevo-
le alla diffusione di massa di principi eco-
nomici liberisti, basati sul concetto di li-
bert economica e sul diritto di propriet
privata, pure con tutti i condizionamenti
necessari affinch la libert dei singoli
fosse da supporto allo sviluppo comples-
sivo della societ.
Non un caso che, in tutti questi anni,
nonostante la presenza di alcuni apprez-
zabili studiosi deconomia (mi piace ricor-
dare Sylos Labini, Andreatta, Carli), nes-
sun italiano sia mai stato selezionato per
concorrere allassegnazione del premio
Nobel per leconomia, al contrario di quan-
to accaduto per altre discipline (Fisica,
Letteratura, Medicina). Lintensificarsi
degli scambi e dei rapporti internazionali
Quando il nostro paese era chiamato il giardino dEuropa
ha consentito di colmare, a livello dlite
questo gap conoscitivo che, per, sten-
ta ancora, a diffondersi tra i cittadini, an-
che tra quelli pi acculturati. Ed anche
questo non frutto del caso.
Nel periodo della guerra fredda, la lotta
politica, in Italia, a causa della presenza di
un forte partito comunista, al quale, peral-
tro, vanno riconosciuti non pochi meriti
per aver contribuito allaffermazione di
alcune importanti conquiste sociali, sta-
ta senza esclusione di colpi. In alcuni casi,
si sfiorata la guerra civile. Sempre e co-
munque, nella selezione dei quadri opera-
tivi, ha prevalso la fedelt ideologica, su
merito, capacit personali, competenze ed
anche gli investimenti, pi che seguire
logiche defficienza, hanno sovente segui-
to logiche elettorali e spartitorie. Il risulta-
to ultimo sotto gli occhi di tutti: un enor-
me debito pubblico, infrastrutture carenti
e di bassa qualit, servizi pubblici ineffi-
cienti. Si creato un welfare state inso-
stenibile ed iniquo, si sviluppata, senza
freni, una vasta area economica, preda
della criminalit organizzata e della corru-
zione, si sono rafforzate le spinte corpo-
rative che, nel nostro Paese, non sono mai
state seriamente contrastate.
Questo quadro desolante particolarmen-
te evidente in ambito locale, a cominciare
dai Comuni. Le istituzioni, a livello centra-
le, per la dimensione dei problemi e per
lintensit dei rapporti internazionali, non
potevano non essere contagiati dal fer-
vore culturale e scientifico che animava il
dibattito mondiale, ma le istituzioni peri-
feriche, a lungo limitate nelle loro compe-
tenze (stato civile, censimenti, od altre at-
tivit di mero interesse locale, come illu-
minazione pubblica, strade comunali, fo-
gnature, acqua potabile, attivit assisten-
ziali) non avevano stimoli a confrontarsi
con le regole del mercato che, peraltro,
alcune ideologie osteggiavano.
Quando, in seguito ad una improvvisata
e discutibile riforma costituzionale, furo-
no ampliate le competenze delle autono-
mie locali, nei contenuti (piani urbanistici,
aziendalizzazione dei servizi pubblici, svi-
luppo del territorio) e nelle modalit, le
forze politiche ed amministrative del terri-
torio non avevano maturato, n la compe-
tenza, n la mentalit giusta, per affronta-
re queste nuove sfide, in ci viziate anche
dallirresponsabilit economica, politica e
istituzionale, derivante dallintervento fi-
nanziario dello Stato che pagava i debiti
della PA locale a pi di lista (come un ma-
turo ricco possidente, quelli della sua gio-
vane ed avvenente amante) e dalla insuf-
ficiente comunicazione mass-mediatica. Il
maggior potere loro riconosciuto (per abi-
tudine, per comodit o per convenienza),
in assenza di un progetto politico per il
Paese, sovente stato utilizzato dagli am-
ministratori locali, in netto contrasto con
la volont sostanziale dello Stato nazio-
nale, piuttosto che con il dovuto spirito di
servizio a favore dei cittadini.
A livello locale si rispetta (non sempre) la
disciplina legislativa (la forma) a prescin-
dere dai contenuti (la sostanza dei servizi
pubblici ai cittadini). Da qui, il prevalere
accademico del pensiero giuridico, su quel-
lo economico, o matematico, o ingegneri-
stico, della psicologia piuttosto della so-
ciologia, laffermazione di una classe poli-
tica, alimentata dai settori pi legati ad
esperienze in ambito sociale e del tempo
libero e di una classe economica, conni-
vente il sistema finanziario, pi legata allo
sfruttamento delle risorse pubbliche (suo-
lo ed infrastrutture), alla fornitura di beni
e servizi alla PA, ai consumatori finali, piut-
tosto che ad attivit produttive di trasfor-
mazione.
Cos, per gli amministratori locali, la capa-
cit di comprendere le conseguenze eco-
nomiche delle scelte locali, era ed , con le
dovute eccezioni, molto scarsa. Ignorare
le leggi economiche, pi che una limita-
zione, tuttora vissuta come un vanto.
Livorno non fa eccezione.
LItalia e le leggi delleconomia
di Marcello Battini
FRATELLI NERI
S.P.A.
LIVORNO - ITALY
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
6 Attualit
La Toscana atterra a Istambul
GALILEI - Oltre 12.000 passeggeri trasportati in meno di tre mesi con un load factor del 79%
Si tenuta di recente, presso una gremita
sala stampa del Radisson Blu Hotel di
Istanbul, la conferenza stampa congiun-
ta organizzata da Turkish Airlines in col-
laborazione con SAT S.p.A. - la societ
che gestisce lAeroporto Galileo Galilei
di Pisa - e Toscana Promozione Agen-
zia di Promozione Economica della Tosca-
na - finalizzata a valorizzare e promuove-
re la destinazione Toscana sul mercato
turco.
Nel corso della conferenza stampa, a cui
hanno partecipato Ahmet Olmustur, Tu-
rkish Airlines Chief Marketing Officer,
Gina Giani, Amministratore Delegato e
Direttore Generale di Sat S.p.A, e Alberto
Peruzzini, Dirigente del Servizio Turismo
di Toscana Promozione, stato pi volte
sottolineato linteresse crescente da par-
te del turismo turco verso la destinazione
Toscana.
A riprova, SAT ha resi noti i primi risultati
del volo Pisa-Istanbul, operato dal 26 giu-
gno scorso da Turkish Airlines quattro
volte alla settimana con aeromobili Bo-
eing 737 da 165 posti: pi di 12.000 pas-
seggeri trasportati in meno di tre mesi e
un load factor (il fattore di riempimento
dei posti a disposizione) pari al 78,7%.
Sono dati estremamente positivi ha
commentato Gina Giani, Amministratore
Il Consiglio di Amministrazione di SAT
S.p.A. ha deliberato di dare mandato
allAmministratore Delegato Gina Gia-
ni di incaricare, tenendo conto delle
eventuali osservazioni di ENAC e del-
le indicazioni della Direzione Tecnica
di Corporacion America Italia, il Rag-
gruppamento Temporaneo di Progetti-
sti One Works S.p.A./Manens Tifs
S.p.A. a procedere con la progetta-
zione definitiva ed esecutiva delle fasi
1 e 2 nellambito dellampliamento in
quattro fasi del Terminal Passeggeri
dellaeroporto Galileo Galilei di Pisa.
I lavori di riqualifica ed ampliamento
previsti dalle prime due fasi consenti-
ranno entro il 2017 un incremento com-
plessivo degli spazi del Terminal Pas-
seggeri di 8.250 mq. (da 24.000 mq. a
32.300 mq., pari ad un incremento di
Delegato di SAT - che con-
fermano linteresse del mer-
cato turco verso la Toscana
e la validit delle scelte stra-
tegiche messe in campo da
SAT. Col volo Pisa-Istanbul
della Turkish Airlines, SAT
infatti rafforza la sua strate-
gia di sviluppo e ampliamen-
to dellofferta di voli verso
nuovi mercati ad alto poten-
ziale turistico e commercia-
le e offre a passeggeri e ad
imprese toscane la possibi-
lit di raggiungere con un
volo diretto una delle aree
economiche con il pi alto
tasso di crescita tra i paesi
del Mediterraneo. Dopo il
successo ottenuto dal volo
nei mesi estivi, molto importante essere
qui oggi con Toscana Promozione e Tu-
rkish Airlines allo scopo di promuovere
la Toscana sul mercato turco anche nei
mesi invernali.
Il collegamento diretto Pisa-Istanbul con-
sente inoltre di partire alla scoperta del-
lampio network globale di Turkish Airli-
nes, comprensivo di ben 260 destinazioni
in 108 Paesi del mondo, grazie alla posi-
zione strategica dellhub internazionale
Da sin.: Alberto Peruzzini (Dirigente del Settore Turismo di Toscana
Promozione), Gina Giani (Amministratore Delegato e Direttore ge-
nerale SAT S.p.A.), Ahmet Olmustur (Turkish Airlines Chief Marketing
Officer), Huseyin Cepni (General Manager Pisa Turkish Airlines).
Istanbul Atatrk Airport, da cui nel 2013
sono transitati circa 50 milioni di passeg-
geri.
Turkish Airlines la prima compagnia al
mondo per numero di Paesi raggiunti ed
stata recentemente eletta per il quarto
anno di fila Migliore Compagnia dEuro-
pa da Skytrax (2011, 2012, 2013 e 2014).
Contatti: SAT S.p.A Investor & Media
Relations - Tel. 050/849220 E-mail:
IMR@pisa-airport.com
Investimento
di 25 milioni di E.
per lincremento
di 8.250 mq
del Terminal
Passeggeri
oltre il 34% delle attuali aree) portando
la capacit aeroportuale del Galilei fino
a 6 milioni di passeggeri annui. Con la
realizzazione di queste opere, che ri-
chiedono un investimento pari a circa
25 milioni di euro, lAeroporto Galilei
sar in grado di gestire la crescita del
traffico aereo con livelli di servizi ele-
vati, migliorando la gestione dei flussi
dei passeggeri in arrivo ed in partenza
e garantendo nel contempo nuovi spa-
zi commerciali, incrementati di oltre
1.700 mq. .
Lampliamento del Terminal Passegge-
ri previsto dalle fasi 1 e 2a rientra in un
pi ampio programma dinterventi arti-
colato in quattro fasi indipendenti (1,
2a, 2b e 3) ed in logica modulare, fino
ad un massimo di 7 milioni di passeg-
geri/anno.
Gli investimenti complessivi previsti per
le 4 fasi realizzative sono pari a circa
40 milioni di euro.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
7 Attualit 7
Vieni alla CISL
troverai
Cortesia, Competenza, Convenienza
I ns. servizi: Fiscali, RED, I SEE, Successioni, Vertenze e cause di lavoro, Colf e
Badanti, Permessi di soggiorno, Pensioni, I nfortuni, Affitti, Tutela Consumatori.
Per ogni esigenza rivolgiti con fiducia alle sedi della CISL
Per informazioni degli orari telefona alla UST-CISL Livorno n 0586-899732
Un ricordo per Franca Falcucci, gi Ministro della Pubblica Istruzione, recentemente scomparsa
Nel mese di Agosto mancata lon. Fran-
ca Falcucci che fu Ministro della Pubblica
Istruzione nel periodo 1982-1987.
Vogliamo ricordarla perch la Scuola ita-
liana sta vivendo un momento piuttosto
vivace (basta aprire il sito
www.labuonascuola.gov.it).
Alla Falcucci legato il provvedimento
relativo allinserimento nelle classi normali
degli alunni portatori di handicap come si
diceva allora.Un provvedimento di eleva-
to valore sociale di cui la Scuola italiana
deve vantarsi.
E vogliamo portare alla ribalta anche una
scuola cittadina - la Benci - che occoglie
ormai da parecchi anni un numero sempre
maggiore di alunni stranieri che parlano,
questanno, ben 31 lingue. Conosciamo
bene da parecchio tempo la direttrice Gian-
na Valente e ne abbiamo sempre apprez-
zato il lavoro svolto, i nsieme, ovviamen-
te, al corpo docente, nellintraprendere
lintegrazione nella scuola di tanti alunni
stranieri gi da parecchi anni..
Detto questo ci permettiamo di esprimere
parecchia perplessit nei confronti di
quanto in atto,soprattutto come promes-
se tutte da mantenere nellarco di tre anni
che il nostro Presidente del Consiglio ha
annunciato.
Chi scrive,nella sua ormai lunga vita, ha
visto parecchie riforme scolastiche. Dalla
riforma Bottai del fascismo alla riforma
della scuola media del 1962 fino alle rifor-
me della Gelmini che sono ancora in
vigore.DallItalia della ricostruzione a quel-
la del miracolo economico e ora alla crisi.La
scuola questo cammino lo ha percorso e
ha formato parecchie generazioni di gio-
vani oggi affermati professionisti e aggior-
nati lavoratori.
La scuola tuttavia non ha perso la busso-
la ma andata avanti grazie agli insegnanti
che hanno garantito, con stipendi da
fame, il suo funzionamento anche nei pic-
coli centri, quelli montani e delle piccole
isole.
Questo va riconosciuto e non tutti, com-
presa la stampa, lo hanno rilevato.
Quando si legge un titolo LA SCUOLA
SPIONA perch questo con i nuovi mezzi
Franca Falcucci (Roma, 22 marzo 1926
Roma, 4 settembre 2014) gi Senatrice e
Ministro della Pubblica. Istruzione.
LA SCUOLA 2014-2015
UN ANNO TUTTO DA SCOPRIRE
di Mario Lorenzini
informa i genitori ci si rende conto che
della scuola si ha un giudizio davvero mi-
sero.
Ma lasciamo perdere.
Nella mensile collaborazione su Il Centro
abbiamo sempre cercato di dare importan-
za alla scuola e agli insegnanti.
E quando leggiamo titoli come ANCHE IL
LICEO CLASSICO DEVE APRIRSI AL
MONDO DEL LAVORO (Sole 24 ore) e
COME PASSARE DALLE AULE ALLIM-
PIEGO (Corriere della Sera) abbiamo il
dubbio che chi scrive non conosca bene
liter dello studente nei cinque anni di istru-
zione secondaria superiore.
Nelle scuole del Sud il liceo classico an-
cora il preferito e in quelle del Nord i pre-
feriti son gli istituti tecnici.
Basta leggere le statistiche.
Il dopo gli studi oggi c il buio (ieri non
era cosi).
E si cerca di andare fuori dItalia.
Ma questo un altro discorso su cui ci
soffermeremo.
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
8 Cinguettare
Cinguettare
di Luca Lischi
La Buona Scuola in 12 punti, lanciata
dal Governo Renzi, si appella agli inse-
gnanti, alle famiglie e agli studenti per
offrire suggerimenti e idee. Sar la volta
buona? Di scuola si sempre parlato,
anche troppo, e con scarsissimi risultati.
Alcuni punti sono innovativi: mai pi
precari nella scuola, basta supplenze,
la valutazione e il merito (quello vero
che premier il lavoro in classe), la scuo-
la digitale (se ne parla da decenni), lal-
ternanza scuola-lavoro e una scuola per
tutti e tutti per la scuola. Ecco, speria-
mo che almeno quei tutti della squa-
dra del Governo siano per la scuola e lo
dimostrino, con urgenza, con i fatti.
* * *
La scuola e i suoi numeri: nel 2013 in Ita-
lia sono state censite 8644 Istituzioni
scolastiche statali e ben 41483 sedi. Sono
728.325 mila gli insegnanti e altri 101.391
mila quelli di sostegno su un totale di
7.878.661 alunni di cui 207.244 disabili,
suddivisi in tutto in 366838 classi. Gli
alunni stranieri sono 736.654. Tra le scuo-
le secondarie di II grado prevale la fre-
quenza dei Licei (1.206.707) poi quella dei
tecnici (872.282) e infine i professionali
con 546.018 studenti. Le scuole paritarie
sono 13847 con una presenza totale di
alunni di 1.036.312. Ed ora una semplice
considerazione: sempre nel 2013 le do-
mande di inabilit al lavoro degli inse-
gnanti sono triplicate. Il 3%, circa 25 mila,
inabile per patologie psichiatriche, un
altro 10%, circa 80 mila mostra segni pa-
lesi di stanchezza e spesso di depressio-
ne. Gli inidonei permanenti ammontano,
al marzo 2013, a 3084 e circa 500 sono
quelli inidonei temporanei. Siamo ad ol-
tre 100 mila insegnanti: ecco un esempio
della buona scuola.
* * *
Lotto e gratta e vinci: lo Stato che conti-
nua a promuovere i giochi e spende 50
milioni di euro per pubblicit. Spese ne-
cessarie dal momento che la pubblicit
serve per fare venire appetito e far ven-
dere. E lo Stato deve pur bene incassare
dai giochi e lotterie per affrontare le spe-
se. Ma del peso e dei costi dei cittadini
malati di gioco e delle conseguenze di
famiglie rovinate che cadono nel baratro
della povert, qualcuno se ne sta ren-
dendo conto? O anchesse sono fun-
zionali alla spesa pubblica?
* * *
Furbetti che usufruiscono di privilegi a
dismisura. Falsificazioni di dichiarazioni
e utilizzo di case popolari a prezzi irrisori
senza averne titolo e diritto. Occorre una
maggiore e pi incisiva operazione di con-
trollo attivando le miriadi di banche dati
che possiedono i dati di ciascuno di noi.
Come possibile che nellera iper-tecno-
logica e digitale non si riesca a scovare i
furbetti?
* * *
Morosi in aumento. Morosi per volont,
anche a causa della crisi, e morosi per
inadempienze e furberie altrui. In questi
giorni miriadi di persone abitanti in con-
domni sono state coinvolte in forzose
chiusure di gas e di acqua. Milioni di
euro da riscuotere dalle societ erogatri-
ci, che devono rientrare nei loro bilanci.
Possibile che gli ignari condmini, che
regolarmente hanno pagato, siano lasciati
in balia di amministratori-predatori?
* * *
Attendiamo i fatti di un Governo che ha
annunciato tanto e che intende compiere
una vera rivoluzione copernicana nel no-
stro paese a favore delle giovani genera-
zioni. Occorre abbattere i troppi e nause-
anti privilegi che ogni giorno vengono
messi in luce e che gridano vergogna di
fronte alle tante persone che operosamen-
te lavorano. Per anni si sono innescate
politiche, anche clientelari, a favore di al-
cuni. Auspichiamo che Robin Hood-
Renzi intervenga e ad esempio riveda i
vitalizi doro che ci costano 170 milioni
deuro lanno!
* * *
La Corte di Conti nella relazione del 2012
sul costo del lavoro pubblico, ha rilevato
che nel 2010 i permessi sindacali sono
costati 151 milioni di euro! No comment!
* * *
Stenografi, barbieri e personale dei Pa-
lazzi strapagati, con stipendi da Re! Ades-
so basta con queste cifre da capogiro e
basta con la variegata tipologia di perso-
nale a servizio dei parlamentari. Ma bar-
bieri eccellenti in centro a Roma non ce
ne sono? Possibile che mai prima dora
qualcuno non abbia sindacalizzato per il
lavoro professionale degli artigiani bar-
bieri che operano per strada e abbia tute-
lato e protetto quelli del Palazzo con sti-
pendi pi altisonanti di quelli di uno stes-
so parlamentare? Loro, i barbieri, comun-
que, i tagli li hanno sempre fatti!
* * *
La famiglia al centro. Una riflessione pro-
fonda sulla famiglia quella che la Chie-
sa metter in campo attraverso un Sino-
do specifico che partir ad ottobre. E ne-
cessario mettere in campo tutte le ener-
gie e competenze possibili per ri-vedere
molte delle politiche familiari inconclu-
denti ed inoperose e ri-fondare politiche
nuove alla luce dei cambiamenti epocali
della nostra societ. La famiglia genera
futuro, da speranza e vita al nostro pae-
se vecchio e stanco. Per questo occorre
innescare politiche familiari capaci di
dare ossigeno alle famiglie, di aiutare in
modo incisivo i giovani a realizzare, non
in tempi geologici, il loro nucleo familia-
re.
* * *
Papa Francesco ha nella sua recente vi-
sita in Corea ha detto che alla globaliz-
zazione delle menti necessario che cor-
risponda una globalizzzione della soli-
dariet. La crisi che viviamo, e che pre-
vede tempi lunghissimi di uscita, richie-
de una maggiore cultura dellincontro e
della solidariet. Guai a tenere i propri
tesori nascosti e non far circolare le ric-
chezze. La tignola divorer implacabile i
troppi tesori inoperosi e quindi incapaci
di realizzare ricchezza diffusa per tutti.
Facciamo fruttificare tutte le ricchezze
(materiali e immateriali) per uscire dalla
crisi.
* * *
La pace, tanto invocata, declamata e am-
piamente desiderata ma comunque poco
praticata. Stiamo vivendo anni difficili.
Molti paesi in guerra e una carneficina di
cristiani, uccisi perch professano la loro
fede. Questanno si ricordano i 100 anni
della Grande Guerra, la prima guerra mon-
diale, nella quale tantissimi nostri soldati
giovanissimi, hanno perduto la vita. Sof-
fermiamoci sulle tante lapidi che riporta-
no i loro nomi e a voce alta pratichiamo la
pace: mai pi!
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
9 Spigolature
S
p
i
g
o
l
a
t
u
r
e
presidente della Regione Enrico Rossi,
con il Presidente dellAutorit Portuale
Giuliano Gallanti, con il Presidente della
Camera di Commercio Sergio Costalli;
licenzia tutti i presidenti degli enti pub-
blici; vuole uscire dallATO delle aziende
per la raccolta dei rifiuti urbani; non vuo-
le, in assoluto, la costruzione del nuovo
ospedale seppure in un sito diverso da
quello originariamente indicato. Sareb-
be catastrofico, inoltre, se provocasse il
ritardo nellapprovazione della variante del
piano regolatore generale del porto, che
attendiamo da ben 55 anni.
Sapete cosa vi dico cari lettori? Di esse-
re estremamente preoccupati per il futu-
ro di Livorno!!
Mi hanno rifatto nuovo!
Di ritorno da Roma proprio in questi gior-
ni, per presenziare alla commemorazio-
ne dellamico e collaboratore di questo
periodico Bartolo Ciccardini, sono stato
avvicinato da importanti personaggi del-
la Prima Repubblica.
Ma possibile che la tua citt appaia
sulle colonne nazionali - e internazionali
- solo per vicende in negativo? Nellesta-
te del 1984 per i falsi di Modigliani; nel-
lestate del 2014, unico caso in Italia,
per lelezione di un sindaco grillino.
Nell'edizione di settembre de Il
Centro avevamo salutato il caro
amico Prof. Luciano Vizzoni in-
signito meritatamente della Li-
vornina doro: una testimonian-
za per i grandi meriti di un livor-
nese che ha veramente dato pre-
stigio alla citt labronica.
Insieme allintera redazione par-
tecipiamo al cordoglio ed al dolo-
re della intera comunit livorne-
se per la perdita di una personali-
t di alto livello professionale, po-
litico ed umano quale stato sicu-
ramente il Prof. Luciano Vizzoni.
Per non parlare - ha aggiunto un altro -
del Vernacoliere....
Non ho replicato, mi sono limitato ad
allargare le braccia...
Gran cordoglio
per la scomparsa
del Prof. Vizzoni
La vecchia guardia
Ci piaciuto Il cambio della guardia di
Davide Guadagni nella sua rubrica quo-
tidiana in prima pagina su Il Tirreno
Eppur si muove.
Ma lo avete sentito cosa ha detto il se-
gretario? Testualmente non sono dac-
cordo con il sindacato che sento pi
chiuso e sordo.
La mobilit, la flessibilit, sono inna-
zitutto un dato della realt.
Dobbiamo costruire nuove e pi fles-
sibili reti di di rappresentenza e di tu-
tela. Se non ci mettiamo su questo ter-
reno, rappresenteremo sempre di pi
soltanto un segmento del mondo del
lavoro. No, non sono le parole di Ren-
zi, quelle che hanno fatto inferocire la
vecchia guardia, sono di DAlema al
congresso del PDS del 1997.
e a proposito di Renzi...
Mentre Marchionne - amministratore
delegato della FIAT-Chrysler esalta
Renzi durante la visita negli Stati Uniti,
nello stesso giorno su Il Corriere della
Sera - il direttore Ferruccio De Bortoli
nelleditoriale di mercoled 24 settem-
bre lancia critiche durissime nei con-
fronti del nostro Presidente del Consi-
glio.
Confessiamo di non capirci pi nulla ,
anche perch, fino a qualche tempo fa
il corrierone si caratterizzava come uno
dei pi esagitati sostenitori di Matteo
Renzi.
Esemplari, bravissimi!!
Solo 13 votazioni su 82 per i parlamen-
tari europei: queste le maglie nere che
esaltano la seriet e l'impegno nei con-
fronti del nostro paese e dell'Europa.
Si tratta del consigliere politico di Ber-
lusconi - Giovanni Toti, di Raffaele Fit-
to, entrambi di Forza Italia, di Lorenzo
Cesa , segretario di quello che resta
dell'UDC ed infine di Matteo Salvini,
leader della Lega Nord e notissimo fu-
stigatore dei costumi altrui.
Complimenti per la seriet con la qua-
le svolgono la loro funzione, ben remu-
nerata.
Nel frattempo
il sindaco di Livorno.....
Filippo Nogarin litiga con tutti: con il
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
10 Livorno
Maersk torna sulla rotta Italia-Usa
Angelo Roma: Traffico in crescita per merito delleuro debole
DAL 2015 DUE NUOVI SERVIZI TRANSATLANTICI CON MSC
Dopo pi di un anno Maersk torne-
r a collegare direttamente lItalia
con lAmerica settentrionale. que-
sta una delle novit principali che
porter lalleanza 2M fra Maersk e
Msc, di cui sono state rese note le
nuove rotte operative a partire dal
2015. La notizia va ad aggiungersi
a una serie di iniziative prese da al-
tre compagnie, come Zim e Cma-
Cgm per rafforzare i collegamenti fra
Europa e America settentrionale. La
maggiore offerya di stiva corrispon-
de ai dati del commercio fra le due
aree, cresciuto dell8,6% nei primi 7
mesi del 2014 rispetto allo stesso
periodo del 2013. Le esportazioni
dallUnione europea verso gli Stati
Uniti sono passate da 222.694 a
242.924 milioni di dollari (+9%), men-
tre le importazioni sono passate da
150.609 a 162.714 milioni di dollari
(+8%).
I servizi di 2M verso gli Stati Uniti sa-
ranno addirittura due, sempre che
lalleanza superi le verifiche antitrust.
Il Transatlantic 5 (Ta5) dovrebbe toc-
care GioiaTauro, Napoli, Livorno, La
Spezia e Genova. Il Transatlantic6,
che arriver anche in Messico, do-
vrebbe invece scalare Gioia Tauro,
Napoli e La Spezia. Il condizionale
dobbligo, perch i porti di Napoli e
Livomo non hanno ancora risolto i
limiti strutturali che impediscono alle
navi maggiori di raggiungerne i ter-
minal.
Lattivismo delle compagnie segna-
la un rinnovato interesse per la trat-
ta transatlantica, come conferma
Angelo Roma, gi port manager di
Zim a Livorno e oggi consulente nel
settore marittimo. Una cosa - dice
Roma - sicura: i traffici fra Italia e
Stati Uniti stanno aumentando, in-
discutibile. Merito del cambio fra
euro e dollaro (che oggi sotto l,30
dopo aver superato 1,39 lo scorso
maggio, ndr) che favorisce lexport
verso gli Stati Uniti e permetter al-
lUnione europea di aumentare i traf-
fici in quella direzione.
Linteresse delle maggiori compa-
gnie verso lAmerica cresciuto in
parallelo non soltanto con i traffici,
ma anche con il progredire dei ne-
goziati che stanno portando avanti
Washington e Bruxelles per la crea-
zione di unarea di libero scambio fra
i due mercati.
I negoziati per arrivare a un accordo
transatlantico per ilcommercio e gli
investimenti (Ttip, transatlantic tra-
de and investment partnership)
sono cominciati nel luglio del 2013 e
hanno gi registrato sei tornate di
incontri. Lobiettivo, come spiega il
sito della Comnissione europea,
rimuovere le barriere commerciali
in unampia fascia di settori econo-
mici per rendere pi facile comprare
e vendere beni e servizi fra lUnione
euopea e gli Stati Uniti.
Fra i settori pi interessati c quello
dellautomobile. Due settimane fa il
presidente di Daimler, Dieter Zet-
sche, ha chiesto di accelerare la
conclusione dei negoziati per crea-
re al pi presto la zona di libero
scambio. Progressi -ha detto Zet-
sche - sono stati fatti ma rimangono
alcuni punti di attrito. Ma la posta -
ha aggiunto - troppo alta perch
questi punti non vengano risolti.
Contrari invece Verdi e sinistra eu-
ropea, una cui petizione contro il trat-
tato stata respinta una settimana
fa dalla Commissione di Bruxelles.
Secondo Angelo Roma le compa-
gnie marittime, nel potenziare i loro
servizi transalantici guardano pi
pragmaticamente ai dati di traffico
attuali che non alle prospettive che
si apriranno con laccordo, perch
le mosse della nuova Commissione
che sar guidata dal prossimo no-
vembre da JeanClaude Juncker
sono ancora troppo indefinite. Quel-
lo che certo che le iniziative ma-
rittime continuano a fioccare, con
servizi sia nuovi sia riorganizati in-
troducendo nuove toccate fraEuro-
pa e Italia da un lato e America set-
tentrionale dallaltro. Dal primo otto-
bre prossimo, ad esempio la com-
pagnia israeliana Zim torner a col-
legare Livorno con New York con un
servizio, che passa anche per Ge-
nova, rinnovato grazie a una condi-
visione di spazi e navi con la tede-
sca Hapag Lloyd. Inoltre, Zim noleg-
ger slot sul servizio Mgx di Hamburg
Sud fra il Mediterraneo e il Golfo e
sul servizio Mps di Hamburg Sud ed
Hapag-Lloyd fra il Mediterraneo e la
West Coast. A suavolta Hapag Lloyd
aggiunger Miami come toccata al
suo servizio dallItalia, che parte da
Livorno e Genova. Anche Cma-Cgm
aggiunger Miami al suo servizio
Amerigo Express che da Livorno e
Genova arriva negli Stati Uniti. E nel
2015 toccher appunto alla 2M la
nuova grande alleanza composta
dai due principali operatori del set-
tore, Maersk e Msc. La 2M ha appe-
na reso note le rotte che partirarmo
nel 2015 se riceveranno tutte le au-
torizzazioni necessarie. Lesperien-
za fallita della P3, lalleanza fra le due
compagnie e la francese Cma-Cgm
bocciata pochi mesi fa dalla Cina ha
suggerito prudenza nel fare lannun-
cio. In questi giorni i vertici di Maersk
e Msc sono a Washington per con-
vincere la Federal maritime commis-
sion che lalleanza non costituisce una
violazione delle norme anntitrusta. La
Fmc aveva gi approvato la P3, ma
prima di chiudere il dossier della 2M
ha preferito avviare consultazioni con
la Cina, in modo da evitare nuova-
mente un giudizio discordante
Alberto Ghiara
Riportiamo integralmente un articolo apparso
su LAvvisatore Marittimo del 20/9/14 a firma
di Alberto Ghiara.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
11 Livorno
Impazza da tempo in citt la moda di
fustigare i livornesi per i loro inguaribili
vizi. Che li fanno apparire maleducati,
cialtroni, fannulloni e oltretutto incapa-
ci di valorizzare, attraverso una adeguata
accoglienza, le grandi potenzialit turi-
stiche della citt. Sacrosanto proposi-
to, di fronte allo sconfortante spettaco-
lo dei poveri crocieristi che si aggirano
tra negozi chiusi e di fronte al crescen-
te livello di sciatteria di quella che sta-
ta definita la citt delle infradito. Ma
il mantra si fatto asfissiante e anche
con le buone intenzioni capita, a volte,
di esagerare. C chi condanna luso,
adottato in un bar, di affiggere biglietti
che chiariscono che lacqua si paga
(una volta tanto la non conoscenza del-
le lingue straniere riduce il danno), chi
fa confronti con la gentilezza e la puli-
zia di Cagliari, pi pesanti del 7 a 1 su-
bito dal Brasile, chi lamenta lo stile sgar-
bato di camerieri e pizzaioli. Persino il
pi mite dei fustigatori (sia detto senza
sarcasmo), Claudio Marmugi, vista
laria che tira, si produce in una tirata
dorecchi, in stretto bagitto, a carico
degli adolescenti livornesi che, nella
bagarre di Effetto Venezia, si sono per-
messi addirittura di rincorrersi e di stre-
pitare anzich frequentare mostre ed
esposizioni (Ohib).
Personalmente gradisco senza riserve
lappello a modi pi urbani, ma mi per-
metto di lanciare qualche modesto av-
vertimento agli autori che caldeggiano
un cambio di mentalit (vasto program-
ma) del popolo livornese, auspicio con-
divisibile quanto audace.
Primo avviso ai naviganti: rassegnate-
vi. Con il legno storto (per parafrasare
un grande filosofo) della livornesit non
si fanno assi diritti. La livornesit, di cui,
peraltro, anche commentatori alquanto
colti, hanno avuto modo, di recente, di
esaltare inopitatamente il vivido gusto
per lo sberleffo e per il gesto anticon-
venzionale, intessuta di volgarit, di
disprezzo per le buone maniere, di esal-
tazione della sincerit priva di riguardo.
Livorno ha i suoi grandi pregi e i suoi
grandi valori, che la fanno amare a di-
spetto di tutto, ma questi non hanno
molto a che fare con la buona educa-
zione. Non nella storia locale il pro-
verbio se vuoi fa come ti pare, vai a
Livorno ? Non ci prov persino il Gran-
duca Leopoldo a correggere le cattive
abitudini del livornesi emanando addi-
rittura un editto che ingiungeva di non
camminare in mezzo alla strada, intral-
ciando il passo delle carrozze e di usare
i marciapiedi? Rassegnatevi, quindi, lef-
fetto delle prediche sui livornesi uno
solo, quello di moltiplicare il numero dei
predicatori.
Gi, perch dopo lanticonformismo e
linsofferenza per le buone maniere, lal-
tra grande componente della livornesit
il conformismo (non sembri una con-
traddizione) e limitazione. Se si sente
parlare male delle abitudini dei livorne-
si, e allora qui tutti si parla male delle
abitudini dei livornesi. Di quelle degli
altri, ovviamente. Ci sar chi considera
non europeo fare casino nelle strade
(perch vuole dormire) e chi considera
non europeo protestare per il rumore se
si promuovono eventi musicali desta-
te, perch si vuole divertire. Ma tutti gi
a condannare i difetti, degli altri. Men-
tre a cambiamenti, si sta a zero.
Secondo avviso ai naviganti. Non con
la bacchetta del maestro di tempi lonta-
ni che si pu correggere ci che sba-
gliato nei comportamenti collettivi. Ma
con lesempio. E chi ha pi opportuni-
t, pi potere, pi funzioni, ruoli e visi-
bilit pubblici, pu fare di pi. Cercan-
do di essere aperto alla cultura, alla
buona educazione, al rispetto. Colpi-
sce in questi giorni la corale manife-
stazione di dolore per la prematura
scomparsa di un uomo come Franco
Ferrucci. Ferrucci faceva cose e non
proclamava precetti. Promuova i libri,
promuoveva la cultura, promuoveva la
discussione e per averlo fatto con co-
stanza e passione, merita tutta lammi-
razione che oggi gli viene tributata.
Mille piccole e grandi iniziative, con-
tatti, suggestioni, proposte, in cui si
impegnato personalmemte e senza ri-
sparmio. Se tutti coloro che oggi rico-
noscono questo prezioso contributo,
avessero speso un minuto in pi, una
parola in pi per valorizzare, o sempli-
cemente parlare di questa o quella ini-
ziativa in libreria, sarebbe stato utile. E
di quanti, che come Franco operano o
hanno operato per la cultura e per il
senso civico, nella scuola, nellarte,
nelle istituzioni, ci si dimentica ogni
giorno ?
Sacrosanto il proposito dei fustigatori
dei vizi e delle cattive abitudini dei li-
vornesi, lo ripeto a scanso di equivoci.
Ma gli esempi positivi sono quelli che
danno i risultati migliori.
Livorno, la citt delle infradito
Dal blog di Claudio Frontera
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
12 Livorno
Interessante dibattito al Centro con Claudio Frontera, Cristiano Toncelli e Andrea Romiti
Luned 29 settembre ripresa in grande
stile delle attivit della nostra Associa-
zione. In occasione dellincontro a tre
voci dal titolo Dove va la politica (e la
citt) dopo le elezioni? si registrato il
tutto esaurito, esaurite le sedie ed an-
che lo spazio fisico dove collocarsi in
qualche maniera, ma la qualit delle tre
voci di questa riflessione, e le osser-
vazioni degli intervenuti hanno fatto
passare in seconda linea gli eventuali
disagi sopportati.
Al tavolo sedevano Claudio Frontera, ex
dirigente dei Ds e presidente della Pro-
vincia di Livorno a cavallo del secolo,
Cristiano Toncelli - leader della lista ci-
vica Progetto per Livorno ed ex vi-
cesindaco (in quota IDV) nella passata
amministrazione; Andrea Romiti ex
consigliere comunale ed esponente del
Nuovo Centrodestra.
Nellintroduzione il presidente del Cen-
tro, Enrico Dello Sbarba, che fungeva
anche da moderatore ha sottolinea le pre-
occupazioni che sono largamente pre-
senti nella popolazione per la vaghezza
dellopera di governo della nuova Am-
ministrazione. Chiede in particolare ai
relatori come interpretare il deciso NO
al nuovo ospedale, se si tratta di sem-
plice opposizione al location prescelta
nel passato o di un assoluto rifiuto di
costruire il nuovo nosocomio ad alta
intensit di cura. Paventa anche che un
altro NO, quello pronunciato nei con-
fronti del PRG del porto, atteso da ses-
santa anni, abbia leffetto di rimandarlo
sine die.
Claudio Frontera premette che si deb-
ba partire, per cercare di capire cosa
accadr, dallanalisi delle cause di una
simile sconfitta del PD a Livorno.
A suo giudizio lesperienza della pluri-
decennale amministrazione targata PD
si esaurita perche percepita come esta-
blishment, cio come una soffocante
concentrazione di ogni carica e di ogni
potere nel PD. E mancata la dialettica
dentro e fuori il partito che facesse re-
spirare e discutere. Due ipotesi sul fu-
turo della politica in citt, la prima che
il PD ricostruisca il consenso con nuo-
ve forme partecipative; la seconda che
continui pericolosamente a nutrire la
convinzione che gli elettori torneranno.
Sembra, per adesso, che si sia scelta
questultima strada, poich i dirigenti del
PD hanno preso atto del risultato elet-
torale, ma non hanno sviluppato alcun
progetto di rinnovamento. Il dato elet-
torale significativo per il PD non tanto
la vittoria di Nogarin ma quel 16% per-
so al primo turno rispetto alle contem-
poranee elezione europee. Non condi-
vide invece eccessive preoccupazioni di
non governo; devono imparare a gover-
nare e questo richieder non poco tem-
po.
Cristiano Toncelli ricorda la sua espe-
rienza di Vicesindaco per affermare che
i cento giorni sono troppo pochi per
stilare un sia pur provvisorio giudizio:
lui pass il primo mese a sgomberare la
scrivania.
Progetto per Livorno non si pente di aver
votato Nogarin al ballottaggio (e non il
movimento 5 stelle ci tiene a precisa-
re), lha fatto per consentire alla citt di
avere un punto di vita diverso, un sas-
so nello stagno che facesse perdere i
riferimenti consueti a quei personaggi e
gruppi che hanno contribuito (con il PD)
alla decadenza di Livorno .
Obbligare tutti a cambiare, per non
morire di troppa stabilit. Ormai Il PD
non faceva pi politica ma era diventa-
to il coordinatore delle lobbies cittadi-
ne. Al sindaco Nogarin e al suo movi-
mento bisogna dar tempo, sbagliando
costruiscono la loro esperienza. Un pa-
rere ragionato sar possibile esprimerlo
quando non giudicheranno quello che
hanno trovato ma svilupperanno i loro
progetti. Dubbi semmai per la possibile
incapacit del movimento a muoversi
unitariamente. Riguardo al futuro della
politica in citt pessimista: Il PD non
fatto ancora nulla per superare lo smac-
co, peggio ancora la destra che ha dato
un esempio di frantumazione unico;
Buongiorno Livorno si gode la rendita
elettorale della sinistra identitaria e non
fa altro; Cannito conferma il suo con-
senso ma non capace di creare coali-
Dove va la politica (e la citt)
dopo le elezioni?
di Franco Spugnesi
Claudio Frontera Cristiano Toncelli Andrea Romiti
segue a pag. 13
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
13 Livorno
NELL80 ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA
Piero Ciampi (Livorno, 28 settembre 1934
Roma, 19 gennaio 1980).
Serafino Fasulo,
Assessore alla Cultura.
Tante iniziative per ricordare
Piero Ciampi
zione intorno a Citt diversa. Larea
riformista e moderata poteva essere la
nuova risorsa ma non riesce a decolla-
re.
Andrea Romiti Ormai da qualche tem-
po leconomia che determina le scel-
te politiche non viceversa e influenza
anche le scelte dei cittadini, sottolinea
Romiti, il futuro di quella formazione
politica che supera le ideologie e valo-
rizza limprenditorialit e liniziativa. Il
PD rimasto al tempo delle grandi
aziende statali, delle masse sindacaliz-
zate. E superato dagli eventi e difficil-
mente potr ritornare al ruolo avuto
negli ultimi 60 anni. Certamente anche
la destra ha responsabilit nella deca-
denza della citt: 60 anni di non opposi-
zione. Il primo cambiamento lab-
bandono delle ideologie; solidariet e
redistribuzione del reddito sono possi-
bili solo se si favoriscono condizioni utili
a produrre ricchezza. Certamente, af-
ferma Romiti, c preoccupazione per
lefficacia della nuova Giunta, ma
anche un momento che pu essere esal-
tante, ci sentiamo, finalmente, liberi dalle
pastoie che il PD aveva imposto alla
citt. Riguardo al piano regolatore del
porto il suo giudizio che tutto da
rifare, ed giusto che chi deve gover-
nare per i prossimi 5 anni sia messo
nella possibilit di farlo con mezzi poli-
tici.
Al termine degli interventi, numerosi e
qualificati interventi hanno animato il di-
battito, tanto che il moderatore ha do-
vute invitare alla brevit per permettere
a tutti di parlare e, pi che altro, agli
invitati di rispondere.
Nella replica i relatori hanno affrontato
i molti argomenti, alcuni dei quali vera-
mente ardui, posti in evidenza dai pre-
senti: mancanza di lavoro, degrado
ambientale, povert culturale e, nono-
stante i percorsi personali diversi, si-
mili sono stati i pareri. Questi anni de-
vono servire a far crescere, ad opera di
tutti i soggetti sociali, una cultura non
solo politica ma di appartenenza alla
comunit, che produca una nuova clas-
se dirigente, libera e capace.
Comune stata anche la condanna a
un certo tipo di sgangherata livornesi-
t usata spesso per coprire ignoranza,
vagabondaggine, maleducazione, mene-
freghismo.
Piero Ciampi potr essere cantato in fran-
cese, inglese e chiss in quale altra lin-
gua, e tanti suoi testi inediti, o poco cono-
sciuti, verranno resi noti al pubblico. Sono
solo alcune delle idee scaturite nel cor-
so di un incontro che si tenuto a palaz-
zo comunale a met settembre in prepa-
razione del Ventennale del Premio Ciam-
pi, il Premio nazionale che vede ogni
anno, dal 1995, la canzone dautore pro-
tagonista a Livorno. Questanno il Pre-
mio si terr dal 25 ottobre all8 novembre
Ho voluto riunire il mondo dellassocia-
zionismo culturale livornese, in partico-
lare quello musicale ( circa 20 le asso-
ciazioni sedute intorno ad un tavolo) per
raccogliere e formulare idee finalizzate
al rilancio di questo prestigioso Premio
da pag. 12
afferma lassessore alla cultura del Co-
mune di Livorno Serafino Fasulo un me-
todo partecipativo che dovr valere an-
che per altre iniziative culturali che inve-
stono la citt.
Lobiettivo prosegue ancora lasses-
sore arricchire ulteriormente il cartel-
lone delle iniziative legate alla celebra-
zione del Ventennale della rassegna-
concorso, ma non solo, mia intenzione
ascoltare e recepire suggerimenti di sog-
getti locali per arrivare a raccontare Ciam-
pi in pi momenti nel corso dellanno , in
spazi spettacolari cittadini, locali e libre-
rie , per riscoprirne la vitalit poetica e
musicale.
Numerosi sono stati i suggerimenti rac-
colti nel corso dellincontro, tra cui, quello
gi i n cal endari o, di cel ebrare
l80compleanno di Ciampi domenica 28
settembre alla Terrazza Mascagni con
concerti, dibattiti e film. E sempre la mat-
tina di domenica 28 settembre, un incon-
tro simbolico al cimitero della Purificazio-
ne dove sepolto il cantautore-poeta.
Qui, sulla sua tomba, saranno deposti
omaggi allo chansonnier labronico e avr
luogo una performance poetica. Tra le tan-
te idee che vedono Piero al centro di una
riscoperta importante segnalare lat-
tenzione alle nuove generazioni attraver-
so listituzione di una borsa di studio, in
collaborazione con lUniversit di Pisa ,
per la ricerca di te-
sti inediti; e il coin-
volgimento di gio-
vani musicisti stra-
nieri che interpre-
tino le canzoni di
Ciampi nella loro
lingua.
Si parlato anche
di probabili murales
a lui dedicati o pan-
nelli da esporre.
Si ricorda comun-
que che il Premio
Ciampi gi da al-
cuni anni spazia
oltre gli ambiti mu-
si cal i , ne sono
esempi il Premio
lAltrarte che d un riconoscimento ad un
autore nel campo delle arti visive o il
Premio Ciampi Valigie Rosse dedicato
alla poesia.
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
14 Livorno
Dal l o scorso15 settembre si
sono aperte le iscrizioni a cor-
si e laboratori della Universit
50&PI di Livorno.
Questanno, ai tradizionali cor-
si di Inglese, Francese, Spa-
gnolo (tutti con insegnante ma-
drel i ngua), di Informati ca, di
Teatro, di Canto Corale, di Sto-
ria dellarte, di Scrittura, di Ci-
nema, di Ascolto della musica,
di Cucina, di Cucito creativo, di
Ginnastica dolce, se ne aggiun-
geranno altri, che riguardano la
Storia delle religioni, la Filoso-
fia, la Geografia politica ed eco-
nomica, il Bridge, lo Yoga, la
Chi tarra, l a tasti era, i l sax e
Balli di gruppo.
Inol tre domeni ca 12 ottobre,
dalle 16 alle 22, si terr l'inau-
gurazi one no-st op del l ' Anno
Accademico 2014-2015.
L'ingresso libero.
Informazioni e iscrizioni pres-
so la sede centrale di via Gran-
de 150, telefono 0586.898397,
orario 16/19.
Aperte le iscrizioni e nuovi corsi
alla 50&PI UNIVERSIT
DOMENICA 12 OTTOBRE INAUGURAZIONE NO-STOP DELLANNO ACCADEMICO 2014/15
Con questa nota il nostro periodico apre
unutile ed interessante collaborazione
con UNIVERSIT 50 &PI, unassocia-
zione che sta assumendo un rilievo sem-
pre maggiore nella realt cittadina.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
15 Rosignano
LAssociazione Onlus che ogni 15 giorni distribuisce pacchi viveri a 150 famiglie bisognose
4-domande-4 a Rossella Conforti,
- L'aggravarsi della situazione eco-
nomica ed occupazionale rende sem-
pre pi precaria, ormai ai limiti della so-
pravvivenza quotidiana, la vita di molte
persone e famiglie anche nel comune
di Rosignano. Il lodevole sforzo che sta
facendo la Sorgente del Villaggio
O.N.L.U.S. da lei splendidamente di-
retta, richiede intervento di sostegno per
supportare giornalmente questa auten-
tica tragedia sociale.
Come riuscite a gestire questo compi-
to cos arduo?
Come Associazione cerchiamo di sta-
re accanto alle famiglie che vivono si-
tuazioni di emergenza, talvolta ai limi-
ti della sopravvivenza.
Ogni 15 giorni distribuiamo pacchi vi-
veri a circa 150 famiglie che ci sono
segnalate dai servizi sociali ed inter-
veniamo inoltre pagando alcune uten-
ze; in pi diamo un contributo ad al-
cuni per pagare laffitto affinch non
perdono la casa.
Disponiamo anche di una mensa che
giornalmente distribuisce circa 20 pa-
sti caldi anche a persone residenti sul
nostro territorio: si tratta di un feno-
meno recente in quanto fino a poco
tempo fa di questo servizio ne usufrui-
vano soprattutto i senza fissa dimora.
Il problema dunque enorme e ogni
giorno lo diventa sempre di pi. Detto
questo, i contributi dellAsl e del Co-
mune sono fermi da anni e risultano
essere insufficienti.
Da parte nostra cerchiamo di reperire
fondi con attivit come la lotteria, cene
di beneficienza, spese solidali, ma i
soldi non bastano mai perch ogni gior-
no dobbiamo affrontare nuove emer-
genze.
- Cosa possono fare gli organi di in-
formazione, ed anche questo periodi-
co cos legato al territorio, per venire
incontro a questa emergenza che non
sia, purtroppo, legata a sostegni finan-
ziari che non ci possiamo permettere?
Gli organi di informazione possono
giocare un ruolo importante, attraver-
so linformazione e la sensibilizzazio-
ne dellopinione pubblica che fatta
dai cittadini; fondamentale infatti che
questi siano al corrente di questa si-
tuazione che vive il nostro territorio,
spesso ritenuto (a torto) unisola feli-
ce. Ritengo dunque che sia importan-
te attuare una campagna di sensibiliz-
zazione affich in questo periodo di gra-
ve emergenza economica e sociale si
cerchi di essere solidali con chi vive
nella disperazione.
Ognuno di noi chiamato a farsi cari-
co, anche in piccola parte, di queste
famiglie in cui vivono circa 130 bambi-
ni: nel nostro Comune siamo circa
30.000 abitanti e se ognuno di noi con-
tribuisse anche con un solo barattolo
di pelati o di legumi riusciremmo a far
fronte ai bisogni di molte persone.
Questo non risolverebbe del tutto il
problema: occorrerebbero infatti po-
litiche sociali forti, insieme alla con-
sapevolezza che queste persone
hanno la quotidiana necessit di man-
giare, dormire in un letto e mandare i
bambini a scuola.
- La nuova struttura, insistente a Ro-
signano M., costruita nei lontani anni
50, dalla signorina Maria Zolli, con lo
scopo di ospitare una comunit di suo-
re per assistenza ai bambini e forma-
zione professionale alle giovani, attivit
successivamente interrotta, consente
sicuramente uno svolgimento pi razio-
nale per lo svolgimento di una attivit
divenuta cos prioritaria.
giusto questo giudizio, pensa sia que-
sta una soluzione idonea e definitiva?
Sicuramente la struttura Don Bosco
pi idonea per lo svolgimento dei
nostri servizi; non so dire se questa
sia o meno definitiva: posso senzaltro
augurarmelo. Colgo questa occasione
per ringraziare il Vescovo di averci per-
messo di svolgere la nostra attivit in
questa struttura, perch altrimenti sa-
remmo stati costretti a non fornire pi
questi importanti servizi.
- Quale messaggio e quali suggeri-
menti, cara Presidente, intende lancia-
re attraverso Il Centro alle Istituzioni,
alle Associazioni imprenditoriali ed in
generale allopinione pubblica del terri-
torio?
Alle istituzioni vorrei dire che queste
emergenze hanno bisogno di essere
considerate come tali e dunque occor-
rerebbe un grado di priorit pi impor-
tante; fra queste mi preme segnalere
lemergenza abitativa in quanto ci sono
famiglie con bambini anche molto pic-
coli che rischiano di perdere la pro-
pria casa: servono risorse importan-
ti.
In generale vorrei invitare tutti, in que-
sto periodo cosi difficile, a non chiu-
derci nelle nostre case, e provare ad
aprirci agli altri; chiediamo aiuto a tutti
indistintamente!
Aiuti che possano essere di generi ali-
mentari, economici o semplicemente
mettere a disposizione un po del pro-
prio tempo per aiutarci a svolgere le
nostre attivit.
direttrice della Sorgente del Villaggio
Rossella Conforti
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
16 Rosignano
La strada interrotta da oltre sei mesi e sta creando notevoli disagi
A quando la sistemazione
di via della Giunga?
Venerd 10 Ottobre, h. 21
Sala Don Nardini - Via dei Lavoratori
Rosignano Marittimo
Presentazione del libro
di Enrico Dello Sbarba
Editrice Il Quadrifoglio - Livorno
La mia Dc
Moderatrice:
Elisabetta Arrighi
giornalista de Il Tirreno
Saluti di Alessandro Franchi
Sindaco del Comune di Rosignano M.mo
Relatori:
Francescalberto De Bari
pubblicista
Nicola Graziani
giornalista quirinalista
Paolo Rotelli
ex Capogruppo Consiliare Dc
Comune di Rosignano M.mo.
Spezzoni di vita politica
e i rapporti con il Sen. Andreotti
Pensiamo che siano ormai ma-
turi i tempi per i la sistemazio-
ne di via della Giunca interrot-
ta da oltre sei mesi.
La inagibilit di questo tratto
stradale importante perch
collega la 206 con Rosignano
M. e da qui con le altre localit
del comune sta creando cre-
scenti disagi sia ai residenti
che agli automobilisti di pas-
saggio per cui urge interveni-
re e porre fine a questa situa-
zione cos chiaramente ano-
mala. Sollecitati da vari concit-
tadini abbiamo preso contatto
con gl i organi responsabi l i
della Provincia.
La risposta stata assordan-
te: l Ente Provi nci a, cos
come l'abbiamo conosciuta da
sempre, ha cambiato faccia e
dimensioni e per lassoluta in-
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disponibilit di mezzi finanzia-
ri impossibilitato ad interve-
nire.
In effetti tra i compiti di quello
che restar delle antiche pro-
vince, i cui organi - presiden-
te e consiglio - saranno eletti
tra gi orni , l a manutenzi one
stradale confermata: ovvio
per che la mancanza di fondi
rende difficile qualsiasi inter-
vento.
A questo punto sar forse op-
portuno un coinvolgimento del
Comune di Rosignano che, an-
che se non tenuto, pu svol-
gereuna funzione di sollecita-
zi one, al meno sul pi ano di
unanalisi, con gli organismi tec-
nici della Provincia per trovare
una soluzione: impensabile
protarre ancora una situazione
cos palesemente assurda.
periodico online www.circoloilcentro-livorno.it
17 Rosignano
Enrico Dello Sbarba, il decano dei
giornalisti livornesi, direttore del men-
sile Il Centro, spesso opinionista nel-
le lettere al direttore su Il Tirreno, ce
lha fatta. Dopo aver cullato da anni
lidea di scrivere in un libro le vicende
politiche che lo hanno visto in prima
linea negli anni 70 a Livorno e provin-
cia nelle file della Democrazia Cristia-
na, finalmente si deciso e ha butta-
to gi un centinaio di pagine su aspet-
ti importanti della sua storia politica.
Ha vissuto quellepoca molto intensa-
mente, ricoprendo anche lincarico di
Segretario provinciale, battagliando
con grinta, determinazione e lealt,
anche contro una citt la cui identit
rossa allora era molto pi sentita
rispetto ad oggi.
Tra i suoi tanti aneddoti che si leggo-
no nel testo c anche quello della
bordata di fischi che si prese in una
Piazza della Repubblica gremitissi-
ma in occasione di una manifesta-
zione di protesta, indetta dalle orga-
nizzazioni sindacali, contro il terrori-
smo neofascista che allepoca esplo-
se con la famosa strage di Brescia
La DC di Enrico Dello Sbarba
Il decano dei giornalisti livornesi nonch direttore del mensile Il Centro ha dato alle stampe la sua storia politica
del 28 maggio 1974. In tale occasio-
ne sal sul palco e prese la parola
dopo il discorso di apertura del sin-
daco Bino Raugi e del primo oratore,
il compianto Luciano Bussotti, en-
trambi Pci. Quando Dello Sbarba cit
il nome del segretario della DC Amin-
tore Fanfani per riportare le sue di-
chiarazioni rilasciate il giorno avanti
sul tragico evento, fu soffocato da una
marea di fischi. Ma lui imperterrito, al
diminuire degli stessi, per ben quat-
tro volte, continu a citare a tutta voce,
il nome di Fanfani, alzando ancor pi
il tono di disapprovazione di tutta la
piazza. Al che il buon Bino Raugi, gli
si avvicin e con una nascosta go-
mitata gli sussurr di soprassedere
perch altrimenti avrebbero passato
tutta la notte in piazza.
Episodio, questo, uno dei tanti, che
rende piacevole la lettura del libro e
che ci fa capire laria che tirava a Li-
vorno a quei tempi.
Enrico Dello Sbarba ha svolto il suo
mandato politico come un autentico
servizio, senza certo coltivare interes-
si personali, ma con il chiaro convin-
cimento di privilegiare sempre linteres-
se del partito e della comunit che lo
sosteneva con il consenso elettorale.
Nonostante il suo lavoro professionale
di funzionario dellAgip, oltre alla Se-
greteria provinciale, Enrico Dello Sbar-
ba stato consigliere comunale a Ro-
signano Marittimo dal 1960 fino al
1975, ricoprendo anche lincarico di ca-
pogruppo. Ha poi seguito sempre in
prima linea le vicende della DC e ha
tenuto una fitta corrispondenza con il
sen. Giulio Andreotti (che ebbe lonore
di presentare nella campagna referen-
daria al Goldoni): molti passaggi con
lillustre personaggio sono riportati sul
suo libro.
A dire il vero Enrico lo chiama libricci-
no ma lo fa per quel senso di pudore e
quella modestia che sempre lo hanno
contraddistinto. In effetti, si legge tut-
to dun fiato e proprio per questo ha il
pregio di non stancare il lettore e di
riproporre un autentico spaccato del-
la vita dello scudocrociato scritto in
maniera genuina cos come lha vis-
suto lautore.
La mia DC Spezzoni di vita politica
e i rapporti con il Senatore Andreotti
questo il titolo del suo libro, stampa-
to per i tipi della Editrice Il Quadrifo-
glio sar presentato in prima asso-
luta venerd 10 ottobre, alle ore 21,
nella sala Don Nardini di Rosignano
Marittimo.
Enrico Dello Sbarba
La copertina del libro.
Enrico Dello Sbarba in un volantino pubblicita-
rio per le Elezioni comunali di Rosignano M.mo
del 1960.
di Bruno Damari
e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com
18 Cultura
Capire che cosa siamo stati capaci di
essere per capire che cosa siamo capaci
di diventare.Ecco il perch di una rilet-
tura della storia e della vita di un gran-
de statista proposta da Giuseppe San-
giorgi in De Gasperi uno studio (Ed.
Rubbettino). Il sottotitolo, La politica,
la fede, gli affetti familiari, ci indica il
percor-
so del-
lauto-
re per
ridarci
memo-
ria di
u n a
straor-
dinaria
avven-
t u r a
umana
che ha
segna-
to la
s t o r i a
del no-
stro Paese.
Ha presentato il libro Enrico Dello Sbar-
ba , direttore de Il Centro a cui va il
merito delliniziativa,per ricordare il 60
Anniversario della morte (agosto 1954)
di Alcide De Gasperi. Egli ne ha ram-
mentato limponente funerale: il grande
addio dello Stato ,ma anche della De-
mocrazia cristiana al suo leader .
Era il saluto di un Paese che lo piange-
va come padre della Patria, ha aggiun-
to il presidente della Provincia Giorgio
Kutuf, che si soffermato sui grandi
meriti di uno statista che ha sollevato
lItalia dalle rovine della Seconda guer-
ra mondiale e del fascismo, un vero ri-
formista che ha lasciato un mondo mi-
gliore di come lha trovato, un uomo di
fede, ma laico nellassunzione delle pro-
prie responsabilit politiche (difese lo
Stato dalle pressioni della Curia romana
perch spostasse pi a destra la sua po-
litica). E poi, il suo europeismo. Che lo
port a lavorare incessantemente per rea-
lizzare il sogno di una Europa federale.
La visione che aveva della politica era
internazionale, ha spiegato lavv. An-
gelo Mancusi , moderatore dellincon-
tro, soffermandosi poi sulla lezione di
grande laicit che De Gasperi seppe of-
frire. La sua concezione della democra-
zia come metodo democratico era per
lui un valore essenziale.Vi vedeva il di-
ritto di ciascun cittadino di pensarla alla
sua maniera e di realizzare se stesso in
conseguenza. La fede era qualcosa di
personale, ha aggiunto Mancusi e il
valore della laicit derivava da una forte
adesione alla fede cristiana.
Per Francesco Butini (Ist. Studi Politici
R.Branzi -Firenze), De Gasperi il pro-
dotto di unesperienza culturale e politi-
ca: egli ha potuto fare quello che ha fat-
to anche grazie alla Dc.
In quanto al libro, pieno di nomi e di ri-
cordi, ci restituisce la vita dello stati-
sta nella sua completezza. E ci si rende
conto di quanto in essa siano presenti
contemporaneit spaventose. Butini
ne elenca alcune: Quello che diceva del-
lEuropa quanto di pi moderno oggi
si possa dire; moderna la sua concezio-
ne delle istituzioni, della laicit della
politica, del metodo democratico.
In quanto allunit dei cattolici, ha pre-
cisato Butini, sintende la proiezione
organizzativa di una unit di contenuti
e di proposte concrete sui temi della vita
civile del Paese. Finch questa c sta-
ta, ha alimentata la Dc; quando venuta
meno, venuto meno anche il partito
che ne era lespressione formale.
Per Gianluca Della Maggiore (Ist. Isto-
reco) De Gasperi luomo dellequili-
brio : tra dimensione familiare , fede re-
ligiosa e politica. Con un breve excur-
sus in area labronica, Della Maggiore ha
ricordato la nascita della Dc livornese
nel 1944 e la collisione della due anime
che la componevano (quella dossettia-
na e quella degasperiana).
Lobiettivo di De Gasperi era di realiz-
zare la democrazia possibile nelle con-
dizioni dellepoca, quello di Dossetti di
realizzare una democrazia integrale, mar-
catamente sociale-cristiana, nonostan-
te le condizioni dellepoca. Gli interven-
ti dei relatori, condotti sul filo di una
memoria ricca di straordinari contenuti,
hanno sollevato un interrogativo da par-
te dellautore : Come si spiega, con un
simile passato, lincredibile marginalit
dei cattolici oggi?.
Occorre decidere, ha osservato Sangior-
gi, se essere solo cattolici che fanno
politica o essere cattolici che fanno una
politica cristiana.
Pu essere che labbandono delle mo-
tivazioni della presenza dei cattolici
spieghi la loro decadenza. Una cosa
certa: senza la loro presenza difficilmen-
te questo Paese restituir consistenza a
un sentimento alto e nobile della politi-
ca, quale fu quello che nutr De Gasperi.
PRESENTATO IL LIBRO DI GIUSEPPE SANGIORGI
De Gasperi, uno studio
di Marisa Speranza
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La copertina del libro di Sangiorgi
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7 Cultura 19
di Paolo Arzilli
Vi un corto circuito nel sistema di ves-
sazione e autorit della criminalit orga-
nizzata, una sorta di questione irrisolta
nella mente dei mafiosi per la quale chi si
vuol zittire viene, dinverso e immediata-
mente, messo in risalto.
E il caso, ad esempio, dei morti eccellenti:
dei Don Pino Puglisi, dei Peppino Impa-
stato, dei Pippo Fava, dei Beppe Alfano,
di tutti quei personaggi insomma che la
mafia ha voluto render silenziosi, e che ha
invece reso martiri ed eroi. Meglio anco-
ra: ha creato emuli, seguaci, giovani vo-
lenterosi di ripetere le gesta degli assas-
sinati, e serve poco per capire che, dav-
vero, il fine ultimo e criminale viene nella
realt rovesciato dal riscontro pubblico
del delitto.
Paolo non Puglisi e non Impastato,
un giornalista, uno dei tanti giornalisti che
si occupano di mafia nel 2014, quindi in
unepoca nella quale la mafia non pi
cosa taciuta, o sulla quale informarsi
cosa ardua; un altro di quelli che la ma-
fia metterebbe volentieri a tacere, e che,
proprio la mafia, riuscita a spedire sulle
pagine di ogni quotidiano nazionale nel
giro di pochi mesi.
Prima vittima di minacce, poi di un pestag-
gio, poi di un incendio al portone di casa,
Paolo Borrometi, collaboratore AGI e di-
rettore della webzine siciliana La Spia, d
limpressione di una persona che sa fare
il proprio lavoro e che non ha nessuna
intenzione di gettare la spugna: davanti
ad un caff fuori da Palazzo Chigi, lui
stesso a dirci che non ho mai pensato di
fare un passo indietro, c un punto di non
ritorno per chi scrive di mafia e quel punto
Paolo Borrometi non ha nessuna
intenzione di gettare la spugna
Nonostante le ripetute minacce da parte della mafia per la sua attivit di giornalista
si presenta quando iniziano a farti intimi-
dazioni per convincerti a non scrivere pi:
da quel momento non puoi pi smettere,
o la daresti vinta a quelli che hai scomo-
dato.
Classe 1983, nato a Ragusa, da buon sici-
liano Paolo sceglie accuratamente ogni
parola; da giornalista abituato a leggere e
trattare di mafia, ha preso labitudine di
non usare pi parole di quante ne serva-
no, e di optare sempre per concetti chiari
e sintetici. Con ogni probabilit non ama
essere intervistato, e certamente la sovra-
esposizione causatagli dalle intimidazioni
subite non lo mette a proprio agio. Colpi-
sce la sua cordialit, ed in special modo la
sincera gratitudine per gli uomini della
scorta che lo Stato gli ha assegnato e che,
anche durante lintervista, si appostano a
pochi metri di distanza.
In uninchiesta preparata per mesi e pub-
blicata poi su La Spia, Paolo parla del co-
mune di Scicli, 27000 abitanti a 30 minuti
da Ragusa, e delle famiglie mafiose che
qua si spartiscono gli affari: fa i nomi e i
cognomi, riporta le intercettazioni ambien-
tali e quelle telefoniche, cita fatti compro-
vati, fa insomma il proprio lavoro e lo fa
bene: qualcuno gli consiglia di lasciar per-
dere, qualcuno suggerisce di occuparsi di
altro, qualcuno lo minaccia. Lui non la-
scia perdere, continua ad occuparsi di
quello che meglio conosce, e senza alcun
tentennamento spiega che, se potesse tor-
nare indietro, rifarebbe esattamente quel-
lo che ha fatto.
In tutto questo, Paolo sorride, e la sua
positivit facilmente contagiosa: per
raccontare di mafia, quindi per cercare
di fare qualcosa per cambiare la situa-
zione, non puoi non credere che un cam-
biamento sia davvero possibile, ci spie-
ga, tratteggiando lottimismo come unica
alternativa; e ancora sorride, questa volta
con una pacca sulle spalle, quando dice
che bisogna tener botta, che continuare
ad informarsi lunica via - qualcuno par-
lava di esercito di insegnanti, per scon-
figgere la mafia -, e davvero lascia la sen-
sazione di avere incontrato un buon mae-
stro, e una buona persona. La testata webzine de La Spia cui Paolo Borrometi direttore
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21 Cultura
Harborea, sempre pi grande
In programma a Villa Mimbelli dal 10 al 12 ottobre la 4 edizione della mostra mercato delle piante, dei fiori e del vivaismo
Il sogno di molti di noi livornesi quel-
lo di vedere restaurata un poco alla vol-
ta la nostra eredit storica e culturale,
quel lascito di palazzi, ville , chiese e
monumenti, espressione di epoche e
culture diverse che hanno fatto cos
bella questa citt in passato. Quando
le istituzioni non sono in grado di so-
stenere gli oneri di ristrutturazioni im-
portanti ecco che devono entrare in gio-
co le coscienze dei cittadini. Gli atti di
mecenatismo del periodo rinascimenta-
le sono oggi auspicati ed incentivati gra-
zie alla neo legge Artbonus redatta dal
ministro alla Cultura Dario Franceschini
ma in piccolo pu entrare in gioco, in un
ruolo non secondario, tutto il mondo del-
lassociazionismo e del volontariato.
E il caso del Garden Club di Livorno
che incentrato sui valori di una colla-
borazione tra persone con linteresse
comune per la cura del mondo vegeta-
le per se e nei contesti di giardini sto-
rici, ha inventato la manifestazione Har-
borea per raggiungere lo scopo di re-
cuperare il parco ed il teatrino dellot-
tocentesca villa Mimbelli.
Ecco che il 10, 11, 12 ottobre prossi-
mo, riapriranno i cancelli del parco, per
la quarta edizione della mostra merca-
to delle piante dei fiori e del vivaismo,
di Silvia Menicagli
L'area espositiva di Villa Mimbelli e sullo sfondo la struttura del piccolo teatro che il Garden Club
di Livorno vuol recuperare e ridare vita con l'incasso della vendita dei biglietti.
sperando di raggiungere con lincas-
so dato dalla vendita dei biglietti din-
gresso di questanno, la quota di
50.000 euro (1/3 gi stato accanto-
nato con le scorse tre edizioni) neces-
saria per dare lavvio alla ristruttura-
zione del piccolo teatro. Un grazie
deve essere rivolto anche al Comune
di Livorno che ci ha sostenuto ed af-
fiancato nella realizzazione e che ci
ha dato nuovamente fiducia anche con
questa nuova amministrazione.
Il programma espositivo molto ricco
di espositori, anche di nuove propo-
ste, che nelle scorse edizioni non era-
no presenti, sintomo di una popolarit
che la manifestazione livornese sta
avendo nel circuito delle esposizioni
di florovivaismo.
Il Caff Letterario al centro dellarea di
mostra, proporr ospiti ed autori che
tratteranno di temi attuali di agricoltu-
ra familiare, come espresso dalla di-
rettiva dellONU in risoluzione per lan-
no 2014, oltre che di storia, botanica
e scienze. Degustazioni e una ricca
offerta musicale renderanno il trascor-
rere delle tre giornate di Harborea un
occasione per perdersi in un eden lon-
tano dai problemi quotidiani, contri-
buendo con piacere al raggiungimen-
to di un obiettivo comune, ridare vita
al teatrino di villa Mimbelli.
Ultimi due mesi per la raccolta di firme a sostegno de I luoghi del cuore 2014 del FAI
(Fondo Ambiente Italiano) che vede questanno le Acque della Salute, meglio conosciute
dai livornesi come Terme del Corallo, quale luogo da recuperare e riportare al passato
splendore. C tempo fino 30 novembre infatti per sostenere la candidatura delle Terme
nel censimento nazionale dei Luoghi del cuore e per poter di conseguenza accedere (in
caso di piazzamento tra i primi tre posti) ai finanziamenti di Banca Intesa San Paolo.
Il Comune di Livorno , nel sostenere liniziativa che trova un forte interesse, e da parte dei
cittadini e da associazioni labroniche, ha deciso pertanto di collaborare alla raccolta delle
firme , diffondendo la relativa modulistica nelle sedi comunali. Non solo, sar data ampia
diffusione della raccolta firme anche nelle prossime iniziative pubbliche promosse dal
Comune.Gi in occasione di Harborea, in programma per il 10,11 e 12 ottobre nel parco
Villa Mimbelli, nel gazebo riservato al Comune di Livorno si potranno ricevere tutte le
informazioni su come votare e cos pure nei vari appuntamenti in calendario per la setti-
mana della cultura dal 9 al 19 ottobre.
Si ricorda che da pochi giorni sono iniziati i lavori alla Chiesa degli Olandesi per il
risanamento igienico e restauro strutturale dellimmobile. Il Tempio della Congregazio-
ne Olandese-Alemanna potr essere recuperato grazie allinteresse che la citt ha dimo-
strato verso limportante monumento . Il FAI-delegazione di Livorno -con ledizione 2012
de I Luoghi del cuore- raccolse infatti oltre 24 mila segnalazioni ottenendo il contributo
di 25 mila euro da Banca Intesa San Paolo. Il Comune di Livorno, da parte sua, si fatto
coordinatore fin dallinizio delloperazione di recupero del bene, collaborando anche in
questo caso alla raccolta delle firme e destinando la somma di 80 mila euro per i lavori.
Terme del Corallo: ultimi
due mesi per la raccolta firme
A sostegno de I luoghi del cuore 2014 del FAI
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22 Cultura
Affascinanti visioni tra i 3 e i 25 metri di profondit dello splendido Golfo
Cos in mare come in terra:
le bellezze e i misteri di Baratti
di Jacopo Bertocchi
La Val di Cornia conosciuta ai
molti per la sua storia millenaria,
dalla preistoria al Medioevo, altri ri-
cordano i paesaggi e le campagne,
i vigneti e i borghi storici, pochi visi-
tano la parte sommersa dal mare
del golfo di Baratti, uno tra i pi im-
portanti centri commerciali del mon-
do antico.
Solo gli appassionati di subacquea
hanno lopportunit di toccare il
fondo e conoscere le profondit e
i segreti che rendono unico questo
tratto di mare. Il golfo formato da un
sottile arco di rena che giace ai piedi
del bosco, abbraccia un fondo ma-
rino ricco di tesori: reperti archeo-
logici e relitti fanno da cornice a un
fondale roccioso poco profondo,
luogo ideale per la sopravvivenza
e la riproduzione di decine di spe-
cie marine.
La profondit ridotta non fa di cer-
to pensare a un ecosistema affa-
scinante ma questo un mito che
dobbiamo sfatare. Senza trattare
argomenti da esperti come le tecni-
che dimmersione o le attrezzature
da utilizzare, ci basti pensare che
le immersioni ricreative raggiungo-
no, in media, i 30 metri di profondi-
t e che esistono le Muck divers,
immersioni a bassa profondit in
ambienti sabbiosi o fangosi ricchi di
piccoli organismi che sono una vera
e propria Eldorado per esploratori
e biologi marini.
Per il subacqueo sportivo invece, go-
dersi il bello del mare significa sa-
per individuare con chiarezza le ca-
ratteristiche del popolo marino e di
ogni esemplare visibile durante lim-
mersione, a prescindere dalla quota.
A pochi minuti di navigazione dal
porto di Baratti, tra i 3 e i 25 metri
di profondit, adagiati e pigri sulle
pareti di roccia, i nudibranco attira-
no subito lattenzione dei visitatori.
Sono Gasteropodi, pi precisa-
mente Opistobranchi, semplice-
mente molluschi privi di conchiglia
con antenati vecchi di 300 milioni
di anni.
Vivono in tutti i mari ma il Tirreno
ne ospita molte specie, possono ar-
rivare a 70 cm di lunghezza (come
la lepre di mare) e grazie alla loro
capacit mimetica, sono capaci di
sviluppare forme e livree incredi-
bilmente enigmatiche. Si nutrono di
organismi poco mobili e sono in gra-
do di conservare intatte le capaci-
t difensive delle loro prede, tra-
sformandosi in veri e propri segnali
di pericolo per i predatori.
Nelle acque di Baratti ne sono sta-
te avvistate e fotografate una de-
cina di variet; molte specie vivo-
no in simbiosi con le spugne, ed
per questo che si possono trovare
al punto immersione la strada
cos come al dito o alle secche
delle gorgonie. Il miglior periodo
per lavvistamento di molte specie
la fine della primavera e una cu-
riosit legata al sole riguarda la
capacit dei nudibranchi di sfrut-
tare direttamente lenergia della fo-
tosintesi (gli zuccheri) attraverso i
residui delle alghe che brucano,
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