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NoI e .

II GIorno
deI SIgnore.
Giorno del Signore: cosi i primi cristiani hanno
chiamato il "primo giorno dopo il sabato".
Domenica ovvero giorno del Signore risorto.
La domenica inIatti e nata dalla risurrezione di
Gesu, ha origine da questo preciso Iatto storico.
La domenica e la Pasqua settimanale: e come
una 'eco', una 'conIerma' che si prolunga nella
storia, del messaggio piu nuovo, piu incredibile
e sconvolgente del Vangelo: Gesu e risorto, e
vivo! Alla domenica i cristiani inIatti sono chia-
mati a commemorare la risurrezione di Cristo, a
proclamare la sua presenza nella Chiesa, ad
aprirsi alla speranza della sua venuta Iinale e
gloriosa.
Il cristiano, alla domenica, e invitato a tornare
alle radici del suo essere, al senso del suo esi-
stere, e chiamato a volgere lo sguardo indietro,
a quell'avvenimento decisivo che e la chiave di
interpretazione non solo della vita stessa di Cri-
sto, ma della storia tutta. In questo giorno i cri-
stiani proIessano e rinnovano la loro Iede in
Gesu risorto, come in Colui che da senso alla
loro vita. La domenica e dunque "il primo gior-
no della settimana", giorno che da signiIicato
agli altri giorni; il "Giorno del Signore" e quin-
di il "signore dei giorni".
Non e tuttavia giorno di ricordo di un passato
lontano, giorno in cui si ritorna nostalgicamente
a un Iatto avvenuto nel tempo, ma la domenica
e il giorno della celebrazione della presenza di
Gesu vivo in mezzo ai suoi. Cristo risorto e
presente come lo e stato tra i suoi discepoli e la
'risurrezione' si compie ancora oggi in ogni cri-
stiano che accoglie con Iede e generosita l'amo-
re di Gesu, lasciandosi trasIormare e rendere
nuovo da Lui.
Per questo la domenica e il giorno dell'Eucari-
stia: il segno rituale che realizza pienamente la
presenza di Gesu. E dall'incontro con Lui, la
domenica diventa giorno della carita, della Iesta
e della gioia, dell'incontro e del riposo. Giorno
nuovo, perche ricchi di novita siano tutti i gior-
ni della settimana. Cosi parla della Domenica
RONAGO '96 N. 4 1
il Concilio: "In questo giorno i Iedeli devono riunirsi in assemblea perche, ascoltando la Pa-
rola di Dio e partecipando all'Eucaristia, Iacciano memoria della passione, della risurrezione
e della gloria del Signore Gesu, e rendano grazie a Dio che li ha rigenerati nella speranza
viva per mezzo della risurrezione di Gesu Cristo dai morti. Per questo la domenica e il gior-
no di Iesta primordiale che deve essere proposto e inculcato nella pieta dei Iedeli, in modo
che divenga anche giorno di gioia, di astensione dal lavoro..." (Sacr. Conc. n.106)
Noi e ... il Giorno del Signore: ci ritroviamo in queste riIlessioni ?
Dobbiamo certamente aiutarci a riscoprire la ricchezza della domenica per noi cristiani, aI-
Irontando anche i diversi problemi che oggi rischiano di ridurre il valore di questo giorno
(lavoro, sport, turismo e divertimento...), riscoprendo la bellezza del ritrovarci insieme, qua-
liIicando e rendendo piu partecipate e gioiose le nostre Messe, riempiendo questo giorno di
gesti di carita, rendendo il tempo libero occasione di incontro, Iesta, amicizia, solidarieta. Il
nuovo anno che stiamo per iniziare sia occasione propizia per ridare senso e anima al Gior-
no del Signore, aIIinche diventi sempre piu il 'signore dei giorni'.
DON SERGIO
Rendiamo gra:ie a Dio'
Ogni domenica, giorno del Signore, ci riuniamo per celebrare lEucaristia.
Con gioia rendiamo gra:ie a "Dio, che nella crea:ione si manifesta come il Dio della vita
che da creato Luomo a sua immagine.
Cantiamo e rendiamo gra:ie a Dio che ha risuscitato Cristo nostro Dio perche in questo giorno
il Signore Gesu, risorto dai morti, ha alitato su di noi il soffio della vita nuova, lo Spirito Santo.
Noi festeggiamo la crea:ione in cui Dio da profuso la sua benedi:ione,
consegnandola alluomo come opera da portare a compimento.
Prendiamo le cose dalle mani di Dio e accettiamo la fatica di ogni giorno,
perche risplenda nel creato lamore e la sapien:a di Dio.
Celebriamo la risurre:ione di Cristo perche in Lui siamo diventati creature nuove
e completiamo attraverso la nostra fatica cio che manca alla sua passione,
perche un giorno la sua risurre:ione si manifesti in noi.
Annun:iamo il dono dello Spirito Santo che in noi opera per trasformare il mondo
secondo il disegno di Dio che e amore.
Dopo che Cristo e venuto noi non siamo piu soli e sen:a speran:a in questo mondo.
E se soffriamo e gemiamo come la donna nelle doglie del parto,
e perche deve ancora venire alla luce luomo nuovo, la creatura nuova.
Percio nella sofferen:a e negli avvenimenti che sconvolgono il mondo
noi vediamo momenti di passaggio, segni di vita e di autentica speran:a.
Quanto piu la notte e avan:ata tanto piu il giorno e vicino
e noi gridiamo con tutto lessere nostro.
Jieni, Signore Gesu'
RONAGO '96 N. 4 2
UN NUOVO ANNO
PER CAMMINARE INSIEME
LE INDICAZIONI DEL PIANO PASTORALE E DEL CONSIGLIO P. PARROCCHIALE
Una comunita in cammino per un anno. Una piu intensa catechesi sullEucaristia.
Una piu attiva partecipa:ione alla S. Messa. Una piu attenta e generosa testimonian:a.
Lunedi 16 settembre si e tenuto l'incontro dei Consiglio pastorale per la programma-
zione del nuovo anno. La riunione si e aperta con la presentazione del Piano Pastorale
diocesano che il Vescovo ci propone. Don Sergio ha sottolineato:
- la. sua "collocazione " e un piano che porta a conclusione un triennio di riIles-
sione e riscoperta della Iniziazione cristiana attraverso l'attenzione al Battesimo, alla Cresi -
ma e, quest'anno, all'Eucaristia. Si colloca poi dopo la visita del Papa alla nostra Diocesi (e
ne vuole raccogliere dunque il messaggio) e nell'anno in cui la nostra Chiesa di Como ri-
corda i suoi primi martiri (anno 297) e la nostra parrocchia Ia memoria del decimo anni-
versario della morte di P. Giuseppe Ambrosoli (27/ 03/1987). L'orizzonte si Ia ancor piu
ampio se ci collochiamo nel cammino di tutta la chiesa universale che, su invito del Papa,
si prepara al giubileo dell'anno 2000. La chiesa italiana si muove verso questa meta viven-
do, nel 97 il Congresso eucaristico nazionale a Bologna, che avra come tema "Gesu Cristo
unico Salvatore". Anche la nostra chiesa di Como dunque si innesta su questo grande cam-
mino della chiesa vivendo insieme un anno che trovera la sua conclusione nel Congresso
eucaristico diocesano nel settembre 97.
- il suo "centro" e l'Eucaristia, cio Gesu vivo con e per noi. E l'Eucaristia non
solo e il centro del Piano pastorale, ma deve essere il centro della nostra vita personale e
comunitaria. Per Iar questo e necessario che riscopriamo e rivalutiamo l'importanza che
essa ha: e vertice e sorgente della vita cristiana. Inoltre diventa necessario accogliere gli
stimoli che da essa derivano: l'invito alla Iesta, alla gratuita, rivalutando il Giorno del Si-
gnore, la Domenica; l'assunzione della carita quale stile di vita che promana dall'Eucaristia
stessa, preparandoci cosi a vivere, sempre nel settembre del 97, il Congresso diocesano
della carita.
- il suo "fine"

e espresso nello slogan dell'anno: "Pro mundi vita" - per la vita del
mondo. L'eucaristia e Iinalizzata alla vita del mondo. E Gesu che si dona perche abbiamo
la vita. E la comunita cristiana che accoglie, celebra, vive l'eucaristia e coinvolta in questa
grande impresa: essere portatrice di vita dentro il mondo, essere testimone di quel Gesu
che ascolta, incontra, celebra, nell'Eucaristia.
- la sua "attuazione" al di la dei suggerimenti che il Vescovo propone nel Piano
pastorale, sono stati evidenziati alcuni passi concreti da compiere per vivere meglio questa
missione-testimonianza che l'Eucaristia genera nella comunita cristiana.
RONAGO '96 N. 4 3
Il cammino della nostra comunita e
riassunto nelle parole prese dal libro degli
Atti degli Apostoli che tracciano l'impegno
comune per tutti: "Che cosa dobbiamo
fare?"; i discepoli "erano assidui nella
comunione fraterna e nello spezzare il
pane".
Non deve nemmeno mancare l'atten-
zione alle indicazioni che il Vescovo ha
dato a tutti noi nella recente visita pastora-
le. In attesa di un suo scritto ricordiamo i
"cinque punti" che ha richiamato: la cate-
chesi degli adulti, la Iamiglia, i giovani e
gli adolescenti, una piu attiva partecipazio-
ne alla vita della parrocchia, l'entusiasmo
nel vivere la nostra Iede cristiana.
Nelle pagine seguenti presenteremo
le iniziative speciIiche riguardanti i diversi
settori della vita della parrocchia; pur pre-
sentati in modo distinto tuttavia, questi set-
tori, sono chiamati a integrarsi e comple-
tarsi a vicenda se vogliamo esprimere, in-
dividualmente e come comunita, un'auten-
tica vita cristiana.
IL C.P.P.
VERSO
IL TERZO MILLENNIO.
Il cammino delle nostre chiese ci vede in-
camminati verso, il grande Giubileo procla-
mato per l'inizio del Terzo millennio. Il Papa
presenta questo cammino nella sua lettera
"Terzio millennio adveniente". Per molti puo
essere una data come un'altra, per altri
l'occasione di un pellegrinaggio a Roma sen-
za approIondirne il signiIicato proIondo, ma-
gari semplicemente l'occasione di una gita
con l'aggiunta di qualche preghiera. Giovan-
ni Paolo II ci propone assai di piu: soprattut-
to ci chiede di prepararci per tempo attraver-
so la riscoperta della nostra Iede, il risveglio
della speranza, la vita rinnovata dalla carita.
Anche la nostra comunita, unita a tutta la
chiesa vuole mettersi in questo atteggiamen-
to di cammino.
Iniziamo pubblicando un contributo che ci
aiuti a capire il signiIicato, antico e nuovo,
del Giubileo.
Giubileo,
una storia che viene da lontano.
Tempo di "gioia", come ci rivela l'origine della
parola, il giubileo una tradizione cristiana av-
viata nel 1300 da papa Bonifacio V e ispirata
all'Antico Testamento. proprio a partire dai te-
sti biblici che ne possiamo comprendere il suo
vero significato. L'anno giubilare doveva restitui-
re l'eguaglianza tra tutti i figli d'sraele, schiu-
dendo nuove possibilit alle famiglie che aveva-
no perso le loro propriet e perfino la libert
personale. Ai ricchi invece l'anno giubilare ricor-
dava che sarebbe venuto il tempo in cui gli
schiavi israeliti, divenuti nuovamente uguali a
loro, avrebbero potuto rivendicare i loro diritti. Si
doveva proclamare, nel tempo previsto dalla
Legge, un anno giubilare, venendo in aiuto ad
ogni bisognoso. Questo esigeva un governo
giusto. La giustizia, secondo la Legge di sraele,
consisteva soprattutto nella protezione dei de-
boli ed un re doveva distinguersi in questo: "Egli
liberer il povero che invoca e il misero che non
trova aiuto, avr piet del debole e del povero e
salver la vita dei suoi miseri", dice il salmista.
Le premesse di simile tradizione erano stretta-
mente teologiche, collegate prima di tutto con la
teologia della creazione e con quella della divi-
na Provvidenza: solo a Dio creatore spetta la si-
gnoria su tutto il creato e in particolare sulla ter-
ra. Se nella sua Provvidenza Dio aveva donato
la terra agli uomini, ci stava a significare che
l'aveva donata a tutti, come un bene comune
dell'intera umanit. Chi possedeva questi beni,
ne era soltanto un amministratore, tenuto ad
operare in nome di Dio, essendo volont di Dio
che i beni creati servissero a tutti in modo giu-
sto. L'anno giubilare doveva servire proprio al ri-
pristino anche di questa giustizia sociale.
in queste prospettive dunque che siamo chia-
mati a camminare verso il terzo millennio.
DA ITALIA CARITAS N.6/96
RONAGO '96 N. 4 1
UNA COMUNIT CHE
ANNUNCIA
ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA ANNUNCIA
IL CAMMINO
CATECHISTICO 96-97
BAMBINI E RAGAZZI:
- dalla seconda alla quinta elementare:
ogni giovedi dalle ore 14.45 alle ore
15.45 a iniziare dal 10 ottobre.
- per le classi di prima e seconda media:
ogni lunedi dalle ore 16.30 alle ore 17.30
a iniziare da lunedi 7 ottobre
- per la terza media:
ogni lunedi dalle ore 18.00 alle ore 19.00
a iniziare da lunedi 7 ottobre.
ADOLESCENTI E GIOVANI:
- per le classi di prima e seconda superiore:
ogni lunedi dalle ore 20.45 alle ore 21.45
a iniziare da lunedi 7 ottobre
- per le classi di 3-4-5 superiore, Iino ai 21 anni :
ogni lunedi a iniziare da lunedi 7 ottobre.
ADULTI:
- dai 22 anni in poi:
ogni GIOVEDI' a partire dal 7 novembre
alle ore 20.45.
- per gli anziani (dai 65 anni in poi):
durante i venerdi di Avvento e Quaresima
alle ore 16, con inizio venerdi
29 novembre
Si terranno inoltre altre momenti di incon-
tro-catechesi:
- gli incontri mensili del gruppo Iamiglia;
- gli incontri per i genitori dei bambini e
dei ragazzi che si preparano alla prima
Comunione e alla Cresima
La catechesi degli adulti.
E stata richiamata dal Jescovo, nella sua
visita pastorale, come uno dei punti fonda-
mentali su cui impegnarci. "Siamo nellanno
in cui approfondiamo la dimensione morale
della vita cristiana, per una rinnovata testi-
monian:a del Jangelo. Lo facciamo con
unatten:ione particolare allEucaristia. Si
puo, infatti, ripensare tutta la vita morale
del cristiano partendo dallEucaristia. Non
solo vivere lEucaristia, ma anche vivere a
partire dallEucaristia per giungere nuova-
mente allEucaristia. La catechesi degli
adulti e un punto fondamentale. Occorre ri-
cuperarne il valore. Essa e convoca:ione di
un gruppo di adulti disposti a riflettere sulla
vita a partire dalla Rivela:ione. Un gruppo
di adulti che si trova, pensa, agisce, matura
e un fatto culturale di tutto rilievo, perche
ha punti di contatto con il mondo del lavo-
ro, con la vita familiare, con i processi edu-
cativi, con la vita sociale... " (dal Piano Pa-
storale Diocesano)
RONAGO '96 N. 4 7
COMUNICA2IONI ECONOMICO-AMMINISTRATIVE
La Festa della Madonna della Consolazione e stata, come ogni anno, occasione per
maniIestare anche attenzione e sostegno generoso alla propria Parrocchia attraverso i cane-
stri, la pesca e le libere oIIerte. Ringraziando tutta la comunita comunico in sintesi le princi-
pali entrate:
- canestri . 13.400.000
- pesca di beneIicenza 5.800.000
- oIIerte varie .2.000.000
Dopo aver concluso tutti i lavori di sistemazione e adeguamento alle norme della
Scuola Materna che ha portato per la Parrocchia, che e proprietaria dello stabile, un onere
superiore ai 25 milioni, dopo aver riIatto l'impianto elettrico del palcoscenico adeguandolo
alle norme di sicurezza per una spesa di 8 milioni, sono previsti ora i seguenti interventi:
- riIacimento dei ripiani interni del campanile e sostituzioni delle scale in legno attualmente
pericolose e quasi inutilizzabili per un preventivo di spesa di . 8.156.000.
- sistemazione della "tomba dei Parroci": in accordo con l'Amministrazione Comunale e per
sua concessione viene data alla parrocchia la possibilita di portare le salme dei Parroci e le
lapidi che li ricordano all'interno della cappella del Cimitero. Si sta provvedendo dunque
alla realizzazione di un'unica lapide che ricordi tutti coloro che sono stati parroci e i sacer-
doti deIunti nativi di Ronago. La spesa prevista e di circa 8 milioni.
- Eventuale riIacimento palco del salone dell'Oratorio con un preventivo di . 6.862.000 per
la parte in muratura; da aggiungere la sistemazione delle scene e del sipario.
Altri interventi sono al vaglio della Commissione Amministrativa e verranno quanto
prima presentati all'attenzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
ConIidando in una continua e generosa collaborazione, giunga a tutti un sincero gra-
zie!
DON SERGIO
RONAGO '96 N. 4
UNA COMUNIT CHE
CEIER
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A
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La "Piccola Missione del Giorno del Signore":
per accogliere e valorizzare la Domenica,
La domenica e il giorno tipico dell'Eucaristia, che si dilata nella Parola, nella comunione,
nella carita, nella Iesta. Seguiremo una traccia concreta per risvegliare il senso del giorno
del Signore, traccia che si sviluppa in tre tempi durante l'anno liturgico:
- Domeniche della CONVOCAZIONE (ottobre-novembre)
a iniziare con Domenica 13 ottobre, data di apertura del cammino annuale
parrocchiale.
- Domeniche del TEMPO PASQUALE (aprile-maggio)
- Domeniche del "PANE DI VITA" (luglio-agosto)
Ognuna di queste domeniche oIIrira l'occasione per vivere e approIondire un particolare
aspetto del giorno del Signore sia attraverso l'animazione liturgica, sia con la proposta di al-
tri momenti comunitari da condividere.
Durante l'anno diventa importante aiutarci a qualiIicare meglio le nostre celebrazioni, in par-
ticolare le Messe Iestive. Questo sara possibile innanzitutto attraverso una partecipazione
piu attiva e gioiosa alle celebrazioni e valorizzando al meglio i diversi compiti (canto, lettu-
re, preghiere, musica, accoglienza.....).
L'adorazione eucaristica mensile
Ogni primo giovedi del mese: momento di silenzio e adorazione dell'Eucaristia e di preghie-
ra per le vocazioni. L'orario dell'esposizione eucaristica e alle ore 15.30; alle 17.00 si tiene
un momento di preghiera comunitario; alle 20.00, prima della Messa, la riposizione
dell'Eucaristia. E un orario assai ampio proprio per dare a ciascuno la possibilita di trovare
almeno un attimo di tempo da dedicare alla preghiera e all'adorazione.
Inoltre...
* Per valorizzare al meglio la S. Messa, quale momento centrale della giornata e della vita
della comunita, si eviteranno il piu possibile le binazioni. Quindi, in caso di celebrazioni
quali Iunerali o matrimoni, la Messa Ieriale d'orario viene sospesa e l'intenzione riportata al
giorno seguente.
* Si terranno, prima della Pasqua, TRE SERE sull'Eucaristia: momenti Iorti per riIlettere e
pregare insieme.
* Le Giornate eucaristiche le celebreremo dal 29 al 31 maggio, concludendole con la Festa
del Corpus Domini, domenica 1 giugno.
RONAGO '96 N. 4 7
Eucaristia e liturgia
"La legge fondamentale della celebra:ione eucaristica rimane la verita e
lautenticita. nulla di cio che appare esteriormente puo essere difforme da cio
che si vive nellintimo del cuore. Al canto deve corrispondere la festa dello
spirito, al segno di pace la volonta di perdono e di fraternita, al battersi il
petto deve corrispondere il pentimento ulteriore, allinchino e alla genufles-
sione ladora:ione intima del Signore e cosi via. I segni poi siano intonati a
sincerita e sobrieta, sen:a cadere mai in ostenta:ione o sciatteria e banalita"
(Dal Piano Pastorale Diocesano)
CREDO NEIIA PREGHIERA...
Credo che la preghiera non e tutto, ma che tutto deve cominciare dalla preghiera:
perche l'intelligenza umana e troppo corta e la volonta dell'uomo e troppo debole;
perche l'uomo che agisce senza Dio non da mai il meglio di se stesso.
Credo che Gesu Cristo, donandoci il "Padre nostro",
ci ha voluto insegnare che la preghiera e amore.
Credo che la preghiera non ha bisogno di parole,
perche l'amore non ha bisogno di parole.
Credo che si puo pregare tacendo, soIIrendo, lavorando,
ma il silenzio e preghiera solo se si ama,
la soIIerenza e preghiera solo se si ama,
il lavoro e preghiera solo se si ama.
Credo che non sapremo mai con esattezza se la nostra e preghiera o non lo e.
Ma esiste un test inIallibile della preghiera: se cresciamo nell'amore,
se cresciamo nel distacco dal male, se cresciamo nella Iedelta alla volonta di Dio.
Credo che impara a pregare solo chi impara a tacere davanti a Dio.
Credo che impara a pregare solo chi impara a resistere al silenzio di Dio.
Credo che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore il dono della preghiera,
perche chi impara a pregare impara a vivere.
UN MONACO NEL MONDO.
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UNA COMUNIT CHE
AM
AM AM AM AM AM AM AM AM AM
A
AA AAAAAA A
E
EE EEEEEE E
SERVE
SERVE SERVE SERVE SERVE SERVE SERVE SERVE SERVE SERVE
Eucaristia e carit.
"Facendo memoria di Cristo che dona la vita, lEucaristia proclama la logica del dono
totale di se e invita la Chiesa a fare una verifica della vita proprio sul tema della cari-
ta. LEucaristia si concentra attorno a realta concrete. pane, corpo, carne, sangue, cro-
ce. Anche la carita, di cui essa e il sacramento, deve essere declinata verso obiettivi di
concrete::a. Nel rispetto della verita. In strutture di comunione. Bisogna avere il co-
raggio di individuare obiettivi concreti. LEucaristia infatti, non e solo ispiratrice di
conversione per i singoli, ma sorgente di rapporti nuovi tra le persone, e progetto di un
mondo nuovo" (Dal Piano Pastorale Diocesano)
L'Eucaristia e la sorgente della carita; l'eucaristia e Iorma della vita cristiana; la vita
cristiana si esprime dunque nella carita. Essa e il Irutto che la partecipazione all'Eucaristia
deve generare in ciascuno e nell'intera comunita.
In questo anno eucaristico, attraverso la Caritas parrocchiale, la nostra comunita e in-
vitata a prepararsi al Convegno della Carita (settembre 97). Questo comporta innanzitutto
prendere coscienza che siamo tutti chiamati, prima ancora di "Iare la carita" a "vivere ed es-
sere nella carita". Sara proprio la partecipazione all'Eucaristia, il cammino di catechesi che
ci aiuteranno ad esprimere nella vita cio che ascoltiamo e celebriamo, traducendo questo
"stile di carita" anche in "opere e gesti concreti di carita".
Durante l'anno si prestera particolare attenzione:
- alle Missioni, attraverso l'ottobre missionario, il sostegno alle Missioni Diocesane e
l'aiuto alla Scuola Ostetriche di Kalongo;
- agli anziani, malati e sofferenti: cercando di non Iar mancare loro attenzione, soste-
gno, preghiera e creando occasioni per risvegliare l'attenzione di tutta la comunit a. In
questa prospettiva e prevista in Iebbraio (domenica 16) la celebrazione della Giornata
del malato. Inoltre, gli anziani che lo desiderano possono ritrovarsi ogni settimana in
Oratorio al martedi dalle ore 14.30 alle ore 16.00, per svolgere anche piccoli lavori di
volontariato.
- Stimolare alla dimensione del servizio attraverso le attivit di volontariato, soprat-
tutto a livello giovanile. A questo proposito e previsto un incontro per tutti gli interes-
sati MERCOLEDI' 9 ottobre alle ore 20.45 in Oratorio. Insieme deIiniremo le attivi-
ta di volontariato riguardanti la Casa Alloggio, il mercatino equo-solidale, l'attenzione
verso gli anziani.
RONAGO '96 N. 4 v
- Non deve poi venir meno l'attenzione ad bisogni e alle povert presenti nella nostra
comunita, attraverso: il contatto personale e l'ascolto; l'aiuto materiale (e sempre in
Iunzione il Fondo di solidarieta della Caritas); l'accoglienza delle emergenze tramite il
locale di prima accoglienza.
Una testimonianza per riflettere...
Che bello ritornare nei 'sotterranei' della vita e della storia! Che bello ritornare
alle piccole comunita cristiane, alle eucaristie celebrate nel cuore della notte con i
malati di aids, alla lettura del Vangelo Iatta dai raccoglitori di riIiuti - la piccola co-
munita cristiana della discarica. Che potenza nella lettura della Parola Iatta dai pove-
ri, dai malati di aids, dalle ragazze di strada...
Che potenza quando tutto questo diventa celebrazione solenne, Iestante nel
giorno del Signore. Che Iesta la liturgia domenicale nella parrocchia di Saint John! La
gente, umile e povera, esce con il sorriso sul volto.... cosi diIIerente dalla gente che
vedevo uscire dalle nostre chiese in Italia, la domenica mattina, con il viso triste! "Ma
da dove venite?", mi capitava di chiedere loro. "Da messa!" mi rispondevano.
E Iorse questa la IotograIia piu vera della nostra chiesa italiana: una chiesa ric-
ca, con templi sontuosi, con chiese bellissime, ma triste e Iredda! La Ireddezza della
gente, durante le nostre liturgie (che non sono piu celebrazioni) dove non si riesce
quasi neanche piu a darsi la mano! Cerimonie che non scaldano il cuore! Liturgie sen-
za un popolo.
Sentita e vista ora da Korogocho, dopo che per sei mesi ho camminato con voi
sulle strade d'Italia, la chiesa italiana, nel suo insieme, mi sembra ricca e Iredda, di-
stante... Ritornando dopo anni di assenza, ho trovato una chiesa ancora piu inserita
nel sistema, direi ancora piu Iunzionale al sistema. E incredibile vedere come il popo-
lo cristiano stia assumendo, bevendo quei "valori" tipici della societa consumistica. E
la paganizzazione dei nostri cristiani, e la materializzazione delle nostre coscienze.
Gli dei dell'impero del denaro (soldi, successo, potere, sesso...) sono diventati il dio
dei cristiani. E questo il grande tradimento che avviene all'interno della nostra chiesa
italiana. Ed e proprio questo che alla Iine ci rende sempre meno persone, sempre piu
cose.
Cristiani - laici e preti- che sembrano prigionieri della paura. Ma paura di chi,
di cosa? La nostra e una chiesa che manca di coraggio, di proIezia, di Iuturo.
Chiesa italiana coraggio! La chiesa dei poveri ti saluta e prega per te.
Alex Zanotelli, missionario comboniano in Kenya,
(da Aigrizia n.7/8 199)
RONAGO '96 N. 4 10
ANNUNCIA CRISTO
PER FAR VIVERE IL MONDO"
Le PontiIicie Opere Missionarie ci invitano a un itinerario di preghiera, sacriIicio, vocazio-
ne, carita e ringraziamento. Ogni settimana del mese di ottobre percorreremo insieme alla
comunita parrocchiale un tratto di questo cammino aiutati da riIlessioni scritte sul Ioglietto
della domenica. Vogliamo aiutarci a maturare nella Iede per poterla annunciare con la vita
come ci spiega il Papa nel suo messaggio per la 70 Giornata Missionaria Mondiale che ce-
lebreremo domenica 20 ottobre.
Messaggio di Giovanni Paolo 11
per la 70 Giornata Missionaria mondiale
"Mi sarete testimoni...
fino agli estremi confini della terra ".
Carissimi Iratelli e sorelle!
"avrete Iorza dallo Spirito Santo che scendera su di voi
e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la
Samaria e Iino agli estremi conIini della terra" (At. 1,8).
Alle soglie del terzio millennio Il Signore Gesu ripete
con particolare vigore a tutta la Chiesa le stesse parole che
disse un giorno agli Apostoli, prima dell'Ascensione: parole
nelle quali e racchiusa l'essenza della vocazione cristiana.
Chi e, inIatti, il cristiano? Un uomo "conquistato" da Cristo
(Fil.3,12) e percio desideroso di Iarlo conoscere ed amare
dappertutto, "Iino agli estremi conIini della terra".
La Iede ci spinge ad essere missionari, suoi testimoni. Se que-
sto non accade, signiIica che si tratta ancora di una Iede in-
completa, parziale, non matura....
Incorporato nella Chiesa con il Battesimo, ogni cristia-
no e chiamato ad essere missionario e testimone. Questo e il
mandato esplicito del Signore. E lo Spirito Santo invia ogni
battezzato a proclamare e testimoniare Cristo a tutte le genti:
dovere, quindi e privilegio, poiche e un invito a cooperare con
Dio per la salvezza di ciascuno e dell'intera umanita.
RONAGO '96 N. 4 11
Ci e stata inIatti "concessa questa grazia di annunziare ai gentili le imperscrutabili ricchezze
di Cristo" (EI.3,8). E come lo Spirito trasIormo il nucleo dei primi discepoli in apostoli co-
raggiosi del Signore e annunciatori illuminati della sua Parola, cosi Egli continua a prepara-
re i testimoni del Vangelo nel nostro tempo.
La Giornata Missionaria Mondiale ricorda a tutti questo dovere e questa "grazia", di
comunicare agli uomini non "una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vive-
re" (Red.Missio, 11), ma la gioiosa esperienza di una "Presenza viva", che deve trasparire in
ogni battezzato suscitando negli altri - come rilevava il mio venerato predecessore Paolo VI
- "domande irresistibili: perche sono cosi? perche vivono in tal modo?" (Ev.N.21). La mis-
sione e, percio, insieme "testimonianza ed irradiazione" (Red. Missio, 26). Se, inIatti, sare-
mo veramente docili all'azione dello Spirito, riusciremo a riprodurre e ad irradiare all'ester-
no il Mistero d'amore che i noi abita. Di esso siamo i testimoni. Testimoni di Iede luminosa
ed integra, di carita operosa, paziente e benigna, di servizio per le tante poverta dell'uomo
contemporaneo. Testimoni della speranza che non delude e della proIonda comunione che
riIlette la vita di Dio-Trinita, dell'obbedienza e della croce: in breve, testimoni di santita,
"uomini delle beatitudini", chiamati a divenire perIetti come e perIetto il Padre celeste.
Tale e l'identita del cristiano-testimone, "copia", "segno" e "irradiazione vivente" di Gesu.
Da un popolo di Dio cosi impegnato non mancheranno di nascere numerose vocazioni mis-
sionarie: giovani capaci di perdere la propria vita per Cristo nell'aIIascinante avventura della
missione alle genti.
La Giornata Missionaria Mondiale ha un signiIicato se stimola nelle parrocchie e nel-
le Iamiglie cristiane la preghiera per le vocazioni missionarie e suscita un ambiente adatto
per la loro maturazione.
GIOVANNI PAOLO II
RONAGO '96 N. 4 12
NOTI2IE G. A.M.
Il mese di luglio ha portato due doni grandissimi per la nostra comunita: la visita di
suor Caterina Marchetti, maestra delle ostetriche a Kalongo, e quella di P. Phlip Zema dal
Ghana.
La prima e stata una visita lampo della durata di poche ore; ma per le persone che
hanno incontrato la suora missionaria e stato molto bello: la sua energia e la sua gioia sono
contagiose, perche nell'ascoltarla, te le senti nel cuore. La storia dell'albero di bambu, che
suor Caterina ha voluto raccontarci, ha un proIondo signiIicato che si applica a tutte le eta
della vita. Grazie suor Caterina e auguri per la tua "vacanza" italiana ricca di testimonianza
missionaria. Speriamo di averti ancora per qualche giorno tra noi.
P. Philip Zema e volato dall'AIrica Iino a noi, dove si e Iermato per tre giorni, prima
di ripartire per l'Uganda, presso la missione di Gulu dove i suoi superiori lo hanno destinato.
E stato bello ritrovare un amico e un missionario che ci vuole bene e ci considera la "sua
Parrocchia". Tutti lo abbiamo ascoltato nella spiegazione della parabola del seminatore:
"Meditiamo la parola di Dio, conserviamola nel cuore, allora dara Irutti. Dobbiamo trovare
il tempo per la parola di Dio, noi che ci lasciamo prendere da tante altre cose...." Questo e il
messaggio che ho colto ascoltando le sue parole e che non voglio dimenticare. Resteranno
sempre nel cuore di ciascuno che l'ha incontrato anche il suo sorriso, la sua gioia, la sua
semplicita. Accompagniamo P. Philip ogni giorno con la preghiera, e con lui preghiamo per
la pace in Uganda cosi che egli possa seminare con serenita la parola di Dio nel suo nuovo
campo di lavoro.
ROSANNA A.
Fovo1o de11o1bero d1 bomb
Raccontata da Suor Caterina
Era cresciuto in una fresca radura accanto ad una sorgente un albero di bambu. Ogni anno
si arricchiva sempre piu di rami e foglie. era bello e grande. Jisse per molti anni felice di
esistere per la gioia del suo signore e padrone e di tutti i suoi amici a cui donava la sua om-
bra.
Dopo molto tempo in quella regione ci fu una grande siccita e come conseguen:a la care-
stia. Solo lalbero di bambu resisteva, perche i suoi rami erano vecchi e duri e il suo tronco
aveva profonde radici.
Il padrone si reco da lui e gli disse. "Ho bisogno delle tue foglie perche gli animali possano
nutrirsi e vivere". Lalbero dono volentieri le sue foglie. Dopo qualche tempo il signore ri -
torno. "Mi servono anche i tuoi rami". Rispose lalbero. "Diventero brutto e sgra:iato, ma
se proprio ne hai bisogno, te li dono". Poi per la ter:a volta il padrone torno e cosi disse.
"Ho bisogno del tuo tronco". Questa volta il bambu esclamo sconsolato. "Ma cosi mi chiedi
tutto, anche la vita'". "E necessario", fu la risposta, II signore prese il tronco, lo taglio a
pe::i, li privo del midollo e li mise per terra, uno infila allaltro fino alla sorgente. Lacqua
passando nei tronchi scavati ridono la vita alla regione e ai suoi abitanti. Il vecchio ceppo
di bambu vide tutto cio e ne fu felice. "Chi ha orecchie per intendere, intenda'".
RONAGO '96 N. 4 13
La gIornata annuaIe deI G. A.M.
QENERATOR D VTAl
La giornata del G AM, preparata con cura ed amore dalle ragazze e dai ragazzi dell'Oratorio,
e stata proprio bella. Anche il sole ha Iatto la sua parte sempre presente a riscaldare tutte le
persone che hanno voluto rendere viva questa Giornata e ad illuminare i cartelloni cosi si-
gniIicativi e il grande puzzle cosi simpatico, intitolato "Generatori di vita".
La S. Messa, le oIIerte, la camminata con il gioco della 'Irase', la merenda insieme, i premi:
cose grandi e cose semplici per testimoniare e rinnovare l'amicizia con i nostri missionari e
per ricordare l'impegno di quest'anno: l'aiuto alla Scuola Ostetriche di Kalongo, un impegno
che continua. (Per questa iniziativa abbiamo consegnato come G.A.M. 5 milioni che servo-
no per aiutare 25 ostetriche per un anno). A gennaio verra in Italia e passera da Ronago, cosi
speriamo, Padre Tocalli. A lui consegneremo i soldi raccolti. Intanto un grosso grazie a tutte
le persone che hanno reso possibile la giornata del G.A.M.. Ricordiamo poi a tutti i Gamiti
l'impegno di vivere bene l'Ottobre missionario e l'appuntamento del Rosario Missionario
ogni mercoledi di questo mese alle ore 15.00
R.EA.
Ciornata annuale CA.M.: RESOCOA1O
Giornata GAM e oIIerte mensili . 3.540.000
Dalla camminata . 460.000
Da Fooc e Fiam per il G.A.M . 1.000.000
OIIerte delle S. Messe del 15/9 . 600.000
Attualmente la quota raccolta
per la Scuola Ostetriche di Kalongo
e la seguente.
- . 5.000.000 da giornata G.A.M.
- 600.000 da oIIerte Messe del 15/9
- . 1.030.000 da oIIerte private
per un totale di . 6.630.000.
Si ricorda a tutti che l'iniziativa
"Generatori di Jita" continua, per arriva-
re alla quota di 20 milioni!.
Le offerte possono essere anche
versate direttamente sul Fondo di solida-
rieta della Caritas (c/c n. 1325/61 alla
Banca Briantea) speciIicando la destina-
zione 'per Kalongo'.
Grazie!
Dopo aver ricordato, sul foglietto distribuito
per la giornata del G.A.M,, i nostri missio-
nari, riserviamo ora un ricordo ad Ambro-
gio riportando le ultime notizie arrivate.
Ambrogio SpreaIico si trova da 4 anni in Ca-
meroun nella cittadella di Fontem. La sua
mamma GenoveIIa ci dice che l'ultima sua
lettera e del 3 agosto. Ambrogio comunica
che sta bene, saluta tutti. Ha unito una Ioto
dove con un cartello sta Iacendo pubblicita
al gruppo di persone che gli avevano aIIida-
to: "Dovevano capire come la luce che viene
da Dio, che e Dio, entra nella nostra cultura
tramite il messaggio di Gesu e scoprire come
questa luce illumina dal di dentro la nostra
cultura. E questo non con uno studio didatti-
co, ma come un'esperienza di vita. Ed abbia-
mo scoperto, ad esempio, tanti nomi che si
danno ai bambini che hanno uno strettissimo
legame al concetto di Dio, ai doni di Dio,
alla bonta e provvidenza di Dio".
RONAGO '96 N. 4 11
DIarIo dI un peIIegrInaggIo
14 agosto 199
Fra parenti ed amici che ci salutano, partiamo dalla piazza di Ronago portando nel cuore tut-
te le richieste di preghiera e di ricordi che tante persone ci hanno aIIidato. Incomincia l'avventura
verso la Terra Santa!
15 agosto 199 - Festa dellAssunta.
Visita a Nazareth, paese che per primo ci ha ospitati. Camminando per le strade cio che piu
colpisce sono le luminarie: le stelle comete, le campane, che, unite ai botti per la Iesta di oggi, ci ri -
chiamano il clima natalizio. Arriviamo alla "Iontana della vergine Maria" dove i vangeli apocriIi
pongono l'episodio del pre-annuncio dell'angelo Gabriele. Poco distante da li si trova invece la Basi-
lica dell'Annunciazione che sorge sulla grotta che Iu la casa della Madonna. Qui, dove non c'e quasi
il tempo per una preghiera e per scattare una Ioto, cerchiamo di immaginare l'angelo Gabriele che
porta l'annuncio della nascita del Iiglio di Dio. Un primo pensiero va subito al magniIico "Si" di
Maria che ha permesso all'umanita di essere salvata; ed un secondo pensiero, invece, va alla nostra
vita, Iatta troppo spesso di tanti "no" e di troppi calcoli, che ci impediscono di aIIidarci totalmente
nelle mani di Dio, come ha Iatto lei.
Nel pomeriggio il nostro viaggio prosegue verso Cana. Momento bello e signiIicativo e
quello in cui Pierina e Lino, Elisabetta e Giancarlo, Daniela e Adelio, nella chiesa che ci ricorda il
primo miracolo di Gesu in una Iesta di nozze, rinnovano le loro promesse matrimoniali. Ancora una
volta si sono aIIidati l'uno nelle mani dell'altra ed insieme hanno aIIidato la loro vita nelle mani, an-
cora piu colme d'amore, del Signore.
Sulla via del ritorno ci Iermiamo ad un "Kibbuz": e una comunita di Iamiglie ebree che vi-
vono condividendo tutto tra loro. Il sentimento predominante e quello della meraviglia davanti alla
capacita di queste persone di superare invidie, antipatie, egoismi che ti portano a dire "questo e
mio".
RONAGO '96 N. 4 17
DIARIO DI UN PELLEGRINAGGIO
1 agosto 199 - Ini:io della Novena della Madonna della Consola:ione.
La nostra giornata inizia al lago di Galilea e precisamente a CaIarnao. Qui sorge la chiesa, a Iorma
di barca, eretta sulla casa di Pietro, nella quale Gesu si e Iermato molte volte. Li vicino, gli archeologi,
hanno ricostruito il villaggio e la sinagoga cosi com'era ai tempi di Gesu; possono sembrare solo sassi am-
mucchiati, senza signiIicato, ma a noi suggeriscono un pensiero: anche noi siamo come pietre, diverse ma
chiamate a unirsi per costruire la chiesa di Gesu. Questo pensiero si raIIorza quando, alla "Chiesa del pri -
mato", Padre Angelo, la nostra guida, ci ripete la domanda che Gesu, per tre volte, ha rivolto a Pietro: "Mi
ami tu piu di costoro?", "Signore, tu lo sai che ti amo". Solamente se anche noi sapremo rispondere in
questo modo saremo pietre vive, le pietre della chiesa di Cristo.
La nostra giornata prosegue verso il monte dove Gesu ha proclamato le Beatitudini. Qui, con uno
sIorzo di Iantasia, cerchiamo di immaginare la Iolla che Lo circondava in quel momento. Ogni lato della
chiesa ottagonale ci ricorda una beatitudine; padre Angelo ci invita a meditare sulla positivita delle parole
di Gesu, che non sono un semplice elenco di cose da "non Iare", come i dieci comandamenti, bensi delle
vie concrete per realizzare il bene e tendere, con la nostra vita, alla pienezza della Ielicita.
La giornata si conclude, dopo aver attraversato in battello il lago di Tiberiade, sulle rive del Gior-
dano dove riviviamo il sacramento del Battesimo, e tra campi di cotone e palme da datteri, arriviamo Iino
alle sue sorgenti, a Cesarea di Filippi. E qui il luogo dove Gesu spiego la sua missione ai discepoli, conIe-
ri il primato a Pietro, che lo riconobbe come Figlio di Dio, per poi ritornare a Nazareth, verso il monte Ta-
bor, dove si trasIiguro ai loro occhi, rivelando cosi il suo destino di gloria che si compie solo attraverso la
via della croce.
17 agosto 199 - Trasferimento a Gerusalemme.
Lasciando la Galilea andiamo incontro al deserto di Giuda. Quello che ci appare non e proprio
come cio che ci si aspettava: invece della sabbia, roccia; non solo sassi, ma anche sprazzi di verde. Attra -
versandolo troviamo la verde oasi di Gerico, il monastero greco-ortodosso incastonato nella roccia, e gli
accampamenti dei beduini che vivono dell'essenziale alla scuola del deserto.
Deserto: dove il silenzio impera, deserto che mette pace, lontano dal rumore, dalla gente. Deserto
che Iiorisce laddove passa un po' di acqua; deserto che sembra inghiottire tutto. Il pensiero va alla nostra
vita: come gli assomiglia! Questa nostra esistenza che alle volte ti Ia gridare: "Signore dove sei?" perche
senti solo il silenzio, il vuoto. Ma se guardi bene c'e sempre un segno di vita, come il verde che ogni tanto
spunta dal colore della sabbia. La vita alle volte e come la sabbia, ti sIugge tra le dita; altre volte la aIIidi
al vento, quando ti sembra di non avere piu motivi per andare avanti. Quante lezioni ci ha dato il deserto!
Basterebbe solo Iare un po' di "deserto" nel nostro cuore per ritrovare la serenita che alle volte ci sIugge.
Dal deserto saliamo alla Citta santa, Gerusalemme, che appare, splendida, ai nostri occhi dall'alto
del monte degli Ulivi. Proprio qui si trova la grotta dove Gesu, raccogliendo attorno a se i suoi discepoli,
ha insegnato loro a pregare con le parole del 'Padre nostro", che noi abbiamo cantato tenendoci per mano,
realizzando cio che Lui disse: "Dove due o piu sono uniti nel mio nome la io sono in mezzo a loro".
18 agosto 199 - S. Elena... auguri'
Oggi ci mettiamo sui passi di Gesu, seguendolo negli ultimi momenti della sua vita.
Da Betania dove vive momenti di amicizia con Marta, Maria e Lazzaro, a BetIage, dove con i suoi disce -
poli, si prepara per l'ingresso nella citta santa. Qui sono molteplici i luoghi che ci ricordano gli ultimi gior-
ni di Gesu. Il Cenacolo, dove abbiamo ricordato l'Ultima Cena e il dono dello Spirito Santo agli apostoli.
Bella e stata la Messa celebrata li vicino, dove abbiamo cantato "Resta qui con noi" chiedendo, piu che la
Sua presenza (che mai viene meno!), la capacita nostra di riconoscerlo accanto ogni giorno e di saper
camminare sempre con Lui. Eccoci poi ai Getsemani, dove ancora oggi e possibile sostare in meditazione
vicino alla pietra dove Gesu, nella notte della sua agonia, si raccolse in preghiera ricercando la volonta di
Dio. Li accanto all'orto degli ulivi si trova la grotta in cui Gesu, tradito da Giuda, viene arrestato.
RONAGO '96 N. 4 1
DIARIO DI UN PELLEGRINAGGIO
All'interno delle mura della citta vecchia, nel quartiere arabo, ha inizio la via dolorosa, proprio
nelle chiese che ricordano la condanna e la Ilagellazione di Gesu. Il percorso di questa singolare Via
Crucis e contornato da bancarelle di ogni genere e le stazioni sono indicate da cartelli che si perdono tra
le insegne dei negozi. Impossibile riuscire a meditare la passione del Signore tra i bambini che ci Ianno
il verso, tra le persone che si parlano da un lato all'altro della stradina e i mercanti che tentano di vender-
ti qualcosa. Finalmente arriviamo alla grande chiesa che sorge sulla sommita del Calvario e che racchiu-
de i luoghi della crociIissione, della sepoltura di Gesu e della sua risurrezione. SigniIicativa e stata la ce-
lebrazione della Messa di Risurrezione: li in quel luogo di "morte", l'esplosione della vita!
19 agosto 199 - Giornata... archeologica
Costeggiando il Mar Morto, con le sue bianche stalagmiti di sale, arriviamo Iino a Masada, pro-
montorio sul quale Erode Iece costruire una Iortezza, riportata oggi alla luce dal paziente lavoro di ar-
cheologi e volontari. Sulla via del ritorno sostiamo a visitare gli scavi di Qumran, dove, a meta di questo
secolo, sono stati ritrovati i rotoli sui quali, i monaci Esseni che li vivevano, trascrissero la Bibbia e altri
testi della letteratura ebraica.
2 agosto 199 - Compleanno Elena....
Gerusalemme e la citta dove sono nate le tre religioni monoteiste: l'ebraismo, il cristianesimo e
l'islamismo. Questa giornata comincia nel luogo sacro degli Ebrei: il muro del pianto, unica parte rima-
sta dell'antico Tempio di Gerusalemme. Qui gli Ebrei pregano ininterrottamente giorno e notte, li guar-
diamo un po' stupiti per il loro modo particolare di lodare Dio, oltre che con le parole anche con la par-
tecipazione del corpo che si muove e si agita quasi per esprimere esteriormente il senso vero della pre-
ghiera.
Dal muro del pianto risaliamo alla spianata dell'antico tempio oggi occupata dalle due moschee,
luogo sacro dei musulmani. Nella prima di queste la nostra attenzione e catturata da una serie di meda-
glioni all'interno dei quali sono scritti i 99 nomi attribuiti dai musulmani ad Allah. La seconda moschea,
detta di Omar o 'della cupola d'oro', conserva al suo interno la pietra di Abramo sulla quale avvenne il
sacriIicio del Iiglio Isacco. Attorno a questa pietra gli Ebrei costruirono il loro Tempio; dopo la sua di -
struzione divenne luogo di culto per i musulmani che se ne impossessarono.
Da Gerusalemme ci spostiamo a Betlemme dove visitiamo il campo dei pastori e la chiesa della
Nativita: qui, in una grotta, una stella indica il luogo della nascita di Gesu. Li abbiamo celebrato la Mes-
sa, che si e conclusa con il bacio di Gesu Bambino, quasi ad esprimere, al termine del nostro pellegri-
naggio, una rinnovata adesione a Gesu che qui abbiamo meglio conosciuto.
RONAGO '96 N. 4 17
DIARIO DI UN PELLEGRINAGGIO
II nostro grazie poi lo esprimiamo, come
Maria, con il canto del MagniIicat proprio nella
chiesa che ricorda l'incontro della Madonna con
Elisabetta, situata ad Ain-Karin, paese natale di
Giovanni il Battista.
Come ultima tappa ritorniamo a Betlem-
me, questa volta per visitare "la riedizione del Na-
tale incarnato ed attualizzato": l'Ospedale pediatri-
co "Caritas Baby Hospital". Sorto su iniziativa di
un padre Irancescano svizzero, l'ospedale si propo-
ne di accogliere e ospitare tutti i bambini abbando-
nati o bisognosi, proprio qui a Betlemme dove Dio
si e Iatto bambino per noi. Suor Ignazia ci presenta
l'ospedale illustrandoci anche il lavoro svolto per
la promozione della donna araba inserita in una
cultura che sovente non considera i suoi diritti e
non rispetta la sua dignita. Partiamo da li portando
nel nostro cuore il desiderio di Iarci sostenitori di
questa realta, sicura speranza per un popolo che
ancora Iatica nel suo cammino.
La giornata si conclude davanti a una bella
(e soprattutto buona...) torta per Iesteggiare il com-
pleanno della nostra compagna di viaggio e per
ringraziare Padre Angelo nostra preziosa guida.
21 agosto 199 - Lavventura continua....
Alle ore 10.30 siamo di nuovo in Italia: il
ciclo grigio di Bergamo ci accoglie. Tuttavia la
gioia che ci portiamo dentro sara per tutti noi mo-
tivo di serenita, di luce nel cammino che qui ora
continua, perche anche questa nostra terra diventi
un po' piu santa!
VITTO-M ARI-ELENA
RONAGO '96 N. 4 18
Cronaca dI una Iesta
RONAGO, 25 AGOSTO 1996
Non so se la Madonna sopportera ancora una volta la mia cronaca sulla Sua Iesta. Questa
deve essere gia la terza o la quarta e sinceramente mi riesce un po' diIIicile trovare espres-
sioni nuove per descrivere Ronago che, nell'ultima domenica di agosto, si anima e si racco-
glie intorno alla "sua" Madre della Consolazione.
Il cammino e inalterato da anni: l'esposizione, la novena, la Messa solenne e la processione
con l'ormai tradizionale e graditissima presenza di Mons. Dante e Mons. Costantino, i cane-
stri, la pesca, le serate gastronomiche del Fooc e Fiam, i Iuochi artiIiciali, la banda di Uggia-
te e i coscritti di turno che tutti ci simboleggiano come "scorta d'onore" alla Madonna.
Gia nelle settimane precedenti la Iesta, Ronago e completamente coinvolto: chi lavora per
preparare tutto il necessario, chi e assiduo alla novena, chi anticipa di qualche giorno il rien-
tro dalle Ierie per essere presente, chi Ia onore alle gustose specialita del capannone, chi pre-
para con cura il proprio canestro, chi monta il palco per l'incanto. Chi organizza la pesca, chi
prepara le preghiere e i canti. Chi addobba il suo balcone, cancello o davanzale per il pas-
saggio della processione. E tutto un Iermento che Iorse, prima, non si "vede" molto ma che
eIIettivamente da sempre dei risultati belli e signiIicativi per la buona riuscita della nostra
Iesta.
Don Sergio ha gia ringraziato tutta la comu-
nita per l'aiuto prestato e le oIIerte donate
con tanta generosita, ma ha soprattutto
espresso la sua gioia nel vedere la partecipa-
zione di tante persone alla messa e alle cele-
brazioni in chiesa. Ed e senz'altro questo il
segno piu importante da mettere nei bilancio
di questa cronaca, il modo piu bello per ono-
rare la nostra Madonna. Vuol dire che ci sen-
tiamo ancora vicini a Lei, che cerchiamo an-
cora il suo aiuto e la sua protezione, che ab-
biamo una grazia da dirle o una preghiera da
Iarle. In questi tempi segnati dall'individuali-
smo, dalla superIicialita, dalla diIIidenza ma
anche da tanti grandi problemi morali e ma-
teriali, e bello vedere che Ronago e ancora
capace di guardare alla Madonna della Con-
solazione come alla mamma che rasserena e
rianima, che guida e sostiene le nostre scelte
e diIIicolta quotidiane.
E se la vita e Iatta di quotidiano, anche que-
sta nostra Iesta, anche il nostro pensiero a
Maria, dovrebbe esserlo.
ANNA B,
RONAGO '96 N. 4 1v
"Corso dI sopravvIvenza"
Buongiorno a tutti, vi parliamo dalla redazione del nostro telegiornale. Chi vi par-
la e la vostra giornalista Erminia Gruber. Abbiamo interrotto il programma "piu si e sani,
piu si e belli, piu si e di Ronago" perche ci e appena giunta dalla nostra agenzia una noti-
zia banalissima: ...e morto Mike Buongiorno e ...la Barale si e Iatta uomo... Scusate ab-
biamo sbagliato Ioglio.
La vera notizia e quella che una ventina di ragazzi, provenienti da un piccolo paesino
sperduto nelle Prealpi, hanno trascorso dieci giorni circondati da montagne e vallate, in
un villaggio di venti abitanti situato in Val Viola.
L'agenzia oltre a questo ci ha Iornito lo stile di vita adottato in quei giorni: non era
una vacanza ma un vero e proprio corso di sopravvivenza che prevedeva:
1- l'accensione di Iuochi;
2- levate massime alle ore 7.00;
3- ore medie di riposo al giorno 6;
4- ore medie di marcia: 8;
5- la costruzione di armi per procurarsi il cibo;
6- il superamento di paure personali quali:
don Sergio, Erminia, la bambina dal cappello
rosso...
Ci hanno inviato anche una testimonianza diretta scritta di loro pugno di cui ricor-
diamo alcuni passi:
GITA A CANCANO: (gruppo KGB) "Dopo tre ore di lungo cammino arrivammo
alla meta quasi in Iin di vita, ma trovammo la Iorza di giungere alle torri di Fraele. Ora
eravamo arrivati e ci accingemmo a cibarci, ma all'improvviso arrivo don Sergio che con
sorriso satirico ci disse: "Ragazzi e l'ora della Messa".
LAGO VIOLA: (gruppo R79) "Dopo la preghiera partenza per il lago Viola. Lun-
go il percorso quattro coraggiosi ragazzi si Iecero dare un passaggio da una macchina
provocando le ire del Don. 17:50 arrivammo Iinalmente a casa, tutti stremati, per la-
varsi. Dopo una buona e ottima cena si preannunciava una notte movimentata..."
CIMA PIAZZI (gruppo Lunatici) "SIortunatamente oggi era un giorno bello e si e
dovuti andare alla lunghissima e Iaticosissima Cima Piazzi. Dopo quattro ore di tragitto,
evitando le 'torte' e ammirando le marmotte, arrivammo solo al primo riIugio. Ma il Don
non contento ha voluto proseguire Iino al secondo. Al ritorno pero, nessuno scappo avan-
ti, perche eravamo tutti sIiniti.
Finito di mangiare ci aspettava purtroppo l'ultima sera, di questa magniIica vacanza, che
abbiamo trascorso intorno a un Ialo".
GIOVANNI, SAVERIO, PAOLA.
RONAGO '96 N. 4 20
UN' ESTATE TUTTA DA... RICORDARE!
AppuntI estIvI...
Estate 96: un TEMPO ricco, prezioso, avvin-
cente, denso, spesso... di tutto di piu..., tra la
luna e il sole (e tanta acqua), per 'segnare' a
vita chi ha avuto l'opportunita, la Iortuna,
l'occasione unica di partecipare anche a una
sola delle tante proposte sIornate dall'Orato-
rio....
Le vogliamo ricordare tutte.., insieme a qual-
che Ioto...
- Il GREST: "C'e un tempo per..." : ha dato il
'tono' e il signiIicato a tutta l'estate... Tempo
per... vivere!
- La vacanza ad ARNOGA per le medie (vedi
pagina precedente)
- Per le superiori e i giovani:
12 luglio: camminata e tramonto al
Generoso...
- 19 luglio: a Riva S. Vitale., costine, braciole
ecc...
- 26-28 luglio: in notturna al RiIugio Marinelli
in Valmalenco...!
- 27-29 agosto: al mare in Liguria,
nel mitico castello di Chiavari...
- E a concludere domenica 8 settembre ad Al-
biolo il Meeting di chiusura dei GREST!
RONAGO '96 N. 4 21
DAL MARE
CON..ORRORE!
Se mi dovessero riproporre un'esperienza
simile...NON la farei! Se dovessi consigliare un in-
certo sull'andarci o meno... gli direi: stai a casa!
Pu cos darsi da fare il don a cercare i colori pi
fosforescenti e strampalati, i caratteri dei computer
pi strani, ma: attenti, tutta una montatura! Cosa
ci si aspetta leggendo un invito per 4 giorni al
mare? Niente di spettacolare, ma almeno qualco-
sa che assomigli a una vacanza. Cos' stata inve-
ce? Non saprei nemmeno io definirla, perch a
met strada tra un film dell'orrore e una di quelle
commedie in dialetto che fanno sulla Svizzera ver-
so Natale. Un ambientino da brivido, in cui si po-
trebbe girare 'Dracula' senza dover modificare le
scene: drappi viola sui letti, facciate stile castello
degli Addams, armadi con falchi e meduse, un li-
bro sulla mensola intitolato ' manuale della stre-
ga', finestre barricate, quadri scomponibili che na-
scondono delle vetrate... ma soprattutto c'era LE,
la 'nonna Abelarda'. Una signora, custode dei ca-
stello, veramente misteriosa: il fare ansioso di chi
ha qualcosa da nascondere (forse la mappa di un
tesoro... o la stanza di un fantasma...) e soprattut-
to l'ombra che spuntava ovunque come per tenerti
d'occhio..., aiuto! Ma dall'aria tanto sospetta del
punto base, ci si allontanava per mete un po'
meno spaventose: la spiaggia di Chiavari, Portofi-
no, S. Fruttuoso, Camogli.. insomma tre o quattro
mete turistiche per poter trovare qualcosa di nor-
male da raccontare al ritorno (e per poter convin-
cere poi qualche altro sventurato a partecipare a
future gite organizzate dall'agenzia oratorio-hor-
ror-tour). E se qualcuno rimane deluso perch non
parlo delle escursioni, del mare, della pizza, delle
focacce, delle attivit e degli atteggiamenti che ci
hanno fatto distinguere anche in Liguria (.. gare di
salto in lungo, tanto per dare spettacolo... ricerche
di cosa non si pu dire da parte di chi non si pu
dire;...) beh, mi spiace deludere, ma davvero
l'ombra della nonna Abelarda la cosa che ricor-
do con pi precisione. Mi manca un po'... sono
una pazza? No: lasciando perdere le stupidaggini
di prima davvero una persona che fa del suo
meglio per farsi voler bene, che si trova bene in
mezzo ai giovani (cio alle persone pi giovani di
lei) e che cerca un po' di affetto... anche a costo di
stare sveglia fino alla una di notte per rimanere
con noi, con le vene degli occhi infuocati da sem-
brare un vampiro..., aiuto!!!
ANNA M.
PROPOSTE
ORATORIO '96 - '9?
Oratorio domenicale
in particolare per elementari e medie
OTTOBRE
* domenica 13 : apertura delle attivita;
ore 14.30 GRANDE GIOCO per tutti!
* domenica 20: Giornata Missionaria;
ore 15.00 proiezione Iilm;
ore 16.30 CASTAGNATA
(il ricavato a favore delle Missioni)
* domenica 27: riprendono le sIide di CAL-
CIO e BASKET con altri Oratori....
NOVEMBRE- DICEMBRE:
* domenica 3: pomeriggio di giochi
non organizzati
* domenica 10. partite di CALCIO e BA-
SKET
* da domenica 17
Iino alla domenica 15 dicembre:
Giochi e inizio della attivita di preparazione
al Natale (canto, lavoretti, presepe, recita....)
In settimana, per superiori e giovani:
OTTOBRE:
* Sabato 12: serata con cena in taverna,
castagne....
* Sabato 19: proiezione diapositive
del pellegrinaggio in Terrasanta
* Sabato 26: a pattinare sul ghiaccio....!
In seguito verranno rese note le altre ini:ia-
tive del sabato sera per i mesi di novembre-
dicembre.
RONAGO '96 N. 4 22
GenItorI a scuoIa...
Domenica 10 novembre dalle ore 8 alle ore 12 e luned 11 dalle ore 8 alle ore 13.30
si svolgeranno le elezioni per il rinnovo de! Consiglio Distrettuale Scolastico, del Consiglio
Provinciale Scolastico e del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.
Questi organismi sono stati istituiti in anni ormai lontani dal Decreto delegato n.416
del 31 maggio 1974 per Iavorire un reale e partecipato coinvolgimento dei genitori nelle
problematiche educative dei Iigli.
I genitori dei Iigli che Irequentano le scuole elementari, media e superiore hanno gia
avuto inIormazioni ed hanno gia partecipato alle elezioni di altri due organismi: il Consiglio
d'Interclasse e il Consiglio di Circolo (o di Istituto).
Alle elezioni del 10 e 11 novembre prenderanno parte anche i genitori della nostra
Scuola Materna, poiche questi organismi intendono essere rappresentativi di tutte le realta
scolastiche italiane.
Le schede per le votazioni saranno 3:
- gialla per l'elezione del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione;
- rossa per l'elezione del Consiglio Scolastico provinciale;
- verde per l'elezione del Consiglio Scolastico Distrettuale.
Competenze dei tre Consigli.
Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione:
- dura in carica 5 anni ed e un organo consultivo del Ministro
- valuta annualmente l'andamento dell'attivita scolastica
- propone sperimentazioni sul piano nazionale e valuta i risultati
- esprime pareri sui Disegni di Legge riguardanti la pubblica istruzione e su
materie concernenti la carriera del personale.
Consiglio Scolastico Provinciale:
- dura in carica tre anni
- esprime pareri al Provveditore sui piani annuali e pluriennali di sviluppo e
distribuzione territoriale delle scuole
- indica criteri per il coordinamento del servizio di medicina scolastica
-accerta il Iabbisogno di edilizia scolastica.
Consiglio Scolastico Distrettuale:
- dura in carica tre anni
- ne Ianno parte anche rappresentanti dei Comuni del Distretto e delle Iorze sociali
- elabora servizi di orientamento proIessionale, di medicina scolastica e di assistenza
psicopedagogica, attivita sportive, sperimentazione
- organizza corsi di aggiornamento per i docenti.
MAURIZIO
RONAGO '96 N. 4 23
"... arrivai quasi per caso alla Delega:ione di Uggiate portandomi addosso un
grandissimo carico di paure, incerte::e, dolore. mia madre si avviava lentamen-
te ma inesorabilmente alla fine dei suoi giorni e ne ero consapevole. Laspettava
un duro cammino irto di sofferen:e fisiche e morali. Cosa potevo fare io per lei?
Da un lato proprio nulla. non era in mio potere salvarle la vita. Da un altro lato
potevo moltissimo. trovare il modo perche la sua esisten:a fosse la migliore pos-
sibile. Da sola sentivo che non ce lavrei fatta e lincontro con il Servi:io di Assi-
sten:a Domiciliare di Uggiate fu unautentica ancora di salve::a... "
2 CORSO VOLONTARI
promosso da/la Lega Italiana, per la Lotta contro i 1umori,
Delegazione di Uggiate 1revano,
allo scopo di incrementare il numero dei volontari che operano nell'ambito dell'Assi-
stenza ai malati oncologici in Iase terminale della malattia.
Gli obbiettivi dell'assistenza alle persone gravemente malate sono, essenzialmente:
1 ) aiutare ed incoraggiare il malato a sIruttare tutte le sue risorse;
2) aiutare i Iamiliari a partecipare, secondo le loro possibilita, al mantenimento
del benessere del malato.
Gli ammalati vanno aiutati a vincere il senso della solitudine, l'isolamento e la paura
dell'abbandono. Nella relazione d'aiuto deve maturare in loro la certezza:
di essere sempre ascoltati;
di poter liberamente esprimere pensieri ed emozioni;
di poter contare su una presenza amica;
di sapere che anche i loro cari riceveranno sostegno.
Questo approccio aiuta il malato anche a prendere coscienza di cio che per lui e es-
senziale ed a Iar emergere una dimensione spirituale che da un senso alla sua soIIe-
renza.
Al Iine di Iornire alle persone disponibili a questo tipo di assistenza, una Iormazione
adeguata, la nostra Associazione ha in programma una serie di incontri ed un corso di
Iormazione.
Chi fosse interessato a partecipare e volesse informazioni dettagliate pu metter-
si in contatto con la nostra segreteria che risponde la mattina dal luned al ve-
nerd, dalle ore 9 alle 12 - tel. 949309 - Uggiate Trevano, via Roma, 14.
RONAGO '96 N. 4 21
LA BANCA ETICA
Quando parliamo di consumo critico tendiamo
a dimenticarci della possibilita di un risparmio
alternativo che invece dovremmo Iortemente
sostenere; non solo perche e un modo di mette-
re il nostro denaro al servizio delle imprese no-
proIit e degli "ultimi", ma anche perche e un
modo di prendere le distanze da un sistema ban-
cario che usa il nostro denaro in modo autorita-
rio. InIatti esso viene utilizzato da banche che,
molte volte, si sono macchiate delle peggiori
colpe: Iinanziamento alle industrie belliche, as-
sistenza Iinanziaria a speculazioni edilizie di
stampo maIioso, riciclaggio di denaro sporco,
Iinanziamento del traIIico d'armi e di regimi
oppressivi.
Sarebbe una bella beIIa, inIatti, se ci ritrovassi-
mo, senza saperlo, a sostenere le principali pro-
duttrici italiane di ordigni di guerra o magari di
mine antiuomo. Per Iortuna che anche in questo
campo da alcuni anni esistono delle alternative.
L'esperienza delle MAG, le Mutue autogestite,
ha da insegnarci qualcosa. Esse sono inIatti
cooperative che consentono ai loro soci di sot-
trarre alle banche la gestione del denaro rispar-
miato e di Iinalizzarlo invece per progetti ad
alta valenza ambientale, sociale e non violento.
Sono uno strumento per ricongiungere idealita e
valori con la pratica quotidiana, mostrandoci
chiaramente che un'impresa puo conciliare soli-
dita economica e qualita sociale.
Il movimento delle MAG intende rispondere
percio a due esigenze principali: - l'uso diverso
e alternativo del risparmio dei propri soci; - il
sostegno alle Iragili realta cooperativistiche, so-
prattutto giovanili, che cercano di rispondere
con uno spirito nuovo ai problemi dell'occupa-
zione, dell'ambiente e dell'emarginazione. E
grazie al lavoro svolto dal 1978 ad oggi, sono
state Iinanziate 900 iniziative economico-socia-
li, contribuendo alla creazione di circa 2000 po-
sti di lavoro.
Oggi, spinte da alcuni cambiamenti nel quadro
normativo, le MAG hanno contattato alcune tra
le piu signiIicative realta del mondo della coo-
perazione sociale, del volontariato e dell'asso-
ciazionismo, per iniziare il cammino verso la
costituzione di una BANCA ETICA. Essa sara
un'azienda di credito vera e propria, che si diI-
Ierenzia dal resto del sistema bancario per
l'inIormativa e la trasparenza sui Iinanziamenti
accordati attraverso l'utilizzo dei capitali dei
propri risparmiatori. Non solo: il risparmiatore
potra scegliere all'interno di alcune possibilita a
che settore destinare i suoi soldi: - nella coope-
razione sociale, per dare speranza a chi vive nel
disagio; - nella tutela ambientale, per la salva-
guardia della natura e delle sue risorse; - nella
promozione culturale e dei diritti umani; - nella
cooperazione internazionale e nel commercio
equo-solidale, per un miglior equilibrio tra il
nord e il sud del mondo.
Concretamente, ad esempio, il socio potra sce-
gliere se Iinanziare un laboratorio di graIica ge-
stito da persone portatrici di handicap o
un'associazione ambientalista che gestisce un
parco naturale o, ancora, una bottega del terzo
mondo che vende prodotti importati dal sud del
mondo pagando un giusto prezzo ai produttori.
Se crediamo allora che tutto questo sia possibi-
le, possiamo anche noi diventare soci della coo-
perativa verso la banca etica e partecipare alle
sue iniziative, contribuendo cosi personalmente
alla realizzazione del "Progetto Banca Etica".
Quando poi la Cooperativa avra raccolto il ca-
pitale sociale necessario ed avra ottenuto l'auto-
rizzazione dalla Banca d'Italia, dara vita alla
Banca Etica, la prima banca italiana senza sco-
po di lucro. Dobbiamo dunque essere consape-
voli che si sta aprendo una Iase ricca di prospet-
tive, perche la solidarieta puo Iarsi impresa e al-
lora non Iacciamoci scappare l'occasione! Per
ulteriori inIormazioni o eventuali adesioni, ri-
volgersi in Parrocchia dove e a disposizione del
materiale illustrativo.
ERMINIA
RONAGO '96 N. 4 27
1nv11o o11o 1e11uro...
pag. 1 Noi e ... il Giorno del Signore.
pag. 3 Un nuovo anno per camminare insieme
pag. 4 Verso il terzo millennio
pag. 5 Una comunita che annuncia
pag. 6 Comunicazioni e avvisi
pag. 7 Una comunita che celebra
pag. 9 Una comunita che ama e serve
pag. 11 "Annuncia Cristo per Iar vivere il mondo"
pag. 13 Notizie G.A.M.
pag. 14 La giornata annuale del G.A.M.
pag. 15 Diario di un pellegrinaggio
pag. 19 Cronaca di una Iesta
pag. 20 "Corso di sopravvivenza"
pag. 21 Un'estate tutta da... ricordare!
pag. 22 Proposte Oratorio 96-97
pag. 23 Genitori a scuola...
pag. 24 Lega Tumori: 2 Corso volontari
pag. 25 InIormazioni su... la Banca Etica
RONAGO '96 N. 4 2