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1

Un percorso fra
di mostrazi oni e
confutazioni










Lavoro di maturit in fisica,
anno 2007/2008
Prof. Matteo Nota Alexis Kessel, 4G
2


INDICE


1. INTRODUZIONE ..........................................................................................3

2. LETERE: LIPOTETICO MEZZO DI PROPAGAZIONE DELLA LUCE .............4

2.1 Letere nella storia....................................................................................4
2.2 Composizione delletere luminoso............................................................5

2.3 Conseguenze delletere............................................................................7

2.3.1 Trascinamento dell'etere..............................................................7
a) L'etere libero......................................................................7
b) L'etere totalmente trascinato..........................................8
c) L'etere parzialmente trascinato ......................................9

2.3.2 Teoria di Fresnel ..........................................................................9

2.4 Dimostrazione della formula di Fresnel ..................................................11

2.4.1 Velocit del centro di gravit dell'etere ......................................11

3. LESPERIMENTO DI FIZEAU .........................................................................14

3.1 Traduzione del testo originale ................................................................17

4. TEORIA DELLA RELATIVIT DI ALBERT EINSTEIN (1905) .........................21

4.1 I due postulati....................................................................................21

4.2 Le trasformazioni di Lorentz ................................................................21

4.3 Teorema delladdizione delle velocit..................................................23

4.4 Lesperimento di Fizeau.......................................................................24

4.5 Einstein dimostra Fresnel ....................................................................25

CONCLUSIONI........................................................................................27

Appendice 1: Karl Popper e la logica della scoperta scientifica
Appendice 2: Estratto da Cristiaan Huygens, Trait de la lumire (1690)
Appendice 3: Hippoliyte Fizeau, Sur les hypothses relatives l'ther lumineux, C.R. T.33
(1851)

BIBLIOGRAFIA


3

1. Introduzione

Ho scelto questo lavoro di maturit per approfondire la teoria della relativit. Sin da
piccolo rimanevo affascinato nellosservare come tutto relativo. capitato a tutti di
trovarsi su un treno ad una stazione mentre accanto un altro treno sta partendo. Si
convinti di muoversi, ma nella realt si immobili. Di conseguenza mi sono
interessato allargomento ed ho trovato in un testo di Albert Einstein sulla teoria della
relativit, un riferimento ad un esperimento eseguito da Hippolyte Louis Fizeau nel
1851. Mi sono perci chiesto come mai Einstein cita lesperimento di Fizeau (vedi fig.
1), basato sullesistenza delletere, quando lui stesso afferma che esso non esiste?
Ho dapprima cercato di capire meglio comera concepito letere, come nato, che
propriet avesse e quali conseguenze ha avuto sul pensiero scientifico prima del
900. In seguito ho cercato di capire lesperimento fatto da Fizeau, il quale ha voluto
verificare quale delle tre teorie in competizione sulletere fosse quella corretta. In
effetti, allepoca, tre teorie concorrenti cercavano di spiegare il moto di un corpo
attraverso letere. Questultimo poteva non essere trascinato, o essere trascinato
parzialmente o totalmente dal corpo. Lesperimento di Fizeau era volto a verificare le
differenti teorie. Per capire meglio lesperienza basata sul principio di interferenza di
due fasci di luce, ho tradotto dal francese il testo originale in cui vengono spiegati i
procedimenti e risultati ottenuti.
Dopodich ho approfondito la teoria della relativit di Einstein, partendo dai suoi due
pilastri, i due postulati enunciati nel 1905 nel testo Zur Elektrodynamik bewegter
Krper. Analizzare tutti gli aspetti della relativit ristretta, come la contrazione delle
lunghezze, la dilatazione del tempo o lenergia, richiedeva altro tempo ed un'altra
ricerca. Ho posto lattenzione sul teorema delladdizione delle velocit in cui fa
riferimento allesperienza di Fizeau per comprenderne meglio il problema.
Grazie alle conoscenze acquisite nel corso di Fisica e Applicazione alla
Matematica, sono stato facilitato nella comprensione del concetto di relativit, ma ho
comunque riscontrato difficolt sia di tipo matematico, per quanto riguarda le formule,
sia di tipo fisico, per ci che concerne concetti a cui non sempre si confrontati. Ad
esempio ho dovuto immergermi nellidea dellesistenza delletere per comprenderne
meglio il problema che per pi di un secolo ha fatto discutere, pur sapendo che non
esiste. Riuscire a pensare come pensavano i fisici del 1800 stata una delle
difficolt maggiori.













Fig. 1 Estratto dal testo in cui Einstein cita Fizeau.

4

2. Letere: lipotetico mezzo di propagazione della
luce

2.1 Letere nella storia

Lungo il corso dei secoli letere ha fatto molto discutere di s e ancora oggi se ne
sente parlare.
Lidea di base nacque in seguito alla prima elaborazione del modello ondulatorio
della luce (XVII secolo) di Christiaan Huygens (vedi appendice 2).
Si pensava quindi che, come il suono necessitasse dellaria come mezzo di
propagazione, anche la luce avesse bisogno di un elemento per propagarsi, letere.
Si credeva che la luce nascesse dalla vibrazione delle particelle detere. Questo
ragionamento non era insensato, tenendo conto delle conoscenze di quel tempo. Ad
ogni modo luce e suono differiscono nel modo in cui nascono e nella materia in cui si
propagano.
Huygens afferm che lagitazione delle particelle del mezzo di propagazione, che
creano la luce, deve essere assai pi rapida che la vibrazione di un corpo che
produce un suono; difatti la vibrazione di un corpo non in grado di far nascere della
luce, di conseguenza il modo in cui viene generata deve essere diverso. Si pu
compararlo al movimento della mano: per quanto energico sia, non sar sufficiente a
produrre un suono. Interpretando laffermazione in chiave moderna, diremmo che la
luce unonda ma di frequenza molto superiore a quella del suono.
Dove si trova letere? Potrebbe fare parte dellaria? Si sa per che la luce attraversa
anche il vuoto, basta pensare che dal sole e dalle stelle arriva fino a noi. possibile
eseguire un esperimento in laboratorio per dimostrare che il suono, senza laria non
si propaga, mentre la luce s. sufficiente prendere una campana di vetro,
posizionarci una sveglia, creare la situazione di vuoto con una pompa e osservare
che lorologio con suoneria non emetter alcun suono. Al contrario, se si fa
attraversare la campana di vetro da un fascio luminoso, non noteremo alcuna
variazione, sia che essa sia piena o vuota daria, sia che lo spazio venisse colmato
completamente dacqua o di un altro corpo trasparente. Ci dimostra che allinterno
della campana si trova una materia diversa dallaria che ha attraversato il vetro.
Ricapitolando la luce si trasmette sia nellaria che nel vuoto, dunque laria non il
mezzo di propagazione della luce, ma si deve trattare di un altro mezzo presente
anche allinterno del vuoto. Questo mezzo deve essere inoltre in grado di entrare
nella campana di vetro, dunque di attraversare la materia. Newton, seppur
sostenendo il modello corpuscolare della luce
1
, si poneva pure degli interrogativi
riguardo alletere, che vedeva come pi sottile rispetto allaria, molto elastico,
onnipresente e capace di attraversare i corpi.








1
Modello corpuscolare: Teoria di Newton secondo la quale la luce composta da particelle dotate di
energia e impulso che si propagano in linea retta e rimbalzano elasticamente secondo le leggi
dellurto.

5


2.2 Composizione delletere luminoso (vedi appendice 2)
Studiando il comportamento della luce in differenti situazioni, Huygens giunge allidea
che letere doveva essere composto di particelle di uguale grandezza e ugual
materiale, le pi dure possibili, affinch la luce possa propagarsi senza alcun
rallentamento. Al passaggio di unonda le particelle detere vengono percosse
subendo una sequenza di urti elastici, come viene semplificato dalla figura 2.


y



Fig. 2 Urto elastico, tutta la quantit di moto viene trasmessa x


La particella numero 1 urta la 2 di ugual grandezza e materiale a velocit
v1
. Lurto
elastico fa si che tutta la quantit di moto viene trasmessa e la numero 2 riparte alla
stessa velocit. Lo stesso vale per una lunga fila di particelle grandi uguali.
Infatti, dice Huygens, se le dimensioni fossero diverse e la particella urtante
risultasse molto piccola, rimbalzerebbe indietro secondo la legge degli urti elastici e
della conservazione della quantit di moto, come dimostrato qui di seguito nella
figura 3.



y

x
Fig 3. Dopo lurto, la particella pi piccola rimbalza indietro


6

Partendo dalla legge della conservazione della quantit di moto (
v m
! ) e
dellenergia cinetica si ha:



' '
2 1 1
p p p
+ =

Ecin Ecin Ecintot 2 1
+ = !
v m v m v mtot
2
2
2
1
2
2
1
2
1
2
1
+ =
' '
2 1 1
p p p
+ =
m
p
m
p
m
p
! ! !
+ =
2
'
2
'
2 2
2
2
1
2
1
1
2
1
!
( )
m
p
m
p
m
p p
2
2
2
1
2
1
1
2
' ' ' '
2 1
+ =
+


m
p
m
p
m
p p p p
2
2
2
1
2
1
1
2
2 2 1
2
1
' ' ' ' '
2
'
+ =
+ ! ! +


m
p
m
p
m
p p
1
2
2
2
2
2
1
2 1
' ' ' '
2
! =
" "


m
p
m
p
m
p p
1
2
2
2
2
2
1
2 1
' ' ' '
2
! =
" "


!
!
"
#
$
$
%
&
' ( =
( (
m m
p
m
p p
1 2
2
2
1
2 1
1 1
'
' '
2



Per cui la quantit di moto dopo lurto della prima particella data da

2
1 1
' '
1
1 2
2 1
m
m m
p p
!
"
"
#
$
%
%
&
'
( ! =

Poich
m2
>
m1



abbiamo
!
!
"
#
$
$
%
&
'
m m 1 2
1 1
<
0


Dunque la biglia avendo quantit di moto negativa dopo lurto torner indietro.

7


Siccome si credeva che la luce nascesse dalla vibrazione di particelle detere, nel
caso la particella urtante fosse di dimensioni pi piccole, si avrebbe come
conseguenza fisica unonda di luce che retrocede e che, seppur non producendo
luce, rallenterebbe la velocit di quella che proviene dalla fonte luminosa.
Se nel primo caso le particelle di uguali dimensioni non fossero completamente
elastiche (per esempio due palline di un materiale tipo spugna), si otterrebbe un
assorbimento da parte di esse che causerebbe pure un rallentamento della velocit
della luce a seconda del tipo di materiale. Questa potrebbe essere la motivazione
della minore velocit della luce nei mezzi come acqua e vetro.

2.3 Conseguenze delletere

2.3.1 Trascinamento delletere

Preso atto delle affermazioni precedenti sulletere, viene da porsi la domanda: in che
misura il moto di un corpo trasparente influisce sulla velocit della luce che lo
traversa? Per rispondere occorre porsi nel medesimo sistema di riferimento
delletere. Il problema quindi di conoscere in che modo letere contenuto in un
corpo mosso. Vi sono tre possibilit: letere non si muove in quanto non influenzato
dal movimento dellacqua ed il suo centro di gravit immobile, oppure in
movimento oppure ancora lo solo parzialmente. Queste tre ipotesi sono analizzate
nel dettaglio come segue.


a) Letere libero

Letere libero, ovvero non in movimento. Prendiamo come esempio il caso in cui
lacqua scorre in una direzione allinterno di un tubo. Letere, in grado di permeare
allinterno del liquido libero e non subisce alcuna influenza dal moto dellacqua. In
seguito un fascio di luce viene fatto attraversare allinterno del tubo come si pu
notare nella figura 4.












Fig. 4 Letere rappresentato in colore verde immobile mentre lacqua, composta dalle
molecole in blu-arancione, scorre nel tubo.




8

Da questo modello possiamo trarre in breve le osservazioni seguenti :
Letere non si muove con lacqua, ovvero non trascinato. Il centro di gravit
delletere immobile e quindi anche il sistema di riferimento ad esso legato.
La velocit della luce per un osservatore esterno non cambia.
Losservatore legato allacqua vede che la velocit diminuisce rispetto a
quando lacqua a riposo.


b) Letere totalmente trascinato

In questo caso lacqua trascina con s tutto quanto letere trova davanti al suo
percorso come rappresentato nella figura 5.

Fig. 5 Letere completamente trascinato dallacqua e la velocit della luce va a sommarsi con
quella dellacqua


Osservazioni in breve:
Lacqua si muove e anche tutto letere contenuto. Il centro di gravit delletere
si muove con lacqua
La velocit della luce per losservatore legato allacqua non cambia.
La velocit della luce per un osservatore esterno cambia ed equivale alla
somma della velocit della luce in situazione con etere ed acqua a riposo
(
vfermo
) e della velocit della corrente dacqua (
vacqua
), ovvero alla velocit del
centro detere.

v v v acqua fermo luce
+ =













c) Letere parzialmente trascinato
9




Fig. 6 Letere parzialmente trascinato (visualizzato dalle freccette tratteggiate) dallacqua
perci la velocit della luce aumenta solamente di una frazione della velocit del mezzo.

Osservazioni in breve:
Letere parzialmente trascinato dallacqua.
per losservatore rispetto al sistema di riferimento delletere trascinato, la
velocit della luce non cambia.
Il centro di gravit del sistema di riferimento legato alletere si muove pi
lentamente dellacqua ma non fermo.
Per un osservatore esterno la velocit della luce aumenta di una frazione della
velocit dellacqua.

Lidea di base che la velocit della luce per un osservatore esterno equivale alla
velocit della luce in situazione con etere ed acqua a riposo, sommata alla velocit
del centro di gravit delletere.

v v v etere dell gravit di centro fermo luce '
+ =


Questa terza ipotesi dovuta a Young e laumento della velocit della luce, dato da
una frazione della velocit del mezzo, che pu variare da 0<x<1

2.3.2 Teoria di Fresnel

Augustin-Jean Fresnel giunse ad una teoria, enunciata davanti all Accadmie des
Sciences il 29 luglio 1822. Essa dimostrata sulla base di speculazioni teoriche e si
tratta di una variante della terza ipotesi nella quale, come appena visto, solo un
eccesso detere viene trascinato e va ad influenzare la velocit della luce. La teoria
la seguente:
v
n
v v acqua fermo luce
!
!
"
#
$
$
%
&
' + =
2
1
1

dove n lindice di rifrazione.
In generale:



Nel capitolo 2.4 cercheremo di
v
n n
c
V
!
!
"
#
$
$
%
&
' + =
2
1
1
10

capire come Fresnel sia giunto a tale risultato.
La densit detere in un corpo rappresenta la quantit desso ivi contenuto per unit
di volume e viene indicata con la lettera greca
!
.
I corpi caratterizzati da specifiche propriet ottiche, in particolare i mezzi trasparenti,
possono trascinare parzialmente con s l'etere, ma solo una parte precisa, ovvero
quella che equivale alleccesso di etere allinterno del corpo rispetto al vuoto, la cui
densit viene indicata con
' !
. Lindice di rifrazione riflette la concentrazione
delletere nella materia. Fresnel precisa lipotesi ammettendo che la densit delletere
proporzionale al quadrato dellindice di rifrazione. Se
!
0
e
!
1
sono le densit
delletere, rispettivamente nel vuoto e in una sostanza trasparente dindice n, si ha
dunque:

n
2
0 1
.
! !
= (1)
Nel caso del vuoto n=1

Per il nostro proposito non abbiamo approfondito lorigine di questa relazione
fondamentale.

Perci il parziale trascinamento corrisponde alleccesso di densit rispetto alletere
nel vuoto. Si pu infatti pensare che un determinato corpo in un punto, contenga la
quantit detere nel vuoto
!
0
pi quella in eccesso
' !
legata all indice di rifrazione.
Di conseguenza si ha:
'
0 1
! ! !
= " (2)

Se per esempio nel vuoto si trova una densit detere pari a 100 e in un altro corpo
essa vale 120, si avr una differenza pari a 20, equivalente ad un eccesso di densit
del 20% nel corpo per rapporto a quella del vuoto.
Siccome si tratta di un concetto piuttosto complesso, cercheremo di spiegarlo con un
esempio in cifre in termini economici che ben spesso facilitano la comprensione.
Paragoniamo la densit detere nel vuoto a 15 fr. Essi si trovano in diversi punti che
semplifichiamo in A, B, C. Lacqua contiene un eccesso detere pari a 5 fr. che
trascina mentre scorre passando dai vari punti. In ciascuno di essi posseder sempre
20 franchi (che corrispondono alla sua densit detere
!
1
, vedi formula (1), dovuta
all indice di rifrazione che per lacqua vale 1,33), ma che non saranno mai gli stessi


5 fr. !

15 fr. 15 fr. 15 fr.

A B C

Tot: 20 franchi

In questo senso letere contenuto in una sostanza in moto dovuto in parte (
!
0
)
alletere procurato dal vuoto.
11


2.4 Dimostrazione della formula di Fresnel

Si pu ottenere la formula di Frensel con un modello meccanico semplificato che
permette di capire con quale velocit si muove il centro di gravit delletere. Per
dimostrare la formula di Fresnel vista nel capitolo precedente, abbiamo risolto un
problema di meccanica classica come vediamo qui di seguito.


2.4.1 Velocit del centro di gravit delletere


Fresnel ottiene che la velocit del centro di gravit delletere corrisponde a

v v w
n
n
!
"
= !
"
=
2
2
1
0 1
1
#
# #


dove: w la velocit del centro di gravit delletere e v la velocit dello spostamento
di un corpo trasparente, come ad esempio lacqua.

In breve, facendo riferimento ad un problema meccanico, cercheremo di capire come
egli giunge alla sua soluzione.

Si pu paragonare il centro di gravit delletere al centro di massa C fra due corpi m
ed m



m C w m v
v

O . O
--------------------------------------------> x(s)

Partendo dalla Formula generica

m m
m x m x
C
2 1
2 2 1 1
+
+
=

Esprimiamo C in funzione di m,m, v e t; otteniamo quindi ponendo
0 1
=
x


'
'
m m
m t v
C
+
! !
=

Il centro di massa C si muove alla velocit w secondo

'
'
m m
m t v
t w
+
! !
!
= ;
'
'
m m
m v
w
+
!
=
12




Supponendo che m e m occupino lo stesso volume, le loro densit corrispondono a

V
m
=
!
e
V
m'
'
=
!


V V
V v
w
! + !
! !
=
'
'
" "
"


'
'
! !
!
+
"
=
v
w


Dopodich riprendiamo in considerazioni le due ipotesi intuite da Fresnel sulla
densit delletere.
n
2
0 1
.
! !
= (1) !
n
2
0
1
=
!
!


'
0 1
! ! !
= " (2)
aggiungendo anche
! !
0
= (3)

poich si tratta delletere nel vuoto (i 15 fr.) che, in seguito al passare dellacqua,
rimane sul posto. Nellesempio meccanico, la massa m di densit ! equivale
alletere nel vuoto.

Sostituendo il numeratore ed il denominatore con lequazione (2) si ottiene

v w
!
" +
"
=
# # #
# #
0 1 0
0 1


v w
!
"
=
#
# #
1
0 1


Moltiplicando numeratore e denominatore per
!
0
1
otteniamo

13

v w
!
"
=
#
#
#
# #
0
1
0
0 1


v
n
n
w
!
"
=
2
2
1


Troviamo cos lo stesso risultato di Fresnel per la velocit del centro di gravit
delletere. Semplificando ulteriormente, otteniamo:
v
n
w
!
"
"
#
$
%
%
&
'
( =
2
1
1


Per cui secondo la terza ipotesi, la velocit della luce, nel tubo in cui un corpo come
lacqua o qualsiasi altro corpo trasparente di indice di rifrazione n si muove a velocit
v , vale:


v
n
n
c
V
!
!
"
#
$
$
%
&
' + =
2
1
1


























14


3. Lesperimento di Fizeau

Premessa:

Per comprendere meglio quanto fatto da Fizeau abbiamo tradotto dal francese il
testo originale in cui vengono spiegati i procedimenti e risultati ottenuti (vedi cap.
3.1). Per capire pi precisamente i comportamenti e le propriet della luce ai fini di
realizzare questa ricerca, un approfondimento delle conoscenze di ottica stato
necessario.

Scopo:

Nel 1851, ossia alcuni anni dopo la pubblicazione delle ipotesi di Fresnel, Hyppolite
Louis Fizeau decise di eseguire un esperimento per verificare linfluenza delletere
sulla velocit della luce. Fresnel aveva difatti emesso unipotesi cinque anni prima di
morire, ma essa doveva essere ancora sperimentata.
Sappiamo che in quel periodo, le ipotesi in competizione sulletere erano 3 (v.
capitolo 2.3.1):

1. Letere libero e non viene trascinato da nessun corpo
2. Letere completamente trascinato dai corpi
3. Letere parzialmente trascinato secondo lipotesi di Fresnel.

Fizeau intendeva verificare sperimentalmente quale delle tre ipotesi fosse quella
corretta attraverso il suo interferometro.

Materiale:
Un fascio di luce
Una lente cilindrica
Un vetro semitrasparente
Due obbiettivi
Un vetro spesso
Una doppia fenditura
Due tubi collegati fra loro di lunghezza 1,487 m
Acqua
Specchio completamente riflettente
Schermo
Oculare graduato

Teoria:

Linterferenza un fenomeno fisico che
avviene dalla sovrapposizione di due
onde di luce. Tale sovrapposizione pu
essere costruttiva o distruttiva.
Ammettiamo che esse abbiano stessa
lunghezza donda e uguale intensit. Nel
caso in cui due massimi si incontrano nello Fig. 7 Interferenza fra onde
15

stesso punto, la somma generer uninterferenza
totalmente costruttiva osservando un fascio di luce pi
forte. Se invece in un punto un massimo ed un minimo
sincrociano, la somma nulla (vedi fig.7). Il risultato della
sovrapposizione di due fasci produce delle frange di
interferenza e limmagine dinterferenza si osserva su di
uno schermo (vedi fig.8). Tale fenomeno alla base
dellesperimento effettuato da Fizeau.



Fig.8 Immagine dinterferenza
Procedimento:

In questo esperimento, si tratta di inviare un singolo fascio di luce verso due fessure,
in modo da creare due piccoli fasci che attraversino parallelamente due tubi in cui
scorre dellacqua ad alta velocit; nel primo in una direzione e nellaltro in quella
opposta. I due raggi vengono poi rimessi a fuoco, da un secondo obbiettivo, su uno
specchio che li riflette invertendone la posizione. In questo modo si aumenta la
lunghezza percorsa nel mezzo in movimento, ma si compensa pure linfluenza di una
variazione accidentale di pressione fra i due tubi o di temperatura. In seguito i due
fasci luminosi entrano nel tubo non ancora percorso finch, uscendo, vanno a creare,
per la loro azione reciproca, unimmagine dinterferenza che si osserva con un
oculare graduato. Per mezzo di questa disposizione un qualunque cambiamento di
densit in un punto, agisce allo stesso modo su entrambi i raggi e non influisce sulla
posizione delle frange. Essendo necessario che le frange siano molto larghe,
affinch si possa misurare la pi piccola variazione, Fizeau ha posizionato davanti
alla fenditura un vetro spesso che per effetto della rifrazione, avvicina i raggi fra loro.
Dunque pi i due fasci sono vicini, maggiore sar la larghezza delle frange. Per
semplificazione, nello schema non rappresentato il vetro spesso (vedi fig. 9)
Fig. 9 Esperimento di Fizeau (1851)
16

Risultati:

Secondo la prima ipotesi, la velocit della luce non verrebbe alterata e non si
osserverebbe alcun spostamento delle frange.
In base alla seconda ipotesi, la velocit della luce dovr essere aumentata dellintera
velocit del corpo. Secondo il calcolo di Fizeau, lo spostamento di una frangia
equivarrebbe allo 0.92 della larghezza di una frangia.
Nel caso della terza ipotesi, la velocit della luce aumenterebbe di una frazione della
velocit del corpo. Secondo la teoria di Fresnel, lo spostamento delle frange dato
dalla frazione !
"
#
$
%
&
'
n
2
1
1
che corrisponde alleccesso di etere trascinato dal mezzo,
ovvero ! ! !
0 1
' " = (vedi capitolo 2.3.2).
Fizeau giunge effettivamente ad un risultato molto vicino ad una delle tre ipotesi. Lo
spostamento delle frange misurato di 0,46, ci che corrisponde ad un valore molto
vicino a quello dato dalla teoria di Fresnel. Difatti, sostituendo con n= 1,33, si ottiene
come frazione di trascinamento detere

43 . 0
33 . 1
1
1
2
! "
#
$
%
&
'
(

confermando la terza ipotesi sul trascinamento parziale delletere secondo la teoria di
Fresnel.

Conclusioni:

Lesperimento di Fizeau fu pertanto unevidente verifica di un fatto empirico che
fortific in maniera alquanto precisa la teoria di Fresnel.


















17

3.1. Traduzione del testo originale (vedi appendice 3)

Sulle ipotesi relative alletere luminoso e su unesperienza che sembra
dimostrare che il movimento dei corpi cambi la velocit alla quale la luce si
propaga al loro interno; da M. H. Fizeau. (estratto dallautore)
(commissari, MM. Arago, Pouillet, Babinet)

Diverse teorie sono state proposte per spiegare il fenomeno dellaberrazione.
Fresnel per primo e pi recentemente i signori Doppler, Stokes, Challis e molti altri
hanno pubblicato molti lavori importanti su questo tema, ma sembra che nessuna
delle teorie proposte abbia ricevuto il consenso completo dei fisici. Infatti, in assenza
di nozioni certe sulle propriet delletere luminoso e sui suoi rapporti con la materia
ponderabile, stato necessario formulare delle ipotesi e, tra quelle che sono state
proposte, ve ne sono di pi o meno probabili, ma nessuna che possa essere
considerata come dimostrata. Queste ipotesi si possono ridurre a tre principali, esse
concernano lo stato nel quale dobbiamo considerare letere che esiste allinterno di
un corpo trasparente:
- O letere aderente e come fissato alle molecole del corpo e condivide di
conseguenza i movimenti che possono essere impressi a questo corpo;
- Oppure letere libero e indipendente e non trascinato dal corpo dai suoi
movimenti;
- Oppure ancora per una terza ipotesi che partecipa di una e dellaltra, una
porzione sola delletere sarebbe libera, laltra porzione sarebbe fissata alle
molecole del corpo e condividerebbe da sola i suoi movimenti.

Quest ultima ipotesi che dobbiamo a Fresnel stata concepita allo scopo di
soddisfare sia il fenomeno dellaberrazione sia una celebre esperienza del signor
Arago nella quale lui aveva dimostrato che il movimento della terra non influenza la
rifrazione che la luce delle stelle subisce dentro un prisma.
Possiamo considerare il valore che, per ciascuna di queste ipotesi, si deve attribuire
alla velocit della luce nei corpi, quando supponiamo questi corpi in movimento. Il
valore di questa velocit pu essere cambiato dal fatto di muoversi. Se supponiamo
che letere trascinato completamente con il corpo la velocit della luce dovr
essere aumentata di tutta la velocit del corpo, il raggio essendo supposto diretto nel
senso del movimento.
Se letere libero, la velocit della luce non sar per niente alterata.
E infine se solo una parte trascinata, la velocit della luce sar aumentata ma di
una frazione soltanto della velocit del corpo e non della totalit come nella prima
ipotesi. Questa conseguenza non cos evidente come le precedenti, ma Fresnel ha
mostrato che pu essere basata su delle considerazioni meccaniche molto probabili.
Anche se la velocit della luce enorme in confronto alla velocit che noi possiamo
provocare ai corpi, possediamo dei mezzi dosservazione cos delicati che parso
possibile determinare, tramite unesperienza diretta, qual in realt linfluenza del
movimento dei corpi sulla velocit della luce.
Dobbiamo al signore Arago un metodo fondato sul fenomeno delle interferenze e che
permette di mettere in evidenza le pi piccole variazioni negli indici di rifrazione dei
corpi. Le osservazioni dei signori Arago e Fresnel sulla differenza di rifrazione che
esiste tra laria secca e laria umida hanno mostrato la sensibilit straordinaria di
questo metodo dosservazione.
stato adottando lo stesso principio e unendo il doppio tubo del signor Arago
allapparecchio di due cannocchiali congiunti, che avevo usato per una
18

determinazione della velocit assoluta della luce, che ho potuto studiare direttamente
nei due ambienti, laria e lacqua, gli effetti di un movimento di un corpo sulla luce che
li attraversa.
Cercher di indicare, senza ricorrere ad unimmagine, qual era il percorso della luce
in questa esperienza. Dal fuoco di una lente cilindrica, i raggi solari penetravano
quasi subito nel primo cannocchiale tramite unapertura laterale molto vicina dal suo
fuoco. Un vetro trasparente il cui piano faceva un angolo di 45 gradi con lasse del
cannocchiale, li rifletteva nella direzione dellobbiettivo.
Uscendo dallobbiettivo, i raggi, diventati paralleli tra loro incontravano una doppia
fenditura di cui ogni apertura corrispondeva allentrata di uno dei tubi. Un fascio di
raggi molto stretto penetrava cos in ogni tubo e lo traversava per tutta la sua
lunghezza (1,487 m).
I due fasci, sempre paralleli tra loro, raggiungevano lobbiettivo del secondo
cannocchiale, vi si rifrangevano e, per leffetto di questa rifrazione, andavano a
riunirsi al suo fuoco. L incontravano il piano riflettente di uno specchio
perpendicolare allasse del cannocchiale, e subivano un riflesso che li rimandava
indietro verso lobbiettivo; ma, per leffetto di questo riflesso, i raggi avevano
cambiato la loro strada, di modo che quello che prima era a destra, si trovava a
sinistra dopo la riflessione e viceversa. Dopo aver traversato lobbiettivo ed essere
cos ridiventati paralleli tra loro, penetravano una seconda volta nei tubi; ma, siccome
erano invertiti, quello che era passato per uno dei tubi allandata, passava per laltro
tubo al ritorno.
Dopo il loro secondo tragitto attraverso i tubi, i due fasci traversavano di nuovo la
doppia fenditura, rientrava nel primo cannocchiale e venivano infine ad interferire nel
suo fuoco passando attraverso il vetro trasparente. L formavano per la loro azione
reciproca delle frange dinterferenza che si osservavano con un oculare che portava
delle divisioni al suo centro.
Era necessario che le frange fossero molto larghe per poter apprezzare le piccole
frazioni della larghezza di una frangia. Ho trovato che si ottiene questo risultato,
anche conservando una grande intensit di luce, piazzando davanti ad una delle
fenditure un vetro spesso che sinclina in modo da vedere le due fenditure per
leffetto della rifrazione, come se fossero pi vicine che quanto non sono in realt. Si
pu cos dare alle frange delle dimensioni variate e scegliere quella pi conveniente
per le osservazioni. Il doppio tragitto della luce aveva per scopo daumentare la
lunghezza percorsa nel mezzo in movimento e inoltre di compensare interamente
linfluenza di una differenza accidentale di temperatura o di pressione tra i due tubi,
da cui sarebbe potuto risultare uno spostamento delle frange che si sarebbe
mischiato allo spostamento che il movimento poteva produrre e ne avrebbe reso
losservazione incerta.
facile vedere, in effetti, che in questa disposizione tutti i punti situati sul cammino di
uno dei raggi sono anche sul cammino dellaltro, cosicch un cambiamento di
densit in un punto qualunque del tragitto agisce allo stesso modo sui due raggi e
non pu quindi avere alcuna influenza sulla posizione delle frange. Ci si assicurati
che la compensazione effettivamente totale, piazzando un vetro spesso davanti ad
una sola delle due fenditure oppure riempiendo dacqua un solo tubo, laltro essendo
pieno daria. Nessuna di queste due esperienze ha dato luogo ad un qualunque
cambiamento nella posizione delle frange.
Concernente il movimento si vede invece che i due raggi sono sottomessi a delle
influenze opposte.
Se si suppone infatti che nel tubo situato a destra dellacqua scorre verso
losservatore, quello dei due raggi che verr da destra avr percorso il tubo nella
19

direzione del movimento mentre il raggio che viene da sinistra lavr percorso nella
direzione contraria del movimento.
Facendo muovere lacqua nei due tubi insieme e nella direzione contraria per
ciascuno di loro, si vede che gli effetti devono sommarsi. Questa doppia corrente
essendo prodotta, se ne pu ancora invertire la direzione sia nei due tubi e leffetto
dovrebbe essere ancora raddoppiato.
Tutti questi movimenti dellacqua erano prodotti in modo molto semplice, essendo
che ogni tubo comunicava tramite due prese situate presso le due estremit con due
serbatoi di vetro nei quali si esercitava alternativamente una pressione tramite
dellaria compressa. Sotto linfluenza di questa pressione lacqua passava da un
serbatoio allaltro attraversando il tubo le cui due estremit erano chiuse da dei vetri.
Il diametro interno dei tubi era di 5,3 millimetri, la loro lunghezza di 1,487 m. erano di
vetro.
La pressione sotto la quale aveva luogo lo scorrimento dellacqua poteva superare
due atmosfere. La velocit era calcolata dividendo il volume dellacqua scorsa in un
secondo per laria della sezione del tubo. Devo dire, per prevenire unobbiezione che
potrebbe essere fatta, che siamo stati molto attenti a evitare leffetto dei movimenti
accidentali che la pressione e lo shock dellacqua avrebbero potuto produrre cos i
due tubi e i recipienti dove si facevano i movimenti dacqua che erano sostenuti da
dei supporti indipendenti dalle altre parti dellapparecchio e in particolare dai due
cannocchiali; cerano quindi solo i due tubi che potessero subire un movimento
accidentale: sappiamo che il ragionamento e lesperienza hanno mostrato che i
movimenti o le flessioni dei tubi soli erano senza influenza sulla posizione delle
frange.
Ecco ora cosa stato osservato:
Quando lacqua messa in movimento le frange sono spostate e a seconda di se
lacqua si muove in una direzione o in unaltra, lo spostamento ha luogo verso la
destra o verso la sinistra.
Le frange sono spostate verso la destra, quando lacqua spinta in avanti per
rapporto allosservatore nel tubo situato alla sua destra e verso losservatore nel tubo
situato alla sua sinistra.
Le frange sono spostate verso la sinistra, quando la direzione della corrente in ogni
tubo ha luogo in una direzione opposta a quella che appena stata definita.
Con una velocit dellacqua uguale a 2 m/s, lo spostamento gi ben sensibile; con
delle velocit tra i 4-7 m/s perfettamente misurabile.
Dopo aver constatato lesistenza del fenomeno ho cercato di determinare il valore
numerico con tutta la precisione che era possibile ottenere. Chiamando spostamento
semplice quello che si produce quando lacqua prima a riposo messa in movimento
e spostamento doppio quello che si produce quando il movimento modificato in un
movimento contrario, abbiamo trovato con una media dedotta da 19 osservazioni
piuttosto concordanti, 0.23 per lo spostamento semplice, il che fa 0.46 per lo
spostamento doppio, la larghezza di una frangia essendo preso come unit. La
velocit dellacqua era di 7,069 m/s
2
. Questo risultato in seguito confrontato a quelli
che si deducono dal calcolo delle diverse ipotesi sulletere.
Nella supposizione delletere interamente libero e indipendente dal movimento dei
corpi, lo spostamento dovrebbe essere nullo.
Nellipotesi che letere sia unito alle molecole del corpo, in modo da dividere i loro
movimenti, il calcolo d per lo spostamento doppio il valore di 0.92. Losservazione
ha dato un numero pi piccolo della met o 0.46.
Nellipotesi che letere sia parzialmente trascinato, seguendo la teoria di Fresnel, il
calcolo d 0.40 cio un numero molto vicino a quello che stato trovato
20

dallosservazione, e la differenza tra questi due valori sarebbe molto probabilmente
ancor pi piccola se fosse stato possibile introdurre nel calcolo della velocit
dellacqua una correzione che abbiamo dovuto omettere a causa di una mancanza di
dati sufficientemente precisi e che dipende dallineguale velocit dei diversi fili
dacqua ; stimando il valore di questa correzione nel modo pi probabile, si vede che
tende ad aumentare un po il numero teorico ed avvicinare ancora il suo valore al
risultato dellosservazione.
Unesperienza simile a quella che ho appena descritto, stata fatta
precedentemente con aria in movimento, e avevo constatato che il movimento
dellaria non produce alcun spostamento sensibile delle frange. Nelle circostanze in
cui questa esperienza stata fatta e con la velocit di 25 m/s che quella del
movimento dellaria, si trova nellipotesi che letere sia trascinato, che lo spostamento
doppio doveva essere di 0,82.
Secondo lipotesi di Fresnel lo stesso spostamento doveva essere solamente di
0,000465, cio quasi insensibile. Cos limmobilit apparente delle frange
dellesperienza fatta con laria in movimento, veramente in accordo con la teoria di
Fresnel.
E dopo aver constatato questo fatto negativo e cercando di spiegarlo con le diverse
ipotesi sulletere di modo di soddisfare allo stesso tempo il fenomeno
dellaberrazione e lesperienza del signor Arago che mi parso necessario
ammettere con Fresnel che il movimento dei corpi provoca un cambiamento nella
velocit della luce e che questo cambiamento di velocit pi o meno grande per i
diversi mezzi a seconda dellenergia con la quale questi mezzi rifrangono la luce di
modo che considerevole nei corpi molto rifrangenti e molto debole in quelli che
rifrangono poco come laria.
Ne risultava che se le frange non erano spostate quando la luce attraversava laria in
movimento, si doveva invece avere uno spostamento sensibile facendo lesperienza
con lacqua, il cui indice di rifrazione molto pi considerevole che quello dellaria.
Unesperienza che dobbiamo al signor Babinet menzionata nel tomo IX dei
Comptes rendus de lAcademie des Sciences, sembrava in contraddizione con
lipotesi di un cambiamento di velocit conforme alla legge di Fresnel. Ma
considerando le circostanze di questesperienza ho notato lesistenza di una causa di
compensazione che deve rendere insensibile/insignificante leffetto dovuto al
movimento. Questa causa risiede nel riflesso che la luce subisce in questa
esperienza; infatti, si pu dimostrare che quando due raggi hanno tra loro una certa
differenza di marcia, questa differenza alterata dalleffetto del riflesso su uno
specchio in movimento: allora, calcolando separatamente i due effetti nellesperienza
di Babinet si trova che hanno dei valori abbastanza uguali e dei segni contrari.
Questa spiegazione rendeva ancora pi probabile lipotesi del cambiamento di
velocit, e unesperienza fatta nellacqua in movimento, mi sembrata utile per
decidere la questione con certezza.
Il successo di questesperienza mi sembra dover implicare ladozione dellipotesi di
Fresnel, o perlomeno della legge che lui ha trovato per esprimere il cambiamento
della velocit della luce per effetto del movimento dei corpi; poich anche se questa
legge trovandosi veritiera, ci sia una prova molto forte in favore dellipotesi di cui
ella ne solo una conseguenza, forse la concezione di Fresnel sembrer cos
straordinaria, e, sotto qualche rapporto cos difficile da ammettere,che si esiger
altre prove ancora e un esame approfondito da parte dei geometri, prima di adottarla
come lespressione della realt delle cose.


21


4. TEORIA DELLA RELATIVIT DI ALBERT
EINSTEIN 1905
4.1 I due postulati

Nel 1905 Albert Einstein pubblic la sua teoria della relativit speciale, detta anche
relativit ristretta, attraverso larticolo "Zur Elektrodynamik bewegter Krper". Essa
tratta unicamente i sistemi di riferimento inerziali, cio in moto a velocit costanti.
La teoria di Einstein si basa su due postulati:

1. Postulato della relativit. Le leggi della fisica sono le stesse in tutti i
sistemi di riferimento inerziali. Non esiste un sistema di riferimento
privilegiato.

2. Postulato della velocit della luce. La velocit della luce nel vuoto ha
lo stesso valore c in tutte le direzioni e in tutti i sistemi di riferimento
inerziali.

Nel 1964 stato effettuato un esperimento al CERN, il laboratorio europeo di fisica
delle particelle, in cui degli elettroni sono stati fatti accelerare a velocit molto vicine a
quella della luce, ma nessuna particella dotata di massa riuscir ad eguagliarla.
Nello stesso anno stato generato un fascio di pioni ad una velocit di 0,99975 c
rispetto al sistema di riferimento del laboratorio. I ricercatori hanno trovato che la
velocit della luce emessa da queste particelle era la stessa sia rispetto al moto dei
pioni che del laboratorio stesso, confermando il secondo postulato di Einstein.

A seguito di questi postulati viene a cadere la teoria dellesistenza delletere, in
quanto non pi necessario. Difatti tramite la teoria della relativit possibile spiegare
tutto ci che prima era irrisolto, tra cui lesperimento di Michelson e Morley
2



4.2 Le trasformazioni di Lorentz

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma diceva Lavoisier (Parigi 1743-
1794) nel suo postulato dellequazioni chimiche. Analogamente Einstein non invent
dal nulla le equazioni della relativit, le quali furono gi state scoperte da Henri
Poincar e Hendrick Anton Lorentz senza per prendere atto di tutte le
conseguenze. A sua volta Lorentz modific le equazioni di Galilelo. Difatti le
trasformazioni di Lorentz avevano come scopo quello di risolvere le incompatibilit
fra elettromagnetismo e meccanica classica e di spiegare i risultati dellesperimento
di Michelson a Morley, mentre Einstein si rese conto che tali relazioni potessero
essere utilizzate per interpretare la realt.

2
L'esperimento di Michelson-Morley venne eseguito nel 1887. Si bas anchesso sull'interferenza
della luce ed ebbe come scopo quello di misurare la velocit della Terra attraverso letere. Al contrario,
la Terra sembrava ferma rispetto all'etere ed pertanto considerato la prima forte prova contro la
teoria dell'etere luminifero.
22

Per comprendere meglio le trasformazioni di Lorentz, consideriamo i due sistemi
inerziali O e O, in cui questultimo si muove a velocit v rispetto ad O, concorde
allasse x e gli assi di entrambi i sistemi di riferimento sono paralleli fra loro. Inoltre
entrambe le origini coincidono allistante t = t = 0. Un osservatore solidale con O
registra le coordinate x, y, z, t di un evento K e un osservatore solidale con O
assegna allo stesso evento le coordinate x, y, z, t come si pu osservare nella
figura 10.














Fig. 10 Sistema di riferimento O in movimento a velocit v rispetto a O. La particella K si
muove a velocit
vx'
rispetto a O

Si ottengono cos le trasformazioni spazio - tempo di Lorentz che vanno a sostituire
quelle di Galileo.

Trasformazioni di Galileo Trasformazioni di Lorentz



t v x x
! " =
'
( )
t v x x
! " ! =
#
'
( )
' ' t v x x
! + ! =
"


y y
=
'

y y
=
'

' y y
=

z z
=
'

z z
=
'

' z z
=

t t
=
'

!
!
"
#
$
$
%
&
' ( ' =
x
c
v
t t 2 '
)

!
!
"
#
$
$
%
&
' + ' =
' ' 2 x
c
v
t t
(



dove
c
v
2
2
1
1
!
=
"


Come conseguenze di tali trasformazioni si hanno le contrazioni delle lunghezze e le
dilatazioni del tempo, ci vuol dire che a dipendenza del sistema di riferimento una
lunghezza pu risultare contratta e un tempo dilatato. Tali effetti paiono a prima vista
insoliti, ma sono comunque provati.

23

interessante notare che risolvendo nella forma limite le equazioni di Lorentz con
0
!
v
, nel caso in cui un corpo si muove a velocit basse, si riducono nelle
trasformazioni galileane. Questo il motivo per cui nella vita di tutti i giorni, in cui non
siamo confrontati con velocit elevate, non si osservano fenomeni di questo tipo.
Un esempio che si pu citare sullimportanza nella vita quotidiana di queste
trasformazioni, seppur non facendoci caso, lo troviamo nei sistemi di navigazione
satellitare. Difatti grazie ad esse si evitano errori di distanze dovuti alla contrazione
delle lunghezze.
4.3 Teorema delladdizione delle velocit

A seguito dei postulati di Einstein risulta subito evidente che laddizione delle velocit
non poteva avvenire secondo le trasformazioni galileane. Immaginiamo una navicella
in moto a velocit 0,5 c nel cui sistema di riferimento un elettrone si muove a velocit
0,7 c. Secondo laddizione classica delle velocit un osservatore esterno vedrebbe
lelettrone muoversi a 0,5c + 0,7 c = 1,2 c, in contraddizione al secondo postulato.
Di conseguenza si dovuto adattare la lequazione della velocit relativa attraverso
le equazioni di Lorentz ed in questo modo ottenere il teorema delladdizione delle
velocit come vediamo qui di seguito.

x
x
V
!
!
=


( )
!
!
"
#
$
$
%
&
'
( +
'
(
'
( +
'
(
=
' '
' '
2
x
c
v
t
t v x
V
)
)


'
'
'
'
'
'
'
'
2
t
x
c
v
t
t
t
t
v
t
x
V
!
!
!
!
!
!
!
!
" +
" +
=

v
c
v
v v
V
x
x
' 2
'
1
! +
+
=


Si ottiene cos il teorema delladdizione delle velocit nella stessa direzione, secondo
la teoria della relativit.
Inoltre se per O
vx'
tende a c, la velocit V per il sistema di riferimento O, sar pure
c , confermando il secondo postulato.
Facciamo un breve esempio per capire meglio.
24

Ci troviamo nello spazio, un certo sistema di riferimento O si muove rispetto ad O a
velocit
c v 7 . 0
= . O osserva un fascio di luce con velocit
c vx
=
'
. Quale sar la
velocit del fascio di luce per losservatore O?
Si pu rispondere in due modi. Il primo attraverso il secondo postulato di Einstein, il
quale dice che la velocit della luce nel vuoto, ha lo stesso valore c in tutte le
direzioni ed in tutti i sistemi di riferimento inerziali. In questo caso
c V
= . Possiamo
altrimenti rispondere attraverso il teorema delladdizione delle velocit appena visto,
sostituendo i valori.

c
c
c
c c
V
! +
+
=
2
7 . 0
1
7 . 0


7 . 1
7 . 1 c
V
=


c V
=


4.4 Lesperimento di Fizeau

Cerchiamo ora di interpretare lesperimento di Fizeau attraverso la teoria della
relativit di Einstein e la composizione delle velocit viste precedentemente.
La velocit della luce misurata dall acqua in movimento corrisponde a
n
c
vx
=
'
, nel
nostro caso
33 . 1
=
n
e dunque
c vx 75 . 0 '
= . La velocit del mezzo molto bassa,
Fizeau cita nella traduzione tra i 4 e 7 m/s. Per comodit prendiamo 7 m/s che
corrispondono a
c 10 3 . 2
8 !
" .
Quale sar la velocit osservata dal sistema di riferimento del laboratorio? Vediamo
qui di seguito.


c
c
c
c c
V
75 . 0
10 3 . 2
1
10 3 . 2 75 . 0
2
8
8
!
!
+
! +
=
"
"


75 1.00000001
3 0.75000002 c
V
=

25

0203 6875031263 0208333154 0.75000001
=
V



Seppur minima, notiamo che vi una differenza. Tramite lottica, in particolare
attraverso il principio di interferenza, per possibile osservare variazioni di ordine
decimale superiore alla decima cifra decimale. In questo modo si pu spiegare lo
spostamento delle frange osservato da Fizeau.

4.5 Einstein dimostra Fresnel

Tramite la composizione delle velocit, Einstein dimostra Fresnel.
Difatti il fisico francese giunse allo stesso risultato nel 1822 quando pubblico la teoria
del parziale trascinamento delletere. interessante notare come pi di 80 anni
prima si sia giunti a tale risultato e soprattutto basato sullesistenza delletere.
Mettiamo le due teorie a confronto:

Fresnel

v
n
n
c
V
!
!
"
#
$
$
%
&
' + =
2
1
1


Einstein

v
c
v
v v
V
x
x
' 2
'
1
! +
+
=

Partendo dalla conoscenza matematica che, per ! << 1

!
!
" #
+
1
1
1

semplifichiamo la frazione:
v
c
v
v v
V
x
x
' 2
'
1
! +
+
=

( )
!
!
"
#
$
$
%
&
' ( ' + =
v
c
v
v v V x x ' 2 ' 1


( ) ( )
!
!
"
#
$
$
%
&
' ' + ( + =
v
c
v
v v v v V x x x ' 2 ' '


26

( )
c
v v
c
v v
v v V
x
x
x 2
'
2
2
2
'
'
!
"
!
" + =

Siccome
v
<<
vx'
, tralasciamo il termine in:
c
v v x
2
'
2
!

v
c
v
v v V x x
2
' 2 '
! " + =

!
!
"
#
$
$
%
&
' ( + =
c
v
v v V
x
x 2
2
'
' 1

Dalla legge della rifrazione sappiamo che:

v
c
n
x'
= ;
c
v
n
x
2
2
'
2
1
=

Dunque
v
n
v V x
!
"
"
#
$
%
%
&
'
( + =
2 '
1
1


Sostituendo
vx'
con
n
c
si ottiene la formula di Fresnel


v
n
n
c
V
!
!
"
#
$
$
%
&
' + =
2
1
1



















27



CONCLUSIONI

Questa ricerca ha avuto per obbiettivo di esplorare levoluzione storica delle teorie
che hanno cercato di capire il comportamento della luce. Pi precisamente, abbiamo
visto come una teoria stata dapprima enunciata da Fresnel, poi corroborata
dallesperimento di Fizeau che stato ripreso da Einstein per spiegare il teorema
daddizione delle velocit. Infatti stato molto interessante osservare come un
esperimento che aveva verificato con rigore scientifico un fatto empirico oltre 50 anni
prima, bench allora interpretato con teorie oramai cadute (il parziale trascinamento
delletere), sia stato utile ad Einstein per sviluppare un teorema valido ancora oggi
(linvarianza di c).
In conclusione, abbiamo visto come in alcuni casi pi teorie possono spiegare
unesperienza isolata, ma che unesperienza da sola non permette di determinare
una teoria. Questo pu succedere nel corso dellevoluzione storica della scienza,
come visto in questo lavoro, ma anche quando due teorie si trovano confrontate
nello stesso periodo, cercando entrambe di spiegare delle osservazioni empiriche.
Lesperimento scientifico, anche se esatto e riproducibile, non permette da solo di
capire quale teoria esatta; solo con laccumularsi di prove e confutazioni delle varie
teorie, si pu giungere a spiegazioni che integrano al meglio i fatti osservati.
Cos, la teoria attualmente valida nel campo della comprensione della luce quella di
Einstein. Essa permette di spiegare molti fenomeni osservati sul comportamento
della luce e della sua velocit in particolare. Ma con la presenza di nuovi esperimenti,
in particolare grazie allo sviluppo delle tecnologie che permettono di aumentare la
precisione delle misure, pi che possibile che vengano alla luce dei nuovi fatti
empirici che mettano in dubbio lattuale teoria.
Questo lavoro di maturit mi ha cos permesso di prendere coscienza del modo in cui
avviene lo sviluppo della conoscenza scientifica, di come le teorie nelle quali oggi
crediamo fermamente siano di durata limitata e di come sia sempre necessario
essere aperti a nuove idee, anche se a volte non evidente uscire dal proprio punto
di vista. Questo lavoro ha del resto necessitato da parte mia una certa elasticit
mentale, soprattutto per aver dovuto ragionare in termini di etere. Ho ad ogni modo
trovato questo molto utile nel mio processo di comprensione scientifica
dellevoluzione del sapere. Inoltre, lutilizzo di formule matematiche non stato
sempre evidente, ma mi ha permesso di strutturare meglio queste conoscenze.

Ringrazio il Professor Matteo Nota che mi ha sostenuto in questo lavoro e senza il
quale questa mia piccola ma importante crescita personale non sarebbe stata
possibile.
28

Appendice 1
Karl Popper e la logica della scoperta scientifica

1.Darwinismo delle teorie scientifiche
In seguito allesperimento effettuato da Fizeau e dai suoi
risultati ottenuti, interessante citare Karl Raimund Popper,
filosofo ed epistemologo del 1900 morto nel 1994. Oltre alla
critica sullinduzione, ovvero il metodo per giungere ad
asserzioni universali partendo da casi particolari, egli utilizza
la falsificabilit come criterio di demarcazione tra scienza e
filosofia. Ci significa che una teoria ha valore scientifico
perch pu essere falsificata, non perch non pu essere
smentita. Di conseguenza tanto pi una teoria ricca, tanto
pi a rischio dessere falsificata ed ha quindi maggior
valore scientifico. Fino al momento in cui una teoria valida
ogni esperimento a suo favore lavvalora, il che non vuol dire
che sia verificata. Dopo aver osservato che 1000 cigni sono Fig. 11 Karl Popper
bianchi, possibile formulare una teoria secondo cui tutti i cigni sono bianchi, ma ne
basta uno nero per falsificarla. Se pi teorie competono tra loro per descrivere un
fenomeno, secondo Popper, quella che lo spiega meglio e ha maggior potere di
previsione, pi attendibile e domina sulle altre secondo il darwinismo delle teorie
scientifiche.
Facciamo un esempio sulloroscopo per capire meglio il pensiero di Popper.
Leggendo le seguenti quattro affermazioni:
- domani saremo fortunati
- domani troveremo 100 fr.
- domani alle 11:00 troveremo 100 fr.
- domani alle 11:00 allautosilo Balestra troveremo 100 fr.
facile individuare subito quale delle quattro teorie abbia maggior valore scientifico,
ovvero lultima. Difatti essa esposta a maggior rischio di falsificazione, poich
sufficiente un solo dettaglio differente (per esempio che siano 200 fr. o le 11:01) per
falsificarla. Ma qualora vi sia un esperimento a suo favore, essa risulter pi
credibile.

2. Teoria di Fresnel a rischio di falsificabilit

Il criterio della falsificabilit si ricollega bene alla teoria del parziale trascinamento
delletere e quella formulata da Fresnel. Se la prima ipotizzava un generico parziale
trascinamento del mezzo di propagazione della luce, la seconda ne definisce lesatta
frazione, data da !
"
#
$
%
&
'
n
2
1
1
, esponendosi a maggior rischio di falsificazione. Tuttavia
essendo stata verificata da Fizeau, acquisisce maggior credibilit. Fizeau stesso
cita nel testo: forse la concezione di Fresnel sembrer cos straordinaria
sottolineandone la particolarit ed il rischio di falsificazione a cui era esposta.
29

Appendice 2:














Estratto da Cristiaan Huygens, Trait de la lumire (1690), pp. 10-14

Luce e movimento, concetto detere.

30

Appendice 3:














Comunicato di Hippolyte Fizeau davanti allAcadmie des Sciences
(1851)


31

5. BIBLIOGRAFIA


Libri ed enciclopedie:
Christiaan Huygens, Trait de la Lumire - Chap.1 Des rayons directement
etendus (appendice I), 1690
Prof. Dr. Em. Jean Reignier, De lther de Fresnel la relativit restreinte,
Annales de la Fondation Louis de Broglie, volume 29 n
o

1-2 (pag. 40
appendice II), Parigi, 2004
Hippolyte Fizeau, Extrait dun mmoire de H. Fizeau C.R. T. 33 pag. 349-355
(appendice III), 1851
Stefano Bordoni, Eleveremo questa congettura, Universit degli studi di Pavia,
1995
Albert Einstein, La Relativit, Payot-Rivages/Petite Bibliothque Payot, 1979
D. Halliday, R. Resnick e J. Walker, Fondamenti di Fisica, Bologna, Zanichelli,
2001
Einstein Albert, Relativit: esposizione divulgativa, Torino, Boringhieri, 1977
Elisabetta Cattanei, Boffi Guido e Calabi Clotilde, Dal senso comune alla
filosofia domande e testi Vol. 3, Firenze, Sansoni per la scuola, 2001
Le Garzantine, Nuova Enciclopedia Universale - VI edizione, Milano, Garzanti,
2001
Fonti Internet e multimediali
Encarta 2006, Microsoft
Omnia 99, DeAgostini
www.wikipedia.org, enciclopedia libera creata dagli utenti stessi
http://www.fmboschetto.it/tde/0_1.htm, relativit galileana
http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2001/Ucau010514d002/, articolo
del 14.5.2001 concernente letere
http://www.minerva.unito.it/Calleri/Call10.htm, Lineamenti di storia dellottica,
molta fatica per nulla, sito dedicato alla cultura scientifica
http://www.paradox-paradigm.nl/, sito in inglese ben dettagliato sull
esperimento di Fizeau
[1] http://www.scientic.fauser.edu/luce/scientic/fotoelet/teoria_corpusc. htm
[2] www.wikipedia.org,
http://www.ciram.unibo.it/~strumia/presentazioni/Relativita/Ristretta/Michelson.
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Altro:
Appunti di Fisica e Applicazione alla Matematica 2006-07, Prof. Daniele
Sartori.