Sei sulla pagina 1di 6

LE GRANDI OPERE DEL PENSIERO POLITICO

AL SERVIZIO DELLASSOLUTISMO

Il secolo XVII considerato il secolo dell'assolutismo, ma si rivel, verso la sua met, catastrofico per i re
assoluti. Tra le diverse opere che sostennero la necessit di un potere statale assoluto, di seguito sono
presentate le idee di fondo di due grandi pensatori e filosofi politici del pensiero moderno: Il Principe di
Machiavelli e Il Leviatano di Hobbes

IL PRINCIPE DI MACHIAVELLI

Machiavelli era un funzionario fiorentino del periodo del
Rinascimento (fine XV secolo ). In questo periodo, dal punto di
vista politico si assiste:
Al crollo della doppia autorit Papa-Imperatore, nelle sfere
spirituale e temporale;
allaffermazione dei grandi stati monarchici di Francia,
Inghilterra e Spagna.
allaffermazione, soprattutto in Italia, di una concezione
delluomo come essere autosufficiente in opposizione allera
medievale orientata e dominata da Dio. Daltra parte la situazione
politica italiana verso la fine del XV secolo era propizia allo
scatenarsi degli individui pieni di virt: in effetti attorno a Roma,
Venezia, Milano e Firenze cera una moltitudine di stati e staterelli
in grande fermento.

Cosa si propone Machiavelli con il Il
Principe?

Machiavelli si propone di ricercare che cos
un principato e quali sono le specie esistenti.
Nella sua analisi politica, non appare interessato
ai principati ereditari, per i quali non sono
necessarie capacit particolari del principe;
piuttosto attratto dai principati nuovi che
presentano difficolt di acquisizione e di
mantenimento. Nella sua opera, un piccolo
spazio dedicato anche ai principati misti ed ai
principati ecclesiastici.
Secondo Machiavelli, ogni principato pu avere
un governo dispotico, aristocratico o
repubblicano, ma la questione di quale diritto
giustifichi una o laltra non gli interessa: egli al
contrario affascinato dalla forza, dalla guerra, e
si sofferma a studiare quei principati che sono
creazioni della forza.
Per M., il fatto essenziale della storia umana il
trionfo del pi forte. I principali fondamenti di
ogni stato sono le buone leggi e le buone armi,
ma le prime sono conseguenza delle seconde e
non viceversa. Quando M. fa riferimento alle
buone armi non pensa di certo agli eserciti
mercenari (ritenuti inaffidabili perch sempre
pronti a vendersi al migliore offerente ), bens
alle truppe nazionali, quelle composte dai
sudditi del principe.

RINASCIMENTO, periodo artistico e culturale
della storia d'Europa, che si svilupp a partire
da Firenze tra la fine del Medioevo e l'inizio
dell'et moderna, in un arco di tempo che va
all'incirca dalla seconda met del XIV fino al XVI
secolo, con ampie differenze tra disciplina e
disciplina e da zona a zona. Il Rinascimento,
vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti
come un'et di cambiamento, matur un nuovo
modo di concepire il mondo e se stessi,
sviluppando le idee dell'umanesimo nato in
ambito letterario nel XIV secolo (da Petrarca) e
portandolo a influenzare per la prima volta
anche le arti figurative e la mentalit corrente.
BIOGRAFIA POLITICA DI MACHIAVELLI,

A Firenze, dopo gli sconvolgimenti dovuti alle lotte tra le varie fazioni,
si impadronisce del potere la ricca famiglia di banchieri dei Medici, a
partire dal 1434 con Cosimo. Alla morte di Lorenzo Il Magnifico, nel
1492, il suo successore Piero fu messo in fuga dal popolo in sommossa
e si stabil la Repubblica. Questa di l a 3 anni cadde nelle mani del
monaco domenicano Gerolamo Savonarola che fonda una democrazia
teocratica e puritana e che lancia lanatema contro la lussuria e la
cupidigia della Roma papale. Verr impiccato e bruciato nel 1498.
In quellanno entra ufficialmente nella vita pubblica della Repubblica
fiorentina il 29enne Machiavelli, appartenente ad una famiglia
borghese toscana, e diventa segretario della Seconda Cancelleria. La
sua una situazione lavorativa mediocre e mal pagata; per viene
spesso incaricato di missioni allestero, durante le quali acquista una
lucidit singolare in fatto di conoscenza dei temperamenti nazionali e
di rapporti tra i popoli. In una delle sue missioni conosce, nel 1502,
Cesare Borgia, il duca Valentino che produsse sul Machiavelli una
immagine indimenticabile di signore splendido e magnifico.
Quando nel 1512 la milizia repubblicana venne decimata nei risucchi
della lotta tra papa Giulio II ed il re di Francia Luigi XII, i partigiani dei
Medici approfittarono della situazione per ristabilire proprio questi
ultimi al potere e Machiavelli fu cacciato dai suoi impieghi e bandito da
Firenze. E probabile che senza questa disgrazia non avrebbe mai avuto
modo di scrivere le sue opere: I discorsi sulla prima deca di Tito Livio,
le Istorie Fiorentine, i Dialoghi dellarte della guerra e il Principe.
Machiavelli si ritira in una casa di campagna a San Casciano: pieno di
rancore e noia e si sfoga nelle lettere al suo amico Vettori,
ambasciatore di Firenze e Roma. Da queste lettere si risale alla genesi
del Principe; si tratta di un piccolo volume, un opuscolo, con il quale
Machiavelli invita chiaramente il nuovo principe Lorenzo a richiamarlo
a Firenze per non privarsi pi a lungo dei leali servigi di un uomo che ha
sviluppato ottime capacit di penetrazione politica.

In che modo si acquisisce un principato secondo M.?
Per M. i modi di acquisire un principato sono quattro:
1. per propria virt e per le proprie armi;
2. per la fortuna e le armi altrui;
3. per scelleratezza;
4. per il favore ed il consenso dei propri concittadini.

Il primo modo di acquisire un principato (per propria virt e per le proprie armi) molto difficoltoso,
ma risulta di pi facile gestione per quanto riguarda la conservazione.
Per il secondo modo di acquisizione (per la fortuna e le armi altrui) la regola invece inversa.
Il terzo modo di acquisizione di un principato (per scelleratezza) una modalit che Machiavelli
mostra di disprezzare;
Il quarto modo di acquisizione (per il favore dei propri concittadini) fa dire a M. che in questo
necessaria unastuzia fortunata ed unarte mediocre. A fare cos un principe talvolta il popolo e
talvolta i grandi: il secondo fa pi fatica a mantenersi del primo.
Scarso interesse Machiavelli riserva per i principati ecclesiastici, che acquisiti per fortuna o per virt, si
conservano grazie al potere di antiche istituzioni religiose.

Quali qualit rendono i principi degni di lode?
E' necessario a un principe, volendosi mantenere, imparare a potere essere non buono e a usarlo e non
l'usare secondo la necessit. Il principe non deve dunque farsi scrupolo di abbandonarsi ai vizi se questi
sono decisivi per mantenere il suo potere e per garantire pace e sicurezza al suo principato Non la
morale che conta ma l'utile, il bene dello stato.

Per ognuno di queste modalit, secondo M. , la fortuna fondamentale
perch nessuno, a prescindere dalla sua virt, pu completamente sottrarsi
alla sua forza. La fortuna per pericolosa in quanto come un fiume in
piena i cui argini devono essere rafforzati nei tempi di quiete.
Nella sua trattazione, M. riserva una riflessione particolare agli stati che si
formano rapidamente e che, per questo, non hanno radici profonde: la
prima tempesta rischia di rovesciarli. Fa eccezione a questo destino il caso di
principati governati da un principe servito dalla fortuna e dotato di grande
spirito e valore: si tratta del caso eccezionale che Machiavelli ha in mente
quando pensa a Cesare Borgia.

Il fine giustifica i mezzi?

La crudelt deve essere usata a fin di
bene, per il bene dello stato. E' meglio
che un principe sia temuto (ma NON
odiato) piuttosto che amato. Per non farsi
odiare basta fare il bene del popolo e del
principato. Gli uomini seguono il principe
quando fa i loro interessi, quando smette
di fare ci lo abbandonano. Ma se hanno
timore di lui ci non accade e sono
costretti a seguirlo
Machiavelli distingue tra crudelt ben
seguite e mal eseguite: quelle ben
eseguite sono quelle commesse tutte
insieme allinizio del regno per
provvedere alla sicurezza del principato
nuovo; quelle mal eseguite sono quelle
che si trascinano e si rinnovano causando
il senso di insicurezza dei sudditi. Per
questo Cesare Borgia fa bene ad uccidere
Ramiro dellOrco

Machiavelli sente il dovere di dimostrare la bravura di
CESARE BORGIA . Cesare Borgia , figlio di papa Alessandro VI, dopo
aver deposto le proprie dignit ecclesiastiche, tent di costituire un
vasto dominio principesco nellItalia centrale. Per M. Cesare era un
principe dotato in quanto scaltro e forte ( volpe/leone), ma pur
essendo molto dotato, fallisce nella sua opera. Ha forse sbagliato
qualcosa? Cesare diviene principe grazie al padre che Papa e
comprende subito che deve rendersi indipendente dai mercenari
della propria armata e dal re di Francia. Cos prima si serve di un
uomo crudele e sbrigativo come Ramiro dellOrco per ristabilire
lordine (assegnandogli ampi poteri), poi ( per non essere associato
alla crudelt di quelluomo) lo fa uccidere in una piazza pubblica.
Successivamente si cerca nuove amicizie e si riavvicina agli
spagnoli. E a quel punto che tutto si rovina, perch prima che
Cesare possa rendere solida la propria posizione in Toscana oltre
che in Romagna, Papa Alessandro VI Borgia, suo padre, muore.
Questo rappresenta per M. un eccesso di sfortuna Cesare si trova
cos tra larmata spagnola e quella francese senza poter resistere.
Secondo Machiavelli, Cesare non ha commesso alcun errore
malgrado il disastroso risultato finale e pu essere proposto come
modello da imitare per tutti i nuovi principi.

Quali sono i governi possibili?

Il principato caratterizzato da un governo dispotico, con un principe che tiene tutti i suoi sudditi in condizioni di
schiavit, difficile da conquistare e facile da mantenere.

Il principato con governo aristocratico, con un principe assistito da grandi, facile da conquistare e difficile da
conservare.

La repubblica estremamente difficile da mantenere, essendo esattamente lopposto di un principato dispotico.
Machiavelli propone tre mezzi per domarla:
che il principe vada a risiedere personalmente nel paese per reprimere i disordini sul nascere;
governare i paesi secondo le loro leggi e per mezzo dei loro cittadini;
distruggere e annientare lantica ed incurabile repubblica.


Qual lessenza del machiavellismo?

Sta nel ritratto del principe nuovo. Il principe che vuole mantenersi deve imparare a non essere sempre buono: deve
esserlo o non esserlo a seconda delle necessit ( ragion di stato) . La cosa migliore sarebbe essere sia amato che
temuto, ma nellimpossibilit meglio essere temuto, che comunque non significa essere odiato dai sudditi (sarebbe
una cosa grave). Il principe deve agire sia da uomo (combattendo attraverso le leggi, regolarmente, con lealt e
fedelt) sia da bestia (combattendo con la forza e linganno): in particolare i modelli di animali da seguire sono la volpe
(ad esempio non mantenere la parola quando ci gli causerebbe un danno) ed il leone. Machiavelli ritiene che
lapparire, il far credere e lipocrisia siano fondamentali per il principe. E poi sostiene lonnipotenza del risultato.

Per quanto riguarda la gestione del rapporto con i consiglieri o ministri, Machiavelli sostiene che soltanto un principe
gi di per s saggio pu essere ben consigliato; deve prendere consiglio solo quando lo vuole lui e non deve mai
lasciare prendere il sopravvento. Inoltre i ministri devono essere colmati di ricchezza e di considerazioni, per
mantenerli buoni.

E solo verso la fine dellopuscolo che Machiavelli svela il suo supremo segreto: lamore per lItalia, la patria lacerata,
asservita e sconvolta. Machiavelli aveva tanto ammirato Cesare Borgia perch lo ha creduto in grado di realizzare il
sogno italiano di libert ed indipendenza.
Quanto al destino dellopera, Lorenzo de Medici non vi prest attenzione e non ricompens lautore. Se Machiavelli
rientr in grazia dei Medici a partire dal 1519 non fu a causa del Principe. Quattro anni dopo la sua morte, avvenuta
nel 1527, il libro viene stampato e viene cominciato a leggere molto, forse troppo, e le polemiche cominciarono ad
infuriare.























IL LEVIATANO DI HOBBES



Lo stesso anno in cui termin la Guerra dei trent'anni,
1648, in Francia scoppi la Fronda. Il Parlamento prese
le armi contro l'autorit regia, alla stessa maniera del
Parlamento Inglese (Parlamento rappresentativo nel
vero senso del termine) il quale, in quegli stessi anni,
tagliava la testa al re: Carlo I Stuart viene sconfitto dalla
armata parlamentare (formata da puritani) e viene
giustiziato. Siamo nel 1651: viene instaurata la
Repubblica (Commonwealth), regnante Cromwell. Lo
stesso anno viene pubblicato un libro dallo strano
titolo: "Leviatano o materia, forma e potenza di uno
Stato ecclesiastico e civile"; e dal frontespizio ancora
pi singolare: emerge il mezzobusto di un gigante con
corona, il cui corpo e le cui braccia sono composte da
agglomerati di piccoli uomini; le fattezze facciali
evocano il viso di Cromwell.


Questo Leviatano stringe in una mano una spada, simbolo di ordine temporale, nell'altra un pastorale
vescovile, simbolo di ordine religioso. L'autore Thomas Hobbes.

Quale lorigine filosofica del Leviatano?

Scoperta la geometria euclidea, Hobbes elabora una concezione
razionalista e materialista, rigorosa e logicamente compiuta in
tutte le sue parti, in base alla quale il mondo morale e politico
determinato dalle leggi del movimento. Alla base di tutto c' il
movimento. Questo deriva dalle sensazioni, divisibili in due
categorie: desideri o avversioni. L'oggetto del desiderio il
bene; l'oggetto dell'avversione il male. Male estremo la
morte. Il movimento determinato dalla volont, dall'atto del
volere: ultimo desiderio o ultima avversione che spinge
l'individuo ad agire o meno.
Secondo Hobbes, l'uomo si distingue dagli animali per la
ragione, per la curiosit, ovvero il desiderio di capire le cause; e
per la religione, ovvero il desiderio di capire la causa delle cause.
Ma l'uomo non vive solo: ha dei simili. Per ogni uomo ogni altro
uomo un concorrente, avido di bisogni da soddisfare.
Gli uomini perseguono il soddisfacimento dei propri desideri in
maniera concorrenziale: nel momento in cui vi la
sovrapposizione del bisogno, ognuno tenta di distruggere l'altro,
ostacolo al raggiungimento del proprio fine. Il risultato la
guerra perpetua, "ognuno contro ognuno", e dunque l'uomo
un lupo per l'uomo. Tale guerra impedisce la societ e alimenta
la paura di una morte violenta, poich gli uomini basano i loro
rapporto sulla forza e sull'inganno. La propriet non esiste, ma
ognuno legittimo padrone di ci che riesce a conquistare.
Questo lo Stato di natura.



ll leviatano una creatura biblica. Si tratta di un
terribile mostro marino dalla leggendaria forza
presentato nell'Antico Testamento. Tale essere
viene considerato come nato dal volere di Dio,
nonostante sia spesso associato al Diavolo. La
citazione pi importante nel Libro di Giobbe:
Fa ribollire come pentola il gorgo, fa del mare
come un vaso di unguenti. Nessuno sulla terra
pari a lui, fatto per non aver paura. Lo teme ogni
essere pi altero; egli il re su tutte le bestie pi
superbe. (Giobbe 41) Dal punto di
vista allegorico, il Leviatano rappresenta spesso
il caos primordiale, la potenza priva di controllo,
bench biblicamente sia pi spesso espressione
della volont divina e "simbolo della potenza
del Creatore".

Lo Stato assoluto di Hobbes perfettamente
rappresentato sulla copertina della prima
edizione del testo come un gigante costituito da
tanti singoli individui; il gigante regge in una
mano una spada, simbolo del potere temporale, e
nell'altra il pastorale, simbolo del potere religioso,
a indicare che, secondo Hobbes, i due poteri non
vanno separati
Come risolvere i problemi presenti nello Stato di natura?

Innanzitutto, bisogna uscirne: Per evitare la distruzione della specie umana, bisogna che l'uomo esca da
tale stato: pu farlo poggiandosi sulle sue passioni e
sulla ragione. Le passioni lo spingono alla pace (la
paura della morte); la ragione gli suggerisce
condizioni vantaggiose con cui accordarsi con gli altri
uomini. Tali condizioni sono, per Hobbes, le leggi di
natura, sintetizzabili nella formula evangelica: "Non
fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a
voi". E' necessario rinunciare al diritto assoluto su
ogni cosa che ogni uomo possiede. Ma tale accordo
non sar osservato fin quando non verr imposto con
la spada e, data la natura avida e maligna degli
uomini, verr rispettato da questi nella misura in cui
saranno costretti a farlo, sotto pena di castigo.

Lo Stato, l'uomo artificiale, il Leviatano la forza spaventosa in grado di assolvere tale compito.

In che modo lo Stato diventa il detentore di questo potere?

Attraverso un contratto tra governati e governanti, che implica obblighi precisi per ambedue le parti . In
questa concezione il potere politico si fonda su un contratto sociale che pone fine allo stato di natura,
segnando l'inizio dello stato sociale e politico. Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro
imposte, le persone perdono una parte della loro assoluta e (potenzialmente) pericolosa libert per
assicurarsi una maggiore tranquillit e sicurezza sociale. Nel momento in cui il patto viene violato, il
potere politico diventa illegittimo; di conseguenza il diritto di resistenza e ribellione viene legittimato.

Se per Aristotele l'uomo era naturalmente sociale, naturalmente cittadino , e la societ politica era un
fatto naturale, per Hobbes l'uomo non risponde a nessun istinto sociale, me egli, congenitamente
utilitarista, ricerca la societ per bisogno, per interesse. La societ politica il frutto artificiale di un
patto volontario. Gli uomini stringono dunque un contratto, in base al quale trasferiranno il loro diritto
naturale assoluto ad un terzo, la cui volont si sostituir alla volont di tutti. Hobbes realizza l'impresa di
fondare sul contratto una sovranit unica ed indivisibile, facendo, dei due contratti, uno solo. Con un
solo atto, gli uomini si costituiscono in Stato di societ e si sottomettono ad un padrone; sono vincolati
tra loro, rinunciando al diritto naturale assoluto che nuoce alla pace. Ribellione e ricorso sono
inconcepibili Per loro rinuncia, per questa loro trasmissione definitiva e irrevocabile, gli uomini si sono
spogliati della loro libert di giudizio sul giusto e l'ingiusto. Essi sono impegnati a tenere per buono e
giusto ci che il sovrano ordina, cattivo e ingiusto ci che proibisce.

Quale la forma di governo pi adeguata?

Teoricamente, per Hobbes, la sovranit assoluta pu
risiedere sia nel governo di molti (Democrazia), sia nel
governo di pochi (Aristocrazia), sia nel governo di uno
(Monarchia). Ma in pratica questa risulta essere la
migliore, quella che garantisce miglior condizioni di
pace e sicurezza. Poich essendo la tendenza naturale
dell'uomo dare la precedenza all'interesse personale
rispetto a quello pubblico, e poich nella Monarchia
l'interesse personale del sovrano coincide con
l'interesso pubblico (le ricchezze e l'onore di un
sovrano derivano dalla ricchezze e la dignit dei
sudditi), tale forma di governo chiaramente la pi
garantista della prosperit. La sovranit, dunque,
assoluta e indivisibile, poich dividere il potere
significa dissolverlo. I frammenti del potere
indeboliscono quest'ultimo, distruggendosi l'un l'altro.
GLOSSARIO.

FORMA DI STATO. Classificazione adoperata per indicare i
diversi modi attraverso i quali si combinano i tre elementi
costitutivi dello Stato: popolo, territorio e governo; in altre
parole esprime il rapporto tra chi governa e chi governato. Si
parla in tal senso di Stato assoluto, liberale, totalitario,
democratico.

FORMA DI GOVERNO. Classificazione riferita ai diversi modi nei
quali la c.d. funzione di indirizzo politico (cio fissare i fini
dellazione politica) di maggioranza viene esercitata tra i diversi
organi costituzionali. Oggi non sono pi adoperate le tradizionali
distinzioni elaborate dai classici del pensiero politico (dalla
bipartizione machiavelliana tra monarchie e repubbliche alla
tripartizione aristotelica tra governo di uno, governo di pochi e
governo di molti), perch non rispondenti pi alla realt. La
principale distinzione tra governo parlamentare e governo
presidenziale.

Che caratteristiche deve avere la sovranit?

Le caratteristiche di questa sovranit ( intesa come potere originario e indipendente da ogni altro
potere), per Hobbes, risiedono nel monopolio del potere legislativo del sovrano, nella possibilit di fare
ed abrogare le leggi secondo volont. Nella concezione hobbesiana il potere sovrano non ha alcuna
limitazione ad opera del diritto naturale. Per Hobbes la sola legge artificiale che decide del giusto e
dell'ingiusto, fuori di una legge di tale natura, nulla pu essere ritenuto ingiusto: poich l dove non c'
potere comune non ci sono leggi, e l dove non ci sono leggi non c' ingiustizia". Una questione
fondamentale per Hobbes sta nel diritto di propriet. Hobbes non vede nella propriet che una
concessione del sovrano, poich prima che ci fosse la sovranit, nessuno poteva godere del diritto di
propriet su qualcosa, avendo ogni uomo eguale diritto naturale assoluto: dunque l'allocazione di valori
che risponde al termine propriet, non pu essere stata effettuata da nessun altro che dal sovrano.

La sovranit ha dei doveri?

Il sovrano deve garantire pace e protezione, deve cio procurare ai suoi sudditi ci per
cui stato istituito lo Stato: la sicurezza (salus populi suprema lex). Da questo deriva
l'obbligo, per il sovrano, di assicurare ai suoi sudditi un "innocente libert": innocente
nel senso che non deve nuocere alla pace; libert intesa come mancanza di
impedimenti esterni ai nostri desideri. La legge un impedimento esterno. Il suddito
libero di fare tutto ci che non impedito dalla legge; la libert dei sudditi assicurata
loro dal silenzio della legge.

Il sovrano inoltre deve garantire ai suoi sudditi l'eguaglianza di fronte alla legge,
l'istruzione e la prosperit materiale; quest'ultima esige che il sovrano lotti contro
l'inattivit, dando lavoro a tutti.

Il sovrano deve per di pi essere sempre vincente (successful). Se si indebolisce tanto da non poter assicurare
pace e protezione ai sudditi, questi sono sciolti da ogni obbligo. Si riservano il diritto di proteggersi o di cercare
un altro protettore allorquando lo Stato stia crollando e, se questo viene vinto in guerra, i sudditi hanno il
diritto di schierarsi con il vincitore. E' una dottrina che elimina qualsiasi dovere di fedelt sentimentale .

Cosa tiene in vita lo stato e cosa lo distrugge ?

Ci che lo tiene in vita l'autorit; ci che distrugge lo Stato l'assenza di un autorit assoluta ed indivisibile,
cio la pretesa di sottomettere il sovrano alle leggi. Distrugge lo Stato discutere il potere sovrano: ovvero le
false dottrine che insinuano negli uomini l'idea che essi debbano giudicare ci che giusto o ingiusto non in
base alla legge, ma secondo coscienza; ergendosi a giudici, gli uomini tornano allo stato di natura.

Qual la religione dello Stato hobbesiano?

Lo stato teorizzato da Hobbes uno stato cristiano, composto da individui cristiani. Dalla
interpretazione delle Sacre Scritture dipendo i loro obblighi. Nello stato di natura ogni cristiano
ha il diritto di procedere a tale interpretazione secondo coscienza individuale. Questo diritto di
interpretazione personale viene trasferito, con il resto, al momento del patto sociale. Dunque la
sovranit temporale coincide con la sovranit religiosa. Lo stato composto da cristiani e la
Chiesa cristiana sono la stessa medesima cosa. Ogni nazione una Chiesa, il regno di Dio un
regno civile. Pastore supremo, il sovrano potrebbe amministrare i sacramenti, battezzare,
pronunciare scomuniche, ma non lo fa: si limita a dare la forza esecutiva alle sentenze. Non vi
distinzione fra le leggi di Dio e le leggi di uno Stato cristiano: dunque nessun suddito pu
disobbedire alle leggi del suo sovrano, per quanto concerne gli atti esteriori e la professione della
religione. Poich Hobbes non si cura della religiosit intrinseca, lo Stato hobbesiano non incarna
alcuna verit religiosa. Non chiede ai sudditi di credere, ma di obbedire. Ci che lo muove la
coagulazione pratica tra sfera civile e sfera religiosa, cos che regni la pace, a cui i dissensi politico
religiosi sono fatali.



Luigi XIV personific la
forma pi completa di
monarca assoluto. Famosa
la sua affermazione "L'tat
c'est moi!" (Lo Stato sono
io!)