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La storia della famiglia

ROPA
Dalla Val Samoggia alla citt di Bologna
(1450 - 2012)



Raccontata da Alfonso ROPA jr









Bologna, dicembre 2012.
La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 1

Altre copie sono state stampate per essere date a coloro che hanno
contribuito alla realizzazione di questo lavoro, nonch a parenti e
amici.

INFORMAZIONI PRELIMINARI
Questa pubblicazione privata, promossa e curata da Alfonso Ropa, stata
redatta in sole dieci copie non commerciabili e sono state affidate a:
La copia numero 1 - stata affidata
a ROPA ALFONSO
La copia numero - 2 stata affidata
a ROPA MICHELE
La copia numero 3 - stata affidata
a ROPA GIAMPAOLO
La copia numero 4 - stata affidata
a ROPA FRANCO
La copia numero - 5 stata affidata
a ROPA VITTORIA, la Zia RINA
La copia numero 6 - stata affidata
allARCHIGINNASIO di Bologna
La copia numero 7 - stata affidata
al COMUNE di SAVIGNO
Le copie numero 8 e 9 - saranno affidate ai cari nipoti KEVIN e
STEVEN al raggiungimento della loro maggiore et
La copia numero 10 sar collocata
allinterno della TOMBA di FAMIGLIA e l dovr rimanere per i
posteri.
Bologna, dicembre 2012

Per conoscenza e accettazione gli eredi principali firmano in calce:
ROPA ALFONSO.
ROPA GIAMPAOLO.
ROPA FRANCO.





La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 2






















Ringraziamenti
Per la fondamentale collaborazione:
La dott.ssa Chiara Reatti
La dott.ssa Anna Brini
Il prof. Vittorio Lenzi
Il prof. Marco Bronzi Rusconi

Per lutile partecipazione:
Lavv. Vittorio Baravelli
Il dott. Sergio La Canna
L avv. Mauro Pacilio

Questo lavoro
dedicato a Vittoria
Ropa,
la Zia Rina di Genova


La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 3

Presentazione


a mia innata curiosit e la voglia di conoscere mi hanno
condotto alla ricerca delle mie radici.
Ho intrapreso questo lavoro con il preciso intento di trovare,
raccogliere, riferire e preservare i ricordi del passato della mia
famiglia.
Queste memorie saranno affidate ai figli e ai nipoti della nostra futura
generazione a cui questopera indirizzata e dedicata.
Se la lettura di questa mio lavoro procurer loro le stesse emozioni da
me provate durante la ricerca, mi sentir soddisfatto perch avr
raggiunto lobiettivo prefissato.
Una copia di questo libro sar collocata nella tomba di famiglia (e l
dovr rimanere!) a futura memoria.
Con tale gesto si vuole impegnare i firmatari della scrittura privata
(riportata nella parte quarta) a onorare le disposizioni contenute nella
scrittura stessa e come documento per i posteri.

L
La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 4




Mi sono cos cimentato in questo per me nuovo e impegnativo lavoro
di ricercatore conducendo indagini indirizzate a conoscere le
origini del mio cognome e quindi della mia stirpe.
Un hobby nuovo (e qualcuno commenter: Come se non ne avesse
abbastanza!) molto, molto avvincente, nel quale mi sono immerso
con grande passione dedicandovi parecchio tempo, per raccontare

La storia della famiglia ROPA

Il lavoro si basa principalmente sul contributo fornito dalla zia
Vittoria Ernesta Ropa di Genova, per noi zia Rina, che la
memoria storica della famiglia, la depositaria di tutte le vicende, in
parte segrete, che hanno riguardato i nostri predecessori
essenzialmente lungo larco di cento anni.
In pratica ho intervistato la zia, con tanto di registratore, per
conoscere, spesso per carpire, tutte le notizie possibili riguardanti la
nostra famiglia e cogliere le inevitabili emozioni.
Per comodit espositiva ho diviso il lavoro in parti.
Le parti sono una sorta di contenitori, dotati di unintitolazione, nei
quali, di volta in volta, inserir i risultati delle indagini svolte nonch
varie immagini inerenti al tema trattato.
I racconti della zia, che faranno da filo conduttore allopera,
introdurranno:

la PARTE PRIMA intitolata...

La zia Rina mi ha raccontato

Questa sezione accoglier le testimonianze della zia Rina e
contemporaneamente si apriranno delle finestre di
approfondimento sui vari personaggi di cui saranno raccontate
vicende, ma anche aneddoti e curiosit, con il corredo di fotografie
e immagini varie.

La PARTE SECONDA intitolata

La genealogia della famiglia ROPA

La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 5




Avvalendomi della collaborazione di persone esperte della materia,
andr alla ricerca dei miei antenati riferendo ogni scoperta utile che li
riguarda. Comporr e illustrer lalbero genealogico, iniziando da me
stesso, com la procedura, per risalire ai parenti pi remoti che
riuscir a scoprire con le indagini.
Perfezioner il lavoro con una breve biografia dei personaggi
incontrati riportando notizie, dati, curiosit, fotografie e riproduzioni
di vari documenti.

La PARTE TERZA intitolata

Origine e significato del cognome ROPA

Andr alla ricerca di tutte le notizie sullargomento indagando anche
sulla diffusione del cognome Ropa in Italia e nel mondo.
Questa frazione di lavoro, coadiuvato da altri, la tratter attingendo
essenzialmente dal web per raccogliere il maggior numero di
informazioni utili.

La PARTE QUARTA intitolata

Dove riposano i nostri cari

Racconter la storia della tomba di famiglia che si trova alla Certosa
di Bologna.
Il lavoro terminer con una...

Appendice

che conterr documenti vari, dati e informazioni supplementari che
potranno essere dinteresse per il lettore.



Rivolgo un particolare ringraziamento alla mia cara moglie Paola che ha
generosamente contribuito al finanziamento di questa mia opera.

La storia della famiglia ROPA
Presentazione - pag. 6

Indice delle parti


PARTE PRIMA:
La zia Rina mi ha raccontato.
Colloquio - intervista con la
Zia Rina.

PARTE SECONDA:
Genealogia della famiglia ROPA
Come ho proceduto per realizzare la ricerca
genealogica.
Qualche nota introduttiva di genealogia.
I ROPA in Val Samoggia.
La situazione storica della famiglia Ropa.
Ricerca genealogica della famiglia Ropa.
Genealogia della famiglia Ropa da Domenico (1450 ca)
a Kevin(1999) e Steven (2004).
Trascrizione di documenti interessanti.

PARTE TERZA:
Origine e significato del cognome ROPA.
Ricerca sulle origini e significato del
cognome ROPA.
Diffusione del cognome ROPA in Italia e nel
mondo.

PARTE QUARTA:
Dove riposano i nostri cari.
La tomba di famiglia alla Cerosa di Bologna.
Elogio funebre per pap Mino.

APPENDICE
Documenti vari








La zia Rina mi ha
raccontato


Colloquio intervista con la zia Rina
Genova, 6 e 7 Luglio 2010

La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 1

Colloquio intervista
con la zia Rina

Finalmente incontro la zia Rina per
realizzare lintervista da tempo pro-
gettata.
Il suo vero nome, quello che, come
lei dice con orgoglio, scritto sulla
carta didentit, Vittoria Ernesta
che divenne familiarmente Vittorina,
abbreviato poi in Rina.
Lincontro avviene a Genova, nel
quartiere di Boccadasse, nella con-
fortevole casa di riposo Ave Maria,
dove si trova da sei anni.
Ha novantasei anni ( nata per
lesattezza il 26 ottobre del
1916) ma non li dimostra, lo
spirito vivace.
Qualche acciacco, normale per
la veneranda et.
E la figlia di Luigi Ropa e di
Natalina Sonzogno.
Luigi il sesto degli otto figli
di Gaspare ed il fratello di
mio nonno Alfonso.
Il colloquio - intervista stato
realizzato in tre fasi, la mattina e il pomeriggio del 6 luglio e la matti-
na del 7 luglio 2010.
Gi da qualche tempo le avevo anticipato la mia visita, per preparala,
e le avevo detto dellidea di realizzare questo libro. Quando per co-
minciamo, la zia rivela un poco di emozione, forse perch consapevo-
le del ruolo impegnativo, quello di memoria storica, che le avevo as-
segnato per questo progetto.
Poi il timore piano piano svanisce e appare pi sicura e spedita nel
raccontare i ricordi ai quali io la sollecito.


Casa di riposo Ave Maria a Boccadasse
Zia Rina
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 2

Per comodit di chi si appresta alla lettura, presento una sintetica
genealogia da Gaspare Ropa (figlio di Domenico Ropa e Giovanna
Guermandi) che spos Teodora Sandoni ed ebbero otto figli.

Angelina (sposa Augusto Gavina, un vedovo che ha due figli
- non ne generano altri).
Giuseppe (sposa Elisa, hanno un figlio, Eligio, che a sua volta
genera tre figli: Nevio, Fabio, Anna).
Pietro.
Enrico (sposa Anna Bolelli e generano quattro figli: Gino, Dario,
Guido e Caterina detta Rina).
Maria (sposa Giuseppe Vancini e generano sette figlie: Aida,
Alfonsa, Augusta, Elvira, Evelina, Bianca, Ines).
Luigi (sposa Natalina Sonzogno e generano una figlia: Rina, la
nostra intervistata, che sposa Angelo Alberti).
Clelia (sposa Chiarini e generano quattro figli: Vittorio, Evelina,
Armide, Albertina).














Alfonso jr
14/5/1946
Paola Adami
26/3/1948
Michele
28/4/1970
Edel Murphy
7/1/1969
Kevin
8/12/1999
Steven
28/12/2004
Alfonso sr (sposa Clelia Predieri e generano due figli: Giuseppe e
Mino. Giuseppe, detto Pippo, genera Franco. Mino genera
Gianpaolo e Alfonso jr.).
Alfonso jr sposa Paola Adami e generano Michele, che sposa
Edel Murphy ed hanno due figli: Kevin e Steven.

La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 3

Riporto ora, il pi fedelmente possibile, i racconti, registra-
ti, della zia Rina riguardanti i vari membri della famiglia.
Cara zia, iniziamo con Gaspare Ropa che nacque
a Castelfranco Emilia il 31 luglio 1838, mi racconti

Gaspare si spos, ma non so dove, con Sandoni Teodora.
Gaspare aveva un fratello che si chiamava Nicola.
Da piccolo lo avevano mandato dove preparano i prossimi pretis, insom-
ma, aveva fatto un po il seminarista e impar a leggere e scrivere. Una volta
i bambini poveri erano inviati in seminario.
Dinverno, quando le famiglie si
radunavano nelle stalle per stare
al caldo, era proprio unusanza,
lui leggeva per gli altri, forse leg-
geva la Bibbia; aveva molti libri.
Era orologiaio ma senza una bot-
tega sua, andava di casa in casa
per fare lavoretti; dove lo chiama-
vano per aggiustare lui andava.

Era un ometto molto pratico e inventava
anche delle piccole cose, aveva fatto un
piccolo macchinario per fare la pasta: di-
talini, spaghetti

Questa macchina qui laveva ancora lo
zio Giuseppe (Vancini, marito di Ma-
ria Ropa) io lho vista l, a casa sua e mi
hanno detto che laveva fatta Gasparino.
Le vicine venivano a farsi la pasta con
quella macchina e la moglie Teodora si lamentava perch non portavano nep-
pure un pezzo di legno necessario per fare la brace che serviva ad asciugare la
pasta.
Aiutava a leggere e scrivere, cera molto analfabetismo allora.
Cera anche tanta miseria, gli uomini facevano i braccianti, non avevano la
terra e si prestavano per lavori nei campi come mietere o lavorare la canapa,
facevano le giornate.
Quando mor Gaspare, ma non ricordo in quale periodo poich ancora non
usava fare il santino mortuario, la moglie Teodora rimase a vivere a Bologna,
Antica macchina per fare la pasta
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 4

in via Saragozza nella casa di suo figlio, tuo nonno Alfonso (ottavo figlio di
Gaspare) ed l che mor circa nel venti o ventidue, aveva 82 anni.
Teodora era golosa di dolci e oltre a mangiare quelli che faceva tua nonna
Clelia da vendere nel bar di nonno Alfonso, se ne comprava qualcuno da al-
tra parte. Luigi mi raccont che una volta suo pap Gaspare, insieme al fra-
tello Nicola, and a un matrimonio in un paese vicino e durante il viaggio
col calesse and persa la zanetta (il bastone nel dialetto bolognese) di
Gaspare. Una perdita grave, non tanto per il valore del bastone, quanto per il
prestigio che rappresentava quelloggetto.

Proseguiamo con lAngelina, la prima figlia
di Gaspare

LAngelina mor giovane, mio padre Luigi, che dellottantuno, non lha
conosciuta perch era ancora un bambino.
LAngelina spos un vedovo (Augusto Gavina) che aveva due figli, lei non
ha avuto figli, questo lo ripeteva sempre!
Sia il padre che i figli erano tisici anche perch la pulizia e ligiene non era
come adesso, tiravano su lacqua dal pozzo.

Poi abbiamo Giuseppe
Giuseppe il secondo figlio di Gaspare, pi vec-
chio di mio pap Luigi, mor durante la guerra,
questa qui (mor, infatti, nel 1943), aveva 77
anni. Giuseppe era il contadino del prete delle
Budrie (frazione di S.G. Persiceto.)

Sua moglie Elisa (mor nel 1962) era la perpetua del parroco di
allora. Hanno avuto due figli ma uno morto giovane.
Laltro, di nome Eligio, era tanto bravo, faceva
linfermiere a San Giovanni in Persiceto. Eligio si
spos, ebbe due figli maschi e una femmina ma
non mi ricordo il nome dei figli (Nevio, Fabio e
Anna). Uno faceva il barbiere ed rimasto a San
Giovanni in Persiceto, non era sposato e viveva in
casa con i genitori.
Della figlia non mi ricordo il nome, mi pare Anna.
Giuseppe
Elisa
Fabio
Eligio
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 5

Passiamo a Pietro, quello che and in America

Pietro va in America e sta diciassette anni senza dare notizie. Quando era
in Italia faceva il bracciante.
L, in America, nessuno sa che lavoro facesse; lo spedirono in Francia poi,
poich aveva una
gamba malata,
dalla Francia lo
rimpatriarono
in Italia.
Fu avvisato da
mio pap Luigi
che and a pren-
derlo in stazione,
a Genova.
Lo cur e lo vest;
aveva il cuore
tenero mio padre!
A Genova stette 15 o 20 giorni poi lo indirizz a Bologna da tuo nonno Al-
fonso. Siccome mio padre, cuore tenero, lo aveva ricevuto come un principe,
Pietro pens che Alfonso gli avrebbe riservato il medesimo trattamento.
Ma si sbagliava!
Arrivato a Bologna Pietro si present in bottega da Alfonso e con unaria
sfrontata lo sgrid dicendo: Non sei neanche venuto in stazione.
Alfonso allora gli rispose: Sei stato diciassette anni senza darci notizie,
morta la mamma (Teodora) che per te ha versato tante lacrime credendoti
morto annegato nella tragedia del Titanic e tu vieni qua con delle pretese?
Vai via! Giuseppe Vancini, il marito di Maria Ropa, gli trov un posto da
contadino, ma quello non ne aveva voglia, lo mandarono via e lui divent un
barbone (e da barbone mor, a Bologna).

Non ebbe figli, cos mi risulta.


Quando si avvicinava al bar di Alfonso
lui lo mandava via.
Tuo nonno Alfonso era forte, era diverso da
tutti gli altri.


La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 6

Parliamo di Enrico

Enrico lavorava in un liquorificio, quello che
nominano sempreAmaro Montenegro; prima
lavorava come uomo di fatica, cavava la sabbia
dal Reno.
Aveva avuto tre figli maschi e una femmina
(Gino, Dario, Guido e Caterina).
La moglie, che io ho appena conosciuto, si
chiamava Anna Bolelli, mor giovane, aveva quarantotto anni.
La figlia femmina, Caterina, la chiamavano Rina.
Ebbe un bambino senza essere sposata che si sar chiamato
Ropa di cognome, ma il nome non lo so.
Della Rina se ne occup tua nonna, se ne occup tanto aiu-
tandola anche con qualche soldo. La Rina lavorava in quella
fabbrica vicino alla ferrovia...Marelli, Magneti Marelli?
Dei figli maschi di Anna Bolelli, Gino lho conosciuto perch
fece il militare in riviera, mi pare ad Albenga. Da civile lavorava in una fab-
brica. Gli altri due non li ho conosciuti, non eravamo tanto in contatto.
Gino ha avuto dei figli, ma non so il loro nome.

Mi parli ora di Maria Ropa e del marito Giuseppe

Maria faceva la serva presso una famiglia
di contadini. Quelli che non avevano terra
facevano i braccianti e le donne cercavano di
andare a servizio.
I Vancini erano mezzadri a Zenerigolo, un
piccolo borgo vicino a S. Giovanni in Persi-
ceto. Ammucchiarono tanto che riuscirono a
comprare il terreno a Calcara che la pro-
priet, un ospedale di Bologna, aveva messo
in vendita. Io ci andavo spesso con mio
padre, avevo cinque o sei anni.
Il terreno era molto esteso e se lo divisero: mezza parte a Giu-
seppe Vancini e mezza parte a suo fratello Gaetano.
A Zenerigolo erano tutti insieme poi si divisero il terreno
acquistato, come detto, a Calcara.

Enrico
Anna Bolelli
Caterina
detta Rina
Maria Ropa
con la figlia
Evelina
Giuseppe
Vancini
Elvira Vancini
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 7

Maria e Giuseppe ebbero sette figlie, la prima fu lAida, poi
lAlfonsa, lAugusta, che era gobbetta, lElvira, lEvelina
e la Bianca; dopo qualche anno nacque lInes.
Penso che la Bianca fosse del dodici (1912) come tuo zio
Giuseppe.
Mi ricordo bene lEvelina e la Bianca perch io sono del
1916 e loro erano del 1910 e del 1912.
Lavoravano nel campo, le facevano lavorare come degli
uomini. Coltivavano soprattutto il grano, lerba medica
per le bestie e la canapa. Conducevano una vita da cani.
Si alzavano alla mattina presto. Quando cera il lavoro come la mietitura o la
canapa, si alzavano anche alle cinque, se non prima!
La canapa la mettevano a macerare nel macero. Mettevano le mannelle
(fascine) di canapa nellacqua e sopra ci mettevano delle pietre in modo che
affondassero completamente. Nellacqua la canapa doveva rimanere comple-
tamente immersa; dopo otto giorni la levavano.
Le pietre le passavano a una a una alla persona che stava sulla sponda e le
ammucchiavano sulla riva. Collocavano la canapa ad asciu-
gare mettendo le mannelle dritte, ma in cima erano aperte,
per farle sfogare .
Aspettavano che fosse asciutta e poi (quanta fatica han-
no fatto quelle due ragazze, come due uomini!) quando
era bella secca, una mannella per volta, la mettevano su un
aggeggio e la battevano per rompere il legno; poi la scrolla-
vano e rimaneva la fibra. LAugusta, la gobba, non lavora-
va nel campo e quando mor la sua mamma, lei divent la
azdora. (Massaia). Teneva dietro alla casa, mungeva
perfino, era brava.
Faceva tanto lavoro quella gobbetta
l, poverina.

Era gobba perch da piccola i suoi fra-
telli lavevano caricata su una carriola
e la portavano in giro sullargine del
fiume. A un certo momento la carriola
sfugg loro di mano e si ribalt
sullargine.
La bambina cadde malamente e cre-
scendo, singobb.

Bianca Vancini in
Bergonzoni
Augusta
La canapa viene messa a macerare
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 8

E ora mi parli dei suoi genitori,
Luigi Ropa e Natalina Sonzogno

Mio padre Luigi nacque ad Anzola Emilia.
In seguito emigr con la famiglia a Sala Bo-
lognese dove in una chiesa, che era una pieve
antica (1), fece la comunione.
Una volta, con mio marito Angelo, andammo
a vedere quella chiesa, era antica, era del
mille.
Il parroco di allora laveva fatta restaurare e
Luigi gli disse: Prima cerano delle stelle
nella volta e dove sono ora?
Luigi, quando era bambino, faceva il garzone
presso un contadino.
Gli facevano fare di tutto, dormiva nel
pagliaio, poverino!
I garzoni pi grandi avranno dormito nel
letto, ma i ragazzi nella paglia.
Poi, a quindici anni, and a lavorare come
bracciante. Quando era garzonetto, destate, finita la scuola, seguiva i maiali.
Non lo pagavano, gli davano solo da mangiare e cos non pesava sulla fami-
glia come facevano tutti.
Una volta si rivolse al fattore e disse: Come mai il sole oggi non tramonta
mai? (intendendo che la giornata era lun-
ga e non finiva mai).
E il fattore gli rispose: Bel biondino, da doma-
ni non vieni pi a lavorare!
(che tempi!)
Un altro aneddoto che ti voglio raccontare ri-
guarda la povert di quei tempi e la severit di
Gaspare.
La carne si mangiava una sola volta a settima-
na, la domenica.
Al pap Gaspare che faceva le razioni, Luigi
chiedeva il pezzo con pi grasso ma lui gli ri-
spondeva: Ti prenderai quello che ti tocca!
Luigi Ropa nel 1907
Luigi Ropa nel 1916
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 9

Quando ebbe vent anni,
nel 1901, ecco questo me
lo ricordo bene, fece do-
manda per diventare ca-
rabiniere; cercava un la-
voro meno pesantepoi
gli sar piaciuto! And a
Roma alla scuola per sei
mesi e, promosso carabi-
niere, lo trasferirono a
Bologna.
Successivamente ebbe
la sede a Ferrara.

In seguito cambi diversi posti. Portava i baffi, a quei tempi cera lobbligo,
mi pare. Quando era a Bologna aveva gi ammucchiato 50 lire.
Suo padre Gaspare and a trovarlo e Luigi gli disse: Sono ricco adesso, vedi
quanti soldi ho? Te ne do mezzi. Voleva darne mezzi a suo padre!
E suo padre gli rispose: No, tienili che potresti averne bisogno.
Questo episodio Luigi lo raccontava sempre e si commuoveva, diceva a tutti
che suo padre era un uomo giusto e buono e non aveva voluto mai niente,
neanche 10 lire.
Luigi si spos nel 1914 e nel 1915 lo richiamarono per la Grande Guerra.
Poich aveva gi un po di annifacciamo un po il conto del 1881 e
aveva gi trentaquattro anni, lo mandarono sulladriatico per vigilare che
non sbarcassero gli Austriaci. Poco tempo dopo fece domanda per venire a
Genova e gliela concessero; faceva servizio sul treno Genova - Pisa.
Torn a casa e quei quattro anni di guerra li calcolarono economicamente
come sedici anni.
Ora ti faccio ridere... da vecchio si divertivano a fargli ripetere le cose e gli
dicevano Prender una bella pensione che ha fatto sedici anni!!! E lui
rispondeva: No, no, purtroppo occorrevano sedici anni sei mesi e un giorno
e quindi, sfortunatamente, ho perso tutto!.
Un altro episodio curioso che amava fumare i sigari mettendoli nel bocchi-
no. Una volta un vecchio amico gli regal un bocchino fatto di balestrite, un
materiale che serve per innescare le micce e quando il sigaro che fumava ar-
riv con la brace al bocchino questo scoppi. Per fortuna senza danni.
Questa vicenda occorsa a Luigi rimase sulla bocca di tutti per lungo tempo.
In seguito chiese il trasferimento a Torino perch cerano dei colleghi che ne
venivano e dicevano che si trovavano bene.
Genova era sotto la legione di Torino.
Luigi e Natalina. Ricordo delle nozze doro

La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 10

Nel 1908, che lanno del terremoto di Messina, i carabinieri furono orga-
nizzati per essere inviati a prestare soccorso alle popolazioni ma poi Luigi
non and perch bastavano quelli che avevano.
Fece il carabiniere per dodici anni, dal 1901 al 1913 poi si conged. Gli da-
vano 1,51 lire e doveva pagarsi il mangiare e il servo (attendente?) che gli
pulisse la camera. Prese tre rafferme (una sorta di liquidazione), ma non
spese i soldi. Si mise alla ricerca di una bottega per fermarsi a Genova.
Nel 1913 conobbe la mia mamma che aveva una botteguccia dove vendeva
di tutto: pane, pasta, salame, sapo-
ne, lucido da scarpe quelle botte-
gucce come cerano una volta nei
paesi.
Sinnamorarono, ma non come adesso
da far pazzie, era importante trovarsi
una persona buona per ammogliarsi.
Il 22 aprile 1914 si sposarono.
Dopo tanti sacrifici riuscirono a mettere
insieme i soldi per comprare una botte-
ga di generi alimentari con, adiacente,
un piccolo appartamento di due stanze,
la cucina e il gabinetto tutto piastrella-
to.
Siamo nel 1925/26.
La bottega aveva il retro e la cantina.

Il cognome della mamma, Sonzogno,
deriva da Bergamo perch un suo bisnonno o trisnonno venne a Genova che
cera la peste e non si trovavano scaricatori del posto per il lavoro nel porto.
Allora venne un gruppo da Bergamo per caricare le navi.
Ebbero tanti benefici, perfino quello di ereditare il posto di lavoro e altri van-
taggi ancora.

Natalina Ropa, mamma della zia Rina
e moglie di Luigi Ropa
La " botteguccia", a destra Luigi
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 11

Per non mollare questi benefici i camalli (2) litigavano.
Ancora venti anni fa Bantini, che era il capo dei camalli,
and sul giornale per le liti, perch non voleva mollare i pri-
vilegi.

1) Il termine pieve indica una chiesa rurale inserita nell'ambito
di una circoscrizione ecclesiastica.
Le pievi furono costruite lungo corsi d'acqua e in prossimit della confluenza di
pi strade allo scopo di facilitarne il raggiungimento da parte degli abitanti che
vivevano nelle campagne. Lo stesso termine pieve deriva dal latino plebs, plebis
che significa, infatti, plebe, evidenziando quindi che la funzione di tali edifici re-
ligiosi consisteva nell'offrire alla popolazione un luogo di culto pi vicino rispet-
to a quelli presenti nelle citt. Le pievi assunsero una grande importanza per i vil-
laggi, diventando punti di riferimento per la vita religiosa, tanto che per molti se-
coli restarono gli unici edifici dotati di fonte battesimale e cimitero.
La diffusione delle pievi inizi nel V secolo contemporaneamente alla diffusione
della religione cristiana.

2) Il termine dialettale camallo era usato fino a pochi decenni or sono per indicare
gli scaricatori delle navi nel porto di Genova ma anche in quello di Savona.

Ora parliamo di Clelia Ropa e di suo marito Chiarini

La Clelia non so che lavoro facesse, il marito si chiamava
Chiarini e sar stato un giornaliero, (operaio assunto
a giornata) ebbero quattro figli, due maschi e due femmine.
Si chiamavano Vittorio, Armide, Evelina e Albertina.
Poveretti ebbero tante disgrazie!
Armide era cieco. Vittorio mor da giovane, aveva ventidue
anni, in un incidente col tram.
( vedi articolo di giornale nella pagina seguente).
A quei tempi le disgrazie che capitavano con il tram erano purtroppo fre-
quenti.
Le due ragazze, lArmide e lEvelina, si sposarono.
Alfonso cerc sempre di aiutare sua sorella Clelia, le stette tanto dietro, pove-
rina, la accud e cos fece anche la nonna Clelia.

Clelia Ropa (1884 - 1980) fu tumulata nella bella tomba della vostra
famiglia nella Certosa di Bologna.
Scaricatori
Clelia Ropa
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 12






















Vittorio Chiarini
1915 - 1937





trascorrere lietamente la seconda festa di Natale e
si era attardato per assistere ad uno spettacolo tea-
trale, al cui termine raggiungeva Piazza Malpighi
per prendere lultima corsa del tram di Casalec-
chio. Giunto che fu in fondo al piazzale vide la
vettura che stava gi per mettersi in moto. Allora
egli la rincorse; e, arrivato allaltezza di via Fras-
sinago pareva che il suo sforzo stesse per avere
ragione. Aveva di gi afferrato la maniglia della
vettura ma fatalmente il ghiaccio della strada lo
costrinse a scivolare facendo un pauroso ruzzolo-
ne. Le ruote dellultima vettura giunsero a spez-
zargli le gambe.
Savvert uno straziante grido. Fermato il convo-
glio, il Chiarini veniva pertanto soccorso. Ma to-
sto si vide che, per la gravit delle ferite, il disgra-
ziato era ridotto in pietose condizioni.
Trasportato durgenza allospedale Maggiore ve-
niva premurosamente assistito dai sanitari i quali
tentarono con ogni mezzo, di strapparlo alla mor-
te. In un primo momento, infatti, qualche speranza
pareva che si delineasse e la povera madre, accor-
sa al capezzale del figliolo, aveva avuto per un at-
timo una tregua nel suo indicibile strazio. Ogni
premura per non valse ad evitare la catastrofe e
nella giornata di ieri il povero giovane spirava.
Il Resto del Carlino, 1937
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 13

Di Alfonso Ropa e Clelia Predieri cosa mi dice?
..tuo nonno era una per-
sona molto buona, che vo-
leva bene ai suoi fratelli
tranne quello
dellAmerica, che non die-
de notizie, per diciassette
anni, alla sua mamma che
mor senza sapere nulla di
lui. Quando poteva, in ge-
nere in estate, faceva il giro
di tutti i fratelli per vederli,
salutarli e informarsi del loro stato di salute. Era
generoso e ci teneva che migliorassero la loro condi-
zione economica. Per questo voleva acquistare la
casetta (oggi via Saragozza 223) adiacente al cor-
tile, per portarli via dai lavori umili della campagna
e condurli a vivere in citt e migliorare cos la loro
esistenza.
Ti voglio raccontare, una piccola incomprensione che capit tra nonna Clelia
e la Chiara, moglie di Pippo..
Una volta Chiara aveva messo un pollo a rosolare dicendo alla Clelia di con-
trollare la cottura durante la sua assenza.
La Clelia cambi il tegame perch lo riteneva troppo
piccolo; al ritorno la Chiara sinfuri: Ma perch mi
ha cambiato il tegame?.
In casa chi comandava era nonna Clelia, le due nuore
stavano zitte oppure si lamentavano sottovoce.
Una volta lElena, tua mamma, disse a bassa voce:
Ho fatto sempre la serva, sapr ben fare i lavori?.
Alfonso Ropa senior
Clelia Predieri
Alfonso a Villa delle
Rose
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 14
























Copia del certificato del matrimonio di Alfonso Ropa sr e Clelia Predieri rila-
sciato dal Parroco della chiesa S. Antonio Abate di Ceretolo. Come si vede il
cognome scritto in modo errato, Roppa anzich Ropa.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 15










Alfonso era il pi piccolo degli otto fratelli, era del 1886.
La famiglia, che proveniva da Anzola dellEmilia, and ad abitare ai Camini
Nuovi a Borgo Panigale (oggi di
fronte alla Ducati).

Alfonso and a fare il garzonetto in un
negozio, avr avuto dodici anni.
Ad Alfonso piaceva molto ballare e fu
proprio a una festa, dalle parti di Cere-
tolo, che conobbe la Clelia.

Si sposarono abbastanza presto, a
Casalecchio. (22 ottobre 1912)
Fu in occasione del matrimonio che
conobbi Clelia, che era una bravis-
sima cuoca. Sapeva fare dolci squisi-
ti che preparava per casa ma anche
per il negozio.
Negozio che in due occasioni rice-
vette la visita dei ladri.
Alfonso allora fece costruire una scala interna che dal negozio saliva diret-
tamente nella stanza da letto. (in corrispondenza, oggi, dellangolo della
stanza da letto di Kevin e Steven).
I Camini Nuovi oggi,
di fronte alla Ducati

La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 16

Quando Clelia ci veniva a trovare a Genova si portava dietro il suo insepara-
bile tegamino di smalto blu che le serviva per cucinare degli ottimi manica-
retti.
Ho ancora la ricetta che mi diede per fare il certosino di Bologna.

Mi viene in mente un altro episodio
che riguarda tua nonna Clelia: aveva
fatto del fritto misto e delle sfrappole e
ne mangi tante perch diceva che era-
no leggere, ma stette male tutta la set-
timana, venne
anche il dottore.

La Clelia era la
azdora di casa
Ropa.
Gran lavoratrice
e gran cuoca, sa-
peva cucinare ci-
bi squisiti.
Era in assoluto il capo di casa, tutti dipendevano da lei, figli e nipoti.
Lei ordinava, disponeva, si occupava di tuttoloro dovevano semplicemente
ubbidire.
Alfonso e Clelia ebbero due figli: Giuseppe, detto Pippo, che del 1913 e Mi-
no che del 1914.
Alfonso era devoto di SantAntonio da Padova tant che fece amministrare
la cresima e la comunione ai figli Giuseppe e Mino (mio padre), nello stesso
giorno, a Padova, nella Basilica dedicata al Santo. Alfonso e Clelia celebraro-
no anche le nozze dargento. il 22
ottobre 1937.
( vedi la cartolina originale)

Per celebrare questi eventi tenne
chiuso il negozio per lintero gior-
noun fatto eccezionale poich in
quei tempi non si chiudeva neppu-
re la domenica
Ricetta originale del certosino
La nonna Clelia con
Zara (1961)
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 17

Presero unosteria in piazza Galileo poi da l si
spostarono a Castel S. Pietro dove nacque tuo pap
Mino. Rientrarono a Bologna e si sistemarono in
via Saragozza, siamo nel 1918/20.
Durante la grande guerra, Alfonso fu richiamato e
and a Milano per un breve periodo.
Era gi sposato con due figli.
Tornato da militare apr il bar in via Saragozza.
Per acquistare il palazzo (e fece bene a fare quel
sacrificio perch col tempo divenne un grande
valore) si fece prestare i soldi da Vancini.
Prima per, per scaramanzia, mand la moglie Cle-
lia a farsi fare le carte che risultarono rassicu-
ranti, infatti, ebbe il prestito che poi sald.
Vancini era avaro, era nominato in famiglia per
lavarizia, ma i soldi li prest lo stesso,
sicuramente con meno interessi della banca.


















Dopo la morte di Alfonso, ucciso da quel soldato ubriaco, Clelia veniva spes-
so a Genova e quando poi fu venduto il negozio, cominci a fermarsi per lun-
ghi periodi perch laria del mare le faceva bene.

Alfonso con la moglie
Clelia Predieri
ed i figli Giuseppe e Mino,
a Padova, in occasione della
loro Cresima e Comunione.
Atto di acquisto della casa di via Saragozza e relativa piantina. Anno 1927
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 18

Ricordo che durante la guerra, quando cerano i bombardamenti, la famiglia
di Giuseppe e Mino, si rifugiava in centro, in via Nazario Sauro, nel loro
magazzino di prodotti di profumeria.
Allepoca commerciavano una speciale brillantina che colorava i capelli.
Bologna era considerata citt aperta. In seguito il magazzino fu distrutto
dai bombardamenti degli Alleati.
Ma la Clelia e Alfonso non corre-
vano a rifugiarsi, come gli altri, in
centro, rimanevano a casa e si affi-
davano alla Madonna di San Luca.






La Clelia pregava davanti allimmagine della
Madonna che teneva in camera da letto.
Nonno Alfonso, invece, scendeva in un piccolo
rifugio costruito in cantina.

Parliamo di Giuseppe (Pippo) e della Lippi Chiara
lo zio Pippo era un arrampicatore, voleva arrivare, si presentava bene, un
belluomo, alto, sempre elegante.
Voleva affermarsi assolutamente ed
per questo motivo che tuo padre
(Mino) aveva un poco dinvidia e si
sentiva sottomesso, soprattutto dopo
la morte del pap Alfonso. Giuseppe
era un elegantone. Si faceva fare le scarpe su misura. Mi
ricordo che mandava il suo calzolaio a copiare il modello
presso unimportante calzoleria del centro, e poi si faceva realizzare le scarpe
identiche allesemplare riprodotto.
1944: macerie lasciate dai bombarda-
menti in zona Meloncello.
Giuseppe Ropa
Chiara Lippi
Il Rifugio
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 19

Giuseppe era diventato amico del direttore della Venus, (azienda di pro-
fumeria) che gli diede diverse regioni come rappresentante.















Giuseppe amava moltissimo la caccia. Acquist una
tenuta a Tredozio (antico borgo fra Forl e Cesena)
con annessa casa colonica (casa Gattoni) e vi fece
tanti lavori in modo da renderla bella ed accogliente.
Di questa tenuta ne fece una riserva di caccia e ospi-
tava, per delle battute, molte delle sue conoscenze di
Bologna. In particolare mi ricordo del prof. Pannuti,
fondatore dellassociazione ANT.
Giuseppe fu anche socio fondatore del Tiro a Volo di
Casalecchio.
Una volta Giuseppe, era ancora giovane, per aiutare Alfonso nel bar, dovette
scendere in cantina con delle bottiglie vuote, cadde e si fece un taglio nel ten-
dine del braccio.
Lo portarono allospedale ma questo braccio gli rimase lievemente menomato
e questo gli serv per essere dispensato e non andare in guerra.
Lavorava e studiava da ragioniere, a trentanni ottenne il diploma.
Cominci presto a lavorare e si avvantaggi con lattivit non avendo fatto il
militare (il fratello Mino si fece cinque anni!).
I due fratelli, oltre al bar, avevano messo insieme una fabbrica di prodotti per
tingere i capelli e una bellissima profumeria che fu intestata alla Clelia.
Tuo padre Mino non se la sentiva di andare in giro a fare il rappresentante.
Giuseppe e Chiara il giorno delle nozze
Giuseppe nella te-
nuta di Tredozio
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 20

(La fabbrica, in via N. Sauro, fu bombardata, la profumeria fu vendu-
ta alla cartoleria Maestri Buffetti).
Nel negozio di profumeria cera, come commessa, la Chiara (Lippi) che di-
venne la moglie di Giuseppe. La Chiara, era un po prepotente, mai con Pip-
po per perch a lui era sottomessa come un cagnolino.



Quando mor Alfonso, Mino non si sent di
tirare avanti col bar, ci stava malvolentieri.
In accordo con lo zio Pippo lo misero in affit-
to e insieme aprirono un negozio di brillan-
tine e una profumeria in via Marconi.

Poi, dopo la guerra, presero una lavande-
ria, la pi grande in quel momento a Bolo-
gna, con dodici operaie, nella quale lavor
anche la tua mamma Elena.

In seguito arriv anche la Chiara, dopo che la profumeria di via Marconi era
stata venduta.


















Matrimonio di Paola e Alfonso con la
zia Chiara e lo zio Giuseppe. Anno 1969
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 21

La lavanderia serviva la clientela pi importante della citt, quella
che oggi chiameremmo vip oltre a noti industriali, compresi tutti i
giocatori del Bologna calcio. Anche Giampaolo aiutava nel lavoro e
molte volte mi prestavo anchio (potevo avere dodici o tredici anni) a
portare i capi lavati ai clienti e a sollecitare chi era in ritardo con i pa-
gamenti.



Nella foto: la formazione del Bologna che ha vinto
lo scudetto 1963-64, coach - Fulvio Bernardini. Da
sinistra, in piedi: Janich, Fogli, Furlanis, Tum-
burus, Capra, Negri. Accosciati: Perani, Bulgarelli,
Nielsen, Haller, Pavinato.



Angelo ed io venivamo spesso a Bologna a trovarvi.
Mino e Pippo, a loro volta, venivano a Genova a ri-
cambiare la visita. Una volta Pippo, avr avuto sedici o
diciassette anni, litig col suo pap, forse perch non
voleva stare in negozio (a differenza di Mino che in
negozio stava volentieri) e venne a Genova rimanen-
dovi molti mesi.
Ci aiutava nel negozio di panificio, quello in Corso
Sardegna, quello bello.
Lo zio Pippo aveva una bella presenza ed era un abile
venditore per cui guadagnava molto.


Angelo e Pippo, con
Kid, il suo cane da
caccia, sul terrazzo di
casa in Saragozza.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 22

Ebbe la concessione della gi citata Venus e della Kofler (altra azienda di
profumeria)... divent tanto amico di Kofler.


Il pap Alfonso acquist una Fiat 1500
nuova, di colore bord, affinch fosse ado-
perata dai due fratelli; Giuseppe in parti-
colare, proprio per il suo genere di lavoro,
la utilizz maggiormente.
Quando poi la cambi, non mi ricordo con
quale modello, cedette lauto alla figlia
della contessa Cella che abitava in Sara-
gozza, vicino a voi.

Il nonno fu tragicamente ucciso nel bar,
(un soldato ubriaco gli spar nel settembre 1945, a guerra finita!) e i
figli, non volendoci pi stare, lo affittarono. Lo zio continu a fare il
rappresentante.
Dal suo matrimonio con Chiara Lippi nacque Franco.












La Fiat 1500 dei fratelli
Giuseppe e Mino
Franco il giorno della comunione con
mamma, pap e lo zio Luigi di Genova
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 23

Parliamo di Mino e dellElena Samoggia
Mino era un ragazzo vivace, pi dello zio
Pippo.
Ma cambi carattere, divenendo chiuso e
lamentoso in seguito ad avvenimenti che
lo segnarono molto.
In particolare il servizio militare con
la guerra ma, soprattutto, la morte del
padre Alfonso.
Del servizio militare ricordava sempre il terzo reparto
celere, una compagnia militare molto severa, dove era
stato e quando qualcosa non andava bene, diceva: Ci
vorrebbe il terzo celere!.
Poi ricordava la guerra in Grecia, dove i militari italiani,
quando riuscivano, sottraevano, lui compreso, la benzina
per poi scambiarla con generi alimentari, soprattutto uo-
va e farina.
Nella tabaccheria Mino aveva, tra laltro, il compito di
andare al monopolio a ritirare il sale e adoperava, per
questo, un curioso triciclo in uso in quellepoca, che utilizzava anche per por-
tare il vino a domicilio.
Sosteneva di essere il re del caff perch buono come lo faceva lui.nessun
altro!!!
Mi ricordo che tuo padre Mino, quando mangiava, voleva solamente bere
lacqua minerale San Pellegrino.
La Clelia invece comprava una marca
diversa, pi economica, la Pracastello
che travasava, tutti i giorni, in una bot-
tiglia della San Pellegrino.

(ma fece lerrore di usare sempre la stessa bottiglia!)
Solo dopo un anno Mino se ne accorse. Aveva notato una macchia, sempre
la stessa, nelletichetta della bottiglia (che lui riteneva contenesse lacqua san
Pellegrino) che quotidianamente gli veniva messa in tavola.
Brontol un poco ma si adegu.
Quando venivo a Bologna, vedevo che era sempre arrabbiato, forse aveva un
po dinvidia di suo fratello Giuseppe

Mino Ropa
Elena Samoggia
Mino in divisa.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 24

Per ospitarci a casa vostra, tu e Giampaolo andavate a
dormire dalla signorina Luisa Arbizzani.

LElena era stata la domestica della signorina Luisa
che era la proprietaria del palazzo di fianco al vostro.

Mi ricordo che aveva vinto parecchie medaglie parteci-
pando, per conto della signorina Arbizzani, a gare dei
piccioni viaggiatori.

Di Elena, la tua mamma, moglie di Mino, ricordo che era una persona tanto
buona e mite, sopportava pazientemente il marito che non aveva un carattere
facile.
Quando morirono i suoi genitori, alle Lagune, poich erano poveri, convinse
Mino a comperare un loculo anzich farli seppellire nella nuda terra


Dal matrimonio nacquero due figli: Giampaolo e Alfonso jr.






















Luisa Arbizzani
Mino ed Elena il giorno del matrimonio con i testimoni
Luisa Arbizzani e Giuseppe Vancini alla chiesa della Pace in
piazza del Baraccano. Anno 1940.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 25

Trascrivo questa commovente lettera che Mino, degente nella casa
di cura Villa Verde di Bologna, indirizza alla moglie Elena

11.9.49
Elena cara, rispondo con tanta gioia alla tua lettera ricevuta
oggi stesso, io per ora sto abbastanza bene, faccio la cura
con le punture e dormo parecchio, per ne sono gi annoiato.
Avrei preferito restare a casa, se non fossi stato cos malan-
dato, oppure sarebbe stato tanto pi bello, come avevi pensa-
to tu, di andare insieme o qui o in un altro posto. Lavrei tanto preferi-
to anchio, credimi, ma a casa come potevamo fare. E poi unaltra cosa che quella
la pi dolorosa per me.
Come oggi e sempre ti amer.
Per quale ragione non dovrei amartisei la mia donnina pi cara che esista al
mondo, sempre tanto affettuosa.
Io di certo non ne sono degno di tutto questo nel modo in cui mi sono sempre com-
portato verso di te. Tu avevi il diritto di sposare un altro che ti avesse dato molto di
pi di quello che fino ad ora io non ti ho dato. Il destino ci stato avverso e a volte
penso di essere stato maledetto da qualcuno. Non possibile che alla mia et debba
trovarmi in queste condizioni; avessi qualche delitto da scontare pazienza, ne sarei
rassegnato, ma delitti in vita mia non ne ho mai commessi. Scontare tanta tortura
non solo per me ma anche per te!
Ci che mi trattiene in vita sono le nostre creature e tu ben spesso mi hai rinfacciato
di non sapere neppure fare il padre. Io non ho mai reagito, perch reagendo chiss
cosa avrei fatto.
Dopo tutto, nel modo in cui mi comporto, uno qualunque potrebbe pensare come la
pensavi tu.
Elena cara, so di arrecarti un grande dolore con questa lettera, ma dopotutto meglio
che uno sappia. Io spero che il nostro Signore mi assista, che mi dia almeno quella
forza e volont di non commettere pazzie, che possa almeno lavorare per dare una po-
sizione alle nostre creature. Spero che almeno questo mi sia concesso.
Un favore ti chiedo, non parlare mai di tutto ci .forse cos star meglio.
Ora ti saluto con tanti bacioni ai bimbi.
Mino
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 26

Parliamo ora di Angelo, suo marito.
Quando le ha detto: Rina mi sposi?

Era un po che mi stava dietro,
allinizio non mi piaceva, aveva una
faccia da bambino.
Quando ero giovane i ragazzi non po-
tevo neanche guardarli, non come
ora che cominciano a 12o13 anni.
Gli uomini si potevano guardare se
si erano gi compiuti 20 o 25 anni.
Angelo torn dallAbissinia e gi allindomani lo
vidi davanti al portone, dove cera la bottega di sua
sorella, la macelleria.
Indossava il casco coloniale e gli scarponcini come si vedevano nei film fran-
cesi sulla legione straniera. Aveva la barba, stava fumando, aveva laria di
un uomo e mi sono complimentata. Era un reduce appena tornato, allora tut-
ti si complimentavano con un
reduce!

Inizi ad aspettarmi al porto-
ne quando uscivo e cominci
a farmi un po di corte, fin-
tanto che gli dissi s, che
lavrei sposato.
Angelo era arrivato nel 1936,
alla fine dellanno, ci siamo
sposati nel 1938, al 21
aprile, avevo ventidue
anni.

Angelo
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 27

Siamo andati ad abitare in
via Fereggiano.
Angelo aveva intenzione di
prendere un forno con suo
padre.
Trov quel forno l, in cima
a Corso Sardegna e lo
prelev; era un forno che
stava fallendo.
Cercammo una casa che fosse vicina perch i
fornai cominciano a lavorare alle 3 di notte.

Escluso i cinque anni della guerra, quel lavoro lo
abbiamo fatto per venti anni.
Nel 1938 ci siamo sposati, nel 1940 lhanno richiamato in Libia ed ritorna-
to nel 1945.
Durante la guerra eravamo sfollati a Montoggio, (paesino distante una
trentina di chilometri da Genova) avevamo chiuso il forno perch Angelo
era stato riarruolato.
Angelo non aveva un carattere facile, forse aveva preso da sua madre che era
un poco pestifera, non lo dico perch era mia suocera, anche sua figlia lo
diceva. Ora che sono vecchia lho perdonata pensando che aveva fatto una vi-
ta dura da giovane, cerano tante motivi che la portavano a essere cos.
Angelo era un uomo pratico, generoso, gran lavoratore.
Quando fu fatto prigioniero, gli diedero da caricare le munizioni su dei va-
goni che andavano al fronte.
Mangiava poco e male, tanti sono morti, lui ha resistito.
Fortunatamente un fornaio tedesco richiese un aiuto e gli assegnarono
Angelo.
I loro uomini erano al fronte, non avevano manodopera.

Angelo davanti al
negozio di fornaio
La carta del panificio
utilizzata per
avvolgere il pane.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 28


Angelo sapeva veramente lavorare il pane,
lo faceva nelle cassette e, da buon italiano
furbo, levava il pane qualche minuto prima
dal forno, cos che riusciva a recuperare un
po di farina.

Il fornaio tedesco si affezion tanto che non
voleva pi che andasse via.
Angelo sapeva anche arrangiarsi in ogni
campo, anche con lelettricit.
Poi finalmente torn a casa. Angelo era un
generoso e aiut tanti, parenti e amici e
chiunque ne avesse bisogno.
Quando ti vide andare a lavorare con la To-
polino, pens bene di regalarti la sua Giu-
lietta che, diceva, era pi prestigiosa.




La zia Rina, ( la ragazza alta al centro)
giovane alunna, davanti allingresso della scuola
civica elementare Generale Cantore

La casa del fornaio tedesco
Angelo e la mitica Giulietta
nella pineta di Migliarino,
anno 1957.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 29

Alla fine di questanno (2012) avrebbe compiuto 101 anni.
Siamo stati felici. Certo, qualche volta abbiamo bisticciato, marito e moglie
che non lo fanno non sono neanche marito e moglie.
Siamo riusciti a festeggiare i 50 anni di matrimonio, alla vigilia dei sessanta
Angelo si ammal e non si riprese pi.





















Rina ed Angelo nellanniversario
del cinquantesimo di matrimonio
In questo fotomontaggio sono ritratti:
Alfonso, la zia Rina, Angelo, Paola, Luigi e Natalina. Anno 1970
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 30

E di me e della mia famiglia che ricordi ha?

Tu Alfonso eri buono, simpatico, educato e molto curioso.
Andavi sempre a curiosare nelle botteghe degli altri.
Una volta non ti trovavamo, eri dal meccanico Ferrari,
ti piaceva osservare come lavorava.
Unaltra volta eri dalla pescivendola e la aiutavi a pre-
preparare la carta per avvolgere il pesce.
Quando arrivavi Angelo era contento.
Se veniva anche la nonna Clelia era lei che faceva da
mangiare e le comprammo il mattarello per fare la sfoglia.
Nonna Clelia era molto brava in cucina, una grande cuoca: rag, tortellini,
tortelloni, e fra i dolci ricordo, in particolare, la torta di riso, le sfrappole,
normali o ripiene di crema, il mascarpone, le raviole bagnate con lalchermes.
Ti racconto questo episodio: per stare tutti insieme a tavola ti mettevano su
uno sgabello e la Clelia serviva la bistecca a tutti noi; tu eri lultimo e ti al-
lungavi col piatto dicendo: E a me la bistecca non me la date? avrai avuto
circa quattro anni e facesti ridere tutti.
Unaltra volta eri in macchina sulla topolino di Angelo e lui si ferm a parla-
re di affari con un suo amico.
Ti lasci in macchina ad aspettarlo ma passarono diverse ore.

Al suo ritorno gli dicesti candidamente: - Hai fatto
poi una bella ciaccherata!- La tua semplice e
spontanea osservazione lo fece tanto ridere.

Di Giampaolo ho pochi ricordi, era bravo e Angelo
gli voleva tanto bene. Quando si spos, non aveva
ancora la laurea, si fece promettere che lavrebbe
presa.
Anche di Franco ho pochi ricordi soprattutto per-
ch lo tenevano in collegio. Comunque, per quel
poco che lho frequentato, mi sembrato un ragaz-
zo un po sornione.





Alfonsino

Da sinistra: Franco,
Giampaolo e Alfonso
a Villa della Rose con il cane Blak
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 31

Ricordo bene questaltro episodio che ti riguarda: quando veniste a trovarci
per la prima volta e tu portasti la Paola per farcela conoscere, allora tua fi-
danzata, lo zio Angelo le chiese lanno di nascita, and in cantina e port
una bottiglia di Barolo di quellanno, 1948.
(La conserviamo ancora!)

E da allora ogni volta che venivate, Angelo apriva
sempre per voi una bottiglia del principe dei vini:
il barolo. Per dirti quanto il barolo fosse conside-
rato un vino nobile, ti racconto che quando si spo-
s Elisabetta dInghilterra, il Presidente della Re-
pubblica Einaudi, invi, come regalo di nozze del-
le bottiglie di barolo.

La Paola tanto cara, Angelo
le voleva bene come
una figlia, ed anche a te.

Di Michele ricordo che era
un buon bambino, quieto, mite
e tu gli facevi sempre gli scher-
zetti.
Una volta avevi portato della ro-
ba di plastica che sembrava cac-
ca e la mettesti l in terra.
Quando entr Michele, gli dicesti:
Guarda cosa hai fatto! e lui ti
guard meravigliato: Ma non
sono stato io, disse dispiaciuto.


Questa scena mi rimasta impressa. Era un bimbo tranquillo ed educato
come te. Angelo, dopo i settantacinque anni, cominci a stare poco bene e
non potevamo venire a Bologna con la frequenza di una volta.
Lultima volta che siamo venuti fece una grande fatica.
Arrivato a ottantanni i nipoti gli dissero di non guidare pi.
Aveva smesso di fumare, ma mangiava e beveva.
Mangiava troppo, come te...!



Paola comunica ad
Angelo di essere incinta.
(Novembre 1969)

La Paola festeggia
Angelo che celebra i
cinquantanni di
matrimonio
Michele
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 32


Tu mangi troppo e bisogna che ti abitui allidea di
mangiare meno, perch hai unet in cui ti possono ve-
nire dei disturbi anche linfarto.
Pi che altro ti pu venire quello che non si pu pi
mangiare dolci il diabete.
Sei in unet in cui devi mangiare meno, fare meno fe-
ste.
Secondo me la Paola stanca di fare quelle
feste grandiose.

Dai, dammi retta Alfonso, fai come ti dico.

Con questi affettuosi consigli che, prima o poi cer-
cher di osservare, termina il colloquio intervista.
Grazie zia Rina, ciao,
ci rivediamo sul libro.









La zia Rina in una foto del 1934, a 17 anni, fatta a Bologna
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 33


26 Ottobre 2006, la zia Rina ha compiuto 90 anni!








26 ottobre 2007, la zia Rina ha compiuto 91 anni!









Alfonso e Alfio fanno festa alla zia Rina nel giorno del suo
compleanno
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 34


26 ottobre 2008, la zia Rina ha compiuto 92 anni!









26 ottobre 2009, la zia Rina ha compiuto 93 anni!
Per loccasione, feci stampare sul Corriere Mercantile, un giornale
di Genova, una pagina con questa dedica
a lei indirizzata.




Alfonso e le suore festeggiano il compleanno della zia Rina nella casa di riposo
Ave Maria.
Mauro e Anna Parodi, Alfonso, Paola,
Alfio e Mery circondano di affetto la
festeggiata.
La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 35

26 ottobre 2010, la zia Rina ha compiuto 94 anni!












26 ottobre 2011, la zia Rina ha compiuto 95 anni!




La storia della famiglia ROPA
Parte prima - pag. 36

26 ottobre 2012, la zia Rina ha compiuto 96 anni!




















Alfio e Alfonso festeggiano la Zia Rina.
Auguri cara zia, per tanti
compleanni ancora!




Genealogia della famiglia
ROPA



Come ho proceduto per realizzare la ricerca genealogica
Qualche nota introduttiva di genealogia
I Ropa in Val Samoggia
La situazione storica della famiglia Ropa
Ricerca genealogica della famiglia Ropa
Albero genealogico della famiglia Ropa, da Domenico
( anno1450 ca ) a Kevin ( anno 1999 ) a Steven ( anno 2004 )
Trascrizione di documenti interessanti


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 1

Come ho proceduto per realizzare la ricerca
genealogica della mia famiglia ROPA

























er prima cosa ho cercato, in giro per casa e in ogni dove,
fotografie, documenti, lettere, cartoline e quantaltro
potesse risultare utile allindagine.
Ho poi avuto incontri con alcuni familiari per raccogliere
notizie e materiali che fossero funzionali al progetto.
Tuttavia, fin dalla fase iniziale del lavoro, mi ero reso conto che per
ottenere il maggior numero dinformazioni riguardanti i miei
progenitori dovevo rivolgermi principalmente alla zia Rina.
Del colloquio avuto con lei ho esposto dettagliatamente
nella parte prima di questo mio lavoro.
P
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 2

Con i suoi racconti cos autentici e spesso commoventi, stata
certamente la zia la persona che ha dato il contributo maggiore alla
realizzazione di questo lavoro.

Voglio puntualizzare che, dopo aver realizzato lintervista, quando
mi recavo a Genova a trovarla, le leggevo le parti trascritte e lei, a
volte, integrava il testo con qualche altro ricordo oppure precisava
taluni passaggi del racconto.

Dalla Zia Rina ho inoltre avuto documenti e fotografie.

Con gli elementi forniti dalla zia e i dati in mio possesso, sono stato in
grado di iniziare la realizzazione dellalbero genealogico,
cominciando da me stesso, com la prassi, per poi, via via, risalire
dai parenti pi prossimi a quelli pi lontani.

Potevo per riandare solo fino a Gaspare di cui avevo dati
documentali certi (la situazione storica della famiglia).

Per risalire oltre bisognava intraprendere complesse e meticolose
indagini genealogiche da svolgere sul campo, come si dice.
Per fare queste ricerche mi sono avvalso del contributo di validissimi
collaboratori: la dott.ssa Chiara Reatti, il prof. Vittorio Lenzi, il prof.
Marco Bronzi Rusconi.

Con loro, in incontri di lavoro, sono stati individuati i documenti che
avrebbero rappresentato i due fondamentali strumenti dindagine
da seguire nella ricerca e precisamente:
- I Ropa in Val Samoggia.
- La situazione storica della famiglia.

Partendo da quei documenti abbiamo dato lavvio allindagine.

Ai collaboratori stata assegnata la parte di lavoro che, per le
specifiche possibilit organizzative e per le competenze, erano pi
idonei a svolgere.
I collaboratori citati, come detto, si sono divisi gli incarichi e
alternandosi in un efficace lavoro di squadra, hanno iniziato la
ricerca.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 3

Si sono rivolti prima di tutto agli archivi delle parrocchie, agli uffici
anagrafe dei comuni o ai loro archivi storici per individuare notizie e
trovare documenti attendibili.

Per accedere ai registri parrocchiali, che sono stati di basilare
importanza per la ricerca genealogica, hanno dovuto seguire la
prassi che prevede una richiesta formale di nulla osta alla Curia
Arcivescovile.

Tali autorizzazioni hanno consentito loro di visionare i registri che
interessavano.

Sono stati compiuti numerosi sopralluoghi e scattate parecchie foto.
Le indagini si sono estese anche allArchiginnasio, allArchivio
Arcivescovile e a quello di Stato, alla Biblioteca della Sala Borsa,
alla Camera di Commercio.




Infine, raccolti e ordinati tutti i risultati
della ricerca genealogica, ho redatto
questo libro che illustra la storia della
mia famiglia.





La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 4

Qualche nota introduttiva (tratta da internet)
www.araldicaguelficamaiani.com/araldica_La-ricerca-genealogica_5.htm


La genealogia la disciplina che ha come oggetto lo studio
dell'origine e della discendenza delle famiglie.
Chi inizia a studiare la propria storia familiare si trova molto presto a
intraprendere il viaggio della scoperta che porta in luoghi mai
immaginati prima, magari per visitare la terra d'origine dei propri
familiari e per sapere chi davvero essi fossero.
Gi al tempo dei Romani la genealogia aveva
grande valore, ma essa crebbe dimportanza
pratica nel medioevo, perch la qualit della
nascita e l'appartenenza a una data famiglia
erano elementi decisivi per rivestire certe
cariche o per entrare in una corporazione.

Le genealogie acquistarono chiarezza e
precisione quando si estese l'uso dei cognomi
che fino alla fine del secolo XII era privilegio
delle classi pi alte e quando cominci il
tramandarsi del cognome; invero, solo alla
fine del XV secolo, in seguito alle disposizioni
del Concilio di Trento (15451563) sulla tenuta
dei libri baptizatorum affidati ai Parroci, i
cognomi acquisirono cos una certa stabilit,
anche se fino alla definitiva istituzione dello
Stato Civile da parte dello Stato (in Italia dopo
il 1861), ogni individuo poteva assumere un
cognome diverso da quello del proprio padre
e mutarlo nel corso della vita.



La genealogia
non una
prerogativa dei
nobili o d'illustri
personaggi; tutti
noi abbiamo
avuto dei
predecessori e
con opportune
ricerche potremo
ricostruire il
nostro albero
genealogico


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 5

In ogni caso, al di l della nobilt, la ricostruzione dell'albero
genealogico si rivela interessante perch attraverso la ricerca e la
raccolta degli atti di nascita, matrimonio e morte dei componenti
della famiglia (estratti dagli Archivi dello Stato Civile e dagli Archivi
Ecclesiastici) si determinano con certezza l'origine e la storia della
stirpe.



Diamo un futuro alla memoria

La passione per la genealogia, che oggi divenuta uno tra i pi
popolari hobby, nasce dal bisogno di svelare il mistero delle proprie
origini, affrontando una delle domande esistenziali pi ricorrenti
degli uomini e delle donne di ogni tempo.
Spesso si convinti che le tracce del proprio passato siano andate
irrimediabilmente perdute; in realt possibile rintracciare molti
indizi lungo il filo che ci lega alla storia, addentrandoci negli archivi
dove sono depositati i documenti che custodiscono i legami con i
nostri predecessori.
Mettersi alla ricerca delle proprie radici non consente solo di
ricostruire nomi e date dei nostri antenati ma rappresenta un viaggio
a ritroso nei meandri della memoria familiare e collettiva che il tempo
ha cercato di cancellare, laddove la storia ufficiale sembra dare spazio
solo ai grandi personaggi e agli avvenimenti che li hanno visti
protagonisti.
Un tempo conoscere il passato era il modo che aiutava gli uomini e le
donne a stare dentro il proprio presente, ora la ricerca della propria
identit passa soprattutto dallo rispecchiarsi in se stessi e nelle
proprie scelte contingenti.
Basta provare a volgere lo sguardo alle proprie spalle indietro nel
tempo e immaginare quante persone ci hanno preceduto e in qualche
modo si sono passate il "testimone" nella grande staffetta della vita,
un sentimento che in qualche modo incrina il proprio senso dunicit.
Non si tratta di pensare ai nostri avi solo come parte del patrimonio
genetico che portiamo dentro di noi ma anche a chi, con le sue scelte
e il suo modo di interpretare la vita, ha condizionato in qualche
misura la nostra esistenza attuale.

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 6

















Se anche sai dove stai andando girati
comunque per sapere da dove vieni.

(parafrasando Moni Ovadia, attore e regista di teatro, musicista, autore di numerosi libri.)


Pensare che l'uomo nacque senza una storia dentro di s
sbagliato perch l'uomo non nacque dal giorno alla notte.
Venne al mondo in un contesto storico specifico, con qualit
storiche specifiche e, pertanto, completo soltanto quando ha
rapporti con queste cose.
Se un individuo cresce senza legami con il passato, come se
fosse nato senza occhi ed orecchie e pretendesse ugualmente di
comprendere il mondo che lo circonda. come mutilarlo.
CARL JUNG





Carl Gustav Jung (1875-1961) stato uno psichiatra,
psicoanalista e antropologo svizzero.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 7

Se si disponesse della genealogia autentica ed esatta di ciascuna
famiglia, pi che verosimile che nessun uomo sarebbe stimato o
disprezzato in virt della sua nascita.

Infatti, non v mendicante per le vie che non risulterebbe
discendente diretto di qualche uomo illustre, n un solo nobile
elevato alle pi alte dignit dello Stato, degli ordini e dei capitoli,
che non scoprirebbe tra i suoi antenati una quantit di gente oscura.



















Supponiamo che un gentiluomo dalto rango, tutto gonfio dorgoglio
per la sua alta nascita, si vedesse passare in rivista sotto gli occhi
lintera serie dei suoi avi, un po come Virgilio fa contemplare a Enea
tutti i suoi discendenti.

Da quali contrastanti passioni non sarebbe agitato, vedendo, nello
spazio di quattro millenni, un alternarsi continuo, magari a brevi
intervalli, di condottieri e di pastori, di ministri di Stato e di
artigiani, di principi e di bifolchi!

Da quale tristezza o da quale gioia non si sentirebbe prendere alla
vista di tutti gli scherzi della sorte: di fronte a uno spettacolo cos
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 8

variopinto, fatto di cenci e di porpore, di strumenti di lavoro e di
scettri, dinsegne di onore e di marchi dobbrobrio?
Quale flusso e riflusso di speranze e di timori, di trasporti di gioia e
di mortificazione non verrebbe a patire, via via che la sua genealogia
gli apparisse brillante o tenebrosa?
Ma se il nostro gentiluomo, gi cos fiero dei suoi avi, riuscisse a
rientrare in s, considerando con occhi di filosofo tutte queste
vicissitudini, non ne sarebbe pi per nulla turbato.

Le generazioni dei mortali, alternativamente illustri e abietti, si
cancellano, si confondono e si perdono come le onde di un rapido
fiume: nulla pu arrestare la corsa del tempo, che trascina con s ci
che sembrerebbe pi fermo e imperituro, e lo inghiotte per sempre
nella notte eterna.

Diderot e D'Alembert:
Encyclopdie.Voce Genealogia di De Jancourt.













La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 9

Alcune ricostruzioni genealogiche
Di seguito sono riportate alcune ricostruzioni genealogiche del
cognome ROPA fornite, a pagamento, dagli istituti di araldica
interpellati.
Sono riportate senza commento, solo per curiosit, perch tali
ricostruzioni non sempre sono fidate.















La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 10




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 11

Da :My-Search.ws

Cognome: Ropa
Famiglia di Castelsardo le cui notizie risalgono al secolo XVI.
Nel 1559 un Francesco fu luogotenente del procuratore reale e
collettore delle rendite di Castelsardo; i figli di suo figlio Domenico
formarono due diversi rami della famiglia.
Domenico ottenne il cavalierato ereditario e la nobilt nel 1633; suo
figlio Agostino fu ammesso allo stamento militare nel 1666 durante il
parlamento Camarassa; egli spos l'erede della signoria della
scrivania del patrimonio reale di Sassari e si stabil in quella citt; la
sua discendenza si estinse nel 1716 alla morte di suo nipote Matteo e
la signoria della scrivania pass in eredit ai Quesada.
Gianuario, l'altro dei nipoti di Francesco, continu il ramo di
Castelsardo; i suoi discendenti furono ammessi allo stamento militare
nel 1688 durante il parlamento Monteleone con un Adriano il cui
figlio Domenico si stabil a Bosa; suo figlio Giovanni Maria nel 1780
ottenne il riconoscimento del cavalierato ereditario e della nobilt.
Titolo: Nobili
Blasone: D'azzurro al leone coronato d'oro controrampante a una
rupe al naturale.


Castelsardo antico paese medioevale che si
affaccia sul golfo dellAsinara in provincia di
Sassari (Sardegna). Citt ricca di tradizioni.
Si chiamava stamento o braccio, ciascuna delle
componenti del parlamento di vari regni
medievali e moderni, fra cui quello del Regno
di Sardegna sino alla fusione perfetta (1847.
Controrampante: In araldica, riferito a due
animali ritti sulle zampe posteriori, affrontati o
appoggiati a un albero o a una torre.


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 12


I Ropa in Valsamoggia
Primo strumento dindagine


Vengo a sapere che il prof. Vittorio Lenzi aveva redatto un libretto
che poteva rivelarsi utile per la ricerca che stavo svolgendo.
Mi attivo per averne un esemplare ma mi riferiscono che tale
volumetto esaurito, introvabile.
Riesco comunque, fortunosamente, a trovarne una copia.
Il testo contiene uno studio sulla provenienza della stirpe dei Ropa o
Roppa che lui ritiene, per certo, essere la Valsamoggia.
Questo libretto stato redatto dal prof. Vittorio Lenzi per il comune
di Savigno il quale lo dava in omaggio alle giovani coppie che si
sposavano.













La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 13


I Ropa in Valsamoggia

Di Vittorio Lenzi

Il cognome Ropa, abbastanza diffuso nella citt e contado di Bologna,
proviene dalla Valle del Samoggia, dove permane anche nella
variante Casini Ropa. Lantico luogo dorigine di questa casata si
trova alla C di Ropa, una borgata posta sulla riva destra del
Samoggia, a poche centinaia di metri dalla piazza di Savigno, verso
nord.
Il capostipite risulta essere stato un certo Robba o Roba come si
ricava dagli estimi di Savigno del 1519.
Nel documento compare un Domenico De Roba, che possiede una
casa e un terreno in un luogo detto a paradeghe, unitamente a suo
figlio Cesare ed ad Andrea, Tonio e Giovanni, figli del fu Girolamo di
Roba.
I successivi estimi del 1540 presentano invece Cesare, figlio di
Domenico, a sua volta figlio di Robba, il quale Cesare, unitamente ai
nipoti Giovanni ed Andrea, figli di Cristoforo, possiede una casa
murata, coperta a coppi e tassellata in un luogo detto a Paradigo,
con un terreno di 22 tornature, in confine col fiume Samoggia verso
sera, col rio a sera, con un altro Rio a Mattina, con un altro terreno
confinante con il Samoggia a sera. (1)
Il nome Paradigo derivante dalle paratoie allestite nel greto del
Samoggia a servizio dei numerosi mulini esistenti sulla sua riva
sinistra, contrassegnava una vasta zona pianeggiante, che arrivava a
comprendere lattuale piazza del mercato di Savigno.
Quando nei primi anni del 500 questarea, che era stata fino ad allora
sistemata a colture agricole, venne ad ospitare la nuova sede del
mercato di Savigno, i Ropa furono logicamente coinvolti nelle
operazioni; cosa che dovettero fare ben volentieri, poich essi erano
probabilmente commercianti come un po tutti i savignesi di allora e
come molti dei savignesi di oggi; del resto anche il soprannome
Roba, sembra alludere a merce da porre in vendita, magari nel
settore dellabbigliamento.
La nuova piazza del mercato, che in origine era solo un prato in riva
al Samoggia, vide pertanto anche il concorso dei Ropa, che erano
proprietari della sua porzione settentrionale.
Nel 1608 Angelo detto il pino, figlio di Bartolomeo Ropa possedeva
una casa sul lato settentrionale della piazza, la quale aveva
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 14

probabilmente ancora laspetto di un vasto prato privo di selciatura; a
fianco del pino, Matteo Ropa figlio di Giacomo aveva due case, una
delle quali ospitava la prima bottega della nuova Savigno. (2)
Nei decenni successivi il nucleo abitato si svilupp in modo
vertiginoso sullonda della vocazione commerciale della zona.
Nel 1775 aprivano sulla piazza ben 22 botteghe, due delle quali
appartenevano ai Ropa.
Questa famiglia ebbe una parte determinante anche nella
costruzione dellOratorio dedicato a San Matteo, che ancora oggi
domina la prospettiva della piazza principale di Savigno.
Il mercato di Savigno doveva essere dedicato fin dai tempi antichi a
San Matteo, lApostolo che Ges Cristo aveva chiamato a s,
rilevandolo dal suo banco di esattore delle tasse e di cambiavalute;
era quindi un uomo di mercato e la dedicazione savignese era del
tutto calzante.
Allinizio limmagine del Santo doveva figurare sul tronco di un
albero, ai margini del grande prato. Ma poi i Ropa fecero erigere sul
loro terreno una maiestas o edicola votiva, pi o meno un pilastrino,
che viene ricordato negli Estimi dal 1608 e del 1635. Poi andarono
oltre e verso il 1643 iniziarono la costruzione, a loro spese, di un
piccolo Oratorio privato, sempre dedicato a San Matteo, quale
protettore del mercato.
Tra il 1650 e il 1659 il tempio, a una sola navata, era terminato.
I Ropa apposero sulla sua facciata una lapide in arenaria, per
ricordare la loro iniziativa e per puntualizzare che si trattava di un
loro bene privato, anche se aperto al pubblico.
Lofficiatura, cio la celebrazione delle messe e delle altre sacre
funzioni, era strettamente riservata ai sacerdoti appartenenti alla
famiglia Ropa, che era alquanto ramificata e numerosa, quindi ben
provvista di sacerdoti al suo interno.
Passarono due secoli e la situazione mut radicalmente. A met
dellOttocento lOratorio di San Matteo era in cattive condizioni e
peraltro insufficiente a contenere i fedeli della borgata, che nel
frattempo si era molto estesa e popolata. Non si poteva mettere per
il rifacimento a carico dei Ropa, anche perch il loro interesse
alliniziativa era sensibilmente ridotto; forse gran parte di loro se
nerano addirittura andati.
La chiesetta fu quindi ricostruita, sembra, con le offerte degli abitanti
e terminata nel 1880, nella forma che si presenta ancora oggi, dopo un
nuovo restauro.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 15

La lapide fatta affiggere dai Ropa nel 1659 fu rimossa e fatta a
pezzi; uno dei quali stato rivenuto nel 1970 sotto il selciato della
piazza, durante i lavori per una fognatura. (3)
Con questa poco decorosa operazione si voluto probabilmente
puntualizzare che i lavori del 1880 erano sostenuti dalla comunit
savignese e che i Ropa non potevano pi accampare gli antichi diritti
sul sacro edificio. Ma essi probabilmente vi avevano gi rinunciato,
senza impiantare polemiche.
Il nuovo Oratorio dipendeva, per quanto riguardava lofficiatura e
quantaltro, dalla Parrocchia di Ponzano; e solo nella prima met del
Novecento stato aggregato alla Chiesa Parrocchiale di Savigno.
Un altro luogo della Val Samoggia legato parzialmente alla famiglia
Ropa si trova a Ponzano (comune di Castello di Serravalle) e
precisamente nella popolosa borgata un tempo denominata C degli
Accarisi e oggi detta Tintoria; luogo abbastanza prossimo alla casa-
madre dei Ropa, in quel di Savigno.
Gli Accarisi erano un ramo della nobile famiglia dei Cuzzano e
possedettero la borgata della quale stiamo trattando per quasi cinque
secoli; finch, verso il 1785, Giustina Accarisi - ultima esponente del
suo ramo familiare - lasci eredi Antonio e Andrea Ropa, figli di
Giovanni, nonch il nobile Abate Angelo Michele Gessi. Non
accertato se vi fossero rapporti di parentela tra Giustina ed i Ropa,
nonch tra la medesima ed il nobile Abate.
Nella Valle del Samoggia il cognome Ropa sussiste ancora, con la
variante Casini-Ropa nella zona di Savigno; lattuale Sindaco di
Savigno Augusto Casini Ropa.
In qualche zona del Bolognese segnalata la forma Roppa,
probabile deformazione avvenuta presso lanagrafe. Non invece
accertata lorigine della famiglia Roppa Sassoli, che tra la fine
dellOttocento e gli inizi del Novecento apr una banca privata in
Bologna, in Corte Galluzzi (Banco P. Roppa Sassoli).
Nel 1926 era Procuratore di questo Istituto di Credito il dottor
Antonio Roppa Sassoli, residente in Bologna Piazza di Porta
Saragozza 77 (4.)


1 A.S.B.O, Estimi del contado serie 1 busta 13 (1518-1540) Savigno
2 Questi ed i successivi riferimenti agli estimi sono rilevati da A.S.B.O, estimi del contado serie
seconda busta 155-Savigno.
3 Il frammento esposto allinterno del palazzo comunale.
4 Dati rilevati dallIndicatore Regionale Emiliano 1926-27.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 16








La casa degli Accarisi detta La Tintoria
Il testo di seguito riportato si rivela uninteressante traccia utile alla
ricerca perch citata la famiglia ROPA che, intorno al 1785, eredit,
insieme allabate Michele Gessi, la propriet della borgata citata nello
scritto.

Tratto da: http:
//www.agriturismolatintoria.it/la_storia.htm

Lungo la strada che conduce a Savigno,
in localit Tintoria, si trovava la
Casa degli Accarisi.

Cera una volta un luogo chiamato "Il
Lago", per la presenza di uno specchio
dacqua, formato forse dal vicino
torrente Samoggia.

Gli estimi del 1451 riferiscono che vi sorgeva una casa coperta a coppi, segno di benessere,
corredata da un fienile e da un appezzamento di terreno coltivato, che confinava con i beni
della Chiesa di San Donino. Vi abitava il possidente Carisio, insieme alla moglie Teresa e
al figlio Paolo. I Cuzzani, gi Cattanei (Capitani) della Contessa Matilde,
dal Duecento o forse anche prima, si erano frazionati in diversi rami e occupavano le
posizioni pi importanti della Vallata del Samoggia, da Zappolino al Mercato di Savigno.
A caratterizzare il luogo, oltre al laghetto e alla vicinanza del torrente, vi era anche
lantica chiesa di San Donino, che sorgeva sul poggio a monte della Casa degli Accarisi
e che si trova menzionata negli elenchi ecclesiastici del 1300, 1366 e 1378 come
dipendente dalla Pieve di Samoggia.

La sua origine doveva essere tuttavia ancora pi antica; e si trattava forse di quella
"Ecclesia de Punzano" che troviamo citata nel Decreto del Vescovo Gerardo, datato1155.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 17

La tradizione popolare ritiene che la pi antica sede parrocchiale fosse appunto quella di
San Donino, poi trasferita nellattuale chiesa di San Donato in Ponzano.

La famiglia Accarisi rimasta a lungo in questo luogo, coprendo un arco di tempo
certamente rilevante, che pu avvicinarsi a settecento anni.
Negli estimi del 1518 e del 1540 vediamo gli Accarisi suddividersi la casa in tre parti,
una delle quali comprende gi una torre colombaria. In quello stesso secolo e soprattutto
nel successivo gli edifici subiscono un netto incremento, fino a dare luogo ad una
piccola borgata, adagiata ai piedi della chiesa di San Donino.
Possiamo immaginare la chiesa come un edificio romanico in pietra, con labside rivolta a
oriente e la porta che si apriva verso il monte. E proprio dal monte, il giorno 12 agosto
1576, discese una sorta di cataclisma. In seguito ad un nubifragio, un improvvisato fiume
in piena invase la navata riempiendola di melma fino allaltezza del piano dellaltare,
rispettando, miracolosamente, il Sacro Tabernacolo.
In memoria dellepisodio il Cardinale Paleotti nel 1577 fece scolpire la lapide, che fu poi
trasferita sotto il portico della chiesa di San Donato e il cui testo fu annotato da Serafino
Calindri, prima che unancora pi grave cataclisma distruggesse anche la seconda antica
chiesa di Ponzano.
La Casa degli Accarisi nel Cinquecento era diventata intanto una borgata piuttosto
importante, nella quale i proprietari esercitavano professione notarile.
I documenti redatti dai notai Antonio, Alfonso e Donino Accarisi sono conservati presso
larchivio di Stato e costituiscono una fonte importante per la storia dellintera vallata del
Samoggia.
Agli inizi del Seicento compaiono nella borgata altre famiglie di proprietari (Franceschini,
Dal Rio e i Conti Gessi di Bologna) mentre le torri diventano due.
Ai primi del Settecento la propriet della borgata suddivisa tra gli eredi del notaio
Donino Accarisi, Angelo Finelli e Reverendo Angelo Michele Accarisi.
Gli estimi del 1750 presentano due novit importanti; vi un unico proprietario nella
persona del Reverendo Michele Angelo Accarisi e ora proprietario, fra laltro, di
entrambe le torri. Ma la novit pi importante rappresentata dalla presenza di una
"Tentoria* e Valchiera**" che il religioso ha acquistato dal Finelli. Si tratta della prima
notizia relativa a questo importante opificio industriale che era stato edificato fuori dalla
corte degli Accarisi, ai bordi del Samoggia.
*Tintoria
**Valchiera = fabbrica per la lavorazione della carta.
Negli estimi del 1755 compare come unica proprietaria Giustina Accarisi erede
del Reverendo, ultima a legare lantico cognome allantica Casa.

Alla sua morte avvenuta prima del 1785, la propriet della borgata si suddivide
fra i suoi eredi, la famiglia Ropa e il nobile abate Angelo Michele Gessi di
Bologna.

Anche il nome del luogo sta cambiando, poich la Tintoria ormai il suo pi noto punto
di riferimento, mentre gli Accarisi sono usciti di scena.

La denominazione dellopificio si estende alla vicina corte, facendo cadere gradualmente in
disuso il nome medioevale, e quello di "Tintoria" sembra destinato a restare definitivo,
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 18

anche se il piccolo stabilimento industriale scomparso nel corso del XX secolo ed ormai
solo una memoria storica come il mitico lago.
Bologna, 8 febbraio 2000.





Un importante membro della famiglia Accarisi fu
Graziolo Accarisi (circa 1380-1470) giureconsulto; nel
1433 faceva parte del Consiglio degli Anziani.

Fu appunto lui a ricordare al Consiglio che sul Monte della
Guardia si venerava una Madonna di San Luca, e a
consigliare di portarla in processione in citt per
scongiurare la cessazione delle piogge, ricordandosi che
cos facevano pure i fiorentini con l'immagine della
Madonna dell'Impruneta, anch'essa attribuita a S. Luca.

Tutta la storia - compresa la trascrizione della leggenda
dell'arrivo dell'icona a Bologna - fu poi trascritta
dall'Accarisi stesso verso il 1459 ed conservata
nell'Archivio di Stato di Bologna. (Codici miniati, n. 46
bis).
Il testo fu edito solo nel Seicento (1665 e 1668).


La piazza di Savigno in una foto di fine 800
Pietra tombale di Graziolo Accarisi, gi in San
Michele dei Leprosetti ed ora al Museo Civico di
Bologna
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 19


La Madonna di San Luca, dall'oriente, mistica,
lieta, serena aurora.


Piove piove, viene il sole, la Madonna raccoglie un fiore, lo raccoglie per
Ges, finalmente non piove pi!

Quante volte, da ragazzi, abbiamo
recitato questa filastrocca, (e pensare che
spesso ci azzeccava!) tramandata forse
da centinaia di anni, avendo per un
miracoloso precedente nella leggenda
della Madonna di San Luca.

Come questa icona sia giunta a Bologna,
e sia venerata sul Colle della Guardia,
forse non potr mai essere totalmente
chiarito.


Ma la devozione che subito i bolognesi le
tributarono ha lasciato segni tangibili sino ai giorni nostri e chiss per
quanto ancora; ma vediamo la storia.

Il Pio eremita greco Teocle Kmnya ricevette l'ispirazione a recarsi a
Costantinopoli nella Chiesa di Santa Sofia, dove trov una tavola con
l'immagine della Vergine col Bambino.

La tavola recava una scritta che
attribuiva la pittura a San Luca,
e invitava a portarla sul colle
della Guardia.

Teocle, ancora per ispirazione,
domand e ottenne che la tavola
gli fosse consegnata, e si mise in
cerca del colle per poi l
collocarla.
Teocle Kmnya
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 20












Giunto pellegrino a Roma, incontr
provvidenzialmente il senatore
bolognese Pascipovero dei
Pascipoveri, al quale mostr la tavola
e la scritta: cos il pellegrino fu
indirizzato a Bologna.
Una volta arrivato consegn
l'immagine ai Magistrati, i quali
tempestivamente avvisarono il
Vescovo Gerardo.
Fu cos, che dopo tre giorni di solenni
processioni per la citt, l'8 maggio del
1160 la tavola fu consegnata alle
eremitesse che sul colle della
Guardia custodivano una piccola
chiesa dedicato a San Luca, fino ad
arrivare al 1433, quando Graziano
Accarisi, uno degli Anziani e
giureconsulto della citt, propose una
discesa dellimmagine, per essere
liberati da piogge torrenziali che
stavano devastando i raccolti; in
All'evangelista LUCA, divenuto poi patrono
dei pittori, sono attribuite alcune immagini
della Vergine fra cui, appunto, l'icona del
Monte della Guardia.
Basilica di Santa Sofia
a Costantinopoli
I mesti pellegrini salgono al monte
della Guardia
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 21

pratica che facessero con la Madonna del Monte della Guardia quello
che facevano i fiorentini con la loro Madonna dell'Impruneta, che
portavano in processione quando volevano essere liberati da
pubbliche calamit.
In occasione di questa proposta, ricord come entrambe le Madonne
fossero opera di San Luca.
Ed ecco fatto la prima discesa narrata dalle cronache: Il 5 luglio
1443, in seguito ad una carestia di piogge insistenti si port in processione la
Madonna, per invocare la grazia... durante la discesa in prossimit di Porta
Saragozza (all'ingresso della citt)... il cielo si apr sparirono le nubi e
spunt il sole... da allora ogni anno la processione ripetuta con un grande
seguito di tanti cittadini.
Il Santuario unito alla citt da un lungo porticato, unico nel suo
genere, costruito anch'esso nel 1700, per proteggere la Madonna
durante la discesa annuale.
Le soste, che la salita faticosa richiedeva, furono segnate da quindici
Cappelle, In pratica stazioni del Santo Rosario, unite in seguito dal
portico. La costruzione dell'opera fu resa possibile grazie ad una
sottoscrizione pubblica,
cui partecip tutta la citt.
Si avviarono i lavori per la
costruzione dei 666 archi,
che da Porta Saragozza,
passando per il
Meloncello, raggiungono i
259 metri di dislivello
della Chiesa.

Nel 1932 fu installata pure
una Funivia che
raggiungeva la sommit del
colle; ebbe vita breve poich
nel 1975 fu abbandonata.

La riattivazione darebbe pi
lustro alla citt e
consentirebbe alle mamme, ai
bambini e agli anziani, di
poter raggiungere il Santuario senza ricorrere a bus e auto che
intasano e inquinano continuamente il poco spazio disponibile.
Il passaggio della Madonna da Porta Saragozza
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 22

orse un segno del destino che la particolare devozione che ho
per la Madonna di San Luca mi abbia portato ad appassionarmi
alla ricerca e raccolta di oggetti, cartoline e santini della
Madonna.

Sono stato il promotore dellUnione per la Beata Vergine di San
Luca e, come prima iniziativa, ho organizzato il Museo della Beata
Vergine di San Luca al Cassero di porta Saragozza.
Recentemente stato formato un comitato, di cui sono il presidente,
per il ripristino della funivia.














F
Santini della collezione

Il 17 ottobre 1677 si intraprese la
costruzione dei tratti collinari del
portico. In mancanza di adeguate
strade carrabili sorse il problema
del trasporto dei materiali
necessari. La soluzione che si
adott fu quella di formare una
lunga catena umana di centinaia
di cittadini che si passarono di
mano in mano pietre, legni, calce,
mattoni, facendoli giungere sui
luoghi in cui si sarebbe iniziata la
costruzione.



La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 23


La situazione storica della famiglia Ropa
Secondo strumento dindagine
Mi sono recato presso lufficio
anagrafe del comune di san Giovanni
in Persiceto per avere la situazione
di famiglia storica
Questo documento, oltre a
formalizzare i dati indispensabili
per iniziare il lavoro di ricerca genealogica, mi mette a disposizione
gli estremi relativi agli otto figli di Gaspare e mi precisa il nome dei
suoi genitori, Ropa Domenico e Guermandi Giovanna.







La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 24


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 25


Sulle tracce di Gaspare per risalire oltre


Di Marco Bronzi Rusconi



Lavvio delle indagini stato affidato al Prof. Marco Bronzi Rusconi.
Di seguito riportato il suo resoconto del lavoro svolto con i risultati
conseguiti.

Ho utilizzato la situazione di famiglia storica, fornitami da Alfonso
Ropa, per pianificare la ricerca facendo riferimento ai dati documentali
certi presenti nel citato atto rilasciato dal comune di San Giovanni in
Persiceto.

Quel certificato ha rappresentato il mio punto dinizio da cui partire
avendo come obiettivo quello di risalire pi indietro possibile lungo la
linea genealogica di Gaspare Ropa, qualificato come figlio di Domenico e
Giovanna Guermandi.

Sapendo che Gaspare era nato nel 1838 a Castelfranco mi sono recato
immediatamente in quel paese per cercare il suo atto di battesimo.

Poich per la consultazione degli archivi era necessario dotarsi di permessi,
mi sono rivolto alla Curia Arcivescovile di Bologna che ha accolto senza
difficolt la richiesta fornendomi i nulla osta sotto riportati.







La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 26


















La storia della famiglia ROPA
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Primo tentativo a Castelfranco Emilia
Per primo ho interpellato il parroco delle Parrocchie di Santa Maria Assunta
e San Giacomo, le pi antiche di Castelfranco, che gentilmente mi ha
informato che, da una prima ricerca sui registri di battesimo, non risultava
nessun Gaspare.









Mi ha segnalato, comunque, tutte le altre parrocchie delle frazioni limitrofe
dove poter estendere le indagini:
San Giacomo di Piumazzo
San Giovanni Battista di Gaggio di Piano -
San Bartolomeo di Manzolino
San Pietro di Riolo -
Santa Maria della Neve di Rastellino
San Maurizio di Recovato -
Santi Filippo e Giacomo di Panzano -

Santa Maria Assunta San Giacomo Apostolo
La storia della famiglia ROPA
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Ho preso contatto allora, con email o direttamente telefonando, con i parroci
di tutte le chiese indicatemi cominciando cos, molto speranzoso, a
visitare gli archivi delle varie parrocchie, a una a una.




















San Giacomo di Piumazzo
San Giovanni Battista di Gaggio
di Piano
San Bartolomeo di Manzolino
Santi Filippo e Giacomo di
Panzano
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 29


















In taluni casi era lo stesso parroco che mi accompagnava nelle segrete
stanze a visionare gli archivi, in altre occasioni erano persone delegate allo
scopo.
Purtroppo queste prime indagini non hanno conseguito i risultati auspicati;
nelle parrocchie visitate non cera traccia del certificato di battesimo di
Gaspare.
Vedremo per che unindagine fatta in seguito ci fece trovare,
finalmente, il sospirato documento. (vedi pagine successive).
San Pietro di Riolo Santa Maria della neve
di Rastellino
San Maurizio e Lazzaro di
Recovato
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 30

Archivio comunale di Castelfranco Emilia
Deluso dallesito negativo delle prime indagini svolte presso le parrocchie, mi
sono messo alla ricerca di qualunque altra notizia che potesse valorizzare la
ricerca.
Mi sono rivolto allora al vasto e interessante archivio storico del comune di
Castelfranco.
In un voluminoso fascicolo che registra lo stato della popolazione (gli
incolati* e i traslocamenti interni) in un periodo di 100 anni, ho trovato
numerosi gruppi familiari di cognome ROPA o ROPPA che si erano
insediati a Castelfranco o nel circondario.
Come gi stato ricordato, i cognomi Ropa e Roppa hanno la medesima
origine e si evidenzia cos come il cognome abbia subito, nel corso dei secoli,
una certa metamorfosi causata da errori di trascrizione compiuti, nelle varie
epoche, sui registri sia parrocchiali sia comunali e, di frequente, anche negli
atti notarili.
Ho esaminato il registro della popolazione del 1800 fornitomi dalla
referente dellarchivio storico e ho annotato tutti i ROPA e i ROPPA che vi
erano registrati nel modo in cui erano nel fascicolo stesso. Lavoro non facile
perch la scrittura era in corsivo con lettere molto elaborate e spesso di
difficile interpretazione.
Note: il registro stato di
popolazione riporta il nome
CASTEL - FRANCO,
staccato, e, nella colonna che
indica il luogo di nascita, lo
abbrevia in CFranco.*Il termine
incolati significa immigrati.
*Traslocamenti: traslochi,
cambiamento di residenza.

La storia della famiglia ROPA
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Note tratte dal sito del Comune di Castelfranco
http://www.comune.castelfranco-emilia.mo.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx
Oltre cinquemila sono le unit archivistiche, filze e registri, che costituiscono
la sezione separata o storica, documentando, a partire dal 1480, l'evolversi
storico della comunit castelfranchese e del suo territorio. E' appunto a
quella data che risale il documento pi antico conservato: il decreto, in
pergamena, di Mons. Giovanni Alimento de Neri (luogotenente del cardinal
legato di Bologna), con il quale veniva concesso alla comunit il privilegio di
tenere mercato, nella giornata di marted, come gi dai tempi antichi, con
franchigia di merci e bestiame e con immunit per chiunque vi partecipasse.
A questo documento dell'archivio seguono poi, in ordine cronologico,
millecinquecento atti relativi a compravendite, locazioni, enfiteusi e
quant'altro, a testimonianza di una comunit nei secoli assai viva e
prospera; quanto emerge anche dal carteggio amministrativo, dalle
deliberazioni della Comunit, dagli atti contabili: documentazione che, in
linea generale, data ad iniziare dal 1524; preziosa pura una raccolta di
mappe (secoli XVIII-XIX) illustranti tutto il territorio comunale. L'archivio,
riordinato e inventariato, dotato di sala consultazione.
Nota: nella trascrizione del registro riprodotto nella pagina
successiva, sono evidenziati un paio di nomi (Ropa Antonio e
Ropa Luigi) ai quali torneremo a fare riferimento nella successiva
narrazione genealogica.

Registro della popolazione di CASTEL - FRANCO del 1800
La storia della famiglia ROPA
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REGISTRO DI POPOLAZIONE

COMUNE DI CASTEL - FRANCO
DATI SULLA NASCITA

Cognome e nome Paternit e maternit Luogo Giorno Mese Anno Condizione
Ropa Antonio di Giuseppe e Finelli
Gesualda
Anzola 10 Settembre 1803 giornaliero
Ropa Luigi di Antonio e Paioli
Domenica
Panzano 13 Aprile 1843 giornaliero
Ropa Antonio di Antonio e Rigoli
Domenica
Panzano 26 Maggio 1832 cartaro
Roppa Luigi di Luigi e Lucci
Angelica
Pontecchio 21 Gennaio 1814 cartaro
Roppa Cesare di Edoardo e Laffi
Giovanna
Pontecchio 17 Maggio 1842 cartaro
Roppa Giovanni idem Castel del
Vescovo
23 Luglio 1849 cartaro
Roppa Luigi di Costantino e
Bonfiglioli Maria
Scopeto 24 Settembre 1783 cartaro
Ropa Angelo di Andrea e
Stopazzini Teresa
Anzola 3 Febbraio 1821 boaro
Ropa Maria di Sabbatino e Boni
Teresa
Piumazzo 29 Ottobre 1820 affari domestici
Roppa Luigia di Antonio e Paioli
Domenica
Panzano 8 Luglio 1834 affari domestici
Ropa Luigi di Giuseppe e Cinelli
Gesualda
Pragatto 1 Marzo 1789 agricola
Ropa Gaetano di Luigi e Golfieri
Rosa
CFranco 13 Maggio 1828 agricola
Ropa Giuseppe idem idem 6 Maggio 1838 agricola
Ropa Antonio di Gaetano e
Marchesini Maria
San. Matteo in
strada
3 Settembre 1861 agricola
Roppa Beatrice di Giovanni e Zanasi
Clelia
Gaggio 28 Gennaio 1862 affari domestici
Roppa Marina Di Angelo e
Ballestrazzi Raffaella
Gaggio 7 Febbraio 1862 affari domestici
Roppa Brigida di Gaetano e Berselli
Teresa
Manzolino 23 Febbraio 1863 affari domestici
Ropa Luigia di Francesco e
Ferrarini Rosalia
Recovato 21 Maggio 1863 affari domestici
Roppa Raffaele di Giuseppe e
Cristoni Domenica
CFranco 30 Luglio 1866 agricola
Roppa Cesare Di Giuseppe e
Cristoni Maria
CFranco 27 Maggio 1867 agricola
Ropa Gaetano di Luigi e Miglioli
Maria Luigia
Gaggio 9 Giugno 1968 agricola
La storia della famiglia ROPA
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Significato dei termini presenti nel registro della
popolazione







Condizione

Significato

Giornaliero


Operaio di giornata

Cartaro

O cartaio, chi fabbrica o
vende la carta

Boaro

O bifolco, guardiano di
buoi

Affari
domestici

Che si dedica ai lavori
di casa.

Agricola

Che si dedica ai lavori
dei campi
La storia della famiglia ROPA
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In quella pieve antica a Sala Bolognese
Di Marco Bronzi Rusconi.


















La zia Rina, nel colloquio avuto con Alfonso, parlando del suo pap,
racconta: . Mio padre Luigi nacque ad Anzola Emilia, in seguito emigr
con la famiglia a Sala Bolognese dove, in una chiesa che era una pieve
antica, fece la comunione.
Nacque in me il desiderio di visitare questa pieve anche per cercare,
nei suoi archivi, documenti che potessero certificare il passaggio
della famiglia Ropa in quei luoghi. A Sala Bolognese sorge l'antica
Pieve di S. Maria Annunziata e San Biagio.
Mi misi in contatto il parroco che mindirizz a un suo valente
collaboratore, il signor Franco, che mi fu di grande aiuto nella ricerca.
Riuscimmo a trovare il registro dello Stato delle Anime*, che
testimonia che la famiglia Ropa abit in Sala dal 1891 al 1894.
Non trovammo alcuna documentazione riguardante la comunione di
Luigi (non cera lobbligo di annotare tale sacramento) ma avemmo la
ventura di rintracciare latto che attesta che la sorella di Luigi,
Clelia (1884-1980), fu cresimata in quella Pieve il 3 Maggio del 1894.
Aveva dieci anni.
Antica Pieve di S. Maria Annunziata e San Biagio
La storia della famiglia ROPA
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*Nello stato delle anime non compare la figlia primogenita Angela (Angiolina),
allepoca ventisettenne essendo nata nel 1864, che viveva a Castel Franco ed era
sposata con Gavina Augusto (vedovo con due figli).
Nellultima colonna sono riportati i luoghi di nascita dei vari membri della
famiglia e si nota come Gaspare sia nato a Castel Franco, la moglie Teodora alle
Budrie (frazione di san Giovanni in Persiceto) e i figli a Santa Maria in Strada,
borgata nel comune di Anzola.

Stato delle anime della famiglia di Ropa Gaspare e Giovanna Ghermandi
Certificato della cresima di Clelia Ropa, 1894
La storia della famiglia ROPA
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Un po di storia di quellantica Pieve
(http://www.prolocosala.it/basilica.html)
A Sala Bolognese sorge l'antica Pieve di S. Maria Annunziata e San
Biagio, uno dei pi insigni monumenti di stile romanico lombardo che
vanta la provincia di Bologna. Fu ricostruita nel 1096 su di una chiesa
paleocristiana del quarto secolo, edificata sui resti di un tempio pagano.
La Pieve fu restituita al suo aspetto originario che oggi ammiriamo nel 1920,
dall'Arciprete Can. Gaetano Botti, coadiuvato dall'architetto Giuseppe
Rivani.
















La storia della famiglia ROPA
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Percorso seguito per continuare la ricerca

di Chiara Reatti
Il testimone passa alla dottoressa Chiara Reatti che, per questo tipo
dindagini, uninvestigatrice molto abile!
Inizio da Piumazzo
Premessa: prendere in mano una ricerca gi
avviata non mai cosa facile, ma in questo
caso i lavori erano stati svolti in modo molto
metodico e ordinato, cos non mi fu difficile
muovere i primi passi, che dovevano
necessariamente dirigersi verso gli archivi parrocchiali, dal momento
che si andava ormai troppo indietro nel tempo per poter sperare di
trovare qualcosaltro negli archivi comunali.
Dopo aver domandato alla Curia Arcivescovile le necessarie
autorizzazioni, ho iniziato con gli archivi di San Giovanni in
Persiceto, Zenerigolo e Lorenzatico, per poi spostarmi a Piumazzo e
in altre parrocchie dellarea di Castelfranco Emilia, evitando il centro
storico perch, come mi era stato riferito, erano gi stati effettuati
controlli senza esito.
Non sempre ho avuto riscontri positivi, ma lunico elemento certo che
tutti i documenti confermavano era la provenienza di questa famiglia
dalla Val Samoggia, e cos, non riuscendo a trovare latto di battesimo
di Gaspare, tentai di ottenere risultati migliori spostandomi in
collina...
Ma andiamo con ordine, cominciando dai nulla osta che mi hanno
permesso di intraprendere le lunghe e non sempre agevoli ricerche
che ci hanno permesso di ricostruire la storia di questa famiglia negli
ultimi cinquecento anni.

La storia della famiglia ROPA
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La storia della famiglia ROPA
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Ho quindi spostato le indagini in alcune parrocchie dei paesi
limitrofi, cominciando da Piumazzo. L ho trovato notizia di un
nucleo familiare con questo cognome: si tratta di un certo Sabattino
Ropa, sposato con Boni Teresa, dal cui atto di matrimonio, celebrato
nel 1808, si evince che era nato a Savigno, dove era ancora residente
presso un fratello di cui non si fa il nome, e che suo padre si chiamava
Giovanni.
Sabattino e Teresa ebbero molti figli, a partire dal dicembre dello
stesso anno, ma di essi solamente tre raggiunsero let adulta. La loro
condizione era di pigionanti, mentre di professione Sabattino era
bracciante. Le umili condizioni della famiglia possono essere una
spiegazione al fatto che solamente tre dei figli non morirono in tenera
et.
Non ero in grado di stabilire la parentela tra questo Sabattino e il
Gaspare figlio di Domenico che stavamo cercando, ma la presenza di
questo nucleo familiare era gi una conferma del fatto che dei Ropa
allinizio dellOttocento vivevano in queste zone.
Non riuscendo a ritrovare latto di battesimo di Gaspare in nessuna
parrocchia del territorio di Castelfranco, speravo almeno di trovare
quello di suo padre Domenico, il quale, avendo avuto il figlio
Gaspare nel 1838, doveva essere nato attorno al 1810, se non prima.
Non ero, infatti, in grado di stabilire se Domenico fosse nato nella
zona di Savigno oppure anchegli in pianura, ma non trovando nulla
che si riferisse a lui ho deciso di spostare le ricerche nella zona di
Savigno, da dove sapevamo che la famiglia proveniva.
La speranza era quella di trovare latto di battesimo di Domenico
Ropa e di poter poi risalire indietro nel tempo di qualche
generazione.


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 40

Savigno
Il parroco di Savigno, don Augusto Modena, che
amministra anche la parrocchia di Merlano, stato
molto disponibile e mi ha messo a disposizione una
stanzetta e i registri delle parrocchie di Merlano, San
Biagio e Santa Croce, tre localit a poca distanza dal
centro di Savigno.
Per chiarezza infatti opportuno specificare che anticamente Savigno
non era sede di una parrocchia autonoma: quel centro abitato
ricadeva in parte sotto la giurisdizione della chiesa parrocchiale di
Ponzano, in parte sotto quella della parrocchiale di Merlano.
Ci non significa che a Savigno non ci fossero chiese, ma tali chiese
non avevano fonte battesimale, e quindi gli abitanti per battezzare i
figli si recavano a Ponzano oppure a Merlano.

La chiesa di San Matteo, quella
fondata nel Seicento come
patronato della famiglia Ropa,
divenne parrocchia autonoma
solamente negli anni 20 del
Novecento, e cos era per me
superfluo consultarne larchivio.
In precedenza quella chiesa
dipendeva dalla parrocchia di
Ponzano, e cos mi riservai di
spostare le ricerche l in un secondo
tempo.
Iniziai consultando i registri
parrocchiali di Merlano.




La Chiesa di San Matteo
in una foto antica
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 41

Esaminando i registri dei battezzati osservai che in quegli anni, ed anche nei
secoli successivi, il battesimo veniva amministrato quasi sempre nella stessa
giornata della nascita del neonato o a distanza di pochissimi giorni.
Nella malaugurata eventualit che il bambino fosse nato in imminente
pericolo di morte (purtroppo evento frequente in anni in cui la mortalit
infantile era elevatissima a causa delle fatiche e degli stenti che pativano le
madri), il battesimo, in mancanza di un sacerdote, poteva essere effettuato da
una persona adulta, presente al parto, in genere la stessa ostetrica che aveva
una speciale dispensa per battezzare. Dopo il battesimo veniva rettificato.
Le formule che si trovavano nei registri in questi casi, sono:
sub conditione baptizatumo abinstans mortis periculo.
Il parto avveniva in casa, accanto al focolare: la donna era assistita dalle
donne di casa (la madre, la suocera) e dalla levatrice.
Si ricorreva al medico solo in casi estremi (solo le pi ricche si potevano
permettere l'assistenza del medico.)
Nei tempi pi antichi non si chiamava neppure la levatrice ma si ricorreva
all'assistenza di una donna del paese, in genere anziana, che aveva una certa
pratica ed esperienza di queste cose.
A volte i padrini erano solo in rappresentanza o per conto di qualche nobile
locale, infatti, la tendenza era di mettere il figlio al sicuro sperando che i
padrini, qualora fosse capitato qualcosa ai legittimi genitori, se ne
prendessero cura.

I registri dei battesimi di Merlano sono tre: libro A, B e C.
Il libro A piuttosto antico ma presenta alcuni
problemi di consultazione. Dallesame della
calligrafia mi pare evidente che le parti relative al
Seicento sono state ricopiate nel Settecento da un
altro libro, questo perch la grafia uguale ed
impossibile che le pagine siano state scritte dalla
stessa persona a pi di un secolo di distanza.
I diversi fascicoli presentano inoltre alcuni errori
di rilegatura: dopo un fascicolo iniziale che copre
gli anni 1599-1606, si passa ad un fascicolo settecentesco, seguito da
quello dei nati nel Seicento, per poi passare di nuovo al Settecento.
Santa Maria Assunta
di Merlano
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 42

Altro problema costituto dalle lacune: manca la documentazione
relativa agli anni 1607-12, 1618-36, 1540-51.
La mia speranza era che i fascicoli di quegli anni, e magari il registro
originale da cui gli atti sembrano essere stati ricopiati, si trovasse
ancora a Merlano. Il parroco ha infatti radunato il materiale qui per
comodit ma ha detto che qualcosa potrebbe essere rimasto l.
Purtroppo durante una successiva visita a Merlano ho riscontrato che
non vi rimasto praticamente nulla, tranne documentazione molto
pi recente, del Novecento.
Nella chiesetta di Merlano la situazione dellarchivio decisamente
grave: la documentazione, tra cui alcuni libri liturgici antichi anche se
non particolarmente pregiati, sta dentro un vecchio armadio, davanti
al quale piantato un tubo da ponteggio che contribuisce alla stabilit
del tetto
Tornando al materiale relativo a Merlano e conservato a Savigno, esso
si rivelato di grande utilit.
Nel complesso dai tre registri di battesimo sono emersi ben 138
persone di cognome Ropa, nate tra il 1599 e il 1808.
Individuare i singoli legami di parentela e ricostruire i nuclei familiari
non semplice, anche a causa della ripetitivit dei nomi. Tra questi i
pi comuni sono Giovanni, Domenico e Antonio per gli uomini,
Domenica e Maria per le donne.
Confrontando pazientemente i dati che si evincono dagli atti (es. data
di nascita e nomi dei genitori) comunque possibile ottenere risultati
piuttosto precisi, soprattutto tenendo conto degli anni in cui le
persone possono avere generato il primo e lultimo figlio.
Accanto ai registri di battesimo i pi precisi e completi sono quelli
delle cresime, mentre quelli di matrimonio e di morte sono pi
incompleti e lacunosi.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 43

Con i registri di San Biagio e di Santa Croce la difficolt molto
minore in quanto il materiale conservato davvero poco.
Terminate le ricerche a Savigno e Merlano, ho deciso di spostarmi a
Ponzano, sapendo che in passato la parrocchia di Savigno dipendeva
da questa.
Mi sono quindi messa in contatto con don Fabio Vignoli, parroco di
Zappolino, Ponzano e altre piccole parrocchie dei dintorni.
Ponzano
Larchivio di Ponzano si presenta in
condizioni molto disordinate, ma per
fortuna i registri parrocchiali sono
presenti.
Il parroco stesso rimasto stupito della
cosa, perch ormai li dava per dispersi,
considerato anche il fatto che nel corso
della II Guerra Mondiale la chiesa
stata distrutta, e il parroco di allora,
rifugiatosi nel campanile assieme ad una trentina di parrocchiani,
perse la vita.
I registri fortunatamente si sono salvati poich erano stati messi in
salvo in una cassetta di metallo, ma si temeva che fossero spariti in
tempi pi recenti, mentre invece erano rimasti chiusi in un armadio.
Registri di battesimo:
1) 1569-1620;
2) 1632-1696;
3) 1691-1758
4) 1701-1730

5) 1758-1803
6) 1804-1815
7) 1816-1861
8) 1862-1890
Non ho rinvenuto i libri dei matrimoni e dei morti.
Chiesa di Ponzano
La storia della famiglia ROPA
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Questo naturalmente non significa che non esistano, ma la situazione
di disordine tale per cui probabilmente sono finiti dentro a qualche
scatolone o sepolti tra pile e pile di altri libri.
Il primo registro (1569-1620) non ha presentato particolari problemi,
eccettuata liniziale difficolt della grafia. Per non perdere tempo
nella consultazione in loco ne ho fotografate tutte le pagine con la
fotocamera digitale, in modo da poterlo leggere comodamente al
computer, ingrandendo le immagini.
Consultandolo emersa unimportante conferma del fatto che
liniziale forma del cognome fosse Roba (de Roba/de Robis), cos
come era gi emerso dalle precedenti ricerche (I Ropa in val
Samoggia del prof. Lenzi)
Allinizio del 600 la b sostituita dalla p e inizia ad assestarsi la
forma de Ropis. Frequentemente compare anche semplicemente
Ropi/Ropis, ma la desinenza in i/-is un chiaro risultato della
forma in genitivo utilizzata negli atti per indicare il concetto di
figlio di, pertanto si pu ipotizzare che la forma in nominativo
fosse comunque Ropa/Roppa, cognome che inizia a comparire in
questa forma gi dalla met del 600, ma pi frequentemente a
inizio 700.
Neppure il secondo registro ha dato problemi, pur presentando tracce
di bruciature (probabilmente occorse durante la guerra), mentre nel
terzo sono omessi gli anni che vanno dal 1702 al 1730, che sono invece
compresi nel quarto registro. Ci denota un probabile errore di
rilegatura dei fascicoli. Altra particolarit del terzo registro
rappresentata dal fatto che diviso in due parti, la prima riguardante
i gi citati atti di battesimo, alla quale ne segue una seconda, molto
interessante, dove sono annotate le cresime. Questo fascicolo, che
copre un arco di tempo che va dagli anni ottanta del Seicento fino al
XIX secolo, stata molto importante perch da essa stato possibile
ricavare informazioni sullesistenza di persone delle quali non stato
rinvenuto latto di nascita. il caso, ad esempio, di un Giovanni
Roppa del quale ho trovato latto di cresima del 1749, dal quale si
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 45

apprende che aveva unet di 9 anni, cosa che ci permette di capire
che era nato nel 1740.
Il quarto registro presenta le maggiori difficolt di consultazione in
quanto i fascicoli sono scompaginati e nei primi due decenni del 700
stato utilizzato un inchiostro molto acido e ferroso che ha sciolto e
bucato la carta, rendendo un buon numero di atti praticamente
illeggibili.
Fortunatamente la cosa non ha creato problemi nella realizzazione
dellalbero genealogico.
I restanti registri sono invece molto facilmente leggibili.
Come sempre, per comodit ho scattato fotografie di ogni atto
riguardante un Ropa, cos da poter rielaborare le informazioni a casa
e risparmiare tempo in archivio.
A Ponzano, accanto ai registri parrocchiali ho rinvenuto altro
materiale di grande interesse, ossia i libri degli Stati delle anime e
un inventario dei beni della chiesa di San Matteo di Savigno stilato
nel 1817.
I primi erano lequivalente degli attuali stati di famiglia, ordinati i
dati secondo le vie di residenza.
Potevano essere compilati con maggiore o minore analiticit:
frequentemente troviamo soltanto i nomi del capofamiglia e delle
persone che vivevano nella sua casa, ma nei casi pi fortunati
vengono indicate anche le et e le professioni svolte.
Ancor pi importante risultato linventario dei beni della chiesa di
San Matteo di Savigno, realizzato nel 1817.
Gi sapevamo che quella chiesa fu fatta costruire dalla famiglia
Ropa nel XVII secolo, notizia che si ricava facilmente dal sito del
comune di Savigno, ma le nostre informazioni erano molto scarse.

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 46


La chiesa di san Matteo
a Savigno
da Google
http://www.comune.savigno.bo.it/

La Chiesa, costruita nel 1683 dai
signori Roppa di Maiola* (oggi
famiglia Ropa) da antichi
documenti risulta essere edificata a
Savigno Mercato, il nome del
luogo derivava infatti dalla
consuetudine di tenere in quella
localit fiere e mercati.
La chiesa, un buon esempio di
oratorio bolognese tipico della
met del 600 inizi 700, viene
descritta a tre navate con tre altari:
il maggiore dedicato a San Matteo,
con la statua del Patrono, della
Madonna Addolorata, di San
Francesco, di Santa Brigida e altre;
laltare a destra dedicato a San
Luigi e quello di sinistra a
SantAntonio da Padova.
Nellanno 1780 la comunit di
Savigno Mercato comprendeva
ventitr famiglie, dipendeva dalla
parrocchia di Ponzano e non aveva
un parroco nominato.
Verbali della visita pastorale di
cento anni dopo, del 19 luglio
1880, testimoniano che loratorio,
mantenuto a fatica dalla povera
gente del luogo, non versava in
ottime condizioni; ma nonostante
le difficolt per mantenere
ledificio, continuando ad
aumentare la
borgata di Savigno gli abitanti
espressero a pi riprese agli
arcivescovi di Bologna il desiderio
di avere un proprio parroco: il
primo fu don Giuseppe Serra, che
ne prese possesso il 24 giugno
1924.
Nel 1966 fu inaugurata la nuova
chiesa di Savigno dove, durante il
restauro dellantica San Matteo, si
spostarono tutte le pratiche del
culto.
*Maiola una frazione di Castello di
Serravalle.


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 47

La fondazione del patronato per opera dei Ropa era testimoniata da
una lapide, collocata nella chiesa, che fu fatta a pezzi nella seconda
met dellOttocento, quando cio tale chiesa fu ricostruita senza il
contributo della famiglia Ropa, che aveva gi rinunciato ai propri
diritti di patronato per via delle sue mutate condizioni economiche.
A questo punto doverosa qualche precisazione sullistituto
giuridico del patronato ecclesiastico (o giuspatronato), tratta
dallEnciclopedia Cattolica, ultima edizione preconciliare del 1952.
Patronato: un privilegio, con annessi oneri, spettante, per
concessione della autorit ecclesiastica, ai fedeli, che abbiano fondato
una chiesa, una cappella o un beneficio ed ai loro aventi causa (can.
1448). Storia: esso ha il suo fondamento nella gratitudine della Chiesa
per i suoi benefattori. Nei primi secoli tale gratitudine si manifestava
con limposizione del nome del fondatore (Basilica Costantiniana o
Lateranense, titolo di S. Lorenzo detto in Lucina) o con liscrizione del
nome stesso sulla facciata della chiesa. [] Poich per il diritto di p.
costituisce una menomazione della libert della Chiesa nel conferimento
degli uffici ecclesiastici, questa ha poi costantemente cercato di
limitarlo; e nel Codex Iuris Canonici (can. 1450) ha vietato di costituire
nuovi p. per qualsiasi titolo, invitando nel contempo gli Ordinari a
esortare gli attuali titolari ad accettare, in sostituzione del diritto di p. o
anche di quello di semplice presentazione (v. provvista canonica),
suffragi spirituali per s e per i propri familiari. Conseguentemente il
CIC regola soltanto i diritti di p. sorti prima della sua entrata in vigore
ed ai quali i titolari non abbiano rinunziato.
II. CONCETTO E DISTINZIONI. Prima del CIC alcuni riducevano il p. al
diritto di presentare il candidato a un ufficio ecclesiastico, altri a un
complesso di diritti e di doveri: il CIC con la sua definizione ha inserito
questo istituto nellambito dei privilegi legali, che comportano nel
contempo diritti ed obblighi. Esso si distingue in reale e personale, a
seconda del suo collegamento con una cosa o con una persona (si ha poi
il p. personalissimo che, al contrario di quello persona, non
trasmissibile); ecclesiastico, laicale e misto, a seconda della natura del
titolo su cui basato; ereditario, familiare, gentilizio e misto, a seconda
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 48

che sia trasmissibile agli eredi legittimi o testamentari, oppure ai
membri della famiglia o della gente, oppure a coloro che sono nel
contempo eredi e membri della famiglia o della gente del fondatore (can.
1449). []
III. Acquisto. Lesistenza del diritto deve constare di documenti
autentici o di altre prove legittime [].
IV. Contenuto. Come gi esposto, il p. consta di un complesso di
diritti e di obblighi, il cui contenuto compendiato nelle espressioni ius
honorificum, ius utile, ius onerosum. Fra i diritti il pi importante e
caratteristico quello di presentazione, di designare, cio, un sacerdote
idoneo per la sua istituzione da parte dellautorit ecclesiastica
competente in un ufficio ecclesiastico vacante. Sia che si tratti di p.
laicale, che ecclesiastico o misto, la presentazione deve essere effettuata,
nellassenza di giusti impedimenti, entro quattro mesi dal giorno in cui
lautorit competente ad istituire il presentato abbia comunicato al
patrono la vacanza del beneficio [].
Chi stato presentato e ritenuto idoneo acquista il diritto allistituzione
dopo laccettazione della presentazione. Ma il diritto di concedere
listituzione canonica spetta esclusivamente allOrdinario. []
Listituzione per qualsiasi beneficio, se non vi sono giusti impedimenti,
deve avvenire entro due mesi dalla presentazione (can. 1467)

Che la famiglia Ropa avesse fondato un patronato costituisce
dunque una chiara testimonianza del fatto che nel XVII secolo essa
godesse di buone condizioni economiche e sociali, situazione
alquanto diversa da quella del secolo XIX, come c dato di capire
leggendo linventario dei beni di San Matteo ritrovato a Ponzano.
Tale inventario contiene una dettagliata descrizione della canonica,
che necessitava di diversi lavori di manutenzione, e dei suoi
possedimenti nei pressi del rio di Savigno, rappresentati da
campi (predi) coltivati a uva e frumento, frammezzati da piccole
aree boschive.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 49



Completate queste descrizioni passai poi allesame delloratorio
pubblico posto su la Piazza del Mercato di Savigno sotto la
parrocchia di S. Donato di Ponzano beneficio, semplice fondato
lanno 1643 li 7 settembre dal signor Matteo Roppa.
La situazione generale delledificio non era buona, soprattutto a causa
dellumidit e delle crepe, ma viene riferito che il tetto era stato
recentemente risarcito dei coppi mancanti.
La descrizione dettagliata al punto che viene riportata anche la
trascrizione della lapide, allepoca ancora esistente, dalla quale
apprendiamo molte preziose informazioni, come il nome del
fondatore (Matteo) e del primo rettore (Bernardo).
indubbio che si tratti proprio della stessa lapide della quale stato
trovato un frammento durante i lavori di rifacimento della piazza di
Savigno, ora conservata al museo, perch nel frammento compare
chiaramente la scritta temporis voracitate, corrispondente alla
terzultima riga della trascrizione:
Ne temporis voracitate pereant predicta Huic lapidi firmiter
comendavit supradictus R.D. Bernardus hac die XXX iulii
MDCLXXXXIIII (1694).



La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 50











Ricostruzione del testo di parte della lapide
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 51
























D.O.M.
Ad perpetuam rei memoriam
Mattei Roppe devotum obsequium
erga divum
Apostolum et Evangelistam Matteum
lapis testantibus
Erecto sacello simplicis beneficio hic
in
Eius foro Savigni sub honere quatuor
missarum
Singulo mense ibi celebran: et alia in
die solem:
D. Apostoli ut ex instrumentum
Bartolomei Catanei
Sub die II septembris MDCXXXXIII
Ac testamentum sub die XIII dicembri
MDCXXXXIIII
Scriptum per Franciscum de Casinis
Eiusdem Mattei heres hereditatem
Cessit R. D. Bernardo Roppe primo
rectori
Ex rogitum Pauli de Munariis XVIII
decembris MDCXXXXV
Ius autem presentandi hodie spectat
Dominico
Roppe eiusque descendens ex
cessione predicti
R.D. Bernardi per instrumentum d.
Ioseph de Lodis
Sub die XXV maii MDCLXXXXIIII
Et iura d. Beneficii extensa leguntur in
rogitum
d. Ioannes Iacobi de Carbonis sub die
II mensis iulii MDCLXXXXIIII
Ne temporis voracitate pereant
predicta
Huic lapidi firmiter comendavit
supradictus R.D. Bernardus hac die
XXX iulii MDCLXXXXIIII




D.O.M
A perenne ricordo.
Questa pietra testimonia il devoto
ossequio di Matteo Roppa nei confronti
del santo apostolo ed evangelista
Matteo con lerezione di una cappella
di beneficio semplice qui nella sua
piazza di Savigno, sotto la condizione
di quattro messe da celebrarsi ogni
mese ed una ulteriore altra nel giorno
della solennit del S. Apostolo, cos
come prescritto dallatto notarile di
Bartolomeo Cattani del giorno 2
settembre 1643
e dal testamento del giorno 13
dicembre 1644, scritto da Francesco
Casini.
Giovanni, erede dello stesso Matteo, ha
ceduto leredit a R. D. Bernardo
Roppa primo rettore, con rogito di
Paolo Monari del 18 dicembre 1645.
Ad oggi il diritto di presentazione
spetta a Domenico Roppa anchegli suo
discendente, per concessione del
predetto R. D. Bernardo con istrumento
del signor Giuseppe Lodi del giorno 25
maggio 1694, e i diritti del detto
beneficio messi per iscritto si leggono
nel rogito del signor ..

Giovanni Giacomo Carboni del giorno
2 luglio 1694.
Affinch le cose predette non si
perdano per la voracit del tempo, il
suddetto R. D. Bernardo le ha
fermamente affidate a questa lapide
in questo giorno 30 luglio 1694.



Testo originale della lapide
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 52

Queste prime importanti informazioni sul patronato di San Matteo si
sono arricchite grazie alla documentazione conservata in Archivio
Arcivescovile, dove nel fondo Miscellanee vecchie sono conservati
molti documenti provenienti dalle parrocchie della Val Samoggia.
Archivio arcivescovile di Bologna
In questarchivio la mia
attenzione stata subito
attratta dalla serie
denominata San Matteo del
Mercato di Savigno.
Ho proceduto alla
consultazione con labituale
metodo delle fotografie, e
una volta a casa ho letto i
documenti, che si sono
immediatamente rivelati
assai importanti.
Coprono un arco cronologico che va dalla met del Settecento alla
met dellOttocento, collocandosi quindi in un momento in cui il
ruolo della famiglia Ropa stava gi declinando, ma testimoniano un
illustre passato e contengono un inventario degli atti notarili allepoca
conservati presso larchivio di quella chiesa, oggi dispersi (o
conservati altrove). In questo inventario del 1842 degli atti notarili
allora esistenti, il nome Ropa compare molto spesso.
Per primi (nel 1597) incontriamo Lelio e Antonio, due fratelli che si
dividono leredit paterna, seguiti nel 1603 da Antonio Ropa, quasi
certamente lo stesso dellatto precedente, che acquista una pezza di
terra da Francesco Gasparoni, nella zona di Tiola.
Tiola, attualmente piccola borgata nei pressi di Ponzano sembra
essere stata per tutta la prima met del Seicento un luogo assai
importante per gli affari di questa famiglia: seguono, infatti, altri due
rogiti di acquisto di terre da parte dello stesso Antonio,
rispettivamente del 1608 e del 1610.
Lelenco decisamente ben fatto poich, oltre ai nomi dei contraenti,
indica anche la data e il nome del notaio che cur la redazione
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 53

dellatto, fornendoci cos ottimi indizi per spostare le ricerche
allArchivio di Stato di Bologna, dove si conservano gli archivi dei
notai del distretto di Bologna.
Prima di procedere a tale indagine era per di fondamentale
importanza trovare latto di battesimo di Gaspare Ropa e definire
con esattezza alcuni passaggi dellalbero genealogico che ancora mi
apparivano oscuri.
Gli indizi da seguire rimanevano naturalmente quelli indicati dallo
stato di famiglia storico che ci aveva fornito il comune di Persiceto
allinizio della ricerca, dal quale si evince che egli era nato a
Castelfranco e che sua moglie Teodora Sandoni era nata alle Budrie.
La cosa pi logica da fare era dunque quella di recarmi alle Budrie, e
successivamente di ricontrollare tutte le parrocchie della zona di
Castelfranco, anche quelle dove ci eravamo gi recati in passato, per
essere certi che nulla ci fosse sfuggito, ed infine allargare la ricerca
alla zona di Anzola, che trovandosi in una posizione geografica
prossima sia a Castelfranco che alla Val Samoggia potrebbe essere
stata una tappa dello spostamento dei Ropa verso la pianura.
Archivio parrocchiale delle Budrie
In questa parrocchia, allinterno dello stesso registro che contiene
anche latto di
battesimo di santa
Clelia Barbieri,
trovo quello di
Teodora Sandoni,
moglie di Gaspare
Ropa, nata il 31
maggio 1841 da
Antonio Sandoni e
Lucia Drusiani.


Atto di battesimo di Teodora Sandoni
(31 maggio 1841), la moglie di Gaspare
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 54

La chiesa di Santa Maria Annunziata alle Budrie









La chiesa fu elevata a Santuario Santa Clelia Barbieri
il 31 gennaio 1993.

A destra della chiesa c' l'oratorio di san Giuseppe dove
Clelia teneva il catechismo ai bambini e che oggi
contiene l'urna con le sue ceneri.

Conoscendo la prassi secondo la quale i matrimoni
si celebravano nella parrocchia della sposa, la
speranza era di trovare in questarchivio anche
latto del matrimonio tra Teodora e Gaspare, che
nel 1864 ebbero la prima figlia.

Sfortunatamente per la serie dei registri
matrimoniali lacunosa e quelli antecedenti al 1880 mancano, o
comunque il parroco don Angelo Lai non sa dove possano essere.

Essendo le Budrie una frazione di Persiceto poco lontana da Anzola
sperai di rinvenire l qualche notizia di Domenico e di Gaspare.

Mi recai dunque alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Anzola.
Santa Clelia
Barbieri
1847-1870
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 55

Archivio parrocchiale di Anzola dellEmilia
Qui il parroco don Stefano Bendazzoli si
mostrato molto disponibile e mi ha messo in
contatto con una persona che ha effettuato
numerose ricerche storiche e conosce bene
larchivio, il signor Gabriele Gallerani. La
documentazione archivistica completa e
ordinata, e i registri, per nostra fortuna, sono
corredati di indici. In essi figurano diversi Ropa
e, poich alcuni di essi sono indicati come
residenti a Santa Maria in Strada, il signor
Gallerani si gentilmente offerto di accompagnarmi anche in quella
parrocchia il cui parroco, don Giulio Matteuzzi, risiede a Bologna.
Nellattesa che don Giulio mi desse il suo benestare, proseguii le
indagini nella zona di Castelfranco.
La prima parrocchia che visitai stata quella dei Santi Filippo e
Giacomo di Panzano.
Archivio parrocchiale di Panzano
In questo minuscolo borghetto dominato dallantica villa Malvasia,
riscontrai la presenza di alcune persone di cognome Ropa, nel XIX
secolo. Ancora una volta per non si tratta della famiglia che
cerchiamo, tuttavia unulteriore conferma che
diversi Ropa emigrarono in questa zona, come gi
avevo capito visitando larchivio di Piumazzo. Visti
i pochi chilometri che separano Panzano da Riolo e
Rastellino decido di proseguire le ricerche in quei
luoghi. Nel frattempo, mi misi nuovamente in
contatto con il parroco di Santa
Maria Assunta di Castelfranco, che avevo gi
consultato allinizio della ricerca, il quale ci aveva
consigliato di controllare le parrocchie dei paesini
limitrofi perch a Castelfranco non c nessun Ropa.
Chiesa dei Santi Pietro
e Paolo di Anzola
Santi Filippo e
Giacomo di
Panzano
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 56

Egli mi ha permesso di ricontattare direttamente la persona che si
occupa dellarchivio di Santa Maria Assunta, Anna Ghedini, la quale
ha accettato di ricontrollare per me i registri anche presso larchivio di
San Giacomo, altra chiesa del centro che fu parrocchia fino agli anni
Venti del Novecento, il cui territorio stato successivamente
accorpato a quello di Santa Maria Assunta.
Comeravamo rimasti daccordo, dopo qualche giorno ci siamo
nuovamente sentiti al telefono per sapere se cerano novited
stata una vera emozione scoprire che effettivamente nei registri di
Battesimo dellex parrocchia di San Giacomo un Gaspare Ropa e un
Nicola cerano!!!
Certo stato anche un po seccante, perch allinizio ci era stato detto
il contrario, ma nelle ricerche darchivio non sempre si trova tutto al
primo tentativo, ed ora finalmente lanello mancante della nostra
ricerca era stato trovato.
Mi son quindi subito recata a Castelfranco per fare le fotografie degli
atti, che riporto nelle pagina seguente, constatando che oltre al
battesimo non cera nessun altro atto intestato a Gaspare, e
successivamente sono andata a Santa Maria in Strada, dove di nuovo
ho avuto la preziosa collaborazione del signor Gallerani.






La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 57



Atto di Battesimo di Gaspare, figlio di Domenico e Giovanna
Guermandi. (31 luglio 1838)
Atto di Battesimo di Nicola Giovanni, fratello di Gaspare
(15 maggio 1829, nato il 14 maggio)
La storia della famiglia ROPA
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Atti di Battesimo dei figli di Gaspare e Teodora














Atto di Battesimo di Giuseppe Anacleto,11 agosto 1866
Atto di Battesimo di Angela Maria, 3 ottobre 1864, nata il 2 ottobre
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 59


















Atto di Battesimo di Pietro Lorenzo, 11 agosto 1868, nato il 10 agosto.
Atto di Battesimo di Enrico Cesare Gaetano,
27 Marzo 1877
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 60
























Atto di Battesimo di Luigi Ernesto Melchiorre 26 novembre 1881
Atto di Battesimo di Maria, 6 maggio 1879
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 61

Archivio parrocchiale di Santa Maria in strada

Larchivio si presenta ben
conservato, certamente per merito
del parroco che, pur non
risiedendovi, ha molta cura della
sua chiesa, uno dei pochissimi
esempi di edificio con pianta a
croce greca del nostro territorio,
come ci ha fatto notare Gallerani.
Ledificio della canonica, che ospita larchivio, ha subito pochissimi
interventi di restauro, a parte linstallazione di elettricit,
riscaldamento e acqua corrente, perci si presenta ancora come
doveva essere un centinaio di anni fa: al pianterreno un grande
ambiente a volte e al piano superiore un salone pieno di quadri e
mobili antichi e unampia cucina dominata da un enorme camino, di
quelli dove si pu stare seduti accanto al fuoco.
Dopo aver ricostruito lalbero genealogico fino a sette generazioni
oltre a Gaspare, era giunto il momento di recarci in Archivio di
Stato per seguire la traccia indicata dallelenco dei rogiti trovato in
Archivio Arcivescovile, nel tentativo di scoprire maggiori
informazioni sui membri della famiglia e, se possibile, di andare
ancora pi indietro nel tempo.





Badia di Santa Maria in Strada.
Anzola dellEmilia
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 62

Archivio di stato di Bologna
Come abbiamo visto, gli archivi
parrocchiali sono luoghi
privilegiati per le ricerche
genealogiche, ma pur vero che
lobbligo formale di tenuta dei
registri parrocchiali fu introdotto
soltanto nel 1563, con il
Concilio di Trento.
Ricostruire la genealogia antecedente alla seconda met del
Cinquecento dunque molto difficile, specialmente per quelle
famiglie che non vantano ascendenze nobili.
Vi per un canale di ricerca complementare che, pur essendo di
consultazione molto difficoltosa, pu permetterci di andare assai pi
indietro, fornendoci una quantit impensabile di preziose
informazioni sui nostri antenati: la documentazione notarile.
Bologna, com ben noto, a cavallo tra XI e XII secolo fu la citt che
vide nascere la professione notarile di diritto latino come ancora oggi
la conosciamo, grazie al recupero e alladattamento del diritto
romano da parte di giuristi che richiamarono a s numerosissimi
allievi, dando cos origine allUniversit pi antica del mondo.
Fin da quei remoti anni dellet basso-medievale i notai, pubblici
ufficiali ai quali allora come oggi veniva attribuita publica fides,
rispettarono la prassi di conservare ricopiati nei propri registri i testi
degli atti che rogavano.
Alla morte di un notaio i suoi registri venivano passati al successore,
che molto spesso poteva essere il figlio dello stesso notaio: in area
bolognese la professione spesso si trasmetteva di padre in figlio,
dando cos vita a vere e proprie dinastie notarili.
Attualmente i registri e documenti di 3785 notai sono conservati
allArchivio di Stato di Bologna, in un fondo denominato Atti dei
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 63

notai del distretto di Bologna, i cui estremi cronologici vanno dal
1226 al 1892.
La formazione del nucleo iniziale e costitutivo del fondo notarile
si deve allopera svolta nella seconda met del sec. XVIII dai
senatori preposti allassunteria darchivio, i quali, in mancanza di
una normativa specifica che imponesse la devoluzione a un
ufficio pubblico degli atti dei notai defunti, riuscirono, tramite
acquisti e donazioni, a far pervenire allArchivio pubblico,
diretto continuatore della medievale camera degli atti, gran parte
della documentazione antica che si era venuta depositando
presso i vari studi notarili cittadini.
A questa si vennero accostando, a seguito della
regolamentazione sul notariato del 1806, le matrici e i protocolli
dei notai successivamente cessati dallesercizio: documentazione
che, come la precedente, fu concentrata presso lArchivio
pubblico, trasformatosi cos, nel corso del sec. X1X, in archivio
notarile distrettuale e da questo successivamente ceduta
allArchivio di Stato.
1

Accanto a questo immenso fondo archivistico si colloca quello
dellUfficio del Registro:
Nel 1452 il card. Bessarione, legato di Bologna, nellintento di far
rivivere lormai decaduto istituto dei memoriali (vedi p. 578)
soppresse i provvisori e, rimettendo in vigore il principio della
trascrizione integrale, promosse la costituzione dellufficio del
registro.
Tale ufficio, presieduto da un soprastante coadiuvato da alcuni notai
assoggettati al controllo del correttore della loro societ, doveva
pertanto provvedere alla trascrizione integrale in appositi volumi
degli atti notarili di valore superiore a cinquanta lire bolognesi, i cui
originali dovevano essere presentati allufficio dal notaio rogatario.

Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. I, Roma 1981, pp. 618,
<http://www.maas.ccr.it/PDF/Bologna.pdf>.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 64

Nel 1653 la costituzione Lomellina da un lato estese lobbligo della
presentazione anche a scritture non notarili - che dovevano essere
non trascritte per intero, ma semplicemente annotate in appositi
registri - dallaltro abol la trascrizione integrale degli atti notarili ad
opera degli addetti allufficio del registro, obbligando i singoli notai a
consegnare allufficio, per essere successivamente rilegate in volumi,
copie autentiche degli atti rogati. La riforma cos operata snatur
profondamente i fini istituzionali dellufficio del registro, rendendone
inevitabile la soppressione decretata nel 1711.
Non cess tuttavia lobbligo di presentazione delle copie degli atti
notarili; presentazione che avveniva direttamente allArchivio
pubblico, gi camera degli atti, dove tali copie seguitarono a essere
rilegate in volumi, corredati dagli indici nominativi delle parti. La
trasformazione dellArchivio pubblico in Archivio notarile
distrettuale rese possibile, anche successivamente al 1796,
lacquisizione ininterrotta presso questo ufficio di tale tipo di
documentazione, che giunge quindi, al momento, fino al 1853
2
. La
principale difficolt di consultazione del fondo notarile era
rappresentata, nel nostro caso, dallidentificazione di quali fossero i
notai attivi in Val Samoggia.
La maggior parte dei notai del distretto erano attivi principalmente a
Bologna, anche se molti erano quelli che lavoravano prevalentemente
nel contado, ma non esiste una mappatura dellarea di azione di
ciascuno e, come abbiamo visto, sono pi di tremilasettecento!
Una preziosa traccia per la nostra ricerca era rappresentata da
quellelenco degli atti notarili che nel 1820 erano ancora conservati
presso la chiesa di San Matteo del Mercato di Savigno, che avevamo
rinvenuto in archivio arcivescovile. Nellelenco sono, infatti, indicati
atti che vanno dalla fine del Cinquecento fino alla met del
Settecento, in molti dei quali abbiamo riscontrato la presenza di
contraenti di cognome Ropa.

2
Ivi, pp. 618-619.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 65

Questo elenco ci ha permesso di farci una prima idea di quali fossero
i notai attivi in quella zona. Ad esempio, abbiamo subito notato un
ripetersi di tre cognomi: Accarisi, Monti e Moretti.
Dagli strumenti di ricerca messi a disposizione nella sala di studio
dellArchivio di Stato di Bologna mi sono resa conto che si trattava di
tre vere e proprie dinastie di notai che vivevano e lavoravano in Val
Samoggia.
Capostipite dei notai Moretti fu un certo Giovanni, soprannominato
Tiola, come il piccolo borgo presso Ponzano nel quale viveva, e
dove anche i Ropa possedevano alcuni appezzamenti di terreno.
Anche i notai Monti vivevano in quelle zone,
mentre quasi superfluo accennare
allimportanza della famiglia Accarisi di
Ponzano (o per meglio dire, della localit
oggi nota come Tintoria.)
Si tratta, infatti, di una delle famiglie pi
antiche e illustri della Val Samoggia,
discendenti a loro volta da un ramo della
famiglia Cuzzani.
La localit Titoria oggi
Questa casa,
oggi
ristrutturata,
era di
propriet
della famiglia
Ropa e si
trova nella
localit
Tintoria
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 66

Consultando i registri dei notai appartenenti a queste e ad altre
famiglie abbiamo rinvenuto moltissimo materiale riferito ai Ropa:
si tratta in gran parte di compravendite, ma anche di testamenti e
doti.
Se negli archivi parrocchiali avevamo potuto risalire nella genealogia
fino allinizio del Seicento, lo dovevamo al ritrovamento degli atti di
nascita di Domenico Ropa (nato il 30/07/1640) e dei suoi fratelli, dai
quali avevamo appreso che i genitori si chiamavano Giovanni Andrea
e Isotta.
Poich i registri parrocchiali iniziarono a essere tenuti in maniera
sistematica dopo il Concilio di Trento, teoricamente doveva essere
possibile trovare anche latto di nascita di Giovanni Andrea Ropa, ma
dalla documentazione che abbiamo esaminato tale atto non emerso.
Eravamo dunque arrivati a un punto morto, potendo solo ipotizzare
che questo Giovanni Andrea fosse nato nel primo decennio del
seicento ma nulla potevamo sapere sui nomi dei suoi genitori.
Il tronco dellalbero genealogico che stavamo tracciando pareva
dunque immerso nella pi totale oscurit della storia.
Lunica traccia relativa a Giovanni Andrea che ci rimaneva era la
presenza di quello stesso nome in diversi degli atti notarili riportati
nel nostro elenco del 1842.
Si poteva scegliere di concludere l la ricerca, e sarebbe stato
comunque un successo essere riusciti a spingersi fino agli inizi del
XVII secolo, oppure si poteva tentare di proseguire le indagini
analizzando le carte del fondo notarile, sperando che i riferimenti
indicati nellelenco fossero corretti.
Per fortuna lo erano, e nei registri che contenevano gli atti indicati
nellelenco ebbi la fortuna di trovare anche moltissimo altro materiale
relativo ai Ropa.
Analizzare i registri di per s unoperazione lunga e difficile, resa
ancor pi ardua da calligrafie non sempre comprensibili: bisogna,
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 67

infatti, ricordare che i registri erano strumenti a uso esclusivo del
notaio, che spesso scriveva in fretta e male, mentre la bella copia era
quella che veniva consegnata ai contraenti dellatto.
La ricchezza delle informazioni che possibile ricavare dagli atti
notarili per tale che compensa ampiamente le fatiche di
consultazione.
Innanzi tutto per ogni contraente veniva sempre indicato il nome del
padre, specificando se questi era ancora in vita oppure se era gi
morto: nel primo caso troveremmo Joannes Andrea filius Antonii,
nel secondo caso Joannes Andrea quondam Antonii, cio del fu
Antonio.
Oltre al padre vengono spesso nominati fratelli, sorelle, mogli, figli e
nipoti, permettendoci di ricostruire con sicurezza i legami familiari.
Se si tratta di testamenti o doti ci si pu poi fare una chiara idea della
situazione economica e dellubicazione dei possedimenti, ma anche
dellet degli individui e, entro certi limiti, della loro personalit.
Insomma tutto un universo dinformazioni che vanno a integrare ci
che si apprende dalla documentazione proveniente dalle parrocchie,
o che suppliscono laddove i fondi parrocchiali non ci dicano pi
nulla.
Grazie alle informazioni ricavate dal fondo notarile sono cos riuscita
a risalire lalbero genealogico portando alla luce altre quattro
generazioni dopo quel Giovanni Andrea al quale ci eravamo
inizialmente dovuti fermare per mancanza di documentazione
parrocchiale.
Siamo cos arrivati fino a quei primi Ropa che il professor Lenzi ci
aveva segnalato nellEstimo di Savigno del 1518, scoprendo che si
tratta proprio degli antenati di questalbero genealogico.
Gli estimi, redatti periodicamente da dei pubblici ufficiali per
determinare limposta che ogni famiglia era tenuta a versare, sono
unaltra preziosa fonte dinformazioni che ci pu dire moltissimo
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 68

sulla condizione economica degli interessati ma, al contrario degli
Stati delle Anime compilati dai parroci, in essi non viene riportata la
composizione del nucleo familiare ma soltanto i nomi dei
capifamiglia. Per poter collegare quelle informazioni a un particolare
albero genealogico dunque necessario ricavare i legami di parentela
da altre fonti.
Per concludere questa mia breve narrazione di come stata condotta
la presente ricerca, posso soltanto aggiungere che, continuando a
scavare, quasi certamente si potrebbero scoprire nuovi indizi della
vita della famiglia del signor Alfonso Ropa, il quale ha avuto la
bella ispirazione di interrogare il passato per conoscere le proprie
origini e ridare vita alla memoria di chi lo ha preceduto.
E per gi un grande risultato aver potuto ricostruire pi di
cinquecento anni della propria storia familiare, e lo capiamo se ci
soffermiamo a considerare gli innumerevoli rischi di distruzione e
dispersione che hanno attraversato i documenti dai quali abbiamo
ricavato questa storia. Pensiamo anche solo ai registri parrocchiali di
Ponzano, che sono fortunosamente scampati ai bombardamenti della
II Guerra Mondiale, o ai registri notarili, passati sotto diversi
proprietari fino a confluire allArchivio di Stato di Bologna.
Ma la vera grande meraviglia costituita proprio dalle persone stesse
che popolano questa storia: anchessi hanno certamente vissuto
incredibili vicissitudini nelle loro esistenze, e anche se non riusciamo
a conoscere nel dettaglio le loro avventure e i loro pensieri, possiamo
comunque cogliere il filo che lega tutte le persone e tutte le famiglie
attraverso il succedersi del tempo.
Abbiamo imparato a conoscere per nome persone vissute in tempi
anche molto lontani, e ora tenter di tracciarne pi dettagliatamente il
profilo.


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 69


Genealogia della famiglia di Alfonso Ropa jr

Sulla base dei dati archivistici raccolti in diversi archivi parrocchiali,
in Archivio Arcivescovile e allArchivio di Stato di Bologna, siamo in
grado di ricostruire lalbero genealogico di Alfonso Ropa e tracciare le
vicende storiche della sua famiglia nel corso dei secoli almeno fino
agli ultimi decenni del Quattrocento, periodo a cui risalgono le prime
attestazioni di membri di questa famiglia.
Allinizio del Cinquecento il cognome compare gi scritto Ropa/de
Ropis, ma a questa forma continua ad affiancarsi per tutto il secolo
anche la variante Ro (b) ba/de Robis, fatto che induce a ritenere che
la famiglia in origine si occupasse di commerci nel settore tessile.
Le informazioni ricavate dallanalisi documentaria ci restituiscono
piuttosto limmagine di una famiglia fortemente legata alle attivit
agrarie ma queste scoperte non necessariamente contraddicono
lipotesi iniziale, in quanto il cognome potrebbe essere derivato
dalloccupazione esercitata nei secoli precedenti. infatti plausibile
che nellarco di qualche generazione la principale occupazione
della famiglia fosse mutata, passando dai commerci nel settore
tessile alle attivit agrarie. Pi precisamente potrebbe essere
avvenuto che i Ropa abbiano scelto di investire i proventi delle
attivit commerciali nellacquisto di terreni, abbandonando poi la
professione iniziale per dedicarsi unicamente alla conduzione
agraria.
Fin dallinizio della ricerca sapevamo che larea geografica di
provenienza della famiglia era il territorio di Savigno, poich la
chiesetta che attualmente domina la piazza principale del paese fu
fondata proprio come patronato di questa famiglia, e cos ci siamo
concentrati sullanalisi di materiale archivistico proveniente da
quelle zone.
Grazie agli estimi di Savigno del 1518 siamo venuti a conoscenza di
un nucleo familiare dimorante in localit detta a Paradeghe (nei
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 70

documenti successivi il nome diventa Pazadigo), lungo il corso del
fiume Samoggia: si tratta di Domenico Ropa, suo figlio Cesare e i
fratelli Giovanni, Tonio e Andrea, figli del fu Girolamo Ropa, i quali
insieme possedevano la met dei beni indicati dallestimo, mentre
laltra met era posseduta da Domenico e suo figlio Cesare.

Dagli estimi di Savigno del 1518
Oltre a queste persone, a Savigno non esistevano altri nuclei familiari
con questo cognome, mentre nei successivi estimi del 1540 compaiono
i non meglio identificati heredes Benedictini de Robba, che non
possedevano alcuna casa ma soltanto terreni prativi e boschivi lungo
il corso del fiume Samoggia.
Il fatto che allinizio del Cinquecento ci fosse una sola famiglia Ropa
residente a Savigno ha provocato in me il ragionevole dubbio che non
fosse quello il pi antico luogo di origine di questo gruppo familiare,
e cos, grazie ad altri indizi raccolti consultando le carte del fondo
notarile, ho scoperto che altre persone di cognome Ropa vivevano a
Lognola, un piccolo borgo nelle vicinanze di Monghidoro, e cos ho
esaminato anche lestimo di quella localit, redatto lanno precedente,
ossia nel 1517.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 71

Consultato gli estimi di Lognola ho dunque fatto uninteressante
scoperta: in quella localit i nuclei familiari di cognome Ropa erano
ben sei:
- Antonio del fu Lorenzo
Ropa;
- Andriono del fu Matteo
Ropa;
- Agostino del fu Berto
Ropa;
- Lolo del fu Berto Ropa;
- Masino del fu Giacomo
Ropa;
- Polidoro del fu Giannino
Ropa
- .
Addirittura, sempre dallestimo, scopriamo che in quellanno il
massaro del comune di Lognola era un certo Battista figlio di Masino
de Ropa.
Questi indizi ci inducono cos a ipotizzare che il pi antico luogo di
origine non sia Savigno bens Lognola, da dove in un momento
imprecisato che potrebbe collocarsi nella seconda met del
Quattrocento uno o pi membri della famiglia decisero di trasferirsi a
Savigno.
La scarsit della documentazione non ci permette di delineare con
chiarezza il legame di parentela tra i Ropa di Savigno e quelli di
Lognola, due localit distanti tra loro meno di cinquanta chilometri,
n possiamo sapere quali siano stati i motivi di trasferimento a
Savigno. La logica suggerisce che il motivo potesse essere legato al
fatto che Savigno stava divenendo un centro di scambi commerciali
sempre pi importante, mentre Lognola probabilmente non offriva
grandi possibilit di sviluppo economico, come conferma il fatto che
oggi quella localit non che una borgata di poche case, mentre
Savigno divenuto uno dei pi importanti centri della Val Samoggia.
A prescindere dalle ipotesi legate al luogo di origine, i Ropa di
Savigno ad inizio del Cinquecento (e presumibilmente anche da
prima) godevano di una buona situazione economica, come dimostra
la loro posizione destimo per lanno 1518, valutata lire 428 e soldi 30.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 72

Unimportante conferma a questa constatazione deriva dagli atti
notarili che ho esaminato, rogati principalmente da notai
appartenenti alle tre vere e proprie dinastie notarili che operarono per
lungo tempo nella Val Samoggia: i Moretti, i Monti e gli Accarisi.
Nei documenti pi antichi i Ropa di questa famiglia sono tutti definiti
de Pazadigo, perci non possibile confonderli con gli altri di
Lognola, e il pi lontano antenato dal quale parte lalbero genealogico
che siamo faticosamente riusciti a ricostruire DOMENICO Ropa,
nato probabilmente attorno alla met del Quattrocento.
Questa informazione deriva principalmente dai due estimi di Savigno
del 1518 e del 1540. Come gi accennato, dal primo abbiamo appreso
che vi era una famiglia composta da Domenico, suo figlio Cesare e i
tre figli di Girolamo Ropa, di nome Andrea, Antonio (Tonio) e
Giovanni. Nel secondo estimo vediamo che questi fratelli (Andrea e
Giovanni, poich Tonio, come vedremo, era gi morto), erano
nepotes di Cesare, e dunque Cesare era il loro zio.
Da questo dato deduciamo che il loro padre Girolamo era fratello di
Cesare, e dunque Domenico era il loro nonno, ossia appunto il pi
antico antenato che abbiamo potuto individuare in questa ricerca.
Di Domenico lestimo del 1518 riporta lelenco di tutte le propriet,
delle quali sono comproprietari suo figlio e i suoi tre nipoti.

1
Per i riferimenti ai documenti esaminati si vedano le singole
schede di ogni persona.
Unam domum muratam copertam a cuppis cum tegia ... .... puteo et
ufurno posita in loco dicto a Paradeghe cum una petia terre laborative
prative castaneate vidate arborate morete tornaturarum vigintiduorum
iuxta flumine Samodie a sero, iuxtaviam a sero, iuxta rivum a mane et
dictum Dominicum extimata librarum ducentarum octuaginta.


280
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 73

Unam petiam terre chastaneate et querzate saldive tornaturarum
trium in loco dicto a Paradeghe iuxta viam publicam a sero, iuxta
Cexarem Gasparis, iuxta dictum Dominicum, iuxta illos de Charrixijs
de Ponzano a mane extimata librarum sexdecim et solidorum decem.

16.10
Unam petiam terre prative castaneate tornaturarum sex et querzate ac
saldive in loco dicto a Tanna? Volpone iuxta Gabrielem Blaxini a
meridie, iuxta heredes Dominia Luperini a duobus lateribus, iuxta
rivum a sero extimata librarum octo et solidorum decem.

8.10
Unam petiam terre prative unius tornature in loco dicto al Maxie riuxt
arivum, iuxta ...., iuxta heredes Lamberti Carrixii de Ponzano extima
talibrarum quinque.

5
Unam petiam terre saldive tornaturarum duorum in loco dicto a Costa
Brille iuxta illos de Blaxiniis a duobus lateribus, iuxta heredesVernochi
extimata librarum quatuor et solidorum decem.

4.10
Unam petiam terre laborative tornaturarum decem et octo in loco dicto
al Felegollole iuxta rivum a duobus lateribus, iuxta heredes Vernochi,
iuxta Luparinus, iuxta dictum Dominicum extimata librarum viginti.

20
Unam petiam terre prative et querzate in loco dicto a Paradeghe iuxta
heredes Bertulini de Rudiano a sero, iuxta illos de Bertuccinis a duobus
lateribus, iuxta rivum extimata librarum sex.

6
Unam petiam terre prative et querzate tornaturarum novem in loco
dicto al Piano? Del Chiergho iuxta Ioannem Charisij iuxta no?? De
Lixella extimata librarum triginta duorum.

32
Unam petiam terre prative et querzate unius tornaturae et dimidio in
loco dicto a Paradeghe iuxta viam publicam, iuxta dictum Dominicum
extimata librarum trium.

3
Unam petiam terre beduste tornaturarum duorum p... ... iuxta flumine
Samodie et rivum a sero, extimata librarum quenque.

5
Unam petiam terre laborative prative ruinoxe, sterpelive, tornaturarum
viginti in loco dicto a Parchadegho iuxta bona plebis de Samodia a
quattuor lateribus iuxta Cexarem? De Ponzano extimata librarum
viginti unus.

21
Unam petiam terre prative tornaturarum duorum in loco dicto a
Paradeghe iuxta dictum iuxta viam publicam extimata librarum octo
8
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 74

Unam petiam terre prative et querzate unius tornaturarum et dimidio
in loco dicto a Paradegho iuxta Ugulinum Tonelli, iuxta viam, iuxta
rivum, iuxta dictum a tribus lateribus extimata librarum quatuor.

4
Unam petiam terre laborative et querzate unius tornaturarum in loco
dicto al Padaghe iuxta dictum a duobus lateribus extimata librarum
quinque

5
Unam petiam terre prative et buschive unius tornature in loco dicto a
Paradeghe iuxta Ugulinum Tonelli a sero, iuxta heredes Balthasais de
Paiolis extimata librarum quatuor

4
Unam petiam terre prative et querzate unius tornature pro indivixo
cum Lucha Bertucini pro medietate in loco dicto a Paradeghe iuxta
Ugulinum Tonelli a sero, iuxta rivum, iuxta dictum a duobus lateribus
extimata librarum sex

6
TOTALE ESTIMO:
428. 30

GIROLAMO, il figlio di Domenico e padre dei tre fratelli Andrea,
Antonio (Tonio) e Giovanni, era gi morto nel 1518, poich lestimo di
quellanno qualifica i suoi figli come del fu Girolamo.
Di lui non conosciamo molto, se non appunto i nomi di suo padre, di
suo fratello e dei suoi figli. Non abbiamo infatti rinvenuto altra
documentazione a lui intestata, anche perch non siamo stati in grado
di individuare quali notai fossero attivi a Savigno prima del 1520.
Basandoci sul fatto che prima del 1518 aveva avuto tre figli, abbiamo
calcolato che dovesse essere nato tra gli anni settanta e ottanta del
Quattrocento, ma naturalmente si tratta di una supposizione non
verificabile, almeno alla luce della documentazione rinvenuta fino ad
oggi.
La linea genealogica prosegue quindi con ANTONIO (TONIO). La
sua vita dovette essere alquanto breve, poich nei successivi estimi
del 1540 il suo nome non compare pi e in due atti del 1543 vediamo
suo fratello Giovanni agire per conto dei figli di Antonio, suoi nipoti,
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 75

rimasti orfani di padre: acquista un terreno a favore di Gaspare,
ancora minorenne, e sottoscrive la dote di Gentile, sorella di Gaspare.
Nonostante le lunghe e meticolose ricerche non stato trovato alcun
documento intestato o sottoscritto da Tonio stesso, tantomeno un
testamento, cosa che lascia intuire che la sua morte fu un evento
decisamente prematuro e inaspettato.
Possiamo collocare la nascita di GASPARE tra il 1525 e il 1530-32,
poich nel 1552 incontriamo il primo documento a lui intestato: per
poter agire legalmente doveva, infatti, avere almeno ventanni.
Le informazioni che possediamo riguardo a Gaspare sono molto
ricche e provengono da un buon numero di atti notarili, i quali ci
consentono di ipotizzare che fosse dotato di un certo senso degli
affari, sostenuto da adeguate risorse economiche.
Atto notarile riguardante Gaspare
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 76

A differenza di suo padre, egli ebbe una vita piuttosto lunga, poich
la sua morte avvenne in un giorno imprecisato che si colloca tra il 12
marzo del 1592, data in cui fece testamento, e il dicembre dello stesso
anno, quando i suoi figli Lelio e Antonio, qualificandosi del fu
Gaspare, si incaricarono di versare la dote alla loro sorella Gentile, la
quale portava lo stesso nome della sorella di suo padre, e si era
appena sposata con Girolamo Fontanelli.
La dote di Gentile era piuttosto sostanziosa, costituita di alcuni
mobili, coperte, abiti e camicie di panno e di seta nostrana, un anello
doro, e altre diverse cosette da giovane, che era solita usare quando
ancora non era sposata.
Gaspare fu piuttosto attivo negli affari nel corso di tutta la sua lunga
vita, poich tra il 1560 e il 1590 lo sincontra abbastanza spesso
nellatto di acquisire qualche nuova propriet. La certezza che i
documenti si riferiscano proprio a lui e non a un altro Gaspare Ropa,
garantita dal fatto che egli viene quasi sempre indicato come
Gaspare detto Parone (o anche Paron). In una minoranza di atti
addirittura identificato esclusivamente con il soprannome, forse
unabbreviazione di Gasparone, con probabile riferimento alla sua
corporatura.
Come si accennato, Gaspare Parone Ropa fa la sua prima
comparsa documentata in un atto notarile rogato nel 1552, con il
quale acquist dal maestro Battista Zani di Merlano una pezza di
terra con prato, castagneto e vigneto ubicata a Savigno, al prezzo di
settantotto bolognini.
Nel 1560, con atto di Giovanni Moretti, fu la volta di una pezza di
terra in un luogo detto a casa di Ropa: si tratta della prima
attestazione di un luogo chiamato in quel modo, dove gi da qualche
tempo dovevano essersi stabiliti diversi membri di quello che
costituiva un unico ceppo familiare.
Nel 1563 Gaspare acquist da suo cugino Giacomo Ropa, figlio di
Andrea, un altro terreno ubicato nella stessa zona.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 77

E interessante rilevare come questo Giacomo sia il padre di quel
Matteo che nel secolo seguente avrebbe fondato il patronato della
chiesa di San Matteo del Mercato di Savigno.
Gli affari di Gaspare proseguirono fino agli anni ottanta del
Cinquecento: tra gli ultimi atti notarili a lui intestati si evidenzia in
particolare una permuta nella quale egli cedette a un abitante di
Samoggia un terreno di sua propriet ubicato in quel comune in
cambio di un altro a Savigno, per lui certamente pi comodo da
gestire.
Al termine di una vita di oculati investimenti leredit che Gaspare
lasci ai suoi figli era abbastanza sostanziosa, anche se frazionata in
diversi terreni: la conosciamo nel dettaglio poich nel maggio del
1597 Lelio e Antonio, che fino ad allora avevano amministrato
congiuntamente i beni ereditati, decisero di dividerseli in parti
uguali, elencando nellatto ogni singola propriet: si tratta di una casa
a Savigno, nel luogo detto A Casa di Ropa, e diversi terreni ubicati
tra Savigno, Tiola, Maiola.
La casa descritta nellatto notarile come murata, cuppata, tassellata e
balconata, indizi che, ancora una volta, testimoniano una buona
condizione economica, poich non tutti potevano permettersi una
casa di pietra e un tetto di tegole. Al piano terra si trovavano la stalla
e la cantina, mentre lungo il lato sud esisteva un portico. Ledificio
era circondato dallorto, nel quale si trovavano anche il pozzo e il
forno per cuocere il pane.
Si trattava insomma del tipico esempio di casa dellAppennino
bolognese nella quale viveva una famiglia allargata dotata di
adeguate risorse.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 78




Prima pagina del testamento di Gaspare Ropa
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 79

Nel 1597 Lelio e Antonio, oltre a dividersi i terreni, decisero di
trasformare quella casa in una sorta di bifamiliare, attraverso la
costruzione di una parete che andasse dal fondo al tetto, da portare
a termine entro sei mesi dalla data di stipula dellaccordo, ossia entro
il giugno del 1598.
Stabilirono inoltre che Antonio habbi comodit per duoi anni di servirsi
de la schala per andar in casa, et detto Lelio habbi comodit per il detto tempo
di cuocer il pane nel forno di detto Antonio. Et cos passati li duoi anni
ognun resti presso de le suddette case, sive [ossia] ciascun al suo posto.

Particolare dellatto di divisione delleredit. Sottolineati i nomi dei due
fratelli e limportante frase duas facere partes equales
La met di casa che tocc ad ANTONIO e a sua moglie Maria
Gasparoni, con i quali prosegue la nostra genealogia, confinava con la
via pubblica, con la propriet di Giovanni Ropa e con quella degli
eredi di Girolamo Ropa, mentre poco lontano, in un luogo detto
Sopra Casa, vivevano gli eredi di Cesare Ropa, mentre in un posto
detto Sotto Casa abitava un certo Alessandro Ropa.
Non sappiamo con certezza chi fossero coloro indicati come eredi di
Girolamo Ropa, quasi certamente dei cugini, mentre forse il
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 80

Giovanni nominato in questo documento lo stesso che
quarantacinque anni prima aveva curato gli interessi del giovane
Gaspare Ropa: in questo caso sarebbe il prozio di Lelio e Antonio. Gli
eredi di Cesare Ropa sono invece i discendenti di quello stesso Cesare
che nel 1519 viveva a Pazadigo con suo padre Domenico e i tre fratelli
Andrea, Tonio e Giovanni; non siamo invece in grado di accertare la
parentela che sussisteva con Alessandro Ropa.
Capiamo bene che alla fine del Cinquecento a Casa di Ropa viveva
una famiglia allargata, composta dai numerosi discendenti di un
unico antenato: ci significa, dunque, che i Ropa lasciarono la localit
detta Pazadigo attorno alla met del Cinquecento per trasferirsi
poco lontano, in un luogo che prese presto a venire identificato con il
loro stesso cognome.
Ritornando alla divisione dei beni tra i fratelli Lelio e Antonio,
sappiamo che la parte che pervenne ad Antonio comprendeva aree
coltivate per un totale di almeno dodici corbe, a cui si aggiungevano
prati, frutteti, castagneti, querceti e porzioni di zone boschive, molto
importanti per la raccolta del legname. Nel corso dei successivi anni
Antonio arricch i suoi possedimenti acquistando diversi altri terreni,
come testimoniano i numerosi atti di compravendita a lui intestati.
I primi terreni, comperati tra il 1603 e il 1610, appartenevano tutti a
membri della famiglia Gasparoni ed erano tutti ubicati a Tiola. Gli atti
notarili inerenti tali terreni vennero rogati dal notaio Giovanni
Moretti, un discendente dellaltro Giovanni Moretti soprannominato
Tiola, capostipite di quella casata notarile. Gasparoni era anche il
cognome della moglie di Antonio, Maria, ed pertanto ragionevole
ritenere che i venditori fossero parenti stretti della moglie, e che lei
stessa fosse originaria di Tiola.
Antonio non acquist soltanto terreni, infatti, nel 1605 compr dai
fratelli Giovanni Andrea, Giacomo e Giovanni Battista Gasparoni una
casa con teggia (fienile), e nel 1620 una casa con portico nella localit
detta A Casa di Ropa ( C di Ropa): questa volta il venditore era un
suo parente, anche se non sappiamo di che grado: Tommaso Ropa.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 81








Architrave della porta al
primo piano della torre.
Vi inciso: A per anno
- 1625 - M per maestro
e ROPI

Finestrina della torre, 1625.
Vi inciso: FF ( fecerunt)
Piantina di Savigno. In evidenza C di Ropa
Merlano

Casa torre
C Maselli,
costruita da
mastro Ropa
nel 1625.


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 82

Casa torre C Maselli, a Merlano, costruita da mastro Ropa.
Tratto Da:
Al tempo di borghi e torri
Architetture e insediamenti tra XIV e XIX secolo
Le valli del Samoggia e del Lavino nella stori
PDF Al tempo di borghi e torri
Formato file: PDF/Adobe Acrobat Visualizzazione rapida
Dal centro di Savigno simbocca via Roncadella, che conduce a Merlano,
salendo ripidamente. Qui si segnalano: Ca' Maselli costruita da certo mastro
Ropa. ...
www.risorsaeuropa.eu/Common/Util/RenderImg.aspx?CI=10231951 - Simili
La pubblicazione presente in Google riporta queste notizie:
Dal centro di Savigno simbocca via Roncadella, che conduce a Merlano,
salendo rapidamente.
Qui si segnalano: Ca Maselli costruita da certo mastro Ropa.
Questa casa torre una torre colombaia di 17 metri di altezza, datata 1625
come si legge nella scritta scolpita sullarchitrave della porta-finestra.
I cornicioni dello storico edificio sono ornati con mattoni disposti a sega e a
sbalzo, funzionali anche per facilitare lo stazionamento dei volatili; le finestre
hanno architravi in arenaria


Nella frazione di Merlano, la parrocchiale
di S. Maria Assunta, di fondazione
medievale, restaurata nel 700 e quasi rifatta
nel 1870, conserva allinterno alcuni busti in
terracotta del 600 e una cassa dorgano
cinquecentesca.




Finestrina del campanile di Merlano. Porta la seguente
iscrizione: +A DI 4 DAPRILE MDCXVIII
( 3 marzo 1967)
Da: Luigi Fantini, Antichi edifici della montagna
Bolognese Vol.2
( Merlano)
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 83

Nella localit detta c di Ropa, si trovano tuttora i resti della casa
abitata dalla famiglia Ropa fin dal 1500

In generale possiamo dunque
affermare che gli interessi economici
di Antonio Ropa si concentrarono
sia nel territorio di Savigno sia in
quello di Tiola. Non siamo in grado di definire con certezza lanno
della sua morte, ma sappiamo che era ancora vivo nel 1629, anno al
quale risale il suo ultimo acquisto, inerente a un orto ubicato A Casa
di Ropa.
Antonio ebbe almeno tre figli: Giovanni Andrea, Giovanni Maria e
Giovanni (non sappiamo per in quale ordine nacquero).
GIOVANNI ANDREA, che probabilmente portava il nome di un
fratello di sua madre (quel Giovanni Andrea Gasparoni dal quale
Antonio aveva acquistato una casa nel 1605), fa la sua prima
comparsa in un atto notarile nel 1626, elemento che induce a ritenere
che fosse nato tra il 1600 e il 1605. Dai successivi atti di battesimo dei
suoi figli apprendiamo che era sposato con una donna di nome Isotta,
della quale non conosciamo per il cognome, e che ebbe almeno
quattro figli: Gaspare, Domenico, Rinaldo e Maria, tutti battezzati a
Ponzano tra il 1637 e il 1644.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 84

Quasi certamente Giovanni Andrea divenne padre a unet superiore
ai trenta-trentacinque anni, ma questo non deve apparire improbabile
poich la moglie poteva essere assai pi giovane.
E lecito ritenere che egli abbia avuto una vita discretamente lunga,
anche se neppure nel suo caso conosciamo la data di morte.
probabile che egli fosse gi morto nel 1661, e comunque non oltre il
1678, come intuiamo da un atto notarile intestato ai suoi figli.
Giovanni Andrea, come suo padre, fu piuttosto attivo negli affari,
come testimoniano i numerosi rogiti notarili a lui intestati. I suoi
affari si concentrano inizialmente nella zona di Tiola: nel 1629
acquist da Battista Vignadelli due pezze di terra, mentre nel 1632 da
Giuseppe Pignatelli ottiene un altro piccolo terreno nel medesimo
comune, in un luogo detto per Prato Nuovo.
La prima met del Seicento costituisce per la famiglia Ropa, e non
soltanto per il nucleo familiare di Giovanni Andrea, un momento di
cruciale importanza, nel quale si acquisirono nuove propriet terriere
e si consolid la posizione economica, come dimostrano i registri dei
notai Giovanni Moretti, Alfonso Accarisi e Francesco Casini, alcuni
tra i pi attivi della zona di Savigno, che presentano numerosi atti
intestati a persone che portano questo cognome.
Lazione pi significativa compiuta da un membro di questa
famiglia senza alcun dubbio la fondazione da parte di Matteo
Ropa del beneficio ecclesiastico di San Matteo Apostolo al Mercato
di Savigno, che ancora oggi occupa una posizione centrale nella
piazza del paese.
Ma chi era Matteo Ropa?
Come gi accennato, era figlio di un uomo di nome Giuseppe, a sua
volta figlio di Andrea, fratello di Tonio Ropa: era dunque un secondo
cugino di Giovanni Andrea.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 85


Dal testamento di
Matteo, rogato dal
notaio Francesco Casini
il 13/12/1644, intuiamo
che non ebbe moglie e
figli, o che per lo meno
loro non gli
sopravvissero.

Il fatto che avesse
fondato un beneficio
ecclesiastico indica che
le sue sostanze erano
abbastanza cospicue, e
le parole del testamento,
del quale si riporta un
estratto, sono molto
interessanti:
[] Primo esso
testatore raccomanda
lanima sua al nostro
Redentore dimandandogli
humilmente perdono d
suoi peccati in questo mondo commessi, per li maltolti incerti. [omissis] Item per
raggione di legato come sopra detto testatore lascia a Giovanni Maria Ropa
3
lire
quattrocento di quattrini. [omissis]
Item per raggione di legato come sopra detto testatore lascia al reverendo sig. don
Bernardo e Gaetano fratelli de Ropa lire duecento di quattrini per ciascuna e questo
per tutto quello che loro possino pretendere nelli beni et eredit di detto testatore e
pi sapendo esso testatore haver fondato una chiesa del Mercato di Savigno in
honore di S. Mattheo Apostolo con lentrata ogni anno di scudi numero 50 da
pagarsi per linfrascritto suo erede, ovvero consegnarli tanti beni di detto testatore
che essendo alla somma et entrata di detti scudi 50.
Nel qual benefizio o chiesa esso testatore vuole et intende che succeda, e si presenti
detto sig. don Bernardo qual ---- ovvero che lasciasse detto benefizio allhora et in
tal caso esso testatore vuole che succedino o succeda uno di quelli de Ropa che sia in
abito clericale et il maggior det e non ve ne essendo vuole esso testatore che


Testamento di Matteo Ropa,
fondatore del Beneficio semplice di San Matteo
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 86

linfrascritto suo erede con altri de Ropa habbino il Jus di presentare uno a suo
piacere e volont con questo per che il Rettore di detta chiesa pro tempore sia
obbligato ogni anno celebrare quattro messe per qualsivoglia mese, et unaltra nella
festa di S. Mattheo Apostolo dichiarando ancora esso testatore che il suddetti legati
siano obbligati a pagarsi tanto d beni stabili di detta eredit rispettivamente a ratta
per ratta e caso che rifiutassero di non voler d beni suddetti allhora siano privi
delli legati a loro fatti e caso che linfrascritto erede volesse dilazione per poter
satisfare detti legati non possi esser convenuto se non a raggione di lire cinque per
cento. Commissarium antem suum et huius (?) sui testameti eredem dicti testator
fecit, elegit et delegavit ac esse voluit illustrissimum et admodum Reverendi
Domini Angelus Michaelum de Vallonis archipresbiterum ecclesie Sancte
Appolinaris pro tempore eiusdem. In omnibus vero alijs suis bonis rebus, juribus et
---- tam presentibus
quam futuris suum heredem universalem et de propritarium dicto testator fecit,
constituit, enunciavit eius ore proprio esse voluit Joannem olim Antonij de
Ropa. []
Leggendo queste parole si nota che Giovanni Andrea, pur essendo
fratello dellerede universale, non ottenne alcun lascito.
E difficile immaginare i motivi che spinsero Matteo a escluderlo dalla
divisione dei propri beni, ma potrebbe anche essere che Matteo lo
abbia considerato gi adeguatamente dotato di risorse e che per
questo motivo abbia preferito favorire i fratelli pi poveri.
Negli anni successivi al 1644 Giovanni Andrea prosegu, infatti, nei
propri affari, continuando a effettuare compravendite: nel 1645
acquist quattro corbe di terra da semina in un luogo detto Pr
Donone, al prezzo di 650, e un altro terreno di tre staja
4
nel comune
di Savigno, in luogo detto Alla Borra. Cinque anni dopo
increment i possedimenti di Savigno, con un nuovo terreno nel
Prato di l da Casa dei Ropa.
Lultimo rogito intestato a Giovanni Andrea pervenuto fino ad ora
datato 1651, mentre dieci anni dopo compaiono i primi atti intestati a
suo figlio DOMENICO, che nacque il 30/07/1640.

4
Lo staio o stajo (al plurale staia o staja) era un'antica unit di misura tradizionale
italiana. Era innanzitutto una misura di capacit per cereali ed aridi (grani ecc.), e
derivava dal sextarius romano.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 87


Atto di nascita di Domenico

Sposato con Maria Ceccoli, Domenico ebbe almeno quattro figli, nati
tra il 1665 e il 1678: Giovanni, Giovanni Andrea, Camilla e Gentile (i
primi tre battezzati a Merlano, Gentile a Ponzano).
Le informazioni inerenti Domenico e la sua famiglia oltre a basarsi,
come di consueto, sullesame dei registri parrocchiali e degli atti
notarili conservati allArchivio di Stato di Bologna, trovano
importanti conferme negli Stati dAnime della parrocchia di Ponzano.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 88

Stati delle anime del 1699.
Queste importanti fonti documentarie ci hanno consentito di stabilire
che nel 1699 la famiglia, residente a Savigno in localit A Casa di
Ropa, oltre allo stesso Domenico era composta da: sua moglie Maria
Ceccoli, la serva Giovanna Constantini, il figlio Giovanni Ropa con
sua moglie Vincenza Zanna e i loro figli Giacomo, Caterina,
Domenico, Bernardo e Maria. Vi anche una certa Angelica Ropa,
probabilmente una sorella di Domenico della quale non stato
ritrovato latto di battesimo, cosa che dalle informazioni presenti nel
documento non possibile accertare.
Nelle rilevazioni degli Stati dAnime per gli anni 1701 e 1702 la
composizione della famiglia risulta invariata, ad eccezione della serva
Giovanna Costantini che non pi presente.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 89

Nel 1711 invece figurano solamente Domenico e sua moglie Maria,
entrambi di 72 anni, e due serve, Camilla Fabri e Maria (nessun
cognome), poich il figlio Giovanni con la moglie e i figli si erano
trasferiti in unaltra casa della medesima localit.
La presenza di due serve indica chiaramente che a cavallo tra Sei e
Settecento la situazione economica di questo ramo della famiglia
Ropa era ancora decisamente positiva, come confermano i numerosi
atti notarili nei quali figura Domenico.
Nel 1661, quando Domenico aveva solo ventun anni, troviamo a
gennaio la cessione fattagli da suo fratello Gaspare della parte dei
beni paterni che gli spettano e a luglio il documento di dote di sua
moglie Caterina Ceccoli, che consisteva in una pezza di terra di tre
tornature e mezzo ubicata a Savigno in un luogo detto il Campo del
Cesto del valore di 600 lire.
Nel 1665 acquis da Giacomo Ropa, probabilmente un cugino, due
pezze di terra a Maiola, e nel 1671 i coniugi Francesco Tana e Maria
Accarisi gli cedettero un terreno di sei tornature a Savigno, in localit
Frassini.
Incontriamo di nuovo Domenico in un rogito del notaio Francesco
Ettori datato 16/09/1679, nel quale suo fratello Antonio simpegna a
pagargli lire 200 a seguito della morte della madre Isotta, avvenuta
sei mesi prima (il padre Giovanni Andrea era invece morto attorno al
1661, come si gi riscontrato).
Tra il 1681 e il 1688 vediamo poi Domenico impegnato in una serie di
acquisti e vendite di terreni ubicati a Savigno, in localit
Castagnoli, mentre nel 1689 acquis nuove propriet a Mongiorgio,
dove Bonifacio Veronesi gli cedette un piccolo terreno a saldo di un
debito che aveva contratto con lui, terreno che dieci anni dopo sar
assegnato in dote a Isotta Ropa (probabilmente una sorella di
Domenico della quale non stato trovato latto di nascita). Tra il 1699
e il 1705 ripresero invece gli acquisti in localit Castagnoli a
Savigno, per un totale di circa 600 lire.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 90

Non conosciamo la data esatta della sua morte ma, come gi
accennato, dagli Stati delle Anime sappiamo con certezza che sia lui
che sua moglie Caterina raggiunsero almeno i settantadue anni di et,
morendo dopo il 1711.
Gli Stati delle Anime ci permettono di conoscere da vicino anche la
famiglia del loro figlio GIOVANNI, battezzato a Merlano il
20/02/1665.

Atto di Battesimo di Giovanni Ropa (1665), figlio di Domenico

Come abbiamo visto, nella rilevazione del 1699 egli viveva ancora in
casa con i genitori ma era gi sposato con Vincenza Zanna e aveva
cinque figli tra i quattro mesi e i nove anni di et. Dai registri
parrocchiali di Merlano scopriamo che nel 1705 vide la luce la loro
ultima figlia, Camilla, tenuta a battesimo da Gentile Ropa, la sorella
pi giovane di Giovanni. Lulteriore allargamento della famiglia pu
essere uno dei motivi che spinse Giovanni a lasciare la casa dei
genitori, infatti, come sappiamo, nel 1711 lui, sua moglie e i suoi figli
non vivevano pi con Domenico e Caterina.
certo per che non si allontanarono dalla zona detta A Casa di
Ropa, poich dalle rilevazioni del 1728 vediamo che abitano ancora
l, ma, a distanza di cos tanti anni, la composizione familiare
notevolmente cambiata. Giovanni aveva ormai 63 anni, era vedovo e
viveva assieme al figlio Bernardo, a sua volta gi sposato e padre di
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 91

due figlie. Faceva parte della famiglia anche una serva di nome
Margherita. Lultima apparizione di Giovanni nei documenti
parrocchiali di Ponzano risale al 1731, sempre nel contesto degli Stati
delle Anime, dove figura sempre residente assieme al figlio Bernardo.
Per quanto riguarda le sue attivit economiche, sulla base dei dati
raccolti in Archivio di Stato, si pu notare come egli fosse meno
propenso agli investimenti immobiliari, al contrario di quanto
abbiamo potuto constatare per i suoi antenati. Ci pu essere dipeso
non tanto da uno scarso interesse per gli investimenti ma pi
probabilmente da modeste possibilit economiche. Questipotesi
risulta avvalorata da un atto del 1728 rogato dal notaio Domenico
Lolli dal quale si apprende che aveva un debito di 500 lire con suo
fratello Giovanni Andrea.
Le informazioni relative a suo figlio BERNARDO provengono invece
esclusivamente dagli archivi parrocchiali e di conseguenza ci dicono
ben poco sui suoi affari, ma in compenso ci permettono di conoscere
da vicino la composizione della sua famiglia.
Battezzato il 07/11/1696 a Ponzano compare ancora bambino negli
Stati delle Anime del 1699, 1701 e 1702. Nelle rilevazioni del 1711 egli
era un ragazzo di quindici anni, mentre nelle compilazioni del 1728
gi un uomo sposato con figli, che non ha per lasciato solo il padre
Giovanni, ormai anziano. Bernardo spos Maria Marzani
Atto di battesimo di Bernardo Ropa, 1696
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 92

probabilmente attorno al 1723-24, e nel gennaio del 1725 venne alla
luce la prima figlia, Maria, mentre per la secondogenita Caterina,
presente nello Stato delle Anime del 1728, non stato possibile
rinvenire latto di battesimo.
Il 09/09/1733 a Merlano venne battezzato Domenico, mentre dagli
Stati dAnime di Ponzano del 1741 scopriamo lesistenza di altri due
figli, Caterina e Francesco, dei quali non abbiamo potuto trovare gli
atti di battesimo. Nei registri parrocchiali di Ponzano, cos come negli
Stati delle Anime del 1756, figurano poi Giovanni e Andrea, nati
rispettivamente nel 1740 e nel 1742.
5

Possiamo ipotizzare che nellarco di due generazioni la situazione
del ramo della famiglia Ropa del quale ci stiamo occupando sia
alquanto peggiorata, probabilmente a causa delle divisioni
ereditarie, tuttavia non si pu dire che la famiglia di Bernardo fosse
disagiata, poich negli Stati delle Anime continuano a comparire
dei servitori, almeno fino al 1733.
Lalbero genealogico che abbiamo individuato prosegue verso i nostri
tempi con DOMENICO Ropa, al quale fu dato il nome del bisnonno,
che certamente suo padre Bernardo aveva avuto modo di conoscere
poich, come gi sappiamo, il Domenico senior era rimasto in vita
almeno fino al 1711.

Atto di Battesimo di Domenico Ropa, settembre 1733

5
Archivio parrocchiale di Ponzano -----
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 93

Come gi accennato, questo Domenico nacque nel settembre del 1733
e fu battezzato nella parrocchia di Merlano. Ricevette la cresima nel
settembre del 1749, accompagnato dal padrino Antonio Accarisi di
Merlano, membro di una delle pi antiche e facoltose famiglie della
Val Samoggia.
Dal matrimonio di Domenico con Maria Continelli, celebrato
probabilmente attorno al 1758-59, nacquero nove figli, o almeno nove
sono quelli dei quali abbiamo rinvenuto notizia.
Il primo, Girolamo, venne alla luce nel novembre del 1760 mentre
lultima, Annunziata, nel 1782. Allinterno di questo lungo arco
cronologico nacquero poi Giovanni Maria (1763), Giuseppe (1766),
Domenica (1772), i gemelli Giacomo e Domenica (1774), Domenica
Maria (1775) e Giacomo (1778). Il ripetersi di alcuni nomi ci fa capire
come alcuni di essi morirono in tenera et.
Della vita di Domenico non conosciamo molti dettagli: non
possediamo, infatti, nessuno Stato dAnime nel quale sia descritta
la sua famiglia, n atti notarili a lui intestati, perci difficile
tracciare una precisa descrizione della sua situazione economica. Vi
sono tuttavia diversi elementi che inducono a ritenere che le
fortune della famiglia avessero proseguito il lento declino del quale
abbiamo gi evidenziato alcuni sintomi.
Tra questi elementi possiamo includere anche il fatto che molti figli
siano morti in giovane et, anche se pur vero che la mortalit
infantile costituiva un fenomeno purtroppo assai diffuso. Lindizio
pi significativo resta senza alcun dubbio il fatto che nel giro di una o
due generazioni questo ramo della famiglia Ropa, come del resto
molti altri abitanti delle zone collinari, decider di lasciare le terre di
origine per cercare fortuna in pianura. Probabilmente fu proprio suo
figlio GIUSEPPE uno dei primi di questa famiglia che scelse di
lasciare Savigno. Questa supposizione si basa sul fatto che il cognome
di sua moglie, Gesualda Cinelli (indicata anche come Zinelli)
abbastanza tipico della zona di Anzola, dove appunto troviamo
diversi atti di battesimo di persone di cognome Ropa.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 94


Atto di Battesimo di Giuseppe Ropa (1766) figlio di Domenico e Margherita
Continelli
La ragione pi semplice e logica per la quale i Ropa decisero di
spostarsi verso la pianura non pu che essere la necessit di cercare
migliori condizioni di vita. Se fino alle grandi opere di bonifica la
pianura si presentava come un luogo poco salubre, dalla met del
Settecento la situazione cambi profondamente, tanto che le zone
pianeggianti iniziarono a richiamare sempre pi persone provenienti
dalle localit collinari.
Non possiamo sapere con certezza se fu proprio Giuseppe il primo
a lasciare Savigno, ma ci che appare certo che lo spostamento
avvenne per tappe, la prima delle quali si colloca nel territorio di
Calcara, pi precisamente a Pragatto. Consultando il Registro della
popolazione di Castelfranco abbiamo infatti scoperto che uno dei
figli di Giuseppe e Gesualda, Luigi, era nato proprio l nel 1789, ed
assai probabile che anche Domenico, che fa parte dellalbero
genealogico che abbiamo individuato, fosse nato a Pragatto.
Negli Stati delle Anime di Santa Maria in Strada del 1842 viene infatti
indicato che Domenico Ropa aveva 54 anni, e ci ci permette di
collocare la sua nascita tra il 1787 e il 1788, circa un anno e mezzo
prima di suo fratello Luigi. Non avendo trovato il suo atto di
battesimo in nessun altro luogo possiamo ipotizzare con
ragionevolezza che anche lui fosse nato nello stesso luogo di suo
fratello Luigi, ma purtroppo non siamo stati in grado di verificare tale
intuizione a causa della mancanza di disponibilit da parte del
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 95

parroco di Calcara, sotto la cui giurisdizione ricade anche Pragatto, il
quale mi ha recisamente negato laccesso allarchivio.
Nonostante il disappunto per limpossibilit di verificare la teoria
possiamo ugualmente considerarla plausibile poich sufficientemente
logica e priva di elementi discordanti. Nel 1803 Giuseppe e Gesualda
Cinelli risiedevano invece gi ad Anzola, poich nellarchivio di
quella parrocchia abbiamo rinvenuto latto di battesimo
dellultimogenito della coppia, Antonio.
Ricapitolando, sappiamo che Giuseppe Ropa e Gesualda Cinelli
ebbero il primo figlio, Domenico, tra il 1787 e il 1788, seguito nel 1789
da Luigi, mentre lultimo figlio, Antonio, nacque solamente nel 1803.
In un anno che non siamo in grado di definire con certezza, ma che si
colloca con ogni probabilit tra il 1790 e il 1799, era poi nato anche un
altro figlio di nome Andrea, che conosciamo solamente grazie agli atti
di battesimo dei figli che egli ebbe a sua volta.
Mentre Andrea rimase sempre parrocchiano di Anzola, i suoi fratelli
nel volgere degli anni si spostarono in altri paesi limitrofi.
Domenico, colui che fa parte della linea genealogica che stiamo
seguendo, assieme alla moglie Giovanna Guermandi visse ad
Anzola almeno fino al 1821, mentre successivamente si stabilirono
in un primo tempo a Castelfranco Emilia, dove nacquero i figli
Nicola e Gaspare, e successivamente a Santa Maria in Strada: siamo
in grado di seguire questi spostamenti, di certo dettati da necessit
di lavoro, grazie agli archivi parrocchiali.
Gaspare quindi il trisavolo di Ropa Alfonso jr.
Da Gaspare in poi abbiamo la testimonianza verbale della Zia Rina
di Genova, con tutti i suoi avvincenti ricordi.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 96

Nel registro dei morti di Anzola risulta infatti latto di morte, datato
1821, di una bambina di nome Gesualda Ropa, figlia di Domenico e
Giovanna Guermandi, alla quale era stato dato il nome di sua nonna
Gesualda Cinelli; a Castelfranco abbiamo rinvenuto gli atti di
battesimo di Nicola e Gaspare, nati rispettivamente nel 1829 e nel
1838; a partire dagli anni quaranta dellOttocento Domenico e la sua
famiglia risultano presenti negli Stati delle Anime di Santa Maria in
Strada.
Qui essi lavoravano presso la tenuta De Ferrari e abitavano nella
possessione Marciapesce, che traeva il nome dallomonimo canale che
ne tracciava il confine.
Questa tenuta era divenuta di propriet della famiglia De Ferrari nel
1834, ossia pochi anni prima che Domenico Ropa e la sua famiglia vi
si trasferissero, ma vantava una lunga e prestigiosa storia, raccontata
da Gabriele Gallerani nella sua opera dal titolo Ville, palazzi e casali
storici di Anzola dellEmilia e dintorni.
Stati delle anime di Domenico Ropa e Giovanna Grimandi ( Ghermandi?)
di Santa Maria in Strada, 1842
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 97

Dopo la fondazione dellAbbazia di Santa Maria in Strada, i cui
monaci svolsero attorno allanno Mille unintensa attivit di bonifica
delle terre ancora paludose, molti fedeli facoltosi lasciarono in eredit
beni mobili e immobili, gestiti in commenda da persone accorte che
potevano essere anche esterne al monastero. Nel 1587, dopo la morte
del cardinale Filippo Guastavillani, ultimo amministratore
commendatario di Santa Maria in Strada, i beni furono affidati da
papa Sisto V alla Reverenda Camera Apostolica e da questa, sul finire
del 1588, passarono al neo istituito Collegio Montalto. Rimase sotto
lamministrazione diretta della Camera Apostolica soltanto lAzienda
della Samoggia, sotto la parrocchia di Santa Maria in Strada,
costituita da una stazione di posta, unosteria e alcune terre confinanti
con la via Emilia.
Nella prima met del XVIII secolo entra a fare parte della storia di
Ponte Samoggia il bolognese Prospero Lambertini, sicuramente il pi
celebre personaggio petroniano di tutti i tempi, al quale il pontefice
Clemente XII affid la Diocesi di Bologna nel 1731.
Lambertini continu a curarsi degli interessi della terra di origine
anche dopo lelezione a papa, avvenuta nel 1740, specialmente
quando, cinque anni dopo, suo nipote Egano manifest il desiderio di
acquistare i beni che la Camera Apostolica possedeva a Ponte
Samoggia. Le trattative proseguirono per diverso tempo e, superate le
numerose difficolt, i terreni centrali di Ponte Samoggia entrarono a
far parte dei possedimenti dei Lambertini nel 1753.
Nel volgere di pochi decenni la famiglia Lambertini entr in una fase
di decadenza
6
, e i beni dellAzienda Samoggia furono acquistati da
Giacomo Filippo Monti, esponente della borghesia mercantile, che li
conserv fino al 1833.
Come accennato, lanno seguente la propriet pass al marchese
Raffaele De Ferrari, uomo daffari di origine genovese, che nel 1854

6
Si sarebbe estinta nel 1806. Cfr.: Ville, palazzi e casali storici di Anzola dellEmilia e
dintorni, p. 59.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 98

ampli la tenuta acquistando le ex propriet Caprara ubicate alle
Budrie di Persiceto (oggi Orsi-Mangelli).
Il marchese non soltanto un avveduto finanziere che crede nelle
rendite agricole dei fertili terreni delle nostre campagne, ma anche
un personaggio che si muove bene sulla scena internazionale avendo
allacciato rapporti molto stretti con lex famiglia regnante degli
Orlans, pretendenti diretti al trono di Francia.
Sfortunatamente Andrea, figlio maggiore ed erede designato del
marchese Raffaele, mor.
Il figlio minore, Filippo, grande appassionato di filatelia, non
manifest mai alcun interesse per gli affari del padre e rifiut di
subentrargli nel titolo e nelleredit. Alla morte di Raffaele i beni
passarono cos alla sua vedova, la quale di fronte alla decisione del
figlio decise di donarli allultimo figlio dellex re francese Luigi
Filippo: don Antonio Maria Filippo dOrleans, amico dinfanzia del
suo figlio primogenito.
Ma torniamo ora alla famiglia di Domenico Ropa che, come abbiamo
visto, viveva sulle terre di una propriet che vantava unillustre storia
che ci parso giusto ricordare.
Dagli Stati delle Anime del 1842 apprendiamo che la famiglia era
composta da Domenico Ropa (54 anni), Giovanna Grimandi (44
anni) del fu Giovanni e della fu Lucia Laffi e i loro figli Nicola e
GASPARE, rispettivamente di tredici e quattro anni.
La famiglia comprendeva anche Luigi, fratello di Domenico (42
anni), sua moglie Rosa Golfieri (33 anni), i loro figli Gaetano (13
anni) e Giuseppe (3 anni), e i tre fratelli Raffaele, Angelo e Carlo,
nipoti di Domenico e Luigi, figli del loro fratello Andrea ormai
morto.
Raffaele Ropa aveva venticinque anni, era sposato con Pasquina
Segni e aveva due figli, Bonaventura (3 anni) e Geltrude (1 anno),
mentre Angelo (29 anni) e Carlo (16 anni) erano celibi.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 99

Ci troviamo di fronte ad una tipica famiglia contadina allargata, che
abitava quella casa da non pi di tre anni, poich Gaspare, nato nel
1838, come sappiamo fu battezzato a Castelfranco
7
.
Sicuramente furono parrocchiani di Santa Maria in Strada
abbastanza a lungo, poich qui furono battezzati anche i primi sei
figli di Gaspare, nati tra il 1864 e il 1881: Angela, Giuseppe, Pietro,
Enrico, Maria e Luigi.
Gli ultimi due figli, Clelia e ALFONSO, nati rispettivamente nel
1884 e 1886, furono invece battezzati nella chiesa di Tivoli, nel
territorio di San Giovanni in Persiceto, dove la famiglia si era
trasferita tra il 1882 e il 1883. Sappiamo dal certificato di famiglia
storico del comune di San Giovanni in Persiceto, nel 1890 la
famiglia si trasfer a Sala Bolognese, e pi tardi da l a Bologna.
Lavvicinamento alla citt capoluogo avvenne per per tappe
successive, durante le quali abitarono in altri luoghi, primo tra tutti
Borgo Panigale, a quei tempi ancora comune autonomo.
Da l, nel 1904, Gaspare e la sua famiglia si spostarono per la prima
volta a Bologna, ma la permanenza fu breve, poich lanno
successivo fecero nuovamente ritorno a Borgo Panigale, dove
qualche anno dopo, il 13 febbraio 1908, Gaspare venne a mancare.
Teodora, rimasta vedova, continu a far parte della famiglia del
figlio Alfonso, sposato con Clelia Predieri assieme alla quale, nel
1913, si trasfer a Castel San Pietro Terme, quasi certamente per
motivi di lavoro. In quello stesso anno la coppia aveva avuto il
primo figlio, Giuseppe, mentre lanno successivo proprio a Castel
San Pietro Terme nacque il secondogenito Mino. La lontananza da
Bologna non dur a lungo: nel 1916 la famiglia fece definitivamente
ritorno a Bologna, dove Teodora mor nel 1920. (Era nata a Persiceto
nel 1841).
Ho parlato di nuovo con lanagrafe di Castel San Pietro e ho saputo
che la famiglia viene registrata il 16/09/1913, proveniente da Borgo
Panigale (sono quindi stati a Borgo Panigale dal 1905 al 1913).

7

A Castelfranco non nascono solo Nicola e Gaspare, ma anche alcuni loro cugini, figli di Luigi,
cosa che prova che tutta la famiglia allargata viveva l. Il 13/05/1828 ad esempio era nato
Gaetano, figlio di Luigi, la cui madrina di battesimo era stata la nonna Gesualda Zinelli.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 100

Sandoni Teodora gi vedova e il capofamiglia Ropa Alfonso,
che ha 26-27anni. Ho quindi ritelefonato al comune di Bologna e ho
scoperto che Gaspare (registrato come Roppa Gaspero) morto il
13/02/1908 a Borgo Panigale. (Era nato a Castelfranco nel 1838).

Su Gaspare Ropa e suo figlio Alfonso, con il quale prosegue
questalbero genealogico, potremmo certamente tentare di ricavare
ulteriori informazioni documentarie, ma poich i ricordi di zia Rina
arrivano fino a loro, preferiamo fermarci qui e affidare il resto della
storia della famiglia alle sue parole, forse non scientifiche come i
documenti, ma certamente pi vive e coinvolgenti.






























Certificato di residenza storica di Gaspare
(registrato come Roppa Gaspero)

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 101

























Certificato di residenza
storica
di Sandoni Teodora
Certificato di morte di
Sandoni Teodora
31/12/1920
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 102





































Ordine e permesso di
seppellimento di
Sandoni Teodora


La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 103









































Certificato di morte
di Ropa Gaspare.
13/02/1908
Certificato di residenza storica
di Roppa Alfonso sr

Comune di
Castel San Pietro Terme

Stato di famiglia storico

Roppa Alfonso sr
intestatario scheda
Predieri Clelia
moglie

Roppa Giuseppe
figlio

Roppa Nino
= Mino - figlio

Sandoni Teodora
madre
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 104







Data Anni Evento Luogo
31/07/1838 Nasce Gaspare Castel Franco
?/2/ 1864 26 Sposa Teodora Sandoni Castel Franco
2/10 /1864 Nasce Maria,
la primogenita
Castel Franco
2/08/1886 48 Nasce Alfonso sr
Ottavo figlio di Gaspare
San Giovanni in
Persiceto
4/12/1899 61 Trasferimento Sala Bolognese
17/01/1905 66 Trasferimento Borgo Panigale
in via
Bertalia 595
13/02/1908 69 Morte di Gaspare Borgo Panigale
in via
Bertalia 595
22/10/1912 26 Alfonso sr si sposa con
Clelia Predieri
Parrocchia di
S. Antonio Abate,
Ceretolo, Bologna
14/08/1913 27 Nasce Giuseppe,
il primogenito di
Alfonso sr
Borgo Panigale
19/4/1916 29 Trasferimento Castel San Pietro
In via Vezza 30

18/10/10914 28 Nasce Mino,
il secondogenito
di Alfonso sr
Castel San Pietro
In via Vezza 30

2/07/1920 30 Trasferimento Bologna
31/12/1920 Morte di Teodora
Sandoni
Bologna
Via Saragozza 225
1927 41 Acquisto dellimmobile Bologna
Via Saragozza 225
Riepilogo dei dati
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 105


Da Domenico (1450) ad Alfonso sr, (1886) presento le generazioni
risultate dalle indagini.



Domenico
(n. attorno al 1450)
(cfr. estimi di Savigno
1518 e 1540)

Girolamo
(n. tra il 1470 e il 1480)
(cfr. not. Moretti Daniele)
Cesare

Antonio
(n. attorno al 1500)
Muore prima del 1545
(cfr. not. Moretti Daniele)
Andrea
( padre di Giacomo, a
sua volta padre di Matteo
fondatore della chiesa)

Giovanni



Antonio
(n. 1575 circa)
Maria Gasparoni
(si trova in atto
notarile del 1597)

Lelio Gentile Angelica

Giovanni Andrea
(n. 1605 c.ca)
& Isotta ?
Giovanni Maria Giovanni

Gaspare detto Parone
(n. 1530 circa) . Muore
attorno al 1591, trovato il
suo testamento.
Notaio Moretti
Gentile
(cfr. la sua dote,)
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 106

Gaspare
(n. 26/08/1637
Ponzano)

Domenico
(n. 30/07/1640
Ponzano)
& Caterina Ceccoli

Rinaldo
(n. 02/02/1643
Ponzano)
Maria
(n. 1644 m.
03/12/1704 a
Maiola)

Giovanni
(n. 20/02/1665
Merlano;
cresimato
12/11/1682)
& Vincenza Zanna

Giovanni Andrea
(n. 22/03/1668
Merlano;
cresimato
12/11/1682)
Camilla
(n. 12/03/1675
Merlano)
Gentile
(n. 14/03/1678
Ponzano)

Giacomo
(n. 1686
Merlano;
cresimato
09/05/1692)
Caterina
(n. 1689 si
evince dagli
Stati
danime,
non trovato
atto di
battesimo)

Domenico
(n. 1692 si
evince dagli
Stati
danime,
non trovato
atto di
battesimo)

Bernardo
(n.
07/11/1696
Ponzano;
cresimato
25/07/1700)
& Maria
Marzani

Maria
(n. nel
1699 si
trova
negli
stati delle
anime)
Camilla
(n.
28/04/1705
Merlano la
santola del
battesimo la
zia Gentile
Ropa)


Maria
(n.
11/01/1725
Ponzano)
Caterina
(n. ?
compare
negli
Stati
delle
Anime
del
1728)
Domenico
Maria
(n.
09/09/1733
Merlano)
&
Margherita
Continelli

Caterina
(Stati
danime
1741)
Francesco
(stati
danime
1741)
Giovanni
(n. 1740
Ponzano;
cresimato
13/09/1749)
& Domenica
Franceschini

Andrea
(n. 1742
Ponzano;
cresimato
13/09/1749)




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 107

Girolamo
(n. 08/11/1760
Merlano) e
cresimato il
23/06/1765

Giuseppe
(n.
12/07/1766
Merlano)
& Gesualda
Finelli

Domenica
(n.
16/03/1772
Merlano e
cresimata il
06/09/1776

Giacomo e
Domenica
(gemelli)
(n.
12/02/1774
a Merlano)

Domenica
Maria
(n.
27/02/1775
Merlano)

Giacomo
(n.
02/03/1778
Merlano)
Annunziata
(n.
??/08/1782
a Merlano)


Domenico
(n. 1788 probabilmente
anche lui a Pragatto)
& Giovanna
Guermandi
Luigi
(n. 1789 a Pragatto)
Andrea?

Antonio
(n. 1803 ad Anzola)


Gesualda
(n. 1821 ad Anzola)
Nicola
(n. 1829)
Gaspare
(n. 31/07/1838 a
Castel Franco)
1908
& Teodora Sandoni





Alfonso sr
(n .2/08/1886)
San Giovanni in
Persiceto

1945 Bologna

& /Clelia
Predieri
Angela
n. 1864
Anzola
Emilia
Giuseppe
n. 1866
Anzola
Emilia
Pietro
n. 1868
Anzola
Emilia
Enrico
n. 1877
Anzola
Emilia
Maria
n. 1879
Anzola
Emilia
Luigi
n.1881
Anzola
Emilia
Clelia
n. 1884
San
Giovanni
in
Persiceto
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 108

Notizie sintetiche

1 - DOMENICO ROPA

Data di nascita Attorno alla met del 1400

Luogo di nascita Probabilmente Savigno, ma forse anche Lognola.

Genitori

?
Fratelli

?
Sposa ?

Figli

Cesare
Girolamo

Anno di morte Ancora vivo nel 1518

Altre
informazioni
-

Note Tutto ci che sappiamo di lui, deriva dagli estimi di
Savigno


Fonti delle informazioni
Archivio di Stato di Bologna , Estimi
del Contado, serie I, busta 13 Savigno

Archivio di Stato di Bologna, Estimi
del Contado, serie II, busta 155 Savigno










La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 109

2 - GIROLAMO ROPA


Fonti delle informazioni
Archivio di Stato di Bologna ,
Estimi del Contado, serie I, busta 13
Savigno
Archivio di Stato di Bologna,
Estimi
del Contado, serie II, busta 155
Savigno
Da qui si apprendono tutte le notizie
che possediamo sul suo conto,
compreso il fatto che nel 1518 era gi
morto, poich i suoi figli sono
definiti del fu Girolamo.









Data di nascita Tra il 1460 e il 1470

Luogo di nascita Probabilmente Savigno, ma forse anche Lognola.

Genitori

Domenico
Fratelli

Cesare
Sposa ?

Figli

Giovanni
Antonio (Tonio)
Andrea

Anno di morte Prima del 1518

Altre informazioni -

Note -

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 110

3 - ANTONIO ROPA


Fonti delle informazioni
Archivio di Stato di Bologna, Estimi
del Contado, 1518, serie I, busta 13
Savigno
Archivio di Stato di Bologna, Estimi
del Contado, 1540, serie II, busta 155
Savigno




Da qui capiamo che nel 1540 era gi
morto
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Accarisi Antonio, Moretti
Daniele
- 8 luglio 1543 (dote di sua figlia
Gentile)
Trascrizioni di documenti che lo
riguardano
Estimi del Contado, 1518


Data di nascita Tra il 1490 e il 1500

Luogo di
nascita
Probabilmente Savigno

Genitori

Girolamo Ropa e ?
Fratelli

Giovanni
Andrea

Sposa ?

Figli

Gaspare detto Parone

Figlie Gentile

Anno di morte Dopo il 1519 e prima del 1540

Altre
informazioni
Mor giovane: nellestimo del 1519 era ancora vivo, mentre in
quello del 1540 non pi nominato.
Nel 1543 era certamente morto poich suo fratello Giovanni
agisce legalmente per conto dei suoi figli, rimasti orfani.


Note Non esiste alcun atto notarile intestato a lui, le uniche
informazioni si ricavano dagli estimi e dagli atti intestati ai
suoi figli.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 111

4 - GASPARE PARONE ROPA

Data di nascita Tra il 1520 e il 1530

Luogo di nascita Probabilmente Savigno

Genitori

Antonio Ropa e ?
Fratelli

-

Sorelle

Gentile
Sposa Gentile?

Figli

Antonio
Lelio

Figlie Gentile
Angelica

Data di morte Tra il marzo e il dicembre 1591

Altre informazioni

Note


Fonti delle informazioni
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Moretti Daniele
- 7 ottobre 1543 (suo zio Giovanni
agisce per lui)
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Accarisi Antonio
- 19 luglio 1552
- 23 febbraio 1563
- 21 settembre 1563
- 8 ottobre 1565


- 9 luglio 1566
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Moretti Giovanni
- 20 agosto 1587
- 26 febbraio 1588
- 10 marzo 1591 TESTAMENTO
- 24 dicembre 1592 (dote di sua
figlia Gentile)
Trascrizioni di documenti che lo
riguardano
Dote di sua figlia Gentile
Testamento



La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 112

5 - ANTONIO ROPA

Data di nascita Attorno al 1575

Luogo di nascita Probabilmente Savigno

Genitori

Gaspare Parone Ropa e Gentile?
Fratelli

Lelio

Sorelle Gentile
Angelica

Sposa Maria Gasparoni

Figli

Giovanni Andrea
Giovanni Maria
Giovanni

Figlie ?

Anno di morte ? (ancora vivo nel 1629, anno dellultimo atto a lui
intestato)

Altre
informazioni
Completare

Note Completare

Fonti delle informazioni
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Moretti Giovanni
- 13 maggio 1597 (divisione
eredit tra lui e il fratello Lelio)
- 3 marzo 1620
Archivio di Stato di Bologna, Estimi
del Contado, Savigno, 1609
Archivio Arcivescovile, Miscellanee
vecchie, Savigno Mercato.
- Elenco di rogiti in cui compare il
suo nome, 1842
Trascrizioni di documenti che lo
riguardano
Suddivisione dei beni paterni con il
fratello Lelio, 1597.




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 113

6 - GIOVANNI ANDREA ROPA

Data di nascita Attorno al 1605

Luogo di nascita Probabilmente Savigno

Genitori

Antonio Ropa e Maria Gasparoni
Fratelli

Giovanni Maria
Giovanni

Sorelle ?

Sposa Isotta

Figli

Gaspare (battezzato il 26/08/1637 a Ponzano)
Domenico (battezzato il 30/07/1640 a Ponzano)
Rinaldo (battezzato il 02/02/1643 a Ponzano)

Figlie Maria (nata nel 1644)

Anno di morte Gi morto nel 1686

Altre informazioni Completare

Note Completare

Fonti delle informazioni
Atti relativi ai figli:
- Archivio Arcivescovile di
Bologna, Miscellanee vecchie,
Maiola, libro dei defunti, alla
data 03/12/1704 (figlia Maria).
- Archivio parrocchiale di
Ponzano, Battesimi, libro 1632-
1696, alle date 26/08/1637;
30/07/1640; 02/02/1643 (figli
Gaspare, Domenico e Rinaldo).
- Ibidem,
Archivio Arcivescovile, Miscellanee
vecchie, Savigno Mercato.


Elenco di rogiti in cui compare il suo
nome, 1842
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Accarisi Alfonso
- 2 gennaio 1629
- 7 gennaio 1629
- 20 febbraio 1629
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Casini Francesco
- 28 gennaio 1645 (non c la foto)
- 29 gennaio 1645 (non c la foto)
- 7 giugno 1645 (non c la foto)
- 26 marzo 1650 (non c la foto)
- 14 febbraio 1651 (non c la foto)
Trascrizioni di documenti che lo
riguardano: Compravendita del 2
gennaio 162

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 114

7 - DOMENICO ROPA

Data di nascita 30/07/1640

Luogo di nascita Battezzato a Ponzano

Genitori

Giovanni Andrea e Isotta
Fratelli

Gaspare
Rinaldo

Sorelle Maria

Sposa Caterina Ceccoli

Figli

Giovanni (battezzato il 20/02/1665 a Merlano)
Giovanni Andrea (battezzato il 22/03/1668 a Merlano)

Figlie Camilla (battezzata il 12/03/1675 a Merlano)
Gentile (battezzata il 14/03/1678 a Ponzano)

Anno di morte Ancora vivo nel 1711

Altre informazioni
Note

Fonti delle informazioni
Archivio parrocchiale di Ponzano,
Stati danime, anni 1699, 1701, 1702,
1711.
Archivio parrocchiale di Merlano,
Battesimi, libro A, alle date: 20/02/1665;
22/03/1668; 12/03/1675.
Archivio parrocchiale di Ponzano,
Battesimi, libro 1632-1696, alla data
14/03/1678
Archivio parrocchiale di Ponzano,
Battezzati & cresimati, 1691-1758, alla
data 12/11/1682.
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Ettori Francesco

- 16 settembre 1679
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Casini Francesco
- 25 gennaio 1661 (non c la foto)
- 17 novembre 1665 (non c la
foto)
- 19 dicembre 1679 (non c la foto)
- 8 luglio 1682 (non c la foto)
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Monti Giacomo
- 8 aprile 1705
Archivio Arcivescovile, Miscellanee
vecchie, Savigno Mercato.
- Elenco di rogiti in cui compare il
suo nome, 1842

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 115

8 - GIOVANNI ROPA

Data di nascita 20/02/1665

Luogo di nascita Battezzato a Merlano

Genitori

Domenico e Caterina Ceccoli
Fratelli

Giovanni Andrea

Sorelle Camilla
Gentile

Sposa Vincenza Zanna

Figli

Giacomo (nato nel 1686)
Domenico (nato nel 1692)
Bernardo (battezzato il 07/11/1696 a Ponzano)

Figlie Caterina (nata nel 1689)
Maria (nata nel 1699)
Camilla (battezzata il 28/04/1705 a Merlano)

Anno di morte Ancora vivo nel 1731

Altre informazioni

Note


Fonti delle informazioni
Archivio parrocchiale di Ponzano,
Stati danime.
Archivio parrocchiale di Merlano,
Battesimi, libro A
Archivio parrocchiale di Ponzano,
Battesimi
Archivio di Stato di Bologna,
Notarile, Lolli Domenico
- 11 agosto 1728 (manca foto)
Archivio Arcivescovile, Miscellanee
vecchie, Savigno Mercato.
- Elenco di rogiti in cui compare il
suo nome, 1842




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 116

9 - BERNARDO ROPA

Data di nascita 07/11/1696

Luogo di nascita Battezzato a Ponzano

Genitori

Giovanni e Vincenza Zanna
Fratelli

Giacomo
Domenico

Sorelle Caterina
Maria
Camilla

Sposa Maria Marzani

Figli

Domenico Maria (battezzato il 09/09/1733 a Merlano)
Francesco (data di nascita ignota, compare negli stati
danime del 1741)
Giovanni (nato nel 1740)
Andrea (nato nel 1742)

Figlie Maria (battezzata l11/01/1725 a Ponzano)
Caterina (data di nascita ignota, compare negli stati
danime del 1728)

Anno di morte Ancora vivo nel 1742

Altre
informazioni
Cresimato il 25/07/1700

Note

Fonti delle informazioni
Archivio parrocchiale di Ponzano, Stati danime fino al 1728.
Archivio parrocchiale di Merlano, Battesimi, libro A




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 117

10 - DOMENICO MARIA ROPA

Data di nascita 09/09/1733

Luogo di nascita Battezzato a Merlano col nome completo di Domenico
Maria

Genitori

Bernardo e Maria Marzani
Fratelli

Francesco
Giovanni
Andrea

Sorelle Maria
Caterina

Sposa Margherita Continelli

Figli

Girolamo (battezzato l8/11/1760 a Merlano)
Giuseppe (battezzato il 12/07/1766 a Merlano)
Giacomo (battezzato il 12/02/1774 a Merlano)
Giacomo (battezzato il 02/03/1778 a Merlano)

Figlie Domenica (battezzata il 16/03/1772 a Merlano)
Domenica Maria (battezzata il 27/02/1775 a Merlano)
Annunziata (battezzata il ??/08/1782 a Merlano)
Anno di morte Ancora vivo nel 1782

Altre
informazioni
Cresimato nel settembre del 1749

Note

Fonti delle informazioni
Stati danime di Ponzano
Archivio parrocchiale di Merlano, battesimi, libro A




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 118

11 - GIUSEPPE ROPA

Data di nascita 12/07/1766

Luogo di nascita Battezzato a Merlano

Genitori

Domenico M. e Margherita Continelli
Fratelli

Girolamo
Giacomo
Giacomo

Sorelle Domenica
Domenica Maria
Annunziata

Sposa Gesualda Finelli

Figli

Domenico (nato nel 1788 forse a Pragatto)
Luigi (nato nel 1789 a Pragatto)
Andrea?
Antonio (nato nel 1803 ad Anzola)
Figlie -
Anno di morte ?

Altre informazioni

Note

Fonti delle informazioni
Stati danime di Santa Maria in Strada
1840-45
Archivio parrocchiale di Pragatto,
Battesimi (non consultato)
Archivio parrocchiale di Anzola
dellEmilia, battesimi e morti.






La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 119

12 - DOMENICO ROPA

Data di nascita Anno 1788

Luogo di nascita Battezzato con ogni probabilit a Pragatto

Genitori

Giuseppe e Gesualda Finelli
Fratelli

Luigi
Andrea?
Antonio
Sorelle -

Sposa Giovanna Guermandi

Figli

Nicola (nato nel 1829)
Gaspare (battezzato il 31/07/1838 a Castelfranco Emilia)

Figlie Gesualda (morta nel 1821 ad Anzola)

Anno di morte Ancora vivo nel 1842

Altre informazioni

Note

Fonti delle informazioni
Parrocchia di Santa Maria in Strada,
Stati delle Anime, 1840-45
Parrocchia di San Giacomo di
Castelfranco, Battesimi, libri 7 e 8.










La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 120

13 - GASPARE ROPA

Data di nascita 31/07/1838

Luogo di nascita Battezzato a Castelfranco Emilia

Genitori

Domenico e Giovanna Guermandi
Fratelli

Nicola
Sorelle Gesualda (morta nel 1821)

Sposa Teodora Sandoni

Figli

Giuseppe , Pietro Enrico Luigi - Alfonso

Figlie Angela, Maria, Clelia

Anno di morte 1908 a Borgo Panigale

Altre informazioni

Note

Fonti delle informazioni
Stato di famiglia storico del comune
di San Giovanni in Persiceto
Archivio parrocchiale di Castelfranco
Emilia, Battezzati, libro 8
Parrocchia di Santa Maria in Strada,
Stati delle Anime 1840-45
Parrocchia di Santa Maria in Strada,
Battesimi
Archivio anagrafe di Bologna









La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 121


14 ALFONSO ROPA sr

Data di nascita 2/8/1886

Luogo di nascita Battezzato nella chiesa di Tivoli, frazione di San
Giovanni in Persiceto
Genitori

Gaspare e Sandoni Teodora
Fratelli

Giuseppe, Pietro, Enrico, Luigi
Sorelle Angela, Maria, Celia

Sposa Clelia Predieri

Figli

Giuseppe, Mino

Figlie

Anno di morte 15 /9/1945

Altre informazioni

Note


Fonti delle informazioni
Stato di famiglia storico del comune di San Giovanni in Persiceto

Archivio anagrafe di Bologna







La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 122




























La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 123

























Le indagini svolte hanno
fornito gli elementi utili
a realizzare lalbero
genealogico del ramo
della mia famiglia che
inizia da Domenico, nato
nel 1450, e giunge sino a
Kevin, nato nel 1999 e
Steven , nato nel 2004

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 124


Albero genealogico di Domenico (1450 ca.)











Antonio
1500 ca
Gaspare detto
Parone
1530 ca
Giovanni
Antonio
1575 ca
Lelio Maria
Gasparoni





Giovanni
Maria
Isotta
Giovanni
Andrea
1605 ca
Angelica
Giovanni
Domenico
1450 ca
Girolamo
N. tra il 1470 e
il 1480
Cesare
Gentile?
Gentile
Andrea
Gentile
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 125













Domenico
30/7/1640
Caterina
Ceccoli
Gaspare
26/8/1637

Rinaldo
2/2/1643
Maria
(1644-1704)
Giovanni
20/2/1665
Vincenza
Zanna
Gentile
14/3/1678

Camilla
12/3/1675
Giovanni
Andrea
22/3/1668

Bernardo
7/11/1696
Maria
Marzani
Giacomo
1686
Domenico
1692
Caterina
1689
Camilla
28/4/1705
Maria
1699
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 126

Caterina
N.?














Domenico
1788

Luigi
1789
Maria
11/1/1725

Domenico
Maria
09/09/1733
Andrea
1742

Girolamo
08/11/1760
Giuseppe
12/07/1766

Domenica
16/03/1772
Giacomo
02/03/1778
Annunziata
??/08/1782
Giovanna
Guermandi


Continua la
genealogia
con
Gaspare,
figlio di
Domenico
Domenica
Maria
27/02/1775
Gaspare
31/7/1838

Nicola
1829
Gesualda
Finelli

Giacomo e
Domenica
(gemelli)
12/02/1774

Giovanni
1740

Francesco
1741
Andrea Antonio
Gesualda
1821
Margherita
Continelli
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 127


Albero genealogico di Gaspare ROPA (1838)










Gaspare
ROPA
31/7/1838
1908
Teodora
SANDONI
(1841-1923)
Angela ROPA
(Angiolina)
2/10/1864
Augusto Gavina.
Vedovo
(con 2 figli)
Giuseppe ROPA
(1866-1943)
Elisa
( 1962)

Pietro ROPA
1868

Enrico ROPA
(1877-1967)
Anna Bolelli
(1938)
Gino Guido Dario
Anna
1931
Eligio ROPA
(1905 1985)

Caterina detta
Rina (1917-1956)

Fabio
(1937-1971)
Nevio
(1930 1998)
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 128












Alfonsa
Maria ROPA
(1879-1929)

Evelina Ines Bianca
(1961)
Elvira
(1908-1980)
Augusta
( 1952)
Giuseppe Vancini
(1877-1964)

Clelia ROPA
(1884-1980)

Luigi ROPA
(1881-1974)

Vittoria Ernesta
detta Rina
26/ 10/1916
Natalina
Sonzogno
(1881 1968)
Chiarini
Armide
Evelina Vittorio Albertina
Angelo Alberti
(1911-2001)

Aida

Continua la
genealogia
con
Alfonso sr
figlio di
Gaspare

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 129


Albero genealogico di Alfonso ROPA senior (1886)










Alfonso ROPA
sr
(1886-1945)
Clelia PREDIERI
(1891-1974)
Chiara LIPPI
(1910-2008)
Giuseppe
ROPA
(1913-1983)
Stefano ROPA
18/5/1969
Alessandro ROPA
9/7/1965
Franco ROPA
15/5/1943
Rita ROPA
13/12/1973
Ida
ZILIOCCHI
22/5/1945
Antonella
MARCHESI
20/01/1964
Elena ROPA
20/03/1992

La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 130










Mino ROPA
(1914-2007)
Elena
SAMOGGIA
(1910-1993)
Gianpaolo ROPA
4/2/1941
Margherita
PACILIO
21/7/1943
Alfonso ROPA jr
14/5/1946
Paola ADAMI
26/3/1948
Alessandra
ROPA
28/4/1972
Michele ROPA
28/4/1970
Federica
ROPA
14/12/1969
Edel MURPHY
7/1/1969

Kevin ROPA
8/12/1999

Steven ROPA
28/12/2004
Fabio
MALPEZZI
23/10/1963
Chiara
MALPEZZI
21/7/1994
Andrea
MALPEZZI
16/6/1997
Federico
MALPEZZI
2/9/2000
Riccardo
MALPEZZI
9/2/2007
Massimiliano
MIGLIORINI
7/2/1971
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 131



Et nella quale il capostipite diviene
padre e la moglie diviene madre del
primogenito (da Gaspare a Michele).

NOMI

Et
Gaspare Ropa
Teodora Sandoni
(di Angela)
26
23
Luigi Ropa
Natalina Sonzogno
(della Rina)
35
35
Alfonso Ropa sr
Clelia Predieri
(di Giuseppe)
27
22
Alfonso Ropa sr
Clelia Predieri
(di Mino)
27
22
Mino Ropa
Elena Samoggia
(di Giampaolo)
27
23
Giuseppe Ropa
Chiara Lippi
(di Franco)
30
33
Giampaolo Ropa
Margherita Pacilio
(di Federica)
28
26
Franco Ropa
Ida Ziliocchi
(di Alessandro)
22
20
Alfonso Ropa jr
Paola Adami
(di Michele)
24
22
Michele Ropa
Edel Murphy
(di Kevin)
29
30
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 132

ENFITEUTICI* E LIVELLARII SPETTANTI AL
BENEFICIO SEMPLICE DI S. MATTEO APOSTOLO
POSTO S LA PIAZZA DEL MERCATO DI
SAVIGNO (1817)
* (L'enfiteusi un diritto reale di godimento su una propriet altrui, retaggio dell'epoca del feudalesimo.)











Inventario dell Oratorio di San Matteo Apostolo
La chiesa di San Matteo Apostolo a Savigno
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 133



1 Una casa situata nel Mercato di Savigno che riceve il suo ingresso
da un portone, munito di media serratura, che corrisponde a un
voltone, e poscia in una corte salciata di sassi che dalla quale si accede
a un vestibolo salciato pure di sassi sconnessi e col tassello
manutenibile; il muro che corrisponde alla suddetta corte vedesi
strapiombato, e minacciato, di modo che si rende indispensabile di
rifare piedi 40 di grossezza p 18. Dal vestibolo suddetto si perviene a
due cantine, la prima a destra salciata e tassellata mantenibile colla
finestra di p. 18 e p.12 mancante di serraglia, e laltra a sinistra (che
serviva a uso di cucina) vedesi non salciata, ma tassellata media,
salvo piedi 32 quadri che si riscontrano le sole asse mobili, un terzo
delle quali mancano affatto, e con due usci, che corrispondono, il
primo sotto al su nominato voltone, e il secondo in un ambientino
sottoposto allinfrascritta scala, ed selciato e tassellato. Dal
nominato voltone entrasi a destra salendo una piccola scalettina alla
veneziana, in una cucina, e da quella in una piccola camerina e in una
bottega, con mostra nel mercato suddetto; il tutto selciato e cellato in
buon stato, a riserva della serraglia delluscio dingresso che merita di
essere rifatta, si ascende al piano superiore, mediante la suriferita
scala di lastra con portichetto sopra in pessimo stato, e con pilastro di
sassi, che sostiene linfrascritto forno, in parte dirupato (crollato).; e
prima si giugne nel ripiano di detta scala, dal quale si perviene di
prospetto in una cucina, e da questa in due camere da letto tutte
selciate parte sconnesse e parte manutenibili, la prima tassellata, e le
altre cellate, del quale piedi 1 dirupato. Dalla medesima cucina si
perviene pure mediante scala alla veneziana in pessimo stato, alli
granaj sovraposti al descritto piano, col pavimento di sole asse, che
per piedi n. 8 sono in stato cattivo, ed il restante manutenibile, e col
tetto generalmente vecchio, e mal composto nei coppi di modo che
una buona parte delle acque pluviali sgorgano, e ristagnano nella
parte interna. Dal sudescritto ripiano si perviene a sinistra in un'altra
cucina, selciata in parte di pietre e in parte di lastra, a riserva di piedi
Inventario dellOratorio di San Matteo
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 134

50 che si riscontrano le sole asse, delle quali un terzo mancano, e
sopra a questa parte osservasi il tassello mancante di n. 3 quaderletti,
e di piedi 26 di asse oltre n. 3 scuri di finestre di grandezza
raguagliora piedi 4.10 quadrati.
(pag. 2) In un angolo di detta cucina ritrovasi una piccola camerina da
letto formata di arellata (da arelle =Graticcio formato con fascetti di canne palustri), e
selciata di lastre manutenibili. Riscontrasi pure il forno con patta
sopra alla su descritta scala in competente stato, e sopra ad ambi li
descritti ambienti ritrovasi il granaro, col tetto in piccola parte nuovo,
e il restante vecchio, e tutto illuminato da una finestra mancante di
serraglia. Dalla succitata corte si perviene alla stalla divisa in due
ambienti con uscio nel secondo fornito di trista serraglia, che riferisce
in altra corte di diritto comune colli signori Zanna ed altri; sono ambi
selciati e tassellati mantenibili, salvo piedi 5 di asse nel secondo
ambiente che abbisognano di rimpiazzo, e con doppi grippioni nel
primo, e semplice nel secondo, o sia da una parte sola, essendovi
dallaltra la tromba incurvata pel fieno, ed un vano per altre due
poste. Unito a tutta la facciata essevi un piccolo tetto, che copre un
porcile rinchiuso da muro, e da una assata nella parte davanti. La
teggia resta sovraposta alla descritta stalla, con ingresso da un ripiano
di asse difeso dal detto coperto, e vedesi col pavimento di una sola
asse e col tetto generalmente vecchio in stato medio. La canonica resta
pure composta in queste descritto fabbricato, e riceve lingresso da
una porta fornita di buona serraglia nel succitato mercato,
corrispondente al ripiano della scala di pietra che porta al primo
piano superiore, dal quale si perviene alle cantine in angolo della su
descritta bottega, e primo nel ripiano della scala di quella dove essevi
un uscetto, che rimette sotto al suddetto voltone, con trista serraglia, e
la cantina vedesi divisa in due ambienti, il primo selciato di lastra, ed
il secondo in parte mancante, e col muro di destra bisognoso di
risarcimento per essere infracidito e bucato negli abbassamenti, ed
ambi tassellati in ottimo stato.
Il primo piano superiore contiene una cucina selciata e tassellata, e
con forno annesso al camino dalla quale si accede allo sgombero (con
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 135

lavatoio di macigno in cucina) selciato ed a coppi in buon stato.
Comprende pure questo piano una sala con camino alla romana,
selciata e tassellata, con lume da una finestra nel suddetto mercato,
favorita di scuro, ed imparvata (?) in poco buon stato, dalla quale si
perviene alla scala che porta al secondo piano superiore, contenente
tre camere da letto una dopo laltra, e tutte selciate, e cellate, in una
delle quali occorre di rifare n. 24 piedi di soffitto, ed in tutte turare
diverse crinature che si riscontrano. Dalla prima di dette camere si
mette capo ad una scala alla veneziana che porta alli granaj
sovrapposti a tutto il descritto piano con pavimento di sole asse, due
delle quali sono fracide, e col tetto in stato medio, a riserva di una
nervatura(travi orizzontali del tetto)di piedi 12 che trovasi rotta nel mezzo.
Il muro esterno di ponente diruppato in questo piano, oltre di
strapiombature, motivo per cui fa duopo riffarne almeno una pertica.

(pag. 3) Nel succitato Mercato esistevi pure un'altra casa sparata dalla
descritta da una del sig. Domenico Ropi, e formasi da tre piano,
compresovi le [].
Il primo de quali a terreno contiene una botega da fabro salciata di
sassi, e tassellata dove essevi un quaderletto ( cio travetti squadrati e
tavelle in cotto) rotto, e la fucina tutta cadente, come la serratura della
badata in istato cattivo. Unaltra ad uso di granarolo tutta salciata di
lastre, e cellata fra li quaderletti in buon stato, dalla quale si accede
mediante due uscetti allinfrascritta scala, a suo corrispondente
sottoscala mancante di serraglia, la quale scala comunica pure di
prospetto colla porta dingresso nel suddetto Mercato e vedesi
illuminata nel ripiano da una finestra con trista serratura, dal quale
entrasi a destra un una cucina salciata di pietre tutte sconnesse, e col
tessello manutenibile, nella quale essevi una scala manutenibile, salvo
lo scuro della finestra, che vedesi cadente ed infracidito.
A sinistra del suddetto ripiano ritrovasi unaltra cucina in buon stato
dalla quale si perviene ad una scala di legno tutta sconnessa, e mal
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 136

formata, che porta al piano de granaj, e prima nel ripiano a coppi,
come la scala medesima in pessimo stato, ed il granaro in istato
passabile, a riserva de coppi che sono tutti sconnessi, e di due
finestrelle che mancano di serraglie. Il muro di ostro di questa
descritta casa vedasi tutto bisognoso di ristauro, in causa della
trascurata manutenzione, annesso al quale riscontrasi un piccolo
orticello, e rinchiudesi da una siepe di questa ragione (e. data dal
Beneficio).

Predio (piccolo podere) situato nel comune di Merlano, e denominato il
Casetto, di annua semina frumento corbe 3 e merzatelli (da marzo = segale,
miglio e altre colture primaverili). Trovasi diviso in due appezzamenti dal Rio di
Savigno. La porzione pi grande a levante del suddetto rio, ove
trovasi la casa colonica confina a levante colli signori Giuseppe
Roppa, e Giacomo Casini Roppa, ad Ostro col signor Giovanni Ferri
detto Mastrino e col rio suddetto di Savigno, a ponente col signor
Giuseppe Roppa suddetto ed a tramontana colla strada pubblica
detta = via Bura = E di qualit per la massima parte lavorativa, e per
una piccola parte boschivo di poca considerazione a riserva di n. 7
quercioni adulti e di una zocca di un simile di diametro 56 formato
nello scorso anno. Il lavorativo poi dividesi in due morelli da una
cavedagna: quello a levante riscontrasi ricoperto da n. 4 piantamenti
avvidati (=di vite) danni 20 circa, lultimo de quali dalla parte superiore
non trovasi granche completo, in causa di essere in direzione di
alquanti mori vecchi decadenti, oltre diversi arbori in et adulta, la
maggior parte de quali colle sue viti, ed il restante in istato languido,
e tutti disregolarizzati e ridotti fuori di simetria da una lavina della
quale per attualmente non ritrovasi alcun vestigio.

(pag. 4) Laltro morello inferiore vedesi popolato darboratura
vecchia e decadente, interrotta ne filari da larghi vani al lungo del
rio suddetto di Savigno riscontrasi la siepe viva disusata nella quale
sorgono diverse querce da gianda ed alquanti quercioni da vinciglio
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 137

(Ramo tenero e flessibile o legame costituito da vinchi intrecciati), ben inteso che due di
queste piante sono morte, e secche, ed in tutto il corso di detta siepe si
osservano n. 5 zocche di quercioni in diversi tempi formate, e di
diametro ragguagliato p. 8, e tutti di altezza a norma degli esistenti
piedi 12 pure lungo la sunominata =via Bura= riscontrasi la siepe
viva, con una grossa quercia ed una zocca di diametro p. 24 di altra
simile che dallesame dellesistente, e della sua rispettiva zocca,
giudico la tagliata di bellaspetto, e capace di vendere frutto per un
buon numero danni, e suscettibile di quattro casta di legna, e di un
birozzo di fasci.
La casa colonica comprende al pianterreno la stalla di una sola posta
in istato passabile e di un vano ad uso di porcile, salciata, e tassellata
di lambrechie ( o lambrecchie = tavoloni di laterizio pieno, che si usavano un tempo per i solai e i
pavimenti delle costruzioni rustiche e quali sottotegole o tavole di scorza di pioppo per realizzare le
coperture, a sostegno dei coppi) mal formate, e col fienile sopra a coppi
generalmente vecchio, e cattivo, oltre una cucina, con camera sopra al
piano della teggia a coppi in simile stato, e riserva di una piccola
porzione che vedesi cellata fra li bescantieri (o bis cantieri= travetti impiegati per la
piccola orditura delle copertura), e colla selciata di pietra sconnesse e le finestre
mancanti di serraglia, essendo quelle degli usci di poca durata.
Laltra porzione sunominata ad ostro ( Ostro il vento che soffia da sud )
del suddetto rio riscontrasi di qualit boschiva tuttora coperta da
ghiaia e sabbia traggon tagli dal nominato rio fronteggiante, e con il
n. 8 quercioni e n. 4 querziole di poco vigore, oltre n. 5 zocche de
medesimi di diametro roguagliato p. 8 e di altezza a seconda degli
suoi simili esistenti piedi 10. Confina a levante col suddetto rio, ad
ostro col signor Vincenzo Lenzarini mediante siepe viva di sua
ragione, a ponente col signor Giovanni Pasquini, mediante siepe viva,
e a tramontana il suddetto rio di Savigno.
Trovasi pure un'altra pezza di terra prativa e bedostiva di poca forza
nella comune di Tiola in confina a levante, ed ostro del signor
Giovanni Maselli a ponente dal suddetto signor Giovanni; ed a
tramontana dal suddetto Giovanni Maselli, ad Angelo Vignudelli ed
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 138

anche in questa pezza di terra stata tagliata ed atterrata una quercia
di bellaspetto, e capace di rendere frutto per molti anni.

Loratorio pubblico posto su la Piazza del Mercato di Savigno sotto la
parochia di S. Donato di Ponzano beneficio semplice fondato lanno
1643 li 7 settembre dal messere Matteo Roppa, come per rogito del
signor Giovanni Francesco Balla, fu fatto risarcire tutto il tetto che
era mancante di coppi e lambrecchie vecchie, ed al di dentro sturate
varie crepature e calcinatura nei muri da basso
(pag. 5) nel coro che a causa del umido era caduta la calcinatura
anche al [] per la massima parte guasta e cadente, e questo fu fatto
fare dal parocho di Ponzano lanno scorso 1816 di comissione di chi
sapprestava in occasione della vacanza del suddetto. Le vetriate sono
mancanti di vari vetri che sono rotti e le rimaste anche esse in qualche
parte buccate.
La campana che serve per loratorio suddetto posta su un arco di
pietra nella capanea.
Tavola, sul muro davanti che guarda la piazza, delle sante reliquie
che si conservano in un arcano di legno inverniciato e dorato entro
varie cassettine poste in piccole urne come dal inventario degli aredi
sacri ed altro presentate alla cancelleria arcivescovile li 14 febbraio
1817.
Nella chiesa, o sia Oratorio di S. Matteo Apostolo posto nella piazza
del Mercato di Savigno costruita ed ornata dal molto reverendo don
Bernardo Roppa, primo rettore del suddetto Bernardo come a rogito
del sopradetto Giovanni Francesco Balla lanno 1643, 7 settembre.




La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 139

Primo instrumento lanno 1642
Giovanni Cesare Manolesi notaro

S. Eudonij M.
S. Constantij M.
S. Redenti M.
S. Celesie M.

Secondo instrumento lanno 1647
Paolo Menare

S. Cesarei M.

Terzo istrumento lanno 1650.
Giovanni Cesare Manolesi notaro

S. Petronijs
S. Faustini M.
S. Anastasiae M.

Quarto istrumento lanno 1652
Quarto istrumento lanno 1653.
Giovanni Cesare Manolesi notaro

S. Vincentij M.
S. Pij M.
S. Giordanis M.

La reliquia di S. Matteo Apostolo si
conserva nel suo ostensorio di Roma
[] senza autentica.
Quinto istrumento lanno 1672.
Carlo Vanotti Notaro.

S. Puleri M.
S. Amadei M.
S. Generosi M.
S. Amantij M.
S. Costantij M.
S. Amabilijs M.
S. Fortunati M.
S. Floroli M.
S. Honorati M.

Sesto istrumento lanno 1673
Carlo Monari notaro

S. Restituti M.
S. Pauli M.
S. Clementis M.
S. Longini M.
S. Felicissimi M.
S. Severij M.
S. Liberalij M. S. Leoparti M.
S. Ipolliti M.

Lottizzazioni emphiteutiche spettanti al detto beneficio e canone chi
dovuto al Beneficio: Una pezza di terra di sedici pertiche in
lunghezza, sopra una parte della quale il fu Giacomo Ferri edific una
casa a proprie spese, a propriet patrimoniale di detto Beneficio
situata nel comune di Ponzano loco detto il Mercato di Savigno per
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 140

questa porzione condotta in allora in enfiteusi dalli Ferri paga
dannuo canone lire quattro e soldi dieci some per rogito del signor
Antonio Monari fatto lanno 1766, 10 giugno detto. 4.10
Una pezza di terra di pertiche 16 di lunghezza con una casa murata
che confina lo detto, condotta in enfiteusi dal sig. Domenico Lanzarini
per annuo canone di lire una e soldi dieci come da rogito del signor
Giovanni Battista Cerre fatto lanno 1772, 14 gennaro detto. 1.10
Altra porzione di terreno di sedici pertiche in lunghezza supra una
parte della quale da Giovanni Nicolo Amadesi fu fabbricata una casa
mura coppata, tassellata, posta nel Mercato di Savigno, viene
condotta al presente in enfiteusi dal signor Gaetano Papi, annuo
canone di lire sei come da rogito del signor Giovanni Battista Cerre 14
gennaio 1772. 6
Altra porzione di terreno a detto [] spetante di sedici pertiche in
larghezza e di tre in lunghezza sopra cui il m.. Sebastiano Continelli
edific una casa ad aumento e propriet particolare di detto Beneficio
paga dannuo canone lire otto, e soldi dieci come da rogito del signor
Giovanni Antonio Monari li 26 maggio 1767. 8.10
Una parte di casa di raggione enfiteutica di detto beneficio murata
coppata tassellata posta nel suddetto Mercato di Savigno detta la
Casa di Cornelio paga dannuo canone lire tre, condotta al presente
in enfiteusi dal signor Gaetano Papi, rogito del signor Giovanni
Antonio Monari del 7 settembre 1773. 3.
Una pezza di terra in luogo detto il Rio di Savigno di lunghezza
pertiche dieci e di larghezza pertiche sedici, vi stata edificata una
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 141

casa murata, coppata, tassellata, condotta in enfiteusi da Giovanni
Antonio Melloni, paga dannuo canone lire due, come per rogito fatto
dal signor Domenico Lanzarini li 19 novembre 1769. . 2
Altro pezzo di terreno sassoso, cio letto del fiume Samoggia di niuno
valore di larghezza piedi cento quindici circa, vien condotto in
enfiteusi parte dal signor Pellegrino del quondam Francesco Migliori
per piedi numero quarantotto cui ha fabbricato su una casa murata,
coppata, tassellata. Paga soldi 15 in ore dal sig. dottor Lanzarini.
Altra parte di piedi n. 25 di Giovanni Bertolini paga 1
Altra piedi 25 di Francesco Bernardi paga 1.5
Altri piedi n. 25 di Domenico Marchi paga 1.5
Su le quali esso ha costrutto una casa e Giacomo Marchi figlio del
quondam ha acquistato le parti di Giovanni Bertolini e di Francesco
Bernardi.
Come da locatione enfiteutica fatta dal sig. Domenico Lanzarini li 6
marzo 1787.
Io d. Pellegrino Bartolini bene.. Add 9 luglio 1817
Il presente inventario presentato dal suddetto sig. d. Pellegrino
Bartolini rettore del beneficio di S. Matteo si al medesimo rilasciato
per conservarlo nellarchivio di detto Benefizio avendone consegnato
altro simile da riservarsi neglatti di questa cancellaria arcivescovile
in fede.
Luigi Andrea Nenni cancelliere arcivescovile.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 142



Lettera che il sindaco di Savigno indirizza
all arcivescovado di Bologna lamentando lo stato di
abbandono in cui versano i beni del beneficio di
San Matteo

Dipartimento del Reno
Il sindaco di Savigno
Savigno, li 13 giugno 1815.
Nel mese di aprile del p. p. anno 1814 cess di vivere il sig. don
Giovanni Battista Ropa rettore del beneficio di S. Matteo Apostolo
eretto in questo pubblico Mercato di Savigno.
Le entrate di questo beneficio vengono dilapidate dalli eredi del
suddetto defunto non solamente: ma ancora estremamente deteriorati
i Fondi. In particolar modo il Rio del Mercato di Savigno ha allagato il
detto Mercato con pregiudizio notabile delle case, perch non
vengono mantenuti i debiti lavori, parte dei quali spetterebbero alli
eredi, o a chi presieder deve ai beni del suddetto beneficio: anzi io in
qualit di mio istituto, e dietro urgenti reclami di codesti abitanti
avendo assunto limpegno di costruire alcuni lavori e sperimentare
di nuovo li effetti di una piena di detto Rio, sono stato oltremodo
malcontento del contegno di un certo Pallotti Luigi marito di una
nipote del suddetto signor defunto, quale ha compromesso il mio
delegato s. D. Lanzarini con parole offensive, e minacciose, allegando
che i lavori operati apportano danno al beneficio, dove che tutte le
persone sensate hanno concludentemente giudicato diversamente:
come sono pronto di restare a qualunque disposizione superiore.
Codesti abitanti cos sacrificati avevano risoluto di farne ricorso al
signor Delegato pel culto in Vergato alleffetto prendesse il possesso
di questi beni del beneficio, e contemporaneamente consultato per la
contruzione di questi lavori: ma li ho persuasi che io pregher la V. S.
illustrissima e reverendissima a volere provvedere al presente
emergente levando a codesti eredi il dominio di tale beneficio col pi
sollecito rimpiazzo di un beneficiato onde sollevare questa afflitta
popolazione sia per li affari temporali, sia per li spirituali: giacch per
la gran lontananza delle parrocchie, e per la intersecazione de fiumi
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 143

non possono sentir la dottrina e posso giurarci o signore che in
particolare la giovent giace nella pi vergognosa ignoranza.
So, che questi eredi hanno un idea di non prendere detto beneficio,
allegando che nessuno li potr impossessare, avendo intenzione di
rappresentare un nipote del ultimo rettore per nome Giuseppe
Ropa, giovine inclinato allamoreggiamento, e che non ha alcuna
qualit per la carriera del sacerdozio. So pure o signore che fra
questi eredi sono passate delle convenzioni simoniache colle
persone rapresentanti.
Sono persuaso che la V. S. illustrissima e reverendissima vorr
compiacersi a prendere seria informazione dello stato della cosa,
onde devenirne allopportuno provvedimento, che il signore lo sapr
ricompensare.
Ricevo o signore questo riscontro per salutarlo con profonda
riverenza dichiarandomi di V.S. illustrissima e reverendissima
umile e devotissimo servitore
Giuseppe Bartolini
Sindaco a Savigno










La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 144

Trascrizione dellelenco dei rogiti conservati a
Savigno Mercato
1842 20 maggio
INVENTARIO d recapiti attinenti al Beneficio semplice di S.
Matteo del Mercato nel comune di Savigno rinvenuti presso il fu
d. Luigi Ropa rettore del medesimo

1 13/05/1597 Rogito di Giovanni Moretti autentico.
Divisione di beni paterni seguita tra li fratelli Lelio ed
Antonio Ropa
2 01/01/1603 Rogito di Giovanni Moretti autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Francesco Gasparoni, di
una pezza di terra di semina tre staja nel comune di
Tiola, in luogo detto = nel Rio della Lamma = per lo
prezzo di 400, con successiva locazione per annue 24,
e col patto di francazione entro anni 5.
3 05/10/1605 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, dalli fratelli Giovanni Andrea,
Giacomo e Giovanni Battista Gasparoni di una casa, con
teggia, e 7 pezze di terra nel comune di Tiola Villa delle
Lamme, per lo prezzo di 1915.
4 13/08/1608 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, dalli fratelli Giovanni Andrea,
Giacomo, Giovanni Battista, Ercole, e Gasparo
Gasparoni, di una pezza di terra nel comune di Tiola per
lo prezzo di 110.
5 18/11/1610 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, dalli fratelli Giovanni Andrea,
Giacomo, Giovanni Battista, Ercole, e Gaspare
Gasparoni, di tre pezze di terra nel comune di Tiola, per
lo prezzo di 2000.
6 05/02/1619 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra di Giacomo Ropa, dal di lui fratello Gaspare
Ropa, di un pezzo di terreno ad uso di corte in luogo
detto = nelle Are dei Ropa =, per lo prezzo di 6.
7 01/03/1620 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Tommaso Ropa, di una
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 145

casa, un portico, ed una pezza di terra nel comune di
Savigno in luogo detto a Casa dei Ropa, per lo prezzo
di 700.
8 24/01/1623 Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Domenico Pignatti, di una
pezza di terra di semina un mezzo quartirolo nel comune
di Tiola in luogo detto Alla Lamma per lo prezzo di
13.
9 07/07/1623 Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Gaspare Ropa, di una
pezza di terra di semina una corba posta nel comune di
Savigno in luogo detto il Campo del Frassano per lo
prezzo di 200.
10 15/04/1625 Rogito di Nicol Calvi. Autentico.
Assoluzione fatta dalla Catterina Malchiavelli erede di
Giacomo Malchiavelli, a Giovanni Giacomo Ropa per
1400 a titolo di affitti decorsi a tutto il 29 settembre
1624, relativi al residuo prezzo di 2000 accollato dai
fratelli Gasparoni ad Antonio Ropa nella vendita da essi
a questo fatta di beni nel comune di Tiola con rogito 16
gennaro 1593, dal notaro Cammillo Bonasoni.

11

22/01/1626

Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Giovanni Andrea Ropa, da Daniele Stefani, di
una pezza di terra di semina un quartirolo circa nel
comune di Tiola in luogo detto Alla Lamma per lo
prezzo di 45.
12 13/10/1626 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Obbligazione delli fratelli Giacomo, Ercole e Gaspare
Gasparoni, di pagare ad Antonio Ropa 260 per
rifusione di altrettanta somma soddisfatta da esso, come
sicurt solidale di medesimo, al sacerdote d. Antonio
Mogli. E ci entro 4 anni.
13 13/02/1627 Rogito di Nicol Filippini. Autentico.
Compra delli fratelli Giovanni Andrea e Giovanni
Maria Ropa da Antonio Belluzzi di un predio nel
comune di Tiola in luogo detto il Casone di Bale, per lo
prezzo di 2100.

14 02/05/1627 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 146

Assegnazione fatta da Antonio Ropa ad Antonio
Belluzzi in pagamento di 850 per residuo prezzo di un
predio nel comune di Tiola da questo allaltro venduto
con rogito Filippini, di una pezza di terra di semina
corbe 3 circa nel comune della Samoggia in luogo detto
Pra Gherardo e Pradiano.
15 29/12/1627 Rogito di Giovanni Moretti. Autentico.
Compra col patto francando o successiva locazione, ad
anni 1 e per annue 12, di Giovanni Andrea Roppa, da
Giovanni Antonio dallAra di una mina circa nel comune
di Samoggia, in luogo detto alla Villa per lo prezzo di
200.
16 12/03/1628 Rogito di MarcAurelio Pistorini. Autentico.
Assoluzione della Cattarina Malchiavelli erede di
Giacomo Malchiavelli, a favore di Antonio Ropa, per
600 a saldo di 2000 residuo prezzo di beni nel comune
di Majola in luogo detto Le Paderne.
17 02/01/1629 Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Tommaso Ropa, di rata
(?), e parte di un orto nel comune di Savigno in luogo
detto a Casa dei Ropa, per lo prezzo di 133.6.8
18 20/02/1629 Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Giovanni Andrea Ropa, da Battista
Vignudelli, di una pezza di terra nel comune di Tiola in
luogo detto il Prato della Lamma, per lo prezzo di 50.
19 18/08/1629 Rogito di Alfonso Accarisi. Autentico.
Compra di Giovanni Andrea Ropa, da Battista
Vignadelli, del residuo di una pezza di terra a questo
spettante nel comune di Tiola in luogo detto i Prati della
Lamma, per lo prezzo di 50.
20 23/11/1632 Rogito di Matteo Sandri. Autentico.
Compra di Giovanni Andrea Ropa, da Giuseppe
Pignatelli, di una pezza di terra nel comune di Tiola in
luogo detto: il Prato Nuovo, per lo prezzo di 12.
21 13/12/1644 Rogito di Francesco Casini. Copia autentica.
Testamento di Matteo Ropa, con cui premessi alcuni
legali di unica prestazione, ordina che il Rettore pro
tempore della chiesa o benefizio da lui fondato in onore
di Sm Matteo Apostolo sul Mercato di Savigno con la
rendita annua di Z. 50, debba in perpetuo celebrare o far
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 147

celebrare in detta chiesa 4 messe al mese, ed un'altra
nella festa di S. Matteo Apostolo.
22 28/01/1645 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Retrovendita fatta dalle sorelle Eleonora e Maria Sorgini,
a Giovanni Andrea Ropa, di una pezza di terra di
semina corbe 4 nel comune di Tiola in luogo detto
Pra Donone, per lo prezzo di 650.
23 29/01/1645 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Assoluzione fatta da Gaspare Ropa, alli fratelli
Giovanni Andrea, Giovanni Maria, e Giovanni Ropa,
per 500 a saldo delle promesse ristrutturanti dal rogito
di Marco Autelio Pistorini 8 maggio 1626.
24 07/06/1645 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Compra di Matteo Franceschini, da Giovanni Andrea
Ropa, di una pezza di terra di semina tre staja nel
comune di Savigno in luogo detto alla Borra per lo
prezzo di 200.
25 26/03/1650 Rogito di Francesco Casini. Autentico
Compra di Francesco Farina, da Giovanni Andrea Ropa
di una pezza di terra nel comune di Savigno in luogo
detto il Prato di l da Casa dei Ropa, di semina corbe
1 , per lo prezzo di 300.
26 14/02/1651 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Retrovendita di Matteo Franceschini, a Giovanni Andrea
Ropa, di una pezza di terra di semina una corba circa nel
comune di Savigno per lo prezzo di 200.
27 25/01/1661 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Cessione fatta da Gaspare Ropa, a Domenico Ropa di lui
fratello, della sua parte di beni pervenutagli nella
divisione tra essi, e gli altri fratelli seguita al rogito di
Girolamo Nobili, per lo prezzo di 100.
28 27/07/1661 Rogito di Girolamo Nobili. Autentico.
Dote costituita da Giacomo Ceccoli alla di lui cugina
Catterina, e consegnata al di lei marito Domenico Ropa,
consistente in una pezza di terra di tornature 3 nel
comune di Savigno in luogo detto il Campo del Cesto,
ed in un credito di 200 contro Giacomo Ropa, in tutto
pel valore di 800.
29 17/11/1665 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Cessione di Giacomo Ropa a Domenico Ropa, delle sue
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 148

ragioni ed azioni sopra due pezze di terra nella Villa di
Maiola comune di Tiola in luoghi detti a Casa delli
Benedetti, e le piantadelle, per lo prezzo di 64.
30 10/07/1671 Rogito di Scipione Uccelli. Autentico.
Cessione delli coniugi Francesco Tana e Maria Accarisi, a
Domenico Ropa, delle loro ragioni ed azioni sopra una
pezza di terra di tornature 6 circa nel comune di Savigno
in luogo detto Frassini per lo prezzo di 600.
31 16/09/1679 Rogito di Francesco Ettori. Autentico.
Obbligazione fatta da Antonio Ropa a favore del di lui
fratello Domenico Ropa, di pagargli 200 sei mesi dopo
la morte della comune genitrice Isotta Ropa.
32 19/12/1679 Rogito di Francesco Casini. Autentico.
Compra col patto della retrovendita di Giovanni
Pellegrino Ropa da Domenico Ropa, di una pezza di
terra nel comune di Savigno di semina una corba, in
luogo le Castagnole per lo prezzo di 100.
33 22/07/1681 Rogito di Paolo Grandi. Autentico.
Compra di Domenico Ropa, da Giacomo Ceccoli, di una
pezza di terra di tornature 1 circa nel comune di
Savigno in luogo detto a Casa di Ropa, per lo prezzo
di 325 con accollazioni.
34 08/07/1682 Rogito di Francesco Casini. Autentico, mancante per
della firma del notaro, e col solo suo sigillo.
Retrovendita fatta da Giovanni Pellegrino Ropa a
Domenico Ropa, di una pezza di terra di semina corbe
2 circa, nel comune di Savigno in luogo detto
le Castagnole per lo prezzo di 100.
35 09/07/1683 Rogito di Grazia Baldolini. Autentico.
Retrovendita fatta da Nicola Colaj a Domenico Ropa, di
una pezza di terra di tornature 1 circa nel comune di
Savigno in luogo detto li Castagnoli per lo prezzo di
100.
36 29/01/1686 Rogito di Sebastiano Monari. Autentico.
Compra di Lorenzo Mairatti da Domenico Ropa, di una
pezza di terra nel comune di Savigno in luogo detto
li Castagnoli di tornature 3 circa, per lo prezzo di
200.
37 29/01/1686 Rogito di Sebastiano Monari. Autentico.
Retrocompra fatta per Domenico Ropa a comodo degli
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 149

eredi di Giacomo Ceccoli, da Giovanni d Caroli, di una
pezza di terra nel comune di Savigno per lo prezzo di
325 in adempimento dellaccollazione risultante dal
rogito 22 luglio 1681 di Paolo Grandi.
38 01/10/1688 Rogito di Francesco Pedrini. Autentico.
Locazione del R. P. Fabiano Roffeni, a Domenico Ropa,
di tre pezze di terra nel comune di Savigno, per anni 3, e
per lannua corrisposta di 60.
39 12/07/1689 Rogito di Antonio Maria Lenzi. Autentico.
Cessione di Bonifacio Veronesi, a D. Giovanni Giacomo
Ropa, a saldo del suo credito di 158, di rata e parte di
una pezza di terra nel comune di Mongiorgio in luogo
detto Quercia di Albo stimata appunto detta somma.
40 26/05/1699 Rogito di Sebastiano Monari. Autentico.
Assegnazione fatta dalli fratelli d. Giovanni Giacomo, e
Domenico Ropa a Domenico Righi, di una pezza di terra
nel comune di Mongiorgio in luogo detto Quercia
dAlbo, in soddisfazione di 400 dote promessa
allIsotta Ropa moglie di detto Domenico Righi.
41 27/05/1699 Rogito di Giacomo Monti. Autentico.
Compra col patto della retrovendita fatta per d. Paolo
Sandri, da Domenico Ropa, di una pezza di terra di
tornature 4 circa nel comune di Savigno in luogo detto
Fulgarolo, per lo prezzo di 100.
42 03/11/1699 Rogito di Giacomo Monti. Autentico.
Retrocompra fatta per Domenico Ropa, da Pietro
Accarisi, di una pezza di terra nel comune di Savigno in
luogo detto li Castagnoli per lo prezzo di 195.
43 07/04/1705 Rogito di Giacomo Monti. Autentico.
Compra di Antonio Ropa, da Domenico Ropa, di una
pezza di terra di tornature 2 circa nel comune di Savigno
in luogo detto li Castagnoli per lo prezzo di 200.
44 08/04/1705 Rogito di Giacomo Monti. Autentico.
Retrocompra di Domenico Ropa, da Tommaso Ropa, di
una pezza di terra nel comune di Savigno, in luogo detto
li Castagnoli per lo prezzo di 200.
45 16/09/1712 Rogito di Domenico Lolli. Autentico.
Assoluzione di Carlo Antonio Sandri, a favore di
Domenico Ropa, per 400 per saldo della dote di sua
figlia Cammilla Ropa moglie di detto Sandri.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 150

46 25/09/1722 Rogito di Antonio Nanni. Copia.
Locazione enfiteutica di D. Domenico Ropa rettore del
beneficio di S. Matteo Apostolo nel comune di Savigno, a
Giovanni Nicol Amadesi, di un tratto di terreno lungo
pertiche 16, e largo pertiche 3 nel comune di Savigno in
luogo detto al Mercato di Savigno per lannuo canone
di 6, pagabile li 29 settembre.
47 14/04/1723 Rogito di Antonio Nanni. Autentico.
Locazione enfiteutica di D. Domenico Ropa rettore del
beneficio di S. Matteo Apostolo nel comune di Savigno, a
Domenico Giovannini, di un tratto di terreno lungo
pertiche 16, e largo pertiche 2 nel comune di Savigno
in luogo detto al Mercato di Savigno, per lannuo
canone di 4 pagabile li 29 settembre.
48 09/03/1724 Rogito di Antonio Nanni. Autentico.
Locazione enfiteutica di D. Domenico Ropa rettore del
beneficio di S. Matteo Apostolo nel comune di Savigno, a
Cornelio Migliori, di un tratto di terreno di lunghezza
pertiche 16 e larghezza pertiche 3 nel comune di Savigno
in luogo detto al Mercato di Savigno per lannuo
canone di 6 pagabile li 29 settembre.
49 11/08/1728 Rogito di Domenico Lolli. Autentico.
Assoluzione di Giovanni Andrea Ropa, a favore di
Giovanni Ropa di lui fratello, per 200 in diminuzione
del suo credito di 500.
50 29/12/1736 Rogito di Antonio Nanni. Autentico.
Locazione enfiteutica di D. Domenico Ropa rettore del
beneficio di S. Matteo Apostolo nel comune di Savigno, a
Sebastiano Centinelli, di un tratto di terreno lungo
pertiche 16 e largo pertiche 3, nel comune di Savigno in
luogo detto il Mercato di Savigno per lannuo canone
di 810 pagabile li 29 settembre.

52 22/02/1752 Rogito di Andrea Lolli. Autentico.
Retrovendita fatta da Giuliano Mazzagatti a Giacomo
Ropa, di una pezza di terra di tornature 2 circa nel
comune di Savigno in luogo detto il Campo sotto le
case dei Ropa per lo prezzo di 200.

55 15/12/1769 Rogito di Domenico Lanzarini. Autentico.
La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 151

Locazione enfiteutica del rettore del beneficio di S.
Matteo Apostolo nel comune di Savigno, a Giovanni
Ropa, di una pezzuola di terra posta nel pubblico
mercato di Savigno in luogo detto dietro al Rio di
Savigno lungo pertiche 10 e larga pertiche 16, per
lannuo canone di 2 pagabile li 29 settembre.
63 23/05/1838 Copia
Nota degli arredi sacri esistenti nelloratorio del
Beneficio di S. Matteo nel Mercato di Savigno fatta dal
suo rettore Luigi Ropa.
64 24/05/1838 Copia
Lettera del perito Sante Veronesi al rettore del beneficio
di S. Matteo nel Mercato di Savigno d. Luigi Ropa sullo
stato in cui ha trovati i fondi del beneficio medesimo.
65 11/06/1838 Atti della curia arcivescovile. Autentico.
Patrimonio del chierico d. Luigi Ropa constituitosi da se
medesimo colla vendita del beneficio di S. Matteo nel
Mercato di Savigno di cui trovasi investito.












La storia della famiglia ROPA
Parte seconda - pag. 152












Origine e significato
del cognome ROPA





Ricerca sull origine e significato del cognome ROPA

Diffusione del cognome ROPA in Italia e nel mondo


La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 1

Origine e significato del cognome ROPA
Di Marco Bronzi Rusconi

Il cognome Ropa poco
diffuso.
Per conoscerne il significato
ho consultato, presso la
Biblioteca Sala Borsa, il
dizionario storico ed
etimologico I cognomi
d'Italia, pubblicato in due
volumi da Garzanti, che
riporta queste scarne notizie:
"Appartiene a Bologna e alla
provincia (Casalecchio di
Reno, ecc.). L'etimo rimane
incerto".
La consultazione di altre
fonti (il Dizionario ragionato
dei cognomi italiani di
Francipane, il Dizionario dei
cognomi italiani di De Felice
e il Grande libro dei cognomi
di Sala Gallini e Moiraghi) ha avuto esito negativo.

Uninteressante interpretazione dellorigine del cognome ROPA lho
ottenuta rivolgendomi a Facebook ove c un portale denominato:
ORIGINE DEI COGNOMI ITALIANI.

( http://www.facebook.com/pages/Origine-dei-
cognomi-italiani/276247909057781)

Mi sono rivolto a quel sito per sapere se
avevano notizie da darmi circa lorigine
del cognome Ropa (Roppa.)

La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 2


Cognome: ROPA
pubblicata da Origine dei cognomi italiani il giorno mercoled 4
aprile 2012 alle ore 20.05 .
Ropa pronto in bacheca! ^^ Roppa diffuso in altre aeree,
quindi dovrebbe avere origini diverse.
Ecco la risposta apparsa nella bacheca del portale:
Cognome decisamente bolognese, presenta un grosso ceppo a Bologna e
piccoli ceppi in tutta la provincia, potrebbe derivare da nomi di localit,
oppure da modificazioni dell'aferesi* del nome medioevale d'origine
germanica Rupert, italianizzato in Roberto, Roperto o Ruperto.
* Lafresi un fenomeno linguistico che consiste nella caduta di una vocale o di una sillaba
all'inizio di parola.
Anche il libro dei cognomi del territorio di Bologna di Tiziano Costa
conferma lorigine Bolognese del cognome.










Le altre ricerche fatte e presentate nella parte seconda del libro sono
state molto proficue e ci consentono di affermare con sicurezza che
lantico luogo di origine della stirpe certamente la val Samoggia e in
particolare Savigno.

La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 3


Come gi ricordato nella seconda parte, allinizio del 400 comincia
a emergere la forma Roba/de Robis. Frequentemente compare
anche semplicemente Ropi/Ropis, ove la desinenza in i/-is
utilizzata negli atti per indicare il concetto di figlio di.
Per questo motivo si pu pensare che la forma nominativa fosse
Ropa/Roppa, cognome che inizia a comparire in questa forma gi
dalla met del 600, ma pi frequentemente a inizio 700.
I cognomi incontrati appartengono in ogni modo al medesimo
ceppo e si evidenzia cos come il cognome di famiglia abbia subito,
nel corso dei secoli, una certa metamorfosi causata anche dai
numerosi errori di trascrizione compiuti, nelle varie epoche, sui
registri, sia parrocchiali sia comunali e di frequente anche negli atti
notarili.
In passato il cognome di una persona cambiava spesso e volentieri:
quel che contavaera il suo suono!
Da Savigno, in seguito, questa gente si propag nelle frazioni
limitrofe (Maiola, Merlano, Ponzano) per poi espandersi verso
Castel Franco, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese, Anzola,
Casalecchio, Bologna.

Origini e significato e dei cognomi
Prima parliamo dei nomi:
Il nome che portiamo addosso ci fu imposto, alla
nascita, dai genitori. Ci sono molte ragioni
perch una coppia scelga un nome, fra
migliaia, da far portare al proprio figlio:
Perch piaceva ai genitori
Perch era il nome di un antenato
importante.
Perch quello il nome di un santo cui la
famiglia devota.
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 4


In questo caso, ad esempio, il nome, Alfonso, stato assegnato in
ricordo del nonno morto nel 1945, lanno prima che nascesse.
Il cognome invece lo riceviamo in eredit e fa
sorgere un sacco dinterrogativi. ..perch?
Come si formato? Da dove deriva? Che cosa
significa?


Dove trovare una risposta a queste domande?
Nel web ho trovato parecchio materiale informativo che ho
selezionato e di seguito riportato.

a nascita dei cognomi nella loro attuale forma risale a non
molti secoli addietro durante i quali tuttavia subirono non
poche variazioni.
Duemila anni fa un cittadino libero portava tre nomi, per
esempio Caio Giulio Cesare.
Caio era iI prenomen e indicava un determinato individuo all'interno
della famiglia (in pratica il nostro nome proprio).
Giulio era il nomen, che indicava la gens, la stirpe (ovvero un
complesso di pi famiglie legate fra loro da una comune origine),
nello specifico la gens Iulia.
Cesare era il cognomen (deriva da cognoscere conoscere) che indicava
la sua specifica famiglia, distinguendola dalle altre famiglie
all'interno della gens.
Oggi il termine cognome mantiene una certa somiglianza con l'uso
antico, perch segnala la famiglia di cui fa parte lindividuo.
Con la decadenza dell'Impero Romano ne fu perso luso per ritornare
in voga nelle famiglie illustri e di nobile lignaggio, attorno al 1000-
1100.
Per la gente comune invece si seguiva la consuetudine dell'utilizzo
del nome, soprannome o propria localit d'origine affinch fosse
sufficiente distinguere un gruppo familiare da un altro.
L
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 5

Tra il 1400 e l'inizio del 1500, i cognomi cominciano la loro vera e
propria affermazione tra tutti i
livelli sociali. Va tenuto conto,
infatti, che fino a quel tempo e
per diversi decenni in avanti, la
popolazione era sostanzialmente
suddivisa tra nobili e servitori e
per questi ultimi, oltre al
normale tempo di lavoro, le
occasioni per potersi distinguere
erano davvero esigue.

In seguito al Concilio di
Trento (1545 - 1563) la Chiesa
Romana introdusse l'obbligo ai
parroci di redigere regolari
registri, separati di battesimo e matrimoni, con annotato sia il nome
sia il cognome, per evitare matrimoni fra consanguinei.
La norma fu estesa anche ai morti con successive costituzioni
pontificie. Ciascun parroco, poi, aveva lobbligo di redigere uno
Status Animarum ovvero uno stato delle anime (1) dei propri
amministrati e un registro per le confermazioni (cresime).
Concilio di Trento (1545 1563) tenutosi
nella chiesa di Santa Maria Maggiore di
Trento.
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 6

1) Gli "Stati delle Anime", costituirono un vero e proprio
censimento delle famiglie della comunit, di regola stilato dal
pievano (il prete che reggeva una pieve), in occasione della
benedizione pasquale delle case. In tale registro erano riportate
le generalit del capofamiglia, della moglie, dei figli, dei fratelli
e di chiunque abitasse nella casa, con specificata l'et (anche se
spesso approssimativa), l'occupazione e i relativi gradi di
parentela.


La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 7

I registri parrocchiali
I registri parrocchiali
rappresentano
un'importantissima fonte
dinformazioni,
soprattutto per la
ricostruzione delle origini
di una persona o di una
famiglia.

Infatti, di regola, ogni
annotazione di battesimo
riporta i nomi dei genitori
(a volte tuttavia con il
cognome del solo padre) e
in tal modo possibile, da
una parte, identificare
univocamente la linea
genealogica, dall'altra,
risalire indietro negli anni
ricercando, a propria
volta, gli atti riguardanti tali genitori.
Linformazione aggiuntiva della parrocchia di provenienza, inoltre, permette
di continuare la ricerca a ritroso sui registri di quest'ultima parrocchia.

Le annotazioni riportano anche nomi di testimoni o di madrine e padrini, che
possono essere utili per identificare meglio i personaggi ricercati.

Nella ricerca genealogica, infatti, forte il rischio di omonimie in quanto,
sull'onda della Controriforma, andarono gradualmente scomparendo molti
nomi particolari (per esempio benauguranti) a favore dei nomi di santi
riconosciuti.
Si ebbe, in sostanza, una rarefazione dei nomi usati e quindi pi frequenti
omonimie, fonte di maggior rischio di confusione per il ricercatore.
Un aiuto - o da altro punto di vista - un ulteriore elemento dincertezza
dato dalla diffusione dell'uso di dare ai nipoti, non solo primogeniti, il nome
dei nonni. In famiglie numerose, come avveniva di regola in passato, questo
porta a difficolt crescenti per la ricerca.

La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 8

Utilissime per la ricerca sono anche le annotazioni a margine fatte dal
parroco, che si rivelano preziose fonti dinformazione per la conoscenza di
fatti accaduti alla comunit, come eventi sismici e meteorologici, o per
l'individuazione di registrazioni e notizie (battesimo, matrimonio, parentele,
ecc.) riferibili a un soggetto gi noto per altre vie.
Tratto da Wikipedia

















Istruzioni circa la stesura dei registri dei battesimi
Esempio di pagina predisposta per la registrazione
dei battesimi.
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 9

In Italia questi registri parrocchiali costituiscono lunica
annotazione continua dei nati nel periodo anteriore allistituzione
dello stato civile.
Lo stato civile ufficialmente introdotto nel Regno dItalia con il R.D.
del giugno 1865 n. 2358 e poi esteso, negli anni successivi, anche alle
altre zone che furono, a mano a mano, annesse al territorio nazionale.
Ma quanti cognomi!!!!!!
Diamo i numeri:
I cognomi italiani sono circa 330.000 .
La ragione di tanti cognomi sta nella
frantumazione sociale e culturale italiana e
nella tardiva unificazione linguistica.
Il cognome italiano pi diffuso Rossi,
seguono: Ferrari, Ricci, Conti, Costa, Gallo,
Mancini, Marino, Bruno.

I cognomi possono derivare da nomi personali (Angioli, Carli).
Oppure hanno origine dal latino (Adriani, Aureli, Cesari), o dal greco
antico (Alessandri, Cristofori, Teodori), o ancora dall'antico
germanico (Alberti, Federici, Leonardi); o infine dall'ebraico (Adami,
Baldassarri o Mattei).
Dall'alto Medioevo derivano molti cognomi augurali come
Benvenuti, Bencivenga, Bonaventura, Graziadio, Omodei.
Se un nostro antenato aveva qualche difetto fisico o qualche
particolare grazia, ce ne ha lasciato in eredit il cognome: il caso di
Biondi, Neri, Rossi, Grossi, Magri, Gobbi, Guerci, Sordi, Onesti.
Altri cognomi ci derivano dal luogo di origine della nostra antica
famiglia: il caso di Ferrara, Bolognesi, Bulgari, Lombardi, Ungaro.
Spesso quindi facile rintracciare la provenienza geografica di una
persona dal suo cognome e si pu dire: dimmi come ti chiami e ti dir
da dove vieni.
Vi sono infine cognomi patronimici, quando, in antico - non esistendo
ancora i cognomi veri e propri - si appellava una persona con il suo
nome di battesimo e con quello del padre o della madre: per esempio
i cognomi Di Chiara, Di Maria, Del Giudice.
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 10


Il primo a scrivere di cognomi fu Ludovico Antonio Muratori
(1672- 1750) che nel suo De cognominum origine (1738-43) racconta che
si formarono a partire, come detto, da nomi di luogo, nomi propri,
soprannomi, nomignoli, mestieri.

Diffusione del cognome ROPA
in Italia e nel mondo

Il cognome ROPA raro, in Italia presente solo 171 volte.
Presente in 42 comuni maggiormente diffuso in Emilia Romagna,
dove compare 135 volte nella Provincia di Bologna con la maggiore
concentrazione a Bologna.

(Fonte cognomix)

Diffusione del cognome ROPA in ITALIA
Emilia Romagna 155 Bologna e provincia 135
Lombardia 4 Modena 16
Toscana 4 Rimini 2
Lazio 3 Forl-Cesena 1
Abruzzo 2 Ravenna 1
Veneto 1
Liguria 1
Marche 1
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 11





















La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 12







La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 13

Diffusione del cognome ROPA in Emilia Romagna







Bologna 44

Sala Bolognese 2

Casalecchio di Reno 22

Marzabotto 2

Imola 13

Monteveglio 1

Zola Predosa 7

Castel San Pietro Terme 1

Monte San Pietro 6

Casalfiumanese 1

Anzola dell'Emilia 5

Monzuno 1

Bazzano 4

Camugnano 1

Castel d'Aiano 4

Crevalcore 1

San Giovanni in Persiceto 3

Dozza 1

Ozzano dell'Emilia 3

Pianoro 1
Sasso Marconi 2

Bentivoglio 1

Monghidoro 2

Sant'Agata Bolognese 1

Castello di Serravalle 2

Porretta Terme 1

Savigno 2

Medicina1

La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 14



(Fonte cognomix)

La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 15


Diffusione del cognome ROPA nel mondo

Questo sito (http://worldnames.publicprofiler.org/Default.aspx)
pubblica statistiche su nomi e cognomi in tutto il mondo.
Statistics for : ROPA



Surname Group Language
ROPA
EUROPEAN_OTH
ER WESTERN

ITALIAN
Top Countries Top Regions Top Cities
ITALY 10,74 Area Name City
POLAND 6,99 EMILIA-ROMAGNA,
ITALY 118,92
BOLOGNA, EMILIA-
ROMAGNA, ITALY
SPAIN 2,2 LODZKIE, POLAND
34,55
KRAKW, LODZKIE,
POLAND
FRANCE 1,38 PODKARPACKIE,
POLAND 29,37
CASALECCHIO DI
RENO, EMILIA-
ROMAGNA, ITALY
NETHERLAND 0,64 DOLNOSLASKIE,
POLAND 11,91
IMOLA, EMILIA-
ROMAGNA ITALY
LUBELSKIE, POLAND
8,65
MILANO,
LOMBARDIA,
ITALY
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 16


Top forenames (nomi Ropa)
I nomi abbinati con maggiore frequenza al cognome ROPA nel
mondo sono MARIA, ROBERT, VITTORIO, ROBERTO e GIUSEPPE.
OnoMAP un nuovo modo di
classificare le persone e i luoghi in cui
vivono, sulla base delle nostre comuni
radici culturali, etniche e linguistiche.
OnoMAP analizza i modelli comuni di
nomi e cognomi utilizzando uno dei
maggiori database mondiali di
persone provenienti da 28 paesi. La
classificazione OnoMAP copre pi di
500.000 e 1 milione di nomi cognomi,
e la maggior parte mostrano distintivi
patterning geografica.
Search Results: Alfonso Ropa
We believe that the OnoMAP Classification of this person's name is as
follows:
(Noi crediamo che la classificazione OnoMAP del nome di
questa persona sia il seguente):
Forename: ALFONSO - ITALIAN

Surname: ROPA - ITALIAN

Overall Classification of this Person: (classifica
generale di questa persona): ITALIAN



(La traduzione realizzata con Google translator scritta in corsivo)
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 17





























ROPA
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 18

Diffusione del cognome ROPA negli USA


















Da www, labo.net/




La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 19

In Australia c un ROPA che sinteressa, come Alfonso , di Caravans e
Camper; un secondo ROPA tratta di illuminazione e accessori.
Che coincidenza!!!!!!

Ropa Commercials
Caravans & Camper-Trailers - Repairs & Servicing
1/ 12 Church Rd Maddington WA 6109
Ropa Lighting
Lighting & Accessories
- W'salers & Mfrs
PO Box 356 Claremont
WA 6010












Vedi le pagine gialle di
quei remoti posti.
La storia della famiglia ROPA


Parte terza - pag. 20

































Dove riposano i nostri
cari

La tomba di famiglia alla Certosa di Bologna

Elogio funebre per pap Mino
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 1

La tomba della famiglia ROPA, dove riposano i
nostri cari.

La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 2















Di questa tomba, la tomba di famiglia, riferisco quanto ha illustrato la
Sig.ra Anna Brini (guida turistica, accompagnatore turistico,
ambientale ed escursionistica a Bologna e provincia) in occasione di
una visita guidata turistica artistica, organizzata dal Comune di
Bologna, che periodicamente realizzata presso il Cimitero
monumentale della Certosa.

Mentre seguivo la guida, registravo lintervento che ho poi trascritto e
di seguito riportato.




La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 3




Dunque la tomba di Alfonso Ropa (sr), che il nonno del nostro Alfonso,
raffigura una giovane donna inginocchiata e con il capo piegato mentre
sparge fiori sulla tomba.
E stata realizzata da Renaud Martelli (1) nel 1947 che uno degli scultori
pi rappresentati allinterno della certosa di Bologna (2).
E un artista che, a dispetto del nome francese, locale, nasce a Castel San
Pietro quindi a pochi chilometri dalla nostra citt.
E un artista che ha vinto parecchi premi in Italia e allestero, molti premi a
Venezia, molti premi a Roma.
Quindi un artista molto amato.
Questa tomba del 1947 ma appartiene al suo primo periodo, quando ancora
era molto legato allo stile liberty (3).
Questopera scultorea esprime in modo eccellente quello che i familiari di
Alfonso Ropa sr hanno voluto comunicare tramite lartista.
Dovete sapere che Alfonso Ropa sr, allepoca tabaccaio, ha avuto una morte
sciocca se cos si pu dire: la guerra era finita, era sopravvissuto alla fame,
ai pericoli e incontra la morte per mano di un soldato neozelandese, ubriaco,
che gli spara un colpo di pistola.
Questo senso di totale disperazione e di tristezza per una morte inutile
magistralmente espresso dalla statua di marmo di Martelli.
La giovane ha il viso adagiato sul braccio nellatto di abbandonare questo
ramo di fiori sulla tomba.
Sia i fiori sia il movimento sono elementi molto legati al liberty pre seconda
guerra mondiale.
E importante la posizione in cui si trova il sepolcro, di fronte al
cortile di San Girolamo.
Tutta questa disperazione trova la soluzione nella speranza di quello che ci
sar al di l, oltre la morte terrena. Secondo me la famiglia Ropa ha voluto
scegliere questo posto perch mentre la tristezza raffigurata da questa
statua, la speranza rappresentata dalla posizione scelta, proprio davanti
alla chiesa di San Girolamo (4), dei monaci passionisti (5).
Per me questopera di Martelli una delle pi importanti, se non la pi
importante, tra quelle che si trovano alla certosa di Bologna.



La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 4















CHIESA DI SAN GIROLAMO
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 5


(1) Martelli Renaud
Nato a Castel S. Pietro, in provincia di Bologna, nel 1910.
Lungamente attivo e professionale molto stimato, ha prodotto
innumerevoli opere specie nel campo funerario. Presente in
importanti esposizioni nazionali: in particolare nel 1938, al premio S.
Remo, espose bassorilievi, targhe e medaglie di soggetto sportivo.
Ha frequentato la Scuola dell'Arte della Medaglia a Roma: suoi bronzi
e medaglioni fusi sono stati presentati dalla Zecca Italiana alla mostra
di Palazzo Braschi nel 1980.
E' morto nel 1995















La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 6

(2) Elenco delle opere realizzate da Martelli Renaud presenti alla
Certosa di BOLOGNA.










(3) Con il nome di Liberty sintende un vasto movimento artistico
che, tra fine Ottocento e inizi Novecento, interess soprattutto
larchitettura e le arti applicate. Il fenomeno prese nomi diversi
secondo le nazioni in cui sorse. In Francia prese il nome di Art
Noveau, in Germania il nome di Jugendstil, in Austria fu
denominato Secessione, in Spagna Modernismo, in Gran
Bretagna <<modern style>>.In Italia ebbe inizialmente il nome di
Floreale, per assumere poi il pi noto nome di Liberty dal
negozio di un commerciante di oggetti orientali a
Londra, Arthur Lasenby Liberty. Il Liberty
nacque dal rifiuto degli stili storici del passato che
nellarchitettura di quegli anni fornivano gli
elementi di morfologia progettuale.
Il Liberty cerc invece ispirazione nella natura e
nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo,
totalmente originale rispetto a quelli allora in
voga.
Caratteri distintivi del Liberty divennero
laccentuato linearismo e leleganza decorativa.

ARTHUR LASENBY
LIBERTY
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 7

(4) Chiesa di San Girolamo della Certosa
Il sepolcreto bolognese fu istituito riutilizzando le strutture del
preesistente monastero di San Girolamo di Casara, la cui fondazione
risale al 1334. Dal 1797, anno della sua soppressione, il complesso
monastico ha subito numerose trasformazioni, demolizioni e
aggiunte tali da rendere solo in parte visibile limpianto originario.
Fulcro fisico e ideologico da sempre la chiesa di San Girolamo,
intorno cui ruotava la vita dei frati, sia negli spazi dedicati alle
attivit comuni, sia nelle celle monacali.
La fase edilizia pi intensa frutto dei privilegi accordati alla Certosa
da Papa Niccol V in riconoscenza di Nicol Albergati, priore del
monastero e figura di spicco della diplomazia internazionale
dellepoca, che fu suo maestro e sostenitore alla salita del soglio
pontificio, avvenuta nel 1447.
Due secoli dopo la fondazione, il complesso, che inizialmente aveva
una struttura piuttosto semplice, risultava ampliato da nuovi
interventi che lo rendevano uno dei pi importanti dellordine.
Dellimponente patrimonio artistico racchiuso nel complesso, tale da
farne meta irrinunciabile per chi visitava la citt, poco
sopravvissuto e solo la chiesa rimane testimone dellantica ricchezza,
pur con la demolizione delle cappelle laterali di sinistra e le
spoliazioni napoleoniche.
Dopo il 1801 gestione e custodia della Chiesa sono state affidate alla
Curia Arcivescovile di Bologna che vi ha impegnato il suo clero
diocesano: dal 1958 in collaborazione per dieci anni
con i religiosi missionari Passionisti. Dal 1968 a oggi i padri
Passionisti vi lavorano da soli.
Nella Chiesa sono da segnalare il trittico della Passione di Cristo,
opera di Bartolomeo Cesi (1556-1629) e il coro ligneo intarsiato
ripristinato nel 1538 dopo lincendio provocato dai Lanzichenecchi di
Carlo V, nonch le tele del ciclo cristologico commissionate nel corso
del XVII secolo ai pi importanti pittori bolognesi dellepoca. Altre
opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Ludovico e Agostino
Carracci, oltre che del Guercino, furono trasferite in epoca
napoleonica alla Pinacoteca nazionale di Bologna.

Tratto da : http://certosa.cineca.it/chiostro/luoghi.php?ID=1372
(5) I passionisti
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 8

La congregazione fu fondata da Paolo della Croce
(1694-1775) al secolo Francesco Paolo Danei: ebbe
dapprima l'idea di ritirarsi in un eremo per condurre
una vita di preghiera e penitenza, poi pens di
organizzare una compagnia di chierici, che
intendeva chiamare Poveri di Ges, con il fine di
"promuovere nelle anime il santo timor di Dio".
La spiritualit passionista incentrata sul mistero
della passione e morte di Ges vista come
manifestazione suprema dell'amore infinito di Dio
per gli uomini: i passionisti simpegnano mediante
un quarto voto alla propagazione della devozione a
tale mistero.

Tomba Ropa, 1947 (Cortile della chiesa) Scultore: Renaud Martelli (1910 -1955)
La scultura collocata nel voltone di
fronte alla chiesa.
Dedicata ad Alfonso Ropa, tabaccaio
ucciso nel suo negozio pochi giorni
dopo la Liberazione da un militare
delle forze alleate, raffigura una
giovane inginocchiata, la testa
reclinata in doloroso abbandono, in
atto di spargere fiori sulla tomba del
defunto.
Di buon impianto compositivo, la figura penalizzata
da un eccesso di dettagli non sempre funzionali
allintuizione strutturale dei volumi.
Martelli forse lo scultore che ha il maggior numero di
opere in Certosa, sia scolpite in marmo che in bronzo, a
soggetto prevalentemente religioso. Numerosi anche i
ritratti, ma particolarmente in alcuni bassorilievi che
il suo carattere schivo e spigoloso pare maggiormente
aprirsi a una pi spontanea ricerca di dialogo. Cos ci
piace menzionare il rilievo delle Parche sulla tomba
Cer Baldi (Campo degli Ospedali, 1964) nel quale il
tragico destino della vita, simboleggiato nel lavoro delle tre dee, viene
sdrammatizzato e assimilato a unimmagine di quotidiana realt domestica.
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 9










Particolare:
La giovane ha il viso adagiato sul braccio e stringe tra le
dita la corona del rosario
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 10

La tragica vicenda delluccisione di Alfonso sr

Mio nonno Alfonso non lho ovviamente
conosciuto perch mor, ucciso, nel 1945 ed io
sono nato nel 1946.
Mi chiamarono Alfonso, come lui.
Io nacqui dopo la sua morte e, comera usanza
in quel tempo, assegnarono il nome del nonno
al nascituro.
Tempo fa ho rivisto il professor Antonio
Brighetti che fu testimone oculare della cattura
del soldato neo zelandese che aveva sparato al
nonno che purtroppo mor dopo cinque giorni di agonia.
I fatti si svolsero cos: al bar del nonno il soldato ubriaco cui era stato
rifiutato il bere spar e fer il nonno e un altro innocente cittadino.
Il nonno, a seguito delle ferite mor. (di questo evento luttuoso
riporto larticolo del giornale dellepoca).

Lassassino corse verso lo stadio inseguito da militari, i MP
(military police), ci fu una sparatoria che costrinse il prof. Brighetti a
rifugiarsi, per evitare i proiettili, sotto a un carro armato, che era
schierato dove oggi c la gelateria.
Infine il fuggiasco fu infine catturato!
Quanto dolore per questo drammatico evento!

Alla biblioteca comunale dellArchiginnasio ho potuto esaminare il
microfilm del giornale che, nella cronaca di Bologna, pubblica la
notizia del ferimento di nonno Alfonso.

La fotografia del giornale sotto riprodotta stata ricavata dal
microfilm citato.



La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 11

Da Il giornale dellEmilia (lattuale Il Resto Del Carlino)
Quotidiano indipendente della Valle Padana.
Anno 1- n41
Domenica 2 settembre 1945
Cronaca di Bologna











La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 12

Ecco la trascrizione:

Due cittadini feriti da un militare ubriaco.

In via Saragozza avvenuto un doloroso episodio che purtroppo ha avuto
gravi conseguenze.
Un soldato neo zelandese in preda a molesta ubriachezza si abbandonava
laltra sera a gesti deplorevoli nei confronti dei passanti.
Dun tratto il militare estraeva la rivoltella e senza alcun motivo di
provocazione indirizzava un colpo contro un pacifico cittadino che era
dinanzi ad una rivendita di tabacchi.
Il poveretto, colpito, si abbatteva al suolo.
Coloro i quali avevano assistito alla scena si davano alla fuga mentre
lubriaco irrompeva nellinterno della tabaccheria e sparava un altro colpo
contro il proprietario della privativa che cadeva riverso.
Interveniva, prontamente avvertita la Military police che, non senza
fatica, immobilizzava lenergumeno traendolo in arresto.
I due feriti, Venusto Spisni di anni 39, domiciliato in via Duca dAosta e
Alfonso Ropa domiciliato in via Saragozza, sono stati trasportati alla
clinica chirurgica in pericolo di vita.


Alfonso rimane tra la vita e la morte per cinque
lunghissimi giorni e morir il 5 Settembre.


La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 13

Lettera che Giuseppe scrive allo zio Luigi, il padre di zia
Rina, per raccontare il drammatico evento accaduto il
venerd precedente, 31 agosto.
Il 3 settembre era un luned.






















La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 14

Limmagine sottostante mostra un momento del funerale di Mino
celebrato nella parrocchia della Sacra Famiglia al Meloncello









In quella occasione , per pap Mino, i figli Alfonso e Giampaolo
esposero lelogio funebre riprodotto nelle pagine successive
La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 15


La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 16


La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 17



La storia della famiglia ROPA
Parte quarta - pag. 18

Accordo sottoscritto tra i capostipiti, in futura memoria,
per lutilizzo della tomba di famiglia






Documenti vari
Come ho esposto nella presentazione, questappendice raccoglie vari
documenti particolarmente interessanti che integrano i risultati delle indagini
riportate nelle parti precedenti.


Rapporto sulla genealogia di Alfonso Ropa
Lo stemma di famiglia
Alla Camera di commercio di Bologna
Bartolomeo Roppa estensore,
per il comune di Savigno, di alcuni documenti
Cose notabili della Citt di Bologna
I ROPA caduti nelle Grande Guerra
I ROPA caduti nellEpopea Partigiana
I ROPA caduti nella Guerra Civile
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 1





Rapporto sulla
genealogia
di
ALFONSO ROPA

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 2





http://www.myheritage.it/site-family-tree-79813743/bronzi
Presentazione:
Ho realizzato questo lavoro utilizzando MyHeritage.com, un
programma genealogico che consente la creazione di un sito di
famiglia e lesecuzione dellalbero genealogico.
Il proposito di aggiungere questi dati, che sono organizzati in modo
particolare, a quelli raccolti nelle parti precedenti.
Il soggetto del rapporto Alfonso Ropa.
Lalbero genealogico pubblicato online, allindirizzo sopra riportato
e contiene 122 nomi.
L'evento pi vecchio la nascita di DOMENICO Ropa nato nel 1450,
capostipite di ben 15 generazioni, quello pi recente la nascita di
Steven Ropa nel 2004.








Marco Bronzi Rusconi, prof.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 3


CONTENUTO

ASCENDENZA PATERNA
ASCENDENZA MATERNA
DISCENDENTI
PARENTI DIRETTI
ALBERI GENEALOGICI
INDICE DELLE DATE
INDICE DELLE PERSONE
STATISTICHE




ASCENDENZA PATERNA

DOMENICO Ropa
Girolamo Antonio Ropa
Gaspare detto Parone Ropa
Antonio Ropa
Gentile? Sconosciuto

Giovanni Andrea Ropa
Maria Gasparoni
Domenico Ropa
Isotta? Sconosciuto
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 4


Giovanni Ropa
Caterina Ceccoli

Bernardo Ropa
Vincenza Zanna

Domenico Maria Ropa
Maria Marzani

Giuseppe Ropa
Mergherita Continelli
Domenico Ropa
Gesualda Finelli

Gaspare Ropa
Giovanna Guermandi

Alfonso Ropa
Teodora Sandoni

Mino Ropa

Clelia Predieri

ASCENDENZA MATERNA
Elena Samoggia

DISCENDENTI
+ Paola Adami
Michele Ropa
+ Edel Murphy
Kevin Ropa
Steven Ropa

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 5

PARENTI DIRETTI
Generazione dei Nipoti

1. KEVIN ROPA (Nipote (di nonni) di Alfonso) nato l 8 dicembre
1999 da Michele Ropa e Edel Murphy, come mostrato
nell'albero genealogico 1.
2. STEVEN ROPA (Nipote (di nonni) di Alfonso) nato il 28 dicembre
2004 da Michele Ropa e Edel Murphy, come mostrato
nell'albero genealogico 1.
3. CHIARA MALPEZZI (Pronipote di Alfonso) nata il 21 luglio 1994
da Fabio Malpezzi e Federica Ropa.
4. ANDREA MALPEZZI (Pronipote di Alfonso) nato il 16 giugno
1997 da Fabio Malpezzi e Federica Ropa.
5. FEDERICO MALPEZZI (Pronipote di Alfonso) nato il 2 settembre
2000 da Fabio Malpezzi e Federica Ropa.
6. RICCARDO MALPEZZI (Pronipote di Alfonso) nato il 9 febbraio
2007 da Fabio Malpezzi e Federica Ropa.
Generazione dei Figli
7. MICHELE ROPA (Figlio di Alfonso) nato il 28 aprile 1970 da
Alfonso Ropa e Paola Adami, come mostrato
nell'albero genealogico 2.
8. EDEL MURPHY (Compagna del figlio di Alfonso) nata il 7
gennaio 1969. Vedi albero genealogico 1.
Michele Ropa e Edel Murphy hanno avuto due figli:
Kevin Ropa nel 1999 Steven Ropa nel 2004

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 6

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 1.

9. FEDERICA ROPA (Nipote (di zii) di Alfonso) nata il 14 dicembre
1969 da Giampaolo Ropa e Margherita Pacilio.
10. FABIO MALPEZZI (Compagno della nipote (di zii) di Alfonso)
nato il 23 ottobre 1963.
Fabio Malpezzi e Federica Ropa hanno avuto quattro figli:
Chiara Malpezzi nel 1994
Andrea Malpezzi nel 1997
Federico Malpezzi nel
2000
Riccardo Malpezzi
nel 2007
11. ALESSANDRA ROPA (Nipote (di zii) di Alfonso) nata il 28
aprile 1972 da Giampaolo Ropa e Margherita Pacilio.
12. MASSIMILIANO MIGLIORINI (Compagno della nipote (di zii) di
Alfonso) nato il 7 febbraio 1971.
Massimiliano Migliorini il compagno di Alessandra Ropa .
13. ALESSANDRO ROPA (Figlio del cugino di Alfonso) nato il 9
luglio 1965 da Franco Ropa e Ida Ziliocchi.
14. STEFANO ROPA (Figlio del cugino di Alfonso) nato il 18
maggio 1969 da Franco Ropa e Ida Ziliocchi.
15. RITA ROPA (Figlia del cugino di Alfonso) nata il 13 dicembre
1973 da Franco Ropa e Ida Ziliocchi.


La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 7

Generazione di Alfonso Ropa jr

16. JR ALFONSO ROPA (Il soggetto di questo rapporto) nato il 14
maggio 1946, a Bologna, da Mino Ropa ed Elena Samoggia, come
mostrato nell'albero genealogico 3.
17. PAOLA ADAMI (Compagna di Alfonso) nata il 26 marzo 1948.
Vedi albero genealogico 2.
Alfonso Ropa e Paola Adami hanno avuto un figlio:

Michele Ropa, nel 1970

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 2.

18. GIAMPAOLO ROPA (Fratello di Alfonso) nato il 4 febbraio
1941 da Mino Ropa e Elena Samoggia, come mostrato
nell'albero genealogico 3.
19. MARGHERITA PACILIO (Compagna del fratello di Alfonso)
nata il 21 luglio 1943.
Giampaolo Ropa e Margherita Pacilio hanno avuto due figlie:

Federica Ropa nel 1969 Alessandra Ropa nel 1972

20. FRANCO ROPA (Cugino di Alfonso) nato il 15 maggio 1943 da
Giuseppe Ropa e Chiara Lippi.

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 8

Parenti diretti
21. IDA ZILIOCCHI (Compagna del cugino di Alfonso) nata
il 22 maggio 1945. Franco Ropa e Ida Ziliocchi hanno avuto tre figli:

Alessandro Ropa nel 1965
Stefano Ropa nel 1969
Rita Ropa nel 1973

22. NEVIO ROPA (Secondo cugino di Alfonso) nato nel 1931 da
Eligio Ropa. Nevio morto nel 1998, all'et di circa 67 anni.
23. FABIO ROPA (Secondo cugino di Alfonso) nato nel 1937 da
Eligio Ropa. Fabio morto nel 1971, all'et di circa 34 anni.
24. ANNA ROPA (Seconda cugina di Alfonso) nata da Eligio Ropa.

Generazione dei Genitori
25. MINO ROPA (Padre di Alfonso) nato nel 1914 da Alfonso Ropa
e Clelia Predieri, come mostrato nell'albero genealogico 4.
Mino morto nel 2007, all'et di circa 93 anni.
26. ELENA SAMOGGIA (Madre di Alfonso) nata nel 1910.
Vedi albero genealogico 3. Elena morta nel 1993,
all'et di circa 83 anni.
Mino Ropa ha sposato Elena Samoggia. Hanno avuto due figli:
Giampaolo Ropa nel 1941
Alfonso Ropa nel 1946

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 3.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 9


27. GIUSEPPE ROPA (Zio di Alfonso) nato nel 1913 da Alfonso
Ropa sr e Clelia Predieri, come mostrato nell'albero genealogico 4.
Giuseppe morto nel 1983, all'et di circa 70 anni.
28. CHIARA LIPPI (Compagna dello zio di Alfonso) nata nel 1910.
Chiara morta nel 2008, all'et di circa 98 anni.
Giuseppe Ropa e Chiara Lippi hanno avuto un figlio:

Franco Ropa nel 1943

29. ELIGIO ROPA (Cugino del padre di Alfonso) nato nel 1905 da
Giuseppe Ropa e Elisa Sconosciuto. Eligio morto nel 1985, all'et di
circa 80 anni.
Eligio ha generato tre figli:

Nevio Ropa nel 1931
Fabio Ropa nel 1937
Anna Ropa

30. CATERINA RINA ROPA (Cugina del padre di Alfonso) nata nel
1917 da Enrico Ropa e Anna Bolelli. Caterina morta nel 1956, all'et
di circa 39 anni.
31. GINO ROPA (Cugino del padre di Alfonso) nato da Enrico Ropa
e Anna Bolelli.
32. DARIO ROPA (Cugino del padre di Alfonso) nato da Enrico
Ropa e Anna Bolelli. Dario non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 10

33. GUIDO ROPA (Cugino del padre di Alfonso) nato da Enrico
Ropa e Anna Bolelli. Guido non pi in vita.
34. ELVIRA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata nel 1908
da Giuseppe Vancini e Maria Ropa.
Elvira morta nel 1980, all'et di circa 72 anni.
35. BIANCA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Giuseppe Vancini e Maria Ropa. Bianca morta nel 1961.
36. INES VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da Giuseppe
Vancini e Maria Ropa. Ines non pi in vita.
37. AIDA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Giuseppe Vancini e Maria Ropa. Aida non pi in vita.
38. ALFONSA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Giuseppe Vancini e Maria Ropa. Alfonsa non pi in vita.
39. AUGUSTA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Giuseppe Vancini e Maria Ropa. Augusta morta nel 1952.
40. EVELINA VANCINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Giuseppe Vancini e Maria Ropa. Evelina non pi in vita.


Parenti diretti

41. VITTORIA ERNESTA ( RINA) ROPA (Cugina del padre di
Alfonso) nata nel 1916 da Luigi Ropa e Natalina Sonzogno.
42. ANGELO ALBERTI (Compagno della cugina del padre di
Alfonso) nato nel 1911. Angelo morto nel 2001, all'et
di circa 90 anni.
Angelo Alberti il compagno di Vittoria Ernesta ( Rina) Ropa.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 11

43. VITTORIO CHIARINI (Cugino del padre di Alfonso) nato da
Chiarini e Clelia Ropa. Vittorio non pi in vita.
44. EVELINA CHIARINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Chiarini e Clelia Ropa. Evelina non pi in vita.
45. ARMIDE CHIARINI (Cugino del padre di Alfonso) nato da
Chiarini e Clelia Ropa. Armide non pi in vita.
46. ALBERTINA CHIARINI (Cugina del padre di Alfonso) nata da
Chiarini e Clelia Ropa. Albertina non pi in vita.

Generazione dei Nonni

47. SR ALFONSO ROPA (Nonno di Alfonso) nato nel 1886 da
Gaspare Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero
genealogico 5.
Alfonso sr morto nel 1945, all'et di circa 59 anni.
48. CLELIA PREDIERI (Nonna di Alfonso) nata nel 1891.
Vedi albero genealogico 4.
Clelia morta nel 1974, all'et di circa 83 anni.
Alfonso Ropa sr e Clelia Predieri hanno avuto due figli:

Giuseppe Ropa nel 1913 Mino Ropa nel 1914

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 4.

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 12

49. ANGELA ANGIOLINA ROPA (Prozia di Alfonso) nata nel 1864
da Gaspare Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero
genealogico 5. Angela non pi in vita.
50. AUGUSTO GAVINA (Compagno della prozia di Alfonso).
Augusto non pi in vita.
Augusto Gavina il compagno di Angela Angiolina Ropa .
51. GIUSEPPE ROPA (Prozio di Alfonso) nato nel 1866 da Gaspare
Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Giuseppe morto nel 1943, all'et di circa 77 anni.
52. ELISA (Compagna del prozio di Alfonso). Elisa morta nel 1962.
Giuseppe Ropa ed Elisa hanno avuto un figlio:

Eligio Ropa nel 1905

53. PIETRO ROPA (Prozio di Alfonso) nato nel 1868 da Gaspare
Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Pietro non pi in vita.
54. ENRICO ROPA (Prozio di Alfonso) nato nel 1877 da Gaspare
Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Enrico morto nel 1967, all'et di circa 90 anni.
55. ANNA BOLELLI (Compagna del prozio di Alfonso).
Anna morta nel 1838.
Enrico Ropa e Anna Bolelli hanno avuto quattro figli:
Caterina Rina Ropa nel
1917
Gino Ropa
Dario Ropa
Guido Ropa

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 13

56. MARIA ROPA (Prozia di Alfonso) nata nel 1879 da Gaspare
Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Maria morta nel 1929, all'et di circa 50 anni.
57. GIUSEPPE VANCINI (Compagno della prozia di Alfonso) nato
nel 1877.
Giuseppe morto nel 1964, all'et di circa 87 anni.
Giuseppe Vancini e Maria Ropa hanno avuto sette figlie:

Elvira Vancini nel 1908
Bianca Vancini
Ines Vancini
Aida Vancini
Alfonsa Vancini
Augusta Vancini
Evelina Vancini

58. LUIGI ROPA (Prozio di Alfonso) nato nel 1881 da Gaspare Ropa
e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Luigi morto nel 1974, all'et di circa 93 anni.
Parenti diretti
59. NATALINA SONZOGNO (Compagna del prozio di Alfonso)
nata nel 1881.
Natalina morta nel 1968, all'et di circa 87 anni.
Luigi Ropa e Natalina Sonzogno hanno avuto una figlia:

Vittoria Ernesta ( Rina) Ropa nel 1916

60. CLELIA ROPA (Prozia di Alfonso) nata nel 1884 da Gaspare
Ropa e Teodora Sandoni, come mostrato nell'albero genealogico 5.
Clelia morta nel 1980, all'et di circa 96 anni.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 14

61. SIG. CHIARINI (Compagno della prozia di Alfonso).
Sig. Chiarini non pi in vita.
Sig. Chiarini e Clelia Ropa hanno avuto quattro figli:

Vittorio Chiarini
Evelina Chiarini
Armide Chiarini
Albertina Chiarini

Generazione dei Bisnonni

62. GASPARE ROPA (Bisnonno di Alfonso) nato il 21 luglio 1838 da
Domenico Ropa e Giovanna Guermandi, come mostrato nell'albero
genealogico 6.
Gaspare morto nel 1908, all'et di circa 69 anni.
63. TEODORA SANDONI (Bisnonna di Alfonso) nata nel 1841.
Vedi albero genealogico 5.
Teodora morta nel 1920, all'et di circa 79 anni.
Gaspare Ropa e Teodora Sandoni hanno avuto otto figli:

Angela Angiolina Ropa
nel 1864
Giuseppe Ropa nel 1866
Pietro Ropa nel 1868
Enrico Ropa nel 1877
Maria Ropa nel 1879
Luigi Ropa nel 1881
Clelia Ropa nel 1884
Alfonso Ropa sr nel 1886

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 5.

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 15

64. GESUALDA ROPA (Pro-prozia di Alfonso) nata nel 1821 da
Domenico Ropa e Giovanna Guermandi, come mostrato nell'albero
genealogico 6. Gesualda non pi in vita.
65. NICOLA ROPA (Pro-prozio di Alfonso) nato nel 1829 da
Domenico Ropa e Giovanna Guermandi, come mostrato nell'albero
genealogico 6. Nicola non pi in vita.

Generazione dei Trisavoli

66. DOMENICO ROPA (Trisavolo di Alfonso) nato nel 1788 da
Giuseppe Ropa e Gesualda Finelli, come mostrato nell'albero
genealogico 7.
Domenico non pi in vita.
67. GIOVANNA GUERMANDI (Trisavola di Alfonso).
Vedi albero genealogico 6.
Giovanna non pi in vita.
Domenico Ropa e Giovanna Guermandi hanno avuto tre figli:

Gesualda Ropa nel 1821
Nicola Ropa nel 1829
Gaspare Ropa nel 1838

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 6.

68. LUIGI ROPA (Pro-pro-prozio di Alfonso) nato nel 1789 da
Giuseppe Ropa e Gesualda Finelli, come mostrato nell'albero
genealogico 7.
Luigi non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 16


69. ANTONIO ROPA (Pro-pro-prozio di Alfonso) nato nel 1803 da
Giuseppe Ropa e Gesualda Finelli, come mostrato nell'albero
genealogico 7.
70. ANDREA ROPA (Pro-pro-prozio di Alfonso) nato da Giuseppe
Ropa e Gesualda Finelli, come mostrato nell'albero genealogico 7.
Andrea non pi in vita.

Generazione dei Quadrisavoli

71. GIUSEPPE ROPA (Quadrisavolo di Alfonso) nato il 12 luglio
1766 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come
mostrato nell'albero genealogico 8.
Giuseppe non pi in vita.
72. GESUALDA FINELLI (Quadrisavola di Alfonso).
Vedi albero genealogico 7. Gesualda non pi in vita.
Giuseppe Ropa e Gesualda Finelli hanno avuto quattro figli:

Domenico Ropa nel 1788
Luigi Ropa nel 1789
Antonio Ropa nel 1803
Andrea Ropa

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 7.
73. GIROLAMO ROPA (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso) nato il 8
novembre 1760 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli,
come mostrato nell'albero genealogico 8.
Girolamo non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 17

74. DOMENICA ROPA (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso) nata il 16
marzo 1772 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come
mostrato nell'albero genealogico 8.
75. GIACOMO ROPA (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso) nato il 12
febbraio 1774 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come
mostrato nell'albero genealogico 8.
Giacomo non pi in vita.
76. DOMENICA ROPA (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso) nata il 27
febbraio 1775 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come
mostrato nell'albero genealogico 8.
Domenica non pi in vita.
77. GIACOMO ROPA (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso) nato nel 1778
da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come mostrato
nell'albero genealogico 8.
Giacomo non pi in vita.
78. ANNUNZIATA ROPA (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso) nata nel
1782 da Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli, come
mostrato nell'albero genealogico 8.
Annunziata non pi in vita.

6a Generazione di Antenati
79. DOMENICO MARIA ROPA (Padre del quadrisavolo di Alfonso)
nato il 9 settembre 1733 da Bernardo Ropa e Maria Marzani , come
mostrato nell'albero genealogico 9. Domenico non pi in vita.



La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 18

80. MERGHERITA CONTINELLI (Madre del quadrisavolo di
Alfonso). Vedi albero genealogico 8.
Mergherita non pi in vita.
Domenico Maria Ropa e Mergherita Continelli hanno avuto sette figli:

Girolamo Ropa nel 1760
Giuseppe Ropa nel 1766
Domenica Ropa nel 1772
Giacomo Ropa nel 1774
Domenica Ropa nel 1775
Giacomo Ropa nel 1778
Annunziata Ropa nel
1782

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 8.

81. MARIA ROPA (4 x pro-prozia di Alfonso) nata il 11 gennaio
1725 da Bernardo Ropa e Maria Marzani. come mostrato nell'albero
genealogico 9. Maria non pi in vita.
82. GIOVANNI ROPA (4 x pro-prozio di Alfonso) nato nel 1740 da
Bernardo Ropa e Maria Marzani , come mostrato nell'albero
genealogico 9.
Giovanni non pi in vita.
83. DOMENICA FRANCESCHINI (Compagna del 4 x pro-prozio di
Alfonso).
Domenica non pi in vita.
Giovanni Ropa il compagno di Domenica Franceschini .
84. ANDREA ROPA (4 x pro-prozio di Alfonso) nato nel 1742 da
Bernardo Ropa e Maria Marzani , come mostrato
nell'albero genealogico 9.
Andrea non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 19

85. CATERINA ROPA (4 x pro-prozia di Alfonso) nata da Bernardo
Ropa e Maria Marzani , come mostrato
nell'albero genealogico 9.
Caterina non pi in vita.
86. FRANCESCO ROPA (4 x pro-prozio di Alfonso) nato da
Bernardo Ropa e Maria Marzani , come mostrato
nell'albero genealogico 9.
Francesco non pi in vita.
87. CATERINA N? ROPA (4 x pro-prozia di Alfonso) nata da
Bernardo Ropa e Maria Marzani , come mostrato nell'albero
genealogico 9.
Caterina non pi in vita.
7a Generazione di Antenati
88. BERNARDO ROPA (Nonno del quadrisavolo di Alfonso) nato
da Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato
nell'albero genealogico 10.
Bernardo morto il 7 novembre 1696.
89. MARIA MARZANI (Nonna del quadrisavolo di Alfonso).
Vedi albero genealogico 9.
Maria non pi in vita.
Bernardo Ropa ha sposato Maria Marzani .
Hanno avuto sette figli:
Maria Ropa nel 1725
Domenico Maria Ropa nel
1733
Giovanni Ropa nel 1740
Andrea Ropa nel 1742
Caterina Ropa
Francesco Ropa
Caterina N? Ropa

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 20

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 9.

90. GIACOMO ROPA (5 x pro-prozio di Alfonso) nato nel 1686 da
Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato nell'albero
genealogico 10.
Giacomo non pi in vita.
91. CATERINA ROPA (5 x pro-prozia di Alfonso) nata nel 1689 da
Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato nell'albero
genealogico 10. Caterina non pi in vita.
92. DOMENICO ROPA (5 x pro-prozio di Alfonso) nato nel 1692 da
Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato nell'albero
genealogico 10. Domenico non pi in vita.
93. MARIA ROPA (5 x pro-prozia di Alfonso) nata nel 1699 da
Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato nell'albero
genealogico 10.
Maria non pi in vita.
94. CAMILLA ROPA (5 x pro-prozio di Alfonso) nato il 28 aprile
1705 da Giovanni Ropa e Vincenza Zanna, come mostrato nell'albero
genealogico 10. Camilla non pi in vita.


8a Generazione di Antenati

95. GIOVANNI ROPA (Bisnonno del quadrisavolo di Alfonso) nato
il 20 febbraio 1665 da Domenico Ropa e Caterina Ceccoli, come
mostrato nell'albero genealogico 11.
Giovanni non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 21

96. VINCENZA ZANNA (Bisnonna del quadrisavolo di Alfonso).
Vedi albero genealogico 10.
Vincenza non pi in vita.
Giovanni Ropa ha sposato Vincenza Zanna. Hanno avuto sei figli:

Giacomo Ropa nel 1686
Caterina Ropa nel 1689
Domenico Ropa nel 1692
Maria Ropa nel 1699
Camilla Ropa nel 1705
Bernardo Ropa

97. GIOVANNI ANDREA ROPA (6 x pro-prozio di Alfonso) nato il
22 marzo 1668 da Domenico Ropa e Caterina Ceccoli, come mostrato
nell'albero genealogico 11.Giovanni non pi in vita.
98. CAMILLA ROPA (6 x pro-prozia di Alfonso) nata il 12 marzo
1675 da Domenico Ropa e Caterina Ceccoli, come mostrato
nell'albero genealogico 11. Camilla non pi in vita.
99. GENTILE ROPA (6 x pro-prozio di Alfonso) nato il 14 marzo
1678 da Domenico Ropa e Caterina Ceccoli101, come mostrato
nell'albero genealogico11.
Gentile non pi in vita.
9a Generazione di Antenati

100. DOMENICO ROPA (Trisavolo del quadrisavolo di Alfonso)
nato il 30 luglio 1640 da Giovanni Andrea Ropa e Isotta? , come
mostrato nell'albero genealogico 12. Domenico non pi in vita.
101. CATERINA CECCOLI (Trisavola del quadrisavolo di Alfonso).
Vedi albero genealogico 11. Caterina non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 22

Domenico Ropa ha sposato Caterina Ceccoli. Hanno avuto quattro
figli:
Giovanni Ropa nel 1665
Giovanni Andrea Ropa
nel 1668
Camilla Ropa nel 1675
Gentile Ropa nel 1678

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 11.



Parenti diretti

102. GASPARE ROPA (7 x pro-prozio di Alfonso) nato il 26 agosto
1637 da Giovanni Andrea Ropa e Isotta?, come mostrato nell'albero
genealogico12. Gaspare non pi in vita.
103. RINALDO ROPA (7 x pro-prozio di Alfonso) nato il 2 febbraio
1643 da Giovanni Andrea Ropa e Isotta?, come mostrato nell'albero
genealogico12.
Rinaldo non pi in vita.
104. MARIA ROPA (7 x pro-prozia di Alfonso) nata nel 1644 da
Giovanni Andrea Ropa e Isotta?, come mostrato nell'albero
genealogico 12.
Maria non pi in vita.




La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 23

10a Generazione di Antenati

105. GIOVANNI ANDREA ROPA (Quadrisavolo del quadrisavolo di
Alfonso) nato intorno al 1605 da Antonio Ropa e Maria Gasparoni,
come mostrato nell'albero genealogico 13.
Giovanni non pi in vita.
106. ISOTTA? Sconosciuta (Quadrisavola del quadrisavolo di
Alfonso). Vedi albero genealogico 12.
Giovanni Andrea Ropa ha sposato Isotta?. Hanno avuto quattro figli:

Gaspare Ropa nel 1637
Domenico Ropa nel 1640
Rinaldo Ropa nel 1643
Maria Ropa nel 1644

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 12.

107. GIOVANNI MARIA ROPA (8 x pro-prozio di Alfonso) nato da
Antonio Ropa e Maria Gasparoni, come mostrato nell'albero
genealogico 13.
108. GIOVANNI ROPA (8 x pro-prozio di Alfonso) nato da Antonio
Ropa e Maria Gasparoni, come mostrato nell'albero genealogico 13.

11a Generazione di Antenati

109. ANTONIO ROPA (Padre del quadrisavolo del quadrisavolo di
Alfonso) nato intorno al 1575 da Gaspare detto Parone Ropa e
Gentile?, come mostrato nell'albero genealogico 14.
Antonio non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 24

110. MARIA GASPARONI (Madre del quadrisavolo del quadrisavolo
di Alfonso).
Vedi albero genealogico 13. Maria non pi in vita.
Antonio Ropa ha sposato Maria Gasparoni. Hanno avuto tre figli:

Giovanni Andrea Ropa
nel 1605
Giovanni Maria Ropa
Giovanni Ropa

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 13.

111. LELIO ROPA (9 x pro-prozio di Alfonso) nato da Gaspare detto
Parone Ropa e Gentile? , come mostrato nell'albero genealogico 14.
Lelio non pi in vita.
112. GENTILE ROPA (9 x pro-prozio di Alfonso) nato da Gaspare
detto Parone Ropa e Gentile?,
come mostrato nell'albero genealogico 14.
113. ANGELICA ROPA (9 x pro-prozia di Alfonso) nata da Gaspare
detto Parone Ropa e Gentile?,
come mostrato nell'albero genealogico 14. Angelica non pi in vita.

12a Generazione di Antenati

114. GASPARE detto PARONE ROPA (Nonno del quadrisavolo del
quadrisavolo di Alfonso) nato intorno al 1530 da Antonio Ropa,
come mostrato nell'albero genealogico 15.
Gaspare non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 25

115. GENTILE? Sconosciuto (Nonna del quadrisavolo del
quadrisavolo di Alfonso). Vedi albero genealogico 14.
Gaspare detto Parone Ropa ha sposato Gentile? Sconosciuto.
Hanno avuto quattro figli:

Antonio Ropa nel 1575
Lelio Ropa
Gentile Ropa
Angelica Ropa

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 14.

116. GENTILE ROPA (10 x pro-prozia di Alfonso) nata da Antonio
Ropa, come mostrato nell'albero genealogico 15.

13a Generazione di Antenati
117. ANTONIO ROPA (Bisnonno del quadrisavolo del quadrisavolo
di Alfonso) nato intorno al 1500 da Girolamo Ropa, come mostrato
nell'albero genealogico 16. Antonio non pi in vita.
Antonio ha generato due figli:

Gaspare detto Parone Ropa nel 1530
Gentile Ropa116

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 15.
118. ANDREA ROPA (11 x pro-prozio di Alfonso) nato da Girolamo
Ropa, come mostrato nell'albero genealogico 16.
Andrea non pi in vita.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 26

119. GIOVANNI ROPA (11 x pro-prozio di Alfonso) nato da
Girolamo Ropa, come mostrato nell'albero genealogico 16.
Giovanni non pi in vita.
14a Generazione di Antenati
120. GIROLAMO ROPA (Trisavolo del quadrisavolo del quadrisavolo
di Alfonso) nato fra il 1470 e il 1480 da DOMENICO Ropa, come
mostrato nell'albero genealogico 17.
Girolamo ha generato tre figli:
Andrea Ropa
Giovanni Ropa
Antonio Ropa nel 1500

Girolamo non pi in vita.
Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 16.

121. CESARE ROPA (12 x pro-prozio di Alfonso) nato da
DOMENICO Ropa, come mostrato nell'albero genealogico 17.
Cesare non pi in vita.

15a Generazione di Antenati
122. DOMENICO ROPA (Quadrisavolo del quadrisavolo del
quadrisavolo di Alfonso) nato intorno al 1450.
Vedi albero genealogico 17.
DOMENICO non pi in vita. DOMENICO ha generato due figli:
Girolamo Ropa nato fra il 1470 e il 1480
Cesare Ropa

Questa famiglia rappresentata nell'albero genealogico 17.
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 27


ALBERI GENEALOGICI





Ogni albero genealogico mostra quattro generazioni alla volta
(figli, genitori, nonni e bisnonni) di un gruppo familiare.
Per evitare ripetizioni, un gruppo familiare che incluso
interamente all'interno di un altro albero genealogico pu non
essere stato riportato separatamente.

Per collegare i gruppi familiari tra i vari alberi riportati, sopra le
caselle dei bisnonni (riga superiore) indicato il numero
dell'albero in cui, eventualmente, il bisnonno riportato come
figlio.
Analogamente, il numero dell'albero genealogico collegato
indicato alla sinistra della casella di un genitore o di un nonno se
tale persona ha fratelli e, infine, sotto la casella di un figlio (riga
inferiore) se quest'ultimo ha figli.





La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 28


1. ROPA, Michele e MURPHY, Edel
2. ROPA, Alfonso jr e ADAMI, Paola
3. ROPA, Mino e SAMOGGIA, Elena
4. ROPA, Alfonso sr e PREDIERI, Clelia
5. ROPA, Gaspare e SANDONI, Teodora
6. ROPA, Domenico e GUERMANDI, Giovanna
7. ROPA, Giuseppe e FINELLI, Gesualda
8. ROPA, Domenico Maria e CONTINELLI, Mergherita
9. ROPA, Bernardo e Maria Marzani
10. ROPA, Giovanni e ZANNA, Vincenza
11. ROPA, Domenico e CECCOLI, Caterina
12. ROPA, Giovanni Andrea e sconosciuto, Isotta?
13. ROPA, Antonio e GASPARONI, Maria
14. ROPA, Gaspare detto Parone e sconosciuto, Gentile?
15. ROPA, Antonio
16. ROPA, Girolamo
17. ROPA, DOMENICO






La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 29







La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 30






La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 31






La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 32







La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 33






La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 34





La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 35





La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 36






La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 37





INDICE DELLE DATE

1450 Nascita di DOMENICO
Ropa.

1470 Nascita di Girolamo
Ropa.

1500 Nascita di Antonio Ropa.

1530 Nascita di Gaspare detto
Parone Ropa.




1575 Nascita di Antonio Ropa.

1605 Nascita di Giovanni
Andrea Ropa.

1637 Nascita di Gaspare Ropa,
il 26 agosto.

1640 Nascita di Domenico
Ropa, il 30 luglio.

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 38

1643 Nascita di Rinaldo Ropa,
il 2 febbraio.

1644 Nascita di Maria Ropa.

1665 Nascita di Giovanni
Ropa, il 20 febbraio.

1668 Nascita di Giovanni
Andrea Ropa, il 22 marzo.

1675 Nascita di Camilla Ropa,
il 12 marzo.

1678 Nascita di Gentile Ropa,
il 14 marzo.

1686 Nascita di Giacomo
Ropa.

1689 Nascita di Caterina Ropa.

1692 Nascita di Domenico
Ropa.

1696 Morte di Bernardo Ropa
il 7 novembre.

1699 Nascita di Maria Ropa.

1705 Nascita di Camilla Ropa
il 28 aprile.

1725 Nascita di Maria Ropa il
11 gennaio.

1733 Nascita di Domenico
Maria Ropa il 9 settembre.

1740 Nascita di Giovanni
Ropa.

1742 Nascita di Andrea Ropa.

1760 Nascita di Girolamo Ropa
il 8 novembre.

1766 Nascita di Giuseppe
Ropa il 12 luglio.


La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 39


1772 Nascita di Domenica
Ropa il 16 marzo.

1774 Nascita di Giacomo Ropa
il 12 febbraio.

1775 Nascita di Domenica
Ropa il 27 febbraio.

1778 Nascita di Giacomo
Ropa.

1782 Nascita di Annunziata
Ropa.

1788 Nascita di Domenico
Ropa.

1789 Nascita di Luigi Ropa.

1803 Nascita di Antonio Ropa.

1821 Nascita di Gesualda
Ropa.

1829 Nascita di Nicola Ropa.

1838 Morte di Anna Bolelli.
Nascita di Gaspare Ropa il 21
luglio.
1841 Nascita di Teodora
Sandoni.

1864 Nascita di Angela
Angiolina Ropa.

1866 Nascita di Giuseppe
Ropa.

1868 Nascita di Pietro Ropa.

1877 Nascita di Giuseppe
Vancini.
Nascita di Enrico Ropa.

1879 Nascita di Maria Ropa.

1881 Nascita di Luigi Ropa.
Nascita di Natalina Sonzogno.

1884 Nascita di Clelia Ropa.

La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 40

1886 Nascita di Alfonso Ropa.

1891 Nascita di Clelia
Predieri.

1905 Nascita di Eligio Ropa.

1908 Morte di Gaspare Ropa.
Nascita di Elvira Vancini.

1910 Nascita di Chiara Lippi.
Nascita di Elena Samoggia.

1911 Nascita di Angelo
Alberti.

1913 Nascita di Giuseppe
Ropa.

1914 Nascita di Mino Ropa.

1916 Nascita di Vittoria
Ernesta ( Rina) Ropa.

1917 Nascita di Caterina Rina
Ropa.

1920 Morte di Teodora
Sandoni.

1929 Morte di Maria Ropa.

1931 Nascita di Nevio Ropa.

1937 Nascita di Fabio Ropa.

1941 Nascita di Giampaolo
Ropa il 4 febbraio.

1943 Nascita di Franco Ropa il
15 maggio.
Nascita di Margherita Pacilio
il 21 luglio.
Morte di Giuseppe Ropa.

1945 Nascita di Ida Ziliocchi il
22 maggio.
Morte di Alfonso Ropa sr.



La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 41

1946 Nascita di Alfonso
Ropajr il 14 maggio, a Bologna.

1948 Nascita di Paola Adami il
26 marzo.
1952 Morte di Augusta
Vancini.

1956 Morte di Caterina Rina
Ropa.

1961 Morte di Bianca Vancini.

1962 Morte di Elisa
Sconosciuto.

1963 Nascita di Fabio
Malpezzi il 23 ottobre.

1964 Morte di Giuseppe
Vancini.

1965 Nascita di Alessandro
Ropa il 9 luglio.


1967 Morte di Enrico Ropa.

1968 Morte di Natalina
Sonzogno .

1969 Nascita di Edel Murphy
il 7 gennaio.
Nascita di Stefano Ropa il 18
maggio.
Nascita di Federica Ropa il 14
dicembre.

1970 Nascita di Michele Ropa
il 28 aprile.

1971 Nascita di Massimiliano
Migliorini il 7 febbraio.
Morte di Fabio Ropa.

1972 Nascita di Alessandra
Ropa il 28 aprile.

1973 Nascita di Rita Ropa il 13
dicembre.





La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 42


1974 Morte di Clelia Predieri.
Morte di Luigi Ropa.

1980 Morte di Elvira Vancini.
Morte di Clelia Ropa.

1983 Morte di Giuseppe Ropa.

1985 Morte di Eligio Ropa.

1993 Morte di Elena
Samoggia.

1994 Nascita di Chiara
Malpezzi il 21 luglio.


1997 Nascita di Andrea
Malpezzi il 16 giugno.

1998 Morte di Nevio Ropa.

1999 Nascita di Kevin Ropa l8
dicembre.



2000 Nascita di Federico
Malpezzi il 2 settembre.

2001 Morte di Angelo Alberti.

2004 Nascita di Steven Ropa il
28 dicembre.

2007 Nascita di Riccardo
Malpezzi il 9 febbraio.
Morte di Mino Ropa.

2008 Morte di Chiara Lippi.











La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 43

















INDICE DELLE PERSONE
Domenica Franceschini (Compagna del 4 x pro-prozio di Alfonso).
Elisa (Compagna del prozio di Alfonso).
Gentile? (Nonna del quadrisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
Isotta? (Quadrisavola del quadrisavolo di Alfonso).
Maria Marzani (Nonna del quadrisavolo di Alfonso).
Natalina Sonzogno (Compagna del prozio di Alfonso).
ADAMI, Paola (Compagna di Alfonso).
ALBERTI, Angelo (Compagno della cugina del padre di Alfonso).
BOLELLI, Anna (Compagna del prozio di Alfonso).
CECCOLI, Caterina (Trisavola del quadrisavolo di Alfonso).
CHIARINI, Sig. (Compagno della prozia di Alfonso).
Albertina (Cugina del padre di Alfonso).
Armide (Cugino del padre di Alfonso).
Evelina (Cugina del padre di Alfonso).
Nascita..Morte.
Per ogni cosa c' il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C' un tempo per nascere e un tempo per morire.
Questo passo dellEcclesiaste 3, tratto dalla Bibbia, scandisce nella sua estrema
nudit e semplicit il ritmo della vita e della morte e il susseguirsi inesorabile
delle stagioni e delle generazioni. La vita e la morte, da essa indissociabile, sono
state viste e vissute come cosa naturale, ognuna con i propri tempi, i propri
segni distintivi, le proprie paure e certezze.


La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 44

Vittorio (Cugino del padre di Alfonso).
CONTINELLI, Mergherita (Madre del quadrisavolo di Alfonso).
FINELLI, Gesualda (Quadrisavola di Alfonso).
GASPARONI, Maria (Madre del quadrisavolo del quadrisavolo di
Alfonso).
GAVINA, Augusto (Compagno della prozia di Alfonso).
GUERMANDI, Giovanna (Trisavola di Alfonso).
LIPPI, Chiara (Compagna del zio di Alfonso).
MALPEZZI, Andrea (Pronipote di Alfonso).
Chiara (Pronipote di Alfonso).
Fabio (Compagno della nipote (di zii) di Alfonso).
Federico (Pronipote di Alfonso).
Riccardo (Pronipote di Alfonso).
MURPHY, Edel (Compagna del figlio di Alfonso).
MIGLIORINI, Massimiliano (Compagno della nipote (di zii) di
Alfonso).
PACILIO, Margherita (Compagna del fratello di Alfonso).
PREDIERI, Clelia (Nonna di Alfonso).
Alessandra (Nipote (di zii) di Alfonso).
Alessandro (Figlio del cugino di Alfonso).
Alfonso, jr (Il soggetto di questo rapporto).
Alfonso, sr (Nonno di Alfonso).
Andrea (Pro-pro-prozio di Alfonso).
Andrea (4 x pro-prozio di Alfonso)
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 45

Andrea (11 x pro-prozio di Alfonso).
Angela Angiolina (Prozia di Alfonso).
Angelica (9 x pro-prozia di Alfonso).
Anna (Seconda cugina di Alfonso).
Annunziata (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso).
Antonio (Padre del quadrisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
Antonio (Bisnonno del quadrisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
Antonio (Pro-pro-prozio di Alfonso).
Bernardo (Nonno del quadrisavolo di Alfonso).
Camilla (6 x pro-prozia di Alfonso).
Camilla (5 x pro-prozio di Alfonso).
Caterina (5 x pro-prozia di Alfonso).
Caterina (4 x pro-prozia di Alfonso).
Caterina N? (4 x pro-prozia di Alfonso).
Caterina Rina (Cugina del padre di Alfonso).
Cesare (12 x pro-prozio di Alfonso).
Clelia (Prozia di Alfonso).
Dario (Cugino del padre di Alfonso).
Domenica (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso).
Domenica (Pro-pro-pro-prozia di Alfonso).
Domenico (Trisavolo di Alfonso).
Domenico (5 x pro-prozio di Alfonso).
Domenico (Trisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 46

DOMENICO (Quadrisavolo del quadrisavolo del quadrisavolo di
Alfonso).
Domenico Maria (Padre del quadrisavolo di Alfonso). Eligio (Cugino
del padre di Alfonso).
Enrico (Prozio di Alfonso).
ROPA, Fabio (Secondo cugino di Alfonso).
Federica (Nipote (di zii) di Alfonso).
Francesco (4 x pro-prozio di Alfonso).
Franco (Cugino di Alfonso).
Gaspare (7 x pro-prozio di Alfonso).
Gaspare (Bisnonno di Alfonso).
Gaspare detto Parone (Nonno del quadrisavolo del quadrisavolo di
Alfonso).
Gentile (9 x pro-prozio di Alfonso).
Gentile (10 x pro-prozia di Alfonso).
Gentile (6 x pro-prozio di Alfonso).
Gesualda (Pro-prozia di Alfonso).
Giacomo (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso).
Giacomo (5 x pro-prozio di Alfonso).
Giacomo (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso).
Giampaolo (Fratello di Alfonso).
Gino (Cugino del padre di Alfonso).
Giovanni (4 x pro-prozio di Alfonso).
Giovanni (Bisnonno del quadrisavolo di Alfonso).
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 47

Giovanni (8 x pro-prozio di Alfonso).
Giovanni (11 x pro-prozio di Alfonso).
Giovanni Andrea (6 x pro-prozio di Alfonso).
Giovanni Andrea (Quadrisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
Giovanni Maria (8 x pro-prozio di Alfonso).
Girolamo (Trisavolo del quadrisavolo del quadrisavolo di Alfonso).
Girolamo (Pro-pro-pro-prozio di Alfonso).
Giuseppe (Zio di Alfonso).
Giuseppe (Prozio di Alfonso).
Giuseppe (Quadrisavolo di Alfonso).
Guido (Cugino del padre di Alfonso).
Kevin (Nipote (di nonni) di Alfonso).
Lelio (9 x pro-prozio di Alfonso).
Luigi (Prozio di Alfonso).
Luigi (Pro-pro-prozio di Alfonso).
Maria (Prozia di Alfonso).
Maria (7 x pro-prozia di Alfonso).
Maria (4 x pro-prozia di Alfonso).
Maria (5 x pro-prozia di Alfonso).
Michele (Figlio di Alfonso).
Mino (Padre di Alfonso).
Nevio (Secondo cugino di Alfonso).
Nicola (Pro-prozio di Alfonso).
La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 48

Pietro (Prozio di Alfonso).
Rinaldo (7 x pro-prozio di Alfonso).
Rita (Figlia del cugino di Alfonso).
Stefano (Figlio del cugino di Alfonso).
Steven (Nipote (di nonni) di Alfonso).
Vittoria Ernesta ( Rina) (Cugina del padre di Alfonso).
SAMOGGIA, Elena (Madre di Alfonso).
SANDONI, Teodora (Bisnonna di Alfonso).
VANCINI, Aida (Cugina del padre di Alfonso).
Alfonsa (Cugina del padre di Alfonso).
Augusta (Cugina del padre di Alfonso).
Bianca (Cugina del padre di Alfonso).
Elvira (Cugina del padre di Alfonso).
Evelina (Cugina del padre di Alfonso).
Giuseppe (Compagno della prozia di Alfonso).
Ines (Cugina del padre di Alfonso).
ZANNA, Vincenza (Bisnonna del quadrisavolo di Alfonso).
ZILIOCCHI, Ida (Compagna del cugino di Alfonso).



La storia della famiglia ROPA
Appendice - pag. 49




















La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 50


Dati statistici
Sesso
Maschio 69 (57%)
femmina 53 ( 43%)

122 persone

Cognomi pi frequenti
= 22

Bolelli , Ceccoli ,
Chiarini Lippi,
Malpezzi, Marphy,
Migliorini , Pacilio ,
Predieri ,
Ropa,Samoggia,
Sandoni, Vancini ,
Zanna, Ziliocchi.

Distribuzione per et
0-9 2 (9%)
0-19 4 (18%)
20-29 0 (0%)
30-39 1 (5%)
40-49 8 (36%)
50-59 0 (0%)
60-69 5 (23%)
70-79 1 (5%)
80-89 0 (0%)
90+ 1 (5%)


Viventi rispetto a
deceduti


Deceduto 89 ( 73%)
Vivente 33(27%)
122 persone

Nomi pi frequenti
Uomini = 45

Alfonso, Andrea,
Antonio,
Domenico, Fabio,
Gaspare , Gentile,
Giacomo,
Giovanni,
Giovanni-Andrea,
Girolamo,
Giuseppe , Lelio,
Luigi, Stefano.










Relazione coniugale
Single 68 (56%)
Sposato 51 (42%)
vedovo 3 (2%)
Divorziato 0
(0%)

122 persone
Nomi pi frequenti
Donne = 41
Anna , Caterina ,
Chiara, Clelia,
Domenica
Evelina,
Gentile? Gesualda ,
Giovanna, Ida,
Ines, Isotta?
Margherita,
Maria, Paola.
I pi giovani
Maschio:
Et: 5 anni
Riccardo Malpezzi
Nipote del fratello
Nato: 9 feb 2007
Femmina:
Et: 18 anni
Chiara Malpezzi
Nipote del fratello
Nata: 21 lug 1994

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 51

Aspettativa di vita
media
Anni M
75

F
76

0-
39
1 (8%) 1 (11%)

40-49 0 (0%)

0 (0%)

50-59 1 (8%)

1 (11%)

60-69 2(17)

0 (0%)

70-79 2(17%)

2 (22%)

80-89 2(17%)

3
(33%)

90+ 4(33%) 2 (22%)

21 persone con data di
nascita e di decesso

Mese di nascita
gen 2 (5%)
feb 7 (19%)
mar 5 (14%)
apr 3 (8%)
mag 4 (11%)
giu 1 (3%)
lug 6 (16%)
ago 1 (3%)
set 2 (5%)
ott 1 (3%)
nov 1 (3%)
dic 4 (11%)
37 persone con mese di
nascita

Le persone pi
anziane ancora
viventi

Maschio:
Et: 71 anni
Giampaolo Ropa
Fratello
Nato: 4 feb 1941

Femmina:
Et: 96 anni
Vittoria Ernesta
( Rina) Ropa
Cugina del padre
Nata: 1916

Vissuti pi a lungo

Maschio:
Deceduto a 93 anni
Mino Ropa
Padre
1914 2007

Femmina:
Deceduta a 98 anni
Chiara Lippi
Zia
1910 - 2008










Quando sono nati
Prima del
1800 31
(39%)
1800-1899 16
(20%)
1900-09 2
(3%)
1910-19 7
(9%)
1920-29 0
(0%)
1930-39 2
(3%)
1940-49 6
(8%)
1950-59 0
(0%)
1960-69 5
(6%)
1970-79 4
(5%)
1980-89 0
(0%)
1990-99 3
(4%)
2000-09 3
(4%)

Moglie pi anziana
Differenza di 4 anni
Mino Ropa
Padre
Nato: 1914
Sposato con
Elena Samoggia
Madre
Nata: 1910


La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 52

Distribuzione per
differenza di et
Media 2.6

Marito pi anziano di
pi di 10 anni
0 (0%)
Marito pi anziano di
5-9 anni 3
(23%)
Marito pi anziano di
1-4 anni 6
(46%)
Stessa et 1 (8%)

Moglie pi anziana di
1-4 anni 3
(23%)
Moglie pi anziana di
5-9 anni 0 (0%)
Moglie pi anziana di
pi di 10 anni
0 (0%)

13 matrimoni con
differenza d'et nota
Numero di figli in
famiglia
Media 3
0 4 (13%)
1 4 (13%)
2 6 (19%)
3 5 (16%)
4 7 (23%)
5 0 (0%)
6 1 (3%)
7 3 (10%)
8+ 1 (3%)

31 famiglie
Vissuto meno
Maschio:
Deceduto a 34 anni
Fabio Ropa
2 cugino
1937 1971
Femmina:
Deceduta a 39 anni
Caterina Rina Ropa
Cugina del padre
1917 1956



Segni zodiacali
Capricorno 3 (8%)
Aquario 5 (14%)
Pesci 5 (14%)
Ariete 2 (5%)
Toro 6 (16%)
Gemelli 2 (5%)
Cancro 5 (14%)
Leone 1 (3%)
Vergine 3 (8%)
Bilancia 1 (3%)
Scorpione 1 (3%)
Sagittario 3 (8%)

Marito pi anziano
Differenza di 6
anni
Fabio Malpezzi
Marito della nipote
Nato: 23 ott 1963
Sposato con
Federica Ropa
Nipote
Nata: 14 dic 1969


I pi giovani ad
avere un figlio

Maschio:
Ha avuto un figlio a
20 anni
Giovanni Ropa
Antenato diretto
(8 generazioni)
Figlio: Giacomo
Ropa

Femmina:
Ha avuto un figlio a
20 anni
Ida Ziliocchi
Moglie del cugino
Figlio: Alessandro
Ropa

La minore differenza
d'et tra figli della
stessa famiglia
Differenza di 12 mesi
Giuseppe Ropa
Zio paterno
Nato: 1913
Fratello di
Mino Ropa
Padre
Nato: 1914


Moglie pi anziana
Differenza di 4 anni
Mino Ropa Padre
N: 1914
Sposato con
Elena Samoggia
Madre N: 1910
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 53


Differenza d'et tra il
maggiore e il minore
dei figli

Media 11.2
< 1 0 (0%)
1-2 2 (13%)
3-4 0 (0%)
5-6 4 (27%)
7-9 1 (7%)
10-14 2 (13%)
5-19 4 (27%)
20+ 2 (1315

La maggiore
differenza d'et tra
figli della stessa
famiglia

Differenza di 22 anni
Angela Angiolina Ropa
Prozia
Nata: 1864
Sorella di
sr Alfonso Ropa
Nonno
Nato: 1886













Famiglia con il
maggior numero di
figli

8 figli
Gaspare Ropa
Bisnonno
Sposato con
Teodora Sandoni
Bisnonna
Figli:
Alfonso, Angela
Angiolina, Clelia,
Enrico, Giuseppe,
Luigi, Maria, Pietro

I pi anziani ad
avere un figlio

Maschio:
Ha avuto un figlio a
50 anni
Domenico Ropa
Trisavolo
Figlio: Gaspare
Ropa

Femmina:
Ha avuto un figlio a
45 anni
Teodora Sandoni
Bisnonna
Figlio: sr Alfonso
Ropa






Et alla nascita di un
figlio

Anni M
33

F
30

tra 20
e 30
21
(35%)

14
(52%)

tra 30
e 40
25
(42%)

10
(37%)
tra 40
e 50
13
(22%)

3
(11%)

tra 50
e 60
1 (2%)

- 0
(0%)


87 persone con et
nota alla nascita di un
figlio
















La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 54






























Alfonso sr

Mino



Mino


Elena



Elena
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 55

Lo stemma di famiglia

A casa mia appeso questo quadro, a me molto caro, in cui
rappresentato, in originale, lo stemma della famiglia ROPA.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 56

Sul retro del quadro, durante una sistemazione, emerso un dipinto
ad olio che raffigura la rupe di Sasso Marconi.

Inoltre, in un foglio di
seguito riprodotto, per
memoria di mia generazione
nonno Alfonso informa di
aver rinnovato lo stemma e
messo in quadro. Siamo nel
1913.
Unaltra carta, posta tra le
due, riporta il testo
sottostante.
.









Io Ropa Alfonso, classe 1886.Fatto Rinnovare questo Mio Stem(m)a da
Cl il 22 Novembre 1922, questo Stato Copiato da un piccolo che Stato
elevato 1913.
Ora Mi Trovo qui Al Meloncello

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 57

Uno stemma araldico come simbolo caratteristico
della famiglia
Lo stemma di famiglia fu tenacemente voluto da nonno Alfonso che
aveva il desiderio di far risaltare lamata famiglia.
Indic allora, a un certo Cl, i segni distintivi che dovevano apparire
nello stemma di famiglia. Nella carta di seguito riprodotta,
espressamente realizzata da Alfonso sr, sono impartite le istruzioni.
I segni distintivi sono: il villano che rappresenta lorigine contadina
della famiglia, la spiga di grano che rappresenta i frutti della terra, la
cornucopia che rappresenta laugurio di abbondanza.
Sono altres indicati tre gigli (simboli dAngi) e il colore azzurro per
lo sfondo.















Il villano
vestito
con
cappello
marrone,
giacca
azzurra,
pantalone
in calze e
scarpe
verdi.
Simbolo
d'Angi
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 58


La scelta definitiva sar quella di riprodurre, al
posto del villano, una figura femminile che tiene
nella mano sinistra un mazzo di spighe di grano
e sulle spalle sostiene la cornucopia.



Villano: abitante della villa, abitazione rustica,
tenuta agricola .
DAngi: nobile casata _ provincia francese
Un elemento sostanziale rappresentato nello stemma la cornucopia
di cui riporto un resoconto.
La cornucopia, letteralmente "corno dell'abbondanza", (dal latino cornu,
"corno" e copia, "abbondanza"), un simbolo mitologico di cibo e
abbondanza.
Secondo la mitologia greca il corno perduto dal fiume Acheloo nella
lotta con Ercole per Deianira e riempito dalle Naiadi di fiori e di
frutta, come simbolo dell'abbondanza, alludendo con ci alla fertilit
della valle dove scorreva l'Acheloo e all'imbrigliamento del fiume
stesso per opera di qualche principe velato sotto
il nome del semidio.
In forma di corno traboccante frutta e fiori,
spesso presente, nei dipinti, in braccio alla figura
simbolica dell'abbondanza.


La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 59

Lo Stemma
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera del web.
Uno stemma, dal greco , ha due elementi: il campo e le figure.
Il primo rappresenta lo scudo e pu essere di un unico colore (scudo
pieno) oppure ripartito in aree distinte, le cosiddette "partizioni", di
colore diverso. Le seconde sono tutte quelle forme che possono essere
disegnate sul campo, in uno o in pi esemplari; le figure araldiche, a
loro volta, si possono distinguere in "figure", immagini reali o
inventate di persone, animali, oggetti, ecc. e "pezze", forme
geometriche elementari o complesse che non vanno confuse con
quelle che compaiono come elementi del campo .Sono utilizzati, nel
loro insieme, per identificare in modo certo una persona, una
famiglia, un gruppo di persone o unistituzione.


L'origine degli stemmi sicuramente
militare, risalente al periodo in cui i
combattenti dei vari eserciti non
avevano divise che consentissero di
distinguere agevolmente un gruppo
dall'altro e, soprattutto, erano
organizzati in unit strettamente legate
a un signore o capitano per cui
l'individuazione del capo era
sufficiente per identificare tutto il
gruppo.



La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 60

Un interessante ritrovamento a Ponzano
Elenco degli alunni della Scuola di Ponzano
che devono dar saggio de loro studi nel giorno 10 agosto 1853 alla
presenza degli Illustrissimi Signori Superiori ed Esaminatori

I voti, a quei tempi, anno 1853, valutavano:
la dottrina, la favola, il leggere, lo scrivere, i conti.
Inoltre erano giudicati la diligenza e il contegno.
Si otteneva cos un numero complessivo di merito (una media).
Infine un successivo giudizio era attribuito alla dignit.
Tra gli alunni cera un certo Ropa Giuglio, bravo, a giudicare dai
voti.



La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 61

Alla Camera di Commercio di Bologna
In Piazza dalla Mercanzia,
alla Camera di Commercio,
si trova un imponente
archivio che ha raccolto, in
oltre due secoli di storia, un
patrimonio documentario
ricchissimo.
Nel casellario sono contenute migliaia di schede che riportano i dati
delle sottoscrizioni con il relativo importo pagato.
Le schede sottostanti riguardano due sottoscrittori di cognome Ropa
e confermano che il nucleo originario proviene dal medesimo
territorio (Savigno, Samoggia, Castello di Serravalle).











La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 62

Nelle immagini sotto riprodotte, presentato un certo Bartolomeo
Roppa estensore, per il comune di Savigno, di alcuni documenti
(1609).











La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 63

Cose notabili della Citt di Bologna ossia Storia cronologica desuoi
stabili pubblici e privati per Giuseppe di Giovanni Battista
Guidicini, pubblicata dal figlio Ferdinando e dedicata al Municipio
di Bologna.
Giuseppe di Giovanni Battista Guidicini 1763 - 1837


Tratto da Google Libri

Nel 1643 vi era in Ghirlanda una casa dei Rustighelli, che sembra passasse ai
Padri di S. Giorgio. I Rustighelli, o Rusticelli, vennero a Bologna da
Montasico nel 1251.
In questo testo sono menzionate delle case appartenute a famiglie di
cognome Roppa.
GHIRLANDA
Ghirlanda, o Grilanda, che del 1500 si
diceva bella Ghirlanda, un vicolo che
comincia al tredicesimo arco del Volto
dei Pollaroli, contandoli dal Canton
dei Fiori, e termina in Pietrafitta, dopo
aver piegato per piccolo tratto a
levante.
La sua lunghezza di pertiche 14 e
piedi 3, e la sua superficie di pertiche
14 piedi 84, e once 7.
Nel 1636 in questa strada vi era la posta.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 64

Ghirlanda a destra entrandovi per le volte dei Pollaroli.
N. 606. . ..N. 612. Due case dei Nannini che
nel 1651 erano del lardarolo (una sorta di salumiere) Roppa, e nel
1715 dei Davia, che le ridussero a una sola, messa poi a uso di osteria
allinsegna della Corona.
Dopo di questa veniva un'altra casa venduta ai Sacchi nel 1574 da
Antonio e Cristoforo Bassi, per L. 4350, rogito Scipione Casari, la qual
casa, posta in Ghirlanda sotto S. Pietro, il detto Carlo Sacchi la
vendette l 5 luglio 1658, per L. 8792, a Filippo Carlo Ghisilieri.
Confina i Ghisilieri, V Albani, Giuseppe Pozzi mediante androne, il
vicolo Ghirlanda e gli eredi di Giulio Roppa.
L'altra casa, detta la casetta piccola, confinava a levante la casa
predetta, e il Compratore, a ponente la via Ghirlanda, e a mezzod i
Roppa.
Altro riferimento al cognome Roppa si ha nel quarto volume, sempre
del Guidicini a pagina 70.
.Due case di propriet Roppa.
Voltone dei Gessi: Inizia in Battisassi e termina nella via Parigi in
faccia alloratorio unito alla chiesa di san Colombano.
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 65

Vicolo Ghirlanda si trova tra via Monte Grappa e via Ugo Bassi
mentre il voltone dei Gessi (Via d Gessi), si trova tra via Monte
Grappa e via Parigi.


Pianta della citt di Bologna allinizio del 1800
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 66

I ROPA caduti nella Grande Guerra
Tratto Da:
I morti della provincia di Bologna nella guerra
MCMXV-MCMXVIII

Edito a Bologna dalla Tipografia Paolo Neri nel
1927.
Il volume raccoglie le sintetiche biografie di oltre
10.700 caduti residenti nella provincia di
Bologna al momento della chiamata alle armi.
Non sono registrati coloro che, nati nella
provincia di Bologna, erano emigrati altrove.

Ropa Raffaele, di Alfonso, soldato nel 227 reggimento Fanteria, nato
ad Anzola dell'Emilia nel 1886, dimorante a Calderara di Reno,
disperso sul campo il 19 agosto 1917. Colono. Ammogliato lascia tre
orfani, due maschi e una femmina. Soldato 19 ago 1917.
Ropa Vittorio, di Gaetano, soldato nel 77 reggimento Fanteria, nato a
Ozzano dell'Emilia nel 1891, dimorante a Ozzano dell'Emilia, morto
per bronco-polmonite nell'ospedale da campo 223 il 19 febbraio 1917.
Muratore. Celibe. Soldato 19 feb 1917.
Ropa Armando, di Antonio, soldato nel 35 reggimento Fanteria, nato
a Crespellano nel 1892, dimorante a Crespellano. morto ferite sul
campo (Oslavia) il 4 gennaio 1916. Colono. Celibe. Soldato 04 gen
1916.
Ropa Arsenio, di Alessandro, soldato nel 35 reggimento Fanteria,
nato a Castello di Serravalle nel 1889, dimorante a Monteveglio,
morto per ferite sul Podgora il 20 ottobre 1915. Bracciante. Celibe.
Soldato 20 ott 1915.




Certosa di Bologna:
particolare del chiostro
VI o dei Caduti della
Grande guerra.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 67

I ROPA caduti nellEpopea Partigiana


www.iperbole.bologna.it/iperbole/isrebo/.../strumenti.htm

Le pubblicazioni promosse da ISREBO si concentrano
particolarmente sulle vicende che hanno avuto luogo nel bolognese
nel periodo compreso tra il fascismo, la guerra, la Resistenza e il
dopoguerra. Nell'ambito di questattivit, l'Istituto, cura la
formazione sul campo di giovani ricercatori e neolaureati.

Dizionario Biografico

Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-
1945), a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N. S. Onofri. Ronchi
Maria, da Giuseppe e Giuseppina Barbieri.

La consultazione possibile attraverso una ricerca alfabetica per una
serie di file in formato pdf.

Lettera R:

Ropa Alberto, da Enrico ed Enrica Luigia Manzi; n. l11/12/1890 a
Gaggio Montano; ivi residente nel 1943. Colono. Milit nella brg GL
Montagna e oper nella zona di Gaggio Montano. Catturato dai
tedeschi, il 13/10/1944 fu fucilato per rappresaglia nei pressi della
propria abitazione a Bombiana (Gaggio Montano).
Riconosciuto partigiano dal 20/8/44 al 13/10/44. [O]

Ropa Alessio, da Francesco e Adolfa Capponi; n. il 19/12/1904 a
Castel d'Aiano; ivi residente nel 1943. Milit nella brg. Folloni della
div Modena Montagna e oper sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 20/6/44 al 30/4/45.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 68

Ropa Anna, da Ettore e Angiolina Frascaroli; n. il 16/6/1919 a Zola
Predosa. Nel 1943 residente a Monte S. Pietro. 3
a
elementare. Operaia.
Collabor a Monte S. Pietro con il btg Monaldo della 63
a
brg. Bolero
Garibaldi.
Riconosciuta benemerita dal 16/6/44 alla Liberazione.

Ropa Armando, Nino, da Bartolomeo e Concetta Vecchi; n. il
19/2/1921 a Crespellano; ivi residente nel 1943. Licenza elementare.
Meccanico. Milit nel btg Zini della 63
a
brg. Bolero Garibaldi e oper
a Crespellano.
Riconosciuto partigiano dal 3/4/44 alla Liberazione.

Ropa Corinto, da Vittorio ed Enrica Tonelli; n. il 2/4/1925 a Castel
d'Aiano; ivi residente nel 1943. Milit nella brg. Folloni della div
Modena Montagna e oper sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dall'8/8/44 alla Liberazione.

Ropa Corrado, da Giuseppe e Adalgisa Landuzzi; n. il 20/10/1924 a
Calderara di Reno; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Colono.
Prest servizio militare in fanteria a Padova dal 29/8 all'8/9/43. Il
30/7/1944, mentre stava minando una vasta zona nel comune di
Cinigiano (Grosseto), rimase ucciso dallo scoppio di una mina.
Riconosciuto partigiano, nella brg. Tigrotti della div Grosseto
dall1/2/44 al 30/7/44.

Ropa Dario, Puzzi, da Enrico e Anna Bolelli; n. il 5/10/1919 a
Borgo Panigale (BO). Nel 1943 residente a Bologna. Licenza
elementare. Operaio. Prest servizio militare in fanteria a Firenze dal
2/1/42 all'8/9/43. Milit nel btg Amelio della brg. Scarabelli della 2
a
div Modena Montagna e oper a Polinago (MO).
Entr successivamente nel Gruppo di combattimento Cremona con
cui oper nel Ravennate.
Riconosciuto partigiano dal 17/6/44 al 20/2/45. (Dario figlio di
Enrico, fratello di Alfonso sr, entrambi figli di Gaspare).

Ropa Giovanni, da Augusto e Linda Monari; n. il 27/10/1921 a
Marzabotto; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Operaio.
Prest servizio militare in artiglieria a Gorizia dal 10/1/41 all'8/9/43
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 69

con il grado di caporale. Milit nella brg. Stella rossa Lupo e oper
sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 10/10/43 alla Liberazione.

Ropa Giovanni, da Fausto e Licina Rubini; n. il 24/6/1896 a Savigno.
Nel 1943 residente a Bologna. 3
a
elementare. Operaio. Milit nella 66
a
brg. Jacchia Garibaldi e oper a Castel S. Pietro Terme.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione.

Ropa Giuseppe, Vecchio, da Bartolomeo e Concetta Vecchi; n. il
17/6/1910 a Crespellano; ivi residente nel 1943. Licenza elementare.
Colono. Milit nel btg Zini della 63
a
brg. Bolero Garibaldi e oper a
Crespellano.
Riconosciuto partigiano dal 7/5/44 alla Liberazione.

Ropa Lorenzo, Monello, da Alessio; n. il 10/9/1924 a Castel
d'Aiano; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Autista. Milit
nella 7
a
brg. Modena della div Armando.
Riconosciuto partigiano dal 25/5/ 44 alla Liberazione.


Ropa Novella, da Giovanni ed Elvira Leonelli; n. il 19/4/1923 a
Marzabotto. Nel 1943 residente a Castel S. Pietro Terme. Licenza
elementare. Canapina. Milit nella 66
a
brg.Jacchia Garibaldi e oper a
Castel S. Pietro Terme. Rimasta ferita da una scheggia di granata il
4/11/44, mor il 26/6/1945.
Riconosciuta partigiana dall'1/6/44 al 4/11/44. [O]

Ropa Rina, da Agostino e Rosa Cicognani; n. l'11/7/1906 a Imola; ivi
residente nel 1943. Operaia. Milit nella brg. SAP Imola.
Riconosciuta partigiana dal 15.1.44 al 14.4.45.

Ropa Sanzio, da Agostino e Rosa Cicognani; n. il 23/8/1908 a Imola;
ivi residente nel 1943. 4
a
elementare. Fornaio. Prest servizio militare
nella sussistenza a Trieste dal maggio all'agosto 1929. Fu attivo nella
brg. SAP Imola. Riconosciuto patriota dal 10/7/44 al 14/4/45.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 70

Ropa Esposti Anello, Iena, da Propenzio e Laura Fantuzzi; n.
l1/3/1921 a Savigno; ivi residente nel 1943. Licenza elementare.
Bracciante. Prest servizio militare a Parma. Milit nel btg. Artioli
della 63
a
brg Bolero Garibaldi e oper a Bazzano.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione.

Ropa Esposti Cleto, Ragno, da Propenzio e Laura Fantuzzi; n. il
26/9/1923 a Savigno; ivi residente nel 1943. 3
a
elementare. Operaio.
Prest servizio militare in artiglieria a Cuneo. Milit nel btg. Artioli
della 63
a
brg. Bolero Garibaldi e oper a Bazzano.
Riconosciuto partigiano dal 7/10/44 alla Liberazione.










Dal medagliere esposto in piazza Maggiore
La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 71

I Ropa caduti nella Guerra Civile
Il nostro Paese ha molto sofferto nella prima e nella seconda guerra
mondiale. Malauguratamente ve n stata una terza, dopo la
Liberazione, la guerra civile, una guerra fratricida.
Sicuramente la pi drammatica perch ha visto combattere, gli uni
contro gli altri, i figli della stessa Patria.
LAvv.Vittorio Baravelli ci racconta un doloroso episodio di storia
vissuta che ha riguardato lui, la sua famiglia ed uno sventurato Ropa
Francesco.

Prima dellultima guerra la mia famiglia aveva diversi poderi in localit
Monte S.Pietro, a pochi Km. da Bologna.
Non potendoli seguire per mancanza di tempo e pratica, decidemmo di
dare in uso i vari terreni ad un nostro confinante, proprietario, a sua volta,
di molti poderi nella zona; un certo Ropa Francesco.
Era una persona molto perbene, affidabile e buona, amava la vita, trattava
bene il prossimo, collezionava automobili antiche e possedeva una notevole
raccolta di tegami in rame.
Inoltre, oltre ad esperienza nel settore agricolo, aveva il personale per poter
gestire al meglio tutti i poderi.
Terminata la guerra, quando finalmente sembrava tutto finito, forse per
invidia o per ideologia e fanatismo, bande di falsi partigiani o di delinquenti
assassini (non si riusc mai a sapere la verit), di notte, andarono a prelevare
da casa il Ropa e decisero di ammazzarlo per il solo fatto che era un
possidente, cio ricco.
Gli fecero scavare una buca e lo uccisero sul posto, davanti al giovane figlio
di nome Ruggero.
Il ragazzo rimase talmente scosso da quellevento che perse la ragione, non fu
pi lui. Tutto il notevole patrimonio di conseguenza fu completamente eroso,
mor povero e con tutti gli averi confiscati o ceduti.
Per me e per tutta la mia famiglia fu un grande dolore soprattutto per come
si erano svolti i fatti.
Questo drammatico episodio deve servire da esempio e monito affinch sia
scongiurata ogni tipo di guerra, in particolare quella civile.

Vittorio Baravelli.

La storia della famiglia Ropa
Appendice Pagina. 72

Un pensiero commosso va a tutti coloro, in particolare ai caduti, che
combatterono per la Patria, anche quelli che, in buona fede, lo fecero
dalla parte opposta.

Da http://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_della_morte_%28Emilia%29
La locuzione triangolo della morte (o triangolo rosso), di origine
giornalistica, indica un'area del nord Italia ove alla fine della seconda
guerra mondiale, tra il 1945 e il 1948, si registr un numero
particolarmente elevato di uccisioni a sfondo politico.
I nomi dei Ropa sotto indicati sono stati ricavati da un elenco
provvisorio delle vittime della politica (ben 4.514) in un periodo
compreso tra il 19 settembre 1943 ed il 4 giugno 1949 nel triangolo
della morte.
Dal sito: http://www.inilossum.eu/ElencoTriangolo.html






N Cognome e
nome
Data uccisione Luogo del
ritrovamento
Prov.
3133 Ropa Claudio 20 giugno 1945 Monte S. Pietro BO
3134 Roppa Alfonso Sconosciuta Bologna BO
La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 1

Commiato




Eccomi finalmente giunto al termine del lavoro.

E stata una piacevole fatica che mi ha coinvolto totalmente per pi
di due anni. Ho cominciato, infatti, ad approntare il lavoro nella
primavera del 2010; lintervista con la zia Rina lho realizzata ai
primi di luglio di quellanno. Un viaggio a ritroso nel tempo, che,
come se avessi guardato un vecchio film, mi ha fatto incontrare tanti
personaggi della mia casata permettendomi di rivivere vicende del
lontano passato.
Tale visione ha fatto emergere in me molti ricordi ma soprattutto
tante emozioni.
La parte pi appassionante del lavoro stata certamente lindagine
svolta, insieme ai miei collaboratori, presso le varie parrocchie, alla
ricerca dei documenti che testimoniassero il passaggio terreno dei
miei progenitori in quei luoghi, in quei tempi.
La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 2

Sfogliando quegli antichi registri emergeva sempre la curiosit di
immaginare comerano, come vivevano, quale lavoro facevanoe la
mente fantasticava!
La tenacia che ha contraddistinto questa fase del lavoro ci ha
premiato consentendoci di risalire molto lontano nel tempo,
alla met del 1400!
Riandando a ritroso nel tempo, di generazione in generazione, si
sono svelate tante storie.
Man mano che la ricerca progrediva il trascorso della famiglia usciva
dalle tenebre del tempo, rivelandosi piano piano.
E stato come far tornare in vita persone e vicende del passato
percorrendo il sentiero della vita attraversato dai miei avi.
E' stato come rivivere la storia a fianco dei miei antenati scoprendo
continuamente vicende nuove.
stato come avere vissuto in quei momenti storici.
E' stato come ricostruire un grande puzzle.









.percorrendo i faticosi gradini
lungo la scala del tempo,
generazione dopo generazione,
da Domenico Ropa, 1450.
a Kevin, 1999 e Steven, 2004.

La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 3

Domenico 1450
Antonio 1500
Gaspare (Parone )1530
Domenico Maria 1733
Giuseppe 1766
Domenico 1788
Gaspare 1838
Alfonso sr. 1886
Mino 1914
Girolamo 1470/1480
Bernardo 1696
Alfonso jr. 1946
Michele 1970
Kevin 1999
Steven 2004
Antonio 1575











Girolamo 1470/1480
Domenico 1450 ca
Giovanni Andrea 1605
ca
Domenico 1640
Giovanni 1665
La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 4

Oggi vivo in un ampio appartamento nella mansarda, che prima era
un granaio, del palazzo acquistato da nonno Alfonso con grande
abnegazione.
Con ostinazione e molti sacrifici lho ristrutturato e ampliato.
Per ricordare nonno Alfonso ho fatto apporre una lapide sulla
facciata nord del cortile della casa di via Saragozza.















La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 5

Questo lavoro un lascito per i familiari
pi giovani affinch non dimentichino il
passato perch



.Perch certe scelte dei
nostri progenitori hanno
condizionato in qualche
misura la nostra esistenza
attuale.

La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 6

La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 7

Spero, dopo una adeguata pausa, di realizzare un
secondo libro che racconter la storia del Meloncello.

E allora, cari lettori, il mio un.


.Arrivederci
da





AlfonsoRopa

La storia della famiglia ROPA
Commiato - pag. 8










Copyright 2012 - Alfonso ROPA













Finito di stampare ildalla Tipografia Masi di via della Barca, 9. Bologna.