Sei sulla pagina 1di 5

getto di futuro: Sono sposato, ho due

bambini. Mio fratello mi dar la sua rou-


lotte perch ha trovato una casa vera.
Cercher da lavorare come manovale
muratore, come mio fratello. Ma se non
trovo, non sar disperato. Io, mia moglie
e i figli andremo a chiedere lelemosina.
Anche solo 8 euro a testa, e ogni giorno
sono pi di 30 euro. Con 2 euro, mi sono
informato, compri due chili di ali di pol-
lo. Poi compri il pane e hai sfamato la fa-
miglia. E ti restano in tasca almeno 20
euro al giorno. Ci sono pensionati, qui in
Romania, che hanno lavorato una vita
nella scuola o nellesercito e non arriva-
no a 50 euro al mese. [13]
In Romania spopolano storie come
quella di N., che ha un marito in carcere
in Francia: Due anni fa, visto che luo-
mo non poteva pi mandare soldi, par-
tita lei, con quattro figli piccoli. Sei me-
si a Parigi, a chiedere lelemosina in
metropolitana, lei e i bambini. Poi otto
mesi in Italia, davanti alle chiese. tor-
nata da poco, ha comprato un terreno e
sta facendo costruire una villetta.
Lultima moda: appena una ragazza si
accorge di essere incinta, parte per
lItalia. Il figlio sar cittadino italiano e
anche i genitori potranno stargli vicino,
per allevarlo. E riceveranno aiuti dalle
assistenti sociali. [13]
La Romania ha vissuto decenni terri-
bili. Meletti: In Italia, 17 anni dopo
piazzale Loreto, arrivata la Dolce
Vita. Qui, diciassette anni e una setti-
mana dopo la fucilazione di
Ceausescu, arriva lingresso in Europa.
Ci si pu meravigliare di questa im-
mensa festa nelle piazze?. [11]
Paolucci: Sarebbe un grave errore
guardare a quello che sta accadendo (e
sulle cui reali dimensioni prematuro
pronunciarsi) in una prospettiva mera-
mente economicistica, come da troppo
tempo si continua a fare in Italia. Un
immigrato non equivale alla sua forza
lavoro. molto di pi: porta con s
abitudini, concezioni della vita e della
societ, aspettative, spesso figli o geni-
tori che presto a tardi si aggiungeran-
no a lui, e pone domande alla scuola,
alla sanit, al welfare. LItalia sapr
reggere alla sfida?. [1]
Dal 1 gennaio Romania e Bulgaria so-
no entrate a far parte dellUnione europea
e i loro cittadini usufruiscono della li-
bera circolazione nei Paesi membri.
Giorgio Paolucci: C chi grida allinva-
sione dei romeni. E prefigura massicci
arrivi di nomadi rom, di disoccupati di-
sposti a tutto, di malviventi, insomma di
gente che viene a far danno. E chi inve-
ce prevede un innesto di forza lavoro fi-
nalmente regolare che andr a beneficio
delleconomia italiana. [1]
Romania e Bulgaria si trovano oggi ad
essere i paesi pi poveri della Ue. [2]
Massimo Livi Bacci: Con un reddito pro
capite inferiore ai 4.000 euro annui
(2005) saranno i due paesi pi poveri
dellUnione; il terzultimo paese
(Polonia) ha un reddito doppio dei due
nuovi membri; la media Ue otto volte
superiore. [3] Romania e Bulgaria en-
trano nellUe per poter competere con
noi che gi ne facciamo parte: non solo
esportando prodotti, ma soprattutto ca-
lamitando investimenti. Alberto
Mingardi: La Romania non certo uno
dei Paesi economicamente pi liberi al
mondo. Per, nel 2005, il governo ha va-
rato una riforma fiscale importante, in-
troducendo una flat tax (imposta ad ali-
quota unica) sulle persone fisiche del
19% e del 26% sulle imprese. [4]
La marcia verso Est dellEuropa isti-
tuzionale contrassegnata da un flusso
contrario, verso Ovest, di migranti. Livi
Bacci: questo un processo generale
in atto dalla caduta del muro di
Berlino: tedeschi dei Lnder orientali
verso quelli occidentali, polacchi verso
Germania, Francia e Inghilterra; rume-
ni verso Ungheria, Germania e Italia.
[3] LItalia da qualche anno meta pri-
vilegiata dei migranti romeni, che in-
fatti sono la prima comunit straniera
presente nel nostro Paese: 270mila per-
sone, senza contare molte migliaia di
clandestini. [1]
La Romania oggi un Paese a due ve-
locit. Federica Bianchi: Viaggia in
Suv al suono delliPod la nuova classe
egemone, legata a filo doppio ai mem-
bri del vecchio partito comunista e ai
suoi servizi segreti, la famigerata
Securitate, detentrice di ogni informa-
zione e, quindi, dal 1989, di ogni potere.
Procede in carretto trainato da cavalli
perch le automobili e la benzina co-
stano troppo, la stragrande maggioran-
za della popolazione che vive e lavora
ancora nelle campagne. Tutti i settori
principali del Paese, da quello banca-
rio a quello energetico, sono in mano
straniera. [5]
Un provvedimento varato la settimana
scorsa dal nostro Consiglio dei ministri d
libero accesso a molti settori del merca-
to del lavoro. Paolucci: Quello domesti-
co (dove sono gi allopera 60mila ba-
danti), il turistico-alberghiero, ledilizio
e il metalmeccanico, oltre a impieghi di-
rigenziali e altamente qualificati. [1]
Leconomista Tito Boeri spiega che du-
rante il primo allargamento dellEuropa,
lItalia fece lerrore di bloccare i lavo-
ratori, qualificati e con un alto livello
distruzione, provenienti da Repubblica
Ceca e Slovacchia; occasione sfruttata
abilmente da Gran Bretagna e Irlanda,
che hanno utilizzato questi immigrati
per dare benzina alla propria econo-
mia. Questa volta lItalia non ha ripetu-
to lo sbaglio. [6]
Secondo lIsmu (Iniziative e studi sulla
multietnicit) gli arrivi annuali di romeni
oscillerebbero tra 80 e 105 mila persone,
con 25 mila nuove presenze previste nel-
la sola Lombardia. Tanta offerta di ma-
nodopera fa ben sperare la Coldiretti
che definisce lallargamento a 27 un mo-
mento storico che offre grandi opportu-
nit all'agricoltura italiana. [7] Secondo
la Caritas sono pronti a partire 40 mila
romeni. Dreyfus: Chi li cura? Come si
manterranno? Il governo dir: accoglien-
za! I parroci spingeranno alla solidariet.
Come al solito manca una politica che
abbia idea di organizzare questi fenome-
ni. [8]
C una clausola che si chiama morato-
ria. Dreyfus: Se uno Stato chiede la sua
applicazione, le frontiere lavorative re-
stano chiuse fino al 2009. Attualmente gli
Stati che hanno gi comunicato che si
avvarranno della moratoria sono
Spagna, Gran Bretagna, Irlanda,
Danimarca, Austria e Germania. La
Francia non si sa. Ma lItalia ha detto:
avanti! Risultato? Un passa parola per
cui arrivano qui dalle nostre parti. [8]
Fino al 31 dicembre dalla Romania non
si poteva varcare la frontiera italiana
senza aver spiegato dove si andava, per
quale motivo e con quanti soldi. Ora mi-
gliaia di romeni potranno accedere sen-
za questi controlli. Giuseppe Di Niro, se-
gretario provinciale del Sap di Roma:
Ci sono quartieri che sono gi so-
vraffollati di immigrati di questa nazio-
nalit. Penso a Casilina, Borghesiana e
Finocchio. E se ora, per ogni cento agen-
ti che vanno in pensione, ne reintegrano
solo venti, mi chiedo con tutti questi ro-
meni che arriveranno come potremo far
fronte allemergenza. [9]
Allinizio degli anni Novanta si paven-
tava una gigantesca ondata migratoria ver-
so occidente in partenza dallUnione
Sovietica in disgregazione che non si
materializzata. Livi Bacci: Le ragioni di
questo mancato tsunami verso occidente
sono varie: la demografia dellEuropa
orientale pi debole di quella
dellEuropa occidentale (perch la nata-
lit pi bassa e linvecchiamento pi
veloce); lalto livello medio distruzione
rende relativamente pi costoso labban-
dono della societ dorigine; le aspettati-
ve di sviluppo attenuano la spinta ad
emigrare. [3] Dopo il primo allargamen-
to a est, lItalia temeva londata di polac-
chi e slovacchi. Manuela Cartosio: Il de-
creto flussi del 2005 assegnava quasi 80
mila ingressi ai paesi neocomunitari. Ne
furono usati solo 44 mila. Il preceden-
te dovrebbe servire da lezione. Ma la
Romania ha un grave difetto: il 2,5% dei
romeni sono zingari. E agli imprenditori
politici del razzismo fa comodo strillare
allinvasione. [10]
Secondo lultimo rapporto Caritas-
Migrantes, i romeni mettono a segno il
72,1% dei furti attribuiti agli stranieri.
Libero: Compaiono tra le prime tre na-
zionalit dedite a commettere delitti in
genere sul suolo italiano (14,2%), secon-
di solo ai marocchini (16,7%) e prima
perfino degli albanesi (9,3%). Se per gli
altri i numeri delle denunce sono in ca-
lo (1,7% per i marocchini e -11% per gli
albanesi), per i romeni sono in aumento
(+ 3,2%). [9]
Chi si preoccupa dellipotetica invasio-
ne dellItalia da parte dei romeni tende a
dimenticare che gli italiani hanno gi in-
vaso la Romania. Cartosio: Migliaia di
piccoli e medi imprenditori nostrani,
fuggiti a est, da oltre un decennio cam-
pano sui bassi salari che pagano ai lavo-
ratori romeni. [10] Jenner Meletti: La
terra delle cooperative comuniste sta-
ta fatta a pezzetti di un ettaro o mezzo et-
taro e i mediatori hanno fatto affari do-
ro ricucendo i pezzi fra loro per riven-
derli in blocco ad agricoltori soprattutto
italiani. Mauro Tonolo, bolognese, tito-
lare della Indagricola Jessica, che con
centinaia di ettari produce grano, grano-
turco e orzo: Prima del 2000, quando
non cerano ancora gli atti di propriet,
c chi ha rischiato e ha comprato a 20 o
30 euro allettaro. Nel 2000 si comprava
ancora a 50-100 euro. [11]
Verona-Timisoara: su quella tratta (due
ore in tutto) allinizio degli anni Novanta
si sperimentava il low cost allitaliana.
Oreste Pivetta: La storia di quegli anni
ormai leggenda. Mobilieri, tessili, coto-
nieri, calzaturieri che verificavano in
quelle contrade, dove parlavano una lin-
gua non troppo lontana dalla loro, il sen-
so di delocalizzazione e globalizzazione,
alla maniera pi semplice: andar l, met-
ter su la fabbrica, risparmiare sul costo
del lavoro e tornare competitivi in Italia.
Avanti e indietro di merci, lavorazioni di-
vise secondo convenienza, cio dimen-
sione dellinvestimento, trattenendo in
Italia le attivit pi moderne, quelle che
usano per definizione pi capitale. [12]
Tonolo paga i dipendenti romeni 150-160
euro al mese: Dovremo arrivare al pi
presto sui 500-600 euro, se vogliamo trat-
tenere la nostra manodopera. I romeni
sanno fare bene i conti. Mille euro in
Italia, tolte le spese per un letto, il vitto
e i viaggi, valgono i 600 a casa loro. [11]
Un Marian intervistato da Meletti nel
sud della Romania, ha spiegato il suo pro-
IL FOGLIO
quotidiano
La Romania entra in Europa. O in Italia?
Pasquale Leonardo, di anni 44. Romano,
autista di vetture a noleggio, il 7 dicembre
fu chiamato dallalbergo Hiberia di via
XXIV Maggio per portare allaeroporto un
gruppo di turisti. Il traffico lo fece giungere
conunpo di ritardo, davanti allhotel trov
il tassista Alessandro Migliazza, 39 anni, ca-
rattereviolentoelitigioso, chediscutevacol
titolare perch quei turisti voleva caricarli
lui. Il Leonardo gli fece notare che la corsa
era la sua, il Migliazza, per risposta, gli as-
sestunpugnosullafrontecos violentoche
alcuni testimoni raccontarono daver senti-
to il crac dun osso che si rompe.
Lautonoleggiatore mor in ospedale dopo
tredici giorni dagonia. Gioved 7 dicembre
davanti allalbergo Hiberia, Roma.
Mario Salvalaggio, di anni 45, malato di
mente, una vita trascorsa entrando e uscen-
dodai reparti psichiatrici degli ospedali. La
mamma Anna Puleo, 70 anni, 28 anni fa se-
raseparatadal maritoSalvatoreedaallora
abitavaaPineroloconlaltrofiglioGiovanni
detto Johnny, 38 anni, mezzo matto pure lui,
incuraperennecongli psicofarmaci. Per le
festedi NatalelaPuleoli volletutti eduein
famiglia: lacosamandinbestiaJohnny, da
sempregelosodi quel fratellocheasuogiu-
dizio era il cocco di mamma. Il giorno di
Santo Stefano, preparando il pranzo, la ma-
dregli confid: VogliocheMariotorni aca-
sa con noi, per sempre. Ho paura di morire
edi nonvederlopi. Giovanni attesechela
donna uscisse dalla cucina, afferr due col-
telli eli infilznellaschienadel fratellocon
una forza tale che le lame, dopo dieci colpi,
risultarono accartocciate. La Puleo torn
giusto in tempo per assistere allultima pu-
gnalata, prendere il figlio tra le braccia,
ascoltareil suoultimorespiro. I carabinieri
trovaronolassassinoimmobilesul balcone,
losguardonel vuoto: Nonmi pentodi quel-
lo che ho fatto, lui non doveva venire a sta-
reconnoi. Mi trovereteunaltrafamiglia? In
quella dove vivo non mi trovo bene. Poco
prima dellora di pranzo, giorno di Santo
Stefano, in un appartamento in via Silvio
Pellico a Pinerolo, provincia di Torino.
Maria Filomena, di anni 33 anni, e la fi-
glioletta Melissa di 3 anni. Rispettivamente
moglie e figlia del trentenne Alessandro
Cinelli, idraulico, tornato di recente a lavo-
rare nellazienda agricola del padre, piutto-
sto depresso per via degli affari che non an-
davanobenemaaffettuosoconlaconsortee
labambina. Nel giornodi SanSilvestrolafa-
migliolapranzincompagniadei genitori di
lui, residenti nella stessa villetta ma al pia-
no di sopra. Nel pomeriggio, chiss perch,
il Cinelli diede di matto e chiusa a chiave la
portadi casaimbracciil fucile, entrincu-
cina dove la moglie preparava da mangiare
elabimbagiocavaallaPlaystation, sparun
colpo a entrambe, and in salotto, si sdrai
sul divano e il terzo proiettile se lo conficc
nel cranio. Lamadredi lui ud leurlaei col-
pi di fucile, essendo la porta barricata
sfond una finestra e si trov di fronte i tre
corpi inunlagodi sangue. Nel pomeriggiodi
SanSilvestroinlocalitMolinaccioal confi-
ne tra i comuni di Uzzano e Pescia, Pistoia.
Unneonato. La mamma, rumena, 19 anni,
diplomataeincercadi lavoro, lopartor nel
bagnodi casaesubitodopologettdallafi-
nestra del quarto piano. Lo trov un condo-
mino che camminando verso la sua auto
dapprima pens a un bambolotto avvolto
in un asciugamano, quindi inorrid alla vi-
sta del cordone ombelicale. I genitori del-
lassassina, operaio il padre, infermiera la
madre, inItaliadadieci anni, datutti giudi-
cati bravepersone, gentenormaleeper be-
ne, in nove mesi non avrebbero notato la
panciadellafigliachesingrossava. Il padre
del neonato, rumeno, 22 anni, con la ragaz-
za aveva rotto lo scorso ottobre e pure lui,
della gravidanza, non ne saprebbe nulla.
Mattinata del primo gennaio a Muggi, in
una palazzina color giallo ocra lungo via
Mameli, una strada tranquilla che si perde
nella campagna della periferia milanese.
Giuseppina Brasacchio, di anni 73.
Disabile totale, viveva col figlio Francesco
Boario, 30 anni, ex operaio alla Galbani di
Pavia, disoccupato da tre anni, schivo e so-
litario, sempre pi depresso, talvolta sor-
preso dai vicini a parlare da solo, capace di
starsene rintanato in casa per giorni interi
afumareunasigarettadopolaltraodi usci-
reinpienanotteper vagareabordodel suo
Apecar verde e rumoroso. Madre e figlio da
qualche tempo litigavano di continuo: lei lo
assillava con la pretesa che si trovasse una
moglieeunlavoro, lui leurlavaparolaccee
la costringeva a consegnargli i soldi della
pensione. I vicini udirono insulti e bestem-
mie pure la notte di Capodanno, ma non fe-
ceronullaperchlediscussioni violentein
quella casa erano frequenti, nessuno ci fa-
ceva picaso. Il giorno dopo, verso lora di
pranzo, la tavola apparecchiata a festa, di
nuovo il Boario per qualche ragione si im-
bestial con la madre, allora afferr una
spranga e con quella la colp quaranta vol-
te: prima sulla testa, poi sul collo, sututto il
corpo quando la vecchia se ne stava gi in
terra a rantolare. Subito dopo telefon alla
ziaIole: Houccisolamamma. Chiamai ca-
rabinieri. Luned 1 gennaio inunelegante
villetta in via Roma 144, a Miradolo Terme,
provincia di Pavia.
ANNO XII NUMERO 6 DIRETTORE GIULIANO FERRARA LUNED 8 GENNAIO 2007 - 1
Redazione e Amministrazione: L.go Corsia Dei Servi 3 - 20122 Milano. Tel 02/771295.1 Poste Italiane Sped. in Abbonamento Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO
Delitti
Luomo geloso che ammazza il fratello, il
figlio che prende a sprangate la mamma, il
pap che spara a moglie e figlioletta
TATANGELOAnna Tatangelo, ventanni,
ha confessato a Sorrisi e Canzoni la sua sto-
riadamoreconGigi DAlessio, 39, anni, spo-
sato dal 1986 con la trentasettenne Carmela
che gli ha dato tre figli: Claudio, 19 anni;
Ilaria, 14, Luca, 3. Sono serena perch non
sono io la causa della loro rottura. Il loro
matrimonio era finito da sei anni, la nostra
relazione nata solo un anno fa. Eravamo
in Australia per la tourne di Gigi, lontani
da tutto e da tutti. Giorno dopo giorno, na-
ta una complicit che s poi trasformata in
un sentimento pi profondo. La Tatangelo
comprese damare DAlessio quando canta-
rono insieme Tu si na cosa grande di
Modugno, in particolare la passione fu sve-
lata dal verso che fa: E dille na vota sola/
Che pure tu stai tremanno/ Dimmi ca me
vuo bene/ Commio, commio, commio vo-
gliobeneate. Di lui lhannocolpitagli oc-
chi, la semplicit, il suo modo di far sorri-
dere le persone. I napoletani in genere so-
no solari. Ed stata proprio la sua solarit
a conquistarmi. Tornando dallAustralia a
Frosinone, nel paese nato di Sora dove do-
ve abita con la mamma e il pap, la sua pri-
ma paura fu proprio la reazione dei genito-
ri, molto tradizionali e allantica. Ma col
passare del tempo anche loro hanno capi-
to che si trattava di un amore vero. Alla si-
gnora Carmela, che la detesta e dalle pagi-
ne di Novella le manda a dire che solo
una povera amante, non ha nulla da re-
plicare: La mia storia con lui. Ci amia-
mo e stiamo bene insieme. Quello che sta
vivendo dallaltra parte non mi interessa.
Alcuni ammiratori di lei, alla notizia della
relazione con DAlessio, sono rimasti dav-
vero delusi. Altri le scrivono lettere o e-
mail per augurarle ogni felicit, molte si-
gnore la fermano in strada per farle corag-
gio. Tempo fa, in un libro, ha letto la se-
guente frase: Gli amori che hanno fatto la
storia del mondo non sono mai quelli faci-
li. Queste parole, a suo giudizio, descrivo-
no una storia che facile non , ma che
grande proprio per questo (Aldo Dalla
Vecchia, Sorrisi e Canzoni 2/2007).
MAANAVIl principe Manvendra Singh
Gohil (detto Maanav), del reame del
Gujarati, India occidentale, sul quotidiano
di Rajpipla ha dichiarato di essere omoses-
sule. Conseguenza: le fotografie dellunico
erede maschio della dinastia sono state
messe al rogo in molte piazze del Paese. Lo
scandalo era gi esploso dopo la proposta
di Singh Gohil di abrogare la legge che fin
dai tempi della Regina Vittoria punisce i
rapporti contro natura. Sotto la pressione
pubblica i genitori erano stati costretti a di-
sconoscerlo e diseredarlo (la madre ha mi-
nacciato perfino azioni legali contro chiun-
que faccia riferimento al rapporto di ascen-
denza tra lei Manvendra). Il padre
Raghubir Singh Gohil, Maharaja di
Rajpipla, invece gli ha concesso di organiz-
zare a corte la festa per il suo quarantune-
simo compleanno con un festival di musica
classica (interpreti, giovani artisti omoses-
suali). Singh Gohil aveva tenuto nascosto a
lungo le sue preferenze sessuali (quando
raccontava ai genitori di frequentare una
scuola di yoga a Bombay, invece distribuiva
preservativi in una comunit omosessuale):
la rivelazione dopo il matrimonio, imposto
sedici anni fa, con una minorenne da cui ha
divorziatodopoquindici mesi. Tutti nel rea-
me ricordano ancora la volta che fece di-
pingere di color salmone intere ali del pa-
lazzo prima di concederlo come location
per il film Yours emotionally, dove si raccon-
ta la storia damore fra un omosessuale in-
glese di origine asiatica e un giovane ope-
raio indiano (Elisabetta Rosaspina,
Corriere della Sera 3/1).
BISONTI Lunghi studi nelle praterie
nordamericane hanno rivelato che tra i ma-
schi di bisonte i rapporti omosessuali sono
pi comuni di quelli eterosessuali. I ma-
schi adulti dei trichechi durante la stagio-
ne degli amori si accoppiano con le femmi-
ne, mentre nel resto dellanno si trastulla-
no con giovani dello stesso sesso. I maschi
di delfino tursiope sono generalmente bi-
sessuali, ma vivono periodi di esclusiva
omosessualit; il 40 per cento della popo-
lazione maschile di galletti di roccia
(Rupicola rupicola) della foresta amazzoni-
ca si intrattiene in relazioni amorose con
esemplari dello stesso sesso e alcuni non si
accoppiano mai con le femmine. Tra i cigni
neri capita che uno dei partner omosex si
unisca con una femmina per farle fare luo-
vo, rubarglielo e covarlo con il suo compa-
gno. Possono anche arrivare a scacciare dal
nido una coppia eterosessuale per adottar-
ne le uova. Alcuni animali invece usano lo-
mosessualit per trarne vantaggi: talvolta i
giovani leoni maschi si avvicinano agli
adulti recitando la parte della femmina in
calore per bloccare la loro aggressivit.
Oppure i giovani di elefante marino si fin-
gono femmine per entrare nellharem del
maschio e accoppiarsi con una delle sue
compagne (Roberto Furlani, Corriere della
Sera 12/12/2006).
MAX triste averlo perso, perch lui
stato una parte importante della mia vita.
Ma non lo sostituir: Max ha soddisfatto tut-
ti i miei bisogni di affetto suino (George
Clooney a proposito della morte del suo
maiale Max) (Vanity Fair 21/12/2006).
Amori
La canzone che fece innamorare Anna
Tatangelo. Laffetto suino di George
Cloney. Lomosessualit dei bisonti
Mi rassegno al ginecologo Amato e alla tattica degli insetti morti
G
iuliano Amato ha dei lati insopportabi-
li per chi ami la politica come combi-
nazione di abilit e carattere, tecnica e
idee, magari con una punta davventura e
un senso dellorizzonte che non guasta. Le
sue idee sono sempre mezzi tecnici, e pro-
ducono solo altri mezzi in un assoluto ni-
chilismo dei fini, altro che riformismo.
Anche quando realizza scopi esterni a se
stesso, al suo procedere cauto ma sicuro
dentro il cerchio magico delllite, come
nel caso della legge bancaria o della falli-
ta ma ambiziosa proposta di Costituzione
europea, Amato offre la netta sensazione
che societ cultura e criteri di vita, cio le-
stetica della politica, il percepibile della
politica, sono cose di una perfetta irrile-
vanza. A questo competente ginecologo
delle istituzioni il parto naturale del tut-
to estraneo, la fecondit politica sempre
medicalmente assistita e conduce a strani
prodotti genetici, singolarmente deboli, o
ad aborti.
Non ho avversione personale verso il mi-
nistro dellInterno. un uomo che legge,
che sa di cosa parla, che ogni tanto fa qual-
che escursione importante nel campo del-
la realt e dei suoi pallidi riflessi nel pen-
siero contemporaneo. Ma la risoluzione
delle idee in tecnicalit, come si dice oggi,
e del carattere in pura abilit senza carat-
tere, e lesclusione di avventura e visione
dalla sua geografia e storia mentale, mi raf-
freddano la testa, e quando lui parla, an-
che ragionevolmente, invece di togliermi il
cappello sono indotto a mettermelo. Il che
pu ben essere un mio difetto, invece che
il suo.
Anche i francesi vivono una fase di tran-
sizione ormai lunga, dentro la crisi della
Quinta Repubblica. Anche loro hanno un
ministro dellInterno ambizioso, che si
chiama Nicolas Sarkozy. Laddove Amato
non pu mai perdere per definizione, per-
ch il suo riformismo accademico e lobbi-
stico non prevede smottamenti, Sarkozy po-
trebbe perdere la corsa presidenziale, e
proprio per eccesso di carattere. Per aver
lanciato un guanto di sfida allestablish-
ment gollista e al suo titolare pro tempore
dellEliseo. Per aver parlato di rottura, e
per averla praticata. Per aver detto che
quando entra in classe linsegnante, i ra-
gazzi devono alzarsi in piedi. E che chi bru-
cia le macchine per strada un teppista. E
che la religione ha un posto eminente nel-
Lettere
Il Sole-24 Ore,
venerd 5 gennaio
S
i dice che oggi
pi che mai neces-
sario che la pena capi-
tale venga tolta in tutto
il mondo: una que-
stione di rispetto della
vita umana. Penso alla
recente strage di Erba,
a Chiatti, a Brusca, ai serial killer (per ta-
cere di Attila, Hitler, Stalin, Mao Zedong,
Pol Pot, Saddam Hussein ecc.) e constato
che i Caini possono liberamente decide-
re la morte degli Abeli, come, quando e
dove vogliono. Gli Abeli devono solo es-
sere vittime, subire. Requiescant in pace
(il silenzio degli innocenti). Rispetto del-
la vita umana a senso unico. Invito coloro
che invocano Nessuno tocchi Caino a
provare ad abolire la pena di morte degli
Abeli. Provino...
Lucio Di Nisio
Montesilvano (Pe)
Corsivi
la Repubblica,
gioved 4 gennaio
S
e solo fosse cattolico,
Marco Pannella po-
trebbe legittimamente
aspirare alla santificazio-
ne. Non perch ha fatto un miracolo, ma
perch lha ripetuto per 25 volte in 25 anni.
Il miracolo, sia chiaro, un miracolo politi-
co: quello di attirare lattenzione generale
con un gesto di protesta. E fin qui sono buo-
ni tutti, certo. Ma leccezionalit di
Pannella, la sua dote portentosa e forse so-
prannaturale, che il gesto sempre lo stes-
so: lo sciopero della fame e/o della sete.
Lunica cosa che cambia la motivazione:
la fame nel mondo, le pensioni, i telegior-
nali, la Bosnia, i referendum, il finanzia-
mento dei partiti, i soldi a Radio Radicale, i
giudici della Consulta, i seggi vacanti, la
grazia a Sofri, lamnistia e ora la pena di
morte.
Ogni volta il rito si ripete. Lannuncio del
digiuno. La protesta contro i tg, servi del re-
gime, che non lo mettono nei titoli di testa. I
politici che fanno finta di prenderlo sul serio.
I medici che annunciano la tragedia incom-
bente. E poi, allultimo momento, una bella
bevuta che chiude la parabola. Risultati con-
creti, zero (fatta eccezione per i soldi a Radio
Radicale: quella volta funzion). Per ogni
volta lui ricomincia, e ogni volta, magica-
mente, il prodigio pannelliano si rinnova.
Non miracoloso?
Sebastiano Messina
NOTE [1] Giorgio Paolucci, Avvenire 3/1; [2] M. D. C., il manifesto 2/1; [3] Massimo Livi Bacci,
la Repubblica 2/1; [4] Alberto Mingardi, Libero 2/1; [5] Federica Bianchi, Lespresso
30/11/2006; [6] Giorgio Lonardi, Vladimiro Polchi, la Repubblica 2/1; [7] D. Mart., Corriere
della Sera 3/1; [8] Dreyfus, Libero 2/1; [9] Libero, 3/1; [10] Manuela Cartosio, il manifesto 3/1;
[11] Jenner Meletti, la Repubblica 2/1; [12] Oreste Pivetta, lUnit 2/1; [13] Jenner Meletti,
la Repubblica 31/12/2006.
la vita pubblica, essendo la laicit un do-
vere repubblicano, ma una politica priva
del sacro essendo una carnevalata senza
festa n gioia. Eccetera. Poter perdere ed
essere disponibili a perdere, ed stato an-
che il caso di Berlusconi il presunto invin-
cibile o di Pannella o di Bush o su un altro
piano dei teologi e pastori e intellettuali
non compiacenti, largomento principe
che mi dispone allascolto. Sar espressio-
ne di una minoranza, ma con Voltaire pen-
so che il problema moderno sia quello di
espiare la mediocrit, e con Flaubert so-
no certo che non ci sia niente di pi im-
portante che ribellarsi ironicamente, con
misura, alla btise, alla stupidit inscrit-
ta nel canone della vita privata e pubblica.
Se Amato ora dice che una lobby paral-
lela al Parlamento, lasciando tranquillo lo
status quo, pu fare qualche impiccio isti-
tuzionale utile a rimettere in moto la si-
tuazione per evitare ancora lunghi anni di
chiacchiere cretine e paralizzanti, consen-
to senza illusioni. Lodevole, come ha detto
sulfureo il Cav., lodevolissimo. Non ho len-
tusiasmo di don Gianni Baget Bozzo, che
ha fulminato lultima tecnicalit del mini-
stro con il suo ragionato interdetto. E me
ne spiace. Vorrei essere giovane come lui,
e fottermene come lui dellesperienza del
passato, pregustando il futuro luminoso del
bipolarismo e i grandi orizzonti che apri-
rebbe una seconda caduta di Prodi. Ma so-
no pi vecchio di lui, e pi prete.
Detto questo, ovvio che con lo spirito di
Amato, cio di un riformismo che nasce
sempre consapevolmente morto, e adotta
sempre la tattica difensiva dellinsetto mor-
to, perch non ha alcuna fiducia nella so-
ciet, e troppa fiducia e troppo vanitosa in
se stesso, non andremo da nessuna parte.
Ma questo muoversi verso un luogo che non
c, restando rigorosamente fermi e miglio-
randosi o peggiorandosi con laiuto della
Provvidenza, in fondo la caratteristica
fondamentale della civilizzazione italiana
di stampo guicciardiniano. Ho pensato e
penso che dal di fuori della politica dei
partiti, scavando nel disastro efferato che
lIo collettivo contemporaneo, e nei proble-
mi della guerra e della vita e del che cosa
fare, si pu forse fare un lavoro utile. E se-
guendo diffidente la giostra delle coalizio-
ni, in cui gira in tondo e dondola come nes-
suno il professor Amato sul suo ca-
valluccio, a questo mi attengo.
LUnione si allarga a est, i migranti vanno a ovest. Molti paesi si difendono con la moratoria. Da noi si fa qualche conto
ANNO XII NUMERO 6 - PAG 2 IL FOGLIO QUOTIDIANO LUNED 8 GENNAIO 2007
La Stampa, gioved 4 gennaio
B
abbo Natale venne impiccato il 24 dicembre del 1951, davan-
ti alla cattedrale di Digione. Alcune centinaia di famiglie del-
la parrocchia, sostenute dal clero, lasciarono penzolare dalla can-
cellata un fantoccio vestito come Santa Claus, e poi lo bruciaro-
no sulla piazza, colpevole di infiammare le pulsioni consumisti-
che nei giorni sacri. Ad onta di quellincidente di percorso il bar-
buto beniamino dei bimbi, negli anni successivi, si felicemente
insediato nel loro immaginario, accomodandosi nel complesso
con le resistenze cattoliche. Ma ecco che, a met dicembre, una
maestra inglese viene espulsa dalla scuola elementare per avere
rivelato agli alunni che Babbo Natale non esiste. La sua iniziati-
va, bollata come arrogante e antipedagogica, assumerebbe tutta-
via una diversa pregnanza se la si leggesse come coraggiosa e
nietzschiana posizione filosofica; se risultasse, insomma, che laf-
fermazione era in realt: Babbo Natale morto.
Certo, la scorsa settimana, i doni sotto lalbero sono comunque
arrivati. Ma la spinosa questione metafisica relativa a Babbo Na-
tale per il futuro non pu pi essere elusa. chiaro che lasciar-
lo in vita dove non c infanzia sarebbe accanimento terapeuti-
co (a meno di non volerlo ricollocare in nome della flessibilit).
Ed esiste ancora linfanzia? Il 2006 che va a concludersi stato
un annus horribilis per i bambini. Nei Paesi del Terzo Mondo il
loro sfruttamento lavorativo, il turismo sessuale, larruolamento
negli eserciti, la denutrizione contrapposta allobesit da chee-
seburger dellOccidente sono le pi macroscopiche vergogne
della specie umana. Ma da noi, presso cui pure approdano im-
puberi profughi per attaccarsi a un termosifone, il quadro de-
primente quanto basta: violentate, violentatori, bulli, enfant pro-
dige della camorra, vittime di faide, spettatori del padre sepa-
rato che minaccia di darsi fuoco. Nellultimo quadrimestre, sul-
la prima pagina della Stampa, sei notizie di cronaca su cento so-
no relative a minori, un aumento del quaranta per cento rispet-
to a dieci anni fa.
Eppure mai tante premure sono state rovesciate sui bambini.
Occupano il quarantacinque per cento degli spot commerciali. Il
fatturato dei giochi il dieci per cento del totale degli scambi.
Hanno a disposizione una decina di canali satellitari. Impongo-
no le loro scelte nella gestione del tempo libero familiare. Sono
ferocemente sindacalizzati, in Germania passare dalla carota al
bastone addirittura vietato. Ma se fosse in questo affollarsi di
beni per adulti estesi ai bimbi la fonte del declino di uno speci-
fico bambinesco?
Tornano di attualit le tesi di Neil Postman, che nel 1982 pub-
blic La scomparsa dellinfanzia. Postman partiva dalla scoperta di
Philippe Aris: fino al milleduecento e anche oltre, linfanzia non
laveva ancora inventata nessuno. Fu con i progressi della medi-
cina e la drastica diminuzione della mortalit infantile che la vi-
ta dei bambini acquis valore, per i genitori prima, e per la so-
ciet dopo. Postman aggiunse di suo che gli elementi chiave di
una condizione infantile, separata da quella adulta, sono il sen-
timento del pudore e la centralit sociale della scrittura, quale
forma privilegiata di apprendimento dei segreti della maggiore
et. Per saperne quanto i grandi era necessario imparare a scri-
vere, e fino a quel momento si era diversi da loro. Senonch, av-
vertiva Postman, la modernit stava cambiando le carte in tavo-
la: la televisione aveva distrutto linfanzia, perch grazie ad essa
il bambino accede al mondo adulto e ai suoi risvolti attraverso le
immagini, per decifrare le quali non ha bisogno di educazione n
di tirocinio. Venticinque anni dopo quel libro, lavvento della tec-
nologia informatica e Internet hanno ulteriormente eroso il di-
vario conoscitivo tra le generazioni, risultando quei portati della
tecnica maneggevoli in misura inversamente proporzionale al-
let. Il cellulare, ingenuamente fornito in dotazione ai piccini, ha
segnato il definitivo superamento dellepoca in cui i pargoli si li-
mitavano a simulare luso degli strumenti propri degli adulti: ru-
bando il fuoco-telefonino al Dio-uomo, il bambino-Prometeo ot-
tiene di infinocchiarlo pi facilmente sulla sua dislocazione ed
elimina il filtro di controllo sulle telefonate che prima passava-
no per casa. Inoltre, con la sua duttilit videoriproduttiva, il cel-
lulare aggiunge brio supplementare alla scoperta del sesso, ed
elimina unaltra barriera alla decadenza del pudore infantile che
gi lamentava Postman. Del resto lutilizzo del telefonino, che in-
duce alla confessione in pubblico della propria intimit, gi in-
trinsecamente pornografico.
Aris citava tra le prove a sostegno dellindifferenza medieva-
le verso linfanzia, il fatto che nessunopera darte riproducesse
bambini. Tocc a Ges, dentro la Sacra Famiglia, e ai putti apri-
re la gloriosa strada della raffigurazione della tenerezza dei fan-
ciulli, che avrebbe offerto prove emozionanti ancora durante il
Novecento. Oggi siamo ritornati al passato. Dei 137 artisti che il
catalogo Art Now indica come i pi significativi sotto i 40 anni,
lunico che dipinge bimbi Yoshitomo Nara. Ma i suoi piccoli
personaggi, dallo sguardo ambiguo, furioso, sgradevole, riman-
dano, tuttal pi, ai ragazzini sanguinari sbarcati su un isola de-
serta che William Golding descrisse nel Signore delle mosche. Al
di fuori delle foto da reportage, non c pi spazio iconografico
per lingenuit dei bambini, che vengono richiamati in scena sol-
tanto in forme perturbanti, come quelli impiccati in piazza da
Maurizio Cattelan.
Il principale mini-eroe di un romanzo recente lOskar di Sa-
fran Foer, che per i suoi tratti eccessivi di maturit pu conside-
rarsi pi un nano che un bambino (e forse non a caso ha lo stes-
so nome del deforme protagonista del Tamburo di latta). Il cinema
lunica arte che riesce ancora a posare stabilmente uno sguar-
do innamorato sulla tenerezza infantile, a volte facendosela im-
prestare dalla letteratura (Io non ho paura, Certi bambini), pi
spesso motu proprio (Il segreto di Esma, Central do Brasil, La guer-
ra di Mario). Ma si tratta sempre del racconto sconsolato di come
sia vano provare a rimanere attaccati alla propria infanzia. Nem-
meno quel tipo di pietas trova spazio nella vita di tutti i giorni, co-
me dimostrano coloro che vorrebbero abbassare la soglia di pu-
nibilit a dodici anni, per contrastare i reclutamenti operati dal-
la camorra. Che a quel punto, come ovvio, abbasserebbe a sua
volta let per linquadramento criminale. E si potrebbe ad un
certo punto ritornare al 1780, quando a Norwich, in Inghilterra,
una bambina di sette anni rub una sottana e venne impiccata.
Era lei, proprio, e non un fantoccio.
Remo Bassetti
BERNARDINI Rita Roma 27
dicembre 1952. Politico. Dal
2006 segretario del partito Ra-
dicale Oggi il segretario
la Bernardini, ma in televisio-
ne continua ad andarci Ca-
pezzone, ospite di qui e di l,
e soprattutto volto imperdibi-
le per i pastoni dei telegior-
nali. Chi non seguisse assi-
duamente le vicende della
politica, potrebbe sostenere
senza vergogna che il virgul-
tone ancora segretario. Un
po Pannella se lo aspettava.
Se ha scelto la Bernardini
perch pensava a un segreta-
rio culo di pietra, radicato al-
la scrivania e impegnato a
tempo pieno nella direzione
del partito. Quanto allo show,
ci avrebbe pensato lui (Mat-
tia Feltri).
BOLDI Massimo Attore Se-
paratosi dopo anni da Chri-
stian De Sica, il suo Ol (regi-
sta Carlo Vanzina) ha perso
nettamente la sfida col Vacan-
ze a New York del rivale (regia
di Neri Parenti): Con un film
solo mio, e di Vincenzo Salem-
me, ho incassato 5 milioni di
euro, se vi sembrano pochi....
CANNAVARO Fabio Calciato-
re. Capitano della nazionale
campione del mondo 2006, ha
vinto anche Pallone doro (da-
vanti a Buffon ed Henry) e Fi-
fa World Player (davanti a Zi-
dane e Ronaldinho) pen-
sabile che i giornalisti del Pal-
lone doro si siano lasciati tra-
scinare dalla trasversalit del
personaggio, dal suo essere
universale e telegenico, un
calciatore-uomo perfetto nella
societ dellimmagine. Ma i
commissari tecnici votano su
basi esclusivamente tecniche,
sono abituati a giudicare at-
traverso la differenza che un
calciatore porta sul campo.
Qual allora la differenza di
Cannavaro? Esiste? Direi di s.
La differenza di Cannavaro
esiste e credo consista nelles-
sere il massimo della norma-
lit. Cannavaro non ha niente
del supereroe. Non alto per
il ruolo, non ha particolari
predisposizioni tecniche. Ha
un buon fisico armonico che
tende allarrotondamento,
niente a che spartire con i
tratti duri e nervosi di Stam,
Terry, Materazzi, Rio Ferdi-
nand. Quasi tutti i centravanti
sono pi alti di lui, molti an-
che pi potenti. Alcuni perfi-
no pi veloci. Ma non lo passa-
no mai. Perch Cannavaro la
massima rappresentazione del
calcio, cio normale. Non
sa fare tutto, ma sa fare sem-
pre tutto quello che serve. Il
calcio esattamente questo
cumulo di normalit (Mario
Sconcerti).
CECCANTI Stefano Pisa 1961.
Costituzionalista Negli stu-
di de La7 i riflettori si erano
appena spenti e Giuliano Fer-
rara si avvicin al professor
Stefano Ceccanti: Ho letto
che pure lei un ex della Fu-
ci... Il vostro difetto che siete
troppo intelligenti!. Sempre
pronto, Giuliano Ferrara, a ri-
conoscere lintelligenza anche
quando alligna in personaggi
intrisi di culture a lui lontane.
Come nel caso del professor
Ceccanti, estensore del testo
sulle coppie di fatto che in po-
chi giorni ha miracolosamente
messo daccordo la sua com-
mittente, la ministra femmi-
nista Barbara Pollastrini, e il
leader della destra post-missi-
na Gianfranco Fini. Ceccanti
un ex presidente della Fuci, la
mitica organizzazione degli
universitari cattolici che a ca-
vallo delle due guerre aveva
formato mezza lite nazionale
e che sembrava oramai aver
esaurito la sua propulsione.
Non cos: a guardar bene, i
fucini si ritrovano nei luoghi
caldi della politica progressi-
sta e le loro idee stanno per-
meando la sinistra italiana
(Fabio Martini).
DE SICA Christian. Attore.
Rotta dopo anni di successi la
coppia con Massimo Boldi, ha
trionfato al botteghino col Na-
tale a New York di Neri Parenti
(molto distante negli incassi
lOl girato dal rivale con Car-
lo Vanzina): Ero preoccupato
dallabbandono di Boldi, ma
posso dire che il divorzio ha
giovato alla serie. Massimo, in-
fatti, un comico puro e la sua
presenza obbligava a realizza-
re film farseschi, basati su ca-
pitomboli e botte in testa.
ELKANN Lapo Manager Ha
raccontato: Quando mi sono
svegliato dal coma non ricor-
davo nulla. Nessuno mi diceva
niente, cercavano di proteg-
germi. Alle finestre cerano
delle tende nere, per bloccare
le telecamere, e non mi face-
vano vedere tv o giornali. Poi
mi hanno portato in Arizona,
in una clinica dove non si po-
teva accedere nemmeno a in-
ternet, ma io volevo sapere.
Un pomeriggio ho trovato la
porta di un ufficio aperta, so-
no corso al computer, ho digi-
tato il mio nome su Google e
ho scoperto tutto. stato du-
rissimo: ero distrutto. in
quel momento che ho provato
un immenso dispiacere, so-
prattutto per chi mi vuole be-
ne. Quando sono riuscito a tor-
nare davanti a Google una se-
conda volta ho provato rabbia,
e il fastidio di scoprire finzio-
ne e tradimento: l mi venne
voglia di vendicarmi di chi pa-
steggiava della mia storia e di
me. Ero stato sbattuto in pri-
ma pagina e vedevo che cera
chi ricamava. Tutti bravi ad
essere amici quando sei in au-
ge (da unintervista di Mario
Calabresi).
FUDA Pietro. Politico. Sena-
tore (Lista Codacons). Di re-
cente ha avuto grande noto-
riet per il contestatissimo
comma sui reati contabili, che
ha preso il suo nome Come
Cirielli. Ma scusate tanto, il
mio caso diverso. In che
senso, senatore? Nel senso
che i miei emendamenti parla-
vano di illeciti amministrativi,
mica penali... Illeciti che gra-
zie a una legge sbagliata ora-
mai tengono sotto scacco tutti i
sindaci dItalia. Eppure, quel
comma diventato il simbolo
del malcostume. Perch biso-
gnerebbe chiamare uno psica-
nalista e analizzare listeria
collettiva scoppiata su questa
cosa. Sono stato vittima di una
banda di poveretti, di svitati.
E qualcuno anche in malafe-
de. Non fa i nomi, il senatore
Fuda. N dice di sapere chi
stata la manina che ha scel-
to dai suoi quattro commi
quello incriminato, inserito
poi in Finanziaria: Deve esse-
re stato qualcuno che per ha
compreso che si trattava di
una cosa seria e molto sentita
dagli amministratori locali.
Ma chi ha parlato di colpo di
spugna mi fa ridere. Anche
perch il mio testo non preve-
de alcun effetto retroattivo. In-
vece, ho visto scene pirandel-
liane, politici trasformarsi in
tenenti Colombo... Ma ho an-
che ricevuto telegrammi di so-
stegno da sindaci di mezzIta-
lia. Non sono mancati, per, i
momenti di scoramento: Per-
ch ho capito che se fossi stato
del Nord questa roba non sa-
rebbe mai successa. Me lha
detto pi di un collega: Pietro,
tu sei un senatore di provin-
cia, e pure calabrese, terra di
ndrangheta... scontato che ti
attacchino. Fuda si dice tran-
quillo: Non ho processi, nien-
te. Ho una mia storia profes-
sionale limpidissima, che ha
lasciato il segno. Eppure...
Eppure? Eppure mi sono sen-
tito come Calimero. Quel pul-
cino tutto nero, sfortunato, che
nessuno vuole... Pensate che la
sera del saluto al Quirinale so-
no stato invitato come presi-
dente di commissione. Cerano
Mastella e altri ministri.
Emb, io sono stato attentissi-
mo a non avvicinarmi mai a
nessuno di loro da solo. Sem-
pre alla presenza di altri. Per-
ch? Per evitare che qualcuno
dicesse che confabulavo con
chi mi aveva ispirato. Insom-
ma, per non inguaiarli. Un ve-
ro e proprio clima del terro-
re... (da unintervista del
Corriere della Sera) Da ulti-
mo, difeso a spada tratta da
Mastella.
GALVANI Marina Economi-
sta. Storica dellarte Fa par-
te di quel gruppo ristretto di
italiani che ha raggiunto posti
di rilievo nelle istituzioni in-
ternazionali. Economista boc-
coniana specializzata a Vien-
na, storica dellarte con dop-
pia laurea nella capitale
asburgica e master allUniver-
sit del Maryland, preferisce
definire il suo talento di confi-
ne attraverso i pregiudizi de-
gli altri: Per gli economisti
sono una transfuga - dice - per
gli storici dellarte uneretica.
Per il presidente della Banca
mondiale Paul Wolfowitz, e
prima per il suo predecessore
James Wolfensohn che lha as-
sunta, Marina Galvani inve-
ce semplicemente la curatrice
dellArt Program dellistitu-
zione di Bretton Woods. Que-
stanno nella Banca, al cuore
della Washington politica e di
quella della burocrazia finan-
ziaria, organizzer una mostra
di 150 opere di artisti israelia-
ni e palestinesi; lanno scorso
aveva raccolto i quadri della
pittrice filippina Pacita Abad,
quello prima gli artisti del
Vietnam dopo le guerre dIn-
docina. Il suo tipo di mecena-
tismo poi si muove allincrocio
fra diplomazia, interessi poli-
tici contrapposti e fondi a di-
sposizione scarsi e, per di pi,
pubblici. Marina Galvani ha il
compito di selezionare e ac-
quistare per la Banca opere di
artisti dei Paesi pi in basso
nella scala dei redditi o dello
sviluppo (Federico Fubini).
GATTUSO Gennaro Calciato-
re Ha aperto a a Schiavonea,
frazione marittima di Coriglia-
no Calabro (provincia di Co-
senza), unazienda ittica, cozze
e fasolari: Lidea della mia
famiglia. In paese cera il vec-
chio capannone dove mio pa-
dre e suo fratello lavoravano
da falegnami: era inutilizzato
e labbiamo attrezzato con le
vasche per lallevamento, la
pulizia e la lavorazione del pe-
sce, in base alle norme che la
Comunit Europea imporr
dal 2008. La Regione ci ha da-
to un contributo. Secondo mio
padre pu diventare unatti-
vit interessante.
GERMANI Gabriella Attrice.
Nel 96 ha vinto Sotto a chi toc-
ca, prima nella categoria Imi-
tatori. Nel 2001 ha debuttato a
Viva radio 2 con Fiorello e Bal-
dini, lanno dopo a Domenica
in imitando Venier, De Filippi,
Marini. Poi ha lavorato con la
Gialappas band Ironica e
graffiante. Le parodie di Ga-
briella Germani non sono del-
le imitazioni tout court. Come
tutti gli artisti di talento lei os-
serva, ruba lanima del perso-
naggio, e lo mette in scena
creando dei veri e propri qua-
dretti. Il pi famoso? Monica
Bellucci, versione paesana.
Che quando si accende la tele-
camera parla tutta impostata,
quando si spegne, si esprime
in quel modo nostrano, un po
sguaiato. Una parodia cos ful-
minante che la leggenda
narra abbia dapprima fatto
infuriare lattrice, italiana di
nascita e francese dadozione,
e poi costretto la stessa a una
riappacificazione telefonica
(la Bellucci fu molto simpati-
ca con me ammette lei) orga-
nizzata da Fiorello. Quello
stesso Fiorello che ha voluto
la Germani al suo fianco in ra-
dio. Come del resto lha voluta
Chiambretti. Da qualche mese
a Markette e tra due mesi al
Dopofestival di Sanremo al
quale sta lavorando (Maria
Volpe) Memorabile la sua
imitazione di Maria De Filippi
con frustino, ma non per dare
unimmagine sado-maso, solo
per sottolineare la sua auto-
rit. Il risultato fu che Mauri-
zio Costanzo si infuri. Per
Maria mi telefon per dirmi
che lei non ce laveva con me.
POMODORO Livia Molfetta
(Bari) 21 aprile 1940. Magistra-
to. Attuale presidente del Tri-
bunale per i minori di Milano,
in magistratura dal 1965. Dal
91 al 93 stata capo di gabi-
netto al ministero della Giusti-
zia con Martelli e Conso
Con ragionevole certezza
sar la prima donna ad essere
nominata presidente del Tri-
bunale di Milano. La nomina
stata proposta allunanimit
dalla Commissione incarichi
direttivi al plenum del Consi-
glio superiore della magistra-
tura che dovrebbe ratificarla
forse gi dalla prossima setti-
mana [] docente universi-
tario autrice di molte pub-
blicazioni, lultima delle quali
stata A quattordici anni smet-
to, una raccolta di dodici sto-
rie di ragazzi di et inferiore
ai 14 anni finiti negli ingranag-
gi della giustizia minorile. Li-
via Pomodoro una delle po-
che donne a ricoprire in Italia
incarichi di vertice nella giu-
stizia. [...] Le donne sono entra-
te in magistratura 40 anni fa.
Pur rappresentando il 40 per
cento della forza lavoro, se-
condo uninchiesta di qualche
tempo fa del Csm, occupano
solo il 5 per cento degli incari-
chi direttivi, mentre il 95 per
cento di procure e tribunali
guidato da uomini. Nessuna
donna procuratore generale
o presidente di Corte dAssi-
se (Giuseppe Guastella).
ROSSI Nicola Economista
Deputato, ha lasciato i Ds per
non fornire ulteriori alibi
a se stesso e alla Quercia, per-
ch ha ormai maturato lidea
che sul terreno riformista la
sinistra ha esaurito tutte le
energie, ed quindi giunto il
momento di scoprire le car-
te. Cos ha scritto a Piero
Fassino, annunciandogli di
non voler rinnovare la tesse-
ra, e spiegando le ragioni del-
la rinuncia: si reso conto
che le mie posizioni spesso
procurano imbarazzo al par-
tito, ma che anche le posizioni
del partito mi creano disa-
gio. Di qui la presa datto
formale di una distanza, uni-
ta ai ringraziamenti. Da depu-
tato rimarr iscritto al gruppo
dellUlivo della Camera, ma
lo sar come parlamentare
non appartenente a nessuna
forza politica organizzata
(Francesco Verderami) Vel-
troni gli ha gi telefonato per
reclutarlo tra i suoi (e rinfor-
zando con ci lidea di essere
ormai non pi un ds, ma il ca-
po dei senza partito).
SAVIGNANO Luciana Milano
30 novembre 1943. Ballerina
Volto enigmatico, dolcezza
che scaturisce da lineamenti
netti, scolpiti; corpo sottile,
atletico. Sprigiona da sempre
unaura esoterica. Valeria
Crippa, che ha dedicato alla
grande danzatrice un bel li-
bro con unintervista-confes-
sione e un centinaio di foto-
grafie, scomoda Andr Breton
il quale ne LArte magica parla
di opere che esercitano su chi
le osserva una suggestione su-
periore a quanto possa capta-
re il pensiero tradizionale. La
Savignano , appunto, una
danzatrice magica, che molti
coreografi hanno utilizzato co-
me totem, come idolo sacro.
[...] Come Carla Fracci e Lilia-
na Cosi, la Savignano stata
uno splendido prodotto della
Scala. Ma certo ha sofferto
della presenza di quei due
fulgidi astri del balletto clas-
sico-romantico. Cos ha preso
unaltra strada, lontana dalle
eroine ottocentesche e dai
tut a tulle: la strada dei gran-
di coreografi contemporanei,
Pistoni, Bjart, Petit, Ailey,
che le hanno fatto scoprire le
geometrie sinuose del suo cor-
po, una sensualit pura e sti-
lizzata. Ecco lo scandalo della
seduttrice-killer nel Mandari-
no Meraviglioso (1968), le astra-
zioni di Ce que lamour me dit,
la passionalit di La voix hu-
maine, la divinit orgiastica
del Bolero. Avrebbe potuto a
quel punto spiccare il volo
verso altri lidi, Luciana. Tra il
73 e il 78 il Ballet du XX si-
cle di Maurice Bjart la port
sugli allori in giro per il mon-
do. Ma lei decise di rimanere
radicata alla sua Milano, alla
Scala (il mio involucro, il mio
rifugio), alla madre rimasta
vedova. Prefer, a unambizio-
sa e scintillante carriera in-
ternazionale, il familiare calo-
re umano (Alessandro Can-
nav).
I bambini non esistono pi. Babbo Natale nemmeno
Pannella digiuna, ma in tv ci va Capezzone
CATALOGO DEI VIVENTI
Di seguito pubblichiamo gli ultimi ag-
giornamenti al Catalogo dei viventi.
5062 italiani notevoli di Giorgio Del-
lArti e Massimo Parrini, edito da Mar-
silio. Le biografie in cui non indicata
la data di nascita si trovano per esteso
nel Catalogo.
il Giornale,
domenica 9 luglio
C
ELEBRIT Non date la caccia alle per-
sone celebri. In genere, vivono tra ri-
chieste di autografi e di spiegazioni e di bi-
glietti gratuiti; quindi gridando: Maestro, mi
firmi il suo ritratto!, o: Perch, perch ha fatto
finire male il suo ultimo romanzo?, o: Signora, sia buona, mi
faccia avere una poltrona per la sua serata donore, vi catalo-
ghereste subito tra gli Ammiratori Noiosi. Evitate anche di fi-
gurare tra gli Ammiratori Catastrofici, quelli che confondono
Toscanini con De Sabata e Silvana Pampanini con Franca Mar-
zi. Se vi interessano davvero, parlate loro con sincerit, con
semplicit: dite limpressione che vi fece ascoltarli (o leggerli
o vederli) in quella particolare circostanza, il conforto che ave-
te avuto da loro. Ve ne saranno gratissimi.
ABC
di Irene Brin
Per accedere al mondo dei grandi, i piccoli dovevano imparare a scrivere. Poi arriv la televisione
Notizia: a Fofi piaciuto lultimo 007
ANNO XII NUMERO 6 - PAG 3 IL FOGLIO QUOTIDIANO LUNED 8 GENNAIO 2007
LOOKEYLultimo film di Lars Von Trier,
intitolato Il grande capo, girato con il si-
stema automavision: una camera fissa, co-
mandata da un computer, decide a caso co-
sa riprendere. Altra curiosit: la pellicola
inframmezzata da fotogrammi casuali
(lookey) inseriti dal regista. Chi li scopre
tutti vince 4.000 euro (la Repubblica 4/1).
CAMPER Sul set di Sweeney Todd Johnny
Depp ha preteso che il suo camper fosse ar-
redato in sile marocchino, con tende e can-
dele profumate. Costo per i produttori del
film: 30 mila euro (M.P., Vanity Fair
21/12/2006).
CAMERINI Richieste di Frank Sinatra
per il camerino: Deve avere lussuosi tap-
peti, climatizzatore, specchi, quattro pol-
trone e un otorino-laringoiatra a disposi-
zione 24 ore su 24. Paul McCartney a ogni
concerto redige una richiesta lunga dodici
pagine che comprende, tra le altre cose, in-
dicazioni sui cibi e larredamento, dato che
lex Beatle vegano: niente prodotti e ali-
menti derivati da animali neanche negli
uffici e nelle altre aree del backstage, per
lavarsi solo Ivory Soap, perch gli altri sa-
poni contengono il 99,44 per cento di grassi
animali. Infine deve sempre avere vicino
un cane antibombe. Al contrario, modeste
le pretese di Bob Dylan: Il camerino sia
pulito, provvisto di gabinetto, acqua cor-
rente calda e fredda, illuminazione bril-
lante, un tappeto, quattro sedie (Camilla
Montella, Libero 2/1).
CREMADurante la cena al Palazzo Rea-
le di Milano dopo la prima scaligera, Ange-
la Merkel s fatta servire tre porzioni di fi-
la della crema di riso allo zafferano cuci-
nata dallo chef Serio Mei (Vanity Fair 4/1).
T Buckingham Palace cerca sul suo si-
to (www.royal.gov.it) una cameriera che ser-
va il t e a Elisabetta due volte al giorno.
Requisiti: uno studio approfondito sulla
storia delle porcellane reali e grande gusto
nel disporre biscotti e pasticcini. Paga an-
nua: appena 18 mila euro (e infatti il posto
ancora libero) (Vanity Fair 4/1).
YEOMAN Dopo regolare concorso, per la
prima volta nella storia stata assunta una
donna come guardiana della Torre dei Lon-
dra. Ancora sconosciuto il nome della si-
gnora che in estate entrer a far parte degli
Yeoman Warders (soprannominati anche
beefeaters, mangiatori di carne, forse in me-
moria della razione di carne con cui erano
ricompensati quando fu istituito il corpo,
nel 1485). Prima dovr seguire un corso di
addestramento, poi potr vestire la tradi-
zionale livrea rossa al fianco dei 35 commi-
litoni. Tra i suoi compiti, raccontare la sto-
ria della Torre ai turisti e tenere docchio i
corvi che sorvolano ledificio (secondo una
leggenda non devono mai essere meno di
sei, pena il crollo della Corona). In cambio
avr alloggio e paga di 24 mila sterline an-
nue. Per diventare Yeoman bisogna aver
servito con onore e distinzione per almeno
ventidue anni nellEsercito, nella Raf o nei
Royal Marines (Guido Santevecchi, Corrie-
re della Sera 4/1).
PARTI Aumento dei parti di donne over
quaranta in Spagna: dal 2002 al 2004, del 48
per cento (dal 2002 al 2004 le puerpere dai
46 ai 50 anni sono aumentate del 70 per cen-
to, passando da 205 a 349). Record: il 30 di-
cembre, a Barcellona una signora di 67 an-
ni ha partorito due figli, frutto di insemina-
zione artificiale sia di ovuli che di sperma.
Il giornale progressista locale El Perodico
de Catalunya ha assicurato che si tratta del-
la mamma pi vecchia del mondo. Ac-
compagnata in ospedale solo dalla cognata,
la donna rimasta anonima, avendo vendu-
to lesclusiva a un settimanale. Non ha rive-
lato se sposata o convivente. La stampa lo-
cale ha scoperto che di condizioni econo-
miche modeste ed essendosi dedicata per
tutta la vita alla propria madre ha deside-
rato sempre avere dei figli. Dopo linsemi-
nazione artificiale, eseguita negli Stati Uni-
ti, la signora, di origine andalusa, ha segui-
to una intensa terapia ormonale per ripri-
stinare la flessibilit della muscolatura ute-
rina e portare avanti la gravidanza fino a
quando i nascituri hanno raggiunto uno svi-
luppo sufficiente. Tenuta sotto controllo in
una clinica privata, andata nellospedale
solo nelle ultime settimane della gestazio-
ne. In Spagna la legge non stabilisce il limi-
te det per sottoporsi a tecniche di fertilit
(in Italia, Francia Gran Bretagna di 50
anni) (Gian Antonio Orighi, La Stampa 2/1).
DONNELastrologo Branko prevede che
il 2007 sar lanno delle donne, in partico-
lare quelle dei segni di fuoco: Maria De
Filippi, Sagittario, avr un successo supe-
riore a quello ottenuto con C posta per te;
Simona Ventura, Ariete, favorita dagli al-
tri in tutti i sensi; Loredana Lecciso, Vergi-
ne, casalinga mancata per sua fortuna in
quanto destinata allo spettacolo, avr im-
portanti occasioni di lavoro e incontrer un
uomo ricco e potente in grado di assecon-
dare le sue esigenze. Ad Antonella Clerici,
Sagittario, consiglio di vivere senza com-
plessi il suo giovane amore (Matilde Amo-
rosi, Chi gennaio 2007
SYLVABranko fece unesperienza dolo-
rosa quando nelloroscopo di Sylva Koscina
vide la malattia e la morte: Sentii un gelo
nel cuoreetacqui, ammettendosoltantoche
il suo quadro astrale era irto di difficolt.
Avrei voluto essermi sbagliato ma invece
qualche tempo dopo Sylva se ne and per
sempre. Per lungo tempo visse nel rimorso
di non essere stato sincero, poi mise in cor-
nice una foto dellattrice da cui non si sepa-
ra mai: Con quel gesto damore mi sentii
pacificato. Avevo fatto bene a tacerle la ve-
rit, consentendoledi godersi i giorni chele
restavano da vivere (Matilde Amorosi).
SFORTUNAA Colobraro, Matera, mille
abitanti, nominare il comune porta sfortu-
na. La superstizione nata prima della Se-
conda guerra mondiale, quando don Virgi-
lio, potest del paese, lanci uninvettiva
minacciando: Che possa cadere il cande-
labro. E a quanto pare, di l a pochi giorni,
il candelabro cadde. Perfino gli agenti del-
le pattuglie, quando per strada fermano
uno di Colobraro e leggono la residenza
sulla patente magari, incrociando le dita,
dicono: vada, vada (il sindaco del paese).
Qualche anno fa il comune, col contributo
di Regione Basilicata, Provincia di Matera
e Unione europea, ha lanciato il progetto
Colobraro terra del magico e del fantasti-
co, che ha portato alla pubblicazione di un
romanzo, La storia immaginata - Dentro le
stelle di Colobraro, e di 10 cartoline che ri-
traggono il paese tra saette fantasmi e trom-
be daria (Antonio Massari, La Stampa 2/1).
CACCIANel Parco marino di Ras
Mohammed a Sharm El Sheikh, Redouna
Bschary dellUniversit di Neuchatel e altri
ricercatori dellUniversit di Cambridge e
del Max Plank Institute di Stamberg, hanno
filmato azioni comuni di caccia tra cernie e
murene. Liniziativa della cernia, che per
invitare la murena, laspetta davanti alla
sua tana e inizia a scuotere la testa, disten-
dendo la pinna dorsale. Se la murena emer-
ge, la guida nel rifugio della preda. Il botti-
no consumato alternativamente dai due
predatori. il primo esempio di caccia
coordinata osservato nei pesci (Bschary).
Frequente tra lupi, leoni, scimpanz, licao-
ni, pellicani, sulleepoiane, lacooperazione
nella caccia rara tra esemplari di specie
differenti. Come i tassi del miele e gli uc-
celli indicatori golanera, che condividono
linteresse per le api e per i loro prodotti.
Luccello esplora in volo il territorio alla ri-
cerca di alveari: quando li avvista entra in
azione il tasso, che accorre guidato dai suoi
richiami per raccogliere miele e larve, la-
sciando alluccello cera e api (Roberto Fur-
lani, Corriere della Sera 2/1).
Tre creme di riso per la Merkel
ABS T RACT S
J AMES BOND
Il Sole-24 Ore, sabato 9 dicembre
B
ucarest. Lhanno chiamata Europa, con
raro tempismo, gi tre lustri fa. la fa-
vela cino-rumena nata su uno zoccolo di
polvere e rifiuti nellarea Fundeni-Colenti-
na, poco fuori Bucarest. Ufficialmente, ci
vivono tremila cinesi o poco pi.
Visitare Europa illuminante per ana-
lizzare le correnti sottomarine del mercato
del lavoro dellUnione europea a 27. Una
bassa distesa di baracche fatiscenti in la-
miera, lontane parvenze degli hutong, i
quartieri antichi di Pechino, chiusi alla vi-
sta dei mezzi in transito, ma bruli-
canti di carrelli, bici, merci,
affari. Qui si traffica in tutto,
dai rottami al money tran-
sfer.
A fianco, giusto dallaltro
lato della ferrovia, in poche
settimane spuntata Dra-
gon Rocul, il Dragone rosso,
centro commerciale cino-
rumeno, business da 100
milioni di euro, su ottanta
ettari, 120mila metri qua-
dri coperti, otto lotti divisi
in trecento negozi, capoli-
nea delle merci cinesi in
arrivo dalle banchine del
porto di Costanza, sul mar
Nero.
Dragon Rocul, di fatto il
pi grande ingrosso europeo
di prodotti made in China,
nasce dal matrimonio tra
Jiang Xin Jie, 34 anni, ex am-
bulante di pantaloni, a Buca-
rest dal 1994, e Nicolae Dumi-
tru, re delle costruzioni, patron
della Niro group. Unintesa impastata di
pragmatismo: il Governo non d i soldi per
le infrastrutture? Bene, la strada di acces-
so al Centro allingrosso ce la si fa da soli.
Dragon Rocul d la cifra della rampante
classe imprenditoriale cinese ormai radi-
cata in Romania. Luci e ombre. Insieme a
Marius Tirui, giovane imprenditore di Bu-
carest, ci siamo fatti largo tra decorazioni
natalizie e lanterne rosse, Babbi Natale e
ceffi della security, abbiamo chiesto se ci
sono ancora spazi liberi. La risposta, rude,
stata che Dragon full. Via, andare.
Questa Europa corre il rischio, con la sua
riserva di immigrati clandestini, di far da
serbatoio per le braccia che mancano alla
Romania. Perch il mercato del lavoro ru-
meno ridotto a letto asciutto di un fiume
in secca. Quindici anni fa il fabbisogno di
edili era di 600mila, ora ce ne sono 360mi-
la. Secondo il primo ministro Tariceanu il
deficit del 40-50 per cento.
Marco Manganaro qui ha creato le pre-
messe per la nascita di Obiettivo La-
voro Europe, societ per la ricerca e
selezione di lavoratori estero su
estero. Ricorda: Con Obiettivo la-
voro spa abbiamo portato edili qua-
lificati in Italia. Adesso tocca al mer-
cato locale. Con laiuto di una ban-
ca stiamo mettendo a punto un fon-
do per lautoimprenditorialit di
chi rientra, rivela il presidente,
Alessandro Ramazza. Daniele
Mancini, ambasciatore italia-
no a Bucarest, osserva: Sta
passando, gradatamente, la
fase dei lavoratori intesi co-
me vuoti a perdere, la Ro-
mania prende atto delle ri-
sorse umane.
La diaspora di due milioni
di rumeni tra Spagna e,
soprattutto, Italia, ha de-
sertificato il Paese, co-
stringendo il Governo a
regolarizzare (e a far as-
sumere) operai cinesi, pe-
na la fuga delle fabbriche
straniere. Una beffa in pi per i 500mila vi-
cini moldavi che chiedono, col cappello in
mano, la cittadinanza rumena. Il loro futu-
ro assomiglier al presente: lavoro s, ma
transfrontaliero.
Un rischio molto tangibile, quello della
fuga. Che fa paura. Bisogna utilizzare i 15
miliardi di euro di fondi strutturali europei
destinati alle infrastrutture che dal 1 gen-
naio faranno di Bucarest un immenso can-
tiere. Aziende di Galati, Focsani, Oradea,
Sf. Gheorghe gi alzano bandiera bianca.
Mancano operai, capomastri, geometri. A
Bacau la storia delle operaie tessili cinesi
portate l a lavorare dalla Wear company
rimbalzata sullemittente Pro Tv, sulle pa-
gine di Gandul e Cotidianul.
Antonello Gamba, titolare della Wear
company, va gi piatto: Le rumene in que-
sta fabbrica non vengono, le cinesi s. Che
c di strano?. Ne ha assunte 250 per tre
anni, guadagnano otto volte pi della Cina.
Vivono e lavorano in un capannone. Presto
saranno mille.
Il Governo rumeno ha lanciato una cam-
pagna di informazione per gli immigrati
sulle opportunit del Paese. Un Comitato
interministeriale allopera. Ma per Catlin
Speriatu, dirigente di una societ edile i
rumeni vogliono lo stesso stipendio delle-
stero. Impossibile. Cos dei 10mila permes-
si per stranieri, ne sono stati utilizzati
2.500.
Non possiamo drenare solo risorse ha
ammonito il ministro degli Interni Giuliano
Amato (in arrivo a Bucarest il 18 gennaio)
durante il convegno organizzato da Tito
Boeri per la Fondazione de Benedetti sui
nuovi ingressi Ue. Per a Torino, seconda
citt per presenza rumena dopo Roma, di-
ce Stefano Molina della Fondazione Agnel-
li, statisticamente non c un quartiere
senza rumeni. Sono trentamila. A Porta Pa-
lazzo, la Chiesa ortodossa trabocca di fede-
li. Dal 1 gennaio potranno votare alle am-
ministrative e chiedere la cittadinanza in
tempi dimezzati. Non tutti, ovviamente,
hanno un lavoro. N lo troveranno grazie
allassenza di moratoria. Cosa succede, al-
lora, ai rumeni? La Caritas Ambrosiana di
don Roberto Davanzo collabora con
AproAbele, onlus di Bucarest. Dice Marici-
ca Ciodaru, la responsabile: I miei conna-
zionali vogliono tutto e subito. Sognano ad
occhi aperti. E anche quando tornano a ca-
sa sconfitti, raccontano di meravigliose e
inesistenti realt.
Rita Fatiguso
Non ci son pi romeni, Bucarest importa cinesi
La Stampa, mercoled 27 dicembre

stato sufficiente che un impiegato ze-
lante eseguisse il compito che gli era
stato affidato e clic, unintera generazione
di uomini e donne stata erased - come
dicono i computer - cancellata. laltro vol-
to dellefficienza, quello che in Slovenia ha
portato nel 1992 alla cancellazione dai re-
gistri di residenza di 18 mila persone, di-
ventate da un giorno allaltro straniere in
casa propria, non-cittadini del loro stesso
paese.
una storia vecchia, rispondono oggi i
funzionari del governo sloveno se gli si
chiede notizie di quei 18 mila. Non se ne
parla pi, nei giorni delleuforia che pre-
cedono lingresso nelleuro. Il massimo che
si riesce a ottenere, nelle strade festanti
della capitale che si prepara a ospitare
premier e ministri degli Esteri degli stati
membri, qualche sguardo di sufficienza,
braccia allargate, occhi alzati al cielo come
a dire pazienza. Il primo paese ex co-
munista a entrare nella valuta europea -
come ripetono con orgoglio i banchieri cen-
trali di Lubiana - non ha nessuna voglia di
ritornare su quella vecchia storia.
Ma la storia non vecchia per niente: so-
no ancora 6 mila - in una popolazione che
non arriva ai due milioni - a versare nel-
lincredibile situazione di izbrisani, di
cancellati dai registri della nazione. E la
gran parte degli altri non si ancora ripre-
sa dai danni legati a oltre dieci anni di vita
da clandestini. Danko Marincek nel 1992
aveva 20 anni. Stava tornando a Maribor, la
citt dove nato, a nord est di Lubiana, da
un viaggio in Austria dove era stato per vi-
sitare suo padre malato. Lo hanno fermato
alla frontiera e gli hanno detto che il suo
documento non era valido. stato trasferi-
to in un campo di ospitalit per nomadi, e
qualsiasi richiesta alla polizia di tornare a
casa sua, alla sua bottega di artigiano, alla
sua famiglia si scontrava contro un dato
ineluttabile: la sua identit non corrispon-
deva a nulla. Io non ero nulla, disse in
unintervista nel 2003, prima che di lui si
perdesse qualsiasi traccia. Altri hanno sco-
perto di essere stati cancellati quando so-
no andati a rinnovare la patente, a richie-
dere un certificato per acquistare una casa,
a sposarsi.
Allora ero molto vicino agli ambienti
della presidenza - ricorda Ciril Slobec,
scrittore, accademico di spicco, traduttore
di Montale e di Quasimodo - e cera una
parte politica che non era convinta che la
Slovenia ce la facesse a divenire indipen-
dente. Dopo la guerra dei 10 giorni (giugno
1991, ndr), mentre la Jugoslavia affondava
nel caos, un governo di destra decise: chi
non si registra entro un mese sar cancel-
lato dalle liste di residenza. Fu un atto po-
litico, pi che burocratico: Quei 18 mila
erano percepiti come un pericolo per il
neonato stato nazionale - dice ancora Slo-
bec - Neppure i liberali osarono contraddi-
re la destra per paura di essere accusati di
tradimento. E cos figli di ex ufficiali del-
lesercito jugoslavo o di funzionari di origi-
ne serba, croata, bosniaca, si ritrovarono
fuori, erased, izbrisani, cancellati.
La tempesta burocratica si abbatt su
quei 18 mila senza che essi neanche sapes-
sero di essere cos numerosi: ognuno si sen-
tiva un caso particolare, figlio illegittimo di
una patria improvvisamente matrigna. Ci
hanno messo dieci anni prima di riunirsi in
unassociazione, di uscire dal silenzio dei
vinti e avere il coraggio di parlare. Dushan
Vulovic non ha mollato la battaglia con la
burocrazia neanche per un giorno. Dopo un
anno di richieste, permessi di soggiorno
temporanei, avvocati, tornato nellufficio
da cui era partito: Mi dissero che dovevo
fare un esame di lingua slovena, e gli ri-
sposi che essendo sloveno non avevo nes-
sun problema, ma volevo che mettessero la
richiesta per iscritto. Limpiegata si rifiut
e mi chiese il documento che era appena
arrivato dalla Jugoslavia. Lo guard e mi
spieg che siccome la Slovenia non aveva
nessuna relazione diplomatica con la Ser-
bia, quel documento non aveva nessun va-
lore legale. Per avere quel pezzo di carta ci
avevo messo un anno. Si comportarono co-
s con tutti i cancellati, e lo fecero nel mo-
do pi ostinato e feroce possibile. Prima ti
dicevano che dovevi procurarti quel docu-
mento, poi ti comunicavano che quel docu-
mento non aveva per loro nessun valore.
Nel frattempo i giorni passavano e noi era-
vamo clandestini in terra slovena. Il padre
di Dushan era un impiegato nellarmata Ju-
goslava, lui nato in Slovenia e ancora
combatte per vincere la sua guerra con la
burocrazia: Anessuno interessa che siamo
nati qui, che qui vivono i nostri parenti, che
ci sono vissuti per tutta la vita. La maggior
parte degli sloveni pensa che gli izbrisa-
ni se la sono voluta. Non hanno presen-
tato la domanda di cittadinanza in tempo -
dice Dmitri, piccolo commerciante - e non
lhanno chiesta perch non credevano nel-
lo stato nazionale sloveno... Certo, qualcu-
no ci andato di mezzo per ignoranza, ma
in Jugoslavia abbiamo perso tutti, non solo
loro.
Francesca Sforza
La Slovenia nasconde 18mila izbrisani
Panorama, gioved 14 dicembre
C
on questo sono, se non erro, 22 i film
ispirati al personaggio di James Bond,
creazione letteraria di uno scrittore medio-
cre, di cui pian piano ci siamo dimenticati,
come successo altre volte, a favore della
sua creatura, ma soprattutto perch i film
hanno soppiantato i romanzi, sono pi di-
vertenti dei romanzi. Ventidue e il venti-
duesimo dei pi persuasivi, per chi anco-
rariesceadappassionarsi ai prodotti di una
mass culture ripetitiva, ossessiva. Oggi pi
che le indicazioni del pubblico contano gli
studi di mercato, le indagini degli addetti ai
lavori. La forza di James Bond su tanti altri
prodotti destinati allenorme pubblico del
globo, o della sua parte meglio stante, or-
mai nella sua anzianit: 22 film, nessun al-
troeroedel cinemaduratoaltrettanto, pi
di quarantanni!, e tutti sono stati kolossal
costati tantissimo e che hanno incassato,
quasi tutti, molto di pi di quanto siano co-
stati. Lultimo, sorpresa!, il piazzardato e
unodei meglioriusciti, perchunfilmtut-
to al presente, dentro i miti del nostro atro-
ce presente. [...] Casino Royale non solo de-
gno di Goldeneye e di Goldfinger o Thunder-
ball, ma sa anche darci un Bond fisicamen-
te inedito, nuovo, efficacissimo quanto di-
verso dal modello Connery-Brosnan.
questa la scommessa maggiore del film
egli autori lhannovinta. Unantipatico-sim-
patico nella schiera dei duri dello schermo,
pi Kirk Douglas che Sean Connery, pi
brutto che bello, pi muscoloso che elegan-
te, pi impostato che con stile, e fin troppo
ariano, e biondo, e si direbbe perfino con
qualcosa di tedesco, secondo le convenzio-
ni cinematografiche del passato. [...] Daniel
Craig potrduraresulloschermo, credo, an-
chepilungodei predecessori. Gli autori di
Casino Royale hanno rispettato le conven-
zioni cui lo spettatore si abituato, secondo
la regola dei generi e dei serial: cambino le
apparenze, ma non le sostanze.
Tra le costanti, ecco la parata dei catti-
vissimi alla conquista del mondo, per pi
insicuri e nevrotici dellimperturbabile
Bond, e dei loro sicari, degna di Dick Tracy:
nei romanzi essi sono di preferenza medi-
terranei e meridionali, meglio se balcanici
o turchi o meticci o vagamente italiani per
lo snobrazzista Fleming e di conseguenza
per i primi film della serie. Ed ecco le bel-
lezze esotiche che si sacrificano per lui, i
gadget, un mister M suo capo che molto
menoumanodelloSmiley di JohnLeCarr,
le ambientazioni varie e lussuose o lussuo-
sissime, le superautomobili, gli hotel e le
ville di massimo sfarzo nei luoghi pi belli
ed esclusivi del pianeta, le scene madri con
grandi esplosioni o distruzioni, lalcol e le
sigarette, lassenza di psicologia e gli scon-
tri incontri assolutamente primari, le trame
a puzzle e il gioco dazzardo come risorsa
narrativa (che al centro della scena pi
densa di Casino Royale), il rimando a mo-
delli letterari e cinematografici lontani, dal
gotico al decadente, frammisti a una post-
modernit da videogiochi che si fa ridon-
dante nelle lunghissime scene di azione de-
stinate al pubblico dei film a inseguimento
e a effetti speciali venuti in uso negli anni
Ottanta, ledonismo esibito dei protagonisti,
i supercattivi come Bond, e cos via.
Ma cosa c di cambiato, infine? I cattivi:
la splendida galleria dei malvagi continua,
ed meridionale ma non araba [...]. Le don-
ne sono due, una generica, la pi bella, la
prima, e una specifica, quella che si sacrifi-
ca, altafunzionariadi banca(il denaro, sem-
pre, anche quando si tratta di sentimenti).
Bondhaunfisicodarivistadi fitness oggi in
voga; il giro del mondo dellavventura si
conclude in una Venezia di facili crolli e di
acquatiche agonie; i computer e i telefonini
sono i gadget indispensabili, anzi fonda-
mentali; il capo di Bond una donna, uma-
na nei limiti del ruolo, Judi Dench; non c
pi una segretaria addetta a Bond, quella
delle puritane battute a doppio senso; la
storia damore molto pi cupa e pi ro-
mantica del solito; il finale pi aperto e
pi allusivo: il terrorismo e i suoi manovra-
tori sono meno fantascientifici e pi reali-
stici del solito, e Bond deve cercare chi sta
dietro, senza davvero riuscirvi se alla fine,
puniti i cattivi, si ricominciaecenesonoal-
tri nellombra. Per inciso, non si parla mai
dell11 settembre.
Ma torniamo al Bond di Daniel Craig e
allabile dialogo che con lui intrattiene la
Vesper di Eva Green: un concentrato di
pseudopsicologia che svela ci che Sean
Connery e le sue belle cercavano di na-
scondere: lorigine povera di entrambi, e
diciamo pure, esplicitamente, volutamente,
vittoriosamente, cafona. Fleming era uno
snob che si idealizzava in Bond, ma abba-
stanza accorto da pensare allidentificazio-
ne dei suoi lettori, membri di classi molto
pi basse. Martin Campbell rincara la dose
e Daniel Craig ci mette del suo: arroganza,
sicurezza, biondezza, muscoli, smorfia e
una certa qual volgarit di arricchito. Li-
dentificazione pi facile, di oggi. Con-
nery (e Brosnan) pretendevano di vendere
classe agli spettatori delle grandi platee,
Craig ci sbatte in faccia la sua e nostra vol-
garit di arricchiti, o di veneratori della ric-
chezza, di cui sesso e violenza sono gli in-
dispensabili corollari.
Goffredo Fofi
Corriere della Sera, mercoled 3 gennaio
L
ondra. Alla conferenza di Teheran, nel
1943, il presidente Franklin Delano
Roosevelt introdusse Stalin a uno dei do-
ni della democrazia americana: il Martini.
Gli chiese se era di suo gradimento. Il dit-
tatore sovietico rispose: Va bene, ma fa
sentire freddo nello stomaco. Nel 1961 fu
il turno di Nikita Krusciov, durante
un incontro con John Kennedy a
Vienna: larma pi potente
degli Stati Uniti osserv il
nuovo capo del Cremlino.
Con precedenti storici del
genere non sorprende
che il Martini cocktail
abbia ispirato Ian Fle-
ming, che lo ha reso im-
mortale nella versione
preferita dallagente 007:
shaken, not stirred, vale a
dire shakerato, non mesco-
lato. Tutto chiaro allora?
Assolutamente no, a partire
dal nome e dagli ingredien-
ti. Perch nel drink preferi-
to da James Bond, del ver-
mouth Martini italiano non
c nemmeno unombra. Se-
condo gli esperti, il nome de-
riva da una corruzione di
Martinez, citt californiana
dove un barman di fine Otto-
cento cominci a prepararlo. E la
ricetta giusta codificata nel primo ro-
manzo della serie, Casino Royale del 1953,
tre parti di gin, una di vodka e mezza di
Lillet Blanc, shakerare sul ghiaccio e ag-
giungere una scorza di limone. Nome di
questa versione Vesper Martini.
Vesper la prima Bond Girl, lagente
doppia di cui la spia al servizio di Sua Mae-
st si innamora allinzio della serie e alla
quale dedica galantemente la sua ricetta.
Come molti dei personaggi di 007 anche Ve-
sper Lynd aveva tratti presi dalla realt:
Fleming si era ispirato alla contessa polac-
ca Krystyna Skarbek, che durante la secon-
da guerra mondiale aveva lavorato per lin-
telligence britannica con il nome di
copertura di Christine Granville
e aveva avuto una relazione con
lo scrittore inglese. Ora il Ve-
sper Martini e la bella signo-
ra sono tornate di gran moda
a Londra grazie al successo
di Casino Royale, lultimo
film di Bond interpretato da
Daniel Craig (Vesper Eva
Green) che sta per sbarcare
anche nei cinema italiani.
Un grande successo annun-
ciato che dovrebbe permet-
tere al marchio 007, giunto
alla 21esima puntata,
di scavalcare Star
Wars e diventare con
4 miliardi di euro in-
cassati al botteghino
il pi ricco nella sto-
ria.
Nelle sue incarnazio-
ni Bond, il mio nome
James Bond, ha fatto felici
oltre ai produttori cinematografici
una quantit di aziende. Tutte di classe,
naturalmente. Maison di champagne, case
automobilistiche, fabbriche di orologi. Gli
spettatori pi fedeli non avranno difficolt
a scoprire che 007-Daniel Craig ha cambia-
to un po i suoi gusti, in omaggio a una mez-
za dozzina di sponsor paganti. Tanto che
sulle pagine di economia dei giornali in-
glesi Casino Royale stato ribattezzato Li-
cenza di vendere.
Gli unici ad aver avuto pubblicit gratis
sono i produttori francesi del vermouth Lil-
let. Monsieur Bruno Borie, proprietario e
direttore dellantica azienda (sette dipen-
denti) esulta per il boom di ordini. Il Lillet
che d un tocco di eleganza al cocktail di
Bond ha avuto parti in altri film, dalla serie
tv sui mafiosi italoamericani Sopranos al Si-
lenzio degli innocenti, in cui Hannibal Lecter
invita la vittima a bere prima di ucciderlo
e mangiargli il cervello. Ma lo stile leggero
di James Bond unaltra cosa.
Niente Italia, dunque, nel Martini per-
fetto? Niente paura. A Londra il tempio
del Martini cocktail il bar dellhotel
Dukes di St. Jamess Place, dove il manager
il carismatico Tony Micelotta, assistito da
Massimiliano Prili, fiorentino, Alex Boggio
dellElba e Angelo Canessa di Portofino.
Meglio shakerato o mescolato? Massimilia-
no Prili risponde a sorpresa: N luno n
laltro, si rischia di rovinarlo annacquan-
dolo col ghiaccio. Noi lo versiamo diretta-
mente in un bicchiere a meno 15 gradi. Gin,
oppure vodka; due o tre gocce di Martini
Extra Dry e una scorza di limone fatto ve-
nire dallItalia, se possibile da Sorrento.
Mistura poderosa, arma letale come di-
ceva Krusciov. S, in effetti sconsigliamo
sempre ai clienti di andare oltre il secondo.
Noi diciamo che un Martini non abba-
stanza, tre sono troppi, due vanno bene, co-
me con le donne, spiega il barman Massi-
miliano. Comunque sia il maestro Mice-
lotta che io preferiamo un bicchiere di vi-
no rosso. Unidea per la prossima reincar-
nazione di James Bond.
Guido Santevecchi
Il Martini, larma pi potente degli americani
Lespresso, gioved 4 gennaio
D
onna Assunta Almirante, la vedova di
Giorgio Almirante fondatore del Msi
in una intervista a La Stampa chiarisce
alcuni aspetti del neofascismo italiano. Il
primo che questo neofascismo la co-
pia conforme di quello di regime: un cep-
po originario socialfascista, autoritario,
mussoliniano in cui si appaiato in Al-
leanza nazionale un fascismo borghese di
regime.
Linteressante dellintervista di donna
Assunta che in questo ibrido politico la
forza dirigente e portante ancora quel-
la missina, che cio Alleanza nazionale
resta un partito fascista.
Dice donna Assunta: Fra An e Msi non
c differenza. La casa la stessa, le per-
sone che vi abitano pure, la via politica
del partito non cambiata.
Scusi, le chiede lintervistatore, ma
Fiuggi?. A Fiuggi si va a bere lacqua
minerale per curare i reni. Il partito an-
cora quello e lelettorato, sebbene sia au-
mentato, anche. Fini sta sbagliando. Non
capisce che la sua gente non vuole per-
dere la sua identit. Fini giovane, non
ha vissuto la parte pi dura della nostra
storia, quella che hanno vissuto i Matteo-
li, i Nania, i La Russa, i Gasparri che era-
no giovani di piazza. Io sono felice di ce-
lebrare con loro la storia gloriosa degli
uomini che hanno fatto quel partito.
Fa eco alla vedova Almirante Maurizio
Gasparri: Io non mi vergogno delle mie
origini politiche, anzi ne vado orgoglioso.
Dice la vedova Almirante che il partito
neofascista di Alleanza nazionale non
vuole perdere la sua identit, ma la vera
identit del partito neofascista di es-
serne priva, di comporre tutte le contrad-
dizioni come del resto fa donna Assunta
per la sua biografia. Lei fascista ma nel
suo cuore anche di sinistra, suo marito a
volte aveva limpressione dellaver sposa-
to una comunista.
La ubiquit ideologica tipica dei fa-
scismi: non era nazional socialista il regi-
me nazista? Non era sociale la repubbli-
ca di Sal?
Il primo poteva cos permettersi di ave-
re strutture e valori medioevali e prati-
che schiavistiche, la seconda di resusci-
tare le corporazioni avendo per motto di
andare verso il popolo.
A oltre mezzo secolo dalla sua presun-
ta morte, il fascismo italiano conosce una
nuova fortuna non avendo fatto nulla per
meritarla. Il suo vergognoso passato trova
per strada le vergognose giustificazioni
del revisionismo storico: rimasto legato
fino allultimo al nazismo delle camere a
gas? S, ma lo ha fatto per rimaner fedele
al compagno darme.
Poi con i suoi ascari ha venduto i
suoi voti alla Democrazia cristiana? S,
ma lo ha fatto per salvare lItalia dal co-
munismo.
Ha poi compiuto il suo impudente vol-
tafaccia con la visita al sacrario dellOlo-
causto a Gerusalemme? S, ma in difesa
della civilt cristiana minacciata dal ter-
rorismo islamico.
Alleanza nazionale la pi fedele al-
leata di Berlusconi, cio della borghesia
capitalista per cui il socialista Mussolini
aveva seminato di mine la pianura pada-
na? S, ma come dice donna Assunta, sia
lode ai sempre fascisti del Msi e di An
per aver riportato il partito al governo del
Paese.
Agli italiani questo fascismo visionario,
arrogante nel vuoto, voltagabbana nei sa-
cri ideali piace, lo vota, perdona i suoi de-
litti. un modo di essere, di stare in poli-
tica disponibile, ma a parole fiero, onesto
ma pronto ai buoni affari. un fascismo
che, come la Chiesa, concede a tutti le
confessioni e i perdoni.
Giorgio Bocca
Bocca
Fini fascista, An pure.
A Fiuggi si va
per bere lacqua minerale
ANSALDO Marco. 50 anni, di Torino, ca-
poservizio della redazione sportiva della
Stampa. Ha cominciato nel 78 collaboran-
do con il Corriere dello Sport, dove stato
assunto nell82. Dall89 al 91 ha scritto per
la Repubblica. Sposato, due figli: Alice e
Andrea. Nel tempo libero gioca a calcio,
corre e va in palestra.
BASSETTI Remo. 46 anni, di Napoli. Vi-
ve dal 1992 a Torino ed notaio. Insieme a
due suoi colleghi ha fondato nel 2005 il
magazine di recensioni Giudizio Univer-
sale, di cui direttore responsabile. Ha
scritto: Storia e storie dello sport in Italia.
DallUnit a oggi (Marsilio 1999), Derelitti e
delle pene. Carcere e giustizia da Kant allin-
dultino (Editori Riuniti 2003). anche
maestro di scherma (ha vinto un campio-
nato mondiale maestri).
BOCCAGiorgio. 86 anni, di Cuneo. scrit-
tore e giornalista, editorialista per Re-
pubblica ed Espresso. Ha fatto parte della
Resistenza nelle formazioni Giustizia e Li-
bert e, nellimmediato dopoguerra, ha
iniziato la carriera di giornalista. stato
redattore della Gazzetta del Popolo e del-
lEuropeo, inviato del Giorno e uno dei
fondatori della Repubblica. Nell86 ha
ideato il programma tv Duemila e dintorni
(per Canale 5), nell88 Il cittadino e il potere
(per Rete 4). Tantissimi libri, lultimo Le
mie montagne (Feltrinelli). Sposato, tre fi-
gli: Guido, Nicoletta e Davide. Nel tempo
libero passeggia nel parco di Milano o va
a sciare a Courmayeur.
BRINIrene. Pseudonimo di Maria Rossi,
nata nel 1914 e morta nel 1968. stata in
Italia iniziatrice di un giornalismo leggero
e colto. Ha collaborato fra laltro allOmni-
bus di Leo Longanesi e alla Settimana In-
com di Luigi Barzini jr. (firmandosi Contes-
sa Clara). Ha scritto tra le altre cose, Usi e
costumi 1920-1940 pubblicato nel 1981, Olga
a Belgrado e i racconti Le visite. Ha fre-
quentato per diversi anni Bordighera dove
sepolta.
FATIGUSO Rita. pugliese, classe 62, dal
settimo biennio dell'Ifg di Milano transi-
tata al Sole-24 Ore. Oggi, con la direzione
De Bortoli, pu sbizzarrirsi sui prediletti
temi del lavoro, ma in chiave globale. Iro-
nia della sorte, vivo nella Chinatown mila-
nese Un figlio, Alejandro Jos.
FOFI Goffredo. Nato a Gubbio il 15 apri-
le 1937. vissuto per molti anni in Fran-
cia e ha lavorato come insegnante e assi-
stente sociale a Torino, Palermo e Napoli.
stato redattore capo di Scena e Linea
dOmbra e nel 1995 ha fondato la rivista
La Terra vista dalla Luna. direttore del-
la rivista Lo straniero, scrive per Interna-
zionale e Panorama. Autore di diversi li-
bri, tra cui: Prima il pane (Donzelli 1991),
Strana gente (Donzelli, 1993), La vera storia
di Peter Pan (Edizioni e/o 1994), Pi stelle
che in cielo. Il libro degli attori e delle attrici
(E/O 1995), Come in uno specchio. I grandi
registi del cinema (Donzelli 1995), Strade
maestre. Ritratti di scrittori italiani (Don-
zelli 1996), Maladetti giornalisti (con Gad
Lerner e Michele Serra) (E/O 1997), Sotto
lUlivo. Politica e cultura negli anni 90 (Mi-
nimum fax 1998), Santosuosso (con Fer-
ruccio Giromini) (Castelvecchi 1998), Le
nozze coi fichi secchi (LAncora 1999), Leg-
gere, scrivere, disobbedire. Conversazione
(con Stefano Benni) (Minimum fax, 1999),
Tot. L'uomo e la maschera (LAncora 2000),
Tot. Storia di un buffone serissimo (Monda-
dori 2004).
MESSINA Sebastiano. 47 anni, siciliano
di Giarre. Nel 76 inizia a lavorare a LOra
di Palermo, poi passa al Il Diario di Cata-
nia e quindi al Giornale del Sud di Giu-
seppe Fava. Dal 1980 a Repubblica, dove
stato corrispondente dalla Sicilia, capo
della redazione politica e critico televisi-
vo. Scrive la rubrica Bonsai.
SANTEVECCHI Guido. Corrispondente
da Londra per il Corriere della Sera.
SFORZA Francesca. 36 anni, romana.
Laureata in Filosofia, dopo la Luiss ha ini-
ziato a scrivere per il Messaggero. Dal 99
lavora alla Stampa, dopo quattro anni co-
me corrispondente da Berlino, oggi cor-
rispondente da Mosca. Di solito si occupa
di politica, economia e cultura. Questan-
no stata lunica giornalista italiana ad
essere stata diverse volte in Cecenia.
ANNO XII NUMERO 6 - PAG 4 IL FOGLIO QUOTIDIANO LUNED 8 GENNAIO 2007
Firme
Lapertura di prima pagina
stata realizzata da Massimo Parrini
LogicArt, novembre
Quadratini
CLUBI dieci club di calcio pi ricchi nel
2006: Manchester United (1.033 milioni di
euro); Real Madrid (761,6 milioni); Milan
(693,1 milioni); Arsenal (632,9 milioni);
Bayern Monaco (578,6 milioni); Juventus
(516,9 milioni); Chelsea (383 milioni); Inter
(379,2); Barcellona (331,1 milioni); Liverpool
(278,4). I dieci calciatori pi pagati nel 2006:
Beckham (20,3 milioni di euro); Ronaldo
(17,3), Zidane (14,3); Ronaldinho (10,5); Totti
(10,1); Owen (9,7); Lampard (9,4); Kahn (8,2);
Raul (7,9); Del Piero (7,9) (la Repubblica
3/1).
SPORTIVI Lo sportivo che guadagna di
pi al mondo il campione di golf Tiger
Woods, con 66,7 milioni di euro lanno. Al
secondo posto Michael Schumacher con
43,6 (il prossimo anno, come consulente
Ferrari, guadagner 4,5 milioni di euro).
Seguono: il golfista Phil Mickelson (35,3 mi-
lioni); Valentino Rossi e Fernando Alonso
(30 milioni); il cestista Kobe Briant (23,3 mi-
lioni) e il collega Shaquille ONeal (22,5), il
giocatore di baseball Alex Rodriguez (21,8),
il giocatore di football Tom Brady (21,8), Da-
vid Beckham (20,3 milioni), il cestista Le-
Bron James (19,5) (la Repubblica 3/1).
SCHUMACHER Come regalo per i suoi
38 anni Michael Schumacher ha comprato
unautomobile Shelby Cobra Daytona Su-
per Coup 65 (di cui esistono solo sette
esemplari). Segreto il prezzo. Si tratta del-
la trentesima vettura privata di Schuma-
cher (la Repubblica 3/1).
PALLONELemiro del Qatar Mohammed
bin Hamad al-Thani un paio di mesi fa
compr per 1,88 milioni di euro il pallone
dorato usato per disputare la finale Italia-
Francia ai Mondiali di Germania. Disse:
Ero a Berlino per la finale e tifavo per lI-
talia, quindi per me il pallone ha un valore
affettivo. Non si capisce per quale pallo-
ne abbia acquistato, dato che per la finale
ne vennero usati una decina, lanciati di vol-
ta in volta in campo dai raccattapalle ap-
postati lungo le linee (il Giornale 3/1).
EUROLa circolazione di euro banconote
nellottobre 2006 ha raggiunto il record: 595
miliardi, quasi il triplo dei 221 miliardi del
gennaio 2002, quando entrato in circola-
zione (dati della Commissione Ue). Il Fi-
nancial Times calcola che il valore totale
delle banconote in euro di 610 miliardi,
pi di quello dei dollari in circolazione
(nellanalisi sono considerate le banconote
conservate nei forzieri delle banche com-
merciali, non quelle delle banche centrali).
Il biglietto che si diffonde pi rapidamente
quello da 500 euro (con un tasso di cre-
scita annuo del 14%), mentre tra le banco-
note di piccolo taglio vince il dollaro, che
resta la moneta pi usata allestero. Secon-
do la Commissione Ue, tra il 10 e il 20% dei
biglietti in euro circolano al di fuori dal-
leurozona (il Montenegro e il Kosovo, per
esempio, hanno adottato leuro come valu-
ta nazionale pur non appartenendo allU-
nione). Il dollaro continua a dominare le ri-
serve ufficiali di valute estere, con una quo-
ta intorno al 66% secondo le statistiche del-
la Bri (Banca dei regolamenti internazio-
nali). Ma, a cinque anni dalla sua introdu-
zione, anche su questo fronte leuro accre-
sce la sua influenza, guadagnando popola-
rit soprattutto tra i Paesi Opec, dal Vene-
zuela di Chavez allIran di Ahmadinejad, e
in alcune economie emergenti come la
Russia (Giuliana Ferraino, Corriere della
Sera 29/12/2006).
STOCKOPTION I supermanager delle
societ quotate questanno hanno arroton-
dato i loro stipendi grazie alle stock option.
In cima alla classifica Rosario Bifulco, ex
amministratore delegato di Lottomatica,
che si messo in tasca una plusvalenza sul-
le stock option di 37,3 milioni di euro. Mol-
to pi in basso il secondo classificato, Fran-
cesco Saverio Vinci di Mediobanca, con
17,6 milioni. Al terzo posto Marco Sala,
sempre Lottomatica, con 16,2 milioni. La
stock option su Ferrari ha regalato a Luca
Cordero di Montezemolo un guadagno di 10
milioni, un quarto dei profitti annuali del
Cavallino (Ettore Livini, la Repubblica 4/1).
TESORI La Svizzera ha restituito alle
popolazioni parecchi dei tesori depositati
nelle sue banche dai dittatori: finora 1.546
milioni di dollari, ma loperazione conti-
nua. Tra i soldi resi, 2,4 milioni di dollari
depositati da Benazir Bhutto, 600 milioni
di Imelda Marcos, 6 milioni di Mobutu Se-
se, 700 milioni delex dittatore nigeriano
Sani Abacha (Luigi Offeddu, Corriere del-
la Sera 4/17.
La Stampa, mercoled 3 gennaio
C
ome altre isole che furono felici, il
Parma sar messo allasta ma non ci
saranno divi di Hollywood e della canzo-
ne a mettere le offerte in busta chiusa
perch, dopo il fallimento della Parmalat,
questa societ non pi il bel giocattolo
con cui trastullarsi, n un approdo sicuro:
pi che unisola sembra un atollo, un bu-
co dacqua con un po di terra attorno,
bench il percorso di risanamento sia
stato di fatto completato, come ha detto
a la Gazzetta di Parma Roberto Cappelli,
consigliere di amministrazione, annun-
ciando la svolta societaria. Ma tramon-
tata lera dei sogni, delle vittorie, delle
ambizioni. gi molto essersela cavata
con la sopravvivenza nel tornado che ha
travolto limpero di Calisto Tanzi.
Il bando sar pronto oggi. Manca il da-
to pi intrigante: la cifra che definisce la
base dasta. La dirigenza la comunicher
in una seconda fase e sar inferiore ai 27
milioni e mezzo di euro chiesti qualche
mese fa. Semplicemente si invitano gli in-
teressati a contattare entro l8 gennaio la
Banca Profilo: il passo essenziale per
accedere alla data-room (cio ficcare il
naso nella contabilit del club) e riceve-
re dal Parma i tempi e i modi per le of-
ferte. Si potrebbe arrivare alla cessione
in tempo utile perch i nuovi proprietari
operino sul mercato di gennaio, ha assi-
curato Cappelli. Lodevole intenzione per-
ch servono investimenti sostanziosi per
ricostruire la squadra, penultima in cam-
pionato, con due vittorie e dieci sconfitte,
sedici gol segnati e incassati pi del dop-
pio. Nonostante un buon cammino in
Coppa Uefa, lo spettro della serie B si av-
vicina e con esso la prospettiva di un ul-
teriore taglio degli introiti, in particolare
quelli televisivi, gi mediocri perch i di-
ritti ceduti a Sky porteranno 52 milioni di
euro in 4 anni e in caso di retrocessione
neppure quelli.
Non unoperazione semplice. Lasta
potrebbe andare deserta, a dispetto delle
assicurazioni di Cappelli: Nellultimo
mese abbiamo riscontrato diverse mani-
festazioni dinteresse. In realt la mossa
di Enrico Bondi, il commissario straordi-
nario cui fu affidata la patata bollente
della Parmalat, serve a frenare la rabbia
che monta contro la dirigenza: lultima
contestazione stata dura, i tifosi accu-
sano Bondi di non aver mai considerato
le necessit della squadra (tre anni fa
disse che era una delle prime cose di cui
disfarsi) e di averla progressivamente de-
pauperata dei pi bravi: Gilardino, Baro-
ne, Simplicio, Bresciano, Paolo Cannava-
ro. In tre anni, Bondi non ha saputo tro-
vare un compratore: perch?, accusano
i Boys, la frangia ultr della curva.
La risposta pu essere che nessun per-
sonaggio affidabile bussava alla porta di
un club nel marasma. Adesso, invece, c
un bilancio con tre milioni di attivo nel-
lultima gestione e con crediti sostanzio-
si in Lega poich i 24 milioni pagati dal
Milan per Gilardino sono stati bloccati fi-
no a quando non sar definito il conten-
zioso con Pastorello, lex manager giallo-
bl che sostiene di aver diritto alla met
di quei soldi, in base a una scrittura pri-
vata. Denari bloccati ma che arriveranno
dopo la sentenza, in febbraio.
Il problema che il Parma un inve-
stimento dallorizzonte limitato. In citt
si parla di una cordata con Antonio Gi-
raudo e Flavio Briatore ma a parte i pro-
blemi personali (Giraudo squalificato,
Briatore ormai poco interessato al calcio)
non si vede il business che possa attrarre
due personaggi che, anni fa, volevano
comprare il Palermo o il Napoli, altra ro-
ba, soprattutto per i contratti televisivi.
Pastorello nega di voler tornare nei pan-
ni del proprietario; il costruttore Pizza-
rotti impegnato con le linee dellalta ve-
locit ferroviaria in Emilia ha smentito
una partecipazione. Tornano nomi gi
bruciati, dal misterioso svizzero Valen-
za a Lorenzo Sanz, ex presidente del
Real Madrid che il Parma avrebbe dovu-
to averlo da un pezzo ma che, dopo aver
versato un anticipo di 7 milioni e mezzo,
non trov i soldi per i pagamenti succes-
sivi e si vide sbattere la porta in faccia da
Bondi, perdendo la caparra. Sanz ha of-
ferto altri 2 milioni. Gli hanno sorriso in
faccia.
Vincer lasta chi garantir investi-
menti per 2 anni, mantenendo la forza la-
voro e il livello dellattivit sportiva. Ma-
gari non sar chi offre pi soldi, ha spie-
gato Cappelli. Ma non si andr troppo
per il sottile. Lisola felice non c pi.
Marco Ansaldo
BUS T E PAGA
Schumacher s comprato la trentesima automobile
Il Parma in attivo di tre milioni di euro, ma nessuno vuole comprarlo
Su ogni riga e su ogni colonna si succedono
blocchi di caselle nere. Ciascun blocco for-
mato da un numero di caselle indicato alla
sinistra di ogni riga e in cima a ogni colon-
na. La successione dei numeri descrive la
successione dei blocchi. Ogni blocco sepa-
rato da quello successivo da almeno una ca-
sella bianca. A schema completato, appare
una figura. Soluzione sul prossimo numero.
Qui sotto la soluzione del nemero del 18 di-
cembre: Donna
IL FOGLIO quotidiano
ORGANO DELLA CONVENZIONE PER LA GIUSTIZIA
Direttore Responsabile: Giuliano Ferrara
Vicedirettore Esecutivo: Ubaldo Casotto
Vicedirettore: Daniele Bellasio
Redazione: Annalena Benini, Maurizio Crippa,
Francesco Cundari, Stefano Di Michele,
Marco Ferrante, Alessandro Giuli, Paola Peduzzi,
Marianna Rizzini, Christian Rocca,
Nicoletta Tiliacos, Vincino.
Giuseppe Sottile (responsabile dellinserto del sabato)
Editore: Il Foglio Quotidiano societ cooperativa
Largo Corsia dei Servi 3 - 20122 Milano
Tel. 02.771295.1 - Fax 02.781378
La testata beneficia di contributi diretti di cui alla legge n. 250/90
Presidente: Giuseppe Spinelli
Consigliere Delegato: Denis Verdini
Consigliere: Luca Colasanto
Direttore Generale: Michele Buracchio
Redazione Roma: Lungotevere Raffaello Sanzio 8/c
00153 Roma - Tel. 06.589090.1 - Fax 06.58335499
Registrazione Tribunale di Milano n. 611 del 7/12/1995
Telestampa Centro Italia srl - Loc. Colle Marcangeli - Oricola (Aq)
STEMEditoriale spa - Via Brescia, 22 - Cernusco sul Naviglio (Mi)
S.T.S. spa V Strada 35 - Piano DArci (Ct)
Centro Stampa LUnione Sarda - Via Omodeo - Elmas (Ca)
Distribuzione: Societ Europea di Edizioni Spa
Via G. Negri 4, 20123 Milano Tel. 02/85661
Pubblicit: P.R.S. Stampa Srl
Via B. Quaranta 29 Milano, Tel 02.5737171
Pubblicit legale: Il Sole 24 Ore Spa System
Via Monterosa 91 - 20149 Milano, Tel. 02.30223594
e-mail: legale@ilsole24ore.com
Abbonamenti e Arretrati: STAFF srl 02.45702415
Una Copia Euro 1,00 Arretrati Euro 2,00 + Sped. Post.
ISSN 1128 - 6164
www.ilfoglio.it e-mail: lettere@ilfoglio.it
1
3
4
3
1
2
2
1
2
2
1
2
1
1
4
1
1
1
3
1
2
3
1
2
1
2
1 4 8
8
1
6
5
5
3 9
10
2 6
1 6
1 6
2 5
2 4 5
1 1 2 2 1
1 2 1
1 2 1
1 1 2
3 4
6 2
3 3 1
1 1 1
3 1
7
4
1
2
3
2
8
1
3
2
1
2
1
1
3
1
2
1
3
1
2
1
2
1
2
2
1
2
1
1
4
1
1
4
5
1
2
4
3
3
2
5
1
6 4
4 3 1
2 8
2 3 3
1 1 2 1
1 3 1 3
1 3 2 2
1 1
1 2 2
1 1 1
1 3 1 1
1 2 1 1
2 4
3 2 2
2 5 2
Tina. Tre anni dopo aver iniziato a girare film porno,
Siffredi si innamora di Tina, che gli chiede di scegliere tra
lei e il porno; lui sceglie lei, ma dopo due anni lascia Tina
e ritorna sul set: Il mio mondo, quello in cui sentivo di
poter crescere con spontaneit e piacere, era quello
della pornografia e dei film hard. Mi sono imposto
che non avrei mai pi anteposto nulla e nessuno
alla mia professione.
Francesi. Devo ammettere che dai francesi
ho imparato molte cose. La scuola francese
stata, per tre generazioni di attori, lunica
incontrastata in Europa Loro facevano dei
veri e propri film in trentacinque millimetri.
Agli inizi del cinema hard, al contrario di
oggi, si dava molto pi spazio alla trama che
al sesso; ora il sesso il novanta per cento se
non il cento per cento dei film per una pro-
duzione.
Doppiaggio. Peculiarit del cinema
hard americano, a differenza di quello
europeo, la tecnica della presa diretta.
Ma Siffredi apprezza il ricorso al dop-
piaggio da quando gir una scena in cui,
facendo sesso con troppa energia per
coinvolgere una partner svogliata, si era
preso una serie di insulti (Disgraziato! Ti
ammazzo! Smetti, non puoi farmi que-
sto!), che col doppiaggio erano diventati:
Oh, s, Rocco, fammi male, scopami
forte, oh, s, fammi godere.
Antitesi. Lantitesi fra la scuola
francese-europea e quella ameri-
cana potrebbe essere ridotta
allopposizione fra
mancanza
di sensuali-
t e
appassio-
nata profes-
sionalit.
Per quanto
questi due
metodi possano
essere massima-
mente antitetici,
entrambi possono
essere estremamente
utili Quello che intendo dire
che, anche se sono il primo a soste-
nere che il sesso non si pu recitare, al punto
che ne ho fatto il mio motto, tuttavia nel momento che ti
trovi davanti a una macchina da presa devi recitare.
Punti. Dsseldorf, Germania, 1988. Siffredi sul set di
un film americano diretto da Freddy Lincoln, quando la
protagonista, Alicia Monet, sotto leffetto di alcol e stupe-
facenti, lancia una serie di peti, e poi si mette in bocca il
pene di Siffredi, ma invece di fargli un pompino, glielo
morde: Il dolore stato indescrivibile: in un lampo ho
capito che, se lavessi spinta via, me lo avrebbe letteral-
mente strappato. Alicia continuava a stringere a
pi non posso e, allimprovviso, ho visto il sangue
colarmi sulle gambe. A quel punto lho presa
per la gola e le ho premuto le dita sulla glotti-
de; per non soffocare, lei ha dovuto lasciarmi e
poi ha cominciato a sputare. Sputava sangue.
Al pronto soccorso il medico gli deve mettere
dei punti attorno al glande.
Assicurazioni. Siffredi ha anche pensato di
assicurarsi il pene, ma i cavilli burocratici
erano troppi e alla fine ha lasciato perdere.
Buttman. La carriera porno negli States inizia
con il film Buttman Ultimate Workout, di John
Stagliano. Con il regista Siffredi gira tutta la
serie di Buttman (non solo negli Stati Uniti, ma
anche in Italia, in Inghilterra, in Francia, in
Ungheria, in Canada, in Australia e nei Paesi
Bassi), interpretando il ruolo di Dario, un attore
di cinema tradizionale che incarica il camera-
man John di cercare donne con bei sederi.
Senza presunzione posso dire che se oggi gli
attori europei sono molto pi rispettati e accetta-
ti negli Stati Uniti il merito sicuramente in gran
parte mio.
Premi. Nel 1991 Siffredi vince a Las Vegas il suo
primo Oscar, e lanno successivo a Cannes lHot
dOr come miglior attore del cinema. Da allora
a oggi ho ricevuto pi di cento riconoscimen-
ti Sono arrivato al punto che purtroppo
non vado pi nemmeno a ritirare i
premi che mi vengono assegnati.
Media. Se evito di
espormi ai media, sia
in Italia che in
Ungheria, dove vivo,
limitando allindi-
spensabile le mie
apparizioni televisive,
senzaltro per proteg-
gere la riservatezza
della mia famiglia e
per poter vivere il pi
possibile in mezzo alla
gente.
Astinenza. Nel 1992 decide di mettersi a fare il
regista e per un po smette di fare lattore: Quello fu un
periodo molto difficile, perch fino ad allora, per anni
avevo fatto sesso sul set in media per venti, venticinque
giorni al mese, e sono passato a uno stop totale. Avevo ere-
zioni improvvise, anche senza provocazioni, durante tutto
il giorno. Dovevo masturbarmi e, spesso, andare in cerca
di prostitute. I primi cinque o sei mesi sono stati il perio-
ANNO XII NUMERO 6 - PAG II IL FOGLIO QUOTIDIANO LUNED 8 GENNAIO 2007
Rocco Siffredi, Io, Rocco, Mondadori 2006
Natali. Nato il 4 maggio 1964, a Ortona, in Abruzzo,
penultimo di cinque figli, dal padre Gennaro, cantoniere,
e dalla madre Carmela, casalinga (come la maggior parte
delle donne in quel periodo faceva la moglie e la madre di
cinque maschietti e una femmina). Ancora si emoziona al
ricordo di quando i genitori, per non far capire che i soldi
erano gi finiti, mangiavano cose diverse da quelle che
servivano ai figli. Non ha mancato una domenica a messa
fino a quindici anni (faceva il chierichetto): Mia madre
avrebbe voluto che io diventassi prete della comunit
della parrocchia di San Giuseppe. Ci teneva tantissimo.
Ero il pi alto dei suoi figli, avevo un bellaspetto e per lei
sarebbe stata una grande soddisfazione vedermi vestito
con una lunga tunica nera lunga fino ai piedi. La madre
era figlia di un allevatore di tori da monta, morto durante
una carestia di vacche mentre cercava di rinforzare gli
attacchi di un toro nervoso per limpossibilit di accop-
piarsi (La catena si spezzata e il toro lha incornato).
Claudio. A sei anni perde il fratello Claudio, appena
dodicenne (Un pomeriggio andato a dormire come
faceva di solito e non si pi risvegliato stato il dram-
ma di tutta la mia infanzia). Sua madre continuava ad
apparecchiare la tavola come se ci fosse ancora Claudio e
andava tutti i giorni al cimitero in vespa col marito (Pi
di una volta sono caduti per la pioggia o sul ghiaccio, e
spesso mia madre si fatta male). Questo periodo mi ha
lasciato troppi ricordi tristi. Oggi mi capita spesso di sen-
tirmi dire che nei miei occhi c sempre un leggero velo di
malinconia.
Motivazioni. La domanda che mi sono sentito porre pi
volte, in tutto questo tempo, stata sicuramente perch
ho scelto di fare lattore porno. Naturalmente il motivo
sembra essere troppo evidente per essere credibile: il pia-
cere di fare sesso con tantissime donne belle e diverse, di
tutto il mondo. Una risposta che pu sembrare banale, ma
la pura e semplice verit.
Prime. Sessualmente precoce, si masturbato per la
prima volta a dieci anni: La prima eiaculazione stata
come scoprire il paradiso! Potevo godere semplicemente
accarezzandomi, da solo potevo farlo ogni volta che vole-
vo, dipendeva solo da me, in totale autonomia. Una sensa-
zione di piacere e di libert assieme!. Andando a lavora-
re in spiaggia dopo la scuola (aprivo gli ombrelloni, por-
tavo le sdraio, pulivo la spiaggia), era costretto a tuffarsi
in acqua per nascondere eiaculazioni immediate e incon-
trollabili (bastava che una ragazza si muovesse mentre
prendeva il sole), e a scuola passava il tempo a fantastica-
re sulle insegnanti (Non ne ho risparmiata nessuna, a
prescindere dalla loro et e dalla loro bellezza. Le fanta-
sie erotiche che avevo a quel tempo mi sorprendono anco-
ra oggi, dopo che ho fatto oltre mille film!). La prima
volta, lo ha fatto a quattordici anni.
Tornei. Quando marinava la scuola si dedicava a orga-
nizzare tornei di seghe (il mio record allepoca rimane
imbattuto: undici eiaculazioni in sei ore). A forza di
masturbarsi gli venne una cistite, ma lui scambiava il bru-
ciore per voglia di fare sesso e si masturbava ancora di
pi, finch non fu ricoverato e il dottore gli spieg la
causa, ma intanto aveva perso sette-otto diottrie per
occhio (Tuttora non so se corrisponda a verit quella sto-
ria che se ti masturbi troppo perdi la vista).
Supereroi. Scopre la pornografia a tredici anni, racco-
gliendo riviste pornografiche gettate via dai camionisti.
(le pagine erano appiccicate dallo sperma, io le staccavo
piano piano, con attenzione, per non rovinare le fotogra-
fie, e le conservavo gelosamente nascoste in cantina).
Rivista preferita: Supersex, protagonista Gabriel Pontello
(Ogni ragazzo ha i suoi eroi, una rockstar, un campione
sportivo, un attore del cinema. Io avevo Gabriel Pontello
In ogni modo, stata la scoperta di Pontello e delluniver-
so della pornografia a cambiare la mia vita).
106. Terminati gli studi, a sedici anni (col conseguimen-
to dellattestato di tecnico elettronico), va a fare il came-
riere a Parigi, nel ristorante dove lavora il fratello
Armando. Ha ventanni quando unamante quarantenne,
Denise, di professione pornostar, durante a una serata al
106, locale per scambisti, gli presenta Gabriel Pontello,
protagonista di Supersex, in compagnia di due pornostar.
Per metterlo alla prova (Si dice in giro che tu abbia un
cazzo enorme. Fammi vedere quello che sai fare),
Pontello cede a Siffredi le sue ragazze: Ho fatto lamore
con entrambe per un paio dore con immenso piacere, e
poi sono tornato da lui, come un allievo che attende il voto
dal suo professore. Grazie allesibizione scritturato per
due fotoromanzi (Adam et Eve, il titolo del primo), e subito
dopo per girare un porno, Belle damour. Le riprese falli-
scono (Siffredi non riesce a controllare leiaculazione), ma
Pontello gli d una seconda opportunit (un porno in
Italia con Moana Pozzi, allora esordiente, Moana, la bella di
giorno), e a quel punto lascia il posto come cameriere dal
fratello. E da l iniziato un lungo e divertentissimo
periodo Giravo in media venti, venticinque giorni al
mese, gli altri mi servivano per gli spostamenti da un set
allaltro; ero finalmente in una vera full immersion di
sesso.
Carmela. Stufa di ricevere le amiche che la andavano a
consolare per la carriera intrapresa dal figlio Rocco, un
bel giorno la signora Carmela ha aperto la porta e ha
detto: Senti, gli ho fatto un cazzo cos, indicando la misu-
ra con le mani, e lui ci fa quello che gli pare!.
Croci. Se mia madre me lavesse chiesto, ma solo per
lei, avrei messo una croce sul lavoro di attore porno. Se mi
avesse detto che con il mio mestiere la facevo soffrire,
avrei smesso immediatamente.
do peggiore, ma successivamente il mio corpo si adatta-
to al nuovo stile di vita. Scopare di meno mi portava a
riflettere di pi.
Rocco e le storie vere. Il primo film girato da Siffredi (nel
1993, in Ungheria), contemporaneamente nel ruolo di atto-
re, produttore e regista. Il titolo nasce per sottolineare il
fatto che quello che io voglio vedere e far vedere in un
film porno solo il sesso vero.
Regista. Tra i film girati da Siffredi, Mai dire mai a Rocco
(Parla di tutto quello che mi piace fare, ovvero aprire le
porte della sessualit alla mia partner), e Rocco, ti pre-
sento mia moglie (per girarlo partito da solo in jeep con
telecamera a bordo, in cerca di attrici amatoriali: Mi
sono incontrato con una dozzina di coppie e ho chiesto
loro di fare solo quello che volevano. Potevo essere attivo
con loro, o semplicemente regista; gli uomini potevano
tenere la telecamera mentre io facevo sesso con lo loro
donne, tutto era assolutamente libero).
Nostalgia. Siffredi ha smesso di recitare, nel 2004, a qua-
rantanni, non per ragioni di vecchiaia, n per difficolt
fisiologiche: stata soprattutto una decisione che ho
preso nei confronti di mia moglie. Rosa non ha mai lascia-
to che il mio lavoro influenzasse il nostro rapporto, ed
giunto il momento che io mi dedichi a lei completamen-
te. Ma recitare gli manca: Le emozioni che ho provato
trovandomi davanti bellissime ragazze con le quali avrei
fatto sesso non le ho mai sperimentate facendo il regista.
Tra le sue aspirazioni, aprire una scuola per attori di cine-
ma porno.
Tecnica del gonzo. Detta anche Pro-Am, col ricorso
alle riprese in soggettiva d limpressione che lattrice fac-
cia sesso con la telecamera, inducendo nello spettatore
lillusione che lo stia facendo direttamente con lui. Ha
iniziato a prendere piede circa dieci anni fa, limitandosi
a riprese in soggettiva, fino ad arrivare, oggi, a togliere di
mezzo tutte le inquadrature classiche, campo-controcam-
po, totali. Il cameraman fa anche da regista e da attore
(la sua mano entra nellinquadratura per toccare il corpo
dellattrice, linquadratura si abbassa in soggettiva sullat-
trice mentre lei gli fa un pompino). In questo modo i costi
di produzione sono diminuiti e negli Stati Uniti si girano
fino a due film in una giornata.
Ricette. Io di cronicit ne so qualcosa, dopo aver lavo-
rato per oltre dieci anni a una media di due orgasmi al
giorno, mediamente per venti, venticinque giorni al mese!
Come la maggior parte dei veterani del porno, soffro di
problemi alla prostata legati alleccessiva sollecitazione a
cui i nostri ritmi ci sottopongono. I tempi di produzione
dello sperma sono molto pi lenti di quelli richiesti dalla
produzione cinematografica!. La ricetta per sostenere il
ritmo di lavoro: Mescolate un litro di latte, cinque uova,
due banane e un po di proteine in polvere, e bevete lin-
truglio tutte le mattine prima di fare colazione.
Zoom. Rocco, la differenza tra te e gli altri che con
loro devo usare la camera a spalla, per movimentare la
scena, e con te invece uso solo lo zoom (Joe DAmato,
regista, con cui Siffredi ha interpretato film storici, tra cui
Le avventure erotiche di Marco Polo).
Dissociazioni. Questo genere di lavoro ti fa arrivare a
una sorte di estraniazione dal tuo corpo e soprattutto dal
tuo pene, tanto che io, a un certo punto, ho cominciato a
pensarlo dotato di vita propria, indipendentemente da me
e ho provato addirittura piet per lui, viste le situazioni
incresciose in cui lo mettevo. Altre volte mi sembrava che
avesse unanima e che mi guardasse con un grande occhio
a posto del glande, come a dirmi: Rocco, mi hai fregato
unaltra volta, ma che cazzo mi fai fare, perch mi metti in
queste situazioni!.
Generosit. In tutta la mia carriera ho sempre cercato
di dare il piacere prima ancora di riceverlo. per questo
che, se unattrice mi chiedeva una scena piena di roman-
ticismo e di carezze, la facevo in quel modo, se una donna
mi diceva che amava il sesso molto forte, ero capace anche
di quello per farle raggiungere il piacere. Per riuscire a
fare questo lavoro bisogna essere molteplici.
Giappone. In Giappone Siffredi non pu recitare perch
ha un sesso troppo grande per le attrici porno giapponesi.
Immedesimazione. Siffredi ha interpretato anche il
ruolo di omosessuale, in Anatomie de lenfer, con Catherine
Breillat: Era una cosa assolutamente inimmaginabile
per me! Non volevo dare uninterpretazione che fosse una
caricatura formale. Per diverse settimane ho dovuto ospi-
tare dentro di me unaltra persona. Alla fine delle riprese
mia moglie mi ha trovato molto turbato. Quando si inter-
preta profondamente un ruolo, non te lo togli di dosso solo
perch hai finito di girare le scene che stavano sul piano
di lavorazione della giornata. Dopo il film ho avuto biso-
gno di un po di tempo prima di dimenticarlo completa-
mente.
Passioni. Da quando ha smesso di recitare, Siffredi ha
pi tempo da dedicare alle sue passioni, tra cui guidare
lelicottero e le moto da fuoristrada.
Moglie. Di Rosa, sua moglie, Siffredi si innamorato nel
1993, vedendola in polaroid, mentre cercava linterprete
per il suo film The Bodyguard. La scrittura come attrice
protagonista, ma cambia la sceneggiatura lasciando unu-
nica scena di sesso finale: Io e Rosa stiamo insieme da
tredici anni, ci siamo sposati, abbiamo avuto due figli
(Lorenzo e Leonardo), e la prima volta che abbiamo fatto
lamore stato su un set porno.
(testo elaborato da Paola Bellone)
Rocco Siffredi
Le memorie di un uomo
con parecchi centimetri
di dimensione artistica