Sei sulla pagina 1di 52

Salvami Regina

Numero 12
Febbraio 2005
In mezzo alla calamit
Il sorriso materno di Maria
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima
Araldi del Vangelo
pregano per le vittime dello tsunami
A
ccanto alla devastazione provoca-
ta, lo tsunami ha fatto emergere
dalle profondit del mare un te-
soro per lumanit: ha risvegliato
il sentimento di solidariet, solle-
vando nel mondo intero onde di carit cristia-
na verso le vittime di tanto orribile tragedia.
Anche gli Araldi hanno promosso la celebra-
zione di una messa per quanti sono stati sor-
presi dalla violenza improvvisa del mare: per
quelli che sono morti, per quelli che sono ri-
masti in condizioni tanto dolorose...
Lo ha detto la Dottrina Cattolica che le
nostre preghiere hanno effetto retroattivo.
Cos, pregando adesso o nel futuro, possia-
mo ottenere grazie speciali per tutti quei fla-
gellati, nel momento stesso in cui le acque li
sommergevano. , pertanto, un atto di ele-
vata carit cristiana, pregare per le povere
vittime che sono morte: per il loro conforto,
pentimento e rassegnata fiducia nellora del
trapasso. Questo gesto sfocier in grazie per
noi stessi e chiss, in maniera speciale, nel
giorno del nostro Giudizio personale.
T
i
m
o
t
h
y

R
i
n
g
S
a
lv
a
m
i R
e
g
in
a
Numero 12 Febbraio 2005
In m
ezzo alla calam
it
Il sorriso m
a
tern
o d
i M
a
ria
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima
S
ommari
O
Anno VII, numero 12, febbraio 2005
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Redazione e Amministrazione:
via Savanarola, 217 int. 4
CAP 35137 Padova (PD)
CCP 13805353
Aut. Trib. Padova 1646 del 4/5/99
Sped. In Abb. Postale Comma 20/C
art. 2 Legge 662/96
Filiale Padova
Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontifcio
ARALDI DEL VANGELO
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Juliane
Vasconcelos A. Campos, Luis Alberto
Blanco Corts, Mariana Morazzani
Arriz, Severiano Antonio
de Oliveira
In Italia:
Viale Vaticano, 84 esc. A, int. 5
00165 Roma
Tel. sede opperativa
a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo
Stampa e rilegatura:
Istituto Veneto di Arti Grafiche
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima
Splendore e amore fraterno furono la dominante delle celebrazioni di
Natale e Anno Nuovo presiedute dal Cardinale S. Em. Mons. Claudio
Hummes nella Cattedrale di So Paulo (pp.26-27)
Immagine
straordinaria
dellImmacolato
Cuore di Maria
(Foto: Timothy Ring)
Scrivono i lettori ............................................................................................................. 4
Lo tsunami e una nuova era (Editoriale) ..................................................................... 5
Amore a tutta prova ....................................................................................................... 6
In mezzo alla calamit, materno sorriso di Maria ................................................... 12
La voce del Papa ............................................................................................................ 16
La casa di Dio deve essere bella ................................................................................... 19
Il re Davide - Modello nella penitenza e nella fiducia ............................................. 20
Il lupo si trasform in agnello... e pi tardi in Pastore ............................................ 22
Araldi nel mondo .......................................................................................................... 26
Cattedra di San Pietro Trono del Papa e simbolo dellInfallibilit ..................... 32
Madonna delle Meraviglie ........................................................................................... 34
Campagna della Misericordia ..................................................................................... 37
Il pi splendente fiore cresciuto fra gli indios ........................................................... 38
Grigio, il protettore di don Bosco ............................................................................... 42
Limportanza della conversazione ............................................................................... 44
Spaghetti aglio e olio .................................................................................................... 45
Avvenne nella Chiesa e nel mondo .............................................................................. 46
I Santi di ogni giorno ................................................................................................... 48
Chiese dellestremo Sud del mondo ............................................................................. 50
T
i
m
o
t
h
y

R
i
n
g
SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Febbraio 2005
CAMPAGNA SALVAMI REGINA
Mi congratulo con lei e tutti i
suoi collaboratori per limpegno co-
stante a questa missione cos im-
portante di diffondere attraverso la
stampa il Messaggio evangelico di
Nostra Signora di Fatima. Ho tro-
vato molto bello questo sistema, ho
notato il suo fervido e gioioso entu-
siasmo e dedicazione. Dal profon-
do del cuore le auguro di conserva-
re questa vostra effervescenza nel-
loperare continuamente, con fede
pregando Nostra Signora.
Maria Rosa Vecchione Nicosia
BUONE MANIERE
Complimenti per la felice scelta
dellargomento sopra le buone ma-
niere! Realmente, le tendenze del
mondo contemporaneo vanno nel
senso di trascinare lumanit verso
la volgarit. In poche parole voi sie-
te riusciti a trasmettere il valore del-
le buone maniere nel nostro quoti-
diano. Quando conviviamo con per-
sone molto educate, nutriamo per
loro una vera devozione.
Maria das Graas Bittencourt
Montes Claros MG (Brasile)
VISITA MOLTO GRADITA
Con grande gioia ringrazio il bel-
lissimo lavoro della Rivista, che mi
porta molta pace. Quando torno a
casa dal lavoro e vedo lultimo nu-
mero della Rivista recapitatomi dal
postino, il mio cuore batte di felici-
t. Limmagino come una visita mol-
to gradita che aspetta il mio arrivo.
Le sue storie mi aiutano molto nel
mio lavoro di assistenza alle perso-
ne. La lettura della Rivista mi d
forza e pazienza. Spero che continui
sempre cos.
Nair Aparecida Rodrigues Alexandra
Penpolis SP (Brasile)
SCUOLA DI MARIA
Aspetto sempre, con molta ansia,
la Rivista. una pergamena mon-
diale che va allincontro dei cuori.
la dolce scuola di Maria Santissima,
che educa il nostro cuore e la nostra
anima. la luce che ci invita alla pa-
rola di Dio. Ci approfondisce, ci in-
segna, ci interiorizza, ci arricchisce
lanima, il cuore e il nostro essere.
La scuola degli Araldi esista per
Ges e Maria benedetta! Grazie per
questa affabile scuola, dove ricevia-
mo messaggi che ci rivestono lani-
ma di luce.
Maria de Lourdes dos Santos Custdio
Macieira Leiria (Portogallo)
CONTENTO DI VEDERE
TANTE VOCAZIONI
Sono stato molto contento nel ri-
cevere la Rivista Araldi del Van-
gelo. Non ho mai pensato di po-
ter leggere ancora una Rivista tanto
bella e tanto utile, e di vedere tante
vocazioni, di varie nazioni del mon-
do, a divulgare il sacro Vangelo.
stata per me una allegria ricevere
questopera tanto importante, del
Brasile, dove Ges Cristo e Maria
Santissima mi hanno lanciato verso
il mondo.
Lourival Lopes
Cunha - Sernancelhe (Portogallo)
ESEGETICA PERFETTA
Continuo a ricevere con piacere
e gradimento indicibile la vostra Ri-
vista Araldi del Vangelo la cui im-
magine grafica e contenuto la col-
locano tra le migliori pubblicazioni
cattoliche del mondo. Complimen-
ti!
Mi piacciono i testi eccezionali
del signor Joo S. Cl Dias. Quello
sul povero e ricco avaro ha colma-
to per me la misura: interpretazione
esegetica perfetta, non c niente da
dire, e le conseguenti lezioni mora-
li attualizzate nel contesto biblico,
senza alcuna forzatura.
Jos Artur Alvares
Viana do Castelo (Portogallo)
NON MI STANCO DI LEGGERE
La Rivista ogni volta pi inte-
ressante; io la leggo e rileggo e non
mi stanco di ritornare a leggerla.
Essa apre i nostri cuori in tal manie-
ra che, quando la leggiamo, ci sem-
bra di parlare con Dio e con la No-
stra Madre del Cielo. Per questo,
fin quando potr, non smetter di
abbonarmi a questa bella Rivista.
Otlia Gonalves Dias
Sabrosa Vila Real (Portogallo)
NOSTRA SIGNORA DI COROMOTO
Spinta dallemozione, voglio an-
cora una volta esprimere la mia gra-
titudine e gioia per questa meravi-
gliosa Rivista, specie per larticolo
su Nostra Signora di Coromoto, pa-
trona del Venezuela, mia terra nata-
le. Mi piaciuto e ringrazio del bel-
lomaggio che gli Araldi del Vange-
lo hanno fatto con questa pubbli-
cazione nella migliore Rivista del
mondo.
Sonia Camacho Caires Cartaxo
Fonte de Angeo Vagos (Portogallo)
LIBRO DELLA SAPIENZA
Ancora un numero della Rivista,
ancora un libro della sapienza sul
Vangelo.
Quando la ricevo, so che impa-
rer qualcosa di pi. Da quando ho
cominciato a leggere la nostra Ri-
vista ho tentato di divulgarla presso
tutti quelli che conosco, e che non
sono pochi. Mi piace molto la rivista
e faccio voti che essa faccia arriva-
re ai giovani le meravigli di ci che
buono, contrariamente a quanto ac-
cade a molti in questo momento.
Joaquim Gomes Soares
Porto (Portogallo)
LO TSUNAMI
E UNA
NUOVA ERA
I
E
ditoriale
Febbraio 2005 Salvami Regina 5
l meglio della presenza delluomo nel Paradiso terrestre consisteva nella sua
convivenza con Dio. Tutti i pomeriggi, allora della brezza, dopo il mezzo-
giorno, Dio discendeva nel Paradiso per passeggiare con Adamo (Gn 3, 8).
Nel suo dono di integrit e allinterno della sua innocenza, gli era facilissi-
mo mettere in relazione qualsiasi creatura con Dio, rendendo il vivere quo-
tidiano pervaso di contemplazione, consolazione, e crescente carit. In merito alla sua
immortalit e al suo progresso spirituale nellosservanza dei precetti divini, arrivando la
sua perfezione al grado massimo, luomo sarebbe stato condotto al riposo eterno della
visione beatifica, in corpo e anima.
Il peccato ha distrutto questo bellissimo processo, e la tendenza a considerare il
mondo visibile interamente slegato dal suo Creatore ha acquistato laccelerata vo-
racit delle passioni umane sfrenate. La sensualit si impossessata degli uomini e
tutti i pensieri del suo cuore erano continuamente rivolti verso il male (Gn 6, 5). Dio,
nel constatare quella terribile corruzione, ferito di intimo dolore (Gn 6, 6), invi
sulla terra il diluvio, dopo il quale stabil unalleanza con No, benedicendolo.
Nel frattempo, i suoi discendenti, dimenticandosi delle reazioni divine di altri
tempi, si misero a scalare il cielo con la costruzione della Torre di Babele, mossi
da supremo orgoglio: Renderemo cos celebre il nostro nome (Gn 11, 4). Per que-
sta ragione Dio ha confuso loro il linguaggio, uno dei pi eccellenti frutti dellintel-
ligenza.
La sensualit fu causa del diluvio; e lorgoglio, della dispersione dei popoli.
Persino nel Nuovo Testamento troviamo la presenza di questa divina scontentez-
za. lo stesso San Paolo che ce lo descrive nella sua Epistola ai Romani, afferman-
do che dalla creazione del mondo divent possibile giungere alla conoscenza di Dio
per glorificarLo e ringraziarLo, e se cos non procede luomo, il suo cuore si oscura
e finisce per cadere nella stoltezza. Per questo, secondo lApostolo, i romani furono
abbandonati alla concupiscenza dei loro cuori, allimpurit (...) li consegn alle pas-
sioni infami (...) e siccome non cercarono di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad
una mente depravata (Rom 1, 24-28). Questo primo capitolo dellEpistola mostra
la vera successione di orrori praticati da un popolo che non volle applicare la sua in-
telligenza per elevarsi fino al Creatore attraverso gli esseri visibili.
Nellinviare per il mondo i dodici Apostoli, Ges volle non solo ricostituire luni-
t perduta in Babele con la confusione delle lingue, delle idee e degli amori, ma ad-
dirittura erigere la vera torre che attinge il Cielo, la Santa Chiesa Cattolica, Apo-
stolica e Romana. Quando i popoli udranno la voce degli Apostoli, lunum della
Storia del mondo si ricomporr!
Davanti a tutta questa prospettiva, non sar stato lultimo tsunami un nuovo ap-
pello sceso dal Cielo, in questo inizio di millennio, per farci volgere i nostri occhi
a Colui che sempre ha desiderato salvarci? Se fosse cos, ne verranno ancora altri?
In qualsiasi caso, la cosa sicura che questa catastrofe ha mosso le anime in tut-
ta la faccia della terra, costernate per i nostri fratelli che se ne sono andati da que-
sta vita, a considerare perplesse le possibili cause della medesima. Quale la ragione
profonda di questo terribile avvenimento? Niente deve essere motivo di turbamen-
to dal momento che noi oggi possiamo contare sul possente aiuto e protezione di
Maria, molto diversamente da ci che accadeva ai popoli di altri tempi. Per questo
stesso motivo, entrando nelle riflessioni liturgiche suggerite dalla Quaresima, vol-
giamo la nostra attenzione alla Vergine di Fatima ed ascoltiamo il suo appello ma-
terno, al fine di riconoscere le nostre colpe, e chiedere il suo misericordioso perdo-
no. Se cos procederemo, diventer effettiva la sua promessa: Alla fine, il mio Im-
macolato Cuore trionfer!, e da l nascer una nuova era.
6 Salvami Regina Febbraio 2005
6
E l cera il pozzo di Giacobbe. Stanco del viag-
gio, Ges si sedette sul bordo del pozzo. Era ver-
so mezzogiorno.
7
Venne una donna della Samaria
ad attingere acqua. Ges le disse: Dammi da bere.
8
I suoi discepoli infatti erano andati in citt a far
provvista di cibi.
9
Ma la Samaritana gli disse: Co-
me mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che
sono una donna samaritana? I Giudei non sono in
buoni rapporti coi Samaritani.
10
Ges rispose: Se
tu conoscessi il dono di Dio, e Chi colui che ti di-
ce: DamMi da bere!, stessa gliene avresti chiesto
ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
11
La donna Gli
disse: Signore, tu non hai nulla per attingere e il
pozzo profondo. Da dove prendi Tu dunque lac-
qua viva?
12
Sei Tu forse pi grande del nostro pa-
dre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve
lui con i suoi gli e il suo gregge?
13
Ges rispose:
Chiunque beve di questacqua avr sete di nuovo,
14
ma chi beve dellacqua che io gli dar non avr
pi sete, anzi lacqua che Io gli dar diventer in lui
sorgente dacqua che zampilla per la vita eterna.
15
La donna Gli disse: Signore, dammi di questac-
qua, perch no abbia pi sete e non continui a veni-
re qui ad attingere acqua. (Giovanni 4, 6-15)
a GES E LA SAMARITANA A
Ges e la Samaritana (Convento dellIncarnazione, Avila, Spagna)
S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente generale
Febbraio 2005 Salvami Regina 7
COMMENTO AL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
AMORE A TUTTA PROVA
Lincontro con una povera donna di Samaria prefigura lamore di
Ges per tutti noi. Affaticato dal caldo del cammino, il Redentore
ha bisogno di acqua. Ma la sua sete di convertire quellanima
incomparabilmente maggiore.
I - INTRODUZIONE
I giudei dotti ed i discepoli
di San Giovanni
Subito dopo il Battesimo di Ges,
sorgono i primi discepoli. Formati nel-
la scuola del Precursore, erano in atte-
sa del Messia e per questo Lo seguo-
no immediatamente. ben descritto
allinizio del Vangelo di San Giovan-
ni la convivenza di Ges con la comu-
nit eletta dal Battista, orientata nella
fede, speranza e amore. La narrazione
degli atti iniziali della prima fase del-
la vita pubblica del Salvatore culmina
con lepisodio delle Nozze di Cana e
quello dellespulsione dei mercanti dal
Tempio.
Dopo aver parlato ai discepoli,
lEvangelista focalizza unaltra cate-
goria di persone appartenenti alla co-
munit giudaica: alcuni anziani, i qua-
li, nonostante credessero in Nostro Si-
gnore, non osavano dichiararlo pubbli-
camente, per estremo rispetto umano.
Nicodemo, che li rappresentava, al-
lapprossimarsi di Ges, afferma Sap-
piamo che sei stato inviato da Dio co-
me Maestro(Gio 3,2). Egli dice: sap-
piamo, e non confessa di credere nel-
la divinit di Ges. Si vede che, appli-
cando lintelligenza ed appoggiandosi
su dati culturali, era arrivato alla con-
clusione per puro raziocinio sprovvi-
sto di fede. un tipico rappresentante
della corrente degli uomini dotti istrui-
ti nella scienza farisaica.
Il contrasto tra il filone dei disce-
poli del Battista e quello degli anziani
ci aiuta a comprendere meglio per
la somiglianza con uno e la differenza
con laltro la figura della samarita-
na, contemplata nella Liturgia di oggi.
Samaria, un paese paganizzato
Questa regione della Palestina cen-
trale ha a Sud la Giudea e a Nord la
Galilea.
La Scrittura ci riferisce come av-
venne la separazione fra samaritani e
giudei. Nellanno 721 a.C., il re assirio
conquist la Samaria, deport i suoi
abitanti e fece venire gente di Babilo-
nia ed altre citt per occuparla. Ma sic-
come i nuovi occupanti non prestava-
no culto al Signore, quando comincia-
rono ad abitare l, Dio mand contro
di loro leoni che li divorarono. Ordi-
n allora il sovrano assirio: Mandatevi
qualcuno dei sacerdoti che avete depor-
tati di l: vada, vi si stabilisca e insegni
la religione del Dio del paese (II, Reg
17, 27).
Ecco allora che si insedi l uno
dei sacerdoti israeliti deportati, ed in-
segnava a quei pagani come dovevano
adorare il Signore. Malgrado questo,
ciascuna nazione si fabbric i suoi di
e li mise nei templi delle alture costrui-
re dai Samaritani, ognuna nella citt ove
dimorava (idem, v. 29).
Quando gli israeliti ritornarono a
Samaria, dopo la cattivit, si lasciaro-
no corrompere dallidolatria di quei
popoli. Ruppero in questo modo il pat-
to di Alleanza che obbligava lesclusio-
ne completa di qualsiasi culto idolatri-
co. Nel frattempo, si mantennero mo-
noteisti, si vantavano di essere figli di
Abramo e, quanto alle Scritture, am-
mettevano solamente il Pentateuco.
Per questi motivi, la Samaria era
trattata dagli israeliti come un paese
pagano. Lodio reciproco arriv a tal
punto che era un grande rischio per un
giudeo (o un galileo) attraversare quel
territorio. Preferivano passare al largo,
facendo il giro per la Perea, come fece
il Divino Maestro nel suo ultimo viag-
Lodio tra giudei e
samaritani era tale
che costituiva un
grave rischio per un
israelita attraversare
quel territorio
8 Salvami Regina Febbraio 2005
Viva lacqua che sgorga dalla fonte, sempre
pi apprezzata di quella ritirata dal pozzo
V
i
t
o
r

D
o
m
i
n
g
u
e
s
gio a Gerusalemme, essendogli stata
negata lospitalit ().
Qualsiasi giudeo che si vedesse nel-
la contingenza di entrare in contatto
con un samaritano era considerato le-
galmente impuro. Non gli era permes-
so neppure servirsi del pane o del vi-
no di questo popolo senza macchiarsi,
secondo le prescrizioni della Legge. A
sua volta, i samaritani consideravano
gli israeliti come rivali e nemici.
Lamore di Ges per
le anime umili
Prima di entrare ad affrontare il
Vangelo di oggi, facciamo un parago-
ne tra il procedimento di Ges con Ni-
codemo e con la samaritana. A causa
del rispetto umano, Nicodemo sceglie
le ombre camuffanti della notte per far
visita al Maestro. Liniziativa della ri-
cerca di lui.
Ben al contrario, nel caso della sa-
maritana, malgrado la stanchezza cau-
sata dalla lunga camminata per un ter-
reno accidentato circa trenta chilo-
metri di distanza Ges va alla ricer-
ca della pecora smarrita, in pieno mez-
zogiorno e sotto un forte calore. Ol-
tretutto, dispone le circostanze in mo-
do da poter rimanere da soli, al fine di,
avvicinandosi a lei, avere lopportuni-
t di svolgere il suo apostolato. Tra-
spare chiaramente nei dettagli di que-
sto avvenimento, la delicata tenerezza
che Ges ha per le anime umili e sen-
za pretese.
II IL VANGELO
6
Era l il pozzo di Giacobbe.
Il libro della Genesi ci parla di al-
cuni pozzi fatti scavare da Giacobbe
(Gen 26, 18-32). Abituati noi oggi al-
lacqua canalizzata, non abbiamo idea
della fondamentale importanza di una
fonte, o di un pozzo, nellOriente di
quei tempi. Questo in concreto, era
stato scavato col fine di evitare la con-
taminazione con le acque dei vicini ca-
canei, dal momento che nelle vicinan-
ze cerano alcune generose fonti.
Affaticato dal viaggio, Ges si se-
dette al bordo del pozzo.
In quelle terre insopportabile il
calore dellestate. Si cercava di cammi-
nare al di fuori degli orari pi assola-
ti al fine di evitare lesaurimento del-
le forze. In questo passaggio del Van-
gelo, vediamo Ges comportarsi,
nella sua umanit, come qualun-
que persona che sente le asprez-
ze dellafa di questa stagione del-
lanno.
Questo ci conduce ad una in-
teressante considerazione sul pa-
radosso della unione di due na-
ture nella Persona di Ges: una
creata e laltra divina. In partico-
lare, a proposito di questo epi-
sodio con la samaritana, gli au-
tori classici si compiacciono
nel formulare i pi diversi com-
menti. San Giovanni, che scris-
se il suo Vangelo per far risalta-
re la sostanza divina del Salvato-
re, in questo tratto dimostra im-
Nostro Signore
solito agire
adattandosi ai modi
di essere di ognuno:
per questa donna
chiede acqua
pegno nel riferire il Suo lato umano.
Uno dei Padri della Chiesa che, con
volo daquila, tratt bene largomento
fu SantAgostino:
Non invano che si affatica la Virt
di Dio. Non invano che si affatica Co-
lui per cui gli affaticati riprendono le for-
ze. Non invano che si affatica Colui la
cui assenza ci causa fatica, e la cui pre-
senza ci conforta. (...)
Ges forte ed debole. Forte per-
ch nel principio era Verbo ed il Verbo
stava in Dio, ed il Verbo era Dio; questo
nel principio era in Dio (Gio 1, 1)
Volete vedere quanto forte era il Fi-
glio di Dio? Tutte le cose furono fatte da
Lui, e niente di ci che fu fatto, fu fat-
to senza di Lui (Gio 1, 3). E tutto fu fat-
to senza fatica. Che ci sar di pi forte
di Colui per il quale tutte le cose furono
fatte senza fatica alcuna?
Volete vedere Ges ridotto a debo-
lezza? Il Verbo si fece carne ed abit tra
di noi (Gio 1, 14).
La forza di Cristo ci diede la vita, e
la debolezza di Cristo ci diede una nuo-
va vita. La forza di Cristo fece esistere
quello che non esisteva. Ci cre con la
sua forza e ci salv con la sua debolez-
za()
Era quasi lora sesta.
Ossia, quasi mezzogiorno.
7
Vide una donna di Samaria che
prendeva acqua. Ges le disse:
Dammi da bere.
Secondo SantAgostino, il fat-
to di trattarsi di una donna simboliz-
za in qualche modo la fondazione del-
la Chiesa. La samaritana sarebbe la
rappresentazione dellistituzione che
sarebbe nata dal sacro costato di No-
stro Signore Ges Cristo. Quanto al
fatto di non essere lei giudea, il gran-
de Dottore interpreta come un riferi-
mento ai pagani dai quali sarebbe nata
la Chiesa: La Chiesa doveva venire dai
pagani, e la razza giudaica doveva con-
siderarla straniera(). Ora,i samarita-
ni erano considerati stranieri fin dallo
stesso Ges, conforme a quanto ci nar-
ra il Vangelo. Dei dieci lebbrosi curati,
Febbraio 2005 Salvami Regina 9
Ges offre alla samaritana unacqua straordinariamente superiore:
Egli promette una fonte di vita eterna
(vetrata della Parrocchia di Saint-Sulpice, Fougres, Francia)
Con enorme affetto,
Ges si presenta
ai pochi come
un personaggio
non comune
S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
uno solo ritorn per ringraziare: Era
un samaritano (...) Non si trov chi tor-
nasse e rendesse gloria a Dio, se non
questo straniero? (Lc 17, 16-18).
Infine, si trattava di una donna co-
mune e semplice davanti al Creatore.
La samaritana giammai avrebbe im-
maginato chi era Colui, e meno anco-
ra il potere che stava nelle sue mani, di
offrirle la salvezza eterna. Egli, a sua
volta, trabocca di desiderio di tenerla
con s per tutta leternit.
Il Signore le chiede acqua. Sar so-
lamente fisica la sua sete? Si tratta del-
lo stesso sitio (ho sete) pronunciato da
Lui nellalto della Croce; la sua grande
ansia di redimere il genere umano e,
in questo caso concreto, vuole salvare
quellanima.
Volgiamo ora tutta la nostra atten-
zione in questo incontro estremamen-
te esemplificativo della teologia sul-
la cosiddetta grazia. Tanto lattitudi-
ne di Ges quanto quella di lei sono
paradigmatiche. Chi prende liniziati-
va Lui, senza tener conto di nessuna
preghiera, richiesta, desiderio o me-
rito della samaritana. Come con tutti
gli uomini, Egli procede in modo com-
pletamente gratuito. Lei, a sua volta,
niente sospetta delle generose inten-
zioni del suo interlocutore; al contra-
rio, pensa che Ges, per il fatto di es-
sere Lui giudeo, ripudia completamen-
te i samaritani.
Nostro Signore solito agire adat-
tandosi ai modi di essere di ognu-
no. Per Natanael Egli dir che lo vi-
de sotto un fico (Gio 1, 50), per An-
drea e Giovanni sar una proclamazio-
ne sullAgnello di Dio (Gio 1, 29), per
i Re Magi era una stella apparsa nel-
lOriente (Mt 2, 2). Per questa donna
Egli chiede acqua.
Quanto misteriosa la bont di
Dio!
8
I suoi discepoli erano andati in
citt a comprare cibo.
Ges volle di fatto restare solo: Non
Gli sarebbe costato nulla trattenere
qualche apostolo con s, e gli sareb-
be bastata uninsinuazione, indicando
il desiderio che qualcuno lo accompa-
gnasse, per essere assecondato con al-
legria.
9
Gli disse allora la donna: Co-
me, essendo tu un giudeo, chiedi a
me da bere, che sono samaritana?
Infatti i giudei non sono in buoni
rapporti con i samaritani.
Dai vestiti, dal portamento e chiss
forse anche dalla pronuncia delle pa-
role, la samaritana aveva capito che si
trattava di un giudeo, ora, come abbia-
mo sopra detto, il popolo eletto non
toccava nemmeno il recipiente di un
samaritano, per evitare le impurit. Da
l la perplessit manifestata da lei. La
corrispondenza a questo primo richia-
mo di Nostro Signore potrebbe condi-
zionare la perseveranza di lei e persi-
no la sua salvezza, tuttavia la sua rea-
zione fu quella di rimuovere lostaco-
lo. Ges, nel frattempo, non rinuncer
dal chiamarla alla conversione.
10
Ges rispose: Se tu conosces-
si il dono di Dio, e chi che ti di-
ce: dammi da bere, certamente Gli
chiederesti e Lui ti darebbe unac-
qua viva.
Didattica insuperabile, perfettissi-
ma. ben conosciuta la curiosit fem-
minile ed da questa che Ges cerca
di trarre partito. Con grande affetto,
Egli intrattiene ed attira lattenzione
della samaritana, ponendola davanti a
qualcosa di strabiliante. Viva lacqua
che sgorga dalla fonte. sempre pi
apprezzata di quella ritirata dal pozzo.
Ges va dai pochi presentandosi come
un personaggio non comune, con cer-
te caratteristiche misteriose, possesso-
re di un dono di Dio.
Questa frase di Ges, nel modo
condizionale, gi conteneva un prin-
cipio di dottrina e rendeva impossibi-
le per la samaritana il non interessarsi
pi a fondo del giudeo seduto sullorlo
del pozzo. Sono due seti di tenore di-
stinto che assalgono il Divino Maestro.
Ges ha bisogno dellacqua comune
e corrente, ma la sua sete di conver-
tire quellanima incomparabilmen-
te maggiore, ed essa la ragione per
10 Salvami Regina Febbraio 2005
la quale Egli cerca di risvegliare un in-
teresse, tutto fatto di fede, allinterno
della sua interlocutrice.
11
La donna Gli disse: Signore, tu
non hai con che prenderla ed il
pozzo profondo; dove hai, poi,
questa acqua viva?
12
Sei tu, per ca-
so, maggiore del nostro padre Gia-
cobbe che ci ha dato questo pozzo,
dal quale lui stesso ha bevuto, ed i
suoi gli e i suoi discendenti?
La grazia comincia a lavorarle lani-
ma con dolcezza e, allo stesso tempo,
con molto vigore. Le prime parole di
lei erano state un poco rudi: Come es-
sendo tu giudeo...? A partire da questo
corto dialogo, passa a trattarLo con
Signore, visto che lei gi intravvede
qualcosa del mistero di Ges, il che si-
gnifica un enorme passo per una sama-
ritana nella considerazione di un giu-
deo.
Lei non arriva ad intendere be-
ne la sostanza delle affermazioni fat-
te da Ges, ma certamente era gi at-
tratta dallinsieme del Divino Maestro,
e per questo non lo contraddice, solo
esteriorizza la sua perplessit, disposta
ad accettare una spiegazione. Per ora,
la sua attenzione di fatto concentra-
ta sull acqua viva desiderata da lei, e
nel fondo del suo subconscio si sta for-
mando unipotesi di star lei di fronte
ad un uomo grandioso, comparabile al
nostro padre Giacobbe.
I samaritani si inorgoglivano nel di-
chiarare che la loro terra era stata abi-
tata dai patriarchi (Gen 12,6; 33,18;
35,4; 37,12; ecc.). pretendevano con
questo mitigare le meschinit che i giu-
dei attribuivano loro, oriundi da un in-
crocio di razze e di religione. Di qui il
ricordo del pozzo di Giacobbe.
13
Ges rispose: Chiunque berr
di questacqua torner ad aver se-
te,
14
ma quello che berr dellacqua
che gli dar, non avr mai pi sete;
lacqua che io gli dar diventer in
lui una fonte di vita eterna.
Dio cre luomo con sete di infini-
to. La nostra anima solo riposa in Dio,
dal momento che Lui il nostro fine
ultimo, e niente fuori di Lui ci soddisfa
pienamente.
La Sacra Scrittura ci dice: La vi-
sta non si stanca di vedere, ludito non
si stanca di udire (Ecl 1, 8). questo
un fatto naturalissimo che si ripete in
noi, ed intorno a noi, in ogni istante:
nessuna creatura ci fornisce lillimitata
felicit che cerchiamo. E l, nello stes-
so pozzo di Giacobbe, stava il simbolo
delle passioni umane, secondo quanto
commenta SantAgostino. Un piacere
che non sia di Dio, per quanto procuri
piacere, finir per causare soltanto te-
dio e disinganno. Ma lanima, diven-
tando schiava di lui, lo cercher altre
volte, nelle sue pi variate forme. Lac-
qua del pozzo simbolica delle nostre
inclinazioni, sempre saremo attratti a
ritornare ad esse.
Senza per nulla disprezzare la me-
moria di Giacobbe anzi, al contra-
rio, rispettandola molto Ges of-
fre alla samaritana unacqua straordi-
nariamente superiore a quella del Pa-
triarca. Pi ancora, Egli promette una
fonte di vita eterna.
15
La donna Gli disse: Signore,
dammi di questa acqua, afnch io
non abbia pi sete, n debba venire
qui a prenderla.
Con la fede pi irrobustita, lei crede
nel potere di Dio nel creare unacqua
capace di eliminare definitivamente la
sete e, di conseguenza, di dispensarla
dalla fatica di tirare su da quel pozzo
lacqua di tutti i giorni. Sarebbe in s
una meraviglia creare questacqua, ma
Ges le parla di un prodigio incompa-
rabilmente maggiore: quello dellac-
qua della grazia.
Il bene della grazia di un solo indi-
viduo supera e sta sopra il bene naturale
di tutto luniverso, afferma San Tom-
maso dAquino (
4
).
SantAgostino glossa questo verset-
to 15, mostrando che c solamente un
acqua capace di estinguere la sete com-
pletamente, di generare nel nostro in-
terno una fonte permanente, che zam-
piller fino al felice giorno della nostra
entrata nelleternit. (
5
).
Se chiedessimo a Ges, proprio co-
me la samaritana ha fatto Io ti chiedo,
Signore, dammi di questa acqua, Egli
ci risponderebbe: Se qualcuno ha se-
te, venga a Me e beva. Chi crede in Me,
come dice la Scrittura: Dal suo interno
scaturiranno ruscelli di acqua viva. Di-
ceva questo, riferendosi allo Spirito che
avevano da ricevere quelli che credesse-
ro in Lui (Gc 7, 37-39). Intanto, in un
primo momento, lei ancora non coglie
il vero senso delle parole di Nostro Si-
gnore. Alla stessa donna si applica ci
che dice San Paolo: Luomo animale
non capisce le cose dello Spirito di Dio
(I Cor 2, 14).
Malgrado questo, il Salvatore non
desiste. Al contrario, continuer a la-
vorare lanima di lei con zelo divino.
Chi lo ha visto conversare con la sa-
maritana, seduto sullorlo del pozzo,
mai potrebbe immaginare non solo il
tenore della conversazione, ma anche
lamore manifestato da Lui in relazio-
ne a quella povera pecora smarrita.
A questo punto del dialogo termi-
na il brano scelto per la Liturgia di og-
gi. Nei versetti seguenti le meraviglie
narrate sono ancora maggiori; Ges
le rivela di essere il Messia, dopo aver-
le rivelato che conosceva la sua brut-
ta vita matrimoniale. Trasformata dal-
la grazia del Redentore, lei assume la
funzione di vera apostola presso tutti i
suoi conoscenti.
Questo bellissimo episodio ci fa
comprendere meglio le parole di San
Paolo, che la Liturgia anche oggi sele-
ziona per la Seconda Lettura: A ma-
la pena c chi muore per un giusto, for-
se qualcuno darebbe la vita morendo per
un uomo di bene. Ma Dio fa brillare il
La semplicit,
lumilt,
la modestia
della samaritana
attrassero lamore
del Redentore
Febbraio 2005 Salvami Regina 11
Chi avesse visto Ges che conversava con la samaritana, mai avrebbe potuto immaginare lamore manifestato da
Lui in relazione a quella povera pecora smarrita (pittura di Sano di Pietro)
S
c
a
l
a

A
r
c
h
i
v
e
s
suo amore verso di noi, perch, essendo
noi ancora peccatori, Cristo morto per
noi (Rm 5, 7-8).
III CONCLUSIONE
La samaritana, malgrado non aves-
se una vita virtuosa e fosse una stranie-
ra, con tutte le implicazioni della Leg-
ge, possedeva unanima penetrata da
commovente semplicit, veramente
candida. Il suo modo di essere umile
e senza pretese. Assolve agli obblighi
e conosce i principi e le tradizioni del-
la sua religione. Il suo discorso eleva-
to e sincero, come quando manifest
quanto credeva in Ges. Queste qua-
lit attirarono lamore del Redentore e
lo fecero andare alla ricerca della pe-
corella perduta.
Del tutto al contrario, nel caso di
Nicodemo, costui colui che prende
liniziativa di andare in cerca del Mae-
stro. Fiducioso nella scienza farisaica,
ebbe maggior difficolt nelladerire al
Signore. Per giunta, temeva di perdere
la sua posizione sociale. Pur cos stan-
do le cose, fin per difendere Ges nei
momenti pi difficili, perch ricevette
molte grazie, e ad esse corrispose.
Nella scienza o nellignoranza, nel-
la virt o nel peccato, il fondamenta-
le che noi cerchiamo lacqua della vi-
ta, nelle fonti della Santa Chiesa. in-
dispensabile che noi non ci fissiamo su
certe conoscenze che possiamo aver
acquisito, in modo da fuggire allorgo-
glio della scienza. O allora assumere la
semplicit dello spirito e lumilt del
cuore della samaritana, anche se, infe-
licemente, siamo dentro una vita pec-
caminosa come la sua.
In sintesi, preghiamo specialmente
in questa domenica la Santissima Ver-
gine perch ci ottenga dal suo Divino
Figlio lacqua della vita, facendo scor-
rere nei nostri cuori il liquido prezio-
so della grazia che ci conduce alla ca-
sa eterna.
1) Cfr Lc 9,51-56.
2) Il verbo di Dio, Grafica de Coimbra,
1954, pp.388-389.
3) Op. Cit. Pag. 394.
4) Summa Teologica, I-II, 113, 9 ad 2
5) Cfr. De diversis c.62 PL 37.53
Nicodemo, fiducioso
nella scienza e
timoroso di perdere
la sua posizione
sociale, ebbe
difficolt nelladerire
al Signore
Joshua Sequeira
D
12 Salvami Regina Febbraio 2005
In mezzo alla calamit,
MATERNO SORRISO DI MARIA
Mentre migliaia di persone soffrivano i terribili effetti del
maremoto, duemila fedeli che si trovavano nel Santuario
di Nostra Signora di Vailankanni, a 500 metri dal mare,
restarono illesi.
parte posteriore del Santuario, alla stes-
sa altezza del livello del mare.
In un comunicato emesso il giorno
29 dicembre, S. E. Mons. Devadass af-
ferma che una nota di consolazione
nel mezzo della calamit data dal fat-
to che il mare arrivato allentrata della
Basilica, dove si trova limmagine di No-
stra Signora, e si ritirato prima di attin-
gere al portale.
E in una conclusione da uomo di fe-
de, afferma: Chi pu negare che si trat-
ta di un miracolo? La possente benedi-
zione di Nostra Signora di Vailankan-
ni ha salvato migliaia di vite: le perso-
ne presenti allinterno della Basilica non
sono state neppure toccate da quella
mostruosa onda. Ed il Santuario sta ap-
pena a 500 metri dal mare!
La notte del 30 dicembre, S. E.
Mons. Ambrose ha celebrato in que-
sta Basilica una Messa per le vittime
del maremoto e in ringraziamento a
Nostra Signora per il suo provviden-
ziale intervento. La fede ricompensa
sempre. La Nostra Santa Madre ha fatto
meraviglie, malgrado la tragedia ha
accentuato il Prelato nellomelia.
Eloquente segnale dei tempi
Nella cronaca pubblicata il 31 di-
cembre nel Corriere della Sera, uno
dei maggiori giornali dEuropa, com-
menta Ernesto Galli che il disastro del
Sudest asiatico qualcosa di molto dif-
del tragico maremoto, in essa si pensa
ci fossero pi di duemila fedeli. Unon-
da di dodici metri di altezza, con furia
dominatrice, ha devastato tutta la re-
gione adiacente, lasciando migliaia di
vittime.
Per lo stupore generale per un
mistero che nessuno in India ha il co-
raggio di chiamare miracolo questa
onda mortifera arrivata solo ai pie-
di della immagine di Nostra Signora
di Vailankanni, ritirandosi docilmen-
te in seguito, dopo aver lambito i primi
gradini che conducono al portone del-
la Basilica, come ha comunicato il cor-
rispondente locale di Avvenire, gior-
nale portavoce della Conferenza Epi-
scopale Italiana.
Chi pu negare che si
tratta di un miracolo?
S. E. Mons. Devadass Ambro-
se Mariadoss, Vescovo della Diocesi
di Thanjore, nel cui territorio si trova
il Santuario, si recato sul posto per
meglio prestare assistenza alle vittime
dello spaventoso cataclisma.
Nel locale constata S. E. Mons.
Mariadoss ci che raccontano i testi-
moni, sommato a quello che possiamo
vedere direttamente, va al di l delle cro-
nache. I testimoni dicono che londa si
trattenne allentrata della Basilica, men-
tre la massa dellacqua devastava il ter-
minal degli autobus, a 400 metri, nella
ella mia patria, lIn-
dia, molti occidentali
hanno appena forse la
sommaria nozione che
sia la terra dei Marajas,
con incantatori di serpenti, meravigliosi
palazzi di marmo, insomma, una regio-
ne misteriosa dove gli antichi navigatori,
con viaggi rischiosi, andavano alla ricer-
ca di spezie paradisiache.
In un batter docchi, in questo fine
del 2004, una tragedia di grandi pro-
porzioni si abbattuta su di lei e ha
mostrato un quadro totalmente diffe-
rente: il mare avanzando dentro la ter-
ra, ha ridotto ogni cosa al suo passag-
gio a montagne di macerie e cadaveri.
Nel frattempo, in mezzo allimmen-
sa catastrofe, un sorriso protettore di
Maria Santissima stato presente.
Chi questa, a chi le
onde obbediscono?
Nel villaggio di Vailankanni, a 500
metri da una delle spiagge spazzate
dalle acque, si situa la Basilica-Santua-
rio della Madonna della Salute, chia-
mata la Lourdes dellIndia, dove ac-
corrono ogni anno pi di 20 milioni
di devoti, in cerca di rimedio per i lo-
ro mali spirituali e corporali. Allen-
trata della Basilica si trova unimmagi-
ne della Madonna della Salute, come
Madre in attesa dei figli che la cerca-
no. La domenica, 26 dicembre, giorno
Febbraio 2005 Salvami Regina 13
Basilica di Vailankanni,
la Lourdes dellIndia
Facciata della Basilica della Madonna di Vailankanni nel 28
dicembre 2004, due giorni dopo il terremoto
P
r
a
k
a
s
h

S
i
n
g
h

/

A
F
P
ferente dalle catastrofi naturali mortife-
re che gi si abbatterono sopra il gene-
re umano. Secondo il cronista, un
segnale dei tempi, dal momento che,
come il Diluvio, ha attinto molti pae-
si, portando la morte ai cinque conti-
nenti.
Nel momento in cui si fa lunifica-
zione mondiale a livello economico
Alla fine del secolo
XVI, la Regina del Cie-
lo, favor il villaggio di
Vailankanni con due ap-
parizioni. La tradizione
popolare e la devozio-
ne dei fedeli mantengo-
no viva la storia di due
giovani indiani che ebbe-
ro la grazia di vedere la
Vergine Santissima.
Il primo, un pastorel-
lo, portava un recipien-
te di latte al suo padro-
ne. Fermatosi a riposare
allombra di un albero, si
addorment. Allimprov-
viso, fu svegliato da una
voce di una bellissima si-
gnora, che emanava una
intensa luce attorno a s.
Gli chiese costei un poco
di latte per suo Figlio. Al
primo istante, il giovane
ebbe paura di irritare il
suo padrone, ma tale era
lincanto, la grandezza e
la dolcezza di quella Si-
gnora, che si sent inca-
pace di rifiutarle qual-
siasi cosa. E le diede il
latte. Giunto a casa, con
grande stupore del suo
padrone, videro entram-
bi il latte aumentare nel recipiente fi-
no a trasbordare e scorrere per il pa-
vimento.
e politico, qui si vista lunificazione
della vita quotidiana del mondo attra-
verso la morte. Ed ha concluso: Il se-
colo XXI non poteva annunciarsi con
pi eloquenti segnali dei tempi.
In questa storica ora di panico, di-
sperazione e lamentazioni, linterces-
sione universale della Santissima Ver-
gine si fatta presente nel luogo del-
limmensa tragedia, proteggendo quel-
li che a Lei ricorrono.
Questo materno intervento non
pu non essere visto da tutti i cattoli-
ci come un altro eloquente segnale dei
tempi di Maria che si annunciano, co-
me fu da Lei profetizzato in Fatima:
Alla fine, il mio Immacolato Cuore
trionfer.
Il secondo fu un giovane paralitico
che si guadagnava da vivere vendendo
dolce di latte. Anche a lui la Signora
chiese qualcosa per il Fi-
glio. Ma a questo aggiun-
se unaltra richiesta:
Percorri le vicinan-
ze annunciando che co-
struiscano in questo luo-
go una cappella in mio
onore.
Mentre il giovane
pensava con tristezza al-
le sue gambe invalide e
si chiedeva come pote-
va venire incontro alla
pressante richiesta della
maestosa Signora, si sen-
t invaso da una grande
forza e si mise in piedi.
Immediatamente, corse
per tutto il paese, offren-
do testimonianza viva
della meravigliosa gua-
rigione.
La notizia di questo
miracolo si sparse con
la rapidit di un lampo,
facendo s che migliaia
di persone cominciasse-
ro a cercare Vailankan-
ni per invocare laiuto di
Nostra Signora della Sa-
lute.
Da allora, innumere-
voli sono le grazie elar-
gite dalla Madre di Dio
in quel luogo benedetto. Molti pelle-
grini, come ringraziamento, portano
una candela a forma di cuore, polmo-
14 Salvami Regina Febbraio 2005
Listinto protettore
degli animali
Guidati da una misteriosa percezione, gli animali
fuggirono per tempo alla catastrofe. E salvarono la
vita a chi seppe intendere i loro segnali di allarme.
In Thailandia, gli elefanti sono trattati
come animali domestici
S
a
r
a
h

Y
o
u
n
g
ne o qualche altro membro. Altri, in-
vece della candela, offrono alla Signo-
ra della Salute piccole repliche, fatte in
oro, dellorgano guarito.
La cappella l costruita cedette il
posto ad una chiesa costruita dai navi-
gatori portoghesi, come rendimento di
grazie per essere sfuggiti ad una tem-
pesta. In breve, i frati francescani fece-
ro vari ampliamenti in questa chiesa,
al fine di accogliere il crescente nume-
ro di fedeli, mantenendo sempre lalta-
re centrale della Vergine. Il pi antico
documento di Vailankanni data 1630.
Il Pe. Paulo da Trindade, OFM, scri-
ve:
A due leghe da Nagapttinam, in di-
rezione di Mannar, c una chiesa sot-
to la protezione di Nostra Signora del-
la Salute.
Nel 1962 Papa Giovanni XXIII ele-
v il bel Santuario alla dignit di Basi-
lica Minore, aggregata alla Basilica di
Santa Maria Maggiore, a Roma.
La BBC di Londra ha dato la noti-
zia, il 31 di dicembre, che lo Yala Na-
tional Park, la maggior riserva natura-
le dello Sri Lanka, fu devastato. Que-
sta riserva ospita centinaia di elefan-
ti e molti leopardi. Onde gigantesche
inondaroro unarea di tre chilometri di
parco. Vari turisti affogarono, ma, con
sorpresa delle autorit, non fu trovato
nessun animale morto.
Daltro canto, Ratnayake, il diret-
tore dello Sri Lankas Wildlife Depart-
ment, dichiar allagenzia Reuters:
Non fu trovato un solo elefante morto.
E neppure un coniglio. Questi animali
riescono a presentire i disastri. Penso che
essi abbiano un sesto senso per il quale
sono informati quando queste cose stan-
no l l per accadere.
Notizie come questa sono fiorite in
tutta la stampa nei giorni successivi al-
la catastrofe.
Pi sorprendenti, nel frattempo, so-
no le informazioni fornite dalla gior-
nalista Bianca Benelli, al giornale ita-
liano Il Gazzettino (Padova), del qua-
le trascriviamo, qui di seguito, alcuni
brani:
Molti sopravvissuti dell Apoca-
lisse ringraziano gli elefanti, pesci e
oche, i primi a dare lallarme.
A Phuket, in Thailandia, quasi tre
ore prima che le mega-onde arrivas-
sero alla spiaggia, numerosi elefanti
utilizzati come attrazione turistica co-
minciarono ad agitarsi e ad emettere
suoni simili a lamenti e grida lancinan-
ti, mai uditi prima.
Essi piangevano, disse Mane, un
uomo addetto agli elefanti. Allini-
zio eravamo riusciti a calmarli, ma
unora dopo ricominciarono a la-
mentarsi senza fermarsi. Erano agi-
tatissimi, e cercavano di allontanar-
si dal mare. Allora comprendemmo
che qualcosa stava accadendo. Un
elefante, molto apprezzato dai turi-
sti, avvicinandosi ad alcuni bambi-
ni che giocavano sulla spiaggia, alz
con la sua proboscide vari di loro, li
mise sopra di s e si allontan dalla
spiaggia correndo.
La turista inglese Laura Barnette
disse: Essi correvano e noi li segui-
vamo, fino ad un punto elevato, dove
si fermarono tutti nello stesso punto.
Da l non vollero avanzare di pi. Poi,
quando le onde arrivarono, lacqua ar-
riv esattamente a 50 metri dal luogo
dove si fermarono gli elefanti.
Nelle acque del Padang, vicino al-
lisola di Sumatra, il capitano di una
nave osserv un banco di pesci, che
sembravano impazziti, nuotavano in
circolo ad una velocit impressionan-
te, prima di dirigersi in alto mare. Il
capitano Ma-Chu-Man cap il segnale
di allarme e diede ordine di non avvi-
cinarsi alla costa, salvando la vita a pi
di cento persone.
Nelle isole Adaman, nel Golfo di
Bengala, tutta una trib indigena si sal-
v la vita grazie allallarme delle oche,
capre e mucche che provoc una fuga
disperata verso la foresta.
Febbraio 2005 Salvami Regina 15
Le onde non
attinsero la
casa di Dio
Anche dalla citt indiana di Chennai e dalla Thai-
landia giungono racconti della misericordia divina
che ha risparmiato fedeli nel mezzo della catastro-
fe. Quante altre chiese, o anche semplici cappelle,
saranno state oggetto di una protezione simile?
Martirio di San Tommaso
(Cattedrale di Bayonne, Francia)
Cattedrale di San Tom, Chennal, India
La promessa dellApostolo
Secondo una religiosa tradizione lo-
cale, allinizio della Cristianit, il vil-
laggio indiano di Mylapore fu inondato
dopo che un enorme albero era cadu-
to sbarrando le acque del fiume. Nean-
che con laiuto di un elefante riusciro-
no a rimuovere lostacolo. Allora, San
Tommaso prese la sua cintura ed ordi-
n ad un uomo che lo aiutasse a trasci-
nare il tronco, il che fu fatto con facili-
t, sotto lo stupore generale. LAposto-
lo fiss questo tronco come un pilastro
nella spiaggia, a Chennai, prometten-
do che il mare non sarebbe passato ol-
tre quel cippo.
Morendo San Tommaso nel 72, il
suo corpo fu seppellito l, e posterior-
mente fu costruita una Basilica in suo
onore, in questo luogo preciso. Questo
miracolo della cintura dellApostolo si
trova illustrato in una pittura murale
nel museo di questa Basilica.
E veramente, le acque dello tsuna-
mi non hanno oltrepassato il famoso
pilastro...
Fu San Tommaso che mi salv
Il giorno 8 gennaio, la Conferenza
Episcopale Indiana divulg la dichia-
razione del Pe. Lawrence Raj, parroco
della Cattedrale- Basilica di San Tom,
nella quale informa: Il mare non ar-
rivato alla nostra chiesa. Crediamo che
il pilastro miracoloso di San Tommaso
abbia impedito alle acque di entrare nel-
la chiesa.
Dal terrazzo della Basilica, il giorno
26 di dicembre, il padre vide londa fu-
riosa nel momento in cui incrociava la
strada ed inondava le capanne di fron-
te al pilastro di San Tommaso. Mentre
tutti gli edifici intorno furono colpiti
dalle acque, la Basilica rest incolume.
Come molti fedeli, il pescatore Se-
bastiraj, che cerc rifugio nella Basi-
lica, non ha dubbi: Fu San Tommaso
che mi salv. Questa chiesa non fu toc-
cata grazie al potere miracoloso del pila-
stro di San Tommaso.
Messa domenicale salva
fedeli in Thailandia
Un altro bel fatto ce lo racconta
lAgenzia Fides, del Pontificio Consi-
glio per le Missioni. Pe Claudio Corti,
missionario del PIME (Pontificio Isti-
tuto per le Missioni Estere) in Thailan-
dia, racconta che i fedeli della Parroc-
chia di Phuket salvarono le loro vite per-
ch durante il disastro stavano quasi tut-
ti nella chiesa, situata in un luogo eleva-
to, partecipando alla Messa della dome-
nica. Il Parroco spiega che essi perse-
ro tutto: case, barche, strumenti di lavo-
ro, piccole attivit commerciali, e devo-
no ricominciare dal nulla. Pe. Claudio
e gruppi di laici hanno organizzato cen-
tri di distribuzione di pasti e tentano di
portare gli abitanti in luoghi pi lonta-
ni dalla costa. Ed il sacerdote chiude la
sua lettera esortando a che non si per-
da la fiducia nellamore di Dio.
I
Orientare e stimolare
i fedeli laici
16 Salvami Regina Febbraio 2005
LA VOCE DEL PAPA
Il rinnovamento della chiesa in America non sar possibile senza la presenza
attiva dei laici, ricord il Santo Padre, indirizzandosi ad un gruppo di Vescovi
nord-americani in visita ad limina apostolorum.
Momento dellallocuzione, nella biblioteca privata del Papa
L

O
s
s
e
r
v
a
t
o
r
e

R
o
m
a
n
o
n primo luogo inizi il
Santo Padre desidero
esprimere il mio profondo
apprezzamento per il con-
tributo essenziale che i lai-
ci hanno offerto, e continuano ad offrire,
per la crescita e lespansione della chie-
sa nel vostro paese. Dal momento che
il rinnovamento della Chiesa in America
non sar possibile senza la presenza attiva
dei laici (Ecclesia in America, 44), sono
persuaso che una parte essenziale della
vostra guida pastorale deve consistere
nellorientarli ed aiutarli nel loro sforzo
di essere lievito del Vangelo nel mondo.
Una chiara priorit pastorale
Come afferm chiaramente il Con-
cilio Vaticano II, lesercizio del munus
regendi episcopale esige, per sua pro-
pria natura, il riconoscimento del con-
tributo e del carisma dei fedeli laici e
del ruolo che gli proprio nelledifi-
cazione dellunit della Chiesa e nel
compimento della sua missione nel
mondo. Ogni Vescovo chiamato a ri-
conoscere il ruolo essenziale ed inso-
stituibile dei laici nella missione della
Chiesa e a renderli in grado di compie-
re il loro apostolato, guidati dalla luce
del Vangelo e dal pensiero della Chiesa,
e sollecitati dalla carit cristiana (Apo-
stolicam actuositatem,7).
Nel vostro ministero di guida, dove-
te considerare come una chiara priori-
t pastorale aiutare i fedeli laici a com-
prendere ed accettare il munus regale
che ricevettero attraverso il loro incor-
porarsi battesimale in Cristo. (...) Non-
dimeno, i fedeli laici esercitano questo
compito reale in un modo specifico, at-
traverso il loro sforzo per diffondere il
Regno di Dio mediante le loro attivi-
t secolari, in forma tale che il mondo
si impregni dello spirito di Cristo e attin-
ga pi efficacemente il suo fine nella giu-
stizia, nella carit e nella pace (Lumen
gentium, 36).
Elemento essenziale del
ministero episcopale
Da ci deriva che necessario sti-
molare i laici, uomini e donne, me-
diante una catechesi opportuna ed una
formazione permanente, riconoscendo
la dignit e la missione specifica che ri-
Febbraio 2005 Salvami Regina 17
Il Santo Padre con i vescovi delle Province ecclesiastiche di Luisville, Mobile e New Orleans
L

O
s
s
e
r
v
a
t
o
r
e

R
o
m
a
n
o
cevettero nel Battesimo e affinch as-
sumano nelle loro attivit quotidiane
una focalizzazione integrale della vi-
ta, che si inspiri nel Vangelo ed in es-
so trovi la sua forza. Questo significa
che necessario insegnare ai laici a di-
stinguere chiaramente tra i loro diritti
e i doveri che hanno come membri del-
la Chiesa e i diritti e doveri che han-
no come membri della societ uma-
na, e si deve stimolarli a unire entram-
bi in modo armonioso, riconoscendo
che in ogni questione temporale devo-
no orientarsi sempre secondo la coscien-
za cristiana, visto che nessuna attivit
umana, nemmeno nellordine tempora-
le, pu sottrarsi allimpero di Dio (Lu-
men gentium, 36).
Una chiara ed autorizzata riaffer-
mazione di questi principi fondamen-
tali dellapostolato dei laici aiuter
a superare i gravi problemi pastora-
li causati dalla crescente mancanza di
comprensione del fatto che la Chiesa
ha lobbligo di ricordare ai fedeli i loro
dovere di coscienza di agire in confor-
mit allinsegnamento autorizzato da
essa. C una urgente necessit di una
catechesi esauriente rispetto allapo-
stolato dei laici, che metta in evidenza
limportanza di una coscienza ben for-
mata, la relazione intrinseca esisten-
te tra la libert e la verit morale, ed
il grave dovere che ha ogni cristiano di
lavorare per rinnovare e perfezionare
lordine temporale, in conformit con i
valori del Regno di Dio.
Rispettando pienamente la legitti-
ma separazione tra la Chiesa e lo Stato
nella vita nord-americana, questa cate-
chesi deve chiarire anche che per i cri-
stiani non pu esistere nessuna separa-
zione tra la fede e il compromesso di
partecipare in forma piena e responsa-
bile nella vita professionale, politica e
culturale.
Considerando limportanza di tali
questioni per la vita e la missione del-
la Chiesa nel vostro paese, vorrei inco-
raggiarvi a considerare come elemento
essenziale del vostro ministero di mae-
stri e pastori della Chiesa negli Stati
Uniti linsegnare i principi dottrinali e
morali inerenti allapostolato secolare.
Vio invito anche a discernere
consultando i membri del laicato che si
evidenziano per la loro fedelt, cono-
scenza e prudenza i modi pi effi-
caci di promuovere la catechesi ed una
riflessione profonda su questo impor-
tante settore di insegnamento sociale
della Chiesa.
Collaborazione feconda tra
i pastori ed i fedeli laici
Lapprezzamento per i differenti
doni e per lapostolato dei laici porter
naturalmente a rinforzare limpegno-
Ogni Vescovo
chiamato a
riconoscere il ruolo
insostituibile dei
laici nella missione
della Chiesa
18 Salvami Regina Febbraio 2005
Indulgenze plenarie nellAnno
dellEucarestia
Nella preoccupazione pastorale di
intensificare nel mondo cattolico il cul-
to pubblico e privato verso il Nostro Si-
gnore Sacramentato, il Santo Padre ha
proclamato lAnno dellEucarestia, con
inizio nellottobre dellanno passato.
Ora, desiderando incentivare nei
fedeli la conoscenza e lamore per que-
sto ineffabile Mistero della Fede,
Sua Santit ha approvato un decreto
della Penitenziaria Apostolica, in base
al quale arricchisce di indulgenza ple-
naria alcuni atti di culto e di devozione
al Santissimo Sacramento. Questo de-
creto, pubblicato il 14 gennaio, rester
in vigore fino alla fine dellAnno del-
lEucarestia, nellottobre prossimo.
Si concede indulgenza plenaria ogni
volta che, osservate le condizioni di rito,
il fedele partecipi, con attenzione e piet,
ad una cerimonia liturgica o un atto in
lode del Santissimo Sacramento, solen-
nemente esposto o conservato nel Sacra-
rio dice il Decreto
Le condizioni di rito che si esigono
per guadagnare una indulgenza ple-
naria sono: Confessione sacramenta-
le, Comunione eucaristica, recitare una
preghiera in favore del Papa (pu esse-
re, per esempio un Padre Nostro, una
Ave Maria ed un Gloria), avere lanima
totalmente libera da qualsiasi peccato.
Nelle stesse condizioni, conces-
sa lindulgenza plenaria ai membri del
Clero, degli Istituti di Vita Consacrata
e delle Societ di Vita Apostolica, ed
anche ai semplici fedeli abituati a re-
citare lUfficio Divino, ogni volta che
pregano alla fine della giornata, indivi-
dualmente o insieme, nelle ore del Ve-
spro e della Compieta davanti al San-
tissimo Sacramento.
* * *
Anche le persone impedite di anda-
re in Chiesa, per malattia o qualche al-
tro motivo giusto, possono guadagna-
re queste indulgenze nella loro propria
residenza o qualsiasi altro luogo do-
ve si trovino a causa della loro parti-
colare situazione. Per questo avranno
bisogno di: esenzione totale da qual-
siasi peccato e intenzione di adempie-
re alle altre due condizioni non appe-
na possibile, fare spiritualmente, que-
sto s, con il desiderio del cuore, una
visita al Santissimo Sacramento; e pre-
gare il Padre Nostro, il Credo ed alcu-
na pietosa invocazione a Ges Sacra-
mentato (per esempio Grazie e lodi si
devono in ogni momento al Santissimo
e Divinissimo Sacramento).
Se neanche questo possono fare, ri-
ceveranno indulgenza plenaria offren-
do a Dio le loro sofferenze e disagi,
unendosi interiormente a coloro che
assolvono alle condizioni di rito e fa-
cendo il proposito di assolverle pure
loro, non appena possibile.
* * *
I sacerdoti, soprattutto i parroci, so-
no sollecitati a offrire ai fedeli facilita-
zioni per guadagnare lindulgenza. In
primo luogo, informandoli del mo-
do pi conveniente rispetto a que-
sta salutare disposizione della Santa
Chiesa; in secondo luogo, disponendo-
si con prontezza e generosita rice-
verli in confessione; e nei giorni fissati
a seconda della convenienza dei fede-
li, promuovere preghiere solenni a Ge-
s Ostia.
I fedeli, a loro volta, sono esortati a
dare frequenti ed inequivocabili testi-
monianze della loro fede e devozione
al Santissimo Sacramento, per mezzo
di processioni, comunioni eucaristiche,
adorazioni, ecc.
di promuovere tra i laici un sentimento
di responsabilit condivisa concernen-
te la vita e la missione della Chiesa. In-
sistendo nella necessit di una teolo-
gia e di una spiritualit di comunione e
missione per rinnovare la vita ecclesia-
le, ho evidenziato limportanza di fare
nostra lantica saggezza che, senza pre-
giudicare in nulla il ruolo gerarchico dei
Pastori, sapeva incentivarli ad ascolta-
re attentamente tutto il popolo di Dio
(Novo millennio ineunte, 45).
Senza dubbio, questo impliche-
r uno sforzo cosciente da parte di
ogni Vescovo per sviluppare nella sua
Chiesa particolare strutture di comu-
nione e di partecipazione che sen-
za essere a detrimento della respon-
sabilit personale relativa alle deci-
sioni che chiamato a prendere in
virt della sua autorit apostolica
gli permetteranno di udire lo Spirito
che parla e vive nei fedeli (cfr. Pasto-
res gregis, 44).
Ancora pi importante che que-
sto esige, in tutti gli aspetti della vita
ecclesiale, che si coltivi uno spirito di
comunione fondato nel sensus fidei so-
vrannaturale e nella ricca variet di ca-
rismi e missioni che lo Spirito Santo
sparge su tutto linsieme dei battezza-
ti per edificarli nellunit e nella fedel-
t alla Parola di Dio.
La comprensione della cooperazio-
ne e della responsabilit comune, fer-
mamente radicata nei principi di una
sana ecclesiologia, garantir una colla-
borazione autentica e feconda tra i Pa-
stori ed i fedeli laici, senza pericolo che
questa relazione si deformi per laccet-
tazione, in senso critico, di categorie e
strutture tratte dalla vita secolare.
(Discorso ai Vescovi di Luisville,
Mobile e New Orleans, Stati Uniti,
4/12/2004)
C
o
l

g
i
o

A
r
a
u
t
o
s
d
o

E
v
a
n
g
e
l
h
o





I
n
t
e
r
n
a
c
i
o
n
a
l



L
La casa di Dio
deve essere bella
La bellezza di una chiesa aiuta i fedeli, specialmente
i pi poveri, a vedere un poco della bellezza di Dio,
spieg il cardinale S. Em. Mons. Claudio Hummes, nella
cerimonia di consacrazione della Chiesa di SantAntonio
di Lisbona, nella capitale di San Paolo. Trascriviamo,
sotto, alcuni brani delle parole di Sua Eminenza.
Collegio Araudi del Vangelo Internazionale
Dove il sogno dei genitori diventa realt
Formazione cattolica ed
insegnamento di qualit
Iscrizioni aperte
Educazione infantile ed
Istruzione fondamentale
(11) 4612-3913
Estrada do Capuava-Ponta Por, 1080 Granja Viana So Paulo/SP
Cep: 06846-090 tel (11) 4612-3913 (20 minuti dallAv. Faria Lima)
www.colegioarautos.com.br / colegioarautos@colegioarautos.com.br
a Chiesa ha sempre dimostrato un tocco di
affetto e attenzione nelledificare chiese belle
che ci ricordino un poco delle cose di Dio.
Alle volte, in altri tempi, si diceva che
una chiesa non doveva essere bella, doveva
essere molto semplice, molto popolare, perch il popolo
povero. Allora, facciamo una chiesa ben povera. E si co-
struiva un capannone...
No! Siamo esattamente noi, pi poveri, che desideria-
mo avere una chiesa bella, dove possiamo, in quelle do-
meniche in cui stiamo insieme, nella bellezza vedere un
poco di Dio. Dio infinitamente bello, Dio la bellez-
za massima. Una delle qualit di Dio la bellezza. Quan-
do noi Lo vedremo faccia a faccia, rimarremo meraviglia-
ti davanti alla bellezza di Dio. per questo che la chiesa
che si presenta con tutti quei tratti di bellezza, ci aiuta a
pensare a Dio.
E, soprattutto, vogliamo rendere omaggio a Dio con le
nostre cose migliori, vogliamo portare a Lui le nostre co-
se migliori.
San Francesco di Assisi, che era tanto povero, chiede-
va la carit, ed ancora ripartiva la carit che riceveva con
gli altri mendicanti, e diceva. La Casa di Dio deve essere
bella; quanto pi bella , migliore .
D
IL RE DAVIDE
Modello di penitenza
e di fiducia
Si distacc come uomo combattente, diplomatico, governante,
e persino come artista. Intanto il re Davide venerato nel
mondo intero come modello di peccatore pentito.
Severiano de Oliveira
Il Re Davide (Monastero
del Escorial, Spagna)
F
o
t
o
s
:

S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
al punto di vista
del salire nella
vita, nessun uo-
mo diede un sal-
to cos prodigio-
so come quel giovanile pastore, fi-
glio di un oscuro uomo conosciuto
col nome di Isaia, di una cittadina del-
la Giudea ancora pi oscura, chiamata
Betlemme.
Egli era biondo, dai begli occhi
e dallaspetto molto bello, secondo
quanto ci attesta la Sacra Scrittura.
Aveva, oltretutto, il dono delleloquen-
za e suonava larpa magnificamente. A
parte questo, era forte e intrepido, al
punto da uccidere orsi e leoni che as-
saltavano il suo gregge.
Nel frattempo, malgrado tutte que-
ste qualit, non era pi che un sempli-
ce pastorello, quando arriv a casa di
suo padre un anziano di nome Samue-
le e lo consacr Re di Israele. E a par-
tire da quel momento, lo Spirito del Si-
gnore si impossess di Davide (I Sam
16, 13). In un istante, pass da pasto-
re di pecore a re scelto direttamente
da Dio!
Salto pi portentoso di questo, la
Storia non registra.
Ges, figlio di Davide
La storia di Davide narrata con
ricchezza di particolari nel Primo e nel
Secondo Libro di Samuele, e nel Pri-
mo Libro delle Cronache. Non faci-
le definire, tra gli innumerevoli aspetti
della sua personalit, quale il pi sa-
liente. Si pu, tuttavia, metterne in ri-
lievo alcuni: uomo di combattimento,
diplomatico, governante, artista.
Poeta di ispirazione quasi inesau-
ribile, fece sgorgare dal suo cuore in-
numerevoli cantici ed orazioni in lode
di Dio. La Sacra Scrittura lo presen-
ta non solo come esimio suonatore di
Ripreso dal profeta Natan, Davide riconobbe umilmen-
te le sue colpe ed implor il perdono di Dio (vetrata
della Cattedrale di Colonia, Germania)
Febbraio 2005 Salvami Regina 21
Modello di penitenza
e di fiducia
arpa, ma anche come organizzatore di
cantori del Tempio e perfino come in-
ventore di strumenti musicali.
A ragione, egli considerato come
il re per eccellenza. Ebbe, forse pi di
qualsiasi altro sovrano, il dono di atti-
rare a s e reclutare al suo servizio gli
uomini pi competenti del suo tempo.
Vittorioso contro tutti i suoi nemici,
govern con saggezza e giustizia il Po-
polo Eletto. In virt della benedizione
dellAltissimo, le sue impre-
se furono tutte coronate dal
successo, e cos egli por-
t il regno ad un alto gra-
do di prosperit e splen-
dore.
Ma le Sacre Scritture
gli conferiscono un tito-
lo di gloria incompa-
rabilmente superio-
re. Nel descrivere
la genealogia di
Ges, San Mat-
teo Lo definisce
come figlio di Da-
vide (1, 1). E San
Luca dice della Ver-
gine Maria, nellAn-
nunciazione: Dio gli da-
r il trono di suo padre
Davide (1, 32-33). An-
che San Paolo, ignoran-
do tutti i restanti ante-
nati del Salvatore, affer-
ma esser Egli discenden-
te di Davide, secondo la car-
ne (Rom 1, 3). In diversi
altri passaggi, Ges chia-
mato figlio di Davide.
Il salmo 50 Miserere
Nel frattempo, ci che fa
del Re Salmista un uomo ricordato e
venerato nel mondo intero non que-
sto titolo, ma un altro, quello di pecca-
tore pentito.
Davide pecc, e con forti aggravan-
ti. Tuttavia, redarguito dallinviato del
Signore, il Profeta Natan, riconobbe
umilmente le sue colpe ed implor il
perdono di Dio, fiducioso nella sua in-
finita misericordia.
Fu allora che compose il Salmo
50, intitolato Miserere, nel quale sono
espressi i vari elementi della contrizio-
ne perfetta.
In esso si vede chiaramente il rico-
noscimento della propria colpa:
Riconosco le mie colpe, e il mio pec-
cato sempre mi sta dinanzi. (...) Contro
di te, te solo, ho peccato e ho fatto ci
che male davanti ai tuoi occhi. Il Sal-
mista rileva la turpitudine dellazione
che fece e che non avrebbe dovuto fa-
re.
Da l nasce una richiesta di perdo-
no, con manifestazione di dolore: Ab-
bi piet di me, o Dio, per la tua gran-
de misericordia (...) purificami dal mio
peccato. Egli invoca la grande miseri-
cordia di Dio, come chi fa capire che il
suo peccato, per il fatto di essere mol-
to grave, potr solo essere perdonato
grazie alla forza di una insigne miseri-
cordia.
Supplica fatta con completa fiducia:
Tu mi purificherai ed io sar pi bianco
della neve (...) Non disprezzerai, o Dio,
un cuore contrito e umiliato.
In seguito, il peccatore, sentendo-
si gi con lanima rigenerata, chiede a
Dio un favore pi grande, chiede che
la sua riparazione sia completa: Crea
in me, o Dio, un cuore puro, e rinno-
va nel mio interno uno spiri-
to retto.
Tutto questo coro-
nato da una promes-
sa di ricompensa al Si-
gnore per tanta mise-
ricordia: Insegner ai
traviati le tue vie (...) la
mia bocca annunce-
r le tue lodi. Dio lo
perdon e lo rein-
trodusse alla sua
amicizia. Sapen-
do che Dio desi-
dera la salvezza di
tutti gli uomini, egli
assume limpegno:
Far apostolato per la
conversione di altri pec-
catori.
Penitenza e fiducia
Dallincredulit di
San Tommaso, Ges fe-
ce derivare un inestimabi-
le beneficio: avendo avu-
to lopportunit di tocca-
re con le sue dita le divi-
ne piaghe del Redento-
re, lApostolo incredu-
lo serv da testimone per
gli uomini di fede debo-
le, di tutti i tempi. Si pu dire lo stesso
di Davide, peccatore: il suo pentimen-
to, seguito dal copioso perdono di Dio,
stimola lumanit intera a imitarlo nel-
la penitenza e nella fiducia, cos come
lo imit nel peccato.
Questa una riflessione di inestima-
bile valore nel periodo della Quaresi-
ma, nel quale la Santa Chiesa invita in
modo speciale il popolo dei fedeli a fare
penitenza, s, ma con filiale fiducia nella
bont infinita del nostro Redentore.
N
Antonio Queiroz
22 Salvami Regina Febbraio 2005
SANTANDREA CORSINI
Il lupo si trasform in agnello...
e pi tardi in Pastore
Sei mio servitore, in te sar glorificata. Queste parole della
Vergine Maria al giovane sacerdote Andrea Corsini costituiscono la
migliore sintesi della sua santa vita.
icol Corsini e la sua
sposa Gemma Strac-
ciabende ascoltava-
no attentamente il
sermone nella chiesa
della carmelitane ed ebbero entrambi
un saprassalto interiore quando il pre-
dicatore pronunci queste parole del-
lEsodo: Non tarderai ad offrire a Dio
le decime e le primizie.
La famiglia Corsini era delle pi
nobili di Firenze. A Nicol e alla sua
sposa non mancavano risorse finanzia-
rie, meno ancora virt e piet, per fare
generose donazioni alla Chiesa. A che
cosa attribuire allora questo soprassal-
to a proposito della decima?
Era la voce della grazia nelle loro
anime.
Promessa ricompensata
Fino ad allora, gli sposi non aveva-
no avuto alcun figlio, e ne desidera-
vano molti. Alle orecchie di Gemma,
quella frase dellEsodo suon come un
suggerimento venuto dal cielo. Di con-
sacrare a Dio il primo figlio che Egli
concedesse loro. E senza esitazione fe-
ce la promessa, davanti allimmagine
di Nostra Signora del Popolo.
Senza sapere cosa era successo al-
la sposa, Nicol fu oggetto di identi-
ca commozione sovrannaturale e fe-
ce una identica promessa, davanti alla
stessa immagine della Santissima Ver-
gine.
Di ritorno a casa, non fu piccola la
sorpresa della devota coppia, quando
luno rivel allaltro ci che era succes-
so scoprendo cos la felice coinciden-
za. Pieni di speranza, rinnovarono la
promessa ai piedi di unimmagine del-
la Vergine Maria.
Constatando alcuni mesi dopo che
la loro supplica era stata ascoltata,
Gemma pass allora a pregare con ar-
dore affinch il frutto delle sue viscere
fosse gradito a Dio.
Per la sua meraviglia, alla vigilia del-
la nascita del bambino, sogn che da-
va alla luce un lupo. Nel sogno, men-
tre esponeva alla Vergine Immacola-
ta la sua grande afflizione, vide il lupo
entrare in una chiesa e trasformarsi in
candido agnello.
Si sent alleviata nello svegliarsi,
ma non raccont a nessuno del sogno.
Il giorno seguente, 30 novembre del
1302, festa di SantAndrea, diede alla
luce un bel bimbo, che ricevette il no-
me dell Apostolo.
Il sogno diventa realt
Andrea eredit la nobilt dei geni-
tori. Era di bella presenza e dotato di
intelligenza privilegiata.
Per, verso i dodici anni di et, di-
vent un figlio ribelle, provocava litigi
e discussioni in famiglia, si interessava
solo dei giochi, armi e battute di cac-
cia. Si interessava poco della Chiesa e
della religione. Aumentava ogni gior-
no di pi la preoccupazione dei geni-
tori circa il futuro di questo figlio cat-
tivo. Avendo costui pi di quindici an-
ni, decisero di spiegargli le circostanze
miracolose della sua nascita e la pro-
messa da loro fatta in quelloccasione.
Il ragazzo, per, con disprezzo, rifiut
di ascoltarli.
Gli disse allora la madre, con voce
soave e scontenta:
Veramente Andrea, tu sei il lupo
che sognai alla vigilia della tua nascita.
Che hai detto? Come posso es-
sere un lupo? ribatt egli con inso-
lenza.
Sappi, figlio mio, che tuo pa-
dre ed io, essendo sterili, abbiamo fat-
to una promessa alla gloriosa Vergine
Maria, di offrirle il primo dei nostri fi-
gli, che sei tu! Sappi anche che, alla vi-
gilia della tua nascita, sognai che davo
alla luce un lupo, ma che entrando in
una chiesa, egli si trasform in agnel-
lo. Cos. Figlio mio, tu appartieni alla
Vergine Maria. Ti supplico, pertanto,
di non disdegnarti a servire una tanto
possente padrona.
Questa eloquente esortazione ma-
terna penetr come un dardo nel cuore
del giovane. Toccato da una insigne gra-
Febbraio 2005 Salvami Regina 23
SantAndrea
Corsini
in estasi
(Pinacoteca
Nazionale,
Bologna, Italia)
S
c
a
l
a

A
r
c
h
i
v
e
s
zia, egli trascorse tutta quella notte in
preghiera ai piedi della Madre di Dio.
Le promise: O Vergine Maria, visto
che Vi appartengo, Vi servir con buo-
na volont, notte e giorno. Prega, tutta-
via, Vostro Figlio affinch mi perdoni i
peccati della fanciullezza. Nella stessa
misura in cui Vi ho dato dispiacere, vi-
vendo male, mi sforzer di essere gradi-
to a Voi e a Lui, cambiando vita.
La mattina seguente and alla chie-
sa delle Carmelitane dove, prostra-
to davanti allimmagine di Nostra Si-
gnora del Popolo, supplic: O Glorio-
sa Vergine Maria, ecco qui il lupo di-
voratore e pieno di iniquit. Vi chiedo
umilmente di purificarmi e di cambiar-
mi completamente, trasformandomi in
docile agnello, per servirVi nel vostro
santissimo Ordine.
Continu a pregare cos fino a mez-
zogiorno. Poi and a chiedere al pro-
vinciale che lo accogliesse nellOrdine
Carmelitano. Costui gli chiese:
Dimmi, figlio mio, da dove viene
tale desiderio?
opera di Dio e dei miei geni-
tori, che in questo luogo promisero
di consacrarmi per sempre alla Santa
Vergine.
Aspetta, fra un po vi dar la ri-
sposta.
Mand a chiamare i genitori del
giovane. La madre, nel vedere il figlio
tanto mutato, non pot se non escla-
mare: Ecco mio figlio che da lupo si
trasformato in agnello!
Fervido novizio
Andrea ricevette labito del Car-
melo nel 1318. Per sperimentare la co-
stanza del giovane novizio, gli furono
affidati i compiti pi modesti, come
spazzare il convento, far la guardia al
portone, servire a tavola, la-
vare piatti ed utensili da cuci-
na. Tale era il suo fervore che
considerava questo una glo-
ria. I suoi ex-compagni di pia-
ceri, e persino alcuni parenti,
lo ridicolizzavano per questo
suo avvilimento. Egli, in-
vece, viveva gi in un mondo
superiore, quella del silenzio
e della preghiera.
Un giorno mentre stava di
guardia alla porta del Con-
vento, il demonio apparve per tentar-
lo. Presentandosi a lui come un nobile
personaggio, ben vestito ed accompa-
gnato da vari servi, batt con forza alla
porta, ordinando imperativamente:
Apri in fretta! Sono un tuo pa-
rente e non voglio che rimani qui con
questi frati straccioni. Questa anche
la volont di tuo padre e di tua madre
che ti hanno promesso in matrimonio
ad una bella giovane.
Mi stato ordinato di non apri-
re la porta a nessuno. Oltretutto non ti
conosco. Se qui servo questi umili fra-
telli, imito Ges Cristo che si fece uo-
mo per servirci. Furono i miei genitori
che mi consacrarono a Dio e alla Ver-
gine, servizio nel quale mi rallegro.
Cambiando di tono, disse limpor-
tuno visitante:
Ti chiedo, Andrea, aprimi la por-
ta solo per un istante. Voglio parlare
con te di certe cose... Il tuo superiore
non vedr nulla!
Anche se il priore non vedesse
nulla, sopra di lui sta Dio che scruta i
cuori. per amore di Lui che custodi-
sco questa porta, affinch Lui mi cu-
stodisca e mi aiuti.
Mentre ancora parlava, il novizio
fece il segno della croce, ed il tentatore
scomparve immediatamente, lascian-
do una nuvola di fumo nero e fetido.
Andrea rese grazie a Dio per la vitto-
ria, diventando, dopo aver vinto la ten-
tazione, ancora pi forte e perfetto.
Volando nelle vie della santit
Un anno pi tardi prese i voti so-
lenni e raddoppi il fervore nella pra-
tica delle virt, soprattutto dellumil-
t. Il suo maggiore piacere era servire
gli altri, specialmente gli infermi, aven-
do sempre presente la parola del Si-
gnore: Ci che farete al pi piccolo di
questi piccoli, a Me che lo farete.
Frate Andrea non mancava mai alla
liturgia delle ore sante. Mai disubbidi-
va agli ordini dei suoi superiori. Quan-
to pi gli ordinavano, maggiore era
lallegria che pervadeva la sua anima.
Aveva ben chiaro che il tempo un do-
no prezioso di Dio, per questo utiliz-
zava nello studio tutti i minuti che gli
restavano liberi dal compimento de-
24 Salvami Regina Febbraio 2005
La famiglia
Corsini era una
delle pi nobili
della citt di
Firenze (vista
della citt)
K
i
m

W
e
r
k
e
r

/

s
t
o
c
k
.
x
c
h
n
g
gli obblighi imposti dallobbedienza.
Tutti i venerd, con un cesto appeso in
spalla, usciva mendicando per la stra-
da principale di Firenze. Si immagini
la reazione indignata di alcuni suoi pa-
renti, tutti personaggi importanti nel-
la citt! Incitavano gli abitanti a scher-
nirlo e ad insultarlo. Lui, invece, dopo
aver ricevuto le peggiori ingiurie, si ri-
tirava contento, pensando: Anche Ge-
s fu pesantemente ingiuriato e, anni-
chilito dal dolore, non si irritava.
Le virt sono tutte sorelle, quando
si progredisce in una, si avanza anche
nelle altre. Cos, essendo salito tanto
nella virt dellumilt, il nostro Santo
era ugualmente eccelso nella pratica
della purezza. Fuggiva tutte le occasio-
ni di tentazione e non tollerava che in
sua presenza si pronunciassero parole
sconvenienti.
Dono dei miracoli
In varie occasioni, esercit a bene-
ficio del prossimo il prezioso dono dei
miracoli. Uno dei suoi zii soffriva di
una malattia che gli corrodeva le car-
ni della gamba. Per distrarsi dal ma-
le, trasform la sua casa in un luogo di
gioco.
Mirando a conquistare questa ani-
ma per Ges, Andrea and a fargli vi-
sita e gli chiese:
Vorresti essere curato?
Vattene da qui, mendicante, vuoi
farti beffe di me!
Nel caso desiderassi essere cura-
to, accetta almeno un consiglio.
La mansuetudine del Santo am-
morbid larroganza dellempio, che
disse:
Se fosse possibile una cura per
me, farei tutto ci che vorresti.
Il frate gli raccomand di digiuna-
re per sei giorni e, nel settimo, dire set-
te Padre Nostro, sette Ave Maria e una
Salve Regina.
Se farai questo, ti prometto che
la gloriosa Vergine otterr da suo Fi-
glio la vostra guarigione.
Malgrado fosse incredulo e sen-
za devozione alcuna, il malato cos fe-
ce. Il settimo giorno era guarito. Esul-
tante, cerc Andrea e gli disse:
Sei veramente un amico di Dio,
nipote mio! Non sento pi niente, pos-
so camminare come un giovanotto.
In effetti le sue carni erano rinno-
vate. Da allora, cambi vita, non smet-
tendo pi di rendere grazie a Dio e alla
sua Immacolata Madre.
Sacerdote e vescovo
Nel 1328, Andrea ricevette lordi-
nazione sacerdotale. I genitori aveva-
no preparato tutto per la celebrazione
della sua prima Messa, che pretende-
vano fosse alquanto solenne e contasse
della presenza di tutti i parenti.
Sapendo di questa pretesa familia-
re, il Santo si ritir in un piccolo con-
vento lontano, ove offr a Dio le primi-
zie del sacerdozio, con grande racco-
glimento e devozione.
Come premio, immediatamente do-
po la Comunione, la Santissima Vergi-
ne gli apparve, dicendo: Sei mio ser-
vo, ti ho scelto, e in te sar glorificata.
Per tre giorni limmagine dellIm-
macolato Cuore di Maria ha pellegri-
nato per la parrocchia di San Giorgio
Martire ad Afragola. Il fervore e la
devozione sono state impressionan-
ti. Durante la processione, non sono
state rare le manifestazioni popola-
ri di allegria per il passaggio dellim-
magine pellegrina.
San Leonardo di Porto Maurizio,
fatto Patrono dei Sacerdoti dal Pa-
pa Pio XI, era solito dire: Non at-
traverso un violento discorso sul ma-
le, o un sermone sullinferno che toc-
cheremo le anime pi deboli e pi in-
durite. Per queste, consiglio un mez-
zo semplice: parliamo della bont di
Maria, della sua materna intercessio-
ne presso Ges Cristo: queste parole
riusciranno pi facilmente a toccarli
e a convertirli.
Fu realmente la bont della San-
tissima Vergine che tocc il cuore di
tutti.
PELLEGRINAGGIO DELLIMMAGINE DEL CUORE
IMMACOLATO DI MARIA AD AFRAGOLA
Febbraio 2005 Salvami Regina 25
Queste parole gli penetrarono profon-
damente nel Cuore, rendendolo anco-
ra pi umile e puro. Dopo aver eser-
citato il ministero della predicazione
a Firenze, studi tre anni alluniversi-
t di Parigi e and a completare gli stu-
di col Cardinale Corsini, suo zio, nel-
la citt di Avignone, allora sede del Pa-
pato. L Dio oper per sua intercessio-
ne la guarigione di un cieco.
Di ritorno in patria, fu eletto prio-
re del convento a Firenze. Rimase po-
co tempo con questo incarico. Essen-
do morto il Vescovo di Fiesole, una cit-
t vicina, il capitolo della Cattedrale lo
elesse come successore. Ma il Santo,
venendo a conoscenza dellelezione, si
nascose in un convento dei Certosini,
nel tentativo di sfuggire a tanto perico-
loso carico.
Quando i canonici gi stavano per
procedere ad una nuova elezione, Dio
rivel ad un bambino il rifugio del suo
servo. Timoroso di resistere alla volon-
t del Cielo, Frate Andrea acconsent
allora di ricevere la consacrazione epi-
scopale, nel 1360, a 58 anni.
Vita ancora pi austera
Linnalzamento alla dignit di Vesco-
vo della Santa Chiesa produsse un cam-
biamento nel suo modo di vivere: Egli
raddoppi le sue restrizioni, aggiungen-
do un cinto di ferro sopra il cilicio che
usava. Come letto, aveva solo alcuni ra-
mi di vite stesi per terra. Recitava quo-
tidianamente i salmi penitenziali e la li-
tania dei santi, sottomettendosi ad una
dura disciplina. Tutto il suo tempo era
diviso tra la preghiera, le funzioni epi-
scopali e la meditazione delle Sacre
Scritture. Con ancora pi rigore, evita-
va ogni occasione di tentazione contro
la virt angelica, e non tollerava la pre-
senza di adulatori e maldicenti.
Il suo esempio e i suoi sermoni pro-
ducevano tanti meravigliosi frutti che
subito fu considerato uno dei grandi
apostoli dItalia.
Moltiplic i pani
Tutti i gioved aveva labitudine di
lavare i piedi ai poveri, imitando lumil-
t di Nostro Signore Ges Cristo. Una
volta uno di essi si rifiutava di mostrar-
gli i piedi, perch erano coperti di ul-
cere. Il Santo vinse la sua resistenza,
glieli lav e questi rimasero completa-
mente guariti.
Dopo la cerimonia del lavaggio dei
piedi, mai si congedava da loro sen-
za aver prima dato un sollievo alla lo-
ro indigenza con una generosa distri-
buzione di pane: Una volta che ne ave-
va pochi, egli, con una benedizione, li
moltiplic riuscendo cos a soddisfare
tutti i bisognosi.
Possedeva anche una singolare atti-
tudine per armonizzare gli spiriti divi-
si, e di essa si avvalse per spegnere tut-
te le sedizioni tanto nella sua Dioce-
si come in Firenze. Informato di que-
sto, Papa Urbano V lo invi come am-
basciatore a Bologna, per conciliare le
fazioni che fomentavano la nobilt ed
il popolo uno contro laltro. SantAn-
drea ristabil la pace in questa citt,
che dur fin tanto che visse.
Cammin con allegria
verso la morte
Durante la Messa di Natale del
1372, il Santo Vescovo si sent assa-
lito da una febbre che subito lo sog-
giog. Lontano dallallarmarsi per la
prossimit della morte, commin nella
sua direzione con tranquillit, e persi-
no con sorprendente allegria. Mor il 6
gennaio del 1373, a 72 anni di et.
La fama di santit che circond la
sua vita, dopo la morte si diffuse rapi-
damente in Italia ed in Europa, ricor-
d Sua Santit Giovanni Paolo II, nel
7 centenario della nascita di SantAn-
drea Corsini.
Se Dio lo onor con molti miracoli
in vita, la voce del popolo lo canoniz-
z immediatamente dopo la sua mor-
te. Papa Eugenio IV, messo a parte de-
gli effetti che la intercessione del San-
to produceva in tutta la regione di Fi-
renze, autorizz che i suoi resti morta-
li fossero esposti alla venerazione dei
fedeli. E Urbano VIII lo canonizz nel
1629.
I
Splendore e amore fraterno
Cos stato il Natale degli Araldi
Cattedrale di Campo
Limpo, So Paulo An-
che in questo Natale, gli
Araldi del Vangelo hanno
costruito un presepio arti-
stico con suoni e luci nel-
la Cattedrale di Campo
Limpo, ed hanno presen-
tato un concerto natalizio
per il numeroso pubblico
presente.
Toronto (Canada) Mentre nevicava, la comunit vietnamita di que-
sta citt commemorava devotamente il Natale con gli Araldi nella Chie-
sa di Santa Giovanna Francesca. Durante il giorno, gli Araldi hanno di-
stribuito alimenti alle famiglie povere nella periferia della metropoli.
Vittoria (ES), nel tribuna-
le di giustizia Pubblico
scelto ha assistito al concer-
to natalizio degli Araldi del
Vangelo nel Tribunale di Giu-
stizia dello Stato dello Spi-
rito Santo. Limmagine della
Santissima Vergine fu inco-
ronata dalla signora Rosalina
Campana Tristo, moglie del
Presidente di questalta Cor-
te, e dalla sua vice-direttrice
D.ssa Teresinha Laranja.
Maputo (Mozambico) Gli Araldi mozambicani mentre
venerano il Bambino Ges a Natale.
Messa nella Cattedrale di So
Paulo Migliaia di fedeli riempi-
rono la Cattedrale della Sede pau-
lista nella tradizionale Messa del
Gallo, celebrata dal Cardinale Ar-
civescovo S. Em. Mons. Claudio
Hummes, con animazione liturgica
a carico del Coro e Orchestra In-
ternazionale degli Araldi. La mat-
tina del 25, altra splendida Cele-
brazione Eucaristica presieduta da
S. Em. Mons. Claudio ha riempito
nuovamente lampio edificio sacro.
n occasione delle commemo-
razioni della nascita di Ges,
i cuori si rallegrano, rinasco-
no speranze. Infine, Dio si fece Bam-
bino, risvegliando negli uomini sen-
timenti di compassione e tenerezza.
Tutti noi ci sentiamo pi fratelli, il
Cielo ci sembra approssimarsi di pi
alla terra...
Gli Araldi si rallegrano per aver po-
tuto collaborare per trasmettere a mi-
gliaia di fratelli nella fede, molti di lo-
ro bisognosi, il messaggio di fede e
speranza proprio del Natale.
ARALDI NEL MONDO
Splendore e amore fraterno
Cos stato il Natale degli Araldi
Toronto (Canada) Mentre nevicava, la comunit vietnamita di que-
sta citt commemorava devotamente il Natale con gli Araldi nella Chie-
sa di Santa Giovanna Francesca. Durante il giorno, gli Araldi hanno di-
stribuito alimenti alle famiglie povere nella periferia della metropoli.
Valparaiso (Cile) I 250
bambini della Casa della Di-
vina Provvidenza hanno avu-
to un Natale speciale offerto
dalle Cooperatrici degli Aral-
di che hanno dato loro regali
e un lauto pranzo.
Rio de Janeiro Gli Araldi hanno
collaborato nella distribuzione di
giochi ed alimenti per famiglie po-
vere, organizzata da signore della
societ carioca.
Sao Jos di Costarica Nel ricovero di Here-
dia, natale speciale per gli anziani.
Maputo (Mozambico) Gli Araldi mozambicani mentre
venerano il Bambino Ges a Natale.
Visite agli ospedali Nel Natale, gli Araldi han-
no portato il Bambino Ges per confortare gli am-
malati a San Jos di Costa Rica (foto1), Vittoria-
ES (foto2) e Lisbona- Portogallo (foto3)
1
2
3
Febbraio 2005 Araldi del Vangelo 27
n occasione delle commemo-
razioni della nascita di Ges,
i cuori si rallegrano, rinasco-
no speranze. Infine, Dio si fece Bam-
bino, risvegliando negli uomini sen-
timenti di compassione e tenerezza.
Tutti noi ci sentiamo pi fratelli, il
Cielo ci sembra approssimarsi di pi
alla terra...
Gli Araldi si rallegrano per aver po-
tuto collaborare per trasmettere a mi-
gliaia di fratelli nella fede, molti di lo-
ro bisognosi, il messaggio di fede e
speranza proprio del Natale.
ARALDI NEL MONDO
Rio de Janeiro: Parrocchia viene consacrata a Nostra
Signora Apparsa Il Cardinale Arcivescovo S. Em. Mons. Eu-
sebio Oscar Scheld ha celebrato una Messa allaperto di fronte
alla Matrice di Cristo Operaio e Santo Cura DArs, ha messo la
corona alla Statua di Nostra Signora Apparsa ed ha consacrato
la parrocchia alla Patrona del Brasile.
Nuova Friburgo, RJ: Omaggio allImmacolata
Concezione Le giovani Messaggere di Nuova
Friburgo hanno partecipato alle festivit in onore
dellImmacolata Concezione, patrona della citt di
Sumidouro. Il Pe. Miguel, parroco, ha ringraziato
la presenza delle giovani che erano venute
onorando la bellezza di commemorare la festa
dellImmacolata.
Rio de Janeiro: Pro-
cessione a Botafogo
Il Pe. Marcos William,
della Parrocchia di No-
stra Signora della Con-
cezione, a Botafogo, ha
promosso una proces-
sione in omaggio alla
Patrona.
Belm: Insediamento del nuovo Arcivescovo Con gran-
de solennit, si insediato il nuovo Arcivescovo di Belm,
S. E. Mons. Orani Joo Tempesta (distacco). La cerimonia ha
contato con la presenza del Nunzio Apostolico, S. E. Mons.
Lorenzo Baldisseri, 23 vescovi e 100 sacerdoti. La Banda
degli Araldi ha suonato nella processione alla quale hanno
partecipato anche il Governatore di Stato, Dott. Simo Jatene,
il Prefetto Municipale, Dott. Edmilson Rodrigues, ed altre
autorit civili e militari.
Nuova Friburgo, RJ:
visita al Vescovo
Alla fine dellanno, gli
Araldi di Nuova Fribur-
go furono affettuosa-
mente ricevuti dal Ve-
scovo Diocesano, S. E.
Mons. Rafael Cifuen-
tes che volevano rin-
graziare per lappog-
gio che hanno ricevu-
to da lui.
28 Salvami Regina Febbraio 2005
S. E. Mons. Emilio benedice il Collegio Il Vescovo di Campo Limpo. S. E. Mons. Emilio Pignoli, ha benedetto il
18 dicembre scorso le istallazioni del Collegio Araldi del Vangelo Internazionale. Ringrazio Dio e Nostra Signora di
Fatima per ci che stiamo benedicendo, con un grande augurio di progresso: questo Collegio Araldi del Vangelo
Internazionale. Benedico tutti coloro che appoggeranno questa impresa ed invieranno alunni a ricevere qui una
formazione integrale, legando fede e vita, come deve essere per il cristiano, luce del mondo e sale della terra ha
detto in questa occasione. In seguito, il parroco, Pe Andr Dimas, ha celebrato una Messa, nelle dipendenze del
Collegio, come accade ogni sabato.
Recife: Consacrazione a Nos-
tra Signora Il giorno 19 di di-
cembre, 37 persone preparate
dagli Araldi hanno avuto lalle-
gria di fare la loro consacrazio-
ne a Nostra Signora seguendo il
metodo di San Luigi Grignon di
Montfort, nella Chiesa di Nostra
Signora del Buon Parto.
San Carlo, SP: Anniversario
di ordinazione sacerdotale
S. E. Mons. Jos de Aquino Pe-
reira, Vescovo emerito di San Jo-
s del Rio Preto, SP, ha comme-
morato allinizio di dicembre il
suo 60 anniversario di ordina-
zione sacerdotale, coronando
la statua dellImmacolato Cuore
di Maria nella cattedrale di San
Carlo. Erano presenti il Vescovo
diocesano, S. E. Mons. Joviano
di Lima e quello di Amparo, S. E.
Mons. Francisco Jos Zugliani
Marcei: Nuovi coo-
peratori Nella Chie-
sa della Madonna del-
lAssunzione, il giorno
17 dicembre, 16 nuo-
vi Cooperatori hanno
ricevuto la tunica de-
gli Araldi (foto). E 60
persone hanno fatto la
consacrazione alla
Madonna.
Ordinazione di sacerdoti nella diocesi di Santo
Amaro (SP) In una toccante cerimonia realizzata
il giorno 12 di dicembre nella Chiesa del Sacro Cuo-
re di Ges, S. E. Mons. Fernando Antonio Figuereido
ha ordinato tre nuovi sacerdoti. Dopo aver dato la lo-
ro prima benedizione, essi si sono consacrati a No-
stra Signora. I 60 fedeli hanno fatto anchessi questa
consacrazione.
Febbraio 2005 Salvami Regina 29
30 Salvami Regina Febbraio 2005
Per: Grandiose commemorazioni
LArcidiocesi di Lima ha promosso grandi
festeggiamenti per i 150 anni del dogma
dellImmacolata Concezione. La vigilia, si
sono svolte la processione (foto) e la Messa
nella Cattedrale, celebrata dal Cardinal
Arcivescovo S. Em. Mons. Juan Luis Cipriani.
Il giorno della festa, in una Messa solenne
nella Piazza delle Armi, 1400 giovani hanno
fatto la Prima Comunione. Gli Araldi hanno
partecipato alla commissione organizzatrice.
Nicaragua: Nuovi cooperatori NellEucarestia presiedu-
ta da S. E. Mons. Jorge Solrzano, Vescovo ausiliare di Ma-
nagua, 14 nuovi Cooperatori degli Araldi hanno fatto la loro
consacrazione alla Madonna ed hanno ricevuto la caratteri-
stica tunica dellAssociazione. Il Vescovo ha ringraziato il la-
voro evangelizzatore svolto dagli Araldi nellArcidiocesi.
San Jos di Costa Rica: Nuovi Araldi e coope-
ratori Nella festa della Madonna, nella Messa ce-
lebrata dal Pe. Dorilo Murillo, SDB 6 nuovi Araldi e
12 nuovi Cooperatori si sono consacrati alla Santis-
sima Vergine.
Colombia: Missioni Mariane nel dipartimento di
Santander Invitati dal Pe. Manuel Camacho, parro-
co della Chiesa di Nostra Signora di Fatima, a Buca-
ramanga, gli Araldi hanno fatto vari giorni di Missio-
ne Mariana in questa citt, a Girona e Piedecuesta.
Paraguai: Cena di beneficenza Un pubblico selezio-
nato ha partecipato alla cena di beneficenza nellAsun-
cin Golf Club, a favore dellAccademia di Studi e For-
mazione degli Araldi del Vangelo in questa capitale. S. E.
Mons. Riccardo Valenzuela, Vescovo Castrense e Segre-
tario della Conferenza Episcopale Paraguaiana, ha reso
prestigioso levento con la sua presenza.
Febbraio 2005 Salvami Regina 31
Miami (USA): Primi sabati Nella Parrocchia del Buon
Pastore, gli Araldi hanno promosso per tutto il mese la
devozione dei Primi Sabati. Nella festa dellImmacolata
Concezione, hanno partecipato alla Messa celebrata da
S. E. Mons. Emilio de Jesus Estevez, Vescovo diocesano.
Toronto (Canada): Nostra Signora di Guadalupe Nella fe-
sta della Patrona delle Americhe, gli Araldi hanno partecipato alle
commemorazioni nella Parrocchia a Lei dedicata, con una messa
celebrata da Pe. Jos David Perez. Nello stesso giorno, nuovi Aral-
di hanno fatto la loro solenne consacrazione a Nostra Signora.
Francia: Oratori Diversi Oratori ormai percorrono le
citt di Parigi, Dourgne, Epinay-sur-Seine, Chelles,
Lescure-dAlbigeois (foto) e Albi.
Filippine: Missione Mariana nella Diocesi di Calbayog
rilevante la devozione alla Madre di Dio che si nota nei
bambini filippini. Nella foto, scuola nellisola di Samar.
Oeiras, Portogallo Gli Araldi del Vangelo hanno animato
lEucarestia presieduta dal Cardinale Patriarca di Lisbona,
S. EM. Mons. Jos da Cruz Policarpo, il giorno 1 gennaio,
solennit di Santa Maria Madre di Dio e giorno Mondiale
della Pace.
San Jos di Costa Rica Gli Araldi del Vangelo hanno vi-
sitato La carpio, una delle comunit pi povere della citt,
dove hanno distribuito doni.
Victor Hugo Toniolo
N
San Pietro nella cattedra
pontificia (Chiesa del Sacro
Cuore di Ges, So Paulo)
T
i
m
o
t
h
y

R
i
n
g
LA CATTEDRA DI SAN PIETRO
TRONO DEL PAPA
e simbolo dellinfallibilit
Seduto su una semplice sedia di quercia, San Pietro
presiedeva alle riunioni della Chiesa primitiva. Lungo i
secoli, questa preziosa reliquia and aumentando in valore
e significato.
essun passante sem-
brava prestare la mi-
nima attenzione a
quel giudeo dallaspet-
to grave che saliva con
passo fermo una strada del monte Aven-
tino, a Roma, nellanno 54 dellEra Cri-
stiana.
Intanto, alcu-
ni secoli dopo, da
tutte le parti del
mondo accorse-
ro in questa cit-
t imperatori, re,
principi, poten-
tati e, soprat-
tutto, moltitudini di fedeli per baciare
i piedi di una statua di bronzo di que-
sto uomo fino ad allora sconosciuto e
quasi disprezzato dalla Roma pagana.
Invece era stato a lui che lo stesso Dio
aveva detto: Tutto quanto legherai sul-
la terra sar legato nei cieli, e tutto quan-
to scioglierai sulla terra sar sciolto nei
cieli. (Mt. 16, 19).
S, era lApostolo Pietro che ritor-
nava alla capitale dellImpero per l
stabilirvi il governo supremo della San-
ta Chiesa.
Salutate Prisca e Aquila
Probabilmente lo accompagnava-
no alcuni cristiani, tra i quali Aquila e
sua moglia Prisca, battezzati da lui po-
chi anni prima. NellEpistola ai Roma-
ni, San Paolo fa a questa coppia il se-
guente riferimento altamente elogiati-
vo: Salutate Prisca e Aquila, miei col-
laboratori in Cristo Ges; Essi, per sal-
varmi la vita, hanno esposto il loro col-
lo. E per questo li ringrazio, non solo io,
ma anche tutte le Chiese dei Gentili. Sa-
lutate anche la comunit che si riuni-
sce in casa loro (Rom 16, 3-5).
Irrigata dal sangue dei primi
martiri, levangelizzazione metteva
profonde radici nelle anime e si dif-
fondeva rapidamente in tutto il mon-
do. Ma non esistevano ancora edifici
sacri per la celebrazione del culto divi-
no, in modo che questa si faceva in ca-
se private.
Cos, Aquila e Prisca ebbero il pri-
vilegio incomparabile di accogliere
a casa loro la comunit cristiana. L
San Pietro pregava, istruiva, celebra-
va lEucarestia. Da questa modesta ca-
sa lui governava la Chiesa, che fioriva
dappertutto, malgrado gli ostacoli sol-
levati dai nemici della Luce.
Era una sedia semplice, di quercia
Piena di estasi e venerazione per il
Principe degli Apostoli, Prisca riserv
per uso esclusivo di lui la miglior sedia
della casa. Su quella si sedeva il San-
to per presiedere alle riunioni della co-
munit.
Dopo la morte dellApostolo, que-
sta sedia divenne oggetto di speciale
venerazione dei cristiani, come prezio-
sa evocazione del suo insegnamento.
Passarono subito a denominarla come
cattedra, nome greco che designa la
sedia alta degli insegnanti, simbolo del
magistero.
Era allinizio un pezzo molto sem-
plice, in quercia. Col passare del tem-
po, alcune parti deteriorati, furono re-
staurate o rinforzate con legno di aca-
Febbraio 2005 Salvami Regina 33
J
o
s


A
f
o
n
s
o

A
g
u
i
a
r
Altare della Cattedra di San Pietro, nella
Basilica del Vaticano
cia. Alla fine, fu ornata con altoririe-
vi in avorio, rappresentanti diversi te-
mi profani.
Un altare reliquiario
Ci sono testimonian-
ze e documenti sufficien-
ti per seguire la sua storia
dalla fine del II secolo fi-
no ai nostri giorni.
Tertuliano e San Ci-
priano attestano che al lo-
ro tempo (fine secolo II e
inizio sec. III) questa cat-
tedra era conservata a Ro-
ma come simbolo della
Supremazia dei Vescovi
della citt imperiale.
Nel IV secolo circa, col-
locata nel battistero del-
la Basilica di San Pietro,
era esposta alla venera-
zione dei fedeli nei giorni
18 gennaio e 22 febbraio.
Durante tutto il Medioevo
fu conservata nella Basili-
ca del Vaticano, ed utiliz-
zata per la intronizzazio-
ne del Sovrano Pontefice.
Nel 1657 Papa Alessandro
VII ordin allo scultore
ed architetto Bernini un
monumento per esaltare
una cos tanto preziosa re-
liquia. Avendo impegnato
tutto il suo genio, costru
il magnifico Altare del-
la Cattedra di San Pietro,
considerato da molti il suo
capolavoro.
In questaltare pieno
di simbolismo, il marmo
dellAquitania ed il dia-
spro della Sicilia, sui quali
si appoggia il monumento, rappresen-
tano la solidit e la nobilt dei fonda-
menti della Chiesa. Le quattro gigan-
tesche statue che sostengono la catte-
dra e che rappresentano SantAm-
brogio, SantAgostino, SantAtanasio
e San Giovanni Crisostomo, Padri del-
la chiesa Latina e di quella Greca ri-
cordano luniversalit della Chiesa e la
coerenza tra linsegnamento dei teolo-
gi e la dottrina degli Apostoli.
Al centro dellaltare fu collocata nel
1666 la cattedra di bronzo dorato den-
tro la quale racchiusa, come in un re-
liquiario, la bimillenaria cattedra di
San Pietro.
Simbolo dellinfallibilit papale
Nei documenti ecclesiastici, lespres-
sione Cattedra di San Pietro ha lo stes-
so significato di Trono di San Pietro,
Soglio Pontificio, Sede Apostolica.. in
un senso figurativo, la si equipara al
Papato e anche alla stessa Chiesa Cat-
tolica. Hanno affermato i Padri del IV
Concilio di Costantinopoli (anno 859):
La Religione cattolica sempre si con-
servata inviolabile nella Sede Apostolica
(...) Noi speriamo di mantenerci uniti a
questa Sede Apostolica sulla quale ripo-
sa la vera e perfetta solidit della Reli-
gione cristiana.
Nella stessa epoca Papa San Nico-
la I pot con tutta ragio-
ne sostenere che nei con-
cili non si riconobbe come
valido e con forza di legge
se non ci che fu ratifica-
to dalla Sede di San Pie-
tro, mentre non fu preso in
considerazione quello che
lei ricus.
In una delle sue let-
tere, San Bernardo usa
lespressione Santa Se-
de Apostolica per rife-
rirsi alla persona del Papa
ed afferma che linfallibi-
lit privilegio della Se-
de Apostolica.
Dopo la solenne defini-
zione del dogma della In-
fallibilit papale nel Con-
cilio Vaticano I, tutti i cat-
tolici, ecclesiastici o laici,
sono unanimi nel procla-
mare che il Papa e sem-
pre sar esente da erro-
re in materia di fede e di
morale, in accordo con le
parole di Ges al Princi-
pe degli Apostoli.Io ho
pregato per te affinch non
venga meno la tua fede e
tu, a tua volta, conferma i
tuoi fratelli (Lc 22, 32).
La cattedra di Pietro ,
il pi eloquente simbolo
di questa infallibilit, del
Papato, della persona del
Papa e della propria San-
ta Chiesa di Cristo.
E pi ancora, come si vede nella
Esortazione Apostolica Pastores Gre-
gis, Sua Santit Giovanni Paolo II af-
ferma che in lei si trova il principio
perpetuo e visibile, come anche il fon-
damento dellunit della fede e della co-
munione.
Per questo motivo, si rinnovi la no-
stra entusiastica ammirazione in modo
speciale nel giorno della sua Festa Li-
turgica, il 22 febbraio.
S
Mariana Morazzani Arriz
Vice Presidente Generale
34 Salvami Regina Febbraio 2005
Nostra Signora delle
Meraviglie
Maria ha prodotto, con lo Spirito Santo, la maggiore meraviglia
che mai esistita e che mai esister: un Uomo-Dio; ed Ella
produrr, di conseguenza, le cose pi ammirevoli che devono
esistere negli ultimi tempi (San Luigi Grignion de Monfort).
ono innumerevoli le me-
raviglie operate dalla Ma-
dre di Dio nel corso di que-
sti venti secoli della Storia
della Chiesa. Con ragione,
dunque, il popolo fedele, tra centinaia
di altri titoli, invoca lImmacolata Spo-
sa dello Spirito Santo come Signora del-
le Meraviglie.
Quando germogli dallanima cat-
tolica questa invocazione?
Sappiamo che questa esisteva gi
per lo meno dalle prime decadi della
scoperta dellAmerica.
Nella Cattedrale di Salvador, Bahia
Quando, nel 1552, approd a Bahia
il primo Vescovo del Brasile, S. E.
Mons. Pedro Fernandes Sardinha, por-
tava con s una preziosa statua di No-
stra Signora delle Meraviglie, regalo
del Re Don Giovanni III alla recente-
mente scoperta Terra di Santa Cruz.
Conclusa la costruzione della Cat-
tedrale della Sede di Salvador nel
1624, il suo Vescovo S. E. Mons. Mar-
cos Teixera, intronizz nella principale
cappella laterale la statua di Nostra Si-
gnora delle Meraviglie, dove la Madre
di Dio pass ad accogliere con benevo-
lenza tutti coloro che a Lei venivano a
chiedere aiuto.
Pochi anni dopo essere stata intro-
nizzata in questa cappella, il Bambi-
no Ges che lei porta in braccio fu in
modo sacrilego trafugato, rotto in va-
ri pezzi, gettato nella spazzatura della
citt, dove poi fu trovato, mancando-
gli una delle gambette. Una donna nel
raccogliere legna trov questa gambet-
ta e, non sapendo di che cosa si tratta-
va, la gett nel fuoco. Oh, meraviglia!
Con stupore della donna, quel pezzet-
to di legno salt fuori dal fuoco, rima-
nendo intatto. In questo modo si pot
restaurare il Divino Bambino che fu ri-
consegnato alle braccia della Madre,
con estrema devozione.
Lo schiaffo di Padre
Antonio Vieira
Per mezzo di questa statua, il Signo-
re ha operato molti e grandi miracoli.
Uno dei pi conosciuti si verific col
famoso Padre Antonio Vieira.
Essendo venuto bambino in Brasile,
egli inizi i suoi studi nel Collegio dei
Gesuiti a Bahia. Nei primi tempi non
era considerato che uno studente me-
diocre, che comprendeva male le le-
zioni, al punto che i superiori pensaro-
no di esonerarlo dal Collegio.
Avendo un grande desiderio di en-
trare nella Compagnia di Ges, un
giorno, ormai quasi disperato con le
sue difficolt negli studi, and Viei-
ra a supplicare aiuto ai piedi della Si-
gnora delle Meraviglie. Nel mezzo del-
la preghiera, sent come uno schiaf-
fo sul suo capo, accompagnato da un
dolore molto forte che lo fece cadere
a terra, dandogli limpressione che sta-
va per morire. Nel riprendere i sensi, si
rese conto che quelle cose che prima
gli sembravano inattingibili ed oscu-
re alla sua intelligenza, erano diven-
tate chiare. Cos Vieira cap la profon-
da trasformazione avvenuta nella sua
mente.
Quando arriv al Collegio, chiese
che lo lasciassero partecipare alle di-
spute con i colleghi. Con incredulit da
parte dei maestri, vinse tutti i compa-
gni grazie alla brillantezza del suo ra-
ziocinio. Da quel momento in poi fu il
primo e pi distinto alunno in tutte le
discipline, divenendo uno dei maggio-
Febbraio 2005 Salvami Regina 35
Madonna delle Meraviglie, immagine in legno, placata
in argento cesellato, portata a Salvador, nel 1552, da
S. E. Mons. Pero Fernando Sardina, primo Vescovo del
Brasile
P
a
u
l
o

S

r
g
i
o
Nostra Signora delle
Meraviglie
ri oratori sacri e scrittori di lingua por-
toghese.
Devozione in Spagna: il Bambino
Ges delle Meraviglie
Nella capitale spagnola, il nome di
Nostra Signora delle Meraviglie ha la
sua origine in fatti affa-
scinanti e poetici, appro-
priati alla Vergine delle
Vergini.
Passeggiando nel giar-
dino del suo convento in
un giorno del 1620, al-
cune ferventi suore car-
melitane scoprirono una
statua del Bambino Ges
reclinata sopra un ciuffo
di fiori conosciuti col no-
me di meraviglie.
Piene di sorpresa, non
sapevano esse cosa am-
mirare di pi, se le picco-
le dimensioni del Bambi-
no, di appena sette cen-
timetri, se la sua estrema
bellezza, o se le circo-
stanze in cui fu scoper-
to. Con grande allegria
e devozione, lo portaro-
no nella cappella, dove
gli improvvisarono un al-
tare ornato con i fiori iri-
dati di giallo e arancio-
ne, sopra i quali lo ave-
vano trovato.
E cominciarono ad in-
vocarlo come il Bambino
Ges delle Meraviglie.
Una antica statua
di Maria
Pochi anni dopo, arriv a Madrid
unantica statua della Vergine, la cui
origine anchessa avvolta nelle bru-
me della storia.
Risulta quella essere del secolo
XIII. Nel 1585 era esposta alla vene-
razione dei fedeli nel villaggio di Ro-
dasviejas, ma in tale deplorevole stato
di conservazione che il Vescovo di Sa-
lamanca ordin di ritirarla dalla chie-
sa. Alcuni parrocchiani, in quellocca-
sione, non si conformarono con questa
decisione. E uno di loro ottenne lau-
torizzazione di tenere limmagine nel-
la sua casa.
Alla residenza di questo cattoli-
co cominciarono ad affluire, in nume-
ro sempre maggiore, vicini e conoscen-
ti per pregare davanti a questa statua,
anche perch era corsa notizia che l
la Madre di Bont concedeva favori ai
suoi devoti.
Uno stupendo miracolo la rese fa-
mosa nella citt intera. In una deplo-
revole esplosione dira, un cacciato-
re pugnal brutalmente un giovincel-
lo del luogo, lasciandolo mezzo mor-
to. La madre del bambino corse a pro-
strarsi davanti alla statua, imploran-
do la Madonna la guarigione del figlio.
Poco dopo, egli si trov completamen-
te sano e salvo.
Davanti a questo prodigio, seguito
da molti altri, il Vicario Generale del-
la Diocesi ordin ad Anna Carpia che
consegnasse la statua ad una chiesa.
Come si vede, la stessa Madre di Dio
fece in modo, per mezzo di miracoli, di
recuperare per la sua statua un trono
in un qualche edificio sacro.
A quale chiesa portarla?
Nel monastero delle
Carmelitane
La signora Carpia de-
cise di scegliere, me-
diante sorteggio, uno dei
quattro conventi carme-
litani esistenti a Madrid.
La sorte ricadde su un
monastero dove era ap-
parso anni prima il Bam-
bino Ges delle Meravi-
glie.
Cos, il 17 gennaio del
1627, Anna Carpia ed il
suo sposo fecero stilare
da un notaio latto di do-
nazione della miracolosa
statua alle suore carme-
litane.
Il primo di febbraio di
quellanno, la statua fu
trasportata al monastero
in solenne processione,
in cui si segnal un fatto
rilevante: durante tutto
il tragitto, una bianca co-
lomba vol sopra la sta-
tua ed entr con lei al-
linterno della cappella,
dove si lasci prendere
dalle monache.
Queste la consacraro-
no alla vergine il giorno
seguente, 2 febbraio, festa della Purifi-
cazione di Maria, e la tennero nel con-
vento.
Le suore ornavano le mani sacre
della statua con i fiori chiamati del-
le meraviglie. Ad un certo momento,
una di esse ebbe lispirata idea di col-
locare su questi fiori la minuscola sta-
tua del Bambino Ges delle Meravi-
glie, che acquist uno speciale incan-
to messo in questo trono floreale. Con
questo, la Madre fin per prendere il
nome del Figlio: Nostra Signora delle
Meraviglie.
I
36 Salvami Regina Febbraio 2005
F
o
t
o
s
:

S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
questa lorigine del bel nome del-
la statua venerata in Madrid.
Il manto di Nostra Signora
guarisce il re Filippo IV
Nel 1639, attaccato da cospiratori, il
re rimase gravemente ferito.
La notizia commosse tutta la corte.
Si ordinarono preghiere in tutti i tem-
pli per la salvezza del re, specialmente
nella chiesetta della Signora delle Me-
raviglie.
La regina Marianna dAustria chie-
se alle carmelitane un manto della
Vergine per collocarlo sopra il letto
del monarca. Appena fu collocato, con
grande sorpresa di tutti, il re chiese al-
la regina:Che cosa hai messo sopra di
me, che sto completamente bene?
In segno di gratitudine per un cos
grande favore della Vergine delle Me-
raviglie, il re fece costruire a sue spese
lattuale chiesa, inaugurata nel 1646.
inoltre, cre un patronato presiedu-
to dalla regina e vari personaggi del-
la corte, con lobbligo di dotare il con-
vento delle Meraviglie di una rendi-
ta annuale. Il re molte volte andava a
fare esercizi spirituali con le carmeli-
tane, dicendo che gli davano corag-
gio per lesercizio dei suoi alti doveri
di Stato.
Prodigi della Vergine
delle Meraviglie
Oltre alla guarigione del re e del
bambino moribondo, altri fatti straor-
dinari accaddero lungo la storia di
questa statua.
Il 12 agosto del 1675 scoppi una
grande tempesta durante il canto del-
la Salve Regina, ed entr nella chiesa
una scintilla di un fulmine provocan-
do danno a molte persone, tra le qua-
li una bambina di tre anni che rima-
se come morta. Afflitto, suo padre la
prese tra le braccia e la pose sullaltare
della Vergine, implorando misericor-
dia. Sorprendentemente, dopo poco,
la bambina ritorn in s come se nulla
fosse accaduto.
E nel 1689, un pittore stava lavoran-
do alla cupola della chiesa, cadde sul-
le pietre del presbiterio, come morto.
Davanti allinvocazione della Vergine
ed allapplicazione di una sua immagi-
ne, torn in s e se ne and a casa sua
camminando normalmente.
* * *
Invocazione pi bella e suggestiva
non potremmo suggerire ai nostri let-
tori in questo inizio del 2005, che si an-
nuncia tanto burrascoso. Chiediamo
cos a Nostra Signora che lo trasfor-
mi in Anno delle Meraviglie, inon-
dando la terra con i torrenti di grazia
di cui Lei piena, facendo trionfare in
maniera folgorante il suo Immacola-
to Cuore, aprendo allumanit, quanto
prima, una nuova era di splendori ma-
riani.
Statua di Nostra Signora
delle Meraviglie venerata
nella Cappella del
Monastero dallo stesso
nome, a Madrid. Il
Bambino Ges fu trovato
dalle suore sopra un
ciuffo di fiori chiamati
meraviglie nel 1620
Campagna della
Misericordia
I
Questo nuovo progetto degli Araldi fa appello ai
sentimenti cristiani di tutti i brasiliani,
con lobiettivo di aiutare le opere di assistenza
della Chiesa.
mpegnati nella nuova Evan-
gelizzazione, gli Araldi ani-
mano gli eventi religiosi, rea-
lizzano Missioni Mariane
di casa in casa, promuovo-
no in tutto il paese lApostolato del-
loratorio, danno corsi di preparazione
per la Prima Comunione o la Cresima.
Dedicano anche buona parte del loro
tempo e i loro sforzi nellaccoglienza
dei pi sofferenti e bisognosi: visitano
i malati negli ospedali, i detenuti nel-
le prigioni, i poveri nei sobborghi citta-
dini, portando a tutti una parola amica
di fede, incoraggiamento e speranza.
Una nuova iniziativa apostolica
In queste attivit di evangelizzazio-
ne, gli Araldi incontrano di frequente
persone in situazione di enormi neces-
sit materiale, che vanno a toccare in
profondit il cuore di ogni cattolico e
risvegliare il desiderio di fare qualcosa
a beneficio dei fratelli bisognosi.
Questo desiderio ha spinto impulsiva-
mente gli Araldi a lanciarsi in una nuova
iniziativa apostolica, la Campagna della
Misericordia, con lobiettivo di suscita-
re fondi per finanziare le opere di carit
della Chiesa in tutto il Brasile.
Essa gi iniziata, con prospetti-
ve molto incoraggianti di buoni risul-
tati.Attraverso il sistema di corrispon-
denza diretta, vengono spedite lette-
re a migliaia di brasiliani, appellando
alla generosit caratteristica della no-
stra gente in favore dei fratelli pi bi-
sognosi.
Insieme alla lettera, segue un fo-
glietto ben illustrato, che spiega al de-
stinatario i meriti di partecipare a que-
sta campagna. Per esempio: la sua col-
laborazione render fondi per il man-
tenimento di persone povere dando lo-
ro una nuova prospettiva di vita e una
condizione umana pi dignitosa; per
leducazione di orfani e di altri bambi-
ni in difficolt che vivono situazioni ri-
schiose, minacciati da fattori deleteri
come la droga e la violenza; per accu-
dire gli infermi che non possono per-
mettersi di comprare le medicine; per
evangelizzare i carcerati, indicando lo-
ro il cammino sicuro e dando loro la
speranza di un recupero sociale.
Infine, in questa lettera verr spie-
gata con molta chiarezza che Miseri-
cordia il beneficio che si offre ai sof-
ferenti, la carit per i poveri e i biso-
gnosi.
Lo avete fatto a Me
Il pellicano stato scelto come sim-
bolo della Campagna. Miglior emble-
ma non potrebbe avere, poich que-
sto volatile al secolo utilizzato come
rappresentazione proprio di Ges Cri-
sto che ha dato la sua vita per noi. Per
entrare nel Regno dei Cieli, Egli non
esige dagli uomini opere grandiose,
n cultura o grandi studi, meno anco-
ra accumuli di ricchezza. Cosa chiede
il Salvatore alluomo riscattato dal Suo
Preziosissimo Sangue? Opere di mise-
ricordia: avere compassione dei fratel-
li bisognosi, dare da bere agli asseta-
ti, vestire gli ignudi, visitare i malati e i
detenuti, e dare ospitalit ai forestieri.
Sar enorme la ricompensa per chi
risponder alla richiesta di Ges, poi-
ch Egli ha detto: Ogni volta che ave-
te fatto queste cose a uno solo di que-
sti miei fratelli pi piccoli, lavete fatto
a Me (Mt. 25, 40).
IL NUOVO PROGETTO DEGLI ARALDI
P
l
i
n
i
o

V
e
a
s
Elizabeth MacDonald

K
38 Salvami Regina Febbraio 2005
CATARINA TEKAKWITHA
Il pi brillante fiore che
crebbe tra gli Indios
Consegnai la mia anima a Ges Nel Santissimo Sacramento
e il mio corpo a Ges nella Croce, pu dire di se stessa, con
completa sincerit, questa giovane irochese, che fu sempre
alla ricerca della verit, del bene e della bellezza.
ateri, io ti battezzo in
nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito
Santo, disse lentamen-
te il missionario, men-
tre versava lacqua purificatrice sul capo
di una giovane india nord-americana di
19 anni, fino allora chiamata Tetakwitha.
In un gesto di gratitudine e ammirazio-
ne, lei si copr il viso con le mani. Cos fu
ella accolta nella Santa Chiesa Cattolica,
col nome di Kateri o Caterina.
Fu una cerimonia semplice, come
semplice era lanima della neobattez-
zata. Eppure, lofficiante, un missiona-
rio gesuita francese, si emozion. Fu
il momento pi felice del mio ministe-
ro, ricorder lui anni pi tardi.
Che cosa riemp tanto di ammira-
zione questo sacerdote? Ci che tra-
sform questa figlia di una feroce raz-
za indigena in una brillante stella del
firmamento della Chiesa?
La risposta si riassume in questa
unica parola:grazia.
Caterina un esempio della gene-
rosit di Dio verso quelli che non pon-
gono ostacoli alla grazia divina. La sua
vita prova come la grazia oper me-
raviglie nella foresta nord-americana
prima ancora che l si affermasse lin-
fluenza della civilizzazione europea.
Alla ricerca del bello, in
una infanzia tribolata
Lei nacque in aprile del 1856, in un
villaggio localizzato nellattuale Stato
di Nuova York. Suo padre era un capo
dei Mohawk, uno dei cinque rami nei
quali allora si dividevano gli Irochesi,
ostili alla presenza dei missionari nel-
la regione.
Sua madre apparteneva ad una tri-
b pi pacifica ed era cristiana, ma,
essendo prigioniera di guerra fin dal-
la sua infanzia, si vedeva ridotta a pra-
ticare la fede nellisolamento ed in se-
greto.
Pur in condizioni avverse, lei mai
dimentic le verit fondamentali del
Cattolicesimo e piant le sementi della
fede nellanima di sua figlia.
A quattro anni Tekakwitha perse i
suoi genitori e suo fratello minore, vit-
time di una epidemia di vaiolo. Lei riu-
sc a salvarsi, ma rimase debole, con ci-
catrici e quasi cieca. Molto peggio di
questo, la morte della madre significa-
va la perdita del vincolo vivo col Cri-
stianesimo.
Orfana, pass a vivere con parenti,
recuperando una relativa buona salu-
te. Tuttavia, la vita nella trib in nulla
favoriva la pratica della virt. Pi che
le restanti trib irochesi, i Mohawk si
mostravano feroci in guerra e frequen-
temente crudeli nella vittoria. Il can-
nibalismo non era loro sconosciuto, e
i costumi rudimentali ed abominevo-
li erano aggravati dalla pratica di cul-
ti demoniaci.
Malgrado tutte queste circostan-
ze, gli insegnamenti e lesempio della
defunta madre fecero germinare nella
soave e silenziosa anima di Tekakwitha
una certa rettitudine ed un anelito al-
lordine e alla bellezza, fuggendo le or-
ge pagane nelle grandi feste, lei si rac-
coglieva nella solitudine.
Facilmente rimaneva incantata dal-
le bellezze della natura, per esempio,
con le belle ninfee bianche che flut-
tuavano sulla superficie dellacqua.
Esse simbolizzavano qualcosa che lei,
anche senza riuscire ad esplicitare,
ammirava e anelava nel pi profondo
dellanima.
M
a
r
i
a
n
a

G
i
a
v
e
d
o
n
i
Il pi brillante fiore che
crebbe tra gli Indios
Primi incontri con i missionari
A 11 anni, un avvenimento la marc
profondamente. Tre sacerdoti gesui-
ti arrivarono al villaggio e furono ospi-
tati nellabitazione del capo, tutore di
Tekakwitha. Secondo la legge dellospi-
talit in vigore tra gli indios, i viaggia-
tori dovevano essere ben ricevuti, an-
che persistendo le ostilit tra francesi
e irochesi; ed i missionari, a loro volta,
implicitamente si impegnavano a non
evangelizzare nessuno della trib.
La fanciulla si trov cos nella felice
circostanza di servire il pasto agli ospi-
ti. Mai prima ella aveva visto un euro-
peo. Timidamente, offr ad uno dei tre
un pezzo di carne ancora grondante
di sangue... Egli accett e le disse be-
nevolmente: Molte grazie, figlia mia
e che Dio ti benedica! I tre sacerdoti
fecero il segno della croce e pregarono
come dabitudine, prima di cominciare
a mangiare.
Nei giorni successivi discreta-
mente, per non incorrere nellira dei
suoi parenti lei osservava ammira-
ta la dignit di questi Ministri di Dio
nel lavoro, nelle preghiere e nella con-
versazione. Desiderava molto toccare
il crocifisso che essi portavano nelle vi-
site ai malati. In segreto, tentava di fa-
re il segno della croce e dal fondo del-
la sua anima pronunciava una arden-
te preghiera: O Dio, aiutami a cono-
scerTi e ad amarTi!
La prima india a far voto di castit
Il tempo passava, e questa grazia
dava i suoi frutti nellanima della gio-
vane innocente. La sua umile esisten-
za era marcata dal servizio docile alla
famiglia che la accolse: lavori manua-
li, nei quali lei rivelava una eccellen-
te abilit, attenzione per i malati e gli.
anziani del villaggio. I bambini soprat-
tutto erano attratti dalla sua affettuo-
sa personalit.
A modo suo, lei spendeva il mag-
gior tempo che poteva alla contempla-
zione. La sua anima aveva sete di Dio,
e questa sete non fece che aumentare
lungo la sua breve vita. Cos arriv Ca-
terina ai 17 anni di vita. Secondo le tra-
dizioni degli irochesi, per lei cera solo
una possibilit, quella di sposarsi con
un guerriero della trib. Competeva ai
parenti la scelta dello sposo, problema
comunque facile da risolvere trattan-
dosi della famiglia di un cacicco.
Fu organizzata per questo una festa,
alla quale furono invitati un valente
guerriero e i suoi familiari. Tekakwitha
fu incaricata di preparare i piatti di co-
stume e, non sospettando di nulla, ac-
cett di vestirsi con gli abiti da festa e
gli ornamenti propri al suo status di fi-
glia di cacicco. Quando vide arrivare
gli invitati, rimase un po inquieta, ma
cap interamente il gioco solo nel mo-
mento di servire al giovane il pasto. Se-
condo il costume irochese, il matrimo-
nio si effettuava col semplice fatto di
passare lei al suo fidanzato il piatto
tradizionale alla presenza di entram-
be le famiglie!
Dimostrando una fermezza e una
risoluzione generalmente occultata
sotto la sua abituale soavit, lanci per
terra il piatto tradizionale e fugg. Di
ritorno ore pi tardi, dopo la frettolosa
partenza degli ospiti, lei dovette sop-
portare la furia dei parenti.
Per circa un anno, fino allesauri-
mento della sua salute, fu trattata co-
me la schiava della famiglia, che vole-
va con la forza piegare la sua volont.
Calmamente, lei lasci passare la tem-
pesta, soffrendo in pace.
Che cosa successe nel cuore di que-
stadolescente che non era battezza-
ta e mai aveva sentito parlare di casti-
t capace di condurla a rifiutare con
tanta decisione ci che oggi si chiama
un buon partito? La domanda rimane
senza risposta. Si pu, comunque, con-
getturare qualcosa a partire dal fatto
che pochi anni dopo lei, ormai cristia-
na, fu la prima india a fare voto forma-
le di castit.
La grazia del Battesimo
Con slancio, i missionari gesuiti riu-
scirono ad estendere il loro lavoro di
evangelizzazione fino agli stessi terri-
bili irochesi. Listruzione catechetica
Beata Kateri Tekakwitha
(vetrata della Cappella di
Santa Isabella dUngheria,
Hamilton, Canada)
era data a piccoli gruppi nel villaggio,
ma alla futura Beata era proibito fre-
quentarla. Sempre desiderosa di par-
tecipare, lei udiva gli inni a distanza e
segretamente esaminava le pitture dei
missionari, dopo che erano finiti i ser-
moni allaria aperta.
Il suo isolamento era penoso, ma al-
la fine Dio intervenuto.
40 Salvami Regina Febbraio 2005
B
e
r
n
i
e

M
e
r
r
e
t
t
Un certo giorno, durante uno dei
suoi giri per il villaggio, un missiona-
rio pass davanti allabitazione dello
zio di Tekakwitha. Pregando in silen-
zio, lui voleva continuare il suo cammi-
no, ma un impulso irresistibile lo fece
entrare. Insieme ad alcune donne pi
vecchie, egli stava tranquillamente la-
vorando nelloscurit. Per lei, lentra-
ta del sacerdote rappresent quasi una
visione, e fu una opportunit inviata
da Dio. Abbandonando la sua abitua-
le riserva, lei gli espose le sue lotte per
praticare le virt e i suoi desideri di es-
sere battezzata.
Profondamente commosso nel ve-
dere lazione della grazia in questani-
ma, il missionario si dispose a darle as-
sistenza, ma la avvert della possibilit
di essere perseguitata. In tutta sinceri-
t, la coraggiosa giovane pot rispon-
dere che gi conosceva la persecuzione
ed era pronta al sacrificio. Egli allora
ordin la sua istruzione formale.
Sorprendentemente, la sua famiglia
non si oppose. Il suo rapido progresso
nellassimilare le verit della fede pro-
voc lammirazione da parte dei mis-
sionari gesuiti. Poco dopo, il 18 aprile
del 1676, ella ricevette la inestimabile
grazia del Battesimo.
Nuove provocazioni
Fu una immensa allegria, ma non la
fine delle provocazioni.
Nel villaggio ancora a maggioran-
za pagana molti trattavano crudamen-
te questa ragazza straordinaria e fervi-
da cristiana. Preoccupati per la sua si-
curezza, i gesuiti prepararono la sua
fuga per un villaggio cattolico in Cau-
ghnawaga, vicino a Montreal. Malgra-
do il feroce inseguimento del suo tu-
tore, Caterina arriv l portando con
s niente pi che una coperta ed una
lettera per il padre superiore di questo
villaggio: Caterina Tekakwitha viene
ad aggiungersi alla sua comunit. Le
dia guida e direzione spirituale e il si-
gnore subito capir che gioiello le ab-
biamo inviato. La sua anima molto
vicina a Dio Nostro Signore...
Nel villaggio cattolico lei era final-
mente libera di praticare la sua fede,
assistere alla Messa quotidiana e, infi-
ne, approfondire i suoi desideri di per-
fezione.
Ma anche qui non le mancarono
sofferenze. Alcune persone, non te-
nendo conto della purezza di vita e
della santit di questeroica giovane,
le suggerirono aspre penitenze in ripa-
razione dei peccati passati. Lei perse
quasi completamente la sua fragile sa-
lute con le severe privazioni alle qua-
li si sottomise, affliggendosi per pecca-
ti che mai le erano neppure passati per
la testa.
Altre persone, mal orientate, mor-
moravano riguardo le sue assenze du-
rante le ore di ricreazione. Una nube
di sospetti scese su di lei, estendendosi
al sacerdote che guidava la sua anima.
Una rozza croce incisa sul tronco di un
albero, e lo spazio molto calpestato in-
torno a quello, servirono da eloquen-
ti testimonianze per giustificare le sue
assenze e restaurare il suo buon nome.
Questa provocazione, tuttavia, partita
dalla comunit cristiana, fu per lei par-
ticolarmente dolorosa.
Salita al Cielo
A poco a poco, gli abitanti del vil-
laggio cominciarono a capire la sua
santit e a considerarla con rispetto e
ammirazione. Caterina solo pu esse-
re incontrata nel suo cammino verso la
chiesa, verso i poveri e verso i campi
dicevano loro. Persino i francesi, che
abitavano un villaggio vicino, non na-
scondevano la loro ammirazione per
quella ragazzina india che vive come
una suora cos la definivano.
Anche se riservata, Caterina si pre-
sentava sempre ben disposta e alle-
gra con tutti, e diligente nel servizio ai
vecchi e ai malati. Le sofferenze e pri-
vazioni della sua vita in breve finiro-
no con la sua salute. Con allegria so-
vrannaturale ella sent approssimarsi
la sua fine.Durante la Quaresima del
1680, qualcuno le chiese ci che avreb-
be offerto a Ges. Io consegner la
mia anima a Ges nel Santissimo Sa-
cramento, ed il mio corpo a Ges nella
Croce, ella confid con candore.
In modo riverente e senza ostenta-
zione, lei si prepar a ricevere gli ul-
Lanima di Tekakwitha era incantata nel vedere le ninfee bianche che
fluttuavano nella superficie dellacqua
F
o
t
o
s
:

M
a
r
i
a
n
a

G
i
a
v
e
d
o
n
i
timi sacramenti. Dopo aver distribuito
quel poco che possedeva ai poveri, ac-
cett con gratitudine il dono di un ve-
stito nuovo per ricevere Nostro Signo-
re Sacramentato con il maggior rispet-
to possibile. Non solo i giovani, ma il
villaggio intero piangeva questinevita-
bile perdita.
Sentendo che la vita la stava abban-
donando, lei disse tranquillamente:
Ges, io Vi amo. Ogni volta che ri-
peteva il dolce nome di Ges, i segni
della sofferenza sul suo volto mutava-
no per una espressione di allegria.
Cos, consegn a Dio la sua casta
anima il giorno 17 aprile del 1680, a 24
anni di et.
Miracolo commovente
Varie persone presenti furono testi-
moni di un notevole miracolo che eb-
be luogo pochi minuti dopo la morte di
Caterina. Il suo volto, fino allora mar-
cato dalle cicatrici della malattia e del-
le sofferenze, divenne soave, di una
freschezza infantile ed incredibilmen-
te bello.
La punta di un sorriso illumin il
suo radioso sembiante. Tutti i presenti
manifestarono la loro sorpresa. Persi-
no i duri guerrieri indios si commosse-
ro fino alle lacrime alla sua vista.
Con questa espressione miracolosa,
scese alla sepoltura. Rompendo i co-
stumi indigeni, ella fu interrata in una
cassa e, cos, i suoi preziosi resti mor-
tali poterono essere facilmente conser-
vati.
Il 22 giugno del 1980, Giovanni Pao-
lo II la proclam Beata. la prima in-
dia nord-americana a ricevere questa
gloria.
Interno, facciata ed altare maggiore
della Chiesa di San Francesco Xavier, a
Kahnawake, Canada, dove si venerano
i resti mortali della Beata Tekakwitha
P
Angelis Ferreira
42 Salvami Regina Febbraio 2005
Grigio, il protettore di
DON BOSCO
Pass per la storia un cane singolare che salv la vita di
San Giovanni Bosco in diverse occasioni. Che sia proprio
un semplice animale?
er incredibile che possa
sembrare, San Giovan-
ni Bosco ebbe molti ne-
mici, ricevette innumere-
voli minacce e soffr vari
attentati. Sacerdote esemplare in tutto,
mai and armato. La provvidenza Divi-
na lo difese sempre nei momenti di pe-
ricolo.
In che modo?
Tra gli altri, servendosi di un miste-
rioso cane, di grande portamento, mu-
so lungo ed orecchie tese, simile ad un
lupo. A causa del suo colore grigio, ri-
cevette il nome di Grigio.
Sto per morire! Sto per morire!
Una notte del 1852, tornando da so-
lo a casa, il Santo percep che un ban-
dito lo seguiva a distanza, pronto ad
aggredirlo.
Don Bosco si mise a correre, ma,
poco pi in l, si imbatt in un ango-
lo col resto della banda che gli sbar-
rava la strada. Si ferm improvvisa-
mente e conficc il gomito nel pet-
to del primo aggressore, che cadde a
terra gridando: Sto per morire! Sto
per morire!
Il buon esito della manovra lo salv
da un persecutore, ma gli altri avanza-
rono minacciosi. In questo istante ap-
parve il cane provvidenziale. Saltava
da un lato allaltro, dando latrati terri-
ficanti con cos grande furia che i mal-
fattori dovettero chiedere a San Gio-
vanni Bosco di calmarlo e tenerlo vici-
no a s, mentre essi pensavano a fug-
gire.
Un cane capace di
prevedere il futuro
In unaltra occasione, il suo protet-
tore gli imped di uscire di casa.
Era notte, e Don Bosco aveva bi-
sogno di uscire. La madre Margheri-
ta cerc di dissuaderlo, ma egli la tran-
quillizz, prese il cappello ed usc ac-
compagnato da alcuni ragazzi. Giunti
al portone, trovarono Grigio steso per
terra.
Oh, Grigio, tanto meglio, saremo
ben accompagnati! Alzati e vieni con
noi, disse il Santo.
Ma il cane, invece di obbedire,
ringhi e non si mosse. Uno dei ragaz-
zi gli diede un calcio col piede per ve-
dere se riusciva a farlo alzare, ma lui
digrign i denti minacciosamente.
La madre Margherita disse allora al
figlio:
Non hai voluto ascoltare me,
ascolta almeno il cane: non uscire a
questora!
Per soddisfare al desiderio della
madre, Don Bosco ritorn dentro ca-
sa. Poco dopo, apparve correndo un vi-
cino per prevenirlo che non uscisse in
quel momento, perch quattro indivi-
dui armati giravano per i dintorni, de-
cisi ad ucciderlo.
Il fatto fu confermato pi tardi da
persone degne di fede. Questo cane
capace di prevedere il futuro e di
agire di conseguenza era proprio un
semplice animale irrazionale? Il Fon-
datore dei Salesiani non risponde a
questa domanda. Ma egli fece ai suoi
discepoli una interessante narrazione,
che trascriviamo sotto con le sue stes-
se parole.
Relazione di Don Bosco
Il Grigio fu argomento di molte
conversazioni e ipotesi varie. Molti di
voi lo ha visto ed anche accarezzato.
Lasciando da parte le storie straordi-
narie che di lui si raccontano, vi espor-
r la pura verit.
A causa dei frequenti attentati di
cui io ero bersaglio, fui consigliato di
non andare in giro da solo quando an-
davo in citt o tornavo indietro.
In un pomeriggio buio, tornavo a
casa, con una certa paura, quando vi-
di al mio fianco un enorme cane, che
a prima vista mi impaur; siccome per
mi faceva festa come se io fossi il suo
padrone, avemmo da subito una buo-
na relazione, e lui mi accompagn fino
allOratorio.
Ci che accadde in quel pomerig-
gio si ripet molte volte, di modo che
io posso ben dire che il Grigio mi pre-
st importanti servizi. Ve ne racconto
alcuni.
Tornai ben scortato allOratorio
Alla fine di novembre del 1854, in
un pomeriggio scuro e piovoso, torna-
vo dalla citt, per la via della Donso-
Febbraio 2005 Salvami Regina 43
V
i
t
o
r

D
o
m
i
n
g
u
e
s
lata. Ad un certo punto, capii che due
uomini camminavano a poca distanza
davanti a me. Acceleravano o diminui-
vano il passo ogni volta che io accele-
ravo o diminuivo il mio.
Quando, per non incontrarmi con
loro, ho tentato di passare dal lato op-
posto, essi con grande abilit si collo-
carono davanti a me. Volli girare sui
miei passi, ma non ci fu tempo: facen-
do due salti indietro, mi gettarono un
mantello sulla testa. Uno di loro riu-
sc a imbavagliarmi con un fazzoletto.
Volevo gridare, ma non lo potevo fa-
re.
In questo preciso momento appar-
ve il Grigio. Ringhiando come un or-
so, si lanci con le zampe contro il viso
di uno, con la bocca spalancata contro
laltro, in maniera che conveniva loro
di pi avvolgere il cane che me.
Chiama il cane! Gridavano spa-
ventati.
Lo chiamo s, ma lasciate i pas-
santi in pace.
Chiamalo subito!
Il Grigio continuava a ringhiare co-
me un orso inferocito. Essi ripersero il
loro cammino, ed il Grigio, sempre al
mio lato, mi accompagn. Feci ritorno
allOratorio ben scortato da lui:
Neppure annus il cibo
Nelle notti in cui nessuno mi accom-
pagnava, non appena passavo le ultime
case vedevo spuntare il Grigio da qual-
che lato della strada. Molte volte i gio-
vani dellOratorio lo videro entrare nel
cortile.
Alcuni volevano batterlo, altri tirar-
gli pietre.
Non lo molestate, il cane di
Don Bosco disse loro Giuseppe
Bozzetti.
Allora tutti si misero ad accarezzar-
lo e a seguirlo fino al refettorio, dove
io stavo cenando con alcuni chierici e
padri e con mia madre. Davanti a tan-
to inaspettata visita, rimasero tutti in-
timoriti.
Non abbiate paura, il mio Gri-
gio, lasciate che venga dissi io.
Facendo un gran giro intorno al ta-
volo, venne accanto a me, facendomi
festa. Anchio lo accarezzai e gli of-
frii zuppa, pane e carne, ma lui rifiut.
Anzi: neppure annus il cibo.
Continuando allora a dare segnali
di soddisfazione, appoggi la testa sul-
le mia ginocchia, come se volesse par-
larmi o darmi la buona notte.; in segui-
to, con grande entusiasmo ed allegria,
i bambini lo accompagnarono fuori.
Mi ricordo che quella notte ero torna-
to tardi a casa ed un amico mi aveva
dato un passaggio nella sua vettura.
Lo cercarono ma nessuno lo trov
Lultima volta che vidi il Grigio fu
nel 1866, quando andavo da Murial-
do a Moncucco, a casa di Luigi Moglia,
un mio amico. Il parroco di Buttigliera
volle accompagnarmi per un tratto di
strada, e ci fece s che la notte mi sor-
prese nel mezzo della strada.
Oh! Se avessi qui il mio Grigio,
che buona cosa sarebbe! pensai.
In quel momento il Grigio giun-
se correndo nella mia direzione, con
grandi manifestazioni di allegria, e mi
accompagn per il tratto di strada che
ancora dovevo percorrere, circa tre chi-
lometri. Giunto a casa dellamico, con-
versai con tutta la famiglia e andammo
a cenare, rimanendo il mio compagno
a riposare in un angolo della sala. Ter-
minato il pasto, lamico disse:
Andiamo a dar da mangiare al
tuo cane.
E prendendo un po di cibo, lo port
al cane, ma non riusc a trovarlo, mal-
grado avesse guardato bene in tutti gli
angoli della sala e della casa. Tutti ri-
manemmo stupiti perch nessuna por-
ta, nessuna finestra era aperta, ed i ca-
ni della casa non avevano dato nessun
allarme. Cercarono il Grigio nelle ca-
mere di sopra, ma nessuno lo trov.
Fu questa lultima notizia che ebbi
del Grigio. Mai pi seppe del suo pa-
drone. So solo che questo animale fu
per me una vera provvidenza nei molti
pericoli in cui mi vidi coinvolto.
Don Bosco, mamma Margherita ed il cane Grigio
(pittura della Casa-Madre dei Salesiani, Torino, Italia)
Guy de Ridder
T
44 Salvami Regina Febbraio 2005
TENDENZE
IMPORTANZA DEL DIALOGO
S

r
g
i
o

M
i
y
a
z
a
k
i
Dialogare molto con i figli, ecco un mezzo efficace per dare un
sostegno nei loro studi scolastici e preservarli dalla droga, affermano
due grandi specialisti. Come, per, avere un buon dialogo?
utti i genitori, ovviamen-
te, vogliono offrire ai lo-
ro figli la migliore educa-
zione possibile.
Per questo, intanto,
non basta iscriverli in un collegio di al-
to livello. E molti genitori non hanno
le risorse finanziarie sufficienti per pa-
gare loro una buona scuola.
In qualsiasi caso, un mezzo
efficace per sostenere la for-
mazione dei figli quanto sug-
gerito dalleducatore canade-
se Kieran Egan. In dichiara-
zioni ad una agenzia di stampa
No Minimo, di Rio de Janei-
ro, egli ha affermato:
Sono fermamente convinto
che i genitori possono dribblare
il basso investimento nelleduca-
zione, conversando con i loro fi-
gli. Conversando molto con loro.
Conversando senza mai smette-
re. E conversare, qui, significa di-
scutere con loro del mondo e
delle idee pi diverse che ci cir-
condano nel modo pi gra-
devole e stimolante possibile. Sta
dentro di noi il duramen, il cuo-
re di tutto il processo educativo. La scuo-
la pu fare del suo meglio, e deve, ma in
casa noi possiamo sempre duplicare que-
sto servizio.
Trattando di un problema pi im-
portante quello di preservare i gio-
vani dalle grinfie della droga lo psi-
chiatra greco Petros Levounis, speciali-
sta di fama internazionale sulla dipen-
denza, suggerisce ai genitori una solu-
zione molto simile a quella delleduca-
tore canadese. Ecco quello che consi-
glia in una intervista alla rivista Veja:
La famiglia deve sempre essere coin-
volta con i figli, rispondere alle domande
sulla droga e lalcool. importante che i
genitori siano partecipi della loro vita. Vi
una informazione specifica che la no-
stra osservazione mette in relazione con
la riduzione del rischio di coinvolgimen-
to degli adolescenti nella droga: quanto
pi spesso la famiglia si riunisce per ce-
nare, minore il rischio di abuso di dro-
ghe dentro casa.
Pertanto, secondo questi due spe-
cialisti, il dialogo allinterno della fa-
miglia essenziale per completare la
formazione scolastica dei figli e, so-
prattutto, preservarli dalla droga e dal-
lalcoolismo. Senza dubbio, questi con-
sigli suonano graditi alle nostre orec-
chie, e sentiamo una naturale inclina-
zione a metterli in pratica.
Tuttavia, come mantenere in fami-
glia una prosa attraente e piacevole?
* * *
In primo luogo, importante saper
dare alla conversazione quella nota di
originalit che la rende accattivante.
Ossia, essa non pu ridursi ad un sem-
plice scambio di informazioni ricavate
dagli interlocutori dalle stesse fonti co-
muni. Essa presuppone anche un sen-
so di ci che conviene o non conviene
dire in determinate circostanze,
ore o ambienti. E questo non si
realizza senza una osservazione
dei fatti e senza una riflessione.
Un altro prezioso principio sa-
per ascoltare.
Non meno importante es-
sere disposti a trattare di argo-
menti che siano di gradimen-
to per gli altri. Avere un mono-
logo con un uditorio passivo o
cercare di infagottare gli in-
terlocutori con temi che non ri-
svegliano il loro interesse, que-
sto propriamente uccidere il
dialogo!
Questo un poco come una
cena per la quale si invita una
cerchia di amici: essa deve es-
sere in vista far piacere agli in-
vitati, e non allanfitrione... una con-
versazione ben ingaggiata ha anche
una certa somiglianza con una sinfo-
nia musicale: ogni interlocutore com-
pleta armoniosamente laltro, e tut-
ti camminano nella stessa direzione.
Avendo questa intesa, i temi affronta-
ti si presentano e mutano in forma na-
turale e attraente.
Cos la conversazione diventa deli-
ziosa, come dicono i francesi, grandi
consumatori di questo genere di inter-
cambio culturale.
Francisco Donoso
Geraldo lvarez
LA RICETTA
Spaghetti aglio e olio
Nelle ricette semplici, la chiave del successo sta nella qualit degli
ingredienti e nella preparazione accurata. Olio di oliva e pasta di
buona qualit, e una rigorosa osservanza dei dettagli indicati sotto,
permettono di preparare in 15 minuti questo delizioso classico della
cucina italiana.
Ingredienti
500 gr di spaghetti o fettuccine di buona
qualit / 8 cucchiai (da minestra) di olio di oli-
va extra-vergine / 1 o 2 cucchiai (da minestra)
di aglio fresco tritato finemente / 1 cucchiaio
(da minestra) di prezzemolo tritato finemen-
te / peperoncino rosso in polvere e sale.
Modo di preparazione
Metta sul fuoco una pentola con 3 o 4 litri
di acqua e un cucchiaio (da minestra) di sa-
le grosso. Quando lacqua bolle, metta tutta
la pasta in modo che rimanga completamen-
te immersa, mescolando senza fermarsi, per
evitare che si incolli alla pentola. Non aggiun-
ga olio nellacqua, perch non necessario
quando la pasta di buona qualit e c acqua
bollente in abbondanza.
In una padella di misura sufficiente a con-
tenere tutta la pasta, cucini llolio e laglio a
fuoco tra il medio e il forte. Laglio comincer
a crepitare. Quando comincia a cambiare di
colore, spenga il fuoco ed aggiunga il prezze-
molo e il peperoncino a suo piacimento. Fac-
cia attenzione a che laglio non cucini in mo-
do da assumere un colore molto scuro, perch
in questo caso prenderebbe un sapore amaro.
Quando la pasta al dente, accenda nuo-
vamente il fuoco della padella contenente
laglio e lolio, mantenendola a fuoco basso.
Coli la pasta e la depositi nella padella,
mescolando fino a che risulti ben impregna-
ta di sugo. Aggiunga sale a piacere e serva im-
mediatamente.
Si ricordi di un proverbio della cucina ita-
liana: Sono i commensali che aspettano la
pasta, mai la pasta i commensali.
46 Salvami Regina Febbraio 2005
Il Papa ha accolto nel 2004 pi
di due milioni di pellegrini
Nel 2004, pi di 2,2 milioni di fedeli
si sono incontrati con il Papa Giovanni
Paolo II in Vaticano, informa la prefet-
tura della Casa Pontificia.
Delle 48 udienze generali conces-
se i mercoled dal Papa hanno parteci-
pato 504.600 persone. E nelle udienze
speciali, concesse a gruppi di pellegrini
dei cinque continenti, Giovanni Paolo
II ha ricevuto negli ultimi dodici mesi
197.200 persone. Nelle celebrazioni li-
turgiche che il Papa ha presieduto nel-
lultimo anno, la partecipazione di pel-
legrini stata di 523.000. e per recitare
la preghiera mariana dellAngelus, nei
giorni di festa e nelle domeniche, sono
accorsi in Vaticano 1.007.000 fedeli.
Scoperte rovine della
Piscina di Siloe
In recenti scavi realizzati a Gerusa-
lemme, stata scopera la Piscina di Si-
loe, dove Nostro Signore guar un cie-
co dalla nascita, conforme quanto nar-
ra San Giovanni Evangelista:Va, la-
vati nella Piscina di Siloe. Il cieco an-
d, si lav e ritorn che vedeva (9, 7).
Questa Piscina, vicino alla Citt di
Davide, oggi localizzata ai piedi della
citt vecchia di Gerusalemme, appare
menzionata nella Bibbia, gi nellAn-
tico Testamento. Furono anche trova-
te negli scavi monete che datano alla
met del secolo prima della nascita di
Cristo.
Il terremoto ha inclinato
lasse della terra
Questo terremoto stato speciale
(...) ancora possiamo vedere un segnale
continuo della vibrazione della terra co-
me risultato del terremoto di due settima-
ne fa. Sembra che continuer ad oscilla-
re per diverse settimane, hanno dichia-
rato ricercatori dellUniversit Nazio-
nale dellAustralia, secondo quanto in-
forma lagenzia Reuters. Scienziati de-
gli Stati Uniti hanno anche afferma-
to che questo sisma pu aver accelera-
to la rotazione della terra in maniera
permanente, causando una inclinazio-
ne del pianeta sul suo stesso asse. Ri-
chard Gross, della Nasa, ha teorizzato
che un mutamento della massa in dire-
zione del centro della terra durante il
terremoto ha provocato linclinazione
del suo asse di 2,5 centimetri.
Famiglie tedesche vogliono che
i loro figli studino in casa
Alcune centinaia di bambini tede-
schi non assolvono allobbligo di legge
di frequentare stabilimenti convenzio-
nali di insegnamento. Secondo un re-
portage pubblicato nel giornale Westfa-
len Blatt, di Bielefeld, motivi religiosi e
mancanza di fiducia nel sistema di in-
segnamento ufficiale portano molti ge-
nitori a fornire lezioni scolastiche per i
loro figli in seno alla famiglia stessa.
il caso di Dorothea Becker, ma-
dre di quattro figli tra i 10 e i 18 an-
ni. Ci che i ragazzi apprendono in ca-
sa, sulla morale e lamore verso il prossi-
mo, non pi insegnato seriamente nel-
le scuole. A parte questo, la pressione dei
voti su di loro tanto grande che, quel-
lo che realmente sanno, finisce per es-
sere disprezzato, sostiene. Sebbene la
frequenza nella scuola sia obbligatoria
anche in Germania, molte scuole, in-
tanto, chiudono gli occhi e tollerano
lassenza dei ragazzi a scuola. Pur stu-
diando in casa, questi alunni possono
fare esami e test in istituzioni specia-
lizzate nellinsegnamento a distanza.
Lhomeschooling (la scuola in casa)
abbastanza diffuso in altri paesi, co-
me gli Stati Uniti, dove previsto per
legge. (Deutsche Welle).
Sinfonia di campane in Oro Nero
Qualcosa di inedito a decorrere pi
di 300 anni di storia si realizzato re-
centemente a Minas Gerais: le cam-
pane delle 13 principali chiese di Oro
Nero hanno suonato in sincronia per
realizzare una sinfonia. Nonostante la
pioggia costante, centinaia di abitan-
ti e turisti hanno seguito, nel periodo
delle feste natalizie, la realizzazione
del concerto Campane di Pace.
Lesperienza ideata 15 anni fa dal
compositore, musicologo e strumen-
tista spagnolo, Lorenzo Barber ed
eseguita in varie citt e paesi del mon-
do , fu realizzata per la prima volta
in Brasile. Lorchestra dellantica Vila
Rica era formata da 58 campane e pi
di 60 persone, tra musicisti, studenti e
campanari. (A Gazeta)
Festival Internazionale
di Musica Cristiana
Nellaprile 2005 sar celebrato il 6 Fe-
stival Internazionale di Musica Cristiana
Il mondo canta Maria, organizzato da
Radio Kolbe SAT, a Schio (Italia).
Gli organizzatori invitano artisti,
gruppi musicali, cantanti e composito-
ri. Gli interessati devono inviare il loro
materiale CD, MC, video e DVD,
biografia e almeno tre fotografie al
seguente indirizzo: Fabio Angiolin, via
Fermi 6/C - 36015 SCHIO (VI) Italia.
Il concerto sar trasmesso via sa-
tellite da Radio Kolbe, TV e Internet.
Tutte le spese del viaggio, cibo e allog-
gio saranno sostenute dal comitato or-
ganizzatore. (ACI)
Dieci milioni di pellegrini nel
santuario di Guadalupe
Per le commemorazioni della Patro-
na delle Americhe, tra il 9 di dicembre
(giorno di San Juan Diego, primo san-
to indigeno) ed il 12 di dicembre, dieci
milioni di fedeli hanno visitato il san-
tuario di Nostra Signora di Guadalu-
pe, nella citt del Messico.
Nella sua omelia nella Messa delle
Rose, giorno 12, nella Basilica di Gua-
dalupe, il Cardinale Arcivescovo Nor-
berto Rivera Carrera ha affermato
che la stessa esistenza del Messico co-
me nazione meticcia conferma ci che
Nostra Signora disse a Juan Diego:
possibile ci che sembra impossibile che
gli esseri umani non si frantumino; pri-
ma si accettino e si completino.
Ci adiamo alla Santissima
Vergine lungo tutto lanno 2005
anch ogni nostra azione sai un
gesto di fede e di impulso evange-
lizzatore in questo Nuovo Millen-
nio, cos bisognoso della vera luce
e vita che Ges Cristo realmente
presente com il suo corpo, sangue,
anima e divinit nellEucarestia.
Queste sono le belle parole ini-
ziali del calendario della Campa-
gna Salvami Regina, un discre-
to, ma ecace mezzo di evange-
lizzazione.
Dovuto alla grande devozio-
ne mariana del nostro popolo, in
questo anno 2005, furono diusi
180.000 esemplari in Italia.
IMPRESSIONANTE DISTRIBUZIONE
DEL CALENDARIO 2005
V
i
t
o
r

D
o
m
i
n
g
u
e
s
Il battesimo convoca i laici
allevangelizzazione
In un recente pronunciamento sulla Voce del Pastore,
S. Em. Mons. Eusebio Scheid, Cardinale-Arcivescovo
di Rio de Janeiro, chiarisce diversi aspetti teologici e
pastorali dei ministeri laici.
Va crescendo tra tutti i membri della
Chiesa Cattolica la necessit di mette-
re a disposizione di tutti ci che ognu-
no ha ricevuto come carisma o do-
no personale. Nasce cos e si sviluppa
la coscienza della ministerialit della
Chiesa come fuoco dinamico ed evan-
gelizzatore. Siamo convinti, oggi pi
che mai, che il Battesimo ci ha chiama-
ti allopera evangelizzatrice e ad esse-
re testimoni e strumenti vivi nella par-
tecipazione alla missione salvifica del-
la Chiesa (Ad Gentes, 41).
Questo diventa ancora pi chiaro e
impellente quando pensiamo allevan-
gelizzazione, nuova e di acculturazio-
ne, che deve essere sviluppata con rin-
novato ardore, metodi attualizzati ed
espressione adeguata.
Quando si contempla lo scenario
del mondo moderno in gran parte
secolarizzato, decristianizzato, laico e
quasi senza etica e morale si sen-
te ancor pi la necessit dellopera dei
laici e laiche. Essa deve crescere, svi-
lupparsi, per contagiare gli ambienti
che ci circondano.
Operare in tutti gli ambienti
Nel pensare alla celebrazione, al
culto e alla lode dovuti a Dio, ci con-
vinciamo che non si pu restringe-
re agli ambienti sacri, anche se que-
sti continuano ad essere i luoghi privi-
legiati della lode e della preghiera. La
lode di Dio deve avere uneco, attra-
verso la nostra multiformit pastorale,
nel mondo: nelle piazze e luoghi pub-
blici, nelle scuole, nelle universit, nel-
le fabbriche, negli uffici, negli ambien-
ti di sofferenza e dolore, specialmente
negli ospedali e nei funerali...
Nel riflettere sullinfluenza dei me-
dia nella formazione dellopinione
pubblica, constatiamo spontaneamen-
te la presenza insufficiente di apostoli
laici e laiche in questarea, imprescin-
dibile per levangelizzazione nel mon-
do moderno, specialmente urbano.
Ministeri complementari
I diversi e fecondi ministeri lai-
ci non possono mai essere considerati
come antagonisti, opposti o conflittua-
li con i ministeri ordinati: vescovi, pre-
sbiteri e diaconi. Tutti procedono dallo
Spirito Santo ed hanno lo stesso fine:
la costruzione del Regno di Dio. Tut-
ti quanti sono sussidiari, complemen-
tari e si integrano e si arricchiscono re-
ciprocamente.
fondamentale non disconoscere
questa verit.
F
o
t
o
s
:

S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
1. San Raimondo (+1163). Aba-
te del monastero cistercense di Fitero,
Spagna, e fondatore dellOrdine della
Cavalleria di Calatrava. I suoi membri
si sottomettevano alla regola benedet-
tina e furono una delle forze pi attive
della Riconquista
2. Festa della Presentazione del Si-
gnore o della Candelora. Quaranta
giorni dopo la nascita del Bambino Ge-
s, Maria e Giuseppe andarono a per-
sentarLo al Tempio, assolvendo al pre-
cetto di consacrare a Dio i neonati. Il-
luminati dallo Spirito Santo, il profeta
Simeone e la profetessa Anna si ralle-
grarono nel vedere il Bambino, ricono-
scendo in Lui un unto del Signore.
3. San Biagio (sec.IV). Memoria fa-
coltativa. Vescovo e martire a Sebaste,
Armenia. Protettore di chi soffre di
mal di gola. In questo giorno la Chie-
sa d ai fedeli la benedizione di San-
to Bras, chiedendo in forma speciale la
guarigione da questi mali.
SantOscar (+865). Memoria fa-
coltativa. Vescovo di Amburgo, poi di
Brema, fu conosciuto come lapostolo
del Nord. Fu nominato da Papa Gre-
gorio IV legato pontificio per la regio-
ne settentrionale dellEuropa.
4. San Giovanni di Brito, martire
(+1693). Sacerdote della Societ di
Ges, nato a Lisbona, fu missionario
in India, dove adott i costumi e gli in-
dumenti della casta dei Brahmani, al-
linterno della quale fece molte con-
versioni. Ricevette il martirio nella re-
gione di Malabar. patrono seconda-
rio della citt di Lisbona.
5. Santa Agata (Patrona di Catania,
+ 250). Memoria obbligatoria. Vergi-
ne e martire in Catania, Sicilia, dove la
Chiesa soffri terribile persecuzione. Fu
molto venerata dai Papi. San Gregorio
Magno lha introdotta nel Canone Ro-
mano.
6. V Domenica del Tempo Comune.
San Paolo Miki e compagni (+
1597). Memoria obbligatoria (si omet-
te per essere domenica). Martiri a Na-
gasaki, Giappone. Erano in tutto 26:
sei missionari francescani spagnoli, tre
catechisti gesuiti giapponesi e dicias-
sette laici giapponesi.
7. Beata Maria della Provviden-
za Smet (+1871). Fondatrice, a Pari-
gi, dellOrdine delle Sorelle Ausiliatri-
ci delle Anime del Purgatorio.
8. San Geronimo Emiliani (+1537).
Memoria facoltativa. Fondatore dei
Chierici Regolari di Somasca, i Soma-
schi. Patrono degli orfani e dellinfan-
zia abbandonata.
Santa Giuseppina Bakhita (+1947).
Memoria facoltativa. Vergine, religio-
sa delle Suore Canossiane. Dopo esse-
re stata venduta come schiava in Afri-
ca in vari mercati, fu portata in Italia
dove, per 50 anni, visse nella comunit
si Santa Maddalena di Canossa. Cano-
nizzata nel 2000.
9. Mercoled delle Ceneri. Inizio del
Tempo della Quaresima.
San Marone (sec.V). Eremita, in
un monte vicino Apamea, Siria. Sopra
il suo sepolcro, vicino al fiume Oron-
te, fu fondato un monastero che diede
origine ai Maroniti.
10. Santa Scolastica (+547). Me-
moria facoltativa (per essere tempo
di Quaresima). Vergine, sorella ge-
mella di San Benedetto, fondatrice
del ramo femminile dellOrdine Be-
nedettino.
11. Madonna di Lourdes. Memoria
facoltativa. Ricorda la prima appari-
zione della Vergine Immacolata a San-
ta Bernadetta Soubirous nella grotta
di Massabielle, nel 1858.
12. Beati Tommaso Hemmerford,
Jacopo Fenn, Giovanni Nutter, Gio-
vanni Munden e Giorgio Haydock
(+1584) Presbiteri e martiri. Decapi-
tati per ordine della regina Isabella I
di Inghilterra, per la loro fedelt alla
Santa Chiesa Romana.
13. I domenica di Quaresima
Beata Eustochia Padova (+1469)
Vergine dellOrdine Benedettino a Pa-
dova. Dio permise che lei fosse tor-
mentata dal demonio durante tutta la
sua vita. Ebbe una ardente devozio-
ne alla Passione di Nostro Signor Ge-
s Cristo.
San Paolo Miki, San Giovanni di Goto e San Diogo Kisai, martiri a Nagasaki
(chiesa di SanIgnazio, Parigi)
14. Santi Cirillo (+869) e Metodio
(+885). Memoria facoltativa (per es-
sere tempo di Quaresima). Questi due
monaci, nati a Tessalonica (Grecia),
fratelli di sangue e nella fede, furono
gli apostoli dei popoli slavi. San Meto-
dio fu eletto Vescovo di Sirmio, Iugo-
slavia. Il Papa Giovanni Paolo II li ha
proclamati patroni dellEuropa, insie-
me a San Benedetto.
15. San Faustino e Santa Giovita.
Martiri. erano fratelli, nati da nobile
famiglia di Brescia, Italia. Ricevette-
ro la palma del martirio nel tempo del-
limperatore Adriano.
16. San Maruta (+415).Vescovo,
scrisse gli atti dei martiri della Persia,
perseguitati dal re Sapor II. Fu amico
di San Giovanni Crisostomo ed con-
siderato padre della Chiesa siria.
17. Sette santi fondatori dellOrdine
dei Servi di Maria (Serviti) (+1310).
Memoria facoltativa. Bonfiglio, Barto-
lomeo, Giovanni, Benedetto, Gerardi-
ni, Ricoveri e Alessio Falconieri era-
no commercianti a Firenze, Italia. In-
sieme decisero di lasciare la citt, ve-
stire labito dei penitenti e consacrar-
si alla vita contemplativa e al servizio
dei poveri.
18. Beato Giovanni di Fiesole, cono-
sciuto come il Beato Angelico (+1455).
Religioso dellOrdine Domenicano.
Esprimeva attraverso la pittura ci che
Madonna
di Lourdes
SantAgata (cattedrale di Bayonne)
contemplava nel suo interiore elevan-
do i cuori degli uomini con questa sin-
golare predicazione. Giovanni Paolo
II lo proclam patrono universale de-
gli artisti.
19. Beato Alvaro di Zamora
(+1430). Religioso domenicano, fa-
moso per le sue predicazioni sulla Pas-
sione del Redentore. Fond vicino a
Cordova un monastero chiamato Sca-
lacoeli (Scala per il Cielo) che divenne
centro di devozione. Fu amico di San
Vincenzo Ferrer. considerato levan-
gelizzatore dellAndalusia dopo la Ri-
conquista.
20. II Domenica di Quaresima.
Beata Giacinta Marto (+1920).
Beatificata insieme con suo fratello
Francesco il 13 maggio del 2000. furo-
no, assieme a Suor Lucia, ancora viva, i
tre vedenti di Nostra Signora a Fatima.
21. San Pier Damiano (+1072).
Memoria facoltativa. Vescovo, Cardi-
nale e dottore della Chiesa. Fu lega-
to papale in Francia, Germania e in
varie regioni italiane, e nunzio presso
lImperatore Enrico IV di Germania.
Scrisse opere teologiche e pastorali.
precursore della riforma di Papa Gre-
gorio VII, suo amico.
22. Festa della Cattedra di San Pie-
tro (vedere pp.32-33)
23. San Policarpo (+155). Memoria
facoltativa (per essere tempo di Qua-
resima). Vescovo e martire. Discepolo
di San Giovanni Evangelista, fu marti-
rizzato a Smirne, attuale Turchia.
24. San Modesto (sec.V). Vescovo
di Treviri (Germania).
25. Beato Roberto dArbriselle
(+1116) Sacerdote. Predicatore in-
stancabile, stabil i suoi discepoli nella
Abbazia di Fontevraut, in Aquitania,
Francia, in due monasteri gemelli, uno
per uomini e laltro per donne.
26. San Vittore (sec.VII). Eremita
nella regione di Arcis-sur-Aube, Fran-
cia. Molto venerato dai benedettini,
San Bernardo scrisse un uffizio in sua
lode.
27. III Domenica di Quaresima.
Beata Francinaina della Madre di
Dio dei Dolori (+1855). Religiosa spa-
gnola, delle Sorelle della Carit di San
Vincenzo di Paola. Mor a Maiorca. Fu
beatificata da Papa Giovanni Paolo II
nel 1989.
28. Beata Antonia di Firenze
(+1472). Vedova, entr nel monaste-
ro delle Terziarie francescane a Firen-
ze. Consigliata da San Giovanni di Ca-
pistrano, fond e fu la prima abadessa
del monastero di Corpus Domini sotto
la regola di Santa Chiara.
Tito Alarcn
I
50 Salvami Regina Febbraio 2005
Nei pi differenti punti
dellisola di Chilo, si
incontrano cappelle,
come questa di
Aldachillo
F
o
t
o
s
:

F
u
n
d
a
c
i

n

A
m
i
g
o
s

I
g
l
e
s
i
a
s

d
e

C
h
i
l
o


-

O
b
i
s
p
a
d
o

d
e

A
n
c
u
d
Chiese dellestremo
Sud del mondo
La bellezza naturale e soprattutto i frutti apostolici hanno meritato
alla regione di Chilo, in Cile, il nome di Giardino della Chiesa.
La comunit cristiana nativa ha costruito un originale e ammirevole
congiunto di chiese di legno.
primi missionari gesuiti arriva-
rono alla regione di Chilo, a
sud del Cile, nel 1608.
Rimasero meravigliati del-
la docilit ed inclinazione per
le cose di Dio di quei 10mila nativi che
vivevano sparpagliati in una ventina
di isole localizzate tra il continente e
laltra isola di maggior dimensione, la
stessa che d il nome a tutta quella zo-
na: Arcipelago di Chilo.
Siccome erano molte le isole e i vil-
laggi da visitare, i figli di SantIgnazio
svilupparono il sistema di evangelizza-
zione conosciuto come missione cir-
colare. Nel mese di settembre, due
sacerdoti viaggiavano in precarie piro-
ghe fino alla prima comunit. L pre-
gavano e amministravano i sacramen-
ti per tre giorni. In seguito, si dirigeva-
no in processione, portando le statue
dei santi, fino al successivo villaggio. E
cos di seguito, fino al mese di maggio,
quando il rigido inverno li obbligava a
ritornare al Collegio di Castro, la prin-
cipale citt dellIsola Grande. In que-
sto periodo, visitavano circa 80 cappel-
le.
Mirando a garantire la continuit
dellevangelizzazione e stimolare
ci che oggi si chiama apostolato laico
sceglievano per ogni comunit, tra i
fedeli di maggior distacco nella pratica
della religione, i leader che sarebbero
rimasti come rappresentanti dei mis-
sionari. Oltre ad insegnare catechismo
ai bambini e adulti, essi si incaricavano
di preparare la successiva missione.
Questa fu una delle pi fruttuose
missioni dei gesuiti nel Nuovo Mondo.
La mansuetudine dei nativi, esen-
ti da gravi vizi, la calorosa accoglienza
da loro tributata ai missionari ed il ri-
spetto che questi avevano conquistato
appresero la loro lingua, il veliche,
per comunicare meglio con loro fa-
cevano aumentare ogni anno i battesi-
mi, matrimoni e confessioni.
I gesuiti giunsero anche a dare al-
la regione il nome di Giardino della
Chiesa, proprio per la rapidit della
propagazione della fede in queste pic-
cole isole piene di boschi, attorniati da
acque limpide.
Col passare degli anni si costruirono
alcune cappelle semplici e rustiche, per
accogliere gli abitanti e proteggere dal
clima piovoso le cerimonie di culto. In
generale, non erano pi che un recinto
di quattro pareti e un tetto, niente pi.
Castro
Tenan Caguach
Castro
Vilipuli
Statue di devozione, begli altari e degni interni di chiese
alimentano la religiosit dei fedeli nativi di Chilo
La comunit cri-
stiana del sud
del Cile ha co-
struito originali
Chiese di legno
che impressio-
nano per la bel-
lezza ed il buon
gusto. La catte-
drale di Castro
(foto) fra i mi-
gliori esempi
Sebbene la povert del luogo impedis-
se maggiori ornamenti, fu possibile da-
re loro un tono perfettamente adegua-
to al suo elevato scopo.
Per i chilotes, la cappella era la casa
di Dio, del loro santo patrono, il luogo
ove essi si riunivano per pregare e can-
tare lodi al Signore.
Mano a mano che le intemperie an-
davano rovinando queste piccole chie-
se, le comunit ne edificavano di nuo-
ve, di comprovata resistenza.
Nel 1767, espulsi i gesuiti, i france-
scani vennero a sostituirli, giudicando
che, come succedeva in altre parti, sa-
rebbero andati a evangelizzare indige-
ni quasi barbari. Con loro grande sor-
presa, invece di questo, trovarono una
piccola societ cristiana ben organiz-
zata, comunit laboriosamente cate-
chizzate, nelle quali affioravano tracce
di una cultura propria.
Erano piante che avevano bisogno
solamente di essere irrigate per fiorire.
Alcune delle semplici, belle e acco-
glienti chiese di Chilo che abbellisco-
no questo piccolo ed originale giardi-
no della Santa Chiesa, loca-
lizzato nellestremo Sud del
mondo, ben attestano co-
me la civilizzazione cristia-
na faccia sbocciare nei po-
poli i lati migliori della loro
anima.
G
S
e
r
g
i
o

H
o
l
l
m
a
n
n
(San Luigi Maria Grignion de Monfort)
li occhi non videro, le orecchie
non udirono, neppure il cuore
delluomo comprese la bellezza, la
grandezza ed eccellenza di Maria,
il miracolo dei miracoli della gra-
zia, della natura e della gloria.
Immagine della Madonna
delle Meraviglie venerata
nella parrocchia
omonima a Madrid