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note
stonate
iviamo e cresciamo in una societ dove percepiamo subito le note
stonate. Prima ancora di apprezzare le cose belle che ci circonda-
no, dalle virt delle persone alle istituzioni che ci sono, andiamo
subito a cogliere il lato negativo.
V
un aspetto che forse facciamo nostro fin da piccoli, dal momento che
gi da bambini si ha questa propensione; vero che anche i mass-
media fanno da amplificatori di questo atteggiamento, ma vero anche
che fa pi rumore un albero che cade di mille che nel silenzio crescono.
Una delle note stonate data dalla nostra fede e da tutto ci che ne con-
segue. E allora diciamo che la Chiesa ha sbagliato e sbaglia tuttora
nellaffrontare determinati problemi, che quelli che vanno in Chiesa sono
dei falsi e gli "uomini di Chiesa" sono dei mestieranti. Chi dice questo si
mette alla finestra, sta a guardare, pronto appunto a lanciare critiche ai
primi sbagli, proprio come chi va allo stadio. Il fatto che le stesse per-
sone sono poi pronte a "usare della Chiesa" per i loro fini, per "le loro ce-
rimonie, cadendo cos negli stessi errori che riscontrano negli altri.
Come possiamo "aggiustare" allora queste "note stonate" nelle quali tutti
(nessuno escluso) noi cadiamo? La prima cosa credere che Ges Cri-
sto nato, vissuto, morto e risorto per i nostri peccati. Ne deriva che chi
" senza peccato" (chi non sbaglia) non ha bisogno di credere in Ges
Cristo: costui un optional, un "di pi" e non il Pane quotidiano, il "medi -
co venuto non per i sani, ma per gli ammalati". Dopo aver riconosciuto le
nostre infermit, le nostre "note stonate", si tratta di farci "registrare", di
farci curare. Nasce quindi il bisogno di conoscere e seguire le ricette che
Egli ci dona. E il Signore ce ne dona abbondantemente e gratuitamente,
incominciando dalla sua Parola fino ai suoi Sacramenti.
Allinizio di questo nuovo anno pastorale dovremmo essere attenti a frui-
tori di questi strumenti, incominciando dalla Domenica come giorno non
solo del Signore, ma anche nostro sia a livello personale che familiare e
comunitario. Diventeremmo pi credenti e pi credibili, diventeremmo
anche pi consapevoli dei nostri limiti, oltre quelli degli altri, e quindi pi
misericordiosi. Se non arrivassimo a questo, continueremmo a rimanere
alla finestra e giudicare e condannare, ci illuderemmo che solo noi siamo
giusti e vanificheremmo la parola e la vita di Ges Cristo e ridurremmo la
Chiesa a una agenzia di cerimonie.
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Pensieri
in riva al lago...
ono qui, seduto su una panchina
in riva al lago della Serrata (Alti-
piani di Pine, Tn): lalba e sto
godendomi i primi tiepidi raggi di sole,
come le anatre che davanti a me cerca-
no di scacciare lumidit della notte.
S
Quel luccichio riflesso dalle acque ti fa
assaporare la meraviglia del creato, e
quellatmosfera irreale ti penetra dentro,
ti svuota lanima e la riempie di serenit,
facendoti dimenticare tutte le cose che
la vita ha voluto riservarti.
Ma purtroppo tutto questo non tarda a
svanire, lasciandomi il cuore pesante
perch colei, la mia compagna, che
avrebbe dovuto dividere con me queste
bellezze, non pi qui vicino a me,
volata in cielo
Un turbinio di pensieri combatte dentro
la mia mente, un susseguirsi di
"perch", di domande: sar riuscito a se-
guire la mia compagna fino in fondo,
avr fatto tutto il possibile per alleviare
le sue sofferenze, avr capito i messag-
gi che in tanti momenti mi trasmetteva?
Tanti e tanti dubbi offuscano la mia men-
te; mi metto, allora, ad analizzare e va-
gliare gli ultimi mesi prima della sua ma-
lattia, mesi che, visti col senno di poi, fu-
rono vissuti intensamente, spinti da
qualcosa che solo adesso riesco a capi-
re.
Il primo pensiero quello di capire cosa
fosse quella fretta della mia compagna
di voler sistemare tutte le cose, morali e
materiali: non riuscivo a darmi una spie-
gazione. Mi aveva fatto cancellare dal
mio vocabolario "faremo" perch biso-
gnava "fare" in fretta: ignoravo cosa sa-
rebbe accaduto, ma ora lo so.
Rifletto su un altro episodio, accaduto
nel mese di maggio 2002, due mesi pri-
ma che la sua malattia si manifestasse.
Una sera, mise davanti a me un foglio
sul quale aveva scritto una poesia e mi
disse: "leggila e poi dimmi che cosa hai
pensato leggendola, esprimi il tuo pare-
re".
La poesia si intitola
LATTIMO
Tempo non ci sei, non esisti
padrone che ci fai schiavi.
Non guardiamo, non tocchiamo
n ascoltiamo, n gustiamo
forse neppure amiamo.
Sappiamo solo ferire
e ci sentiamo travolti da te,
immediato futuro subito scomparso
22 maggio 2002
lo da tempo ero il filtro di tutti i suoi scrit-
ti, li leggevo pi volte prima di esprimere
un giudizio. Questa volta, letto e riletto,
questo scritto mi lasciava a disagio e
non osavo esprimere il mio parere, ma
poi linsistenza della mia compagna mi
fece prendere coraggio: "Certamente
avrai pensato quello che ho pensato io",
mi disse. Le chiesi: "Cosa hai pensato?"
e lei mi rispose." Ho pensato alla vita
che ti sfugge e senza accorgerti ti ritrovi
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alla fine della vita senza essere riuscita
a fare tutto quello che ti eri prefissato".
lo annuii in segno di consenso, adesso
so cosa voleva dire, ma purtroppo col
senno di poi. Lultimo episodio che mi ha
profondamente colpito stata la visita
ad un nostro amico ronaghese defunto.
Erano gli ultimi giorni di gennaio 2003;
terminata la visita, si rivolse alla moglie
che piangeva e le disse: "Se sei triste e
ti senti sola, vieni da me e ci facciamo
compagnia, tanto sono sempre a casa".
Ha dato la sua disponibilit come sem-
pre, pronta ad essere di aiuto, ma la sua
malattia non le ha permesso di continua-
re su questa strada: dopo pochi giorni, il
tracollo della sua malattia sarebbe stato
fatale: erano i primi giorni di febbraio.
Il pensiero fisso che mi pervade sco-
prire chi che muove i fili della nostra
vita, chi manda questi segni premonitori:
lunica risposta forse da ricercare fra
oroscopi e astri? Non sapr mai spiegar-
melo, certamente credo che Qualcuno
pi in alto di noi cerca in tutti i modi di
prepararci a quello che sar il grande
passo verso linfinito.
Non sapr mai se sono stato capace di
seguire la mia compagna fino in fondo,
certamente per mi ha insegnato ad es-
sere pi attento alle persone che mi
passano accanto, per poter cogliere in
loro quelle esigenze che si portano den-
tro e non hanno il coraggio di esternare
o la loro richiesta di aiuto. Lei ha sempre
seguito questa strada, io cercher - sep-
pur con tutti i miei limiti - di seguire il suo
insegnamento. La mia compagna ha la-
sciato un grande vuoto, ma devo ringra-
ziarla per averlo colmato di serenit.
Ciceri Mario Rino
2 NOVEMBRE-COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
VIVERE senza morire
Perch hai paura della morte?
Perch hai paura di ci che non esiste?
Se vivi solo per godere, per possedere
se vivi solo per comandare
per sentirti importante,
se vivi per imbrogliare
allora la paura della morte
paura di lasciare questo potere.
Ma se vivi per amare,
per condividere e per lottare
per la giustizia,
comprenderai che morire
continuare a vivere,
che morire
entrare definitivamente nelleterno.
(E. Olivero)
Nel nostro dolore
ci conforta
ci che dura in eterno:
l bene vero che ci hai donato
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Inno alla vita
La vita bellezza, ammirala.
La vita unopportunit, coglila.
La vita beatitudine, assaporala.
La vita un sogno, fanne una realt.
La vita una sfida, affrontala.
La vita un dovere, compilo.
La vita un gioco, giocalo.
La vita preziosa, abbine cura.
La vita una ricchezza, conservala.
La vita amore, donala.
La vita un mistero, scoprilo.
La vita promessa, adempila.
La vita tristezza, superala.
La vita un inno, cantalo.
La vita una lotta, accettala.
La vita unavventura, rischiala.
La vita felicit, meritala.
La vita vita, difendila.
Madre Teresa di Calcutta
XXVII CONGRESSO NAZIONALE
DI MUSICA SACRA
i terr a Roma il 22 e 23 novembre prossimi il XXVII Congresso Nazionale di Musica
Sacra, organizzato dallAssociazione Italiana S. Cecilia, per ricordare "II centenario
del Motu proprio Tra le sollecitudini di S. Pio X. Musica sacra ieri e oggi". Alcuni can-
tori della nostra corale parrocchiale hanno accettato linvito a loro rivolto dalla cantoria di Ug-
giate Trevano e parteciperanno al raduno che gli organizzatori intendono proporre a maestri
di coro, cantori e animatori liturgici. Sabato 22 previsto lincontro col Papa nellaula Paolo
VI, e un concerto in Suo onore. Domenica 23, solenne liturgia eucaristica animata da tutte le
corali partecipanti. Avremo modo, inoltre, di riflettere sullimportanza e la validit del canto
sacro e sullintuito e la saggezza che ispirarono S.-Pio X a enunciare i principi fondamentali
che costituiscono codice giuridico della musica sacra. Ci auguriamo che tutto ci serva ad
animare con una passione sempre maggiore le nostre celebrazioni, consapevoli dellimpor-
tanza del servizio liturgico: un rendimento di grazie che dai nostri cuori e dalla nostra voce
sale a Dio.
S
Anna
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17 ottobre 2003
Giornata mondiale
di lotta alla povert
dal 1993 che in tutto il mondo si cele-
bra questa giornata, indetta
dallAssemblea generale dellONU e
ancora oggi di grande attualit, in quanto si
calcola che nel mondo circa 800 milioni di
persone soffrono per fame e malnutrizione,
circa 100 volte il numero di persone che ef-
fettivamente ne muoiono ogni anno. La
maggior parte di queste vive nelle regioni
meridionali e orientali dellAsia e la situazio-
ne dellAfrica o dellAmerica Latina la cono-
sciamo tutti... ma la povert avanza anche
in Occidente, tanto da raggiungere persino
I11% delle famiglie italiane che vivono co-
stantemente sotto la soglia di povert, se-
condo i dati ISTAT registrati a Luglio 2003. il
fenomeno coinvolge 2.456.000 nuclei fami-
liari, circa 7.140.000 individui e a quanto
pare il dato non diverso, se si prendono in
esame tutti i paesi UE: i poveri sono circa
60.000.000, pari al 18% della popolazione.

Queste cifre fanno riflettere, soprattutto se


si considera che in Europa si allarga il feno-
meno dei lavoratori poveri, sottopagati e
precari e il cui. basso reddito tra le princi-
pali cause di povert.
Ma povero anche chi non ha diritti civili,
culturali, economici, politici e sociali, indi-
spensabili per una vita dignitosa o chi non
ha risorse, capacit, possibilit di scelta,
necessarie a raggiungere uno standard di
vita adeguato.
Di questa categoria fanno parte, non solo i
20.000 senza dimora che circolano sulle
nostre strade, ma anche gli anziani che vi-
vono con la sola pensione minima, talvolta
ammalati e senza assistenza, i disoccupati
di lungo periodo e gli esclusi dal mondo del
lavoro, i giovani che trovano impiego solo in
lavori precari, gli immigrati, magari con i do-
cumenti in regola, ma senza un alloggio...
Occorre ricordare a questo proposito che i
poveri non sono solo persone da assistere,
ma soprattutto persone che chiedono ed
hanno diritto a percorsi di cittadinanza e
giustizia che sradichino allorigine la pover-
t, consentendo agli ultimi di sentirsi parte
integrante della societ, grazie anche alla
condivisione che coloro che li circondano
agiscono nei loro confronti. Non bastano
quindi gesti sporadici di buona volont o in-
terventi sullonda dellemergenza e
dellemotivit, ma occorrono scelte concrete
di giustizia che producano un cambiamento
del nostro stile di vita, per dare un volto e
un nome alle storie di povert che incontria-
mo o ci capita di ascoltare. Occorre recupe-
rare come cristiani, la voglia di schierarci
dalla parte dei poveri e in difesa dei loro di-
ritti, facendo della politica il terreno privile-
giato per attuare ci che il Vangelo ci invita
a compiere quando proclama la scelta degli
ultimi. necessario, infatti, che le istituzioni
promuovano interventi di equit e giustizia
sociale, affinch i poveri non restino solo
degli assistiti, attraverso strumenti ed opere
che dipendono solo dal buon cuore di chi li
attiva, ma si creino invece veri e propri per-
corsi di cambiamento sociale, affinch a
ciascuno sia riconosciuta la dignit propria
della persona umana.
questo il momento per "uscire allo sco-
perto" dando voce a chi non ha voce, me-
diante limpegno quotidiano di ciascuno nel
prestare attenzione alle scelte che le istitu-
zioni nazionali ed internazionali compiono,
attraverso leggi o summit che decidono del-
la vita di molta gente in ogni parte del mon-
do e reagire di fronte a scelte che privilegia-
no solo interessi economici e di parte, da af-
fiancare allimpegno concreto di prossimit
che ciascuno di noi chiamato ad attuare
nelle diverse situazioni di vita.
Erminia
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Grazie,
Padre Philip
opo quattro lunghi anni, abbiamo ri-
visto con gioia Padre Philip Zema.
Dalla lontana Uganda era volato fino
a Roma per celebrare, il 5 ottobre, la cano-
nizzazione del loro fondatore Daniele Com-
boni, poi arrivato a Ronago, sabato 11 ot-
tobre, proprio in tempo per celebrare la S.
Messa delle ore 18. Si fermato tra noi al-
cuni giorni, ora di nuovo in Uganda, a
Moyo, a realizzare il compito che il suo Ve-
scovo gli ha affidato: lanimazione dei giova-
ni nella sua diocesi.
D
Sono sicura che, oltre al suo compito dicia-
mo "ufficiale", padre Philip continuer a vi-
vere da vero testimone, intessendo rapporti
umani, testimoniando la verit, la giustizia,
come Ges. Incontrarlo, ascoltarlo stato
per me confronto sereno, motivo di riflessio-
ne e arricchimento. Con sapienza e fermez-
za, commentando e attualizzando la parola
di Dio, quella del "giovane ricco", ci ha det-
to: "lautosufficienza buona in s, ma at-
tenti: pi importante essere che avere.
importante aprire il nostro cuore agli altri:
a Dio, ai fratelli...attenti a ci che Ges dice
di fare.". Ai ragazzi e ai loro genitori: " im-
portante il catechismo, ma il catechismo
per la vita. Deve incidere, deve cambiare la
nostra vita, farla diventare sempre pi cri-
stiana". E citava due esempi: Madre Teresa
e Daniele Comboni.
E poi, come non dirgli "grazie" per la sua
pazienza ad ascoltarci e nel risponderci, per
il suo sorriso contagioso per tutti, per il suo
essere con noi, tra le nostre famiglie, con
tanta semplicit e disponibilit.
Rosanna
uesta volta ho avuto modo di cono-
scerlo meglio. Posso dire di essere
stata edificata e arricchita dalla sua
profonda spiritualit Cristocentrica. In lui ho
intravisto la bont e la bellezza di Dio nelle
creature che da Lui si lasciano plasmare.
Gli auguro di essere sempre pi un sacer-
dote secondo il Cuore di Ges che tanto ci
ama e vuole la salvezza di tutti.
Q
Antonietta
*****
BUON LAVORO, P. PHILIP. INSIEME, ANCHE
SE LONTANI, UNITI NEL SIGNORE GES.
*****
Padre Philip ringrazia per laccoglienza e
lamicizia che gli abbiamo dimostrato e
con il suo grato ricordo a Dio nella pre-
ghiera "saluta tutti quanti".
LUNED 8 DICEMBRE 2003, IN ORATORIO,
BANCO VENDITA A FAVORE DELLE MISSIONI
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in cammino,
insieme
uando mi stato chiesto di scrivere
questarticolo, inizialmente sono sta-
ta un po perplessa se accettare, so-
prattutto perch le cose positive e belle da
annotare sarebbero state davvero poche!
Poi per ho pensato che forse ad essere
condivise non dovrebbero essere solo le oc-
casioni gioiose, ma forse anche quelle in cui
ci si trova in difficolt.
Q
Uno dei disagi maggiori, che come catechi-
sti vorremmo condividere con tutta la comu-
nit, che alla responsabilit grande cui
siamo "chiamati" nelleducare alla fede,
nellessere per i nostri ragazzi testimoni di
Ges non solo nelle parole ma soprattutto
con i gesti e con la nostra vita, si aggiunge
la spiacevole sensazione che spesso in
questo cammino ci sentiamo soli! Troppe
volte ci sembra che le famiglie ci "deleghi-
no", in tutto e per tutto, questo difficile com-
pito: il ragazzo viene "mandato" a catechi-
smo, ma non c poi lo sforzo di accompa-
gnarlo nelle altre esperienze indispensabili
ad una vera maturazione cristiana. La cate-
chesi, infatti, da sola non pu formare dei
cristiani: al centro si colloca la partecipazio-
ne allEucaristia domenicale, cui i ragazzi
dovrebbero essere pi stimolati e incentivati
dallesempio degli adulti. Importanti e altret-
tanto essenziali sono: lascolto della Parola;
i momenti di preghiera e di celebrazione
pensati appositamente per i ragazzi (nove-
na, mese di maggio ...); le prime esperienze
che permettono loro di fare un concreto
esercizio di vita cristiana, assolvendo impe-
gni caritativi e missionari; la partecipazione
alle proposte di vita comunitaria adatte per
loro, quali ad esempio le attivit oratoriali.
Queste ultime costituiscono unottima op-
portunit di crescita alla fede, trasmettendo
ai ragazzi un primo senso dappartenenza
alla Chiesa, in una dimensione proporziona-
ta alla loro et: le esperienze di gruppo, in-
fatti, consentono a ciascuno, poco alla volta,
di conoscere meglio se stessi, le proprie ca-
pacit e attitudini per metterle al servizio de-
gli altri, generando cos una reale conver-
sione personale alla proposta evangelica.
Questo cammino, che porter ogni ragazzo
ad essere Cristiano, costituito quindi da
diverse tappe e momenti e richiede inoltre
laccompagnamento da parte di tutta la co-
munit: tutti, catechisti, genitori, nonni, ani-
matori, etc. ..., siamo educatori, "compagni
di viaggio" dei nostri bambini, ragazzi, gio-
vani, proprio come Ges lo fu per i due di-
scepoli di Emmaus, aiutandoli a cogliere il
vero senso delle Scritture, facendo ardere
cos il loro cuore. Certo il compito non
semplice e spesso le "soddisfazioni" quasi
zero: forse anche per questo motivo coloro
che, in questi ultimi anni, hanno deciso di
impegnarsi nella catechesi diminuiscono
sempre di pi, fino a che questanno man-
cherebbero ancora i catechisti per la prima
e la seconda elementare.
Infine per sottolineare limportanza dei sa-
cramenti, ai quali la catechesi prepara ad
accostarsi, si pensato di considerare, di
volta in volta, se ogni singolo fanciullo o ra-
gazzo ha partecipato costantemente, con
impegno e interesse agli incontri di catechi-
smo, ma non solo: anche alla Messa dome-
nicale, alle attivit parrocchiali
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in cammino, insieme
e liturgiche predisposte per loro. Il senso di tutto ci non certo ridurre la valutazione a una
sorta di giudizio scolastico, per cui al termine del percorso si promossi o bocciati, ma di ri-
mandare laccostamento ai Sacramenti al momento in cui nel ragazzo sembra essere avve-
nuta una reale maturazione della sua identit personale nella fede. Tutti siamo consapevoli
che questa sia una parte difficile e delicata, ma allo stesso modo crediamo sia fondamenta-
le restituire ai sacramenti il loro autentico valore, il loro significato di tappe importanti nel
cammino globale di crescita nella fede in tutte le sue dimensioni, a cui non si pu quindi ar-
rivare impreparati, senza cio aver maturato la pienezza del senso che ha celebrarli e so-
prattutto viverli.
Noi catechisti ce la metteremo tutta, ma contiamo anche sul vostro "accompagnamento"!!!
Buon cammino a tutti!
Una catechista
I GIORNI, GLI ORAR! E I NOMI DEI
CATECHISTI PER CIASCUNA FASCIA DET
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A
ELEMENTARE DallAvvento
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A
ELEMENTARE DallAvvento
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A
ELEMENTARE Gioved dalle 14.45 alle 15.45
Catechisti: Davide, Renata, Tommaso
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A
ELEMENTARE Gioved dalle 14.45 alle 15.45
Catechisti: Luisa, Stefania
5
A
ELEMENTARE Gioved dalle 14.45 alle 15.45
Catechisti: Aurora, Tina
1
A
e 2
A
MEDIA Venerd dalle 20.00 alle 21.00
Catechisti: Annalisa, Paola, Vittorina
3* MEDIA Marted dalle 20.00 alle 21.00
Catechisti: Alba, Antonella, Erminia
1
A
, 2
A
, 3
A
SUPERIORE Luned dalle 20.30 alle 21.30
Catechisti: Alessio, Cecilia, Donata, Giovanni
Dai 18 anni in su "Laboratori della Fede"
a livello zonale
Dai 18 ai 24 anni Marted sera a Solbiate
Dai 25 anni in su Marted sera a Cagno
A.A.A.
CERCASI
URGENTEMENTE
CORAGGIOSI CRISTIANI
CHE OFFRANO LA LORO
DISPONIBILIT AD
"ACCOMPAGNARE"
COME CATECHISTI
I BAMBINI Di 1
A
ELEMENTARE
(23 BAMBINI)
E DI 2
A
ELEMENTARE
(18 BAMBINI)
COMPENSO
LA GIOIA DI TRASMETTERE
A QUESTI "PICCOLI"
LA NOSTRA ESPERIENZA
DI VITA CRISTIANA, CHE ALTRI
CON AMORE E PAZIENZA
CI HANNO AIUTATO
AD INTRAPRENDERE!!!
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In merito
alla scheda informativa
uno strumento, gi sperimentato al-
trove, per una maggior partecipazione
della famiglia nel cammino di forma-
zione dei figli verso la conoscenza e la testi-
monianza della fede.

Tre sono gli ambiti interessati: gli incontri di


catechesi, la partecipazione alla vita liturgi-
ca e la famiglia. Questultima sarebbe an-
che la pi importante, perch qui che si
vive la fede soprattutto nel modo di parlare
e di agire, nelle scelte concrete, negli stili di
vita. una casella che metterebbe in imba-
razzo parecchi genitori, quindi inizialmente
la barriamo. Non meno importante mette-
re in risalto le presenze e le assenze che si
sono riscontrate nel corso dellanno proprio
perch ogni incontro ha un suo tema che si
aggancia al precedente e al successivo: un
po come degli scalini. Cos come impor-
tante evidenziare linteresse e il profitto che
il ragazzo ha dimostrato.
Per quanto riguarda la partecipazione alla
vita liturgica in parrocchia (o anche altrove,
in questo caso non si pu quantificare) di-
venta segno della fede verso i Sacramenti
ai quali ci si sta preparando. Pensiamo in
modo particolare a chi si prepara alla S.
Messa di Prima Comunione o alla Cresima:
non logico andare alla Prima Comunione
se non si va mai o se si riducesse ad una
cerimonia isolata nella vita. Si sa, difficile
se non impossibile misurare la fede nelle
persone, per, visto che ci si tiene tanto a
vivere alcune scadenze, giusto mettere
un po di impegno, un po di seriet e di
umilt, altrimenti "prenderemmo in giro noi
stessi!".
Ci si accorge come in tanti campi non sia-
mo aggiornati, soprattutto per quanto ri-
guarda la formazione religiosa. questa
unoccasione unica, irripetibile per mettere
alla base alcuni fondamenti solidi.
un servizio che la comunit parrocchiale
ha il dovere di adempiere, per coniugare
vita - fede e viceversa.
Ritornando alla scheda, essa verr conse-
gnata alla fine di ogni quadrimestre, in
modo che tutti i genitori siano al corrente
del cammino e della partecipazione del pro-
prio figlio.
Don Eugenio
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XI SINODO
Il Signore facendoci nascere in que-
sto tempo non ci ha castigati n privi-
legiati. Ci ha messi al nostro posto. E
allora bisogner abbandonare le nostalgie
di altre forme in cui si articolava un tempo la
chiesa e proiettarci nel futuro, con latteg-
giamento di chi accetta ci che il Signore di-
spone per noi."
!!
Cos si esprime il ns vescovo nellultima
"Lettera di Comunione" inviata a tutta la dio-
cesi in occasione dellinizio di un anno pa-
storale che vedr svolgersi la celebrazione
vera e propria dellXI Sinodo diocesano i cui
lavori prenderanno ufficialmente inizio il
prossimo 6 di gennaio, solennit dellEpifa-
nia.
Per quella data le otto commissioni nelle
quali si suddivisa lassemblea sinodale
avranno reso disponibili gli otto testi che co-
stituiranno le basi di discussione
dellassemblea stessa. Pu essere utile ri-
cordare i temi oggetto di discussione
allinterno delle singole commissioni i cui
nomi riflettono i titoli delle schede frutto dei
risultati emersi dalla prima consultazione
condotta lo scorso anno: Parrocchia missio-
naria, Percorsi di primo accompagnamento
alla fede, II Giorno del Signore, Collabora-
zione interparrocchiale, relative alla prima
area tematica dedicata alla parrocchia; Pre-
parazione al matrimonio e accompagna-
mento giovani coppie, Partecipazione della
famiglia alla vita e alla missione della chie-
sa, Partecipazione della famiglia allo svilup-
po della societ relative alla seconda area
tematica dedicata alla famiglia ed infine
Preti per una parrocchia missionaria relativa
al terzo ambito riguardante formazione e
compiti del presbitero.
Crediamo di poter dire che i lavori allinterno
delle singole commissioni stanno proceden-
do con crescente passione: sar un nostro
impegno preciso quello di tenervi puntual-
mente aggiornati sullevolversi delle discus-
sioni che avverranno in seno allassemblea.
Vittore
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i
a proposito della piazza
opo una lunga e discussa gestazio-
ne, in cui sono intervenuti anche la
Curia di Como e la Soprintendenza
ai beni architettonici della Regione, il pro-
getto si pu definire pronto per lapprovazio-
ne da parte dellAmministrazione Comuna-
le, dopo il passaggio in Commissione Edili-
zia.
D
Nella sostanza la proposta progettuale
mantiene lidea, gi esposta nel giornalino
qualche tempo fa, della divisione della pro-
priet comunale antistante il municipio e di
quella della chiesa in tre parti: la piazza,
langolo del ricordo e la zona ricreativa e
sportiva. La piazza lo spazio rettangolare
ottenuto attraverso lunificazione degli spazi
del comune e della chiesa; la proposta pre-
vede labbattimento della recinzione comu-
nale e la realizzazione di ununica pavimen-
tazione che supera nella sostanza i limiti di
propriet e rende fruibile in maniera unitaria
gli spazi disponibili.
Per la pavimentazione saranno utilizzati
materiali lapidei come cubetti di porfido e di
granito che sar inserito entro una maglia di
lastre di granito. Verranno posate delle la-
stre lapidee di colore diverso che avranno
la funzione di "termini" per evidenziare il
confine di propriet da quella Parrocchiale a
quella Comunale.
Da segnalare lo spostamento del monu-
mento ai Caduti dalla sua attuale colloca-
zione alla parte opposta, verso il campo da
gioco, posizione che era quella originaria,
documentata anche da vecchie fotografie, e
la individuazione nello spazio antistante la
chiesa di un disegno nella pavimentazione
per segnalare il sagrato.
Relativamente allaccesso alla piazza, il
progetto prevede la messa in opera di dis-
suasori in pietra ai quali potr essere ag-
ganciata la catena per la chiusura della
piazza. Per quanto riguarda "langolo del ri-
cordo", si segnala che esso si pone lungo
lasse dellingresso settentrionale alla chie-
sa ed costituito da siepi ed arbusti posi-
zionati in modo da formare piccoli cortili da
tenere ordinati come aree che rimandano ai
ricordi pi cari.
Infine, la zona ricreativa prevede il manteni-
mento dellattuale campetto e la creazione
di un angolo, verso la piazza, per il gioco
dei bimbi, il tutto su una superficie sistema-
ta a gradoni di piccola altezza.
Per quanto riguarda il regime delle acque
della piazza, si prevede la loro raccolta nel-
le fasce di ripartizione e il loro convoglia-
mento alla tombinatura. Il sistema di illumi-
nazione prevede la messa in opera di lam-
pioni sui due lati lunghi della fascia in pietra
di delimitazione della piazza. La piazza
come riferimento, luogo dincontro, di ritro-
vo, un luogo in cui si mescola e sintreccia il
presente, la memoria, il tempo che corre
veloce e la pretesa di volerlo fermare, alme-
no quellattimo, seduti sulla panchina... in
Piazza.
Marco Grecchi
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enire ad abitare a Ronago non sta-


ta per me una scelta, ma una "sor-
presa". Infatti, il primo giorno dello
scorso anno, mio marito ha proposto a me
e ai bambini una passeggiata a Ronago
(era una scusa per mostrarci le nuove abi-
tazioni di Via Arzia). Sinceramente non sa-
pevo nemmeno dove fosse Ronago, credo
di non averla mai sentita nemmeno nomi-
nare fino a quel giorno; cos partimmo da
Sagnino e, passando dalle varie dogane e
"doganine", in dieci minuti fummo a desti-
nazione. La prima impressione stata quel-
la di un paese vecchio stile: una vecchia
piazza con la chiesa, un unico edificio con
la scuola, il municipio e la posta, tutto deci-
samente un po "retro". Ma scendendo dalla
via Arzia, trovarsi in mezzo al verde e inna-
morarsi del luogo stato un tuttuno. A que-
sto punto cerano diversi aspetti da valuta-
re: la difficolt degli spostamenti senza
auto, i pochi servizi che il paese offre: non
c la farmacia, il supermercato, non ci
sono giardini pubblici ben attrezzati per i
bambini, la scuola non offriva servizi quali
la mensa e il pre-scuola; cerano per i van-
taggi di vivere in un paese decisamente pi
a "MISURA DUOMO", senza traffico caoti-
co, senza code agli sportelli pubblici, a con-
tatto con la natura: credo non sia privilegio
di molti vedere la volpe a pochi metri da
casa, frenare bruscamente con lauto per-
ch lo scoiattolo attraversa la strada, senti-
V
re lasino che raglia o aprire le persiane al
mattino ed affacciarsi su unincantevole val-
lata che la sera brilla come un presepe. A
questo punto restava la difficolt di integrar-
si con la comunit, qui eravamo dei perfetti
estranei, ma anche questa stata una pia-
cevole "sorpresa". Anna, che ci ha dato il
benvenuto appena arrivati in via Arzia,
stata linizio di un facile cammino. Abbiamo
avuto modo di constatare che, in fondo,
non era cos difficile. La gente disponibile,
cordiale e dimostra di avere un cuore gran-
de nelle occasioni di solidariet. Nei mo-
menti difficili poi sa far sentire il suo calore.
Questanno infatti troppe volte ci siamo tro-
vati di fronte ad una triste realt, quella di
giovani vite spezzate, che ci ha lasciati at-
toniti e sgomenti, e in questi frangenti si
sentivano forti la partecipazione ed il soste-
gno della comunit alle famiglie colpite dal
lutto. Partecipando a qualche incontro in
parrocchia, mi sono resa conto di quante
persone ci sono che offrono il loro tempo e
il loro aiuto e di quante ancora ne servireb-
bero per poter lavorare tutti meglio e meno,
e cos ho pensato che forse potevo anchio
contribuire in qualche modo. In fondo, non
servono doti particolari, ed era anche que-
sto un modo per sentirmi parte della comu-
nit, perch tutto sommato abitare qui mi
piace, ma "VIVERE A RONAGO" mi piace
ancora di pi!
Elena
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Carissimi sorelle e fratelli


maggiori...
Carissimi sorelle e fra-
telli maggiori": cos
che esordiva la lettera
di invito all'ormai consueto appuntamento
della Festa della Terza Et, che quest'anno
abbiamo vissuto domenica 5 ottobre. Dopo-
tutto, ci diciamo spesso che dobbiamo pen-
sare e vivere la comunit come una famiglia,
ed bello pensare alle persone anziane come
a delle sorelle e fratelli maggiori che, in vir-
t della saggezza acquisita con l'esperienza,
possono essere da esempio e da riferimento
per tutti coloro che sono arrivati dopo.

Come famiglia, ci siamo ritrovati alla messa


della comunit, per ascoltare e meditare la
Parola del Signore, offrirgli la nostra quoti-
dianit con la bellezza delle sue gioie ed il
carico delle sue sofferenze, celebrare l'Euca-
ristia sentendoci in comunione con Dio e
con tutti i fratelli, grandi e piccini.
Il Vangelo ci ha parlato della necessit di di-
ventare come i bambini per poter entrare nel
regno di Dio, suggerendoci che ci che conta
davanti al Signore non tanto l'et anagrafi-
ca quanto la disponibilit a farci guidare da
Lui come un bambino fa con il pap e la
mamma, di cui si fida e a cui affida la pro-
pria vita.
Il programma della giornata prevedeva poi il
pranzo, gentilmente offerto dal gruppo Fooc
e Fiam, ed un pomeriggio in allegria,
quest'anno trascorso giocando a tombola,
con la fortuna che si soffermata soprattutto
in alcune aree del salone.
Si trattato di momenti molto semplici, che
per, speriamo, hanno permesso alle persone
di incontrarsi, di chiacchierare e di raccon-
tarsi, magari dopo tanto tempo che non ci si
vedeva o senza la fretta di quando ci si in-
contra per caso. Una cosa certamente ci han-
no insegnato i nostri fratelli e sorelle mag-
giori: che non si pu vivere pensando solo a
noi stessi, anche se magari le nostre fatiche e
i nostri crucci sono tanti. Anche quest'anno,
infatti, una bussola passata per tutti i tavo-
li, e la generosit degli invitati ha permesso
di raccogliere dei fondi che verranno desti-
nati alle missioni.
Quasi a ricordarci che non solo importante
sentirci come una famiglia che ha bisogno di
incontrarsi e condividere, ma che queste di-
mensioni non possono farci ripiegare su noi
stessi. Esse devono invece aprirci verso ogni
persona, nostra sorella o fratello in Cristo.
Grazie, allora, del vostro esempio: conti-
nuiamo il nostro cammino sentendoci soste-
nuti gli uni dagli altri.
Mariangela
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Giovanni Paolo II
Fratello universale
Mi scuso con i lettori se, per iniziare il mio
articolo, far ricorso ad una piccola nota
autobiografica, ma ci sono momenti, vicen-
de e personaggi che talvolta si intrecciano
con la propria vita e ne segnano i passaggi
pi significativi.
Nei giorni in cui si celebrato il XXV anno
di Pontificato di Giovanni Paolo II stato
per me istintivo fare un viaggio nella memo-
ria.
Lelezione al soglio pontificio di Karol Wojty-
la ha preceduto di pochi mesi la mia chia-
mata al servizio militare: era linizio della
primavera del 1979 quando mi assegnaro-
no a Gorizia, citt di confine tra occidente
ed oriente, spartiacque tra due mondi con-
trapposti, simbolo ancora oggi (essendo fi-
sicamente divisa in due) della ferita seguita
alla fine della seconda guerra mondiate.
Quando andavo in libera uscita alla sera,
dovevo prestare attenzione a non oltrepas-
sare il confine, segnato da paracarri bian-
chi, e a non finire per sbaglio nella zona
dellallora Jugoslavia.
uesta premessa stato il sussulto di
memoria che mi ha ricordato linizio
del pontificato di Papa Wojtyla, il suo
decisivo contributo allabbattimento (pacifi-
co) dei regimi comunisti dellest e poi il suo
incessante adoperarsi per ricucire la frattura
politica e culturale tra due mondi separati,
simboleggiata da quel muro di Berlino che
altro non era se non lorribile monumento
alla disperazione di regimi dispotici ed in via
di disfacimento.
Q
La seconda parte del Pontificato per me
altrettanto significativa, perch caratterizza-
ta dallintuizione che nel mondo globalizzato
sia indispensabile portare con ostinazione il
discorso sui valori e le relazioni tra le perso-
ne e tra i popoli, nella tenace convinzione
che il fine ultimo delle istituzioni politiche ed
economiche risieda nel servizio alluomo
nella sua integralit.
Una visione spiazzante, controcorrente in
un periodo storico in cui lefficientismo ed il
profitto sembrano essere le sole stelle pola-
ri della nostra esistenza.
Concetti che quel Papa venuto da lontano
enuncia con forza e coerenza in ogni circo-
stanza, a dispetto di una societ impazzita
che, confusamente, il giorno prima espelle
dal mondo del lavoro cinquantenni "poco
flessibili" ed il giorno seguente li vorrebbe
attivi ed efficienti chiss fino a quando.
E poi, il suo prodigarsi per la pace, il farsi
icona vivente per quanti si ostinano a pen-
sare che il futuro possibile del mondo stia
nellincontro tra civilt e tra popoli e non nel
pretendere di utilizzare la forza, avendo ma-
gari limpudenza di usarla nel nome di Dio.
E da ultimo linsegnamento profondo propo-
sto dalla sua fisicit cos compromessa; lui,
una volta cos atletico ed ora cos prostrato,
racchiuso nella sua maschera di sofferenza
e di dolore, che alla societ dellindifferenza
crea imbarazzo, testimonia invece la nobilt
della vecchiaia, in unepoca in cui prevalgo-
no il cerone ed i lustrini. In fondo, che un
profeta disarmato sia diventato il punto di ri-
ferimento di molti uomini e susciti la convin-
ta ammirazione di buona parte del mondo
laico motivo di fiducia e di speranza per
tutti, uno di quei "capricci della storia" che
luomo tecnologico del terzo millennio fatica
a comprendere. Chiss come sorride dentro
di s il vecchio Papa!
Maurizio
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i bambini
sono la ricchezza pi grande
omenica 28 settembre la nostra co-
munit ha vissuto la festa dellasilo.
Essa ha avuto come cuore la S.
Messa delle 10. I bambini sono entrati in
chiesa tenendosi per mano e hanno riempi-
to, con i loro genitori, i banchi pi vicini
allaltare.
D
Al momento delloffertorio, hanno portato
allaltare due colombe, in segno di pace.
Abbiamo pregato per larmonia in famiglia,
la pace nel mondo e ricordato i bambini che
soffrono la fame e la povert.
Alla fine della celebrazione, un bambino,
accompagnato dal pap, ha donato a cia-
scuno un foglietto con una frase significati-
va: " I bambini sono la ricchezza pi gran-
de". Dopo il lancio dei palloncini, ai quali
ogni fanciullo ha legato il suo disegno che
rappresentava un augurio di pace, in salone
i cuochi hanno preparato uno squisito pran-
zetto per le autorit-famiglie.
Nel pomeriggio c stato uno spettacolo di
burattini molto coinvolgente e graditissimo.
Sono 52 i bambini che hanno iniziato a fre-
quentare la scuola dellinfanzia: 13 grandi,
23 "mezzani" e 17 piccoli.
Dal loro sorriso vogliamo riscoprire sponta-
neit e semplicit.
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2004
DOMENICA 30 NOVEMBRE e DOMENICA 7 DICEMBRE
Prima e dopo le S. Messe, consegnando la apposita scheda compilata (la scheda
quella allegata al presente giornalino), sar possibile rinnovare labbonamento o sotto-
scriverne uno nuovo alle riviste della stampa cattolica. La campagna - abbonamenti
un servizio che la comunit parrocchiale offre, finalizzato a promuovere e sostenere la
diffusione dei vari periodici che si ispirano ai valori del Vangelo.
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ASSOCIAZIONE SCUOIA DELLINFANZIA ARCOBALENO
UFFICIALMENTE INIZIATO
IL NUOVO CAMMINO
ue sono gli avvenimenti da rimarcare: la nomina del nuovo Consiglio di
Amministrazione con la successiva attribuzione delle cariche ed il rico-
noscimento giuridico da parte della Regione Lombardia; in quanto essi
hanno completato il lavoro di costituzione dellAssociazione, dando ad essa gli stru-
menti operativi e giuridici necessari per svolgere, in modo ottimale, i propri compiti.
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Nomina dei Consiglio di Amministrazione
In data 15/07/03 si riunita lAssemblea straordinaria dei Soci, che sono intervenuti
numerosi (40 presenti + 33 deleghe). Con pazienza e con grande spirito di collabora-
zione hanno provveduto alla nomina dei 7 consiglieri, rispettando con diligenza le re-
gole fissate nello statuto.
Al termine delle votazioni, dopo lo spoglio di decine e decine di schede, il nuovo
Consiglio risultato cos composto:
Consigliere in rappresentanza della Parrocchia: Verga don Eugenio
del Consiglio Pastorale Parrocchiale:
Alberio Guerrino
del Comune di Ronago: Fasola Carla
dellAssemblea dei Genitori: Marini Andrea
dei Soci dellAssociazione: Barbierato Francesco,
Somaini Viviana, Maestri Mattia.
Il Consiglio, nella sua prima riunione del 22/07/03, ha provveduto alla definizione del-
le cariche statutarie, cos assegnate:
Presidente Don Eugenio Verga, con tutti i compiti fissati nello Statuto;
Vice Presidente Alberio Guerrino, responsabile amministrativo e sostituto del Presi-
dente;
Segretario Fasola Carla, con i compiti fissati nello Statuto.
Successivamente, in data 8/09/03, sono state divise tra gli altri consiglieri le mansio-
ni operative e precisamente:
Marini Andrea, riferimento per la Sicurezza (legge 626);
Barbierato Francesco e Somaini Viviana, controllo refezione, acquisti alimenti,
rapporti con lASL;
Maestri Mattia, manutenzione impianti e problemi tecnici.
Alla fine ne uscito un buon Consiglio di Amministrazione, con persone motivate e
volonterose, di cui quattro sono genitori di bambini frequentanti la scuola e per
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Riconoscimento Regionale
Regione Lombardia - Decreto no. 17007 del 13/10/2003
II Presidente della Regione Lombardia, visti gli art.............., vista listanza
dellAssociazione pervenuta in data 11/09/2003;
preso atto dellatto di costituzione, dello statuto, e del patrimonio di 52.000; consi-
derato che la consistenza patrimoniale, sia attuale che potenziale, dellAssociazione
tale da garantire anche nei confronti di terzi la sua idoneit ad assumere obbliga-
zioni ed a conseguire il raggiungimento degli scopi istituzionali: ritenuto che risulta-
no soddisfatte le condizioni previste da norme di legge e di regolamento per il ricono-
scimento giuridico dellAssociazione;
DECRETA
di iscrivere, ai sensi degli articoli 1 e 3 del Regolamento Regionale n. 2 del 6/4/2001,
nel Registro delle Persone giuridiche private lAssociazione denominata "associazio-
ne Scuola dellInfanzia Arcobaleno intitolata Don Matteo Censi", con sede in Ronago
(CO), e di approvarne lo statuto allegato allatto costitutivo.
Quanto sopra elencato lestratto del Decreto di riconoscimento giuridico e della
conseguente iscrizione al Registro Regionale delle Persone giuridiche, presso il REA
della Camera di Commercio di Como, al n. 1590.
questo ancor pi decisi ad operare nel migliore dei modi.
Con questi atti la nostra Associazione, che gestisce la Scuola dellInfanzia della nostra
Comunit, ha tutte le carte in regola per poter svolgere serenamente il suo lavoro.
Questo lavoro concretamente iniziato con il primo di settembre, dopo qualche giorno
di preparazione, quando i bambini hanno varcato la porta della scuola per il nuovo anno
scolastico, e si svolger, giorno dopo giorno, con seriet ed amore, nel rispetto delle
norme, dei regolamenti e di quanto fissato nel nostro Statuto.
Tutti gli operatori e tutti gli amministratori hanno bisogno del pieno sostegno dei Soci
dellAssociazione, che non vuole essere solo limitato al versamento della quota sociale
annuale, ma che deve anche tramutarsi nellappoggio allattivit svolta con consigli e
suggerimenti, ed anche con eventuali critiche costruttive da trasmettere ai responsabili
dellAssociazione o da manifestare nelle future riunioni dellassemblea.
Si rende noto che lAssemblea ordinaria dei Soci stata fissata per il 12 dicembre; di
questo sar data comunicazione scritta a tutti gli Associati.
Si ricorda, inoltre, che la partecipazione allAssociazione aperta a tutti coloro che han-
no a cuore la Scuola dellInfanzia Arcobaleno, sia residenti a Ronago che non residenti;
per questo sufficiente iscriversi, versando la quota associativa d 10.- al presidente,
don Eugenio.
Guerrino A.
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G. S. Ronago
Quelli che... il calcio
I campionato non inizia solo per le grandi
squadre che popolano la Gazzetta! Lo sanno
bene coloro che con entusiasmo sono gi
partiti per una nuova avventura: giocatori e col-
laboratori del G. S. Ronago, alle prese con tra-
sferte e allenamenti gli uni, con la sistemazione
del terreno di gioco o con le divise da lavare gli
altri ( per la precisione.. .le loro mamme o mo-
gli).
I
Lo scorso anno la Prima Squadra ha perso per
un soffio il campionato: allo spareggio. Per po-
ter disputare una stagione competitiva e lottare
per qualcosa di importante, sono stati rinnovati i
ranghi: oltre ad aver sostituito l'allenatore, la
rosa ha subito cambiamenti. Siamo particolar-
mente contenti per la presenza di tre ragazzi del
paese (un ronaghese ha quel qualcosa in pi):
Alberto Bianchi, Matteo Bruni e Simone Iania.
Diamo per maggior rilievo in questo spazio, ai
pi piccoli: gi dallo scorso anno esiste la squa-
dra dei Giovanissimi (nati nel 1989-1990); la
novit consiste nella realt degli Allievi (nati nel
1987-1988). Questi ultimi erano rimasti fermi,
senza squadra, e ora hanno la possibilit di gio-
care nel campionato provinciale. Per loro le pri-
me partite si sono risolte con qualche sconfitta,
ma c' tutto il tempo per recuperare, e probabil-
mente lo stanno gi fa
cendo mentre quest'articolo viene scritto, impa-
ginato. stampato, graffettato, distribuito...ecco:
state leggendo la situazione di tre settimane fa.
Ormai chiss quante vittorie i nostri ragazzi
avranno accumulato! Scherzi a parte, non si ha
l'ambizione di vincere, semplicemente si d a
ciascuno la possibilit di divertirsi.
Intanto i dirigenti colgono l'opportunit per rin-
graziare tutti coloro che collaborano e sostengo-
no il gruppo; lo sponsor Ambrosoli che consente
di portare a termine attivit costose; chi ha dona-
to le divise dei pi giovani e tutti coloro che par-
tecipano alle manifestazioni che permettono alla
societ di finanziarsi: dalla fiera degli uccelli, al
torneo serale di luglio, alla sagra d'autunno ap-
pena svoltasi in collaborazione con la pro loco...
grazie!
La rosa delle squadre
GIOVANISSIMI
Righetto Massimiliano, Abate Micheal, Secchio Matia, Bottinelli Andrea, La Torre Oscar, Pigozzo
Fabio, Vella Santos, Arena Riccardo, Faro Jacopo, Piscitello Federico, Chiaradia Riccardo, Yildi-
zAhmet, Fontana Marco. Allenatore: Castelli Giuseppe. Dirigente accompagnatore: Righetto Fer-
ruccio.
ALLIEVI
Leonuro Smone, Bernasconi Davide, Luccini Luca, Grisoni Tommaso, De Bastiani Valerio, Ghiel-
metti Diego, Russo Luca, Pozzi Simone, Riva Alessio, Bellatti Matta, Veronelli Maurizio, Fontana
Marco, Brusa Marco, Morgani Carlo, Pellegrino Francesco, Valerioti Luca, Den Sachy, Stefanetti
Luca, Cilio Nicholas, Gorgonie Mathews. Allenatore: Somaini Claudio. Dirigente accompagnatore:
Galli Carlo.
Responsabile settore giovanile: Rezzonico Francesco.
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ASSOCIAZIONE 'PRO VAL MULINI' ONLUS
VITA ASSOCIATIVA -
POMERIGGIO D'OTTOBRE IN FESTA
a bont delle manifestazioni la si vede dalla partecipazione della gente, sia come consistenza numerica,
che come soddisfazione per ci che stato fatto. L
Analizzando in questa ottica l'avvenimento svoltosi in Val Mulini lo scorso 12 ottobre, ed organizzato dalla
scrivente 'PRO VAL MULINI' e dall'Associazione 'LA NOSTRA VALLE' di Uggiate sotto il nome di "Pome-
riggio d'ottobre in festa', dobbiamo ammettere d'aver colto nel giusto segno, mettendo cos le basi ad una ri-
correnza che pu sicuramente diventare un appuntamento obbligato per i nostri Comuni.
Quella di domenica 12 ottobre 2003 stata la seconda edizione ed ha avuto un consenso raddoppiato rispetto
al 2002. Gi allora non si era in pochi!
Cos' questo Pomeriggio d'ottobre in festa', che vuoi diventare un avvenimento da non perdere? semplice-
mente un momento di incontro della nostra gente, che, complice il bel tempo autunnale, vuole gustare la Val
Mulini, trovandosi, appunto, a passare assieme un pomeriggio di una domenica d'ottobre.
Il suo programma semplice: una passeggiata di due/tre ore, percorrendo in lungo ed in largo la Valle, per poi
ritrovarsi in allegria al Centro Civico con altre persone, che non hanno potuto o voluto camminare, a gustare
castagne, dolci, vin brule ed altre cose semplici. Proprio perch fatto di cose semplici, una manifestazione
alla portata di tutti, che permette a tutti di parteciparvi, senza remore competitive o requisiti particolari, met-
tendo ciascuno a proprio agio.
Famiglie intere, con nonni e bambini piccoli, gruppi di amici, ragazzi delle scuole elementari e medie, inse-
gnanti e professori, e tanta altra gente, hanno formato una lunga fila che, guidata dal maestro Livio e dai suoi
scudieri, si snodata lungo pendii boschivi e prati pianeggianti Senza alcuna smania d'arrivare primo, chiac-
chierando delle cose d'ogni giorno, scoprendo qualche nuovo amico o rincontrando persone da tempo non pi
viste e dimenticando i crucci della vita quotidiana, si partiti alle 14,15 dal Centro Civico, per poi ritornarvi
attorno alle 16,45, seguendo un percorso che varia di anno in anno.
Quest'anno si dapprima saliti verso Drezzo, per poi ridiscendere in Valle lambendo il confine svizzero pro-
prio di fronte a Seseglio; dopo aver attraversato il Faloppia presso la localit Galletto di Ronago, ci si portati
al Ben di Uggiate, dove stato organizzato il punto di ristoro; da qui si saliti fino alla ex-scuole di Trevano,
per ridiscendere al Filatoio di Camnago, passando dalla localit 'Bonetti'; attraversata la provinciale, si di
nuovo saliti per raggiungere la carrareccia che porta a Bernasca, lungo la quale si infine scesi fino ad arrivare
al ponte sul Faloppia, poco prima del Cant, da dove si proseguiti verso il centro Civico. Qui i soci de 'La
nostra Valle' hanno rifocillato gli stanchi gitanti con le caldarroste, il vin brule, torte, pasticcini, pane e sala-
me, nutella ed altri affettati; tutto stato consumato con sano appetito e con grande soddisfazione.
Molto significativo stato il sostegno dato dall'Istituto Comprensivo (scuole) di Uggiate Trevano, che si sta
molto adoperando per inculcare negli alunni, sia delle elementari, che delle medie, l'amore verso la Val Mulini,
quale porzione di territorio molto significativo e degno di essere apprezzato. Ci si augura che questo impegno
possa estendersi anche alle altre scuole ed alle altre realt di aggregazione dei ragazzi e non, in modo da otte-
nere un consenso sempre pi ampio.
Per ora non resta che darci un arrivederci al prossimo anno, con lo stesso entusiasmo e con una crescente
partecipazione. Per i Soci ricordiamo il prossimo appuntamento di venerd 11 novembre, per l'assemblea ordi-
naria e la cena sociale; si prega di avvisare per tempo.
Guerrino A.
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Ciclostilato in proprio
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