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avvento

Avvento e sinonimo di attesa e, in modo particolare, e il tempo liturgico che precede il Na-
tale: la nascita del Messia che per noi cristiani e il Gesu di Nazareth, il Figlio di Dio. Penso che
sia importante per tutti vivere nell'attesa: a volte e Ionte di soIIerenza, altre di impazienza, altre
ancora di speranza e di gioia. Puo essere anche una grande delusione. In una societa del tempo
"reale", del "tutto e subito" ci riesce diIIicile aspettare e cosi tutto deve essere a portata di mano :
non riusciamo neppure a programmare, a pazientare. Tutto viene quasi "consumato" in un attimo
come una tazzina di caIIe, come un panino al "McDonald"
1
.
Anche il bambino non assapora piu, non Iantastica piu sui regali che puo ricevere alla notte
di Natale, non li "guadagna" con i Iioretti, con dei sacriIici. Se li trova tra le mani in un botto e
dopo poco tempo se n'e gia stancato, oppure li ha gia rotti. Lo stesso si puo dire per un giovane o
un adulto. E ormai sempre Natale, sempre tempo di regali. E il tempo in cui ad uno salta in mente
una cosa e questa deve essere subito esigita dagli altri o realizzata da se stesso. L'attesa, la prepa-
razione, l'allenamento, la pazienza sono parole divenute obsolete anche per la Irenesia che abbia-
mo addosso. I latini dicevano "carpe diem" (aIIerra il giorno), oggi si parla di "attimo Iuggente" o
meglio "mordi e Iuggi" e cosi non apprezziamo piu nulla, non abbiamo neppure il tempo di Ier -
marci a guardare, a pensare.. neppure il Iilm o il documentario appena visto alla tv. Anche le noti-
zie che ascoltiamo non rimangono impresse: l'ultima cancella la penultima.
Benvenuto Avvento, tempo di attesa, tempo per riconoscere l'oro dall'ottone, il grano dalla
zizzania. Tempo in cui con Iatica il ragazzo si prepara agli esami, due giovani si Irequentano per
maturare la loro vocazione a stare insieme nel matrimonio, una mamma e un papa attendono il
loro pargoletto, una persona anziana l'incontro con il buon Dio. Tutto questo non come una lotte-
ria, una schedina del totocalcio, ma nella serenita e nell'impegno come quello del contadino e di
chi prepara l'orto per poter cogliere dei Irutti a tempo debito.
Veniamo al "nostro" Avvento: sono quattro settimane che ci aiutano ad andare incontro a
Gesu Cristo che e gia venuto, e presente in mezzo a noi, meglio ci viene incontro, ma noi abbia-
mo gli occhi rivolti altrove o Iorse ci siamo Iatti un'idea un po' strana. Certo, le indicazioni che ci
vengono dal mondo che ci circonda non sono molto chiare, rischiano di portarci altrove. Quelle
invece che ci vengono dalla liturgia, dalla Parola di Dio
sono molto chiare; tuttavia rischiamo anche noi di Iare
la Iigura di Erode e dei suoi consiglieri che, pur sapen-
do, non si sono mossi mentre i pastori e i magi (Iigure
molto signiIicative) l'hanno saputo incontrare e ricavar-
ne motivo di gioia e di speranza.
impegni durante l'avvento
* Catechesi per gli adulti
* Il Sinodo diocesano
* La lettera dei nostri Vescovi
Annunciare il Jangelo in un mondo che ambia
* La lettera del Papa Novo millennio ineunte
(all'inizio del nuovo millennio)
* Novera per i ragazzi
* Catechesi per le altre eta
racconto di natale
il presepe del 2001
Questa volta si sarebbe Iatto aiutare dal qualcu-
no. E dire che era partito con un certo anticipo
perche gia a Ferragosto aveva pronti tutti i suoi
piani.
Gabriele era a terra, letteralmente. L'anno scor-
so - con l'idea del Giubileo - si era salvato in
corner ma adesso, dove avrebbe potuto Iarlo
nascere?
Sulle macerie delle Torri Gemelle? No, Iuma-
vano ancora e purtroppo non di solo Iumo bio-
logico
In una caverna dell'AIghanistan? C'era il ri-
schio di Iarlo Iinire in un bunker tecnologico.
Ancora a Betlemme? Avrebbero "identiIicato"
la stella o l'avrebbero scambiata per un
missile ?
L'Arcangelo riIletteva. Era gia stato sulla terra,
il 25 marzo dell'anno zero. Come una tentazio-
ne, l'idea si insinuo: e se avesse cercato di ade-
guarsi alla mentalita terrestre? Avrebbe chiesto
lumi alle conoscenze del piano di sotto. Il Iatto
di rivolgersi a loro non gli sorrideva troppo ma
Iorse - data la situazione - avrebbero saputo
meglio come destreggiarsi.
Erode si riIiuto: gia troppi bimbi innocenti era-
no morti per causa sua e non voleva sulla co-
scienza proprio "quel" Bambino in piu.
Pilato nicchio: a dire la verita era indeciso Ira
Oriente e Occidente
Gabriele non insistette oltre. DiIIicilmente
avrebbe trovato li qualcuno in grado di dargli
una mano e del resto, il ricco Epulone aveva
gia avuto a suo tempo la risposta.
A chi chiedere consiglio quindi, se non a Ma-
ria?. Forse era gia in viaggio per il censimento
di Cesare, ma in qualche mondo l'avrebbe rag-
giunta. Volo e volo, Iinche la vide, su quell'asi-
nello che arrancava destreggiandosi tra le mine.
Col poco Iiato rimastogli, le sussurro all'orec-
chio il suo problema. "Non preoccuparti, Ga-
briele
Lui nascera ancora.
Giuseppe e io siamo in AIrica, in Bosnia, nel
Kossovo, dappertutto. Dovunque ci sia una
mina o un'arma pronta a mutilare e a uccidere
Stiamo andando da chi ha Iame di pane e di
giustizia. Stiamo andando verso i piu deboli, i
piu dimenticati, i piu sIruttati, anche quando la
loro vita scorre sotto i simboli del potere e del
benessere. Stiamo andando la dove non c'e vo-
lonta di vendetta, di guerra, di supremazia. La
dove la vera speranza non e ancora stata uccisa
e dove c'e chi sapra riconoscere la stella, per
annunciare al mondo che Gesu nasce ancora.
Per tutti".
BUON NATALE!
ANNA B.
oratorio
una luce di speranza
Nel mondo ombre persistenti occupano gli spazi di vita dei bambini: nelle Iabbriche, sulle stra-
de, negli ospedali, nei campi militari, nelle piantagioni, nelle capanne, nelle megalopoli, nei vil-
laggi, nelle case di lusso e nelle baracche i bambini cercano speranza.
Doniamo luce al loro cammino - anche la nostra strada si illuminera.
In tanti modi possiamo aiutarci in questa riscoperta; abbiamo a disposizione un luogo particolar-
mente adatto per aiutare i bambini e i ragazzi a diventare piccoli portatori di luce: questo luogo
e l'oratorio.
necessario collaborare insieme realizzando in oratorio un clima attraente, dove ogni attivita
e ambiente traspira di genuina e serena amorevolezza. Occorre creare occasioni di ascolto per
intercettare e decodiIicare i vari bisogni di speranza, di senso, di vita, di relazioni autentiche, di
Iede che abitano nell'animo dei ragazzi; occorre Iar si che ogni iniziativa sia annuncio e propo-
sta del Vangelo quale cammino concreto, impegnativo e aIIascinante.
Accendiamo la speranza: e questo lo slogan che abbiamo scelto in questo anno oratoriano.
Ogni domenica scopriremo insieme come accendere la speranza in chi ci sta accanto ogni giorno
attraverso un momento di riIlessione e tanti altri momenti Iatti di attivita varie, giochi, tornei,
gite...
In particolare nel cammino verso il Natale stiamo preparando un piccolo segno da portare agli
anziani della nostra parrocchia, uno spettacolo natalizio e tante altre sorprese!
Ma il divertimento non manca di certo.. e come dimenticare le nostre super-mamme con la
mega-merenda?
Se volete camminare con noi, vi aspettiamo tutte le domeniche, dalle 14.30 alle 17.00
C' posto per tutti, piccoli e grandi: cosi diventeremo portatori di luce e la speranza si accen-
dera in ogni angolo della terra.
BUONA MISSIONE DI SPERANZA BY GLI ANIMATORI DELL'ORATORIO
la Iesta della scuola materna
Nello scorso mese di settembre si e svolta come tutti gli anni la Festa della nostra
Scuola Materna. Al termine della S. Messa, anche se il tempo non era bello, i
bambini si sono impegnati a lanciare i loro palloncini con dei bigliettini di saluti.
Non tutti i palloncini si sono alzati bene nel cielo, un po' perche pioveva, ma tutti
i bimbi erano ugualmente contentissimi.
Nel pomeriggio poi abbiamo assistito allo spettacolo dei burattini e mangiaIuoco. E stato tutto
molto divertente, per i piccoli e anche per i genitori. Durante la domenica di Iesta organizzata
dalla PRO-LOCO RONAGO, la nostra Scuola Materna ha avuto l'opportunita di vendere le
mele, con pieno successo organizzativo e.. .commerciate.
Come ogni anno, il prossimo 6 gennaio 2002 si svolgera la consueta Lotteria, con bellissimi pre-
mi in palio. I biglietti sono gia in circolazione e... conIidiamo come sempre nella vostra genero-
sita.
Nello stesso giorno, al pomeriggio, ci raduneremo per l'Incanto dei Doni dell'Albero a Iavore del-
la Scuola Materna.
Vi aspettiamo numerosi, con un GRAZIE anticipato a tutti e l'AUGURIO GIOIOSO di BUONE
FESTE!.
catechismo
i pilastri e i... puntelli
E iniziato ancora una volta l'impegno catechi-
stico per i nostri ragazzi. E ormai uno dei di-
versi impegni che si sobbarcano assieme a
tanti altri. A dire il vero, ormai e diventato
una cosa quasi da "routine", come andare a
scuola, come andare a ginnastica o agli alle-
namenti.
Se non ci vai, rischi di essere "tagliato Iuori",
non puoi partecipare a questa o a quell'altra
ricorrenza.
Piu o meno e vissuta cosi l'ora di catechismo
da parte dei ragazzi o Iorse anche dalle Iami-
glie dei ragazzi. Una "tassa" da pagare per
stare nel giro, per non sIalsare i ritmi ormai
diventati quasi obbligatoli.
Dopo il Battesimo, bisogna Iare la Prima Co-
munione e poi ancora la Cresima e poi ancora
il Matrimonio. Sono ricorrenze alle quali ci
tengono tutti: dai nonni (in modo particolare)
ai nipotini perche sono delle belle Ieste e poi
ci sono anche dei regali sostanziosi (non capi-
ta spesso nella vita). Povero catechismo, mal
ridotto, mal sopportato, e portato avanti con
Iatica da chi ci crede e si impegna con note-
vole sacriIicio e pazienza.
Nella costruzione della Iede dei ragazzi si ri-
conoscono dei "puntelli" nei conIronti dei
"pilastri" che sono i genitori.
Purtroppo pero i genitori pensano proprio di
essere loro i "puntelli" e cosi la costruzione
non puo crescere o, se crescesse, cadrebbe al
primo soIIio divento.
Genitori, siete voi i pilastri della crescita dei
vostri Iigli; gli altri, tutti gli altri, vi possono
dare una mano, ma non possono sostituirvi,
Conosciamo gli impegni, i sacriIici che aI-
Irontate: non sono pochi e vi sentite in certi
campi non del tutto all'altezza. Proprio per
questo da parte della societa e dalle istituzioni
vi si viene incontro, ma solo con dei "puntel-
li". Questo in modo particolare per quanto ri-
guarda l'educazione alla Iede cristiana.
E un dono di Dio, un seme che cresce
nell'ambito Iamiliare e successivamente in
quello della comunita parrocchiale.
Se vogliamo essere sinceri, dobbiamo ricono-
scere, tutti quanti, che se abbiamo un briciolo
di Iede e se questa e cresciuta e diventata im-
portante nella nostra vita e grazie alla testi-
monianza dei nostri genitori o di alcune per-
sone che hanno inciso proIondamente in noi
stessi; questo seme nulla toglie al ruolo svolto
dai preti e dai catechisti. Proviamo solo a
pensare all'incontro settimanale della S. Mes-
sa: se non c'e alle spalle l'esempio, diventa
tutto una "messinscena", Iesta di Prima Co-
munione e Cresima in primo luogo. Un'ora
settimanale di catechismo rischia di essere
spazzata via come una Ioglia dalle restanti
167 ore della settimana vissute senza tenerne
aIIatto conto o, qualche volta, in modo dia-
metralmente opposto.
Qualcuno pensera magari di essere un Iallito
perche, nonostante il buon esempio, non ha
avuto un riscontro. Vorrei dire che non e cosi,
il primo Iallito sarebbe proprio Gesu Cristo:
nonostante la sua parola, la sua vita e i suoi
miracoli Iino alla risurrezione, non ha avuto
un gran successo!
Vorrei arrivare ad una conclusione semplice
semplice: partecipiamo come Iamiglia
all'Eucaristia domenicale: c'e tutto, o per lo
meno, c'e in seme tutto quello che poi germo-
gliera, crescera e portera i suoi Irutti. C'e il
perdono reciproco, un insegnamento dato dal-
la Parola di Dio attuale e valido per tutti, c'e
l'apertura e il coinvolgimento della nostra vita
e del mondo intero e, inIine, il bisogno di Iare
"Comunione".
Dopo la Iamiglia, questo e un solido pilastro,
gli altri sono tutti puntelli!...
DON EUGENIO
ricordando Armida:
una testimonianza di Iedelta oltre la morte
Armida per le persone della mia eta era la
delegata di Azione Cattolica, che Iaceva
coppia con Pierina Bianchi. Eravamo ancora
piccoli: a 6 anni eravamo le Fiamme Bian-
che, a 8 le Fiamme Verdi, a 10 le Fiamme
Rosse, prima di diventare Aspiranti Minori e
passare sotto la guida di un nuovo
delegato: Giuseppe Ambrosoli.
Le adunanze con l'Armida le Iacevamo pri-
ma nello sgabuzzino di passaggio tra la cap-
pella di San Giuseppe e l'atrio della vecchia
casa parrocchiale, a destra dell'altare dove
adesso c'e il nuovo coretto. Si sentiva l'odore
delle candele dei conIratelli, che erano depo-
sitate in un cassone di noce, dal coperchio
tutto tarlato sull'orlo, sul quale ci si sedeva.
C'erano anche i vasi dei Iiori, di vetro e cera-
mica, che mandavano odore di acqua marcia.
Certe volte si Iaceva adunanza nella cappella
della Madonna; poi, quando il parroco don
Cario Porlezza trasloco nella casa nuova, ci
si riuniva anche nella ex-cucina o in un'altra
stanzetta della vecchia casa parrocchiale.
Cosa ci insegnava l'Armida? Ricordo poche
cose essenziali: amare Gesu, pregare la Ma-
donna per la conversione dei peccatori; ama-
re il Papa e pregare per lui; Iare ogni giorno
qualche Iioretto: ubbidire ai genitori anche
se non si ha voglia, essere gentili con i com-
pagni, Iare piccoli sacriIici e rinunce. Ad
ogni Iioretto mettere da parte un chicco di
Irumento da portare in chiesa per metterlo
con quello di tutti e poi mandarlo per Iare le
ostie della Messa di ordinazione dei novelli
sacerdoti. Fu l'Armida a insegnarci il cate-
chismo; a insegnare le preghiere a tanti di
noi; magari a qualcuno cui i genitori non
avevano insegnato nulla. Ci diceva anche di
non Iare dispetti; ma, spensierati e disperati
come eravamo, un giorno, mentre si attarda-
va a rimettere a posto i Ioglietti o i giornali-
ni, la chiudemmo dentro a chiave e scap-
pammo. Povera Armida! Forse usci aprendo
la porta dopo aver sollevato i ganci interni
dei battenti.
Non sapevamo nulla della sua vita. Non sa-
pevamo che quel suo servizio, discreto e in
umilta assoluta, che si esplicava anche tutti i
sabati nella cura della chiesa, era una scelta
precisa.
Abbiamo saputo dopo che quando aveva 23
anni e stava ormai per sposare Pierino Ghiel-
metti, che ne aveva 26, lui era dovuto partire
per la guerra e lei aveva promesso di aspet-
tarlo. Ma lui non torno piu, perche quel ve-
nerdi santo del 7 aprile 1944 era morto in un
ospedale da campo a Dorsten, in WestIalia
nella Germania del Nord. E Armida riIiuto
ogni altra proposta di matrimonio, vivendo e
servendo in silenzio gli altri nel ricordo di
quel primo amore
Quando un giorno degli anni '60 a Ronago
arrivo una cassettina di zinco, avvolta nel tri-
colore, che conteneva i resti del suo Pierino,
Armida rimase inchiodata al banco in chiesa,
dove all'altezza della seconda campata era
stato esposto quel piccolo Ieretro, prima di
essere accompagnato al Cimitero.
Fu come una lunga adorazione delle Quaran-
tore, cui Armida era abituata. Nessuno puo
sapere cosa si siano detti con il cuore lei e il
Pierino, che era tornato a casa. Ma abbiamo
capito chi Iosse quell'Armida, cosi dolce e
mite, testimone di Iedelta oltre la morte.
MARIO MASCETTI
ricordando Armida...
* * *
Mia carissima Armida,
col cuore gonIio di lacrime ed un proIondo sentimento di gratitudine e di stima, mi accin-
go a scriverti queste mie semplici righe.
Con la tua consueta discrezione, te ne sei andata in un soIIio, lasciandoci tutti increduli e
sgomenti. Il tuo aIIetto, la tua rettitudine, umilta, disponibilita, discrezione e attenzione nei
conIronti degli altri, i tuoi preziosi e validi consigli ed il tuo stile di vita contagiavano un
po' tutte le persone che avevano la Iortuna di incontrarti!.
A nome di tutti, vorrei dirti un sincero grazie per tutto quello che ci hai saputo dare sponta-
neamente e gratuitamente.
Mi manchi tanto!
Tu eri la mia guida: pur avendo dei genitori stupendi e dei Iamigliari invidiabili, io avevo
proprio bisogno di una sorella maggiore e dei nonni (che purtroppo sono scomparsi molto
presto, quando io ero ancora troppo giovane per valutare l'importanza della loro presenza).
Grazie per averli sostituiti degnamente!.
Purtroppo, la tua esistenza terrena era costellata da tante soIIerenze Iisiche e morali. Anche
la mia vita non ne e stata esente!. Forse, anche per questo, stavamo bene insieme. I miei
problemi erano anche i tuoi, le mie gioie e soIIerenze erano anche le tue.
Tu intuivi le mie necessita e sapevi darmi il giusto consiglio e conIorto in ogni occasione.
Ricordo con tanta nostalgia le belle ore trascorse con te, con tanta tenerezza i nostri discor-
si: avevamo sempre tante cose da raccontarci alla domenica pomeriggio!
Abitualmente tu lasciavi le tapparelle rade e, anche se non ti vedevo, notavo gli sprazzi di
luce trasparire dalle Iessure e, quindi, sapevo che tu eri presente. Ora e tutto chiuso e cio
mi angoscia tantissimo!. Che tristezza, quando passo da casa tua!.
Tra poco e Natale e penso a quanto eri indaIIarata ad accendere le luci degli addobbi espo-
sti sul tuo balcone. Ora non hai piu bisogno di accendere delle luci ad intermittenza, per
Iar Iesta. Ora sei avvolta nella Luce Vera, che non si estinguera mai!.
Ti prego, carissima Armida, continua ad amarci tutti come hai sempre Iatto e, dal Cielo,
proteggici ed illuminaci!.
Ciao e grazie di tutto!.
LA TUA AFFEZIONATISSIMA MARIAROSA
* * *
Chissa quante persone hanno provato nel loro cuore questi sentimenti.
Una di noi ha sentito il bisogno di esprimerli, facendocene tutti partecipi.
Un gra:ie ad Armida e a Mariarosa, e insieme a loro gra:ie quindi a tutte le persone che
sanno andare incontro agli altri e a quelle che sanno testimoniare quanto ricevono.
LA REDAZIONE
dal Iorum delle associazioni Iamiliari
il Iuturo si costruisce in casa
Se vuoi distruggere una nazione, incomincia dalla Iami-
glia: cosi scriveva Orazio al Senato romano.
La Iamiglia non puo essere considerata una semplice que-
stione aIIettiva privata. In essa la maggior parte degli uo-
mini e delle donne cerca l'amore e la Ielicita; attraverso di
essa la persona entra nella vita, viene educata ed impara ad
aIIrontare la societa.
Oggi piu che mai abbiamo bisogno di investire sulla Iami-
glia, nella vita civile come in quella ecclesiale, consapevoli
che essa e la cellula generatrice del tessuto sociale e "pic-
cola chiesa". "Famiglia, diventa cio che sei", scriveva
vent'anni Ia il Papa alle Iamiglie (Familaris Consortio, n.
17), intendendo ricordarci che "Dio ha posto la Iamiglia
come Iondamento della convivenza umana e come para-
digma della vita ecclesiale".
Per ricordare e rilanciare quei contenuti, si e svolto a Roma
quest'anno, dal 18 al 20 ottobre, un convegno promosso dalla
CEI e dal Forum delle Associazioni Familiari.
Il suo titolo: "La Iamiglia soggetto sociale: radici, sIide, proget-
ti" ha voluto indicare che per noi cristiani la Iamiglia ha in se la
capacita di essere la risposta ai problemi, alle angosce, ai dubbi
sul Iuturo. Essa puo aiutare tutta la societa a trasIormare questo
tempo oscuro in tempo di pace.
1500 convegnisti, provenienti da tutte le diocesi italiane e in
rappresentanza di 35 associazioni Iamiliari - presenti anche uo-
mini politici e del mondo sindacale, di diverse estrazioni -
hanno spaziato, sotto la guida di esperti qualiIicati, sui temi
della situazione della Iamiglia oggi in Italia, della economia, del
lavoro della donna, delle politiche Iiscali, della scuola, del dirit-
to, con momenti di approIondimento sulla spiritualita del matri-
monio.
Dopo i lavori del convegno si e svol-
ta, il sabato pomeriggio in piazza S.
Pietro, la Iesta con il Papa.: un'occa-
sione per dirgli grazie per l'amore ed
il sostegno che continua a dimostrare
per le Iamiglie.
Il Forum delle Associazioni Familiari
gli ha presentato il progetto di solida-
rieta con le Iamiglie dell'Est europeo
"Iamily Ior Iamily". La domenica
mattina, la Messa in Basilica con una
cerimonia signiIicativa: la beatiIica-
zione di Luigi e Maria Beltrame
Quattrocchi.
Santi insieme
Maria e Luigi, vissuti a Roma allini:io del Novecento,
sono stati proclamati beati il 21 ottobre 2001. Un evento
straordinario perche si tratta dei primi coniugi cristiani ad
essere innal:ati allonore degli altari per le loro virtu
coniugali e familiari.
Familiaris Consortio
A ventanni di distan:a dallEsorta:ione
apostolica "Familiaris Consortio", ci
chiediamo quanto in Italia siamo stati
capaci di assumere la sfida lanciata dal
Papa. "Famiglia, diventa cio che sei".
Tale sfida si deve concreti::are in un
impegno per una reale partecipa:ione allo
sviluppo detta societa, dove le famiglie si
assumano una responsabilita pubblica nei ,
confronti del bene comune.
Forum delle associa:ioni
Costituito da 35 associa:ioni e
20 comitati regionali, propone
e promuove adeguate politiche
familiari, per la forma:ione e
la crescita delle famiglie, nel
pieno e libero svolgimento dei
loro compiti e fin:ioni.
Jerifica gli effetti sulle famiglie
delle politiche legislative,
governative, amministrative,
sindacali e dei pronunciamenti
detta magistratura...
www.forumasnifam.ors
Familv for famitv \
Sottoscri:ione per finan:iare
progetti in favore dei nuclei
familiari con figli nei paesi ex
comunisti.
Siamo tornati dal congresso convinti che il matrimonio
non e una scelta privata, ma una vera vocazione.
Dio ci chiama alla santita nelle cose normali di tutti i
giorni.
I Iigli sono un dono e per questo ci sentiamo responsabili
del loro Iuturo e, nello stesso tempo, consapevoli che
sono una risorsa per la societa e per la Chiesa.
L'orizzonte della Iamiglia non puo essere limitato al re-
cinto della nostra casa, perche tutto cio che Iacciamo o
non Iacciamo si riIlette sul piccolo e grande mondo che ci
circonda.
Mons. Dante LaIranconi, in qualita di Presidente della
Commissione Episcopale Italiana per la Iamiglia e la vita,
e stato il principale arteIice del Congresso, di cui ha aper-
to i lavori. Poi e rimasto sempre presente, quasi
nell'ombra, con il suo sorriso e la sua umilta.
Ci ha detto, sintetizzando e sempliIicando relazioni e pro-
grammi che in qualche caso potevano intimorire, che in
Iondo la pastorale della Iamiglia non e altro che vivere
rapporti Iraterni, portare lo spirito di Iamiglia nelle nostre
parrocchie, nel lavoro, ovunque siamo.
ENRICO E MARIA ENRICA
13 novembre 2001
compleanno della comunita
La nostra comunita ha compiuto, lo scorso 13 novembre, i
suoi primi due armi con Don Eugenio. Due candeline sono
un traguardo signiIicativo, Iatto di apertura, di conoscenza e
soprattutto di voglia di crescere insieme.
Sentimenti che si traducono in augurio, per tutti noi e per il
nostro Don.
A lui in particolare vorremmo regalare il nostro aIIetto e la
nostra preghiera, aIIinche il suo si di sacerdote e di parroco
sia sempre strumento di grazia e Ionte di gioia per lui e per
tutti noi.
'E necessario che si
sviluppino rela:ioni tra
le famiglie per un
reciproco aiuto spirituale
e materiale...
In seno alla comunita
ecclesiale- grande famiglia
formata da famiglie cristiane-
si attuera uno scambio di
presen:e e di aiuto tra tutte le
famiglie...
I compiti che le famiglie
possono svolgere attraverso le
loro libere associa:ioni non
devono essere loro sottratti
dallo Stato...'
(Familians Consortio)
corpus domini 2001
la processione
Non sono stati i lavori in corso. E nemmeno i
sensi unici, bensi l'accoglienza sincera ed il
concreto impegno che tanta gente ha dimo-
strato aIIinche Gesu Eucaristia passasse
quest'anno tra le case di Merlina, su Iino alla
rotonda di Lampona, sIiorando il Dussell lun-
go la Via Lugano, per poi scendere in Via Se-
raIino e Via P. Ercole e giu di nuovo in piaz-
za.
Un itinerario diverso, nato da un'idea gia da
lungo tempo accarezzata dalla Nina Gavioli
che, con il solito entusiasmo, l'ha proposta e
portato avanti, coinvolgendo un po' tutti e che
inconsapevolmente (lo si e inIatti scoperto
dopo) ha cosi ripristinato almeno in parte un
antico percorso della processione agli inizi
del '900.
Ne il sole cocente di giugno, ne gli improvvi-
si temporali hanno Iermato i lavori di prepa-
razione di stendardi, nastri, decorazioni e car-
telloni. Prima Iucina operativa e stata la casa
della Fatima e del Fausto da dove, con tipica
e purtroppo quasi dimenticata naturalezza
umana e geograIica, e partito il "contagio"
che ha coinvolto molte donne del Dussell, di
Lampona, di Merlina e di Via Milano, grazie
anche al provvidenziale intervento di Loreta
che, per l'occasione, ha messo a disposizione
il suo laboratorio di cucito. Insieme al lavoro
manuale - sostenuto anche dalle generose oI-
Ierte degli abitanti della zona - Iiorivano idee
e spunti che - con l'aiuto di Don Eugenio - si
sono poi trasIormati in una vera e proIonda
meditazione per tutta la Comunita.
La sera del 17 giugno, il vento ci ha Iatto la-
sciare in chiesa il baldacchino, ma l'Eucari-
stia, nelle mani di Padre Giovanni Vicari e
nella voce del nostro Don, ha attraversato so-
lennemente le strade addobbate, ha toccato
case e balconi guarniti di Iiori e ricami, ha ri-
trovato il proIumo dei petali, si e Iermata
all'altare preparato con cura dalle donne di
Via SeraIino. Durante il percorso, le Iila della
processione, si andavano sempre piu ingros-
sando da parte di gente che ne aspettava com-
mossa il passaggio e che andava ad aggiun-
gersi al lungo corteo - composto e solenne -
scandito da canti, riIlessioni e preghiere.
Al termine, nella nostra chiesa stracolma, ci
siamo ritrovati tutti per la benedizione che
senz'altro ci aiutera a tenere Gesu Eucaristia
in mezzo a noi - nel cammino quotidiano di
ogni Iamiglia e nell'intensita delle celebrazio-
ni comunitarie, per riscoprirne l'essenza - pur
nelle novita e nei cambiamenti - aIIinche i
suoi Irutti siano veri e concreti nel cuore di
tutti.
ANNA B.
voci e note per la comunita
Apriamo in questa pagine un "angolo musicale"
per rievocare la bella serata del 13 ottobre scorso,
che ci ha radunati tutti in Chiesa per l'Elevazione
Spirituale dedicata ai 60 anni di attivita del Mae-
stro Angelo Clerici come organista e guida del
coro.
Per l'occasione ci siamo uniti alla corale di Giro-
nico sotto la direzione di Emanuele Benzoni -
con il comune intento di testimoniare al Maestro
Clerici l'aIIetto e la riconoscenza del suo paese
natio e di quello di adozione per il prezioso e co-
stante servizio reso a Dio e ai Iratelli.
E stata una serata intensa di raccoglimento, gioia,
musica e meditazione - contraddistinta da
un'atmosIera veramente speciale che si respirava
sia sul palco dei cantori che tra le note dei due or-
ganisti (SteIano e Davide), ma soprattutto Ira le
tantissime persone presenti.
Grazie anche a Don Eugenio che, con le sue paro-
le semplici e proIonde - ha dato spessore spiritua-
le e calore Iamigliare ad un grazie che saliva a
Dio per il dono di chi ha saputo metterete sue
doti al servizio di tutti.
Commosso, il Maestro Clerici si e complimentato
con i cantori e gli organisti, sorpreso e grato per il
Iatto che avessero unito le loro Iorze per realizza-
re questa speciale esecuzione.
E in una simile cornice, e nato spontaneo anche il
grazie della Comunita verso un'altra sua "colon-
na" vocale e musicale: la Anna Somaini Ghiel-
metti. Lei non se lo aspettava ma, nelle parole
della pergamena e nel proIumo dei Iiori che le
abbiamo porto e soprattutto nel caloroso applauso
della gente, c'era semplicemente tutto quello che
lei ha dato in cinquant'anni di presenza preziosa e
discreta, dolce e materna, in tutte le nostre litur-
gie e iniziative, dalle piu semplici alle piu solen-
ni.
Il Maestro Clerici e la Anna non sono che due
delle tantissime note che lavorano per me (vedi
Iirma). Ce ne sono tante altre e ne aspettiamo di
nuove: piccole o grandi, semplici o diesis.
Il rigo da riempire e inIinito e la musica che si
suona, si canta, ma sopratutto si vive per Dio,
non smette mai di sorprenderci, aiutandoci a co-
struire cio che di piu bello c'e in ciascuno di noi.
LA COMUNITA PARROCCHIALE
UN GRAZIE DA...
Carissimi,
non troviamo parole giuste per ringra:iarvi
della bella domenica trascorsa il 21 ottobre
in occasione della festa degli an:iani.
Per primo Don Eugenio, che ha celebrato
una S. Messa speciale, poi i Fooc e Fiam, i
cui cuochi ci hanno deli:iato con un succu-
lento pran:o. Gli organi::atori e tutti colo-
ro che con tanto amore ci hanno servito.
Un ringra:iamento speciale per i suonatori
e cantanti, che questanno ci hanno donato
un momento di allegria, ricordandoci i tem-
pi della nostra gioventu.
Un ringra:iamento anche a tutti noi an:iani
che ancora abbiamo raccolto i soldi abba-
stan:a per continuare lado:ione dei tre
bambini di Suor Amelia.
A tutti un sincero gra:ie e un arrivederci
alla prossima'
I JOSTRI ANZIANI
Commento della redazione: un grazie cosi
bello e sincero Ia pensare al Iatto che siamo
noi a dovervi essere riconoscenti. Per cio
che ci avete dato e per tutto cio che ancora
ci date e ci insegnate!
gam
* * *
Poco prima che il nostro giornalino venisse stampato, e arrivata lultima lettera di Suor Amelia, con gli
auguri di Buone Feste. La pubblichiamo con gioia perche e unaltra occasione per sentirci uniti in questo
periodo di prepara:ione al Natale
Amakuriat, 21/10/01
Gamiti carissimi,
oggi e la nostra Festa (Giornata missionaria,
ndr) ed e bello sentirci molto uniti!
Cio che conta e che continuiamo ad aiutarci
a tener viva questa nostra magniIica Voca-
zione Missionaria! Inutile dirvi che proprio
per questo oggi vi ho sentiti tutti molto pre-
senti in un modo tutto particolare e che
anch'io, ringraziando il Signore per voi, vi
ho presentati a Lui perche vi conceda conti-
nuamente tutte le grazie che desiderate.
Vi assicuro che io sto bene e procedo bene,
cercando di vivere con la nostra gente le va-
rie situazioni belle e meno belle. InIatti
quest'anno, dopo aver soIIerto molto nel ve-
dere il seminato e germinato seccare, abbia-
mo avuto la gioia di riseminare e, in questi
ultimi due mesi, immagazzinare un buon
raccolto. Siamo anche testimoni impotenti,
a volte, dei brogli che i governanti Ianno
alla nostra gente.
E vero, nella Diocesi ci sono gli incaricati
della "pace e giustizia" e quindi dell'educa-
zione civica, che stanno Iacendo un prezio-
so lavoro di coscientizzazione Ira la gente,
ma proprio per questo il Vescovo e gli inca-
ricati sono gia stati avvisati di Iutura espul-
sione e prigione. Non e che questo blocchi il
nostro lavoro, ma quanti "pali Ira le ruote"
ci mettono!
Quante calunnie alla Chiesa Cattolica!
Pero tutto questo ci da la certezza che siamo
sulla via giusta, non e vero?
E allora: sempre unitissimi nel pregare per-
che questo regno di amore e di pace avven-
ga e perche ognuno si impegni a Iare la sua
parte nel piccolo mondo che lo circonda,
cosi che tutto il mondo abbia e viva davvero
in pace!
Termino porgendo ad ognuno gli auguri di
Buone Feste e tutta la mia viva riconoscen-
za!
SR. AMELIA
N.B. (comunica:ione dei responsabili del
GAM). abbiamo chiesto a Suor Amelia
lelenco dei Bambini che si sono trasferiti in
Uganda, cosi, appena possibile, faremo co-
noscere la situa:ione alle persone che li
hanno adottati.
il "nostro" Don Dante, Vescovo di Cremona
L'entrata di un Vescovo nella sua Diocesi e un
evento di grazia e di chiamata. Un evento da
condividere, tanto piu se il Pastore e uno di noi.
Cosi e stato per l'ingresso di Mons. Dante La-
Iranconi, lo scorso 4 novembre, quale 107 Ve-
scovo di Cremona-dopo aver retto per dieci
anni la Diocesi di Savona-Noli.
Ronago - uno dei suoi "ponti" pastorali e di
amicizia non poteva mancare all'appuntamen-
to. Abbiamo avuto la Iortuna di poterci unire al
pullman diocesano in partenza da Como. E
questa "Iortuna" ha anche un nome: Mons. Car-
lo Calori che, come guida spirituale, ci ha dol-
cemente e Iermamente immersi in un clima di
unita, di preghiera e di conoscenza.
Conoscenza soprattutto del nuovo "terreno" pa-
storale di Don Dante, attraverso il suo interes-
sante e coinvolgente racconto della vita di di-
versi Santi laici del cremonese, del loro colle-
garsi e intersecarsi, nei secoli, con la Diocesi di
Como e con i suoi Santi.
Le grazie di Dio abbondano sempre, sia nel
passato che nel presente, sulle barche del Lario,
del Mar Ligure e del Po, e... anche sui pullman.
Con noi c'era il ProI. Mario Mascetti che, con
una appassionata quanto documentata relazio-
ne, ci ha Iatto ripercorrere gli itinerari storici,
politici, culturali e artistici che legano le citta di
Como e di Cremona.
Siamo cosi giunti all'incontro di quest'ultima
con il suo nuovo Vescovo: il calore dell'attesa e
dell'accoglienza erano tangibili negli sguardi
della gente, nel saluto del Sindaco e nella Iolta
rappresentanza di autorita civili e religiose.
Da parte sua, Don Dante ha largamente colmato
la speranza dei suoi nuovi Iigli, senza dimenti-
care Mandello, Como e Savona.
Il Vangelo del giorno parlava di Zaccheo. Nella
sua omelia, Don Dante ha detto che nessuno si
deve sentire escluso dalla Chiesa e che la sua
umile speranza pastorale e proprio quella di
non perdere alcuno di coloro che gli sono stati
aIIidati.
Nella splendida cornice della Cattedrale, la ce-
lebrazione eucaristica - austera ma intensa e
viva - ha suggellato l'abbraccio corale al nuovo
Vescovo. Lui era li, inviato dal Papa - solenne
nei paramenti e nei simboli del suo mandato -
eppure carico di tenerezza Iraterna e Iamigliare:
nello sguardo, nel sorriso e perche no......
anche in quel ciuIIetto di capelli bianchi scom-
posti dallo zucchetto.
Le sue parole sono risuonate in tutti i cuori
come quelle di un padre e di un pastore che
ama i propri Iigli e che da la vita per loro.
ANNA B.
gam
ronago
in aIrica
Si apre, con questa edi:ione, una rubrica che crediamo vi possa interessare e che speriamo
possa arricchirsi sempre piu di nuove voci. Come gia vi dice il titolo, essa intende raccogliere e divul-
gate la testimonian:a dei nostri compaesani che hanno vissuto unesperien:a di volontariato in Africa.
Tra loro vi sono tanti giovani. Marco Riggi, Giovanni Quadranti, Erminia Grisoni, Giovanni Alberio,
Giorgio Minotti, Andrea Ciceri, Saimon Janotti, che ci hanno rappresentato in terra di missione..
Come GAM che segue lopera dei nostri missionari ci e sembrato bello cogliere anche que-
sto nuovo aspetto di "supporto ronaghese", proponendovi, con questa prima uscita. la testimonian:a di
Marco Riggi. e larticolo delle nostre quattro "matricole guanelliane" in Congo.
Marco Riggi - 27 anni. Nel 2000 ha vissuto in Co-
sta d'Avorio un primo "assaggio" durato il tempo
delle Ierie, tre settimane, per poi ripetere l'espe-
rienza in Uganda, nel2001.
La conoscenza di persone e del parroco di Vene-
gono - Don Michele - gli hanno aperto la via per
realizzare un progetto che gia da tempo coltivava:
essere di aiuto a qualcuno e conoscere l'AIrica. Il
primo impatto, appena sceso dall'aereo, e stato
quello con gli odori, i colori, l'umidita, i paesaggi
della rossa terra aIricana. E poi, con altri quattro
ragazzi, e arrivato a Toupe - in Costa d'Avorio -
dove, a braccia aperte - c'era ad attenderli il parro-
co aIricano, Abbe Louis.
Il loro compito sarebbe stato quello di aiutare il
parroco ad organizzare l'oratorio per i bambini
dai 2 ai 12 anni, incoraggiandoli a ritrovarsi, a
giocare insieme, a superare le diIIidenze.
L'aspetto piu gratiIicante di questa esperienza e
stato per Marco il contatto con la gente, con il loro
aIIetto, la loro grande ospitalita, le loro usanze e
tradizioni. E stato il ritrovare al mattino presto i
bimbi piu piccoli sui gradini della casetta ad
aspettare i loro animatori. E stato il seguire l'Abbe
Louis nei suoi giri sulle piste che collegano i 40
villaggi della parrocchia. Ogni domenica, la cele-
brazione della Messa toccava ad un villaggio di-
verso. L'Abbe Louis avrebbe desiderato Iare alme-
no due villaggi ma si sa - in AIrica la Messa e an-
che momento di aggregazione, di gioia, di Iesta
e... i tempi non rientrano certo nei nostri 45 minu-
ti!.
Bisogna almeno moltiplicare per tre.
Come per tre o per cento volte, vanno moltiplicate
le diIIicolta sociali, rispetto alle nostre. Eccone al-
cune:
- Stipendio mensile per un uomo che lavora nelle
piantagioni di caucciu. lequivalente di quaranta-
mila lire.
- Costo della ben:ina. come in Italia
- Costo di una macchina. piu che in Italia
- Prodotti della terra. banane, noci di cocco, ana-
nas
- Allevamento. perla piu pollame
- Commercio. gestito per la maggioran:a da liba-
nesi
- Servi:io sanitario. Ospedale di ABU e suore che
si occupano delle vaccina:ioni andando di villag-
gio in villaggio.
- Religione. cristiani e musulmani, piu sette di
tipo animista
- Istru:ione. per andare a scuola bisogna pagare
e per il bilancio mensile della famiglia imparare a
leggere a scrivere e un lusso quasi irraggiungibi-
le.
- Socialita. ogni "clan" e molto unito e solidale.
Jige un rapporto di estrema fiducia che e ben illu-
strato da questa loro "immagine". E cioe che i
bimbi sono come i polli. Li lasciano liberi, ma
ognuno di loro, a sera, sa qual e il suo.
- Aspettativa media di vita. 40-50anni.
gam
ronago in aIrica
* * *
La societa in cui viviamo e piena di comodita,
ricchezze e cose, attraverso le quali a volte tra-
spare un' immagine di realta lontane e comple-
tamente diverse da sembrare irreali: e cio che
da sociologi ed economisti e deIinito terzo
mondo.
Queste immagini ci urtano e ci Ianno sentire un
po' scomodi sulle nostre soIIici poltrone: e Ior-
se un po' questo che ci ha spinto a partire, la
grande incoerenza e ingiustizia presente nella
societa mondiale, ma anche la curiosita di sape-
re come Ianno a sopravvivere milioni di perso-
ne non mangiando tutti i giorni, non avendo la-
voro, non avendo la possibilita di curarsi e di
andare a scuola.
In noi vi era la volonta di avvicinarsi e capire
cosa noi possiamo Iare per lottare contro queste
ingiustizie che hanno schiacciato e impedito
Iino ad ora lo sviluppo di questi paesi e la bel-
lezza di donarsi agli altri, ai poveri, a coloro
che hanno bisogno di aiuto e attenzione, come
Gesu ci ha insegnato e chiesto. Abbiamo sem-
plicemente scelto di non Iare gli indiIIerenti.
L'occasione di partire d e stata proposta da pa-
dre Adriano Folonaro responsabile dei progetti
missionari che l'Opera Don Guanella promuove
in AIrica.
La nostra destinazione era Kinshasa, la capitale
della Repubblica democratica del Congo, una
delle citta con maggiori problemi di sovrappo-
polazione e che negli ultimi anni a causa della
guerra incontra notevoli diIIicolta a garantire
una vita dignitosa ai suoi sette milioni di abi-
tanti.
Qui l'opera Don Guanella, grazie alla presenza
di padre Guido Matarrese gestisce un seminario
e porta avanti un progetto Iinalizzato alla rein-
tegrazione dei ragazzi di strada, bambini orIani
o abbandonati dalle Iamiglie d'origine accusati
di essere stregoni. Raccolti dalla strada vengo-
no accolti in quattro centri; con i piu piccoli si
cerca il reinserimento Iamigliare e nel contem-
po di istruirli permettendo loro di Irequentare la
scuola. Ai piu grandi invece viene insegnata
una proIessione al Iine di una reintegrazione
sociale attraverso alcuni microprogetti in Iase
gam
Per darvi il tempo di assimilare ed
approfondire questi dati, rimandiamo ai
prossimi numeri la successiva testimo-
nian:a di Marco in Uganda, di Giovanni
nel Togo e di Erminia in Ruanda.
Anche per tenere viva questa nuova
rubrica o per ascoltare eventuali altre
"voci ronaghesi dallAfrica" di cui non
siamo a conoscen:a.
Possiamo comunque anticiparvi che
quanto in questi raga::i ci ha colpito e
stato latteggiamento pacato, sereno e
umile, tipico di chi fa delle scelte contro-
corrente sen:a avere ne la pretesa di
ostentarle e nemmeno la voglia di tenerle
solo per se.
Scelte che indicano una bellissima
via, per chi la voglia seguire.
IL JOSTRO G.A.M.
di realizzazione. Il nostro compito consisteva
nel trascorrere l'intera giornata con i ragazzi ac-
colti nei centri intrattenendoli con giochi, atti-
vita pratiche, musiche e danze poiche la scuola
era sospesa per la pausa estiva. Oltre a questo
abbiamo avuto la possibilita di mettere a dispo-
sizione il nostro tempo per alcuni lavori di ma-
nutenzione del seminario e per un'opera di di-
sboscamento al Iine di Iormare una comunita
agricola rientrante nel microprogetto agricoltu-
ra.
L'esperienza ci e stata molto utile perche ci ha
aperto gli orizzonti su realta e problemi che qua
non ci toccano. E stato bello e arricchente vive-
re per un mese a Iianco dei poveri perche ab-
biamo capito che per essere Ielici non serve il
successo, la ricchezza.. .ma un animo disponi-
bile a donarsi e a donarne e a vivere per gli altri
proprio di ogni cristiano.
GIOVANNI, GIORGIO, ANDREA E SAIMON (18-20 ANNI)
* * *
Dal Sudafrica, dove e appena arrivato, ci scrive P. Philip Zema, con la consueta fresche::a e sponta-
neita.
Carissimi,
Iinalmente ho travato la tranquillita e mi sento veramente in sollievo dopo aver lasciato Gulu (Ugan-
da), dove negli ultimi giorni non trovavo tempo per me stesso, tranne che per dormire. Ero io a chie-
dere di venire in Sud AIrica per l'anno sabbatico*, perche ero veramente stanco. Quando e troppo si
puo sempre dire basta per potersi riposare.
Essere sempre disponibile e non essere capace di dire no alla gente, ha Iatto veramente soIIrire il mio
tempo personale per pregare, per studiare, per scrivere lettere. Cosi non vi ho potuto scrivere da mol -
to tempo.
Buona notizia!. Mi sono arrivati i vostri soldi (2.500.000 lire). GRAZIE INFINITE!. Mi saranno
molto utili durante l'anno sabbatico. Dopo questo anno, ritornero in Uganda, ma non piu a Gulu. Non
so ancora dove sono destinato. Forse devo prepararmi per una missione Iuori Uganda. Quando mi Ia-
ranno sapere, vi mettero al corrente.
Tantissimi cari saluti a tutti quanti. Il Signore sia con voi e vi benedica!
P. PHILIP ZEMA
Nota della reda:ione.
* Anno sabbatico. presso gli antichi Ebrei era lanno, ricorrente ogni sette anni, in cui cessava il lavoro
dei campi e venivano condonati i debiti. Ancora oggi, specie a livello universitario, e un anno a cui gli
insegnati hanno diritto - come congedo retribuito - per dedicarsi allo studio e allaggiornamento. Per Pa-
dre Philip questo significa un anno - non retribuito - di studio, di preghiera, di aggiornamento e di ripo-
so, per potersi preparare ad un nuovo compito missionario.
gam
* * *
Dal Kenva, Suor Amelia ci scrive. Pubblichiamo alcuni stralci significativi delle sue due ultime lettere.
Carissimi,
grazie per tutto cio che mi scrivete e per tutto
cio che Iate per noi. Ringrazio tutti quelli che
lavorano per il G AM. e Don Eugenio.
... E quest'anno come e andato il 14 anniver-
sario di P. Giuseppe?. Come vanno le proce-
dure per la sua beatiIicazione?. Sapeste quan-
to mi e presente e aIIido a lui le nostre diIIi-
colta! Non vi nascondo che col suo sorriso ri-
tratto sull'immaginetta del "servo di Dio" mi
tiene su di giri e medito spesso la sua Irase:
"Quel che Dio vuole non e mai troppo.". Un
grazie particolare per la lista dei bambini
adottati che mi e molto utile per tante cose,
ma specialmente per ringraziare a ricordare al
Buon Dio tutti gli adottanti, che saluto tantis-
simo.
Il motivo per cui sto scrivendo e per comuni-
care a coloro che hanno adottato i e le nostre/i
scolari, la loro situazione. Si tratta dell'anno
scolastico scorso che e andato male. Cosi
molti degli adottati hanno lasciato la scuola
trasIerendosi con i loro Iamigliari e bestiame
in Uganda, dove cioe non abbiamo piu la pos-
sibilita di seguirli. Questo per i ragazzi (se-
guiti da maestri locali) che preIeriscono Iare i
pastori, mentre delle ragazze - per ora - se ne
sono perse solo due. Sara perche essendo
come in collegio, vengono seguite meglio, sia
con il cibo che con le lezioni di "doposcuola".
C'e sempre con loro la Suora ed una maestri-
na, e sono molto contenti pure i loro genitori.
Ora il mio problema di coscienza e: posso
usare quei soldi per aiutarne altri che dimo-
strano la buona volonta di studiare? O, senza
beneIiciare uno solo, aiutare tutti gli scolari
non adottati con le spese principali della
scuola: retta, quaderni, sapone, divisa?.
So che mi direte: Ia come meglio credi. Ma io
voglio che sappiate come vanno le cose qui,
di modo che se non vi arriva qualche letteri-
na, siete al corrente, va bene?. Cosa volete, i
Pokot sono cosi. Dobbiamo amarli come
sono, senza pretendere di cambiarli, perche
Dio solo sa il giusto modo ed il giusto mo-
mento!. Vi dico questo perche quest'anno ab-
biamo avuto delle loro reazioni che ci hanno
molto meravigliato. Che ci sia lo zampino dei
protestanti o dei loro governanti, pazienza!. A
noi non resta che continuare a rispettarli ed
amarli nel giusto senso, sopportando il tutto:
alla Iine pure i Pokot, illuminati dal Buon
Dio, sapranno prendere le loro decisioni, non
e vero?
Ciao a TUTTI e AUGURONI!.
VOSTRA AFF.MA SUOR AMELIA
P.S. a tutti i Gamiti: mando questo bel bambino,
che dorme sonni tranquilli, a portarvi il mio
vivo e riconoscente GRAZIE.
l' "uomo-globale" o l'uomo?
(la Iolla o zaccheo?)
Il nostro sembra essere un tempo contrasse-
gnato dai grandi numeri. Il mesto conteggio
delle vittime dell'attentato dell'11 settembre
alle Torri Gemelle, il drammatico rituale dei
resoconti quotidiani dei caduti sotto i bombar-
damenti, ma anche l'esodo di migliaia di proIu-
ghi che sbarcano sulle nostre coste provenendo
dai posti piu diversi sembrano sottolineare solo
una contabilita che poco riguarda la dignita
dell'uomo. Di ogni singolo uomo.
Forse mostri orecchie i nostri occhi, ormai sin-
tonizzati ed assueIatti a quelle immagini ed a
quei numeri ci Ianno Iacilmente dimenticare i
volti, le mani, gli occhi, le soIIerenze di quelle
persone.
Viviamo nella societa di massa, dove l'indivi-
dualita viene soIIocata e compressa.
Vai in banca e sei un numero, Iai un certiIicato
e sei un suono onomatopeico sgradevole.
Come deve essere stato Iortunato lo Zaccheo
narrato dall'evangelista Luca quando Gesu, tra-
scurando la Iolla, lo ha chiamato per nome, lo
ha identiIicato, gli ha Iatto capire che voleva
proprio lui, riconoscendolo in mezzo alla mol-
titudine.
Il Ienomeno della globalizzazione, di cui tanto
si parla, insieme a molte opportunita, determi-
na un allentamento dei legami tra l'uomo e i
luoghi in cui e nato e vissuto, i sapori, gli odo-
ri, la cultura del suo territorio.
Nella new economy (cioe nel lavoro basato
sull'inIormatica, sulla pubblicita, sui beni co-
siddetti immateriali) chi e anziano, chi ha ma-
turato esperienza lavorativa, chi non "pensa
giovane" o non ha piu un bell'aspetto, viene ra-
pidamente sostituito, tanto e Iacilmente rim-
piazzabile quasi Iosse il pezzo di un ingranag-
gio
Non e Iorse vero che la legge dello spettacolo
e del mercato Ia nascere divi e divetti televisi-
vi, che vengono usati e poi prontamente sosti-
tuiti dopo una sola stagione?
Il Grande Fratello 1 sostituito dal Grande Fra-
tello 2, i Pokemon dai Digimon, la soubrette
bionda da quella mora, quell'allenatore da un
altro, chissa perche piu bravo e telegenico.
L'uomo contemporaneo sembra sempre alla
rincorsa del nuovo, si adegua spesso acritica-
mente a scelte imposte da altri, quasi incapace
di selezionare l'utile e il giusto. E il Ienomeno
che qualche sociologo deIinisce "carnevalizza-
zione", dove la quantita sconIigge e soppianta
la qualita.
Che bello il lavoro di mio padre, sarto, che po-
teva avere un rapporto diretto con la stoIIa, che
la lavorava con i tempi dettati dalla sua abilita
aIIinata in anni di esperienza. Che bello quan-
do imbastiva, provava, ripassava con cura le
cuciture!
Riusciva quasi a rallentare il tempo, con un la-
voro Iondato sull'individualita, sulla precisio-
ne, sul rapporto di Iiducia diretto con le perso-
ne.
Oggi e la legge del proIitto a prevalere, l'Eco-
nomia che detta gli indirizzi alla Politica, che
spesso non possiede piu gli strumenti per go-
vernare i cambiamenti economici e sociali e
per orientarli a vantaggio della collettivita.
Ci sono aziende che aumentano il loro valore
di borsa quando tagliano posti di lavoro, licen-
ziando cinquantenni non piu adeguati alle nuo-
ve esigenze produttive. Nei convegni si parla
solo di investimenti, di strategie di mercato,
mai di uomini in carne ed ossa.
Ecco perche la Iigura di Zaccheo rimane
straordinariamente attuale; egli e il prototipo di
cio che vorremmo essere: una persona che vie-
ne riconosciuta per cio che e, che sa Iarsi pro-
vocare al di la delle proprie sicurezze e che sa
aprirsi con l'intelligenza del cuore alla speran-
za.
MAURIZIO
caritas:il punto su...
le ciIre della solidarieta
Il Iondo di solidarieta nasce nella nostra parrocchia nel 1995 con lo scopo di dare la possibilita a
persone e Iamiglie in diIIicolta economiche di ricevere anticipazioni in denaro a titolo gratuito
(cioe senza il pagamento di interessi alla restituzione). Le motivazioni che stanno alla base di
questa iniziativa vengono dal sentirci chiamati ad essere comunita capace di condivisione,
sull'esempio di quelle dei primi cristiani in cui i beni venivano messi in comune perche nessuno
Iosse povero, ma tutti potessero disporre di cio di cui avevano bisogno.
La raccolta di Iondi e avvenuta sia attraverso oIIerte libere a Iondo perso, sia attraverso la conces-
sione di prestiti (anch'essi a titolo gratuito) alla parrocchia, che si e impegnata a restituirli alla
scadenza.
Riportiamo qui sotto le "cifre della solidarieta", illustrando l'andamento del Iondo in questi anni e
la sua situazione attuale.
Certamente i numeri non sono importanti; ad essere importanti sono i volti ed i cuori che li hanno
generati. Volti e cuori di persone che hanno creduto alla novita rivoluzionaria e attuale del Vange-
lo.
OFFERTE LIBERE (a Iondo perso): 53.605.050
di cui 18 milioni per prestiti trasIormati in oIIerta e altri 18 milioni da Fooc e Fiamm
PRESTITI RICEVUTI (a titolo gratuito): 187.000.000
di cui: 100.000.000 dalla Caritas Diocesana (completamente restituiti)
47.000.000 da parrocchiani (18 milioni girati ad oIIerta e 29 milioni restituiti)
40.000.000 dalla Parrocchia (10 milioni rimborsati e 30 ancora da restituire)
ANTIC1PAZIONI CONCESSE: 173.500.000
concesse con scadenze diverse e con restituzioni periodiche senza interessi. Attualmente sono sta-
ti restituiti 101 milioni e 200 mila; la parte restante sta rientrando attraverso restituzioni con ca-
denza mensile o bimestrale.
Sul Iondo di solidarieta transitano anche le entrate e le spese relative alla gestione del locale di
accoglienza parrocchiale e alla vendita dei prodotti equo solidali. Ecco i numeri:
LOCALE DI ACCOGLIENZA:
Entrate. 30.612.000 di cui 25.000.000 derivanti dalla destinazione dell'8 per mille da parte della
diocesi; la parte restante deriva da oIIerte libere.
Uscite. 10.117,500 in questa ciIra non sono compresi i lavori di ristrutturazione e di arredo del lo-
cale, realizzati prima della nascita del Iondo di solidarieta e ammontanti a circa 20.000.000 di
Lire
VENDITA PRODOTTI EQUO SOLIDALI:
Costo dei prodotti acquistati: 27.231.700
Ricavo dalle vendite mensili: 27.903.650
Quale segno, pur simbolico nella ciIra, di vicinanza anche concreta ai paesi del Sud del mondo e
stato deciso di devolvere il ricavato di questa iniziativa alla missione presso la quale quattro no-
stri ragazzi hanno lavorato come volontari durante la scorsa estate.
Attualmente il Iondo viene incrementato quasi esclusivamente dai rimborsi periodici delle antici-
pazioni concesse. Il suo saldo e di quasi 32.000.000, appena suIIicienti per la restituzione dell'uni-
co prestito ancora aperto.
Per chi volesse percio contribuire a sostenere il Iondo di solidarieta, ricordiamo che i versamenti
possono essere eIIettuati sul c/c 1325 presso la Banca Popolare di Milano di Ronago e Falop-
pio. Un grazie di cuore a chi, nel silenzio, in questi anni ci ha gia pensato.
caritas
dopo l' 11 settembre
Il gesto terroristico contro le Torri Gemelle di New York rischia di dar vita a rea:ioni difficilmente
controllabili dettate dallemotivita. Questo intervento del vicedirettore della Caritas
italiana chiede chiare::a, distin:ione e discernimento, mettendo in fila alcuni
punti nodali sui quali e opportuna una riflessione di tutti.
I drammatici eventi dell'11 settembre sono
prima di tutto, per i credenti, un duro richia-
mo alla consapevolezza sulla realta e sulla
pervasivita del male: il male c'e, con una sua
Iorza di espansione; la violenza e possibile e
produce morte per malvagita, Iollia, smodato
desiderio del potere, vendetta, empieta...
Una delle reazioni a tanto male e stato il biso-
gno di preghiera. Il 14 settembre ci si e Ier-
mati per qualche minuto in tante parti del
mondo, chi nei luoghi di culto o nelle piazze,
altri sui posto di lavoro o nella propria casa. E
stata un'inedita e positiva occasione "civile"
di rientrare in se stessi, mettersi davanti a Dio
nel segreto del proprio cuore e comunque-
credenti di diverse Iedi e non credenti - tro-
varsi accomunati in uno spazio ideale, metter-
si di Ironte a Qualcuno, o sperare che ci sia
Qualcuno da invocare nella prova.
Questa voglia di preghiera e un segno dei
tempi da accogliere e valorizzare perche,
come cristiani, dobbiamo cogliere l'occasio-
ne, in questi tempi duri, per educare alla ri-
cerca del vero Dio che ci converte il cuore, ci
cambia la vita, ci indica la Iaticosa via del
bene e ci aiuta a opporci al male, a non cadere
in tentazione.
C'e bisogno di chiarezza, distinzione e discer-
nimento, cui vorremmo contribuire anche con
questa modesta riIlessione, che mette in Iila
alcuni punti nodali senza la pretesa di scio-
glierli.
L'autonoma responsabilit della politica
Chi esercita un'autorita civica ha il diritto/do-
vere degli atti che gli competono; si tratta di
un potere pienamente "laico", da esercitare in
modo consapevole e responsabile, senza pos-
sibilita di appello a istanze superiori. L'eserci-
zio del potere si misura dai Irutti di benessere
che produce e dal consenso che ottiene. E
Iuori luogo chiedere l'appoggio di una Iede o
di un apparato religioso a scelte di natura po-
litica. Le proposte religiose, in ragione della
loro capacita di diIIusione sociale, contribui-
scono a migliorare la societa se riescono ad
animare dal di dentro i progetti storici. Non
ha senso, almeno nelle odierne societa occi-
dentali, il tentativo di attribuire a una Iede
(nello speciIico quella cristiana) Iunzione di
"religione civile"; ne, per converso, vedere
nella politica lo strumento dell'attuazione di
ideali e progetti propri per una conIessione
religiosa.
L'uso della violenza da parte degli stati
Circola una preoccupante conIusione d'idee,
ampliIicata dai mass-media. Si sta Iacendo
uso quasi intercambiabile dei termini guerra e
rappresaglia. Ma rappresaglia e un'azione di
tipo vendicativo sul (supposto) nemico, evoca
la dolorosa memoria di azioni naziste. Posso-
no uno stato democratico o un'alleanza di stati
democratici Iarsene promotori?
Le teorizzazioni classiche della guerra preve-
devano la proporzionalita tra il danno subito e
l'oIIesa arrecata, una ragionevole probabilita
di vittoria e di restaurazione del diritto, la ne-
cessita che a dichiarare guerra sia l'autorita le-
gittima. VeriIicare tali condizioni di etica so-
ciale esporrebbe a piu di un dubbio le mon-
tanti ipotesi di guerra, in particolare la possi-
bilita di colpire in modo decisivo un avversa-
rio diIIicilmente localizzabile e il rischio di
produrre l'eIIetto di compattare intorno ai ter-
roristi un Ironte di solidarieta in molte parti
caritas
del mondo. Si tocca ancora una volta con
mano la drammatica crisi delle Nazioni uni-
te, inadeguate a Iungere da autorita super-
partes sulle grosse questioni mondiali. Il
terrorismo non e un nemico degli USA, ma
dell'intera umanita: puo colpire e di Iatto
colpisce in ogni parte del mondo, le vittime
sono cittadini di molti stati. Siamo di Ironte
a un crimine contro l'umanita, che presup-
porrebbe di attivare in primo luogo il Consi-
glio di sicurezza dell' ONU e il Tribunale
penale internazionale.
La complessita delle questioni e ulterior-
mente aggravata da alcune concomitanze:
l'esistenza di guerre e conIlitti "dimenticati"
a cui vari paesi, tra cui gli USA, procurano
armi e appoggi; l'impulso, per destabilizzare
potenze rivali, Iornito a centrali del terrori-
smo internazionale da parte di chi adesso e
colpito; l'autoIinanziamento del terrorismo
attraverso le borse e le banche di tutto il
mondo, nonche traIIici internazionali (come
la droga) nei quali l'occidente e parte attiva.
Occorre ricordare anche le altre guerre
E chiaro che bisogna intervenire contro i
terroristi, metterli in condizione di non nuo-
cere, possibilmente assicurandoli alla giusti-
zia attraverso un regolare processo. Ed e
una lotta dura, che Ia parte delle gravi re-
sponsabilita dei governanti.
Ma quella contro il terrorismo non e l'unica
guerra da combattere, l'altro grande nemico
e la poverta, l'ingiustizia su scala planetaria.
L'azione dei terroristi contro i simboli del
potere economico recluta adepti tra le vitti-
me di quei conIlitti in cui gli USA hanno un
ruolo, simpatizzanti trai poveri del sud del
mondo.
Bisogna decidersi a combattere la poverta.
Come per ogni guerra, esiste una prepara-
zione remota, l'umanita deve dichiarare
guerra alla miseria, prima di esser travolta
dalla collera dei poveri. La sIida e ridistri-
buire l'enorme capacita di sviluppo che Ii-
nora e appannaggio di pochi anziche oppor-
tunita per molti.
Sugli stati occidentali, su noi popoli
dell'abbondanza, e perentorio il giudizio del
UN'INIZIATIVA PER L'AVVENTO:
IL CALENDARIO DA APPENDERE IN OGNI CASA
"Economia solidale - Osare un tempo nuovo" e il titolo del calendario per lAvvento che ogni
famiglia ha ricevuto insieme al giornalino parrocchiale.
E uno strumento che ci aiutera a vivere il tempo di attesa e di prepara:ione al Natale con lo
sguardo puntato sulla Parola di Dio, ma che ci dara anche alcune indica:ioni per incarnarla
con gesti e scelte concrete nella nostra vita.
Puo essere appeso in un punto significativo della casa, e - perche no? - diventare il luogo dove
la famiglia si ritrova per pregare insieme, magari recitando la preghiera che vi e stampata so-
pra, ogni domenica dAvvento si potra 'grattare` una candela e leggere insieme cosa viene
proposto.
E un invito a saper "osare "e metterci in gioco, per contribuire a dar vita a una vita nuova, piu
evangelica, piu fraterna, piu giusta e percio ad una conviven:a piu umana, si tratta di far cre-
scere quel granello di senape che il contadino ha gettato in una buona terra.
E un augurio di BUON AJJENTO, perche la venuta di Gesu possa trovare i nostri cuori con-
vertiti e le nostre vite pronte ad accoglierlo non solo a Natale, ma in ogni giorno ed in ogni si-
tua:ione.
caritas
Salmo 49: "L'uomo nella prosperita non
comprende, e come gli animali che perisco-
no".
Vale la pena di ricordare che il papa, rice-
vendo il nuovo ambasciatore USA presso la
Santa Sede all'indomani dei tragici attentati,
dopo aver maniIestato vivo cordoglio e vici-
nanza nella preghiera, ha indicato gli "ur-
genti temi etici che sorgono dalla divisione
tra quelli che beneIiciano della globalizza-
zione dell'economia mondiale e chi e esclu-
so da questi beneIici e invocato una rivolu-
zione delle opportunita per tutti i membri
della Iamiglia umana, aIIinche possano go-
dere di un'esistenza degna e condividere i
beneIici di un vero sviluppo globale".
I rapporti tra i popoli e le religioni
Bisogna sviluppare il dialogo tra le religio-
ni, rilanciare l'ecumenismo, recuperare e
moltiplicare gesti di Iorte contenuto simbo-
lico come l'incontro di Assisi del 1986. E
importante approIondire la conoscenza e il
superamento di pregiudizi tra i cristiani e i
Iedeli dell'islam, cogliendo le opportunita
oIIerte dalle migrazioni, dagli scambi inter-
nazionali, dai media: C'e un islam che colti-
va il dialogo e la tolleranza, che vuole misu-
rarsi con la democrazia, incontrarsi con le
altre religioni.
Bisogna coltivare tutti i possibili spazi di
conoscenza, collaborare nella lotta alla po-
verta e nella promozione dei diritti umani. E
in queste azioni coinvolgere sia gli intellet-
tuali dell'islam disponibili, sia i molti mu-
sulmani coi quali in questi anni le nostre
parrocchie e Iamiglie hanno sviluppato ami-
cizia e reciprocita, andando oltre l'iniziale
assistenza.
La chiesa cattolica, nella misura in cui sapra
essere dialogante e pluralista al suo interno
e accogliente verso Iratelli e sorelle di altre
religioni, potra Iavorire pure tra i musulma-
ni il discernimento sui possibili diversi
modi di vivere l'islam.
Sono strade da percorrere insieme alla diIIu-
sione di numerosi altri pensieri e gesti di
pace, di giustizia, di riconciliazione; e alla
vigilanza rispetto a mentalita e modelli pre-
valenti che alimentano il sospetto, l'intolle-
ranza, la vendetta.
E tempo di pregare e meditare, di annuncia-
re con le parole e con i Iatti il Vangelo della
pace.
Sempre pronti a rimettere tutto nelle mani
del Signore.
ANTONIO CECCONI
Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie: Centri di Ascolto e Parrocchie:
Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo Insieme al servizio dell'uomo
Il centro di Ascolto e di Aiuto di Uggiate Trevano e sorto nel maggio del 1998 per volonta
delle parrocchie della zona Prealpi per oIIrire alle persone in diIIicolta un'occasione di
ascolto e di aiuto concreto. Dopo un primo colloquio i volontari cercano di accompagnare
chi si rivolge al centro in un cammino che coinvolga soprattutto le parrocchie e i servizi
pubblici presenti sul territorio ( comuni, ASL ecc.) in modo che l'intervento non si riduca a
puro assistenzialismo. E Iondamentale la consapevolezza che al centro arriva non un pro-
blema,ma una persona che deve essere accolta e messa in condizioni di esprimere il pro-
prio disagio e la propria soIIerenza spesso ben piu proIonda delle richieste Iatte inizial-
mente. Una persona che deve essere aiutata a trovare dentro di se la Iorza e la volonta di
superare il bisogno e la diIIicolta. La carit non dovrebbe essere prerogativa solo dei
centri di ascolto e delle Caritas ma deve diventare stile di vita per tutti i cristiani,
Per questo la Commissione Caritas zonale e il centro di ascolto hanno pensato di organiz-
zare una serie di incontri Iormativi indirizzati a tutti coloro che sentono l'esigenza di ap-
proIondire un cammino che aiuti a "mettere la carita al centro della propria vita". Ci augu-
riamo che a questo corso partecipino tutte le parrocchie, cosi da poter creare dei collega-
menti piu stretti tra tutti coloro che operano o vorranno opere in questo ambito.
Il corso e strutturato in 5 incontri che si terranno il sabato dalle ore 18 alle 22 con cena al
sacco.
1 incontro Parrocchia e pastorale unitaria
19 Gennaio 2002 presso la parrocchia di Olgiate Comasco
2 incontro Parrocchia e Poveri
16 Febbraio presso la parrocchia di Dre::o
3 incontro Parrocchia e Centro di ascolto
16 Mar:o presso la parrocchia di Gaggino
4 incontro Parrocchia, Carit e istituzioni
13 Aprile presso la parrocchia di Albiolo
5 incontro Parrocchia, Carit e opere- segno.
25 Maggio presso la parrocchia di Pare.
Gli incontri saranno introdotti da una testimonianza di chi lavora sul campo che ci aiutera
ad entrare nel tema. In gruppo poi si riIlettera seguendo una traccia che verra proposta con
lo scopo di creare un conIronto tra le varie esperienze. Seguira una breve sintesi per pro-
gettare insieme il cammino Iuturo.
Le iscrizioni si raccolgono presso il Centro d'ascolto di Uggiate via Roma 14
tel 31. 948. 875, il marted e il sabato dalle 9 alle 12.
Gli Operatori del Centro di ascolto sono disponibili a visitare le parrocchie per Iar cono-
scere meglio l'attivita svolta aIIinche tutte le comunita cristiane sentano il CdA come un
punto di riIerimento sul territorio.
BIBLIOTECA COMUNALE DI RONAGO
SABATO 15 DICEMBRE 2001
dalle ore 9 alle ore 12
dalle ore 15 alle ore 18
DOMENICA 16 DICEMBRE 2001
dalle ore 9.30 alle ore 12
presso la sede della biblioteca (Via Asilo, 1)
MOSTRA di addobbi natalizi realizzati durante il corso
PRESENTAZIONE del calendario 2002 con le IotograIie di Ronago
Durante l'esposizione della mostra
verranno oIIerti dei dolci natalizi
come augurio di Buone Feste
AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI
COMUNE DI RONAGO
Avviso ai sigg. Utenti del servizio raccolta RIFIUTI SOLIDI URBANI
Vi rammentiamo che con Irequenza quindicinale, nella giornata di
MARTEDI
JENGONO RACCOLTI SEPARATAMENTE.
"la carta e i cartoni"
"i contenitori in plastica per liquidi"
Vi inIormiamo pertanto che il conIerimento dei suddetti materiali deve avvenire nel giorno
sopra indicato, separatamente e NON inserendoli nei cassonetti frammisti ai normali rifiuti
solidi urbani.
Vi ricordiamo inoltre che il "vetro"
deve essere conferito nelle apposite campane.
VI RINGRAZIALO PER LA COLLABORAZIONE
L'Amministrazione Comunale
Ronago, novembre 2001