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La gestione delle scorte
(inventory management)
La gestione dei materiali
Le tipologie di scorte
I costi di gestione delle scorte
I metodi di riordino delle scorte:
- Look back (stock control)
- Look ahead (flow control)
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La gestione delle scorte
Le scorte sono un insieme di materie prime, semilavorati e prodotti finiti in
attesa di un processo di trasformazione o produzione o vendita
La funzione delle scorte quella di bilanciare discontinuit e imprevisti:
1. esogeni: bilanciare landamento discontinuo dei mercati (sbocco e
approvvigionamento) con luniformit del processo produttivo
consentono di organizzare la produzione indipendentemente dagli
andamenti:
a) a monte, dei mercati di fornitura o dei processi di produzione dei
subfornitori
b) a valle, delle fluttuazioni della domanda
2. endogeni: bilanciare le difformit di tempi e volumi tra i diversi stadi del
ciclo di trasformazione
sono polmoni che disaccoppiano i diversi stadi del processo di
trasformazione degli input, riducendo gli impatti di eventuali difformit,
in termini di volumi e tempi, che si possono verificare tra operazioni
adiacenti nel ciclo di produzione
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La gestione delle scorte
Pertanto le scorte:
a) assicurano flessibilit negli acquisti, permettendo
lottimizzazione delle politiche di approvvigionamento,
indipendentemente dalle richieste della produzione
(scorte di materie prime);
b) garantiscono un efficiente impiego delle risorse
produttive (impianti e macchinari), pur caratterizzate da
livelli di capacit produttiva diversi (scorte di
semilavorati);
c) rendono compatibile la produzione, volta alla ricerca
della normalizzazione delle fasi e dei cicli di lavorazione,
con la variabilit della domanda del consumatore
(scorte di prodotti finiti)
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La gestione delle scorte
Le imprese ripensano la gestione delle scorte con l'obiettivo di:
- razionalizzare gli investimenti in scorte eliminando squilibri e
sprechi
- integrare la gestione delle scorte con la programmazione
della produzione e la logistica
La gestione delle scorte risulta importante:
- sul versante tecnico-operativo per il funzionamento
regolare delle attivit
- sul versante economico-finanziario per il contenimento
del capitale circolante
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Tipologie di scorte (Destinazione)
Le scorte si possono distinguere in base alla destinazione funzionale
tra:
Materie prime
Semilavorati
Prodotti finiti
: fattori produttivi che alimentano il processo
produttivo
: materiali che hanno subito alcune lavorazioni
ma non ancora ultimati
: beni che hanno concluso il processo di
trasformazione e sono pronti per la vendita
Questa divisione evidenzia la funzione delle scorte di separare
acquisto-trasformazione-vendita.
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La gestione delle scorte (Funzione)
Dunque:
a) Le scorte di materie prime servono a:
ovviare ai ritardi nelle consegne degli approvvigionamenti (buffer stocks);
ridurre i costi nel caso si ottengano sconti di quantit o si riesca ad
acquistare in condizioni di prezzi cadenti
b) Le scorte di semilavorati servono a:
ovviare ai ritardi di consegna dei subfornitori o di altri reparti produttivi;
svincolare ritmi e programmazione della produzione in reparti diversi;
consentire alle singole stazioni di lavoro di organizzarsi con un minimo di
autonomia
c) Le scorte di prodotti finiti servono a:
evadere celermente gli ordini;
far fronte ad andamenti ciclici della domanda;
evitare che la programmazione della produzione debba variare
drasticamente il livello della quantit prodotta per adeguarsi al mercato
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Tipologie di scorte (Motivazioni)
Le scorte si possono distinguere in base alle motivazioni di formazione:
Scorte funzionali
o operative
Scorte di
sicurezza
Scorte
speculative
: servono per il regolare svolgimento delle attivit
produttive/logistiche
- scorte in transito (pipeline inventory), cio giacenze
pari a vendite medie (o consumo) nell'unit di tempo x tempo
di transito da uno stadio al successivo (I = S x T)
- scorte organizzative, cio giacenze necessarie per rendere
indipendenti le diverse fasi tra loro e rispetto al mercato
: servono per far fronte ad inattese variazioni della domanda o
dell'impiego assicurando lo svolgimento ininterrotto delle
operazioni
: sono mirate a trarre vantaggio da una variazione nei prezzi
di acquisto o di vendita, come aumento rispetto al normale
fabbisogno o come pura speculazione.
Le scorte organizzative vengono divise in:
scorte da unit economica (lot size inventory), si manifestano in
corrispondenza di acquisti (o produzioni) in quantit superiori alle immediate
necessit, per sfruttare sconti di prezzo o ottimizzare i costi di trasporto
scorte stagionali, per compensare oscillazioni (buffer stock) nella domanda
scorte preventive (anticipation stock) per evitare difficolt di
approvvigionamento o problemi da fermate di impianto
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Tipologie di scorte (Motivazioni)
1. Scorte
funzionali/
operative
2. Scorte di
sicurezza
3. Scorte
speculative
scorte in transito
scorte organizzative
scorte da unit economica
scorte stagionali
scorte preventive
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Scorte funzionali
Si intendono le giacenze accumulate:
a) per coprire le esigenze del periodo di
tempo necessario al trasporto o alla
produzione di un bene
b) per realizzare la funzione di
disaccoppiamento di due o pi fasi nel
processo di acquisto-produzione e
vendita
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Scorte in transito (di trasferimento o
in lavorazione)
Si intendono le giacenze accumulate:
a) per ottimizzare lefficienza di un
processo produttivo
devono essere proporzionali al tempo
impiegato nel trasferire un bene da un
punto di stoccaggio di lavorazione ad un
altro.
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Scorte organizzative
Si intendono le giacenze accumulate:
a) per rendere indipendenti le diverse fasi del
sistema produttivo-distributivo, svolgendo,
di volta in volta, le funzioni di:
1. volano: allo scopo di superare le inerzie ed i punti morti
riscontrabili in alcune fasi del ciclo di trasformazione
2. ammortizzatore: al fine di attutire la variabilit interna od
esterna allazienda
3. polmone: per far fronte ad ogni eventuale distonia del
sistema
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Scorte di sicurezza (o cuscinetto)
Si intendono le giacenze accumulate:
a) per coprire la variazione di natura casuale dellandamento
medio della domanda e del lead-time medio
La necessit di far fronte a inattese variazioni della domanda o
dellimpiego suggerisce il mantenimento di scorte che
assicurino lequilibrio ed ininterrotto svolgimento delle
operazioni
Fenomeni quali:
- un ritardo nel tempo di approvvigionamento
- lanormale funzionamento del sistema logistico
- ritardi nelle rilevazioni di magazzino
- imprevisti fermi-macchina
impongono il mantenimento di livelli di giacenza superiori a quelli
normalmente costituiti in situazione di certezza.
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Scorte speculative
Si intendono le giacenze accumulate:
a) per trarre vantaggio da una variazione prevista
dei prezzi in un determinato periodo di tempo
Esse riguardano sia i prezzi costo che i prezzi
ricavo, e possono essere determinate da una
attesa variazione in entrambi i sensi (aumento
o riduzione) dei prezzi di acquisto o di vendita
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Leadtime
Leadtime (o tempo di riordino): intervallo di tempo tra:
- il momento in cui si avverte la necessit di ricostituire le scorte
ed
- il ricevimento delle stesse nel magazzino (inclusa la movimentazione e
sistemazione interna necessaria perch siano disponibili alla
produzione/vendita)
perci formato dalla somma dei tempi di:
- Emissione dellordine
- Trasmissione dellordine
- Esecuzione dellordine
- Trasporto
- Ricevimento merce
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Vincoli e criticit nella gestione
delle scorte
In una situazione ideale in cui l'assorbimento del mercato e i rifornimenti al ciclo
produttivo fossero costanti, le uniche scorte potrebbero essere le scorte di
transito
Destinazione
Motivazioni
Materie prime Semilavorati Prodotti finiti
Transito Lontananza
dei fornitori
Localizzazione e layout stabilimenti
Tipologia del processo produttivo
Sistema di movimentazione
Lontananza dei
mercati serviti
Struttura della
distribuzione
Sicurezza Puntualit dei
fornitori
Livelli
quantitativi
Affidabilit degli impianti
Fluttuazioni della produttivit
Qualit del processo
Affidabilit delle
previsioni
Fluttuazioni della
domanda
Organizzative Lotti dacquisto
Flessibilit dei
fornitori
Tecnologia del processo produttivo
Lotti di produzione
Flessibilit degli impianti
Bilanciamento delle fasi produttive
Lotti di distribuzione
Flessibilit del
sistema produttivo
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I costi legati alle scorte
La scelte relative ai tempi di riordino e alle
dimensioni dei lotti impattano su:
- costi di emissione degli ordini
- costi di mantenimento delle scorte
- costi di fuori scorta o sottoscorta o rottura di
stock (ossia esaurimento o insufficienza delle
scorte)
- costi di sovra stock (eccedenza delle scorte)
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I costi di emissione ordini
I costi di emissione dell'ordine si riferiscono ai costi sostenuti dall'impresa per
ricostituire le scorte, che variano a seconda delle modalit di acquisto o produzione
interna.
Tali oneri sono formati da due componenti principali:
a) i costi connessi all'acquisto, che non dipendono dalla quantit approvvigionata,
comprendono i costi di rilevazione della mancanza, di ricerca, contatto e selezione
del fornitore, o dei costi di set up per i prodotti fabbricati;
b) il costo dell'ordinazione, dovuto alle attivit di emissione dell'ordine (spese
postali, telefoniche, di fatturazione e scrittura, ecc.) di ricevimento e controllo
delle merci (spedizione, registrazione, controllo qualit, ecc.) nel caso di acquisti;
o delle attivit di pianificazione, scheduling e lancio nel caso di produzione.
Per queste loro caratteristiche i costi totali di emissione dell'ordine sono indipendenti
dalle dimensioni del lotto e proporzionali alla frequenza delle ordinazioni.
I costi totali di emissione dell'ordine (CTE) sono proporzionali al numero di
rifornimenti e, dato un certo fabbisogno totale (FT), sono inversamente
proporzionali al quantitativo/lotto (Q) di cui ci si rifornisce ogni volta.
CTE =
FT
Q
X Ceu
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I costi di mantenimento
I costi di mantenimento sono formati da:
a) costi di esercizio di magazzini e depositi (affitti, riscaldamento,
illuminazione, personale, manutenzione, assicurazioni e tasse), per la parte
rilevante, cio costi variabili influenzati dalla decisione relativa all'entit del lotto
di approvvigionamento;
b) costi per obsolescenza e deterioramento, nonch per eventuali furti,
cali e sprechi;
c) costo dei mezzi finanziari assorbiti dalle scorte, in relazione al costo
del capitale (inteso come costo medio delle varie fonti di finanziamento), al
volume dei mezzi impiegati e dal tempo di permanenza delle scorte a
magazzino.
Poich il costo di mantenimento delle scorte risulta proporzionale al valore della
merce in giacenza in ogni istante di un dato intervallo di tempo, ci equivale a
dire che proporzionale al valore della scorta media in tale intervallo.
Il costo totale di mantenimento (CTM) direttamente proporzionale al
valore monetario delle scorte e viene solitamente espresso in forma
percentuale
Q
2
X Cmu CTM = Cmu = p x i
p = prezzo medio dacquisto un.
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I costi di fuori scorta
I costi dipendenti dall'esaurimento delle giacenze di magazzino (fuori
scorta) si generano allorch l'impresa non riesce a far fronte tempestivamente
(o non affatto in grado di rispondere) alle richieste del mercato, o al
fabbisogno interno.
- Nel caso di scorte di materie prime o di semilavorati, la situazione di
sottoscorta pu comportare onerose fermate degli impianti, costi di
riattrezzaggio per convertire le produzioni, tempi di attesa.
- Nel caso di prodotti finiti, i costi in esame sono connessi all'allontanamento
temporaneo o definitivo del cliente insoddisfatto, all'attuazione di interventi di
emergenza, acquisti fuori piazza.
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I costi di sovra stock
Sono costituiti dai maggiori costi di mantenimento generati da
uneccedenza non fisiologica di scorte, non motivata cio n da
stagionalit n da ragioni speculative
intuitiva la difficolt di calcolo specie allorch lassorbimento molto
ampio, in quanto si tratta di individuare quegli articoli di cui da
considerare in eccesso la quantit in scorta per cause che esulano da
quelle suddette dallobsolescenza
In tali circostanze vanno anche soppesate le difficolt di smercio
(prodotti finiti), o di utilizzo nelle linee produttive (materie prime e
semilavorati) onde tenerne conto nelle valutazioni di bilancio
Infatti probabile che lazienda potr liberarsi degli articoli accumulati in
pi, con non lieve sacrificio sul prezzo, specie se trattasi di beni soggetti a
obsolescenza, moda, calo della domanda, ecc.
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Il coordinamento scorte-produzione
Il criterio da adottare deve consentire mediante la
predeterminazione di regole e procedure:
a) la rilevazione delle disponibilit dei beni sia sotto il profilo
delle consistenze fisiche sia sotto il profilo dei dati contabili
(tenuto conto, quindi, anche degli acquisti da ricevere),
identificando e selezionando gli articoli in eccedenza, quelli
a rapido e quelli a lento rigiro
b) lindividuazione dei tempi e dei lotti di riordino
c) la valorizzazione a fini contabili e fiscali
d) linformazione tempestiva, accurata e sintetica al
management
IL TUTTO CON IL MINIMO IMPIEGO DI RISORSE
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Discriminazione dei materiali
La gestione dei flussi di materiali, dunque, mira a:
- garantire la continua disponibilit dei materiali
- minimizzare linvestimento in capitale circolante e gli impieghi di risorse
necessarie
- ottimizzare lutilizzo della capacit produttiva nel breve-medio termine
I vari materiali possono essere discriminati secondo le loro caratteristiche al fine di
differenziare le logiche gestionali di ciascuno. Tali caratteristiche sono:
a) La natura della domanda che pu essere:
dipendente: quando i fabbisogni del materiale derivano dalla richiesta di
materiali di livello superiore, che incorporano i primi
indipendente: nel caso dei prodotti finiti, delle parti di ricambio e dei materiali
di consumo
b) Il valore di impiego (o di consumo), di un materiale, corrispondente al
prodotto della quantit consumata in ununit di tempo per il suo valore
unitario
c) La frequenza di consumo, che influenza in modo diretto la prevedibilit dei
consumi
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Metodi di gestione delle scorte
Secondo la combinazione delle caratteristiche precedentemente esposte risulta
conveniente adottare logiche di gestione dei materiali di tipo:
1. Look back al quale corrisponde il criterio di lancio dellordine di
produzione di tipo stock control
secondo tale logica un ordine viene lanciato quando la scorta del materiale
risulta insufficiente a coprire i fabbisogni pianificati per i periodi futuri,
calcolati sulla base dei tassi di consumo e del tempo necessario per
lapprovvigionamento
tale logica orientata alla ricostituzione della scorta in via di esaurimento;
ha il vantaggio di essere di semplice applicazione, in quanto richiede
soltanto losservazione di un indicatore di livello (la quantit di scorte in
giacenza)
tuttavia, comporta in genere un maggiore investimento medio in scorte
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Metodi di gestione delle scorte
2. Look ahead al quale corrisponde il criterio di lancio dellordine di
produzione di tipo flow control
secondo tale logica un ordine viene lanciato sulla base del fabbisogno del
materiale per un periodo futuro, calcolato in funzione della
programmazione della produzione
tale logica si fonda sulla pianificazione dei fabbisogni e presenta quindi lo
svantaggio di richiedere elaborazioni pi complesse
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Metodi di gestione delle scorte
I metodi di gestione delle scorte
look-ahead o flow control si fonda sulla pianificazione e permette di
elaborare i fabbisogni in relazione agli effettivi programmi di
produzione, ma presenta lo svantaggio di richiedere elaborazioni
complesse:
metodo MRP
metodo JIT
look-back o stock control orientato alla ricostituzione della scorta in
via di esaurimento; di semplice applicazione, ma comporta in
genere un maggiore investimento medio in scorte:
metodo a tempo fisso
metodo a quantit fissa o lotto economico
Le decisioni chiave nella gestione delle scorte sono:
- quando ordinare, cio la data per emettere l'ordine di
approvvigionamento o di lavorazione
- quanto ordinare, cio la dimensione del lotto da
approvvigionare o lavorare
Modelli di
Gestione a scorta
Modelli di
Gestione a fabbisogno
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Metodi di gestione a scorta
I modelli di gestione a scorta sono volti a calcolare la dimensione del
magazzino considerata ottimale:
- a partire dalle previsioni sullandamento della domanda
- tenendo conto dei costi di gestione delle scorte
Quando il livello delle scorte in giacenza scende al di sotto di un certo
livello predefinito, viene lanciato un ordine di acquisto o di produzione
volto a reintegrare il magazzino
In questo caso i due problemi di base di tutte le tecniche di gestione
(quanto e quando ordinare) si traducono:
- nel calcolo della dimensione ottima del magazzino
- nella definizione del momento in cui lanciare lordine di acquisto e
produzione
con lobiettivo di ottenere il magazzino sempre pieno sotto il vincolo della
minimizzazione dei costi di gestione delle scorte
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Metodi di gestione a scorta
I modelli di gestione a scorta si estrinsecano
fondamentalmente in 2 criteri di riordino:
1. Il metodo a quantit fissa: si caratterizza per la costanza
della dimensione dellordine destinato a ricostituire le scorte
in un punto di riordino prestabilito, mentre variabile il
periodo di riordino (cio lintervallo di tempo che intercorre
tra due ordini consecutivi)
2. Il metodo a tempo fisso: in cui costante il periodo di
riordino, mentre variabile la quantit da ordinare
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Il metodo a tempo fisso (TF)
Nel tentativo di ridurre i costi di trasporto, acquirente e fornitore possono
trovare conveniente utilizzare la modalit di rifornimento a tempo
fisso, dove le parti stabiliscono in anticipo il momento della consegna dei
materiali
Tale modello implica un monitoraggio continuo del magazzino
Vengono definite delle cadenze temporali fisse a cui viene verificato il
livello delle scorte in giacenza (ad es. ogni settimana)
Ogni verifica comporter il lancio di un ordine pari alla differenza fra la
giacenza e il livello ottimale del magazzino, detto in questo caso
livello di reintegro
Sono previste le scorte di sicurezza, che non devono coprire
solamente le fluttuazioni della domanda, ma tengono conto anche del
consumo dei materiali nel periodo di approvvigionamento
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Il metodo a tempo fisso (TF)
I rifornimenti avvengono con una cadenza temporale costante (TF) con
un livello di approvvigionamento che dovr permettere all'impresa di coprire
i fabbisogni nell'intervallo di tempo.
L'impresa deve calcolare il livello di reintegro (quantit di materiali che
dovr essere presente in magazzino allinizio di ogni intervallo - LRE) a cui
riportare le scorte, in relazione alla media aritmetica dei fabbisogni tra
due rifornimenti (FP medio) e alla necessit di avere un margine di
sicurezza per coprire imprevisti (SS).
LRE
SS
Q
u
a
n
t
i
t

i
n
m
a
g
a
z
z
i
n
o
Tempo
F
P

m
e
d
i
o
TF TF TF t
LRE = FP medio + SS
dove FP medio = p x T
p = tasso medio di prelievo per unit di
tempo
T = n. di unit di tempo tra un
rifornimento e quello successivo
Ordine
t
= LRE - livello scorte
t
TF costante
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Il metodo a tempo fisso (TF)
Il costo totale annuo delle scorte gestite con il metodo a tempo fisso
pari a:
Costi totali di emissione (CTE) = Costo emissione di un ordine x N di ordini
CTE =
365
TF
Ceu x
Costi totali di mantenimento (CTM) = Costo di mantenimento
unitario x giacenza media
CTM =
(
FP
2
+ SS
Cmu x )
Per cui i costi totali delle scorte sono:
CTS = CTE + CTM =
365
TF
Ceu x
(
FP
2
+ SS
+ Cmu x )
Il metodo a tempo fisso semplifica le operazioni di controllo e
richiede un numero limitato di informazioni ma richiede mediamente un
livello di scorte superiori agli altri metodi.
+
TF = tempo fisso
FP = media aritmetica
dei fabbisogni
SS = margine
di sicurezza
_
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Il metodo a quantit fissa (EOQ)
Nel definire le proprie politiche di approvvigionamento le imprese si
trovano ad affrontare un vero e proprio dilemma economico in quanto:
- la riduzione dei costi di mantenimento conseguente alla riduzione
del livello di scorte implica un lotto di acquisto molto basso, con
conseguente aumento dei costi di emissione dellordine (e di
trasporto)
- daltra parte, la minimizzazione dei costi di emissione dellordine (e
di trasporto) richiede un rifornimento in ununica soluzione, con gravose
conseguenze sul livello del capitale investito nelle scorte
Il modello del lotto economico (Economic Order Quantity EOQ)
consente di risolvere questo dilemma, determinando la quantit da
ordinare che minimizza la somma dei costi di mantenimento e dei
costi di emissione dellordine (compresi i costi di trasporto) dei
materiali dacquisto.
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Il metodo a quantit fissa (EOQ)
La quantit (Q) del lotto economico tale da minimizzare CTS dove
CTE = Costo emissione di un ordine x N ordini
CTM = costo di mantenimento unitario x giacenza media
CTS = Costo totale delle scorte = CTE + CTM
CTE = Costo totale di emissione
CTM = Costo totale di mantenimento
i = tasso % dinteresse
c = capitale mediamente investito nelle scorte
p = prezzo unitario dacquisto
_____________________________________________________________
+
In questo caso i costi da minimizzare vanno espressi in funzione della
dimensione del lotto dacquisto (Q):
CTM = c x i dove c = Q x p
2
Dato un certo fabbisogno di materiali dacquisto per unit di tempo,
possibile ricavare una relazione inversa tra la dimensione del lotto (Q) e il
numero di ordini per unit di tempo (n), per cui:
n = F dove F = fabbisogno per unit di tempo
Q
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Il metodo a quantit fissa (EOQ)
La funzione di costo da minimizzare diventa allora la seguente:
min f(Q) = Q x p x i + F x Co
2 Q
da cui si ottiene dopo alcuni passaggi:
Q = 2 x F x Co
p x i
Q/2 = costi di mantenimento annuali
p = prezzo unitario di acquisto
i = tasso % dinteresse
F/Q = numero totale di ordini
F = fabbisogno totale
Co = costo di ogni ordine
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ESEMPIO
- Unimpresa che produce pasta consuma annualmente 1.000 (F) quintale
di farina
- Ciascun ordine ha un costo di intermediazione di 500 ! (Co) pagate ad un
agente
- I costi finanziari sullinvestimento medio in scorte sono pari al 12% (tasso
di interesse = i)
- Altri costi di mantenimento (deterioramento, ecc.) sono pari al 6% del
valore della merce in magazzino
- Il prezzo medio di acquisto della farina di 120! (p) al quintale
EOQ = 2 x 1.000 x 500
120 x (0,12+0,06)
= 215
I costi di gestione delle scorte saranno i seguenti:
- costi di mantenimento: 215 x 120 x (0,12 + 0,06) = 2.322!
2
- costi di ordinazione: 1.000 x 500 = 2.325,60!
215
- costo totale = 4.647,60!
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Il lotto economico
Il lotto economico o Economic Order Quantity (EOQ) :
a) indipendente dalle scorte di sicurezza;
b) legato in modo diretto (cresce al crescere) con il fabbisogno di
approvvigionamento e con i costi di emissione dellordine;
c) legato in modo inverso (si riduce allaumentare) con il costo del
denaro e con i costi di mantenimento delle scorte.
Pertanto:
- i costi di mantenimento delle scorte sono crescenti al crescere
della giacenza media e determinano quindi la convenienza a ridurre al
minimo le dimensioni del lotto
- i costi di emissione dellordine sono generalmente indipendenti
dalle dimensioni del lotto e proporzionali al numero di ordini effettuati:
quanto pi grande il lotto e quindi meno frequente lordine, minori
saranno i costi da sostenere
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Il lotto economico
Il modello del lotto economico sin qui esposto elaborato in condizioni
di certezza, che si riassumono nella assunzione di alcuni presupposti
quali:
- domanda prevedibile e costante;
- prezzo unitario di acquisto noto, costante e indipendente dalla
quantit;
- tempo di approvvigionamento noto e costante ;
- acquisti fatti in lotti consegnati in ununica soluzione
Pertanto, il modello del lotto economico consente di ottimizzare i costi di
gestione delle scorte dati i parametri relativi al prezzo, ai costi di
ordinazione, al costo del capitale, al fabbisogno di
approvvigionamento nel presupposto che questi parametri
rimangano costanti al variare del lotto dacquisto
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Il lotto economico
In realt, il valore di questi parametri pu modificarsi in
funzione della quantit acquistata; il caso:
- del prezzo di acquisto, che pu essere scontato in caso di
lotti rilevanti;
- dei costi di trasporto (compresi nei costi di ordinazione) che
possono crescere se il lotto di acquisto supera una certa
soglia
In tal caso, il modello del lotto economico non sufficiente,
da solo, a dare soluzione al dilemma dellapprovvigionamento
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Il lotto economico in condizioni di rischio
Ipotizzando un costo di mancata vendita previsto pari a 2! per
ordine, il costo di sottoscorta, ad un livello di servizio del 90%, si
ottiene moltiplicando la percentuale di fuoriscorta (10%) per il
costo di mancata vendita (2!): ci equivale ad un costo di fuori
scorta per ordine pari a 0,2!
La formula classica dellEOQ si fonda su due costi (ordinazione e
mantenimento) dallandamento contrastante
Ai costi di ordinazione e mantenimento si possono aggiungere
quelli di sottoscorta in quanto essi si muovono in direzione opposta ai
costi di mantenimento in rapporto alla quantit ordinata
Infatti, aumentando lampiezza degli ordini ne diminuisce il numero, ma
vi anche una minore probabilit che si verifichi una rottura di stock
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Il lotto economico in condizioni di rischio
La formula del lotto economico pu essere modificata, allora, tenendo
presente che il costo del sottoscorta assimilabile ad una penalit
(p) risultante dalleccesso (E) di domanda (d) al punto di riordino
(R)
La formula, modificata inserendo gli elementi suindicati, diventa:
Q: "2F (a+p)
c
I costi totali di ordinazione e sottoscorta sono uguali perci a:
F (a+p)
Q
dove p un costo che si sostiene in ogni ciclo di ordinazione per cui,
moltiplicato per F/Q, d i costi totali di sottoscorta
________
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Il lotto economico in condizioni di rischio
Pertanto, con un livello di servizio fissato, per esempio, al 90%,
dobbiamo ipotizzare in media 10 rotture di stock in ogni 100 ordinazioni
Se gli ordini sono 20 allanno, allora avremo in media 2 rotture di stock
allanno, ma se gli ordini si riducono a 10, ci sar una sola rottura lanno
I costi totali di mantenimento sono dati in primo luogo dal costo di
conservazione delle scorte medie disponibili in condizioni di
certezza (Q/2) al quale va aggiunto lo stock di sicurezza per tenere
conto delle variazioni
Lo stock di sicurezza si pu rappresentare come una differenza tra la
quantit in R e la domanda media (d) nel leadtime (R - d) che,
moltiplicata per il costo unitario di mantenimento delle scorte (c), d il
costo globale di mantenimento:
c Q + (R - d)
2
_ _
_
21
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Il lotto economico in condizioni di rischio
Infine, per completare la situazione dei costi globali relativi a una data
politica delle scorte, occorre aggiungere i costi delle scorte in transito (o
viaggianti) indicate con Dtc1 in cui Dt rappresenta la domanda nel
periodo di transito e c1 il costo di mantenimento di tali scorte (che pu
essere anche uguale a c)
Dalla somma dei 4 componenti di costo (mantenimento, ordinazione,
sottoscorta e stock in transito) si determinano i costi totali per una
quantit fissa da ordinare:
F (a+p) + c Q + (R - d) + Dtc1
_
Q 2
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Livello ottimale delle scorte
Rappresentazione del livello ottimale di scorte per minimizzare i costi di
gestione delle scorte e di mancata vendita
Costo totale per lazienda
Livello di scorte
Costo di gestione
Costo di mancata vendita
Costo totale = Costo di gestione + costo di mancata vendita
S0
22
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Sintesi
Modello a quantit fissa
monitoraggio continuo delle scorte
lordine parte quando il magazzino
scende sotto un livello prefissato
il lotto ordinato fisso
Modello a periodo fisso
monitoraggio a cadenze predefinite
lordine parte se al momento del
controllo il magazzino sceso sotto
un certo livello obiettivo
il lotto ordinato pari a quello che
riporta il magazzino al livello
prefissato
Controllo: continuo
Intervallo di riordino: variabile
Quantit: fissa
Controllo: discontinuo
Intervallo di riordino: fisso
Quantit: variabile
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I criteri di scelta dei metodi
Le considerazioni svolte qui di seguito possono essere di aiuto nella scelta:
- il metodo a periodo fisso richiede unaccurata previsione a breve della
domanda, il che pu essere arduo, specie se la domanda mutevole; tuttavia
in condizioni di alta instabilit della domanda, il metodo a quantit fissa pu
condurre a pi elevati livelli di scorte
- il metodo a quantit fissa pu creare problemi nel caso di domanda
irregolare e sistema a depositi periferici, per cui possono giungere
contemporaneamente gli ordini con evidenti difficolt produttive e di evasione
degli ordini;
- in molti casi, per, il metodo a quantit fissa riduce il livello di scorte,
abbassandone i costi di mantenimento
- nel caso di repentini mutamenti della domanda, il metodo a quantit fissa
risponde meglio essendo legato alla stessa, al contrario dellaltro che legato
pi al tempo
- a causa, per, della dipendenza dalla domanda, le scorte nel metodo a
quantit fissa vanno strettamente sorvegliate, il che pu diventare costoso
nelleventualit di un magazzino con molti articoli
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Il Materials Requirement Planning (MRP)
LMRP esplode il fabbisogno di materie prime e prodotti
intermedi a partire dal fabbisogno di prodotti finiti espresso nel
piano principale di produzione (MPS Master Production
Schedule), che formalizza le analisi sulle previsioni di vendita
Il magazzino viene quindi gestito in modo tale da soddisfare le
esigenze di produzione e non per ricostituire il livello
considerato ottimale una volta che questo si abbassato
Lobiettivo delle tecniche di gestione a fabbisogno quello di
determinare:
- quali assiemi, sotto-assiemi, parti, materie prime sono
necessari per realizzare il piano di produzione
- in quali quantit e quando devono essere approvvigionati per
rispettare i tempi di produzione garantendo condizioni di
efficienza
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Il Materials Requirement Planning (MRP)
Se lMRP una tecnica di gestione pi efficiente, tuttavia anche pi
complessa perch richiede una notevole quantit di informazioni, la cui
elaborazione necessita di un supporto di tipo informatico
Le informazioni del sistema provengono da:
a) Piano principale di produzione (MPS): fornisce le informazioni
necessarie alla determinazione di cosa e quanto produrre
b) distinta base (bill of materials): definisce le informazioni tecniche sui
prodotti necessarie a determinare i fabbisogni di componenti e materie
prime
c) lead time (interno ed esterno): la conoscenza dei tempi di produzione (lead
time interno) o approvvigionamento (lead time esterno) di ogni singolo
componente della distinta base consente di programmare i lanci degli ordini
di produzione o acquisto coerentemente con i tempi previsti di
predisposizione del prodotto finito;
d) giacenze (Inventory Record File): le informazioni sullo stato delle giacenze,
dellesistenza in scorta di materiali gi destinati ad altre produzioni e su
eventuali ordini di materiali gi inoltrati, nonch sullo stato di avanzamento
della produzione di ogni codice, sono la base per determinare il fabbisogno
netto
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Il Materials Requirement Planning (MRP)
In base a tutte queste informazioni, per ogni codice viene
definito quando lanciare lordine di acquisto o produzione e per
quali volumi
La quantit da ordinare pi propriamente definibile come
fabbisogno netto, risultante da tutte le valutazioni prima
accennate sulle giacenze
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Il Materials Requirement Planning (MRP)
Fabbisogno netto = Fabbisogno lordo - Scorta disponibile
Scorta disponibile = Giacenza in magazzino - Scorte prenotate -
- Scorte di sicurezza + Ordini aperti
In modo pi specifico, il fabbisogno netto sar dato dal
fabbisogno lordo derivante dallesplosione del piano di
produzione secondo le informazioni della distinta base, al netto
della scorta disponibile
Questultima sar pari alla giacenza di magazzino, meno le
scorte gi prenotate per altre produzioni e le scorte di
sicurezza, a cui si sommano ordini aperti, ovvero scorte non
ancora presenti in magazzino, ma gi ordinate
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Il Manufacturing Resources Planning
(MRP II)
I progressi nel software di base e lintegrazione resa possibile
con i moduli adibiti alla pianificazione della capacit produttiva
e delle risorse finanziarie hanno migliorato il metodo sino a
parlare di M.R.P. II (con il significato pi ampio di
Manufacturing Resources Planning) con la pianificazione,
cio, non solo di parti e materiali, ma anche delle altre risorse
produttive (impianti, macchine, attrezzature, personale) in
modo da tempificarne e bilanciarne le attivit in unottica di
ottimizzazione
Lo stato di avanzamento della produzione viene poi controllato
allo scopo di verificarne la rispondenza al piano e rilevarne
scostamenti per difetti, strozzature, ecc.
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Il Just in time (e il kanban)
Il Just in Time, assieme al Total Quality Management, uno
degli elementi costitutivi del modello di organizzazione e
produzione giapponese, le cui tecniche sono finalizzate a:
1. produrre solo ci che occorre al cliente
2. produrlo solo al ritmo secondo il quale il cliente ne ha
bisogno
3. produrre con qualit perfetta (zero difetti)
4. produrre istantaneamente, con leliminazione del tempo
di attesa non necessario
5. produrre senza spreco di lavoro, di materiali o di
impianti: il tutto allo scopo di eliminare ogni scorta
inoperosa e ingiustificata
6. produrre con metodi che favoriscano lo sviluppo e la
professionalizzazione dei dipendenti
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Il Just in time (e il kanban)
Il just in time un sistema produttivo di tipo pull: ci
significa che la produzione viene tirata non da previsioni di
vendita, ma direttamente dalla domanda, che, a partire dai
centri finali di assemblaggio, porta allattivazione, in catena, di
tutti i centri produttivi a monte, mano a mano che se ne
manifesta la necessit
Il just in time si focalizza dunque su quattro principi base:
1. leliminazione delle risorse ridondanti e degli sprechi
2. la partecipazione dei fornitori
3. il coinvolgimento dei dipendenti
4. il controllo della qualit totale
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Il Just in time (e il kanban)
Il rispetto di questi principi comporta una
riorganizzazione complessiva di tutta la gestione
dellimpresa, dallorganizzazione del processo di
produzione (con la sincronizzazione delle fasi, il
livellamento della produzione, la riduzione dei tempi
di set-up), ai rapporti di fornitura, alla gestione delle
risorse umane e della qualit, alle modalit di
progettazione del prodotto, alla gestione dei materiali
In questa sede si tratter solamente della gestione
dei materiali
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Il kanban
Il sistema di gestione dei materiali kanban rientra tra gli strumenti di
gestione sviluppati nellambito del pi ampio sistema di produzione
just in time
Il kanban utilizzato per la gestione del processo produttivo in
quanto meccanismo attraverso cui si attivano i diversi centri di
produzione allinterno dello stabilimento (oltre che i fornitori esterni)
Il kanban letteralmente il cartellino attraverso cui si trasmettono le
informazioni da una stazione di lavoro allaltra per comunicare
lutilizzo di un determinato materiale e la necessit del suo reintegro:
attraverso un kanban, cio, un centro a valle comunica a quello a
monte lesigenza di un determinato componente e quindi lesigenza
di metterlo in produzione; nel sistema kanban, infatti solamente la
richiesta a valle attiva il centro produttivo a monte, che non produce
in base a ipotetiche necessit di produzione o a piani predefiniti, ma
solo in base a manifeste esigenze espresse dal centro di lavoro a
valle
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Come funziona? 1/2
Il sistema prevede innanzitutto alcuni elementi:
- due centri di produzione (uno a monte e uno a valle) con
un centro di movimentazione e raccolta dei materiali
- contenitori per il rifornimento di dimensioni standard per
controllare il numero di pezzi trasferiti e permettere anche
un controllo visivo immediato dei flussi
- un kanban di produzione che autorizza il centro a monte a
produrre le parti dopo che queste sono state inviate a valle
- un kanban di trasferimento utilizzato nel centro a valle per
autorizzare il trasferimento dei componenti prodotti a
monte
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Come funziona? 2/2
Dal punto di vista operativo, il flusso di comunicazione e attivazione della
produzione fra due centri di produzione si struttura in questo modo:
1. a valle, a seguito di un consumo, c un contenitore vuoto con un kanban
di trasferimento; un incaricato lo preleva e lo porta nella zona di stoccaggio
del centro a monte
2. a monte lincaricato preleva un carrello pieno, stacca il kanban di
produzione e mette quello di trasferimento
3. il carrello pieno viene portato a valle e, quando i materiali vengono mandati
in produzione, il kanban di trasferimento viene staccato e posto su una
rastrelliera; quando si accumulato un certo numero di cartellini, o a
intervalli prefissati, lincaricato provvede a fare lo scambio di carrelli vuoti
con carrelli pieni posti nellarea di stoccaggio del centro a monte
4. a monte, il kanban di produzione staccato dal carrello vuoto viene posto su
una rastrelliera per indicare la quantit di materiali consumati a valle; a
intervalli predefiniti e secondo lordine di urgenza, il reparto produce i pezzi
consumati e li mette in un carrello nel centro di stoccaggio, ponendovi
sopra il relativo kanban di produzione