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16 LA STOR.IA E L'AI{ATOMIA IAcIR@
CaPiltari sanguigni, .

Hanno forma dl
luol'
sono leggermenle
'olu siretti{ei caPtllart
Eru i.i è sì trovano
fra !e artertote
venule'
-TrasPortano
"-É s.angu,:',
-il
Sono costitultl da.cellute
a\"volle
6doteliali
ria una conststenre
membrana basale'
'Màncano di filamentt.
e pertanto di qualslasl
via d'ingresso
importante'

oî La circolazione del sangue (


La cffeotazlOne sangulgna
La circolazione sanguigna è strettamente connessa al si-
stema linfatico.
L'apparato circol4qliqllgYue-qe LglrJ 1n !uJ!i gli orsani sistema
del corpo umano scorra di conllnllo qnq qgrrente di liqui- vascolare

4' drp-qiluig!. -('gqg*. : lillQ'


linfatico
\E sistema
Esso comprende un sistema di vasi collegato a un potente arterioso
motore, il gqo_19, il quale pompa ogni giorno sei-settemila
litri di sangue.
1i

circolazione
tissutale
18 LA STORIA E L'ANATOMIA LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA t9

TL SANGUE Sono avvolte da uno strato di fibre muscolari che conferi-


JJono ìoro spessore, resistenza ed elasticità, cosà che per-
Ils-angue è Ípndamerylqle per la noslra esi;te_nza in quanto trqsporla i gos (os- mettè loio di dontrarii e di rilassarsi a seconda delle ne-
sigeno, anidride corbonica) e le sostqlzg nu t r i t iv q -p p49tuz lq sg ug,_g!! 9!91 - cessità di ogni momento. Quelle piÌr sottili sono dette 'ar-
teriole' e terminano con i capillari sanguigni.

Esso Ìnterviene nella regolazione del pH (acidità-alcalinità) e della tempery- I capillari sanguigni
turq corporea.
I capillari sono i vasi sanguigni piÌr sottili: hanno un dia-
Il suo volume oscílla fra i quattro e i sei titri, equivalenti a un', ])per cento metro oscillante fra 0,007 e 0,01 mm. Jl loro spessore è
del peso corporeo. Il sangue è costituito per il 40-4_6 pql cg!.xlg del totale da
dunque inferiore a quello dei capelli.
una serie di gel!u-!e- e_g-o1pygqo_li l'ematogyjlol),
Sono distribuiti in tutto il corpo. Nel nostro organismo
ve n'è una quantità tale che, se li mettessimo tutti in fila,
Emazie o globuli rossi difesa contro gli agenti estranei all'orga- farebbero il giro della Terra quasi cinque volte.
nismo.
I globuli rossi sono incaricati di traspor- Trami!,e_i aapil_l_ar_i lq- Co-ClapAp putritive pass4qo dal an-
tare I'ossigeno dai polmoni alle cellule Piastrine o trombociti gue alle cellule dei tessuti, mentre i residui di queste ulti-
dell'organismo e I'anidride carbonica da
Le piastrine intervengono nei processi di me passano nel sangue, il quàlè li trasporta agli organi di
queste ultime ai polmoni.
Il colore rosso del sangue è dovuto alle coagulazione del sangue: si addensano e eliminazione del corpo: I'intestino, i reni, Ia pelle, eccete-
si conglutinano nei punti dove si verifi ra. liquido interstiziale
emazie presenti in esso. U"r-r-e-p?Tle di Ougsti residui e del
cano lesioni dei vasi. esce dai tessuti per via linfatica.
Leucociti o giobuli bianchi
Plasma
I globuli bianchi esercitano funzioni di- Le vene
fensivo-immunitarie nell'organismo. Il plasma costituisce la parte liquida del
Vengono distinti in granulociti, linfociti sangue e si compone per il 90 per cento Le vene sono i vasi in cui il sangue scorre in senso centri-
e monociti che si trovano nel sangue in d'acqua, per il 7 per cento di proteine e poi
di altre sostanze inorganiche (sodio, cloro,
peto: daila periferia al cuore. Nella grande circolazione,
proporzione di norma stabile.
potassio, bicarbonato) e organiche (ami- riportano al cuore il sangue refluo dai vari organi e tessu-
I granulociti e i monociti hanno la capa-
cità di inglobare e distruggere le cellule noacidi, glucosio, grassi, urea, eccetera), ti; mentre nella piccola circolazione polmonare, portano
morte, i germi e le sostanze estranee; per nonché di gas (ossigeno e anidride carbo- il sangue raccolto nei polmoni e quindi ricco di ossigeno.
questo sono chiamatr fagociti. nica). Il plasma privo del fibrinogeno, un ll sangue carico di ossigeno, e quindi di color rosso vivo,
I linfociti fanno parte dei meccanismi di fattore di coagulazione, è chiamato siero.
trasportato dalle arterie, ha ceduto a poco a poco il gas
alle cellule dei tessuti, attraverso i capillari sanguigni. Sem-
pre attraverso di essi si è caricato di anidride carbonica
I vasi sanguigni (gas residuo del metabolismo cellulare); per questo il san-
I vasi sanguigni hanno diverse forme e funzioni. Vedia- gue dell'interno delle vene appare più scuro e carico di re-
mo, di seguito, le caratteristiche delle arterie, dei capillari sidui.
e delle vene. Le vene possiedono pareti più sottili e quasi dieci volte piÌt
elastiche delle arterie, cosa che permette loro di immagaz-
Le arterie zinare un'enorme quantità di sangue senza che vi siano ap-
prezzabiil arirfenli & prèss-ione. eio spiega perché non sem-
Le arterie portano il sangue dal cuore sinistro (sangue ossi- pre, quando si accumula molto sangue, come succede nel
genato) alla periferia (grande circolo) e dal cuore destro (san- caso delle varici (cioè la dilatazione permanente delle ve-
gue da ossigenare) agli alveoli polmonari (piccolo circolo). ne) i ha un qumenlo della pressione venosa sufficiente a
Le arterie si ramificano come la chioma di un albero, as- provocare edemi (accumuli di liquido nei tessuti).
sottigliandosi man mano che si allontanano dal cuore. An- Nelle gambe distinguiamo chiaramente due strati di vene:
c_he la velocità e la_pI_e,,ssrgqg 4q! qqlgue vglqo diqrngètr, - le vene profonde;
do man mano c!r9_{ gqlibfs dCi Vqs_i si restrilg,e= - le vene superficiali.
20 LA STORIA E L'ANATOMIA
LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA 21

Le vene profonde
no sì che il sangq,g-qllqSlil4 qI1 so-Ig. Senlq, qftt4ldqn9 la
!. u,el"__pryIg,t{.lqlgguel.lg c4e circolano fra i muscoli !g!rocr!.s1gne, _o {fl,us-qo.
e vicino alte arièiièloca-tt,àwàirtaÀgiandosi lJilè ioro pul- Durante
-_-.-la fase del rilassamento muscolare Xe vene torna-
..-:-;a-
iizìó"i taèlI'efGtro èò*pr"rro."-Aei muscoli che le cir- no a rremprrsl cl!-!4!g}J _.
condano. Il fenomeno è molto evidente soprattutto nelle gambe. I
muscoli dèì polpacci, più specificamente i gemelii, svol-
Le vene superficiali gono un ruolo decisivo.
Per approfittare al massimo della loro funzione di pom-
!:.91. superficiali, situate sottopelle fuori dai muscoli,
paggio del sangue nelle vene delle gambe, conviene eserci-
nonsonoìnfluenzaGìàlf',emai-ociimpièssof e-propelGnté
muscolare. tare questi muscoli camminando spesso, con scarpe dal tac-
co basso. Anche il nuoto è di grande aiuto.
Inoltre, nón essen-dg_v,rc!1e alle arterie, non si avvantag-
giano delle loro puÍiàzioni-
Per questi due motivi p;gsg_n$no un maggi-or numero di
I movirnenti respiratori
qqu&t@g911ryplo_1ay11i9-i)_rrsp9_t199gg_elep1of onde. I movimenti respiratori sono efficaci soprattutto quando
Per controbilanciare in parte queste circostanze, il nosiro lfp_f-At|qlltgmg cgn una certa intensità, come negli esercizi
organismo dispolg di. colleganti che mettono in co- respiratori.
-vene
municazione le venó supérficiaii con qùillg niofonde La loro area di influenza comprende soprattutto la circo-
lazione venosa del torace e dell'addome.

La circolazione di ritorno Durlnte ]'-!nsp_!1g!o3e, diglnlgqce, lq nlessiole !oraci91 9


aumenta quella intra-addominale, cosa che favorisce il ri-
Abbiamo menzionato il cuore definendolo un potente mo-
flusso del sangue al cuore.
tore che pompa il sangue, ma questo sistema funziona so-
to p-gl l. u{L.lg,l-Iterp19 e lcapiÌlàii. Sorgedunque la
L'effetto della gravità
domanda : quali meccanismT permetióliiàì sangue delle ve-
ne di tornare al cuore? T,a gravità favorisceil riflusso venoso nelle vene sltylte
nelle regioni corporee al di sopra del livello del cuore.
-_l-e .fr_gglt4
o!9 !i rit or n o, i{rlgltS_egqlg-pellt_4ql_eerpp
chesitrovanoaldisol!9*_gel_gp,o;g,_4-gy-e,yirySf_e,_le_l_eggq
- - .-i--'
L'effetto aspirante del cuore
ì;
dr gravi!4 pe_r_!€*Crqlggrlo. Ciò è possibile solo perché le
Sebbene il cuore venga definito come una specie di 'pom-
vene possiedono al loro interno alcune valvole che dirieo-
pa idraulica propellente-aspirante', il primo effetto domina
no la cir_c_o_la_zjoq_e*vglqq tl,-c_Uqfe- C impedisc_ó.n_-o _il fluiso
Durante la stazione eretta dC_c-ilegry!!g_9_q! sgc_o-n{o, che è abbastanza debole.
in senso contrario. statica le vene
Mà védiariio il pàrticolare quali sono i princípali mecca- (superficiali, profonde
e perforanti) si riempiono La pulsazione delle arterie contigue
nismi di pompaggio del sangue nelle vene:
di sangue. Durante il
- I'attività m-gsgolg;q; movimento (contrazione Le arterie esercitano un effetto di compressione, debole
- i movimenti respjrat-qr!; muscolare dei polpacci) * a-,t"ri."* *st gità, iutte uù e ión t ilue.,q.r ieriè, vèn è,
il sangue viene spinto nervi e vasi linfatici si addossano di solito gli uni agli altri
- I'effetto dql.lp grayi!à; dalle vene superficiali
- l'_pff€llq asp-irant_q_ del -pu,pre_; a quelle profonde formando i cosiddetti 'fasci vascolo-nervosi' dei diversi or-
- la pulsazìone delle artgrle cgn!ig1l3_. e di 1ì verso I'alto. gani e tessuti del nostro corpo.

L'attività muscolare
Ourante it qqvimento i _qq$14qqdo-s_5 q_oppfmo-
n-oll-s3,Itgusall1rltgruo dplle _v-c!lq. Le valvole venose fan-
22 LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 23

GIi organi linfatici ,{' '\'\.


rl
I ,
,,1
,
"-''r,:
lt,.]i'
tonsille; anello linfatico
di Waldeyer (difese
immunitarie della gola
e della cavità orale)

!1,

milza (organo
immunitario centrale
nel sistema circolatorio
sanguigno)

lI slstema lnlatlco
TI f . rr

gangli linfatici (stazi ! placche di Peyer


di controllo del slstema L(difese immunitarie
Il- sistema linfatico
-;. è costituito da una serie di orsani e da dell'intestino crasso
. :_,. ^ - _. _ ' immunilario)
e dell'appendice)
un-sif te-rua_di_yaqj0,a9_t_1!ry[,àti!]),èniiambiaòìaif distiut- 1

ture e funzioni ben differenziate.

Gli organi linfatici i

Negli organi linfatici si formano alcune cellule, i linfociti, j


f

che svolgono un ruolo fondamentale nei meicanismi di- I


j
fensjvi del nostro oigqnlfm-_oj
Non esistono studi rigorosamente scientifici che dimostri-
no I'influenza positiva esercitata dal DLM sia sui mecca-
nismi difensivo-immunitari dell'organismo sia sul funzio-
namento degli organi linfatici. midollo osséo rosso
(formazione di cellule
Nella pratica, tuttavia, ci sono molte testimonianze che at-
sanguigne e immunitarie) il
tribuiscono al linfodrenaggio esiti positivi come metodo
flqoJgr4pgutico che migliora la reazione difensiya delfg re-
gioni del corpo 'trattate' (soprattutto gola e tonsille), spe-
cialmenie in caso di processi infettivi o irritativi cionici.
Non bisogna dimenticare che in fondo la storia del DLM
cominciò con i buoni risultati ottenuti da Emil Vodder nel
trattamento delle affezioni croniche delle vie respiratorie
superiori.
Gli organi linfatici sono:
- il midollo osseo;
- il timo;
24 LA STORIA E L'ANATOMIA II- SISTEMA LINFATICO 25

- la milza; e.qlsllggg-enq9_lg_tgbuli j91119{!19gel[le-qgngujglgggar-


-, i linfonodi: {q so4q dglg1iqfalS o lrSppo_yggdt1e. La milza funziona
- le tonsille; anche come organg di dgpo_si!9 delsaqe_qe; si carica di san-
- i follicoli linfatici delle mucose. gue come se fosse una spugna e aumenta di volume per
Per lo stretto rapùoifo ètrel tilfonodi intrattengono con metterlo in circolo in caso di lavoro muscolare intenso,
il sistema linfatico vascolare, nell'ambito del quale hanno emorragie, intossicazioni e asfissie.
la funzione di 'stazioni depuratrici intermedie'. e di con- Durante un esercizio fisico intenso, per esempio, i musco-
sqgqenza con if Hnfòdr-nàggio-, ci òcìuperemo di essi in li hanno bisogno di un maggior apporto sanguigno: di con-
un paragrafo a parte (vedi 'I linfonodi', a pag. 34). seguenza lamilza si contrae, immettendo sangue nel flus-
so circolatorio e inviando le tipiche fitte.
Il rnidollo osseo
l.arytlze"tg{e1v-!911e,4.t_9h9n91h.f gryLqZi-o-",e49_ttit'_{oqit!,
Nel qtj4gllg_,ol9e9- q1!,o,rqr*4_49 tq{_p le cgllule d.e! qalgue Il sangue che ne esce trasporta sessanta volte tanto il nu-
(inclusi i linfociti). mero dei linfociti presenti nel sangue che vi perviene.
Il Alt'inizio è di p'4!!1o cagto, la rylfz4 è aqche un deposilo del ferro libe-
aq(qll9_ql,tr9l4_n9lla "geJi!è {e!q o_ssa.
Sglqj_f gs ! g- g--c-o*q !l i411 ec ch i ament o vi en e s o s tir uit o in p ar -
rato dai globuli rossi distrutti.
te*4a tsq"qeji _e_L?!ji hqidollò giafio).._
-qiJgo ! !a_ p9,t41e p o1p_e1 _l q s_q_e _f q4Zfo ql di f eI] q !ve- ( f a g o cit o s i
Per la formazione delle cellule sanguigne riveste un inte- S

resse particolare il midollo situato all'interno delle costo- e formazione degli anticorpi, fra Ie altre), agendo in ma-
le, dei corpi vertebrali e dello sterno, così come quello delle niera analoga, sotto quest'aspetto, ai linfonodi.
ossa corte delle mani e dei piedi.
Le tonsille
Il tinno
Le s919 ogqni c9{!1!!!i da t_e1sq!9 !!nfa1!99, si-
!_qqq_419
Il timo è un organo dalla consistenza molle, situato dietro tuati nella zona della got3, doyg, oltre a p1o.$u1re linfoci-
ic gl_".Ilrgì_Aiiiva àl màsiimoiviluppo net péiíodo dela ti, esercitano una funzione probabilmente difensiva, sia
pubertà (fino a circa 40 g di peso), atroîizzandosi poi a per la loro costituzione sia perché si trovano all'ingresso
poco a poco e raggiungendo il peso di 6 g circa durante delle vie respiratoria e digestiva.
l'etàadulta,mglqq_bqg,!Ap_q(e_,{i.gg-g_o__v*r-qr_ì-e_qo_lrituita I1 nome scientifico, gmigdqle, deriva dal greco amygdale
e significa 'mandorla', per la loro somiglianza a questo
d_11
!g.qsg!o gÈipo!-o_, .
Il timo esercita una chiara influenza sullo sviluppo ela ma-
frutto.
ruràzione del sistema linfàtico e sullà rispostà-dif,e.4sivo-
iqmunitaria del noglrg- olCqqillng. A seconda dell'ubicazione, distinguiamo:
Sembra anche che influisca sullo sviluppo delle ghiandole - due tonsille 'palatine' (le piÌt conosciute);
sessuali e sulla crescita dell'individuo. - due tonsille 'tubariche' (nella gola, vicino all'orifizio
d'entrata delle tube d'Eustachio, Ie quali sono in comuni-
La milza cazione con 1'orecchio medio);
- una tonsilla 'faringea' (nella volta nasofaringea);
!g ryila -è
u,t o-Jg-gl-o_ r:ituato nella parte superiore della - una tonsilla 'linguale' (alla base della lingua).
cavità addominàté (ipóCónarlò sinistió),'Tilio liomacó e
il rene sinistró. È iungo 12 cm' Ciica e non arriya ai 200 Tutte le tonsille insieme con il tessuto linfatico delle pare-
g ol peso. abcrE':d;lEqE
vo (q4e!!.o tinfqtl._c_o 4_i wgl491eQ. In esso i linfoci!! g_ntp-
Qop! cogre i tlafonqd! fanno- {g fillri di {epq-q4!qpg_4ella nq_ qubito in contatto con i g_e1mi_ta!999n_i ch9 si3n9_ 1t_g_-
li_nfa che li at_tf_4v__ert4,.4!lq steggo mg{o 4giqc-g l_q ptke pon sciti a entrare dat 1resq p__d_4!!4-!_o_g_ca, scatenando così una
ilsangue,circ_olaule_al,s_up,trìl_qrqq,_f dtraud.e-Lrgjtc4_e:tda pronta reazione difensiva da parte del nostro organismo.
26 LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 27

/' 'r"-, \ I follicoli linfatici delle rnucose I capillari linfatici


\
In certe mucose, come quelle che rivestono internamente
\i,', I'intestino e le vie respiratorie, si trovano accumuli di tes-
Iseprlle4_lilt-{eliqr-c_q$i-t!iqe-9!ql4-pq!!qidzrele{-e-!qiqte-
. ii l',']i ma linfatico vascolare. Sono presenti praticamente in tut-
f
I I '.'\' suto linfatico (&lti.p! til&!gi) che nella regione dell'ap- io i'òrganismo, tranne che neìla sostanza ossèa, nelle car-
f
1l
il' " ,-'*
";S F
,') pendice cecale si raggrffiano dando luogo alle cosiddet- tilagini, nei capelli, neile unghiè e nel sistema nervoso cen-
\ te 'plAgghq 3i_Pryq]. trale (cervello, midollo osseo, eccetera).
I
ttt f'\
' I capillari linfatici hanno lir-forryq di dita di guanto; sono
I vasi linfatici quindi a fondq cieco; infatti non esiste per il sistema va-
scolare linfatico una sezione di apporto come nel siitema
Sebbene anticamente si sapesse già dell'esistenza di gran- circolatorio sanguigno (la sezione arteriosa). I capillari lin-
di vasi o tronchi linfatici nel corpo, I'anatomia e la fisio- fatici sono in comunicazione fra di loro, formando una
{ e-Te.-inus logia del sistema linfatico vascolare nel suo insieme sono specie di rete tubolare. Sono costituiti da uno strato di cel-
stati studiati nei particolari in tempi abbastanza recenti, lule endoteliali i cui margini ondulati si sovrappongono
Profunclus e Terminus: i grazie all'uso delle tecnologie di ricerca più moderne. leggermente come le tegole di un tetto.
due punti principali del I vaq:liu&llgrheq4e tl clrnptlp 4i!fqqp_g41re la linfa for-
trattamento di apertura
I capillari linfatici non hanno una tunica muscolare né una
rr-rAL?Ci 4ei !_gqrU!! !4__o_alristema vg3qpo, dove ii riversa- tunica collagena: nella loro struttura non esistono tessuti
iniziale, da eseguirsi
prima del DLM (secondo ng: più pr99i9apgnte filo alla b-ase lel goll-q4èl'ansa for- rigidi in grado di opporsi alla pressione esterna.
il metodo originale di E. mata dalla vena giugulare interna e dalla vénl Juòòtàvia Proprio come succede con i capillari sanguigni, in condi-
Vodder)
('Terminus'). zioni normali di riposo la maggior parte di loro è più o
Il sistema linfatico vascolare si adatta automaticamente alla meno inattiva, dato che in tale circostanza I'organismo lo
quantità di linfa òhé si è forriiàia. Se-questa àumenia, au- permette. Ricordiamo che, di norma, in tutto il corpo si
4_eg!4_qo, 411che Ja frgqgènZlè-Í ampiezzA_ d-etle,p;liàzioni formano solo da uno a due litri di linfa: quantità che au-
dei linfangioni. Il sistema linfatico vascolare fa perciò da menta in modo notevole in caso di linfostasi o di accumu-
valvola di sicurezza o da meccanismo compensatore quan- lo dei liquidi nei tessuti.
do si alterano gli equilibri di Starling, che esamineremo
più avanti. I margini liberi delle cellule endoteliali, che formano le pa-
reti dei capillari linfatici, sono assicurati alle fibre del tes-
I vasi linfatici hanno diverse forme, misure e funzioni. Ve- suto connettivo che li circonda mediante alcuni prolunga-
dremo ora nei dettagli: menti o filamenti. La loro esistenza fa sì che all'aumenta-
- i canali prelinfatici; re della quantità di liquido nello spazio interstiziale i ca-
- i capillari linfatici; pillari linfatici preselti non si schiaccino né collassino, bensì
- i precolletto{, i._c_9!9!!oti q ! !iaQ_ng!qn!; che una parte dei margini cellulari ceda e lasci entrare il
- le '.vre pqlqler.alil; liquido all'interno dei capillari linfatici, mentre i margini
- i tronchi lirlfatisi l_eltnrnalt., assicurati dai filamenti si mantengono saldi. Questo mec-
canismo di apertura e chiusura (swinging flap) permette
I canali prelinfatici una rapida entrata nei capillari linfatici del carico linfati-
I canali prelinfatici lon sgno v,g.si lin^la1jc1,.dato che man- co e di paitièelle di grandi dimensioni (macroproteine, re-
ca loro la forma e la tunica endoteliale che definiscono le sidui cellulari, eccetera) che in altro modo non riuscireb-
strutture vascolari, ma per la loro funzione di conduttori bero a uscire dai tessuti dove vengono prodotte.
della prelinfa (liquido iniéistizlaiè) finoii òapitiari itnra-
[i c i -[ 5:s ami{ 4m o a s s!-eme ai tàSi linTàtiCi
-fef g_pfqpJi I precollettori, i collettori e i linfangioni
f .
Si !1a!t.q {ir-nitgqqollglnari iituàii-tiàlè}iuré e la sostan- I capillari linfatici sono intercomunicanti e sono collegati
za fondamentale del tesiutò conneiiivo,ianàliiungo iquali ai precollettori linfatici, formando con questi una specie
quésta prelinfa'si muove verso i capillafi liiifatici. di rete (plesso vascolare linfatico).
-'.,,
28 i-A STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 29

I-e vie linfatiche iniziali

capillare
linfatico

Ingresso di liquido circostante (liquido


interstiziale all'interno interstiziale), le pareti
di un capillare linfatico si chiuCono e la linfa
/riemnimcnf nr contenuta può uscire
Una volta che si siano (svuotamento) dal
riequilibrate la pressione capillare, per immettersi
*1;i-ecollettòre del liquido interno (linfa) nel sisiema linfatico.
e quella dell'ambiente
linfatico
collett
linfatico

Capillari linfatici
Hanno la forma
di un dito di guanto
=$;;g=;;a
e costituiscono i
linfatici iniziali.
vasi =fr=-*"::"-4-'';::*
Trasportano la linfa.
Sono costituiti da cellule
Linfangioni nelle diverse - inizio di riempimento;
endoteliali, sovrapposte fasi di riempimento - culmine
ai margini. Ci sono solo ed espulsione della linfa Àaì ripm-i-^-t^.

tracce di membrana al loro interno: - contrazione rifiessa.


basale.
Sono assicurati
all'ambiente circostante
attraverso dei filamenti
che permettono I'ingresso
di liquido e di particelle
molecolari di grandi
dimensioni.
30 LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 3t

I precollettori linfatici
_ _ _ iir
sono vasi di piccolo calibro simili Queste comunicazioni a livello di vasi fanno sì che la linfa
a capillari ma, a differéfzà di ciù'èsti, hannò h pòìiìUihta di una determinata regione possa incanalarsi nelle vie col-
di iÈii laterali se trova un ostacolo lunso il suo cammino.
tibrq eleiiÈe. QùèdG'itrùliuiàpìèi éltàiió gìà ai roro in-
terno alcune valvole che, in condizioni normali, costrin- Nel caso di un'interruzione traumatica (colpo, ferita, ec-
gono la linfa a circolare nel senso giusto. cetera) dei collettori linfatici, il flusso della linfa si inter-
rompe temporaneamente e, se la lesione non è stata mol-
Una parte dei precollettori trasporta la linfa verso vasi di to ampia, il disturbo si risolve spontaneamente nel giro
rnaggior calibro, i collettori linfatici, mentre alcuni tratti di poco tempo, grazie alle intercomunicazioni appena ci-
mantengono una funzione simile a quella dei capillari lin- tate.
fatici.
Più problematica è l'asportazione chirurgica di un grup-
St_.!ie*q 'linfangione' il tratto di vaso linfatico esistente po gangliare che raccolga la linfa di tutto un quadrante
fra due valvolg 9g4l1gU_e. I precoilèttori e lCoilettori linfa- linfatico, come succede spesso nella terapia chirurgica del
tici sono formati da numerosissimi linfangioni. Ciò con- tumore.
ferisce a_i vasi un aspelJo_ j4 cqlg_q4_gl,ry13Ll_igl go_q qqqes-
sive dilatazioni e strozza\ur1e,- l-e_ y3!y-o_!g, L'organismo cerca di vincere tutti questi ostacoli utílizzan-
I linfangioni sono circondati nel tratto centrale da sottili do vie collaterali che oltrepassano la barriera gangliare,
fibre muscolari lisce e da recettori nervosi che si contrag- vie poco numerose e che non si trovano in tutte le perso-
gono automaticamente, quando percepiscono un certo grl- ne. Così, per esempio, la linfa che sale lungo il braccio
do di tensione o di dip!.a_4i*qn-e, cóme capita per esempio non finisce tutta nei gangli dell'ascella: una piccola parte
se si riempiono di linfa. In questo modo la linfa progredi- sale lungo rami collaterali che si dirigono direttamente al
sce lentamente_. Terminus attraversando la regione deltoidea. Qualcosa di
I linfangioni agiscono dunque come unità funzionali ana- analogo succede con la linfa che sale lungo i vasi linfatici
loghe a piccoli e rqdlmentali cuori. della gamba: non tutta passa per i gangli inguinali.
In condizioni normàii, iiilfàú6;i si conrraggono l0-12
volte al minuto, con una pausa di 5-6 secondi ogni volta Altre volte, grazie alla rete dei capillari della pelle e dei
per il riempimento. Naturalmente quando per una qual- rivestimenti muscolari. la linfa accumulatasi a causa di un
che ragione il liquido interstiziale (prelinfa) aumenta, I'at- ostacolo nei collettori locali lo supera aggirandolo.
tività dei linfangioni accelera automaticamente per aumen- Un altro modo che il sistema linfatico vascolare adotta per
tare la funzione di riassorbimento- reagire a un'interruzione traumatica consiste nel formare
nuovi vasi linfatici che uniscono le terminazioni vascolari
Con le manipolazioni del DLM si provoca uno stiramen- rimaste libere dopo I'interruzione dei canali di scorrimento.
to longitudinale e trasversale dei linfangioni, che ne sti- Ciò nonostante, queste intercomunicazioni possono rive-
mola I'automatismo e, di conseguenza,la capacità di tra- larsi insufficienti perché tutta la linfa formatasi possa pas-
sporto. sare attraverso di loro senza subire un ristagno e provoca-
Se applicassimo massaggi più vigorosi e più rapidi, si avreb- re un linfedema. In tali casi il DLM costituisce 1l mezzo
be uno spasmo reattivo che rallenterebbe il drenaggio del- più idoneo per risolvere il problema.
la linfa.
I tronchi linfatici terminali
Le 'vie collatéraH'
I tronchi linfatici terminali sono i srandi vasi linfatici che
Fra i collettori piÌr o meno vicini esistono intercomunica- r4ccqlgo4o tutta la linfa proveniente dalle diverse regioni
zioni sotto forma di rarrri collaterali e diramazioni ana- dgl 99ryo. Come i precollettori e i collettori linfatici, so-
stomotiche. no dotati di valra&.
)L LA STORIA E L'ANATOMIA
IL SISTEMA LINFATICO JJ

Vasi (tronchi) linfatici terminali Dopo e sege p-aqsata lungo i tronchi linfatici, la finfa si ri
e gruppi linfonodali
l versa nel sistema venoso, nelle anse formate dalla vena giu-
"L
gularè inGrna eia quèlla succlavia, ai due laii della basè
,,,,Jj \ del c-ollo (Termimrq).
:\
,i
(
tronco linf gru sulare <,1 v Al fefr_n_!"4lrl lbtqlrq-cq4flUis_ce, ú,{Sttq lqraeigp, (ducJus
-i
(tr, ,') | ,1,,
tl lbgyqgicr4s) 9he raccgglie la lin{a di tu!!9 !a p4r!e !4fer!9re
/ del!'emitollge sinistro, del prqccio sinistr-o e dgtla
tronco linfatico destro
vena giugulare interna tlÌ t'\,
\'
{9! gorpo,
metà sinistra del capo, del qoUo e del visg.
linfonodi supra-clavicolari I
via sinistra f ii {u Nel Terminus destro sbocca il dotto linfatico destro (duc-
4:ii \ \j,t$
tus tympnatlè:li dexter), ncl quale confluiscono diversi tron-
linfonodi intercostali chi linfatici che raccolgono la linfa della parte superiore
destra del corpo, fondamentalmente i tronchi giugulare,
I succlavio e bronco-mediastinico de-qt1i,
\.
\
\,
Il dotto toracico è il più grande tronco linfatico del no-
stro corpo e ha un diametro di circa mezzo centimetro.
tl

dotto toracico
i. Si forma a partire dalla congiunzione dei tronchi linfatici
vena succlavia destra lombari, i quali trasportano Ia linfa proveniente dalle gam-
La linfa della parte be e dagli organi del basso ventre, e del tronco intestinale,
del corpo contrassegnata
dal colore che raccogliela linfa dellliqtestino_ (dgtta f chilq'), dal cq-
cisterna chyli sbocca nell'ansa venosa ratteristico aspetto lattiginoso.
o di Pecquet destra (Terminus destro).
Quella del resto del corpo
sbocca nel Terminus Questi grandi tronchi linfatici si uniscono verso il centro
sinistro. del corpo dei soggetti studiati, formando una specie di pic-
qolo depoqito (cisterna di Pecquet o cisterna chyli) che co-
stituisce ttavvio aét dotto tóiàèico, aiÀ'altezza sitúabile
linfonodi iliaci
destri ià!t-499tqaioj.bfu Ao-iqa1é e laseconda iombare. Il dot-
to toracico s.ale in profondità davanti alla colonna vcrte-
brale come dotto unico o sdoppiato in dotti paralleli. Lun-
go il tragitto intratoracico vi confluiscono i vasi linfatici
che drenano la linfa della metà sinistra del torace.

La forma, il tragitto e I'ubicazione dello sbocco di tutti


questi tronchi possono variare da individuo a individuo,
pur nell'ambito di un modello anatomico generale comune.

I linfonodi
I_eeqeli_Lin&U9l_q_l4&rc4i insieme con la milza sono le
strutture piir importanti del sistema linfatico. I linfonodi
formano delverG propri Jiltri lungo il percorso det vasi
linfatici ed esercitano funzioni difensivo-immunitarie fon-
damentali.
Jq LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTENIA LINFATICO 35

IL MOVIMENTO DELLA LINFA Sezione di linfonodo

I faltori che determinano il movimento della Linfa sono i seguenti:


* l'automalismo dei linfangioni;
regione midollare,
-* le contrqzioni muscolsri; con piccoli depositi
le pulsazioni delle arterie; di linfa
* i movimenti respirutori;
vasi linfatici
- lo forza di gravità. afferenti (in enrrata)

L'automatismo dei linfangioni Le pulsazioni delle arterie attigue capsula

Quando i linfangioni raggiungono un cer- La maggioranza dei vasi linfatici corre in


to grado di dif4qqziong (riempimento), si prossimità di vasi sanguigni che portano
contraggono automatlcarnente. il sangue ai diversi organi corporei.
Gli altri meccanismi di propulSione espo- Le arterie hanno deìle pulsazioni che in-
sti qui di seguito sono simili a quelli che fluiscono in parte sui linfangioni vicini,
provocano la progressione del sangue nel- favorendone il movimento automatico.
le vene.
tr movirnenti respiratori
Le contrazioni muscolari Per il loro eftètto aspirante e comprimen-
(movirnenti corporei)
te della cassa toracica e della cavità ad-
Queste comprimono i linfangioni. Poiché dominale, i movimenti respiratori favo- regione corticale,
essi hanno valvole al loro interno. la lin- riscono la circolazione profonda della lin- con noduli linfatici
fa si sposta solo nel senso determinato da fa; quanto più saranno profondi, tanto
esse. L'attività muscolare stimola in cer- maggiore sarà il loro effetto.
ta qual misura il drenaggio linfatico.
Se I'attività fisica è molto intensa, il me- La forza di gravità
tabolismo muscolare si attiva molto, con Ne è avvantaggiata Ia linfa che circola
il conseguente aumento dell'irrigazione lungo i vasi linfatici del viso, del collo,
sanguigna e della quantità di linfa che vie- della testa e della nuca, nel suo cammino
ne generata. verso il Terminus, sia quando siamo se-
Per queste ragioni alcuni sportivi dopo duti sia quando siamo in piedi. Spesso
aver svolto una gara intensa possono pre- conviene sollevare le parti del corpo che
sentare linfonodi locaii leggermente gonfi si trovano sotto il livello del Terminus fso-
in corrispondenza dei muscoli che hanno prattuito le gambe) per poter trarre pro-
lavorato maggiormente. fitto dalla forza di gravità.

vasi linfatici efferenti


(in uscita)
36 LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 37

Le loro dimensioni normali sono variabili, da quella di una mine del suo tragitto. Il rallentamento del flusso linfatico
piSqo_l4lenliggblq (meno di mezzo centimetro) a quella di che si produce all'interno-dei linfonodi ne faSjlite it *ll
us I4elelq C{e449 (poco piu di due cenrimetri). prt_o 4ifqlìqivo, cle qvyigpg iy par!9 g;gzie q!!'4zi_gpe fag_c-
Anche la loro forma può variare: alcuni sono rotondi o agicleo_pel1ng,{l91oi11e11o.
_crlsriade-----------------ipq4gqgf
ovali, mentre altri sono allungati, a forma di ,rene,. In presenza di un processo infettivo acuto, i gangli che rac-
Nel nostro corpo ce ne sono fra i sèTCénló è i settecento, colgono la linfa della parte colpita si infiammano in mo-
un quarto dei quali si trova nella parte superiore: nel vi_ do piÌr o meno apparente, rendendo piu difficile il passag-
so, nella testa e soprattutto nel collo. gio della linfa e la possibile diffusione dell'infezione.
!t p I q.$,gqo,q919ry]ry9 1-t r r"-t u lili i! €$p,p-i, s; a i n s u p er _
_fi.cje qia !! pp_!q4{tà. L'infezione acuta è una delle controindicazioni al DLM,
!q[9ligop.rti da una capsula fibrosa dalla quale dipar_ pq19lré, gcòeteianao ra óitcòrààio". il"ràiiCà, aanneggqreb-
tag-o_; tèiso Pinleinó, -dltersi setti ehè dètimitano jeefi b""e_" 1l eZiSn_C filtrante dei linfqnodi.
spazi.
t_:yAOtlif&ticf ggerg4fu tuers ano Ia linf a all' interno dei L'immagazzinemento
linfonodi dal lato convesso. traTàiò conóàvo (ilò; escono
àiii vasi linfatiCi (èffèie4t!),generalmente in numero mi- Un'altra funzione dei linfonodi è quello di immagazzina-
nore, ma più grossi di quelli che entrano. re una certa quantità di linfa. E per questo chg le 1gg!o{
lin f o n o d ali di S C g-i,q,È?-41l!!e-!id?!19 9 qev ono es s er e s em -
La linfa che arriva a ogni linfonodo esce dal lato opposto plg.qt4!ip_q.l_a!9 4UI?!1e il t_itt-lggtgleg_gio, tranne che nel
dopo aver circolato attraverso un fitto labirinto esistente caso in cui si percepiscano gangli dolorosi e insolitamente
al suo interno, che detérmina un rallèntamènto della cir- grandi.
c o-lazi-s ir e _linf attla-
N-ei linf onod! si n9 9s o-no al9!9 ?g
g-y.Sular9,y9g!i corp us go -
lgfi lfgqpo{ati dalla linfa (come per esempio particelle di
Questo complesso labirinto di tessuto linforeticolare con_
polvere, pigmenti, eccetera).
1r.q!e 4iv 9 I s ! tj pi 0!. i
-.St_tU-!e,(l illo.
it m a ci o fàeil èóó ét èra),
tutte collegate ai meccanismi difensivo-imminitaii del cor_
pe ;, per questo i tintonóaivènÈóno òonsiAéiati Còrné fittri La produzione di linfociti
rlon soltaqto mecca4lci, ma anche jbiologicil'. Inoltre, poi- I linfonodi costituiscono una p,?,r.!g fqndgryen!4lp dgl qi-
ché esiste una certa quantità di spazi vuoti ai loro interno j!_grnggllnu{lariq, Infatti quando si rende necessaria una
(qgni lnalginali, lntermcdi, midollari e tery_nipati), i linfo_ reazione immunitaria, n_e_i Jlnfgno,dl. yìe1g p1g$o'-!tg gna
nodi costitu-iscono una specie di piccolo deposito di linfa. sf44de q+4n!i!è di fin!oci1!,

Le funzioni dei linfonodi La regolazione dellq concentrazione proteica


Le principali funzioni dei linfonodi sono quelle di:
-tr_&ere-so-le!91q99!c9t_11a_ziolepgoteigu-4gllq!1lu,a1
- dep"3ggle la linfa; luendola o concentrandola all'occorreîza. Ciò è reso pos-
- i1qtrggg?zTare la linfa; sì6iÍódaitàeiàndevasco1arlz1a3l93.e_g1e,_uignf
-qgi-ll1;|g
- Prqdurq lilrfogiti; nqdi. In essi avviene un processo oncolico 1g'go_]4'o-f.e _qe
-{9C-o_l_A1.e__lqc-on"c911!1_4_2,i9-ngptg_rg_iga4pl,lalinf a. lg*q9!994tre29!S-proteica _d_ella!q{4 .,-qgqllA dql,sg,+g!re
0qnr9.9-q!,on9ory,ollgtc_t_aq9,ss!919_ojq9li91_e!!_lg,'lgta
La depurazione dalle prs_teilg qgi -cgnflgntidp,i liqqi.dù. Poiché di norma
I linfonodi vengono denominati stazioni intermedie depu- kr conceltrazione prqt-ejSq !q1,tq_ttC_U,e È piU a[A-di_qCp]la
ratrici perché filtrano la linfa portata dai vasi linfatici. dq!!allqiapr9q9nle-n9i!i-1f ono,{i,_o}_!-gllede-!iql'alg-l_s-qq-
g_U--e-i per questo motivo la linfa_phg qsee
La linlq?uQ trgqqol4lq reiiaui, qqiiggqg éqlqr, eq.sr. -dai linlqnedrs
ra.ghe occorre bloccare ed eliminare affinché non arrivi- più cqqcgnlr4t4 4i qu-CU_q qbe- yi ellra,_ngnlrc*ib,qs*yal;-
no massicciamente al sanguèliovèìiiiversa la-linflàlGr- me può ridursi anghe {9! 40 per-cento.
38 LA STORIA E L'ANATOMIA IL SISTEMA LINFATICO 39

Principali linee di demarcazione Linee di demarcazione


dei distretti linfatici e quadranti linfatici l

,.|:f-:'....
;'{, linea divisoria mediale
; ''r l.'':\'

4
acittale (po sterio re)
/;''
'ft -,,/s
ii
t.ti/

demarcazione mediale
fj'ir
f
sagittale (anteriore) "lll
,'
demar cazione clavicolare

gangli preauricolari

gangli
sottomandibolari

linea divisoria trasversaìe

t{ gangli
inguinali

ti t:

i; Le linee di demarcazione
i.I dei distretti linfatici
suddividono la superficie
corporea in quadranti
linfatici, fra i quali
\{ l esistono diverse
comunieazioni
anastomotiche le quali
permettono, in caso
di necessità, di poter
spingere manualmente
(DLM) la linfa commlssura postenore
e il liquido interstiziale
accurnulati
in un quadrante
verso i quadranti
contigui.
40 LA STORIA E L'ANATOMIA II- SISTEMA LINFATICO 41

I liclfonodi superficiali, tre linee di dernarcazione Diciamo che una persona ha un temperamento linfatico
e i quadranti linfatici q1e!!q _q$9!qe49a!tai"tr rsesllC.olirn-qoYqis
Per poter effettuare correttamente il linfodrenaggio, pre- 1n,qd! lqrrlq,,prgry p ll_qp4qqtiqo.
scindendo dalla padronanza della tecnica delle sue mani- AqatacameÉqle.nqs,Cg-liqr,ide-qtle--cqJtllglqce!a!!qf qc!1-
polazioni, q gssgnzrale-rypere_ dove si trovano i principali cola lentamente a!'i{rterno dei vasi linfatici, cinque o sei
g1gpplgi$&nodj supeificiaii dato che la tinta aeitisu- volte più lentamenié déi sattgr,e, èiriostanZa che non bi-
perficie corporea confluisòe in essi. sogna dimenticare quando si praticano le manipolazioni
Eiiste-andhé ufa èircólazione lilfàtica profonda che co- del DLM. Queste debbono essere praticate a un ritmo più
munica con quella superficiale, e sulla quale si può influi_ lento di quello usato per il normale massaggio. LqlS$pZ-
re solo indirettamente. Con l'eccezione delle manipolazioni za della clrcolazione_!infatfca {ipende dalla ptruttura steq-
addominali profonde, la maggioranza delle manipolazio- sa del qistema linfatico che comprende numerosi filtri (i
ni del linfodrenaggio è diretta ad aumentare la capacità linfonodi) e valvole; inoltre i linfangioni hanno bisogno
dll-tqtp.9ll9- g,qlfq finla cilcgfanie jri sìtpéfflcje. rl nómé e di.UgS_g,{-t_q i+lgrvallo di tempo per riempirsi. In condizio-
la disposizione dei gruppi linfodonali superficiali piÌr im- ni normali, per esempio, la linfa che si forma in un piede
portanti sono descritti nelle illustrazioni di pag. 40 e 41 . impiega dieci minuti per arrivare al Terminus, la confluenza
finale con il sistema venoso.
A ogni gruppo di linfonodi confiuisce la linfa di una Nel linfodrenaggio, il fatto di lavorare (spingere) più in
de-
terminata regione del corpo. I limiri di queste regioni fretta non siÉnifica dienare maggiormente: bisogna rispet-
so-
no determinati datle 'linee di demarcazione dei distretti lin- tare il ritmo della circolazione linfatica e questo si acqui-
fatici'. Esse fanno da barriera, anche se non in senso as- sisce fondamentalmente con là pratica.
s_gl-glorirr*q15Lll{i rantiIllatiCcJntigúiesistóno Essere capaci di rispettare il ritmò dèlla circolazione lin-
diversi canali intercomunìcàntl che,-ln caso di neèessità, fatica è uno degli aspetti piùr difficili da acquisire per il
p qrmèiio n o i I p al s aÈ gi o dèilà-ttnIa d aTl'u n o àII'àlt r o, v al é principiante in DLM, soprattutto se pratica normali mas-
a dire da quello ctre hàiilU-limlaiiistaeno-a qlelto dal saggi.
funzionamento normale. Questo passaggio viene favorito
da adeguate manipolazioni di linfodrenaggio. Il carico linfatico
La linfa si compone di tutta una serie di elementi che, nel-
I 'quadranti' linfatici i distretti della superficie cor-
sono l'insieme, formano il cosiddetto 'carico linfatico', ovvero
porea delimitati dalle linee di demarcazione. tutte quelle so'stanze o element e fuoriescono qq! -9r-
zo interstiziale non per via sanguigna ma per via linfatica-
Si tratia essenzialmente' di:
La linfa - massa liqqida;
La parola 'linfa' deriva dal latino lympha (acqua), che ne - P,lofeine;
{.eliqisce l'aspetto acquoso, pur non essendo propriamente
- grassl;
simile all"acqua di fgnte'. -* reqj! {i gellule 1qgllg;
cgllufe
La linfa in realtà ha un leggero colore giallastro pur con-
tenendo il 90 per cento di acqua. Talvolta puo presentare
un colòre leggermente rosalo, se accidentalmente contie-
La mqssa liquida
nè un po' di sangue, a causa di una ferita o di un massae- Lam4sqal!qu!{-a(e"qqttqprUg,l_qqqplttilqqqe!-ltqgl4-o-glq
Èioimiittnte CÉe ab6là pròaotto la rotiuradfquaiòrrè cà- npq è talo lielsq,r-b-ilS delJe l-eryqin4?-lq+Lv-9ll-ol-9 4et -c-+-
pillare sanguigno. pillari sanguigni.
!a linfl-plgyenierye {ai vasi linfatici dell'intestino, quand'è ln condiZionilórmali, sitse il 1Q pe. 99q!99gltjqL9_q_q!:
di particelle di eiàsio(Chilómiòroni) in segqito ail'as-
q4gi,ca transitan-e-Uelsrulttaz-to-ru-dqif -ap!Lqr-1-sSnCulCu-A!-9edAllg-
sunzione dlci-bo, assune un aspetto biancastro lattiginoso. spazio interstiziale dei tes-sqti pq1 yi4 Unli?!!Sa.
42 LA STORIA E L'ANA'I'OMIA IL SIS'IE,MA LINFATICO 43

Le protetne
Pl- (flusso cir-
I=g
colatorio)-e {agglqngono lo spazio interstiziale. La linfa
ha una concentrazione proteica del 3-4 per cento. Grazie
alle vie Iinlatiche, le proteine plasmatiche che sono finite
nello spazio interstiziale e non sono state utilizzate dalle
cellule dei tessuti possono ritornare nel flusso sanguigno.
Per questo gli edemi (ritenzioni di liquido nello spazio in-
terstiziale) la cui causa sia un cattivo drenaggio delle vie
linfatiche (edemi linfostatici o linfedemi) sono detti 'iper-
proteici' (ricchi di proteine) e danno luogo a una serie di
complicazioni, a differenza degli edemi che hanno altre
Gli 'scambi' a livello cause (edemi linfodinamici) e sono detti 'ipoproteici' (po-
interstiziale veri di proteine).
In condizioni normali Una delle funzioni fondamentali del sistema linfatico e dun-
il sistema linfatico raccoglie
il l0 per cento del liquido que quella di rendere alla circolazione sanguigna le pro-
che esce dai tessuti, teine plasmatiche che non siano state utilizzate dalie cel-
mentre il
90 Per cento
Iule dei tessuti.
è riassorbito dal caPillare
sanguigno.
In caso di 'allagament.o' I grassi
(edema) la capacità di
trasporto dei vasi linfatici I grassi sono evidenti nella circolazione linfatica intesti-
aumenta da 10 a 15
volte.
nale. I chilomicroni sono lipoproteine costituite da trigli-
cérial, fosfolipidi e colesterolo. Si formano nella mucosa
intestinale e vengono in un secondo tempo immessi nel si-
stema linfatico, dove danno origine al 'chilo', un liquido
I denso e biancastro.

I resti di cellule morte


t\ Troviamo nel 'carico linfatico' anche resti di cellule mor-
t9"._{| p.,qft-eri Qn c-as9 di infezjoni), di cellule maligne (in
cilo ai óanciò) è particelle inerti che hanno raggiunto lo
spazio interstiziale dei tessuti.

'.,; Le cellule
Troviamo inoltre alcuni tipi di cellule, presenti anche nel

I fl uss o sanguigno, soprattutto linfociti, quglgbg-glglulo tos-


!o,Cle!qle!q1, m9499$, eccetera.

Tutte queste componenti si trovavano prima nei tessuti do-


ve facevano pàitelél-tiquìdo intersiiZiàlé;IlTAúdo cht-
1
èiistè fià una cGll-u1a-tl'à-1tra" é costiiuivano !q lp..-e-li{gl'
che, una volta penetrata all'interno dei vasi linfatici, rice-
\ ve ii nome di 'linfa'.
44 LA STORIA E L'ANATOMIA JL SISTEMA LINF,ATÍCO

La forrnazione detrla linfa da un lato la pressione sanguigna intracapillare;


-
Per capire quali meccanismi diano luogo alla prelinfa, - dall'altro la pressione oncotica extravascolare.
e
di conseguenza alla linfa, dobbiamo innanzi tutto sapere
_qr4Ji loqze promuqvo,no la {iltrazione e il riassorbimÀnto Mentre altre due forze determinano il riassorbimento (fe-
del liquido fra i capillari sanguigni e Ie cellule d.i t.ssuti nomeno contrario):
corporel. - Ia pressione oncotica;
- la pressione interstiziale.
Il fisiologo inglese E.H. Starling (1866-1927) studiò que_
sto fenomeno e definì perfettamente il tipo di forze che Ogni giorno nei capillari sanguigni del nostro corpo ven-
agivano all'interno e all'esterno della parete dei capillari gono prodotti 20 litri circa di ultrafiltrato che finiscono
sanguigni. In condizioni normali queste sono: nello spazio interstiziale.
- la pressione sanguigna intracapillare;
- la pressione oncotica; In condizioni normali, il 90 per cento (diciotto litri circa)
t: viene riassorbito dai capillari stessi. Il restànte l0 pér cen-
- la pressione interstiziale;
- la pressione oncotica extravascolare, to (un paio di litri), insieme con g[ al_t1i gqmpgne4t! {el
raricolinfatico, esqe dasli qpa4ijqle,qqllfieli p-g vi.4 !in!3tiga.
La pressione sanguigna intracapillare
Nel tratto iniziale del capillare
L_L p.esq!qne_qg&!g!q l4tracapillare va diminuendo lun_
eq il c_qp_il!4lg
J4lgqr€llg.In mdia troviamo clre all'inizio Nei tratti iniziali dei capillari sanguigni predominano i fe-
del capillare la pressione è di 30-35 mm Hg (millimetri di q,etq,
mercurio); alla fine è di l2-1j mm Hs. _4qm41artÉqqplli4t_fraqs_o:.!tg_r.elqq.Inf attilapressionesan-
guigna intracapillare diminuisce progressivamente man ma-
La pressione oncoticq no che il sangue si sposta al suo interno fino ad arrivare
alla fine del capillare.
t ep.f$ltolg etggtica qsgrylqlg lqt!
lroteine delt'inrer_
qo4e.1y4s_i.c4,r!c!icq_(p_Iglqrrqpleq!a&bù-èpq4u9lq. Nei tratti iniziali del capillare sanguigno (tratto arterioso)
149qtg importa4ls ryq! Sap_i!la!..!i maq!i,e_r1,e ggql4nte lun_ la somma delle forze di filtrazione è maggiore di quelle
ep_i! q4p!ll4l9 qgngql_glg-e-cgglsponde circa a25 mm Hg. di riassorbimento.
La pressione interstiziqle Nei tratti centrale e venoso
{.q pr,qsriglg_ |np1sg4!{e y4ne esercitata dat liquido in_ Verso il tratto centrale, più o meno, queste forze antago-
terstiziale e dai tessuti cheAl_qglAEg niste si riequilibrano mentre nel tràtto suCcessivo (tràito
sa"gui_. -- il@plll*.
---':*-----
gno, Ammónta à-1-Z Lrf gg:,_ venoso) la somma delle for79 di !!lt1q{919 9_minole-.{! gggl
19 di riassorbimento.
La pressione oncotica extrqvsscolare
L4*p;p9q!one,o4q-o-tig4,gx-travascolarevienepr_ovocatadalle Di conseguenza, in condízioni normali, 11eLtfallq gftC,tl-o-
p-role,ine esistenti nel liqgido interstiziale e provènienti
aal ;-:--so dei capillari _sanguigni il liquido viene !if[{or 4_91119_
n_la1ma sanguigno. Il nel tratto venoso si riassorbe il 90 per cento circa di ciò
suo valore è di 3-4 ùm Hg.
che è stato precedenlemente filtrato.
Filtrazione e riassorbimento Questa spéCie di mióròflùsSo fra Ilcellule dei tessuti age-
vola l' at! ve d e_B-!L ep-p ! {ltull lt iyl_I1a.s p 9t! 4! 93l f q-lgy :
Considerando il fenomeno nella sua globalità, troviamo alle cellule e I'allontanamento, sempre per via sanguigna,
due forze che determinano la filtrazione, cioè p-$qeegio d-i p4_ite dei ièlidui ellmirùii 4t[i"ii1lyii,
dili il "
iiui d o d all' in rérn o atl' esJ e_r! 9'-. {e_i : Il sistema linfatico serve come via d'eliminazione aggiun-
-c.epill ari
46 L,{ STORIA E L'ANATOMIA I L SIS'{ EMA LINtr,'A'I'ICO 47

tiva, in particolare per quelle sostanze o prodotti che non


possono allontanarsi per via sanguigna.
Grazie alla sua grande capacità di adattamento, fa anche
Diffusione saria-una certg qg4fr{ilà d! 9q91e_11_(nres-
da sistema di sicurezza evitando che nei tessuti si possano
sione) perché abbia Ìuogo. I processi di
accumulare liquido o residui. Azione o effetto dello spargersi o del di-
filtrazione avvengono per esempio nei ca-
sperdersi. Quando per esempio uniamo pillari sanguigni, con il passaggio di liqui-
100 ml d'acqua con una soluzione di 100
Qllesto complesso sistema di vie e di forze che fanno en- ml di acqua e zucchero al 10 per cento,
do e sostanze dissolte dall'interno dei ca-
trare e uscire il liquido fra i capillari sanguigni e lo spazio pillari sanguigni allo spazio interstiziale.
il movimento spontaneo delle molecole di Poiché ciò che filtra attraverso la parete
interstiziale che li circonda può alterarsi, provocando si- zucchero e d'acqua fa sì che queste si me- capillare è fondamentalmente un insieme
tuazioni di lailaggmento' o accumulo di liquidi nei tessuti scolino fra loro. Dopo un certo lasso di di piccole molecole di solventi e di solu-
(edema). tempo avremo una soluzione uniforme di ti, è piir corretto parlare di lullfefil.tfAzio-
acqua e zucchero al 5 per cento su di un nel. Ricordia4o che lp pfqlei+g pl4sma-
volume di 200 ml. T.a diffusione si rea- tiche passano attraverso la membrana ca-
Il linfodrenaggio svolge qui un ruolo decisivo dato che au- hzza senza che sia necessario un apporto
menta la capacità di trasporto, cioè il drenaggio di liqui- pìllafe graZié anahe ad altifm€c0i!,fllrhi.
di energia; il movimento molecolare è
do dai tessuti, soprattutto quando il problema si trova nella spontaneo, e diventa più rapido con I'au- Osrnosi
via linfatica. mentare della temperatura.
Parola che deriva dal greco ósmós (im-
Il DLM costituisce il pilastro fondamentale nel trattamento ) che 5i ri f eril
dei linfedemi o degli edemi d'origine linfatica. /::---.=> r----:ì\ ,:Z--è>
\\-----t l \i=---i \--\------'-zl
p u ls o c*e
-4L
lecole del solvetlq di qnA !9lg4A4e_ p_iù
p_qq q
+g_gio 4t ilo_
:.---'
-l /-.-r= .- I l-.'J"-'.1 diluita (con una minore concentrazio-
l---
q
/-....-.--..2-'\ i>;'-...--':\ il.,-.
a
...-.-l nè) a un'altra p!ù,co4qgn!p!q, A!!Ie-vgJ:
so una membrana semipermeabile che se-
paia lé-driéióluzibìi. Si dò-mpréndèià che
qriesto fenomeno è della massima impor-
tanza a causa della grande quantità di
membrane semipermeabili esistenti nel-
1'organismo (per esempio, le membrane
celiulari). Tuttavia, poiché la velocità di
diffusione è inversamente proporziona-
Filtrazione le alla distanza che separa le due soluzio-
-Aaigne {! passageio (trasporto) di up li; ni, questo meccagls4o_ 9 Ulllg q,glo-. !4-
euido (sdu4igne) attraverso un filtro o Ie distanze mol!o^ rav:qiqinatq (inferiori a
una membrana che permette il passàg-gio 0,1 mm).
di sòlienti é solùti dalle dimensig_r! mo-
Iecolari minori di quelle dei por! dellg Membrana semipermeabile
membrana stessa. La quantità di liquido Membrana che lascia passare solq ]e. m9-_
filtrato dipende dalla differenza delle lecole del solvente (per esempio l'qgqua)
pressioni a entrambi i lati della membra- ma non quelle del solrrto (p4le, zucchero,
na e dalla superficie di questa. È neces- proteine, eccetera).
48 LA STORIA E L'ANATOMIA 49

F
Pressione osrnotica Pressione oncotica o osrnofica colloidale
Tenendo plesente che pressione è la for- E la_p.ressione osmotica esercitata da una
za esercrtal"a da una massa per unità di Tófir-l6ne-cilloitlàle. In èsSà il sÓlùtoè co-
superficie, la pressione osmótica si defi- stituito da molecole di grandi dimèndio-
niice come la forza con-la quaLe un sol- ni.(macromolecole), per esempio le ijio-
vente di ula sotuàioné mènó èonaéntra- teine presenti nel sangue (proteine pla-
ta penetra in iifa !o!ù{gne-più concen: -Ili sma_tiche). Se confrontiamo le dimensio-
trata, attraverso una membiàlà démipér, di queste macromolecole con quelle
meabile che le seoari. Le soluziòni ihè dell'acqua, la differenza esistente è ana-
hanno la medesimà piessione osmotica Ìoga a- quella di una noce rispetto a un
sono dette ,ìsotonichè'. granello di sabbia. Si può dire che le pro-
I1 mantenimento della pressione osmoti- teine plasmatiche, per la loro elevata con-
ca è di vitale importanzà nei diversi fluidi centrazione sanguigna (ammontante al 7
degli esseri vivi. Uno squilibrio potrebbe pel cento circa), esercitano una notevole
p.odurre una rottura o una disidratazio- *Pl9Sri,oqe o49q*ti-c-4. E-ss-e,-lettiianol IltC-
ne cellulare. Affinché ciò non succeda, il qua p-legen!,g fuo{ d-9i vgg],lalcuicni (li-
nostro organismo dispone di numerósi quido intéiéliZialè,'Cón u-na òofiCentiazio-
ne ploteica dell'1-2 per cento) come se
Gli ederni
osmorecetiori, i quali, tramite il sistema
nervoso e medianie una serie di meccani- ,fo--spg1q* ug4 spgqig di qragnete. Quando
smi (sete, eliminazione renale di sali, ec- questa forza viene meno, i fenomeni di La parola edema deriva dal greco oidema (gonfiore). Es-
cetera) cercano di mantenere la pressione riassorbimento rallentano, promuovendo
sa definisce uno stato di gonfiore visibile e palpabile in una
osmotica dei liquidi organici entró un mar- l"allagamento' dei tessuti.
gine ristretto (costante biologica). zona del corpo, provocato da un accumulo di liquido nel-
Soluzione lo spazio esistente fra le cellule dei tessuti, spazio chiama-
Mescolanza risultante dall'atto di far to interstiziale, intercellulare o extracellulare.
,_:'-________-\ iciogliere (disperdeiè) una'sóst-aìùa-(ló-
l.F------l
j-='
lutcì) in un liquido (solvente), còrflé-sìc-
óede, per esempio, quando si fa scioglie- La localizzazíone
/""', I re il sale (soluto) nell'acqua (solvente).
\:r_i_:\<
\"- a' ;^ ..- /
Nella stragrande maggioranza dei casi, gli edemi appaio-
no nello spazio esistente fra le fasce (rivestimenti) musco-
\ M embrana semipermeabile lari e la pelle.
È rarissimo che si sviluppino sotto le fasce muscolari; in
questo caso sono detti 'edemi sottofasciali'.

L'origine
I

Esistono diversi fattori capaci di provocare la comparsa


di un edema. Li descriviamo di seguito, giacché non tutte
le sindromi edematose possono essere trattate con il DLM.
I principali fattori che possono provocare un accumulo di
liquido nei tessuti sono:
- I'aumento della pressione idrostatica intracapillare;
- la diminuzione della pressione oncotica;
- I'aumento della permeabilità dei capillari sanguigni;
- i lipoedemi, la gravidanza, le mestruazioni;
- i disturbi del flusso linfatico.
63
\\ lz

T . l. .
Le rnolcazLonr
in estetica
Il DLM può essere applicato sia nel campo della medici-
na, nel cui ambito costituisce un utile strumento fisiotera-
pico in un gran numero di indicazioni, sia in altri disturbi
piir pertinenti al campo dell'estetica, ove è diventato una
tecnica di sostegno insostituibile nel trattamento di molte
disfunzioni che danneggiano I'aspetto esteriore delle per-
sone.

I massaggiatori, i fisioterapeuti e gli estetisti possono av-


valersi delle possibilità offerte dal DLM per migliorare lo
stato di salute dei loro clienti. Per una maggiore chiarez-
za espositiva abbiamo distinto le indicazioni del DLM in
due grandi gruppi: le indicazioni estetiche e quelle medi-
che, anche se fra i due settori ci sono profondi punti di
contatto.

Il rivestimento esterno del nostro corpo, la pelle, può tro-


varsi soggetta a una serie di disturbi (gonfiori, edemi, ema-
tomi, irritazioni, acne, ferite appena cicatrizzatesi, ecce-
tera) i quali, pur non rappresentando in molti casi un ve-
ro e proprio pericolo per la salute, modificano tuttavia I'a-
spetto esteriore di chi ne soffre.
In linea generale si può affermare che il DLM è partico-
larmente utile in una serie di problemi:
t,t, ttltrl\ /\/,1( rl\l _ _'_--._-:'' -\ __ ./

- cutanei: acne, acne rosacea, dermatite periorale, erite_ co delna cute affetta, come l'uso di sostanze che sgombra-
ma facciale persistente ('couperose'); no i follicoli osíruiti (comedoni), 1'applicazione di raggi
- del tessuto adiposo: pannicolite (,cellulite,); ultravioletti e così via, attivano la circolazione sanguigna
- chirurgici: pre- e post- chirurgia ricostruttiva ed esteti- (vasodilatazione) locale, provocando un maggior passag-
ca; prevenzione e trattamento delle cicatrici; gio di liquido plasmatico nello spazio interstiziale della pelie
- altri: nei trattamenti contro I'invecchiamento e contro colpita. L'effetto drenante, antiedernizzante e'depurati-
lo stress; edemi facciali; gambe gonfie e stanche; eccelera. vo' del linfodrenaggio migliora chiararnente la reazione del-
la pelle a"i diversi trattamenti dell'acne.

,{cne A seconda del tipo di problema cuianeo predorninante, si


possono clistingr-lere diversi tipi di acne: comedonica,
Con I'arrivo delia pubertà, negli adolescenti si manifesta
papulo-pristolosa e conglobata"
un aumento degli ormoni sessuali, i quali provocano una
maggior attività delle ghiandole sebacee, a tal punto che
Acme conrnedornlca
molte di queste si ostruiscono.
{-'acne comedonica è la forma più leggera di acne. Si pre-
Acne volgare del vrso
il sebo accumulatosi al loro interno, non potendo uscire, senta essenzialmente con comedoni aperti e chiusi ma senza
provoca i tipici comedoni dell'acne. Questi si possono ma_ manifestazioni infiammatorie visibili. In questo caso si uti-
nifestare come punti bianchi ('grani di miglio') che spor- IizzalI DLM dopo I'estrazione dei comedoni e l'applica-
gono leggermente dalla superficie della pelle o come pun_ zione degli altri provvedimenti esaminati. Si puo conclu-
ti neri. dere il trattamento con una maschera antinfiammatoria
Il sebo accumulato diventa un ottimo ambiente di coltura (camomilla, azulene, eccetera) e astringente (argilla, cao-
per i batteri che vi sono normalrnente presenti, i propio- lino) ma che assolutamente non contenga sostanze irritanti
nibscterium acnes, che scompongono i trigliceridi del se- né stimolanti dell'irrigazione sanguigna.
bo in acidi grassi liberi, irritando le pareti dei follicoli pi-
liferi colpiti. Acne papulo-pursÉolosa
I follicoli piliferi possono rompersi originando una rea- In questo tipo di acne compaiono già reazioni infiamna-
zione infiammatoria con edema locale e arrossamento, ac- torie visibili con forrnazione di papule e pustole, oltre ai
compagnato da lesioni cutanee come papule, pustole, no- tipici comedoni. Poiché la pelle è piuttosto infiammata ed
duli e cisti. edematosa, il DLM deve essere praticato prima del tratta-
La sudorazione eccessiva, le situazioni di tensione e di stress mento (estrazione) delle papule. Nei casi in cui I'acne si
e il corisumo di certi alimenti (carne di maiale, dolci, cioc- manifesti con una maggiore estensione il DLM puo essere
colato, eccetera) fanno solitamente peggiorare I'acne, men- utllizzato anche dopo le estrazioni, soprattutto nelle zone
tre i bagni di sole apportano dei benefici, per effetto dei linfatiche prossime agli sbocchi terminali (collo, nuca e re-
raggi ultravioletti sul Propionibacterium acnes- gione sottomandibolare).

Una manipolazione scorretta delie lesioni cutanee dell'ac- Se a predominare sono le pustole e non le papule, si ricor-
ne può causare cicatrici permanenti, mentre un trattamento re al DLM dopo l'estrazione di queste ultime, ma non di-
adeguato, che comprende anche il DLM, può produrre un rettamente, bensì sopra compresse fredde di materiale as-
notevole miglioramento. sorbente, impregnate d'infuso di camomilla e salvia, pre-
cedentemente appoggiate sulla pelle colpita.
Nell'acne si presentano infiammazioni ed edemi della pel- L'effetto di queste piante, unito all'azione antiedemizzante
le circostante che ne rallentano il processo ricostruttivo e e antinfiammatoria del linfodrenaggio, favorisce il processo
curativo. I procedimenti solitamente utilizzati dagli este- ricostruttivo.
tisti per I'estrazione dei comedoni e il trattamento ieieni-
66 LE INDICAZIONI 67
CEf-LULITE

Acne conglotrata 'Cellulite'


L'acne conglobata presenta, oltre ai comedoni, alle papule La cosiddetta 'cellulite' non è una vera infiammazione cel-
e alle pustole, noduli e cisti che possono fistolizzarsi. Si lulare, si tratta in realtà di un 'lipoedema'.
tratta della forma più grave d'acne, che richiede una cura Il lipoedema è un accurnulo di grasso localizzato fonda-
medico-dermatologica intensiva. II DLM viene utilizzato mentalmente nelle gambe, dalle caviglie alle anche, ed è
all'inizio del trattamento, ma non direttamente sulle zone un disturbo che colpisce unicamente il sesso femminile.
colpite, bensì sulle regioni prossime agli sbocchi terminali
(collo, nuca, spalle). In questi casi è consigliabile pratica-
Quest'accumulo di grasso cornprime i vasi linfatici e ren-
re il DLM quasi ogni giorno. L'uso di maschere fredde de il percorso piùr tortuoso, diminuendone la capacità di
(argilla, camomilla, azulene, calendula) è subordinato a trasporto della linfa. Per di più la formazione stessa della
una precisa prescrizione del medico. Man mano che que- linfa viene ostacolata perché si producono anche altera-
sto tipo di acne dà segni di miglioramento, si potrà eserci- zioni nei canali prelinfatici dei tessuti affetti.
tare il DLM progressivamente su compresse fredde, come
nel caso precedente. A cio si unisce un aumento della fragilità dei capillari san-
guigni (ematomi 'spontanei' o che compaiono alla mini-
ma pressione). La posizione ortostatica (il fatto di restare
Acne rosacea a lungo seduti o fermi in piedi, le scarpe poco elastiehe
Si tratta di un'affezione infiammatoria cutanea con con- e così via) fa sì che sul finire del giorno sul lato interno
gestione e arrossamento della pelle (eritema), papule, pu- della gamba compaia un edema piÌr o meno marcato.
stole e teleangiectasie isolate. Qualsiasi pressione si eserciti sulla gamba, per quanto pic-
Si manifesta nella parte centrale del viso, soprattutto sul- cola, risulta molto dolorosa, a differenza di ciò che acca-
le guance e sul naso, dove la pelle può arrivare a ipertro- de nei linfedemi puri. In questi ultimi inoltre si gonfia il
fizzarsi (rinofima). Contrariamente a quanto succede con dorso del piede, fenomeno che non si verifica nei lipoedemi.
I'acne volgare, qui non compaiono comedoni. Si manife-
sta solitamente in età non molto avanzata, soprattutto nelle Questo disturbo, in fase avanzata, dev'essere considerato
persone di pelle chiara. Si sospetta che fra le sue cause fi- come qualcosa di piir di una semplice questione estetica.
gurino fattori ormonali psicosomatici ed epatodigestivi, Con il passare del tempo I'edema linfostatico esistente su-
anche se non esiste wa certezza assoluta sulla sua orieine. bisce un processo di sclerosi progressiva che aggrava sem-
pre piÌr il quadro clinico, dando origine alla tipica 'pelle
L'acne rosacea richiede un trattamento medico, spesso a a buccia d'arancia'. caratterizzalo da noduli duri sotto-
Acne rosacea tipica base di antibiotici. Il DI-M costituisce un'importante prov- cutanei. Possiamo quindi parlare di cellulite 'flaccida'
vedimento di sostegno al trattamento medico convenzio- quando palpiamo una superficie spugnosa piena di liqui-
nale, giacché favorisce un recupero piÌr rapido del pazien- do e con pochi segni di fibrosi (indurimenti), e di una cel-
te. Dopo aver estratto le pustole si applicano delle com- lulite 'dura' quando invece notiamo un marcato processo
presse fredde che vanno rinnovate man mano che si sca,l- di sclerosi delle fibre.
dano.
Ogni giorno, per una settimana, si esegue un linfodrenag- Non si sa con precisione quale o quali siano le cause, ma
gio leggerissimo sulle compresse fino a che la pelle non mi- si sospetta tutta una serie di fattori che possono scatenar-
gliori visibilmente. Allora il DLM viene eseguito diretta- la o aggravarla, come per esempio I'esistenza di:
mente sulla pelle, a giorni alterni, finché non si vedrà un una predisposizione genetica ereditaria;
-
miglioramento importante e la pelle recupererà la sua tem- -* cause d'ordine endocrino (disturbi ormonali);
peratura e un aspetto più normale. l'assunzione di contraccettivi orali (prima dell'introdu-
zione della pillola contraccettiva c'erano menc casi di li-
poedemi e cellulite);
----.---
68 LE INDICAZIONI coul'Bt{osE, 69 --''

- un'alimentazione scorretta, troppo ricca di prodotti ani_ Un eccesso o accumulo di liquido interstiziale (edema) pro-
mali come carne, insaccati, formaggi e carente di frutta voca una serie di condizioni che rendono più difficile una
e verdura; buona cicatrizzazione. Il persistere dell'edema fa sì che la
- una vita eccessivamente sedentaria, con poco esercizio ferita si infetti più facilmente e si possa formare una cica-
fisico. trice ipertrofica o cheloide, per la proliferazione del tes-
suto connettivo. Infatti non bisogna dimenticare che gli
Nella terapia sia dei lipoedemi sia della cellulite il DI_M edemi d'origine traumatica sono sempre iperproteici e dun-
svolge un ruolo predominante. Se il linfoedema preseme que stimolano la proliferazione del tessuto connettivo della
è notevole, occorre utilizzare anche bendaggi compressi- zona aîîetta.
vi, grazie ai quali si favorisce l'azione fagocitaria dei ma-
crofagi sui residui adiposi e proteici esistenti nel liquido La pratica del DLM esercita un effetto benefico nelia for-
interstiziale. In molti casi bisogna adottare altri provvedi- mazione delle cicatrici e nel loro trattamento estetico, so-
menti che aiutano a combattere questo disturbo: una cu- prattutto quando sono recenti. Tuttavia si possono otte-
ra dimagrante in caso di obesità, I'esercizio fisico (corsa. nere buoni risultati anche in cicatrici non troppo recenti,
bicicletta), il massaggio diretto, eccetera. II linfodrenag- dato che i processi di rimodellaggio del tessuto cicalrizia-
gio rappresenta un aiuto fondamentale per favorire il dre- le awengono in un periodo di tempo abbastanza lungo (me-
naggio dei residui accumulati nelle zone colpite dalla cel- si) rispetto alla cicatrizzazione primaria (giorni).
lulite. L'assunzione di diuretici e lassativi è assolutamen-
te sconsigliata in questi casi, dato che non portano a nulla Le cicatrici ipertrofiche devono essere trattate innanzi tutto
di positivo. con prowedimenti che riattivino la circolazione sanguigna
Altri interventi, come la lipectomia (rimozione chirurgica locale, come per esempio l'applicazione di compresse cal-
del grasso) e la liposuzione (aspirazione del grasso trami- de, raggi infrarossi, ventose, laser, eccetera. In seguito si
te cannule) possono rivelarsi problematici perché, sebbe- praticherà il DLM con assiduità, lavorando sia la zona del
ne sembrino risolvere il 'problema' in modo radicale, in collo, sia localmente e intorno alla cicatrice, fino a che non
realtà è possibile che si produca un linfoedema iatrogeno si manifesti un miglioramento visibile.
in seguito alla rottura massiccia di vasi linfatici e sangui-
gni. Nel caso in cui la persona decidesse di ricorrere a questi Altre volte, specialmente in caso di lesioni estese o di ustioni
trattamenti più radicali, I'applicazione quotidiana del DLM profonde, appaiono rientranze della pelle. Queste vanno
prima e dopo l'intervento diventa indispensabile, per aiu- trattate in modo analogo alle cicatrici ipertrofiche, anche
tare a ridurre il piu presto possibile il linfoedema indotio. se in questo caso viene massaggiata la cicatrice per miglio-
In questo modo si evitano possibili complicazioni, come rare le condizioni delle aderenze situate in orofondità.
T"organízzazione' degli ematomi in placche dure che si po-
trebbero formare sottopelle. Smagliature
Più problematico è il trattamento delle smagliature della
pelle, che si manifestano, per esempio, in seguito alla gra-
Cicatrici vidanza. Le smagliature si formano per la lacerazione di
Quando si produce una ferita, i tessuti colpiti iniziano un fibre del tessuto connettivo della pelle. Il loro trattamen-
processo di ricostruzione che vede una grande prolifera- to è simile a quello delle cicatrici, anche se i risultati non
zione di elementi del tessuto connettivo, che forma l,in- sono molto promettenti.
frastruttura della cicatrice e fa sì che la sua elasticità sia
minore di quella della pelle sana. Il suo aspetto può tra-
sformarsi in un vero e proprio problema estetico. La for- 'Couperose'
mazione della cicatrice dipenderà in buona parte dal tipo L'eritema facciale persistente (detto comunemente 'cou-
di ferita o di ustione, come da fattori genetici e razzjali. perose') è un disturbo della circolazione sanguigna peri-
70 LIr INDIC^Z10NI tNvIcctllAMEN't'.O 71-----'-/

ferica che ha inizio con una reazione vasomotoria esage_ Invecchiamento


rata nella pelle del viso, scatenata da stimoÌi di varia ori_
gine (freddo, sole, vento, bevande alcoliche, determinati Nell'organismo umano si verifica un indiscutibile proces-
so naturale di invecchiamento, processo che può essere ac-
alimenti, spezie, caffè, contraccettivi orali, tabacco. ecce_
celerato da fattori di carattere genetico, dietetico, psico-
tera). In molti casi si nota anche una predisposizione ge_
logico, ambientale e così via.
netica ereditaria.
Un buon apporto di sostanze nutritive e di altri fattori di
protezione, così come un buon drenaggio, sono essenziali
L'arrossamento del viso diventa permanente con il passare
affinché le cellule del corpo sviluppino un alto grado di
del tempo, mentre sulla pelle interessata compaiono anche
vitalità.
teleangiectasie e una base edematosa. Grazie al suo effetto
antiedematoso e 'depurativo', il DLM serve in questo caso
Il DLM favorisce la fuoriuscita dei residui nei tessuti che
per migliorare le condizioni di queste persone e arrenuarne
evidenziano un rallentamento nell'attività di drenaggio per
le manifestazioni cutanee, benché le si debba informare che
via linfatica. Per questo motivo, prescindendo dall'ado-
è difficilissimo eliminare completamente questo disturbo.
zione di altre misure, il linfodrenaggio viene solitamente
Quando si trattano pelli particolarmente delicate bisogna compreso fra i programmi di 'ringiovanimento' (difesa dal-
evitare un contatto diretto troppo prolungato con le mani.
I'invecchiamento precoce) di molti centri medici europei.
Al contrario, il DLM deve essere praticato in modo inten_
sivo nelle zone di drenaggio contigue (collo, nuca).

Dermatite periorale
La dermatite periorale si manifesta con un'eruzione rossa
a papule intorno alla bocca e sulla punta del mento, Ia cui
causa è sconosciuta. Colpisce soprattutto le donne dalla
peile chiara e sensibile. Si sospetta un'origine di tipo or-
monale, dato che spesso accompagna la gravíd,anza, l,as-
sunzione di farmaci che sospendono I'ovulazione e i di_
sturbi mestruali.
In quest'affezione fanno la loro comparsa intorno alla boc-
ca piccole papule superficiali e dure su di un fondo arros-
sato (eritematoso), senza che questo arrivi a contatto con
la parte rossa delle labbra, perché lascia intorno a esse un
sottile margine di pelle normale.

Questo disturbo, come quelli precedenti, richiede un trat-


tamento medico specializzato . L'applicazione locale di an-
tinfiammatori (corticoidi) o di cosmetici di solito peggio-
ra il quadro clinico di questa malattia, mentre con le ma-
schere contenenti argilla (caolino) ed estratti di camomil-
la si nota un certo miglioramento. Il DLM esercita anche
in questo caso un'azione di sostegno al trattamento der-
matologico medico, giacché contribuisce a disinfiammare
e a 'ripulire' il tessuto cutaneo che presenta questo tipo
di dermatite.