Sei sulla pagina 1di 6

1.

I primi passi nel segno dell'incertezza


- Il fascismo, non avendo, inizialmente, precise proposte di riforma, aveva ancorato la propria
sostanza intorno al mito della Nazione. In questo modo mise da parte eventuali pretese di
ristrutturazione radicale.
1922, 3 dicembre: legge di pieni poteri Mussolini richiese i pieni poteri per riordinare il sistema
della pubblica amministazione, ma questa non era una novit, si riallacciava anzi all'opera di
precedenti ministeri. Inoltre il tentativo risult! disordinato e frammentario. "ochi anni dopo, un
memorandum della "residenza del #onsiglio sottoline! come in quel periodo si $procedette senza
un criterio organico$.
%nche nell'amministrazione locale il governo fascista non alterava la sostanza del sistema vigente.
Il R.D. 30 dicembre 1923, sulla riforma della legge comunale e provinciale fu ispirato, allo stesso
principio che aveva informato le altre riforme amministrative.
In sostanza rimase del tutto insoddisfatta l'attesa di quanti avevano sperato in una radicale
ristrutturazione.
1922, 15 dicembre& riunione fra i pi' influenti capi del partito In questa riunione fu deliberata la
costituzione di una $milizia per la sicurezza nazionale$.
1923, 12 gennaio: prima riunione ufficiale Gran consiglio fin dall'inizio il gran consiglio
divent! una sorta di camera di compensazione, sotto il controllo diretto e rigoroso di Mussolini. Nei
primi anni si occup! prevalentemente della organizzazione interna del partito, successivamente si
concentr! sulle grandi riforme legislative ed amministrative. (uesto fino al dicembre 1)*+ quando
fu costituzionalizzato.
Il ,ran #onsiglio serv- a confermare che Mussolini era il capo di un regime. % rendere ci! pi'
evidente, l'istituzione della milizia. .i trattava per! di concilliare due esigenze& conservare una
forma armata di partito/ $normalizzare$ il fenomeno squadrista, ridurlo fermamente sotto il suo
controllo.
1923, 14 gennaio: legge di istituione della miliia. (uest'ultima incontr! l'ostilit di numerosi
dirigenti fascisti i quali vedevano in essa una grave minaccia per la loro autonomia ed il loro potere
politico.
1923, 9 giugno: Mussolini presenta alla camera la nuova legge elettorale che in una riunione dle
gran consiglio del *0 aprile aveva visto trionfare la tesi bianchi, a favore del sistema maggioritario.
1923, 15 luglio: decreto legge c!e mette restriioni alla stampa.
1923, 15 ottobre: nuo"o ordinamento del partito # in base al nuovo ordinamentole gerarchie del
partito erano il ,ran #onsiglio, il consiglio nazionale ed il direttorio nazionale.
1923, 1$ no"embre: nuo"a legge elettorale.
1924, 10 luglio: nuovo decreto contro la stampa che da ai prefetti la facolt di procedere al
sequestro di quotidiani e periodici.
1924, 30 agosto: istituionaliata la miliia con legge n. *12 diviene parte integrante delle
forze armate. In questo modo la monarchia 3 maggiormente compromessa con il fascismo e le sue
istituzioni.
*. 4a dittatura a viso aperto
1925, 3 gennaio: nuo"o ordinamento poliiesco 5ederzoni, Ministro dell'Interno, ammonisce i
prefertti sulla necessit di $riservare alle autorit legittime azione energica e tempestiva per
repressione e prevenzione$. Il 0 gennaio 5ederzoni riferisce i risultati& scioglimento di *6
organizzazioni sovversive e di 1*1 gruppi di Italia libera/ arrestati 111 sovversivi/ effettuate 066
perquisizioni domiciliari.
1925, 31 gennaio& istituita una commissione per riforme costituzionali.
1925, 12 febbraio: farinacci capo del partito. 4a segreteria di 5arinacci segn! l'ultima fase
dell'illegalismo fascista, fu l'ultima tappa dello squadrismo.
1925, 1$ aprile& la commissione approva il principio di riconoscimento giuridico per i sindacati,
proponendo che fossero riconosciuti solo quelli operanti nell'ambito della $vita nazionale$.
7uttavia le proposte della #ommissione non avevano nulla di rivoluzionario, ma anzi lasciavano
l'ordinamento politico intantto, riaffermando ed integrando il potere della #orona. 4'intera
commissione si dichiar! in favore di una riforma su base corporativa della rappresentanza politica,
ma non si trov! unanime sul modo di attuazione di tale riforma. 4e uniche riforme della
#ommissione che il ,ran #onsiglio prese in esame l'$ ottobre 1925 furono quelle di carattere pi'
marginale& costituzione del ministero della presidenza del consiglio/ istituzione dei segretari
generali/ presentazione di un disegno di legge modificante l'articolo 11 dello .tatuto, relativo alla
presentazione di proposte di legge in parlamento.
1925, 1$ no"embre: disegno di legge sulle attribuioni del capo di go"erno da sanzione
giuridica alla situazione di fatto che si era venuta a creare. .I confermava infatti che il capo del
governo fosse responsabile dell'indirizzo generale del governo e non pi' assieme ai ministri, primus
inter pares, come nella tradizione liberale.
1925, 2% no"embre: legge n. 20259. .ulla disciplina di associazioni, enti ed istituti e
sull'appartenenza ai medesimi del personale dello .tato. In base a questa legge, l'autorit pubblica
sicurezza riceveva la facolt di obbligare i dirigenti delle societ, degli enti e degli istituti a
comnicare l'atto costitutivo, lo statuto e i regolamenti e l'elenco dei soci. IN caso di omessa o falsao
incompiuta i prefetti erano autorizzati a procedere allo scioglimento.
1925, 31 dicembre: legge n. 230&, nuo"e norme sulla stampa periodica si dava definitiva
sanzione giuridica al sio asservimento. 4'anno dopo inoltre la federazione della stampa italiana fu
liquidata, fondendola con il sindacato nazionale fascista.
192%, 31 gennaio: 'acolt( al potere esecuti"o di emanare norme giuridic!e mirava a
rafforzare il governo sul parlamento.
192%, 25 maro: disciplina delle professioni di a""ocato e procuratore istituito un consiglio
superiore forense, elettivo ma venne data la possibilit al ministro della giustizia la facolt di
scioglierli.
192%, 30)31 maro: esautoramento di 'arinacci. In una seduta del ,ran #onsiglio Mussolini
liquida a sorpresa 5arinacci, sostituito da %ugusto 7urati, che segn! il tramonto del tentativo dell'ala
pi' estrema di instaurare la preminenza del partito sul governo.
192%, 3 aprile: estensione delle attribuioni dei prefetti.
192%, 3 settembre: introduione sistema podestarile al sistema dell'elettivit venne sostituito
quello della disegnazione dall'alto. (uesto fu estero a tutti i comuni del regno. 8ra una lotta alle
autonomie locali.
192%, % no"embre: R.D. n. 1$4$ nuovo testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. 9iene
istituito il confino e ai prefetti fu data facolt di sciogliere quelle associazioni che svolgessero
attivit contraria all'ordinamento nazionale.
192%, 25 no"embre: legge per la difesa dello *tato pena di morte per gli attentati contro il re, la
regina, il principe ereditario e il capo del governo.
192&, & aprile: decreto n. %51 riconoscimento del sindacato nazionale dei giornalisti.
192$, 2% febbraio: R.D. n.3$4 stabilite le norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'albo
professionale dei giornalisti.
192$, 2& dicembre: riforma amministraione pro"inciale competamento della distruzione delle
autonomie locali.
:. Verso lo Stato corporativo
1922, Gennaio: +ongresso di ,ologna atto di nascita del sindacalismo fascista con l'istituzione
delle corporazioni nazionali& del laovro industriale, del lavoro agricolo, del commercio, delle classi
medie ed intellettuali, della gente del mare. ;p.11:<
1923, 21 Dicembre: patto di -alao +!igi i rappresentanti della confederazione generale
dell'industria e di quella delle corporazioni fasciste decidevano gi intensificare la loro opera di
organizzazione e collaborazione. ;p.110<
1924, 24 Gennario: R.D... n. %4 $vigilanza dell'autorit politica della provincia sulle
associazioni e corporazioni, di qualsiasi natura, mantenute coi contributi dei lavoratori$, che poneva
sindacati e camere del lavoro sotto il controllo e in bal-a dei prefetti, che avevnao anche il potere di
scioglierli/ un decreto che poneva anche un piano di differenza tra imprenditori e lavorati,
quest'ultimi discriminati. ;pp.110-=<
1925, 2 /ttobre: patto di -alao 0idoni la #onfederazione generale dell'industria e della
#onfederazione delle corporazioni fasciste si riconoscevano a vicenda la rappresentanza esclusiva
rispettivamente degli industriali e delle maestranze lavoratrici, venendo abolite di conseguenza le
commissioni interne, sancendo cos- l'estromissione del sindavato da qualsiasi potere di intervento e
di iniziativa diretta nell'ambito dell'azienda. ;pp. 1*1 1**<.
192%, 3 1prile: legge n. 5%3 # legge sulla disciplina dei rapporti collettivi di lavoro& viene
sanzionato il monopolio della rappresentanza dei lavoratori a facore dei sindacati fascisti/ proibita la
serra e lo sciopero, la pacifica intesa fra le classi contrapposte di datori di lavoro e lavoratori era
cercata attraverso l'intervento obbligatorio, per la soluzione delle controversie collettive, della
magistratura del lavoro. ;pp. 1*0 1:1<.
192%, 1$ 1prile: legge n. &31 trasformazione delle camere di commercio in consigli provinciali
dell'economia. >I conseguenza l'autonomia delle camere viene sostituita da organi statali. ;p. 1:)<
192&, & Gennaio: nascita della +arta del .a"oro In realt la carta del 4avoro si riduceva ad
enunciazioni di carattere di scarsa rilevanza o conteneva disposizioni particolari gi attuate o in
prossimit di esserlo. ;pp. 121-*<.
192$, 2o"embre: sbloccamento della +onfederaione naionale dei sindacati fascisti #io3 il
suo scioglimento e la frammentazione dell'unica organizzazione sindacale dei lavoratori esistente a
livello nazionale in sei associazioni, corrispondenti alle grandi branche delle attivit produttive. 4o
sbloccamento ebbe senza dubbio il carattere di una concessione alla classe padronale e di monito
nei confronti di certe tendenze classiste che continuavano ad essere presenti ed arrive in senso al
sindacalismo fascista. ;pp. 120-=<.
192$, 9 Dicembre: legge 19%3 #ostituzionalizzazione del ,ran #onsiglio. >ipendenza dal capo
del governo, che pu! convocarlo quando vuole, fissando l'odg. 7re categorie di membri& 1< di diritto
e a tempo illimitato/ *< di diritto e a cagione delle loro funzioni/ :< nominati dal capo del governo.
;pp.16)-01<
4. Il regime
1929, 14 Dicembre: legge n. 2099 Modifica della struttura del ,ran #onsiglio e dell'ordinamento
del partito. Nel ,# diminuisce il n. >ei membri, per il partito il segretario "N5 viene nominato con
decreto reale su proposta del capo del governo/ pu! venir chiamato a partecipare alle sedute del
consiglio dei ministri/ rimane membro del gran consiglio e della commissione suprema della difesa,
del consiglio superiore dell'educazione e del consiglio delle corporazioni. 4a legge stabil- che il
"N5 dovesse venir approvato con decreto reale.
1929, 20 Dicembre: R.D. n. 213& Nuovo statuto del partito. Il ,# non possiede pi' competenza
deliberativa. 4a successione di Mussolini viene lasciata in disparte.
1930, 21 aprile: seduta inaugurale del consiglio naionale delle corporaioni # 7uttavia esso era
chiamato a registrare decisioni gi prese, e a partire dall'entrata in gunzione delle corporazioni, nel
:2, esso non venne neppure pi' convocato.
1930, settembre: dimissioni di 1ugusto 3urati .i insedio l'+ settembre ,iovanni ,iuriati con
l'ordine preciso di epurare le file del partito.
1930, $ ottobre: istituione dei fasci gio"anili di combattimento inquadrare i giovani tra i 1+ e i
*1 anni.
1931, 2$ agosto: d.l. 4disposiioni sull5istruione superiore4 obbligo per i professori
universitari di prestare giuramento.
1931, & dicembre: 1c!ille *tarace succede a Giuriati quest'utlimo aveva presentato i dati
dell'epurazione a Mussolini ;oltre 1*1.111< che and! su tutte le furie. ,iuriati entrato in conflitto
anche con il segretario amministrativo Marinelli, da le dimissioni. .tarace non 3 ben visto, ma
rappresent! l'espressione emblematica di quel processo di spoliticizzazione, di riduzione ad un
ruolo prevalentemente coreografico del partito. Il cambio apr- anche al tesseramente indiscriminato.
1932, 1& 2o"embre: R.D n. 145%, nuo"o statuto del partito Mussolini viene indicato come
>uce e non solo come capo del governo.
1933, & gennaio: discorso di *il"io .ong!i 4onghi fa aperta illusione all'opportunit che l'opera
di saldatura fra l'ordinamenot politico dello .tato e l'ordinamento corporativo venisse coronata dalla
fusione del consiglio nazionale del partito con la #amera dei deputati in un'unica camera
corporativa. ?8 .ergio "annunzio, teorico di diritto pubblico, sulla rivista di @ottai ribadiva poco
dopo la medesima posizioneA. ;p. *=*<.
1933, 1 giugno: R.D... %41 obbligo dell'iscrizione al "N> per l'ammissione ad impieghi presso
l'amministrazione delle province. ;p.*6=<
1934, 5 febbreio: legge n. 1%4 4egge sulla costituzione e le funzioni delle corporazioni. 4e
corporazioni erano istituite con decreto del capo del governo e presiedute da un ministro o un
sottosegretario di .tato, o dal segretario del partito, nominati comunque sempre con decreto del
capo del governo. 4e associazioni collegate da una corporazione diventavano autonome nel campo
sindacale. 4e corporazioni avevano la facolt di elaborare le norme pe ril regolmaento collettivo dei
rapporti economici e per la disciplina unitaria della produzione. #on decreti del *) maggio e del ) e
*: giugno fu approvata la costituzione di vintidue corporazioni. ;p. *1: ss<
1934, % settembre: decreto n. 1434 l'ufficio stampa del capo del governo fu trasformato in
sottosegretariato di .tato per la stampa e la propaganda, a diretta dipendenza del >uce ;p. *=1<.
1$ settembre: decreto n. 15%5 istituita la direzione generale per la cinematografia.
21 no"embre: decreto n. 1$51 istituita la direzione del turismo.
1935, 1 aprile: decreto n. 32& al sottosegretario per la stampa e propaganda sono demandate tutte
le attribuzioni spettanti ai ministeri dell'interno, delle corporazioni e dell'educazioni in materia di
censura teatrale e vigilanza governativa su ogni attivit teatrale e musicale.
193%, 1$ no"embre: commissione per creare una camera dei fasci e delle corporaioni.
193&, 2$ aprile: R.D.. n. 524 i consigli provinciali dell'economia corporativa furono trasformati
in consigli provinciali delle corporazioni. #onferendogli anche le competenze dei comitati
intersindacali, ovviando cos- al problema che si poneva nelle periferie, di conflitto tra i comitati
intersindacali e i consigli provinciali dell'economia corporativa. #osi facendo il partito veniva
estromesso lasciando prevalenza alla normale burocrazia ministeriale. ;p. *1+<.
193$, 14 maro: ordine del giorno del Grande +onsiglio BIl gran consiglio del 5ascismo ;...<
decide che si debba procedere al completamento della rigorma costituzionale con l'aggiornamento
dello .tatuto del regnoC. 8ra la consacrazione ufficiale da parte del fascismo del distacco anche
formale dal regime dell'antica costituzione del regno.
193$, 19 maro: nuo"o statuto del partito.
1939, 5 gennaio, legge n. 10 # legge sull'istituzionedella nuova camera dei fasci e delle
corporazioni. Dgni vestiglio di elettivit della #amera era eliminato. I membri della nuova camera
erano tali automaticamente in quanto appartenenti ad altri organi collegiali dle regime& consiglio
nazionale del partito/ consiglio nazionale delle corporazioni/ gran consiglio del fascismo. Dgni suo
membro infatti cessava dalla carica non appena decadeva dall'ufficio. Ena innovazione di notevole
portata fu costituita dalla creazione delle commissioni legislative, nominate dal presidente, che
potevano esercitare funzione legislativa. ;p.*=0-==<
1939, 19 gennario, legge n.129 # riforma del consiglio nazionale delle corporazioni.
1939, & dicembre: ultima seudeta del Gran +onsiglio ) +on la formaizone della #amera dei fasci
e dell corporazioniil ,ran #onsiglio perse l'ultima effettiva funzione deliberativa che gli rimaneva&
la ocmpilazione della lista dei candidati della camera. 4a paroabola involutiva del massimo organo
collegiale del fascismo poteva dirsi cos- chiusa. Non fu caso se esso scomparve e si riun- l'ultima
volta il = dicembre, prima della seduta fatale del *2 e *6 luglio 1)2:.
1940, 31 gennaio il guardasigilli ,randi annuncia la venuta di un'ordinamento fascista.
1942, 21 aprile: entrata in "igore dei cod ci"ile e di procedura ci"ile Nonostante le premesse i
nuovi codici ebbero scarsa incidenza, risultando si maggiormente autoritari rispetto a quelli del
1+06 e dando pi' poteri al giudice, ma rimanendo in linea con i mutamenti dottrinari che
caratterizzavano anche paesi con regimi molto diversi. I codici quindi non segnarono una svolta
fondamentale nella storia giuridica italiana, ne tanto meno rivoluzionarono gli ordinamenti
precedenti.