Sei sulla pagina 1di 16

Passages metrocorporei

Il corpo-dispositivo per unestetica della transizione


Qui i Passages di Walter Benjamin divengono metafora, montaggio,
architettura fluttuante per tracciare una nuova geografia corporea. La
complessit della contemporaneit richiede un nuovo dispositivo
transdisciplinare dove le scienze e le arti possano convivere per una terza
cultura. Le nuove tecnologie assorbono il corpo e persino i processi della
coscienza (technoetica). Lessere vivente deve ripensarsi plurale, sincretico,
pluricentrico e capace di fondersi con il sex appeal dellinorganico, per una
neo antropologia dellartificiale. Il metrocorpo la risultante di questo
processo che recupera una nuova metrica del corpo, disposta ad accettarsi
nella complessit di questa ri(e)voluzione. Guardare verso il futuro la sfida
umana del corpo-dispositivo che transita verso un progetto nuovo di
esistenza, gettando al di l le basi per ripensare naturalmente la propria
tecnologia.
Introduzione di K. Alfons Knauth e postfazione di Massimo Canevacci
Giorgio Cipolletta dottore di ricerca in Teoria dellinformazione e della
comunicazione. Nel 2011 stato visiting student presso lo ZKM (Zentrum fr
Kunst und Medientechnologie) di Karlsruhe. Attualmente docente a
contratto per il Laboratorio di Arte visuale e tecnologia presso il Dipartimento
di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali.
Collabora con diverse riviste e si occupa di arte contemporanea e nuove
tecnologie.
25,00
ISBN 978-88-6056-388-0
eum edizioni universit di macerata
In copertina:
disegno china su carta di Lisa Gelli
Giorgio Cipolletta
Passages
metrocorporei
Il corpo-dispositivo
per unestetica
della transizione
G
i
o
r
g
i
o

C
i
p
o
l
l
e
t
t
a
P
a
s
s
a
g
e
s

m
e
t
r
o
c
o
r
p
o
r
e
i
eum > estetica digitale > comunicazione
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
cipolletta_passages.pdf 1 21/03/14 10:04
eum > estetica digitale > comunicazione
Premio Tesi di dottorato
Collana diretta da Rosa Marisa Borraccini e Mariano Cingolani
Giorgio Cipolletta
Passages metrocorporei
Il corpo-dispositivo per unestetica della
transizione
eum
isbn 978-88-6056-388-0
Prima edizione: marzo 2014
2014 eum edizioni universit di macerata
Centro Direzionale, Via Carducci 63/a - 62100 Macerata
info.ceum@unimc.it
http://eum.unimc.it
Volume pubblicato con i fondi dellUniversit degli Studi di Macerata. Lopera
risultata vincitrice al concorso: Premio Pubblicazione Tesi di Dottorato, Sessione
2012, Area 14: Scienze Politiche e Sociali.
Indice
7 Introduzione di K. Alfons Knauth
Parte zero
Scrivere il corpo
13 0.
18 0.1 Il corpo transmediale
28 0.2 Scrivere al corpo
32 0.3 Per uno sguardo transdisciplinare: dal corpo al metrocorpo
45 0.4 Il metrocorpo
Parte prima
Cosa pu un corpo?
55 1.
56 1.1 Umano
75 1.2 Postumano
99 1.3 Il corpo anagrammatico (Der Anagrammatische Krper)
111 1.4 Manifesto del Postumano. Capire come il mondo cambia e
cambiare il mondo di Robert Pepperell
120 1.5 Passages metrocorporei (dalla riproducibilit tecnica al post-digitale)
132 1.6 Vilm Flusser: Technisches Bild
Parte seconda
Technoetics
157 2.
158 2.1 La tecnoetica di Roy Ascott
163 2.2 Sincretismo
168 2.3 Synthesis
173 2.4 La terza cultura
Parte terza
Le terze vite
183 3.
183 3.1 Body/Bodies: moltiplicazione digitale
6
INDICE
222 3.2 Sognare un corpo telematico
231 3.3 Being there
236 3.4 Esecuzione del digitale (VHP, Visible Human Project)
248 3.5 Avatar
259 3.6 Le terze vite: per unantropologia dellarticiale
285 3.7 Siamo umani o postumani?
296 3.8 Kurzweil versus Nicolelis
317 3.9 Che cosa vuole la tecnologia?
324 3.10 Pratiche estetiche dellarticiale
342 3.11 Dalla realt aumentata alla realt ibrida
Parte quarta
Connettitudini
363 4.
364 4.1 Bioipermedia, connessioni e moltitudini
374 4.2 Schermopatia
377 4.3 Per una estetica touchscreen
381 4.4 Il corpo come game
Parte quinta
Il corpo-dispositivo
393 5.
394 5.1 La disposizione del corpo
409 5.2 Per una estetica della transizione
418 5.3 Somaestetica: una proposta disciplinare per una estetica pragma-
tista di Richard Shusterman
428 5.4 Dal post- al trans-: verso una prospettiva transumanista
445 5.5 Una critica alla visione transumanista
Congedo
461 Variazione metrocorporea (per una nuova metrica del corpo)
469 Bibliograa e fonti
519 Postfazione di Massimo Canevacci. Corpi ubiqui
523 Rainer Maria Rilke, Lettera a un giovane poeta
527 Ringraziamenti
529 Indice dei nomi
535 Indice degli artisti
Introduzione di K. Alfons Knauth
Alzandosi sulle spalle di un corpus impressionante di pensa-
tori classici e moderni, Giorgio Cipolletta elabora un concetto
coerente del corpo contemporaneo, individuale e collettivo, eti-
co ed estetico, antropologico e tecnologico. Si tratta di un corpo
in continuo movimento o divenire, visibile ed invisibile, com-
posto di uninnit di altri corpi che si connettono fra di loro e
si trasformano attraverso un incessante passage, metamorco,
crossmediale e transdisciplinare. Questo corpo si manifesta e si
pensa innanzitutto nei campi della comunicazione, dellarte e
della tecnologia. Lautore prosegue la concezione e la procrea-
zione del corpo contemporaneo a partire dalla losoa somatica
specie di Spinoza, Merleau-Ponty e Deleuze no alla teoria della
comunicazione multi o transmediale, dellestetica della tecnica,
e della losoa delluomo moltiplicato e del transumanesismo,
relativo o radicale, di Peter Sloterdijk e di Hans Moravec, di
Vilm Flusser, Roy Ascott, Massimo Canevacci, Roberto Dio-
dato, di McLuhan, e di Walter Benjamin, per menzionare solo
alcuni dei pi discussi nella tesi.
Le riessioni centrali dellautore si cristalizzano attorno al
concetto neologico e gurativo del metrocorpo, comprese le
molteplici connotazioni del termine che stabiliscono altrettante
connessioni concettuali. Prima di tutto, il metrocorpo tramite
una doppia associazione paronimica e metonimica costituisce
il parametro essenziale del contemporaneo (464), il quale sa-
rebbe quasi un esistenziale dellessere-nel-mondo-della-tecnica
(330) in un aggiornato senso heidereggiano che Cipolletta cerca
di impostare con una certa tendenza a conciliare i contrari.
Contestualmente, il metrocorpo in quanto condizione-im-
magine (45) del corpo collocato nellambito della metropoli
INTRODUZIONE DI K. ALFONS KNAUTH
8
quale emblema della modernit massmediatica, locale e globale,
specie della Rete. La dinamica transitoria e metropolitana di tale
corpo deriva dal Passagenwerk di Benjamin (122) che viene ag-
giornato pertinentemente nei passaggi metrocorporei del libro.
Il corpo stesso diventa metropoli nella misura in cui esso su-
scettibile di essere abitato da dispositivi nanotecnologici (461).
Un altro derivato concettuale e gurativo del metrocorpo
laspetto metrico o numerico che gli spetta (412). Il metrocorpo
si denisce essenzialmente attraverso la sua matrice algoritmica
(184), la quale digitalizza e potenzia il teorema antico e sosta
che luomo la misura di tutte le cose, altres il principio an-
tropometrico di Leonardo da Vinci che viene potenziato a tal
punto che si estende dal microcosmo al macrocosmo virtuale ed
oltre qualsiasi prestabilita essenza naturale. Tramite la compo-
nente algoritmica il metrocorpo ottiene lo statuto di un nuovo
linguaggio che si articola ad esempio mediante lalfabeto binario
delle sequenze genetiche del DNA (246) o la pixellizzazione
immaginaria della pelle-schermo (377). La correlazione preci-
sa di tale linguaggio numerico con il linguaggio naturale nelle
opere darte virtuale resta a determinare.
Il metrocorpo metrico algoritmico, algo/ritmico per cos di-
re, pure nel senso musicale e sonoro oppure metronomico (47):
i suoi passages fanno vibrare il corpo della metropoli virtuale
e globale. Questa nuova metrica (461-468) assume una di-
mensione nettamente poetica e antropologica del corpo che si
fatto nuovo (467), ci che, in un certo senso, ricorda la vita
nuova di Dante.
C pure una correlazione soggiacente fra la matrice nume-
rica del metrocorpo e la Magna Mater della Rete e della Tele-
matica che da un lato viene immaginata come matrice fertile
(418), vi si partoriranno nuove realt e nuovi ambienti (223),
e dallaltro lato si rivela essere una Matrice divorante (328,
124). Ricordiamo che le parole mater e matrice sono etimologi-
camente afni della voce metropolitana, la voce metro essendo
derivata dal greco meter o mater.
Finalmente c un senso morale deliberatamente ambivalente
della s/misura del metrocorpo: questo, da una parte, tende allilli-
mitato della sua estensione, misura (metro) il non-limite (47),
INTRODUZIONE DI K. ALFONS KNAUTH
9
e si avventura proprio in un compito rischioso (468), ma
dallaltra parte la nuova metrica del corpo si limita volentieri
ad un dialogo umanamente e naturalmente tecnologico (467),
allautocontrollo del metrocorpo e delle sue idee (466) e a una
trasformazione tecno-antropocentrica invece di postumana. An-
che la funzione sociale delle interazioni multividuali (427), la
loro connessione emozionale e globale attraverso la Rete dimo-
stra una certa misura morale del metrocorpo. Nellimmagine del
Telematic Embrace di Roy Ascott e le sue technoetics (158), a
cui sottoscrive lautore, si rinnovano larmonia dellantico eros
cosmico e quella policorporea di Spinoza. Linter/letto digita-
le dellinstallazione Telematic Dreaming di Paul Sermon (228-
230) im/materalizza esteticamente quellabbraccio telematico
nel quadro misurato e metronomico di una tecno-etica.
Lautore resiste persino alla tentazione nichilista di uno scet-
tico che magari vedrebbe nello spazio virtuale lopportunit per
every-body di diventare no-body una volta per tutte. Invece di
aspirare ad essere nessuno egli considera la formula pirandel-
liana uno nessuno e centomila unopportunit di moltiplicar-
si nel circuito cross-narrativo della Rete (46-47). Di questo
modo si avvicina piuttosto alluomo moltiplicato di Marinetti
o alluomo globale di McLuhan che al disillusionismo di Piran-
dello.
Oltre alle opere losoche e teoriche accennate, il lavoro di
Giorgio Cipolletta sviluppa il concetto di metrocorporeo sulla
base di una straordinaria serie di analisi di opere artistiche cros-
smediali le quali, dal canto loro, contribuiscono considerevol-
mente allimpatto del rispettivo concetto tanto a livello teorico
quanto pratico.
Lautore dimostra, quindi, unampia conoscenza del pensiero
europeo classico, moderno e contemporaneo, una grande sotti-
gliezza interpretativa ed anche verbale, una notevole autonomia
riessiva, rigore metodologico ed argomentativo, e nalmente
una meritevole originalit tanto nel dettaglio quanto nella sinte-
si delle diverse e differenziate osservazioni sulla materia.
Insomma, la lettrice e il lettore avranno loccasione di par-
tecipare a una animata impresa intellettuale, artistica e vitale,
un corpo a corpo o piuttosto una Psicomachia fra il corpo che
INTRODUZIONE DI K. ALFONS KNAUTH
10
esistenzialmente accade (467) ed il corpo che rischia di ca-
dere nella Uncanny Valley (273) di una tecnologia transumana
fuori controllo.
K. Alfons Knauth,
Prof. em. di Filologia romanza,
Ruhr-Universitt
Bochum, Germania
Postfazione di Massimo Canevacci
Corpi ubiqui
Di fronte allemergere accelerato delle pi diverse manife-
stazioni di culture digitali, il compito della ricerca di radicale
innovazione dentro e fuori luniversit. Le forme di scrittura sag-
gistiche non possono rimanere bloccate nelle dimensioni mono-
logiche e disciplinate. In particolare le immagini liberate
nelle loro visioni estetiche molteplici, dissonanti e temporanee
acquistano una crescente valenza cognitiva ed espressiva; esse
hanno unautonomia comunicazionale che si innesta, ma non si
risolve, nelle riessioni di scrittura o oralit. Per queste lestetica
la sda della rappresentazione polifonica e sincretica nel cuore
della didattica, della ricerca e della composizione.
Le arti che coniugano esposizioni di corpi e innesti digitali
si intrecciano compulsivamente con le esperienze quotidiane di
ogni persona. Per questo affrontare le questioni sollevate dallau-
to-rappresentazione mettono in crisi i modelli classici di fare
ricerca. In ogni villaggio dellAmazzonia, le popolazioni native
usano gli stessi strumenti dei ragazzi delle periferie metropoli-
tane, delle lite accademiche o nanziarie. Anzi, tali distinzioni
tra chi nativo, periferico o metropolitano diventano labili no
a scomparire. Quello che accade nelle manifestazioni in Brasi-
le, nella cosiddetta primavera araba, tra i miei amici Bororo o
Xavante mette in discussione il sistema tassonomico con cui le
epistemologie ufciali dellOccidente avevano governato (cio
rappresentato) istituzionalmente il mondo. In un certo qual mo-
do tutti siamo diversamente e contemporaneamente nativi, peri-
ferici, metropolitani. Se la citt industriale svanisce nellaria, la
metropoli comunicazionale emerge e si dilata no ad avvolgere
POSTFAZIONE DI MASSIMO CANEVACCI
520
ogni spazio globale o soggetto ubiquo. Un diverso cosmopoliti-
smo si sta congurando che sda le discipline tradizionali.
La scomparasa della sociologia come mezzo per interpretare
e trasformare la societ un esempio chiarissimo. La comunica-
zione digitale e persino analogica mette in discussione concetti,
paradigmi, metodologie fondate sulla citt. La dialettica morta.
La sintesi parola vuota. Lintervista una tecnica che parla
solo dellintervistato. Il dualismo cos come si straticato nei
processi logici e politici sopravvive e nello stesso tempo dimostra
la sua inefcacia a elaborare il presente/futuro, mentre ancora
un eccellente strumento per riprodurre le regressioni del passato.
Luniversit deve uscire dalle sue mura che la imprigionano
e affermare tendenze transdisciplinari disordinate tutte da spe-
rimentare, per ritornare nei suoi luoghi solo dopo aver dissolto
i conni spaziali e affermato la complementareit tra il dentro/
fuori. Per questo facolt, dipartimenti, piani di studio, curricu-
lum sono obsoleti. I territori material/immateriali da esplorare
sono esattamente quelli che Giorgio Cipolletta affronta in questo
testo. Lestetica transitiva dilata gli spazi/tempi dei propri ambiti
empirici e teorici. Lautore riprende la grande tradizione loso-
ca (in primis Spinoza re-enacted) in quanto apparato della cono-
scenza e della trasformazione, per dirigersi senza conni sulle pi
diverse e visionarie manifestazioni delle arti contemporanee. Per
questo i nessi tra comunicazione e arti sono immanenti quanto
devianti dai sentieri gi percorsi.
Le relazioni dissennate tra corpo e metropoli avvolgono que-
sti scenari. Il corpo somatizza la metropoli con tutti i suoi scom-
posti e incessanti ussi digitali. Lipotesi di fondo del libro con-
vincente nel vericare costante i ussi empirici dei mutamenti.
Una diversa metamorfosi sta dipanandosi nelle arti e nelle vite
quotidiane, che nei perturbamenti che assorbono il tradiziona-
le feticismo: una sorta di anomala alleanza tra meta-morfosi e
meta-feticismo si affaccia composta da estreme irregolarit negli
scenari della ricerca e dellesperienza. Anzich presupposto di
reicazioni o perversioni, il meta-feticismo mette in discussione
le opposizioni binarie, dialettiche, strutturali tra organico e inor-
ganico, tra natura e cultura, maschio e femmina, corpo e cosa,
soggetto e oggetto. Il meta-feticismo va al di l delle interpre-
CORPI UBIQUI
521
tazioni acquisite n dallinizio con unepisteme eurocentrica le
visioni delle culture altre, cui n Marx e Freud sono esenti, per
essere poi applicate nei corpi occidentali oscillanti tra fabbrica
e letto, tra lavoro e sesso.
Gran merito di Giorgio Cipolletta di strappare il concet-
to di dispositivo dalle gabbie ssate da Foucault e Agamben,
per estenderlo nel suo signicato applicato e con rigore loso-
co nella quotidianeit che connette tecnologie e corporeit.
La sua composizione di sviluppa verso un teriomorsmo che
nietzschianamente umanista e sacro, anzi si manifesta nelloltre
Nietzsche (per non parlare di Heidegger) in quanto incorpora la
tecnologia. Lautore prosegue laffermazione di Bateson che, svi-
luppando Darwin, vede levoluzione umana (e non di individui o
gruppi) basata sugli incroci tra specie e ambiente. E n dai pri-
mi mutamenti della storia umana le tecnologie sono immanenti
allambiente: I dispositivi tecnologici dispongono quindi di un
modo desistenza (463). Le protesi non si aggiungono pi al
corpo come ancora sosteneva loscuro Gehlen, bens si estendo-
no dentro il corpo, si somatizzano, si ibridizzano. Questa muta-
zione cultural-tecnologica si dipana nei ussi di corpi e digitale,
metropoli e comunicazioni, estetiche ed arti.
Quello che vorrei affermare, in questa purtroppo breve post-
fazione, che il concetto di siognomica si pu e deve riformula-
re e applicare in queste soggettivit altre che stanno emergendo,
una siognomica diversa da quella ottocentesca ed estesa negli
intrecci transitivi tra identit ubique, corpi mutanti, tecnologie
transumane. Gi Adorno aveva affermato che lubiquit si an-
dava ricongurando con i nascenti mass media e in particola-
re con la radio gi percepita secondo il concetto di ubiquit. E
proprio siognomica e ubiquit sono rimescolati dalle culture
digitali grazie alla retroazione cibernetica di Wiener (e di Bateson
che la chiamava schismogenesi). Le loro orme sono perseguite da
unanalisi che si presenta esemplare. Lautore riesce a concerta-
re autori complessi e diversi, tra i quali vorrei citare leccellente
analisi delle relazioni tra MacLuhan e Flusser, un capitolo da
studiare e diffondere: e in generale la ricerca si presenta come
cosmopolita e indisciplinata.
POSTFAZIONE DI MASSIMO CANEVACCI
522
Qui ed ora, lubiquo esprime tensioni oltre il pensiero sempli-
cato della ratio dualista, oltre la ssit identitaria delle cose e
dellessere, per offrire visioni poetiche-artistiche illimitate. Per il
soggetto ubiquo, le coordinate spazio-temporali diventano ten-
denzialmente superue e si espande un tipo di esperienza transiti-
va e istantanea con laltro; un altro altrettanto ubiquo, nel senso
che vive dove in quel momento si attiva il suo sistema digitale.
Tale esperienza non signica smaterializzazione dei rapporti in-
terpersonali, bens presenta connessioni ottiche e manuali, cere-
brali e immaginarie che spostano anche nellapparente immobili-
t lesperienza del soggetto. Il concetto di multividuo connettivo
si manifesta in tali connessioni ubique, attraverso frammenti spa-
zi/temporali privi di identicazioni pre-determinate o normali
e che moltiplicano identit temporanee.
Lartista contemporaneo si presenta quindi come un operato-
re della complessit e controllore di unesplosione combinatoria
estetico-digitale-corporea. in questo contesto articiale che il
sistema dicotomico uomo-natura viene messo in discussione, il
che non signica che vi sia tra loro identit uniforme, al contra-
rio. Dallopera ci spostiamo verso il processo. E allora il corpo
diventa metro-corpo, un body-corpse ovvero corpo tutto vivo
e tutto morto, oltre le dicotomie cadavere-vivente: ovvero, se-
condo la sua denizione, unimmagine retroattiva complessa
che reagisce al sistema connessione che le nuove tecnologie at-
tivano (46). ll metrocorpo in-forma una metrica del corpo al-
tra, mutante e aperta, in-forma laffectus spinoziano che ispira
lautore, in-forma connettitudini multividuali, tra inniti corpi
che si trans-formano nei processi costitutivi dellesperienza este-
tica. Una metrica del corpo che non ha rima poetica n misura
decimale o sistema tonale: una metrica metropolitana che si
affaccia e si sfaccia, ubiqua e digitale. un corpo che genera
stupore.
Massimo Canevacci
Prof. di Antropologia culturale e di Arte
e culture digitali, Roma La Sapienza
Visiting Professor Universit di
So Paulo (IEA-USP)
Passages metrocorporei
Il corpo-dispositivo per unestetica della transizione
Qui i Passages di Walter Benjamin divengono metafora, montaggio,
architettura fluttuante per tracciare una nuova geografia corporea. La
complessit della contemporaneit richiede un nuovo dispositivo
transdisciplinare dove le scienze e le arti possano convivere per una terza
cultura. Le nuove tecnologie assorbono il corpo e persino i processi della
coscienza (technoetica). Lessere vivente deve ripensarsi plurale, sincretico,
pluricentrico e capace di fondersi con il sex appeal dellinorganico, per una
neo antropologia dellartificiale. Il metrocorpo la risultante di questo
processo che recupera una nuova metrica del corpo, disposta ad accettarsi
nella complessit di questa ri(e)voluzione. Guardare verso il futuro la sfida
umana del corpo-dispositivo che transita verso un progetto nuovo di
esistenza, gettando al di l le basi per ripensare naturalmente la propria
tecnologia.
Introduzione di K. Alfons Knauth e postfazione di Massimo Canevacci
Giorgio Cipolletta dottore di ricerca in Teoria dellinformazione e della
comunicazione. Nel 2011 stato visiting student presso lo ZKM (Zentrum fr
Kunst und Medientechnologie) di Karlsruhe. Attualmente docente a
contratto per il Laboratorio di Arte visuale e tecnologia presso il Dipartimento
di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali.
Collabora con diverse riviste e si occupa di arte contemporanea e nuove
tecnologie.
25,00
ISBN 978-88-6056-388-0
eum edizioni universit di macerata
In copertina:
disegno china su carta di Lisa Gelli
Giorgio Cipolletta
Passages
metrocorporei
Il corpo-dispositivo
per unestetica
della transizione
G
i
o
r
g
i
o

C
i
p
o
l
l
e
t
t
a
P
a
s
s
a
g
e
s

m
e
t
r
o
c
o
r
p
o
r
e
i
eum > estetica digitale > comunicazione
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
cipolletta_passages.pdf 1 21/03/14 10:04