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12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 1


EQUILIBRIO DIMPRESA
ANALISI PER INDICI
(CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE 12/13)
12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 2
EQUILIBRIO DIMPRESA
EQUILIBRIO DIMPRESA
EQUILIBRIO ECONOMICO
- deriva dallefficacia delloperativit della gestione
- (costi-ricavi) + remunerazione capitale di rischio
EQUILIBRIO FINANZIARIO
- consiste nella capacit di adeguare sotto il profilo
temporale gli impieghi (u.f.) con le disponibilit (e.f.)
EQUILIBRIO PATRIMONIALE
- attiene alla composizione delle fonti di finanziam.
- capitale di rischio/capitale di credito
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ACQUISTI
VENDITE
Costi Uscite
monetarie
Ricavi Entrate
monetarie
A
S
P
E
T
T
O

E
C
O
N
O
M
I
C
O
A
S
P
E
T
T
O

F
I
N
A
N
Z
I
A
R
I
O
EQUILIBRIO DIMPRESA
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EQUILIBRIO DIMPRESA
!Lobiettivo dellimpresa di costituire un sistema
equilibrato finalizzato alla competitivit duratura nel
tempo
!Competitivit:
adeguata definizione del proprio business, inteso
come interrelazione tra i bisogni da soddisfare, i
clienti a cui si intende rivolgere ed i processi
attraverso i quali si intende realizzare beni o servizi
sviluppo delle proprie competenze distintive, cio
capacit di far leva sulle risorse-chiave che
rappresentano il proprio patrimonio di conoscenze e
consentono unadeguata posizione di mercato
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EQUILIBRIO ECONOMICO
LEQUILIBRIO ECONOMICO
E MISURATO DALLA
RELAZIONE ESISTENTE
TRA:
Flusso dei costi derivante
dallacquisizione di
fattori produttivi
Flusso dei ricavi originato
dalla vendita dei prodotti
e servizi
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EQUILIBRIO ECONOMICO
Acquisizione dei fattori di
produzione
Processo di trasformazione
Vendita di beni o servizi
Flusso di costi
Flusso di ricavi
Quando:
Flusso dei ricavi > Flusso di costi = Utile
Flusso dei ricavi < Flusso di costi = Perdita
Per garantire un soddisfacente equilibrio economico, necessario che il risultato di esercizio
non solo sia positivo, ma anche in grado di garantire una adeguata remunerazione legata al
rischio
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GLI INDICI DI REDDITIVITA
! Lanalisi per indici di bilancio consiste nel calcolare, partendo dai
dati dello Stato patrimoniale e del Conto economico,
opportunamente revisionati e riclassificati, indici (quozienti, espressi
talvolta anche in percentuale) che mettono a confronto gruppi di valori,
anche di diversa natura
! Questa classe di indicatori finalizzata alla valutazione dellequilibrio
economico aziendale ed esprime la capacit dellimpresa di coprire i
costi con i ricavi
! R.O.E.: Lindice esprime il rendimento del capitale netto dimpresa
ossia il rendimento del capitale conferito a titolo di rischio e quindi
senza vincolo di restituzione immediata. Lindice, inoltre, offre una prima
indicazione circa lattitudine dellimpresa a finanziarsi mediante
ritenzione di utili
! R.O.I.: Lindice esprime la capacit dellimpresa di impiegare
efficientemente le risorse, e misura la redditivit corrente del capitale
investito nella gestione, prescindendo dal tipo di fonti utilizzate.
Lindicatore mostra la redditivit della gestione caratteristica
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LANALISI DELLA REDDITIVIT
LA REDDITIVITA AZIENDALE PU ESSERE STUDIATA:
! in relazione alla gestione nel suo complesso, attraverso il
calcolo del R.O.E.
! in relazione alla sola gestione caratteristica, attraverso il
calcolo del R.O.I.
indica la redditivit del capitale di rischio
(redditivit della gestione)
indica la redditivit del capitale investito
(redditivit area caratteristica)
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LANALISI DELLA REDDITIVIT
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IL R.O.E.
Rn = Risultato netto
Cn = Capitale Netto
(o capitale proprio)
IL R.O.E. INDICA LA
REDDITIVITA'
DEL CAPITALE DI RISCHIO
R.O.E. = Rn
Cn
- redditivit modesta da 7-8% a 10-12%
- alta redditivit da 12% a 17-20%
- altissima redditivit oltre il 20%
NB: Capitale netto = capitale sociale + riserve,
con esclusione dellutile desercizio che posto a numeratore
NB: Risultato netto = utile netto desercizio
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IL R.O.E.
! Lanalisi della redditivit specifica mira ad ottenere
informazioni circa la situazione economica dellimpresa,
intesa come capacit di remunerare, dopo la copertura dei
costi, il capitale proprio e il capitale di debito
! Il ROE un indicatore della redditivit effettivamente
ottenuta dallimpresa e quindi del grado di remunerazione
del rischio affrontato dallimprenditore o dai soci. un indice
di redditivit globale
! Per giudicare ladeguatezza del ROE necessario
confrontarlo con il rendimento offerto da investimenti
alternativi (in altri settori di imprese o in impieghi finanziari
a basso rischio quali BOT, CCT, ecc.) a parit di grado di
rischio
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IL R.O.I.
Ro = Reddito operativo
C.I.car = Capitale
investito caratteristico
Il capitale investito deve essere
depurato dagli impieghi non
caratteristici
R.O.I. = Ro
C.I.car
NB: Reddito operativo = ricavi operativi costi operativi
NB: C.I.C. = attivo totale netto investimenti extracaratteristici
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IL R.O.I.
! Per valutare landamento della redditivit aziendale tipica c
bisogno di un indice che misuri le potenzialit di reddito
dellazienda, indipendentemente dagli eventi
extracaratteristici, dagli eventi finanziari e dalla pressione
fiscale a cui il reddito dimpresa sottoposto
! Il ROI, o tasso di redditivit del capitale investito, pu essere
considerato approssimativamente uguale alla differenza tra
il Valore e i Costi della produzione evidenziata nel Conto
economico civilistico
! Indica la redditivit e lefficienza economica della gestione
caratteristica: esprime cio quanto rende 1! di capitale
investito nella area operativa della gestione, prescindendo
dalle fonti di finanziamento (deve essere > del ROD)
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IL R.O.I.
! Limportanza del ROI, considerato tra i pi efficaci indicatori
di redditivit operativa dellimpresa, deriva dalla coerente
convinzione che la capacit operativa (quindi di ben operare
allinterno del proprio business) da parte di unimpresa sia
tanto maggiore quanto:
1. pi elevati siano i valori di reddito operativo
2. pi contenuti siano i valori del capitale utilizzato per
generare tale reddito operativo
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IL R.O.I.
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R.O.E. e R.O.I.: differenze
Il R.O.I. risente della politica industriale
(politica della produzione, del
personale, delle vendite, ecc.)
Il R.O.E. risente,oltre che della politica
industriale,anche della politica
finanziaria
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Lo Stato Patrimoniale (art. 2424 C.C.)
ATTIVO
A. Crediti verso soci
B. Immobilizzazioni
I. Immateriali
II. Materiali
III. Finanziarie
C. Attivo circolante
I. Rimanenze
II. Crediti
III. Attivit finanziarie
IV. Disponibilit liquide
D. Ratei e risconti
PASSIVO
A. Patrimonio netto
I. Capitale
II. Riserve
III. Utili/Perdite precedenti
IV. Utili/Perdite dellesercizio
B. Fondi per rischi ed oneri
C. T.F.R.
D. Debiti
E. Ratei e risconti
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Lo Stato Patrimoniale riclassificato
FONTI DI FINANZIAMENTO
ATTIVO
FISSO
(poste di bilancio
covertibili in
denaro in un
periodo superiore
allanno)
Immobilizzazioni
materiali
Immobilizzazioni
immateriali
Immobilizzazioni
finanziarie
ATTIVO
CIRCOLANTE
(poste di bilancio
covertibili in
denaro in un
periodo inferiore
allanno)
Disponibilit
Liquidit differite
Liquidit immediate
Vige il principio della liquidit crescente (dalle poste meno liquide a quelle pi liquide).
PATRIMONIO NETTO
PASSIVITA CONSOLIDATE O
REDIMIBILITA
(poste di bilancio covertibili in esborsi
in un periodo superiore allanno)
PASSIVITA CORRENTI O
ESIGIBILITA
(poste di bilancio covertibili in esborsi
in un periodo inferiore allanno)
INVESTIMENTI (IMPIEGHI)
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Il Conto Economico (art. 2425 C.C.)
A. VALORE DELLA PRODUZIONE
1. Ricavi delle vendite e della prestazioni
2. Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
3. Variazione dei lavori in corso su ordinazione
4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
5. Altri ricavi
B. COSTI DELLA PRODUZIONE
1. Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
2. Per Servizi
3. Per godimento di beni di terzi
4. Per il personale
5. Ammortamenti e svalutazioni
6. Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
7. Accantonamenti per rischi
8. Altri accantonamenti
9. Oneri diversi di gestione
DIFFERENZA TRA VALORI E COSTI DELLA PRODUZIONE (A - B)
C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI
1. Proventi da pertecipazioni
2. Altri proventi finanziari
3. Interessi ed altri oneri finanziari
D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
1. Rivalutazioni
2. Svalutazioni
E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
1. Proventi
2. Oneri
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A - B C D E)
Imposte sul reddito di esercizio
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO
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Consente di evidenziare informazioni sulle diverse aree di gestione
dellimpresa (caratteristica, extra-caratteristica, finanziaria, straordinaria,
tributaria):
Ricavi Operativi
- Costi Operativi
= RISULTATO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA (REDDITO OPERATIVO)
Saldo della gestione extra-caratteristica
= RISULTATO DELLA GESTIONE CORRENTE O ORDINARIA
Saldo della gestione finanziaria
Saldo della gestione straordinaria
= RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE
- Imposte
= RISULTATO NETTO DESERCIZIO
Il Conto Economico riclassificato
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Immobilizzazioni
nette
(3.000)
STATO PATRIMONIALE
Magazzino
(400)
Liquidit differite
(850)
Patrimonio netto
(2.000)
Passivit consolidate
(1.500)
Liquidit immediate
(250)
Passivit correnti
(1.000)
Materiali
Immateriali
Finanziaire
(al netto dei fondi
ammort.to)
Crediti vs clienti
Crediti diversi
Cassa
Banca c/c
Capitale sociale
+ Utili
- Perdite
Mutui
Debiti a
l/termine
Banca c/c
Debiti vs fornitori
Debiti tributari
ESEMPIO
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V
a
l
o
r
e

d
e
l
l
a

p
r
o
d
u
z
i
o
n
e
Costi
esterni
Valore
agg.to
Costo
del
lavoro
Marg.
Op.
lordo
Risul.
Oper.
Amm.ti
Sval.ni
G. fin.
G. str.
Risul.
ante
imp.
Imp.
Utile
+ Valore vendite o prod. 1.200
- Costi esterni 400
Valore aggiunto 800
- Costo del lavoro 100
Margine operativo lordo 700
- Ammortamenti e svalut.ni 50
Risultato operativo 650
+/- Gest. Finanziaria -200
+/- Gest. Straord.ria 0
Risultato ante imposte 450
- Imposte 225
Risultato desercizio 225
CONTO ECONOMICO
ESEMPIO
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INDICI ECONOMICI
ROE
Return on Equity
(Rn/Pn)
ROI
Return on Investment
(Ro/Cic)
Grado indebit.
(Cic/Pn)
Inc. gest. non caratt.
(Rn/Ro)
ROS
Return on Sales
(Ro/Rv)
Indice rotazione Cap. investito
(Rv/Cic)
ESEMPIO
Rv: ricavi netti di vendita
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INDICI ECONOMICI
ROE
225/2.000= 11,3%
ROI
650/4.500=
14,4%
Grado indebit.
4.500/2.000 =
2,25
Inc. gest. non caratt.
225/650=
34,6%
ROS
650/1.200 =
54,2%
Indice rotazione Cap. investito
1.200/4.500 =
0,27
ESEMPIO
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LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
- E opportuno segnalare che tra ROI e ROE esiste
unintima relazione, che vede nella capacit di
remunerazione del capitale investito (sia proprio
che di terzi) una leva di redditivit degli
azionisti
- Tale relazione prende il nome di LEVA
FINANZIARIA
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LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
Il R.O.E. influenzato dalle seguenti variabili:
REDDITIVITA' DELL'AREA
CARATTERISTICA ESPRESSA
DAL R.O.I.
TASSO DI INTERESSE MEDIO
SUI FINANZIAMENTI (Tf)
QUOZIENTE DI
INDEBITAMENTO (q)
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LA FORMULA GENERALE
R.O.E. = [R.O.I. + (R.O.I. - Tf)q]
Quindi, posto R.O.I.>Tf:
Il R.O.E. cresce con l'aumento di q
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LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
Ci premesso, posto un R.O.I. del 25%, si
ipotizzano le tre seguenti strutture finanziarie:
con tre diversi quozienti di indebitamento
q = 0 q = 1
q = 2
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LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
1) FINANZIAMENTO INTEGRALE CON
CAPITALE DI RISCHIO:
q = 0
Cn = 200 Ci = 200 QUOZIENTE DI INDEBITAMENTO
P = 0
Ro = 50 Rn = 50 q = P/Cn = 0
R.O.E. = 25%
Cn
200
Rn
50
R.O.I. = 25%
Ci
200
Ro
50
ROE = ROI + (ROI - Tf) X q =
25 + (25 - 0) X 0 = 25%
12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 30
LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
1) FINANZIAMENTO CON
CAPITALE DI RISCHIO E DI CREDITO:
q = 1
Ci
400
Ro
100
Of
40
P
200
Rn
50
Cn
200
ROI = 100/400 = 25%
Tf = 40/200 = 20%
q = 200/200 = 1
ROE = 50/200 = 25%
ROE = ROI + (ROI - Tf) X q =
25 + (25 - 20) X 1 = 30%
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LA RELAZIONE TRA R.O.I. E R.O.E.
1) FINANZIAMENTO CON
CAPITALE DI RISCHIO E DI CREDITO:
q = 2
Ci
600
Ro
150
Of
80
P
400
Rn
50
Cn
200
ROI = 150/600 = 25%
Tf = 80/400 = 20%
q = 400/200 = 2
ROE = 50/200 = 25%
ROE = ROI + (ROI - Tf) X q =
25 + (25 - 20) X 2 = 35%
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EFFETTO LEVA FINANZAIRIA
! Il ROI va sempre confrontato con il costo medio del denaro
(tasso di interesse ROD), infatti:
" # Se il ROI < ROD la remunerazione del capitale di
terzi diminuirebbe il ROE, si avrebbe cio una LEVA
FINANZIARIA NEGATIVA (prendere denaro in prestito
peggiora i conti dellazienda)
$# Se il ROI > ROD conviene indebitarsi perch,
aumentando il ROE, aumentano i profitti e migliorano i conti
grazie alla LEVA FINANZIARIA POSITIVA
La maggiore disponibilit di risorse derivante
dallindebitamento agisce quale moltiplicatore della
redditivit del capitale proprio
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LEFFETTO LEVA
La leva finanziaria,
nel caso di ricorso al capitale di credito,
rappresenta il moltiplicatore di cui
beneficia il R.O.E., quando il R.O.I.>Tf.
Questa circostanza spinge,
talvolta inopportunamente,
ad un maggiore ricorso al
capitale di credito
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LA LEVA FINANZIARIA
Peraltro la leva finanziaria pu assumere un valore:
agisce da moltiplicatore
del R.O.E.
R.O.I.>Tf
Il R.O.E. cresce
all'aumentare di q
agisce da riduttore del
R.O.E.
R.O.I.<Tf
Il R.O.E. decresce
all'aumentare di q
Si pu quindi ottenere un miglioramento del R.O.E. anche
facendo leva sulla struttura finanziaria (evitando per
pericolosi eccessi)
Positivo
Negativo
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LE COMPONENTI DELLEFFETTO DI
LEVA
R.O.I.
Tasso medio sui
finanziamenti
Quoziente di
indebitamento
Variabile dipendente dalle
scelte interne di politica
finanziaria
Variabile esterna
indipendente
Variabile dipendente
dalla capacit di governo
del management
Il R.O.E. dipende da:
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EQUILIBRIO FINANZIARIO
LEQUILIBRIO FINANZIARIO
E MISURATO DALLA
RELAZIONE ESISTENTE
TRA:
Flusso di
entrate monetarie
Flusso di
uscite monetarie
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EQUILIBRIO FINANZIARIO
Limpresa si trova in una situazione di equilibrio quando il
flusso delle entrate costantemente in grado di fronteggiare
il flusso delle uscite
Rimborsi di
finanziamenti
Uscite monetarie
Flusso di costi
Business /
Organisation
Finanziamenti Entrate monetarie Flusso di ricavi
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EQUILIBRIO FINANZIARIO
! Il fabbisogno finanziario totale (Ft), corrispondente
allesigenza di mezzi monetari, composto da:
una parte fissa (Ff), che alimenter lacquisizione di
risorse aventi durata pluriennale il cui ritorno
finanziario sar prolungato nel tempo
una parte variabile (Fv) che sar impiegata per
lapprovvigionamento delle risorse, il cui utilizzo si
esplica in un arco temporale ristretto, consentendo
cos un rapido rientro dei mezzi monetari impiegati
! Maggiore la misura della componente fissa degli
impieghi (generata dagli investimenti che determinano
costi fissi), maggiore sar la rigidit della struttura
finanziaria dellimpresa, maggiore pertanto il rischio;
si ridurranno invece i costi unitari medi di produzione,
per effetto delle economie di scala
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EQUILIBRIO FINANZIARIO
! Una corretta decisione riguardante il dimensionamento
richiede per il rispetto del principio della prudenza che
esso, in fase di avvio dellimpresa, sia inferiore rispetto al
potenziale di domanda presente
! In tal modo si otterr una riduzione della rigidit della
struttura ed un abbattimento del rischio di inoperosit del
capitale investito
! Pertanto in sede di stesura del budget, nel caso di
investimenti convenzionali, sar necessario prevedere:
Fvi rappresenta il fabbisogno variabile iniziale, corrispondente allentit
di mezzi necessari per lacquisizione delle materie e delle altre
risorse da impiegare nel ciclo produttivo
T indica il tasso di rinnovo del capitale, dato dal rapporto tra la durata
dellesercizio (N) e quella del ciclo produttivo (n)
Ft = Ff + Fv con Fv = Fvi T dove:
12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 40
EQUILIBRIO FINANZIARIO
! In fase di avvio dellimpresa sar dunque importante
conoscere Fvi (ovviamente dato da Fv/T) poich cos potr
ridursi la complessiva dotazione finanziaria dellimpresa
agevolando il raggiungimento dellEQUILIBRIO FINANZIARIO
! Al fine di valutare la situazione finanziaria dellimpresa, pu
essere utile analizzare la composizione delle fonti e degli
impieghi nel breve periodo applicando il QUICK TEST (indice
di liquidit) dato da:
disponibilit finanziarie
debiti correnti
che esprime la capacit dellimpresa di onorare dette
esposizioni con le risorse disponibili e con quelle che possono
diventarlo nel breve;
di conseguenza un risultato accettabile deve essere pari ad 1
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12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 41
EQUILIBRIO PATRIMONIALE
LEQUILIBRIO PATRIMONIALE
ATTIENE ALLA COMPOSIZIONE
DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO,
OSSIA:
Capitale di rischio Capitale di credito
12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 42
EQUILIBRIO PATRIMONIALE
! LEQUILIBRIO PATRIMONIALE attiene alla composizione
delle fonti di finanziamento (rapporto tra capitale di rischio e
capitale di debito) ed al loro impiego per le immobilizzazioni
aziendali
! Obiettivo quello della DIMENSIONE OTTIMA ossia quella
condizione che garantisce alla struttura operativa del
sistema impresa la minimizzazione dei costi ed il
perfezionamento delle performance organizzative e
gestionali.
! Larmonica composizione del CAPITALE DI RISCHIO e del
CAPITALE DI DEBITO permette allimpresa una corretta
programmazione degli impegni con conseguenti positivi
riflessi gestionali
! LEQUILIBRIO PATRIMONIALE configurabile da una
semplice formulazione data da:
A = P + N
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IL BREAK EVEN POINT
! Vi una naturale connessione tra le 3 tipologie di equilibrio:
una ridotta disponibilit FINANZIARIA impedisce lattuazione di
idonee politiche di investimento, pregiudicando lequilibrio
PATRIMONIALE, con necessarie ripercussioni sulla capacit
REDDITUALE dellimpresa
! Il sistema impresa, inoltre, un sistema in continua
evoluzione e richiede, pertanto, un costante adeguamento
della struttura e quindi del suo EQUILIBRIO
EQUILIBRIO DINAMICO
! Lesigenza di garantire tale condizione impone che la
struttura operativa abbia i connotati di:
- ELASTICITA
- FLESSIBILITA
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IL BREAK EVEN POINT
!Il perseguimento di tale finalit pu essere
preventivato attraverso lutilizzo del modello
definito PUNTO DI EQUILIBRIO o BREAK
EVEN ANALYSIS
!Tale metodo di analisi permette di verificare
la quantit minima di produzione e vendita
(q) necessaria per conseguire il pareggio tra
costi totali (CT) e ricavi totali (RT),
considerato che i costi totali sono dati dalla
somma di costi fissi (Cf) e costi variabili (Cv),
dato un prezzo di vendita (p)
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12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 45
IL BREAK EVEN POINT
! Pertanto avremo:
RT = CT dove RT = p q e CT = Cf + Cv e Cv = cv q
quindi
p q = Cf + (cv q) da cui possiamo ottenere Cf = p q (cv q)
per cui
B.E.P.: q = Cf
p - cv (margine unitario di contribuzione con il quale ogni
prodotto partecipa alla copertura dei Cf: pi elevato
pi incrementa lutile)
costo variabile unitario
12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 46
IL BREAK EVEN POINT
! Pertanto affinch limpresa possa realizzare un utile , dovr
aversi:
M > Cf dove M = margine di contribuzione dellimpresa
! Il margine di contribuzione (M) correlato al costo unitario
di prodotto (CU), nel senso che lincremento del primo
determina la riduzione del secondo
! Infatti essendo noto che:
CU = Cf + Cv si avr lEQUAZIONE DEL PROFITTO (P):
q
P = (p CU) q
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12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 47
FINALITA
! Situazioni in cui occorre stabilire
come si modifica il risultato aziendale al variare -
- dei costi,
- dei prezzi di vendita,
- della struttura produttiva,
- della quantit prodotta e venduta
! Ricerca dellammontare dei ricavi o del livello di
quantit vendute da raggiungere per ottenere un
prefissato risultato economico
! Indagine sulla compatibilit tra potenzialit del
mercato e struttura produttiva
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LIMITI
! Le quantit prodotte sono ipotizzate uguali a
quelle vendute, a prescindere dalle scorte di
magazzino
! Il modello risulta eccessivamente semplificato
per le imprese multiprodotto: il mix delle vendite
dei vari prodotti non si presenta costante nel
tempo
! La distinzione tra costi fissi e costi variabili
non sempre di facile determinazione
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12-03-2013 Prof. a c. Sergio Salomone 49
ESEMPIO
1) Limpresa industriale Argo nellanno n, in relazione al
minicondizionatore Pinguino, ha registrato i seguenti dati:
Capacit produttiva massima n. 10.000 unit
Quantit prodotte/vendute n. 8.000 unit (q)
Prezzo di vendita unitario ! 100 (p)
Ricavi totali ! 800.000 (RT)
Costo variabile unitario ! 60 (cv)
Costi fissi totali ! 200.000 (Cf)
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ESEMPIO
Presentiamo i simboli utilizzati nellesercitazione e le principali
relazioni che intercorrono tra le grandezze considerate:
q = Quantit prodotte/vendute
p = Prezzo di vendita unitario
cv = Costo variabile unitario (per unit di prodotto)
mc = Margine di contribuzione unitario (per unit di prodotto) p
cv
CV = Costi variabili totali cv " q
CF = Costi fissi totali
CT = Costi totali CV + CF
RT = Ricavi totali p " q
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ESEMPIO
Punto di pareggio espresso in quantit fisiche
Calcoliamo il margine di contribuzione unitario (per unit di
prodotto): mc = ! 100 ! 60 = ! 40
Il prezzo di vendita offre, per ogni prodotto, un margine sui costi
variabili pari a ! 40, che deve contribuire alla copertura dei costi
fissi.
Calcoliamo la quantit di equilibrio:
q (e) = ! 200.000/40 = n. 5.000 unit
Limpresa raggiunge il punto di equilibrio con una
produzione/vendita di n. 5.000 unit.
A quei volumi, infatti, si realizza luguaglianza RT = CT:
RT = ! 100 " 5.000 = ! 500.000
CV = ! 60 " 5.000 = ! 300.000
CT = CF + CV = ! 300.000 + ! 200.000 = ! 500.000
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costi
tempo
Investimento
Lancio del prodotto
I profitti ripagano
linvestimento iniziale
Tempo di break-even
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ESEMPIO