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APOLOGIA di platone

L' APOLOGIA
A parlarci di Socrate sono in tanti , tuttavia la testimonianza di Platone resta la migliore e le altre vanno
sfruttate come appoggio . Platone conosceva davvero bene Socrate ed era lui stesso un gran filosofo :
il grosso limite che trattandosi di un filosofo , Platone avrebbe potuto rimaneggiare i discorsi
di Socrate , ed proprio quel che fa man mano che invecchia . " Lapologia " , per fortuna , resta un
dialogo giovanile nel quale Platone descrive il processo che decret! la condanna a morte di Socrate . "
proprio in questo dialogo che emerge fortemente la differenza tra Socrate ed i sofisti : i sofisti
pronunciavano discorsi raffinati ed eleganti , ma totalmente privi di verit# : per loro limportante era
parlar bene , avere un buon effetto sulle orecchie degli ascoltatori . Per Socrate invece quel che pi$
conta la verit# : lui si proclama incapace di controbattere a discorsi cos% eleganti e ben formulati &ma
falsi' . Socrate , pur non tenendo unorazione raffinata , dice il vero : la critica ai sofisti verr# poi ripresa
da Platone stesso . ( sofisti puntavano a stupire lascoltatore , dal momento che erano convinti che la
verit# non esistesse &soprattutto )orgia . Socrate per difendersi in tribunale non pronuncia un discorso
&come i sofisti' , ma imposta un dialogo botta e risposta : proprio dal discorso che viene a galla la
verit# &Platone dir# che il discorso tra due o pi$ individui come lo scontro tra due pietre dal quale
nasce la fiamma della conoscenza' . Lo stile oratorio di Socrate scarno , secco e quasi familiare ,
modulato a seconda dellinterlocutore . (l punto di partenza del discorso socratico la cosiddetta " ironia
socratica " , ossia la totale autodiminuzione , " io non so , tu sai " . *os% inizia anche " Lapologia" : si
pone la domanda "che cosa + ," e linterlocutore cade nel tranello e risponde , sentendosi superiore
a Socrate . Socrate , come abbiamo detto parlando di Senofonte , parla di argomenti noti
allinterlocutore : se ad esempio parla con un generale gli chieder# " che cosa il coraggio , " . -uello
risponder# , per esempio , dicendo che il coraggio il non indietreggiare mai . Allora Socrate interverr#
dicendo che quello non coraggio , bens% pazzia . La critica diventa stimolo per linterlocutore a fornire
una seconda risposta meglio articolata : il gioco pu! andare avanti a lungo e spesso rimane aperto .
-uesto metodo viene detto " maieutico " : Socrate diceva di fare lo stesso lavoro della madre , la quale
era ostetrica : lei faceva partorire le donne , lui le anime . *ome le ostetriche valutano se il neonato "
buono " , cos% Socrate valuta se le idee , le definizioni sono buone . .on tutti gli interlocutori erano
intelligenti e riconoscevano i propri errori : spesso preferivano evitare Socrate . /a un
interlocutore Socrate fu anche denominato " torpedine " in quanto lincontro con Socrate risulta
scioccante perch ribalta le concezioni di chi era convinto di sapere e dimostrava che in realt# non
sapeva . Socrate stesso si paragonava ad un moscone che stimola il cavallo : lui stimolava gli uomini a
ragionare . Socrate con il processo dellautodiminuzione afferma di non sapere nulla , mentre sostiene
che i sofisti sappiano tutto : dice che forse leducazione che impartisce lui inutile rispetto a quella
sofistica , ma senzaltro pi$ importante . Le calunnie nei confronti di Socrate hanno avuto inizio
quando lui si definiva sapiente in quanto loracolo di /elfi gli aveva detto che era il pi$ sapiente tra gli
uomini . Lui era rimasto sconvolto da tale affermazione e non riusciva a crederci : allora cominci! a
girare per Atene per vedere se trovava persone effettivamente pi$ sapienti di lui . /unque si rec! da
coloro che si ritenevano sapienti : politici , poeti , artigiani . Socrate si accorse che tutte e tre le
categorie erano convinte di sapere , ma in realt# non sapevano niente : i politici erano i peggiori di tutti
non in quanto politici & Socrate stesso , se vogliamo , era un politico perch svolgeva la sua attivit# in
pubblico' ma in quanto non capaci di insegnare il loro sapere : un vero sapiente deve spiegare ci! che
sa : anche i politici migliori &Pericle' non sanno trasmettere il loro sapere . Lo stesso era per i poeti , che
a partire da 0mero erano considerati sapienti ed educatori : Socrate li biasima sia perch dicono
assurdit# , sia perch il loro non un sapere , ma una forma di " follia ispirata " : era la divinit# che
parlava per bocca loro . ( meno peggio risultarono essere gli artigiani , che almeno sapevano fare
diverse cose di utilit# pubblica : la loro una " tecn " , ossia una sapienza pratica . Per! anche gli
artigiani avevano i loro difetti : erano s% competenti nel loro settore , ma peccavano di presunzione
perch erano convinti che la loro conoscenza fosse universale ed illimitata , anzich limitata . (noltre
essi agivano senza pensare e ponderare . Socrate arriv! alla conclusione che loracolo di /elfi aveva
ragione : lui stesso il pi$ sapiente , pur sapendo di non sapere . (l suo non va interpretato come
atteggiamento di rinuncia alla ricerca della verit# , ma come segno di modestia intellettuale : proprio il
fatto di essere consapevoli della propria conoscenza che spinge luomo a sforzarsi di raggiungere la
conoscenza 1 se si convinti di sapere gi# tutto non ci si sforzer# di migliorare . 2ra le varie accuse che
vengono mosse a Socrate c anche quella di corrompere i giovani nella piazza rendendoli peggiori : lui
ribatte a questa accusa dicendo che non avrebbe motivo di fare ci! . (nfatti se corrompesse i giovani
finirebbe per vivere in una citt# di giovani corrotti , il che si ritorcerebbe contro lui stesso . 3a senzaltro
ricordato il cosiddetto " intellettualismo etico " di Socrate : secondo lui nessuno pu! compiere il male
sapendo effettivamente di compierlo : nessuno potrebbe mai fare del male volontariamente . 4n
rapinatore rapina non pensando di fare del male , ma di fare del bene : un errore intellettuale ritenere
bene ci! che male . " un atteggiamento tipicamente cristiano5cattolico che si possa scegliere tra
bene e male indistintamente . /unque Socrate introducendo lintellettualismo etico dimostra di aver
agito per il bene della sua citt# . " Socrate che ha scoperto il concetto moderno di anima &psu6' : in
precedenza significava " soffio vitale " , ci! che fa vivere le cose 1 il termine psu6 assunse poi il
significato di " immagine nellAde " , unesistenza depotenziata . Per gli 0rfici significava " demone " . A
partire da Socrate fino al giorno doggi lanima diventata il nostro io : ci identifichiamo con lanima .
Secondo Socrate possiamo dividere i beni ed i mali in tre categorie a' dellanima b' del corpo c'
dellesterno . (l corpo lo strumento nonch la prigione dellanima . (l denaro , per esempio , un bene
esterno . (n alcuni frangenti sembra che Socrate &e anche Platone' rifiuti i beni materiali e del corpo ,
scegliendo quelli dellanima 1 in altre occasioni pare che possano essere accettati entrambe . Socrate ,
per esempio , pare che non disprezzasse il vino . -uestambiguit# tra beni del corpo e beni dellanima
pu! essere spiegata affermando che i beni son tutti beni finch non entrano in conflitto con altri : la
ricerca del piacere fisico diventa un male quando la si antepone alla ricerca di quello intellettuale .
-uesto non vale solo per i beni , ma anche per il rapporto tra anima e corpo : il corpo
per Socrate e Platone non va disprezzato , anzi va apprezzato perch serve allanima . Per il
*ristianesimo la ricchezza un male , per Socrate e Platone un bene finch non entra in conflitto con
gli altri beni . (nteressante il concetto socratico di ingiustizia : essa non danneggia chi la subisce , ma
chi la commette . La giustizia infatti d# un senso di piacere interiore e chi ingiusto perde questo
piacere , mentre chi subisce lingiustizia continua a provarlo . -uesto vale anche per Platone . 2ra le
cose che Socrate dice di non sapere vi la conoscenza dellaldil# , di cosa c dopo la morte
&Platone dir# di essere in grado di dimostrare lesistenza di un aldil#' . Per lui non che se si vive una
vita giusta si sar# premiati : si gi# appagati dal vivere giustamente , la felicit# che si prova perch si
giusti gi# una sorta di premio : Socrate dice che magari potrebbe esserci una vita ultraterrena , ma lui
non lo sa . 2ra le varie accuse rivolte cera anche quella di ateismo e di empiet# : Socrate infatti
credeva nei demoni , che lui proclamava " figli delle divinit# " . Lui dimostra che unaccusa sbagliata
dicendo che se crede nei demoni che sono figli delle divinit# , ovvio che creda anche nelle divinit# :
perch ci sia il figlio &demone' , ci devono anche essere il padre e la madre &le altre divinit#' . 7a che
cosa era questo demone , Abbiamo due testimonianze divergenti : per Platone era una sorta di angelo
custode 5 coscienza personale che interveniva ogni qual volta Socrate stesse per sbagliare : si
tratterebbe di una sorta di " aiuto privilegiato " che non tutti hanno : solo le persone per bene . " un
dono divino per i buoni . " come se la divinit# partecipasse alla vita umana . Per Senofonte invece il
demone unentit# che lo spinge ad agire in determinati modi : Senofonte intende ancorare
fortemente Socrate alla credenza in un ordine divino e in un intervento divino nella vita umana .
Per Socrate limportante non vivere , ma vivere bene : quando la nostra anima sana , giusta , allora
anche noi stiamo bene . Sempre Senofonte nei " /etti memorabili " riassume la prova dellesistenza di
/io formulata da Socrate in questi termini : ci! che non opera del caso postula una causa
intelligente , con particolare riguardo al corpo umano che ha una struttura organizzata non casuale .
Per questa sua origine luomo ritenuto superiore a tutti gli altri animali ed oggetto dellinteresse di
/io , come si deduce anche dalla possibilit# di conoscere i suoi progetti sulluomo ricorrendo allarte
della divinazione . 3a notato che il /io socratico & inteso come intelligenza finalizzatrice ' una sorta di
elevazione a entit# assoluta della ps8ch umana . 7olti hanno notato che gli accusatori non volevano in
realt# condannarlo a morte , ma semplicemente zittirlo . 7a Socrate non pu! accettare di essere zittito :
il suo destino andare in giro a colloquiare con la gente . 3ivere bene per Socrate significa svolgere
questattivit# e non rifiutare di essere colpevole significava non far perdere significato alla sua vita . /al
momento che era gi# vecchio e gli restavano pochi anni di vita , tanto valeva farla finita l% , ma non
rinunciare ai suoi ideali . 7entre la ricerca di Platone si spinger# in unaltra dimensione , quella
di Socrate rimane saldamente ancorata al mondo terreno : la sua m(ssione far capire ai cittadini ci!
che fanno . (n Socrate vi poi un rifiuto della politica &che peraltro troveremo anche in Platone ' : fa
infatti notare che lui stesso aveva avuto parecchi problemi con la politica : prima contro di lui si erano
scagliati gli oligarchici , ed ora i democratici &nellaccusa ai danni di Socrate si possono scorgere
istanze politiche : lui era un aristocratico e i democratici volevano punirlo ' . Pur avendo problemi con la
politica , Socrate non dice che vada abolita . Prima dellesecuzione della pena capitale , a Socrate era
stata presentata la possibilit# di evadere dal carcere , ma lui si era rifiutato : in lui infatti vi era il
massimo rispetto per la legge , che non si deve infrangere in nessun caso . La legge pu! essere
criticata , ma non infranta : di fronte ad una legge ingiusta non bisogna infrangerla , ma bisogna battersi
per farla cambiare . Socrate afferma che sarebbe stato suo dovere far cambiare la legge e che non
essendoci riuscito giusto che lui muoia . )li Ateniesi son convinti di essersi liberati di Socrate
avendolo eliminato fisicamente , ma in realt# per liberarsene completamente avrebbero dovuto "
ucciderlo filosoficamente " , batterlo a parole . (n realt# volevano farlo tacere , ma han sortito leffetto
opposto : Platone infatti , che era intenzionato a dedicarsi alla vita politica , rester# sconvolto per
condanna del maestro e si dedicher# alla filosofia . (n Socrate vi una vaga idea di provvidenza divina ,
ma non collettiva , bens% individuale : la divinit# aiuta solo i migliori . *eleberrima la conclusione
dell Apologia , in cui Socrate si rivolge ai suoi discepoli prima di essere giustiziato : " 7a ormai ora di
partire : io verso la morte , voi verso la vita . *hi di noi cammini a una meta superiore oscuro a
chiunque : non al mio dio ."