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L'autore: Nada Shabout, docente

di Educazione Artistica e Storia


dell'Arte presso la Scuola di Arti
Visive dell'University of North
Texas di Denton, la direttrice del
Contemporary Arab and Muslim
Cultural Studies Institute
(CAMCSI).
Le sue aree di specializzazione e
borse di studio riguardano l'arte
araba moderna e contemporanea.
Nel giugno 2003, entrata a far
parte del team umanitario
accademico che opera a Baghdad,
Iraq, con l'obiettivo della
valutazione del patrimonio
culturale del paese e l'attuazione
di iniziative per il suo
mantenimento.
Attualmente sta attivamente
promuovendo un progetto per il
recupero e la documentazione del
moderno patrimonio iracheno e, in
particolare, della collezione del
Museo iracheno d'Arte Moderna.
Comprendere l'Estetica Islamica
di Nada Shabout
Definizione di Arte Islamica
L'arte islamica un insieme complesso che sembra comprendere in un corpo monolitico arte e
architettura.
Ma lo spettatore attento deve essere consapevole della vasta area geografica e della storia, lunga e
variegata, che comprende questo termine e deve anche riconoscere alcuni tratti comuni che giustificano
questa divisione superficiale.
E' difficile definire le caratteristiche uniche e unificate dell'arte islamica poich questa tradizione artistica
abbraccia molti stili, per un lungo periodo di tempo, cos come una vasta area geografica con popolazioni
multi-nazionali e multi-religiose.
L'arte islamica non fa soltanto riferimento all'arte religiosa, alle arti dei paesi musulmani, o all'arte
realizzata dai musulmani. In termini generali paragonabile a termini della storia dell'arte come "gotico" o
"barocco", nel senso che un identificatore culturale, ma conserva tuttavia le sue caratteristiche locali e /
o regionali.
In realt, si potrebbe dire che il termine "islamico" corrisponde al termine "occidentale" nella generalit
della sua applicazione.
Allora cos' l'arte islamica? In termini pi semplici, l'arte islamica arte che aderisce all'estetica
musulmana, a prescindere dalle varie influenze nazionali e geografiche che l'hanno caratterizzata.
Cosa unisce le diverse opere d'arte islamica il rispetto per l'estetica direttamente legata all'atteggiamento
musulmano e alla concezione del mondo indicata dai dogmi della religione dell'Islam.
Di conseguenza, la chiave per capire l'arte islamica cogliere la formazione della sua estetica.
Una breve storia
Una comprensione della cronologia fondamentale per definire le tre fasi di sviluppo dell'arte islamica.
La prima fase il periodo iniziale di formazione, quando la nozione di arte islamica ha iniziato ad evolversi
nelle terre musulmane. Generalmente questa fase iniziale coincide con le conquiste islamiche al di fuori
della penisola arabica tra il 634 e il 751, un periodo che stato accettato come il tempo di sviluppo
preliminare di un sistema originale di forme che possono essere identificate come islamiche.
Si tratta del tempo in cui stato conquistato il nucleo delle terre che, ancora oggi , rimangono musulmane.
Anche se queste date si riferiscono principalmente ad eventi politici o militari, divennero simbolo del nuovo
status della regione. Il tempo in cui l'arte islamica si formata in ciascuna delle regioni conquistate
relativo e varia da una provincia all'altra.
Cultor College
CAMCSI
University of North Texas
Wikipedia
AMCA
Cultor Estetica Oriente Torino Storia
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Cultor coordina il
Global Cultural Network
che riunisce esperti ed istituzioni
internazionali
di tutti i continenti.
Leggete anche:
Islam, l'Estetica mistica
di Nitin Kumar
La seconda fase, a partire dal IX secolo, segna il periodo in cui si formata l'estetica islamica, venendo
ampiamente accettata, crescendo fino a dominare la cultura.
Durante questa fase, l'aspetto legalistico dell'Islam diventato una preoccupazione in vista della raccolta
appena compilata dell'Hadith, che ha portato a divieti pi specifici contro le arti. [Per ulteriori informazioni,
vedere Papadopoulo, Islam and Muslim Art].
Hadith un corpo di tradizioni che descrivono la vita del Profeta, che non erano state raccolte con uno
status giuridico fino alla met del IX secolo.
Queste tradizioni sono storie e opinioni in risposta ad episodi specifici e non sono affermazioni generali.
Una rivoluzione estetica produsse arte autenticamente musulmana generata dalla sua essenza autonoma,
che raggiunse il suo picco tra il XIII e il XVII secolo.
La terza fase, dalla fine del XVII secolo in poi, il periodo in cui l'estetica islamica cess di definire l'arte
prodotta nelle terre musulmane, sempre pi condizionata dalla crescente influenza europea.
Corano, con traduzione in persiano, XII secolo, non firmato. Museo Nazionale dell'Iran, Teheran.
Regole iniziali di rappresentazione
Per capire l'estetica islamica, abbiamo bisogno di sfatare l'idea diffusa che ci fosse un divieto religioso di
rappresentazione. Su questo tema di ricerca non ho trovato alcuna prova definitiva di tale divieto nel
Corano o nella Hadith. Nel Corano, gli unici riferimenti che si trovano in connessione con le immagini sono
in passaggi relativi agli idoli adorati dai pagani.
Infatti, il Corano vieta specificamente la realizzazione di idoli e non contiene nulla di pi forte della
condanna delle immagini che si trova nell'Esodo 20:04 nei vari testi della Bibbia ebraica: "Non farai alcuna
immagine scolpita o qualsiasi ritratto di nulla in cielo o che quaggi sulla terra o nelle acque o che si
trovi sotto la terra".
Anche se durante la fase iniziale dell'Islam non c'era nessuna restrizione di rappresentazione, c'era un
divieto non scritto contro la raffigurazione degli esseri viventi nelle moschee. Tale divieto sembra essere
stato generato in connessione con la distruzione degli idoli nella Kaaba alla Mecca.
In quel contesto storico, il Profeta aveva dichiarato che: "Gli angeli non entreranno in un tempio (Bayt)
dove ci sono immagini (tamathil)"; secondo la tradizione, ordin anche che tutte le immagini fossero
distrutte tranne quelle della Vergine Maria e di Ges. Inoltre non erano permesse n tollerate immagini
con qualsiasi valore religioso.
Il Corano, ad esempio, non stato illustrato e nei luoghi religiosi non ci sono ritratti dei profeti o dei santi
dell'Islam, per timore che diventino oggetti di culto o di preghiera come per le icone cristiane, il che
potrebbe essere considerato come politeismo o idolatria. Soprattutto, non c' mai stata, n potrebbe mai
esserci, una rappresentazione di Dio come si trova cos spesso nell'arte cristiana.
Per i musulmani, solo Dio esiste veramente eludendo la concezione dalla mente umana, venendo percepito
solo come una forza astratta. Quindi non solo un sacrilegio ma anche veramente illogico ritrarlo in una
forma mutuata dalla sua creazione.
Fin dall'inizio i musulmani hanno mostrato un atteggiamento di indifferenza piuttosto che di opposizione
verso l'arte figurativa. Questo non era causato dalla proibizione religiosa, ma piuttosto dalla necessit
storica, provocata dall'impatto delle Arti che hanno incontrato nei territori conquistati, come Bisanzio, Iran,
Egitto e Mesopotamia. Senza una loro tradizione artistica, i musulmani d'Arabia avevano una comprensione
molto limitata delle possibilit dei simboli visivamente percepibili e dei significati dati alla forma.
Comprendevano le rappresentazioni quando erano identiche all'originale e questo veniva percepito come
un inganno. Per l'Islam, le immagini non erano solo una caratteristica importante del cristianesimo, ma
anche una delle armi pi pericolose in possesso dei cristiani.
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L'arte come espressione della religione, non della cultura
Una nuova cultura islamica si formata con pensieri ed abitudini identificabili, basati sulla fede senza
compromessi nella assolutezza e nell'unicit di Dio. Questo era distinto in modo dinamico dal punto di vista
divino dei cristiani. La comunit musulmana ha sottolineato la totalit dell'esistenza e l'integrazione
completa del secolare con lo spirituale. Hanno accettato di buon grado tutti gli elementi delle civilt,
culture e tradizioni dei popoli da loro conquistati, fintanto che non erano in diretto contrasto con gli
insegnamenti dell'Islam. Tuttavia, al fine di preservare la sua unicit mantenendo l'integrit e le qualit
della sua identit, la cultura islamica ha consapevolmente respinto le abitudini e le pratiche delle tradizioni
che ha sostituito e di conseguenza ha respinto le rappresentazioni come espressioni culturali.
Al tempo stesso, questa nuova cultura ha compreso la necessit di un'arte tipicamente musulmana che
avrebbe potuto tradurre le loro abitudini e il pensiero in forme identificabili visivamente percepibili.
L'arte islamica, all'inizio, non stata il risultato di una creazione di nuove forme o tecniche. Invece ha
impiegato e adattato forme, stili e tecniche locali che facevano parte di altre civil t e le ha integrate, in
varie combinazioni, per esprimere i valori e le idee dell'Islam.
La maggior parte degli elementi iniziali del vocabolario artistico islamico sono una continuazione delle
tradizioni antiche, con poche eccezioni identificabili, come la calligrafia araba, che divenne una parte
significativa dell'arte islamica ed un significativo e importante strumento iconografico ed ornamentale.
Nel IX secolo i teologi musulmani svilupparono ulteriori restrizioni all'uso di immagini o rappresentazioni
nell'arte. Questi teologi percepivano l'arte come mimesi nel senso aristotelico, come l'imitazione pi
perfetta possibile della natura. Da qui l'interdizione a qualsiasi rappresentazione di esseri animati in pittura
o scultura, che ha provocato un drastico cambiamento nell'estetica.
Tutte le apparenze sensibili della natura, come prospettiva, chiaroscuro e modellazione hanno dovuto
essere abbandonate. Questa interdizione stata una sfida per gli artisti musulmani, che dovevano
esplorare nuove vie al fine di creare, nell'ambito delle forme permesse, un universo originale di forme e
colori.
Gli artisti musulmani non hanno abbandonato la pittura figurativa, hanno invece trovato un modo per
aggirare le interdizioni. Hanno fatto in modo che il loro lavoro non sembrasse "reale". Per abbandonare il
principio di imitazione della natura, la miniatura stata quindi trattata come uno spazio bidimensionale
pittorico con forme e colori assemblati in un certo ordine.
Una simile rivoluzione estetica ha trasformato la pittura in un mondo autonomo in tempi pi recenti,
definito con scopi diversi da artisti del XIX e XX secolo, come Henri Matisse, Maurice Denis o Pablo Picasso.
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Tappeto "Seley" Carpet, fine del XVI secolo, probabilmente tessuto ad Herat (attualmente in Afghanistan).
Ordito di lana, trama in cotone, lana, nodi asimmetrici.
Ai pittori non permesso competere con Dio
Che cosa importante nella pittura islamica non che il soggetto sia rappresentato come appare in
natura, ma piuttosto che il cosmo autonomo creato dall'artista, con la sua struttura, la sua lingua e le sue
leggi, sia chiaro allo spettatore.
Era proibito rappresentare un particolare individuo con un ritratto. Gli esseri animati sono stati identificati
con la vita e l'individualit, non con la forma, quindi si doveva renderne l'idea piuttosto che un concetto o
la rappresentazione concreta. Per l'artista islamico, Dio crea la forma di vita, assegnando loro
un'individualit senza la quale non pu essere viva.
L'artista pu riprodurre solo i tratti generali pi caratteristici di una persona, senza conferire alla figura
qualsivoglia individualit, non avendo cos paura di competere con l'atto creativo di Dio.
Sia le figure che gli animali venivano dipinti come piatti e bidimensionali, mere astrazioni delle idee che
incarnavano. Tutto viene portato in primissimo piano. L'assenza di una terza dimensione simboleggia la
realt della superficie e sottolinea il mondo fantastico della pittura. Invece della prospettiva lineare
utilizzata in seguito in occidente per organizzare lo spazio, gli artisti musulmani hanno usato quella che
potrebbe essere definita una prospettiva spirituale. Questa prospettiva spirituale regolata dalle norme del
rapporto tra la comprensione dell'eterna esistenza di Dio e l'esistenza transitoria del mondo in generale.
Di conseguenza, gli artisti musulmani possono mostrare l'interno e l'esterno di un edificio allo stesso tempo
e non hanno bisogno di conformarsi a tutte le leggi naturali nel loro uso di luci e ombre.
L'arte islamica un'arte intuitiva che ha come obiettivo la comprensione dell'essenza eterna, fornendo la
prova che esistono sia la bellezza che Dio.
E' l'arte della contemplazione delle glorie di Dio.
L'obiettivo di questa breve panoramica della storia dell'arte islamica stato di definire chiaramente e con
precisione l'estetica islamica e le specifiche circostanze storiche che hanno portato al suo sviluppo. Questa
definizione consentir una migliore comprensione della totalit delle opere d'arte con etichetta islamica.
Soprattutto si nega il mito che la pittura esclusa dall'arte islamica e che la religione dell'Islam non
consenta la rappresentazione figurativa.
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Copyright 2012 Nada M. Shabout
Bibliografia
Arnold, Thomas W. In Painting In Islam: A Study Of The Place Of Pictorial Art In Muslim Cultur. Con
introduzione di B. W. Robinson. New York: Dover Publications, Inc., 1965.
Bahnassi, Afif. Jamaliat al-Arabi al-Fann (Estetica dell'arte araba). Kuwait: Al-Marefat A'laam, 1979.
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Papadopoulo, Alexandre. Islam and Muslim Art, trans. by Robert Erich Wolf. New York: Harry N. Abrams,
Inc., 1979.
Un esempio di moderna arte islamica: un'opera dell'artista saudita Ahmed Mater ispirata dai pellegrini che
affollano la Mecca. In realt un magnete che attrae migliaia schegge di limatura di ferro.
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Copyright Cultor @ 2012 - mail
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