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La geometria sacra nella

musica e nella danza


rituali (di C.Lanzi)
(estratto della conferenza del 7 Ottobre
2007)
Nella prima conferenza di questanno
accademico (vedi Riti arcaici e
simbolismo religioso) abbiamo introdotto
il concetto di griglia quale gnomone
formatore di ogni sigillo archetipico. Le
strutture elementari presentate durante
lincontro rappresentano dei sistemi universali attraverso i quali ! possibile operare la partizione
del piano impiegando delle regole geometriche precise (v. "raziotti# $ermetica "eometria).
La regola geometrica a sua volta definisce la forma del simbolo (visibile) e ne custodisce il
messaggio arcano sotteso dal signum omologico che collega la forma terrena a quella celeste%&'.
Le partizioni come abbiamo spiegato abbondantemente in altri testi%(' hanno contrassegnato uno dei
maggiori impegni della geometria sacra soprattutto dordine pitagorico.
)ttraverso lo studio delle quattro principali proporzioni (geometrica, aritmetica, armonica e aurea)
la scienza dei nostri *adri ha istituzionalizzato i codici di misurazione delle armonie della natura
del micro e macrocosmo fino alle misure antropometriche (cio! lidealizzazione delle proporzioni
fra le varie parti del corpo).
+all,gitto alla "recia all)sia nel corso di millenni ! stato redatto un corpus assai vasto di
codici antropometrici dove le differenze non sono imputabili a discrasie dordine estetico quanto a
dei processi che sono al confine tra metafisica e matematica.
-uindi tutto ci. che definiamo armonia nella scienza sacra oltre a soddisfare un criterio
estetico sottintende un messaggio subliminale%/'# un accordo una giusta postura un equilibrio magico e
religioso una corretta distribuzione del settenario delle virt0 delle 1use delle *arche.
1a le griglie che rappresentano dei percorsi obbligati e che trovano la loro componente
metafisica pi0 interessante nei labirinti nelle scacchiere e nei quadrati magici (tavola pitagorica
inclusa)%2' individuano anche i percorsi delle danze rituali quelli che devono soddisfare delle rigide movenze
tramandate dalla tradizione dappartenenza.
*ercorsi che non possono essere disattesi pena la distruzione o vanificazione del rito il turbamento
dellomologia cosmica%3' e come spesso accadeva nel passato (soprattutto in situazioni tribali dove le danze
dordine sciamanico erano eventi cultuali intorno ai quali si imperniava la sopravvivenza della trib0) la disattenzione
poteva condurre anche alla morte del trasgressore.
4n tal senso la trasmissione del culto e delle liturgie sacre che nel corso dei secoli possono essere
modificate infinite volte ! sempre fortemente collegata alla prisca disciplina al simbolo
archetipico di partenza e non ammette adattamenti in funzione di un maggiore o minore
coinvolgimento sociale (vedi quanto accaduto alla liturgia cattolica dal &567 al (777 e i vari articoli
di ,pimeteo sulla rivista 8immetria).
&
Lo stesso dicasi delle 9ie dordine ermetico spesso trasversali
o parallele rispetto ai grandi filoni religiosi# ! pressoch:
impossibile che culti suoni forme possano transitare da una
generazione allaltra senza turbamenti o adattamenti ma
ripetendo in parte quanto affermato dallo stesso "u:non non
bisogna confondere cerimonialit; con rito.%6'
Ne deriva che la partizione sapiente di un pavimento di una
cattedrale romanica come quella di un tempio greco
soggiacciono a dei principi geometrici che introducono il
ritmo iniziatico nel rito.
<onfinare tali schemi in un puro vezzo decorativo ! una
riduzione assurda cos= come ! assurdo ridurre il rito alla sua
forma cerimoniale.
,cco perch: la danza sacra che rappresenta la forma
geometrica pi0 pura e pi0 antica del rito (indipendentemente dalla tradizione dappartenenza) !
qualcosa che supera la cerimonialit;.
Riportiamo parzialmente un brano di Luciano di 8amosata%>' che chiarisce efficacemente quanto
intendiamo per danza rituale#
?ma coloro che ricercano le origini pi veritiere della danza, ti direbbero che essa nacque
contemporaneamente alla prima origine delluniverso e che apparve insieme allantico Eros per
esempio il movimento circolare degli astri, lintreccio dei pianeti con le stelle fisse, euritmico
rapporto e la regolata armonia che li governa, sono la prova dellesistenza primigenia della danza
e pi0 oltre prosegue# !nnanzi tutto dicono che "ea, appassionatasi a questarte, incit# alla danza i
$oribanti in %rigia e i $ureti a $reta ed ebbe una non modesta ricompensa poich& essi salvarono
'eus danzandogli intorno()si trattava di una danza armata, durante la quale essi percuotevano gli
scudi con le spade e saltavano, come invasati, o come veri e propri guerrieri.
, poco pi0 oltre riconoscendo la potenza della danza rituale in ogni sua forma ricorda che i
@roiani attribuivano a 1erione danzatore greco una grande agilit; ed eleganza nel combattere e
che *irro Neottolemo figlio di )chille fu colui che introdusse nel mondo greco la danza pirrica
che prese appunto il suo nome. ,d ! sempre Luciano a ricordare che gli 8partani avendo appreso
dai +ioscuri a ballare la <ariatide ne fecere un terribile strumento di guerra.
La stessa fondazione delle citt; o dei templi avveniva attraverso una liturgia danzata e ritmata
sorvegliata da collegi sacerdotali rigidissimi (come ad esempio i septemviri romani).
La separazione della danza da altre manifestazioni rituali ! perci. un fatto totalmente moderno e
specificamente occidentale.
@eatro canto e danza erano un tempo anche in occidente rigidamente uniti e la liturgia che
animava la rappresentazione teatrale non era molto distinguibile da quella celebrata durante le
manifestazioni religiose distribuite durante lanno (con una soluzione di continuit; sia di
movimento che musicale fra paganesimo e cristianesimo per lo meno fino ai tempi di <arlo
1agno).
(
La funzione sacra terapeutica e didattica del teatro era a questo
proposito completamente diversa da quella che abbiamo oggi
dove contano le performances del singolo individuo e la
rappresentazione di sentimenti in maniera del tutto slegata dal
mondo celeste.
@ali posture e ritmi sono spesso codificati in rigidi schemi gestuali
che accompagnano la liturgia di qualsiasi rito tradizionalmente
inteso. Liturgia che con il tempo pu. variare anche drasticamente
ma il principio fondante (il contenuto spirituale del rito) resta
immutato.
4n ogni tradizione esistono perci. dei mandala (usiamo un
termine abusato ma ormai comune anche in occidente) disegnati
sulla terra che oltre a stabilire il sigillo e il particolare codice
daccesso al sacro guidano i passi e ogni altro movimento
gestuale singolo o collettivo nel numero e nella ampiezza.
*ossiamo andare dai complicatissimi disegni indotibetani a quelli
aztechi a quelli cretesi e romani.
*ensare che lo scopo di tali schemi pavimentali sia solo decorativo ! quanto meno incongruente. 4n
tale disegni oltre a trovar posto le divinit; con le loro gerarchie (cosa frequentissima sia nella
tradizione indiana come in quella cristiana) trovano assetto soprattutto delle precise partizioni
geometriche che oltre ad individuare le regioni celesti e le loro omologie con quelle terrestri
indicano a colui che le guarda o le percorre il cammino da danzare per entrare o uscire da questa
rete magica o in altri casi per attivarla.
, tali ingresso e uscita (che nella liturgia cattolica sono stati perfezionati nel corso dei secoli) sono
normalmente suggeriti da una danza processionaria e da un canto.
4 labirinti presenti in molte cattedrali erano una volta percorsi dai fedeli secondo delle metodologie
di passo (ormai conosciute a pochissimi) e si collegavano simbolicamente al senso del
pellegrinaggio di cui rappresentavano le tappe e le difficolt;.
Lesecuzione di un percorso serpentino o se vogliamo labirintico ! cosa comune a quasi tutti i
popoli.
)lcuni movimenti alcune coreografie sono elementari soprattutto quelli delegati al coro che
costituisce sotto un certo aspetto il riferimento sovracoscenziale della rappresentazione. Nelle
varie forme di teatro antico come in quelle templari tale coro ! la voce fuori campo il commento
incontestabile a volte leco del Aato.
Non per niente il gruppo che siede nei pressi dellabside della chiesa cristiana chiamasi ancora
coro e ne assolve in parte le funzioni.
8pesso il coro avanza e torna indietro come una sola entit;B funzione che nel cristianesimo
posteriore al 1ille ! stata quasi sempre ridotta alle tre posture fondamentali (in piedi seduti o in
ginocchio).
/
8e riferiamo i movimenti rituali alla loro
proiezione sul piano terrestre possiamo parlare
di poligoni con le loro diagonali bisettrici e
mediane mentre se riferiamo il movimento
anche alla terza dimensione possiamo parlare di
poliedri.
, poich: secondo la tradizione pitagorica ad
ogni poliedro corrisponde un elemento (fuoco
acqua aria terra etere) ecco che la rotazione dei
poliedri allinterno della sfera come suggerito e
rappresentato da "raziotti seguendo il @imeo platonico realizza la creazione e la dissoluzione degli
universi.
)bbiamo volutamente conservato il nome di liturgia sacra anche per quanto concerne le arti
marziali poich: la codificazione degli schemi di combattimento non ! diversa da quella di contatto
con il divino. 8i ! sempre di fronte ad uno schema sacro proveniente da tradizioni primordiali e lo
scrupolo assoluto nella esecuzione del rito ! connessa a quanto efficacemente espresso nellarticolo
di Riccardo "arbini presente nel sito.
4n questa sede abbiamo riportato alcuni schemi di danza eterogenei ma tutti connessi alla sacralit;
della rappresentazione e siamo passati con una certa leggerezza dalla danza del serpente africana a
quella estatica sufi a quella in maschera (concetto importantissimo su cui torneremo in futuro)
della tradizione tibetana.
@eniamo anche presente che la liturgia (intesa come insieme di regole per rispettare il Rito) pu.
diventare talmente importante da sovrastare il senso del rito stesso. *u. diventare una successione
di gesti parole suoni di cui a volte si rischia di perdere il significato e soprattutto losmosi con il
Noumen. *u. diventare soltanto cerimonia.
-uesto ! abbastanza normale che accada# e allora ci si pu. domandare che cosa resti di ugualmente
vivente pur nella forma gelida di una liturgia considerata dalle varie chiese comunque valida in
quanto il contatto con il divino viene eC opere operato.
8otto questo profilo possiamo aderire a due ipotesi.
La prima esclude categoricamente che in assenza di osmosi cardiaca fra ufficio e officiante possa
mai accadere qualcosa di serio e ci. comporta che il sacrumDfacere venga insterilito dalla assenza
di comprensione della sostanza.
La seconda ipotesi (assai evidente ad esempio in cerimoniali rigidissimi come quelli dello 8hinto
giapponesi) assicura invece una cieca fiducia alla perfezione liturgica e sostiene la completa
trasmissibilit; della sostanza attraverso la purezza della forma iniziatica lassoluto rispetto
della tradizione e il suo collegamento con il mondo celeste (la perfetta forma pu. per cos= dire
transDformareanche unassoluta sordit; spirituale del praticante o indegnit; del sacerdote).
-uesta seconda impostazione sotto un certo aspetto attribuisce alla trasmissione per riti una
esotericit; assoluta.
)nzi se c! qualcosa di realmente? esoterico ! proprio questa fiducia nella perfezione del rito. 4n
quanto in tal modo la selezione sulla dignit; dellEpus viene operata proprio nel gradino
2
formale. La forma iniziatica perfetta nasconde e consente la sostanza
perfetta e assicura la trasmissione del seme spirituale.
8i parte dal presupposto che lautenticit; del rito del sigilloD
simbolo una volta accolto ha comunque la possibilit; di
svilupparsi (in questa o in altre esistenze).
Era in occidente noi abbiamo studiato anzi direi aggredito tutte le
ritualit; esotiche (e non esoteriche) di tutta la terra tentando di
capirle anzi? di scardinarle col grimaldello del pensiero e della
logica (gli antropologi in genere servono soprattutto a questo).
Egni tanto qualcuno grazie a +io prova anche a praticare la
ritualit; che sta studiando. 1a per far questo deve aderire alla forma
(e non con semplice curiosit; ma con amore) e non solo alla
sostanza (che nella maggior parte dei casi ! protetta dalla forma e
perci. inconoscibile).
-uindi a nostro avviso la forma non pu. essere semplicemente indagata ma soprattutto amata anzi
contemplata lasciando che la stessa operi il suo piccolo miracolo trasmutativi (purch: lempatia
spirituale abbia modo di attivarsi nellanima del praticante).%5'
<os= come lalchimia non si studia sui testi ma si pratica in laboratorio cos= lesoterismo
cristiano o islamico o buddista non si praticano in biblioteca ma allinterno delle regole
eCoteriche proprie della tradizione dappartenenza.
1a oggi nella cultura del fai da te del io mi inizio da solo una disciplina che non susciti
emozione partecipazione brividi cosmici singoli o collettivi a non finire viene considerata
(soprattutto in occidente) paccottiglia da beghine superstizione e modo per dar potere?ai preti
dogni razza.
8pesso si crede che la forma sia una sovrastruttura inventata dalle paure degli uomini e si perde il
senso dellomologia cieloDterra quindi il senso stesso di religiosit; e di rito.
<! anche da dire che le istituzioni religiose si sono spesso alacremente impegnate a demotivare
con il loro comportamento temporale o oltranzista o fanatico gli autentici ricercatori confinandoli
spesso tra gli eretici e riscattandoli poi? una volta morti. *er questo forse ! assai vero quel detto
che ! molto pi0 importante incontrare il 1aestro di quanto sia importante incontrare la 9ia e che
senza questo ! assai difficile riconoscere quella.
, evidente che la forma pu. modificarsi infinite volte ma se il riDspetto (da speculum) ! mantenuto
integro dalla sapienza iniziatica che da vita ad una particolare forma qualsiasi modifica non
altera la sostanza sapienziale il seme spirituale resta comunque integro luminoso e attivo.
8apienza iniziatica dunque# conditioDsineDquaDnon perch: la forma non ceda a ricatti prometeici
cosa che accade regolarmente ogni volta che si confonde il mondo emotivo o il successo sociale
per conseguimento spirituale.
4l rifiuto o il timore della liturgia e della regola (se correttamente trasmesse) ! dunque presunzione e
sopravvalutazione di quella percezione di cui abbiamo parlato nella introduzione al corso di
3
questannoB ! fiducia nel proprio permeabile e sentire (anche se parliamo di sensibilit; raffinata)
volendo soggiogare il soprasensibile alla nostra? sensibilit; intellettuale.
, ci. ! incongruo.
)ttribuire allFrdqBErma della +isciplina un carattere limitativo e alla percezione spontanea un
carattere predominante ! una prerogativa delluomo post rinascimentale hegeliano illuministaB ma
anche pensare che il romanticismo di tipo un po Gagneriano rappresenti un superamento di tale
illuminismo ! un ulteriore inganno.
Rinnegare le qualit; delle regulae delle comunit; monastiche medioevali (che poi chiss; perch:
sono quelle che creano maggiori appetiti? indagatorii proprio da parte di coloro che non si
sottometterebbero mai ad una qualsiasi di quelle regulae) ! una caratteristica di un uomo che mal
sopporta limitazioni alla sua libert; (presunta) che teme di chinare la testa alla regola spietata
delle griglie di cui sopra che non accetta il senso sacro dellhumus e non si accorge come
questa sia la grande porta? per entrare nella prigione della vanit;.
<! un film divertente che hanno dato pochi giorni fa in televisione e che si chiama Lavvocato
del diavolo. <hi non lo ha visto cerchi di procurarselo. 9ale la pena di vederlo per le ultime tre
battute che ovviamente non vi dico.
%&' 4l concetto di omologia ! spiegato assai efficacemente in un vecchio testo di A. Lefebure dal titolo les
$omologies ma lo ritroviamo anche in "u:non su 4niziazione e realizzazione spirituale nonch: in 9irio su
Erientamenti iniziatici
%(' Ritmi della scienza sacra
%/' )rmonia figlia di )rs e )frodite secondo la tradizione @ebana rappresenta propriamente lequilibrio fra il principio
attivo e passivo. <ontraddistigue il bello e buono come equilibrio e temperanza nello svolgimento dellEpus. )d
)rmonia appartiene la veste preparata dalle stesse <ariti che ottiene in occasione delle sue nozze con leroe <admo.
%2' 1isteri e simboli della <roce.
%3' -uando *latone e tanti altri fino a Heplero parlano dellarmonia delle sfere celesti e relazionano tale armonia a
dei percorsi obbligati rigidamente connessi alla musica intesa quale armonico rapporto fra frequenze non fanno altro
che riflettere una omologia che ! da sempre presente nel codice genetico rituale delluomo.
%6' 1entre i riti comportano necessariamente un elemento non umano le cerimonie sono invece qualcosa di
puramente umano? (R. "u:non# <erimonialismo ed estetismo D su 4niziazione e realizzazione spirituale)
%I' 1ousich: ! un termine greco con cui soprattutto nellorfismo e nel pitagorismo la matematica e la geometria si
uniscono al suono e alleuritmia.
%>' Luciano nato a 8amosata sull,ufrate agli inizi del secondo secolo d. <. fu come noto un retore famoso che si
dedic. alla ricerca filosofica soltanto nella seconda parte della sua vita. 4l suo repertorio letterario ! vastissimo anche se
meno conosciuto di quel che merita.
%5' Non ! possibile a titolo desempio comprendere realmente la portata spirituale di uno stupa buddista se non
vivo le ritualit; per cui ! nato. Lo stesso dicasi di una moschea o di una chiesa cristiana. Jna vetrata gotica non !
bella sono per la sua indubbia qualit; estetica o per lemozione che arreca ma per ci. che rappresenta in ambito
religioso e liturgico. <hi lha fatta non voleva stupire ma pregare.
Jltimo aggiornamento ("ioved= (> Ettobre (7&7 ((#&7)
6

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o La @radizione (di <.Lanzi)
o La 9ia e la @radizione (di <.Lanzi)
o Le 4cone e la Orugiada della "raziaO (di 9.+ordolo)
o 1ediaticamente schifosi (,ditoriale n./7)
o 1elodia ritmi rumori e terapia (<.Lanzi)
o 1usica e partecipazione nella liturgia (di ".Laroffio)
o 1Qstica pseudoDmQstica e fascinazioni esotiche (di ). +e Luca)
o Riti arcaici e simbolismo ermetico e religioso. (di <.Lanzi)
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o Riti e Aormule 1agiche nellM)ntico ,gitto (di A.Ridolfi)
o R4@14 e R4@4# 4l pitagorismo e lEccidente (di N. +)nna)
o 8iamo tutti tradizionalistiR (,ditoriale N.2)
o 8orgenti e fontane della giovinezza (di <.Lanzi)
o 9eterum 8apientia
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