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RONAGO '94-N.

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INVITO ALLA LETTURA :
pag. 1 Festa della Madonna: programma,
pag. 2 Preghiera a Maria
pag. 3 Una festa di famiglia
pag. 4 II Fooc e Fiamm
pag. 5 Verbale del Consiglio pastorale parrocchiale
pag. 7 II nuovo Piano Pastorale: "Vangelo, Martirio, Carit"
pag. 8 Caritas: per condividere un'idea
pag. 10 Pagina del G.A.M.
pag. 11 Corrispondenza missionaria
pag. 13 Provocazione rivolta alla responsabilit di tutti
pag. 14 Storia di Akidi, regina di Kalongo
pag. 15 Fra i ricordi di una catechista...
pag. 16 Grazie Maestro!
pag. 17 Oratorio:
- Non solo cronaca...
- Grest 94: sogni e ... realt
RONAGO '94-N.4
FESTA DELLA MADONNA DELLA CINTURA
MADRE DELLA CONSOLAZIONE.
La preparazione:
Da Venerdi 19, a Sabato 27 . ogni giorno alle ore 19.45 recita del Rosario e S. Messa
Domenica 21, alle ore 20.00, recita del Rosario e solenne esposizione della statua della Madonna.
Confessioni:
Giovedi 25, ore 15.00 ConIessioni per i ragazzi
Venerdi 26, ore 9.00 S. Messa e ConIessioni per anziani e casalinghe
ore 20.00 Celebrazione penitenziale comunitaria per giovani e adulti;
sono invitati i coscritti del 76.
Sabato 27, dalle ore 15.00 alle ore 18.00 ConIessioni; ore 19.45 Rosario e S. Messa.
LA FESTA: DOMENICA 28 AGOSTO
ore 7.30 S. Messa
ore 10.00 S. Messa
ore 14.30 Preghiera comunitaria, processione,
Segue la benedizione e il bacio della reliquia.
Al termine: INCANTO DEI CANESTRI
Per tutta la giornata aperta la PESCA di beneficenza.
LA PROCESSIONE:
A Maria, Madre della Consolazione, aIIidiamo le nostre Iamiglie; a Sei portiamo le nostre preoc-
cupazioni, le Iatiche e le soIIerenze. Da Lei invochiamo Iorza, pazienza, serenita, Iedelta, unita e
amore in tutte le nostre case.
Il percorso: via P. Fontana, v. Serafino, v. Bellaria, v. Ambrosoli, via Milano, Pia::a chiesa.
I GIOVANI DEL '76 sono invitati a portare la statua della Madonna.
I CANESTRI: si ricevono in casa parrocchiale e verranno incantati sul piazzale della chiesa
dopo la processione de! pomeriggio di domenica 28.
LA PESCA: sara aperta dopo la S. Messa delle 7.30 di domenica 28 agosto e continuera
Iino ad esaurimento biglietti.
A tutti Grazie!
E questa la parola che vorrei giungesse a tutti, indistintamente. gra:ie' Gra:ie, non solo per
le offerte a sostegno della nostra Parrocchia, non solo per il tempo e la dedi:ione prestati per
preparare, allestire, far riuscire la nostra festa, ma soprattutto gra:ie per essere insieme co-
munita, gra:ie per la fede che ci aiutiamo a vivere, per la speran:a che ci sfor:iamo di comu-
nicare, per la carita che tentiamo di vivere. Gra:ie non solo per quello che facciamo, ma so-
prattutto per cio che siamo, per cio che insieme formiamo. la chiesa di Gesu.
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RONAGO '94-N.4
La festa deIIa Madonna
PRECHIERA A MARIA,
MADRE DELLA COASOLAZIOAE.
Jergine consolatrice,
quante croci,
quante sofferen:e,
quante lacrime
ci sono nel mondo.
Tu, Jergine della consola:ione,
rendi piu leggere le nostre croci,
rendi piu sopportabili le nostre sofferen:e,
rendi meno amare le lacrime.
Fa, o Maria,
che gli affamati abbiano un pe::o di pane,
che coloro che non nonno voce trovino chi li ascolti,
che gli emarginati siano ancora accolti,
che gli sfiduciati riacquistino speran:a,
che tutti i sofferenti suino confortati
da anime generose.
Tu Jergine della Consola:ione,
asciuga le lacrime di chi e provato dal dolore,
rasserena lanimo burrascoso
di chi e in preda alla dispera:ione,
rimargina le ferite dei cuori spe::ati dalle offese,
porta conforto a chi e nella solitudine.
Tu, Jergine della consola:ione,
fa che ognuno di noi porti gioia, pace, amore
a tutti coloro che hanno bisogno di conforto.
Lode e onore a Te, Jergine della Consola:ione,
per tutti i secoli dei secoli.
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La festa deIIa Madonna
UNA FESTA DI FAMIGLIA
Festa della Madonna della Cintura,
Madre della Consolazione.
la festa pi 'sentita
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dell'anno dove tut-
ti i ronaghesi, anche quelli che per motivi
diversi sono lontani, tornano in paese
per rivivere, intorno alla Madonna, una
giornata 'in famiglia'.
Festa di famiglia: la famiglia parroc-
chiale che si ritrova, che di nuovo si riu-
nisce, che insieme riprende ormai il
cammino di un nuovo anno, simbolica-
mente richiamato dalla solenne proces-
sione per le vie del paese. Ed bello
sentirsi cos, ancora famiglia: insieme,
legati da un non so che di antico e di
nuovo che riaffiora, non solo da quanto
esteriorit, tradizione, rito, ma bens
da quel sentire insieme il richiamo pro-
fondo di una fede che da generazione in
generazione arrivata, come un'onda
grande e fresca, ad avvolgere anche la
nostra esistenza, insieme a quella di
quanti qui, in questa terra, prima di noi
sono passati.
Famiglia dunque quella che si ritrova at-
torno a Maria: famiglia che rivive, che si
interroga, che prega per ottenere conso-
lazione, coraggio, capacit di non lasciar
venir meno questo legame fatto di fede,
di tradizione, di condivisione di vita.
in questa festa che ogni singola fami-
glia chiamata a ritrovarsi, con le altre,
con Maria, Madre di famiglia.
in questa festa che ognuno chiama-
to a pregare per la sua e per tutte le fa-
miglie; per quante, stordite da problemi
e difficolt o tentate da false voci appa-
rentemente pi facili e suadenti, fanno
ora maggior fatica a trovare serenit, ar-
monia, unit.
Maria, madre della consolazione doni a
ogni nostra famiglia la grazia del suo af-
fetto, della sua vicinanza del suo soste-
gno, che altro non che l'affetto, la vici-
nanza e il sostegno di Ges stesso che,
attraverso l'intercessione della Madre, ci
accoglie come figli e fratelli nell'abbrac-
cio della sua misericordia.
Che le nostre famiglie riscoprano la gioia
del perdono che viene da Ges, gustino
di nuovo il saporoso Pane che Lui ci
dona ad ogni Messa, sostegno e nutri-
mento per ogni relazione d'amore; ritro-
vino nella preghiera e nella saggezza
semplice del Vangelo le radici di uno sti-
le di vita radicato nella Provvidenza,
aperto alla fraternit, costruito su una fe-
delt quotidianamente conquistata e sul-
la gratuit di un amore aperto e attento
alla vita di ciascuno.
Trovino in Maria, le nostre famiglie, un
punto di riferimento che richiama tutti a
una vita cristiana pi vera e consapevo-
le, perch solo cos pu riprendere sa-
pore e colore il vivere insieme, nelle no-
stre case, nel nostro paese, il vivere in
famiglia.
DON SERGIO
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RONAGO '94-N.4
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RONAGO '94-N.4
ConsigIio pastoraIe parrocchiaIe
VERBALE
DEL 1 GIUGNO '94
Mercoled 1 giugno, si svolta l'ultima riunione
de! Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Don Sergio ha aperto l'incontro con una rifles-
sione sul piano pastorale del Vescovo; pi pre-
cisamente laddove si parla della "comunione dei
santi". Cos scrive il Vescovo: "Ogni credente
veramente convertito abitato dallo Spirito San-
to che lo conforma nell'essere e nell'agire al Si-
gnore Ges. Lo Spirito che vive in ogni fedele
numericamente uno. Cos, si pu e si deve par-
lare della comunit, i cui membri in grazia han-
no 'un cuor solo e un'anima sola'". La comunio-
ne dei santi il legame che ci accomuna tutti e
per 'santo' si intende ogni battezzato, perch
ognuno di noi abitato dallo Spirito Santo; Lui
che ci fa santi. Comunione dei santi vuol dire,
quindi, riconoscere questo mistero di unit. Tut-
to questo, per, porta ad alcune conseguenze:
a) giusto criticare la chiesa quando ci si di-
mentica di essere la Chiesa? Noi siamo la chie-
sa perci ogni verifica nella comunit deve es-
sere pure una verifica su ciascuno di noi.
b) non siamo mai soli: siamo parte di una fami-
glia che sempre in cammino.
c) tutti siamo chiamati alla santit: dobbiamo
coltivarla attraverso una vita spirituale persona-
le e insieme come comunit. questa comunit
che deve santificarsi con l'aiuto di ogni membro;
ci deve essere uno scambio, non solo di beni
materiali, ma anche spirituali. Nella comunit
dei santi siamo chiamati a sostenerci l'uno con
l'altro. Come? Mettendo la nostra vita nelle mani
di Dio perch ne tragga benefici per altri. Le no-
stre poche cose messe nelle Sue mani diventa-
no aiuto per gli altri. importante quindi lavora-
re per arricchire il tesoro di grazia, di bene che
ciascuno di noi ha ricevuto. Siamo chiamati a
lavorare per Lui, a mettere nelle Sue mani il tan-
to o il poco che riusciamo a fare, nella certezza
che nelle Sue mani diventa bene per tutti.
Dopo la riflessione siamo passati al punto
dell'ordine del giorno che riguardava la verifica
del lavoro svolto dalla comunit durante l'anno.
Don Sergio ha richiamato l'obiettivo che ci era-
vamo proposti all'inizio dell'anno: far incontrare
la gente, favorire l'incontro e l'esperienza di co-
munit.
Dalla verifica ecco alcune osservazioni:
- occasioni di incontro non ne sono mancate,
sia momenti di preghiera che di formazione o di
festa. Dobbiamo per imparare a partecipare
pi attivamente e ad assumere ognuno i propri
ruoli; non solo esserci, ma anche animare, as-
sumendo maggiormente le proprie responsabili-
t.
- tante volte ci si incontra, ma quello che man-
ca l'entusiasmo, anche nelle celebrazioni, nel-
la preghiera.
- sono sempre gli stessi che si incontrano; si fa
fatica a coinvolgere altri.
Tina ha aggiunto che il discorso che va per la
maggiore quello del demandare. Per Marco
l'entusiasmo viene a mancare nel momento in
cui si perde il gusto del credere. La comunit
una rappresentanza di persone, tutti devono
sentirsi partecipi, magari invitando la persona
ad assumere una responsabilit cos da farle
capire che ognuno ha un proprio ruolo. Per
Giancarlo importante trovare delle forme nuo-
ve di coinvolgimento. Stabilire dei rapporti, dei
contatti; fare degli incontri mirati su argomenti
che possano interessare (famiglia, figli,
lavoro...) cos da poter poi continuare un'amici-
zia che eventualmente si former tra i parteci-
panti.
Ci ricorda don Sergio che alla base di tutto ci
deve essere una riscoperta della fede; i! sentirci
parte di un corpo la conseguenza del rendersi
conto di essere chiamati da Dio, un Dio che ha
un progetto per ciascuno di noi. Questo sar da
tener presente per un lavoro futuro. Agostino
dice che quello che conta a volte la testimo-
nianza. La riscoperta della fede deve essere per
prima nostra, per primi non la dobbiamo sentire
come un peso; da qui poi creare l'entusiasmo
negli altri. Nei nostro modo di vivere quotidiano
il cristianesimo sembra qualcosa che butta a
terra, quando invece il mondo propone di tutto
per essere felici subito.
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RONAGO '94-N.4
ConsigIio pastoraIe parrocchiaIe
Dobbiamo essere i primi ad avere un po' pi di
gioia e portarla agli altri. Per Erminia si potreb-
bero, per l'anno prossimo, diminuire le attivit,
perch nel fare tante cose non si ha mai il tem-
po di fermarsi e chiedersi a che punto si arri-
vati. Le attivit dovrebbero essere fatte assieme
e impostate in base anche alle esigenze delle
persone. Si dovrebbe dare la possibilit di esse-
re pi vicini alla gente. Don Sergio ha rilevato
due grossi bisogni che sono emersi dagli inter-
venti:
1. bisogno di crescita personale: trovare pi
spazi per riflettere, per formarsi.
2. bisogno di concretezza: attuare qualcosa di
preciso di quanto viene individuato come impor-
tante.
Si poi parlato della giornata della carit in pro-
gramma per il 12 giugno. un'idea che viene
dalla chiesa italiana e ha come scopo quello di
sensibilizzare la comunit circa la carit che
non delega a qualcuno, ma impegno di tutti. l
cammino di preparazione ha inizio gi a partire
dalle giornate eucaristiche; ci saranno poi alcuni
momenti specifici per gli anziani, i catechisti e le
famiglie e infine l'assemblea parrocchiale del 10
giugno. giovani hanno lavorato, durante le se-
rate di catechesi, su un questionario che la
commissione carit della Zona ha inviato alle
parrocchie. l toro lavoro sar visibile tramite
una mostra che hanno allestito. Per quanto ri-
guarda l'attivit caritativa zonale, stato definito
lo statuto dell'associazione "Porte aperte" che
vuole favorire tra le parrocchie l'accoglienza
verso le varie forme di bisogno.
Sono poi state presentate le attivit estive: ora-
torio serale in giugno, con attivit organizzate
per le classi superiori; oratorio pomeridiano per
tutto il mese di luglio; vacanze in val Gerola in
agosto (due turni) e infine il Grest.
Per quanto riguarda le comunicazioni dei vari
gruppi si accennato ad alcune idee studiate in
commissione amministrativa circa la sistemazio-
ne del campetto di pallavolo (recinzione), dei lo-
cali sotto la casa parrocchiale in vista di una
possibilit di accoglienza immediata; della siste-
mazione del palco (per questo sarebbe augura-
bile la disponibilit di persone volontarie dispo-
nibili...).
LE SEGRETARIE.
Un gruppetto di uomini (pensio-
nati) hanno rifatto, nel mese di
giugno, l'inverniciatura di tutte
le finestre dell'Oratorio e della
chiesa e hanno collaborato
all'imbiancatura dei due coretti
Un grazie particolare a nome di
tutta la Parrocchia, con l'augu-
rio che anche altri, sappiano
mettere le loro capacit e il loro
tempo a disposizione della co-
munit... i lavori non mancano:
basta farsi avanti!
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RONAGO '94-N.4
Indicazioni pastoraIi
// nuovo Piano pastorale per il triennio 1995-1997.
VANGELO, MARTIRIO, CARIT.
In queste tre parole, il nostro Vescovo, ha trac-
ciato il piano di lavoro per tutta la chiesa di
Como nei prossimi tre anni. Come primo ap-
proccio alle indicazioni che il Vescovo ci sugge-
risce proponiamo, attraverso le sue parole, la
parte che ne esplicita la scansione, la meta e /
contenuti di questo cammino. In seguito, dopo
l'incontro con il Consiglio Pastorale, prendere-
mo in considerazione le indicazioni relative al
prossimo anno.
Dal nuovo Piano pastorale diocesano:
a) Anniversari diocesani: un triennio.
La nostra Diocesi si affaccia, nel prossimo trien-
nio, su tre eventi storici riguardo ai quali siamo
debitori. 1995: novecento anni dalla consacra-
zione della Basilica di S. Abbondio (anno 1095);
1996: seicento anni dall'avvio dei lavori della
nuova Cattedrale (anno 1396); 1997: diciassette
secoli dall'uccisione dei primi martiri in terra co-
masca (anno 297). l Piano pastorale che pro-
pongo preciser i cammini di un triennio, che
verr illuminato e arricchito dalla scansione di
questi anniversari diocesani.
b) Meta deI triennio di cammino pastoraIe.
1997: il mistero eucaristico.
(collegato all'uccisione dei primi martiri)
Nell'anno 1997 mobiliteremo la nostra chiesa
diocesana nella celebrazione di un grande Con-
gresso eucaristico. L'aspetto da approfondire
il pi fondativo: quello dell'unit nella carit, cio
della vita di unione a Cristo; quello de! 'Corpo
dato
1
, e del 'Sangue versato'. Dovremo cio,
formarci a rendere attuale l'Eucaristia e a fare
dell'Eucaristia celebrata convivialmente
un'Eucaristia vissuta, attraverso l'Eucaristia
adorata gratuitamente.
c) Tappe di avvicinamento.
due anni di preparazione coincidono con due
itinerari di conversione:
1995: il sacramento del Battesimo.
(collegato alla consacrazione dei tempio
di S. Abbondio)
il fondamento della splendida eredit coi San-
ti, che abbiamo ricevuto. i! tesoro da trasmet-
tere a tutti... la dignit dei nostro essere che
vogliamo annunciare.
1996: il sacramento della Confermazione.
(collegato alla costruzione della Catte-
drale)
Anno aperto a gustare la grazia del sigillo dello
Spirito donato. Per consentire l'espressione di
una pi coraggiosa testimonianza, di vita mis-
sionaria, di partecipazione...
1995-1996-1997: Battesimo, Confermazione,
Eucaristia-Carit. Tre anni di riscoperta e di rivi-
talizzazione del percorso catecumenale, ma an-
che di conversione.
d) Ambiti di azione;
Parrocchia, Zona pastoraIe, Diocesi.
La parrocchia, innanzitutto, come comunit sta-
bile e a suo modo completa.
Essa il soggetto vivo e attivo della nuova
evangelizzazione. Essa comunit di fede e di
amore fraterno, fondata sull'Eucaristia; il luogo
normale, quotidiano dell'annuncio del Vangelo e
della celebrazione dei sacramenti.
l triennio pastorale 1995-96-97 ci vedr cos
impegnati ad assimilare e vivere i tre grandi mi-
steri dell'itinerario dell'niziazione cristiana. La li-
turgia, la catechesi, la spiritualit, l'apostolato
dovranno essere espressi in un'unica grande ri-
flessione che, di anno in anno, verr sviluppata
e approfondita.
Per I'anno 1995: iI VangeIo deI battesimo.
Per fanno 1996: iI VangeIo deIIa cresima.
Per fanno 1997: iI VangeIo deIIa carit.
Saranno offerti contributi specifici che aiuteran-
no a uno studio pi approfondito e a una cate-
chesi programmata e vitale. La riflessione de!
primo anno ci aiuter ad approfondire il "Vange-
lo de! Battesimo.
ALESSANDRO MAGGIOLINI,
VESCOVO DI COMO.
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RONAGO '94-N.4
Caritas
Tagliando da riconsegnare in casa parrocchiale .
Io,
(cognome e nome)
abitante in/
(via e numero) (teleIono)
sono disponibile a collaborare per una o pi delle seguenti atti-
vit:
O - sostegno scolastico a raga::i in difficolta
specificare. O -elementari
O -medie
O - superiori
O - disponibilita per unapertura pomeridiana
infrasettimanale dellOratorio, se si .
indicativamente per quanti pomeriggi alla settimana.
O - reali::a:ione di lavori manuali con i raga::i,
eventualmente specificare che tipo di lavori.

O - insegnare a suonare uno strumento...


O - allestimenti teatrali..
O - organi::a:ione di serate per i giovani
O - sostegno a famiglie con raga::i in difficolta
O altro.

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RONAGO '94-N.4
Caritas
PER COADIJIDERE UA'IDEA
Dal documento "Evangeli::a:ione e testimonian:a della Carita".
... "e indispensabile valori::are gli ambienti educativi e i luoghi dove i giovani
vivono, crescono, si incontrano e fra questi la famiglia, la scuola, loratorio, la
comunita cristiana, riservando inoltre unatten:ione privilegiata agli adole-
scenti che, nel contesto della nostra societa, domandano di essere accompa-
gnati con grande passione educativa"...
Anche la nostra comunita, attraverso il gruppo Caritas, desidera Iarsi interprete
di cio che i Vescovi hanno sottolineato.
E per questo che, dopo aver analizzato la situazione, chiede oggi la collabora-
zione di tutti, aIIinche i ragazzi e i giovani possano trovare nell'Oratorio un am-
biente sempre piu accogliente, che sappia nel contempo valorizzare le loro ener-
gie positive.
Invitandovi a compilare l'allegato questionario vorremmo oIIrire ad ognuno la
possibilita di collaborare e di suggerire altre idee o attivita, aIIinche questo sem-
plice progetto si trasIormi in una bella realta.
Alcune mete proposte dal nostro Vescovo
nel nuovo Piano Pastorale:
"Costituire o consolidare la Caritas parrocchiale, in
modo che diventi animatrice di quella fraternit dif-
fusa che ci fa portare i pesi gli uni degli altri, e che
nota non marginale ma costitutiva della Chiesa.
Si adoperi pertanto, la Caritas, a ogni livello, per-
ch le iniziative pastorali del prossimo triennio ma-
turino in un clima di carit e di accoglienza, dando-
ne testimonianza visibile."
"n molte parrocchie e Oratori si svolgono gi meri-
tevoli iniziative di doposcuola, che possono essere
considerate a pieno titolo forme di pastorale scola-
stica. Confrontandosi con le esperienze esistenti,
altre parrocchie si attrezzino per questo servizio".
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RONAGO '94-N.4
La pagina dei G.A.M.
Camminata del G.A.M.
4 settembre 1994
ore 15. 00
Puntuale, dopo la nostra festa, ritorna
per un'altra volta l'appuntamento pome-
ridiano con i bambini, i ragazzi, i giovani,
le famiglie, per la Camminata del
G.A.M., lungo i sentieri, del nostro pae-
se.
VuoIe essere un momento per stare
insieme, grandi e piccoIi per:
- ricordare le "lunghe camminate" dei
missionari lungo le strade e con la gente
d'Africa;
- testimoniare qui la nostra fede e l'ami-
cizia che ci unisce ad Ambrogio, suor
Amelia, P. Philip, P. Tocalli e suor Cateri-
na;
- impegnarci ad essere solidali con le
loro necessit.
Banco vendita.
In dicembre, il 10 e I' 11,
si terr il consueto
Banco vendita a favore
dei nostri missionari.
Tutti possono contribuire alla sua riu-
scita con lavori di vario genere: cucito,
ricamo, pittura, cucina...
Si cerca qualche ricamatrice che vo-
glia generosamente donare un po' del
suo tempo per realizzare lavori su
"centri", asciugamani, tovaglie...
Rivolgersi ad :
Antonietta, Anna, Rosanna.
SOLDARET
CON KALONGO
Scrive P. Egidio :
Kampala 26 giugno 1994
Carissimo don Sergio,
Pace e Bene in Ges a te e a tutta Ronago. Ho
letto ieri 'Ronago '94 n.3: ne sono rimasto com-
mosso! Grazie! Davvero avervi avuti qui con noi
stato un dono grande, reciproco. Vedo con
gratitudine che hai stampato subito anche la cir-
colare sull'ambulanza vittima dell'imboscata (po-
vero P. Dutto, senza gamba, con ferite alla spal-
la destra e alla mandibola...) L'autista Alfonso
ne avr per mesi e mesi... ma speriamo di ri-
metterlo in piedi un giorno; pregate P. Giuseppe
per lui, poveretto, che in cinque anni stato vit-
tima dei ribelli... quattro volte! Sono i nostri laici
che ci amano e rischiano la vita per noi e con
noi. Grazie per la bella presentazione de! Pro-
getto: "Anche noi 'generatori di luce'. La spesa
di venti milioni.... Come vedi ho specificato
1994-95 proprio per dare tempo a chi potr aiu-
tarci.....
Anche la scorsa settimana due macchine (ca-
mions!) in due diversi posti sono stati oggetto di
attacchi e sono finiti in. fumo, con vari morti.
Come fare con i rifornimenti? Ora che hai visto
Kalongo capisci bene le mie, le nostre ansie e
sull'altare ci uniamo a supplicare Dio e la Ma-
donna, tirando il camice a P. Giuseppe. Grazie
de! vostro bollettino, molto ben fatto. Ci aiuta a
"vivere uniti". Un forte abbraccio,
P. EGIDIO.
SOSTEGNO AL PROGETTO:
"Anche noi generatori di luce",
per offrire alla missione di Kalongo il nuovo ge-
neratore di corrente. Quota finale: 20 milioni.
Offerte finora pervenute:
- . 1.968.000 Offerte Mese di Maggio
- . 1.853.000 Offerte da privati
- . 1.000.000 Offerta del G.A.M.
Totale attuale: . 4.821.000.
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RONAGO '94-N.4
La pagina deI G.A.M.
CORRISPONDENZA MISSIONARIA...
Ci scrive Padre Philip Zema:
Carissimi Gamiti,
ho ricevuto l'edizione speciale del Bollettino
"Ronago" che era esclusivamente sull'even-
to importante del ritorno di P. Giuseppe a
Kalongo. La persona che ha fatto il 'reporta-
ge' stata veramente competente per il la-
voro giornalistico che ha fatto, con le sue
descrizioni di tutto ci che ha visto, sentito e
sperimentato, mi ha portato in Uganda, e ho
sentito che partecipavo con tante emozioni.
Grazie!
All'inizio del mese prossimo, mese di luglio,
anch'io partir per l'Uganda per un'assem-
blea continentale per i formatori e promotori
vocazionali dei comboniani in Africa. Vado a
rappresentare le nostre provincie del Togo-
Ghana-Benin. Subito dopo ritorner nel
Ghana anche se prima deve andare a tro-
vare i miei.
Continuiamo a pregare per la pace nel mon-
do, in particolare per Ruanda e Bosnia, ma
anche l'Uganda per intercessione di P. Giu-
seppe. Vi invito anche a pregare per il suc-
cesso della promozione vocazionale e la
formazione alla vita missionaria in Africa.
Prenderemo delle decisioni importanti e fa-
remo delle scelte di metodologia, durante
l'Assemblea, per migliorare il nostro lavoro;
ma il vero successo in questo campo non
dipende dalla metodologia, ma dal Signore,
perch Lui che continua a chiamare i gio-
vani a seguirlo ed Lui che ha detto di pre-
gare il Signore della messe perch mandi
gli operai.
Vi assicuro del mio ricordo nelle preghiere.
P.PHIUP Z.
Grazie P. Philip per la tua lettera; nell'incontro
di preghiera del mese di luglio, insieme, ti ab-
biamo raccomandato al Cuore di Ges, pre-
gando per la pace e le vocazioni. I Gamiti.
Da Nairobi, in Kenya, ci scrive suor
Amelia:
Carissimi, come state?
Come va !a vita l? mmagino che, dopo
l'Emmaus di Kalongo, anche Ronago sia di-
ventata una piccola Emmaus... Beh, forse
sto sognando, ma meglio non mettere li-
miti alla provvidenza di Dio, non vi pare?
Ecco, quindi, i miei auguri a tutti i gamiti che
accompagno con tanta preghiera proprio
perch sappiano lasciarsi condurre dal Si-
gnore ed essere testimoni di Lui come ha
fatto P. Giuseppe. A questo punto oso chie-
dere a ciascuno di voi tanta preghiera pure
per me perch anch'io possa diventare una
simile testimone: Grazie!
Ho ricevuto il diario di Anna sulla loro visita
a Kalongo, Mi piaciuto moltissimo e vi
chiederei di ringraziarmela tanto. mmagino
la videocassetta! Certo, dovr aspettare an-
cora un po' prima di vederla, ma sono anco-
ra di moda i 'fioretti', non vero? Lo faccio
molto volentieri sia per il GAM, sia perch P.
Giuseppe sia glorificato anche sulla terra a
lode e a gloria di Dio. Un forte abbraccio a
tutti con gli auguri pi belli in Lui.
SR. AMELIA.
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RONAGO '94-N.4
La pagina deI G.A.M.
Ci giunta con un certo ritardo la lettera che Ambrogio, fin d'aprile, ha scritto
da Fontem, nel Cameroun, alla commissione missionaria zonale: una lettera
che fa molto riflettere su ci che Dio sa fare quando noi gli diciamo di si.
Carissimi, innanzitutto grazie tantissimo delle vostre lettere e della vostra Fede!
Quand'ero giovane, dal 74 all'80, con altri amici che aderivano al Movimento Gen,
percorrevo in lungo e in largo la nostra zona Prealpi e il vicino varesotto e un po'
del Canton Ticino per raccogliere fondi per il "Progetto di Fontem". Animavamo le
Messe dei giorni festivi, vendevamo oggetti di artigianato, a volte condividevamo la
vita del fine settimana delle famiglie di questa o quella parrocchia. Mai, mai, ho mai
pensato che Dio, pur avendomi gi preso per mano, mi avesse condotto fin qui a
partecipare "dal di dentro" a questa esperienza! Tutto cresciuto molto, tutto an-
dato avanti, pur tra pause e difficolt, perch le cose di Dio, perfette in cielo, seguo-
no qui sulla terra il cammino di nostro Signore Ges. La chiesa stata costruita,
bella, grande, piena spesso di tanta gente con fede viva. L'ospedale quasi rad-
doppiato e si sta ormai attrezzando di apparecchiature specialistiche varie. l colle-
gio ospita 300 giovani. Tante altre cose sono nate o stanno nascendo, fra le tante
una seconda parrocchia tenuta da religiosi appartenenti al nostro movimento e un
dispensario collegato con il primo ospedale. Anche la "citt" cresciuta "molto. Da
due anni una Prefettura, con grande orgoglio di tutta la popolazione. Nella nostra
valle sta iniziando la stagione delle piogge. E quando piove qui.... piove! Di corsa
stiamo "completando" gli ultimi 30 Km. della strada che ci collega con la citt pi vi -
cina, a 50 Km. Fra mille difficolt, soprattutto di mezzi meccanici (che per grazia di
Dio abbiamo) che pare si diano il turno a cadere in panne: un giorno uno, un giorno
l'altro... Vi saluto con affetto unito a tutti i miei fratelli e sorelle di Fontem. Speriamo
un giorno di poterci incontrare, e vi ricorder nel giorno dell'Ascensione, che ci ri-
guarda tutti: noi cristiani siamo pellegrini in terra e cittadini del cielo! ciao.
AMBROGIO.
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RONAGO '94-N.4
AttuaIit: Ruanda
PROVOCAZIONE RIVOLTA
ALLA RESPONSABILIT DI TUTTI.
Le immagini tremende di persone massacrate a colpi di machete e abbandonate ai bordi delle stra-
de, di folle interminabili di profughi stremati in fuga verso la frontiera, di bimbi smarriti e piangenti,
di cadaveri uccisi dal colera, hanno finalmente messo in moto il meccanismo della solidariet inter-
nazionale. Finora le organizzazioni umanitarie, e in particolare quelle di ispirazione religiosa, erano
le uniche presenze che avevano tentato di affrontare quella che viene definita "la pi grande cata-
strofe umana del dopoguerra".
La solidariet deve indubbiamente continuare a crescere, e la Caritas si costituita, fin dall'inizio
della tragedia, riferimento unitario della carit della Chiesa e strumento operativo della buona vo-
lont di tutti i cittadini. Ma sarebbe grave che l'azione delle Chiese e delle comunit civili, si limitas-
se a questo intervento assistenziale, di tipo riparatorio, che entra in funzione a tragedia gi scop-
piata e in gran parte consumata, come se l'emergenza in atto fosse una specie di "fato", di avveni-
mento tragico, ma imprevedibile.
nvece, si deve prendere coscienza che i fatti sconvolgenti del Ruanda come - d'altra parte altri
fatti che si stanno sviluppando in simultanea, in Somalia, nella ex-Jugoslavia, ecc. - appartengono
alle emergenze, che gli esperti in materia qualificano come "emergenze da cause umane", per di-
stinguerle da quelle prodotte da "cause naturali* (terremoti, siccit, alluvioni...). Le prime, molto pi
delle seconde, si possono analizzare, prevedere, bloccare prima che divengano inarrestabili, ridur-
re negli effetti nefasti. Chiamano in causa perci la responsabilit politica sia dei governi locali, sia
degli organismi internazionali sorti proprio per assicurare l'ordine, l'equilibrio e la pace mondiale. E
nel caso del Ruanda la responsabilit delle Nazioni Unite gravissima, per la sordit a cogliere i
sintomi della tragedia, per la riluttanza a farsene carico, per i ritardi accumulati nel prendere una
decisione.
Ma sarebbe poco saggio, e ancor meno evangelico, scaricare su qualche capro espiatorio la colpa
degli avvenimenti tragici che scuotono il mondo. Drammi umani, come quello del Ruanda, sono
provocazioni alla coscienza di tutti, una specie di "segno dei tempi", attraverso il quale passano le-
zioni di vita, indicazioni per comportamento pi equilibrati.
Prima lezione: evitare letture affrettate e semplicistiche. Molti mezzi di comunicazione hanno liqui-
dato la spiegazione della guerra del Ruanda come un conflitto razziale tra Tutsi e Hutu. Questa
senz'altro una delle cause fondamentali, ma non l'unica: non va dimenticato che un'alta percen-
tuale delle persone massacrate appartiene proprio agli Hutu, la razza maggioritaria e al potere. Ci
sono cause sociali da analizzare: ingiustizie e sfruttamenti perpetrati dalle forze al governo a dan-
no della maggioranza della popolazione. Non si deve trascurare il quadro globale del Paese, dove
l'analfabetismo raggiunge il 49,8% della popolazione, la mortalit infantile del 112 per mille, la
speranza di vita delle persone non raggiunge i 50 anni: un quadro sostanziale di sottosviluppo,
dove facilmente la prepotenza di pochi riesce a prevalere su masse diseredate e inermi.
Seconda lezione: superare l'occasionalit della solidariet. Le comunit oggi stanno mobilitandosi
nella solidariet, anche se in termini inadeguati alla gravita dei bisogno. Ma c' il rischio, gi speri -
mentato in altre occasioni, che tutto si esaurisca in una fiammata di generosit emotiva. Queste
tragedie, che squarciano il velo su realt permanenti di povert e di sviluppo, devono diventare in-
vece per tutti, ma specialmente per i credenti, provocazioni ad una revisione permanente del pro-
prio stile di vita, improntandolo all'apertura verso gli altri, all'austerit e alla eliminazione del super-
fluo, alla condivisione, all'impegno socio-politico, per rimuovere le cause profonde delle tragedie e
delle ingiustizie umane. Dall'incontro con la sofferenza degli altri dobbiamo tutti uscire diversi e mi-
gliori.
GIUSEPPE PASINI (DIRETTORE CARITAS ITALIANA)
da Avvenire del 24/07/94
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RONAGO '94-N.4
Un racconto vero
STORIA DI AKIDI, REGINA DI KALONGO
Giugno 1994.
Riponiamo questo racconto di un tragico fatto avvenuto poche settimane dopo il nostro ri -
torno da Kalongo; racconto inviatoci da P. Egidio insieme al suo ultimo scritto.
eri abbiamo avuto una seduta operatoria molto impegnativa. Mancavano pochi minuti alle tredici pome-
ridiane e stavo uscendo dalla sala operatoria che d sul magnifico cortile che ospita nel suo centro la
statua bronzea, bellissima di P. Ambrosoli. n quell'attimo mi raggiunse trafelata l'infermiera caposala
della chirurgia: "Corri dr. Egidio, Akidi sta male. Una bomba le scoppiata fra le mani...".
n pochi secondi ero gi nella sala medicazione del reparto di chirurgia. n terra, in un lago di sangue,
giace tutta nuda la povera Akidi. n due stanno tentando di lavare un poco quel povero corpo martoria-
to. "Akidi, coraggio, ti voglio aiutare" le sussurro. "Rubanga tye',pe ilwor" (Dio qui con te, non temere),
le sussurro all'orecchio mentre mi infilo due guanti chirurgici. Lei apre appena gli occhi, in una grande
smorfia di dolore. Le prendo la mano, piano piano e mi accorgo che spezzata al polso. Esamino con
un colpo d'occhio quel povero corpo di Cristo deposto dalla croce: la gamba sinistra tutta sfragellata
con rottura del femore. Quella destra ha tibia e fibula scoperte e spezzate. l braccio destro le dondola
via. l polmone sinistro sicuramente leso... "Presto ordino - portate una morfina". "Che muoia alme-
no senza dolore" penso tra me, intuendo che ormai in fin di vita. "Una coperta presto!" Di nuovo le
prendo la mano e le sussurro alcune semplici giaculatorie, e lei accenna a capire. La puntura di morfina
le fa subito bene: la smorfia della bocca si distende e cinque minuti dopo - senza una parola - Akidi, la
regina di Kalongo, ci lascia e torna nella casa dei Padre celeste.
Pi tardi mi hanno raccontato cosa era successo.
Lei che viveva raccattando tra le immondizie tutto ci che poteva aiutarla per vivere: un pezzo di legno,
una scatola vuota, uno straccio sporco da lavare, era entrata in una delle capanne abbandonate tre
giorni prima dai soldati di guardia all'Ospedale, e dopo aver rovistato, stava trascinando via una fascina
di legna. Non cap - lei figlia della Pace - che la legna era trattenuta da uno spago. Tir e fu l'inferno! Lo
spago disinnesc una bomba a mano, forse - si sussurra qui - preparata apposta da un soldato malva-
gio, prima di fasciare la capanna....
Un'ora dopo il tuo corpo di regina, lavato e rivestito da un lenzuolo, avvolto in una stuoia entrava nel
grembo buono della terra del nostro cimitero, reso santo dalla presenza dei corpi dei nostri Confratelli e
Consorelle, assieme a quello di P. Giuseppe Ambrosoli, arrivato qui il 10 aprile scorso. Regina sembra-
vi, alta di statura, col tuo magnifico e solenne modo di incedere. Amavi reggere sulla testa almeno due
recipienti, uno sull'altro, in perfetto equilibrio, e io mi chiedevo come tu facessi a non farli cadere... Tra-
scorrevi le ore girando attorno alla Missione e all'Ospedale vivendo del cibo che diamo ai poveri. Parla-
vi sempre piano piano, sussurrando le parole, a volte sorridendo o facendo delle risatine tra te e te... A
Kalongo Dio ci ha affidato quattro donne malate di mente, capaci di gridare, litigare, morsicare perfino.
Tu no, eri diversa, eri buona e pacifica. Perfino i bambini piccoli venivano a spiarti quando sedevi per
terra alla sera, di ritorno dai tuoi lunghi giri, mentre estraevi dalle pieghe del seno i tuoi tesori. Talora tu
li chiamavi vicini a te e ridevi, ma sempre con garbo, piano.
"Alta, solenne, vestita di nero, parvemi riveder nonna Maria" canta il Carducci. Anche tu, cara Akidi, hai
diritto a due versi di poesia. Tu che durante la stagione asciutta entravi piano piano nel giardino di casa
mia a prendere gli aranci maturi o qualche limone. Ti spiavo dai vetri - commosso dalla tua solitudine di
donna sempre serena, contenta della tua povert, felice quando, incontrandoti per strada, ti salutavo e
ti stringevo la mano avvolta di stracci per coprire qualche ferita lenta a guarire. Avevi due occhi buoni,
di mite gazzella africana e per questo la morte violenta che ti hanno riservato mi ha lasciato dentro una
ferita. Abbiamo pregato per te in Ospedale la domenica seguente, ed ho visto pi di una lacrima scorre-
re sul viso dei poveri.
Ora il tuo cammino tra le spine finito: il Paradiso ha spalancato la sua porta e tu vi sei entrata accolta
da Cristo che per te ha preparato un magnifico banchetto tra canti di festa e magnifiche danze. Dal Cie-
lo di Dio continua a sorriderci, carissima Akidi, regina di Kalongo.
P. EGIDIO.
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RONAGO '94-N.4
Per sempre fra noi..
Fra i ricordi di una catechista...
26 luglio 1994.
il primo anniversario della morte di
Marina. Mentre partecipo alla celebra-
zione eucaristica di suffragio, la rivedo
nella mia mente, assidua e attenta agli
incontri di catechismo: di lei, ho un ricor-
do dolcissimo, mi accoglieva sempre
con un sorriso e mi faceva partecipe dei
suoi successi scolastici o dei suoi piccoli
segreti... Si faceva amare da tutti per la
sua spontaneit e semplicit e a volte mi
sorprendeva con le sue preghiere che
recitava per le persone che sapeva am-
malate o bisognose di aiuto e conforto.
Poi la malattia, la sofferenza, il mistero
del dolore innocente nei disegni imper-
scrutabili di Dio, la sua dipartita...
Mentre sono ancora immersa in questo
ricordo arriva la notizia della morte di Jo-
nathal, che lascia tutti attoniti, increduli e
sgomenti...
Anche lui avevo seguito a catechismo;
un ragazzino vivace ed esuberante, che
amava la concretezza, che mi stimolava
a cercare metodi nuovi per far diventare
esperienza di vita quello che insieme im-
paravamo a catechismo. Ricordo, in par-
ticolare, la preparazione alla prima Co-
munione. Si parlava di Ges Amico, del-
la necessit di conoscerlo per amarlo,
per poi riceverlo come pane per il nostro
cammino e per la vita eterna.
La vita eterna.... Jonathal mi chiese: "Ma
com' il Paradiso?" Risposi: "Tu, come li
immagini?" Seguirono vari interventi, da
parte di tutti, poi il desiderio di esprimer-
lo con un disegno. Jonathal disegn un
fascio di luce, un prato con tanti fiori e
piante e una ruspa...
Carissimi Marina e Jonathal, voi siete ar-
rivati alla meta, quel Paradiso che tenta-
vamo insieme di immaginare ora lo pos-
sedete: avete la visione di Dio Amore e
la pienezza della vera vita, quella che
non finisce mai.
Vi chiediamo la forza della fede per i vo-
stri cari, un ricordo per i vostri compagni;
la vostra morte sia per tutti noi lo stimolo
a vivere bene la vita presente, per arri-
vare anche noi, un giorno, a possedere
la vita eterna.
ANNA G.
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RONAGO '94-N.4
Cronaca
GRAZIE MAESTRO !
Domenica 19 giugno, la Messa delle ore
10.00, ha avuto un tono tutto particolare,
all'insegna del ringraziamento: un grato ri-
cordo al Signore per il dono di don Sergio
a due anni della sua permanenza fra noi e
un segno di riconoscenza al maestro An-
gelo Clerici che da oltre cinquant'anni
presente nella nostra comunit ad accom-
pagnare i canti, a dirigere la corale polifo-
nica, a rendere pi viva e sentita ogni ce-
lebrazione. Don Sergio ha voluto sottoli-
neare l'umile e fedele servizio, l'impegno e
la disponibilit che il nostro maestro ha
sempre dimostrato in tanti anni di genero-
sa collaborazione. Con un momento di fe-
sta i cantori hanno voluto esprimere il loro
grazie e il loro affetto, augurandosi di po-
ter cantare ancora per tanti anni col loro
maestro.
ANNA G.
Riportiamo a lato, la poesia composta per
l'occasione e sotto una foto dei... 'vecchi tempi'
della Corale!
Al nostro Maestro !
Siamo riuniti in buona compagnia
in armoniosa e perfetta allegria
il "nostro maestro" siam qui a festeggiare
che da piu di me::o secolo ci fa cantare.
Dal 1941 organista eccellente
della Parrocchia dei Santi Jittore e Defenden-
te
gra:ie a Don Porle::a, che ando sul piu bello
a prelevarlo da un ameno paesello.
Di squillanti voci femminili
seguite poi da quelle virili,
sorge a Ronago un piccolo coro
di gente semplice, dalle ugole doro.
Con fine intuito e talento musicale
il maestro unisce le voci. nasce la Corale
per cantare a Dio lodi perenni
con liturgie e messe solenni.
Tra i cantori sceglie, la piu carina
e ne fa la sua dolce sposina
che condivide la sua passione
ed e al suo fianco, in ogni occasione.
Con le prove la voce viene formata
dai "piani e forti" viene modulata
il nostro maestro, puntuale e attento
e disponibile per qualsiasi evento.
Ad ogni celebra:ione, egli e presente
con impegno fedele e diligente
e la Corale scrive la sua storia
con concerti... di grande memoria.
Strada facendo...un tenore ci saluta
non perche la passione abbia perduta
ma perche chiamato a far parte di un coro
di cantori celesti, per unirsi a loro.
E fra alti e bassi... eccoci qua
quel che si puo fare... ancora lo si fa
perche non viene meno lardore
come preghiera che nasce dal cuore.
E allora. "Gra:ie, Maestro'", e ancora avanti
anche se numericamente non siamo tanti.
pochi ma buoni... di qualita e poi...
ce tutta la comunita...
che con noi e presente in questo giorno
e con riconoscen:a le si stringe attorno,
con Don Sergio che ci ha dato la possibilita
di una festa bella come questa qua''''
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RONAGO '94-N.4
Oratorio
NON SOLO CRONACA...
Ora che l'estate sta per concludersi d'obbligo ripensare alle tante iniziative svoltesi nella
nostra parrocchia durante il periodo estivo. Di tutte, una credo che meriti la nostra atten-
zione: quelle serate di giugno che hanno visto la piazza e l'oratorio animarsi di giovani e
giovanissimi impegnati in svariati tornei (calcio, pallavolo, calcetto,....) nonch entusia-
smarsi o anche arrabbiarsi per le partite della Nazionale o pi semplicemente divertirsi e
chiacchierare con gli amici. Qualcuno poi, tra i pi coraggiosi, ha anche accettato l'invito a
partecipare ad un simpatico momento settimanale di riflessione e discussione, conclusosi
condividendo una succulenta cena al sacco! Cos, per una sera, anche tanti angoli sugge-
stivi del nostro paese sono stati raggiunti dalle voci e dai giochi dei nostri ragazzi e con
essi anche tante persone che, forse un po' stupite, se li sono ritrovati ai 'giardinetti' a gio-
care con i loro figli. stato questo un modo nuovo di vivere le serate estive che ha offerto,
soprattutto agli adolescenti, la possibilit di stare insieme e di allacciare nuove amicizie.
Un'alternativa insomma alla solita routine di serate forse troppo uguali, e - perch no? - la
scoperta che anche l'oratorio pu essere un luogo interessante... Subito dopo... ecco il
mese di luglio: oratorio aperto tutti i pomeriggi per piccoli e grandi, cosi da offrire a tutti
l'occasione di ritrovarsi e trascorrere ore serene. E poi, nelle due settimane centrali,
l'aggiunta di attivit manuali tra le pi varie (per preparare insieme al meglio il Grest), gite
(vi ricordate Macugnaga?), giochi organizzati, incontri con altri oratori e naturalmente
l'immancabile merenda. E la scoperta, forse la pi bella, che anche con i pi piccoli, si pu
stare insieme con tanta semplicit.
nsomma, stata un'estate allegra e impegnata; credo che debba continuare (al di l delle
condizioni meteorologiche...) per tutto l'anno, grazie all'impegno e all'entusiasmo di molti
cos da condividere sempre pi momenti di vera fraternit e amicizia. questa la strada
che la nostra parrocchia (seppur faticosamente) sta cercando di percorrere; ed ora che
l'oratorio ha compiuto il suo primo importante passo, non resta da augurarci che ad esso
ne seguano altri ed altri... ed altri ancora!
ERMINIA
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RONAGO '94-N.4
Oratorio
Grest 94 ...
"Dipingi la luce!" "Semplicemente Chiara"
NOME/ ET' Cosa ti ispira iI titoIo
deI Grest ?
Come vorresti anima-
ta Ia storia ?
Che attivit vorresti
fare?
Francesco - 7 anni
("ma com' difficile da
scrivere in corsivo...")
boh! con un teatro pupazzetti, stelline per
l'albero di Natale (no
comment)
Saimon -12 anni (in
dicembre)
Aaa.. (sospiro) non lo
so... Una nuova tintu-
ra di colore, pitture,
bont....
che noi la capiamo...:
diapositive, videocas-
sette
quelle che ci sono,
giocare e basta. Se
come l'oratorio bello
Daniel -12 anni S. Chiara? Mai senti-
ta, (poi guarda il titolo
e lo squadra) S, mi
dice qualcosa: era
normale come tutti gli
altri...
scenette lavori per abbellire la
chiesa e raccogliere
soldi per aiutare i po-
veri. Poi fare dei regali
per la comunit
Alessandro 10 anni (leggi qua...) dove?
ah... mi dice che si va
sempre in chiesa: 20
minuti. Mi ispira tri-
stezza perch so che
morta
scenette qualsiasi cosa
Emanuele 11 anni E...e...e... Allora: no,
che una santa, che
morta. Ma non scri-
vetelo faccio figuracce
Cos' che devo dire?
Non mi dice niente: va
bene, meglio, cos la
conosco...
letta con un narratore
e gli attori
Nella mia vita?..........
Lavori di pasta di
pane o se no qualco-
sa da dare alla gente,
cos io la distribuisco
Vera -12 anni Sorprese! Capito; an-
che in Portogallo c'...
con la TV disegnare
Nicolas - 7 anni (occhi spalancati)
Boh, niente; s una
sorpresa
raccontata da uno
solo
giocare e disegnare i
bambini
Paola e Eliana 13 e
10 anni
S, me l'ha detto mia
sorella. Boh!
con le scenette come i muri che ab-
biamo fatto l'anno
scorso
Donata e Tom 11 e
'ciccue'
Che bisogna cercare
la luce! Ma.. c' stato
di meglio!
con le scenette, s le
'cenette'
cartelloni e disegni
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RONAGO '94-N.4
... i sogni
QuaIi giochi
proponi ?
Che merenda ti aspet-
ti?
e per Ia preghiera ? idee per gite e pen-
sieri suI Meeting,..
nascondino, bandiero-
ne, ia bella e la bestia,
l'uomo ragno...(ma che
giochi sono?) E lo so
io!
Brioches, th caldo e
freddo (contento tu!)
s, ogni tanto: non trop-
po lunghe
e non lo so...
s, quelli che si fanno di
solito, anche nascondi-
no (suggerimento di
Giovanni Quadranti)
s, la solita, anzi 1, 2,
contorno, frutta e des-
sert
s pu fare, ma non in
chiesa: all'aperto, per-
ch di fuori si pu cam-
minare e alzarsi e in
chiesa devi stare fer-
mo...
cio? s... mi sono pia-
ciute... Su in montagna
a camminare. l mee-
ting, cos'? Ah... fa
troppo caldo: meglio
stare a casa!
bandierone di sicuro;
anche nascondino
bello,,. Ma poi per me
uguale. Anche le staf-
fette
s, s, quello che c' no, no, anzi, ci deve
stare
s, s, gita s, Gran Pa-
radiso o in montagna e
a Milano al parco dei
dinosauri. E il meeting
una delle cose pi
belle del Grest
boh, tutti, tranne "uovo
marcio e quelli l da
stare fermo
boh, tutto ci vuole, ma 5 minuti:
non come dite voi e
dopo dura un quarto
d'ora
mi vanno bene tutte, ma
non sempre sul lago di
Como; magari quello di
Garda o sul lago Maggio-
re. Anche a me piace il
parco dei dinosauri; ma
dov' che Daniel? E poi
per il meeting i giochi OK,
ma la Messa abolitela
(caso mai mi imbosco nel
bosco)
Bandierone, giochi
d'acqua e nascondino
Non importa, basta che
ci sia
Come? lo ci vado: nor-
male...
Quella dei Daniel, dei
dinosauri, visite ai par-
chi nazionali e monta-
gne tipo il monte Rosa.
E al meeting c' troppo
caos, anche se non si
fa meglio...
bandierone, ping-pong
e calcetto
l'anguria Si tutta l'talia!
nascondino tutto il gior-
no
l'anguria s, va bene dappertutto il mondo
giochi nuovi tutti i giorni biscotti con
la nutella e gela; to.
Basta che non c' il th
caldo
Si Qualsiasi.. A meeting
c' tanta gente..
con l'acqua, bandiero-
ne e 'calscio'
budino 'biacco' assie-
me a quello 'marone'
Si Mi accontento...
19
RONAGO '94-N.4
. e la realt
Abbiamo preso un campione di dieci ragazzi frequentanti l'Oratorio nei mese di luglio....
Da esso la DOXA ronaghese ha dedotto la presenza di grande,entusiasmo,
non alle nostre domande, ma all'idea di diventare famosi...
Ji chiedete se i sogni si avvereranno?
Possiamo solo dire che la realta e molto, ma molto, ma molto piu avvincente: le
riunioni serali degli animatori, i pomeriggi per preparare il materiale, le notti a
riIlettere, le ore spese per questo articolo, sono come i preparativi di una Iesta: i
Iuochi artiIiciali ci saranno in oratorio .
dal 29 agosto al 18 settembre,
ogni giorno dalle 14.50 alle 18.00!
Vieni anche tu con noi a dipingere la luce di Chiara...!
1agliando di iscrizione da consegnare (con . 15.) a don Sergio o agli ani-
matori entro domenica 28 agosto:
Nome____________________________________________
Cognome_________________________________________
Classe frequentata__________________________________
Firma del genitore
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