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Il PAT di Vigonza - Problematiche (1^ parte di 3)

Il PAT di Vigonza - Problematiche


Per qualsiasi Comune Veneto la stesura del Piano di Assetto
Territoriale (PAT) è un evento importante, perché pone le
basi del suo sviluppo futuro.
Il PAT è stato istituito con la Legge regionale 23 aprile 2004,
n.11 (BUR n.45/2004) ed è lo strumento primario di
pianificazione territoriale dei Comuni Veneti. Assieme al
Piano degli Interventi (PI) costituisce il Piano Regolatore
Comunale. Il PI è detto anche Piano del Sindaco.
La legge ha definito anche altri tipi di piani che si integrano
tra di loro: il Piano Territoriale Regionale di
Coordinamento (PTRC), i Piani Territoriali di
Coordinamento Provinciale (PTCP) e i Piani Urbanistici
Attuativi (PUA).
Al fine di proteggere il territorio e i suoi abitanti, la legge poi
ha sottoposto i PAT, i PATI, i PTCP e il PTRC al controllo
della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e al
confronto con i cittadini.
In questi termini, quindi, il PAT diventa lo strumento principe
del governo del territorio, finalizzato ad una gestione oculata ed eco-compatibile delle risorse,
rispettoso delle esigenze dei suoi abitanti ed aperto a nuove prospettive di crescita economica.
L’analisi del PAT di Vigonza, però, non dà risposte adeguate a questi obiettivi di legge.
Proviamo a capirne i motivi.

Durata del PAT


La legge 11 non dà limiti temporali alla validità del PAT, perché il suo obiettivo primario è il
recupero del territorio e il benessere della popolazione che vi abita.
Questi sono temi che hanno bisogno di tempi lunghi per essere realizzati, per cui, per quanto sia
doveroso rivederne i contenuti ogni 10 anni, è necessario che il PAT abbia una visione di lunga
durata che copra un periodo di 30-40 anni.
Del resto non si può pensare di porre rimedio in 10 anni, a errori urbanistici commessi nell’arco di
50 anni, dal dopo guerra ad oggi.

Reperibilità delle Informazioni


Il PAT è disponibile solo in formato elettronico, essendo impossibile riprodurre su carta tutta la
mole di dati che contiene.
Orientarsi è molto difficile, ma siccome per legge deve essere accessibile a tutti, il PAT dovrebbe
contenere un documento esplicativo e sintetico, che metta l’utente medio, non esperto di
urbanistica, nella condizione di ritrovare tutte le carte geografiche e le relazioni di suo
interesse.

Trasparenza e correttezza.
Il PAT è uno strumento che fonda la sua forza sulla base dati espressa dalla concertazione tra
l’amministrazione comunale e gli enti pubblici territoriali, le associazioni economiche e sociali
portatrici di interessi sul territorio. Bisogna però capire che una volta approvato, il PAT è
estremamente pervasivo, per cui non si può accettare che sia solo formalmente corretto. Con gli
stessi dati di partenza, infatti, si possono ottenere risultati antitetici, a seconda di come vengono
valutati.

Autrice: Corso Daniela pag 1-1


Il PAT di Vigonza - Problematiche (1^ parte di 3)

Nel caso specifico, non sono chiari gli obiettivi del Piano Complesso N. 4 (Città dei ragazzi a
Vigonza). Infatti non è chiaro
 cosa si voglia costruire,
 l’entità della cubatura,
 il tipo di utenza cui è indirizzata (comunale o sovra-comunale) e
 l’aggravio che questa struttura provocherà sulla viabilità locale.
Stessa grave imprecisione si ritrova nel Progetto Speciale Porta Venezia, dove le linee di
espansione dell’area residenziale sono senza confini.
E’ evidente che in tali circostanze un qualsiasi Piano Urbanistico Attuativo (PUA) ha mano
libera, perché il PAT è soggetto a molteplici interpretazioni. E’ necessario che il PAT di
Vigonza sia estremamente trasparente ed esplicito, se si vuole che la legge non venga applicata
impropriamente.

Viabilità
I cittadini chiedono soprattutto
 di potersi muovere in sicurezza a piedi o in bicicletta,
 di riuscire a spostarsi con una certa velocità,
 di non rimanere incastrati nel traffico,
 di vivere a lato di strade tranquille e
 di non subire l’inquinamento da rumore e da smog.
Rispondere a tutte queste richieste non è facile perché sono a volte in antitesi tra di loro, ma se si
ragiona a livello complessivo, si può puntare a tutti questi obiettivi e raggiungerli a breve, medio e
lungo termine.
In questo PAT, però, non c’è un progetto complessivo per le piste ciclabili.
Dei marciapiedi, poi, non si fa minimamente menzione, quasi che lungo le statali, le regionali e le
provinciali non dimorasse nessuno e che tutte le persone ivi residenti fossero auto- munite e in
possesso di patente.
Ad accrescere lo sconcerto è il nuovo asse trasversale che va da via Venezia a via Roma. Parte del
traffico di queste due strade regionali verrà spostato su aree censite come “zone 30”, cioè con limite
di velocità di 30 km/h, e correrà a ridosso di asili e di istituti scolastici elementari e medie.
Il PAT, pertanto, anche in questo caso disattende le aspettative proprio perché non solo non si
cura dei cittadini in stato di disagio, ma opera affinché aumenti il numero di coloro che
soffrono per gli inconvenienti provocati dal traffico.

Servizi
I servizi previsti da questo PAT sono per un verso significativi, per l’altro non completamente
riusciti.
Il tema del trasporto urbano per esempio non è stato risolto, anche se presenta dei punti di
eccellenza. Il risultato appare ottimo sul confine sud di Vigonza dove si trovano le stazioni dell’alta
velocità ferroviaria e la linea SIR2 del tram, ma rimane incredibilmente stagnante in tutto il resto
del territorio. Ancora una volta si riesce a giustificare il mancato arrivo dell’autobus a
Vigonza, quasi unico paese della cintura urbana a non avere un collegamento diretto con la città di
Padova. Lo stesso SIR2 arriva a un metro dal confine in un angolo di Vigonza non facilmente
accessibile.
Andando poi ad analizzare i piani complessi N.2 (scuola materna e impianti sportivi a Pionca),
N.3 (poli scolastico e sportivo a Peraga) e N.4 (Città dei ragazzi a Vigonza) si nota come
contengano delle aree a servizi di notevole valore sociale. In mancanza di mezzi pubblici, però,
se questi servizi dovessero diventare di interesse sovra-comunale, potrebbero costituire un
vero problema per la popolazione residente, per la quantità eccessiva di traffico che
attirerebbero.

Autrice: Corso Daniela pag 1-2


Il PAT di Vigonza - Problematiche (1^ parte di 3)

Il piano complesso N.1 (Piazza di Vigonza) ha caratteristiche che si distaccano fortemente dagli
altri. Trent’anni di speculazioni hanno scaricato sull’area una quantità immane di cubatura che il
Contratto di Quartiere 2° ha organizzato, ma non ha potuto spostare per mancanza di leggi. La
decisione di innalzare ulteriormente gli edifici (senza per altro indicare di quanto) darà spazio
alla piazza ma andrà contro il sentire di chi abita in prossimità e snaturerà quel carattere di
paese che ancora la zona mantiene.

Aree Residenziali
Uno dei problemi del panorama veneto è l’anarchia urbanistica e Vigonza non si distacca da questo
modello. E’ un esempio
 di diffusione insediativa con le sue 7 frazioni (San Vito, Perarolo, Busa, Peraga, Vigonza,
Pionca, Codiverno) che continuano a crescere e
 di dispersione insediativa con la frammentazione esasperata di un abitato che si è sviluppato
attorno ad idee personalistiche assolutamente slegate da un piano di sviluppo complessivo.
La legge 11 è nata non solo per fermare questa dissoluzione della forma urbana, ma anche per
avviare un’inversione di marcia.
Questo PAT aspira ad un miglioramento della qualità del vivere e dell’abitare, inteso come
aumento dei servizi. Ma questo non è sufficiente. E’ necessario anche che i servizi arrivino a
tutti, con costi più bassi e senza necessità di forti spostamenti su gomma.

Aree Produttive
Le problematiche legate alle aree produttive vigontine sono state oggetto di negoziazione nel Piano
di Assetto Territoriale Intercomunale (PATI) dell’area metropolitana di Padova. Per quanto non
ancora approvato, i suoi risultati sono inglobati nel PAT di Vigonza.
Al di là di tutti gli aspetti positivi che porta con sé, in fatto di eco-compatibilità e limitazione
all’espansione dei manufatti, è certo che le scelte operate nel territorio vigontino non saranno
motivo di rilancio per il paese.
Per Vigonza questo PATI appare come un’occasione mancata.
Si continuano, infatti, ad espandere le aree Produttive senza connotarle e non si riconverte la Fascia
del Brenta a una funzione più consona all’eco-sistema che individua.
Non si pensa ancora di demolire i manufatti fatiscenti privi di interesse architettonico e storico per
ripristinare l’originario ambiente agreste

Autrice: Corso Daniela pag 1-3

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