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PRIMA SESSIONE
Gli aspetti generali (giuridici, socio-economici, territoriali) connessi alla
solidariet come motore di promozione e miglioramento delle condizioni di salute
SEDUTA ANTIMERIDIANA
Giovedi 16 Dicembre 2010
Alle ore 11.00, nellAula Giuseppe Dalla Vedova della Societ Geograca
Italiana Onlus Roma, Palazzetto Mattei di Villa Celimontana , alla seduta
inaugurale seguono i lavori del Decimo Seminario Internazionale di Geograa
Medica su Salute e solidariet, sotto la Presidenza del prof. Cosimo Palagiano,
Ordinario di Geograa e Organizzatore del Seminario.
Giovanni De Santis
Finita questa prima parte e ultimati i saluti delle Autorit Geograche italiane
e internazionali, io direi di passare subito la presidenza al prof. Palagiano sot-
tolineando che purtroppo, ci sono diverse defezioni da parte di Colleghi impos-
sibilitati a partecipare ai lavori, sia per il tempo sia per le malattie causate in
gran parte dalla morsa di gelo che sta attanagliando il nostro Paese. Tutto ci
potrebbe determinare modiche e variazioni nellordine della presentazione dei
vari interventi.
Passiamo ora, ai lavori del nostro Seminario, ricordandovi che a causa di improv-
visa indisponibilit non possono presentare le loro relazioni il prof. Giacomo Corna
Pellegrini e la prof.ssa Maria Clotilde Giuliani-Balestrino, relazioni che saranno
pubblicate negli Atti. Prepariamoci quindi ad ascoltare le relazioni di Svetlana
Malkhazova, Natalia Shartova e Anna Prasolova e di Miriam Marta e Cristiano
Pesaresi, cui seguir un piccolo break per il buffet di met mattinata. Vi ringrazio
ancora di cuore per la Vostra sempre gradita partecipazione.
GIACOMO CORNA PELLEGRINI, La terapia dellascolto in contesti sociali e geograci
diversi.
MARIA CLOTILDE GIULIANI-BALESTRINO, Dal Samaritano alla Comunit di
SantEgidio.
COSIMO PALAGIANO
Now prof. Malkhazova presents her paper about Public health of Moscow region,
Russia.
SVETLANA M. MALKHAZOVA
Dear professor, dear colleagues, rst of all I would like to thank professor Palagiano
and professor De Santis for invitation. Its a great pleasure and a great honor for
me and for my young colleagues to participate in this conference. I would like to
say that we are from Russia and we study Medical geography. I understand that its
a unique situation that Cosimo Palagiano organizes medico-geographical confer-
ences during many years. Its a great pleasure to collaborate with his colleagues.
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Today I and my young Colleagues Natalia Shartova, Dmitry Orlov and Tamara
Vatlina will say about health care and comparison of public health of Rome and
Moscow. Also I would like to show you some results of our joint project. And now
some words in Italian.
DMITRY ORLOV:
Buongiorno gentilissimi Colleghi! Siamo di Mosca, lavoriamo allUniversit
statale di Mosca al Dipartimento di Biogeograa e siamo contenti di stare qui a
Roma e partecipare a questo seminario internazionale e vogliamo dire grazie agli
organizzatori. Grazie mille!
SVETLANA M. MALKHAZOVA, NATALIAV. SHARTOVA and ANNA I. PRASOLOVA, Regional
features of population health: Medical geographical assessment and mapping.
COSIMO PALAGIANO
Thank you dear Svetlana for your presentation. Now we have to present our work
by Cristiano Pesaresi for the health situation in Rome.
CRISTIANO PESARESI
Buongiorno a tutti. Anchio ovviamente mi associo al coro di ringraziamenti al
professor Palagiano che mi ha trasmesso questo interesse, direi anche questa
passione per gli studi di Geograa Medica e di qualit della vita. In particolare il
contributo che presentiamo qui si ricollega a quello appena mostrato dalla prof.
ssa Malkhazova, in quanto appunto fa riferimento alla ricerca condotta assieme,
anche se a distanza, su Medical and geographical analyses of urban conglome-
ration in different natural and social economic conditions.
CRISTIANO PESARESI e MIRIAM MARTA, Peculiarit geograche delle cause di morte
nella provincia di Roma
COSIMO PALAGIANO
Quindi, il nostro lavoro continua e speriamo che vada a buon porto. I hope our work
continues in the force next future. Thank you. Any questions? Any suggestions?
Io penso di sottolineare qualche differenza tra i nostri due approcci. Un approccio pi
metodologico da parte della collega Malkhazova e un approccio pi pratico nostro.
Per mettendo insieme i nostri lavori possiamo fare dei progressi. Any questions.
No. Allora possiamo andare avanti. Vi ricordo che abbiamo qualche minuto per la
discussione, prima di salire tutti al piano superiore per consumare un rapido buffet
che ci permetter di riprendere, poi, i nostri lavori alle ore 15. Ci sono delle domande
alle due relazioni? Prego Prof.ssa Gazerro, poi ascolteremo la Dott.ssa Cicioni.
MARIALUISA GAZZERRO
Volevo fare una domanda su questo studio che, per lappunto, ritengo molto in-
teressante sulle cause di morte, in particolare quello su Roma. Siccome stato
detto che da una prima analisi non avete trovato una corrispondenza per quanto
riguarda le aree naturali e una minore incidenza di certe patologie, gli stili di vita
appunto potrebbero interferire e in effetti era stato elencato tra i fattori di rischio
anche gli stili di vita. Come pensate dal punto di vista quantitativo statistico, con
quali dati pensate di monitorare questi stili di vita? Consumo di fumo, consumo
di alcol oppure perch potrebbero giocare.
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COSIMO PALAGIANO
Posso risponderti io? Posso risponderti prima io poi passo la parola a Cristiano.
Perch non tanto penso a fattori di rischio, risk factors, ma a risk areas, cio questi
fattori di rischio che comprendono unintera serie di rischi tutti insieme perch
difcile valutare un singolo rischio per ogni singola malattia, perch poi per i medici
sono sempre gli stessi fattori per quasi tutte le malattie, diciamo abbastanza
difcile poi tenere il conto, ogni singolo rischio per ogni singola malattia ma le
aree di rischio, cio quando tutti questi rischi vengono messi tutti insieme.
CRISTIANO PESARESI
Io mi riferivo al fatto che dalle prime evidenze non sembra esservi una stretta
corrispondenza tra certe patologie e alcuni degli elementi gi considerati, come la
presenza-distribuzione di aree a elevata qualit ambientale. Attualmente stiamo
analizzando le relazioni tra tumori e malattie cardiovascolari e determinati ele-
menti inquinanti, con particolare riferimento a quelli indicati dallOsservatorio
Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, ovvero il radon (che per il Lazio ha
un ruolo molto importante perch si pone al primo posto della graduatoria delle
regioni italiane per concentrazione media nelle abitazioni), la produzione di riuti
solidi urbani, le concentrazioni medie giornaliere di polveri ni. Poi pensavamo
soprattutto agli stili di vita e quindi al fumo di tabacco, che ormai viene conside-
rato una delle pi grandi epidemie a scala globale, il consumo di alcol, lobesit
e la sedentariet. Obesit e sedentariet, ad esempio, incidono fortemente sulle
malattie cardiovascolari e, da uno studio che abbiamo condotto di recente con il
Foto 4 I Colleghi della Moscow Lomonosov University: proff. Svetlana M.
Malkhazova, NataliaV. Shartova, Anna I. Prasolova e Dmitry Orlov.
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professor Palagiano, interessante notare come a scala nazionale ci sia una for-
te e nitida differenza tra le regioni meridionali, in cui questi fattori di rischio si
cumulano determinando unalta mortalit percentuale per malattie cardiovasco-
lari, e le regioni settentrionali, dove si registra invece una pi elevata mortalit
percentuale dovuta ai tumori. Ovviamente, aumentando la scala di indagine no
a quella comunale occorrono dati specici e richieste ad hoc, che determinano
talvolta tempi lunghi ma che consentono di avere poi a disposizione dati utili per
screening di dettaglio.
CARLA CICIONI
Sono medico. Soltanto uninformazione. Non mi sembra di aver sentito parlare di
standardizzazione rispetto allet. Ora, siccome i fenomeni, tutti i fenomeni
sanitari, in particolare le malattie cardiovascolari e tumori sono pesantemente
condizionati dallet, non so se appunto non stato detto per brevit di ragiona-
mento e se comunque invece la standardizzazione per et stata fatta, perch
il dato complessivo di quanti sono il numero di anziani rispetto al numero
dei giovani e viceversa, di per s non basta, e dire che sono abbastanza simili
non sufciente ad escludere lesistenza di un effetto et, in particolare per
le malattie cardiovascolari ma soprattutto per i tumori c un incremento di
mortalit nelle et pi avanzate e soprattutto nelle et estreme. Alcuni tumori
hanno un tempo di latenza rispetto allesposizione a fattori di rischio molto
lungo e quindi chiaramente questo vale sia rispetto allesposizione a fattori
comportamentali come fumo e sigaretta ma anche rispetto a fattori esterni
come linquinamento atmosferico. Quindi il fattore, laspetto et sostanziale
rispetto al non aver trovato una correlazione tra le aree verdi, che sono presu-
mibilmente quelle dove ci sono le citt pi piccole, le cittadine, villaggi, paesi
dove pi facile che si concentri popolazione anziana rispetto ad aree urbane
e centrali dove invece pi facile che si concentri popolazione giovane, e se
non stata fatta standardizzazione per et probabilmente legata a questo
effetto. Grazie.
COSIMO PALAGIANO
Grazie a lei. La standardizzazione per et la applicheremo anche e soprattutto
nella comparazione tra larea di Mosca e la provincia di Roma. Soprattutto questo
diciamo che importante, sia quella diretta che quella indiretta. La standardiz-
zazione per classi det, per age groups. Grazie.
CRISTIANO PESARESI
Il fattore et stato considerato come uno dei fattori principali, tanto che lim-
magine esemplicativa degli anziani per bambino, estrapolata dalle varie prodotte
a tal riguardo (indice di vecchiaia, percentuale di popolazione con oltre 65, 75 o 85
anni, ecc.), stata inserita proprio per ribadire la rilevanza di questo fattore. Per la
standardizzazione, cui stiamo provvedendo per poi svolgere analisi statistiche sulle
relazioni tra fattori, abbiamo avuto bisogno anche di un coordinamento preciso con
i Colleghi di Mosca, per pervenire a criteri che consentano confronti internazionali
e, di conseguenza, a elaborazioni comparabili e non slegate tra loro.
COSIMO PALAGIANO
Vuole replicare? Prego prof.ssa Freire
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ELISABETE FREIRE
Im Elizabeth Freire from Lisbon. I have a question for Moscow. I noticed that on
Moscow itself, on the certain area.. of Moscow there is always that area that is
higher mortality. Do you have any idea what are the causes for that different
social, economical, natural?
SVETLANA M. MALKHAZOVA
The question was about the reason of high incidence in the Moscow region. I an-
swer that for this moment we study situation in Moscow city and Moscow region
detail. Our data is very new. It appeared only one week before this conference,
so we dont know the reasons now. Maybe I can answer you some months later.
Thank you for the question!
COSIMO PALAGIANO
C qualche altra domanda? No? Allora, grazie ancora per la Vostra partecipazione
e buon appetito.
GIOVANNI DE SANTIS
Con la discussione abbiamo nito questa prima parte della mattinata. Uscendo
sul tavolo trovate anche gli indici di tutti i nove seminari n qui svolti. Se volete
potete prenderne una copia. Adesso fra una decina di minuti saliamo su per que-
sto appetitoso buffet che ci viene offerto dal Presidente della Societ geograca
Italiana Onlus che qui ringrazio pubblicamente per lospitalit squisita.
COSIMO PALAGIANO
In ten minutes we can start lunch time upper.
PRIMA SESSIONE
Gli aspetti generali (giuridici, socio-economici, territoriali) connessi alla
solidariet come motore di promozione e miglioramento delle condizioni di salute
SEDUTA POMERIDIANA
Giovedi 16 Dicembre 2010
Alle ore 15,00, nellAula Giuseppe Dalla Vedova della Societ Geograca
Italiana Onlus Roma, Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, sono ripresi
i lavori del Decimo Seminario Internazionale di Geograa Medica su Salute
e solidariet, sotto la Presidenza del prof. Erol Inelmen del Dipartimento di
Scienze Applicate dellUniversit di Bogazigi, Istanbul (Turchia)
EROL INELMEN
We start with the rst speaker. Please. Its Donato Loscalzo. The topic is soli-
darity and medicine practice in the ancient Greece. Very interesting. In this
section we will able to see the differences between the various periods of the
history about solidarity, the main topic of this seminary.
DONATO LOSCALZO, Strategie della solidariet e pratica Medica nella Grecia antica
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EROL INELMEN
Perfect. Now we have the second speaker. Please. Its Francesco Marcattili. Its
again solidarity but now in roman times. We are coming to this place now. Lets
see how. Whats the difference.
FRANCESCO MARCATTILI
Thank you. Volevo ringraziare anchio il prof. De Santis per linvito a partecipare
a questo interessante seminario. Ringrazio inoltre i Colleghi Loscalzo e Scortecci
con i quali in questi giorni abbiamo avuto un costante confronto sulle tematiche
delle nostre relazioni.
FRANCESCO MARCATTILI, Strategie della solidariet e pratica medica nel mondo
romano.
EROL INELMEN
Thank you very much. Its interesting in this area. Next paper is Donatella
Scortecci. Now we go to Medieval Age.
DONATELLA SCORTECCI
Thank you.
Mi limito ad unirmi al coro di ringraziamenti per non cadere nella retorica.
DONATELLA SCORTECCI, Strategie della solidariet e pratica medica nel medioevo.
EROL INELMEN
Thank you very much. Very interesting, very rich presentations. I think this is
the lastah..theres a note.
GIOVANNI DE SANTIS
Posso fare un intervento? Posso? Devo soprattutto ringraziare questi colleghi di
Perugia per aver fornito un quadro esaustivo di vari periodi, di averci fornito il
quadro della solidariet e di come essa fosse considerata in tre epoche diverse,
a partire dalla civilt della Grecia per passare allepoca romana e arrivare no
al periodo medievale. Solo che ecco, volevo chiedere, volevo fare due domande.
Alla prof.ssa Scortecci volevo chiedere se ha riscontrato nella localizzazione degli
hospitalia e degli hospitia, limportanza delle vie di comunicazione. In pratica se
le vie di comunicazione erano importanti proprio per la localizzazione di queste
strutture. E poi volevo chiedere invece agli altri due colleghi, al prof. Loscalzo
e al prof. Marcattili, se, come abbiamo visto che in epoca medievale esistevano
hospitia ed hospitalia per la cura dei derelitti, dei malati, dei poveri in genere,
eccetera, nella epoca che loro hanno preso in considerazione esistevano delle
strutture simili a queste. Prego.
DONATELLA SCORTECCI
Innanzitutto bisogna graduare nel tempo e nello spazio. Il medioevo unepoca
estremamente differenziata quanto alle dinamiche culturali e sociali, e dunque,
necessario contestualizzare, volta per volta, a seconda dei casi. Per quanto riguarda
la parte orientale dellimpero, quella bizantina, e mi riferisco agli esempi che ho
portato quello di Cesarea e il martyrium del San Simeone stilita si tratta di com-
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plessi cultuali e di accoglienza che, diversamente da quanto si riscontra in occidente,
normalmente insistono su luoghi piuttosto isolati, lontani dai centri urbani e dalle
principali vie di comunicazione. Questo si spiega con il fatto che questi santuari
sorsero sul luogo in cui il Santo condusse vita ascetica. Il monastero di San Simeone
Stilita, per l appunto, venne eretto in unarea desertica, intorno alla colonna sulla
quale il monaco Simeone visse per 20 anni. In Occidente il fenomeno totalmente
diverso perch i santuari martiriali che continuano ad essere i luoghi di coesione,
di accoglienza, di aggregazione , sorsero, invece, in aree funerarie, immediatamente
extra moenia. Lesempio pi eclatante quello di San Pietro a Roma, che non ho
portato, ma sul quale abbiamo una documentazione molto ampia, che attesta una
serrata articolazione degli spazi dellaccoglienza, unarticolazione che tra laltro era
graduata secondo i destinatari, differenziati per etnie. Per quanto riguarda, invece,
il pieno Medioevo, dobbiamo tener conto di altre dinamiche, soprattutto legate ai
pellegrinaggi. Pellegrinaggi che cominciano a svilupparsi, in un primo momento,
lungo i percorsi verso la Terra Santa. I pi antichi datano al IV secolo, come la
Peregrinatio Egeriae, che d conto anche di un sistema articolato di accoglienza dei
pellegrini lungo litinerario che andava dalla Francia a Gerusalemme. Ma in realt
la rete pi organica di edici disposti allaccoglienza si ha nel pieno Medioevo. In
questo periodo si rintracciano nuovi percorsi ad itinerari pi antichi, come nel caso
di quello per Compostela che, in parte, ricalca il primo grande pellegrinaggio Mi-
caelico, che collegava il Santuario di Mont Saint Michel al primitivo nucleo cultuale
del Gargano, e, da qui, alla Terrasanta. A questa maglia principale si collegavano
altri percorsi, come la Via Francigena, ricca di testimonianze monumentali sorte in
funzione del culto e dellaccoglienza. Ci premesso, evidente come, attraverso uno
studio interrelato tra viabilit e luoghi della spiritualit, sia possibile costruire una
Foto 5 La prof.ssa Donatella Scortecci tiene la sua relazione sotto la presidenza
del prof. Erol Inelmen.
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mappatura molto precisa dei luoghi di accoglienza, soprattutto per quanto riguarda
lOccidente, nel corso del pieno Medioevo.
DONATO LOSCALZO
Per quanto riguarda il mondo greco non ci sono strutture daccoglienza dei malati,
come gli ospedali. I compiti di assistenza, di diagnostica e di terapia erano af-
dati al medico pubblico, laddove la citt contemplava questa forma di assistenza
pubblica, oppure al santuario delle divinit mediche. Questi due organi erano
destinati semplicemente alla diagnostica e allassegnazione di una terapia, ma
le cure vere e proprie del malato erano assegnate alla famiglia, in particolare le
donne di famiglia si prendevano cura di lui sulla base delle indicazioni dei medici o
del dio del santuario. Quando il malato andava nei santuari, ci andava spesso con
le proprie gambe e quindi non era a un livello estremo di malattia. C un aspetto
della diagnostica dei santuari greci che molto interessante: il malato non esibiva
il suo corpo per una sorta di pudore e per questa ragione i sacerdoti dei santuari si
basavano sullinterpretazione del sogno che il paziente aveva avuto nel santuario,
non sulla osservazione diretta del malato. Il medico ippocratico, invece. si basava
sulla semeiotica e quindi sullosservazione diretta del corpo.
FRANCESCO MARCATTILI
La domanda di De Santis tocca, come dire, un problema aperto, perch non
abbiamo sicura attestazione di ospedali civili nelle aree urbane. Gli unici
esempi certi di ospedali sembrano funzionali alle campagne militari delleser-
cito romano. Quindi, anche per il mondo romano, posso ripetere quanto detto
dal Collega Loscalzo: le cure avvenivano per lo pi o nellambito dei santuari,
oppure nei contesti privati. C per esempio una celebre domus di Pompei chia-
mata signicativamente Casa del Chirurgo, dove stata rinvenuta tutta una
serie di strumenti medici destinati alla cura dei malati. chiaro, comunque,
che la collocazione dei santuari con questo tipo di prerogative curative seguiva
logiche ben precise. Non un caso, per esempio, che qui a Roma il santuario di
Esculapio si trovasse sullisola Tiberina. Quindi, come dire, fuori dal contesto
urbano per ovvi motivi sanitari.
EROL INELMEN
Thank you. Do we have the last speaker? Piero Giorgi. Oh here please we are
coming to our days so the topic is the Ande in Bolivia. Ok? Hes speaking.
You are showing, dott.ssa Cicioni.
PIETRO GIORGI
Scusate per questo trambusto logistico legato al fatto che siamo in due. Grazie.
Perfetto. Anche per noi tuttaltro che superuo aggiungere i nostri ringrazia-
menti. Siamo in due perch abbiamo lavorato insieme sullesperienza che Vi rac-
conto, che Vi raccontiamo. I ringraziamenti al prof. Palagiano e al prof. De Santis
per questo ormai consueto appuntamento internazionale di Geograa Medica. E
permettetemi anche di dedicare questo nostro piccolo contributo a due persone:
a Paolo Giorgi, fratello amatissimo indimenticato e a padre Vincenzo Barbieri,
fondatore e presidente dellorganismo di volontariato EONG, Cooperazione Inter-
nazionale pi nota come COPI. Due vite spese nella promozione e realizzazione di
progetti di solidariet e di sviluppo per i Paesi del Sud del mondo.
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PIETRO GIORGI e CARLA CICIONI, Lavoro e salute. Un progetto integrato di coope-
razione tecnica in un villaggio minerario sulle Ande Boliviane.
EROL INELMEN
Thank you very much for the interesting presentation. We have gone to the
Americas. Thank you very much. I want to ask if there are any questions for the
speakers before we start the discussion. Nobody volunteers to make a question?
There was some questions in the morning, not in the afternoon? Well, I think that
we can have.. everybody is looking for coffee, coffee-break and I would like only
to mention that there was one more paper which is not presented. I need more of
today, we can, do you think that we should have some more minutes here for
discussion? I can make some summaries.
GIOVANNI DE SANTIS
Ringrazio il prof. Inelmen per la riconosciuta perizia di chairman e Vi invito tutti
ad un breve intervallo per gustare, e ce lo siamo meritato, un buon caff. Dopo la
pausa, ascolteremo altre quattro relazioni prima di chiudere la serata.
EROL INELMEN
So we stop now. Thank you very much. It was an excellent session.
Have a nice coffee.
PRIMA SESSIONE
Gli aspetti generali (giuridici, socio-economici, territoriali) connessi alla
solidariet come motore di promozione e miglioramento delle condizioni di salute
PROSECUZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA
Giovedi 16 Dicembre 2010
Alle ore 17,00, nellAula Giuseppe Dalla Vedova della Societ Geograca Italiana
Onlus Roma, Palazzetto Mattei di Villa Celimontana , sono ripresi i lavori del
Decimo Seminario Internazionale di Geograa Medica su Salute e solidariet.
Presiede la prof.ssa Marialuisa Gazerro, dellUniversit degli Studi di Padova.
MARIALUISA GAZERRO
Buona serata a tutti e un grazie sincero agli organizzatori.
In questa Sessione stiamo cercando di vedere come un approccio basato sulla soli-
dariet contribuisca a migliorare le condizioni di salute che risultano strettamente
intrecciate con caratteristiche e problematiche territoriali. Afnch la solidariet rie-
sca a dispiegarsi c prima di tutto bisogno di consapevolezza, sia riguardo limpatto
che forme di criticit e degrado ambientale possono avere sulla salute sia riguardo
al fatto che in una societ gloable come la nostra offrire solidariet sia non solo un
imperativo morale, ma vada a vantaggio di tutti, anche di coloro che non sembrano
direttamente implicati nel problema. Si capisce dunque come laspetto educativo e
laspetto partecipativo, dal livello locale al livello internazionale, giochino un ruolo
molto importante nel contribuire a promuovere azioni di solidariet efcaci.
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Le relazioni che seguono ci offriranno utili esempi al riguardo.
Iniziamo dunque questa ultima sessione della giornata, la seconda parte, con quat-
tro relazioni. Una relazione, la prima che inizier tra poco, centrata proprio sulla
solidariet e ci illustrer un caso locale, quello del triangolo delle cave di Quarata,
in provincia di Arezzo. Questa prima relazione frutto di un gruppo di lavoro; qui
c uno degli autori ma ce ne sono appunto, dopo dir lei stessa, altri quattro, mi
pare. Una seconda relazione sar svolta dalla collega qui accanto a me proveniente
dal Portogallo, ed centrata sulla relazione tra le condizioni ambientali e la mor-
talit ma anche la morbilit, molto interessante per il caso portoghese. Seguir
poi una relazione a cui partecipo anchio come autrice che riguarda aspetti della
solidariet internazionale nella lotta contro lAIDS. Lultima relazione affronta un
altro aspetto interessante: il riutilizzo delle eccedenze alimentari per indigenti e
istituti di carit. Allora direi che possiamo cominciare con la prima relazione il
cui titolo esatto Partecipazione e solidariet: il caso del triangolo delle cave di
Quarata, Arezzo. Prego. Una ventina di minuti a disposizione.
MARINA MARENGO
Buonasera, sono Marina Marengo, lavoro alla facolt di Lettere di Arezzo, Univer-
sit di Siena. Rappresento un gruppo di lavoro composto da tutti i ricercatori che
vedete sulla slide. Questo gruppo di lavoro costituisce il risultato di un percorso
scientico e professionale che si costruito nellultimo decennio, a partire dalla
creazione di un laboratorio universitario che lOASSS (Osservatorio Aretino per
lo studio dello Sviluppo Sostenibile) nato nel 2002,. A seguire sono nate: nel 2008
Territori in movimento onlus, unAssociazione di volontariato appunto, che ha
sede legale allinterno del Laboratorio, e, alla ne nel 2009, stata creata unim-
presa, uno spin-off universitario, Ecobiopolis srl.
MARINA MARENGO e RAISSA ATHENA LISI, Partecipazione e solidariet: il caso del
Triangolo delle Cave di Quarata (AR).
MARIALUISA GAZERRO
Ringrazio molto la prof.ssa Marengo che ci ha veramente illustrato nei particolari
questo percorso che faticoso ma proprio necessaria questa partecipazione dal
basso per poter risolvere o incominciare a risolvere determinati problemi che incidono
contemporaneamente sullambiente e sulla salute degli abitanti. C qualcuno che
vuol fare subito qualche domanda o senn pi tardi. Alla ne di tutti gli interventi.
Eventualmente ci pensate alla ne di tutti gli interventi. Io forse volevo chiedere
subito quanto incide la distanza, dato che si manifestata questa mancanza di
percezione del rischio ambientale se non nelle persone pi direttamente interessate,
ma credo che le distanze poi siano tutto sommato minime.
MARINA MARENGO
Le distanze infatti oscillano tra i due e i tre chilometri, le dimensioni dellarea
sono molto contenute, ma la percezione degli abitanti molto diversa.
MARIALUISA GAZERRO
Ecco appunto. Allora, domando se si pensa anche di intervenire a livello educativo
sia nelle scuole o comunque anche per quanto riguarda gli adulti per rendere pi
consapevoli le persone, perch non credo che si tratti semplicemente di un atteg-
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giamento egoistico, siccome non proprio nel mio back yard non me ne interesso,
anche perch sarebbe molto miope o spiegare perch miope. Comunque quindi
chiedo se ci sono anche dei progetti a riguardo.
MARINA MARENGO
Allora, se non vengono del tutto stralciati i fondi per leducazione ambientale, ven-
gono gi effettuati interventi nelle scuole, soprattutto al riguardo dellacqua e delluso
dellacqua potabile. Si tratta di un progetto, semplice ma efcace, che si chiama Acqua
in brocca che viene proposto a tutte le scuole della Zona Socio-sanitaria aretina (i
comuni ricompresi della Zona sono: Arezzo, Capolona, Subbiano, Castiglion Fibocchi,
Monte San Savino, Civitella Val di Chiana). Anche le scuole dellarea sono coinvolte:
nel progetto si aiuta a comprendere e provare (comprese le mense scolastiche) che
lacqua dellacquedotto buona e si pu bere senza nessun problema. La questione di
fondo che, non solo in questo contesto ma anche in altri prossimi geogracamente,
una parte della popolazione utilizza per lacqua dei pozzi privati, sia perch non
ancora arrivato lacquedotto ma sono veramente diciamo molto poche le famiglie
interessate- sia per una scelta personale. In questo contesto specico viene fatta una
riessione ed un percorso di educazione con i bambini, in particolare con le scuole
elementari (nellarea studiata ci sono solo scuole elementari e materne).
Per quello che riguarda leducazione degli adulti, bisognerebbe riuscire a costruire
un progetto e a trovare i nanziamenti per poterlo fare. Qualche anno fa riusci-
vamo a farlo, con i nanziamenti relativi alleducazione ambientale della regione
Toscana appunto. Ora sono un pochino pi scarsi e orientati ad altri obiettivi (di
Zona e non pi singoli progetti). Forse bisognerebbe inventarsi altri tipi di progetti
di sensibilizzazione, che non siano per percorsi partecipativi perch quello che
unassemblea delibera, se altre priorit vengono scelte non si pu certo dire siete
degli ignoranti, non siete sensibili o perch state a 2 km pi in l rispetto allarea
in cui sono state individuate dei problemi ambientali non siete interessati . Le
scelte degli abitanti sono effettivamente diverse, ma ci sono comunque dei proble-
Foto 6 Sotto la presidenza della prof.ssa Marialuisa Gazerro illustrano le loro
relazioni i proff. Elisabete Freire, Erol Inelmen e Marina Marengo.
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mi di rifacimento del manto stradale, di illuminazione pubblica, di disponibilit di
luoghi di incontro, eccetera. E allora bisogna pensare come inventarsi altri tipi di
percorsi educativi che passano magari anche attraverso lalimentazione e lagricol-
tura biologica. Quella in oggetto unarea di agricoltura biologica: riettiamo che se
le falde freatiche sono inquinate e i terreni sono inquinati, voglio vedere letichetta
BIO come gli agricoltori possono continuare a mettercela. Da questo punto di vista
magari c un interesse che pu emergere: riguarda anche la verdura del loro orto,
quello che mangiano e devono gli animali che allevano, e vi di seguito. E allora, nel
mio orto la verdura inquinata: ma allora come faccio? Forse in questo modo si
possono riuscire a prendere. A interessarli e sensibilizzarli.
MARIALUISA GAZERRO
Bene, allora intanto ringraziamo la prof.ssa Marengo. Passiamo alla relazione
successiva della prof.ssa Freire che ci parla appunto della relazione tra le condi-
zioni ambientali e la morbilit e la mortalit in Portogallo.
ELISABETE FREIRE and JOO VASCONCELOS, A geographical assessment on the relation-
ship between environmental conditions and Portuguese morbidity and mortality.
MARIALUISA GAZERRO
Ringraziamo la prof.ssa Freire per questa interessantissima relazione. Cha mes-
so sotto gli occhi un aspetto sostanzialmente trascurato in effetti, cio limpatto
sulla salute delle onde non tanto di calore ma di freddo. Proprio in queste giornate
romane direi che un argomento che viene ad hoc. C qualcuno che vuole fare
una domanda? Prego.
EMINE MERAL INELMEN
Thank you for your relation. I am Meral Inelmen from Padova. I should like to
know something more about the relationship between season and suicide weight
because we know from the literature that spring and autumn are risk factors for
suicide grades, so something else. Thank you.
ELISABETE FREIRE
Thanks for your question. The suicide aspect we havent discuss and study deeply.
From what the data have worked it seems this period is more important in sum-
mer especially on those days that are very hot and without wind with sometimes
the sky covered, so its like very depressive day. That curve which has also a dot,
a red dot, it was actually a very hot summer, very hot period and that was the
characteristic of that weather aspects of that day and we suspect that probably
there is some connection of this stressful very heavy air and weather but we
havent that much worked on there.
MARIALUISA GAZERRO
Any questions? Allora passiamo alla relazione successiva appunto di cui sono
coautrice, ma verr presentata dal prof. Erol Inelmen, riguardante la lotta contro
lAIDS allinterno di una solidariet globale. Prego.
EROL INELMEN, MARIALUISA GAZERRO and EMINE MERAL INELMEN, Combattere contro
lHIV/AIDS entro la cornice della solidariet globale.
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MARIALUISA GAZERRO
Thanks to professor Inelmen. Have you any questions now or after at the end of
the session? Ok, so we can go on. Now the last speaker Donata Castagnoli, che
ci parler appunto della solidariet riguardante lutilizzazione delle eccedenze
alimentari.
DONATA CASTAGNOLI, La devoluzione comunitaria delle eccedenze alimentari a
indigenti e istituti di carit.
MARIALUISA GAZERRO
Ringraziamo la prof.ssa Castagnoli di questo interessante contributo. C qual-
che domanda su questa relazione in particolare oppure se qualcuno magari nel
corso insomma del tempo che ha avuto, cio vuole fare una domanda anche sulle
relazioni pregresse, naturalmente c lo spazio adesso se volete, senn chiudiamo.
Non c nessuna domanda. Volevo ricordarvi che domani non siamo qui ma siamo
alla Sapienza Universit di Roma, ma lo lascio dire al prof. De Santis.
GIOVANNI DE SANTIS
Io Vi ringrazio per la Vostra pazienza e per essere stati ancora con noi. Domani
alle 9.30 saremo nellAula di Geograa della Facolt di Lettere, quindi nel regno
del prof. Palagiano e inizier la seduta con i saluti del Rettore, del Preside della
Facolt e del Direttore del Dipartimento e dopo continueremo con i nostri lavori.
Vi ringrazio ancora e Vi do appuntamento a domani. Arrivederci.
SECONDA SESSIONE
Solidariet istituzionalizzata e suo rapporto con le istituzioni
SEDUTA ANTIMERIDIANA
Venerdi 17 Dicembre 2010
Alle ore 9,30, nellAula di Geograa del Dipartimento di Scienze documentarie,
linguistico-lologiche e geograche della Facolt di Filosoa, Lettere, Scienze
umanistiche e Studi orientali sono proseguiti i lavori del Decimo Seminario
Internazionale di Geograa Medica su Salute e solidariet, sotto la Presidenza
del prof. Carlo Brusa, Ordinario di Geograa presso lUniversit degli Studi
del Piemonte Orientale.
GIOVANNI DE SANTIS
Signore e Signori, care Colleghe e cari Colleghi,
un cordiale bentornato e un buongiorno a tutti. I nostri lavori, che si erano
chiusi ieri sera nella splendida cornice di Villa Celimontana, sede alla Societ
Geograca Italiana, riprendono oggi, sotto la presidenza del prof. Carlo Brusa
che da diversi anni segue i nostri incontri con entusiasmo e puntualit, in una
sede altrettanto prestigiosa, nei locali di quello che fu il glorioso Istituto di
Geograa della Sapienza, oggi entrato a far parte del Dipartimento di Scienze
documentarie, linguistico-lologiche e geograche della Facolt di Filosoa,
Lettere, Scienze umanistiche e Studi orientali.
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Mi preme ricordarvi che, come avvenuto ieri, per la defezione di diversi Colleghi,
vuoi per il tempo inclemente (siamo sotto unabbondante nevicata, rara per la
citt di Roma), vuoi per malanni di stagione, non sono potuti intervenire, quindi
la scaletta degli interventi potrebbe accusare delle variazioni
Prima di partire con la presentazione delle diverse relazioni previste per la
mattinata, come ieri in Societ Geograca vi erano stati i saluti della Autorit
geograche, ascoltiamo oggi il saluto augurale delle Autorit accademiche.
Passo quindi la parola alla prof.ssa Marta Fattori, Preside della Facolt di Filo-
soa, Lettere, Scienze umanistiche e Studi orientali.
MARTA FATTORI
Il mio sar un breve saluto, bench non ami portare brevi saluti e andare via senza
partecipare ai lavori del convegno. Non mi piaceva quando non ero preside, ancor
meno adesso: ma a Cosimo Palagiano volevo partecipare tutta la mia amicizia
seppur per fuggevol attimo. Prima di tutto, un augurio per unottima riuscita
dellincontro, di grande interesse, aperto alla geograa e alla molteplicit dei
suoi temi, una disciplina di cui desidero sottolineare limportanza, la tradizione,
la storia. LIstituto di Geograa, che ospita questo incontro, era, come accennava
il professor Giovanni De Santis, un Istituto storico, parte di un dipartimento
di recente istituzione che, in questi anni di grandi cambiamenti (spero positivi),
ha arricchito il suo nome divenendo Dipartimento di scienze documentarie,
linguistico-lologiche e geograche. E, a proposito di denominazioni, prima di un
breve, specico augurio sullargomento di questo incontro, Salute e Solidariet,
una riessione sul nome della nostra Facolt, un nome salomonico che linsieme
dei diversicati nomi delle quattro (in realt erano 5!) ex facolt.
Quando sono stata eletta Preside, ho ricevuto decine di messaggi da parte di
Colleghi che si arrovellavano sul nome, nuovo o antico?, da dare alla Facolt:
mantenere una sommatoria dei nomi, anche in vista dellapprovazione della
legge sullUniversit che avrebbe potuto nuovamente modicare la situazione,
sembrato opportuno. Devo per dire, e questo mi ha meravigliato, che la scelta ha
rassicurato gli studenti; un fatto importante sul quale riettere, perch spesso
noi agiamo senza pensare agli studenti che hanno vissuto in modo drammatico
i continui cambiamenti: la scomparsa di Corsi di Laurea ai quali si erano
iscritti, incessanti mutamenti di nome dei Corsi di Laurea, dei Dipartimenti ecc.
li disorientava; per tutti loro lidentit era ed importante; ora sanno che la
Facolt di Filosoa, Lettere, Scienze umanistiche e Studi orientali la riunione
delle quattro ex loro Facolt.
In conclusione vi auguro che questincontro su salute e solidariet possa offrire
molteplici spunti di riessione, viste le numerose relazioni che vi apprestate ad
ascoltare, oltre a risultati, anche pratici, e da storica della losoa vi ricordo
che questo problema, pur non essendo presente la solidariet, ricorda la ricerca
del fructus utilitatis: su queste temi, sul rapporto con il territorio, hanno scritto
importanti loso e si sono confrontati in molti. Certo che la sede che ci
accoglie, votata gli studia humanitatis, ben si presta ad ospitare i vostri lavori,
la solidariet essendo il luogo dove la medicina si interseca con lhumanitas.
Vi ringrazio molto e vi auguro buon lavoro.
GIOVANNI DE SANTIS
Ringraziamo la Preside per le sue parole augurali e passo quindi il microfono
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alla prof.ssa Paola Giunchi che ci porta il saluto del Dipartimento di Scienze
documentarie, linguistico-lologiche e geograche, per limpossibilit del
Direttore, prof. Paolo Di Giovine, di essere presente, come nel precedente Nono
Seminario.

PAOLA GIUNCHI
a nome del Direttore e del Dipartimento in questa fredda mattina di dicembre
esprimo un caldo benvenuto a tutti i partecipanti, sicura che questo incontro sar
signicativo e appagante.
Sotto il prolo linguistico il termine solidariet, a cui il vostro convegno dedicato,
un concetto che andato sempre pi assumendo il signicato di condivisione
degli effetti e delle azioni degli altri.
Per quel che riguarda la salute, argomento che affronterete oggi, lindividuo non
agente, nel senso che non determina le cause delle sue azioni ma paziente e,
in quanto tale, conta sulla solidariet del contesto sociale. Proprio perch oggi
rietterete sul comportamento delle istituzioni ed anche dei singoli in relazione
alla salute vi auguro quindi un lavoro procuo e solidale.
GIOVANNI DE SANTIS
Ringrazio molto la prof.ssa Paola Giunchi per il suo augurio e, forse non sarebbe
male se volesse presentarci un intervento sotto il prolo linguistico del rapporto
salute e solidariet, cio i vari signicati, le diverse accezioni che ha avuto nel
corso del tempo e nelle varie lingue e, quindi, vederne i riessi sul territorio.
Passiamo quindi ai lavori della sessione mattutina che saranno diretti dal prof.
Carlo Brusa, ricordando che purtroppo molti Colleghi che avrebbero dovuto
Foto 7 Le Colleghe prof.sse Marta Fattori, Preside della Facolt di Filosoa,
Lettere, Scienze umanistiche e Studi orientali e Paola Giunchi, a nome del Dipar-
timento, portano i saluti ai partecipanti al Seminario.
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illustrare le loro relazioni, a causa del brutto tempo, sono a letto con linuenza,
e quindi la scaletta delle relazioni potrebbe subire delle variazioni. Passo quindi
la parola al prof. Brusa.
CARLO BRUSA
Cari amici ringrazio il prof. De Santis per avermi chiesto di dirigere i lavori della
presente sessione alla quale partecipano anche i componenti del Gruppo di lavoro
A.GE.I sulle migrazioni da me coordinato che si riunito a Roma in occasione
di questo importante convegno proprio per facilitare gli scambi di idee e le si-
nergie fra i cultori dei nostri campi di studio che prestano particolare attenzione
alla qualit della vita delle popolazioni insediate in un determinato territorio da
periodi di tempo pi o meno lunghi.
Sono molto interessato alla Geograa Medica e ho partecipato a varie manifesta-
zioni scientiche di questo gruppo di ricerca, spesso presentando comunicazioni
puntualmente ospitate negli Atti. Al riguardo ricordo che i Convegni di Geograa
Medica vantano il merito, non comune, per iniziative scientiche di questo genere,
della pubblicazione degli Atti con notevole rapidit e con una cura particolare.
Ci richiede un grande e generoso impegno, particolarmente apprezzato da chi
conosce, per esperienza personale, questo tipo di fatiche spesso aggravate da
ritardi e disattenzioni degli autori dei lavori in corso di stampa.
Chiamo quindi a tenere la propria relazione le Dott.sse Belluso e De Sanctis
incentrata su un tema di grande attualit come lalimentazione vista nei propri
rapporti con la solidariet
ROSSELLA BELLUSO e FRANCESCA DE SANCTIS, Alternative agro-food networks:
solidariet e alimentazione. Riessioni su alcune esperienze italiane nellera della
globalizzazione.
CARLO BRUSA
Molte grazie a queste due valide studiose. La loro relazione tocca temi di
notevole interesse per cultori di varie discipline e per operatori economici e
del sociale in momenti di crisi e difcolt globali come sono quelli attuali.
Dopo aver ascoltato il contributo di due ricercatrici allinizio di una carriera
che sar sicuramente brillante do la parola al prof. Mario Fumagalli, per
vari anni cattedratico della nostra disciplina presso il Politecnico di Milano.
Mario uno dei maestri della Geograa italiana che lavorano con grande
passione anche dopo il pensionamento, restando sempre cultori attivi della
disciplina.
MARIO FUMAGALLI, Alcune considerazioni su cure termali, centri di benessere e
turismo in Lombardia.
MARIO FUMAGALLI
Due brevi integrazioni alla mia relazione. Le fonti termali lombarde sono
frutto di una selezione piuttosto severa perch nel corso degli ultimi due secoli
se ne sono presentate alcune decine che poi sono scomparse. Ci sono anche
aspetti molto curiosi sulle singole localit sui quali ovviamente non potevo
diffondermi, ma sui quali, se ci sono domande nel corso della discussione potr
intervenire pi diffusamente.
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CARLO BRUSA
A proposito della relazione di Fumagalli, sottolineerei lattuale aumento di po-
polarit del termalismo di breve durata grazie alla crescente offerta di pacchetti
per weekend (o infrasettimanali) con un servizio di medio livello e a un prezzo
assolutamente competitivo soprattutto in periodi di bassa stagione. Non si tratta
ovviamente di cure mediche, per le quali sono necessari soggiorni di pi ampio
respiro, ma di un miglioramento nella qualit della vita ottenuto tramite un
breve soggiorno e le cosiddette coccole nei moderni centri benessere sorti nelle
localit termali.
Le prof.sse Zandomeneghi e Marazzini, che lavorano nella sede di Verona,
presentano una serie di contributi legati a forme di impegno sociale attento ai
bisogni delle categorie pi vulnerabili. Questo impegno si attua sia nella citt
scaligera, sia nei paesi in via di sviluppo dove le condizioni socio-sanitarie
sono particolarmente difcili.
ELISABETTA ZANDOMENEGHI, Solidariet e marginalit: la logica emergenziale e
il proposito di fare sistema. La Ronda della Carit nel contesto urbano veronese:
analisi e riessioni.
MARIA LAURA PAPPALARDO e PAOLA MARAZZINI, La lebbra in Guinea Bissau: i Fran-
cescani e lospedale di Cumura.
PAOLA MARAZZINI, Il ruolo del gruppo Mali/Gavardo (Brescia) nella realt socio-
sanitaria del Mali.
CARLO BRUSA
Ringrazio molto le Colleghe veronesi che ci hanno illustrato una serie di quadri
della solidariet che includono la mancanza di mezzi economici e la carenza di
strutture sanitarie. Il problema, purtroppo, non si pone solo nei Paesi in Via
Foto 8 Il chairman prof. Carlo Brusa ascolta la prof.ssa Maria Elisabetta Zan-
domeneghi durante la sua relazione.
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di Sviluppo, ma sta toccando sempre di presone anche in Italia. Ovviamente la
crisi non risparmia il ricco Nord-Est dove comunque la solidariet si regge su
una struttura particolarmente solida che sa aiutare sia i vicini, sia chi abita
nei Paesi in Via di Sviluppo.
La nostra grande organizzazione ci riscalda offrendoci un coffee break.
SECONDA SESSIONE
Solidariet istituzionalizzata e suo rapporto con le istituzioni
PROSECUZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA
Venerdi 17 Dicembre 2010
Alle ore 11,00, nellAula di Geograa del Dipartimento di Scienze documentarie,
linguistico-lologiche e geograche della Facolt di Filosoa, Lettere, Scienze
umanistiche e Studi orientali sono proseguiti i lavori del Decimo Seminario
Internazionale di Geograa Medica su Salute e solidariet, sotto la Presidenza
del prof. Mario Fumagalli, gi Ordinario di Geograa presso il Politecnico di
Milano.
GIOVANNI DE SANTIS
Riprendiamo la nostra riunione dopo esserci rifocillati con caff e pasticcini. Passo,
pertanto, la parola al prof. Mario Fumagalli che presieder la prosecuzione della
sezione mattutina, ricordando che il buffet previsto per le ore 13.00.
MARIO FUMAGALLI
Grazie. Cominciamo allora con i lavori, cercando di lasciare uno spazio per la
discussione, e chiamo il prof. Gianfranco Battisti che ci illustra la sua relazione.
GIANFRANCO BATTISTI, La Pentecoste come terapia: lesperienza del RnS.
MARIO FUMAGALLI
Ringrazio il prof. Battisti e mi complimento per quello che ha detto e per
come lo ha detto: in modo rapido e sintetico, dicendoci lessenziale senza
costringerci a fare uno sforzo di selezione tra i dettagli e quello che dobbiamo
memorizzare, perch dobbiamo ricordare quasi tutto quello che ci ha detto.
Molto bene, poi, per aver dato un taglio geograco allargomento dal momento
che poteva anche non averlo. Ci ha parlato del nesso tra psiche, spiritualit
e salute e qui forse c da chiederci non solo quale nesso si abbia tra psiche,
spiritualit e salute ma anche tra psiche e spiritualit cio in quale misura
la spiritualit inuisce sulla psiche che poi va ad inuire sulla salute. E
poi ci ha posto ancora un altro problema molto importante e soprattutto
geogracamente rilevante che quello del rapporto tra i pentecostali, che
sono chiaramente degli eretici e i cattolici che hanno, come dire, assorbito,
sdoganato, si sono avvicinati ai pentecostali, quindi pone evidenti problemi
che in fondo gli eretici sono quelli che servono alla Chiesa perch la fanno
progredire, perch gli Ortodossi, invece, cristallizzano. E questo un altro