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APPUNTI DIRITTO COMMERCIALE

Contenuti del diritto commerciale



Il diritto commerciale fa parte del diritto privato ed contenuto nel libro V del codice civile. Diritto commerciale che
nasce dal commercio e dalla sua evoluzione storica, si sostanzia nellinsieme delle regole che meglio disciplinano le
attivit commerciali private. Diritto che spesso identificato nel diritto del mercato in quanto relativo allinsieme delle
regole di domanda ed offerta, mercato che poi il luogo in cui si realizzano gli scambi tra i privati, scambi regolati dal
diritto commerciale. Tali regole hanno lo scopo unico di rendere certe le situazioni di fatto, promuovere e rendere
efficienti gli scambi, tutelare il credito ecc. chiaro, quindi, che il diritto commerciale non tutela i singoli interessi dei
privati ma linteresse del mercato in s.
Il diritto commerciale nasce con i comuni e le corporazioni dei commercianti, i quali, creano le norme ed anche i propri
giudici (tribunali del commercio). Nel 1865 in tutti i paesi di civil law si attua una duplicazione codicistica, da una parte
troviamo il codice civile e dallaltra il codice del commercio che spesso disciplinano stesse situazioni ma in modo diverso a
seconda dei soggetti coinvolti. Nascono anche nuovi istituti quali la cambiale, la commenda (poi soc. accomandita),
lattivit bancaria, del credito e lassicurazione ecc.
Queste regole corporative, con la nascita degli stati, diverranno regole dellordinamento. Con il nostro codice civile del
42 il diritto commerciale viene incorporato nel libro V, ci ha portato a ritenere che sia intervenuta una
commercializzazione del diritto civile.
Il commercio e le attivit di scambio, entrano a far parte della vita quotidiana di tutti i privati cittadini, restano per
presenti alcune esigenze tipiche dei soggetti esercenti attivit commerciali. Il commerciante cambia natura, necessita
(in tempi moderni) di un coordinamento di attivit produttive finalizzate al commercio portando, cos, alla nascita
dellattivit di impresa ed alla figura dellimprenditore. Dagli anni 80 nasce, poi, un insieme di leggi speciali in materia
commerciale quali la legge fallimentare, il testo unico in materia bancaria, il testo unico in materia finanziaria ecc. tutte
leggi ad hoc create per regolamentare le nuove esigenze del mercato dettate dalle modificazioni economico-strutturali
intervenute nel corso del tempo.

Con il codice civile del 42 limpresa assume carattere fondamentale, si passa dalle regole del commercio a regole
dellattivit dellimpresa commerciale e della sua organizzazione, attivit che deve essere organizzata in modo da
renderla efficiente. Leffetto diretto del diritto commerciale rendere efficiente lo svolgimento dellattivit di impresa e
solo indirettamente il vantaggio per i soggetti.
Il legislatore disciplina la figura dellimprenditore al fine di individuare il soggetto responsabile dellattivit di impresa,
soggetto al quale imputare la responsabilit dellattivit di impresa anche ai fini del fallimento.

IMPRENDITORE art 2082 cc imprenditore colui che esercita professionalmente unattivit
economica organizzata al fine della produzione o dello scambio
di beni o servizi.

IMPRESA unattivit economica organizzata al fine della produzione e lo scambio
di beni e servizi

Luso di beni nellattivit di impresa deve condurre alla produzione di unutilit diversa dalle singole utilit dei beni
utilizzati.


Perch ci sia attivit di impresa occorre un coordinamento, unorganizzazione delle attivit e dei beni, organizzazione
che non necessariamente deve essere fisica (uffici, merci ecc) ma intesa quale organizzazione di fattori materiali e
lavoro. Se si ha il solo lavoro autonomo del soggetto ( senza organizzazione dei fattori), non si ha impresa ma lavoro
autonomo appunto.
Le regole dellorganizzazione di impresa dettate dallimprenditore determinano la futura imputazione degli effetti tra
soggetti esterni allimpresa e limpresa stessa.
Lattivit di impresa deve essere anche economica. Il processo produttivo deve tendere a garantire unattivit che
permetta almeno di coprire i costi di produzione. Lattivit di impresa non di mera erogazione, limprenditore non deve
necessariamente avere scopo di lucro (anche se risulta il fine tipico), leventuale utile dellimpresa potrebbe essere
destinato ad altri scopi, sono, infatti, imprese anche quelle attivit finalizzate a destinare gli utili di esercizio ad opere di
pubblica utilit (impresa pubblica ad esempio).
Lesercizio deve essere anche professionale. La dottrina prevalente lo ritiene un 4 requisito oggettivo, altri lo
ritengono una caratteristica personale dellimprenditore. In generale professionale lattivit svolta ripetutamente nel
tempo, abituale e non occasionale, non necessariamente esercitata tutti i giorni, esistono, infatti, attivit di impresa
stagionali (es: impianti di risalita).

IMPRESA ILLECITA impresa illecita quellimpresa avente oggetto contrario a norme
imperative, ordine pubblico e buon costume oppure quando svolta non
rispettando alcune norme obbligatorie (es esercizio di attivit bancaria
senza autorizzazione). In entrambi i casi lordinamento non pu
riconoscere lesistenza di unimpresa. Limpresa esisterebbe quindi solo se
lecita. Ci non toglie la possibilit che unimpresa, la cui attivit finale
illecita, concluda contratti validi e leciti, e quindi non esclude la possibilit
di tutela dei creditori in buona fede agendo chiedendo il fallimento
dellimprenditore esercente attivit illecita. Lesercizio di attivit di
impresa illegale (in assenza delle prescritte autorizzazione) non impedisce
il riconoscimento della qualifica di imprenditore a tutti gli effetti (positivi e
negativi) ferme restando le sanzioni penali ed amministrative per
lesercizio abusivo dellattivit di impresa
La fattispecie generale del diritto commerciale descritta da 4 articoli che necessario conoscere:
- 2082 imprenditore ed impresa
- 2083 piccolo imprenditore
- 2135 imprenditore agricolo
- 2195 imprenditore commerciale

Le norme del diritto commerciale si applicano unicamente allimprenditore commerciale ossia allimpresa descritta
nellart. 2082, specificata nel 2195 e ad esclusione dei casi disciplinati dagli artt. 2083 e 2135.
Al legislatore interessa disciplinare limpresa in via strumentale alla miglior disciplina del mercato al fine di realizzare
lefficienza degli scambi.





Ipotesi- vendita di prodotti agricoli, non si ha impresa se il soggetto che esercita la vendita deve ogni volta cercare un
fornitore dei prodotti, individuare un trasportatore, decidere se utilizzare un deposito o meno. Si ha impresa, invece,
qualora il soggetto definisca in principio gli strumenti necessari allattivit, individuando un trasportatore che si occuper
dei trasporti, selezionando a priori i suoi fornitori, dotandosi di una struttura abitualmente adibita a deposito ecc.
Il legislatore dispone le regole a cui tale attivit deve uniformarsi per organizzare al meglio lattivit (iscrizione al registro
delle imprese, tenere le scritture contabili ecc), la stessa disciplina del fallimento ha lo scopo di soddisfare al meglio la
crisi societaria tutelando al meglio i terzi senza ricorrere al procedimento giudiziario ordinario poco adatto a tale scopo.

Unorganizzazione di impresa diventa commerciale nei limiti in cui si occupa del collocamento sul mercato dei suoi
prodotti. Attivit di impresa che necessiter di finanziamenti, nascono cos attivit commerciali di impresa bancaria,
gestione del credito e del risparmio ecc. attivit tutelate anche costituzionalmente dallart. 47 Cost.

Secondo unopinione della dottrina dominante il legislatore adotterebbe una definizione estensiva di impresa
commerciale rispetto a quanto riconducibile al tenore delle norme e della logica del mercato.
Con lart. 2195 cc il legislatore indica le 5 categorie di imprese soggette ad iscrizione nel registro delle imprese
1- attivit industriale diretta alla produzione di beni o servizi
2- attivit di intermediazione nella circolazione dei beni
3- attivit bancaria e di assicurazione
4- attivit di trasporto
5- qualsiasi altra attivit ausiliaria alle precedenti 4.

Con lart. 2135 si disciplina la figura dellimprenditore agricolo il quale non pu essere imprenditore commerciale.
Linterpretazione dominante del contenuto normativo dellart. 2195 ritiene che siano ritenute imprese commerciali tutte
le imprese non riconducibili alla figura dellimprenditore agricolo.
Secondo una dottrina minoritaria, invece, unattenta analisi del 2195 farebbe notare la possibilit di altre figure di
impresa non commerciale sebbene nemmeno agricole, sarebbero le cd imprese civili. Non per data una definizione
precisa di tali imprese civili, ad esempio si dovrebbe fare riferimento al concetto di attivit industriale quale
trasformazione della materia prima, limpresa estrattiva non sarebbe quindi industriale (si estrae e si vendono i
minerali, non si trasformano), lattivit di intermediazione per la circolazione di prodotti propri non riconducibile al
tenore del punto 2 dellart 2195.
La dottrina dominante si chiede per perch tali imprese non dovrebbero essere ricondotte al tenore del 2195 e si chiede
anche perch il legislatore non menzioni mai la figura dellimpresa civile.
Impresa civile che quindi non esiste per la dottrina dominante.

Per il nostro prof. Ginevra il dibattito in questione non per concluso, non del tutto convinto della posizione della
dottrina dominante, secondo lui il tenore dellart 2195 finalizzato ad individuare solo quelle imprese tenute a sottostare
alla disciplina commerciale. Pensiamo allimpresa artigianale caratterizzata da nessuna produzione standardizzata
(tipicamente industriale) anche se in realt esiste una norma che esclude lartigiano dalle imprese commerciali in quanto
piccolo imprenditore. La difficolt risiede quindi nellindividuabilit in concreto delle imprese riconducibili al concetto di
imprese civili.




PROFESSIONISTA INTELLETTUALE unaltra figura disciplinata separatamente da quella dellimprenditore
(avvocato, notaio, medico ecc). Se lesercizio della professione intellettuale implica un esercizio tipico dellorganizzazione
di impresa si applicano le regole sullimpresa commerciale (es: il medico che esercita nel suo studio privato
professionista intellettuale, il medico che esercita nella sua clinica privata da lui gestita, clinica che eroga servizi vari, il
soggetto imprenditore commerciale). Il professionista diventa imprenditore nel momento in cui le attivit svolte non
sono pi solamente strumentali alla sua attivit personale.

Nel caso pi professionisti si associno (studio associato di avvocati) non si parla di impresa (ecco uno dei possibili esempi
di impresa civile).

Riassumendo:
larticolo 2195 detta ipotesi tipiche di imprese commerciali la cui interpretazione diffusa nel senso che tali imprese
tipiche non rilevano perch tutte le imprese non agricole sarebbero comunque commerciali, resta tuttavia lipotesi della
possibilit che talune imprese possano non rientrare n nella casistica delle imprese commerciali n nella casistica delle
imprese agricole (le imprese civili appunto).
Secondo lorientamento pi diffuso potremmo dire che:
2082 2135 = imprenditore commerciale qualsiasi imprenditore non agricolo imprenditore commerciale

Secondo altro orientamento di minoranza potremmo dire che:
2082 2195 = imprese civili, chiunque imprenditore non commerciale e non rientra nella categoria degli imprenditori
agricoli imprenditore civile. Chiunque svolge attivit non industriale di produzione e scambio di beni e servizi non
coincidente con lattivit di intermediazione (acquisti e rivendita) n attivit di impresa ausiliaria e produzione e
commercio.
Rimarrebbero esclusi gli artigiani ed i servizi non rivolti alle categorie indicate dallart. 2195 (es. servizi alla persona non
su larga scala ag. Matrimoniale, piccola impresa teatrale ecc).

PICCOLO IMPRENDITORE Art. 2083 cc
sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commerciati e coloro che
esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti
della propria famiglia
Per definire correttamente il piccolo imprenditore dobbiamo, per, leggere il disposto dellarticolo 2083 alla luce dellart.
1 della legge fallimentare e dalla legge quadro sullartigianato.

Nella prima parte larticolo identifica tre categorie precise (piccoli commercianti, coltivatori diretti ed artigiani).
Nella seconda parte identifica una categoria pi ampia facendo riferimento al ricorso prevalente al lavoro proprio o dei
componenti della propria famiglia.
Piccoli imprenditori sottoposti alla disciplina generale dellimpresa ma non obbligati alla tenuta delle scritture contabili,
non sottoposti al fallimento ed alle procedure concorsuali ma oggi comunque sottoposti alliscrizione nel registro delle
imprese almeno con funzioni di pubblicit notizia.
La seconda parte del 2083 quella che conta, le tre categorie indicate nella prima parte sono considerate a solo titolo
esemplificativo.
Il piccolo imprenditore identificato in relazione alla prevalenza del lavoro proprio e dei suoi familiari. Rispetto agli altri
fattori produttivi (capitali, mezzi ecc).


Concetto di prevalenza che non pu essere considerato (posizione minoritaria) sulla base di un criterio quantitativo.
Lopinione di maggioranza individua il criterio di prevalenza secondo un criterio qualitativo del lavoro, senza lapporto del
lavoro personale o dei propri familiari, limpresa artigiana non in grado di operare.)

Da notare che in alcuni casi negata la configurazione del piccolo imprenditore, ad esempio il gioielliere che compra e
rivende preziosi, il suo operato pu benissimo essere sostituito dalloperato di altri ed il proprio lavoro non
assolutamente prevalente sugli ingenti capitali investiti per lacquisto dei preziosi. Lorafo artigiano , invece, colui il
quale lavora loro creando gioielli che poi vende ma il suo operato risulta qualitativamente prevalente nellattivit.

Art. 1 Legge fallimentare.
La disciplina fallimentare non applicabile ai piccoli imprenditori i quali sono tali solo se congiuntamente rientrino in
questi parametri:
- patrimonio attivo non superiore a 300.000!
- fatturato annuo degli ultimi tre esercizi inferiore a 200.000!
- Debiti non superiori a 500.000!
Chiunque superi tali valori non pu essere considerato piccolo imprenditore ed quindi soggetto alla procedura
fallimentare.

Legge quadro sullartigianato n 443 del 08/08/1985
Questa legge detta norme che sembrerebbero contraddire il parametro della prevalenza del lavoro proprio o dei familiari
sancito dallart. 2083 cc rispetto agli altri fattori produttivi.

Art.2 artigiano chi esercita professionalmente in qualit di titolare svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro
(prevalenza rispetto alla sua attivit e non rispetto agli altri fattori produttivi).
Art.3 artigiana limpresa che abbia per scopo prevalente la produzione di beni e servizi escluse attivit di commercio.
Pu essere costituita in forma societaria di cooperativa ma i soci devono essere anche lavoratori nella societ artigiana e
non solo soci di capitali ed il lavoro deve avere prevalenza rispetto ai capitali.
Art.4 limpresa artigiana pu essere esercitata anche mediante personale dipendente purch non si superino certi limiti
imposti dal legislatore (in alcuni casi fino a 40 dipendenti!!).
Art.5 prevista liscrizione costitutiva nel registro delle imprese artigiane per usufruire delle agevolazioni previste.

In generale si pu affermare che la legge quadro sullartigianato serve unicamente allo scopo per cui stata emanata
(scopi pubblicistici per le agevolazioni previste).

Laddove si voglia applicare il solo regime civilistico ai fini della valutazione del piccolo imprenditore definendolo quindi
non soggetto a fallimento, si guarder alla disciplina congiunta del solo art. 2083 cc e della legge fallimentare.

Una parte importante della giurisprudenza ha per una posizione per cui le disposizioni della legge quadro sullartigianato
rilevano ai fini della qualificazione di impresa artigiana sicch unimpresa con 32 dipendenti pu essere anche ritenuta
artigiana cos come non lo sar limpresa non iscritta nel registro delle imprese artigiane anche se composta solo dal
titolare..

Oggi lorientamento non certo ben definito.


Sicuramente possiamo affermare che solo coloro i quali eccedano i parametri indicati dallart. 1 della legge fallimentare
possono essere sottoposti a fallimento.
Per il resto (obbligo di tenuta scritture contabili, iscrizione al registro delle imprese ecc) si dovrebbe fare riferimento alla
legge quadro sullartigianato.
E oggi orientamento prevalente la possibilit di sottoposizione al fallimento anche dellartigiano il quale eccede i
parametri indicati dalla legge fallimentare.

In sostanza il piccolo imprenditore si identifica solo secondo il contenuto dellart. 2083.
La legge quadro ha solo valore presuntivo, ossia, qualora limpresa abbia parametri eccedenti quelli indicati in tale
legge, sicuramente non si ha unimpresa artigiana, liscrizione al registro fa accedere alle agevolazioni ma il giudice pu
rilevare un difetto di qualifica ( riuscita ad iscriversi pur non avendo le caratteristiche definite dalla legge); tuttavia
perch si abbia un piccolo imprenditore necessario rispondere alla disciplina dellart. 2083.

IMPRESA FAMILIARE Art. 230bis cc.
Attiene unicamente al diritto di famiglia, limpresa in cui collaborano i parenti dellimprenditore entro il 3 grado e gli
affini entro il 2 grado.
E identificata non dalle dimensioni (pu essere anche di grandi dimensioni) ma da caratteristiche soggettive dei
lavoratori (parenti) senza bisogno di un rapporto formalizzato in altro modo (es di societ nellimpresa).
Il legislatore si limita ad individuare una serie di diritti riconosciuti ai familiari lavoratori in quanto originariamente la
collaborazione familiare si riteneva a titolo gratuito e poteva dare origine a vistosi abusi:
- diritto al mantenimento (parametrato alle condizioni della famiglia e non ad una retribuzione)
- diritto agli utili (relativamente alla qualit del lavoro apportato allimpresa)
- diritto agli incrementi di azienda ed ai beni acquistati
- diritto di prelazione in caso di vendita o successione ereditaria

La gestione straordinaria dellimpresa deve essere decisa a maggioranza dei familiari e quindi ci si chiede se le decisioni
straordinarie adottate senza il consenso dei familiari abbiano piena efficacia verso i terzi o se lobbligo di decisione a
maggioranza sia un mero fatto interno ai rapporti familiari.
La giurisprudenza prevalente fino a qualche tempo fa riteneva il consenso dei familiari come obbligatorio e quindi,
impugnabile verso terzi ogni decisione adottata senza il consenso.
Per Campobasso limpresa comunque individuale e quindi il consenso dei familiari avrebbe solo valenza interna
Unulteriore analisi del 230bis porta a ritenere che la famiglia in se stessa sia rilevante ai fini imprenditoriali. Impresa
familiare quindi come struttura imprenditoriale collettiva (secondo il prof. Ginevra)

IMPRESA AGRICOLA Art. 2135 cc.
imprenditore agricolo chi esercita attivit di:
- coltivazione del fondo
- selvicoltura
- allevamento di animali
- attivit alle prime connesse
Al primo comma larticolo indica alcune attivit principali, al secondo comma ne specifica un elenco indicando al terzo
comma la disciplina delle attivit connesse.



Allimprenditore agricolo non si applicano le norme di diritto commerciale (non soggetto al fallimento alle scritture
contabili ecc.)
La ragione di ci che mentre limprenditore commerciale soggetto al solo rischio economico, limprenditore agricolo
esposto anche al cd rischio ambientale (epidemie, alluvioni, siccit). Si ritiene che non sarebbe giusto far sopportare
allimprenditore agricolo le conseguenze di un fallimento dovuto a cause a lui non imputabili.
Sono poi nate tecniche agricole che sottraggono lattivit agricola a tali rischi (coltivazioni idroponiche, allevamento in
batteria ecc).

Nel 2001 il legislatore poi intervenuto con il 2 comma specificando a cosa possono essere ricondotte le categorie
tipiche del primo comma.
Lelemento distintivo rispetto alle altre imprese il legame dellattivit di impresa con un ciclo biologico.
Limprenditore agricolo non pi esposto al rischio ambientale ma ai rischi connessi alla vita animale o vegetale.
Il perch piccoli imprenditori ed imprenditori agricoli non siano sottoposti alle regole delle imprese commerciali sta nel
fatto che, ad esempio, il fallimento civile pur non essendo disciplina di sanzione verso il fallito, tale strumento di
disciplina della crisi dellimpresa risulta essere non adatto, non opportuno nei confronti di piccoli imprenditori ed
imprenditori agricoli. Non si tratta quindi di un trattamento di maggior favore ma di non adottare uno strumento
inopportuno.

Oggi, a seguito dellintervento del legislatore, un imprenditore resta agricolo anche se svolge attivit ulteriori a quelle
agricole a patto che siano ad esse strettamente connesse in quanto derivino prevalentemente dallattivit agricola
principale. Ad esempio il viticoltore che produce vino con le sue uve, necessario per il rispetto del criterio di
prevalenza, lattivit accessoria anche di tipo commerciale non deve prevalere per rilievo economico sullattivit agricola
principale.

IMPRENDITORE
Lattivit imprenditoriale pu essere svolta sia in forma individuale che societaria.
- IMPRESA SOCIETARIA esercitata in attuazione del programma contrattuale descritto dallart.
2247 cc. Dal contratto tipico di societ deriva limpresa societaria,
destinata a creare utili (a differenza dellimpresa semplice).

- IMPRESA PUBBLICA impresa commerciale condotta dallo stato o altri enti territoriali per
perseguire scopi pubblici a prescindere dallo scopo di lucro, esercitabile
nelle seguenti forme:
-IMPRESA ORGANO _ attivit di impresa svolta direttamente dalla PA,
limpresa organo della PA
Art. 2093 si applicano in generale le disposizioni delle imprese
commerciali ma non si iscrivono nel registro delle imprese in quanto
solo gli enti pubblici economici vi sono sottoposti cos come, secondo
un certo orientamento, non sono sottoposte alla disciplina del
fallimento e concordato preventivo ma si applica tutta la rimanente
disciplina (obbligo di tenuta scritture contabili ecc)
-ENTE PUBBLICO ECONOMICO _ impresa costituita da unapposita
entit predestinata alla realizzazione di tale attivit (es. la creazione


dellENEL). ente pubblico creato in via esclusiva per lesercizio di
impresa. Art. 2201 assoggettate alliscrizione nel registro delle imprese
ma non soggette a fallimento e concordato preventivo.
-SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA _ lo stato opera lattivit di
impresa tramite imprese private a cui vi partecipa (imprese miste,
privatizzazione formale degli enti pubblici economici)

- ASSOCIAZIONI O FONDAZIONI esercitano attivit di impresa commerciale finalizzata al perseguimento
degli scopi associativi. Fino a tempo fa si consideravano non
assoggettate alla disciplina delle imprese commerciali, oggi si ritiene vi
siano sottoponibili. Il dubbio sorge in merito alla sottoponibilit delle
sole associazioni che esercitano attivit di impresa in via esclusiva o
prevalente o se sottoponibili anche quelle che esercitano tale attivit
solo in via accessoria.
Lopinione prevalente che le associazioni possano sempre essere sottoposte alla disciplina delle imprese commerciali,
se per si considera il criterio della professionalit visto per limprenditore dobbiamo escludere quelle associazioni che
la esercitano in via accessoria. Dipende da quale indirizzo intendiamo seguire. Se si considera lassociazione comunque
impresa, e quindi soggetta al fallimento, dobbiamo anche chiederci se i singoli soci possano quindi fallire (la tesi
prevalente ritiene di no).


LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA COMMERCIALI LO STATUTO DELLIMPRENDITORE (regole di
disciplina)

Le regole che disciplinano limprenditore commerciale sono composte prevalentemente dalle regole di disciplina delle
societ, una parte per relativa a regole generali dellattivit di impresa:
- PUBBLICITA DELLATTIVITA DI IMPRESA (iscrizione nel registro delle imprese)
- OBBLIGO DI TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI
- DISCIPLINA CONCORSUALE
- DISCIPLINA DELLA RAPPRESENTANZA DELLIMPRESA
- DISCIPLINA DEL DIRITTO INDUSTRIALE (concorrenza, marchi, trust ecc)
- DISCIPLINA DELLAZIENDA IN SE (come si trasferisce e gli effetti che ne derivano)


PUBBLICITA ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE Art. 2196 cc
Entro 30gg dallinizio dellattivit di impresa, limprenditore deve provvedere alliscrizione dellimpresa nel registro delle
imprese (fino al 1995 tenuto c/o le cancellerie del tribunale) indicando:
- nome, cognome, luogo, data di nascita e cittadinanza
- la ditta
- loggetto dellimpresa
- la sede dellimpresa
- il nome e cognome degli institori e procuratori
Art. 2188 Il registro delle imprese istituto per le iscrizioni previste dalla legge


Art. 2190 Iscrizione dufficio -se uniscrizione obbligatoria non stata richiesta, lufficiale del registro invita mediante
raccomandata limprenditore a richiederla entro un congruo termine. Decorso tale termine il giudice del registro pu
ordinarla con decreto.
Art.2191 Cancellazione dufficio se uniscrizione avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge, il
giudice del registro, sentito linteressato, ne ordina la cancellazione.

La funzione delliscrizione nel registro delle imprese di certezza in relazione agli atti di impresa, consentire a
terzi di acquisire con certezza informazioni rispetto allattivit dellimpresa.
Liscrizione ha tre tipi di efficacia:
- mera notizia
- dichiarativa (liscrizione permette lopponibilit ai terzi degli atti di impresa risultanti dal registro senza che
essi possano opporre di non averne avuto conoscenza, fatti non iscritti saranno opponibili solo se si prova che i
terzi ne fossero gi stati a conoscenza)
- costitutiva (liscrizione nel registro delle imprese determina la nascita delle societ di capitali. Limpresa
individuale o societ di persone nasce anche senza liscrizione).

TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI Art. 2214 cc.
Tutti gli imprenditori commerciali sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili, ci non toglie che anche altri
imprenditori vi possano essere tenuti.
La funzione principale quella di aiutare limprenditore nellorganizzazione della sua impresa permettendogli di rendere
pi economica la sua attivit. Sono scritture non pubbliche.
Limprenditore commerciale deve tenere:
- Il libro giornale art. 2216 cc (indicazione cronologica delle operazioni effettuate)
- il libro degli inventari art. 2217 cc (da redigersi allinizio dellattivit e poi ogni anno, contiene indicazione e
valutazione delle attivit e passivit relative allimpresa nonch alle attivit e passivit
dellimprenditore estranee allimpresa
- altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dimensione dellimpresa.
Deve conservare tutti gli originali di lettere, telegrammi e fatture ricevute
Deve conservare tutte le copie di lettere, telegrammi e fatture spedite
Scritture contabili e corrispondenza che devono essere conservate per 10 anni.

Linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti il quale deve dimostrare con evidenza e veridicit utili e
perdite conseguiti.
Valutazioni di bilancio fatte secondo i criteri previsti per i bilanci delle SPA per quanto applicabili. Bilancio composto da
Stato Patrimoniale e Conto Economico.

Artt. 2215 e 2219 indicano che i libri contabili prima di essere messi in uso devono essere numerati in ogni pagina e che
le scritture devono essere tenute secondo le norme di ordinata contabilit (regole di ragioneria)

Efficacia probatoria delle scritture contabili. In caso di processo le scritture contabili possono essere utilizzate in
giudizio per provare fatti contrari allimprenditore a cui tali scritture si riferiscono anche se tenute in modo irregolare
Efficacia probatoria anche per fatti favorevoli allimprenditore ma a condizione che:
- fatti valere verso altro imprenditore


- relativi a reciproci rapporti tra le due imprese
- scritture contabili tenute regolarmente
Un soggetto pu agire verso un imprenditore per inadempimento e pu essere provato se dalle scritture
dellimprenditore risulta lassunzione del contratto e non lavvenuto pagamento (fatti contrari)
Limprenditore pu provare un inadempimento di un terzo sulla base delle sue stesse scritture contabili solo se il terzo
imprenditore, se linadempimento riguarda i rapporti tra le due rispettive imprese e se le sue scritture contabili sono
state tenute regolarmente.
Di norma la scrittura privata ha efficacia probatoria solo se contraria al soggetto che la ha compiuta, in questo caso si
permette lefficacia anche se favorevole perch il controinteressato a sua volta imprenditore tenuto a scritture contabili
che possono essere verificate dal giudice ed incrociate con le scritture del primo al fine di verificare il rapporto.

I RAPPRESENTANTI DELLIMPRENDITORE

Limprenditore necessita di avvalersi di soggetti in grado di esercitare attivit di impresa in sua vece al fine di poter
meglio raggiungere gli scopi di impresa (gestione interna, conclusione di contratti ecc.) il comportamento di tali soggetti
deve poter produrre effetti giuridici in capo allimprenditore, ci avviene mediante listituto della rappresentanza.

MANDATO un contratto, il mandatario agisce in nome proprio e per conto del
mandante, gli effetti giuridici dei contratti da lui conclusi ricadono su di
esso e poi li ritrasferir in capo al mandante per effetto del contratto di
mandato (actio mandati contraria). In realt il legislatore con lart. 1705
e 1706, in alcuni casi, prevede che il trasferimento degli effetti in capo al
mandante avvenga immediatamente. Il mandante pu rivendicare gli
acquisti di cose mobili compiuti dal mandatario salvi i diritti dei terzi in
buona fede. Se i beni acquistati sono beni immobili o mobili iscritti in
pubblici registri, il mandatario, ha lobbligo di ritrasferirne la propriet al
mandante. Con il mandato non si instaura un rapporto tra mandante e
terzo.
MANDATO CON PROCURA si affianca al mandato una procura e si parla quindi di rappresentanza. Il
rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato. Gli effetti
giuridici dei negozi compiuti ricadono in capo direttamente al
rappresentato, per necessario che oltre alla procura il rappresentante
spenda il nome del rappresentato (dichiari di agire per il rappresentato).


ECCESSO DI PROCURA Il terzo ha lonere di richiedere al rappresentante di esibire la procura per
verificarne la presenza ed i limiti. Se il terzo acconsente a concludere un
contratto in assenza di procura o eccedendo i limiti della procura, il
contratto cos stipulato inefficace (art. 1318 cc). Il rappresentante
dovr risarcire il danno al terzo se questi aveva fatto incolpevolmente
affidamento nella validit del contratto (se il terzo sapeva di eccedere i
limiti di procura non ha diritto al risarcimento).



REVOCA O MODIFICA DI PROCURA
Se il rappresentato ha revocato la procura o ne ha modificato i limiti deve
darne comunicazione ai terzi. Se il rappresentato non comunica ai terzi le
modifiche o la revoca della procura ed il rappresentante conclude con i
terzi ulteriori contratti, il rappresentato comunque obbligato con i terzi
per i contratti dal rappresentante stipulati a meno che non provi che i
terzi conoscevano la revoca della procura o le modifiche apportate alle
limitazioni. Il rappresentato ha lonere di rendere note tutte le
modifiche alla procura per lopponibilit ai terzi.

DISCIPLINA DELLA PROCURA NELLIMPRESA ART. 2203 2213 cc.

INSTITORE Art. 2203- 2208 institore colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa
commerciale. Coincide con il Direttore Generale, pu compiere tutti gli
atti per lesercizio di impresa salvo le limitazioni espressamente previste
dal preponente e alienare o ipotecare beni immobili (intesi come beni
strutturali dellazienda)del preponente se non ne stato espressamente
autorizzato.
2205 linstitore tenuto con limprenditore allosservanza delle disposizioni
riguardanti liscrizione nel registro delle imprese e la tenuta delle scritture
contabili.

Il conferimento allinstitore dellincarico gestorio (mandato) comporta
automaticamente il conferimento di una procura.

PUBBLICITA La procura deve essere depositata per liscrizione nel registro delle
imprese, in mancanza delliscrizione la rappresentanza si considera
comunque presente e generale, in questo caso, le eventuali limitazioni,
non sono opponibili ai terzi a meno che si provi che i terzi le
conoscessero al momento della conclusione del contratto con linstitore.
Linstitore comunque rappresentate anche se non risulta dal
registro delle imprese. onere dellimprenditore renderne nota
la procura ed i suoi limiti per lopponibilit ai terzi.

LIMITAZIONE O REVOCA eventuali limitazioni o revoche della procura devono essere trascritte nel
registro delle imprese per lopponibilit ai terzi anche se la procura non fu
pubblicata. Anche in questo caso le mancate iscrizioni delle limitazioni o
revoche, non possono essere opponibili ai terzi se non si prova che i terzi
le conoscessero al momento della conclusione dellaffare.






Perch allinstitore venga riconosciuta automaticamente la procura sufficiente che sia iscritto nel
registro delle imprese come institore di quellimpresa, ed anche se non fosse iscritto come institore basta
che il terzo con cui stipula un contratto sappia che esso di fatto institore di quellimpresa (riconoscimento
automatico sulla base di elementi sostanziali di fatto).

2208 linstitore personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo
che egli tratta per il preponente (non dice di agire per conto
dellimprenditore) il terzo, per, pu agire contro il preponente per gli
atti compiuti dallinstitore che siano pertinenti allattivit di impresa.
(il tenore di questo articolo si ricollega ad un principio generale
dellimpresa, spiega come possano essere imputati allimprenditore gli
effetti giuridici semplicemente con la corrispondenza dellatto allesercizio
di impresa

PROCURATORI Art.2209 le disposizioni degli artt. 2206,2207 (per cui non occorre il conferimento
formale della procura ma basta la nomina alla carica di institore) si
applicano anche ai procuratori che, in base ad un rapporto continuativo,
abbiano il potere di compiere per limprenditore atti pertinenti allesercizio
dellimpresa pur non essendo preposti ad esso. Esercitano un potere
decisionale circoscritto ad un determinato settore (es. direttore ufficio
acquisti, direttore del personale ecc.), non sono, per, tenuti in solido
con limprenditore alliscrizione nel registro delle imprese ed alla tenuta
delle scritture contabili.

COMMESSI Artt. 2210-2213 i commessi hanno delle mansioni da cui derivano alcuni poteri di
rappresentanza esterna (relativi strettamente alle mansioni) senza
necessit di conferimento di procura. In questo caso i limiti ai poteri di
rappresentanza devono essere comunicati con idonei mezzi ai terzi (non
si applica la disciplina prevista per procuratori ed institori).

LINDIVIDUAZIONE DELLIMPRENDITORE
necessario nellattivit di unimpresa individuare il soggetto a cui imputare la titolarit e la responsabilit degli atti di
impresa, limprenditore.

Lindividuazione dellimprenditore relativa allesercizio concreto dellattivit di impresa o relativo al solo potere
sullimpresa a prescindere dallo svolgimento in concreto delle attivit?
Il quesito risolto con la disciplina dellimprenditore occulto.

IMPRENDITORE OCCULTO
colui il quale organizza lattivit di impresa ma si avvale di un terzo, un prestanome, per lesercizio dellattivit di
impresa, rimanendo nellombra e non risultando nei rapporti con i terzi.



TESI FORMALISTICA: Se il rischio di impresa si manifesta e i terzi cerchino di soddisfare i
propri crediti, secondo la disciplina codicistica, si potrebbero rivalere
solo sul prestanome (che non conoscono essere prestanome) in quanto
ha agito in proprio nome senza spendere il nome dellimprenditore che
resta occulto e quindi ai sensi dellart. 2740 cc risponde con il proprio
patrimonio presente e futuro. Imprenditore = colui il cui nome
speso nellattivit di impresa

TESI SOSTANZIALE basata sul principio dellimputazione sostanziale dei debiti di impresa
nei confronti del soggetto che detiene in realt il controllo sullimpresa
e quindi limprenditore occulto. Principio basato sulla lettura degli artt.
2291,2267,2320,2208 e 2497 cc. Per un autore tale BIGIANI il principio
sarebbe desumibile anche dalla disciplina dellimprenditore occulto data
dallart. 147 della legge fallimentare la quale prevede che la sentenza
di fallimento di una societ di persone produce il fallimento dei soci pur
se non persone fisiche illimitatamente responsabili. Se fallisce la
societ di persone falliscono anche i soci. Se dopo la dichiarazione di
fallimento si scopre la presenza anche di altri soci occulti, il giudice
dichiara il fallimento anche di questi.
ES. societ ALPHA con soci Tizio e Caio, se fallisce Alpha falliscono
anche tizio e Caio, se poi si scopre che cera anche sempronio quale
socio occulto, anchesso fallisce.
La norma del fallimento di socio occulto di societ palese applicabile
per analogia anche al fallimento di socio occulto di societ occulta sulla
base del legame formale tra i soci.
ES. tizio risulta imprenditore individuale e fallisce, se poi si scopre che
aveva soci occulti fallisce anche la societ occulta ed i soci occulti.
Pi complicato il caso dellimprenditore occulto non in societ con il
prestanome, per Bigiani applicabile anche a questo caso ma la tesi
contrastata in dottrina e giurisprudenza in quanto non esiste una
norma che preveda lapplicazione dellimputazione sostanziale dei debiti
di impresa in assenza di un legame formale tra imprenditore occulto e
prestanome che agirebbe sullo schema del mandato, il mandante
(imprenditore occulto) estraneo alle obbligazioni assunte con in terzi
dal prestanome. Per Campobasso e per la giurisprudenza possibile
far fallire limprenditore occulto unicamente provando lesistenza di
unimpresa di finanziamento a latere stabile da parte di sempronio
(imp.occulto) verso tizio (prestanome). Il fallimento di tizio determina,
tramite lactio mandati contraria esercitata dal curatore fallimentare, la
rivalsa sui crediti che il mandatario (prestanome) ha nei confronti del
mandante (imp.occulto).



TESI INTERMEDIA una cosa definire a chi imputato lesercizio di impresa (con criterio
formale), unaltra cosa definire a chi imputata la responsabilit di
impresa (con criterio sostanziale)

In breve:
- TESI FORMALISTICA imprenditore = soggetto il cui nome speso nellesercizio di impresa, limprenditore
individuale occulto non fallisce se non in presenza di prove di impresa di finanziamento a latere
- TESI SOSTANZIALE imprenditore = soggetto che ordina o controlla il compimento degli atti di impresa e fallisce
sulla base di un criterio sostanziale
- TESI INTERMEDIA distingue tra imputazione di esercizio di impresa e responsabilit di impresa


INIZIO E FINE DELLIMPRESA
- INIZIO non esiste un atto costitutivo dellimpresa (esiste per le societ), limpresa ha inizio secondo un criterio
di effettivit, limprenditore inizia ad essere tale dal momento in cui ha completato lorganizzazione dellimpresa
(secondo alcuni) oppure gi quando sta organizzando lattivit di impresa (per altri ma in questo caso potrebbe
fallire anche solo chiedendo un mutuo per iniziare unattivit di impresa che mai svolger). Liscrizione nel
registro delle imprese ha mera efficacia di pubblicit.
- FINE lattivit di impresa fino a qualche anno fa terminava quando finiva di fatto lattivit di impresa con la
liquidazione (ma creditori erroneamente non liquidati potevano comparire anche anni dopo rendendo perpetua
la vita dellimpresa). Oggi con la legge fallimentare, limpresa finisce con la fine delle attivit di impresa e con la
cancellazione dal registro delle imprese, da tale cancellazione decorre il termine di un anno entro il quale
limprenditore potr ancora essere dichiarato fallito .
AZIENDA
disciplinata dagli artt. 2555-2562 cc..
AZIENDA 2555 cc lazienda il complesso dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio
dellimpresa. Esistono due teorie sullimpresa:
-TEORIA ATOMISTICA in cui lazienda una semplice serie di beni
- TEORIA UNITARIA in cui lazienda un unico insieme.
La definizione codicistica di azienda porterebbe alla prima teoria soprattutto
se guardiamo alla disciplina dei contratti nel trasferimento di azienda che
sono trattati come dei semplici effetti del trasferimento stesso. La teoria entra
in crisi nel momento in cui si considera lavviamento che evidentemente un
qualcosa in pi dellinsieme dei singoli beni.
-AVVIAMENO OGGETTIVO quel qualcosa in pi dato dallaggregazione dei
singoli beni che porta a determinare un valore superiore in seguito
allorganizzazione oggettiva effettuata dallimprenditore
-AVVIAMENTO SOGGETTIVO determinato dalla capacit dellimprenditore di
creare nuova clientela e quindi riconducibile al soggetto imprenditore
Lazienda non pu essere considerata ununiversalit di beni mobili in quanto
composta anche da beni immobili, brevetti ecc e quindi non sarebbe
applicabile la disciplina del trasferimento delle universalit di beni mobili. Il
legislatore si occupa del trasferimento dazienda sulla base degli elementi che


in concreto caratterizzano il trasferimento stesso che pu avvenire anche solo
per parti di essa o solo per alcuni beni. In genere si ha trasferimento
dazienda ogni qualvolta il trasferimento riguarda un insieme di beni da solo
potenzialmente idoneo a produrre attivit dazienda.

FORMA DEL TRASFERIMENTO
Art. 2556 cc il trasferimento delle aziende soggette ad iscrizione deve essere in forma
scritta ab probationem ( in caso di processo non pu essere provata per testi)
salvo la forma prevista per il trasferimento dei singoli beni (es. scritto per gli
immobili ecc.).
I contratti di trasferimento delle imprese soggette ad iscrizione devono essere
sempre redatti in forma di atto pubblico o scrittura autenticata e devono cos
essere entro 30gg depositate c/o il registro delle imprese a cura del notaio.

EFFETTI DEL TRASFERIMENTO DI AZIENDA

DIVIETO DI CONCORRENZA
Art. 2557 cc chi aliena lazienda deve astenersi per 5 anni dalliniziare una nuova impresa
che per oggetto, ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela
dellazienda ceduta. un divieto sottinteso ed automatico. Il patto pu essere
di portata pi ampia ma non pu mai superare il limite di 5 anni o impedire
qualsiasi attivit professionale dellalienante. Se la durata prevista non
indicata o pattuita pi lunga di 5 anni opera automaticamente il termine dei 5
anni.
La ratio quella di tutelare la concorrenza ma senza precludere in assoluto
lesercizio delliniziativa economica. Divieto che opera anche in caso di vendita
coattiva dellazienda, ad esempio a causa del fallimento dellimprenditore.
Maggiori incertezze riguardano lapplicazione del divieto in caso di cessione a
seguito di:
o successione ereditaria
o scioglimento di una societ
o vendita della partecipazione societaria di controllo
Per Campobasso il divieto applicabile per analogia anche a questi casi in
quanto molto simili comunque alla cessione di azienda vera e propria.

SUCCESSIONE DI CONTRATTI
Art. 2558 cc. Riferita alla disciplina dei contratti a prestazioni corrispettive non ancora
eseguiti. Se non diversamente pattuito, lacquirente subentra nei contratti
stipulati per lesercizio dazienda che non abbiano carattere personale. Il
terzo pu entro 3 mesi dalla notizia di trasferimento, recedere dal
contratto se presente una giusta causa. Rappresenta una deroga alla
disciplina generale della cessione di contratti per cui necessario il
consenso del ceduto. Nella disciplina delle aziende il ceduto tutelato


solo in parte in quanto pu recedere ma solo per giusta causa (deve
provare che il cessionario non in grado di garantire unaffidabile e
regolare esecuzione del contratto).
Per i contratti a carattere personale si ritorna alla disciplina generale della
cessione dei contratti, non per facile individuare quali siano i contratti
a carattere personale (non possono essere propriamente indicati i soli
contratti intuitu personae). Secondo lopinione prevalente sarebbero da
ricondurre ai contratti a carattere personale quei contratti in cui la figura
dellimprenditore cedente stata determinante ai fini del consenso e non
la figura del terzo.

CREDITI DI ATTIVITA DI IMPRESA
Art. 2559 cc. La cessione di crediti di azienda ceduta efficace anche senza la notifica
o laccettazione del terzo ceduto, ha effetto verso i terzi dal momento
delliscrizione nel registro delle imprese del trasferimento di azienda. Il
debitore liberato se paga in buona fede allalienante. Questa disciplina
applicabile alle sole imprese soggette ad iscrizione nella sezione
ordinaria del registro delle imprese (pubblicit legale).

DEBITI DI ATTIVITA DI IMPRESA
Art. 2560 cc. Lalienante non liberato per i debiti inerenti allesercizio di azienda
ceduta se anteriori al trasferimento se non risulta che i creditori vi
abbiano acconsentito. Nel trasferimento di azienda commerciale
risponde dei debiti suddetti anche lacquirente dellazienda se essi
risultano dai libri contabili obbligatori.
La modifica del lato passivo dellobbligazione fa riferimento ad un accollo
automatico, di regola cumulativo, per effetto del contratto di vendita tra
alienante e subentrante, a meno che il creditore non liberi lalienante.


LE SOCIETA

Sono disciplinate dallart. 2247 e seguenti, oltre al libro V del codice civile, la loro disciplina avviene anche tramite leggi
speciali. Tali regole disciplinano lorganizzazione delle societ, solitamente con pi soggetti che vi partecipano anche se
le stesse societ di capitali possono configurarsi quali societ uni personali. La disciplina relativa a modelli
standardizzati dal legislatore e si distingue tra regole di azione o organizzazione di azienda e regole di imputazione degli
effetti degli atti di azienda.
La societ la forma tipica (anche se non esclusiva) prevista dallordinamento per lesercizio in forma associata
dellattivit di impresa.






Art. 2247 Parla di contratto di societ in cui due o pi soggetti conferiscono beni o servizi per
lesercizio in comune di attivit economica allo scopo di dividerne gli utili.
Il contratto di societ non importante per i diritti dei singoli soci ma bens come
regolamento dellesercizio di attivit finalizzata ad una migliore efficienza produttiva.
Il contratto di societ contratto associativo con comunione di scopi basato su
unorganizzazione stabile finalizzata al compimento di pi atti finalizzati ad uno
scopo comune. La comunione di scopo determina la non sinallagmaticit del contratto,
le prestazioni dei soci non sono tra loro corrispettive ma entrambe tendono ad un unico
fine comune. Questo determina che il vizio di una singola prestazione (sempre che non sia
essenziale) non determina il vizio dellaltra o dellintero contratto di societ.
Elemento fondamentale del contratto di societ il conferimento che consiste in
unattribuzione strumentale allobbiettivo comune. Il bene oggetto di prestazione
vincolato, pu essere utilizzato solo per perseguire il fine comune, infatti, lart. 2256
sancisce che il socio non pu servirsi delle cose appartenenti al patrimonio sociale per scopi
estranei a quelli della societ senza il consenso degli altri soci.
Il contratto societario (nonostante la rilevanza del conferimento) un contratto
consensuale ad effetti reali a meno che i beni oggetto di conferimento siano identificati solo
nel genere o se deciso che il conferimento avvenga in un secondo momento.
Conferimento che pu avvenire non solo in propriet ma anche in godimento di beni.
Lesercizio in comune quello di unattivit. Nello svolgimento dellattivit societaria le
attivit svolte dal socio per conto societario sono garantite da una separazione patrimoniale
tra patrimonio dei singoli soci e patrimonio societario (separazione perfetta per le societ di
capitali e imperfetta per le societ di persone).
Diverso il contratto di associazione in partecipazione, questo tipo di contratto prevede che
il socio apporta un conferimento ad una societ di un terzo, lassociato non ne diviene
comproprietario.
Nella comunione lattivit finalizzata al godimento di beni o servizi mentre nella societ
lattivit finalizzata al conseguimento di utili ed alla loro divisione.
Lo scopo di lucro sembra essere il fine ultimo e necessario per lattivit societaria. Ci non
corretto perch lo stesso legislatore ha previsto ipotesi in cui scopi non lucrativi vengano
perseguiti tramite societ, ad esempio le societ cooperative (non distribuiscono gli utili ma
i soci acquistano immediati vantaggi economici prezzi pi bassi). Ancora nel 2006 il
legislatore ha previsto ipotesi in cui unimpresa sociale (non lucrativa) sia costituita sia nelle
forme di fondazione/associazione, sia nella forma di societ anche di capitali con divieto di
divisione degli utili.

La legge ormai ammette societ per scopi non lucrativi. Lo scopo lucrativo individuato dal
disposto dellart. 2247 va quindi inteso sotto il profilo oggettivo (lucro per la stessa societ)
e non sotto il profilo soggettivo (lucro per i singoli soci). Le societ devono essere
organizzate per la massimizzazione dei profitti (il lucro).
Per Campobasso, la giurisprudenza ed una parte della dottrina, la legge del 2006 andrebbe
letta come un caso eccezionale, secondo questa tesi (non condivisa da Ginevra) le societ


devono sempre perseguire scopi di lucro al fine di dividerne gli utili tra i soci tranne quando
espressamente previsto dal legislatore.

SOCIETA TRA PROFESSIONISTI: non esiste impresa commerciale tra professionisti ma riconoscibile allimpresa civile
(se esiste)
ammessa la societ tra professionisti ma il professionista non imprenditore, siamo nellunico caso (assieme alla
societ occasionale) di societ senza impresa.

Il riferimento normativo una legge del 1939:
art.1 pi professionisti possono mettersi in comune qualificandosi come studio associato
art.2 se ci si aggrega tra professionisti non ci si pu aggregare se non come studio associato.

Il problema ora se possibile qualificare lo studio associato come societ
Una prima interpretazione lo escludeva.

Sicuramente i professionisti esercitanti professioni non protette da appositi albi, possono esercitare anche in assenza di
personalit della prestazione configurando cos unattivit imprenditoriale e giustificando appieno la forma societaria.

Il problema vero si pone per tutti quei professionisti soggetti ad iscrizione allalbo
Lart. 2232 disciplina il professionista intellettuale quale soggetto che esercita la professione personalmente e quindi
dalla lettera si deduce non possa esercitare in forma societaria (la prestazione sarebbe resa per la societ e non in
qualit di persona).

Si tratta ora di distinguere lesercizio della professione intellettuale dallesercizio in forma societaria di attivit non
riconducibili direttamente alla professione:

SOCIETA DI MEZZI si ha quando pi professionisti si associano mantenendo ognuno la propria
individualit professionale ma condividendo mezzi e spese (es. tre medici che
comprano dei locali dividendone le spese e che condividono per lesercizio
delle singole professioni). Non c societ nellesercizio della professione
intellettuale ma solo societ di comunione di mezzi.

SOCIETA DI REVISIONE per la legge la societ svolge una prestazione dopera, verifica lattivit
contabile di altre societ ed una societ di servizi. Lopera intellettuale dei
singoli soci o dei terzi strumentale allesercizio dellattivit di fornitura di
servizi, la prestazione intellettuale solo una parte del servizio fornito dalla
societ, non anche questa societ di professionisti.

Nel 1997 il legislatore ha abrogato lart. 2 della legge del 1939 con lintento di allargare le possibilit di esercizio di
societ tra professionisti. Un successivo provvedimento avrebbe dovuto regolamentare la materia ma non mai
intervenuto.
Lultimo passo compiuto lintroduzione di una legge che ha introdotto una specifica ipotesi di societ tra professionisti:


SOCIETA TRA AVVOCATI lattivit svolta consiste nella prestazione intellettuale in s, svolta in nome
della societ di avvocati che si obbliga giuridicamente verso il cliente, lattivit
svolta su indicazione del singolo socio che deve seguire la pratica ed il
cliente stesso pu individuare il professionista che se ne occuper; ve ne sono
poche di queste societ e sono di norma regolate dalle norme sulle snc e non
soggette a fallimento in quanto non svolgono attivit dimpresa. La
responsabilit professionale in capo illimitatamente al solo socio
professionista incaricato della pratica e non anche agli altri soci, con esso
risponde in solido, per, anche la societ stessa con il proprio patrimonio. Si
apre ora il dubbio se anche altri professionisti possano associarsi in forma
societaria come gli avvocati, il problema legato alla personalit della
prestazione.
Se la struttura societaria permette lo svolgimento personale della prestazione
(riferibile al singolo professionista e non alla societ in se) la risposta s,
altrimenti la risposta negativa salvo che la legge disponga diversamente
(come per gli avvocati). Sicuramente non attuabile una societ di capitali tra
professionisti in quanto determina una distinzione tra societ e soci, pi
probabile la societ di persone.


TIPI DI SOCIETA
Art. 2249 cc. Le societ aventi ad oggetto lesercizio di attivit commerciale possono costituirsi solamente come:
- societ a nome collettivo SNC
- societ in accomandita semplice SAS
- societ a responsabilit limitata SRL
- societ per azioni SPA
- societ in accomandita per azioni SAPA
Le societ aventi ad oggetto lesercizio di attivit diverse da quella commerciale possono costituirsi come societ
semplice a meno che i soci non abbiano voluto seguirne gli altri tipi.

LA SOCIETA SEMPLICE basata su un semplice contratto tra le parti ed figura generale
LA SOCIETA A NOME COLLETTIVO a sua volta una figura generale costruita facendo rinvio alla societ semplice sulla
quale sono poi state aggiunte ulteriori precisazioni.
TUTTE LE ALTRE SOCIETA hanno, invece, una propria specifica regolamentazione.

La societ semplice la societ individuata nella sua semplicit, senza organizzazione alcuna, per le altre societ sono
via via, in modo progressivamente pi dettagliato, disciplinati tutti gli aspetti organizzativi societari.

Se i soci di attivit commerciale non individuano un tipo societario a loro adatto, il legislatore, applica automaticamente
le regole generali sulle societ commerciali e quindi di default applica la SNC



Ma se la SNC essa stessa figura generale, non dettagliata, ed i soci di attivit non commerciale possono scegliere
anche un modello societario diverso dalla societ semplice: possono scegliere di costituirsi SNC se essa stessa semplice
figura generale?????

Se scegliamo di definire la SNC un semplice modello normativo la risposta no.
Se scegliamo di definire la SNC quale fattispecie specifica di modello societario la risposta s.


PERSONALITA DELLE SOCIETA

SEMPLICE AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA
DI PERSONE SAS i creditori dei singoli soci non possono aggredire
SNC il patrimonio societario ma i creditori societari
possono aggredire il patrimonio personale dei soci

SRL AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA
DI CAPITALI SPA i creditori dei singoli soci possono aggredire solo
SAPA il patrimonio personale, i creditori societari possono
aggredire solo il patrimonio societario

Lart. 2331 sancisce che la societ di capitali con liscrizione nel registro delle imprese acquista la personalit giuridica,
c distinzione netta tra soci e societ
Per le societ di persone si ha, invece, la semplice diversa soggettivit tra soci e societ. Uninterpretazione slegata dalla
semplice separazione patrimoniale evidenzia una netta separazione delle identit tra soci e societ di capitali ma non tra
soci e societ di persone.
In ambito processuale sicuramente possibile per un socio di societ di capitali testimoniare a favore della societ ma
molto pi dubbio che possa farlo un socio di societ di persone.


Solo le societ commerciali sono al centro della nostra analisi. La societ semplice disciplinata unicamente ai fini
sociali e non utilizzabile per attivit commerciali.
Nelle societ di persone il vincolo rappresentato dal socio stesso, nelle societ di capitali il vincolo rappresentato dal
capitale.

La differenza tra societ commerciali e non, utile ai fini della autonomia contrattuale privata (art. 1322 cc). Societ
non commerciali possono essere costituite secondo qualsiasi schema societario, societ commerciali possono essere
costituite unicamente nelle forme previste dal legislatore (tipicit).








LA SOCIETA SEMPLICE Art. 2251
Il contratto sociale non soggetto a forme speciali salve quelle previste dalla natura dei beni conferiti. La societ
semplice potrebbe essere quindi costituita anche per fatti concludenti (societ di fatto), la forma scritta prevista quindi
solo per gli apporti di immobili o mobili registrati.

Una societ di fatto che non esercita attivit commerciale una societ semplice.
Una societ di fatto che esercita attivit commerciale una S.n.c. (irregolare in quanto non registrata nel registro delle
imprese).

Societ di fatto una societ non espressa ma di fatto esistente
Societ occulta una societ comunque stipulata tra le parti ma tenuta nascosta ai terzi.
Societ apparente non una societ, costruita dalla giurisprudenza nel caso di soggetti che non sono soci ma
colposamente o dolosamente facciano credere a terzi in buona fede lesistenza di una societ tra essi. I terzi creditori in
buona fede potranno aggredire anche il patrimonio personale dei soci apparenti per i crediti eccedenti il patrimonio
dellimprenditore reale qualora abbiano stipulato in buona fede affidandosi allesistenza di un rapporto societario fatto
credere colposamente o dolosamente dai soci apparenti.
Questo ragionamento (giurisprudenziale) per negato dalla dottrina prevalente la quale ritiene ammissibile unicamente
in questi casi solo una responsabilit aquiliana da fatto illecito (illecito precontrattuale).

Art. 2252 il contratto sociale pu essere modificato solo con il consenso di tutti i soci se non diversamente
convenuto.
Le parti possono stabilire regole diverse, ad esempio la modificabilit a maggioranza dei soci.

Art. 2253 Il socio obbligato ad eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale. Se i conferimenti
non sono determinati i soci sono obbligati a conferire in parti uguali quanto necessario per il
conseguimento dellobiettivo sociale.
Il conferimento relativo al momento della costituzione della societ, non relativo al tempo
successivo. Apporto che quindi determinato e commisurato sulla base delloggetto della societ
al momento della sua costituzione

Art. 2254 GARANZIA PER I RISCHI
Per le cose conferite in propriet si applicano le regole della vendita.
Per le cose conferite in godimento si applicano le regole della locazione.
Esempio: In caso di distruzione del bene conferito, dopo la stipula del contratto di societ e prima
della traditio, la perdita grava unicamente sulla societ che ne ha acquisito la propriet
contestualmente al consenso contrattuale (salvo colpa del possessore)
Se il conferimento in godimento, la perdita dovuta alla sua distruzione grava sempre sul socio
che ne ha mantenuto comunque la propriet (salvo colpa della societ che lo ha in godimento).

Art. 2255 Conferimento dei crediti. Il socio che ha conferito un credito risponde dellinsolvenza del debitore
nei limiti indicati dallart. 1267 per il caso di assunzione convenzionale della garanzia. una
cessione del credito pro solvendo in cui il socio cedente risponde dellinsolvenza del debitore nei
limiti di quanto tale credito stato valutato ai fini del conferimento ( credito per 100! valutato


come conferimento di 90! se il debitore insolvente il socio risponde solo fino ai 90 euro della
valutazione).

Art. 2263 Conferimento dopera. possibile solo per le societ di persone, valutato il suo valore e pu
essere fatto espressamente dai soci nel contratto societario oppure valutato dal giudice secondo
equit.

Art. 2262, 2263
Salvo patto contrario tutti i soci hanno diritto alla loro parte di utile dopo lapprovazione del
rendiconto.
Utili e perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. Se i conferimenti non sono determinati
dal contratto, si presumono uguali.
Le parti possono decidere che la partecipazione agli utili non avvenga proporzionalmente ai
conferimenti ma secondo regole diverse.
Se il contratto prevede solo la misura di partecipazione agli utili, la stessa misura si presume
applicata anche alla partecipazione alle perdite salvo patto contrario.

Art. 2265 nullo qualsiasi patto per cui uno o pi soci siano esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle
perdite (nullit del patto leonino giustificata dal principio di meritevolezza del contratto)

AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA

Le regole di utilizzo dei beni societari sono finalizzate al miglior perseguimento degli obiettivi societari ossia gli utili.

Art. 2256 il socio non pu utilizzare i beni sociali senza il permesso degli altri soci, per scopi diversi da quelli
societari

Art. 2257 salvo diversa pattuizione lamministrazione della societ spetta disgiuntamente a tutti i soci .
Ciascun socio ha diritto ad opporsi ad unoperazione che un altro socio voglia compiere solo prima
che sia compiuta.
Sullopposizione decide la maggioranza dei soci secondo le rispettive quote di partecipazione agli
utili.

Art. 2258 se lamministrazione congiunta, necessario il consenso di tutti i soci amministratori. Se prevista
amministrazione congiunta a maggioranza ( e non allunanimit), tale maggioranza calcolata
sulla base della partecipazione dei soci agli utili.
Atti compiuti singolarmente sono possibili solo in presenza di urgenza di evitare un danno alla
societ.

Art. 2259 La revoca dellamministratore nominato con il contratto di societ, non ha effetto se non ricorre
una giusta causa ( se effettuata senza giusta causa inefficace ma non da diritto ad un
risarcimento danni).


Se lamministratore nominato con atto separato, si applica la disciplina del mandato, quindi
revocabile qualora venga meno la fiducia ma se previsto mandato irrevocabile possibile la
revoca solo per giusta causa (se revocato senza giusta causa, la revoca efficace ma da diritto
allamministratore ad un risarcimento danni). La revoca della qualit di amministratore non
comporta lespulsione in qualit di socio.

Art. 2260 Diritti ed obblighi degli amministratori (verso la societ) sono regolati dalle norme sul mandato.
Gli amministratori sono solidamente responsabili degli obblighi ad essi imposti dal contratto
sociale, responsabilit non estesa ai soci che dimostrino di non avere colpa. Responsabilit che
consiste in obbligazione di mezzi, responsabilit di diligenza che comporta un eventuale
risarcimento dei danni alla societ stessa.

Art. 2261 i soci NON amministratori hanno diritto ad avere dagli amministratori notizie in merito agli affari
oltre che a consultare i documenti relativi allesercizio della societ. Hanno quindi potere di
controllo di legittimit (rispetto delle norme) e controllo di merito (conformit dello svolgimento
dellattivit alle aspettative).
Latto con cui si esprime il giudizio lapprovazione del rendiconto (bilancio per le societ
commerciali)

Per la societ semplice la legge non disciplina se debba tenersi unassemblea per le decisioni o meno (come invece
accade per le societ commerciali). Normalmente si ritiene, per, che anche le societ semplici debbano adottare un
criterio collegiale con la convocazione, la riunione e la votazione dei soci per ladozione delle decisioni a maggioranza o
unanimit. Nonostante questa previsione, il legislatore, ha oggi previsto la possibilit per le s.r.l. che il consenso dei soci
possa avvenire anche in forme diverse dallassemblea, basta siano tutti coinvolti (es. fogli di referendum).

RAPPRESENTANZA E RESPONSABILITA ESTERNA

Art. 2266 La societ acquista diritti ed obblighi per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in
giudizio sempre per il loro tramite. Rappresentanza che spetta agli amministratori individuati, se
non individuati spetta a tutti gli amministratori.
Le modificazioni della rappresentanza sono regolate tramite la comunicazione ai terzi con mezzi
idonei (diversamente da quanto avviene per institori e procuratori). I terzi hanno lonere di
richiedere lesibizione della procura ai rappresentanti della societ semplice

Artt. 2267-2268 Tutti i soci sono personalmente e solidamente responsabili per le obbligazioni sociali verso i
creditori sociali. Pu essere previsto un patto di esclusione di responsabilit per soci che non
agiscono in nome e per conto della societ ma tale patto deve essere posto a conoscenza dei terzi
ed onere dei soci farlo.
Il singolo socio pu chiedere che venga escussa prima la societ indicando i beni su cui il creditore
sociale pu soddisfarsi.



Ar. 2270 I creditori personali dei singoli soci non possono soddisfarsi sul patrimonio della societ. Hanno
diritto unicamente di far valere i propri diritti sul diritto agli utili del singolo socio ponendo in
essere tutti gli atti conservativi su tale quota (es. sequestro giudiziario).
Il creditore personale qualora dimostri che il patrimonio personale non sia sufficiente a soddisfare
il credito potr chiedere la liquidazione della sua quota societaria. Quota che liquidata entro tre
mesi dalla domanda tranne se deliberato lo scioglimento della societ per cui attender il tempo
previsto per la liquidazione della societ e per cui non ha diritto di prelazione sui creditori
societari. Richiesta di liquidazione della quota societaria che non pu essere causa di scioglimento
societario

SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA

Art. 2272 la societ si scioglie solo per:
! raggiungimento o impossibilit di raggiungimento dello scopo societario
! decisione volontaria di tutti i soci
! decorso del termine eventualmente fissato
! se venuta meno la pluralit dei soci
! altre cause previste dal contratto

Art. 2274 avvenuto lo scioglimento della societ gli amministratori possono compiere solo affari urgenti in
attesa siano presi provvedimenti necessari alla liquidazione

Art. 2278 i liquidatori possono compiere solo gli atti necessari per la liquidazione vendendo anche in blocco i
beni societari se i soci non hanno disposto diversamente.

Art. 2279 i liquidatori non possono compiere nuove operazioni altrimenti ne sono personalmente e
solidamente responsabili

Art. 2280 Prima sono liquidati i creditori sociali. Qualora il patrimonio societario non fosse sufficiente, i soci
sono chiamati a compiere eventuali versamenti ancora dovuti e a concorrere alla liquidazione in
relazione alle rispettive partecipazioni alle perdite societarie

Artt. 2281-2282 liquidati i creditori sociali, vengono restituiti ai soci i beni conferiti in godimento (allo stato in cui si
trovano), rimborsati i conferimenti e leventuale eccedenza ripartita tra i soci in proporzione alla
loro quota di partecipazione agli utili.

DISCIPLINA DELLO SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI SOCIETA
Lo scioglimento di tale rapporto possibile solo laddove la partecipazione del singolo socio non fondamentale. Esistono
solo 3 ipotesi:
- RECESSO il socio recede volontariamente dal contratto
- ESCLUSIONE gli altri soci lo cacciano ed esistono ipotesi tipiche:
o In presenza di presupposti di diritto (es. il fallimento personale del socio con esclusione automatica)
o O di esclusione volontaria (es. in presenza di grave inadempienza agli obblighi contrattuali)


- MORTE si procede alla liquidazione della quota agli eredi o si delibera lo scioglimento della societ oppure
previsto il subentro degli eredi nelle quote societarie se vi acconsentono
In tutte queste ipotesi la societ solitamente continua ad esistere ma al socio o ai suoi eredi spetta la quota societaria di
liquidazione (restituzione del conferimento + eventuali utili)


SOCIETA IN NOME COLLETTIVO
Rappresentano la prima tipologia di societ commerciale, il tipo base qualora la societ non avesse adottato un tipo
societario specifico. La fattispecie dettata dallart. 2291 cc che attiene pi agli effetti che alla nozione. Nella SNC tutti i
soci rispondono solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali, il patto contrario non ha effetti nei confronti dei
terzi.
1^ soluzione: ogni volta che si costituisce una societ commerciale senza indicarne il tipo specifico, si ha una snc.
Lassunzione di responsabilit solidale ed illimitata di tutti i soci con inefficacia del patto contrario rileva solo nei casi di
societ non commerciali che scelgano specificamente la forma della SNC.

Art. 2292 RAGIONE SOCIALE la SNC agisce sotto la ragione sociale costituita dal nome di uno o pi soci con
lindicazione del rapporto sociale (SNC)

Art. 2293 Alla snc si applicano le norme sulla societ semplice oltre che le norme specificamente indicate per
la snc

Art. 2295 latto costitutivo della societ deve contenere:
! cognome, nome, data di nascita, domicilio e cittadinanza dei soci
! la ragione sociale
! i soci amministratori e rappresentanti
! la sede e le sedi secondarie
! loggetto sociale
! i conferimenti e le prestazioni dopera dei soci ed il valore ad essi attribuito
! le norme di ripartizione degli utili e delle perdite
! la durata

Art. 2296 Latto costitutivo con la sottoscrizione autenticata deve essere entro 30gg depositato nel registro
delle imprese per la sua iscrizione con funzione di pubblicit dichiarativa e normativa a cura degli
amministratori o di ciascun socio, se redatto per atto pubblico vi provvede il notaio rogante. Se la
snc non viene iscritta societ irregolare e si applica la disciplina dellart. 2297

Art. 2297 fino allavvenuta registrazione resta la responsabilit illimitata e solidale di tutti i soci verso i terzi e
si applicano le regole sulla societ semplice. Quindi se registrata lart. 2304 dispone che i creditori
sociali devono aver escusso prima il patrimonio sociale e poi agire verso i soci. Se non registrata
il creditore sociale pu agire contro il singolo socio il quale potr chiedere di escutere prima il
patrimonio sociale indicando i beni su cui soddisfarsi.


Nella societ regolare la rappresentanza in capo ai soli soci indicati nel registro delle imprese
come rappresentanti, nella societ irregolare tutti i soci si presumono rappresentanti salvo si provi
che i terzi avessero conosciuto eventuali esclusioni o limiti alla rappresentanza di alcuni soci.

Art. 2300 Tutte le modifiche dellatto costitutivo devono essere iscritte nel registro delle imprese entro 30gg
dalla modifica, se non iscritti non sono opponibili se non si prova che i terzi ne fossero a
conoscenza.

Art. 2301 DIVIETO DI CONCORRENZA il socio non pu senza il consenso degli altri soci esercitare unattivit
in concorrenza (anche solo come socio). Consenso che si ritiene accordato qualora il socio fosse
gi socio o titolare di altra attivit prima del contratto sociale di questa nuova attivit.

Art. 2302 gli amministratori devono tenere le scritture contabili ed i libri prescritti

Art. 2303 e 2306 introducono la disciplina del CAPITALE SOCIALE. Il capitale sociale il complesso di risorse
finanziarie destinate alla realizzazione dello scopo societario. Non pu darsi luogo alla distribuzione
di somme tra i soci se non relative ad utili realmente conseguiti. Se si verifica una perdita del
capitale sociale, non si da luogo a divisione di utili finch il capitale sociale non reintegrato o non
sia ridotto.
LART. 2306 disciplina la riduzione di capitale o la restituzione di parte delle quote sociali o la
liberazione dei soci dallobbligo di versamenti e pu essere eseguita solo dopo 3 mesi dalla
iscrizione nel registro delle imprese della delibera purch entro questo termine nessun creditore
antecedente alliscrizione vi abbia fatto opposizione. Il tribunale pu disporre che la riduzione
abbia luogo anche se esercitata opposizione purch la societ presti idonee garanzie.

Art. 2305 il creditore personale del socio non pu chiedere la liquidazione della quota sociale finch dura la
societ

Art. 2307 Il creditore personale del socio pu fare opposizione alla proroga della societ entro 3 mesi
dalliscrizione della deliberazione nel registro delle imprese. Se lopposizione accolta entro 3 mesi
dalla sentenza si provvede alla liquidazione della quota. In caso di proroga tacita il creditore
personale pu fare richiesta della liquidazione della quota personale come per le societ semplici.

Art. 2308 lo scioglimento della snc avviene per le cause previste per la societ semplice ed anche per
provvedimento dellautorit governativa o per fallimento










SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE SAS

Si tratta di un tipo societario che si differenzia dalla snc per la presenza di 2 tipi di soci:
- ACCOMANDATARI illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali ed hanno funzioni di amministrazione
- ACCOMANDANTI che non sono n amministratori n rappresentanti ma meri finanziatori e rispondono delle
obbligazioni sociali limitatamente ai conferimenti apportati.

Art. 2320 I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, trattare o concludere affari se
non in forza di una procura per il singolo affare. Se contravvengono a tale divieto assumono la
responsabilit illimitata e solidale verso i terzi (ma restano qualificati come accomandanti)

Art.2314 La societ agisce sotto il nome di almeno uno dei soci accomandatari con lindicazione del tipo
societario (SAS). Se laccomandante consente a che sia usato il suo nome nella regione sociale,
esso responsabile illimitatamente e solidamente verso i terzi (si riprende il principio
dellaffidamento gi visto nella societ apparente)

Art. 2323 La societ si scioglie oltre che per le cause previste per le snc anche se restano solo soci
accomandanti o solo accomandatari ( necessaria la presenza di entrambe i soci quindi la SAS non
potr mai essere unipersonale)

SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA SRL
il tipo pi semplice di societ di capitali a cui il legislatore concede il beneficio della responsabilit limitata per cui il
creditore sociale, di regola, non pu rivalersi sul patrimonio personale dei singoli soci.
I presupposti del beneficio iniziano con le compagnie delle indie e poi con le societ anonime, queste ultime in
conseguenza di un atto dellautorit amministrativa che in via del tutto discrezionale decideva di concedere la personalit
giuridica. Oggi tale beneficio si realizza semplicemente in presenza di presupposti previsti dal legislatore e non pi in via
discrezionale. La funzione della responsabilit limitata quella di incentivare gli investimenti di capitali in attivit
commerciali

Art. 2462 Nella SRL per le obbligazioni sociali risponde solo la societ stessa con il suo patrimonio. La SRL
non pu esistere come societ irregolare. Solo coloro che conferiscono capitali o beni sono soci,
tuttavia oggi possibile il conferimento di attivit lavorativa. La partecipazione divisa in quote
sociali e non in azioni tanto che non possono essere emesse azioni pubbliche o prodotti finanziari
propri come, invece, avviene nelle SPA. possibile solo emettere dei titoli di debito (obbligazioni)
ma in modo molto limitato e disciplinato dal legislatore. Con la riforma del 1993 anche per le SRL
prevista la possibilit di costituire una societ unipersonale. La societ non pi, quindi, un
contratto ma unorganizzazione finanziaria.
Se la societ unipersonale, ed i conferimenti non sono effettuati secondo il disposto dellart.
2464 o non effettuata la pubblicit prevista dallart. 2470 (indicazione dellunipersonalit), delle
obbligazioni sorte risponde illimitatamente lunico socio.
La SRL, a differenza della SPA, costituita direttamente dagli imprenditori che non vogliono solo
investire del capitale ma vogliono anche esercitare quellattivit imprenditoriale in prima persona.
per questo motivo che le SRL necessitano di regole pi semplici rispetto alle SPA,


semplificazione che intervenuta nel 2003 innovando radicalmente limpianto originario basato
unicamente sui richiami alle SPA.

Art.2463 LATTO COSTITUTIVO deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare:
! nome, cognome o denominazione, data e luogo di nascita o lo stato di costituzione, il
domicilio o la sede, la cittadinanza di ciascun socio
! la denominazione della societ contenente lindicazione del rapporto sociale (SRL) ed il
comune ove sono poste la sede e le sedi secondarie
! lattivit oggetto della societ
! Lammontare del capitale sociale che non deve essere inferiore a 10K!, sottoscritto e versato
! I conferimenti di ciascun socio ed il valore attribuito a crediti e beni conferiti in natura
! Le quota di partecipazione di ciascun socio
! Le norme relative al funzionamento della societ indicando le norme relative ad
amministrazione e rappresentanza
! Le persone a cui affidata lamministrazione ed il controllo contabile
! Limporto globale (almeno approssimativo) delle spese costitutive poste a carico della societ
! Si applicano poi le regole delle SPA per la costituzione (artt.2329, 2330. 2331,2332,2341)
Gli artt. 2329-2330 disciplina che latto costitutivo deve essere depositato entro 20gg nel registro
delle imprese a cura del notaio rogante. La capitalizzazione iniziale necessario che sia
sottoscritta per intero e versata subito per almeno il 25% o conferita immediatamente se in
natura (e valutata dal perito), necessario poi che sussistano le autorizzazioni governative e le
altre condizioni richieste dalle leggi speciali.
Lart. 2331 disciplina che solo con liscrizione nel registro delle imprese si costituisce la societ,
prima di allora non esiste alcuna societ (posizione prevalente), i soci che prima di allora hanno
agito per la societ risponderanno personalmente ed illimitatamente per gli atti compiuti.
Lart. 2332 disciplina la nullit della societ individuandone solo 3 possibili cause:
! mancata stipula dellatto pubblico di societ
! mancata indicazione nellatto costitutivo di indicazioni su denominazione, conferimenti,
oggetto sociale o ammontare del capitale sociale
! illiceit delloggetto sociale
Nullit che ha effetti solo per il futuro ed sanabile tramite modifica dellatto costitutivo, i soci non
sono liberati dallobbligo di conferimento fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali. La
sentenza che dichiara la nullit nomina i liquidatori. Sono quindi preservati i diritti acquisiti dai
terzi ed i soci sono tenuti a compiere eventuali conferimenti non ancora effettuati e a loro imposti
dallatto costitutivo.

Art. 2464 Il valore dei conferimenti non pu essere complessivamente inferiore al valore del capitale sociale.
Se non definiti dallatto costitutivo si intendono fatti in denaro che dovr essere versato presso
una banca per almeno il 25% del capitale sottoscritto; versato per intero se la costituzione
avviene con atto unilaterale o se conferiti in natura o crediti. Solo per le SRL il conferimento pu
avvenire anche con polizza assicurativa o fidejussione bancaria con cui si garantiscono gli obblighi
assunti dal socio aventi ad oggetto una prestazione dopera. Le SRL prevedono quindi la possibilit
di conferire prestazioni dopera ma in presenza di una garanzia a prima richiesta. Tali garanzie


non sono legate allobbligazione sottostante, non sono accessorie ed il creditore pu richiedere la
prestazione del garante anche se il rapporto obbligatorio sottostante nullo o in presenza del
venir meno della garanzia di solvibilit del debitore principale. Il garante paga e poi dovr rivalersi
sul debitore nei rapporti interni.
La legge parla anche di sovrapprezzo. I soci possono scegliere di conferire pi di quanto stabilito
come capitale sociale, quella quota in pi dovr essere versata per intero immediatamente e non
sar imputata a capitale sociale ma a riserva di sovrapprezzo.

Art. 2465 se i conferimenti sono in natura o in crediti, chi li conferisce deve presentare la relazione di un
perito o societ iscritta nellapposito albo speciale (revisori contabili), contenente lindicazione della
descrizione del conferimento, i criteri di valutazione e lattestazione che il valore del bene
almeno quello che i soci vi hanno assegnato (perito che per le spa nominato dal tribunale e la
sua relazione controllata dagli amministratori) criterio di integrit del conferimento. Lobbligo
della stima dei beni non pu essere aggirato ad esempio facendo acquistare beni di propriet dei
soci da parte della societ per un valore > 1/10 del capitale sociale. Se lo si vuole fare entro i
primi 2 anni di vita della societ, il valore del bene acquistato deve essere stimato da un perito e
lo stesso vale per i crediti nonch deve essere deliberato dallassemblea dei soci.


Art. 2466 La mancata esecuzione del conferimento da parte di un socio determina, da parte degli
amministratori, la diffida ad adempiervi entro 30gg, se non vi adempie possono vendere la quota
del socio agli altri soci in proporzione alle loro partecipazioni societarie. Se la vendita non ha
luogo, gli amministratori escludono il socio trattenendo le somme riscosse e provvedendo alla
riduzione del capitale sociale proporzionalmente al mancato conferimento

Art.2467 FINANZIAMENTO DEI SOCI. Spesso i soci capitalizzano al minimo la societ in quanto il capitale
sociale vincolato, si ricorre cos alla tecnica del finanziamento dei soci con cui i soci prestano a
titolo di finanziamento del denaro alla societ potendolo facilmente recuperare senza le procedure
previste per la riduzione del capitale sociale. In caso di fallimento i soci finanziatori diverrebbero a
loro volta creditori sociali e recupererebbero praticamente tutto il loro capitale. Si tratta
evidentemente di un istituto che si presta benissimo a possibili abusi. Al fine di evitare questi
aggiramenti della legge, i rimborsi dei finanziamenti dei soci verranno postergati (restituiti solo
dopo) allavvenuto rimborso dei crediti degli altri creditori sociali. Se il rimborso ai soci finanziatori
avvenuto entro lanno precedente la dichiarazione di fallimento, tali rimborsi dovranno essere
restituiti. Postergazione che avviene solo quando il credito soci sia stato concesso alla societ in
un momento di eccessivo debito rispetto al capitale o in presenza di una situazione finanziaria in
cui sarebbe stato ragionevole provvedere ad un ulteriore conferimento.








LA GOVERNANCE DELLA SRL
La disciplina dellamministrazione e controllo della societ da un lato fa in modo di controllare loperato degli
amministratori, dallaltro deve garantire loro una certa libert di azione. Storicamente nelle societ gli amministratori
sono stati concepiti come mandatari dei soci. Oggi non pi cos. Se cos fosse il socio potrebbe egli stesso compiere
comunque gli atti societari potendo cos impartire agli amministratori direttive vincolanti, questo sistema non pi
attuato.
Oggi lamministratore, in forza della nomina ricevuta dai soci, responsabile verso i terzi. I soci gli affidano il patrimonio
sociale (affidamento fiduciario) e lamministratore tenuto ad operare tutelando tanto linteresse sociale, tanto gli
interessi dei creditori sociali. In pratica lamministratore deve fare linteresse dei soci tenuto conto dellinteresse dei terzi,
chiamati quindi al rispetto di determinati obblighi inderogabili. A loro spetta, tendenzialmente in via esclusiva, il
raggiungimento degli scopi e degli interessi della societ.
Nella SRL per i soci sono anche imprenditori e sono quindi coinvolti in qualche modo nella gestione della societ.

Art. 2475 AMMINISTRATORI. Salvo diversa disposizione dellatto costitutivo lamministrazione della societ
affidata ad uno o pi soci nominati con decisione presa ai sensi dellarticolo 2479 cc. Latto
costitutivo pu quindi anche individuare esso stesso la persona dellamministratore/i.
Se lamministrazione spetta a pi persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione
(CDA) (in via di regola generale). Latto costitutivo pu per prevedere che lamministrazione
spetti agli amministratori disgiuntamente applicando le norme previste per lamministrazione
disgiunta della societ di persone. Il limite il fatto che la redazione dei progetti di bilancio,
fusione o scissione, nonch le decisioni di aumento del capitale, sono comunque competenza del
collegio degli amministratori secondo il normale funzionamento collegiale (convocazione,
votazione, delibera). Tuttavia possibile adottare un sistema semplificato (es:petizioni) con
consultazione scritta o su base di consenso espresso scritto

Art. 2475 bis Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della societ. Eventuali limitazioni alla
procura non possono essere opposte ai terzi anche se iscritte nel registro delle imprese, salvo che
si provi che i terzi abbiano intenzionalmente agito a danno della societ (approfittando della
limitazione).

Art. 2476 RESPONSABILITA DEGLI AMMINISTRATORI. Gli amministratori sono solidalmente responsabili
verso la societ per danni derivati dallinosservanza dei doveri imposti loro da disposizioni di legge
e dallatto costitutivo salvo gli amministratori che provino di essere esenti da colpa o che pur
essendo a conoscenza dellatto che si stava per compiere abbiano espresso il loro dissenso.
Tutti i soci della SRL possono promuovere lazione di responsabilit dellamministratore (il singolo
socio ma anche il collegio dei soci). Azione di responsabilit che pu essere per oggetto di
rinunzia o di transazione purch deliberata da una maggioranza dei soci rappresentanti almeno i
2/3 del capitale sociale e non si siano opposti soci rappresentanti almeno 1/10 del capitale. Ci al
fine di evitare un abuso dei soci di maggioranza sui soci di minoranza.
Tutti i soci possono, in caso di gravi irregolarit nella gestione della societ, richiedere un
provvedimento cautelare di revoca degli amministratori.
Se i soci o i terzi sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori,
possono agire chiedendo direttamente agli amministratori il risarcimento dei danni ( responsabilit


aquiliana da fatto illecito che opera anche se lamministratore agisce in nome e per conto della
societ a causa della dolosit e della colposit). Assieme agli amministratori sono responsabili in
solido anche i soci che abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento degli atti
dannosi.
I soci che non partecipano allamministrazione hanno diritto ad avere dagli amministratori notizie
circa gli affari oltre che consultare (anche avvalendosi di professionisti) il libri sociali ed i
documenti dellamministrazione.

Art. 2477 Nella SRL latto costitutivo pu provvedere la nomina di un collegio sindacale. I sindaci effettuano
un controllo di legalit e contabile. Collegio la cui nomina necessaria qualora il capitale sociale
sia pari al minino previsto per le SPA (120K!).

Art. 2479 DECISIONI DEI SOCI. Rappresentano il controllo di merito della societ. I soci decidono in
merito a:
! approvazione del bilancio e distribuzione degli utili
! nomina degli amministratori e dei sindaci
! modificazioni dellatto costitutivo
I soci possono decidere anche su altre materie riservate loro dallatto costitutivo nonch su
argomenti sollecitati da uno o pi amministratori o da tanti soci rappresentanti almeno 1/3 del
capitale sociale.
I soci decidono di regola in forma assembleare, latto costitutivo pu per prevedere la forma di
consultazione scritta o sulla base del consenso scritto, possibilit per negata per le modificazioni
dellatto costitutivo.

In via generale lassemblea regolarmente costituita con la presenza di soci rappresentanti
almeno il 50% del capitale e delibera validamente a maggioranza assoluta (50%+1). Per le
operazioni di modifica dellatto costitutivo necessaria la delibera con il voto di tanti soci tali da
rappresentare almeno il 50% del capitale sociale.

Art. 2479 ter Qualunque violazione della legge o dellatto costitutivo possono essere impugnate dai soci che non
vi hanno acconsentito, da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro 90gg dalla loro
trascrizione nel libro delle decisioni
Le decisioni aventi oggetto illecito o impossibile o prese in assenza assoluta di informazione,
possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni dalla loro trascrizione nel
libro delle decisioni.

Art. 2468 QUOTE DI PARTECIPAZIONE non possono essere rappresentate da azioni n costituire oggetto di
offerta al pubblico di prodotti finanziari. La ragione di ci che le srl non hanno una disciplina
idonea a tutelare i terzi investitori.
Se latto costitutivo non prevede diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in
misura proporzionale ai conferimenti. I diritti sociali spettano in misura proporzionale alla quota di
partecipazione salvo che latto costitutivo preveda lattribuzione a singoli soci di particolari diritti
riguardanti lamministrazione della societ o la distribuzione degli utili. Diritti particolari che, salvo


diversa disposizione dellatto costitutivo, possono essere modificati solo con il consenso di tutti i
soci.

Art. 2469 TRASFERIMENTO DI QUOTE. Le partecipazioni sono trasferibili liberamente per atto tra vivi e per
successione a causa di morte salvo contraria disposizione dellatto costitutivo. Se latto costitutivo
prevede lintrasferibilit o ne subordina il trasferimento al gradimento di organi sociali, soci o di
terzi senza prevederne condizioni e limiti o ponga condizioni o limiti che in concreto impediscono il
trasferimento a causa di morte, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso ai
sensi dellart. 2473. In tali casi latto costitutivo pu stabilire un termine non superiore a 2 anni
dalla costituzione della societ o dalla sottoscrizione della partecipazione, entro cui in diritto di
recesso non pu essere esercitato.
Il trasferimento quindi di regola libero, se non lo il socio o i suoi eredi possono
recedere dalla societ salvo il limite biennale di divieto di recesso dalla costituzione o
dalla sottoscrizione della partecipazione.
In tema di trasferimento la norma giuridica pi recente del gennaio 2009. la natura giuridica
della partecipazione nella srl una posizione contrattuale obbiettivata, da un lato rapporto
contrattuale, dallaltro insieme di diritti. La libert dei trasferimenti non si realizza quasi mai,
solitamente dei limiti vengono sempre imposti.

Art. 2470 PUBBLICITA DEI TRASFERIMENTI. Il trasferimento delle partecipazioni ha effetto di fronte alla
societ dal momento del suo deposito nel registro delle imprese. Il trasferimento deve, con
sottoscrizione autenticata, essere depositato entro 30gg, a cura del notaio autenticante, nel
registro delle imprese. Con la nuova disciplina liscrizione pu avvenire con firma digitale, nel
rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti
informatici, ed depositato, entro trenta giorni, presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui
circoscrizione stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato allo svolgimento delle
attivit di cui all'articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340 (esempio i
dottori commercialisti ecc..).
Se la quota alienata con successivi contratti a pi persone, quella che tra esse ha per prima
effettuato in buona fede liscrizione nel registro delle imprese preferita alle altre anche se il suo
titolo di data posteriore.
Quando lintera partecipazione appartiene ad un unico socio o ne muta la persona, gli
amministratori devono provvedere alliscrizione nel registro delle imprese di una dichiarazione
contenente lindicazione del nome, cognome o denominazione, data e luogo di nascita o
costituzione, domicilio o sede e cittadinanza dellunico socio. Se ricostituita la pluralit dei soci gli
amministratori provvedono a depositare apposita dichiarazione nel registro delle imprese. Lunico
socio o colui che cessa di essere tale pu provvedere alla pubblicit prevista sopra. Le
dichiarazioni degli amministratori devono essere depositate nel registro delle imprese entro 30gg
dallavvenuta variazione della compagine sociale.
Lefficacia verso la societ dal momento del deposito risulta evidentemente un grave errore, il
deposito non d certezza a nessuno finch non poi iscritto nel registro delle imprese, ci
porterebbe al non funzionamento delle assemblee per impossibilit di verifica della qualit dei soci
con relativa causa di scioglimento.


Lautentica del notaio ha sia la funzione di verifica e certificazione dellidentit dei contraenti, sia la
funzione di verifica quanto meno della validit del contratto da parte del notaio. Altra funzione
quella di rendere meno facile la circolazione delle partecipazioni. Se la loro circolazione fosse
possibile semplicemente con dei contratti depositati con firma digitale, si violerebbe in qualche
modo il divieto di sollecitazione di investimento al pubblico, per questo motivo che una buona
parte della dottrina ritiene necessaria comunque lautentica notarile oltre alla firma digitale,
posizione questa che per smentita dalle camere di commercio che accettano il trasferimento ed
il deposito con la semplice firma digitale.

Art. 2471 ESPROPRIAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE. Lespropriazione il procedimento esecutivo che un
creditore non soddisfatto esercita verso il suo debitore. La partecipazione pu formare oggetto di
espropriazione. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla societ e
successiva iscrizione nel registro delle imprese. L'ordinanza del giudice che dispone la vendita
della partecipazione deve essere notificata alla societ a cura del creditore.
Se la partecipazione non liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la societ non si
accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all'incanto; ma la vendita priva di
effetto se, entro dieci giorni dall'aggiudicazione, la societ presenta un altro acquirente che offra
lo stesso prezzo. Le disposizioni del comma precedente si applicano anche in caso di fallimento di
un socio.
Art. 2471 bis PEGNO USUFRUTTO E SEQUESTRO DELLA PARTECIPAZIONE. La partecipazione pu formare
oggetto di pegno usufrutto e sequestro. Salvo quanto disposto in caso di espropriazione di
partecipazione non liberamente trasferibile (art. precedente), si applicano le norme dellart. 2352
sulle azioni.

Tutta la disciplina introdotta dalla legge del gennaio 2009 avrebbe dovuto essere informata ad una semplificazione
dellattivit delle srl, di fatto cos non stato. Infatti, oggi, lamministratore della srl deve ogni volta effettuare una visura
camerale della propria societ per verificare chi siano i soci per convocare unassemblea o disporre la divisione dei
dividendi (senza averne la certezza dal momento che la visura mostra ci che stato iscritto nel registro e non anche ci
che stato depositato e magari non ancora iscritto). Ci comporta maggiori costi e minor certezza sulla compagine
sociale. La non idonea gestione del registro delle imprese (tenuto diversamente dal libro dei soci ora abrogato) pu
portare, a seguito di numerosi trasferimenti, aumenti di capitale, divisione delle quote ecc, ad una situazione surreale in
cui risulta assai difficile identificare la reale composizione dei soci e delle quote di partecipazione.










BILANCIO NELLE SRL

La redazione del bilancio di esercizio e la distribuzione degli utili non presenta sostanziali differenze rispetto alla disciplina
della societ per azioni, del resto ampiamente richiamata. Il bilancio viene predisposto dall'organo amministrativo,
approvato dai soci, ed infine depositato entro trenta giorni nel registro delle imprese, insieme con l'elenco dei soci e degli
altri titolari di diritti sulle partecipazioni sociali.
La decisione dei soci che approva il bilancio, decide anche sulla distribuzione degli utili. Con la regola che ricalca la
disciplina della societ per azioni, si prevede inoltre che, in caso di distribuzione di utili fittizi, i dividendi non sono
ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede in base ad un bilancio regolarmente approvato, da cui risultano utili netti
corrispondenti.

MODIFICAZIONI DELL'ATTO COSTITUTIVO

Come anticipato, le modificazioni dell'atto costitutivo sono di competenza inderogabile dell'assemblea, la quale deve
deliberare con il voto favorevole di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale. Come nella societ
per azioni la modificazione diviene per efficace soltanto a seguito dell'iscrizione della stessa nel registro delle imprese,
su richiesta del notaio verbalizzante deputato ad effettuare il controllo di legittimit.

AUMENTO DEL CAPITALE A PAGAMENTO

Espressamente prevista e disciplinata la delega agli amministratori per l'aumento del capitale sociale a pagamento art.
2481. La determinazione dei limiti e delle modalit di esercizio tuttavia integralmente rimessa all'atto costitutivo, fermo
restando che la decisione degli amministratori deve risultare da verbale redatto da notaio e deve essere iscritta nel
registro delle imprese.
Anche la regolamentazione del diritto di opzione prevalentemente rimessa alle previsioni statutarie ed alle
determinazioni dei soci. L'esclusione del diritto di opzione , infatti, possibile solo se espressamente prevista dall'atto
costitutivo e in ogni caso non ammessa quando l'aumento di capitale reso necessario da una riduzione dello stesso
dovuto perdite. Modalit e termini entro cui pu essere esercitato il diritto di sottoscrizione sono determinati dalla
delibera di aumento del capitale. La delibera deve altres indicare se e con quali modalit consentire che la parte di
capitale non optata sia sottoscritta dagli altri soci o terzi, prevede inoltre l'eventuale sovrapprezzo e pu infine consentire
un aumento solo parziale di capitale nel caso di sottoscrizione non integrale.

AUMENTO GRATUITO DEL CAPITALE

La disciplina dell'aumento di capitale gratuito e sostanzialmente coincidente con quella della societ per azioni. Si precisa
comunque che a seguito di tale operazione l'apporto di partecipazione di ciascun socio deve restare immutata.

RIDUZIONE DEL CAPITALE

Sostanzialmente coincidente con quella delle societ per azioni , infine, anche la disciplina della riduzione reale e
nominale del capitale sociale, fermo restando che il limite minimo del capitale sociale da rispettare nella riduzione per le
perdite di ! 10.000 per le societ a responsabilit limitata. In particolare, quando si verificano perdite che rendono
obbligatoria la riduzione del capitale ( perdite che diminuiscono il capitale di oltre un terzo ) previsto che gli


amministratori convochino senza indugio l'assemblea e sottopongano ai soci una relazione sulla situazione patrimoniale
della societ con le osservazioni del collegio sindacale e del revisore. Come nella societ per azioni l'assemblea potr
procedere immediatamente la riduzione del capitale oppure rinviare le perdite all'esercizio successivo. Al termine
dell'esercizio successivo, se le perdite non risultano diminuite a meno di un terzo, l'assemblea convocata per
l'approvazione del bilancio deve ridurre il capitale in proporzione le perdite accertate; se non lo fa, vi provvede il
tribunale su richiesta di qualsiasi interessato. Qualora la perdita oltre il terzo abbia ridotto il capitale al di sotto del
minimo legale, si impone in questo caso l'immediata riduzione e contestuale ricostituzione del capitale al disopra del
minimo legale ovvero la trasformazione della societ, altrimenti la societ si scioglie. Come anticipato, lo scioglimento
della societ oggi disciplinato unitariamente per tutte le societ di capitali.


LE SOCIETA PER AZIONI SPA

Art. 2325 RESPONSABILITA PATRIMONIALE. Nelle spa per le obbligazioni sociali risponde solo la societ
con il suo patrimonio ( i soci perdono solo il loro conferimento). In caso di insolvenza, per le
obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui le azioni sono appartenute ad una sola persona,
questa risponde illimitatamente se i conferimenti non sono stati effettuati secondo lart. 2342 o se
non compiuta la pubblicit prevista dallart. 2362 (solo se il patrimonio sociale non sufficiente).
Prima della riforma del 2004 la costituzione della spa non poteva avvenire con unico socio ma se
poi si trasformava in uni personale per effetto del trasferimento delle azioni ad un unico socio,
questo rispondeva sempre illimitatamente.

Art. 2362 UNICO AZIONISTA. Quando le azioni risultano appartenere ad una sola persona o muta la
persona dellunico azionista, gli amministratori devono depositare per liscrizione nel registro delle
imprese una dichiarazione contenente nome, cognome, denominazione, data, luogo di nascita o
costituzione, domicilio o sede e cittadinanza dellunico socio.
Come per le srl se ricostituita la pluralit dei soci deve essere depositata apposita dichiarazione
per liscrizione nel registro delle imprese.
Lunico socio o colui che cessa di esserlo pu provvedere alla pubblicit prevista dei commi
precedenti.
CONFLITTO DI INTERESSI. Se la societ controllata da un unico socio molto facile che
nascano contratti fittizi tra la societ e lunico socio al fine di farlo concorrere con gli altri
creditori sociali in caso di scioglimento della societ. Tali contratti sono opponibili ai terzi creditori
sociali solo se risultano dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del CDA o da atto scritto
avente data certa anteriore al pignoramento.


Art. 2380bis GESTIONE. La gestione dellimpresa spetta esclusivamente agli amministratori i quali compiono le
operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale. Non possibile, quindi, come per le srl
attribuire particolari diritti di amministrazione ad alcuni soci.
Lamministrazione pu essere affidata anche a non soci, se affidata a pi persone questi
costituiscono il CDA che elegge al suo interno il presidente se non nominato dallassemblea dei
soci.


Assemblea dei soci che determina il numero degli amministratori se non determinato in modo
specifico dallo statuto o se determinato in un numero minimo e massimo.

Art. 2331 EFFETTI DELLISCRIZIONE. Con liscrizione nel registro delle imprese la societ acquista la
personalit giuridica.
Per gli atti compiuti in nome della societ prima delliscrizione sono illimitatamente e solidalmente
responsabili verso i terzi coloro che hanno agito, sono altres illimitatamente e solidalmente
responsabili i soci che hanno acconsentito o autorizzato il compimento di tali operazioni. Qualora
successivamente alliscrizione la societ abbia approvato unoperazione compiuta prima
delliscrizione, anchessa responsabile ed tenuta a rilevare coloro che hanno agito (tengono
indenni verso i terzi coloro i quali hanno agito per la societ prima della sua iscrizione).
Le somme depositate a norma del 2 comma dellart. 2342 (versamento del 25% dei conferimenti)
non possono essere consegnate agli amministratori se non provano lavvenuta iscrizione della
societ nel registro delle imprese.
Se entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto costitutivo o dal rilascio delle autorizzazioni previste
liscrizione non ha luogo, le somme sono restituite ai sottoscrittori e latto costitutivo perde
efficacia.
Prima delliscrizione nel registro delle imprese le azioni non possono essere emesse e, salvo
lofferta pubblica di sottoscrizione, non possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti
finanziari.
Prima del 2000 per le societ di capitali era previsto un procedimento di omologazione ad opera
del tribunale. Dopo il deposito in cancelleria dellatto costitutivo, il tribunale verificava che non
sussistessero motivi di contrariet a norme imperative prima di poter procedere alliscrizione nel
registro delle imprese. Questo controllo ora effettuato dal notaio rogante latto pubblico il quale
si deve rifiutare di rogare latto se contrario a norme di legge.

PROCEDIMENTO PER LA PUBBLICA SOTTOSCRIZIONE
Artt. 2333,34,35 Se il capitale sociale che i soci promotori si prefiggono di raccogliere elevato e richiede un
numero cospicuo di soci per la costituzione della societ, difficile che tutti i soci si accordino
sullatto costitutivo e vengano portati innanzi al notaio tutti assieme per la stipula dellatto
pubblico. Per questi casi si applica la procedura di costituzione per pubblica sottoscrizione. I soci
promotori depositano c/o un notaio il programma di sottoscrizione con sottoscrizione autenticata,
programma che poi reso pubblico e che deve indicare:
! loggetto
! il capitale sottoscritto
! le principali disposizioni dellatto costitutivo e dello statuto
! eventuali partecipazioni riservate ai promotori rispetto agli utili
! il termine entro cui deve essere stipulato latto costitutivo
Raccolte le sottoscrizioni i promotori assegnano un termine di 30gg entro cui deve essere
effettuato il versamento previsto e nei venti giorni seguenti a tale termine convocata lassemblea
dei soci sottoscrittori. Assemblea che regolarmente costituita con la presenza della met dei
sottoscrittori (calcolata sulle teste e non sul capitale sottoscritto) e che delibera su:
! contenuto dellatto costitutivo e dello statuto


! riserva di partecipazione agli utili a favore dei promotori
! nomina amministratori e sindaci o componenti del consiglio di sorveglianza e quando previsto
il revisore contabile
Per modificare le disposizioni contenute nel programma di sottoscrizione necessario il consenso
di tutti i sottoscrittori.
Disciplina questa oggi integrata dal testo unico sulla finanza che impone ai promotori obblighi di
informazione sui rischi ai sottoscrittori (prospetto informativo)

Art. 2328 ATTO COSTITUTIVO. Deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare:
1- cognome nome denominazione, luogo data di nascita o costituzione, domicilio sede,
cittadinanza di tutti i soci, dei soci promotori, il numero delle azioni assegnate ad ognuno di
essi
2- denominazione, sede e sedi secondarie
3- oggetto
4- ammontare del capitale sottoscritto e versato
5- numero, eventuale valore nominale, caratteristiche e modalit di emissione e circolazione
delle azioni
6- valore attribuito a crediti e beni conferiti in natura
7- norme di ripartizione degli utili
8- benefici eventualmente accordati a soci promotori o fondatori
9- il sistema di amministrazione adottato (cda+ coll sindacale = tradizionale; cd gestione +
consiglio di sorveglianza = dualistico; cda + consiglio di sorveglianza in seno al cda =
monistico o anglosassone), il numero degli amministratori ed i loro poteri indicando quali
abbiano la rappresentanza
10- il numero dei componenti del collegio sindacale
11- la nomina dei primi amministratori e sindaci (o componenti del consiglio di sorveglianza) e
quando previsto il soggetto revisore contabile
12- limporto almeno approssimativo delle spese di costituzione poste a carico della societ
13- la durata della societ o, se a tempo indeterminato, il termine entro il massimo di un anno,
entro cui il socio potr recedere
Lo statuto contenente le regole relative al funzionamento della societ, anche se come atto
separato, costituisce parte integrante dellatto costitutivo. In caso di contrasto tra norme dellatto
costitutivo e dello statuto, le ultime prevalgono.

Art.2329 CONDIZIONI PER LA COSTITUZIONE. Verificate dal notaio. Per procedere alla costituzione della
societ necessario che:
! sia sottoscritto per intero il capitale sociale
! siano rispettate le previsioni degli artt. 2342 e 2343 per i conferimenti
! sussistano le autorizzazioni governative e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la
costituzione della societ.

Art. 2330 DEPOSITO ED ISCRIZIONE. Entro 20gg dalla sottoscrizione il notaio (o i soci o gli amministratori
se non vi provvede il notaio) deve depositare latto costitutivo nel registro delle imprese allegando


i documenti comprovanti la sussistenza delle condizioni previste dallart. 2329. Lufficio del registro
delle imprese verifica la regolarit formale della documentazione e iscrive la societ nel registro.

Tutta la problematica sottesa allarticolo 2331 della SPA e della sua iscrizione fa riferimento alla VORGESELLSCHAFT
tedesca

Art. 2325bis SOCIETA CHE FANNO RICORSO AL CAPITALE DI RISCHIO. Si stratificano con questo articolo tre
livelli di societ per azioni, uno con un azionariato ristretto, molto vicino alle srl, uno che ricorre al
capitale di rischio, con ampio azionariato ma non quotate in borsa, uno con azioni quotate in
borsa ed azionariato esteso. A tutti i tipi di spa si applicano le norme generali per le spa ma alle
societ che fanno ricorso al capitale di rischio ma non quotate (individuate dal TU della finanza
che rimanda alla disciplina della CONSOB per la loro identificazione) si applicano norme specifiche
dettate per le societ che ricorrono al capitale di rischio, alle societ che per di pi sono quotate in
mercati regolamentati si applicano ulteriori norme specifiche a loro destinate.

Art. 2342 CONFERIMENTI. Se nell'atto costitutivo non stabilito diversamente, il conferimento deve farsi in
danaro. Alla sottoscrizione dell'atto costitutivo deve essere versato presso una banca almeno il
venticinque per cento dei conferimenti in danaro o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il
loro intero ammontare. Per i conferimenti di beni in natura e di crediti si osservano le disposizioni
degli articoli 2254 e 2255 (rischi e garanzia del credito visti per le societ semplici) Le azioni
corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della
sottoscrizione. Se viene meno la pluralit dei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere
effettuati entro novanta giorni. Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di
opera o di servizi.
La regola dell'integrale liberazione del conferimento pone un problema in relazione, ad esempio, ai
conferimenti in godimento il cui godimento avviene nel tempo. ammissibile anche per le SPA
questo conferimento, se il conferimento permette da subito alla societ di disporre del bene senza
la necessaria collaborazione del socio proprietario, es. il socio che apporta in godimento un
immobile, sottoscrive il conferimento e contestualmente consegna le chiavi.

Art. 2343 STIMA DEI CONFERIMENTI. Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione
giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la societ, contenente la
descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l'attestazione che il loro valore almeno pari a quello ad
essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell'eventuale soprapprezzo e i
criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata all'atto costitutivo. L'esperto
risponde dei danni causati alla societ, ai soci e ai terzi. Gli amministratori devono, nel termine di
centottanta giorni dalla iscrizione della societ, controllare le valutazioni contenute nella relazione
indicata nel primo comma e, se sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della
stima. Fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti ai
conferimenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la societ. Se risulta che il valore
dei beni o dei crediti conferiti era inferiore di oltre un quinto a quello per cui avvenne il


conferimento, la societ deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni
che risultano scoperte. Tuttavia il socio conferente pu versare la differenza in danaro o recedere
dalla societ; il socio recedente ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora sia possibile
in tutto o in parte in natura. L'atto costitutivo pu prevedere, salvo in ogni caso quanto disposto in
merito allemissione delle azioni (art. 2346 5co), che per effetto dell'annullamento delle azioni
disposto nel presente comma si determini una loro diversa ripartizione tra i soci.
Tutta la disciplina delle societ oggi rimessa non solo alla disciplina del legislatore nazionale ma
anche a quello UE e lobbligo di stima uno di questi effetti.

Art. 2344 MANCATO PAGAMENTO DELLE QUOTE. Se il socio non esegue i pagamenti dovuti, decorsi
quindici giorni dalla pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, gli
amministratori, se non ritengono utile promuovere azione per l'esecuzione del conferimento,
offrono le azioni agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione, per un corrispettivo non
inferiore ai conferimenti ancora dovuti. In mancanza di offerte possono far vendere le azioni a
rischio e per conto del socio, a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato alla
negoziazione in mercati regolamentati. Qualora la vendita non possa aver luogo per mancanza di
compratori, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio, trattenendo le somme
riscosse, salvo il risarcimento dei maggiori danni. Le azioni non vendute, se non possono essere
rimesse in circolazione entro l'esercizio in cui fu pronunziata la decadenza del socio moroso,
devono essere estinte con la corrispondente riduzione del capitale. Il socio in mora nei versamenti
non pu esercitare il diritto di voto.

Art. 2343bis ACQUISTO DEI BENI DA PROMOTORI, FONDATORI, SOCI E AMMINISTRATORI. L'acquisto da
parte della societ, per un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale, di beni o
crediti dei promotori, dei fondatori, dei soci o degli amministratori, nei due anni dalla iscrizione
della societ nel registro delle imprese, deve essere autorizzato dall'assemblea ordinaria.
L'Alienante deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale, contenente
la descrizione dei beni o crediti, il valore ad essi attribuito, i criteri di valutazione, nonch
l'attestazione che tale valore non inferiore al corrispettivo di vendita che deve comunque essere
indicato. Il verbale dell'assemblea, corredato di relazione, deve essere depositato presso il registro
delle imprese entro 30gg dall'autorizzazione. In caso di violazione di queste norme, amministratori
e alienante sono solidalmente responsabili per i danni causati alla societ, ai soci e ai terzi.
Tale norma spesso eludibile mediante un aumento di capitale che viene compensato con il
controvalore del credito di un socio verso la societ per una vendita di beni natura. Per alcuni
autori applicabile la norma sui contratti in frode alla legge in quanto una vendita dei beni ad un
prezzo superiore al loro reale valore, comporterebbe una non corretta valutazione del capitale
sociale. Di fatto, in merito, esistono pochissimi casi giurisprudenziali che indichino una prassi
interpretativa certa



Gli artt. 2343 ter e quater sono stati introdotti a fine 2008 e consentono una semplificazione del procedimento di stima,
volti a ridurre i costi di tali operazioni appunto.
Art. 2343ter CONFERIMENTI SENZA RELAZIONE DI STIMA. Nel caso di conferimento di valori mobiliari ovvero
di strumenti del mercato monetario non e` richiesta la relazione di cui all'art. 2343, primo comma,
se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell'eventuale
sovrapprezzo e` pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o
pi mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento. Non e` altres richiesta la
relazione qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e
dell'eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti, diversi da quelli di cui al primo
comma, corrisponda:
a) al valore equo ricavato da un bilancio approvato da non oltre un anno, purch sottoposto a
revisione legale e a condizione che la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla
valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero (Se la societ A conferisce alla societ B dei
beni del suo patrimonio, quei beni risulteranno dal bilancio di A. Se il valore assegnato da B a tale
bene corrisponde alla valutazione fatta di quel bene dal bilancio di A, senza che il revisore
contabile vi abbia espresso rilievi, non occorre la stima. "Valore equo" che relativo non pi ai
criteri di prudenza e di costo ma bens al loro possibile valore di scambio sul mercato al momento
dell'iscrizione.)

b) al valore equo risultante dalla valutazione, precedente di non oltre sei mesi il conferimento e
conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del
conferimento, effettuata da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento e dalla Societ
e dotato di adeguata e comprovata professionalit.
Chi conferisce beni o crediti ai sensi del primo e secondo comma presenta la documentazione
dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza, per i conferimenti di cui al
secondo comma, delle condizioni ivi indicate. La documentazione e` allegata all'atto costitutivo.
L'esperto di cui al secondo comma, lettera b), risponde dei danni causati alla Societ, ai soci e ai
terzi.

Art 3343 quater FATTI ECCEZIONALI O RILEVANTI CHE INCIDONO SULLA VALUTAZIONE. Gli amministratori
verificano, nel termine di trenta giorni dalla iscrizione della societ, se, nel periodo successivo a
quello di cui all'art. 2343-ter, primo comma, sono intervenuti fatti eccezionali che hanno inciso sul
prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti in modo tale da
modificare sensibilmente il valore di tali beni alla data effettiva del conferimento, comprese le
situazioni in cui il mercato dei valori o strumenti non e` pi liquido, ovvero se, successivamente al
termine dell'esercizio cui si riferisce il bilancio di cui alla lettera a) del secondo comma dell'articolo
2343-ter, o alla data della valutazione di cui alla lettera b) del medesimo comma si sono verificati
fatti nuovi rilevanti tali da modificare sensibilmente il valore equo dei beni o dei crediti conferiti.


Gli amministratori verificano altres nel medesimo termine i requisiti di professionalit ed
indipendenza dell'esperto che ha reso la valutazione di cui all'articolo 2343-ter, secondo comma,
lettera b).
Qualora gli amministratori ritengano che siano intervenuti i fatti di cui al primo comma ovvero
ritengano non idonei i requisiti di professionalit e indipendenza dell'esperto che ha reso la
valutazione di cui all'articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b), procedono ad una nuova
valutazione. Si applica in tal caso l'articolo 2343.
Fuori dai casi di cui al secondo comma, e` depositata per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel
medesimo termine di cui al primo comma, una dichiarazione degli amministratori contenente le
seguenti informazioni:
a) la descrizione dei beni o dei crediti conferiti per i quali non si e` fatto luogo alla relazione di cui
all'articolo 2343, primo comma;
b) il valore ad essi attribuito, la fonte di tale valutazione e, se del caso, il metodo di valutazione;
c) la dichiarazione che tale valore e` almeno pari a quello loro attribuito ai fini della
determinazione del capitale sociale e dell'eventuale sovrapprezzo;
d) la dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sulla
valutazione di cui alla lettera b);
e) la dichiarazione di idoneit dei requisiti di professionalit e indipendenza dell'esperto di cui
all'articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b).
Fino all'iscrizione della dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare depositate presso
la Societ.
Questo articolo riguarda gli strumenti di tutela, imponendo agli amministratori
l'obbligo di verifica entro 30gg dall'iscrizione, se i valori dei conferimenti di cui
all'articolo 3343 ter, sono ancora quelli o siano intervenuti fatti che ne hanno
modificato il valore e quindi provvedono alla rettifica. Gli amministratori valutano
anche i requisiti di professionalit e di indipendenza degli esperti e provvedono a
depositare nel registro delle imprese la dichiarazione indicante la descrizione dei beni,
il valore, la fonte della valutazione e del metodo seguito, nonch la dichiarazione che il
valore del bene non inferiore a quello loro attribuito dai soci.

Art. 2345 PRESTAZIONI ACCESSORIE. Oltre l'obbligo dei conferimenti, l'atto costitutivo pu stabilire
l'obbligo per i soci di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone il
contenuto, la durata, le modalit e il compenso, e stabilendo particolari sanzioni per il caso di
inadempimento. Nella determinazione del compenso devono essere osservate le norme applicabili
ai rapporti aventi per oggetto le stesse prestazioni. Le azioni alle quali connesso l'obbligo delle
prestazioni anzidette devono essere nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli


amministratori. Se non diversamente disposto dall'atto costitutivo, gli obblighi previsti in questo
articolo non possono essere modificati senza il consenso di tutti i soci

Art. 2346 EMISSIONE DELLE AZIONI. La partecipazione sociale rappresentata da azioni; salvo diversa
disposizione di leggi speciali lo statuto pu escludere l'emissione dei relativi titoli o prevedere
l'utilizzazione di diverse tecniche di legittimazione e circolazione. Se determinato nello statuto, il
valore nominale di ciascuna azione corrisponde ad una frazione del capitale sociale; tale
determinazione deve riferirsi senza eccezioni a tutte le azioni emesse dalla societ. In mancanza di
indicazione del valore nominale delle azioni, le disposizioni che ad esso si riferiscono si applicano
con riguardo al loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse. A ciascun socio assegnato
un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non
superiore a quello del suo conferimento. Lo Statuto pu prevedere una diversa assegnazione delle
azioni. - [5] In nessun caso il valore dei conferimenti pu essere complessivamente inferiore
all'ammontare globale del capitale sociale. (I soci possono assegnare a qualche socio delle azioni
per un valore superiore al loro conferimento ma il totale delle azioni emesse deve essere pari al
totale dei conferimenti ci significa che altri soci avranno azioni per un valore inferiore ai loro
conferimenti).
Resta salva la possibilit che la societ, a seguito dell'apporto da parte dei soci o di terzi anche di
opera o servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti
amministrativi, escluso il voto nell'assemblea generale degli azionisti. In tal caso lo statuto ne
disciplina le modalit e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di
inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione.

La distinzione giuridica tra i diversi titoli emessi dalle societ per azioni non sempre netta.
Azioni = incorporano la partecipazione sociale
Obbligazioni = non incorporano la partecipazione sociale ma sono titoli di debito per la societ,
altri titoli intermedi tra i primi due sono ad es. le convertibili ( obbligazioni convertibili in azioni ) che sono funzionali a
raccogliere risorse per investimenti.
- capitale azionario ( capitale di rischio)
- capitale di credito ( obbligazioni)

AZIONI sono quote di partecipazione sociale omogenee, standardizzate, liberamente trasferibili e di regola
rappresentate da documenti che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito ( titoli azionari). possibile il loro
frazionamento oppure il loro raggruppamento (es. 1 azione da 10! divisa in 10 azioni da 1! o viceversa). E
partecipazione sociale e conferisce al socio diritti economici e poteri amministrativi. Le azioni corrispondono ad una
frazione del capitale sociale questo le differenzia da tutti gli altri strumenti finanziari.
OBBLIGAZIONE ha un valore nominale che corrisponde alla somma che verr rimborsata all obbligazionista alla data
di scadenza e rappresenta una frazione del debito della societ.
Gli strumenti finanziari previsti dall'articolo 2346 possono essere emessi a fronte di qualunque apporto ma sono diversi
dalle azioni. Questi strumenti non corrispondono al capitale sociale.



Le azioni conferiscono diritti patrimoniali ai sensi dellart. 2350 ( diritto agli utili e alla liquidazione della quota) e diritti
amministrativi ai sensi dell'art. 2351 ( diritto di voto).
All'azionista attribuito il diritto di voto in quanto essendo esposto alla perdita del proprio capitale azionario, ha
interesse ad esprimere il proprio parere nell'assemblea consentendo cos agli azionisti di eleggere gli organi sociali e
quindi la possibilit di eleggere i soggetti ritenuti pi competenti a gestire la societ.

Artt.2347 2348 CATEGORIE DI AZIONI. In linea di principio le azioni sono indivisibili devono essere di uguale
valore e conferiscono uguali diritti. Se l'azione in compropriet, i diritti devono essere
esercitati da un comune rappresentante dei comproprietari. I comproprietari sono
solidalmente obbligati dalle obbligazioni derivanti dall'azione ( conferimenti, se non effettuate
per intero = azioni non interamente liberate)
possono anche essere create categorie di azioni diverse, fornite di diversi diritti, anche in
merito alla misura di partecipazione agli utili.

Art. 2350 ogni azione attribuisce una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto
risultante dalla liquidazione

Art. 2351 ogni azione attribuisce il diritto di voto

possibile per attribuire diversi diritti (sia patrimoniali che amministrativi) alle diverse categorie di azioni. Esistono
infatti azioni ordinarie che seguono il criterio di proporzionalit che danno tutti i diritti ( utili e voto) e non
appartengono a categorie speciali.
Esistono poi azioni speciali che possono avere pi o meno diritti rispetto alle azioni ordinarie. Lo statuto della S.p.A. o
sue modificazioni dovranno descrivere il contenuto e le caratteristiche delle speciali categorie di azioni. Es. le azioni
privilegiate che hanno utili garantiti ecc..

Lo statuto pu prevedere azioni senza diritto di voto o con diritto di voto limitato a certi argomenti (
specialmente per gli strumenti finanziari dellart. 2346) o in presenza del realizzarsi di particolari condizioni non
meramente potestative, fermo restando il divieto di emissione di azioni a voto plurimo. Il limite imposto allemissione di
azioni senza diritto di voto o con diritto di voto limitato che queste non possono superare il 50% del capitale sociale.
Il principio di proporzionalit quello di 1 azione 1 voto.

Solamente le societ chiuse (no capitale di rischio) possono disporre che per quanto elevato sia il numero di azioni in
possesso di un azionista, esso non possa votare oltre una misura massima stabilita (derogando cos al principio di
proporzionalit 1 azione 1 voto garantendo di fatto maggiori poteri agli azionisti di minoranza).
Il diritto di voto ha importanza strategica in quanto permette di eleggere gli amministratori, di modificare lo statuto (oltre
certe quote) e sul diritto di voto interviene anche le disciplina della finanza.

Art. 2353 AZIONI DI GODIMENTO. Sono azioni solitamente senza diritto di voto che possono essere
attribuite ai possessori di azioni rimborsate (riduzione del capitale con restituzione dei
conferimenti). Costituiscono una categoria di azioni speciali la cui funzione quella di
assicurare la parit di trattamento degli azionisti in occasione di una particolare operazione: la
riduzione reale del capitale sociale attuata mediante sorteggio ed annullamento di un certo


numero di azioni dietro rimborso del solo valore nominale delle azioni stesse. Poich il valore
reale delle azioni pu essere notevolmente superiore a quello nominale, agli azionisti
rimborsati vengono rilasciati questi speciali titoli denominati azioni di godimento. Partecipano
alla ripartizione degli utili dopo che sia stato corrisposto alle altre azioni un dividendo pari
allinteresse legale sul valore nominale e partecipano alla divisione del saldo attivo di
liquidazione dopo che sia stato rimborsato agli altri azionisti il valore nominale delle azioni
(valore gi rimborsato ai possessori delle azioni di godimento).
Se le azioni non hanno un tetto massimo di guadagno ( relativo solo agli utili conseguiti), le obbligazioni hanno invece
solitamente un tetto massimo.

AZIONI PRIVILEGIATE
le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o
nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ. Ad esempio si pu prevedere che in sede di
distribuzione degli utili, gli azionisti privilegiati, avranno il diritto ad una maggiorazione del 2% rispetto agli azionisti
ordinari.

AZIONI DI RISPARMIO
Costituiscono insieme alle azioni privilegiate a voto limitato la risposta ad una esigenza unitaria: quella di incentivare
l'investimento in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi. Titoli cio che tengano
conto del disinteresse degli stessi per l'esercizio dei diritti amministrativi e del preminente rilievo del contenuto
patrimoniale e della redditivit dei titoli azionari. Sono del tutto prive del diritto di voto ma si differenziano dalle azioni
senza voto emesse dalle societ non quotate per il fatto che devono essere necessariamente dotate di privilegi di natura
patrimoniale, inoltre, a differenza delle altre azioni possono essere emesse al portatore. Possono essere emesse solo da
societ le cui azioni ordinarie sono quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione Europea e non
possono superare, in concorso con le altre categorie speciali di azioni a voto limitato, la met del capitale sociale.
La disciplina delle azioni di risparmio completata dalla previsione di un'organizzazione di gruppo per la tutela degli
interessi comuni: assemblea speciale e rappresentante comune.
Lassemblea delibera sugli oggetti di interesse comune ed in particolare sull'approvazione delle delibere dell'assemblea
della societ che pregiudicano i diritti della categoria. Delibera inoltre sulla nomina e sulla revoca del rappresentante
comune e sull'azione di responsabilit nei suoi confronti.
Il rappresentante comune provvede all'esecuzione delle deliberazioni dell'assemblea e tutela gli interessi comuni degli
azionisti di risparmio nei confronti della societ, gli riconosciuto il diritto di esaminare il libro dei soci ed il libro delle
adunanze dell'assemblea generale, gli altres riconosciuto il diritto di assistere all'assemblea della societ e di
impugnare le deliberazioni, diritti che sono oggi preclusi al singolo azionista di risparmio.

AZIONI A FAVORE DEI PRESTATORI DI LAVORO
l'articolo 2349 consente l'assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle societ o di societ controllate da attuarsi
mediante un articolato procedimento: gli utili sono imputati a capitale e, per l'importo corrispondente, la societ emette
speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente prestatori di lavoro ( azioni gratuite).
La societ pu poi escludere o limitare il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni a pagamento di nuova emissione per
offrire le stesse in sottoscrizione ai dipendenti della societ o di societ controllate o controllanti (azioni a pagamento).
La societ pu inoltre concedere prestiti o fornire garanzie a favore dei dipendenti introducendo cos una parziale deroga
al divieto generale di concedere prestiti o garanzie per la sottoscrizione o lacquisto di proprie azioni. In base all'attuale


disciplina, sempre con delibera dell'assemblea straordinaria, la societ pu assegnare ai propri dipendenti o ai dipendenti
di societ controllate strumenti finanziari partecipativi.
Solo di recente la prassi societaria italiana ha manifestato interesse per la diffusione dell'azionariato dei dipendenti, in
particolare nelle societ ad azionariato diffuso si vanno affermando piani di compensi basati su azioni o strumenti
finanziari a favore di amministratori e alti dirigenti. Ad esempio amministratori delegati il cui compenso costituito in
parte da azioni.
Le nuove regole impongono che piani di compensi basati su azioni o strumenti finanziari a favore di amministratori,
dipendenti o collaboratori autonomi della societ, ovvero di societ controllanti o controllate, siano approvati
dall'assemblea. I contenuti del piano sono resi pubblici almeno quindici giorni prima della sua esecuzione nonch
comunicati alla Consob ed alla societ di gestione del mercato se si tratta di societ quotata.

STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI
A differenza delle azioni, gli strumenti finanziari partecipativi, non sono parti del capitale sociale. Gli apporti con cui essi
sono liberati non sono assoggettati alla disciplina propria dei conferimenti pur contribuendo ad incrementare il
patrimonio sociale. Si prevede che essi possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi
con esclusione per del diritto di voto nell'assemblea generale delle azionisti. Possono tuttavia essere dotati di diritto di
voto su argomenti specificatamente indicati ed in particolare pu essere ad essi riservata la nomina di un componente
indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Agli strumenti finanziari
partecipativi che riconoscono al titolare il diritto al rimborso del capitale si applica la disciplina delle obbligazioni, inoltre,
deve essere costituita un'organizzazione di categoria dei titolari degli strumenti finanziari partecipativi composta
dall'assemblea e dal rappresentante comune.

VALORE NOMINALE DELLE AZIONI
le azioni normalmente rappresentano una frazione del capitale se per sono emesse senza l'indicazione del valore
nominale il loro valore resta comunque determinabile e sar dato dalla divisione del capitale sociale per il numero totale
delle azioni emesse. La non indicazione del valore nominale permette di modificare il capitale sociale senza modificare il
numero delle azioni emesse che acquistano cos un valore superiore, ci comporta una semplificazione delle operazioni
sul capitale sociale senza intervenire sulle azioni. Regola non valida nel nostro ordinamento.

Art. 2354 TITOLI AZIONARI. I titoli possono essere nominativi o al portatore (solo se completamente liberate
le azioni) e devono indicare la denominazione della societ e la sede, indicazioni sull'atto costitutivo
quali data di costituzione, data di iscrizione nel registro delle imprese, valore nominale o numero
complessivo delle azioni emesse se non indicato il valore nominale. Nonch sottoscritti, anche con
riproduzione meccanica della firma, da uno degli amministratori.

CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI
l'art. 2346 dispone che lo statuto pu anche escludere l'emissione delle azioni (societ chiuse) impedendone cos la
circolazione oppure prevedere diverse tecniche di legittimazione e circolazione. Tale disposizione fa riferimento anche
alla legge di dematerializzazione dei titoli azionari specialmente per le societ quotate in mercati regolamentati. Con il
termine diverse tecniche si intende diverse da quelle previste per legge per la circolazione del strumenti finanziari
stessi. Esistono infatti diverse metodologie di circolazione:
- titoli non emessi
- titoli non emessi dematerializzati


- titoli emessi
- titoli emessi dematerializzati
l'art. 2354 richiama le tre tipologie di circolazione previste per il titoli di credito:
- al portatore
- all'ordine
- nominativi
in materia di azioni solitamente si applica la disciplina della circolazione dei titoli nominativi con alcune differenziazioni:
- per le S.p.A. il registro dellemittente il libro dei soci
- per tutte le girate dei titoli azionari necessaria anche la firma del giratario e non solo la sua indicazione oltre
allautenticazione di un notaio.
- con la girata la societ conosce l'identit dei soci solo quando il giratario si presenta alla societ chiedendo la
sua iscrizione nel registro dei soci

Art. 2355 Nel caso di mancata emissione dei titoli azionari il trasferimento delle azioni ha effetto nei confronti
della societ dal momento dell'iscrizione nel libro dei soci.
Se le azioni non sono emesse si applicano le norme sulla circolazione delle quote tipiche delle S.r.l.
Le azioni al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo
solitamente non sono mai emesse al portatore tranne il caso di azioni di risparmio.
Il trasferimento delle azioni nominative si opera mediante girata autenticata da un notaio o da altro
soggetto secondo quanto previsto dalle leggi speciali. Il giratario che si dimostra possessore in base
a una serie continua di girate ha diritto di ottenere l'annotazione del trasferimento nel libro dei soci,
ed comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali; resta salvo l'obbligo della societ, previsto
dalle leggi speciali, di aggiornare il libro dei soci.
Questo terzo comma dice che il possessore del titolo, per esercitare i suoi diritti, sufficiente che
abbia il titolo a lui girato con continuit di girate. L'iscrizione nel libro dei soci non pi quindi
condizione per l'esercizio dei diritti sociali, questa una importante differenza tra i titoli nominativi in
genere i e quelli azionari. Viene cos richiamata anche la disciplina della dematerializzazione delle
azioni.

DEMATERIALIZZAZIONE
consiste nell'emissione del titolo cartaceo ma depositato presso un depositario che per l'Italia la societ Monte Titoli. La
circolazione di tali titoli poi stata dematerializzata attraverso la registrazione dei trasferimenti presso il registro tenuto
dalla Monte Titoli S.p.A.
La circolazione avviene quindi secondo modalit molto simili a quella dei titoli di credito solo che anzich aversi la girata,
s ha la semplice registrazione della nuova titolarit del titolo presso il registro tenuto dalla Monte Titoli S.p.A.
si applicano poi le stesse regole degli artt. 1992 e 1993 in merito ad eccezioni opponibili e non sottoponibilit del
possessore a rivendica se il titolo stato acquistato a titolo valido e in buona fede. Esistono poi vari tipi di
dematerializzazione azionaria:
- per le azioni di societ quotate oggi obbligatoria la dematerializzazione assoluta con divieto di emissione del
titolo cartaceo
- per le azioni di societ non quotate il titolo cartaceo pu essere emesso e si pu quindi procedere alla
dematerializzazione della sola circolazione con il deposito del titolo cartaceo presso la Monte titoli.



La registrazione della titolarit delle azioni avviene su due livelli: sia presso il conto tenuto dalla Monte titoli sia presso i
singoli conti degli intermediari. La Monte titoli, infatti, non tiene rapporti con i titolari finali delle azioni ma unicamente
con gli intermediari ( banche, mediatori mobiliari ). Il ruolo di Monte titoli quindi quello di garantire che nei vari
trasferimenti di azioni il numero totale delle azioni resti costante verificando cos la quadratura delle operazioni.
L'intermediario svolge cos una funzione di tramite tra l'emittente e l'acquirente del titolo e rilascia la certificazione non
trasferibile al titolare del conto azionario con cui il titolare pu esercitare i suoi diritti societari anche di voto in qualit di
azionista.
I VINCOLI SULLE AZIONI
le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono inoltre formare oggetto di misure cautelari ed
esecutive. La costituzione in usufrutto o pegno delle azioni nominative avviene mediante annotazione del relativo vincolo,
a cura della societ emittente, sul titolo e nel libro dei soci ed improduttiva di effetti nei confronti della societ e dei
terzi ove non vengano osservate tali formalit.
La costituzione in pegno pu avvenire anche mediante consegna del titolo, girato con la clausola " in garanzia ".
Il pignoramento, sequestro ed altre opposizioni debbono essere eseguite sul titolo, ma tuttavia controverso se lo
spossessamento sia sufficiente per la piena efficacia del vincolo, indipendentemente dall'esecuzione del transfert.
Salvo convenzione contraria, il diritto di voto compete al creditore pignoratizio o all'usufruttuario i quali dovranno
esercitare il diritto di voto in modo da non ledere l'interesse del socio.
Nel caso di sequestro delle azioni il voto esercitato dal custode. In ogni caso il diritto di opzione spetta sempre al socio.
Le somme dovute per le azioni non liberate devono essere versate dal socio in caso di pegno (il creditore pignoratizio
pu far vendere le azioni tramite una banca o altri intermediari autorizzati se il socio non vi provvede), dall'usufruttuario
in caso di usufrutto.

LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI Art. 2355 bis
Le azioni sono in via di principio liberamente trasferibili, la libera trasferibilit tuttavia esclusa o limitata per legge in
determinate ipotesi:
- azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non possono essere alienate prima del controllo della
valutazione
- azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione
- ulteriori limiti alla circolazione delle azioni sono poi previsti quando il trasferimento riguardi partecipazioni
rilevanti o di controllo
Ulteriori limiti a quelli legali visti sopra, sono rappresentati da limiti convenzionali determinati cio da accordi intercorsi
fra i soci i quali potranno essere limiti statutari o derivanti da patti parasociali.
Limiti derivanti da patti parasociali vengono definiti sindacati di blocco ed hanno lo scopo di evitare l'ingresso in
societ dei terzi non graditi, vincolano solo le parti contraenti.
Altro possibile limite rappresentato dalle clausole di prelazione le quali impongono al socio che intenda vendere le
azioni, di offrirle preventivamente gli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni.
Ultimo possibile limite rappresentato dalle clausole di gradimento le quali subordinano il trasferimento delle azioni,
anche a causa di morte, al possesso di determinati requisiti da parte dell'acquirente oppure al consenso di un organo
sociale quasi sempre costituito dal consiglio di amministrazione. L'inserimento nell'atto costitutivo di clausole che
subordinano il trasferimento al mero gradimento di organi sociali o di altri soci, sono possibili solo qualora in caso di
rifiuto del gradimento sorga un obbligo di acquisto a carico della societ o degli altri soci oppure il diritto di recesso
dell'alienante. Un eventuale clausola di gradimento relativa al possesso di specifiche qualit dell'acquirente comunque
ritenuta ammissibile.


E oggi prevista anche l'introduzione di clausole statutarie che prevedono un potere o clausole di riscatto delle azioni
da parte della societ o dei soci al verificarsi di determinati eventi: ad esempio in caso di morte dell'azionista al fine di
evitare che subentrino gli eredi.
Un eventuale divieto alla circolazione delle azioni non pu superare la durata di 5 anni.



I patti parasociali artt. 2341 bis - ter
Sono accordi tra soci e possono rappresentare i cosiddetti sindacati di voto. Tramite accordi i soci si impegnano tra loro a
regolare il diritto di voto: ad esempio votare tutti in un certo modo, sono accordi con cui si stabilisce che prima di alcune
votazioni ci si debba comunque consultare ecc....
tali patti comunque obbligano solo i soci tra di essi ma non la societ. Infatti il singolo socio pu comunque votare, ad
esempio nell'assemblea, in modo difforme da quanto contenuto nel patto parasociale, il suo voto in assemblea
comunque valido e potr solamente essere chiamato a rispondere civilmente in via risarcitoria per i danni arrecati agli
altri sottoscrittori del patto parasociale per l'inadempimento contrattuale.
Loro funzione quella di consentire di stabilizzare, indirizzando la gestione della societ, determinando una maggior
certezza di prevedibilit delle votazioni in assemblea. Possono riguardare l'esercizio di voto, limiti ai trasferimenti di azioni
ecc. Tali accordi oggi devono essere resi pubblici per le societ che fanno ricorso al capitale di rischio e devono essere
comunicati alla societ e dichiarati in apertura di assemblea nonch trascritti nel verbale dell'assemblea. Senza tali
comunicazioni, gli azionisti a cui il patto si riferisce non possono esercitare il diritto di voto e le deliberazioni adottate con
il loro voto determinante sono impugnabili.
Per le societ quotate in mercati regolamentati i patti devono anche essere comunicati alla Consob e resi pubblici
altrimenti tali patti sono nulli e, se scoperti, la mancata pubblicit, determina l'impugnabilit del voto.
Se stipulati a tempo determinato possono avere durata massima di 5 anni (3 per le societ quotate). Se stipulati a tempo
indeterminato il socio pu recedere con preavviso di 180gg.

Art. 2356 RESPONSABILIT PER TRASFERIMENTO DI AZIONI NON LIBERATE. Chi trasferisce azioni non
liberate obbligato in solido con l'acquirente per l'ammontare dei versamenti ancora dovuti per
3 anni dall'annotazione del trasferimento nel libro dei soci, il pagamento all'alienante pu essere
richiesto solo se la richiesta all'acquirente rimasta infruttuosa.

Art. 2357 ACQUISTO DELLE PROPRIE AZIONI. La societ non pu acquistare azioni proprie se non nei
limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio, possono essere
acquistate solo azioni liberate. L'acquisto deve essere autorizzato dall'assemblea che ne indica
le modalit di acquisto. Se la societ fa ricorso al capitale di rischio il valore totale delle azioni
proprie acquistabili non pu superare il 10% del capitale sociale. Se violate queste disposizioni,
le azioni devono essere alienate entro 1 anno oppure si deve procedere al loro annullamento.
Se l'assemblea non vi provvede amministratori e sindaci devono chiedere che la riduzione sia
disposta dal tribunale.

Artt.2357bis
Ter quater le limitazioni all'acquisto delle proprie azioni non si applicano se:
! acquisto a titolo gratuito (ma azioni comunque liberate)


! deliberata dall'assemblea una riduzione del capitale (corrisponde al rimborso delle azioni dei
soci)
! acquistate per effetto di successione, fusione o scissione
! in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della societ (sempre
che siano liberate)
Se il valore nominale delle azioni acquistate in questi casi maggiore del 10% del capitale
sociale l'eccedenza deve essere alienata entro 3 anni. Le azioni proprie sono prive di voto ed il
diritto agli utili e di opzione spetta proporzionalmente alle altre azioni. fatto anche divieto di
sottoscrivere direttamente o tramite terzi azioni proprie in tal caso si considera che la
sottoscrizione sia stata fatta personalmente dal soggetto che la ha sottoscritta e lo stesso
soggetto deve personalmente liberare le azioni (effettuare conferimenti).

ALTRE OPERAZIONI
Alla societ vietato concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo a favore di soci o di terzi per la sottoscrizione
o l'acquisto di azioni proprie. La societ non pu inoltre accettare azioni proprie in garanzia ad esempio concedendo
finanziamenti ai soci garantiti dal pegno di proprie azioni. Questi divieti subiscono una parziale deroga quando le relative
operazioni sono effettuate per favorire l'acquisto di azioni proprie da parte dei dipendenti della societ o di quelli di
societ controllate o controllanti purch le somme impiegate per le garanzie prestate siano contenute nei limiti degli utili
distribuibili regolarmente accertati e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato.
Le deroghe ai divieti previsti per lo svolgimento delle altre operazioni indicate sopra, sono permesse con delibera
dell'assemblea straordinaria con relazione degli amministratori indicante, sotto profilo giuridico-economico, il contenuto
dell'operazione evidenziandone interessi, rischi e prezzo a cui il terzo acquister le azioni. Il verbale della deliberazione
dell'assemblea deve essere depositato entro 30gg nel registro delle imprese.

Art. 2359 SOCIET CONTROLLATE
E controllata la societ che si trova direttamente o indirettamente sotto l'influenza dominante di
un'altra societ (controllante) che perci in grado di indirizzarne l'attivit.
o E controllata di diritto la societ in cui un'altra societ dispone della maggioranza dei voti
esercitabili nell'assemblea ordinaria (>50%)
o controllata di fatto una societ in cui un'altra societ dispone dei voti sufficienti per esercitare
un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria (maggioranza relativa)
o sono poi controllate le societ che sono sotto l'influenza dominante di un'altra societ in virt di
particolari vincoli contrattuali con essa (es. A fornisce alla societ B materie prime prodotte in
esclusiva)
Esiste poi la disciplina del controllo azionario indiretto quando ad esempio la societ A controlla B
che a sua volta controlla C, si considera che quest'ultima sia controllata indirettamente da A.
Si distinguono poi le societ collegate sulle quali un'altra societ esercita un'influenza notevole ma
non dominante, quando nell'assemblea ordinaria pu esercitare almeno un quinto dei voti oppure un
decimo se la societ partecipata ha azioni quotate in mercati regolamentati

Art. 2359bis ACQUISTO DI AZIONI O QUOTE DA PARTE DI SOCIET CONTROLLATE. La societ controllata
non pu acquistare azioni o quote della societ controllante se non nei limiti degli utili
distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio, possono essere acquistate


soltanto azioni interamente liberate, l'acquisto deve essere autorizzato dall'assemblea e in
nessun caso il valore nominale delle azioni o quote acquistate pu eccedere la quota di 1/10 del
capitale della societ controllante. La societ controllata non pu esercitare il diritto di voto
nell'assemblea della controllante anche se ne ha acquistato azioni o quote. Se violate queste
disposizioni, le azioni o quote acquistate devono essere alienate entro 1 anno dal loro acquisto,
altrimenti la societ controllante deve procedere al loro annullamento con la corrispondente
riduzione del capitale con rimborso delle quote. Se l'assemblea non vi provvede amministratori e
sindaci devono chiedere che la riduzione sia disposta dal tribunale.

Art. 2359quinques SOTTOSCRIZIONE DI AZIONI O QUOTE DELLA SOCIET CONTROLLANTE.
fatto divieto di sottoscrivere direttamente azioni della societ controllante; in tal caso si
considera che la sottoscrizione sia stata fatta personalmente dagli amministratori che non
dimostrino di essere esenti da colpa e gli stessi devono personalmente liberare le azioni
(effettuare conferimenti). Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio ma per conto della
societ controllata le azioni o quote della societ controllante considerato a tutti gli effetti
sottoscrittore per conto proprio e della liberazione delle azioni risponde in solido con gli
amministratori della societ controllata che non dimostrino di essere esenti da colpa.

Art. 2360 DIVIETO DI SOTTOSCRIZIONE RECIPROCA DI AZIONI. vietato alle societ di costituire o
aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni anche per tramite di societ
fiduciaria o per interposta persona

Art. 2361 PARTECIPAZIONI. l'assunzione di partecipazioni in altre imprese anche se prevista
genericamente nello statuto, non consentita se per la misura e per l'oggetto della
partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato l'oggetto sociale.
Il divieto di assunzione di partecipazioni modificative dell'oggetto sociale non operante quando
l'attivit principale esclusiva della societ consiste proprio all'assunzione di partecipazioni in
altre imprese. Tali societ sono oggi inquadrate nella categoria degli intermediari finanziari,
sono definite societ finanziarie e nel loro ambito si distinguono le societ holdings o
capogruppo le cui partecipazioni sono assunte al fine di dirigere e coordinare l'attivit delle
societ partecipate.
Si parla di holding pura se in ci si esaurisce l'attivit d'impresa della societ; di holding mista
se stato statutariamente previsto anche lo svolgimento di attivit operative in determinati
settori produttivi.
L'assunzione di partecipazioni in altre imprese ove anche compatibile con l'oggetto sociale, deve
essere per deliberato dall'assemblea quando comporta la responsabilit illimitata per le
obbligazioni della partecipata, come nel caso di sottoscrizione di una quota di SNC.
Altro fenomeno rappresentato dalle partecipazioni reciproche fra societ di capitali (la societ
A partecipa al capitale della societ B e viceversa) dando luogo problemi identici a quelli
dellacquisto di azioni proprie.





LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI
Sono considerate partecipazioni rilevanti e prevedono un obbligo di comunicazione alla societ partecipata ed alla
Consob quelle rappresentate da:
- tutti coloro che partecipano direttamente o indirettamente in una societ con azioni quotate in misura superiore
al 2% del capitale di questa
- le sole societ con azioni quotate che partecipano direttamente o indirettamente in societ con azioni non
quotate o in societ a responsabilit limitata in misura superiore al 10% del capitale di queste
Le comunicazioni servono anche per reprimere il fenomeno delle partecipazioni incrociate ma la funzione principale
quella di rendere note le posizioni di potere in assemblea, infatti, per il calcolo delle percentuali si tiene conto solo del
capitale rappresentato da azioni o quote con diritto di voto.
La mancata comunicazione determina sanzioni di diverso tipo: sanzioni pecuniarie o, nel caso di partecipazione in societ
quotate, l'ulteriore sanzione della sospensione del voto inerente alle azioni o gli strumenti finanziari diversi dalle azioni
per i quali sia stata omessa la comunicazione. Qualora la societ ammetta ugualmente il socio a votare, la relativa
deliberazione assembleare impugnabile se il voto di quel socio stato determinante per la formazione della
maggioranza, impugnazione che pu essere esercitata anche dalla Consob entro il termine di 180gg dalla data della
deliberazione o dalla sua iscrizione nel registro delle imprese.

Ulteriori norme sono state introdotte per garantire la trasparenza delle partecipazioni rilevanti in societ per azioni non
quotate ma che operano in settori di particolare interesse generale e perci sottoposte a controllo pubblico:
- societ bancarie
- societ di intermediazione mobiliare, gestione del risparmio e investimento capitale variabile
- societ di assicurazione
In questo caso oltre alla societ partecipata, le partecipazioni rilevanti in considerazione verranno comunicate
rispettivamente alla Banca d'Italia alla Consob e allIsvap, a ciascuno di questi organi di controllo riconosciuta la
legittimazione ad impugnare le deliberazioni adottate con voto determinante di chi ha omesso di effettuare una
comunicazione dovuta.

ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI RILEVANTI IN SOCIETA QUOTATE
chiunque intenda acquistare una partecipazione di controllo in una societ con azioni quotate deve osservare specifiche
regole di comportamento. Il passaggio di propriet di pacchetti di controllo di societ quotate deve avvenire con la
massima trasparenza con modalit che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza che
l'operazione pu comportare (vendita ad un prezzo maggiore di quello risultante dalle quotazioni di borsa).
- l'offerta pubblica di acquisto la procedura che consente di tutelare gli azionisti di minoranza in caso di
cambiamento del gruppo di comando, l OPA resa obbligatoria quando trasferito il pacchetto di controllo di
una societ quotata.
- LOPA, sia obbligatoria che volontaria, deve svolgersi nel rispetto di determinate regole di comportamento
inderogabilmente fissate per legge.

OPA SUCCESSIVA TOTALITARIA
Consente agli azionisti di minoranza di societ con azioni ordinarie quotate, di uscire dalla societ a seguito del
mutamento dell'azionista di controllo alle stesse condizioni di vendita delle azioni previste per le azioni dei soci di
maggioranza.


Chiunque, in seguito ad acquisto a titolo oneroso, venga a detenere direttamente o indirettamente una partecipazione
superiore al 30% (controllo di fatto della societ) delle azioni che attribuiscono diritto di voto nella delibera assembleare
riguardante nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza, tenuto a promuovere
un'offerta pubblica di acquisto, offerta che deve avere ad oggetto l'acquisto della totalit delle azioni quotate ancora in
circolazione che attribuiscono il diritto di voto nelle medesime materie. fissato per legge anche il prezzo minimo che
deve essere offerto per ciascuna categoria di azioni. Tale obbligo sussiste anche quando il superamento del 30% avviene
sommando gli acquisti effettuati da soggetti fra loro legati da determinati rapporti tassativamente individuati dalla legge.


OPA PREVENTIVA FACOLTATIVA
LOPA preventiva permette di ottenere il controllo della societ portando lazionista a detenere una partecipazione
superiore al 30% (non ha ancora il controllo di fatto ma lOpa che gli permette di arrivare al detenere il controllo di
fatto) ed diretta a conseguire tutte le azioni quotate che attribuiscono diritto di voto nella delibera assembleare
riguardante nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza e non soggetta a
condizioni, inoltre, lofferente pu fissare liberamente in prezzo di acquisto (preventiva totale). Solitamente utilizzato
come Opa di attacco ai detentori del pacchetto di maggioranza.
Oppure finalizzata ad ottenere almeno il 60% delle stesse azioni

OPA RESIDUALE
laltro caso di OPA obbligatoria la cui funzione quella di consentire agli azionisti di minoranza luscita dalla societ ad
un prezzo equo quando la societ sia gi saldamente in mano ad un determinato gruppo di controllo tanto che,
mancando una base consistente di azioni tra il pubblico, pregiudicato landamento delle negoziazioni.
Chiunque, quindi, venga a detenere pi del 90% delle azioni ordinarie tenuto a lanciare unOPA sulla totalit delle
azioni con diritto di voto ancora in circolazione, al prezzo fissato dalla Consob.


ACQUISTO COATTIVO
Chi con unOPA sia venuto a detenere pi del 98% delle azioni con diritto di voto, ha diritto ad acquistare le azioni
residue entro 4 mesi dalla chiusura dellofferta purch abbia dichiarato nel documento di volersi avvalere di tale diritto.

LE OPA
Lofferta pubblica di acquisto o di scambio, una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari di
prodotti finanziari che ne formano oggetto. Si svolge sotto il controllo costante della Consob e si articola in tre fasi:
1- Preparatoria: i soggetti che intendono lanciare unOPA devono darne comunicazione alla Consob allegando la
scheda di adesione ed il documento di offerta destinato alla pubblicazione conforma al regolamento della
Consob, la quale entro 15gg concede autorizzazione.
2- adesione allofferta: si apre cos la fase delladesione. Le adesioni sono irrevocabili e possono essere raccolte
tramite sottoscrizione in apposita scheda dallofferente, dagli intermediari finanziari indicati dal documento di
offerta o dai depositari dei titoli abilitati alla prestazione di servizi di investimento. Il gruppo di comando che
subisce lOPA pu adottare tecniche di difesa che per non possono contrastare il conseguimento degli obiettivi
dellofferta. Tra le tecniche possibili vi il lancio di unOPA concorrente da parte di alleati della societ bersaglio.
Oggi possibile anche deliberare una ricapitalizzazione ma con votazione dellassemblea con maggioranze pi
elevate di quelle previste per lassemblea straordinaria.


3- chiusura : la disciplina non dice nulla se alla scadenza del termine le adesioni sono inferiori o superiori al
quantitativo di titoli richiesti, salvo che si tratti di OPA totalitaria obbligatoria, il documento deve indicare il
numero minimo di adesioni che deve essere raggiunto perch lofferta diventi irrevocabile.

LIMITI ALLASSUNZIONE DI PARTECIPAZIONI RILEVANTI
Salvi gli obblighi previsti per le Opa obbligatorie l'assunzione di partecipazioni rilevanti in una societ per azioni o da
parte di una societ per azioni in via di principio libera. Non mancano tuttavia limitazioni.
SOCIET BANCARIE: l'acquisizione di azioni o quote di banche da chiunque effettuata, deve essere
preventivamente autorizzato dalla Banca d'Italia nonch dall'autorit garante della
concorrenza e del mercato quando comporta una partecipazione, anche indiretta,
superiore al 5% del capitale con diritto di voto o, comunque, il controllo della banca
stessa. E in ogni caso fatto divieto a soggetti che svolgono in misura rilevante
attivit d'impresa in settori diversi da quello bancario finanziario di possedere
partecipazioni superiori al 15% del capitale della banca o che comunque comportino
il controllo della stessa. Al capitale industriale sono perci consentite solo
partecipazioni di minoranza nelle banche.
SOCIET ASSICURATIVE: analoga disciplina prevista anche per le societ di assicurazione. L'acquisizione a
qualsiasi titolo di azioni da chiunque effettuata deve essere preventivamente
autorizzata dallIsvap quando comporta una partecipazione, anche indiretta,
superiore al 5% del capitale con diritto di voto o comunque il controllo di una societ
di assicurazione.
LIMITI STATUTARI: fra i limiti all'assunzione di partecipazioni rilevanti rientrano, infine, le clausole
statutarie che fissano limiti massimi ai possessi di azioni dei singoli soci.

I GRUPPI DI SOCIET
Nel rispetto dei limiti dell'assunzione di partecipazioni rilevanti in societ, le S.p.A. sono libere di sottoscrivere o
acquistare azioni o quote di altra societ di capitali e l'assunzione di partecipazioni lo strumento principale anche se
non esclusivo. Il gruppo di societ un'aggregazione d'impresa societaria formalmente autonoma dove le singole
imprese sono indipendenti l'una dall'altra, ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria. Tutte sono infatti sotto
l'influenza dominante di ununica societ (capogruppo) che direttamente o indirettamente le controlla e dirige secondo
un disegno unitario.
La presenza di tale fenomeno coinvolge non solo il diritto nazionale dell'impresa ma anche quello comunitario ed
internazionale. La presenza di aggregazioni societarie sollecita una specifica disciplina diretta a soddisfare un triplice
ordine di esigenze:
- assicurare un'adeguata informazione sui collegamenti di gruppo, sui rapporti finanziari e commerciali fra societ
del gruppo, nonch sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici del gruppo unitariamente considerato.
- Evitare che eventuali intrecci di partecipazioni alterino l'integrit patrimoniale delle societ coinvolte ed il
corretto funzionamento di organi decisionali della capogruppo
- evitare che le scelte operative delle singole societ del gruppo pregiudichino le aspettative di quanti fanno
affidamento esclusivamente sulla consistenza patrimoniale e sui risultati economici di quella determinata
societ.




GRUPPO PARITETICO
Sono assoggettati alle norme sull'attivit di direzione e coordinamento anche coloro i quali esercitano tale attivit sulla
base di un contratto con le societ medesime o di clausole dei loro statuti come tipicamente si verifica nei gruppi
paritetici, vale a dire nei gruppi nei quali la direzione unitaria di pi imprese si fonda su un accordo contrattuale con cui
pi societ si impegnano stabilmente a conformarsi ad una direzione unitaria che ciascuna concorre a determinare su un
piano di parit rispetto alle altre.

INFORMAZIONE E CONTROLLI SUI GRUPPI
E istituita un'apposita sezione del registro delle imprese nella quale sono iscritti i soggetti che esercitano attivit di
direzione e coordinamento e le societ alla stessa sottoposte(si presume che l'attivit di direzione e coordinamento sul
gruppo esercitata dalla societ tenuta alla redazione del bilancio consolidato di gruppo), queste ultime sono inoltre
tenute ad indicare negli atti e nella corrispondenza la soggezione allaltrui attivit di direzione e coordinamento. Regola
cardine il limite di acquisto di azioni della societ controllante da parte delle controllate entro il 10% del capitale della
controllante al fine di garantire il corretto funzionamento dell'attivit amministrativa della controllante. In sede di bilancio
di esercizio sia la societ controllante che le societ controllate devono evidenziare i reciproci rapporti di partecipazione e
finanziari, i relativi risultati economici, nonch gli effetti dell'attivit di direzione e coordinamento sull'esercizio
dell'impresa sociale e sui risultati della societ controllata. La disciplina dei gruppi relativa a societ o enti, sono escluse
le persone fisiche in quanto l'attivit di direzione coordinamento richiede un certo grado di trasparenza e si legittima solo
con la relativa pubblicit nel registro delle imprese. Tutte le deliberazioni di direzione e coordinamento devono essere
formalmente verbalizzate in un verbale del consiglio di amministrazione della societ che esercita lattivit di direzione e
coordinamento. Il tutto completato dall'introduzione del bilancio consolidato di gruppo il quale consente di
conoscere la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato unitariamente.
La nuova disciplina attribuisce inoltre al ministro della giustizia il potere di individuare per decreto gli stati che non
garantiscono la trasparenza societaria ed impone alle societ italiane quotate o emittenti strumenti finanziari diffusi tra il
pubblico in misura rilevante particolari obblighi informativi qualora siano controllanti, controllate o collegate a societ
aventi sede in tali stati (societ off-shore). In particolare la Consob se rileva il mancato rispetto delle regole sul controllo
di societ italiane su societ estere, pu presentare denuncia al tribunale al fine di promuovere il controllo giudiziale sulla
gestione della controllante italiana.
Il gruppo di societ non configurabile come un nuovo soggetto di diritto o un nuovo centro di imputazione di rapporti
giuridici che si sovrappone alle singole societ lo compongono. L'inadempienza formale porta ad escludere che la
capogruppo sia responsabile per le obbligazioni assunte dalle controllate in attuazione della politica di gruppo e, con la
disciplina delle S.p.A. e delle SRL unipersonali, una responsabilit diretta della capogruppo per le obbligazioni assunte
dalle societ figlie resta esclusa anche quando la prima unico socio delle seconde. La capogruppo non pu
legittimamente imporre alle societ figlie il compimento di atti che contrastino con l'interesse delle stesse separatamente
considerate. Contro eventuali abusi dell'influenza dominante della capogruppo restano perci azionabili le norme in tema
di conflitto d'interessi dei soci e soprattutto degli amministratori, nonch quelle che regolano la responsabilit degli
amministratori per i danni da esse arrecati al patrimonio sociale.
Innanzitutto le decisioni della societ controllante, ispirate da un interesse di gruppo, devono essere adeguatamente
motivate onde consentire una valutazione degli eventuali danni che le stesse arrecano alla societ sottoposta; anche le
decisioni adottate dalla societ controllata in esecuzione delle direttive di gruppo devono essere motivate nel verbale di
delibera; una specifica disciplina poi dettata per i finanziamenti concessi alle societ controllate dalla capogruppo
trovando applicazione la disciplina dettata dall'art. 2467 per i finanziamenti dei soci nella societ a responsabilit limitata
(postergazione). Infine la societ capogruppo tenuta ad indennizzare direttamente azionisti e creditori delle societ


controllate per i danni dagli stessi subiti per il fatto che la propria societ si sia supinamente attenuta alle direttive di
gruppo lesive del proprio patrimonio. La lesione del patrimonio della societ deve essere analizzata nellambito
complessivo delle operazioni e non relativamente alla singola operazione. L'azione esercitata dai soci e dai creditori
sociali azione diretta e non surrogatoria di quella che eventualmente spetta alla societ controllata tuttavia, l'azione nei
confronti della capogruppo, esperibile solo se essi non sono stati soddisfatti dalla societ controllata.

IL RECESSO DEL SOCIO NEI GRUPPI
Le cause di recesso del socio nelle societ appartenenti a gruppi di societ prevede delle ulteriori cause rispetto a quelle
ordinarie:
- quando abbia esercitato azione di responsabilit e abbia ottenuto sentenza di condanna degli amministratori
- quando la societ non quotata entra o esce da un gruppo di societ (se quotata il socio pu uscire con la
disciplina delle OPA)
- se vi una mutazione dello scopo o oggetto sociale della controllante tale da determinare una mutazione
sensibile del rischio o delloggetto sociale della controllata.

IL GRUPPO INSOLVENTE
Manca oggi una disciplina del gruppo insolvente e nessuna disposizione specifica dettata in caso di fallimento di una
societ facente parte di un gruppo. Un pur limitato trattamento unitario del gruppo insolvente o in crisi tuttavia
previsto per l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi e la liquidazione coatta amministrativa delle
societ fiduciarie e di revisione. L'attuale disciplina dell'amministrazione straordinaria prevede che, dichiarata insolvente e
sottoposta ad amministrazione straordinaria un'impresa facente parte di un gruppo, alla stessa procedura sono
sottoposte tutte le imprese facenti parte dello stesso gruppo che si trovano in stato di insolvenza. L'omogeneit delle
procedure non incide per sulla reciproca autonomia patrimoniale delle societ, ciascuna societ insolvente risponde
perci solo per le proprie obbligazioni e non vi responsabilit della capogruppo nei confronti dei creditori delle societ
figlie. Sono per previste specifiche norme volte ad assicurare una reintegrazione del patrimonio delle societ figlie e a
consentire il ristoro dei danni dalle stesse eventualmente subiti per effetto della politica unitaria di gruppo. Infine, in caso
di direzione unitaria del gruppo, gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale direzione rispondono in solido
con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questa cagionati alla societ stessa.


LETTERE DI PATRONAGE
Lautonomia patrimoniale delle societ di gruppo comporta che una societ capogruppo non pu essere chiamata a
rispondere dei debiti contratti dalle controllate se non ricorrono gli estremi dell'abuso di attivit di direzione e
coordinamento. I creditori delle societ controllate potranno quindi agire nei confronti della controllante solo se
dispongono di uno specifico titolo giuridico, ad esempio se la capogruppo ha loro rilasciato specifiche garanzie reali o
personali. Fra le possibili fonti di responsabilit della capogruppo vanno ricomprese le cosiddette lettere di patronage
le quali sono dichiarazioni della capogruppo (normalmente rilasciate a banche per favorire il finanziamento delle societ
controllate) in sostituzione delle tradizionali garanzie personali (fideiussioni).
Il loro contenuto pu essere il pi vario, a volte contengono dichiarazioni impegnative a volte meno. Il valore giuridico di
tali lettere varia a seconda di quanto in esse scritto pur dovendosi escludere, in genere, che esse diano vita a proprie
obbligazioni fideiussorie della capogruppo (sono fonte di responsabilit extracontrattuale o precontrattuale).




L'ASSEMBLEA

Le S.p.A. si caratterizzano la presenza di tre distinti organi:
- ASSEMBLEA DEI SOCI, organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono circoscritte alle
decisioni di maggior rilievo della vita sociale ma non in merito alla gestione dell'impresa sociale
- ORGANO AMMINISTRATIVO, a cui devoluta la gestione dell'impresa sociale e che ha per legge ampi poteri
decisionali in merito. Gli amministratori hanno anche la rappresentanza legale e danno attuazione alle
deliberazioni dell'assemblea.
- ORGANO DI CONTROLLO INTERNO, con funzioni di controllo sull'amministrazione della societ.
Tale sistema tradizionale trova applicazione in mancanza di diversa previsione statutaria, per possibile scegliere altri
due sistemi di amministrazione:
- SISTEMA DUALISTICO; l'assemblea nomina un consiglio di sorveglianza il quale nomina un consiglio di
gestione.
- SISTEMA MONISTICO: lassemblea nomina il consiglio di amministrazione il quale nomina al suo interno un
comitato di controllo sulla gestione
Per tutte le tipologie di sistema amministrativo comunque previsto un controllo contabile esterno.

Art. 2363 LUOGO DI CONVOCAZIONE. L'assemblea convocata nel comune dove ha sede la societ, se lo
statuto non dispone diversamente. L'assemblea ordinaria o straordinaria.

Art. 2364 ASSEMBLEA ORDINARIA NELLE SOCIET PRIVE DI UN CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA.
L'assemblea ordinaria:
! approva il bilancio
! nomina e revoca gli amministratori, nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale e
quando previsto il soggetto al quale demandato il controllo contabile.
! Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci se non stabilito dallo statuto
! delibera sulla responsabilit degli amministratori e dei sindaci
! delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell'assemblea, nonch sulle
autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli
amministratori, ferma in ogni caso la responsabilit di questi per gli atti compiuti
! approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari.
Deve essere convocata almeno 1 volta l'anno entro il termine stabilito dallo statuto e comunque
non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. Pu essere previsto un termine
maggiore comunque non superiore a 180 giorni per le societ tenute alla redazione del bilancio
consolidato o quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto della
societ. Devono inoltre convocare senza ritardo l'assemblea quando ne sia stata fatta richiesta
da tanti soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale o la minore percentuale
prevista dallo statuto e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare. La convocazione
su richiesta dei soci non ammessa per gli argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di
legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi
predisposta. Se gli organi amministrativi o di controllo non provvedono a convocare l'assemblea
su richiesta dei soci, il tribunale, sentiti i componenti degli organi amministrativi e di controllo,


ove il rifiuto di provvedere risulti ingiustificato, ordina con decreto la convocazione
dell'assemblea designando la persona che deve presiederla.

Art. 2364bis ASSEMBLEA ORDINARIA NELLE SOCIET CON CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA. Se nella societ
previsto il consiglio di sorveglianza l'assemblea ordinaria:
! nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza
! determina il compenso ad essi spettante se non stabilito dallo statuto
! delibera sulla responsabilit dei consiglieri di sorveglianza
! delibera sulla distribuzione degli utili
! nomina il revisore

Valgono le stesse regole di convocazione previste per la societ senza consiglio di sorveglianza.

Art. 2365 ASSEMBLEA STRAORDINARIA. L'assemblea straordinaria delibera:
! sulle modificazioni dello statuto
! sulla nomina, sostituzione e sui poteri di liquidatori
! su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.
possibile per che lo statuto attribuisca alla competenza dell'organo amministrativo o del
consiglio di sorveglianza del consiglio o di gestione, la competenza in merito ad: aumento del
capitale a pagamento, emissione di obbligazioni convertibili, fusione fra societ controllante e
controllata nei casi di societ interamente posseduta o societ posseduta al 90%, indicazione
degli amministratori che hanno la rappresentanza, istituzioni e soppressione di sedi secondarie,
trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale, riduzione del capitale sociale in caso di
recesso del socio e adeguamento dello statuto a disposizioni normative.

Art. 2376 ASSEMBLEE SPECIALI. Se la societ ha emesso diverse categorie di azioni o strumenti finanziari
che conferiscono diritti amministrativi, all'assemblea generale si affiancano le assemblee speciali
di categoria. Tali assemblee approvano le deliberazioni dell'assemblea generale che
pregiudicano i diritti di una di esse. Ad esse si applicano le norme per l'assemblea straordinaria,
si applica, invece, la disciplina dell'assemblea degli azionisti di risparmio se le azioni speciali
sono quotate.

Art. 2366 FORMALIT PER LA CONVOCAZIONE. L'assemblea convocata dagli amministratori o dal
consiglio di gestione mediante avviso contenente l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo
dell'adunanza e l'elenco del materiale da trattare (ordine del giorno) e l'eventuale data di
seconda convocazione che per non pu aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima, se
non indicata, lassemblea, deve essere riconvocata entro 30 giorni dalla prima con distinto
avviso. L'avviso deve essere pubblicato nella gazzetta ufficiale o in almeno un quotidiano
indicato nello statuto almeno 15 giorni prima di quello fissato per la convocazione. Per le societ
che non fanno ricorso al capitale di rischio lo statuto pu consentire la convocazione mediante
avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento almeno
8 giorni prima dell'assemblea (raccomandata a/r). In mancanza di questa formalit l'assemblea
si reputa comunque regolarmente costituita quando rappresentato l'intero capitale sociale e


partecipa all'assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo
(assemblea totalitaria). In questo caso dovr essere data tempestiva comunicazione delle
deliberazioni assunte ai componenti degli organi amministrativi e di controllo non presenti.
Ciascuno degli intervenuti per pu opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si
ritenga sufficientemente informato impedendo cos che si arrivi a deliberare su quel punto.

QUORUM ASSEMBLEARI
ORDINARIA STRAORDINARIA
1^ CONV.
Cost. 50% del cap. Del.
50%+1 del cap. in assemblea
SOCIETA' CHIUSE APPELLO AL MERCATO
Cost. nessun quorum
Del. 50%+1 del cap.
sociale
Cost. 50% del capitale
Del. 2/3 del cap in
assemblea
2^ CONV.
Cost. nessun quorum
Del. 50%+1 del cap. in
assemblea
Cost. 1/3 + 1 del capitale
Del. 2/3 del cap. in assemblea
3^ CONV. Regole per la 2^ conv. Regole per la 2^ conv.
Cost. 1/5 del cap
Del. 2/3 del cap in
assemblea

Nel computo dei quorum costitutivi non si tiene conto delle azioni istituzionalmente senza diritto di voto ma si contano
quelle per cui il diritto di voto occasionalmente sospeso, queste ultime per non si conteggiano per il quorum
deliberativo.
Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste per l'assemblea ordinaria di prima convocazione e
quelle dell'assemblea straordinaria. Maggioranze pi elevate per l'assemblea ordinaria di seconda convocazione sono
possibili tranne che per l'approvazione del bilancio e la nomina e revoca delle cariche sociali.

L'assemblea presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il voto della
maggioranza dei presenti (il presidente).
Il presidente assistito da un segretario designato allo stesso modo, il segretario non necessario quando il verbale
dell'assemblea redatto da un notaio.
La funzione del presidente quella di dirigere i lavori dell'assemblea, verificare la regolarit della costituzione, accertare
l'identit e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni. Degli esiti degli
accertamenti deve essere redatto il verbale.
Dichiara aperta e chiusa la seduta, pone in discussione gli argomenti all'ordine del giorno, regola gli interventi, modera il
dibattito, mette in votazione le diverse proposte e proclama i risultati. L'assemblea potr tuttavia revocare per giusta
causa il presidente che esercita le funzioni in modo arbitrario o in conflitto di interessi.
Discussione: non esistono norme che disciplinino il dibattito assembleare, ogni votante ha diritto a prendere parte alla
discussione ma tale diritto non pu degenerare in comportamenti ostruzionistici, se ci accadesse il presidente potr e
dovr adottare provvedimenti necessari ad esempio fissare la durata massima degli intervenuti.


Ai soci intervenuti che raggiungono il terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea, riconosciuto il diritto di
chiedere ed ottenere il rinvio dell'adunanza di non oltre cinque giorni dichiarando di non essere sufficientemente
informati sugli argomenti posti in discussione (diritto che pu essere esercitato una sola volta per lo stesso oggetto).
Nulla stabilito per quanto riguarda i sistemi di votazione consentiti, il modo con cui procedere pu essere quindi
liberamente stabilito di volta in volta. Non tuttavia ammissibile la votazione a scrutinio segreto in quanto la
manifestazione palese del voto necessaria per identificare i soci in conflitto di interessi e quelli dissenzienti ai fini
dell'impugnativa e del recesso.
Le delibere assembleari devono per essere verbalizzate e sottoscritte dal presidente, dal segretario o dal notaio e
trascritte nell'apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni dell'assemblea tenuto a cura degli amministratori.

VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA.
Delle deliberazioni dell'assemblea deve essere redatto verbale sottoscritto dal presidente, dal segretario o dal
notaio(per l'assemblea straordinaria). Deve indicare la data dell'assemblea, l'identit dei partecipanti, il capitale
rappresentato da ciascuno, modalit e risultato delle votazioni consentendo l'identificazione dei soci favorevoli, astenuti o
dissenzienti. Devono esservi riassunte su richiesta dei soci le loro dichiarazioni pertinenti all'ordine del giorno.

DIRITTO DI INTERVENTO E DIRITTO DI VOTO.
All'assemblea possono intervenire, insieme ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, i rappresentanti
comuni degli azionisti di risparmio, degli obbligazionisti e dei titolari di strumenti finanziari di partecipazione ad uno
specifico affare, tutti gli azionisti con diritto di voto nonch i soggetti che pur non essendo soci hanno diritto di voto
come l'usufruttuario o il creditore pignoratizio. Lo statuto pu prevedere un preventivo deposito e divieto di ritiro
anticipato delle azioni presso la sede della societ o presso banche indicate nell'avviso di convocazione per la
legittimazione all'intervento. Per le azioni dematerializzate il deposito dei titoli sostituito da una comunicazione
dell'intermediario che tiene i relativi titoli. Lo statuto pu inoltre consentire l'intervento all'assemblea mediante mezzi di
telecomunicazione o l'espressione del voto per corrispondenza.

RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA
gli azionisti possono partecipare all'assemblea sia personalmente sia a mezzo di rappresentante, lo statuto pu per
escludere o limitare tale facolt.
La delega sempre revocabile, deve essere conferita per iscritto e i relativi documenti devono essere conservati dalla
societ, non pu essere rilasciata in bianco ed il rappresentante pu farsi sostituire solo un'altra persona espressamente
indicata nella delega stessa. Societ o enti possono delegare solo un proprio dipendente o collaboratore.
La rappresentanza non pu essere conferita ad una serie di soggetti che siano espressione del gruppo di comando della
societ come ad esempio membri degli organi amministrativi o di controllo, societ da essa controllata e i membri dei
loro organi amministrativi, la societ di revisione ed il responsabile della revisione nonch la societ di gestione
accentrata di strumenti finanziari.
Ogni rappresentante non pu rappresentare pi di 20 soci nelle societ chiuse.
Per le societ che ricorrono al capitale di rischio ogni rappresentante non pu rappresentare pi di: 50, 100, 200 soci a
seconda che il capitale della societ non superi i 5 milioni di euro, 25 milioni di euro o superi invece quest'ultima cifra.






LIMITI ALL'ESERCIZIO DI VOTO
Conflitto di interessi.
La deliberazione approvata con il voto determinante di soci che abbiano, per conto proprio o di terzi, un interesse in
conflitto con quello della societ impugnabile a norma dell'articolo 2377 qualora possa arrecarle danno. Gli
amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit. I componenti del consiglio di
gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilit del consiglio di
sorveglianza.

INVALIDIT DELLE DELIBERAZIONI ASSEMBLEARI
Linvalidit delle delibere assembleari pu essere determinata dalla violazione delle norme che regolano il procedimento
o da vizi che riguardano il contenuto della delibera.

Annullabilit
Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Possono dar vita ad
annullabilit della delibera:
- la partecipazione all'assemblea di persone non legittimate se tale partecipazione stata determinante per la
regolare costituzione dell'assemblea
- l'invalidit dei singoli voti o il loro errato conteggio se determinanti per il raggiungimento della maggioranza
- l'incompletezza o inesattezza del verbale quando impediscono l'accertamento del contenuto, degli effetti e della
validit della delibera
Impugnativa dell'annullabilit
Pu essere proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge: soci assenti, dissenzienti o astenuti,
amministratori, consiglio di sorveglianza e collegio sindacale, rappresentante comune delle azionisti di risparmio, Consob,
Banca d'Italia, Isvap.
Legittimati all impugnativa sono solo gli azionisti con diritto di voto che rappresentano anche congiuntamente l'uno per
mille del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ed il 5% nelle altre. Ai soci non
legittimati riconosciuto il diritto di richiedere il risarcimento dei danni loro cagionati dalla non conformit della delibera.
Deve essere proposta entro 90 giorni dalla data della deliberazione o dalla data di iscrizione o deposito presso il registro
delle imprese. L'azione proposta innanzi al tribunale del luogo dove la societ ha sede ed i soci impugnanti devono
dimostrare di essere possessori al tempo dell'impugnazione del prescritto numero di azioni. Se questo viene meno nel
corso del processo a seguito di trasferimento delle azioni, il giudice pu solo provvedere all'eventuale risarcimento dei
danni ove richiesto. Il tribunale pu disporre in ogni momento che i soci opponenti prestino idonea garanzia per
l'eventuale risarcimento danni.
L'azione non sospende l'esecuzione della delibera che potr per essere disposta su richiesta dell'impugnante previa
comparazione fra danno alla societ e danno del ricorrente dopo aver sentito amministratori e sindaci. L'annullamento ha
effetto per tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti sotto la propria
responsabilit, restano salvi in ogni caso i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione
della delibera. L'annullamento non pu aver luogo se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge o
dello statuto o stata revocata dall'assemblea. La sostituzione ha effetto sanante retroattivo, restano per salvi i diritti
acquistati dai terzi sulla base della deliberazione sostituita.





Nullit.
Sono nulle le delibere:
- il cui oggetto impossibile o illecito
- nel caso di mancata convocazione dell'assemblea (non si ha nullit in caso di irregolarit dell'avviso se proviene
da un componente dell'organo amministrativo o di controllo ed idoneo a consentire a chi ne ha diritto di
intervenire)
- in mancanza del verbale (non si considera mancante se contiene la data della deliberazione, il suo oggetto, ed
sottoscritto dal presidente dell'assemblea o dal presidente del consiglio d'amministrazione o del consiglio di
sorveglianza e dal segretario o dal notaio)
La nullit delle delibere pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere rilevata anche d'ufficio dal
giudice. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le delibere che modificano l'oggetto sociale prevedendo attivit
illecite o impossibili, in tutti gli altri casi la prescrizione prevista di 3 anni dall'iscrizione o deposito nel registro delle
imprese se la deliberazione vi soggetta oppure dalla trascrizione nel libro delle adunanze dell'assemblea.
La dichiarazione di nullit non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione
della delibera, inoltre, la nullit non pu essere dichiarata se la delibera sostituita con altra presa in conformit della
legge.

Sanatoria della nullit.
Limpugnazione della delibera per mancata convocazione non pu essere esercitata da chi, anche successivamente,
abbia dichiarato il suo assenso allo svolgimento dell'assemblea. L'invalidit per mancanza del verbale pu essere sanata
mediante verbalizzazione eseguita prima dell'assemblea successiva.


AMMINISTRAZIONE
STRUTTURA
Nel sistema tradizionale la spa non quotata pu avere sia un amministratore unico che un consiglio di amministrazione,
consiglio che obbligatorio per le societ quotate.
Il numero dei componenti del consiglio di amministrazione determinato dallo statuto che se si limita a determinarne
solo il numero minimo e massimo, lascia allassemblea il compito di fissarlo di volta in volta.
Il CDA pu essere poi articolato con la creazione al suo interno di pi organi delegati che danno origine al comitato
esecutivo ed agli amministratori delegati.

FUNZIONI
Gli amministratori sono lorgano a cui affidata in via esclusiva lamministrazione dellimpresa sociale:
- deliberano su tutti gli argomenti relativi alla gestione della societ che non siano riservati dalla legge
allassemblea
- hanno la rappresentanza generale della societ (tutti o alcuni)
- danno impulso allattivit dellassemblea (convocazione, attuazione delle delibere)
- curano la tenuta delle scritture contabili, dei libri sociali e gli adempimenti pubblicitari
- prevengono il compimento di atti dannosi per la societ
Le loro funzioni sono inderogabili dalle parti e per ladempimento dei loro doveri sono personalmente responsabili
civilmente e penalmente verso la societ e verso i terzi.


Lassemblea delibera sulle autorizzazioni richieste dallo statuto per il compimento di atti degli amministratori (su proposta
degli amministratori stessi) e questi vi danno attuazione ferma la loro responsabilit. Questo fa s che lassemblea non
possa impartire ordini vincolanti agli amministratori n che questi siano obbligati a sottoporre allautorizzazione
dellassemblea tutti gli atti relativi alla gestione dellimpresa sociale tranne quanto comportino una sostanziale modifica
delloggetto sociale.

NOMINA E CESSAZIONE DALLA CARICA
I primi amministratori sono nominati con latto costitutivo, le restanti nomine competono allassemblea ordinaria con voto
segreto.
Lo statuto pu riservare ai possessori di strumenti finanziari partecipativi la nomina di un componente indipendente
del CDA.
Diversi sono i metodi per lelezione degli amministratori. La soluzione scelta per le societ quotate, al fine di permettere
agli azionisti di minoranza una loro presenza nel CDA, il sistema di elezione a liste presentate da tanti soci tali da
rappresentare almeno 1/40 del capitale. Ogni socio pu votare solo per una lista e i posti nel CDA sono assegnati
proporzionalmente ai voti conseguiti da ciascuna lista secondo lordine di preferenza dei candidati.
Gli amministratori possono essere soci o non soci ma sono escluse le nomine ad amministratore delle persone giuridiche.
Gli amministratori devono possedere i requisiti di onorabilit fissati per i sindaci e se il CDA formato da pi di 7
membri deve necessariamente essere nominato un amministratore indipendente con il compito di vigilanza sugli
amministratori delegati. Specifici requisiti sono poi richiesti per gli amministratori di societ in determinate attivit
(bancaria, assicurativa ecc..)
Non possono essere eletti interdetti, inabilitati, falliti o soggetti che abbiano subito una condanna penale
con linterdizione dai pubblici uffici o da uffici direttivi.
Sono poi cause di incompatibilit quelle previste da leggi speciali (es. impiegati civili dello stato, avvocati, membri del
parlamento) che determinano una scelta tra un ufficio o laltro.
Durano in carica per 3 esercizi e scadono alla data dellassemblea prevista per lapprovazione del bilancio dellultimo
esercizio.
Sono cause di cessazione dufficio:
- la revoca
- la rinuncia (dimissioni)
- la decadenza dufficio (sopravvenute cause di ineleggibilit)
- la morte
La cessazione per scadenza del termine ha effetto con lelezione e laccettazione dei nuovi amministratori (prorogatio).
In caso di dimissioni, lamministratore deve darne comunicazione scritta al CDA ed al presidente del collegio sindacale,
hanno effetto immediato se resta in carica la maggioranza degli amministratori, in caso contrario sono efficaci solo una
volta ricostituita la maggioranza del CDA.
La procedura per la sostituzione degli amministratori cessati con effetto immediato (morte, dimissioni e
decadenza):
- se rimane in carica pi della met degli amministratori i superstiti provvedono, con delibera consiliare approvata
dal collegio sindacale, a sostituire temporaneamente quelli venuti meno fino alla successiva assemblea che
potr confermarli nellufficio o sostituirli.
- Se ne viene a mancare pi della met, i superstiti devono convocare lassemblea perch provveda alla
sostituzione dei mancanti il cui incarico scadr assieme a quello dei superstiti


- Se vengono a cessare tutti gli amministratori o lamministratore unico, il collegio sindacale deve convocare
durgenza lassemblea per la nuova nomina e nel frattempo si occupa della gestione ordinaria.
oggi ritenuta valida la clausola che prevede la cessazione di tutti gli amministratori in caso di cessazione di alcuni di
essi (simul stabunt simul cadent).
La cessazione degli amministratori deve essere pubblicata nel registro delle imprese a cura del collegio sindacale,
alliscrizione della nomina dei nuovi amministratori vi provvedono in nuovi amministratori.

COMPENSI E DIVIETI
Il compenso degli amministratori pu consistere in tutto o in parte anche in partecipazioni agli utili della societ o al
diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni future della societ (stock options) con lesclusione del diritto di
opzione degli azionisti deliberata dallassemblea straordinaria.
Altra ipotesi il piano di compensi basato su azioni a cui deve essere data pubblicit almeno 15gg prima della sua
esecuzione, comunicazione alla CONSOB ed al gestore del mercato se societ quotata.
Il compenso stabilito dallo statuto o dallassemblea allatto di nomina, nel caso di particolari cariche (amministratore
delegato) il compenso stabilito dal CDA stesso con il parere del collegio sindacale.
Se il compenso non stabilito e non risulta che lamministratore vi abbia rinunciato, stabilito dal giudice.

Lamministratore non pu assumere la qualit si socio a responsabilit illimitata in societ concorrenti o esercitare in
conto proprio o altrui o essere amministratore o direttore generale in societ concorrenti salva autorizzazione
dellassemblea. Linosservanza determina la revoca per giusta causa ed il risarcimento degli eventuali danni.

Agli amministratori di societ quotate fatto divieto di acquistare e vendere anche per il tramite di terzi, azioni o altri
strumenti finanziari della societ sfruttando informazioni privilegiate ottenute per effetto della sua carica.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Quando l'amministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione retto da un
presidente scelto dal consiglio stesso fra i suoi membri qualora non sia gi stato nominato dall'assemblea.
esercitata collegialmente l'attivit deliberativa relativa sia al compimento di atti di gestione sia alle altre attribuzioni
proprie degli amministratori (convocazione dell'assemblea, redazione del bilancio ecc..)
La rappresentanza della societ funzione individuale degli amministratori designati nell'atto costitutivo o
dall'assemblea nell'atto di nomina. Se sono pi di uno gli amministratori con rappresentanza, il relativo potere
esercitato disgiuntamente o congiuntamente e non collegialmente.
L'attivit di vigilanza aspetta oltre che al consiglio collegialmente anche al singolo amministratore
individualmente in quanto in ogni caso personalmente e solidalmente responsabile dei danni che alla societ possono
derivare dallomessa vigilanza.
Ogni amministratore pu esaminare e controllare i documenti sociali, compiere ispezioni, nonch, in presenza di
amministratori con funzione delegata, chiedere a questi ultimi che in consiglio siano fornite informazioni relative alla
gestione della societ. L'amministratore che nellattivit individuale di vigilanza ha accertato irregolarit, dovr sollecitare
la riunione del consiglio di amministrazione affinch questo collegialmente prenda le relative deliberazioni.
Se lo statuto non prevede diversamente, il consiglio di amministrazione convocato dal presidente stesso il
quale ne fissa anche l'ordine del giorno nel corso dei lavori e provvede affinch tutti gli amministratori siano
adeguatamente informati sulle materie iscritte all'ordine del giorno.


Per la validit delle deliberazioni del consiglio di amministrazione necessaria la presenza della maggioranza
degli amministratori in carica e le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza
assoluta dei presenti, se lo statuto non stabilisce una maggioranza diversa. Non ammesso il voto rappresentanza.
Il verbale deve essere redatto per atto pubblico nei casi di delibera per delega su materia di competenza assembleare,
comunque prevista la tenuta di un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di
amministrazione.
Possono essere impugnate tutte le delibere del consiglio che non siano prese in conformit della legge o dello statuto.
Limpugnativa pu essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale entro 90 giorni
dalla data della deliberazione e si applica la disciplina del solo procedimento d'impugnazione prevista per le delibere
assembleari, inoltre, quando la delibera leda direttamente un diritto soggettivo del socio, questi avr diritto ad agire
giudizialmente per far annullare la delibera. L'annullamento delle delibere non pregiudica diritti acquisiti in buona fede da
terzi in base ad atti compiuti in esecuzione delle stesse.

INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI
L'amministratore che in una determinata operazione ha per conto proprio o di terzi un interesse non necessariamente in
conflitto con quello della societ:
- deve darne notizia di altri amministratori ed al collegio sindacale precisandone la natura, i termini, l'origine e la
portata
- se si tratta di amministratore delegato deve inoltre astenersi dal compiere l'operazione investendo della stessa
l'organo collegiale competente
- in entrambi i casi il consiglio di amministrazione deve adeguatamente motivare le ragioni della convenienza per
la societ dell'operazione.
Se la delibera pu potenzialmente arrecare danno alla societ, essa pu essere impugnabile non solo quando
l'amministratore interessato ha votato ed il suo voto stato determinante ma anche quando sono stati violati gli obblighi
di trasparenza, astensione e motivazione sopra indicati.
Limpugnazione pu essere proposta entro 90 giorni dalla data della delibera dal collegio sindacale, dagli amministratori
assenti e dissenzienti, nonch dagli stessi amministratori che hanno votato a favore se l'amministratore interessato non
ha adempiuto gli obblighi di informazione sopra indicati.
Stessi obblighi e responsabilit sono previsti per l'amministratore unico il quale deve dare notizia degli interessi che ha in
una determinata operazione al collegio sindacale motivando le proprie scelte riguardanti le operazioni a cui interessato.
I contratti conclusi dall'amministratore unico in conflitto di interessi sono annullabili su richiesta della societ
in base alla disciplina generale della rappresentanza salva la buona fede del terzo contraente. L'amministratore risponde
anche dei danni che siano derivati alla societ dall'utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati o notizie apprese
nell'esercizio del suo incarico.
Le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio per quanto riguarda operazioni con parti correlate (soggetti
indicati dalla Consob a maggior rischio di conflitto di interessi) devono adottare regole che assicurino la trasparenza e
la correttezza delle decisioni secondo principi generali indicati dalla Consob. Tali regole devono essere rese note nella
relazione sulla gestione.

COMITATO ESECUTIVO E AMMINISTRATORI DELEGATI
Se l'atto costitutivo o l'assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione pu delegare le proprie attribuzioni ad un
comitato esecutivo o ad uno o pi amministratori delegati.


Il comitato esecutivo un organo collegiale, le sue decisioni sono adottate in riunioni alle quali devono assistere i
sindaci e le relative deliberazioni devono risultare da un apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato
esecutivo tenuto a cura dello stesso.
Gli amministratori delegati sono organi unipersonali se ve ne sono pi d'uno essi agiscono disgiuntamente o
congiuntamente e ad essi di regola affidata la rappresentanza della societ.
possibile la coesistenza di un comitato esecutivo e di uno o pi amministratori delegati con competenze ripartite.
Comitato esecutivo e amministratori delegati sono nominati dallo stesso consiglio di amministrazione che ne determina
poteri, limiti e modalit di esercizio della delega.
Non possono comunque essere delegati:
- la redazione del bilancio
- la facolt di aumentare il capitale sociale ed emettere obbligazioni convertibili
- gli adempimenti posti a carico degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale per
perdite
- la redazione del progetto di fusione o di scissione
La delega non spoglia per il consiglio di amministrazione delle attribuzioni delegate in quanto il consiglio pu sempre
avocare a s operazioni rientranti nella delega oltre che revocarla in ogni momento ed impartire a questi ultimi direttive
che i titolari della delega sono tenuti ad eseguire sempre che non coinvolgano la loro diretta responsabilit.
Gli organi delegati:
- curano che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni
dell'impresa
- riferiscono periodicamente al consiglio di amministrazione ed al collegio sindacale sul generale andamento della
gestione e sulla prevedibile evoluzione nonch sulle operazioni di maggior rilievo.
Il consiglio di amministrazione:
- valuta, sulla base delle informazioni ricevute, l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e
contabile della societ
- esamina i piani strategici della societ
- valuta sulla base della relazione degli organi delegati il generale andamento della gestione.

LA RAPPRESENTANZA DELLA SOCIET
In presenza di un consiglio di amministrazione gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere
indicati nello statuto o nella deliberazione di nomina. Se la rappresentanza spetta a pi amministratori la pubblicit legale
della nomina deve indicare se essi hanno il potere di agire disgiuntamente o congiuntamente. Di regola la
rappresentanza attribuita al presidente del consiglio di amministrazione e/o ad uno o pi amministratori delegati, la
rappresentanza generale.
Fermo restando il principio per cui gli amministratori non possono essere privati del potere di rappresentanza, la societ
pu avvalersi anche di altri rappresentanti nominati dall'assemblea o dagli stessi amministratori (rappresentanza
negoziale).

Rappresentanza organica degli amministratori delle S.p.A. soggetta ad una disciplina specifica:
- inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta ad invalidit dell'atto di
nomina salvo che la societ provi che terzi ne erano conoscenza


- le limitazioni al potere di rappresentanza che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi competenti
non sono opponibili ai terzi anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano agito intenzionalmente a
danno della societ.
- Restano invece opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza quali ad esempio l'amministratore
unico o delegato che stipuli un contrato in conflitto di interessi con la societ. Tale contratto sar annullabile su
richiesta della societ se il conflitto di interessi era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

RESPONSABILIT VERSO LA SOCIET
Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato verso la societ, verso i creditori sociali e verso i singoli
soci o terzi.
Verso la societ gli amministratori hanno una responsabilit di normale diligenza professionale di un amministratore di
societ, non sono invece responsabili per i risultati negativi della gestione che non siano imputabili a difetto di normale
diligenza. La loro unobbligazione di mezzi e non di risultato. Se sono pi di uno, essi sono responsabili solidalmente
salvo per l'attribuzione propria del comitato esecutivo o di funzioni attribuite a uno o pi amministratori. La presenza di
amministratori con funzioni delegate non comporta tuttavia l'esonero degli altri amministratori da responsabilit solidale
per comportamenti dei primi in quanto ogni amministratore ha un potere dovere di controllo, sono comunque
solidalmente responsabili se essendo conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne
il compimento o limitarne le conseguenze dannose. La responsabilit degli amministratori comunque responsabilit per
colpa e non responsabilit oggettiva.
L'azione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberata dall'assemblea ordinaria anche se la societ
in liquidazione oppure dal collegio sindacale a maggioranza di 2/3 dei suoi componenti ( i 2/3 valgono solo per il collegio
sindacale) mentre gli amministratori - soci non possono votare nelle deliberazioni assembleari riguardanti la loro
responsabilit.
La deliberazione dell'azione di responsabilit comporta la revoca automatica dell'amministratore se approvata con voto
favorevole di almeno 1/5 del capitale sociale, se non si raggiunge tale percentuale la revoca dovr essere approvata con
distinta ed espressa delibera.
Se la societ dichiarata fallita, assoggettata a liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione straordinaria,
l'azione di responsabilit compete al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario straordinario.
L'azione di responsabilit pu essere oggetto di rinuncia o transazione che devono essere espressamente deliberate
dall'assemblea sempre che non vi facciano opposizione una minoranza rappresentante 1/5 del capitale sociale o 1/20 per
le societ che ricorrono al mercato del capitale di rischio.
L'azione di responsabilit pu essere promossa anche dai singoli azionisti di minoranza (non dallassemblea) che
rappresentino almeno il 20% del capitale sociale o 1/40 nelle societ che ricorrono al mercato del capitale di rischio. Pu
essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione dell'amministratore dalla carica ed responsabilit contrattuale, la societ
sar tenuta a provare solo l'esistenza di un danno imputabile ad inadempimento degli amministratori e non anche la
colpa degli stessi.

RESPONSABILITA VERSO I CREDITORI SOCIALI
Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali solo per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla
conservazione dell'integrit del patrimonio sociale e l'azione di responsabilit pu essere proposta dai creditori solo
quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.
Lazione pu essere proposta dai singoli creditori sociali e in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa o
amministrazione straordinaria pu essere proposta esclusivamente dal curatore, commissario liquidatore o commissario


straordinario come per l'azione di responsabilit verso la societ. I creditori che agiscono in giudizio devono provare il
dolo o la colpa degli amministratori.
Il danno da essi subito non che un effetto riflesso del danno che gli amministratori hanno arrecato il patrimonio sociale
rendendo l'insufficiente ne consegue che se l'azione risarcitoria gi stata azionata dalla societ ed il relativo patrimonio
stato integrato, i creditori non potranno pi esercitare l'azione di loro spettanza.
Anche l'intervenuta transazione con la societ paralizza l'azione di creditori salva la possibilit di impugnare la
transazione con l'azione revocatoria qualora ne ricorrano gli estremi. La rinuncia all'azione da parte della societ invece
non ne impedisce l'esercizio da parte di creditori sociali.
L'azione si prescrive in 5 anni.


RESPONSABILIT VERSO SINGOLI SOCI O TERZI
Le azioni di responsabilit della societ e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno
spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori.
Il singolo socio o il terzo devono provare il nesso causale diretto fra danno subito e lillecito degli amministratori.
L'azione si prescrive in 5 anni dal compimento dell'atto che ha pregiudicato il socio o il terzo.

DIRETTORI GENERALI
Ai direttori generali nominati dall'assemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizione dello statuto, si applicano
le disposizioni che regolano la responsabilit degli amministratori in relazione ai compiti a loro affidati. Essi sono investiti
di ampi poteri decisionali nella gestione dell'impresa e possono essere assimilati agli institori con conseguente
applicazione della disciplina per questi dettata in tema di rappresentanza della societ. La loro nomina non spoglia gli
amministratori dei relativi poteri di gestione e di rappresentanza ed anzi, i direttori generali, sono in posizione
formalmente subordinata rispetto agli amministratori.
Sono perci parificati agli amministratori sotto il profilo delle responsabilit penali e civili, sono quindi responsabili verso
la societ, i creditori sociali e verso i singoli soci o terzi per danni arrecati nell'esercizio dei compiti loro affidati.

AMMINISTRATORI DI FATTO
E amministratore di fatto il soggetto privo della veste formale di amministratore per la mancanza di nomina assembleare
che di fatto si ingerisce sistematicamente nella direzione dell'impresa sociale, questi soggetti sono spesso l'azionista o gli
azionisti di comando detentori del reale potere decisionale. Gli amministratori di fatto sono equiparati agli amministratori
legalmente nominati per quanto riguarda l'applicazione delle norme in tema di responsabilit penale e civile cos come
richiamato dall'articolo 2476 in tema di S.r.l. in presenza di comportamenti dolosi.


COLLEGIO SINDACALE

Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della S.p.A. nel sistema tradizionale con funzioni di vigilanza
sullamministrazione.

COMPOSIZIONE NOMINA E CESSAZIONE


composto da 3 o 5 sindaci effettivi (soci o non soci) pi 2 supplenti secondo quanto stabilito dallo statuto, per le
societ quotate fermo il numero minimo di 3 e dei due supplenti, il loro numero liberamente stabilito dallatto
costitutivo (anche pi di 5 quindi).
I primi sindaci sono nominati dallatto costitutivo e successivamente sono nominati dallassemblea.
Come gli amministratori durano in carica 3 esercizi, sono rieleggibili e vale listituto della prorogatio.
La legge o lo statuto possono attribuire la nomina di uno o pi sindaci allo Stato o enti pubblici che abbiano o meno
partecipazioni. poi possibile che latto costitutivo riservi la nomina di un sindaco ai possessori di strumenti finanziari
partecipativi cos come avviene per il membro indipendente del CDA.
Per le sole societ quotate un sindaco deve essere eletto dagli azionisti di minoranza con modalit fissate dalla Consob.
Tutti i sindaci devono possedere requisiti di professionalit necessari per lefficace assolvimento delle funzioni di
controllo.
Nelle societ non quotate almeno 1 sindaco effettivo ed 1 supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel
registro dei revisori contabili (persone fisiche che abbiano superato un apposito esame e societ che abbiano per
oggetto esclusivo la revisione o lorganizzazione contabile di imprese)
Gli altri sindaci, se non iscritti in tale registro, devono essere scelti tra professori universitari di ruolo in materie
economiche o giuridiche o iscritti ad albi professionali (avvocati,commercialisti, ragionieri e periti commerciali,
consulenti del lavoro).

Nelle societ quotate previsto che solo 1 sindaco (su 3) o 2 (se >3) ed 1 supplente devono essere
necessariamente scelti tra iscritti nel registro dei revisori contabili che abbiano svolto lattivit di controllo legale dei
conti per un periodo non inferiore a 3 anni.
Tutti gli altri sindaci devono solo possedere requisiti tecnico professionali di tipo giuridico aziendale e
requisiti di onorabilit.

Si applicano le stesse cause di ineleggibilit previste per gli amministratori ed inoltre non possono essere eletti sindaci:
- il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori nonch gli amministratori di societ
facenti parte dello stesso gruppo
- coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte stesso gruppo da un rapporto di lavoro o da un
rapporto continuativo di consulenza o prestazione dopera retribuita o da altri rapporti che ne compromettano
l'indipendenza
- altre cause di ineleggibilit o incompatibilit determinate dallo statuto
Prima dell'accettazione dell'incarico, i sindaci nominati, devono rendere noti dall'assemblea gli incarichi di
amministrazione e controllo ricoperti presso altre societ.
Ulteriori limiti possono essere previsti dallo statuto delle societ chiuse mentre per le societ quotate o con strumenti
finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante, i limiti sono determinati dalla Consob.

Il compenso dei sindaci deve essere predeterminato e invariabile, se non stabilito dallo statuto deve essere
determinato dall'assemblea allatto della nomina e per l'intero periodo di durata dell'ufficio.

Costituiscono causa di cessazione prima della scadenza del termine: morte, revoca, rinuncia e decadenza dall'ufficio.
L'assemblea pu revocare i sindaci solo se sussiste una giusta causa e la delibera di revoca deve essere approvata dal
tribunale.
I sindaci nominati dallo Stato o da enti pubblici possono essere revocati solo dall'ente che li ha nominati.


Costituiscono causa di decadenza la sopravvenuta causa di ineleggibilit, la sospensione o la cancellazione dal registro
dei revisori. Decade inoltre il sindaco che, senza giustificato motivo, non assiste all'assemblea o diserta 2 riunioni del
consiglio di amministrazione, del comitato esecutivo o del collegio sindacale durante un esercizio sociale.
In caso di morte, rinuncia e decadenza di un sindaco, subentrano automaticamente i supplenti in ordine di et ferma
restando la presenza di un componente iscritto all'albo dei revisori contabili.
I supplenti subentrati restano in carica fino alla successiva assemblea che provveder alla nomina dei sindaci effettivi
supplenti per integrare il collegio, i nuovi nominati scadono insieme con i sindaci rimasti in carica. La nomina e la
cessazione dall'ufficio dei sindaci devono essere iscritte a cura degli amministratori nel registro delle imprese entro trenta
giorni.

IL CONTROLLO SULLAMMINISTRAZIONE
Funzione primaria anche se non esclusiva del collegio sindacale quella di controllo ed ha per oggetto l'amministrazione
della societ globalmente intesa e si estende a tutta l'attivit sociale. In particolare vigila sull'adeguatezza dell'assetto
organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo concreto funzionamento.
Vigila sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle societ controllate affinch queste forniscano le notizie necessarie
per adempiere gli obblighi di informazione nei confronti del pubblico previsti dalla legge nonch sulla concreta attuazione
delle regole di governo societario previste dal codice di comportamento a cui la societ ha dichiarato, mediante avviso al
pubblico, di voler aderire.
La loro attivit esercitata innanzitutto nei confronti degli amministratori, da qui il potere - dovere di intervenire alle
riunioni dell'assemblea, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo nonch di impugnare le relative
delibere.
- convocano l'assemblea ed eseguono le pubblicazioni prescritte per legge in caso di omissione da parte degli
amministratori
- chiedono al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale sociale obbligatoria per legge ove l'assemblea
non provveda e gli amministratori restino inerti.
Le modalit del controllo sono rimesse alla discrezionalit tecnica del collegio che deve controllare anche il rispetto
sostanziale da parte degli amministratori degli specifici obblighi di condotta loro imposti nonch dei principi di corretta
amministrazione.
Gli amministratori devono riferire tempestivamente al collegio sindacale sull'attivit svolta, sulle operazioni compiute di
maggior rilievo economico e a maggior rischio di conflitto di interessi.
Il collegio sindacale pu scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle societ controllate ed espressamente
previsto uno scambio tempestivo di informazioni tra collegio sindacale e soggetti incaricati del controllo contabile.
I sindaci hanno il potere - dovere di effettuare anche individualmente atti di ispezione e controllo nonch di chiedere agli
amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.
Il collegio sindacale pu, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare l'assemblea
qualora nell'espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di
provvedere. Nelle societ quotate questo potere pu essere esercitato anche da solo 2 membri del collegio, ciascun
sindaco pu inoltre individualmente convocare il consiglio di amministrazione o il comitato esecutivo.
Il collegio pu promuovere l'azione di responsabilit sociale contro gli amministratori nonch sollecitare il controllo
giudiziario sulla gestione se ha fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione.





FUNZIONI DI CONTROLLO CONTABILE
Il collegio sindacale non svolge pi il controllo contabile sulla societ, il suo consenso per tuttora necessario per
l'iscrizione all'attivo di alcune voci di bilancio: costi di impianto e di ampliamento, costi di ricerca, di sviluppo e di
pubblicit aventi utilit pluriennale, avviamento.
Pu fare proposte all'assemblea in ordine al bilancio ed alla sua approvazione. Solo nelle societ chiuse e non tenute alla
redazione del bilancio consolidato, lo statuto pu prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio
sindacale, in tal caso l'intero collegio deve essere costituito da revisori contabili iscritti nell'apposito registro.
Esprime il proprio parere sulla determinazione da parte del consiglio di amministrazione della remunerazione degli
amministratori investiti di particolari cariche e nelle societ quotate esprime il proprio parere anche sulla nomina e
revoca della societ di revisione contabile.
FUNZIONAMENTO
Il presidente del collegio sindacale nominato dall'assemblea e nelle societ quotate deve essere prescelto fra i sindaci
eletti dalla minoranza.
In caso di morte, rinuncia, decadenza, la presidenza del collegio assunta fino alla successiva assemblea dal sindaco pi
anziano.
Lorgano funziona collegialmente ma non mancano specifici poteri individuali quali il compimento di atti di ispezione e
controllo mentre spetta sempre al collegio l'adozione delle decisioni che si rendano necessarie in seguito ad atti
individuali di ispezione e controllo.
Il collegio sindacale regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza
assoluta dei presenti.
Deve riunirsi almeno ogni 90 giorni e le riunioni possono svolgersi anche con mezzi telematici se lo statuto lo consente.
Delle riunioni deve essere redatto verbale, sottoscritto da tutti gli intervenuti, e trascritto nel libro delle adunanze e delle
deliberazioni del collegio sindacale.
I sindaci possono avvalersi sotto la propria responsabilit e proprie spese, di dipendenti e di ausiliari per lo svolgimento
di specifiche operazioni di ispezione controllo purch gli stessi non si trovino in una situazione di ineleggibilit prevista
per gli stessi sindaci. La societ pu tuttavia rifiutare agli ausiliari l'accesso ad informazioni riservate.
L'attivit di controllo del collegio pu anche essere sollecitata dai soci, ogni socio pu denunciare al collegio sindacale
fatti che ritiene censurabili, il collegio per obbligato solo a tenerne conto nella relazione annuale all'assemblea.
Quando la denuncia proviene da tanti soci che rappresentano il 5% del capitale sociale (2% per le societ che fanno
ricorso mercato del capitale di rischio) il collegio deve indagare senza ritardo sui fatti denunciati e presentare le sue
conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea convocandole immediatamente qualora ravvisi fatti censurabili di
rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere.


RESPONSABILITA DEI SINDACI
Come gli amministratori anche i sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalit e la diligenza richiesta dalla
natura dell'incarico. I sindaci sono responsabili anche penalmente della verit delle loro attestazioni e devono conservare
il segreto sui fatti e i documenti di cui hanno conoscenza per ragione d'ufficio. L'obbligo di risarcimento dei danni grava
solidalmente sui sindaci se il danno imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri.
I sindaci sono responsabili in solido con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi ultimi qualora il danno non si
sarebbe prodotto se i sindaci avessero vigilato in conformit degli obblighi della loro carica (culpa vigilando).
La responsabilit dei sindaci sussiste sia nei confronti della societ sia nei confronti dei creditori sociali e valgono le
stesse norme dettate per l'azione di responsabilit contro gli amministratori in quanto compatibili.


IL CONTROLLO CONTABILE

Con la riforma del 2003 si completato il processo di separazione del controllo sull'amministrazione dal controllo
contabile. Oggi il sistema articolato negli istituti del controllo contabile e della revisione contabile

CONTROLLO CONTABILE
deve oggi essere esercitato sulla societ non quotate:
- da revisori dei conti persona fisica o da societ di revisione iscritti nel registro dei revisori ed il controllo
interamente regolato dalla disciplina del codice civile. Le societ chiuse quando non sono tenute alla redazione
del bilancio consolidato possono affidare, per statuto, il controllo contabile allo stesso collegio sindacale
- da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili per le societ che fanno ricorso mercato del
capitale di rischio diverse dalle societ quotate.
La societ di revisione limitatamente a questi incarichi assoggettata a parte dalla disciplina della revisione contabile
prevista per le societ quotate ed alla vigilanza della Consob.
Il soggetto a cui demandato il controllo contabile nominato per la prima volta dall'atto costitutivo e successivamente
l'incarico conferito dall'assemblea sentito collegio sindacale. L'assemblea determina anche il corrispettivo spettante al
revisore o alla societ di revisione per l'intera durata dell'incarico.
Non possono essere incaricati e se incaricati decadono dall'ufficio, i sindaci della societ o di societ facenti parte del suo
gruppo nonch coloro che si trovano nelle condizioni di ineleggibilit prevista per i sindaci.
L'incarico di controllo e revisione contabile ha durata di 3 esercizi ed rinnovabile.
L'incarico pu essere revocato dall'assemblea solo per giusta causa sentito il parere del collegio sindacale inoltre, come
per i sindaci, la deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto del tribunale sentito linteressato.

REVISIONE CONTABILE
La disciplina della revisione contabile si applica invece alle societ con azioni quotate nonch alle societ che controllano
o sono controllate da una societ quotata.
L'attivit di revisione contabile obbligatoria riservata alle societ di revisione iscritte nell'albo speciale tenuto a cura
della Consob. La Consob vigila sull'attivit di queste societ e ne verifica periodicamente l'indipendenza e l'idoneit
tecnica anche con riguardo alle persone fisiche che per conto delle stesse sono responsabili della revisione.
L'istituto della revisione contabile risponde alla finalit di garantire un'informazione di bilancio pi completa ed
attendibile.
la societ obbligata alla revisione che sceglie la societ di revisione con deliberazione dell'assemblea ordinaria in
occasione dell'approvazione del bilancio, previo parere obbligatorio ma non vincolante, del collegio sindacale, la
deliberazione deve per essere trasmessa alla Consob che entro venti giorni dal ricevimento pu vietarne l'esecuzione. Si
tratta di un vero proprio controllo di merito predisposto dalla Consob.
Il compenso spettante alla societ di revisione determinato dall'assemblea contestualmente al conferimento
dell'incarico e la sua corresponsione non pu comunque essere subordinata ad alcuna condizione relativa all'esito della
revisione. La Consob stabilisce con regolamento le cause di incompatibilit, la violazione di tale disciplina pu comportare
la conseguenza della cancellazione dall'albo speciale della Consob.
E fatto divieto alla societ di revisione e a tutti i soggetti che fanno parte della sua rete nonch ai soci componenti degli
organi di amministrazione e controllo e ai dipendenti della societ di revisione, di prestare alla societ che ha conferito
l'incarico tutti i principali servizi non audit conosciuti dalla prassi.


La revisione contabile non pu essere esercitata da coloro che sono stati amministratori o componenti degli organi di
controllo o direttori generali o dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili presso la societ che ha conferito
l'incarico se non sono trascorsi almeno tre anni dalla cessazione di tali incarichi o rapporti di lavoro.
fatto altres divieto a quanti siano stati soci o ricoperto cariche sociali nella societ di revisione di prestare lavoro
autonomo o subordinato n ricoprire cariche sociali presso la societ che ha conferito l'incarico se non sono trascorsi
almeno tre anni dalla cessazione del rapporto con la societ di revisione.
L'incarico di revisione ha durata di sei esercizi ed rinnovabile una sola volta, un secondo rinnovo pu essere effettuato
solo qualora siano trascorsi almeno tre anni.
L'assemblea ordinaria pu revocare l'incarico prima della scadenza del mandato solo se ricorrono giusta causa e previo
parere dell'organo di controllo, deve inoltre darne comunicazione alla Consob che pu entro venti giorni dal ricevimento
vietarne l'esecuzione qualora rilevi la mancanza di giusta causa. La stessa Consob pu poi disporre la revoca d'ufficio
dall'incarico.

FUNZIONI E RESPONSABILITA DEL REVISORE DEI CONTI
La funzione principale anche se non esclusiva del revisore quella di controllare la regolare tenuta della contabilit e di
esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. Deve inoltre verificare che il bilancio di esercizio
e quello consolidato corrispondano alle risultanze delle scritture contabili e siano conformi alle norme che li disciplinano.
L'attivit di revisione volta ad esprimere, attraverso un'apposita relazione, un giudizio sul bilancio che nelle societ
quotate e in quelle che fanno appello mercato del capitale di rischio pu essere graduato secondo quattro modelli:
- senza rilievi se il bilancio conforme alle norme che ne disciplinano la redazione
- con rilievi
- giudizio negativo
- dichiarazione di impossibilit di esprimere il giudizio
Negli ultimi tre casi la societ espone analiticamente nella relazione i motivi della propria decisione e in caso di giudizio
negativo o dichiarazione di impossibilit, informa immediatamente la Consob.
Il giudizio espresso dalla societ di revisione lascia non pregiudicato il potere dell'assemblea di approvare comunque il
bilancio.
Il revisione contabile ha diritto di ottenere dall'amministratore documenti e notizie utili per la revisione e pu procedere
autonomamente ad accertamenti ed ispezioni.
Una societ incaricata della revisione contabile di una societ capogruppo quotata interamente responsabile per la
revisione del bilancio consolidato di gruppo.
Il revisore documenta l'attivit svolta in un apposito libro tenuto presso la sede della societ o luogo diverso stabilito
dallo statuto.
Al pari del collegio sindacale il revisore deve adempiere ai propri doveri con diligenza professionale, responsabile della
verit delle sue attestazioni e deve conservare il segreto su fatti e documenti di cui ha conoscenza per ragioni del suo
ufficio. Trova inoltre applicazione la disciplina dell'azione di responsabilit dettata per i sindaci, azione che si prescrive in
5 anni dalla cessazione dell'incarico.








IL SISTEMA DUALISTICO
Come il sistema monistico trova applicazione solo se espressamente adottato in sede di costituzione della societ o con
modifica dello statuto.
Il sistema dualistico prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza.
Il consiglio di gestione svolge la funzione propria del consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale mentre al
consiglio di sorveglianza sono attribuite sia le funzioni di controllo proprie del collegio sindacale sia alcune funzioni che
nel sistema tradizionale sono proprie dell'assemblea dei soci come la nomina e la revoca dei componenti del consiglio di
gestione e l'approvazione del bilancio.

CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA
I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci, il loro numero non inferiore a 3 fissato dallo
statuto, i primi componenti sono nominati nell'atto costitutivo e successivamente la loro nomina compete all'assemblea
ordinaria che ne determina anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto. La legge o lo statuto possono comunque
riservare la nomina di uno o pi consiglieri di sorveglianza allo Stato o enti pubblici che abbiano o meno partecipazioni
nella societ. Lo statuto pu inoltre riservare la nomina di un consigliere di sorveglianza ai possessori di strumenti
finanziari partecipativi cos come gi visto per i sindaci nel sistema tradizionale.
Nelle societ chiuse almeno un componente effettivo del consiglio di sorveglianza deve essere scelto tra gli iscritti nel
registro dei revisori contabili.
Non possono essere eletti i componenti del consiglio di gestione n coloro che sono legati alla societ o a societ facenti
parte lo stesso gruppo, da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera
retribuita che ne compromettano l'indipendenza. Trovano inoltre applicazione le cause di ineleggibilit e decadenza
previste per gli amministratori e sindaci.
Come per i sindaci il loro compenso deve essere predeterminato ed invariabile per tutta la durata della carica e viene
determinato dall'assemblea se non stabilito dallo statuto. Durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili, vale anche
per essi l'istituto della prorogatio. Come gli amministratori nel sistema tradizionale sono liberamente revocabili
dall'assemblea anche se non ricorre giusta causa salvo il diritto al risarcimento ma necessaria comunque la delibera
approvata con voto favorevole di almeno 1/5 del capitale sociale. L'assemblea deve provvedere senza indugio alla
sostituzione dei componenti che vengono a mancare per qualsiasi ragione nel corso dell'esercizio. La nomina e la
cessazione dall'ufficio devono essere iscritte a cura degli amministratori nel registro delle imprese entro 30 giorni.

COMPETENZE E FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA
Esso esercita il controllo sull'amministrazione che spetta al collegio sindacale nel sistema tradizionale. I suoi componenti
devono assistere alle assemblee e possono assistere all'adunanza del consiglio di gestione, nelle societ quotate a
ciascuna riunione del consiglio di gestione deve presenziare almeno un consigliere di sorveglianza.
Il collegio sindacale pu:
- convocare l'assemblea previa comunicazione al presidente del consiglio di gestione qualora ravvisi fatti
censurabili di rilevante gravit e vi sia urgenza di provvedere
- sostituirsi agli amministratori in caso di omissione o ingiustificato ritardo nella convocazione dell'assemblea e
nell'esecuzione delle pubblicazioni prescritte per legge
- destinatario delle denunce dei soci
- riferisce per iscritto almeno una volta all'anno all'assemblea sull'attivit di vigilanza svolta
- nelle societ quotate tenuto a denunciare le irregolarit riscontrate alla Consob


Non per individualmente riconosciuto ai singoli consiglieri di sorveglianza il potere di esercitare atti di ispezione e
controllo, potere che spetta, invece, nelle societ quotate all'intero consiglio di sorveglianza che pu esercitarlo tramite
un componente appositamente delegato.
Il consiglio di sorveglianza documenta l'attivit svolta in un apposito libro.
- nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione, ne determina il compenso salvo che la relativa
competenza sia attribuita dallo statuto all'assemblea
- approva bilancio di esercizio e il bilancio consolidato
- promuove l'azione di responsabilit nei confronti dei componenti del consiglio di gestione, competenza che
tuttavia conserva anche l'assemblea
- se previsto dallo statuto delibera in ordine alle operazioni strategiche ed ai piani industriali e finanziari della
societ predisposti dal consiglio di gestione.
Il presidente del consiglio eletto dall'assemblea e i suoi poteri sono determinati dallo statuto.
Il consiglio di sorveglianza deve riunirsi almeno ogni 90 giorni anche con mezzi di telecomunicazione se lo statuto lo
consente e, nelle societ quotate, deve riunirsi ogni volta che un componente ne faccia richiesta al presidente indicando
gli argomenti da trattare.
Il consiglio validamente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono assunte a
maggioranza assoluta dei presenti.
Alle deliberazioni del consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni che regolano la validit delle deliberazioni del
consiglio di amministrazione.
I componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura
dell'incarico e sono solidalmente responsabili con i componenti del consiglio di gestione per le omissioni di questi quando
il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit dei doveri della loro carica.
L'assemblea delibera lazione di responsabilit nei loro confronti.


IL CONSIGLIO DI GESTIONE
Le funzioni del consiglio di gestione coincidono con quelle del consiglio di amministrazione del sistema tradizionale e si
applicano quasi tutte le norme per quest'ultimo dettate.
Il consiglio di gestione costituito da un numero di componenti non inferiore a 2, i primi componenti sono nominati
nell'atto costitutivo e successivamente la loro nomina compete al consiglio di sorveglianza che ne determina il compenso
e anche il numero nei limiti stabiliti dallo statuto.
Nelle societ quotate se i componenti sono pi di 4 almeno 1 deve possedere i requisiti degli amministratori indipendenti.
I componenti del consiglio di gestione non possono essere nominati tra i consiglieri di sorveglianza e sono revocabili ad
nutum dal consiglio di sorveglianza.
Restano in carica per un periodo non superiore a 3 esercizi, sono rieleggibili ed il loro mandato scade alla data della
riunione del consiglio di sorveglianza convocato per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio. Non trova
applicazione il meccanismo della cooptazione.
Il consiglio di gestione pu delegare proprie attribuzioni ad uno o pi dei suoi componenti ed in tal caso si applica la
disciplina delle deleghe del sistema tradizionale.
Ferma restando l'applicazione della disciplina dettata per l'azione di responsabilit contro gli amministratori nel sistema
tradizionale, previsto che tale azione pu essere promossa anche dal consiglio di sorveglianza la cui deliberazione
assunta a maggioranza dei componenti e comporta la revoca d'ufficio se approvata con la maggioranza dei 2/3 dei
consiglieri di sorveglianza. In tal caso il consiglio di sorveglianza provvede contestualmente alla loro sostituzione, lo


stesso consiglio pu rinunciare all'esercizio dell'azione di responsabilit purch deliberata dalla maggioranza dei suoi
componenti purch non vi faccia opposizione una percentuale di soci pari ad 1/5 del capitale sociale o 1/20 per le societ
che ricorrono al mercato del capitale di rischio. La rinuncia all'azione da parte della societ o del consiglio non impedisce
lesercizio dell'azione sociale di responsabilit da parte di soci di minoranza nonch l'azione da parte dei creditori sociali.


IL SISTEMA MONISTICO
Il sistema monistico si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale. Amministrazione e controllo sono esercitati
dal consiglio di amministrazione e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno che svolge le
funzioni proprie del collegio sindacale.
Al consiglio di amministrazione eletto dall'assemblea si applicano in quanto compatibili le disposizioni dettate per gli
amministratori nel sistema tradizionale e dal suo ambito devono essere estratti di componenti dell'organo di controllo.
infatti previsto che almeno 1/3 dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in possesso dei requisiti di
indipendenza stabiliti per i sindaci. Nelle societ quotate un amministratore indipendente deve essere nominato dalla
minoranza tramite il sistema del voto di lista.
I componenti del comitato per il controllo sulla gestione sono nominati dallo stesso consiglio di amministrazione fra
i consiglieri in possesso di requisiti di indipendenza nonch dei requisiti di onorabilit e professionalit eventualmente
stabiliti dallo statuto. Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili e si
richiede che essi non siano membri del comitato esecutivo e che non svolgano, anche di fatto, funzioni gestorie neppure
in societ controllanti o controllate.
Come per i sindaci ed i consiglieri di sorveglianza nelle societ quotate e in quelle con strumenti finanziari diffusi, i
componenti del comitato per il controllo sulla gestione, devono rispettare a pena di decadenza i limiti al cumulo di
incarichi fissati dalla Consob con regolamento.
Lamministratore indipendente nominato dalla minoranza componente del comitato e fra i componenti della minoranza
deve essere nominato il presidente del comitato per il controllo sulla gestione. Il consiglio di amministrazione determina il
numero dei componenti del comitato per il controllo che comunque non pu essere inferiore a 3 nelle societ che fanno
ricorso al mercato del capitale di rischio.
Il consiglio di amministrazione pu revocare i componenti del comitato per il controllo sulla gestione anche senza giusta
causa, allo stesso potere concorre anche il potere dell'assemblea di revocare gli amministratori, il che comporta anche la
perdita della carica di componente del comitato eventualmente ricoperta. Il consiglio di amministrazione provvede anche
alla sostituzione in caso di morte, rinuncia, revoca o decadenza di un componente del comitato scegliendo fra gli
amministratori in carica in possesso dei necessari requisiti di indipendenza, onorabilit e professionalit. Se non vi sono
amministratori eleggibili, il consiglio di amministrazione, procede a cooptarne di nuovi.
Il comitato per il controllo sulla gestione svolge funzioni sostanzialmente coincidenti con quelle del collegio sindacale.
I suoi componenti devono assistere alle assemblee, alle adunanze del consiglio di amministrazione e del comitato
esecutivo ma, a differenza dei sindaci, non prevista la decadenza automatica in caso di assenze ripetute e
ingiustificate.
Nelle societ quotate riconosciuto il potere di procedere in ogni momento ad ispezioni e controlli anche tramite un
componente appositamente delegato.
Il comitato per il controllo sulla gestione documenta l'attivit svolta in un apposito libro, elegge al suo interno il
presidente ed opera con l'osservanza delle norme di funzionamento dettate per il collegio sindacale.


Deve riunirsi almeno ogni 90 giorni, regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e
delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Nelle societ quotate ciascun componente del comitato ne pu chiedere al
presidente la convocazione indicando gli argomenti da trattare.

I CONTROLLI ESTERNI
Accanto al controllo interno del collegio sindacale ed al controllo contabile affidato al revisore esterno lordinamento
prevede un articolato sistema di controlli esterni sulle societ per azioni che per non identico per tutte le tipologie di
societ. Comune a tutte le societ per azioni infatti solo il controllo esterno sulla gestione esercitato dall'autorit
giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che ne alterano il corretto funzionamento.
Per le societ con azioni quotate in borsa e quelle che istituzionalmente operano sul mercato mobiliare previsto un
controllo della Consob (commissione nazionale per le societ e la borsa).
Il quadro dei controlli si va poi completando con la previsione della vigilanza della Banca d'Italia per le societ bancarie,
dell Isvap per le imprese assicuratrici e del Coni per le societ sportive professionistiche.



IL CONTROLLO GIUDIZIARIO
volto a ripristinare la legalit dell'amministrazione delle societ per azioni.
Pu essere attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi
irregolarit nella gestione e se queste possono arrecare danno alla societ o una o pi societ controllate.
L'iniziativa spetta:
- Ai soci che rappresentano almeno il decimo del capitale sociale (nelle societ che ricorrono al capitale di rischio
la percentuale ridotta al 5%)
- in tutte le societ pu essere assunto anche dal collegio sindacale o dal corrispondente organo di controllo
- nelle sulle societ che ricorrono al capitale di rischio l'iniziativa pu essere assunta anche dal pubblico ministero
- nelle societ quotate legittimata anche la Consob
- al commissario giudiziario straordinario in una societ in amministrazione straordinaria ed al commissario
liquidatore in una societ fiduciaria in liquidazione coatta amministrativa
- il tribunale non pu procede d'ufficio
PROCEDIMENTO
Il procedimento attivato con la denuncia.
Una prima fase di carattere istruttorio prevede l'accertamento dell'esistenza delle irregolarit e l'individuazione dei
provvedimenti da adottare al fine di rimuoverle.
Il tribunale deve sentire in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, la mancata audizione causa di nullit del
procedimento.
Il tribunale pu far eseguire l'ispezione dell'amministrazione della societ da parte di un consulente da esso designato,
tuttavia il gruppo di comando pu evitare l'ispezione ed ottenere dal tribunale la sospensione del procedimento per un
periodo determinato se l'assemblea sostituisce amministratori e sindaci con soggetti di adeguata professionalit che si
attivano senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle riferendo al tribunale
sugli accertamenti delle attivit compiute.
Se questi accertamenti risultano insufficienti all'eliminazione delle violazioni denunciate ed accertate, il tribunale pu
disporre gli opportuni provvedimenti cautelari e nel contempo convocare l'assemblea della societ per le deliberazioni
conseguenti.


Nei casi pi gravi il tribunale provvede alla revoca degli amministratori ed eventualmente anche dei sindaci e nomina un
amministratore giudiziario.
L'amministratore giudiziario investito per legge del potere di proporre l'azione di responsabilit contro gli amministratori
e i sindaci, ha la responsabilit anche processuale della societ ma non pu compiere atti eccedenti l'ordinaria
amministrazione, la durata in carica e il suo compenso a carico della societ sono determinati dal tribunale con decreto di
nomina.
Pu essere revocato dal tribunale su richiesta dei soggetti legittimati a chiederne la nomina e al termine del suo ufficio
deve rendere al tribunale il conto della propria gestione secondo una particolare procedura.
Prima della scadenza dell'incarico, l'amministratore giudiziario deve convocare l'assemblea per la nomina dei nuovi
amministratori e sindaci e pu proporre in alternativa all'assemblea la messa in liquidazione della societ o la sua
sottoposizione ad una procedura concorsuale.


LA CONSOB
La Consob un organo pubblico di vigilanza sul mercato dei capitali istituito con legge nel 1974, ha sede a Roma e sede
secondaria operativa a Milano.
Ha autonomi poteri normativi e regolamentari nelle materie ad essa riservate per legge, le sue deliberazioni sono dettate
collegialmente.
La Consob e tutte le altre autorit di vigilanza sul mercato finanziario collaborano fra loro anche mediante scambio di
informazioni.
Con il tempo la Consob divenuta organo di controllo dell'intero mercato mobiliare e dei soggetti che sullo stesso
operano nonch di ogni operazione di sollecitazione del pubblico risparmio attraverso l'emissione ed il collocamento di
strumenti finanziari.
Vigila sui mercati regolamentati di strumenti finanziari al fine di assicurare la trasparenza e l'ordinato svolgimento delle
negoziazioni e la tutela degli investitori, vigila infine su tutti gli emittenti di strumenti finanziari diffusi fra il pubblico.
Informazione societaria.
La Consob svolge un ruolo centrale per assicurare un'adeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli
eventi di rilievo che riguardano la vita delle societ che fanno appello al pubblico risparmio in modo da consentire agli
investitori scelte pi consapevoli.
Sono assoggettati ad obblighi informativi nei confronti del pubblico:
- tutti gli emittenti strumenti finanziari quotati e i soggetti che li controllano
- gli emittenti strumenti finanziari non quotati in mercati italiani ma diffusi fra il pubblico in misura rilevante
Due sono i principi cardine dell'attuale disciplina sull'informazione societaria:
1 i soggetti sopra indicati devono comunicare al pubblico senza indugio, secondo le modalit decise dalla Consob con
regolamento, qualsiasi informazione precisa e non ancora resa pubblica la cui conoscenza pu influenzare sensibilmente
il prezzo degli strumenti finanziari
2 a tale obbligo di informazione si affianca poi il potere della Consob di richiedere, anche in via generale, che siano rese
pubbliche notizie e documenti necessari per l'informazione del pubblico.
La Consob ha prescritto specifici obblighi di informazione preventiva nei confronti del pubblico, nonch la trasmissione
alla stessa della relativa documentazione al fine di verificarne la correttezza delle informazioni fornite per una serie di
operazioni straordinarie: acquisizione e cessione di pacchetti azionari, acquisto e vendita di azioni proprie, fusioni e
scissioni, riduzione del capitale sociale per perdite.


La Consob ha prescritto sempre in via generale che siano messi tempestivamente a disposizione del pubblico i documenti
contabili periodici quali bilancio di esercizio e relazione semestrale degli amministratori, le societ quotate devono anche
redigere e rendere pubblica una relazione trimestrale sull'andamento della societ.
Le societ quotate devono inoltre pubblicare una volta l'anno le informazioni relative all'adesione ed all'effettiva
osservanza di codici di comportamento promossi da societ di gestione di mercati regolamentati motivando le ragioni
dell'eventuale inadempimento.
La Consob inoltre investita di ampi poteri d'indagine e di intervento al fine di vigilare sulla correttezza dell'informazione
fornita al pubblico effettuando ispezioni presso tutte le societ ed i soggetti emittenti quotati al fine di controllarne i
documenti aziendali e di acquisirne copia.
Nell'accertamento dei reati di abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato la Consob pu, inoltre, nei
confronti di chiunque possa essere informato dei fatti: richiedere notizie, dati, documenti, procedere ad audizione
personale, ottenere informazioni ed accedere a banche dati di altre amministrazioni pubbliche ed acquisire le
intercettazioni telefoniche esistenti previa autorizzazione del procuratore della Repubblica, procedere ad ispezioni e
persino a perquisizioni e al sequestro di beni che possono essere oggetto di confisca.
La Consob stata cos dotata di poteri sempre pi ampi e penetranti.

Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa.
Con la privatizzazione della borsa valori le competenze in precedenza attribuite alla Consob sono state trasferite alla
societ di gestione della borsa sia pure sotto la vigilanza della stessa Consob. Attualmente tutte le condizioni e le
modalit di ammissione, esclusione e sospensione delle azioni dalle negoziazioni sono determinate dal regolamento di
mercato deliberato dall'assemblea ordinaria della societ di gestione dello stesso. La Consob autorizza l'esercizio dei
mercati regolamentati previo accertamento che il relativo regolamento sia idoneo ad assicurare la trasparenza del
mercato, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela dell'investitore.
Con l'approvazione del regolamento di mercato della Borsa Italiana S.p.A. l'ammissione, la sospensione e l'esclusione
delle azioni dalla borsa sono perci disposte dalla societ di gestione.

L'ammissione avviene esclusivamente su domanda della societ interessata previa delibera dell'assemblea dei soci. La
societ di gestione della borsa delibera entro due mesi dalla presentazione della domanda e comunica allemittente
l'ammissione o il rigetto della domanda, contestualmente ne d comunicazione alla Consob e rendere pubblica la
decisione. Tale decisione potr essere eseguita solo dopo 5 giorni dalla ricezione della comunicazione presso la Consob
termine entro il quale la commissione potr vietarne l'esecuzione.

La prima ammissione delle azioni alla quotazione di borsa determina che da tale momento la societ sottoposta al
controllo permanente della Consob e si rendono applicabili tutte le norme dettate per le societ con azioni quotate.
La societ di gestione del mercato dispone anche la sospensione o la revoca delle azioni dalla quotazione sempre
dandone immediata comunicazione alla Consob che pu entro cinque giorni vietare l'esecuzione dei provvedimenti di
esclusione o ordinare la revoca della sospensione.
La sospensione dalle negoziazioni pu avere durata massima di 18 mesi dopo di che la societ di gestione della borsa
delibera l'esclusione dalla quotazione se i motivi della sospensione non sono venuti meno. Con il provvedimento di
esclusione la societ cessa di essere sottoposta al controllo della Consob.





I PATRIMONI DESTINATI
La creazione di societ unipersonali consente di limitare il rischio di impresa attraverso la moltiplicazione formale dei
soggetti cui i relativi diritti e le relative obbligazioni sono imputabili. La riforma del 2003 offre per la prima volta alle
societ per azioni anche una nuova tecnica per limitare il rischio di impresa: quella dei patrimoni destinati ad uno
specifico affare. La societ resta unica, ma nel suo ambito sono individuati uno o pi patrimoni separati che rispondono
solo delle obbligazioni relative a predeterminate e specifiche operazioni economiche. A riguardo l'attuale disciplina offre
due modelli di patrimoni destinati:
a) la societ per azioni pu costituire uno o pi patrimoni ciascuno dei quali destinati in via esclusiva ad uno specifico
affare, sia pure entro i limiti del 10% del proprio patrimonio netto e purch non si tratti di affari attinenti ad attivit
riservate in base a leggi speciali (patrimoni destinati c.d. operativi).
b) la societ pu inoltre stipulare con terzi un contratto di finanziamento di uno specifico affare, pattuendo che al
rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati i proventi dell'affare stesso o parte di essi (c.d. finanziamento
destinato).


PATRIMONI DESTINATI C.D. OPERATIVI
La loro disciplina richiama la funzione del FONDO PATRIMONIALE previsto nel diritto di famiglia. La costituzione di un
patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione adottata dall'organo amministrativo della societ a maggioranza
assoluta dei suoi componenti secondo l'articolo 2447ter.
La delibera costitutiva deve contenere indicazioni in merito a:
1 ) l'affare al quale destinato il patrimonio che pu anche consistere nell'esercizio dell'attivit di impresa
2 ) i beni e rapporti giuridici compresi nel patrimonio separato. Il valore complessivo del patrimonio destinato non pu
superare il 10% del patrimonio netto della societ.
3 ) il patrimonio separato pu essere incrementato da apporti di terzi. In tal caso, la delibera costitutiva deve indicare le
modalit di controllo sulla gestione e di partecipazione ai risultati dell'affare. Per agevolare la raccolta di fondi da terzi,
anche possibile l'emissione di strumenti finanziari di partecipazione allo specifico affare. Se tali strumenti finanziari sono
titoli offerti ad investitori non professionali e sono diffusi tra pubblico in maniera rilevante, la delibera di costituzione
deve nominare una societ di revisione incaricata del controllo contabile sull'andamento dell'affare, semprech la societ
non sia gi assoggettata alla revisione contabile da parte di una societ di revisione.
4) la delibera di costituzione deve indicare le regole di rendicontazione dello specifico affare. Deliberazione che deve
essere verbalizzata da un notaio con atto pubblico ed soggetta all'iscrizione nel registro delle imprese. La separazione
patrimoniale diventa tuttavia produttiva di effetti solo dopo che siano decorsi 60gg dall'iscrizione. Entro tale termine i
creditori sociali anteriori all'iscrizione possono fare opposizione al tribunale, che pu disporre comunque l'esecuzione
previa prestazione da parte della societ di idonea garanzia. Decorso tale termine si producono gli effetti della
separazione patrimoniale. I creditori della societ non possono pi far valere alcun diritto sul patrimonio destinato ad uno
specifico affare.

Per ciascun patrimonio destinato dovranno essere tenuti separatamente i libri e le scritture contabili e nel bilancio della
societ dovranno essere distintamente indicati i beni e i rapporti compresi in ciascun patrimonio, con separato rendiconto
in allegato al bilancio e deve essere indicato il vincolo patrimoniale per tutti gli atti relativi alloperazione. Se la societ ha
emesso strumenti finanziari di partecipazione all'affare, deve tenere un libro indicante le loro caratteristiche, i possessori,
ed i vincoli ad essi relativi. prevista inoltre un'organizzazione per la tutela dei loro interessi.


Realizzato l'affare o se lo stesso divenuto impossibile, anche per fallimento della societ, o negli altri casi di cessazione
del vincolo di destinazione previsti dalla delibera costitutiva, gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve
essere depositato presso l'ufficio del registro delle imprese. Se permangono creditori insoddisfatti, questi possono
chiedere mediante lettera raccomandata da inviare entro 90 giorni dal deposito, la liquidazione del patrimonio destinato.
Non prevista per alcuna procedura concorsuale per il patrimonio destinato insolvente.
AZIONI CORRELATE
Si differenziano dai patrimoni destinati perch il rendimento di tali azioni determinato in base ai risultati di uno
specifico settore produttivo della societ. Comportano quindi speciali diritti patrimoniali, possono essere dotate di diritti
di voto ma soprattutto non comportano una separazione patrimoniale. Si rende per ovviamente necessaria una
rendicontazione separata delle diverse attivit produttive.


I FINANZIAMENTI DESTINATI.
Pi semplice la disciplina dettata per la seconda modalit di costituzione di un patrimonio destinato: contratto di
finanziamento di uno specifico affare, con previsione che al rimborso totale o parziale del finanziamento sono destinati,
in via esclusiva, tutti o parte dei proventi dell'affare stesso.
Il contratto deve descrivere gli elementi essenziali dell'operazione, che consentano di individuarne lo specifico oggetto, le
modalit ed i tempi di realizzazione, nonch i costi previsti ed i ricavi attesi. Deve, inoltre, specificare i beni strumentali
necessari per la realizzazione e il relativo piano finanziario indicando la parte coperta dal finanziamento e quella a carico
della societ.
Il finanziamento viene rimborsato dai proventi generati dall'affare nel tempo massimo indicato dal contratto. Decorso
tale periodo, nulla pi dovuto al finanziatore. La societ pu garantire il rimborso, ma solo per una parte del
finanziamento. Per le descritte caratteristiche del finanziamento destinato, consentito (nonch raccomandabile) che la
societ presti specifiche garanzie in ordine all'esecuzione del contratto e alla corretta e tempestiva realizzazione
dell'operazione.
Nel caso di finanziamento destinato, il patrimonio separato formato dai proventi dell'affare, dai relativi frutti e dagli
investimenti eventualmente effettuati in attesa del rimborso al finanziatore. necessario tuttavia che copia del contratto
sia stata iscritta nel registro delle imprese e che la societ adotti sistemi di incasso e di contabilizzazione idonei ad
individuare in ogni momento i proventi dell'affare ed a tenerli separati dal restante patrimonio della societ.
Adempiuti i requisiti pubblicitari e contabili, i creditori della societ non possono pi esercitare azioni sui beni oggetto di
separazione patrimoniale. Inoltre, non possono aggredire i beni strumentali alla realizzazione dell'operazione, ma
esclusivamente esercitare sugli stessi azioni conservative, sino al rimborso del finanziamento alla scadenza del termine
massimo fissato nel contratto. Se la societ fallisce prima della realizzazione dell'affare, il finanziatore potrai insinuarsi
nel fallimento della societ per le somme non riscosse. In alternativa, se il fallimento della societ non impedisce la
realizzazione dell'operazione, il curatore pu decidere di subentrare nel contratto assumendone gli oneri relativi; ovvero,
il finanziatore pu chiedere di realizzare o di continuare l'operazione in proprio o affidandola a terzi, insinuandosi nel
fallimento per l'eventuale credito residuo.








MODIFICAZIONI DELLO STATUTO
Costituisce modificazione dello statuto ogni mutamento del contenuto del contratto sociale (atto costitutivo e statuto),
mutamento che pu consistere sia nell'inserimento di nuove clausole, sia nella modificazione o soppressione di clausole
preesistenti.
Nelle S.p.A. le variazioni delle persone degli azionisti non sono tuttavia trattate come modificazioni dello statuto.

Art. 2436 le modificazioni dello statuto devono avvenire con delibera dell'assemblea straordinaria
verbalizzata con atto pubblico da un notaio ed iscritta nel registro delle imprese entro 30 giorni.
Tale delibera efficace solo dal momento dell'iscrizione.
Dopo ogni modifica lo statuto deve essere depositato nel registro delle imprese con il testo
integrale nella sua versione aggiornata.


L'AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE
l'individuazione del corretto ammontare del capitale sociale il frutto dell'interazione tra il mercato in cui opera la societ
e gli obiettivi di crescita di questa. Pu quindi normalmente accadere che nel corso della vita della societ si rendano
necessari aumenti o diminuzioni del capitale sociale. Tale modifica interviene in relazione allo statuto e deve essere
deliberata dai soci normalmente su proposta degli amministratori, l'aumento di capitale pu essere di due tipi:

- AUMENTO GRATUITO (AUMENTO NOMINALE). Consiste in una diversa allocazione delle disponibilit della
societ, il capitale netto(capitale sociale + riserve legali ed altre disponibili) resta invariato es. patrimonio netto
di 200K! con capitale sociale 120K!. Per aumentare il capitale sociale viene eseguita un'operazione che non
tocca il capitale reale che resta sempre di 200K! ma si spostano alcune poste contabili, relative a riserve
disponibili, computandole a capitale sociale. Il capitale netto resta 200K!, il capitale sociale ora aumentato a
180K! in quanto sono stati trasferiti 60K! dalle riserve disponibili al capitale sociale.
Trattandosi di un aumento del capitale sociale ed essendo le azioni rappresentazione di una frazione del capitale
sociale, questo comporta un aumento del valore nominale delle azioni o un'emissione di nuove azioni. Nel caso
ne vengano emesse di nuove, queste andranno distribuite gratuitamente e proporzionalmente a tutti i soci in
base alle azioni gi possedute.

- AUMENTO A PAGAMENTO (AUMENTO REALE). L'aumento del capitale a pagamento realizzato tramite nuovi
conferimenti dei soci. Non solo il capitale sociale aumenta, ma aumenta anche il capitale netto lasciando
invariate tutte le riserve.
Ci comporta necessariamente la sottoscrizione di nuove azioni da parte dei soci.

Art. 2438 l'aumento di capitale pu essere eseguito solo se le azioni in precedenza emesse sono state
interamente liberate. Se violata questa disposizione, gli amministratori, sono solidalmente
responsabili verso i soci e i terzi per i danni.

Art. 2439 laumento di capitale deve essere sottoscritto con versamento di almeno 25% del capitale
sottoscritto e per l'intero ammontare del sovrapprezzo.


Se entro il termine stabilito dalla delibera non stato sottoscritto tutto l'aumento di capitale
deliberato, l'aumento di capitale effettuato per il solo valore sottoscritto se la delibera lo prevede
(aumento scindibile) altrimenti non ha luogo.

Art. 2444 laumento reale di capitale comporta che gli amministratori nei 30 giorni successivi all'avvenuta
sottoscrizione debbano depositare c/o il registro delle imprese un'attestazione che l'aumento del
capitale stato effettuato. Solo all'avvenuta iscrizione possibile menzionare negli atti della
societ l'avvenuto aumento del capitale sociale. Tale pubblicit ha quindi efficacia verso i terzi con
valore di pubblicit dichiarativa.

Art. 2440 laumento di capitale con conferimenti in natura o crediti pu avvenire solo se espressamente
previsto in sede di delibera altrimenti effettuato in denaro.
Per i conferimenti in natura o crediti si applicano anche le norme relative all'obbligo di stima.


IL DIRITTO DI OPZIONE
Art. 2441 le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione
ai soci in relazione al numero di azioni possedute. (Una funzione quella di mantenere inalterate
le quote di partecipazione alla societ dei vari soci.)

Il titolare del diritto di opzione che non vuole sottoscrivere le nuove azioni pu alienare il suo
diritto ad altri, infatti se deliberato l'aumento di capitale nominale a valore di 100 mentre il valore
reale 180 il socio ceder un diritto che consente ad un terzo di acquistare a 100 qualcosa che
vale 180. Quindi il diritto di opzione ha un suo valore economico intrinseco.

L'offerta di opzione deve essere depositata c/o il registro delle imprese con un termine di 30 giorni
entro cui aderire, scaduto il termine possibile vendere le azioni al mercato. Una volta scaduto il
termine per il diritto di opzione per riservato agli altri titolari del diritto di opzione un diritto di
prelazione sulle azioni rimaste inoptate.

Il diritto di opzione pu essere escluso:
! quando l'interesse della societ lo esige (es. interesse della societ il collocamento delle
azioni c/o un terzo)
! quando l'ingresso di un terzo avviene con il conferimento di un bene in natura necessario alla
societ es. conferimento di un brevetto
! nel caso di aumento di capitale per l'emissione di azioni riservate ai dipendenti, in questo caso
il diritto di opzione pu essere escluso per l'ammontare di 1/4 delle azioni di nuova emissione
Nel caso di esclusione del diritto di opzione derivato da un conferimento in natura, gli
amministratori devono depositare una relazione in cui spiegano le ragioni dell'esclusione del diritto
di opzione ed i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione delle azioni che non
deve essere inferiore al valore patrimoniale (non permessa lemissione delle azioni al solo valore
nominale ma deve essere considerato tutto il valore patrimoniale della societ e se si tratta di


societ quotate deve essere considerato anche il valore di mercato delle azioni. Sul valore
nominale delle azioni deve quindi essere previsto anche un sovrapprezzo).


RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE

Art.2445 RIDUZIONE REALE DEL CAPITALE SOCIALE. La riduzione del capitale sociale pu avvenire sia
tramite la liberazione dei soci dall'obbligo dei versamenti ancora dovuti, sia mediante ritiro e
rimborso delle azioni ai soci. La riduzione del capitale sociale deve avvenire nei limiti del capitale
sociale minimo previsto per legge rispettando anche il rapporto capitale netto-obbligazioni (le
obbligazioni emesse non possono essere > al doppio del cap. sociale + riserve legali e riserve
disponibili), nonch rispettando il limite previsto per le azioni proprie possedute dalla societ che
ricorre il capitale di rischio (<10% del capitale sociale).
La deliberazione dell'assemblea deve essere iscritta nel registro delle imprese e diviene efficace
solo trascorsi 90gg senza che nessuno creditore antecedente vi abbia fatto opposizione. In questo
caso il tribunale potr tuttavia dare esecuzione alla riduzione purch la societ abbia disposto
idonee garanzie.

Prima della riforma societaria del 2003 la riduzione del capitale era possibile solo in forza di una
eccedenza del capitale sociale. Oggi possibile in qualsiasi caso, per necessario che l'avviso di
convocazione dell'assemblea per deliberare la riduzione indichi le ragioni e le modalit della
riduzione stessa.
Il socio pu impugnare la delibera di riduzione del capitale solo se tale riduzione risulta essere un
abuso di diritto sui soci di minoranza. La delibera abusiva quando tesa a recare vantaggio solo
a un certo gruppo di soci (solitamente quelli di maggioranza) arrecando danno alla societ o ai
soci di minoranza.

Art.2446 RIDUZIONE PER PERDITE (NOMINALE). Se risulta che il capitale sociale diminuito di oltre 1/3 in
conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione (o gli organi di controllo interni
se i primi sono inerti) devono senza indugio convocare l'assemblea per gli opportuni
provvedimenti. Sottopongono all'assemblea una relazione sulla situazione patrimoniale che deve
essere depositata c/o la societ negli 8gg antecedenti l'assemblea e di cui i soci possono prendere
visione. Gli amministratori relazionano all'assemblea dei fatti rilevanti avvenuti dopo la redazione
della relazione.
Le perdite potranno anche essere portate a nuovo esercizio. Se nell'esercizio successivo la perdita
non diminuita a meno di 1/3 del suo ammontare, l'assemblea ordinaria o il consiglio di
sorveglianza che approva il bilancio, devono ridurre il capitale sociale in proporzione alle perdite
accertate. In mancanza, gli amministratori o gli organi interni di sorveglianza, chiedono al
tribunale di disporre la riduzione. Il decreto deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura
degli amministratori.
Se le azioni sono senza valore nominale, la riduzione del capitale in questo caso potr essere
disposta dal consiglio di amministrazione su delega dell'assemblea straordinaria o per disposizione
dello statuto.


Art.2447 se la perdita di oltre 1/3 del capitale sociale lo riduce al di sotto del minimo legale, gli
amministratori, il consiglio di gestione (o il consiglio di sorveglianza se i primi sono inerti), devono
senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale sociale ed il
contestuale aumento reale a pagamento fino al minimo legale. In difetto o si delibera la
trasformazione della societ o lo scioglimento

Ipotesi particolare di riduzione del capitale, relativa all'acquisto di azioni proprie. Se l'acquisto di
azioni proprie effettuato al solo fine di annullare tali azioni e ridurre cos il capitale sociale,
necessario rispettare il disposto dellart. 2445 in merito alla pubblicazione nel registro delle
imprese della deliberazione e la sua relativa efficacia trascorsi 90 giorni senza che nessuno
creditore vi abbia fatto opposizione.


RECESSO DEL SOCIO
La vecchia disciplina disincentivava il recesso del socio rendendolo economicamente non conveniente, inoltre, erano
previste solo 3 ipotesi in cui poteva essere esercitato (le prime 3 indicate dalla disciplina odierna).
Oggi le cause inderogabili di recesso (non possono essere soppresse dallo statuto ed nullo ogni patto volto ad
escluderle o a renderle pi gravose) riguardano:
- la modifica significativa dell'oggetto sociale
- la trasformazione della societ
- il trasferimento della sede all'estero
- la revoca dello stato di liquidazione
- l'eliminazione di una o pi cause di recesso derogabili o previste dallo statuto
- la modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso
- le modificazioni dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione
In questi casi il diritto di recesso pu essere esercitato dal socio anche solo per una parte delle azioni da esso possedute.

Le cause derogabili di recesso, salvo che lo statuto non disponga diversamente, riconoscono il diritto di recesso ai
soci che non hanno concorso l'approvazione delle delibere riguardanti:
- la proroga del termine di durata
- l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni
In questi casi il diritto di recesso pu essere esercitato solo per la totalit delle azioni del socio.

Nelle societ a tempo indeterminato non quotate tutti i soci possono recedere liberamente con preavviso di
180gg allungabile dallo statuto fino ad 1 anno.
Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata spedita alla societ entro
15gg dall'iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima o entro 30gg dalla conoscenza da
parte del socio se il fatto che legittima il recesso non una delibera.
Le azioni per le quali esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate c/o la sede
sociale.
Il recesso non pu essere esercitato oppure perde efficacia se entro 90gg dal recesso, la societ revoca la delibera che lo
legittima o si delibera lo scioglimento della societ.



Il recesso del socio riduce la liquidit della societ che deve rimborsargli il valore delle azioni.
Con la riforma del 2003 il legislatore ha sancito che il valore di liquidazione deve essere determinato dagli amministratori
e deve sostanzialmente coincidere con il valore reale delle azioni. Devono infatti considerare tutta la consistenza
patrimoniale della societ, le prospettive reddituali future ed il valore di mercato di esse. Lo statuto pu comunque
prevedere criteri di valutazione diversi, criteri individuati in modo preciso tutelando cos i soci dalleccessiva
discrezionalit degli amministratori nella determinazione del valore di liquidazione.
La valutazione del valore di liquidazione deve inoltre essere effettuata e comunicata ai soci prima della delibera che pu
dare origine ad un recesso. Tale valore potr poi essere contestato dal socio allatto della dichiarazione di recesso,
contestazione su cui decider entro 90gg un esperto nominato dal tribunale. La stima dellesperto potr essere
impugnata dalla societ solamente se manifestamente iniqua.
Nelle societ quotate il loro valore determinato dalla media aritmetica dei prezzi degli ultimi 6 mesi antecedenti lavviso
di convocazione dellassemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso.

PROCEDIMENTO
Le azioni del socio che recede devono essere offerte in opzione agli altri soci in proporzione alle azioni da loro possedute,
opzione che spetta anche ai titolari di obbligazioni convertibili. Lofferta di opzione deve essere depositata nel registro
delle imprese entro 15gg dalla determinazione del loro valore. Il termine entro cui i soci possono esercitare il diritto di
opzione non inferiore a 30gg decorso il quale sulle azioni inoptate hanno diritto di prelazione gli altri soci, altrimenti
sono vendute sul mercato o alienate a terzi. Se entro 180gg dal recesso alcune azioni non sono state vendute, sono
rimborsate al socio ed acquistate dalla societ stessa in deroga ai limiti previsti per lacquisto di azioni proprie. Se non ci
sono riserve si convoca lassemblea dei soci per deliberare la riduzione del capitale sociale.


OBBLIGAZIONI
Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore
nominale e con uguali diritti di un'unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. L'obbligazione
attribuisce la qualit di creditore della societ.
L'obbligazionista ha diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi) normalmente svincolata dai risultati
economici della societ finanziata nonch al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza
pattuita.


Le obbligazioni si differenziano dagli strumenti finanziari partecipativi in quanto:
- attribuiscono il diritto al rimborso della somma di denaro prestato indipendentemente dall'andamento
economico della societ, diritto che non pu essere escluso o soppresso (come invece pu venire per gli
strumenti finanziari partecipativi)
- sono titoli di massa

TIPOLOGIE DI OBBLIGAZIONI:
- obbligazioni a premio: prevedono l'attribuzione agli obbligazionisti di utilit aleatorie assegnate mediante
sorteggio o altro sistema
- obbligazioni partecipanti: i tempi e le entit degli interessi variano in dipendenza dall'andamento economico
della societ


- obbligazioni indicizzate: il cui rendimento legato all'andamento del mercato finanziario in relazione a indici
di varia natura
- obbligazioni in valuta estera: rispondono allo stesso scopo delle applicazioni indicizzate
- obbligazioni convertibili in azioni: attribuiscono allobbligazionista la facolt di trasformare il proprio credito
in una partecipazione azionaria
- obbligazioni con warrant: attribuiscono allobbligazionista il diritto di sottoscrivere o acquistare azioni della
societ emittente (diritto di opzione)
- obbligazioni subordinate: rimborsabile solo dopo l'integrale soddisfacimento degli altri creditori nel caso di
liquidazione volontaria o assoggettamento a procedura concorsuale della societ emittente

LIMITI ALLEMISSIONE
- non possono essere emesse obbligazioni per una somma complessivamente eccedente il doppio del totale
del:capitale sociale + riserve legali + riserve disponibili, risultanti dall'ultimo bilancio approvato
- possibile emettere obbligazioni in eccedenza al limite sopra indicato quando:
o le obbligazioni sono destinate ad investitori istituzionali soggetti a vigilanza potenziale (banche,
assicurazioni, finanziarie)
o le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado sugli immobili di propriet della societ fino a
2/3 del valore di bilancio di questi
o ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale e la societ autorizzata con
provvedimento governativo
- eventuali riduzioni volontarie del capitale devono essere effettuate nel rispetto dei limiti previsti per il rapporto
patrimonio netto-obbligazioni
- al computo del limite generale all'emissione di obbligazioni concorrono anche gli importi relativi alle garanzie
prestate dalla societ per obbligazioni emesse da altre societ anche estere.

PROCEDIMENTO DI EMISSIONE
Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l'emissione delle obbligazioni deliberata dagli amministratori con
verbale redatto da notaio ed iscritto nel registro delle imprese.
Il collocamento sul mercato delle obbligazioni soggetto alla disciplina della sollecitazione all'investimento in strumenti
finanziari.
Il prezzo di emissione delle obbligazioni pu essere anche inferiore al valore nominale tranne che per le obbligazioni
convertibili.
L'ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle obbligazioni nel quale deve essere
annotato anche l'ammontare delle obbligazioni via via estinte, il nome dei titolari di obbligazioni nominative ed i
trasferimenti e i vincoli relativi a queste ultime.

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI
Le obbligazioni convertibili devono essere offerte in opzione agli azionisti ed ai possessori di obbligazioni convertibili
precedentemente emesse secondo le modalit stabilite dalla disciplina del diritto di opzione
La delibera di emissione delle convertibili pu essere adottata solo se il capitale sociale precedentemente sottoscritto
stato interamente versato.
Le obbligazioni convertibili non possono essere emesse per una somma complessivamente inferiore al loro valore
nominale.


La delibera all'emissione spetta all'assemblea straordinaria ma possibile tuttavia attribuirla agli amministratori fino ad
un ammontare determinato e per il periodo massimo di 5 anni cos come avviene per la delega relativa all'aumento del
capitale sociale.
La delibera deve determinare anche il rapporto di cambio, il periodo e le modalit di conversione, deve inoltre
contestualmente deliberare l'aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle
azioni da attribuire in conversione. L'aumento di capitale cos deliberato sar sottoscritto anche parzialmente via via che
gli obbligazionisti eserciteranno il diritto di conversione.
Durante il periodo di conversione:
- nel caso di aumenti del capitale a pagamento e di nuove emissioni di obbligazioni convertibili, il diritto di
opzione sugli stessi spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili
- in caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione dello stesso per perdite, il rapporto di cambio
automaticamente modificato in proporzione alla misura dell'aumento o della diminuzione del capitale
- la societ non pu deliberare la riduzione volontaria del capitale, la fusione con altra societ, la scissione o la
modificazione delle disposizioni dell'atto costitutivo riguardanti la ripartizione degli utili fin quando non siano
scaduti termini fissati per la conversione

ORGANIZZAZIONE DEGLI OBBLIGAZIONISTI
prevista un'assemblea degli obbligazionisti che delibera:
- sulla nomina e revoca del rappresentante comune
- sulle modificazione delle condizioni del prestito
- sulla proposta di amministrazione controllata e di concordato preventivo e fallimentare
- sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi sul relativo rendiconto
- sugli altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti

Valgono per l'assemblea degli obbligazionisti le stesse regole di funzionamento dettate per l'assemblea
straordinaria dei soci. convocata dagli amministratori o dal rappresentante comune, la convocazione obbligatoria
se n' fatta richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentano 1/20 dei titoli emessi e non estinti, all'assemblea possono
assistere amministratori e sindaci.
Le delibere sono valide con il voto favorevole degli obbligazionisti che rappresentano la met delle obbligazioni
emesse e non estinte.
Si applica la stessa disciplina per le delibere assembleari nulle e annullabili.

Il rappresentante comune nominato dall'assemblea degli obbligazionisti o, in carenza, dal tribunale su domanda di
uno o pi obbligazionisti o degli amministratori della societ, il suo compenso fissato dall'assemblea ed a carico della
stessa organizzazione degli obbligazionisti.
Tutela gli interessi comuni degli obbligazionisti nei confronti della societ e dei terzi, assiste allassemblea dei soci, ha la
rappresentanza processuale degli obbligazionisti anche nelle procedure concorsuali.
L'organizzazione di gruppo non priva il singolo obbligazionista del potere di tutelare i propri diritti nei confronti della
societ, sono tuttavia precluse le azioni individuali che siano incompatibili con le deliberazioni dell'assemblea.






LO SCIOGLIMENTO DELLA SPA
CAUSE DI SCIOGLIMENTO:
- Decorso del termine di durata fissato nell'atto costitutivo, termine che pu per essere prorogato prima
della scadenza con delibera dell'assemblea straordinaria
- conseguimento o sopravvenuta impossibilit di conseguimento dell'oggetto sociale
- impossibilit di funzionamento o continua inattivit dell'assemblea, necessario per che la paralisi
dell'organo assembleare precluda l'adozione di delibere necessarie (es. nomina di amministratori)
- riduzione del capitale al disotto del minimo legale, salvo che l'assemblea deliberi la riduzione e il
contemporaneo aumento del capitale fino almeno al minimo legale
- la delibera dell'assemblea straordinaria di scioglimento della societ, in seguito al recesso di uno o pi
soci o allimpossibilit di rimborsare le relative azioni senza ridurre il capitale sociale o all'opposizione dei
creditori alla riduzione
- deliberazione dell'assemblea straordinaria di scioglimento anticipato rispetto al termine previsto
- altre cause previste dallatto costitutivo o dallo statuto

Al verificarsi di una causa di scioglimento, gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e
all'iscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione assembleare che dispone lo
scioglimento. In caso di omissione vi provvede il tribunale con decreto soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese.
Liscrizione prevista anche in caso di scioglimento per provvedimento dell'autorit governativa, sentenza dichiarativa di
fallimento e sentenza che dichiara la nullit della societ.
Alla denominazione della societ deve essere aggiunta l'indicazione che si tratta di societ in liquidazione.
Gli effetti della liquidazione decorrono dal momento dell'iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione di
accertamento del consiglio di amministrazione o della delibera assembleare di scioglimento. In caso di ritardo o
omissione nell'accertamento e nell'iscrizione, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i
danni subiti dalla societ, dai creditori sociali e dai terzi.

STATO DI LIQUIDAZIONE
Con la dichiarazione dello stato di liquidazione gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori,
convocano l'assemblea per le delibere relative alla liquidazione e sono responsabili della conservazione dei beni sociali fin
quando non li abbiano consegnati ai liquidatori. Gli amministratori conservano il potere di gestire la societ ai soli fini
della conservazione dell'integrit e del valore del patrimonio sociale. Per gli atti posti in essere violando tale limitazione,
gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecanti alla societ, ai soci, ai creditori
sociali e ai terzi.
Lo scioglimento della societ si ripercuote su tutti gli organi sociali, sono applicabili le norme sul loro funzionamento per
quanto applicabili, la stessa assemblea dei soci pu deliberare in merito ad alcune modificazioni dello statuto ai fini dello
scioglimento ed comunque consentita la fusione con altre societ fin quando non sia iniziata la distribuzione dellattivo.

La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione per tornare ad una fase di normale esercizio con
delibera dell'assemblea straordinaria previa eliminazione della causa di scioglimento. riconosciuto ai soci che non
hanno concorso alla deliberazione il diritto di recesso.
La revoca dello stato di liquidazione ha effetto solo dopo 60gg dall'iscrizione nel registro delle imprese senza che creditori
sociali anteriori all'iscrizione abbiano proposto opposizione



PROCEDIMENTO DI LIQUIDAZIONE
il procedimento si apre con la nomina di uno o pi liquidatori, sono nominati dall'assemblea straordinaria (salvo diversa
disposizione dello statuto) con delibera che ne fissa il numero, le regole di funzionamento ed i poteri con particolare
riguardo alla cessione dell'azienda sociale, di rami di essa o anche di singoli beni o diritti nonch agli atti necessari per la
conservazione del valore dell'impresa compreso il suo esercizio provvisorio in funzione del migliore realizzo.
In difetto i liquidatori sono nominati dal tribunale su istanza di singoli soci o amministratori o sindaci.
I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento di liquidazione salvo sia espressamente fissato un
termine, si applicano le stesse cause di ineleggibilit e di decadenza previste per gli amministratori.
I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea con le maggioranze prescritte per l'assemblea straordinaria, se
sussiste giusta causa sono revocabili anche dal tribunale su istanza dei soci, sindaci o del pubblico ministero.
Con l'iscrizione della nomina dei liquidatori nel registro delle imprese gli amministratori cessano dall'incarico e devono
consegnare ai liquidatori i beni sociali.

LIQUIDATORI
- hanno lo stesso dovere di diligenza previsto per gli amministratori e si applica la stessa disciplina della
responsabilit.
- Prendono in consegna dagli amministratori di beni e i libri sociali e redigono con gli stessi linventario del
patrimonio
- possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della societ salvo diversa disposizione statutaria o
adottata in sede di nomina e soggetta ad iscrizione nel registro
- l'attivit dei liquidatori diretta innanzitutto al pagamento dei creditori sociali, non possono ripartire fra i soci i
beni della societ fin quando non siano pagati tutti creditori noti o non siano state accantonate le somme
necessarie per pagarli. L'attuale disciplina prevede per la possibilit di distribuire ai soci degli acconti durante
la liquidazione, per necessario che dai bilanci risulti che la ripartizione di tali acconti non incide sulla
disponibilit di somme di idonee a soddisfare i creditori. I liquidatori sono responsabili personalmente e
solidalmente per i danni che ne derivano ai creditori sociali.
Se i fondi disponibili risultano insufficienti, possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora
dovuti sulle azioni non interamente liberate.
Se la liquidazione si protrae oltre l'anno devono redigere il bilancio e sottoporlo all'approvazione dell'assemblea.
Completata la liquidazione del patrimonio sociale con la conversione in danaro dell'attivo, redigono il bilancio
finale di liquidazione indicando la parte spettante a ciascun socio nella divisione dell'attivo (piano di riparto).
Il bilancio finale di liquidazione deve essere approvato dai singoli soci e si applica il meccanismo
dell'approvazione tacita, si ritiene quindi approvato se, decorsi 90gg al deposito nel registro delle imprese,
nessun socio abbia proposto reclamo davanti al tribunale.
Il bilancio si ritiene approvato anche quando l'attivo stato ripartito fra i soci e questi abbiano rilasciato
quietanza senza riserva, all'atto del pagamento dell'ultima quota di riparto.
L'approvazione del bilancio finale di liquidazione libera i liquidatori di fronte ai soci per l'attivit svolta salvo gli
obblighi relativi alla distribuzione dell'attivo risultante dal bilancio stesso. Le somme non riscosse dai soci, entro
tre mesi dall'iscrizione dell'avvenuto deposito del bilancio, sono depositate dai liquidatori presso una banca.






ESTINZIONE DELLA SOCIETA
Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle
imprese e depositano presso l'ufficio del registro i libri della societ.
Prima del compimento dellatto formale di cancellazione, la societ si considera ancora esistente ed eventuali creditori
sociali insoddisfatti dovranno perci rivolgersi ancora alla societ nella persona dei liquidatori.
Una volta estinta la societ, i creditori sociali rimasti insoddisfatti, possono far valere i loro diritti:
- nei confronti dei soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di
liquidazione
- nei confronti dei liquidatori se il mancato pagamento dipeso da loro colpa
I creditori sociali possono tuttavia chiedere il fallimento della societ al massimo entro un anno dalla cancellazione della
stessa dal registro delle imprese.



SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI S.a.p.A.
La societ in accomandita per azioni si caratterizza per la presenza istituzionale di due categorie di soci:
- accomandatari, rispondono solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali e sono per legge
amministratori della societ
- accomandanti, sono obbligati verso la societ nei limiti della quota di capitale sottoscritto
Le partecipazioni sono comunque rappresentate da azioni e si applicano le disposizioni previste per la societ per azioni
in quanto compatibili.

AZIONISTA ACCOMANDATARIO
l'azionista accomandatario risponde illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali ed amministratore della
societ e si differenzia dall'accomandatario nella SAS in quanto:
- nella SAS laccomandatario non necessariamente amministratore e risponde comunque delle obbligazioni
sociali anche se non amministratore o se cessa di esserlo.
- Nella SAPA l'accomandatario individuato nell'atto costitutivo necessariamente amministratore e non risponde
per le obbligazioni della societ sorte dopo l'iscrizione nel registro delle imprese della sua cessazione dell'ufficio
- Nella SAPA il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento dell'accettazione
della nomina e risponde solo per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da quel momento

COSTITUZIONE CONFERIMENTI AZIONI
- l'atto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari che automaticamente sono di diritto
amministratori
- la denominazione sociale deve essere costituita dal nome di almeno uno degli accomandatari, se composto dal
nome di un accomandante questo non ne risponde illimitatamente come invece accade nella SAS
- chi acquista le azioni da un accomandatario diventa semplicemente socio accomandante ma non amministratore
se non quando nominato amministratore dall'assemblea. L'acquirente infatti non succede nella carica di
amministratore dell'alienante.
- Le azioni degli accomandatari non sono qualificate come categoria speciale di azioni




ORGANI SOCIALI
come per la societ per azioni, l'organizzazione interna della societ in accomandita per azioni, si fonda sulla necessaria
presenza di tre distinti organi: assemblea, amministratori e collegio sindacale.
All'assemblea si applicano le stesse norme di funzionamento dettate per la SPA.
- gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci nonch in quelle
concernenti l'esercizio dell'azione di responsabilit nei loro confronti
- le modificazioni dell'atto costitutivo devono essere deliberate dall'assemblea straordinaria con la necessaria
approvazione di tutti i soci accomandatari
- l'assemblea straordinaria nomina e revoca gli amministratori
- i soci accomandatari designati nell'atto costitutivo sono di diritto amministratori ed il loro ufficio ha carattere
permanente, possono essere tuttavia revocati con delibera dell'assemblea straordinaria, possono anche
rinunciare all'ufficio
- la nomina di nuovi amministratori in sostituzione di quelli cessati dalla carica, deve essere approvata anche
dagli amministratori rimasti in carica
- gli accomandatari-amministratori sono soggetti agli stessi obblighi degli amministratori della SPA
- l'organo amministrativo funziona secondo la stessa disciplina dettata per il consiglio di amministrazione
- gli accomandatari non possono per votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina e la revoca dei sindaci.

SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA
Oltre alle cause di scioglimento previste per la SPA, previsto lo scioglimento in caso di cessazione dalla carica di tutti gli
amministratori se entro sei mesi non si provveduto alla loro sostituzione ed i sostituti non hanno accettato la carica.
Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio i cui poteri sono limitati agli atti di
ordinaria amministrazione e non assume la qualit di socio accomandatario.
Non quindi prevista fra le cause di scioglimento il venir meno di tutti gli accomandanti come invece avviene per le SAS.
Allo scioglimento si applica tutta la disciplina prevista per le SPA.
Se il patrimonio sociale insufficiente al pagamento dei creditori, i liquidatori potranno richiedere agli accomandatari le
somme necessarie nei limiti della rispettiva responsabilit ed in proporzione alla partecipazione di ciascuno nelle perdite
(rispondono infatti personalmente ed illimitatamente).
Avvenuta la cancellazione della societ, i creditori insoddisfatti, potranno far valere i loro diritti nei confronti degli
accomandatari, dei liquidatori se il mancato pagamento dipeso da colpa di questi,
potranno invece agire nei confronti degli accomandanti solo nei limiti della quota di liquidazione da essi riscossa.