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La Giornata

* * * * * *
In Italia Nel mondo
Roma. Dopo gli arresti di luned effettua-
ti dalla polizia, ieri frazioni delle nuove Bri-
gate rosse si sono fatte sentire. C stata una
telefonata di minacce al Corriere della Se-
ra rivendicata da una sedicente colonna
Walter Alasia (Nulla rester impunito e la
bandiera che caduta labbiamo ripresa in
mano), e una lettera intimidatoria, siglata
da un Nucleo Galesi, recapitata al garante
dei diritti dei detenuti della regione Lazio,
Angiolo Marroni. Il governo riferir in Aula
al Senato domani mattina. Delloperazione
antiterrorismo ha parlato il presidente del
Consiglio dallIndia
dove sta guidando
una missione: opera-
zione preventiva
ha detto dunque
un colpo fatale. Los-
servazione di Roma-
no Prodi nonconvin-
ce Maurizio Sacconi,
senatore di Forza
Italia, sottosegreta-
rio al Welfare nella
scorsa legislatura,
amico di Marco Bia-
gi. Dice Sacconi:
Credo che parlare
di colpo fatale sia in-
genuo. Sembra dimenticare lanomalia tut-
ta italiana di un fenomeno che senza pa-
ragoni rispetto a tutte le democrazie occi-
dentali, e che ha attraversato lItalia come
unfiume carsico a partire dal 1974. Negli al-
tri paesi non ci sono esperienze simili. In
Germania durato per un breve periodo,
poco pi in Grecia. La Francia stata gene-
rosa con i terroristi degli altri, ma con il ter-
rorismo interno stata durissima, come a
creare una zona franca. In Irlanda e in Spa-
gna ci sono state forme di terrorismo etnico
o etnico-religioso che affondava in un pas-
sato remoto. Da noi stato altro: terrorismo
ideologico marxista-leninista che individua
i suoi obiettivi nella critica allimperialismo
e nella contestazione alle politiche del lavo-
ro. Recentemente Anthony Giddens ha det-
to di non conoscere un solo paese a parte
lItalia in cui chi progetta una riforma del
lavoro viene ucciso.
Sacconi ritiene che il bacino potenziale
di questo fenomeno sia ancora numerica-
mente cospicuo. Qualcuno disse che, se ne-
gli anni di piombo si fosse presentato alle
elezioni un partito con la stella a cinque
punte, avrebbe preso 300 mila voti. Oggi c
una base potenziale di simpatizzanti che
viene stimata in alcune migliaia di persone.
Sono un pulviscolo debole, ma sono in gra-
do di condizionare la nostra vita democrati-
ca. Faccio un esempio. Allindomani della
morte di Biagi istituimmo una commissione
per la elaborare uno statuto dei lavori. Pi
duno si tir indietro e umanamente fu una
decisione comprensibile. Gli arresti arri-
vano alla vigilia della manifestazione con-
vocata dalla sinistra radicale per contesta-
re la base americana di Vicenza, uno spun-
to antimperialista. Non so se c un nesso
specifico. Si detto che gli arresti sono pre-
cipitati per prevenire iniziative delittuose,
forse si pensava che vi fossero tensioni col-
legate alla base americana. Certo, alcuni
degli obiettivi vanno ricondotti in questa lo-
gica di vecchia cultura, lEni per esempio.
Altri come Mediaset, Sky, Berlusconi, si col-
legano al consenso. Chi pensa di allargare
lazione cerca obiettivi clamorosi. Sono og-
getti del desiderio dellantagonismo o stru-
menti di amplificazione.
Attenzione a parlare di macelleria sociale
Cundibattitosullazonagrigia, il rappor-
to con la politica. Credo che il bipolarismo
abbia imposto la regola di nonavere confini
a sinistra. Ma c soprattutto un elemento di
radicalismo politico. Se ci sono leader che
definisconounariformadel lavoromacelle-
riasociale, nonunproblemadi linguaggio,
non un fatto estetico, un problema di vi-
sionedi classe. Cancheunaquestionesin-
dacale. Settearrestati suquindici sonoiscrit-
ti allaCgil. Naturalmenteil sindacatodenun-
ciail problema, perricordiamo, cheginel
caso del delitto di Massimo DAntona lin-
chiesta tocc un dipendente della Cgil. Esi-
stono casi di anomalie sindacali in alcune
grandi imprese del nord. Ancora recente-
mente nacque dalla Cgil con la lettera del
responsabile dellufficio giuridico Giovanni
Naccari ai componenti del forumdei giusla-
voristi linvito a prendere le distanze da
Pietro Ichino. Dice Sacconi: Nel sindacato
c una forma di rifiuto in buona fede della
pericolosit di questa situazione. C una
tendenza a sottovalutare. (Attenzione, per
esempio, anche al mondo delle utilities). Lo
stesso gruppo Lioce venne considerato una
specie di banda crepuscolare. Noi dobbia-
moimmaginareunarispostadi poliziaeuna
risposta politica. Il terrorismo non figlio
del disagio sociale, ma di problemi ambien-
tali, di unanalisi classista della realt, della
tendenza a difendere i vecchi privilegi ve-
stendoli da analisi ideologica. Il sindacato
deve dare una mano a isolare i comporta-
menti anomali.
NESSUNO DEI TRE PRESUNTI BR RI-
SPONDE. PRIGIONIERO POLITICO. Ie-
ri sono iniziati i primi interrogatori dopo
larresto, luned, di quindici presunti neo-
brigatisti. Uno dei fermati, Claudio Latino,
si dichiarato prigioniero politico e assie-
me a Davide Bortolato e Massimiliano Gae-
ta si avvalso della facolt di non risponde-
re. In una telefonata anonima al Corriere
della Sera stato letto un comunicato fir-
mato Colonna Walter Alasia, il brigatista
ucciso nel 1976: Nulla rester impunito, la
bandiera che caduta labbiamo ripresa.
Lattendibilit della firma per da verifi-
care. Oggi il ministro dellInterno, Giuliano
Amato, riferir alla Camera sulloperazio-
ne antiterrorismo. Il presidente della Ca-
mera, Fausto Bertinotti: Contro il terrori-
smo serve unit tra le forze politiche.
Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifa-
ni, ha chiesto al sindacato massima atten-
zione sugli infiltrati.
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Cresce la tensione tra lItalia e la Croazia.
Il presidente della Repubblica croata, Sti-
pe Mesic, ieri ha ribadito la sua perplessit
per le parole scelte da Giorgio Napolitano
nel ricordare leccidio delle foibe. Il mini-
stro degli Esteri DAlema ha annullato la
missione a Zagabria del sottosegretario
Craxi e ha convocato lambasciatore croato.
Il premier Prodi ha espresso sdegno per
lintervento di Mesic. Lex ministro degli
Esteri Fini ha detto: Le parole del presi-
dente croato creano un problema per lin-
gresso di Zagabria in Europa.
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Nel 2006 il pil cresce del due per cento. Se-
condo lIstat il dato pi alto dal 2000,
quando la crescita aveva superato il tre.
Prodi: La sterzata alleconomia stata
premiata. Su un eventuale abbassamento
delle tasse il premier ha preso tempo nono-
stante lottimismo (editoriale a pagina tre).
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Su Alitalia ammessi cinque candidati dal
Tesoro per la privatizzazione. AirOne, Ma-
nagement&Capitali, Texas Pacific, Unicre-
dit Banca mobiliare, MatlinPatterson.
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La Consob sanziona il gruppo Ifil. Non
avrebbe adeguatamente informato il mer-
cato in unoperazione che port la famiglia
Agnelli sopra il 30 per cento del capitale
della Fiat. Lorganismo di controllo ha mul-
tato Ifil di 4,5 milioni di euro e ha interdet-
to dallassumere cariche in societ quotate
in Borsa tre manager: Gianluigi Gabetti,
Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone.
Montezemolo: Senza quelloperazione
non ci sarebbe stata la Fiat di oggi.
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Scagionate le societ di calcio per gli in-
sulti dei tifosi. La Roma e il Torino non so-
no responsabili per le tifoserie che dome-
nica, nel minuto di raccoglimento in memo-
ria di Filippo Raciti, hanno fischiato la po-
lizia. Lo ha deciso ieri il giudice sportivo.
Ieri c stato un nuovo vertice al ministe-
ro dellInterno per discutere delladegua-
mento degli stadi.
IL GOVERNO IRACHENO CHIUDE LE
FRONTIERE CON LA SIRIA E LIRAN. Ieri
il premier al Maliki ha ordinato la chiusu-
ra per 72 ore del confine iraniano e a tem-
po indefinito di quello siriano. A Baghdad,
nella notte, scattato il coprifuoco e sono
state bloccate le vie daccesso. Le misure
fanno parte del nuovo piano di sicurezza
annunciato dal generale sciita Gambar e
coordinato con il generale americano Pe-
traeus. Gli attentati non si sono fermati,
causando 27 morti. Lattacco pi grave sta-
to in un quartiere sciita di Baghdad.
Il ministro degli Esteri Zebari ha riaper-
to, dopo 13 anni, la sede diplomatica ira-
chena in Arabia Saudita. Zebari ha detto
che i due paesi hanno bisogno di unire le lo-
ro forze nella lotta ai miliziani islamici.
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In Libano due bombe causano tre morti.
Ieri mattina sono scoppiati due ordigni, a
pochi minuti luno dallaltro, su altrettanti
minibus di pendolari diretti a Beirut. La
zona dellattentato a prevalenza maroni-
ta. Secondo il leader druso Jumblatt, le
bombe volevano spaventare la piazza che
oggi si riunisce per celebrare il secondo
anniversario dellassassinio dellex pre-
mier Rafiq Hariri.
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Accordo sul nucleare di Pyongyang. E
stato firmato a Pechino laccordo sul disar-
mo nucleare, in cambio di aiuti energetici.
La Corea del nord si impegnata a sigilla-
re il reattore di Yongbyon, come aveva chie-
sto la Cina nella prima bozza di trattativa
che ha costituito la base per questa prima
intesa. Il 19 marzo Stati Uniti, Russia, Cina,
Giappone e le due Coree si riuniranno per
la seconda fase delle trattative.
Il presidente Bush ha detto di essere sod-
disfatto: un primo passo. Washington sta-
rebbe avviando le procedure per future re-
lazioni diplomatiche con Pyongyang.
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Sei morti in attentati in Algeria. Ieri nella
localit di Kabylia, a est di Algeri, sette
bombe sono esplose contro gli uffici della
polizia, uccidendo sei persone. Gli attenta-
ti sono stati rivendicati da al Qaida nel Ma-
ghreb islamico, nuovo nome del Gruppo sa-
lafita per la predicazione e il combattimen-
to, attivo anche in Marocco e Tunisia.
In un video il numero due di al Qaida,
legiziano al Zawahiri, ha richiamato allu-
nit i musulmani e ha minacciato Arabia
Saudita, Egitto e Giordania.
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Ucciso un attentatore in Israele. Ieri i sol-
dati di Tsahal hanno colpito due miliziani
delle Brigate dei martiri di al Aqsa, braccio
armato di Fatah, che stavano per far esplo-
dere un ordigno in territorio israeliano.
Uno dei due rimasto ucciso.
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Mitt Romney candidato alla Casa Bianca.
Lex governatore del Massachusetts ha fat-
to il primo annuncio ufficiale in campo re-
pubblicano per le presidenziali del 2008.
IL FOGLIO
ANNO XII NUMERO 38 DIRETTORE GIULIANO FERRARA MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007 - 1
quotidiano
Le nuove Brigate rosse
LItalia lunico paese
in cui una riforma del
lavoro pu costare la vita
Per Sacconi (FI) ingenuo parlare di
colpo fatale al terrorismo, e non si
dica che figlio del disagio sociale
Il sindacato sottovaluta
Sexy-splatter firmato Lichtenstein
Confessioni di scrittori e spazzini
Viaggio interiore con nomi falsi
BERLINALE
IRINA PALM di Sam
Garbarski, con Ma-
rianne Faithfull (con-
corso)
Cominciavamo a
perdere le speran-
ze. Poi arrivata
Marianne Faithfull,
in arte Irina Palm.
Per far operare un nipote malato, la vedo-
va cinquantenne trova lavoro in un sex
shop londinese. Altrove non la vogliono,
perch non ha esperienza. Non ha espe-
rienza neanche come masturbatrice a cot-
timo, ma impara subito (poco dopo arreda
il cubicolo di lavoro, con il buco nella pa-
rete, portandosi da casa grembiule, pian-
tina fiorita e quadretto). I clienti la voglio-
no, il boss la rispetta, le malelingue nota-
no che sembra ringiovanita. Ci starebbe
bene un premio, ma il pubblico rideva
troppo e la giuria prefe-
rir qualcosa di me-
no sfacciato.
TEETH di Mitchell
Lichtenstein, con
Jess Weixler (Pano-
rama)
Fammela vedere
dice il maschietto alla
femminuccia, e ne ri-
cava un dito sanguinan-
te. Loro sono troppo
piccoli per capire. Il gine-
cologo invece troppo stupido:
prima di rendersi conto che ha
davanti una vagina dentata, per-
de quattro dita. Facile immagi-
nare la sorte dei corteggiatori
troppo insistenti: il loro orgoglio
virile, con piercing o senza, fini-
sce (letteralmente) in pasto ai cani.
Sexy splatter, scritto e diretto dal figlio di
Roy Lichtenstein.
FAY GRIM di Hal Hartley, con Parker Posey
(Panorama)
Otto anni dopo, il seguito di Henry
Fool, dove un aspirante grande scrittore
stringeva amicizia con uno spazzino mol-
to pi bravo di lui a poetare. Lo spazzino
finiva in carcere, per aver aiutato lo scrit-
tore a scappare da un suo passato losco.
Ora sappiamo tutto: le Confessioni di
Henry Fool erano pessima e illeggibile
letteratura, perch scritte in codice e pie-
ne di segreti di stato. Parker Posey in una
versione high-lit di Syriana, tra Parigi e
Instanbul.
THE WALKER di Paul Schrader, con Woody
Harrelson (fuori concorso)
Lamerican gigolo ha avuto tempi mi-
gliori. Un pomeriggio alla settimana gioca
a canasta con Lauren Bacall e Lily Tom-
lin. La sera accompagna allopera Kristin
Scott Thomas, moglie di un senatore che
non vuol perdere tempo a vedere le so-
prano morire. Quando ci scappa il morto,
si sacrificher, per dimostrare che anche
Carter Page III vale qualcosa (il nonno
aveva la piantagione, il padre la politica).
Bravissimo Woody Harrelson, affettato
gay con parrucchino e vestaglie viola. Pre-
testuose le immagini di Abu Ghraib.
EL OTRO di Ariel Rotter, con Julio Chvez
(concorso)
Viaggio interiore, dice il regista. E ag-
giunge: il mio cinquantenne avrebbe po-
tuto farlo da fermo, seduto su una sedia.
Appunto. Il viaggio interiore o il percor-
so spirituale, come nel caso di Saverio Co-
stanzo, In memoria di me poco si addi-
ce al cinema. Finisce sempre a primi pia-
ni (pardon: intensi primi piani), e sguar-
di fissi verso lorizzonte lontano. Film ar-
gentino da meditazione, che parte con
lannuncio di una paternit, e ha come
unici colpi di scena un paio di nomi falsi.
Beirut. Allavigiliadel secondoanniversa-
rio dellassassinio dellex premier libanese
Rafiq Hariri, due bombe su altrettanti auto-
bus hanno causato tre vittime e decine di fe-
riti. E la prima volta, dal 14 febbraio 2005,
che sono presi di mira civili. Lattacco av-
venuto lungo la strada che attraversa il vil-
laggio di Ain Alaq e dalle montagne scende
a Beirut. Inpaese cristiano, come dicono i
libanesi. A pochi chilometri da Bikfaya, feu-
do della famiglia maronita Gemayel. Pierre
figlio di Amin, ex presidente della Repub-
blica stato assassinato a novembre. Pa-
dre e figlio fanno parte del gruppo di mag-
gioranza, antisiriano, antiraniano, vicino al
premier Fouad Siniora e appoggiato dalla
comunit internazionale nella lotta interna
contro Hezbollah, sostenuto invece da Da-
masco e Teheran. Ci sono mani straniere
dietro latto, avrebbe detto lex presidente.
Oggi erano attese centinaia di persone
nella piazza dei Martiri. Il fronte del 14 mar-
zo vuole celebrare lanniversario della mor-
te di Hariri ma, tra la pioggia che non smet-
te da ore e la paura, molti militanti non si
presenteranno. Ne convinto Walid Jum-
blatt, leader druso: sostiene, e sembra lana-
lisi pi convincente, che gli attacchi hanno
proprio lobiettivo di scoraggiare i libanesi
dallo scendere in piazza. Fino allattentato,
cera speranza per una soluzione della crisi
interna, come dimostrano i titoli dei giorna-
li libanesi di ieri. Cerano voci di unaccordo
raggiunto dal pompiere Nabih Berri, co-
me alcuni chiamano il presidente sciita del
Parlamento, il quale avrebbe tra le mani
uniniziativa sucui ci sarebbe accordo tra le
parti. Includequestioni controverse: lacrea-
zione di un governo di unit nazionale e di
un tribunale per processare gli assassini di
Hariri; la nascita di due comitati, di maggio-
ranza e opposizione, per discutere i punti.
Berri propone di tenere elezioni presiden-
ziali allo scadere del mandato, adottare una
nuova legge elettorale e discutere di legisla-
tive anticipate. Accanto alle speranze susci-
tate dal piano Berri, ci sono quelle nate at-
tornoal desideriodi Riaddi contrastare, an-
che in Libano, linfluenza iraniana sulla re-
gione. La corte saudita appoggia il governo
Siniora e avrebbe un piano per la formazio-
ne di un governo dunit nazionale tattica
che ricorda quella scelta sul fronte palesti-
nese elelezioneimmediata, tramiteil Par-
lamento, di un nuovo presidente, seguita da
legislative anticipate. Il tribunale interna-
zionale sulla strage Hariri dovrebbe invece
aspettare la fine dellinchiesta dellOnu.
Oggi il ricordo di Hariri
Lattacco di ieri un dj-vu. I passati at-
tentati a danni di politici e giornalisti non
hanno mai mancato le scadenze internazio-
nali. Oggi la piazza di Beirut ricorda Hariri,
ma le esplosioni di ieri arrivano in un con-
testo regionale che suggerirebbe la calma
ad alcuni suoi attori principali. Secondo il
Financial Times, uno studio dellufficio del-
lalto rappresentante per la Politica estera
europea, Javier Solana, spiega che ormai
impossibile fermare lIran dallottenere la
Bomba, che le interruzioni nel processo
non sono dovute alle pressioni internazio-
nali, ma a rallentamenti tecnici. Il portavo-
ce di Solana ha parlato di manipolazione
da parte del quotidiano inglese, ma il rap-
porto sembra ammettere il fallimento della
via diplomatica. Il 21 febbraio la comunit
internazionale pronta a imporre sanzioni
economiche allIran. Il paese, dice il suo
presidente Mahmoud Ahmadinejad, non ri-
nuncer allarricchimento delluranio, ma i
toni sono cambiati. Domenica, in occasione
dellanniversario della Rivoluzione kho-
meinista, ci si aspettava dal leader il temu-
to annuncio sullinstallazione di tremila
centrifughe per larricchimento nella cen-
trale di Natanz, ma stato rimandato addi-
rittura a dopo la festa di Nowruz il capo-
danno iraniano che cade il 21 marzo cio
in aprile. Il ministero degli Esteri di Tehe-
ran ha detto che tutte le questioni, compre-
sa quella dellarricchimento, sono negozia-
bili. La guida suprema, Ali Khamenei, sta
facendo pressioni su Ahmadinejad, con il
capo dei negoziatori sul nucleare, Ali La-
rijani, per mostrare Teheran meno perico-
losa agli occhi della comunit internaziona-
le. Il fronte del presidente pasdaran e quel-
lo dei religiosi pi esperti hanno lo stesso
obiettivo: lIran atomico. Ma in questa fase
scelgono tattiche differenti: Ahmadinejad
vorrebbe insistere con la retorica aggressi-
va, Khamenei spinge per una fase di appa-
rente moderazione. E grande infatti la
preoccupazione per le sanzioni, che hanno
gi scatenato la fuga di capitali.
Due bombe contro la piazza
e lunit nazionale libanese
C un piano saudita anche per Siniora.
Report: Iran a un passo dalla Bomba
Beirut tra Teheran e Riad
Sabbuffano prima co-
me porci, il latte, il
maritozzo, lo spaghet-
to a seguire, sbevazza-
no, si strafanno di dol-
ci, godono, rigodono, il
caff, lammazzacaff,
spaccano le bilance,
non contenti ancora si sparano una siga-
retta, se ne sparano due, ciucciano nicoti-
na tutto il giorno e alla resa dei conti, poi,
quando il colesterolo schizza, il polmone
tracolla e il diabete se la canta, a quel
punto implorano noi: curateci. S, coi sol-
di di chi, stronzi? Di noi morigerati, noi
virtuosi, di noi igienisti, ginnasti, ecologi-
sti, di noi da una vita a stecchetto, sughi di
chiodi e brodini di legno di pioppo dalla
culla alla bara? Ma vaffanculo, obesi e fu-
matori. Scoppiate tutti. Non vi operiamo
pi. Dovevate imparare a controllarvi. Fa-
remo in tutto il mondo come a Londra.
Soldi pubblici, addio. Un progresso si im-
pone, unigiene mentale ci vuole, luomo
retto e civile a questo punto stufo.
Schiattate pure. Come? Che? Allora man-
co lAids? I malati di Aids? Ma quanto sie-
te infami, che cacchio centra lAids? Que-
sta davvero bella. Quando mai si trat-
tato di un piacere? Fu un semplice dove-
re giocare a incularella.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 21,00
Redazione e Amministrazione: L.go Corsia Dei Servi 3 - 20122 Milano. Tel 02/771295.1 Poste Italiane Sped. in Abbonamento Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO
Parole crude, vecchie spie
Gli ex 007 Gates e Putin si capiscono anche se non si accordano. Come per
lIran. Washington ha una strategia (non militare) per Teheran e chiede
aiuto allintelligence italiana. Dossier Khalilzad per lIraq. Hillary teme Gore
Il ritorno da Monaco. Il segretario alla Di-
fesa, Robert Gates, tornato al Pentagono
soddisfatto dalla Conferenza sulla politica
della sicurezza di Monaco. Capo della Cia
dal 1991 al 1993, Gates ha dovuto far fronte
agli attacchi di un altro ex dellintelligence
Vladimir Putin abbandonando i panni
del gentleman dai capelli argentati per in-
dossare la tuta mimetica di una sferzante
ironia: Old spies have a habit of blunt
speaking, le vecchie spie parlano in modo
crudo, hadettoGates al presidenterusso. Da
tempovi eranofrizioni fraWashingtoneMo-
sca, abbastanza sopite. Ma n a Foggy Bot-
tomn al Pentagono e n alla Cia avrebbero
mai immaginato un Putin cos ringhioso. La
sorpresa stata grande anche alla Casa
Bianca. Il tremendo apparato di intelligen-
ce antisovietico dal 1989 in poi stato in
gran parte smantellato, visto che i nemici
dellAmerica erano altri. E quindi poca lin-
telligence sulla Russia di Putin, al di l del-
la routine, di cui fanno parte le ricerche sul
legameperversodi MoscaconTeheran. Sen-
za il sostegno dei russi, gli iraniani non
avrebbero mai potuto raggiungere gli attua-
li livelli di ricerca nucleare. Nei discorsi ri-
servati di Monaco con il ministro della Dife-
sa russo, Sergei Ivanov, Gates riuscito a
strapparequalcheinformazionedaveroma-
go dello spionaggio, ma nessun impegno an-
ti Iran da parte di Mosca. Gates non ha avu-
to una buona impressione di Ivanov. LAme-
rica sa che lIran, in un periodo che va dai
tre ai dieci anni, potr possedere una bom-
ba nucleare. Ma Gates, e lo ha ribadito ai
suoi anchedopoil ritornodaMonaco, sache
lAmerica non pu attaccare militarmente
lIran. Per rispondere a certi falchi della Ca-
sa Bianca e del Pentagono, ha detto in tutte
le sedi: We are not planning for a war with
Iran. Gates hacongelatoi piani di deterren-
za del suo predecessore, Donald Rumsfeld,
su indicazione del vicepresidente Dick Che-
ney e della Casa Bianca. Al Pentagono si ha
lasensazionechelalineaoperativadi Gates
contro il regime iraniano passi pi per le
operazioni di intelligence che per i bombar-
damenti. Le pressioni congiunte di Pentago-
no, Cia e Foggy Bottom hanno convinto
George W. Bush che lIran sia un paese de-
stabilizzabileattraversolesanzioni eil bloc-
co economico, finanziario, bancario (anche
lItalia sar coinvolta), lappoggio agli oppo-
sitori interni, la propaganda, il sostegno alla
diffusa ribellione giovanile e studentesca.
La Cia molto attiva in Iran e Washington
punta sulla secret diplomacy, sui contatti
con i leader iraniani che hanno studiato ne-
gli Stati Uniti e sugli incontri riservati con
esponenti del regime. LIran al centro del-
lo spionaggio americano. E lo sa anche il go-
verno italiano, cui stata chiesta una mano,
visti i rapporti conTeheran, lerelazioni daf-
fari e lottima conoscenza del territorio.
Se lAmerica non pu attaccare lIran,
commentano alcuni esperti, pu per fare
piazza pulita degli iraniani in Iraq. Zalmay
Khalilzad, ambasciatore in Iraq, ha prepa-
rato un dossier rivisto da John Negroponte
a Foggy Bottom sulle infiltrazioni iraniane
in Iraq, sul sostegno ai gruppi armati di Mo-
qtada al Sadr, armato da Teheran, sulle at-
tivit di guerriglia inIraqdella al Quds For-
ce, collegata alle Guardie rivoluzionarie ira-
niane. LIran vuole consolidare legemonia
degli sciiti in Iraq. A tal fine ogni mezzo
lecito, come dimostra la campagna sangui-
nosa di attentati anti sunniti a Baghdad e di
attacchi alle forze americane. Ieri il gover-
no Maliki ha risposto chiudendo le frontie-
re a iraniani e siriani.
Molta attenzione nel clandi Hillary Clinton
per lattivismo dellex vicepresidente Al Go-
re. Si temecheGore, sullondadellasuasen-
sibilit verde, possa scendere in campo.
MAURIZIO SACCONI
OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO
LAMOUR PASSION
DI RATZINGER
UNSEGNALEINTERESSANTEdel
Papainfavoredi unanozionefortedi
amore. E un appello al cattolico de-
mocratico Leopoldo Elia: Cerchi di
essere laico, il ruolo pubblico della
religione un fatto e allarga la li-
bert di tutti (editoriali pagina tre)

(altri articoli a pagina due)


Roma. Domenica scorsa, in una riunione
di saggi e illustri professori paradossal-
mente il Partito democratico sceso dal
cielo delle idee per incarnarsi nella formu-
la magica, e concretissima, di quello che si
potrebbe chiamare un dispositivo. Dome-
nica si svolta infatti lultima riunione dei
famosi saggi chiamati a stendere il manife-
sto del Partito democratico. E il testo defini-
tivo di quella che resta comunque, com ov-
vio, una bozza fino a quando non sar sta-
ta approvata nelle sedi legittime e titolate
apagina13 recitacos: Sottoscriverequesto
manifesto e versare una quota minima sa-
ranno condizioni per partecipare, sulla ba-
se del principio una testa, un voto, alla for-
mazione degli organi costituenti, secondo le
regole definite in modo consensuale dal
coordinamento dellUlivo. Questa la par-
te senza dubbio pi significativa del dispo-
sitivo, persino pi significativa del passo
precedente, ecertononirrilevante, incui si
afferma solennemente: Sottoscrivendo
questo manifesto ci impegniamo a lavora-
re con piena convinzione, determinazio-
ne e lealt per fare, a tutti gli effetti, en-
tro la fine del 2008, dellUlivo il Parti-
todei democratici, il nostropartito. Il
significato politico evidente: addio
transizioni infinite, moltiplicazione
dei passaggi intermedi, soluzioni fe-
derativeefederazioni cheverosimil-
mente non si scioglierebbero mai. Il
significato politico unaccelera-
zionedecisaeapparentementeir-
reversibile. In breve, salvo cla-
morosi ripensamenti, il Par-
tito democratico si fa. E si fa
sul serio. Un partito a tut-
ti gli effetti, non una fe-
derazione. Un partito aperto,
sindalla sua assemblea costituente
(che dovrebbe prendere il via allindo-
mani dei congressi di Ds eMargherita), atut-
te quelle persone, personalit e associazio-
ni della cosiddetta societ civile che voglia-
no partecipare, sulla base del principio
una testa, unvoto. Undispositivo, dicono i
suoi promotori, che rappresenta la chiave
di accesso alla fase costituente del Partito
democratico. La chiave per aprire una por-
ta che evidentemente, ancora fino a pochi
giorni fa, qualcuno voleva tenere chiusa. E
che allinterno del comitato dei saggi stata
forgiatainparticolaredaduegiovani fabbri,
i professori Salvatore Vassallo e Roberto
Gualtieri, sotto la supervisione di Sergio
Mattarella. Il che significa: Romano Prodi,
Franco Marini, Piero Fassino e Massimo
DAlema.
Cos il patto di sindacato del Pd
(Fassino, DAlema, Prodi, Marini) ha
scritto il manifesto. Accelerando
Il Partito partito
Roma. Gianfranco Fini ha deciso di dire
basta con la destra che afferma sempre le
stesse cose. Per sapere cosa dir la sua nuo-
va destra bisogna aspettare i primi giorni di
aprile, quando la fondazione Farefuturo
politicamanonpartitica si presenteruf-
ficialmente alla repubblica intellettuale ita-
liana. Ieri mattina c stato un assaggio, con
unaconferenzastampanellaqualeil capodi
An e Adolfo Urso hanno esibito un neonato
sito Internet e il comitato promotore della
fondazione. Alla solita lista dei nomi consan-
guinei daLucaBarbareschi aTinaLagoste-
na Bassi si aggiungono Rita Dalla Chiesa,
Sabino Acquaviva, Mauro della Porta Raffo,
Carlo Pelanda e altri. Per il resto molte in-
tenzioni buone e generiche. Fini le offre con
un lessico vagamente veltroniano, stanco e
consumato dallabuso: Salto di qualit,
lungo respiro, capire dove va il cambia-
mento per governarlo, convincere per vin-
cere, pensare positivo, trovare nuove
chiavi di lettura, coniugare stato e merca-
to. LacosafrescacheFini si ripromettedi
studiare la societ e il costume, gli scenari
internazionali e le politiche economiche in
collegamento con le fondazioni gemelle eu-
ropee riconducibili a Jos Mara Aznar e Ni-
colas Sarkozy, ad Angela Merkel e agli ame-
ricani della Heritage. Lobiettivo dichiarato
creare una nuova classe dirigente inter-
media fra i leader e il numeroso popolo del
centrodestra. Si comincer con un ap-
profondimento per liberare il futuro dalle
paure, dalle ansie del nostro tempo provoca-
tedallinsicurezzaeconomicaedai problemi
di cittadinanza e integrazione. Le parole di
Fini si disperdono ma non bisogna trascura-
re lessenziale che si manifesta sotto la co-
smesi politica: per laprimavoltalexvicepre-
mier ha raggruppato intorno a un unico pro-
gettoi vari segmenti culturali del proprioam-
biente, aggiungendo un repchage nelle ac-
quedi quellacheallafinedei Settantafude-
finita suo malgrado la Nuova destra di
Marco Tarchi, proiezione italiana della Nou-
velledroitefrancesedi AlainDeBenoist. C
qualcosa di serio nella volont finiana di
proiettarsi in avanti, oscillando tra la coscri-
zione obbligatoria dei pensatori gi arruola-
ti eil corteggiamentoaudacedi altri cervelli.
Etuttaquestameccanicasi condensanel cul-
to del nuovo, quasi a sfiorare una futurola-
tria novecentescadi ritorno, tipicadi uncer-
toimmaginariomissinomaaggiornataalleat-
tuali necessit.
Fini ricalca lo stile Sarkozy
e abolisce il passatismo. Ma la sua
fondazione sa di Novecento
La Futurdestra
(Il Partito partito segue a pagina quattro)
(Futurdestra segue a pagina quattro)
FOGGY BOTTOM
L
altro giorno sul mio iPod successa
una cosa stranissima. Stavo passando
davanti al Center for Strategic and Inter-
national Studies, il ben noto think-tank di
Washington, che ha la propria sede in K
Street. A un certo punto la mia piccola
macchinetta ha cominciato a emettere un
sibilo, poi ho sentito degli strani suoni,
come se avessi intercettato una qualche
sorta di trasmissione elettronica. Era la
voce di un uomo, molto bassa, come se
stesse parlando con se stesso. Non sono
in grado di spiegare questo mistero, ma
sono rimasto talmente di stucco e colpito
che mi sono affrettato a scrivere quello
che avevo sentito, almeno come interes-
sante testimonianzia dei tempi in cui vi-
viamo: Ero contrario a questa guerra fin
dallinizio, ma naturalmente non potevo
dirlo. E se poi quello zuccone di Bush
avesse avuto ragione sullesistenza delle
armi di distruzione di massa? O se la
guerra fosse andata bene? Avrei fatto la
figura dellidiota. Perci me ne sono sta-
to zitto, per conservare la mia credibilit.
Grave errore: se avessi aperto la bocca al-
lora (magari con un editoriale sul Times),
oggi ci sarei io seduto sul sedile posterio-
re a sussurrare consigli al senatore Oba-
ma e non quel somaro. A questo pun-
to c una breve parte incomprensibile.
Dopodich: Va bene, vediamo le proba-
bilit. Se riusciamo a portare via le trup-
pe ora, faremo apparire George W. Bush
e tutti quei dannati neocon come degli
idioti completi, impegnati a scatenare
una guerra che non possono vincere. Un
colpo simile li lascerebbe a terra sangui-
nanti per unintera generazione. Quindi,
questo un punto positivo. Anzi, pi ci
penso, pi mi sembra che da tutta questa
situazione potremmo trarre grandi van-
taggi. Non ho mai visto i paesi del Golfo
Persico cos terrorizzati, perlomeno dai
tempi della guerra Iran-Iraq. C lIran
che gli preme addosso, ci sono sciiti ovun-
que in marcia, sunniti massacrati nelle
strade di Baghdad e tutto questo prima
ancora che gli Usa se ne siano andati via
dallIraq. Avranno bisono di protezione,
esattamente come ne avevano avuto biso-
gno in precedenza. Ma non possono dare
limpressione di avvicinarsi troppo a Bu-
sh. Il quale diventato radioattivo. Ma se
si insedia una nuova amministrazione de-
mocratica che obbliga gli israeliani ad
accettare qualcosa che gli emiri arabi
possono presentare come una vittoria per
la causa araba sar di nuovo tutto come
ai vecchi tempi. Anzi, meglio ancora, per-
ch questa volta non ci sar un Iraq di
mezzo tra loro e i pazzi e terrorizzanti
persiani. In verit, i sauditi stanno facen-
do i loro soliti vecchi trucchi con Hamas.
Meglio Hamas che al Qaida. In ogni caso,
fa il gioco degli israeliani. E penso che i
sauditi abbiano capito il messaggio: gio-
cate quanto volete con i palestinesi, ma
non metteteci pi i bastoni fra le ruote.
La prossima volta nel cappio potrebbe
finirci la vostra testa. Ora i paesi del
Golfo Persico hanno bisogno di amici e
per averli dovranno tirar fuori dei soldi.
Beh, forse una buona cosa che non sia
seduto su quel sedile posteriore. Perch
fare il sottosegretario, quando ci si pu
candidare per la propria societ di con-
sulenza? Alla conferenza di Davos il
principe aveva al polso un orologio dav-
vero sbalorditivo .
Una tragica lezione sprecata
A questo punto avevo ormai girato
langolo della diciannovesima strada e
ho perso il segnale. Ho passato ore e ore
a cercare di capire che cosa avessi inter-
cettato. C davvero qualcuno che ragio-
na in questo modo? Esistono davvero
delle persone pronte a tornare al vecchio
business as usual con i regimi totalitari
del mondo arabo? Chi ancora disposto
a credere ai sauditi dopo l11 settembre,
o comunque a farsene patrocinatore e di-
fensore? L11 settembre non gli ha pro-
prio insegnato nulla?
Per avere la risposta dobbiamo aspet-
tare fino al 2008. Fino a quel momento,
mi auguro che la voce che ho intercetta-
to fosse quella di qualcuno che stava
avendo un incubo durante un sonnellino
pomeridiano.
David Frum
(traduzione di Aldo Piccato)
ANNO XII NUMERO 38 - PAG 2 IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007
Padova. Sui muri esterni della Fin.Al di
Vigonza, unamultinazionalecheproducela-
minati inalluminio, ieri notteapparsauna
scritta: Terrorista lo stato che ci frega an-
che la pensione, fuori i compagni che lotta-
no per la rivoluzione. Davide Ale Max e An-
drea liberi, e sotto il marchio inestinguibi-
le: una stella a cinque punte (e una falce e
martello) . E l che lavoravano due degli ul-
timi brigatisti arrestati, entrambi delegati
sindacali della Fiom; Davide Bortolato e
Alessandro Toschi. Con nessun incarico di
rilievo, precisano i dirigenti sindacali, Ma
sicuramente bravi a strappare accordi
aziendali e per questo stimati dai colleghi,
ammette stranito il segretario generale del-
la Cgil di Padova, Ilario Simonaggio, che
per ci tiene a sottolineare la sua interpre-
tazionedei fatti: Usavanoil sindacatocome
copertura per operare pi liberamente al-
linterno del centro sociale Gramigna, che
raccoglieva le frange piradicali dei marxi-
sti-leninisti. Fra i brigatisti-operai-sindaca-
listi (7 su 15, di cui 5 padovani), quello che
brilla di pisotto il profilo giudiziario Da-
vide Bortolato che apparteneva al gruppo
dirigente della cellula (ingergo brigatista si
dovrebbe dire direzione strategica se non
fosse che la struttura organizzativa delle ul-
time staffette delle Br era piuttosto primor-
L AMMI S S I ONE DEL S EGRET ARI O CI T T ADI NO DEL L A CGI L
diale). Davide Bortolato, nome di battaglia
Roberto, ha 37 anni e apparteneva al comita-
to direttivo della Fiompadovana. Iscritto al-
la Cgil da dieci anni, alle riunioni sindacali
nonpronunciava mai una parola, rimaneva
sempre sotto traccia, ricorda Simonaggio.
Nel suogruppoeversivoinvece
era attivissimo e loquace. E
stato lui a gestire larrivo
clandestino dalla Francia at-
traverso la Svizzera dellideo-
logoAlfredoDavanzo. Insiemeai
milanesi del gruppo, Claudio La-
tinoeBrunoGhirardi, avevaidea-
to uno schema per il suo rien-
tro: per farsi riconoscere Davanzo
doveva tenere in mano
una copia del Sole 24
Ore. Eancora: era lui a
fareleinchiesteper or-
ganizzare rapine agli
sportelli bancomat (mai riuscite), a organiz-
zare gli addestramenti militari, le riunioni
nel centro sociale Gramigna e a inviare
unaltra delegata sindacale della Filt-Cgil,
Amarilli Caprio, 26 anni, unica donna del
gruppo operativo, a Milano, conil compito di
fare proseliti allinterno dellambiente uni-
versitario. E probabilmente stato proprio
Davide Bortolato a reclutare Alessandro To-
schi, che come lui infabbrica era unturnista
e fuori aveva partecipato allattentato dimo-
strativo contro la sede di Forza Nuova. Esat-
tamente come il fratello Massimiliano To-
schi, 26 anni, chelavoravainveceallaParpas
di Cadoneghe e qualche anno fa stato colto
in flagrante mentre tirava sassi contro il co-
mitato elettorale dellex sindaco Giustina
Destro. Attivissimo anche negli scontri avve-
nuti a settembre contro il muro costruito dal
comune per isolare il quartiere ghetto di via
Anelli. Duro e puro nella lotta per la propa-
ganda armata, introverso e riservato in fab-
brica, Massimiliano Toschi era considerato
un bravo delegato sindacale. Almeno secon-
do lamministratore delegato della Parpas,
Vladi Parpajola, che ha dichiarato: Era
sempre pronto a rivendicare i suoi diritti,
ma mai sopra le righe. Puntuale, era un ope-
raio che svolgeva con passione il suo lavo-
ro. Poi cera Davide Rotondi, ex infermiere
ad Abano Terme, anche lui delegato Cgil
che era stato allontanato dalla clinica e ha
abbandonato il sindacato dopo aver condot-
to una trattativa privata con lazienda Era
pi che altro un capo-popolo, ricordano og-
gi i sindacalisti che ci tengono a dire che li
tenevano docchio tutti, monitorati insomma,
per le loro posizioni radicali. Avevamo let-
to con attenzione il loro giornale che circo-
I BRI GA T I S T I , I L S I NDACA T O E L A CRI T I CA S OL I DAL E
Per rifiutare il partito armato bisogna ripudiarne le analisi e le tesi
B
isogna prendere sul serio le nuove Br,
ma una differenza rispetto al passato
c. Evitiamo un errore speculare a quello
compiuto negli anni di piombo. Allora, al-
meno fino al sequestro di Aldo Moro, non si
volle capire che le brigate cerano ed erano
rosse, legate alla tradizione comunista e
con un consenso nelle fabbriche, sia pure
limitato. Ora si pensa che le brigate ci sia-
no, mentre ne prende il nome una costella-
zione di gruppuscoli dalle deboli radici so-
ciali. Prendiamo pure nota delle nuove Br,
ma non dimentichiamo quel sovversivismo
diffuso e strisciante che si annida nelle pie-
ghe pi riposte del nostro paese, in cui si
muovono anche gli squatter, gli anarchici
rivoluzionari, le aree pi violente dei Co-
bas e dei no-global. Gli album di famiglia
sono ovviamente diversi, come diversa
una pistola da un bastone. Ma la pentola
della lotta armata scaldata dallo stesso
fuoco ideologico: abbattere il potere della
borghesia (pi o meno) imperialista. Non so
se i neobrigatisti abbiano letto Baran e
Sweezy. Sicuramente non hanno letto Fou-
cault, ed ignorano che il potere figuriamo-
ci quello delle multinazionali non ha un
centro, e quindi nemmeno un cuore che si
pu fermare con un colpo di rivoltella o
con una tanica di benzina.
Qui i leader sindacali hanno qualche re-
sponsabilit. InquesteoreGuglielmoEpifa-
ni si mostra assai preoccupato per la linea
entrista nellaCgil sceltadai brigatisti del-
le ultime generazioni. Eppure avrebbe do-
vutosaperechei soggetti eversivi di cui par-
liamo non nascono improvvisamente dal
nulla. La loro ricostruzione inizia probabil-
mente nel 1992, quando, nel vivo della pro-
testa contro laccordo sul costo del lavoro, i
Nuclei comunisti combattenti riprendono il
testimone della lotta armata. Il segretario
della confederazione di Corso dItalia, inol-
tre, dovrebbe ricordare che alcuni degli ar-
restati dopo gli omicidi di Massimo DAnto-
na e Marco Biagi avevano avuto la tessera
della Cgil, o avevano frequentato ambienti
vicini ai Ds e Rifondazione.
Tutti questi anni, insomma, dimostrano
che il mondo della sinistra politica e sinda-
cale non mai stato immune dal rischio di
infiltrazioni dei terroristi e dei loro fian-
cheggiatori. Nessuno pu dimenticare, sia
chiaro, che il sindacato confederale stato
sempre il bersaglio di una polemica dura e
frontale, che ha accumunato le pi svariate
sigle terroristiche. Ma un esame di coscien-
za serio occorre farselo. E occorre chieder-
si se stata sempre combattuta con la dovu-
ta determinazione la cultura della critica
solidale, che scorre come un fiume carsico
nellalveo del movimento operaio. Una vol-
ta cerano i compagni che sbagliano, dove
la parola compagni indicava comunque
lappartenenza a uno stesso campo. La cri-
tica solidale ne la versione moderna: si
rifiuta risolutamente il partito armato, ma
non se ne nega la fondatezza di alcune ana-
lisi e di alcune tesi. Per questo ha ragione
chi asserisce che la sconfitta storica delle
Br non coincide esattamente con la fine del
brigatismo, che il sintomo della degenera-
zione politica di frange estremistiche che si
richiamano allautonomia operaia. Non for-
tuitamente, le loro vittime pi recenti sono
studiosi come Ezio Tarantelli e Roberto
Ruffilli, oltre a Massimo DAntona e Marco
Biagi. Non fortuitamente avevano nel miri-
no un giuslavorista come Pietro Ichino. Es-
si infatti incarnano quella figura dellintel-
lettuale pratico il quale convinto, per dir-
la con Dewey, che il sapere debba essere
utile, debba servire a migliorare la condi-
zione dei lavoratori. Agli occhi dei brigati-
sti ci li ha resi meritevoli della pena capi-
tale. Agli occhi di qualche duro e puro del-
la sinistra moralista non degni di rispetto.
Michele Magno
I N MOL T I PI ANI DEL T ERRORE C E UN KUF FAR DI V ENT A T O S HAHI D
Anche a Birmingham il regista del jihad viene dallesercito dei convertiti
O
ggi si fa chiamare Abu Izzadeen. Quan-
do venne al mondo, in un ospedale del-
lEast London, i genitori, devoti cristiani, lo
avevano chiamato Trevor (Brooks). Capo di
al Ghurabaa, il predicatore islamico che
ha ispirato il gruppo di Birmingham che
avrebbedovutodecapitareunsoldatoingle-
se di fede islamica. Nel 2004 aveva tenuto
un sermone alla moschea di Regent Park:
Colui che entra nellesercito britannico e
americano kaffir: lunica punizione il ta-
glio della testa. Replica nel maggio 2006 in
unintervista ad Asharq Alawsat: E proibi-
to entrare negli eserciti dei regimi secola-
ri. Il 2 luglio 2005, cinque giorni prima che
venisse sferrato lattacco al cuore di Lon-
dra, Izzadeen aveva detto: Instillate il ter-
rore nei cuori dei kuffar (i non musulma-
ni). Gli attentati su bus e metro, dice Izza-
deen, sono attivit di mujaheddin.
Il 2 luglio 2006 presenzi a una riunione
in un centro di Birmingham. Rivolto agli oc-
cidentali disse: Siete codardi. Vi piace la
vita. Ceraungiapponese, osudcoreano, che
andinIraqequandofucatturato, cosadis-
se? Non voglio morire. E tempo di leggere
la volont di Mohammed Sidique Khan, ci
troveretelerisposte. Lorientaledi cui par-
la si chiamava Kim Sun-il, faceva il tradut-
tore e fu decollato dalla lama di al Zarqawi.
MohammedSidiqueKhanunodei quattro
bombaroli del 7 luglio.
Abu Izzideen lultimo dei convertiti al-
lislam che ha dichiarato guerra alla demo-
crazia. Il primo stato il cattolico america-
noJohnWalker Lindh, catturatoinAfghani-
stan e filmato dalla Cnn sulla barella. Da
martire morto in Kashmir Abu Jibreel
Amrikeeas, lamericano che frequentava la
chiesa di Martin Luther King. Come i Por-
tlandSeven condannati per aver cercatodi
fornire aiuto ai Talebani, da convertiti era
formata la cellula che voleva distruggere le
Sears Tower di Chicago. Uno di loro, Nar-
seal Batiste, figlio di un predicatore batti-
sta. David Hicks, alias Abu al Austrail, cat-
turato in Afghanistan, era andato a combat-
tere in Kosovo contro i serbi. Convertito
(prima era induista) anche il bombarolo
dellescarpeRichardReid. Comequellodel
7 luglio, Germaine Lindsay. Azzam lameri-
cano, Adam Gadahn, voleva trasformare
in un fiume di sangue le strade dAmeri-
ca. Come Jos Padilla, alias Abdullah al
Muhajir, che stava preparando un attentato
con una bomba sporca. Il tedesco Steven
Smyrek ha pianificato una missione suicida
per conto di Hezbollah. Il francese Willie
Virgile Brigitte coinvolto nellassassinio
del leader afghano AhmadMassoud. Eil sa-
lumiere savoiardo Jerome Courtailler ac-
cusatodi aver preparatounattentatocontro
lambasciata americana a Parigi.
La ragazza belga dagli occhi chiari, Mu-
riel Degauque, si fatta esplodere a Baqu-
ba. Padre impiegato nella previdenza so-
ciale e madre segretaria, Muriel la prima
donna cristiana diventata kamikaze. Con-
vertito anche il suo reclutatore, Pascal
Cruypenninck. Questa panettiera belga uc-
cise sei poliziotti iracheni nello stesso gior-
no in cui una donna irachena falliva il suo
obiettivo in un hotel di Amman. La berli-
nese Sonia B. aveva stabilito contatti con
Ansar al Islam, dal cui seno sono usciti i ta-
gliatori di teste di Ansar al Sunna. Conver-
tito il taxista australiano Jack Roche, con-
dannato per aver complottato contro lam-
basciata israeliana a Canberra. Convertiti
i fondatori di Rajah Solaiman, jihadisti fi-
lippini responsabili della morte di un cen-
tinaio di persone. Convertiti gli attentatori
che volevano realizzare un attacco nei cie-
li inglesi: Abdul Wahid nato Don Stewart
White, figlio di un politico conservatore e
fratello di una modella volto di Gucci. Poi
Oliver Savant, alias Ibrahim, e Brian
Young, alias Umar, figlio di una famiglia
cristiana delle Indie occidentali. Converti-
to uno dei membri dellHofstad, formazio-
ne di cui faceva parte lassassino di Theo
van Gogh: Jason Walter accus il padre ma-
rine di far parte dellesercito degli infede-
li, disse di essere pronto al martirio e
alla guerra santa per la creazione di uno
stato islamico. Assieme alla poliziotta
olandese Martine van den Oever, Michael
R. un altro convertito dellHofstadgroup:
La morte di Van Gogh soltanto linizio.
Sempre a un convertito, Pierre Robert,
alias Yacoub, lemiro dagli occhi blu, si
devono gli attentati di Casablanca che uc-
cisero oltre quaranta persone.
Giulio Meotti
L A PI PI S T REL L A S ADI CA I N L A T EX CHE HA FA T T O I NS ORGERE I L CDR
In soccorso della Pivetti Catwoman, nuova star del situazionismo
I
rene Pivetti una situa-
zionista, ovvero Sotto il
pav, la spiaggia. Nei fat-
ti, nei gesti, nelle strategie,
e, sintende, nelliter esi-
stenziale. Non lo soltanto
per un dato di immagine, o,
come dicono i poveri di spirito,
cio ormai la maggioranza degli scriventi,
di look. Da pipistrella sadica in latex che
impugna la frusta di Catwoman, la Pivetti si
rivela infatti perfino su Gente, rotocalco po-
co progressista, per la nuova stagione me-
diatica autunno-inverno di Rete 4, che pren-
de forse il titolo di Tempi moderni, i suoi.
Intanto, sempre lass a Mediaset, un Co-
mitato di redazione insorge contro la sua
spigliatezza, nero su bianco. Tema assoluto:
la credibilit e il ruolo, oppure, molto
semplificando: informazione o dellistigazio-
ne al bondage?
Gli indignati puntualizzano: Non si trat-
ta affatto di una querelle sul suo bon ton n
sui suoi gusti. Ma delle sostanziali differen-
ze tra fare informazione e dare spettacolo.
Notiamodalledichiarazioni dellaconduttri-
ce del programma giornalistico Tempi Mo-
derni sui quotidiani, oggi, come il merito
della questione le sembri sfuggire. Cos ap-
punto il Cdr di Studio Aperto. La Pivetti ri-
batte alle obiezioni citando Lucignolo co-
me fosse la Bibbia, e la sua conduttrice Cri-
stina Parodi. Poi, con verve nuovamente si-
tuazionista, aggiunge: Ma di cosa mi accu-
sano? Di essermi tagliata i capelli, di esser-
meli tinti? Anche Santoro lo ha fatto. E allo-
ra? La verit che io non piaccio a questi
presunti intellettuali Ce lhanno con me
perch, diciamo, forse non ho ceduto a com-
promessi operchhodifesoLeleMora. Fin
qui la cronaca, trascritta in modo doverosa-
mente approssimativo, com ormai, sappia-
mo bene, altrettanto labile la linea di de-
marcazione del gusto, dello stile, del giorna-
lismo stesso, come insegna Guy Debord, il
massimo teorico appunto del situazionismo,
lautore de La societ dello spettacolo, e
magari lo stesso Silvio Berlusconi, sia pure
in seconda battuta rionale. E forse, immagi-
no, lostessoLeleMora, concerti albumdi fi-
gurine che includono la stessa Irene fra le
bisvalide pi rare da conquistare.
Non si pu che insorgere in sua difesa, ol-
trepassando a nuoto il biasimo transcultura-
le che le sta grandinando addosso. Proviamo
a immaginare come. Cominciando dai sobri,
magari di sinistra: pu un ex presidente del-
la Camera, seppure leghista, precipitare co-
s in basso? I vandeani, invece, ripensando-
nelapurezzadi untempo, riprenderannoin-
vece a sgranare il rosario riparatore, nella
speranza di rivederla presto ai piedi di un
calvario bretone, rinsavita, pentita. Quanto
invece alle femministe, troveranno ridicolo,
penoso, mortificante quel travestimento da
Jacula o Zora, un pedaggio inaccettabile al-
la carriera, discutibili ambizioni che costrin-
gono la donna a reificarsi come oggetto, co-
me spunto onanistico. Non si trover accan-
to, come s visto, neppure lOrdine dei gior-
nalisti che per statuto segna i limiti, custodi-
sce limene della deontologia e, appunto, del
vero look professionale. Neppure vecchi
amici della Lega Nord la proteggeranno, lo-
ro che questo genere di travestimenti, se
proprio devi, meglio nei priv della Croazia
o magari, come suggeriscono i tamburini del
Messaggero, tra Frascati e Rocca di Papa.
Paradossalmente, neanche da coloro che
hanno apprezzato lultimo film di Stanley
Kubrick, Eyes Wide Shut, fascia culturale
medio-alta, trover sostegno in nome della
maschera come metafora: no, che non si pu
barattare loriginale per la copia taroccata,
Diabolik non Dorellik.
Fra le eccezioni, visto che quelle sono
previste dalla logica, ci saranno forse alcuni
amanti assai locali della frusta e la mordac-
chia, peccatori tuttavia ordinari, e comun-
que ben pensanti. Non di certo linarrivabi-
le schiavo Wotan, magnificato nel libro del-
la matresse franco-magrebina Madame
Franoise, moltoapprezzatadal poetaLouis
Aragon in tarda et
Al fotofinish, mi sa, Irene dovr acconten-
tarsi del sottoscritto, pronto a difenderne
ogni scelta con illuministica tolleranza, per-
fino la pi impresentabile, certo cos dotte-
nere, eassai egoisticamente, leinsegnedau-
tenticolaico, esenzaneppureil prezzodi un
rosario da sgranare.
Fulvio Abbate
lava legalmente e si chiamava Rivoluzione
racconta ancora Simonaggio ma pensava-
mo che si trattasse solo di enunciazioni, slo-
gan, nulla di pi, altrimenti saremmo inter-
venuti. Unaltro brigatista di rilievo e mem-
bro sindacale era Vincenzo Sisi, che per vi-
veva in Piemonte. Con un passato alla Fiat e
nella lotta anti Tav, quando la Digos gli ha
trovato un kalashnikov nellorto di casa, si
preoccupato per la piantina daglio che cre-
sceva sopra il suo arsenale privato. Fra tut-
ti, era il pi paranoico. Cos terrorizzato al-
lidea di essere spiato, che litigava con la
moglie se lei gli spostava qualsiasi oggetto in
casa. Passava le sue vacanze a studiare le
tecniche di contropedinamento.
A nessuno ora viene in mente di dire che
gli ultimi testimoni della stella a cinque
punte sono compagni che sbagliano. Nean-
che per fare una battuta, ma quasi tutti i sin-
dacalisti ora cercano di farci capire che que-
sti nuovi rivoluzionari sono vittime delle-
marginazione. Dei casi umani, insomma. Al
punto che quando discutono di come finan-
ziarsi nelle loro casse non hanno mai pi
di poche centinaia di euro uno di loro di-
ce: Facciamo come il sindacato che ti dan-
no i soldi e poi trovano qualche modo per
giustificare le spese.
Cristina Giudici
Padova, cittadaltadensitdi bravi sindacalisti acinque punte
Sogno o son desto
LiPod che intercetta una
conversazione segreta e un dubbio:
ancora vi fidate dei sauditi?
S
i dice che la vita imita larte. La settima-
nascorsahoavutounapiccolaconferma
del fattochelavitaimitaanchelebarzellet-
te di cattivo gusto. Eccone una che sta circo-
lando in questi giorni su Internet. Il presi-
dente George W. Bush e Colin Powell stan-
no facendo quattro chiacchiere in un vec-
chio pub. Un giovane li vede, va dal barista
e gli fa: Oh, ma quelli non sono Bush e
Powell? Eh s, risponde il barista. Il
giovane insiste: Ma che ci fanno qua? Bu-
sh lo sente e gli risponde: Stiamo proget-
tando la terza guerra mondiale! Vuoi dare
unocchiata? Il giovane chiede: Ma come
inizia? Bush apre una cartina geografica e
mostraal giovanelIran. Ecco, vedi, inque-
sto punto del mondo noi faremo fuori 40 mi-
lioni di arabi pi una bionda con due enor-
mi tette. Il giovane, un po perplesso, chie-
de: Una bionda con due enormi tette?
Ma ma chi ? E
perch la fate fuo-
ri? Bushconaria
soddisfatta si gira
verso Powell, gli
d una pacca sul-
la spalla e
commenta:
Hai visto
v e c c h i o
mio? Dei 40
milioni di
arabi non
gliene fotte
un cazzo a
nessuno! .
Sebbene il ve-
ro bersaglio
della barzel-
letta sia Bush,
difficile im-
maginarechequesta
battuta possa provocare le risate che voleva
suscitare Albert Brooks con il suo film:
Looking for Comedy in the Muslim World
(Cercareunanotacomicanel mondomusul-
mano, ndt). Unaltra cosa che nonsappiamo
se lideatore della barzelletta abbia volu-
to mettere intenzionalmente in evidenza li-
gnoranza di Bush, oppure abbia semplice-
mente dimostrato la propria, nel confonde-
re gli iraniani con gli arabi. Il nocciolo del-
la questione, tuttavia, non riguarda la cor-
rettezza politica o la precisione geografica,
n il fatto che cercare una nota comica in
tempi di guerra sia difficile per tutti. La
lezione arrivata proprio il giorno seguen-
te, quando la battuta finale della barzellet-
ta si veramente realizzata. Pi o meno.
Perch se non c stata nessuna invasione
dellIran, solo 24 ore dopo larrivo di questa
e-mail giunta anche la notizia flash che
una bionda con due enormi tette era morta
davvero. E lattenzione dellAmerica (e non
solo) stata immediatamente distolta da
qualsiasi distruzione di massa in atto nel
mondo musulmano (e non solo). Lex coni-
glietta di Playboy Anna Nicole Smith, come
ha notato lAssociated Press, era famosa
per essere famosa. La sua morte, a 39 an-
ni, in una camera dalbergo della Florida,
ha richiamato immediatamente alla mente
la morte di Marilyn Monroe, che la nostra
aveva cercato di imitare per tutta la vita. E
cos, per due giorni, le brutte notizie dallI-
raq, lo scambio di minacce tra Washington
e Teheran, e persino i primi episodi della
soapopera della corsa alla Casa Bianca, so-
no stati completamente surclassati dalla
morte di Anna Nicole.
Cherchez la cigarette
Fortunatamente, alla volta di sabato il ci-
clo delle notizie in America cambiato,
quando Barack Obama, in piedi sui gradini
del Campidoglio nello stato dellIllinois, ha
annunciato ufficialmente la propria candi-
datura alla presidenza. Il suo discorso, che
potete leggere in versione integrale su You-
Tube, stato pi ispiratore, pi furbo, pi
simpatico, pi retorico e pi naturale di
qualsiasi discorso di Clinton. E stiamo par-
lando del marito. Il peso del carisma di
Obama verr moltiplicato dalla nuova tec-
nologia di facile accesso alle immagini vi-
deo. Hillary Clinton pu anche avere il ne-
cessario denaro iniziale e i migliori con-
sulenti democratici di cui si possa disporre,
che sono spesso in grado di dare quellim-
pulso ineguagliabile allinizio di una cam-
pagna, ma se un numero sufficiente di per-
soneseguiruninterodiscorsodi Obamasu
Internet soprattuttoi giovani, chesonopi
disponibili a mettere volontariamente a di-
sposizione il proprio tempo il candidato
democratico alla Casa Bianca potrebbe be-
nissimo essere un uomo di colore con un
nome che ricorda quello di bin Laden, con
poca esperienza nella politica nazionale e
che ha ammesso di aver provato la cocaina
in giovent. Certamente i candidati trove-
ranno delle trappole lungo il percorso, e
probabilmenteHillary piabilesianelle-
vitarle lei stessa sia nel tesserne per i pro-
pri concorrenti. Obamanonsembraavereil
problema della gnocca di Clinton, e un
numero sufficiente di americani sembrano
disposti a perdonargli luso di droga fatto in
un lontano passato, che egli ha scelto di
confessare di propria spontanea volont.
Ma c unaltra tentazione che pu rivelarsi
fatale: Obama un fumatore, che nella lista
dei nemici pubblici americani appena so-
pra il serial killer. Attualmente sta cercan-
do di smettere e dichiara di masticare rego-
larmente la Nicogomma. I giornalisti hanno
pensato bene di chiederglielo nella sua pri-
ma conferenza stampa dopo lannuncio. (La
sua risposta stata un po nervosa.) Ma an-
che questa battaglia per superare la sua de-
bolezza gli verr perdonata, purch non
commetta il vero peccato della politica
americana: mentire e farsi beccare. Cos,
nellimminenza delle primarie, noncercate
delle bionde nelle stanze dalbergo, ma
mozziconi di sigaretta.
Jeff Israely
La strada di Obama
Il discorso di candidatura stato
un capolavoro. Deve stare attento
a non mentire (e farsi beccare)
THE RIGHT MAN
CONFORMISMI
WILL TELL
Avevamo deciso di posare
la bara su un carretto, non in
macchina, la cosa pi sem-
plice: un carretto con due
ruote tirato a turno dai lavora-
tori della Huta Warszawa, che sono
venuti in tanti. Non erano delegazioni uf-
ficiali, erano loro, gli operai con cui Jacek
ministro del lavoro aveva passato notti e
notti per salvare lazienda, per impedire
il fallimento e per convincerli che anda-
va privatizzata, che questo era indispen-
sabile; e poi gli amici, i leader di Solidar-
nosc clandestina. Ricordo che tutti voleva-
no tirare quel carretto: lultimo gesto con-
creto che si poteva compiere per Jacek
Kuron Al cimitero era previsto un setto-
re per noi e un altro per gli invitati uffi-
ciali, arrivati con i pullman dal Parlamen-
to. Tra questi cera Mazowiecki sulla sedia
a rotelle, che stava male, sembrava potes-
se morire quel giorno stesso. A un certo
punto mi sono girata per vedere se nel no-
stro settore ceravamo tutti e ho visto il ge-
nerale Jaruzelski; era a pochi metri da
me, nellultima fila, con i suoi occhiali ro-
sa, solo Io sono entrata per ultima per
controllare che tutti quelli a cui avevo da-
to il pass fossero entrati, e lho visto l, nel
nostro settore, ma defilato. Devo dire che
ho avuto unemozione in pi, davanti a
questa bara.
Di questo ho parlato anche con gli altri.
Non tutti i miei amici avevano gradito
quella presenza. Io invece ho avuto unim-
pressione estremamente positiva. Ho vi-
sto in quella scena un uomo venuto a ren-
dere omaggio al suo nemico, al quale co-
munque aveva riconosciuto il merito di
tante cose fatte per la Polonia. Mi pia-
ciuto anche che avesse scelto di essere l
e non in mezzo alla nomenklatura, vicino
alle persone normali. (Nelly Norton,
Intervista per ricordare Jacek Kuron,
Una citt, dicembre-gennaio 2007. Nel-
ly morta a Torino sabato scorso).
PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri
Preghiera per i candidati
sindaci alle prossime ele-
zioni comunali: imparino da Bolzano, la
cittmeglioamministratadItaliasecondo
lindagine di un istituto di ricerca e anche
secondo me. Non si pensi che la sua supe-
rioritsiadovutaal 26 per centodi abitan-
ti di lingua tedesca: nella vicina Inn-
sbruck, dove i germanofoni sono il 100 per
cento, le cose non vanno altrettanto bene.
Leccellenza altoatesina deriva dal fatto
che a Bolzano non hanno mai avuto corso
le sciocche parole dordine della politica
corrente. N accoglienza n ascolto, ad
esempio. Bolzanocompostadaminoran-
ze, tutte pi o meno consapevoli di non
potersi permettere il lusso di generose
aperture, pena lassimilazione e la scom-
parsa. Quindi nessuna accoglienza ma
puntigliosa contrattazione degli spazi.
Percinessunascoltomaunasanasordit
verso richieste di diritti non compensate
da doveri. Il piccolo dispiacere di rispet-
tare le regole garantisce il grande piacere
di godersi la vita, ad esempio nei parchi
puliti e sicuri, ideali per i bambini, o nel
centrostoricopienodi bici scintillanti che
nessuno ruba, dove nessun motorino ru-
moroso e inquinante osa penetrare.
PREGHIERA
di Camillo Langone
CAPACI DI STRAPPARE BUONI ACCORDI AZIENDALI, CONOSCEVAMO IL LORO GIORNALE, MA PENSAVAMO FOSSERO SOLO SLOGAN
ANNO XII NUMERO 38 - PAG 3 IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007
Giuliani il meno ortodosso tra i conservatori ma anche il pi risoluto. Piace molto e pu conquistare roccaforti liberal
Tutti vogliono che la senatrice di New York (ed ex first lady) faccia ammenda per il sostegno dato alla linea Bush nata con Clinton
Olimpia spinge per ottenere (da Telefonica) 3,3 euro ad azione (il titolo vale 2,4). Unipol vuole la sua parte, Tronchetti apre a Bazoli
Milano. Rudy Giuliani un conservatore o una quinta co-
lonna liberal dentro il Partito repubblicano? La sua unbat-
tagliapersaprimaancoradi cominciareoppuredaleader dei
metro-republicans addiritturaingradodi cambiarelageo-
grafia politica americana? Si aperto ungrandibattito intor-
no alla figura politica dellex sindaco di NewYork, oggi semi-
ufficialmente candidato alla Casa Bianca 2008, e sul fatto che
inambito conservatore i presidenziabili provengano da gran-
di citt, da stati di sinistra e siano beniamini della sofisticata
stampaliberal del nord-est. Tratutti, quellodi Giuliani il ca-
so pi eclatante. Lidea prevalente, fino a qualche settimana
fa, era che non fosse un vero conservatore o, perlomeno, che
non lo fosse abbastanza da riuscire a vincere le primarie re-
pubblicane, dove contano moltissimo i voti della destra reli-
giosa. Contro Giuliani giocano le sue posizioni etico-sociali:
pro-aborto, favorevoli ai matrimoni gay e a una regolamenta-
zione del porto darmi. Anche la sua vita privata pareva un
ostacolo: tre matrimoni, due divorzi, una convivenza a casa di
una coppia gay, travestimenti da donna alle parate dellorgo-
glio omosessuale. Nei suoi discorsi, inoltre, non si sente mai
la parola Dio, anzi tra i suoi avversari c chi ricorda che lu-
nica volta che lha pronunciata pubblicamente era per fare
una battuta. Cos Tony Perkins, presidente del potentissimo
Family Research Council, ha paragonato Giuliani allinqui-
namento sul fiume Potomac, mentre lex leader repubblica-
no alla Camera, TomDeLay, ha detto che non potr mai vota-
re per chi favorevole allaborto. Non va da nessuna parte,
non conservatore n eleggibile, perlomeno come candidato
repubblicano, ha scritto un editorialista del reaganiano Hu-
manEvents. Eppurelexsindacodi NewYorkrestasaldamen-
te in testa a tutti i sondaggi tra gli elettori repubblicani e set-
timana dopo settimana consolida la sua posizione. Come sia
possibile largomento di questi giorni a Washington. Chi
scetticosullesuepotenzialitcredecheil vantaggiosiadovu-
to alla popolarit e al fatto che soltanto il 16 per cento degli
interpellati sa che lex sindaco favorevole allaborto. Altri
invitano a non tenere conto dei sondaggi, anche perch nel
febbraio 2003, un anno e mezzo prima del voto 2004, in testa
tra i democratici cera Joe Lieberman, poi arrivato in fondo
alle primarie e due anni dopo addirittura costretto a lasciare
il partito. In ogni caso ancora troppo presto e va ricordato
che Bill Clinton ha annunciatto la sua candidatura nellotto-
bre 1991, tre mesi prima delle primarie.
Assieme ai sondaggi cresce anche il fronte dei conservato-
ri pro Giuliani, dalla Fox News di Rupert Murdoch che non
dimentica mai di chiamarlo the Americas mayor al centro
studi newyorchese, ManhattanInstitute, cheincasodi elezio-
ni di Giuliani sarcichelAmericanEnterprise, laBrookings
e lHeritage sono stati per Bush, Clinton e Reagan. La tesi
cheGiuliani siail megliodel mondoconservatore: sulletasse,
sul bilancio, sul crimine, sui giudici, sui voucher scolastici, sul
welfare. Lo sostengono il pro business Wall Street Journal, la
social-conservative National Review e il neoconservatore
Weekly Standard, questultimoconvintochei metro-republi-
cans guidati daGiuliani potrannoribaltarelageografiapoli-
tica degli ultimi cicli elettorali e magari conquistare o essere
competitivi a New York, in New Jersey, in California, Michi-
gane Pennsylvania. JohnPodhoretz e Bill Kristol suggerisco-
noaGiuliani di rassicurareladestrareligiosapromettendodi
nominare giudici federali che si atterranno al testo della Co-
stituzione, invece che cercare di innovarla. Giuliani ha fatto
esattamente questo, ricordando di aver lavorato al diparti-
mentodi GiustiziareaganianoinsiemeconJohnRoberts eAn-
toninScalia, giudici cheammira. Adifferenzadei suoi concor-
renti repubblicani John McCain e Mitt Romney, Giuliani non
rincorre i social-conservative, i quali malgrado le differenze
lorispettanoegli riconosconocapaciterisolutezzacontrola
criminalit. C chi ricorda che nel 1995 Giuliani cacci Yas-
ser Arafat da unparty dellOnue che l11 settembre rifiut 10
milioni di dollari da unesponente della famiglia reale saudi-
ta, ma stato lopinionista del Washington Post, George Will,
a spiegare lappeal di Giuliani: Al momento della scelta la
gente si porr la domanda dei 7 minuti. Scenario da incubo,
siete il consigliere per la sicurezza nazionale. Venite sveglia-
ti nel pieno della notte. Avete 3 minuti per ricevere i dettagli
di un imminente attacco agli Stati Uniti. Il presidente, da voi
avvisato, ha 4 minuti per rispondere. Eora: chi il candidato
che si adatta meglio alla domanda dei 7 minuti?.
Milano. Ogni volta che Romano Prodi parte per lEstre-
mo oriente nella sede di Telecom si indossa lelmetto. Tra
il viaggio in Cina e quello in India le notizie riguardo la so-
ciet hanno disegnato un diagramma piatto. Nelle ultime
ore c stata lattesa accelerazione della cessione di una
parte di azioni Olimpia, che ha il 18 per cento di Telecom.
Olimpia controllata all80 per cento da Pirelli e al 20 da
Edizione Holding. Da tempo la famiglia Benetton aveva
proposto di fare entrare gli spagnoli di Telefonica. Telefo-
nica sta trattando per acquistare una quota compresa fra il
30 e il 49 per cento. Le trattative sono rallentate dal prezzo.
La famiglia Benetton e Marco Tronchetti Provera chiedono
tra 3,2 e 3,3 euro ad azione. Il titolo vale circa 2,4 euro e la
distanza non incolmabile. Lingresso di un socio forte co-
me Telefonica toglierebbe definitivamente dallangolo
Tronchetti e consegnerebbe a Telecom una prospettiva per
il futuro. Il consolidamento del fronte azionario della so-
ciet rende irraggiungibile il primo obiettivo (mai esplici-
tato) del Fondo per le infrastrutture guidato da Vito Gam-
berale: lacquisto della rete di Telecom. Dopo la doppia in-
frazione sancita da Bruxelles, in conseguenza dellostraci-
smo a oltranza contro Autostrade-Abertis, difficile che le-
secutivo tenti una nuova intemerata. Che il clima attorno a
Telecom si stia rasserenando provato anche dalla testi-
monianza di Giuliano Tavaroli, pubblicata la settimana
scorsa dal Corriere della Sera, nella quale ha chiaramente
affermato che Tronchetti Provera nulla sapeva delle prati-
che illecite. Dichiarazioni cui, a stretto giro di posta, se-
guita unaffermazione di Luca Cordero di Montezemolo
che, a margine (guarda caso) della presentazione della mis-
sione in India, ha affermato che Tronchetti una parte le-
sa. Ma il capo della Pirelli sta lavorando a rompere lac-
cerchiamento. Lintervista rilasciata ieri al Giornale in cui
ha detto nessun problema se Bazoli entrasse in Telecom
via Hopa va in questa direzione.
E in effetti le evoluzioni della partita Telecom hanno
avuto una conseguenza nella fusione Hopa/Mittel. La con-
trariet di Unipol ha fatto saltare il via libera alla fusione
che sarebbe dovuto arrivare dal cda della finanziaria bre-
sciana di luned scorso. Le indiscrezioni trapelate leggono
il motivo del dissenso legato al prezzo. Lo schema dellope-
razione prevede che Mittel acquisti il 51 per cento di Fin-
gruppo, che a sua volta controlla il 40 per cento circa di Ho-
pa, riconoscendo un premio ai soci di circa il 20-30 per cen-
to. Premio che non sarebbe stato pagato agli altri soci di
Fingruppo n a quelli di Hopa nella successiva fusione a
tre. Hopa ha in pancia, tra laltro, il 3,7 per cento di Tele-
com che, alla luce delle trattative Pirelli/Telefonica, rischia
di valere almeno un euro in pi ad azione. Ovvio che gli
azionisti di Hopa Unipol, ma anche Popolare Italiana e
Antonveneta non vogliano fare questo regalo a Mittel. La
mossa di Unipol ha anche unaltra chiave di lettura. Degli
azionisti di Hopa lunico convinto della necessit dellope-
razione il Monte dei Paschi di Siena. In primo luogo per-
ch Hopa ha in pancia anche il 2,4 per cento della banca se-
nese. Inoltre Monte dei Paschi espressione di quellani-
ma diessina che cerca di entrare nelle grazie di Giovanni
Bazoli nel tentativo di proporsi come sponda alternativa a
Prodi. Differente il discorso di Unipol. Il mondo cooperati-
vo sempre stato antitetico alla finanza bianca di cui Ba-
zoli rappresentante. Inoltre sulla plancia di comando sie-
de Carlo Salvatori, che fino a pochi mesi fa era al vertice di
Unicredit con Alessandro Profumo, cui lo lega un rappor-
to di amicizia e stima. Salvatori ha anche ottimi rapporti
con Cesare Geronzi con cui ha lavorato allepoca della Ban-
ca di Roma e ha condiviso le riunioni del consiglio di am-
ministrazione di Mediobanca. Non peregrino pensare che
a un manager con questo pedigree avere fatto uno sgambet-
to a Bazoli, con motivazioni giustificate da un punto di vi-
sta industriale, possa avere dato un brivido in pi. Bazoli
ieri ha detto che non sa quale peso abbia avuto Salvatori
nella decisione di non procedere con la fusione.
Rudy guida i metro-republicans con sette minuti di vantaggio
Hillary non chiede scusa sullIraq per non rinnegare il suo Bill
Perch il prezzo di Telecom rallenta la fusione tra Hopa e Mittel
Milano. Hillary Clinton chieda scusa. La
sinistra americana e i grandi editorialisti di-
scutonosul mancatomeaculpairachenodel-
lex first lady. Hillary stata una delle pi
convinte sostenitrici della guerra inIraq, an-
che per ragioni politico-familiari visto che la
dottrina della destituzione di Saddam, le no-
tizie di intelligence sui legami Baghdad-al
Qaidaeil coinvolgimentoirachenonel terro-
rismo internazionale risalgono agli anni di
suo marito Bill. Lidea che Bush possa aver
ingannato Hillary sulle armi di Saddamnon
sta inpiedi, visto che lex first lady stava alla
Casa Bianca quando quelle analisi di intelli-
gence sono state elaborate. Le sue posizioni
sono rimaste salde per due o tre anni anche
di fronte alle prime difficolt irachene, tan-
to che, secondo la peace-mom Cindy
Sheehan, Hillary e Bush sono la stessa cosa.
dello Iowa, Hillary sar costretta a pentirsi,
viceversa perderebbe le primarie. La strate-
gia del prima o poi si stancheranno di que-
sta faccenda delle scuse non ha funzionato.
Il calcolo dei consiglieri di Hillary chiaro:
spingersi il pi possibile nel popolare fron-
te pacifista in occasione delle primarie, ma
senza avventurarsi troppo a sinistra, in mo-
do da poter tornare al centro al momento
delle elezioni generali. La situazione peri-
colosa per Hillary perch prima di vincere
le elezioni dovr battere gli avversari alle
primarie.
Latto di contrizione sembra impossibile,
perch se lasciasse definire la sua politica
dai sondaggi il profilo presidenziale perde-
rebbe consistenza. Christopher Hitchens, su
Slate, haricordatolefficacia, laperentoriet
priva di ambiguit dei discorsi di Hillary
contro il tiranno Saddam e, inparticolare,
il discorsoal Senatodellottobre2002 concui
ha autorizzato Bush a usare la forza per fer-
mare la ricostruzione degli arsenali chimi-
ci e batteriologici e gli aiuti, il sostegno e
lospitalit forniti da Saddamai terroristi,
compresi quelli di al Qaida. E sufficiente
rileggersi Hillary per liquidare la teoria del
complotto Bush-Cheney: Nel 1998 gli Stati
Uniti hanno cambiato la politica sullIraq,
passando dal contenimento al regime chan-
ge e hanno cominciato a esaminare le opzio-
ni per rendere efficace tale cambiamento.
Ed stata la stessa Hillary a ricordare, con
orgoglio, che il presidente Clinton con gli
inglesi e altri ha ordinato un assalto aereo
intensivo di 4 giorni sullIraq, loperazione
Desert Fox, su siti conosciuti o sospettati di
contenere armi di distruzione di massa.
Negli ultimi tempi, per, Hillary ha cambia-
to idea e ha intrapreso, come ha scritto il
New York Times, una costante evoluzione
dallessere stata una delle piferme sosteni-
trici della guerra a una delle principali criti-
che dellAmministrazione. Agli elettori pa-
cifisti questo calcolato e meditato sposta-
mento a sinistra non basta: vogliono che si
scusi, come ha fatto John Edwards, altro ex
entusiasta del cambio di regime a Baghdad.
Hillary si spinta fino a dire che sapen-
do ci che sappiamo ora, non avrei autoriz-
zato il presidente a invadere lIraq, ma a
una buona parte dei democratici non basta.
Sicch a ogni incontro elettorale in Iowa o
in New Hampshire, costretta a trovare un
modo diverso per sviare la solita e insisten-
te domanda: senatrice, perch non chiede
scusa? C chi giura che, prima del caucus
Oltre 70 societ che esistono solo sulla carta ma sono quotate in Borsa. Una task force delle Finanze che controlla Erdogan
Holding islamiche e spie ministeriali avvelenano il voto turco
Istanbul. Atre mesi dallelezione del nuo-
vopresidentedellaRepubblica, chedovreb-
besancireil predominiopoliticodellAkp, il
partito al governo dallorientamento islami-
co-moderato, la Turchia si trova di fronte a
uninchiestafinanziariaeaunaspy story dai
contorni inquietanti. Il Sermaye Piyasasi
Kurulu (Skp), lAuthority che controlla la
trasparenzadei mercati finanziari turchi, ha
presentato al Parlamento di Ankara un re-
soconto sulle holding islamiche: sono so-
ciet che gestiscono il yeil capital, il ca-
pitaleverde, provenientedainvestitori ebu-
sinessmen legati alla tradizione religiosa.
Oltre 70 societ, circa il 40 per cento del to-
tale, esistono soltanto sulla carta: non ci so-
no bilanci che attestino la loro situazione
patrimoniale e soprattutto nonci sono docu-
menti che illustrino come investano il dena-
ro che raccolgono. Molte sono quotate in
Borsa, la maggior parte ha fatto opa illegali,
tario lassismo. A novembre, poi, ci sono le
elezioni per il rinnovo del Parlamento e
molti sono pronti a scomettere che la legge
rimarr nei meandri della Tbmm, per non
rischiare di far perdere allAkp una parte
del suo bacino elettorale.
Se quindi le holding islamiche in Turchia
agiscono in tutta tranquillit, c qualcuno
che con i controlli esagera. Una task force
del ministero delle Finanze, chiamata a in-
vestigare solo sulle attivit di Kemal Uniki-
tan, titolaredel dicastero, statacoltainfla-
grante mentre monitorava attentamente pa-
trimoni e movimenti bancari delle pi alte
cariche dello stato, primi fra tutti Erdogan e
il presidente della Repubblica Sezer, oltre a
tutti i leader dei principali partiti politici e
ai direttori di molti giornali. La carta di cre-
dito del premier stata spiata oltre mille
volte. Unakitan, chenellasuacarrieradi mi-
nistrohagiricevutotremozioni di sfiducia,
tutte prosperano grazie ai soldi versati dai
turchi che vivono allestero, soprattutto in
Germania e Svizzera. Mancando la docu-
mentazionedifficiledireaquantoammon-
ti il giro di affari, ma stime della Commissio-
ne di inchiesta parlamentare che si occupa
del problema parlano di 5-10 miliardi di eu-
ro. A complicare la posizione del governo ci
sono i risultati di un precedente report, da-
tatodicembre2005, eundisegnodi leggefer-
mo in Parlamento da oltre un anno, che
chiedeva la confisca dei beni di queste hol-
ding e lazione penale nei confronti dei tito-
lari. Ora invece se la caveranno con sei me-
si di tempo per regolarizzare la loro posizio-
neeprodurretutti i documenti, chesaranno
esaminati da una commissione del Skp. Il
provvedimento ha provocato le reazioni del-
lopposizione. Bihlun Tamayligil, deputato
del Chp, ha definito la situazione gravissi-
ma e ha accusato la maggioranza di volon-
D
ellemigrazione italiana in terra bel-
ga, un flusso che andava a popolare i
bacini minerari, rimasto nelle memoria
nazionale poco pi che un nome tragico:
Marcinelle. In Belgio, invece, il ricordo
rimasto pi vivido, se il romanzo di Giro-
lamo Santocono (lautore onomastica-
mente italianissimo, ma il libro scritto
in francese) ha avuto un consistente suc-
cesso al momento della sua uscita, nel
1986. Tradotto solo ora in italiano, Rue
des italiens ha il carattere dellepopea.
Eppure non ci sono eroismi e il racconto
filtrato dallo sguardo del bambino pro-
tagonista. Ma questo sguardo pudico e
dal basso non toglie forza al passo da
biografia collettiva. Italiani intrasferta di-
visi da tutto, la provenienza regionale e le
abitudini alimentari, il dialetto e il pano-
rama geografico dello spicchio di casa
che si portano appresso, incrostato di im-
marcescibile saudade. Italiani che per si
stringono a coorte, in un senso di apparte-
nenza identitaria, sotto la spinta della dif-
fidenza dei belgi. Un popolo a sua volta
distinto in fiamminghi e valloni, ma non
incline a finezze tassonomiche per defini-
re quellorda di invasori provenienti
dallo Stivale. Macaroni o Ritals tutti
quanti, con buona pace delle dispute tra
terroni e polentoni.
Il libro di Santocono non ha spiriti pa-
cificatori. Nostalgia dellinfanzia, quella
s, insieme a un grato sorriso per quei pa-
dri che hanno lottato con la silicosi e il
gris. Lautore non disposto a dimentica-
re gli stenti e le umiliazioni. Ma neanche
i difettacci degli immigrati. I pregiudizi
portati in valigia dal paese, la litigiosit
che scuoteva le scale dei falansteri in cui
i minatori si erano attendati alla belle
meglio, le rodomontate degli uomini e i
diverbi tra donne. Contese in cui ai dialet-
ti meridionali, parlati da immigrati con-
vinti che per esprimersi in francese ba-
stasse accentare sullultima sillaba il dia-
letto di Enna o di Pozzuoli, si intrecciano
le parlate padane, fatte di un lessico mi-
nimo con le bestemmie in luogo di segni
di interpunzione.
In questo bailamme cresce il protagoni-
sta. Finch alla vita nel palazzaccio vista
miniera si sostituisce un appartamentino
nella pi ordinata cornice di Rue de lE-
glise, in rapida trasformazione in Rue des
Italiens. La famiglia di Girolamo, infatti,
capisce che il piccolo, seppur si sentir
sempreunbelgadimportazione, nonpi
nmai sar unitaliano. Papemamma
accantonano quindi il desiderio di torna-
re in patria e cercano di costruire unesi-
stenza microborghese che consenta al fi-
glio un futuro alla larga dalla miniera.
LIBRI
Girolamo Santocono
RUE DES ITALIENS
220 pp. Gore, euro 15
si dichiarato completamente estraneo alla
faccenda. Ma la richiesta datata 11 gennaio,
che ha dato il via alloperazione, chiamata
Mani Pulite, porta la sua firma. Il titolare
delle Finanze si difende dicendo che le loro
indagini si sono estese oltre il compito che
gli erastatoassegnato, cioquellodi investi-
gare lattivit finanziaria della sua azienda.
Pochi giorni fa la task force stata sospesa
dai suoi incarichi. Fra le teste pi eccellen-
ti che sono cadute figurano quella del capo
ispettori del ministero delle Finanze, Haz-
ma Kaar, e il direttore dellAgenzia delle
entrate di Ankara, Cemal Kartal. Unakitan
loavrebbeminacciatodi noninterferire, du-
rante i suoi controlli, con persone partico-
larmente religiose come Yasin El Kadi, bu-
sinessman saudita, noto in Europa per esse-
re sulla lista dei finanziatori di al Qaida del-
le Nazioni Unite. EinTurchia per essere un
grande amico del premier Erdogan.
OGGI Nord: nuvolositinaumentoma
con fenomeni scarsi in mattinata eccet-
topioviggini espruzzatedi neve. Centro:
da nuvoloso a molto nuvoloso sullalta
Toscana con piogge e rovesci sparsi in
serata. Sud: addensamenti su versante
tirrenico con fenomeni piuttosto scarsi.
DOMANI Nord: in prevalenza soleg-
giato e piuttosto ventilato al mattino
con addensamenti residui sul levante
ligureesuest Lombardia. Centro: nuvo-
losoocopertoconpioggesparsesul set-
tore peninsulare, localmente abbon-
danti sul sud delle Marche. Sud: coper-
to su Campania con piogge sparse.
EDITORIALI
L
amour passion la formula france-
se per leros, meccanismo di posses-
so e desiderio distinto dal dono di s e
dallaccoglienza del bene altrui. Gli an-
glosassoni chiamano tough love un altro
tipo di amore severo, du-
ro, autorevole e autori-
tativo, distinto anches-
so dalla fraternit
compassionevole o
dalla dedizione di s.
Nel messaggio per la
Quaresima di questan-
no Benedetto XVI ha
sentito il bisogno di
menzionare passi
veterotestamentari
che indicano lamore
di Dio per lumanit con im-
magini audaci come quella dellamore
delluomo per la donna adultera, ri-
chiamando altres il fatto teologico che
lOnnipotente attende il s delle sue
creature come un giovane sposo quello
della sua sposa. Limpressione che la-
more di Ratzinger, in questa lettura per-
sonale e magisteriale della sua stessa
prima enciclica sulla carit, sia quello
vero dei cristiani, unione di eros e di
agape, di oblazione e possesso deside-
rante, opposto alla canonizzazione seco-
larista di un amore sentimentale, di
ununione affettiva intesa come sempli-
ce scelta contrattuale e mutua assisten-
za. Lamore di Benedetto
sembra una lotta che
non si pu banalizzare
nella versione ordina-
ria dellamore come
un formale vivi-e-la-
scia-vivere, una lotta
in cui Dio non si d
per vinto e fa un uso
grave del suo pungolo
di fronte alla creatura
che recalcitra, incalza-
ta dal Maligno e reden-
ta da Cristo. Vabb, sono
atti, cio parole, che vivono nellallego-
ria biblica e nella stupenda, antica fan-
tasia creatrice della chiesa e del pensie-
ro religioso. Forse hanno qualcosa da di-
re a tutti noi, impaniati nella melassa af-
fettiva, contenti di vivere con qualche
comodit necessaria i sentimenti del no-
stro tempo, ma capaci di dubbio laico
quando non ci consideriamo creatori
del creatore. Bello, lamore forte.
Lamour passion di Ratzinger
Un segnale interessante del Papa in favore di una nozione forte di amore
Il pil dellavvenire
L
eopoldo Elia, il costituzionalista cat-
tolico democratico, ha ovviamente
diritto di pensarla come la pensa (inter-
vista al Corriere di ieri), e di ritenere
che una legislazione familiare come
quella della Bindi sia da trattare in mo-
do sereno e da approvare in nome del-
lautonomia dei parlamentari cattolici.
E in quanto cattolico ha anche diritto, ci
mancherebbe, di chiedere ai vescovi
italiani un comportamento diverso da
quello intransigente che hanno scelto.
Ma singolare, e non affatto laico in
termini di pensiero e di metodo, che vo-
glia escludere la dimensione religiosa
dalla vita pubblica, impedendo ai ve-
scovi di perseguire nelle forme dovute
lobiettivo di arrivare a una legislazione
piuttosto che ad unaltra, anche richia-
mando in modo vincolante i credenti,
compresi i parlamentari, al magistero
della chiesa. Quella di Elia una men-
talit ultraconcordataria e arcaica, altro
che laica. In America le denominazioni
religiose premono apertamente per le
loro idee, per i loro criteri culturali, per
affermare come dimensione collettiva,
dentro la legislazione e la decisione giu-
ridica, la loro vocazione politica e civi-
le e religiosa. Gli americani, compresi i
liberal meno ottusi, che sono molti, e
una quantit immensa di politici anche
del fronte democratico, pensano che
questa sia una delle principali tra le li-
bert di cui dispongono. Pararsi dietro
il Concordato, che in Italia vige rifor-
mato e modernizzato da Craxi e Casaro-
li, per silenziare la chiesa e disporre di
una delega culturale permanente al lai-
cato cattolico di sinistra o democratico:
questa non una posizione laica,
piuttosto una esplicita operazione poli-
tica, e se non avessimo il pudore di non
mettere in caricatura le posizioni del-
lavversario, diremmo che indice di
un uso strumentale della questione re-
ligiosa. E una posizione clericale, al
servizio della secolarizzazione come
ideologia. Nel nuovo Concordato la re-
ligione cattolica non pi la religione
dello stato, e le questioni di quattrini e
di rapporti tra stati sovrani e indipen-
denti ciascuno nel proprio ordine, furo-
no regolate e riformate nel senso del
pluralismo religioso in modo convin-
cente. Dunque non un trattato inter-
nazionale per quanto anomalo e delica-
to che pu impedire allItalia, eccezio-
ne felice in Europa, di manifestarsi co-
me un paese libero anche nella dialet-
tica laica tra diverse concezioni della
legislazione e della vita associata, com-
prese quelle ispirate dalla cultura cat-
tolica e dal magistero della chiesa.
I
l pil italiano nel 2006 cresciuto del 2
per cento, come quello francese. Quello
tedesco aumentato del 2,7, come la me-
dia dellarea euro. Ad alzare il dato di eu-
rolandia contribuisce la Spagna con una
crescitadel 3,8percento, superioredi uno
0,2 rispetto a quella del 2005. Noi e i fran-
cesi siamo sotto la media perch il nostro
modello dexport penalizzato dallattua-
le fase di sviluppo dei mercati globali. Ma
condividiamoconlaGermaniavincoli sin-
dacali, urbanistici, ambientali e controlli
burocratici che non condizionano in ana-
loga misura paesi come Spagna e Gran
Bretagna. Larea dellUe extraeuro cre-
sciuta del 3 per cento anche perch non
ha il vincolo del cambio della moneta uni-
ca. Questarea ha inoltre un pi forte lega-
mecongli Stati Uniti, chehannoavutonel
2006 una crescita del 3,4 per cento. Nel-
lanno in corso lAmerica rallenta la sua
crescita e quindi lEuropa dovr fare i
conti conlaminorpossibilitdesportazio-
ne su questo mercato. Ma Cina e India
trainerannoleconomiaasiaticaelAmeri-
ca latina trarr nuovo vantaggio dal rialzo
della domanda di prodotti agricoli per i
carburanti biologici. N leconomia degli
Stati Uniti pare sgonfiarsi: la crescita nel
2007 sar poco sotto il 3 per cento, sempre
maggiore di quella dellarea euro. LEuro-
pa, governatadaFrancoforteper lamone-
ta e da Berlino per la domanda interna,
potr contare sui mercati mondiali per
supplire ai deboli fattori di crescita endo-
geni, che si collegano a una variabile di
cui gli economisti sembrano essersi di-
menticati: la stagnazione demografica.
Caro Elia, cerchi di essere laico
Il ruolo pubblico della religione un fatto, e allarga la libert di tutti
Perch lItalia e la Francia crescono meno della media europea
Una multa val bene la Fiat
L
a Consob ha comminato una multa
da 16 milioni di euro a Ifil e Giovan-
ni Agnelli & C., le societ in cima alla ca-
tena di controllo Fiat. Sono responsabi-
li di mancate informazioni al mercato
sullandamento dei titoli mentre era in
corso loperazione di equity swap che
nel settembre 2005 riport la famiglia
Agnelli-Nasi sopra il 30 per cento del ca-
pitale della holding. Per la famiglia so-
stanzialmente un buon affare. Lequity
swap consent di stabilizzare lazionaria-
to, tagli fuori le banche e garant a Ser-
gio Marchionne di proseguire nellazio-
ne di risanamento non ancora conclusa.
Certo la pena accessoria che riguarda la
sospensione di due degli architetti della
vicenda, Gianluigi Gabetti, guida delle
societ finanziarie degli Agnelli, e Fran-
zo Grande Stevens, d alla pillola il gu-
sto amaro delle pillole. Ma non si pu
avere tutto. Il 20 settembre 2005, scadu-
to il convertendo, le banche entravano
nel capitale della Fiat e gli Agnelli-Na-
si scendevano al 22 per cento. La Consob
consent loro preventivamente di risali-
re sopra il 30 quello stesso giorno, senza
obbligo di Opa. Cos fu, grazie a un pac-
chetto di azioni transitato attraverso
Merryl Linch ed Exor. Secondo Alessan-
dro Penati su Repubblica del 23 settem-
bre 2005, la famiglia riprese il controllo
della societ che allora aveva valore di
borsa di 9 miliardi di euro con una spe-
sa di 184 milioni. A quelli bisogna ag-
giungerne 16 di multa per non aver
informato il mercato dei movimenti sul
titolo. Dopotutto il prezzo dellanimal
spirit. Meglio avercelo (e pagare) che
non avercelo pi.
DallaConsobsanzionedi 16milioni aIfil eG. Agnelli &C. per lequityswap
ANNO XII NUMERO 38 - PAG 4 IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007
Al direttore - E allo studio al ministero dello
Sport unsofisticato dispositivo chiamato Brain
detector che riesce a registrare, uno per uno, i
pensieri dei tifosi di una partita di calcio senza
possibilit di contestazioni. Verr usato nelle
partite piarischio e se qualcuno offende anche
mentalmente unarbitro, ungiocatore o, peggio
che mai, un ministro, uno steward o anche un
tifoso avversario, viene subito arrestato.
Gianni Boncompagni
Al direttore - Per essere pi chiaro, alla nota
vincolante Ruini allegher un disegno intelli-
gente.
Maurizio Crippa
Al direttore - Questa testata forse lunica ad
avere la sensibilit adatta per evidenziare uno
dei tanti paradossi dei Radicali. Per decenni ci
siamo sentiti ripetere: noi non vogliamo obbli-
garvi al divorzio, vogliamo che ognuno scelga li-
beramente se divorziare; noi nonvogliamo obbli-
garvi allaborto, vogliamo che ognuna scelga li-
beramente se abortire; noi non vogliamo obbli-
garvi al matrimonio, vogliamo che ognuno scel-
gase legalizzare lapropriaconvivenzaMasul-
la pena di morte non dovrebbe valere lo stesso
principio? Noi non vogliamo proibire la pena di
morte, vogliamo che ogni stato (Iraq incluso), de-
cida liberamente se adottare la pena capitale.
Per molti cristiani anche laborto una pena di
morte, comminata a un innocente e senza pro-
cesso. Che devono fare i cristiani, chiedere la
moratoria degli aborti alle Nazioni unite? Chi
scrive contrario alla pena di morte, con tanti
se e tanti ma. Ma questo credo sia irrilevante.
Gregorio DAgostino, via web
Proprio inquanto io sono contrario allar-
gomento libertario, scivoloso e indifferente
rispetto alloggettivit delle questioni inbal-
lo, la pena di morte, in linea di principio,
non mi fa voltare dallaltra parte in ragione
della differenza culturale e dellindipenden-
za di ciascun regime giuridico. Penso che le
democrazie moderne debbano farne a me-
no, ma lo penso senza fondamentalismi. In
guerra unaltra cosa.
Al direttore - Nel surreale documento politei-
sta di An si trova questa frase che sembra sia
sfuggita ai giornali: In Italia in nessuna epoca
hanno mai attecchito n in ambito religioso, n
in campo politico, forme gravi di intolleranza e
razzismo. E le infami leggi razziali antisemite
concui il fascismo degli anni Trentasi alline al-
lalleato tedesco cosa furono? Non furono una
forma grave di intolleranza e razzismo? Possi-
bile che in un documento che si occupa di tolle-
ranza, razzismo e multiculturalit, Alleanza na-
zionale scriva una frase simile rimuovendo
quellorrenda pagina della nostra storia e della
storia del fascismo?
Antonio Socci
Al direttore - Sar anche vero che il quorum
non stato raggiunto, ma mi sembra di aver ca-
pito che il governo portoghese vuole comunque
varare una legge che consenta laborto. Allora
che glielhanno chiesto afare ai cittadini , se tan-
to volevano farla lo stesso? Il 59 per cento dei s
espressi da coloro che sono andati a votare sono
stati accolti come un s di tutta la nazione e co-
me un via libera al governo. Io speravo che dal
Portogallo venisse fuori unidea pimoderna di
cosa sono i diritti umani. Invece stanno ancora
indietro. Altro che progresso
Serena Menichelli, via web
Al direttore - Repubblica: Portogallo, la chie-
sa inallarme dopo la sconfitta sullaborto. Ora,
il referendum lha voluto il governo, la chiesa
era per lastensione, il quorum non stato rag-
giunto, ha votato il 44 per cento, di cui il 59 per
il s, il 59 per cento del 44 per cento il 26 per
cento del totale. Quel titolo mi ricorda il Pci,
quando sosteneva di aver vinto il referendum
sulla scala mobile.
Francesco Giorgini, via web
Il governo portoghese d una surreale lezione di democrazia della minoranza
Il Partito partito
Laccelerazione ha colto un po
di sorpresa Walter Veltroni
che voleva fermare il gioco
(segue dalla prima pagina) In breve, il patto di sin-
dacato dellUlivo. Quello che in tutti i mo-
menti di crisi prende liniziativa e richiama
allordine anche gli azionisti di minoranza
pi battaglieri. Come avvenuto in questi
giorni prima sulla politica estera e poi, in
particolare, sui Dico. In quella giornata che
potrebbe passare alla storia come leccidio
dei teodem: i parlamentari rutelliani che al
mattinotenevanounaconferenzastampaper
annunciare che non avrebbero votato una
legge contenente una sola virgola in pi del-
lesetterighe dedicateal temadal program-
ma dellUnione. Seguita dalla lettera di 60
parlamentari (popolari eprodiani dellaMar-
gherita) che invocava una replica dal partito,
puntualmente arrivata con la riunione che
nello stesso giorno votava allunanimit un
documento di piena approvazione e soste-
gno al disegno di legge Bindi-Pollastrini. Le
paroledel manifestosulaiciterapportocon
il Partito del socialismo europeo seguono
dunque questo stesso copione, essendo gli
stessi gli sceneggiatori. Di qui levibranti pro-
testedelleminoranzeds, soprattuttoper quel
passaggio in cui si dice che i democratici in-
tendono rinnovare la politica europea dan-
dovita, conil Pseelealtrecomponenti rifor-
miste, a un nuovo vasto campo di forze. Il
che equivarrebbe a certificare, dicono pole-
mizzando con Fassino, che il nuovo partito
non sar nel Pse. Curiosamente, lo stesso
giorno luned incui Fassino e gli altri lea-
der dellUlivoricevevanolabozzadellagran-
deaccelerazioneedellaperturaallasociet
civile, Walter Veltroni, ospite di Libert e
Giustizia(societcivilearesponsabilitlimi-
tata di Carlo De Benedetti, dicono gli spirito-
si), diceva che una federazione di partiti ha
una sua dignit, ma altro, che i militanti
capiscono che il Pdsi sta vivendo come una
dolorosa necessit, non come una forza vita-
le, un progetto nuovo e che bisognerebbe
avere il coraggio di fermare il gioco. (fc)
Corpo militare in cui han-
noprestatoserviziodi leva
alcuni comici italiani: Cor-
nacchione, Alpini; Paolo
Rossi, Fanteria; Aldo, Ber-
saglieri (ufficiale di com-
plemento, duratadellafer-
ma18 mesi); Giovanni, Car-
risti di Codigoro (Fe); Giacomo, Aviazione
(frecce tricolori); Mr. Forrest, sussistenza
(cucina da campo a Nuoro); Raul Cremona,
Marina (ferma obbligatoria 24 mesi); Bisio,
Nucleo chimico e batteriologico; Gianni
Fantoni, Fanteria pi due mesi al carcere
militare di Peschiera del Garda perch ha
digerito forte in mensa. Alla fine invece di
unannodi militarehafatto14 mesi; Pierac-
cioni e io, Arma dei Carabinieri, scuola al-
lievi ausiliari 91 corso. Leonardo a Chieti,
io a Fossano, provincia di Cuneo.
Seconda parte
Lacqua del Mediterraneo negli ultimi 6
mesi andata su di 10 gradi centigradi. E
pi calda a tal punto che le sdraio si spac-
cano in due. Mettere in relazione questi
due fenomeni tra loro ipotesi assai azzar-
data. Quale la causa e quale leffetto? Per
me la colpa delle sdraio: hanno iniziato
loro a spaccarsi indue. Dal botto il mare si
spaventa e gli viene la febbre. Comunque
non so se lha inventata lui ma come frase
quella che dice Enrico Ghezzi molto bel-
la: Meglio una fine spaventosa che una
paura senza fine. Auguri! Ci vediamo nel
2036, da domani vado al Riformista.
INNAMORATO FISSO
DI MAURIZIO MILANI
(segue dalla prima pagina) Il ceto intellettuale del-
lafondazionefinianastatoinpartetrapian-
tatodallunicodei treforum estivi di Anad
aver suscitatointeressenei media: quelloper
le idee. Gli altri, dedicati al terzo settore e
alle imprese, sono andati cos cos. La cultu-
ra invece genera curiosit e Fini ha avuto il
merito tattico di collegare alcune cittadelle
che producono pensiero. C il gruppo edito-
rialePaginechehaallestitolatraduzionedel
libro di Sarkozy (Testimonianza), pubblica
i periodici LaDestra(FabioTorriero) eImpe-
ri (AldoDi Lello, responsabiledellaterzapa-
gina al Secolo dItalia) e promuove esperti di
relazioni internazionali come Andrea Marci-
gliano e Salvatore Santangelo. Ci sono Ange-
lo Mellone (fenomenologo della destra) e
AlessandroCampi (scienziatodellapoliticaa
Perugia). Ci sar Gennaro Malgieri (cda Rai,
direttore di Percorsi). Ma la tassonomia di-
venta pi intrigante quando incontra i nomi
di Peppe Nanni e Monica Centanni, neode-
stristi legati a Umberto Croppi (ex Vallecchi)
e al condirettore del Secolo, Luciano Lanna.
Da loro oggi Tarchi si sente lontano: Vanno
in una direzione diametralmente opposta a
quelladellaNuovadestra, diceal Foglio. Ma
loro unidea forte ce lhanno: figlia del Tra-
monto delloccidente spengleriano, familia-
re alletnopluralismo, gramsciana e sincreti-
sta, vividanel testosullaciviltmeticciascrit-
to con lorganizzatore culturale di An Fabio
Granata. Il documento ha indisposto France-
sco Storace e i suoi: ne hanno fatto un prete-
sto per urlare al neopaganesimo e una ra-
gione ulteriore per chiedere un congresso.
Come Alfredo Mantovano, per conmeno sti-
le, Storace oppone a Fini la visione cattocon-
servatricefinoraricalcatadaAn. MaFini stu-
dia da Sarkozy e nonvuole sentire parlare di
conservatorismo. Ela sintesi politica? Prima
opoi dovrarrivareperchil consenso, getta-
ta la vecchia identit, lo si pu costruire sol-
tanto inbase a unprogramma. (ag)
Fini raduna le cittadelle del
pensiero di destra ma indispone
cattolici e conservatori
La Futurdestra
Alessandra Borghese dice che Roma
sembra Milano. Aristocrats and diplo-
mats non mangiano pi alle nove e trenta
come un tempo. Ma un drink alle otto,
una veloce cena in piedi E poi tutti a
nanna, a leggere. Oppure altrove,
dove ti porta il cuore.
Alta Societ
ANNO XII NUMERO 38 - PAG I IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007
LA VERSIONE DI SARAH
I nuovi fronti dellaragazzapiurticantedAmerica
di Mariarosa Mancuso
S
arah Silverman un gusto acquisi-
to, ha scritto un critico. Come la-
grodolce, che si impara ad apprezzare
da grandi, dopo aver voltato le spalle
alle pi semplici lusinghe dello zuc-
chero. E un caff con troppa caffeina,
che non piace a tutti, scrive un altro
critico. Un collega che lavorava con lei
al Saturday Night Live parl di tran-
quilla depravazione. A vederla, pare
una bambina un po cresciuta, timida e
un tantino goffa, in cerca di approva-
zione e complimenti. Ha i capelli lava-
ti in casa, ogni tanto la chitarra a tra-
colla, le magliette a strati, lo sguardo
innocente. Appena la sentiamo parla-
re, la ragazza d dei punti ai campioni
conosciuti della scorrettezza politica.
Potrebbe gareggiare con Borat, e uscir-
ne con onore (se solo Borat ammettes-
se che le donne possono far ridere vo-
lontariamente, non solo quando si riu-
niscono in un gruppo femminista). Sa-
rah Silverman apre bocca, e arriva la
mitragliata: Sono ebrea. Ma ogni tan-
to porto al collo questa medaglietta di
San Cristoforo. Il mio fidanzato, che
cattolico, me lha regalata accompa-
gnandola con parole molto carine. Ve-
drai, ha detto, se non ti brucer la pel-
le, ti protegger.
Sarah Silverman un gusto acquisi-
to. Lo si capisce anche dal fatto che,
volendo denunciarla per oltraggio, gli
oltraggiati sono sempre pi di uno.
Non come lo scivolone sulla buccia
di banana. Non come una battutac-
cia magari pesante, ma semplice, che
prende di mira una categoria, o una
religione, o unetnia. Borat ha avuto un
sacco di querele zingari, maestre di
galateo, studenti ubriachi, venditori di
auto, abitanti del villaggio che funge
da paesello natio urtando per con le
sue gag una sola suscettibilit alla vol-
ta. La medaglietta di San Cristoforo,
che protegge se non brucia, un dop-
pio salto mortale.
Ogni volta che Sarah Silverman va
sul palco e dice il momento migliore
per restare incinta quando sei una-
dolescente nera non si offendono so-
lo i neri. Quando si lamenta: Vorrei
tanto abortire. Il problema che non
riesco a farmi ingravidare, un paio di
altre categorie vetero e neofemministe
potrebbero partire allattacco. Quando
racconta che l11 settembre stata
una tragedia devastante, una cosa ter-
ribile proprio quel giorno ho sco-
perto che un bicchiere di latte di soia
ha novecento calorie, alla faccia della
soia che vuol dire salute, e io quel lat-
te lho bevuto tutti giorni, e queste co-
se in America dovrebbero essere proi-
bite, la fila degli offesi arriva allan-
golo della strada. Se il monologo sul
latte di soia trova un pubblico compli-
ce, Sarah Big S Silverman alza la-
sticella un altro po: Pensiero positi-
vo! Trasformare un disastro in unop-
portunit. Se lo facessero allAmeri-
can Airlines potrebbero dire che sono
stati i primi a fare rotta sulle Torri Ge-
melle. Se ancora al pubblico rimane
la forza di applaudire, ecco che arriva
la mazzata finale, intraducibile:
When God gives you Aids and God
does give you Aids, by the way make
lemonaids.
Dal primo febbraio scorso la cattiva
ragazza ha uno show tutto suo in onda
su Comedy Central, la stessa rete tele-
visiva di South Park. Ottima colloca-
zione, perch i pestiferi ragazzini in-
ventati da Trey Parker e Matt Stone
condividono con Sarah Silverman il gu-
sto per le funzioni corporali e per le
canzoncine pi o meno oscene. La te-
stimonianza sta su You Tube. Prima
scena: un brunch dove tutti, allegra-
mente e a turno, si lasciano scappare
una sonora scoreggia. Tutti tranne Sa-
rah (nel programma televisivo, come
negli spettacoli dal vivo, e nel film Je-
sus is Magic, attrice e personaggio
coincidono). Mi piacerebbe tanto sa-
perlo fare canticchia, e la scena
passa dal tavolo del brunch a una sco-
gliera con il mare, nella calda luce del
tramonto. Sulla scogliera, Sarah Sil-
verman in abito lungo canta come se
fosse Celine Dion, e spiega i suoi desi-
derata. Vorrei che ogni bambino aves-
se una madre / Vorrei che i ritardati di-
ventassero intelligenti. Questo il
concetto, pi incisivo nelloriginale: "I
wish the retarded were resmarted.
Finch Dio decide di scendere in cam-
po, per dirne quattro allimpertinente
ragazza, e viene accolto con la frase:
Sei lamico nero di Dio?. Alla fine
Dio, che effettivamente ha la pelle ne-
ra, perdona lequivoco e concede la
grazia. Stacco di nuovo sul tavolo della
colazione, dove Sarah Silverman riesce
a fare una scoreggina, appena accen-
nata, ma promettente per il futuro.
In tv la scena prosegue con un in-
contro ancora pi ravvicinato tra il
buon Dio e la cattiva ragazza Sarah Sil-
verman che cerca di sedurlo. E ci rie-
sce. Mentre fanno lamore, si rimette a
cantare: Chi ti ha creato, scimmione
chi ti ha creato? tu, sei stato tu!. Il
resto dello show funziona pi o meno
come Seinfeld o Curb Your Enthu-
siasm, entrambi fortemente centrati
su un attore-personaggio che mette in
scena se stesso e le sue idiosincrasie.
Ciao, sono Sarah Silverman / una co-
me voi / non ho un lavoro / e mia sorel-
la paga laffitto la canzone sui titoli
di testa. La vera sorella di Sarah, Lau-
ra Silverman, recita la parte della so-
rella, che nel primo episodio scambia
sguardi teneri con un poliziotto da fu-
metto. (C poi una terza sorella, anche
lei nel mondo dello spettacolo come
scrittrice, mentre la quarta fa la rabbi-
na femminista. In unintervista su Sla-
te, Sarah Silverman comment che era
praticamente la stessa cosa).
Il padre ignobile di certe battute
ovviamente Lenny Bruce, il pi urti-
cante tra gli stand up comedian. La ce-
lebre battuta di Sarah Silverman
Tutti se la prendono con gli ebrei per-
ch hanno ucciso Ges. Gli ebrei han-
no cercato di scaricare la colpa sui ro-
mani. Io sono tra i pochi convinti che
siano stati i neri ha almeno un pre-
cedente. Quando, tanti anni fa, Lenny
Bruce saliva sul palco e mormorava:
Lho fatto. La mia famiglia lha fatto
Non solo abbiamo ucciso Ges, ma sia-
mo pronti a rifarlo se dovesse tornare.
I neri rimproverano a Sarah Silver-
man di parlare di cose che non sa. Lo-
ro possono dire nigger, lei no. Chris
Rock, o qualcun altro nato nel ghetto, li
pu prendere in giro. Non una signori-
na nata nel New Hampshire, che ha la-
sciato luniversit per fare lattrice. Si
limiti, se vuole, a parlare degli ebrei.
Promettendo e non mantenendo co-
me fa allinizio del Sarah Silverman
Program la full frontal Jew-dity. Si
limiti a parlare delle femmine, e delle
loro vagine (sempre chiamate senza eu-
femismi, e tirate in ballo anche per
scusarsi di non aver dato una mano a
unamica durante il trasloco). Oppure
sbeffeggi le due cose insieme. Se le
mancano argomenti saccheggi la pro-
pria vita privata (gi fatto: Non parlo
mai male del mio fidanzato. Non vorrei
che smettesse di infilare il suo piccolo
pene dentro di me) o racconti dell-
lantidepressivo che prende da quando
era adolescente, lo Zoloft (gi fatto an-
che questo). Alla cattiva ragazza, per,
la satira autogestita e autoriferita sta
molto stretta. E comunque, anche
quando batte i terreni consentiti del
donnesco, i risultati sono devastanti:
Sono contenta che in America la leg-
ge preveda 24 ore di riflessione prima
di un aborto. Laltro giorno, sapete, ero
davvero convinta di voler abortire
poi ho scoperto che avevo solo sete.
Solo una cosa, per sua precisa e insin-
dacabile scelta, non far mai: battute
sulle donne grasse.
Gli asiatici americani si sono infu-
riati perch in una puntata del pro-
gramma di Conan O Brian Sarah Sil-
verman li ha chiamati chinks. Stava
raccontando che lavevano scelta per
una giuria, e cercava di sottrarsi allo
scocciante impegno. Un amico le aveva
suggerito di scrivere sulla scheda di
convocazione qualcosa di non appro-
priato, per esempio odio i musigialli.
Arrivarono messaggi di protesta, lei
cerc di spiegare la battuta, appellan-
dosi al contesto, con miseri risultati.
Quel giorno giur: non far mai pi
lerrore di difendermi. Da allora, era il
2001, divenne una delle eroine della
guerra contro la correttezza politica.
Qualche mese dopo fece diventare lin-
cidente materia da spettacolo, non da
dibattito: Gli asiatici mi hanno accu-
sato di razzismo. Fa molto male. E ter-
ribile per noi ebrei aver perso il con-
trollo dei mezzi di informazione. Per
battute come queste, e per certe uscite
di Sacha Baron Cohen nei suoi vari tra-
vestimenti, e per quel che dicono i
mocciosi di South Park, Sam Ander-
son su Slate ha coniato il termine me-
ta-bigot. Non era al cento per cento un
complimento. Scherzare con gli stereo-
tipi infatti considerato pericoloso:
metti che uno si distrae e ci crede dav-
vero, al fatto che gli ebrei possiedono i
mezzi di informazione?
Joe Franklin intervistatore televi-
sivo con una quarantennale carriera
alle spalle, celebre come Mike Bon-
giorno voleva querelare Sarah Sil-
verman perch nel film The Aristo-
crats viene fatto passare come stupra-
tore di bambine. Bisogna sapere che
The Aristocrats la barzelletta pi
oscena e segreta dAmerica, la storiel-
la che non viene mai raccontata sul
palcoscenico. Gli attori comici se la
palleggiano tra loro nelle cene dopo lo
spettacolo. Ne esistono decine di ver-
sioni, una pi tremenda dellaltra, per-
ch linizio e la fine sono fissi, mentre
la parte centrale affidata alla fanta-
sia dei singoli. Nella parte fissa, a un
impresario viene proposto un numero
di variet, dove lavora una famiglia in-
tera. Limpresario dice che non lo vuo-
le, che sono spettacoli noiosi, il propo-
nente e padre di famiglia illustra il nu-
mero: unammucchiata alla De Sade
con padre, madre, figlio, figlia, qualche
volta anche la nonna. Alla fine lim-
presario chiede E come vi fate chia-
mare? Gli aristocratici, risponde il
padre di famiglia. Ovviamente, pi le
oscenit sono tremende, pi si ride al-
la battuta finale.
Il film The Aristocrats faceva ap-
punto raccontare la barzelletta a una
quarantina di attori comici (alcuni la
tirano in lungo per una decina di mi-
nuti, e altre versioni di mostruosa lun-
ghezza e agghiacciante scurrilit sono
sul sito apposito) Quando tocca a lei,
Sarah Silverman racconta la barzellet-
ta con il tono di chi sta faticosamente
ricuperando brandelli di una memoria
infantile, rimossa perch troppo tragi-
ca, e tornata alla luce grazie a lunghe
sedute di psicoanalisi. Poi fa una pau-
sa e guarda in macchina: Joe Franklin
mi ha stuprata (seguono dettagli, an-
che sul divanetto). Qualche mese fa su
Vanity Fair, Christopher Hitchens uno
che ovviamente non conosce Sarah Sil-
verman aveva scritto un lungo articolo
intitolato Why Women Arent Funny?,
illustrato con la foto di una megera im-
bronciata. Sosteneva pi o meno che le
donne mancano di senso dellumorismo
perch la natura le ha chiamate a com-
piti pi elevati, come allevare i figli. Se
le donne non sono divertenti, perch
lattrice comica del momento, oltre che
la pi controversa, una donna?, tito-
la invece lObserver. E linsistenza con
cui larticolo parla di splendidi denti e
lunghi capelli lascia capire che per,
sotto sotto, se una donna fa ridere ci
aspettiamo almeno che sia bruttarella.
Sarah Silverman, che che molto bella,
sa di esserlo, ed una campionessa
quando si tratta di girare i coltelli nelle
piaghe, ha risolto cos la questione tra
lei e i maschi: Ho un bel collo. Ne vado
molto fiera. E una delle tante cose che
mi piacciono di me. Un collo lungo, da
cigno. Misura 15 centimetri, a riposo.
Ogni volta che parla urta pi
di una suscettibilit alla volta:
neri, ebrei, cattolici, donne in
gravidanza, abortisti e antiabortisti
A Sarah la satira autoriferita
sta molto stretta. Ha tirato in ballo
l11 settembre, gli asiatici,
addirittura Dio in persona
Ora che ha uno show tutto suo
Sarah Silverman, incredibile talento
comico, d molti punti ai campioni
della scorrettezza politica
Scherzare con gli stereotipi
considerato pericoloso: metti che
uno si distrae e ci crede davvero?
Ma lei ci gioca pesantemente
U
na verit molto comoda. Questo
dovrebbe essere il nuovo titolo
delleco-docu-film di Al Gore Una ve-
rit scomoda, due ore di allarme sulla
sorte della Terra secondo Sarah Sil-
verman, la ragazza americana che con-
tende a Sacha Baron Cohen il primo
posto tra i comici politicamente scor-
retti. I governanti europei, da Jacques
Chirac a Tony Blair, considerano ormai
lambientalismo la pi onorevole delle
pensioni? Sarah ridacchia e si schiera
accanto al presidente della Repubblica
Ceca Vaclav Klaus, uno che definisce
falso mito il riscaldamento globale e
poco sano di mente chi dice: Stiamo
rovinando il pianeta. Silverman ha
preso il film di Al Gore, con tutti i suoi
pannelli esplicativi, voci fuori campo e
immagini di acque che sommergono
citt e campi. Lha riscritto, tagliato e ri-
montato in un video per la tv. Si fatta
riprendere appesa a un filo mentre in-
dica con una bacchetta su una lavagna
la curva del riscaldamento globale (Go-
re, con indubbio protagonismo, nel film
spesso in piedi, accanto a un grafico,
issato su un piccolo montacarichi).
Molti ancora non lo sanno, dice Sa-
rah la ragazzaccia, con tono da diparti-
mento scuola-educazione, mentre scor-
rono le immagini di pareti di ghiaccio
in liquefazione, ma presto sar final-
mente possibile scalare lEverest. Se-
gue pubblicit progresso con coppia
che passeggia in un bosco a 8.000 metri.
Presto, con il tepore continua Sarah
i morti si risveglieranno ma niente
paura saranno zombie allegri. Fac-
ciamo un calcolo, propone: Nel 1996
spendevo ben 386 dollari a stagione
per i maglioni di lana. B, entro il 2016
spender meno della met. Ecco per-
ch, dice Sarah, bisogna accelerare il
processo di global conforteboling
(che potrebbe suonare, coniando un
neologismo, incomodamento globale:
Ma c bisogno del tuo aiuto, lesor-
tazione di Silverman. Lascia accese le
luci, investi i ciclisti in modo che si de-
cidano a riprendere la macchina, e mi
raccomando: spruzza lacca. Tanta, tan-
tissima lacca nel cielo blu.
Marianna Rizzini
Silverman contro Gore
Sarah Silverman
D
a una parte il Vermont, il primo stato ne-
gli Usa a riconoscere nel 2000 le unioni
tra persone dello stesso sesso. Dallaltro la
Virginia, lostatopiintransigentecontroi di-
ritti dei gay. Da una parte Lisa, madre di una
bimba avuta dopo uninseminazione artifi-
ciale e dallaltra Janet, lex compagna lesbi-
ca che ha desiderato quella figlia e parteci-
pato alla sua crescita. Da una parte il diritto
di Lisa, madrebiologica, edallaltroquellodi
Janet, che si sente madre quanto la sua ex.
Da una parte gli attivisti e i migliori avvocati
per i diritti civili dei gay, dallaltra lAmerica
piconservatrice e cattolica che nonvuole il
riconoscimento delle coppie di fatto. Da una
partelabattagliadegli omosessuali controle
discrimazioni, dallaltra la famiglia tradizio-
nale. In mezzo Isabel, 4 anni e mezzo, che
aspetta di sapere se ha due mamme o ne ha
solounaequalesaril suofuturo. Il casoche
sta appassionando gli Stati Uniti stato ri-
battezzato, comedabitudinenelleauledi tri-
bunaleamericane, Miller-Jenkins versus Mil-
ler-Jenkins. LisacontroJanet. Lesbicacontro
lesbica. Virginia contro Vermont.
Lisa, 28 anni, e Janet, 32, due vite trava-
gliate alle spalle, problemi di alcolismo da
una parte e una separazione dallaltra, si in-
namorano. Le due, residenti inVirginia, van-
no a vivere insieme. E il 1997. Dopo tre anni
ratificano la loro storia damore conununio-
ne civile. Il primo luglio del 2000 il Vermont
approvalaprimaleggechericonosceleunio-
ni omosessuali negli Stati Uniti e le due gio-
vani si concedonounabrevevacanzainquel-
lo stato e coronano legalmente il loro sogno
damore. A inizio 2001 decidono di avere un
figlio. Lisa si fa inseminare da un donatore i
cui tratti fisici somiglianoaquelli di Janet, la
compagna. Ad agosto Lisa incinta. Dopo
una gravidanza travagliata, il 16 aprile 2002
nasce Isabel. Lisa e Janet la crescono con
amore e quando la piccola ha 4 mesi decido-
no di trasferirsi in Vermont, in modo da ave-
re tutela legale e vivere nel luogo che ha ri-
conosciuto la loro condizione. Poco dopo,
per, il rapporto fra le due lesbiche si incri-
na. Efinisconointribunale. Isabel haduean-
ni quando la sua mamma biologica chiede
lannullamento dellunione civile. Lisa vuole
che lex compagna, Janet, abbia contatti re-
golari con la bambina, ma non che sia consi-
derata anche per la legge un genitore, te-
nuto conto che Janet si sarebbe rifiutata di
adottarlaquandopoteva. Nonvuoleinsomma
un processo sulla custodia della bambina.
Lavvocato sbagliato
E aquestopuntocheil casocominciaadi-
ventare una battaglia culturale e politica, ol-
tre che giudiziaria. Lisa sbaglia la scelta del
suo avvocato. Si affida a Deborah Lashman,
arcinota per le sue battaglie pro-gay. La La-
shman, anche lei lesbica, nel 1993 era riusci-
ta a strappare alla Corte suprema del Ver-
mont una sentenza che le riconosceva lado-
zione della figlia avuta con la sua ex compa-
gna, pur non essendo lei la madre biologica
della piccola. Di fronte a questo nuovo con-
tenzioso, inunostranogiocodi immedesima-
zione, laLashmanfinisceper favorirelacon-
troparte. In aula trasforma il caso di Lisa e
Janet in una riedizione del caso giudiziario
del 93 e nonostante sia ora la legale della
madrebiologicadi Isabel ribaltalecartein
tavola e trasforma la vicenda sullannulla-
mento di ununione civile in un caso di cu-
stodia, con lobiettivo di stabilire chi sia la
madre di Isabel, facendo cos il gioco di Ja-
net. Lisa non ci sta e lavvocato Lashman la-
scia, ma troppo tardi: il caso, in aula, ha or-
mai preso tutta unaltra piega. Sulla vicenda,
inaiutodi Lisa, si buttanogli attivisti per i di-
ritti della famiglia tradizionale, in prima li-
nea Steve Cable, presidente e fondatore di
Vermont Renewal. La vicenda comincia a in-
trigarsi nei cavilli della legge del Vermont,
che secondo gli avvocati anti-gay di Lisa non
contiene standard adeguati per stabilire la
parentela dei tre soggetti coinvolti. Ma il giu-
diceinterpretadiversamentelalegge, conce-
pita, secondo lui, proprio per equiparare le
unioni civili ai matrimoni. Stabiliscecos che
Janet possavedereIsabel nei weekendepor-
tarla con s almeno una settimana al mese
nella sua casa inVermont. Sulla custodia de-
cider in seguito. Intanto Isabel e la sua
mammasonotornateavivereinVirginiaela
questione si fa sempre pi complicata. La
Virginia, il primo luglio 2004, ha proibito
unioni civili o altri contratti tra persone del-
lo stesso sesso che pretendano di concedere
a coppie gay i privilegi e gli obblighi del ma-
trimonio. La questione diventata anche po-
litica. La Virginia rivendica il diritto a occu-
parsi del caso e di non poter considerare co-
me forzosa qualsiasi decisione presa da una
cortedel Vermont. Dallaltraparteil Vermont
non intende cedere la propria giurisdizione,
specie verso uno stato che si oppone alle
unioni civili. La disputa ora coinvolge due
stati, duegiurisdizioni, duedifferenti univer-
si evalori di riferimento, duepersone, Lisae
Janet, e una bambina di 4 anni e mezzo.
Ad aprile ci sar lappello sulla decisione
del giudice del Vermont e Lisa pensa seria-
mente di rivolgersi alla Corte suprema degli
Stati Uniti sei suoi diritti di madre, unicama-
dre, non verranno stabiliti. Intanto tra batta-
glie legali e valori supremi, le vite delle due
protagonistehannosubtounasvolta: Lisaha
scoperto come sostiene di non essere pi
lesbica e di avere solo attraversato un perio-
do di confusione. Ainfluire sulla sua virata,
il riavvicinamento al mondo cattolico e so-
prattuttolaletturadi unlibro, untestocheha
fatto infuriare attivisti gay, terapisti e liberal
americani, il cui titolo inequivocabile: Ri-
pristinarelidentitsessuale. Speranzaper le
donne che combattono lattrazione verso lo
stesso sesso, di Anne e John Paulk, coppia
conservatrice e cristiana divenuta un simbo-
lo negli Usa per le campagne avviate negli
anni 90 per convincere i gay a tornare alla
normalit. Janet invecehaunanuovacom-
pagna e aspetta che la sua vecchia unione ci-
vile venga annullata per poter prendere un
nuovo impegno legale con lattuale partner.
Gaia Cesare
Roma. Ingerenza indebita, iniziativa in
contrasto con linsegnamento di Giovanni
XXIII e di Giovanni Paolo II, negazione del-
la libert di coscienza, rifiuto di accettare
e comprendere umani desideri, politicizza-
zione del proprio magistero, ricatto verso i
parlamentari cattolici, richiamati a unob-
bedienza dal sapore ottocentesco: queste le
accuse rivolte da una serie di esponenti del
cattolicesimo democratico ai vescovi italia-
ni, dopo lannuncio di una futura nota vin-
colante della Conferenza episcopale sulla
questione delle coppie di fatto. Il cardina-
le Camillo Ruini, ha dichiarato a Repub-
blica lo storico Giuseppe Alberigo, ha un
problema di vocazione mancata, avrebbe
voluto essere segretario di partito invece di
fare il presidente della Cei, mentre il co-
stituzionalista Leopoldo Elia si duole che
la chiesa italiana rifiuti di europeizzarsi
e che lavori per conservare unanacronisti-
ca eccezione italiana.
Il richiamo del Papa e dei vescovi, e le
sue particolari modalit, sono invece, a giu-
dizio del professor Francesco Botturi, do-
cente di Filosofia morale alla Cattolica di
Milano, segno che la chiesa valuta la que-
stionemoraleingiococomemoltorilevante.
Eliasottolineachenemmenoai tempi del di-
vorzio e dellaborto sono stati usati toni cos
severi, ma trascura che la chiesa risponde a
una logica di realt, quando ritiene di dover
segnalare che sono in gioco le fonti dellesi-
stenza umana, non la forma ma la matrice
stessa della vita. Anche lo storico della
chiesa GianMaria Vianvede nella posizione
dei vescovi una semplice assunzione di re-
sponsabilit. La Cei ha tutto il diritto di fare
chiarezza suuntema che pesa sul piano del-
la vita sociale, e di scegliere il modo per se-
gnalare la propria preoccupazione. Se inter-
venire nella vita sociale segnalando un gra-
ve problema morale significa far politica, i
vescovi hanno tutto il diritto di farla.
Secondo il sociologo delle religioni Massi-
moIntrovigne, gli argomenti dellapolemica
contro la Cei rivelano quanto sia duro a mo-
rire unvecchio equivoco, riassunto dallidea
che se i cattolici possono scegliere di nondi-
vorziare, di non abortire, di non ricorrere ai
Dico, devono lasciare che i non credenti agi-
scano come vogliono. La chiesa ha diritto a
intervenire nonsolo sul piano dei temi della
fede, ma anche su quello dei temi morali.
Campo incui ha una bimillenaria tradizione
di interpretazione del diritto naturale e del-
le regole comuni della societ. Niente di
scandaloso se richiama al rigore i cattolici e
invita alla convergenza chi non lo . Anche
Marta Sordi, storica del mondo antico, sotto-
linea che quello della Cei un doveroso ri-
chiamo alla legge naturale, che era chiaris-
sima anche ai pagani. Chi critica la presunta
ingerenza della chiesa perch dovrebbe ba-
stare, ai credenti, non fare quello che consi-
derano illecito, nontiene conto del fatto che,
in democrazia ognuno vota secondo la pro-
pria coscienza, non secondo quella altrui.
Il filosofo della politica Vittorio Possenti
considera positivamente liniziativa dei ve-
scovi e trova pretestuose le critiche di inva-
sione di campo loro rivolte, perch la Cei
altro non fa che riportare in primo piano il
vero compito della legge civile, che non
quello di riconoscere a tutti i desideri la fa-
colt di diventare diritti. Compito della leg-
ge civile di indirizzare i comportamenti, e
come si fa a negare alla chiesa la facolt di
richiamare allesistenza del diritto naturale,
e cio di qualcosa che non a disposizione
delle maggioranze parlamentari e dei desi-
deri dei singoli?.
La storica Lucetta Scaraffia, vicepresi-
dente dellassociazione Scienza e Vita, con-
testa a sua volta laccusa di ingerenza inde-
bitanellapoliticaitalianarivoltaallachiesa.
Il tema della famiglia, del suo assetto, del
suo senso, ha a che fare conlidea delluomo
e non si pu pretendere che la chiesa faccia
finta di nulla di fronte a unaggressione alli-
dea stessa di matrimonio. Il matrimonio che
la chiesa vuole difendere ha radici profonde
nelle tradizioni religiose europee, che si ri-
specchiano, inuncerto senso, anche inquel-
lo civile, il quale riconosce diritti e doveri di
una coppia di non credenti. Si chiama inge-
renza quello che inrealt unavvertimento:
attenzione, quello che si sta proponendo non
un ampliamento della libert ma un attac-
co alla cultura su cui si basa la convivenza
nellanostrasociet. Eil sociologoLucaDio-
tallevi, che a ottobre, al convegno ecclesiale
di Verona, stato relatore sul tema della cit-
tadinanza si stupisce perch dopo che per
tanto tempo si polemizzato con la chiesa
perch parlava della fede e non della vita,
ora che parla della vita, e si oppone alla re-
lativizzazione dellistituto familiare, accu-
sata di voler imporre il proprio orientamen-
to, contro la libert di coscienza. Penso inve-
ce che il pronunciamento del magistero aiu-
ti e non limiti la libert di coscienza.
P
ossumus, eccome, impegnandoci un po-
chino possiamo anche fare leggi meno
stupidinedi quelleche, sullafamigliaealtro,
sfornaquestaspeciedi governo. Mapossiamo
moltodi pi, guai arinunciarealleoccasioni.
PioIXfeceper viltadeil granrifiuto, benpi
gravidodi conseguenzedi quellodi Celestino
V; se avesse osato assumere la guida spiri-
tuale del Risorgimento quante durezze e pa-
triottiche scemenze ci sarebbero state ri-
sparmiate. Altro che chiudersi in Vaticano e
proclamarsi infallibile, per poi uscirsene a
braccetto del Duce. Possiamo eccome, noi
ammiratori di Cristoedi Maria; possiamo, ad
esempio, leggere il Vangelo senza nascon-
derci dietro il dogma, perch non c niente
da nascondere, quanto da esserne fieri. C
da rallegrarsi che nel Vangelo si configurino
miti audaci come quello della fecondazione
di Maria, figlia di suo figlio, unmito che da
par suo sfida ogni lettura volgare dincesto e
di adulterio. Perch questo il compito del
mito: esigere e provocare letture sempre pi
ardite. Se coperto dal segreto di stato e trin-
ceratonegli omissis, il mitosi accartoccianel-
lavergognariducendosi atab, minacciosoe
losco, dedito al controllo delle nascite: non
pi figli, non pi pensieri.
Il Santo Padre si preoccupa per la fami-
glia? Perch mai, se matrimonio e famiglia
sono indistruttibili? Essi non si riducono a
una natura, a una contronatura o a una cele-
brazione, ma sono sempre in atto, poich
nessuno per quanto fifone rinuncia in cuor
suo a scommettere sullincontro, ed il ma-
trimonio; mentre il pensiero, uno almeno,
perfora anche il piimpermeabile dei crani,
ed la famiglia. Questa la buona novella
che lAngelo porta a Maria e a noi tutti: ma-
trimonio e famiglia non sono in bala delle
leggi dellacivitas, masi celebranoinalti cie-
li e rispondono a Dio e al cuore. Non istitu-
zioni naturali madivine, per quantosi cerchi
di negarle e umiliarle non muoiono. Questo
il mito che trovo nella mia lettura evangeli-
ca, mito che invano il concilio di Efeso tent
di mummificare in dogma. Mito da interro-
gare incessantemente senza timore: se con-
segnato allincuria il mito sinquadra nella
sterile mitologia.
Possiamo, dobbiamo, proseguire nella ri-
cerca; se ci si ferma, se si pensa che le cose
stiano in un certo modo e per sempre, Dio
muore, ma prima di lui muore lio. Sventu-
rato chi crede di sapere, chi sosta per timo-
re di andare a pezzi, o per guardare cosa
laltro fa, per invidiarlo, castigarlo. Meravi-
glioso il mito di Maria: fecondata dal Verbo
dellAngelo, colma di Spirito Santo, Maria
nasce allesistenza. Nasce alla libert in
una solitudine assoluta, non pi sottomessa
allaleggeebraica, allapotestmaritale. An-
cor prima di Cristo, Maria va oltre ogni reli-
gione poich concepisce il figlio, il Messia,
il pensiero nellincessante fertile fluire. E
con quanta umilt compie questo passo
inaudito! Con codesta forza educher il suo
bambino, che sgambetter da par suo. Che
Giuseppe lasci per i secoli la scena alla mo-
glie apprezzandone laudacia, dice della ge-
nerositdi questuomo, del suomatrimonio.
Anchegli, in sogno racconta Matteo, fu visi-
tato dallAngelo: il s allAngelo, che altri
pi prosaicamente chiamano inconscio. Al-
la sua legge dolce ubbidire.
Che poi tocchi a un povero diavolo come
me ricordare certe cose, rientra nella tradi-
zione. La proseguo con una solenne invoca-
zione: Signori Vescovi e Papi, con una fami-
glia originaria come quella cristiana, non
possiamo soffermarci su quisquilie come i
Dicoosimilia. Occorreesseredegni di Maria
e abbandonare ogni presunto sapere inol-
trandoci con amore e attenzione nella pro-
pria notte oscura, ove Betlemme Getsema-
ni e Getsemani Betlemme. Senza la pretesa
di dissipare il mistero ma incrementandolo,
che di esso ci si nutre. Lasciamo a Rousseau
e alla New Age lidea di una famiglia natu-
rale un idilliaco quadretto di decerebrati
capace solo di provocare gli insulti dei poe-
ti. Puntiamo alla famiglia darte.
Umberto Silva
I cattolici che, in coscienza, preferiscono stare coi vescovi
Italia 1977, quando il compagno Aldo Tortorella difendeva la famiglia
tro. Per con tanto altro 77 dentro, oltre La-
ma e Cossiga e autonomi e affini. Famiglia,
appunto, sesso, femminismo, cinema, fumet-
tiTutte cose che, poi, si tengono. Einfatti il
dibattito tra le femministe (Lorgasmo,
devessere vaginale o clitorideo? Il maschio
sostituibile in natura? Esoprattutto, la pe-
netrazione unsopruso fascista?, riassume
Cappellini) scivola man mano nel dibattito
sulla coppia, e dalla coppia alla famiglia il
passo, pureallora, erabreve(nontantocome
adesso, ma breve). Una parte del movimento
femminista pi radicale teorizzava la sepa-
razione tra uomo e donna, il rapporto omo-
sessuale, orgasmo clitorideo s, orgasmo va-
ginale no. Del resto, era gi uscito Porci con
le ali, dove sesso e rapporti personali ave-
vano la meglio sulle dispute ideologiche. Co-
s cheinquel caotico77 unconfrontosi apre
nella pagina delle lettere di Lotta continua.
Titolo della missiva: Esiste un modo comu-
nista di volersi bene?, autori Daniela e
Gioacchino, che bene illustra come una cosa
sialateoriaeunaltralapratica, inogni cam-
po. Ma ecco che dopo un po i bei discorsi
vanno a fare in culo (la coppia libera, la cre-
scita insieme eccetera). Ci si costruisce uni-
soletta privata e guai a chi ci mette piede. Si
sta ogni giorno insieme, poi ogni ora, sempre
di pi!!! Epoi si finisce che se lei/lui guarda
unaltro/a vuol dire che nonha capito niente,
che una stronza/o. Cera anche questo,
quellanno. EmentreTortorellaergevacome
barriera lantica morale del Pci, un cantau-
tore simbolo del 77, Gianfranco Manfredi,
cantava: Matrimonio religioso/ com bello
esser sposo/ la famiglia come un campo/
molto spesso uncamposanto. Esinteneriva
Ricky Gianco, C Antonietta che mi ama e
che mi aspetta, pur in un disco dal titolo
Compagno s, compagno no, compagno un
cazzo. Perch tutto sincasina, nel dilemma
traamoreliberoeinnamoramentoborghese.
C il giornalista compagno del Corriere del-
la Sera che rende pubblici i suoi tormenti
esistenzial-sentimentali, dopo una storia con
la moglie di un compagno, che lascia la mo-
glie per unaltra compagna, a sua volta il
compagno giornalista lascia sua moglie per
la compagna ex moglie del compagno che ha
trovato una nuova compagna Chiaro che
nonse ne viene a capo. Tutto si rivoluziona e
tutto resta identico. Al raduno del proleta-
riato giovanile di Parco Lambro, i compagni
cazzuti danno lassalto agli stand del Fuori,
mentre su Linus, Mariapia denuncia: Molti
compagni identificano la liberalizzazione
sessuale con la puttanizzazione del rappor-
to. Ma i sentimenti (o almeno gli ormoni) co-
minciano ad avere la meglio sullideologia.
Se il pene penetra e la vagina riceve, che
male c?, sinterroga la psicanalista jun-
ghiana Silvia Montefoschi. Le pigiovani po-
st femministe ironizzano divertite: Mi piac-
ciono gli uomini perch sono belli, mi piac-
ciono quelli moretti ci faccio gli urletti, quel-
li con lerre moscia allargo la coscia, quelli
avviliti gli levo i vestiti, quelli impiegatizi mi
tolgo gli sfizi, con gli indiani mi lavo poi le
mani. Ombra di anni Ottanta allorizzonte.
Mentre da Botteghe Oscure, sullitalica fami-
glia, vigilava il compagno Tortorella. (sdm)
V
isto che tutti ne parlano, magari pu es-
sereutilesaperechetutti nehannosem-
pre parlato. Della famiglia. Non da oggi ap-
passiona largomento. Potrebbe perci sor-
prendere rileggere un Aldo Tortorella au-
torevolissimo dirigente Pci del 1977, anno
di grandi disordini di ogni tipo. Che di fron-
te al casino montante del gruppettarismo, di-
ce parole che troverebbero la compiaciuta
approvazione persino di Benedetto XVI: In
una societ come la nostra, profondamente
ostile alle masse lavoratrici, specie le pidi-
seredate, la famiglia, anche tradizionalmen-
te intesa, rappresenta lunico rifugio, lestre-
ma difesa, un luogo di compensazione inso-
stituibile, insomma per una grossa parte del-
la popolazione italiana costituisce un valore
profondamente sentito. La pregevole sorti-
ta tortorelliana, insieme a centinaia di altre
curiosit tra il modernariato e lantropolo-
gia possibilerintracciarlanel librodi Ste-
fano Cappellini, Rose e pistole (Sper-
ling&Kupfer, 14 euro), unlibro sul 77, foto di
Tano DAmico. Un altro libro sul 77? Un al-
Lappello dei gay duri e puri: Abbiamo diritto al matrimonio
danteedessenzialeper il pienosviluppodel-
la persona e, in quanto tale, garantito dagli
articoli 2 e 3 della Costituzione italiana.
Il provvedimento governativo prevede in-
vece il riconoscimento di alcuni limitati di-
ritti alle persone che abbiano deciso di co-
stituire ununione di fatto, ma non esaurisce
la discriminazione in atto nel nostro Paese
in ragione del sesso e dellorientamento ses-
suale dei componenti la coppia, restando in
ogni caso precluso laccesso allistituto del
matrimonio civile per la coppia omosessua-
le e disponendo di conseguenza una sostan-
ziale e inammissibile diversit di accesso al
diritto legata alla condizione della persona,
cosa che costituisce un vulnus inammissibi-
le verso i Principi Fondamentali della no-
stra Costituzione.
Noi invece siamo profondamente con-
vinti che a tutti i cittadini e a tutte le citta-
dine deve essere garantita parit e ugua-
glianza e pertanto anche il diritto di regi-
strare a tutti gli effetti le loro unioni, indi-
pendentemente dal loro sesso e dal loro
orientamento sessuale.
Occorre affermare che il matrimonio civi-
le un istituto giuridico non sostituibile, n
vicariabile da altri, e che solo con laccesso
anche delle coppie dello stesso sesso a tale
istituto rispettato e pienamente applicato
il principio fondamentale di eguaglianza e
pari dignit sociale di tutti i cittadini sancito
dalla nostra Costituzione.
Il riconoscimento della coppia di fatto, il
diritto al matrimonio civile indipendente-
mente dal sesso dei coniugi e senza alcuna
compressione dei diritti di genitorialit e
adozione, pu e deve essere garantito da una
legislazione analoga a quelle della Spagna,
del Belgio, dei Paesi Bassi e del Canada. La
disciplina normativa dovr riferirsi ai com-
ponenti del nucleo familiare con il termine
coniugi, assicurare parit di trattamento a
tutte le coppie indipendentemente dal sesso
dei coniugi e riformare le leggi laddove esi-
stono esplicite forme discriminatorie (ad
esempio la legge 40/2004 sulla fecondazione
assistita), cos come previsto dalla Proposta
di Legge n. 1244 (XV Legislatura: primo fir-
matario Daniele Capezzone).
Facciamo appello per una affermazione
comune di libert a tutti coloro che condivi-
dono aspirazioni inclusive, laiche, fondate
sulla parit dei diritti, proprie dellEuropa
che vogliamo e che gi esiste, di unEuropa
in cui il diritto costituisce lorizzonte di ci-
vilt dei singoli, delle comunit e delle Isti-
tuzioni che li rappresentano, contro il pre-
giudizio, lesclusione e contro la discrimina-
zione, che lart. II 81 della Carta dei diritti
fondamentali dellUnione Europea vieta in
qualsiasi forma, compresa quella fondata
sullorientamento sessuale.
Sergio Rovasio, segretario generale del
gruppo parlamentare Rosa nel Pugno - Roma
Aldo Brancacci, professore ordinario
dellUniversit di Tor Vergata - Roma
Gigliola Toniollo, Cgil Nuovi Diritti
della Direzione di Radicali Italiani - Roma
Stefano Fabeni, Director Lesbian, Gay, Bi-
sexual, Transgender and Intersex
Initiative Global Rights, Washington - Usa
Pubblichiamo il testo dellappello a fa-
vore dei matrimoni omosessuali promos-
so da www.matrimoniodirittogay.it
N
oi sottoscritti, consapevoli dellimpor-
tanza che i valori e i principi fondamen-
tali di uguaglianza e pari dignit sociale san-
citi dalla nostra Costituzione hanno per il li-
bero e pieno sviluppo della persona, ritenia-
mo che il provvedimento del Governo inma-
teria di Unioni Civili non esprima una posi-
zione laica e di respiro europeo e soprattut-
to non sia compatibile con il nostro dettato
costituzionale.
I diritti di cui questionesonoevocati eri-
vendicati come palliativi di situazioni limite,
in altre parole come meri rimedi giuridici
nellemergenza o come strumenti di pura ge-
stionepatrimoniale(assistenzaai detenuti, ai
malati e ai morenti; subentro in affitto di ca-
se, eredit), rimedi peraltro in parte gi esi-
stenti nel nostroordinamento: al contrario, il
diritto a realizzare un Progetto di Vita comu-
ne, matrimonialeofamiliare, elementofon-
Leugenetica non uninvenzione nazista, purtroppo nasce nella scienza
zionalisti, dalle previsioni di Canguilhemal-
le denunce di Sicard, invece di bollarle a
priori ed ascoltare soltanto le voci degli
scienziati che piacciono. Sarebbe ancor pi
saggio non impartire come lezione quel che
non si sa, o si sa a rovescio. Per Mancina il
termineeugenetica indissolubilmentele-
gato ai progetti di miglioramento della razza
dei nazisti e perfino, come si recentemen-
tescoperto[sic!], ancheinanni nontantolon-
tani da alcuni paesi democratici.
Forse non si nemici della scienza ma di
certo non se ne sa nulla se la si concepisce
come unattivit eterea, estranea alla realt
della storia. Leugenetica non uninvenzio-
ne nazista ma qualcosa che nasce nella
scienza e come progetto scientifico. Leuge-
netica ha radici nellilluminismo. Colui che
ha introdotto i principi di sanit della razza
ed ha creato il primo laboratorio di euge-
netica nazionale uno scienziato inglese:
Francis Galton. Leugenetica significa scien-
ziati come Karl Pearson(fondatore della sta-
tistica moderna), Alfred Ploetz, Eugen Fi-
scher e Corrado Gini. Alcuni dei quali si so-
no ritratti di fronte al dispiegamento pratico
delle loro teorie allinterno delle stragi di
massa hitleriane, altri lhanno salutato con
entusiasmo, come Pearson, o visto con sim-
patia, come Gini, altri vi hanno collaborato
attivamente. Inoltre, leugenetica un pro-
gramma inconsistente sul piano delloggetti-
vit scientifica, malgrado sia stato pensato e
sviluppato da menti scientifiche di primo
piano. Difendere la scienza non propinare
retorica scientista, bens sottolineare questi
aspetti delleugenetica. Altrimenti, essa con-
tinuer a riproporsi sotto mentite spoglie e
a inquinare nonsolo la vita degli uomini, ma
la scienza stessa.
Circa la possibilit di contenere la nuova
eugenetica, Gregory Katz-Bnichouha mani-
festato pessimismo per il convergere di cin-
que attori: lindustria biotech, le cliniche
ostetriche, i genitori che sognano il figlio sa-
no, gli assicuratori e i ginecologi pressati da
ogni lato. Ed vano pensare che si possa fre-
nare questo andazzo sul piano legislativo,
salvo alcuni eccessi macroscopici. Ma occor-
re avere fiducia nelle persone. La storia ci
insegnachetalvoltasi tornapersinoindietro.
Una trentina di anni fa, lallattamento artifi-
ciale era considerato come unirreversibile
conquista di libert della donna. Chi tentava
di metterlo in discussione veniva bollato co-
me un oscurantista. Oggi questa conquista
franata e tutti convengono che la vera con-
quista il ritorno allallattamento naturale.
Occorre suscitare una coscienza precisa dei
rischi attuali soprattuttonei genitori enei gi-
necologi. In questa direzione, gli scienziati
come Sicard possono giocare un ruolo deci-
sivo. La questione non facile, ma cruciale,
diffondere informazione e consapevolezza
circa la debolezza delle basi scientifiche di
certe pratiche attuali, in particolare dei test
genetici; dietro le quali vi soltanto ideolo-
gia, unideologia che va indirezione opposta
al principio (scientificamente fondato) e
che patrocinato anche dallUnesco che
luomo nonpu essere ridotto alle sue carat-
teristiche cromosomiche.
Con tutto il rispetto per la scienza biome-
dica, esiste in questo campo una deprecabi-
le tendenza a fare un pessimo uso dei meto-
di statistici e probabilistici. Inparticolare, si
tende a presentare come fattori di rischio
quantitativamente determinati, delle sem-
plici percentuali, non si sa come ricavate,
dietro le quali non si intravede alcuna seria
tecnica di campionamento. Quando si spin-
gono delle adolescenti alla mastectomia a
fronte di test genetici che indicano un fatto-
re di rischio di contrarre il cancro alla mam-
mella del 30 per cento, occorre chiedersi co-
me sia stata determinata questa cifra. Se
trattasi di una semplice percentuale di casi
noti eseguiti (checomunquenonpossonoes-
serechepochi), indurreaunasceltacos gra-
ve su tali basi irresponsabile. Occorrereb-
be inoltre sapere qual lo scarto di errore.
Se esso elevato (come vi serio motivo di
credere) la determinazione della soglia di ri-
schio, che comunque altamente soggettiva,
sconfina nellarbitrariet. Perch 30 e non40
o 50? La terza considerazione che tali test
stabiliscono soltanto una correlazione a
tanti casi di cancro sono associati tanti casi
di difetto genetico e non un rapporto di
causa-effetto; e questo anche restando allin-
terno di un modo di ragionare in cui i geni
determinanotutto. Mapur prescindendodal-
la considerazione ovvia che, nel corso della
nostra vita, intervengono i fattori pi dispa-
rati e a priori indeterminabili posso am-
malarmi per infiniti motivi, materiali o psi-
cologici, per depressione o cattiva alimenta-
zione lascienzamostrainmodosemprepi
evidente il peso enorme che hanno i fattori
epigenetici nella struttura e nella vita del-
lorganismo. Il paradigma del tutto gene-
tico non ha alcuna base scientifica consi-
stente. E unideologia che guarda alle per-
sone come macchine, come potenziali mac-
chine malate e mira a trasformare la medi-
cina da pratica che si occupa delle perso-
ne a una fisico-chimica dei corpi. Questo
s che unregresso antiumano oltre che una
riduzione della biomedicina a una tecnica
che scalpita per ottenere risultati pratici
senza curarsi delle basi scientifiche del pro-
prio procedere. Occorre avere fiducia che
una conoscenza sempre pi precisa di quel
che sta accadendo renda le persone capaci
di respingere una deriva che tende a conce-
pirle esclusivamente come macchine poten-
zialmente malate. Questa unopera di ra-
zionalit in cui sono impegnate tante perso-
ne, e in particolare molti scienziati, e nella
quale questo giornale ha esercitato ed eser-
cita un ruolo importante. Altro che demo-
nizzazione della scienza.
Giorgio Israel
E
allora perch nonsognare una caccia ai
geni eterodossi, uninquisizione geneti-
ca? E, nellattesa, perch non privare i geni-
tori sospetti della libert di seminare senza
limiti? Questi sogni, lo sappiamo, per alcuni
biologi non sono soltanto dei sogni. Ma so-
gnandoquesti sogni, si entrainunaltromon-
do, limitrofo del migliore dei mondi di Al-
dous Huxley, dal quale sono stati eliminati
gli individui malati, le loro malattie singola-
ri, e i loro medici. Ci si rappresenta la vita di
unapopolazionenaturalecomeunsaccodel-
la tombola, cui sono preposti dei funzionari
delegati dalla scienza della vita, i quali sono
incaricati di verificare la regolarit dei nu-
meri che esso contiene, prima che sia per-
messo ai giocatori di tirarli fuori dal sacco
per metterli sullecartelle. Alloriginedi que-
sto sogno, vi lambizione generosa di ri-
sparmiare a dei vivi innocenti e impotenti la
colpa atroce di rappresentare gli errori del-
la vita. Allarrivo del sogno, troviamo la poli-
zia dei geni, coperta dalla scienza dei gene-
tisti. Non se ne deve concludere che esista
lobbligo di rispettare un laisser-faire, lais-
ser-passer genetico, ma soltanto che esiste
lobbligo di ricordare alla coscienza medica
che sognare rimedi assoluti significa spesso
sognare rimedi peggiori del male.
Questa la lucida previsione fatta quasi
mezzo secolo fa da uno dei padri della mo-
derna storia della medicina, Georges Can-
guilhem. Nel suo libro magistrale Il nor-
maleeil patologico egli indicavail rischio
che il medico riduca il suo ruolo a quello di
funzionario incaricato di verificare la rego-
larit della tombola ereditaria, sotto il con-
trollo dei superscienziati genetisti; e spiega-
va come la medicina sia una pratica che de-
ve unire alla conoscenza scientifica la clini-
ca, ovvero il rapporto con una soggettivit il
cui stato normale o patologico non defini-
bile da un insieme di valori parametrici og-
gettivi, come se si trattasse di una macchina.
Ma per Claudia Mancina chi indica il rischio
delleugenetica soltanto uno che vuole de-
monizzare la scienza e lorrore della scien-
za e della tecnica altrettanto antiumano
del pi bieco positivismo. Sarebbe pi sag-
gio e riflessivo fermarsi ad ascoltare anche
la voce di tanti scienziati e intellettuali ra-
ANNO XII NUMERO 38 - PAG II IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 14 FEBBRAIO 2007
IL PROGETTO DI MIGLIORAMENTO DELLA SPECIE, CHE SI RIPROPONE SOTTO MENTITE SPOGLIE, HA RADICI NELLILLUMINISMO
Ubbidire allAngelo
Uno psicoanalista dice che, dopo
Maria e Giuseppe, famiglia
e matrimonio sono indistruttibili
Lisa, Janet e Isabel
Due lesbiche, ununione gay finita
in tribunale e le leggi di due stati
che si contendono la bambina
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