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Salvami Regina

Numero 14
Aprile 2005
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima
Gi la redazione di questo numero era chiusa,
quando siamo stati dolorosamente sorpresi dal de-
cesso del nostro amatissimo Pontefice Giovanni
Paolo II. Col nostro cuore trafitto, siamo riusciti ad
introdurre questa pagina dellultima ora, di omag-
gio filiale e postumo alla figura di questuomo che
ha segnato la storia con luce non semplicemente
nuova, ma sostanzialmente nuova.
Fino a questo momento, i media internazionali
hanno sottolineato aspetti sociologici, diplomatici,
politici, scientifici, culturali, dellazione del nostro
defunto Pontefice. Intanto, gi preventivamente
visto che rispetto a tutto ci tratteremo pi diffu-
samente nel prossimo numero vorremmo accen-
tuare il grande impegno del nostro compianto pon-
tefice nel conferire allumanit valori soprannatu-
rali, di grandezza trascendentale come per esem-
pio, il grande progresso fatto dalla Chiesa, nella de-
vozione eucaristica, mariana e nellamore alla san-
tit. La sua azione apostolica in questo campo, ri-
guardo questi temi in particolare, ha dato alla reli-
giosit cattolica una dimensione mai raggiunta an-
teriormente e cos, si attendono da queste eccellen-
ti sementi piantate, frutti di grandezza inimmagina-
bili. Per ora, limitiamoci a questo comunicato che
trova la sua migliore espressione nella lettera in-
dirizzata al Cardinale Camerlengo, Sua Eminenza
Reverendissima Cardinale Eduardo Martnez So-
malo, dal nostro presidente generale:
So Paulo, 3 aprile 2005
Il Sig Cardinale Eduardo Martnez Somalo,
Carmelengo di Santa Romana Chiesa
Eminenza Reverendissima,
in comunione con la Chiesa Universale, che piange perch
privata per la volont del Signore del suo Pastore, noi ci
uniamo proprio per invocare il riposo eterno a un cos grande
Padre della Chiesa.
Noi, della Associazione Araldi del Vangelo, che abbiamo
avuto il privilegio e la grazia di aver ricevuto da lui la approva-
zione, siamo vicini a Lei, Eminenza, perch interpreti la nostra
devozione e il nostro amore.
Vogliamo assicurare la nostra preghiera per il Sommo Pon-
tefice, per la Chiesa e perch il dono dello Spirito Santo scenda
sopra la Chiesa e sopra la guida che dovr condurla.
I1 nostro ricordo rimane profondamente legato al Santo Pa-
dre che ci ha lasciato. Lui stato il nostro padre, la nostra gui-
da, il nostro esempio e la nostra certezza. E lo continuer ad
essere sempre e ci gui-
der perch il carisma
della Associazione di
annunziare il Vangelo
si posa realizzare con
lo stesso amore, con
lo stesso entusiasmo
e con lo stesso spirito
di sacrificio e di do-
nazione che ha gui-
dato tutto il suo mi-
nistero pastorale.
Colgo, Eminen-
za, loccasione per
inviarle i miei pi distinti
ossequi,
in Iesu et Maria,
Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
Dellultima ora
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Numero 14 Aprile 2005
Aprile 2005 Salvami Regina 1
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima
S
ommari
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Anno VII, numero 14, aprile 2005
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Zuccato Alberto
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firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima
Corteo duscita dalla Messa di Azione di Grazie per il IV anniversario
dellapprovazione pontificia degli Araldi del Vangelo celebrata
da S. Em.za Mons. Cludio Hummes (pp.24-25)
Scrivono i lettori ........................................................................................................... 4
La credenza nel trionfo (editoriale) ............................................................................. 5
Uno dei pi bei convivi della Storia ........................................................................... 6
Limpatto con una umanit straordinaria ............................................................... 12
La voce del Papa .......................................................................................................... 16
Una istituzione che cresce in numero e fervore ........................................................ 20
S. Em.za Mons. Claudio Hummes: Incantarsi di nuovo con Ges ........................ 24
Araldi nel mondo ........................................................................................................ 26
Beata Rita Amata di Ges: Solo leternit non finisce ....................................... 32
La storia delle uova di Pasqua .................................................................................. 35
Un ponte tra loccidente e loriente ........................................................................... 36
Nota di comportamento? ........................................................................................... 38
Questione di vita o di morte ...................................................................................... 40
La ricetta: Pollo con la birra scura ........................................................................... 41
Dal rinnovamento allapprofondimento .................................................................. 42
accaduto nella Chiesa e nel mondo ........................................................................ 44
I santi di ogni giorno .................................................................................................. 46
La citt del leone alato ............................................................................................... 48
S. Em.za Mons.
Cludio Hummes,
Cardinale Arcive-
scovo di San Pao-
lo, Brasile, duran-
te lomelia; al-
la sua destra,
Mons. Salvador
Pieiro, Vesco-
vo castrense
del Per
(Foto: Sergio
Miyazaki)
SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Aprile 2005
SENTIVO UNA CON TUTTO IL MONDO
Un oceano di grazie per la rivista
Araldi del Vangelo con linvoca-
zione Salvami Regina ogni giorno
divento pi obligata a voi per tutto
quello che fatte per me. Per encam-
biare, io prego per voi e recito il Ro-
sario per voi. Vorrei dare i complen-
ti a voi per la bella presentatiozone
della rivista. La rivista stata molto
interessante. Mentre andavo a pagi-
na e pagina sentivo una con tutto il
mondo e ringraziavo il Signore per
questa bellopera che iniziata da lui
attraverso voi.
Sono molto orgogliosa di avere
questa rivista in mano e vi assicuro
le mie preghiere.
Suor Marina Purackal
Bibbiena, AR
SENSAZIONE DI PACE E
DI TRANQUILLIT
Appena ho visto la rivista con
limmagine della Madona ho prova-
to tanta gioia. Sfogliando immedia-
tamente la rivista, mi ha dato una
bella sensazione di pace e di tran-
quillit. Nel profondo del cuore de-
sidero tanto che si potesse respirare
e sentire in ogni angolo della terra
la forte presenza di Ges e di Ma-
ria. Sono contenta di poter ricevere
la rivista perch mi fa sperare e mi
da forza
Crocetta Rita Alaimo
Campobello di Licata, AG
REPORTAGE SULLO TSUNAMI
Sorprendente il reportage sul-
lo Tsunami asiatico, che dimostra
lintervento divino in favore del po-
polo di Dio e delle sue chiese nel
momento della sventura (lAct of
God, degli inglesi).
Deplorevole il fatto che i mass
media hanno passato sotto silenzio
questo fatto di buon auspicio, meri-
tevole di divulgazione su larga scala:
Renato Aguiar de Assis
Belo Horizonte, MG
RICCA DI CONTENUTO
Come bello ricevere la Rivista
degli Araldi! Ogni fine mese diven-
to ansiosa in attesa del suo arrivo.
Molto ricca di contenuto ed infor-
mazioni, permette di imparare co-
se nuove sulla fede e sui santi. La li-
tania del nome di Ges, del nume-
ro di gennaio, personalmente non la
conoscevo. una luce.
Eliane Cristina Difrige
So Jos do Rio Preto, SP
PAROLE DEL PAPA
Mi piacciono tutti gli argomenti
della Rivista. Merita elogi per la sua
presentazione, il suo contenuto, le
belle foto, che sono anche svariate,
e le parole del Papa, che sono me-
ravigliose.
Maria di Fatima Dias dos Santos
Manaire, PE
LEGGO E RILEGGO
Prego la Vergine Santssima af-
finch continui a elargire ricche be-
nedizioni a tutti per questa beneme-
rita Rivista degli Araldi, che molto
mi emoziona per il suo contenuto e
per le meravigliose foto che pubbli-
ca. Tutto opera dello Spirito San-
to. Aspetto ansiosa larrivo della Ri-
vista. Leggo e rileggo il suo conte-
nuto e resto estasiata per tanta bel-
lezza. Dice bene il Papa che la bel-
lezza salver il mondo.
Maria de Lourdes Pinto
Botucatu, SP
HO COMINCIATO A TROVARE
PIACERE NELLA LETTURA.
La Rivista ci fa meditare su tutto
ci che bello. Sono molto soddi-
sfatta di questa pubblicazione, che
ricevo regolarmente. Confesso che
non mi piaceva leggere, ma dal mo-
mento in cui ho fatto labbonamen-
to a questa opera sublime, ho co-
minciato a trovare pi piacere nel-
la lettura. Adesso sono ansiosa nel-
lattesa di ricevere il nuovo numero;
ogni volta rimango sempre pi in-
cantata. Mi complimento con gli au-
tori di questa bella opera chiarifica-
trice delle volont di Dio, mostran-
doci la vera felicit, che solo si pu
trovare nella santit.
Nomia Gonalves da Silva
Nova Cruz, RN
CONTENUTO EVANGELIZZATORE
Come bello, piacevole e santifi-
cante leggere la Rivista degli Araldi!
Ben scritta, il suo contenuto avvin-
cente, evangelizzatore, e le foto sono
magnifiche. E laccuratezza con cui
fatta? Che meraviglia! Ho imparato
molto! E le preghiere?! E i santi, di
cui mai avevo avuto conoscenza!
Elfrance Gomes dos Santos
Brasilia, DF
REGALO PER LA EVANGELIZZAZIONE
Sono molto soddisfatta di riceve-
re tutti i mesi la Rivista. E una vera
meraviglia. Sono tante le cose di cui
io non immaginavo lesistenza sulla
storia dei santi. Le mie sincere feli-
citazioni per la bella e valida pubbli-
cazione. Voi siete un regalo divino
per levangelizzazione della Chiesa.
Mathilde Fonseca Nogueira
Angra dos Reis, RJ
HO IMPARATO MOLTO CON LA RIVISTA
Complimenti per i lavori meravi-
gliosi della Rivista. Ges ha illumi-
nato la mente dei suoi collaborato-
ri affinch abbiano il dono di disse-
minare per lumanit cos tanta cosa
buona! Il mondo ha bisogno di gen-
te come questa. Sono incantata dal-
la Rivista, che, secondo me, sta di-
ventando una scuola. Gi ho impa-
rato molto da lei e so che imparer
molto di pi ancora.
Miralva Costa Oliveira
Poes Lagoa Grande, BA
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ditoriale
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Aprile 2005 Salvami Regina 5
LA
CREDENZA
NEL
TRIONFO
ra notte, lordine delluniverso era stato sconvolto nel suo nocciolo pi
intimo, persino le sabbie degli oceani e degli astri soffrivano le conse-
guenze del grande crimine di deicidio iniziato nellOrto degli Ulivi e
consumato sul Calvario. Nel sepolcro giaceva un Corpo dilacerato dal-
lazione dei flagelli dellempiet, avendo il suo capo perforato di spine
e il costato da una lancia. Nel lato esterno si trovavano vedette mercenarie al fine di
evitare il trafugamento di quei resti mortali. Questa era la grande tensione che li af-
fliggeva, e la loro sfiducia si concentrava in qualunque movimento o rumore nei din-
torni. Increduli, non penetravano nei misteri di quella seconda notte di lavoro.
A buona distanza da l, dormivano i discepoli il sonno leggero e timoroso di
chi impaurito. Sentivano il peso delle minacce, della persecuzione e della pro-
pria coscienza. Tutto sembrava perduto e nessun filo di speranza si faceva senti-
re nellorizzonte carico di cattivi presentimenti. Il Maestro aveva fatto un nume-
ro incalcolabile di miracoli ed era giunto persino a resuscitare morti, ma come
avrebbe potuto Egli resuscitare Se stesso, essendo inerte la sua capacit dazio-
ne? Importava soprattutto che le porte e finestre fossero ben sprangate, perch
in qualsiasi momento anchesse avrebbero potuto essere bersaglio di assalto de-
gli stessi aggressori...
Le anime pi fervide, come Maria Maddalena e le Sante Donne, erano in an-
sia per conferire a quel Corpo tutto il calore della devozione che travalicava dai
loro cuori. Avevano ogni ragione, poich, senza mai aver udito una lezione di
teologia, osservavano un culto di latria per quel defunto e, realmente, nonostan-
te il Corpo e lAnima fossero separati dalla morte, entrambi si trovavano uniti a
Dio grazie ai fortissimi lacci dellUnione Ipostatica e, pertanto, il suo cadavere
meritava proprio di essere adorato.
Gli obiettivi di ogni gruppo erano ben distinti. Un solo punto avevano in comu-
ne: a nessuno veniva in mente lidea di una autoresurrezione. Soltanto una fra tutti
aspettava il grande momento, con fede insuperabile: Maria, Madre di Ges.
Ad un certo punto del primo mattino del terzo giorno, ecco che la lapide soffre
un grande colpo e balza lontano, le guardie svengono e, rifulgente come un sole, in
tutta la sua gloria, risorge il Maestro dando inizio ad una nuova era storica...
* * *
Percorrendo questo mondo di fuori, specialmente la stessa tanto cara Europa,
si constata una enorme crisi di spiritualit. Dio ha smesso di essere il centro del-
le preoccupazioni, come fu in altri tempi, ed il materialismo ha sostituito, a pas-
si affrettati, la vera religione. Una drammatica situazione dunque, secondo una
recente dichiarazione del Cardinale Ratzinger, lEuropa sembra essersi svuota-
ta al suo interno, paralizzata, in un certo senso, dalla crisi del suo sistema circolato-
rio. Dice di pi ancora il Cardinale: Si impone un paragone con lImpero Roma-
no della decadenza: esso ancora funzionava come un grande scheletro storico, ma
nella realt viveva gi di ci che doveva dissolverlo, perch in esso stesso ormai non
restava alcuna energia vitale (Conferenza al Senato italiano, 13/6/2004).
Eppure, non sar questa la situazione dei cinque continenti, conformi con
questo o quello? Di fatto, il mondo cammina incontro ad una terribile rovina, in
tutti i settori: sociale, economico, religioso, ecologico, morale, etc. saranno i no-
stri orizzonti, oggi, meno cupi di quelli degli Apostoli in quella tragica notte? Ed
il nostro sonno pi tranquillo? Sono minori le minacce che ci circondano e pi
tranquille le nostre coscienze? Ecco la necessit di unirci nella Fede di Maria
Santissima in questa terribile ora di apprensione e con Essa creiamo una nuova
resurrezione: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionfer.
6 Salvami Regina Aprile 2005
I discepoli di Emmaus (coro della
cattedrale di Notre-Dame, Parigi)
a VANGELO: I DISCEPOLI DI EMMAUS A
13
Ed ecco in quello stesso giorno due
di loro erano in cammino per un vil-
laggio distante circa sette miglia da
Gerusalemme, di nome Emmaus,
14
e conversavano di tutto quello che
era accaduto.
15
Mentre discorrevano
e discutevano insieme, Ges in per-
sona si accost e camminava con lo-
ro.
16
Ma i loro occhi erano incapa-
ci di riconoscerlo.
17
Ed egli disse lo-
ro: Che sono questi discorsi che sta-
te facendo fra voi durante il cammi-
no?. Si fermarono, col volto triste;
18
uno di loro, di nome Cleofa, gli dis-
se: Tu solo sei cos forestiero in Ge-
rusalemme da non sapere ci che vi
accaduto in questi giorni?.
19
Do-
mand: Che cosa?. Gli risposero:
Tutto ci che riguarda Ges Naza-
reno, che fu profeta potente in ope-
re e in parole, davanti a Dio e a tut-
to il popolo;
20
come i sommi sacer-
doti e i nostri capi lo hanno conse-
gnato per farlo condannare a mor-
te e poi lhanno crocisso.
21
Noi spe-
ravamo che fosse lui a liberare Israe-
le; con tutto ci son passati tre giorni
da quando queste cose sono accadute.
22
Ma alcune Donne, delle nostre, ci
hanno sconvolti; recatesi al mattino
al sepolcro
23
e non avendo trovato il
suo corpo, son venute a dirci di aver
avuto anche una visione di angeli, i
quali affermano che egli vivo.
24
Al-
cuni dei nostri sono andati al sepol-
cro e hanno trovato come avevan det-
to le Donne, ma lui non lhanno vi-
sto.
25
Ed egli disse loro: Sciocchi e
tardi di cuore nel credere alla paro-
la dei profeti!
26
Non bisognava che il
Cristo sopportasse queste sofferenze
per entrare nella sua gloria?.
27
E co-
minciando da Mos e da tutti i pro-
feti spieg loro in tutte le Scritture
ci che si riferiva a lui.
28
Quando fu-
ron vicini al villaggio dove erano di-
retti, egli fece come se dovesse anda-
re pi lontano.
29
Ma essi insistette-
ro: Resta con noi perch si fa sera e il
giorno gi volge al declino. Egli en-
tr per rimanere con loro.
30
Quan-
do fu a tavola con loro, prese il pa-
ne, disse la benedizione, lo spezz e
lo diede loro.
31
Allora si aprirono lo-
ro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui
spar dalla loro vista.
32
Ed essi si dis-
sero lun laltro: Non ci ardeva for-
se il cuore nel petto mentre conversa-
va con noi lungo il cammino, quan-
do ci spiegava le Scritture?.
33
E par-
tirono senzindugio e fecero ritorno a
Gerusalemme, dove trovarono riuniti
gli Undici e gli altri che erano con lo-
ro,
34
i quali dicevano: Davvero il Si-
gnore risorto ed apparso a Simo-
ne.
35
Essi poi riferirono ci che era
accaduto lungo la via e come laveva-
no riconosciuto nello spezzare il pa-
ne (Lc 24, 13-35).
Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
Lestremo di orrori
a cui gli uomini
possono arrivare nel
relazionarsi fra loro
inimmaginabile
e fa paura
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COMMENTO AL VANGELO DELLA III DOMENICA DI PASQUA
Uno dei pi bei
convivi della Storia
Laccoglienza affettuosa dei due discepoli, il grande e reciproco
rispetto dei tre interlocutori, lelevatezza del tema trattato, il tono
della conversazione e, soprattutto, la delicatezza e la didattica di
Ges fanno di questo passaggio del Vangelo uno degli episodi pi
belli di relazione umana.
I INTRODUZIONE
LISTINTO DELLA SOCIEVOLEZZA
Ges, esempio dellequilibrio
degli istinti
Dal primo istante della nostra crea-
zione, Dio ci ha dotato di istinti. Era-
no essi ordinati sotto gli influssi del do-
no dellintegrit fino al momento in
cui Adamo ed Eva peccarono. A parti-
re da allora, solo con laiuto della gra-
zia ci possibile utilizzare ognuno di
essi concordemente alla Legge di Dio,
in maniera stabile.
Fra tutti, uno dei pi eccellenti
listinto di socievolezza, e forse addi-
rittura, per questo stesso motivo, uno
dei pi pericolosi al di fuori della sfera
sovrannaturale. Di qui laffermazione
di Seneca: Quante pi volte sono stato
tra gli uomini, meno uomo sono ritor-
nato ; e di Thomas Hobbes: Luomo
un lupo per laltro uomo. S, lestre-
mo degli orrori a cui possono giunge-
re gli uomini quando il loro relazionar-
si si basa sullegoismo, semplicemen-
te inimmaginabile e spaventoso.
Ma se gli effetti possono risultare
catastrofici, quando questo istinto
mal condotto, allestremo opposto as-
sistiamo alle meraviglie della grazia
che influisce sul convivio umano e ar-
ricchisce qualsiasi agiografia, a comin-
ciare da quella dellUomo per eccel-
lenza, il Figlio di Dio.
Per la sua socievolezza divinizzata,
dal primo istante della sua esistenza,
desider riparare ai peccati commessi
dai suoi fratelli e, per salvarli, si conse-
gn alla morte in croce. Cos avrebbe
proceduto se fosse stato per redimere
un solo peccato e per salvare una sola
anima. E come se questo non bastas-
se, si lasci in Corpo, Sangue, Anima
e Divinit fino alla fine del mondo, co-
me alimento nostro sotto le Specie Eu-
caristiche. In Lui troviamo il perfettis-
simo esempio e, nel contempo, l equi-
librio stesso di tutti i nostri istinti.
Fu grazie a Lui che sorsero gli ospe-
dali, gli orfanatrofi, gli asili, le univer-
sit, ecc. Quando gli uomini decidono
di collaborare con la sua grazia, ecco
che nascono quelle splendide realizza-
zioni capaci di rendere folgorante tut-
ta una epoca storica. Al contrario, se ci
si chiude al suo appello, i crimini, i fur-
ti, il disonore, la menzogna, i suicidi, le
calunnie ecc., proliferano come piaga
dappertutto.
Socievolezza virtuosa dei
discepoli di Emmaus
col fine di insegnarci quanto be-
nefici siano gli effetti dellospitalit
qualit propria dellanima di colui che
ordinatamente usa il proprio istinto di
socievolezza che la Liturgia di og-
Era incomprensibile
che un giudeo
proveniente da
altre province
non sapesse degli
avvenimenti successi
a Gerusalemme
8 Salvami Regina Aprile 2005
Fu lelevatezza ed il tono della
conversazione tra i due discepoli, il fattore
che port Ges ad unirsi a loro
gi ci propone di considerare la bellez-
za dellapparizione di Ges ai disce-
poli di Emmaus. In questa narrazione,
entrambi lasciano intravvedere quan-
to possano un cuore affettuoso, cari-
tatevole e generoso verso uno scono-
sciuto che li raggiunge lungo il cam-
mino. Essi non hanno la minima bri-
ciola di riguardo umano nello spiega-
re al forestiero i principali aspetti del-
la vita, passione e morte di Ges, come
la stessa sparizione del suo Sacro Cor-
po, sempre condotti con una socievo-
lezza virtuosa cos rara al giorno dog-
gi e tanto indispensabile per un convi-
vio piacevole.
Prendiamo in considerazione il
grande rispetto dimostrato dai tre nel
rapportarsi fra loro in questo episo-
dio, come anche lelevatezza del tema
da essi trattato ed il tono della conver-
sazione. Come sarebbe altamente for-
mativo poter ricostituire questo con-
vivio dei due con il Divino Maestro ri-
sorto tale quale avvenne! Immedia-
tamente, balzerebbe ai nostri occhi il
grande contrasto rispetto agli incontri
tanto comuni e correnti nellattualit.
Quanto avremmo da imparare da que-
sto sacro convivium!
Dunque, passiamo ad analizzare pi
da vicino i dettagli del testo che la Li-
turgia oggi ci propone.
II COMMENTO AL VANGELO
13
Ed ecco in quello stesso gior-
no due di loro erano in cammino
per un villaggio distante circa sette
miglia da Gerusalemme, di nome
Emmaus,
14
e conversa-
vano di tutto quello che
era accaduto.
Per il suo stile e la delica-
tezza della narrazione, que-
sto uno dei pi bei raccon-
ti del terzo Vangelo. Daltro
canto, contiene una eccel-
lente prova della resurre-
zione di Ges. Quanto al-
la cittadina di Emmaus, c
una decina di ipotesi sopra
la sua reale ubicazione, e
non si hanno elementi per
sapere quale la vera. Ri-
cordiamo solo la distanza di
sessanta stadi che equivale
a 11,5 km.
Probabilmente questi
due discepoli, come anche
altri israeliti, si erano dislo-
cati a Gerusalemme al fine
di compiere i primi riti pa-
squali e, dopo aver fatto vi-
sita agli Apostoli, ritorna-
vano alla loro citt di origi-
ne, nello stesso giorno della
Resurrezione del Signore.
Alcuni Padri della Chiesa avanzano
lipotesi che sia lo stesso San Luca uno
dei due, e cos si capirebbe meglio il
motivo per il quale egli non volle men-
zionare il nome del secondo discepolo.
15
Mentre discorrevano e discute-
vano insieme, Ges in persona si
accost e camminava con loro.
Il Divino Maestro aveva promesso,
in vita, di essere presente quando due
o pi fossero riuniti in suo nome (
1
),
ecco qui il compimento delle sue paro-
le. Fu la conversazione tra i due il fat-
tore che attir il Redentore ad aggre-
garsi a loro.
interessante notare la cordiali-
t di Ges con loro, cos come il reci-
proco intuito apostolico di entrambe
le parti. Uno degli intenti del Divino
Maestro era quello di irrobustire la fe-
de dei suoi discepoli. Per questo, ope-
rando in maniera occulta, Si avvicin
e cammin con loro.
16
Ma i loro occhi, tuttavia, era-
no come chiusi, incapaci di rico-
noscerlo.
San Luca ci fornisce lipotesi che
gli occhi dei due apostoli erano inca-
paci di riconoscere il Salvatore, questo
a causa di una virt soprannaturale si-
mile a quella che aveva agito su Santa
Maria Maddalena nel Sepolcro (
2
).
Nel frattempo, San Marco afferma
che Ges apparve sotto altra forma
(Mc 16,12), ossia, con fisionomia e for-
se persino vestiti differenti da quel-
li che era solito usare. Queste due ver-
sioni sembrano essere contraddittorie
a prima vista e si sono prestate per lun-
go tempo a due interpretazioni diffe-
renti.
Oggi, tuttavia, gli esegeti sono una-
nimi nellattribuire ad un effetto del
corpo glorioso di Ges il fatto che Lui
-tanto in questi due casi come in quel-
lo dellapparizione agli Apostoli pres-
so il Mar di Tiberiade (
3
) non fosse
stato riconosciuto.
E perch? Tratteniamoci un po-
co sopra questo particolare per capire
meglio ci che realmente successo.
Secondo i canoni
del pensiero
umano, con la
morte di
Ges tutte le
speranze
erano finite
Aprile 2005 Salvami Regina 9
La gloria del corpo non niente pi
che una conseguenza e ridondanza della
gloria dellanima ci dice il grande teo-
logo Padre Antonio Royo Marin, OP
(
4
). In Ges, questa legge rimase mi-
steriosamente sospesa fino al momen-
to della Resurrezione, poich Egli vo-
leva avere sofferente il suo corpo, al fi-
ne di poter soffrire.
Dalla sua creazione, lanima del Sal-
vatore sempre era rimasta nella visione
beatifica e, pertanto, anche il suo Cor-
po Sacro avrebbe dovuto trovarsi nello
stato di gloria. Egli cre la legge ed im-
ped che Gli si fosse applicata. Ora, al
risorgere tra i morti, Egli assunse il suo
Corpo glorioso.
essenziale alluomo, al fine di go-
dere la beatitudine eterna, che tanto
lanima quanto il corpo siano glorifica-
ti. E cos come in questa nuova e ulti-
ma pratica lanima diventa ancora pi
simile a Dio, il corpo acquista le carat-
teristiche dellanima. Egli sar impas-
sibile, ossia, non avr la minima infer-
mit, dolore o fastidio, nemmeno per
il pi ardente dei fuochi, o per il fred-
do pi rigoroso, o addirittura in mezzo
alla impetuosit delle acque; sar per-
tanto immortale (
5
). Godr della sot-
tilezza, obbedendo senza resistenza ai
minimi desideri dellanima, senza sen-
tire il proprio peso n soffrire lazione
della gravit.
Avr agilit, dislocandosi con la ve-
locit dellimmaginazione. Infine, il
dono che ci interessa in modo specia-
le per comprendere questo versetto, la
chiarezza, dovuta agli effetti risplen-
denti della suprema felicit dellanima
sul corpo: I giusti brilleranno come il
sole nel regno di suo Padre(Mt 13,43).
Ora, come lanima eserciter un do-
minio assoluto sul corpo, sospende-
r secondo il suo desiderio la manife-
stazione di questo allesterno di modo
che possa essere visto o no, toccato o
no, secondo quanto ha deciso (
6
).
Ecco qui le ragioni per le quali i due
discepoli non riconobbero Ges lun-
go tutto il percorso. Alcuni autori pen-
sano che era una azione sovrannatura-
le ci che impediva di riconoscere Cri-
sto. Ma la frase del Vangelo (i loro oc-
chi, tuttavia, erano come chiusi), non
presuppone che dovesse verificarsi una
azione di questo genere. Accadde sem-
plicemente che Cristo resuscitato, appar-
ve loro in corpo glorioso, sotto una for-
ma non pi comune e corrente (
7
). O
allora, secondo il commento di Teofi-
lo: Nonostante fosse lo stesso corpo che
aveva sofferto, gi non era visibile a tut-
ti, se non unicamente a coloro che Egli
desiderasse che lo vedessero; e affinch
non dubitassero che da quel momen-
to non avrebbe pi vissuto tra la gente,
perch il suo modo di vita dopo la resur-
rezione non era pi umano, ma piutto-
sto divino, una anticipazione della futu-
ra resurrezione, nella quale vivremo co-
me angeli e figli di Dio (
8
).
17
Ed egli disse loro: Che so-
no questi discorsi che state facen-
do fra voi durante il cammino?. Si
fermarono, col volto triste.
Si pu parlare di senso psicologico
umano nellanalizzare il modo di rela-
zionare di Ges, ma come intendere a
fondo un Uomo che solo possiede per-
sonalit divina? La sua comprensio-
ne degli spiriti assoluta e, in quanto
Persona, Egli ha conosciuto da tutta
leternit non solo quei due discepoli,
come pure ogni recesso delle loro ani-
me e perfino il contenuto del dialogo
dei due: per questo, Egli chiede solo
di dare inizio al dialogo per avere co-
s la opportunit di animarli pi diret-
tamente.
Quante volte nella nostra vita, Ge-
s si sar avvicinato a noi per riani-
marci!...
18
uno di loro, di nome Cleofa, gli
disse: Tu solo sei cos forestiero
in Gerusalemme da non sapere ci
che vi accaduto in questi giorni?.
Era di fatto incomprensibile che un
giudeo venuto da altre province non si
mettesse al corrente, passando per Ge-
rusalemme, degli ultimi grandi avve-
nimenti l successi. La resurrezione di
Lazzaro, lespulsione dei mercanti dal
Tempio, un numero incalcolabile di
miracoli, le entusiasmanti predicazio-
ni di Ges e soprattutto la sua cattura,
condanna e crocifissione, loscuramen-
to del cielo, il tremore della terra, il ve-
lo del Tempio scisso, landare dei giu-
sti che erano usciti dai loro tumuli
questi erano fatti sufficienti a mettere
in agitazione lopinione pubblica. Non
cera altro argomento su cui meditare
se non questo, di qui la perplessit ma-
nifestata da Cleofa.
19
Domand: Che cosa?. Gli ri-
sposero: Tutto ci che riguarda
Ges Nazareno, che fu profeta po-
tente in opere e in parole, davanti a
Dio e a tutto il popolo;
Secondo alcuni autori, questa rispo-
sta ha la sua origine nella mancanza di
fede dei due discepoli, come pure nel-
la paura di essere catturati. Non avreb-
be potuto il forestiero scandalizzarsi
udendo la proclamazione della divini-
t di Ges?
20
come i sommi sacerdoti e i nostri
capi lo hanno consegnato per far-
lo condannare a morte e poi lhan-
no crocisso.
Essi narrano i fatti col cuore sul-
le labbra e, malgrado fossero estre-
mamente scioccati per lattitudine
delle autorit religiose e civili, in nes-
sun momento manifestarono mancan-
za di rispetto o rivolta contro le stesse.
Era uno dei risultati ottenuti grazie al-
lazione apostolica di Ges. Il posses-
sivo: i nostri, nella voce di questi di-
scepoli, dimostra chiaramente la di-
sposizione di sottomissione e addirit-
tura di venerazione di fronte ai deten-
Le spiegazioni
di Ges
costituirono una
attraentissima
e magistrale
lezione di esegesi
10 Salvami Regina Aprile 2005
tori del potere. Essi non si dividono, e
tanto meno ingiuriano. Questa fu sem-
pre la nota distintiva del vero Cristia-
nesimo.
21
Noi speravamo che fosse lui a li-
berare Israele; con tutto ci son
passati tre giorni da quando queste
cose sono accadute.
Il verbo sperare, impiegato al pas-
sato, d bene lidea della delusione, nel-
la quale si trovavano i due. Le loro at-
tenzioni erano concentrate, soprattut-
to, nella possibile liberazione dal do-
minio dei romani. Oltretutto, giudican-
do che Ges fosse destinato ad essere
un Re di questo mondo, non potevano
ammettere che Egli non avesse il pote-
re per liberarsi dalla sentenza di morte
che Gli era stata inflitta. Nel frattempo,
anche se fossero stati con la virt della
fede un po scossa, restava loro ancora
una speranza, cio la promessa fatta da
Ges in varie occasioni riguardo la sua
resurrezione il terzo giorno.
22
Ma alcune donne, delle nostre, ci
hanno sconvolti; recatesi al matti-
no al sepolcro
23
e non avendo tro-
vato il suo corpo, son venute a dir-
ci di aver avuto anche una visio-
ne di angeli, i quali affermano che
egli vivo.
24
Alcuni dei nostri so-
no andati al sepolcro e hanno tro-
vato come avevan detto le donne,
ma lui non lhanno visto.
evidente quanto la tristezza, la per-
plessit e persino il turbamento, pene-
trarono nel profondo delle loro anime.
La narrazione essa stessa tutta ipote-
tica, per nulla fatta di certezza. Di fatto,
il popolo eletto sempre fu privilegiato
per una robusta logica, e, di fronte alla
pura intelligenza umana, che spiegazio-
ne dare a tutti quegli avvenimenti?
Secondo i canoni del pensiero uma-
no, con la tragica morte del Divino
Maestro, tutte le speranze erano sva-
nite per quanto i migliori testimoni af-
fermassero che il suo corpo era spari-
to. Lo stesso San Paolo avrebbe detto
pi tardi: E, se Cristo non resuscita-
to, vana la nostra predicazione, va-
na pure la nostra fede (I Cor. 15,14).
Ma, la prova della sua resurrezione an-
cora non si era consumata ufficialmen-
te. Stando cos le cose, quali gli ele-
menti per credere? Solo le parole dei
profeti e dello stesso Ges? Trattan-
dosi di affermazioni e di promesse fat-
te dalla Verit Assoluta, era necessario
ammetterle come reali. Nel frattem-
po, lontano dagli avvenimenti, sem-
pre pi facile lesercizio della virt del-
la fede, e la prossimit degli stessi tur-
bava loro la comprensione e rendeva
difficile la completa adesione dellin-
telligenza e della volont. Nonostante
fossero discepoli, i due si erano dimen-
ticati di quanto gli avevano detto i loro
antenati nella Religione.
25
Ed egli disse loro: Sciocchi e
tardi di cuore nel credere alla pa-
rola dei profeti!
26
Non bisogna-
va che il Cristo sopportasse que-
ste sofferenze per entrare nella sua
gloria?.
S, era loro necessario credere nel-
la Scrittura, come San Pietro avrebbe
detto pi tardi: Ho saputo questo pri-
ma di tutto: che nessuna profezia della
Scrittura di interpretazione personale.
Infatti, nessuna profezia venne mai pro-
ferita per volont di uomo, ma, mossi
dallo Spirito Santo, degli uomini parla-
rono da parte di Dio (II Pt.1, 20-21).
Per questo, vale di pi credere nella te-
stimonianza dei profeti che nei nostri
sensi. Quelli non sbagliano, questi in-
vece, non poche volte ci ingannano.
Per credere, non era loro indispen-
sabile aver accompagnato al tumulo le
sante donne, n Pietro e Giovanni, ba-
stava loro ricordare le asserzioni delle
Scritture sulla Resurrezione, tanto pi
che quelle della Passione gi si erano
compiute tali e quali. E, soprattutto,
non poteva aleggiare il minimo dub-
bio sulla parola del Salvatore (
9
).Ver-
bum Domini manet in aeternum (I Pt.
1,24), la parola di Dio resta per sem-
pre.
27
E cominciando da Mos e da
tutti i profeti spieg loro in tutte le
Scritture ci che si riferiva a lui.
Si possono, a volte, conoscere le
Scritture tutte a memoria, ma non per
questo, saper adattare i suoi brani al fi-
ne di intendere meglio la loro applica-
zione ai casi concreti. Quanto alle ci-
tazioni, niente era nuovo ai due disce-
poli. Quanto allinterpretazione delle
stesse, tuttavia, le spiegazioni di Ges
costituirono certamente una attraen-
tissima e magistrale lezione di esege-
si. Chi mai non desidererebbe assiste-
re ad essa? Che grande privilegio eb-
bero quei due! Certamente, il Divino
Maestro deve aver loro dimostrato,
attraverso luminose parole e speciali
grazie, quanto era erroneo il concetto
unanime nel popolo eletto rispetto a
un Messia trionfante, restauratore del
suo potere politico-sociale ed instaura-
tore di una influente e prestigiosa su-
premazia sulle altre nazioni. La Scrit-
tura Gli serv come argomento irrefu-
tabile per gli obiettivi della formazione
che desiderava dar loro.
28
Quando furon vicini al villaggio
dove erano diretti, egli fece come
se dovesse andare pi lontano.
29
Ma essi insistettero: Resta con noi
perch si fa sera e il giorno gi vol-
ge al declino. Egli entr per rima-
nere con loro.
La delicatezza e la didattica in so-
stanza si uniscono in questo gesto del
Salvatore nel far menzione di anda-
re avanti. Cos facendo, li incentiva non
solo ad invitarLo a rimanere con lo-
ro, ma anche a conferire alla sua com-
pagnia il dovuto valore. Essi Lo invita-
Dio sempre
riempie di
generosi aiuti
lo studio
amoroso dei
testi sacri
Aprile 2005 Salvami Regina 11
Stando con loro a tavola, prese il pane, lo benedisse e lo diede loro.
Si aprirono i loro occhi e lo riconobbero (Lc 24, 30-31)
no ed anche insistono, adducendo co-
me argomento lora tarda. Esempio per
noi: quando preghiamo, si tratta di usa-
re pertinacia, perch, in questo modo,
Ges entrer per rimanere con noi.
In caso contrario, Egli proceder oltre.
30
Quando fu a tavola con loro,
prese il pane, disse la benedizione,
lo spezz e lo diede loro.
31
Allo-
ra si aprirono loro gli occhi e lo ri-
conobbero. Ma lui spar dalla lo-
ro vista.
Avr Ges, a questora, operato la
transustanziazione? Ecco una questio-
ne molto dibattuta nei secoli XVI e
XVII tra due correnti teologiche. Una
conclusione chiara a questo riguar-
do ancora in divenire, nel frattempo,
per quanto non le si abbia dato la con-
sacrazione eucaristica, lei era l, raffi-
gurata. Ed indiscutibile che questo
Sacramento fondamentale per irro-
bustirci nella fede e per farla crescere,
soprattutto riguardo al mysterium fidei
che lega la Passione e la Resurrezione
del Redentore. LEucarestia ci d la vi-
ta soprannaturale che ha il suo fonda-
mento nella fede. Credere nella resur-
rezione di Cristo assolutamente ne-
cessario per la nostra salvezza e, sen-
za questa credenza, impossibile il no-
stro stesso progresso nella vita spiri-
tuale. Quanto pi diventa effettiva e
robusta la nostra fede in Cristo risorto,
maggiore sar il nostro infervoramen-
to e la nostra unione con il Redento-
re, come anche pi sovrabbondanti sa-
ranno i frutti di questa bellissima festa
istituita dalla Santa Chiesa.
32
Ed essi si dissero lun laltro:
Non ci ardeva forse il cuore nel
petto mentre conversava con noi
lungo il cammino, quando ci spie-
gava le Scritture?.
33
E partirono
senzindugio e fecero ritorno a Ge-
rusalemme, dove trovarono riuniti
gli Undici e gli altri che erano con
loro,
34
i quali dicevano: Davve-
ro il Signore risorto ed appar-
so a Simone.
35
Essi poi riferirono
ci che era accaduto lungo la via e
come lavevano riconosciuto nello
spezzare il pane (Lc. 24, 13-35).
I versetti finali ci ritrattano con
molta vivacit e piet gli effetti di que-
sta prima apparizione di Ges a due
fedeli della Chiesa nascente, essendo
specialmente degno di nota la testimo-
nianza dellazione della grazia mistica
nelle anime dei due, mentre Ges par-
lava loro sulle Scritture (v. 32). ta-
le la considerazione di Dio per la sua
propria Parola che Egli sempre riem-
pie di generosi aiuti lo studio, linteres-
se e la piet applicati alla conoscenza
amorosa dei testi sacri.
* * *
Nei versetti immediatamente suc-
cessivi (36 a 53), San Luca narra lap-
parizione di Ges agli Undici in Ge-
rusalemme. Tra questo passaggio del
Vangelo e lincontro con i discepoli di
Emmaus c una forte continuit. Ma,
per non essere questa parte del Van-
gelo di questa domenica, il commen-
to dovr rimanere per unaltra occa-
sione.
1
) Cf. Mt 18, 20..
2
) Cfr. Gv 20, 14-17.
3
) Cfr. Gv 21, 4-22.
4
) Padre. Royo Marin, OP, Teologia
della Salvezza, BAC, Madrid, 1997,
p. 486.
5
) Cfr. Is 49,10; Ap 7,15; Mt 21,43; San
Tommaso dAquino, Summa contra
gentiles, IV, 86.
6
) Cf. Padre. Royo Marin, OP, op. cit.,
p. 507.
7
) Professori di Salamanca, Bibbia Com-
mentata, Vol. II, BAC, Madrid, 1994,
p. 930.
8
) Apud Catena urea, in Lucam.
9
) Cf., per esempio, Lc 9, 22.
12 Salvami Regina Aprile 2005
Alex Barbosa de Brito
A
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q
u
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C
L
INTERVISTA CON MONS. FILIPPO SANTORO
Limpatto con una
umanit straordinaria
Responsabile del Movimento Comunione e Libe-
razione in America Latina, religioso appassionato
per servire Dio ed il prossimo, S. Ecc.za Mons. Fi-
lippo Santoro, Vescovo di Petrpolis (RJ), convis-
se lunghi anni con Mons. Luigi Giussani. In que-
sta intervista, egli racconta momenti edificanti di
questo rapporto col Fondatore, morto lo scorso 22
febbraio. Nato in Italia, S. Ecc.za Mons. Filippo
semplice e riservato, colto ed accogliente. Nel
chiedergli quando entr nel Movimento, commos-
so, ha risposto: Lentrata nel movimento fu lin-
contro con Mons. Giussani. Nel rapportarmi con
lui, io potevo sperimentare le grandi cose del Cri-
stianesimo! Lincontro con lui fu limpatto con una
umanit straordinaria che mi comunicava la pre-
senza di Cristo!
Araldi del Vangelo: Quando e come
lei conobbe Mons. Giussani?
Mons. Filippo Santoro: Il mio in-
contro con Mons. Giussani avvenne
nel 1971. lo ero seminarista nel Col-
legio Capranica, a Roma, frequentavo
lUniversit Gregoriana e avevo fatto
il dottorato in Teologia, ma ancora non
ero sacerdote.
AV: Pertanto si stava
preparando al sacerdozio.
Mons. Filippo: vero, ci stavamo
preparando al sacerdozio. Conversan-
do col mio Arcivescovo di Bari, nel
sud Italia egli mi propose di fare il
corso di Filosofia allUniversit Catto-
lica di Milano. Andai allora in questa
universit e l incontrai Mons. Giussa-
ni, che era professore di Introduzio-
ne alla Filosofia. A quellepoca stu-
diava nel Collegio Capranica anche un
giovane seminarista che era stato suo
alunno al Liceo Berchet, di Milano, e
mi aveva gi parlato di lui. Ma quando
conobbi personalmente Mons. Giussa-
ni, fu un impatto molto grande! Insie-
me a questo mio amico, lo abbiamo in-
vitato a predicare gli esercizi spiritua-
li per i seminaristi del Collegio Capra-
nica.
Mons. Giussani, nellaccettare,
comment: Predicare un ritiro una
occasione per la mia conversione. Poi i
risultati sono nelle mani di Dio.
Fu in questa occasione che bene-
ficiai di una settimana intera con lui.
Dopo ogni meditazione, io andavo su-
bito a conversare con lui, perch vidi
che lui aveva unesperienza differente,
comunicava unesperienza di vita cri-
stiana molto intensa, che mi attraeva.
Mons. Luigi Giussani
AV. Fu, pertanto, un ritiro
molto proficuo...
Mons. Filippo: Mi ricordo molto
bene quanto fu grande limpatto. Non
fu semplicemente una sorpresa positi-
va dal punto di vista teologico, ma fu la
comunicazione di unesperienza di vi-
ta. Da allora, quando tornavo a Milano
per gli studi di Filosofia, andavo sem-
pre a cercarlo. Da qui sorse una amici-
zia molto profonda, tanto che, quando
tornai a Bari, la mia citt, cominciai,
con altri amici, lesperienza del Movi-
mento Comunione e Liberazione.
AV: Lei era gi avviato verso
il sacerdozio. Il contatto con
Mons. Giussani fu allora,
un approfondimento...
Mons. Filippo: S, fu un approfon-
dimento decisivo, perch gi ero in-
camminato. Io vengo da una fami-
glia cattolica, avevo due zii preti, al-
lora, gi avevo il terreno ben prepara-
to. Tuttavia, erano gli anni della con-
testazione 68, 69, 70 la cultura
mi attirava, la politica mi attirava, ed
io gi partecipavo a cortei, a comizi, a
eventi del movimento studentesco di
quegli anni. Nel mezzo di tante cose,
mi chiedevo: Che cosa far della mia
Aprile 2005 Salvami Regina 13
Don Filippo: Mi segn molto lentusiasmo che Mons. Giussani dimostrava per lannuncio di Ges al mondo, per la
presenza nella societ, nella cultura, nella vita quotidiana.
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vita? Come potrei di fatto dedicarmi
a Dio?
AV: Fu provvidenziale, allora,
lincontro con Mons. Giussani.
Mons. Filippo: Fu decisivo, perch,
dopo quel ritiro, rimasi profondamente
convinto della mia vocazione. Soprat-
tutto, mi marc molto lentusiasmo che
egli dimostrava per lannuncio di Ges
al mondo, lentusiasmo per la presen-
za nella societ, nella cultura, nella vita
quotidiana, in tutte queste cose.
AV: In questa linea, potrebbe
ricordare un fatto o una
riflessione che ha marcato
specialmente la sua vita?
Mons. Filippo: Fu soprattutto lin-
contro con lui. Discussi con lui la que-
stione del celibato, della consacrazio-
ne, come possibile per una persona
interessata a vivere come protagonista
nella societ vivere il celibato, la dedi-
zione a Cristo...Egli mi rispose: Veda,
primo abbiamo da parlare di verginit,
di amore nuovo, di nuova forma di vi-
vere la realt. E verginit significa, non
rinunciare alla nostra capacit affetti-
va, ma essere partecipi della capacit
affettiva che Ges aveva, che Ges re-
suscitato ha, e che noi avremo nellulti-
mo giorno. Allora, non una rinuncia
per la quale viviamo meno, amiamo
meno, ci interessiamo meno alle per-
sone, alla vita, alle relazioni umane,
ma s un possesso nuovo ed una nuova
forma di amare tutto con la verit e la
pienezza dellamore di Cristo.
AV: Si vede che era un
uomo positivo.
Mons. Filippo: Un uomo positivo.
E poi egli disse: Per esempio, la no-
stra una forma diversa di possede-
re le persone, possedere allinterno di
un distacco, lamore al destino dellal-
tra persona, la passione per la vita de-
gli amici, delle amiche: di amare con
la capacit affettiva che Cristo aveva,
che Cristo resuscitato ha. Io dissi: vo-
glio questa esperienza qui. Questo in-
contro fu decisivo per il mio sacerdo-
zio, come possibilit di una dedizione
totale a Cristo e di un amore intenso
e umano alla Chiesa, seguendo il cam-
mino della vocazione.
AV: Ci che segn il suo
ingresso nel Movimento fu...
Mons. Filippo: Il mio ingresso nel
Movimento fu lincontro con lui! Vis-
si il rapporto con lui e questo rapporto
era un qualcosa che mi facilitava lin-
contro con Cristo.
Nella Pontificia Universit Gre-
goriana io avevo grandi professori
di prima linea, come il Mons. Galot,
Mons. Latourelle, Mons. Alfaro e mol-
ti altri famosissimi ma Mons. Gius-
sani era differente. E la differenza
consisteva nel fatto che nel rapporto
con lui io potevo sperimentare le gran-
di cose del Cristianesimo.
Era lincontro con unautorit, con
qualcuno che mi permetteva di vivere
la bellezza del Cristianesimo: non una
dottrina, non teorie, ma qualcosa che
aveva a che vedere con la realizzazione
della mia umanit, della mia persona.
Mons. Giussani mi comunicava il me-
todo come le grandi verit del Cristia-
nesimo si trasformano in carne. Era
lincontro ed il rapporto con unuma-
nit affascinante ed appassionata al
mio destino.
Nellincontro con Mons. Giussani
diventava attuale per me lesperienza
che gli apostoli facevano con Ges. E
la cosa straordinaria che questa stes-
sa esperienza continua, pi intensa che
mai, per me oggi, quando il Signore lo
ha chiamato presso di s.
14 Salvami Regina Aprile 2005
Il mio ingresso nel Movimento fu lincontro con Don Giussani! Il rapporto
con lui mi facilitava lincontro con Cristo.
AV: Come lei e Mons. Renzi
siete giunti in Brasile?
Mons. Filippo: La cosa and mol-
to semplicemente. In un congresso a
Roma, Mons. Giussani si incontr col
Cardinale Mons. Eugenio Sales, al-
lora Arcivescovo di Rio de Janeiro.
Quando sent da lui che il Movimen-
to Comunione e Liberazione era gi
installato in varie citt brasiliane, il
Cardinale gli disse: La prossima vol-
ta che lei va in Brasile, mi faccia una
visita a Rio. Mons. Giussani venne in
Brasile nel dicembre 1983 e fece visita
al Cardinale. Erano tempi tumultuo-
si, cera confusione, si era nella fase
acuta della Teologia della Liberazio-
ne. Gli disse il Cardinale: Mi man-
di un sacerdote per dare lezioni nella
Pontificia Universit Cattolica; un sa-
cerdote di fiducia, con dottrina sicura
e che sappia lavorare con giovani uni-
versitari.
AV: Mons. Giussani, allora,
scelse luomo adatto...
Mons. Filippo: Egli mi invit. C
una storia molto lunga dietro a questo,
ma limitiamoci allessenziale. Erano
trascorsi gi dodici anni dal mio primo
incontro con Mons. Giussani, ed il Mo-
vimento Comunione e Liberazione era
cresciuto, ed io crebbi con responsabi-
lit nel Movimento. Ero responsabile
regionale della Puglia, nel sud dItalia.
Per loccasione, avevo preparato un
grande incontro regionale della Frater-
nit nel Movimento. Mentre stavo pre-
sentando alcune questioni, Mons. Gius-
sani mi interruppe, chiedendo: Lei an-
drebbe volentieri in Brasile, gi da su-
bito? Detti risposta affermativa ed egli
spieg che quando un Vescovo fa una
richiesta, una richiesta della Chiesa,
ed pi importante assecondare la ri-
chiesta del Vescovo, che prendersi cu-
ra dei propri progetti. Sarebbe bene
aggiunse che noi uscissimo tutti in
missione, che vuotassimo lo stivale del-
lItalia, e fossimo missionari.
AV: Una bella attitudine...
Mons. Filippo: Allora, sono parti-
to obbedendo a una richiesta del Car-
dinale Mons. Eugenio Sales e Mons.
Giuliano Renzi di Rimini viaggi con
me. Fu molto bello perch, con il tem-
po, lesperienza crebbe e non persi gli
amici che avevo in Italia, ma guada-
gnai nuovi amici qui.
AV: Lei stato, per vari anni,
responsabile di Comunione e
Liberazione nellAmerica Latina.
Che bilancio fa di questa tappa?
Mons. Filippo: Il bilancio mi la-
scia pieno di gratitudine per quello
che il Signore realizza servendosi di
noi, della nostra disponibilit di arri-
vare in tanti luoghi. Quando sostituii
in questo incarico un grande sacer-
dote, Mons. Francesco Ricci, il Movi-
mento era gi stabilito in Brasile, che
era lesperienza maggiore, in Argenti-
na, Cile, Paraguai, Per, Uruguay. Co-
minciai, allora, ad aprire nuove comu-
nit: Colombia, Cuba, Equador, Pana-
ma, Santo Domingo. Fu unesperienza
di grande crescita, rispondendo agli in-
viti che ricevevamo. Soprattutto, quan-
do si trattava di obbedire alla richiesta
di un Vescovo, perch la nostra passio-
ne era, ed , servire la Chiesa.
AV: Ed ora, come Vescovo di
Petrpolis, in che misura il carisma e
la formazione ricevuti in Comunione
e Liberazione arricchiscono
la sua funzione pastorale?
Mons. Filippo: In primo luogo, vo-
glio dire che chi mi risvegli maggior-
mente la coscienza della mia dignit
episcopale fu Mons. Giussani. Mi ricor-
do della prima volta in cui lo incontrai,
a Milano, dopo che fui nominato Ve-
scovo. Appena mi vide, egli si mise in
ginocchio verso di me e mi disse: Pri-
ma di tutto, mi dia la sua benedizione
di padre! Io mi ritraevo: Ma no!...no,
no!, in quel momento mi resi conto
della dignit della successione apostoli-
ca che egli riconosceva pi di me.
Non vedo alcuna difficolt nelles-
sere Vescovo e, allo stesso tempo, ap-
partenere al movimento Comunione
e Liberazione, perch mi risveglia alla
ricchezza dellepiscopato. Appartene-
re al Movimento una forma di rima-
nere dentro il cuore della Chiesa e di l
apprezzare tutto il valore della succes-
sione apostolica
Che un dono speciale dello Spi-
rito per la costruzione della Chiesa.
un carisma affascinante che ha come
obiettivo educare le persone ad aderi-
re a Cristo e ad amare la Chiesa. Vive-
Aprile 2005 Salvami Regina 15
Il movimento mi aiuta a valorizzare tutte le esperienze che esistono
nella Chiesa; esalta la funzione propria del vescovo di abbracciare
tutti, di essere padre di tutti.
re il Movimento come uno stile di vi-
vere nella Chiesa. Si tratta di un cari-
sma allinterno dellistituzione, total-
mente finalizzato alla costruzione del
Corpo vivo di Cristo. Il movimento mi
aiuta pi a valorizzare tutte le espe-
rienze che esistono nella Chiesa: le
esperienze parrocchiali, quelle pasto-
rali, i nuovi movimenti; esalta la fun-
zione propria del Vescovo di abbrac-
ciare tutti, di essere padre di tutti.
AV: Della lettera scritta da
Giovanni Paolo II a Mons.
Giussani in occasione del 50
anniversario di CL, quale aspetto
metterebbe in evidenza?
Mons. Filippo: Laspetto centrale
che il Papa mette in risalto in questa
lettera autografa da lui scritta a Mons.
Giuussani che il Movimento Comu-
nione e Liberazione ha voluto e desi-
dera indicare non un cammino, ma il
Cammino per raggiungere la soluzione
di questo dramma esistenziale. Il cam-
mino quante volte V. Rev.ma lo af-
ferm Cristo. E questo il punto:
indicare, non un cammino, ma Il cam-
mino in mezzo a tutta questa confusio-
ne del mondo, e, molte volte, a tanta
incertezza nella Chiesa.
Un altro aspetto molto importan-
te la dimensione pedagogica, la ca-
pacit di educare i giovani. Egli lasci
di essere professore nel seminario, con
una carriera teologica brillante, e and
a dare lezione nelle scuole pubbliche
di Milano. Esattamente per la passio-
ne di fare affinch i giovani incontras-
sero Cristo. Allora, divenne un gran-
de educatore, con capacit di valoriz-
zare la ricchezza che c nel cuore del-
luomo e facilitare il contatto di que-
sto cuore con la presenza di Cristo. Per
questo il Papa accentua il fatto che lui
form varie generazioni.
La lettera mette in rilievo anche la
costruzione di opere che nascono dalla
fede, opere che sono, anche qui in Bra-
sile, scuole, asili nelle favelas, proget-
ti sociali di grandi proporzioni a No-
vos Alagados de Salvador, a Belo Ho-
rizonte, a Rio, a San Paolo, a Manaus.
Voglio dire, unopera che manifesta la
passione del Signore per la felicit del-
le persone, per condividere la condi-
zione dei pi poveri e la loro sofferen-
za a partire dallesperienza della fede.
AV: Quali i valori dellanima
di Mons. Giussani che pi
hanno arricchito la Chiesa?
Mons. Filippo: Il magistero di
Mons. Giussani pu essere di sicuro
paragonato al magistero di uno dei Pa-
dri della Chiesa, perch di una pro-
fondit, di un fascino straordinario.
Il primo aspetto la difesa della ra-
gione. Sembra che non abbia niente a
che vedere con la Fede, ma impor-
tante. In un tempo nel quale si esal-
tata la ragione, poi non si credette in
nulla, in un tempo di una cultura tutta
relativistica, o nichilista, egli dice: La
ragione il bene prezioso delluomo;
di pi ancora, parte costitutiva del
cuore delluomo. E perch il s a
Cristo? Perch Cristo Colui che sal-
va la ragione ed il mio cuore. La ragio-
ne abbandonata, sola, diventa cieca, si
perde nel suo cammino. Cristo la sal-
vezza della ragione, dellintelligenza,
dellamore, della capacit costruttiva,
della persona e della societ.
Quando Papa Giovanni Paolo II
lanci la sua prima Enciclica, la Re-
demptor Hominis, nella quale presenta
Cristo come centro del Cosmos e del-
la Storia mi ricordo che Mons. Gius-
sani disse con voce vibrante: que-
sto! Noi sempre abbiamo voluto di-
re che Cristo il centro della realt!
la bellezza fatta carne. la risposta al-
la esigenza di verit, di giustizia, di li-
bert del cuore delluomo e della real-
t tutta. Allora, un riconoscimento di
Cristo inteso come fatto, come avveni-
mento presente che ci riguarda e ci ab-
braccia adesso; non solo la difesa del-
le conseguenze del Cristianesimo
come i valori, la moralit, la cultura,
la fraternit, la pace etc. ma la stes-
sa persona di Cristo. Che cosa noi ab-
biamo di pi caro? la persona stessa
dela Verbo fatto carne, presente ades-
so. Cristo come fatto che pu essere
vissuto, sperimentato nella comunione
della Chiesa, nella comunione dei cri-
stiani. Questa la grande novit della
Storia: la presenza di Cristo come fat-
to affettivamente attraente che inte-
ressa e sorprende la mia umanit.
E un altro aspetto molto chiaro in
Mons. Giussani ci che lui chiama
ecumenismo, inteso come la valoriz-
zazione di tutto il positivo che si trova
nella realt e lapertura verso ogni se-
mente della verit presente nella Sto-
ria. Cos dalla Fede nasce un giudi-
zio nuovo su tutte le cose, una affezio-
ne vera per il destino delluomo ed un
desiderio irresistibile di che tutti cono-
scano Cristo.
I
Solo chi ha la
coscienza pulita di
non aver commesso
un peccato mortale
pu ricevere il
Corpo di Cristo
16 Salvami Regina Aprile 2005
LA VOCE DEL PAPA
In un messaggio ai partecipanti al Corso sul Foro interno, organizzato dal
Tribunale della Penitenzieria Apostolica, il Santo Padre ricorda la necessit dello
stato di grazia per ricevere lEucarestia e stimola i sacerdoti ad amministrare con
costanza il sacramento della Riconciliazione
l corso sul Foro Interno, risve-
glia interesse tra i giovani sa-
cerdoti alunni delle Universi-
t ed Atenei Pontifici e costi-
tuisce un incontro formativo di
notevole interesse, che porta alla luce la
necessit di un continuo aggiornamento
teologico, pastorale e spirituale dei pre-
sbiteri, ai quali affidato il ministero
della Riconciliazione (cfr 2 Cor 5,18).
Aiutano a comprender meglio il va-
lore di questo singolare ministero sa-
cerdotale le pagine evangeliche propo-
ste dalla liturgia alla nostra attenzione,
in questo periodo di Quaresima. Esse
mostrano il Salvatore mentre conver-
te la Samaritana ed per lei fonte di
gioia; cura il cieco di nascita e diven-
ta per lui fonte di luce; resuscita Laz-
zaro e si manifesta come vita e resurre-
zione che vince la morte, conseguenza
del peccato. Il suo sguardo penetrante,
la sua parola ed il suo giudizio di amo-
re illuminano la coscienza di quanti in-
contra, provocando in loro conversio-
ne e rinnovamento profondi.
La conversione presuppone
la confessione dei peccati
Viviamo in una societ che molte
volte sembra aver perso il senso di Dio
e del peccato. In questo contesto, per-
tanto, si fa pi urgente linvito di Cri-
sto alla conversione, la quale presup-
Relazione vitale tra
Confessione ed Eucarestia
pone la cosciente confessione dei pro-
pri peccati e la corrispondente richie-
sta di perdono e salvezza. Il sacerdo-
te, nellesercizio del suo ministero, sa
che agisce nella persona di Cristo e
sotto lazione dello Spirito Santo, e
per questo deve nutrire in s gli stessi
sentimenti di Lui, accrescere in se stes-
so la carit di Ges maestro e pasto-
re, medico delle anime e dei corpi, gui-
da spirituale, giuduce giusto e miseri-
cordioso.
Relazione tra Confessione
Sacramentale ed Eucarestia
Nella tradizione della Chiesa la
Confessione sacramentale sempre
stata considerata in stretta relazione
con il banchetto sacrificale dellEuca-
restia, memoriale della nostra Reden-
zione. In questanno particolarmen-
te dedicato al Mistero eucaristico, mi
sembra ancora pi utile rilevare la vi-
tale relazione esistente tra questi due
sacramenti.
Gi nelle prime comunit cristiane
si avvertiva sulla necessit di preparar-
si ad una condotta di vita degna di ce-
lebrare la divisione del pane eucaristi-
co.
Quanto utile ricordare lesortazio-
ne di Paolo ai fedeli di Corinto, i qua-
li ricevevano con leggerezza la celebra-
zione della cena eucaristica, non at-
tenti al senso profondo del memoria-
le della morte del Signore e alle sue
esigenze di comunione fraterna! An-
che a noi le sue parole di grande seve-
rit ci ammoniscono ad approssimarci
allEucarestia con autentico atteggia-
mento di fede e di amore (cfr. I Cor.
11, 17-29).
Solo chi ha la coscienza pulita di non
avere commesso un peccato mortale
pu ricevere il Corpo di Cristo. Que-
sto lo dice chiaramente il Concilio di
Trento quando afferma che nessuno,
cosciente di essere in peccato morta-
le, per quanto possa considerarsi pen-
tito, pu approssimarsi alla santa Eu-
carestia senza prima aver fatto la Con-
fessione sacramentale (Sessione XIII,
cap.7; Denzinger 1646-1647). E que-
sto continua ad essere linsegnamen-
to della Chiesa, ancor oggi (cfr. Cate-
Aprile 2005 Salvami Regina 17
Relazione vitale tra
Confessione ed Eucarestia
chismo della Chiesa Cattolica, n.1385
e Carta Apostolica Ecclesia de Eucha-
ristia,36-37).
Predicate la vera dottrina
Carissimi fratelli, siate solleciti nel
celebrare voi stessi il Mistero eucaristi-
co con purezza di cuore e amore sin-
cero. Il Signore ci ammonisce a non
diventare tralci recisi dalla vite. Con
chiarezza e semplicit predicate la ret-
ta dottrina circa la necessit del sacra-
mento della Riconciliazione per acco-
starsi alla comunione, quando si con-
sapevoli di non essere nella grazia di
Dio. Al tempo stesso incoraggiate i fe-
deli a ricevere il corpo e il sangue di
Cristo per essere purificati dai pecca-
ti veniali e dalle imperfezioni, in mo-
do che le Celebrazioni eucaristiche ri-
sultino gradite a Dio e ci associno al-
lofferta della Vittima santa ed imma-
colata, con il cuore contrito ed umilia-
to, confidente e riconciliato. Siate per
tutti ministri assidui, disponibili e com-
petenti del sacramento della Riconci-
liazione, vere immagini del Cristo, san-
to e misericordioso.
Cardinale Mons. James Francis
Stafford, Penitenziario Maggiore,
durante la vigilia pasquale nella
Basilica di San Pietro
LEUCARESTIA,
attualizzazione sacramentale
della morte di Cristo
Hoc facite in meam comme-
morationem. Fate questo in me-
moria di me (Lc22,19). lEucari-
stia memoriale, ma lo in una
misura unica: non ricorda soltan-
to, ma attualizza sacramentalmen-
te la morte e la risurrezione del Si-
gnore.
Vorrei inoltre sottolineare che
Ges ha detto: Fate questo in me-
moria di me. LEucaristia dun-
que non ricorda semplicemente
un fatto: ricorda Lui! Per il sacer-
dote ripetere ogni giorno, in per-
sona Christi, le parole del memo-
riale costituisce un
invito a sviluppare
una spiritualit del-
la memoria. In un
tempo in cui i rapi-
di cambiamenti cul-
turali e sociali allen-
tano il senso della
tradizione ed espon-
gono specialmente
le nuove generazio-
Il Cardinale Alfonso
Lpez Trujillo,
Presidente del
Pontificio Consiglio
per la Famiglia,
bacia i piedi di un
sacerdote durante
la Messa della
Cena del Signore.
Gioved Santo
la data scelta
tradizionalmente da
Giovanni Paolo II
per la sua Lettera
ai Sacerdoti
ni al rischio di smarrire il rapporto
con le proprie radici, il sacerdote
chiamato ad essere, nella comuni-
t a lui affidata, luomo del ricor-
do fedele di Cristo e di tutto il suo
mistero: la sua prefigurazione nel-
lAntico Testamento, la sua attua-
zione nel Nuovo, il suo progressi-
vo approfondimento, sotto la gui-
da dello Spirito, secondo lesplicita
promessa: Egli vinsegner ogni
cosa e vi ricorder tutto ci che io
vi ho detto (Gv 14,26).
(Passi dalla Lettera ai
Sacerdoti, 13/3/2005)
18 Salvami Regina Aprile 2005
LA MUSICA
avvicina luomo a Dio
A partire dagli studi universitari,
voi vi impegnate a costruire una nuo-
va cultura, rispettosa della verit del-
luomo e della societ. In questo Con-
gresso internazionale affrontate preci-
samente il tema: Progettare la cultu-
ra, concentrandovi sul linguaggio del-
la musica.
La musica, come tutti i linguaggi ar-
tistici, avvicina luomo a Dio, il quale
ha preparato per coloro che lo amano
cose che occhio non vide, n orecchio
ud, n mai entrarono in cuore di uo-
mo (1 Cor 2, 9).
Ma allo stesso tempo, larte pu a
volte veicolare una concezione delluo-
mo, dellamore, della felicit che non
corrisponde alla verit del disegno di
Dio.
Occorre pertanto operare un sano
discernimento. Ripeto a voi quanto ho
scritto per i giovani del mondo intero
nel Messaggio per la prossima Giorna-
ta Mondiale della Giovent: Non ce-
dete a mendaci illusioni e mode effi-
mere che lasciano non di rado un tra-
gico vuoto spirituale! (n. 5).
Tocca anche a voi, carissimi giovani,
rinnovare i linguaggi dellarte e della
cultura. Sia pertanto vostro impegno
alimentare in voi il coraggio per non
accettare comportamenti e svaghi che
siano allinsegna delleccesso e del ru-
more.
(Messaggio ai partecipanti
allincontro UNIV 2005, 19/3/2005)
LA VOCE DEL PAPA BREVI
Non si entra nella vita eterna
senza portare la nostra Croce
Di nuovo ci incontriamo in que-
sto luogo per lodare il Signore. Vor-
rei ringraziare voi e anche quanti
seguono mediante la radio e la televi-
sione per la vostra vicinanza, laf-
fetto e, soprattutto, la preghiera du-
rante i giorni della mia degenza al Po-
liclinico Gemelli.Sento sempre bi-
sogno del vostro aiuto davanti al Si-
gnore, per compiere la missione che
Ges mi ha affidato.
Mercoled scorso, con il rito delle
Ceneri, abbiamo iniziato la Quaresi-
ma, tempo liturgico che ogni anno ci ri-
corda una verit fondamentale: non si
entra nella vita eterna senza portare la
nostra croce in unione con Cristo. Non
si giunge alla felicit e alla pace sen-
za affrontare con coraggio il combatti-
mento interiore. un combattimento
che si vince con le armi della peniten-
za: la preghiera, il digiuno e le opere
di misericordia. Tutto ci va compiuto
nel nascondimento, senza ipocrisia, in
spirito di sincero amore verso Dio e i
fratelli.
Questa sera, come ogni anno, ini-
zier gli Esercizi spirituali, insieme
con i miei Collaboratori della Curia.
Nel silenzio e nel raccoglimento pre-
gher il Signore per tutte le necessit
della Chiesa e del mondo. Chiedo an-
che a voi, carissimi Fratelli e Sorelle,
di accompagnarci con la vostra pre-
ghiera.
(Angelus, 13/2/2005)
LEucarestia e lunit della Chiesa
Gli Esercizi Spirituali, ai quali ho
preso parte insieme a molti collabora-
tori della Curia Romana, si sono con-
clusi ieri con una solenne Celebrazione
eucaristica, seguita dallAdorazione.
LEucaristia la fonte da cui trae vi-
gore sempre nuovo la comunione tra le
membra del Corpo mistico di Cristo.
in questa prospettiva che acquista
piena evidenza il peculiare compito af-
fidato a Pietro e ai suoi successori: il
ministero petrino essenzialmente ser-
vizio allunit della Chiesa. Tu sei Pie-
tro e su questa pietra edificher la mia
Chiesa (Mt 16, 18). A questa promes-
sa del Signore fanno eco quelle altre
sue confortanti parole: Io ho pregato
per te [Simone], che non venga meno la
tua fede; e tu, una volta ravveduto, con-
ferma i tuoi fratelli (Lc 22, 32).
Pasci i miei agnelli Pasci le mie
pecorelle (Gv 21, 15.16.17). Sento
particolarmente vivo nellanimo que-
Sacerdoti
cantano
durante la
Messa della
Candelora,
nella
Basilica di
San Pietro,
lultimo
2 febbraio
Aprile 2005 Salvami Regina 19
sto invito di Ges, quando contemplo
il Mistero eucaristico. A Lui, Buon
Pastore, affido lintero Popolo di Dio
in questo cammino quaresimale verso
la Pasqua.
(Angelus, 20/2/2005)
Amore ardente allEucarestia
ed alla Vergine
Questanno, particolarmente dedi-
cato al mistero dellEucaristia, fate an-
cor pi di questo mirabile Sacramen-
to il centro della vostra esistenza per-
sonale e comunitaria, ponendovi con
docilit alla scuola della Vergine San-
ta, Donna eucaristica.
Se arder nel vostro cuore un fervi-
do amore per lEucaristia e per la Ma-
donna rendete i santuari nei quali in
diverse parti del mondo prestate il vo-
stro apprezzato servizio, sempre pi
veri cenacoli di preghiera e di acco-
glienza.
(Messaggio ai
Padri Mariani, 10/3/2005)
La Chiesa ha bisogno
di vocazioni sante
In unepoca segnata da odi, egoismi,
desideri di false felicit, da decadenza
dei costumi, assenza di figure paterne
e materne, instabilit in tante giovani
famiglie e da tante fragilit e disagi di
cui non pochi giovani sono vittime, noi
guardiamo a Te, Ges Eucaristia, con
rinnovata speranza. Nonostante i no-
stri peccati, confidiamo nella tua divi-
na Misericordia. A Te ripetiamo con i
discepoli di Emmaus: Mane nobiscum
Domine!, Rimani con noi Signore!.
O Ges, Ti chiediamo che ogni gio-
vane qui presente desideri unirsi a Te.
Ti riceva, partecipando con assidui-
t alla Santa Messa la domenica e, se
possibile, ogni giorno.
Da questa intensa frequentazione
nascano impegni di donazione libera
della vita a Te, che sei piena e vera li-
bert. Scaturiscano sante vocazioni al
sacerdozio: senza il sacerdozio non c
lEucaristia, fonte e culmine della vita
della Chiesa.
Crescano numerose vocazioni alla
vita religiosa; sboccino generose voca-
zioni alla santit, che la misura alta
della vita cristiana ordinaria, special-
mente nelle famiglie: di questo oggi
pi che mai la Chiesa e la societ han-
no bisogno.
(Messaggio ai giovani riuniti
nella Basilica Lateranense per un
incontro di Adorazione
alla Sacra Eucarestia, 15/3/2005)
IN UNA LETTERA INVIATA DA MONS. GABRIELE CACCIA AL
PRESIDENTE GENERALE DEGLI ARALDI DEL VANGELO
Giovanni Paolo II
gradisce le preghiere
Nellora della malattia e del-
la difficolt tutti incluso il Pa-
pa hanno bisogno di appoggio
e di affetto. Cos lo hanno inteso
migliaia di fedeli nel mondo che
si sono uniti con entusiasmo alla
campagna di preghiere organizza-
ta dagli Araldi del Vangelo con il
titolo: Prega per il Papa ed invia-
gli un messaggio di speranza!
Mirando ad offrire un conforto
filiale al Successore di Pietro, i pri-
mi tremila messaggi ricevuti nella
pagina web Gli furono fatti reca-
pitare insieme ad una lettera del
Presidente Generale degli Aral-
di, Joo Cl Dias.
Il Santo Padre ha manifesta-
to il suo apprezzamento tramite
Mons. Gabriele Caccia, Asses-
sore della Segreteria, in una af-
fettuosa lettera datata lultimo
25 febbraio. In essa si afferma
che Sua Santit confida nelle
preghiere di quanti si uniranno a
questo gesto di comunione affet-
tiva ed effettiva e a tutti invia la
sua Benedizione Apostolica.
U
20 Salvami Regina Aprile 2005
IV CONGRESSO INTERNAZIONALE DI COOPERATORI
Una istituzione che cresce
in numero e fervore
na istituzione con-
solidata e potente,
quella dei Coopera-
tori degli Araldi del
Vangelo. quello
che hanno potuto constatare con gioia
i 2500 partecipanti del IV Congresso
Internazionale da loro realizzato nei
giorni 25-27 di febbraio.
Non ho parole per esprimere ci che
sento! ... Sono meravigliata per tutto
questo! ... Questi sono giorni di pre-
parazione per il Cielo! ... Non so di-
re quello che mi sta piacendo di pi!,
esclamazioni come queste si poteva-
no ascoltare in ogni momento, in varie
lingue, nei corridoi, nei tavoli durante i
pasti e persino negli ascensori dellHo-
tel Gran Meli, a San Paolo. Duran-
te la Messa inaugurale, celebrata da
Mons. Salvador Pieiro, Vescovo ca-
strense del Per, 150 nuovi Coopera-
tori hanno fatto la consacrazione alla
Madonna. Conferenze seguite da una
rappresentazione teatrale, atti di pie-
t, concerti musicali, circoli di studio,
hanno trattaro i temi profondi di for-
mazione spirituale, cercando di infon-
dere nei partecipanti un desiderio se-
rio di dedizione e di santificazione.
Il punto culminante dellevento
stato lEucarestia commemorativa del
4 anniversario dellapprovazione pon-
tificia degli Araldi, presieduta da S.
Em.za Mons. Cludio Hummes, Car-
dinale Arcivescovo di San Paolo, le cui
ferventi parole incoraggianti levan-
gelizzazione riproduciamo pi avanti
(pp. 24-25).
Teatro a servizio
dellevangelizzazione
Hanno impressionato in modo mar-
cante due rappresentazioni teatra-
li: una sul vizio dellinvidia che tanto
pregiudizio porta alla vita spirituale;
e laltra sulla necessit della vigilanza
e della preghiera in tutte le circostan-
Provenienti dai pi diversi stati e nazioni, i 2.500 partecipanti del
IV Congresso hanno riempito lauditorium del Centro Congressi
dellHotel Gran Meli, a San Paolo.
Aprile 2005 Salvami Regina 21
ze. Non sono riuscito a trattenere lacri-
me. Ho proprio pianto! Mai ho imma-
ginato che linvidia potesse condurre le
persone a tali estremi di odio, ha com-
mentato un assistente. Un sacerdote, a
proposito del metodo utilizzato, ha ag-
giunto: Qui sta la formula per la nuova
evangelizzazione. Ed una Cooperetri-
ce di Belm do Par cos si espressa:
La messa in scena teatrale delle giova-
ni ha impresso col fuoco nella mia ani-
ma il problema del male che c dentro
in ognuno di noi. Se la persona non vigi-
la e prega, il male cresce dentro di lei e si
riversa nella vita di famiglia, poi nella vi-
ta sociale, in vere rivoluzioni.
Desiderio di impegnarsi di pi
Nella sessione di chiusura, Joo Cl
Dias ha rivelato ai congressisti il se-
greto che sta dietro il modo di essere
e della attuazione di coloro che integra-
no questa Associazione di Diritto Pon-
tificio: la pratica, in tutte le sue conse-
guenze, della consacrazione alla Santis-
sima Vergine come schiavi damore, se-
condo il metodo insegnato da San Lui-
gi Maria Grignion de Monfort. La testi-
monianza di Sig.ra Miriam Rodrigues,
di Belo Horizonte, mostra come le pa-
role del conferenziere sono riecheggia-
te profondamente negli ascoltatori:
Conversando con mio marito, era-
vamo alla ricerca del modo per dedicar-
ci di pi alla Madonna, molto al di l di
una consacrazione scritta su carta. Il mio
cuore, da molto tempo, sente questo de-
siderio di dedicarsi di pi alla Chiesa, in-
Messa quotidiana, benedizione col Santissimo Sacramento e adorazione permanente:
lEucarestia non ha smesso di presiedere il Congresso neanche per un solo istante
sieme agli Araldi del Vangelo, in confor-
mit della nostra consacrazione alla Ver-
gine Maria. Ha impressionato molto la
entusiastica delegazione del Mozambi-
co. Con voce sonora, la sua rappresen-
tante, Sig.ra Filomena Cumba, ha pro-
nunciato nella sua lingua madre un bre-
ve discorso esaltando lapostolato degli
Araldi nel suo paese ed invitando Joo
Cl Dias a far loro visita per conquista-
re, a partire da l, tutta lAfrica.
In seguito, una coppia vietnamita ha
incantato tutti recitando nella loro lin-
gua natia il Padre Nostro e lAve Ma-
ria. Ed il rappresentante del Paraguay
ha richiamato tutti i congressisti ad
una missione: Abbiamo un impegno
reale, ritornando ognuno nella propria
citt, di offrire testimonianza di quello
che abbiamo vissuto qui, per moltiplica-
re e riempire il mondo di Araldi del Van-
gelo. Questa la nostra missione.
Abbiamo vissuto qui
un reale Tabor
La fine del Congresso stata segna-
ta da unesplosione di giubilo ed entusia-
smo, durante il concerto offerto dal Coro
ed Orchestra Internazionale degli Araldi
del Vangelo. Era tale la gioia che una si-
gnora ha testimoniato con queste parole
come tutto laveva toccata nel profondo
del cuore: Se non ci fosse il dovere di sta-
bilire nel mondo il Regno dellImmacola-
to Cuore di Maria, io chiederei il permes-
so di costruire tende per restare per sempre
qui. Ed un sacerdote dello Stato di Mi-
nas Gerais ha commentato: Abbiamo
vissuto qui un vero Tabor!
Centocinquanta nuovi cooperatori Il primo
giorno, dopo lEucarestia, S. Ecc.za Mons. Salvador Pieiro benedisce le tuniche dei 150 nuovi Cooperatori.
E Joo Cl Dias li saluta, incitandoli ad una dedizione senza limiti alla nuova evangelizzazione.
Nuovi sol-
dati di Cris-
to Pi di
trenta giovani
e adulti han-
no ricevuto
il Sacramen-
to della Con-
fermazione
dalle mani di
Mons. Salva-
dor Pieiro.
Auditorio assorto Partecipanti assistono con
grande attenzione ad una delle conferenze.
Teatri e gruppi di stu-
dio Ben preparate,
le messe in scena tea-
trali sono un eccellen-
te mezzo di apostolato.
Dopo uno dei pezzi, un
sacerdote ha commen-
tato: Qui sta la formu-
la per la nuova evange-
lizzazione. I due pezzi
teatrali rappresentati al
Congresso sono stati,
subito dopo, commen-
tati in animati gruppi di
studio.
Cordialit di Padre e Pastore Dopo la
Celebrazione Eucaristica, S. Em.za Mons.
Cludio Hummes ha atteso con paterna
cordialit la valanga di Cooperatori di diversi
paesi che desideravano salutarlo.
Bandiere di 57 paesi h
causato una profonda impres-
sione lentrata delle rappresen-
tanze che portavano le ban-
diere dei 57 paesi dove attua-
no gli Araldi del Vangelo, du-
rante loffertorio della Messa di
apertura.
Unione fraterna fra le pi svariate na-
zioni Nella sessione di chiusura, han-
no fatto parte del tavolo con il Presidente
Generale degli Araldi un rappresentante
del Portogallo, una del Vietnam, una del
Mozambico, e una dellOlanda. Significa-
tiva dimostrazione della variet di nazio-
ni rappresentate nellevento. Il Congres-
so terminata in un crescendo di unione
di anime, di benevolenza e di desiderio di
servire la Chiesa.
Entusiasmarsi di nuovo per Ges
C
24 Salvami Regina Aprile 2005
OMELIA DI S. EM.ZA MONS. CLUDIO HUMMES
La presenza e le parole di S. Em.za Mons. Cludio Hummes sono stato un potente
stimolo affinch tutti i partecipanti del Congresso rinnovassero con entusiasmo
limpegno evangelizzatore. A seguire, i principali brani dellomelia del Cardinale.
on molta larghezza di
spirito, lattuale Papa
ha dato tutti i segnali di
accoglienza ai nuovi ca-
rismi che lo Spirito San-
to manifesta oggi nella Chiesa attraverso
i movimenti apostolici.
In quella vigilia di Pentecoste a
Roma, quando c stato il grande in-
contro mondiale del Papa con i mo-
vimenti e le nuove comunit, egli era
trasfigurato, felice, e ha detto cose
che nessuno aspettava che egli dicesse
con tanta apertura di cuore: Voi sie-
te lespressione dello Spirito Santo oggi
nella Chiesa. Voi siete la risposta della
Chiesa al mondo di oggi. Voi siete que-
sta nuova forza di evangelizzazione del
mondo doggi.
Diversit di carismi,
unit nella Fede
Allora, a voi, Araldi, anchio voglio
incitarvi a proseguire in questo cammi-
no. Allo stesso tempo in cui ogni gruppo
coltiva e vive il suo carisma nella Chiesa,
questo gruppo appoggia gli altri carismi
che sono diversificati. Questa la ric-
chezza enorme della Chiesa. per que-
sto che essa Cattolica, per essere capa-
ce di accogliere questa diversit immen-
sa che il mistero di Ges suscita, traendo
sempre aspetti nuovi e vita nuova den-
tro di s, attraverso i tempi. un miste-
ro che mai si esaurisce. Tutti noi appar-
teniamo a questo mistero! La Chiesa
Cattolica, universale perch capace
di accogliere la diversit, mantenendo
lunit della Fede, lunit dei Sacramen-
ti, la sua propria unit: una sola Fede, un
solo Battesimo, un solo Signore.
Complimenti a voi, per portare
dentro la Chiesa questo nuovo carisma
che state vivendo, questa forma nuova
di vivere il Vangelo nella Chiesa di Ge-
s Cristo. Questa fedelt al carisma e
alla comunione con la Chiesa impor-
tante. questo che, in verit, d forza
a queste novit.
Nella forma come la Chiesa oggi an-
nuncia e vive il Vangelo nel mondo.
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Entusiasmarsi di nuovo per Ges
Carisma
di armonizzazione
Aprile 2005 Salvami Regina 25
Nel ringraziare S. Em.za Mons. Cludio per la sua
presenza animatrice al Congresso, il Presidente
Generale degli Araldi ha messo in risalto il suo grande
dono di saper orientare ed armonizzare.
Possiamo dire che il punto culmi-
nante del nostro Congresso stato nel-
la mattina in cui abbiamo assistito al-
la santa Messa celebrata da Sua Emi-
nenza.
Mons. Cludio, i nostri cuori si sono
riempiti di giubilo per la presenza di Vo-
stra Eccellenza in questo ambiente. Pri-
ma di tutto, perch il pi alto rappre-
sentante del Santo Padre presso di noi,
e questo ci tocca il cuore in un modo
speciale. Ma anche per una nota mol-
to particolare. Nello scudo episcopale di
Mons. Cludio, mi ha richiamato latten-
zione questa frase: Voi siete tutti fratel-
li. Questa una grande caratteristica
del nostro Cardinale Arcivescovo.
Chi ha conoscito questa Arcidioce-
si in tempi passati e la conosce oggi, sa
perfettamente ci che significa questo
emblema di Mons. Cludio: Voi sie-
Il cristiano, un portatore
di speranza
La Vergine Maria ci insegna a la-
sciarci avvolgere dal mistero della
morte e resurrezione di Ges. Questa
certezza che Dio maggiore di qual-
siasi cosa negativa di questo mondo,
sia quelli che sia sofferenza, ingiu-
stizia, morte questa la sapienza
che i cristiani hanno. Cos affrontano
la vita e sono sempre quello che porta-
no la speranza al mondo.
Ges Cristo la speranza del mon-
do, e noi cristiani sempre sappiamo di-
re una parola di speranza. Non solo
una piccola parola bella e consolatoria
in un momento tragico. No. Abbiamo
la certezza che proprio cos, una
speranza sicura, se ha senso parlare di
una speranza sicura. Ed ha senso, per-
ch abbiamo la certezza che questo ac-
cadr. Dio sempre vincer. Il bene vin-
cer. Ed questo che dobbiamo porta-
re al mondo: questa gioia, questa cer-
tezza. Il mondo di oggi ha molto biso-
gno di questo.
Una evangelizzazione capace
di incantare il mondo
Dobbiamo essere capaci di presen-
tare Ges in forma tale che il mondo
ne resti di nuovo incantato. E solo Dio
pu incantare, di fatti. Allora, oggi, la
missione deve avere quel sapore nuo-
vo, incantatore. E la Madonna stata
la grande evangelizzatrice, la Madre
della presentazione, perch Lei sem-
pre ha presentato suo Figlio. Ai pie-
di della Croce, Lei sta in piedi, ferma,
rivolta verso Ges. Lei nel Cenaco-
lo, con i discepoli, aspettando lo Spiri-
to Santo. Lei li incoraggia, li mantiene
uniti, parla loro della fedelt, della fe-
de che essi hanno bisogno di avere in
questo Ges che promise loro lo Spiri-
to Santo. cos che noi dobbiamo por-
tare Ges Cristo al mondo.
Che voi siate, allora, una grande
forza missionaria, che voi siate anche
questa forza di nuova evangelizzazio-
ne per il mondo. Che questo Congres-
so sia un momento forte affinch an-
che voi vi entusiasmiate di nuovo per
Ges Cristo ed usciate da qui felici di
andare in missione. Amen.
te tutti fratelli. Mons. Cludio ha un
carisma di armonizzazione... Egli ca-
pace di unire persone che non si inten-
derebbero bene; egli ha questo dono
di collocare sotto la sua orientazione e
armonizzare forze che alle volte, insie-
me, si sentirebbero male.
E questa Arcidiocesi diventa sem-
pre pi armonizzata, con difficolt qui,
difficolt col, ma che lui ogni volta di
pi riesce ad armonizzare, armonizza-
re, armonizzare.
Eminenza, tutta la nostra gratitudi-
ne, tutto il nostro riconoscimento, tut-
ta la nostra sottomissione, essendo Vo-
stra Eminenza il nostro Pastore, rap-
presentante del Santo Padre. Qui sia-
mo come figli vostri, e vogliamo esse-
re sempre pi strumenti utili in vostra
mano per la diffusione del Vangelo in
questa Arcidiocesi e nel mondo.
Lespansione degli araldi
Opera del Sacro Cuore di Ges e Maria
La festa della Cattedra di Pietro, 22 febbraio, divent la
data maggiore degli Araldi del Vangelo. In questo giorno, nel
2001, la Associazione ha ricevuto lapprovazione pontificia,
diventando, per dire con le parole del Cardinale Mons. Jorge
Meja, il braccio del Papa.
Il 4 anniversario di questo inestimabile dono stato cele-
brato in pi di 50 paesi dove attuano gli Araldi. Evidenziamo
sotto lespressivo messaggio del Presidente Generale dellAs-
sociazione, Joo Cl Dias, letto in tutte le commemorazioni.
Non c, umanamente parlando, chi riesca ad abbrac-
ciare tutta questa opera che, dopo la sua approvazione
ARALDI NEL MONDO IV ANNIVERSARIO DELLAPPROVAZIONE PONTIFICIA
Roma Nella Basilica di Santa Maria Maggiore lEucarestia com-
memorativa stata presieduta dal Cardinale Mons. Bernard Fran-
cis Law, essendo concelebranti Mons. Karl Joseph Romer, Segre-
tario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Mons. Robert Jose-
ph Banks, Vescovo emerito di Green Bay (USA), e diversi sacerdoti.
Nellomelia, Mons. Romer ha evidenziato limportanza dellapprova-
zione pontificia nel senso di riconoscere il carisma degli Araldi co-
me presenza reale nella Chiesa e ha stimolato le famiglie presenti a
collaborare ancor pi con questa Associazione. Nelloccasione, 14
persone hanno fatto la loro consacrazione alla Madonna e hanno ri-
cevuto dalle mani di Mons. Romer la bella tunica di Cooperatore.
Per In questo pae-
se, la commemorazione
consistita di una Messa di
azione di grazie celebra-
ta nella Cattedrale di Lima
dal Cardinale Mons. Juan
Luis Cipriani, Arcivesco-
vo Metropolitano e Prima-
te del Per, e concelebra-
ta dal Nunzio Apostolico,
Mons. Rino Passigato. Il
Cardinale Mons. Cipriani
ha elogiato lunione degli
Araldi con il Papa e la Ge-
rarchia.
Repubblica Domenicana Il Nunzio Apostolico, S. Ecc.za
Mons. Timothy Broglio, ha presieduto lEucarestia commemo-
rativa nella Cappella Regina Angelorum, a Santo Domingo.
Lespansione degli araldi
Opera del Sacro Cuore di Ges e Maria
San Paolo: Omaggio dellAssemblea Legislativa
Signori Deputati, mie signore e miei signori. Questa sessione so-
lenne stata convocata dal Presidente di questa Assemblea, Deputa-
to Sidney Beraldo, rispondendo ad una sollecitazione di questo de-
putato, con la finalit di rendere omaggio agli Araldi del Vangelo per
il 4 anniversario della loro approvazione pontificia. Con queste
parole, il Deputato Jos Carlos Stangarlini ha dato inizio alla ses-
sione dellAssemblea Legislativa dello Stato di San Paolo, il gior-
no 4 marzo.
Dopo linno Nazionale Brasiliano, tutti hanno accolto in pie-
di la statua pellegrina della Madonna di Fatima, che stata co-
ronata dal Deputato Stangarlini e da sua madre, la signora Li-
dia Maria.
In un breve ed eloquente discorso, Stangarlini ha sottolinea-
to: Se oggi gli Araldi del Vangelo stanno diffondendo la loro bel-
la missione in 57 paesi, lo dobbiamo a due fattori. In primo luo-
go, alla grazia divina che provvede di coraggio e disposizione i bra-
vi membri di questa Associazione evangelizzante, affinch semini-
no per il mondo le bellezze della Chiesa di Dio. E poi, la gagliardia
del suo fondatore, Joo Cl Dias, che emerse fra i comuni per spie-
gare la bandiera della gloria di Nostro Signor Ges Cristo, in questo
mondo di iniquit e materialismo. Tutto questo non sarebbe possi-
bile senza la preziosa intercessione di Maria, nostra Madre e Madre
della Chiesa.
Ringraziando, Joo Cl Dias ha dichiarato che tutti quei mes-
saggi sarebbero stati trasformati in un buquet da collocarsi ai pie-
di della Madonna, chiedendo lintensificazione delle sue grazie
per il deputato, quellAssemblea legislativa, San Paolo e il Bra-
sile.
pontificia, stata assistita da una vera esplosione nella
crescita. Io stesso, come fondatore e presidente di questa
istituzione, posso assicurare che dalla mia testa e dal mio
cuore non usc tanta bellezza, perch mi sento incapace di
abbracciare tutto con le mie corte braccia e le mie picco-
le mani! Da dove sar mai sorta tutta questa meraviglia?
Da un cuore sacro: il Cuore di Ges e lImmacolato Cuo-
re di Maria. Dico un solo cuore, perch San Giovanni Eu-
des univa questi due cuori in uno solo. S, stata dal Sacro
Cuore di Ges e Maria che corse questo copioso fiume di
realizzazioni.
ARALDI NEL MONDO IV ANNIVERSARIO DELLAPPROVAZIONE PONTIFICIA
Quito, Equador Nella Basilica del Voto Nazionale, il Car-
dinale Antonio Gonzlez Zumrraga (Arcivescovo Emerito di
Quito) ha presieduto lEucarestia. Il Cardinale ha posto in ri-
lievo limpegno degli Araldi nel fare tutto sempre in comu-
nione col Santo Padre.
Il deputato Stangarlini mentre consegna a
Joo Cl Dias la placca in omagio agli Araldi
28 Salvami Regina Aprile 2005
Dal Paran al Piau, in missione Approfittando delle vacan-
ze scolastiche, un gruppo di Araldi londinesi ha percorso la lun-
ga distanza da Paran al Piau, facendo una missione maria-
na. Nel distretto di Tijuau, vicino alla citt di Senhor do Bonfim,
nellinterno di Bahia, in dieci minuti dopo il suo arrivo la cappel-
la locale si riemp di fedeli (foto in alto). Nella foto a lato, pro-
cessione a Floriano, PI.
Campagna della Misericordia Per
la gioia di Don Antonio Carlos e di tut-
ta la Comunit Santa Teresa dAvila,
a Carapicuiba (SP), ricevette 332 me-
tri quadrati di pavimento per il salo-
ne parrocchiale, donati da una grande
marmista su richiesta della Campagna
della Misericordia.
Vittoria (ES) La casa degli Araldi in questa
citt fu onorata con la visita di S. Ecc.za Mons.
Luiz Mancilha Vilela, Arcivescovo metropolita-
no, e di S. Ecc.za Mons. Silvestro Luiz Scan-
dian, Arcivescovo emerito. I due prelati hanno
concelebrato la Messa ed hanno partecipato
ad unanimata cena con gli Araldi.
Bragana Paulista (SP) La Santa Casa della Misericordia ha
realizzato una solenne Via-Sacra con la partecipazione degli Araldi e
di un gruppo teatrale della citt. Presenti medici, funzionari, pazien-
ti e numeroso pubblico.
Aprile 2005 Salvami Regina 29
Governador Valadares (MG) Nellanniver-
sario della citt e della diocesi, i fedeli hanno
riempito la cattedrale per assistere alla Messa
celebrata da S. Ecc.za Mons. Werner Sieben-
brock, Vescovo diocesano. Mons. Werner ha
messo la corona alla statua della Madonna,
ed il Sindaco Municipale, Dr. Bonifacio Mou-
ro e la sua sposa, hanno collocato il rosario
nelle sue mani virginali.
Campos (RJ) Momenti di fede e di gioia hanno marcato la visi-
ta della statua dellImmacolato Cuore di Maria al Collegio Statale
Dr. Thiers Cardoso.
Nuova Friburgo (RJ) Giovani del settore femminile de-
gli Araldi hanno partecipato allapertura della Campagna
della Fraternit 2006, il cui tema Solidariet e Pace.
Quixad (CE) In occasione del 10
anniversario del Santuario della Ma-
donna Immacolata, Regina del Serto,
i Cooperatori degli Araldi e i Coordina-
tori dellOratorio hanno fatto un pelle-
grinaggio a questo significativo centro
religioso in Quixad.
Juiz de Fora (MG) Laula magna della Facol-
t di Diritto Vianna Junior stata inaugurata con
il coronazione della statua pellegrina dellIm-
macolato Cuore di Maria dalla dott.ssa Jacque-
line Pirea Vianna Whitaker, presidente dellenti-
t protettrice della Facolt e dalla Prof.ssa Ve-
ra Carmen de Avita Dutra. Gli Araldi hanno pre-
sentato un concerto musicale per il selezionato
pubblico presente.
30 Salvami Regina Aprile 2005
Canada Gli Araldi
canadesi hanno rea-
lizzato una missione
mariana nelle citt
di Trois-Rivires (fo-
to), Sainte-Marthe-
du-Cap, Cap-de-la-
Madeleine, Grand-
Mre, Lac--la-Tor-
tue, Saint-George-
de-Champlain, Sain-
te-Thcle e Sainte-
Genevive-de-Bati-
scan.
Canada Animazione dellEucarestia nella parrocchia di San
Martino di Porres, a Scarborough (Ontario), dove vanno in pelle-
grinaggio diversi Oratori dellImmacolato Cuore di Maria
Bolivia Processione nella citt di Cochabamba, in onore di
San Modesto, patrono del Convento delle Monache Clarisse.
Uruguay La statua
pellegrina dellImma-
colato Cuore di Ma-
ria in visita alla re-
sidenza dellAm-
basciatrice del-
la Colombia, sig.
Claudia Turbay,
a Montevideo.
LAmbasciatrice
ha recitato il rosa-
rio e la consacra-
zione alla Madonna,
insieme con la con-
sole, sig. Yomar Nancy
Gonzlez, e vari funzio-
nari della rappresentanza
diplomatica colombiana.
Inghilterra Collaborando con la campagna quaresimale
della diocesi di Westminster, a Londra, gli Araldi hanno rea-
lizzato una missione mariana stimolando le famiglie a riceve-
re il sacramento della Riconciliazione. Cos pure persone non
cattoliche hanno aperto le porte per ricevere la statua pelle-
grina dellImmacolato Cuore di Maria.
Aprile 2005 Salvami Regina 31
Guatemala Il Nunzio Apostolico, S. Ecc.za Mons. Bruno
Musaro ha onorato con una sua visita le due case degli Aral-
di guatemaltechi, del settore maschile e femminile. S. Ecc.za
Mons. Bruno ha manifestato compiacimento per lo stile di vi-
ta degli Araldi e stato omaggiato, in entrambe le case, con
lesecuzione di alcuni numeri musicali.
Nicaragua stata loccasione
per molte benedizioni il I Incon-
tro Nazionale dellApostolato del-
lOratorio, realizzato nella Parrocchia di San Michele Arcangelo, a Managua, con la partecipazione di mille persone
rappresentanti comunit ecclesiali di quattro diocesi. Tra i presenti cerano quattro detenuti per coordinare il pelle-
grinaggio dellOratorio nella Casa di Detenzione; per la loro buona condotta, hanno ricevuto il permesso di assiste-
re allIncontro. Due canali della TV hanno dato copertura allIncontro.
Filippine In questo paese, istituzioni governamen-
tali ed impresariali sono solite promuovere celebra-
zioni eucaristiche ogni mese. Su invito della dire-
zione dellHome Development Mutual Fund, gli Aral-
di hanno portato la statua pellegrina dellImmacolato
Cuore di Maria alla Messa celebrata in questo gran-
de stabilimento finanziario il primo venerd di marzo.
Dopo la Celebrazione, i funzionari si alternavano nel-
la recita del rosario, seguito dalla visita della statua a
tutti gli uffici (foto a sinistra).
Eurico Monteiro
U
32 Salvami Regina Aprile 2005
BEATA RITA AMATA DI GES
Solo leternit non
finisce
Figlia di contadini, predestinata ad una grande missione, la sua
vita fu una continua lotta sotto il motto: Tutto finisce a questo
mondo, solo leternit non finisce.
na nuova stella sor-
ger nel firmamen-
to cattolico il gior-
no 24 di questo me-
se, quando Papa Gio-
vanni Paolo II beatificher Madre Rita
Amata di Ges, chiamata Rita Lopes de
Almeida prima di farsi religiosa.
Nacque il 5 marzo del 1848, nel vil-
laggio portoghese di Ribafeita, Dioce-
si di Viseu, figlia di contadini agiati e
buoni cattolici.
Un episodio terribile, accaduto ap-
pena cinque giorni dopo la sua nascita,
lascia intravvedere quanto il potere in-
fernale presentiva il danno che questa
bambina avrebbe causato, con la sua
santa vita, allopera del male. Men-
tre era sdraiata con lei, sua madre vi-
de spegnersi in modo inesplicabile la
candela della camera e not che qual-
cuno muoveva la biancheria da letto,
spingendo la sua figlioletta di lato. Lei
spinse in senso contrario e chiese aiu-
to, dicendo che il demonio voleva por-
tar via la sua bambina. Accorse pronta-
mente sua zia, il cui ingresso fece ces-
sare la malefica azione del misterioso
personaggio. Immediatamente dopo,
scoppi una tempesta talmente furio-
sa che sembrava sollevare in aria tut-
te le tegole della casa. E nel medesimo
istante Rita fu colpita da una strana
malattia, che obblig i suoi genitori ad
affrettare lora del suo Battesimo, te-
mendo che lei morisse da un momento
allaltro. Lei, tuttavia, recuper e co-
minci i suoi primi passi nella vita.
Ricca di virt e di qualit umane
In questa devota famiglia si faceva
lettura spirituale e si recitava il rosario
ogni notte. Cos, ben presto, cominci
ad avere devozione a Ges Sacramen-
to, alla Madonna e a San Giuseppe, ol-
tre ad un grande affetto per il Papa, al-
lepoca di Pio IX. Ascoltando la narra-
zione della vita dei santi, voleva imi-
tarli nelle loro mortificazioni. In quel
cuore infantile si univano la preghiera
ed il desiderio di penitenza, di essere
come le monache nel convento.
Cresceva cos la piccola Rita, ricca
di qualit umane e, pi ancora, di vir-
t e piet. Col trascorrere del tempo,
svel un temperamento attivo e prati-
co, a servizio della sua anima apostoli-
ca. Ancor prima di compiere i 18 anni,
andava di villaggio in villaggio, riunen-
do gli abitanti nella piccola chiesa lo-
cale. Insegnava loro a recitare il rosa-
rio, dava lezioni di Catechismo, e cer-
cava di ricondurre sulla buona strada
le persone dalla vita dissoluta. Mol-
te volte, faceva in modo che sua ma-
dre accogliesse nella casa paterna que-
sta o quella infelice ragazza sviata, con
lobiettivo di facilitarle il cambiamen-
to di vita. ammirevole vedere come,
ancora tanto giovane, corrispondeva
gi con ardore allimportante missione
per la quale Dio la chiamava: accoglie-
re e sostenere ragazze in stato di de-
gradazione o di rischio morale.
Difesa della castit
Due episodi narrati nella sua au-
tobiografia danno eloquente testimo-
nianza della carit e dellenergia di
questa ragazza che, in situazioni di pe-
ricolo, ricorreva alla Madre Castissima
ed otteneva prontamente forze molto
superiori alla fragile natura femminile.
In una certa occasione narra lei
stessa nel suo stile lusitano andavo a
prendere le ragazze e gi si faceva notte.
Allimprovviso, sentii che braccia forti di
un uomo mi afferravano alle spalle. In-
vocai la Madonna che mi desse forza per
vincere quel demonio, e nello stesso istan-
te Ella mi diede tanta forza che lo lasciai
quasi morto e mai pi egli torn ad avere
salute. Ancora ebbi scrupolo per lasciarlo
in quello stato. Ma io avrei preferito mori-
re che perdere langelica virt.
In unaltra occasione, lei andava
con una ragazza sua amica. Quando,
per una circostanza qualunque, era-
no un poco lontane luna dallaltra, Ri-
ta ud la sua amica gridare, chiedendo
aiuto. Corse subito e vide che un indi-
viduo la aveva afferrata, con il peggio-
MADRE RITA
FONDATRICE DELLISTITUTO GES MARIA GUISEPPE
Aprile 2005 Salvami Regina 33
re presentimento, e laltro, armato di re-
volver, veniva dietro di lei dimostrando
le stesse cattive intenzioni.
Afferrando un palo di una vite, ste-
se al suolo quasi senza vita il depravato
che assediava la sua amica, poi affron-
t a sassate laltro fino a che questi si
decise di fuggire senza far uso dellar-
ma che teneva in mano.
Vocazione e carisma
Da molto presto la giovane Rita
sentiva il richiamo della vocazione ad
una vita interamente consacrata a Dio.
Tuttavia, in questepoca la situazione
in Portogallo era di forte opposizione
alla Chiesa. Il governo anticlericale si
era impossessato dei beni ecclesiasti-
ci, aveva chiuso tutti gli istituti religio-
si maschili, e proibito lammissione di
novizie negli istituti femminili.
Ella si vide, pertanto, forzata a con-
tinuare nel mondo. Faceva la Comu-
nione Riparatrice, cresceva nel fervo-
re eucaristico, nella devozione al Sa-
cro Cuore di Ges e nel forte deside-
rio di salvare anime, e cercava di esse-
re sempre pi missionaria e apostola.
Rifiut perentoriamente le vantaggio-
se proposte di matrimonio che le fu-
rono fatte, poich era gi religiosa nel
suo intimo.
Ma solo a 29 anni fece ingresso nel-
la Congregazione delle Suore di Cari-
t, a Porto, unica istituzione religiosa
che, per il fatto di essere straniera e di
dedicarsi allassistenza sociale, era al-
lora permessa nel paese. Nel frattem-
po, il carisma di questa congregazione
francese non la soddisfaceva. Lei desi-
derava educare bambine e bambini po-
veri e abbandonati, con lintenzione di
preservarli o convertirli, e non solo di
dare loro assistenza materiale.
Fonda lIstituto Ges Maria Giuseppe
Cercando di fare i primi passi in
questo senso, alcune contrariet e non
pochi dubbi la portarono a porsi la do-
manda che sorge a tutti i fondatori:
qual la volont di Dio?
La risposta non tard a venire. Lei
andava per la regione, chiedendo ele-
mosina per le sue opere di carit, ed
alloggi in una casa dove abitava un
bambino di cinque anni, cieco e muto
dalla nascita. Lei stessa racconta quan-
to accaduto: Chiesi a Dio Nostro Signo-
re che, se la fondazione dellopera fosse
stata di suo gradimento, permettesse che
quel bambino avesse vista e parola. Co-
s io avrei conosciuto meglio la sua san-
tissima volont. Dopo essere andata via,
una persona venne a raccontarmi che
il bambino gi vedeva e parlava. Dopo
questo, Dio Nostro Signore mi diede cos
tanto fervore in questa opera che ormai
non mi fermavo davanti a nessun osta-
colo.
Si lanci cos, con decisione in que-
stopera voluta dalla Provvidenza ed
in poco tempo a lei si unirono diverse
compagne animate dallo stesso idea-
le. I primi tempi furono pieni di grandi
difficolt, arrivando a volte a mancarle
persino il cibo quotidiano.
Aiutata dalle sue sorelle di vocazio-
ne, Rita cominci a chiedere contribu-
ti per fondare un collegio. I suoi sfor-
zi furono coronati dal successo. Il gior-
no 24 del settembre 1880, fond a Gu-
miei, Portogallo, il primo Collegio, nel
quale accolse circa 50 bambine, alcune
interne, altre esterne. Fu questa la pie-
tra iniziale della grande opera: lIstitu-
to Ges Maria Giuseppe. La Fondatri-
ce aveva allora 32 anni.
Espansione in mezzo alle difficolt
Il clima politico in Portogallo conti-
nuava ad essere molto sfavorevole al-
34 Salvami Regina Aprile 2005
la Chiesa. Le autorit civili imponeva-
no Madre Rita fondatrice dellIstituto
Ges Maria Giuseppe ogni sorte di re-
strizioni e di ostacoli alla azione delle
istituzioni religiose. Nello stesso modo
come sarebbe avvenuto quasi 40 anni
dopo con i pastorelli di Fatima, Madre
Rita fu costretta a comparire davan-
ti allAmministratore di Viseu, il qua-
le la redargu aspramente, dicendo, in
sintesi, quanto segue: Questo comu-
ne non ha alcuna necessit di missio-
nari, sarebbe meglio che voi andaste in
Africa; quello che sta facendo ope-
ra dei preti, che le mettono queste idee
in testa.
La Madre rispose con coraggio che
queste idee le erano state ispirate da
Dio e, pertanto, nemmeno quanti uo-
mini ci sono al mondo e quanti demo-
ni ci sono nellinferno sarebbero capa-
ci di togliergliele.
Alla vista di questa fede incrollabi-
le, lAmministratore desistette... per
questa volta. Vari altri tentativi come
questo furono fatti, con scopo intimi-
datorio e per scoraggiare Rita e le sue
suore della congregazione. Tutti, inve-
ce, risultarono ugualmente inutili.
Aiutate dalla Divina Provviden-
za, in poco tempo esse estesero ad al-
tre diocsi la loro benefica azione apo-
stolica. Nelle citt di Viseu, Lamego e
Guarda le autorit municipali cercaro-
no con tutti i mezzi di costringere Ma-
dre Rita a chiudere lOpera. A questi
ostacoli vennero a sommarsi fastidiose
difficolt economiche e, peggio anco-
ra, problemi interni creati da una del-
le sue religiose. Niente di tutto questo,
tuttavia, impediva allIstituto di conti-
nuare espandendosi rapidamente. Nel
maggio del 1902, ricevette lapprova-
zione pontificia.
Estinto in Portogallo,
rinasce in Brasile
Questo promettente progresso fu
interrotto nel 1910 da una nuova ri-
voluzione in Portogallo. Il governo re-
centemente istallato sferr una feroce
persecuzione contro la Chiesa, ordin
la chiusura di tutti gli istituti religiosi e
si appropri dei beni dellIstituto.
Nel mezzo della burrasca, Madre
Rita ag con la sua solita energia e chia-
roveggenza. Si rifugi a Ribafeita, sua
terra natale, dove riusc a raggruppare
in una umile casa varie delle suore di-
sperse. Da l, con laiuto del Vescovo
S. Ecc.za Mons. Manuel Damasceno
della Costa, riusc ad inviarne alcune in
Brasile. Con questo, pot garantire la
continuit dellIstituto la cui fondazione
e crescita le era costato tanti sacrifici.
Mano a mano che riuniva le sue fi-
glie, la santa Fondatrice le inviava in
Brasile. Cos, si pu dire che lIstituto
Ges Maria Giuseppe, estinto brutal-
mente in Portogallo, rinacque e si raf-
forz in Brasile, dove oggi conta di al-
cune decine di istituti sparpagliate nei
vari stati di questo immenso territo-
rio. Qui le sue figlie spirituali trovaro-
no terreno propizio per fare il bene se-
condo il carisma proprio della sua con-
gregazione.
Nel 1935 lIstituto pot essere ria-
perto anche in Portogallo.
Glorificazione nel Cielo
e, adesso, nella terra
Questo nuovo slancio nel progresso
della sua Opera, Madre Rita non lo vi-
de in questa terra. Dopo una breve in-
fermit, lei spir il 6 gennaio del 1913,
in una casupola imprestata da benefat-
tori, confortata dagli ultimi sacramenti
della Chiesa ed ancorata nella certez-
za di ricevere, grazie allinfinita mise-
ricordia di Dio, il premio eterno a cui
tanto aveva aspirato.
La sua beatificazione il 24 di questo
mese sar per tutti i cattolici uno sti-
molo a ricorrere alla sua intercessione,
imitare il suo esempio e, in modo spe-
ciale, imprimere nel fondo dellanima
il precetto che lei lasci impresso in
molti suoi scritti: Tutto finisce a questo
mondo, solo leternit non finisce.
Collegio dellIstituto a San Paolo,
Brasile, presso la Casa Generale della
Congregazione
Casupola dove
mor Madre Rita,
a Casameldinho,
Portogallo
Maria Anglica Iamasaki
L
Aprile 2005 Salvami Regina 35
La storia delle uova di Pasqua
Da tempi immemorabili, luovo diventato il simbolo di vita e di
rinascita. Quando, per, ha cominciato ad avere una relazione
specifica con la festa di Pasqua?
inizio di questa tradi-
zione rimonta al Iv seco-
lo ed ha uno stretto lega-
me con la Quaresima. In
questepoca era proibi-
to il consumo di uova durante il periodo
penitenziale di quaranta giorni. In que-
sto modo, se ne accumulava una gran-
de quantit nelle dispense delle famiglie.
Per evitare lo spreco, esse erano date ai
bambini.
Cos, a partire dal Gioved Santo i
bambini, preceduti dai chierichetti del-
la parrocchia, cominciavano ad andare
a raccoglierle di casa in casa. E la do-
menica di Pasqua erano trasformate in
omelette ed assaggiate da tutta la po-
polazione.
Uova benedette e decorate
Nel XII secolo esisteva gi, in nu-
merosi paesi dellEuropa, il costume
che i fedeli si regalassero reciproca-
mente, il giorno di Pasqua, uova natu-
rali benedetti nella chiesa.
Aderendo a questo costume popo-
lare, i nobili e le personalit importan-
ti lo arricchirono di una caratteristica
culturale: le uova passarono ad esse-
re decorate con scene dipinte, non po-
che volte, da future celebrit del mon-
do artistico.
Verso il secolo XVI, si ebbe un ulte-
riore perfezionamento. Qualcuno ebbe
lidea di forare luovo, e sostituire il suo
contenuto naturale da una sorpresa,
la quale, a seconda della categoria della
persona omaggiata, poteva essere costi-
tuita da profumo, minuscoli oggetti de-
corativi o addirittura gioielli.
Nel secolo XVIII, il Re Luigi XIV
mandava a benedire il giorno di Pa-
squa grandi ceste di uova doro, che
egli distribuiva poi al personale della
Corte. A partire da questa stessa epo-
ca, si pass a vuotare le uova naturali
per riempirle di cioccolato.
Attualmente, le uova di Pasqua so-
no di cioccolata, di marzapane o di una
mistura dei pi diversi ingredienti, e
fanno la gioia dei bambini...e adulti di
tutto il mondo.
Gioielli di affascinante bellezza
In questa materia, lauge della raffi-
natezza fu raggiunto nella Russia di fi-
ne secolo XIX. In occasione della Pa-
squa del 1885, lo zar Alessandro III
decise di offrire alla zarina non un
semplice uovo naturale, anche se con
artistici disegni ma un pezzo tut-
to fatto doro ed ornato proporzional-
mente con la stessa ricchezza.
Lesecuzione fu assegnata al miglio-
re gioielliere di San Pietroburgo: Pe-
ter Karl Faberg. E la domenica della
Resurrezione, la zarina ricevette dalle
mani del suo sposo imperiale un gioiel-
lo di incredibile bellezza, confezionato
in oro, argento, smalto e rubini.
A partire da allora, ogni anno lo zar
faceva una nuova ordinazione e Faber-
g si distingueva nel superare quello
dellanno precedente. In questo modo
si form la favolosa collezione di 56 uo-
va di Pasqua, famosa nel mondo intero.
Alla ricchezza del materiale
oro, platino, zaffiri, smeraldi, rubini,
diamanti, cristalli il gioielliere ag-
giungeva la sua appurata tecnica del-
lo smalto e, soprattutto, il suo grande
senso artistico. Ogni pezzo una au-
tentica opera darte, capace di costitui-
re un regalo non solo per gli occhi, ma,
soprattutto, per lanima.
Piace constatare come lusanza del-
le uova di Pasqua nata, allinterno
della Santa Chiesa, da una banale ne-
cessit domestica acquist una con-
notazione religiosa, si diffuse nel mon-
do e attinse alla fine questa raffinatez-
za di arte e civilizzazione.
Riproduzione di un uovo di Faberg
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Un ponte tra
loccidente e loriente
36 Salvami Regina Aprile 2005
INTERVISTA CON DON ANTONINO MARINO
Eduardo Caballero
di Roma
Giovanni Paolo II afferma che la Chiesa Cattolica ha due polmoni: lOccidente
e lOriente. Ma sono pochi coloro che respirano con questi due polmoni. Don
Antonino Marino, Aggiunto per la Vita Consacrata del Vicariato di Roma, armonizza
queste due spiritualit.
Araldi del Vangelo: Perch
lei essendo italiano, ossia
occidentale ha optato per il
rito bizantino, che orientale?
Don Marino: Veramente,non ho
niente di bizantino nelle mie origini.
Tuttavia, quando studiavo nel Pontifi-
cio Seminario Romano Minore, tutti
gli alunni sono stati insieme al Russi-
cum, il Pontificio Collegio Russo. Nel
prendere contatto con quella realt,
mi sono sentito profondamente attrat-
to e ho voluto conoscere la mentalit,
la lingua, il pensiero, lo spirito di que-
sta grande terra che ha dato tanti san-
ti alla Chiesa.
Ma mi muoveva, soprattutto, un
aspetto spirituale. Per usare lespres-
sione del Papa, la Chiesa Cattolica re-
spira con due polmoni: quello del-
lOccidente e quello dellOriente. Io
ho considerato che, essendo solo un
sacerdote di rito latino, forse respi-
rassi con difficolt, ed allora ho de-
ciso di respirare completamente, ed
sono andato a studiare nel Russicum.
AV: Pertanto, lei non un
sacerdote di rito romano, il
rito di tutto lOccidente?
Don Marino: Al tempo in cui ho
studiato nel Pontificio Collegio Russo,
tutti i seminaristi, indipendentemente
dal loro rito di origine, erano ordinati
nel rito bizantino-slavo. Cos, prima di
ricevere gli Ordini Minori, ho mutato
di rito, attraverso un tramite unito alla
Congregazione per le Chiese Orienta-
li. Dopo lordinazione sacerdotale ho
ricevuto il permesso di celebrare an-
che nel rito romano. Appartengo, per-
tanto, ad entrambi i riti.
AV: Qual lorigine del
Pontificio Collegio Russo?
Don Marino: Allorigine del Russi-
cum c la Madre di Dio. A Fatima, el-
la invi un messaggio alla Russia, che
in maniera particolare la preoccupa-
va in quellanno 1917, quando questo
paese iniziava un processo di allonta-
namento dalla pace mondiale. Con le
sue materne parole, metteva in guar-
dia il mondo di fronte ai pericoli che
derivavano dal pensiero e dalla filoso-
fia di cui la Russia passava per essere
la promotrice.
Seguendo questo spirito profetico
delle apparizioni di Fatima, la Chiesa
Cattolica consolid il proposito di in-
viare missionari di rito bizantino per-
Don Marino: La Litania Lauretana un tale capolavoro, tanto completo,
che qualsiasi cosa piccola davanti a lei
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tanto, secondo la mentalit e la tradi-
zione culturale russa nelle zone di
persecuzione che stavano sotto un re-
gime ateo. Per preparare questi mis-
sionari Papa Pio XI fond, nel 1929, il
Pontificio Collegio Russo.
AV: Oltre al Russicum, ha lei
studiato in altri istituti?
Don Marino: Mentre studiavo nel
Russicum, io ho continuato la mia for-
mazione filosofica nella Gregoriana, e
dopo la teologica nel Pontificio Istitu-
to SantAnselmo. Posteriormente ho
fatto la specializzazione in Diritto Ca-
nonico Orientale.
Ho fatto anche un corso nella Pon-
tificia Accademia Ecclesiastica, per tre
anni, ma non volli seguire la carrie-
ra diplomatica, preferendo servire la
Diocesi di Roma, presso il Vicariato
di Sua Santit. Attualmente sono Ag-
giunto alla Vita Consacrata.
AV: Lei ha scritto molte litanie,
incluse quelle gi riunite in
un libro. In esse sono presenti
tratti delle due spiritualit,
loccidentale e lorientale?
Don Marino: una grande passione
dellOriente venerare i santi, esaltando
le loro opere e procla-
mando le loro gesta.
Per fare queste litanie
io ho unito la mia prepa-
razione orientale al su-
bstrato latino. In esse
presente il linguaggio al
quale i fedeli sono abi-
tuati, e i fedeli latini in
esse riconoscono il loro
proprio stile.
Esattamente questa
lidea: mettere a disposi-
zione di tutti un punto di
incontro comune delle
due mentalit, incontro
nella preghiera e nella
spiritualit.
AV: Quali litanie
lei preferisce?
Don Marino: Ho
scritto con grande fati-
ca e intensit tutte le li-
tanie del libro, in mo-
do che voglio bene a tut-
te. Dico, tuttavia, che preferisco quel-
le della Vergine Maria. Pensavo di non
riuscire a scrivere litanie di Lei, perch
la Litania Lauretana un tale capola-
voro, talmente completa, che qualsia-
si cosa piccola davanti a lei. Tuttavia,
ho voluto fare il mio omaggio alla Ma-
donna, e ho deciso di scriverle. Le li-
tanie sono lunghe, ma lidea esatta-
mente questa: far meditare le persone.
Nel conoscere il Pontificio Collegio Russo,
mi sono sentito profondamente attratto per la
mentalit, la lingua, lo spirito di questa grande
terra che ha dato tanti santi alla Chiesa
Diffusione dello scapolare del Carmine in Itlia
In un grande sforzo evangelizzatore, la
Campagna Salvami Regina offre scapolari e
opuscoli esplicativi ad ottantamila famiglie
Nellultima apparizione di Fatima, in ottobre, mentre av-
veniva il grande miracolo del sole visto da pi di 70mila per-
sone, la Madonna si manifest ai tre pastorelli sotto linvo-
cazione della Madonna del Carmelo.
I tre vedenti riconobbero questa apparizione, perch nel-
la piccola chiesa di Aljustre cera precisamente una statua
di questa invocazione, che essi molto candidamente chiama-
vano Madonna delle due carte. Questi due carte sono
lo Scapolare che la Madonna consegn a San Simone Stock
754 anni fa, nel 1251.
Da allora, furono talmente numerose le grazie, i miraco-
li e le conversioni ottenute con questa devozione che molti
Papi lo hanno confermato con la loro autorit. Il compianto
Papa Giovanni Paolo II fu un grande devoto dello Scapolare
e lo raccomand vivamente durante la celebrazione del 750
anniversario del suo ricevimento.
I privilegi dello Scapolare
Quando la Madre di Dio apparve a San Simone Stock in una
situazione molto difficile per il suo Ordine, gli consegn lo Sca-
polare e gli concesse il seguente ed inestimabile privilegio:
Ricevi, figlio diletto, lo Scapolare del tuo Ordine, se-
gno della mia amicizia fraterna (...). chiunque morir vestito
con questo Scapolare non soffrir il fuoco dellInferno: un
simbolo di salvezza, sostegno e protezione nei pericoli e pro-
messa di pace per sempre.
Pi tardi, apparve a Papa Giovanni XXII e gli promise
anche per tutti coloro che avessero portato lo scapolare con
fede e devozione quanto segue:
Io, Madre di bont, scender il primo sabato dopo la sua
morte e liberer quanti si troveranno nel Purgatorio e li con-
durr al monte santo della vita eterna.
Queste promesse che collocano la salvezza eterna ancor
pi alla portata di tutti i devoti sinceri e un aiuto della bont
materna della Madre di Dio sono ora conosciuti da decine di
migliaia di famiglie da nord a sud dellItalia.
Guy de Ridder
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Voto in comportamento?
38 Salvami Regina Aprile 2005
TENDENZE NELLEDUCAZIONE
Quanto pi liberalizzante una norma, sar forse anche pi
moderna? Educatori e psicologi francesi dibattono il tema
dellesercizio dellautorit nella famiglia e nella scuola
alla Francia model-
lo perenne della nostra
cultura occidentale
giunge una notizia in-
novativa.
La pagella conclusiva del corso di
studi potr passare ad includere un vo-
to di comportamento dellalunno. Que-
sta linnovazione del recente proget-
to di legge che in discussione in quel
paese, con entrata in vigore nellanno
scolastico 2006. Osservatori qualificati
lo giudicano come una vera e propria
riforma dellinsegnamento.
Secondo fonti del Ministero del-
lEducazione, il voto sar attribuito in
funzione di tre criteri: assiduit del-
lalunno alle lezioni, la sua partecipa-
zione nella vita scolastica e la sua deci-
sione di adattarsi al regolamento inter-
no del collegio. Il voto dovr, oltretut-
to, essere tenuto in considerazione nel
conferimento del diploma legale degli
alunni.
Vincent Roger, consigliere del Mi-
nisterio, segnala che nello stesso tem-
po in cui listituzione scolastica minac-
ciata da ogni lato dalla violenza e da al-
tri accidenti, questa misura rivela molto
buon senso.
Essa non giunge inaspettata. Gi
dallanno scorso, specialisti hanno con-
cluso che le scuole dovrebbero poter
assumere meglio la loro propria mis-
sione educativa, offrendo oltre ad
un insegnamento di base anche re-
gole di comportamento.
Claude Thlot, membro di una
commissione di insegnamento costi-
tuita per analizzare questa riforma, en-
fatizza: Se fosse stato proposto sempli-
cemente di educare meglio al comporta-
mento, tutti avrebbero concordato, ma
niente sarebbe mutato.
Alunni contro lindisciplina
In Brasile, si osserva un fenomeno
analogo, che parte direttamente da-
gli stessi alunni. Una recnte inchiesta
pubblicata da un quotidiano paulista
considera, tra gli altri fattori, lindisci-
plina nellaula di lezione come un fat-
tore della mancanza di apprendimen-
to. Una studentessa della rete statale,
di 16 anni, critica il fatto che la direzio-
ne della sua scuola non punisce gli in-
disciplinati
Certamente un comportamento pi
regolato, come quello che sta per esse-
re proposto in Francia, potr solo esse-
re il benvenuto. Non possiamo smette-
re di lodare ed incentivare un tale pro-
getto educativo.
Autorit paterna e punizione
Tutto questo ci porta ad una que-
stione pi specifica, ma anche molto
attuale: la punizione ha il suo ruolo?
In Francia, questo argomento torna
ad essere dibattuto. E la possibilit di
rafforzare il principio di autorit, cri-
ticata in questo paese per molto tem-
po, oggi considerata come soluzione
ammissibile. E, questa volta, non pi
esclusivamente nellambito scolastico.
I bambini, gli adolescenti sono sem-
pre gli stessi. E, in un momento o in un
altro, i genitori si vedono confrontati a
situazioni legate alla vita quotidiana, a
volte eccezionali, in cui la necessit di
reprimere i propri impulsi diventa im-
periosa.
Ampiamente influenzati dallonda
antipunitiva attuale, i genitori molte
volte esitano ad assumere una attitudi-
ne che possa alterare lespansivit dei
propri figli. Quando lo fanno, arrivano
al punto di essere presi da un comples-
so di colpa.
Secondo il giornale cattolico fran-
cese La Croix, il principio di autorit
e la punizione, oggetto di ampia conte-
stazione nelle ultime decadi, stanno ri-
scoprendo il loro posto al sole nellat-
tuale dibattito intellettuale. La sociolo-
ga Judith Lazar, per esempio, constata
che non si riusciti a sostituire lautori-
t con qualche altra cosa valida.
Nella sua recete opera Punire per
fare che?, nella quale pretende lottare
contro lo spirito dellepoca, stabilisce
un vincolo tra impunit e violenza nei
giovani. E sottolinea anche che la pu-
nizione possiede un valore educativo; es-
sa richiama alla responsabilit e produ-
ce un senso morale che non passa inos-
servato ai fanciulli.
Gi il medico psichiatra Alain Bra-
connier stima che, dopo anni di con-
testazione i quali, secondo lui, pos-
sono aver avuto i loro vantaggi og-
gi si configura un inversione di tenden-
za a vantaggio di una autorit necessa-
ria e ben compresa, che pu giungere
ad includere la pratica della punizione.
Ed aggiunge che questa propensione si
nota soprattutto nei padri pi giovani,
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Scuola Araudi del Vangelo Internazionale


Dove il sogno dei genitori diventa realt
Aprile 2005 Salvami Regina 39
un po meno disorientati rispetto ai loro
pi vecchi antecessori.
Un altro specialista in psicologia,
Didier Pleux, pi categorico: Non c
autorit dei padri senza punizione, af-
ferma. Ovviamente, in questepoca il
dibattito riporta ad un problema con-
creto la cui soluzione non delle pi
facili. Che tipo di punizione applicare?
Fisica, psicologica, entrambe?
La prevenzione elimina la
necessit della punizione
Sta qui, per intero, la responsabili-
t dei genitori o coordinatori educati-
vi, che sempre dovranno, seguendo la
buona tradizione cattolica, optare per
il ricorso alla punizione solo come ul-
tima istanza, in vista del fracasso del-
la via persuasiva. Soprattutto, non di-
menticando linsegnamento di San
Giovanni Bosco, il grande apostolo
della giovent: meglio prevenire che,
pi tardi , punire.
Qualunque sia lalternativa adotta-
ta, gli specialisti in questa materia so-
no unanimi nellaffermare limportan-
za dellammonizione puntuale e op-
portuna, per dare al bambino, allado-
lescente, nozione del pregiudizio a cui
si espone con la trasgressione delle
buone norme. La sanzione deve essere
sempre motivata, e dimostrare le sue
ragioni. Le semplici parole a volte non
bastano, ma sono sempre necessarie.
* * *
Per un periodo troppo lungo, ci sia-
mo lasciati illudere dallutopia dell
proibito proibire (Vi ricordate della
Sorbonne, nel maggio 1968?). Dunque
bene, oggi cogliamo i frutti di que-
stalbero. Se norme di comportamen-
to e persino punizioni tornano ad es-
sere allordine del giorno, toccher ad
ognuno sapere utilizzarle nella misura
certa.
Postura e comportamento sono sempre pi valorizzati nelleducazione attua-
le. Nella foto, alunni del Collegio La Salle, a Toronto (Canada), assistono ad
un concerto del Coro e Orchestra Internazionale degli Araldi del Vangelo
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Teresita Morazzani Arriz
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Questione
di vita o di morte
40 Salvami Regina Aprile 2005
STORIA PER BAMBINI...O PER ADULTI PIENI DI FEDE?
Chi mi raccont questa misteriosa storia, mi ha garantito
che essa accadde a Cicago (USA), al principio degli
anni trenta.
i primo mattino il te-
lefono suona insisten-
temente. Intontito
dal sonno il dott. Smi-
th risponde. Una voce
aspra ed angosciata chiede:
il dott. Smith?
S, sono io.
Potrebbe venire a casa mia subi-
to? urgente, si tratta di una questio-
ne di vita o morte!
S, vengo subito. Dove si trova la
sua casa?
In via Crow n41. Dottore, venga
immediatamente, per favore!
Il medico si vest rapidamente, pre-
se i suoi strumenti clinici e usc in tut-
ta fretta. Parcheggi la sua automobile
allangolo della stretta via e sal a pie-
di. Non era per nulla tranquillizzante
andare da solo per quella zona deser-
ta, tanto pi che il quartiere era mal-
famato.
Giunto al n41, il dott. Smith trov
la casa al buio. Si diresse verso la porta
e batt. Dopo una pausa, batt unal-
tra volta. Continu a non ricevere ri-
sposta. Dopo una terza volta, qualcu-
no chiese in modo rude:
Chi ?
Sono il medico, dott. Smith. Ho
ricevuto una chiamata urgente per soc-
correre un malato grave. qui il n41
della via Crow?
S, qui, ma nessuno lha chia-
mata. Sparisca da qui!
Sorpreso e dubbioso, mano a ma-
no che si allontanava da questa casa, il
zelante medico osservava le altre nel-
la stessa strada per vedere se ce nera
qualcuna con la luce accesa, segna-
le che in essa avrebbe potuto esserci
linfermo in sua attesa. Non vedendo-
ne nessuna, pens che forse non aveva
annotato correttamente il nome della
via. O che forse la telefonata era sem-
plicemente stata uno scherzo di catti-
vo gusto.
Ad ogni modo, niente pi gli resta-
va da fare se non ritornare a casa sua e
dimenticare laccaduto.
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Everaldo Monzato
Pollo alla birra scura
Qualche tempo dopo, ricevette una
chiamata telefonica dal pronto soc-
corso dellospedale. Linfermiera spie-
g che un uomo di nome Dick Spen-
cer aveva appena subito un terribi-
le incidente, era sul punto di morire
e chiedeva di parlare col dott. James
Smith.
Dottore, potrebbe venire rapida-
mente? Ormai non gli resta molto tem-
po di vita. Questuomo non ci vuol di-
re la ragione per la quale insiste di vo-
ler parlare con lei.
Il dott. Smith acconsent, sebbe-
ne un po scocciato, poich non cono-
sceva nessun Dick Spencer. Gi nel-
linfermeria, il dubbio stato chiarito
dal paziente, che gli disse in mezzo ai
dolori dellagonia:
Dott. Smith, lei non mi conosce,
ma io devo parlarle prima di morire e
chiederle perdono. Si ricorda di aver
ricevuto una telefonata di notte con ri-
chiesta di soccorso, in via Crow 41?
S, mi ricordo, ma...
Fui io a chiamarla. Ero disoccu-
pato da mesi. Ormai avevo venduto
tutto quanto era di valore in casa mia.
Non potendo pi sopportare questa si-
tuazione di penuria, disperato, ho de-
ciso di chiamare un medico nel mezzo
della notte. Il mio piano era di rubargli
il denaro, vendere i suoi strumenti cli-
nici e persino ammazzarlo.
Sebbene terrorizzato, il dott.
Smith non pot non replicare:
Ma, mi dica, perch non mi as-
salt e non mi ammazz?
Io speravo che lei venisse da so-
lo, ma quando ho visto un giovane for-
te al suo lato per proteggerlo, ebbi
paura e rinunciai al piano. Mi perdo-
ni, per favore!
Chiaro che la perdono rispo-
se il medico.
Sent un brivido per tutto il corpo,
perch non ci poteva pensare al fatto
che quello che apparentemente non
doveva essere che un inganno o uno
scherzo, poteva essere, in realt, una
questione di vita o di morte.
Meno ancora aveva immaginato che
il suo Angelo Custode presentando-
si nelle vesti di quel giovane forte- gli
aveva salvato la vita quella notte..
A met strada tra il dolce ed il salato, con forte personalit propria.
Cos potremmo definire questa ricetta che ci ha insegnato un amico
tedesco. Imbevuta in un brodo sostanzioso e attraente la carne di
pollo diventa particolarmente gradevole al palato. Ma, per molti
commensali che hanno sperimentato il piatto, pi gustoso ancora
degustarlo con i funghi, le carote e il sugo,
accompagnati da un buon riso.
Ingredienti
2 cosce e sopracosce/ 175ml (mezza
lattina) di birra scura / 1 spicchio daglio
/ 200 gr. di cipolline / 200 gr. di funghi /
1 carota / 1 gambo di sedano/ 1 pomo-
doro ben maturo/ 1 cucchiaio da zuppa
di zucchero grezzo/ tavoletta di dado
di gallina/ un cucchiaino da caff di sale
/ un cucchiaio da minestra di olio di oli-
va / 1 cucchiaio da minestra di prezze-
molo tritato / un cucchiaio da minestra
di burro.
Modo di preparazione
Mettere a temperare il pollo con la
cipolla, laglio, il sale ed il sedano, trita-
ti sottilmente. Lasciare riposare per non
meno di 12 ore. In una padella, fare do-
rare nellolio i pezzi di pollo. Aggiunge-
re lo zucchero grezzo e lasciare cucinare
per qualche minuto, finch non prenda-
no un bel colore.
Aggiunga la birra, il dado di gallina, il
omodoro, la carota tagliata a rondelle e
lasci cuocere ancora per dieci minuti.
Nel frattempo, pelare le cipolline, la-
vare i funghi e li passi col burro in una
padella fino a che lacqua dei funghi non
evaporata.
Mettere la cipollina e i funghi sopra il
pollo e continuare la cottura ancora per
dieci minuti. Alla fine versare il prezze-
molo tritato e servire accompagnato da
riso.
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LA RICETTA
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Dal rinnovamento
allapprofondimento
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Lomelia deve
avere solidit
dottrinaria, essere
chiara e basarsi
sui testi delle
letture del giorno
42 Salvami Regina Aprile 2005
ASSEMBLEA DELLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO
Tre temi di grande attualit sono stati oggetto di dibattito nellAssemblea della
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Papa Giovanni
Paolo II ha incoraggiato i partecipanti a continuare a lavorare affich la liturgia
possa influire sempre pi nella vita degli individui e delle comunit.
ra il primo ed il quarto gior-
no di Marzo, si riunita
nella Sala Bologna del Pa-
lazzo Apostolico lAssem-
blea Annuale della Ponti-
ficia Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti, composta
da 51 membri, dei quali 32 Cardinali e
19 arcivescovi e vescovi.
Tre sono stati i principali temi trat-
tati dal dicasterio presieduto dal cardi-
nale Francis Arinze: larte di celebra-
re lEucarestia, lomelia e la formazio-
ne liturgica.
Lars celebrandi (larte di celebra-
re) stata ampiamente trattata in una
coonferenza tenuta dal Cardinale Jor-
ge Mario Bergoglio, Arcivescovo di
Buenos Aires. tocatto al Cardinale
Ivan Dias, Arcivescovo di Bombaim,
il tema dellomelia, e al Cardinale Phi-
lippe Barbarin, Arcivescovo di Lione,
quello della formazione liturgica.
Quanto alle conclusioni dellAssem-
blea, il Cardinale Francis Arinze ha di-
chiarato alla Radio Vaticana che nel-
le celebrazioni dellEucarestia non ba-
sta osservare le norme liturgiche: ne-
cessario , soprattutto, realizzare una ce-
lebtrazione che manifesti la fede del
sacerdote e dei fedeli, e alimenti la fede
del pololo in modo che questo, uscendo
dalla chiesa, si senta realmente alimen-
tato e con desiderio di ritornare la do-
menica seguente. Ogni celebrazione
deve essere fatta con dignit e discipli-
na, e specialmente con fede e devozio-
ne, ha aggiunto il Porporato.
Quanto allomelia, il Cardinale ha
messo in risalto che essa deve avere so-
lidit dottrinaria, essere chiara e ba-
sarsi sui testi delle letture del giorno.
Infatti il popolo di Dio deve ricevere
un buon alimento. Per molti cristiani
lomelia la grande opportunit setti-
manale per alimentarsi e formarsi nel-
la fede, ha aggiunto.
Oltre a questo, deve avere una du-
rata giusta, in modo che tutti possano
ascoltarla con viva attenzione. ne-
cessario che nelle chiese abbiamo fede-
li di ottantanni, ma anche di venti, cos
come bambini di sette, ha ammonito.
MESSAGGIO DEL PAPA
Dal Policlinico Gemelli, dove si tro-
vava ricoverato, Papa Giovanni Pao-
lo II ha inviato al Cardinale Arinze un
messaggio di approvazione ed incorag-
giamento, del quale segnaliamo i se-
guenti brani:
Specializzarsi nellarte
della preghiera
Nella presente Sessione dice Sua
Santit si innanzitutto rivolto un at-
tento sguardo al lavoro compiuto ne-
gli ultimi anni dalla Congregazione, in
sintonia con il disegno pastorale che ho
indicato a tutto il Popolo di Dio, invi-
tandolo a specializzarsi sempre pi nel-
larte della preghiera (cfr Novo mil-
lennio ineunte, 35). Sono in particola-
re riconoscente alla Congregazione per
aver assecondato prontamente le indi-
cazioni dellEnciclica Ecclesia de Eu-
charistia e della Lettera apostolica Ma-
ne nobiscum Domine, preparando pri-
ma lIstruzione Redemptionis Sacra-
mentum e poi i Suggerimenti e pro-
La riforma liturgica
del Vaticano II ha
dato grandi frutti, ma
necessario passare
dal rinnovamento
allapprofondimento
Aprile 2005 Salvami Regina 43
Cardinale Francis Arinze: Il popolo di Dio deve
ricevere un buon alimento. Per molti cristiani
lomelia la grande opportunit settimanale per
alimentarsi e per formarsi nella Fede
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poste per lAnno dellEucari-
stia. Auspico che, anche in virt
di questi documenti, la comu-
nit cristiana cresca nellamo-
re per il Santissimo Sacramen-
to e sia aiutata a celebrare sem-
pre pi degnamente il Sacrificio
eucaristico, in conformit con le
norme liturgiche e soprattutto
con unautentica partecipazio-
ne interiore.
La liturgia, azione
realizzata dallo stesso Cristo
In questa prospettiva, riveste
grande significato, nellordine
del giorno della Plenaria, il tema
dellars celebrandi, che va consi-
derato alla luce della visione teo-
logica della liturgia, quale emer-
ge dalla Costituzione conciliare
Sacrosanctum Concilium. La li-
turgia azione che Cristo stesso
compie, come sommo ed eterno
Sacerdote della Nuova Allean-
za, coinvolgendo lintero suo
Corpo mistico (cfr Cost. Sacro-
sanctum Concilium, 7). La litur-
gia una azione realizzata dallo
stesso Cristo, come sommo ed
eterno Sacerdote della Nuova
Alleanza, involvendo tutto il suo Corpo
mistico. Soprattutto nella Celebrazio-
ne eucaristica, viva ripresentazione del
Mistero pasquale, Cristo presente e la
sua azione partecipata e condivisa nei
modi appropriati alla nostra umanit,
bisognosa di parole, di segni, di riti. Lef-
ficacia di tale azione frutto dellopera
dello Spirito Santo, ma esige anche la ri-
sposta umana. Lars celebrandi esprime
appunto la capacit dei ministri ordina-
ti e dellintera assemblea, raccolta per la
celebrazione, di attuare e vivere il senso
di ciascun atto liturgico. E unarte che
fa tuttuno con limpegno della contem-
plazione e della coerenza cristiana. At-
traverso i riti e le preghiere, occorre la-
sciarsi raggiungere e pervadere intima-
mente dal Mistero.
Lomelia, preziosa
opportunit formativa
Opportunamente stata riserva-
ta una specifica attenzione allomelia,
presentata dal Concilio come parte in-
tegrante dellazione liturgica, a servi-
zio della parola di Dio. Essa ha una fi-
sionomia diversa dalla catechesi ordi-
naria, ed impegna colui che la pronun-
zia a una duplice responsabilit: nei
confronti della Parola e verso lAssem-
blea. Lomelia deve favorire lincontro,
il pi possibile intimo e proficuo, tra
Dio che parla e la comunit che ascol-
ta. E importante che essa non man-
chi specialmente nellEucari-
stia domenicale. Nel contesto
della nuova evangelizzazione,
lomelia costituisce una prezio-
sa, e per tanti unica, opportuni-
t formativa.
Formazione liturgica
di chierici e laici
Altro tema posto allatten-
zione della Plenaria quello
della formazione liturgica, com-
ponente fondamentale del-
la preparazione dei futuri pre-
sbiteri e dei diaconi, dei mini-
stri istituiti e dei religiosi, ma
anche dimensione permanen-
te della catechesi per tutti i fe-
deli. E urgente che nelle co-
munit parrocchiali, nelle asso-
ciazioni e nei movimenti eccle-
siali si assicurino adeguati per-
corsi formativi, perch la litur-
gia sia meglio conosciuta nel-
la ricchezza del suo linguag-
gio e venga vissuta in pienezza.
Nella misura in cui lo si far, si
sperimenteranno benefici in-
flussi sulla vita personale e co-
munitaria.
Passare dal rinnovamento
allapprofondimento
Incoraggio, pertanto, il vostro Dica-
stero a perseverare, in cordiale e fidu-
ciosa collaborazione con le Conferen-
ze episcopali e i singoli Vescovi, nel-
limpegno per la promozione della li-
turgia. La riforma liturgica del Con-
cilio Vaticano II ha prodotto grandi
frutti, ma occorre passare dal rinno-
vamento allapprofondimento (Lett.
ap. Spiritus et Sponsa, 6), perch la li-
turgia possa segnare sempre pi la vita
dei singoli e delle comunit, diventan-
do fonte di santit, di comunione e di
slancio missionario.
E grande il compito che viene af-
fidato al Dicastero che Ella, Signor
Cardinale, presiede. Lazione dello
Spirito Santo e la materna assistenza
di Maria rendano fecondo ogni vostro
sforzo.
(Messaggio di Papa Giovanni Paolo II
al Cardinale Francis Arinze, 3/3/2005)
44 Salvami Regina Aprile 2005
alluniversit o a eventuali borse o sov-
venzioni di studio.
Scoperto il tumulo di San Paolo?
stato trovato sotto laltare della Basi-
lica di San Paolo Fuori le Mura, Roma, un
sarcofago nel quale forse, secondo i peri-
ti, si trovano i resti di questo Apostolo.
La scoperta stata fatta da una
squadra di specialisti, diretta dallar-
cheologo Giorgio Filippi. Abbiamo
scoperto un sarcofago. Sappiamo che
risale allanno 390, cio allepoca del-
lampliamento della Basilica costan-
tina da parte degli imperatori Teodo-
sio, Valentiniano II e Arcadio, quando
si sapeva che i resti erano dellAposto-
lo Paolo, ha dichiarato Filippi al quo-
tidiano italiano Avvenire.
Questo sarcofago contiene effetti-
vamente le reliquie dellApostolo dei
Gentili?
Quando nel 1941 si scoprirono i re-
sti di San Pietro nella Basilica Vaticana,
la Chiesa aspett 35 anni per riconosce-
re che essi sono di fatto del Primo Papa.
Probabilmente le stesse misure e caute-
le saranno osservate ora. (ACI)
Canonizzazione di
Giacinta e Francesco
Il vescovado di Leiria-Fatima ha con-
segnato al Vaticano la Positio, docu-
mento finale indispensabile per la cano-
nizzazione dei due piccoli vedenti di Fa-
tima, il quale include il parere dei medi-
ci, teologi e vescovi sul secondo miraco-
lo attribuito alla loro intercessione.
Si tratta della cura dellallora neona-
to Felipe Moura Marques, ora di 5 an-
ni. Essendo nato con un diabete di tipo
1, infermit considerata incurabile, sua
madre, fervida devota di Francesco e
Giacinta, lo port al Santuario di Fatima
e lo colloc vicino alle tombe dei bambi-
ni beati. Oggi Felipe non ha pi bisogno
di insulina n ha problemi di salute.
Stati Uniti: 3 paese del mondo
per numero di cattolici
Negli Stati uniti sono stati battez-
zati nel 2004 nella Chiesa Cattolica un
milione e 137 mila persone, delle qua-
li 77 mila sono provenienti da altri cre-
di. Questo porta a pi di 67 milioni il
numero di cattolici esistenti nella na-
zione americana, cifra oltrepassata so-
lo dal Brasile e dal Messico. (AICA)
Cattolici cinesi riaffermano
fedelt al Papa
Durante la Messa del 22 febbraio
festa della Cattedra di San Pietro i
sacerdoti cinesi hanno esortato i fede-
li a mantenere la fedelt al Successore
di Pietro e la comunione con la Chie-
sa universale. Ha affermato un catto-
lico cinese allAgenzia Fides: Questa
esortazione pu sembrare quasi scon-
tata per i cattolici di Chiese sorelle,
ma per noi assume un significato im-
portante. A parte la conferma della fe-
delt al Papa e della comunione con la
Chiesa universale, abbiamo visto sem-
pre con grande soddisfazione anche la
maturit ed il coraggio delle attuali ge-
nerazioni di sacerdoti, religiosi e reli-
giose. Questo per noi motivo di fidu-
cia. (Agenzia Fides)
Conferenze di quaresima
a Notre Dame
Le Conferenze di Quaresima
celebri prediche iniziate nel 1835
hanno ripreso nuovamente ad esse-
re realizzate questanno in cui si com-
memora il 170 anniversario di questa
pratica spirituale.
stato focalizzato il tema Dialogo
tra fede cristiana e pensiero contem-
poraneo. Sebbene lambiente oggi sia
diverso, come giustamente nota il Don
Guggenheim, uno dei responsabili del-
liniziativa, sempre continua ad esse-
re necessario comprendere la presenza
di Ges Cristo Nostro Signore e della
Chiesa nel mondo attuale.
Le conferenze sono a carico di teo-
lodi, filosofi ed esegeti, sacerdoti e laici,
della Facolt di Teologia Notre Dame,
ed altri professori universitari rappresen-
tanti significativi del pensiero contempo-
raneo, in ci che riguarda le grandi que-
stioni culturali pubbliche. (La-Croix)
Quinto libro di Giovanni Paolo II
stato appena lanciato il quinto libro
del Papa Giovanni PaoloII, intitolato
Sportiva famosa diventa
suora di clausura
Ha avuto una grande ripercussione
in Italia il caso di Michela Amadori, la
celebre giocatrice di pallavolo che ha
abbandonato una promettente carrie-
ra per diventare religiosa di clausura.
Nel 1997, stata vice-campiones-
sa mondiale come giocatrice della se-
lezione italiana giovanile di pallavolo.
Lanno seguente, passata a giocare in
un club della categoria professionisti,
a Roma. Avendo cominciato a fare un
corso di teologia in questa citt ha no-
tato che cominciava nel suo animo un
processo di discernimento vocazionale
serio. Questo processo si concluso a
26 anni, con la decisione di entrare in
un convento carmelitano di Roma.
Pienamente felice della sua nuova
vita, Suor Michela dice che, come San-
ta Teresa di Lisieux, vorrebbe porta-
re il suo aiuto nelle missioni di tutto il
mondo.(ACI)
Studenti spagnoli vogliono
lezioni di religione
Secondo una relazione pubblicata
dalla Conferenza Episcopale Spagnola,
aumentato in questo paese il numero
di studenti preuniversitari che deside-
rano linsegnamento cattolico: 79,3%
nel periodo 2004/2005, contro il 77,5%
del periodo anteriore. Nelleducazione
secondaria obbligatoria, 66,6% degli
alunni assistono a lezioni di religione;
nella fascia del diploma, 56,9%.
Secondo la relazione, la minor per-
centuale nella scuola secondaria si de-
ve, in parte, alle condizioni accademi-
che che discriminano linsegnamento
della religione. E, nel caso della fascia
del diploma, al fatto che questa disci-
plina non ha valore ai fini dellaccesso
Aprile 2005 Salvami Regina 45
Memoria e Identit.La pubblicazione,
che si configura in forma di domande e
risposte, ha come sottotitolo Conversa-
zioni tra i Millenni, e affronta i grandi
problemi che esistono nella nuova era.
Il testo passa in rassegna i temi pi
trascendenti della storia del secolo
XX, rispondendo alle grandi questioni
della vita moderna ed analizzando la
relazione tra le civilt e le religioni.
Il nuovo libro di Giovanni Paolo II
soprattutto un testo di storia della fi-
losofia che affronta temi come la de-
mocrazia, la libert e, nel contempo, il
nazismo e il comunismo.
Aumenta il numero di
pellegrini a Gerusalemme
Circa 15 mila fedeli hanno parteci-
pato alla processione della Domeni-
ca delle Palme promossa dalla Chiesa
Cattolica di rito latino il 20 marzo.
Tra i partecipanti molti erano i pel-
legrini nordamericani e di diverse na-
zioni europee. Grazie al periodo di
calma recentemente ristabilita, co-
mincia nuovamente ad aumentare il
numero di pellegrini stranieri a Geru-
salemme in occasione della Settima-
na Santa.
La tradizionale processione, che ri-
corda lentrata trionfale di Ges nel-
la Citt Santa, partita dal Monte
degli Ulivi e si conclusa nella chie-
sa di SantAnna, con la benedizione
del Patriarca Latino di Gerusalemme,
S. Ecc.za Mons. Michel Sabbah.
Via-Sacra sul ponte di Brooklyn
Il prefetto di New York, Michael
Bloomberg, ha proclamato il Vener-
d Santo di questanno come il Gior-
no della Via Crucis sul Ponte di Broo-
klyn.
Questo decreto della municipalit
rende ufficiale la Via-Sacra organizza-
ta ogni anno in questa citt dal movi-
mento ecclesiale Comunione e Libera-
zione. Partendo dalla chiesa di St, Ja-
mes, nel centro di Brooklyn, passa per
Graund Zero, dove si ferma per una
preghiera, e termina nella Basilica di
San Pietro, a Manhattan.
Festa mondiale delle Famiglie
Famiglie Nuove, una ramificazione
del Movimento dei Focolari, annuncia
che la Familyfest 2005 (Festa Mon-
diale delle Famiglie) si realizzer il
giorno 16 di questo mese, simultanea-
mente in 100 citt del mondo connes-
se direttamente via satellite con la di-
rezione centrale, localizzata nel Cam-
pidoglio, a Roma.
Il principale tema di dibattito
La famiglia: lamore costruisce la pa-
ce assume maggior rilevanza in
questo mondo frammentato e conflit-
tuoso, perseguitato dalla paura di fron-
te al futuro.
Per Famiglie Nuove, la famiglia, cel-
lula-base della societ, sta attraversando
una grave crisi. Daltro lato, sono preci-
samente le famiglie che, in molti luoghi
del mondo, danno vita ad una corren-
te di rinnovamento non solo nel proprio
ambito, ma anche nella societ intera.
Cappella di San Giuseppe nel
Santuario di Aparecida
Il Cardinale Alosio Lorscheider,
Arcivescovo emerito di Aparecida
(SP), ha presieduto il giorno 19 mar-
zo il rito di benedizione della cappella
dedicata a San Giuseppe, Patrono del-
la Santa Chiesa.
Localizzata tra le navate Est e Sud
del Santuario Nazionale della Madon-
na Apparsa, la nuova cappella ha una
capienza per 1.500 persone.
FESTIVAL
INTERNAZIONALE DI
MUSICA CLASSICA
Si realizzato con pieno successo
nella capitale ecuadoriana il IV Fe-
stival Internazionale di Musica Sa-
cra, organizzato in congiunto dal-
la Arcidiocesi e dalla Prefettura di
Quito.
Tra il 12 ed il 27 marzo, la musica
sacra stata apprezzata in suggestivi
scenari del centro storico di questa
citt, tra i quali il Teatro Naziona-
le Sucre, la Piazza del Teatro, il Mu-
seo della Citt, la Cattedrale e diver-
se altre chiese.
Levento ha contato con la presen-
za di gruppi e solisti provenienti dal-
lItalia, Francia, Venezuela, Equa-
dor, Cile e Stati Uniti. Linaugura-
zione stata a carico del duo olan-
dese Groningen Guitar. Ed il Con-
certo dei Campanari, la domenica di
Pasqua, giorno 27, stato diretto dal
giapponese Tadashi Maeda. La rea-
lizzazione di questi Festival si tra-
Concerto inaugurale nella cattedrale di Quito
dotta in parte importante della com-
memorazione della Settimana San-
ta. Fin dallinizio, laccoglienza del
pubblico stata massiccia: 500 mila
partecipanti nel 2002, 550 mila lan-
no seguente e 600 mila nel 2004.
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1. Santa Maria Egiziaca (s.V.). No-
ta peccatrice di Alessandria, per una
speciale grazia della Santissima Ver-
gine, si convert durante un viaggio a
Gerusalemme e trascorse 40 anni di vi-
ta penitente nel deserto.
2. San Francesco di Paola, eremi-
ta (+1507). Memoria facoltativa. Atti-
rando altri a condurre, come lui, una
vita di preghiera e penitenza, fond
lOrdine degli Eremiti di San France-
sco di Assis (Ordine dei Minimi).
3. II Domenica di Pasqua
Santo Aloisio Scrosoppi (+1884).
Presbitero della Congregazione del-
lOratorio, fond la Congregazione
delle Suore della Divina Provvidenza,
per la cura e la formazione dei bambi-
ni.
4. Solennit dellAnnunciazione
del Signore ( trasferita in questo gior-
no perch il 25 marzo stato Venerd
Santo). CelebralAnnunciazione del-
lArcangelo Gabriele a Maia, e lIncar-
nazione del Verbo Divino nelle visce-
re della Santissima Vergine per opera
dello Spirito Santo
Santo Isidoro, vescovo e dottore
della Chiesa (+636). Memoria facol-
tativa. Discepolo di suo fratello San
Leandro, al quale succedette nella se-
de episcopale di Siviglia. Grande scrit-
tore, stato come uno dei maestri del-
lEuropa medievale. Fond la Scuola
di Siviglia per la formazione del clero.
anche fratello di San Fulgenzio e di
Santa Fiorentina.
5. San Vincenzo Ferrer, sacerdote
(+1419). Memoria facoltativa. Di di-
stinse come grande predicatore del-
la penitenza, in una epoca nella qua-
le la Cristianit si vedeva lacerata
dallo Scisma dOccidente.
6. Beata Pierina Mo-
rosini, vergine e marti-
re (+1957). Giovane di 26
anni,morta nella fabbrica
dove lavorava, difendendo
la sua verginit.
7. San Giovanni Bat-
tista de la Salle, sacerdo-
te (+1719). Memoria obbli-
gatoria. Fond la Congregazio-
ne dei Fratelli delle Scuole Cri-
stiane, per listruzione dei bambi-
ni poveri.
8. Beato Clemente di Osimo, sacer-
dote (+1291). stato due volte Priore
Generale dellOrdine degli Eremiti di
SantAgostino.
9. Santo Ugo di Rouen (+730). Ve-
scovo di Rouen (Francia), nipote di
Carlo Martello e figlio del Duca Dro-
gone di Borgogna. Ritiratosi nella Ab-
bazia di Jumiges, vi mor come sem-
plice monaco.
10. III Domenica di Pasqua.
San Michele dei Santi, (+1625).
Sacerdote spagnolo dellOrdine del-
la Santissima Trinit. Favorito da fre-
quenti estasi e visioni. Essendosi diffu-
sa per la Spagna la sua fama di Tauma-
turgo, stato chiamato alla corte del
re Filippo III, come consigliere spiri-
tuale.
11. San Stanislao, vescovo e marti-
re (+1070). Memoria obbligatoria. Ve-
scovo di Cracovia, patrono della Polo-
nia. Morto nellaltare mentre celebra-
va la Eucarestia, su ordine del re Bole-
slau II che egli aveva scomunicato per
la sua vita corrotta.
Santa Gemma Galgani, vergine
(+1903). Mistica italiana, ricevette le
stigmate della Passione di Nostro Si-
gnore.
12. SantAlferio, abate (+1050). Di
famiglia nobile, fu consigliere di Guai-
maro, Principe di Salerno. Ricevette
labito benedettino e divenne discepo-
lo di Santo Odilon.
13. San Martino I, papa e marti-
re (+656). Memoria facoltativa. Per
aver condannato nel Concilio di La-
tro (649) leresia monoteista, fu esi-
liato dallImperatore Costanzo II in
Crimmea, dove mor dopo molte sof-
ferenze.
14. San Lamberto di Lione, vesco-
vo (+688). Monaco benedettino nel-
lAbbazia di Fontanelles, dove diven-
Santa Gemma Galgani
(altare maggiore della chiesa
dei PP. Passionisti, Madrid)
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ne abate. Fond labbazia di Don-
zere ed in seguito fu eletto vesco-
vo di Lione.
15. Beato Cesare de Bus, sacer-
dote (+1607). Dopo aver condot-
to una vita mondana, si convert e
fond la Congregazione dei Padri
della Dottrina Cristiana, dedicata
specialmente alla catechesi.
16. San Fruttuoso (+665). Ve-
scovo di Dume e Braga, Portogal-
lo.
Santa Bernadetta Soubirous
(+1879). Vedente della Madonna
a Lourdes, Francia.
17. IV Domenica di Pasqua.
San Roberto di Molesmes, aba-
te (+1111). Grande riformatore
dellOrdine Benedettino, fondato-
re dellabbazia di Citeaux (Fran-
cia), la casa madre dellOrdine Ci-
stercense.
18. Beato Romano Archutowski,
presbitero e martire (+1943). Fu in-
carcerato e ucciso a Majdanek, Polo-
nia, per confessare la Fede.
19. Beato Giacomo Duckett, marti-
re (+1602). Laico, sposato, venditore
di libri ed oggetti cattolici, martirizza-
to dopo nove anni di prigione, durante
il regno di Isabella I dInghilterra.
20. Beata Clara Bosatta, vergine
(+1887). Insieme al Beato Luigi Gua-
nella, fond la Congregazione delle Fi-
glie di Santa Maria della Provvidenza.
21. SantAnselmo, vescovo e dotto-
re della Chiesa. (+1109). Memoria fa-
coltativa. Monaco benedettino, Arci-
vescovo di Canturia e Primate dIn-
ghilterra. Grande predicatore, sopran-
nominato padre della scolastica.
22. Santa Senhorinha, religiosa
(+980). Abadessa del monastero di
San Giovanni di Vieira, Portogallo.
23. San Giorgio, martire (+303).
Memoria facoltativa. Tribuno del-
lesercito imperiale, martirizzato in
Lidia, Palestina. Venerato in tutta la
Chiesa dal quarto secolo.
SantAdalberto Vojtech, vescovo e
martire (+997). Memoria facoltativa.
Rinunciando alla Diocesi di Praga, si
fece monaco a Roma e infine part in
missione per la Russia, dove coron
con il martirio la sua opera di evange-
lizzazione.
24. V Domenica di Pasqua.
San Fedele di Sigmaringa, sacerdo-
te e martire (+1622). Memoria facol-
tativa. Religioso cappuccino, si dedi-
c allapostolato tra le truppe imperia-
li austriache e poi allevangelizzazione
e catechesi in Svizzera, dove fu ucciso
a causa della fede, dagli zwingliani.
Commemorazione delle sante don-
ne Maria di Cleofa e Salom.
25. festa di San Marco Evangelista.
(Vedere pp.32-34)
26. Madonna del Buon Consiglio di
Genazzano.
Beato Raffaele Arnaiz Baron
(+1938). Religioso nel monastero ci-
stercense di San Isidoro di Dueas,
Spagna. Colpito da una malattia
incurabile, ancora novizio, offr un
esempio di rassegnazione e pazien-
za nelle sofferenze.
27. Beata Maria Antonia Ban-
drs y Elsegui, vergine (+1919).
Religiosa spagnola della Congre-
gazione delle Figlie di Ges. Po-
co dopo essere entrata al conven-
to, fu colpita da una grave infermi-
t e mor a 21 anni.
28. San Luigi Maria Grignion
da Montfort, sacerdote (+1716).
Memoria facoltativa. Esimio predi-
catore, fu nominato dal Papa Cle-
mente IX missionario apostolico.
Fond la Compagnia di Maria, di
sacerdoti missionari; la Congrega-
zione delle Figlie della Sapienza, di
monache ospitaliere; e i Fratelli di
San Gabriele, frati laici dediti al-
linsegnamento. Santomariano per
eccellenza, la sua spiritualit si ba-
sa nellamore alla Croce e nella schia-
vit damore alla Santissima Vergine.
San Pietro Chanel, sacerdote e
martire (+1841). Memoria facoltati-
va. Religioso della Societ di Maria
(Maristi), apostolo dellOceania, sub
il martirio nellisola di Futunam (Poli-
nesia francese), per aver evangelizzato
e convertito, tra gli altri, il figlio del ca-
po della trib.
29. Santa Caterina da Siena, ver-
gine e dottore della Chiesa. (+1380).
Memoria obbligatoria. Patrona del-
lItalia, insieme a San Francesco dAs-
sisi. Terziaria domenicana, condusse
una vita austera, tutta dedita al bene
della Chiesa, per la cui unit lavor in-
tensamente.
30. San Pio V, papa (+1572). Memo-
ria facoltativa. Religioso domenicano,
vescovo e cardinale, svolse compiti di
alta responsabilit nella Chiesa. Eletto
papa, si dedic con vigore alla propa-
gazione della fede e al culto divino. Si
deve a lui la formazione della Santa Al-
leanza, la cui flotta ottenne la vittoria
nella Battaglia di Lepanto, nel 1571.
San Francesco di Paola (parrocchia di
San Pietro, Carmona, Spagna)
La citt
del leone alato
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La citt
del leone alato
Aprile 2005 Salvami Regina 49
Nell828, due intrepidi mercanti portarono da Alessandria
a Venezia le reliquie dellEvangelista San Marco,
rendendolo il patrono della citt. Da quella data, pass
ad essere il patrono di questa incantevole citt e il suo
simbolo, il leone alato, contrassegna gli edifici, le strade e
perfino gli oggetti ornamentali della regina dellAdriatico.
Luis Zaghi
La citt di Venezia,
conosciuta in tutto il
mondo per i suoi fan-
tastici canali, ponti,
palazzi e tante altre
meraviglie, deve molto della sua merita-
ta fama al suo Patrono, San Marco.
Camminando o navigando per
le sue strade incantevoli, si pu con-
templare dappertutto, persino nelle
gondole, lemblema della citt: il leo-
ne alato con la Sacra Scrittura, rappre-
sentazione del santo Evangelista.
Che cosa ha a che fare con lAris-
tocratica e Serenissima Repubblica di
Venezia di altri tempi questo grande
Santo che visse e mor in terre molto
lontane, in Oriente?
Una graziosa leggenda
Secondo una graziosa leggenda ve-
neta, in una notte fredda di quasi due-
mila anni fa, una piccola barca prove-
niente da Aquileia, fuggendo dal mal-
tempo, attracc in un isolotto di una
laguna paludosa del Mare Adriatico.
Esausti, marinai e passeggeri sbarca-
rono e si rifugiarono nelle capanne dei
pescatori che vivevano l.
Tra i viaggiatori cera un giovane di
nome Marco. Contrastando il caratte-
re lugubre del luogo e la tristezza di
quella notte, egli raccontava con viva-
cit ai suoi compagni di viaggio e agli
abitanti del luogo una storia sorpren-
dente riguardante un uomo che dice-
va di essere Figlio di Dio ed era venu-
to sulla terra per rivelare la Buona No-
vella.
Tutti ascoltavano con interesse e cu-
riosit. Pieno di entusiasmo, narr lo-
ro i miracoli operati da Ges di Naza-
ret. Parl loro del suo maestro, Pietro,
anchegli pescatore di altri tempi. Spie-
g loro che il Messia, morendo in una
Croce, aveva salvato tutti gli uomini.
Impressionati, coloro che lo ascol-
tavano non si accorgevano del trascor-
50 Salvami Regina Aprile 2005
rere del tempo, ma, alla fine, vinti dal-
la stanchezza, tutti si ritirarono. An-
che il giovane narratore cerc un luo-
go adatto per riposare e subito si ad-
dorment. In sogno sent una voce che
gli diceva:
Marco, Marco, guardati intorno.
In questisola in cui ti trovi sorger un
giorno una grande e bella citt, che sa-
r una delle meraviglie del mondo. In
essa tu troverai il tuo ultimo riposo.
Operazione sagace e arrischiata
Lasciando da parte le leggenda, tut-
ti sanno che Venezia fu costruita su un
insieme di isolotti situati nel centro
di una laguna del Lar Adriatico. San
Marco il patrono della citt e i suoi
resti mortali l riposano nella splendi-
da Basilica edificata in suo onore.
Ci che i lettori forse non sanno,
come capit l il corpo del glorioso
Evangelista, martirizzato in Alessan-
dria, in Egitto.
Alla fine dellanno 827, o inizio
dell828, arriv in questa citt un grup-
po di mercanti veneziani, con la diffi-
cile incombenza di portare a qualsiasi
costo le reliquie del Santo a Venezia.
Due di loro Buono da Malamoc-
co e Rustico da Torcello intreccia-
rono un rapporto con un monaco di
nome Staurazio ed un sacerdote chia-
mato Teodoro, che erano i guardiani
del Santuario di San Marco. E trami-
te loro furono informati del fatto che il
governatore arabo di Alessandria non
La magnifica facciata della Basilica di
San Marco dove sono venerate le
reliquie dellevangelista (a lato)
Aprile 2005 Salvami Regina 51
nascondeva la sua intenzione di demo-
lire le chiese cristiane al fine di utiliz-
zare il marmo delle loro colonne nel-
la costruzione di un palazzo. Perci, le
preziose reliquie correvano un serio ed
imminente rischio di essere distrutte.
Era necessario agire con abilit e
decisione, qualit che mai erano man-
cate ai veneziani!
I due mercanti convinsero i guardia-
ni ad andare con loro a Venezia, por-
tando le reliquie. Senza perdere tem-
po, ritirarono il corpo di San Marco
collocando al suo posto quello di Santa
Claudia, che giaceva in un tumulo vici-
no e lo portarono alla nave. Per de-
pistare il controllo doganale, deposi-
tarono i resti mortali del Santo in un
grande cesto di vimini, coprendolo con
foglie di cavolo e pezzi di carne suina,
prodotto molto malvisto dagli adepti
della religione islamica.
Tuttavia, da dove meno se lo aspet-
tavano, sorse per loro un grande ri-
schio. Poco prima della partenza,
unondata di profumo intenso si diffu-
se per il Santuario di San Marco, e per
la citt di Alessandria, suscitando lat-
tenzione degli abitanti. Accorsero tutti
in chiesa, ma, vedendo che l cera, nel
luogo abituale, il corpo di San Mar-
co, si tranquillizzarono e ognuno ri-
torn alla propria casa.
Restava ora un solo ostacolo: oltre-
passare la dogana del porto. Indican-
do un cesto di vimini, uno dei mercan-
ti disse: Kanzir, kanzir (carne suina).
Facendo un gesto di orrore, gli agenti
lasciarono libero il passaggio senza ve-
rifica alcuna.
Arrivo festoso a Venezia
Dopo un viaggio pieno di avventu-
re, nel quale fu necessaria una appari-
zione del Santo per salvare la nave dal
naufragio, questa attracc nel porto di
Olivolo, dove il vescovo locale ed il do-
ge Giustiniano Particiaco ricevettero
con tutti gli onori le sacre reliquie. Era
il giorno 31 gennaio dell828.
Esse furono custodite provvisoria-
mente in una stanza del Palazzo Du-
cale, in attesa che venisse edificata la
splendida Basilica destinata ad acco-
glierle in maniera permanente.
E cos San Marco divenne Patrono
di Venezia.
Lelegante Campanile e un particolare del Palazzo dei Dogi tutto incanta a Venezia
Nel nostro rapporto con la Santissima Vergine, ci che conta
avere quella intimit del figlio unico che, anche se a volte sa di rat-
tristarLa, si presenta sempre dinanzi a Lei con piena fiducia, sicu-
ro di ottenere il sorriso e laiuto della migliore di tutte le Madri.
Madonna della Fiducia,
patrona del Seminario
Maggiore, Roma
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