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Consulta diocesana, la figura del laico

Unoccasione per tutte le realt di fede della nostra diocesi per confrontarsi sulleredit del Concilio
Vaticano II e riflettere sugli obiettivi della Chiesa.
A 50 anni dal Concilio Vaticano II, quando sono trascorse ben due generazioni, ci si potrebbe chiedere cosa
abbiamo imparato da quei documenti, quali degli obiettivi l prefissati siano stati raggiunti. Ma la domanda
pi pressante : cosa ci pu dire, oggi, il Concilio? Il suo messaggio ancora attuale? La Consulta diocesana,
nel pomeriggio di marted scorso nel Palazzo vescovile, ha organizzato un incontro per riflettere proprio su
questi interrogativi. Ogni aggregazione laicale della diocesi ha prodotto uno scritto con la propria riflessione
su ci che il Concilio rappresenta per la propria realt in particolare e per la Chiesa in generale. Il progetto
spiega Grazia Maloberti, segretaria della Consulta quello di realizzare un opuscolo con questi scritti
che sia daiuto a tutte le persone della diocesi, laiche e non, per riscoprire il senso del Concilio e il valore
che ancora ora rappresenta nel nostro cammino di fede.
Un messaggio ancora valido
Le diverse realt laicali sono tutte presenti, dallAzione Cattolica al Rinnovamento nello Spirito, dalle ACLI al
Cammino neocatecumenale. Ad animare lincontro sono i canti dei ragazzi del Movimento dei Focolari. I
rappresentanti di ogni gruppo esprimono limportanza che le idee e i propositi del Concilio hanno avuto per
il proprio percorso, ponendo particolare attenzione sullo sforzo per raggiungere una dimensione di
evangelizzazione globale, che travalichi ogni tipo di barriera. Elena Camminati, presidente diocesana di AC,
sottolinea la descrizione che il Concilio d del laico, colui che deve rendere presente e operante la Chiesa
nel mondo. Tutte le aggregazioni sembrano concordare sul fatto che questo messaggio, per quanto
lontano cronologicamente, abbia ancora molto da insegnare. Tra i migliori consigli dice Roberto Agosti,
presidente provinciale delle ACLI stare attenti alla contemporaneit per riuscire a capire le nuove
esigenze che si affacciano nella societ e poter cos rispondere tempestivamente.
Difficolt e prudenza
Ma anche in questa riscoperta del Concilio non mancano le difficolt. Durante lincontro esce il problema
della diminuzione dei matrimoni nel nord Italia rivelato dallIstat: luomo ha paura della relazione,
spaventato allidea di entrare in qualcosa di pi grande di lui osserva il vescovo mons. Ambrosio per
poterlo smuovere c bisogno di quel Cristo che, oltre a svelare Dio agli uomini, svela luomo alluomo,
proprio secondo quanto scritto nei documenti del Concilio. Il Vescovo ricorda inoltre la necessit di
rendere accessibile a tutti il significato di quelle idee, estrapolandole e chiarendole singolarmente, ma
stando attenti a non perdere linterezza del messaggio. Ad evidenziare la difficolt di coinvolgere i giovani
nel cammino di fede il vicario generale mons. Illica, che individua come punto di forza per la Chiesa la
dimensione di comunit, che non interpella il singolo preso a parte, ma la collettivit del popolo di Dio, in
cui tutte le persone sono uguali e responsabili le une delle altre. Quello del Vicario un invito a costruire
una Chiesa di laici, di persone disposte a oltrepassare ogni barriera per portare il messaggio di speranza a
chi troppo lontano per accoglierlo.