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Atti parlamentari Assemblea regionale siciliana

XVI Legislatura Documenti: disegni di legge e relazioni Anno 2014



(nn. 141-206- 778 bis)



ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


DISEGNO DI LEGGE (n. 141)

presentato dai deputati: La Rocca, Siragusa, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio,
Ferreri, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Trizzino, Troisi, Venturino, Zafarana, Zito

il 16 gennaio 2013

Norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento sessuale
o dall'identit di genere

(OMISSIS)

DISEGNO DI LEGGE (n. 206)

presentato dai deputati: Ferrandelli, Arancio, Alloro, Cirone, Cracolici, Digiacomo,
Maggio, Marziano, Panarello, Raia, Anselmo, Gucciardi, Panepinto

il 5 febbraio 2013

Norme contro le discriminazioni determinate dallorientamento sessuale o
dallidentit di genere.
Istituzione del registro anagrafico per le unioni civili

(OMISSIS)

DISEGNO DI LEGGE (n. 778)

presentato dal deputato: Cracolici

il 20 giugno 2014

Istituzione dellelenco regionale delle unioni civili


(OMISSIS)

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RELAZIONE DELLA I COMMISSIONE
AFFARI ISTITUZIONALI: ordinamento regionale, riforme istituzionali,
organizzazione amministrativa, enti locali territoriali
ed istituzionali, diritti civili

Composta dai deputati:

Cracolici Antonello, presidente; Figuccia Vincenzo, vicepresidente; Anselmo A-
lice, vicepresidente; Siragusa Salvatore, segretario; Cappello Francesco; Cimino
Michele; DAsero Antonino; Formica Santi; Malafarina Antonio; Miccich Gian-
luca Antonello; Milazzo Giuseppe; Panepinto Giovanni; Rinaldi Francesco; Rug-
girello Paolo; Tamajo Edmondo.

Presentata il

(OMISSIS)

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DISEGNO DI LEGGE DELLA I COMMISSIONE

Norme contro la discriminazione determinata dallorientamento
sessuale o dallidentit di genere.
Istituzione dellelenco regionale delle unioni civili.

Art. 1.
Finalit

1. La Regione riconosce le formazioni sociali e culturali nelle quali si pro-
muovono la personalit umana e il libero svolgimento delle sue funzioni e attivit,
rifiutando qualsiasi discriminazione legata alletnia, alla religione, allorientamento
sessuale e allidentit di genere.

2. La Regione riconosce, altres, ogni forma di convivenza e adotta politiche
finalizzate a consentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del
proprio orientamento sessuale e della propria identit di genere, promuovendo il
superamento delle situazioni di discriminazione, secondo le disposizioni della pre-
sente legge.

3. La Regione, in attuazione dellarticolo 3 della Costituzione, dellarticolo 21
della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea e dellarticolo 19 del Trat-
tato per il funzionamento dellUnione europea, promuove la realizzazione e
limplementazione della Rete regionale di prevenzione e contrasto delle discrimina-
zioni, anche attraverso le attivit del centro regionale di coordinamento per la pre-
venzione e contrasto delle discriminazioni, di cui al protocollo dintesa adottato il
12 dicembre 2013 tra lAssessorato regionale della famiglia, le politiche sociali e
del lavoro Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali e la Pre-
sidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le pari opportunit, Ufficio
nazionale antidiscriminazioni razziali.

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4. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali, in conformit a quanto
previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, dalla legge 8 novembre 2000 n. 328
e dal Decreto del Presidente della Regione del 4 novembre 2002, concernente le li-
nee guida per lattuazione del piano socio-sanitario della Regione siciliana, ha ca-
rattere universale ed teso a promuovere la parit di condizioni senza alcuna di-
scriminazione determinata dallorientamento sessuale o dallidentit di genere.

5. Gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione sono tenuti a uni-
formarsi ai principi ispiratori della presente legge.

Art. 2.
Elenco regionale delle unioni civili

1. E istituito lelenco regionale delle unioni civili presso lAssessorato regio-
nale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

2. Entro 90 giorni dallentrata in vigore della presente legge, con regolamento
adottato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta re-
gionale, su proposta dellAssessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, sono disciplinate le modalit di iscrizione e di cancellazione dallelenco di
cui al comma 1.

3. Il sistema integrato dei servizi destinati alla famiglia esteso ai nuclei di
persone legate da vincoli di parentela, affinit, adozione, tutela e da vincoli affetti-
vi, ai sensi di quanto previsto all'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, purch iscritti nellelenco di cui al com-
ma 1.

Art. 3.
Interventi in materia di istruzione, formazione professionale,
politiche del lavoro ed integrazione sociale. Formazione del personale.

1. La Regione opera, nellambito delle proprie competenze, affinch il siste-
ma integrato di istruzione e formazione professionale e il sistema dei servizi per
limpiego concorrano a garantire leffettivit del diritto allistruzione e alla forma-
zione durante tutto larco della vita e del diritto al lavoro. Essa opera per assicurare
ad ogni persona, indipendentemente dallappartenenza di genere o
dallorientamento sessuale, uguaglianza delle opportunit e non discriminazione
nellaccesso ai percorsi di istruzione, istruzione superiore e formazione professiona-
le, nellinserimento al lavoro e nella fruizione dei relativi servizi, nei percorsi di
carriera e nella retribuzione.

2. La Regione, per prevenire le discriminazioni di identit di genere e orien-
tamento sessuale, persegue lintegrazione fra le politiche educative, scolastiche e
formative e le politiche sociali e sanitarie, al fine di sostenere le persone e le fami-
glie nei loro compiti educativi, realizza e promuove percorsi di inserimento e di in-
tegrazione sociale per le persone che risultino discriminate o esposte al rischio di
esclusione sociale per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dalla identit di
genere.

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3. La Regione promuove ladozione di comportamenti ispirati alla considera-
zione e al rispetto per ogni orientamento sessuale o identit di genere e individua,
altres, ladozione di tali modalit tra gli obiettivi delle attivit di formazione del
personale dei suoi uffici ed enti.

4. La Regione, nella redazione dei codici di comportamento dei propri dipen-
denti, si conforma ai principi di cui allarticolo 1.

Art. 4.
Interventi in materia di prestazioni sanitarie e politiche sociali.
Compiti delle Aziende Sanitarie Provinciali.

1. La Regione opera, nellambito delle proprie competenze, in materia di pro-
grammazione e gestione dei servizi sanitari e sociali, mediante lattuazione dei
principi di cui al presente articolo.

2. Chiunque abbia raggiunto la maggiore et pu designare una persona che
abbia accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza assistenziale e psi-
cologica del designante e a cui gli operatori delle strutture pubbliche e private so-
cio-assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni relative al suo stato di
salute, nel rispetto dei regolamenti delle strutture di ricovero e cura.

3. La designazione effettuata tramite dichiarazione sostitutiva di atto noto-
rio, ai sensi dell'articolo 38 del Decreto del Presidente della Repubblica del 28 di-
cembre 2000. La designazione non ha alcuna scadenza. Essa pu essere revocata
con apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

4. Le Aziende sanitarie provinciali, nellambito delle proprie competenze e
nella programmazione del Piano sanitario regionale, assicurano adeguati interventi
di informazione, assistenza, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla
libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale o della pro-
pria identit di genere.

Art. 5.
Comunicazione istituzionale e promozione culturale.

1. La Regione, dintesa con gli enti locali, anche attraverso i propri Uffici per
le relazioni con il pubblico e i propri strumenti informativi, adotta nelle proprie co-
municazioni istituzionali modelli e linguaggi a tutela dellidentit di genere e
dellorientamento sessuale e contro ogni forma di discriminazione.

2. Il Comitato regionale per le comunicazioni (Co.Re.Com), nellambito delle
sue funzioni di monitoraggio, effettua la rilevazione sui contenuti della program-
mazione televisiva e radiofonica regionale e locale eventualmente discriminatori ri-
spetto alla pari dignit riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali o identit di ge-
nere della persona.

3. Il Co.Re.Com, nellambito delle funzioni di disciplina dell'accesso radiofo-
nico e televisivo regionale, garantisce adeguati spazi di informazione ed espressione
in ordine alla trattazione delle tematiche di cui alla presente legge.

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4. La Regione e gli enti locali, nellambito delle rispettive competenze, favo-
riscono la produzione e lofferta di eventi culturali e forme di socializzazione aperte
alle diverse realt esistenziali, come caratterizzati, tra laltro, dallorientamento ses-
suale o dallidentit di genere.

Art. 6.
Estensione delle competenze dellUfficio delle Consiglieri di parit.

1. Le Consigliere di Parit intervengono anche nei casi di discriminazioni mo-
tivate dallorientamento sessuale o dallidentit di genere, per accogliere e valutare
segnalazioni di persone nonch di istituzioni, associazioni e organizzazioni non go-
vernative che svolgano attivit di promozione del principio della parit di tratta-
mento e non discriminazione.

Art. 7.
Norma finale

1. La presente legge sar pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione si-
ciliana.

2. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge della Regione.