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Salvami Regina

Numero 25
Gennaio 2006
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova
Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione
E il Bambino cresceva
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IL TESORO DELLA PREGHIERA
Preghiera della famiglia cristiana alla Madonna
antissima Madre di Ges, Sposa del glorio-
so San Giuseppe, Tu hai fatto parte della Sa-
cra Famiglia e al suo interno hai avuto grandi
compiti da svolgere.
Ah! Signora, che sollecitudine e premure hai avuto
nella Casa di Nazareth! Quanta tristezza per la povert
della tua famiglia e per le sofferenze che questa avreb-
be potuto generare a Ges! Che diligenza nel lavoro e
che zelo nelleducazione del tuo adorato Ges!
Tu che conosci tanto bene le necessit di una fa-
miglia, ascolta le suppliche che Ti rivolge questa fa-
miglia che Ti appartiene. Insegnaci le virt che hai
praticato; soccorri ed assisti le nostre mamme af-
finch siano nelle nostre case quello che Tu sei sta-
ta nella casa di Nazareth, in modo che, imitando le
tue virt, siano anche loro la felicit delle nostre ca-
se, come Tu hai reso felici le persone della Sacra
Famiglia.
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Nmero 49 Janeiro 2006
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Anno VIII, numero 25, gennaio 2006
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
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riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Scrivono i lettori ............................................................................................................ 4
Editoriale: Come cresciuta la Chiesa nel 2005 ......................................................... 5
La Chiesa cresce nella grazia e nella santit .............................................................. 6
Commento al Vangelo: Incontriamo il Messia ...................................................... 14
La voce del Papa: Maria Santissima, Madre della Chiesa ...................................... 20
Il bambino che voleva guadagnarsi il Cielo .............................................................. 23
Araldi nel mondo ......................................................................................................... 26
Due anni a proteggere il Santo Padre ........................................................................ 30
LEucaristia stimola il fervore della carit ............................................................... 32
Limportanza del canto nelladorazione eucaristica ................................................. 34
LEucaristia, cuore della vita cristiana ...................................................................... 36
Egli venuto per tutti... ............................................................................................... 38
La Parola dei Pastori ................................................................................................... 40
accaduto nella Chiesa e nel mondo ......................................................................... 41
La Diocesi di Roma affida la Chiesa di San Benedetto agli Araldi ....................... 44
Il ramo secco fiorito ..................................................................................................... 46
I santi di ogni giorno ................................................................................................... 48
Le Montagne e il Dio delle Cim .................................................................................. 50
Incontro del
Papa con 100
mila bambini
della Prima
Comunione,
in Piazza San
Pietro
(Foto: Vctor
Toniolo)
Mons. Lucio Renna mentre presenta ai fedeli di Capelle dei Marsi il
nuovo parroco della Chiesa di San Nicola di Bari, Araldo Don Mariano
Legeren, e lassistente, lAraldo Don Arnobio Giuseppe Glavan
(pp. 26-27)
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SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Gennaio 2006
UNA RIVISTA RICCA DI SPIRITUALIT
Ogni volta che ricevo la rivista
Araldi del Vangelo una grande
gioia! una sorpresa amorevole di
Maria che mi viene a trovare attra-
verso la ricchezza di questa rivista.
Devo anche ringraziare tutti voi
Araldi perch siete dei validi testi-
moni ed il vostro impegno senza
dubbio lattuazione dei piani di Ge-
s con Maria! una rivista ricca di
spiritualit, teologia, informazione e
mi avvicina a tutti quei Paese lonta-
ni, proprio grazie al Cuore Immaco-
lato di Maria.
Maria G. da Cagliari (CA)
SPERANZA, PACE E SERENIT
Ero rattristato e quasi sfiducioso
per quello che sta accadendo nel no-
stro mondo, ma dopo averVi scoper-
to penso che un bel d Nostro Signore
ci regaler nuovamente PACE e SE-
RENITA.
Luigi da Termini Imerese (PA).
FEDE ALLA MADONNA
Ho ricevuto il suo libretto Fati-
ma, il Mio Cuore Immacolato Trion-
fer! e la ringrazio moltissimo per-
ch ho potuto cos, mettere subito in
pratica gli insegnamenti della Ma-
donna.
Mia moglie, educata ai valori cri-
stiani nel collegio di suore frequenta-
to in giovent, si trovata ad un cer-
to punto della sua vita, a frequentare
persone sbagliate che lhanno coin-
volta negli errori della New Age. Non
credeva pi ai sacerdoti, la S. Messa
lannoiava, in casa non si trovava pi
bene.
Io soffrivo di tutto questo e cos ho
cominciato a rivolgermi con pi fede
ancora alla Madonna impegnando-
mi a recitare quotidianamente il San-
to Rosario. Il miracolo avvenne du-
rante la malattia e la morte di Gio-
vanni Paolo II: mia moglie ha abban-
donato gli errori della New Age.
Ora la sera preghiamo ancora as-
sieme, frequentiamo la S. Messa e
lEucaristia e larmonia e la pace so-
no ritornate nella nostra famiglia.
Nello da Roma (RM)
RICHIESTA DI UN PRIGIONIERO
Amatissimi fratelli in Cristo Ge-
s, mi complimento per la bellissi-
ma rivista, sempre pi ricca di avve-
nimenti culturali religiosi. Le chiedo
carissimo fratello in Cristo Ges, se
mi potete spedire delle riviste religio-
se, scadute, o vecchie, ed una coron-
cina del Santo Rosario, qui in carcere
la vita insipida del tutto, trovo sapo-
re soltanto nella preghiera.
Gianfranco dalla Casa Circon-
dariale Catanzaro (Siano, CZ)
UN GIORNO CON MARIA A MESSINA
Ho ricevuto proprio oggi la comu-
nicazione del prossimo incontro ma-
riano fissato per il 3 dicembre del cor-
rente anno a Messina.Sono proprio
contenta di questa iniziativa e lieta
di apprendere,dal programma che mi
inviate, limportanza che ha una co-
s Bella e Assoluta Presenza(quella
della Vergine Maria)nella nostra vita.
Sicuramente e con grande affetto mi
auguro di esserci anchio con qualche
familiare, per partecipare ad un gior-
no certamente sereno e speciale.
Maria Inga da Messina (ME)
RINGRAZIAMENTO ALLA MADONNA
Vi scrivo questa lettera come rin-
graziamento alla Madonna per esser-
mi stata vicina in un momento par-
ticolarmente doloroso e soprattutto
per aver vegliato su mio figlio coin-
volto in un incidente stradale. La ma-
china sulla quale viaggiava uscita
di strada e mio figlio stato sbalza-
to fuori dal finestrino posteriore ri-
portando solo alcuni ematomi e con-
tusioni.
Negli stessi istanti io stavo so-
gnando la Santissima Vergine che mi
chiamava e mi esortava a rifugiarmi
sotto il suo manto. Al momento del-
lincidente mio figlio portava con s
la Medaglia Miracolosa.
Giuseppina C. da Lauropoli (CS)
MI FATE CAPIRE IL VERO SIGNIFICATO
DI QUESTO NOSTRO CAMMINO
DI FEDE E DI SPERANZA
Vi scrivo per ringraziarvi di tut-
ti i pensierini che mi avete manda-
to. Le medagliette, il libricino, il di-
schetto tanto bello da ascoltare. In
questi giorni mi arrivato il calen-
dario. Appena llo preso in mano ho
cominciato a guardarlo pagina dopo
pagina, sono rimasta senza parole.
veramente belissimo quei panorami
con limmagine della Madonna, so-
no un vero incanto.
Quando mi arriva la rivista imparo
sempre qualcosa di pi, mi fate capi-
re il vero significato di questo nostro
cammino di fede e di speranza.
Cinzia N. da Gallipoli (LE)
MI SONO SENTITA PRIVILEGIATA
La ringrazio infinitamente per
avermi inviato il calendario 2006 del-
la Madonna di Fatima: un gioiello!
Le voglio confidare che quando, di-
versi mesi fa, per la prima volta ho ri-
cevuto a casa mia la sacra immagine
della Madonna di Fatima, ho provato
una certa commozione, forse perch
arrivata in un momento particola-
re della mia vita. Mi ha davvero toc-
cato il cuore, mi ha dato coraggio, mi
ha aiutato a capire che non bisogna
mai disperarsi di fronte alle avversi-
t della vita.
Mi sono sentita privilegiata. Gra-
zie! Di cuore!
Giovanna P. da San Gio-
vanni la Punta (CT)
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ditoriale
COME
CRESCIUTA
LA CHIESA
NEL 2005
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nginocchiati e pieni di stupore, i Re Magi adorarono il Bambino. In Lui
era la Santit increata e consustanziale al Padre e allo Spirito Santo, co-
me pure la Santit della Sua adorabile Umanit. Questa Santit, an-
chessa chiamata di unione, non altro che la stessa Santit infinita del
Verbo, comunicata sostanzialmente alla Sua natura creata, pertanto
quel Bambino infinitamente santo di Corpo e Anima.
In una maniera diversa da quello che succede con i battezzati, in quel Bam-
bino la Grazia di unione abbelliva anche il Suo stesso Corpo; per questo qua-
lunque Sua azione corporale per esempio un sorriso, un movimento delle
mani, uno sguardo, ecc. era infinitamente santa e meritoria. Si capisce, co-
s, la virtuosa impazienza di quei re dOriente alla ricerca del Re dei giudei.
La grazia che li muoveva, faceva loro sentire una forte esperienza interiore di
Chi era lEssere da loro cercato. Senza questo impulso divino, mai avrebbero
realizzato questo viaggio tanto arrischiato.
L essi hanno trovato un Bambino che, oltretutto, possedeva una santit
abituale conferita dalla grazia nel suo grado maggiore possibile, facendo di
Lui il Santo dei Santi. Nei Suoi pi piccoli e comuni atti si rifletteva lo splen-
dore di una triplice pienezza: quella della grazia abituale, quella della grazia
presente e quella della generosit totale nella sua massima intensit. Per que-
sto San Paolo aveva una vera passione nel predicare il mistero di Cristo, il Sa-
cramento nascosto e nel manifestare a tutti il disegno salvifico di Dio: E voi
avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cio che il capo di ogni Principato e di
ogni Potest (Col. 2, 10), e Infatti nessuno pu porre un fondamento diverso
da quello che gi vi si trova, che Ges Cristo (I Cor 3, 11).
Cos piccolo, quel Bambino era gi, fin dal suo concepimento, il capo del suo
Corpo Mistico, come conseguenza della sua grazia capitale, fonte di ogni grazia
e di ogni gloria mai conferita agli uomini. in virt di questa grazia capitale che
quel Bambino il centro delle anime e, non solo i Re Magi, ma tutti devono muo-
versi intorno a Lui. Al di fuori di Lui noi perdiamo il respiro, poich Lui latmo-
sfera che ci rivitalizza, come lossigeno fa per i polmoni. Senza di Lui, siamo tral-
ci secchi e morti, separati dalla vera vite. Non senza ragione che, anni pi tardi,
nella sua vita pubblica, Egli dir: Senza di me non potete far nulla (Gv 15, 5).
AdorandoLo, i re dellOriente hanno sentito unondata di vita divina per-
vadere le loro anime assetate e avrebbero ben potuto aver esclamato: In que-
sto Bambino noi viviamo, noi ci muoviamo, noi esistiamo!
Oh, magnum mysterium! Il Verbo di Dio ha voluto farSi carne perch la
sua divinit e la sua anima santissima avessero un tempio degno di loro. S, il
Bambino era un Tempio animato, santissimo e assolutamente divino, un alta-
re, un vaso sacro, una mirabile custodia. Il Verbo cos Lo ha voluto, anche per
darci un esempio di tutte le virt esteriori. Egli Lo ha voluto per manifestare
la massima bellezza ai nostri occhi carnali.
Ci che estasiava i Santi Re era il contemplare la pienezza della grandezza,
nel suo pi alto grado, in un tenero Bambino impossibilitato di crescere nella
Sua spiritualit. Ben al contrario del Suo adorabile corpicino. E la Chiesa Mi-
litante, parte integrante del Corpo Mistico del Suo Fondatore, si sviluppa tale
quale il progresso fisico di Quel Bambino.
E come cresciuta nellanno 2005? Questo il tema che sar trattato nel-
le prossime pagine.
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RETROSPETTIVA 2005
La Chiesa cresce nella
grazia e nella santit
Guardando allanno appena trascorso, evitiamo una visione
semplificata e cupa della realt. In mezzo alle disgrazie e
catastrofi, non sono mancati nella vita della Chiesa avvenimenti
gioiosi e pieni di speranza.
n un mondo in cui quasi
tutto sfavorevole o per-
sino ostile al messaggio
del Vangelo, consola os-
servare come la Chiesa
continuamente cresca e si fortifi-
chi. A lei ben si possono applica-
re le parole di San Luca: Il Bam-
bino cresceva e Si fortificava, pieno
di sapienza, e la grazia di Dio era su
di Lui (2, 40). Siccome la grazia
di Dio su di Lei, la Santa Chie-
sa sempre crescer in santit, ma-
nifestando nuove bellezze, fino al-
la fine dei secoli. Nella sua lette-
ra agli Efesini, San Paolo espri-
me con eloquente bellezza questa
verit: Cristo ha amato la Chiesa
e ha dato se stesso per lei, per ren-
derla santa, purificandola per mez-
zo del lavacro dellacqua accom-
pagnato dalla parola, al fine di far-
si comparire davanti la sua Chiesa
tutta gloriosa, senza macchia n ru-
ga o alcunch di simile, ma santa e
immacolata(5, 25-27).
Cos, mentre numerosi fattori
di disgregazione sociale si sono
accentuati nel corso del 2005, la
Sposa di Cristo ha continuato a
fiorire ed ha indicato senza tre-
gua allumanit il cammino della pa-
ce e della speranza.
Per dimostrare questo, ricordiamo
alcuni avvenimenti dellanno appena
concluso.
IL POTERE DI ATTRAZIONE
DEL PAPATO
Come un unico cuore, il mondo ha
rivolto la sua attenzione a Roma allini-
zio di aprile, assistendo, tra il dolore e lo
stupore, alle solenni esequie di un
Papa e alla gioiosa intronizzazione
dellaltro. Miliardi di persone han-
no seguito con attenzione, dagli
schermi della TV, quello che suc-
cedeva in Vaticano, da quando si
sparsa la notizia dellaggravarsi del-
lo stato di salute di Giovanni Paolo
II. Nella memoria e nei cuori rimar-
r soprattutto impressa quella glo-
riosa mattina, in Piazza San Pietro,
quando, intorno alle spoglie morta-
li del defunto Papa, si sono riuniti i
capi di Stato, migliaia di altre auto-
rit ed una incalcolabile moltitudi-
ne di persone di tutti gli stati sociali,
tra i quali moltissimi giovani.
Come disse in seguito Benedet-
to XVI, lumanit ha vissuto un
tempo straordinario di grazia, tra-
dotto nellonda di fede, di amore e
di spirituale solidariet. S, questa
commozione mondiale era possi-
bile soltanto in virt di grazie ine-
dite concesse da Dio, saggio di al-
tre, chiss, maggiori, pi efficaci e
Il Bambino cresceva e Si irrobustiva, pieno
di sapienza, e la grazia di Dio era su di Lui
(dipinto della scuola cusquena)
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pi frequenti, che Egli ha riservato per
risollevare il nostro mondo decadente.
Quattro milioni a Roma
Si calcolato che sia stato questo
il numero di persone che sono accor-
se da tutto il mondo nella capitale del-
la Cristianit in quelloccasione. Ogni
ora, sono entrate nella Basilica Vati-
cana 21mila persone; il tempo medio
di attesa nella fila era di 13 ore, men-
tre per molti questo tempo stato di
24 ore; 500mila fedeli hanno riempi-
to Piazza San Pietro il giorno dei fune-
rali, mentre altri 600mila erano pigiati
nei luoghi dove erano stati istallati gli
schermi giganti di ritrasmissione.
Tutti erano talmente consapevo-
li del momento storico che stava-
no vivendo ed erano cos animati da
un stretto sentimento di ammirazio-
ne e rispetto verso il Papato, che la lo-
ro presenza, a Roma, n ha provoca-
to caos alcuno,n ha reso necessario il
rinforzo nellazione di polizia, ma tut-
to si svolto pacificamente. Questa
stata una prova ulteriore, tra laltro, di
quanto la pratica religiosa faccia bene
anche allordine pubblico.
Internet conferma
linfluenza della Chiesa
Secondo lassociazione Global
Language Monitor, soltanto nelle
72 ore successive allannuncio del-
la scomparsa di Giovanni Paolo II, il
suo nome stato citato 10 milioni di
volte in Internet. In questo stesso pe-
riodo di tempo sono state pubblica-
te circa 75mila notizie riguardanti la
sua morte, numero questo 5 volte pi
grande di quello delle notizie sugli at-
tentati dell11 settembre 2001 contro
la nazione nordamericana.
UN PONTIFICATO CHE HA
MARCATO LA STORIA
Finis coronat opus Il modo in cui
Giovanni Paolo II pass alleternit ha
coronato la sua vita e pi ancora il suo
pontificato, il terzo pi lungo della Sto-
ria, punteggiato da importanti interven-
ti nellalta sfera politica mondiale, sag-
ge encicliche e lettere apostoliche, e in-
stancabili viaggi in tutto il mundo.
Malgrado tutto ci, Giovanni Paolo
II sar ricordato non soltanto per le sue
attivit, ma anche per la sua spirituali-
t, in cui si evidenziava la grande de-
vozione alla Santissima Vergine. A Lei
era consacrato come schiavo damo-
re, secondo la spiritualit di San Luigi
Maria Grignion de Montfort.
stato ancora il Papa dei nuovi mo-
vimenti e associazioni laiche e si mo-
strato instancabile nel richiamo alla san-
tit e allo sforzo di evangelizzazione.
Egli ha riaffermato con forza la
dottrina della Chiesa contro laborto,
leutanasia e il relativismo morale; e
si schierato a favore della famiglia,
della dignit umana e della castit.
Per volont del Papa Benedet-
to XVI, la sua causa di beatificazio-
ne pu avere inizio prima del termine
regolamentare di cinque anni. Cos,
il 28 giugno si realizzata la sessione
di Apertura dellInvestigazione Dio-
cesana sulla vita, le virt e la fama di
santit del compianto Pontefice.
CHIESA IMMORTALE
Lasciare che lo stesso
Cristo guidi la Chiesa
Nella istituzione pi antica e pi
solida della terra, il passaggio del co-
mando ha solo un significato: lim-
Il mio vero programma di governo non fare la mia propria volont,
ma ascoltare, insieme a tutta la Chiesa, la parola e la volont del
Signore (scene della Messa allinizio del Pontificato)
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mortalit. lo stesso Apostolo Pietro
che continua al timone della Chiesa
di Dio.
Il mio reale programma di governo
non fare la mia propria volont, non
seguire le mie proprie idee, ma ascol-
tare insieme a tutta la Chiesa, la paro-
la e la volont del Signore, per essere
guidato da Lui, di modo che egli stesso
guidi la Chiesa in questa ora della no-
stra Storia.
Con queste parole Benedetto XVI
inaugurava il suo pontificato. Vati-
canisti considerano che il momen-
to nel quale i Cardinali hanno deciso
lelezione di Benedetto XVI sia sta-
to quello della sua omelia nella Mes-
sa del 18 aprile, durante il Conclave,
quando egli ha trattato, con corag-
gio e discernimento, dei mali che la
Chiesa affronta. Mostrando che non
possiamo avere una fede infantile,
egli ha detto: Una fede adulta non
una fede che segue le tendenze della
moda e lultima novit; una fede ma-
tura profondamente radicata in Cri-
sto. Questa amicizia ci apre a tutto ci
che buono e ci d un criterio grazie al
quale possiamo distinguere tra la verit
e il falso, tra linganno e la verit.
Moltitudini sempre pi grandi
Contraddicendo i pronostici i quali
dicevano che Benedetto XVI avrebbe
attratto meno fedeli del suo predeces-
sore, nei suoi primi cinque mesi di pon-
tificato aumentato, in modo signifi-
cativo, il numero dei pellegrini che si
recano in Vaticano per un incontro con
il Papa. Nel periodo tra maggio e set-
tembre, 410mila persone hanno parte-
cipato alle udienze generali del merco-
led, e 600mila alla recita dellAngelus
alla domenica. Pi del doppio rispetto
allo stesso periodo del 2004.
Libri del Papa
Lelezione del Cardinale Ratzinger
ha provocato una corsa alle librerie,
in cerca delle sue opere. Solo a Ma-
drid, in un giorno soltanto sono stati
esauriti tutti gli esemplari, nelle prin-
cipali librerie. Varie riedizioni so-
no state rapidamente avviate. Lope-
ra pi richiesta la autobiografia del
Papa, La mia vita Ricordi, nella
quale egli racconta, tra altri fatti, le
sue vicissitudini durante la II guerra
mondiale, i suoi studi di teologia e la
sua partecipazione al Concilio Vati-
cano II.
A Roma stato lanciato lultimo
libro scritto dal Cardinale Ratzin-
ger prima della sua elezione al Soglio
Pontificato, intitolato LEuropa di
Benedetto nella crisi delle culture.
Si compone di tre conferenze pro-
i popoli, una grande famiglia, median-
te la forza unificatrice della Verit e del-
lAmore. Segnalava, in quelloccasio-
ne, il suo impegno speciale di portare
entro il grembo della Chiesa tutti co-
loro che di esso devono far parte.
In unaltra omelia, ha espresso il
suo desiderio di seguire i passi del
Buon Pastore. Tracciando il program-
ma di un ecumenismo autentico, ha ri-
petuto con Ges: Ho altre pecore che
non sono di questovile; anche queste io
devo condurre; ascolteranno la mia vo-
ce e diventeranno un solo gregge e un
solo pastore(Gv 10, 16).
Malgrado la crisi di fede e il rela-
tivismo senza precedenti, sembra che
stiamo vivendo un momento favore-
vole per il ritorno di molti alla Casa
Paterna. Cos, in quellimpressionan-
te mese daprile, anche nei paesi oc-
cidentali dove i cattolici sono una mi-
noranza, si alzata unenorme onda-
ta dinteresse per il Papato, come ne-
gli Stati Uniti, nella Svezia, in Finlan-
dia, ecc. Il caso dellInghilterra stato
sorprendente. Come hanno commen-
tato i mezzi di comunicazione di mas-
sa, questo paese si comportato come
se fosse cattolico. I funerali di Giovan-
ni Paolo II hanno influenzato tanto la
vita pubblica inglese che hanno dato
come esito un giorno di ferie ufficio-
so per tutti, hanno posticipato il ma-
trimonio del Principe Carlo e lannun-
cio dello scioglimento del Parlamen-
to; il canale BBC 24 Ore ha trasmesso
senza intervallo, in diretta dal Vatica-
no, per una settimana intera.
Sulla scia di questo movimento
mondiale, un mese dopo il vescovo
luterano di Helsinki, Aero Huovinen,
che aveva partecipato al Congresso
Eucaristico Italiano a Bari, ha dichia-
rato: Noi, luterani finlandesi, voglia-
mo far parte della Chiesa Cattolica di
Cristo.
Un alto interesse verso quello che
succedeva a Roma si verificato an-
che in paesi dove il Cristianesimo ha
pochissimi seguaci, come il Giappo-
ne, la Corea, la Cina e altre nazioni
dellAsia e dellAfrica.
nunciate rispettivamente nel 1992,
1997 e 2005; in esse, lallora Cardina-
le tratta della crisi delle culture e del-
la figura di San Benedetto da Norcia,
di cui il nuovo Papa ha preso il nome,
avendo tra i suoi obiettivi quello di
impegnarsi affinch lEuropa ritorni
alle sue radici cristiane.
Le accoglienti porte
della Casa Paterna
Nel primo messaggio dopo la sua
elezione, alla fine della Messa del 20
Aprile, Benedetto XVI ha affermato:
I funerali di Giovanni Paolo II sono
stati una esperienza veramente straordi-
naria nella quale si sentito in un cer-
to senso il potere di Dio che, attraverso
la sua Chiesa, desidera formare, di tutti
La scomparsa di Suor Lucia ha mo-
strato quanto sia ancora vivo il mes-
saggio della Madonna di Fatima
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Tutte queste sono promesse di
grazie e avvenimenti straordinari che
forse non tarderanno a realizzarsi.
Con gli occhi rivolti allEucaristia
impossibile non vedere una rela-
zione tra queste grazie abbondanti e
lAnno dellEucaristia, istituito precisa-
mente per aiutare il mondo a reincon-
trare il nostro Divino Salvatore. Tanti
sono stati i benefici ricevuti che i vesco-
vi brasiliani, riuniti nellAssemblea Ge-
nerale della CNBB, dal 9 al 17 agosto,
hanno deciso di prolungarlo, nel pro-
prio Paese,fino alla realizzazione del
Congresso Eucaristico Nazionale di
Florianpolis, nel maggio prossimo.
A Bari (Italia), Benedetto XVI ha
celebrato la Messa di chiusura del
Congresso Eucaristico Nazionale, il
29 maggio. Nellomelia, il Papa ha
riaffermato la sua volont di avere
come impegno fondamentale quello di
lavorare con ogni energia per la ricosti-
tuzione della piena e visibile unit dei
seguaci di Cristo, confermando lEu-
caristia come Sacramento di unit.
IMPEGNO CATECHETICO
Compendio del catechismo della
Chiesa Cattolica: un best seller
In meno di un mese dopo il suo
lancio, fatto il 28 giugno, il Com-
pendio del Catechismo della Chie-
sa Cattolica ha oltrepassato i 400mila
esemplari venduti, considerando solo
ledizione italiana. NellIntroduzio-
ne di quest opera, lallora Cardinale
Ratzinger ha messo in risalto che es-
sa ha tre caratteristiche principali:
una sintesi fedele e sicura degli inse-
gnamenti del Catechismo della Chie-
sa Cattolica, promulgato nel 1992;
concepita sotto forma di domande
e risposte che coinvolgono il letto-
re, invitandolo a proseguire nella sco-
perta di aspetti sempre nuovi della ve-
rit sulla Fede; utilizza immagini ar-
tistiche per aiutare nella trasmissione
del messaggio evangelico, considera-
to che limmagine sacra pu esprime-
re molto di pi che la stessa parola.
Dottrina sociale della Chiesa
Il 21 giugno stata lanciata nel-
la sede della CNBB, a Brasilia, ledi-
zione brasiliana del Compendio del-
la Dottrina Sociale della Chiesa. Il
Cardinale Renato Martino, Presi-
dente del Pontificio Consiglio Giusti-
zia e Pace, ha dichiarato in occasione
di questo lancio: Il Compendio non
deve essere inteso come un riassun-
to didattico. Esso ha un valore sim-
bolico, che intendere la proposta di
una vita unitaria e un valore pratico
pastorale. Ha messo in risalto anche
come esso sia uno strumento di pro-
mozione del dialogo ecumenico.
IL SINODO DEI VESCOVI
Uno straordinario frutto dellAn-
no dellEucaristia stata lXI Assem-
blea Generale Ordinaria del Sinodo
dei Vescovi, la quale finita per di-
ventare una delle pi importanti mai
realizzate da questo alto organismo
ecclesiastico, dal tempo della sua
creazione nel 1965.
Non c stata materia ecclesiale di
rilievo che non vi sia stata dibattuta.
Presenti tra i temi del documento fina-
le elaborato dai padri sinodali: la riaf-
fermazione del celibato sacerdotale;
limplementazione di una pedagogia
della conversione, che nasce dallEuca-
ristia; limportanza dellArs celebran-
di, che si preoccupa che nella Messa
sia espressa la sacralit del mistero eu-
caristico e si mantenga la fedelt alle
norme liturgiche; la diligenza nel pre-
parare lomelia, che deve trattare della
Sacra Scrittura e dei grandi temi della
Fede cristiana; una maggiore utilizza-
zione della lingua latina nella Liturgia
Ogni ora, 21mila
persone entravano nella
Basilica Vaticana per
prestare il loro omaggio
a Giovanni Paolo II
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10 Salvami Regina Gennaio 2006
durante gli incontri internazionali e la
reintroduzione dellinsegnamento del
latino e del canto gregoriano nei se-
minari; le condizioni richieste per es-
sere ammesso alla comunione eucari-
stica; linsostituibile ruolo della Con-
fessione individuale; lurgenza di dare
una maggiore formazione nei semina-
ri a proposito dellEucaristia.
MARIA, REGINA DEI CUORI
Morte di Suor Lucia: Fatima
al centro dellattenzione
La scomparsa dellultima pasto-
rella di Fatima, in febbraio, ha sol-
levato unondata di emozione in tut-
to il mondo, mostrando quanto conti-
nui ad essere vivo, nellorizzonte spi-
rituale dellumanit, il messaggio da-
to dalla Madonna durante quelle ap-
parizioni. Una moltitudine commos-
sa accorsa a Coimbra per prestare a
Suor Lucia lultimo omaggio. In Por-
togallo stato decretato il lutto na-
zionale. Il Papa Giovanni Paolo II ha
inviato, tramite il suo rappresentante
personale, lArcivescovo Tarcisio Ber-
tone, un messaggio in cui affermava:
Sempre mi sono sentito protetto dal-
lofferta quotidiana della sua preghiera
[di Suor Lucia], specialmente nei duri
momenti di difficolt e sofferenza.
Cresce la devozione alla
Madonna tra i fratelli separati
Mentre si va incrementando tra i
cattolici, un po dappertutto, la devo-
zione al Rosario, lultima novit nel-
lambito della piet mariana molto di-
battuta nel 2005, giungendo a conqui-
stare le pagine di grandi pubblicazio-
ni la crescente devozione alla Ma-
donna in molte chiese protestanti. Ne-
gli Stati Uniti e in altri paesi, molti tem-
pli gi contengono immagini di Maria e
promuovono la recita del Rosario.
Di massima importanza in questa
direzione il documento firmato dal-
la Commissione Internazionale An-
glicano-Cattolica, nel mese di mag-
gio, intitolato: Maria: Speranza e
Grazia in Cristo, nel quale si affer-
ma che gli insegnamenti cattolici ri-
guardo la Madonna sono autentiche
espressioni della fede cristiana. Dopo
sei anni di dibattiti a proposito di que-
sto tema, gli anglicani sono invitati ad
agire di conseguenza e a valutare po-
sitivamente i dogmi mariani, compre-
so quello dellImmacolata Concezio-
ne e dellAssunzione al Cielo.
Moltitudini onorano e
lodano la Madre di Dio
In Brasile, le dimostrazioni pub-
bliche di amore filiale alla Madonna
attirano un numero sempre maggio-
re di fedeli. Circa due milioni di per-
sone hanno partecipato al 213 Ce-
ro di Nazareth, realizzato a Belm do
Par, giorno 9 ottobre, festivit reli-
giosa, la pi grande nel Brasile e for-
se nel mondo.
Nel Santuario Nazionale della
Aparecida aumenta ogni anno il nu-
mero di pellegrini. Nel 1900 era cal-
colato a 150mila il numero annuale
dei pellegrini. Nel 1957, erano gi un
milione. Oggi le statistiche parlano di
7 milioni di pellegrini per anno. So-
lamente il giorno 12 ottobre, 155mi-
la fedeli sono andati a venerare la Pa-
trona del Brasile nel suo Santuario.
Con Maria, nellAnno dellEucari-
stia, costruire una cultura di pace,
stato il tema della novena preparato-
ria di questanno.
Lisbona si consacra a Maria
La solenne consacrazione di Li-
sbona alla Madonna di Fatima stato
il momento culminante del Congres-
so Internazionale per la Nuova Evan-
gelizzazione, realizzato in questa cit-
t dal 5 al 13 novembre, con la par-
tecipazione di 1970 congressisti di
Portogallo, Francia, Austria, Belgio,
Ungheria, Spagna, Inghilterra, Stati
Uniti e Australia. Ci che pi ha col-
pito il grande pubblico stata la Pro-
cessione di Luce, la sera del giorno
12, quando una moltitudine calcola-
ta tra le 400 e le 500mila persone ha
seguito per tre ore la statua della Ma-
donna di Fatima, senza lasciarsi vin-
cere dalla pioggia e dal freddo. Alla
fine, il Cardinale-Patriarca di Lisbo-
na, Jos Policarpo, ha fatto la solen-
ne consacrazione della citt alla San-
tissima Vergine.
LA FORZA DELLA CHIESA
Vittoria in Italia
I partiti di opposizione al gover-
no italiano hanno subito una fragoro-
sa sconfitta nel referendum dei giorni
12 e 13 giugno, convocato per auto-
rizzare la ricerca con embrioni uma-
In meno di un me-
se, il Compendio
del Catechismo
della Chie-
sa Cattolica ha
oltrepassato
400mila esem-
plari venduti
Gennaio 2006 Salvami Regina 11
ni e liberalizzare la fecondazione as-
sistita. Soltanto il 25% degli eletto-
ri ha partecipato, quando erano ne-
cessari per lo meno il 50% per ren-
dere valida la consultazione. La gran-
de vincitrice stata la Chiesa Cattoli-
ca. Il Papa Benedetto XVI aveva rac-
comandato lastensione al voto, con
un doppio no: sia alla proposta in
quanto tale nonch alluso della con-
sultazione popolare per decidere su
questioni relative alla vita. Nonostan-
te la massiccia campagna a favore del
s portata avanti da gran parte dei
media, da intellettuali, artisti e perso-
nalit di ogni genere -, ha prevalso la
voce della Chiesa.
Sfilata di due milioni in difesa
della formazione religiosa dei figli
Circa due milioni di spagnoli han-
no sfilato per le strade centrali di Ma-
drid, il 12 novembre, in una gigante-
sca manifestazione in difesa del dirit-
to dei genitori a dare ai loro figli la
formazione religiosa e morale che de-
siderano. Secondo una dichiarazione
della Commissione Permanente del-
la Conferenza Episcopale Spagno-
la, questo diritto seriamente minac-
ciato dal Progetto di Legge Organica
dellEducazione, che conferisce al-
lamministrazione pubblica tale potere
che pu fare dello Stato lunico educa-
tore. Organizzata dalla Federazione
Cattolica Nazionale di Genitori degli
Alunni (CONCAPA) e altre associa-
zioni simili, la manifestazione ha per-
corso, come un fiume in piena, il fa-
moso Paseo de la Castellana. Tra la
moltitudine dalunni, genitori e pro-
fessori, si notavano numerose suore e
sacerdoti ed stata segnalata la pre-
senza di otto vescovi.
Chiesa, listituzione pi affidabile
Per il 75% dei latino-americani, la
Chiesa Cattolica listituzione pi ri-
spettata e meritevole di credito, pi
dei politici, giornalisti, della polizia
e del potere giudiziario. Questa la
conclusione dello studio realizzato
dallimpresa cilena Latinobarme-
tro in 17 paesi dellAmerica Latina e
pubblicato dallanalista Andrs Op-
penheimer nel giornale spagnolo La
Vanguardia. Marta Lagos, direttri-
ce del Latinobarmetro, ha afferma-
to che, nonostante la diminuzione del
numero dei cattolici nel continente,
la Chiesa continua ad essere leader
morale e fonte di legittimit e rimane
come il punto di riferimento pi soli-
do delle nazioni latino-americane.
Crescita negli Stati Uniti
Anche nella pi potente nazione
della terra, la Chiesa, pur se colpita
da diversi scandali, si mantiene co-
me una delle grandi forze del paese.
Nel 2005, oltre un milione di persone
pi di 80mila oriunde da altre con-
fessioni religiose sono state battez-
zate nella Chiesa Cattolica. I cattoli-
ci ormai sono ufficialmente circa 70
milioni, e grandi indagini di opinione
(come quella del National Survey of
Religious Identification NSRI) sti-
mano che il loro numero sia gi tra
i 73 e i 77 milioni. I nord-americani
formano il terzo maggior contingente
di cattolici del mondo.
LA CHIESA VIVA. LA
CHIESA GIOVANE!
Il Papa Benedetto XVI, nella Mes-
sa inaugurale del suo ministero petri-
no, ha affermato La Chiesa viva.
La Chiesa giovane! Molti avveni-
menti del 2005 mostrano che que-
ste parole possono essere prese vera-
mente alla lettera. Basti ricordare la
Giornata Mondiale della Giovent.
Giornata Mondiale
della Giovent
Erano pi di un milione i giova-
ni che rappresentavano 197 paesi, ol-
tre a 10mila sacerdoti, 800 vescovi,
60 cardinali, 20mila volontari e 7mi-
la giornalisti, riuniti a Colonia (Ger-
mania) dal 16 al 21 agosto, per la 20
Giornata Mondiale della Giovent.
Questi numeri impressionanti atte-
stano di nuovo la forza della Chiesa.
Benedetto XVI ha voluto
celebrare con speciale rilevanza
la festa del Corpus Christi in
questanno dellEucaristia: una
moltitudine di fedeli ha risposto
allappello del Papa
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12 Salvami Regina Gennaio 2006
La cosa pi importante, comun-
que, stato constatare quanto que-
sti giovani si siano mostrati aperti al
messaggio del Vicario di Cristo che
ha detto loro: Chi lascia entrare Cri-
sto nella sua vita non perde nulla, as-
solutamente nulla di ci che rende la
vita libera, bella e grande. (...) Cristo
non vi toglie nulla di ci che avete in
voi di bello e di grande, ma porta tut-
to alla perfezione per la gloria di Dio,
la felicit degli uomini e la salvez-
za del mondo. Daccordo con alcu-
ni giornalisti, i giovani nord-america-
ni sono stati quelli che pi hanno di-
mostrato intesa col Papa.
Alcune poche e deboli voci disso-
nanti hanno tentato di organizzare
una riunione parallela per criticare la
posizione cattolica in materia di Mo-
rale, ma hanno fallito completamente.
Incontro con 100mila bambini
della Prima Comunione
Ha suscitato una speciale sorpre-
sa il successo dellincontro del Papa
Benedetto XVI con i bambini del-
la Prima Comunione, il giorno 16 ot-
tobre, in Piazza San Pietro. Di fronte
ad una previsione che valutava intor-
no a 10mila le presenze a Roma di
bambini e bambine, ne sono compar-
si pi di 100mila, provenienti da tut-
ta Italia, per alcuni momenti di pre-
ghiera e incontro col Papa intorno al-
lEucaristia.
Essi lo hanno salutato con unac-
clamazione allunisono quando han-
no visto arrivare la sua automobile.
Il Pontefice ha percorso lentamen-
te tutta Piazza San Pietro e un gran-
de tratto di Via della Conciliazione,
benedicendo questi figli che lo han-
no accolto con applausi e canti. Poi il
Santo Padre si fatto catechista, ri-
spondendo a varie domande che gli
sono state presentate da sette picco-
li suoi ascoltatori. Quando il Papa ha
preso lostensorio per dare loro la be-
nedizione del Santissimo Sacramen-
to, tutti loro si sono messi in ginoc-
chio e con le mani giunte, in adora-
zione di Ges Eucaristico. Una scena
commovente anche per i pi imper-
turbabili tra i presenti.
220mila giovani in
pellegrinaggio a piedi
Un po ovunque si sono realizza-
ti fruttuosi incontri di giovani cattoli-
ci. Per esempio, stato un successo il
Pellegrinaggio Giovanile della Regio-
ne Pastorale Nordest dellArgentina,
che ha contato sulla presenza di ol-
tre 220mila partecipanti, i quali hanno
percorso a piedi, per 15 ore, circa 70
chilometri fino alla Basilica della Ma-
donna di Itati. Levento si concluso
nella Basilica con una concelebrazio-
ne presieduta dal Vescovo di Recon-
quista, Mons. Andrs Stanovnik, e il
Vescovo di Goya, Mons. Ricardo Fai-
fer, occasione in cui i vescovi e i pel-
legrini hanno aderito alla campagna
Un gesto a favore della vita, firman-
do un documento contro laborto.
Congresso Eucaristico
Universitario
Ha avuto un pieno successo il Pri-
mo Congresso Eucaristico Interna-
zionale Universitario, realizzato dal 9
al 13 novembre, su iniziativa dellUni-
versit Cattolica di Murcia (Spagna).
Oltre al Cardinale Josef Tomko, rap-
presentante personale del Papa Be-
nedetto XVI, vi hanno partecipato
come relatori undici cardinali, nume-
rosi arcivescovi, vescovi e i leader lai-
ci di diversi paesi. La Messa di chiu-
sura ha visto la presenza di 2500 uni-
versitari, e alle conferenze realizza-
te in 60 locali della Diocesi di Mur-
cia, hanno assistito circa 150mila fe-
deli. Questo Congresso, il primo che
si realizza in ununiversit, la tappa
iniziale di molti altri dello stesso ge-
nere.
LA CHIESA SEMPRE SANTA
La Chiesa una, cattolica, aposto-
lica e santa. Ad ogni nuova cerimonia
di canonizzazione, questo suo aspet-
to si riafferma come una delle carat-
teristiche della sua fondazione divi-
na. Tutto ci si ripetuto il 23 ottobre,
quando il Papa Benedetto XVI ha in-
nalzato agli onori degli altari SantAl-
berto Hurtado Cruchaga (1901-1952),
sacerdote cileno, della Compagnia
di Ges; San Jos Bilczewski (1860-
1923), Arcivescovo di Lvov (Ucraina);
San Sigismundo Gorazdowski (1845-
1920), sacerdote secolare, parroco di
Lvov (Ucraina); San Gaetano Cata-
noso (1879-1963), sacerdote italiano;
e San Felice di Nicosia (1715-1787),
italiano, laico dellOrdine dei Frati
Minori Cappuccini.
In altre date, in cerimonie presie-
dute da un rappresentante del Papa,
sono stati beatificati 26 servi di Dio: il
Cardinale Clemente Augusto Von Ga-
len, Vescovo di Monaco (Germania);
Suor Maria degli Angeli Ginard Mart,
Non c stato argomento ecclesiale di rilievo che non sia stato dibattuto
nellXI Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
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Jos Tapies Sirvant e sei compagni, ot-
to martiri assassinati per odio alla reli-
gione nel 1936; Eurosia Fabris, madre
di famiglia; Charles de Foucauld, sa-
cerdote; le suore Maria Pia Mastena e
Maria Crocifissa Curcio; infine tredici
martiri messicani, uccisi alla fine degli
anni 1920 e inizi anni 30.
UNA CHIESA VIGILE E
MISERICORDIOSA
In ogni luogo dove una tragedia
si abbattuta sul popolo, i cattoli-
ci prontamente si sono mobilitati per
dare assistenza ai bisognosi.
Katrina: migliaia di
cattolici volontari
Per soccorrere le vittime dellura-
gano, i cattolici nord-americani si so-
no mobilitati con una rapidit e una
generosit senza precedenti, special-
mente negli Stati di Louisiana, Mis-
sissipi e Texas. Migliaia di parroc-
chiani si sono occupati delligiene,
alimentazione e assistenza degli sfol-
lati. Si sono aperte le chiese e le case
per dare rifugio, alimenti, medicina-
li e aiuto economico ai bisognosi. Le
scuole cattoliche, oltre ad iscrivere i
bambini gratuitamente, hanno offer-
to pasti, uniformi e materiale scola-
stico. Praticamente in tutte le dioce-
si si sono realizzate collette a benefi-
cio delle vittime. La Caritas Catho-
lic Charities ha messo a disposizio-
ne sei milioni di dollari e ha mobilita-
to le unit diocesane dellistituzione,
che dovevano fornire alloggio.
I cristiani sono stati i
primi ad arrivare
I cristiani sono stati i primi ad ar-
rivare per dare soccorso alle vitti-
me del terremoto che ha sconvolto
il Pakistan e lIndia l8 di ottobre. Le
organizzazioni cattoliche locali si so-
no mobilitate immediatamente. Vo-
lontari cattolici di tutto il Pakistan e
di altri paesi sono accorsi a Islama-
bad per collaborare nelle operazioni
di soccorso e assistenza alle vittime.
Tra questi si sono distinti numerosi
medici, infermieri, sacerdoti, religio-
se e giovani studenti. Essi hanno in-
grossato le file della Caritas pakista-
na e di altre organizzazioni dispira-
zione cristiana, mobilitate per fornire
generi di prima necessit agli sfolla-
ti. La Caritas ha organizzato campi di
rifugiati, raccolta dalimenti, medici-
nali, tende e vestiario. LAgenzia Spa-
gnola di Cooperazione Internaziona-
le (AECI) ha fatto registrare la sua
presenza nel Kashmir pakistano, una
zona distante e di difficile accesso do-
ve, fino ad allora, non era arrivato al-
cun aiuto.
LA CERTEZZA DELLA VITTORIA
DELLA SANTA CHIESA
Dolore e gioia, sofferenza e conso-
lazione costituiscono la vera prospetti-
va della vita umana, una visione tridi-
mensionale dellesistenza terrena. Chi
considera soltanto il dolore e la soffe-
renza, non riuscir ad avere una idea
obiettiva della realt. Cos, visto che
nel mondo perturbato di oggi sono co-
s tanto numerose le notizie catastro-
fiche, vogliamo assolutamente porre
laccento sullinsieme dei fatti esposti
in queste pagine, che costituiscono una
dimostrazione che non tutto va storto
molto di pi, essi sono pegni di un fu-
turo prossimo radioso e fiorente.
Evitiamo, dunque, una visione sem-
plificata e cupa della realt. Ponia-
mo il nostro sguardo, con tutta la no-
stra fiducia, in Colei che nostra Ma-
dre e Protettrice nel Cielo, chiedendo
il suo potente aiuto e, al tempo stes-
so, lavoriamo per diffondere, intorno
a noi, la certezza della vittoria della
Santa Chiesa Cattolica su tutte le av-
versit del momento attuale. Ci serva
da motto la frase del nostro Salvatore
agli Apostoli: Non abbiate paura, Io
ho vinto il mondo(Gv 16, 33).
La Chiesa viva. La Chiesa giovane! molti avveni-
menti del 2005 mostrano che queste parole di Benedet-
to XVI possono essere prese alla lettera (foto della gior-
nata Mondiale della Giovent, a Colonia)
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Padre Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
14 Salvami Regina Gennaio 2006
a VANGELO A
COMMENTO AL VANGELO II DOMENICA DEL TEMPO COMUNE
Incontriamo il Messia
La semplicit con cui il Battista ha indirizzato i suoi discepoli
a Ges; linfiammato zelo di Andrea e Giovanni nellincontrare
il Redentore; Simon Pietro, magnifico frutto di questo
apostolato...Nel Vangelo di questa domenica troviamo il
paradigma dellazione evangelizzatrice per tutti i tempi.
35
Il giorno dopo Giovanni stava ancora l con due
dei suoi discepoli
36
e, ssando lo sguardo su Ge-
s che passava, disse: Ecco lagnello di Dio!.
37
E
i due discepoli, sentendolo parlare cos, seguirono
Ges.
38
Ges allora si volt e, vedendo che lo se-
guivano, disse: Che cercate?. Gli risposero: Rab-
b (che signica maestro), dove abiti?.
39
Disse lo-
ro: Venite e vedrete. Andarono dunque e videro
dove abitava e quel giorno si fermarono presso di
lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40
Uno
dei due che avevano udito le parole di Giovanni e
lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon
Pietro.
41
Egli incontr per primo suo fratello Si-
mone, e gli disse: Abbiamo trovato il Messia (che
signica il Cristo)
42
e lo condusse da Ges. Ge-
s, ssando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Si-
mone, il glio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che
vuol dire Pietro) (Gv 1, 35-42).
I TUTTI SIAMO CHIAMATI
A EVANGELIZZARE
Dio vuole che tutti gli uomini si
salvino e giungano alla conoscenza del-
la Verit (1 Tim 2, 4). A questo scopo,
Ges ha creato la Chiesa, istituzione
essenzialmente missionaria e apostoli-
ca, che, nel corso dei secoli, andata a
compiere in crescendo questa grandio-
sa missione. Egli stesso ci ha detto: Io
sono venuto perch abbiano la vita e
labbiano in abbondanza (Gv 10, 10).
Il richiamo allapostolato non
privilegio esclusivo dei religiosi. Esso
si estende anche ai laici, come ci inse-
gna il Concilio Vaticano II:
Lapostolato dei laici, infatti, derivan-
do dalla loro stessa vocazione cristiana,
non pu mai venir meno nella Chiesa. La
stessa sacra Scrittura mostra abbondante-
mente quanto spontanea e fruttuosa fosse
tale attivit ai primordi della Chiesa.
I nostri tempi poi non richiedono
minore zelo da parte dei laici; anzi le
circostanze odierne richiedono assolu-
tamente che il loro apostolato diven-
ti ancora pi intenso ed esteso. Infat-
ti laumento costante della popolazio-
ne, il progresso scientifico e tecnico, le
relazioni umane che si fanno sempre
pi strette, non solo hanno allargato
straordinariamente il campo dellapo-
stolato dei laici, in gran parte accessibi-
le solo ad essi, ma hanno anche provo-
cato problemi nuovi, che richiedono il
loro sollecito impegno e zelo.
Quando la fede
si trova in
pericolo, tutti
sono obbligati a
propagarla.
(San Tommaso dAquino)
Gennaio 2006 Salvami Regina 15
Tale apostolato si reso tanto pi ur-
gente, in quanto lautonomia di molti
settori della vita umana si assai accre-
sciuta, com giusto; ma talora ci av-
venuto con un certo distacco dallordine
etico e religioso e con grave pericolo per
la vita cristiana. Inoltre in molte regio-
ni, in cui i sacerdoti sono assai pochi,
oppure, come talvolta avviene, vengono
privati della dovuta libert di ministero,
senza lopera dei laici la Chiesa a stento
potrebbe essere presente e operante.
Il segno di questa molteplice e urgen-
te necessit levidente intervento dello
Spirito Santo, il quale rende oggi sempre
pi consapevoli i laici della loro respon-
sabilit e dovunque li stimola a mettersi
a servizio di Cristo e della Chiesa (
1
).
In modo non meno incisivo del Con-
cilio Vaticano II, il Dottor Angelico met-
te in risalto questa responsabilit dei lai-
ci, specialmente nelle situazioni di crisi
di religiosit: Quando la fede si trova
in pericolo, tutti sono obbligati a propa-
garla fra gli altri, sia istruendoli e confer-
mandoli, sia reprimendo e contrastando
gli attacchi dei nemici (
2
).
Gi, Pio XII, a suo tempo, condan-
nava linazione in materia di apostola-
to: Il Papa deve, nella
sua posizione, vigilare in-
cessantemente, pregare, e
con prodigalit, affinch
il lupo non finisca per pe-
netrare nel recinto per ru-
bare e disperdere il greg-
ge (...). i collaboratori del
Papa nel governo della
Chiesa fanno tutto quan-
to nelle loro possibilit.
Ma questo oggi non ba-
sta; tutti i fedeli di buo-
na volont devono risve-
gliarsi dal letargo e senti-
re la parte di responsabili-
t che compete loro per il
buon esito di questa ope-
ra di salvezza (
3
).
In sintesi, la nostra
vita interiore esige
nella ricerca della sua
pi completa perfezio-
ne che aiutiamo tutti
coloro che si trovino alla portata del-
la nostra attivit apostolica, al fine di
incamminarli nel seno della Chiesa.
Questa magnifica opera evangeliz-
zatrice ha il suo paradigma nella Li-
turgia di oggi.
II LAPOSTOLATO DI SAN
GIOVANNI BATTISTA
35
Il giorno dopo Giovanni sta-
va ancora l con due dei suoi di-
scepoli e, ssando lo sguardo su
Ges che passava, disse: Ecco
lagnello di Dio!.
San Giovanni Battista valoroso
esempio di apostolo disinteressato
non ha mai permesso lingresso, nella
sua anima, del minimo residuo di gelo-
sia da parte dei suoi seguaci, soprattut-
to in relazione a Ges. Sebbene fosse
parente prossimo del Salvatore, affer-
mava: Io non sono degno di sciogliere il
legaccio del sandalo (Gv 1, 27).
Espressione forte per quei tempi,
perch era compito degli schiavi lava-
re i piedi dei visitatori di alto rango, le-
vandogli prima la calzatura. Abbraccia-
va, in questa maniera, la condizione di
schiavo di fronte a Quel suo successore.
Questa era una delle ragioni della sua
capacit di commuovere gli animi e di
incentivarli alla penitenza in vista della
metanoia (cambiamento di mentali-
t). La sua umilt archetipica, cos tra-
sparente nellautenticit della sua pre-
dicazione, conferiva un carattere di af-
fidabilit insuperabile alla persona del
Precursore. Qui si pu vedere laltra
qualit del vero apostolo: la modestia.
Poco pi avanti, egli afferma: Ec-
co Colui del quale io dissi... (Gv 1, 30).
Questa affermazione chiaramente in-
dicativa di quanto Ges debba essere
stato la sostanza della sua predicazione.
Magari questa sar stata una delle prin-
I tempi attuali richiedono, da parte dei laici, un apostolato pi fecondo e
assolutamente pi vasto (Messa inaugurale della 4 Sessione del
Concilio Vaticano II, presieduta da Paolo VI)
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Giovanni non
cercava la sua
propria gloria;
per questo addita
ai suoi discepoli
Colui che essi
dovevano seguire.
16 Salvami Regina Gennaio 2006
cipali ragioni per aver scelto un terreno
meno arrischiato per svolgere il suo apo-
stolato. Trovandosi lontano da Gerusa-
lemme e, pertanto, dal raggio di azione
degli scribi e farisei, poteva riferirsi a Co-
lui che si sarebbe costituito come una ve-
ra pietra dello scandalo. Il durame del
suo discorso era lAgnello di Dio in cui
depositava la pienezza della sua fede.
Evangelizzatore
disinteressato e attraente
LEvangelista descrive il Battista con
ricchi e bei colori, attestando quanto il
suo primo maestro gli aveva con piace-
re marcato lanimo in modo indelebile.
Oltre a ci, con arte e con poche parole,
ritrae lenorme perplessit sollevata dai
suoi discorsi. Quale scuola o quali mae-
stri lo avevano formato per insegnare
con una tale sicurezza? Sacerdoti e le-
viti di Gerusalemme, inviati da giudei
curiosi, indagavano su chi fosse mai co-
stui che battezzava dicendo di non esse-
re il Cristo, n Elia e neppure il profeta.
Tutti gli istruiti, coloro che, comun-
que, avevano una formazione, le perso-
ne semplici del popolo comprendeva-
no che Giovanni era un uomo ispirato
da Dio. La sua aura di profezia, mistero
e santit cresceva ogni giorno di pi, in-
cantando le moltitudini e incutendo ti-
more e invidia nei potenti.
Nella sua totale modestia, la sua
unica preoccupazione era di preparare
le vie del Signore, raggruppando intor-
no a s alcuni discepoli, con lo scopo di
consegnarli allAgnello di Dio. Esem-
pio anche per noi, specialmente sotto
questo punto di vista, poich cos dob-
biamo procedere nel nostro apostola-
to, conducendo le vocazioni in seno al-
la Chiesa, per una vita ecclesiale.
Emerge, da questi episodi unul-
teriore qualit del Battista, anche se
poco evidenziata: quella di essere un
apostolo archetipico. La sua capaci-
t attrattiva era irresistibile, renden-
do difficile il distacco. Da qui si capi-
sce perch i due discepoli rimanesse-
ro estasiati dal fervore delle parole e
dalla figura del maestro, nonostante
ormai declinasse il giorno! Dallaltro
Ecco lAgnello di Dio
Riguardo allinizio del Vangelo di
oggi, cos si esprime Don Andrs Fer-
nndez Truyols SJ:
E, il giorno dopo, il Battista, men-
tre si trovava in compagnia di due dei
suoi discepoli, Giovanni e Andrea, ve-
dendo di nuovo passare Ges, ripe-
t quella stessa profonda e dolcissima
dichiarazione del giorno prima: Ecco
lAgnello di Dio.
I due discepoli, alludire forse per la
seconda volta questa affermazione
dalle labbra del loro maestro, pronun-
ciata con tanto amore e sicurezza, illu-
minati senza dubbio e mossi dalla gra-
zia interiore che lo stesso Agnello di Dio
comunicava loro, si congedano da colui
che fino a quel momento avevano avuto
come loro maestro e si preparano a se-
guire Ges. Il Battista non oppone la mi-
nima resistenza, al contrario li incita a
seguire il nuovo Maestro. Giovanni era
amico dello Sposo. Non cercava la sua
gloria personale, ma dava testimonianza
della Verit. Per questo non voleva trat-
tenere con s i suoi discepoli, impeden-
do loro di seguire il Signore; al contrario,
stato lui stesso ad indicare loro Colui
che essi dovevano seguire! (SantAgosti-
no, Trattato 7 su San Giovanni)

(
4
).
Secondo Maldonado, il Battista
aveva gli occhi inchiodati su Ges,
per il fatto di essere egli cos pieno
di ammirazione e di religioso rispetto.
Risulta chiaro che Ges passeggias-
se. Dovera mai diretto? Alcuni Padri
si sono manifestati favorevoli allipo-
tesi che Egli stesse, in quel momento,
cercando San Giovanni Battista. Al
contrario, Maldonado non di que-
stopinione e crede piuttosto che il
Salvatore si stesse distraendo un po
o stesse camminando in unaltra dire-
zione e, per questo, si lasci vedere
da Giovanni affinch egli desse nuova
testimonianza di S (
5
).
Ancora, San Giovanni Crisosto-
mo mette in evidenza altri importanti
dettagli di questo episodio: E siccome
molti non prestavano attenzione a quel-
lo che San Giovanni diceva dallinizio,
cerca di richiamarli allattenzione per la
lato, essi non avevano la minima idea
della straordinaria grazia che li aspet-
tava. La Provvidenza Divina non lascia
mai senza premio i suoi sinceri devoti.
Un giorno o laltro, Ella li ripaga mol-
to generosamente. La costanza, lamo-
re e lentusiasmo di questi due disce-
poli gli avrebbero fatto meritare la gra-
zia di essere i primi ad essere chiamati
tra i discepoli di Ges Cristo.
LEvangelista descrive il Battista
con ricchezza di colori, attestando
quanto il suo primo maestro ha
segnato la sua anima (vetrata della
Chiesa di San Giovanni Battista,
Halifax, Canada)
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Fedeli agli
insegnamenti
del loro maestro,
nellentusiasmo per
la figura dellAgnello,
i due discepoli
decisero di seguirLo.
Gennaio 2006 Salvami Regina 17
seconda volta, e per questo dice: Il gior-
no seguente, Giovanni stava unaltra
volta insieme a due dei suoi discepoli.
Ma, per quale motivo il Battista non
percorreva tutta la Giudea e non predi-
cava ovunque sul Salvatore, invece di ri-
manere solamente nelle vicinanze del
Fiume Giordano, aspettando che Egli
arrivasse l per farLo conoscere? Perch
voleva che questo diventasse evidente
attraverso gli stessi miracoli di Ges. Si
consideri daltra parte in che modo que-
sto suo procedimento fu motivo di an-
cor pi grande edificazione: Giovan-
ni Battista provoc appena una picco-
la scintilla e subito si sollev un grande
incendio. Se avesse detto queste paro-
le percorrendo i villaggi e le citt, queste
cose sarebbero sembrate tutte accadute
nellambito di un piano umano, e la sua
lode sarebbe suonata sospetta: per que-
sta ragione i profeti e gli apostoli hanno
parlato di Ges Cristo in sua assenza,
mentre invece il Battista in presenza fi-
sica di Lui; gli altri, comunque, parlaro-
no di Lui dopo la sua Ascensione.
San Giovanni Crisostomo termi-
na facendo questo commento: Es-
sendo noto che egli non palesava Ges
soltanto attraverso la voce, ma Lo de-
signava anche con gli occhi, aggiunge:
E guardando verso Ges che passava,
disse: Ecco lAgnello di Dio

(
6
).
Egli deve crescere e io
invece diminuire
Fra Manuel de Tuya OP, molto
azzeccatamene, commenta che que-
sto brano del Vangelo di oggi segna
una continuazione della missione del
Battista, che consiste nellannuncia-
re larrivo del Messia e nel dare testi-
monianza di Lui. Come prima aveva
proceduto davanti alle moltitudini e
allo stesso Sinedrio, allo stesso modo,
ora lo fa davanti ai suoi due discepo-
li: Non li tratterr, ma li orienter ver-
so Cristo. Scioglier il suo circolo per
far crescere quello di Cristo. il tema
di questo passaggio: Egli deve crescere
e io invece diminuire. (Gv 3, 30)

(
7
).
Il famoso Fillion vede questo brano
sotto unaltra prospettiva ed afferma
che lesclamazione di San Giovanni,
ecco lAgnello di Dio, stata suf-
ficiente a produrre nei due discepoli,
in maniera repentina, una reazione di
stupore (
8
). Lo stesso Maldonado si
mostra favorevole allidea che il Pre-
non fa altro che offrire al Precursore un
piccolo pretesto, ossia, passa davanti ai
suoi occhi.
Il Battista dimostra, ancora una
volta la sua totale devozione al Sal-
vatore, poich approfitta immedia-
tamente dellopportunit. Egli teme
che Ges passi e non torni!
Quante volte questo stesso Ges si
presenta lungo il cammino della no-
stra vita! Ora unispirazione, o un
buon desiderio pervaso di consola-
zione, alle volte addirittura un rimor-
so di coscienza e un pentimento, o
esempi di virt o di cattiveria ai quali
abbiamo assistito... S, Ges ci appa-
re in mille modi, ed ecco qui il gran-
de modello, davanti a noi, in questo
Vangelo. Dobbiamo essere avidi di
queste occasioni per poter discernere
le divine insinuazioni di Ges.
Fedeli agli insegnamenti del loro
maestro, nellentusiasmo per la figu-
ra dellAgnello cos ben presentata nel
corso di ispirate conversazioni e pre-
cursore giudicasse i suoi due discepo-
li pronti a seguire il Messia (
9
).
III - ANDREA E GIOVANNI
INCONTRANO GES
37
E i due discepoli, sentendolo
parlare cos, seguirono Ges.
Fin dalleternit, Ges aveva vi-
sto questi due discepoli e li aveva
amati. Ora, con i suoi occhi uma-
ni e senza fare in modo che
essi si accorgessero di Lui,
il Salvatore li contempla
di traverso. Egli sempre
ha voluto attirarli, ma,
seguendo una diligen-
te diplomazia, ha lascia-
to lincarico a chi li ave-
va formati di prendere
liniziativa di incammi-
narli. Da parte sua, Ges
La costanza, lamo-
re e lentusiasmo di
Giovanni e Andrea
fecero meritare loro
la grazia di essere i
primi ad essere chia-
mati tra i discepoli di
Ges Cristo (porti-
co della Cattedrale di
Amiens, Francia)
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Immediatamente
arrivano i risultati
che confermano
lautentica realt
della Fede di
Andrea e Giovanni:
lapostolato.
18 Salvami Regina Gennaio 2006
dicazioni, i due discepoli decisero di
seguirLo. Come spiega Fra Manuel
de Tuya, seguire qualcuno, andare
dietro qualcuno, era sinonimo, negli
ambienti rabbinici, di andare alla sua
scuola, essere un suo discepolo (
10
).
Pertanto Lo seguirono in entrambi
i significati della parola, ossia, fisica-
mente e con lintuito di passare a di-
ventare suoi discepoli.
Quante vocazioni rimasero abban-
donate lungo i cammini della Sto-
ria per non aver reagito come questi
due! Quante perdizioni!
Da parte sua, Maldonado, sulla
base di vari Padri della Chiesa, met-
te in risalto limportanza della predi-
cazione (
11
). In questo versetto, Ges
coglie i primi frutti della ricca pianta-
gione di Giovanni.
38
Ges allora si volt e, vedendo
che lo seguivano, disse: Che cer-
cate?. Gli risposero: Rabb (che
signica maestro), dove abiti?.
Ges non perde mai loccasione di
venirci incontro e mai rinuncia ad inco-
raggiarci nelle vie del bene. Tanto af-
fettuosa e paterna lattitudine dimostra-
ta con i due che arriva a commuover-
ci. Ambedue manifestano una innocen-
te ansia di dirigersi a Ges; ma, per ri-
spetto o timore reverenziale, non osano
abordarLo. Secondo le norme di buona
educazione di tutti i tempi, tocca a chi
ne ha lautorit iniziare la conversazio-
ne, e Ges lo fa con la sua somma bon-
t, perch vede bene il recondito deside-
rio di entrambi e li mette a loro agio.
Rabb il titolo che essi Gli confe-
riscono, dimostrando quanto anelino ad
apprendere la sua dottrina. In seguito
Gli fanno una domanda: Dove abiti?
Commenta Alcuino a questo riguardo:
Non vogliono beneficiare del magistero
in forma passeggera, e per questo Gli chie-
dono dove vive, per poter in futuro udire
le sue parole in segreto, farGli visita molte
volte e istruirsi molto meglio(
12
).
Il Vangelo ha valore perenne e, per
questo, anche a noi Ges chiede: Che
cosa cercate? Ossia, di che cosa an-
diamo in cerca nei luoghi che frequen-
tiamo, nelle nostre compagnie, amici-
zie, azioni, ecc.? Cerchiamo la gloria
di Dio e della sua Santa Chiesa? Sar
che cerchiamo il Regno dei Cieli, ledi-
ficazione degli altri, la nostra salvezza,
la nostra santificazione? O, al contra-
rio, sar la nostra vanagloria, il nostro
amor proprio, la nostra sensualit, i no-
stri piaceri? possibile che noi non Gli
vogliamo rispondere adesso, ma, nel
giorno del Giudizio particolare e fi-
nale , dovremo renderGli i conti esat-
ti, davanti agli Angeli e agli uomini.
Imitiamo i due discepoli, e chiediamo
a Ges dove vive Lui attualmente. Im-
perch il posticipare qualcosa di buo-
no sempre un errore. E, poi, per mo-
strare che non basta informarsi su qua-
le la casa, ossia, la Chiesa fondata da
Cristo, ma necessario avvicinarsi a lei
con fede e osservare con animo fervido
ci che al suo interno si fa

(
13
).
Ecco chi ci ha fatto conoscere il
contenuto di quel sacro convivio! Che
bel giorno hanno trascorso! Che bella
notte! Edifichiamo, dunque, nel nostro
cuore una casa degna, nella quale il Si-
gnore venga ad abitare e ad istruirci
esclam SantAgostino

(
14
).
Anche a noi Ges rivolge questin-
vito pieno di benevolenza. E cos pro-
ceder fino allultimo minuto della
Storia. Come possibile opporgli re-
sistenza?
IV - SIMON PIETRO, FRUTTO
DELLAPOSTOLATO DI ANDREA
40
Uno dei due che avevano udito
le parole di Giovanni e lo aveva-
no seguito, era Andrea, fratello di
Simon Pietro.
I commentatori sono praticamen-
te unanimi nel sottolineare lumilt
dellEvangelista in questo versetto,
poich non dice che uno dei due era
in realt lui stesso. A nostro avviso, i
begli anni di convivenza molto stretta
con la pi umile delle creature, Maria
Santissima, aveva fatto s che il suo
cuore fosse tutto preso dallammira-
zione per quest eccelsa virt.
41
Egli incontr per primo suo
fratello Simone, e gli disse: Ab-
biamo trovato il Messia (che si-
gnica il Cristo)
Evidentemente, la lunga conversa-
zione avuta con Ges aveva fatto cre-
scere Giovanni e Andrea nella Fede.
Entrambi dovevano essere infiamma-
ti di zelo, entusiasmo e fervore nel lo-
ro noviziato appena cominciato. Im-
mediatamente spuntano i risultati che
confermano lautentica realt di que-
sta Fede: lapostolato. Il Bene emi-
nentemente diffusivo, le impressioni
maginiamo quale sarebbe la sua risposta.
Certamente non Lo incontreremo negli
spettacoli immorali, n nelle discussioni
vane, ecc. Innanzitutto, Ges vive in Cie-
lo, come nel tabernacolo, ma anche nel
cuore degli innocenti, di tutti quelli che si
conservano nella grazia di Dio e fuggono
dal peccato. Noi lo sappiamo bene...
39
Disse loro: Venite e vedrete.
Andarono dunque e videro do-
ve abitava e quel giorno si ferma-
rono presso di lui; erano circa le
quattro del pomeriggio.
La cortesia di Ges insuperabile,
visto che avrebbe potuto indicare loro la
strada e fissargli un incontro per il gior-
no dopo. Al contrario, li invita a seguir-
Lo, ossia, gi li accetta come discepoli.
Cos ha proceduto Ges, secondo
quanto ci insegna San Cirillo, per in-
segnarci in primo luogo che nelle co-
se buone non bene essere in ritardo,
Pietro ha creduto
immediatamente
in quello che gli
riferivano e ha voluto
conoscere quanto
prima il Messia.
Gennaio 2006 Salvami Regina 19
In tutti i successore di Pietro, noi dobbiamo
onorare questa Pietra istituita da Cristo
(statua della Piazza San Pietro, Roma)
sovrannaturali dovevano es-
sere molto forti, il trasporto e
la venerazione per Ges era-
no al loro grado pi elevato.
I ricordi delle innumerevo-
li conversazioni, previsioni e
commenti di Giovanni Bat-
tista sul Messia costituivano,
per loro, un quadro logico,
bello e armonico con la figu-
ra di Ges. Era una necessit
imperiosa conquistare nuovi
discepoli per il Messia. Il pri-
mo che trovarono fu Simo-
ne e su lui devono aver trova-
to sfogo, tutte, le loro misti-
che emozioni e la concatena-
zione delle loro analisi e con-
clusioni

(
15
). E qual stata la
reazione di Simone?
42
e lo condusse da Ge-
s. Ges, ssando lo
sguardo su di lui, disse:
Tu sei Simone, il glio
di Giovanni; ti chiame-
rai Cefa (che vuol dire Pietro)
(Gv 1, 35-42).
Come ci fa notare San Giovanni
Crisostomo, Pietro credette, immedia-
tamente, in quello che gli trasmetteva-
no e volle conoscere quanto prima il
Messia. Per questo si lasci condurre.
Ges, con il suo divino vedere, gi
conosceva Simone fin dalleternit. Ora
i suoi occhi umani coincidevano nello
stesso giudizio. Dio e Uomo lanciano,
in profezia, la pietra fondamentale del-
la futura Chiesa. Nessuno dei neodisce-
poli deve aver capito la portata di quelle
parole, che, in seguito, sarebbero dive-
nute chiaramente esplicite, quando dis-
se: Tu sei Pietro e su questa pietra edifi-
cherai la mia Chiesa (Mt 16, 18).
Due sguardi hanno segnato la vi-
ta di Pietro: questo iniziale e lulti-
mo, dopo il quale egli flevit amare
(pianse amaramente) (Lc 22, 62).
V CONCLUSIONE
impossibile non constatare, nel
Vangelo di oggi, la fondamentale im-
portanza dellapostolato personale,
diretto e assogettato al potere di una
gerarchia. Si vede, gi nei primordi
della costituzione della sua Chiesa, il
un solo millimetro, dalla Catte-
dra Infallibile di Pietro, con la
nostra fede, spirito e disciplina.
Che Maria infonda, nelle no-
stre anime, la felicit di credere
in ci che la Gerarchia insegna,
praticare quello che essa ordi-
na, amare quello che essa ama
e percorrere le sue vie per rag-
giungere la gloria eterna.
1
) Decreto Apostolicum Actuo-
sitatem, n. 1.
2
) Somma Teologica II-II, q. 3;
a 2; ad. 2.
3
) Discorso agli uomini
dellAzione Cattolica Italia-
na, 12/10/1952.
4
) Vita di Nostro Signore Ges
Cristo, BAC, 1954, pag. 141.
5
) Commento ai Quattro
Vangeli, BAC, 1954, v.III,
pag. 125.
6
) Apud Catena Aurea, Com-
menti al Vangelo di San Gio-
vanni, cap. I, vv. 35-36.
7
) Bibbia commentata, BAC, 1964, v.II,
pag. 985 e 986.
8
) Cfr. Vita di Nostro Signore Ges Cris-
to, L.-CL. Filion, Editorial Volun-
tad, 1935, tomo II, v.I, pag. 173.
9
) Op. cit., idem.
10
) Op. cit., pag. 987.
11
) Op. cit., pag. 126.
12
) Apud Catena Aurea, idem, vv. 37-40.
13
) Apud Maldonado, op. cit. pag. 128.
14
) Apud Catena Aurea, id. ib.
15
) Maldonado afferma che si pu
considerare come certo che, allo stes-
so modo di Andrea, Giovanni, il futu-
ro evangelista, and a trovare suo fra-
tello Giacomo e lo condusse al Signo-
re. Lunione delle due coppie di fra-
telli, amici e compagni di pesca, fa
sospettare che i quattro abbiano viag-
giato nella stessa carovana per essere
battezzati dal Precursore e pensavano
di ritornare insieme in Galilea, quan-
do la loro buona sorte li condusse al-
la rustica tenda di campagna abitata
da Cristo, ove decisero di essere suoi
discepoli, e con Lui fecero ritorno alla
loro terra (op. cit. pag. 131).
Divino Redentore preoccupato a sta-
bilire la Pietra-base del suo edificio.
Per questa ragione, in ogni e qual-
siasi successore di Cefa, noi dobbia-
mo onorare questa Pietra, obbeden-
do con la completa sottomissione alle
decisioni della Chiesa.
Preghiamo Maria, Madre della Chie-
sa, affinch mai ci separiamo, neanche di
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Maria cos
intrecciata nel
grande mistero
della Chiesa che
Lei e la Chiesa
sono inseparabili.
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20 Salvami Regina Gennaio 2006
LA VOCE DEL PAPA
Maria Santissima, Madre della Chiesa
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Nellomelia della festa dellImmacolata Concezione, il Santo Padre
ha ricordato il ruolo di Maria come Madre della Chiesa, e come protettrice e
orientatrice del Concilio Vaticano II.
uarantanni fa, il Pa-
pa Paolo VI ha chiuso
solennemente il Con-
cilio Vaticano II. Esso
era stato inaugurato,
secondo la volont di Giovanni XXIII,
il giorno 11 ottobre 1962, allora festa
della Maternit di Maria, e ha avuto la
sua chiusura nel giorno dellImmaco-
lata. Una cornice mariana circonda il
Concilio. In realt, molto di pi che
una cornice: un orientamento di tutto
il suo percorso.
Nel suo discorso quando fu pro-
mulgata la Costituzione conciliare
sulla Chiesa, Paolo VI aveva qualifi-
cato Maria come Tutrix huius Con-
cilii Protettrice di questo Concilio,
e, in una inequivocabile allusione al-
la narrazione di Pentecoste, trasmes-
sa da San Luca (At 1, 12-14), ha detto
che i Padri (conciliari) si erano riuniti
nella sala del Concilio con Maria, la
Madre di Ges e in suo nome ne sa-
rebbero usciti.
Omaggio alla Madre della Chiesa
Rimane indelebile nella mia me-
moria il momento nel quale, ascoltan-
do le sue parole: Dichiariamo Maria
Santissima Madre della Chiesa, spon-
taneamente e improvvisamente i Padri
si sono alzati ed hanno applaudito in
piedi, prestando omaggio alla Madre
di Dio, alla nostra Madre, alla Madre
della Chiesa. Realmente, con questo
appellativo il Papa riassumeva la dot-
trina mariana del Concilio e forniva la
chiave per la sua comprensione.
Maria non si colloca solamente in
una relazione singolare con Cristo, il
Gennaio 2006 Salvami Regina 21
Maria Santissima, Madre della Chiesa
PAROLE DURANTE LA TRADIZIONALE BENEDIZIONE
DELLE STATUETTE DEL BAMBINO GES
In tante famiglie, seguendo una
bella e consolidata tradizione, su-
bito dopo la festa dellImmacola-
ta si inizia ad allestire il Presepe,
quasi per rivivere insieme a Ma-
ria quei giorni pieni di trepidazio-
ne che precedettero la nascita di
Ges. Costruire il Presepe in ca-
sa pu rivelarsi un modo semplice,
ma efficace di presentare la fede
per trasmetterla ai propri figli.
Il Presepe ci aiuta a contem-
plare il mistero dellamore di
Dio che si rivelato nella pover-
t e nella semplicit della grotta di
Betlemme. San Francesco dAssi-
si fu cos preso dal mistero dellIn-
carnazione che volle riproporlo a
Greccio nel Presepe vivente, dive-
nendo il tal modo iniziatore di una
lunga tradizione popolare che an-
cor oggi conserva il suo valore per
levangelizzazione.
Il Presepe pu infatti aiutarci
a capire il segreto del vero Nata-
le, perch parla dellumilt e del-
la bont misericordiosa di Cristo,
il quale da ricco che era, si fatto
povero (2 Cor 8, 9) per noi. La sua
povert arricchisce chi la abbraccia
e il Natale reca gioia e pace a colo-
ro che, come i pastori a Betlemme,
accolgono le parole dellangelo:
Questo per voi il segno: un bambi-
no avvolto in fasce, che giace in una
mangiatoia (Lc 2, 2). Questo ri-
mane il segno, anche per noi, uo-
mini e donne del Duemila. Non
c altro Natale.
Angelus, 11/12/2005
Presepio della Casa Cenacolo, degli Araldi del Vangelo
Il presepio: una forma efficace
di trasmettere la fede
Srgio Miyazaki
Figlio di Dio che, come uomo, vo-
luto diventare suo figlio. Permanen-
do totalmente unita a Cristo, Ella ap-
partiene anche in maniera integra-
le a noi. S, possiamo dire che Ma-
ria prossima a noi come nessun al-
tro essere umano, perch Cristo uo-
mo per gli uomini e tutto il suo esse-
re un essere per noi. Come Ca-
po dicono i Padri Cristo insepa-
rabile dal suo Corpo che la Chiesa;
Lei ha, per cos dire, rinunciato total-
mente a se stessa; si consegnata in-
teramente a Cristo e, con Lui, si do-
na a tutti noi. In effetti, quanto pi la
persona umana si d, tanto pi si ri-
trova in se stessa.
In Maria troviamo
lessenza della Chiesa
Il Concilio voleva dire questo:
Maria cos intrecciata nel gran-
de mistero della Chiesa che Lei e la
Chiesa sono inseparabili, nella stes-
sa forma in cui Cristo e Lei sono in-
separabili.
Maria riflette la Chiesa, la anti-
cipa nella sua persona e, in tutte le
turbolenze che affliggono la Chiesa
sofferente e rassegnata, ne rimane
sempre la stella della salvezza. Lei
il suo vero centro in cui confidiamo,
sebbene molte volte la sua periferia
pesi nella nostra anima. Nel conte-
sto della promulgazione della Costi-
tuzione sulla Chiesa, il Papa Paolo
VI ha chiarito tutto questo mediante
una nuova qualifica radicata in mo-
do profondo nella Tradizione, preci-
samente con lintenzione di illumi-
nare la struttura interiore dellinse-
gnamento sulla Chiesa, che si svi-
luppata nel Concilio.
In Maria, lImmacolata, trovia-
mo lessenza della Chiesa in modo
non deformato. Da lei dobbiamo im-
parare a diventare noi stessi ani-
me ecclesiali, cos si esprimevano
i Padri, per poter anche noi, secon-
do la parola di San Paolo, presentar-
ci immacolati davanti al Signore,
cos come Lui ha voluto che fossimo
fin dal principio.
22 Salvami Regina Gennaio 2006
LA VOCE DEL PAPA BREVI
Il crimine dellaborto, una
aggressione alla societ umana
In America Latina, come in
ogni altro luogo, i figli hanno il di-
ritto di nascere e di crescere in se-
no a una famiglia fondata sul ma-
trimonio, dove i genitori siano i
primi educatori della fede per i fi-
gli, e questi possano raggiunge-
re la loro piena maturit umana
e spirituale. Realmente i figli so-
no la ricchezza pi grande e il be-
ne pi prezioso della famiglia. Per
questo necessario aiutare tut-
te le persone a prendere coscien-
za del male intrinseco del crimine
dellaborto che, attentando contro
la vita umana al suo inizio, anche
unaggressione contro la societ
stessa. Perci i politici e i legisla-
tori, come servitori del bene co-
mune, hanno il dovere di difende-
re il diritto fondamentale alla vita,
frutto dellamore di Dio.
Discorso ai presidenti
delle Commissioni Episcopali
per la Famiglia e la Vita,
dellAmerica Latina, 3/12/2005
Lavorare a favore
del matrimonio
Listituzione sacra del matri-
monio fondamentale per il be-
nestare di ogni nazione. il fon-
damento indispensabile della vi-
ta familiare e la fonte primordiale
di coesione in seno alle comunit.
Di fronte alle tradizioni e alle ten-
denze che possono svalorizzare e
persino indebolire il matrimonio,
si esige un deciso sforzo da par-
te delle autorit civili e religiose,
a lavorare insieme per assicurare
che una vita domestica stabile e
fedele sia mantenuta e appoggia-
ta con tutto laffetto. Infatti, qua-
lunque speranza di rinnovamen-
to della societ che non rispetti
il piano di Dio rispetto al matri-
monio e alla famiglia, destinata
al fallimento, perch in essa che
dapprima si realizza la dignit di
ogni persona, come dono di Dio,
e dapprima si sperimenta e si ali-
menta lautostima necessaria per
una relazione adulta matura.
Discorso allAmbasciatore di
Santa Lcia (Antille), 1/12/2005
Castit, Povert e Obbedienza
Saluto con affetto ciascuno di
voi, religiosi e religiose, membri di
Istituti secolari e di nuove forme
di vita consacrata, presenti nella
Diocesi di Roma.
Non abbiate paura di presen-
tarvi, anche visibilmente, come
persone consacrate, e cercate in
ogni modo di manifestare la vo-
stra appartenenza a Cristo, il te-
soro nascosto per il quale avete la-
sciato tutto.
Cari fratelli e sorelle, la Chie-
sa ha bisogno della vostra testi-
monianza, ha bisogno di una vita
consacrata che affronti con corag-
gio e creativit le sfide del tem-
po presente. Di fronte allavanza-
ta delledonismo, a voi richiesta
la coraggiosa testimonianza del-
la castit, come espressione di un
cuore che conosce la bellezza e il
prezzo dellamore di Dio. Di fron-
te alla sete di denaro, la vostra vi-
ta sobria e pronta al servizio dei
pi bisognosi ricorda che Dio la
ricchezza vera che non perisce. Di
fronte allindividualismo e al rela-
tivismo, che inducono le persone
ad essere unica norma a se stesse,
la vostra vita fraterna, capace di
lasciarsi coordinare e quindi ca-
pace di obbedienza, conferma che
voi ponete in Dio la vostra realiz-
zazione.
Discorso ai religiosi e membri di
Istituti e Societ di Vita Apostolica,
della Diocesi di Roma, 10/12/2005
Vita familiare e lotta
contro lAIDS
La Chiesa Cattolica rispettata
per la sua collaborazione col pote-
re civile nella ricerca della soluzio-
ne di molti problemi sociali e uma-
ni che affliggono lAfrica. Un rag-
guardevole esempio di questo
la lotta contro il virus dellAIDS.
Statistiche fatte in diverse regioni
dellAfrica confermano il successo
delle politiche basate sulla castit,
sulla promozione della fedelt co-
niugale e sullimportanza della vi-
ta familiare.
Discorso allAmbasciatore
dellAfrica del Sud, 1/12/2005
Ricevimento degli ambasciatori nella Sala Clementina, il giorno 1/12/2005
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Felipe Lecaros Concha
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Gennaio 2006 Salvami Regina 23
BEATO JOS LUS SNCHEZ DEL RIO
Il bambino che voleva
guadagnarsi il Cielo
orreva lanno 1926 e, se
non fosse stato per la cre-
scente ostilit del gover-
no di Plutarco Elas Calles
contro la Chiesa, si sareb-
be detto, che nello Stato di Michoacn,
in Messico, il tempo si fosse fermato.
Questa zona agricola, situata tra
grandi montagne e laghi, stata se-
gnata dalla infaticabile opera di evan-
gelizzazione dei missionari francesca-
ni, agostiniani e di altri ordini religio-
si cosa che, alleata col temperamento
rude dei suoi abitanti, avvezzi allin-
clemenza del clima, e alla relativa lon-
tananza dalle grandi citt, aveva dato
vita a una delle regioni pi cattoliche
del Messico e forse dellAmerica.
Il Bajo cio linsieme formato
dagli Stati di Jalisco, Aguas Calientes,
Guanajuato, Quertaroy e Michoacn
la zona che pi martiri ha dato alla
Chiesa Cattolica nellAmerica del se-
colo XX e rimane ancor oggi un vivaio
di vocazioni religiose.
Uno di questi esempi di santit
quello che ora vi voglio raccontare.
E anche i bambini possono
essere martiri?
Sahuayo era un piccolo villaggio
dello stato di Michoacn. Dopo il lavo-
ro quotidiano, i suoi abitanti si riuniva-
no allora dellAngelus nella Chiesa di
San Giacomo Apostolo, per ringrazia-
re la buonissima Madre di Guadalupe
per le grazie e i favori che aveva loro
concesso nella giornata. Insieme al lo-
ro amato parroco, recitavano il rosario
senza mai dimenticarsi di pregare per il
Messico, affinch cessasse quanto pri-
ma limpietosa persecuzione del gover-
no contro i cattolici.
Tra tutti i bambini della parroc-
chia, uno si distingueva per la devozio-
ne con cui pregava. Era Jos Luis Sn-
chez del Ro, di appena 13 anni, biri-
chino come tutti quelli della sua et;
egli aveva in mente unidea fissa. Idea
che gli era venuta una notte dinverno
quando il parroco, invitato a cena dai
suoi genitori, aveva raccontato che la
persecuzione religiosa stava portando
molti martiri messicani in Cielo.
Come pu succedere questo, pa-
dre?
S, mio piccolo Jos, sono catto-
lici che, davanti allordine di rinne-
gare la nostra religione, preferiscono
dare la propria vita e morire fucilati.
Ma il Signore li riceve vicino alla no-
stra Madre di Guadalupe, in Cielo.
E anche i bambini possono esse-
re martiri, padre?
Ecco... insomma... se Dio co-
s volesse, certo, lo possono essere,
In tono di scherno, il
comandante del plotone
di esecuzione ha chiesto
al giovane martire se
desiderava, prima di
essere giustiziato, inviare
un messaggio ai suoi
genitori. Egli ha risposto:
S, dica loro che ci
rivedremo in Cielo.
24 Salvami Regina Gennaio 2006
come i Santi Innocenti che celebria-
mo nella nostra parrocchia durante il
mese di dicembre.
Jos Luis sent nel suo cuore un
ardore che non era altro se non una
grazia di Dio, una preparazione per
i gravi avvenimenti che si sarebbero
svolti, poco tempo dopo, nella tran-
quilla Sahuayo.
Mai stato cos facile
guadagnarsi il Cielo!
In effetti, nellagosto del 1926
giunse nel piccolo villaggio la notizia
che era proibito il culto cattolico pub-
blico. La famiglia Sanchez Del Rio si
riun costernata e, mentre i figli pi
piccoli si stavano preparando ad an-
dare ad aiutare il loro pap nei lavori
agricoli, Miguel, il pi vecchio, decise
di prendere le armi, con dei suoi ami-
ci, i fratelli Glvez, per difendere Cri-
sto e la sua Chiesa.
Vedendo questo, Jos chiese il
permesso ai suoi genitori di arruolar-
si anche lui nellEsercito Cristiano,
che si era formato al comando del ge-
nerale Prudncio Mendoza. Sua ma-
dre, tuttavia, si oppose.
Figlio mio, un ragazzo della tua
et va pi ad intralciare che ad aiuta-
re lesercito.
Ma, mamma, non mai stato
tanto facile guadagnarsi il Cielo co-
me in questo momento! Non voglio
perdere questoccasione.
Udendo questa risposta, sua ma-
dre gli diede il permesso, ma pose co-
me condizione che egli stesso scrives-
se al generale Prudenzio Mendoza,
chiedendo se lo accettava. La rispo-
sta di costui fu negativa.
Senza perdersi di coraggio, Jos
scrisse una nuova lettera, chiedendo
al generale di essere ricevuto, se non
come combattente, almeno come sol-
dato ausiliare della truppa: lui avreb-
be potuto prendersi cura dei cavalli,
cucinare e prestare altri servizi ai sol-
dati. Vedendo la grandezza danimo
e lentusiasmo di questadolescente,
il generale gli rispose che lo avrebbe
accettato. Cos, con la benedizione
della sua mamma cattolica, egli part
per laccampamento cristiano, mol-
to contento di poter lottare per Cri-
sto Re e Santa Maria di Guadalupe.
Combattente eroico
Nellaccampamento, in poco tem-
po, lultimogenito della famiglia San-
chez del Ro conquist laffetto e la
fiducia dei cristiani, che lo sopran-
nominarono Tarcisio. La sua allegria
contagiava tutti, e fin dallinizio egli
ebbe lincarico di guidare la truppa
nella preghiera del rosario, alla fine
di ogni giornata.
Grazie al suo valore e buon com-
portamento, il generale gli affid lin-
carico di attaccante del distaccamen-
to. Poco dopo, con la promozione a
porta-bandiera, Jos Snchez del Rio
vedeva realizzarsi il suo pi ardente
desiderio: essere nel campo di batta-
glia, come soldato di Cristo.
Nel febbraio del 1928, un anno e cin-
que mesi dopo il suo inserimento nel-
lesercito cristiano, ingaggi un com-
battimento nelle vicinanze della citt di
Cotija. Dopo varie ore di accannita lot-
ta, il giovane porta-bandiera vide il ca-
vallo del generale cadere ucciso da un
colpo di pallottola. Raggiunto il posto
immediatamente, disse con risoluzione:
Generale, ecco il mio cavallo, si
metta in salvo. Se io muoio, non si fa-
r sentire la mia mancanza, ma se lei
muore, s.
Gli consegn il suo cavallo, affer-
r un fucile e combatt con coraggio.
Quando cessarono i tiri, avanz con-
tro il nemico, baionetta in resta. Fu
fatto prigioniero e condotto dal gene-
rale nemico, che lo rimprover per il
fatto di lottare contro il governo.
Generale, sappia che io sono ca-
duto prigioniero, non perch mi sia ar-
reso, ma perch sono terminate le mie
pallottole, perci, se ne avessi avute di
pi , avrei continuato a lottare.
Prigioniero indomabile
Vedendo tanta decisione e ardo-
re, il generale lo invit ad unirsi alle
truppe del governo, dicendogli:
Sei un ragazzino valoroso, vieni
con noi e starai molto meglio che con
i cristiani.
Mai, mai! Preferisco morire!
Mai mi unir ai nemici di Cristo Re!
Mi faccia fucilare!
Il generale lo fece rinchiudere nel
carcere di Cotija. In mezzo a poca lu-
ce, cattivo odore, e attorniato da de-
linquenti, riusc a scrivere una lettera:
Cotija, 6 febbraio 1928
Mia cara mamma,
Sono caduto prigioniero durante il
combattimento di oggi. Credo che sa-
r fucilato, ma non importa, mamma.
Ti devi rassegnare alla volont di Dio.
Non preoccuparti della mia morte, che
ci che mi lascia inquieto; al contra-
rio, di ai miei due fratelli che seguano
lesempio dato dal loro fratello pi pic-
colo. Tu devi fare la volont di Dio, ab-
bi forza e mandami la tua benedizio-
ne, insieme a quella di mio padre. Sa-
lutami tutti, per lultima volta. Ricevi il
cuore di questo figlio che ti vuole tanto
bene e che desiderava vederti prima di
morire. Jos Snchez del Ro.
Intanto, invece di essere fucilato
il giorno dopo, come immaginava, fu
portato, insieme ad un piccolo amico
anche lui imprigionato di nome Laz-
zaro, alla chiesa di Sahuayo, che le
truppe del generale Calles avevano
trasformato in scuderie. La sacrestia
era occupata dai galli da combatti-
mento del deputato anticattolico Ra-
fael Picazo, che l realizzava frequen-
temente orge con i suoi amici.
Nel vedere la sua nuova prigione, Jo-
s rimase indignato. Era la stessa chiesa
che, poco tempo prima, egli frequenta-
va con la sua famiglia per pregare lan-
gelus e il rosario. Era quella la mede-
sima sacrestia dove lui era solito anda-
re, dopo la messa, per chiedere ritagli di
ostia al vecchio parroco. Lavevano tra-
sformata in un antro di banditi!
Quando si vide solo nella penombra,
il giovane soldato del Cristo Re riusc a
sciogliere la corda che lo legava, si di-
resse alle gabbie dove stavano i galli da
combattimento del deputato e gli tagli
il collo. Poi dorm serenamente.
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Gennaio 2006 Salvami Regina 25
Il Cardinale Saraiva Martins,
durante una cerimonia nella
Basilica di San Pietro
Omelia del Cardinale Jos Saraiva Martins
l giorno 20 novembre scor-
so, solennit di Cristo Re, Jo-
s Luis Sanchez del Ro e al-
tri dodici martiri messicani sono stati
beatificati dalla Chiesa, in una cerimo-
nia presieduta dal Cardinale Saraiva
nello stadio di Jalisco, Guadalajara.
Nellomelia, il Prefetto della Con-
gregazione per le Cause dei Santi ha
affermato: Per il suo coraggio e la te-
nera et, merita una menzione speciale
ladolescente Jos Snchez del Ro, che
a 14 anni ha saputo dare testimonian-
za valorosa di Ges Cristo. stato un
figlio esemplare che si distinto per ob-
bedienza, devozione e spirito di servizio.
Dallinizio delle persecuzioni ha deside-
rato essere martire di Cristo. (...)
Il giovane Beato Jos Snchez
del Ro ci deve incoraggiare tutti
specialmente voi, giovani ad essere
capaci di dare testimonianza di Cri-
sto nella nostra vita quotidiana. Ca-
ri giovani, probabilmente Cristo non
vi chieder uno spargimento di san-
gue, ma vi chiede, fin da questo mo-
mento, che diate testimonianza della
verit nelle vostre vite (cfr. Gv 18, 37)
in mezzo ad un ambiente di indiffe-
renza ai valori trascendentali, e per-
vaso da un materialismo ed un edo-
nismo che mirano a soffocare le co-
scienze. Cristo aspetta, oltretutto, che
vi apriate a ricevere ed accogliere un
progetto vocazionale da Lui prepa-
rato. Soltanto Lui ha, per ognuno di
voi, le risposte agli interrogativi del-
le vostre vite; e vi invita a seguirLo
nella vita matrimoniale, sacerdotale
o religiosa.
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Il giorno dopo, non appena ven-
ne a conoscenza dellaccaduto, il de-
putato Picazo corse alla sacrestia-
prigione, dove, pieno di indignazio-
ne, interrog il giovane prigioniero.
La casa di Dio un luogo per pre-
gare, non per far da deposito di ani-
mali, gli rispose costui. Pieno di col-
lera, Picazo, lo minacci di morte ma
ricevette questa serena risposta: Da
quando ho preso le armi, sono dispo-
sto a tutto. Mi faccia fucilare!
Una croce tracciata col
proprio sangue
Il venerd, giorno 10, verso le sei
del pomeriggio, una scorta lo port,
di nuovo, alla caserma. L, saputa la
sua condanna a morte, scrisse ad una
delle sue zie, la quale era riuscita a
portargli la Comunione di nascosto,
lultima lettera della sua vita;
Sahuayo, 10 febbraio
Cara zia,
Sono condannato a morte, alle otto
e mezza di questa sera arriver il mo-
mento che ho tanto desiderato. Ti rin-
grazio per tutto quanto tu e Maddalena
mi avete fatto. Non sono in condizio-
ne di scrivere alla mamma. (...) Porta
i miei saluti a tutti e ricevi, come sem-
pre e per lultima volta, il cuore di que-
sto nipote che ti vuole molto bene e de-
sidera vederti. Cristo vive, Cristo re-
gna, Cristo impera! Viva Cristo Re! Vi-
va Santa Maria di Guadalupe! Jos
Snchez del Rio, che morto in dife-
sa della fede. Non fare a meno di veni-
re. Addio.
Alle undici della sera giunse il mo-
mento tanto atteso. Lodio dei nemici
della Chiesa era tale che, con un col-
tello affilatissimo, gli strapparono la
pelle della pianta dei piedi e lo obbli-
garono a camminare dalla caserma
fino al cimitero, calpestando pietre e
terra. Nessun lamento usc dalle lab-
bra in mezzo a tanta tortura. Arriv
al cimitero cantando inni religiosi.
Portato fin sullorlo di una fossa
che in breve sarebbe stata la sua, al-
cuni soldati gli diedero alcune pugna-
late non mortali, per vedere se egli
rinnegava la sua fede con questo sup-
plizio.
In tono di scherno e con lintenzio-
ne di distruggere psicologicamente
leroe della fede, il capitano coman-
dante della scorta gli chiese se aveva
un messaggio per i suoi genitori. Egli
rispose: S, dica loro che ci rivedre-
mo in Cielo. In seguito, chiese al ca-
pitano di essere fucilato con le brac-
cia in croce. Come unica risposta, co-
stui estrasse la pistola e gli spar un
colpo alla tempia.
Sentendosi ferito a morte, Jos rac-
colse con la sua mano destra un po
di sangue che gli scorreva abbondan-
temente sul collo, tracci con questo
una croce sulla terra e vi si prostr so-
pra, in segno di adorazione.
Cos, nellultima ora della not-
te del 10 febbraio 1928, la sua ani-
ma sal al Cielo e fu ricevuta con giu-
bilo dal suo amato Cristo Re e dalla
sua amatissima Madre, la Vergine di
Guadalupe.
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26 Salvami Regina Gennaio 2006
Il primo parroco Araldo
NELLA DIOCESI DI AVEZZANO
In alto, Chiesa
di San Nicola
di Bari; a
lato, il nuovo
parroco, Don
Mariano Legeren,
e lassistente Don
Arnobio Glavan
A sinistra, il Prefetto di Cappelle dei Marsi d il benvenuto ai sacerdoti;
a destra Mons. Lucio Renna rivolge la parola ai fedeli
DICHIARAZIONI DI
DON MARIANO
La stampa locale ha ac-
colto con simpatia il nuo-
vo parroco. Al giornale Il
Centro di Avezzano, Don
Mariano Legeren ha di-
chiarato: Per me, questa
unesperienza meraviglio-
sa. Amo moltissimo lItalia
perch rappresenta il cuore
della Chiesa. La Marsica e
il suo popolo mi hanno con-
quistato per la loro disponi-
bilit e ospitalit.
Mons. Lucio
Renna allordi-
nazione di Don
Mariano e di
Don Arnobio Glavan
nel giugno 2005
l giorno 8 dicembre un importante avvenimento ha senato la
storia degli Araldi del Vangelo: gli Araldi Don Mariano Lege-
ren e Don Arnobio Giuseppe Glavan si sono insediati rispetti-
vamente come parroco e assistente, della Chiesa di San Nicola di Bari,
a Cappelle dei Marsi, simpatica citt a otto chilometri da Avezzano.
Nella Messa, prima dellOffertorio, Mons. Lucio Angelo Ren-
na O. Carm., Vescovo diocesano, ha consegnato ufficialmente le
chiavi del tabernacolo e della chiesa al nuovo parroco. Costui ha
Gennaio 2006 Salvami Regina 27
Il primo parroco Araldo
NELLA DIOCESI DI AVEZZANO
A lato: Mons
Renna consegna
le chiavi della
parrocchia a Don
Mariano; sotto,
panoramica della
cerimonia
A sinistra, il Prefetto di Cappelle dei Marsi d il benvenuto ai sacerdoti;
a destra Mons. Lucio Renna rivolge la parola ai fedeli
Non potendo essere presente al-
la cerimonia, Padre Joo Scognami-
glio Cl Dias ha inviato un messaggio
a Mons. Lucio Angelo Renna in ter-
mini molto filiali:
Desidero esternare la mia pi com-
mossa gratitudine per laffidamento di
una Parrocchia a due Araldi Sacerdoti,
che sono anche figli suoi. il primo ca-
so nella nostra storia ed carico di si-
gnificato per tutti noi. Se i miei impe-
gni attuali non me lo avessero impedi-
to, con enorme gioia li avrei accompa-
gnati nella solennit che sar presieduta
da Vostra Eccellenza. Insomma, breve
leternit per ringraziare adeguatamen-
te tanto spirito paterno di Vostra Eccel-
lenza, verso questi umili servitori.
Includo in questo mio atto di grati-
tudine, il nostro carissimo e instanca-
bile Don Romolo, che non ha rispar-
miato sangue, sudore e lacrime per
promuovere questo ramo sacerdotale
degli Araldi.
Offro per queste intenzioni le mie
umili preghiere, in particolare le Ce-
lebrazioni Eucaristiche, affinch essi
servano Vostra Eccellenza e siano in-
teramente allaltezza di quello che il
Signor Vescovo tanto merita.
MESSAGGIO DEL PRESIDENTE GENERALE DEGLI ARALDI
Mons. Lucio Renna allordinazione
di Don Joo Scognamiglio Cl Dias
ringraziato, sottolineando il simbolismo della funzione di custode
dellEucaristia, centro e apice della vita ecclesiale.
Mons. Lucio Renna si riferito al lavoro di evangelizzazione
svolto dagli Araldi in molti paesi, evidenziando il loro carattere
mariano e la loro spiritualit carmelitana.
Oltre al nuovo parroco e assistente, hanno concelebrato la
Messa Don Artemio de Vincentis e Don Pedro Paulo de Figuei-
redo, rappresentante del Presidente Generale dellAssociazione.
28 Salvami Regina Gennaio 2006
Un giorno con Maria
Processione dellImmacolata a Gambarare di Mira
Nella festa dellImmaco-
lata, gli Araldi italiani han-
no partecipato alla tradizio-
nale processione della Ma-
donna dei Cavalli a Gam-
barare di Mira, in provincia
di Venezia, organizzata da
Mons. Luigi Casarin. Prima
di percorrere la citt, la chie-
sa si riempita per i Vespe-
ri dellImmacolata, presiedu-
ti da Mons. Giacinto Danieli,
rappresentante del Cardina-
le Angelo Scuola.
A Messina, gli Araldi del Vangelo, insieme allAssociazione Ma-
donna di Fatima Stella della Nuova Evangelizzazione, hanno orga-
nizzato Una giornata con Maria, per i suoi associati e simpatizzan-
ti. Del ricco programma merita sottolineare la conferenza tenuta dal
Presidente degli Araldi in Italia Sig. Giuseppe Francesco Medina sul-
limportanza della vita spirituale nellapostolato personale e associa-
tivo, seguita da fervide parole di Don Nicoletti Fosco sulla Madonna.
Nella chiesa di Santa Caterina completamente piena stato reci-
tato il rosario meditato, seguito dalla Messa celebrata da Don Anto-
nio Giuseppe Dino, durante la quale una nuova cooperatrice ha rice-
vuto la cappa degli Araldi del Vangelo.
Gennaio 2006 Salvami Regina 29
San Paolo (Brasile): Centenario
dellAccademia di Polizia Civile
Oggi, essere della polizia essere apostolo nella societ, mantene-
re la Legge e lOrdine in questa immensa citt. Esercitare la funzione
di polizitto una vera gloria. Chi quellamico che d la sua vita per
gli altri? Il poliziotto disposto a questo ha affermato Padre Joo
Scognamiglio Cl Dias, nella Messa commemorativa del centena-
rio dellAccademia di Polizia Civile di San Paolo, in Brasile.
La funzione religiosa ha suscitato emozione nel numeroso
pubblico che riempiva la Chiesa. Il Direttore dellAccademia,
dott. Mauricio Jos Lemos Freire, ha dichiarato che la presenza
degli Araldi del Vangelo trasmetteva pace e benedizione a tutta
la famiglia della Polizia Civile. A chiusura della cerimonia, il De-
legato Generale della Polizia, dott. Marco Antonio Desgualdo,
ha sottolineato che essere poliziotto una vocazione.
Tra gli invitati si trovava il Presidente dellAssociazione Cultu-
rale Madonna di Fatima, dott. Hagop Seraidarian.
Camares (Africa) A Nanga-Eboko, lOratorio del
Cuore Immacolato di Maria continua il pellegrinaggio di
casa in casa, infervorando i fedeli.
Braga (Portogallo) Circa 500 devoti della Vergine di
Fatima hanno partecipato a Una giornata con Maria,
nellauditorio dellantico seminario di Braga.
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3
Il dott. Maurcio Jos Lemos Freire,
il dott. Marco Antonio Desgualdo e
Don Joo Scognamiglio Cl Dias, prima
della Messa (foto 1). Saluti alla fine
della celebrazione (foto 2). Un momento
della cerimonia liturgica (foto 3).
30 Salvami Regina Gennaio 2006
INTERVISTA AD UNA GUARDIA SVIZZERA
Marco Honneger, svizzero del cantone di Schwiz, due anni fa
fu ammesso nella Guardia Svizzera. Dopo questo periodo di
servizio regolare, egli torna alla sua terra natale, portando nel
suo cuore e nella sua memoria il profondo ricordo di ognuno
dei giorni trascorsi vicino al Papa.
Araldi del Vangelo: Perch
lei ha deciso di entrare nella
Guardia Svizzera?
Marco Honneger: Nel mio paese si fa
una grande pubblicit sul servizio che la
Guardia presta nel Vaticano. Alla televi-
sione e sui giornali c molta propagan-
da, anche nelle stesse parrocchie si di-
stribuiscono opuscoli informativi. A que-
sti fattori, nel mio caso concreto, si so-
no sommate altre due ragioni: la prima
che io ho fatto due viaggi a Roma, du-
rante i quali ho visitato la Caserma del-
la Guardia Svizzera e ho visto da vicino
i suoi impianti; la seconda, il grande con-
tatto che ho avuto con vecchie guardie, le
quali, una volta fatto ritorno in Svizzera,
fanno una specie di apostolato del ser-
vizio militare nel Vaticano. Le loro testi-
monianze mi hanno fatto comprendere
quanto sia bello far parte della Guardia
Svizzera Pontificia, la Cohors Helvetica.
AV: Qual il momento
pi importante nella vita
di una guardia?
Marco Honneger: senza dubbio
il Giuramento di Fedelt e Servizio
al Santo Padre. un momento mol-
to emozionante e altrettanto marcan-
te. Una cosa che molte volte non risul-
ta chiara alle persone che limportanza
pagnato il feretro nella sua traslazione
dal Palazzo Apostolico alla Basilica.
Per me, stato ancora pi straor-
dinario lessere di sentinella allin-
terno della Cappella Sistina, in occa-
sione del Conclave, al primo scruti-
nio del pomeriggio, nel quale stato
eletto Papa Benedetto XVI.
AV: Una relazione diretta con il
nuovo Papa fin dallinizio...
Marco Honneger: S. In realt io
sono stato designato anche a far par-
te della Compagnia che stata tutta
lestate col Papa Benedetto XVI, a Ca-
stel Gandolfo. L ho avuto lopportu-
nit di vivere molto vicino al Santo Pa-
dre. Facendo la sentinella, udivo gli ac-
cordi del pianoforte che egli suonava.
AV: Una grazia poter stare
cos vicino al Papa...
Marco Honneger: Credo che esi-
sta una tendenza a dimenticarci sia
della grandezza della persona con la
quale conviviamo, sia del privilegio
che abbiamo. Secondo la mia opinio-
ne, molti giovani nel mondo dareb-
bero tutto per essere guardia svizze-
ra almeno un giorno. Invece noi, che
siamo l, ci dimentichiamo molte vol-
te di tutto questo. normale.
David Domingues
da Roma
di questo giuramento perch lo si fa per
tutta la vita, una scelta che la persona
fa per tutta la sua esistenza. Per inten-
dere meglio questo, necessario pensa-
re a quello che sono i voti per un religio-
so. Il momento pi importante per lui
la professione solenne dei voti. Ora, per
la Guardia Svizzera, questo momento
equivale a quello del giuramento.
AV: Quando ha fatto
lei il giuramento?
Marco Honneger: Il 6 maggio
2004, giurando fedelt al Papa Gio-
vanni Paolo II e ai suoi successori.
AV: Pertanto, lei era in servizio
quando deceduto il Papa...
Marco Honneger: S, ho avuto la
fortuna enorme di essere in servizio
alla Guardia Svizzera quando morto
il compianto Papa Giovanni Paolo II.
Era impressionante immaginare che il
mondo intero aveva gli occhi puntati
su Roma, mentre noi partecipavamo
direttamente a quegli avvenimenti.
Oltre al servizio di guardia nella Sa-
la Clementina, dove stato esposto ini-
zialmente il corpo del defunto Papa, e in
seguito nella Basilica di San Pietro, dove
il corpo rimasto per tre giorni, ho fatto
parte del distaccamento che ha accom-
Due anni a proteggere
il Santo Padre
L
Gennaio 2006 Salvami Regina 31
Molte guardie talvolta fanno il ser-
vizio come se non ci fosse niente di
speciale. In verit, quello che fa una
Guardia Svizzera molto importante!
Malgrado questa debolezza uma-
na, ci sono momenti nei quali rifulgo-
no tanto chiaramente la bellezza, lo
splendore e la grandezza della Pon-
tificia Guardia, e allora la persona si
ricorda: Ah! Guarda che uniforme
porto, guarda dove mi trovo! Dallal-
tro lato della porta che vigilo c il Pa-
pa, il Vicario di Cristo sulla Terra...
Tuttavia, alcuni istanti dopo pu
darsi che questo lo abbia gi dimen-
ticato.
AV: E quali sono i suoi sentimenti
adesso che torna in Svizzera?
Marco Honneger: Devo dire che
torno molto contento dei miei due
anni di servizio in Vaticano. Esisto-
no, chiaro, aspetti della quotidia-
nit che si possono valutare in mo-
do meno entusiastico, ma non por-
to con me nessuna disillusione. Sen-
to molto confermata la mia vocazio-
ne di cristiano, che spero si sviluppi
ancora e fiorisca, permettendomi di
testimoniare il Vangelo nella mia ter-
ra natale.
Molti giovani al mondo darebbero molto pur di essere guardia svizzera almeno un giorno (al centro, Marco Honne-
ger durante lintervista, nella Chiesa di San Benedetto in Piscinula; ai lati, momenti del suo servizio come guardia)
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Tessera di
Membro benemerito 2006
Associazione Madonna di
Fatima Maria Stella della
Nuova Evangelizzazione
ha inviato ai suoi associati la tesse-
ra di Membro benemerito per lanno
2006. Questa ricorda limportante
ruolo che ogni laico ha nella Nuova
Evangelizzazione, col partecipare al-
le iniziative della Campagna Salva-
mi Regina. La bella fotografia con
limmagine della Madonna stampa-
ta nella tessera indica che Maria il
mezzo pi facile e rapido per giunge-
re a Ges Cristo.
In questanno 2006, ogni membro
dellAssociazione Madonna di Fati-
ma Maria Stella della Nuova Evan-
gelizzazione fa sua la supplica di
Pio XII: Confidiamo che i tuoi oc-
chi misericordiosi si chinino sulle no-
stre miserie e sulle nostre angustie,
sulle nostre lotte e sulle nostre de-
bolezze, che le tue labbra sorridano
condividendo i nostri piaceri e le no-
stre vittorie; che tu senta Ges dirti,
di ognuno di noi, come un tempo del
discepolo amato: Ecco tuo figlio.
E noi, che ti invochiamo come no-
stra Madre, ti prendiamo, come Gio-
vanni, per guida, forza e consolazio-
ne della nostra vita mortale!
Dalla terra dove peregriniamo,
confortati dalla fede nella futura ri-
surrezione, guardiamo a te, nostra
vita, nostra dolcezza e nostra speran-
za. Chiamaci a te con la dolcezza del-
la tua voce per mostrarci, un giorno,
dopo questo esilio Ges, frutto be-
nedetto del ventre tuo, o clemente, o
pietosa, o dolce Vergine Maria!
Ogni Comunione
devota seguita da
una Pentecoste
spirituale: lo
Spirito di Dio fissa
in noi la sua casa.
32 Salvami Regina Gennaio 2006
LEucaristia stimola il
fervore della carit
La Comunione di fontamentale importanza per il progresso nella
vita spirituale. La sua efficacia, tuttavia, varia in base allo sforzo che
lanima fa per comunicarsi bene, come ci insegna Fra Ferdinand-
Donatien Joret OP nella seconda parte del suo ragguardevole studio
sugli effetti della Comunione.
LA CARIT
LEFFETTO PECULIARE
DELLEUCARISTIA
San Tommaso ci insegna che la ca-
rit leffetto peculiare di questo Sa-
cramento. Se ricevuto in stato di gra-
zia, aumenta effettivamente nellani-
ma la disposizione alla carit. Leuca-
ristia la fa sbocciare in atti, se la per-
sona a questo si presta e d la sua li-
bera cooperazione, comunicando-
si devotamente. Lamore di Cristo la
impressiona, dice San Paolo. La vi-
ta soprannaturale si sente rifocillata,
come il corpo dopo un buon pasto.
Sembra strano questo? LEucari-
stia il Sacramento che rappresenta e
produce la carit, afferma San Tom-
maso. Essa , nel contempo, lespres-
sione dellamore di Cristo per noi e la
causa del nostro amore per Lui.
Essa esprime lamore
di Ges per noi
Dove testimoniato meglio il gran-
de affetto di questo Dio che Si in-
carnato e Si immolato per noi? Cri-
sto realmente nellEucaristia, con
il suo Corpo e il suo Sangue i quali
ci appaiono separati luno dallaltro,
come nel Calvario. Al fine di provare
che ha realizzato questi misteri, non
a beneficio di una vaga e impersona-
le umanit, ma di ogni uomo di tut-
Essa stimola il nostro
amore per Cristo
Quanto questo Sacramento ben
concepito e realizzato per provocare,
nellanima di chi si comunica con de-
vozione, unaffezione reciproca!
Insediato nel nostro cuore, pre-
sente con tutte le sue energie divine
e umane al centro del nostro stesso
essere, Cristo agisce nellanima che
si dispone alla sua azione. Come un
braciere dal quale nasce un incendio,
Egli ci scalda e cinfiamma. San Vin-
cenzo de Paoli esclamava: Miei fra-
telli, non sentite questo fuoco divino
ardere nei vostri petti quando ricevete
il Corpo adorabile di Ges Cristo nel-
la Santa Comunione? Sono venuto a
portare il fuoco alla terra Egli disse
e quanto desidero che esso arda!
Con la visita eucaristica, Ges si de-
dica a compiere in ognuno di noi, indi-
vidualmente, lopera per la quale ve-
nuto a questo mondo. Il suo passaggio
sulla terra stato di breve durata. Bre-
ve anche la sua visita eucaristica. Nel
giorno dellAscensione, tuttavia, Egli
ha promesso di inviare il suo Spirito,
che di fatto si , immediatamente, dif-
fuso nella Chiesa. Allo stesso modo,
ti i tempi e paesi, Egli li rinnova quo-
tidianamente in ogni luogo e Si of-
fre a tutte le anime come se ognuna
fosse lunico oggetto del suo amore.
Egli mi ha amato e Si offerto per
me, posso dire con San Paolo. E io
Lo ricevo, sotto forma di alimento,
di modo che, a esempio del pane che
io mangio e si unisce alla mia sostan-
za, anchio mi unisco a Lui, lasciando
che Lui mincorpori.
Dove trovare un simbolo pi
espressivo del suo amore per me?
Se lanima si
comunica con
devozione, la carit
in lei si anima, si
dispiega in atti
e fa diminuire le
cattive inclinazioni.
Gennaio 2006 Salvami Regina 33
ogni Comunione devota se-
guita da una Pentecoste spi-
rituale. Una volta cessata la
presenza sacramentale di Ge-
s, il suo Spirito ossia, lo Spi-
rito di Dio nel portare il mar-
chio vivo di Cristo e nel con-
formare a Lui la nostra ani-
ma fissa in noi la sua dimora.
Ogni nostra comunione ce Lo
d con pi abbondanza e Lo
fa entrare pi profondamente
nella nostra anima, come una
porta nuova, che si apre per
maggiori intimit. Ecco che
sono alla porta e batto: se qual-
cuno sente la mia voce e apre la
porta, entrer nella sua casa, ce-
ner con lui e lui con me.
Lattivit delle virt e dei
doni procede dalla carit
Cos come nella Chiesa uni-
versale, lo Spirito Santo non
rimane inattivo nella nostra
anima. Egli sincarica di diri-
gere la nostra vita. Rinforzan-
do la carit, che regola tutta la
nostra condotta, Egli ci spinge
a realizzare il nostro destino
sovrannaturale e ci assiste nel
nostro cammino ascensionale,
mettendo in azione, uno dopo laltro,
i nostri doni e le nostre virt.
Quando Egli stimola il meccani-
smo delle nostre virt, la sua influenza
pi discreta, si occulta sotto le appa-
renze dellattivit delle nostre facolt
naturali, aiutando la nostra riflessione
a riconoscere il dovere e sostenendo il
nostro sforzo nel compierlo. Questa
luce pi viva che oggi ci illumina, que-
sta energia nuova che ieri non sentiva-
mo, la grazia che dolcemente coope-
ra con noi, la grazia dello Spirito San-
to infusa nella nostra anima attraverso
la Comunione. Abitualmente, soprat-
tutto allinizio, la grazia prende questa
forma di azione, stimolando e appog-
giando lapplicazione delle virt.
Non possediamo invano, tuttavia, i
doni dello Spirito Santo. Questa dispo-
nibilit, di cui la nostra anima dota-
ta, lo Spirito Santo la utilizza, in mo-
do speciale, in certi momenti critici o
straordinari della nostra vita spiritua-
zo delle sue divine iniziative
e gli comunichi la sua luce, la
sua forza. Lo Spirito Santo ri-
sponde sempre pi frequen-
temente, fa sentire ogni volta
di pi la sua azione caratteri-
stica, nella misura in cui lani-
ma diventa pi meritevole di
questo intervento straordina-
rio, per sua decisione e sforzo
nel praticare le virt ordina-
rie della vita cristiana. Perch
il ruolo dei doni quello di
completare lopera delle vir-
t, non di sostituirle. Allora
lanima pu avere vive intui-
zioni della presenza di Cristo,
assaporare il suo amore, sen-
tirsi capace di tutti i sacrifici
per lui, vedere chiaramente
ci che Dio vuole da lei e cer-
care di dare con generosit.
Don Lallement compren-
deva bene questa efficacia
dellEucaristia, perch rac-
comandava ad un direttore
spirituale di giovani religio-
si: Quando essi saranno ben
istruiti. dica loro di mettere per
iscritto, dopo una Comunione,
quali cose avrebbero pi piace-
re di fare e di quali difetti essi
vorrebbero liberarsi di pi. Prenda sempre
in grande considerazione tutto quanto es-
si dicano che Dio ha rivelato loro, a me-
no che in questo si veda manifestamente
un qualche imbroglio del demonio.
Allo stesso modo riferisce Don
Ternire San Pietro Giuliano Eymard
voleva che nella direzione spirituale
il sacerdote prestasse molta attenzio-
ne nel seguire la grazia eucaristica, la-
sciando che Ges prenda liniziativa:
Nostro Signore sapr bene ispirare e
orientare le anime. (...) Io tratto ogni per-
sona in funzione della grazia che lei ha.
Progresso dellanima
nella vita spirituale sotto
linfluenza dellEucaristia
Unanima che si comunica devo-
tamente, con frequenza, cresce po-
co a poco nella vita spirituale, passan-
Con la visita eucaristica, Ges si presta a fare ad
ognuno di noi individualmente lopera per la quale
venuto a questo mondo (Prima Comunione nella
Basilica del Carmelo, San Paolo - Brasile)
le. Nella sua ansia di essere perfetta co-
me il Padre Celeste perfetto, lanima,
che si a lungo applicata alla pratica
delle virt, supplica lo Spirito Santifi-
catore che venga in suo aiuto per mez-
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34 Salvami Regina Gennaio 2006
Limportanza del canto
nelladorazione eucaristica
Il canto sacro un modo eccellente di esprimere lamore a Dio,
afferma Don Hermann Geissler FSO, membro della Congregazione per
la dottrina della Fede, in un articolo distribuito dallagenzia Fides.
hi canta prega due volte
(SantAgostino). Nella
nostra comunit
1
il can-
to costituisce un aspetto
centrale della vita di pre-
ghiera. Cantiamo nella Messa del mat-
tino, cantiamo parti della Liturgia delle
Ore durante il giorno, e cantiamo prin-
cipalmente durante lora di adorazione
eucaristica che conclude tutte le nostre
giornate.
Lodare e glorificare Dio
Il canto esprime la dimensione
pi profonda della nostra vocazio-
ne, che quella di lodare e glorifica-
re Dio uno e trino. Il Concilio Vati-
cano II ci ricorda che nella Liturgia
la disponibilit alla conversione con-
tinua, riempie il nostro cuore della
vera gioia, la gioia di sapere che Dio
tanto vicino, la gioia che si esprime
nel canto. Scrive San Paolo: La pa-
rola di Cristo dimori tra voi abbondan-
temente; ammaestratevi e ammonite-
vi con ogni sapienza, cantando a Dio
di cuore e con gratitudine salmi, inni e
cantici spirituali (Cl 3, 16).
Oltre a questo, il canto sacro un
modo eccellente di esprimere il no-
stro amore e il nostro rispetto in re-
lazione alla maest di Dio. Quando ci
inginocchiamo davanti al Santissimo,
adoriamo lo stesso Dio che i Serafini
acclamano con queste parole: Santo,
santo, santo il Signore degli eserciti.
terrena Con tutte le schiere della mi-
lizia celeste, cantiamo al Signore linno
di gloria (Cost. Sacrosanctum Conci-
lium, n. 8). Il canto ci fa pregustare la
gloria del Cielo, ci aiuta a ringrazia-
re Dio per le meraviglie che ha rea-
lizzato finora, ci porta a glorificare
il Signore con la nostra voce, col no-
stro cuore, con tutto il nostro essere.
La nostra vita deve essere una lode
a Dio ha detto Madre Giulia.
Il canto evidenzia anche la bellez-
za delladorazione. Ladorazione non
soltanto un dovere, ma , prima di
tutto, un privilegio, un dono che ci
permette di approfondire la nostra
amicizia personale con Cristo. Lado-
razione, che presuppone e favorisce
do dallo stato dei principianti a quel-
lo di coloro che hanno fatto progres-
si e da l a quello di coloro che hanno
raggiunto la perfezione. San Tomma-
so seppe ben vincolare alla carit que-
ste tre stagioni della vita spirituale (Iia
Iiae, qu 26, a9); siccome lEucaristia
lalimento della carit, lei che la sta
aiutando a scalare passo a passo tutti i
gradini della vita dellanima:
I principianti
Allinizio, si tratta soprattutto di
fuggire dal peccato grave, di resiste-
re alle concupiscenze contrarie al-
lamore divino. Per questo, i princi-
pianti hanno bisogno di alimentare e
fomentare in se stessi la carit, affin-
ch questa non si indebolisca e muoia.
Facciano la comunione, dunque, il pi
frequentemente possibile e con fervi-
da piet, contando sullaiuto di Cristo
e sforzandoci con buona volont. Sa-
rebbe inutile fare la comunione tutti
i giorni senza fare questo sforzo, per-
ch ripeto con San Tommaso sen-
za la cooperazione del libero arbitrio
non c alimentazione eucaristica. Ma
se lanima, per quanto miserabile sia,
si comunica con devozione, la carit in
lei si anima, si dispiega in atti e fa di-
minuire a poco a poco le cattive incli-
nazioni che le si oppongono.
Giustamente per il fatto di accen-
dere la carit, come lalimento cor-
porale restituisce le energie perdu-
te, la Comunione ripara il male cau-
sato in noi dai peccati veniali, soppri-
me un po alla volta la debolezza che
illanguidisce la nostra anima, sosten-
ta il nostro libero arbitrio nella lot-
ta contro le cattive tendenze, stabili-
Gennaio 2006 Salvami Regina 35
Tutta la terra piena della sua gloria
(Is 6, 3). Pertanto, conviene che an-
che noi glorifichiamo Dio con la no-
stra voce, riconoscendo la sua santit
e la sua misericordia, e manifestando
tutti insieme la nostra fede nella sua
presenza reale.
Unit nella pluralit
Nella nostra Comunit, cantiamo
inni in latino e nelle lingue volgari,
canti tradizionali e moderni, valoriz-
ziamo il canto gregoriano e anche la
polifonia. In questo modo, si manife-
sta una caratteristica della Chiesa Cat-
tolica, che la sua unit nella plurali-
t. La Fede unica si esprime nella di-
versit dei canti e delle melodie che ri-
flettono la ricchezza spirituale dei vari
popoli ed epoche della Storia. Cos si
realizza la parola di Ges: Per questo
ogni scriba divenuto discepolo del regno
dei cieli simile a un padrone di casa
che estrae dal suo tesoro cose nuove e
cose antiche (Mt 13, 52).
Per finire, il canto per noi anche
un modo di esprimere, davanti al Si-
gnore Eucaristico, il carattere com-
plementare tra la Comunit sacerdo-
tale e la Comunit delle consacrate,
che compongono il nucleo della no-
stra Famiglia spirituale. Alle volte,
cantiamo insieme: altre, alterniamo
le voci maschili e le voci femminili.
In questo modo, manifestiamo, da un
lato, che tutti siamo chiamati a loda-
re Dio e, dallaltro, che abbiamo di-
verse vocazioni che tentiamo di vive-
re con gioia e in complementare re-
ciprocit, in modo da diventare una
bella sinfonia per la gloria di Dio e
per il bene della Chiesa.
Ladorazione dipende, soprattut-
to, dallatteggiamento del cuore che si
sottomette liberamente e umilmente a
Dio. Ma, come il Verbo si fatto Car-
ne, lattitudine del nostro cuore deve
Benedetto XVI nella Cappella Sistina durante un concerto dei
Bambini Cantori di Regensburg, lo scorso 22 ottobre.
sce lamore di Dio sopra gli altri af-
fetti e cos riduce allimpotenza las-
salto delle tentazioni inferiori.
Gli avanzati
Quando lanima non pi preoc-
cupata dal pensiero di evitare il pecca-
to mortale, perch le tentazioni sono
meno forti, essa si applica, con sicu-
rezza, a progredire nella via della per-
fezione. Senza smettere di restare vi-
gile, poich sempre possibile una ca-
duta, essa agisce come gli operai che,
con la spada in mano, lavoravano nel-
la costruzione del tempio di Gerusa-
lemme. Essa si applica, soprattutto,
nellopera positiva del suo perfeziona-
mento spirituale. Ma essa raggiunge-
r il successo solo fortificando in s la
carit, la quale anima e muove tutte le
altre virt. Da l si vede limportanza
della Comunione per il progresso spi-
rituale, in ci che questo ha di pi fon-
damentale e primordiale.
I perfetti
Arriver il giorno in cui, sebbene
la carit continui sempre a progre-
dire, non sar pi la preoccupazio-
ne dellanima. Cesser di essere que-
sta la sua principale preoccupazione:
stabilita ormai nella pace e nellequi-
librio, il grande anelito dellanima
sar dora in avanti quello di unirsi
a Dio e godere di Lui. Essa giun-
ta allo stadio dei perfetti, il cui uni-
co desiderio quello di morire per
vivere con Cristo. E mentre aspetta
la Comunione del Cielo, la misterio-
sa Comunione eucaristica ci che
pi calma e stimola questo santo de-
siderio.
manifestarsi nei nostri gesti, nella no-
stra vita e anche nel nostro canto.
1
) Don Geissler appartiene alla Fami-
glia spirituale LOpera, fondata da
Madre Giulia Verhaeghe, riconos-
ciuta dal Papa Giovanni Paolo II nel
2001 come Famiglia di Vita Consa-
crata e oggi presente e operante in
13 paesi.
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Jos Alberto Rugeles
da Madrid
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36 Salvami Regina Gennaio 2006
I CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE UNIVERSITARIO
LEucaristia, cuore della vita cristiana
Undici cardinali, numerosi arcivescovi e vescovi, e pi di 150mila
partecipanti hanno riflettuto a Murcia, Spagna, sul tema:
LEucaristia, cuore della vita cristiana e fonte della missione
evangelizzatrice della Chiesa.
l viaggiatore che si avvi-
cina a Guadalupe, nel-
la provincia spagnola di
Murcia, contempla con
ammirazione il magnifi-
co edificio, immerso nel paesaggio, del-
lantico Monastero dei Geronimi, co-
struito agli inizi del secolo XVIII, at-
tualmente sede dellUniversit Cattoli-
ca SantAntonio di Murcia (UCAM).
Qui si realizzato dal 9 al 13 no-
vembre dellanno che sta per finire il
I Congresso Eucaristico Internazio-
nale Universitario, una iniziativa del-
lUCAM, di trascendentale importan-
za per il mondo universitario cattolico.
Messa e Adorazione
Alla solenne inaugurazione ha
presieduto il Cardinale Josef Tomko,
rappresentante personale del Papa
Benedetto XVI.
Durante questi cinque giorni, i con-
gressisti hanno avuto lopportunit di
udire nella Cappella dellUniversit le
conferenze e le testimonianze offer-
te loro da rappresentanti di varie real-
t ecclesiali. In una cappella annessa,
per tutto il giorno il Santissimo Sacra-
mento rimasto permanentemente
esposto alladorazione dei congressi-
sti. La recitazione in gruppo di alcune
ore liturgiche, e la Messa quotidiana,
a cui tutti hanno partecipato, prepara-
vano gli spiriti allascolto attento delle
relazioni dei conferenzieri.
Circa 150mila partecipanti
Gli organizzatori dellevento non
hanno voluto che questo rimanesse ri-
stretto allambito universitario, ma han-
no permesso che diffondesse la sua be-
nefica azione ad una larga fascia della
popolazione cattolica. Cos, si sono rea-
lizzati momenti diversi in quasi 60 luo-
ghi della Diocesi di Murcia, con la par-
tecipazione di circa 150mila persone.
Tra i quasi cento relatori si segna-
lano undici cardinali e numerosi arci-
vescovi e vescovi.
Luniversit trova il suo posto nel-
lEucaristia, facciamo di lei il motore
del nostro apostolato, ha detto nella
sua conferenza il Cardinale Castril-
ln Hoyos, Prefetto della Congrega-
zione per il Clero.
Il Cardinale Rouco Varela, Arci-
vescovo di Madrid, ha messo in evi-
denza un altro punto di estrema im-
portanza: I tabernacoli devono essere
convertiti in centri di adorazione. In
seguito, riferendosi alla tristezza di
vedere tabernacoli abbandonati, ha
avvisato che questo abbandono un
A sinistra, il Cardinale Tomko, rappresentante personale del Papa, durante
la Messa solenne di chiusura; al centro, conferenza di Mons. Javier Eche-
varra, Prelato dellOpus Dei; a destra, vista parziale dei partecipanti
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dato preoccupante della realt attuale
della Chiesa, e, se vogliamo essere sin-
ceri, della nostra stessa vita.
Per finire, il Cardinale madrileno ha
insistito sullimportanza non solo del-
larte di celebrare ma anche dellarte
di partecipare allEucaristia. Larte di
celebrare deve contribuire a mettere in
chiaro che la Messa non un atto so-
ciale n folkloristico, ha affermato.
Varie conferenze sono state tenu-
te da personalit del mondo laico. Il
Prof. Guzmn Carriquiry, Sottosegre-
tario del Pontificio Consiglio per i Lai-
ci, sviluppando il tema Devozione
popolare ed Eucaristia, ha affermato
che ogni manifestazione di devozione
popolare deve essere concordante con la
Sacra Liturgia e derivare da essa.
La voce del rappresentante
del Papa
La realizzazione di concerti di mu-
sica sacra ha dato un tocco musicale
allultimo giorno, 13 novembre, che
culminato con la Messa solenne pre-
sieduta dal Cardinale Tomko nella
Cattedrale di Murcia, concelebrata da
numerosi prelati, e alla quale hanno
partecipato pi di 2500 congressisti.
Nella sua omelia, il Porporato ha
messo in rilievo la grave situazione dei
cristiani in Europa, dove la decristia-
nizzazione sta avanzando, si mette in
dubbio la millenaria Civilt Cristiana e
si attacca la religione. Su questa linea,
ha indicato due aspetti particolarmen-
te pregiudizievoli: la distruzione delle
famiglie e le leggi inique imposte dai
parlamenti o governi. Ed ha concluso
che come risposta i cristiani, lungi dal
cadere nel pessimismo, devono pro-
muovere una cultura eucaristica che
porti alla trasmissione della fede.
Al termine della celebrazione sta-
ta data lettura delle dodici conclusioni
del Congresso, tutte importanti, ognu-
na delle quali ha evidenziato e affron-
tato un aspetto del tema centrale di
questi cinque giorni di studio, preghie-
re e riflessione: LEucaristia, cuore
della vita cristiana e fonte della missio-
ne evangelizzatrice della Chiesa.
INTERVISTA COL PRESIDENTE DELLUCAM
Fare dellUniversit
uno strumento di
Evangelizzazione
l presidente dellUCAM, Prof.
Jos Lus Mendoza Prez, ap-
partiene al movimento Neo-
Catecumenale, uomo di azione e
conferenziere di successo negli am-
bienti universitari europei. Come
organizzatore del I Congresso Eu-
caristico Internazionale Universi-
tario, egli parla con entusiasmo ri-
guardo a questo evento.
Araldi del Vangelo: Quale
stato il momento culminante
del Congresso?
Prof. Mendoza: molto diffi-
cile mettere in risalto un momen-
to specifico. Forse io distaccherei
la Messa solenne di chiusura, che
ha visto la partecipazione di pi di
2.500 persone. Si trattato di un
Congresso Eucaristico di grande
ricchezza dottrinale, senza prece-
denti nella storia della Chiesa, co-
me mi ha confermato il Cardina-
le Tomko. Un altro aspetto impor-
tante stata la ricchezza di cari-
smi, la presenza di tanti carismi di-
versi nel Congresso.
AV: Quali saranno i suoi frutti
nella comunit universitaria?
Prof. Mendoza: Se lEucaristia
il cuore della vita cristiana, deves-
sere anche il cuore della vita univer-
sitaria. Spero che i frutti siano mol-
ti. Qui nella UCAM essa ha causato
un impatto incredibile tra gli alun-
ni. Ci sono state varie conversioni.
impressionante la forza dellEucari-
stia! La nostra speranza che lUni-
versit sia uno strumento di evange-
lizzazione, di annuncio del Vangelo
attraverso la celebrazione della Pa-
rola e, specialmente, dellEucaristia.
AV: Lei ha una famiglia
numerosa, 14 figli. Qual
il ruolo della fede nella
vita famigliare?
Prof. Mendoza: Siamo una fami-
glia numerosa ed abbiamo la gioia
di vivere, perch la nostra vita
fondata in Cristo. Non ci interessa
nessunaltra cosa se non vivere se-
condo la volont di Dio, fare la sua
volont ed essere strumenti per an-
nunciare il Vangelo nel mondo del-
lUniversit ed anche ai nostri figli.
Logicamente, i genitori sono i prin-
cipali responsabili della trasmis-
sione della fede ai figli. Cos, chie-
diamo a Dio la sua grazia per esse-
re una famiglia cristiana e perch i
nostri figli ricevano la fede.
Clara Mara Morazzani
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38 Salvami Regina Gennaio 2006
Egli venuto per tutti
Sapienti e illetterati, ricchi e poveri, re e pastori hanno
il loro posto privilegiato ai piedi del Bambino Ges.
olui che si avvicina, spiri-
tualmente, alla mangiatoia
nella Grotta di Betlemme,
trova un Bambino tenero,
ma pieno di vita e di luce.
ContemplandoLo con gli occhi della fe-
de rimane meravigliato nel considera-
re che l c proprio Dio fatto uomo. S,
questo stesso Bambino pi tardi guari-
r lebbrosi, ridar la vista ai ciechi, far
camminare i paralitici, risusciter mor-
ti e calmer le tempreste. Alla fine della
sua vita, Egli sar disprezzato dalle mol-
titudini, ingiuriato, flagellato e inchioda-
to su una croce. Ma risusciter il terzo
giorno in forma gloriosa, salir al Cielo
e si sieder alla destra del Padre come
re trionfante supremo. cos che Egli
ci apparir quando verr , per la secon-
da volta, nel giorno del Giudizio Finale,
per giudicare i vivi e i morti.
venuto per i poveri...
Nella sua prima venuta, Ges ha
voluto manifestarSi agli uomini vesti-
to della nostra fragilit, come un de-
bole e indifeso bambino, che pativa la
fame, la sete, il freddo e somigliante in
tutto alla nostra umana condizione.
Presso il presepio, troveremo i pa-
stori. Uomini rudi e umili, occupati so-
lamente a fare la guardia notturna del-
le loro greggi, si sono visti, allimprovvi-
so, circondati da un chiarore divino che
li ha riempiti di grande timore. Ma su-
bito, animati dalle tranquillizzanti pa-
role dellangelo, sono corsi a quella for-
tunata grotta dove, con grande reve-
renza, si sono approssimati per adora-
re il Bambino avvolto in poveri panni e
reclinato su un misero pagliericcio.
...e per i ricchi
Erroneamente, tuttavia, qualcuno
potrebbe pensare che Egli sia venuto
solo per i semplici pastori e per le per-
sone meno abbienti. Per liberarci da
questa idea per di pi riduttiva e uni-
laterale, basterebbe rimanere qualche
giorno in pi vicino al Bambino per
essere sorpresi da un seguito reale ric-
co di colori, pompa e maest.
Da dove veniva quella lunga, mi-
steriosa e ricca carovana, composta
di guerrieri forti e audaci, di paggi ve-
stiti di seta, che avanzavano al suo-
no di trombe e al rullo compassato di
tamburi? Che cosa significava questa
invasione di cammelli e dromedari
(Is 60, 6) carichi di ricchezze, previ-
sti con tanta antecedenza dal profeta
Isaia? Chi saranno mai stati questi tre
sovrani alla ricerca del Re dei giudei
che era appena nato? (Mt 2, 2).
Si chiamavano Melchiorre, Ga-
spare e Baldassarre e, secondo la tra-
dizione, rappresentavano le tre raz-
ze della famiglia umana. Il Vangelo ci
racconta che essi provenivano da un
lontano ed enigmatico Oriente, aven-
do viaggiato fino alla Giudea guidati
da una stella.
E qui ci appare la prima traccia del-
lo straordinario appello che fu fatto lo-
ro. Ai pastori si manifesta visibilmente
un angelo di luce, che rivela con paro-
le la grande gioia della nascita del Sal-
vatore. A quei re, invece, questa stes-
sa notizia comunicata dallapparizio-
ne di una meravigliosa stella accompa-
gnata da una voce interiore che ha toc-
cato loro il cuore. Cos ce lo spiega San
Tommaso, citando il grande Papa Leo-
ne: Al di l dellimmagine che ha sti-
molato lo sguardo fisico, il raggio anco-
ra pi luminoso della verit ha istruito in
profondit i loro cuori per quanto riguar-
dava lilluminazione della fede

(
1
).
Fede sostenuta fino alleroismo
Bene si potrebbe applicare in que-
sto caso il famoso dettato francese:
noblesse oblige (la nobilt impone de-
gli obblighi). Da quei Magi, fino ad
allora immersi nelle tenebre del pa-
ganesimo, la Provvidenza ha preteso
un eroismo di fede che non fu richie-
sto ai pastori, eredi delle promesse
messianche del popolo eletto. Quan-
to dramma cera in quel viaggio! Al-
lertati dallimprovviso fulgore di una
stella, i Re Magi abbandonano senza
esitazione la calma e il conforto dei
loro palazzi per lanciarsi in un viag-
gio pieno di fatiche e pericoli, per de-
serti e montagne...
E cos tanto sforzo, perch? Per an-
dare a prostrarsi in adorazione davan-
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Gennaio 2006 Salvami Regina 39
ti a un bambino appena nato! Lestre-
ma povert nella quale Si present a
loro Colui che cercavano con santa
ansia, per nulla scosse la sovrannatu-
rale certezza radicata nei loro cuori,
che era proprio Lui il Re dei re. Affer-
ma il Dottore Angelico: Si deve dire
come Crisostomo dice: Se i Magi fosse-
ro venuti cercando un re terrestre, sareb-
bero rimasti delusi, per aver affrontato
senza motivo le difficolt di un cammi-
no tanto lungo. E cos, non Lo avreb-
bero adorato, n Gli avrebbero offer-
to regali. Ma, siccome cercavano il Re
dei Cieli, pur non vedendo in Lui niente
della maest reale, Lo adorarono sod-
disfatti unicamente per la testimonianza
della stella. Avevano visto un uomo e in
lui avevano riconosciuto Dio. E offriro-
no regali adeguati alla dignit di Cristo:
Oro, come a un grande re; incenso, uti-
lizzato nei sacrifici divini, come a Dio; e
mirra, con la quale sono imbalsamati i
corpi dei morti, indicando che sarebbe
morto per la salvezza di tutti (
2
).
In questo modo, i tre Re ci han-
no insegnato quali sono i regali pi
graditi al Bambino-Dio, in occasio-
ne della festa dellEpifania: loro fino
e puro delle opere di bene, praticate
con disinteresse e purezza di inten-
zione; lincenso profumato delle pre-
ghiere fatte con sincera piet e devo-
zione; e la mirra delle sofferenze e
dei sacrifici sopportati nel corso del-
la nostra vita con vero amore e gioio-
sa rassegnazione.
Ges in attesa di tutti noi
Presentiamo, allora, assieme ai Ma-
gi, le nostre modeste offerte ai piedi
della culla dove dorme sereno il pic-
colo Re venuto a redimerci. Egli in
attesa di tutti noi, di tutti gli uomini
di buona volont che vogliono segui-
re i suoi passi. Questa la lezione che
ci ha dato gi allinizio della sua esi-
stenza terrena: La salvezza che Cristo
avrebbe portato concerneva ogni tipo di
uomini, poich come dice la lettera ai
Colossesi: In Cristo non c pi uomo
e donna, greco e giudeo, schiavo e uo-
mo libero, e cos per quanto riguarda le
altre differenze. E affinch questo fosse
prefigurato nella stessa nascita di Cristo,
Egli si manifestato agli uomini di tutte
le condizioni. Poich, come dice Agosti-
no: I pastori erano israeliti, i magi pa-
gani; quelli stavano vicino, questi lonta-
no; gli uni e gli altri si trovano nella pie-
tra angolare. Cera ancora fra loro un
altro tipo di differenza: I magi erano sa-
pienti e potenti, i pastori, ignoranti e di
umili condizioni

(
3
).
E San Leone Magno esclama:
Che tutti i popoli rappresentati dai tre
Magi adorino il Creatore delluniverso;
e Dio non sia conosciuto soltanto nella
Giudea ma nel mondo intero, in modo
che dappertutto il suo nome sia grande
in Israele!(Sl. 75, 2)

(
4
).
Se noi contempliamo Ges con
sguardo pieno di ammirazione e di
fede, vedremo che questo il Bambi-
no dei contrari armoniosi. Egli ve-
nuto per tutti: poveri umili, re mae-
stosi. Egli a disposizione di ogni e
qualsiasi classe socale, di ogni e qual-
siasi cultura, di ogni e qualsiasi razza.
Egli venuto per salvare tutti.
1
) Somma Teologica III, q.36, a. 5).
2
) Idem, III, q.36, a. 8.
3
) Idem, III, q.36, a. 3.
4
) San Leone Magno, Sermo 3 in Epi-
phania Domini.
Egli venuto per tutti
Adorazione dei Magi e dei Pastori, Cattedrale di Colonia
LA PAROLA DEI PASTORI
AUTENTICA
E SICURA
PREVENZIONE
CONTRO
LAIDS
La situazione
epidemiologica del-
lHIV/AIDS continua a causare grandi
preoccupazioni. Si calcola che nel 2005
sia arrivato a 40,3 milioni il numero di
persone colpite dalla malattia, di cui
2,3 milioni minori di 15 anni. Ogni an-
no aumenta il numero di persone con-
tagiate. Nel 2005, 4,9 milioni di perso-
ne hanno contratto il virus; tra costo-
ro, 700mila minori di 15 anni. In questo
stesso anno lAIDS ha causato la mor-
te di 3,1 milioni di persone; di queste
570mila minori di 15 anni. LHIV/AI-
DS continua a seminare morti in tutti i
paesi del mondo.
La miglior cura da seguire la
prevenzione per evitare il contagio
da HIV/AIDS che, ricordiamo, si tra-
smette unicamente attraverso la tri-
plice via del sangue, della trasmissio-
ne intrauterina madre/bambino e per
contatto sessuale.
Per quanto riguarda le trasfusio-
ni e altri contatti col sangue dei ma-
lati, il contagio si riduce in modo con-
siderevole. Grazie a Dio, il contagio
madre-figlio fortemente controllato
dalluso di medicine adeguate.
Il terzo elemento di contagio, per
via sessuale, continua ad essere il pi
significativo. Esso favorito abbondan-
temente da una specie di cultura pan-
sessuale che toglie valore alla sessuali-
t, riducendola ad un semplice piacere,
senza darle una portata pi elevata.
In questo campo, la prevenzione ra-
dicale deve provenire da una corret-
ta concezione e pratica sessuale, ove
si concepisca lattivit sessuale nel suo
profondo significato, come espressione
totale e assoluta di donazione feconda
di amore. Questa totalit ci conduce al-
lesclusivit del suo esercizio allinterno
del matrimonio unico ed indissolubile.
Pertanto, la prevenzione sicura, in
questo campo, diretta ad intensifi-
care la solidit della famiglia.
Questo il significato profondo
del sesto Comandamento della Leg-
ge di Dio, che costituisce lasse del-
lautentica prevenzione dellAIDS
nellambito dellattivit sessuale.
Cardinale Javier Lozano Barragn
Presidente del Pontificio
Consiglio per la Pastorale della Salute
LA FAMIGLIA
MINACCIATA
DA DIRITTI CHE
NON HANNO
RAGIONE DI
ESISTERE
La famiglia non stata creata dallo
Stato, ma, al contrario, anteriore e su-
periore a questo, ha insegnato il Cardi-
nale Alfonso Lpez Trujillo nella con-
ferenza inaugurale del corso della Fon-
dazione Universitaria Spagnola.
Il Porporato, che presidente del
Pontificio Consiglio della Famiglia, ha
pronunciato un grave monito: Negli
ultimi anni sono stati letteralmente in-
ventati nuovi diritti che non hanno ra-
gione di esistere. Vi in questo momen-
to una inflazione di diritti che sono ideo-
logicamente assunti in modo da appli-
care solamente in maniera unilaterale
la libert che dicono di volere e a discri-
minare chi non pensa allo stesso modo.
Questo genera grandi pregiudizi alla so-
ciet e alla famiglia. I diritti sacri del-
la famiglia sono gravemente minacciati
da questa straordinaria facilit di creare
dal nulla diritti che non esistono.
Il Cardinale ricordato inoltre che,
conformemente agli insegnamenti del
Papa Benedetto XVI, i politici non pos-
sono elaborare per s unidea capriccio-
sa della famiglia, che nasce dalla legge
naturale e, pertanto, non una condi-
scendenza della societ, prodotto dei legi-
slatori. Ha condannato la prassi irrive-
rente secondo cui la legge crea le cose, e
la convinzione di molti politici per i qua-
li la legge buona non perch fa il bene,
ma semplicemente perch la legge.
Concludendo, il porporato ha rile-
vato che, per il fatto di non organiz-
zarsi in propria difesa, le famiglie so-
no vittime di leggi imposte e ha con-
cluso: Se le famiglie prendono forza ed
esigono rispetto, presto o tardi saranno
ascoltate dai governanti. Ma se lascia-
mo passare impunemente tutto quanto
accade nella societ, senza una lotta di
pensiero e di presenza in vista del futu-
ro, cadremo in una capitolazione.
(Anlisis Digital, organo informa-
tivo dellArcidiocesi di Madrid).
MISSIONE
DELLUNIVER-
SIT CATTOLICA
Nella conferenza
tenuta allUniver-
sit Cattolica San-
tAntonio di Mur-
cia, il Cardinale Jos Tomko ha eviden-
ziato che la missione di una universit
cattolica deve procedere in due dire-
zioni: verso lintegrazione del sapere e
verso il dialogo tra fede e ragione. La
stessa Chiesa si converte a difesa della di-
gnit della ragione umana, affrontando il
pessimismo degli uni e leccessiva fiducia
di altri solo nella ragione. Si tratta di riaf-
fermare la fiducia della Chiesa nella ra-
gione umana che, sebbene ferita dal pec-
cato, non ha perduto la capacit di cer-
care e trovare la verit, a patto che la ri-
cerchi con mezzi adeguati.
Cardinale Jos Tomko
Prefetto emerito della Congregazio-
ne per lEvangelizzazione dei Popoli
Gennaio 2006 Salvami Regina 41
Guarigione miracolosa a Lourdes
Mons. Gerardo Pierro, Arcivesco-
vo di Salerno ha proclamato ufficial-
mente come miracolosa la guarigio-
ne di Anna Santaniello, avvenuta nel
1952 nel santuario di Lourdes.
Fin dalla sua infanzia, Anna soffri-
va di una malattia cardiaca dichiarata
incurabile dai medici. Al compiersi dei
quarantanni, linfermit si aggrav pe-
ricolosamente. Lei aveva crisi asmati-
che intense, quasi non riusciva pi a re-
spirare, aveva serie difficolt a parlare
ed era impossibilitata a camminare.
Decise allora, affrontando loppo-
sizione della famiglia e dei medici, di
fare un pellegrinaggio a Lourdes per
chiedere la guarigione alla Vergine
Immacolata. L giunse il 19 agosto,
in barella, e le religiose lhanno messa
nella piscina. Lacqua era gelida, ma
ho sentito immediatamente qualcosa
che bruciava nel mio petto, come se fos-
si stata restituita alla vita. Dopo pochi
secondi, mi sono alzata sulle mie gambe
e ho cominciato a camminare, rifiutan-
do laiuto dei barellieri, che mi guarda-
vano con incredulit racconta.
Esaminata subito dopo da un fa-
moso cardiologo, costui dichiar che
era in perfetta salute e che non riu-
sciva a spiegare i risultati di tutti gli esa-
mi fatti precedentemente.
Nel novembre 2005, dopo pi di
50 anni di discussioni mediche e nuo-
vi esami, la guarigione di Anna San-
taniello stata ufficialmente ricono-
sciuta dalla Chiesa come il 67 mira-
colo di Lourdes.
La sua felice beneficiaria, ora di
93 anni e in ottima salute, ha assisti-
to alla cerimonia di proclamazione
del miracolo, realizzata nel Semina-
rio Metropolitano Giovanni Paolo II,
a Pontecagnano.
La Chiesa vietnamita ha
guadagnato una nuova
diocesi e 57 nuovi sacerdoti
Il Papa Benedetto XVI ha crea-
to nel Vietnam la diocesi di Ba Ria, e
ha nominato come suo primo vesco-
vo Mons. Thomas Nguyn Van Trm,
fino allora Ausiliare di Xun Lc.
La diocesi recentemente creata si si-
tua in un territorio di quasi duemila
chilometri quadrati ed ha una popo-
lazione di 900mila abitanti, dei qua-
li 225mila sono cattolici, seguiti da 91
sacerdoti e 598 religiose.
La creazione di una nuova circo-
scrizione ecclesiale un segnale di vi-
talit cristiana in queste comunit, poi-
ch con la sua crescita si verifica anche
la necessit di un Pastore, di un nuovo
Vescovo che possa alimentare meglio
la vita cristiana di queste popolazioni
ha commentato alla Radio Vaticana
il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefet-
to della Congregazione per lEvange-
lizzazione dei Popoli.
Durante la visita in questo paese
asiatico, il Cardinale Sepe ha presie-
duto il 29 novembre alla solenne Li-
turgia di ordinazione sacerdotale di
57 diaconi vietnamiti. Nellomelia, il
Porporato ha segnalato ai neopresbi-
teri limportanza della preghiera, se-
guendo lesempio di Ges: Pregare
un elemento vitale per il cristiano ed
anche un immenso servizio che il sa-
cerdote presta al suo popolo. Il tempo
passato in preghiera non un tempo
sottratto ai fedeli... Se non rimarremo
uniti a questa sorgente, la nostra vita
sacerdotale destinata a morire.
IV Festival Internazionale
di Musica Sacra
Alla fine di novembre si realizza-
to a Roma il IV Festival Internazio-
nale di Musica Sacra, dedicato a Be-
nedetto XVI per il suo primo anno di
Pontificato. cominciato nella Basi-
lica di San Pietro con una Messa so-
lenne nella quale sono stati interpre-
tati vari canti gregoriani. Il festival si
svolto in seguito nelle tre Basiliche
Patriarcali di Roma, cio quella di San
Paolo fuori le Mura, di Santa Maria
Maggiore e di San Giovanni in Late-
rano, dove gruppi celebri come le Or-
chestre Filarmonica di Vienna e Sin-
fonica di Londra, oltre al gruppo di
musica antica La Veneziana hanno
interpretato pagine della letteratura
musicale di tutti i tempi. (AICA)
Lattivit musicale migliora
la capacit cerebrale
Uno studio realizzato dallUniver-
sit di Stanford (California, USA) di-
mostra che suonare uno strumento
musicale aiuta a migliorare il proces-
so della parola e pu essere di grande
beneficio per i bambini con problemi
di dislessia (difficolt o incapacit di
comprendere quello che si legge, do-
vuta a una qualche lesione nel siste-
ma nervoso centrale). Lattivit musi-
cale perfeziona la capacit del cervel-
lo di fare la distinzione tra suoni che
si succedono rapidamente, il che la
chiave per aiutare a comprendere e
utilizzare il linguaggio.
Lo studio stato realizzato su
persone adulte, tra le quali un grup-
po che ha cominciato a suonare uno
strumento prima di compiere i sette
anni e fino ad oggi si dedica a questa
pratica per varie ore alla settimana.
Nuove religiose arricchiscono
i conventi di Roma
In questo fine anno, niente meno
che 550 giovani italiane, tutte di li-
vello universitario, hanno rinuncia-
to alle prospettive di una remunera-
tiva carriera professionale, attratte
dallo splendore della austera vita di
clausura in uno dei numerosi conven-
ti della Citt Eterna.
Linformazione di Hilary Clarke
corrispondente a Roma del giorna-
le londinese The Daily Telegraph,
che si basa su una comunicazione fat-
ta in congiunto dal Vicariato di Ro-
42 Salvami Regina Gennaio 2006
ma e dallUnione delle Madri Supe-
riore dItalia (USMI).
Il fatto sorprendente, perch fi-
no a poco tempo fa la maggior par-
te delle religiose che facevano il loro
ingresso nei conventi romani era co-
stituita da immigranti provenienti da
paesi del Terzo Mondo, mentre ora
le ultime novizie sono tutte italiane e
con formazione universitaria, sottoli-
nea Suor Pieremilia Bertolin, segre-
taria generale dellUSMI.
Come spiegare questo fatto?
Secondo Suor Pieremilia, oltre al
Mistero della Grazia che hanno sa-
puto ascoltare ed accogliere, queste
nuove suore hanno usato il loro ra-
ciocinio, invece di credere semplice-
mente nei messaggi pubblicitari che so-
no loro indirizzati, e per questo han-
no capito che quello che il mondo ha
da offrire loro non cos buono come
d ad intendere.
Situazione dei bambini che
muoiono senza battesimo
Sar pubblicato in tempo ragio-
nevolmente breve un documento del
Vaticano sulla situazione dei bambi-
ni che muoiono senza aver ricevuto il
Battesimo, ha annunciato Mons. Wil-
liam Jos Levada, prefetto della Con-
gregazione per la Dottrina della Fede
e nuovo presidente della Commissio-
ne Teologica Internazionale.
Questo tema stato oggetto di stu-
dio durante la sessione plenaria an-
nuale della suddetta Commissione, nei
primi giorni di dicembre. Mons. Leva-
da ha ricordato che lesistenza o non
esistenza del limbo destinato ai bam-
bini non battezzati un tema comples-
so dal punto di vista teologico. In que-
sto tempo di relativismo culturale e di
pluralismo religioso, il numero di bam-
bini non battezzati aumenta considere-
volmente. In questa situazione, i cam-
mini per giungere alla salvezza appaio-
no sempre pi complessi e problematici
ha ponderato lArcivescovo.
E ha aggiunto che la Chiesa non
pu fare a meno di riflettere sulla sorte di
tutti gli uomini creati a immagine di Dio
e, in modo particolare, dei pi deboli e di
quelli che ancora non sono in possesso
delluso della ragione e della libert.
La Chiesa di Cristo
la Chiesa Cattolica
In un lungo articolo intitolato Sub-
sistit in pubblicato nellOsservatore
Romano, edizione italiana del 5 di-
cembre il teologo Karl Josef Bec-
ker SJ afferma: La Chiesa di Cristo
la Chiesa Cattolica e rimane in essa per
sempre nella sua pienezza. La dottrina
della Chiesa stata, e sar questa, pri-
ma, durante e dopo il Concilio.
In questo studio scritto a proposi-
to del 40 anniversario del Concilio
Vaticano II, Don Becker si propone
di chiarire alcune interpretazioni sor-
te nellepoca post-conciliare, secon-
do le quali non esiste differenza so-
stanziale tra la Chiesa Cattolica e al-
tre chiese cristiane.
Nelle altre comunit cristiane esi-
stono elementi ecclesiali di verit e di
santificazione che sono propri del-
la Chiesa Cattolica e spingono ver-
so lunit con essa scrive il teolo-
go gesuita. In seguito, egli si chiede
perch questi elementi sono chiamati
Ecclesiali, e chiarisce: perch sono
propri della Chiesa Cattolica.
Nella spiegazione della sua tesi,
Karl Josef Becker si basa sullottavo
numero della Costituzione Dogmati-
ca Lumen Gentium, dove si afferma
che la Chiesa di Cristo sussiste nella
Chiesa Cattolica, governata dal Suc-
cessore di Pietro e dai vescovi in co-
munione con lui. Giustamente que-
stespressione sussiste nella (in lati-
no subsistit in) stata oggetto di viva-
ci dibattiti teologici.
Nella conclusione del suo artico-
lo, cos dice Don Becker: Chi, con
il Concilio Vaticano II, afferma la per-
petua permanenza di tutti gli elementi
salvifici istituiti da Cristo nella Chiesa
Cattolica, totalmente disposto a pren-
dere in considerazione i problemi sol-
levati da questo Concilio. Pi ancora,
trova nella sua dottrina chiare direttive
sul modo di affrontarli e risolverli.
Aumenta la richiesta
di libri cattolici
Ogni anno aumenta in Spagna la
richiesta di libri di tematica religio-
sa. Un esempio di questa sete di re-
ligiosit che, daltra parte, non si li-
mita alla Spagna, ma si manifesta nel
mondo intero il grande successo
del libro Vangelo 2006. Ledizione
di questanno ha raggiunto il tetto dei
785mila esemplari, 135mila in pi ri-
spetto al Vangelo 2005), nello stesso
periodo dellanno scorso.
Si tratta di unopera senza pretese,
ma che d al grande pubblico quel-
lo che cerca: il Vangelo della Messa
di ogni giorno dellanno, il santo del
giorno, alcune preghiere e una specie
di minicatechismo.
Vangelo 2006 una pubblicazio-
ne delle Ediciones Beta S.A. (EDI-
BESA), istituzione editoriale di pro-
priet dellOrdine Domenicano, Pro-
vincia di Aragona.
28 Giornata per la vita
Rispettare la vita significa, ancora,
mettere al primo posto la persona. La
persona governa la tecnica, e non vice-
versa; la persona, e non la ricerca o il
profitto, il fine. Chiedere labolizio-
ne di regole e limitazioni che tutelano
la vita fin dal concepimento in nome
della libert e della felicit un tragi-
co inganno, che produce al contrario
la schiavit e linfelicit di chi lascia
che a costruire il futuro siano da un la-
to i propri desideri soggettivi, dallal-
tro una tecnica fine a se stessa e sgan-
ciata da ogni riferimento etico.
Occorre continuare un capillare e
diffuso lavoro di informazione e sen-
sibilizzazione per aiutare tutti a com-
prendere meglio il valore della vita, le
potenzialit e i limiti della scienza, il
dovere sociale di difendere ogni vita dal
concepimento fino al suo termine na-
turale. E lultimo passaggio del Mes-
saggio del Consiglio Episcopale Per-
manente per la 28a Giornata per la vita
(5 febbraio 2006) dal titolo Rispettare
la vita. (Messaggio del Consiglio Epis-
copale Permanente 29/11/2005)
T
Gennaio 2006 Salvami Regina 43
5 centenario della Guardia Svizzera
ramite unintervista collet-
tiva del comandante del-
la Guardia Svizzera Ponti-
fcia, Colonnello Elmar Mder, la
Santa Sede ha reso noto il calenda-
rio delle celebrazioni commemora-
tive dei 500 anni di fondazione di
questa corporazione militare.
Giorno 21 del corrente mese,
sar celebrata nella Cappella Si-
stina, dal Segretario di Stato, Car-
dinale Angelo Sodano, una Mes-
sa che ricorder lentrata a Roma
del primo distaccamento di guar-
die svizzere, reclutate per ordine
del Papa Giulio II.
Secondo quanto ha rivelato il
colonnello Mder, Benedetto XVI
ha scritto a questo proposito una
lettera al presidente della Confe-
renza Episcopale Svizzera e a tut-
te le guardie sia a quelle in servi-
zio che a quelle congedate -, espri-
mendo il suo ringraziamento per
leroico sacrificio delle 147 valoro-
se guardie che hanno perso la vi-
ta lottando in difesa del Papa Cle-
mente VII, in occasione del sacco
di Roma, il 6 maggio 1527.
Un centinaio di ex-guardie par-
tir dalla citt di Bellinzona (Sviz-
zera) il 7 aprile, intraprendendo
una marcia lungo la via Francige-
na lantica rotta dei pellegrinag-
gi per giungere a Roma il giorno
4 maggio. In questo giorno, come
500 anni fa, esse saranno accolte
dalle autorit municipali e, arriva-
te a Piazza San Pietro, riceveranno
la benedizione del Santo Padre.
La giornata centrale delle com-
memorazioni sar il 6 maggio: la
mattina, solenne Messa nella Ba-
silica di San Pietro; nel pomerig-
gio, la cerimonia di giuramento
delle nuove reclute avr luogo, per
la prima volta nella storia, in Piaz-
za San Pietro; la sera uno spetta-
colo di fuochi dartificio a Castel
SantAngelo chiuder le attivit di
quel giorno.
500 anni al servizio del Papa
Gi nel primo secolo dellEra
Cristiana, lo storico latino Tacito
qualificava gli svizzeri come un
popolo di guerrieri, celebre per il co-
raggio dei loro soldati. Tenendo in
considerazione questo e il rispetto
riservato alla Chiesa che caratte-
rizzava i Cantoni Confederati, Pa-
pa Giulio II (1503-1513) scelse le
truppe da questa nazione per for-
mare un corpo di guardia persona-
le, a servizio del Pontefice.
Cos, per suo ordine, furono re-
clutate le prime 150 guardie che,
al comando del capitano Kaspar
Von Silenen, attraversarono le Al-
pi ed entrarono a Roma il giorno
22 gennaio 1506.
Da allora, la sicurezza persona-
le del Papa a carico della Guardia
Svizzera. Attualmente essa si com-
pone di 100 effettivi: 4 ufficiali, 23
subordinati intermedi, 70 alabar-
dieri, 2 tamburi e 1 cappellano.
In alto: La Guardia
Svizzera allineata
nel Cortile di San
Damaso, nel Palazzo
Vaticano, durante
una cerimonia di
giuramento; a sinistra,
il Colonnello Mder
passa in rivista la truppa
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Mons. Adriano Paccanelli
Cerimoniere della Basilica di Santa Maria Maggiore
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44 Salvami Regina Gennaio 2006
La Diocesi di Roma affida la
Chiesa di San Benedetto in
Piscinula agli Araldi del Vangelo
La presenza dellAssociazione (Araldi del Vangelo) a San Benedetto in
Piscinula costituisce un arricchimento per la Diocesi di Roma. Pertanto,
lOrdinario dispone che la Chiesa di San Benedetto in Piscinula sia
pastoralmente legata alle attivit dellAssociazione Araldi del Vangelo, i
cui membri esprimono la propria identit cristiana con la testimonianza di
vita, con lattenzione riposta in modo particolare nellapostolato,
e vivendo la propria consacrazione battesimale, per mezzo
di Maria, secondo la spiritualit di San Luigi M. Grignion
de Monfort.
on queste parole il Car-
dinale Camillo Ruini, Vi-
cario di Sua Santit per
la Diocesi di Roma, af-
fidava ufficialmente agli
Araldi del Vangelo, il giorno 31 maggio
2003, la Chiesa di San Benedetto in Pi-
scinula, situata nel quartiere romano di
Trastevere.
LAssociazione Araldi del Vange-
lo, rispondendo allinvito della Dio-
cesi di Roma, si impegnata a pre-
stare al Rettore della Chiesa il suo
servizio di appoggio nellesercizio
dellattivit pastorale, particolar-
mente nellanimazione liturgica delle
Celebrazioni, nella custodia e nel de-
coro della chiesa e dei paramenti sa-
cri, come anche nellaccoglienza dei
pellegrini.
Il Rettore, da parte sua, esercite-
r il ministero sacerdotale in armonia
con la pastorale diocesana, in colla-
borazione fraterna con la parrocchia,
rispettando attentamente lo spirito e
lo stile proprio dellesperienza asso-
ciativa degli Araldi del Vangelo.
Per la prima volta, la Chiesa di Ro-
ma, Diocesi del Santo Padre, affida un
luogo sacro e lattivit pastorale l svol-
ta a una associazione privata di laici.
A ragione gli Araldi del Vange-
lo considerano questa tappa un avve-
nimento importante per la vita del-
lAssociazione. Si tratta di un prezio-
so frutto, maturato dopo il giorno 22
febbraio dellanno 2001, quando, nel-
la festa della Cattedra di Pietro, han-
no ottenuto dal Pontificio Consiglio
per i Laici il riconoscimento come As-
sociazione Privata di Fedeli di Diritto
Pontificio.
Designati dalla Divina Provviden-
za e illuminati dalla presenza ma-
terna di Maria Santissima, gli Aral-
di del Vangelo fanno ora parte inte-
grante della vita e della storia della
Chiesa di Roma, inserendosi nel sol-
co fecondo del bimillenario cammino
della Chiesa Cattolica che, nella Cit-
t Eterna, Sede del Successore del-
lApostolo Pietro, trova il suo centro
di unit e di irradiazione della fede.
Il Carisma degli Araldi del Vange-
lo ha il suo fondamento nellEucaristia,
si distingue per una speciale devozione
alla Vergine ed caratterizzato da un
particolare vincolo alla persona del Pa-
pa e al suo magistero. Attraverso il ri-
conoscimento pontificio in una prima
Gennaio 2006 Salvami Regina 45
fase e la consegna, ora, di una chiesa
a Roma, essi ricevono una qualificata
conferma dellattualit e dellefficacia
del loro servizio apostolico per la Chie-
sa e per la Nuova Evangelizzazione.
Le radici dellAssociazione Araldi
del Vangelo e di ognuno dei suoi mem-
bri si ancorano adesso in modo pi sta-
bile nel cuore della Chiesa Universale,
idealmente immerse nel suolo bagnato
dal Sangue dei Martiri e segnato dalla
fede e dal fervore apostolico delle prime
comunit cristiane. Il senso della Chiesa,
che si vive fin negli angoli pi remoti del
pianeta, vissuto a Roma con maggio-
re intensit. La fiamma ardente, acce-
sa da Cristo sulla Roccia di Pietro, con-
tinua a crepitare senza consumarsi, con-
tinua a illuminare con la stessa forza dei
primi tempi. La Roma cristiana si rive-
la pi che mai come una terra santa che,
per essere percorsa, esige che si tolgano
umilmente i sandali dellumana miseria.
In realt, alcuni Araldi, presenti a
Roma dal tempo in cui lAssociazio-
ne ha ricevuto il riconoscimento ponti-
ficio, prestano il loro aiuto quotidiano
nella Chiesa di San Benedetto in Pisci-
nula, su invito del Rettore, Rvmo. Mon-
signor Angelo di Pasquale. La loro pre-
senza ha risvegliato subito linteresse dei
fedeli, non solo a causa del solenne abi-
to che normalmente indossano,
ma soprattutto per la fervente
animazione delle celebrazioni
liturgiche.
Non per caso che linse-
diamento ufficiale degli Araldi
del Vangelo nella Citt Eterna
avviene in una chiesa dedica-
ta a San Benedetto e legata alla
conversione e missione del Fon-
datore del monachesimo occiden-
tale. Vista nella prospettiva degli ar-
cani intenti della Divina Provviden-
za, questa circostanza assume il valore
di un segnale che si lega alla Casa Ma-
dre degli Araldi del Vangelo di San Pao-
lo (Brasile), sorta anchessa in un antico
monastero benedettino.
E la mano potente di Dio che, in
modo misterioso, agisce attraverso se-
gnali ordinari e straordinari per infon-
dere coraggio e sicurezza a coloro che,
volendo seguire le orme del Figlio di
Dio fatto uomo per la salvezza del-
lUmanit, contemplano con gli occhi
della Vergine Maria il volto di Cristo,
che risplende nella sua Chiesa.
Nel ricevere dalle mani del Cardi-
nale Vicario del Papa la Chiesa di San
Benedetto in Piscinula, con gli impe-
gni apostolici a lei connessi, gli Aral-
di del Vangelo assumono, da parte lo-
ro, lonus finanziario del restauro del
sacro edificio e dei locali attigui, col
fine di restituire a tutto il complesso
il suo antico splendore artistico.
Per questo scopo, gli Araldi ripongo-
no una particolare fiducia nellassisten-
za della Provvidenza Divina e nella ge-
nerosit dei partecipanti alla Campa-
gna Salvami Regina dellAssociazio-
ne Madonna di Fatima Maria Stella
della Nuova Evangelizzazione e di be-
nefattori che, sicuramente, non man-
cheranno. E affidano il successo di que-
stopera alla preziosa protezione del-
la Santissima Vergine, invocata sotto il
materno appellativo di Cuore Immaco-
lato di Maria di Fatima.
In alto: Mons. Angelo di Pasquale e gli Araldi a San Benedetto, dopo la con-
segna della chiave; a destra e sotto: momenti della cerimonia nella quale essi
hanno ricevuto la chiave; lultimo Natale nella Chiesa di San Benedetto
Maria Teresa Ribeiro Matos
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46 Salvami Regina Gennaio 2006
STORIA PER BAMBINI O PER ADULTI PIENI DI FEDE?
Il ramo
secco fiorito
Dopo lassoluzione, leremita diede alcuni buoni consigli al
Conte Guglielmo e aggiunse: Figlio mio, come penitenza,
mi porti un ramo secco fiorito.
olto tempo fa, in
una cittadina del-
lantico Regno di
Baviera viveva il
Conte Gugliel-
mo, nobile di corpo e di animo, posses-
sore di una grande fortuna. Cattolico
esemplare, faceva il possibile per lodare
Dio: non mancava nemmeno un giorno
alla Messa, osservava tutti i Comanda-
menti, dava elemosine ai poveri e pro-
teggeva i derelitti. Soprattutto, voleva
conservare sempre la sua anima bianca,
come la neve, e per questo confessava
con vero pentimento le sue mancanze,
per quanto piccole sembrassero.
Un giorno, passeggiando per il suo
vasto campo di grano, si rallegr molto
nel vedere come era cresciuto. Le bel-
le spighe ondeggiavano al soffio della
brezza e brillavano come milioni di pez-
zettini doro ricoprenti tutto il campo.
In quel mentre, avvist in fondo a quel-
limmenso tappeto doro unampia mac-
chia scura. Di che cosa mai si trattava?
Subito constat che era una catasta
di tronchi e rami secchi che schiaccia-
vano una parte della sua piantagione.
Chi era colui che laveva messa l? Il
suo vicino? S, poteva soltanto essere
stato lui, concluse il conte, un po af-
frettatamente. Senza pensarci su due
volte, chiam alcuni servitori e ordi-
n che gettassero nel campo di gra-
no del vicino tutti quei tronchi e ra-
mi. Fatto questo, torn al suo castello
e si dimentic del fatto.
* * *
Giunto il momento, la raccolta fu ec-
cellente, i granai del conte erano stra-
pieni di grano. Un peso sulla sua co-
scienza, tuttavia, turbava quella gioia: il
piccolo campo di grano del vicino, pen-
sava lui, di sicuro aveva prodotto meno
di quello che avrebbe potuto, a causa
della catasta di legna secca, l gettata per
ordine suo. Come aveva mai potuto, lui,
proprietario di immense piantagioni, fa-
re questa cattiveria al vicino povero?
Sinceramente pentito per questa
mancanza, decise senza indugio di an-
dare a confessarsi, per ottenere il per-
dono di Dio. In una grotta vicina abi-
tava un anacoreta famoso per la vita
santa che conduceva: dormiva su una
pietra dura, si cibava solo di radici e
frutti della foresta e trascorreva tut-
to il tempo in preghiera. Si present
dunque da lui, come umile penitente,
il ricco e potente Conte Guglielmo.
Il santo eremita lo accolse bene-
volmente e ascolt attentamente la
sua confessione. Si meravigli di in-
contrare un uomo con cos tanta retti-
tudine di coscienza e prese molto sul
serio la confessione, poich qualun-
que peccato, per quanto piccolo sia,
costituisce unoffesa a Dio. Gli diede
alcuni buoni consigli e aggiunse:
Figlio mio, come penitenza, mi
porterai, nel giro di un anno, un ramo
secco fiorito.
Alla fine, tracciando un grande se-
gno della croce, gli diede lassoluzio-
ne di tutti i peccati della sua vita.
Il conte, che era arrivato triste e af-
flitto, se ne and con la leggerezza del-
lanima purificata, disposto a compiere
la penitenza, anche se questa gli sem-
brava alquanto strana: portare un ra-
mo secco fiorito... Non sarebbe stato
pi ragionevole, pensava, che leremita
mi avesse ordinato di retribuire al vici-
no cento volte, o pi, il valore del dan-
no che gli ho causato? In verit, questa
ricerca mi sembra insensata e inutile,
ma, se il confessore me lo ha ordinato,
senzaltro perch da questa Dio vuo-
le ricavare qualche frutto. Quale sar
mai, io per il momento non lo so.
Gennaio 2006 Salvami Regina 47
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Cos, ritornato al suo castello, cam-
bi le fastose vesti con una tunica di tes-
suto rustico, prese un bastone da pasto-
re ed usc a cercare il ramo secco fiorito.
* * *
Vag, vag per mesi... Attraver-
s foreste, boschi, valli, monti, villag-
gi e citt. Dappertutto trov rami sec-
chi, ma fioriti assolutamente neanche
uno! Qua e l chiedeva a un passante:
Mi dica, ha per caso visto un ra-
mo secco fiorito?
La gente lo guardava stupita e si
allontanava ridendo, pensando che
si trattasse di un matto. Lui accetta-
va queste umiliazioni e le offriva alla
Madonna in modo da trovare pi ra-
pidamente il ramo secco fiorito.
Un giorno, mentre stava riposando
seduto in un bosco, si vide accerchiato
da una banda di assalitori. Essendo un
uomo forte e valoroso, il conte si mise
immediatamente in piedi pronto ad af-
frontare la cricca intera. Ma... non pos-
sedeva alcuna arma, si trovava l come
semplice peccatore a compiere la sua
penitenza. Quando si accorsero che la
loro preda non era altro che, in appa-
renza, un mendicante, i banditi scop-
piarono a ridere e a prenderlo in giro.
Perch si mascherato da spa-
ventapasseri?
Sono un penitente.
Ah, un penitente... Di sicuro
avr incendiato villaggi, ammazzato
bambini e vecchi...Ci dica, insomma,
che crimini ha commesso?
Ho gettato una catasta di alberi
secchi nella piantagione di un mio vi-
cino, compromettendo cos il suo rac-
colto. Il confessore mi ha ordinato,
per penitenza, di portargli un ramo
secco fiorito nel giro di un anno.
Scoppiando in una grande risata, i
banditi si allontanarono, alla ricerca
di una preda pi lucrativa.
* * *
Uno di loro, per, invece di ridere, se
ne and molto preoccupato, tutto pre-
so da questo pensiero: Per una piccola
mancanza, questuomo ha ricevuto una
dura penitenza! Ed io cosa mi merito
per i miei furti, i miei assassini e i nume-
rosi altri crimini che ho compiuto? Per
quanto riguarda la giusta punizione su
questa terra, non difficile da sfuggire,
ma... i castighi eterni dellinferno?
Mosso da questo buon sentimento,
lassalitore torn e fece al penitente
straccione un breve racconto della sua
vita criminosa. Alla fine, lo supplic:
Non voglio morire senza ricon-
ciliarmi con Dio. Abbia piet di me,
mi aiuti!
Commosso e contento di vedere la
grazia che operava in quel miserabi-
le, il conte lo condusse dal santo ana-
coreta.
Questi lo accolse con paterna bon-
t. Il ladrone pentito piangeva a di-
rotto. Il nostro penitente, anche lui in
lacrime, disse:
Reverendo Padre, qui c un po-
veruomo morto, perch ha perduto la
vita della grazia; ma ora, desidera ri-
cuperarla, ricevendo da lei lassoluzio-
ne. Quanto a me, non riesco a com-
piere la mia penitenza: dopo un anno
di ricerche, non ho trovato nulla che
assomigli a un ramo secco fiorito.
Leremita lo guard con dolcez-
za e disse:
Figlio mio, questo criminale un
ramo seccato dal peccato, nel quale
nato il bellissimo fiore del pentimen-
to. Lei stato lo strumento scelto da
Dio per piantare in lui questo fiore.
Vede, questo il ramo secco fiorito,
portato da lei!
Il Conte esult nelludire queste
parole, poich comprese, in un at-
timo, che Nostro Signore aveva gui-
dato tutti i suoi passi per tutto quel-
lanno intero di cammino incessante.
Quella ricerca di un ramo secco fiori-
to apparentemente inutile e insen-
sata aveva avuto un obiettivo eleva-
to: trovare unanima uccisa dal pecca-
to e condurla alla fonte della vita.
1. Solennit di Santa Maria, Ma-
dre di Dio.
Santo Odilon (+1049). Abate di
Cluny. Di nobile famiglia francese,
austero verso se stesso, ma buono e
caritatevole con i poveri. Propugna-
tore della Tregua di Dio, che proi-
biva le guerre di domenica e nei gior-
ni santi. stato il primo a dedicare
un giorno alla commemorazione di
tutti i fedeli defunti, da dove ebbe
origine la festa di Tutti i Santi.
2. San Basilio Magno (+379) e
San Gregorio Nazianzeno (+389),
vescovi e dottori della Chiesa Me-
moria obbligatoria.
Beata Maria Anna (Maria Ester)
Soureau-Blondin, vergine (+1890).
Ha fondato nel Quebec (Canada) la
Congregazione delle Suore di San-
tAnna, per leducazione dei figli dei
contadini.
3. Santissimo Nome di Ges Me-
moria facoltativa.
Santa Genoveffa, vergine
(+500/502). Si consacrata a Dio a
quindici anni, facendo voto di casti-
t. Quando gli unni minacciavano
di invadere Parigi e i suoi abitanti si
preparavano a fuggire, lei li convin-
se a restare, e ad essere fiduciosi nel-
la protezione di Dio. E i barbari non
hanno attaccato la citt.
4. Beato Manuel Gonzles Garca,
vescovo (+1940). Fondatore a Ma-
drid della Congregazione delle Suo-
re Missionarie di Nazareth. Pastore
esimio, ha promosso intensamente il
culto alla Santissima Eucaristia.
5. Santa Genoveffa Torres Mora-
les, vergine (+1956). Ha fondato in
Spagna lIstituto delle Suore del Sa-
cro Cuore di Ges e degli Angeli, per
dare assistenza spirituale e materiale
a ragazze e donne bisognose.
6. Epifania del Signore Solenni-
t.
SantAndrea Corsini, vescovo
(+1373). Dopo unagitata giovinez-
za, entrato nellOrdine del Carme-
lo. Eletto Vescovo di Fiesole, ha go-
vernato con saggezza la Diocesi, dan-
do consolazione ai poveri e riconci-
liando nemici nei conflitti.
7. San Raimondo di Pegnafort
(+1275), sacerdote Memoria facol-
tativa.
San Canuto Lavard, martire
(+1137). Duca dello Jutland (Dani-
marca), principe giusto, prudente e di
grande piet. Mor assassinato da ne-
mici ribellatisi alla sua autorit.
8. Festa del Battesimo di Nostro
Signore Solennit.
Santa Gudila, vergine (+712). Fi-
glia del conte di Bruxelles (Belgio),
fu educata da Santa Gertrude di Ni-
velles e visse dedita alla preghiera e
alla carit. patrona di Bru xelles.
9. Beata Giulia della Rena
(+1367). Del Terzo Ordine di San-
tAgostino, a Certaldo. Si chiuse in
una stretta cella per vivere in peni-
tenza e preghiera.
10. San Pietro Orseolo (+ 987/988).
Di nobile famiglia, fu eletto doge di
Venezia. Educato sullesempio di San
Romualdo, si ritir nel monastero be-
nedettino di Cuxa, nei Pirenei, dove
condusse una vita umile e austera.
11. Beato Francesco Rogaczewski,
sacerdote e martire (+1940). Ucci-
so a colpi di fucile in Polonia, a causa
della sua fede.
12. SantAntonio Maria Pucci, sa-
cerdote (+1892). DellOrdine dei Ser-
vi di Maria. Per cinquantanni, si dedi-
c con zelo eroico alla salvezza delle
anime, come parroco di Viareggio.
13. SantIlario (+367), vescovo e
dottore della Chiesa Memoria fa-
coltativa.
San Remigio (+530). Vescovo di
Reims (Francia). Ha educato nella fede
e ha battezzato Clovis, re dei franchi.
14. Santa Nina, vergine (+ sec.
IV). Portata come schiava al regno
del Ponto Eusino, la sua vita di santi-
t le valse il rispetto e lammirazione
di tutti, persino della stessa regina.
San Basilio (Chiesa di San
Michele, Sturno - AV, Italia)
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15. II Domenica del Tempo Comune.
SantArnoldo Janssen, sacerdote
(+1909). Fondatore della Societ del
Verbo Divino e delle Serve dello Spi-
rito Santo.
16. Beata Giovanna Maria Con-
tessa Lluch, vergine (+1916). Ha
fondato a Valencia (Spagna) la Con-
gregazione delle Serve di Maria Im-
macolata, per dare aiuto e protezio-
ne alle giovani operaie e ai bambini
poveri.
17. SantAntao (+356), abate
Memoria obbligatoria.
Santa Rosellina de Villeneuve, re-
ligiosa (+1329). Priora della Certosa
di Celle-Robaud (Francia), dove die-
de esempio di abnegazione e austeri-
t. Le sono attribuiti molti miracoli.
18. Beata Regina Protmann, ver-
gine (+1613). A diciottanni lasci la
casa paterna per abitare in comunit
con due compagne, dedicandosi alla
cura dei poveri, ammalati e bambini.
Da qui nacque la Congregazione del-
le Suore di Santa Caterina.
19. Sante Liberata e Faustina, ver-
gini (+580). Due sorelle appartenen-
ti a una nobile famiglia di Piacenza.
Educate ad una vita ascetica, hanno
fondato vicino al lago di Como il Mo-
nastero di Santa Margherita.
20. San Fabiano (+250), papa e
martire, e San Sebastiano (+288?),
martire Memoria facoltativa.
Santa Eustochia Calafato, vergine
(+1485), figlia di un ricco commer-
ciante di Messina, si fatta clarissa e
ha fondato il monastero di Montever-
gine, del quale fu eletta abadessa.
21. Santa Ines (+304?), vergine e
martire Memoria obbligatoria.
SantAlbano Roe e San Tommaso
Green, sacerdoti e martiri, (+1642).
Incarcerati per molti anni a Londra,
poi impiccati e squartati, durante il
regno di Carlo I.
22. III domenica del Tempo Co-
mune.
San Vincenzo (+304), diacono e
martire Memoria facoltativa.
Beata Laura Vicugna, vergine
(+1904). Bambina cilena, alunna
dellIstituto di Maria Ausiliatrice a
Junn (Argentina), mor a tredici an-
ni dopo essersi offerta come vittima
per la conversione della madre.
23. Santa Emerenziana, martire
(+ sec. IV). Martirizzata a Roma.
24. San Francesco di Sales
(+1622), vescovo e dottore della
Chiesa Memoria obbligatoria.
Beato Timoteo Giaccardo, sacer-
dote (+1948). Si dedic con molto
impegno allapostolato e offr la sua
vita per il riconoscimento canonico
della Pia Societ di San Paolo, alla
quale apparteneva.
25. Conversione di San Paolo
Festa.
SantAnania. Discepolo di Cristo,
battezz San Paolo a Damasco.
26. Santi Timoteo e Tito (sec. I)
vescovi. Memoria obbligatoria.
SantAgostino (Eystein) Erlands-
sn, vescovo (+1188). Arcivescovo di
Nidaros (Norvegia) e cappellano del-
la regina, lott in difesa della Chiesa
e per la riforma del clero norvegese.
27. SantAngela Merici (+1540),
vergine Memoria facoltativa.
Beata Rosalia du Verdier de la So-
rinire, vergine e martire (+1794).
Religiosa del Monastero del Calva-
rio, fu decapitata durante la Rivolu-
zione Francese, per odio alla religio-
ne cristiana.
28. San Tommaso dAquino
(+1274), sacerdote e dottore della
Chiesa Memoria obbligatoria.
San Giuliano di Cuenca, vescovo
(+1207). Vescovo e patrono di que-
sta citt spagnola. Si dedicato a in-
grandire e glorificare la Chiesa di
Cristo. Ha sostenuto i poveri della
diocesi col suo proprio lavoro.
29. IV Domenica del Tempo Co-
mune.
Santo Afrates (+378). Anacoreta
di origine persiana si fece eremita a
Edessa (Turchia). Scrisse varie opere
contro larianesimo e fu molto perse-
guitato dagli ariani.
30. San Muziano Maria (Aloisio)
Wiaux (+1917). Religioso dellIstitu-
to dei Fratelli delle Scuole Cristiane,
dedic tutta la sua vita alleducazione
dei giovani.
31. San Giovanni Bosco (+1888),
sacerdote Memoria obbligatoria.
San Francesco Saverio Maria
Bianchi, sacerdote (+1815). Padre
barnabita,grande confessore, fu pro-
clamato dal papa Leone XIII apo-
stolo di Napoli.
Santa Genoveffa
(Parrocchia di Saint-Svein, Parigi)
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Carlos Toniolo
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50 Salvami Regina Gennaio 2006
Le Montagne
e il Dio delle Cim
Pap, se Dio dappertutto, perch le persone guardano
in alto quando Lo pregano?
a domanda sorprese e la-
sci imbarazzato un ami-
co mio, uomo, di vasta
cultura. Succede che non
sempre facile dare una
risposta adeguata ad una domanda solle-
vata cos, a bruciapelo, da un bambino!
Questa, in concreto, si presta ad
elevate considerazioni.
Realmente, sembra illogica latti-
tudine di guardare in alto per rivol-
gersi a un Essere onnipresente. Alcu-
ni luoghi, tuttavia, ci fanno ricordare
Dio pi facilmente di altri.
Per esempio, Egli il Creatore
della notte e delle tenebre. Ambedue
hanno il loro ruolo sia nellordine
delluniverso sia a beneficio delluo-
mo stesso, affinch egli possa dormi-
re meglio e recuperare le sue forze.
Ma a nessuno passa per la testa di in-
vocarLo come il Signore dellOscu-
rit. Tale appellativo si adatterebbe
meglio al demonio, anche se questo
non padrone di nulla. A nessuno
verrebbe in mente di pregare il Crea-
tore delluniverso dicendo: O Tu che
abiti i pantani e gli abissi... Una pre-
ghiera simile suonerebbe come de-
menziale.
In senso opposto, piace alludito
e soprattutto al cuore, sentire il Re
Salmista cantare: O montagne dal-
le molte vette, perch guardate con in-
vidia il monte che Dio ha scelto come
Sua dimora, per risiedervi in eterno?
(Sl 67, 17). O ancora: Lo splendore
luminoso del vostro potere si mani-
festato a noi dallalto delle montagne
eterne(Sl 75, 5).
* * *
Come spiegare questo sentimento
di ripulsa, in un caso, e di gradimen-
to, nellaltro?
Le montagne, elevandosi al di so-
pra della pianura dove si svolgono
le faccende quotidiane degli uomini,
puntano incessantemente verso il cie-
lo, sembrando rivolgere a tutti un sa-
lutare ammonimento. Pur avendo i
piedi per terra, dovete avere la men-
te e il cuore rivolti verso ci che so-
vrannaturale, verso le verit eterne.
Pensando a questo, intendiamo
meglio la ragione per la quale lo stes-
so Ges Cristo era solito salire alle
vette per pregare o per marcare alcu-
ne delle sue azioni. Cos, dal Mon-
te degli Ulivi che riecheggia, in tutti
i secoli, la pungente supplica: Padre
Mio, se possibile, allontana da me
Picchi dellEuropa, Spagna
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Gennaio 2006 Salvami Regina 51
questo calice! (Mt 26, 39). Ed anco-
ra, quando vide giunta lora di sce-
gliere, tra i suoi discepoli, i dodici
Apostoli, Egli sal al monte e chia-
m presso di s quelli che volle (Mc 3,
13). Per far rifulgere agli occhi di Pie-
tro, Giacomo e Giovanni la luce del-
la sua divinit, il Maestro li condusse
su di unalta montagna (Mt 17, 1), il
Tabor, luogo della Trasfigurazione.
Anche Dio Padre, per rivelarSi a
Mos per la prima volta, lo fece sali-
re alla montagna di Dio, a Oreb (Ex
3, 1), dove Gli apparve nel rovo ar-
dente. Molto pi grandiosa fu la ma-
nifestazione del suo potere quando
convoc Mos in cima al Monte Sinai
per consegnargli le Tavole della Leg-
ge: Il Signore disse a Mos: Sali da
Me sul monte e fermati l. Io ti dar le
tavole di pietra (...) Mos sal sul mon-
te. La nube copr il monte e la gloria
del Signore abit sul Monte Sinai, che
rimase avvolto nella nube per sei gior-
ni (Ex 24, 12.16).
Cos, sono numerosissimi i pas-
saggi delle Scritture dove la figura di
Dio associata a tutto quanto alto
ed elevato. Lo stesso lo si pu vede-
re nelle opere dei Padri della Chiesa,
dei dottori e dei teologi.
* * *
Dallaltro lato, in molti passaggi
delle Scritture si vede che gli abissi so-
no il luogo proprio di Satana

(
1
). Rife-
rendosi a lui, il Divino Redentore non
lo vede salire, ma al contrario: Io
stesso ho visto Satana cadere dal cielo
come una folgore (Lc 10, 18).
* * *
Pertanto, naturale che luomo
innalzi gli occhi, la mente e il cuo-
re, quando si rivolge a Dio. La Santa
Chiesa riconosce bene questa neces-
sit, infatti stabilisce che, nella Mes-
sa, il celebrante a questo richiami i
fedeli per mezzo della consacrata fra-
se In alto i cuori, a cui tutti rispon-
dono: Sono rivolti a Dio.
1
) Cfr. Mt 8, 31; 2 Pd 2, 4; Rm 8, 39;
Ap 9, 11; 11, 7; 17, 8; 20, 1-3.
Cerro Torres, Argentina
Serra da Piedade, Brasile
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Mentre i Magi erano in
Persia, non vedevano che una
stella: ma dopo che lasciarono
la loro patria, videro il Sole
stesso di Giustizia
(San Giovanni Crisostomo)
Adorazione dei Re
Magi (Cattedrale di
Manresa, Spagna)
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