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XXXII domenica del tempo ordinario


XXXII settimana del tempo ordinario - IV settimana del salterio
d o m e n i c a 1 1 n o v e mb r e
la preghiera
Inno ( Turoldo)
Altissima fonte
del cosmo, la luce,
Signore, creasti:
e fu primo giorno.
Linizio fu luce,
che limpida splende:
vittoria sul buio,
sul vuoto e sul caos.
Sorgente perenne
di quanto esiste,
la tenebra sgombra
pur oggi dal mondo. Amen.
Salmo cf. Sal 117 ( 118)
Tutte le nazioni
mi hanno circondato,
ma nel nome del Signore
le ho distrutte.
Mi hanno circondato,
mi hanno accerchiato,
ma nel nome del Signore
le ho distrutte.
Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa
tra i rovi,
ma nel nome del Signore
le ho distrutte.
Mi avevano spinto con forza
per farmi cadere,
ma il Signore
stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto
il Signore,
egli stato la mia salvezza.
Introduzione
O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio che che era
e che viene, per i secoli dei secoli, amen. Alleluia.
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Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore
ha fatto prodezze,
la destra del Signore
si innalzata,
la destra del Signore
ha fatto prodezze.
Non morir, ma rester in vita
e annuncer le opere del Signore.
Il Signore mi ha
castigato duramente,
ma non mi ha consegnato
alla morte.
Ripresa della Parola di Dio del giorno
Poich cos dice il Signore, Dio dIsraele: La farina nella giara non si
esaurir e lorcio dellolio non diminuir fino al giorno in cui il Signo-
re mander la pioggia sulla faccia della terra (1Re 17,14).
Cantico di Zaccaria o di Maria o di Simeone (cf. bandella)
Lode e intercessione
Rit.: Dalla terra che ci affidi, salga a te ogni lode, alleluia!
Sii benedetto, Padre, per la generosit di tanti poveri
che ci provoca e ci evangelizza.
Fa, o Figlio, che in questo giorno di festa si moltiplichino
i gesti di condivisione del tempo, delle risorse, dei beni.
Sostieni, Spirito Paraclito, la speranza di chi soccombe al mito
del progresso e alle infinite disillusioni di questi tempi
di crisi mondiale.
Padre nostro
Orazione (vedi Colletta)
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domenica 11 novembre - XXXII domenica del tempo ordinario
anti fona d i ngresso Sal 87 ( 88) , 3
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, lorecchio alla mia preghiera.
Gloria p. 292
colletta
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro
cammino verso di te, perch, nella serenit del corpo e dello Spi-
rito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro
Signore Ges Cristo...
oppure
O Dio, Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri,
giustizia agli oppressi, sostieni la speranza del povero che confi-
da nel tuo amore, perch mai venga a mancare la libert e il pane
che tu provvedi, e tutti impariamo a donare sullesempio di colui
che ha donato se stesso, Ges Cristo nostro Signore. Egli Dio, e
vive...
l a me s s a
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pri ma lettura 1Re 17, 10- 16
Dal Primo libro dei Re
In quei giorni, il profeta Elia
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si alz e and a Sarpta. Arri-
vato alla porta della citt, ecco una vedova che raccoglieva
legna. La chiam e le disse: Prendimi un po dacqua in un
vaso, perch io possa bere.
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Mentre quella andava a prenderla, le grid: Per favore,
prendimi anche un pezzo di pane.
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Quella rispose: Per
la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo
un pugno di farina nella giara e un po dolio nellorcio; ora
raccolgo due pezzi di legna, dopo andr a prepararla per
me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo.
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Elia le disse: Non temere; va a fare come hai detto.
Prima per prepara una piccola focaccia per me e portame-
la; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio,
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poich cos
dice il Signore, Dio dIsraele: La farina della giara non si
esaurir e lorcio dellolio non diminuir fino al giorno in
cui il Signore mander la pioggia sulla faccia della terra.
15
Quella and e fece come aveva detto Elia; poi mangiaro-
no lei, lui e la casa di lei per diversi giorni.
16
La farina della
giara non venne meno e lorcio dellolio non diminu,
secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per
mezzo di Elia. Parola di Dio.
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salmo responsori ale 145 ( 146)
Rit. Loda il Signore, anima mia.
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Il Signore rimane fedele per sempre
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rende giustizia agli oppressi,
d il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. Rit.
8
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi caduto,
il Signore ama i giusti,
9
il Signore protegge i forestieri. Rit.
Egli sostiene lorfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
10
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. Rit.
seconda lettura Eb 9, 24- 28
Dalla Lettera agli Ebrei
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Cristo non entrato in un santuario fatto da mani duo-
mo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per compari-
re ora al cospetto di Dio in nostro favore.
25
E non deve offri-
re se stesso pi volte, come il sommo sacerdote che entra
nel santuario ogni anno con sangue altrui:
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in questo caso
egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffri-
re molte volte.
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Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli
apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se
stesso.
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E come per gli uomini stabilito che muoiano una
sola volta, dopo di che viene il giudizio,
28
cos Cristo, dopo
essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di
molti, apparir una seconda volta, senza alcuna relazione
con il peccato, a coloro che laspettano per la loro salvezza.
Parola di Dio.
canto al vangelo Mt 5, 3
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perch di essi il regno dei cieli.
Alleluia, alleluia.
vangelo Mc 12, 38- 44 ( lett. breve 12, 41- 44)
X Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Ges [nel tempio]
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diceva alla folla nel suo
insegnamento: Guardatevi dagli scribi, che amano passeg-
giare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,
39
avere i
primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
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Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi
vedere. Essi riceveranno una condanna pi severa.]
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Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi get-
tava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte.
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Ma, venuta
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una vedova povera, vi gett due monetine, che fanno un
soldo.
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Allora, chiamati a s i suoi discepoli, disse loro: In veri-
t io vi dico: questa vedova, cos povera, ha gettato nel teso-
ro pi di tutti gli altri.
44
Tutti infatti hanno gettato parte del
loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato
tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.
Parola del Signore.
Credo p. 294
preghi era sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa che
partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora
celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
anti fona alla comuni one Mc 12, 44
La vedova ha offerto pi di tutti gli altri
poich ha dato tutto quello che aveva.
preghi era dopo la comuni one
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasfor-
mi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
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per la ri flessi one
Due monetine
Una vedova offre conforto al profeta Elia dandogli il suo poco
cibo rimasto; unaltra getta nel tesoro del tempio di Gerusalem-
me le due monetine che ha in tasca. Sembra che, in questa
domenica, la liturgia della Parola voglia farci guardare alla
vedovanza non tanto come condizione di indigenza meritevole
di attenzione e soccorso, ma come figura di una vita capace di
offrirsi pienamente, affinch tutti impariamo a donare sul-
lesempio di colui che ha donato se stesso (Colletta). Quando
il profeta aumenta la sua richiesta, e dopo aver chiesto dellac-
qua domanda anche un pezzo di pane, la vedova di Sarpta
mostra di essere una donna abituata a fare i conti con la morte:
Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo
un pugno di farina nella giara e un po dolio nellorcio; ora rac-
colgo due pezzi di legna, dopo andr a prepararla per me e per
mio figlio: la mangeremo e poi moriremo (1Re 17,12).
Forse, proprio lesperienza di aver gi perso quanto di pi caro
nella vita si possa desiderare e avere, ha gi strappato dal suo
cuore il terrore di rimanere a mani vuote. la stessa libert che
conduce la vedova povera (Mc 12,42) del vangelo a compiere
un gesto che, diversamente da quelli fatti a lungo per farsi
vedere (12,40) da parte degli scribi, conquista lo sguardo e
lammirazione del Signore Ges, pronto a consegnarla ai disce-
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poli come ultima sapienza prima della sua passione: In verit
io vi dico: questa vedova, cos povera, ha gettato nel tesoro pi
di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro super-
fluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che
aveva, tutto quanto aveva per vivere (12,43-44).
Queste donne, su cui la Scrittura accende i riflettori, sono pron-
te a donare tutto, perch hanno gi perso tutto, avendo attra-
versato lesperienza della morte, senza essere chiamate a mori-
re in prima persona. Per questo hanno ormai raggiunto un rap-
porto con le cose del mondo particolarmente maturo e profon-
do. Sanno che la vita dono, non possesso o conquista. Nella
loro ammirabile generosit, si nasconde una profonda sapienza,
scavata nel tempo dal dolore e dalla solitudine. La stessa di cui
parla lautore della Lettera agli Ebrei, a proposito di Cristo, il
quale entrato nel cielo stesso e non in un santuario
fatto da mani duomo (Eb 9,24) non con sangue altrui
(9,25), ma mediante il sacrificio di se stesso (9,26).
La sapienza delle vedove povere limpido riflesso di quella del
Crocifisso povero proclama silenziosamente che non la
morte a trattenere il cuore dalla sua naturale generosit. Anzi,
proprio quando la nostra realt si presenta in tutta la sua mise-
ria (Mc 12,44), possiamo finalmente percepire la vita come un
bene che non va difeso a oltranza, ma offerto in dono. E uscire
finalmente dalla logica questa s, davvero misera del super-
fluo, cha mai basta a noi e agli altri. Se rimaniamo nella paura
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della morte e quindi del dono gratuito la vita rimane sulle
spalle come un fardello pesante, un sacrificio da ripetere pi
volte (Eb 9,25), anzi molte volte (9,26). Quando siamo
disposti a svuotare tutto il contenuto delle tasche, gustiamo
invece un sapore unico, pi convincente di tutti gli altri (Mc
12,43) sapori della vita. Quello conosciuto dalla vedova del van-
gelo, che ha certamente dato tutto, perch delle due monetine
poteva almeno conservarne una per s. E non lo ha fatto.
fra Roberto Pasolini, ofm capp.
Cattolici, anglicani e luterani Martino di Tours, vescovo (397).
Cattolici Beata Alice (Maria Jadwiga) Kotowska, vergine e martire (1939).
Ortodossi Memoria dei santi martiri Mena e Vincenzo (sotto Diocleziano, 284-
305); Teodoro Studita, igumeno e confessore (826).
Luterani Anniversario della morte del filosofo danese Sren Kierkegaard (1855).
Dio, nostro Padre, offriamo e consacriamo a te la nostra
madre terra. Da lei ci hai modellati con le tue mani amoro-
se, ma noi labbiamo contaminata con la nostra violenza, il
nostro sfruttamento, la nostra avidit. Possa la nostra ricon-
ciliazione con lei mondarci dai nostri peccati e riconciliarci
luno con laltro e con te. Siete invitati a chiedere perdono
alla madre terra (da La sfida di scoprirsi monaco, Cittadel-
la, Assisi 1991).
Raimon Panikkar
testimone del grazie
Giornata del Ringraziamento
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