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CAMILLO BOITO E LINTERPRETAZIONE NAZIONALISTICA DEL MEDIOEVO

Camillo Boito (1836-1914) il maggior architetto che si occupato del recupero del medioevo in Italia. Linterpretazione che Boito
d del pasato medievale politica: egli opera negli anni dellunificazione italiana e la lettura del passato medieoevale per lui
acquista un significato di ricerca di unidentit nazionale, lItalia era spezzata in vari stati, ma con la costruzione di uno stato unico
si cerca unarchitettura unitaria nella quale il popolo italiano potesse ritrovarsi. Vi sono diverse esperienze relative alla cultura
architettonica che studiava il medioevo che variava in base a quale medioevo questi si ispiravano o studiavano e che uso ne facevano.
A met del settecento nasce una corrente chiamata anglomania che pone una particolare attenzione alle esperienze inglesi del
pittoresco e a riferimenti pi scenografici. Ercole Silva pubblica Larte dei giardini inglesi nel 1801 arte dei giardini inglesi, una
raccolta di incisioni che evidenzia la ripresa del medioevo inglese negli aspetti pittoreschi e scenografici che ne giardini trovavano il
loro luogo teatrale per antonomasia.
In questo periodo, inoltre, vengono pubblicate in Italia le traduzioni di autori inglesi come Pope, che iniziano a circolare sebbene
non diffusamente. Questi volumi mostrano come il classicismo e il neoclassicismo svolgevano il ruolo egemone nella cultura
architettonica. Le ricerche sono confinate a luoghi pi marginali, spesso aristocratici, di nobili per puro piacere personale. I
Pallavicini si fanno costruire una villa con giardino personale da Michele Canzio, dove si nota una applicazione del pittoresco e del
giardino inglese, una sequenza di episodi architettonici che raccontano una storia che poteva essere anche musicata.
Vengono pubblicati dei volumi nella seconda met del settecento incentrati sullo studio del gotico. La ricerca e lapprofondimento
su questo stile derivano da una sorta di curiosit verso una corrente che era sempre stata considerata uno stile barbaro. Marco
Coltellini e Paolo Frisi nel 1776 a Livorno pubblicano Saggio sopra larchiettura gotica, dando una lettura del gotico come
architettura sculturalmente debole al contrario della lettura di Viollet Le Duc, qualche anno dopo. Essi muovono una critica del tipo
scultoreo che ha le proprie origini nel conteso italiano, dove la componente muraria aveva unimportanza forte, le parti portanti
neoclassiche non erano traforate o puntiformi, bens murarie. I due autori lo criticano reagendo a ci che si faceva normalmente.
Un autore che incarna la critica massima al gotico il trattatista settecentesco italiano Francesco Milizia, che pubblica il suo saggio
celeberrimo nel 1768: Le Vite de' pi celebri architetti d'ogni nazione e d'ogni tempo, precedute da un Saggio sopra l'architettura,
testo per antonomasia del neoclassicismo italiano. I suoi libri vengono ripubblicati pi e pi volte perch riassumono in s i problemi
dellarchitettura. Il giudizio che d Milizia del gotico pessimo, ma riconosce che non sono stati i barbari a corrompere il
classicismo, sono gli italiani che nel tempo si sono imbarbariti e hanno perso il modo corretto di costruire. Nel volume sono
contenuti esempi di architettura neoclassica.
Carlo Amati
Amati progetta una guglia e una impostazione della facciata del Duomo in stile gotico riscontrando alcune difficolt nellandare a
sovrapporre a un edificio preesistente il completamento della facciata e unaggiunta. Sorge il problema di come intervenire su
unarchitettura esistnte in un periodo in cui il neoclassico era lo stile pi diffuso. Era necessario conoscere anche il gotico. Amati
scrive anche Memorie sullo stato dellarchitettura civile nel Medioevo. Iniziavano a essere pubblicati dei manuali, delle ricerche e
degli studi che andavano a censire e rendere esemplari alcune architetture gotiche. Il medioevo secondo Amati ha un aspetto
interessante: le chiese del medioevo dimostrano in modo incontrastato il grado di perfezione che gli architetti medievali erano
riusciti a dare alla tipologia architettonica. Le architetture medievali sono le testimonianze pi palpabili degli antenati e della loro
volont ad elevarsi al sublime. Egli individua nellarchitettura medievale uno dei caratteri che diventeranno il centro della
riflessione sul nazionalismo italiano: Il Camposanto di Pisa. Si iniziano a studiare i principali monumenti e viene restaurato dal 1825,
quindi bisogna studiarne la sintassi, la composizione e gli elementi su cui si basa. Si tratta di un cantiere con echi piuttosto
importanti.
E. Melano, Abbazia di Hautecombe (1824-40)
Nellabbazia di Hautecombe lo stile gotico trattato in chiave nazionale e dinastica. E un vero e proprio mausoleo dei re di Francia
e si sente la necessit di rendere gotica labbazia di Hautecombe. Melano va a proporre queste nuove forme e nuova facciata. Il re
gli fa questa richiesta di rendere gotico un edificio preesistene perch nel medioevo c ua forte componente di legittimazione della
costruzione di una identit dinastica, legata alla famiglia e alla figura del regnante (feudalesimo).

P. Palagi, Cascina del palazzo di Racconigi (1832)
Il progetto di Carlo Alberto di Savoia ambizioso ed egli chiama Pelagio Palagi a intervenire nel castello di Torino. Egli inoltre
promuove campagne di studio dellarchitettura gotica e medievale, in modo che vengano raccolti frammenti della statuaria
medievale nei musei e fatte catalogazioni. Viollet le Duc ottiene il primo incarico grazie a questa conoscenza. La scoperta di un
passato che si era fino ad allora trascurato, in Italia una faccenda con caratteri molto diversi. Cicognara, il direttore
dellAccademia di Venezia, autorit in fatto darte e culture, scrive opere in cui studia Venezia e si imbatte nella componente non
classica riconosciuta da Ruskin, che era stato a Venezia. Nellarchitettura e scultura medievale vede un profondo spirito di religione.
Questa componente lascer spazio alla componente pi politica dellinterpretazione del medioevo. I suoi scritti sono importantissimi,
vengono ripubblicati pi volte, ed egli afferma che sono di completamento a quelli di Winckelmann.
G. Japelli, Caff Pedrocchi (1816) e Pedrocchino (1837)
Al di l di questi importanti influssi, ci che viene realizzato non molto, un caso quello di Japelli che a Padova realizza il Caff
Pedrocchi in stile neoclassico e successivamente aggiunge un ampliamento nel 1837, fortemente influenzato dagli studi di Cicognara.
Egli va nel 36 in Inghilterra e lanno successivo realizza unarchitettura che rappresenta uninterpretazione pi inglese del gotico.
Vengono studiate altre componenti dellarchitettura medievale da autori che spesso non sono architetti, ma uomini di cultura come
Defendente e Giuseppe Sacchi che vanno a pubblicare alcuni saggi (inserimento della parola Longobardo nel titolo). Sullo stile che
aveva origini in Lombardia si definir un dibattito importante a cavallo della met del secolo che verr ampliato da Boito.
Defendente e Sacchi pubblicano il saggio nel 26 e intendono studiare la regione geografica italiana dellarea lombarda, perch l
trovano il germe dellarchittura italica, nello stile che loro chiamano lombardesco e che di l a poco si diffonder in tutto il
settentrione e in tutta Italia grazie allopera di camillo Boito. Si tenta la costruzione di una immagine e ideologia della Unit dItalia.
Domenico Romagnosi e Carlo Cattaneo pubblicano studi riguardo la struttura sociale e politica medievale italiana. Ritrovano nellet
dei comuni il punto su cui far ricominciare la costruzione di una identit italiana. Lattenzione allaspetto politico dellarchitettura
italiana del genio nazionale la costruzione di una identit che parte dalla realt culturale e lettraria pi ampia. Hugo e Scott
proponevano la costruzione di una immagine attuale di un tempo passato. Cos Romagnosi propone lItalia medievale come modello
per lItalia unitaria. Scrivono molto e in questo contesto maturer la propria formazione Boito che graviter di fatto tra il polo
veneziano (allievo di Pietro Selvatico) e Milano.
Basilica di S. Paolo fuori delle mura
La basilica di San Paolo Fuori le Mura prende fuoco e risulta in gran parte distrutta. Ci si chiede come andare a ricostruirla:
necessario studiare in modo archeologico per trovare le modalit costruttive, la sintassi dellapparato decorativo e come la
costruzione e quesultimo erano legati. E una ricerca simile a quella che era stata fatta da sempre per larchitettura classica. Per
questo motivo pratico (ricostruire questa chiesa), Pasquale Belli e Luigi Poletti iniziano a studiare archeologicamente larchitettura
cristiana per restaurarla a livello scientifico ma il loro interesse legato al restauro e al completamento delle chiese medievali
quasi ovunque incomplete o senza facciata. Questi applicano uno studio quasi archeologico del medioevo con la validit funzionale
dei restauri pi la finalit di appropriazione di un lessico utile alla costruzione ideologica centrale nella questione italiana.
P. Selvatico, Chiesa di San Pietro a Trento, 1848-1850
Pietro Selvatico una figura importante per lo studio dellarchitettura gotica e medievale in Italia. Allievo di Japelli, viaggia in
Francia, Italia e Inghilterra. E professore di architettura allAccademia di Belle Arti di Venezia negli anni 50. Studia larchitettura e
la scultura di Venezia, luogo cardine per la cultura di riscoperta del medievo italiana e nazionale. E significativo che diversi autori
riconoscano nello stesso ambito geografico un luogo interessante da studiare. Selvatici realizza anche delle architetture, ad esempio
la Chiesa di San Pietro a Trento. E un personaggio che insieme a Cicognara era allinterno dellaccademia, quindi rappresenta una
sorta di commistione tra classicisti e medievalisti.
F. Canonici, Cattedrale di Ferrara, 1845
Laccademia pubblica la prima edizione tradotta del testo di Durand nel 1831. Tuttavia la prestigiosa edizione che viene stampata a
Venezia arricchita da una serie di tavole che mostrano progetti o dettagli di architettura provenienti dallambito italiano, tra cui
lopera di Ferdinando Canonici, letterato ferrarese e personaggio che va a progettare la sistemazione di due edifici importantissimi:
la Cattedrale di Ferrara, che viene da lui innalzata e aggiunge la figura cuspidata sopra campanile. Nella parte destra della
cattedrale disegna una decorazione neomedievale rispetto alla compagine profondamente modificata nel corso del 500. Si tratta di
unazione molto importante a livello politico, poich fornisce una nuova fisionomia alla piazza.
F. Canonici, Sistemazione a campo santo della Certosa di Ferrara, 1851
Ospitata allinterno di unarchitettura preesistente, la Certosa di Ferrara era stata secolarizzata da Napoleone e occupata dalle
truppe austriache. E unarchitettura ormai abbandonata che si vuole riutilizzare come cimitero comunale. Lincisione che illustra il
progetto evidenzia una totale ricostruzione; della preesistenza rimangono solo la chiesa e il chiostro, tutto il resto aggiunto da
Canonici. Canonici decide di recuperare le forme dellarchiettura lombardesca. Va a riconoscere dignit a uno stile medievale
poich per lui si deve fare architettura per dare unimmagine unitaria che ha i suoi principi nella trasposizione degli ideali del
comune. La questione pu essere anche affrontata in diverso modo, sotto un problema di tipo stilistico: come a Milano si trovavano
in difficolt a pensare a un progetto di facciata neoclassico per il duomo perch avrebbe rappresentato una frattura eccessiva per la
preesistenza, cos Canonici inizialmente vuole farlo dorico seguendo lopinione di Milizia, ma nel progetto fnale si convince che lo
stile migliore sia il lombardesco, pi giusto a livello politico e identitario della citt Estense.
N. Matas, G. Baccani, Facciata e campanile di Santa Croce a Firenze (1837)
Lutilizzo del paramento murario in marmo, preso dai fianchi del duomo di Firenze e dal campanile di Giotto. Raccoglieva tutti gli
elementi importanti dellarchitettura secondo Ruskin: aspetti cromatici e simbolici, che simboleggiano il centro della civilt. Il
concorso per la facciata di Firenze senzaltro il pi importante in Italia.
Giornale dellIngegnere-Architetto ed Agronomo
Durante la guerra dindipendenza, viene pubblicato il Giornale dellIngegnere-Architetto ed Agronomo. Negli stessi anni vengono
pubblicati dei nuovi studi, ad esempo quello di Edoardo Arborio Mella sugli elementi di Architettura Gotica nel 57, e nell80 quando
lo stile lombardesco dato per acquisito viene pubblicato quello per larchitettura romano-bizantina detta lombarda. A fianco a
queste pubblicazioni di approfondimento dello stile gotico vengono pubblicati dei volumi di dettagli di ornato realizzati in cotto,
perch c una sensibilit non solo per un fattore economico, ma anche perch la deco che caratterizza gli edifici lombardeschi.
Decorazione spesso affidata ad elementi in cotto, sia per scarsit di pietra sia per economicit. In italia succede una cosa curiosa:
dallestero arrivano degli studiosi e viene a disegnare a Ferrara Ludovico Cadolin, che pubblica un testo analogo in Italia sulla
decorazione in cotto di stile lombardesco. Elementi decorativi che caratterizzano larchitettura medievale, un abecedario per
costruire il nuovo. Si ritrovano a Ferrara volumi che diventano campionari di elementi decorativi da applicare al bisogno
allarchitettura nuova.
F. Azzurri, Palazzo pubblico di San Marino 1881-94
La ricostruzione del Palazzo di San Marino importante a livello comunale per la carica di questo tema unitario.
A. DAndrade, Borgo medievale al parco del Valentino, 1884
E unarchitettura tarda di fine secolo che viene costruita a Milano nel parco del Valenino da DAndrade, clonazione di una
architettura castellare del medioevo. Quando Boito la commenter nell84 e presiede la commissione della prima carta del restauro
italiano, egli afferma che questa archiettura che DAndrade andato a progettare e relizzare una resurrezione dellarchitettura
medievale. Il castello viene costruito per unesposizione mondiale che era volta anche alla costruzione di una immagine politica e
unitaria un ventennio appena dopo lUnit politica dItalia.
Camillo Boito (1836-1914)
Camillo Boito nasce a Roma nel 36 e studia a Venezia con Pietro Selvatico che lo chiama a divenire professore presso laccademia
dove rimane per qualche anno poi nel 60 si trasferisce a Milano e diventa professore del Politecnico e dellAccademia delle Belle
Arti di Brera. Egli imposta una visione dellarchitettura i cui aspetti salienti arriveranno fino alla generazione degli architetti che si
formano a mi negli anni 30-40 del novecento. Boito un autore che fa progetti e scrive poesie, oltre che professore, e questa
una componente importantissima allinterno della sua opera. possibile rintracciare un filo rosso che collega le esperienze di boito
con quelle dei suoi allievi. Uneredit che caratterizza le teorie pi impo del novecento milanese fino a quelle di Annoni o di
Amedeo Bellini. La costruzione della teoria dellarchitettura di Boito, che presenta una forte continuit, costituisce uno stile
nazionale e un liguaggio che pu essere tramandato. Egli un ottimo didatta e professore del restaro, ma nel progetto lo stile ha
fatto il suo tempo. Riconosce nellarchitetura medievale il tema politico. Larchitettrua medievale come architettura nazionale. Egli
sceglie quale linguaggio prendere dai molti che il medioevo in Italia poteva offrire e sceglie quello medievale perch larchitettura
una, varia (non ha impicci dati da vari stili), pieghevole, e soprattutto adatta al tema della casa, pu essere unarchitettura
domestica. Trova nel tema della casa il centro del pogetto, da un lato negli edifici civili, da un altro in quelli pubblici e da un altro
ancora negli edifici domestici. Vive in un mondo fondato sulla borgehsia, non sulla classe nobile, dove il concetto di famiglia,
comunit e carattere locale trasversale rispetto a quello dellunit italiana. Lui parla di organismo composto da parti flessibili
agghindate con questo stile. Ne parla sempre come di un organismo, unarchitettura organica, che per lui un modo per costruire
unarchitettura unitaria ma flessibile.
Si occupa anche di un tema ricorrente: quello della moralit, cio dellattinenza tra ragione costruttiva e ragione epidermica
dellarchitettura, ovvero il concetto di realt statica ha una apparenza. Rispetto alla lettura di Viollet le Duc del gotico francese, il
concetto di verit opposto a quello che ne faceva Boito. Per Boito un concetto che non ha risponedenza tanto nella costruzione
quanto nella manifestazione di essa: una costruzione sia politica sia formale richiamando i caratteri dellarchitettrua. Attualizzare
uno stile, scegliere uno stile che sia buono per restaurare larchitettura ma soprattutto per quella nuova pone un nuovo problema.
Egli mette quindi allinterno di questo volume, Architettura del medioevo in Italia, unintroduzione che si intitola lo stile futuro
dellarchitettura italiana nocciolo della questione della riflessione di Boito, secondo cui il principio che va riconosciuto s
nellanalisi dei monumenti, per il fine va al di l dello stile e deve essere unitario in senso geografico dalla Sicilia a Milano,
fortemente unitario. Quello che fa Viollet le Duc uno studio analitico degli elementi formali, strutturali e funzionali di tutto ci
che riguarda il medieovo, Boito invece non li tratter in modo cos categorico.
Palazzo delle Debite di Padova (1873)
A Padova, Boito realizza unopera che sorge sul sedime di un edificio preesistente che egli demolisce bellamente e va a ricostruire.
Usa la stessa pietra, le stesse decorazioni e le stesse partizioni con elementi in pietra chiara raffrontati a campiture colorate.
Quando si trova a fare un restauro cerca di scegliere e leggere il carattere della preesistena o del circostante. Ledificio di Boito ha
un aspetto pi monumentale del preesistente e offre un tentativo di ambientazione rispetto al contesto. E anche molto pi alto
delledificio abbattuto per via di una richiesta speculativa maggiore. Ledificio medievale fornisce un riferimento sia formale sia
ideale di quello che propone Boito. Gli elementi utilizzati da Street sono qui riproposti. Le finestre sono a bifora con arco e trina,
riprese da quel campionario esemplificativo dellimmagine di medioevo che egli voleva dare. Quando lavora sulla preesistenza Boito
considerato dalla cultura del restauro del novecento come un padre formatore. In luogo del quarto Congresso degli Ingegneri e
Architetti Italiani di roma 1883, viene redatta la carta del restauro, testo articolato e lungo.
Ledifico per Boito non va restaurato, bes conservato nella sua materia e nei suoi elementi. Tentativo che auspicano Boito e
colleghi. Egli lancia questo messaggio nella cultura del restauo ialiana, che riconoscer in lui il padre della conservazione.
Confronto con Viollet-le-Duc
Entrambe le figure sono molto influenzate dal proprio maestro, Selvatico per Boito e Mrime per Viollet-le-Duc. A entrambi viene
affidato subito un progetto importante di sistemazione di una chiesa: a Viollet-le-Dud la Madeleine e a la Boito chiesa veneziana.
Anche il tentativo di risoluzione del resauro il medesimo.
Boito intervene studiando ledificio attentamente, rilevandolo, misurandolo e disegnandolo e inserendo parti nuove ricavate dallo
studio della preesistenza, in apparente contraddizione con la sua teoria della conservazione. Per Boito ancora non c la sensibilit
alla conservazione integrale, ma c quel problema manifestato anche da Ruskin, di tutti quegli edifici medievali talmente corrotti
che il tempo su di loro si depositato in tal modo che non si pu far altro che conservarli. Boito allora cerca di sintetizzare la
volont di conservare, ma anche in qualche modo di restaurare. Bisogna conservare, ovvero mantenere nel tempo e non avere
cantieri che sconvolgono ledificio troppo spesso, bisogna tentare di intervenire il meno possibile.
Progetto di una borsa per una citt dItalia (1856)
Egli in questo progetto tratta il tema delluso del linguaggio lombardesco. E un edificio pubblico che dovr costellare le citt
italiane dellitalia unita, una nuova tipologia e questo lo stile che lui propone. Vi unaffinit sia nelluso dei materiali sia nella
strutturazione degli spazi con Berlage per il tema e il rapporto tra la grande copertura metallica e la parte delledificio attaccata a
terra rivestita in laterizio. Il linguaggio, per, differente.
Progetto per un palazzo municipale (1855)
La struttura integra, chiara, razionale e rigorosa. Composta accademicamente parte per parte ricomponendo schemi quasi
durandiani. Limmagine delledificio in mattone con elementi ricorrenti nella manualistica segue la tradizione del catalogare e
riconoscee elementi del medioevo italiano del laterizio per applicarli alla progettazione del nuovo e avere una continuit tra questi
elementi.
Progetto per il restauro della chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano (1858)
Chiesa che egli definiva tra bizantino e lombardo con alcune reminescenze arabe. Col primo incarico e rileva e la studia bene
matericamente, misura i mattoni, recupera le decorazioni e compie uno studio scientifico della chiesa, poi attua un restauro
desumendo degli elementi tipici dellarchitettura del periodo e ricomponendo un progetto che di fatto unaggiuta nuova come
aveva fatto Viollet-le-Duc nella catedrale di Clermont-Ferrand.
Pusterla di Porta Ticinese a Milano (1861)
Dopo lintervento di Boito spariscono gli elementi che si sono sovrapposti allarchitettura nel corso del tempo (che erano anche stati
disegnati da Ruskin). Vengono aggiunti dei passaggi pedonali e costruiti due archi ogivali per esigenze contingenti. Gli d una forma
che contraddice larco centrale. Liliana Grassi, una delle sue allieve di qualche generazione dopo, sostiene che abbia fatto la porta
cos per sottolineare che quei due archi sono stati aggiunti in seguito.
Progetto per la Facciata di Santa Maria del Fiore (1858)
Egli partecipa anche al concorso per la facciata di Santa Maria del Fiore. Concorso che rappresenta unoccasione per larchitettura
italiana per accogliere a Firenze i pi bravi studiosi del medioevo a livello europeo. Viollet-le-Duc tra Arnolfo di cambio e
Brunelleschi sceglie lo stile del primo perch voleva che il prescelto realizzasse unarchitettura che rispecchiasse la suddivisione
interna.
Cimitero di Gallarate (1864)
Boito qui costruisce molto, chiamato da Andrea Ponti, industriale del tessile che grazie alle sue commissioni d modo a Boito di
realizzare alcune infrastrutture. Secondo un aspetto fortemente sociale, realizza il cimitero con al centro il Sepolcreto Ponti e si fa
riservare la parte pi bella per il proprio mausoleo che richiama la tradizione dei materiali locali e delle forme italiane. Sceglie il
mattone per economia e per unitariet a livello nazionale.
Ospedale di Gallarate (1869)
A fronte di una planimetria a U chiarissima, egli va a sovrapporre a questo edificio una decorazione policroma in mattone e pietra,
elementi ricorrenti nellarchitettura italiana medievale. Le forme delle aperture sono scelte da manuale nellottica di costruzione
ideologica di unimmagine politica e nazionale dellarchitettura.
Museo civico di Padova (1875)
Boito si occupa solo dellingresso. Ledificio era stato costruito procedentemenre da Eugenio Maestri una decina di anni prima. La
commissione per lornato, di cui faceva parte Selvatico, doveva avvallare lo stile della facciata delledificio. Viene chiamato Boito
che elabora questo oggetto importante realizzato in pietra con un liguaggio composo molto liberamente come uno stile duttile che
potesse essere modificato sia dallautore sia dalloccasione. Allinterno del volume trovano spazio le scale. Le forme
medievaleggianti sono fortemente improntate per come Boito intendeva il medioevo.
Museo civico di Padova (1875)
Tema, questo, meno prestigioso del museo della citt. Boito realizza un edificio in mattone e cerca di ridare una forma riconoscibile
che attingesse i prori elementi dallarchitettura medievale.
Palazzo Cavalli Franchetti (1882)
Boito qui chiamato ad aggiungere al corpo di fabbrica un vano scale. Egli va a riprendere, per dare unit alledificio, gli elementi
gotici che caratterizzano le facciate sul canalgrande e le va ad aggiungere.
Scuola in via Galvani a Milano (1888)
In coninuit con quello che ha fatto a Padova pi o meno la stessa immagine variata con uno stile duttile, ma che mantiene gli
stessi elementi provenienti dallo stesso linguaggio.
Altare di Donatello a Padova (1884)
Laltare di Donatello era andato distrutto a fine 1500 ed erano rimaste solo le statue a tutto tondo e i rilievi, non cera alcuna
rappresentazione, solo una descrizione che non rende chiare le forme, ma parla della collocazione delle sculture. Boito si trova
davanti a una scelta importante da fare, ma non vuole porsi nei panni di un architetto di secoli prima, perci decide di conservare
ci che c, ovvero la collocazione delle statue. Compone un altare pi semplice possibile ma gioca a togliere piuttosto che
aggiungere elementi come avrebbe fatto Viollet-le-Duc. Al concorso per le porte in bronzo della chiesa, viene scelto il suo progetto
perch secondo la giuria si attiene di pi col suo concetto alla chiesa. Boito progetta una porta che abbia una continuit stilistica
con preesistenza.
Casa di riposo per musicisti a Milano, progetto con il tema della trattazione piana razionale, costruzione sullimpaginato delle
facciate riprendendo gi stessi elementi.
Boito stato rivalutato dai suoi allievi in pi riprese durante tutto il 1900. Liliana Grassi pubblica a Milano nel 59 una piccola
monografia su di lui in cui analizza il suo pensiero e raccoglie i suoi scritti e progetti dando la sua interpretazione su ci che Boito
stato in grado di fare e dando una lettura di met novecento quando era guardato in modo distante, non era particolarmente
apprezzato. Questa collana, Achitetti del movimento moderno, era diretta dagli architetti pi del razionalismo italiano: BBPR in
memoria di Banfi e trattano di architetti del passato che riconoscono la necessit di stabilire una tradizione, dal momento che
larchitettura moderna voleva rompere col passato dellarchitettura storicista, quindi voleva riconoscere una tradizione non formale,
ma quantomeno spirituale. Quindi leggono la storia dellarchitettura italiana in cui si sono formati BBPR e leggono la storia della loro
architettura nellottica di renderla attuale. Fingono che Boito sia un architetto moderno leggendone in modo operativo la sua opera.
La viceda continua con Ambrogio Andoni che nella rivista diretta da Bruno Zevi va a tracciare una analogia per cercare di capire
quale sia leredit del novecento, analizzando quella che lottocento aveva lasciato allarchitettura del novecento. Fa quindi
unanalisi di come cambia il rapporto tra storia, restauro e progettazione in ambito milanese a fine ottocento, con figure come Boito,
Moretti, Beltrami, Portaluppi, Annoni, Grassi, e cos via.
E un problema che ha esiti pratici incredibili nella progettazione dellarchitettura razionale italiana che apparentemente sembra
voler abbandonare questa eredit, ma pur abbandonandola in forme, questioni e principi, lintuizione moderna vive nel pensiero di
Boito.