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Un altro ciclo si chiude e la nostra rivista arrivata ormai al terzo anno di pubblica-

zione. Tre anni di lavoro intenso e di continuo miglioramento in cui abbiamo aumentato
sempre di pi il numero di copie, il numero di posti dove possibile trovarla, il numero
dei contributi e lattenzione verso la Wicca e tutto il mondo pagano italiano ed inter-
nazionale.
Ma insieme ad Athame cresciuto anche il Circolo dei Trivi e questanno, oltre ai corsi
e alle collaborazioni ai maggiori eventi esplicitamente pagani in Italia come Sacri Fuo-
chi e la festa di Beltane a Masserano, abbiamo visto la prima edizione di Trivia, il pi
grande Convegno Nazionale Pagano italiano che ha riscosso un grande successo e reso
noi tutti immensamente soddisfatti, un premio enorme per il lavoro che abbiamo fatto
in questi anni.
Essere il Direttore di questa rivista e il Presidente di questa Associazione nel corso del
tempo sta diventando sempre di pi una grande responsabilit e una notevole fatica,
non solo per me, ma anche per tutti coloro che scrivono su Athame e che collaborano ai
progetti del Circolo, una responsabilit e un impegno di cui tutti noi ci sentiamo ben
consapevoli. Athame una delle voci del paganesimo e della Wicca, Trivia stato il
punto di incontro di coloro che si sentono vicini alla cultura e alla spiritualit pagana
antica e contemporanea e vuole diventare un riferimento assieme alla rivista della
nostra comunit che lentamente si sta definendo: tutto questo comporta la responsabi-
lit di garantire sempre la pluralit delle voci e la pluralit del dialogo con tutte le
altre organizzazioni e gruppi neopagani, e anche se non sempre cosa facile, ci stia-
mo provando, e le gratificazioni non mancano e nemmeno la gioia di poter vedere
realizzati i progetti in cui il Circolo si impegna.
In questo numero ci sar un resoconto dettagliato di Trivia e tutte le modalit per ave-
re gli atti del Convegno e naturalmente spazi di approfondimento su tutti i temi che
animano il mondo wiccan. Abbiamo deciso di dedicare un articolo anche allarticolo di
Massimo Centini sullAvvenire che in alcuni ha suscitato tanta perplessit: dobbiamo
dire troppa perplessit, visto soprattutto che Centini solamente un autore minore nel
panorama italiano che non ha mai pubblicato nulla di particolarmente significativo e
nemmeno di particolarmente originale nellambito della ricerca sulle tradizioni pagane
o sulla stregoneria e lesoterismo in genere. Pi che perplessit o clamore il suo articolo
avrebbe infatti dovuto suscitare ilarit, soprattutto considerata la storia personale di
Centini e i libri in collaborazione con Laura Rangoni, nota autrice wiccan, e il giornale
dove veniva pubblicata. Ad ogni modo per citare un autore cattolico, visto che siamo in
tema, non ti curar di lor ma guarda e passa. I temi di reale interesse in questo nume-
ro sono quindi altri, soprattutto lescursus sul tema delliniziazione e del sacerdozio,
sempre scottante per gli wiccan e un bellarticolo sulla santeria.
Buona lettura!
Cronos
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E d i t o r i a l e
Pag. 3 T R I VI A 2 0 0 5

Cronoche dal Primo convengno Nazionale sul Paganesimo
Pag. 6 P H Y L L I S C U R O T T

Corso - Circolo dei Trivi e Phyllis Curott presentano il corso di Primo Livello
della Tradizione di Ara che si terr a Milano
Pag. 7 Amb i e nt e e R e l i g i o ne
il vivere wiccano come salvaguardia d el pianeta Terra.
Pag. 9 A Wi c c an D ay
Un SABBAto vissuto wiccanamente attraverso gli occhi di Circle.
Pag. 11 E k o E k o

Ma guardate un po cosa passa per la testa di un famiglio...
Pag. 12 Ni nf e T rad i t e

Riflessioni a partire da La Follia che viene dalle Ninfe
di Roberto Calasso
Pag. 14 R e c e ns i o ni
LUomo ed il Divino di Maria Zambrano
La Transilvania Liberata di Tomaso Kemeny
Pag. 15 Teoria e Pratica della Wicca
Corso di Wicca a Bergamo
Pag. 16 Sogno, Fantasia, Rito: Il Mondo Vivente
Su ci che reale nel Mondo Magico
Pag. 19 S c i amane s i mo
Corso - Il Viaggio Sciamanico per ottenere potere e guarigione
Pag. 20 S ac e rd o t i e D ai
Dalla Valiente ai giorni nostri, riflessioni sulliniziazione e lauto iniziazione
Pag. 23 R i s p o s t a a C e nt i ni
Due risposte allarticolo di Massimo Centini sullAvvenire
Pag. 25 L a T ranc e
Un viaggio tra i mille volti della Trance dalla teoria alla pratica passando
per la storia e la scienza
Pag. 28 L a C and o mb l
Tra Dei Yoruba e santi cattolici
Pag. 31 L e t t e ra al G i o rnal e
Il Direttore risponde
Pag. 32 L E NO T T I D I S AMHAI N
Un Viaggio nelle Tradizioni Popolari alla ricerca di antichi Culti Pagani
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Anno IV - n 12 III/2005
Direttore responsabile
Davide Marr (Cronos)
Caporedattore
Luca Nogarotto (Laugha)
Redazione
Gabrio Andena (Gabriel)
Hanno collaborato
Luca Micicch
Lilu Morgan
Circle of Sand
Elaphe
Ethilinn
Excalibur
Andrea Romanazzi
Disegno in copertina
Laugha
Fumetto Eko Eko
Circle of Sand
Informazioni Tel :340 1282118
e-mail: circolodeitrivi@athame.it
Stampato in proprio presso
"Circolo dei Trivi"
Via Medaglie dOro 19
Casorate Sempione (VA)
Tutti i diritti di propriet e il
marchio Athame sono riservati
a:
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"Circolo dei Trivi"
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N 7198 serie 3
3 Ufficio Entrate Milano
Sede Legale
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20127 Milano
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Athame il bollettino ufficiale
del Circolo dei Trivi
La riproduzione anche parziale
degli articoli espressamente
riservata salvo diverse
indicazioni dellautore.
(legge 22 aprile 1941 n633)
Registrazione Tribunale di
Busto Arsizio (VA)
n. 09/04 del 14/12/2004
S o m m a r i o
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Cronache dal I Convegno Nazionale sul
Paganesimo
Trivia 2005 stata una scommessa ed un
tentativo. Scommessa sullesistenza in
Italia (quel virtualissimo sottomondo) di
un numero apprezzabile di neopagani
disposti ad affrontare lafa torrida
(reale, non virtuale) di Milano a fine
giugno ed a presenziare ad una manife-
stazione del tutto nuova nel panorama
nostrano. Scommessa sul fatto, altrettanto
intrigante, che al di l degli incanti fai-
da-te o prefabbricati, un altro livello
dinteresse umano e culturale si riesce a
delineare fra coloro che si fregiano del
titolo di Neopagano oggi. Scommessa,
insomma, se (che) vi siano le premesse
stesse dellesistenza (prossima ventura) di
una realt neopagana in Italia. Ed il
tentativo di fornire a questa compagine,
cos varia e multiforme come non pu
non essere, il meritato stimolo ad un
livello pi ampio sia come magnitudo sia
come ampiezza dello spettro culturale
coinvolto. Il tema delle realt neopaga-
ne come gi accennato altrove di am-
pio respiro e da affrontarsi con paziente
e chirurgica cautela. Sar tuttavia co-
stretto a riprenderlo a rischio di sfiorare
la ridondanza, in quanto non ci si pu
astenere da una cronaca, anche sche-
matica e frammentaria, come non pu
non essere la presente, della memorabile
giornata del 25 giugno. Non ci si pu
astenere dicevo dallelemento di ricono-
scimento reciproco ed in qualche modo
di appartenenza che anche chi, impe-
gnato in quel sotto la superficie che
dona, ed ha donato, alla manifestazione
una navigazione tranquilla, riuscito a
percepire.
TRI VI A 2 0 0 5
Di Circle of Sand e Elaphe
Circolo dei Trivi - Athame 3
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La struttura del primo convegno nazio-
nale sul paganesimo, che prevedeva una
serie di conferenze a tema spalleggiate
da laboratori tendenzialmente prati-
co-esperienziali, piaciuta ai molti, seb-
bene porti chiaramente con s il dilemma
della scelta, o forse la possibilit di po-
ter costruire un percorso proprio di
apprendimento e di sperimentazione.
Non a caso Trivia nasce, come il nome
implica, alla confluenza delle tre Vie
sdoppiate tra presente e passato, Celti-
ca e neodruidica, classica e neoclassica,
Stregonesca e Wiccan, in cui suddividia-
mo in modo crudo ma sfumato il percorso
Neopagano che ci si presenta davanti al
momento attuale.
Cronos, presidente del Circolo dei Trivi e
principale motore di Trivia 2005, prima
e durante la fatidica giornata, apre i
lavori con il suo intervento sul relativismo
culturale, seguito dallestroso ed emi-
nente professor Angelo Tonelli, grecista,
autore e regista, Sulle tracce della
sapienza. Lintimismo morbido e per cos
dire soffuso dellamica Chicca Morone,
sua compagna di poesia e successiva
relatrice, con Dare corpo allanima ci
conduce verso la vibrazione sotterranea
che oggetto dellintervento di Ossian,
con cui il Circolo dei Trivi ha una storia di
collaborazioni preziose: Luoghi del
drago e pietre magiche. Una meritata
pausa, accademici che si incontrano e si
scoprono legati, idealmente ed effica-
cemente, ad una realt (ancora!) di cui
non conoscevano lesistenza e che in
effetti ha possibilit di formarsi davanti
ai loro occhi. E dozzine di persone che si
4 Athame - Circolo dei Trivi
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incontrano e si scoprono legate da
unappartenenza che si va formando
attorno al comune scambio di idee.
Vanth Spiritwalker, altra conoscenza di
lunga data del Circolo, riapre dopo
pranzo i lavori con la sua conferenza
Misteri di Britannia, la successione dei
Pendragon, ricercando nel Mabinogion
ed oltre, la successione reale arcaica con
la sua mitologia e la sua filosofia. Hilvert
Timmer, il nostro relatore doltreconfine,
apre una parentesi illuminante sulla
storia contemporanea di Neopaganesi-
mo e Wicca visti come Nuove opzioni
religiose, nella sua veste di antropologo
e di praticante inserito nel contesto neo-
pagano nordeuropeo. Il professor Toma-
so Kemeny ci svela, oltre che il suo com-
piacimento per ci che vede attorno a
s, la sua anima creatrice, cantando la
sua Transilvania natale ed il calderone di
Dei vecchi e nuovi che l e nel suo cuore
ribolle. Lamica Laura Rangoni, materna,
amichevole e bella, sorride soddisfatta
dopo i suoi Cenni di storia della perse-
cuzione delle Streghe, uno degli inter-
venti forse pi apprezzati dagli interve-
nuti. Maria Giulia Dondero, accademica
e bella, si slancia su pinnacoli impratica-
bili ai pi, con il suo discorso su Neopa-
ganesimo e corporeit collettiva, mentre
Francesco Dimitri, autore fra le altre cose
dellinteressante Neopaganesimo
introduce alcuni schematici concetti di
Chaos Magick in All heil Eris! Una
spruzzata di Chaos, che portando il
focus dinteresse sul campo magico intro-
duce efficacemente lultimo relatore,
Gabriel, e Il sentiero del serpente:
percorsi esoterici nella Wicca. Ancora
qualche momento di sana discussione e
di scambio, in cui ci si confronta fra le
altre cose anche sulle scoperte della
giornata: chi si (finalmente!) incontrato
o rincontrato, quale intervento ha pi
colpito limmaginazione, o quale labo-
ratorio si seguito, fra il turbine di pro-
poste nelle salette al piano superiore.
Chi ha esplorato con Ossian i suoi Luoghi
di Potere e chi ha sentito le vibrazioni
delle acque di Gabriella Artioli; chi ha
partecipato al teatro iniziatico di Angelo
Tonelli, e chi ha seguito Chicca Morone
con il suo suono interiore; chi ha inseguito
la propria Dea interiore con il seminario
astrologico di Valentina Minoglio, chi ha
ricercato con Cronos la propria voce di
potere, chi ha scoperto la simbologia dei
Tarocchi con Elisabeth Larosenoire e chi
ha esplorato la propria interiore immen-
sit con il magnifico laboratorio di Mor-
gana, presidentessa della Pagan Fede-
ration International in gradita visita, sulla
Ruota dellAnno.
Ci mescoliamo, organizzatori che ras-
settano e partecipanti soddisfatti che si
disperdono verso casa, accompagnati
dal suono dellarpa di Sir Tristan e dalla
soddisfazione di aver vissuto, e fatto
vivere, una giornata diversa ed impor-
tante per la cultura, lispirazione, la vita
neopagana in Italia che va creandosi di
momento in momento le proprie strade.
Per coloro che vorranno ripercorrere le
vie di Trivia da inizio ottobre saranno
disponibili gli Atti del Convegno, per
tutte le informazioni si rimanda al nostro
sito www.athame.it .
Circolo dei Trivi - Athame 5
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Associazione di Volontariato
Circolo dei Trivi
presenta
P H Y L L I S C U R O T T
S E MI NAR I O DI I L I VE L L O
26 e 27 novembre 2005 - 9.30 18.30
P A L A Z Z O D E L L E S T E L L I N E
Corso Magenta 61
Milano
Sala Battistoni
Per luscita del nuovo libro di Phyllis Curott
Love Spell delle edizioni Sonzogno, avr
luogo una nuova edizione del suo semina-
rio di primo livello. E unoccasione unica
per trascorrere due giorni insieme a Phyl-
lis, unautrice che, grazie ai suoi libri, ha
contribuito a rendere la Wicca ed il Paga-
nesimo dei percorsi spirituali riconosciuti e
rispettati, rivelando una verit che rima-
sta a lungo nascosta: la Wicca una spi-
ritualit bella ed elegante fondata sullan-
tico sciamanesimo e sulle religioni della
Dea, ed ora la religione che in America
cresce pi rapidamente. In questo week-
end molto speciale, la G. Ss. Phyllis Curott
introdurr i partecipanti a principi e prati-
che spirituali usati da milioni di Streghe
moderne per riempire la propria vita di
magia e sacralit, aiutando coloro che
sono alla ricerca ad aprirsi al potere divi-
no che dimora in ciascuno di noi e nel
mondo intorno a noi. I partecipanti scopri-
ranno come magia e incantesimi siano
esperienze religiose che conferiscono
energia e forza cos come fonti per riuscire
a raggiungere obiettivi pratici come gua-
rigione, amore, prosperit, gioia, ispira-
zione e libert ed anche consapevolezza
ed evoluzione spirituale.
Phyllis Curott guider i partecipanti alla
padronanza delle tecniche fondamentali
della Wicca, come interpretate e praticate
in modo unico dalla Tradizione di Ara, per
connettersi al Divino e fare magia. Queste
tecniche includeranno purificazione e ban-
do, creazione dello spazio sacro e del
cerchio, radicamento, centratura, invoca-
zione alla Dea e al Dio, magia elementare,
accrescere e dirigere lenergia. I parteci-
panti impareranno a lavorare con gli
strumenti di divinazione per entrare in
dialogo e ricevere guida dal Divino.
Questo week-end avr degli spazi dedi-
cati allultimo libro di Phyllis Love spell
(Incantesimo damore). La magia divina
pu riempire la nostra vita con lamore.
Ma la magia non meccanica e i risultati
di un incantesimo damore possono essere
imprevedibili. Questo seminario ci riveler
come i rapporti al giorno doggi siano le
nuove Scuole dei Misteri. Cominceremo a
comprendere il confronto con il drago
dormiente risvegliato dalla brama, esplo-
reremo il desiderio e i suoi demoni, sco-
prendo il tesoro nascosto delle Nozze
Sacre o Grande Rito.
Ai partecipanti richiesto di venire in abiti
comodi e confortevoli, portare un piccolo
oggetto personale, per chi li possiede
tamburi o strumenti di percussione tipo
maracas, ed eventualemte i propri stru-
menti rituali, ed anche una stuoia o plaid
su cui sedersi, carta e penna. Il seminario
di I livello il primo passo di un cammino
che potra condurvi alliniziazione al Tem-
pio di Ara o semplicemente unesperienza
unica, che arricchira magicamente il vo-
stro bagaglio spirituale. Anche le pi
piccole minoranze possono avere un lungo
e duraturo effetto sulla maggioranza.
Poich ciascuna donna e uomo un sacro
altare dove lo Spirito e il Mondo si incon-
trano, le nostre vite sono templi dedicati al
Divino che presente nel mondo e in noi.
Questo non qualcosa in cui crediamo,
qualcosa che sappiamo. Non abbiamo
fede nel Divino; lo sperimentiamo attraver-
so la nostra pratica e attraverso il nostro
rapporto con la natura, e ci rallegriamo
nellestasi di quella comunione.
HPs Phillis Curott
Ulteriori informazioni aggiornate sono
sempre reperibili al sito www.athame.it o
al 340 1282118. Si consiglia di guar-
dare periodicamente il sito per restare
aggiornati su tutte le possibili variazioni.
Costo del seminario di due giorni:
! 170 per le iscrizioni pervenute entro il
15 ottobre 2005
! 190 per le iscrizioni successive
Modalit di iscrizione:
Versamento di 70 ! entro il 15 ottobre
2005, successivamente a questa data
versamento di 90 ! sul Conto Corrente
Postale 52733557 intestato a Circolo dei
Trivi, via Oxilia 13, 20127 Milano oppu-
re bonifico bancario intestato sempre al
Circolo dei Trivi ABI 7601 CAB 10800
N Conto 52733557 Agenzia Poste Ita-
liane, via Dolci Gerolamo,3 21019
Somma Lombardo (VA).
Copia del bollettino di versamento assieme
al modulo di iscrizione debitamente com-
pilato dovranno essere inviati via fax al n
340 1282118, oppure via mail (con
bollettino scannerizzato formato immagi-
ne) circolodeitrivi@athame.it , o a mezzo
posta prioritaria (gli invii postali si accet-
tano solo fino al 15 novembre, fa fede il
timbro postale) spedito a Circolo dei Trivi
Segreteria c/o Gabrio Andena, Via
Medaglie d'Oro 19, 21011 Casorate
Sempione (VA).
Il bollettino di versamento o la ricevuta di
avvenuto bonifico saranno considerati
biglietto di ingresso per il seminario, la
quota restante di 100! verr pagata
alllinizio del seminario.
In caso di rinuncia la caparra non verr
resa.
Il numero di posti limitato, al raggiungi-
mento della quota prevista non verranno
accettate ulteriori iscrizioni. La descrizione
del programma indicativa e potr subire
delle lievi variazioni. Modulo di adesione
da stampare (inviare a mezzo fax o posta
con copia bollettino versamento) o da
copiare e inviare via mail (con allegata
immagine bollettino di versamento)
ISCRIZIONE SEMINARIO DI PRIMO
LIVELLO di PHYLLIS CUROTT TEMPIO
DI ARA
Milano - 26 27 novembre 2005
Nome - Cognome
Indirizzo - CAP - Citt
Recapito telefonico
Recapito e-mail
Phyllis Curott terr anche un seminario
di primo livello su "Wicca ed Arte della
Magia" a Palermo.
Per la prima volta la Sicilia teatro di un
evento di tale portata!
Il seminario, organizzato dall'Associazio-
ne Culturale Pagana Anima Mundi, si
svolger presso l'hotel Casena dei Colli
di Palermo, dall'11 al 13 di novembre,
con inizio dei lavori alle ore 21.30 del
venerd, e termine alle ore 17.30 della
domenica.
E' prevista la possibilit di alloggiare
nell'hotel sede del work-shop a condizio-
ni di favore.
Per tutte le informazioni, i costi, le iscri-
zioni, rivolgersi al numero 329 4005032.
6 Athame - Circolo dei Trivi
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La nostra una
societ della tecnologia: il
cemento ricopre la terra
inerpicandosi fino al cielo,
i rifiuti inquinano aria,
boschi, fiumi, habitat natu-
rali prima incontaminati;
questo scempio avviene
quotidianamente sotto i
nostri occhi e rende il
pianeta in cui viviamo
sempre pi bisognoso di
cure. La Terra malata,
costretta ad una lunga
agonia di atroci dolori
senza fine, e noi siamo il
virus pandemico che laf-
fligge, ne corrode le carni
e ne disgrega le membra.
Luomo la peste nera, il
virus dellebola che miete
con clamore le sue vittime;
luomo non ha argine, il
pi stupido degli animali
e, non consapevole del suo
territorio, continua a
rovinare, distruggere,
inquinare i luoghi in cui
vive mettendo a repenta-
glio la sua vita e la so-
pravvivenza dellintero
ecosistema.
Levoluzione da una societ
agricola ad una industriale in cui la tec-
nologia domina la scena a discapito
della Natura ha segnato linizio di una
involuzione sostanziale nel rapporto
uomo-Terra: la simbiosi quasi mistica che
legava la societ rurale alla Natura
stata soppiantata dallo spirito tecnologi-
co che conosce solo la legge della scien-
za e dellasetticit infruttuosa del gua-
dagno. In questo clima di esasperata
ricerca di un progresso a discapito
dellesistenza, il wiccano tace! Ma come
pu un figlio della Terra, rimanere im-
mobile e assistere silenzioso alle torture
che la propria Madre continua a subire
da decenni? E un paradosso incredibil-
mente vero, eppure con sommo dolore, mi
dispiace ammetterlo, ma cos. Tante
belle parole vengono spese sui libri, da
eminenti personalit, dalla coscienza
comune, ma quanto ogni paga-
no si impegna realmente nel
difendere i diritti dellambiente,
degli animali e delluomo stes-
so?
Tante sono le associazioni neo-
pagane che in questi ultimi anni
sono nate in Italia; il loro lavo-
ro, per altro importantissimo,
principalmente volto alla diffu-
sione del neopaganesimo nelle
sue sfaccettature pi caratteri-
stiche e appetibili: si orga-
nizzano convegni, dibattiti,
workshop sugli aspetti religiosi
e pi pratici del culto, ma non ci
si pone il problema di creare
una coscienza ambientale negli
appartenenti alla Wicca. Per
quanto ne so, poche sono le
realt che si impegnano nella
promozione di una sana forma
mentis ambientalista che esalti
lecologia come lunica visione
possibile del vivere wiccano;
il nostro infatti un credo eco-
logico che ricerca la simbiosi
con la natura e non il suo as-
soggettamento e sfruttamento
incontrollati.
La nostra non una religione
prettamente antropocentrica in
cui luomo lessere perfetto del creato
e a cui tutto dovuto: la nostra religione
si fonda sullequilibrio tra uomo e natura,
sul concetto che tutto parte della stessa
impalpabile energia, tutto emanazione
del divino. Da questa considerazione
basilare nasce spontaneo linteresse per
la tutela dellambiente in quanto parte
della divinit. Il wiccano dovrebbe esse-
re coerente con la propria religione e ci
Ambiente e religione:
il vivere wiccano
come salvaguardia
del pianeta Terra.
Circolo dei Trivi - Athame 7
Di Luca Micicch
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comporta, oltre allosservanza del culto,
anche linteriorizzazione dellapparato
teologico-spirtuale che si estrinseca nel
quotidiano impegno di vivere in modo
wiccano e, la tutela dellambiente, degli
animali e delluomo stesso una delle
possibili manifestazioni. Il rispetto per
lenergia che ci circonda deve essere una
costante fondamentale del nostro quoti-
diano agire, e tale rispetto si pu estrin-
secare in diverse azioni anche quitidiane:
evitare di sprecare acqua ed energia,
utilizzare fonti energetiche rinnovabili
(come lenergia solare), adottare una
politica di differenziazione dei rifiuti,
evitare di gettare per terra e non negli
appositi contenitori qualunque sostanza
inquinante e non biodegradabile, tutela-
re gli animali e lambiente in ogni possi-
bile modo (attraverso petizioni, sensibi-
lizzazione delle coscienze, volontariato,
raccolta di beni per associazioni animali-
ste ed ambientaliste, ecc...). Auspicabile
sarebbe anche un serio impegno politico
volto al miglioramento della societ e
delle condizioni attuali dellambiente,
puntando sulla realizzazione attiva e
scrupolosa del Protocollo di Kyoto da
parte di tutti i governi del pianeta. E
bene che tutte le realt neopagane fac-
ciano sentire la propria voce e si impe-
gnino non solo nella diffusione di cono-
scenze ma anche -e soprattutto- nella
cura di un pianeta che soffre le pene
dellinferno a causa delluso smodato di
una tecnologia che di per s non ha ca-
rattere negativo: infatti il suo impiego
poco attento ai fragili equilibri naturali,
ai lunghi tempi di evoluzione della terra,
alla vita come valore universale del
creato, che la rende elemento demoniz-
zabile del progresso.
Non dobbiamo mai dimenticare
che prima di essere wiccan siamo cittadi-
ni di una societ
democratica dove
ognuno, con con-
sapevole e at-
tenta partecipa-
zione alla realt
comune in cui
vive, pu prende-
re parte alla res
publica e rad-
drizzare il tiro di
una cultura de-
viata dallobietti-
vo vita. Prendere
coscienza e agire:
questa lunica
cosa giusta da
fare, non abban-
donandosi allozio
e vivendo attiva-
mente il nostro
credo religioso in
quanto cittadini
attenti e wiccan
r e s p o n s a b i l i .
Insomma limpor-
tante agire,
lottare, e non
lasciare che le
nostre siano solo
parole, specula-
zioni che non
affondano con-
cretamente nella
realt quotidiana.
Prendere coscien-
za un dovere civico nei confronti della
nostra societ, di noi stessi, del pianeta in
cui viviamo, o meglio - per come stanno
le cose proliferiamo. In questo XXI se-
colo di progresso esasperato, luomo ha
perso il gusto della vita, la capacita di
assaporare il profumo stesso dellesisten-
za e si abbandonato ad una logica
suicida di espansione e conquista del
pianeta: diventato un virus abbando-
nandosi ad una logica di proliferazione
parassitaria. E nel rispetto della nostra
coscienza e del nostro credo che tutto ci
dovrebbe avvenire.
Luca Miccich
8 Athame - Circolo dei Trivi
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Sono le otto di mattina e la sveglia suona
anche di sabato. Si, anche oggi! Ho tante
cose da fare ed meglio che mi alzi
subito. Il letto senza la mia dolce met
comunque vuoto, iniziava a lavorare
presto. Mi sono trovato a ricambiare un
bacio nel dormiveglia e poi ancora
sonno profondo.
Sento qualcosa che riscalda la mia ma-
no. Un raggio di Sole che attraversa lo
scorribile chiuso in parte. Deve essere
una giornata bellissima.
Riavvolgo lo scorribile e la luce inonda
la camera da letto. Apro leggermente la
finestra e laria pungente di gennaio
entra sinuosa. Cerco il mio pentacolo e
mi rivolgo allaltare, accanto al letto
devo proprio sistemare. Una bella spol-
verata e prima di sera una nuova com-
posizione. Mi piace comporre ghirlande
o simili come dedicazione agli Dei, of-
frendole loro come ornamento dellalta-
re. La prossima sar strepitosa.
Molti degli oggetti sul mio altare sono
ricordi di emozioni, percezioni intense
del Mondo, offerta agli Dei. Ecco ad
esempio il limone che ho portato dalla
Sicilia. Guarda come secca bene. A
sentirlo con le mani forte e sodo, colo-
re bronzeo matto. Laroma lieve ma
presente e sentendolo tra le mani los-
servo come quando lo trovai. Ammiro la
sua buccia gialla, lucida e luminosa,
contemporaneamente lessenza inteso e
amabile mi pervade la testa dalle narici.
Ecco il fremito che mi apre il petto e
vivifica le membra. Lordinario lascia
spazio al canto indescrivibile dellUniver-
so, conservazione in un moto perenne di
trasformazione.
Stavo cercando il mio pentacolo eccolo
dentro la conchiglia sulla salvia bianca. Il
mio primo pentacolo lo portavo come
distinzione e riconoscimento. Con tutto
quello che ho fatto su questo sarebbe
poco saggio non portalo con me.
Non ho mai svolto delle devozioni gior-
naliere, ma molte delle persone che co-
nosco le praticano anche solo per alcuni
periodi. Offerte di frutta o incenso, una
candela o dei fiori, una preghiera o un
canto oppure della meditazione. Beh
quella per i pi mattinieri, io sono un
micio pigro.
Questa sera Luna piena e festeggiamo
qui da me. Mentre mi verso del t inizio
a prendere gli ingredienti della torta di
mele che voglio prepara per il banchet-
to. Certo quando si di riposo a casa
bello potersi dedicare a diverse cose, tra
cui la mia amata cucina. Nei giorni lavo-
rativi vanno bene dei biscotti, anche
industriali, o della focaccia del forno, ma
abbiamo banchettato anche solo con un
cioccolatino. A proposito sono curioso di
assaggiare lidromele che ha trovato N.
sembrerebbe una produzione di tutto
rispetto.
Preparati tutti gli ingredienti sul tavolo,
accendo una candela e dedico il lavoro
agli Dei. La ricetta semplice e rapida,
evito di utilizzare elettrodomestici se non
il forno, mettendo nel lavoro manuale
tutta la gioia di una nuova celebrazione.
Un po di pulizie domestiche. Nel secchio
dello straccio ho messo anche una buccia
di limone, profuma e purifica. Spolvero e
rassetto laltare che ho anche lucidato
con un olio preparato con olio di man-
dorla, incenso e mirra pestati a dovere,
zenzero,verbena lavanda.
Un po di giochi con il io gatto ma gi
luna! Uninsalata al volo e via a farmi
sistemare i capelli, mi aspetta D.
Con i capelli in ordine si fa un bel salto
di qualit e N. ne la prova vivente, da
carina si catapultata a fascinosissima...
se ne rendesse conto. Forse qualcosa sta
cambiando.
La cura personale e la scelta di un abbi-
gliamento che ci valorizzi sono anchesse
vie per sperimentare gli Dei. Bisogna
sperimentare, coltivare e praticare il
nostro fascino, acquisire consapevolezza
che si cristallizza nel carisma.
A WICCAN DAY
Un SABBAt-o vissuto
wiccanamente
attraverso gli occhi di Circle.
Circolo dei Trivi - Athame 9
Di Circle of Sand
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Saluto D. che verr alla celebrazione di
questa sera e corro allincontro con N.
Ho visto una camicia che vorrei comprare
ma necessita di una prova. In pi, proprio
nelle vicinanze, c un negozio di tessuti
con diversi scampoli di ottima qualit.
Vorrei confezionare una custodia per il
mio nuovo sonaglio sciamanico.
Ammetto che anche se laria un po
troppo fresca per i miei gusti una pas-
seggiata con il Sole si fa sempre volen-
tieri. Qualcuno ama andare sotto la
pioggia battente, io resto rapito anche
dal vento di qualsiasi genere. Mi trovo a
chiudere gli occhi anche allarrivo della
metropolitana e mi sembra di sentire le
carezze degli spiriti che prima uno o due,
poi in gran numero sfrecciano dalla gal-
leria sulla banchina.
Finite le commissioni facciamo altri due
passi e andiamo a prendere una mera-
vigliosa cioccolata calda non molto di-
stante, vicino la fermata della metropo-
litana. La fermata dove durante la setti-
mana scendo per andare a lavoro. Gi,
il lavoro... in ufficio devo proprio portare
qualcosina che aiuti la situazione pessima
con quella amabile cima della mia
collega.
Candela bianca, quarzo rosa, citrino e
delle foglie di oleandro. Quasi quasi
metto anche del pepe nero. Lolendro che
mi ha portato V. ha unintensit aromati-
ca ed energetica stupefacente. Quando
si ci pu avvalere di piante cresciute
nella Natura e raccolte con i dovuti ri-
guardi per la pianta e per il momento. Il
mio balconcino assomiglia alla foresta
amazzonica, do tutto il mio amore ma qui
in citt sempre condito da abbondanti
agenti inquinanti. Confesso che quindi
non disdegno i prodotti derboristeria,
con le dovute purificazioni e benedizioni,
ovvio.
Aprendo la porta dingresso capisco che
il mio amore gi a casa. Che bello la
tavola arricchita da un meraviglioso
mazzo di fiori. Un suo dono per la Luna. I
suoi programmi per la serata sono un
cinema con gli amici. Gentilmente lascia
la casa a noi stregacce, ma ora posso
godermi un po il suo abbraccio.
Metto a bollire lacqua per un buon t, la
cioccolata ci ha corroborato solo per il
tragitto di rientro. Il Sole e calato e il
freddo si fa intenso e pungente. E un
giovane Sole e deve ancora crescere.
Il t Ceylon preparato con la menta e i
pinoli una classica bevanda araba,
ormai ben conosciuta in Sicilia. A mio
parere apre la mente e i polmoni e con-
quista la gola. Basta languire, a lavoro.
Ecco finita la nuova ghirlanda per il mio
altare. Lanello di salice, decorato con
rametti di abete, al centro una stella
formata da rametti di alloro alle cui
punte sono posizionate delle pietre:
ametista, acquamarina, occhio di tigre,
agata muschiata e sodalite. Il tutto
legato con della rafia.
Al centro della stella ho sospeso con del
nailon un cristallo di rocca. Per completa-
re ho messo un grande petalo di orchi-
dea bianca sotto ogni pietra. Sono pro-
prio entusiasta del risultato.
E meglio spostare i mobili della camera
per fare spazio per la celebrazione, ma
suona il citofono. E arrivata I., perfetto.
Le due bambine potranno procedere da
sole mentre io finisco di preparare la
cena che dovremmo consumare dopo la
celebrazione, ma con il lavoro di D. non si
sa mai a che ora pu arrivare.
Per candelora il Cerchio sar al com-
pleto, anche M. da Roma sar con noi.
Un momento che attendo ormai dalle-
state scorsa. Suona il campanello, sem-
bra che anche D. sia giunto. E tempo di
celebrare.
Felice incontro, felice saluto e felice nuo-
vo incontro.
10 Athame - Circolo dei Trivi
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Circolo dei Trivi - Athame 11
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Nonostante la promessa fatta a me
stessa da molti anni di non comprare pi
un certo tipo di autore, successo: mi
sono lasciata tentare da La follia che
viene dalle Ninfe di Roberto Calasso
edito, guarda caso, da Adelphi!
Confesso, lho comprato trascinata da
quel sottile ironia che mi pervade ogni
volta che mi appresto ad ascoltare le
perle di saggezza profuse da un uomo
sullargomento potere della donna.
Non perch non esistano uomini che sap-
piano che cosa sia in realt il potere
femminino, ma perch solitamente coloro
che ne hanno sperimentato qualche ac-
cenno hanno la saggezza di tacere.
Ebbene, Roberto Calasso stata una
vera e propria sorpresa: riuscito a
metacomunicare in questa raccolta di
articoli apparsi sul Corriere della Sera
(2), la Repubblica (3), Panorama (2)
nonch una lezione tenuta a Parigi e una
conferenza a Mosca il suo sostrato apol-
lineo di editore illuminato.
Roberto Calasso - chi ci crederebbe -
nel giugno 1992, data della sua lezione
al Collge de France, aveva gi sco-
perto lesistenza di un potere detenuto
dalla Terra attraverso le fonti custodite
dalle Ninfe, un potere che consisteva
nella comunicazione con il divino preclu-
so allo stesso Apollo: lui infatti aveva
dovuto prima uccidere Pitone, draghessa
di Delfi e assoggettare Telfusa, ninfa
della fonte dove voleva porre il suo
culto.
Ohib, che sar mai questo potere?
A quali abissi si potr giungere attraver-
so questo?
Perch esiste una facolt del genere?
Che immortalit e acque abbiano qual-
che corrispondenza?
E poi, perch mai Apollo aveva dovuto
lasciare putrefare Pitone vicino alla fonte
e provocare una frana su Telfusa le cui
colpe erano quelle di voler difendere il
luogo (corpo) dalla profanazione ma-
schile?
Perch Apollo non pu aveva potuto
cercare di convivere con lo spirito del
luogo (visto che non a conoscenza dei
misteri l celati) e unificare in una per-
fetta (visto che un dio) sintesi tra ma-
schile e femminile?
Perch Apollo era Apollo ed era in gra-
do di condividere il potere destinato da
Giove solo con il suo altro, Dioniso.
Cos le Ninfe, depositarie di quel sapere
strettamente collegato alla possessione
erano state costrette a ritirarsi e con loro
era migrato nellinvisibile sempre di pi
lo stato di coscienza alterato che produ-
ce il sapere, sigillando oltre il mentale
ogni miraggio di immortalit attraverso
quella connessione con il divino.
Apollo verr poi circondato dalle Muse,
entit dalle sfumature assonanti, le quali
interpreteranno le Arti e possederanno
Ninfe
Tradite
12 Athame - Circolo dei Trivi
Di Excalibur
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poeti, danzatori, scrittori e musici, ma
sar lui, sole raggiante, il centro di diffu-
sione di quel sapere.
Ahim Apollo aveva tenuto cos forte-
mente le redini di questo potere che
nulla aveva potuto trapelare, tanto meno
il sigillo segreto delle Ninfe: queste, ap-
prendiamo, donavano la vita, ma pote-
vano essere mentitrici soprattutto, io
sospetto, non abbiano mai cessato di
mantenere criptato il loro segreto. Mai
nessuna aveva istruito Apollo fino nei
recessi della sua integrit. Apollo avreb-
be dovuto essere totale, arrendersi, esse-
re trasparente come lacqua diventare lui
stesso ninfa per essere iniziato
Viene spontaneo chiedersi: nel progetto
di autoinvestitura oracolare, Apollo, ave-
va considerato che qualche piccolo se-
greto avrebbe potuto sfuggirgli?
Cos nei secoli il luogo dove prima chiun-
que pastori compresi potevano udire
e ripetere le parole degli Dei, piano
piano diventa luogo di potere legato al
mercanteggiare (leggi: denaro/oro ele-
mento essenziale) di postulanti pi o
meno ricchi.
La disamina dello stato di possessione,
di delirio, di follie come alterazioni e
di realt distorte prosegue, ma sono
pungolata a mettere in relazione imme-
diata lultimo saggio, quello intitolato
modestamente leditoria come genere
letterario cio larte di pubblicare i libri,
perch di arte - anche se con la a minu-
scola - si tratta.
Tra le molteplici domande che Calasso si
pone (e a cui prontamente si risponde)
c: In base a quali criteri si pu giudi-
care della grandezza di un editore?
Ebbene, io credo che scorrendo i titoli
degli ultimi settanta volumi pubblicati
nella Piccola Bibblioteca Adelphi la
praticamente inesistente presenza di
autrici possa dirla lunga: lapollineo
editore che definisce leditoria arte,
ma pericolosa perch per esercitarla, il
denaro un elemento essenziale evita
di chiedersi se ci siano luoghi nelle quali
si nasconda la vera grandezza di un
editore, quella legata allimmortalit del
suo nome. Lui convinto che la carta
vincente di una casa editrice sia davvero
la capacit di far leggere (o per lo
meno comprare) certi libri.
Bisognerebbe spiegargli che forse qual-
che segreto nascosto tra le pagine di
quegli scritti ispirati dalle Ninfe affinch
il loro sigillo non vada perduto esiste
ancora: gioielli magici in cui si tramanda
un sapere destinato a chi ha occhi per
vedere, ma non ai ciechi e ai sordi, per-
ch chi non ha oro non pu comporre oro.
Mi piace immaginare che esista una
specie di bibliografia alla Michail Osor-
gin - romanziere russo fondatore a Mo-
sca della Libreria degli Scrittori durante
la rivoluzione di ottobre - andata per-
duta o forse mai compilata nella quale
autori famosi e altri molto meno (consci o
non) abbiano trasmesso un sapere im-
mortale, componendo una virtuale bi-
blioteca che chiunque voglia conoscere
se stesso debba necessariamente legge-
re.
Non capiterebbe quindi cos spesso che
entrando - sempre virtualmente - nel
tempio di Delfi molti intellettuali dopo
aver letto il Conosci te stesso picchino il
capo sul frontone dove sta scritto Tu
conoscerai luniverso e gli Dei.
Forse se Roberto Calasso invece di par-
tecipare a nobili certamina nei quali
cercare di scoprire una piccola falla
nellonniscenza letteraria di Sergio Fer-
rero -misurando cos le proprie divine
facolt intellettuali - si calasse (appunto),
scendesse in una misura pi umana
potrebbe andare incontro a giovani
universitarie, armate di dolcezza e di
quel sapere nascosto anche a loro stesse,
per dare inizio a un certo tipo di edito-
ria, un po meno erudita e dalle sfumatu-
re un po meno misogine, ma sicuramente
pi interessante per coloro che hanno
identificato nel Mito la psicologia spiri-
tuale.

Circolo dei Trivi - Athame 13
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
Autore: Maria Zambrano
Titolo: Luomo e il divino
Casa Editrice: Edizioni Lavoro
Pag.: 403 - Prezzo: 25,82 !
Tempo fa, ebbi con un'amica una discus-
sione sulla filosofia e sul fatto che
la storia ci avesse regalato poche filoso-
fe. Forse perch le donne pensano
in modo diverso dagli uomini (oltre ad
essere state relegate dalla cultura
patriarcale)? Ricordo che quando dissi
una cosa del genere la discussione si
fece alquanto accesa, soprattutto perch
la mia amica, convinta femminista,
riteneva che il "pensare in modo diverso"
f os s e s i noni mo di " pens i er o
inferiore"... Ad ogni modo, lasciando la
questione delle eventuali differenze di
strutture cognitive agli psicologi, que-
st'estate spulciando in libreria nel sempre
molto poco affollato reparto di filosofia,
ho trovato di fresca pubblicazione un
nuovo testo di Maria Zambrano "L'uomo
e il divino" edizion lavoro, di cui peraltro
avevo gi letto "Chiari del bosco".
Per chi mastica gi un po' di filosofia,
soprattutto la filosofia delnovecento,
sar un libro ricco di ispirazione e una
fonte inesauribile di pagine da meditare,
un esmpio di come davvero, a mio avviso,
possa essere un pensiero al "femminile"
(e non solo e non certo perch una
donna a scrivere).
Per chi non mastica filosofia da molto, o
non l'ha mai masticata, il libro della
Zambrano sar come un fitto bosco dove
i sentieri ci portano sempre pi in pro-
fondit... il linguaggio sempre teso tra il
mistico, il filosofico e soprattutto il poeti-
co (l'unico linguaggio in cui Heidegger di
fronte al tramonto dell'occidente e alla
notte dell'Essere ne vide l'alba e il futuro
del pensiero) non potr che condurre il
lettore per mano. Maria Zambrano per
la cronoca era un allieva di Ortega y
Gasset, spagnola, rest in esilio volonta-
rio per gran parte della sua vita fino a
che non cadde la dittatura in Spagna.
visse anche in Italia e incontr moltissimi
filosofi, poeti e pensatori in tutta Europa,
tra cui Cioran (che non posso non citare
perch un'altro dei filosofi che ho
amato)
L'uomo e il divino la storia del sentire
umano davanti al sacro, un libro
che parla di abissi e di un sentire e che
"tenta la risposta, o meglio, le
risposte". Non mancano i riferimenti al
cristianesimo che la Zambrano non man-
ca mai di considerare e tuttavia come
afferma Vitiello nel saggio introduttivo:
<<Il tempio in rovina, privo della statua
del dio, cui era dedicato, cessa di essere
"un" tempio per divenire "il" tempio: la
dimora di tutti gli di, passati, presenti,
venturi.
Cos "il luogo sacro originario ha trovato
l a sua compi ut a ri vel azi one"
Questa conclusione della Zambrano, non
"cristiana", ma greca, "pagana".
Risente di tutte le delusioni del cristiane-
simo storico, trionfante, e se ne
distacca. Se ne vuole distaccare. Certo in
questa risposta non assente la
memoria di Nietzsche, ma come sbiadita.
Estranea all'animo e alla sensibilit poe-
tica della Zambrano la hybris - talora
reale, pi spesso solo esibita, quando
non gridata - del cantore dell' "eterno
ritorno".[...]
Ma ascoltiamo di nuovo la sua voce:
"Cos le rovine vengono ad essere l'ulti-
ma, compiuta immagine del sogno che
anima nel profondo la vita umana, di
ogni uomo: che alla fine del suo patire
qualcosa di suo torner alla terra per
continuare indefinitamente il ciclo vita-
morte e che qualcosa scamper liberan-
dosi ma permanendo, poiche tale la
c o n d i z i o n e d e l d i v i n o . "
[...] La Terra che benevola ci accoglie
l'ultimo rifugio del pensiero incapace di
accettare la sua radicale - irredimibile -
finitezza. Rifugio che non "salva" il finito;
lo redime; lo redime dalla sua finitezza
negandolo nell'Infinito. Ma " el saber
vivir en el fracaso" altro dal dolce
naufragar nel mare dell'infinito.>>
Autore: Tomaso Kemeny
Titolo: La Transilvania liberata
Edizioni: Effigie
Pag.: 80
Prezzo: 10,00
Non facile presentare al pubblico un
poemetto, purtroppo certi generi lettera-
ri sembrano essere relegati al contesto
della storia della letteratura, ma questo
testo sembra ridare vita a un genere che
si ritrova nella forma di una favola oniri-
ca che ha richiesto una lunga elabora-
zione.
E in questa favola, che metafora di
vita, possiamo riscoprire dei, demoni ed
eroi darsi di nuovo battaglia, nellincede-
re dei versi.
Un testo a cui ciascuno si pu avvicinare
attraverso un percorso intimo che porti a
ri-comprendere il linguaggio della poe-
sia e in particolare di questa poesia. E
un re-imparare a leggere il verso, con-
dotti dai versi stessi dellopera che ci
conduce alla riscoperta del senso ultimo
della poesia, la celebrazione.
Tomaso Kemeny nato a Budapest, vive
a Milano, ed professore ordinario di
Letteratura inglese presso lUniversit di
Pavia. Ha gi dato alle stampe otto libri
di poesia, un testo drammatico e un ro-
manzo.
Io canto laquila in volo
prima che fossero creati i cieli;
canto il volo che figur nel vuoto
lalbero e i rami innevati
prima che sorgesse monte a presidio
delle piane frustate dalluragano.
[]
Canto il fiume che scorre da sempre
oltre le barriere dello spazio
e varca il gorgo luttuoso del tempo
allorch il cosmo fragile delluomo
sinabissa nellorbita del teschio,
titanica dimora dellanima.
14 Athame - Circolo dei Trivi
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
I L CI RCOLO DEI TRI VI
Associazione di volontariato wiccan
Presenta
TE ORI A E PRAT I CA DE L L A WI CCA
Serata di presentazione
5 ottobre 2005 - ore 20.45
Presso
Libreria Stregata
Via San Bernardino 15/c - Bergamo
Info.035/230494
Costo complessivo 80 !
La Wicca una via spirituale basata sulla
sintonizzazione con i cicli stagionali e
lunari e la riscoperta di questi ritmi attra-
verso la connessione con le forze divine
che permeano la natura e che vengono
personificate in una polarit femminile e in
una polarit maschile. E anche e soprat-
tutto un sistema magico ed iniziatico che
guarda agli antichi culti pagani del pas-
sato e alla storia della stregoneria secon-
do l'interpretazione antropologica che
vede questultima come prosecuzione di un
paganesimo rurale legato al culto della
Grande Dea, la Wicca pertanto viene
definita come moderna stregoneria e per
stregoneria intendiamo lArte della Sag-
gezza. E una religione misterica che ci
aiuta a crescere nella comprensione di noi
stessi e che ci conduce vicino agli Dei. Il
percorso della Wicca porta alla riscoperta
del divino che in noi e in tutto ci che ci
circonda, una via di gioia e libert che
muta la nostra visione del mondo e che ci
riporta, attraverso la pratica spirituale, a
riscoprirci in un universo vitale e sacro. Il
divino energia, energia in movimento e
in cambiamento continuo.
La Wicca ci offre una filosofia di vita, il
senso di avere un posto nel cosmo e la
comprensione della nostra relazione con la
natura, una religione non del credere,
ma del sentire.
I sei incontri in cui il corso strutturato ci
porteranno a comprendere e ad appro-
fondire le basi della Wicca, mettendo
ciascun partecipante in grado di compiere
dei piccoli rituali e introducendolo alla
comprensione dellArte.
Circolo dei Trivi:
Il Circolo dei Trivi nasce nel dicembre
2002 ed la prima associazione in Italia
a caratterizzarsi come associazione ispi-
rata alla Wicca. La nostra Associazione
ha iniziato il suo lavoro con la pubblica-
zione di Athame, oggi la prima ed unica
rivista italiana che tratti esclusivamente di
Wicca e Paganesimo.
Il Circolo dei Trivi ha legato il suo nome
allorganizzazione di molti eventi, tra cui
quello che diventato ormai il convegno
nazionale sulla Wicca a Biella Dalle Gua-
ritrici di campagna alla Wicca Moderna
che organizza in collaborazione con Anti-
caQuercia e soprattutto Trivia, il pi
grande convegno italiano dedicato al
paganesimo. Siamo unAssociazione di
volontariato e tutto ci che facciamo
frutto di un impegno disinteressato e di un
amore per la Wicca e per le tradizioni
pagane antiche e moderne.
Insegnanti:
Cronos (Davide Marr): Presidente del
Circolo dei Trivi e direttore della rivista di
Wicca e Paganesimo Athame. Si occupa
da anni di Wicca e di esoterismo, cultore
della tradizione alexandriana e praticante
delle tecniche sciamaniche, ha seguito oltre
ai seminari di P. Curott, il primo mini-wit-
chcamp reclaiming italiano. Relatore sulla
storia della Wicca e insegnante nel labo-
ratorio sulla magia della voce al II e III
Convegno Nazionale di Wicca e Strego-
neria. E Coordinatore Nazionale della
International Pagan Federation ed inse-
gnante e counselor.
Nyx (Maurizia Merati): E stata organiz-
zatrice e traduttrice per i seminari e i corsi
tenuti da Phyllis Curott in Italia. Iniziata
della tradizione di Ara di P. Curott. Ha
seguito i corsi di Lorena Menegoni sul
Core Shamanism ed praticante di Reiki
di secondo livello. E un artista e nei suoi
lavori trasfonde le sue esperienze nel
cammino della Vecchia Religione, utiliz-
zando i colori e le forme, come porte per
comunicare con gli Dei e la Natura e come
mezzo di guarigione spirituale.
Gabriel (Gabrio Andena): Si dedica allo
studio della magia, delle religioni compa-
rate e della mitologia, interessandosi in
particolari agli aspetti filosofici e teorici
dei vari sistemi magici ed iniziatici, sia
orientali che occidentali. Da alcuni anni
segue la via della Wicca, riferendosi in
particolare alla tradizione alexandriana e
al reclaiming, ma sperimentando anche
altre tradizioni. Segretario e socio fonda-
tore del Circolo dei Trivi e redattore di
Athame.
Elaphe: (Daniele Tronco): socio fondatore
dellAssociazione Circolo de Trivi. Si occu-
pa attivamente di neopaganesimo, dal
punto di vista storico e della pratica, da
alcuni anni. E socio della Pagan Federa-
tion International, iniziato della tradizione
di Ara di P. Curott, interessato al Core
Shamanis di Michael Harner, oltre ad
interessarsi specificamente della prepara-
zioni di incensi magici.
Programma
I incontro mercoled 5 Ott. 2005
Serata di Presentazione:
Il cammino della Wicca
_ Le radici della Wicca: magia e strego-
neria
_ La Wicca come visione del Sacro
_ Il divino dentro di noi
_ La dimensione archetipica e gli Dei
_ Il senso del rituale
_ I cicli stagionali e la ruota dellanno
II incontro mercoled 19 Ott. 2005:
Presenza e Concentrazione
_ Tecniche di concentrazione
_ Tecniche di visualizzazione
_ Tecniche di meditazione di base
_ Incontro con la Dea
_ Consapevolezza interiore
III incontro mercoled 2 Nov. 2005:
Grounding and Centering
_ Rilassamento e respirazione
_ Grounding and Centering
_ La voce della Terra
IV incontro mercoled 16 Nov. 2005:
I quattro elementi e la magia
_ Aria
_ Fuoco
_ Terra
_ Acqua
_ La magia degli elementi
_ Gli strumenti
_ Magia di consacrazione e purificazione
V incontro mercoled 30 Nov. 2005:
Il Cerchio e lo spazio sacro
_ Il simbolismo del cerchio
_ Preparazione dell spazio
_ Creare il gruppo
_ Creazione del cerchio
_ Ingresso nel Cerchio e dimensione ini-
ziatica
VI incontro mercoled 14 Dic. 2005:
Il rituale
_ Che cos uninvocazione
_ La magia della voce
_ Chiamata delle torri
_ Invocazione degli dei
_ La libagione
_ Esbath e Sabba
Circolo dei Trivi - Athame 15
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Quando ci si pone il problema
della realt dei poteri magici, si ten-
tati di presupporre per ovvio che cosa
si debba intendere per realt, quasi si
trattasse di un concetto tranquillamente
posseduto dalla mente, al riparo da
ogni aporia <ma>[] si finisce col
rendersi conto che il problema della
realt dei poteri magici non ha per og-
getto soltanto la qualit di tali poteri,
ma anche il nostro stesso concetto di
realt, e che lindagine coinvolge non
soltanto il soggetto del giudizio (i pote-
ri magici), ma anche la stessa catego-
ria giudicante (il concetto di realt).
E. DE MARTINO, Il Mondo Magico,
pag. 9-10, Boringhieri
Che cosa sia la realt o forse sa-
rebbe meglio scrivere: la Realt un
mistero che non ha mai cessato di affa-
scinare lo spirito umano. Tutte le filosofie
e le religioni hanno da sempre agognato
a definire questo mistero, a svelarlo e a
riconnettersi con quella Realt.
Io ritengo che, per quanto apparen-
temente diverse possano essere le conce-
zioni delle persone, nel nostro occidente
moderno c una credenza pi implicita e
nascosta, che informa (nel senso di: d
forma) tutta la nostra esperienza e che
sancisce ci che reale e ci che non lo
.
Per spiegare cosa intendo vorrei fare
due brevi cenni ad un notissimo pensato-
re, il padre della filosofia moderna: De-
scartes pi comunemente noto nella
italianizzazione: Cartesio. Costui, uscito
dalle nebbie del Medioevo e della Sco-
lastica (che, nellopinione di chi scrive,
tanto nebulosa non era; ma Renato la
pensava diversamente), decise che vole-
va vederci chiaro aveva proprio questo
chiodo fisso delle idee chiare e distinte.
Cos si chiese: cosa sappiamo davvero?
Cosa certo, al di l di ogni dubbio? E
prese a dubitare di tutto, smontando le
varie scienze, facendo salire il dubbio
fino ad un grado iperbolico, dubitando
dei sensi.e infine trovando quella che
secondo lui lunica verit certa: cogito
ergo sum penso dunque sono. Posso
dubitare di tutto, ma mentre dubito non
posso dubitare di dubitare, non posso
dubitare di me in quanto sostanza pen-
sante. Come da questa frasettina, appa-
rentemente innocente, lui riesca con mira-
bolanti acrobazie a dimostrare lesisten-
za di Dio e quindi del mondo, direi che
qui non ci interessa. Quel che ci importa
che lui stabil la seguente gerarchia di
realt: al primo posto Dio, unica Realt
in senso proprio, sostanza; poi, a pari
merito, la res cogitans (cosa pensante) e
la res extensa (cosa estesa), mente e
materia. Da qui il famoso dualismo car-
tesiano: al mondo c da un lato la mate-
ria, i corpi, le cose, gli oggetti dallal-
tro la mente, il pensiero, linteriorit, la
psiche.
Questo dualismo si intrecci con la
nascita della scienza moderna (chi cre-
dete che abbia inventato la geometria
analitica e gli assi cartesiani?) e da allo-
ra il connubio non si mai sciolto. Per la
visione scientifica che ha scalzato Dio -
al mondo ci sono solo due cose: la psiche
e la materia.
E che oggi si faccia tanto parlare di
energia e di teoria del campo.a mio
parere non cambia la sostanza delle
cose: lenergia comunque un qualcosa
dotato di caratteristiche fisiche, un raffi-
namento del concetto di materia. Chi
ama tirare in ballo la meccanica quanti-
stica parlando di magia, dovrebbe forse
sapere che il moto delle particelle, in-
determinato quanto si voglia, gover-
nato non dal sentire, ma da delle equa-
zioni; e che la statistica altrettanto
ferrea nellanalisi matematica, e non
invece il regno della libert delle parti-
celle sub-atomiche.
Comunque, per tornare a noi, io
credo fermamente che questo dualismo
sia giunto molto in profondit, prenden-
do il completo e totale possesso della-
nima umana.
Questa la vera fede delloccidente
moderno.
E qui non si tratta solo di credenze,
ma di modalit di esperienza determi-
nate da queste credenze. Se dobbiamo
dar credito al pensiero magico, le nostre
credenze modificano il mondo, e col
mondo anche noi stessi.e credere che
le uniche cose reali siano linteriorit e la
materia, potrebbe forse limitare gli am-
biti delle nostre possibili esperienze, e
costringere alcuni ambiti particolari di
realt, dotati di un loro proprio diritto,
ad essere ingabbiati in quelle due ca-
selle esterno e interno, materia e mente
risultandone in tal modo menomati,
privati di alcune potenzialit e caratteri-
stiche. Mi riferisco in particolare ai sogni,
alla fantasia e al rituale.
Come dice la citazione del De Marti-
no, chi si avvicina al mondo magico deve
essere pronto, per prima cosa, a mettere
Sogno,
Fantasia,
Rito:
il Mondo Vivente
Su ci che reale nel
mondo magico
16 Athame - Circolo dei Trivi
Di Gabriel
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in discussione il suo comune concetto di
realt.
Partiamo, come esempio, dai sogni.
I sogni non sono reali. O, se lo sono,
perch sono prodotti dellinconscio, ossia
della psiche: nel mondo onirico noi ve-
diamo drammatizzati i nostri conflitti
personali. Anche nel linguaggio parlato,
chi sogna non vede la realt, vede un
mondo soggettivo, irreale. Al risveglio, il
sogno scompare, e torna la vera realt
(il mondo delle cose e della coscienza).
Oppure: il sogno deve essere portato da
qualche esperto (unanalista) e scompo-
sto, analizzato, spezzato, fino a mostrare
che il sogno un segno delle profondit
ignote della mente e degli istinti.
Fin qui loccidente moderno.
Ma i sogni sono davvero cos irreali?
Non sar, come sempre ci hanno inse-
gnato le dottrine occulte, che nei sogni
lanima si stacca del corpo e v da
qualche altra parte? Non che nel so-
gno ci si aprono le porte di unaltra
realt, non meno reale di quella delle
cose e del nostro animo?
Forse, ma solo forse, il fatto che noi
nei sogni ci vediamo cos tanti elementi
personali e disturbi nostri, dipende dalla
nostra attuale incapacit di usare il so-
gno come una porta per altri mondi, per
i mondi dello spirito o degli spiriti, per il
piano astrale o per non so che altro.
Forse il credere che i nostri sogni siano
solo un fatto personale, ci ha portati ad
esperire solo sogni personali e non pi
i Grandi Sogni degli sciamani, quelli che
vengono dallAnima del Mondo; o i sogni
guaritori che i fedeli cercavano nei san-
tuari di Esculapio.
Bisogna riconoscere la presenza di
alcuni sogni che ci portano pi in l
linconscio secondo me non una cosa
che sta dentro di noi, solo psichica, ma,
come diceva anche C.G. Jung, credo
piuttosto che sia unentit psicoide, ossia
in esso la materia e la psiche si confon-
dono e si fondono. O forse, nei sogni si
apre un regno intermedio, le Dreamlands
(Terre dei Sogni) di cui ha scritto Love-
craft in alcuni racconti (i cui motivi fon-
damentali lui sognava, non inventava).
I sogni vanno vissuti cos come ci si
presentano: come storie, sequenze di
immagini, senza stare a rigirarli troppo.
E come se ciascuno di noi vivesse due
vite, quella da sveglio e quella nel mon-
do dei sogni ed logico che da svegli
pensiamo di essere nella vera vitama
forse, quando il nostro io viaggia al di l
delle porte del sonno, pensa che sia
quella la vera vita e che la vita di veglia
sia solo un brutto sogno
Loccidente contemporaneo detesta
trattare con la molteplicit, con ci che
non pu essere definito, catalogato,
trasposto in concetto tutto lo sterminato
universo della metafora e del simbolo
tab. Perch la vera verit la scienza.
Dico fandonie? Cosa credete che
significhino i riferimenti che abbondano
nei libri di magia alle scienze? Oggi la
meccanica quantistica, ieri Eliphas Levi ci
parlava delle meraviglie del magnetismo
e della chimica, ma lintento sempre
quello: la magia non si sente sicura, sente
il bisogno di riferirsi alla scienza, di
appoggiarsi alla scienza, di cercare in
essa i propri fondamenti. Ecco, gli scien-
ziati scoprono quello che i mistici hanno
sempre saputo! Che tutto energia!.
Attenzione per: la scienza muta ieri i
maghi trovavano occulto lelettromagneti-
smo che a noi oggi sembra assoluta-
mente prosaico e per nulla arcano; do-
mani succeder lo stesso con il campo e
la relativit.
La magia dovrebbe sganciarsi da
questi riferimenti e riprendersi il suo ter-
reno. Essa ha pieno diritto ad esistere
come una disciplina indipendente, per
quanto dai confini crepuscolari e impreci-
si: essa ci riporta a quel punto in cui fra
noi, il mondo e gli Dei non c ancora
differenza, ci riporta allunit, per con-
sentirci di modificare i rapporti fra Io e
non-Io, per ridefinirli.
Ogni atto di magia una nuova ge-
nesi.
La fantasia probabilmente ancora
pi irreale dei sogni, per il mondo mo-
derno. Il sogno, quantomeno, ha qualcosa
del processo meccanico: c quando
dormiamo, ha delle motivazioni proba-
bilmente anche istintuali, biologiche, uno
non ci pu far nulla, non c arbitrio,
succede. E ci che statico, ci che ci
dato, nasconde forse delle verit, le
verit dellinconscio.
(Buffo notare come le metafore che
usiamo per indicare il vero si riferisca-
no sempre a cose immobili, morte, stati-
che, immutabili, meccaniche e mai ad
un processo dinamico e flessibile, alla
scoperta, al gioco, alla libert umana. )
Ci che uno immagina, invece, non ha
proprio sostanza.
Ma io non la penso cos. Sar che ho
giocato troppo di ruolo o che ho sempre
letto troppi romanzi.
Immaginare il mondo in maniera
diversa, significa vedere il mondo in ma-
niera diversa, significa esperire un nuovo
mondo e in parte crearlo.
Non voglio dar adito ad accuse di
solipsismo. Solipsismo quella dottrina
che dice che solo io esisto e che tutto il
resto in me. Che ci si possa preoccupa-
re del solipsismo e del relativismo indi-
ce di quel predominio del dualismo car-
tesiano di cui ho parlato: solo quando si
riduce tutto luniverso a materia e psiche,
si pu concepire lidea folle di ridurre
uno dei due termini allaltro, cadendo o
nel materialismo o nellidealismo.
Le cose ci sono, il mondo c, ha una
sua consistenza le percezioni non sono,
secondo me, ingannevoli, ci danno le
cose, ci offrono gli oggetti; le altre per-
sone esistono e viviamo tutti in un mondo
comune. Solo dico che oltre a questa
scarna sfera percettiva, c tutto un mon-
do immaginativo che si intreccia con la
percezionee che o pu essere al-
trettanto reale.
Perch il mondo comune in cui viviamo
non il mondo di atomi e forze che la
scienza si rappresenta: chi li ha mai visti
gli atomi? Sono gli atomi che non sono
reali! Sono rappresentazioni che la
scienza usa per relazionare fra loro i
fenomeni il mondo qualitativo il mon-
do reale, della nostra esperienza, non il
mondo della quantit e del numero.
I numeri sono importanti, la matemati-
ca importante come strumento. Ma
pensateci un attimo: il mondo in cui vivete
e a cui reagite quando vi svegliate la
mattina e andate al lavoro in auto, che
cosha di matematico? E fatto di sensa-
zioni, di immaginazioni, aspettative.
Forse un po pregiudiziale dire che, a
dispetto dellesperienza che ognuno di
noi fa, il mondo della scienza ad esse-
Circolo dei Trivi - Athame 17
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re reale, vero. Ma la cosa pi sorpren-
dente che tutti dicano di s alla scienza:
se la magia ha avuto una funzione stori-
ca, sempre stata quella di provocare,
di mostrare alla scienza i suoi angoli
ciechi, quei fenomeni inspiegabili, che
mai potranno diventare scienza, e che
aprono uno spiraglio su un mondo diver-
so, animato, vivente, misteriosoe av-
venturoso.
Beninteso: non che la scienza sia da
buttare o che dica stupidaggini. Il pro-
blema, come sempre, non la scienza,
che fa il suo lavoro, ma lo scientismo:
quel pensiero che eleva la scienza ad
unico metro di verit e valore.
Oltre alla fantasia, per cos dire,
attiva, dellimmaginare, c una fantasia
passiva. La fantasia, se debitamente
purificata e allenata, pu diventare una
specie di nuovo senso.
Pensate alle immagini mitologiche
degli Dei e delle Dee o degli spiriti
della natura o dei demoni o delle fate o
di altre entit. Nel pensiero moderno
per queste immagini si danno solo due
possibilit: o sono cose (e dunque effet-
tivamente ci sono entit fatte in questo
modo, di certo colore o con certe carat-
teristiche fisiche) oppure sono solo mie
produzioni. Forse per si d una terza
possibilit: che la fantasia possa agire
come facolt ricettiva e che ci siano
delle entit spirituali (gli Dei) che usano
limmaginazione umana come medium
per mostrarsi. Attenzione, perch non sto
dicendo che noi costruiamo le immagini
degli Dei per entrare in relazione col
Divino, dico linverso! Che potrebbe be-
nissimo essere che spesso siano gli Dei a
far produrre alla nostra immaginazione
delle loro immagini, per entrare in rela-
zione con noi. Il che vuol dire che le im-
magini fantastiche dovrebbero essere
custodite, perch possono racchiudere
cenni di altre realt, spirituali, distanti
e che non sta a noi scegliere come un Dio
ci apparir, ma dobbiamo invece essere
cauti e attenti, per percepire intuitiva-
mente in qualche immagine fantastica un
Dio o una Dea abbiano scelto di rivelarsi
a noi.
Non credo n che gli Dei abbiano
fatto gli uomini, n che gli uomini forgino
i loro Dei gli uni e gli altri sono sempre
co-esistiti, e probabilmente la fantasia
degli Dei sugli uomini e degli uomini sugli
Dei la cosa pi reale.
Il luogo magico per eccellenza in cui
la fantasia assume rilevanza il rituale:
effettuare un rituale (sia esso una cele-
brazione o un incantesimo) significa com-
piere dei gesti e accompagnarli con la
visualizzazione (la visione fantastica), con
le proprie sensazioni, con la manipola-
zione di determinate sostanze materiali
in modo che il tutto corrisponda intima-
mente.
Ma, anche qui, per il mondo moderno
i rituali non sono reali. E purtroppo anche
molti maghi moderni (e molti Wiccan)
seguono questa linea di pensiero.
Da pi parti si sente dire che, in fon-
do, gli strumenti non servono davvero,
che il rito pu essere semplicemente ac-
cendere una candela e non serve altro,
che non bisogna per forza dire delle
parole. Proseguendo su questa strada,
cosa rimane del rituale? Nulla. Il rito
ridotto al sentire.
Se ci ragionate un attimo, una logi-
ca conseguenza del dualismo cartesiano:
il rito un insieme di azioni accompa-
gnate da un sentire. Ora o le azioni
contano di per s (materia) oppure sono
le movenze interiori che lo accompagna-
no a contare (mente). Siccome evidente
che sia questa seconda la soluzione per
salvare pi spiritualit possibile, delle
azioni effettive si pu fare a meno.
Ma se la psiche rimane chiusa in s
stessa, al suo sentire, se non trova il Divi-
no gi nel mondo allora lo spirito
condannato alla morte.
Io insisto: nel mondo magico non
cos. Il rito una sfera di realt a s
stante, in cui materia e spirito, interno ed
esterno si incontrano. Il rito non ha solo
una funzione mnemonica o di concentra-
zione, altrimenti si riduce tutto ad artifizi
psicologici, e la spiritualit diventa una
cosa intima, personale.ma in ultima
analisi irreale.
Mentre non questo. Magia e reli-
gione puntano a vedere tutto il mondo
come magico o divino! E il rito ha valore
di per s, perch unazione reale, una-
zione in senso eminente: unazione sacra,
che, a differenza delle azioni ordinarie,
non si svolge in un mondo, ma ne crea
uno, crea attorno a s un alone che il
proprio mondo. Abbandonare una visio-
ne di questo tipo, significa cadere nei
meandri nella nostra coscienza: su questa
china, gli Dei divengono solo nostre rap-
presentazioni e perdono sostanza, gli
strumenti non sono davvero magici, rima-
ne la volont pura di contatto col divino
o di trasformazione del mondo.che,
tuttavia, senza appoggi, senza un con-
tatto con laltra met del mondo, il mon-
do esterno, non riesce pi ad unificare
interno ed esterno, facendo brillare la
scintilla del potere magico.
Il rito deve essere inventato (pren-
dendo spunto dalla tradizione) e poi
custodito, come se i rituali fossero oggetti
di terza specie, oltre agli enti materiali e
alla nostra mente, oggetti spirituali che si
attualizzano quando li eseguiamo, ma
che pre-esistevano a noi, in un ambito di
realt diverso.
La magia c. Esiste. E assolutamente
reale. E la realt non una, monolitica,
invariabile: ci sono molti ambiti di realt,
tutti diversi fra loro. Vivere una vita ma-
gica trovare il giusto rapporto fra i
diversi ambiti di realt, metterli in comu-
nicazione, per creare le meraviglie
della Cosa Una.
Questo articolo molto spezzettato,
rispetto ad altri miei articoli, e contiene
un elevatissimo numero di forse e pro-
babilmente. Non sono riuscito a scriverlo
in altra maniera. Il mio intento di mo-
strarvi linizio di una strada su cui io
stesso sto compiendo i primi passi, per
liberarsi dal modo abituale di vedere la
realt, per spezzare il guscio e la gab-
bia in cui lo scientismo e il mondo massifi-
cato ci imprigionano i forse ci sono
perch non so se questa strada conduca
a qualche dove. Ma vale la pena prova-
re.
Se c un filo rosso che lega il tutto,
il tema della custodia: in questa epoca di
aridit spirituale, in cui gli Dei sono na-
scosti e i maghi, se ci sono, stanno silen-
ziosi, nostro dovere custodire ogni stilla
di magia e di sacralit, conservarla,
senza piegarla alle esigenze del mondo
esteriore o ai complessi del mondo inte-
riore. Essere custodi, a questo siamo
chiamati.
18 Athame - Circolo dei Trivi
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THE FOUNDATION FOR SHAMANIC STUDIES
A NON-PROFIT EDUCATIONAL ORGANIZATION
FSS ITALY
I L VI AGGI O S C I AMANI C O
P E R OT T E NE R E P OT E R E
E GUAR I GI ONE
SEMINARIO DI BASE CONDOTTO DA
LORENZA MENEGONI
Lorenza Menegoni, antropologa, ha stu-
diato e praticato lo sciamanismo sotto la
guida di Michael Harner, Sandra Inger-
man e altri insegnanti della Foundation
for Shamanic Studies. insegnante ac-
creditata della Foundation, abilitata a
tenere seminari di base e avanzati.
Lo sciamanismo il pi antico sistema
di conoscenza e guarigione conosciuto
dallumanit.
Caratteristica comune a ogni sciamano
il viaggio spirituale in una realt
diversa da quella percepita con i sensi
normali (realt non ordinaria).
I metodi sciamanici utilizzano princi-
palmente il suono regolare del tambu-
ro per modificare lo stato di coscienza
e rendere possibile questa esperienza.
Attraverso il viaggio, lo sciamano ac-
cede a un universo nascosto dove rice-
ve rivelazioni e incontra spiriti alleati in
forma di animali e di maestri umani
(saggi, antenati, divinit).
Da questi spiriti egli ottiene la cono-
scenza e il potere per aiutare e guari-
re se stesso, gli altri e il mondo.
Il seminario di base si focalizza
sullesperienza del viaggio sciamanico
(Mondo di Sotto e Mondo di Sopra); sul
lavoro con lo spirito guardiano anima-
le, incluso il recupero dellanimale per
unaltra persona; sullincontro con un
maestro spirituale in forma umana.
Il corso si basa sulla metodologia di
Michael Harner, lantropologo ameri-
cano che, con le sue ricerche e inse-
gnamento, ha reso nuovamente attuale
questo antico sistema di pratiche, con-
densandone gli elementi essenziali e
riproponendoli in termini a noi pi ac-
cessibili - un approccio da lui definito
core shamanism (sciamanismo tran-
sculturale).
Oltre a tamburi e sonagli, i parteci-
panti portino un sasso ruvido grande
circa come un pugno, una bandana per
coprire gli occhi, una coperta o mate-
rassino, penna e notes.
Il seminario di base il prerequisito per
accedere ai corsi avanzati
BIELLA, 19 e 20 novembre 2005, presso
lAssociazione Le Rondini, Vicolo Gal-
liere 5, 13900 Biella. Lorganizzazione
del seminario curata da Antica Quercia
e Associazione Le Rondini. Info e iscrizio-
n i : Os s i a n , 0 1 5 2 2 2 4 6 ,
ossian@anticaquercia.com.
LISSONE (MI), 26 e 27 novembre 2005,
presso Associazione Tui-Raggi di Luce,
via Solferino 49/51, 20035 Lissone (MI).
Info: Rosanna Carraretto, 348 999
5679, larosanna@tiscali.it;
Lorenza Menegoni, 0461 718 055,
lorenza.m@virgilio.it.
FSS Italy
c/o Centro Studi Sciamanici
Castagnaro (VR), www.studisciamanici.it
Circolo dei Trivi - Athame 19
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Una delle grandi rivoluzioni che sono
avvenute nella Wicca allincirca
trentanni fa stata lintroduzione del
rituale di auto-iniziazione, da parte di
Doreen Valiente, nel 1978 con luscita di
Witchraft for Tomorrow. Il fatto che
questo rituale venisse da una personalit
cos importante rispetto alla storia e agli
atti di fondazione della Wicca, ne ha
pienamente legittimato la sua introdu-
zione, a cui sono seguite successivamente
molte altre versioni. Accanto a questa
legittimazione c stato anche il pieno
riconoscimento della pratica solitaria
che, gi ai tempi, era abbastanza diffu-
sa. Il rituale di auto-iniziazione era pro-
prio la risposta alla domanda di quei
solitari circa la possibilit di un percor-
so fuori da una congrega e la risposta
della Valiente stata una chiara solu-
zione al problema. Da una parte infatti
non esistevano abbastanza gruppi legit-
timati per soddisfare la richiesta di tutte
le persone che desideravano accostarsi
alla Wicca e dallaltra queste stesse non
sempre desideravano intraprendere un
percorso spirituale allinterno di un
gruppo.
Lintroduzione dellauto-iniziazione apri-
va per una grande questione, la Wicca
passava da religione di elit, a religione
che si candidava a diventare una spiri-
tualit non pi riservata solamente a
gruppi di iniziati, o aspiranti tali, che
seguivano un certo percorso, ma qualco-
sa di fruibile da una moltitudine ben pi
ampia di persone.
I libri che vennero poi pubblicati negli
anni ottanta confermarono questa ten-
denza e gettarono formalmente le basi
per la pratica solitaria. Oggi possiamo
dire che il numero di solitari supera con
tutta probabilit il numero di persone
che fanno parte di gruppi e che hanno
ricevuto uniniziazione.
E incontestabile la validit del percorso
di praticante solitario, soprattutto visto
che anche allinterno di un gruppo con un
lignaggio legittimo anche sacerdote e
sacerdotessa non sono considerati degli
intermediari con gli dei. La pratica solita-
ria unita alla non necessit di interme-
diari ha originato un concetto curioso,
quello che chiunque pratichi la Wicca sia
anche un sacerdote. Questo solamente
un grande fraintendimento, in primo
luogo rispetto a ci che ha rappresen-
tato, soprattutto nelle religioni pagane,
la figura del sacerdote e della sacer-
dotessa, non tanto un intermediario,
quanto una guida, spesso una voce at-
traverso cui la divinit si rendeva palese
alla sua comunit, il custode dei rituali a
questa o a quella divinit che regolasse
il corretto svolgersi delle celebrazioni nei
tempi propri in cui queste dovevano av-
venire.
Nella maggior parte dei culti pagani
dellantichit tutti potevano offrire dei
sacrifici agli dei e fare dei piccoli rituali,
questo avviene anche nel neopaganesi-
mo, ma come nel paganesimo antico la
gestione personale del proprio culto o
quella familiare, non erano automatica-
mente un sacerdozio. La figura del sa-
cerdote era invece relativa ad un ambito
comunitario. Nella stessa Wicca delle
origini il sacerdozio si raggiunge al se-
condo grado di un sistema iniziatico che
di gradi ne possiede tre ed col terzo
grado che il sacerdote o la sacerdotessa
acquisiscono lautonomia e lesperienza
per gestire il rituale allinterno di un nuo-
vo gruppo, di un proprio gruppo.
Sacerdoti
e
Dei
20 Athame - Circolo dei Trivi
Di Cronos
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Posto che in un rituale allinterno di una
congrega tutti sono chiamati a celebrare,
il sacerdote colui che di volta in volta
articola il rituale e lo rende rappresen-
tazione sacra ad uso di un gruppo come
di una comunit, il rapporto di interme-
diazione non nemmeno preso in consi-
derazione. Anche quando la sacerdotes-
sa incarna la Dea, la relazione di ciascu-
no dei partecipanti al rituale con la
Dea stessa in quel momento e non con la
sacerdotessa. Con buona pace dei prati-
canti solitari, il sacerdozio ha un caratte-
re collettivo di costruzione e ristruttura-
zione, e soprattutto ha un carattere espe-
rienziale oltre che iniziatico in senso
stretto.
Questo non toglie valore alla pratica
solitaria che anche in una pratica di
gruppo deve restare un complemento
fondamentale della propria crescita
spirituale.
Un praticante solitario pu essere un
celebrante, ma non un sacerdote, almeno
non nel senso in cui fin qui abbiamo
inteso questo termine. Il sacerdozio, an-
che e soprattutto quello pagano, un
percorso di servizio ad una comunit o
ad un gruppo: sia ben inteso, un percor-
so di servizio e non di leadership, che
unaltra cosa. Sacerdote o sacerdotessa
pagana non significano, come abbiamo
gi detto, intermediazione, non signifi-
cano neanche semplicemente lessere
guide, non significano nemmeno essere a
capo di una comunit: pu essere che
una sacerdotessa o un sacerdote siano
dei leader allinterno del proprio grup-
po o della propria tradizione, ci non
toglie che non sia questo lelemento
principale che contraddistingue questa
figura. La caratteristica portante del
sacerdozio pagano infatti la volont di
servire il proprio gruppo, qualcuno di-
rebbe il proprio clan, di mettere a dispo-
sizione la propria esperienza, il proprio
percorso, le proprie conoscenze e quanto
acquisito in uniniziazione. Servire agli
altri e servire gli altri, solo quando que-
sto viene richiesto, non significa mai im-
porre la propria dottrina o la propria
interpretazione, ma sempre e comunque
rispettare la libert delle persone di
trovare il proprio cammino attraverso
laiuto degli dei, attraverso lincontro con
gli dei, avere la capacit come guide di
ritirarsi al momento giusto e di non sosti-
tuirsi mai alla consapevolezza della
persona che sta facendo un proprio
cammino. Quanto questo sia difficile
rispetto ad altri contesti religiosi dove il
sacerdote dotato di un autorit diversa
e spesso incontestabile, pu essere facil-
mente compreso. La strada del sacerdo-
zio nella Wicca una strada irta di
difficolt e la capacit di essere dei
buoni sacerdoti, cio entrare nel senso
profondo del significato di servizio,
davvero un dono prezioso, un dono divi-
no, non chiamata, n vocazione, qual-
cosa daltro e di oltre. E un sentire den-
tro si se, e profondamente, la dimensione
del Sacro e lasciarla agire, porsi a di-
sposizione (servire non significa essere
servitori, cio inferiori) e in ascolto. So-
prattutto non mai sostituirsi agli dei,
come eletti, o credersi degli dei.
E qui siamo arrivati ad un'altra questione
spinosa, anzi spinosissima. Nel neopaga-
nesimo e nella Wicca si considera il divi-
no come quellessenza che permea tutte
le cose e che propria anche delluomo.
Ma anche qui spesso si generato, an-
che storicamente, un grande fraintendi-
mento, dire che lessenza delluomo
divina, che luomo divino perch pu
entrare in contatto con questo fonda-
mento del suo esserci, non significa af-
fatto dire che luomo un Dio.
Questo pensiero ci viene dal rifiuto diffu-
so delle religioni quando vengono intese
come proiezione dellincapacit, le
fantasie della paura, la vernice della
superstizione, il paradosso della verit
Circolo dei Trivi - Athame 21
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
(A.O. Spare) o peggio ancora come nate
dal bisogno di conforto delluomo ri-
spetto ai pericoli del mondo, o peggio
ancora come mezzo per soggiogare le
masse. Una visione questa tanto scorretta
quanto parziale che risente di ideologie
superate come la visione di Fauerbach e
Marx. Storici delle religioni e antropolo-
gi, come Mircea Elide e Joseph
Campbell si sono invece soffermati su
visioni ben diverse dellessere religioso,
cos come filosofi, come Maria Zambra-
no, hanno reinterpretato la funzione del
Sacro in un ottica molto pi vicina alla
dimensione neopagana che ad un dime-
sione di semplice reazione alla cultura
cristiana.
Il sacro insomma un elemento nella
struttura della coscienza, e non uno sta-
dio nella storia della coscienza stessa. Ai
livelli pi arcaici di cultura vivere da
essere umano in s e per s un atto
religioso, perch lalimentazione, la vita
sessuale e il lavoro hanno valore sacrale.
In altre parole, essere o piuttosto dive-
nire un uomo significa essere religio-
so (M. Elide Storia delle credenze e
delle idee religiose vol. I)
Ci possiamo lasciare quindi alle spalle
quelle interpretazioni ideologiche che
non vedono la ricchezza della religione e
del rapporto col sacro, solamente nel
momento in cui scorgiamo pienamente
quello che ci viene da questo atteggia-
mento: la negazione del fenomeno reli-
gioso e del divino che in questo fenome-
no appare che porta a quel atteggia-
mento che agli dei o pi semplicemente
allunico dio sostituisce luomo. Ma questo
atteggiamento ben lungi dallessere
pagano un atteggiamento profonda-
mente legato alla reazione nei confronti
del cristianesimo ed in se e per s
cristiano.
A tutto ci la cultura greca dava il nome
di ybris, la tracotanza, lestrema presun-
zione nei confronti del sacro, luomo che
bast a unicamente a se stesso e che
in sostanza si nega. Il mito
narra delle terribili conse-
guenze che scaturivano da
questo modo di essere, ma
anche la storia ci viene in
aiuto con le sue lezioni:
tutte le volte che luomo si
proclamato pi o meno
esplicitamente un Dio, gli
eventi sono sempre preci-
pitati in tremendi olocausti.
Potremmo dire che come
Dio luomo richiede a se
stesso un sacrificio so-
vraumano e terribile, tale
da annientarlo. La deca-
denza del cristianesimo
sembra proprio essere
questa, le creature che si
sostituiscono al creatore,
lultima ribellione che
anche speculare alla
prima.
Le premesse del neopa-
ganesimo sono ben diver-
se, il rapporto tra uomo e
dei non si da nel contesto
di creatori e creature, ma
non solo, luomo come
essere che ha nella sua essenza il divino,
si mette nella ricerca di questo divino,
ricreando la connessione perduta, con la
natura che n un segno per esempio.
Riacquistare questa connessione non
significa diventare divinit, ma accom-
pagnarsi a loro, in un rapporto che non
di subordinazione, ma di cooperazione,
di rispetto e di adorazione. Questa la
risposta neopagana alla e alle traco-
tanze ideologiche, una nuova visione del
sacro, stabilire ununione con esso ricono-
scendo il proprio limite rispetto allimen-
sit degli dei e al loro stare in un Tempo
diverso dal nostro. A molti, tra coloro che
si chiamano neopagani, questo sentire
non chiaro: di certo non qualcosa che
si possa acquisire semplicemente con la
teoria, ma prevalentemente con lespe-
rienza. Per coloro che infatti hanno spe-
rimentato il contatto o la semplice vici-
nanza di una divinit , o che hanno sen-
tito la sua voce nella penombra del
bosco, o visto il suo volto nel cielo stella-
to, ben chiara la sensazione di parte-
cipazione e di connessione al divino
che si manifesta assieme a quel sentire
limmenso, un contrasto inesprimibile che
si da nel percepire lappartenenza e al
contempo la profonda differenza ri-
spetto a qualcosa che sta al di qua e al
di l di noi.
22 Athame - Circolo dei Trivi
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Lo scorso 7 agosto, lAvvenire ha pubbli-
cato un artico di Massimo Centini, uscito
con il bonario titolo La ricaduta degli
Dei; ritenendo che gli argomenti da lui
trattati si riferiscano a sfere tematiche a
noi care desideriamo esprimere la nostra
personale opinione a riguardo. Un rap-
porto cordiale e reciprocamente rispetto-
so creatosi in passato, o cos pareva,
almeno con uno di noi fa s che ci per-
mettiamo un altrettanto bonario tu.
I nuovi pagani a cui ti riferisci, Massimo,
sono diffusi un po ovunque, campagne,
borghi, cittadine e metropoli, alcuni uti-
lizzano internet altri cercano laggrega-
zione, in fin dei conti sembra che non si
siano fermati al medioevo. Sembra ne-
cessario ricordare che le donne hanno
ormai diritto di voto, c lobbligo distru-
zione elementare (nonostante Pio IX) ed
altre piccole conquiste sociali dovute al
progresso. Come al progresso dovuta
una delle rivoluzioni copernicane,
quella mediatica, che non ci pare essere
stata trascurata come approccio oltre
che dai singoli neopagani, che in effetti
si aggregano e si confrontano (e costi-
tuiscono una realt, sebbene con speci-
fiche e ben definite peculiari caratteristi-
che) su un terreno prettamente virtuale,
n da altre e ben pi tradizionali
es pr es s i oni r el i gi os e: i l s i t o
www.vatican.va lo stato dellarte per
quanto riguarda linformazione (o la
formazione?) essoterica del cattolicesimo.
Definire una realt varia, in piena for-
mazione e poli-differenziata come
quella neopagana una comunit
comunque unaffermazione forte che non
ci sentiamo di avallare. Men che meno,
a va sans dire, concordiamo con las-
sunto, che esista un qualcosa di vaga-
mente simile ad una federazione (nel
senso stretto del termine, cio unione di
realt differenti e dotate di autono-
mia) Ed una simile affermazione, Mas-
simo, pu essere frutto di genuina e san-
tissima ignoranza, comunque non tollera-
bile nel momento in cui si scrive per una
testata nazionale su un argomento che
(in teoria) si conosce, lalternativa essen-
do che possa essere generata da sincera
malizia.
E, Massimo, la realt neopagana, se c
e se veramente ha una chiara intenzio-
ne collettiva e distintiva, allora questa
ben altra che andare contro al cristiane-
simo, qualunque cosa significhi la dop-
piamente ambigua espressione usata:
listituzione? La filosofia? La morale?
Tutto assieme ed anche di pi? O sempli-
cemente va contro, nel vasta accezione
di essere altra da a livello teologico e
dogmatico (i.e. come qualunque altra
religione)? Forse, e sottolineiamo forse, se
c una chiara intenzione proprio
quella di non scontrarsi, e di non rap-
portarsi in alcun senso se non costretti,
con le grandi religioni mondiali. Che
proprio perch grandi e perch mondiali
sono costruite (vogliono esserlo) su verit
di fede e non sul mito, rendendole quindi
paragoni del tutto inapplicabili. Perch
di mito e non di icona stiamo appunto
parlando quando prendiamo in conside-
razione quella Strega medievale, un
rivolo fra i moltissimi a fondersi nelle
correnti che dagli abissi del tempo (che
una metafora, Massimo, non una realt
di fede) sostiene e nutre larcipelago
corallino del neopaganesimo contempo-
raneo. Ed il Mito, Massimo, antistorico
per definizione. Il ratto delle Sabine e la
Triplice Dea gravesiana, le persecuzioni
anticristiane dei primi secoli E.V. e lidra
di Lerna, i Burning Times (di cui stiamo
parlando) ed il Lignaggio ininterrotto
Antistorici o largamente esagerati, tutti.
Che con la filologia hanno poco a che
fare (o moltissimo ma in altra prospetti-
va) ed hanno a che fare, molto, con la
componente spirituale.
E per quanto riguarda il confronto con
linconfrontabile in s, vorremmo ricorda-
re che nel 1974 nei lontani Stati Uniti, a
Minneapolis, data diversi rappresentanti
di altrettante diverse correnti e tradizioni
hanno stilato con fatica tredici punti in cui
si esprimono principi che possiamo dire
comuni a gran parte dei praticanti Wic-
can, sicuramente elemento di grande
rilievo per numeri e per influenza nel
panorama neopagano. Possiamo concor-
dare sul fatto che tali punti sono ampia-
mente interpretabili, ma sono altrettanto
Ricadute moraleggianti,
ricadute morali?
Risposta a due voci a Massimo Centini
Circolo dei Trivi - Athame 23
Di Cicle of Sand ed Elaphe
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cristallini nella loro formulazione. Il consi-
glio a chi li conoscesse di tornare a
rileggerli e a chi non ne conoscesse lesi-
stenza di documentarsi.
Allinterno delliride neopagana attuale
ovvio che in quanto religione(i) di
stampo stregonesco ed in quanto delle
Stregonerie troviamo tracce in ogni parte
del globo, al pari degli Sciamanesimi, a
cui stringono spesso la mano o a cui si
fondono in ben pi intimi atti, ovvio che
le caratterizzazioni locali e storiche siano
molteplici ed in continuo sviluppo e con-
taminazione. Benvenuti nella globalizza-
zione.
A riguardo della confusione fatta sulla
mitizzazione della figura della strega si
pu ricordare lo scritto di Leland, che
parla di una particolare mitologia, non
priva di contaminazioni cristiane (o forse
solo di un substrato). Forse, Massimo, non
hai simpatia per gli autori che scrivono
sullargomento?
Cosa faranno poi di cos terribile questi
autori? Lasciano intravedere la possibi-
lit di ritornare al contatto con la natura,
al bando scout e francescani, di parlare
con gli spiriti degli elementi Pregare
langioletto custode non molto pi savio
o oggettivamente attuativo... Certo, se
parliamo di pratica magica le cose cam-
biano, ma cos avviene anche se si parla
di angeli in una cosmologia cristiana.
Poi ci si propongono amuleti, talismani,
simboli e segni archetipi che hanno
sempre accompagnato luomo. In bor-
setta la mamma porta il santino del tale
santo (che, come nota di colore, si pa-
ga anche al distributore automatico) e
la figlia porta una Venere paleolitica. La
nonna tiene sempre il rosario in tasca ed
il nipote due cristalli e una radice di zen-
zero.
In fin dei conti, da una parte santi, rosari
e reliquie della chiesa e dallaltra reli-
quie della natura, il dito del santo contro
la bacchetta di salice.
Giungiamo ora al culmine dellassurdo e
pregiudizievole, i corsi. Ci sono conferen-
ze di presentazione della Wicca di natu-
ra informativa e vi sono manifestazioni
.. Ci sono seminari della Wicca che
offrono le basi per una pratica indivi-
duale e possibilit di ricevere delucida-
zioni sul cammino che sintraprende, ma
ci sono anche i corsi di preparazione per
il battesimo (nei rari casi in cui non
imposto al giovanissimo fedele, beninte-
so), leucaristia, la confermazione ed il
matrimonio (che, anche questo, si pa-
ga).
Rifacendoci pi o meno a quanto scritto
precedentemente, speriamo che sia
scontato che tutte le religioni positive
hanno gli stessi diritti, oltre che valore e
responsabilit (o cos dovrebbe essere).
Che lItalia non ha una religione di Stato
da ormai parecchio tempo.
Persone dagli interessi poco elevati ce ne
sono ovunque e fare terrorismo psicolo-
gico annebbia il libero giudizio e fa s
che si cada nelle braccia sbagliate con-
vinti e certi che mai possano avere fini
meno che santi. Ed cos che si finisce a
far esplodere gli autobus, ad attendere
armati fino ai denti il secondo avvento,
ad inondare di gas le metropolitane, a
gettarsi contro portaerei e grattacieli.
Si diffonda il principio del giudizio, del
discernere e del gusto che rendono indi-
pendenti e coscienti.
una mela che stata addentata.

Per quanto riguarda lidentikit del neo-
pagano, hai ragione: ben difficile for-
marsi unimmagine concreta e tipica del
praticante Wiccan come del neodrui-
do c chi ha tentato per, in uno stu-
dio interessante anche per chi non ha
legami con questa concezione del mondo.
Ronald Hutton, autore di The Triumph of
the Moon, la sintetizza in una frase il suo
studio pluriennale dei praticanti la Wicca
in Inghilterra: Il pregiudizio pi comune
da me incontrato () che [i Wiccan]
debbano essere individui tristi, con una
vita lavorativa e privata tremendamente
piatta e che necessitino di una vita spiri-
tuale scandalosa per bilanciare la pro-
pria generale inadeguatezza in altri
campi. Il mio studio indica che al contra-
rio (volendo utilizzare un linguaggio al-
trettanto sommariamente semplicistico)
sono persone energiche, indipendenti ed
avventurose, ed esigono una religiosit
altrettanto emozionante ed inusuale, che
possa offrire loro la massima opportunit
di autovalorizzazione. Parere di parte?
Certo. Quantomeno documentato, per.
Purtroppo non possiamo dire lo stesso
delle opinioni tue o del dott. Ris, che
sembra avere un parere piuttosto in
disaccordo con suggestioni ed archetipi
fino a poco tempo fa inseguiti. Ma non
stiamo parlando di lui, anche perch non
con lui che il 50% degli scriventi ha
condiviso polenta e taleggio (rimestata
da una neopagana praticante nonch
scrittrice).
Temiamo, Massimo, che il parere da te
espresso sia frutto di troppe letture sca-
denti, libri o siti web, nonch dalla tua
formazione ed appartenenza del tutto
agnostica, a tuo dire, che non fa altro
che ribadirsi nel tentativo di spiegare la
fede con il pensiero e la logica. La fede
non si acquista, la si trova sul nostro
cammino individuale. Non la si pu stu-
diare o interpretare, la si accetta.
Uno dei pi bei doni dagli Dei.
Avremmo voluto mantenere un silenzio
garbato e rispettoso su chi, poi, ha in-
trapreso il cammino oltre questa incar-
nazione, come chi scrive ha gi fatto
altrove. Quotare il quotato da internet
(no, decisamente non un mezzo comuni-
cativo che ti proprio, ahim sembra)
pu far sorgere situazioni potenzial-
mente imbarazzanti. Come quando la
stessa persona (Francesco Dimitri) a dare
una spolverata di competenza alla fra-
seologia da te utilizzata con il suo ottimo
Neopaganesimo (che andrebbe letto
prima che citato) ed a non fermarsi
davanti a nulla, esprimendosi dura-
mente contro Cecilia Gatto Trocchi (lan-
tropologa, non la donna) allindomani
della sua tragica morte.
A lei, sui suoi sentieri, a te sui tuoi, augu-
riamo buon cammino.
24 Athame - Circolo dei Trivi
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La base della pratica Wicca, e della
magia, entrare in uno stato alterato di
coscienza, in una condizione di trance o
di estasi, che appunto la base che
permette di realizzare magie e di con-
nettersi con il divino. Naturalmente esi-
stono diversi tipi di trance, per alcuni si
tratter di uno stato di estasi e di per-
dita dei confini dellio per sentirsi immersi
e connessi con luniverso, per altri di uno
stato di massima concentrazione, ad
alcuni necessario muoversi e danzare,
per altri indispensabile limmobilit.
Ma ogni tipo di trance ha caratteristiche
comuni. Di sicuro questo stato alterato
della coscienza, oltre che essere il pre-
supposto indispensabile per fare magia,
anche fonte di un estremo benessere in
s. per questo che dopo un rituale ci
sentiamo comunque meglio? E lo scopo
principale di qualsiasi pratica o percorso
spirituale non dovrebbe essere proprio
quello di donarci il benessere, di aiutarci
nella ricerca della felicit? Addirittura, si
potrebbe dire che un percorso non
vero se non ci rende pi felici.
Vale la pena comunque analizzare di-
versi tipi di trance, per trarne suggeri-
menti, spunti, per una pratica, quella
wicca, che sempre aperta a varie sug-
gestioni.
NELLA STORIA
La trance non certo una pratica nuova:
stata usata nel corso della storia e
viene ancora usata in certi ambiti.
- per gli antichi greci lestasi era una
forma di conoscenza, almeno prima della
nascita della filosofia. Celebre la de-
dica di Eraclito a un suo libro: ai notti-
vaghi ai magi ai posseduti da Dioniso
alle menadi agli inziati, ma per tutti i
presocratici, vicini alla sapienza orienta-
le, il sapiente era soprattutto un poeta e
uno sciamano, che aveva delle visioni
attraverso le quali indicava la via della
conoscenza. Ed era la possessione di
Dioniso (la possessione una forma di
trance, come vedremo) che dava la sa-
pienza, non la contemplazione di Apollo
e del logos, come accadr in seguito con
la filosofia e come accade tuttora per la
civilt doccidente. La Sibilla con bocca
folle proferendo con la voce penetra i
millenni, attraverso il dio" dice ancora
Eraclito: nell'estasi profetica il divino
che parla.
La trance della Sibilla era raggiunta
bruciando alcune foglie o anche inge-
rendole, mentre lestasi dei riti a Dioniso
veniva con canti e danze scatenate, che
raggiungevano un livello parossistico. La
considerazione del rituale estatico come
processo di reintegrazione all'interno
dell'armonia del cosmo un modello
terapeutico largamente attestato e de-
scritto compiutamente gi da Platone per
la mania dionisiaca.
- nel sufismo, la trance (wajd) raggiunta
attraverso la musica ha un ruolo impor-
tantissimo nella ricerca di Dio. Possiamo
infatti considerare il Sufismo come la
tendenza che mira alla comunione di-
retta tra Dio e luomo (Trimingham
1971), dove, attraverso il sama (ascol-
to), la cerimonia religiosa fatta di pre-
ghiera musica e danza, si raggiunge il
wajd (lo stato di trance) consistente nelli-
spirazione e nella rivelazione della Ve-
rit. Il sama dei Mevlevi, una delle pi
celebri confraternite sufi, viene effettuato
da dervisci rotanti che danzano accom-
pagnati da musica strumentale e vocale
corale. Lorchestra, formata da strumenti
tradizionali, fra cui spicca il flauto, ese-
gue brani in forme ritmiche. La rotazione
dei dervisci rappresenta il grande mec-
canismo celeste nel suo incessante movi-
mento e le braccia aperte, una in dire-
zione del cielo e laltra in direzione della
terra, creano un ponte immaginario fra il
divino (il cielo) e lumano (la terra). In
questo modo i dervisci perdono il senti-
mento della realt del mondo esteriore,
e realizzano uno stato di omogeneit
psichica nel quale sono scomparse tutte
le distinzioni e non rimane altro che un
sentimento generale dellesistenza: hanno
limpressione che la loro vita e quella
TRANCE
ESTASI
KAGURO
WAID
SAMA
Circolo dei Trivi - Athame 25
Di Lilumorgan
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delluniverso anneghino luna dentro lal-
tra.
- lo sciamanismo addirittura definito la
religione dellestasi. La musica dello
sciamano si prefigge, portata al massimo
delle sue manifestazioni, di trasforma-
re il mondo, di modificare il corso natu-
rale delle cose. A questo proposito
interessante sottolineare lorigine della
parola sciamano che deriva dalla
radice sam- e comprende appunto sia
lidea di danza e di salto, sia quella di
turbamento e di agitazione. Da qui il
suo aspetto magico che si incarna nel
suono incantatorio della sua musica,
spesso utilizzando canti ripetitivi.
- in Giappone esiste un tipo di rito con
musica e danza, ancora oggi praticato,
che utilizza lestasi, il Kagura. In queste
azioni rituali si fondono, su un sostrato
sciamanico, shintoismo (la fede autocto-
na), buddhismo, taoismo e confucianesi-
mo. Lo scopo del Kagura rinvigorire
l'energia dei partecipanti. Il vocabolo
kagura la contrazione di kami + kura,
"residenza degli di". Un'altra interpre-
tazione vede invece il vocabolo come
contrazione di kamigakari, "possessione".
Comunque sia, entrambe le teorie riman-
dano a un rito in cui la divinit conside-
rata esser presente. Ancora oggi i giap-
ponesi fanno risalire l'origine del kagura
alla danza di possessione eseguita dalla
dea Uzume di fronte alla "Caverna cele-
ste: la dea solare Amaterasu, adirata
per le malefatte del fratello si rinchiude
nella cosiddetta "Caverna del cielo",
facendo piombare il mondo nell'oscurit.
Le altre divinit si riuniscono in consiglio
ed escogitano un piano per stanare
Amaterasu, che culminer con una danza
della dea Uzume. La danza viene ese-
guita in stato di trance su un recipiente
capovolto, fatto risuonare con i piedi.
L'episodio si presenta pertanto come un
archetipo di cerimonia volta a rinvigorire
l'energia vitale dell'astro, in cui danza e
musica (il recipiente capovolto come
strumento a percussione) svolgono un
ruolo centrale.
LA TRANCE MAGICA COME CONTROL-
LO DELLA MENTE
Per alcuni la trance legata alla musica,
alla danza e al rapimento estatico, che
producono visioni e illuminazioni. Ma
esiste anche una serie di tecniche magi-
che che insegnano invece ad avere il
perfetto controllo della mente, labilit di
concentrare lattenzione fino al punto di
entrare in trance. In sintesi, queste tecni-
che si basano sullassenza di movimento,
la respirazione, il non-pensiero (cio lo
svuotamento della mente e il controllo sui
pensieri non voluti), la trance propria-
mente detta (focalizzare la mente disto-
gliendola da qualsiasi tipo di desiderio),
la concentrazione sugli oggetti, sul suono,
sulle immagini, la metamorfosi della
mente attraverso alcuni stati mentali
(risata, distaccamento).
MUSICA E DANZA
Il bisogno di annullare il s cosciente
pu essere letto come un modo per ri-
fuggire i limiti, superare la finitezza (il
termine trance deriva infatti dal latino
transire, morire, andare al di l). La
trance si presenta attraverso tre tipi di
rottura: lessere fuori da s (condizione
raggiunta dai mistici nelle loro estasi); il
proiettarsi in un altro mondo (come av-
viene nello sciamanesimo); diventare un
altro rispetto a se stesso (come nel caso
della possessione). Quale che sia il tipo
di trance, la musica accompagna gran
parte dei rituali in quanto il mezzo che
consente di immergersi in questo stato di
rapimento, con il potere di alterare il
ritmo quotidiano del tempo contribuendo
ad avvicinarci alla sfera del sacro.
La musica che induce la trance insieme
vocale e strumentale. Gli strumenti sono
melodici o ritmici. Un discorso a parte
riveste il tamburo che pu avere ambe-
due le funzioni in base alluso che se ne
fa fino ad arrivare a sostituirsi al canto.
E proprio per questa duplice capacit
(sia ritmica che melodica) che il tamburo
appare come lo strumento maggiormente
utilizzato nelle musiche di possessione.
Laspetto ritmico offre due importanti
caratteristiche: le frequenti rotture di
ritmo, e laccelerazione del tempo al
quale spesso si accompagna un intensifi-
carsi del suono e della dinamica. Lacce-
lerando e il crescendo hanno un ruolo
fondamentale nello scatenamento della
trance, cos come lo stordimento causato
dal parossismo della danza.
CHE COSA DICE LA SCIENZA
possibile cadere in trance anche a
livello naturale e spontaneo: per esem-
pio, si possono fissare intensamente i
raggi solari tra i rami, ed noto che
alcuni uccelli cadono svenuti proprio per
leffetto abbagliante di questi giochi di
luce. Cosa accade nel cervello nei mo-
menti di trance? Alcuni ricercatori europei
hanno dato vita allASC Consortium
(ASC: Alterated state of consciousness)
che cerca dei parametri comuni dal
punto di vista neurofisiologico. Si cer-
cato di verificare gli effetti ipnotici sul
cervello di certi movimenti ritmici: misu-
rando con leeg le onde cerebrali di
persone sedute su una poltrona oscillan-
te. Quasi subito le oscillazioni elettriche
del cervello rallentano fino a raggiunge-
re la frequenza delle onde theta, che
dovrebbero essere tipiche degli stati di
sospensione tra la veglia e il sonno (le
diverse onde cerebrali sono associate a
differenti stati di coscienza. Le onde beta
sono quelle della consapevolezza quoti-
diana, in stato di veglia. Le alfa inter-
vengono quando stiamo meditando o
visualizzando, o sognando a occhi aperti.
Il piano theta quello delle visioni e dei
viaggi sciamanici, del sogno o della me-
ditazione profonda. Lo stato theta
considerato la mente subconscia, dove
molte correnti della Wicca fanno risiede-
re il sacro, la creativit e le emozioni
particolarmente intense. in questo stato
che si sperimenterebbero gli incontri
spirituali pi potenti. Esiste anche uno
stato pi profondo, le onde delta, legate
al sonno profondo e alla mente inconscia,
che sono allorigine dellintuito, dellem-
patia, delle intuizioni psichiche, dei pre-
sagi, e vengono prodotte in pratiche di
guarigione come il reiki. Nellestasi, oltre
alla mente entrano in gioco anche le
emozioni, lanima e lenergia corporea:
ed in questo stato che la magia riesce.
E cio: gli stati alterati di coscienza svi-
luppano e ampliano le facolt psichiche,
ma esse non sono da sole sufficienti per
compiere un incantesimo. Servono per
avvicinarci al divino, ma poi il divino a
innescare il compimento della magia).
E una psicologa americana ha scoperto
una consonanza tra musica sciamanica e
funzionamento del cervello. Il ritmo dato
da 4 percussioni di tamburo al secondo,
che la chiave ritmica per far scivolare
in trance lo sciamano, corrisponde alla
frequenza con cui oscillano proprio le
26 Athame - Circolo dei Trivi
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onde theta. Ma stato osservato anche il
cervello delle persone che pregano, e si
notato che nel momento dellascesi
mistica cala drasticamente lirrorazione
sanguigna, e quindi si riduce lattivit
nella zona posteriore dellencefalo pre-
posta allorientamento spazio-temporale
(chi lha provato sa bene di che cosa si
tratta: appena prima di una visione,
durante una danza estatica o una medi-
tazione, si ha come limpressione di un
freddo nella nuca, e si perde in quelli-
stante lequilibrio): questo spiegherebbe,
o sarebbe la dimostrazione, che durante
le esperienze di trance si entra in una
dimensione in cui spazio e tempo si dila-
tano (dentro al cerchio il tempo molto
diverso).
TECNICHE DI TRANCE CONTEMPORA-
NEE
Oggi si assiste a un bisogno di trance
e di estasi anche in ambiti non legati a
un percorso spirituale o religioso, e c
chi paragona i rave party a riti sciama-
nici della notte dei tempi. Di sicuro la
musica techno induce uno stato di trance
(c anche infatti una versione che si
chiama Goa Trance), e non per niente
da escludere che si possa fare magia
durante un rave party, tutto dipende
dalla consapevolezza!
Esistono per anche pratiche legate
alla trance pi esplicitamente concepite
per provocare uno stato di estasi, come
la trance dance: un misto di suoni, per-
cussioni, respirazione, privazione senso-
riale. Se un tempo si ballava soprattutto
di notte, perch loscurit, tra laltro,
permetteva di concentrarsi sulle proprie
esperienze interiori, nella trance dance
si balla bendati. Escludere la vista signi-
fica cominciare a staccarsi dalla parte
razionale per concentrarsi sul buio della
coscienza profonda. Poi fondamentale
respirare in un certo modo: si utilizza
quello che gli sciamani chiamano respi-
ro di fuoco, due inspirazioni successive
molto veloci seguite da una espirazione.
Questo dovrebbe favorire uno stato di
euforia. Le chiavi della trance dance
sono suono, respiro e movimento. Dopo
due ore di questa danza il corpo non
pi diretto dalla mente, ma entra in uno
spazio estatico di benessere e rilassa-
mento. Queste tecniche vengono usate
anche a scopo terapeutico dalla medici-
na olistica. Il fondamento delle cure
olistiche si basa sul concetto, anche abu-
sato, di energia, presente sia negli
uomini che in tutto luniverso e che per
sua natura rimanda al movimento e alla
trasformazione. La malattia nasce quan-
do questa energia in qualche modo si
blocca, viene ostacolata nel suo libero
fluire. E la guarigione avviene con la
concentrazione e la consapevolezza,
condizioni che si raggiungono attraverso
stati di coscienza fuori dellordinario: uno
stato meditativo e contemplativo, o la
trance.
VALORE CONOSCITIVO DELLA TRANCE
Cerchiamo ora di analizzare quale valo-
re possono avere le visioni e le percezio-
ni che si hanno in uno stato di trance.
- secondo alcuni, l'estasi una forma di
conoscenza. La conoscenza estatica una
dimensione di superamento dei confini
dei sistemi psicologici. Il viaggio estatico
una tecnica di comunicazione fra i
diversi sistemi dell'ordinamento del co-
smo. Il rituale estatico un processo di
reintegrazione all'interno di un ordine pi
vasto. Gli sciamani sono persone di cono-
scenza e il rituale religioso "proietta
immagini di ordine cosmico sul piano
dell'esperienza umana L'estasi sciamani-
ca la capacit di ristabilire l'ordine
delle relazioni fra gli uomini attraverso il
riequilibrio dell'armonia del rapporto fra
uomo e cosmo.
Lo sciamano un viaggiatore cosmico:
"per lo sciamano tutto sacro, intercon-
nesso e interdipendente, tutte le creature
sono parte di una grande rete della vita
che mantiene le cose in armonia" (Walsh,
1990).
- ma, come sostiene Domenico Antonino
Conci, docente di filosofia teoretica
delluniversit di Siena, la cultura occi-
dentale non sarebbe in grado di vivere
adeguatamente lestasi: Solo un supe-
ramento del complesso occidentale sog-
getto-oggetto consente la comprensione
dei fenomeni estatici, che sono invece
normali nelle culture a predominanza
magico-religiosa. Ed proprio tale
scoperta a rendere possibile e compren-
sibile una singolare e ultramillenaria
credenza, definita"credenza nel realismo
dei segni". Con tale espressione si inten-
de lidea secondo la quale tutto ci che
si manifesta, nei limiti in cui si manifesta e
finch si manifesta sia in s e per s (cio
nella realt) tale quale si manifesta.
La diffusa tesi occidentale del valore
puramente simbolico o metaforico dei
segni appartenenti a tale componente si
rivela sviante perch rimuove la ragione
profonda della fiducia nellefficacia
"reale" magico-religiosa dei miti, dei riti,
delle liturgie - potenti sistemi allestiti fin
dai primordi della vita delluomo sul
pianeta per la comprensione e la sicu-
rezza.
Nelle culture magico-religiose lesistenza
e la verit sono funzioni dirette ed im-
mediate della manifestazione medesima,
in quanto attestazione diretta del reale.
Mentre la cultura occidentale. che muove
- dopo la catastrofe culturale prodottasi
nel Medioevo ellenico (1200 - fine 900
a.C.) con la crisi dellegemonia magico-
religiosa e quindi con la perdita di fidu-
cia nel realismo dei segni- dal dramma
esistenziale cognitivo della differenza
tra apparire ed essere, per giungere
alla conoscenza del reale (che ama
nascondersi) solo mediante il logos.
Nelle culture del realismo dei segni, ove i
segni ed i gesti dellestasi, della trance e
dei culti di possessione sono dominanti, il
problema di controllare lorigine della
manifestazione (percettiva, fantastica,
onirica, ecc.) del tutto destituito di
senso.
Circolo dei Trivi - Athame 27
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La Candombl brasiliana, come la Sante-
ria cubana, nasce dal sincretismo della
religione Yoruba con quella della Chiesa
Cattolica Romana. Ma facciamo un salto
in dietro nel tempo
Nigeria lungo le sponde del fiume Niger,
terra di origine degli Yoruba, viveva la
trib africana deportata poi nel Nuovo
Mondo durante la tratta degli schiavi.
Essi portarono con loro la loro religione e
ne adattarono le pratiche al nuovo am-
biente. Infatti, non appena arrivati nel
Nuovo Mondo venivano battezzati e
obbligati a rinunciare ai loro Dei in favo-
re dellunico vero Dio. Per nascondere le
loro pratiche finirono con lassimilare gli
Dei con i santi cattolici. Un ruolo impor-
tante perch questa operazione riuscisse
ha giocato la mitologia che ruota intorno
a Maria a Ges e ai santi.
Le divinit Yoruba sono note come Orix.
I centri di culto della Candombl sono
chiamati Case di Candombl e sono
controllate da Sacerdoti e Sacerdotesse
detti Pais e Mais de Santo, Padri e Madri
dei Santi. Ciascuna Casa un Tempio che
funziona come una congregazione i cui
membri dividono le spese dei riti.
Anche la Candombl ha un sistema di
iniziazioni con riti che conferiscono allini-
ziato, in vari gradi, parte del potere
degli Orix. Al termine delle iniziazioni
si diventa Babalorix e si pu creare un
propria Casa. Un membro del tempio,
lekedi, generalmente una donna che ha
ricevuto solo la prima iniziazione, re-
sponsabile degli iyaw, degli iniziati.
Lekedi assiste il Sacerdote e la Sacer-
dotessa durante le iniziazioni ed re-
sponsabile di coloro che cadono in tran-
ce. Inoltre suo compito anche cucinare
per gli Orix.
La Candombl poggia sui concetti di ax
ed ebb. Lax il simbolo del potere
divino. Tutto fatto di ax e tutto pos-
sibile in sua virt. Concetto profonda-
mente animista quello di attribuire una-
nima a tutto ci che si trova in natura,
unenergia pervade tutto: esseri animati
e inanimati. Gli Orix sono i depositari
di questo ax e i rituali hanno lo scopo di
richiamare a se lax di cui gli Orix
sono custodi.
Lebb invece il sacrificio, lofferta con
cui propiziarsi gli Orix e indurli a darci
il loro ax.
Il sacrificio non sempre un sacrificio
animale, un sacrificio di sangue, fonte di
vita e considerato sacro. Lebb pu
essere unofferta di frutti, fiori, candele o
cibi preferiti dagli Orix.
La Candombl quindi una religione che
riconosce un contatto diretto tra luomo e
gli Orix, forze della natura considerate
La Candombl:
tra Dei Yoruba e santi cattolici
28 Athame - Circolo dei Trivi
Di Ethlinn
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
manifestazioni dirette della divinit. Il
contatto tra dio e luomo si concretizza
con lebb per ricevere lax.
Tutte le cerimonie iniziano con unebb
ad Ex affinch non ostacoli il rito.
Ad ogni Orix sono dedicate feste in
date particolari. Il pi spettacolare dei
riti quello celebrato il 2 gennaio in
onore di Yemanja. La Sacerdotessa offi-
cia il rito in acqua e migliaia di ghirlan-
de di fiori vengono posate su zattere di
legno che fluttuano in mare. Laria pro-
fumata di fiori e le brezze marine fanno
riecheggiare in tutta la citt il monotono
ritmo di centinaia di atabaques, i tambu-
ri rituali suonati in onore degli Orix.
Alcune cerimonie sono aperte al pubbli-
co, altre invece sono talmente segrete
che neppure tutti i membri della Casa
possono prendervi parte.
Intervista ad una Babalorix
Allora Cristina, parlami della Candom-
bl. Cos? In cosa consiste?
La Candombl la nostra religione. la
religione pi estesa in Brasile dopo il
cattolicesimo, anche se non lo si vuole
ammettere. Nasce dallunione del Voo
Doo africano con il cristianesimo.
Ma, scusami, come riuscite a legare le
due religioni di per se molto distanti?
Per me e sarebbe impossibile legare
la mia spiritualit al cristianesimo
Devi pensare al contesto in cui nata la
Candombl, inizialmente religione degli
schiavi africani. Loro, ai tempi della
schiavit, erano costretti a rinnegare gli
Dei e accettare il Dio cristiano come
unico e vero Dio, cosa impossibile per un
africano iniziato al Voo Doo. Erano co-
stretti a inchinarsi agli altari di Dio e dei
santi, ma loro hanno trasformato la visio-
ne dei santi e Dio in quelle degli Orix.
In fin dei conti sono solo immagini. Inchi-
narsi allaltare di Maria e di Dio non era
pi un problema se al di sotto vi nascon-
devi una statua di Yemanj o Xang o
altri Orix. Cos, mentre tutti pregavano
la Vergine e Dio, loro facevano offerte e
preghiere agli Orix nascosti. cos
che nasce il nostro sincretismo.
Capisco
Il cristianesimo ormai parte integrante
della nostra religione.
Ma ora passiamo a te quando sei
arrivata alla Candombl?
Circa quattro anni fa. Ma una ricerca
iniziata tempo prima. Ti sembrer forse
strano, ma ci sono arrivata tramite la
Wicca.
Non mi sembra strano per niente.
Curioso piuttosto. Tramite la Wicca.
Raccontami.
Ho studiato un po la Wicca e praticato
per poco tempo, ma non era ci che
cercavo. Mi difficile spiegarti cosa ci
fosse che mi diceva non questo ci che
cerchi. Nel contempo sono entrata in
contatto con quella che ora la mia
famiglia spirituale. Una Casa di Can-
dombl. Ho iniziato a frequentarla
quando i rituali erano aperti a tutti e
dopo un anno sono stata iniziata come
Figlia di Santo.
Gabri mi ha detto che hai rasato i ca-
pelli per liniziazione semplice atto
simbolico o qualcosa di pi?
vero i capelli li ho rasati per linizia-
zione ma non per quella a Figlia di
Santo. Li ho rasati due volte. Lanno dopo
per liniziazione a Mano di Santo e lan-
no scorso per quella a Babalorix. Come
ben sai liniziazione porta con se delle
rinunce. un atto rituale che porta con se
il significato del sacrificio. Nella Can-
dombl nulla simbolico.
Cos avete tre gradi diniziazione per
nulla differente da alcune tradizioni
Wicca. Cos da un anno sei una Sacer-
dotessa se non ho capito male.
S. Sono consacrata a Yemanj e Xang.
I loro nomi ora rientrano a pieno titolo
nel mio nome di battesimo. Ora sono
Cristina Marenzene Yemanj Xang.
Yemanj la divinit dellacqua, del
mare, mentre Xang quella dei tuoni e
dei fulmini.
Parlami dei rituali.
Sai, la cosa che mi manca di pi da
quando sono qui Gli incontri avvengo-
no ogni venerd sera nella Casa di Can-
dombl. Sono incontri aperti a tutti. Gli
incontri per gli iniziati ci sono una volta al
mese, il mercoled. Quasi tutto il rituale
avviene in trance, indotta dai suonatori
di tamburo e tramite la danza. Il fulcro
del rituale la possessione divina. Il
Papa Orix e la Mama Orix guidano
la possessione, che pu anche non avve-
nire ad un iniziato. Anzi i casi in cui sia
proprio un esterno alla Casa di Can-
dombl ad avere la possessione sono
molti.
Non lavrei detto come mai questo?
Non ci vuole una qualche preparazione
alla possessione?
Cerca di seguirmi. Immagina la situazio-
ne. Il rituale si apre con i tamburi e con
la danza che si protraggono per un tem-
po che pu risultare molto prolungato. Ci
sono rituali che si protraggono per
unintera settimana senza interruzione.
Chi non abituato a tutto questo entra
pi facilmente in trance. La trance ci
che permette allex di entrare nel corpo
di un uomo e rivelarsi.
Ex? Non sono gli Orix a possedere
la persona?
No, non sarebbe possibile. Sono Potenze
troppo forti. Il corpo di un uomo non
resisterebbe. Facciamo lesempio di Xan-
g, lOrix del fulmine. Se si imposses-
sasse di un uomo questo sarebbe fulmi-
nato. Gli ex sono gli intermediari degli
Orix, creati da loro apposta per questo
compito.
Qual il vostro rapporto con gli Dei,
con gli Orix?
Dal momento che diventi Babalorix di
dedizione totale. Non puoi rivolgerti a
loro solo quando ne hai bisogno. Fargli
offerte solo quando vuoi ingraziarteli.
C chi lo fa. Ma io credo non sia lat-
Circolo dei Trivi - Athame 29
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
teggiamento giusto. Ma non posso dirgli
nulla.
Cio?
Vedi, non esiste qualcosa di giusto o di
sbagliato, bene o male. Ognuno sa cos
bene o meno per se stesso. Anche nel
rapporto con gli Orix.
E quindi verso la magia, gli incantesi-
mi, come vi ponete?
Facciamo un esempio pratico. Io e te
siamo sorelle della stessa Casa di Can-
dombl. Ci troviamo un giorno e mi dici
che vuoi a tutti i costi che tizio si innamori
di te. Io non posso dirti che la cosa
sbagliata, anche se magari la ritengo
tale. Posso dirti cosa ne penso, ma non
giudicare te o la tua azione. Cos come
non potr mai rivelare ci che mi hai
detto o ci che hai fatto. La segretezza
molto importante.
Se non ho capito male quindi non vi
etica se non la propria giusto?
Esatto. Niente moralismi o false etiche
comuni. Si rimanda tutto alla persona
operante.
Bene, mi parli di nessun tipo di morali-
smo una domanda forse un po par-
ticolare. Hai detto di conoscere un po
la Wicca, la sua filosofia, il suo pensie-
ro, la sua pratica. Non so se sai come
si pone nei riguardi della sessualit.
Direi che ha una simbologia molto espli-
cita nella consacrazione del vino.
Direi di s. Appunto a questo volevo
arrivare. Come vivete la sessualit?
parte attiva dei rituali, simbolica o
assente del tutto?
Come ti dicevo, nella Candombl nulla
simbolico. Qui devo fare una premessa.
Non esiste una Candombl, cos come
non esiste una sola Wicca. La Casa a cui
appartengo, Casa Branca, non pratica il
sesso rituale, altre Case s. visto comun-
que come lo ieros gamos greco: lunione
sacra degli Dei, degli Orix. Poi per
quanto riguarda il sesso in generale
b anche qui, ognuno libero per se
stesso. Il Papa Orix della mia casa ha
settantanni e ha avuto qualche mese fa
una bimba da una ragazza pi o meno
della nostra et. Ha parecchi figli con
diverse donne. La sua prima moglie la
nostra Mama Orix. Ma bisogna distin-
guere luomo dal Sacerdote. E lui un
ottimo Papa Orix. Lo stimo molto.
Come si pone il resto del mondo nei
confronti della Candombl?
Male, molto male. Credo che la nostra
situazione in Brasile non si discosti dalla
vostra situazione di neopagani in Italia. Il
cattolicesimo, purtroppo, molto forte
da noi. Per la Chiesa siamo alla stregua
dei satanisti. Eppure non abbiamo nulla
in comune con loro credo che questo
derivi da una forte disinformazione e
demonizzazione attuata dalla Chiesa.
Soprattutto per alcuni nostri termini e
pratiche.
Spiegami. Cosa intendi quando dici che
rivolto ad alcuni termini e pratiche?
Per quanto riguarda i termini noi divi-
diamo il mondo in tre livelli. Il mondo di
sotto, governato dagli spiriti delle ombre,
con i quali lavoriamo al pari di quelle
del mondo di sopra, terzo livello. E poi
c il nostro mondo. Per i cattolici stato
facile assimilare il regno delle ombre e i
suoi spiriti al loro inferno. Ma non ha
nulla a che fare con esso. Per quanto
riguarda le pratiche siamo appena usciti
da una discussione molto animata con un
gruppo di animalisti che voleva proibire
il sacrificio rituale. Il sacrificio degli ani-
mali molto forte nella nostra spirituali-
t. Ma il tutto avviene in un secondo. Non
facciamo del male allanimale. Lo deca-
pitiamo con un colpo netto.
Sono pratiche e termini comuni allo
sciamanesimo.
S. B, vedi, il Voo Doo di per se scia-
manico. Gli Stregoni Voo Doo sono Scia-
mani. Ed essendo la Candombl figlia
del Voo Doo una pratica molto pre-
sente nei nostri rituali.
Tornando un attimo al discorso di come ci
considerano vero che non siamo ben
visti, ma anche vero che il governo
Brasiliano ha tra i suoi consiglieri dei
Babalorix. una cosa che sanno in po-
chi, ma molto importante.
Orix: il termine che indica gli Dei
Casa di Candombl: assimilabile alle no-
stre Coven e tradizioni. Come verr det-
to pi avanti non esiste una sola Casa,
ma diverse, con alcune differenze che
mantengono per il corpus rituale di ba-
se comune per ogni Casa.
Figlia di Santo, Mano di Santo e Babalo-
rix (Mama Orix e Papa Orix): sono i
tre gradi iniziatici della Candombl.
ex: spiriti intermediari tra gli Orix e
gli uomini
30 Athame - Circolo dei Trivi
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Vi scrivo per farvi i complimenti, anche
se un po' in ritardo, per la manifesta-
zione Trivia 2005.
Trovo sia stato un evento molto ben
organizzato e al suo interno si sono
affrontati argomenti per me di grande
interesse.
Ritengo che le tutte conferenze siano
state svolte in maniera chiara, concisa,
abbastanza approfondita e soprattutto
in tono accessibile, quindi non troppo
noioso.
Inoltre penso che un evento di questo
tipo abbia contribuito a dare un'imma-
gine di apertura della comunit neo-
pagana (se di vera e propria comunit
si pu parlare), oltre ad essere stato un
ottimo punto di incontro appunto tra
neopagani.
A mio parere l'aspetto migliore di Tri-
via stato il suo essere un'iniziativa
principalmente culturale, incentrata
sulla cultura pagana in generale e con
intento divulgativo.
Per intenderci, mi piaciuto il fatto che
non sia stato il ritrovo pubblico in oc-
casione del Sabbat, cosa che implici-
tamente avrebbe ristretto il target del-
l'iniziativa a persone gi vicine al neo-
paganesimo.
In generale, la mia impressione stata
davvero molto positiva e spero che
eventi di questo tipo possano ripetersi
spesso e diventare iniziative di riferi-
mento, come il successo che ha riscos-
so la prima edizione di Trivia fa spera-
re.
Voglio anche complimentarmi per la
rivista Athame, a cui sono finalmente
riuscito ad abbonarmi (ho 18 anni da
poco!). Gli articoli sono tutti molto inte-
ressanti e le parti che ho apprezzato di
pi sono l'editoriale e la "posta". At-
hame davvero una lettura piacevole
e offre spunti di riflessione inaspettati
quanto profondi.
(Vi fa i complimenti anche mia madre,
che ha letto la rivista tutta d'un fiato
anche se piuttosto estranea agli argo-
menti trattati :-) )
In pratica, questa mielosa e inutile
lettera servita solo ad esprimere la
mia gratitudine nei confronti del vostro
lavoro e per dirvi "continuate cos"!
Detto questo... vi saluto e vi rinnovo
(ancora!!!) i complimenti.
Saverio
Caro Saverio,
innanzitutto grazie per i complimenti,
fanno sempre piacere e danno soddisfa-
zione, visto che lorganizzazione di
Trivia e la rivista Athame costano fatica
a molti di noi, ma anche grazie al so-
stegno di mail come la tua, che non
affatto inutile, una fatica davvero ben
ricompensata.
Detto questo speriamo (e non abbiamo
grossi dubbi in proposito) di riuscire a
ripetere Trivia il prossimo anno e so-
prattutto di avere la possibilit, come
dici, sullonda del successo riscosso, di
renderlo un punto di riferimento e di
incontro degli esponenti della cultura e
della spiritualit neopagana.
Sono contento che a tua mamma la no-
stra rivista sia piaciuta! Credo sia im-
portante che condividiamo la nostra
esperienza di neopagani con gli altri,
senza timore, e soprattutto con quelli che
ci stanno vicino. Questo non significa fare
proselitismo, al contrario, ogni cosa do-
vrebbe avvenire nel rispetto del recipro-
co percorso spirituale, aprendo un dialo-
go, e un dialogo tra genitori e figli
sempre importante, qualunque sia lar-
gomento!
Spero che Athame continuer a pia-
certi sempre di pi!
Al prossimo incontro!
Benedizioni
Cronos
Lettere al giornale
Alla redazione di Athame
e a tutto il Circolo dei Trivi...
Circolo dei Trivi - Athame 31
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
Ancora una volta, come ogni anno, ci
stiamo apprestando ad esser bombar-
dati da pubblicit, magazine, network
che parlano di Halloween, il carnevale
novembrino vera e propria festa del
consumistico mondo occidentale. Per molti
la ricorrenza estranea alla nostra cultu-
ra italiana, un chiaro esempio dellef-
fetto della globalizzazione e dellassor-
bimento di usi e costumi del mondo an-
glosassone. In realt, celate da maschere
e vetrine scintillanti ecco trasparire anti-
chi ricordi di tradizioni mai del tutto
scomparse e ancora insite nel folklore
popolare che contraddistingue la nostra
nazione.
Sar cos seguendo gli indizi nascosti
nelle pieghe del tempo che arriveremo
ad un culto molto antico, il culto della
Dea Madre, regina di questa mistica
notte ove ancora oggi il velo della remi-
nescenza cos leggero da permetterci
di guardar attraverso.
Secondo il Dizionario McBeain di Lingua
Gaelica Samhain (pronunciato sow-in),
forse la pi importante tra le festivit
celtiche, deriverebbe da samhuinn e
significherebbe summers End, la fine
dellestate e linizio della stagione inver-
nale. In realt i festeggiamenti non dura-
vano una sola giornata ma iniziavano
una settimana prima e si concludevano
una settimana dopo, cos molto pi
probabile che il giorno pi importante
dei festeggiamenti non fosse il primo del
mese di Novembre, bens l11, data coin-
cidente con quella che oggi viene defi-
nita estate di San Martino. Successiva-
mente, nei paesi di origine anglosassone,
Samhain fu trasformata in All HallowEve,
ove Eve sta per vigilia o ancora
Halloween.
Questa data coincideva con
linizio dellanno celtico, il momento in cui
la natura inizia il suo riposo e il primitivo,
spaurito dalla morte della propria ma-
ter, gi preparava la sua rinascita. Da
qui il collegamento di Samhain come
festa dei morti, ma in realt essa non
una festivit legata ai defunti, esatta-
mente il contrario, legata alla vita, alla
grande dea che muore per poter rina-
scere.
Ai primordi infatti la divinit
immaginata come la sovrana dei boschi
e della natura selvaggia, essa da so-
stentamento agli uomini ma ne pu cau-
sare anche la morte, successivamente il
passaggio dal nomadismo allagricoltura
impone al selvaggio un pi attento esa-
me delle stagioni e dei cicli naturali, egli
si accorge che la terra non sempre
fertile, la dea, resasi immanente nei
campi, nelle piante di grano e di orzo
muore per poter rinascere nuovamente e
cos assicurare, con i suoi eterni cicli, la
novella vita. Il concetto di morte e resur-
rezione ha cos da sempre permeato le
credenze e i miti degli uomini, nel mondo
greco ad esempio essa ben descritta
dalla storia di Demetra e Persefone, la
leggenda narra che un giorno la bella
Presefone, figlia di Demetra, mentre
raccoglieva dei fiori con delle amiche, si
allontan nel bosco e cos Ade, la divinit
delloltretomba, da tempo perdutamente
innamorato della fanciulla, decise di
rapirla con il beneplacito di Zeus. La
Dea Madre accortasi della scomparsa
della figlia inizi a cercarla ma, veden-
do vani i suoi tentativi, decise che fin
quando non le sarebbe stata restituita la
terra non avrebbe prodotto pi i suoi
frutti. Zeus ordin cos ad Ade di lasciar
libera la fanciulla ma il dio, con un sot-
terfugio, costrinse la stessa a ritornare
ogni sei mesi nel suo regno. Demetra
allora infuriata decise che nel periodo in
cui Persefone fosse stata nel regno dei
morti, sul mondo sarebbe calato linverno
e la terra non avrebbe prodotto i suoi
magnifici frutti, una metaforica morte in
attesa del risveglio. E in questa ottica
che la festa di Halloween assume un nuo-
vo significato, esso diventa il giorno in cui
il velo che separa il mondo dei vivi da
quello del soprannaturale si fa molto
sottile, tanto da poter facilmente trapas-
sarlo, nasce cos lidea che le anime dei
morti proprio in questo giorno riescon pi
facilmente a raggiungere e far visita ai
loro cari ancora in vita. Da questa cre-
denza nasce lusanza di lasciare frutti o
latte sugli usci delle porte, in modo che
gli spiriti, durante le loro visite potessero
ristorarsi o ancora accendere torce e
fiaccole per segnalare il cammino e age-
volare loro il ritorno.
Con lavvento del Cristianesimo, la Chie-
sa cerc di appropriarsi della festivit
troppo radicata nella cultura popolare
per esser cancellata e cos il 1 Novem-
bre diventava la festa di Ognissanti, le
figure fatate e gli spiriti della tradizione
celtica, a loro volta immagine di un ol-
tremodo di morte e rigenerazione, furono
demonizzati, le stesse donne il cui ruolo
nei rituali di fertilit era fondamentale
furono trasformate in streghe e i fal di
gioia tradotti in roghi. Anche le lanter-
ne e le luci giuda subirono una ugual
sorte, quelle che allinizio avevano pro-
prio il compito di indicare ai propri de-
funti la via di casa divennero lanterne
scaccia streghe con un uso completa-
mente differente.
LA ZUCCA COME SIMBOLO DELLA
DEA MADRE
La tradizione vuole che solo verso il
1700 inizi a sorgere lusanza di inta-
gliare strani e spaventosi volti nelle rape
e di inserire nel loro interno delle can-
dele illuminate proprio per far allonta-
nare gli spiriti maligni, nel 1845 per,
una spaventosa carestia in Irlanda ob-
blig moltissime persone a immigrare in
America portando con loro anche queste
tradizioni. La difficolt di reperire rape
nel nuovo continente fece si che il tubero
fosse sostituito dalle molto pi diffuse
zucche gialle che ancor oggi sono uno
dei simboli pi ricorrenti di Samhain. Se
cos ci racconta la storia non possiamo
far a meno di soffermarci sulla scelta del
frutto-simbolo della festa, trovando
molte altre antiche tradizioni che ripor-
LE NOTTI DI SAMHAIN
Un Viaggio nelle Tradizioni Popolari
alla ricerca di antichi Culti Pagani
32 Athame - Circolo dei Trivi
Di Andrea Romanazzi
&+/ &+/ "9"2"+ &+/ &+/ 9/-&,"+ &+/ &+/ $&2./..53 &+/ &+/ "2"%*"
tano alla zucca. Essa infatti da sempre
legata a rituali di morte e rigenerazione
che contraddistinguono il culto della dea,
infatti il fiore, chiamato giglio, era legato
di solito ai morti, il suo colore giallo
pallido ricordava appunto il colore delle
ossa dei defunti, mentre il frutto, appunto
la zucca, era associato alla procreazione
e alla fertilit.
Se cos immaginiamo che la lanterna di
Halloween abbia origini moderne basta
sfogliare il Corpus Hippocraticum del
400-300 a.C. per leggere che
se la donna ha la stanguria tagliare
la testa e il fondo di una zucca, metterci
sotto del carbone, gettare sul fuoco della
mierra triturata, la donna si sieda sulla
zucca e faccia entrare quanto pi possi-
bile i suoi organi genitali, affinch le
parti genitali ricevano pi vapore possi-
bile
Ai nostri occhi la descrizione sempre
perfettamente coincidere con la lanterna
cacciastreghe simbolo della festivit. La
zucca cos lo strumento per assicurare
la procreazione, essa il priapos pri-
mordiale, lelemento ingravidatore che
nasce dalla stessa terra e assicura, nel
periodo pi oscuro e buio la vita. Del
resto la zucca era anche associata al dio
Priapo, divinit di origine greca poi
successivamente adottata dai romani. Il
dio, spesso rappresentato con un volto
umano e le orecchie di una capra, tiene
in mano un bastone usato per spaventare
gli uccelli, la falce per potare gli alberi e
sulla testa foglie dalloro. Sua caratteri-
stica pi evidente lenorme o addirittu-
ra il doppio fallo, simbolo proprio della
sua natura feconda, aspetto per il quale
era anche rappresentato da un pilastrino
verticale con sopra scolpita la sua testa e
il suo fallo eretto, simbolo appunto della
fecondazione.
Ebbene il dio era anche strettamente
collegato alla zucca come possiamo leg-
gere dai Carme Priapei
io sono invocato come custode
ligneio delle zucche
E ancora il ricordo della zucca come
frutto legato ai rituali di fertilit lo ritro-
viamo in molti autori latini che la asso-
ciano al parto e alla gravidanza
intortus cucumis praegnansque
cucurbita serpit
o ancora in Propezio che scrive
...caerules cucumis tumidoque cucur-
bita ventre...
Cos la zucca simbolo fallico ma al
tempo stesso essa stessa madre, por-
tando nel suo ventre fruttifero i semi,
come la donna e la dea essa assicura la
vita per la sua specie e il sostentamento
per gli uomini.
La Processione dei Morti dal mondo
celtico alle tradizioni Italiane
Altra interessante tradizione legata al
famoso Trick or Treak, la mascherata di
bambini che attraversano le vie della
citt cercando dolciumi e regalini. In
realt per scoprire cosa si cela dietro
questa usanza dovremo attraversare i
sentieri del folklore italiano alla ricerca
delle processioni dei morti fino ad
imbatterci nel mitico Art, espressione
dellAnkou bretone, ma anche e soprat-
tutto della morte birichina delle tradi-
zioni popolari italiane.
LAnkou e il culto dei morti in Bretagna
Dal XI secolo moltissimi sono i racconti
popolari e i testi letterari in Europa che
parlano dellapparizione dellesercito
furioso, nome con il quale conosciuto,
nellarea centro europea, una strana
processione di misteriose creature fanta-
stiche, poi evolutesi nel loro aspetto, in
streghe e stregoni pronti al viaggio verso
il sabba.
Questa schiera di esseri, composta indif-
ferentemente da uomini e donne, spesso
a cavallo di animali in qualche modo
legati ai culti totemici pagani, come ca-
pre, cavalli o strani rapaci, era di solito
guidata da un essere mitico, una antica
divinit pagana autoctona come ad
esempio Wotan o Odino dellarea nordi-
ca o da strane creature, spesso dalle
fattezze femminili, che trasportavano,
non di rado, un carro rituale.
Una interessante area da esaminare,
proprio perch ancora oggi visibile nel
folklore locale lo strano rapporto tra
viventi e defunti, la Bretagna, luogo
ove alla religione ufficiale si mescolano
vorticosamente antiche tradizioni pagane
mai cancellate.
Un esempio ancora ben visibile nelle
leggende e nei racconti popolari, ad
esempio quello dellAnkou. Si tratta di
una figura locale raffigurata come la
morte, sotto forma di scheletro con la
falce che per non semplice espressio-
ne della stessa, in realt si tratta solo di
un suo messaggero, una strana figura che
giunge ad avvisare le persone, e spesso
a consigliare di portare subito a termine
faccende personali in sospeso prima del
loro trapasso.
Questo per non lunico esempio, altra
interessante informazione sul mondo
bretone dei trapassati pu esser desunta,
poi, dal racconto di Procopio di Cesarea
nella sua Guerra Gotica. Parlando della
Brittia ci racconta che giunto a questo
punto della storia mi sembra inevitabile
raccontare un fatto che ha piuttosto
attinenza con la superstizione. Ecco
cos che lo storico narra delle strane
abitudini di alcuni abitanti di borghi di
pescatori situati dallaltra parte del
mare, in quellarea che oggi appunto
nota come la Bretagna. Alcuni di questi
individui avevano un compito strano,
quello di traghettare le anime dei morti
nella A tarda ora della notte, infatti,
essi sentono battere alla porta e odono
una voce soffocata che li chiama allope-
ra. Senza esitazione saltano gi dal letto
e si recano sulla riva del maresulla
riva trovano barche speciali, vuote. Ma
quando vi salgono sopra le barche af-
fondano fin quasi al pelo dellacqua
come se fossero carichedopo aver
lasciato i passeggeri ripartono con le
navi leggere.
Se questo racconto sembra incredibile
basta giungere ancora oggi in Bretagna
per ritrovare, arenate nelle sacche di
sabbia dovute alla marea, vecchie bar-
che oramai in disuso. Nessuno per si
azzarda a spostarle o portarle via, an-
cora oggi queste sono le barche che
traghettano i morti.
E questa lespressione della comunica-
zione locale con un aldil mai visto come
luogo tenebroso come dimostrerebbero i
numerosi cimiteri mai isolati dai luoghi
abitati.
Del resto gi dai tempi di Claudiano, V
secolo, che larea bretone era nota come
il luogo dei morti, era qui, infatti, che si
identificava il luogo ove Ulisse aveva
incontrato i morti e ove i contadini ve-
dono vagare le ombre pallide dei mor-
ti, una affermazione che ritroveremo in
seguito proprio legata al territorio ita-
liano. Ma questo non basta, oramai
ben dimostrato come alcuni viaggi com-
piuti da cavalieri delle saghe bretoni,
come Parsifal o Lancillotto, in terre de-
solate o verso castelli misteriosi altro non
sono che viaggi nel mondo dei defunti
come poi testimonierebbero toponimi
come Limors o il Schastel le mort.
Lo stesso Art, in varie raffigurazioni,
altro non sarebbe che il traghettatore
delle processioni dei morti, come nel
mosaico pavimentale di Otranto, ove il
sovrano raffigurato con uno scettro in
mano in groppa ad un caprone, seguito
da una schiera di uomini.
La Processione dei morti nella tradizio-
ne italiana
Anche il folklore italico per, come si
potrebbe pensare, non estraneo al
Circolo dei Trivi - Athame 33
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mondo dei trapassati, come mi sono
occupato in un altro mio lavoro proprio
sul culto dei morti.
La tradizione della Processione dei de-
funti e la visione degli stessi da parte
della gente contadina non per patri-
monio esclusivamente bretone, anche se
ancora oggi in quelle terre tale tradizio-
ne resiste fortemente, ma in tutta Europa
sono fortemente diffusi racconti popolari
di gente che periodicamente assisteva a
tali apparizioni.
In realt questo spettacolo non era
riservato a tutti, ma solo a persone dai
particolari poteri o nati in ben precisi
giorni.
Cos, ad esempio, in Friuli, il Ginzburg
parla dei Beneandanti, uomini dai parti-
colari poteri, nati con la camicia, un
parte della placenta che, proprio per
questa loro stranezza saranno poi gli
attori, in particolari periodi dellanno, di
una lotta contro le forze maligne per
assicurare fertilit ai campi.
Sono loro che possono aver rapporto con
i defunti dato che chi vede i morti, cio
va con loro, un Benandante.
Moltissimi poi sono i racconti popolari di
incredibili incontri nelle campagne con
schiere di defunti. Sempre in Friuli inte-
ressante lavventura capitata ad un
povero monaco nel 1091. Mentre questi
camminava lungo un sentiero di campa-
gna viene attratto da strani lamenti e
cos scorge una processione tra la quale
riconosce alcuni uomini suoi conoscenti
morti da poco tempo. Se per potremmo
pensare che simili visioni sono relegate
ad un lontano passato ecco presenti
numerose testimonianze di donne lucane
che durante il secolo scorso si imbattero-
no in quella che la messa dei morti.
Cos lungo le buie vie che conducono le
contadine del sud nei campi da lavoro,
capita spesso di vedere una chiesa
aperta e illuminata e allinterno anime
dannate che allontanano subito le vian-
dante o le comunicano un messaggio per
il mondo dei vivi.
una volta un forese [abitante del
paese di Forenza, in Lucania N.d.A]
commise con il suo padrone di andar ad
attingere acqua ad una fontana lontano
dal paeseil forese si mise in cammino
ma giunto nei pressi della fontana di
Tromacchio vide quattro persone che
portavano a spalla una baradecise di
andare alla fontana di spando ma anche
qui il cammino era sbarrato dai quat-
troallora gli venne incontro un sacer-
dote morto da qualche tempo che lo
prese per mano e gli disse queste
scommesse non le devi fare
La strana fila tanto ricorda quelle raffi-
gurazioni rinascimentali, chiamate Dan-
ze Macabre, che iniziano ad apparire
attorno al 1400, interpretate successiva-
mente con il motivo della morte livella-
trice. Sicuramente queste attingerebbe-
ro da ben pi antichi ricordi, come testi-
monierebbe la primitiva guida delle fila.
Sempre nella regione lucana, fortemente
legata al mondo contadino, pullulano
storie di donne che, mentre raccoglieva-
no lacqua, nel riflesso del catino, scor-
gevano strane processioni tra le quali
individuavano alcuni loro defunti, tradi-
zione presente anche nel Sud Italia. An-
che in questo caso le visioni sono acco-
munate da un particolare: avvengono
solo in particolari momenti della vita
dellindividuo o in particolari periodi
dellanno, spesso coincidenti con festivit
agrarie, come ad esempio la Festa di
Onnissanti o la notte di San Giovanni.
Dolcetto o Scherzetto? I Prolegomeni del
cibo del mondo Ctonio
Allo stesso modo si innesta la tradizione
del cibo dei defunti, trasformato poi
nelle leccornie e dolciumi per i giovani
bambini.
Da sempre luomo ha avuto timore del
ritorno del defunto, luntore che pu
portare morte tra i vivi. Secondo cos il
principio della magia simpatica, ponen-
do del cibo nelle tombe si sarebbe pla-
cata la fame del trapassato impeden-
dogli cos di ritornare sul mondo terreno.
Che il cibo reale fosse davvero utilizzato
nei sepolcri dimostrato da diversi testi
come il De Masticazione Mortuorum in
Tumulis di Michel Raufft o la Dissertatio
Historico-Philosophica de Masticatione
Mortorum di Philip Rohr. Qui si descrive-
va come il morto, le cui scorte alimentari
erano insufficienti, iniziava a nutrirsi ma-
sticando il sudario e le sue stesse carni.
Anche il cannibalismo diventa un modo
per assicurare la seconda morte al de-
funto, infatti lo stomaco diventa suo defi-
nitivo sepolcro e sarebbe da questa
interpretazione che deriverebbero diver-
se espressioni popolari Italiane come
bere i morti o mangiare i morti(E. De
Martino, 1959) e lusanza del banchetto
funebre. Ecco cos che nel giorno dei
morti, quasi riproponendo il tema della
necrofagia, in molti paesi della Penisola
vengono preparati strani dolcetti a for-
ma di ossa chiamati appunto ossa dei
morti(A. Romanazzi, 2003) che vengono
poi regalati ai fanciulli.
Cibo rituale sono le fave e i ceci, da
sempre presenti nei convivi funebri e
nelle merende che si tenevano tra i
parenti del defunto immediatamente
dopo il funerale. La motivazione potreb-
be essere che la fava stata da sempre
considerata come il mezzo per comunica-
re con lAldil, esse erano presenti nelle
cerimonie funebri nellantico Egitto ed in
Grecia mentre a Roma erano il simbolo
della resurrezione dalla morte.
Cicerone ci informa delluso ateniese di
spargere granaglie sulle tombe, e legumi
cotti in enormi pentole venivano offerti
ad Hermes Ctonio. Ancora fino al secolo
scorso in vari paesi grandi bigonci erano
posti agli angoli delle strade in modo
che le anime vaganti, ma anche i poveri,
potessero rifocillarsi.
Il seme, poi, nasconde anche unaltra
motivazione, esso alimento molto gra-
dito ai defunti perch, secondo limmagi-
nario popolare, deriverebbe proprio da
quello stesso mondo conio al quale il
trapassato apparterrebbe. Non solo
per, il seme simbolo del continuo ciclo
di morte e rinascita, esso infatti viene
mietuto proprio per poter ricrescere e
non dobbiamo dimenticare che etimolo-
gicamente la dea Cerere sembrerebbe
provenire proprio da Madre del grano
identificata spesso con lultimo covone
della raccolta e destinato a rituali di
fertilit, infatti era riservato alle vacche
gravide proprio per assicurare loro ferti-
lit o alle stesse donne che si dovevano
garantire un parto felice.
Il seme diventa cos anche simbolo della
rinascita, una novella speranza per il
defunto, dunque.
Non dobbiamo poi dimenticarci della
tradizione del melograno come altro
alimento importante, esso un frutto di
speranza, ricco di semi e da sempre al-
bero di fertilit.
Cos, ad esempio, sulla tomba di Osiri-
de che germoglia un melograno dopo
che esso viene ricomposto da Iside, o
ancora raffigurazioni del frutto le tro-
viamo sulle pareti tombali di varie tombe
etrusche o romane.
Ecco cos che le numerose tradizioni le-
gate alle schiere dei morti propongono
una nuova ed interessante interpretazio-
ne delle schiere di ragazzini, mascherati
da esseri demoniaci o semplicemente da
strane creature animalesche, che girano
per le citt al grido di trick or treak.
Guidati da un mitico traghettatore,
conosciuto ad esempio nel mondo celtico
come "cenmad y meirew", ma la cui figu-
ra come abbiamo visto non estranea al
patrimonio folklorico italiano, questi
bambini, vestiti a maschera come i vetusti
sciamani altro non sarebbero che i de-
funti che tornano tra i vivi e chiedendo
loro in offerta cibo rituale destinato in
cambio di tranquillit: solo una volta
sazio il defunto potr ritrovare la pace
dellaldil.
34 Athame - Circolo dei Trivi
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A s s o c i a r s i
Aderire alla nostra associazione significa
avere la possibilit di ricevere il bolletti-
no interno "Athame" (vedi abbonamento)
oltre ad avere il diritto di partecipare a
tutti gli ambiti della vita associativa ac-
quisendo il diritto di voto alle assemblee.
L'iscrizione comporta l'accettazione da
parte dell'iscritto dello statuto dell'Asso-
ciazione. Di seguito riportiamo i principi
ispiratori della nostra Associazione tratti
dall'art 3 dello statuto, chiunque voglia
diventare membro dell'Associazione
tenuto a prendere visione dello statuto
nella sua interezza:
1) Noi pratichiamo riti di armonizzazione
con il ritmo naturale delle forze vitali
segnato dalle fasi della luna, dai quarti
e dai mezzi-quarti stagionali.
2) Noi riconosciamo che la nostra intelli-
genza ci d una responsabilit unica e
particolare verso il nostro ambiente.
Cerchiamo di vivere in armonia con la
natura, in un equilibrio ecologico che
permetta di dare completezza alla vita.
[...]
3) Noi siamo consapevoli di un potere
molto piu` profondo rispetto a quello
manifesto alla persona comune. Poich
molto pi grande dellordinario tal-
volta chiamato soprannaturale, ma per
noi questa energia fa parte del poten-
ziale di tutti.
4) Noi concepiamo la Forza Creatrice
nelluniverso come manifesta attraverso
la polarit - data dal maschile e dal
femminile - e (tale Forza Creatrice) come
latente in tutte le persone, ed operante
attraverso linterazione del maschile e
del femminile. Noi non valutiamo nessuno
dei due superiore allaltro, sapendo che
ciascuno complementare allaltro. Va-
lutiamo il sesso come piacere, come il
simbolo e lincarnazione della vita, e
come una delle fonti delle energie usate
nella pratica magica e nel culto religio-
so.
5) Noi riconosciamo sia mondi Esteriori
che Interiori, non trascuriamo una dimen-
sione per laltra, vedendo entrambe
come necessarie per la nostra pienezza.
6) Noi non riconosciamo alcuna gerar-
chia autoritaria, ma onoriamo chi inse-
gna, rispettiamo coloro che dividono la
loro maggiore conoscenza e saggezza, e
riconosciamo quelli che coraggiosamente
si dedicano ad essere guide. 7) Noi
vediamo la religione, la magia e la sag-
gezza nel vivere unite nel come perce-
piamo e viviamo il mondo una visione
del mondo e una filosofia di vita che noi
identifichiamo come Stregoneria la
Via della Wicca.
8) Chiamarsi Wiccan non fa di quella
persona un o una Wiccan ma neppure
lo fa leredit, n il collezionare titoli,
gradi e iniziazioni. Un Wiccan cerca di
controllare le forze dentro di se che ren-
dono possibile la vita, in modo da poter
vivere con saggezza e bene senza dan-
neggiare gli altri e in armonia con la
Natura.

9) Noi crediamo nellaffermazione e nel
compimento della vita attraverso la con-
tinua evoluzione ed il continuo sviluppo
della coscienza, che danno senso allUni-
verso che noi conosciamo e al nostro
ruolo al suo interno. [...]
10) La nostra unica animosit verso il
Cristianesimo, o verso qualsiasi altra
religione o filosofia, limitata al fatto
che le sue istituzioni hanno dichiarato di
essere lunica via e hanno cercato di
negare la libert degli altri e di soppri-
mere altri tipi di pratiche e credenze
religiose. []
11) Noi non accettiamo il concetto di
male assoluto, n adoriamo alcuna entit
come Satana o il Diavolo, come ven-
gono definiti dalla tradizione cristiana.
Noi non cerchiamo il potere attraverso la
sofferenza degli altri, n accettiamo che
i benefici personali possano derivare
unicamente dallaverli negati a un altro.
12) Noi crediamo che allinterno della
natura che dovremmo cercare ci che
serve alla nostra salute e al nostro be-
nessere.
In sintesi crediamo in una morale positiva
in cui lindividuo sia responsabile della
scoperta e dello sviluppo della sua vera
natura in armonia con il mondo esterno e
la comunit. Noi esprimiamo questo con
il Rede: Se non danneggia nessuno, fa
ci che vuoi.
Precisiamo inoltre che:
LAssociazione non legata in modo
specifico ad alcuna corrente della Wic-
ca, n ad alcuna specifica congrega, ma
promuove parimenti il lavoro dei gruppi
e dei singoli.
LAssociazione non opera in alcun modo
azione di proselitismo intesa a mostrare
la Wicca come vera ed unica via spiri-
tuale, ma come uno dei tanti e validi
percorsi spirituali.
Come Associazione wiccan siamo legati e
facciamo parte del pi ampio movimento
religioso neo-pagano.
La nostra Associazione non si sente in
alcun modo minacciata dai dibattiti sulla
storia della stregoneria, le origini dei
vari termini, la legittimit dei vari aspetti
di differenti tradizioni, al contrario se-
guiamo con interesse levolversi di tale
dibattito sia sul piano storico che antro-
pologico.
Il "Circolo dei Trivi" un'Associazione di
volontariato semplice.
Tutti i ricavi dellAssociazione (molto
pochi per adesso!) , le quote associative
in sostanza, vengono costantemente rein-
vestiti nellAssociazione stessa, principal-
mente per coprire le spese di prima ne-
cessit, questo con buona pace di coloro
che credono che dietro alla Wicca si
nasconda solamente un facile modo di
far soldi e un buon marchio per vendere
qualcosa.
Le prestazioni di tutti i soci, compresi i
membri del consiglio direttivo, vengono
fornite a titolo gratuito.
Il Circolo dei Trivi un progetto e
come tale moltissime sono le cose da
fare e da organizzare: per adesso
siamo ancora in pochi e la pubblicazione
di "Athame" non che il primo risultato
del lavoro che ci aspetta, un primo ri-
sultato che andr migliorandosi con il
tempo.
La nostra Associazione nasce dallidea
fondamentale che tra wiccan si possa
collaborare pur partendo da idee e
tradizioni diverse e che gli wiccan e i
neopagani in genere possano portare un
contributo prezioso alla societ. Senza il
confronto fra differenze non ci pu esse-
re evoluzione alcuna e nostro desiderio
che qui possa esserci una crescita.
Noi non siamo portatori di altra verit
se non quella che ci appartiene, perfet-
tamente consapevoli che la nostra non
la sola verit, ma una tra le tante possi-
bili. La nostra opera non perfetta e
non vuole esserlo, siamo aperti alle criti-
che di qualsiasi tipo purch costruttive,
purch ogni critica nasconda una propo-
sta e ci mostri una possibilit alternativa.
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