Sei sulla pagina 1di 29

La congiuntura dellArtigianato

in Toscana
Consuntivo anno 2013 Previsioni anno 2014
Firenze, settembre 2014
Lartigianato rappresenta il 27%
dellimprenditoria toscana
Le aziende artigiane in Toscana al 30 giugno 2014 sono
circa 110mila, il 26,7% del totale delle imprese registrate
alle anagrafi delle Camere di Commercio della regione.
Il 40% delle imprese artigiane opera nelledilizia, il 29%
nel manifatturiero, il 7% svolge unattivit commerciale o
turistica (ricettivit e ristorazione), il 6% attivo nei servizi
alle imprese, il 5% unazienda di trasporti.
La presenza dellimprenditoria artigiana dunque ancora
rilevante, in particolar modo nelledilizia dove artigiana
oltre una impresa su tre e nellindustria e nei trasporti
(dove artigiana oltre unimpresa su due).
A met del 2014 il numero di imprese artigiane risulta
tuttavia nuovamente in diminuzione (-1,2% rispetto a
giugno 2013, per una riduzione di 1.395 unit). Tale
contrazione stata accompagnata da un elevato turnover
(16,4% fra ingressi ed uscite, contro il 10,8% delle non
artigiane) causato perlopi da un forte tasso di mortalit.
Il calo di aziende artigiane ha riguardato essenzialmente i
settori delle costruzioni (-3,0%) e dei trasporti (-2,4%),
mentre lartigianato trova ancora spazi di sviluppo nei
servizi alle imprese (+3,1%) e, in misura pi contenuta,
nelle attivit commerciali/turistiche.
Imprese Artigiane registrate in Toscana al 30.06.2014
Valori assoluti e quote % sul totale
Fonte: elaborazioni su dati Movimprese
Industria
31.434
(28,6%)
Costruzioni
44.215
(40,3%)
Commercio
e Turismo
7.516
(6,8%)
Trasporti e
Spedizioni
5.923
(5,4%)
Servizi alle
imprese
6.076
(5,5%)
Altri settori
14.680
(13,4%)
Registrate al 30.06.2014 e variazioni % rispetto al 30.06.2013
Settore di attivit economica Imprese
Artigiane
Incidenza %
sul imprese
Variazione
%
Agricoltura e attivit connesse 1.234 3,0 3,2
Industria in senso stretto 31.434 55,0 -0,1
Costruzioni 44.215 70,0 -3,0
Commercio 4.872 4,8 0,6
Turismo 2.644 8,4 0,3
Trasporti e Spedizioni 5.923 57,5 -2,4
Servizi alle imprese 6.076 10,5 3,1
Altri settori 13.446 41,2 -0,4
Totale Imprese Classificate 109.844 27,9 -1,2
Imprese non classificate 119 0,7 -23,9
Totale Imprese 109.963 26,7 -1,2
Imprese ARTIGIANE per settore di attivit economica
Fonte: elaborazioni su dati Movimprese
.. e si caratterizza per un mercato prevalentemente locale,
con proiezione estera pi marcata per oreficeria e moda
Le imprese artigiane realizzano l87% del
proprio fatturato allinterno del territorio
regionale, in massima parte nella stessa
provincia di localizzazione (il 72%). Solo il
13,3% del complessivo giro daffari
destinato a mercati extra-regionali, un terzo
dei quali sono rappresentati da mercati esteri.
Sono ovviamente soprattutto le imprese
artigiane manifatturiere a far riferimento
ad un mercato geografico pi ampio, con oltre
un quarto delle proprie vendite collocate al di
fuori dei confini regionali (l11% destinato,
in particolare, allestero). Le imprese
esportatrici sono pari al 10,5% del totale, e
nel 2,9% dei casi si tratta di imprese
prevalentemente esportatrici (oltre la met
del proprio fatturato collocato allestero).
Nel manifatturiero, una pi marcata
proiezione internazionale caratterizza
loreficeria (22,4%), la filiera pelle-cuoio
(16,4%), la lavorazione dei minerali non
metalliferi (vetro-ceramica-lapideo 15,9%),
lartigianato artistico e tradizionale (13,4%).
Tale proiezione risulta inoltre influenzata dalle
dimensioni aziendali: le imprese artigiane con
almeno 10 addetti evidenziano infatti una
quota di fatturato esportato (17,8%)
nettamente superiore rispetto alle imprese pi
piccole (7,5% per quelle fino ai 3 addetti).
Fortemente limitata invece la proiezione estera sia dellartigianato
edile che dei servizi (in media, l1-2% del fatturato complessivo nel
2013).
Le aziende edili realizzano il 97% del fatturato tra i confini
regionali, per lo pi allinterno della propria provincia di
appartenenza (l83%). Le imprese artigiane edili che operano
esclusivamente sul mercato locale/provinciale sono ben l81%.
Rispetto alledilizia, le aziende dei servizi hanno invece una pi
ampia quota di mercato extra-regionale nazionale. La propensione
ad operare al di fuori della Toscana in particolare pi ampia per le
aziende artigiane di trasporti (12,2% mercato nazionale, 2,4%
mercato estero) e di informatica (9,7% e 2,4%).
Fatturato delle imprese artigiane per ampiezza del mercato geografico
Quote % di fatturato
8,8%
17,7%
2,9%
6,0%
4,4%
10,9%
0,6%
1,7%
Artigianato Totale
Manifatturiero
Edilizia
Servizi
Mercato Nazionale (extra-regionale) Mercato Estero
Il consuntivo 2013: arretramento generalizzato
e dai contorni strutturali
Per lartigianato toscano, il 2013 si chiuso
con risultati nuovamente negativi.
Malgrado la flessione del fatturato abbia
fatto registrare una lieve attenuazione
rispetto a quanto osservato nel biennio
2011-2012, larretramento del volume
daffari non conosce soste dallinizio dello
scorso decennio, evidenziando come a
fattori ciclici avversi si sommi una
strutturale perdita di competitivit
dellintero sistema artigiano regionale.
Anche landamento delloccupazione ha
poi conosciuto una nuova riduzione (-
2,8%). Lallentamento della fase recessiva
ha invece favorito un leggero recupero
delle imprese che hanno aumentato la
propria spesa per investimenti, passate
dal 4,8% del 2012 al 7,2% del 2013,
sebbene tale quota resti ancora
ampiamente al di sotto dei valori pre-crisi
(17,9% nel 2007).
Va tuttavia registrato come resti
largamente prevalente la quota di imprese
che non sta realizzando investimenti
(86,0%), in conseguenza di una sovra-
capacit produttiva che risulta evidente dai
giudizi sul livello di attivit (basso per
il 49%, alto solo per il 4%).
Artigianato: andamento del fatturato - Toscana
Variazioni % rispetto all'anno precedente
-2,5
-8,0
-15,4
-6,2
-10,2
-10,4
-7,4
-18
-16
-14
-12
-10
-8
-6
-4
-2
0
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Flessione pi marcata nelledilizia,
solo loreficeria non cede
In negativo tutti i principali macro-settori: le peggiori
dinamiche in termini di fatturato sono ancora una volta
riportate dalledilizia (-12,7%), dove operano
principalmente artigiani attivi nellinstallazione di
impianti e nei lavori edili di completamento. Meno
pesanti sono invece le flessioni dei servizi (-7,8%) e
dellartigianato manifatturiero (-6,6%).
A livello di singoli comparti, solo loreficeria (+0,3%) ha
mantenuto i livelli di fatturato del 2012. Tutti gli altri
comparti hanno invece riportato contrazioni di varia
entit, facendo tuttavia registrare una flessione pi
contenuta nellinformatica (-2,5%) allinterno dei servizi,
nel tessile-abbigliamento (-3,7%) per quanto riguarda
lambito manifatturiero.
Anche i restanti indicatori delineano un quadro
maggiormente negativo per ledilizia. Nel caso
delloccupazione, infatti, il calo si rivelato in questo
caso decisamente pi consistente (-5,5%) rispetto a
quanto registrato per manifatturiero (-1,7%) e servizi (-
0,9%).
Per quanto riguarda la spesa per investimenti, infine,
ad una dinamica favorevole pi accentuata nei servizi (le
imprese che hanno incrementato tale spesa sono
passate dal 4,1% del 2012 al 10,7% del 2013) e pi
contenuta nel manifatturiero (dal 7,1% al 9,3%), si
Andamento del fatturato per comparto di attivit - anno 2013
Variazioni % rispetto al 2012
-7,4
-6,6
-3,7
-10,1
-7,3
-6,1
-11,2
-10,3
0,3
-9,7
-12,7
-7,8
-6,9
-9,2
-2,5
-7,9
-7,7
-6,2
TOTALE ARTIGIANATO
TOTALE MANIFATTURIERO
Tessile-maglieria-abbigliamento
Concia-pelle-calzature
Meccanica-metalli-cantieristica
Alimentari
Vetro-ceramica-lapideo
Legno-mobili
Oreficeria
Manifatture varie
TOTALE EDILIZIA
TOTALE SERVIZI
Riparazioni
Trasporti
Informatica
Servizi alle imprese
Servizi alla persona
Varie servizi
contrapposta unevoluzione che nelledilizia si rivelata addirittura di segno leggermente negativo (dal 3,5% al 3,2%).
Tale evoluzione si giustifica del resto con lampia capacit produttiva inutilizzata tuttora esistente nel settore, nella
misura in cu il 59% degli artigiani edili reputa basso il proprio livello di attivit (45% manifatturiero, 41% servizi).
Le performance si differenziano in modo sensibile in funzione
della dimensione dimpresa e della propensione ad esportare
Landamento del fatturato per classe
dimensionale mostra il persistere di situazioni
sensibilmente differenziate allinterno dei tre
macro-settori presi in esame, sebbene tutte
caratterizzate da andamenti negativi. In termini
aggregati, le aziende artigiane maggiormente
strutturate riportano una flessione pi moderata (-
3,0% il fatturato per quelle con almeno 10
addetti) rispetto alle piccolissime imprese (-10,5%
per quelle fino a 3 addetti), che nel mondo
artigiano rappresentano peraltro la tipologia
maggiormente diffusa.
Le differenze fra le diverse classi dimensionali
sono particolarmente evidenti soprattutto in
ambito manifatturiero (-1,6% per quelle con
almeno 10 addetti, -10,3% per quelle fino a 3
addetti), dove maggiormente rilevante la capaci-
Andamento del fatturato per classi dimensionali - anno 2013
Variazioni % rispetto al 2012
-10,3
-14,3
-8,2
-10,5
-4,9
-10,5
-6,8 -6,8
-1,6
-6,6
-4,3
-3,0
Manifatturiero Edilizia Servizi TOTALE
1-3 addetti 4-9 addetti 10 e oltre
t delle imprese di intercettare la domanda internazionale. Sulla base dei risultati dellindagine, la proiezione
allestero delle imprese artigiane manifatturiere infatti fortemente correlata al proprio dimensionamento, dal
momento che la quota di fatturato esportato passa dal 7,5% per le 1-3 addetti, all11,6% per le 4-9 addetti, al 17,8%
infine per le 10 e oltre. In conseguenza di ci, allinterno del manifatturiero, la principale discriminante negli andamenti
registrati si osserva proprio in funzione del grado di apertura internazionale dei mercati di destinazione dei prodotti, con
le imprese che non esportano o che esportano una frazione comunque limitata del proprio fatturato che fanno registrare
risultati ancora decisamente negativi (-7,6% per le non esportatrici, -7,4% per quelle il cui fatturato esportato non
supera il 20% del fatturato totale), e quelle che si caratterizzano per una pi marcata presenza allestero che limitano
invece in maniera significativa il calo del proprio volume daffari (-1,1% per le imprese che esportano oltre il 20% del
proprio fatturato). Analogamente, la quota di imprese con fatturato in crescita passa dal modesto 6% delle unit pi
piccole al 16% delle imprese fra 4 e 9 addetti, al 23% infine delle aziende appartenenti alla classe dimensionale
superiore.
Le anticipazioni degli imprenditori artigiani per il 2014
segnalano un miglioramento del clima di fiducia
Uno scenario macro-economico caratterizzato
nel corso dellultimo anno da unattenuazione
delle spinte recessive, sembra destinato a
determinare un incremento nel numero di
imprese che chiuderanno il 2014 con un
incremento del proprio volume daffari.
Se nel 2012 la percentuale di aziende artigiane
che dichiarava un fatturato in espansione era del
5%, nel 2014 si prevede che tale quota raddoppi
al 10%. Tuttavia, il numero di imprese che
esprime aspettative di crescita continua a
rimanere nel complesso esiguo (poco pi di 7 mila
unit).
Il miglioramento dovrebbe riguardare soprattutto
le aziende artigiane dei servizi (dal 3% del 2012
al 15% di imprese con fatturato in aumento nel
2014). Sostanzialmente stazionaria appare invece
su tale fronte la situazione degli altri due macro-
settori.
Per lartigianato manifatturiero, la stabilit
dellindicatore in esame (10% nel 2014) sembra
almeno in parte riconducibile al fatto che nel
biennio 2012-2013 un maggior numero di imprese
aveva fatto registrare andamenti positivi.
Nel caso delledilizia, invece, il recupero che pur si intravede
nellindicatore in questione (dal 3% del 2012 al 5% nelle stime
relative al 2014) appare lentissimo, ed insufficiente per
recuperare una situazione di partenza che presenta un ampio
differenziale negativo rispetto agli altri macro-settori.
Imprese artigiane con fatturato in aumento
Quote % sul totale
10%
3%
3%
5%
11%
4%
10%
8%
10%
5%
15%
10%
Manifatturiero Edilizia Servizi Artigianato Totale
2012 2013 2014 (previsioni)
senza che ci sia tuttavia destinato a tradursi, a livello
aggregato, in una significativa inversione di tendenza
Nel complesso, le previsioni sullandamento
economico nel 2014 rivelano soprattutto, oltre ad
una met di imprese artigiane con fatturato stabile
(il 56%), una quota di aziende con fatturato in
diminuzione ancora largamente prevalente (34%)
rispetto a quella che come visto in precedenza
segnala invece prospettive di crescita (10%).
Il saldo fra previsioni di aumento e diminuzione (-
24 punti percentuali), bench in attenuazione (nelle
due precedenti rilevazioni aveva superato i -30
p.p.), resta dunque ancora decisamente negativo,
lasciando presagire una chiusura danno che
rester ancorata al segno meno.
Tutti i macro-settori esprimono inoltre un clima di
fiducia orientato al pessimismo, tuttavia pi
accentuato nelledilizia (saldo pari a -40 p.p.)
rispetto al manifatturiero (-18 p.p.) ed ai servizi (-
15 p.p.).
La persistente situazione di difficolt sembra poi
destinata a trasmettersi nuovamente sui livelli
occupazionali, in relazione ai quali unazienda su
10 prevede una riduzione degli organici, contro
aspettative di aumento che interessano solo un
pugno di imprese artigiane (2%). Assai diffusa
comunque anche larea della stabilit, in parte
come conseguenza delle perdite di addetti gi
registrate negli scorsi anni.
Un quadro meno negativo sembra invece caratterizzare
levoluzione attesa per gli investimenti, con un indicatore a
saldo che solo leggermente negativo (-3 punti percentuali).
La quota di coloro che ritengono di aumentare la spesa per
investimenti resta comunque esigua (5%), mentre la vasta
area di stabilit costituita soprattutto da aziende che non
investono e che pertanto cos come per loccupazione
esprimono un atteggiamento di sostanziale attesa rispetto
agli sviluppi futuri.
Aspettative sull'andamento dei principali indicatori economici nel 2014
Variazioni attese rispetto al 2013 (composizione %)
34%
10% 8%
56%
88%
87%
10% 2% 5%
FATTURATO OCCUPAZIONE INVESTIMENTI
Aumento
Stabilit
Diminuzione
Cenni Metodologici e
Riconoscimenti
Lindagine congiunturale sullartigianato in Toscana,
condotta nel periodo maggio-giugno 2014, ha natura
campionaria ed rappresentativa della popolazione di
imprese artigiane localizzate in Toscana che operano in 3
diversi macro-settori di attivit economica, il
manifatturiero, ledilizia ed i servizi (ad esclusione di
commercio e turismo, per i quali sono al momento previsti
strumenti di monitoraggio specifici).
I risultati sono inoltre significativi per otto comparti
manifatturieri (alimentari; tessile-maglieria-abbigliamento;
concia-pelle-calzature; vetro-ceramica-lapideo; legno-
mobili; meccanica-metalli-cantieristica; oreficeria; varie),
sei comparti dei servizi (riparazioni; trasporti; informatica;
servizi alle imprese; servizi alla persona; varie), territorio
provinciale e tre classi dimensionali di impresa (1-3
addetti; 4-9 addetti; almeno 10 addetti).
Lelenco delle imprese da intervistare stato estratto dagli
archivi del sistema camerale, sulla base di un apposito
piano di campionamento messo a punto dallUfficio Studi di
Unioncamere Toscana.
Lobiettivo dellindagine consiste nel monitorare
attraverso rilevazioni periodiche i principali andamenti
economici del settore artigiano ed i mutamenti nella
relativa struttura imprenditoriale.
A cura di: Lauretta Ermini, Riccardo Perugi
Piano di campionamento ed elaborazioni: Lauretta Ermini
Coordinamento: Riccardo Perugi
Indagine congiunturale sull'artigianato in Toscana

Popolazione di
riferimento
Campione
Macrosettore Manifatturiero 27.786 1.810
Edilizia 39.049 1.024
Servizi 27.513 1.345
Totale 94.348 4.179
Arezzo 9.336 476
Firenze 25.084 1.062
Grosseto 4.936 241
Livorno 5.754 258
Lucca 11.646 488
M. Carrara 4.462 225
Pisa 9.353 426
Prato 8.988 334
Pistoia 8.594 362
Siena 6.195 307
Totale 94.348 4.179
1-3 addetti 74.188 2.789
4-9 addetti 15.793 974
10 e oltre 4.367 416
Totale 94.348 4.179
Provincia
Classe di
addetti
La congiuntura delle imprese di
servizi in Toscana
Consuntivo anno 2013 Previsioni anno 2014
Firenze, settembre 2014
I settori dei servizi in indagine rappresentano
oltre il 20% dellimprenditoria toscana
Oltre la met dellimprenditoria toscana opera nel settore
terziario. Le imprese oggetto della presente indagine
(condotta annualmente su un campione rappresentativo
di imprese dei servizi, ad esclusione di commercio e
turismo
1
) contribuiscono in maniera rilevante a tale
aggregato, e rappresentano circa un quinto del tessuto
imprenditoriale toscano.
Al 31/12/2013, luniverso di riferimento dei settori dei
servizi contava oltre 88.000 imprese (il 21,4% del totale
regionale), secondo solo a quello del commercio in
termini di peso sul totale regionale (24,4%).
Insieme al comparto del turismo, le imprese dei servizi
hanno evidenziato nel 2013 uno spiccato dinamismo
imprenditoriale, con un tasso di crescita che si
mantenuto stabile e positivo (+1,2%) rispetto ad una
media regionale che si attestata su valori prossimi allo
zero (+0,3%). Tale crescita stata accompagnata da un
elevato turnover, tipico dei settori a bassa intensit di
capitale e limitate barriere allentrata.
Imprese registrate agli archivi camerali per macro-settore
Composizione % sul totale (dati al 31-12-2013)
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere-Stock View
Agricoltura
(10,0%)
Manifatturiero
(13,5%)
Edilizia
(15,6%)
Commercio
(24,4%)
Turismo
(7,9%)
Servizi
(21,4%)
Altri (7,3%)
1
Una pi puntuale definizione dei comparti presi in esame
dallindagine riportata in nota metodologica (slide 9)
Andamento delle imprese registrate per macro-settore
Variazioni % tendenzialI (al netto delle cancellazioni d'ufficio)
Fonte: elaborazioni su dati Infocamere-Stock View
-3,5%
-2,5%
-1,5%
-0,5%
0,5%
1,5%
2,5%
3,5%
I-2013 II-2013 III-2013 IV-2013
AGR
EDI
MAN
COM
SER
TUR
Un settore con un elevato grado di
polverizzazione imprenditoriale
Le iniziative imprenditoriali pi diffuse sul territorio
regionale riguardano i servizi avanzati alle imprese, i
servizi sociali alle famiglie/alla persona e le attivit
immobiliari: insieme questi tre comparti rappresentano
oltre l80% delluniverso preso in esame.
Si tratta di realt di dimensioni fortemente ridotte in
media 3 addetti per impresa ed un fatturato che nel
90% dei casi non supera la soglia dei 250.000 euro
annui la cui elevata diffusione sul territorio genera
comunque quasi i tre quarti delloccupazione
complessiva dei settori presi in esame.
Imprese maggiormente strutturate si trovano nei
comparti trasporti/logistica (in media 5,3 addetti per
impresa) e servizi operativi alle imprese (4,1). Pur a
fronte di una minore diffusione sul territorio (il 12,4%
del totale dei servizi in Toscana), queste offrono un
consistente contributo occupazionale (21%).
Ancora scarsamente presenti dal punto di vista
numerico i settori a maggior contenuto di conoscenza,
ed in particolare informatica e TLC (4,1% delle imprese
e 4,9% delloccupazione) e servizi dei media, culturali e
creativi (2,5% delle imprese, 2,3% delloccupazione
complessiva).
Servizi: consistenza delle imprese e dell'occupazione - Toscana
Composizione % per settore
29,6%
31,9%
6,3%
9,4%
36,3%
29,8%
15,2%
10,1%
4,1%
4,9%
2,5%
2,3%
6,1% 11,6%
IMPRESE ADDETTI
Trasporti e logistica
Servizi dei media,
culturali e creativi
Informatica e TLC
Attivit immobiliari
Servizi avanzati alle
imprese
Servizi operativi alle
imprese
Servizi sociali e alla
persona
ed un mercato
prevalentemente locale
Le imprese di servizi realizzano circa il 60%
del proprio fatturato nella provincia di
localizzazione, ed oltre l80% allinterno del
territorio regionale. Lampiezza del mercato
geografico di riferimento appare
indipendente dalla dimensione, e legata
piuttosto alle caratteristiche dellofferta, che
in molti comparti diretta ad un bacino di
utenza locale/regionale (servizi operativi
alle imprese, servizi alla persona, attivit
immobiliari) Si tratta di categorie di servizi
per i quali il requisito dellinterazione diretta
con la clientela una caratteristica
fondamentale.
Un pi ampio raggio geografico del mercato
di riferimento si osserva oltre che,
prevedibilmente, per le imprese di trasporti
per i servizi a maggior contenuto di
conoscenza: la quota di fatturato sul
mercato nazionale infatti pi ampia per i
servizi dei media, culturali e creativi
(24,9%), informatica e telecomunicazioni.
(19,0%), servizi avanzati alle imprese
(17,8%). Tali servizi presentano infatti
caratteristiche di pi elevata trasferibilit,
legata alla possibilit di impiego di
infrastrutture ICT per la relativa erogazione
in luogo dellinterazione diretta con lutenza.
Distribuzione % per settore
Fatturato delle imprese di servizi in Toscana, per ampiezza del mercato
77,4%
69,5%
77,2%
82,2%
77,8%
88,7%
85,6%
80,1%
6,4%
5,5%
3,7%
2,2%
4,5%
2,7%
4,8%
4,3%
0% 20% 40% 60% 80% 100%
Trasporti e logistica
Servizi media, culturali e creativi
Informatica e telecomunicazioni
Attivit immobiliari
Servizi avanzati alle imprese
Servizi operativi alle imprese
Servizi sociali e alla persona
Totale
Mercato regionale Mercato nazionale Mercati internazionali
Appare ancora limitata dunque la proiezione estera delle imprese di
servizi (il 9% delle imprese ed il 4,3% del fatturato complessivo nel
2013), con qualche differenza settoriale. Un orientamento pi diffuso ai
mercati esteri si ha infatti per le imprese dei servizi dei media, culturali
e creativi (il 15,3% del totale opera infatti anche allestero), di trasporti
e logistica (13,4%) e dei servizi avanzati alle imprese (+11,3%). In
questi ultimi due settori si riscontra inoltre la maggiore concentrazione
di imprese che realizzano allestero oltre la met del proprio fatturato: il
4,3% delle imprese nel caso dei trasporti, il 2,9% nel caso dei servizi
avanzati (contro una media regionale del 2,5%).
fortemente orientato al B2B, ma
anche alla Pubblica Amministrazione
Ben il 62% del fatturato delle imprese di
servizi generato da clientela business, il
28% da consumatori finali (famiglie) ed una
quota non irrilevante (10,3%) da contratti
stipulati con enti pubblici.
Di fatto, tutti i comparti presi in esame
tranne quello dei servizi sociali ed alla
persona derivano oltre la met del proprio
fatturato da servizi destinati alle imprese.
Tra le attivit maggiormente orientate alla
clientela business troviamo informatica e
TLC (83,2% del fatturato), servizi avanzati
alle imprese (72,2%), trasporti e logistica
(71,7%).
Per i servizi sociali/alla persona invece
prevalente la componente customer (55%
del fatturato complessivo
1
), rilevante anche
per le attivit immobiliari (39%) dove
contribuisce a riequilibrare di fatto la
componente business.
Tra i settori che presentano un maggiore
orientamento verso la clientela pubblica,
infine, troviamo i servizi dei media, culturali
e creativi (il 22,1% del fatturato 2013
stato realizzato con la PPAA) ed i servizi
operativi alle imprese (16,3%).
Distribuzione % per settore
Fatturato delle imprese di servizi in Toscana, per tipologia di clientela
0% 20% 40% 60% 80% 100%
Trasporti e logistica
Servizi media, culturali e creativi
Informatica e telecomunicazioni
Attivit immobiliari
Servizi avanzati alle imprese
Servizi operativi alle imprese
Servizi sociali e alla persona
Totale
Famiglie Imprese Enti pubblici
1
Occorre sottolineare a tale proposito che la quota di fatturato realizzata con la PPAA
dalle imprese operanti nel settore dei servizi sociali, alla persona e alle famiglie
potrebbe risultare sottostimata dal momento che, di fatto, non possibile in questa
sede isolare la componente legata a trasferimenti dallo Stato a societ cooperative e
del terzo settore sovvenzionate dal sistema di welfare statale.
La congiuntura 2014: si allenta la morsa
sul fatturato, ma cresce lincertezza
Le aspettative sullandamento dellattivit economica
relative al 2014 rivelano rispetto alla analoghe
previsioni formulate per il 2013 un maggior
numero di imprese con fatturato in aumento (il
19,2% invece del 5,1%) ed un numero decisamente
inferiore di imprese con fatturato in diminuzione (dal
44,8% del 2013 al 25,5% del 2014). Le imprese che
prevedono una riduzione delle vendite rimangono
comunque numericamente prevalenti (saldo pari a -
6,2 p.p.), con punte negative pi elevate nei
trasporti (-10,7), nei servizi operativi alle imprese (-
8,9), nei servizi sociali/alla persona (-7,8) e nelle
attivit immobiliari (-7,6). Valori negativi
relativamente contenuti si registrano invece per
servizi dei media, culturali e creativi (-2,2) e servizi
avanzati alle imprese (-4,1), ed un sostanziale
equilibrio fra aumenti e diminuzioni si osserva infine
per informatica e TLC (-0,9 p.p.).
Per il 2014 si profila dunque un nuovo calo del fatturato, con perdite che vanno ad accumularsi ad un andamento 2013 in
cui la crisi dei servizi pur essendosi allentata aveva comunque segnato un una contrazione di fatturato
complessivamente pari al 5,3% con segni meno davanti a tutti gli andamenti settoriali (dal -9,8% delle attivit immobiliari,
al -2,7% di informatica e TLC). Torna invece in positivo il saldo relativo alloccupazione (ad eccezione dei trasporti): nel
complesso, il 6,3% delle imprese prevedo un aumento nel numero di addetti ed il 5,0% una riduzione. La riduzione dei
livelli occupazionali registrata nel 2012 (-1,5%) e nel 2013 (-3,7%) sembra dunque destinata ad arrestarsi, dopo le punte
negative che lo scorso anno sono state registrate per i servizi operativi alle imprese (-10,5%), per i servizi dei media
culturali e creativi (-6,0%) e per le imprese di informatica e telecomunicazioni (-5%). Analogamente, anche lorientamento
della spesa per investimenti evidenzia infine un saldo positivo delle aspettative per il 2014, in particolare per trasporti,
informatica, servizi avanzati. Cresce tuttavia larea della stabilit che denota un incremento dellincertezza a fronte delle
gravi perdite dello scorso anno (-58 milioni la contrazione della spesa per investimenti stimata nel 2013).
Andamento dei principali indicatori economici: aspettative per il 2014
Distribuzione % delle imprese
25,5%
5,0% 3,8%
55,3%
88,6%
85,6%
19,2%
6,3%
10,6%
FATTURATO OCCUPAZIONE INVESTIMENTI
Aumento
Stabilit
Diminuzione
Consuntivo 2013: in crescita il numero di imprese che
chiudono i bilanci in utile, che tuttavia rimane esiguo
Il progressivo allentarsi delle difficolt dal
punto di vista delle vendite e le forti
ristrutturazioni che hanno interessato le
imprese dei servizi nel 2012-2013 (con la
brusca frenata della spesa per investimenti
e la generalizzata riduzione degli organici
aziendali, allo scopo di contenere i costi
operativi), hanno determinato un buon
incremento nel numero di imprese che
hanno chiuso il bilancio 2013 in utile (al
28,9% dal 17,4% del 2012), numero che
tuttavia rimane relativamente esiguo (poco
meno del 30%).
Lincremento nel numero di imprese in utile
determinato sia da una riduzione nel
numero di imprese con bilancio in pareggio
(dal 45,5% del 2012 al 39,4% del 2013), sia
da un minor numero di imprese che
chiudono il bilancio in perdita (31,7% contro
il 37,1% del 2012).
I settori con maggior numero di imprese
che hanno chiuso gli ultimi due bilanci in
utile sono informatica e telecomunicazioni (il
42,5% nellesercizio 2013) e servizi alle
imprese (31,1% delle imprese dei servizi
avanzati, il 29,2% delle imprese dei servizi
operativi).
Maggiori difficolt si osservano per gli altri comparti: il posizionamento
rispetto al dato complessivo dei servizi dei media, culturali e creativi
evidenzia una stabilit nella quota di imprese in utile nel corso degli
ultimi due anni, mentre pur in miglioramento rispetto al 2012 rimane
ben sotto la media il numero di imprese con risultato di esercizio positivo
delle attivit immobiliari e dei servizi sociali/alla persona. In tutti questi
comparti, poco pi unimpresa su 4 ha chiuso il 2013 in utile.
Andamento delle imprese in utile per settore
Quota % di imprese in utile e posizionamento rispetto al dato medio complessivo
Trasporti, mag.
logistica
Serv.dei media,
culturali e
creativi
Informatica e
TLC
Attivit
immobiliari
Serv.avanzati
alle imprese
Serv. operativi
alle imprese
Serv. sociali, alle
famiglie, alla
persona
10
15
20
25
10 15 20 25 30 35 40 45 50
Q
u
o
t
a

d
i

i
m
p
r
e
s
e

c
o
n

b
i
l
a
n
c
i
o

2
0
1
2

i
n

u
t
i
l
e
Quota di imprese con bilancio 2013 in utile
mentre rimane elevato il numero di
cessazioni nei settori knowledge-intensive
Parallelamente allincremento del numero di
imprese in utile si dimezza la quota di
imprese che dichiara di voler cessare la
propria attivit a fine 2014 (il 2,6% del
totale, nel 2013 erano il 5,7%).
Ancora una volta sono i settori che hanno
accusato pi duramente la crisi delle vendite
a registrare gli incrementi pi consistenti nel
numero di imprese che cesseranno lattivit:
servizi dei media, culturali e creativi (4,4%),
servizi operativi alle imprese (3,3%) e
attivit immobiliari rimangono su valori-
soglia particolarmente elevati (4,2%). A
questi si aggiungono i servizi avanzati alle
imprese, che pur con miglioramenti
evidenziano ancora quote non trascurabili di
imprese che prevedono la chiusura (3,1%).
Quello dei servizi avanzati alle imprese, ed
in generale dei settori a maggior contenuto
di conoscenza, rappresenta un dato
preoccupante, dal momento che si tratta di
comparti di recente sviluppo e con buone
potenzialit a livello di apertura dei mercati.
Elevati tassi di insuccesso delle iniziative
imprenditoriali, se non adeguatamente
sostenute, possono infatti comprometterne
il processo di crescita strutturale allinterno
del tessuto imprenditoriale regionale.
Cessazioni di impresa per settore
Quota % di imprese cessate e posizionamento rispetto al dato medio complessivo
Trasporti, mag.
logistica Serv. dei media,
culturali
/creativi
Informatica e
TLC
Attivit
immobiliari
Serv.avanzati
alle imprese
Serv. operativi
alle imprese
Serv. sociali/alla
persona
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
0 1 2 3 4 5
C
e
s
s
a
z
i
o
n
i

a
n
n
o

2
0
1
3
Cessazioni anno 2014
Cenni Metodologici e
Riconoscimenti
L indagine congiunturale sui servizi in Toscana stata condotta nel mese di giugno 2014. Lindagine ha natura
campionaria ed rappresentativa della popolazione di imprese che operano in 7 diversi comparti del settore dei servizi,
con lesclusione di commercio e turismo (per i quali sono al momento previsti strumenti di monitoraggio specifici).
Settori Ateco 2007 Numerosit
campionaria
Numerosit
della
popolazione di
riferimento
1 - Trasporti, magazzinaggio e logistica
H49 - H52
H50 - H51- H 53
2 - Servizi dei media, culturali e creativi
J58 - J59 -J60 - J639
R90 - R91
3 - Informatica e telecomunicazioni J61
J62 - J631
4 - Attivit immobiliari L68 311 20.902
5 - Servizi avanzati di supporto alle
imprese
N78 - M69- M70 - M71 -
M72 - M73 - M74
658 49.961
6 - Servizi operativi di supporto alle
imprese
N771 -N 773 - N774 - N80 -
N81 - N82
381 8.657
G452 - S95
P - Q - R92 - R93 - S94 -
N772 - M75
Totale 3.432 137.680
7 - Servizi sociali alle famiglie e alla
persona
952 40.746
Indagine congiunturale sulle imprese dei servizi - Settori di attivit economica di
interesse
384 8.374
312 3.438
434 5.602
I risultati sono inoltre significativi per
territorio (provinciale) e classe
dimensionale di impresa, con
riferimento al totale del settore ed al
sottoinsieme delle imprese artigiane.
Lelenco delle imprese da intervistare
stato estratto dagli archivi di
Unioncamere Toscana sulla base di
un apposito piano di campionamento
messo a punto dallUfficio di Statistica
della Regione Toscana. Lobiettivo
quello di monitorare attraverso
indagini annuali i mutamenti nella
struttura imprenditoriale ed i
principali andamenti economici del
settore.
A cura di: Cristina Marullo
Coordinamento: Riccardo Perugi
Il commercio estero della
Toscana

II trimestre 2014

Firenze, Settembre 2014
CAPITOLO 1: QUADRO GENERALE

CAPITOLO 2: MERCATI E AREE DI SBOCCO

CAPITOLO 3:ANDAMENTI SETTORIALI

CENNI METODOLOGICI E RICONOSCIMENTI
Indice
Quadro generale Andamenti settoriali Mercati di sbocco Riconoscimenti
Capitolo 1
Quadro generale
Andamento delle esportazioni e delle importazioni di Italia e Toscana
Variazioni tendenziali a valori correnti (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
-35
-30
-25
-20
-15
-10
-5
0
5
10
15
20
25
30
35
1
0
.
2
1
0
.
3
1
0
.
4
1
1
.
1
1
1
.
2
1
1
.
3
1
1
.
4
1
2
.
1
1
2
.
2
1
2
.
3
1
2
.
4
1
3
.
1
1
3
.
2
1
3
.
3
1
3
.
4
1
4
.
1
1
4
.
2
TOS export ITA export TOS import ITA import
Il contesto internazionale
Il commercio mondiale conferma a met anno la tendenza ad una crescita poco brillante: pur con un incremento del
+3,2% rispetto allo stesso trimestre dellanno precedente, il II trimestre 2014 si chiude con un andamento stagnante
(su base congiunturale -0,4% a maggio e +0,1% a giugno), che sembra deludere le aspettative di rafforzamento della
congiuntura internazionale. Sono ancora ampi gli sfasamenti nella crescita globale, con una crescita non
particolarmente sostenuta della domanda delle economie avanzate (ma prosegue, in tale ambito la crescita degli Stati
Uniti, +4,1%) e forti incertezze per la congiuntura dellArea Euro, legate allevoluzione del quadro geo-geopolitico (in
Europa Orientale) ed al deterioramento della domanda per importazioni dei paesi emergenti, soprattutto di quelli che
hanno operato svalutazioni competitive.
A fronte di una produzione stagnante, la crescita della domanda dellEuro-Zona rimane dunque debole, con forti
differenziazioni interne (buona ripresa della Spagna, timori per la dinamica della domanda di intermedi proveniente dal-
le imprese tedesche, maggiormente
esposte alle tensioni fra Russia e Ucraina).
Torna invece a stabilizzarsi, rispetto al I
trimestre dellanno, il tasso di cambio
effettivo reale delleuro, pur
evidenziando livelli ancora elevati
(+4,3%) rispetto allo stesso periodo del
2013 ed un conseguente peggioramento
della competitivit di prezzo verso i paesi
esterni allArea.
Per quanto riguarda levoluzione attesa,
gli analisti prevedono un ulteriore
rallentamento nell'interscambio con
l'Europa dellEst per effetto dell'embargo
commerciale. La svalutazione in atto
delleuro dovrebbe tuttavia favorire un
recupero dellexport fuori dellArea Euro.
Quadro generale Andamenti settoriali Mercati di sbocco Riconoscimenti
Andamento della domanda mondiale per importazioni
Variazioni % tendenziali, dati in volume
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati CPB World Trade monitor, June 2014
ADVANCED ECONOMIES EMERGING ECONOMIES
US JAP EURO Emrg. ASIA C/E Europe Lat. Ame Afr/M.East
13.III 1,0% 0,2% -0,1% 6,7% 6,1% 11,7% 9,5%
13.IV 2,3% 7,3% 1,5% 5,1% 8,0% 6,6% 6,1%
14.I 2,9% 9,3% 2,0% 3,0% 5,0% 4,9% 9,0%
14.II 4,1% 1,0% 2,2% 2,8% 1,9% 0,6% 8,1%
-2%
0%
2%
4%
6%
8%
10%
12%
14%
16%
18%
20%
13.III 13.IV 14.I 14.II
La Toscana nel contesto nazionale
zione, che gi da inizio 2014 ha determinato forti
contrazioni nelle vendite allestero di prodotti
petroliferi raffinati in provenienza dalla provincia di
Livorno (un punto percentuale di crescita in meno
sul dato complessivo regionale) .
Nel quadro di forte incertezza che sta
determinando un deciso ritardo nella realizzazione
delle aspettative di ripresa, un nuovo
rallentamento interessa inoltre la domanda
regionale per importazioni (-0,8% il totale,
+1,4% al netto dei metalli preziosi). A fronte di
una domanda di intermedi (-4,3%) e di beni di
consumo durevole (-14,8%) che continua ad
arretrare, tale andamento determinato dalla
crescita dellimport di beni non durevoli (+5,8%) e
di beni strumentali (+16,8%), in particolare di
automobili e navi/imbarcazioni (ma anche i
macchinari realizzano un incremento del 5,5%).
Tra aprile e giugno 2014 la Toscana mette a segno una crescita nel valore delle esportazioni pari al
+6,3%. Il dato utilizzato per le valutazioni del presente rapporto quello relativo allexport della
Toscana al netto dei metalli preziosi (+7,1%), in base al quale lexport toscano prosegue la propria crescita a
ritmi decisamente pi elevati rispetto a quello di Veneto (3,6%), Emilia Romagna (+3,3%), Piemonte (+3%) e
Lombardia (-0,1%), lasciando intravedere un nuovo sentiero di crescita rispetto ad un trend nazionale nel complesso
ancora stagnante. Due elementi condizionano, con influenze opposte, il risultato regionale: da un lato, lelevato valore
unitario di commesse per macchine di impiego generale contabilizzate nel trimestre da parte di una grande impresa
localizzata in provincia di Massa Carrara (+3,6 punti percentuali); dallaltro, la crisi produttiva del settore della raffina-
Quadro generale Andamenti settoriali Mercati di sbocco Riconoscimenti
Andamento delle esportazioni in Toscana e in Italia
Variazioni tendenziali a valori correnti al netto dei metalli preziosi (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
-25
-20
-15
-10
-5
0
5
10
15
20
25
1
0
.
2
1
0
.
3
1
0
.
4
1
1
.
1
1
1
.
2
1
1
.
3
1
1
.
4
1
2
.
1
1
2
.
2
1
2
.
3
1
2
.
4
1
3
.
1
1
3
.
2
1
3
.
3
1
3
.
4
1
4
.
1
1
4
.
2
Toscana Italia
Capitolo 2
Quadro generale
Mercati e aree di sbocco
Mercati di sbocco Riconoscimenti Andamenti settoriali
Variazioni % tendenziali e contributi % alla crescita al netto dei metalli preziosi (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
Principali mercati per contributo alle esportazioni della Toscana - II trimestre 2014
-3%
-2%
-1%
0%
1%
2%
3%
4%
5%
6%
7%
8%
9%
10%
11%
12%
13%
-30%
-20%
-10%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
110%
120%
130%
S
t
a
t
i

U
n
i
t
i
C
o
r
e
a

d
e
l

S
u
d
O
c
e
a
n
i
a
/
A
l
t
r
i
G
r
e
c
i
a
S
i
n
g
a
p
o
r
e
S
p
a
g
n
a
C
a
n
a
d
a
G
e
r
m
a
n
i
a
P
o
l
o
n
i
a
A
u
s
t
r
i
a
R
e
g
n
o

U
n
i
t
o
H
o
n
g

K
o
n
g
B
e
l
g
i
o
S
v
i
z
z
e
r
a
M
e
s
s
i
c
o
F
r
a
n
c
i
a
R
e
p
u
b
b
l
i
c
a

c
e
c
a
P
a
e
s
i

B
a
s
s
i
A
r
a
b
i
a

S
a
u
d
i
t
a
R
u
s
s
i
a
G
i
a
p
p
o
n
e
R
o
m
a
n
i
a
T
u
n
i
s
i
a
T
u
r
c
h
i
a
A
l
g
e
r
i
a
E
m
i
r
a
t
i

A
r
a
b
i

U
n
i
t
i
c
o
n
t
r
.

%

a
l
l
a

c
r
e
s
c
i
t
a

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i
v
a
r
.

%

t
e
n
d
e
n
z
i
a
l
e

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i
Mercato europeo
Dopo un primo trimestre negativo torna a crescere il valore delle esportazioni toscane nei paesi europei (+5,3%); la
crescita pressoch totalmente trainata dal mercato interno allUnione (+6,4% i paesi UE-28, con un contributo alla
crescita di 2,8 punti percentuali). Incerto ma ancora positivo landamento delle vendite dirette nei paesi europei extra
UE-28 (+1,1%), essenzialmente dovuto allulteriore arretramento delle vendite in Russia (-3,4% legate alleffetto
Ucraina) e in Turchia (-9,3%).
Il buon dinamismo delleconomia spagnola si
riflette nellandamento della domanda estera
rivolta alla nostra regione (+10,3%), rivolta
principalmente ad autoveicoli, meccanica
strumentale, cicli e motocicli ed a beni
intermedi dei settori chimica, cartario, tessile.
Landamento delle esportazioni in Grecia
(+97,5%) ampiamente determinato dal
valore di commesse per il settore della
cantieristica. Crescono anche le vendite in
Germania (+3,4%) e, seppure in deciso
rallentamento, in Francia (+1,1%).
Restano particolarmente dinamici, tra i paesi
al di fuori dellarea valutaria dellEuro, Polonia
e Regno Unito, fra le economie maggiormente
dinamiche negli ultimi trimestri. I flussi di
export in Polonia sono prevalentemente
riferiti a beni della meccanica strumentale,
che spesso si inseriscono in catene produttive
con committenza tedesca; bene il sistema
moda nel Regno Unito, in particolare cuoio,
calzature, articoli di abbigliamento.
Quadro generale Mercati di sbocco Riconoscimenti Andamenti settoriali
Variazioni % tendenziali e contributi % alla crescita al netto dei metalli preziosi (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
Esportazioni della Toscana per area di destinazione - II trimestre 2014 -
EUROPA
5,3%6,1%
1,1%
3,4%
10,3%
6,4%
23,4%
4,3%
1,1%
3,0%
-9,3%
-3,4%
-1,5%
-1,0%
-0,5%
0,0%
0,5%
1,0%
1,5%
2,0%
2,5%
3,0%
-15%
-10%
-5%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
E
U
R
O
P
A
A
r
e
a

E
u
r
o
F
r
a
n
c
i
a
G
e
r
m
a
n
i
a
S
p
a
g
n
a
U
E

2
8
P
o
l
o
n
i
a
R
e
g
n
o

U
n
i
t
o
P
a
e
s
i

e
u
r
o
p
e
i

n
o
n

U
E
S
v
i
z
z
e
r
a
T
u
r
c
h
i
a
F
e
d
e
r
a
z
i
o
n
e

r
u
s
s
a
c
o
n
t
r
.

%

a
l
l
a

c
r
e
s
c
i
t
a

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i

v
a
r
.

%

t
e
n
d
e
n
z
i
a
l
e

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i
Paesi extra europei
La forte crescita delle esportazioni verso gli
Stati Uniti (+28,2%) ancora una volta legata
a commesse per macchine di impiego generale,
al netto delle quali si ferma al +1,1%. Bene
cuoio, pelletteria e calzature, mentre arretrano
siderurgia, cantieristica e agroalimentare.
La decisa battuta darresto delle vendite in
Medio Oriente e Africa legata allincertezza
relativa a grosse commesse per loreficeria, a
causa dei disordini geo-politici che interessano i
maggiori paesi importatori. Ne risentono in
particolare gli acquisti degli Emirati Arabi (-24%)
tra cui Dubai, hub commerciale che assorbe da
solo oltre la met dellexport del distretto
aretino, Libia, Algeria (-28,9%) che a met
maggio ha bloccato le importazioni dallItalia.
Tra gli altri paesi asiatici bene solo Hong Kong
(+4,6%); negativo infatti landamento delle
vendite in Giappone (-3,4%) e sostanzialmente
stagnante quello della Cina (+0,4%) e dellIndia
(+1,7%), che non incidono nel trimestre in
esame sul tasso di crescita regionale.
La decisa accelerazione delle esportazioni nei paesi extra-europei (+9,1%), guidata dal forte contributo di
commesse per macchine di impiego generale dallOceania (che da sole pesano per ben 1,4 punti) e, tra gli altri paesi
asiatici, dalla Corea del Sud (con un peso di 1,7 punti), in cui prosegue ancora a ritmi soddisfacenti lexport di cuoio-
pelletteria e farmaceutica. La crescita continua ad essere trainata dal continente americano e da quello asiatico, pur in
presenza di un deciso rallentamento delle vendite in America del sud e in Medio Oriente.
Quadro generale Mercati di sbocco Riconoscimenti Andamenti settoriali
Variazioni % tendenziali e contributi % alla crescita al netto dei metalli preziosi (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
Esportazioni della Toscana per area di destinazione - II trimestre 2014 -
EXTRA EUROPA
16,9%
28,9%
-4,3%
9,9%
-11,1%
22,9%
-30,7%
-34,3%
-19,3%
68,2%
-5%
-4%
-3%
-2%
-1%
0%
1%
2%
3%
4%
5%
6%
7%
8%
-50%
-40%
-30%
-20%
-10%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
A
M
E
R
I
C
A
A
m
.

S
e
t
t
e
n
t
r
i
o
n
a
l
e
A
m
.

C
e
n
t
r
o
-
m
e
r
i
d
.
A
S
I
A
M
e
d
i
o

O
r
i
e
n
t
e
A
l
t
r
i

p
a
e
s
i

a
s
i
a
t
i
c
i
A
F
R
I
C
A
A
f
r
i
c
a

s
e
t
t
e
n
t
r
i
o
n
a
l
e
A
l
t
r
i

p
a
e
s
i

a
f
r
i
c
a
n
i
O
C
E
A
N
I
A

/
A
L
T
R
I
c
o
n
t
r
.

%

a
l
l
a

c
r
e
s
c
i
t
a

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i

v
a
r
.

%

t
e
n
d
e
n
z
i
a
l
e

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i
Quadro generale Andamenti settoriali
Capitolo 3
Andamenti settoriali
Mercati di sbocco Riconoscimenti
Variazioni % tendenziali e contributi % alla crescita al netto dei metalli preziosi (1)
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
Principali settori per contributo alle esportazioni della Toscana - II trimestre
2014
-4%
-3%
-2%
-1%
0%
1%
2%
3%
4%
-40%
-30%
-20%
-10%
0%
10%
20%
30%
40%
M
a
c
c
h
.

i
m
p
i
e
g
o

g
e
n
e
r
a
l
e
M
a
c
c
h
.

I
m
p
i
e
g
h
i

s
p
e
c
i
a
l
i
C
o
n
c
i
a

e

p
e
l
l
e
t
t
e
r
i
a
A
r
t
i
c
o
l
i

d
i

a
b
b
i
g
l
i
a
m
e
n
t
o
N
a
v
i

e

i
m
b
a
r
c
a
z
i
o
n
i
C
a
l
z
a
t
u
r
e
A
u
t
o
v
e
i
c
o
l
i
P
r
o
d
o
t
t
i

t
e
s
s
i
l
i
E
s
t
r
a
t
t
i
v
o
C
h
i
m
i
c
a
A
r
t
.

g
o
m
m
a
,

m
.
p
l
a
s
t
i
c
h
e
C
a
r
t
a
,

p
r
o
d
.

i
n

c
a
r
t
a
A
l
t
r
e

m
a
n
i
f
a
t
t
u
r
i
e
r
e
F
a
r
m
a
c
e
u
t
i
c
a
A
l
i
m
e
n
t
a
r
i
,

b
e
v
a
n
d
e
A
g
r
i
c
o
l
t
u
r
a
,

s
i
l
v
.

e

p
e
s
c
a
A
p
p
a
r
e
c
c
h
i

e
l
e
t
t
r
i
c
i
C
o
m
p
u
t
e
r
,

a
p
p
.

e
l
e
t
t
r
o
n
i
c
i
M
e
t
a
l
l
u
r
g
i
a
G
i
o
i
e
l
l
e
r
i
a

e

o
r
e
f
i
c
e
r
i
a
C
o
k
e
-
p
r
o
d
o
t
t
i

p
e
t
r
o
l
i
f
e
r
i
c
o
n
t
r
.

%

a
l
l
a

c
r
e
s
c
i
t
a

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i

v
a
r
.

%

t
e
n
d
e
n
z
i
a
l
e

d
e
l
l
e

e
s
p
o
r
t
a
z
i
o
n
i
Raggruppamenti principali di industrie (RPI)
Da segnalare infatti la decisa ripresa
dei flussi di esportazioni di prodotti
della meccanica strumentale (+30,8%),
mentre continuano in terreno
decisamente negativo le vendite del
manifatturiero a medio-alta tecnologia,
ed in particolare computer, apparecchi
elettronici e ottici (-8,5%).
In crescita le vendite di prodotti
intermedi (+2,5% al netto dei metalli
preziosi): prosegue il buon andamento
delle esportazioni di filati (+13,4%) e
tessuti (+1,7%) a cui si affiancano
gomma, materie plastiche (+10,3%),
ed estrattivo, in particolare lapideo
(+17,3%).
Quadro generale Andamenti settoriali Mercati di sbocco Riconoscimenti
Le esportazioni toscane nel II trimestre 2014 sono sostenute dalle vendite di beni strumentali e beni di consumo
non durevoli: invece in difficolt la componente durevole (-8,5%) a causa di incertezze relative a commesse
dellorafo in Medio Oriente e nei paesi africani, legate allescalation di disordini geopolitici. Prosegue la ripresa delle
vendite di prodotti intermedi (+2,5%), mentre i prodotti energetici (prodotti petroliferi), continuano
drasticamente ad arretrare (-32,3% rispetto al II trimestre 2013), a causa della forte crisi che interessa il settore della
raffinazione.
Nonostante le difficolt del comparto agroalimentare (-2,2%), su cui pesa landamento decisamente negativo delle
vendite di bevande (di cui il vino rappresenta una delle componenti principali), prosegue come detto la crescita
dellexport di beni di consumo non durevoli (+6,9%), grazie a cuoio-pelletteria (+9,6%), abbigliamento (+12,4%),
calzature (+8,2%) prodotti tessili (+3,6%). Il forte balzo in avanti nel valore delle vendite di beni strumentali
(+26,8%) in gran parte (ma non del tutto) legato al valore di grosse commesse per imprese della cantieristica e per
macchine di impiego generale.
import export import export import export
Beni di consumo durevoli 77.940.517 708.315.957 -14,8% -8,5% -0,3% -0,9%
Beni di consumo non durevoli 1.224.219.567 2.770.359.833 5,8% 6,9% 1,5% 2,5%
Prodotti intermedi 1.196.209.738 1.740.881.903 -4,3% 2,5% -1,2% 0,6%
Beni strumentali 1.046.064.363 2.036.315.061 16,8% 26,8% 3,3% 6,0%
Energia 574.178.469 144.503.277 -15,1% -32,3% -2,3% -1,0%
Altro 458.930.712 304.437.687 2,8% -2,7% 0,3% -0,1%
TOSCANA 4.577.543.366 7.704.813.718 1,4% 7,1% 1,4% 7,1%
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Istat
Andamento delle esportazioni e delle importazioni in Toscana per raggruppamenti
principali di industrie - II trimestre 2014
(1) Per il 2013 dati revisionati, per il 2014 dati provvisori. Per le definizioni dei raggruppamenti si
rimanda al Regolamento C. E. N. 656/2007 (Nace rev.2).
Valori assoluti Contributi % Variazioni %
Valori assoluti in euro, variazioni % tendenziali e contributi % alla crescita al netto dei metalli
preziosi (1)
Cenni metodologici

Le elaborazioni contenute nel presente rapporto sono realizzate su dati Istat-Coeweb, (ultimo aggiornamento: 11
settembre 2014 con riferimento ai dati sul commercio estero delle regioni italiane nel periodo aprile-giugno 2014 ).

I dati del secondo semestre 2013 sono stati revisionati in data 26 novembre 2013.
A seguito dell'ingresso della Lettonia, a partire dai dati di gennaio 2014, l'area UEM composta da 18 paesi.

Il presente rapporto ed altri materiali sul commercio estero della Toscana (fra cui tavole di dettaglio sullandamento del
commercio con lestero della Toscana relativamente al trimestre in esame) sono scaricabili dalla pagina web dal portale
Starnet, area territoriale Toscana, cliccando sul seguente link
Riconoscimenti

Elaborazioni e testo a cura di:
Cristina Marullo

Coordinamento:
Riccardo Perugi
Quadro generale Andamenti settoriali Mercati di sbocco Riconoscimenti
Cenni metodologici
e riconoscimenti