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3.

risultati
Il nostro interesse principale era quello di valutare la differenza tra i pazienti con AD e il gruppo di soggetti
sani nella capacit di memoria tra le condizioni di parole cantate o parole parlate. Abbiamo utilizzato il
modello ANOVA usando la misura di precisione Pr (% successo - % falsi allarmi; Snodgrass & Corwin, 1988).
A causa delle differenze di gruppo, il genere stato incluso come fattore inter-individuale nellanalisi
iniziale. Questanalisi non ha rilevato effetti dovuti al genere o interazioni con esso. I dati sono stati poi
analizzati nuovamente escludendo il fattore di genere e i risultati sono stati rilevati come segue.
Per valutare la precisione (Pr) abbiamo realizzato differenti misurazioni con il modello ANOVA con i fattori
di gruppo (gruppo dei pazienti con AD e gruppo di soggetti sani) e le condizioni sperimentali (parole cantate
e parole parlate). LANOVA ha evidenziato molti effetti dovuti al gruppo [F(1,22)=32.72, p<.001], vista la
migliore performance del gruppo di controllo nel compito di riconoscimento, e alla condizione
[F(1,22)=5.68, p=.026], visto che la precisione tra i gruppi era migliore per la condizione parole cantate
(.58) rispetto a quella parole parlate (.53). Unito a questi effetti principali, lANOVA ha rilevato un effetto
di gruppo in base alla condizione [F(1,22)=15.62, p=.001]. Per chiarire queste interazioni sono stati condotti
t-test a campioni appaiati. Ci ha evidenziato che la precisione era maggiore nella condizione parole
cantate rispetto a quella parole parlate nel gruppo dei pazienti con AD [t(11)=3.868, p=.003], ma questo
non valeva per il gruppo di controllo [t(11)=1.325, p=.212] (vedi Figura 1).
4.DISCUSSIONE
Lobiettivo principale di questo studio era quello di determinare fino a che punto la musica pu essere
usata per migliorare la memoria riguardo ad una associata informazione verbale in pazienti affetti da AD e
nel gruppo di controllo. I risultati hanno confermato la nostra ipotesi che i pazienti con AD avrebbero avuto
una performance migliore nel riconoscimento dei testi quando questi erano accompagnati da una
registrazione cantata rispetto a quella parlata. Tuttavia, contrariamente a quanto ipotizzato, nel gruppo di
controllo non stato rilevato un miglioramento significativo dovuto alla musica.
Questi risultati suggeriscono una fondamentale differenza nei processi di codifica e recupero in entrambe le
condizioni sperimentali e tra i pazienti con AD e il gruppo di controllo. Una possibile spiegazione del
miglioramento di performance nella condizione cantata nei pazienti con AD, che in genere riportano una
degenerazione della corteccia cerebrale e unatrofia dellippocampo che compromette il normale
apprendimento episodico, che gli stimoli associati a una musica permettono una codifica pi diversificata.
Lelaborazione musicale coinvolge una complessa architettura neurale comprendendo diverse aree del
cervello, incluse le aree sottocorticali come i gangli della base, il nucleo accumbens, il tegmento ventrale,
lipotalamo e il cervelletto (Grahn, 2009; Levitin & Tirovolas, 2009; Limb, 2006) e aree corticali come la
corteccia prefrontale mediale (Janata, 2009) e la corteccia orbitofrontale (Limb, 2006), le quali subiscono
una degenerazione lenta nei pazienti con AD comparate ad aree del cervello tipicamente associate con la
memoria (Thompson et al., 2003). Per queste ragioni, nel caso di pazienti con AD gli stimoli accompagnati
musicalmente nella condizione cantata potrebbero creare una pi forte associazione in codifica rispetto agli
stimoli accompagnati dalla semplice registrazione del parlato. In aggiunta stato dimostrato come
lapprendimento musicale comporti sincronizzazione nei correlati neurali associati allapprendimento
verbale e alla memoria (Thaut, Peterson, & McIntosh, 2005), e questa attivit neurale sincronizzata
potrebbe essere alla base della pi composita codifica e recupero. Lapprendimento musicale comporta
uno schema neurofisiologico intricato per la mappatura delle informazioni verbali in uno spazio temporale
e tonale e questo schema potrebbe essere utilizzato durante il recupero per aiutare il riconoscimento o il
ricordo di testo. Per il gruppo di controllo che presenta intatti i circuiti corticali legati alla memoria,
possibile che la relativa semplicit del compito di riconoscimento non attiva la necessit di reclutare aree
del cervello solitamente inutilizzate per la memoria di riconoscimento, come apparso nellassenza di
differenza tra le condizioni cantata e parlata. In altre parole, non ci sarebbe la necessit di affidarsi
olisticamente a tutte le strutture per la memoria musicale at the part of the performance scale where
control subjects scored.
tuttavia possibile che i deficit dell attenzione in pazienti con AD (Perry & Hodges, 1999), e la capacit
della musica di moderare questi deficit aumentando lattivazione fisiologica (Thompson, Schellenberg, &
Husain, 2001), sia responsabile delleffetto dovuto alla condizione nel gruppo dei pazienti con AD. Per cui i
possibili effetti degli stimoli musicali nel presente esperimento richiedono ulteriore analisi. La piacevolezza
e lallegria insita nelle canzoni per bambini utilizzate potrebbero aver aumentato la capacit di contrazione
durante la presentazione degli stimoli sonori, portando a una codifica pi accurata e a un migliorato
riconoscimento. Ancora una volta, per i soggetti del gruppo di controllo che non presentavano deficit
dellattenzione, il presente studio pu aver creato una situazione in cui gli eventuali benefici della musica
dal punto di vista attenzionale non si sono resi necessari.
Futuri esperimenti possono analizzare pi affondo queste due possibilit, manipolando la difficolt del
compito per eliminare general scaling effects e limitare le risorse attenzionali disponibili nei soggetti sani al
fine di normalizzare le abilit tra i due gruppi. Per esaminare gli effetti persistenti dellattivazione fisiologica
indotta dalla musica sui successivi stimoli non-musicali, studi follow-up potrebbero anche controllare
lordine di presentazione degli stimoli. Sarebbe importante anche capire meglio quali sarebbero le
specifiche qualit per un effettivo apprendimento musicale. Per esempio, il miglioramento nei pazienti con
AD rimarrebbe lo stesso se gli stimoli venissero presentati senza accompagnamento musicale e venissero
cantate le sole parole del testo?
Per concludere, i nostri ritrovamenti offrono molte possibili applicazioni nel trattamento e nella cura dei
pazienti con AD. La natura multidimensionale degli stimoli studiati e il disegno unidimensionale del
riconoscimento del testo suggerisce che si potrebbe utilizzare lapprendimento musicale per insegnare
nuova informazione ai pazienti con AD, e che questa informazione pu essere recuperata con varie
modalit. Ulteriori ricerche possono studiare, per esempio, la possibilit di presentare in forma cantata ai
pazienti con AD informazione pratica e quotidiana. Capire la natura dellelaborazione musicale e della
memoria in pazienti con AD potrebbe portare allo sviluppo di terapie efficaci e comprensive per questa
diffusa e crescente demenza.