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RONAGO '96 - N.

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Per noi cristiani la pace e si un'esigenza
storica, ma prima ancora una benedizione e
un dono di Dio. Pace non e solo una mora-
le, un'ideologia, una concezione di vita.
Pace e una Persona: "Gesu Cristo e la no-
stra pace" (EI. 2,14). Per questo la pace
non deve trovare in noi il suo Iondamento
e la sua misura.
La pace e l'insieme dei beni che permetto-
no la pienezza, la totalita, l'armonia della
vita personale e comunitaria. E la pace non
e un'utopia, perche il Padre stesso in Gesu
Cristo non solo ha riconciliato l'uomo con
se stesso, con gli altri e con Dio, ma gli ha
gia dato in germe la pienezza della vita
eterna per trasIigurare la storia. Il Regno di
Dio e gia in mezzo a noi! L'oIIerta e stata
Iatta, a noi la responsabilita di ricevere e
ospitare il dono.
Per questo il tema della pace e imprescin-
dibile per una comunita cristiana Dire:
"Pace" e scommettere sull'Uomo nuovo, su
Gesu Cristo: Lui e la nostra Pace, e Lui che
ci da la possibilita concreta di diventare gli
"artigiani della pace" (Beati gli operatori di
pace!) sulle strade del mondo.
La Pace... una Persona che domanda di di-
ventare "luogo", spazio, storia della nostra
vita. E noi crediamo nella Iorza dirompente
di questa "Pace". "Pace" e il luogo, l'espe-
rienza dentro la quale dire salvezza, cioe
credere nella possibilita che ogni uomo
possa vivere in pienezza. "Pace" e il luogo,
l'esperienza nella quale una comunita
ascolta il grido del popolo che soIIre, che
muore, che e abbandonato, che e violenta-
to, e non resta indiIIerente, anzi sceglie
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l'impegno di liberazione e giustizia per tutti, non per pochi. "Pace" signiIica operare per-
che la salvezza si attui dentro la storia dell'umanita, ribadire la dignita dell'uomo, di ogni
persona; signiIica riIlettere, ricercare, agire; saper leggere i segni di guerra e i segni di
pace, vincere la tentazione del calcolo e dell'opportunita, per scendere nel campo della
Ierialita con una Iorza nuova di vita.
Pace ci porta a promuovere parole e gesti adeguati; si tratta di non scommettere;
- sulla pace che non venga dall'alto: e inquinata;
- sulla pace non connotata da scelte storiche concrete: e un bluII;
- sulla pace che prende distanza dalla giustizia e dalla verita: e peggio della guerra;
- sulla pace che si proclama estranea al problema della salvaguardia del creato: e am-
putata;
- sulla pace che sorrida sulla radicalita della nonviolenza: e inIida;
- sulla pace che non provochi soIIerenza: e sterile;
- sulla pace come prodotto Iinito: scoraggia;
- sulla pace che non coniuga carita e persona Iermandosi al binomio carita-cose: usa
l'altro ma non lo serve;
- sulla pace che dimentica i diritti Iondamentali di ogni uomo: conIerma poveri e ric-
chi, deboli e potenti;
- sulla pace che ha rinunciato alla convivialita delle diIIerenze: crea conIini invalica-
bili. Scommetti sull'Uomo Nuovo, su Cristo Gesu: e Lui la nostra Pace. E Lui non
delude.
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DELLA PAtE
Inaugurato dall'annuale messaggio papale, gennaio e, ormai da parecchio, mese dedicato
alla riIlessione sulla pace. Anche a Ronago si e lavorato su questo tema, guidati dalle parole
del Papa e con un notevole sIorzo organizzativo. Con la collaborazione della Caritas parroc-
chiale, della Biblioteca Comunale, della Scuola elementare e materna si e dato vita, durante
tutto il mese, a due serate, una rappresentazione teatrale, una mostra ed un pomeriggio con-
clusivo, con un unico Iilo conduttore: la pace.
Si e iniziato il venerdi 12 con una serata dal titolo "Lasciatemi in pace...!", serata di incontro
sull'educare alla pace. Dopo aver cercato di capire cosa signiIicasse pace per i presenti (la
serata era particolarmente pensata per i genitori), e emerso come l'educare sia un cammino
in evoluzione, mai Iinito, ma insito nella normalita dell'essere adulti, portatori di un progetto
gia percorso per un tratto maggiore rispetto ai piu piccoli e che risulta naturale trasmettere,
pur nel rispetto dei tempi di crescita altrui, non solo con le parole, ma con ogni atto piccolo
o grande della vita, accettando e adattandosi alla complessita delle situazioni via via aIIron-
tate.
Sette giorni dopo ci si e incontrati per la "seconda puntata" dal titolo: "Cerchiamo la pace"
serata di incontro e testimonianze (obiezione a...) dove si e proseguito nel discorso cercando
di capire la posizione dei presenti circa alcuni concetti che potevano deIinire la pace (assen-
za di guerra, conIlitto, non avere pace...) per arrivare a capire da cosa potesse nascere la vio-
lenza compresa in alcuni gesti, anche molto quotidiani, e come poterli gestire. E se per le
piccole azioni personali occorre una conversione giornaliera, qualcosa si puo Iare anche per
quelli che ci sembrano Iatti cosi grandi e lontani da noi che spesso ci Ian dire: "ma cosa pos-
so Iare io. piccolo e lontano nei conIronti di simili avvenimenti mondiali?" Pur constatando
che l'unico potere di scelta che ci e rimasto e quello relativo al consumo, l'usarne bene, sce-
gliendo prodotti e comportamenti lontani dalla logica della violenza consumistica puo inci -
dere; soprattutto se ad attuare siIIatte scelte saranno un numero sempre maggiore di persone
con alla base una seria riIlessione derivata da inIormazioni non manipolate.
( continua...)
La Parrocchia, se incarna davvero la Chiesa nel territorio, non puo dire, a proposito
di pace. "io non centro . Il catechismo apre la mente e il cuore ai pensieri di Dio, che
sono "pensieri di pace". La testimonian:a della carita insegna la pace attraverso il
servi:io al fratello, fino al nemico che diventa prossimo. Dalla liturgia scaturiscono
percorsi di pace di notevole portata educativa. il gesto di pace scambiato nellassem-
blea rimanda a una gestualita quotidiana che fa diventare il perdono un tratto saliente
dellidentita del cristiano e muove alla supplica implorante ogni volta che la pace e
violata in qualche parte del mondo.
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Novita delle due serate, ben guidate da un esperto in corsi di Iormazione e da una mamma/
proIessoressa di scuola media, e senz'altro rappresentata dal metodo che ha voluto coinvol-
gere i presenti rendendoli attori. Gia dalla presentazione di ciascuno come assunzione di re-
sponsabilita, quasi un "ci sono anch'io" proclamato a voce, Iino allo spostamento Iisico, tra-
scinandosi la propria sedia da una parte all'altra del salone, per schierarsi rispetto ad aIIer-
mazioni riportate su un cartellone.
Di grosso impatto emotivo e che induce a riIlettere per ricordare, lo spettacolo: "Non dimen-
ticare. Oratorio di Auschwitz" tratto dal racconto reale di un'ostetrica che ha operato in quel
campo di concentramento. Bravissimi, coinvolti e coinvolgenti gli attori.
A conclusione del mese una mostra allestita nella palestra delle scuole elementari coi dise-
gni degli alunni della Materna, delle elementari e classi di catechismo e Ioto sulla guerra nei
territori della ex-Jugoslavia, oltreche libri sull'argomento. Ed una "Iesta-riIlessione" a cui
con canti, scenette, diapositive legate dal discorso del Papa "Diamo ai bambini un Iuturo di
pace!" hanno partecipato all'animazione gli alunni delle scuole e l'Oratorio, tutti con lo sco-
po di riIlettere e Iar riIlettere sul grande tema della pace.
Un rammarico del cronista. Possibile che ad uno sIorzo organizzativo simile, non corrispon-
da una partecipazione altrettanto signiIicativa? E speriamo che qualche compaesano magari
incontrato per strada non venga a dire, come spesso succede,: "ma a Runach sa Ia propri mai
nagot!!!" (ma a Ronago non si Ia proprio mai niente!).
FELICE GRISONI
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I quaranta giorni che precedono la celebrazio-
ne del mistero pasquale sono un momento pri-
vilegiato per Iavorire il dialogo di salvezza di
Dio con l'uomo.
II Signore, inIatti, irrompe nella vita delle per-
sone e porta il suo messaggio di misericordia e
di benevolenza ad ogni creatura cosi per risve-
gliare il desiderio di una alleanza duratura.
Rinsaldare il patto di amore tra Dio e l'uomo e
tutto l'impegno quaresimale.
Per questo motivo ogni cristiano dimora da-
vanti al Signore per ascoltare la sua parola, per
riaccogliere il proprio Battesimo, per sincro-
nizzare i propri passi con quelli del popolo di
Dio. L'incontro con il Signore ci provoca a
compiere delle scelte. Scelte caratterizzate da
un atteggiamento di proIonda Iiducia nell'amo-
re di Dio che, in Cristo per mezzo dello Spiri-
to, ci rende atti a vivere una vita nuova. Certo,
ci puo essere, e c'e, il pericolo di riIiutare la
propria responsabilita. La Iigura di Pietro a cui
Iacciamo riIerimento in questo momento della
vita della nostra Chiesa di Como, e emblemati-
ca per vivere intensamente la Quaresima. Il Si-
gnore, dopo averlo associato a se per alcuni
anni, dopo avergli permesso di vivere espe-
rienze particolarmente intense, lo provoca,
chiedendogli di veriIicare lo spessore del suo
amore per il Maestro. Per tre volte Pietro ri-
sponde alla domanda di Gesu: "Tu lo sai che ti
amo"; Per tre volte, e in maniera deIinitiva, il
Signore gli aIIida tutte le persone: "Pasci le
mie pecorelle". Pietro diventa il responsabile
della comunita cristiana e, ricevuto io Spirito,
va in piazza, ad annunciare la "buona notizia".
Cogliere l'amore del Signore per te e luce e
chiarezza sul tuo ruolo e, nel contempo, irra-
diazione di questa esperienza signiIicativa per
tutti gli uomini.
"INCROCI DI PASSI"
Come ben sapete nella vita e nella storia
che viviamo ci sono e s/ possono scorgere
dei passi.
I passi di Ges
che si Ia vicino ad ogni uomo.
I passi del Papa
che verra a trovarci a Como.
I passi dei missionari
che sono partiti dalle nostre
terre.
I passi di uomini e donne, giovani e
ragazzi in gamba
che in questa Quaresima
lasceranno attraverso il loro
impegno generoso.
Negli incontri settimanali che vivremo
insieme (Messa, catechismo, Oratorio)
saremo portati a conoscere.
la Parola di Dio,
proclamata nella Messa
domenicale;
la Parola del Papa
sull'impegno missionario;
sviluppando cosi
la preghiera, l'impegno,
la carit solidale.
A tutti dunque buon cammino verso
la Pasqua!
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LA PACINA DECLI AVVISI...
Febbraio:
* Si concludono Domenica 25 Iebbraio
le prenotazioni per la partecipazione alla visita del Papa a Como.
* Martedi 20, ore 20.45, incontro Caritas parrocchiale,
in preparazione della visita pastorale
* Mercoledi 21 Iebbraio inizia la Quaresima con il rito dell'imposizione
delle ceneri. S. Messe alle ore 7.30 e alle ore 20.00.
* Mercoledi 21, ore 20.45, incontro gruppo famiglia in preparazione
della visita pastorale.
* Giovedi 22, ore 20.45, incontro animatori e responsabili Oratorio,
per la veriIica delle attivita e in preparazione della visita pastorale.
* Domenica 25 alla S. Messa delle ore 10.00, presentazione dei Cresimandi
(1 media)
* Riprende con LUNEDI 26 alla sera la Catechesi per giovani e adulti
* Giovedi 29, ore 20.45, incontro su problematiche sociali in preparazione
della visita pastorale (situazione sociale generale, lavoro, scuola, mezzi
di comunicazione...)
Marzo:
* Giovedi 7 marzo, alle ore 20.45, in Oratorio, Consiglio Pastorale Parrocchiale,
in preparazione alla Visita Pastorale del Vescovo.
* Domenica 24 marzo, incontro mensile delle famiglie.
E sempre in Iunzione il Fondo di solidariet della Caritas Parrocchiale
(presso la Banca Briantea: c/c n 1325/61): possono essere versate tutte le
oIIerte destinate a interventi di aiuto sia per bisogni particolari della nostra
comunita, sia per iniziative a Iavore della ex-Jugoslavia (es. adozione campo
proIughi...). Al momento dei versamento e utile speciIicare la destinazione
dell'oIIerta. Grazie!
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PER RAFFuRZARE LA NuSTRA FEDE
Ci dobbiamo chiedere che cosa signiIichi per
noi oggi la visita del Papa nella nostra Diocesi.
L'arrivo di un personaggio, come tanti nel
mondo, di uno statista, di un grande uomo che
attira grandi Iolle oppure di un pastore, di un
amico, di un padre che dirige, insegna, indiriz-
za, corregge, ama?
L'unico precedente che abbiamo e quello di
Urbano II (ben 900 anni Ia) di passaggio a
Como, in viaggio verso la Francia, che consa-
cro la basilica di S. Abbondio.
Oggi, Giovanni Paolo II. Un Papa che arriva,
un Papa che passa, non e solo un avvenimento
da segnare negli annali della nostra Diocesi,
ma una Persona che ci visita, e nostro ospite, il
vicario di Cristo, un uomo di Dio che non puo
lasciare indiIIerenti credenti e non credenti,
praticanti o no.
La Iede della Chiesa e poggiata sulla testimo-
nianza del successore di Pietro: il Papa e il
punto di coesione per tutto il popolo di Dio
che Cristo ha aIIidato agli Apostoli. Per questo
la visita di Giovanni Paolo II diventa un
evento che supera la semplice cronaca e si col-
loca come tappa importante del nostro cammi-
no di crescita cristiana.
Padre, da cui procede ogni bene,
rendici pronti ad accogliere con
fede la visita del papa, Giovanni
Paolo II, Jicario del tuo Figlio e
successore di Pietro. Apri le nostre
menti e i nostri cuori alla rivela-
:ione di Cristo e confermaci nel
credere. Donaci la gioia di appar-
tenere alle nostre comunita, pove-
re, ma sublimi per la presen:a del-
lo Spirito.
Con lavvio che il Papa dara fa
che ci prepariamo con entusiasmo
al Congresso Eucaristico Diocesa-
no, cosi che lEucaristia sia verti-
ce e fonte della nuova evangeli::a-
:ione a cui siamo chiamati. nella
testimonian:a della verita e della
gra:ia e nella dile:ione operosa ai
poveri.
La Jergine Santa e i nostri santi
Patroni intercedano per noi.
TI preghiamo, Padre, per Gesu
Cristo nostro Signore, che vive e
regna con Te nellunita dello Spiri-
to Santo per tutti i secoli dei seco-
li. Amen.
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Informazioni e prenotazioni
Sono in corso le prenotazioni per la partecipazione alla visita del Papa
alla nostra Diocesi (domenica 5 maggio);
termine ultimo domenica 25 febbraio.
Presentiamo alcune 'regole generali': il modulo di prenotatone che deve essere
compilato disponibile presso la chiesa parrocchiale.
1. Ciascuno deve prenotarsi presso il suo parroco.
2. La prenotazione che avviene dando il proprio nome e vincolante a tutti gli eIIetti e
comporta il ritiro della "Borsa del pellegrino" (. 15.000) e del pass (gratuito). Sara ri-
chiesto inoltre un contributo per il pullman utilizzato per il trasporto.
3. Scadenza della prenotazioni: domenica 25 Iebbraio.
4. Due i momenti ai quali partecipare: l'incontro per i Giovani (dai 14 ai 25 anni) presso
lo stadio di Como alle ore 11.00; la celebrazione della S. Messa per tutti alle ore 16.00
in localita Lazzago.
5. All'atto di prenotazione per la S. Messa viene consegnato un buono utile per il ritiro
della Borsa del pellegrino, dietro un'oIIerta di . 15.000. La borsa contiene: seggiolino
di cartone, Ioulard, libretto delle preghiere e dei canti, una bandierina, un depliant con
le indicazioni logistiche e i programmi.
6. Il PASS, che e gratuito ed obbligatorio, sara consegnato dal Parroco solo la settimana
precedente la visita del Papa. Esso contiene le inIormazioni riguardanti le modalita di
arrivo, la porta d'ingresso al luogo dell'incontro e il settore in cui collocarsi.
7. Il PASS e necessario per ciascuno ed e necessario per ogni incontro: ogni incontro ha
un suo speciIico pass.
8. Le persone prenotate munite di pass devono essere sul posto almeno due ore prima
dell'inizio dell'incontro. Gli accessi ai luoghi dell'incontro saranno chiusi a tutti un'ora
prima dell'orario Iissato per l'inizio degli incontri.
9. I settori transennati sono distinti per colore: ogni persona avra il suo posto nel settore
di colore uguale al suo pass. E necessario che ciascuno si attenga a questa regola con
scrupolo.
10. Per i giovani della Parrocchia il trasporto sara probabilmente eIIettuato tramite un
pullman che raccogliera anche altri giovani della Zona; per il pomeriggio invece (S.
Messa) e previsto un pullman parrocchiale che partira dalla piazza, della chiesa alle ore
13.30 circa.
A.B.. Ulteriori comunicazioni e variazioni saranno comunicate tramite il foglietto
domenicale; quanti gi si sono prenotati saranno informati direttamente.
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DANIELE tuHBuNI
Il 17 marzo 199, in san Pietro a Roma, il Papa annovera tra i beati
mons. Daniele Comboni. E un evento atteso da tutti coloro che
- comboniani e non - hanno sempre creduto nella sua santit.
Khartum, la sera del 10 ottobre 1881: stremato dalle Iebbri, Daniele Comboni muore a soli 50
anni. Con lui, ai bordi del deserto del Sudan, sembra svanire per sempre il sogno della missio-
ne dell'AIrica Centrale.
Nato a Limone sul Garda (BS) il 15 marzo 1831, Daniele si apre all'ideale missionario
nell'Istituto di don Mazza a Verona. Il 31 dicembre 1854 e ordinato sacerdote e tre anni dopo
parte per l'AIrica assieme ad altri allievi mazziani. L'impresa si rivela un Iallimento, ma la
Nigrizia ha preso ormai il cuore di Daniele che, tornato in patria, pone le basi per il suo pro-
getto missionario. Gira l'Italia e i principali paesi europei per convincere tutti che e giunta
l'ora dell'AIrica.
Raccolto in preghiera davanti alla tomba di san Pietro a Roma, nel 1864 Comboni concepisce
un piano e nuove strategie per la "rigenerazione dell'AIrica". Crede che si debba "salvare
l'AIrica con l'AIrica". Naturalmente con la collaborazione di tutte le Iorze vive della Chiesa.
Non ottiene grossi risultati. Molti lo credono un illuso. Per avere missionari, Comboni e co-
stretto a Iondare due Istituti di uomini e donne disposti a dare la vita per la Nigrizia. E con i
primi seguaci si avventura in viaggi estenuanti verso il cuore del continente nero. Molti dei
suoi gli cadono accanto, vinti dalle Iebbri tropicali. Ma lui resiste, sicuro che la sua opera non
morira, perche aIIidata al Cuore di Cristo che ha sacriIicato se stesso anche per la salvezza
degli aIricani.
Lotta contro il traIIico degli schiavi in mezzo a sanguinosi conIlitti ed egoismi scatenati.
Spinge i bianchi a credere totalmente nei neri e i neri ad avere Iiducia in se stessi, quali prota-
gonisti ed arteIici del proprio avvenire. Al Papa e ai Vescovi riuniti nel Concilio Vaticano I,
Comboni lancia un appello per un intervento mondiale a Iavore dell'AIrica. Nominato Vesco-
vo, torna in Sudan, dove ha lasciato il suo cuore. Padre e Iratello degli aIricani, Daniele Ia
causa comune con loro, e per loro si consuma, Iedele al suo motto: "I Nigrizia o morte".
L'ideale apostolico di Daniele Comboni rivive oggi nei due Istituti da lui Iondati, i Missionari
Comboniani e le Suore Missionarie Comboniane (Pie Madri della Nigrizia), e nelle Missiona-
rie secolari comboniane e nei Laici missionari comboniani sorti in epoca recente: in tutto ol-
tre 4.000 uomini e donne consacrati all'animazione missionaria e all'evangelizzazione dei piu
poveri e abbandonati in una quarantina di paesi d'AIrica, delle Americhe. dell'Asia e
dell'Europa. "Lavorano in Nigrizia come lui, ma anche in altre e nuove "Nigrizie", aIricane e
no, del nostro tempo. Tra la gente in attesa di aiuto di autogenerarsi com'e avvenuto in Sudan;
per liberarsi dai negrieri di nuova specie. Dovunque il comboniano porta il semplice coraggio
di Ironte alle croci, la totale Iiducia in Dio e l'Amore per l'uomo: i chiari connotati di Daniele
Comboni, evangelizzatore e proIeta". (Domenico Agasso, Comboni un profeta per lAfrica,
EP)
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BiIancio GAM 1995
II Signore ha bisogno della nostra generosita per alleviare i bisogni dei Iratelli vicini e lontani.
Il Signore ha bisogno delle nostre mani per continuare a salvare il mondo.
Il Signore vuole che noi condividiamo la nostra Iede per imparare ad amare, credere, sperare insieme.
Entrate:
19/3 Ricavo dolci S. Giuseppe . 1.269.000
Adesioni mensili . 2.035.000
1/10 Giornata GAM . 3.002.000
Camminata GAM . 200.000
N.N. per suor Amelia . 100.000
13/12 Pro Loco . 100.000
Banco Vendita . 7.580.000
TOTALE: 14.286.000
Uscite:
21/3 P. Philip Zema . 1.000.000
25/6 P. Egidio Tocalli . 1.000.000
12/10 Per suor Amelia . 2.500.000
Per suor Caterina (Kalongo) . 2.000.000
16/1 Per suor Amelia 3.000.000
Per P. Philip Zema . 2.000.000
Per suor Caterina (Kalongo) . 2.000.000
TOTALE: 13.500.000
Rimanenza: 786.000
Per Ambrogio . 2.000.000 appena sara possibile.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato alle nostre iniziative e.... "rimboc-
chiamoci le maniche" per il 1996! Sopratutto ricordiamoci l'impegno mensile del Rosa-
rio Missionario, ogni terzo mercoledi. E un impegno preso con Dio e con i nostri missio-
nari, che contano molto sulla nostra preghiera: perche l'aIIidarci insieme a Dio Padre
nella preghiera e la sorgente della vita e della testimonianza cristiana, e la nostra Iorza
perche Gesu ci ha detto "senza di me non potete Iare nulla".
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Da Lome ci ha scritto P. Philip Zema inviandoci anche foto significative.
Carissimi Gamiti,
Vi spero tutti in gamba e pieni d'entusiasmo come sempre. Qui da noi le cose
vanno bene e sento un po' di soddisIazione nel mio lavoro, visto che comincia a dare
dei risultati. Pero i risultati non sono da attribuire ai miei meriti, ma c'e il Signore che
opera attraverso di noi come poveri strumenti e servi inutili.
Sono lieto di annunciarvi che quest'anno abbiamo mandato due giovani ghanesi
al postulato per proseguire gli studi IilosoIici come parte della loro Iormazione al sa-
cerdozio.
Ho ricevuto la stuIa e i nostri giovani aspiranti l'hanno accolta con tanti Iesteg-
giamenti. A loro nome vi sono molto riconoscente e dico grazie di cuore a chi l'ha do-
nata.
Tanti cari saluti a tutti quanti!
La pace del Signore sia sempre con voi.
P.PHILIP ZEMA
Agosto 95. la cucina prima dellarrivo della stufa.
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Ottobre 95. larrivo detta stufa La nostra cucina con la nuova stufa
Speciale Comboni...
HANNO DETTO DI LUI...
"Il Comboni in molte cose e stato indubbiamente un pioniere e in quanto tale si e
trovato alla sbaraglio, vivendo esperienze nuove senza altro punto di riIerimento che
la sua Iede e la sua generosa dedizione apostolica. Ma e anche dalla sua carica inte-
riore che certi concetti sono stati evidenziati e spinti verso una maturazione che ha
consentito al Concilio di recepirli e codiIicarli". (Card. Carlo Maria Martini)
"Queste persone predestinate -come Comboni- sIuggono in parte alla mentalita della
loro epoca. Sono contemporanee dell'avvenire. Sara Iacile al lettore degli anni 90 ve-
dere come Comboni e stato precursore e proIeta. AIrica nera, AIrica da dove sta per
sorgere un'evangelizzazione nuova AIrica della nostra speranza!" (Jean Guitton,
dellAccademia francese)
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ALTERNATIVE ECONOMICHE...
* Spesso attraverso i nostri consumi e le nostre abitudini ci rendiamo complici di situazioni di sIrutta-
mento o di ingiustizia
* Pochi sono consapevoli del potere che i consumatori hanno per indurre il sistema a cambiare dire-
zione.
* Attraverso la diIIusione di semplici e chiare inIormazioni possiamo imparare ad agire in, modo
consapevole anche nei gesti quotidiani.
* Solo se conosci a Iondo un problema, le sue cause e i suoi eIIetti, puoi decidere se vale o meno la
pena di rinunciare a qualcosa, di cambiare un tuo stile di consumo.
* Quando ci renderemo conto delle conseguenze di alcuni nostri comportamenti e delle possibili al-
ternative che esistono, anche il boicottaggio di un prodotto (cioe il riIiutarci di comprare un prodot-
to di una certa ditta, perche sappiamo che essa si comporta non in modo eticamente corretto) sara una
scelta della nostra coscienza e non una semplice moda destinata a passare.
* Ognuno di noi non conta nulla ma anche pochi di noi, se agiscono insieme, possono Iar sentire la
loro voce. In questo contesto si colloca l'iniziativa "Bilanci di giustizia". Con questo titolo l'Asso-
ciazione "Beati i costruttori di pace" propone a centinaia di Iamiglie di sperimentare uno stile di vita
attento ai criteri di spesa al consumo di energia e ai comportamenti che danneggiano l'ambiente. Si
tratta di un'interessante esperienza attraverso la quale le Iamiglie che aderiscono al progetto compila-
no ogni mese un bilancio, registrando i consumi che hanno tentato di modiIicare nel corso del mese e
le conseguenti ripercussioni in termini di spesa. Tutta la documentazione viene poi analizzata da un
gruppo di esperti che valutano gli eIIetti di questa gestione del bilancio Iamiliare. I risultati di una pri -
ma Iase dell'esperienza dimostrano che e possibile consumare di meno, seguire un'alimentazione piu
equilibrata, tutelare l'ambiente, risparmiare denaro. Quest'ultimo, nello spirito dell'iniziativa, si rende
disponibile per progetti di solidarieta o di interesse sociale. L'esperienza e di estremo interesse e va
nella direzione dell'inculturazione del Vangelo. Per il momento e del tutto minoritaria ma se si allar-
gasse potrebbe dimostrare che se "molta piccola gente in molti piccoli posti, Iacessero molte piccole
cose," davvero il volto della terra potrebbe cambiare.
* Per inIormazioni: Beati i costruttori di pace - Operazione bilanci di giustizia - c/o via Duomo 18 -
37121 VERONA - tel. 045/8033519
IL COMMERCIO EQUO SOLIDALE
* Paga i prodotti ad un prezzo concordato con i produttori,
tenendo conto del loro lavoro e delle loro condizioni economiche.
* Garantisce il pagamento anticipato dei prodotti per consentire l'acquisto delle
materie prime da trasIormare, senza ricorrere a crediti dalle banche o ad
intermediari-speculatori locali.
* Promuove condizioni di produzione meno inquinanti e meno dannose
per la salute dei produttori e consumatori.
* Permette la creazione di posti di lavoro e condizioni sociali accettabili tra le
popolazioni piu povere.
* Favorisce il sostegno delle iniziative contadine, al Iine di garantire il diritto
dei poveri a nutrirsi da se, piuttosto che dipendere dagli aiuti alimentari del nord.
* Permette, tramite i suoi prodotti e le inIormazioni che li accompagnano,
di avvicinare, conoscere ed apprezzare culture diverse dalla nostra.
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DaI 14 aI 21 agosto
la nostra comunit parrocchiale
avr l'occasione di vivere un'esperienza unica.
l pellegrinaggio che stiamo organizzando nella terra di Ges
offrir, ai partecipanti, l'opportunit di riscoprire, ripensare e rivivere
il vangelo, dando cos nuovo impulso, concretezza e vigore alla propria fede.
Le adesioni, pian piano, arrivano...
l numero minimo per poter organizzare il pellegrinaggio di trenta persone.
C' ancora tempo.
Chiunque desidera informazioni pi precise invitato a rivoIgersi
in casa parrocchiaIe. L anche disponibiIe iI moduIo per I'iscrizione.
Quanti hanno gi deciso di partecipare devono
dare Ia Ioro conferma entro I'inizio deI mese di marzo.
Solo in seguito (quando si avr i! numero completo dei partecipanti)
verr richiesta la caparra sul prezzo complessivo
che corrisponde a . 1.450.000.
Ci sono dunque ancora posti disponibili:
basta farsi avanti entro la scadenza stabilita.
RONAGO '96 - N. 1 14
VOLARE UN PO' PI IN ALTO!
Mi e capitato recentemente di leggere la recensione del volume "Saggezza antica" del proI.
Giovanni Reale, ordinario di IilosoIia all'Universita Cattolica di Milano.
Contiene degli spunti molto interessanti, che ci permettono di riIlettere sulla nostra condi-
zione umana in questo scorcio di secolo, un periodo che sembra caratterizzato dalla "cultura
della crisi" (intesa come un addio al mondo delle verita incontrovertibili) e dalla diIIicolta di
ritrovare le basi su cui si Ionda la nostra esistenza. Un'epoca che sembra vivere una lacera-
zione proIonda, per esempio, con la memoria, con la saggezza di una volta, quasi stentando
a volte a discernere cio che e bene da cio che e male, consumando in Iretta i ricordi. Una
Irantumazione delle idee e degli interessi (pur legittimi) che porta ad un eccessivo indivi-
dualismo, per cui conto solo io e il rapporto con gli altri si Ia ostile e diIIicile.
Il proIessore elenca molti mali che sono all'origine dell'attuale condizione: l'esaltazione del-
la ragione umana che, privilegiando la razionalita, ha compromesso i sentimenti e la spiri-
tualita, con la conseguente incapacita di stupirsi davanti alla bellezza del Creato. O l'ideolo-
gismo assoluto, che non ha lasciato spazio alla ricerca della Verita. O ancora, la riduzione
della Ielicita alla ricerca esasperata del benessere materiale, trascurando altri valori, piu no-
bili e piu alti. Tutti questi mali hanno portato allo smarrimento del senso della nostra vita, a
seppellire, come dice lui, "i pensieri sotto le immagini". Bisogna allora che ci interroghiamo
con umilta e onesta intellettuale per capire, per rompere la cecita che ci opprime (o Iorse e
una luce accecante che ci conIonde?).
Per concludere il proI. Reale cita il IilosoIo Platone: "Distaccati da quelle cose che ti disper-
dono, voltati a guardare il Bene, se vuoi portare ordine e giusta misura in tutto il disordine
che c'e dentro e Iuori di te". Si potrebbe dire, insomma, che dobbiamo riuscire a rimettere in
equilibrio i rapporti tra gli uomini se vogliamo ritrovare le basi della nostra societa e il senso
della nostra storia. Gli strumenti per arrivare a questo traguardo, la bussola per orientarci tra
i marosi, ognuno li cerchi liberamente dove vuole, ma nessuno sIugga al bisogno insoppri -
mibile di volare un po' piu alto, ogni giorno.
MAURIZIO
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Ricordiamo i 12 bambini che con il Bat-
tesimo, resi Iigli di Dio, sono entrati nella
comunita cristiana:
Bonsignore Valentina
Bottinelli Simona
Fioletti Pietro
BanIi Gaia
Donadini Filippo
Vaccaro Manuela
Montalbano Vanessa
Montalbano Roberta
Vanelli Lorenzo
Merlo Andrea
Lando Marco
Merlo Luana
Chiediamo al Signore che accompagni
nella loro crescita i cinque bambini che
hanno ricevuto per la prima volta la co-
munione. Doni Iorza ai diciotto ragazzi
che hanno ricevuto il dono dello Spirito
Santo nella Cresima conIermando cosi il
loro impegno di vivere come cristiani.
Ricordiamo le sei coppie che, nella nostra
comunita, hanno consacrato il loro amore
nel Matrimonio, perche siano sempre se-
gno dell'amore di Dio:
Grisoni Matteo e Capiaghi Barbara
Carnelli Franco e Ramuscello Debora
Gibellini Alberto e Dametto Maristella
Pini Giorgio e Fascia Monica
Lupica Spagnolo Bettino e
Albini Annabella
MaIIia Giancarlo e Piazza Elisabetta
AIIidiamo alla bonta e alla misericordia
del Padre i nostri 10 Iratelli che dormono
il sonno della pace in attesa della risur-
rezione:
Bernasconi Bambina di anni 76
Varsalona Filippo di anni 60
Galli Tobia di anni 84
Papis Elsa di anni 82
Quadranti Clemente di anni 85
Ghielmetti Arnoldo di anni 76
Castelli Teresa di anni 84
Bernasconi Pio di anni 83
Peiti Martino di anni 73
Robbiani Gilberto di anni 28
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IL DIRITTO ALLA VITA
LA NUOVA "QUESTIONE SOCIALE"
Domenica 4 febbraio si e celebrata la
Giornata per la Jita. Nella celebra:ione
della Messa delle ore 10.00 abbiamo avu-
to modo di ascoltare la testimonian:a di
una volontaria che opera presso il Centro
di Aiuto alla Jita di Como. Alcuni poi
hanno partecipato, sabato 3, nel pomerig-
gio, al convegno sul tema "Ripensare alla
vita" dove e intervenuto Carlo Casini. Per
continuare la riflessione proponiamo un
suo intervento in occasione di questa
Giornata.
Rileggo un passaggio dell'enciclica "Evange-
lium vitae": "Come un secolo Ia a essere op-
pressa nei suoi Iondamentali diritti era la clas-
se operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne
prese le diIese proclamando i sacrosanti diritti
della persona del lavoratore, cosi ora, quando
un'altra categoria di persone e oppressa nel
diritto Iondamentale alla vita, la Chiesa sente,
con immutato coraggio, di dover dar voce a
chi non ha voce. Il suo e sempre il grido evan-
gelico in diIesa dei poveri del mondo, di
quanti sono minacciati, disprezzati ed oppres-
si nei loro diritti umani".
A quale categoria di persone pensa Giovanni
Paolo II ? Lui stesso risponde: "Ad essere
calpestata nel diritto Iondamentale alla vita e
oggi una moltitudine di esseri umani deboli e
indiIesi, come sono, in particolare, i bambini
non ancora nati". Questo pensiero del Papa
che paragona la "questione operaia" alla que-
stione dei bambini non nati e molto Iorte e
merita di essere preso sul serio, il Papa propo-
ne la questione del diritto alla vita come "nuo-
va questione sociale".
Oltre le apparenze si tratta sempre di ricono-
scere che l'uomo non e mai una cosa. Anche
quando e piccolissimo e invisibile come il
bambino non ancora nato, nascosto nel seno
materno o racchiuso in una provetta di un la-
boratorio di biologia egli e una "persona".
Ora il modo con cui viene aIIrontata la que-
stione dei diritto alla vita illumina od oscura
l'intero orizzonte sociale.
A ben guardare il problema e sempre lo stes-
so, chi e l'uomo e qual'e il senso della sua
vita. Si puo dire, percio, che al piu piccolo e
piu povero tra gli esseri umani - quale e il
bambino non ancora nato, minacciato di mor-
te proprio da chi piu dovrebbe diIenderlo (i
genitori, i medici, lo Stato, la cultura) - giun-
ge tutta la dottrina sociale della Chiesa e da
qui riparte per costruire una nuova societa,
piu giusta, piu umana, piu solidale. Dunque il
pensiero del Papa e terribilmente impegnativo
per tutti i cristiani e per tutti gli uomini di
buona volonta. Giovanni Paolo II non esita a
usare il linguaggio piu Iorte e a allargare al
massimo l'orizzonte. E in corso un conIronto
epocale e planetario tra la cultura della morte
e quella della vita. La prima produce "struttu-
re di peccato", una "guerra dei potenti contro i
deboli", una "congiura contro la vita" (EV,
12). La seconda parte dall'aIIermazione che
"sul riconoscimento del diritto alla vita si Ion-
da l'umana convivenza e la stessa comunita
politica" (EV.2) e, conseguentemente, proprio
contemplando il cuore del piu piccolo tra gli
uomini, il concepito (ma anche ogni povero,
malato, handicappato, morente) restituisce ve-
rita a ogni concetto Iondamentale del nostro
vivere civile: eguaglianza, liberta, solidarieta,
laicita, democrazia, diritto, stato di diritto,
pace. La sIida e lanciata alla moderna cultura
sociale e politica sul suo stesso terreno. La li-
berta e la Iacolta di realizzarsi anche calpe-
stando l'altro o e la capacita di amare l'altro?
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Come parlare di solidarieta e di attenzione privilegiata agli ultimi se cancelliamo il piu povero
di tutti? Come puo esistere una vera compiuta democrazia se accettiamo la discriminazione di
intere categorie di persone, riIiutando cosi il principio di eguaglianza? La legge si identiIica con
la Iorza oppure deve incarnare la giustizia? Che cosa distingue lo Stato da una associazione a
delinquere ben organizzata? Non e Iorse il diritto alla vita la ragione della pace e non e Iorse la
guerra il Iatto di organizzarsi per uccidere? Agire "laicalmente" signiIica Iorse rinunciare alla
certezza di qualsiasi valore, persino a quello della vita umana da cui scaturiscono tutti i diritti
Iondamentali? Che ne sara allora di tutta la moderna dottrina dei diritti umani?
Sono domande tanto inquietanti quanto insistenti nell'Enciclica. Esse devono essere prese sul
serio. Soprattutto dai cattolici. Molti tra essi devono cessare di considerare l'aborto un problema
secondario, una semplice questione di "coscienza", che soltanto una "Iissazione" ecclesiale con-
tinuerebbe inopportunamente a sollevare. Naturalmente cio vale anche per i temi dell'eutanasia
e per molti aspetti della procreazione artiIiciale e della manipolazione di embrioni. L'enciclica
Evangelium vitae con il passaggio che stiamo commentando intende porsi sullo stesso piano di
quella che Iondo cento anni Ia la dottrina sociale della Chiesa e suscitare la stessa ampia mobili -
tazione a tutti i livelli. Insomma essa vuole e deve determinare qualcosa di grandiosamente nuo-
vo e di straordinariamente positivo. Non a caso il Papa conia una espressione nuova: "popolo
della vita". Non ci sono specialisti o monopoli. La diIesa della vita e compito di tutta la Chiesa
come tale e ciascuno si deve sentire impegnato senza esclusioni. L'espressione "popolo della
vita" si allarga a tutti gli uomini di buona volonta e apre prospettive uniIicanti anche nel campo
piu strettamente ecclesiale quando il Papa parla di "ecumenismo della vita".
Vengono in mente le parole della Chiesa italiana quando, nel 1978, Iu approvata la legge
sull'aborto: "la Chiesa non si rassegna e non si rassegnera mai". Non sono parole di rancorosa
chiusura, ma di aperta speranza. La societa italiana e trasIormata da una Irammentazione priva
di progetto in cui l'ispirazione cristiana sembra costretta a un ruolo marginale. Ma tutto il "po-
polo della vita" deve ripetere e tradurre in opere rinnovatrici il suo essenziale messaggio: "Per
ritrovare speranza bisogna avere il coraggio di dire la verita: la vita di ogni uomo e sacra!".
CARLO CASINI
(parlamentare europeo, presidente del Movimento per la Jita)
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...LA SNT1 QULLA VOC...?"
Parole di una "passata" canzone, per ricordare a ragazzi e giovani che la voce dell'Oratorio
non tace: le proposte, gli inviti, le iniziative continuano, si ripetono, si rinnovano; 'Ioglini e
Ioglietti' vengono stampati, distribuiti; la "voce" circola...ma..."la senti quella voce?" Senti-
re, ascoltare la Voce che chiama all'incontro, alla crescita insieme, alla Iormazione, al servi-
zio; e la voce dell'Oratorio; e scusate se diciamo poco: voce dell'Oratorio signiIica voce del-
la Chiesa, della tua comunita che ti invita, voce dunque di Gesu stesso che ti chiama anche
attraverso questi inviti perche da te, ragazzo e giovane, si aspetta molto, soprattutto, a te,
vuole donare molto, tutto, il meglio che tu cerchi, desideri, vuoi. Le proposte che seguono
sono un invito a continuare o ritrovare la strada che ci mette in contatto con la Voce di Colui
che ci ama e ci conosce, con le voci di tanti altri amici con i quali e possibile Iare un pezzo
di strada insieme!
DON SERGIO
PROPOSTE
Per elementari e Medie
ogni domenica dalle ore 14.30 alle ore
18.00. Insieme per un pomeriggio in
amicizia attraverso il gioco, le attivita, la
Iesta, l'incontro.
Per le superiori
ogni giovedi sera e ogni sabato sera, dal-
le 20.45 alle 23.00... In particolare al sa-
bato, proposte di attivita diverse... Tenere
d'occhio gli avvisi speciIici delle varie
serate!
La Quaresima
una marcia in piu nella vita di fede
per arrivare alla Pasqua
interiormente trasformati.
Le elementari e le medie, con i catechisti e
tramite l'Oratorio domenicale, seguiranno un
preciso cammino di preparazione sui passi di
Gesu, del Papa e dei Missionari.
Quaresima per le superiori e i giovani:
- la catechesi: ogni lunedi a iniziare dal 26
Iebbraio per i gruppi di 1 superiore, 2-4 su-
periore, dalla 5 superiore Iino ai 21 anni:
Lunedi 26 Iebbraio e lunedi 4 marzo in Ora-
torio alle ore 20.45.
Lunedi 11 - 18 - 25 ritrovo in piazza alle
20.15 per partecipare ad Olgiate alla Quare-
sima Giovani.
- la preghiera: ogni Venerd S. Messa alle
6.30 con la recita delle lodi (chi io desidera
puo Iermarsi, dopo la Messa, per la colazio-
ne in Oratorio)
- la carit: impegno a vivere la sobrieta im-
parando a destinare parte del nostro denaro
ai Iratelli piu poveri. La raccolta dei Irutti
della nostra solidarieta si terra la DOMENI-
CA delle Palme, il 31 marzo. E anche impe-
gno a mettere le proprio capacita e il proprio
tempo a servizio dei Iratelli: viviamo dunque
con generosita le varie attivita di servizio (in
Oratorio, nella catechesi ai bambini, nel vo-
lontariato presso la Casa Alloggio....)
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Invito alla, lettura...
pag. 1 Noi e la Pace
pag. 3 Insieme sulle orme della Pace
pag. 5 Quaresima: una comunita per il mondo
pag. 6 La pagina degli avvisi
pag. 7 Il Papa a Como
pag. 8 InIormazioni e prenotazioni
pag. 9 Daniele Comboni
pag. 10 Bilancio G.A.M. '95
pag. 11 La Posta
pag. 12 Hanno detto di lui...
pag. 13 InIormazioni su....
pag. 14 Pellegrinaggio in Terra Santa
pag. 15 Volare un po' piu alto!
pag. 16 AnagraIe: anno 1995
pag. 17 II diritto alla vita
pag. 19 Oratorio: "la senti questa voce?"
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