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All' orizzonte l' emergenza rifiuti

Repubblica — 18 dicembre 2008 pagina 11 sezione: PALERMO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/18/all-orizzonte-emergenza-
rifiuti.html

L' incubo che Palermo diventi come Napoli si nasconde nell' ultima Finanziaria del governo Prodi.
Dal 1° gennaio i rifiuti umidi destinati alle discariche non dovranno superare la media di 173
chilogrammi annui per ogni cittadino. A Palermo si viaggia alla media di 230 chilogrammi.
Significa che con l' arrivo dell' anno nuovo il capoluogo accumulerà ogni giorno 117 tonnellate di
rifiuti urbani biodegradabili senza poterli smaltire. Un allarme che è caduto come un macigno
dentro gli uffici dell' assessorato regionale all' Ambiente dove si cercano possibili vie d' uscita. In
tre mesi Bellolampo potrebbe chiudere i battenti e non ricevere più i rifiuti di Palermo. L' unica
soluzione che al momento è stata presa in considerazione consiste nella richiesta di una deroga. Ma
la norma è già stata rinviata: lo stesso governo Prodi l' aveva posticipata di un anno stabilendone l'
avvio, appunto, dal 2009 per dare il tempo di adeguarsi a chi non era in regola. In ogni caso sarà
necessaria una modifica di legge. Ci vorrà comunque del tempo, e potrebbe essere troppo perché
Palermo non rischi di accumulare rifiuti su rifiuti e di precipitare nell' emergenza. è questo l'
ennesimo effetto - e al momento anche il più preoccupante - della fallimentare raccolta differenziata
promossa in città dall' Amia e dal Comune, suo azionista. Il gestore dell' Ambito territoriale
ottimale, cioè Palermo ambiente, che avrebbe dovuto coordinare il servizio, è in liquidazione. Nei
giorni scorsi all' Amia è arrivata una multa da 19 milioni di euro proprio perché non è partita
adeguatamente la raccolta differenziata e perché troppi rifiuti riciclabili finiscono sistematicamente
in discarica. La legge regionale prevedeva per Palermo che entro il 2007 si arrivasse al 35 per cento
di rifiuti differenziati. E invece siamo fermi al 4,2 anche se l' azienda di via La Malfa sostiene di
essere arrivata al 12. A spedire la maximulta, contro la quale l' Amia è ricorsa al Tar, è stata l'
Agenzia regionale dei rifiuti, che però nei giorni scorsi è stata abolita dal Parlamento siciliano e
chiuderà alla fine del prossimo anno. A Palermo, poi, bisogna aumentare la capienza della discarica
di Bellolampo. La quarta vasca va ampliata e va autorizzata la realizzazione della quinta, che in
realtà sarebbe dovuta servire esclusivamente a contenere le ceneri del termovalorizzatore che non c'
è. Questa mattina l' Amia sarà al centro di un vertice convocato all' assessorato al Territorio e che
prevede all' ordine del giorno l' autorizzazione integrata ambientale proprio per l' ampliamento dell'
impianto di Bellolampo. Del termovalorizzatore che, assieme a una raccolta differenziata capillare e
puntuale, avrebbe dovuto eliminare il problema dello smaltimento non si hanno più notizie.
Annullato per irregolarità procedurali il precedente appalto, si attende che venga pubblicato un
nuovo bando. Ma finora ogni data annunciata è stata sistematicamente disattesa. Situazione analoga,
dato che l' iter era il medesimo, pure per gli altri tre inceneritori siciliani da realizzare a
Casteltermini, Augusta e Paternò. Anche nelle altre province, dunque, i rifiuti dovranno essere
smaltiti in discarica. All' assessorato al Territorio sono arrivate 44 richieste per ampliare gli impianti
e per riaprire quelli chiusi. La Sicilia ogni anno produce 2,6 milioni di rifiuti: considerato il
modestissimo filtro garantito dalla raccolta differenziata, in discarica ne arrivano 2,4 milioni. La
capienza stimata è di 3,4 milioni. Significa che lo spazio si esaurirà in un anno e mezzo. -
MASSIMO LORELLO