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CAPITOLO 9

PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA


Indice
9.1 Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 261
9.2 Inviluppo Complesso di Segnali Modulati Fase-Quadratura . . . . . . . . . . . . . . . . . 261
9.2.1 Spettro del Segnale Modulato Fase-Quadratura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 262
9.2.2 Estrazione delle Componenti di Bassa Frequenza per Demodulazione Omodina . . . . 264
9.2.3 Rappresentazione di Segnali in Banda Traslata mediante Inviluppo Complesso . . . . . 266
9.2.4 Sommario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269
9.2.5 Descrizione Energetica di Segnali in Banda Traslata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
9.3 Processi Aleatori in Banda Traslata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 274
9.3.1 Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 274
9.3.2 Modulazione Fase-Quadratura di Processi Aleatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 277
9.3.3 Rappresentazione di Processi Aleatori in Banda Traslata mediante Inviluppo Comples-
so e Componenti di Bassa Frequenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 279
9.3.4 Funzioni di Autocorrelazione dellInviluppo Complesso e delle Componenti di Bassa
Frequenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 280
9.3.5 Densit` a Spettrale di Potenza dellInviluppo Complesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . 281
9.4 Commenti Finali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284
9.4.1 Filtraggio dInviluppi Complessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
9.5 Trasferimento della Potenza in Banda Traslata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 290
9.6 Sequenze e Serie Aleatorie in Banda Traslata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 292
9.7 Appendice: Dimostrazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 293
9.8 Appendice: Inviluppo Complesso e Propria Complessit` a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 294
260
9.1. INTRODUZIONE 261
9.1 Introduzione
I
n questo capitolo ci occuperemo della rappresentazione di segnali in processi in banda traslata, i.e.
segnali con densit` a spettrale di energia/potenza limitata nella banda di larghezza B intorno a una
frequenza f
0
, con f
0
>B/2. Avendo presente la denizione di densit` a spettrale di energia/potenza,
cfr. il par.5.2, un segnale limitato nella banda B intorno alla frequenza f
0
, gode della seguente
propriet` a.
9.19.2
Segnali in Banda Traslata
Un segnale x(t) ` e limitato nella banda B intorno alla frequenza f
0
se resta inalterato nel transito del
corrispondente ltro passabanda:
x(t) =
_
x h
(B, f
0
)
BP
_
(t)
Conseguentemente, lenergia/potenza di un segnale in banda traslata ` e interamente contenuta nella sua
banda B intorno alla frequenza f
0
:
(densit` a spettrale denergia) |X( f )|
2
= 0 per | f f
0
| >
B
2
(densit` a spettrale di potenza) P
x
( f ) = 0 per | f f
0
| >
B
2
9.2 Inviluppo Complesso di Segnali Modulati Fase-Quadratura
Considerati due segnali x
c
(t) e x
s
(t), limitati nella banda base di larghezza B, e una frequenza f
0
, con f
0
>B/2,
costruiamo il segnale x(t) ottenuto mediante modulazione dampiezza fase-quadratura:
x(t) = x
c
(t) cos (2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t) (9.1)
Vedremo che x(t) risulta limitato nella banda B intorno alla frequenza portante f
0
(banda traslata).
9.3
La coppia di segnali x
c
(t) e x
s
(t) ` e formata dalle cosiddette componenti di bassa frequenza del segnale x(t),
altrimenti dette, rispettivamente, componente in fase e componente in quadratura;
9.4
per compatezza, come meglio
vedremo pi ` u avanti, si conviene di raccoglierle nel segnale inviluppo complesso x(t) (rispetto alla frequenza f
0
):
x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t) (9.2)
Poich` e x
c
(t) e x
s
(t) sono limitati nella banda base di larghezza B, anche linviluppo complesso x(t) risulta
limitato nella medesima banda base di larghezza B. Mediante linviluppo complesso, il segnale x(t) nella (9.1)
si esprime nel modo seguente:
x(t) =
_
x(t) e
j2f
0
t
_
=
x(t) e
j2f
0
t
+ x(t) e
j2f
0
t
2
(9.3)
9.1
Rammentiamo le forme della risposta impulsiva e della risposta in frequenza del ltro passabanda B intorno alla frequenza f
0
:
h
(B, f
0
)
BP
(t)
def
= 2Bcos(2f
0
t) sinc(Bt)
FT
H
(B, f
0
)
BP
(f )
def
= rect
_
f f
0
B
_
+ rect
_
f + f
0
B
_
9.2
Il lettore interessato alla sola descrizione tramite inviluppo complesso e componenti di bassa frequenza, potr` a evitare di leggere le parti
scritte in corpo pi ` upiccolo, senza incontrare soluzioni di continuit` a concettuale, seppur omettendo qualche dimostrazione. Una lettura pi ` u
uida vedr` a trascurare le parti scritte in corpo pi ` u piccolo, nelle quali sono esposte concetti e dimostrazioni imperniate sulla trasformazione
di Hilbert e il ltraggio analitico.
9.3
La trasmissione dellinformazione mediante propagazione di onde elettromagnetiche impiega segnali nella forma (9.1), e per questo
il segnale x(t) ` e spesso riferito come forma donda a radiofrequenza.
9.4
Nel senso della potenza incrociata nulla, preso come riferimento (fase) il segnale cos(2f
0
t), ad esso ortogonale (in quadratura) risulta
il segnale sin(2f
0
t).
262 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
Dalla (9.1), o meglio ancora dalla (9.3), il segnale a radiofrequenza x(t) si pu` o anche scrivere nel modo seguen-
te:
x(t) =
_
x
2
c
(t) + x
2
s
(t)
. .
inviluppo istantaneo
cos
_
2f
0
t + arctan
x
s
(t)
x
c
(t)
. .
fase istantanea
_
dove il segnale
_
x
2
c
(t) + x
2
s
(t) prende il nome di inviluppo istantaneo, o semplicemente inviluppo, del segnale
x(t) e il segnale arctan x
s
(t)/x
c
(t) quello di fase istantanea del segnale x(t).
Come esempio, consideriamo le seguenti componenti di bassa frequenza, limitate nella banda base di larghezza B = 2 cicli/s e aventi
stessa energia:
x
c
(t) = sinc(Bt) ; x
s
(t) = sinc
2
(Bt/2)
Landamento del corrispondente segnale x(t) intorno alla portante a frequenza f
0
=5cicli/s ` e riportato in Fig.9.1.
Figura 9.1: Andamento di un segnale modulato fase-quadratura.
9.2.1 Spettro del Segnale Modulato Fase-Quadratura
A partire dalla (9.3), calcoliamo facilmente lo spettro del segnale modulato fase-quadratura:
X( f ) =
F
_
_
x
c
(t) + j x
s
(t)
_
e
j2f
0
t
_
2
+
F
_
_
x
c
(t) j x
s
(t)
_
e
j2f
0
t
_
2
=
X
c
( f f
0
) + j X
s
( f f
0
)
2
+
X
c
( f + f
0
) j X
s
( f + f
0
)
2
=
X( f f
0
)
2
. .
freq. positive
+
X(( f + f
0
))
2
. .
freq. negative
(9.4)
La Fig.9.2 illustra loperazione di modulazione nel dominio della frequenza con riferimento allo spettro del-
linviluppo complesso. Nel seguito, un segnale avente densit` a spettrale denergia che si estende solo nella
banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
>B/2 sar` a brevemente riferito come segnale in banda traslata.
Per concludere, nella Fig.9.3 troviamo gli spettri separando i contributi della portante in fase da quelli della
portante in quadratura.
9.5
9.5
Per quanto riguarda le parti reale e immaginaria dei vari segnali, abbiamo:
{X( f )} =
{X
c
(f f
0
)} {X
s
(f f
0
)}
2
+
{X
c
(f + f
0
)} + {X
s
(f + f
0
)}
2
{X( f )} =
{X
c
(f f
0
)} + {X
s
(f f
0
)}
2
+
{X
c
(f + f
0
)} {X
s
(f + f
0
)}
2
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 263
( ) X f
( )
0
2
X f f -
( ( ))
0
2
X f f - +
immag.
reale
( ) X f
f
f
0 -f
0
1
1 2
f
B 2 - B 2
Figura 9.2: Spettro di un segnale modulato fase-quadratura.
X f X f j X f
c c c
( ) ( ) ( ) = + R I k p k p
{ } ( ) cos( )
0
2
c
x t f t p F
{ } ( ) sin( )
0
2
s
x t f t - p F
X f X f j X f
s s s
( ) ( ) ( ) = + R I k p k p
X f f
c
( ) -
0
2
( )
0
2
s
X f f
j
-
( )
0
2
s
X f f
j
+
-
X f f
c
( ) +
0
2
f
f
f
0
f
0
f
0
f
0
1
1
1 2
1 2
-1 2
f
f
B 2
B 2
-B 2
-B 2
Figura 9.3: Spettri del segnale modulato fase-quadratura.
X(f ) =F
_
x(t)e
j2 f
0
t
+ x(t)e
j2 f
0
t
2
_
=
X
c
(f f
0
) + jX
s
(f f
0
)
2
+
X
c
(f + f
0
)jX
s
(f + f
0
)
2
I due graci in alto illustrano la modulazione in fase, i due in basso quella in quadratura.
264 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.2.2 Estrazione delle Componenti di Bassa Frequenza per Demodulazione Omodina
Dalla Fig.9.3, osserviamo che, a parte il fattore 2, lo spettro dellinviluppo complesso X( f ) = X
c
( f ) + j X
s
( f )
si ottiene centrando in banda base la sola parte delle frequenza positive dello spettro X( f ).
Spettro di un Segnale Modulato Fase-Quadratura e Componenti di Bassa Frequenza
Consideriamo il segnale x(t), limitato nella banda base di larghezza B e f
0
> B/2, e il corrispondente segnale
modulato fase-quadratura:
x(t) =
_
x(t) e
j2f
0
t
_
Lo spettro del segnale modulato assume la forma seguente:
X( f ) =
X( f f
0
)
2
. .
freq. positive
+
X(( f + f
0
))
2
. .
freq. negative
(9.5)
Osservando la (9.5), (cfr. anche la Fig.9.3), notiamo che possiamo ottenere, a parte il fattore moltiplicativo pari
a 2, lo spettro dellinviluppo complesso centrando a frequenza zero la sola parte dello spettro che insiste sulle
frequenze positive, i.e. quella centrata intorno alla frequenza f
0
.
Loperazione di centratura nella banda base pu` o effettuarsi mediante mixer che operano la moltiplicazione per
un opportuno segnale sinusoidale. La Fig.9.4 riporta lo schema che implementa lestrazione delle componenti
di bassa frequenza in accordo alla procedura sopra descritta. Poich` e tale schema ottiene i segnali di banda base
x
c
(t) e x
s
(t) dal segnale a radiofrequenza x(t), esso implementa una vera e propria operazione di demodulazio-
ne; inoltre, poich e i mixer sono relativi a segnali sinusoidali tutti alla stessa frequenza f
0
, si parla propriamente
di demodulazione omodina.
( )
( )
LP
B
h t
( )
( )
LP
B
h t
x t ( )
x t
c
( ) 2
-x t
s
( ) 2
x t
c
( )
x t
s
( )
p 2
p 2
cos( ) 2
0
pf t
sin( ) 2
0
pf t sin( ) 2
0
pf t
cos( ) 2
0
pf t
(mixer)
modulante
in quadratura
e j
modulante
in fase
e j
portante
in fase
e j
portante
in quadratura
e j
+
-
Figura 9.4: Estrazione delle componenti di bassa frequenza per demodulazione omodina.
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 265
Per lanalisi dello schema di Fig.9.4 si procede come segue. Iniziamo dalla componente in fase (ramo superio-
re); il segnale prima dellultimo ltro passabasso si scrive come segue:
x(t) e
j2f
0
t
+ x(t) e
j2f
0
t
2
. .
x(t)={x(t) e
j2f
0
t
}

e
j2f
0
t
+ e
j2f
0
t
2
. .
cos(2f
0
t)
=
x(t) e
j4f
0
t
+ x(t) e
j4f
0
t
4
. .
segnale nella banda B intorno a 2f
0
(indesiderato)
+
x(t) + x(t)
4
. .
1
2
{x(t)} =
1
2
x
c
(t)
(desiderato)
Come si vede anche dalla Fig.9.5, poich` e f
0
>B/2, la componente in fase x
c
(t), che ` e un segnale limitato nella
banda base di larghezza B, risulta separata dalla componente indesiderata che il mixer genera nella banda di
larghezza B intorno a 2 f
0
; per questo, il ltraggio passabasso seleziona il solo segnale desiderato x
c
(t) (a parte
il fattore di scala 1/2).
( ( ))
0
2
4
X f f - +
( )
0
2
4
X f f -
( )
2
c
X f
( )
LP
( )
B
H f
B
f
0
2f
0
2f -
Figura 9.5: Estrazione delle componenti di bassa frequenza per demodulazione omodina.
Il calcolo per il ramo inferiore, che restituisce la componente in quadratura, procede in modo analogo.
x(t) e
j2f
0
t
+ x(t) e
j2f
0
t
2
. .
x(t)={x(t) e
j2f
0
t
}

e
j2f
0
t
e
j2f
0
t
2j
. .
sin(2f
0
t)
=
x(t) e
j4f
0
t
x(t) e
j4f
0
t
4j
. .
segnale nella banda B intorno a 2f
0
+
x(t) x(t)
4j
. .
1
2
{x(t)}=
1
2
x
s
(t)
Lasciamo al lettore interessato la valutazione degli effetti indesiderati prodotti da un possibile sfasamento
relativo tra le portanti di modulazione e di demodulazione.
266 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.2.3 Rappresentazione di Segnali in Banda Traslata mediante Inviluppo Complesso
Nel par.9.2 abbiamo visto che costruendo un segnale a radiofrequenza nella forma (9.1), ossia mediante mo-
dulazione fase-quadratura intorno a f
0
di un segnale complesso limitato nella banda base di larghezza B, lo
spettro del segnale modulato resta limitato nella banda di larghezza B intorno a f
0
(per f
0
> B/2).
Per poter compiutamente parlare di rappresentazione di segnali in banda traslata mediante inviluppo com-
plesso nella forma (9.1), dobbiamo dimostrare anche la relazione inversa, e cio` e che un qualsiasi segnale limitato
nella banda di larghezza B intorno a f
0
, e quindi non necessariamente originato mediante modulazione fase-
quadratura, possa essere espresso mediante un segnale inviluppo complesso/componenti di bassa frequenza,
opportunamente denito per lo scopo.
Per semplicare lesposizione degli argomenti che seguono, denotiamo le operazioni di modulazione e
demodulazione fase-quadratura mediante blocchi funzionali, deniti mediante le relazioni ingresso/uscita
che essi rappresentano,
9.6
e presentati nella Fig.9.6.
{ } { } ( ) ( ), ( )
( )cos( ) ( )sin( )
0
2
0
0 0
MFQ
2 2
j f t
c s
x t x t f x t e
x t f t x t f t
p
= =
= p - p
<
{ } ( ) ( )
0
2 j f t
x t x t e
p
= <
( ) ( ) ( )
c s
x t x t jx t = +
{ } ( ) ( ), ( ) ( )
0
DFQ
c s
x t x t f x t jx t = = +
0
f
0
f
MFQ
DFQ
( ) ( ) limitato nella banda B x t
Figura 9.6: Blocchi funzionali descrittivi delle operazione di modulazione e demodulazione fase-quadratura.
La rappresentabilit` a di un segnale limitatonella banda di larghezza B intorno a f
0
mediante inviluppo complesso
e componenti di bassa frequenza permette di utilizzare tali enti matematici nella valutazione delle prestazioni
del ricevitore, il quale, operando anche in presenza di segnali indesiderati, e.g. altri segnali modulati intorno a
frequenze diverse dalla f
0
considerata, e segnali disturbanti, e.g. rumore e interferenze, isola il segnale (utile)
mediante semplice ltraggio passabanda, come evidenziato nella Fig.9.7, dove abbiamo anche sfruttato la
linearit` a delloperazione di demodulazione fase-quadratura, i.e. DFQ{x(t) + v
FB
(t), f
0
} = DFQ{x(t), f
0
} +
DFQ{v
FB
(t), f
0
}.
( , )
( )
0
B f
z t
( , ) ( , )
( ) ( ) ( )
0 0
B f B f
z t x t v t = +
( ) ( ) ( ) z t x t v t = +
( )
FB
v t
( ) z t
( ) x t
0
1
0
f
0
f -
0
f
DFQ
B
B
Ricevitore
( , )
( )
0
BP
B f
H f
disturbo
a banda larga
Figura 9.7: Filtraggio passabanda di larghezza B intorno a f
0
operato al ricevitore prima delloperazione di demodulazione.
9.6
Limplementazione del blocco demodulatore tramite demodulazione omodina, illustrata in Fig.9.4, non ` e lunica possibile, anche se
essa ` e largamente impiegata nei concreti dispostivi di ricezione. Per quanto concerne lobiettivo posto in questo paragrafo, i.e. stabilire
che un segnale limitato nella banda B intorno a f
0
possa essere espresso mediante inviluppo complesso e componenti di bassa frequen-
za, vedremo pi ` u avanti uno schema equivalente di estrazione delle componenti di bassa frequenza, realizzato scambiando lordine di
esecuzione delle operazioni di mixing e ltraggio, che permette di svolgere i calcoli in modo particolarmente semplice. Infatti, per lana-
lisi della relazione ingresso/uscita stabilite dalloperazione di demodulazione fase-quadratura, i.e. lestrazione delle componenti di bassa
frequenza, siamo liberi di operare la scelta che pi ` u aggrada tra una moltitudine di schemi equivalenti.
Gli elementi di criticit` a emergono, invece, quando la scelta riguarda lo schema pi ` u adatto a una realizzazione concreta, dove occorre
tener conto di vari compromessi riguardanti, fra gli altri, la scelta dei vari componenti, operata in accordo al costo, alla sensibilit` a e alla
dinamica di funzionamento, e alla tolleranza con la quale si possono sopportare valori caratteristici di grandezze siche che caratterizzano
il componente diversi da quelli nominali, lapprossimazione con la quale si realizza la relazione ingresso/uscita utilizzando i componenti
scelti, la deviazione dal comportamento desiderato dovuta allinvecchiamento, la quantit` a di calore dissipata dai dispositivi durante il
funzionamento e la conseguente necessit` a di raffredamento, la potenza elettrica necessaria per il funzionamento dellintero apparato, etc.
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 267
Quanto illustrato nella Fig.9.7, preannuncia la Prop.9.1, e cio` e che, anche per un generico segnale a banda
larga, e.g. il disturbo v
FB
(t), la sola operazione di limitazione nella banda B intorno alla frequenza f
0
, rea-
lizzata mediante semplice ltraggio passabanda, permette di usare la rappresentazione mediante inviluppo
complesso e componenti di bassa frequenza, cfr. anche la Fig.9.8:
r(t) = DFQ
_
r
(B, f
0
)
(t), f
0
_
= r
c
(t) + jr
s
(t)
r
(B, f
0
)
(t) =
_
r(t) e
j2f
0
t
_
= r
c
(t) cos(2f
0
t) r
s
(t) cos(2f
0
t)
( , )
( )
0
B f
r t
( )
FB
r t ( ) r t
0
1
0
f
0
f -
0
f
DFQ
B
B
Ricevitore
( , )
( )
0
BP
B f
H f
segnale
a banda larga
Figura 9.8: Filtraggio passabanda di larghezza B intorno a f
0
operato al ricevitore prima delloperazione di demodulazione. Dopo il
ltraggio possiamo scrivere: r
(B, f0 )
(t) =
_
r(t)e
j2f0 t
_
.
Ci ` o premesso, enunciamo e dimostriamo la proposizione che interessa.
Rappresentazione di Segnali in Banda Traslata mediante Inviluppo Complesso
PROPOSIZIONE 9.1 Considerato il segnale inviluppo complesso (9.3) limitato nella banda base di larghezza B e presa
una frequenza portante f
0
>B/2, il segnale a radiofrequenza ottenuto per modulazione fase-quadratura (9.1) ` e limitato
nella banda traslata di larghezza B intorno a f
0
.
Viceversa, ogni segnale limitato nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
> B/2 pu` o essere espresso mediante le
componenti di bassa frequenza (9.1), o equivalentemente mediante linviluppo complesso (9.3).
Dim.: la prima parte ` e stata gi ` a dimostrata nel par.9.2. Per quanto riguarda la seconda parte, con riferimento alla Fig.9.9, occorre dimo-
strare luguaglianza tra il segnale modulato fase-quadratura r(t) e il segnale r
(B, f
0
)
(t), questultimo caratterizzato unicamente dallavere
spettro limitato nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
> B/2, in quanto prelevato alluscita del ltro passabanda H
(B, f
0
)
BP
(f ) al
cui ingresso ` e stato applicato un generico e arbitrario segnale a banda larga r
FB
(t). In altri termini, occorre dimostrare che la cascata
MFQ{DFQ{(), f
0
} , f
0
} equivale alla trasformazione identica quando lingresso ` e un segnale limitato nella banda di larghezza B intorno a f
0
,
con f
0
>B/2.
( , )
( )
0
B f
r t ( )
FB
r t ( , )
( ) ( )
0
B f
r t r t =
0
f
0
f
DFQ MFQ
Trasformazione
Identica
( , )
( )
0
BP
B f
H f
segnale a
banda larga
segnale limitato
nella banda
intorno a
B
f
0
segnale limitato
nella banda
intorno a
B
f
0
Figura 9.9: Sulla rappresentabilit` a di un segnale limitato nella B intorno a f
0
mediante inviluppo complesso e componenti di bassa
frequenza.
A tale scopo, conveniamo di descrivere loperazione di demodulazione fase-quadratura come illustrato nella Fig.9.10.
268 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
( ) H f
+
0
2
f
filtro
analitico
DFQ
( , )
( )
0
B f
r t
( ) ( ) ( )
c s
r t r t jr t = + ( ) r t
+
0
2 j f t
e
- p
Figura 9.10: Demodulazione fase-quadratura mediante ltraggio analitico e demixing.
Il ltro avente risposta in frequenza H
+
(f )=2u( f ) ` e un particolarissimo ltro passa-alto complesso: del segnale al suo ingresso, le compo-
nenti componenti sinusoidali con frequenza negativa sono ltrate via (annullate), e le componenti sinusoidali con frequenza positiva sono
invece preservate, a parte un guadagno 2. Per questo motivo, abbiamo indicato con r
+
(t)
FT
R
+
(f ) = 2R(f )u( f ) il segnale complesso
alla sua uscita, e riferiremo ad esso con il nome di contenuto di frequenze positive (del segnale r(t)).
9.7
Che lo schema di ltraggio e demixing di Fig.9.10 effettivamente realizzi la funzione di demodulazione fase-quadratura si comprende
osservando la Fig.9.11, dove troviamo gli spettri dei vari segnali, e dalla quale si evince che, a valle del demixer nale, la porzione dello
spettro del segnale modulato x(t) intorno alla portante f
0
` e stata riportata nella banda base.
( , )
( )
0
B f
R f
1
2
2
immag.
reale
( , ) ( , )

( ) ( ) ( )
0 0
B f B f
R f R f jR f
+
= +
( ) ( )
0
R f R f f
+
= +
B B
B
f
f
0
f
0
f
f
Figura 9.11: Spettri del segnale analitico e dellinviluppo complesso.
Infatti, per il segnale alluscita del mixer vale la seguente relazione di trasformazione di Fourier:
r
+
(t) e
j2 f
0
t
FT
R
+
(f + f
0
) = 2 R
(B, f
0
)
(f + f
0
) u(f + f
0
)
La particolare forma del ltro analitico determina anche la struttura del segnale complesso r
+
(t). Infatti, possiamo operare la seguente
scomposizione additiva: H
+
(f ) = 2u(f ) = 1 + sign(f ). Inoltre, ricordando lespressione del ltro passatutto di Hilbert (cfr. il par.3.6.5):
H
H
(f ) =j sign(f ) possiamo scrivere:
H
+
(f ) = 1 + j H
H
(f )
Quindi, denontando con r
(B, f
0
)
(t), o anche con H{r
(B, f
0
)
(t)}, luscita del ltro di Hilbert quando allingresso ` e applicato il segnale
r
(B, f
0
)
(t), i.e. la cosiddetta trasformata di Hilbert di r
(B, f
0
)
(t), il segnale analitico si scompone nella forma che segue:
r
+
(t) = r
(B, f
0
)
(t) + j r
(B, f
0
)
(t)
Vale la pena notare che il segnale r
(B, f
0
)
(t) si ottiene prelevando la sola parte reale del segnale analitico r
+
(t), mentre la trasformata di
Hilbert si ottiene prelevando la sola parte immaginaria:
r
(B, f
0
)
(t) = {r
+
(t)} ; r
(B, f
0
)
(t) = {r
+
(t)}
9.7
Il segnale complesso r
+
(t) e altrimenti conosciuto con il nome di segnale analitico, poich` e esso risulta essere una funzione complessa
olomorfa. Per questo, il ltro con risposta in frequenza H
+
(f )=2u( f ) che lo genera ` e noto con il nome di ltro analitico.
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 269
Tenendo conto della particolare struttura del ltro analitico, abbiamo ridisegnato la Fig.9.9 nella Fig.9.12, dove possiamo facilmente
vericare luguaglianza tra i segnali r
(B, f
0
)
(t) e r(t) =MFQ
_
DFQ
_
r
(B, f
0
)
(t), f
0
_
, f
0
_
.
0
2 j f t
e
- p
0
2 j f t
e
p
( , )
( )
0
B f
r t
{ }
( , ) ( , )
( ) ( ) ( )
0 0
B f B f
r t r t j r t
+
= + H
( ) r t
+
{ }
( , )
( ) ( )
( )
0
B f
r t r t
r t
+
=
=
<
( ) H f
+
{ } <
DFQ MFQ
( ) r t
( , )
( )
0
BP
B f
H f
Figura 9.12: Sulla rappresentabilit` a di un segnale limitato nella B intorno a f
0
mediante inviluppo complesso e componenti di bassa
frequenza.
Infatti, lazione complessiva dei due mixer non altera il segnale analitico r
+
(t) che transita attraverso essi, e loperazione di prelevamento
della sola parte reale di r
+
(t)=r
(B, f
0
)
(t) + jH
_
r
(B, f
0
)
(t)
_
restituisce proprio il segnale r
(B, f
0
)
(t).
9.2.4 Sommario
Segnali in Banda Traslata, Inviluppo Complesso
e Componenti di Bassa Frequenza
i segnali x(t) limitati nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
> B/2, sono rappresentabili, nel
senso esplicato nella Prop.9.1, per mezzo del segnale inviluppo complesso x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t), limitato
nella banda base di larghezza B:
x(t) =
_
x(t) e
j2f
0
t
_
= x
c
(t) cos(2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t)
lo schema di demodulazione omodina in Fig.9.4 realizza lestrazione delle componenti di bassa
frequenza;
le relazioni sussistenti tra i vari segnali si comprendono pi ` u facilmente operando nel dominio della
frequenza;
lintroduzione del ltro analitico e del segnale contenuto di frequenze positive semplica lanalisi nel
dominio della frequenza;
come si vede dagli spettri riportati nella Fig.9.11, le operazioni che estraggono linviluppo complesso
di un segnale limitato nella banda di larghezza B intorno alla frequenza f
0
, con f
0
>B/2 sono:
1) mediante ltraggio analitico si isola la parte dello spettro che insiste sulle frequenze positive;
2) mediante demixing complesso, si centra il segnale nella banda base.
270 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.2.5 Descrizione Energetica di Segnali in Banda Traslata
Calcoliamo il modulo quadro dello spettro del segnale modulato fase-quadratura; usando la (9.4), abbiamo:
|X( f )|
2
=
|X
c
( f f
0
) + j X
s
( f f
0
)|
2
4
+
|X
c
( f + f
0
) j X
s
( f + f
0
)|
2
4
=
|X
c
( f f
0
)|
2
+|X
s
( f f
0
)|
2
+ j X
s
( f f
0
)X
c
( f f
0
) j X
c
( f f
0
)X
s
( f f
0
)
4
+
|X
c
( f + f
0
)|
2
+|X
s
( f + f
0
)|
2
j X
s
( f + f
0
)X
c
( f + f
0
) + j X
c
( f + f
0
)X
s
( f + f
0
)
4
(9.6)
Dalla (9.6) riconosciamo immediatamente che anche lo spettro |X( f )|
2
descrive un segnale modulato fase-
quadratura, che in questo caso ` e la funzione di autocorrelazione R
x
()
FT
|X( f )|
2
del segnale x(t). Posto
R
x
c
()
FT
|X
c
( f )|
2
, R
x
s
()
FT
|X
s
( f )|
2
e R
x
s
x
c
()
FT
X
s
( f )X
c
( f ), possiamo quindi scrivere:
R
x
() =
R
x
c
() + R
x
s
()
2
cos(2f
0
)
R
x
s
x
c
() R
x
c
x
s
()
2
sin(2f
0
) (9.7)
La (9.7) indica chiaramente che il legame che si stabilisce tra la terna {R
x
c
(), R
x
s
(), R
x
s
x
c
()} delle funzioni
di correlazione delle componenti di bassa frequenza, e la funzione di autocorrelazione R() del segnale a
radiofrequenza, ` e del tipo molti a uno.
Ambiguit` a della Descrizione Energetica di Segnali a Radiofrequenza
Senza informazioni aggiuntive, non ` e possibile stabilire quale terna {R
x
c
(), R
x
s
(), R
x
s
x
c
()} di funzioni
di correlazione delle componenti di bassa frequenza ha prodotto la funzione di autocorrelazione R() del
segnale a radiofrequenza.
Mutatis mutandis, lambiguit` a della descrizione energetica di segnali a radiofrequenza si riporta anche sulla
classe dei segnali di potenza.
Nei sistemi di trasmissione dellinformazione, lambiguit` a ` e rimossa grazie alla conoscenza che il ricevitore
possiede circa la natura del segnale trasmesso; normalmente il trasmettitore opera con le seguenti posizioni:
R
x
c
()= R
x
s
()
R
x
s
x
c
()=R
x
s
x
c
()
= R
x
() = R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
) (9.8)
Diversa situazione il ricevitore incontra quando la descrizione energetica riguarda segnali dei quali non ha co-
noscenza del meccanismo di formazione, primo fra tutti il segnale di rumore termico caratterizzato dallavere
densit` a spettrale di potenza costante nella banda di larghezza B intorno a f
0
.
Nel successivo par.9.3, vedremo come rimuovere lambiguit` a della descrizione energetica di segnali a radio-
frequenza rappresentando il segnale a radiofrequenza come membro di un processo aleatorio. In particolare,
dimostreremo come la la sola ipotesi di stazionariet` a permette di spendere la (9.8) per la classe dei processi
limitati nella banda di larghezza B intorno a f
0
.
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 271
Appendice: Trasformata di Hilbert, Segnale Analitico, Componenti di Bassa Frequenza
Per il suo peculiare comportamento nel dominio della frequenza, il ltro di Hilbert ` e riferito anche come ltro sfasatore (phase splitter) di
/2 rad.; in particolare, il ltro di Hilbert trasforma coseni in seni e viceversa:
H{cos(2f
0
t)} = sin(2f
0
t) ; H{sin(2f
0
t)} = cos(2f
0
t)
Tale comportamente sfasatore si mantiene anche sui segnali limitati nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
> B/2, i.e. per il segnale
modulato fase quadratura:
x(t) = x
c
(t) cos (2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
x
+
(t)
_
=
_
x(t)e
j2f
0
t
_
(9.9)
abbiamo:
x(t) = x
c
(t) sin(2f
0
t) + x
s
(t) cos (2f
0
t) =
_
x
+
(t)
_
=
_
x(t)e
j2f
0
t
_
(9.10)
La (9.10) si osserva direttamente della Fig:9.12, cha abbiamo ridisegnato nella Fig:9.13 per mettere in evidenza anche come possiamo
ottenere la trasformata di Hilbert come parte immaginaria del segnale analitico, risultando anche
x
+
(t) = x(t) e
j2f
0
t
x(t) = x
+
(t) e
j2f
0
t
0
2 j f t
e
- p
0
2 j f t
e
p
( ) x t
( ) ( ) ( ) x t x t j x t
+
= +
( ) x t
+
{ } { } ( ) ( ) ( )
( )sin( ) ( ) cos( )
0
0
2
0
2 2
c s
j f t
x t x t x t e
x t f t x t f t
+ p
= =
= p + p
I I
{ } { } ( ) ( ) ( )
( ) cos( ) ( )sin( )
0
2
0 0
2 2
c s
j f t
x t x t x t e
x t f t x t f t
p +
= =
= p - p
< < ( ) ( ) ( )
c s
x t x t jx t = +
( ) x t
( ) H f
+
{ } <
{ } I
DFQ
Figura 9.13: Sulla rappresentabilit` a di un segnale limitato nella B intorno a f
0
mediante trasformata di Hilbert, segnale analitico,
inviluppo complesso e componenti di bassa frequenza.
Riassumiamo i risultati ottenuti.
Segnale Analitico (Contenuto di Frequenze Positive)
x
+
(t) = x(t) + j x(t) ; X
+
(f ) = 2X(f ) u(f )
Occorre sottolineare la presenza del fattore moltiplicativo 2 nella costruzione dello spettro del contenuto di frequenze positive. Come gi ` a
visto, dal segnale analitico si ottengono sia il segnale che la sua trasformata di Hilbert:
x(t) = {x
+
(t)} ; x(t) = {x
+
(t)}
Segnale Analitico e Inviluppo Complesso
x(t) =x
+
(t)e
j2 f
0
t
FT
X(f )=X
+
(f + f
0
) ; x
+
(t) =x(t)e
j2f
0
t
FT
X
+
(f ) =X(f f
0
)
Costruzione dello Spettro dellInviluppo Complesso
Lo spettro dellinviluppo complesso si ottiene mediante i seguenti passi (cfr. Fig.9.14):
1) si moltiplica per 2 lo spettro del segnale;
2a) si prende il solo contenuto di frequenze positive
2b) e lo si porta in banda base, traslando verso lorigine della quantit` a f
0
.
Possiamo convenientemente scrivere la (9.9) e la (9.10) in forma compatta:
_
cos (2f
0
t) sin(2f
0
t)
sin(2f
0
t) cos (2f
0
t)
_

_
x
c
(t)
x
s
(t)
_
=
_
x(t)
x(t)
_
(9.11)
in modo da invertire facilmente e ottenere
_
x
c
(t)
x
s
(t)
_
=
_
cos (2f
0
t) sin(2f
0
t)
sin(2f
0
t) cos (2f
0
t)
_

_
x(t)
x(t)
_
(9.12)
Vediamo, quindi, che le componenti di bassa frequenza si ottengono dal segnale e dalla trasformata di Hilber mediante una sorta di
rotazione che, istante per istante, avvita il segnale complesso alla velocit` a dettata dalla frequenza portante f
0
.
Gli spettri dei vari segnali sono riportati nella Fig.9.14.
272 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
X f ( )
jX f jX f j f
X f f
$
( ) ( ) ( )
( ) ( )
= -
=
sign
sign
a f
sign( ) f
jX f
$
( )
1
1
-1
2
2
immag.
reale
X f X f jX f
+
= + ( ) ( )
$
( )
X f X f f ( ) ( ) = +
+
0
B B
B
f
f
f
0
-f
0
f
f
Figura 9.14: Spettri di un segnale modulato fase-quadratura.
9.2. INVILUPPO COMPLESSO DI SEGNALI MODULATI FASE-QUADRATURA 273
Inne, in Fig.9.15 troviamo lo schema di principio che estrae le componenti di bassa frequenza dal segnale analiticoin accordo alle seguenti
relazioni:
x
c
(t) = {x(t)} =
_
x
+
(t) e
j2f
0
t
_
=
__
x(t) + j x(t)
_

_
cos(2f
0
t) j sin(2f
0
t)
__
= x(t) sin(2f
0
t) + x(t) cos(2f
0
t)
x
s
(t) = {x(t)} =
_
x
+
(t) e
j2f
0
t
_
=
__
x(t) + j x(t)
_

_
cos(2f
0
t) j sin(2f
0
t)
__
= x(t) cos(2f
0
t) x(t) sin(2f
0
t)
x t ( )
$( ) x t
x t
c
( )
x t
s
( )
x t
c
( )
x t
s
( )
p 2
p 2
p 2
( )
H
h t
cos( ) 2
0
pf t
sin( ) 2
0
pf t sin( ) 2
0
pf t
sin( ) 2
0
pf t
cos( ) 2
0
pf t
cos( ) 2
0
pf t
(mixer)
modulante
in quadratura
e j
estrattore componenti
bassa frequenza
modulante
in fase
e j
portante
in fase
e j
portante
in quadratura
e j
+
-
+
-
Figura 9.15: Estrazione delle componenti di bassa frequenza.
Estrazione delle Componenti di Bassa Frequenza mediante Trasformazione di Hilbert
x
c
(t) = x(t) sin(2f
0
t) + x(t) cos(2f
0
t)
x
s
(t) = x(t) cos(2f
0
t) x(t) sin(2f
0
t)
(9.13)
Vale la pena notare che, nel limite dellapprossimazione pratica di un ltro di Hilbert, la (9.13) indica una concreta possibilit` a di ottenere le
componenti di bassa frequenza direttamente dal segnale x(t), come illustrato nello schema di Fig.9.15. Nella stessa gura, la parte a valle
del segnale modulato x(t) descrive uno schema per la demodulazione (coerente) di segnali modulati fase-quadratura, alternativo rispetto
a quello basato su demodulazione omodina di Fig.9.4. In genere, si preferisce lo schema che usa la demodulazione omodina poich` e, oltre
a risparmiare due mixer e due sommatori, si riesce a realizzare molto pi ` u accuratamente un ltro passabasso che un trasformatore di
Hilbert.
274 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.3 Processi Aleatori in Banda Traslata
9.3.1 Introduzione
La rappresentazione mediante linviluppo complesso ` e conveniente anche quando il segnale a radiofrequenza
` e membro di un processo aleatorio. Nelle applicazioni di trasmissione dellinformazione, molto spesso ` e ra-
gionevole assumere che linviluppo complesso sia membro di un processo aleatorio stazionario in senso lato al
secondo ordine, a valor medio nullo e complesso proprio;
9.8
sebbene il caso generale non presenti particolari
difcolt` a concettuali, la trattazione riportata nel seguito sar` a limitata a questo caso.
Gli argomenti sviluppati nel seguito si articolano intorno alle dimostrazioni delle due propriet` a seguenti.
I Propriet` a
Inviluppo Complesso Proprio = Processo Modulato Stazionario
Consideriamo il processo aleatorio x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t), complesso proprio, limitato nella banda base di
larghezza B, stazionario ed ergodico in senso lato al secondo ordine, a valor medio nullo e con funzione di
autocorrelazione R
x
() =2R
x
c
() + 2j R
x
s
x
c
(); consideriamo anche il processo aleatorio ottenuto mediante
modulazione fase-quadratura intorno a f
0
, con f
0
>B/2:
x(t) = {x(t) e
j2f
0
t
} = x
c
(t) cos(2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t)
Orbene, il processo modulato x(t) risulta stazionario ed ergodico in senso lato al secondo ordine, limitato
nella banda base di larghezza B intorno a f
0
, con funzione di autocorrelazione
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
)
Inoltre, la densit` a spettrale di potenza P
x
(j) risulta priva dimpulsi matematici in f =f
0
.
Commento
Al trasmettitore, la I Propriet` a:
Inviluppo Complesso Proprio = Processo Modulato Stazionario
costringe ad assicurare la simmetria coniugata al II ordine delle componenti di bassa frequenza per ottenere mediante
modulazione fase-quadratura un segnale a radio-frequenza stazionario. Notiamo altres` che da questa circo-
stanza non derivano particolari limitazioni, in quanto molto spesso possiamoassumere statistica indipendenza
e identica densit` a spettrale di potenza per le componenti di bassa frequenza.
9.9
9.8
Nel caso di valor medio nullo, la condizione di propria complessit` a per x(t) =x
c
(t) + jx
s
(t) si semplica come segue:
E{x(t) x(t )} = 0
_
R
xc
() = R
xs
()
R
xs xc
() = R
xs xc
()
Allora risulta anche:
{R
x
()} = 2R
xc
() = 2R
xs
() ; {R
x
()} = 2R
xs xc
()
Quindi la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso assume la forma seguente:
R
x
() = 2R
xc
() + 2jR
xs xc
()
9.9
Per esempio, questo pu` o ragionevolmente assumersi nella radiodiffusione del segnale televisivo analogico a colori (PAL), dove le due
componenti di crominanza sono allocate sulla cosiddetta sottoportante di crominanza mediante modulazione fase-quadratura, e non vi ` e
ragione per non ritenere soddisfatte le condizioni di propria complessit` a per le due componenti di crominanza. Ancora, nei moderni
collegamenti numerici, linviluppo complesso al trasmettitore ` e un segnale numerico PAM complesso formato su simboli appartenenti a
una certa costellazione complessa di cardinalit` a N; tali simboli sono ottenuti a valle di un dispositivo cosiddetto mapper che opera sulle cifre
binarie risultato delle operazioni di codica di sorgente e di canale, specicatamente, il mapper associa ogni carattere della costellazione a
un certo gruppo di =log
2
N bit, cfr. il cap.10 e il par:17.6. Anche in questo caso, non vi ` e ragione per non ritenere soddisfatte le condizioni
di propria complessit` a per la parte reale e la parte immaginaria della sequenza di simboli in uscita al mapper.
9.3. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA 275
II Propriet` a
Processo Stazionario in Banda Traslata = Inviluppo Complesso Proprio
Sia dato un processo aleatorio stazionario ed ergodico, avente densit a spettrale di potenza limitata nella
banda di larghezza B intorno a f
0
, e inoltre priva dimpulsi matematici in f =f
0
. Allora, il suo inviluppo
complesso e un processo complesso proprio, stazionario ed ergodico, a componente continua nulla.
Commento
Consideriamo al ricevitore, la II Propriet` a:
Processo Stazionario in Banda Traslata = Inviluppo Complesso Proprio
Essa assicura la simmetria coniugata al II ordine delle componenti di bassa frequenza estratte mediante demodula-
zione fase-quadratura di un segnale a radio-frequenza stazionario e limitato nella banda B intorno a f
0
. Pertanto,
anche quei segnali che non necessariamente nascono a seguito di una modulazione fase-quadratura, e.g. di-
sturbi, rumore termico, interferenze, etc., possono essere convenientemente rappresentati mediante inviluppo
complesso proprio ovvero componenti di bassa frequenza con simmetria coniugata al secondo ordine.
9.3.1.1 Funzioni di Autocorrelazione di Processi Aleatori in Banda Traslata
Passiamo in rassegna le conseguenze indotte sulle Funzioni di Autocorrelazione e sulle Densit` a Spettrali di
Potenza dei vari segnali coinvolti nella descrizione energetica di Processi Aleatori in Banda Traslata, dalle
ipotesi sopra descritte, i.e. propria complessit` a a bassa frequenzastazionariet` a a radiofrequenza.
Come dimostreremo nel seguito, sia per segnali in banda traslata, che per le loro funzioni di autocorrela-
zione, ` e possibile impiegare una rappresentazione complessa.
Inviluppo Complesso di Segnali e Processi Stazionari in Banda Traslata
x(t)= x
c
(t) cos(2f
0
t)x
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
x(t)e
j2f
0
t
_
(9.14)
R
x
()= R
x
c
() cos(2f
0
)R
x
s
x
c
() sin(2f
0
) =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
(9.15)
Ne segue un calambour piuttosto curioso:
le componenti di bassa frequenza della funzione di autocorrelazione sono, rispettivamente, la funzione di
autocorrelazione e la funzione di correlazione incrociata delle componenti di bassa frequenza.
Ricordando quanto espostonel par.9.2.1 a proposito di come si struttura lo spettro di segnali di energia, proprio
questa analogia tra le forme (9.15) e (9.15) permette immediatamente di affermare che anche la densit` a spettra-
le di potenza P
x
( f )
FT
R
x
() andr` a a occupare la banda B intorno a f
0
, dove B misura loccupazione spettrale
della densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso, i.e. P
x
( f )
FT
R
x
(); alternativamente, possiamo
usare le densit` a spettrali di potenza delle componenti di bassa frequenza P
x
c
( f ) =P
x
s
( f )
FT
R
x
c
() =R
x
s
()
e P
x
s
x
c
( f )
FT
R
x
s
x
c
().
9.3.1.2 Densit` a Spettrale di Potenza di Processi Aleatori in Banda Traslata
Innanzi tutto notiamo che dalla (9.15) risulta (cfr. anche la nota 9.8):
R
x
() = 2
simm. pari
..
R
x
c
() +2j
simm. dispari
..
R
x
s
x
c
() (9.16)
Quindi, la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso proprio risulta essere a simmetria complessa
coniugata (cfr. il par.1.3.9). Allora, considerate le densit` a spettrali di potenza P
x
c
( f ) = P
x
s
( f )
FT
R
x
c
() =
276 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
R
x
s
() e la densit` a spettrale di potenza incrociata P
x
s
x
c
( f )
FT
R
x
s
x
c
(), uguagliando membro a membro
le trasformate di Fourier della (9.16), otteniamo la seguente notevole espressione per la densit` a spettrale di
potenza P
x
( f )
FT
R
x
() dellinviluppo complesso:
P
x
( f ) = 2
reale pari
..
P
x
c
( f ) +2j
imm. dispari
..
P
x
s
x
c
( f )
Complessivamente, e come doveva essere, poich` e linviluppo complesso ` e un processo complesso proprio, la
sua densit` a spettrale di potenza P
x
( f ) risulta reale e non negativa.
9.10
Inoltre, scomponendo P
x
( f ) in parte pari
e parte dispari otteniamo, rispettivamente, la densit` a spettrale di potenza delle componenti di bassa frequenza
P
x
c
( f ) =P
x
s
( f ) =E {P
x
( f )}/2, e la densit` a spettrale di potenza incrociata P
x
s
x
c
( f ) =O{P
x
( f )}/2j.
Dalla (9.15) calcoliamo facilmente la densit` a spettrale di potenza a radiofrequenza; infatti, ricordando che
P
x
( f ) ` e reale abbiamo (cfr. anche la Fig.9.16):
P
x
( f ) =
1
2
F
_
{R
x
()e
j2f
0

}
..
R
x
()e
j2f
0

+ R
x
()e
j2f
0

2
_
=
P
x
( f f
0
) +
P
x
(( f +f
0
))
..
P
x
(( f + f
0
))
4
=
P
x
( f f
0
) + P
x
(( f + f
0
))
4
P f
x
( )
1
4
1
( )
x
P f
0
( )
4
x
P f f -
0
( ( ))
4
x
P f f - +
f
f
0
0
0
-f
0
2 B - 2 B
B B
f
Figura 9.16: Densit` a spettrale di potenza di processi aleatori in banda traslata.
Densit` a Spettrale di Potenza di Processi Stazionari in Banda Traslata
P
x
( f ) =
1
4
(P
x
( f f
0
) + P
x
(( f + f
0
)))
9.10
La non-negativit` a della densit` a spettrale di potenza di un qualsiasi segnale complesso (t) ` e assicurata dalla simmetria coniugata
della funzione di autocorrelazione R

() =R

(), dalla quale discende


_
f
0
+B/2
f
0
B/2
P

(f ) df 0, f
0
R, B > 0 (cfr. il cap.5).
9.3. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA 277
9.3.2 Modulazione Fase-Quadratura di Processi Aleatori
Analizziamo pi ` u dettagliamente e dimostriamo la prima delle propriet` a descritte nel precedente par.9.3.1.
Inviluppo Complesso Proprio = Processo Modulato Stazionario
PROPOSIZIONE 9.2 Sia x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t) un processo aleatorio complesso proprio, stazionario ed ergodico in
senso lato al secondo ordine, limitato nella banda base di larghezza B, a valor medio nullo. Il processo aleatorio
x(t) = {x(t) e
j2f
0
t
} = x
c
(t) cos(2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t)
ottenuto mediante modulazione fase-quadratura intorno a f
0
, con f
0
> B/2, risulta stazionario ed ergodico in senso
lato al secondo ordine, limitato nella banda B intorno a f
0
, con funzione di autocorrelazione:
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
x
c
() cos(2f
0
)R
x
s
x
c
() sin(2f
0
) (9.17)
Inoltre, la densit` a spettrale di potenza P
x
(j)
FT
R
x
() risulta priva dimpulsi matematici in f =f
0
.
Dim: nel procedere lungo la dimostrazione, conviene usare la seguente scomposizione:
x(t) =
x(t) e
j2f
0
t
+ x(t) e
j2f
0
t
2
Per quanto riguarda il valor medio, ricordando che E{x(t)} =0 per ipotesi, abbiamo:
E{x(t)} =
E{x(t)} e
j2f
0
t
+ E{x(t)} e
j2f
0
t
2
= 0
Per quanto riguarda la funzione di autocorrelazione, E{x(t)x(t)}, dobbiamo dimostrare che essa dipende solo dalla differenza .
Ricordando che, nel caso di valor medio nullo, lipotesi di propria complessit` a (simmetria coniugata al secondo ordine) per x(t) recita
E{x(t)x(t)} =0, abbiamo:
E{x(t)x(t)} =
1
4
E
__
x(t)e
j2 f
0
t
+ x(t)e
j2 f
0
t
__
x(t)e
j2f
0
(t)
+ x(t)e
j2 f
0
(t)
__
=
1
4
E{x(t)x(t )}
. .
0 (propria complessit` a)
e
j4f
0
t
e
j2f
0

+
1
4
E{x(t)x(t )}
. .
Rx ()
e
j2f
0

+
1
4
E{x(t)x(t )}
. .
Rx ()
e
j2 f
0

+
1
4
E{x(t)x(t )}
. .
0 (propria complessit` a)
e
j4f
0
t
e
j2f
0

=
1
2
R
x
()e
j2f
0

+ R
x
()e
j2 f
0

2
=
1
2

_
R
x
()e
j2 f
0

_
(9.18)
Notiamo che i vari contributi che dipendono da t non scompaiono, e quindi si perde la stazionariet` a, quando linviluppo complesso x(t)
` e un generico processo complesso non proprio.
9.11
Inne, lultimo segno uguale nella (9.17) segue considerando lespressione della funzione di autocorrelazione dellinviluppo comples-
so proprio x(t), la quale assume la forma:
R
x
() = 2R
xc
() + 2jR
xs xc
()
Assodata la stazionariet` a, lergodicit` a di x(t) discende direttamente dallirriducibilit` a della sorgente che ha generato x(t).
Per quanto riguarda lassenza dimpulsi matematici nella densit` a spettrale di potenza di x(t) alle frequenze f = f
0
, dobbiamo
dimostrare che risulta A
_
R
x
()e
j2 f
0
_
=0. Per lipotesi di valor medio nullo di x(t) sappiamo che la densit` a spettrale di potenza di x(t)
non ha unimpulso matematico a frequenzaf =0, i.e. A{R
x
()} =0. Usando la (9.18), otteniamo facilmente per f = f
0
, e similarmente per
f =f
0
:
4 A
_
R
x
() e
j2 f
0
_
= A
_
R
x
()
_
. .
0 per lipotesi di valor medio nullo
+ A
_
R
x
() e
j4f
0

_
. .
0 per la limitazione nella banda B<2f
0
= 0

9.11
Tali contributi non svaniscono se il valor medio di x(t) ` e diverso da zero, anche in ipotesi di propria complessit` a. In questo caso, occor-
rebbe far riferimento alla funzione di covarianza K
x
() =A {(x(t)A {x(t)})(x(t)A {x(t)})}. Per semplicit` a, questa trattazione
resta limitata a inviluppi complessi aventi componente continua nulla.
278 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.3.2.1 Sulla funzione di autocorrelazione del processo a radiofrequenza
Dalla (9.17), notiamoche anche la funzione di autocorrelazione R
x
() del processo a radiofrequenza si struttura
come un segnale modulato fase-quadratura, i.e. anche per R
x
() possiamo considerare la rappresentazione
mediante le sue componenti di bassa frequenza. Vale la pena sottolineare tale propriet` a nel seguente corollario.
Struttura della Funzione di Autocorrelazione
di Processi Modulati Fase-Quadratura
COROLLARIO 9.1 Si consideri un processo stazionario ed ergodico x(t) =
_
x(t) e
j2f
0
t
_
ottenuto mediante modu-
lazione fase-quadratura di un processo x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t) complesso proprio, limitato nella banda base di larghez-
za B, con f
0
> B/2, avente funzione di autocorrelazione R
x
() = 2R
x
c
() + 2j R
x
s
x
c
() (con R
x
c
() = R
x
s
()
e R
x
s
x
c
() = R
x
s
x
c
()). Orbene, la funzione di autocorrelazione R
x
() del processo modulato si esprime in
componenti di bassa frequenza:
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
)
Dim: ripetiamo lultima parte della dimostrazione della Prop.9.2. Ricordando che lipotesi di propria complessit` a (simmetria coniugata
al secondo ordine) per x(t) induce le seguenti relazioni tra le funzioni di autocorrelazione delle componenti di bassa frequenza
E{x(t) x(t )} = 0
_
R
xc
() = R
xs
()
R
xs xc
() = R
xs xc
()
risultando anche
{R
x
()} = 2R
xc
() = 2R
xs
() ; {R
x
()} = 2R
xs xc
()
possiamo riscrivere la (9.17) come segue:
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
xc
() cos(2f
0
) R
xs xc
() sin(2f
0
)
Notiamo come la potenza del processo a radiofrequenza resti limitata nella banda di larghezza B intorno a f
0
.
Infatti, le densit` a spettrali di potenza P
x
c
( f )
FT
R
x
c
() e P
x
s
x
c
( f )
FT
R
x
s
x
c
() sono, per ipotesi, limitate
nella banda base di larghezza B, e possiamo scrivere:
P
x
( f ) = F {R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
)}
=
P
x
c
( f f
0
) + j P
x
s
x
c
( f f
0
)
2
limitata nella banda B intorno a +f
0
+
P
x
c
( f + f
0
) j P
x
s
x
c
( f + f
0
)
2
limitata nella banda B intorno a f
0
(9.19)
Non lasciamoci ingannare dalla (9.19): poich` e R
x
s
x
c
() e simmetrica dispari, la densit` a spettrale di potenza incro-
ciata P
x
s
x
c
( f ) ` e puramente immaginaria e simmetrica dispari, per cui la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo
complesso P
x
( f ) = 2P
x
c
( f ) + j2P
x
s
x
c
( f ) ` e reale, e tale risulta anche la densit` a spettrale di potenza P
x
( f ) del
segnale a radiofrequenza. Inoltre, essendo R
x
() una funzione di autocorrelazione, per denizione denita
non-negativa, risulter` a anche P
x
( f ) 0.
9.3. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA 279
9.3.3 Rappresentazione di Processi Aleatori in Banda Traslata mediante Inviluppo Com-
plesso e Componenti di Bassa Frequenza
Passiamo ora allanalisi della seconda delle propriet` a descritte nel precedente par.9.3.1. In analogia a quanto
fatto nel par.9.2.3, occorre stabilire se un processo con densit` a spettrale di potenza limitata nella banda di
larghezza B intorno a f
0
possa essere rappresentato mediante inviluppo complesso e componenti di bassa
frequenza.
Processo Modulato Stazionario = Inviluppo Complesso Proprio
PROPOSIZIONE 9.3 Linviluppo complesso x(t) di un processo aleatorio x(t) stazionario, ergodico, e densit` a spettrale
di potenza limitata nella banda di larghezza B intorno a f
0
, e inoltre priva dimpulsi matematici alle frequenze f =f
0
,
e un processo complesso proprio, a valor medio nullo.
Dim: la dimostrazione si basa sulla seguente propriet` a, peraltro dimostrata nellAppendice 9.7:
Segnale Analitico di Processi Aleatori
LEMMA 9.1 Il segnale analitico x
+
(t) di un processo aleatorio x(t) stazionario, ergodico, a valor medio nullo, e densit` a spettrale di potenza limitata
nella banda di larghezza B intorno a f
0
, e un processo stazionario ed ergodico, complesso proprio, e a valor medio nullo.
Tenendo presente il Lemma 9.1, possiamo procedere con la dimostrazione riguardante linviluppo complesso, il quale si ottiene dal segnale
analitico nel modo che sappiamo:
x(t) = x
+
(t) e
j2f
0
t
Immediatamente notiamo che risulta E{x
+
(t)} = 0 E{x(t)} = 0; quindi, per vericare la propria complessit` a di x(t), occorre
controllare solo che sia nullo il momento del II ordine E{x(t) x(t )}:
Cov{x(t), x(t )} = E{x(t) x(t )} = E
_
x
+
(t), x
+
(t )
_
. .
nullo poich` e x
+
(t) complesso proprio
e
2j2 f
0
t
e
j2f
0

= 0
Per quanto riguarda lergodicit` a, essa segue direttamente dalla irriducibilit` a della sorgente di x(t), che a sua volta si trasporta direttamente
sulla sorgente di x(t) a meno del caso patologico di presenza dimpulsi matematici nella densit` a spettrale di potenza di x(t) alle frequenze
f = f
0
, nel qual caso viene meno lergodicit` a per la componente continua dellinviluppo complesso. La dimostrazione procede come
segue: la condizione dassenza dimpulsi matematici nella densit` a spettrale di potenza di x(t) alle frequenze f =f
0
si traduce nellassenza
di un impulso matematico nella densit` a spettrale di potenza di x
+
(t) alla frequenza f = f
0
; infatti, essendo R
x
+ () = R
x
()e
j2f
0

possiamo scrivere:
A
_
R
x
+ () e
j2 f
0

_
= 0
. .
assenza dimpulso matematico in P
x
+ (f ) a f = f
0
A{R
x
()} = 0
. .
assenza dimpulso matematico in Px (f ) a f =0
A{x(t)} = 0
Poich` e sappiamo che E{x(t)} =0, abbiamo vericato lergodicit` a della componente continua, i.e. A{x(t)} =E{x(t)} =0.
280 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.3.4 Funzioni di Autocorrelazione dellInviluppo Complesso e delle Componenti di
Bassa Frequenza
Funzioni di Autocorrelazione delle Componenti di Bassa Frequenza
Abbiamo dimostrato che linviluppo complesso di un processo stazionario limitato nella banda B intorno a f
0
` e un processo complesso proprio; quindi, la sua funzione di autocorrelazione possiede la seguente struttura:
R
x
c
() =R
x
s
() =
1
2
{R
x
()} ; R
x
s
x
c
() =R
x
s
x
c
() =
1
2
{R
x
()} (9.20)
In particolare, dalla (9.20) valutata per = 0, notiamo che le potenze delle componenti di bassa frequenza
coincidono, e che la loro potenza incrociata ` e nulla:
P
x
c
= P
x
s
; P
x
s
x
c
= 0
Inoltre, la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso si scrive nel modo che segue:
R
x
() = 2R
x
c
() +2j R
x
s
x
c
()
= 2R
x
s
() + 2j R
x
s
x
c
()
e quindi, valutando le diverse funzioni di autocorrelazione in = 0, notiamo che la potenza dellinviluppo
complesso ` e pari al doppio della potenza della singola componente di bassa frequenza:
P
x
= 2P
x
c
= 2P
x
s
(9.21)
Scrivendo la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso in funzione di quella del segnale analitico otteniamo:
R
x
() = E{x(t) x(t )} = E
_
x
+
(t)e
j2f
0
t
x
+
(t ) e
j2f
0
(t)
_
= R
x
+ ()e
j2 f
0

(9.22)
Ricordando la (9.45), che riscriviamo tenendo conto che risulta R
xx
() =

R
x
():
R
x
+ () = 2
_
R
x
() + j

R
x
()
_
(9.23)
possiamo scrivere la relazione che ottiene direttamente la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso R
x
() da quella del
processo in banda traslata R
x
():
R
x
() = 2
_
R
x
() + j

R
x
()
_
e
j2f
0

(9.24)
1
2
R
x
() e
jf
0

= R
x
() + j

R
x
() (9.25)
Prendendo la parte reale di entrambi i membri della (9.25), si ottiene il legame tra la funzione di autocorrela-
zione del processo a radiofrequenza, e la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso.
Funzione di Autocorrelazione del Processo in Banda Traslata
La funzione di autocorrelazione del processo in banda traslata si esprime in funzione delle funzioni di
correlazione delle componenti di bassa frequenza nella forma che segue:
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
)
9.3. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA 281
Per completezza, riportiamo anche lespressione della trasformata di Hilbert della funzione di autocorrelazione, ottenuta prendendo la
parte immaginaria di entrambi i membri della (9.25).

R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
xc
() sin(2f
0
) + R
xs xc
() cos(2f
0
) (9.26)
Inoltre, a partire dallespressione (9.24) che ottiene la funzione di autocorrelezione dellinviluppo complesso a partire da quella del segnale
a radio-frequenza, otteniamo facilmente le funzioni di correlazione delle componenti di bassa frequenza.
Estrazione delle Funzioni di Correlazione delle Componenti di Bassa Frequenza
R
xc
() =R
xs
() =
__
R
x
() + j

R
x
()
_
e
j2f
0

_
= R
x
() cos(2f
0
) +

R
x
() sin(2f
0
)
R
xc xs
() =
__
R
x
() + j

R
x
()
_
e
j2f
0

_
=R
x
() sin(2f
0
) +

R
x
() cos(2f
0
)
Occorre notare che lestrazione della funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso, ovvero delle funzioni di correlazione delle
componenti di bassa frequenza, avviene in maniera pi ` u agevole operando direttamente sulle densit` a spettrali di potenza nel dominio
della frequenza, cfr. il par.9.3.5.
9.3.5 Densit` a Spettrale di Potenza dellInviluppo Complesso
Concludiamo riportando i passaggi che ottengono la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso.
Abbiamo visto come possiamo scrivere la funzione di autocorrelazione del processo in banda traslata nella
forma:
R
x
() =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
= R
x
c
() cos(2f
0
) R
x
s
x
c
() sin(2f
0
)
Non e difcile ottenere la densit` a spettrale del processo in banda traslata:
P
x
( f ) =
1
2
F
_
R
x
() e
j2f
0

_
+F
_
R
x
() e
j2f
0

_
2
=
P
x
( f f
0
)
4
+
P
x
(( f + f
0
))
4
=
P
x
( f f
0
)
4
. .
freq. positive
+
P
x
(( f + f
0
))
4
. .
freq. negative
(9.27)
dove abbiamo tenuto in conto che P
x
( f ) ` e una funzione che, in quanto densit` a spettrale di potenza, assume
valori reali (e non-negativi).
Per comprendere come si ottiene la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso a partire dalla densit` a spettrale di potenza del
processo modulato si parte dalla (9.23):
R
x
+ () = 2
_
R
x
() + j

R
x
()
_
(9.28)
Dalla (9.28) osserviamo che la funzione di autocorrelazione del segnale analitico R
x
+ () ` e strutturata essa stessa come un segnale analitico,
i.e. segnale nella parte reale e trasformata di Hilbert nella parte immaginaria, e pertanto il suo spettro conterr` a solo frequenze positive.
Infatti, prendendo la trasformata di Fourier di ambo i membri della (9.45), e, mutatis mutandis, ripetendo i passi gi ` a illustrati in Fig.9.14,
otteniamo:
P
x
+ (f ) = 2F {R
x
()} + 2jF {

R
x
()} = 2
_
P
x
(f ) + j (j sign(f ) P
x
(f ))
_
= 2 (P
x
(f ) + sign(f ) P
x
(f )) = 4P
x
(f )u( f )
Analogamente, possiamo calcolare la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso trasformando la (9.22), che qui riscriviamo
per comodit` a:
R
x
() = R
x
+ () e
j2f
0

(9.29)
Otteniamo:
P
x
(f ) = P
x
+ (f + f
0
) = 4P
x
(f + f
0
)u( f + f
0
)
282 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
Densit` a Spettrale di Potenza dellInviluppo Complesso
Il procedimento che ottiene P
x
( f ) da P
x
( f ) si comprende meglio per via graca. Dalla Fig.9.17 vediamo che
occorre compiere le seguenti operazioni:
1. si considera solo la parte per frequenze positive dello spettro P
x
( f );
2. si moltiplica per un fattore dampiezza pari a 4;
3. si trasla verso lorigine per una quantit` a pari a f
0
(si riporta in banda base).
( )
x
P f
1
1
( )
x
P f +
( ) ( )
0 x
x
P f P f f + = +
0
( )
4
x
P f f -
0
( ( ))
4
x
P f f - +
f
f
0
0
0
0
f
0
-f
0
B B
f
f
1
4
Figura 9.17: Densit` a spettrale di potenza di processi aleatori in banda traslata.
Dalla Fig.9.17 rileviamo la seguente relazione tra le potenze:
P
x
=
P
x
2
Utilizzando la potenza delle componenti di bassa frequenza, possiamo anche scrivere (cfr. la (9.21)):
P
x
= P
x
c
= P
x
s
9.3. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA 283
Densit` a Spettrali di Potenza delle Componenti di Bassa Frequenza
Per trovare come la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso si relaziona con le densit` a spettra-
li delle componenti di bassa frequenza, scriviamo la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso
mettendo in evidenza le simmetrie pari e dispari:
R
x
() = 2
_
R
x
c
()
. .
simm. pari
+ j R
x
s
x
c
()
. .
simm. dispari
_
Allora, uguagliando le trasformate di Fourier membro a membro, otteniamo:
P
x
( f ) = 2
_
P
x
c
( f )
. .
reale pari
+ j P
x
s
x
c
( f )
. .
imm. dispari
_
e quindi
9.12
P
x
c
( f ) = P
x
s
( f ) =
1
2
E {P
x
( f )}
. .
parte pari (even)
P
x
s
x
c
( f ) =
1
2j
O{P
x
( f )}
. .
parte dispari (odd)
Estrazione delle Densit` a Spettrali di Potenza
delle Componenti di Bassa Frequenza
Con riferimento alla Fig.9.17, riportiamo la sequenza doperazioni da compiere:
1. si estrae la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso:
P
x
( f ) = 4P
x
( f + f
0
)u( f + f
0
)
2. le densit` a spettrali di potenza delle componenti di bassa frequenza, e quindi le relative funzioni di
correlazione, si ottengono direttamente dalla scomposizione di P
x
( f ) in parte pari e parte dispari:
R
x
c
() = R
x
s
()
FT
P
x
c
( f ) = P
x
s
( f ) =
1
2
E {P
x
( f )}
. .
parte pari (even)
=
P
x
( f ) + P
x
(f )
2
R
x
s
x
c
()
FT
P
x
s
x
c
( f ) =
1
2j
O{P
x
( f )}
. .
parte dispari (odd)
=
P
x
( f ) P
x
(f )
2
Osserviamo, inoltre, che la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso risulta simmetrica pari se e
solo se le componenti di bassa frequenza sono tra loro incorrelate; in questo caso, la densit` a spettrale di potenza
dellinviluppo complesso vale il doppio della densit` a spettrale di potenza della componente in fase - ovvero
della componente in quadratura:
R
x
s
x
c
() = 0 P
x
( f ) = P
x
(f ) (simmetrica pari)

P
x
c
( f ) = P
x
s
( f ) = P
x
( f )/2
9.12
Rammentiamo come si ottengono la parte pari e la parte dispari di P
x
(f ) :
E {P
x
(f )} =
P
x
(f ) + P
x
(f )
2
; O{P
x
(f )} =
P
x
(f ) P
x
(f )
2
284 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.4 Commenti Finali
Nella prima parte di questo capitolo abbiamo trattato la questione della rappresentabilit` a, nel senso illustrato
dalla Prop.9.1, di segnali in banda traslata mediante inviluppo complesso e componenti di bassa frequenza.
Specicatamente, abbiamo dimostrato che:
i segnali modulati fase-quadratura nella forma:
x(t) = x
c
(t) cos(2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
x(t) e
j2f
0
t
_
(9.30)
sono limitati nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
>B/2.
Il segnale x(t) = x
c
(t) + j x
s
(t) prende il nome dinviluppo complesso, e le sue parti reale e immaginaria
componenti di bassa frequenza;
viceversa, ogni segnale x(t) limitato nella banda di larghezza B intorno a f
0
, con f
0
> B/2 si pu` o
esprimere mediante inviluppo complesso e componenti di bassa frequenza nella forma di un segnale
modulato fase-quadratura, come indicato nella (9.30).
Limpiego della notazione complessa si rivela particolarmente utile nella decrizione di processi aleatori in ban-
da traslata. Infatti, nelle Prop.9.2 e 9.3 abbiamo dimostrato che, per x(t) membro di un processo aleatorio con
densit` a spettrale di potenza limitata nella banda di larghezza B intorno a f
0
, a valor medio nullo, la staziona-
riet` a in senso lato al secondo ordine ` e garantita se e solo se linviluppo complesso ` e un processo complesso
proprio (a valor medio nullo),
9.13
i.e. se e solo se per i processi di bassa frequenza x
c
(t) e x
s
(t) vale la propriet` a
di simmetria coniugata al II ordine:
E {x(t) x(t )} = 0
_
R
x
c
() = R
x
s
()
R
x
s
x
c
() = R
x
s
x
c
()
(9.31)
Allora, possiamo scrivere la funzione di autocorrelazione dellinviluppo complesso nella forma che segue:
R
x
() = 2R
x
c
() + j2R
x
s
x
c
()
Quindi, il generico membro del processo x(t) e la funzione di autocorrelazione R
x
() condividono la stessa
struttura di segnale modulato fase-quadratura.
Inviluppo Complesso di Segnali e Processi Stazionari in Banda Traslata
x(t)= x
c
(t) cos(2f
0
t) x
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
x(t)e
j2f
0
t
_
(9.32)
R
x
()= R
x
c
() cos(2f
0
)R
x
s
x
c
() sin(2f
0
) =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
(9.33)
Osservando le (9.32) e (9.33) possiamo affermare che le componenti di bassa frequenza della funzione di
autocorrelazione sono le funzioni di autocorrelazione e correlazione incrociata delle componenti di bassa fre-
quenza. Inoltre, dal punto di vista spettrale, la formazione della densit` a spettrale di potenza P
x
( f )
FT
R
x
()
avviene secondo le stesse modalit` a con le quali si forma lo spettro X( f )
FT
x(t); in altri termini, la densit` a
spettrale di potenza P
x
( f ) si ottiene da P
x
c
( f )
FT
R
x
c
() e P
x
s
x
c
( f )
FT
R
x
s
x
c
() operando in accordo alle
regole della modulazione fase-quadratura, e pertanto risulta limitato nella banda B intorno a f
0
dove stavolta
9.13
La condizione di valor medio nullo per x(t) si traduce nellassenza dimpulsi matematici nella densit` a spettrale di potenza P
x
(f ) per
f =f
0
, a sua volta ipotesi sufciente per lergodicit` a della componente continua di x(t).
9.4. COMMENTI FINALI 285
B misura loccupazione della densit` a spettrale di potenza delle componenti di bassa frequenza P
x
c
( f ) =P
x
s
( f )
e P
x
s
x
c
( f ), ovvero dellinviluppo complesso P
x
( f ) =2P
x
c
( f ) +2j P
x
s
x
c
( f )
Inoltre, come illustrato in Fig.9.17, la densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso P
x
( f ) si ottiene
considerando la sola parte della densit` a spettrale di potenza P
x
( f ) del segnale intorno a f
0
, demodulata in banda
base, e non dimenticando il fattore di scala delle potenze che ` e pari a 4.
Densit` a Spettrale di Potenza di Processi Stazionari in Banda Traslata
P
x
( f ) = 4 P
x
( f + f
0
) u( f + f
0
)
P
x
( f ) =
P
x
( f f
0
) + P
x
(( f + f
0
))
4
In quanto densit` a spettrale di potenza, P
x
( f ) assume valori reali e non negativi, ma non gode, in generale, di
alcuna propriet` a di simmetria pari, essendo R
x
() un segnale complesso. Lestrazione delle densit` a spettrali
di potenza, e delle relative funzioni di correlazione, delle componenti di basssa frequenza procede proprio in
accordo alle propriet` a di simmetria pari e dispari.
R
x
c
() =R
x
s
()
FT
P
x
c
( f ) = P
x
s
( f )=
1
2
E {P
x
( f )}
. .
parte pari (even)
=
P
x
( f ) + P
x
(f )
4
R
x
s
x
c
()
FT
P
x
s
x
c
( f )=
1
2j
O{P
x
( f )}
. .
parte dispari (odd)
=
P
x
( f ) P
x
(f )
4
Solo nel caso {R
x
()} = 2 R
x
s
x
c
() = 0, i.e. per componenti di bassa frequenza incorrelate come nel caso
notevole di rumore bianco descritto pi ` u avanti nel par.9.5, scompare la parte dispari di P
x
( f ):
R
x
s
x
c
() = 0 P
x
( f ) = P
x
(f ) (simmetrica pari)

P
x
c
( f ) = P
x
s
( f ) =
1
2
P
x
( f )
Spettri di Segnali con Energia Finita
Per segnali con energia nita, come illustrato nella Fig.9.14, lo spettro dellinviluppo complesso si ottiene
considerando la sola parte dello spettro del segnale intorno a f
0
, demodulato in banda base:
X( f ) = 2 X( f + f
0
) u( f + f
0
)
X( f ) =
1
2
_
X( f f
0
) + X(( f + f
0
))
_
(segnali con energia nita)
286 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
Descrizione Energetica del Segnale Analitico e della Trasformata di Hilbert
Abbiamo visto come il contenuto energetico del segnale intorno alla frequenza portante f
0
possa essere rappresentato in modo compatto
dal segnale di banda base cosiddetto inviluppo complesso e dalla relativa funzione di autocorrelazione.
A sua volta, linviluppo complesso ` e direttamente ottenuto dal segnale analitico, altrimenti detto contenuto di frequenze positive, a sua
volta esprimibile mediante la trasformazione di Hilbert dei segnali, come illustrato nelle Figg.9.14 e 9.17. La trasformata di Hilbert x(t) e il
segnale prelevato alluscita del ltro passa-tutto di Hilbert, con risposta in frequenza H
H
(f ) = j sign(f ).
Segnale analitico e Inviluppo Complesso
x
+
(t)=x(t) + j x(t) =x(t) e
j2f
0
t
X(f ) = X
+
(f + f
0
) = 2X(f + f
0
) u(f + f
0
) (9.34)
R
x
+ ()=2R
x
() + j 2

R
x
() =R
x
() e
j2f
0

P
x
(f ) =P
x
+ (f + f
0
) = 2P
x
(f + f
0
) u(f + f
0
) (9.35)
Come si vede dalle Figg.9.14 e 9.17, il nome di contenuto di frequenze positive mette in evidenza la struttura dello spettro del segnale analitico,
diverso da zero solo nel semiasse f 0. Dalle stesse gure, inoltre, appare chiaro come il passaggio dal segnale analitico allinviluppo
complesso si ottiene mediante demodulazione intorno a f
0
, cosi come espresso nelle (9.34) e (9.35).
Per completezza, riportiamo anche le espressioni della trasformata di Hilbert e della sua funzione di autocorrelazione, e luso di esse
nellestrazione delle componenti di bassa frequenza e delle loro funzioni di correlazione.
Trasformate di Hilbert di Segnali e Processi in Banda Traslata
x(t) = x
c
(t) sin(2f
0
t) + x
s
(t) cos(2f
0
t) =
_
x(t)e
j2f
0
t
_

R
x
() = R
xc
() sin(2f
0
) + R
xs xc
() cos(2f
0
) =
1
2

_
R
x
()e
j2f
0

_
Estrazione delle Componenti di Bassa Frequenza
x
c
() =
_
(x() + j x()) e
j2f
0

_
= x() cos(2f
0
) + x() sin(2f
0
)
x
s
() =
_
(x() + j x()) e
j2f
0

_
= x() sin(2f
0
) + x() cos(2f
0
)
Estrazione delle Funzioni di Correlazione delle Componenti di Bassa Frequenza
R
xc
() =R
xs
() =
__
R
x
() + j

R
x
()
_
e
j2f
0

_
= R
x
() cos(2f
0
) +

R
x
() sin(2f
0
)
R
xc xs
() =
__
R
x
() + j

R
x
()
_
e
j2f
0

_
=R
x
() sin(2f
0
) +

R
x
() cos(2f
0
)
9.4. COMMENTI FINALI 287
9.4.1 Filtraggio dInviluppi Complessi
La rappresentazione dei segnali tramite inviluppo complesso permette di descrivere in modo compatto le tra-
sformazioni subite dalle componenti di bassa frequenza quando il segnale in banda traslata subisce operazioni
di ltraggio e modulazione.
Come illustrato nella Fig.9.18, supponiamo che il segnale modulato x(t) con banda di larghezza B intorno
alla portante a frequenza f
0
transiti in un ltro con risposta impulsiva (a banda piena) h
FB
(t)
FT
H
FB
( f ).
X f ( )
x t ( )
x t ( )
y t ( )
y t ( )
1
2
h t ( )
X f ( )
X f ( )
B
B
f
f
f
f
0
f
0
H f ( )
( )
FB
H f
1
2
B
H f ( )
( )
FB
h t
Figura 9.18: Filtraggio di inviluppi complessi.
Poich e il segnale x(t) ha spettro non nullo solo nellintorno delle frequenze f
0
, luscita y(t) del ltro ` e la
stessa che si avrebbe se il ltro avesse risposta impulsiva h(t) ottenuta da h
FB
(t) mediante limitazione in banda
passante:
H( f ) = H
FB
( f )
_
rect
_
f f
0
B
_
+ rect
_
f + f
0
B
__
Di conseguenza, anche h(t) ` e un segnale modulato con banda di larghezza B intorno alla frequenza portante
f
0
, e pertanto vale anche per esso la rappresentazione mediante componenti di bassa frequenza h
c
(t) e h
s
(t), e
inviluppo complesso h(t) =h
c
(t) + jh
s
(t):
h(t) = h
c
(t) cos(2f
0
t) h
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
h(t)e
j2f
0
t
_
Luscita y(t), per la linearit` a delloperazione di ltraggio, ` e ancora un segnale in banda traslata, poich e il pro-
dotto delle trasformate di Fourier risulta non nullo solo nella banda di larghezza B intorno alle frequenze f
0
,
e quindi sar` a a sua volta un segnale in banda traslata rappresentabile tramite il suo inviluppo complesso y(t)
288 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
e le sue componenti di bassa frequenza y
c
(t) e y
s
(t). Dalla Fig.9.18 appare chiaro che lo spettro dellinviluppo
complesso delluscita del ltro y(t) si ottiene come prodotto tra gli spettri deglinviluppi complessi dellingres-
so x(t) e della risposta impusiva h(t), tenendo presente per` o che ciascun inviluppo complesso vede un fattore
di scala pari a 2:
Y( f ) =
1
2
H( f ) X( f ) y(t) =
1
2
h(t) x(t) (9.36)
Dim: scriviamo gli spettri dei segnali a radiofrequenza usando linviluppo complesso:
X(f ) =
X(f f
0
)
2
+
X(( f + f
0
))
2
H(f ) =
H(f f
0
)
2
+
H(( f + f
0
))
2
Per lo spettro di y(t)=(x h)(t) calcoliamo:
Y(f ) = X(f ) H(f ) =
X(f f
0
)
2

H(f f
0
)
2
+
X(( f + f
0
))
2

H(( f + f
0
))
2
(9.37)
dove abbiamo considerato che vale zero la moltiplicazione delle porzioni di spettro centrate in +f
0
con quelle centrate in f
0
, cfr. anche
la Fig.9.18.
Usando linviluppo complesso, scriviamo anche lo spettro di y(t):
Y(f ) =
Y(f f
0
)
2
+
Y(( f + f
0
))
2
(9.38)
Confrontando la (9.37) con la (9.38), concludiamo Y(f )=X(f )H(f )/2.
Riassumendo, a meno di un fattore di scala 1/2, alla convoluzione dei segnali in banda traslata corrisponde la
convoluzione dei relativi inviluppi complessi. Osserviamo che la relazione sopra scritta tra segnali complessi
corrisponde a due relazioni fra segnali reali:
y
c
(t) =
1
2
_
h
c
(t) x
c
(t) h
s
(t) x
s
(t)
_
y
s
(t) =
1
2
_
h
c
(t) x
s
(t) + h
s
(t) x
c
(t)
_
(9.39)
Vale la pena notare che, in generale, il ltraggio comporta il mescolamento tra le componenti in fase e in
quadratura della risposta impusiva e del segnale in ingresso. Tuttavia, se il ltro ha una caratteristica con sim-
metria coniugata intorno alla portante, i.e. parte reale simmetrica pari e parte immaginaria simmetrica dispari
intorno alla portante (cfr. anche la Fig.9.19), la componente h
s
(t) svanisce, e le componenti di bassa frequenza
di x(t), pur ltrate, non si mescolano. Tale condizione ` e particolarmente auspicabile nei casi applicativi, in cui
h(t) rappresenta la risposta impulsiva del canale di comunicazione.
9.4. COMMENTI FINALI 289
( ) ( )} ( )}
c c c
H f H f j H f = + Rf If
( ) ( )} ( )}
s s s
H f H f j H f = + Rf If
R I H f f H f f
c s
( ) ( ) - - -
0 0
2
l q l q
{ }
0 0
( ) ( )
2
c s
H f f H f f + + + R If
{ } { } ( ) ( )
0 0
2
c s
H f f H f f - + - I R { } { }
0 0
( ) ( )
2
c s
H f f H f f + - + I R
R H f ( ) k p
I H f ( ) k p
f
f
0
f
0
f
0
f -
0
f -
1
1
1 2
1 2
-1 2
f
f
B 2
B 2
- B 2
- B 2
Figura 9.19: Rappresentazione mediante le componenti di bassa frequenza.
h(t) =h
c
(t) cos(2f
0
t)h
s
(t) sin(2f
0
t)
FT
H( f ) =
H
c
( f f
0
) + H
c
( f + f
0
)
2
+ j
H
s
( f f
0
)H
s
( f + f
0
)
2
290 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.5 Trasferimento della Potenza in Banda Traslata
Ricordando la relazione di convoluzione tra gli inviluppi complessi
y(t) = x(t) h(t) y(t) =
1
2
(x h) (t)
abbiamo immediatamente:
R
y
() =
1
4
_
R
x
R
h
_
()
FT
P
y
( f ) = P
x
( f )
| H( f )|
2
4
Vale la pena notare che il fattore 4 necessario per il calcolo di H( f ) a partire da H( f ) si compensa nel calcolo
dello spettro di densit` a di potenza dellinviluppo complesso delluscita al ltro. Infatti, risulta:
H( f )
2
=
1
2
H
+
( f + f
0
) =
1
2
(2H ( f + f
0
) u ( f + f
0
)) = H( f + f
0
) u ( f + f
0
)
| H( f )|
2
4
=
1
4

H
+
( f + f
0
)

2
=|H ( f + f
0
)|
2
u ( f + f
0
)
9.5. TRASFERIMENTO DELLA POTENZA IN BANDA TRASLATA 291
9.5.0.1 Esempio Notevole: Rumore Bianco in Banda Traslata
Consideriamo il processo a banda larga w(t) con funzione di autocorrelazione e densit` a spettrale di potenza:
R
w
() =
N
0
2
() ; P
w
( f ) =
N
0
2
Sia n(t) luscita del ltro passabanda ideale
9.14
quando allingresso ` e applicata una realizzazione di w(t). Il
processo n(t) ha densit` a spettrale di potenza limitata nella banda di larghezza B intorno a f
0
, e perci ` o si
rappresenta convenientemente per mezzo dellinviluppo complesso:
n(t)=n
c
(t) cos(2f
0
t)n
s
(t) sin(2f
0
t) =
_
n(t) e
j2f
0
t
_
; n(t) =n
c
(t) + jn
s
(t)
Lo densit` a spettrale di potenza dellinviluppo complesso n(t) assume la forma seguente, cfr. anche la Fig.9.20:
P
n
( f ) =2N
0
rect
_
f
B
_
. .
simm. pari
; P
n
c
( f ) =P
n
s
( f ) =
E {P
n
( f )}
2
=N
0
rect
_
f
B
_
(9.40)
Per quanto riguarda la potenza complessiva abbiamo:
P
n
= 2N
0
B ; P
n
= P
n
c
= P
n
s
=
P
n
2
= N
0
B
Per le funzioni di correlazione abbiamo:
R
n
() = 2N
0
F
1
{rect
B
( f )} = 2N
0
B sinc(B)
e quindi
R
n
c
() = R
n
s
() = N
0
B sinc(B) ; R
n
s
n
c
() = 0
B B
( )
w
P f
( )
n
P f
0
2 N
0
2 N
0
2N
0
2N
( )
n
P f +
( ) ( )
0 n
n
P f P f f + = +
f
f
0
0
0
0
f
0
-f
0
f
f
Figura 9.20: Densit` a spettrali di potenza del processo bianco nella banda B intorno a f
0
.
9.14
La risposta in frequenza del ltro passabanda ideale:
H
(B, f
0
)
BP
(f ) = rect
_
f f
0
B
_
+ rect
_
f + f
0
B
_
292 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.6 Sequenze e Serie Aleatorie in Banda Traslata
Quanto esposto nei paragra precedenti per il caso di segnali analogici, si applica anche al caso dei segnali
discreti. Occorre sottolineare, per` o, che i risultati si estendono in modo diretto solo se la massima frequenza
radiante dei segnali in gioco si mantiene limitata e inferiore a , i.e. ogni qualvolta la periodicit` a modulo 2
degli spettri non provoca effetti di ripiegatura (folding e aliasing).
9.15
Per quanto riguarda lestrazione delle
componenti di bassa frequenza, poich` e possiamo utilizzare laritmetica complessa nella manipolazione delle
sequenze, lo schema di Fig.9.4 diventa quello di Fig.9.21, dove notiamo la presenza del mixer complesso. Poich` e
la generazione della sequenza sinusoidale e
j
0
n
` e particolarmente semplice, la complessit` a computazionale
della struttura di calcolo ` e quasi interamente concentrata nel ltro passabasso nale.
Le componenti di bassa frequenza si leggono direttamente nei registri della parte reale e della parte imma-
ginaria alluscita del ltro.
( )
LP
[ ]
B
h n
( )
LP
[ ] sinc( )
B
h n B Bn =
( )
LP
( )
B j
H e
w
x n [ ]
w
p -p 0
2pB
1
x n
c
[ ] 2 R { }
I { }
x n
s
[ ] 2
e
j n - w
0
Figura 9.21: Estrazione delle componenti di bassa frequenza di una sequenza.
9.15
Tali effetti di ripiegatura risultano talvolta utilizzabili in speciche situazioni dinteresse pratico che per` o esulano dagli scopi di questo
testo.
9.7. APPENDICE 293
9.7 Appendice: Dimostrazioni
Lemma 9.1 Il segnale analitico x
+
(t) di un processo aleatorio x(t) stazionario, ergodico, a valor medio nullo, e densit` a spettrale di potenza limitata
nella banda di larghezza B intorno a f
0
, e un processo stazionario ed ergodico, complesso proprio, a valor medio nullo.
Dim: il segnale analitico si ottiene considerando la trasformata di Hilbert nel modo che sappiamo:
x
+
(t) = x(t) + j x(t)
Ricordiamo che la trasformata di Hilbert x(t) si ottiene da di x(t) mediante il ltraggio passa-tutto con risposta in frequenza:
H
H
(f ) = j sign(f )
Poich` e il ltro di Hilbert ` e un ltro passa-tutto, i.e. |H
H
(f )|
2
= 1, gli spettri di densit` a di potenza di x(t) e x(t) coincidono:
P
x
(f ) = |H
H
(f )|
2
P
x
(f ) = P
x
(f ) (9.41)
e quindi anche le funzioni di autocorrelazione:
R
x
() = R
x
() (9.42)
Essendo la risposta in frequenza del ltro di Hilbert immaginaria e simmetrica dispari, lo spettro di densit` a di potenza incrociato
P
xx
(f ) =
simmetrica dispari
..
P
x
(f )
. .
simm. pari
H
H
(f )
. .
simm. dispari
(9.43)
eredita la propriet` a di simmetria dispari, e quindi anche la funzione di correlazione incrociata risulta simmetrica dispari:
9.16
R
xx
() = R
xx
() (9.44)
Le relazioni (9.42) e (9.44) sono proprio le cercate condizioni di simmetria coniugata al II ordine per il processo complesso x
+
(t);
9.17
infatti,
tenendo presente che E{x(t)} =0 E{x
+
(t)} =0, potendo scambiare valori attesi con medie temporali per lipotesi di stazionariet` a ed
ergodicit` a (ISE) di x(t), che il ltraggio riporta anche su x(t), risulta:
Cov
_
x
+
(t), x
+
(t )
_
=E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
=E{x(t)x(t )} + jE { x(t)x(t )} + jE {x(t) x(t )} E{ x(t) x(t )}
=
(ISE)
R
x
() R
x
()
. .
= 0 per la (9.42)
+ jR
xx
() + jR
x x
()
. .
= 0 per la (9.44)
= 0 (9.47)
Inne, la stazionariet` a ed ergodicit` a di x
+
(t) = x(t) + x(t), segue direttamente dallipotesi di stazionariet` a ed ergodicit` a (ISE) di x(t),
riportata per ltraggio anche su x(t).
9.16
Notiamo che dalla (9.43) possiamo anche scrivere R
xx
() =

R
x
().
9.17
Ricordiamo che per la descrizione al II ordine del processo complesso proprio x
(+)
(t) ` e sufciente la sola funzione di autocorrelazione:
R
x
+ () = E
_
x
+
(t) x
+
(t )
_
= 2R
x
() + 2jR
xx
() (9.45)
Poich` e

R
x
() = R
xx
(), possiamo anche scrivere
R
x
+ () = 2R
x
() + 2j

R
x
() (9.46)
294 CAPITOLO 9. PROCESSI ALEATORI IN BANDA TRASLATA
9.8 Appendice: Inviluppo Complesso e Propria Complessit` a
Spesso, ignorando la propriet` a di simmetria coniugata al II ordine, per dimostrare le relazioni nella (9.20) si incontra la seguente dimo-
strazione, molto pi ` u onerosa dal punto di vista degli sviluppi algebrici. Posto
0
= 2f
0
, si calcola dapprima R
xc
():
R
xc
() = E{x
c
(t) x
c
(t )} = E
_
x
+
(t)e
j
0
t
+ x
+
(t)e
+j
0
t
2

x
+
(t )e
j
0
(t)
+ x
+
(t )e
+j
0
(t)
2
_
= E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
j
0
(2t)
4
+ E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
j
0

4
+ E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
+j
0
(2t)
4
+ E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
+j
0

4
=
1
2

_
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
e
j
0

_
=
1
2

_
R
x
+ () e
j
0

_
= R
x
() cos(
0
) + R
xx
() sin(
0
)
Poi, si dimostra R
xs
() = R
xc
():
R
xs
() = E{x
s
(t) x
s
(t )} = E
_
x
+
(t)e
j
0
t
x
+
(t)e
+j
0
t
2j

x
+
(t )e
j
0
(t)
x
+
(t )e
+j
0
(t)
2j
_
= E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
j
0
(2t)
4j
2
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
j
0

4j
2
+ E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
+j
0
(2t)
4j
2
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
+j
0

4j
2
=
1
2

_
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
e
j
0

_
= R
xc
()
Inne, si dimostra R
xs xc
() = R
xs xc
():
R
xs xc
() = E{x
s
(t) x
c
(t )} = E
_
x
+
(t)e
j
0
t
x
+
(t)e
+j
0
t
2j

x
+
(t )e
j
0
(t)
+ x
+
(t )e
+j
0
(t)
2
_
= E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
j
0
(2t)
4j
+ E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
j
0

4j
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
. .
=0

e
+j
0
(2t)
4j
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_

e
+j
0

4j
=
1
2

_
E
_
x
+
(t)x
+
(t )
_
e
j
0

_
1
2

_
R
x
+ () e
j
0

_
= R
x
()
. .
simm. pari
sin(
0
)
. .
simm. dispari
. .
simm. dispari
+ R
xx
()
. .
simm. dispari
cos(
0
)
. .
simm. pari
. .
simm. dispari
simmetrica dispari