Sei sulla pagina 1di 12

CD. : 620.113 : 669.12/.

15 Marzo 1979
IO
.

g
' e n
e n
co
Prelievo e preparazione dei saggi, delle provette
e dei campioni per l'acciaio ed i prodotti siderurgici
EURONORM
1879
o e

<
Um t
o u j g
< CL O
I O ?
oc
UJ= E
LUI- 2
gi i
o
o
< Q Q
LU LU O
O * *
3 W <
LU W
< i
Z O g
D s
5
O S
o
Sommario
1 CAMPO DI APPLICAZIONE
2 NORMA DI RIFERIMENTO
PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI SAGGI E DELLE
PROVETTE PER LE PROVE MECCANICHE
3.1 Definizioni
3.2 Prescrizioni generali
3.3 Prelievo e preparazione del saggio e del barrotto
3.4 Prelievo e preparazione delle provette
PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI CAMPIONI
DESTINATI ALLA DETERMINAZIONE DELLA
COMPOSIZIONE CHIMICA
4.1 Definizioni
4.2 Prelievo e preparazione dei campioni
4.3 Prelievo e preparazione dei campioni sotto forma di
trucioli per la determinazione della composizione
chimica con metodi chimici
4.4 Prelievo e preparazione dei campioni massicci, com
pattati o rifusi per la determinazione della compo
sizione chimica con metodi fisici
5 PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI SAGGI E DELLE
PROVETTE PER PROVE DIVERSE DA QUELLE
MECCANICHE E CHIMICHE (Prova Baumann,
Jominy, esame metallografico...).
APPENDICE A
APPENDICE
APPENDICE C
Lessico dei termini relativi ai saggi e alle
provette per prove meccaniche
Lessico dei termini relativi ai campioni per
la determinazione della composizione
chimica
Posizione dei saggi e delle provette nel
prodotto.
1 CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente EURONORM si applica ai prodotti grezzi ('), ai
semilavorati ed ai prodotti finiti deformati a caldo (laminati o
fucinati) di acciaio, che fanno oggetto dell'EURONORM 21.
Essa ha lo scopo di definire l'insieme delle operazioni che
consentono d'ottenere, per un determinato prodotto, i saggi e
le provette destinati alle prove meccaniche ed i campioni
destinati alla determinazione della composizione chimica ed i
saggi e le provette per prove diverse da quelle meccaniche e
('} Nel quadro della presente HURONORM, la denominazione 'prodotti
grezzi comprende, oltre ai lingotti, anche i prodotti ottenuti mediante
colata continua e destinati ad una successiva trasformazione, quali blumi,
billette, bramme e rutti i prodotti di sezione diversa.
dalle analisi chimiche. Essa non si applica ai controlli me
diante prove non distruttive.
I saggi, le provette ed i campioni sono destinati all'esecuzione
di prove che, salvo accordo contrario all'ordinazione, ven
gono effettuate secondo i metodi indicati nella norma qualita
tiva del prodotto oppure, in sua mancanza, nella norma di
prova.
Nel caso in cui le norme qualitative del prodotto o le norme di
prova prevedono condizioni differenti, devono essere appli
cate queste ultime condizioni. All'ordinazione possono essere
concordate varianti a queste condizioni.
Solo l'ultima edizione delle EURONORM citate fa fede
Tutti i diritti di riproduzione sono riservati agli Enti di unificazione degli Stati membri delle Comunit europee
Pagina 2
2 NORMA DI RIFERIMENTO
EURONORM 21 : Condizioni generali tecniche di fornitura per l'acciaio ed i prodotti siderurgici.
3 PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI SAGGI E DELLE PROVETTE PER LE PROVE MECCANICHE
3.1 Definizioni
Nel quadro della presente EURONORM sono valide le
seguenti definizioni.
3.1.1 Prodotto
Elemento (ad esempio una lamiera) scelto in un'unit di col-
laudo in vista dell'ottenimento delle provette.
3.1.2 Saggio
Materiale prelevato dal prodotto in quantit sufficiente per il
ricavo di una o pi provette.
In alcuni casi, il saggio pu essere costituito dal prodotto
stesso.
3.1.3 Barrotto
Parte del saggio che ha subito un trattamento meccanico,
seguito eventualmente da un trattamento termico, destinato
all'approntamento delle provette.
3.1.4 Provetta
Parte del saggio o del barrotto, di dimensioni fissate, lavorata
di macchina o no, portata allo stato voluto per subire una
determinata prova.
La provetta pu, in particolare, subire un trattamento termico
che le conferisce uno stato diverso da quello di fornitura e che
viene denominato stato di riferimento .
In alcuni casi, la provetta pu essere costituita dal saggio
stesso o dal barrotto.
3.1.5 Prelievo e preparazione della provetta
Insieme delle operazioni che forniscono la o le provette pronte
per la prova.
3.2 Prescrizioni generali
3.2.1 I saggi, i barrotti e le provette devono essere rappresen-
tativi del prodotto.
3.2.2 Identificazione dei saggi, dei barrotti e delle provette
1 saggi, i barrotti e le provette devono essere contrassegnati
per permettere, dopo il loro prelievo e la loro preparazione, di
identificare il prodotto dal quale essi provengono e, se neces-
sario, la loro posizione ed il loro orientamento in questo
prodotto. A tal fine, se nel corso del ricavo del saggio, del
barrotto e/o della provetta non possibile evitare la soppres-
sione dei riferimenti esistenti, il riporto dei riferimenti deve
essere fatto prima della loro soppressione. A richiesta del
collaudatore i nuovi riferimenti devono essere apposti in sua
presenza.
3.3 Prelievo e preparazione del saggio e del barrotto
3.3.1 Posizione e dimensioni del saggio
Il saggio deve essere prelevato in modo tale che la posizione e
l'orientamento delle provette che ne saranno ricavate cor-
rispondano, rispetto al prodotto, alle prescrizioni della norma
qualitativa del prodotto o, in sua mancanza, alle indicazioni
dell'appendice C.
Le dimensioni del saggio devono essere sufficienti per permet-
tere il prelievo delle provette necessarie all'esecuzione delle
prove prescritte. Se necessario, deve essere prevista una quan-
tit di materiale sufficiente per l'esecuzione delle riprove.
3.3.2 Posizione, dimensioni ed orientamento delle provette
La norma qualitativa del prodotto specifica la posizione di
prelievo e, all'occorrenza, le dimensioni delle provette.
In mancanza di queste prescrizioni, si pu fare riferimento
all'appendice C della presente EURONORM.
La norma qualitativa del prodotto precisa anche l'orienta-
mento delle provette rispetto al senso principale della defor-
mazione a caldo subita. Tuttavia, allo scopo di ridurre lo
sfrido di materiale, il produttore pu fare uso di provette
trasversali anche nel caso in cui vengono prescritte provette
longitudinali.
Per la provetta di resilienza, l'asse longitudinale dell'intaglio
deve essere, di regola, perpendicolare alla superficie di lami-
nazione.
3.3.3 Distacco e preparazione dei saggi
3.3.3.1
La norma qualitativa del prodotto o le prescrizioni dell'or-
dinazione devono indicare se la prova deve determinare le
caratteristiche
a) allo stato di fornitura (ved. punto 3.3.3.2) oppure
b) in uno stato di riferimento (ved. punto 3.3.3.3).
3.3.3.2 Prova allo stato di fornitura
Salvo accordo contrario, il saggio deve essere distaccato dal
prodotto soltanto dopo il completamento di tutti i trattamenti
meccanici e/o termici che il prodotto deve subire prima della
fornitura.
Se, per eccezione, il saggio non pu restare attaccato al pro-
dotto fino al completamento della fabbricazione (per esem-
pio: lamiere tagliate prima della ricottura e per le quali il sag-
gio preso dallo sfrido di taglio), la fase di lavorazione nella
quale esso viene distaccato dal prodotto deve essere specifi-
cata dalla norma qualitativa del prodotto o per accordo parti-
colare. I trattamenti, che deve successivamente subire il sag-
gio, devono corrispondere, il pi esattamente possibile, a
quelli cui il prodotto viene sottoposto: in particolare, i tratta-
menti termici devono essere effettuati nelle stesse condizioni
di quelli del prodotto e, se possibile, contemporaneamente.
Il distacco del saggio deve essere fatto in modo da non alterare
le caratteristiche della parte del saggio che dovr fornire le
provette.
Se necessaria una raddrizzatura del saggio per prelevare
provette regolamentari questa dovr essere effettuata, salvo
accordo contrario, a freddo. La raddrizzatura non conside-
rata trattamento meccanico, nel senso precisato al punto
3.3.3.3.2, se questa non comporta un incrudimento tale da
alterare le caratteristiche meccaniche dell'acciaio.
Se, eccezionalmente, la raddrizzatura modifica notevolmente
la forma del saggio, le condizioni di questa operazione devono
essere stabilite di comune accordo fra le parti. In mancanza di
un accordo, i saggi devono essere prelevati in modo tale da
evitare la raddrizzatura.
II saggio non deve subire altre manipolazioni o trattamenti.
Pagina 3
fissate dalla norma qualitativa del prodotto. Se necessario, la
norma qualitativa del prodotto deve indicare anche il proce-
dimento di sgrossatura.
b) Trattamento termico
Il trattamento termico del barrotto deve essere eseguito in un
ambiente in cui sia convenientemente assicurata l'uniformit
di temperatura.
La temperatura del barrotto deve essere misurata con uno
strumento tarato.
Il trattamento termico deve essere conforme alle prescrizioni
della norma qualitativa del prodotto oppure alle specifica-
zioni dell'ordinazione.
Salvo accordo contrario, un barrotto non pu subire pi di
una volta il trattamento termico prescritto; per eventuali
nuove prove opportuno prelevare un nuovo barrotto, salvo
il caso di un trattamento di rinvenimento, che pu essere
ripetuto nei limiti di temperatura prescritti.
3.3.3.3 Prova in uno stato di riferimento
3.4 Prelievo e preparazi one delle provette
3.3.3.3.1 Saggio
Il saggio deve essere distaccato dal prodotto nella fase di
fabbricazione precisata dalla norma qualitativa del prodotto
o per convenzione particolare.
Il distacco del saggio pu essere effettuato con un procedi-
mento qualsiasi, a condizione che esso non comporti un'alte-
razione del metallo persistente dopo il trattamento termico; se
questo procedimento dovesse comportare un'alterazione si
devono prevedere delle eccedenze sufficienti di materiale.
La raddrizzatura pu essere effettuata tanto a caldo quanto a
freddo prima di qualsiasi trattamento termico.
3.3.3.3.2 Barrotto (ove necessario)
a,) Trattamento meccanico
La norma qualitativa del prodotto deve stabilire le condizioni
dell'eventuale trattamento meccanico (ad esempio : fucina-
tura, laminazione, ecc.) da far subire al saggio e precisare in
particolare le sue dimensioni iniziali e finali.
Tuttavia, in casi speciali, possono essere concordate all'ordi-
nazione varianti a queste condizioni.
a
2
) Lavorazione preliminare per il trattamento termico
Quando il saggio deve essere sgrossato per il trattamento
termico, le dimensioni a cui questo deve essere portato sono
3.4.1 Distacco e lavorazione
Il distacco deve essere effettuato in modo da non alterare le
caratteristiche dell'acciaio.
La lavorazione deve essere eseguita a freddo adottando pre-
cauzioni tali da non produrre incrudimento superficiale e
riscaldamento che possono modificare le caratteristiche mec-
caniche dell'acciaio.
Quando, dopo lavorazione meccanica, le strie lasciate dall'
utensile rischiano di alterare i risultati della prova, esse
devono essere eliminate o mediante rettificazione (con ab-
bondante lubrificazione) o mediante lucidature, purch il tipo
di finitura scelto mantenga le dimensioni e la forma della
provetta entro le tolleranze stabilite dalla norma per la prova
corrispondente.
Le tolleranze dimensionali delle provette devono essere sta-
bilite nelle norme dei metodi di prova corrispondenti.
3.4.2 Trattamento
L'eventuale trattamento della provetta, la fase di prepara-
zione nella quale esso deve avere luogo, nonch le dimensioni
che la provetta deve avere in quel momento devono essere
specificati dalla norma qualitativa del prodotto.
Se si tratta di un trattamento termico, valgono le stesse
disposizioni stabilite per il barrotto (ved. punto 3.3.3.3.2 b).
4 PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI CAMPIONI DESTINATI ALLA DETERMINAZIONE
DELLA COMPOSIZIONE CHIMICA
Si devono distinguere due gruppi di metodi per la determi-
nazione della composizione chimica :
a) i metodi nei quali il campione viene sottoposto ad una
reazione chimica, e che vengono designati con il nome di
" metodi chimici >;
b) i metodi nei quali la determinazione degli elementi costitu-
tivi viene effettuata senza reazione chimica, e che vengono
designati con il nome di metodi fisici .
Pagina 4
4. 1 Definizioni
Nel quadro della presente EURONORM sono valide le se-
guenti definizioni.
4.1.1 Prodotto
Elemento (ad esempio una lamiera) scelto in un'unit di col-
laudo per le operazioni definite qui di seguito.
4.1.2 Campione
Quantit di materiale massiccio prelevato dal prodotto per
ricavarne i campioni per l'analisi.
I campioni prelevati alla colata dell'acciaio (ad esempio il
lingottino di colata) possono essere utilizzati per determinare
la composizione chimica dei prodotti da cui ne derivano e
costituiscono, per estensione, un campione. Evidentemente, le
prescrizioni dei punti 4.2 e 4.3 non si applicano in questo
caso.
4.1.3 Campione per analisi
Quantit di materiale prelevata dal campione o direttamente
dal prodotto in modo da rappresentare la composizione chi-
mica media del prodotto.
Si distinguono :
i campioni sotto forma di trucioli (ved. punto 4.3)
i campioni massicci (ved. punto 4.4.1)
i campioni compattati (ved. punto 4.4.2)
i campioni rifusi (ved. punto 4.4.3).
4.1.4 Materiale effettivamente sottoposto all'analisi
Parte del campione per analisi o del campione sottoposta
all'analisi propriamente detta.
Qualora il materiale da sottoporre effettivamente all'analisi si
presenti sotto forma di trucioli, la 'quantit di materiale da
prelevare deve essere ottenuta per pesata; nel caso del cam-
pione massiccio, compattato o rifuso, la parte effettivamente
analizzata deve essere costituita da un piccolo volume del
campione per analisi.
4. 2 Prelievo e preparazione dei campioni
4.2.1 Posizione e dimensioni dei campioni
I campioni devono essere prelevati nelle posizioni stabilite
dalla norma qualitativa del prodotto.
In mancanza di indicazione da parte della norma qualitativa o
di prescrizione all'ordinazione, i campioni per analisi possono
essere prelevati, previo accordo, sulla provetta o sul saggio per
le prove meccaniche (ved. punto 3.3.1) oppure direttamente
sul prodotto; in quest'ultimo caso, per i prodotti laminati
l'operazione di prelievo deve essere effettuata su una sezione o
su una semi-sezione perpendicolare al senso di laminazione,
ad un'estremit del prodotto.
Le dimensioni dei campioni devono essere sufficienti per per-
mettere di effettuare eventuali controanalisi.
4.2.2 Identificazione dei campioni
Ogni campione deve essere munito di contrassegni di identifi-
cazione imposti o ritenuti necessari per identificare il pro-
dotto di provenienza e, se necessario, la sua posizione nel
prodotto.
4.2.3 Preparazione della superficie del campione
Se del caso, il metallo deve essere messo a nudo nel punto del
prelievo con mezzo adeguato e, se necessario, sgrassato con
un solvente idoneo.
In alcuni casi particolari (per esempio per i prodotti sensibili
alle alterazioni della composizione superficiale), si pu con-
cordare di eliminare dal campione le parti corrispondenti alla
zona superficiale alterata.
Dopo queste operazioni, il campione deve essere protetto
contro qualsiasi alterazione.
4. 3 Prelievo e preparazione dei campioni sotto forma
di trucioli per la determinazione della composi-
zione chimica con metodi chimici
4.3.1 Lavorazione o taglio
Se il prelievo interessa tutta la sezione, impiegare la piallatura,
fresatura, tornitura o tranciatura.
Se il prelievo si effettua solamente su una parte della sezione
ovvero in punti prescritti, impiegare, secondo i casi, la fora-
tura o uno dei procedimenti suddetti.
Gli utensili, le macchine ed i recipienti usati per il prelievo dei
campioni devono essere preventivamente puliti in modo da
evitare qualsiasi contaminazione del campione per analisi.
L'impiego di mezzi di lubrificazione e di raffreddamento
autorizzato soltanto per casi speciali; in questo caso, i trucioli
devono essere puliti mediante opportuni solventi che non
lascino depositi.
La lavorazione deve essere effettuata in modo tale che i tru-
cioli non assumano la colorazione dovuta al riscaldamento.
Questa prescrizione non riguarda gli acciai che possono essere-
lavorati soltanto al rosso (ad esempio gli acciai austenitici al
manganese).
11 prelievo deve essere effettuato in modo da ottenere trucioli
sufficientemente sottili per ridurre al minimo la successiva
operazione di frantumazione per la preparazione del cam-
pione analisi.
Di regola, la grossezza dei trucioli deve essere tale che il loro
numero sia compreso fra 40 e 400 trucioli per grammo.
Questo numero deve essere di circa 100 per gli acciai non
legati o basso legati e di circa 400 per gli acciai alto legati.
Nel caso dell'acciaio grafitico, opportuno prelevare trucioli
quanto pi massicci e compatti possibile (circa 10 pezzetti per
grammo) al fine di evitare lo sgretolamento della grafite.
4.3.2 Frantumazione e stacciatura
4.3.2.1 Frantumazione
Se il numero dei trucioli ottenuti secondo il punto 4.3.1
insufficiente, effettuare una frantumazione con un frantoio
adatto. Analogamente a quanto prescritto per la lavorazione
meccanica, il frantoio deve esser preventivamente pulito.
4.3.2.2 Stacciatura
Se necessaria una stacciatura per ottenere un campione
rappresentativo, la totalit del prelievo deve passare attra-
verso uno staccio con maglie di 2,5 mm.
Se occorre, frantumare la parte trattenuta dalla staccio fino a
stacciatura completa.
Se il campione contiene polvere, cio frammenti che passano
attraverso uno staccio con maglie di 0,050 mm, separare
queste polveri per stacciatura e pesare le due porzioni cos
ottenute. Comporre poi la porzione per analisi con parti
proporzionali a queste porzioni.
Per la determinazione del tenore di carbonio, la totalit del
prelievo deve passare attraverso uno staccio con maglie di
2,5 mm.
Per la determinazione del tenore dell'azoto si deve prevedere
una lavorazione meccanica che dia un minimo di frammenti
< 50 Mm.
La stacciatura deve essere effettuata prendendo tutte le pre-
cauzioni necessarie per evitare contaminazioni, alterazioni o
perdite di materiale.
4.3.3 Massa del campione per analisi
Il campione per analisi deve essere preparato di massa suffi-
ciente per poter effettuare le eventuali controanalisi. Di regola
sufficiente una massa di 100 g.
4.3.4 Conservazione, identificazione ed immagazzinamento
dei campioni per analisi
I campioni per analisi devono essere conservati durante e
dopo la preparazione in modo da evitare qualsiasi contami-
nazione ed alterazione, in particolare in recipienti perfetta-
mente secchi, costituiti di un materiale chimicamente inerte e
con buona resistenza all'abrasione da parte dell'acciaio.
I recipienti devono essere provvisti dei necessari contrassegni
ed eventualmente sigillati. 1 recipienti destinati all'eventuale
arbitrato devono essere sigillati dal produttore e dall'utiliz-
zatore o dai loro rappresentanti.
Salvo accordo contrario, questi recipienti devono essere con-
servati dalla parte incaricata alla preparazione dei campioni
destinati all'analisi.
4. 4 Prelievo e preparazione dei campioni massicci,
compattati o rifusi per la determinazione della
composizione chimica con metodi fisici (Spet-
trografia o spettrometria di emissione visibile ed
ultravioletto, fluorescenza di raggi X, emissione
diretta di raggi X, spettrografia o spettrometria di
masse...)
Secondo le prescrizioni della norma qualitativa o per accordo
fra le parti, utilizzare :
a) un campione massiccio
oppure
b) un campione compattato o rifuso.
Occorre tuttavia tener presente che non possibile com-
pattare i pezzetti di tutti i tipi di acciaio.
Pagina 5
4.4.1.1 Campione massiccio
Il campione massiccio ottenuto per distacco dal campione di
un pezzo tale che possa essere sistemato sul piatto portaog-
getto o introdotto nel portaoggetto dell'apparecchio di ana-
li distacco avviene mediante taglio con sega, tranciatura,
cesoiatura o stampaggio.
La superficie deve essere lavorata mediante fresatura, mola-
tura o carta abrasiva per ottenere la qualit di superficie
richiesta dal metodo di analisi utilizzato (').
In mancanza di indicazioni nella norma qualitativa del pro-
dotto, l'analisi viene effettuata sulla parte del campione cor-
rispondente alla sezione trasversale del prodotto.
4.4.1.2 Analisi effettuata su un campione massiccio di spes-
sore minore di 1,5 mm
Nei metodi fisici nei quali si produce un arco od una scintilla
fra il campione massiccio ed un controelettrodo (spettrografia
e spettrometria di emissione visibile ed ultravioletto, spettro-
grafia e spettrometria di masse) si produce un riscaldamento
del campione massiccio. Questo riscaldamento tanto pi
intenso, localmente, quanto pi sottile il campione mas-
siccio.
Nei campioni massicci di spessore minore di 1,5 mm oppor-
tuno utilizzare delle tecniche particolari per ridurre il riscal-
damento locale durante lo scintillio. A titolo di esempio, si
possono saldare elettricamente i bordi del campione mas-
siccio su un piccolo blocco d'acciaio oppure inglobare il cam-
pione massiccio nello stagno lasciandone scoperta una faccia.
Procedere poi ad una lavorazione della superficie come de-
scritto al punto 4.4.1.1.
4.4.2 Campione compattato
Il prelievo dei trucioli deve essere effettuato con gli stessi
metodi e nelle stesse condizioni applicati per i campioni desti-
nati all'analisi con metodi chimici (ved. punti 4.3.1 e 4.3.2).
Una decina di grammi di trucioli fini di forma regolare ven-
gono introdotti in un anello di acciaio di diametro interno di
circa 25 mm. Questo anello appoggia su una base massiccia di
acciaio la cui faccia superiore perfettamente piana. Me-
diante una pressa a pistone che penetra a tenuta nell'anello,
effettuare la compressione ad una pressione di almeno 1 800
MPa (
2
), in modo che il campione compattato cos ottenuto
abbia uno spessore di almeno 2 mm e formi un blocco con
l'anello.
L'insieme campione compattato ed anello viene quindi rifi-
nito in superficie come descritto al punto 4.4.1.1 e sottoposto
tal quale all'analisi con metodi fisici.
(') Per la determinazione del tenore del silicio con la spettroscopia di fluo-
rescenza ai raggi X, utilizzare un abrasivo alluminoso.
Per la determinazione del tenore dell'alluminio con la spettroscopia di
fluorescenza ai raggi X, utilizzare un abrasivo siliceo.
Per la determinazione del tenore del carbonio con l'analisi spettrometrica di
emissione, utilizzare un abrasivo a base di ossidi.
(
2
) MPa = 1 N/ mm
;
.
Pagina 6
La qualit della superficie sottoposta all'analisi dipende dalle
dimensioni e dalla forma dei trucioli. Si deve evitare l'uso di
trucioli molto fini, che passino attraverso uno staccio con
maglia minore di 0,80 mm.
Noia Le curve di taratura degli apparecchi d'analisi de-
vono essere stabilite mediante campioni compattati.
4.4.3 Campione rifuso
La rifusione sotto atmosfera inerte negli impianti di rifusione
speciali, quali forni ad alta frequenza o forni ad arco, per-
mette di trasformare i trucioli o le particelle d'acciaio in cam-
pioni che si prestano all'analisi spettrale.
E necessario assicurarsi che il metodo utilizzato non comporti
alcuna modifica misurabile della composizione chimica.
5 PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI SAGGI E DELLE PROVETTE
PER PROVE DIVERSE DA QUELLE MECCANICHE E CHIMICHE
(Prova Baumann, Jominy, esame metallografico,...)
In mancanza di norma o di prescrizioni particolari concernenti le modalit di prelievo e di preparazione della provetta,
occorre riferirsi alle prescrizioni del punto 3.
Pagina 7
APPENDICE A
Lessico dei termini relativi ai saggi e alle provette per prove meccaniche
Riferimento
A

C
D
Italiano
Prodotto
Saggio
Barrotto
Proverta
Inglese
Product
Sample
Rough specimen
Test piece
Francese
Produit
Echantillon
Ebauche
Eprouvette
Tedesco
Probestck
Probenabschnitt
Probestab
Probe
Olandese
Produkt
Monster
Onbewerkt proefstuk
Proefstaaf
Definizione
ved. punto
3.1.1
3.1.2
3.1.3
3.1.4
APPENDICE
Lessico dei termini relativi ai campioni per la determinazione della composizione chimica
T3
Italiano
Prodot t o
Campi one
Campi one
per analisi
Porzione per
analisi
Campi one
compat t at o
Campi one rifuso
Campi one
massiccio
Inglese
Product
Sample
Sample for
analysis
Material
actually
submitted
to the analysis
Compact ed
sample
Remelted
sample
Sample in
a solid mass
Francese
Produi t
chantillon
chantillon pour
analyse
Mat i re effecti
vement soumise
l' analyse :
Prise d' essai
chantillon
compact
chantillon
refondu
chantillon
massif
Tedesco
Probestck
Probenabschni rt
Spanfrmigc
Anal ysenprobe
Effektive
Anal ysenprobe
Einwaage
Gepret e
Anal ysenprobe
Umgeschmolzene
Anal ysenprobe
Stckige
Anal ysenprobe
Olandese
Pr oduckt
Monst er smk
Anal ysemonst er
Mat eri aal voor
de eigenlijke
analyse
Gecompact eerde
anal ysemonst er
Hersmol t en
anal ysemonst er
Massief
anal vsemonst er
Definizione
ved. punto
4.1.1
4.1.2
4.1.3
4.1.4
4.4.2
4.4.3
4.4.1
Pagina 9
APPENDICE C
Posizione dei saggi e delle provette nel prodotto
La presente appendice fornisce delle indicazioni sulla posizione abituale dei saggi e delle provette nel prodotto, in
assenza di prescrizioni specifiche nella norma di qualit del prodotto e nell'ordinazione.
Essa si riferisce alle seguenti tre categorie di prodotti :
le travi, i profilati ad U, gli angolari, i profilati a e i profilati a (figura CI ) ;
i prodotti in barre, i fili e la vergella (figura C 2);
i prodotti piatti (figura C 3).
Figura C 1
Travi, profilati ad U, angolari, profilati a e profilati a
J C
1 3 L2/ 3
TH
(')
i - 2;3 4 1 3- 1
U
(')
zk
1/3-4. 2/3-
()
1 / 3 1 2 / 3 - -
^
-
1/3-4- 2/3-
(*) ()
Posizione dei saggi I
(') Su accor do, il saggio pu essere prelevato nel l ' ani ma, in corrispondenza di un quart o dell'altezza rotale,
(-') Il prel i evo delle provette nel saggio si effettua secondo le i ndi cazi oni della figura C3. Nel caso di pr of i l i con ali a facce i ncl i nate, consenti to lavorare di macchi na la faccia i ncl i nata
per renderl a parallela al l ' al t ra faccia.
Pagina 10
Figura C 2
Barre, fili e vergella
Dimensioni in millimetri
-I.pt
di
Tipo
di
prova
Prodotti a sezione tonda Prodotti a sezione rettangolare
d*S25
(2)
d>25
(3)
bi =25
h- .1
d^16 b^l2
V
E ..
d^25 d>25
0
r-
r.

OJ
"B^2T
a2sb
d =25 d>25
V
%
-


y
J
125
1
BT
I 2
II
( ) Come gl i acciai da boni f i ca, gli acciai da cementazione, ecc.
(
:
) Per i pr odot t i di piccole di mensi oni (d o b S 25 mm) la provetta costi tui ta, sc possibile, da uno spezzone non l avorat o di macchi na.
(

) Per i pr odot t i di di amet ro o spessore mi nore o uguale a 40 mm il produt t ore pu :


appl i care la regola stabi l i ta per i pr odot t i di di ametro o spessore mi nore o uguale a 25 mm;
oppur e prelevare la provet t a in una posizione pi prossima al centro di quel l a indicata nella fi gura.
f
J
) Per pr odot t i a sezione t onda l'asse del l ' i nt agl i o corri sponde approssi mati vamente a una di agonal e; per i pr odot t i a sezione rettangolare l'asse del l ' i nt agl i o perpendi col are ali
superfi ci e di l ami nazi one pi estesa.
Pagina 11
Figura C 3
Prodotti piatti
Tipo di prova Spessore del prodotto
Orientamento
delle provette
per una larghezza
<6 0 0 t
Distanza tra la proverta e la superficie di laminazione
^30
VA
Superficie di l ami nazi one
n
Tr azi one
e
pi egament o
(')
longitu
dinale
oppur e
trasversale
>30
Superficie
di l ami nazi one
V/
7
Resilienza
> 10
longitu
dinale
longitu
dinale

(3)
(') Per i prodotti di spessore minore di . mm la provetta viene prelevata secondo l'EURONORM 11, per gli altri prodotti secondo ['EURONORM 2.
In caso di dubbio odi contestazione, per i prodotti di spessore maggiore o uguale a mm occorre utilizzare provette proporzionali con lunghezza tra i riferimenti I,0 - 5,65 Y'S0.'
Per prove correnti si possono utilizzare, per ragioni di economia, provette aventi lunghezza di misura costante, a condizione che il risultato ottenuto per l'allungamento dopo rottura
venga convertito mediante una formula riconosciuta (vedere per esempio ISO 2566 - Conversione dei valori di allungamento).
Per i prodotti di spessore maggiore di .10 mm pu essere utilizzata la provetta cilindrica, previo accordo tra le pani.
(
;
) L'asse dell'intaglio deve essere perpendicolare alla superficie del prodotto.
{') Per i prodotti di spessore maggiore di .10 mm la provetta di resilienza pu, a seguito di accordo all'ordinazione, essere prelevata in corrispondenza di un quarto dello spessore.
BFR 120 DKR 21 DM7, 60 FF 17 LIT 3 200 HFL 8,30 UKL2 USD 4
M
UFFICIO DELLE PUBBLICAZIONI UFFICIALI N. di catalogo : CB-24-
_
X-22.vIT-C
* P DELLE COMUNIT EUROPEE
Bote postale 1003 - Luxembourg
Le EURONORM sono in vendita presso :
Ente nazionale italiano di unificazione (UNI), piazza A. Diaz 2, 20123 Milano