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Salvami Regina

Numero 35
Settembre 2006
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AVE CRUX,
SPES UNICA!
li Angeli, che dallinizio della
loro creazione conoscevano
il futuro mistero della Ver-
gine, e che Laspettavano e da lon-
tano la salutavano come loro Re-
gina (...), quale entusiasmo prova-
rono nel veder brillare questa Stel-
la del Mattino, e nel pensare che sa-
rebbero stati i messaggeri delle sue
grazie e i missionari della sua cle-
menza? Ah! Se gli Angeli intona-
rono le loro lodi sulla povera stalla
di Betlemme, non avrebbero dovuto
esultare quando videro sorgere lau-
rora della liberazione, attraverso la
nuvola celeste che subito avrebbe
fatto piovere il Giusto?
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Don Thibaud
La Madonna
Bambina con
SantAnna (Museo
dellArcivescovado
di Cuzco, Per)
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Il puro incanto degli Angeli
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Numero 35 Settembre 2006
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DR PD - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione
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Anno VIII, numero 35, settembre 2006
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Redazione e Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
Aut. Trib. Padova 1646 del 4/5/99
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione
in Abbonamento Postale - D. L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46)
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dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio
ARALDI DEL VANGELO
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degli Araldi del Vangelo
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Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
LAdorazione del Santissimo Sacramento stato il punto di maggior
attrazione per le giovani partecipanti al V Congresso Internazionale
della Sezione Femminile degli Araldi (pagg. 26-27)
Croce della
Vittoria,
Basilica di
Covadonga,
Spagna
(Foto: Timothy
Ring)
Scrivono i lettori ............................................................................................................ 4
Ave Crux! (Editoriale) ................................................................................................... 5
La voce del Papa ............................................................................................................. 6
Commento al Vangelo Bartimo e i ciechi di Dio! ............................................. 10
In hoc signo vinces ....................................................................................................... 17
Il vero Santuario della Croce di Cristo .................................................................. 24
Araldi nel Mondo ......................................................................................................... 26
San Giuseppe da Copertino il patrono degli studenti in difficolt ..................... 30
Il carisma di San Benedetto presso il tumulo di San Paolo .................................... 33
La parola dei Pastori ................................................................................................... 36
accaduto nella Chiesa e nel mondo ......................................................................... 40
Storia per bambini... Tu sei morto per me... ........................................................... 46
I santi di ogni giorno ................................................................................................... 48
Lautorit una croce! ................................................................................................. 50
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SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Settembre 2006
VESCOVO IN AMAZZONIA
Come Vescovo qui nel Brasile del
Nord, ricevo tutti i mesi la Rivista de-
gli Araldi. Voglio congratularmi con
voi per larticolo sulla Madonna del
Perpetuo Soccorso, Misericordia
senza limiti. Come redentorista, ho
vissuto a Roma ed ero l quando il
quadro stato restaurato. Mi ha fatto
molto piacere leggere sullargomen-
to, vi ringrazio e vi faccio i miei com-
plimenti.
Mons. Jorcio Gonalves Pereira
Vescovo di Coar, Brasile
BELLA EDIZIONE, ARTICOLI SCELTI BENE
Desidero ringraziarvi per la Rivi-
sta Araldi del Vangelo, che mi arri-
va sempre con puntualit. una rivi-
sta stampata molto bene, con artico-
li accuratamente scelti, e con interes-
santi informazioni sulle diverse attivi-
t realizzate.
Vi do la mia benedizione, come
servitore di Cristo Nostro Signore e
della Santissima Vergine.
Mons. Emilio Carlos Berlie Blauzarn,
Arcivescovo di Yucatn, Messico
UNA FONTE CHE FORTIFICA
IL SACERDOZIO E LA FEDELT
ALLA SANTA CHIESA
Desidero felicitarmi con voi per
la Rivista degli Araldi, che mi sta-
ta di grande sostegno spirituale. Es-
sa fonte di sana e retta dottrina, che
mi fortifica, specialmente per quan-
to riguarda la mia fedelt alla Santa
Chiesa, e il mio amore per il sacerdo-
zio, che mi stato dato da Ges, eter-
no Pastore.
Attendo sempre con ansia il suo ar-
rivo, perch essa ha creato in me una
sana dipendenza, anzi, una fame di
santit, non per merito proprio, ma,
al contrario, per ispirazione divina.
Don Marcelo Bazn
Parroco del Santuario
Madonna di Guadalupe, Bolivia
E TUTTO SPECIALE
Grazie, grazie di cuore. Grazie per
la tempestivit. stata unemozione
unica aprire quella grande busta ver-
de e vedere la rivista, e poi quando
ho visto nelle mie mani il Sacro Cuo-
re di Ges, non ho perso tempo nel
pregare e nel leggere la rivista. E tut-
to speciale, grazie!
Che La nostra Grande Madre
non distolga mai il Suo Meraviglioso
sguardo da noi, e che ci ami sempre
come ha Amato Ges.
Annarita (Per email)
NOTEVOLE MEZZO DI
EVANGELIZZAZIONE
Questa Rivista uno strumento
molto importante, in quanto un no-
tevole mezzo di evangelizzazione. Io
non avevo alcuna idea di quello che
succede in Vaticano, di momenti, per
esempio, come quelli in cui il Papa
catechetico.
I commenti del Vangelo inducono
inoltre la gente a una riflessione mol-
to pi profonda di quella che faccia-
mo al momento dellomelia.
Sono molto buone anche le imma-
gini delle basiliche e dei santi. Voi ef-
fettivamente mostrate quanto siano
importanti le immagini per noi. Dio
sia con voi.
Luigi (Per email)
SUSSIDI PER LA NOSTRA SALVEZZA
Complimenti per il brillante lavo-
ro in difesa della nostra fede Dio vi
ricompensi per tutto quello che fate.
Mi piace molto la Rivista, i suoi temi
sono di interesse generale alla porta-
ta di tutti, e costituiscono validi sus-
sidi per la nostra salvezza. La leggo
con gioia e piacere, sicura che mi sto
istruendo spiritualmente e crescendo
come essere umano.
Maria Motta (Per email)
LA MIA VITA HA ACQUISTATO
UN ALTRO SENSO
Scrivo per ringraziare voi, Araldi
del Vangelo, per tutta la gioia e buo-
na disposizione danimo che mi date
quando vado alla cassetta della po-
sta e trovo questo bene prezioso che,
grazie alla vostra opera, entra nella
mia casa. Da quando ho cominciato a
ricevere i vostri articoli, la mia vita ha
acquistato un altro senso.
Celeste Rodrigues do Rego Lario
Vila Nova de Anha, Portogallo
INCANTATA PER I COMMENTI
DEL VANGELO
Vorrei ringraziare Don Joo Cl
Dias. Resto incantata tutte le volte
che leggo il Vangelo, che egli inter-
preta con tanta saggezza e amore.
Cremilde Lopes Fortes
Niteri, Brasile
APPOGGIO NELLA CATECHESI
Ho apprezzato molto questo nu-
mero della Rivista, perch ho trovato
un grande appoggio per le mie lezio-
ni di catechesi sul sacramento della
Cresima. Essa contiene molte consi-
gli ed informazioni preziose per i no-
stri giovani.
Rosangela
Manoel Ribas, Brasile
RICCHISSIMO MATERIALE FORMATIVO
Voglio felicitarmi per gli articoli
contenuti in questa meravigliosa Ri-
vista. Realmente ben fatta, ricchissi-
ma di dati sulla nostra Chiesa Cattoli-
ca, ha costituito un fecondo materiale
per la mia formazione. Andate avanti
sempre cos, con il vostro impegno di
evangelizzare attraverso questo im-
portante mezzo di diffusione.
Jorge Taboada
Assuncin, Paraguay
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Settembre 2006 Salvami Regina 5
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ditoriale
AVE
CRUX!
limmaginazione umana, nella sua massima perfezione,
n quella angelica, sarebbero capaci di concepire un mez-
zo pi adatto della morte di Cristo, in Croce, per redimer-
ci e riparare ai nostri peccati. Nessun genere di pena capi-
tale ci pu essere pi esecrabile di questa. Non c nulla,
nellordine del creato, che ci possa servire di pi come stimolo al coraggio. At-
traverso il frutto dellalbero proibito, luomo divenuto schiavo del peccato;
dovrebbe, sempre attraverso il legno, essergli restituita la grazia. Cristo per il
fatto dessere stato elevato sulla croce per morire, ha purificato laria come
gi aveva fatto con lacqua, attraverso il Battesimo, e come avrebbe realizza-
to con la terra al momento della sepoltura (cfr. San Tommaso, Summa Teolo-
gica III, q. 46, a. 4).
Quanta ricchezza c, affinch noi possiamo realizzare i disegni di Dio a
nostro riguardo, nelle considerazioni soprannaturali a proposito della Croce
di Cristo! Ormai nella via del Calvario, reggendola sulle spalle, incontrando le
donne che piangevano, Egli disse loro: Se trattano cos il legno verde, che av-
verr del legno secco? (Lc 23, 31).S, se Egli che Dio, maestro, modello e
mediatore supremo ha abbracciato la Croce e lha posta sulle spalle, perch
noi, peccatori, dovremmo rifiutarla? Da un punto di vista meramente specu-
lativo, siamo tutti convinti di queste realt: ci manca passare dalla teoria alla
pratica, il che significa, ai casi concreti della nostra vita.
Se qualcuno vuol venire dietro a Me (...) prenda la sua croce e Mi segua (Mt
16,24). Egli avrebbe potuto aver fatto un miracolo, e addirittura chiamare gli
Angeli, in forma visibile o invisibile, per aiutarLo; invece, ha preferito laiuto
di un Cireneo, un essere umano come noi. Questo felice Simone si mostra-
to un degno seguace di Ges, che ha corrisposto a quella parola del Salvato-
re: Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non pu essere mio
discepolo (Lc 14, 27).
Il desiderio di compiere la volont del Padre manifesto nella via del Cal-
vario perch io faccio sempre le cose che gli sono gradite (Gv 8, 29) -, non
solo perch l incontriamo il Figlio di Dio, ma anche perch vediamo la nostra
umanit rappresentata dal Cireneo. stato lui il primo ad abbracciare la cro-
ce con Cristo, aprendo il cammino per noi.
Invece, quanto difficile imitare il Cireneo! Oggi, di innamorati del suo re-
gno celeste, Ges ne trova molti; pochi invece ne trova di pronti a portare la sua
croce, dice la celebre Imitazione di Cristo. E continua: Trova molti desi-
derosi di consolazione, pochi desiderosi della tribolazione. (...) Coloro che ama-
no Ges per Ges, non gi per una qualche consolazione propria, lo benedicono
nella tribolazione e nellangustia del cuore, come nel maggior gaudio spirituale. E
anche se Ges non volesse mai dare loro una consolazione, ugualmente vorreb-
bero sempre lodarlo e ringraziarlo. (...) Forse che non si dimostrano pi innamo-
rati di s che di Cristo quelli che pensano sempre al proprio utile e al proprio van-
taggio? (Libro II, cap.11).
C stato qualcuno che meglio ha saputo caricare la croce, oltrepassando
in una maniera inimmaginabile il fervore e la devozione del Cireneo. Non ha
esitato neppure nellapparire con suo figlio nella Via Crucis e non Lo ha
abbandonato nel Calvario. stata Maria Santissima, la nostra co-Redentrice.
Molto pi del Cireneo per Ges Lei per noi: sta sempre al nostro fianco aiu-
tandoci a caricare le nostre croci.
6 Salvami Regina Settembre 2006
La voce del Papa
BRANI DELLINTERVISTA A CASTEL GANDOLFO, IL 5 AGOSTO 2006
Conversando con
il Papa Benedetto XVI
Il calore di una rilassata conversazione e la profondit del
pensiero di un grande teologo si sono unite nellintervista concessa
dal Papa alla Radio Vaticana, in preparazione del suo Viaggio
Apostolico in questo paese.
Santo Padre, come vede Lei
(no)la situazione attuale della
Chiesa cattolica in Germania?
Papa Benedetto XVI: Io direi, an-
zitutto, che la Germania appartiene
allOccidente, anche se con una sua
coloritura caratteristica, e nel mon-
do occidentale oggi viviamo unon-
data di nuovo drastico illuminismo o
laicismo, comunque lo si voglia chia-
mare. Credere diventato pi diffici-
le, poich il mondo in cui ci troviamo
fatto completamente da noi stessi e
in esso Dio, per cos dire, non compa-
re pi direttamente. Non si beve alla
fonte, ma da ci che, gi imbottiglia-
to, ci viene offerto. Gli uomini si so-
no ricostruiti il mondo loro stessi, e
trovare Lui dietro a tutto questo di-
ventato difficile. Ci non specifico
della Germania, ma qualcosa che si
verifica in tutto il mondo, in partico-
lare in quello occidentale.
Daltra parte lOccidente oggi
toccato fortemente da altre cultu-
re, in cui lelemento religioso origi-
nario molto forte, e le quali sono
inorridite per la freddezza che ri-
scontrano in Occidente nei confron-
ti di Dio. Questa presenza del sa-
cro in altre culture, anche se velata
in molte maniere, tocca nuovamen-
te il mondo occidentale, tocca noi,
che ci troviamo al crocevia di tan-
te culture,cos dal profondo delluo-
mo, in Occidente e in Germania, sa-
le sempre nuovamente la domanda
di qualcosa di pi grande. Lo ve-
diamo nella giovent, nella quale c
la ricerca di un pi: in certo modo
il fenomeno religione come si di-
ce ritorna, anche se si tratta di un
movimento di ricerca spesso piutto-
sto indeterminato. Con tutto ci la
Chiesa di nuovo presente, la fede
si offre come risposta.
Io penso che proprio questa visita
[in Baviera], come gi quella a Colo-
nia, sia unopportunit perch si ve-
da che credere bello, che la gioia di
una grande comunit universale si-
gnifica un sostegno, che dietro di es-
sa c qualcosa di importante e che
quindi insieme ai nuovi movimenti di
ricerca vi sono anche nuovi sbocchi
alla fede, i quali ci conducono gli uni
verso gli altri e che sono anche positi-
vi per la societ nel suo insieme.
Quali possibilit Lei vede
per la Santa Sede in rapporto
alla situazione attuale? Quale
influsso positivo Lei pu
esercitare sulla situazione, sugli
sviluppi nel Medio Oriente?
Papa Benedetto XVI: Natural-
mente non abbiamo alcuna possibili-
t politica, e noi non vogliamo alcun
potere politico, ma vogliamo appel-
larci ai cristiani e a tutti coloro che
si sentono in qualche modo uniti al-
la Santa Sede ed interpellati da essa,
affinch vengano mobilitate tutte le
forze per riconoscere che la guerra
la peggiore soluzione per tutti. Es-
sa non porta nulla di buono per nes-
suno, neppure per gli apparenti vin-
citori. Noi lo sappiamo molto bene
in Europa, in seguito alle due guer-
re mondiali. Ci di cui tutti hanno
bisogno la pace. Nel Libano vi
una forte comunit cristiana, vi sono
cristiani fra gli arabi, ve ne sono in
Israele, e cristiani di tutto il mondo
si impegnano per questi paesi cari
a tutti noi. Vi sono forze morali che
sono pronte a far comprendere che
lunica soluzione limparare a vive-
re insieme. Queste forze noi voglia-
mo mobilitare. Tocca ai politici di
trovare poi le strade affinch questo
possa avvenire il pi presto possibile
e soprattutto in modo durevole.
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Circa un mese fa Lei era a
Valencia per lIncontro mondiale
delle famiglie. Chi ha ascoltato con
attenzione come abbiamo cercato
di fare alla Radio Vaticana ha
notato che Lei(no) non ha mai
pronunciato la parola matrimoni
omosessuali, non ha mai parlato
di aborto, n di contraccezione.
Osservatori attenti si sono detti:
interessante! Evidentemente la
sua intenzione di annunciare
la fede e non di girare il mondo
come apostolo della morale.
Pu dirci il Suo commento?
Papa Benedetto XVI: Natural-
mente s. Anzitutto bisogna dire che
io avevo nelle due volte venti minu-
ti di tempo per parlare, e se uno ha
cos poco tempo non pu subito co-
minciare con il dire No. Bisogna
sapere prima che cosa veramente vo-
gliamo, non vero? Il cristianesimo,
il cattolicesimo, non un cumulo di
proibizioni, ma unopzione positiva,
ed molto importante che lo si veda
nuovamente, poich questa consape-
volezza oggi quasi completamente
scomparsa. Si sentito dire tanto su
ci che non permesso, che ora biso-
gna dire: Ma noi abbiamo unidea po-
sitiva da proporre: luomo e la don-
na sono fatti luno per laltra, esiste
per cos dire una scala: sessualit,
eros, agape, che sono le dimensioni
dellamore, e cos si forma dapprima
il matrimonio come incontro colmo
di felicit di uomo e donna, e poi la
famiglia, che garantisce la continui-
t fra le generazioni, in cui si realiz-
za la riconciliazione delle generazio-
ni e in cui si possono incontrare an-
che le culture.
Anzitutto, dunque, importante
mettere in rilievo ci che vogliamo;
in secondo luogo, si pu poi anche
vedere, perch certe cose non le vo-
gliamo. Io credo che occorra ricono-
scere che non uninvenzione catto-
lica che luomo e la donna siano fat-
ti luno per laltra, affinch lumani-
t continui a vivere: lo sanno in fondo
tutte le culture.
Per quanto riguarda laborto, es-
so non rientra nel sesto, ma nel quin-
to comandamento: Non uccidere!.
Questo dovremmo presupporlo co-
me ovvio, ribadendo sempre di nuo-
vo: la persona umana inizia nel seno
materno e rimane persona umana fi-
no al suo ultimo respiro, perci deve
sempre essere rispettata come perso-
na umana. Ma ci diventa pi chiaro
se prima stato detto il positivo.
Santo Padre, in tutto il mondo
i credenti attendono dalla
Chiesa cattolica risposte ai
problemi globali pi
urgenti, come lAids e
la sovrappopolazione.
Perch la Chiesa cattolica
insiste tanto sulla morale
anteponendola ai tentativi
di soluzione concreta per
questi problemi cruciali
dellumanit, ad esempio
nel continente africano?
Papa Benedetto XVI: Gi,
questo il problema: insi-
stiamo veramente tanto sulla
morale? Io direi me ne so-
no convinto sempre pi anche
nel dialogo con i Vescovi afri-
cani che la questione fonda-
mentale, se vogliamo fare dei
passi avanti in questo cam-
po, si chiama educazione, formazio-
ne. Pu esserci un vero progresso so-
lo se serve alla persona umana e se la
stessa cresce; se non cresce solo il suo
potere tecnico, ma anche la sua capa-
cit morale. Penso che il vero proble-
ma della nostra situazione storica sia
lo squilibrio fra la crescita incredibil-
mente rapida del nostro potere tecni-
co e quella della nostra capacit mo-
rale, che non cresciuta in modo pro-
porzionale. Perci la formazione del-
la persona umana la vera ricetta, la
chiave di tutto direi, e questa anche
la nostra via. ()
Santo Padre, il cristianesimo si
diffuso in tutto il mondo a partire
dallEuropa. Ora, molti che si
occupano dellargomento dicono
che il futuro della Chiesa si trova
negli altri continenti. vero?
Papa Benedetto XVI: Anzitutto io
vorrei introdurre qualche sfumatu-
ra. In verit, come sappiamo, il cri-
stianesimo sorto nel Vicino Orien-
te e, per lungo tempo, il suo sviluppo
principale rimasto l e si diffuso
in Asia molto di pi di quanto noi og-
gi pensiamo dopo i cambiamenti por-
tati dallIslam. Daltra parte, proprio
per questo motivo il suo asse si spo-
stato sensibilmente verso lOcciden-
te e lEuropa, e questultima- ne sia-
Il 5 agosto, Benedetto XVI ha ricevuto a Castel Gandolfo giornalisti della Radio
Vaticana e delle emittenti Bayerischer Rundfunk, ZDF e Deutsche Welle
8 Salvami Regina Settembre 2006
mo fieri e ce ne rallegriamo ha ulte-
riormente sviluppato il cristianesimo
nelle sue grandi dimensioni anche in-
tellettuali e culturali. Credo che sia
importante ricordarci dei cristiani
dOriente, poich al momento vi il
pericolo che essi, che sono stati sem-
pre ancora una minoranza importan-
te, adesso emigrino, e vi il grande
pericolo che proprio questi luoghi
dorigine del cristianesimo rimanga-
no privi di cristiani. Penso che dob-
biamo aiutarli molto perch essi pos-
sano restare.
Ora veniamo alla Sua domanda.
LEuropa diventata certamente il
centro del cristianesimo e del suo im-
pegno missionario. Oggi gli altri con-
tinenti, le altre culture, entrano con
peso uguale nel concerto della storia
del mondo, cos cresce il numero del-
le voci della Chiesa, e questo bene.
bene che si possano esprimere i di-
versi temperamenti, i doni propri del-
lAfrica, dellAsia e dellAmerica, in
particolare anche dellAmerica La-
tina. Tutti naturalmente sono tocca-
ti non solo dalla parola del cristiane-
simo, ma anche dal messaggio seco-
laristico di questo mondo, che por-
ta anche negli altri continenti la pro-
va dirompente che noi abbiamo su-
bito in noi stessi. Tutti i Vescovi del-
le altre parti del mondo dicono: noi
abbiamo ancora bisogno dellEuro-
pa, anche se essa ora solo una parte
di un tutto pi grande. Noi abbiamo
tuttora una responsabilit al riguar-
do. Le nostre esperienze, la scienza
teologica che stata qui sviluppata,
tutta la nostra esperienza liturgica, le
nostre tradizioni, anche le esperien-
ze ecumeniche che abbiamo accu-
mulato: tutto ci molto importan-
te anche per gli altri continenti, per-
ci necessario che noi oggi non ca-
pitoliamo dicendo: Ecco, siamo so-
lo una minoranza, cerchiamo alme-
no di conservare il nostro piccolo nu-
mero!. Dobbiamo invece conservare
vivo il nostro dinamismo, aprire rap-
porti di scambio, cosicch di l ven-
gano anche forze nuove per noi. Og-
gi vi sono sacerdoti indiani ed africa-
ni in Europa, anche in Canada, dove
molti sacerdoti africani lavorano;
interessante. Vi questo dare e rice-
vere vicendevole, anche se in futuro
dovremo essere piuttosto coloro che
ricevono, dovremmo tuttavia rimane-
re sempre capaci di dare e sviluppa-
re in tal senso il necessario coraggio
e dinamismo.
Lei fra poco avr 80 anni, pensa,
con laiuto di Dio, di poter fare
ancora molti viaggi? Ha unidea
di quali vorrebbe fare? In Terra
Santa, in Brasile? Lo sa gi?
Papa Benedetto XVI: () Devo
dire che io non mi sento molto for-
te tanto da mettere in agenda anco-
ra molti grandi viaggi, ma dove questi
permettono di rivolgere un messag-
gio, dove rispondono ad un vero desi-
derio, l vorrei andare, con il dosag-
gio che mi possibile. Qualcosa gi
previsto: il prossimo anno in Brasile ci
sar lincontro del Celam, il Consiglio
Episcopale Latino Americano, e pen-
so che l la mia presenza sia un passo
importante, considerate, da una par-
te, la vicenda drammatica che lAme-
rica del Sud sta vivendo e, dallaltra
parte, tutta la forza di speranza che
allo stesso tempo operante in quel-
la regione. Poi vorrei andare in Ter-
ra Santa, e spero di poterla visitare in
tempo di pace, e per il resto vedremo
che cosa mi riserva la Provvidenza.
Santo Padre, nei tempi pi
recenti si parla di un nuovo
fascino del cattolicesimo. Quale
dunque la vitalit e la capacit
di futuro di questa istituzione
daltra parte antichissima?
Papa Benedetto XVI: Direi che gi
lintero pontificato di Giovanni Pao-
lo II ha attirato lattenzione degli uo-
mini e li ha riuniti. Ci che accadu-
to in occasione della sua morte rima-
ne qualcosa di storicamente del tutto
speciale: come centinaia di migliaia
di persone accorrevano disciplinata-
mente verso Piazza San Pietro, stava-
no in piedi per ore, e mentre avreb-
bero dovuto crollare, invece resiste-
vano mosse da una spinta interiore.
Poi lo abbiamo rivissuto in occa-
sione dellinaugurazione del mio pon-
tificato e poi a Colonia. molto bel-
lo che lesperienza della comunit di-
venti allo stesso tempo unesperien-
za di fede; che si sperimenti la comu-
nione non solamente in un luogo qua-
lunque, ma sia pi viva proprio l do-
ve sono i luoghi della fede, facendo
risplendere nella sua forza luminosa
anche la cattolicit. Ovviamente ci
deve perdurare anche nella vita quoti-
diana. Le due cose devono andare in-
sieme: da una parte i grandi momenti,
in cui si sperimenta che bello parte-
cipare, che il Signore presente e che
noi formiamo una grande comunit
riconciliata al di l di tutti i confini,
ma poi, naturalmente, bisogna attin-
gere da questo lo slancio per resiste-
re durante i faticosi pellegrinaggi at-
traverso il quotidiano, affrontandoli a
partire da questi punti luminosi ed in-
vitando cos anche altri a inserirsi nel-
la comunit in cammino.
Vorrei cogliere questoccasio-
ne per dire: io mi sento arrossire per
tutto ci che viene fatto in prepara-
zione della mia visita [in Baviera].
La mia casa stata dipinta a nuovo,
una scuola professionale ne ha rifat-
to il recinto. Il professore di religione
evangelico ha collaborato per il mio
recinto. Questi sono solo piccoli par-
ticolari, ma sono il segno del moltissi-
mo che viene fatto. Io trovo tutto ci
straordinario, e non lo riferisco a me
stesso, ma lo considero come segno
di una volont di appartenere a que-
sta comunit di fede e di servirsi tut-
ti lun laltro. Dimostrare questa so-
lidariet e lasciarci ispirare in questo
dal Signore: qualcosa che mi tocca
e per questo vorrei anche ringraziare
di tutto cuore.
(Il testo integrale si trova in
http://212.77.1.245/news_services/
bul leti n/news/18681.php?i ndex=
18681&lang=it)
I
Settembre 2006 Salvami Regina 9
Benedetto XVI in Valle dAosta. In alto, nella foto piccola,
mentre suona il pianoforte nella residenza di Les Combes,
e nella foto maggiore, in mezzo ai bambini che hanno
partecipato allAngelus del 23 luglio; a destra, in partenza
per Roma, il 28 luglio
BRANI DELLANGELUS DEL 13 AGOSTO, A CASTEL GANDOLFO
Fortificare il corpo
e lo spirito durante le ferie
n questo periodo estivo molti hanno lasciato le citt
e si trovano in localit turistiche o nei paesi dorigine
per le loro vacanze. Ad essi auguro che questa attesa
sosta di riposo serva a rinfrancare la mente e il corpo, sotto-
posti ogni giorno a un continuo affaticamento e logorio, dato
il corso frenetico dellesistenza moderna.
Le ferie costituiscono anche una preziosa opportunit
per stare pi a lungo con i familiari, per ritrovare paren-
ti e amici, in una parola per dare pi spazio a quei contatti
umani che il ritmo degli impegni di ogni giorno impedisce
di coltivare come si desidererebbe. (...)
Il tempo delle ferie diventa per molti proficua occasio-
ne pure per incontri culturali, per momenti prolungati di
preghiera e di contemplazione a contatto con la natura o
in monasteri e strutture religiose. Disponendo di pi tem-
po libero ci si pu dedicare con maggiore agio al colloquio
con Dio, alla meditazione della Sacra Scrittura e alla let-
tura di qualche utile libro formativo.
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Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana. La versione integrale di
questi documenti pu essere trovata in www.salvamiregina.it/lavocedelpapa
10 Salvami Regina Settembre 2006
COMMENTO AL VANGELO XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Bartimo e i ciechi di Dio!
degno di commiserazione chi ha perso la vista, come il povero
Bartimo. Tutte le bellezze create da Dio non sono per lui che
tenebre. Molto pi degno di compassione colui il quale ha
sepolto il suo cuore nelle tenebre ed ha rifiutato la luce di Dio. Per
costui, le verit eterne non esistono.
46
E giunsero a Gerico. E mentre partiva da
Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il
glio di Timo, Bartimo, cieco, sedeva lun-
go la strada a mendicare.
47
Costui, al senti-
re che cera Ges Nazareno, cominci a grida-
re e a dire: Figlio di Davide, Ges, abbi pie-
t di me!.
48
Molti lo sgridavano per farlo ta-
cere, ma egli gridava pi forte: Figlio di Davi-
de, abbi piet di me!.
49
Allora Ges si ferm
e disse: Chiamatelo!. E chiamarono il cie-
co dicendogli: Coraggio! Alzati, ti chiama!.
50
Egli, gettato via il mantello, balz in piedi e
venne da Ges.
51
Allora Ges gli disse: Che
vuoi che io ti faccia?. E il cieco a lui: Rabbu-
n, che io riabbia la vista!.
52
E Ges gli dis-
se: V, la tua fede ti ha salvato. E subito riac-
quist la vista e prese a seguirlo per la strada
(Mc 10, 46-52).
I IL SACRIFICIO
DI CRISTO SACERDOTE
La Liturgia di oggi si presenta in
una forma semplice, sintetica e, nel
contempo, ricca di sostanza, sfuma-
ture e significato. La seconda Lettu-
ra ci offre un elevato punto di osser-
vazione per apprezzare le meraviglie
selezionate ed estratte dalla Scrittura
per il testo di questa domenica. Tutti
i suoi versetti fissano lattenzione sul
supremo Sacerdozio di Cristo.
Etimologia della parola sacerdote
Due sono le origini etimologiche
della parola sacerdote (sacerdos,
dal latino): sacra dos, ossia, chi d
il sacro; o sacra dans, colui che
unto con una dote sacra. Le due
etimologie sono valide, poich il sa-
cerdote un ambasciatore di Dio da-
vanti agli uomini e a questi conferi-
sce le cose sacre, come sono la vera
dottrina e la carit; molto di pi an-
cora, divinizza la natura, comunican-
dole la grazia attraverso i sacramen-
ti. Inoltre, a lui appartiene anche la
funzione di rappresentare la societ
nelle sue relazioni con Dio. In questo
caso, egli offre a Dio doni (orazioni,
a VANGELO A
Padre Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
Settembre 2006 Salvami Regina 11
desiderio di salvarci tutti, presentan-
doGli, oltretutto la sua umanit as-
sunta, la quale per s solo costituisce
gi unorazione sacerdotale
1
. Cristo
ha voluto assumere lumanit in fun-
zione del sacrificio della Croce ed es-
sendo risorto nel Cielo, perpetua lof-
ferta del suo olocausto. Questa una
delle differenze tra il sacerdozio di
Cristo e quello dei sacerdoti dellAn-
tica Legge, secondo quanto afferma
San Paolo: E questo non avvenne
senza giuramento. Quelli infatti di-
ventavano sacerdoti senza giuramen-
to; costui, al contrario con un giura-
mento di colui che gli ha detto: il Si-
gnore ha giurato e non si pentir: tu
sei sacerdote per sempre. Per questo,
Se Dio ha scelto
la via del sacrificio
per operare la
Redenzione,
ha voluto che il
Redentore fosse
Sacerdote
so Dio laiuto, la protezione e il per-
dono necessari. Ges, seduto alla de-
stra del Padre, intercede continua-
mente per noi nella sua orazione sa-
cerdotale. Manifesta al Padre il suo
oblazioni, ecc.) e sacrifici per
i peccati.
In questo compito di da-
re cose sacre, evidentemen-
te si esige da chi lo esercita il
possesso di un potere specia-
le (sacra dos). Se questo po-
tere non comunicato da Dio,
non c sacerdozio.
Sacerdozio, sacrificio
e redenzione
Daltra parte, nellopera di
redenzione, Dio ha voluto ser-
virSi soprattutto della via del
sacrificio e, per questo moti-
vo, la grazia di Cristo sacer-
dotale. Ges Sacerdote poi-
ch uomo, e non in quanto
Dio. Questaffermazione fat-
ta da San Paolo, nella seconda
Lettura di oggi: Ogni sommo
sacerdote, preso fra gli uomi-
ni, viene costituito per il bene
degli uomini nelle cose che ri-
guardano Dio, per offrire do-
ni e sacrifici per i peccati(Eb
5,1).
Sono inseparabili i simboli
del sacerdozio e del sacrificio.
Questa realt traspare tanto
nel Nuovo Testamento quan-
to nellAntico. Se Dio ha scel-
to la via del sacrificio per ope-
rare la Redenzione, ha voluto
che il Redentore fosse Sacerdote.
Ges, Sacerdote pieno
di compassione
ancora San Paolo che cinsegna:
Poich dunque abbiamo un sommo
sacerdote, che ha attraversato i cieli,
Ges, Figlio di Dio, manteniamo fer-
ma la professione della nostra fede.
Infatti non abbiamo un sommo sacer-
dote che non sappia compatire le no-
stre infermit, essendo stato lui stes-
so provato in ogni cosa, a somiglianza
di noi, escluso il peccato (Eb 4, 14-
15).
Oltre allofferta del sacrificio,
anche compito del sacerdote interce-
dere per il popolo, impetrando pres-
Ges, seduto alla destra del Padre, intercede continuamente per noi
con la sua orazione sacerdotale
(Mosaico della Chiesa della Martorana, Palermo)
12 Salvami Regina Settembre 2006
Ges diventato garan-
te di unalleanza miglio-
re. Inoltre, quelli sono di-
ventati sacerdoti in gran
numero, perch la morte
impediva loro di durare a
lungo, egli invece, poich
resta per sempre, possie-
de un sacerdozio che non
tramonta. Perci pu sal-
vare perfettamente quel-
li che per mezzo di lui si
accostano a Dio, essen-
do egli sempre vivo per
intercedere a loro favore
(Hb 7, 20-25).
San Tommaso dAqui-
no solleva altri argomen-
ti di peso per provare la
grandezza divina del sa-
cerdozio di Ges Cristo,
dimostrando come in Lui
siano realizzate tutte le
condizioni richieste per
la pienezza del sacerdo-
zio
2
.
Egli sa aver compas-
sione di coloro che sono
nellignoranza e neller-
rore ci dice ancora San
Paolo nella seconda Let-
tura di oggi (Eb 5, 2). Quali sareb-
bero dunque, il nostro fine e la no-
stra sorte se, nascendo nel peccato e
ad esso inclini, non avessimo avuto
un Sacerdote che, essendo uomo,
interamente Dio, per offrire per noi
un sacrificio salvifico che ci riscat-
tasse?
II TERRIBILI
CONSEGUENZE DEL PECCATO
San Tommaso, che mai abbando-
na il suo sereno equilibrio, oltrepassa
i limiti che noi giudicheremmo pro-
pri dellesagerazione quando tratta
dei terribili effetti del peccato: Pec-
cando, luomo si allontana dallordi-
ne razionale. Decade, cos, dalla di-
gnit umana, che consiste nellesse-
re naturalmente libero e nellesiste-
re per se stesso. Egli cade, in un certo
modo, nella schiavit degli animali,
in modo che si debba disporre di lui
come conviene allutilit degli altri.
quello che si dice nel Salmo: Es-
Guerra contro Dio
Trasposti nel campo
della spiritualit misti-
ca di Santa Teresa dAvi-
la, che fu grande Dottore
della Chiesa, i concetti si
armonizzano: Oh! Non
capiamo che il peccato
una guerra campale di
tutti i nostri sensi e po-
tenze dellanima contro il
nostro Dio! Colui che ha
pi potere colui che pi
tradimenti favorisce con-
tro il suo Re Confesso,
Padre Eterno, che ho mal
custodito (il gioiello pre-
zioso di Cristo); ma c
ancora rimedio, Signore,
c rimedio finch vivia-
mo in questo esilio
4
.
Questa grande ri-
formatrice del Carme-
lo, che del resto sem-
pre pronta a manifesta-
re il suo orrore al pecca-
to, dir in unaltra delle
sue opere:Ora, faccia-
mo conto che Dio sia co-
me una casa o un palaz-
zo molto grande e bello.
Potr, per caso, il peccatore uscire da
questo palazzo per praticare il male?
Sicuramente no. Ma allinterno di
questo stesso palazzo che Dio
che noi, peccatori, pratichiamo azio-
ni abominevoli, disonest e cattive-
rie. Oh! Come questo terribile, de-
gno della massima attenzione e mol-
to vantaggioso per chi ha poche co-
noscenze e non intende appieno que-
ste verit! [Se pensassimo a questo
] non sarebbe possibile commette-
re uninsolenza tanto irresponsabi-
le. Consideriamo, sorelle mie, come
Dio enormemente misericordioso
e paziente, non castigandoci subito.
Dobbiamo renderGli moltissime gra-
zie e provare vergogna di restare of-
fese per quello che facciano o dicano
contro di noi. unenorme cattive-
ria vedere che Dio, nostro Creatore,
ha dentro Se stesso cos tanta pazien-
Quali sarebbero
il nostro fine e la
nostra sorte se non
avessimo avuto
un Sacerdote che,
essendo uomo,
interamente Dio?
sendo elevato in dignit, luomo non
ha compreso, si visto messo a livello
degli animali senza ragione e ad essi
si reso simile. E si legge ancora nel
libro dei Proverbi: Linsensato star a
servizio del saggio.
3
.
Santa Teresa di Ges Oh! Non capiamo che il peccato
una guerra campale di tutti i nostri sensi e
potenze dellanima contro il nostro Dio!
(Dipinto di Zurbarn, cattedrale di Siviglia, Spagna)
Settembre 2006 Salvami Regina 13
za verso le sue creature, e nonostan-
te ci noi ci sentiamo offese soltanto
perch, una volta, qualcuno ha detto
qualcosa [su di noi] in nostra assenza
e, magari, senza cattiva intenzione
5
.
Cecit dellanima
Misterioso e causa di moltepli-
ci effetti il peccato; uno veramen-
te terribile la cecit dellanima, ben
simbolizzata dalla perdita fisica della
vista. La triste situazione di chi non
vede, tocca il cuore del Sommo Sa-
cerdote: Egli sa aver compassione
di coloro che sono nellignoranza e
nellerrore(Eb 5,2); li raduno al-
lestremit della terra; fra di essi so-
no il cieco e lo zoppo (Cfr. Gr 31, 8).
Questa una delle osservazioni che
si possono trarre dalle due letture di
oggi e in maniera pi accentuata, l
essenza del Vangelo di oggi.
III LA GUARIGIONE
DI BARTIMEO
46
E giunsero a Gerico. E men-
tre partiva da Gerico insieme ai
discepoli e a molta folla, il glio
di Timo, Bartimo, cieco, sede-
va lungo la strada a mendicare.
47
Costui, al sentire che cera Ge-
s Nazareno, cominci a gridare
e a dire: Figlio di Davide, Ges,
abbi piet di me!.
Secondo la narrazione di San Mar-
co, Ges si trovava in viaggio ver-
so Gerusalemme, dopo aver lascia-
to dietro di s Cesarea di Filippo, a
nord della Galilea. Siccome non per-
deva mai un solo secondo n oppor-
tunit, Egli avr approfittato di que-
sto tragitto per istruire i suoi discepo-
li, al fine di renderli adatti alla gran-
de missione che sarebbe loro toccata,
una volta fondata la Chiesa. Nel cor-
so di questo viaggio, una grande mol-
titudine andava unendosi ai discepoli,
sempre desiderosa di assistere a qual-
che altro miracolo o di udire le mera-
viglie copiosamente pronunciate dal-
le labbra del Maestro. Come primo
atto di questo tragitto, ecco la guari-
gione di un cieco. San Matteo (20, 29-
34) narra il fatto come se si fosse svol-
to con due ciechi e non con uno solo.
nello stimolare il povero cieco ad ap-
prossimarsi a Ges, subito dopo aver
udito di essere chiamato, come anche
la prontezza di questi, nel gettar via il
suo mantello e saltare cercando di av-
vicinarsi a Ges. Matteo, a sua volta,
afferma lavvenuta guarigione quan-
do Ges tocc gli occhi del cieco, e
Luca (18, 35-43) menziona una forma
imperiosa impiegata da Lui.
Linsieme delle tre narrazioni ci
d un quadro minuzioso dellavveni-
mento. Il titolo di Figlio di Davide,
secondo illustri autori, si deve al fat-
to che gi, a quellepoca, era ben dif-
fusa la nozione e da parte di alcuni
persino la credenza che Ges fosse,
veramente, il Messia. Si scarta, per-
tanto, lipotesi che il cieco (o, secon-
Misterioso e causa di
molteplici effetti il
peccato, ed uno di
questi veramente
terribile la
cecit dellanima
Inoltre, a differenza di San Matteo,
aggiunge altri dati molto interessan-
ti: limpegno di persone del popolo
San Matteo afferma
che la guarigione si
era verificata quando
Ges tocc gli occhi del
cieco (altorilievo della
Cattedrale di Chartres,
Francia)
14 Salvami Regina Settembre 2006
do Matteo, i due ciechi), usando que-
stespressione, desiderasse captare la
benevolenza di Ges a favore della
sua guarigione.
C chi solleva lipotesi che fos-
sero tre i miracoli effettuati da Ge-
s in quelloccasione, completamen-
te distinti, ognuno dei quali narra-
to da ognuno dei tre Evangelisti. Al-
tri, invece ed la quasi totalit ri-
tengono che i dati identici in comune
rendano impossibile non trattarsi del
medesimo ed unico miracolo.
Perch allora, Marco e Luca fan-
no riferimento ad un cieco soltanto?
Una buona maggioranza degli esege-
ti ritiene probabile che i ciechi fosse-
ro due, come indica Matteo, ma uno
di loro doveva essere molto conosciu-
to, al punto che Marco lo ha posto in
scena col proprio nome.
Quanto al luogo in cui si sarebbe
verificato il miracolo, le spiegazio-
ni, seppure diverse, mirano ad unap-
prossimazione tra gli Evangelisti,
concludendo a favore di un unico av-
venimento.
48
Molti lo sgridavano per far-
lo tacere, ma egli gridava pi for-
te: Figlio di Davide, abbi piet di
me!
Non mancano quasi mai in que-
ste scene evangeliche dei dettagli par-
ticolarmente carichi di colore, tipici
dellOriente. Il modo di comportarsi,
contrassegnato da unindole frizzan-
te e per niente riservata, si riflette sia
nellatteggiamento del cieco Bartimeo
come pure nella reazione della mol-
titudine contro le grida di lui. A que-
sto proposito sono interessanti i com-
menti dei santi e dei padri della Chie-
sa, come San Beda, San Girolamo,
San Giovanni Crisostomo e altri. Que-
stultimo, per esempio, cos si espri-
me: Cristo permetteva che lo rimpro-
verassero affinch il suo desiderio di-
ventasse ancora pi forte. Di qui pos-
siamo concludere che, qualsiasi sia la
forma di disprezzo che cadr sopra di
noi, possiamo raggiungere quello che
chiediamo, a patto di approssimarci a
Cristo con autentico desiderio
6
.
Comunque sia, questa disputa tra
i seguaci di Ges e il cieco ha un la-
to pittoresco, molto tipico di una so-
ciet organica, nella quale non si era
nemmeno giunti a sognare un mondo
dominato dalla macchina. In essa, il
Per Bartimeo, era
lunica chance
della sua vita:
pertanto, mentre
lo rimproverano,
egli grida ancora
pi forte
dando lordine alla moltitudine, nel
contempo impedisce, implicitamente,
che continuino a rimproverare il po-
vero Bartimeo. Con tali e tante gri-
da, era evidente che Cristo lo avesse
gi udito, tuttavia Gli faceva piacere
quellinsistenza. esattamente pro-
prio quello che succede a noi nelle no-
stre preghiere. Dio vuole la nostra co-
stanza. La determinazione di Ges
crea unaspettativa nella moltitudine e
questa reazione psicologica trasforma
la precedente asprezza in impegno a
stimolare il cieco a farsi coraggio. Co-
stui come di solito succede a chi per-
de il senso della visione per istinto
capisce dov Colui che ha il potere di
guarirlo e, con un balzo, si dirige verso
di Lui, disinteressandosi del proprio
mantello e gettandolo da una parte.
51
Allora Ges gli disse: Che vuoi
che io ti faccia?. E il cieco a lui:
Rabbun, che io riabbia la vista!.
52
E Ges gli disse: V, la tua fe-
de ti ha salvato. E subito riacqui-
rapporto tra gli uomini non solo in-
tenso, ma costituisce addirittura les-
senza della vita comune e quotidia-
na. Tutti vogliono trarre partito dal-
la presenza di un uomo fuori dal co-
mune, traboccante di sapienza e che
moltiplica generosamente i miraco-
li ovunque passi. La moltitudine non
vuole perdere la minima occasione
per vederlo ed ascoltarlo. La comiti-
va, nei suoi spostamenti, evita al mas-
simo ogni ostacolo, in modo da co-
gliere tutti i commenti del Maestro,
perci le grida di un cieco rendono
difficile seguire il filo delle sue espo-
sizioni. Tuttavia quella per Bartimeo,
era lunica ed esclusiva chance. Per-
tanto, mentre alcuni lo rimprovera-
no, egli grida ancora pi forte.
49
Allora Ges si ferm e dis-
se: Chiamatelo!. E chiamaro-
no il cieco dicendogli: Coraggio!
Alzati, ti chiama!
50
Egli, getta-
to via il mantello, balz in piedi e
venne da Ges.
Ad un certo punto, il Salvatore in-
terrompe il cammino e manda a chia-
mare il cieco. Secondo Matteo, Egli
stesso prende liniziativa di farlo av-
vicinare. Marco pi preciso: Ges,
Settembre 2006 Salvami Regina 15
st la vista e prese a seguirlo per
la strada.
Ancora una volta il Divino Mae-
stro, per irrobustire la fede del cie-
co, nonostante conoscesse il grande
desiderio della sua anima, gli chie-
de quale fosse la sua richiesta. Barti-
meo, che tanto aveva chiamato il Fi-
glio di Davide senza ottenere la vi-
sta, risponde chiamandoLo Signo-
re (secondo quanto dicono Matteo e
Luca), fatto sufficiente a dimostrare
quanto egli credesse nella divinit di
Ges, e riceve, oltre ad un elogio per
la sua fede, il recupero della vista.
Questavvenimento stato for-
temente istruttivo e comprovante la
messianicit di Ges. Proprio allinizio
della sua ultima salita a Gerusalemme,
quando Egli si dirige alla morte, un
cieco recupera la vista per proclamare
il Figlio di Davide suo Signore
Cos termina Origene i commen-
ti delle ultime parole del Vangelo di
oggi: Anche a noi, che siamo seduti
presso la via delle Scritture e sappia-
mo in che cosa consiste la nostra ceci-
La guarigione di
Bartimeo stata
estremamente
istruttiva e
comprovante la
messianicit
di Ges
t, se chiediamo con tutto limpegno,
il Signore ci toccher, aprir gli occhi
delle nostre anime e allontaner dai
nostri sensi le tenebre dellignoranza,
in modo che Lo vediamo e seguiamo,
unica finalit che Egli aveva nel con-
cederci la vista
7
.
IV IL MALE DELLA
CECIT SPIRITUALE
La cecit sia fisica quanto spiri-
tuale un male indolore. La prima
dorigine involontaria, ma ci non va-
le per la seconda: in questa entriamo
per colpa nostra, se ci abbandoniamo
alle nostre passioni, non proceden-
do secondo l ispirazione della gra-
zia e i moniti della nostra coscienza.
degno di commiserazione colui che
ha perso la vista, come il nostro po-
vero Bartimeo. Tutte le bellezze crea-
te da Dio non sono per lui che tene-
bre. Molto pi degno di pena chi ha
seppellito il proprio cuore nelle tene-
bre e ha rigettato la luce di Dio. Per
costui, le verit eterne non esistono.
Il fuoco inestinguibile dellinferno, le
inimmaginabili glorie celesti, limpla-
cabilit del Giudizio Particolare o Fi-
nale, non gli passano mai per la men-
te e, pertanto, non lo impressiona-
no. Potr assistere a qualche cerimo-
nia che rappresenti la Passione di No-
stro Signore, di un Dio che sincarna e
muore sulla Croce per redimerci, sen-
za che gli venga in mente alcun pen-
siero pietoso di contrizione, fiducia
o gratitudine. Il soprannaturale non
lo commuove, perch non passereb-
be che per una invenzione sommersa
nelle tenebre della sua coscienza.
La fede non pi la luce
delle sue azioni
La perdita della vista, a parte il fat-
to che cimpedisce di orientarci negli
spazi fisici seguendo le nostre deli-
berazioni e facendo uso della nostra
autonomia, ci rende inclini allumil-
t e alla sottomissione agli altri, a
confidare nel loro aiuto. Per questo,
quando ben accetta, essa pu essere
un eccellente mezzo di santificazio-
ne. Esattamente al contrario, la ceci-
t spirituale ci priva di elementi fon-
damentali per la nostra salvezza co-
m la misericordia che disprezziamo
e ci fa correre terribili rischi, men-
tre accumuliamo le ire di Dio.
Quante volte i pi ciechi di Dio so-
no coloro che si credono pieni di luci
Un cieco come questo del Van-
gelo, potr fare qualcosa di utile, ol-
tre che chiedere lelemosina? Ecco
unaltra ragione di compassione!
Invece, di gran lunga peggiore la
situazione di un cieco di spirito, per-
ch la fede ormai non pi la luce
delle sue azioni; la loro finalit ulti-
ma si spenta ai suoi occhi. Egli af-
fronta le innumerevoli attivit e pro-
getti della sua vita quotidiana, con-
sumando tutte le sue forze alla ricer-
ca di una reputazione che altro che
fumo, di una ricchezza che altri con-
sumeranno, di un piacere illecito che
durer poco e gli far meritare un ca-
stigo senza fine, di una salute che fini-
r male, poich il suo corpo diventer
polvere nel fondo di una sepoltura.
Un cieco di Dio ignora
il potere di Ges
A Bartimeo mancava uno de-
gli elementi essenziali per arricchir-
Lo stesso Ges-Sacerdote
dellUltima Cena continua ad essere
presente nei tabernacoli delle
Chiese (in alto, altorilievo della
Cattedrale di Strasburgo, Francia; a
sinistra sacrario della Scuola Araldi
del Vangelo, a San Paolo)
16 Salvami Regina Settembre 2006
si, per questo egli si trovava inevita-
bilmente in povert, costretto a vive-
re di elemosina. Al cieco di Dio, in-
vece, possibile fare fortuna; tutta-
via, proprio sotto questo punto di vi-
sta, egli ancora pi degno di pena:
quando si chiuderanno definitiva-
mente alla luce del giorno i suoi oc-
chi carnali, quelli spirituali immedia-
tamente si apriranno, ma sar troppo
tardi, per lui, quando vedr in tutto il
suo orrore la grande dimensione del-
la sua reale miseria. Non sia questa
lora della disperazione.
Come vediamo dal racconto di
Marco, il cieco, sapendo che per di l
sarebbe passato Ges, si mette a gri-
dare pieno di gioia e speranza, poich
crede nel potere del Maestro di gua-
rirlo. Un cieco di Dio ignora comple-
tamente questo potere. Anche il fatto
che, nel corso della Storia, Ges ab-
bia illuminato questi o quei peccato-
ri, dei pi inveterati, portandoli alla
conversione, non significa nulla per
le persone nelle quali la luce della fe-
de si spenta.
V SIGNORE, CHE IO VEDA!
Se mi analizzo, con tutta onest
di coscienza, non trover forse nel
fondo della mia anima qualche om-
bra dove la luce del soprannaturale
non giunge, qualche piega dove non
penetra la voce di Dio? Questo il
momento per me di imitare il pove-
ro Bartimeo. Lo stesso Ges conti-
nua ad essere presente qui, nei taber-
nacoli delle chiese. Perch non trova-
re unoccasione per avvicinarsi a Lui
e chiederGli il miracolo? Devo teme-
re Ges che passa e non ritorna e gri-
dare continuamente, perch Egli sen-
te meglio i desideri ardenti
Imitare lattitudine di Bartimeo
Teniamo ben saldo questo princi-
pio: se un cieco di Dio abbraccia la
via della conversione, la moltitudi-
ne tenta di dissuaderlo a proseguire,
facendo tutto il possibile per creargli
ostacoli. Purtroppo, a questa mol-
titudine legata ai piaceri materia-
li mondani si associa quella dei suoi
peccati e passioni, per farlo tacere.
Anche qui opportuno imitare latti-
tudine di Bartimeo, ossia, non cedere
alle pressioni, ma, al contrario, rad-
doppiare in ardore, speranza e desi-
derio. In questo modo, non tarder a
confermare la realt della convinzio-
ne dellApostolo: Tutto posso in Co-
lui che mi conforta!(Fl 4, 13).
Signore, che io veda!, deve esse-
re la richiesta di chi si trova immerso
nell indolenza e, soprattutto, di chi
cieco di Dio. Bartimeo non ha chie-
sto la fede, perch la possedeva gi.
La sua cecit era semplicemente fi-
sica. Esaminiamo le nostre necessit
sperimentando pi i benefici rimorsi.
Si confessano per pura routine, si co-
municano senza dare il debito valore
alla sostanza del Sacramento Eucari-
stico, pregano senza devozione
E chi lo direbbe? ci sono ciechi
tra coloro che hanno abbracciato il
cammino della perfezione, ma hanno
smesso di aspirarvi, accontentandosi
di una spiritualit mediocre, squalli-
da e infruttuosa. Essi non fanno nien-
te per raggiungerla, cercandola dove
essa non si trova mai.
Purezza di cuore
Infine, per non essere cieco di Dio,
necessario essere puro di cuore.
Una delle principali cause della cecit
dei nostri giorni limpurit. Nostro
Signore dice nel Discorso della Mon-
tagna: Beati i puri di cuore, perch
vedranno Dio (Mt 5, 8). Non si trat-
ta esclusivamente della virt della ca-
stit, ma, molto pi, della retta inten-
zione dei nostri desideri. Tanto luna
quanto laltra diventano sempre pi
rare ogni giorno che passa, in que-
stera di progressiva cecit di Dio
Sono queste alcune delle ragio-
ni per le quali lumanit ha bisogno
di rivolgersi urgentemente alla Ma-
dre di Dio, presentando per mezzo di
Lei, al Divino Redentore, la stessa ri-
chiesta di Bartimeo: Signore, che io
veda!
1) Cfr. San Giovanni Crisostomo,
Comment. in Epist. Ad Hebraeos,
cap. 7, lect.4.
2) Cfr. Summa Teologica III, q.22, a1
3) Summa Teologica II-II q.64 a.2 ad 3
4) Cfr. Exclamaciones del alma a Dios
cap.14, in Obras completas de San-
ta Teresa de Jesus, Ed. Aguilar, Ma-
drid, 1942, pagg. 459-460.
5) Cfr. Castello interior o las moradas
Moradas Sextas cap.10 in op. cit.,
pag. 403
6) San Giovanni Crisostomo, Hom.,
67, in Mt XX, 31
7) Apud San Tommaso dAquino, Ca-
tena Aurea.
Per non essere
cieco di Dio,
necessario
essere
puro di cuore
spirituali e chiediamo tutto a Ges;
senza dubitare, aspettiamo pure an-
che il miracolo, poich Egli ci assicu-
ra: Tutto quanto chiederai al Padre
in mio nome, Io lo far (Gv 14, 13).
La fede sta diventando
privilegio di minoranze
Il numero di coloro che soffro-
no di cecit fisica, al mondo, insi-
gnificante in comparazione ai ciechi
spirituali. La cecit del cuore attinge
una quantit preoccupante di perso-
ne ai nostri giorni. La fede sta diven-
tando privilegio di minoranze. Ci so-
no ciechi non solo lungo il cammino
della salvezza, ma anche sulle vie del-
la devozione. Questi conducono una
vita pseudotranquilla, sommersi nei
pericoli dellindolenza; commettono
mancanze, ma riescono molte volte,
attraverso innumerevoli sofismi, ad
addormentare le loro coscienze, non
A
Settembre 2006 Salvami Regina 17
In hoc
signo
vinces
Da immagine
dellignominia e della
sconfitta, la Croce
passata ad essere il centro
della spiritualit cattolica,
il segno distintivo dei
seguaci di Cristo, il punto
verso cui convergono tutte
le aspirazioni, tutti gli
amori, tutta la tenerezza
e il rispetto dellanima
veramente cristiana.
Clara Maria Morazzani
a pi sconvolgente delle
mattine di tutta la Sto-
ria.
Il sole era gi na-
to, stendendo il calo-
re dei suoi raggi sulla piazza del Pre-
torio, il cui tribunale, formato da pie-
tre multicolori, era chiamato in greco
Lithostrotos, che significa lastricato
o monticello di pietre. Niente meglio
per riscaldarsi, sotto il calore del so-
le, della pietra. Nemmeno lacqua ha
la capacit di conservare il calore del-
lastro-re come la pietra. Sotto quella
luce creata da Dio, lo stesso Dio sta-
va per essere giudicato.
Tuttavia, non erano soltanto le ma-
nifestazioni minerali che l si faceva-
no sentire. Lordinamento della natu-
ra emanato dalle mani dellOnnipo-
tente, le creature incoscienti e senza
vita, compiono il loro disegno per una
18 Salvami Regina Settembre 2006
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determinazione di Dio. Vi sono esse-
ri che posseggono libero arbitrio, ma
non sempre usano correttamente que-
sto dono ricevuto dal Signore di tutta
la Creazione. Peggio ancora, alle volte
lo utilizzano malvagiamente in senso
contrario. Comunque, mai nella Sto-
ria si avuta una carica di odio di tali
dimensioni contro il Creatore, nel cat-
tivo impiego del libero arbitrio.
La croce che ha diviso la Storia
In quella piazza, sole e pietra si
mantenevano fedeli allordine di Dio.
Tuttavia, un governatore romano
che pass per la Storia e tuttoggi
nominato tutti i giorni nel Credo che
preghiamo non si lasciava influen-
zare dalla voce della coscienza e della
grazia nel suo intimo: egli non avreb-
be dovuto condannare, ma, come co-
lui che relativizza lassoluto della
Legge di Dio, stava cercando di tro-
vare una soluzione intermedia tra la
condanna e ladorazione.
Il popolo esigeva
Quante volte il popolo ha agi-
to bene chiedendo la condanna
di un reo! Ma, se qualche vol-
ta il popolo ha sbagliato e
deve essere successo mai si
equivocato tanto come in
quelloccasione. Era soltanto
il popolo? No L stavano i
farisei e gli scribi, che incen-
tivavano tutti a gridare contro
lo stesso Creatore una sen-
tenza, non solo ingiusta, ma
deicida: CrocifiggiLo! Cro-
cifiggiLo!
Niente faceva tacere il po-
polino, fino a un determinato
momento, quando il simbolo
che avrebbe segnato pi tar-
di le corone e il frontespizio
delle chiese, entr nella piaz-
za: era la Croce! Lo stesso
simbolo della vergogna, del-
lignominia e della sconfitta
cominciava ora la sua marcia
trionfale attraverso i secoli.
Quella croce che sarebbe
stata abbracciata e baciata dal
Divino Redentore, e con tanto amo-
re caricata sulle sue adorabili spalle
fino al Calvario, oltre a produrre un
grande silenzio, ha diviso la moltitudi-
ne da una parte e dallaltra, rivelando
simbolicamente il suo ruolo nel corso
della Storia: davanti ad essa lempiet
sorrider, la devozione la venerer; al-
la sua vista alcuni impallidiranno, altri
si prostrerranno, alcuni proferiranno
parole di disprezzo, altri verseranno
lacrime di tenerezza; a causa sua mol-
ti tremeranno di paura mentre altri si
consumeranno di amore. Fino al gior-
no supremo in cui apparir nel cielo
il segno del Figlio dellUomo (Mt 24,
30), e divider anche lumanit riuni-
ta nella Valle di Giosafat: a destra co-
loro che risorgono in corpo glorioso;
a sinistra quelli che riprendono i loro
corpi per essere ancor pi tormenta-
ti nellinferno. Separer gli uni dagli
altri, come il pastore separa le pecore
dai capretti. Collocher le pecore al-
la sua destra, e i capretti alla sua sini-
stra (Mt 25, 32-33).
E la croce figurer sempre nello
splendente trono di Ges Cristo, tra-
sformata da legno di tortura ad albe-
ro di luce.
Il pi umiliante supplizio
Tra gli uomini dellAntichit, la cro-
cifissione era conosciuta come il pi
atroce e umiliante dei castighi ma-
ledizione di Dio, come ci riferisce lo
stesso Libro del Deuteronomio (21,
23) riservato soprattutto agli schia-
vi e anche ai malfattori, assassini e la-
dri la cui punizione pubblica sarebbe
dovuta servire da esempio per tutto il
popolo. Pi tardi, con la dominazione
di Roma, la legge esentava da tale pe-
na i cittadini romani, per quanto gra-
ve fosse il loro crimine, non permet-
tendo, in questo modo, che la digni-
t dellImpero restasse macchiata. E
questa stata, precisamente, la morte
che Cristo ha permesso per S, assu-
mendo la condizione di schiavo, non
soltanto per redimerci dalla schia-
vit del peccato, ma addirittura
per farci re: un supplizio usua-
le del codice penale, con il pro-
cedimento che era applicato
normalmente ai banditi; senza
dubbio, il peggiore.
Descrizione di un medico
Secondo interessanti studi
realizzati nel secolo passato da
illustri medici europei, la mor-
te in croce possiede come cau-
sa determinante lasfissia. Su-
bito dopo la crocifissione, il
condannato presenta violen-
te contrazioni, generalizzate, il
volto diventa violaceo, abbon-
dante sudore gli scorre lungo il
volto e da tutto il corpo, diven-
tando particolarmente copioso
nei pochi minuti che precedo-
no la morte. Coloro che erano
crocifissi morivano, in media,
al termine di tre ore, dopo un
atroce periodo di lotta.
La croce, segno dignominia, fu abbracciata e
baciata dal Divino Redentore (Via Crucis, Chiesa
di Santa Maria di Tyn, Praga)
Settembre 2006 Salvami Regina 19
Nella sua opera La Passione di
Nostro Signor Ges Cristo secondo
il chirurgo il dott. Pierre Barbet af-
ferma: Tutta lagonia si svolgeva nel-
lalternanza tra abbattimenti e ripre-
se, asfissia e respirazione. Di questo
abbiamo la prova materiale nel San-
to Sudario, dove possiamo segnalare
un doppio flusso di sangue verticale
che esce dalla piaga della mano, con
un allontanamento angolare di alcu-
ni gradi. Uno corrisponde alla posi-
zione di abbattimento e laltro a quel-
la della ripresa. Si capisce subito che
un individuo sfinito, come era Ges,
non avrebbe potuto prolungare que-
sta lotta per molto tempo.
Il mistero della Croce
Partendo da un punto di vista
umano e materialista, lAgnello im-
molato nellalto della Croce non pas-
sava che per un povero essere mal-
trattato e ingiuriato da tutti, un uo-
mo fallito e sconfitto per sempre; sot-
to la luce soprannaturale, tuttavia e
questa lunica visualizzazione vera
-, Ges si trovava l elevato come un
Re nel suo soglio di gloria, attirando
a S tutte le creature. Questo divino
mistero, gli Apostoli, soprattutto San
Paolo, lo hanno compreso in profon-
dit: Io ritenni infatti di non sapere
altro in mezzo a voi se non Ges Cri-
sto, e questi crocifisso (1Cor 2,2). E
ancora: Quanto a me invece non ci
sia altro vanto che nella croce del Si-
gnore nostro Ges Cristo, per mez-
zo della quale il mondo per me sta-
to crocifisso, come io per il mondo
(G1 6, 14).
Il lento spuntare della Croce
Ma per i primi cristiani, imbevuti
dei concetti e delle tradizioni antiche,
la croce conservava ancora il suo ter-
ribile significato, al punto che sono
trascorsi vari secoli prima che appa-
rissero le prime rappresentazioni del
Salvatore inchiodato in essa.
Tale repulsione era accresciuta dal
fatto che molti membri della Chiesa
nascente avevano visto a Roma pa-
renti prossimi soffrire questo tipo di
martirio, durante le sanguinose per-
secuzioni promosse dagli imperato-
ri pagani.
Nei secoli secondo e terzo, i fede-
li preferirono, dunque, adottare lim-
magine del pesce (in greco Ichthys),
come rappresentazione di Cristo. In
questa simbologia, le lettere della
parola Ichthys contengono le inizia-
li della frase: Iesous Christos Theou
Yios Soter (Ges Cristo, Figlio di
Dio, Salvatore). A partire dal quar-
to secolo, dopo il riconoscimento del-
la religione cattolica, da parte di Co-
stantino il Grande, il simbolismo del
pesce diminuito gradualmente, ce-
dendo il posto alla croce, che co-
minciata ad apparire scolpita sui sar-
Da sinistra a destra: pesci della Catacomba di Domitilla
(Roma); monogramma cristiano del sec. IV (Musei Vaticani,
Roma); croce della Basilica di San Vitale (Ravenna); croce
professionale bizantina del sec. XI (Metropolitan Museum of Art,
New York); croce del convento carmelitano di Trie-en-Bigorre
(Metropolitan Museum of Art The Cloisters, New York)
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20 Salvami Regina Settembre 2006
cofagi, sulle casse ed altri og-
getti, divenendo il principale
emblema della Cristianit.
Una delle prime espressio-
ni artistiche occidentali del
sacrificio del Calvario la
famosa porta di cipresso,
della Basilica di Santa Sa-
bina, nel Monte Aventino,
a Roma, costruita nelle pri-
me decadi del sec.V.
stato in questa stessa
epoca che venne istituito lat-
tuale segno della croce, sebbe-
ne gi prima esistesse il devoto
costume di fare il triplice segno
sulla fronte, le labbra e il petto,
in modo che le tre parti supe-
riori delluomo intelligenza,
amore e forza erano cos sot-
to la protezione della croce.
SantElena riscatta
la vera Croce
Allinizio del quarto se-
colo, un incomprensibi-
le abbandono pesava sui
Luoghi Santi al punto che
si trovava coperta di detriti
la stessa collina del Golgota.
Spinta dal forte impulso della
grazia, limperatrice Elena che
aveva appena ottenuto con le
sue materne preghiere lo splen-
dido miracolo del Ponte Milvio e
limpressionante conversione di
suo figlio Costantino, con la con-
seguente libert per il Cristiane-
simo (28 ottobre 312) decise di
intraprendere un lungo viag-
gio fino a Gerusalemme, con
lintuito di scoprire la vera
Croce di Nostro Signore.
SantElena penetrava in-
timamente nel significato
dei misteri: quella croce lu-
minosa che era brillata nei
cieli, circondata dalle paro-
le In hoc signo vinces (Con questo se-
gno vincerai) davanti allo sguardo me-
ravigliato del giovane Cesare, non era
una chiara manifestazione dei disegni
della Provvidenza, che preannuncia-
vano un trionfale risorgimento della
Chiesa, per mezzo dello scandalo del-
la croce?
Trovare la croce era impresa ardua
e difficile. Non, per, per il caratte-
re energico della vecchia imperatri-
ce che non si era abbattuta con i ca-
si della fortuna n con le dure priva-
zioni della vita. Dopo alcune settima-
ne di penoso lavoro e di molta terra
rimossa, durante le quali Elena inco-
raggiava col suo animo e le sue ora-
zioni i numerosi operai, furono trova-
ti in un fosso, in mezzo allo stupore e
alla commozione generale, tre croci!
Si presentava, allora, un dubbio:
come riconoscere il Legno sacro sul
quale il Redentore aveva patito la
sua dolorosa agonia, bagnandolo con
le ultime gocce di Sangue? Incarica-
to da Elena, San Macario, Patriarca
di Gerusalemme, subito venne in suo
aiuto. Riun il popolo e preg fervi-
damente, supplicando al Signore un
intervento che togliesse ogni dubbio
ai fedeli, in una forma evidente. Fece
in seguito condurre una povera don-
na che era ritenuta senza speranza
dai medici ed era sul punto di mori-
re. A contatto con le prime due cro-
ci, la moribonda rimase insensibile;
ma, nel toccare la terza, si alz subi-
to, completamente guarita, lodando
Dio tra le grida di gioia della moltitu-
dine entusiasta.
La notizia del prodigio si diffuse
con rapidit per tutto il mondo cri-
stiano. Venne dato inizio, cos, ad
una grande devozione alle reliquie
della Passione.
Al ritorno dal suo pellegrinaggio,
dopo aver eretto varie chiese in ono-
re della Passione del Signore, la vir-
In questa pagina, scene della conversione di Costantino; nella
pagina seguente, lincontro della Santa Croce a Gerusalemme
(Dettagli del trittico di Stavelot, in smalto su oro, sec. XII
Metropolitan Museum of Art, New York)
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Settembre 2006 Salvami Regina 21
tuosa imperatrice port con s nella
Citt Eterna un pezzo considerevo-
le della Santa Croce, lasciando a Ge-
rusalemme la parte pi importante.
Port anche i cinque chiodi che ave-
va trovato nella stessa occasione, e
li diede come regalo a suo figlio Co-
stantino, che fece collocare uno di es-
si nella montatura del diadema impe-
riale. Forse stato questo pietoso ge-
sto allorigine del bel costume di far
sovrastare da una croce le corone dei
sovrani cattolici.
Entrata trionfale della Santa
Croce a Gerusalemme
Tre secoli dopo questi mirabili av-
venimenti, Cosroe II, re della Persia,
saccheggi la Citt Santa, ammazz
un gran numero di cristiani e si im-
possess del prezioso Legno, portan-
dolo tra le molte ricchezze che com-
ponevano il suo bottino di guerra.
Grande fu la costernazione di quei
fedeli dellOriente, nel sapere che il pi
inestimabile dei loro tesori era nelle
mani di idolatri. Limperatore Eraclio
inizi allora una campagna per recu-
perarlo, cosa che ottenne dopo quin-
dici lunghi anni di sforzi ed avventu-
re. Alla fine, giungeva Eraclio davan-
ti a Gerusalemme, rendendo grazie al
Signore per la vittoria ottenuta.
Si organizz una grande cerimo-
nia, con la maggior solennit e pom-
pa possibili. Da tutte le parti accorreva-
no i fedeli per venerare la reliquia feli-
cemente recuperata. In compagnia del
patriarca Zaccaria e attorniato dai di-
gnitari della sua corte, da innumerevo-
li chierici e da una fervida moltitudi-
ne, limperatore caric sulle sue spalle
la vera Croce, disponendosi ad entrare
nella citt per la porta che conduce al
Calvario. Ma una volta giunto davan-
ti ad essa rimase improvvisamente im-
mobile, sentendosi incapace di avanza-
re neppure di un passo. Zaccaria, che
camminava al suo fianco, si chin ver-
so di lui e gli fece vedere che la porpo-
ra imperiale e le sue sontuose vesti non
erano conformi allesempio di umilt
di Ges, il quale aveva caricato la sua
Croce sulla schiena, per quelle
stesse vie, tutto piagato e co-
perto di insulti. Udendo que-
sto, Eraclio depose le inse-
gne reali e la corona doro.
Coperto di sacco e scalzo,
continu senza difficolt la
pietosa processione. La cro-
ce fu trionfalmente restitui-
ta al patriarca Zaccaria, in
mezzo alle acclamazioni di
giubilo della moltitudine ispira-
ta e riverente.
Il tempo confuse la data dei
due avvenimenti: la scoperta del-
la Croce da parte dellimpera-
trice SantElena e il riscatto di
questa da parte dellimperatore
Eraclio. Ma in tutto lOccidente
cristiano, da secoli, si celebra il
giorno 3 maggio il ritrovamen-
to del sacro Legno e il 14 set-
tembre la sua Esaltazione.
La Croce, segno
di salvezza
A poco a poco, tra le
oscure rovine del paganesi-
mo polveroso e decadente,
sorgeva un mondo nuovo, tut-
to cruciforme, bagnato dal-
la luce pura e corruscante del-
le dottrine del Vangelo, che face-
va sentire in modo soave e miste-
rioso la dulcis praesentia di Co-
lui che, nellalto della Croce, col
divino viso coperto di sputi e fe-
rite, aveva lasciato sfuggire dalle
sue piagate labbra il grido lanci-
nante che avrebbe echeggiato
per i cieli della Storia: Mio
Dio, mio Dio, perch mi hai
abbandonato? (Mc 15, 34).
Ora, invece, un ineffabi-
le nota di pace e di giubilo,
che proveniva da una for-
tezza incommensurabile di
vittoria, impregnava il pro-
gressivo sviluppo della Sposa
Mistica di Cristo.
La Croce pass ad essere il
centro della spiritualit cattoli-
ca, il segno distintivo dei segua-
22 Salvami Regina Settembre 2006
ci di Cristo, il punto verso cui con-
vergono tutte le aspirazioni, tutti gli
amori, tutta la tenerezza e il rispetto
dellanima veramente cristiana.
Da ogni parte il nobile simbolo
della Redenzione proietta la sua om-
bra protettrice, ricordandoci i dolori
sopportati con infinita pazienza dal-
lUomo-Dio a favore della povera
umanit immersa nelle tenebre del-
lerrore, del peccato e della morte,
nel medesimo tempo in cui trasmette
il muto e per questo, tanto eloquen-
te! messaggio di speranza: Il Bene
vincer! Io collocher i tuoi avversari
come sgabello per i tuoi piedi.
Con ispirate parole, esclama San-
tAndrea di Creta: Se non ci fosse la
Croce, Cristo non sarebbe crocifisso.
Se non ci fosse la croce, la vita non sa-
rebbe inchiodata nel legno. Se la vita
non fosse stata inchiodata, non sgor-
gherebbero da ogni parte le fonti del-
limmortalit, il sangue e lacqua, che
lavano il mondo. Non sarebbe stato
cancellato il documento del pecca-
to, non saremmo stati dichiarati libe-
ri, non avremmo fatto prova dellal-
bero della vita, non si sarebbe aperto
il Paradiso. Se non ci fosse la croce, la
morte non sarebbe stata vinta e non
sarebbe stato sconfitto linferno.
, dunque, grande e preziosa la
croce.Grande s, perch tramite lei
grandi beni sono diventati realt; e,
grazie ai miracoli e ai patimenti di
Cristo saranno distribuite tanto mag-
giori quanto pi eccellenti parti. Pre-
ziosa anche, perch la croce passio-
ne e vittoria di Dio: passione, per la
morte volontaria in questa stessa pas-
sione; e vittoria perch il diavolo fe-
rito e con lui la morte vinta. Cos,
allentate le prigioni degli inferni, an-
che la croce divenuta la comune sal-
vezza di tutto il mondo.
Questa croce la vediamo ornare
riccamente le corone dei monarchi,
brillare con splendore nel petto dei
vescovi, presiedere gloriosa le solen-
ni liturgie; la vediamo elevata sopra le
torri dei templi sia di imponenti ba-
siliche e immense cattedrali, sia delle
pi modeste e sconosciute cappelle e
oratori -, inalberata nelle bandiere mi-
litari, piantata nel mezzo di silenzio-
si chiostri, la vediamo ancora agitata
dalle mani instancabili del missiona-
rio, caricata sulle affaticate spalle del
penitente, baciata dalle labbra tremu-
le del moribondo In sua lode, can-
ta la Chiesa nellufficio della Settima-
na Santa, questo bellissimo inno:
O Croce fedele, sei lalbero
Pi nobile fra tutti gli altri,
Nessuna selva ne produce
Uno simile per fiori e frutti.
Dolce legno che con dolci chiodi
Sostieni un dolce peso. ()
Solo tu, o Croce, sei stata degna
Di portare il riscatto del mondo
E preparare per il naufrago
Un porto in un mare cos tanto profondo.
Ha voluto lAgnello immolato
Bagnarti del sangue fecondo.
Una sola Croce! Quando invece,
nel Calvario ce nerano tre. S, una
soltanto, perch di quei tre condan-
nati, uno solo era Innocente! Mai
passata per la mente di nessuno lidea
di sollevare una seconda croce, nono-
stante San Dimas sia stato canonizza-
to in vita dalla stessa voce del Salva-
tore. Mai, perch solamente il sangue
senza macchia meritevole di vene-
razione, cos come adorato pu esse-
re soltanto quello di Dio. Una solo ha
attratto tutti i popoli, una solo ha se-
gnato i tempi e leternit!
Uniamoci, nelladorazione della
Santa Croce, a Colei che stava in pie-
di, adorando suo Figlio, in quello stru-
mento di supplizio: Stabat mater do-
lorosa juxta crucem lacrimosa. Stiamo
dunque, pieni di speranza, raccoglien-
do anche le purissime lacrime della
Madonna, che sono per noi pegno di
fiducia e di certezza di perdono.
Se non ci fosse la Croce,
la morte non sarebbe
stata vinta e non sarebbe
stato sconfitto linferno
(crocifisso del Monastero di
Batalha, Portogallo)
Settembre 2006 Salvami Regina 23
Croce fedele!
O Croce di nostra salvezza,
albero tanto glorioso,
un altro non v nella selva,
di rami e di fronde a te uguale.
Per noi dolce legno, che porti appeso
il Signore del mondo.
Or ecco laceto ed il fiele,
gli sputi, la lancia ed i chiodi
trafitto lamabile corpo,
da cui rosso sangue fluisce,
torrente che lava la terra,
il mare, il cielo ed il mondo.
Or piega i tuoi rami frondosi,
distendi le rigide fibre,
sallenti quel rigido legno
che porti con te per natura;
accogli su un morbido tronco
le membra del Cristo Signore.
Tu fosti lalbero degno
di reggere il nostro riscatto,
un porto prepari per noi,
come arca salvezza del mondo,
del mondo cosparso dal sangue
versato dal Corpo del Cristo.
Al Padre sia gloria e al Figlio,
e gloria allo Spirito Santo;
eterna sia gloria per sempre
allUnico e Trino Signore;
il suo amore il mondo ha redento,
e sempre il suo amore lo salva.
(Traduzione dal latino
dellinno gregoriano Crux fidelis)
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Vittorio Toniolo
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24 Salvami Regina Settembre 2006
e penetrassimo nelle
brume della Storia e ri-
tornassimo al lontano
anno 270, incontrerem-
mo in una taverna di
Drepano, in Bitinia, una graziosa bam-
bina. Piena dincanto e pudore, era il
maggior tesoro dei suoi genitori.
Le sue virt risplendevano in tal
modo che lImperatore romano Co-
stanzo Cloro, nel vedere il suo sem-
biante, decise di prenderla in sposa.
In questo modo, la giovane Elena di-
venne Imperatrice e diede alla luce
un figlio, che chiam Costantino.
A corte, conobbe la religione cri-
stiana e si convert. Il suo Battesimo
contrari moltissimo limperatore,
che la ripudi come sposa, cos Elena
pass improvvisamente da una situa-
zione brillante ad unesistenza avvol-
ta nellombra. Le restava come uni-
ca consolazione soltanto lamore che
suo figlio nutriva per lei.
Dopo alcuni anni, tuttavia, Co-
stantino succedette a suo padre Co-
stanzo nel trono imperiale. Incanta-
to, come sempre, dalle virt di sua
madre, la chiam immediatamente a
corte, le concesse il titolo di Augusta
e le diede un sontuoso palazzo, a Ro-
ma, il Sessorianum.
Da buona madre, SantElena vol-
le avvicinare il figlio alla fede cattoli-
SANTA CROCE IN GERUSALEMME
Il vero Santuario della
Croce di Cristo
ca, ma egli era riluttante, preso sem-
pre da altre preoccupazioni. Tuttavia,
Dio ascolta sempre le preghiere di
una madre e, con il miracolo del Pon-
te Milvio, Costantino si apr alla fe-
de.
Dopo la proclamazione dellEdit-
to di Milano il quale, naturalmen-
te, cont sul contributo di SantElena
ella ottenne da suo figlio un ordi-
ne per la distruzione dei templi paga-
ni che Adriano, molto tempo prima,
aveva fatto costruire sopra il Calva-
rio e sopra il Santo Sepolcro, al fine
di soffocare il culto cristiano.
Il suo cuore, ciononostante, vole-
va di pi. Elena non poteva sopporta-
re labbandono dei Luoghi Santi, co-
s, presa da santo coraggio, intrapre-
se un lungo e pericoloso viaggio, con
lintuito di riscattare la memoria e le
reliquie della Passione di Cristo.
SantElena trova la vera Croce
Dirigendosi al Golgota, i solda-
ti che laccompagnavano videro quel-
la vecchia donna, quella vecchia ma-
dre, camminare fra le macerie, ingi-
nocchiarsi tra le rovine, e dire : Ec-
co il luogo della battaglia: dove sta la
vittoria? Io sto su un trono, e la Cro-
ce del Signore nella polvere? Io sto in
mezzo alloro, e il trionfo di Cristo tra
le rovine? Vedo ci che hai fatto, de-
monio, affinch fosse sepolta la spa-
da che ti ha sconfitto .
Con queste parole SantAmbro-
gio racconta larrivo di SantElena al
Calvario. Tale fede non avrebbe po-
tuto essere ricompensata: infatti, gui-
data dalla luce dello Spirito Santo,
limperatrice trov la vera Croce del
Salvatore, cos come le altre reliquie
della Passione,
Come narra la tradizione, ella or-
din che il Santo Legno fosse diviso
in tre parti: una la lasci a Gerusa-
lemme, ne mand unaltra al figlio
a Costantinopoli, e port con lei la
terza a Roma, con diverse altre reli-
quie.
La Basilica Sessoriana
Arrivando nella Citt Eterna, era
necessario edificare un tempio che
fosse allaltezza di custodire cos san-
te e eccelse meraviglie. SantElena
non esit un attimo, e cedette a que-
sto fine il suo stesso palazzo- il Ses-
sorianum- il quale era stato, in epo-
ca anteriore, residenza degli impera-
tori.
Coordinando personalmente i la-
vori, fece in modo che la sala pi no-
bile del palazzo fosse trasformata
in una basilica. Con santa generosi-
t, cedette i suoi propri (no) appar-
tamenti perch fossero trasformati in
Andando alla ricerca di un tempio che fosse allaltezza
delle reliquie della Santa Croce, SantElena ha ceduto
il proprio palazzo affinch fosse trasformato in Basilica.
Settembre 2006 Salvami Regina 25
cappella, sul cui pavimento vers la
terra che aveva portato dal Calvario e
l vi deposit la reliquia della Croce.
Essendo iniziato una grande af-
flusso di pellegrini, il luogo comin-
ci ad essere conosciuto come Ba-
silica Sanctae Crucis in Hierusalem
(Basilica della Santa Croce di Geru-
salemme), nome dato perch l cera
la reliquia della Croce, cos come la
terra del Calvario. I romani, tutta-
via, continuavano a chiamarla Basi-
lica Sessoriana. Ancor oggi restano
le due denominazioni.
Riti e documenti confermano
la tradizione
La Cappella delle Reliquie, con il
passare del tempo, prese il nome di
Cappella di SantElena, poich l
erano situati i suoi appartamenti.
Esistono vari documenti che pro-
vano la scoperta, traslazione, conser-
vazione e venerazione della reliquia
della Santa Croce, ed ogni frammen-
to da essa ritirato nel corso dei secoli
fu dovutamente registrato.
Anche i diversi riti di Adorazio-
ne del Santo Legno lo attestano.
Nei tempi antichi, il ritua-
le pontificio stabiliva che
le cerimonie del Venerd
Santo si celebrassero nel-
la Basilica in Hierusalem.
Verso di essa , il papa si di-
rigeva scalzo dalla Basilica
di San Giovanni in Latera-
no, accompagnato dal cle-
ro e dal popolo per adora-
re il Legno della vera Cro-
Nella Basilica della Santa
Croce di Gerusalemme si
sono conservate, vicino al
lignum crucis (al centro), un
frammento della colonna della
flagellazione, uno dei chiodi,
un dito di San Tommaso,
una spina della corona e la
tavoletta INRI
ce. Anche nel giorno 14 di settem-
bre, Festa dellInvenzione della San-
ta Croce, l si realizzavano - e si rea-
lizzano ancora riti speciali.
La Basilica Sessoriana
nellattualit
Lungo i suoi 16 secoli di vita, la
Basilica soffr diverse trasformazioni,
rendendo difficile oggigiorno imma-
ginare come doveva essere la struttu-
ra della Domus Sessoriana. Le stes-
se reliquie, per diversi motivi, furo-
no traslate in una nuova cappella il
Santuario della Croce costruita nel
recinto della sacrestia.
Con il tempo, altre reliquie furono
portate alla Basilica Sessoriana: il Tito-
lo della Croce (tavoletta con una parte
delliscrizione Ges Nazareno Re dei
Giudei), un chiodo, due spine del-
la corona, il patibolo del Buon Ladro-
ne, un dito di San Tommaso, cos come
frammenti della Grotta di Betlemme e
della Colonna della Flagellazione.
Per tutto questo, quando Papa Gio-
vanni Paolo II l ha visitata, il 25 marzo
1979, ha esclamato: Questo il vero
Santuario della Croce di Cristo!.
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26 Salvami Regina Settembre 2006
V CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA SEZIONE FEMMINILE DEGLI ARALDI
Avvicinare i giovani a Ges eucaristico
coprire nuovi metodi per attrarre i gio-
vani una sfida per chiunque si dedichi
allevangelizzazione,cos ogni volta che
si tratta di preparare un congresso gio-
vanile, il problema torna alla ribalta.
Allora, gli organizzatori dove dovranno concentra-
re maggiormente il loro sforzo? Nella realizzazione di
spettacoli teatrali attraenti, per catturare lattenzione
dei partecipanti? O non sarebbe meglio una serie di
conferenze molto brillanti?
Ovviamente, anche la componente musicale, in un
evento di questo genere, gioca un ruolo molto impor-
tante; tanto pi che un buon coro, in una celebrazio-
ne liturgica, d una nota di solennit che i giovani ap-
prezzano molto. Tutti gli elementi sopra citati sono in-
dispensabili e concorrono al successo di un congresso
degli Araldi. Questi, per, non sono i fattori decisivi.
Se il lettore avesse potuto partecipare al V Congres-
so Internazionale della Sezione Femminile degli Aral-
di, dal 23 al 25 di luglio, e avesse domandato ad una
qualsiasi persona delle 400 partecipanti cosa labbia
colpita di pi, avrebbe ricevuto una risposta che avreb-
be sorpreso molti dei nostri contemporanei: Restare
vicino a Ges Eucaristico. S, ad ogni anima che si av-
vicina a Lui, Ges ha sempre qualcosa di nuovo da di-
re. Questa la miglior novit del metodo degli Araldi:
avvicinare la giovent a Ges Eucaristico.
Per questo, dallinizio alla fine del Congresso, il luo-
go frequentato con pi assiduit stato la cappella do-
ve era perennemente esposto il Santissimo Sacramen-
to.
Durante questi tre giorni, varie rappresentazioni
teatrali hanno illustrato il tema delle conferenze del
Rvmo. Don Joo Scognamiglio Cl Dias, con lo scopo
di incentivare lassidua frequenza ai Sacramenti. Quat-
tro sacerdoti hanno accolto le confessioni. Sette parte-
cipanti sono state battezzate e sei hanno fatto la Prima
Comunione.
Conferenze
Rappresentazioni teatrali
Gruppi di studio
Anche durante le pause per la
merenda, molta allegria e benevolenza
Per il buon esito delle riunioni, importante che tutte partecipino
Settembre 2006 Salvami Regina 27
V CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA SEZIONE FEMMINILE DEGLI ARALDI
Avvicinare i giovani a Ges eucaristico
coprire nuovi metodi per attrarre i gio-
vani una sfida per chiunque si dedichi
allevangelizzazione,cos ogni volta che
si tratta di preparare un congresso gio-
vanile, il problema torna alla ribalta.
Allora, gli organizzatori dove dovranno concentra-
re maggiormente il loro sforzo? Nella realizzazione di
spettacoli teatrali attraenti, per catturare lattenzione
dei partecipanti? O non sarebbe meglio una serie di
conferenze molto brillanti?
Ovviamente, anche la componente musicale, in un
evento di questo genere, gioca un ruolo molto impor-
tante; tanto pi che un buon coro, in una celebrazio-
ne liturgica, d una nota di solennit che i giovani ap-
prezzano molto. Tutti gli elementi sopra citati sono in-
dispensabili e concorrono al successo di un congresso
degli Araldi. Questi, per, non sono i fattori decisivi.
Se il lettore avesse potuto partecipare al V Congres-
so Internazionale della Sezione Femminile degli Aral-
di, dal 23 al 25 di luglio, e avesse domandato ad una
qualsiasi persona delle 400 partecipanti cosa labbia
colpita di pi, avrebbe ricevuto una risposta che avreb-
be sorpreso molti dei nostri contemporanei: Restare
vicino a Ges Eucaristico. S, ad ogni anima che si av-
vicina a Lui, Ges ha sempre qualcosa di nuovo da di-
re. Questa la miglior novit del metodo degli Araldi:
avvicinare la giovent a Ges Eucaristico.
Per questo, dallinizio alla fine del Congresso, il luo-
go frequentato con pi assiduit stato la cappella do-
ve era perennemente esposto il Santissimo Sacramen-
to.
Durante questi tre giorni, varie rappresentazioni
teatrali hanno illustrato il tema delle conferenze del
Rvmo. Don Joo Scognamiglio Cl Dias, con lo scopo
di incentivare lassidua frequenza ai Sacramenti. Quat-
tro sacerdoti hanno accolto le confessioni. Sette parte-
cipanti sono state battezzate e sei hanno fatto la Prima
Comunione.
Inizio dellAdorazione nella cappella improvvisata
Recita del Rosario processionale
Adorazione dopo la Messa
Cantando lUfficio Divino
Per il buon esito delle riunioni, importante che tutte partecipino
28 Salvami Regina Settembre 2006
Brasile Nella Basilica del Carmelo, gli Araldi hanno
collaborato con i movimenti mariani di Recife per la
solenne cerimonia dintronizzazione della statua della
Patrona dellArcidiocesi, nel giorno della sua festa.
Paraguai LArcivescovo Mons. Pastor Cuquejo presiede
la processione della traslazione della statua della
Madonna dellAssunzione alla Cattedrale, dove si dato
inizio alla novena preparatoria della sua festa. Gli alunni
del Collegio Madonna dellAssunzione hanno portato il
fercolo e gli Araldi hanno fatto la guardia donore.
Portogallo Un centinaio di giovani hanno partecipato ad un campo scuola organizzato degli Araldi
del Vangelo nel Parco Nazionale Peneda-Gers. Tra i giochi, i ragazzi pregavano il rosario e partecipavano a
conferenze formative. Il campo si concluso con una Messa celebrata dallAraldo Don Maurizio Sucena.
Italia Gli Araldi del Vangelo, anche in periodo di ferie, hanno continuato il loro apostolato presso
gli anziani offertando fermati o degli scudi del Sacro Cuore di Ges a tutti e spiegando sul
pellegrinaggio dellIcona del Cuore Immacolato di Maria negli ospizi.
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Settembre 2006 Salvami Regina 29
opo un adeguato periodo di preparazio-
ne, 27 giovani hanno ricevuto dalle mani
di Padre Joo Scognamiglio Cl Dias, in
una solenne cerimonia realizzata il giorno 20 luglio,
labito di questa Associazione. Prima di riceverlo, tut-
ti hanno rinnovato la loro consacrazione alla Madon-
na, secondo la formula di San Luigi Maria Grignion
de Montfort, in base alla quale hanno rinunciato a se
stessi, per dedicarsi interamente al servizio di Dio e
della Santa Chiesa.
Lo scapolare che lAraldo porta sulle spalle rap-
presenta il mantello della Santissima Vergine, la cui
protezione materna abbraccia con speciale sollecitu-
dine chi a Lei si consacra. Ma anche simbolo della
consegna che egli fa della sua vita, del suo essere e
del suo volere, nelle mani della Regina dei Cieli.
Ricevimento dellabito
Guatemala La statua
pellegrina della Vergine
di Fatima ha visitato in
missione 1025 case
di 10 parrocchie
allinterno del
Paese. Sono state
distribuite 1500 stampe
dellImmacolato Cuore
di Maria. Le offerte
ricevute sono state
utilizzate a beneficio delle
parrocchie. Neppure la pioggia
torrenziale ha raffreddato il fervore
dei fedeli.
Messico
Attraversando
limpetuoso
Fiume
Papagayo, la
statua della
Madonna
di Fatima
arriva a
Cacahuatepec,
dove una
calorosa e vivace
moltitudine ha accolto
la Santissima Vergine con
preghiere, musiche popolari e danze tipiche.
Il carisma degli Araldi attira e accoglie giovani
delle pi diverse etnie e culture: tra coloro che
hanno ricevuto labito vi erano un mozambicano
e un canadese
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30 Salvami Regina Settembre 2006
SAN GIUSEPPE DI COPERTINO
Il patrono degli studenti
in difficolt
Egli aveva una capacit intellettuale limitata al punto da
soprannominarsi egli stesso Frate asino. Ma, pieno di luce
soprannaturale, discorreva con profondit su temi teologici e
risolveva intricate questioni che gli venivano sottoposte.
io creatore chiama
tutti gli uomini per-
sonalmente alla san-
tit, tuttavia, nella sua
saggezza infinita, lo fa
per le vie pi diverse: ad alcuni chiede
che si isolino come eremiti nei deser-
ti, ad altri ordina di predicare alle fol-
le. Degli uni ne conserva per tutta la vi-
ta linnocenza, mentre fa emergere al-
tri da una situazione di terribili pecca-
ti affinch, pentiti, raggiungano la per-
fezione.
C, tuttavia, un paradosso che ri-
chiama specialmente lattenzione:
quando leccellenza delle virt fiorisce
in unanima poco favorita dalle capa-
cit intellettuali. Dio ha suscitato in-
telligenze luminari, come il caso di
San Tommaso dAquino o SantAgo-
stino, ma, per dimostrare la sua onni-
potenza, ha elevato all alto grado di
santit anche degli uomini particolar-
mente sprovvisti di capacit naturali.
Uno di questi ultimi San Giusep-
pe di Copertino.
Una vocazione difficile
da realizzare
Il piccolo Giuseppe venne al mon-
do il 17 giugno 1603, nel paese di Co-
pertino, non lontano da Otranto,
in Italia. Suo padre, un povero fale-
gname, mor prima che il bambino
nascesse, lasciando la povera vedo-
va con sei figli e sommersa dai debi-
ti. Insensibili al suo dolore, i credito-
ri la cacciarono da casa, visto che lei
non era in grado di pagare laffitto.
La sfortunata donna fu ridotta nella
condizione di dover partorire in una
stalla, cos, fin dalla sua nascita, la vi-
ta di Giuseppe assomigliava a quella
del Salvatore, i cui passi avrebbe con-
tinuato a seguire in maniera risoluta.
Nonostante la sua povert, la ma-
dre riusc a mandarlo in una scuola,
e fu in questa che, allet di otto an-
ni, ebbe la prima delle sue numero-
Carlo Toniolo
Resti mortali di San Giuseppe da Copertino, venerati nella sua
Basilica-Santuario, ad Osimo
Settembre 2006 Salvami Regina 31
se estasi. I suoi compagni, non capen-
do la ragione per cui lo vedevano fer-
mo e con lo sguardo perso, gli diede-
ro lo scherzoso soprannome di boc-
ca aperta.
Divenuto un po pi grandicello,
cominci a lavorare come apprendi-
sta calzolaio. Nel frattempo, gi av-
vertiva la vocazione religiosa, e una
volta compiuti i 17 anni, tent di es-
sere ammesso in un convento di cap-
puccini. Con suo grande rammarico,
fu rifiutato a causa della sua ignoran-
za. Non si lasci demoralizzare e, do-
po aver insistito parecchio, riusc ad
essere accolto come fratello laico,
nel 1620, dai cappuccini di Martino.
Le sue continue estasi gli impedivano
di lavorare, e(no) cos, nonostante le
sue suppliche, venne mandato via.
Giuseppe cerc alloggio nella casa
di uno zio che aveva alcuni possedi-
menti, ma, dopo un certo tempo que-
sti lo dichiar completamente inuti-
le e lo mise per strada. Dopo tante
disavventure, torn alla casa mater-
na. Sua madre ricorse ad un paren-
te francescano, grazie alla cui inter-
mediazione il giovane fin per essere
accettato nel convento di La Grotel-
la, come aiutante laico, nei lavori di
stalla.
Sebbene sempre distratto e mal-
destro, la sua umilt , spirito di pre-
ghiera e penitenza lo resero stima-
to da tutti, e nel 1625, per voto una-
nime di tutti i frati, egli venne final-
mente ammesso come religioso fran-
cescano.
Predicazione fatta per
mezzo del buon esempio
Nel frattempo, il suo amore a Dio
lo portava ad aspirare al sacerdozio.
Malgrado alcuni dubitassero che egli
fosse capace di tanto, i superiori gli
permisero di cominciare gli studi. At-
travers gli anni di filosofia penando
un bel po. Al momento degli esami,
si sentiva talmente insicuro che, mol-
te volte, era incapace di rispondere,
ma la provvidenza non lo abbando-
n. In una delle prove pi importan-
ti, lesaminatore gli disse : Aprir il
Vangelo, a caso, e la prima frase che
mi capiter sotto gli occhi, me la do-
vrai commentare. Subito dopo, apr
il libro santo nella pagina della visi-
ta a Santa Elisabetta , e chiese a Fra-
te Giuseppe di dissertare sulla fra-
se: Benedetto il frutto del tuo ven-
tre. Era proprio quella lunica frase
che egli sapeva esporre!
Arriv, infine, il giorno dellesame
definitivo, nel quale avrebbero deci-
so chi sarebbe stato ordinato. Si pre-
sent il gruppo dei seminaristi davan-
ti al vescovo, e questi cominci subi-
to lesame orale. I primi dieci ad esse-
re interrogati se la cavarono talmente
bene che il prelato, molto soddisfat-
to del livello di preparazione di quel
gruppo, dispens dalla prova i rima-
nenti. Frate Giuseppe era lundicesi-
mo della lista Cos, a ragione, Fra-
te Giuseppe di Copertino sarebbe sta-
to in seguito dichiarato patrono degli
studenti, specialmente di quelli che si
trovano in periodo di esami.
I rapimenti di San Giuseppe da Copertino potevano
accadere in qualsiasi momento e luogo (quadro della
Basilica-Santuario, ad Osimo)
32 Salvami Regina Settembre 2006
Fu ordinato sacerdo-
te nel marzo del 1628. Eb-
be sempre molta difficolt
a predicare e ad insegna-
re, ma suppliva a questa
sua carenza e conquistava
le anime per mezzo della
preghiera, della peniten-
za e del formidabile mez-
zo del buon esempio.
Frate Asino e
abile teologo
In realt, era poco ver-
sato nelle conoscenze
umane, tanto che si deno-
minava egli stesso Frate
Asino. Tuttavia, la grazia
Divina gli concedeva mol-
ta saggezza e luci sopra-
naturali, e in questo mo-
do egli non solo superava
luomo comune nello stu-
dio delle dottrine, ma si
mostrava abile nel risolve-
re le pi intricate questio-
ni che gli erano sottopo-
ste. Una volta, un profes-
sore dellUniversit Fran-
cescana di San Bonaven-
tura disse: L ho senti-
to discorrere cos profondamente sui
misteri della teologia, come non lo
potrebbero fare i migliori teologi del
mondo.
Al di l di questo, non ha mai
smesso di essere mistico e grande
contemplativo. Tutto ci che, in qual-
che modo, era in relazione con Dio
o con le cose sante il suono delle
campane, il canto liturgico, la sem-
plice menzione dei nomi di Ges e
Maria, alcuni passaggi dei Vangeli
facilmente lo trasportava allestasi,
e nulla lo rimuoveva da questo sta-
to. Invano i suoi fratelli dabito ten-
tavano di spingerlo o trascinarlo, in
seguito cominciarono anche a dargli
botte, ad infilzarlo con chiodi e, infi-
ne, alcuni meno pazienti arrivarono
a toccare la sua pelle con braci. Nulla
produceva effetto. Per miracolo del-
la santa obbedienza, solo la voce del
superiore lo faceva tornare alla vita
comune.
Estasi frequenti, fonte di
disturbi e privazioni
Questi rapimenti potevano suc-
cedere in qualsiasi momento e luo-
go, specialmente durante la Mes-
sa o un uffizio. Gli successe perfino
di elevarsi e rimanere sospeso nel-
laria. Visto che questi fatti causa-
vano non poco stupore e meraviglia,
oltre a grande sconcerto nella comu-
nit, i superiori ritennero opportuno
decidere che Frate Giuseppe non ce-
lebrasse pi la Messa in pubblico n
partecipasse agli atti in comune, co-
me canti nel coro, pranzi e proces-
sioni. Da quel momento, egli dove-
va restare nella sua stanza, dove una
cappella privata fu adibita a suo uso.
Il buon frate accett tutto, con umil-
t e obbediente rassegna-
zione.
Ma le prove cui Dio som-
metteva questo suo servo
erano lungi dal finire. Tante
manifestazioni soprannatu-
rali richiamarono lattenzio-
ne dellInquisizione, davan-
ti alla quale il buon frate fu
accusato di abuso della cre-
dulit popolare. Durante un
interrogatorio nel monaste-
ro napoletano di San Gre-
gorio Armeno, egli ebbe
unestasi davanti ai giudi-
ci. Il lungo e complesso pro-
cesso gli caus il disagio di
dover essere varie volte tra-
sferito da una casa di cap-
puccini a unaltra. Ma Fra-
te Giuseppe di Copertino
mantenne sempre la sua pa-
zienza e lo spirito gioioso,
sommettendosi con fiducia
ai disegni della Provviden-
za. Lontano dallaffligger-
si, progrediva nella via della
santificazione. Praticava la
mortificazione e il digiuno
a tal punto che faceva sette
lunghi periodi di astinenza
lanno, e durante buona parte di que-
sto tempo non assaggiava nessun ci-
bo, eccetto i marted e le domeniche.
Gli ultimi sei anni della sua vita, li
pass ad Osimo. Un mese prima del-
la sua morte,(no) celebr la sua ulti-
ma Messa, durante la quale si elev
nellaria davanti a numerosi testimo-
ni, restando lungo tempo sospeso, in
estasi. Allet di 60 anni, Frate Giu-
seppe consegn la sua anima a Dio,
il 18 settembre 1663. Papa Benedetto
XIV, noto per il suo rigore nellaccet-
tare lautenticit dei fatti miracolosi,
studi minuziosamente la sua vita e
dichiar che tutti questi fatti non si
possono spiegare senza un interven-
to molto speciale di Dio, e cos lo
beatific nel 1753. Clemente XIII lo
canonizz nel 1767, e fino ad oggi il
suo corpo venerato nel Santuario di
Osimo.
Navata centrale della Basilica-Santuario di
San Giuseppe da Copertino, dove si venerano le
reliquie del santo
Settembre 2006 Salvami Regina 33
INTERVISTA CON
PADRE JOHANNES PAUL ABRAHAMOVICZ
Il carisma di
San Benedetto
presso la tomba di
San Paolo
Brillante scrittore,
eccellente cantore e
fervoroso monaco, Padre
Johannes Abrahamovicz
Priore dellabbazia
benedettina di San Paolo
fuori le Mura, oltre ad
essere Procuratore Generale
della Congregazione
Benedettina Austriaca.
A lui spettano diverse
responsabilit della
direzione dellintenso lavoro
di evangelizzazione portato
a termine dai figli di San
Benedetto presso la tomba
dellApostolo San Paolo.
Edoardo Caballero
da Roma
E si mai aperta la sepoltura
per delle verifiche?
No, non mai stata aperta, perch
non era necessario fare alcuna veri-
fica, perch non c mai stato alcun
dubbio che qui ci si trovava di fronte
alla tomba di San Paolo.
E questo recinto stato
sempre rispettato, anche in
periodi di persecuzioni?
A quellepoca, il Diritto Roma-
no considerava che quando cera una
tomba attorno alla quale si costrui-
va un recinto, si creava una cella me-
moriae, un piccolo spazio in memo-
ria del defunto. E questa cella memo-
riae godeva dimmunit, esattamente
come unambasciata ai nostri giorni,
perch la legge prescriveva che quel-
la tomba non poteva essere toccata.
I cristiani, comunque,
potevano avvicinarsi.
Non solo questo. Essi portavano
lampade e fiori, conforme al costume
romano. Infatti, anche nelle catacom-
be, attorno ai tumuli dei martiri pi
illustri, si trovavano sempre queste
lampade, alimentate da olio purissi-
Quale lorigine della Basilica
di San Paolo fuori le Mura?
La ragion dessere di questa Basi-
lica la tomba di San Paolo. Nellan-
no 69 dellEra Cristiana esistono
controversie intorno alla data egli
fu martirizzato nel luogo dove oggi
sorge la Abbazia delle Tre Fontane,
a circa due chilometri di distanza da
qui. I suoi discepoli hanno portato il
suo corpo qui, poich in questo luo-
go si trovava la necropoli pi vicina.
Ancor oggi si possono vedere, sotto il
marmo che pavimenta la Basilica, le
tombe di questo antico cimitero.
E come si saputo con certezza
quale era la tomba dellApostolo?
In ogni cimitero esistono tombe
ben tenute e altre meno; questo di-
pende da quanto rimane viva la me-
moria delle persone l sepolte. E pro-
prio per questo motivo la tomba di
San Paolo stata sempre molto, mol-
to ben curata. Per questo, quando
Costantino venuto qui, a venerare i
resti mortali del grande Santo, non
stato difficile identificare quale era la
tomba. Dir di pi, gi a quellepoca
era stato edificato un piccolo recinto.
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34 Salvami Regina Settembre 2006
mo. Per questo motivo ancor oggi ar-
dono le lampade attorno al tumulo di
San Paolo, ed una di queste consuma
olio doliva. Ed interessante notare
che proprio questa la responsabili-
t unica di uno dei monaci dellAbba-
zia benedettina attigua alla Basilica:
egli incaricato di rifornire del mi-
gliore olio, di fabbricare gli stoppini e
di mantenere viva la fiamma.
Si tratta di una piccola celebrazione
quotidiana, rinnovare lolio, sostituire
lo stoppino. E con questatto il mona-
co ricorda la stabilit del culto riguar-
dante San Paolo, poich da quasi due-
mila anni questa lucerna arde davanti
al suo tumulo. Ricorda inoltre la sta-
bilit dei pellegrini, i quali non smet-
tono mai neanche un giorno di venire.
E, infine, simbolizza il voto di stabilit
che fa ogni monaco benedettino.
Deve causare un certo effetto
il fatto che i pellegrini siano
ricevuti da monaci
un fenomeno particolare. So-
prattutto quando la loro visita coin-
cide col momento della celebrazio-
ne della Liturgia delle Ore. Noi, chia-
ramente la cantiamo con le melodie
gregoriane. Sono molto antiche, han-
no avuto origine nel sec. IV, e sono
state scritte intorno al
sec. IX. Ed esse han-
no in s una densit
trascendentale mol-
to grande, forse do-
vuta al fatto che sono
antiche. Pertanto, co-
loro che le ascoltano
si sentono trasportati
in un mondo in tutto
e per tutto differente,
poich il testo le pa-
role del Signore di-
venta musica e li invi-
ta ad accompagnare i
passi di Ges.
Ev i d e n t e me n -
te questo si verifica
quando ben cantato,
poich il gregoriano
difficilissimo. San Be-
nedetto, nella Regola, dice che lani-
ma e il cuore devono essere una sola
cosa. Oggi il problema forse il con-
trario, o per lo meno differente, per-
ch il cuore si fatto, in una maniera
tale, un tuttuno con lanima che mol-
te volte il canto guidato da lui, cuo-
re, ed abbiamo allora un canto stanco,
o romantico, o addirittura agitato.
Una parola sulla Regola
di San Benedetto.
La Regola di San Benedetto una
compilazione di norme di condot-
ta molto ampia, lunga e generosa, in
maniera che, lungo i secoli, i monaste-
ri hanno potuto adattarsi alle esigenze
particolari dei luoghi e dei tempi.
In Austria, per esempio, i bene-
dettini si sono installati da 1000 an-
ni, e dallinizio hanno avuto a loro ca-
rico varie parrocchie, cosa che in Ita-
lia sarebbe stato impensabile. Labba-
zia dalla quale provengo, Gttweig, fu
fondata 920 anni fa, con le cinque par-
rocchie da lei dipendenti. Oggi, sono
trenta le parrocchie a lei affidate.
Daltra parte, negli Stati Uniti,
praticamente tutte le abbazie hanno
annessa una grande scuola o univer-
sit. L esistono anche i seminari in-
terdiocesani, tenuti dai benedettini;
in questo modo, i vescovi possono in-
viare i loro futuri sacerdoti ad esse-
re formati da noi. Questo sarebbe im-
pensabile in Europa.
In Germania esiste lAbbazia di
Sankt Ottilien, che nata per le mis-
sioni. In questa stessa abbazia vi so-
no pochi monaci, ma essi formano un
numero molto elevato nelle sue mis-
sioni in Africa, America Latina, Co-
rea, Cina
E una stessa regola
rende possibile
questa diversit
Questa la saggez-
za di San Benedetto,
che si concentrato
sulle cose essenziali.
Egli stesso ha avuto
lesperienza di fare il
passaggio da una vita
di restrizioni ad una
vita di missione. Egli
viveva come mona-
co in un luogo di pe-
nitenza, come era Su-
biaco, ed passato ad
una vita di evangeliz-
zazione, a Montecas-
sino. Dallombra al-
la cima del monte, da
una grotta ad un mo-
Una fiamma permanentemente
accesa ricorda il culto di San
Paolo e il voto di stabilit dei
benedettini
La Regola di San Benedetto molto ampia, lunga e generosa,
in maniera che nei secoli a venire i monasteri hanno potuto
adattarsi alle esigenze particolari dei luoghi e dei tempi.
Settembre 2006 Salvami Regina 35
nastero, da una vita davventura ad
una vita regolata.
E per questo San Benedetto
molto equilibrato nella sua regola.
Per esempio, egli indica con ogni det-
taglio come si devono recitare i sal-
mi, in una abbazia. Ma lascia allaba-
te la libert di fare adattamenti, a
patto che non si recitino pochi salmi
nel corso della settimana.
E la Regola, senza nessuna, asso-
lutamente nessuna modifica, ha gui-
dato i monaci benedettini per 1500
anni. E credo che questo sia avvenu-
to perch la stessa Regola non per-
mette quella specie di moralismo da
prendersi alla lettera, ma rimanda al-
lo spirito di San Benedetto.
La Regola fatta per
persone comuni o
La Regola di San Benedetto non
fatta per persone straordinarie. Es-
sa concepita esattamente per coloro
che dicono: Voglio, ma da solo non
riesco; ho bisogno di una regola, di un
superiore, ho bisogno della campa-
na ho bisogno di una comunit, per
pregare, per vivere in lei e con lei.
In tal modo chi riconosce queste
debolezze, o meglio, questa normali-
t umana, costui il benvenuto nel-
lOrdine Benedettino. Per questo,
non vogliamo assolutamente trovare
vocazioni, cercare persone per invi-
tarle a farsi monaci.
Vorrebbe mettere in risalto qualche
altro aspetto della presenza dei
benedettini in questa Basilica?
San Paolo era lapostolo dei gen-
tili, stato lui che ha cercato coloro
che non erano giudei affinch si con-
vertissero e credessero nella Parola
di Cristo. Per questa ragione, tempo
fa, ci sembrato opportuno prende-
re, nella Basilica, alcune iniziative di
carattere ecumenico.
Naturalmente, ci stato suggerito
di procedere con la massima cautela,
ma, siccome lo Spirito Santo non sba-
glia, le cose sono progredite in un mo-
do molto soddisfacente. A tal punto
che Benedetto XVI nel Motu Pro-
prio LAntica e venerabile Basilica,
del 31 maggio 2005, nel quale egli sta-
bilisce le nuove norme riguardanti la
Basilica di San Paolo fuori le Mura
determina che i benedettini debbono
promuovere, sviluppare e organizzare
questi programmi ecumenici.
E quello che si vede con que-
stesperienza impressionante. Qui
arrivano ortodossi, anglicani, prote-
stanti, caldei, calvinisti; tutti costoro
vogliono venerare la tomba dellApo-
stolo. Allora noi li accogliamo, li ac-
compagniamo e trasmettiamo lim-
magine reale della Chiesa Cattolica
Apostolica Romana. Ed essi riman-
gono molto ben impressionati.
Ma qualcuno potrebbe chiedere
come facciamo per attirarli, o perch
abbiamo interesse ad attirarli. Non
sappiamo dire perch, e in verit essi
stessi non sanno spiegare con chiarez-
za il motivo per il quale vengono qui.
Chi li chiama non il Papa, e neppu-
re siamo noi, lApostolo dei Genti-
li, lo stesso San Paolo che, dallalto
dei Cieli, continua la sua missione.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura si trova lontano dal centro
dellUrbe, nelle vicinanze della strada per Ostia; per questa ragione
chiamata anche Basilica Ostiense
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I
LA PAROLA DEI PASTORI
Teologia e
secolarizzazione in Spagna
n mezzo ad un ambiente
culturale in cui si rifletto-
no le pi diverse opinioni su
Ges, necessario accoglie-
re com docilit la Rivelazio-
ne del Padre, ci che lo Spi8rito ci h
detto nel Concilio Vaticano II, riempir-
sio della gioia che viene dallalto, ripo-
sare com soddisfazione sulla roccia sal-
da della Chiesa e rinnovare ogni giorno
la nostra professione di fede. ()
Vogliamo offrire una parola di
orientamento e discernimento di-
fronte a determinati argomenti dot-
trinari, svolti allinterno della Chiesa,
e che hanno trovato una larga acco-
glienza anche in Spagna, turbando la
vita ecclesiale e la fede delle persone
pi semplici ()
Noi, Vescovi, abbiamo ricordato in
varie occasioni che la questione princi-
pale con cui deve confrontarsi la Chie-
sa in Spagna la sua secolarizzazione
interna. Allorigine della secolarizza-
zione vi la perdita della fede e del-
lintelligenza della fede. In questo gio-
cano, senza dubbio, un ruolo impor-
tante alcune proposte teologiche non
sufficientemente fondate relative alla
confessione di fede cristologica.
Si tratta di interpretazioni ridut-
tive che non accolgono il mistero ri-
velato nella sua integrit. Gli aspet-
ti della crisi possono riassumersi in
quattro punti: concezione raziona-
cuni autori, come una mera percezio-
ne soggettiva per la quale ci si rende
conto del Dio che ci abita e che ten-
ta di manifestarsi a noi. Anche quan-
do utilizzano un linguaggio che sem-
bra vicino a quello ecclesiale, sio di-
stanziano, senza dubbio, dal mo-
do di sentire della Chiesa. neces-
sario riaffermare che la Rivelazione
presuppone una novit, perch for-
ma parte del disegno di Dio che si
degnato di redimerci e ha voluto far-
ci suoi figli. Per questo sbagliato in-
tendere la Rivelazione come lo svi-
luppo immanente della religiosit dei
popoli e considerare che tutte le re-
ligioni sono rivelate, in conformit
al grado di progresso raggiunto nella
loro storia e, in questo senso, vere e
salvifiche.(...)
La dottrina cattolica sostiene che
la Rivelazione non pu essere equi-
parata a quelle, cos denominate da
alcuni, rivelazioni di altre reli-
gioni. Tale equiparazione non tiene
conto che la verit intima su Dio e
sulla salvezza umana si manifesta a
noi attraversola Rivelazione in Cri-
sto, che , al tempo stesso, mediato-
re e pienezza di tutta la Rivelazio-
Additare con chiarezza i problemi dottrinari nellambito ecclesiale,
e offrire loro una soluzione autorizzata stato lobiettivo
dellistruzione pastorale approvata dalla Conferenza Episcopale Spagnola,
nella sua ultima Assemblea Plenaria.
sbagliato
intendere la
Rivelazione come lo
sviluppo immanente
della religiosit
dei popoli
lista della fede e della rivelazione;
umanesimo immanentista applicato
a Ges Cristo; interpretazione mera-
mente sociologica della Chiesa e sog-
gettivismo-relativismo secolarizzato
nella morale cattolica.(...)
Concezione cattolica
della Rivelazione
Risulta incompatibile con la fede
della Chiesa considerare la Rivela-
zione, secondo quanto sostengono al-
Conferenza Episcopale Spagnola
ne Ges Cristo, Il Figlio eterno del
Padre fatto uomo nel grembo puris-
simo della Vergine Maria per ope-
ra e grazia dello Spirito Santo, la
Parola definitiva di Dio allUmani-
t. In Cristo si d la piena e com-
pleta Rivelazione del Mistero salvi-
fico di Dio. Pretendere che le rive-
lazioni di altre religioni siano equi-
valenti o complementari alla rivela-
zione di Ges Cristo significa nega-
re la verit stessa dellincarnazione e
della redenzione, poich Egli co-
lui che per il suo amore smisurato si
fatto come noi per renderci perfet-
ti, con la Sua perfezione.
Lintera vita di Cristo Mistero
Una approfondita cristologia mo-
strer la continuit tra la figura sto-
rica di Ges Cristo, la Professione
di fede ecclesiale, e la comunione li-
turgica e sacramentale nei Misteri di
Cristo.
Constatiamo con dolore che in
alcune opere di cristologia non si
evidenziata questa continuit, e si
sono presentate in modo sbrigativo
teorie incomplete, quando non de-
formate, del Mistero di Cristo. In al-
cune opere cristologiche si avverto-
no le seguenti mancanze: 1. una me-
todologia teologica errata, in quan-
to si pretende di leggere la Sacra
Scrittura a margine della tradizione
ecclesiale e con criteri unicamente
storico-critici, senza spiegare i pre-
supposti di tali criteri n indicarne
i limiti; 2. il sospetto che lumanit
di Ges Cristo sia minacciata se si
afferma la sua divinit; 3. la rottura
tra il Ges storico e il Cristo del-
la fede, come se questultimo fosse
il risultato di differenti esperienze
della figura di Ges, dagli aposto-
li fino ai nostri giorni; 4. la negazio-
ne del carattere reale, storico e tra-
scendente della risurrezione di Cri-
sto, ridotta a una mera esperienza
soggettiva degli apostoli; 5. loscura-
mento di nozioni fondamentali del-
la professione di fede nel mistero di
Cristo quali, tra le altre, la sua pree-
za. In tali teorie non si fa riferimen-
to alla divinit di Ges Cristo o la si
considera espressione di un linguag-
gio poetico privo di contenuto rea-
le, negando, di conseguenza, la sua
preesistenza e la sua filiazione divina.
La morte di Ges viene cos spoglia-
ta della sua valenza redentrice e con-
siderata come il risultato dello scon-
tro con la religione del suo tempo.
Cristo considerato prevalentemen-
te dal punto di vista delletica e della
dinamica di trasformazione della so-
ciet: secondo questa prospettiva egli
sarebbe semplicemente luomo del
popolo che si schiera dalla parte de-
gli oppressi e degli emarginati al ser-
vizio della libert.
La conseguenza di tali ipotesi,
contrarie alla fede della Chiesa, la
dissoluzione del soggetto cristiano.
La riflessione, che dovrebbe contri-
buire a rendere ragione della spe-
ranza (cf. 1 Pietro 3, 15), si allontana
dalla fede ricevuta e celebrata. Lin-
segnamento della Chiesa e la vita sa-
cramentale si considerano distan-
ti dalla volont di Cristo, quando
non opposte a essa. Il cristianesimo
e la Chiesa appaiono come separabi-
li. Secondo gli scritti di alcuni auto-
ri, non era intenzione di Ges Cristo
fondare n la Chiesa n tantomeno
una religione, bens liberare luomo
dalla religione e dai poteri costitui-
ti. Consapevoli della gravit di que-
ste affermazioni e del danno che
provocano nel popolo fedele e sem-
plice, non possiamo non ripetere le
parole della Lettera agli Ebrei: Ge-
s Cristo lo stesso ieri, oggi e sem-
sistenza, la filiazione divina, la co-
scienza di s, della sua morte e della
sua missione redentrice, della risur-
rezione, dellascensione e della glo-
rificazione. (...)
La riflessione cristologica deve sal-
vaguardare, ponderare e giustificare,
da un lato, il carattere realmente sto-
rico e concreto dellIncarnazione di
Cristo, e dallaltro, il carattere defini-
tivo e pieno della sua esistenza stori-
ca in relazione alla storia e salvezza
di tutti gli uomini. Affermare che Ge-
s Cristo il Verbo di Dio incarna-
to significa: 1) che Egli Dio, la Veri-
La riflessione
cristologica deve
salvaguardare il
carattere realmente
storico e concreto
dellIncarnazione
t ultima e definitiva; 2) che Egli sve-
la chi luomo, e nel contempo ci ri-
vela la relazione necessaria e appro-
priata con Dio; e 3) che Egli la Ve-
rit assoluta della Storia e della Crea-
zione. (...)
Cristologia e Catechesi
Determinate teorie erronee sul mi-
stero di Cristo, che sono passate dagli
ambiti accademici ad altri pi popo-
lari, alla catechesi e allinsegnamen-
to scolastico, sono motivo di tristez-
Don Giovanni
Antonio
Martnez
Camino,
segretario della
Conferenza
Episcopale
Spagnola,
durante la
presentazione
del documento
alla stampa
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pre! Non lasciatevi sviare da dottri-
ne diverse e peregrine, perch be-
ne che il cuore venga rinsaldato dal-
la grazia, non da cibi che non hanno
mai recato giovamento a coloro che
ne usarono (Eb 13, 8-9). (...)
Liturgia e speranza escatologica
La trasmissione della fede, lan-
nuncio missionario, il servizio al mon-
do nella carit, lorazione cristiana, la
speranza davanti alle realt future,
tutta la vita della Chiesa ha nella Li-
turgia la sua fonte e il suo termine ul-
timo. Alla luce di questi insegnamen-
ti si comprende il grave danno, per
il Popolo di Dio, gli abusi nel cam-
po della celebrazione liturgica, spe-
cialmente nei sacramenti dellEucari-
stia e della Penitenza. Come non ma-
nifestare un profondo dolore quando
la disciplina della Chiesa in materia
liturgica colpita? Che ci consideri-
no gli uomini come ministri di Cristo
e amministratori dei misteri di Dio.
Ebbene, quanto in fin dei conti si esi-
ge dagli amministratori che siano
fedeli (1 Cor 4, 1-2).
Il ministero ordinato nella Chiesa
Constatiamo che alcuni auto-
ri hanno difeso e alcuni autori han-
no difeso e diffondono concezioni
erronee sul ministero ordinato nella
Chiesa. Tramite lapplicazione di un
metodo esegetico scorretto, hanno
separato Cristo dalla Chiesa, come se
non fosse nella volont di Ges Cri-
sto fondare la sua Chiesa. Una volta
rotto il vincolo tra la volont di Cri-
sto e la Chiesa, si cerca lorigine del-
la costituzione gerarchica della Chie-
sa in ragioni puramente umane, frut-
to di mere congiunture storiche. Sin-
terpreta cos la testimonianza biblica
sulla base di presupposti ideologici,
selezionando alcuni testi ed elemen-
ti e dimenticandone altri.
Si parla di modelli di Chiesa che
sarebbero presenti nel Nuovo Testa-
mento: di fronte alla Chiesa delle ori-
gini, caratterizzata dal discepolato e
dal carisma, libera da vincoli, sareb-
be nata poi la Chiesa istituzionale e
gerarchica. Il modello di Chiesa ge-
rarchica, legale e piramidale, sor-
to successivamente, sarebbe distante
dalle affermazioni neotestamentarie,
che pongono laccento sulla comuni-
t e sulla pluralit dei carismi e mi-
nisteri, cos come sulla fraternit cri-
stiana, intesa nel suo complesso co-
me sacerdotale e consacrata. Questo
modo di presentare la Chiesa non ha
fondamento reale nella Sacra Scrittu-
ra n nella tradizione ecclesiale e de-
forma gravemente il disegno di Dio
sul Corpo di Cristo che la Chiesa,
portando i fedeli su posizioni di scon-
tro dialettico, in base alle quali la ric-
chezza dei carismi e ministeri suscita-
ti dallo Spirito Santo non son pi vi-
to del papa e dei vescovi. Allo stesso
tempo reclamano per s la condizio-
ne di cristiani e cattolici, mentre non
rappresentano che associazioni pret-
tamente civili. (...)
Questi gruppi, la cui nota comune
il dissenso, si sono espressi in inter-
venti pubblici a favore delle assolu-
zioni collettive e del sacerdozio fem-
minile e hanno travisato il senso ve-
ro del matrimonio proponendo e pra-
ticando la benedizione delle unioni
tra persone omosessuali.
Lesistenza di questi gruppi semina
divisioni e disorienta gravemente il
popolo dei fedeli, causa di sofferen-
za per molti cristiani (sacerdoti, reli-
giosi e laici) ed motivo di scandalo e
di ulteriore allontanamento per i non
credenti.(...)
necessario ricordare che esi-
ste inoltre un dissenso silenzioso che
promuove e difende la disaffezione
verso la Chiesa, considerando questo
un legittimo atteggiamento critico ri-
spetto alla gerarchia e al suo magiste-
ro, giustificando il dissenso allinter-
no della Chiesa stessa, come se un cri-
stiano non potesse essere adulto sen-
za prendere una certa distanza dagli
insegnamenti magisteriali. (...)Que-
sta posizione trova appoggio in mem-
bri di centri accademici della Chiesa
e in alcune case editrici e librerie ge-
stite da istituzioni cattoliche. Grande
il disorientamento che tale modo di
procedere causa tra i fedeli.(...)
Relativismo radicale
Al giorno doggi, una delle grandi
sfide che ha levangelizzazione cen-
trata nel campo morale. una diffi-
colt che procede da un ambito cul-
turale che si dichiara postcristiano
e si propone di vivere come se Dio
non esistesse. Al di sopra dellatei-
smo teorico e dellagnosticismo siste-
matico, si estendono ai nostri giorni
lateismo e lagnosticismo pragmati-
co secondo i quali Dio non sarebbe
rilevante per la ragione, la condotta
e la felicit umane. In questa situa-
zione luomo passa a misurare la sua
Sinterpreta
testimonianza
biblica sulla base
di presupposti
ideologici
sti in favore del bene comune (cfr. 1
Cor. 12, 4-12), ma come espressione
di soluzioni umane che rispondono
pi a lotte per il potere che alla vo-
lont positiva del Signore. (...)
Il Magistero della
Chiesa e il dissenso
Gli errori ecclesiologici segnalati si
esprimono anche attraverso lesisten-
za di gruppi che propagano e divul-
gano sistematicamente insegnamen-
ti contrari al magistero della Chiesa
su questioni di fede e di morale. Ap-
profittano della facilit con cui deter-
minati mezzi di comunicazione socia-
le prestano loro attenzione e molti-
plicano le apparizioni in pubblico, le
manifestazioni, i comunicati collettivi
e gli interventi personali che dissen-
tono apertamente dallinsegnamen-
vita e le sue azioni in rapporto a se
stesso, alla vita sociale e alladegua-
mento con un mondo per la soddisfa-
zione delle sue necessit e desideri.
La sfera del trascendente smette di
essere significativa nella vita socia-
le e personale quotidiana, per esse-
re relegata alla coscienza individua-
le come un fattore meramente sog-
gettivo. Il risultato un radicale re-
lativismo, secondo il quale qualsiasi
opinione sui temi della morale sareb-
be ugualmente valida. Ognuno pos-
siede le sue verit e tuttal pi, nel-
lambito delletica, si pu aspirare a
dei minimi condivisi, la cui validi-
t non potr andare oltre il presen-
te e nel quadro di determinate circo-
stanze. La radice pi profonda della
crisi morale che colpisce gravemen-
te molti cristiani la frattura esisten-
te tra fede e vita: un fenomeno anno-
verato dal concilio Vaticano II tra
i pi gravi errori del nostro tempo.
un autentico ed imperioso servizio
ecclesiale per levangelizzazione re-
stituire ai cristiani le convinzioni e le
nuto la vittoria sul mondo la nostra
fede (1 Gv 5, 4).
Morale della sessualit e della vita
(...) ...la Chiesa considera anche
peccati gravemente contrari alla ca-
stit ... la masturbazione, la fornica-
zione, le attivit pornografiche e le
pratiche omosessuali. Linsegnamen-
to cristiano sulla sessualit non per-
mette di banalizzare queste questioni
n di considerare le relazioni sessuali
un semplice gioco di piacere. La ba-
nalizzazione della sessualit compor-
ta la banalizzazione della persona.
Luso delle facolt sessuali acquista
il suo vero significato e la sua onest
morale nel matrimonio legittimo e in-
dissolubile delluomo con una donna,
aperto alla vita, che il fondamento
della societ ed il luogo naturale per
leducazione dei figli. Gli attacchi al
matrimonio a cui con frequenza assi-
stiamo non potranno che avere gravi
conseguenze per la stessa societ.
Non possiamo mettere in dubbio
che la vita umana ha inizio col conce-
pimento ed ha la sua fine nella morte
naturale.Laborto e leutanasia sono
azioni gravemente disordinate, lesi-
ve della dignit umana e opposte agli
insegnamenti di Cristo. La Chiesa
cosciente che queste questioni devo-
no essere spiegate alla comunit cri-
stiana, assediata costantemente dalla
mentalit edonista propria della cul-
tura della morte. (...)
Morale sociale
(...) Coloro che rivendicano la loro
condizione di cristiani operando nel-
lordine politico e sociale con propo-
ste che contraddicono espressamente
linsegnamento evangelico, custodito
e trasmesso dalla Chiesa, sono causa
grave di scandalo e si collocano al di
fuori della comunione ecclesiale.
(Brani dellIstruzione Pastorale
della Conferenza spagnola Teologia e
secolarizzzazione in Spagna in occasione
dei quaranta anni dalla chiusura
del Concilio Vaticano II)
Un autentico ed
imperioso servizio
ecclesiale
restituire ai cristiani
le convinzioni
e le certezze
Nella Pagina web della Conferenza Episcopale Spagnola si trova il testo
integrale del documento, come pure numerose informazioni interessanti
certezze che permettono di non aver
paura e di capire che ci che ha otte-

40 Salvami Regina Settembre 2006


Elezioni pontificie in esposizione
ROMA Habemus Papam Le
elezioni pontificie da San Pietro fino
a Benedetto XVI. Cos intitolata
lesposizione recentemente presenta-
ta, in anteprima, a Palazzo Valentini,
a Roma.
La mostra rimarr aperta al pub-
blico dal 7 dicembre 2006 al 9 apri-
le 2007, nellAppartamento di Rap-
presentanza del Palazzo Apostolico
del Laterano. Organizzata dai Mu-
sei Vaticani e dal Centro Europeo
per il Turismo, con lappoggio di di-
verse altre istituzioni, essa ha come
obiettivo quello di ricostruire gli av-
venimenti di uno dei processi di ele-
zione pi complessi della Storia, ri-
percorrendone levoluzione nel cor-
so dei secoli, come pure i momenti
pi significativi.
Comincia il conto alla
rovescia per Sidney 2008
AUSTRALIA Gli organizzatori
della Giornata Mondiale della Gio-
vent (GMG) del 2008, che avr luo-
go nella capitale australiana, hanno
dato inizio nel mese di Agosto al con-
to alla rovescia dei due anni che pre-
cedono levento.
In una settimana di riunioni a Ro-
ma, lequipe responsabile ha incon-
trato diversi organi del Vaticano e al-
cune comunit ecclesiali.
Consideriamo molto seriamente
tutte le fasi di preparazione perch in-
tendiamo che il beneficio di una Gior-
nata Mondiale della Giovent non si
limiti a un giorno, una settimana o un
mese, ma sia per tutta la vita ha di-
chiarato Danny Casey, capo del comi-
tato esecutivo della GMG 2008.
Convento francescano dove Mos
ha avvistato la Terra Promessa
TERRA SANTA Nel 1932 listitu-
zione francescana Custodia della Terra
Santa ha acquisito le terre del Monte
Nebo, situato nel territorio dellattuale
Giordania. Secondo le Scritture, sta-
to dallalto di questo monte che Mos
ha avvistato la Terra Promessa. Perci
vi stato eretto un Santuario divenuto
luogo di continui pellegrinaggi.
Considerando il grande significato
e la bellezza del luogo, i francescani
hanno deciso di stabilire una comu-
nit nel convento adiacente a questo
Santuario, che si chiamer Fraternit
Francescana del Monte Santo.
Esposizione sul Santo Sudario
GERUSALEMME LIstitu-
to Pontificio Centro Notre-Da-
me di Gerusalemme ha organizzato
unesposizione permanente sul Santo
Sudario di Torino. Allestita in un luo-
go privilegiato vicino al Santo Sepol-
cro, lesposizione rimarr aperta tut-
ti i giorni.
I visitatori vi potranno contempla-
re le immagini prodotte dallartista
Luigi Mattei. Per mezzo dellinnova-
tiva tecnica informatica, egli riusci-
to a scolpire in bronzo una statua
tridimensionale del corpo di Cristo.
Ha inoltre realizzato unesatta ripro-
duzione digitalizzata del Santo Su-
deceduto il
Cardinale Willebrands
deceduto il giorno 2 agosto, a
97 anni, il pi antico membro
del Collegio Cardinalizio, il
Cardinale Johannes Willebrands, Pre-
sidente emerito del Pontificio Consi-
glio per la Promozione dellUnit dei
Cristiani.
Nato nel 1909 nella citt olandese
di Bovenkarpel, ha ricevuto lordine
sacerdotale a 25 anni. Nel 1960 sta-
to nominato Segretario dellallora re-
cente Segretariato per lUnione dei
Cristiani. Ha lavorato intensamente,
durante il Concilio Vatica-
no II, nella preparazione
dei documenti relativi al-
lecumenismo. Il Papa Pao-
lo VI lo ha eletto allepi-
scopato nel 1964, gli ha im-
posto il cappello cardinalizio nel con-
cistoro realizzato nel 1969 e, in quel-
lo stesso anno, lo ha nominato presi-
dente del Segretariato per la Promo-
zione dellUnione dei Cristiani, tra-
sformato posteriormente in Consi-
glio Pontificio.
Nel 1975 stato promosso da Papa
Giovanni II ad Arcivescovo di Utre-
cht e Primate dellOlanda. Ha gover-
nato questa Arcidiocesi fino al 1983 e
ha presieduto il Consiglio Pontificio
per la Promozione dellUnit dei Cri-
stiani fino al 1989.
Settembre 2006 Salvami Regina 41
dario, attraverso la quale si pu ave-
re unidea del processo di sepoltura
compiuta sul Corpo del Salvatore.
Sono esposti anche oggetti rela-
zionati con la Passione, come spine,
chiodi, flagelli e monete. Una sezio-
ne storica mostra il tragitto percor-
so dalla preziosissima reliquia, dalla
Terra Santa fino a Torino, in Italia.
Secondo gli organizzatori, lobiettivo
dellesposizione quello di dare un sup-
porto storico e scientifico allesperienza
spirituale vissuta dai pellegrini a Geru-
salemme, nella visita ai Luoghi Santi.
Giovani francesi promuovono
ladorazione eucaristica
FRANCIA Ancora sotto i bene-
fici influssi della Giornata Mondiale
della Giovent realizzata a Parigi nel
2000 e dellAnno dellEucaristia pro-
clamato nel 2004 dal Papa Giovanni
Paolo II, pi di 700 giovani francesi
si sono riuniti nella Basilica del Sacro
Cuore di Paray-le-Monial, dove Ge-
s si manifestato a Santa Margheri-
ta Maria Alacoque.
Riuniti attorno al Santissimo Sa-
cramento per cinque giorni di preghie-
ra e meditazioni, essi si sono scambia-
ti le proprie esperienze e hanno preso
un importante impegno: a partire da
questo incontro, ognuno promuover
nella propria comunit unadorazione
settimanale al Santissimo Sacramento,
poich il culto eucaristico corrisponde
ad una necessit essenziale di silenzio
e comunione per ricollocare la vita in-
torno allamore a Cristo.
Diversi sacerdoti hanno prestato
assistenza spirituale e hanno ammini-
strato il Sacramento della Riconcilia-
zione ai giovani durante il congresso.
Pace ad Hiroshima
GIAPPONE In occasione dellan-
niversario delle esplosioni atomiche di
Hiroshima e Nagasaki, la Chiesa Catto-
lica giapponese organizza un periodo
di pace, nel quale si prega e si ricorda-
no i morti di quel tragico accadimento.
Liniziativa ha avuto origine in oc-
casione della visita di Giovanni Pao-
lo II a Hiroshima, il 25 febbraio 1981,
quando il Pontefice ha fatto il memo-
rabile Appello alla Pace.
Una marcia con canti e preghiere
percorre i luoghi emblematici delle
esplosioni, inframmezzata dalle testi-
monianze dei sopravvissuti.
ta Sede, ha scatenato manifestazioni
di protesta durante le quali sono sta-
ti imprigionati Don Li Huisheng, di
33 anni, e 90 laici. Di questi ultimi, 70
sono stati in seguito liberati, mentre
il vescovo rimasto detenuto a Zhan-
gjiakou e il sacerdote in un luogo sco-
nosciuto.
Mons. Yao Liang era gi stato im-
prigionato dalle autorit cinesi nel
marzo di questanno, a causa della
sua credenza e delle sue attivit reli-
giose, come informa la Fondazione
Cardinale Kung.
Un caff servito con amore
PORTOGALLO Alla presen-
za del Vescovo di Setbal, Mons. Gi-
lberto Canavarro dos Reis, stato
inaugurato il primo Caff Cristiano
in terra portoghese, situato in unarea
di 400 metri quadrati, in questa citt.
In esso i frequentatori non trovano
bevande alcoliche, ma hanno a dispo-
sizione sul tavolo bibbie, libri e mate-
riale per appunti. Vi anche una pic-
cola cappella dove si pu pregare e
confessarsi, nella quale sar celebra-
ta mensilmente lEucaristia.
Il Caff Cristiano sorto in Por-
togallo come una risposta alle sfide
della Nuova Evangelizzazione, ha
dichiarato allAgenzia Ecclesia Lina
Andrade, una delle organizzatrici.
La terra: un dono per
lintera famiglia umana
ITALIA Sar celebrata il 12 no-
vembre 2006 la Giornata naziona-
le del Ringraziamento. Nel Messag-
gio della Commissione Episcopale per
i problemi sociali e il lavoro, la giu-
stizia e la pace, i Vescovi sollecitano
a Guardare alle necessit degli uo-
mini con lo sguardo di Cristo. In par-
ticolare, non possiamo nasconderci
la realt di un mondo che non ha an-
cora risolto il problema della fame e
dove sussistono disparit di sviluppo
di gravit tale da porre intere popola-
zioni di fronte a gesti disperati si leg-
ge nel Messaggio. Occorre rimuove-
re questa vergogna dallumanit con
Festa della Dedicazione di
Santa Maria Maggiore
ROMA Ancora una volta la Ba-
silica di Santa Maria Maggiore ha ri-
cordato la Festa della sua Dedicazio-
ne, con la solenne Celebrazione Pon-
tificale presieduta dallArciprete del-
la Basilica Liberiana, Card. Bernard
Francio Law.
Come di costume, rivivendo il mi-
racolo della neve, candidi fiori sono
caduti in alcuni momenti della liturgia.
Anche allesterno della Basilica, alcuni
cannoni di neve artificiale hanno ricor-
dato il miracoloso evento avvenuto nel-
lestate dellanno 358, quando la Ma-
donna apparsa in sogno a Papa Libe-
rio, chiedendogli di costruire una chie-
sa nel luogo dove fosse caduta la neve.
Persecuzione religiosa
CINA La Fondazione Cardinale
Kung ha diffuso la triste notizia dellin-
carcerazione di Mons. Yao Liang, di 82
anni, Vescovo ausiliare di Xiwanzi.
Larbitraria detenzione del prelato,
motivata dalla sua fedelt alla San-
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42 Salvami Regina Settembre 2006
l mese di agosto particolarmente propizio a manife-
stazioni popolari. il periodo in cui i frutteti danno
i frutti pi saporiti, i campi il grano migliore, e luva
raggiunge il suo punto di maturazione ideale per la produ-
zione del vino.
In un contesto di gioia per questi abbondanti doni rice-
vuti da Dio, costume antico godere in questo mese di un
periodo di commemorazioni e riposo normalmente lega-
to a qualche celebrazione liturgica durante il quale si or-
ganizzano feste e fiere che si protraggono per vari giorni.
Abbiamo avuto lopportunit di partecipare, nella dol-
ce terra lusitana, ad una di queste feste, il Viaggio Me-
dievale in Terra di Santa Maria, che si riallaccia ai vivaci
tempi del Re Alfonso V.
Singolare esperienza, poich ci sembrava di vivere una
sorta di viaggio nel tempo, dove toccavamo con mano al-
tre mentalit, altre culture, dentro la pittoresca cornice ti-
pica dellepoca medievale.
Al suono dei pifferi e dei tamburi, in mezzo al vocifera-
re dei mercanti e ai rumori degli artigiani, senza che man-
cassero i profumi dun tempo, si viveva un ambiente di feli-
cit, allegria e candore.
Una pittoresca Fiera Medievale
Il Viaggio Medievale nella Terra di Santa Maria si riallaccia ai vivaci tempi del Re Alfonso V.
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Settembre 2006 Salvami Regina 43
appropriate scelte politiche ed econo-
miche di respiro planetario (CEI).
57a Settimana Liturgica
Nazionale Italiana
ITALIA Sul tema Celebriamo
Ges Cristo, speranza del mondo
si svolta dal giorno 21 al 25 agosto
la 57a Settimana Liturgica Nazionale
Italiana a Varese, una tappa di prepa-
razione al prossimo Convegno Eccle-
siale della Chiesa Italiana che si terr
a Verona e che sar occasione di rin-
novata consapevolezza e responsabi-
lit pastorale a servizio del Vangelo.
Per loccasione il Cardinale Ange-
lo Sodano ha inviato una lettera, nel-
la quale tra laltro afferma: riflettere
sul significato della celebrazione li-
turgica come fonte di speranza per
tutti, porre lattenzione sulleven-
to della morte e resurrezione di Cri-
sto, fondamento della nostra speran-
za. Afferma lapostolo Pietro: Sia
benedetto Dio e Padre nostro Ges
Cristo; nella sua grande misericordia
egli ci ha rigenerati, mediante la ri-
surrezione di Ges Cristo dai morti,
per una speranza viva, per uneredit
che non si corrompe, non si macchia
e non marcisce (1 Pt 1,3-4). S, il Ri-
sorto la sorgente della nostra spe-
ranza ed ogni celebrazione immet-
te nel cuore delluomo quel mistero
di speranza pienamente realizzato in
Cristo. E pertanto suggestivo il te-
ma del vostro Convegno, poich in-
dica come, attraverso la celebrazione
liturgica, luomo inserito nel Miste-
ro pasquale viene trasfigurato dal Ri-
sorto. La preghiera allora apre la no-
stra vita al progetto di Dio e ci spinge
a farci docili strumenti nelle sue ma-
ni per trasformare il modo di vivere
e conseguentemente la storia del no-
stro ambiente. La celebrazione litur-
gica abbraccia cos i vari aspetti del-
lesistenza: il mondo degli affetti e
delle relazioni, la fragilit e le debo-
lezze condivise, lesperienza del lavo-
ro e del riposo, sempre proclamando
il primato dellamore di Dio.
Sondaggio mostra una crescente
tendenza a favore della vita
STATI UNITI Quasi la met
della popolazione nordamericana de-
sidera che laborto sia dichiarato ille-
gale in qualsiasi circostanza. que-
sto il risultato di un sondaggio realiz-
zato dal Pew Research Center, tra il
6 e il 19 luglio. Secondo i dati diffusi
dal sito LifeNews.com, il 46 per cento
Nuovo Direttore
della Sala Stampa
Il giorno 11 Luglio il Papa Bene-
detto XVI ha accettato la rinuncia
presentata dal dott. Joaquim Navar-
ro-Valls alla carica di Direttore del-
la Sala Stampa, il Servizio di Stampa
della Santa Sede. Il Santo Padre ha
manifestato la sua gratitudine per il
suo lungo e generoso servizio.
Nella stessa occasione Benedetto
XVI ha nominato il nuovo Diretto-
re, Don Federico Lombardi SJ. Nato
a Saluzzo in provincia di Cuneo, il 29
agosto del 1942, don Lombardi fu or-
dinato sacerdote nel 1972, facendo il
suo ingresso poco dopo nel Collegio
di Scrittori della famosa rivista Ci-
vilt Cattolica, della quale divenne
vice-direttore nel 1977. Dal 1984 al
1990 stato Provinciale della Com-
pagnia di Ges in Italia.
Nel 1991 fu nominato Direttore di
Programmi della Radio Vaticana, in-
carico che ha ricoperto fino al 2005,
quando divenuto Direttore Gene-
rale della stessa. Attualmente Di-
rettore Generale anche del Centro
Televisivo Vaticano. Per decisione del
Papa, manterr queste due responsa-
bilit, contestualmente alla carica di
Direttore della Sala Stampa.
In occasione della sua nomina, Don
Lombardi ha inviato una lettera a tutti
i giornalisti accreditati presso la Santa
Sede manifestando le proprie inten-
zioni nellassumere la nuova funzione:
Da tempo lavoro, come tutti, affin-
ch le attivit del Santo Padre e la real-
t della Chiesa possano essere cono-
sciute e comprese in un modo obietti-
vo ed adeguato.
Il Dott. Navarro-Valls ha portato a
termine il suo lungo incarico in que-
sto settore con capacit, intelligenza e
dedizione eccezionali. Tutti gli siamo
profondamente grati, e continuiamo a
contare sulla sua amicizia.
Non posso pretendere di imitarlo,
ma potete contare sullimpegno che de-
dicher, entro i miei limiti ma con tut-
te le forze disponibili, a servire il Santo
Padre e il vostro buon lavoro.
Don Federico Lombardi SJ durante
la sua prima conferenza stampa
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44 Salvami Regina Settembre 2006
delle 2003 persone intervistate han-
no dichiarato che laborto deve esse-
re proibito, mentre il 35 per cento ri-
tiene che debba essere permesso solo
in determinate circostanze.
Il sondaggio indica inoltre che le
fasce di et pi favorevoli alla vita so-
no quelle delle persone con meno di
29 anni e pi di 60. Un altro dato inte-
ressante che i cristiani sono la gran-
de maggioranza degli antiabortisti.
EWTN compie 25 anni
di evangelizzazione
STATI UNITI Con pochi mez-
zi e senza avere molte idee sulla te-
levisione, Madre Angelica ha fonda-
to nel garage di casa sua, 25 anni fa
la Eternal Word Television Network
(EWTN) che oggi diffonde la sua
programmazione evangelizzatrice in
127 paesi ed la maggiore rete di te-
levisione cattolica del mondo.
Allinizio, senza avere un piano
chiaro di sviluppo, stato tutto mol-
to difficile per Madre Angelica. Ma i
problemi si risolvevano in base alla fi-
ducia che io vi riponevo, ci racconta.
Entro una linea di estrema fedelt
agli insegnamenti del Papa, la EWTN
ha sempre avuto tra i capisaldi della
sua agenda la copertura delle attivit
del Sommo Pontefice.
Nella commemorazione del 25
anniversario, il Cardinale Alfonso
Lpez Trujillo, Presidente del Pon-
tificio Consiglio per la Famiglia, ha
celebrato la Messa di rendimento di
grazie negli studi dellemittente.
La Chiesa alla 51ma
Biennale di Venezia
ITALIA LUfficio nazionale per i
beni culturali ecclesiastici della Con-
ferenza Episcopale Italiana ed il Pa-
triarcato di Venezia partecipano al-
la 51ma Esposizione Internazionale
dArte della Biennale di Venezia.
Un primo evento espositivo ine-
dito e originale intitolato Gi e
non ancora Artisti per la Litur-
gia oggi, allestito nella chiesa di
San Lio, dal 12 giugno al 6 novem-
bre. Non si tratta di una mostra, ma
di un intervento ad opera di 12 ar-
tisti in un luogo di culto storico di
Venezia, a testimonianza della co-
stante necessit di adeguare gli spa-
zi e gli arredi delle chiese alla litur-
gia. La chiesa di san Lio si trasforma
cos in un originale padiglione della
biennale di Venezia.
La liturgia proseguono gli orga-
nizzatori tesa fra il gi della salvez-
za compiutasi nella venuta di Cristo e
il non ancora della salvezza ultima del-
luniverso, si presta ad essere il contesto
nel quale larte rivela la sua perenne at-
tualit e il suo ruolo di testimone di ci
che nei riti viene celebrato.
Incontro internazionale
dei ministranti a Roma
ITALIA Circa 42.000 ministranti
(chierichetti) sono stati a Roma per il
loro incontro internazionale, organiz-
zato dal Cim (Coetus Internationa-
lis Ministrantium). I momenti culmi-
nanti dellincontro sono stati il pelle-
grinaggio alla tomba di San Pietro, la
preghiera serale e la Messa celebra-
ta nella Basilica Vaticana e presieduta
dallarcivescovo di Vienna, card. Chri-
stoph Schnborn, durante la giornata
del 1 agosto. Il 2 agosto, invece, du-
rante ludienza generale in piazza San
Pietro, i ministranti provenienti da 17
Paesi europei hanno pregato in attesa
del Papa. Grande successo ha avuto la
proposta del pellegrinaggio, a distan-
za di 5 anni dal precedente, con i par-
tecipanti passati dai 22mila del 2001
agli attuali 42mila. Moltissimi sono
stati i ragazzi e le ragazze chierichet-
to, provenienti soprattutto dal nord
Europa, i pi numerosi sono arriva-
ti dalla Germania (34.993 gli iscrit-
ti) ed a seguire gli austriaci (1953) e
gli ungheresi (1450). Nutrita anche la
partecipazione italiana con circa mil-
le iscritti. Spiccano anche i quattordi-
ci rappresentanti islandesi. Una inva-
sione colorata che, in parte, ha ripor-
tato Roma al clima vissuto durante la
Giornata Mondiale della Giovent
nel 2000. (SIR)
ENTRI IN CONTATTO CON NOI PER: FAX: 06 39 76 22 47 ED E-MAIL: ICONA@ARALDI.ORG,
LASCIANDO IL SUO NUMERO TELEFONICO. SAR DA NOI CONTATTATA.
APOSTOLATO MARIA REGINA DEL TERZO MILLENNIO
Lopera consiste nel portare di casa in
casa unicona con limmagine del Cuore
Immacolato di Maria, cos come apparve
a Fatima, che sar accolta, ogni mese in un
giorno stabilito da ciascuna famiglia parte-
cipante. Per loccasione si legger un bra-
no del Vangelo, seguito da alcuni minuti
di riflessione. Si reciter il santo Rosario
e finalmente si rinnover la consacrazione
della famiglia a Ges per mezzo di Maria.
Circostanza propizia per invitare parenti,
amici e vicini.
Ogni gruppo di 30 famiglie che desidera-
no ospitare licona una volta al mese, richie-
de lesistenza di un Coordinatore(trice),
che riceve dal parroco un mandato in que-
sto senso durante la cerimonia di conse-
gna ufficiale dellicona in chiesa. Chiun-
que pu essere Coordinatore(trice), me-
glio una coppia di coniugi.
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Settembre 2006 Salvami Regina 45
Libano: sforzi
della Santa Sede per la pace
i realizzata alla fine di luglio,
a Roma, la Conferenza Inter-
nazionale sul Libano, con lin-
tuito di cercare soluzioni pacifiche per
la situazione di confronto in quel pae-
se. La Santa Sede stata ufficialmen-
te invitata a partecipare alla stessa, in
qualit di osservatore.
Al termine dellevento, il Primo Mi-
nistro libanese, Fouad Siniora, ha volu-
to incontrarsi col Cardinale Angelo So-
dano, Segretario di Stato della Santa
Sede, e lArcivescovo Giovanni Lajo-
lo, responsabile del settore diplomatico
di questo Dicastero, per manifestare la
sua gratitudine per lappoggio del Papa
Benedetto XVI al suo popolo. Sinio-
ra ha espresso il grande apprezzamento
per limpegno con il quale il Santo Padre,
personalmente, e la Santa Sede, seguono
il conflitto che affetta il Libano.
Durante il mese di agosto, il dram-
ma di questa guerra stato oggetto dei
ripetuti riferimenti del Papa Benedet-
to XVI. Il Pontefice ha messo in mo-
to tutti i mezzi diplomatici della San-
ta Sede, al fine di raggiungere la pa-
ce, presentando ripetutamente la sua
posizione con tre richieste: limmedia-
to cessate il fuoco, aiuti umanitari per
le popolazioni colpite e un dialogo che
tenga conto dei diritti di tutti gli stati e
i popoli coinvolti nel conflitto.
Inviato speciale
Il Santo Padre ha nominato il Car-
dinale Roger Etchegaray, Presidente
emerito del Pontificio Consiglio Giu-
stizia e Pace, con suo inviato specia-
le in Libano, per manifestare alla
popolazione, in particolare a coloro
che soffrono a causa della violenza, la
vicinanza del Papa e la sua solidariet
concreta, e per pregare per la pace.
La visita, che ha avuto un caratte-
re essenzialmente religioso, culmi-
nata con la Messa presieduta dal por-
porato francese nel Santuario del-
la Madonna del Libano, il 15 ago-
sto, con la partecipazione del Cardi-
nale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca
dAntiochia dei Maroniti.
Nella sua omelia, il Cardinale
Etchegaray ha detto:
Sono venuto a Beirut per celebra-
re la festa dellAssunzione di Maria,
pregando a nome del Papa Benedetto
XVI per la pace nel Libano e nel Medio
Oriente. La mia visita coincide con le
prime ore del cessate il fuoco, un risulta-
to che costato molto tempo ed energia,
e che speriamo sia vero e solido. Questo
cessate il fuoco deve permettere il dislo-
camento di tutte le forze di pace.
Nota della Santa Sede
Il giorno 17 agosto, in seguito alla
decisione unanime del Consiglio di Si-
curezza dellONU, il quale ha permes-
so che le armi facessero silenzio, una
nota pubblicata dallOsservatore Ro-
mano diceva: Nonostante che mol-
ti giorni siano purtroppo trascorsi senza
che si sia riusciti a trovare una soluzione
in grado di mettere fine alla violenza, c
da esprimere vivo compiacimento per
il risultato raggiunto, grazie al quale la
forza del diritto ha finalmente preval-
so sul diritto alla forza. Ma al plauso
e alla gratitudine si accompagnano in-
quietanti interrogativi: perch tali stru-
menti non sono stati utilizzati fin dal-
linizio, consentendo il raggiungimento
dello stesso risultato senza passare per
lesperienza sconvolgente della guerra?
La nota conclude ricordando la
posizione del Papa e della Santa Se-
de di fronte a questo conflitto: I Li-
banesi hanno diritto di vedere rispetta-
ta lintegrit e la sovranit del loro Pae-
se, gli Israeliani hanno diritto a vivere
in pace nel loro Stato ed i Palestinesi
hanno diritto ad avere una loro Patria
libera e sovrana.
Il Cardinale Angelo Sodano con alla sua destra il Primo Ministro libanese,
Fouad Siniora e il Ministro degli Affari Esteri, Fawzi Salloukh; a destra
della foto Mons. Giovanni Lajolo
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46 Salvami Regina Settembre 2006
STORIA PER BAMBINI O PER ADULTI PIENI DI FEDE
Tu sei morto per me
Il fanfarone alz il capo e gli occhi di Cristo
sembravano inchiodati nei suoi. Si sforz, ma non
riusc a sfuggire da questo sguardo.
n mezzo al rumore, alla fu-
liggine e allintenso movi-
mento della Quinta Stra-
da, a Nuova York, dei ra-
gazzi conversavano, alcuni
seduti per terra, altri sui gradini di uno
dei pi famosi punti di questa citt: la
Cattedrale di San Patrizio. Poco edu-
cati, vestiti male e atteggiamento frivo-
lo, essi erano semplicemente un grup-
po in pi di giovani che, nel triste pe-
riodo degli anni trenta del secolo scor-
so, passavano la miglior parte della vita
vagabondando per le strade delle gran-
di metropoli.
In quel pomeriggio destate, es-
si sembravano avere lanimo pi esal-
tato del solito. Uno di loro alto, ro-
busto, rosso di capelli e con unaria da
sbruffone era il centro dellagitata
conversazione, o per meglio dire, gaz-
zarra. Con molti gesti, si vantava delle
sue bravate e prodezze. In verit, egli
aveva alcune qualit importanti per
chi ha deciso di trascorrere la maggior
parte della vita in strada: era agile, in-
trepido e pronto alla provocazione.
Inaspettatamente, uno dei suoi
compagni, forse ormai stanco delle
solite bravate, gli lanci una sfida:
Senti, attaccar briga con due o
tre, attraversare di notte il fiume a
nuoto molta gente lo fa; se sei tan-
to coraggioso come dici, entra ora
in questa chiesa maestosa, recati
al confessionale e fa una confessio-
ne in piena regola! Va, e poi torna a
raccontarci come il prete ha ascolta-
to i tuoi peccati e che cosa ti ha poi
detto
Questa proposta fu accolta con
una sonora risata. Fare una falsa con-
fessione e poi divertirsi alle spalle del
ministro di Dio, nessuno mai aveva
pensato ad unidea cos geniale! Tut-
ti gli occhi erano puntati sul fanfaro-
ne, per vedere come egli avrebbe rea-
gito.
Questi si decise subito. Con aria
da spaccone, sincammin, a gran-
di passi, in direzione dellimponente
portale di bronzo della chiesa, men-
tre i suoi compagni lo incitavano con
risa, applausi e fischi.
* * *
Nonostante ci, una volta oltre-
passata la massiccia porta, vide che
non valeva la pena che lui continuas-
se a camminare simulando intrepi-
dezza, perch la cattedrale era vuota.
I pochi rumori della citt che l pene-
travano, si attutivano nelle grosse pa-
reti, sembravano trasformati e addi-
rittura un po nobilitati. La luce del
sole, filtrando attraverso le vetrate,
risplendeva in toni di rubino, zaffiro
e smeraldo. In mezzo alla penombra,
grandi colonne si erigevano maesto-
samente dalla base di pietra e si per-
devano in un cielo di ogive.
Senza accorgersene, l eroe della
strada si stava lasciando impressiona-
re da questambiente di sacralit total-
mente sconosciuto per lui, ma subito
si ricord dellobiettivo per cui era en-
trato l, e reag: Che fandonie! Io non
mi sono mai lasciato prendere da que-
ste cose! Meglio lasciar perdere!
Affond le mani in tasca e prose-
gu in fretta fino al confessionale. In-
travedendo, attraverso la grata, il vol-
to di un prete, singinocchi in modo
scomposto e facendo baccano, senza
far cerimonie sciorin un vero e pro-
prio torrente di azioni abominevo-
li. Egli non tralasci il minimo det-
taglio; al contrario, fece risaltare gli
aspetti che, secondo lui, avrebbero
dovuto causare maggiore choc e ri-
pulsa. Descrisse tutto in un tono di
noncuranza che sicuramente avreb-
be causato sorpresa persino a quelli
della sua gang. Dopo alcuni minuti di
questa violenza verbale, nella quale
non erano mancate ingiurie e insulti
al sacerdote, concluse la confessio-
ne tanto bruscamente, proprio come
laveva cominciata.
Nel frattempo, ricevette come unica
risposta un grave silenzio. Mezzo per-
plesso, era gi sul punto di alzarsi e di
uscire, quando fu trattenuto dalla vo-
ce serena e sicura del ministro di Dio, il
quale aveva ascoltato tutto impassibile:
Bene, figlio mio, visto che ha
avuto il coraggio di confessare i
suoi peccati, vediamo se capace an-
che di compiere la penitenza che le
imporr. Nella navata laterale del-
la chiesa trover un grande crocifis-
so, ponendosi davanti a lui dica a vo-
ce alta la seguente frase, soltanto die-
ci volte: Tu sei morto per me e a me
non interessa niente!
Elizabeth McDonald
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Quello scostumato ci non se la
aspettava! Immaginava che il pre-
te fosse rimasto intimidito o, meglio
ancora, furioso. Il suo piano era rap-
presentare la commedia della confes-
sione e ritirarsi subito dopo, per rac-
contare alla gang la sua spettacolare
prodezza, ma ci pens su e decise
di prolungare la farsa: Compir la
penitenza, perch questo render an-
cor pi divertente il gioco!
* * *
Uscendo dal confessionale, la
chiesa gli sembrava ancor pi splen-
dida di prima Si diresse alla navata
laterale, ma si sent turbato nelludi-
re il rumore dei suoi stessi passi, poi-
ch in quellambiente sacrale persino
le minime cose erano cariche di gra-
vit e significato.
Fu facile trovare il crocifisso. Si
guard attorno attentamente e percep
con sollievo che, oltre a lui, l vi era solo
la silenziosa statua del Crocifisso; con
le mani sprofondate in tasca, si ferm
proprio di fronte e disse a voce alta:
Tu sei morto per me e a me non
interessa niente!
La sua voce risuon
per le volte della catte-
drale. Egli non si ricor-
dava di essere mai stato
in nessun luogo tanto
silenzioso come quella
chiesa. Inquieto, trat-
tenne per alcuni istanti
il suo respiro, per udire
meglio quello che stava
succedendo
Dopo una pausa,
con gli occhi fissi sul
crocifisso, ripet la
frase,ma ora non os
parlare a voce alta, il
suo tono era quasi sus-
surrato:
Tu sei morto per
me e a me non interes-
sa niente!
La statua del croci-
fisso sembrava osser-
varlo Come spiegare
questo? Non era nien-
taltroche una scultura
appesa ad un pezzo di
legno. Che cera in essa
capace di attrarre tanto
lattenzione di qualcu-
no? Oh! Era lespres-
sivit di tutta la figu-
ra, specialmente della
fisionomia. Come mai
uno cos pieno di feri-
te poteva restare tanto
calmo? Era una calma
piena di pace e senza
risentimenti, a dispetto
delle prove evidenti di essere stato vit-
tima dei pi violenti maltrattamenti.
Il ragazzo si ferm, esitante, si
sfreg gli occhi. Droga, mi sto im-
pressionando Dopo una pausa
pi lunga della precedente, ripet la
terribile frase:
Tu sei morto per me e a me non
interessa niente!
Questa volta, per, la pronunci
guardando per terra. Che cosa suc-
cede? forse che non ho il coraggio
di fissare una statua? Sollev il ca-
po e gli occhi di Cristo sembravano
inchiodati nei suoi. Si sforz, ma non
riusc a sfuggire da questo sguardo,
cominci a sentire un sudore in testa.
Tent unaltra volta:
Tu sei morto per me e a mea
me non
Non termin la frase. La sua voce
rintronava nelle sue orecchie come
un carillon. Gli sembrava ora che non
ci fosse pi nulla intorno a s, sola-
mente quello sguardo, fissato nel suo.
Le parole si attardavano nella sua te-
sta: morto per me morto per
me morto per me
* * *
Quando torn in s, stava ingi-
nocchiato, o meglio, seduto sulle sue
stesse gambe, ed aveva il volto coper-
to di lacrime. Quanto tempo sar ri-
masto l? Con fatica si alz, e sembra-
va mutato. In una parte recondita del
suo cuore, si era accesa una luce. Da
quellistante egli capii chiaramente
che esisteva un Dio, e questo Dio era
buono. No, non poteva pi ridere di
Lui, non poteva pi offenderLo. Non
poteva pi peccare!
Usc di corsa e torn al confessio-
nale. L stava seduto pazientemen-
te lo stesso sacerdote, al quale fece
unautentica e sincera confessione.
Alcune settimane pi tardi, i france-
scani ricevettero un nuovo novizio.
Miracoli come questo, li fa soltan-
to Quel dolce e silenzioso martire che
pende dal legno. Colui i cui divini oc-
chi posseggono pi eloquenza di tut-
te le parole che sono state e saranno
mai pronunciate
1. XXVI Domenica del Tempo Or-
dinario.
Santa Teresa del Bambin Ges,
vergine e dottore della Chiesa.
San Gerardo Edwards, sacerdo-
te e martire (+ 1588). Morto durante
la persecuzione scatenata dalla regi-
na Elisabetta I dInghilterra, insieme
con i beati Roberto Wilcox, Cristofo-
ro Buxton e Roberto Widmerpool.
2. Santi Angeli Custodi, memoria
obbligatoria.
Beato Giovanni Beyzym, sacerdo-
te (+1912). Gesuita polacco, grande
devoto dellEucaristia, evangelizz i
lebbrosi nellIsola del Madagascar.
3. Beati Andrea di Soveral, Am-
brogio Francesco Ferro e 28 compa-
gni, martiri.
San Dionigi Areopagita, converti-
to da San Paolo Apostolo, nellAreo-
pago di Atene, fu il primo vescovo
di questa citt.
4. San Francesco dAssisi, memo-
ria obbligatoria.
Beato Francesco Xavier Seelos, sa-
cerdote (+1867). Religioso redendo-
rista, si dedic nella citt di New Or-
leans (U.S.A.) a dare assistenza ai
bambini, giovani e immigranti.
5. San Benedetto, il Negro, confes-
sore della fede.
San Froilan, vescovo (+905). Ve-
scovo di Leon (Spagna), si impegn
soprattutto nellevangelizzazione del-
le regioni riconquistate ai mori.
6. San Brunone, sacerdote, memo-
ria facoltativa.
Beata Maria Rosa Durocher, vergi-
ne (+1849). Ha fondato a Longueuil
(Canada) la Congregazione dei Santi
Nomi di Ges e Maria, per la forma-
zione della giovent femminile.
7. Madonna del Rosario,
memoria obbligatoria.
Beato Giovanni Hu-
not, sacerdote e martire
(+1794). Imprigionato per
dieci mesi con 821 altri sa-
cerdoti nelle stive di due
piccole navi, offr le soffe-
renze e la vita per la fede.
8. XXVII Domenica del
Tempo Ordinario.
Santa Pelagia, vergine
e martire (intorno al 302).
Morta a 15 anni, ad Antio-
chia, in Siria.
9. San Dionigi e
compagni, martiri,
memoria facoltativa.
San Giovanni Leonardi, memoria
facoltativa.
San Luigi Beltran, sacerdote
(+1581). Missionario domenicano
spagnolo, convert e difese contro gli
oppressori vari popoli indigeni sud-
americani.
10. San Daniele Comboni, vescovo
(+1881). Propag il Vangelo in terra
africana, combatt la schiavit e soc-
corse i mendicanti.
11. San Filippo, uno dei sette dia-
coni eletti dagli Apostoli (cfr At 6, 1-
6). Convert la Samaria, battezz il
ministro della regina Candace dell
Etiopia.
12. Madonna della Concezione
Aparecida, Patrona del Brasile e Ma-
donna del Pilar (Spagna).
San Serafino di Montegranaro
(+1604). Religioso cappuccino del
convento di Ascoli Piceno. Le sue
due grandi devozioni sono state il
Crocifisso e il Santo Rosario.
13. Beata Maddalena Panattieri,
vergine (+1503). Terziaria domeni-
cana che nella citt di Trino (Italia)
catechizzava in una piccola cappella
dove accorrevano persino sacerdoti
in cerca dei suoi consigli.
14. San Callisto I, Papa, martire,
memoria facoltativa.
San Domenico Loricato, sacerdote
(+1060). Religioso camaldulense, fu
designato da San Pier Damiano a di-
rigere un monastero del suo Ordine.
Soprannominato Loricato perch
usava una camicia di maglia di ferro
(lorica) per mortificare il suo corpo.
15. XXVIII Domenica del Tempo
Ordinario.
Santa Teresa di Ges, vergine e
dottore della Chiesa, memoria obbli-
gatoria.
San Giovanni
di Brbeuf,
Isacco Jogues e
compagni martiri
(chiesa del Sacro
Cuore di Ges,
Montreal, Canada)
Santa Fortunata, martire venerata
a Patria in Campania.
16. Santa Edvige, Santa Marghe-
rita Maria Alacoque, vergine, memo-
rie facoltative.
San Gerardo Maiella (+1755).
Religioso redentorista morto ancora
giovane, consumato di zelo per Dio e
per la salvezza delle anime.
17. SantIgnazio di Antiochia, ve-
scovo e martire, memoria obbligato-
ria.
San Riccardo Gwyn, martire
(+1584). Padre di famiglia e maestro
di scuola nel Paese del Galles, si con-
vert alla fede cattolica, fu torturato
e inforcato perch tentava di conver-
tire altri.
18. Festa di San Luca, Evangeli-
sta.
San Giusto, martire.
19. San Giovanni di Brbeuf, Isac-
co Jogues e compagni, memoria fa-
coltativa.
San Paolo della Croce, sacerdote,
memoria facoltativa.
Beata Ines di Ges Galand, vergi-
ne (+1634). Priora del monastero do-
menicano di Langeac (Francia). Vit-
tima di calunnie e invidia, offr que-
ste sofferenze a Dio per la formazio-
ne dei sacerdoti in Francia.
20. Beato Giacomo Kern, sacerdo-
te (+1924). Per riparare allapostasia
di un religioso premostratense, en-
tr al posto suo nel Monastero di Ge-
ras, offrendo la sua vita per la salvez-
za degli altri.
21. San Viatore, lettore (dopo il
481). Discepolo e ministro di San
Giusto, Vescovo di Lione, lo se-
gu in Egitto per dedicarsi alla vi-
ta di solitudine e penitenza nel de-
serto.
22. XXIX Domenica del Tempo
Ordinario.
Santo Abrcio, ve-
scovo (sec. III). Ve-
scovo di Geropoli,
nella Frigia, propag
la fede per diverse re-
gioni.
23. San Giovan-
ni da Capestrano, sa-
cerdote, memoria fa-
coltativa.
Beato Giovanni Bo-
no, eremita (+1249).
Nella juventude, per-
corse varie regioni
dell Italia esercitan-
do la professione di
commediante. A 40
anni, si convert e ab-
bandon il mondo per
dedicarsi tutto a Cri-
sto e alla Chiesa.
24. SantAntonio
Maria Claret, vesco-
vo, memoria facoltativa.
San Maglorio, vescovo (intorno al
605). Fu discepolo di Sant Iltudo nel
monastero di Llantwit, nel Galles, in-
sieme con suo cugino San Sansone,
futuro Vescovo di Dol, a cui succe-
dette in questa diocesi.
25. San Miniato di Firenze, mar-
tire.
San Gaudenzio di Brescia, vesco-
vo (intorno al 410). Fu ordinato Ve-
scovo di Brescia da SantAmbrogio.
Illustre per la sua dottrina e le sue
virt, istru il suo popolo per mezzo
di sermoni e opere scritte.
26. San Rustico, vescovo (intorno
al 461). Evangelizz i popoli della re-
gione della Narbona, Francia.
27. SantEvaristo, Papa (+108).
Quarto successore di San Pietro, di-
resse la Chiesa al tempo dell impera-
tore Traiano.
28. Festa degli Apostoli San Simo-
ne e San Giuda Taddeo.
San Vincenzo, Santa Sabina e
Santa Cristeta, martiri (intorno al
305). Vincenzo e le sue due sorelle
furono martirizzati insieme nella cit-
t di Avila, durante le persecuzioni di
Diocleziano.
29. XXX Domenica del Tempo Or-
dinario.
San Teodario, abate (intorno al
575). Discepolo di San Cesario di
Arles. Costru a Vienne (Francia)
celle per i monaci. Fu nominato dal
suo vescovo orator ad Deum e pe-
nitenziario maggiore per tutta la dio-
cesi.
30. Beato Alessio Zaryckyj, sacer-
dote e martire (+1963). Mor per la
fede dopo quindici anni di lavori for-
zati, in un campo di concentramento
a Dolinka, Kazakistan.
31. San Wolfango, vescovo (+994).
Restaur la disciplina ecclesiastica
nella Diocesi di Ratisbona (Germa-
nia), riform monasteri e fu un gran-
de predicatore.
Santa Teresa dAvila e San Giovanni della Croce
(Convento di Santa Teresa, Avila, Spagna)
Q
Jos Antnio Dominguez
50 Salvami Regina Settembre 2006
Lautorit una croce!
Il potere del governante non esiste per il suo vantaggio e
gloria personale, ma per servire il bene comune. Consapevoli
di questa realt, i sovrani cattolici hanno cominciato a
collocare sopra le loro corone una croce.
uando si parla di re e
regine, subito si pensa
alle corone Quando
sar sorta la prima?
Sar che i re pi anti-
chi della Storia la usavano gi? Non si
conserva memoria di ci, poich que-
sto registro, se mai esistito, si perso
nella notte dei tempi.
La penna di Fustel de Coulanges,
storico francese del secolo XIX, de-
scrive questi tempi antichi con mae-
stria, dicendo che le grandi famiglie
generarono trib e, a loro volta, que-
ste trib riunite costituirono i primiti-
vi regni. Ad un certo momento, i ca-
pi di questi clan capirono che il loro
venerabile patriarca, discendente di-
retto dei fondatori di quella piccola
nazione, gi oltrepassava, per la sua
autorit ed importanza, la semplice
condizione di capo tribale o leader
familiare.
Se sia stato unto da qualche
sommo sacerdote, eletto tra gli an-
ziani o acclamato da tutto il popo-
lo, non lo sappiamo. E certo che, a
partire dal momento in cui sorto
un re, fu necessario creare unin-
segna per distinguerlo, poich an-
che i pi primitivi gruppi umani ri-
conoscevano il valore inestimabile
dei simboli.
Forse in questo modo nata la co-
rona reale. molto probabile che es-
sa non possedesse, ancora, il forma-
to che c familiare, ma, indiscutibil-
mente, gi aveva come scopo di distin-
guere il sovrano, ornare la sua fronte e
mettere in risalto la sua dignit.
In effetti, il sovrano era per la na-
zione come la testa per il corpo. In
lui risiedeva lalta e nobile funzio-
ne di dirigere tutto quanto stava sot-
to il suo dominio. Per questo, la co-
rona, simbolo dellautorit, era adat-
ta ad ornare la fronte del suo deten-
tore, ad essere la parte pi nobile del
corpo, quella che governa tutti i suoi
membri ed organi. Quando uno
chiamato a svolgere il ruolo di capo,
in qualsiasi gruppo umano, deve es-
sere rivestito delle pi alte virt, cos
anche nella corona devono essere in-
castonate le pi preziose pietre, sim-
bolo delle virt del sovrano.
Levoluzione del formato dei dia-
demi reali, nel corso della Storia,
certamente riflette in qualche modo
la mentalit dominante nellepoca.
Per esempio, nellAntichit, allau-
torit era collegato il concetto di for-
za. Per citare soltanto un esempio,
nellImpero Romano, dove il Diritto
era tanto sviluppato, la scienza del-
le leggi aveva poco peso, quando si
trattava di scegliere e acclamare un
nuovo Cesare Il pi forte, il gene-
rale vittorioso era con pi frequen-
za quello scelto. E in tal modo sido-
latrava la forza che i romani, tanto
sensati in altre materie, giungevano
allassurdo di venerare limperato-
re come Dio!!! Culto questo istituito
per legge, che Costantino, il Gran-
NellAntichit, allautorit
era collegato il concetto di forza
(Busto di Giulio Cesare,
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de, abol, non senza una certa diffi-
colt
Dalla corona dalloro dei Cesari ro-
mani era ancora assente la giustizia,
che solo avrebbe brillato con tutto il
suo fulgore nella Chiesa Cattolica.
Costantino, il primo imperatore
cristiano, introdusse una modifica so-
stanziale nel concetto dellautorit e
nelle corone dei sovrani. Nel ricevere
dalla sua devota madre, lImperatri-
ce SantElena, le reliquie della Passio-
ne, fece incastonare nella sua corona
uno dei chiodi usati nella crocifissio-
ma si piegano, soggiogati dal peso del-
la croce. Bella simbologia, per ricor-
dare ai detentori dellautorit in tut-
te le capillarit della societ, giungen-
do fino alla famiglia, dove il padre di
famiglia esercita il suo regno che
lautorit una croce. Dunque il vero
dirigente deve essere il primo nel suo
campo dazione, ed esempio di vir-
t per i suoi subordinati. Quante vol-
te, quando il subalterno lascia cade-
re lungo il cammino la croce, abbat-
tuto dallo scoraggiamento o non con-
formato per la mancanza di rassegna-
zione, il suo superiore che deve ca-
ricarla
Per questo, ai detentori dellautori-
t sono attribuiti onori o titoli, in mo-
do da riconoscere il sacrificio ineren-
te al loro esercizio. il caso, per
esempio, del Romano Pontefi-
ce, la pi alta autorit spiritua-
le sulla faccia della terra. Tra
i suoi titoli, senza dubbio, il
pi bello quello di Servo
dei servi di Dio.
ne di Nostro Signore. In questo modo,
non solo riconosceva che da Lui gli ve-
niva lautorit, ma anche che leserci-
zio del potere significava una vera cro-
cifissione; pioch lautorit non esiste
per vantaggio e gloria personale, ma
per servire il bene comune. E in que-
sto aspetto pu essere comparata ad
un sacerdozio.
Consapevoli di questa realt, i so-
vrani cattolici cominciarono a porre
in cima alle loro corone una croce. In
molte di loro, gli anelli non si unisco-
no in cima, a formare una bella ogiva,
Corona del Sacro
Impero Romano-
Germanico (Museo di
Arte Storica, Vienna)
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giunto il momento, formata e
preparata da Lui, lhaofferto
per il nostro riscatto, in uno
stesso ideale damore questa
Madre non ha il diritto al
titolo di Co-Redentrice?
Don de la Boullaye
on abbiamo se
non un unico
Redentore:
lAgnello Immolato sulla
Croce. giusto, ma la Madre
mirabile che lha educato
per il Calvario e che,
Madonna della
Piet (Museo
Pietro di Osma,
Lima, Per)
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