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Salvami Regina

Numero 39
Novembre 2006
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Lirresistibile
e soave forza
della santit
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cco, sto alla
porta e bus-
so. Se qualcu-
no ascolta la mia
voce e mi apre la
porta, io verr da
lui, cener con lui
ed egli con me
(Ap 3, 20).
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Numero 39 Novembre 2006
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DR PD - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione
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Anno VIII, numero 39, Novembre 2006
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Redazione e Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
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ARALDI DEL VANGELO
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Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Scrivono i lettori ........................................................................................................... 4
Lirresistitibe e soave forza della santit (Editoriale) ............................................... 5
La voce del Papa ............................................................................................................. 6
Commento al Vangelo Cristo Re .............................................................................. 10
Cluny: la forsa soave e irresistibile della santit ..................................................... 17
Santo Odone, abate Liniziatore di Cluny .............................................................. 22
Araldi nel Mondo ......................................................................................................... 26
Sacerdozio, santit e vita attiva ................................................................................ 30
Il Purgatorio un luogo di purificazione .................................................................. 34
La Madonna della Medaglia Miracolosa ................................................................. 38
La parola dei Pastori ................................................................................................... 40
accaduto nella Chiesa e nel mondo ......................................................................... 41
Primo Congresso Mondiale delle TV Cattoliche ....................................................... 44
Storia per bambini...La Valle delle Croci ................................................................... 46
I santi di ogni giorno ................................................................................................... 48
Il Battesimo della campana ........................................................................................ 50
Interno della
Cattedrale di
Leon, Spagna
(Foto: Timothy
Ring)
Il Cardinale Bernard Francis Law ha invitato il Presidente Generale
degli Araldi a concelebrare lEucaristia allaltare del Presepio, nella
Basilica di Santa Maria Maggiore (si veda a pag. 29)
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SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Novembre 2006
ALTO VALORE DEL CONTENUTO
Ho il piacere di complimentarmi
con voi per lalto valore del contenu-
to di ogni articolo pubblicato nella
Rivista Araldi del Vangelo.
Leditoriale di agosto, cos come
gli articoli sulla famiglia, sono pie-
ni di saggezza e di fondamenti capaci
di motivare le persone a vagliare, in
loro stesse, valori che proporzionino
innovazioni personali e sociali pi si-
curi e consoni con i principi divini.
Il bagaglio evangelizzatore conte-
nuto in queste pubblicazioni mi ha in-
dotto a farne delle copie che ho invia-
to alle famiglie che, sotto la mia gui-
da, si stanno preparando a ricevere i
sacramenti del Battesimo, dellEuca-
ristia e della Cresima.
Maria J. S. P.
Per e-mail
SONO MOLTO CAMBIATA
Dio vi ricompensi per tutto quello
che fate. Mi piace tanto la rivista Sal-
vami Regina - Araldi del Vangelo che
contiene molti consigli e informazione
presiosi per tutti quelli che la leggo-
no. Sono molto cambiata: prego tan-
to tutti i giorni. Recito il Santo rosario
che mi d grande sostegno spirituale e
una bella sensazione di pace e di tran-
quillit. Vi ringrazio di tutte le bellis-
sime cose che arrivano: rosari,libretti,
immagini della Madonna. Sono mera-
vigliosi e mi danno la forza di andare
avanti e non sentirmi sola.
Ignazia D.
PALERMO (PA)
MI SENTO PROTETTA
Vi scrivo per ringraziarvi di tutto
quello che mi inviate. Ogni volta che
mi arriva qualcosa il mio cuore esul-
ta di gioia, provo una grande emozio-
ne. Sento la Madonna molto vicino.
Mi sono fatta la cornice della Madon-
na che mi avete mandato e lo messa in
casa. Cos durante il giorno la guardo
sempre, e mi sento protetta: so che Lei
veglia su di me e della mia famiglia.
Elsa G.
Torino
STRUMENTO DI ORIENTAMENTO
Mi piacerebbe molto ricevere la
Rivista Salvami Regina - Araldi del
Vangelo, uno strumento sicuramente
in pi per orientarci in questa socie-
t, dove tutto normale ed giusto
quello che tutti fanno, e nella qua-
le sta diventando sempre pi diffici-
le la missione dei genitori che voglio-
no educare i loro figli nei valori cri-
stiani.
Pia F.
Castellaneta (TA)
LEGGERLA E MEDITARLA
Ogni volta che ricevo la vostra ri-
vista la trovo interessante. Mi pia-
ce leggerla e meditarla. Osservan-
do limmagine in copertina della Ma-
donna mi riempie di gioia e tanta lu-
ce. Ringrazio la Madonna perch ha
protetto sempre la mia famiglia.
Orazio Sama
Gela (CL)
ANNINA E LE FARFALLE
Questa Rivista mi porta tanta pa-
ce, gioia e perfino lacrime di emo-
zione, che sgorgano nel vedere con
quanta bellezza e perfezione com-
posta ogni pagina.
Nel leggere la storia Annina e le
farfalle, i miei occhi si sono riempiti
di lacrime e sono giunta a questa con-
clusione: Dio alle volte ci d i pati-
menti affinch con le forze che abbia-
mo possiamo superarli, e ci d le ali
della fede per confidare in Lui e dir-
Gli quali sono i nostri problemi.
Cristina M. M.
Messina (ME)
CALICE DELLULTIMA CENA
La Rivista ha un contenuto mol-
to importante, riportando fatti che
costituiscono un arricchimento per i
lettori che non sono molto legati alla
storia della Chiesa e ai suoi impegni
nei giorni attuali.
La rivista di agosto si distinta per
largomento sul calice della Prima
Messa. Lho prestato ad un mio cu-
gino e lho ricevuto indietro soltan-
to alla fine del mese, perch molte
persone di sua conoscenza glielhan-
no chiesta per leggerla e sono rimaste
incantate nel venire a sapere dellesi-
stenza di questa preziosa reliquia.
Non potevo non ringraziare per
opportunit che ci stata data di co-
noscere il calice e la sua storia.
Giuseppe P. L.
Roma
MOLTO UTILE ALLA
FORMAZIONE CRISTIANA
Ho potuto prendere atto, a ca-
sa di mio fratello, dellesistenza del-
la bellissima Rivista Araldi. Dire che
sono rimasto senza parole dire po-
co. Non soltanto per la presentazio-
ne, ma soprattutto per la scelta ac-
curata degli articoli, che conside-
ro molto utili ed interessanti per la
mia formazione cristiana. Non smet-
to mai di leggerla, dalla prima allul-
tima pagina.
Giuseppe L.
Bari (BA)
ASPETTO CON GIOA LA RIVISTA
Vi scrivo per ringraziarvi per tutto
quello che mi inviate periodicamen-
te. Ogni mese aspetto con gioia la vo-
stra rivista e il mio cuore esulta ancor
di pi quando in allegato arrivano al-
tri tesori, come per esempio, lo scu-
do del Sacro Cuore di Ges. Sento
la Madonna e Ges molto vicini, che
vegliano su di me e la mia famiglia.
Isabella L.
PERO (MI)
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Novembre 2006 Salvami Regina 5
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ditoriale
LA
SOAVE ED
INVINCIBILE
FORZA
DELLA
SANTIT
ostro Signore Ges Cristo non solo ha affermato in varie occa-
sioni la sua divinit Io e mio Padre siamo una cosa sola(Gv
10, 30) ma lha anche confermata per mezzo di portento-
si miracoli.
Nessun male resistito ai suoi ordini, sia che fosse la
febbre o la paralisi, la sordit o il mutismo, la cecit o la lebbra e perfino la
morte, visto che Egli ha risuscitato il figlio della vedova di Naim, la figlia di
Giairo e Lazzaro. Il suo dominio si estendeva sugli esseri minerali, vegetali e
animali: al suo comando, la tempesta si placata nel Mare della Galilea, lac-
qua si trasformata in vino, pane e pesci si sono moltiplicati. Di pi ancora, i
demoni si sono sottomessi prontamente, come nei casi dei posseduti di Gera-
sa e di Cafarnao.Tutte le profezie si sono compiute: il tradimento di Giuda, le
tre negazioni di Pietro, la Passione, la distruzione di Gerusalemme, le perse-
cuzioni subite dagli Apostoli. Infine, il suo potere si manifestato con tutto il
suo splendore nella sua stessa Resurrezione.
Con questo dominio divino su tutta la Creazione, Ges avrebbe potuto fa-
cilmente concedere unirresistibile grazia di santificazione agli uomini, cos
come avrebbe potuto liberarli dalle tentazioni e dalle cattive inclinazioni. In-
somma, il suo desiderio che tutti si salvino ardente al punto tale da aver con-
segnato la sua stessa vita per questo scopo.
Ma, allora, perch Egli non ha agito cos?
Nella sua infinita sapienza, Nostro Signore desidera che le anime si apra-
no a Lui per puro amore, lasciandosi lavorare dalla sua grazia. Colloca gli uo-
mini nello stato di prova, affinch acquisiscano meriti, facendo buon uso del
libero arbitrio.
Non facile la battaglia per la virt. Dio conosce le nostre debolezze mol-
to meglio di noi stessi, Egli che testimone dei suoi sentimenti e osservatore ve-
race del suo cuore(Sp 1, 6), sa quanto sia arduo lo sforzo di percorrere la via
retta e protegge chi messo alla prova per permesso divino. Avendo come fi-
ne aiutare lumanit a salvarsi, le ha dato preziosi mezzi, come i Sacramenti,
tra i quali spiccano lEucaristia e la Riconciliazione, la Liturgia, con le sue di-
verse cerimonie, linsegnamento infallibile del Papa, ecc.
Ha suscitato anche persone virtuose, i cui esempi elevano e trascinano. Un
Paolo di Tarso ha fatto s che la Chiesa nascente si moltiplicasse sulle rive del
Mediterraneo; un Francesco dAssisi e un Domenico di Gusman sono riusciti
a contenere la crisi spirituale che minacciava il mondo cristiano nel sec. XIII,
un Pietro Canisio ha riscattato alla Chiesa vaste aree che aveva perduto nel
mondo germanico. Persone non brillanti per intelligenza, come Giovanni Ma-
ria Vianney o Giuseppe da Copertino, sono stati punti di riferimento ai loro
tempi. Teresa dAvila ha conquistato la Spagna, Ildegarda di Bingen e Cate-
rina da Siena furono consigliere addirittura dei grandi di questo mondo. Ber-
non, Odon, Maeul, Odilon e Ugo i cinque abati santi di Cluny hanno eser-
citato una tale forza dattrazione sulle moltitudini e sulle elite, che il loro Or-
dine ha plasmato lEuropa cattolica nel Medioevo.
Tutto questo, senza far uso di alcun mezzo violento, di nessuna coercizio-
ne, senza ricchezze n manovre politiche e senza trucchi pubblicitari, ma pu-
ramente e semplicemente con la soave ed invincibile forza della santit.
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6 Salvami Regina Novembre 2006
La voce del Papa
DISCORSO AI PARTECIPANTI DELLASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI (22/9/2006)
La parrocchia:
una famiglia di famiglie cristiane
La crescente importanza del Pontificio Consiglio per i Laici stato
messo in evidenza dal Santo Padre, nel suo discorso, dove nel
contempo ha indicato la via di un autentico rinnovamento della vita
parrocchiale, secondo il modello dei primi cristiani.
ggi ho la gioia di incon-
trarvi per la prima vol-
ta, cari membri e con-
sultori del Pontificio
Consiglio per i Lai-
ci, riuniti per lAssemblea Plenaria.
Il vostro Pontificio Consiglio ha la
peculiarit di annoverare tra i suoi
membri e consultori, accanto a Car-
dinali, Vescovi, sacerdoti e religiosi,
una maggioranza di fedeli laici, pro-
venienti da diversi continenti e Pae-
si e dalle pi varie esperienze apo-
stoliche. Vi saluto tutti con affetto e
vi ringrazio per il servizio che pre-
state alla Sede di Pietro e alla Chie-
sa diffusa in ogni parte del mondo.
Il mio saluto va in modo speciale al
Presidente, lArcivescovo Stanisaw
Rylko, che ringrazio per le gentili e
devote parole, al Segretario, il Ve-
scovo Josef Clemens, unitamente a
quanti quotidianamente lavorano
nel vostro Dicastero.
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Novembre 2006 Salvami Regina 7
Crescente importanza
di questo Dicastero
Durante gli anni del mio servi-
zio alla Curia Romana avevo gi avu-
to modo di rendermi conto della cre-
scente importanza assunta dal Ponti-
ficio Consiglio per i Laici nella Chie-
sa; importanza che constato ancor pi
da quando il Signore mi ha chiamato
a succedere al Servo di Dio Giovan-
ni Paolo II nella guida dellintero po-
polo cristiano, perch pi direttamen-
te mi dato di vedere il lavoro che voi
svolgete. Ho avuto occasione, infatti,
di presiedere due incontri di indubbia
rilevanza ecclesiale promossi dal vo-
stro Dicastero: la Giornata Mondia-
le della Giovent, tenutasi a Colonia
nel mese di agosto dello scorso anno
e lIncontro svoltosi in Piazza San Pie-
tro, alla Vigilia di Pentecoste di que-
stanno, con la presenza di pi di cen-
to Movimenti ecclesiali e nuove Co-
munit. Penso poi al primo Congresso
latino-americano dei Movimenti ec-
clesiali e delle nuove Comunit, che il
vostro Pontificio Consiglio ha organiz-
zato in collaborazione con il CELAM,
a Bogot dal 9 al 12 marzo 2006, in vi-
sta della Va Conferenza generale del-
lEpiscopato latino-americano.
La comunit cristiana deve
essere accogliente e solidale
Dopo aver esaminato nella pre-
cedente Assemblea plenaria la natu-
ra teologica e pastorale della comuni-
t parrocchiale, state ora affrontando
la questione da un punto di vista ope-
rativo, ricercando elementi utili per
favorire un autentico rinnovamen-
to parrocchiale. Tema infatti del vo-
stro incontro : La parrocchia ritrova-
ta. Percorsi di rinnovamento. In effet-
ti, laspetto teologico pastorale e quel-
lo operativo non possono essere disso-
ciati, se si vuole accedere al mistero di
comunione di cui la parrocchia chia-
mata ad essere sempre di pi segno e
strumento di attuazione. Levangeli-
sta Luca negli Atti degli Apostoli indica
i criteri essenziali per una retta com-
prensione della natura della comunit
cristiana, e quindi anche di ogni par-
rocchia, laddove descrive la prima co-
munit di Gerusalemme perseveran-
te nellascolto dellinsegnamento de-
gli Apostoli, nellunione fraterna, nel-
la frazione del pane e nelle preghie-
re, una comunit accogliente e soli-
dale sino al punto di mettere tutto in
comune (cfr 2,42; 4,32-35).
La parrocchia ritrova se
stessa nellincontro con Cristo
La parrocchia pu rivivere que-
stesperienza crescendo nellintesa e
nella fraterna coesione se prega in-
cessantemente e resta in ascolto del-
la Parola di Dio, soprattutto se par-
tecipa con fede alla celebrazione del-
lEucaristia presieduta dal sacerdote.
Scriveva in proposito lamato Giovan-
ni Paolo II nella sua ultima Enciclica
Ecclesia de Eucharistia: La parroc-
chia una comunit di battezzati che
esprimono e affermano la loro identi-
t soprattutto attraverso la celebrazio-
ne del Sacrificio eucaristico (n. 32).
Lauspicato rinnovamento della par-
rocchia, dunque, non pu scaturire so-
lo da pur utili ed opportune iniziative
pastorali, n tanto meno da program-
mi elaborati a tavolino. Ispirandosi al
modello apostolico, cos come appare
negli Atti degli Apostoli, la parrocchia
ritrova se stessa nellincontro con
Cristo, specialmente nellEucaristia.
Nutrita del pane eucaristico, essa cre-
sce nella comunione cattolica, cammi-
na in piena fedelt al Magistero ed
sempre attenta ad accogliere e discer-
nere i diversi carismi che il Signore su-
scita nel Popolo di Dio. Dallunione
costante con Cristo la parrocchia trae
vigore per impegnarsi poi senza sosta
nel servizio ai fratelli, particolarmente
verso i poveri, per i quali rappresenta
di fatto il primo referente.
Diventare sempre pi coscienti
della propria missione
Cari fratelli e sorelle, mentre vi
esprimo vivo apprezzamento per lat-
tivit di animazione e di servizio che
svolgete, auspico di cuore che i lavo-
ri dellAssemblea Plenaria contribui-
scano a rendere i fedeli laici sempre
pi consapevoli della loro missione
nella Chiesa, in particolare allinter-
no della comunit parrocchiale, che
una famiglia di famiglie cristia-
ne. Assicuro per questo un costan-
te ricordo nella preghiera e, mentre
invoco su ciascuno la materna prote-
zione di Maria, imparto volentieri a
tutti voi, ai vostri familiari e alle co-
munit alle quali appartenete la mia
Benedizione.
Il Papa Benedetto XVI saluta il Presidente del Pontificio Consiglio
per i Laici, lArcivescovo Stanislaw Rylko

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8 Salvami Regina Novembre 2006
ESTRATTO DEL DISCORSO AI VESCOVI DEL
CANADA OCCIDENTALE IN VISITA AD LIMINA, 9/10/2006
Il tempo trascorso nel
confessionale toglie il bene dal male
Rivolgendosi ai vescovi del Canada occidentale, il Papa ha raccomandato la
promozione del Sacramento della Riconciliazione, e ha messo laccento sulla
responsabilit dei vescovi di indicare la presenza distruttiva del peccato.
isognava far festa e ral-
legrarsi... perch tor-
nato in vita, era perduto
ed stato ritrovato (Lc
15, 32). (...) Cari Fratel-
li, che la riflessione sui tre personaggi
di questa parabola [del figliol prodigo]
- ossia il Padre nella sua abbondante
misericordia, il figlio pi giovane nella
sua gioia di essere perdonato e il fratel-
lo maggiore nel suo tragico isolamento,
vi confermi nel vostro desiderio di af-
frontare la perdita del senso del pecca-
to, a cui avete fatto riferimento nei vo-
stri resoconti. Questa priorit pastora-
le riflette la grande speranza che i fede-
li sperimentino lamore infinito di Dio
quale chiamata ad approfondire la lo-
ro unit ecclesiale e a superare la di-
visione e la frammentazione che tan-
to spesso feriscono le famiglie e le co-
munit di oggi. Da questo punto di vi-
sta, la responsabilit del Vescovo di in-
dicare la presenza distruttiva del pecca-
to prontamente intesa quale servizio
di speranza: rafforza i credenti affinch
evitino il male e scelgano la perfezione
dellamore e la pienezza della vita cri-
stiana.Desidero, quindi, lodare la vo-
stra promozione del Sacramento della
Penitenza. Sebbene questo Sacramen-
to sia spesso considerato con indiffe-
renza, ci che produce proprio quel-
la completa guarigione alla quale ane-
liamo. Un rinnovato apprezzamento
di questo Sacramento confermer che
il tempo impiegato nel confessiona-
le trae il bene dal male, ripristina la vi-
ta dalla morte e rivela di nuovo il volto
misericordioso del Padre.
Per comprendere il dono di ricon-
ciliazione necessaria una attenta ri-
flessione sui modi per suscitare con-
versione e penitenza nel cuore del-
luomo. Sebbene le manifestazioni del
peccato abbondino, avidit e corruzio-
ne, rapporti rovinati dal tradimento e
sfruttamento di persone, il riconosci-
mento della peccaminosit individua-
le viene meno. Oltre a questo affievo-
lirsi del riconoscimento del peccato,
con il corrispondente indebolirsi del
bisogno di ricercare il perdono, si ve-
rifica, in definitiva, un affievolirsi del
nostro rapporto con Dio.
Non sorprende che questo feno-
meno sia particolarmente pronun-
ciato in societ caratterizzate da una
ideologia secolarista post-illuminista.
Laddove Dio viene escluso dalla sfe-
ra pubblica, il senso di offesa a Dio -
lautentico senso del peccato - svani-
sce e proprio quando il valore asso-
luto delle norme morali viene relati-
vizzato, le categorie di bene o di male
svaniscono insieme alla responsabili-
t individuale.
Tuttavia, la necessit umana di ri-
conoscere ed affrontare il peccato
non viene mai meno, indipendente-
mente da quanto un individuo possa,
come il fratello maggiore, raziona-
lizzare il contrario. Come ci dice san
Giovanni: Se diciamo che siamo sen-
za peccato, inganniamo noi stessi (1
Gv 1, 8). Ci parte integrante del-
la verit sulla persona umana. Quan-
do la necessit di cercare il perdono
e la disponibilit a perdonare ven-
gono dimenticate, al loro posto sor-
ge una inquietante cultura del biasi-
mo e della litigiosit. Tuttavia que-
storribile fenomeno si pu elimina-
re. Seguire la luce della verit tauma-
turgica di Cristo significa dire con il
padre: Figlio, tu sei sempre con me e
tutto ci che mio tuo e dobbiamo
essere lieti perch questo tuo fratello
(...) era perduto (...) ed stato ritrova-
to (Lc 15, 31-32).
Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana. La versione integrale di
questi documenti pu essere trovata in www.salvamiregina.it/lavocedelpapa
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Novembre 2006 Salvami Regina 9
ANGELUS, 1/10/2006
Maria,
Vergine del
Rosario e Regina
delle Missioni
C un profondo vincolo tra orazione e Missione. Per questo, nella sua ultima
allocuzione dellAngelus a Castel Gandolfo, il Papa ha invitato a pregare il
Rosario in famiglia, nelle comunit e nelle parrocchie, per le intenzioni del
Papa, per la missione della Chiesa e per la pace nel mondo.
ggi, primo giorno di otto-
bre, vorrei soffermarmi
su due aspetti che, nella
Comunit ecclesiale, ca-
ratterizzano questo me-
se: la preghiera del Rosario e limpe-
gno per le missioni.
Voglio invitarvi a
pregare il Rosario
Il giorno 7, sabato prossimo, cele-
breremo la festa della Beata Vergine
del Rosario, ed come se, ogni anno,
la Madonna ci invitasse a riscoprire
la bellezza di questa preghiera, co-
s semplice e tanto profonda. Lama-
to Giovanni Paolo II stato grande
apostolo del Rosario: lo ricordiamo
in ginocchio con la corona tra le ma-
ni, immerso nella contemplazione di
Cristo, come egli stesso ha invitato a
fare con la Lettera apostolica Rosa-
rium Virginis Mariae.
Il Rosario preghiera contempla-
tiva e cristocentrica, inseparabile dal-
la meditazione della Sacra Scrittura.
la preghiera del cristiano che avan-
za nel pellegrinaggio della fede, alla
sequela di Ges, preceduto da Maria.
Vorrei invitarvi, cari fratelli e so-
relle, a recitare il Rosario durante
questo mese in famiglia, nelle comu-
nit e nelle parrocchie per le inten-
zioni del Papa, per la missione della
Chiesa e per la pace nel mondo.
La carit lanima della missioni
Ottobre anche il mese missiona-
rio, e domenica 22 celebreremo la
Giornata Missionaria Mondiale.
La Chiesa per sua natura missio-
naria. Come il Padre ha mandato me,
anchio mando voi (Gv 20, 21), dis-
se Ges risorto agli Apostoli nel ce-
nacolo. La missione della Chiesa il
prolungamento di quella di Cristo:
recare a tutti lamore di Dio, annun-
ciandolo con le parole e con la con-
creta testimonianza della carit. Nel
Messaggio per la prossima Giornata
Missionaria Mondiale ho voluto pre-
sentare la carit proprio come ani-
ma della missione. San Paolo, lapo-
stolo delle genti, scriveva: Lamore
del Cristo ci spinge (2 Cor 5, 14). Pos-
sa ogni cristiano fare proprie queste
parole, nella gioiosa esperienza di es-
sere missionario dellAmore l dove
la Provvidenza lo ha posto, con umil-
t e coraggio, servendo il prossimo
senza secondi fini e attingendo nella
preghiera la forza della carit lieta e
operosa (cfr, Deus caritas est, 32-39).
Santa Teresa di Ges Bambino,
vergine carmelitana e dottore del-
la Chiesa, di cui proprio oggi faccia-
mo memoria , insieme a San France-
sco Saverio, patrona universale delle
missioni. Lei, che ha indicato come via
semplice alla santit labbandono fi-
ducioso allamore di Dio, ci aiuti ad
essere testimoni credibili del Vangelo
della carit. Maria Santissima, Vergi-
ne del Rosario e Regina delle missio-
ni, ci conduca tutti a Cristo Salvatore.
10 Salvami Regina Novembre 2006
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Pilato allora rientr nel pretorio, fece chia-
mare Ges e gli disse: Tu sei il re dei Giudei?.
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Ges rispose: Dici questo da te oppure altri
te lhanno detto sul mio conto?.
35
Pilato rispo-
se: Sono io forse Giudeo? La tua gente e i som-
mi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che co-
sa hai fatto?.
36
Rispose Ges: Il mio regno non
di questo mondo; se il mio regno fosse di que-
sto mondo, i miei servitori avrebbero combat-
tuto perch non fossi consegnato ai Giudei; ma
il mio regno non di quaggi.
37
Allora Pilato
gli disse: Dunque tu sei re?. Rispose Ges: Tu
lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per
questo sono venuto nel mondo: per rendere te-
stimonianza alla verit. Chiunque dalla verit,
ascolta la mia voce(Gv 18, 33-37).
a VANGELO: GES DAVANTI A PILATO A
Padre Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
Novembre 2006 Salvami Regina 11
COMMENTO AL VANGELO DELLA SOLENNIT DI CRISTO RE
Per diritto di eredit e di conquista, Cristo regna
con autorit assoluta su tutte le creature. Non governa
per, secondo i metodi del mondo.
I CRISTO RE NEL
TEMPO E NELLETERNIT
Nellascoltare questo Vangelo del-
la Passione, immediatamente sorge
in noi una certa dose di perplessit:
perch mai la Liturgia, per celebrare
una festa tanto grandiosa come quel-
la di Cristo Re, avr scelto un testo
fatto tutto di umiliazione e dolore?
Tanto pi che, in estremo contra-
sto con questo brano di San Luca, la
prima lettura di oggi ci presenta Ges
Cristo in tutto il suo splendore: Gli
fu dato potere, gloria e regno; e tut-
ti i popoli, nazioni e lingue lo serviva-
no; il suo potere un potere eterno, che
non tramonta mai, e il suo regno ta-
le che non sar mai distrutto. (Dn 7,
14). Come conciliare questi due testi,
a prima vista tanto contraddittori?
Regno discreto e supremo
Per comprendere meglio questo
paradosso, dobbiamo distinguere tra
il Regno di Cristo su questa terra e
quello esercitato da Lui nelleternit.
Nel Cielo, il suo regno di gloria e
Nonostante le apparenze ci causi-
no unimpressione ingannevole, Egli
il Signore Supremo dei mari e dei
deserti, delle piante, degli animali,
degli uomini, degli angeli, di tutti gli
esseri creati e anche di quelli creabi-
li. Eppure, davanti a Pilato, asserisce:
Il mio Regno non di questo mon-
do (Gv 18, 36), perch non vuole
manifestare il suo impero in tutte le
sue proporzioni, a meno che non sia
in occasione del Giudizio Finale.
Cos, mentre il Vangelo ci parla
del suo Dominio in terra, il Profeta
Daniele proclama il trionfo della sua
gloria eterna. Nel tempo, Lo vedia-
mo esangue, inchiodato sulla Cro-
ce, tra due ladroni, schernito dai ca-
pi dei sacerdoti e dal popolo, insul-
tato dai soldati ed oggetto delle bla-
sfemie del ladrone cattivo. La Litur-
gia esige da noi uno sforzo di fede
per credere, andando oltre al falli-
mento e allumiliazione, nella gran-
diosit del Regno di Ges.
Governo di Cristo e
governo umano
Daltra parte, sarebbe un errore
immaginare che Lui non debba regna-
re qui sulla terra. Per comprendere
bene quanto Cristo sia Re, necessa-
rio differenziare il suo modo di gover-
nare da quello impiegato dal mondo.
CRISTO RE
Come conciliare
questi due testi, a
prima vista tanto
contraddittori?
sovranit. Qui, nel tempo, esso mi-
sterioso, umile e poco evidente, per
il fatto che Ges non vuole fare uso
manifesto del potere assoluto che ha
su tutte le cose: Mi stato dato ogni
potere in Cielo e in terra(Mt 28, 18).
12 Salvami Regina Novembre 2006
Il governo umano, quando ateo,
trova la sua forza nelle armi, nel de-
naro e negli uomini. Ha per finalit le
grandi conquiste territoriali, una du-
rata pi lunga possibile e il raggiun-
gimento della felicit terrena. Tutta-
via, il tempo dimostra sempre quan-
to questi obiettivi siano illusori e per-
sino menzogneri. Le armi ad un cer-
to momento cadono al suolo o si ri-
voltano contro lo stesso governante;
il denaro a volte un buon vassallo
ma sempre un cattivo signore; quan-
to agli uomini, se non sono assistiti
dalla grazia, non ci si pu fidare.
Napoleone Bonaparte un buon
esempio del vuoto ingannatore su cui
si fondano gli Imperi in questo mon-
do. Basta immaginarlo mentre pro-
clama il suo fallimento dallalto di
una rupe nellisola di SantElena, du-
rante il penoso esilio al quale era sta-
to ridotto. In sintesi, la pienezza della
felicit per un governante terreno
un sogno irrealizzabile. Anche poi se
questa si potesse conseguire, ci sem-
brerebbe calzante la frase del Vange-
lo che dice: Che giova infatti alluo-
mo guadagnare il mondo intero, se poi
perde la propria anima? (Mc 8, 36).
II LA REGALIT
ASSOLUTA DI CRISTO
La Regalit di Cristo ben altra.
Egli di fatto il Re dellUniverso e,
in maniera molto speciale, dei nostri
cuori. Egli possiede unautorit asso-
luta su tutte le creature e gi molto
prima della sua Incarnazione, quan-
do si trovava nel seno del Padre Eter-
no, ha udito queste parole:
Tu sei mio figlio, io oggi ti ho gene-
rato. Chiedi a me, ti dar in possesso le
genti e in dominio i confini della terra. Le
spezzerai con scettro di ferro, come vasi
di argilla le frantumerai (Sl 2, 7-9).
Re per diritto di eredit
Egli lunigenito Figlio di Dio e
da Questi fu costituito come erede
universale, ricevendo il potere su tut-
ta la creazione, nello stesso giorno in
cui fu generato
1
Re per il fatto di essere Uomo-Dio
Daltra parte, Ges Cristo Dio e,
in quanto tale, tutto stato fatto da
lui, il Creatore di tutte le cose visibi-
li e invisibili; Signore assoluto di tutta
lesistenza, del Cielo, della terra, del
sole, delle stelle, delle tempeste, del-
le bonacce. Il suo potere capace di
calmare le pi terribili crudelt degli
animali selvaggi e le tempeste dei ma-
ri increspati. Gli avvenimenti, le for-
ze fisiche e morali, la guerra e la pa-
degli uomini indispensabile essere
Uomo.
Dio non incarnato il Signore,
Dio fatto uomo il Re.
Re per diritto di conquista
Ges Cristo nostro Re anche per
diritto di conquista, perch ci ha ri-
scattato dalla schiavit a Satana.
Quando veniamo in possesso di un
oggetto a prezzo del nostro denaro,
questo poi ci appartiene per diritto.
Pi ancora se lo otteniamo attraver-
so dure pene, attraverso lo sforzo del
nostro lavoro, e molto di pi ancora,
se stato conseguito con lalto prezzo
del nostro sangue. E non siamo sta-
ti noi comprati col lavoro, con le sof-
ferenze e con la stessa morte di Ge-
s? San Paolo colui che ci garanti-
sce questo: Infatti siete stati comprati
a caro prezzo! (I Cor 6, 20).
Re per acclamazione
Cristo nostro Re per acclamazio-
ne. Ancora prima che le purificatrici
ce, la povert e labbondanza, lumi-
liazione e la gloria, il fallimento e il
successo, le pesti, i flagelli, la malat-
tia e la salute, la morte e la vita, sono
tutti dipendenti da un semplice atto
della sua volont. Qui sta un Gover-
no incomparabile, superiore a qual-
siasi immaginazione, e da cui nessu-
no o niente potr sottrarsi.
Il titolo di Re Gli sta pi appro-
priatamente che alle altre due Perso-
ne della Trinit Santissima, per il fat-
to di essere lUomo-Dio, come com-
menta SantAgostino: Nonostante il
fatto che il Figlio sia Dio e il Padre
sia Dio e non siano nientaltro che un
solo Dio, e se lo chiedessimo allo Spi-
rito Santo, Egli ci risponderebbe che
anche Lui lo ...; intanto, le Sacre
Scritture costumano attribuire il tito-
lo di re, al Figlio
2
.
Infatti, il titolo di Re, quando ap-
plicato al Padre, usato in forma al-
legorica per indicare il suo dominio
supremo. Volendo poi attribuirlo al-
lo Spirito Santo, mancher di esat-
tezza giuridica, perch si tratta di Dio
non-incarnato, poich, per essere Re
La pienezza
della felicit per
un governatore
terreno un sogno
irrealizzabile
Cristo Re trionfer
definitivamente alla fine dei
tempi quando sconfigger il
suo ultimo nemico: la morte!
Novembre 2006 Salvami Regina 13
acque del Battesimo siano versate sul
nostro capo, noi Lo eleggiamo perch
sia la guida dei nostri cuori e delle no-
stre anime, attraverso le labbra dei no-
stri padrini. In occasione della Cresima
e ad ogni Pasqua, a viva voce noi rinno-
viamo solennemente questelezione.
Re dellintimo degli uomini
e di tutte le apparenze
Mai c stato e mai ci sar un so-
lo monarca dotato, oltre che della ca-
pacit di guidare bene gli uomini nel-
larmonia delle loro relazioni sociali,
nelle loro imprese, ecc., anche della
capacit di governare il loro intimo.
Lunico Re in pieno possesso di tutti i
poteri Cristo Ges.
Esteriormente, con il suo insupe-
rabile e trascinante esempio a par-
te le sue massime, rivelazioni e con-
sigli Egli governa i popoli di tutti i
tempi, avendo segnato profondamen-
te la Storia con la sua Vita, Passio-
ne, Morte e Resurrezione. Per mez-
zo del Vangelo e soprattutto erigen-
do la Santa Chiesa, Maestra infalli-
bile della verit teologica e morale,
Ges perpetua fino alla fine dei tem-
mondo: il Regno Sovrannaturale che
realizzato, nella sua essenza, attra-
verso la grazia e la santit.
Ges in quanto vera vite la
causa della vitalit dei rami. La linfa
che per essi circola, alimentando fiori
e frutti, ha la sua origine nell Unige-
nito del Padre (Gv 15, 1-8). Egli la
Luce del Mondo (Gv 1, 9; 3, 19; 8, 12;
9, 5) per aiutare e dare vita a quelli
che di essa volessero servirsene per
evitare le tenebre eterne.
Ges il capo del corpo, che la
Chiesa; il Principio, il Primogenito di
coloro che risuscitano dai morti, per
ottenere il primato su tutte le cose. Per-
ch piacque a Dio di fare abitare in lui
ogni pienezza e per mezzo di lui ricon-
ciliare a s tutte le cose, rappacificando
con il sangue della sua croce, cio per
mezzo di lui, le cose che stanno sulla
terra e quelle nei cieli (Cl 1, 18-20).
Il Regno di Cristo, nel nostro inti-
mo, si stabilisce con la partecipazio-
ne nella vita di Ges Cristo. Soltan-
to nellUomo-Dio si incontra la pie-
pi limperituro tesoro dottrinale della
fede. Attraverso questa grande istitu-
zione Egli orienta, protegge e santifi-
ca tutti coloro che in essa fanno il lo-
ro ingresso e va alla ricerca delle pe-
core smarrite.
Re attraverso la grazia e la santit
Precisamente qui troviamo il fatto
principale del suo governo in questo
Lunico Re
in pieno possesso
di tutti i poteri
Cristo Ges.
Dettaglio del Giudizio finale,
del Beato Angelico (Museo di
San Marco, Firenze)
14 Salvami Regina Novembre 2006
commetterlo, non far niente di me-
glio che cercare un confessionale
e con vero pentimento l dichiarar-
nezza della grazia,
in quanto essenza,
virt, eccellenza ed
estensione di tutti i
suoi effetti. Gli altri
membri del Corpo
Mistico partecipano
delle grazie che han-
no la loro origine in
Ges, il capo che vi-
vifica tutto lorgani-
smo. Colei che in un
modo privilegiatissi-
mo ha parte in pie-
nezza di questa stes-
sa grazia, la Santis-
sima Vergine.
Il peccato,
avversario del
Regno di Cristo
Dato il disordine
stabilito in noi dopo
il peccato originale,
accresciuto dalle no-
stre mancanze attua-
li, la nostra natura
necessita dellaiuto
sovrannaturale per
attingere alla perfe-
zione. Senza il soffio della grazia,
impossibile accettare la Legge, obbe-
dire ai precetti morali, non elabora-
re ragioni false per giustificare le no-
stre cattive inclinazioni e conosce-
re, amare e praticare la buona dot-
trina in forma stabile e progressiva.
Essa tiene a freno le nostre passio-
ni e le equilibra nei cardini della san-
tit, orienta il nostro spirito, mode-
ra la nostra lingua, tempera il nostro
appetito, purifica il nostro sguardo,
i nostri gesti e costumi. attraverso
la grazia che la nostra anima si tra-
sforma in un vero trono e allo stesso
tempo, scettro di Ges. In questa pa-
ce e armonia troviamo la nostra au-
tentica felicit, il Regno di Cristo nel
nostro intimo.
Qual quindi, il principale av-
versario del Regno di Cristo sulle
anime? Il peccato! Proprio per que-
sto, se qualcuno ha la disgrazia di
gner con Lui nella
gloria eterna.
Il Buon Ladrone
Esempio di chi ha
compreso e ricono-
sciuto nella sua so-
stanza la Regalit di
Cristo stato il buon
Ladrone (cfr. Lc 23,
35-43). Pentito al-
lultimo momento,
accett compunto le
pene che gli veniva-
no inflitte e ricono-
scendo lInnocenza
di Ges nel pi pro-
fondo del suo cuo-
re, proclam i segre-
ti della sua coscienza
per difenderLa dal-
le blasfemie di tut-
ti: Neanche tu hai ti-
more di Dio e sei dan-
nato alla stessa pena?
Quanto a noi si fat-
ta giustizia, perch ri-
ceviamo il castigo che
meritiamo per le no-
stre azioni, Egli inve-
ce non ha fatto nulla di male (Lc 23,
40-41). Ecco la vera rettitudine. Per
prima cosa, umilmente, provare do-
lore per i peccati commessi; in se-
guito, con rassegnazione abbraccia-
re il meritato castigo; infine, vincen-
do la vergogna, mostrare bene in al-
to la bandiera di Cristo Re e l sup-
plicarLo, dicendo: Ges, ricordati di
me quando entrerai nel tuo regno (Lc
23, 42)
Teniamo sempre ben presente che
soltanto per i meriti infiniti della Pas-
sione di Cristo e aiutati dalla poten-
te mediazione della Santissima Ver-
gine, noi diventeremo degni di entra-
re nel Regno.
Seguendo i passi della conversio-
ne finale del buon ladrone, potremo
sperare con fiducia di sentire un gior-
no la voce di Cristo Re dire anche a
noi: In verit ti dico, oggi sarai con
me nel Paradiso (Lc 23, 43).
lo in modo da vedersi libero dallini-
micizia con Dio. impossibile gode-
re della gioia con la coscienza attra-
versata dal pungolo di una colpa. In
questa coscienza non regner Cri-
sto; se essa non si riconcilier con
Dio, qui sulla terra, nemmeno re-
attraverso la
grazia che la nostra
anima si trasforma
in un vero trono e
allo stesso tempo,
scettro di Nostro
Signor Ges Cristo
Esempio di chi ha compreso e riconosciuto nella sua
sostanza la Regalit di Cristo stato il buon Ladrone (altare
maggiore del Santuario del Buon Ges di Braga, Portogallo)
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Novembre 2006 Salvami Regina 15
III- LA CHIESA,
MANIFESTAZIONE SUPREMA
DEL REGNO DI CRISTO
Il giubilo e alle volte persino lemo-
zione, penetrano nei nostri cuori, nel
contemplare queste infiammate pa-
role di San Paolo: Cristo ha amato la
Chiesa e ha dato se stesso per lei, per
renderla santa, purificandola per mez-
zo del lavacro dellacqua accompagna-
to dalla Parola, al fine di farSi compa-
rire davanti la sua Chiesa tutta glorio-
sa, senza macchia n ruga o alcunch
di simile, ma santa e immacolata (Ef
5, 25-27).
Chiesa gloriosa, militante
e sofferente
Tuttavia, se analizziamo la Chie-
sa militante, nella quale oggi viviamo,
con molto dolore riscontria-
mo imperfezioni o, peggio
ancora, peccati veniali nei
pi giusti, che conferiscono
opacit a questa gloria men-
zionata da San Paolo. Tra le
ardenti fiamme del Purgato-
rio, sta la Chiesa sofferente,
purificandosi dalle sue mac-
chie. Persino quella trion-
fante possiede le sue lacune,
poich, eccezion fatta per la
Santissima Vergine, le anime
dei beati sono salite al Cielo
lasciando i loro corpi in stato
di corruzione su questa terra,
ove aspettano il grande gior-
no della Resurrezione.
Pertanto, la Chiesa glorio-
sa, senza macchia, n ruga o
cose simili, ma santa e imma-
colata, manifestazione su-
prema della Regalit di Cri-
sto, ancora non ha raggiunto
la sua pienezza.
Il trionfo definitivo
di Cristo
Quando trionfer defini-
tivamente Cristo Re? Sol-
tanto dopo aver sconfitto il
suo ultimo nemico, ossia, la
morte! Con la disubbidien-
Maria anche Regina dal momento in cui
ha generato Ges (vetrata della procattedrale
di Hamilton, Canada)
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za di Adamo, sono stati introdotti
nel mondo il peccato e la morte. Col
suo Preziosissimo Sangue Redento-
del mondo, come lo stesso San Pao-
lo ci insegna:
Bisogna infatti che egli regni fin-
ch non abbia posto tutti i nemici sotto
i suoi piedi. Lultimo nemico ad essere
annientato sar la morte, perch ogni
cosa ha posto sotto i suoi piedi (I Cor,
15, 25-27).
Cristo Re, in virt della Resurrezio-
ne che da Lui sar operata, strapper
dalle grinfie della morte lumanit in-
tera e illuminer coloro che si purga-
no nelle regioni oscure. Nel riprende-
re i loro rispettivi corpi, le anime bea-
te faranno in modo che essi possegga-
no la loro gloria; e cos, saranno anche
tra gli eletti altri re pieni di amore e
gratitudine verso il Grande Re. Il Fi-
glio dellUomo si presenter in pom-
pa e maest al Padre, accompagna-
to da un numeroso seguito di
re e regine, avendo scritto sul
mantello: Re dei re e Signore
dei signori (Ap 19, 16).
IV - SE CRISTO RE,
MARIA REGINA
Se Cristo Re per il fatto
che Uomo-Dio e ha ricevu-
to il potere su tutta la Crea-
zione nel momento in cui fu
generato, si deduce che nel
purissimo chiostro materno
di Maria Vergine si realiz-
zata leccelsa cerimonia del-
lunzione regale che ha eleva-
to Cristo al trono di Re natu-
rale di tutta lumanit. Il Ver-
bo ha assunto da Maria San-
tissima la nostra umanit ed
ha cos acquisito la condizio-
ne giuridica necessaria per
essere chiamato Re, con ogni
propriet. stato anche con
questo medesimo atto che la
Madonna diventata Regina.
Ununica solennit ci ha por-
tato un Re ed una Regina.
1
) Cfr Hb 1, 2-5.
2
) Enarrat. In Ps 5 n.3: PL
37,83.
La eccelsa
cerimonia
dellunzione
regia di Cristo si
realizzata nel
purissimo chiostro
materno di Maria
re, Cristo infonde nelle anime la sua
grazia divina e gi l avviene il trion-
fo sul peccato. Ma la morte sar sog-
giogata con la Risurrezione alla fine
16 Salvami Regina Novembre 2006
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Cristo fonte della vera Pace
Se invece gli uomini privatamente
e in pubblico avranno riconosciuto la
sovrana potest di Cristo, necessaria-
mente segnalati benefici di giusta li-
bert, di tranquilla disciplina e di pa-
cifica concordia pervaderanno linte-
ro consorzio umano.(...)
Che se i principi e i magistrati le-
gittimi saranno persuasi che si co-
manda non tanto per diritto proprio
quanto per mandato del Re divino, si
comprende facilmente che uso santo
e sapiente essi faranno della loro au-
torit, e quale interesse del bene co-
mune e della dignit dei sudditi pren-
deranno nel fare le leggi e nellesiger-
ne lesecuzione.
In tal modo, tolta ogni causa di se-
dizione, fiorir e si consolider lordi-
ne e la tranquillit. (...)
Oh, di quale felicit potremmo
godere se gli individui, le famiglie e
la societ si lasciassero governare da
Cristo! Allora veramente, - per usa-
re le parole che il Nostro Predeces-
sore Leone XIII venticinque anni
fa rivolgeva a tutti i Vescovi dellor-
be cattolico - , si potrebbero risana-
re tante ferite, allora ogni diritto riac-
quisterebbe lantica forza, tornerebbe-
ro i beni della pace, cadrebbero dalle
mani le spade, quando tutti volentieri
accettassero limpero di Cristo, gli ob-
bedissero, ed ogni lingua proclamasse
che nostro Signore Ges Cristo nel-
la gloria di Dio Padre( Enc. Annum
Sacrum). (...)
Le festivit, pi efficaci
dei documenti
E perch pi abbondanti siano i
desiderati frutti e durino pi stabil-
mente nella societ umana, neces-
sario che venga divulgata la cognizio-
ne della regale dignit di nostro Si-
gnore quanto pi possibile. Al qua-
le scopo Ci sembra che nessunaltra
cosa possa maggiormente giovare
quanto listituzione di una festa parti-
colare e propria di Cristo Re.
Infatti, pi che i solenni documen-
ti del Magistero ecclesiastico, hanno
efficacia nellinformare il popolo nel-
le cose della fede e nel sollevarlo al-
le gioie interne della vita le annuali fe-
stivit dei sacri misteri, poich i do-
cumenti, il pi delle volte, sono presi
in considerazione da pochi ed erudi-
ti uomini, le feste invece commuovo-
no e ammaestrano tutti i fedeli; quelli
una volta sola parlano, queste invece,
per cos dire, ogni anno e in perpetuo;
quelli soprattutto toccano salutarmen-
te la mente, queste invece non solo la
mente ma anche il cuore, tutto luo-
mo insomma. Invero, essendo luomo
composto di anima e di corpo, ha bi-
sogno di essere eccitato dalle esterio-
ri solennit in modo che, attraverso la
variet e la bellezza dei sacri riti, ac-
colga nellanimo i divini insegnamenti
e, convertendoli in sostanza e sangue,
faccia si che essi servano al progresso
della sua vita spirituale.
Daltra parte si ricava da documenti
storici che tali festivit, col decorso dei
secoli, vennero introdotte una dopo
laltra, secondo che la necessit o luti-
lit del popolo cristiano sembrava ri-
chiederlo; come quando fu necessario
che il popolo venisse rafforzato di fron-
te al comune pericolo, o venisse difeso
dagli errori velenosi degli eretici, o in-
coraggiato pi fortemente e infiamma-
to a celebrare con maggiore piet qual-
che mistero della fede o qualche bene-
ficio della grazia divina.(...) Cos, quan-
do erano venuti meno la riverenza e il
culto verso laugusto Sacramento, fu
istituita la festa del Corpus Domini.
Istituzione della festa
La festa, da ora in avanti annuale, di
Cristo Re ci d la pi viva speranza
di accelerare il tanto desiderato ritor-
no dellumanit al suo Salvatore ama-
tissimo. (...) Una festa, annualmente
celebrata da tutti i popoli in omaggio a
Cristo Re, sar oltremodo efficace per
condannare e risarcire, in qualche mo-
do, questa apostasia pubblica. (...)
Pertanto, in virt della Nostra au-
torit apostolica, istituiamo la festa
di Nostro Signore Ges Cristo Re,
stabilendo che sia celebrata ogni an-
no in tutte le parti della terra, lul-
tima domenica del mese di ottobre
(...) perch questa, in un certo mo-
do, chiude il ciclo dellanno liturgico.
Cos infatti avverr che i misteri del-
la vita di Ges Cristo, commemorati
nel corso dellanno, terminino e quasi
ricevano coronamento da questa so-
lennit di Cristo Re.
Ecco una soluzione efficace per tutte le crisi attuali:
la celebrazione solenne della festa di Cristo Re. Cos
si esprime il Papa Pio XI nellenciclica Quas Primas.
Egli pu portarci
la pace!
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Novembre 2006 Salvami Regina 17
Clara Isabel Morazzani
e analizziamo la Storia
dai primordi del Cristia-
nesimo fino ai giorni no-
stri, ci conforta osservare
il costante sviluppo della
Chiesa nei secoli. Fondata sulla parola
irrevocabile di Ges allApostolo Pie-
tro, questa attraversa le situazioni pi
difficili, affronta tutte le persecuzio-
ni e smonta le insidie del demonio, ri-
manendo immutabile in mezzo alla fu-
ria dei suoi nemici. Sarebbe errato, tut-
tavia, immaginare che, ferita dai conti-
nui attacchi del male, la Sposa Mistica
di Cristo potesse arrivare allo stato di
agonia, versando penosi sospiri, man-
tenuta in vita soltanto perch non ve-
nisse smentita la promessa di immorta-
lit pronunciata dal Salvatore.
Contrariamente a questa idea, il
cammino della Santa Chiesa attra-
verso la Storia costituisce una peren-
ne ascensione, di trionfo in trionfo e
di splendore in splendore, facendo
sbocciare dal suo proprio seno, do-
po ogni assalto, un nuovo slancio da
cui essa si alza vittoriosa e ringiovani-
ta, originando meraviglie fino a quel
momento sconosciute.
Tale stato il caso del movimento
riformatore di Cluny, nato nella Chie-
sa per combattere gli errori che im-
perversavano nel mondo occidentale
a quei tempi e minacciavano di demo-
lire ledificio della societ spirituale.
Secolo di guerre e
rivalit personali
Lalba del secolo X spuntava neb-
biosa e incerta. Le luci dellimpe-
ro carolingio si erano indebolite, ce-
dendo il posto ad un continuo andiri-
vieni di dissensi e guerre che minava-
no la struttura e lordine sociale ini-
ziati sotto limpulso di Carlo Magno.
Signori, baroni e principi si batteva-
no a duello constantemente tra loro,
in difesa dei loro interessi personali o
mossi da qualche oscura rivalit.
Cera di peggio: la crisi si era dif-
fusa al di l delle frontiere tempora-
li, penetrando anche nellambito reli-
gioso. Due mali affliggevano in mo-
do particolare la Chiesa in questo se-
colo: il traffico di cariche e dignit ec-
clesiastiche, conosciuto col nome di
simonia; e il nicolaismo, parola con la
quale si designava il rilassamento di
costumi dei chierici.
Allinterno degli stessi monasteri
la situazione si rivelava difficile: que-
sti, in generale, erano situati in terri-
tori appartenenti a nobili che li con-
sideravano loro patrimonio, interve-
nendo nelle questioni della comuni-
t e riservandosi il diritto di nomina-
Cluny: la forza
soave ed irresistibile
della santit
In unepoca di frequenti crisi che sconvolgevano
la societ temporale e minacciavano di demolire
ledifcio sacro della societ spirituale, si alz dal
silenzio contemplativo dei chiostri benedettini un
soffio di rinnovamento che conquist lEuropa
intera: il movimento riformatore di Cluny.
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18 Salvami Regina Novembre 2006
re labate. Accadeva frequentemente
che la loro scelta elevasse ad una ca-
rica di tale importanza uomini sprov-
visti di attitudine e virt per svolger-
la. Si pu con ci immaginare la de-
cadenza della disciplina regolare, co-
me pure le catastrofi da qui derivanti.
Tali abusi avrebbero arrecato pi tar-
di conseguenze disastrose, sfociando
nella celebre lotta per le investiture.
Una ventata di rinnovamento
che invest lEuropa
La Divina Provvidenza, intanto,
non avrebbe tardato a suscitare la so-
luzione per questi ed altri problemi
dellepoca, facendo sorgere allinterno
dello stesso monachesimo decaden-
te una ventata di rinnovamento che
avrebbe investito lEuropa intera.
nedettina, instillando nei suoi segua-
ci gli ideali della vita monastica: ora-
zione, povert, silenzio. La sua intui-
zione era di stabilire l un centro di
contemplazione, separato dai tumul-
ti mondani, nel quale si seguisse con
rigorosa fedelt la primitiva regola
di San Benedetto e che, nello stesso
tempo, fosse capace di influire sulla
societ in modo da rinnovarla.
In poco tempo Cluny si trasform
in un monastero modello dove afflui-
va il fior fiore degli uomini che aspi-
ravano alla santit. I monaci neri
cosiddetti per il colore del loro abi-
to acquisirono un prestigio conside-
revole, al punto che fu loro affidata
la fondazione o riforma di numerosi
monasteri i quali vennero affiliati al-
labbazia di Cluny.
nizzativa e, soprattutto, tutti anima-
ti da uno stesso spirito di perfezione,
veri santi: San Bernone, SantOdo-
ne, San Maeul, Santo Odilon e San-
tUgo. Ognuno a suo modo, secondo
le sue doti personali, lavor per por-
tare questa grandiosa opera al som-
mo dello splendore.
Fu SantOdone colui che diede
una sistemazione definitiva alla rifor-
ma e plasm le caratteristiche essen-
ziali di quello che potrebbe chiamar-
si il carisma cluniacense. Il suo zelo
per la gloria di Dio lo spingeva a pe-
regrinare di monastero in monastero,
in groppa a un giumento, alla ricerca
di monaci fervorosi che lo aiutassero
a dare avvio al suo piano riformato-
re. La fama di santit di questo gran-
de asceta apriva la strada e demoliva
Nel 910, Guglielmo il Pio, Du-
ca di Aquitania, rispondendo alla ri-
chiesta di Bernone, abate di Baune,
don una terra situata nel suo feu-
do di Mcon, per la fondazione di
un nuovo monastero. La proprie-
t, un piccolo villaggio attorniato da
boschi, portava un nome destinato
a segnare i cieli della Storia: Cluny
o Cluniacum. Labbazia sarebbe sta-
ta esclusa da qualsiasi giurisdizione
civile ed ecclesiastica, direttamen-
te collegata alla Cattedra di Pietro,
avendo come protettori gli Apostoli
Pietro e Paolo.
Dai suoi primordi, San Bernone vi
introdusse una fervida osservanza be-
Allorigine del successo, la santit
Intanto, il grande segreto del suo
successo e della rapida ascesa con cui
si proiett attraverso la Cristianit,
non riposava sul privilegio della sua
dipendenza diretta dalla Chiesa di
Roma, perch gi molti altri mona-
steri godevano di questa prerogativa
senza aver ottenuto gli stessi risultati;
cos pure non lo si poteva attribuire
unicamente al rigore dellosservanza
della stretta regola che avrebbe co-
stituito lordo cluniacensis. La causa
profonda della preminenza di Cluny
fu quella di avere alla sua guida, per
due secoli, uomini eccezionali per la
loro tempra, cultura e capacit orga-
gli ostacoli, facilitando la crescita del-
la nuova rete monastica.
San Maeul segu fedelmente la li-
nea dei suoi predecessori, aggiungen-
do, tuttavia, una nota speciale di soa-
vit ed incanto che gli conquist la
simpatia e lammirazione dei papi e
dei monarchi. I suoi contemporanei
descrivono la dolcezza del suo sguar-
do, leleganza dei suoi gesti e lelo-
quenza dei suoi discorsi, in tal mo-
do che sembrava essere il pi bel-
lo di tutti i mortali. Si pu misurare
la portata dellinfluenza che esercita-
va sui religiosi una personalit come
la sua, che continuamente additava le
bellezze divine.
Agli albori del sec.X, i principi si battevano a duello constantemente, mossi da
qualche oscura rivalit (battaglia, Manoscritto di Lotario III)
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Novembre 2006 Salvami Regina 19
Il suo successore, SantOdilon, dif-
feriva quanto a temperamento, ma
non in vocazione. I suoi occhi scintil-
lanti rivelavano un carattere vivo ed
energico. Severo con se stesso e buo-
no coi suoi figli, merit lappellativo
di Arcangelo dei monaci. Il suo ar-
dore apostolico e i prodigiosi miraco-
li da lui realizzati contribuirono lar-
gamente allespansione dellopera
cluniacense nel resto dellEuropa.
Ma fu al tempo di SantUgo che
Cluny raggiunse il suo apogeo, quan-
do inizi la costruzione dellimmensa
basilica di cinque navate e sette torri,
la pi grande di tutto lOccidente di
quei secoli remoti, e il cui altare mag-
giore fu consacrato dal Papa Urbano
II, anchegli cluniacense, in occasione
del suo viaggio in Francia nel 1095.
Ugo di Semur si distinse soprattutto
per la virt della carit. Si racconta
che una volta due uomini erano venu-
ti a bussare alla porta del monastero,
facendo appello al diritto di asilo, che
metteva al riparo dalla giustizia uma-
na qualsiasi criminale che si fosse ri-
fugiato in un recinto sacro. Il portiere
riconobbe con orrore gli assassini del
padre e del fratello del santo abate e
corse a riferirgli la situazione. Li la-
sci entrare, fu la risposta pronuncia-
ta con mansuetudine. Cos i criminali
furono salvati.
Ai santi cluniacensi si attribuisce
listituzione di varie feste e memorie
che ancora oggi figurano nel Calen-
dario Romano. SantOdilon istitu il
2 novembre la commemorazione dei
fedeli defunti e promosse ampiamen-
te le preghiere fatte in suffragio delle
anime del Purgatorio.
La devozione alla Santissima Ver-
gine ricevette un grande impulso
dallapostolato di Cluny. SantUgo
deliber che quando non ricorres-
se una festivit inamovibile di saba-
to, in tutti i monasteri dipendenti
da Cluny si cantasse in questo gior-
no lUfficio e la Messa de Beata, spe-
cialmente composti in lode della Ma-
dre di Dio. Urbano II fece aggiunge-
re allUfficio Divino, in questo gior-
no della settimana, il Piccolo Ufficio
della Madonna.
Ambasciatori del Cielo
A Cluny la vita trascorre soave e
calma. La Regola vissuta in tutta
la sua austerit e semplicit. Il gior-
no si divide minuziosamente tra pre-
ghiera e lavoro manuale, ma questo
tende a restringersi sempre di pi,
mentre aumentano le ore dedica-
te allUfficio Divino. La spiritualit
cluniacense considera ogni magnifi-
cenza, lusso o bellezza come cose in-
sufficienti ad onorare Dio: la sua at-
tivit si organizza in funzione di una
perpetua cerimonia nella quale gli
ornamenti dellaltare e del santua-
rio, larmonia musicale e la discipli-
na dei riti prefigurano le glorie della
patria celeste.
Senza dimenticare le amarezze e i
sacrifici di questa valle di lacrime, il
cluniacense cerca realizzare la sup-
plica tante volte ripetuta nel Padre
Nostro: Venga il
tuo regno, sia fat-
ta la tua volont
come in Cielo cos
in terra. Da que-
sta elevata visione
delluniverso fiori-
scono naturalmen-
te, come da una
fonte dacqua vi-
va, le arti della pit-
tura e della scultu-
ra, si arricchisce la
meravigliosa po-
licromia delle ve-
trate e si d pi im-
portanza alla Li-
turgia e al canto
gregoriano. Gi al-
lalba, i primi raggi
dellaurora filtra-
no attraverso i ro-
soni, inondando la
chiesa con una fe-
sta di colori men-
tre le voci dei mo-
naci, unite ai cori
degli angeli, echeg-
giano per le alte volte in lodi al Padre
di misericordia e Dio di ogni conso-
lazione.
Alla stessa maniera, cos come
lambiente dove egli abita assomiglia
al Paradiso, il monaco deve cerca-
re sempre la perfezione, cercando di
riflettere, per mezzo della saggezza
delle sue parole e della nobilt delle
sue attitudini, lo stesso Dio che la
Bellezza Assoluta. Considerato come
individuo, il monaco niente e non
possiede nulla ma, in unione agli altri
monaci, nella sua colletivit di fron-
te al mondo esteriore. ha la coscienza
di essere un ambasciatore del Cielo.
Volontariamente sottomesso ad una
rigida obbedienza, egli riconosce nel-
la voce dei suoi superiori i disegni del
Signore e li esegue con umilt, nella
consapevolezza di essere servo inuti-
le. La regola della castit osservata
con rigore, tenendo conto che nella
pratica di questa virt angelica che il
religioso respira la linfa della sua vi-
Con la saggezza delle sue parole e della nobilt
delle sue attitudini, il monaco cercava di
riflettere Dio stesso
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20 Salvami Regina Novembre 2006
ta spirituale. Nel silenzio, nella con-
templazione e nel cerimoniale il mo-
naco passa i momenti pi felici della
sua esistenza, in attesa delle gioie di
cui godr nelleternit.
Cos, sotto lo sguardo saggio e vi-
gile dei maestri, si viene formando
una nuova milizia cristiana, costitui-
ta da eroi, pi angeli che uomini, la
cui struttura gerarchica culmina nel-
la persona dellabate santo e potente.
Con lesempio delle loro vite, essi
hanno conquistato lEuropa
Lopera realizzata da Cluny rappre-
senta nella Storia un ruolo di capitale
importanza. La sua ascesa folgorante e
la sua benefica influenza le hanno per-
messo di portare ovunque il fermen-
to evangelico che pi tardi ha prodot-
to abbondanti frutti di santit. Il suolo
del Vecchio Continente, solcato in altri
tempi dagli eserciti romani in marcia, si
sentito allora scosso da una forza ir-
resistibile che ha suscitato nella socie-
t un fenomeno contagioso, rinnovan-
do tutti i gradi della scala umana. Essa
non ha imposto agli uomini il pesante
tributo dei cesari, ma ha rivolto loro un
invito: Accettate il soave giogo di Cri-
sto. Senza ricorrere alla violenza del-
le armi, i cluniacensi hanno conquista-
to lOccidente con lesempio delle lo-
ro vite: sono penetrati nelle corti dei re,
nei palazzi dei vescovi, nei castelli dei
nobili, nei villaggi della plebe... ed an-
cora: sul soglio di Pietro si sono seduti,
figli di questa famiglia spirituale, come
lo sono stati San Gregorio VII e Beato
Urbano II.
Alla radice delle solenni liturgie,
delle grandiose cattedrali, delle ar-
monie dellorgano, dellaroma del-
lincenso e di tutto quanto di bello ci
ha lasciato il passato cristiano, vedia-
mo in larga misura il lavoro fatto da
questi uomini che cercavano soltanto
Dio e hanno saputo incontrarLo.
Da una elevata visione delluniverso
fioriscono naturalmente, come da una fonte
dacqua viva, le arti della pittura e della
scultura, e si arricchisce la meravigliosa
policromia delle vetrate
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Cattedrale di Orvieto
Novembre 2006 Salvami Regina 21
Cluny, oggi
Quando i venti della Rivoluzio-
ne Francese spazzarono la Fran-
cia, distrussero anche lAbbazia di
Cluny. Tra i suoi monaci, brillaro-
no ancora alcuni martiri ghigliotti-
nati nei tragici giorni del Terrore.
Il 25 ottobre del 1791, le pie-
tre della grandiosa chiesa costruita
da SantUgo fecero echeggiare per
lultima volta il canto soave dei mo-
naci, durante la celebrazione del-
la Messa. Subito dopo, limmobile
fu stimato e successivamente ven-
duto dallo Stato francese, mentre la
chiesa abbaziale venne demolita nel
corso delle due decadi successive.
Chi oggi visita ci che resta di
quella che in altri tempi fu la ma-
gnifica Abbazia di Cluny, trova
soltanto delle rovine, accanto ad
alcuni edifici in parte ricostrui-
ti, che testimoniano linestimabi-
le lascito di questa istituzione per
la Chiesa e per il mondo.
Il suolo del Vecchio Continente si
sentito scosso da una forza irresistibile
che ha suscitato nella societ un fenomeno
contagiante, rinnovando tutti i gradi
della scala umana
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Abbazia di San Clemente di Casauria
Cattedrale di Tours
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Jos Antonio Dominguez
22 Salvami Regina Novembre 2006
SANTODONE, ABATE
Liniziatore di Cluny
Tutto in lui aveva proporzioni sorprendenti: la sua influenza,
la sua virt, la sua energia. Nel silenzio dei monasteri da lui diretti
germin una delle pi sorprendenti trasformazioni avvenute nella
Storia: la nascita dellEuropa Cristiana.
a notizia ebbe leffetto
di unesplosione...Un
messaggero era appe-
na arrivato al monaste-
ro di Fleury, in Fran-
cia, annunciando la nomina di un nuo-
vo abate, il quale si trovava gi in cam-
mino e in pochi giorni sarebbe giunto a
prendere possesso del suo incarico.
Quale era la ragione di questo im-
provviso cambiamento?
I monaci si riunirono in fretta, nel-
la sala del capitolo, per conoscere be-
ne tutti i dettagli. Lindignazione cre-
sceva e contagi gli animi. Dopo un
acceso dibattito, decisero di rifiuta-
re il nuovo abate e di impedire il suo
ingresso nella casa. Dopotutto, ar-
gomentavano essi, in base ad antichi
privilegi ancora in vigore, il loro mo-
nastero non poteva essere retto dal-
labate di unaltra casa religiosa.
Per quanto incredibile possa appa-
rire, situazioni simili non erano cos
rare in quellepoca, cio nel pieno se-
colo X, il secolo di ferro. Il potere
civile interferiva abusivamente nella
vita religiosa, il caos regnava in tut-
ta Europa, guerre ed invasioni barba-
riche devastavano regioni intere e la
disciplina ecclesiastica era ben lungi
dallessere quella ideale...
Trionfo della mansuetudine
Ma torniamo al monastero di Fleu-
ry, i cui monaci non si limitarono a
fare dichiarazioni retoriche, per di-
fendere i loro diritti. Dimentichi
della mansuetudine evangelica, della
quale avrebbero dovuto dare esem-
pio, si armarono di elmi e spade, per-
ch erano disposti a sbarrare lentra-
ta al nuovo abate. Essi, intanto, per
non cominciare le ostilit senza la de-
bita dichiarazione di guerra, gli invia-
rono un messaggero con lincarico di
chiedergli la ragione della sua venu-
ta ed avvertirlo che non sarebbe sta-
to ben ricevuto.
La risposta di SantOdone allar-
m ancora di pi gli animi: Vengo
in missione di pace, non far male a
nessuno, mi occuper soltanto di ri-
formare la vita monastica di questa
abbazia. Riformare la vita monasti-
ca... era proprio quello che i rilassa-
ti monaci temevano! Rimasero, dun-
que, determinati a non accettare in-
novazioni. Inviarono ancora messag-
geri, con lavvertimento che, se laba-
te avesse varcato le soglie del mona-
stero, avrebbe corso un serio perico-
lo di vita.
La minaccia ebbe effetto nei quat-
tro vescovi che accompagnavano San-
tOdone: questi gli consigliarono di
desistere dai suoi progetti e ritornare
tranquillo allabazzia di Cluny.
Il Santo, invece, consapevole della
sua missione e dei benefici che la ri-
forma della vita religiosa avrebbe por-
tato alla Chiesa e alla Civilt Cristia-
na, non esit. Mont su un asino e, da
solo, si diresse al monastero ribelle.
Vedendolo approssimarsi, i monaci gli
andarono incontro, con lintenzione di
cacciarlo. SantOdone scese dallani-
male e salut quegli uomini furenti.
-- La pace sia con voi, miei fratel-
li carissimi.
La serenit delluomo di Dio, la di-
gnit del suo portamento, la pace che
emanava da lui e la dolcezza traboccan-
te delle sue parole disarmarono, in un
attimo, i timori e gli odi che si annida-
vano nel cuore di quei poveri monaci.
Uno alla volta, andarono tutti a
prostrarsi ai piedi del Santo, per chie-
dergli perdono, riconoscendolo come
loro padre e superiore, e chiedendo-
Novembre 2006 Salvami Regina 23
gli il favore di condurli sulla via del-
la virt.
La prima battaglia era vinta. Poco a
poco, lesempio della sua vita, la man-
suetudine del suo tratto e le sue dolci
esortazioni, permisero che la grazia di
Dio venisse a realizzare la riforma del
monastero di Fleury, con lintroduzio-
ne della regola di San Benedetto.
Questo fu soltanto uno degli epi-
sodi dellimmensa opera intrapresa
da SantOdone. Mentre il continente
europeo affondava nel caos, lacerato
da guerre e dalle incursioni devastan-
ti dei barbari normanni, e la civilt oc-
cidentale correva il rischio di scompa-
rire, germogliava nel silenzio contem-
plativo del monastero di Cluny, tra
gli splendori della Liturgia e del can-
to dellUfficio Divino, lEuropa Cri-
stiana medievale, una delle traforma-
zioni pi sorprendenti che la Storia
avesse fino ad allora conosciuto. Que-
sta era frutto della riforma iniziata da
SantOdone e portata avanti dai suoi
successori, tutti santi daltare, lungo il
corso dei due secoli successivi.
Chi era, dunque, Odone?
Offerto a San Martino
Egli nacque nell879, nella regione
del Maine, in Francia. Suo padre, Ab-
bono uomo di fede, di nobile famiglia
e illustre giurista -, non avendo avu-
to sino ad allora nessun figlio, chiese a
Ges Bambino, in una notte di Natale
che, per i meriti della sua nascita e per
la fecondit della sua Vergine Madre,
gli concedesse la grazia di avere un di-
scendente. La sua preghiera fu accolta,
malgrado sua moglie fosse ormai in et
avanzata. Un giorno, vedendo il figlio-
letto nella culla, lo prese tra le braccia
e lo offr a San Martino di Tours. Ma
non raccont a nessuno che, come pa-
dre, aveva fatto questo voto.
Non appena il bambino raggiun-
se let adeguata, Abbono lo affid al-
le cure di un sacerdote, perch gli des-
se uneducazione e una formazione cri-
stiana. Poco tempo dopo, tuttavia, si
pent dellofferta fatta a San Martino e,
invece di incamminare il figlio al servi-
zio della Chiesa, lo consegn a Gugliel-
mo, Duca di Aquitania, affinch lo ini-
ziasse alla carriera delle armi.
Nellambiente mondano della cor-
te ducale, Odone si dimentic ra-
pidamente quello che aveva appre-
so nei suoi primi anni. Non pensava
a nientaltro che al gioco, alla caccia
e agli esercizi militari, tralasciando
invece le orazioni quotidiane ed al-
tri atti di devozione. Ci nonostante,
Dio non gli permise di provar gusto
in questi divertimenti vani. Al contra-
rio, quanto pi si impegolava in essi,
tanto pi ne sentiva il sapore amaro,
una tristezza e una malinconia, la cui
causa non riusciva ad individuare. Al-
lo stesso tempo, era intimorito da so-
gni che gli esprimevano i pericoli di
una vita dissoluta e sregolata.
Nel turbamento interiore in cui si
venne a trovare, fece ricorso alla San-
tissima Vergine. Una notte di Natale,
Le chiese di aver compassione di lui
e di condurlo sulla retta via della san-
tit. Aveva allora sedici anni. Il gior-
no dopo, egli fu assalito da un mal di
testa cos forte che riusciva appena a
sostenersi in piedi tanto che credette
che fosse arrivata lora della sua mor-
te. Questa malattia dur tre anni, fi-
no al giorno in cui suo padre gli rive-
l il voto fatto quando lui era anco-
ra bambino. Odone conferm perso-
nalmente quellantica offerta e subito
recuper la salute. Si ritir in seguito
a Tours, dove si dedic al servizio di
Dio, nella chiesa di San Martino.
Germina la vocazione monastica
Cominci allora per questo giova-
ne di 19 anni una vita di orazione e
di studi. Trascorreva buona parte del
tempo in letture, uno dei suoi autori
preferiti era Virgilio. Un giorno vide
in sogno un vaso antico, molto bel-
lo allesterno, ma pieno di serpenti e
comprese che avrebbe dovuto lasciar
da parte i classici pagani e dedicarsi
allapprendimento della Sacra Scrit-
tura e dei Padri della Chiesa.
In questa nuova tappa della sua vi-
ta, lesse la regola di San Benedetto e
decise di metterla in pratica, secon-
do le possibilit del suo stato, abbrac-
ciando una vita di penitenza. Siccome
erano numerosi i pellegrinaggi a San
Martino di Tours, molte personalit
si dirigevano da Odone, per chieder-
gli consiglio. Non cera chi non si av-
vicinasse a lui senza rimanerne colpi-
to, nel fondo del cuore, per le sue pa-
role colme di dolcezza divina.
Con la lettura dei Padri della Chie-
sa e della regola di San Benedetto,
Odone cominci a coltivare il deside-
rio di abbracciare la vita monastica.
Si mise, allora, alla ricerca di un mo-
nastero in condizione di accoglierlo.
Impresa per nulla facile in quellepo-
ca perturbata. Era da sessantanni che
le guerre civili e le razzie dei norman-
ni devastavano il paese, obbligando i
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Da bambino, SantOdone fu
consacrato da suo padre a San
Martino di Tours
24 Salvami Regina Novembre 2006
Espansione della Congregazione di Cluny sotto il governo di SantOdone
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monaci, lo studio della religione e la
carit verso i poveri, ai quali il nuovo
abate dava elemosine in abbondanza,
senza preoccuparsi del giorno dopo.
Soprattutto in periodo di Quaresima,
egli era particolarmente prodigo con
i bisognosi, giungendo a distribuire
alimenti a pi di settemila poveri.
Le virt di SantOdone attirarono
a Cluny un grande numero di uomini,
sia laici che clerici, molti dei quali di
elevata condizione e persino vescovi
lasciarono le loro diocesi per venire a
vivere l come semplici monaci. Molti
altri monasteri si sottomisero allauto-
rit di questo grande riformatore della
vita monastica, dando cos origine alla
celebre Congregazione di Cluny, che
tanta influenza esercit nellEuropa
Cristiana, nei secoli seguenti. Vincola-
to direttamente al Papa e libero dalle
ingerenze del potere temporale, San-
tOdone fu il primo di una successione
ininterrotta di abati santi che per due-
cento anni governarono la nuova isti-
tuzione religiosa, diffondendo il buon
aroma di Nostro Signore Ges Cristo
in tutto lOccidente cristiano.
In seguito al grande aumento del
numero di monaci, si rese necessario
ampliare le installazioni di Cluny ed
edificare una nuova chiesa. Conclusa
la costruzione, labate invit tutti i ve-
scovi della regione e numerosi digni-
tari locali per la cerimonia di dedica-
zione. Nel giorno della festa, unimba-
razzante sorpresa: i viveri esistenti nel
monastero non erano sufficienti per
accogliere cos tanta gente...Davan-
ti allo stupore di tutti, un feroce cin-
ghiale si avvicin alledificio e si lasci
prendere senza difficolt, contribuen-
do cos con la sua saporita carne alla
refezione offerta agli invitati.
Un punto particolarmente impor-
tante della riforma introdotta da San-
tOdone era la regola del silenzio du-
rante le ore stabilite. Un piccolo epi-
sodio mostra come i monaci clunia-
censi obbedirono a questa regola scru-
polosamente, anche quando si trova-
vano fuori del monastero: una notte,
per non parlare in unora in cui la re-
monaci ad abbandonare i loro mona-
steri, in cerca di luoghi sicuri.
Discepolo di San Bernone
Odone, avendo saputo dellesi-
stenza del monastero di Baume, il cui
abate era San Bernone, vi si diresse:
aveva allora trentanni. Port con s
i suoi preziosi libri, un centinaio, un
vero e proprio tesoro in quellepoca
di barbarie. Per la sua scienza, gli fu
affidato lincarico di occuparsi della
scuola del monastero.
Gli inizi della sua vita monastica
furono pacifici. Alcuni monaci dal-
la vita poco esemplare cercavano di
allontanarlo dalla retta via, ora cer-
cando di coinvolgerlo nelle critiche
allabate, ora facendogli gravi recri-
minazioni, ora, addirittura, insul-
tandolo. La sua arma, in questi con-
tenziosi, era la pazienza, con la qua-
le cercava di rappacificare in tutti i
modi questi suoi fratelli.
Labate Bernone non tard molto
a capire il grande futuro che avrebbe
avuto davanti a s questo suo giova-
ne discepolo e cos lo convinse a ri-
cevere lordinazione sacerdotale. Do-
po, vedendo approssimarsi la fine
della sua santa vita, volle che lui fosse
il suo successore nel governo del mo-
nastero di Baume. Tuttavia, i monaci
si rifiutarono di obbedirgli. Bernone
gli affid allora la cura delle abbazie
di Cluny, di Massai e di Bourdieux.
Abate di Cluny
SantOdone si stabil a Cluny, co-
me abate, allet di 48 anni. A partire
da questo momento, il monastero co-
minci a distinguersi da tutti gli altri
per losservanza della regola di San
Benedetto, lemulazione di virt tra i
Le eccelse virt di SantOdone attirarono a Cluny
molte vocazioni, sia di clerici che di laici, molti dei
quali di elevata condizione sociale
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Novembre 2006 Salvami Regina 25
gola prescriveva silenzio as-
soluto, uno di loro prefer la-
sciare che un ladro gli rubas-
se il cavallo. Pratic un atto di
virt e non sub alcun danno,
poich, il giorno dopo, il ladro
fu trovato immobile, montato
a cavallo, vicino al luogo del
furto. Era il figlio di un mu-
gnaio del monastero. Venne
condotto allora da SantOdo-
ne e costui, invece di castigar-
lo con la meritata pena della
prigione, ordin che gli fosse-
ro date cinque monete dar-
gento, come pagamento per il
lavoro di custodia del caval-
lo effettuato durante tutta la
notte e che fosse lasciato an-
dare in pace.
Per tre volte i Papi chia-
marono SantOdone a Ro-
ma, per riconciliare due ne-
mici mortali, che vivevano in
perpetua guerra Alberico,
patrizio romano e Ugo, re dItalia e
riformare diversi monasteri, tra i qua-
li quello di San Paolo Fuori le Mura.
In uno di questi viaggi, un uomo,
impressionato dalla santit che illumi-
nava il volto del santo abate, si prostr
ai suoi piedi, implorandogli di essere
ammesso come monaco. Ma era un la-
dro famoso... non poteva essere accol-
to. Egli, tuttavia, insistette, argomen-
musicista del decimo secolo
per linfluenza profonda che
ebbe nel canto liturgico del
suo tempo. In questo grande
santo, affermano i suoi bio-
grafi, tutto aveva proporzioni
sorprendenti: la sua influenza,
la sua virt, la sua energia.
Ultimo pellegrinaggio alla
tomba di San Martino
Giunto alla fine della sua
lunga vita, SantOdone ave-
va accolto sotto la sua pater-
na autorit i principali mo-
nasteri dItalia e del territo-
rio francese, restaurando in
tutti loro la primitiva osser-
vanza della regola di San Be-
nedetto. In occasione del suo
terzo soggiorno a Roma, una
grave malattia gli annunci
che la morte era ormai pros-
sima. Chiese allora a San
Martino che gli ottenesse la
grazia di fare per unultima volta an-
cora una visita alla sua tomba. La sua
preghiera fu accolta: guar e si mise
subito sulla via di Tours, dove giun-
se in tempo per partecipare alla festa
del suo santo patrono. Tre giorni do-
po, ricadde malato e consegn lani-
ma a Dio tra le braccia del suo di-
scepolo Theotolone, Arcivescovo di
Tours, il 18 novembre del 942.
tando che la sua salvezza eterna corre-
va serio rischio e SantOdone avrebbe
dovuto rendere conto della sua anima
a Dio. Il Santo lo invi allora a Cluny.
Questo buon ladrone si convert in
uno dei pi zelanti religiosi della co-
munit, morendo qualche tempo do-
po, in odore di santit.
SantOdone, oltre ad essere un gran-
de scrittore, fu considerato il maggior
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APOSTOLATO MARIA REGINA DEL TERZO MILLENNIO
Lopera consiste nel portare di casa in
casa unicona con limmagine del Cuore
Immacolato di Maria, cos come apparve
a Fatima, che sar accolta, ogni mese in un
giorno stabilito da ciascuna famiglia parte-
cipante. Per loccasione si legger un bra-
no del Vangelo, seguito da alcuni minuti
di riflessione. Si reciter il santo Rosario
e finalmente si rinnover la consacrazione
della famiglia a Ges per mezzo di Maria.
Circostanza propizia per invitare parenti,
amici e vicini.
Ogni gruppo di 30 famiglie che desidera-
no ospitare licona una volta al mese, richie-
de lesistenza di un Coordinatore(trice),
che riceve dal parroco un mandato in que-
sto senso durante la cerimonia di conse-
gna ufficiale dellicona in chiesa. Chiun-
que pu essere Coordinatore(trice), me-
glio una coppia di coniugi.
Canada Portare una parola di speranza agli
anziani della Casa di Riposo San Giuseppe, a
Dundas, questo stato lobiettivo della visita del
settore femminile degli Araldi, occasione in cui il
cui coro ha esibito diversi brani musicali.
Portogallo La chiesa dello storico monastero cistercense
di Alcobaa si riempita di fedeli che hanno assistito alla
Celebrazione Eucaristica durante la quale Don Maurizio
Sucena ha benedetto e consegnato alle coordinatrici le nuove
icone del Cuore Immacolato di Maria.
Slovenia Nella citt di Krani (foto), come pure a
Lubiana, Murska Sobota e Ptuj, Maria che va ad
aprire le porte delle case e dei cuori.
Guatemala Nel Collegio Palo Alto, nella capitale
guatemalteca, i giovani Araldi hanno visitato tutte le
aule di lezione per insegnare ai bambini a pregare il
rosario. In ogni classe si pregato per le intenzioni dei
professori e degli alunni.
Honduras Con unadorazione al Santissimo Sacramento,
Don Rafael Ibarguren, degli Araldi, ha iniziato nella citt
di Siguatepeque la giornata Un giorno con Maria. La
rappresentazione teatrale sul Rosario ha incoraggiato i
presenti a divulgare questa devozione. La giornata si
conclusa con la celebrazione dellEucaristia.
Nicaragua La Parrocchia del Sacro Cuore di
Ges, a Managua, ha commemorato lanniversario
dellApostolato dellOratorio con una Messa in
rendimento di grazie e una processione con la statua
dellImmacolato Cuore di Maria.
26 Salvami Regina Novembre 2006
Repubblica Domenicana Il Cardinale Primate delle
Americhe, Nicols Lpez Rodrguez, ha visitato la Casa degli
Araldi, a Santo Domingo, dove ha celebrato lEucaristia.
Brasile Nelle Arcidiocesi di Londrina e Maring
i giovani Araldi hanno festeggiato la Giornata della
Madonna Aparecida, che anche la Giornata dei Bambini,
facendo visita alla popolazione bisognosa dei quartieri
periferici per distribuire alimenti.
Costa Rica
Nella festivit
del Patrono delle
opere di carit, San
Vincenzo de Paoli,
gli Araldi hanno
realizzato una
Missione Mariana
nellospedale di
Heredia, , facendo
visita ai malati, con
la Statua Pellegrina
dellImmacolato
Cuore di Maria.
Messico Don
Cuahtemoc
Castro Giron
ha benedetto
sei nuove icone
per lapostolato
dellOratorio
dellImmacolato
Cuore di Maria
nella Parrocchia
di San Matteo
Tlatenango.
P
Novembre 2006 Salvami Regina 27
Mese del Rosario,
a Roma
isto largomento, ossia la devozione per ec-
cellenza alla Santissima Vergine, il Rosario,
pochi inviti avrebbero potuto armonizzarsi
meglio con il carisma degli Araldi del Vangelo quanto
quello di predicare nella pi antica Basilica mariana
della Cristianit, Santa Maria Maggiore, a Roma.
quello che accaduto in Ottobre, su richie-
sta dellArciprete della Basilica, Cardinale Bernard
Francis Law e del Capitolo. Gli Araldi del Vangelo
hanno promosso, nella prima quindicina del mese,
la recita del Rosario, con la meditazione sui misteri
e la Celebrazione Eucaristica nellaltare della Ma-
donna Salus Populi Romani.
1 2
3
4
1)In conversazione con gli aspiranti Araldi 2) Conferenza nel Seminario degli Araldi
3) Messa nella Cattedrale di San Paolo 4) Con gli alunni del Collegio Araldi del Vangelo Internazionale
Q
28 Salvami Regina Novembre 2006
Nella vita di ogni giorno degli Araldi
uando Padre Fernando Jos Monteiro Gui-
mares C.SS.R. partito per Roma, dopo una
settimana di soggiorno nella Casa Madre degli
Araldi, nel mese di Ottobre, non stato necessario usare
quella formalit di quando si vuole ringraziare, dal pro-
fondo del cuore, un invitato per la sua visita: Torni sem-
pre, questa casa sua! perch chi fa ormai parte di una
famiglia, o di una comunit, non ha bisogno di essere in-
vitato per entrare.
Nei giorni in cui rimasto con noi, Padre Guimares
ha condotto una vita da Araldo: ha fatto lezione nel Se-
minario, ha partecipato alle ricreazioni, incoraggiando i
seminaristi con la sua ineguagliabile arte di conversare,
VISITA DI PADRE FERNANDO GUIMARES C.SS.R.
ha preso parte alle celebrazioni comunitarie in diverse
case, entrato, insomma, nella vita di ogni giorno.
Quando venuto il momento, tutti hanno sentito vi-
vamente il peso per la partenza di un fratello, sostenuto
tuttavia dalla speranza che egli ritorner di sicuro, non
appena i suoi obblighi a Roma glielo permetteranno.
Fino a quel giorno, i suoi fratelli Araldi continue-
ranno a pregare per lui, davanti al Ss.mo Sacramento,
perpetuamente esposto, chiedendo che lo Spirito San-
to lo illumini nellesercizio delle sue alte funzioni e gli
dia la forza per prendersi a carico lenorme peso delle
sue responsabilit come capo ufficio della Congre-
gazione per il Clero.
Novembre 2006 Salvami Regina 29
Gela (CL) In Ottobre, per chiudere
l89 anniversario delle apparizioni
della Madonna di Fatima, una
processione con la Statua del
Cuore Immacolato di Maria partita
dalla Chiesa di San Francesco e ha
percorso nimerose vie della citt, con
grande affluenza popolare.
Terme Vigliatore (ME) La statua
del Cuore Immacolato di Maria
porta consolazione agli infermi.
stata questa una delle grandi
attivit evangelizzatrici degli Araldi
del Vangelo in tutto il paese.
Gela (CL) La Statua del Cuore Immacolato di Maria ha percorso le istallazioni della Raffineria ENI e ha riunito
gli impiegati, che hanno voluto renderle omaggio portandola in processione.
Roma, Basilica di Santa Maria Maggiore Durante la sua recente permanenza a Roma, Padre Joo S. Cl Dias
stato invitato dallEm.mo Cardinale Bernard Law a concelebrare lEucaristia allaltare dove sono esposte le reliquie
del Presepio (a sinistra). Alla fine della celebrazione, il Cardinale Law, sempre animato da un intenso zelo pastorale,
ha chiesto al coro degli Araldi che si esibisse in una rappresentazione musicale per i pellegrini sulla scalinata della
Basilica (a destra).
30 Salvami Regina Novembre 2006
Nel condividere con lei questo
suo soggiorno nella Casa Madre
degli Araldi del Vangelo, si nota
da parte sua una particolare
devozione allEucaristia: La
vediamo con frequenza davanti
al Santissimo Sacramento
esposto nella nostra cappella.
Se leggiamo il racconto dellisti-
tuzione dellEucaristia, appare su-
bito evidente una stretta correlazio-
ne fra alcuni elementi che costitui-
scono altrettanti perni della Chiesa
e della vita cristiana: in primo luogo,
lEucaristia, istituita da Cristo per la
sua Chiesa, che un segno di attua-
lizzazione nel tempo, della sua mor-
te redentrice, come anche un annun-
cio profetico della realizzazione del
Regno, con la venuta definitiva del
Signore, in secondo luogo, lordine
che Egli ci ha impartito, di rinnovare
questo gesto e questo segno, che ren-
de gli Apostoli e i suoi successori ca-
paci di agire in persona Christi Capi-
tis et Pastoris, per riunire la comuni-
INTERVISTA COL REV.MO P. FERNANDO GUIMARES
Sacerdozio, santit
e vita attiva
Da decenni a Roma, Padre Fernando Guima-
res occupa una posizione privilegiata, nella
Congregazione per il Clero, che gli permette
di analizzare in profondit i problemi attua-
li del sacerdozio. Ospitato nella Casa Madre
degli Araldi del Vangelo, a San Paolo, ci ha
concesso unintervista nella quale tratta di
alcune questioni scottanti.
t di fede e per offrire, con lei e per
lei, lo stesso sacrificio di Cristo, con-
fezionando lEucaristia; infine, la san-
tit, unopera meravigliosa della gra-
zia che si avvale delleffettiva collabo-
razione delluomo, per la quale sono
chiamati tutti i discepoli di Cristo. La
santit, che costituisce unesigenza
intrinseca per approssimarci ai due
Sacramenti: Eucaristia e Ordine.
San Paolo dice che Cristo lunico
mediatore tra Dio e gli uomini, e,
pertanto, soltanto Lui sacerdote...
Di fronte a questo, qual il ruolo
dei sacerdoti nella Chiesa?
In realt, come cinsegna il Cate-
chismo della Chiesa Cattolica, Cristo
lunico sacerdote della Nuova Allean-
za, ossia, non si ha pi una molteplici-
t di sacerdoti, come nellAntico Te-
stamento. Allo stesso modo nel Nuo-
vo Testamento non ci sono pi nume-
rosi sacrifici, ma uno solo: il sacrificio
redentore di Cristo, realizzato una vol-
ta per tutte, ma che diviene presente
nel sacrificio eucaristico della Chiesa.
Dunque, lo stesso avviene in relazione
allunico sacerdozio di Cristo: diven-
ta presente col sacerdozio ministeria-
le, senza con questo diminuire lunici-
t del sacerdozio di Cristo. San Tom-
maso dAquino formula questa verit
con la sua nota chiarezza e concisione:
Cristo lunico sacerdote, gli altri so-
no solo i suoi ministri.
In vari passaggi degli Atti
degli Apostoli si fa riferimento
allimposizione delle mani, come
forma di conferire il sacerdozio.
I Vangeli per sembrano non
registrare il momento esatto
in cui Ges ha istituito il
Sacramento dellOrdine. In
quale circostanza fu creato?
Questo Sacramento nacque nel-
lUltima Cena, insieme allEucaristia
e non fu a caso che Ges, subito dopo
le parole della Consacrazione Euca-
ristica, aggiunse: Fate questo in me-
moria di Me. Cos, per mezzo dellor-
Joshua Sequeira
Novembre 2006 Salvami Regina 31
dinazione presbiterale, il sacerdote
legato in forma eccezionale allEuca-
ristia. Si pu dire che i sacerdoti esi-
stono con lEucaristia e per lEucari-
stia. La relazione intima tra la consa-
crazione sacerdotale e lEucaristia ol-
trepassa, allora, largamente la visua-
lizzazione tipica di una ecclesiologia
sociocentrica che riduce il prete al
ruolo di un attivista filantropico o di
un rappresentante della comunit.
Qual , nella sua essenza, la
situazione di un uomo ordinato,
sia egli un semplice diacono,
un sacerdote o un vescovo?
Prima di tutto, un uomo battez-
zato che ha ricevuto, in conseguen-
za dellordinazione sacerdotale, una
configurazione speciale che lo pone al
servizio della santificazione della co-
munit dei battezzati, della quale an-
chegli fa parte. Con la sua nota per-
spicacia, in uno dei suoi sermoni San-
tAgostino definisce cos questa situa-
zione: Per voi io sono vescovo, insie-
me a voi io sono cristiano. In segui-
to egli dice che questa funzione ob-
bliga ad una pericolosa resa dei conti,
perch afferma in quanto cristia-
no, devo dedicarmi al mio proprio van-
taggio, ma, come vescovo, unicamente
al vostro. Quello che egli dice del ve-
scovo si applica, senza alcunombra di
dubbio, a tutti i preti, di tutti i tempi.
Il Santo Padre ha insistito
sullimportanza della santificazione
personale del sacerdote. Esiste una
qualche relazione tra il grado di
virt del ministro sacro e lefficacia
dei Sacramenti che lui conferisce?
Con lOrdinazione, il prete rice-
ve un carattere spirituale indelebile,
che lo accompagner per tutta leter-
nit e lo abilita ad agire nella Perso-
na di Cristo, Capo della Chiesa, per
il compimento della triplice funzio-
ne di insegnare, santificare e guida-
re la comunit cristiana. Questa gra-
zia, tuttavia, non elimina la debolezza
umana, la possibilit di cadere in er-
rore, n, meno ancora, impedisce di
peccare. Cos, non si pu non ricono-
scere che, purtroppo, in molte azio-
ni dei ministri di Cristo non sempre si
trova il segno della fedelt al Vange-
lo ed esse possono pregiudicare la fe-
condit dellapostolato della Chiesa.
Nonostante tutto, lefficacia degli
atti sacramentali sempre assicurata
dal fatto che non dipende dalla santi-
t personale del prete, ma si realizza
ex opere operato, ossia (, essa) opera
dello stesso Cristo, di cui il sacerdote
rappresentante.
Ma altrettanto vero che, normal-
mente, Dio preferisce manifestare la
sua grandezza per mezzo del mini-
stero di sacerdoti che, docili alle ispi-
razioni e alla direzione dello Spirito
Santo, hanno una santit di vita gra-
zie alla quale possono dire come San
Paolo: Non sono pi io che vivo, ma
Cristo che vive in me. La santifica-
zione personale del sacerdote, allora,
unesigenza logica ed intrinseca del
suo carattere sacramentale e del suo
ministero, come anche una conse-
guenza necessaria del suo Battesimo.
vero che lesigenza di aspirare
alla santit deve essere pi
intensa nel sacerdote?
S, proprio cos. In un documen-
to recente, il Cardinal Angelo Sodano,
quando ancora era Segretario di Sta-
to, fece un riferimento ad esperien-
ze amare e deludenti ed afferm che
ogni prete, pi di qualsiasi altro cristia-
no, chiamato ad essere un uomo di
Dio, continuando col dire che lap-
pello alla santit stato sempre proposto
come vocazione e obiettivo prioritario del
sacerdote. Spiegava anche che indi-
spensabile per il sacerdote avere un in-
contro con Cristo, unesperienza perso-
nale. Per questo, egli deve lasciarsi con-
durre con Cristo, seguire un cammi-
no di fede integrale, sostenuto da un for-
te coinvolgimento ascetico, e in un since-
ro sforzo in direzione del Regno.
Ci sono molte altre dichiarazioni co-
me questa. Mi ricordo delle parole di
Pio XII pronunciate in questo stesso
senso, durante lAnno Santo del 1950.
Egli disse che, specialmente in vista
delle necessit odierne, sarebbe im-
possibile per il ministero sacerdotale
raggiungere tutti gli obiettivi se i preti
non avessero brillato in mezzo al popo-
lo per leminenza della loro santit.
questa la sfida della nostra epo-
ca, per i sacerdoti e per tutta la Chie-
sa. In mezzo alle profonde trasforma-
Padre Fernando Guimares durante lintervista
F
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32 Salvami Regina Novembre 2006
zioni del nostro tempo, dopo un do-
loroso periodo di esitazioni e di crisi
personale e istituzionale, il prete cat-
tolico chiamato a riscoprire liden-
tit profonda della sua vocazione.
Avvalendomi di una bella espressio-
ne del Papa San Pio X, la Chiesa non
pu non continuare a preoccuparsi di
formare Cristo in coloro che sono de-
stinati a formare Cristo negli altri.
necessario superare la tenden-
za che, oggigiorno, porta molte volte
le persone a mettere in risalto quel-
lo che il prete fa, invece di quello che
egli . Lessere del prete precede, giu-
stifica e feconda il suo agire.
Si pu dire, allora, che il recupero
di unautentica spiritualit
sacerdotale , realmente,
uno dei compiti pi urgenti
dellEvangelizzazione...
Senza dubbio. A questo riguardo,
vale la pena ricordare laffermazione
ardente e sempre attuale di San Gre-
gorio Magno, secondo cui il pasto-
re deve essere puro di pensiero, esem-
plare nellazione, discreto nel suo silen-
zio e utile nella sua parola; deve stare
vicino ad ognuno, con la sua contem-
plazione e, pi di tutti, deve dedicarsi
alla contemplazione. Come insegna
San Gregorio, le occupazioni este-
riori non possono portare il sacerdo-
te a trascurare la sua vita interiore e
la sua attenzione per il suo beneficio
interiore non pu portarlo a trascura-
re le necessit esteriori. necessario
un equilibrio.
Nelle molteplici attivit che la so-
ciet reclama oggi da qualsiasi per-
sona, quindi anche dal prete, egli de-
ve costruire per s ununit interio-
re, fonte di equilibrio personale e di
una maturit umana che evita la di-
spersione e, di conseguenza, lo svuo-
tamento della persona. Questa unit,
che il sacerdote realizza nellidentifi-
cazione personale con Cristo, de-
signata dal Concilio Vaticano II con
lespressione carit pastorale. Il te-
sto conciliare dice che i preti, condu-
cendo la vita del Buon Pastore, tro-
veranno nellesercizio della carit pa-
storale lanello della perfezione sacer-
dotale che condurr allunit la loro
vita e la loro azione. Di seguito af-
ferma che questa carit pastorale de-
corre, soprattutto, dal sacrificio euca-
ristico e conclude con queste parole:
Perci, questo il centro e la radice di
tutta la vita del prete.
nel sacramento della presenza
reale di Cristo, nellEucaristia, che
il sacerdote incontra la sua ragione
dessere e di vivere. Tornando al Con-
cilio, c un insegnamento non so-
lo per i cristiani laici, ma anche per i
preti, che sempre valido ed attuale:
lEucaristia fonte e apice di tutta la
vita cristiana. Essa comunica lamo-
re a Dio e agli uomini, lanima di
Visita di P. Fernando Guimares agli alunni del Seminario degli Araldi del Vangelo
Novembre 2006 Salvami Regina 33
ogni apostolato e si presenta, per-
tanto, come fonte e apice di tutta
levangelizzazione.
In questo contesto compren-
diamo linsistenza del Diretto-
rio per il Ministero e la Vita dei
Sacerdoti, che stato pubblicato
dalla Congregazione per il Cle-
ro, che presenta lEucaristia co-
me cuore e centro vitale del mi-
nistero sacerdotale. Esso ricorda
che il vincolo profondo tra il pre-
te e lEucaristia non si riduce al-
la celebrazione della Messa. Que-
sto vincolo si prolunga e si esten-
de a tutta la vita di orazione sa-
cerdotale e pertanto, anche nel-
ladorazione frequente del San-
tissimo Sacramento. Cos il pre-
te pu apparire, agli occhi dei fe-
deli, come modello della comuni-
t, per la sua devozione eucaristi-
ca e per la meditazione assidua, fatta,
sempre se possibile, davanti al Signo-
re presente nel tabernacolo
1
.
Mi permetta una domanda su un
tema pi delicato: come spiegare
il fatto che tanti sacerdoti hanno
abbandonato, negli ultimi decenni,
la loro sublime missione?
Le risponder con unosservazio-
ne personale. Nellesercizio delle mie
funzioni, lavoro da molti anni nello
studio di casi dolorosi di abbandono
del ministero sacerdotale. Ho potuto
notare che uno dei primi sintomi del-
la crisi di questi preti non , in gene-
re, il problema affettivo, ma il raffred-
damento e la negligenza nella vita di
orazione, come anche la trascuratez-
za nella celebrazione quotidiana della
Messa. Diventando pi fiacca la cer-
tezza della fede, si insinuano le opinio-
ni contrarie alla fede della Chiesa op-
pure cariche di ideologie, che finisco-
no per falsare il significato profondo
del sacerdozio. Cos, il prete cade in
uno stato che lo allontana sempre pi
dal contatto vitale col mistero di Cri-
sto e questo gli apre un vuoto nel cuo-
re. Nella grande maggioranza dei casi,
soltanto a questo punto che soprav-
viene la necessit di ricorrere ad un le-
game umano per riempire questo vuo-
to esistenziale. questa lultima tap-
pa di un processo che terminer quasi
inevitabilmente in una definitiva infe-
delt ad un dono ricevuto da Dio.
I laici hanno mezzi per collaborare
alla santificazione del clero?
Quante riflessioni si potrebbero fa-
re a questo riguardo! Ma per sempli-
ficare, presento lesempio che ci offre
una grande santa dei tempi moder-
ni, Santa Teresina del Bambin Ges.
A 14 anni, ella partecip ad un pelle-
grinaggio a Roma con circa 200 pel-
legrini, dei quali 73 erano sacerdoti.
Mi ricordo che lei diceva che per un
mese aveva vissuto assieme a questi
preti, che lei considerava santi e ave-
va compreso questo: che se la subli-
me dignit di loro li eleva al di sopra
degli angeli, essi non smettono di esse-
re uomini deboli e fragili (...) (e) mo-
strano, con la loro condotta, che han-
no estrema necessit di orazioni.
Questa convinzione la accompa-
gn lungo tutta la sua vita di religio-
sa. Al punto da scrivere nei suoi Ma-
noscritti Autobiografici che la santifi-
cazione dei sacerdoti era la vocazio-
ne del Carmelo, e che anzi ogni
carmelitana, con le sue orazio-
ni e sacrifici, doveva essere apo-
stolo degli apostoli, pregando per i
sacerdoti. Lei stessa dichiara co-
me si sia consacrata a conquistare
anime sacerdotali al Signore, nel-
lesame canonico prima della pro-
fessione dei voti: Sono venuta qui
per salvare le anime, soprattutto per
pregare per i sacerdoti.
Non cessava, nelle sue lettere,
di incoraggiare sua sorella Celi-
na a unirsi a lei in questa nobile
missione. Salviamo soprattutto le
anime dei sacerdoti! diceva. Un
po pi avanti, nella stessa lettera:
Ai, quanti sacerdoti cattivi; quan-
ti che non sono santi abbastanza!
Preghiamo, soffriamo per loro!
Formare nella via della santit le
anime dei sacerdoti, affinch que-
sti possano nella loro vita personale
quello che essi sanno in virt della lo-
ro Ordinazione presbiteriale, ecco la
preoccupazione costante di Santa Te-
resina. Per questo sono tanto nume-
rose, nei suoi scritti, espressioni come
queste: Ah! Preghiamo per i sacerdo-
ti! (...) la nostra missione, come car-
melitane, quella di formare lavoratori
evangelici, per mezzo dellamore ar-
dente e dellorazione.
Ecco dunque, ogni fedele, senza
eccezione alcuna, chiamato a imi-
tare Santa Teresina del Bambin Ges
in questimportante opera di aposto-
lato: pregare Cristo Signore Nostro
che dia alla sua Chiesa molti sacer-
doti santi. Chi agisce in questo modo,
sta praticando una delle pi urgen-
ti ed importanti azioni per la Nuova
Evangelizzazione.
1
) desiderabile che i sacerdoti in-
caricati di dirigere comunit consa-
crino lunghi momenti alladorazio-
ne comunitaria e riservino al Santo
Sacramento dellAltare, anche fuori
della Messa, pi onori ed attenzioni
che a qualunque altro rito o gesto
dice il Direttorio.
nel sacramento della presenza reale
di Cristo, nellEucaristia, che il sacerdote
incontra la sua ragione dessere e di vivere.
Carlos Werner Benjiumea

M
34 Salvami Regina Novembre 2006
ettiti presto dac-
cordo con il tuo
avversario men-
tre sei per via
con lui, perch
lavversario non ti consegni al giudice e il
giudice alla guardia e tu venga gettato in
prigione. In verit ti dico: non uscirai di
l finch tu non abbia pagato fino allul-
timo spicciolo (Mt 5, 25-26).
Ges stava parlando agli Apostoli
a proposito delle punizioni che at-
tendono i peccatori dopo la mor-
te. Precedentemente si riferi-
va al fuoco della Geenna lIn-
ferno -, una prigione perpetua,
eterna, qui invece Egli parla di
un carcere da cui si potr usci-
re dopo aver pagato il debito,
fino allultimo centesimo.
Questa prigione temporanea,
uno stato di purificazione per co-
loro che muoiono cristianamente
senza aver raggiunto la perfezione,
il Purgatorio. Prigione misteriosa e
temibile, ma dove regna la speranza e
i gemiti di dolore sono inframmezzati
da canti di amore a Dio.
Caro lettore, ecco un argomento del
quale si parla poco, ma la cui conoscen-
za vitale per noi e per i nostri cari che
gi se ne sono andati da questa vita.
La invito a ripercorrere con me
diversi aspetti di questo importante
tema.
Un luogo di purificazione
Che sosta misteriosa questa, tra la terra e il Cielo,
nella quale i suoi abitanti chiedono veementemente
il nostro aiuto e possono anche beneficiarci?
La festa dei Defunti
Il giorno 2 novembre, la Sacra Litur-
gia si ricorda in modo speciale dei fede-
li defunti. Dopo aver celebrato il gior-
no prima, festa di Tutti i Santi i trion-
fi dei suoi figli che gi hanno raggiun-
to la gloria del Cielo, la Chiesa dirige il
suo materno zelo verso coloro che sof-
La genesi di questa celebrazione
sta nellOrdine benedettino di Cluny,
quando il suo quinto abate, SantOdi-
lon, istitu nel calendario liturgico
cluniacense la Festa dei morti, al-
lo scopo di dare una speciale occasio-
ne ai suoi monaci di intercedere per
i defunti, aiutandoli a raggiungere la
beatitudine del Cielo.
A partire da Cluny, questa com-
memorazione and estendendosi tra
i fedeli fino ad essere inclusa nel Ca-
lendario Liturgico della Chiesa e
divenire una devozione abituale,
in tutto il mondo cattolico.
Forse il lettore, come migliaia
di altri fedeli, ha labitudine di
visitare il cimitero in questo
giorno, per ricordare familia-
ri, amici morti e per pregare per
loro. Molti cristiani, tuttavia, non
prestano attenzione agli appelli
del loro cuore, che li muove a senti-
re nostalgia dei loro cari e a consolarli
con una preghiera. Sia per mancanza
di cultura religiosa, sia per mancanza
di qualcuno che la incentivi e la orien-
ti, molte persone non vedono nemme-
no la necessit di pregare per le ani-
me dei defunti. A innumerevoli altre,
lesistenza del Purgatorio causa ritro-
sia ed antipatia.
Sia come sia, tanto per amore del-
le anime che aspettano di vedersi li-
berate dalle loro macchie per entrare
frono nel Purgatorio e gridano col sal-
mista: Strappa dal carcere la mia vita,
perch io renda grazie al tuo nome: i giu-
sti mi faranno corona quando mi conce-
derai la tua grazia (Sl 142, 8).
IL PURGATORIO
SantOdilon ha istituito nel
calendario liturgico cluniacense
la Festa dei Morti (vetrata del
Museo di Cluny)
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Novembre 2006 Salvami Regina 35
in Paradiso, quanto per stimolare in
noi la carit attraverso questi fratel-
li bisognosi, come anche per il nostro
stesso profitto, cerchiamo di capire il
perch dellesistenza del Purgatorio.
Purificazione necessaria
per entrare in Cielo
Sappiamo che la Chiesa Cattoli-
ca una. quello che preghiamo nel
Credo. I membri della Chiesa per,
non sono tutti qui, tra noi, ma in luo-
ghi diversi, come dice il Concilio Va-
ticano II. Alcuni sono pellegrini sul-
la terra, altri, compiuta questa vita, si
purificano ancora, altri infine godono
della gloria (Lumen Gentium, 49).
Tra la terra e il Cielo non raro
che accada, nellitinerario dellanima
fedele, una sosta intermedia di puri-
ficazione. Secondo quanto ci insegna
il Catechismo della Chiesa Cattoli-
ca, vi passano coloro che muoiono
nella grazia e nellamicizia di Dio, ma
non sono perfettamente purificati. Per
questo passano, dopo la loro morte,
per una purificazione, al fine di ottene-
re la santit necessaria per entrare nel-
la gioia del Cielo (n1030).
Questo stato di purificazione non
ha niente a che vedere con il castigo
dei condannati allInferno, poich le
anime del Purgatorio hanno la cer-
tezza di aver conquistato il Cielo, an-
che se il loro ingresso stato ritarda-
to a causa dei loro residui di peccato.
La Prima Lettera ai Corinzi fa rife-
rimento allesame a cui saranno sot-
toposti i cristiani, i quali, avendo ri-
cevuto la Fede, devono continuare da
soli lopera della loro santificazione.
Ognuno sar esaminato in ci che ri-
guarda il grado di perfezione che at-
tinger: E se, sopra questo fondamen-
to, si costruisce con oro, argento, pietre
preziose, legno, fieno, paglia, lopera di
ciascuno sar ben visibile: la far co-
noscere quel giorno che si manifester
col fuoco, e il fuoco prover la qualit
dellopera di ciascuno. Se lopera che
uno costru sul fondamento resister,
costui ne ricever una ricompensa; ma
se lopera finir bruciata, sar punito:
tuttavia egli si salver, per come attra-
verso il fuoco (1Cor 3, 12-15). Egli si
salver, dice lApostolo, escludendo
il fuoco dellInferno, nel quale nessu-
no pu essere salvato e riferendosi al
fuoco temporaneo del Purgatorio.
Commentando questo ed altri bra-
ni della Sacra Scrittura, la Tradizione
della Chiesa ci parla del fuoco desti-
nato a purificare lanima, come spie-
ga San Gregorio Magno nei suoi Dia-
loghi: In relazione a certe mancanze
lievi, necessario credere che, prima
del Giudizio, esista un fuoco purifica-
tore, come afferma Colui che la Ve-
rit, quando dice che, se qualcuno ha
pronunciato una bestemmia contro lo
Spirito Santo, questa persona non sar
perdonata n in questo secolo, n nel
futuro (Mt 12, 31). Con questa frase,
possiamo intendere che alcune man-
canze possono essere perdonate in que-
sto secolo, ma altre nel secolo futuro.
Perch esiste il Purgatorio?
Dio sar tanto rigoroso al punto
da non tollerare nemmeno la minima
imperfezione, purificandola con pe-
ne severe? Questa domanda pu fa-
cilmente venirci in mente.
In primo luogo, dobbiamo ricor-
darci di questa verit: dopo la nostra
morte, non saremo giudicati secondo
i nostri criteri, poich io non guardo
ci che guarda luomo. Luomo guar-
da lapparenza, il Signore guarda il
cuore(1Sm 16, 7). Staremo innan-
zi ad un Giudice sommamente san-
to e perfetto e nel suo Regno non
entrer niente di profano (Ap 21,
27). Infatti, alla presenza di Dio, del-
la sua Luce purissima, lanima perce-
pisce da se stessa qualsiasi piccolo di-
fetto, giudicandosi, essa stessa, inde-
gna di tale maest e grandezza. Santa
Caterina da Genova, grande mistica
del secolo XV, ci ha lasciato unope-
ra molto profonda sulla realt del
Purgatorio e dellInferno. Ella spiega
quanto segue: Dico di pi: in ci che
concerne Dio, vedo che il paradiso non
ha porte e l pu entrare chi vuole, poi-
ch Dio piena misericordia e le sue
braccia stanno sempre aperte per rice-
verci nella gloria; ma la Divina Essen-
za talmente pura infinitamente pi
pura di quanto possiamo immaginare
che lanima, vedendo in se stessa la pur
minima imperfezione, preferisce gettar-
si in mille inferni che apparire sporca
alla presenza della divina Maest. Sa-
pendo allora che il Purgatorio creato
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36 Salvami Regina Novembre 2006
te dallamore. Questa pena consiste
nel rinvio della visione di Dio. Crea-
to per amare ed essere amato, luo-
mo, nellabbandonare questa terra,
scopre lineffabile bellezza della Lu-
ce Divina e desidera correre verso
di Essa con tutte le sue forze, come
il cervo assetato corre in direzione
della sorgente dacqua. Tuttavia, ve-
dendo in s il difetto del pecca-
to, rimane privo temporanea-
mente di quella presenza cos
pura. Lontana, cos, da Colui
che la suprema e unica fe-
licit, lanima sente un pati-
mento incalcolabile.
Per noi, che ancora siamo
pellegrini in questa valle di la-
crime, difficile intendere lim-
mensit di questo dolore. Vivia-
mo senza vedere Dio, malgrado in
Lui crediamo. Siamo come ciechi
dalla nascita, poich mai abbiamo vi-
sto il Sole di Giustizia, che Dio, seb-
bene sentiamo il suo calore, non pos-
siamo farci unidea del suo splendore
e della sua grandezza.
Invece, le anime benedette del
Purgatorio, subito dopo aver abban-
donato il corpo inerte, hanno distin-
to lineffabile e purissima bellezza di
Dio, ma non possono possederla im-
mediatamente. Santa Caterina da Ge-
nova usa unespressiva metafora per
spiegare questo dolore: Supponia-
mo che, nel mondo intero, esista sol-
tanto un pezzo di pane per ammazzare
la fame di tutte le creature, e che basti
guardare questo pane per rimanere sod-
disfatti. Per sua natura, luomo sano
ha listinto di alimentarsi. Immaginia-
mo che egli sia capace di astenersi dagli
alimenti senza morire, senza perdere la
forza e la salute, ma che aumenti sem-
pre di pi la fame. Ora, sapendo che
solo quel pane pu saziarlo e che non
potr saziare la sua fame se non lo ot-
tiene, egli soffre sacrifici insopportabili,
i quali saranno tanto maggiori quanto
pi lontano si trover dal pane.
Nonostante tutto, le anime del
Purgatorio hanno la certezza che un
giorno potranno saziarsi in modo pie-
no con questo Pane della Vita, che
Ges, nostro amore. Per questa ra-
gione la loro sofferenza del tutto
differente dal tormento dei condan-
nati allInferno, i quali non potranno
mai approssimarsi alla Mensa del Re-
gno dei Cieli. Speranza e disperazio-
ne, ecco la differenza fondamentale
tra questi due luoghi.
Disposizione delle anime
nel Purgatorio
Nelle anime del Purgatorio vi
una sfumatura di gioia in mezzo al
dolore. In forma brillante lo spie-
ga il Papa Giovanni Paolo II, nellal-
locuzione del 3 luglio del 1991: No-
nostante lanima debba assoggettarsi,
in quel passaggio al Cielo, alla purifi-
cazione delle ultime scorie, mediante il
Purgatorio, essa gi piena di luce, di
certezza, di gioia, poich sa che appar-
tiene per sempre al suo Dio.
per purificarla, essa stessa si getta in es-
so e trova l grande misericordia: la di-
struzione delle sue mancanze.
Queste macchie, da essere purifi-
cate nellaltra vita, che cosa sono?
Sono i resti di un attaccamento
esagerato alle creature, ossia, le im-
perfezioni, i peccati veniali, come
pure il debito temporale dei peccati
mortali gi perdonati nel Sacramen-
to della Riconciliazione. Tutto que-
sto diminuisce nellanima lamore di
Dio.
A causa di queste affezioni srego-
late si stabilisce uno stato di disordi-
ne nel nostro intimo, che ci allontana
dal Comandamento di amare Dio so-
pra tutte le cose.
Questa la causa per la quale, pri-
ma di permettere ad unanima di sa-
lire fino alla gloria celeste, la giusti-
zia di Dio esige una pena proporziona-
ta che ristabilisca lordine perturbato
(Summa Teologica, Supl. Q. 71, a 1).
Lanima si assoggetta al castigo del
Purgatorio con gioia, in piena confor-
mit con la volont del Signore. Il suo
unico desiderio vedersi purificata,
per potersi conformare con Cristo.
Le anime in questo stato si puri-
ficano, dice San Francesco di Sales,
volontariamente, amorosamente, per-
ch cos Dio lo vuole e perch sono
sicure della loro salvezza, con una spe-
ranza ineguagliabile.
La pena del Purgatorio
I dolori inflitti in questo luogo di
purificazione sono tanto intensi che
la minima pena del Purgatorio oltre-
passa quella maggiore di questa vi-
ta (Summa Teologica, Supl., q. 71,
a 2). Anche cos, pondera San Fran-
cesco di Sales, il Purgatorio un feli-
ce stato, pi desiderabile che temibile,
poich le fiamme in esso esistenti sono
fiamme damore.
Ma come comprendere che questa
terribile sofferenza sia compenetrata
dallamore?
In verit, il maggior tormento del-
le anime del Purgatorio la pena
di danno causato precisamen-
Maria, Madre di Misericordia,
intercede per quelle anime che
sono in attesa della liberazione
(Madonna del Purgatorio, Chiesa
di Santa Brigida, Montreal)
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Novembre 2006 Salvami Regina 37
anche domandarci come possiamo
aiutare quelle anime che stanno gi
aspettando la liberazione. Esse non
possono fare niente per loro stesse,
poich sono nellimpossibilit di ot-
tenere meriti e dipendono da noi. In-
tercedere per loro una bellissima e
preziosa opera di misericordia: in un
certo senso non c nessuno pi biso-
gnoso di loro.
Lusanza di pregare per le ani-
me dei defunti viene dallAntico Te-
stamento. Inoltre, diversi Padri del-
la Chiesa hanno promosso questa
pratica, come San Cirillo di Gerusa-
lemme, San Gregorio di Nissa, San-
tAmbrogio e SantAgostino. Nel se-
colo XIII, il Concilio di Lione inse-
gnava: Le anime sono beneficiate dai
suffragi dei fedeli vivi, in altre parole,
dal sacrificio della Messa, dalle ora-
zioni, dalle elemosine e altre opere di
piet, le quali, secondo le leggi della
Chiesa, i fedeli sono abituati a offrire
gli uni per gli altri.
Come bella la devozione al-
le benedette anime del Purgatorio!
gradita a Dio e beneficia anche
noi, conducendoci alla reale dimen-
sione cristiana dellesistenza, facen-
doci vivere a contatto e in comunio-
ne col soprannaturale e con il futu-
ro, nel senso pi pieno della parola.
Come ci saranno grate queste pove-
re anime nel ricevere il nostro aiu-
to! Potranno essere nostri parenti, o
persino i nostri genitori. Potr esse-
re qualcuno che non conosciamo e
che ci far unaffettuosa accoglien-
za nelleternit. Nel Cielo, mentre
noi saremo ancora nel Purgatorio,
esse pregheranno per noi, con tutto
limpegno, poich Dio d loro que-
sta possibilit.
Concludendo, mi piacerebbe fare
allo stimato lettore una proposta: pre-
ghi per queste anime bisognose,offra
loro Messe, dia elemosine per loro,
offra sacrifici e faccia in modo che al-
tre persone diventino devoti ferventi
delle anime benedette.
Sa chi ne sar il maggior beneficia-
to? Lei stesso!
L
a dottrina cattolica sul
Purgatorio fu definita
specialmente nel Con-
cilio di Firenze (1438-1445) e
in quello di Trento (1545-1563),
sulla base di testi della Scrittura
(2Mc 12, 42-46; 1Cor 3, 13-15) e
della Tradizione, come ci inse-
gna il Catechismo della Chiesa
Cattolica (n.1030-1031).
La Costituzione Dogmati-
ca Lumen Gentium, del Con-
cilio Vaticano II, affronta la
questione nel suo numero 50:
Orazioni per i defunti, culto
dei santi.
Nella sua solenne professio-
ne di fede intitolata Credo del
Popolo di Dio, fatta il 30 giu-
gno 1968, il Papa Paolo VI in-
cluse le anime che si devono
ancora purificare nel fuoco del
Purgatorio (n.28).
Il Papa Giovanni Paolo II si
riferisce al Purgatorio in vari
documenti.
Messaggio al Cardinale Pe-
nitenziario Maggiore di Roma,
20/3/98.
Lettera al Vescovo di Au-
tum, Chlon e Mcon, Abate
di Cluny, 2/6/98;
Udienza Generale del
22/7/98;
Udienza Generale del
4/8/99;
Messaggio alla Superio-
ra Generale dellIstituto delle
Suore Minime della Madonna
del Suffragio, 2/9/2002.
FONTI
DOCUMENTALI
SUL
PURGATORIO
Santa Caterina da Genova affer-
ma: Sono certa che in nessun altro
luogo, eccetto il Cielo, lo spirito pu
trovare una pace simile a quella delle
anime del Purgatorio.
Questo succede perch lanima si
fissa nella disposizione in cui si tro-
va nellora della morte, ossia, contro
o a favore di Dio. Dunque, la liber-
t umana termina con la morte, ed
essendo morta nellamicizia di Dio,
lanima del Purgatorio si adatta con
docilit alla Sua santa volont. Da
qui il conservare la pace in mezzo a
terribili sofferenze.
Dalle labbra del soavissimo San
Francesco di Sales sentiamo dire che
tra lultimo sospiro e leternit, c un
abisso di misericordia. Tutti credo-
no sia meglio fare uno sforzo per evi-
tarlo. Altri, tuttavia, senza opporsi ai
precedenti, affrontano il problema
con unaltra audace fiducia nellamo-
re misericordioso del Signore.
Santa Teresa di Ges, per esem-
pio, dice con veemenza: Sforziamo-
ci, a fare penitenza in questa vita. Co-
me sar soave la morte di chi lha fat-
ta per tutti i suoi peccati, cos da non
aver bisogno di andare in Purgatorio!
Gi la sua discepola, Santa Teresina
del Bambin Ges, formula in manie-
ra sorprendente la sua attitudine, se
a lei capitasse: Se io andr in Pur-
gatorio, sar molto contenta; far co-
me i tre ebrei nella fornace, camminer
tra le fiamme cantando il cantico del-
lamore.
Unattitudine non contraddice lal-
tra, ma entrambe si completano e, an-
che se dobbiamo passare per questo
luogo tanto doloroso, abbiamo una fi-
ducia illimitata nella bont divina.
In qualsiasi modo, la Santa Chiesa
mette maternamente a nostra dispo-
sizione le indulgenze, per risparmiar-
ci dalle pene del Purgatorio. Ma que-
sto tema potr essere affrontato in un
altro articolo.
Aiutiamo le anime benedette
Non dobbiamo pensare soltan-
to al nostro destino personale, ma
E
Maria Anglica Iamasaki
38 Salvami Regina Novembre 2006
MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
ra la sera del 27 novem-
bre del 1830. Nella Cap-
pella delle Figlie della Ca-
rit, unumile novizia, Ca-
terina Labour, stava fa-
cendo la sua solita meditazione quan-
do le apparve, per la seconda volta, la
Santissima Vergine, nella sua incante-
vole bellezza. Suor Caterina contem-
plava estasiata la Regina degli Angeli,
mentre questa, - con entrambe le mani
tese, come si vede nelle immagini della
Madonna delle Grazie guardava ver-
so il Cielo e, ogni tanto, volgeva il suo
sguardo verginale verso terra.
Allimprovviso, le dita della Cele-
stiale Apparizione si riempirono di
anelli ornati da pietre preziose. Da
molte di queste partivano raggi di lu-
ce che si espandevano e diffondevano
il loro splendore in tutte le direzioni.
Altre, al contrario, rimanevano spen-
te e non usciva da loro nessuna luce.
La Madre di Dio cos spieg: Questi
raggi simbolizzano le grazie che Io di-
stribuisco a tutte le persone che si rivol-
gono a Me. Le pietre che non emettono
raggi rappresentano le grazie che le ani-
me non Mi chiedono.
questo un materno invito che la
Madonna ci fa. Lei colloca una quan-
tit incalcolabile di grazie, favori, aiu-
ti a nostra disposizione, invitandoci a
pregare e a richiederle.
Nelle testimonianze che sono tra-
scritte a seguire, troviamo alcuni
esempi di persone che hanno chiesto
ed hanno ricevuto.
Sono eloquenti testimonianze
di quanto la Madonna della Meda-
glia Miracolosa la cui festa la Chie-
sa commemora il giorno 27 di que-
sto mese sempre pronta ad esau-
dire tutti quanti a Lei ricorrono, gio-
vani o anziani, ricchi o poveri, gran-
di o piccoli.
proprio vero che questo
bambino ha avuto la meningite?
Ero superfelice quando allim-
provviso mio figlio si ammalato e
poche ore dopo gli stata diagnosti-
cata una meningite. Io e mio marito
ci siamo disperati, ma senza perdere
la fede.
Siamo rimasti allospedale dal 14
al 25 dicembre 2005. Nei primi tre
giorni, il bambino stava male ed era
isolato in una camera con me, per-
ch, siccome la malattia era conta-
giosa, non potevamo rimanere nel re-
parto di pediatria.
Mi sono ritrovata ad avere una fe-
de pi viva che mai. Ho ricevuto da
mia sorella un pacchettino in regalo
in cui ho trovato il libro della Madon-
na della Medaglia Miracolosa, con la
medaglietta. Quando lho vista, ho
messo la medaglietta al collo di mio
figlio. Il giorno dopo lui correva gi
per la camera, giocando con una pal-
la improvvisata di carta!
Alla fine del decimo giorno, i me-
dici cos commentavano: Sar che
non ci siamo sbagliati? proprio ve-
ro che questo bambino ha avuto la
meningite?
Mio marito ed io siamo convinti
che sia stato un miracolo... oggi mio
figlio sta bene come prima della ma-
lattia, come se nulla fosse successo.
Per me, lui nato unaltra volta. Gra-
zie, Ges, mille volte grazie! (R. C.
M. C.)
Ha fatto la novena e ha
ricevuto in dono la casa
Desidero comunicare una grazia
ottenuta attraverso la Medaglia Mi-
racolosa.
Ho ricevuto dallAssociazione
Madonna di Fatima un libriccino che
narra la vita di Santa Caterina La-
bour, contenente una novena e una
Medaglia. Ho letto il libro e ho co-
minciato a fare la novena quel giorno
stesso. Ma ebbi un momento di titu-
banza, perch mi sembrava impossi-
bile che si realizzasse la richiesta che
stavo facendo: riuscire ad avere una
casa, in qualunque modo, ossia, aven-
dola in regalo o comprandola.
Un materno convivio
Maria concede grazie in abbondanza ai devoti della Medaglia
Miracolosa. Le testimonianze ricevute dallAssociazione Madonna
di Fatima sono per tutti noi un incentivo a crescere nella fede.
Novembre 2006 Salvami Regina 39
Quando termin la no-
vena, io continuavo ad
essere un po incredu-
la, convinta che la mia ri-
chiesta non potesse esse-
re esaudita.
Un mese dopo il ter-
mine della novena, ho ri-
cevuto la visita inattesa
di una nipote, accompa-
gnata da sua madre, mia
cognata. Diffidente ri-
guardo i motivi della visi-
ta, ho chiesto loro se ave-
vano bisogno di qualcosa
ed esse mi hanno rispo-
sto di no. Poi mia cogna-
ta, senza tanti giri di paro-
le, ha cominciato a parla-
re di una casa che mia ni-
pote aveva ricevuto in do-
no da suo padre e che le
sarebbe piaciuto donare
alla mia famiglia.
A partire da questo
momento, non ho pi
avuto dubbi, per-
ch tutto possi-
bile agli occhi di
Dio! Per questo ho
scritto questa lette-
ra, perch non pos-
so non comunicare
allAssociazione la
grazia ricevuta. (J.
D. A. H.)
Si scontrato
frontalmente con un autobus
Mio figlio un camionista. Quan-
do ho ricevuto la Medaglia Miraco-
losa inviata da questa Associazione,
glielho data da mettere nel porta-
monete.
Durante uno viaggio, accaduto
un terribile incidente: il suo camion si
scontrato frontalmente con un au-
tobus, causando tre morti. Un colle-
ga di mio figlio, che era con lui nel
camion, rimasto gravemente feri-
to, mentre mio figlio ha riportato so-
lamente alcuni piccoli graffi al ginoc-
chio. Grazie alla Medaglia Miracolo-
sa! Dopo quanto accaduto, la nostra
fede nella Madonna molto aumen-
tata. (C. H. D. V.)
Lauto caduta nel precipizio
Ho una grande devozione per la
Medaglia Miracolosa. Tutte le matti-
ne prego oltre il rosario anche la no-
vena. Vorrei raccontarvi un fatto ac-
cadutomi e, per me, non ha altra
spiegazione che si sia trattato di un
miracolo.
Viaggiavamo tranquillamente,
mia sorella ed io, in unauto sicu-
ra, senza andare veloci e con poca
pioggia. Allimprovviso, la macchi-
na slittata, capotta-
ta ed caduta in un pre-
cipizio di circa un centi-
naio di metri. Non so co-
me, perch si trattava
proprio di un precipizio
scosceso, ma lauto sce-
sa di soli cinque metri e
si fermata. Siccome la
macchina rimasta mol-
to inclinata, io con molta
attenzione ho aperto la
portiera dalla mia parte.
Con la stessa attenzione,
ho cercato di allontanar-
mi, con la paura che essa
continuasse a cadere.
Giunta sulla strada, so-
no stata soccorsa da due
uomini che passavano di
l su un camioncino. Es-
si sono scesi rapidamen-
te per salvare mia sorel-
la, che si trovava ancora
dentro la macchina. Ce
la siamo cavata da questo
incidente senza neppure
un graffio. Sto raccontan-
do tutto questo perch mi
considero una persona
benedetta. (N. A. M.)
Lei non aveva cura...
ma stata guarita
Ho ricevuto la Meda-
glia Miracolosa e cos in-
sieme a mia figlia ho co-
minciato a fare la novena. Eravamo
disperate, perch mia nipote era ma-
lata al polmone e non avevamo i mez-
zi per pagare un medico che la curas-
se. Allora le ho dato la Medaglia.
Dopo alcuni giorni, siamo riusciti a
farla visitare da un medico. Sono stati
fatti alcuni esami dai quali risultato
che cera modo di curarla. Quando
siamo ritornati per fare altri esami, la
bambina era guarita! Lo stesso medi-
co ha detto che questa guarigione era
dovuta soltanto a un miracolo.
Ho pianto molto, con mia figlia,
ed ho ringraziato la Madonna. (M.
N. C. N.)
Statua della Madonna
delle Grazie, nella
Cappella di Rue du
Bac, a Parigi, dove la
Vergine Maria apparsa
chiedendo che fosse
coniata la Medaglia
Miracolosa
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LA PAROLA DEI PASTORI
Recuperare la Liturgia, nello
spirito del Concilio
La Liturgia eleva i fedeli al livello soprannaturale e deve essere un cammino di liberazione
che apre a loro la dimensione dellinfinito, ha dichiarato Mons. Albert Malcom al giornale
francese La Croix.
Mons. Albert Malcolm Ranjith
Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
La Croix: La Liturgia diventata
oggetto di polemiche, di dibattiti
nella Chiesa e perfino un
fattore di gravi divisioni?
Credo sia un fenomeno propria-
mente occidentale. In Occidente, la
secolarizzazione ha comportato una
forte divisione tra coloro che si rifu-
giano nel misticismo, dimenticando
la vita e coloro che banalizzano la Li-
turgia, privandola della sua funzione
di mediatrice verso laldil.
Penso che non si debba abbassa-
re il senso del divino al livello delluo-
mo, ma, al contrario, cercare di ele-
vare luomo al livello del sopranna-
turale, laddove ci possiamo approssi-
mare al Mistero divino.
Ora, la tentazione di diventare
protagonista di questo Mistero divi-
no, di cercare di controllarlo, forte
in una societ che divinizza luomo,
come lo fa la societ occidentale.
La preghiera un dono: la Litur-
gia non determinata dalluomo, ma
da quello che Dio fa nascere in lui.
Essa implica unattitudine di adora-
zione di Dio creatore.
La Croix: Ha lei limpressione
che la riforma conciliare sia
andata troppo lontana?
Non si tratta di essere anticonci-
liare o postconciliare, conservatore
o progressista! Credo che la riforma
liturgica del Vaticano II non sia mai
decollata. Del resto, questa riforma
non ha avuto inizio con il Vaticano II.
In realt, essa ha preceduto il Conci-
lio, nata come il movimento liturgi-
co dellinizio del secolo XX.
Se ci si attiene al decreto Sacro-
sanctum Concilium del Vaticano II,
si trattava di fare della Liturgia la via
di accesso alla Fede, i cambiamenti in
questa materia dovevano emergere in
maniera organica, tenendo conto del-
la tradizione, e non in maniera preci-
pitata. Ci sono state numerose derive
che hanno fatto perdere di vista il ve-
ro senso della Liturgia.
Si pu affermare che lorientamen-
to della preghiera liturgica nella rifor-
ma postconciliare non sia stato sempre
un riflesso dei testi del Vaticano II e, in
questo senso, si pu parlare di una cor-
rezione necessaria, di una riforma nella
riforma. necessario recuperare la Li-
turgia, nello spirito del Concilio.
La Croix: Concretamente, a
che cosa si deve questo?
Oggi, i problemi della Liturgia gi-
rano attorno alla lingua (vernacolare
o latino) e alla posizione del sacerdo-
te, girato verso lassemblea o rivolto
verso Dio.
Ora la sorprender: in nessun punto
del decreto conciliare si dice che il ce-
lebrante, necessariamente,debba girar-
si verso lassemblea, n che sia proibito
utilizzare il latino! Se consentito luso
della lingua corrente, particolarmente
per la Liturgia della Parola, il decreto
precisa bene che luso della lingua la-
tina sar conservato nel rito latino. Su
questi argomenti, attendiamo che il Pa-
pa ci dia le sue indicazioni.
La Croix: Allora, si deve dire che
si sono sbagliati coloro che, con un
grande senso di obbedienza, hanno
seguito le riforme postconciliari?
No. Non si tratta di fare di questo
un problema ideologico. (...) E certo
che una nuova generazione in cerca
di maggiore orientamento verso il mi-
stero. Non una questione di forma,
ma di sostanza. Per parlare di liturgia,
non necessario solamente uno spiri-
to scientifico o storico-teologico, ma
soprattutto unatteggiamento di medi-
tazione, di preghiera e di silenzio.
Ancora una volta, asserisco che non
si tratta di essere progressista o conser-
vatore, ma semplicemente di permet-
tere alluomo di pregare ed ascoltare
la voce del Signore. Quello che succede
nella celebrazione della gloria del Si-
gnore non una realt solamente uma-
na. Se si dimentica questaspetto misti-
co, tutto si offusca e diventa confuso.
Se la Liturgia perde la sua dimen-
sione mistica e celeste, chi, allora,
aiuter luomo a liberarsi dallegoi-
smo e dalla propria schiavit?
La Liturgia deve essere, prima di
tutto, una via di liberazione, aprendo
luomo alla dimensione dellinfinito.
(Brani dallintervista a La Croix,
25/6/2006)
Novembre 2006 Salvami Regina 41
Visita del Papa in Egitto
CAIRO Il Ministro degli Affari
Islamici dellEgitto, Mahmud Ham-
di Zaqzuq, ha ricevuto recentemen-
te una delegazione ufficiale del Va-
ticano, diretta dal Nunzio Apostoli-
co in Egitto, larcivescovo Michael
Fitzgerald, con lo scopo di rafforza-
re le relazioni tra la Santa Sede ed
il suo paese.
Nellincontro, stata avanzata la
possibilit di una visita del Papa Be-
nedetto XVI in Egitto e di una sua
conferenza allUniversit Al Azharm,
nella quale esporrebbe le sue idee
sullIslam.
Bambini e media
VATICANO I bambini e i me-
dia: una sfida per leducazione, il
tema scelto da Benedetto XVI per
la Giornata Mondiale delle Comu-
nicazioni Sociali, secondo quanto
ha annunciato lArcivescovo John
Foley, Presidente del Consiglio
Pontificio per le Comunicazioni So-
ciali.
Questa lunica giornata mondia-
le stabilita dal Concilio Vaticano II e
si realizza in molti paesi la domenica
che precede quella di Pentecoste.
Il Messaggio del Santo Padre per
la Giornata Mondiale delle Comuni-
cazioni Sociali tradizionalmente re-
so pubblico nella festa di San France-
sco di Sales, Patrono dei giornalisti
(24 gennaio).
Una vita con Karol
CRACOVIA La 58 Fiera del
Libro di Francoforte, realizzata-
si dal 4 all8 di ottobre, stata ono-
rata dalla presentazione di unope-
ra del Cardinale Stanislaw Dziwisz,
Arcivescovo di Cracovia ed ex se-
gretario personale di Giovanni Pao-
lo II.
Intitolato Una vita con Karol,
il libro composto da una serie di
memorie personali del Cardinale
Dziwisz, riunite dallo scrittore Gian
Franco Svidercoschi, giornalista che
gi aveva collaborato nellelabora-
zione di un altro libro sulla vita del
Pontefice.
Alcuni brani sono stati divulga-
ti anticipatamente. Per esempio,
il capitolo Quelle due pallottole
narra dettagli inediti dellattentato
perpetrato contro Giovanni Paolo
II nel 1981. Particolarmente ispira-
to il capitolo dedicato ai momenti
finali della vita di Papa Woityla.
La Fiera del Libro di Francofor-
te, il maggiore evento del settore edi-
toriale in tutto il mondo, ha ricevuto
questanno pi di 286mila visitatori.
distanza tra Buenos Aires e la Basili-
ca della Madonna di Lujn, Patrona
dellArgentina, in occasione del 32
Pellegrinaggio Giovanile a Lujn, il
primo Ottobre.
Dopo aver camminato al ritmo
della musica, i pellegrini hanno par-
tecipato ad una Messa celebrata dal
Cardinale-Arcivescovo di Buenos Ai-
res, Jorge Mario Bergoglio, davanti
allimponente basilica gotica.
Il primo pellegrinaggio a Lujn
fu realizzato da un gruppo di giova-
ni nellottobre 1975. A quellepoca,
nessuno avrebbe immaginato che
questo sarebbe diventato uno degli
eventi pi significativi della religio-
sit popolare in Argentina. (Radio
Vaticana)
Settimana della Vita
BRASILIA La Conferenza Na-
zionale dei Vescovi del Brasile
(CNBB) ha promosso in tutto il Pae-
se, dal 1 all8 Ottobre, la Settimana
della Vita, durante la quale si cer-
cato di dare enfasi al valore della vita
come dono di Dio e diritto inalienabile
di ogni persona.
In una lettera ai vescovi brasilia-
ni, Mons. Rafael Llano Cifuentes,
Presidente della Commissione Epi-
scopale per la Vita e la Famiglia, ha
incoraggiato le comunit cattoli-
che a prendere, durante questi gior-
ni, tutte le iniziative atte a ravviva-
re la coscienza sulla capitale impor-
tanza che ha la promozione della vita
umana fin dal momento del suo con-
cepimento.
Cos, tra le altre attivit, sono sta-
te organizzate con questo obiettivo
celebrazioni dellEucaristia, nove-
ne, recitazioni del Rosario, riflessioni
sul valore della vita, benedizioni del-
le gestanti, benedizioni dei bambini,
cicli di conferenze e simposi.
Congresso degli studenti cattolici
GUAYAQUIL Avendo come
motto Voi siete i miei amici, sta-
to realizzato in questa citt, tra il 22 e
il 24 Settembre, il 7 Congresso degli
Madonna di Lujn
attrae 1 milione
BUENOS AIRES Pi di un mi-
lione di fedeli, in maggioranza giova-
ni, hanno percorso a piedi i 70 km di
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42 Salvami Regina Novembre 2006
Studenti Cattolici Convivio 2006.
Organizzato dal Movimento di Vita
Cristiana, lincontro ha riunito quoti-
dianamente circa un migliaio di gio-
vani collegiali per riflettere sullami-
cizia con Cristo.
Durante questi tre giorni, il San-
tissimo Sacramento stato esposto,
realizzando tra tutti i giovani pre-
senti pi di cinquemila visite, offer-
te per le intenzioni del Papa Bene-
detto XVI.
La domenica, giorno 24, circa
500 partecipanti si sono alzati alle
cinque del mattino per partecipare
alla Sfida Convivio, che consi-
stita nellandare in un luogo povero
della citt a condividere con i bam-
bini bisognosi il cibo e la gioia del
Signore, concretizzando cos quello
su cui avevano riflettuto e meditato
nel Convivio, uscendo per incontra-
re i fratelli e le sorelle pi poveri.
La Messa di chiusura stata ce-
lebrata in un grande piazzale. In-
sieme ai circa mille partecipanti, si
sono uniti i loro genitori e fratelli,
dando una bella testimonianza del-
lunit della famiglia intorno al Si-
gnore Ges.
LOsservatore Romano
commemora 145 anni
ROMA stata presentata il gior-
no 3 Ottobre, nella Sala Di Liegro,
a Palazzo Valentini a Roma, lespo-
sizione LOsservatore Romano, da
Roma al mondo: 145 anni di storia
attraverso le pagine del giornale del
Papa. Levento stato illustrato dal-
larchivista e bibliotecario della Chie-
sa Cattolica, Cardinale Jean-Louis
Tauran, dal direttore dell Osserva-
tore Romano, Mario Agnes e dal
Presidente della Provincia di Roma,
Enrico Gasbarra.
Inaugurata il 25 Ottobre, lespo-
sizione rimarr aperta al pubbli-
co fino al giorno 10 di questo me-
se ed una novit mondiale assolu-
ta informa il giornale della San-
ta Sede.
Basilica di San Pietro: 500 anni
ROMA Petros Eni (Pietro
dentro qui) il titolo dellesposizio-
ne inaugurata a Roma il 12 Ottobre,
in commemorazione dei 500 anni di
fondazione dellattuale Basilica di
San Pietro.
La mostra che rimarr aperta al
pubblico fino all8 marzo del prossi-
mo anno presenta pi di 100 capo-
lavori provenienti dai pi famosi mu-
sei del mondo.
In essa i visitatori potranno con-
templare preziosi pezzi come il mo-
dello in legno (1559-1561) effettua-
to sulla base del progetto di Miche-
ual il destino dei bambini che muoiono senza
il Battesimo? Molte teorie sono state presenta-
te dai teologi nel corso dei secoli, e la pi cono-
sciuta quella difesa da SantAgostino, secondo la quale
i bambini che muoiono senza il Battesimo sarebbero pri-
vati della piena felicit della visione di Dio, ma godreb-
bero di una felicit naturale nel Limbo.
Questo argomento stato oggetto di un particola-
re esame durante la Sessione Plenaria della Commis-
sione Teologica Internazionale, realizzata in Vatica-
no, dal 2 al 6 ottobre, sotto la presidenza del Cardinale
William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede.
In questa Sessione si analizzato anche il primo ab-
bozzo del documento circa lidentit della natura e del
metodo della Teolo-
gia come Scientia fi-
dei, scienza della fe-
de. E c stato, per
finire, uno scambio
di opinioni sui fon-
damenti della leg-
ge morale naturale,
sulla linea degli inse-
gnamenti delle enci-
cliche Veritatis splen-
dor e Fides et ratio, di Giovanni Paolo II.
La Sessione Plenaria si conclusa con una Cele-
brazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre nella
Cappella del Palazzo Apostolico.
Sessione plenaria della
Commissione Teologica
Internazionale
Cardinale William
Joseph Levada
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Novembre 2006 Salvami Regina 43
langelo e altre opere mai presenta-
te prima, come il frammento di mu-
ro rosso contenente liscrizione Pe-
tros Eni, testimonianza della devo-
zione a San Pietro in questo prezio-
so luogo.
A ricordo dei santi e beati che
sono passati per il tumulo di Pie-
tro, saranno esposte reliquie come
la tunica di San Francesco dAssisi
e i sandali della beata Madre Tere-
sa di Calcutta.
Potere della musica
INGHILTERRA - Per alcuni la
musica cultura, per altri, un sem-
plice intrattenimento. Fin dai primi
tempi del Cristianesimo, la Chiesa
la utilizza nella Liturgia, come mez-
zo per solennizzare il culto e predi-
sporre lo spirito alla preghiera. Ol-
tre a ci, di recente, un gruppo di ri-
cercatori delluniversit di Derby, in
Inghilterra, ha trovato nuovi effet-
ti benefici di questarte, antica qua-
si quanto il mondo.
Secondo gli studiosi, la musica di
Mozart ha il curioso effetto di cal-
mare laggressivit dei bambini e
migliorare il loro rendimento sco-
lastico. Soprattutto nelle lezioni di
matematica i risultati si sono rive-
lati sorprendenti. Invece la musi-
ca di Tchaikovsky avrebbe la capaci-
t di animare i bambini.
Pi di due milioni nella
processione del Cero di Nazaret
PAR - Pi di due milioni di fede-
li hanno partecipato alla processione
del Cero della Madonna di Nazaret,
a Belm do Par, nel nord del Brasi-
le, continuando una tradizione che si
mantiene da 214 anni.
Questanno la processione ha per-
coro in sette ore i 4,5 km tra la Catte-
drale di Belm, da dove partita, fi-
no alla Basilica.
La devozione della Madonna di
Nazaret fu introdotta nel Par dai
padri gesuiti, nel secolo XVII. Il mi-
racolo che ha dato origine alla pro-
cessione del Cero avvenne nellOt-
tobre del 1700. Si racconta che un
taglialegna, camminando in prossi-
mit del fiume Murutucu, vicino al
luogo dove oggi situata la famosa
Basilica , trov la statua della Ma-
donna di Nazaret. Era depositata
tra pietre fangose e molto deterio-
rata. Incantato per la scoperta, il ta-
glialegna la port a casa sua, dove
improvvis un piccolo altare in suo
onore.
Secondo la tradizione, la statua
non rimase nella casa: ritorn mi-
steriosamente sul luogo dove era
stata trovata. Il fatto si ripet al-
tre volte, fino a che il legnaiolo de-
cise di erigere una piccola cappella
ai margini del fiume. Subito si dif-
fuse la notizia di questo prodigio,
attirando sul posto molti fedeli che
accorrevano per venerare la Vergi-
ne di Nazaret. Il governatore, allo-
ra, decise il trasferimento della sta-
tua al Palazzo della Citt. Tutta-
via, nonostante la guardia dei sol-
dati collocati sulla porta della cap-
pella, la statua scomparve di nuovo,
tornando alla sua nicchia primitiva.
In questo luogo sorge, oggi, la bella
Basilica della Madonna di Nazaret.
dentore stato trasformato in san-
tuario, in una cerimonia presiedu-
ta dal Cardinale Arcivescovo di Rio
de Janeiro, Eusbio Oscar Scheid.
Alla fine della Messa commemora-
tiva, nella Cappella della Madon-
na Aparecida, situata alla base del-
la monumentale statua, il Cardina-
le Eusbio ha letto un messaggio in-
viato dal Papa Cristo che si fa
presente l dallalto ha affermato il
Papa - in segno di paterna protezio-
ne e di misericordia. Il suo atteggia-
mento mentre benedice la citt e tut-
to il Popolo brasiliano simbolo del-
lamore, appello alla riconciliazione
e invito alla fraternit, per usare le
parole del mio Venerabile Predeces-
sore.
Evangelizzare attraverso
la musica sacra
SHANGAI - Cantare lInno del-
lEvangelizzazione stato il tema
del 7 Incontro di Preghiera realizza-
to in Ottobre, pochi giorni prima del-
la Giornata Mondiale delle Missioni,
nella Parrocchia di San Pietro, Dio-
cesi di Shangai.
Questanno, levento ha assun-
to un aspetto differente, ha reso no-
to il sacerdote responsabile dellini-
ziativa ed consistito in un Con-
certo di Musica Sacra, con lobietti-
vo di arricchire la vita cristiana, mi-
gliorare il livello di conoscenza del-
la musica sacra ed anche della litur-
gia, oltre ad essere unopportunit
per realizzare una maggiore comu-
nione tra i fedeli.
La Diocesi di Shangai ha unim-
portanza speciale nella storia del-
la Chiesa in Cina e sempre ha di-
mostrato vivacit particolare nel-
levangelizzazione e nella pastorale,
a fianco di unattiva partecipazio-
ne nella vita sociale e culturale. Og-
gi, la comunit cattolica di Shangai
composta da 140mila fedeli, 100
parrocchie e cappelle, 70 sacerdoti,
una congregazione religiosa dioce-
sana con 80 religiose e 30 novizie.
(Agenzia Fides)
Cristo Redentore compie 75 anni
RIO DE JANEIRO - Il 12 Otto-
bre scorso, a 75 anni dalla sua edifi-
cazione, il monumento di Cristo Re-
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44 Salvami Regina Novembre 2006
Juan Carlos Cast
da Madrid
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u iniziativa del Consiglio
Pontificio per le Comu-
nicazioni Sociali e orga-
nizzato dallArcidiocesi di
Madrid, stato realizza-
to il Primo Congresso Mondiale delle
Televisioni Cattoliche, nelle moderne
istallazioni dellIstituzione Teresiana, a
Los Negrales, nei dintorni di Madrid.
Questo grande evento ha conta-
to sulla presenza di 250 partecipanti
provenienti da 48 paesi. Oltre a que-
sti, molti altri che si sono iscritti al-
lultimo momento hanno dovuto ac-
contentarsi di seguirlo via Internet.
La presenza di pi di 100 giornalisti
spagnoli e stranieri accreditati dimo-
stra quanto il tema fosse atteso e ne-
cessario, soprattutto se si tiene conto
del fatto che sono state calcolate ol-
tre mille emittenti televisive cattoli-
che in tutto il mondo.
Erano presenti il Cardinale Rou-
co Varela, Arcivescovo di Madrid,
Mons. John Patrick Foley, Presiden-
te del Consiglio Pontificio per le Co-
municazioni Sociali, il Cardinale Ber-
nard Agr, Arcivescovo emerito della
Costa dAvorio, Mons. Manuel Mon-
teiro de Castro, Nunzio Apostolico
in Spagna, diversi vescovi e incarica-
ti dei mezzi di comunicazione sociale
Primo congresso mondiale
delle televisioni cattoliche
dellEpiscopato spagnolo, ed autorit
del Comune di Madrid.
Trattandosi di un Congresso catto-
lico, la celebrazione della Sacra Eu-
carestia sempre stata il primo atto
del giorno.
Benedetto XVI: le televisioni
cattoliche devono essere fedeli
alla loro identit cattolica
Allapertura dei lavori, stato letto
un messaggio dal Cardinale Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato di Sua
Santit, che trasmetteva i voti a no-
me del Santo Padre per questo incon-
tro: La Chiesa si chiede ora, non pi
se deve usare mezzi di comunicazione,
ma come usarli per compiere meglio e
fedelmente il mandato missionario di
Cristo (...) necessario, quindi, che ci
sia una grande unit tra la Santa Sede
e le gerarchie locali in modo da ispira-
re e sostenere le varie compagnie televi-
sive e quelle che si svilupperanno nel
futuro -, aiutandole a rimanere fedeli
alla loro identit cattolica.
Fermare e superare
lambiguit informativa
Nel dare il benvenuto ai partecipan-
ti, il Cardinale Rouco Varela ha messo
in evidenza il fatto che attraverso la tele-
visione, lannuncio del Vangelo pu ar-
rivare quantitativamente, a luoghi, am-
bienti e persone non raggiungibili attra-
verso altre vie di comunicazione, tradi-
zionali e non. Secondo quanto ha spie-
gato, la vivacit e plasticit espressi-
ve, proprie del mezzo televisivo, posso-
no informare e formare il telespettato-
re con una positivit nei suoi contenuti e
una capacit dialettica capaci di ferma-
re e superare la falsit e ambiguit infor-
mativa riguardo alle verit centrali del-
la fede e degli avvenimenti della vita del-
la Chiesa. Nessun altro mezzo di comu-
nicazione sociale ha una tale capacit.
Vita personale e collettiva
concorde con il Vangelo
Mons. John Patrick Foley ha com-
mentato che da anni si avverte la ne-
cessit di un incontro ampio delle reti
cattoliche della televisione e ha posto
una clausola: non possiamo limitarci a
diffondere alcuni programmi di conte-
nuto cattolico, ma abbiamo bisogno di
avere, prima di tutto una vita persona-
le e collettiva concorde con il Vangelo.
Dobbiamo far risplendere
nei media la cattolicit
Mons. Eugenio Romero Pose, Ve-
scovo ausiliare di Madrid e professo-
Un grande passo avanti nellambito della collaborazione
e della coesione tra le emittenti cattoliche. Questa
stata la nota dominante del congresso realizzato
con la benedizione del Papa.
Novembre 2006 Salvami Regina 45
re del Seminario di San Damaso, si
fatto carico di trasmettere gli aspet-
ti dottrinali riguardo al significato di
una televisione cattolica.
Nella sua brillante conferenza, ha
parlato delle necessit della Chie-
sa, la quale impone esigenze molto
peculiari e singolari nellambito del-
la Comunicazione, e in concreto nei
mezzi audiovisivi. Per Mong. Euge-
nio, i cattolici devono rendere palese
il fatto che la loro identit insepa-
rabile dalla loro appartenenza eccle-
siale, mettendo in rilievo soprattutto
laspetto della cattolicit.
Oggi, ha detto, ci stanno facendo
pagare quello che San Panciano scrive-
va nella Spagna del IV secolo: Il mio
nome cristiano, il mio soprannome,
cattolico. Il qualificativo cattolico
ci che lo rende visibile. Dobbiamo,
pertanto, fare risplendere nei media
il nostro nome di attribuzione, di ap-
partenenza alla Chiesa Cattolica e,
in questo modo, non sar sfigurato il
messaggio evangelico.
La santit come meta
dellevangelizzazione
e comunicazione
Mons. Eugenio ha affrontato un te-
ma che, per alcuni, pu sembrare sor-
prendente: la necessit che i media cat-
tolici vivano e diffondano lideale di
santit. Infatti, perch la presenza dei
cristiani sia effettiva nei mezzi di comu-
nicazione, imprescindibile la ferma
professione della fede, che conduce alla
santit. La singolarit cristiana non ri-
sulter manifesta nei media se non sa-
r presentata limmagine della Santit,
la figura dei santi. Ha ricordato anche
che la missione essenziale della Chiesa
levangelizzazione di tutti gli uomini e
di tutti i popoli, sempre in nome di Ge-
s Cristo, per la salvezza dellumanit.
Mons. Eugenio ha rammentato
anche che una delle sfide pi urgen-
ti per i cattolici nei media, quella di
dare una risposta adeguata al proble-
ma del pluralismo religioso nellam-
bito di un pluralismo culturale relati-
vista che minaccia la vita, listituzione
familiare, che secolarizza la coscien-
za, frammenta letica e nega o relati-
vizza il significato dellaffermazione
dellunicit e universalit salvifica di
Ges Cristo e della Chiesa.
Pi avanti il conferenziere ha mes-
so in risalto che il Magistero recen-
te della Chiesa coinvolge in pieno i
cattolici che sono portavoce della co-
munit davanti al mondo, affinch
non frammentino la corretta concezio-
ne teologica cattolica.E la professio-
ne di fede da parte del comunicatore
cattolico sar tale che non poche vol-
te lo condurr al martirio.
Mons. Eugenio ha concluso ricor-
dando che levangelizzazione non
mai una semplice comunicazione in-
tellettuale, n il risultato di program-
mi e strategie, quanto un processo vi-
tale, una trasformazione, una conver-
sione della nostra esistenza. Ha, quin-
di, aggiunto: necessario non dimen-
ticare che la cattolicit trova il suo
orientamento e un suo centro stabile
nel ministero del Successore di Pietro.
Ha inoltre argomentato con le parole
dellallora Cardinale Ratzinger: Una
Chiesa che vuole solo essere cattolica
senza aver parte con Roma, perde preci-
samente per questo la sua cattolicit.
Questa stata la base teologica e
dottrinale sulla quale si sviluppato
il Congresso.
Progetti per aumentare la
collaborazione e lefficienza
Due sono i progetti che hanno
avuto risalto suscitando maggiore in-
teresse e il maggior numero di inter-
venti da parte dei partecipanti.
Il primo stato la creazione di una
Banca di Programmi Cattolici, che pos-
sa essere utilizzata da tutte le televisio-
ni e produttori cattolici del mondo. Per
depositare in questa banca un program-
ma, il produttore dovr presentare una
lettera del vescovo locale o dellinca-
ricato diocesiano, che certifichi che si
tratta di un programma cattolico. Un
altro requisito essenziale dovr essere
lesigenza di alta qualit di produzione.
Questo progetto dovrebbe favo-
rire la divulgazione di innumerevo-
li programmi che, altrimenti, non sa-
rebbero conosciuti da tutti i cattolici.
Sono comunque stati sollevati alcuni
dubbi sulla sua fattibilit.
Il secondo, molto pi audace, con-
ta sullappoggio di Don Federico Lom-
bardi, direttore del Centro Televisivo
Vaticano e portavoce del Papa. Questo
progetto attualmente portato avan-
ti dallequipe dellAgenzia Zenit, diret-
ta brillantemente dal giornalista Jesus
Colina, che lo ha presentato: un gran-
de impegno nei mezzi di informazio-
ne cattolici attraverso Internet, televi-
sione, radio e cellulare, a trasmettere
notizie in tempo reale e focalizzate sul-
la persona e sugli insegnamenti del Pa-
pa. Senza dubbio, un progetto gigante-
sco che collocher i servizi di informa-
zione cattolici in condizione di compe-
tere in modo efficace con le grandi im-
prese di notizie del mondo.
Tavolo della Presidenza durante la sessione di apertura
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46 Salvami Regina Novembre 2006
STORIA PER BAMBINI O PER ADULTI PIENI DI FEDE?
La Valle delle Croci
In quella valle cerano migliaia di croci, di tutte le fogge e dimensioni.
Dopo aver minuziosamente cercato, Mastro Schmerzen ne afferr
una con decisione e disse: questa che io voglio!
astro Schmerzen
sollev il martel-
lo lentamente,
guard il piccolo
chiodo che tene-
va con la mano sinistra, corresse la mi-
ra e sferr un rapido colpo ... centran-
do in pieno il pollice.
-- Ahi!
In seguito al brusco movimento
causato dal dolore, rovesci un barat-
tolo di tintura per cuoio che si trovava
accanto a lui. Il liquido nero schizz
sui mobili e su varie scarpe, si sparse
sul pavimento e cominci a penetra-
re tra le fessure dellassito. Poche tin-
ture sono cos penetranti come quel-
la usata per tingere il cuoio e questo
mastro Schmerzen lo sapeva bene. La
sua bottega di ciabattino era un disa-
stro completo.
Cinque paia di scarpe perdute! Ol-
tre a ci il barattolo che era caduto
era proprio quello della tinta pi ca-
ra! Oh! Guard scoraggiato gli stiva-
li e le scarpe impilate sullo scaffale,
il suo grembiule sporco, le sue mani
nere di tintura. Vedendo dalla fine-
stra il figlio pi grande che arrivava
da Wrsburg a cavallo, con un altro
pacco di cuoio, pens con malumore:
Poveraccio! condannato ad essere
un altro ciabattino sudicio come me e
a passare la vita tra cuoi maleodoran-
ti e tinture appiccicose.
Allora di pranzo, mastro Schmer-
zen rimase in silenzio. Guardava con
attenzione sua moglie, che si muove-
va da una parte allaltra in cucina. Era
incantevole da ragazza. Ma adesso...
Al pomeriggio dimentic aperta la
porta del laboratorio e i figli piccoli
entrarono a giocare, si sporcarono e
misero tutto in disordine. Mentre, fu-
rioso, li spingeva fuori, si lamentava
dicendo:
-- E pensare che non ho denaro
manco per costruirmi un laboratorio
separato dallabitazione!
Mastro Schmerzen era brontolo-
ne e continuava a lagnarsi. La vita gli
sembrava insopportabile! Nel tardo
pomeriggio, decise di andare a sfo-
garsi delle sue disgrazie con suo cugi-
no, padrone della piccola birreria si-
tuata a pochi metri dalla sua botte-
ga. Grassoccio e bonaccione, mentre
serviva un boccale di birra ad un al-
tro cliente, il cugino gli diede questo
consiglio:
-- Ascolta... smettila di reclama-
re, Schimmy! Oggi vedi proprio tut-
to grigio! In questa vita, ognuno
deve sopportare la sua croce. Suvvia,
sopporta la tua con un po di corag-
gio!...
Largomento del cugino non lo
convinse. Si mise il cappello in testa,
salut ed usc, dicendo tra s:
-- Croce...Croce... Certo, ognuno
ha la sua, ma la mia pi pesante!
Borbottando usc dalla birreria,
borbottando entr in casa, perfino di
notte, gi a letto, mormorava:
-- vero, ognuno deve portare
la sua croce, ma Dio poteva proprio
darmene una un po pi leggera...!
* * *
Alla fine si addorment. Nel bel
mezzo della notte, si accorse che la
coperta non copriva pi le sue spal-
le e, con gli occhi ancora chiusi, co-
minci a tastare qua e l per trovarla.
Niente da fare. Apr gli occhi, si solle-
v e vide che non si trovava pi a casa
sua. A poco a poco, loscurit si affie-
vol ed allora pot distinguere davan-
ti a s un giovane alto, vestito di bian-
co e con grandi ali sulla schiena. Era
davvero un angelo, quello?
-- S, sono il tuo Angelo Custode.
Dio ha udito i tuoi reclami. D unoc-
chiata intorno.
Martha Luca Ovalle
M
Novembre 2006 Salvami Regina 47
Il mastro ciabattino, allora, si rese
conto di trovarsi al centro di unim-
mensa valle attorniata da alte mon-
tagne. In lontananza, avvist qualco-
sa che somigliava ad un bosco, ma co-
stituito da alberi e arbusti singolari: il
loro tronco era molto diritto e appa-
rentemente privo di foglie.
-- Non sono alberi, Schmerzen.
Vieni, andiamo pi vicino a vedere.
Si misero in cammino e mentre
si avvicinava, not che si trattava di
... croci. Migliaia di croci. Forse mi-
lioni. Di tutte le fogge e dimensio-
ni. Chiare, scure. Alcune di legno, al-
tre di metallo, alcune lisce, altre ruvi-
de. Schmerzen rimase impressionato
da quella variet: non ce nerano due
di uguali, tutte erano diverse fra loro
e ognuna aveva scritto il nome della
persona a cui apparteneva.
-- In questa valle, Dio custodisce
la misura delle sofferenze riservate da
Lui ad ogni uomo e donna. la Valle
delle Croci. Siccome tu ti sei lamen-
tato tanto del peso della tua, lAltissi-
mo ti permette di sceglierne unaltra.
Va...cerca con comodo e prendi quel-
la che vuoi.
Schmerzen esit per un istante,
poi ricordandosi di tutte le amarez-
ze della sua vita, si addentr in quella
foresta di croci. Evit le grandi e gi-
rovag nella zona dove si trovavano
le pi piccole. Ne prese una: gli sem-
br molto ruvida. Ne prov unal-
tra: aveva gli spigoli molto appunti-
ti. Continuando la ricerca, ne trov
una proprio piccola, ma, siccome era
di piombo, pesava pi delle altre. Al-
la fine, quasi inciamp in una minu-
scola. La sollev: non era pi alta di
un palmo, era di legno molto leggero,
molto liscia e senza punte. Oh, sen-
za dubbio era quella la croce ideale!
Afferratala con decisione, come se
qualcun altro potesse cercare di im-
possessarsene, disse allAngelo:
-- Voglio questa qua!
-- Proprio questa? Va bene, ami-
co mio ... leggi quello che c scritto
sopra.
Il ciabattino la avvicin davanti
agli occhi e, con stupore, lesse il no-
me: Mastro Schmerzen! Questa cro-
ce, la pi leggera, la pi liscia, la me-
no incomoda di tutte, era la sua, quel-
la di cui egli tanto si lamentava!
* * *
Un grido di vergogna
e stupore usc dalla sua
bocca e... lo svegli. Ma-
dido di sudore e col cuo-
re che batteva forte, ma-
stro Schmerzen stava an-
cora sdraiato sul suo let-
to. Si alz, corse ad apri-
re la finestra ed esclam,
nel vedere il sole splen-
dente di primavera:
-- Che bella giorna-
ta!
Fu cos che si rese
conto che la giornata era
esattamente come quella
precedente: lo stesso so-
le, la stessa primavera; di
fronte alla finestra, il fi-
glio pi grande, fischiet-
tando contento, scari-
cava degli altri pacchi di
cuoio.
-- A dire il vero pens -, mio fi-
glio fra i pochi ragazzi della citt ad
avere un lavoro garantito.
Il baccano dei bambini che gioca-
vano vicino alla bottega lo fece riflet-
tere in modo ottimistico:
-- In fin dei conti, un grande
vantaggio lavorare vicino a casa, per-
ch cos posso rimanere tutta la gior-
nata vicino alla mia famiglia.
Dalla cucina, saliva il profumo de-
lizioso del caff del mattino...E la vo-
ce della moglie:
-- Schmerzen, tesoro mio, vieni
subito, la tua colazione si raffredda!
-- Eh s...lei non pi cos giova-
ne come ai vecchi tempi consider
fra s il mastro ciabattino ma cos
buona... e come cucina bene! Spor-
gendosi a guardare fuori dalla fine-
stra intravvide la piccola croce che
stava sopra il servo-muto. LAngelo
laveva lasciata l, come ricordo...
Schmerzen la prese tra le mani, la
guard per alcuni istanti, pensiero-
so. La baci, la colloc religiosamen-
te sul comodino e, fischiettando alle-
gramente, scese per il caff e per con-
tinuare la sua vita.
Mastro Schmerzen guard il chiodo che teneva nella mano sinistra,
corresse la mira e sferr un rapido colpo...
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1. Beata Liduina Meneguzzi, ver-
gine (+1941). Missionaria dellIstitu-
to di San Francesco di Sales, in Etio-
pia, pratic in modo esimio la virt
della carit cristiana verso i poveri,
gli infermi e i carcerati.
2. Beata Maria Angela Astorch,
badessa (+1665). Religiosa Clarissa,
modello di penitenza e umilt.
3. I Domenica dellAvvento.
San Francesco Saverio, sacerdote.
San Sofonia, profeta. Al tempo di
Giosia, re di Giuda, profetizz la ro-
vina degli empi e rafforz nei poveri e
bisognosi la speranza della salvezza.
4. San Giovanni Damasceno, sa-
cerdote e dottore della Chiesa. Me-
moria facoltativa.
San Giovanni Calabria, sacerdote
(+1954). Fond a Verona, la Congre-
gazione dei Poveri Servi e Serve della
Divina Provvidenza.
5. San Giovanni Almond, sacer-
dote e martire (+1612). Giustiziato
a Tyburn, Inghilterra, durante il re-
gno di Giacomo I, perch esercita-
va il suo ministero di prete cattolico.
Anche sul patibolo non cess di pra-
ticare la carit.
6. San Nicola, vescovo. Vescovo di
Mira nella Licia (oggi Turchia), mor
verso la met del IV secolo. E onorato
in tutta la Chiesa soprattutto a partire
dal X secolo. Memoria facoltativa.
Beato Pietro Pascasio, vescovo e
martire (+1300). Religioso merceda-
rio, nominato Vescovo di Jan, Spa-
gna. Fu catturato dai mori mentre vi-
sitava i fedeli della sua diocesi e mo-
r in prigione.
7. SantAmbrogio, vescovo e dottore
della Chiesa. Memoria obbligatoria.
Santa Maria Giuseppa Rosello,
vergine (+1880). Fond a Savona,
lIstituto delle Figlie della Madonna
della Misericordia, per listruzione di
bambine povere.
Beato Davide, monaco (+1179).
Ammesso da San Bernardo nellab-
bazia di Chiaravalle, fu inviato con
altri monaci per fondare un mona-
stero in Germania, dove si dedic al-
lorazione e alle opere buone.
12. Festa della Madonna di Gua-
dalupe, Patrona dellAmerica Lati-
na.
Beato Corrado di Offida, sacerdo-
te (+1306). Religioso francescano,
modello di umilt, pratic ad un gra-
do elevato la virt della povert.
Santa Giovanna Francesca di
Chantal, religiosa (+1641). Inizi e
diresse lIstituto della Visitazione
13. Santa Lucia, vergine e martire.
Memoria obbligatoria.
Santa Otilia o Odilia, vergine (+
sec.VII). Prima badessa del monaste-
ro di Hohenburg, Francia, costruito
da suo padre, il Duca Adalrico.
14. San Giovanni della Croce, sa-
cerdote e dottore della Chiesa. Me-
moria obbligatoria.
San Nicasio di Reims, vescovo
(+407). Fu ucciso dai pagani sulla
porta della basilica di Reims.
Santa Odilia (Parrocchia di
Thannenkirch, Alsazia)
8. Solennit dellImmacolata Con-
cezione della Madonna.
Beato Aloisio Liguda, sacerdote e
martire (+1942). Sacerdote della So-
ciet del Verbo Divino, imprigionato
e giustiziato nel campo di concentra-
mento di Dachau.
9. San Giovanni Diego Cuauhtla-
toatzin (vedente della Madonna di
Guadalupe). Memoria facoltativa.
San Pietro Fourier, sacerdote
(+1640). Diresse con grande saggezza
la poverissima parrocchia di Mattain-
court, Francia, e fond lIstituto delle
Canoniche Regolari della Madonna,
per la formazione gratuita dei bambini.
10. II Domenica dellAvvento.
San Gregorio III, papa (+741). Si
impegn nellevangelizzare i popo-
li germanici. In opposizione agli ico-
noclasti, orn con immagini sacre le
Chiese di Roma.
11. San Damaso I, papa. Memoria
facoltativa.
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15. Santa Virginia Centurione
Bracelli, vedova (+1651). Figlia del
Doge di Genova, soccorse i bisogno-
si, aiut le Chiese rurali. Il suo motto
era: Servire Dio nei suoi poveri.
16. SantEverardo, confessore
(+867). Marchese del Friuli, si spos
con una nipote dellImperatore Car-
lo Magno, dalla quale ebbe otto figli.
Occup alte cariche nellImpero e si
distinse, soprattutto, per la sua san-
ta vita.
17. III Domenica dellAvvento.
San Sturmio, abate (+779). Evan-
gelizz la Sassonia, si occup della
costruzione del famoso monastero di
Fulda, del quale fu il primo abate.
18. San Gaziano, vescovo (+ sc.
III). Inviato da Roma come primo
vescovo di Tours, Francia.
19. Beato Urbano V, papa (+1370).
Monaco benedettino, elevato alla
cattedra di Pietro. Si impegn nel far
tornare la Sede Apostolica a Roma e
ristabilire lunit della Chiesa.
20. SantUrsicino, eremita (+620).
Col suo esempio, attir molti altri al-
la vita eremitica. Fu discepolo di San
Colombano.
21. San Pietro Canisio, sa-
cerdote e dottore della Chie-
sa. Memoria facoltativa.
San Temistocle, martire
(+ sec.III). Pastore in Licia,
nellattuale Turchia, occult
ai soldati romani il nascondi-
glio di San Dioscoro e, essen-
dosi dichiarato cristiano per
farli desistere dalle ricerche,
fu torturato e ucciso.
22. SantUngero, vescovo
(+866). Pastore zelante, do-
vette far fronte allinvasione
dei normanni nella diocesi di
Utrecht, Olanda.
23. San Giovanni da Kety,
sacerdote. Memoria facolta-
tiva.
Santa Maria Margherita
dYouville, vedova (+1771).
Educ devotamente i suoi due figli,
incamminandoli al sacerdozio. Fon-
d la Congregazione delle Suore del-
la Carit, per lassistenza ai poveri,
agli infermi e agli anziani.
24. IV Domenica dellAvvento.
San Delfino, vescovo (morto pri-
ma del 404). Nella diocesi di Bor-
deaux, Francia, lott intrepidamente
contro leresia di Prisciliano.
25. Solennit del Natale di Nostro
Signore Ges Cristo.
SantEugenia, martire (+ sec.III o
IV). Martirizzata a Roma.
26. Festa di Santo Stefano, diaco-
no, protomartire.
Santa Vincenza Maria Lopez y Vi-
cua, vergine (+1890). Fond a Ma-
drid, Spagna, lIstituto delle Figlie di
Maria Immacolata, per la formazione
delle bambine di genitori separati.
27. Festa di San Giovanni, Apo-
stolo e Evangelista.
Santa Fabiola, vedova (+400). Di
nobile famiglia romana, dedic le sue
ricchezze a favore dei bisognosi, Fon-
Martirio di Santo Stefano, Juan de Juanes
(Museo del Padro, Madrid)
Santa
Margherita,
regina di Scozia
(Basilica di
Saint Patrick,
Montreal,
Canada)
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d un ospedale e si dedic a una vita
di preghiere e di servizio ai poveri.
28. Festa dei Santi Innocenti, mar-
tiri.
Beata Caterina Volpicelli, vergi-
ne (+1894). Fond a Napoli lIstituto
delle Serve del Sacro Cuore, per las-
sistenza ai poveri e ammalati.
29. San Tommaso Becket, vescovo
e martire. Memoria facoltativa.
San Davide, re e profeta, dalla cui
stirpe nacque il Salvatore, definito
nella Sacra Scrittura come Ges, fi-
glio di Davide.
30. Beata Margherita Colonna, ver-
gine (+1280). Religiosa Clarissa che,
per amore a Cristo, prefer la povert al-
le ricchezze e alle attrattive del mondo.
31. Domenica. Festa della Sacra
Famiglia, Ges, Maria e Giuseppe.
San Silvestro I, papa.
Santa Caterina Labour, vergine
(+1876). Religiosa delle Figlie del-
la Carit, a Parigi. Ricevette le rivela-
zioni della Madonna delle Grazie. Fu
modello di carit e pazienza.
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Il battesimo
della campana
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Melodiosa, disciplinata e amica, la campana ci ricorda
sempre il suo carattere genuinamente cristiano.
50 Salvami Regina Novembre 2006
hi non rimane incantato
nelludire il sonoro tim-
bro della campana che,
dallalto del campanile,
ci invita ad elevare la no-
stra mente al Cielo e a dirigere a Dio
una supplica, una lode?
La campana una vera meraviglia
dellarte, per la semplicit delle sue
linee, la bellezza delle sue proporzio-
ni e la ricchezza delle sue note.
Origine della campana
I giudei e i pagani conoscevano
solamente il tintinnabulum o cam-
panella. Questa campana in minia-
tura nominata per la prima vol-
ta nel libro dellEsodo. Dio ordi-
n a Mos di guarnire di campanel-
le doro lorlo inferiore del manto di
Aronne, il primo Sommo Sacerdote
e aggiunse: Il manto rivestir Aron-
ne nelle funzioni sacerdotali e se ne
sentir il suono quando egli entrer
nel Santuario alla presenza del Signo-
re e quando ne uscir; cos non mori-
r (Ex 28, 35). In numero di 72, es-
se erano destinate a ricordare ai fi-
gli di Israele che la Legge era stata
data loro al suono della tromba.
Tra i greci e i romani, le campa-
nelle erano usate in diversi atti ci-
vili e religiosi, dallapertura dei ba-
gni pubblici fino alla consacrazione
di un tempio.
Durante il periodo delle persecu-
zioni, dovranno essere stati silenzio-
si i mezzi per chiamare i cristiani al-
le riunioni, in modo da non risveglia-
re lattenzione dei pagani.
Dopo Costantino, la Chiesa
dOccidente cominci a servirsi di
trombe per questo scopo, mentre la
Chiesa dOriente usava due lamine
di rame, che venivano battute luna
contro laltra.
Non si sa chi fu lideatore della
campana come la conosciamo og-
gi. Secondo quanto racconta San-
tIsidoro di Siviglia, morto nel 636,
proviene dalla regione della Cam-
pania, molto probabilmente dalla
citt di Nola.
La campana nata cattolica
Ai tempi di Carlo Magno, che re-
gn dal 768 all814, le campane era-
no gi molto diffuse. Parlando del-
la sollecitudine di questo sovrano
per tutto ci che fosse ecclesiastico,
il monaco di San Gallo ci racconta
questo fatto singolare:
Nellimpero di Carlo Magno vive-
va un abile fonditore che fece uneccel-
lente campana. Venuto a conoscenza
di questo fatto, limperatore rimase ve-
ramente ammirato. Il fonditore gli pro-
mise di farne una molto pi bella se, al
posto dello stagno, egli gli avesse dato
cento libbre dargento.
La somma gli fu subito consegnata;
ma questuomo malvagio us stagno,
invece dellargento, e di l a poco tem-
po present la nuova campana a Carlo
Magno. Allimperatore piacque e ordi-
n che vi si ponesse il batacchio e che
fosse issata sul campanile.
Il guardiano della chiesa e gli al-
tri cappellani tentarono di suonarla, ma
non ci riuscirono. Vedendo ci, il fondi-
tore prese una corda attaccata al batac-
chio e si mise a tirarla. Ma il batacchio si
sleg, gli cadde in testa e lo ammazz.
Ed il monaco cronista conclude:
Quello che mal acquistato, non gio-
va a nessuno.
La campana nacque cattolica, la
sua invenzione fu riservata alla Chie-
sa, che la ama come una figlia, al
punto da battezzarla. Beninteso, non
Il battesimo
della campana
Carmela Werner Ferreira
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Il battesimo
della campana
si tratta del Battesimo sacramenta-
le, che ci rende figli di Dio, ma di una
cerimonia di consacrazione, come si
fa con i calici sacri.
La cerimonia del battesimo
Il battesimo o benedizione del-
la campana era una cerimonia in al-
tri tempi riservata al vescovo, e so-
lamente i sacerdoti avevano il dirit-
to di suonarla.
Vediamo come avveniva antica-
mente.
Era un atto solenne. Si riunivano i
fedeli intorno alla campana, sospesa
alcuni metri dal suolo. Vicino a que-
sta erano collocati lacqua, il sale, gli
oli santi, lincenso, la mirra, il turibolo
acceso. Il vescovo si presentava in abi-
ti pontificali, accompagnato dal clero
e seguito dal padrino e dalla madri-
na della campana. Dopo aver cantato
sette salmi sulla bont e potenza del
Creatore e, in un contrasto toccante,
aver confessato la debolezza e le ne-
cessit delluomo, il vescovo benedi-
ceva lacqua e aspergeva la campana,
alla quale conferiva il potere e la mis-
sione di allontanare da tutti i luoghi,
dove il suo suono si ripercuotesse, le
potenze nemiche delluomo e dei suoi
beni: i demoni, il fulmine, la grandine,
gli animali malefici, le tempeste e tutti
gli spiriti di distruzione.
In seguito, i diaconi la lavavano con
acqua benedetta, dentro e fuori, e la
asciugavano. Subito dopo, recitavano
col vescovo sei salmi di lode e ringra-
ziamento al Signore per i suoi benefici.
Seguivano le unzioni con gli oli sa-
cri, tracciati dal vescovo in forma di
croce: sette allesterno della campa-
na, con lolio degli infermi, a simbo-
lizzare le sofferenze e la morte del
nostro Salvatore; e quattro allinter-
no, con lolio della cresima, a signi-
ficare la Resurrezione di Cristo e le
quattro qualit dei corpi resuscitati,
che sono lagilit, la chiarezza, la sot-
tilezza e limpassibilit.
In seguito, il ministro lanciava in-
censo ed altri profumi nel turibolo, e
lo collocava sotto la campana, riem-
pendo il suo interno di una nuvola
soave e profumata.
Toccava ai padrini sceglierle un no-
me, il quale doveva essere sempre quel-
lo di un Beato del Cielo. Una volta scel-
to il nome per esempio, San Miche-
le -, il vescovo si rivolgeva alla campana
stessa: In onore di San Michele, la pace
dora innanzi sia con te, cara campana.
La cerimonia terminava col can-
to del brano del Vangelo nel quale
raccontato il simbolico episodio di
Marta e Maria (cfr. Lc 10, 38-42). Un
eloquente modo di dire che la cam-
pana insegna ai cristiani la vita attiva
di Marta, ma senza trascurare la vita
contemplativa di Maria.
Sospesa nel campanile, il suo bron-
zo sonoro convocher i vivi, pianger
i morti, riunir il clero, dar lustro al-
le solennit. Essa sar araldo di Dio,
collocata tra il cielo e la terra.
Sospesa nel campanile, la
campana sar laraldo di Dio,
collocata tra il cielo e la terra...
Il battesimo
della campana
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La Madonna
dellApocalisse
(Casa Rosa Mistica
degli Araldi del
Vangelo San
Paolo, Brasile)
pparve nel cielo un segno grandioso: una don-
na vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e sul suo capo una corona di dodici stelle (Ap 12, 1).