Sei sulla pagina 1di 34

ALGEBRA BOOLEANA

Insieme K con elementi che assumono i valori {0,1) con


operatori (AND , OR, NOT)
Notazione
!e
x
e " sono #ue varia$ili $ooleane
%&AND #i ' e " si in#ica con x y (oppure xy)
%&OR #i ' e " si in#ica con x + y
Il NOT #i
x
si in#ica con
x

( oppure con '& , (', (not ') ,x )

In )enerale, con n varia$ili si possono ottenere
) * (
*
n
+unzioni,
-ORT. %O/I01. .%.2.NTARI
/.N.RA%I33A3ION. D.%%. R./O%. DI D. 2OR/AN
ORDINE DI PRECEDENZA DEGLI OPERATORI LOGICI
Se in una espressione logica simbolica vengono utilizzati pi operatori
logici, viene valutato prima NOT, quindi AND e infne OR. er alterare tale
priorit! si usano le parentesi "
#sempio " $%a,b,c& '
%
a b c +
deve essere valutata , una volta
assegnati i valori booleani di a,b,c ,
eseguendo "
(& il not di a
)& la congiunzione and %*& tra
%
a e b
+& la disgiunzione or %,& tra
%
a b
e c
#sempio " $%a,b,c& '
%
( ) a b c + deve essere valutata , una volta assegnati i
valori booleani di a,b,c ,
eseguendo "
(& il not di a
)& la disgiunzione OR %,& tra b e c
+& la congiunzione and %*&
45N3ION. DI 2A//IORAN3A
%a risposta #el circuito 6 1 7uan#o ci sono pi8 9 uni 9 #i 9zeri:

-ORT. ;OR
LA PORTA XOR A PIU INGRESSI CALCOLA LA FUNZIONE DISPARI
Per esempio la f!"io!e #or $ra $re %aria&ili'
res$i$is(e il %alore %ero solo se !a sola %aria&ile ) %era *+,- o lo so!o $$$e e
$re.
CIRCUITO EQUIVALENTE ALLA FUNZIONE LOGICA EXOR
TA<.%%A #i verita& #ella +unzione .;OR 0 = A 'or <
%.//I -RIN0I-A%I D.%%&A%/.<RA <OO%.ANA
>>> > > > > > >> > > > > > > > > > > > > > > >> > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > >
ADDIZIONATORE A n BIT ( in questo caso n= !
?eri+icare che se 0 = 0 il circuito e++ettua uno shi+t (scivolamento )a sinistra #ei valori
D
0
@@D
A
e# !
A
risulta = 0 ( caso #ella moltiplicazione per *),
!e invece 0 = 1 il circuito e++ettua uno shi+t a #estra #ei valori D
0
@@D
A
e
!
0
risulta = 0 ( caso #ella #ivisione per *),
"#LTIPLE$ER
0ircuito che seleziona in $ase ai valori A < e 0 ( B se)nali #i
controllo) 7uale #e)li C se)nali #&in)resso sara& presente all&uscita D, Notare che i B
se)nali A,<,0 possono controllare *
B
= C se)nali #i in)resso (D
0
,D
1
, @@@,D
A
)
In )enerale con n se)nali #i controllo si possono selezionare *
n
se)nali
#&in)resso, Applicazioni pratiche tras+ormazione parallelo>seriale,
DE"#LTIPLE$ER
Il demultiplexer un circuito che compie una funzione inversa rispetto
al multiplexer; il demultiplexer in grado di trasferire a ciascuna delle
sue uscite un dato presente in ingresso in tempi successivi; l'uscita a
cui inviare il dato scelta mediante un apposito selettore; il
demultiplexer ha quindi un solo ingresso e pi uscite;
Nellesempio in figura:
le linee A!" controllano le entrate in serie
(D
%
&D
'
& (((&D
)
! in # uscite in parallelo $
Applicazione pratica : %rasformazione serie&parallelo$
Notiamo infine che il 'it in ingresso deve essere presente per tutto il
tempo in cui i selettori (A!") comandano il passaggio dall'ingresso
all'uscita di un certo 'it$
.sempio a E a$ = a E $
Duale aF( aE$) = a$
Regola del controduale
Data una +unzione $ooleana *(x
'
&x
+
&x
,
&(x
n
! si ottiene la sua
contro#uale *
c-

1) ne)an#o o)ni varia$ileG


*) scam$ian#o E e F
B) scam$ian#o 0 con 1

%a +unzione *
c-
ha la se)uente proprieta&
> per o)ni x
'
&x
+
&x
,
&(x
n


.%&'!


*
c-
(x
'
&x
+
&x
,
&(x
n!
= *(x
'
&x
+
&x
,
&(x
n
!
Huesto si)ni+ica che a parita& #i valori '
1
,'
*
,'
B
,@'
n
il valore che
assume * e& l&opposto #el valore che assume *
c-
.sempio>1

) ( F F
) ( F ) , , (
z y x z y x F
z y x z y x F
cd
+ = + =
+ =

?eri+icate, per esercizio, le ta$elle #i verita& #i * e #i *
c-
per tutti i
valori #i ',",z,
.sempio>*

y x y x F
y x y x F
cd
+ = =
+ =
F
) , (

e a$$iamo ottenuto una #elle proprieta& #i De 2or)an,
.sempio>B

( , ) F
F
cd
F x y x y
F x y x y
=
= + =

e a$$iamo ottenuto l&altra proprieta& #i De 2or)anII
-RO-RI.TA& DI ASSOR/I0ENTO 1 2imos$ra"io!e'
a 3 a& + a
a 3 a& + a 4*&3&- 3 a4& eleme!$o !e$ro 2el 4
+ a& 3 a& 3 a& 2is$ri&$i%i$5
+ a& 3 a& 3 a& (omm$a$i%i$a
+ a& 3 a& i2empo$e!"a
+ a* & 3 & - 2is$ri&$i%i$5
+ a4, i!%erso
+ a i2e!$i$5
a 3 a& + a3&
a 3 a& + a 3 a& 3 a& per lassor&imer!$o
+ a 3&*a 3 a- 2is$ri&$i%i$5
+ a 3&4, i!%erso
+ a 3 & i2e!$i$5

2a *a 3 a& + a3&- 2is(e!2e a!(6e
a 3 a& + a3&
Il teorema del consensus perme$$e 2i semplifi(are !a espressio!e
/oolea!a !el se7e!$e mo2o '
X8 3 XZ 3 8Z + X8 3 XZ
Come si %e2e sal$a il $er"o $ermi!e98Z9 :es$o ) ri2o!2a!$e e p; essere
elimi!a$o. Si !o$i (6e 8 e Z so!o asso(ia$i a X e X !ei primi 2e $ermi!i e
appaio!o i!sieme !el $ermi!e (6e ) elimi!a$o.
Dimos$ra"io!e'
X*Y + X *Z + Y*Z + X48 3 X4Z 3 84Z4* X 3 X - per leleme!$o !e$ro 2i 4
+ X48 3 X4Z 3 X484Z 3 X484Z
+ X48 3 X484Z 3 X4Z 3 X484Z per assor&ime!$o
+ X48*, 3 Z- 3 X4Z 4*, 3 8 -
+ X*Y + X*Z
C<D
Dale'
*X 3 8-* X 3 Z-*8 3 Z- + *X 3 8-* X 3 Z- .
CO"PLETEZZA DELLE PORTE NAND e NOR
%e porte NAND e NOR posso implementare qua/siasi
+unzione lo)ica (per 7uesto sono chiamate 0o1te uni2e1sa/i)
0IR05ITI INT./RATI
I circuiti #i)itali sono costruiti come circuiti inte)rati (I0) cristalli #i
semicon#uttori al silicio, #etti in+ormalmente chip, contenenti i componenti
elettronici per i )ate #i)itali,
I )ate sono interconnessi sul chip per +ormare il circuito inte)rato,
A secon#a #el numero #i )ate (porta lo)iche) che possono essere messi su
un chip variano #a pochi a mi)liaia #i milioni,
A secon#a #el numero parleremo #i
o !mall>scale inte)rate# (!!I) #iversi )ateG
o 2e#ium>scale inte)rate# (2!I) 10>100G
o %ar)e>scale inte)rate# (%!I) #a 100 a poche mi)liaiaG
o ?er" lar)e>scale inte)rate# (?%!I) #a parecchie mi)liaia a molti
milioni,
.!.R0I3I
?.RI4I0AR. tramite le re)ole #i <oole oppure tramite le ta$elle #i veritJ
7uale #elle se)uenti u)ua)lianze sono corrette
A< E A0 E <0 = A< E <0
A< E A0 E <0 = A< E A0
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
!empli+icare la se)uente +unzione a B varia$ili
4(A,<,0)=
BC B A +
4(A,<,0)= AF<F0 E <F0 E AF< E AF<F0
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Applican#o i teoremi #ell&al)e$ra #i <oole, veri+icare la se)uente
e7uivalenza tra espressioni
.%.2.NTI DI RA/IONA2.NTO %O/I0O,
0ON0.TTI 4ONDA2.NTA%I, I2-%I0A3ION. . R./O%. DI IN4.R.N3A
-er prima cosa il termine 9ra)ionamento lo)ico: nel senso #a noi usato va inteso come il
processo se)uito nella #e#uzione #i nuove 01o0osi3ioni o nuovi asserti #a una o pi8
proposizioni #ate,
-raticamente useremo, nello stesso senso, anche i termini 9in+erenza lo)ica: o 9in+erenza
#e#uttiva:, Osserviamo che 6 possi$ile anche stu#iare la lo)ica in senso 9in#uttivo:G tal caso
si parlerJ #i 9in+erenza statistica: o in+erenza sperimentale:,
5na #e+inizione appropriata #i in+erenza lo)ica risale al 1KLB #a parte #i M,0, 0oole"
D.4INI3ION.
Ogniqualvolta una o pi proposizioni portano a nuove
proposizioni che se sono state accettate quelle originali le
nuove devono essere accettate puramente in virt della forma
e non del contenuto .
Huesta #e+inizione sottolinea, ponen#o l&accento sulla +orma, il mo#erno punto #i vista
#ella lo)ica, %a ma))ior parte #elle ricerche lo)iche contemporanee apparten)ono al campo
noto sotto i vari nomi #i 9lo)ica sim$olica:, 9lo)ica +ormale:,
9lo)ica matematica:, che consiste nello stu#io #ei principii #el ra)ionamento e #i numerosi
ar)omenti a# essi connessi, con l&ausilio #i un sim$olismo altamente astratto e complesso,
%a 9lo)ica classica: (termine con cui a$itualmente s&inten#e lo stu#io #ella lo)ica $asato
sull&opera #el )ran#e +iloso+o e lo)ico )reco Aristotele) 6 invece una lo)ica essenzialmente
9ver$ale:,
PROPO4IZIONI GENERALI E PROPO4IZIONI PARTICOLARI
%a lo)ica +ormale si occupa #i asserti o #ichiarazioni che possono venire classi+icati, sia
e++ettivamente che ipoteticamente come 92e1i: oppure 9*a/si: ma non 92e1i e *a/si:
contemporaneamente:, A 7uesti asserti #aremo il nome #i 01o0osi3ioni5
Assioma 1 (-rincipio #i non contra##izione) E6 i70ossi8i/e c9e una 01o0osi3ione sia
conte70o1anea7ente 2e1a e *a/sa5
Assio7a+ (-rincipio #el terzo escluso) Non esistono a/t1i 2a/o1i -i 2e1it: o/t1e a ;<ERO; e
;=AL4O;5
0osN come nel lin)ua))io corrente possiamo incontrare +rasi semplici (costituite cio6 #a un
so))etto, un pre#icato e #a uno o pi8 complementi) e +rasi pi8 complesse, cosN anche in lo)ica
possiamo #istin)uere le 01o0osi3ioni ato7ic9e, cio6 7uelle pi8 semplici #elle 7uali a$$iamo
parlato +in 7ui, #elle 7uali si possa #ire su$ito se sono vere o +alse, #alle 01o0osi3ioni co70oste o
molecolari,
0hiameremo 9proposizioni )enerali: 7uelle in cui compaiono termini )enerali o in#e+initi come
9tutti:, 9alcuni:, 9o)ni:, 9ciascuno: G le proposizioni in cui non compaiono termini #i 7uesto tipo
saranno chiamate 9particolari:,
In $ase a 7uanto #etto, 7uin#i, nella lo)ica possono consi#erarsi proposizioni le +rasi
1) %a ze$ra 6 un mammi+eroG (prop, atomica)
*) B 6 un numero primo,
B) 2ilano 6 in !ar#e)na, ( una proposizione puO essere vera o +alsa)
L) <ru'elles 6 in <el)io o in Olan#a, (prop, composta)
P) %a neve 6 #i colore rosso,
Non possono consi#erarsi proposizioni, invece, le +rasi
Q) 4irenze 6 la cittJ pi8 $ella #&ItaliaG ( 6 so))ettiva)
A) 0hi 6 l&autore #e 9%&uomo senza 7ualitJ:R (6 una #oman#a)
C) -er +avore non chiamare #opo le 11 #i sera, (6 una richiesta)
K) AvantiI (6 un coman#o)
N./A3ION. #i una proposizione
-er esempio se p sta per 9sta pioven#o: - p sta per 9non sta pioven#o: oppure 96 +also che
stia pioven#o:,
DI!/I5N3ION.
%a #is)iunzione tra #ue proposizioni p , q 6 la proposizione
p o q oppure p+q oppure o p o q oppure p.q
che va intesa vera 7uan#o almeno una #elle proposizioni sia vera, +alsa nel caso opposto,
!e p in#ica come prima 9sta pioven#o: e q in#ica 9spen#e il sole: la proposizione composta
9o sta pioven#o o splen#e il sole 9 6 2e1a 7uan#o
1) sta pioven#o
*) spen#e il sole
B) sta pioven#o e splen#e il sole
Invece 6 *a/sa 7uan#o
> non sta pioven#o e non splen#e il sole
0ON/I5N3ION.
%a con)iunzione tra #ue proposizioni p , q 6 la proposizione
p / q oppure p*q oppure p q
che va intesa vera 7uan#o entram$e le proposizioni sono vere , +alsa nel caso opposto,
5san#o le prece#enti proposizioni p F q si)ni+ica 9 sta pioven#o e splen#e il sole:
I sim$oli intro#otti per la ne)azione, #is)iunzione e con)iunzione possono essere com$inati in
molti mo#i per #ar luo)o a #iverse proposizioni composte ,
Ricor#iamo che )li operatori -, 0 e , hanno prioritJ #i++erenti ,
-rima il NOT(>) poi l&AND (F) e poi l&OR (E), -er alterare tale prioritJ si possono usare le
parentesi S( )T,
.s a) p(7Er) p 1 vera e q o r 1 vera
$) p7 E r p e q 1 vera oppure r 1 vera
c) p(-q&,% -p&q " abbiamo %p e non2q & 1 vera oppure %non2q e
p& 1 vera.
3uesta 1 la disgiunzione completa o anc4e
elusive or.
#) -5%-p&, %-q&6 " 1 $alsa c4e non2p o non2q sia vera.
Alcune proposizioni composte possono risultare sempre vere , in tal caso si parla #i
tauto/o?ie5
.sempio la proposizione p E (-p& 1 sempre vera % 1 una tautologia&.
Alcune proposizioni composte possono risultare sempre +alse , in tal caso si parla #i
cont1a--i3ioni,
.sempio la proposizione q F(-q& 1 sempre $alsa % 1 una
contraddizione&.
Impli(a"io!e lo7i(a
%& i70/ica3ione /o?ica 6 un connettivo lo)ico attraverso il 7uale, a partire #a #ue proposizioni
p e q , si +orma una nuova proposizione ,chiamata p implica q e si scrive
p 7, la 7uale 6 +alsa solo se p 6 vera e 7 6 +alsa

Huesta #e+inizione si puO riassumere me#iante la se)uente ta$ella #i veritJ
p 7
p 7
+alsa +alsa vera
+alsa vera vera
vera +alsa +alsa
vera vera vera
!i #ice anche che
p 6 con#izione su++iciente per 7G
7 6 con#izione necessaria per pG
NOTAR. 01. %A TA<.%%A DI ?.RITA& D.%%&I2-%I0A3ION. p 7
.& .H5I?A%.NT. A%%&.!-.!!ION.
p q +
.sempio
p 6 la proposizione 9piove:
7 6 la proposizione 9/iulia resta a casa:
9se 0io2e allora Giu/ia 1esta a casa9
5san#o l&e7uivalenza con
p q +
possiamo a++ermare
O non piove o /iulia resta a casa
2A
!e non piove /iulia puO restare a casa oppure noI
CONTRARIA-INVERSA-CONTRONOMINALE

Data lUimplicazione p7 (i70/ica3ione -i1etta),
lUimplicazione
p q
si #ice cont1a1ia #i
lUimplicazione
q p
si #ice in2e1sa #i G
lUimplicazione
q p

si #ice cont1ono7ina/e #i ,
%&I70/ica3ione -i1etta e cont1ono7ina/e sono /o?ica7ente equi2a/enti, come si puO +acilmente
controllare costruen#o le relative tavole #i veritJ, !empre utilizzan#o le tavole #i veritJ si puO
#imostrare che una implicazione non e7uivale lo)icamente alla sua inversa nV alla sua contraria,
Tavole #i veritJ
p 7
+alsa +alsa vera vera 2e1a 2e1a 2e1a 2e1a
+alsa vera vera +alsa 2e1a *a/sa *a/sa 2e1a
vera +alsa +alsa vera *a/sa 2e1a 2e1a *a/sa
vera vera +alsa +alsa 2e1a 2e1a 2e1a 2e1a
Osserviamo che implicazione #iretta e contronominale hanno lo stesso valore #i veritJ , mentre
lUinversa ha lo stesso valore #i veritJ #ella contraria,
.!.2-I
!ia N un numero intero
p 6 la proposizione 9N ha lo zero come ultima ci+ra:
7 6 la proposizione 9 N 6 pari:
0onsi#eriamo lUimplicazione p 7
;4e N 9a /o 3e1o co7e u/ti7a ci*1a a//o1a @ 0a1i;A <ERA
%a sua contraria 6
W4e N non 9a /o 3e1o co7e u/ti7a ci*1a a//o1a non @ 0a1i;G 4A%!A
%a sua inversa 6
; 4e N @ 0a1i a//o1a 9a /o 3e1o co7e u/ti7a ci*1a ;A =AL4A
%a sua contronominale 6
; 4e N non @ 0a1i a//o1a non 9a /o 3e1o co7e u/ti7a ci*1a <ERA
-ossiamo allora a++ermare
0on#izione su++iciente , ma non necessaria, a++inchV N sia pari 6 che la sua
ultima ci+ra sia lo zero
0on#izione necessaria, ma non su++iciente, a++inchV N a$$ia come ultima ci+ra
lo zero, 6 che N sia pari,
LA O!!IA IM!LICAZIONE
!ia T un trian)oloG
0onsi#eriamo le #ue proposizioni
p = 9T 6 rettan)olo:
7 = 9 %e misure #ei lati #i T veri+icano la relazione pita)orica
In 7uesto caso
p 7
;4e T @ 1ettan?o/o a//o1a /e 7isu1e -ei /ati -i T 2e1i*icano /a 1e/a3ione 0ita?o1icaB <ERA
%a sua contraria 6
; 4e T non @ 1ettan?o/o a//o1a /e 7isu1e -ei /ati -i T non 2e1i*icano /a 1e/a3ione 0ita?o1icaB
<ERA
%a sua inversa 6
;4e /e 7isu1e -ei /ati -i T 2e1i*icano /a 1e/a3ione 0ita?o1ica a//o1a T @ 1ettan?o/o B <ERA
%a sua contronominale 6
;4e /e 7isu1e -ei /ati -i T non 2e1i*icano /a 1e/a3ione 0ita?o1ica a//o1a T non @ 1ettan?o/o :
<ERA
%e implicazioni sono tutte e 7uattro vere,
4i 0a1/a a//o1a -i I70/ica3ione -o00ia (0q !c9e si 0uC es01i7e1e ne//e *o17e
se?uentiD
p se e solo se 7,
p 6 con#izione necessaria e su++iciente per 7,
p 6 e7uivalente a 7,
0q @ 2e1a quan-o 0 e q 9anno /o stesso 2a/o1e -i 2e1it:
p 7
0q
+alsa +alsa vera
+alsa vera +alsa
vera +alsa +alsa
vera vera vera
-ossiamo allora a++ermare
4e e so/o se T @ 1ettan?o/o a//o1a /e 7isu1e -ei /ati -i T 2e1i*icano /a
1e/a3ione 0ita?o1icaB
Con-i3ione necessa1ia e su**iciente a**inc9E i /ati -i T 2e1i*ic9ino /a
1e/a3ione 0ita?o1ica @ c9e T sia 1ettan?o/o
%e #ue proposizioni
0 FT @ 1ettan?o/oB
q FLe 7isu1e -ei /ati -i T 2e1i*icano /a 1e/a3ione 0ita?o1icaB
sono /o?ica7ente equi2a/enti
REGOLE I INFERENZA
Re?o/a -i in*e1en3a -e-utti2a o "o-us 0onens
!e p q 6 vera e p 6 vera allora q @ 2e1a
Tavole #i veritJ
p 7
+alsa +alsa vera +alsa 2e1a
+alsa vera vera +alsa 2e1a
vera +alsa +alsa +alsa 2e1a
vera vera vera vera 2e1a
Regola d" "n#eren$a della controno%"nale o Modu& tollen&
!e p q 6 vera e
q
6 vera allora
p
@ 2e1a
Tavole #i veritJ
p 7
+alsa +alsa vera vera 2e1a
+alsa vera vera +alsa 2e1a
vera +alsa +alsa +alsa 2e1a
vera vera vera +alsa 2e1a
.!.2-I
:

9se 0io2e allora Giu/ia 1esta a casa9
A! PIO<EG a//o1a Giu/ia 1esta a casa
B! Giu/ia non 1esta a casaG allora Non 0io2e
.!.R0I3I
(%'! Di1e qua/i -e//e se?uenti co00ie -i *o17e 01o0osi3iona/i sono /o?ica7ente equi2a/enti
( il simbolo H = NOT& D
(a) A (A7B)8(A79B)
($) 9(A89B) 9A7B
(c) A:B 9B:A
(#) A7B (9A8B)7(A89B)
(e) A8(B:C) B 8 (A:C)
(+) (A7B):C (A:C)8(B:C)
risp (a) ($) (#) (+)
(%+! PostoD A = FCa1/o @ /i?u1eB e B = FDie?o @ 0ie7onteseB& sc1i2e1e /e 01o0osi3ioni c9e
*o17a/i33ano i se?uenti enunciatiD
(a) 90arlo non 6 li)ure: risp(9A!
($) 90arlo 6 li)ure e Die)o 6 piemontese:
(c) 90arlo 6 li)ure se$$ene Die)o sia piemontese:
(#) 9Non 6 vero che 0arlo sia li)ure e Die)o piemontese:
(e) 9!e 0arlo non 6 li)ure, allora Die)o non 6 piemontese:
(+) 9X +also che se 0arlo 6 li)ure, allora Die)o 6 piemontese:
()) 90arlo 6 li)ure solo se Die)o non 6 piemontese:
(h) 90arlo 6 li)ure se e solo se Die)o 6 piemontese:
(i) 9O 0arlo 6 li)ure o, se 0arlo non 6 li)ure, allora Die)o 6 piemontese:
(l) 9O 0arlo 6 li)ure e Die)o 6 piemontese, o nV 0arlo 6 li)ure, nV Die)o 6 piemontese:
(m) 90arlo 6 li)ure se Die)o 6 piemontese:
RI4PO4TE (a) 9A ($) A8B (c) A8B (#) 9(A8B)
(e) 9A:9B (+) 9(A:B) ()) A 9B (h) AB
(i) A7(9A:B) (l) (A8B)7(9A89B) (m) B:A
;<N#
Risp sotto la casella
Risp sotto la casella
da fnire
IM!LICAZIONI
5na #elle pi8 importanti e a$ituali relazioni tra #ue proposizioni 6 +ormata #ai #ue termini
9se@, allora 9 , Nel caso #i un teorema matematico il 9se: re))e l&ipotesi e l&:allora:
re))e la tesi , %a #imostrazione #el teorema mostra che vi 6 una connessione lo)ica tra
ipotesi e tesi che impone #i accettare la secon#a 7ualora sia stata accettata la prima, con
l&ipotesi a##izionale che i postulati ( #el ramo #ella matematica in esame) siano veri,
!pesso, nel lin)ua))io comune , una +rase che contiene il 9se@,,allora: viene usata in mo#o
molto pi8 casuale, senza che sia richiesta un&e++ettiva connessione lo)ica tra le #ue
preposizioni componenti ( spesso le #ue proposizioni sono le)ate #a una +orma #i causa e#
e++etto),
-er esempio
1) !e piove, allora l&aria si rin+rescherJ,
*) !e il tempo 6 $uono allora esco in $icicletta,
B) !e vai tu, allora ven)o anch&io,
Invece #i 9se@,,allora: si usa spesso un unico termine "implica# e 7ualsiasi proposizione
composta #el tipo 9se p, allora 7:, 9se p 6 vera , allora 7 6 vera: oppure 9 p implica 7: saraJ
chiamata un&implicazione e sarJ sim$ole))iata in 7uesto mo#o
p q
,
0ome +are per #e+inire l&implicazione con )li operatori an#, or, not , )iJ prece#entemente
conosciuti e usatiR
A 7uesto scopo consi#eriamo la se)uente proposizione

$e il tempo sarJ $uono allora si )iocherJ la partita
In 7uesto caso vi sono #ue possi$ilitJ corrispon#enti alla proposizione con#izionale, vale a
#ire che il tempo potrJ essere $uono o cattivo, Nel primo caso, accettan#o che la proposizione
sia vera


OR , . , / ,,
=or , >
not , - ,
? appartenenza
@ non appartenenza
A esistenza
B non esistenza
C
D%$also2 assurdo& simboli matematici
n = * varia$ili 1Q +unzioni possi$ili