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dell’uomo, vede con i suoi occhi. La scienza, coscienza di quel limite che è proprio dell’uomo,
dalla rivoluzione scientifica in poi, il che significa saper mantenere
parla il linguaggio delle generalizzazioni, la ferma consapevolezza che ogni conoscenza
degli strumenti, dei satelliti. Più diventa filosofica, ogni certezza scientifica,

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precisa e più si allontana dal punto di vista ogni espressione artistica sono pulviscoli
umano, più è potente e più si alimenta dell’oblio di speranza e di bellezza rubati all’insondabilità
della nostra condizione di mortali. Ciò significa dell’ignoto che ci avvolge.
che la scienza è da buttare?Non mi sembra. La scienza a differenza dell’arte non può

n 6
Ogni attività dello spirito umano si costituisce esprimere direttamente questa coscienza ma può

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7 come una risposta alla morte, ma per essere
portata avanti deve in qualche modo dimenticare
la morte stessa, agire, secondo gradi diversi,
agire secondo essa; al contrario può anche
lasciarsi oscurare dalle tenebre, nascoste
là dove meno ce le aspetteremmo, della paura

ma che
come se essa non ci fosse. La scienza si nutre e della morte.
di cieche speranze. Se l’uomo non sperasse
in qualche modo nel trionfo della vita Alessandro Franca

sottometto le e della bellezza sulla morte, se non potesse


scostare lo sguardo dalla certezza del dolore
mie opinioni e della finitezza, si comporterebbe forse in modo
“umano”, si dedicherebbe alla conoscenza? conoscersi
al giudizio Allora ogni gesto intellettuale diventa
tragicamente animato di speranza, che ne sia Perché è difficile conoscersi?

dei più saggi El topo, Alejandro Jodorowsky consapevole o no. Anche i sistemi teologici
(nel senso più vasto e politicamente scorretto
Perché conoscersi vuol dire “guarire”.
La guarigione passa attraverso la morte.

e all’autorità del termine) più asfissianti trovano la loro


radice nella speranza, che, se non riesce
Il serpente muta periodicamente la sua pelle
e diversamente da altri rettili,

della Chiesa cieche speranze,


disperazione accecante
ad esprimersi, degenera in paura e fissità,
intolleranza e paranoia. Una speranza castrata.
questa mutazione è fatta in un solo passo,
come tirarsi fuori un calzino.
Eschilo nel Prometeo Incatenato mette in bocca Lo scopo della mutazione è la crescita
“Schivare il concreto è uno dei fenomeni queste frasi a colui che per consegnare all’uomo delle dimensioni del serpente,
più inquietanti della storia dello spirito umano. il dono del fuoco, fonte di ogni tecnica dunque indispensabile per il miglioramento
C’è una netta tendenza a buttarsi verso le cose e di ogni arte, ha sfidato gli stessi dei del movimento. Per poter progredire, per poter
più lontane, subito, e a trascurare così tutto e giace inchiodato ad una rupe, corroso dal sole: evolvere come esseri umani noi dobbiamo lasciar
ciò contro cui si va continuamente a sbattere. andare i nostri vecchi involucri, costituiti
Lo slancio del gesto di partire, l’audacia Coro: Forse, io penso, in qualcuno dei dalle vecchie credenze, le obsolete convinzioni
avventurosa delle spedizioni in terra remota, tuoi doni ti sei spinto oltre? su noi stessi e sul mondo che ci circonda.
n°7_5 maggio
n°1_24
n°6_24 ottobre
febbraio
2009
2008
2009
Hanno collaborato:
hanno ingannano circa le loro motivazioni. Prometeo: Sì, impedii che i mortali potessero Quando lasciamo andare una vecchia parte
Non di rado si tratta semplicemente di evitare pre-vedere il loro destino di morte. di noi stessi, questa muore e come la pelle
Alessandro Franca quanto ci sta dappresso, poiché non siamo Coro: E quale rimedio trovasti del serpente che si secca al sole, si sgretola
Carlo Maria
Andrea Zurlini
Cirino
Cecilia
Aldo Simone
Giampaoli/grafica/
all’altezza di affrontarlo. Ne avvertiamo contro questa angoscia? pian piano fino a scomparire. Il nostro più grande
la pericolosità e preferiamo aver a che fare Prometeo: Collocai in loro cieche speranze. problema è la paura di perdere pezzi
con altri pericoli di ignota entità.” Coro: Grande è il vantaggio di noi stessi, poiché queste perdite potrebbero
(Elias Canetti, Potere e sopravvivenza) che donasti agli uomini. catapultarci improvvisamente in una perdita
Prometeo: Oltre a questo concessi a loro di controllo sulla nostra vita.
207. non ha una redazione stabile
né un direttore editoriale. Mi riallaccio ai due precedenti interventi il fuoco. In realtà noi siamo molto gelosi delle nostre
207. viene prodotto senza scopo di lucro; “Filosofia della scienza ed esorcismo rituale” Coro: Ora, dunque, le creature d’un giorno certezze sul mondo, su di noi, sugli altri
la stampa si autofinanzia attraverso di Carlo Cirino e “Non dicotomie ma bipolarità” possiedono l’ardente fiamma del fuoco? e della vita in generale.
le offerte raccolte. del prof. Vincenzo Fano. Vorrei partire con Prometeo: Sì, e da questa molte arti Queste fungono da “parti costituenti”
207. è composto da pensieri, articoli una ipotesi. Supponiamo che io stesso, mentre impareranno. della nostra identità e ci conferiscono
ed immagini libere da censura. sto scrivendo queste righe, avessi la certezza Coro: Dunque, per una colpa così audace un carattere d’unicità nel nostro rapportarci
Ogni autore è responsabile dei testi assoluta che domani dovrò morire. Continuerei Zeus... con l’altro; la consapevolezza di avere
pubblicati a suo nome. a scrivere questo articolo? Oppure mi troverei Prometeo: Mi oltraggia e in nessun modo un’identità unica nel suo genere crea una specie
207. viene distribuito ogni tre settimane a non poter far altro che pensare alla morte mi solleva dalle mie pene. di barriera protettiva contro il Nulla.
circa, o comunque ogni qualvolta
e alla vita, destinata a volar via così come Ciò che ci spaventa nel peggiore dei modi
venga raccolto materiale sufficiente
a giustificarne l’impaginazione. svanisce un sogno? Non cercherei forse Breve è però il passo che separa è essere inghiottiti dal Nulla:
Chiunque può prendere parte alla di guardare in faccia la mia condizione? le “cieche speranze” dalla disperazione accecante. l’Ignoto che divora, che si ciba
realizzazione
alla realizzazione
del giornale
del giornale
inviando i Ecco. Il tanto bistrattato, spesso con ottime È questa, la disperazione, il nutrimento della personalità e che rigetta l’uomo
inviando i propri
propri testi testi indirizzo e-mail:
al seguente ragioni, Heidegger, mi pare si sia sforzato di di ogni ideologia e di ogni assolutismo. nella sua più totale incoscienza del proprio
al seguente indirizzo e-mail: dire questa cosa: la poesia e l’arte in generale È oblio del limite, ma anche oblio della esser qualcuno. Il cambio di pelle per noi
207.liberastampa@libero.it sono diverse dalla scienza. La poesia infatti bellezza. È quel “nulla” che separa la scienza è davvero problematico, lasciar andare
207.liberastampa@libero.it ci consente di riflettere e di guardare dritta dallo scientismo, la poesia dal parlarsi addosso, e abbandonare le nostre personali verità
negli occhi, o di provarci almeno, l’intrinseca la religiosità dal dogmatismo religioso, è un passaggio traumatico ed in questo passaggio
misteriosità dell’esistenza, e lo può fare la filosofia dall’apologetica. Queste pratiche non sappiamo più chi siamo, dove stiamo andando,
proprio perché è un’attività profondamente non sono in sé né buone né cattive. Possiamo però perché viviamo, in che cosa crediamo
umana, forse la più antica. Parla con la bocca cercare di condurle sullo sfondo di una costante e chi sono gli altri,

Carlo M. Cirino e Cecilia M. Giampaoli 1/2


groviglio Via Petrucci 19, 61121 Pesaro
questo avviene almeno fino a quando non siamo
pronti a sfoggiare, come il serpente,
la nostra nuova pelle. Ci sono persone
Paolo, Heidegger
e la questione del tempo
intrinseca caducità, ripreso, fra l’altro, da un
filosofo a noi molto più vicino cronologicamente
e culturalmente: Friedrich Nietzsche.

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disposte ad evolvere per tutta la durata Premesso che il mio compito è sempre stato Con l’avvento del cristianesimo siamo passati da
della loro vita e ci sono persone che scelgono quello di portare la fede cristiana in generale una concezione ciclica ad una concezione lineare
più o meno consapevolmente di fermarsi e quella cattolica in particolare a una del tempo, non necessariamente “edipica”,
ad una certa età, quando credono di aver comprensione pensante di se stessa, tale da come invece sostiene il filosofo Vattimo, seguace,
raggiunto un certo grado di (presunta) maturità poter soddisfare sia le esigenze della verità a sua volta, di Nietzsche. Concezione “edipica”
da non dover più mettere in discussione sia quelle dello sviluppo storico della filosofia, significa che il momento successivo annienta
tutto ciò in cui credono. cercherò questa volta di avventurarmi sul quello precedente, così come Edipo uccise
Quando scegliamo di cambiare pelle, sentiero dell’interpretazione paolina del tempo, il padre e sposò la madre, senza saperlo
quando decidiamo di lasciar morire parti avvalendomi della guida, non proprio infallibile naturalmente; quando lo venne a sapere ne risultò
deteriorate di noi stessi assieme alle vecchie ma pur sempre suggestiva, di Martin Heidegger, distrutto dal dolore e si abbacinò con le sue
convinzioni, ciò a cui giungiamo o meglio, del giovane Heidegger, autore stesse mani. Non necessariamente, perché anche
dopo questa morte è una Rinascita. di quella “Fenomenologia della vita religiosa” il cristiano sa bene che il passato non si

7.
A livello psichico avviene una nuovo parto, che contiene, fra l’altro, una spiegazione cancella con un colpo di spugna e pesa,
viene fuori un Io più fresco, sostanzialmente dei fenomeni religiosi incentrata sulle lettere eccome se pesa! Prima però che S.Agostino
nuovo. La nostra rinascita è davvero una boccata dell’apostolo Paolo (Adelphi, 2003). “Si tratta affrontasse nel libro XI delle “Confessioni”
d’aria fresca per il nostro essere, –come è stato scritto dal curatore, Franco Volpi– la questione del tempo, risolvendola con la
poiché ci riallineiamo all’incessante dinamismo dei celebri corsi friburghesi sul cristianesimo celebre definizione del tempo come “distensio
della natura in perenne mutamento. delle origini e sull’esperienza protocristiana animi”, S.Paolo, secondo Heidegger, affrontò
Questo riallineamento permette la nostra graduale della vita, con i quali Heidegger iniziò la questione in maniera ancor più radicalmente
guarigione; così come la limpidezza dell’acqua la sua fulminante carriera di docente cristiana perché non si preoccupò di dare una
svanisce quando l’acqua stessa viene fermata, negli anni successivi alla prima guerra mondiale. definizione oggettiva del tempo, alla stregua
ostacolata e intrappolata in una palude, La circostanza che egli allora avesse appena della filosofia e della mentalità greca, ma insisté
noi torniamo trasparenti e nitidi nei momenti attraversato una crisi religiosa profonda sulla “parusia”, cioè sul ritorno di Cristo in
in cui ci riappropriamo del “farsi” e formarsi e avesse abbandonato il ‘sistema del terra, sull’attesa gioiosa e trepidante del
del nostro Io nel mondo. cattolicesimo’ conferisce a queste lezioni ritorno glorioso del Signore. Quest’atteggiamento
Il ristagnamento delle nostre credenze e di tutto una palpitante carica di verità” (Op.cit., p.15). che mira a presentare il tempo in tutta la sua
ciò in cui conferiamo fedelmente rappresenta Ecco perché sopra parlavo di una guida pienezza di vita e di rapporti, per cui il tempo
lo stato della nostra involuzione, “non proprio infallibile” e alludevo a una viene intensamente vissuto momento per momento,
guarire è riacquistare lucentezza e trasparenza, suggestività che emerge tanto dalla tensione senza correre il rischio di cadere, appunto, in
come l’acqua. Noi ignoriamo che cosa sia esistenziale dell’esperienza religiosa una concezione “edipica” o consumistica del tempo,
la Verità, non sappiamo nemmeno se esista o no heideggeriana quanto dall’approccio fenomenologico noi la troviamo espressa in modo particolare in
una oggettiva Verità che regni sovrana su tutti dell’indagine filosofica heideggeriana, tre lettere paoline: quella ai Galati e quelle,
quanti, e nel caso un uomo “arrivi alla verità” laddove per “fenomenologico” si deve intendere prima e seconda, ai Tessalonicesi. Su questi
sarà comunque una sua conquista soggettiva; un procedimento razionale concretamente rivolto tre testi si concentra soprattutto l’attenzione
non esistono i mezzi che possano permetterci alle cose stesse più che all’astratta di Heidegger con esiti sorprendentemente

cam-
di affermare che quell’uomo abbia veramente combinazione dei concetti che noi ci siamo fatti interessanti sia dal punto di vista esegetico
conquistato la conoscenza dell’Io sono. delle cose.Gli è che, come aggiunge il curatore sia del punto di vista strettamente filosofico,
È estremamente difficile per noi raggiungere di cui sopra, “Heidegger intende e pratica la come dimostra U. Regina nel suo saggio ”Dal
una certezza assoluta su una opinione filosofia non come una attività teoretica fra le tempo cristiano alla filosofia della religione.
che abbiamo e su chi siamo realmente, altre, come un sistema di teorie e dottrine Heidegger interprete delle Lettere di S.Paolo”
però quando abbandoniamo vecchie convinzioni indifferente alla vita, ma come una comprensione (in AA.VV., “Heidegger e S.Paolo. Interpretazione
perché deleterie e perché scopriamo della vita che implica una forma di vita e dà fenomenologia dell’Epistolario paolino”, a cura
che sono “non vere” allora in quel caso forma alla vita. La filosofia non è solo sapere, ma di A. Molinaro, Urbania University Press, Roma
abbiamo una “certezza”: la certezza è anche scelta di vita: è salvezza e redenzione” 2008). Regina conclude il suo saggio sostenendo

bia-
che ci eravamo sbagliati. Conoscersi allora, (Op.cit., p.23). Pertanto egli può offrire addirittura che Heidegger “non avrebbe potuto
diventa realizzabile solo in un perpetuo ai suoi lettori delle prospettive di senso che scrivere ‘Sein und Zeit’, se non avesse rilevato
“capire-come-non-siamo-fatti”, ogniqualvolta illuminano le scelte di vita, non le condizionano nelle Lettere di Paolo un’ esperienza del tempo
cambiamo pelle e guardiamo quel vecchio bagaglio negativamente, a differenza di tante altre caratterizzata da un senso di incondizionata
di nostre teorie consumarsi al sole, filosofie moderne, e indirizzano il pensiero verso radicalità” (Op.cit., p.86). Ce n’è abbastanza
comprendiamo che Noi non eravamo quei una Trascendenza che attira come “vis a fronte” quindi per ribadire quanto dicevo all’inizio
convincimenti, Noi non eravamo quei giudizi e ammalia con la sua bellezza anziché spingere e cioè che, se anche non si può confondere
e quei concetti. Ecco allora la più grande sfida come “vis a tergo” e imporsi con durezza. la fede cristiana con la filosofia, specialmente
e al tempo stesso la più grande opportunità: Una Trascendenza cristocentrica in cui ne va con la filosofia moderna, è pur vero che dalla
tutto ciò che rifiutiamo, della salvezza di ciascuno. Dunque, veniamo fede cristiana sono venuti e continuano a venire

re
tutte le idee altrui che respingiamo alla questione del tempo. Prima, ai tempi spunti di indubbio valore speculativo così come
solo perché diverse dalle nostre, degli antichi Greci, prevaleva una concezione dalla filosofia rimbalzano sulla fede richieste
rappresentano la più grande occasione per morire, ciclica del tempo, mutuata dai Babilonesi, di approfondimento e spiegazione che non possono
guarire e conoscersi. alla luce della quale era altresì prevedibile non coinvolgerla attivamente.
l’eterno ritorno dell’uguale. Si trattava dello
Andrea Zurlini sforzo disperato di salvare il mondo dalla sua Aldo Simone

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