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Fare teatro per i piccolissimi una semplice complessit

bambini e adulti possono sperimentare la semplice complessit di un teatro in cui condividono


silenzio, movimenti, suoni, immagini e parole.
Esiste un teatro per bambini?
Questa domanda me lhanno posta tante volte.
Oppure me ne hanno fatte altre, come ma il teatro per bambini ! veramente teatro?" o perch#
dividere il pubblico dei bambini per fasce di et, il teatro non ! sempre teatro?" o "$uando uno
spettacolo ! bello, non ! per tutte le et, non va bene allo stesso tempo sia per i bambini, sia per gli
adulti?" %on solo penso che il teatro per bambini esista, penso anche che abbia una sua dimensione
specifica, che sia un entusiasmante sottoinsieme &nel senso matematico' di $uellinsieme
meraviglioso che ! il teatro. (enso anche che il teatro per bambini sia a sua volta un insieme,
composto di tanti sottoinsiemi, gli uni distinti dagli altri) gli adolescenti, i bambini di *+,- anni,
$uelli di .+/, i bambini della scuola dellinfanzia o i piccoli, i piccolissimi, $uelli che fre$uentano i
nidi dinfanzia. 0e non pensassi che il teatro per bambini esiste, non continuerei da ventanni a
fre$uentare il mondo dei piccolissimi attraverso il teatro e a farlo senza frustrazione, vivendo con
intensit un teatro che forse da tanti non sar mai riconosciuto come tale. 1o provo un grande
piacere nello stare davanti a $uel pubblico imprendibile che ! il pubblico dei bambini, e a vivere
tutte le volte la sfida, che, $uando va bene, si conclude con la sorpresa e lo stupore che ancora una
volta si siano fidati di te. 2he abbiano ascoltato, con le loro orecchie sensibili, te e le tue storie,
figlie di un immaginario che gli stessi bambini continuano ad alimentare. (enso che esistano tanti
teatri per bambini, diversi per le et, ma diversi anche per contesti culturali e sociali.
Faccio teatro per bambini da trentanni e da sempre ho sentito molti teatranti per bambini
giustificarsi e dire che no, non c! un teatro per bambini, che no, non c! differenza, che s3 il teatro
! teatro, e se uno spettacolo ! bello piace a tutti. E $uesto forse ! vero. 4nzi, ! senzaltro vero. 5n
buon spettacolo per bambini pu6 toccare, a volte, anche una sensibilit adulta. 7a non ! vero il suo
contrario, ovvero che uno spettacolo per bambini sia bello per i bambini solo $uando tocca le
sensibilit adulte. 0econdo me uno spettacolo per bambini pu6 essere bellissimo per coloro a cui !
dedicato, i bambini di unet particolare, e lasciare perfettamente indifferenti gli adulti. (erch#?
(erch# ! tutta una $uestione di tempo e di spazio.
4lla base di una creazione artistica, $ualun$ue sia larte percorsa, sta larte" di saper possedere i
fondamenti della composizione. E la composizione poggia sui rapporti tra gli elementi dello spazio,
tra $uelli del tempo e sulla relazione che pu6 intessersi tra tempo e spazio. 8etto $uesto possiamo
anche affermare che i bambini abbiano una visione propria e non adulta dello spazio e del tempo.
5n adulto che vuole relazionarsi con loro attraverso larte deve $uindi cimentarsi con uno spazio e
un tempo infantili, facendoli condividere e convivere con il proprio spazio9tempo adulto.
: da $uesto che nasce la particolarit di unopera darte realizzata da un adulto per i bambini.
5nopera creata da chi cerca di navigare in altri tempi e in altri spazi. 5n po avventuriero, un po
incosciente. %on ! la ricerca del proprio essere bambini. 4nzi, con $uesto non ha nulla a che vedere.
: landare per territori non pi; noti, sapendo di essere altro. 4vendo la coscienza di essere un
elefante o un orso che cammina in mezzo ad un prato di nontiscordardim#. <a ricerca di una
delicatezza impossibile che pu6 diventare possibile per la capacit, fisicamente improbabile, di un
nontiscordardim# di saper abbracciare un orso, di un bambino pi; o meno piccolo di accogliere un
adulto, le sue storie che inaspettatamente si aprono e respirano nuovi spazi e altri frammenti di
tempo.
Fare teatro per bambini ! un andare verso la semplicit delle unit del tempo e dello spazio. : un
andare verso la complessit della composizione e la sua necessit di essere semplice per essere
efficace. 5na semplice complessit" ! un ossimoro. 5na figura retorica che svela lalchimia del
contrasto che non separa, ma identifica. 8el possibile incontro tra opposti, del loro convivere ed
esaltarsi reciprocamente.
1n fondo anche lincontro tra un adulto e un bambino potrebbe essere raffigurato con un ossimoro.
1n fondo ! un ossimoro anche aver cercato di unire il nido al teatro.
5na casa non si costruisce dal tetto, i bambini hanno bisogno di teatro.
: una frase che abbiamo voluto scrivere nellatrio del nostro teatro, il =estoni >agazzi di ?ologna,
un teatro nel $uale si produce e si programma solo per bambini e ragazzi. %on sappiamo se sia
efficace, ma abbiamo voluto dichiarare $uello che molti di noi ritengono ovvio. Ovvero che il
rapporto con larte debba iniziare il prima possibile, perch# la casa9essere umano" abbia buone
fondamenta.
Forse ! per $uesto che nel ,@*. abbiamo iniziato lesperienza 1l %ido e il =eatro". 5nesperienza
nata da una collaborazione tra <a ?aracca A =estoni >agazzi e le pedagogiste e le educatrici dei nidi
dinfanzia del 2omune di ?ologna. 5nesperienza che ha dato vita ad una vera e propria ricerca
teatrale tesa ad elaborare una poetica rivolta ai bambini da - a B anni, e che ci ha portato ad essere
tra le rarissime compagnie in 1talia attente a $uesta delicata fascia det. : una ricerca molto
particolare e raccontarne alcuni aspetti ! un modo per raccontare unidea di rapporto tra i linguaggi
artistici e i bambini.
8a zero a tre anni ci sono in tutto trentasei mesi, ma sono trentasei mesi di mutazioni continue.
Ogni volta che mi trovo davanti dei bambini del nido", mi stupisco. E dallo stupore nasce un
fortissimo desiderio di contatto. (er stabilire un contatto con un bambino piccolo, credo che lattore,
sempre in e$uilibrio tra il raccontare e lascoltare, debba privilegiare $uestultimo. 2ercare dentro
di s# il piacere di ascoltare, ascoltare con tutti i sensi a disposizione e comunicare tale piacere ai
bambini.
<ascolto ! complesso. : lattenzione anche al non detto, allinvisibile, allevocato... : lattenzione
alloriginalit di ogni segno.
1 piccoli parlano con i loro occhi e i loro silenzi. Cli occhi che accompagnano i silenzi dei bambini a
volte ci aprono porte che si spalancano su mondi nascosti. (orte che troppo spesso fatichiamo a
vedere. E perdiamo mille occasioni di stupirci. 0ilenzi, occhi curiosi e stupiti. 1o $uegli occhi nei
nidi li ho visti tante volte. 0ono gli occhi di =eresa di un nido di Ferrara che a ,B mesi vide tutto lo
spettacolo in piedi, appoggiandosi alleducatrice. =eresa, bionda, pochi capelli, occhi enormi,
agganci6 il mio sguardo dallinizio alla fine. 7i guardava diritto negli occhi e sembrava chiedermi
che cosa volevo da lei, perch# ero l3. 1n silenzio.
%ella loro piccolezza" i bambini del nido ti regalano la loro imponente presenza e ti fanno
immergere in un fiume di emozioni. 2ome $uelle vissute da >iccardo detto il baciatore". >iccardo,
poco pi; di due anni. Quellanno eravamo appena arrivati al =estoni >agazzi e programmavamo tre
titoli per i nidi, tutte nostre produzioni. 1o lavoravo in tutti tre gli spettacoli. 4ltezza sotto il metro,
>iccardo era un grande spettatore. 0tava seduto sul tappeto al centro della prima fila con occhi
attenti e sguardo serissimo, $uasi accigliato. 4 met dello spettacolo, dimprovviso, si volt6 verso
un compagno e senza chiedere nulla, lo prese, lo tir6 verso di s# e lo baci6. (oi si volt6 di nuovo
verso la scena e non si mosse pi; fino alla fine. 8ue settimane dopo, altro spettacolo. >iccardo era
sempre al centro della prima fila. 4 met spettacolo il grande baciatore si ! ripetuto. : cambiato il
compagno, ma tutto il resto ! stato uguale) abbraccio, bacio alla >hett ?utler, in Dia col vento", e
cos3 via.
%on mi ricordo se i baciati erano maschi o femmine. (er >iccardo non era importante. Ci $uesto !
un segnale. 2hi era vicino a lui a met spettacolo, veniva avvolto dalle sue grandi emozioni.4l terzo
appuntamento lho aspettato al varco, attendendo con impazienza di arrivare a met spettacolo. E lui
non mi ha deluso. 4bbraccio, bacio e ritorno in posizione. Eo pensato che il bacio fosse il modo di
dare spazio alla sua profonda emozione. Forse ! vero o forse no. 7i devo accontentare
dellimmagine del baciatore.
1 bambini piccoli hanno reazioni imprevedibili e soprattutto sono imprendibili. 4 rendere i bambini
piccoli cos3 imprendibili ! anche la nostra difficolt a stabilire con loro un contatto verbale. 5n
bambino del nido sta vivendo in $uella particolare fase delluomo in cui si assumono miliardi di
informazioni e i sistemi per processarle. Quella fase in cui inizia a strutturarsi il linguaggio. 1n cui
se ne individua la necessit. 2redo che non ci sia nulla di pi; affascinante che osservare lo sviluppo
delluso del linguaggio in un essere umano. 1l bambino, fino ai tre anni, ! in piena esplorazione. 0ta
ancora cercando di comprendere come utilizzare $uel dono affascinante che ! la parola. 7a sta
anche cercando di comprendere il mondo che lo circonda, di stabilire cosa sia giusto e cosa no, cosa
sia bello e cosa no, cosa sia vero e cosa no
Forse non capiscono o forse s3. 2ome, cosa e $uanto comprenda" un bambino piccolo dei
messaggi adulti ! un altro fantastico mistero.
1o ho un figlio che si chiama ?runo. 4 venti mesi venne a teatro col nido. Quello per me fu uno
spettacolo strabico, perch# un occhio andava su tutti i bambini, ma uno era sempre su di lui, che
stava tra le gambe di <ucia, la sua dada. Era 7arzo e lo spettacolo raccontava 1l viaggio di una
nuvola".
Ovviamente a casa ?runo non ha parlato dello spettacolo visto, n# noi gli abbiamo chiesto niente.
Forse non gli era piaciuto, forse non aveva capito".
=re mesi dopo, girando in macchina per la =oscana, sotto un temporale come 8io comanda",
?runo ha incominciato a raccontare tutta la storia di %uvole. =utta dallinizio alla fine. 2hiss
perch# aveva deciso che era arrivato il momento e perch# per tre mesi aveva tenuto tutto dentro.
<a prima infanzia ! un luogo lontano e il teatro pu6 essere uno dei tanti modi per cercare di
raggiungerlo, perch# ! un linguaggio umano". %el teatro dovrebbe avvenire $uello che dovrebbe
sempre avvenire nellambito del mondo delle relazioni umane. Ovvero che si cresca insieme, che si
continui ad imparare. Dale in un rapporto educativo, vale in un rapporto teatrale.
Ecco, io forse credo che un teatrante per ragazzi dovrebbe interpretare il suo ruolo, il suo
mestiere", come unoccasione continua per incontrare i bambini e contaminarsi. Ogni giornata
passata davanti ai bambini del nido, ! stata una giornata di grandi contaminazioni, di ritorni, di
nuove emozioni, di nuove conoscenze.
Fare teatro per i bambini piccoli ! unesperienza, a mio avviso, bellissima per gli adulti che la
fanno. Questi F- anni di contatti, mi fanno dire che i bambini del nido gradiscano una relazione
teatrale, ma non posso affermarlo. (osso invece affermare che per gli adulti, lho visto su di me e su
$uanti hanno potuto farla, sia unesperienza assolutamente unica, perch# ti impone di metterti a
disposizione, di essere continuamente pronto a modificarti per allacciare i contatti pi; alti.
=i impone di raccontare, continuando ad ascoltare. 1o e te nello spazio, io racconto $uesta storia e
vorrei essere ascoltato proprio da te. =u racconti forte con i tuoi silenzi e le tue pause. <a pausa,
sonora o motoria ! stravolgente per un adulto che si rapporta con il bambino del nido. 1o che tendo
normalmente a parlare molto, con loro parlo ancora di pi;, perch# non sono riuscito a vincere la
paura dei loro silenzi o delle pause che nascono da un vocabolario in costruzione.
0ono pause, lunghe pause che impongono un confronto diverso con il tempo che dovrebbe essere
altro da $uello che ! nel nostro mondo adulto) un avversario. 5n tempo compagno con cui vivere e
non contro cui lottare. 5n compagno che evidenzia importanti forme essenziali, piccole poesie che
costruiscono unGesperienza. %on possiamo valutarle secondo parametri estetici adulti. 1 silenzi di un
bambino fanno parte di unGaltra cultura e la loro ricchezza ! nella loro semplicit di essere solo
silenzi.
5n pubblico di bambini ! il migliore dei critici) i bambini non hanno preconcetti, si interessano
immediatamente o altrettanto istantaneamente si annoiano e, o seguono gli attori, o diventano
insofferenti" ! ci6 che afferma (eter ?rooH nel suo libro <a porta aperta. 1 bambini sono davvero un
buon pubblico. 4nche $uelli ancora molto piccoli, $uelli che hanno iniziato a camminare ieri o forse
un po di giorni fa. 4nche loro trovano piacere nellessere pubblico, perch# essere pubblico non ! un
atteggiamento passivo.
Divere larte, non vuol dire solo agire, ma anche fruire. %el fruire, occhi e orecchie sono in azione e
soprattutto ! in moto la nostra capacit di elaborare e processare le informazioni visive e acustiche.
Questo vale anche per i bambini pi; piccoli ed ! una falsa leggenda $uella che loro possano essere
coinvolti solo facendoli agire". 0e lagire ! una pratica sicuramente utile, altrettanto lo ! il fruire.
4gire e fruire sono complementari come lo sono il comunicare e lascoltare. 1l teatro non pu6 fare a
meno di buoni ascoltatori.
Fino a pochissimi anni fa, il teatro per i pi; piccoli era $ualcosa di pi; di un fenomeno marginale.
Era praticamente invisibile. Ora ! visibile, anche se forse rimane marginale. 7a dato per scontato
che la marginalit ! propria del bambino e di ogni attivit che lo riguarda, fermo lattenzione sulla
visibilit. (rima di tutto $uesto ! uno stato sicuramente positivo. : una dichiarazione di certezza di
esistenza.
Ora ! normale" parlare di teatro per i pi; piccoli ed ! sempre meno fre$uente incontrare $ualcuno
che lo analizza con distacco e scetticismo. <o scetticismo di artisti e ricercatori che ritengono che il
bambino sotto i tre anni non possa o non debba essere parte di un evento artistico. E che $uindi non
abbia alcun senso parlare di teatro per i pi; piccoli.
2redo che il movimento legato al fare teatro per la prima infanzia non solo sia cresciuto
$uantitativamente, ma che abbia anche saputo darsi ottime basi teoriche) riflessioni, analisi e
ricerche. Forse perch# il teatro per $uesta et pu6 rivelarsi un ottimo grimaldello per approfondire
lesplorazione di $uel mondo misterioso che ! la prima infanzia e di $uelli che sono, in particolare, i
primi B anni di vita del bambino) B. mesi di continua rivoluzione9evoluzione. 8a zero a tre anni i
bambini compiono un viaggio vorticoso, in cui i passi sono talmente rapidi da accavallarsi luno con
laltro. 1n $uesti tre anni il bambino fa evolvere le sue intelligenze passando da $uella corporea a
$uella semantica, attraverso $uella iconica.
4nni fa, ho vissuto a Cenova due giorni in un nido. 5na bellissima esperienza, organizzata dal
comune di Cenova, che ha fatto emergere un elemento particolarmente curioso. 1l 2omune di
Cenova offr3 ad alcune compagnie teatrali la possibilit di stare F giorni in un nido, scegliendo cosa
fare. Eo presentato lo IspettacoloI il secondo giorno e durante il primo ho guardato, ascoltato,
giocato.
Eo cercato disperatamente di far dormire i bambini che continuavano a chiedermi storie e a
sgridarmi perch# non riuscivo a raccontarle come sapevano. 2i siamo ascoltati, sentiti. Era la prima
volta, cos3, che mi sarei presentato, con lo spettacolo, a bambini che mi conoscevano.
1l dubbio, nato dopo il primo giorno, era se sarebbe stato possibile separare il gioco dal momento
teatrale &per loro credo fosse la prima volta che partecipavano ad uno spettacolo' e se per loro non
sarebbe stato naturale interagire con le stesse modalit del giorno prima. 1nvece per JK minuti $uei
bambini non si sono alzati fino alla fine e non mi hanno chiamato per nome, rispettando una
convenzione. 0olo alla fine mi sono tornati in braccio e hanno ripronunciato il mio nome, che
avevano messo da parte.
7i chiedo ancora perch# abbiano aspettato la fine dello spettacolo per ricominciare il gioco diretto.
7i verrebbe da pensare che esista un bisogno profondo di essere pubblico. 5n bisogno di vivere il
teatro che nasce non si sa da dove.
2ome tutti i pubblici, $uello dei nidi, ! composto da individui diversi, ognuno dei $uali con un
proprio gusto e una propria sensibilit. 1ndividui che gradiscono o non gradiscono.
Quello dei bambini sotto i tre anni ! un pubblico che forse ha meno convenzioni di altri, perch#
difficilmente applaude, o ride $uando deve, ma ! capace di stupirti con i suoi silenzi, le risate
improvvise e inaspettate e i tanti baci regalati.
1 bambini hanno modi molto diversi di partecipare agli spettacoli.
Facendo spettacoli per bambini piccoli e piccolissimi, normalmente mi trovo di fronte ad un numero
limitato di bambini, F-+B- per il nido, ,--+,F- per la scuola dellinfanzia. (er $uesta ragione prima
che lo spettacolo abbia inizio, posso dialogare con i bambini. E regolarmente arrivo a chiedere ai
bambini come si chiamino
7i piace farlo perch# pu6 succedere di tutto. 0e sono bambini di J+K anni si scatena la bolgia. 8evi
ascoltarli tutti. Energia pura. 2on i piccoli della scuola dellinfanzia si abbassa il livello
dellintensit del suono, ma nessuno rinuncia. Oppure ti mostrano il cartellino identificativo,
dicendo guardaL" perch# tu possa leggere il nome.
2on i bimbi dellultimo anno di nido hai spesso i presentatori, $uelli che presentano tutti gli altri,
ma che poi dimenticano se stessi. 2! il bimbo sintetico, che alla domanda E voi come vi
chiamate?", risponde ?imbiL", risolvendo in un attimo il problema di tutti. 7olte volte ti trovi
davanti una trentina di facce che ti guardano e non parlano. %omi segreti".(oi c! il bambino che
nasconde la propria identit sotto falso nome. 0tiamo parlando di bimbi di B-+B. mesi. 2ome
$uello, rosso di capelli, occhiali e benda sullocchio, che in un nido ha risposto con sicurezza)
"0partacus". E nonostante tutte le educatrici si fossero voltate verso di lui con gli occhi sgranati, al
mio 2ome?" ha ripetuto 0partacus". %on so come si chiamasse in realt, ma ho preferito non
approfondire per rispetto della sua identit nascosta.
(oi, scendendo con let, diminuisce linterazione verbale e sale il silenzio.
0ilenzio, movimenti, suoni, immagini e parole.
Cuardandomi un po in giro, mi sembra di cogliere che si stia radicando lidea che i bambini piccoli
non abbiano bisogno di una struttura narrativa e che della parola sia necessaria solo la componente
sonora. Questo mi dispiace un po. %on perch# la parola" sia necessaria, ma perch# se usata,
$uando serve, $uando ! utile che esca dal silenzio, allora ! realmente bella.
<a parola ! una grande con$uista. %on solo nella storia delluomo, ma anche in $uello di ognuno di
noi. <e parole non sostituiscono le immagini. <e parole sono suono, ma anche senso, tentativo di
sintesi di un contenuto sempre troppo ricco.
<e parole conducono solo alla soglia del significato" dice <eonard (eltier nel suo libro <a mia
danza al sole. : una frase preziosa, perch# ci d unindicazione suggestiva. : la parola che non deve
essere compresa", ma essere accettata, perch# ! un frammento unico, sintesi di un pensiero
complesso. %ella parola, nel suo senso e nel suo suono, ognuno lascia tracce di s#. E $uesto rende
ogni parola unica e irripetibile". (enso che i bambini piccoli non possano crescere avendo solo
lidea della parola come codice convenzionale.
(er ognuno di noi ! stato ovvio vedere il linguaggio verbale come il linguaggio primario. 1 bambini
ne comprendono da subito lutilit. <a parola ! necessaria per velocizzare lo scambio di richieste e
bisogni. 7a se ritorniamo a parlare delle diverse intelligenze, se vogliamo che un bambino pi;
grande o un adulto non veda nella parola solo lespressione di un intelligenza semantica, da usare
per sostituire $uella corporea e $uella iconica, allora credo che gli artisti che sono arrivati fino alla
soglia del significato" abbiano il dovere di suggerire ai bambini che esiste anche una parola
corporea, una parola immagine.
5na parola che raccoglie e aggiunge. 5na parola che ci accompagna e ci permette di entrare nel
mondo delle storie. 1l mondo delle finestre infinite. 8ove si toccano sogni e realt, desideri ed
esperienze, emozioni e saperi.
1 bambini piccoli hanno bisogno di buone" parole.
%on solo, ma anche
(arole che si intrecciano ai corpi in movimento, ai suoni, alle immagini e ai silenzi.

(er concludere
>itengo che nel valutare lopportunit di proporre linguaggi espressivi ai bambini piccoli, non sia
opportuno soffermarsi solo sullutilit immediata.
2redo che gli artefatti, sia nella loro forma definitiva, o in $uella di grezzi" in creazione, possano
lasciare tracce profonde nella memoria del bambino. =racce che potrebbero rivelarsi utili nel
momento in cui, in maniera pi; o meno consapevole, dovr stabilire il suo personale e$uilibrio
corporeo, definendo $uale sia il rapporto tra il corpo creativo" e $uello meccanico" e $uale spazio
la razionalit debba lasciare alle emozioni e allimmaginazione.
(enso che il lavoro sui linguaggi artistici dovrebbe snodarsi in continuit nella vita di un bambino.
2ontinuit non significa n# grande $uantit, n# rigida fre$uenza.
<a continuit del processo artistico non pu6 essere misurata con il tempo solare.
%on ! misurabile in minuti o in ore. %on ! riportabile in uno scadenzario preciso.
(erch# non ! possibile essere creativi ogni marted3.
8ovrebbe essere una pratica. 5na pratica sotterranea che periodicamente emerge per valorizzare i
nostri frammenti interiori.