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BUONA PASQUA!

PASQUA: "Passaggio"
dalla morte alla Risurrezione.
lavvenimento pi importante della
vita di Ges e della vita del cristiano.
Se lo togliamo dalla vita di Ges e dalla
nostra vita cade tutta la nostra vita di
credenti.-non avrebbe senso la Chiesa,
i Sacramenti e tutto il resto che ne
nato. A guardar bene, ma anche super-
ficialmente, sembra che la nostra fede
poggia su altri avvenimenti, su altre cir-
costanze. Il Natale, per esempio, non
solo per i pi piccoli, ma anche per i
grandi, sembra la festa pi importante,
pi famosa e sentita. Si sa che questa
festa sia nata successivamente e abbia
preso luce proprio dalla Risurrezione
del Ges di Betlemme. (Perch allora,
la notte di Natale pi partecipata della
Veglia Pasquale?)
Gi San Paolo diceva che se Cristo non
fosse risorto, la nostra fede sarebbe
vana e noi saremmo da compatire, pro-
prio come dei poveri illusi. talmente
importante la Pasqua che noi la cele-
briamo non soltanto una volta allanno,
ma tutte le domeniche o, se vogliamo,
tutte le volte che celebriamo lEucari-
stia. Pasqua significa non solo croce
ma anche cero pasquale. giusto che
la croce sia il segno pi diffuso e pi
usato per identificare la nostra fede.
Per sarebbe monco se non collegassi-
mo la croce al cero pasquale (la morte
alla risurrezione), se ci fermassimo alla
morte sarebbe una povera fede, una
fede triste, senza prospettive, senza
vita.
Loriginalit del Cristianesimo proprio
la Risurrezione, la Vita che vince la
morte, lAmore che vince lodio, il Per-
dono che vince il peccato. A volte, per
sottolineare questi accostamenti, si
usa non solo mettere assieme la croce
e il cero, ma anche la croce con una
stola bianca, oppure alla croce si fa ar-
rampicare una spiga (lo si vede spesso
nei cimiteri). , questultima, unimmagi-
ne inventata da Ges stesso quando
dice che il chicco di grano per poter
dare frutto deve morire. quello che
sperimentiamo dalla sua vita, quello
che sperimentiamo quando pensiamo a
tante persone che ci hanno lasciato: la
loro vita acquista un valore maggiore di
quanto abbiamo goduto sulla terra.
SETTIMANA SANTA
OVVERO DELLA
PASSIONE DEL FIGLIO DI DIO
PER LUMANIT
16 MARZO DOMENICA DELLE PALME
ORE 7.30 S. MESSA
ORE 9.45 BENEDIZIONE ULIVO SUL PIAZZALE AMBROSOLI -
PROCESSIONE ALLA CHIESA - S. MESSA
17 MARZO LUNED SANTO
ORE 7.30 S. MESSA
ORE 20.30-22.00 CONFESSIONI (P. SOMASCO)
18 MARZO MARTED SANTO
ORE 15.00 -18.00 CONFESSIONI (P. COMBONIANO)
ORE 20.00 S. MESSA
ORE 20.30 22.00 CONFESSIONI (P. SOMASCO)
19 MARZO MERCOLED SANTO
ORE 15.30 -17.30 CONFESSIONI
ORE 18.00 S. MESSA
ORE 20.30 22.00 CONFESSIONI
20 MARZO GIOVED SANTO
ORE 10.00 IN CATTEDRALE, A COMO: S. MESSA CRISMALE
ORE 16.00 -18.00 CONFESSIONI
ORE 20.30 S. MESSA IN COENA DOMINI
ADORAZIONE EUCARISTICA
21 MARZO VENERD SANTO
ORE 7.00 LODI MATTUTINE
ORE 15.00 AZIONE LITURGICA DELLA PASSIONE
DEL SIGNORE E ADORAZIONE DELLA CROCE
ORE 16.30 -18.30 CONFESSIONI
ORE 20.30 VIA CRUCIS PER LE VIE DEL PAESE
22 MARZO SABATO SANTO
ORE 7.00 LODI MATTUTINE
ORE 9.30 11.30 CONFESSIONI
ORE 15.30- 17.30 CONFESSIONI
ORE 21.00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE
CON IL BATTESIMO DI PIANI AURORA
23 MARZO PASQUA DI RISURREZIONE
ORE 8.00 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA SOLENNE
ORE 17.00 LODE VESPERTINA
Nelle mattinate della Settimana Santa, confessione e comunione per gli ammalati
BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
...e non delle...case!
una buona abitudine, in occasione della Pasqua, passare a portare la bene-
dizione di Dio nelle famiglie.
un modo per sottolineare che Dio non abita solo nel tempio di Gerusalem-
me o nella Basilica di san Pietro a Roma, ma anche nelle nostre case.
Questanno passer presso le famiglie che abitano in VIA LUGANO e in VIA
DUSSEL Gli orari sono un poco "invadenti" perch allincirca lora della
cena. Tranquilli, non mi fermer alla vostra tavola. unora per in cui la fami-
glia si trova (finalmente) al completo. una visita che faccio: siete liberi di ac-
cogliermi; non c altro fine che quello di un breve incontro di amicizia e di
preghiera. Grazie.
Don Eugenio
anno 2007
SONO ENTRATI A FAR PARETE, NELLA NOSTRA COMUNIT
1
, DELLA GRANDE
FAMIGLIA DEI FIGLI DI DIO ATTRAVERSO IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
OGLIO LEONARDO di Alberto e Maura 11 gennaio
MACCHIAVELLI MANUEL di Gabriele e Carmela 4 febbraio
RONCHETTI CAROLINA di Mirko e Elisabetta 4 marzo
PIVA MICHELE di Ivan e Barbara 15 aprile
PALERMO ALICE di Pasquale e Monica 15 aprile
AUDIA LINDA di Antonio e Loredana 3 giugno
CORTI LUCA di Corrado e Maria 3 giugno
BARBIERATO ANDREA di Francesco e Donatella 1 luglio
CONTINI DAVIDE di Giancarlo e Francesca 1 luglio
GARGANIGO MARCO di Simone e Sara 25 agosto
SPIRITICCHIO NERI di Dino e Vanessa 9 settembre
VIOLA ROMEO di Gianfranco e Ulrike 9 settembre
CINGOLO LORIS di Michele e Frida 7 ottobre
MIDILI ALEX di Biagio e Karola 4 novembre
PIVA PATRICK di Mauro e Edy 4 novembre
BATTAGLIA GIORGIA di Giorgio e Cristina 4 novembre
HANNO CONSACRATO IL LORO AMORE DAVANTI A DIO NEL SACRAMENTO
DEL MATRIMONIO
SOMAINI LUCA e BERNASCONI SARA il 26 maggio
GARGANIGO SIMONE e CARBONI SARA il 25 agosto
HANNO CONCLUSO LA LORO ESISTENZA TERRENA E VIVONO IN DIO
GALLI GIANLUIGI il 19/2 di anni 60
SPERANZA FRANCESCA il 20/02 di anni 90
CORCIULO ANNAMARIA il 23/03 di anni 63
LAMBRUGHI PIETRO il 17/4 di anni 80
GAIANI NATALINA il 25/06 di anni 93
DATA LUCIA il 4/10 di anni 81
ONGARO MARIA il 24/10 di anni 88
ARRIGHI MARINA il 30/10 di anni 80
GUARISCO ALDO il 12/12 di anni 83
LAMBRUGHI ERMANNO il 29/12 di anni 79
la pagina del GAM
BILANCIO GAM 2007
Come tutti gli anni pubblichiamo il bilancio economico del G.A.M . Il ringraziamento lo trovia-
mo in ci che ci ha scritto padre Philip Zema: le sue parole esprimono i sentimenti di gratitu-
dine di tutti i nostri amici missionari e missionarie.
MOTIVAZIONE
ENTRATE
IMPORTO MOTIVAZIONE
USCITE
IMPORTO
Avanzo 2006 EURO 168,00 A Suor Caterina
Marchetti
EURO
600,00
Per suor Caterina
Marchetti
600,00 A padre Philip
Zema per il
Per P. Philip Zema 2.450,00 Centro
Multipurpose
4.000,00
Per suor Amelia
Ghielmetti
500,00 Per i bambini di
Kalongo
500,00
Da "Foc e Fiam" per
suor Amelia
1.500,00 Per suor Amelia 2.500,00
Da "Foc e Fiam" per
GAM
1.000,00 Per i bambini del
Rwanda
200,00
Giornata annuale
GAM
1.358,00 Per adozioni
scolari POKOT
Euro 3.100,00
Banco vendita di
dicembre
1.896,00 Entrati e usciti
TOTALE 16.900,00
Adesioni GAM mensili 2.040,00 RIMANGONO IN
CASSA
141,42
Vendita dolci di S.
Giuseppe
1.010,00
Mercatino Scuole
elementari
264,42
Coscritti 1972 E 1957 155,00
totale 13.941,42
TOTALE GENERALE 17.041,42
GRAZIE A TUTTI!
la pagina del GAM
da padre Philip Zema, in
Uganda
GRAZIE G.A.M. !
Come sapete il nostro gruppo missionario questanno ha seguito particolarmente Padre Philip Zema che
nel frattempo diventato parroco di OMBACI, nella diocesi di Arua. sempre in Uganda. Noi gli avevamo
promesso aiuto economico per il progetto del Centro Multipurpose di Moyo, sua citt natale lo abbia-
mo fatto come risulta dal Bilancio Gam 2007. Ma meglio leggere dalle sue lettere levolversi degli
eventi alla fine del 2007, prima lettera, e allinizio del 2008, seconda lettera
Carissimi, Vi ho fatto gli auguri di Natale, purtroppo
/
per telefono. Ero troppo in movimento fra
Arua e Moyo per organizzare linaugurazione del nuovo "Guest House" del Multipurpose Trai -
ning Centre e poi ad ascoltare le confessioni di Natale in tutte le zone della parrocchia (circa tre
mila due cento - 3.200 - confessioni ), per i ragazzi abbiamo dato assoluzione generale, ma non
per gli adulti; Per fortuna due sacerdoti mi hanno aiutato altrimenti non ce lavrei fatto da solo.
Stamani sono stato in banca ed ho trovato che il 24 dicembre una somma di 1,117, 812 shillings
(un milione cento diciassette mila otto cento dodici scellini), circa 669.35 dollari, entrata nel
conto bancario che avevo indicato. Grazie veramente della vostra solidariet. Non so come dire
grazie, ma il Signore sa quanto vi devo. Il mio programma pastorale subito dopo capo danno
fino allinizio di febbraio sar sempre pieno; il vescovo mi ha sorpreso con il suo programma per
Ombaci; Sar qui per le cresime, il 5, 12, 19, 20, 26 gennaio ed il 2 febbraio, praticamente ogni
fine di settimana per tutto il mese di gennaio a cresimare fra 800 a 1.200 candidati per le cresi -
me. Poi durante tempo quaresimale ci saranno le preparazioni degli adulti (circa 480) che vo-
gliono ritornare alla comunione. Limpegno della preparazione (ritiri, celebrazioni del sacramen-
to di riconciliazione) mi spaventa. Questanno non no avuto spazio per lesercizi spirituale perso-
nale. A met febbraio per forza devo scappare da qui per trovare tempo per me stesso. Conti -
nuiamo a pregare gli uni per gli altri.
Carissimi, Grazie infinite per le-mail; ho ricevuto anche una lettera dellAntonietta; Ho tardato
perch volevo dare informazione precisa dalla Banca: il conto mostra un importo di shs
3.174,750. Penso che sia questa la somma che indicato nel e-mail. Grazie infinite; veramente
sento che il GAM un gruppo che mappoggia nei momenti pi difficile della mia esperienza
missionaria. Dopo il programma delle cresime che si termina questa fine di settimana, avr
loccasione dandare a Moyo; a parte il debito, ci sono altre cose (ad esempio, sistema solare
per la nuova guest house) per le quale il vostro generoso contributo sar pi che utile; ve lo far
sapere. ll Signore vi ricompensi per ci che fate per rendere la mia coscienza pi libera ed es-
sere pi disponibile per limpegno spirituale; le mie preoccupazioni non sono pi come prima;
sono sicuro che ce la facciamo. I parrocchiani dOmbaci mi hanno raccolto (con le bustine di
Natale) circa 1.120 (mille cento venti) come loro contributo per glimpegni pastorali (trasporto
ed altre necessita); questo il regalo di Natale fatto dai parrocchiani al loro parroco (me). uno
sforzo che bisogna lodare; ringrazio il Signore che loro sono consapevoli di ci che sono capaci
di fare per il loro parroco. Sono molto molto contento. Adesso, ci che ci preoccupa molto la
crisi politica del Kenya (centinaia di morti e senza tetto); II problema del resto dellAfrica ha final-
mente toccato anche il Kenya che era un paese molto pacifico e relativamente sviluppato; era
un modello per gli altri paesi, ma adesso la "politica selvagge" la sta rovinando. Preghiamo per-
ch trovino una soluzione pacifica il pi presto possibile, altrimenti diventa unaltra Rwanda. Mi
dispiace molto. Riesce a scrivervi la suor Amelia sulla situazione del Kenya? Non mi resta altro
che ringraziarvi di nuovo e mandare tantissimi saluti a tutti i membri del GAM.
Con affetto, Philip
la pagina del GAM
IL CENTRO MULTIPURPOSE DI MOYO
e poi... ecco una parte della relazione scritta in occasione della inaugurazione uffi-
ciale degli ultimi lavori fatti per i! Centro Multipurpose di
Moyo :
IL LOGO de! Centro Multipurpose (che si trova sulla fac-
ciata della sa!a principale delle conferenze) rappresenta
due mani bianche e due mani neri unite, ed uno scritto:
Creative Solidarity" (solidariet creativa). Questo ha un si-
gnificato molto profondo; il nord unisce le mani col Sud (del
mondo) per cambiare la qualit di vita di ciascuno. Qui nes-
suno visto n come benefattore n come approfittatore (In altre parole trar-
re beneficio), ma ciascuno invitato a dare suo contributo, energia e vita per il
benessere dellaltro.
Linaugurazione ufficiale ha avuto luogo il 12 dicembre 2007 - presenti erano;
il vicario episcopale per il vicariato di Moyo , il capo politico del governo locale, il
rappresentante del Governo Centrale, una decina di sacerdoti, suore e tutti i capi
delle organizzazioni non-governative che lavorano fra i rifugiati sudanesi, Il Mana-
ger della Banca STANBIC e tante altre persone importanti.
Il vostro contributo (GAM) ci ha aiutato
installare "unacqua-dota" ed alcuni letti
(nella foto qui sotto). Vi ringrazio di cuo-
re in nome de! Vescovo dArua e della
gente di Moyo; un progetto in cui ave-
te generosamente unito le vostre mani
alle nostre.
"La nuova acqua-dota" del Centro (grazie
al GAM)
Uno dei letti con zanzariera (grazie al
GAM)
la pagina del GAM
27 marzo 2008
21 anniversario della morte di
Padre Giuseppe Ambrosoli
Penso che il nostro giornalino verr portato
nelle nostre case durante la settimana santa.
Si vivono in poco tempo la passione e la mor-
te di Ges che ci preparano alla sua resurre-
zione. L anniversario di padre Giuseppe av-
viene subito dopo la Pasqua. Rileggendo le
pagine del libro "LAltro" sulla vita di padre
Giuseppe ho trovato la testimonianza di Suor
Lea che trascorse a Kalongo gli ultimi sette
anni insieme a padre Giuseppe. Anche questo
il racconto di una morte e di una rinascita
alla vita vera che ci fa intuire una presenza in-
visibile, ma reale, di padre Giuseppe ancora
oggi nel nostro mondo e nel cuore di chi lo co-
nosce..
Ecco la testimonianza
"........Giuseppe Ambrosoli stato il vero mis-
sionario santo, capace, nella fatica quotidiana, di assimilare i sentimenti di Cristo, di cui
detto: -Assumendo la condizione di servo umili se stesso e s fece obbediente fino
alla morte e alla morte di croce-; padre Ambrosoli vi aggiunse il martirio del cuore e del-
lo spirito.
Ho avuto la fortuna di vivere accanto a lui gli ultimi sette anni della sua vita che hanno
coinciso con il tempo della purificazione, quando "loro purificato col fuoco per essere
maggiormente splendente". Pi che maestro di ostetricia -e tutti sappiamo quanto vales-
se in questo campo- stato maestro di vita, anche se non sono mai riuscita ad essere
una buona allieva.
Padre Giuseppe stato segno di contraddizione, perch nella sua esistenza la logica
umana fondata sulla ragione era stata ampliata da quella divina fondata sullamore.
Non dilettava n stancava con lunghe prediche, ma viveva il Vangelo con semplicit ed
eroismo. Ero giovane, focosa, inesperta e perci frettolosa nellesigere risultati... un po
come i figli di Zebedeo avrei voluto invocare il fuoco dal cielo per annientare, o almeno
rendere innocui, i figli delle tenebre, fra cui i razziatori Karimojon, soldati, ribelli e simili,
quando ci molestavano a non finire.
Lui, per rispondeva che la nostra presenza in Uganda era giustificata proprio dallassi-
stenza a queste persone che non avevano ancora compreso e accolto il Vangelo........
"Mi colpiva !a sua capacit di ricordare tutte le persone che aveva incontrato; metteva in
evidenza le loro particolarit positive. Sapeva essere forte, ma solo per difendere gli al-
tri, mai se stesso. La sua vita la don goccia a goccia, fino alla fine e credo che i doloro-
si eventi degli ultimi mesi abbiano messo ancora pi in risalto la sua statura umana, cri-
stiana, spirituale.
Poco pi di sei anni dopo, precisamente il 13 febbraio 1987, partiamo da Kalongo. Un
fumo nero e acre impediva la vista e il respiro, veniva dai container pieni di granoturco,
che erano stati dati alle fiamme dai militari ..che angoscia!
Al volante dellambulanza dopo aver caricato sui sedili posteriori, coperti da un materas-
so, il povero Vescovo Monsignor Cesana, colpito il giorno prima da un ictus cerebrale,
mi misi in colonna con gli altri trenta e pi veicoli, per iniziare lesodo.
Vicino a me cerano padre Giuseppe e fratel Angelo, anche lui tolto dal letto con una
gamba fratturata in trazione e, dopo due ore di sosta sotto il sole a picco, il triste convo-
glio prese il via. Ambrosoli sapeva che non sarebbe pi tornato a Kalongo da vivo, ep-
pure continu a parlare del futuro per infondere coraggio ai presenti.
Fu un viaggio indimenticabile; pregammo insieme diversi rosari, cercando a turno di ti-
rar fuori la voce mentre si ingoiavano le lacrime. Ci aiutammo anche a guidare...
Come vorrei che padre Giuseppe continuasse ad aiutarmi nel pilotare" la mia vita! Lui
ormai fa parte dei Giuseppe che invoco e sono certa che continua a rimproverarmi bo-
nariamente quando c bisogno, e mi aiuta.
Quando nel marzo del 1994 a Lira, aiutai a esumare le sue ossa per restituirle a Kalongo,
mi pareva di udire la sua voce. "Perch vi disturbate per quattro ossa consegnate alla
terra, non sapete che sono vivo e sempre presente in mezzo a voi?".
GIOVED 27 MARZO 2008,
alle ore 18,00,
sar celebrata in parrocchia
la SANTA MESSA
in suffragio di Padre Giuseppe
e dei suoi genitori
24 marzo 2008 Preghiera e digiuno
in memoria dei Missionari Martiri
La preghiera e il digiuno, nella tradizione cristiana, sono opere di
amore e di comunione con Dio e con la Chiesa: viverle in occa-
sione della giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missio-
nari Martiri significa pregare Dio affinch sostenga le missionarie,
i missionari e le comunit cristiane che vivono ancora oggi discri -
minazioni e persecuzioni. Alla preghiera uniamo unofferta, frutto
del sacrificio del digiuno.
Elenco missionari martiri uccisi nellanno 2007
In AMERICA
P. Mario Bianco
Don Jos L. Camacho
Don Wolfang Herman
Don Humberto Macias
Fratel Enrique Alberto
P. Fernando Sanchez
P. Ricardo Junious
AFRICA
P. Martin Addai
Suor Anne Thole
D. Richard Bimeriki
P. Ilard Msheyene Mako
In EUROPA
Don Salvador Herandez
D. Tomas Perez
In ASIA
P. Fransiskus Madhu
P. Raghiid Ganni
D. Basman Yousef
Ghasan Bidawid
Wahid Hanna
Justin Daniel
Padre Fiorante Rigonan
D. Nicholaspillai P.
Le offerte raccolte dalla giornata di pre-
ghiera e di digiuno in memoria dei Missio-
nari martiri sosterranno la ricostruzione e
lallestimento di un centro pastorale per
bambini, adolescenti e giovani in Iraq, la
terra di Abramo.
I cristiani sono presenti in Iraq da venti se-
coli, dalla predicazione di San Tommaso
apostolo e cercano di vivere fraternamen-
te con i musulmani con cui convivono da
quattordici secoli.
la pagina del GAM
Preghiera
Signore Ges
ci hai chiesto
di seguirTi
sulla via
della croce
per essere
Tuoi discepoli.
Aiutaci
a venire
dietro a Te ogni giorno,
forti solo della tua Parola.
Purifica i nostri cuori,
troppo spesso appesantiti dallegoismo
che ci chiude in noi stessi.
Liberaci dalle tante paure
che ancora ci costringono ad una
schiavit
che offusca limmagine di Dio
impressa dal Padre Tuo in tutti i suoi
figli:
Donaci il Tuo Spirito
Egli ci renda creature nuove
e ci faccia crescere nella Tua amicizia.
O Cristo, unico Maestro,
vogliamo portare la croce
insieme a Te
e a tanti maestri che hanno rinunciato
alla propria vita
pur di rimanere fedeli al Tuo Vangelo.
Il nostro sacrificio quotidiano,
unito alla Tua Pasqua e risurrezione,
apra il mondo intero alla vita vera.
Tutti gli uomini partecipino
della salvezza
che tu offri a noi, oggi e sempre.
u vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen
LENCICLICA FIDEI DONUM la pagina del GAM
Sono passati cinquantanni da quando, il
21 aprile 1957, papa Pio XII pubblic la
lettera enciclica "Fidei donum". In questa
lettera il Papa esortava le diocesi del
mondo a inviare presbiteri e laici alle
nuove chiese dellAfrica mettendosi al
loro servizio per un certo periodo di tem-
po. Diceva il Papa che le chiese dAfrica
attendono dai cattolici la triplice assisten-
za della preghiera, della generosit e del
dono di s. Ecco quindi linvito di Pio XII
al Vescovi di farsi animatori dellattenzio-
ne missionaria fino al dono temporaneo
di alcuni sacerdoti diocesani: i sacerdoti
fidei donum appunto. Nella stessa Enci-
clica si rivolge anche ai laici dellAzione
Cattolica e a quelli impegnati nel sociale
esortandoli ad offrire la loro esperienza
per alcuni anni alle nuove chiese. E cos
nel 1989 anche dalla Diocesi di Como
sono partiti sacerdoti e laici che hanno
trascorso anni della loro vita in Came-
roun e in Argentina Quasi tutti sono tor-
nati nella loro diocesi di origine. Uno di
questi il nostro parroco don Eugenio,
che ha passato otto anni in Cameroun
a Bimengu.
Ancora oggi i "fidei donum" continuano a
partire per vivere in comunione con le
giovani chiese dAfrica, dellAmerica e
dellAsia perch la Missione di tutta la
Chiesa per tutta la Chiesa, ovunque sia.
perch la Missione
e perch le Missioni Diocesane?
Queste due domande sono state poste recente-
mente al nostro Vescovo Diego.
- Perch, ancora oggi, ha senso andare in
missione?
Perch - e dovrebbe essere questo il mo-
tivo che d senso alla missione - ci siamo
innamorati di Ges, abbiamo capito che
Lui la soluzione ultima e radicale di tutti i
problemi delluomo e quindi non possiamo
tenercelo per noi, non possiamo trattener-
lo senza condividerne con sii altri il suo va-
lore liberante e umanizzante. Questo vuol
dire che non andiamo in missione soltanto
per fare del bene in ambito sanitario, so-
ciale o educativo, anche se tutto questo
utile e necessario. Ma andiamo in missio-
ne perch, attraverso la nostra dedizione,
appaia la presenza di Ges, lo si faccia
conoscere, cos da far maturare la co-
scienza di essere portatori della dignit dei
figli di Dio in tutte le persone che incontria-
mo e che evangelizziamo.
La delegazione che si recata in Came-
roun con il Vescovo e i "fdei donum" co-
maschi donati attualmente alla giovane
chiesa di Marua -Mokolo
- Perch importante per la nostra
diocesi allargare i suoi confini gi vasti e
mettersi al servizio dei fratelli africani?
Non importa che la nostra Diocesi sia
pi o meno grande. Importa che sia abi-
tata da uomini e donne che guardano al
mondo con il desiderio di annunciare
Ges.
Attualit
I presbiteri e i laici "fidei donum " della
nostra diocesi
Nella diocesi di Como ci sono attualmen-
te 4 sacerdoti e due laici nella missione
in Camerun:
Don Giusto della Valle
Don Angelo Mazzocchi
Don Donato Giacomelli
Don Corrado Necchi, nativo di Dubino.
arrivato in Missione il 7 gennaio 2008,
accompagnato dal nostro Vescovo, Die-
go Coletti e da Don Stefano Bianchi.
Eserciter il suo ministero presso la
Chiesa di Marua-Mokol.
C poi un giovane laico: Lorenzo Zini di
Livigno e una vergine consacrata: Bru-
netta Cincera di Berbenno
Ci sono anche, ormai incardinati nella
diocesi camerunese Lucia Todeschini e
Don Gianni Allevi partiti col primo gruppo
di fidei donum, e che in seguito hanno
scelto di restare.
Bolivia? Per? Ecuador?
Speranze per un prossimo
futuro
Da parecchi mesi in corso una rifles-
sione con scambi di opinioni e incontri
per verificare la possibilit di istituire
in America latina una nuova missione
diocesana. Una delegazione della
commissione missionaria diocesana
lanno scorso si recata in Bolivia,
Per, Ecuador per un viaggio esplora-
tivo presso quattro diocesi di quei
paesi. In questi mesi di febbraio e
marzo viene presentata a tutti in dio-
cesi, in diversi incontri, una ampia e
particolareggiata e relazione dei luo-
ghi visitati. Questa relazione la si pu
trovare in Parrocchia o presso il Cen-
tro missionario Diocesano di Como.
Che cosa possiamo fare noi?
Documentarci.
Il fatto di appartenere alla chiesa di
Como perch viviamo in questo terri-
torio, implica che le missioni diocesa-
ne ci riguardano. E poi?
Dalla conoscenza possono scaturire
decisioni personali legate alla propria
esperienza umana e di fede.
CARITAS
Riflessioni intorno al volontariato
Qui di seguito proponiamo uno stralcio del
documento "Volontariato e testimonianza
della carit" redatto nel 2002 dalla Delega-
zione Regionale delle Caritas diocesane di
Lombardia in occasione dellAnno Interna-
zionale del Volontariato; in esso troviamo
utili indicazioni per un cammino di fede cri-
stiana al quale siamo chiamati ogni giorno,
come singole persone e come comunit,
perch la nostra vita possa veramente di-
ventare testimonianza di un Amore ricevu-
to che non pu che essere a sua volta do-
nato.
a storia di Ges di Nazareth una sto-
ria damore e di donazione: egli "pass
in mezzo a noi facendo del bene". Il Buon
Samaritano evangelico che pass accanto
al povero, lo guard, "nebbe compassio-
ne", "gli si fece vicino", (...) "e si prese
cura di lui" diventa limmagine dello stile di
Ges e, al tempo stesso, della testimo-
nianza cristiana.
L
La comunicazione della fede e la testimo-
nianza cristiana sono costituite da storie di
ascolto, di relazione e di dono, con
unattenzione preferenziale per i poveri. Il
volontariato, forma moderna del dono e
della relazione gratuita, pu diventare una
forma della testimonianza cristiana. Oggi il
volontariato unesperienza umana e so-
ciale riconosciuta e che impegna nel no-
stro territorio persone e associazioni di di-
versa cultura e ispirazione. La Carta dei
valori del volontariato, stilata dal mondo
del volontariato italiano, al termine
dellAnno internazionale dei Volontari pro-
posto dallO.N.U., qualifica come volonta-
rio "la persona che, adempiuti i doveri di
ogni cittadino, mette a disposizione il pro-
prio tempo e le proprie capacit per gli al-
tri, per la comunit di appartenenza o per
lumanit intera. Egli opera in modo libero
e gratuito promuovendo risposte creative
ed efficaci ai bisogni dei destinatari della
propria azione o contribuendo alla realiz-
zazione dei beni comuni.
Partendo da presupposti culturali diversi, il
volontario agisce, in forma individuale o
associata, per il bene comune e un mondo
migliore. Il volontariato dispirazione cri-
stiana nasce da unidea di persona che
"immagine e somiglianza" di un Dio che
entra nella storia con libert, gratuit e
umilt e che insegna la carit come princi-
pio della relazione tra Dio e gli uomini e
degli uomini tra loro.
Il volontariato per il cristiano una delle
esperienze nella quale dunque si manife-
sta e si realizza la Carit intesa come
amore per i fratelli, risposta al dono ricevu-
to da Dio: "Vi do un comandamento nuo-
vo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi
ho amato, cos amatevi anche voi gli uni
gli altri" (Gv 13, 34).
Il volontariato uno dei possibili segni
concreti di uno stile di vita cristiana della
persona che informa la propria esistenza a
partire da alcuni valori fondativi quali la
gratuit, il dono, il rispetto della dignit
dellaltro, la condivisione, la sobriet.
La gratuit non pu essere considerata
solo come una categoria economica.
Non si tratta di contrapporre il servizio gra-
tuito a quello professionale retribuito, ma
di dare significato e senso alla gratuit in-
tesa come valore che guida la relazione;
che dona in maniera disinteressata; che ri-
spetta laltro senza obbligarlo alla relazio-
ne, senza pretendere una restituzione. La
gratuit qualifica la relazione, informa la
mentalit dei progetti di vita, una dimen-
sione qualificante dellessere cristiani.
La testimonianza cristiana del volontariato
in una societ che cambia pu assumere
un ruolo importante nel rendere responsa-
bili e partecipi gli uomini al bene comune e
CARITAS
verso una "civilt dellamore", con fanta-
sia e creativit. I volti e le forme dei vo-
lontariato ecclesiale, personale, di grup-
po o associato, sono molteplici e rivolti
a persone e famiglie, realt del mondo
culturale, del tempo libero, del disagio
sociale.
Da sempre, con particolare attenzione,
il volontariato dispirazione cristiana
guarda ai poveri e alle persone in diffi-
colt nelle nostre comunit: anziani,
ammalati, senza fissa dimora, tossicodi-
pendenti, detenuti, ecc... Nella Chiesa il
compito di formazione e promozione del
volontariato trova nella Caritas lo stru-
mento privilegiato nelle nostre Diocesi e
Parrocchie, anche in collaborazione con
altri uffici pastorali e in particolare con
gli Uffici della catechesi e della liturgia.
Questimpegno rappresenta il modo con
il quale si vuole accompagnare la testi-
monianza della carit, senza trascurare,
anzi valorizzando, il cammino spirituale
e lapprofondimento culturale. Il mondo
giovanile, ricco di attese e di risorse, di
tempo e di luoghi, di proposte, trova nel
volontariato non solo un luogo di servi-
zio originale, ma anche uno spazio si-
gnificativo di educazione alla fede cri-
stiana e alla cittadinanza solidale. Uno
strumento educativo al volontariato per i
giovani il servizio civile che, nella
Chiesa, vede la Caritas diocesana, in
collaborazione con gli Uffici di pastorale
giovanile e oratori, come lo strumento di
coordinamento e di gestione, con
unattenzione preferenziale al servizio
verso le fasce pi deboli della popola-
zione. Nella prospettiva del servizio civi-
le volontario, sia maschile che femmini-
le, le Caritas e le Comunit cristiane si
sentano impegnate a presentare ai gio-
vani il rinnovato compito di promuovere
e gestire il servizio civile volontario, per-
ch sia conservata lattenzione prefe-
renziale ai poveri e lobiezione di co-
scienza alla guerra e sia costruita una
proposta educativa ai valori della solida-
riet e della pace anche attraverso que-
sta nuova esperienza.
SCUOLA DELLINFANZIA ARCOBALENO
NON SOLO CIFRE!
Da pi di un anno la Scuola dellInfanzia
non d notizie ed ora, alla vigilia della
Santa Pasqua, ci riproponiamo ai lettori di
questo foglio dinformazione parrocchiale
con la speranza di non trasmettere solo
cifre, ma anche qualche riflessione.
In questi ultimi mesi si molto parlato alla
radio e televisione, sui giornali, al bar e
nelle piazze, del fatto che molte famiglie
non riescono ad arrivare alla quarta e poi
alla terza settimana. E la Scuola
dellInfanzia come messa? Il pane, la
pasta, il latte, la verdura, la carne, il gas e
la luce sono aumentati non solo per i sin-
goli cittadini, ma anche per le comunit
come la nostra, che pu essere tranquilla-
mente definita una grande famiglia. Inol-
tre questa grande famiglia ha delle spese
(salari, stipendi e contributi), che prendo-
no tranquillamente il posto dei mutui, del-
le tasse, dei trasporti, che gravano sulla
famiglia normale; anche queste spese
hanno subito un consistente aumento.
anche vero che noi abbiamo la possibilit
di far crescere le entrate (cosa non facil-
mente possibile per una normale
famiglia), ma laumento delle rette non
vuole essere la "soluzione automatica" o
lunica soluzione ai nostri problemi di bi-
lancio. Con fatica stiamo cercando di
spendere in modo oculato e contiamo in
un maggior coinvolgimento degli Enti
Pubblici; infine per noi essenziale la
sensibilit dei ronaghesi e la disponibilit
della Parrocchia e di altre realt commer-
ciali ed industriali, perch il contributo
di tutti quanti rappresenta almeno il
20% delle entrate della scuola, cui dob-
biamo aggiungere un altro 10% per co-
sti non sostenuti (lavori fatti dai diversi
volontari, affitti non dovuti, assicurazioni
pagate da altri). Il 2006 (di cui non abbia-
mo pubblicato il bilancio) si chiuso con
una perdita di circa 9.000 euro, mentre le
cifre non ancora definitive del 2007 ci di-
cono che le cose sono andate meglio e
che, quindi, sar possibile ricuperare la
perdita dellanno precedente. Il 2008
come sar? Riusciremo ad arrivare alla
fine del mese? oppure tutti gli aumenti
avvenuti e quelli che seguiranno ci co-
stringeranno ad impegnare unaltra volta
le nostre riserve?
Abbiamo scritto queste riflessioni non per
fare i lagnoni o per cercare a tutti i costi
di portare a casa qualcosa, ma perch
desideriamo essere una realt importan-
te, che conta nei pensieri dei parrocchia-
ni, in particolare, ed anche in quelli di ogni
abitante di Ronago. Desideriamo, in so-
stanza, condividere con tutti voi le nostre
preoccupazioni, facendovi conoscere i
nostri problemi ed anche, magari in altre
occasioni, i nostri risultati ed i traguardi
raggiunti.
Un paese bello non solo per come fat-
to o per il pregevole ambiente naturale in
cui collocato; una comunit viva non
certo perch costituita da tanta gente
che trascorre in essa la sua giornata. Tut-
to ha pi senso ed acquista un grande va-
lore se le realt importanti presenti, e
quindi anche la Scuola dellInfanzia, vi-
vono nella mente e nelle intenzioni di cia-
scun parrocchiano e cittadino. I nostri
bambini vanno alla scuola materna, i no-
stri ragazzi alle elementari, noi in parroc-
chia e qualcuno in palestra ed al campo
sportivo: tutto ci immensamente bello
e tanto importante che impossibile non
essere coinvolti. il periodo di prepara-
zione alla Santa Pasqua, periodo di pre-
ghiera e di riflessione, magari anche di
condivisione. Quanto sarebbero state
brutte e fuori luogo delle sterili cifre!
Guerrino A.
" II pi grande tra voi colui che serve" {dal vangelo)
elle scorse settimane gli alunni delle classi seconde della scuola media di
Uggiate sono stati graditi ospiti del nostro Comune per due lezioni di edu-
cazione civica, con particolare riguardo alle diverse funzioni che chiama-
ta a svolgere unAmministrazione comunale. N
Questa stata la prima tappa di un percorso, che si concluder con lelezione di
un Consiglio comunale junior da parte dei ragazzi stessi, che avr il compito di se-
gnalare esigenze e sollecitare richieste vicine alla loro sensibilit agli Amministratori,
al fine di migliorare la qualit della vita del nostro territorio. Nel corso dei due incon-
tri-lezione (il primo tenuto dal Sindaco ed il secondo da me) stata insistentemente
posta una domanda che ci ha fatto riflettere sulla percezione che spesso i ragazzi
(ma anche gli adulti) hanno dellimpegno pubblico e della politica in generale.
"Quanto si guadagna - ci hanno ripetutamente chiesto - a svolgere lincarico di Sin-
daco o di vicesindaco?" Abbiamo risposto che intendiamo lincarico amministrativo
come un servizio ai cittadini del nostro paese, nellottica della tutela dellinteresse
generale, impegnando il nostro tempo e mettendo a disposizione le nostre capacit,
pur consapevoli dei limiti che possiamo avere. Non so se siamo riusciti a convincerli,
perch credo che dietro a questa domanda si sia ormai in molti di loro sedimentata
unidea dellimpegno civile e della politica che non prevede il concetto di gratuit.
Unidea che presuppone lincarico pubblico come fonte di privilegi e di interessi per-
sonali, unoccasione per far soldi o per far emergere il proprio narcisismo.
Una visione dellimpegno civile distorta, frutto di una devastazione morale e cultura-
le che si progressivamente affermata negli ultimi anni.
Non certo colpa dei nostri ragazzi se oggi hanno questa percezione e pensano
che la politica sia "sporca", ma sono le immagini e le parole che quotidianamente i
mezzi dinformazione ci propongono a far apparire evidente il degrado istituzionale
cui siamo ormai arrivati.
In questo periodo preelettorale forte la tentazione di confondere tutto e tutti, di
non riuscire a distinguere il grano dal loglio, di decidere di astenersi dal voto come
atto di protesta contro una classe politica che non ci appare degna di rappresentar-
ci.
Il Papa nei giorni scorsi ha richiamato ancora una volta ad una visione etica del-
la politica, ad una sobriet delle parole e delle immagini, capace di restituirle dignit.
La Chiesa giustamente preoccupata che nel nostro Paese possano prevalere i
motivi di lacerazione del tessuto sociale, di incomprensione tra i diversi strati sociali,
che possano vincere gli egoismi di parte, che aumenti la frattura tra ricchi e poveri.
Personalmente penso che, qualunque sia lo schieramento che uscir vincitore
dalla consultazione elettorale, esso debba sentire come inderogabile il compito di ri-
costruire un clima sociale pi solidale, rifondando su basi etiche limpegno nelle Isti-
tuzioni per sconfiggere linerzia e il disinteresse da cui ci sentiamo circondati. Solo
cos potremo dare risposte credibili a quei ragazzi che troppo spesso ci chiedono
perch mai dovrebbero preoccuparsi dei problemi degli altri invece di limitarsi a sod-
disfare i propri bisogni.
Maurizio
ASSOCIAZIONE PRO VAL MULINI ONLUS
I NOSTRI QUADERNI
Lo scorso ottobre, in occasione dellannuale appuntamento "Pomeriggio dottobre in
festa", ha avuto luogo la chiusura dei lavori di restauro dei Dipinti di Arte Sacra popolare, la-
vori che sono stati eseguiti in questi anni a cura della nostra Associazione.
C stata la tradizionale passeggiata che, favorita dal bel tempo, ha portato i tantissimi parte-
cipanti a visitare i luoghi dove si trovano le opere restaurate. Quindi, dopo aver fatto tappa al Fau-
stino (2 dipinti), siamo saliti a Drezzo nel cui centro storico si trovano ben 4 opere; riscendendo in
Val Mulini siamo passati dal Mist, dal Peverell, dal Cant, dal Petla, e per ultimo dal Zeppet,
per ammirare in ogni luogo un dipinto: in totale 11 !
Con loccasione stato presentato al pubblico un opuscolo illustrante i lavori fatti e le localit
dove sono ubicati gli affreschi restaurati. Questo opuscolo, con i testi anche in inglese e tedesco,
il primo di una collana cui stato dato il nome di Quaderni della Val Mulini.
LAssociazione Pro Val Mulini, con questa collana, vuole dare risalto ai propri interventi, di vol-
ta in volta eseguiti per valorizzare la Val Mulini e ci che essa contiene. un modo concreto per
testimoniare la nostra presenza, per sensibilizzare lopinione pubblica ed i singoli cittadini, per
dare alle Istituzioni, e non solo, uno strumento di conoscenza e di divulgazione. un sentirci vivi
ed una forte reazione alle difficolt che si stanno incontrando nel recupero di beni storici pi con-
sistenti, quali i mulini e le rogge mulinare.
Quale il significato di questo primo Quaderno, intitolato Restauro dipinti dArte Sacra popo-
lare? e perch abbiamo voluto far eseguire questi lavori?
Con questo intervento abbiamo voluto salvare le testimonianze rimaste di un aspetto impor-
tante della vita della nostra gente di qualche secolo fa: il manifestare con dei semplici dipinti la
profonda devozione verso i Santi e Ges stesso, devozione che derivava dalle quotidiane neces-
sit della vita.
Le parole del prof. Mario Mascetti, scritte per presentare questo opuscolo, rendono ancor pi
chiari questi concetti:
"Ogni mulino, ogni corte rurale nei centri storici, o nella campagna dei nostri paesi, porta (o porta-
va) sulla facciata o sotto un portico o una loggia unimmagine religiosa devozionale. Era il modo
per invocare dalla Madonna e dai santi protezione per la salute delle persone e degli animali, pro-
sperit delle annate e abbondanza di frutti. La Madonna era la pi invocata, protettrice della ma-
ternit e dellinfanzia; SantAntonio abate custodiva le stalle, San Rocco allontanava la peste e il
colera, o guariva chi ne era colpito; San Giuseppe era il patrono della famiglia e della buona mor-
te, San Francesco il santo della vendemmia, che si faceva dopo la sua festa (4 ottobre) per co-
gliere uve ben mature. Il SS. Crocifisso era invocato per la buona riuscita dellallevamento dei ba-
chi da seta. Perci ogni santo rappresentato nei dipinti popolari sottintende unintenzione devo-
zionale, legata alle concrete situazioni della vita quotidiana, rispetto alle quali, spesso, la gente
non trovava difesa o sostegno.
Chi erano i pittori? A parte il caso di Luchino Pozzi da Drezzo, figlio di Giovanni, pure egli pittore
della facciata di S. Maria (chiesa alta), lo stile naif dei nostri dipinti popolari depone per quei
pittori ambulanti (oggi, con le strade e i marciapiedi asfaltati sono diventati pittori di strada),
che giravano in tutta la regione da un paese allaltro, e lasciavano la loro opera in cambio di un
piatto caldo e di un giaciglio per la notte. Qualcuno ripeteva il giro, come il pittore che nel 1862
esegu le Madonne del Cant in Val Mulini e della corte dei Luscitt a Orezzo, e nel 1864 lasci
il segno del suo ritorno al Peverel, e probabilmente a Zeppet (il dipinto ritoccato intorno al 1920).
Sono tracce vive di un mondo che non c pi.."
I lavori di restauro sono stati eseguiti dalla Dott.sa Veronica Albonico di Olgiate Comasco. Com-
plessivamente sono stati spesi 14.940,00 euro, coperti con finanziamenti dellAmministrazione
Provinciale di Como, dei comuni di Drezzo ed Uggiate Trevano, e con fondi propri dellAssociazio-
ne.
Gli opuscoli si possono trovare presso la Biblioteca e presso il Comune, oppure chiedendoli diret-
tamente a noi (tel. 031-980090).
GUERRINO A.