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Anno 2014

Pag.
Variazione delle entrate totali rispetto al 2012
Regione Toscana
Entrate e uscite previste nella regione per tipo di contratto, 2014 Sommario
Entrate e uscite previste nella regione per settore, 2014
Le variazioni dell'occupa-
zione dipendente
2
Le assunzioni programmate 3
4
I problemi di reperimento e
l'esperienza richiesta
Le opportunit per i giovani,
per le donne e per gli
immigrati
5
La formazione effettuata
dalle imprese
8
Le professioni pi richieste
in provincia
6
La formazione e le
competenze richieste dalle
imprese
7
Nel 2014 le imprese con dipendenti che operano in Italia prevedono di attivare 791.500 contratti di lavoro, il
6% in pi rispetto a quanto previsto nel 2013. A fronte di queste "entrate", le stesse imprese prevedono circa
935.000 "uscite" (per dimissioni, pensionamenti o contratti in scadenza di cui non previsto il rinnovo), quasi
il 7% in meno rispetto al 2013. Nonostante l'aumento delle entrate e la diminuzione delle uscite, il "saldo"
occupazionale atteso si mantiene negativo, attorno a -144.000 unit (-250.000 nel 2013).

Anche in Toscana la variazione occupazionale prevista per l'anno in corso di segno negativo, e pari a oltre -
11.500 unit (contro -17.300 dello scorso anno). Questa riduzione dovuta prevalentemente ai contratti di
lavoro dipendente (sia "stabili" che a termine), che presentano un saldo pari a -12.460 unit; viceversa, i
contratti atipici attivati dovrebbero, nell'insieme, superare di 950 unit quelli in scadenza .

A livello settoriale, la perdita di "posti di lavoro" attesa nella regione lievemente pi elevata nell'industria (-
5.960 unit) che non nei servizi (-5.560). Il trend negativo dell'industria dovuto soprattutto alle costruzioni,
cui si aggiunge una contrazione dell'industria in senso stretto; tra i servizi incidono soprattutto i saldi negativi
del commercio e del turismo e ristorazione.
40.090
5.260
2.220
2.510
-52.550
-5.140
-2.590
-1.310
Contratti di lavoro alle dipendenze
Contratti in somministrazione
Collaborazioni a progetto
Altri indipendenti
Entrate Uscite
13.750
36.330
-19.710
-41.890
Industria
Servizi
Entrate Uscite
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La presente pubblicazione illustra i programmi occupazionali delle imprese private dell'industria e dei servizi per
l'anno 2014.

Tutti i dati presentati sono di fonte:
Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2014

La riproduzione e/o diffusione parziale o totale delle tavole contenute nella presente pubblicazione consentita
esclusivamente con la citazione completa della fonte.
Le variazioni occupazionali di ogni anno
sono calcolate in relazione al numero di
lavoratori alle dipendenze delle imprese
alla fine dell'anno precedente.
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Variazioni occupazionali previste nella regione per attivit economica, 2014
Le variazioni dell'occupazione dipendente
Da questa sezione in poi le informazioni
presentate riguardano le assunzioni di
personale dipendente con tutti i tipi di
contratto, sia stabili che a termine, al netto
degli interinali.
Sono quindi comprese le assunzioni a tempo
determinato a carattere stagionale.
Variazioni occupazionali previste




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Entrate previste nella regione per modalit
Da questa sezione in poi le
informazioni presentate stiamo
parlando
19% 19% 20%
58% 57%
60%
23% 24% 20%
2012 2013 2014
Assunzioni "stabili" Assunzioni "a termine"
Contratti "atipici"
Nel 2014 sono previste, in Toscana,
quasi 40.100 assunzioni di lavoratori
dipendenti (stabili o a termine) e circa
52.550 "uscite", da cui un saldo
occupazionale pari a circa -12.460
unit. In relazione al numero di
dipendenti presenti nelle imprese, il
saldo corrisponde a una variazione del
-1,7%, un dato che evidenzia un
miglioramento rispetto al 2013,
quando la flessione prevista era stata
del -2,1%.
La dinamica regionale risulta in linea
con quella del Centro-Italia e con
quella nazionale, che tra il 2013 e il
2014 fanno registrare un
miglioramento (ma rimanendo ancora
su livelli pi bassi rispetto al 2012).
Variazioni occupazionali negative si
osservano in tutti i comparti
dell'industria toscana, e tra queste le
pi marcate riguarderanno le
costruzioni (-5,1%) e il comparto legno-
mobile (-3,6%). L'industria dei gioielli e
le public utilities si mantengono invece
stabili, con saldi prossimi allo zero.
Nei servizi, i saldi saranno compresi tra
il -2,6% degli studi professionali e il
+0,9% della sanit e assistenza sociale.
-1,4%
-1,2%
-1,1%
-2,1%
-2,3%
-2,2%
-1,7% -1,7%
-1,5%
-2,5%
-2,0%
-1,5%
-1,0%
-0,5%
0,0%
Toscana Centro Italia
2012 2013 2014
-0,4%
-0,5%
-0,6%
-0,7%
-0,8%
-0,9%
-1,0%
-1,0%
-1,2%
-1,4%
-1,6%
-3,0%
-3,6%
-5,1%
Industrie dei gioielli
Public utilities
Ind. chimiche e farmaceutiche
Industrie della gomma e della plastica
Industrie elettriche ed elettroniche
Industrie della carta e stampa
Altre industrie manifatturiere
Ind. tessili e dell'abbigliamento
Industrie meccaniche
Industrie alimentari
Industrie dei metalli
Ind. estrattive e lavorazione minerali
Industrie del legno e del mobile
Costruzioni
Il saldo occupazionale negativo previsto in Toscana (-11.520
unit) il risultato della differenza tra le quasi 50.100
"entrate" e le 61.600 "uscite" di lavoratori dalle imprese. I
flussi in entrata saranno costituiti da 10.100 assunzioni
"stabili" (ossia a tempo indeterminato o con contratto di
apprendistato, inteso quest'ultimo come punto di partenza
verso un contratto a tempo indeterminato), quasi 30.000
assunzioni a termine (a tempo determinato o con altre
modalit a termine, quali i contratti a chiamata) e quasi 10.000
contratti atipici (somministrazione, collaborazioni a progetto e
altri contratti di lavoro indipendente).
Nell'ultimo anno cresciuta lievemente la quota delle
assunzioni stabili (dal 19 al 20%), aumentata quella delle
assunzioni a termine (+3 punti), mentre calata quella dei
contratti atipici (-4 punti).
0,9%
-0,1%
-0,7%
-0,9%
-1,2%
-1,2%
-1,5%
-1,6%
-1,8%
-2,1%
-2,2%
-2,6%
Sanit e assistenza sociale
Media e comunicazione
Informatica e telecomunicazioni
Servizi avanzati alle imprese
Trasporti e logistica
Servizi finanziari e assicurativi
Tempo libero e altri serv. alle persone
Servizi operativi
Commercio
Turismo e ristorazione
Istruzione e servizi formativi
Attivit degli studi professionali

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Le assunzioni programmate
Tendenza delle assunzioni previste nella regione
Tassi di assunzione nelle province della regione, 2014 (%)
E le imprese della regione Toscana che non prevedono assunzioni nel 2014?
I principali motivi per cui le imprese
della regione non intendono assumere
sono:
I tassi di assunzione di ogni anno sono
calcolati in relazione al numero di lavoratori
alle dipendenze delle imprese alla fine
dell'anno precedente.
la dimensione attuale
dellorganico adeguata (72%);
attualmente la domanda in
calo/incerta (17%);
le assunzioni dipendono da
nuove commesse (7%).
Per le imprese che hanno necessit di
personale, gli ostacoli all'assunzione
sono soprattutto l'elevato costo del
lavoro e l'insufficienza del budget
aziendale.
9,0
7,9
6,2
6,0
5,9
4,8
4,5
4,4
4,2
4,0
5,3
5,4
Grosseto
Livorno
Lucca
Siena
Massa
Firenze
Arezzo
Pistoia
Pisa
Prato
Toscana
Italia
0,0
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
6,0
7,0
8,0
9,0
0
10.000
20.000
30.000
40.000
50.000
60.000
70.000
2009 2010 2011 2012 2013 2014
Assunzioni, valori assoluti (asse sx)
Tassi di assunzione, % su numero di dipendenti (asse dx)
Le quasi 40.100 assunzioni di lavoratori
dipendenti previste quest'anno dalle
imprese della Toscana evidenziano un
aumento del 5% rispetto alle oltre 38.300
del 2013 (anno in cui stato toccato il
valore pi basso in assoluto dal 2009),
senza per recuperare del tutto rispetto
alle oltre 43.900 del 2012.

L'aumento che si osserva nella regione tra
il 2013 e il 2014 risulta peraltro meno
accentuato rispetto alla media del Centro
(+10%) e a quella nazionale (+9%).
Nella regione circa il 30% delle assunzioni
saranno part-time, quota che risulta in
aumento rispetto al 29% del 2013 e al 27%
di cinque anni fa.
L'andamento regionale nel medio termine
non si discosta da quello osservato a
livello nazionale, dove tra il 2009 e il 2014
le assunzioni part-time sono passate dal
20 al 26%.

La tendenza delle assunzioni va di pari
passo con quella del "tasso di assunzione",
che in Toscana passato dal 5,8% del
2012 al 5,1% del 2013, per risalire al 5,3%
nel 2014 (percentuale, quest'ultima, in
linea con la media nazionale).

A livello provinciale si registrano per
differenze piuttosto accentuate, comprese
tra il 4% di Prato e il 9% di Grosseto (il cui
tasso di entrata particolarmente alto
grazie alle numerose assunzioni stagionali
nel turismo).
Prevedono
assunzioni: 14%
83%
3%
86%
Non prevedono
assunzioni e non
hanno necessit di
personale
Non prevedono
assunzioni ma
hanno necessit di
personale e ci sono
ostacoli
all'assunzione




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I problemi di reperimento e l'esperienza richiesta
Assunzioni difficili da reperire (% sulle assunzioni totali)
I dodici settori con maggiori difficolt di reperimento e i motivi, 2014
I dodici settori che pi richiedono esperienza lavorativa specifica, 2014
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Quota % delle assunzioni difficili da reperire sulle assunzioni totali di ogni settore. Sono esposti i 12 settori
con maggiori difficolt di reperimento, mentre sono esclusi dall'analisi i settori con meno di 40 assunzioni
previste.
Quota % delle assunzioni per cui richiesta esperienza specifica sulle assunzioni totali di ogni settore. Sono
esposti i 12 settori con maggiore richiesta di esperienza, mentre sono esclusi dall'analisi i settori con meno
di 40 assunzioni previste.
I bassi livelli della domanda di lavoro
e gli alti livelli dellofferta hanno
portato negli ultimi anni, sia in
Toscana che in tutt'Italia, a una
riduzione dei problemi segnalati
dalle imprese nel trovare le figure
che intendono assumere.
Nel 2014 questi problemi
interesseranno il 10% delle
assunzioni previste nella regione
(dato del tutto in linea con la media
nazionale), quota che non evidenzia
variazioni di rilievo rispetto all'anno
precedente.

Le difficolt sono attribuite pi
spesso a una inadeguata
preparazione dei candidati (6% del
totale) che non a una scarsit di
profili disponibili all'assunzione (4%).

Tra i diversi settori dell'economia
regionale, le difficolt di
reperimento sono pi frequenti nelle
industrie meccaniche e nelle
industrie dei gioielli, nelle quali
risulta problematico trovare oltre un
quinto dei profili ricercati. Risultano
decisamente al di sopra della media
regionale anche le difficolt
segnalate dalle imprese
dell'industria elettrica ed elettronica
(20%) e dell'industria dei metalli
(19%).
Al contrario, le assunzioni risultano
del tutto agevoli nell'industria
alimentare e nelle public utilities
(settori non presenti nel grafico).

Le imprese italiane tendono a
ricorrere prevalentemente a
candidati in possesso di esperienza
specifica e la Toscana non fa
eccezione: nel 2014, al 21% dei
nuovi assunti verr richiesta
un'esperienza nella professione e a
un ulteriore 37% un'esperienza
almeno nel settore in cui opera
l'azienda (quote, entrambe, del tutto
in linea con quelle medie che si
registrano a livello nazionale).
La frequenza con cui le imprese
richiedono una precedente
esperienza specifica varia per in
misura significativa da settore a
settore, con quote sulle assunzioni
totali comprese tra il 31% nelle
public utilities (comparto non
presente nel grafico) e il 77% nelle
costruzioni.
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2009 2010 2011 2012 2013 2014
Toscana Centro Italia
0 10 20 30
Industrie meccaniche
Industrie dei gioielli
Industrie elettriche ed elettroniche
Industrie dei metalli
Industrie della gomma e della plastica
Costruzioni
Industrie del legno e del mobile
Industrie della carta e stampa
Servizi avanzati alle imprese
Ind. tessili e dell'abbigliamento
Informatica e telecomunicazioni
Ind. estrattive e lavorazione minerali
Mancanza di candidati Preparazione inadeguata dei candidati
0 20 40 60 80 100
Costruzioni
Sanit e assistenza sociale
Ind. estrattive e lavorazione minerali
Industrie dei gioielli
Industrie dei metalli
Istruzione e servizi formativi
Industrie meccaniche
Turismo e ristorazione
Trasporti e logistica
Ind. chimiche e farmaceutiche
Industrie elettriche ed elettroniche
Informatica e telecomunicazioni
Esperienza nella professione Esperienza nel settore

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Assunzioni di lavoratori immigrati (% sulle assunzioni totali)
Le opportunit per i giovani, per le donne e per gli immigrati
Le opportunit per i giovani "under 30" (% sulle assunzioni totali)
Le opportunit per le donne (% sulle assunzioni totali)
Le opportunit per i giovani comprendono le quote di assunzioni per cui l'et non considerata
rilevante, riproporzionate sulla base delle preferenze indicate in modo esplicito (con meno di 30 anni
oppure 30 e pi anni).
Le opportunit per le donne comprendono le quote di assunzioni per cui il genere ritenuto
indifferente, riproporzionate sulla base delle preferenze indicate in modo esplicito (maschi o
femmine).
I dati fanno riferimento al numero massimo di immigrati di cui si prevede l'assunzione.
Nel 2014 il 29% delle assunzioni
programmate dalle imprese toscane
interesser giovani con meno di 30
anni, nel 21% dei casi candidati meno
giovani e nel 50% dei casi l'et
irrilevante.

Ripartendo le assunzioni per cui l'et
non un requisito importante fra le
due classi di et (con meno di 30 anni
e con 30 o pi anni), si stima che le
opportunit per i giovani potranno
raggiungere il 58% delle assunzioni
totali, in crescita rispetto al 53% del
2013.

E' per interessante osservare che,
negli ultimi anni, la quota di assunzioni
esplicitamente rivolte ai giovani
diminuita sensibilmente, scendendo
dal 34% del 2009 all'attuale 29%,
mentre aumentata nettamente
quella delle assunzioni per cui l'et
non importante (dal 36 al 50%).

Analoghe considerazioni valgono in
riferimento alla preferenza di genere
dei candidati: tra il 2009 e il 2014
risulta in aumento la quota di
assunzioni per cui le imprese
dichiarano di assumere
indifferentemente uomini e donne
(dal 48 al 57%) mentre diminuisce
quella per cui viene indicata una
preferenza di genere (dal 52 al 43%).

Ripartendo le assunzioni per cui il
genere ritenuto indifferente in
proporzione a quanto espressamente
dichiarato (preferenza verso figura
femminile o maschile), emerge che nel
2014 le opportunit per le donne in
toscana potranno raggiungere il 41%
del totale (a fronte del 37% in Italia).

Il 2014 evidenzia, nella regione, una
ulteriore riduzione delle assunzioni di
lavoratori immigrati, la cui quota sul
totale pari al 15% (era il 17% nel
2013 e il 24% nel 2012).
Una tendenza, questa, del tutto in
linea con quanto si rileva a livello
nazionale dove l'incidenza di
assunzioni di immigrati scesa dal
18% del 2014 al 15% del 2013 e al 14%
del 2012.

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2009 2010 2011 2012 2013 2014
Toscana Centro Italia
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2009 2010 2011 2012 2013 2014
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2009 2010 2011 2012 2013 2014
Toscana Centro Italia

Quote % di dirigenti, specialisti e tecnici sulle assunzioni totali.
Assunzioni
di cui:
difficili da
reperire
(%)
4.780
62 - Artigiani, operai metalmecc.specializzati,
install.e manut. attrezz.elettriche e elettron.
1.890 21,1
33 - Professioni tecniche in attivit organizzative,
amministrative, finanziarie e commerciali
1.720 10,5




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Altre professioni 15.260 10,8
Totale 40.090 9,6
Le professioni corrispondono ai "gruppi" (codici a due cifre) della
classificazione delle professioni ISTAT 2011.
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65 - Artigiani e operai specializ. nell'ind.alimentare,
legno, tess.-abbigl.cuoio e spettacolo
3.300
9,6
51 - Professioni qualificate nelle attivit
commerciali
Le professioni pi richieste in provincia
Assunzioni previste per grande gruppo professionale, 2014
Le professioni pi richieste nella regione, 2014
52 - Professioni qualificate nelle attivit ricettive e
della ristorazione
11.130
7,5
Tendenza delle assunzioni di profili high-skill (%)
1,4
2.010 12,1
81 - Professioni non qualificate nel commercio e nei
servizi
Nel 2014, in Toscana, le assunzioni di figure
high skill, ossia dirigenti, specialisti e tecnici
supereranno le 5.300 unit, pari al 13% del
totale, quota di 3 punti inferiore alla media
nazionale.
Le assunzioni di figure di livello intermedio
saranno oltre 20.400 (per una quota pari al
51% del totale, contro una media nazionale
del 47%): di questi 3.830 saranno impiegati
(il 10% del totale) e quasi 16.600 saranno
figure tipiche del commercio e dei servizi
(41%).

Le restanti 14.370 assunzioni previste
riguarderanno figure di livello pi basso, la
cui quota sar pari al 36% (37% la media
nazionale). Di questo gruppo faranno parte
circa 9.170 figure operaie (il 23% del totale)
e 5.200 figure generiche e non qualificate
(13%).

Da un confronto con il 2013 emerge che, in
Toscana, la quota dei profili high skill sulle
assunzioni totali programmate non subisce
variazioni: vi infatti una sostanziale
stabilit della propensione delle imprese a
inserire figure specialistiche e tecniche,
stabilit che emerge anche a livello
nazionale.

Nella regione risulta invece in lieve riduzione
la quota di profili intermedi (+2 punti), a
favore delle professioni operaie e non
qualificate, che acquistano quasi 2 punti.
13%
15%
16%
10%
12%
11%
41%
36%
36%
23%
23%
23%
13%
14%
14%
Toscana
Centro
Italia
Dirigenti, specialisti e tecnici
Impiegati
Profili intermedi del commercio e dei servizi
Operai specializzati e conduttori di impianti
Profili generici
Guardando pi in dettaglio alle professioni richieste
dalle imprese toscane, si rileva che il 62% delle
assunzioni programmate concentrata su sole sei
figure.

Nella parte pi alta della classifica, ben distanziata da
quelle che seguono, troviamo i profili intermedi tipici
del turismo e della ristorazione, ossia cuochi,
camerieri e baristi, con 11.130 assunzioni previste (il
28% del totale regionale). Seguono le professioni non
qualificate nel commercio e nei servizi (4.780 unit) e
le professioni qualificate nelle attivit commerciali
(tipicamente commessi e personale di vendita), con
3.300 assunzioni. Si tratta, in tutti e tre i casi, di
professioni caratterizzate da un'elevata rotazione del
personale, che in prevalenza viene assunto con un
contratto a termine. Per queste tre professioni le
imprese della regione non segnalano problemi di
reperimento superiori a quelli che si riscontrano in
media nella regione.
Tra le altre principali professioni, le difficolt di
reclutamento pi frequenti (21% del totale) sono
previste per gli operai specializzati, installatori e
manutentori nelle industrie metalmeccaniche,
elettriche ed elettroniche.
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2009 2010 2011 2012 2013 2014
Toscana Centro Italia

Quota % di laureati e diplomati sulle assunzioni totali.
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La formazione e le competenze richieste dalle imprese
Assunzioni previste per livello di istruzione, 2014
Tendenza delle assunzioni di laureati e diplomati (%)
Le competenze richieste nella regione ai laureati e diplomati, 2014
Competenze ritenute "molto" importanti: quota sulle assunzioni totali di laureati e diplomati.
Delle quasi 40.100 assunzioni programmate nel
2014 in Toscana, 3.130 saranno rivolte a laureati,
16.020 a diplomati della scuola secondaria
superiore, 6.030 a persone in possesso della
qualifica professionale e 14.900 riguarderanno
figure per le quali non verr richiesta una
formazione scolastica specifica.

Al di l della consistenza delle assunzioni, il 2014
conferma la tendenza, in Italia, verso un
innalzamento della richiesta di scolarit, intesa
come assunzioni di laureati e diplomati.
Viceversa, in Toscana, si osserva un calo nella
richiesta di scolarit, e questo nonostante la
stabilit dell'incidenza di assunzioni di figure high
skill che si registra tra il 2013 e il 2014.
Pi nel dettaglio, diminuisce dal 9 all'8% la quota
di laureati e dal 41 al 40% quella dei diplomati.
Laureati e diplomati insieme detengono quindi il
48% delle assunzioni programmate nella regione
per il 2014, quota inferiore di 5 punti alla media
nazionale e di 6 a quella del Centro.

Il calo dell'incidenza di laureati e diplomati che si
registra in Toscana amplia gli spazi per coloro
che hanno conseguito una qualifica
professionale (la cui quota sulle assunzioni totali
aumenta dal 12 al 15%), mentre cala l'incidenza
di richieste per le persone che non hanno una
formazione scolastica specifica (dal 38 al 37%).

Per quanto riguarda le competenze "trasversali",
e cio non specifiche della professione da
svolgere, quelle che le imprese toscane
considerano pi importante quando assumono
personale laureato e diplomato la capacit di
lavorare in gruppo, indicata come molto
importante per il 55% delle assunzioni
programmate.
Nelle posizioni successive, con un numero di
segnalazioni tra il 43 e il 48%, figurano la
capacit di lavorare in autonomia, la capacit
comunicativa e la flessibilit e capacit di
adattamento.

Appaiono invece meno rilevanti caratteristiche
quali la capacit di pianificare e coordinare e le
abilit creative e d'ideazione (indicate come
molto importanti nel 21% dei casi) e l'attitudine
al risparmio energetico e sensibilit all'impatto
ambientale (18%). Si tratta di competenze che
vengono in genere richieste solo alle figure che
avranno funzioni dirigenziali o molto specifiche,
per le quali le assunzioni previste sono
tipicamente poco numerose.
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2009 2010 2011 2012 2013 2014
Toscana Centro Italia
55%
48%
46%
43%
40%
30%
21%
21%
18%
Capacit di lavorare in gruppo
Flessibilit e adattamento
Capacit comunicativa scritta e orale
Capacit di lavorare in autonomia
Capacit di risolvere problemi
Capacit di analizzare e sintetizzare le
informazioni
Capacit di pianificare e coordinare
Abilit creative e d'ideazione
Attitudine al risparmio energetico e
sensibilit allimpatto ambientale
8%
11%
11%
40%
43%
42%
15%
15%
14%
37%
32%
33%
Toscana
Centro
Italia
Laurea Diploma Qualifica professionale Nessuna formazione




P
a
g
i
n
a

8
La formazione effettuata dalle imprese
Imprese che hanno effettuato corsi di formazione per i propri
dipendenti (% sul totale delle imprese)
Imprese che hanno ospitato tirocinanti o stagisti
(% sul totale delle imprese)
T
o
s
c
a
n
a
Presumibilmente a causa della difficile
situazione economica, la propensione delle
imprese a svolgere attivit di formazione
mediante corsi specifici rivolti ai propri
dipendenti diminuita sensibilmente a partire
dal 2011. In quell'anno, il 34% delle imprese
della Toscana aveva attivato corsi di
formazione; la percentuale poi scesa al 28%
nel 2012 e al 21% nel 2013. Questa
diminuzione si registra non solo nella regione,
ma nell'intero Paese.

Diminuisce quindi anche il numero di
dipendenti che hanno partecipato a corsi, che
in Toscana sono stati, nel 2013, il 27% del
totale (contro il 30% dell'anno prima).
Un'ulteriore modalit formativa delle imprese
consiste nell'ospitare tirocinanti e stagisti, in
genere giovani che stanno concludendo o hanno
appena concluso il percorso di studi. Il tirocinio /
stage per anche uno strumento per
selezionare possibili candidati per futuri
inserimenti in azienda.

Nel 2013 quasi il 14% delle imprese toscane ha
sfruttato questa opportunit (percentuale del
tutto in linea con la media nazionale).
Queste imprese hanno accolto, per periodi di
diversa durata, quasi 20.800 stagisti e tirocinanti,
il 3% in pi rispetto al 2012.
34% 34%
35%
28%
27%
28%
21%
22%
22%
Toscana Centro Italia
2011 2012 2013
Nota metodologica:
I dati qui presentati derivano dallindagine annuale Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro. La presente
edizione ha riguardato un campione di oltre 97.000 imprese, rappresentative delluniverso delle imprese private dell'industria e dei servizi con
almeno un dipendente in media nel 2012. Tale universo desunto dal Registro Imprese, integrato con i dati di altre fonti (in particolare INPS).
Non sono oggetto di rilevazione imprese che hanno iniziato ad avere dipendenti successivamente, salvo nel caso di un limitato numero di
imprese di significativa dimensione che stato possibile inserire nelle liste di indagine. La frazione sondata risultata pari al 6,0% per le imprese
da 1 a 49 dipendenti e al 42,6% per le imprese da 50 a 99 dipendenti, mentre per le imprese con almeno 100 dipendenti tale valore risultato
pari al 56,2% in termini di imprese e al 53,0% in termini di numero di dipendenti.
Le interviste da cui sono tratte le previsioni per lanno 2014 sono state realizzate tra met gennaio e inizio maggio 2014, utilizzando tecnica
CATI per le imprese sino a 250 dipendenti e compilazione diretta, in parte con modalit CAWI, per le imprese di maggiori dimensioni. Il riporto
alluniverso effettuato considerando quale unit di riporto limpresa - o la singola unit provinciale nel caso di imprese localizzate in pi
province - ciascuna di esse ponderata con il rispettivo numero di dipendenti.
I risultati dellindagine sono disponibili a livello provinciale e regionale secondo un numero variabile di settori economici, ottenuti quale
accorpamento di codici di attivit economica della classificazione ATECO2007 e rivisti in funzione dellottenimento dei livelli di significativit
predefiniti.
Si precisa che per le imprese plurilocalizzate la classe dimensionale sempre riferita all'impresa nel suo complesso. Le professioni e i gruppi
professionali presentati fanno riferimento alla classificazione delle professioni ISTAT 2011.
Excelsior Informa realizzato nellambito del Sistema Informativo Excelsior, promosso da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del
Lavoro. La redazione dei bollettini Excelsior Informa a cura di un gruppo di ricerca congiunto del Centro Studi Unioncamere e di Gruppo CLAS,
coordinato da Domenico Mauriello e Pietro Aimetti.

Al gruppo di lavoro hanno partecipato:
Unioncamere: Alessandra Allegrini, Ilaria Cingottini, Fabio Di Sebastiano, Barbara Martini , Marco Pini, Lamberto Ravagli, Stefano Scaccabarozzi.
Gruppo CLAS: Angela Airoldi, Mariuccia Azzali, Luigi Benigni, Marco Bertoletti, Elisa Bianchi, Davide Biffi, Franco Bitetti, Cecilia Corrado, Andrea
Gianni, Gianni Menicatti, Bruno Paccagnella, Davide Pedesini, Enrico Quaini, Monica Redaelli, Laura Sala, Marcello Spreafico, Paola Zito.

Per approfondimenti si consulti il sito: http://excelsior.unioncamere.net
13,1% 13,2%
14,2%
13,8%
13,5%
13,8%
13,6% 13,6%
13,9%
Toscana Centro Italia
2011 2012 2013
La congiuntura delle imprese del
commercio al dettaglio
in Toscana
Consuntivo I trimestre 2014
Aspettative II trimestre 2014
Firenze, luglio 2014
La tendenza delle vendite al dettaglio mostra un
miglioramento, ma il risultato ancora in perdita
Il 2014 si aperto per la Toscana con la
contrazione pi contenuta delle vendite
degli ultimi tre anni (-2,9%), risultato
anticipato dai segnali positivi acquisiti in chiusura
danno in termini di aspettative degli operatori.
La Toscana ha fatto meglio dellItalia (-3,7%),
confermando un differenziale positivo visibile a
partire dallinizio del 2010. La dinamica delle
vendite in Toscana rispecchia ancora una
volta quanto accade nelle regioni pi
avanzate del nord Italia, piuttosto che nella
macroarea in cui la regione geograficamente
inserita.
Nello specifico, il Centro si conferma la ripartizione
peggiore in termini di andamento delle vendite al
dettaglio (-5,0%), fanno meglio Sud ed Isole (-
4,2%) e, soprattutto, Nord Ovest (-2,8%) e Nord
Est (-2,5%).
GRAFICO 1
Andamento delle VENDITE rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente
Variazioni % tendenziali a prezzi correnti
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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ITALIA TOSCANA
Le piccole strutture (1-5 addetti) hanno
contenuto le perdite sotto la soglia del 4%, il
risultato il migliore dallultimo trimestre del
2011 in uno scenario di medio periodo
caratterizzato da nove anni di risultati
continuamente in flessione, con valori singoli
superiori ai due p.p. in trenta trimestri sui
trentasei che compongono larco cronologico
di riferimento.
La media distribuzione (6-19 addetti; -2,1%)
ha ridotto di quasi due p.p. la flessione con
cui si era chiuso il 2013 (-3,9%),
proseguendo nella progressiva attenuazione
dei risultati trimestrali negativi che ha
caratterizzato lultimo anno.
La grande distribuzione (oltre 19 addetti) ha
infine perso l1,5% attestandosi su
dinamiche sostanzialmente analoghe a quelle
dei due precedenti trimestri. Il risultato
registrato in Toscana in linea con quello
dellItalia (-1,6%) e coincidente, ancora una
volta, con quello del Nord Ovest. Le vendite
della grande distribuzione sono andate
meglio nel Nord Est (-1,1%), mentre la
riduzione stata pi marcata nel Centro (-
1,9%) e nel Sud-Isole (-2,2%).
Il quadro appare meno negativo soprattutto per
piccole e medie strutture di vendita
GRAFICO 2
Andamento delle VENDITE in Toscana per tipologia di esercizio
Variazioni % tendenziali a prezzi correnti
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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Piccola (1-5 add.) Media (6-19 add.) Grande (almeno 20 add.)
mentre per le grandi superfici si
confermano le criticit degli ultimi trimestri
Lattenuarsi del calo delle vendite riscontrato
in Toscana nel I trim. 2014 stato
equamente ripartito fra tutte le principali
tipologie merceologiche, con dinamiche pi
consistenti fra gli esercizi specializzati, cio
quelli che hanno sofferto di pi la prolungata
crisi dei consumi degli ultimi anni.
Gli alimentari (-2,8%), a livello regionale,
hanno migliorato il dato nazionale di circa
mezzo p.p. nel trimestre in esame, i non
alimentari (-3,2%) di un p.p.; per entrambi i
comparti si tratta dei risultati pi favorevoli
acquisiti in Toscana a partire dal trimestre
luglio-settembre 2011.
Le vendite degli esercizi de-specializzati
(principalmente grandi superfici,
raggruppando ipermercati, supermercati e
grandi magazzini) sono rimaste ferme, anche
in questo caso facendo meglio rispetto al
corrispondente valore nazionale (-1,6%).
GRAFICO 3
Andamento delle VENDITE in Toscana per comparto merceologico
Variazioni tendenziali a prezzi correnti
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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Specializzato ALIMENTARE
Specializzato NON ALIMENTARE
Iper-super-grandi magazzini (de-specializzato)
Scendendo nel dettaglio dei singoli
segmenti merceologici degli esercizi
specializzati, linizio dellanno ha portato ad
una ulteriore riduzione delle vendite di
abbigliamento ed accessori (-2,9%), di
entit comunque meno rilevante rispetto
alle altre tipologie di prodotti, forse anche
grazie al traino del tradizionale periodo dei
saldi invernali che nessuna incidenza
avevano avuto sul disastroso inizio del
2013 (-9,1%).
I prodotti per la casa ed elettrodomestici (-
4,2%) mettono invece a segno la peggiore
performance fra i non alimentari, mentre il
residuo aggregato degli altri prodotti non
alimentari chiude con una flessione pari al
3,1% ed un alleggerimento di circa 5 p.p.
rispetto alla caduta registrata nel
corrispondente periodo del 2013.
Si riducono le contrazioni allinterno
del segmento non alimentare
GRAFICO 4
Andamento delle VENDITE in Toscana per tipologia merceologica dei prodotti non alimentari
Variazioni tendenziali (rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente)
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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Abbigliamento
Prodotti casa ed elettrodomestici
Altri prodotti non alimentari
Totale non alimentari
Per quasi nove imprenditori su dieci (88%) le
GIACENZE del I trimestre 2014 sono state
valutate come adeguate, per il 9% in esubero
e per il 4% scarse, per un saldo
complessivamente pari a +5 p.p., inferiore di
tre punti rispetto al I trimestre del 2013.
Come gi nella precedente rilevazione, il livello
di tale indicatore identico e pari a +7 p.p. per
piccola e media distribuzione: nel primo caso,
tuttavia, si assiste ad una riduzione di 4 punti
su base annua (il saldo del I trimestre 2013 era
pari a +11 p.p.), mentre nel secondo caso si
osserva un leggero incremento (saldo pari a
+6 un anno prima).
Nella grande distribuzione, invece, la quasi
totalit degli imprenditori (96%) ha dichiarato
le giacenze adeguate: il relativo saldo (+1
p.p.), oltre ad essere inferiore rispetto alle altre
tipologie distributive, inferiore di 3 punti
rispetto allanalogo periodo del 2013.
Lindicatore in esame infine in discesa per
tutte le principali categorie merceologiche, in
maniera pi accentuata per lo specializzato
alimentare (il cui saldo passato nel giro di un
anno da -2 a -6 p.p.) rispetto allo specializzato
non alimentare (da +13 a +11) ed agli esercizi
de-specializzati (da o a -2).
Le giacenze risultano
sostanzialmente adeguate
GRAFICO 5
Consistenza delle GIACENZE a fine periodo per tipologia di esercizio
Quota di imprese che dichiarano giacenze esuberanti, adeguate, scarse e saldi (esuberanti-scarse)
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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Totale
Piccola Distribuzione
Media Distribuzione
Grande Distribuzione
Non ci si aspettano grossi miglioramenti per
limmediato futuro: le previsioni sulle
VENDITE al II trimestre 2014 sono ancora
negative, il saldo fra ottimisti e pessimisti
pari a -8, seppur in miglioramento rispetto al
I trimestre 2014 (-11).
Il rialzo del dato complessivo determinato
principalmente dal miglioramento nella
grande distribuzione (il saldo passa da -4 a
+3), mentre la media (da 15 a -14) e la
piccola distribuzione (da -10 a -9) rimangono
sostanzialmente stazionarie.
Nonostante le aspettative fossero riferite al
trimestre in cui sono compresele festivit
pasquali, non si assiste ad un recupero della
fiducia fra i commercianti degli specializzati
alimentari (-7 il saldo nel II trimestre 2014),
sebbene fra i non alimentari lottimismo sia
ancor meno diffuso (-9).
A differenza di quanto rilevato per la grande
distribuzione, ipermercati, supermercati e
grandi magazzini registrano inoltre un saldo
pari -6 con cui si riduce comunque di un
terzo lentit delle aspettative rilevate nel
corso della precedente rilevazione.
e gli imprenditori esprimono aspettative che, sebbene in
miglioramento, sono sempre negative riguardo a vendite
GRAFICO 6
Le aspettative degli imprenditori su vendite e ordinativi
Previsioni (saldi aumenti-diminuzioni)
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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VENDITE ORDINATIVI
Le aspettative riferite agli ORDINATIVI sono
nel complesso in leggero recupero, anche in
questo caso senza grossi scossoni che lascino
presagire sostanziali recuperi a breve delle
dinamiche delle vendite.
Il saldo destagionalizzato fra quanti hanno
previsto aumenti e quanti diminuzioni nel II
trimestre 2014 del resto pari a -15, miglior
dato dalla fine del 2012 ma ancora in
territorio ampiamente negativo.
I pessimisti prevalgono largamente
soprattutto nella piccola distribuzione (-22), la
quota inferiore di cinque p.p. nelle medie
strutture (-17) mentre il saldo quasi in
pareggio nelle grandi strutture -1).
Gli specializzati alimentari acquisiscono un
recupero sostanziale passando dal -18 del I
trim. 2014 al -3 del II 2014, per i non
alimentari il balzo marcato ma meno netto
(da 20 a -12), idem fra ipermercati
supermercati e grandi magazzini (da -13 a -
7).questi dati non mi tornano, rivedere
e per gli ordinativi
GRAFICO 7
Le aspettative sugli ORDINATIVI ai FORNITORI degli imprenditori per tipologia di esercizio
Saldi percentuali (aumenti-diminuzioni) destagionalizzati
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
Fonte: el aborazi oni su dati Centro Studi Uni oncamere
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4
Totale
Piccola Distribuzione
Media Distribuzione
Grande Distribuzione
Linflazione ai minimi storici per i beni e
servizi, (+0,4% il dato tendenziale per la
Toscana, leggermente al di sotto del -0,5%
acquisito su scala nazionale), senza che
tutto ci abbia fin qui consentito un
recupero delle vendite fiaccate,
evidentemente, da una ridotta disponibilit
di reddito in conseguenza di accresciuti
livelli di tassazione e delle persistenti
difficolt sul mercato del lavoro.
Landamento dei prezzi stato
leggermente superiore a quello
complessivo se si considerano i soli beni
(+0,7%), universo di riferimento
dellindagine sul commercio al dettaglio, su
cui pesano, in particolare, gli alimentari
(+0,8%), che pure hanno visibilmente
rallentato rispetto al picco del +3,3%
raggiunto nel II trimestre 2012.
Fra i non alimentari (+0,5%), la cui
dinamica annuale scesa stabilmente
sotto il 2% dalla met del 2009, la crescita
pi sostenuta stata riportata dai mobili e
prodotti per la casa hanno (+1,0%),
mentre abbigliamento e calzature sono
quasi fermi (+0,3%) e gli altri prodotti non
alimentari registrano addirittura una lieve
contrazione (-0,2%).
I prezzi al consumo sono ai minimi storici, in
particolare per alcuni spaccati del non alimentare
GRAFICO 8
Andamento dell'indice dei prezzi al consumo in Toscana
Variazioni % tendenziali
(*) Vari azi one sti mata sul l a base del l a composi zi one del l a spesa per consumi del l e fami gl i e
Fonte: el aborazi oni su dati ISTAT
-1,0
0,0
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
6,0
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4
Alimentari* Non Alimentari*
Abbigliamento-cal zature Mobi li-prod. per la casa
La rete commerciale ha chiuso il I trimestre
2014 allinsegna della stagnazione, come gi
si era verificato nellultimo trimestre del
2013: le unit locali, su base annua, sono
leggermente cresciute nel complesso (+20 il
saldo fra ingressi e uscite), per una
variazione % positiva del tutto trascurabile
(+0,03%).
In continuit con il IV trimestre 2013, la
spinta ascrivibile esclusivamente agli
specializzati alimentari (+2,4 per +212
unit). Fra gli altri aggregati si riducono, in
particolare, i non specializzati sia con
prevalenza di non alimentare (-0,9% per -17
unit), sia di alimentare (-0,6% per -41
unit), mentre calano in misura minore gli
specializzati non alimentari (-0,3% per -134
unit).
La rete commerciale ancora stazionaria, malgrado
lespansione degli specializzati alimentari
GRAFICO 9
Commercio al dettaglio in sede fissa: unit locali registrate in Toscana
Variazioni % tendenziali
Fonte: el aborazi oni su dati Infocamere, banca dati StockVi ew
-0,8
-0,1
0,7
-2,2
0,3
-0,9
0,3
2,5 2,4
-0,3
-0,6
-0,9
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SPECIALIZZATI NON SPECIALIZZATI
I tr. 2012 I tr. 2013 I tr. 2014
I consumi in Toscana restano ancora stagnanti, non si ravvedono scossoni significativi che lascino presagire a breve un
recupero delle vendite e del resto sarebbe difficile anche solo immaginarlo dato il negativo quadro congiunturale
ed occupazionale, soprattutto nelle fasce giovanili che sono quelle pi propense agli acquisiti.
Il primo trimestre si chiuso con un leggero miglioramento degli indicatori che nel complesso esprimono comunque
performance negative, con una serie che dura ormai da numerosi trimestri, sia sul piano dei consuntivi sia su quello
previsionale.
Qualche nota pi positiva emerge per la grande distribuzione, ed vero che non ci sono spaccati di analisi in cui si
rilevino peggioramenti rispetto ai trimestri precedenti: il ritmo con cui si erodono gli effetti della crisi tuttavia sempre
troppo lento, sintomatico comunque di una latitanza di elementi forti che trascinino il potere dacquisto delle famiglie.
Lentit dei risultati negativi acquisiti la meno preoccupante da almeno tre anni a questa parte; c comunque da
tenere in considerazione il fatto che i valori sono maturati rispetto ad un primo trimestre 2013 che fra i peggiori fin
qui rilevati.
La Toscana conferma un trend gi segnalato in pi occasioni, su pi spaccati di analisi, per cui risulta pi assimilabile
con le dinamiche del Nord (Ovest ed Est) piuttosto che con quelle del Centro Italia. I risultati della Toscana sono nel
complesso comunque migliori di quelli acquisiti su scala nazionale.
Alcune considerazioni finali
Redazione: Andrea Cardosi
Elaborazioni: Lauretta Ermini
Coordinamento: Riccardo Perugi
Analisi condotta nellambito dellOsservatorio Regionale sul Commercio della Toscana, realizzato da Regione
Toscana e Unioncamere Toscana.
Per informazioni:
Unioncamere Toscana Ufficio Studi
Via Lorenzo il Magnifico, 24
50129 Firenze
Tel. 055-4688.1
Mail studi@tos.camcom.it
Web www.tos.camcom.it
Il presente materiale disponibile anche sul sito www.starnet.unioncamere.it nellarea territoriale Toscana,
dove scaricabile anche lappendice statistica e la nota metodologica.
Il credito in Toscana
I trimestre 2014
Firenze, Settembre 2014
Nel primo trimestre del 2014, continua la tendenza negativa dei prestiti bancari ai residenti in Italia (-3,2% alla
fine di febbraio), risentendo del quadro congiunturale economico ancora debole. Analizzando il dato per tipologia di
clientela si nota come la contrazione dei prestiti stia continuando soprattutto per le imprese (-5,1%) e con entit
minore per le famiglie (-1,2%).
Le inchieste qualitative della Banca di Italia (Bank Lending Survey), tuttavia, segnalano che le restrizioni sullofferta
di credito si stanno attenuando gradualmente anche se le politiche delle banche rimangono improntate su un
atteggiamento fortemente cautelare, risentendo della percezione del rischio di credito legato soprattutto alle imprese di
minori dimensioni.
Secondo le imprese il miglioramento si tradotto soprattutto in tassi di interesse pi contenuti ma, come detto, ha
riguardato soprattutto le imprese di medio-grandi dimensioni.
Secondo lIstat, la quota di aziende che hanno dichiarato di non aver ottenuto il finanziamento richiesto , a marzo,
ancora del 14,7%, pi elevata per le piccole, 17,2%.
Per quanto riguarda il lato della domanda di credito, gli indici di diffusione calcolati dalla Banca di Italia, segnalano
una sostanziale stabilit che dovrebbe porre fine alla contrazione della domanda di finanziamenti da parte delle
imprese che ha caratterizzato gli ultimi anni.
Lincertezza della situazione economica generale continua ad influenzare negativamente imprese e famiglie nella loro
decisione di rivolgersi al sistema creditizio ma il miglioramento delle condizioni di accesso al credito dovrebbe
comportare, nei prossimi mesi, un aumento della richiesta di finanziamenti, sia da parte delle imprese che delle
famiglie.
Contesto di riferimento Qualit del credito Tassi di interesse Raccolta bancaria
Il contesto di riferimento
Prestiti
Il credito bancario
1
alla clientela residente in
Toscana nel primo trimestre del 2014 mostra ancora
un rallentamento su base tendenziale, ossia rispetto
allo stesso trimestre dellanno precedente (-1,9%).
Tale evoluzione determinata in particolar modo
dalla stretta creditizia nei confronti del mondo
imprenditoriale (-1,7%) dal momento che i prestiti
alle imprese rappresentano il 60% del totale.
I prestiti alle famiglie consumatrici risultano stagnanti
(-0,5%) con valori intorno alla stabilit da almeno
cinque trimestri.
La pesante flessione del credito alle imprese e (in
minor parte) alle famiglie consumatrici, in atto ormai
da tre anni consecutivi, causata sia (dal lato
dellofferta) dal deterioramento della qualit del
credito che comporta politiche di offerta molto pi
improntante alla cautela da parte degli istituti creditizi
(manifestata principalmente attraverso spread pi
elevati applicati alle posizioni maggiormente
rischiose), sia (dal lato della domanda) dalla
debolezza della domanda da parte di famiglie.
I prestiti Qualit del credito Tassi di interesse Raccolta bancaria
1. Prestiti lordi, comprensivi di sofferenze e pct delle banche ai residenti
I prestiti a imprese e famiglie
Contesto di riferimento
Prestiti bancari - dati aggregati
(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia
-5,0
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4
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1
Imprese Famiglie consumatrici Total e
I prestiti alle imprese per branca di attivit economica
A livello settoriale, la contrazione del credito
alle imprese
2
ha riguardato in particolar modo
(anche nel primo trimestre 2014) le imprese
appartenenti al settore delle costruzioni (-
2%) e dei servizi (-2,9%).
La flessione, per entrambi i settori (quello
delle costruzioni settore particolarmente
critico in questi anni, anche per quanto
riguarda gli indicatori del credito) in
diminuzione rispetto al -3,4% dello scorso
trimestre. Pi contenuto il calo per il comparto
manifatturiero ( -0,9%).
I prestiti Qualit del credito Tassi di interesse Raccolta bancaria
2. Prestiti lordi, comprensivi di sofferenze e finanziamenti a procedura concorsuale. Dati riferiti alle segnalazioni di banche,
societ finanziarie e societ veicolo di operazioni di cartolarizzazione sui finanziamenti a societ non finanziarie e famiglie
produttrici
Contesto di riferimento
(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia
Prestiti di banche e societ finanziarie alle imprese per branca di attivit
economica
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1
Manifatturiere Costruzioni Servizi Total e
Tassi di interesse Prestiti Raccolta bancaria Qualit del credito
I prestiti per tipologia di impresa
3. Prestiti lordi, comprensivi di sofferenze e pct delle banche ai residenti
Contesto di riferimento
In Toscana, come in tutta Italia, la situazione
pi preoccupante riguardo al credito
bancario
3
alle imprese continua ad essere
quella delle imprese di minori dimensioni, in
particolare delle imprese artigiane.
Contando che in Italia le PMI pesano per il
71% sulla formazione del PIL, data la loro
preponderanza rispetto alle imprese di
maggiori dimensioni, la problematica della
scarsit di credito bancario alle piccole medie
imprese stata una delle fondamentali
ragioni della recessione in atto in questi
ultimi anni, andando ad incidere
pesantemente sulla capacit di investimento
e di crescita delle imprese.
Nel primo trimestre 2014 i finanziamenti alle
piccole imprese sono diminuiti del 2,6%,
quelli delle imprese artigiane del 2,44%,
contrazione che risulta comunque attenuata
rispetto alle entit dei trimestri precedenti (-
5,1%, il dato relativo al quarto trimestre
2013).
Anche i prestiti alle imprese di medio-grandi
dimensioni continuano a scendere, per
quanto di una piccola entit (-1,5%).
Prestiti bancari per tipologia di imprese
(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia
-10,0
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1
Imprese medio grandi Imprese piccol e Artigiane
Tassi di interesse a breve
4
I livello dei tassi di interesse sui prestiti a breve termine concessi dalle banche condiziona il sistema economico
nel ricorso al credito. Nel breve periodo, i tassi bancari attivi risentono principalmente delle variazioni dei tassi guida
della politica monetaria (come il tasso ufficiale di sconto e il tasso sulle operazioni in conto termine).
Altri fattori rilevanti nel determinare il livello dei tassi riguardano in particolar modo il livello di rischio associato ai
deversi segmenti del mercato del credito. La Toscana (rispetto alla media nazionale) presenta un maggior livello di
rischio del settore produttivo e questo comporta un livello molto elevato il costo del credito a breve termine per le
imprese.
Dal punto di vista dimensionale, particolarmente sofferenti sono le piccole imprese (9,8%) per quanto riguarda i
settori, costi molto alti del denaro sono stati raggiunti nel comparto delle costruzioni (9,3%, molto al di sopra del valore
nazionale).
Prestiti Tassi di interesse Qualit del credito Raccolta bancaria Contesto di riferimento
4. La Banca di Italia rileva i tassi effettivi riferiti ai finanziamenti per cassa che rientrano nelle seguenti categorie:
rischi autoliquidanti, rischi a scadenza e rischi a revoca.
Tassi di interesse a breve termine per branca di attivit
Valori %
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Total e imprese
Manifattura
Costruzioni
Servizi
Tassi di interesse a breve termine per dimensione delle imprese
Valori %
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1
Total e imprese
Imprese medio-
grandi
Imprese piccol e
Tassi di interesse a medio/lungo termine
Prestiti Tassi di interesse Qualit del credito Raccolta bancaria
La richiesta di prestiti a medio-lungo termine (sopra i 18 mesi) rappresentano la volont, da parte di imprese e
famiglie, di fare scelte per il proprio futuro. Nel caso delle imprese, la richiesta di finanziamenti non a breve termine
nasce dalla decisione di porre in atto programmi di investimento.
I tassi di interesse sui prestiti a medio lungo termine sia per le famiglie che per le imprese sono in lieve
contrazione, 3,7% (rispetto a 3,9% del trimestre precedente) e 4,4% (rispetto a 4,6% del trimestre precedente).
Contesto di riferimento
Tassi di interesse su prestiti a medio-lungo termine per settore istituzionale
della clientela
2,0
2,5
3,0
3,5
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4,5
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1
Total e Imprese Total e famiglie consumatrici
Prestiti Qualit del credito Raccolta bancaria Tassi di interesse
La qualit del credito
5. I valori sono calcolati come medie dei quattro trimestri terminanti in quello di riferimento
Il tasso di decadimento
5
, calcolato come
rapporto fra il flusso di nuove sofferenze e la
consistenza dei prestiti in essere allinizio del
periodo, nel corso dellanno passato ha
raggiunto preoccupanti livelli, pari a circa
quattro volte quelli osservati nel periodo
precedente linsorgere della crisi. Le difficolt
di rimborso dei crediti e la conseguente
consistenza delle sofferenze ha interessato in
particolar modo il settore produttivo. Il
peggioramento stato diffuso, tuttavia le
condizioni maggiormente critiche si sono
riscontrate nel settore edile (dove il tasso ha
raggiunto il picco del 10%) e nel
manifatturiero, soprattutto a causa della crisi
della metallurgia.
Nel primo trimestre dellanno in corso, il livello
del tasso sceso per il settore manifatturiero
(dall8,5% al 4,7%) e lievemente anche per
quello dei servizi.
Il rapporto tra le esposizioni passate a
sofferenza e i prestiti in bonis del periodo
rimane molto elevato nel settore delle
costruzioni.
Contesto di riferimento
Tasso di decadimento
(valori %)
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
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Famiglie
consumatrici
Costruzioni
Manifattura
Servizi
Prestiti Raccolta bancaria Qualit del credito Tassi di interesse
La raccolta bancaria
I depositi detenuti dalle famiglie e dalle imprese toscane presso le banche hanno continuato a crescere, seppur
ad un ritmo pi contenuto (+3%, dovuto al rallentamento della crescita dei depositi delle famiglie) anche nel primo
trimestre 2014.
La componente dei depositi in conto corrente continua a mostrare segni di crescita, anche se rallentata (+3,5%).
I depositi a risparmio che avevano visto una marcata espansione durante i primi anni della crisi, grazie al fatto di
essere caratterizzati da rendimenti pi elevati rispetto alle forme di raccolta a vista, da qualche periodo stanno
mostrando tassi di crescita sempre pi contenuti (+2,4%).
Contesto di riferimento
Depositi bancari
(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana du dati Banca di Italia
-20,0
-10,0
0,0
10,0
20,0
30,0
40,0
50,0
-15,0
-5,0
5,0
15,0
25,0
0
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4
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1
Depostiti totali di cui: conti correnti
di cui: a risparmio (scala dx)
Cenni metodologici
Le elaborazioni contenute nel presente rapporto sono realizzate su dati Banca di Italia (ultimo aggiornamento: 8
luglio 2014 con riferimento ai dati sul credito bancario nel periodo gennaio-marzo 2014 ).
Il presente rapporto scaricabile dalla pagina web dal portale Starnet, area territoriale Toscana, cliccando sul
seguente link
Riconoscimenti
Elaborazioni e testo a cura di:
Silvia Pincione
Coordinamento:
Riccardo Perugi
Cenni metodologici
e riconoscimenti
Movimprese II trimestre 2014
Natalit e mortalit delle imprese
registrate presso le Camere di
Commercio della Toscana
Firenze, Settembre 2014
CAPITOLO 1: IL QUADRO GENERALE
CAPITOLO 2: TIPOLOGIE E FORMULE IMPRENDITORIALI
CAPITOLO 3: I SETTORI DI ATTIVIT
APPENDICE STATISTICA
CENNI METODOLOGICI E RICONOSCIMENTI
Indice
Capitolo 1
Il quadro generale
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Andamento delle imprese registrate in Toscana
Tasso di crescita imprenditoriale (1): valori %
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(1) Tasso di crescita imprenditoriale = [Iscrizioni - Cessazioni (al netto delle cancellazioni
d'ufficio) degli ultimi dodici mesi terminanti con quello di riferimento] / Stock di imprese
registrate all'inizio del primo trimestre considerato.
1,3%
1,2%
1,0%
0,5%
0,5%
0,4%
0,4%
0,2%
0,1%
0,0%
0,0%
0,3%
0,4%
2011 -
II
2011 -
III
2011 -
IV
2012 -
I
2012 -
II
2012 -
III
2012 -
IV
2013 -
I
2013 -
II
2013 -
III
2013 -
IV
2014 -
I
2014 -
II
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
In diminuzione le iscrizioni di nuove imprese ai registri delle Camere di Commercio della Toscana: nel secondo trimestre
del 2014 sono state 6.393, il 10,1% in meno rispetto allanalogo periodo del 2013, mentre le aperture di nuove unit
locali (2.768) sono aumentate del 5,2%. Le imprese chiuse nel periodo aprile-giugno sono state 4.054 (dato al netto
delle cessate dufficio), cui vanno ad aggiungersi 2.005 chiusure di unit locali, evidenziando in parallelo un deciso
rallentamento anche della mortalit dimpresa (-19,5%). Per quanto riguarda le nuove aperture, landamento regionale
stato peggiore rispetto alla media nazionale (Italia -0,9%), mentre il fenomeno delle chiusure risulta in forte
attenuazione anche nel resto del Paese.
In calo le iscrizioni di nuove imprese, ma si attenua
anche il fenomeno delle chiusure
Nati-mortalit delle imprese in Toscana nel trimestre aprile-giugno 2014
Italia
Valori
assoluti
Variazioni
%
Variazioni
%
Iscrizioni Imprese 6.393 -10,1 -0,9
Aperture Unit Locali 2.768 5,2 -0,9
Cancellazioni Imprese 4.990 -8,8 -16,8
Cessazioni (non d'ufficio) Imprese 4.054 -19,5 -17,9
Chiusure Unit Locali 2.005 2,9 -4,6
Entrate in scioglimento e liquidazione 1.025 -13,3 -29,9
Fallimenti e altre procedure concorsuali 353 -2,5 9,4
Addetti totali delle imprese del territorio* 1.022.496 -1,4 -1,6
Fonte: Infocamere, Cruscotto di indicatori statistici
Valori assoluti e variazioni % rispetto allo stesso periodo del 2013
Toscana
* Fonte: elaborazione dati INPS su imprese Registro Imprese - i dati riflettono gli
addetti delle imprese "DEL TERRITORIO". Nel caso di imprese con localizzazioni fuori
provincia, gli addetti si riferiscono al totale su tutto il territorio nazionale. Gli addetti
sono riferiti al 31/03/2014.
Un altro segnale positivo viene poi dal calo del numero dimprese in difficolt: sono infatti 1.025 le aziende toscane
entrate in scioglimento e liquidazione nel trimestre aprile-giugno 2014, con un calo del 13,3% rispetto alo stesso
periodo del 2013. In leggero arretramento, pur restando ancora elevato, il numero di fallimenti: 283 nel trimestre in
esame (-2,5% su base annua), oltre a 70 aziende che hanno aperto concordati fallimentari o preventivi e accordi
di ristrutturazione debiti.
Da un lato, i dati relativi a chiusure,
scioglimenti e procedure concorsuali
sembrano dunque confermare un qualche
allentamento della forte recessione
attraversata fino a met dello scorso anno; al
tempo stesso, la mancata ripartenza delle
iscrizioni sembra testimoniare che non si
ancora ristabilito un clima di fiducia sulle
prospettive di ripresa delleconomia in grado
di stimolare gli investimenti legati ai processi
di creazione dimpresa.
Al 30 giugno, le imprese registrate presso
le Camere di Commercio della Toscana
erano 412.361.
In dodici mesi (dal 1 luglio 2013 al 30
giugno 2014) sono nate, dentro i confini
regionali, 26.366 nuove imprese e ne sono
cessate 24.665, per un saldo anagrafico
positivo di 1.701 unit che rappresenta il
miglior risultato degli ultimi due anni.
Rispetto al III trimestre 2013, che con un
tasso di crescita zero aveva
rappresentato il punto di minimo della serie
storica pi recente, il miglioramento
registrato imputabile ad una riduzione del
tasso di mortalit (dal 6,5% al 6,0%) che
ha pi che compensato il rallentamento del
tasso di natalit (sceso dal 6,6% al 6,4%, il
valore pi basso dellultimo decennio).
Lo stesso tasso di crescita, seppur in ripresa
(+0,4%), resta inoltre modesto se
comparato con i valori osservati fino a tutto
il 2011, allorch si collocava al di sopra
dell1%.
Bilancio di met 2014:
il tessuto imprenditoriale toscano torna a crescere
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Andamento delle imprese registrate agli archivi camerali - Toscana
Periodo (trimestre) 2013 - I 2013 - II 2013 - III 2013 - IV 2014 - I 2014 - II
Valori assoluti (1)
Registrate 412.685 414.357 414.461 413.417 410.918 412.361
Iscrizioni 27.709 27.243 27.385 27.259 27.082 26.366
Cessazioni 26.897 26.917 27.294 27.056 25.649 24.665
Saldi 812 326 91 203 1.433 1.701
Valori percentuali (2)
Tasso di natalit 6,7% 6,5% 6,6% 6,6% 6,6% 6,4%
Tasso di mortalit 6,5% 6,5% 6,5% 6,5% 6,2% 6,0%
Tasso di crescita 0,2% 0,1% 0,0% 0,0% 0,3% 0,4%
Tasso di turn-over 13,2% 13,0% 13,1% 13,1% 12,8% 12,3%
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(1) Imprese registrate: stock alla fine del periodo di riferimento. Iscrizioni e cessazioni
(al netto delle cancellazioni d'ufficio): flussi intervenuti nei quattro trimestri terminanti
con quello di riferimento. Il saldo la differenza fra iscrizioni e cessazioni. Poich il saldo
tra iscrizioni e cessazioni tiene conto delle cancellazioni d'ufficio ( espresso cio al
netto delle cancellazioni disposte amministrativamente dalle Camere), la variazione dello
stock di imprese registrate non coincide con tale saldo.
(2) I tassi di natalit, mortalit, crescita e turn-over sono calcolati come rapporto fra
iscrizioni, cessazioni, saldo iscrizioni-cessazioni e somma iscrizioni+cessazioni degli
ultimi quattro trimestri terminanti con quello di riferimento (al numeratore) e stock di
imprese registrate all'inizio del primo trimestre considerato (denominatore).
Il tasso di crescita imprenditoriale della Toscana (+0,4%) perfettamente in linea con la media nazionale; il Nord-Est
risulta larea del Paese dove la depressione demografica delle imprese ancora in corso (-0,3%), mentre il Centro larea a
maggior recupero (+0,9%). Tra le regioni benchmark, solo la Lombardia (+0,8) mantiene un ritmo di crescita positivo,
mentre le restanti regioni lanciano segnali pi o meno forti di indebolimento del sistema imprenditoriale: Piemonte (-
0,7%), Marche ed Emilia Romagna (entrambe -0,4%), Veneto (-0,2%).
La crescita del sistema imprenditoriale toscano, seppur
modesto, in linea con la media italiana
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Andamento delle imprese registrate per regione - II trimestre 2014
Tasso di crescita imprenditoriale (valori %): fra parentesi, imprese registrate al 30/06/2014
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
0,8%
0,4%
-0,2%
-0,4%
-0,4%
-0,7%
0,4%
Lombardia
(947.953)
Toscana
(412.361)
Veneto
(491.164)
Marche
(174.480)
E. Romagna
(465.717)
Piemonte
(449.045)
Italia
(6.039.837)
Per quanto riguarda gli andamenti
territoriali, le province pi dinamiche
della Toscana risultano Pisa (+1,5%),
Prato (+0,7%) e Firenze +0,6%), che
insieme a Massa Carrara (+0,5%) e
Grosseto (+0,4%) fanno registrare
andamenti al di sopra della media
regionale.
Fra le restanti province, Livorno (+0,2%),
Siena (+0,1%) e Arezzo (+0,1%)
mantengono pi o meno lo stesso numero
di imprese di met 2013, mentre a Pistoia
(-0,1%) e Lucca (-0,2%) si registrato un
lieve assottigliamento della base
imprenditoriale.
Capitolo 2
Tipologie e formule imprenditoriali
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Le imprese artigiane, che in Toscana
costituiscono il 27% del complessivo tessuto
imprenditoriale e che in massima parte sono
ditte individuali, continuano a diminuire (-1,2%
e 1.400 unit in meno), scendendo a quota
109.963. Il tasso di mortalit delle artigiane,
pur rallentando (8,8% contro il 10,1% di met
2013), quasi il doppio delle non artigiane
(4,9%), che invece aumentano la propria
consistenza (+1,0% pari a 3 mila unit in pi).
A rallentare lo sviluppo dellimprenditoria
toscana, e pi in generale italiana, dunque
soprattutto il protrarsi della crisi del
sistema artigiano, che dal 2009
registra pi chiusure che aperture
(lartigianato toscano, negli ultimi
dodici mesi, ha perso 9.900
imprese e ne ha viste nascere
8.500).
Continuano a crescere societ di capitali e cooperative
in difficolt soprattutto le imprese artigiane
Circa un quarto delle imprese toscane sono societ di capitali (97 mila a met 2014). Cresciute di quasi 10mila unit
negli ultimi cinque anni, continuano a rappresentare la tipologia di impresa a maggior espansione (+2,8% rispetto a
giugno 2013, per un saldo positivo di 2.640 unit); allinterno di questo raggruppamento, risultano tuttavia in
diminuzione le societ per azioni (-1,3% per 67 unit in meno). Anche le imprese cooperative (+2,3% e saldo pari a
+155) continuano ad aumentare, grazie ad un tasso di mortalit molto basso (2,3%). Se da un lato si espandono le
forme giuridiche maggiormente complesse (ad eccezione, come detto, delle spa), dallaltro si contraggono le forme
semplici: le societ di persone (-828 unit, -0,9%) e le imprese individuali (-413 imprese, -0,2%). Le ditte
individuali (circa 216 mila), nonostante negli ultimi cinque anni abbiano registrato una costante riduzione,
rappresentano ancora il 52% del sistema imprenditoriale toscano.
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Imprese registrate in Toscana per forma giuridica - II trimestre 2014
Tasso di crescita imprenditoriale: valori %
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
2,8%
-1,3%
-0,9%
-0,2%
2,8%
2,3%
-1,2%
1,0%
0,4%
Societ di capitali
-di cui: Spa
Societ di persone
Imprese individuali
Altre forme giuridiche
-di cui: Cooperative
Artigiane
Non artigiane
Total e
A fine giugno 2014 le imprese femminili
erano 93.145, pari al 22,6% delle imprese
complessivamente registrate in Toscana.
Rispetto al bilancio di met 2013 si registra
una diminuzione del 7,0% dovuta,
esclusivamente, a modifiche nelle procedure
di individuazione di imprese femminili fra le
societ di persone
1
. In aumento tutte le altre
forme giuridiche a conduzione femminile, in
particolare le societ di capitali (+5,1%).
Le imprese giovanili (37.677), il 9,1% del
tessuto imprenditoriale regionale, continuano
a diminuire (-3,2% rispetto a giugno 2013). Il
calo concentrato in massima parte fra le
ditte individuali (mille aziende in meno).
Le imprese straniere (48.857), che
rappresentano l11,8% del totale regionale,
aumentano invece del 4,7% (+2.250
aziende): gli incrementi sono diffusi a tutte le
tipologie giuridiche, ma soprattutto
aumentano in termini assoluti le ditte
individuali, che con quasi 2 mila unit in pi
nel corso dellultimo anno sfiorano quota 41
mila.
Limprenditoria straniera continua ad espandersi,
quella giovanile a contrarsi
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Imprese Incidenza % Variazione %
Societ di capitali femminile 16.194 16,7 5,1
giovanile 4.884 5,0 2,2
straniera 4.196 4,3 8,3
Societ di persone femminile 16.317 18,3 -33,2
giovanile 3.625 4,1 -9,0
straniera 3.273 3,7 2,5
Imprese individuali femminile 58.968 27,3 0,3
giovanile 28.680 13,3 -3,3
straniera 40.933 19,0 4,5
Altre forme femminile 1.666 15,4 5,3
giovanile 488 4,5 1,4
straniera 455 4,2 9,5
Totale imprese femminile 93.145 22,6 -7,0
giovanile 37.677 9,1 -3,2
straniera 48.857 11,8 4,7
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
Imprese giovanili : imprese in cui la partecipazione di persone "fino a 35 anni"
risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di
partecipazione e cariche attribuite.
Imprese femminili : imprese in cui la partecipazione di genere risulta
complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di
partecipazione e cariche attribuite.
Distribuzione delle imprese per forma giuridica e formula
Imprese registrate al 30/06/2014, incidenza e variazioni % rispetto al 30/06/2013
Imprese straniere : imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia
risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di
partecipazione e cariche attribuite.
(1) Dal 1 trimestre 2014 stata introdotta una modifica all'algoritmo di calcolo dell'imprenditoria femminile per le societ di
persone. In conseguenza di ci, si registra un calo delle imprese femminili considerate nelle precedenti elaborazioni.
Capitolo 3
I settori di attivit
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Le imprese registrate in Toscana per macro-settore di attivit - II trimestre 2014
Variazioni % (1)
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(1) Variazione delle imprese registrate al 30/06/2014 rispetto al 30/06/2013 (al netto
delle cancellazioni d'ufficio)
-1,8%
0,0%
-1,5%
1,5%
0,5%
Agricoltura e
pesca
Industria s.s. Edilizia Servizi Totale
Il bilancio demografico sostenuto soltanto
dal positivo contributo dei servizi
A livello settoriale, solo linsieme del terziario continua ad allargare la propria base imprenditoriale, mentre lindustria
resta sugli stessi numeri di giugno 2013 e sia ledilizia che lagricoltura continuano a perdere imprese. Per lagricoltura,
la riduzione delle aziende (-1,8% per 773 unit in meno) ormai una costante da oltre un decennio, mentre lemorragia
di imprese nelledilizia (-959 unit, -1,5%) legata alle profonde difficolt attraversate dal settore nel corso degli ultimi
anni ed alla grave crisi del mondo artigiano operante nella filiera (in Toscana, il 70% delle imprese delledilizia
artigiana, per lo pi attive nellinstallazione di impianti e nei lavori edili di completamento).
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Imprese registrate in Toscana per settore di attivit economica - II trimestre 2014
Settori di attivit Imprese registrate
(1)
Variazioni assolute
(2)
Variazioni %
(2)
Agricoltura e pesca 40.941 -773 -1,8%
Industria s.s. 57.137 3 0,0%
Edilizia 63.184 -959 -1,5%
Servizi 233.014 3.531 1,5%
Commercio e turismo 133.820 2.048 1,5%
Altri servizi 99.194 1.483 1,5%
Non classificate 18.085 94 0,5%
Totale 412.361 1.896 0,5%
(1) Imprese registrate al 30/06/2014
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(2) Variazione dello stock di imprese registrate al 30/06/2014 rispetto al 30/06/2013 (al
netto delle cancellazioni d'ufficio)
Il bilancio annuale positivo quindi
riconducibile esclusivamente alla
dinamicit dei servizi (+1,5% per un
totale di circa 3.500 imprese in pi
rispetto a giugno 2013), riconducibile in
primis al contributo delle attivit
commerciali e turistiche. Allinterno del
macrosettore dei servizi, che conta 233
mila imprese e rappresenta il 57% del
complessivo tessuto imprenditoriale
regionale, la crescita inoltre
generalizzata ai diversi comparti di
attivit, lunica eccezione essendo
costituita dai servizi di informazione e
comunicazione (-1,8%).
Le attivit pi direttamente legate al settore turistico (alberghi, ristoranti e agenzie di viaggio) raggiungo in Toscana, a
fine giugno 2014, quota 33 mila imprese, facendo registrare una decisa espansione (+2,9% e +937 imprese); ancora
maggiore, in termini assoluti, il contributo del commercio (saldo pari a +1.111 aziende) che con 101 mila unit
rappresenta un quarto del sistema imprenditoriale regionale, sebbene in termini relativi la crescita sia meno marcata
(+1,1% la variazione su base annua).
Contribuiscono poi al positivo bilancio demografico anche le attivit di noleggio e supporto alle imprese (+6,4%,
+643 unit), i servizi alla persona (+2,2%, +471 unit) e le finanziarie-assicurative (+2,6%, +207 unit), mentre su
tassi di variazione pi modesti (inferiori all1%) si attestano i comparti del trasporto-magazzinaggio, dellinformatica,
dellimmobiliare e dei servizi alle imprese (attivit professionali, scientifiche e tecniche).
Lindustria in senso stretto (al netto cio delledilizia), che conta complessivamente 57 mila imprese (il 14% del totale),
invece in fase di stallo: al suo interno si registra una performance positiva solamente per energia ed utilities (+93
imprese), mentre lindustria estrattiva stabile ed il manifatturiero (-91 unit) scende a quota 55.327 imprese (il 13%
del totale). Analizzando in maggior dettaglio le attivit manifatturiere si osserva inoltre che:
allinterno del sistema moda, che raccoglie il 39% delle aziende manifatturiere toscane e che fa registrare un saldo
imprenditoriale leggermente negativo (-41 unit, pari al -0,2%), aumentano le imprese del comparto pelli-calzature
(+0,8%, +65), mentre il tessile-maglieria con un calo di 104 aziende (-2,2%) continua il processo di
involuzione che negli ultimi anni costato la perdita di centinaia di imprese;
nella meccanica-elettronica si registra un leggero incremento delle imprese registrate (+47 unit e +0,3%), grazie al
contributo positivo dei prodotti in metallo (+22) e delle riparazioni (+154) che riescono a compensare gli
arretramenti della meccanica strumentale (-65), dei mezzi di trasporto (-49), dellelettronica e meccanica di
precisione (-15 unit).
negativo invece il bilancio per le altre attivit manifatturiere (-97 unit, -0,5%), dove lunico comparto in espansione
risulta lalimentare (+3,2%, +111 aziende), mentre legno-mobili e minerali non metalliferi si
riducono di circa 60 imprese ciascuno, e loreficeria continua a perdere unit produttive (-30) insieme al
comparto della carta-stampa (-17).
mentre nel manifatturiero crescono pelli-calzature,
prodotti in metallo, riparazioni meccaniche ed alimentare
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
La demografia imprenditoriale in
Toscana per settori
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
Imprese registrate in Toscana per settore di attivit economica - II trimestre 2014
Settori di attivit Imprese
registrate
(1)
Variazioni
assolute
(2)
Variazioni %
(2)
Agricoltura, silvicoltura e acquacoltura 40.941 -773 -1,8
Industria estrattiva 449 1 0,2
Manifatturiero 55.327 -91 -0,2
Fornitura di energia ed Utilities 1.361 93 7,2
Edilizia 63.184 -959 -1,5
Servizi 233.014 3.531 1,5
Commercio 100.875 1.111 1,1
Alberghi, ristoranti e agenzie di viaggi 32.945 937 2,9
Spedizioni trasporti e magazzinaggio 10.293 11 0,1
Servizi di informazione e comunicazione 2.175 -18 -0,8
Informatica 9.050 83 0,9
Attivit immobiliari 25.868 72 0,3
Attivit finanziarie e assicurative 8.047 207 2,6
Attivit professionali, scientifiche e tecniche 11.806 14 0,1
Noleggio e servizi di supporto alle imprese 10.577 643 6,4
Altri servizi pubblici, sociali e alla persona 21.378 471 2,2
Imprese non classificate 18.085 94 0,5
Totale 412.361 1.896 0,5
(1) Imprese registrate al 30/06/2014
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(2) Variazione dello stock di imprese registrate al 30/06/2014 rispetto al 30/06/2013 (al
netto delle cancellazioni d'ufficio)
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
La demografia imprenditoriale in
Toscana nel manifatturiero
Imprese registrate in Toscana nel settore manifatturiero - II trimestre 2014
Settori e comparti di attivit Imprese
registrate
(1)
Variazioni
assolute
(2)
Variazioni %
(2)
Manifatturiero 55.327 -91 -0,2
Sistema Moda 21.484 -41 -0,2
Tessile-maglieria 4.669 -104 -2,2
Confezioni-abbigliamento 9.022 -2 0,0
Concia-pelleteria-calzature 7.793 65 0,8
Meccanica allargata 13.573 47 0,3
Metalli e prodotti in metallo 6.626 22 0,3
Meccanica strumentale 1.943 -65 -3,2
Elettronica e meccanica di precisione 1.661 -15 -0,9
Mezzi di trasporto 1.107 -49 -4,2
Riparazioni 2.236 154 7,4
Altre manifatturiere 20.270 -97 -0,5
Alimentare 3.552 111 3,2
Carta e stampa 2.014 -17 -0,8
Legno e mobili 5.804 -62 -1,0
Chimica, farmaceutica, gomma e plastica 1.354 -6 -0,4
Minerali non metalliferi 2.885 -59 -2,0
Oreficeria 2.378 -30 -1,2
Varie 2.283 -34 -1,5
(1) Imprese registrate al 30/06/2014
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(2) Variazione dello stock di imprese registrate al 30/06/2014 rispetto al 30/06/2013 (al
netto delle cancellazioni d'ufficio)
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A1
Andamento delle imprese registrate in Toscana - TOTALE IMPRESE
Registrate Iscritte Cessate Saldi Tasso di
natalit
Tasso di
mortalit
Tasso di
crescita
Tasso di
turn-over
2011 - II 417.942 30.576 25.059 5.517 7,4% 6,0% 1,3% 13,4%
2011 - III 418.919 30.249 25.038 5.211 7,2% 6,0% 1,2% 13,2%
2011 - IV 417.200 28.865 24.490 4.375 6,9% 5,9% 1,0% 12,8%
2012 - I 414.885 28.225 25.940 2.285 6,8% 6,2% 0,5% 13,0%
2012 - II 417.172 28.283 26.207 2.076 6,8% 6,3% 0,5% 13,0%
2012 - III 417.761 27.942 26.263 1.679 6,7% 6,3% 0,4% 12,9%
2012 - IV 416.124 28.232 26.744 1.488 6,8% 6,4% 0,4% 13,2%
2013 - I 412.685 27.709 26.897 812 6,7% 6,5% 0,2% 13,2%
2013 - II 414.357 27.243 26.917 326 6,5% 6,5% 0,1% 13,0%
2013 - III 414.461 27.385 27.294 91 6,6% 6,5% 0,0% 13,1%
2013 - IV 413.417 27.259 27.056 203 6,6% 6,5% 0,0% 13,1%
2014 - I 410.918 27.082 25.649 1.433 6,6% 6,2% 0,3% 12,8%
2014 - II 412.361 26.366 24.665 1.701 6,4% 6,0% 0,4% 12,3%
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(2) I tassi di natalit, mortalit, crescita e turn-over sono calcolati come rapporto fra
iscrizioni, cessazioni, saldo iscrizioni-cessazioni e somma iscrizioni+cessazioni degli ultimi
quattro trimestri terminanti con quello di riferimento (al numeratore) e stock di imprese
registrate all'inizio del primo trimestre considerato (denominatore).
Anno-
trimestre
Valori assoluti (1) Valori percentuali (2)
(1) Imprese registrate: stock alla fine del periodo di riferimento (al netto della natura
giuridica "Persone Fisiche"). Iscrizioni e cessazioni (al netto delle cancellazioni d'ufficio):
flussi intervenuti nei quattro trimestri terminanti con quello di riferimento. Il saldo la
differenza fra iscrizioni e cessazioni. Poich il saldo tra iscrizioni e cessazioni tiene conto
delle cancellazioni d'ufficio ( espresso cio al netto delle cancellazioni disposte
amministrativamente dalle Camere), la variazione dello stock di imprese registrate non
coincide con tale saldo.
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A2
Andamento delle imprese in Toscana per forma giuridica - II trimestre 2014
Registrate
(1)
Iscritte
(2)
Cessate
(2)
Saldi Tasso di
natalit
Tasso di
mortalit
Tasso di
crescita
Tasso di
turn-over
Societ di capitali 96.834 5.486 2.846 2.640 5,8% 3,0% 2,8% 8,8%
-di cui: Spa 2.893 28 67 -39 0,9% 2,2% -1,3% 3,2%
Societ di persone 88.926 2.478 3.306 -828 2,7% 3,7% -0,9% 6,4%
Imprese individuali 215.783 17.780 18.193 -413 8,1% 8,3% -0,2% 16,5%
Altre forme giuridiche 10.818 622 320 302 5,8% 3,0% 2,8% 8,7%
-di cui: Cooperative 6.792 332 177 155 4,8% 2,6% 2,3% 7,4%
Artigiane 109.963 8.506 9.901 -1.395 7,6% 8,8% -1,2% 16,4%
Non artigiane 302.398 17.860 14.764 3.096 5,9% 4,9% 1,0% 10,8%
Totale 412.361 26.366 24.665 1.701 6,4% 6,0% 0,4% 12,3%
(1) Imprese registrate (stock) al 30/06/2014
(2) Flussi di iscrizioni e cessazioni dal 1/07/2013 al 30/06/2014 (al netto delle cessazioni d'ufficio)
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
Valori assoluti Valori percentuali
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A3
Settore di attivit economica Imprese
Femminili
Incidenza %
su totale
imprese
Variazione %
(1)
Agricoltura e attivit connesse 13.061 31,9 -4,5
Attivit manifatturiere, energia, minerarie 11.815 20,7 -8,1
Costruzioni 3.279 5,2 -23,5
Commercio 25.524 25,3 -6,9
Turismo 9.450 29,9 -5,4
Trasporti e Spedizioni 920 8,9 -20,8
Assicurazioni e Credito 1.706 21,2 -6,5
Servizi alle imprese 12.779 22,2 -11,3
Altri settori 10.871 44,2 3,6
Totale Imprese Classificate 89.405 22,7 -7,0
Imprese non classificate 3.740 20,7 -8,8
Totale Imprese 93.145 22,6 -7,0
IMPRESE FEMMINILI: imprese in cui la partecipazione di donne risulta nel complesso
superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche
attribuite.
Imprese FEMMINILI per settore di attivit economica
Imprese registrate al 30/06/2014, incidenza % e variazioni % rispetto al 30/06/2013
(1) dal 1 trimestre 2014 stata introdotta una modifica all'algoritmo di calcolo
dell'imprenditoria femminile per le societ di persone. In conseguenza si registra un calo
delle imprese femminili considerate nelle precedenti elaborazioni.
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Infocamere-Stockview
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A4
Settore di attivit economica Imprese
Giovanili
Incidenza %
su totale
imprese
Variazione %
Agricoltura e attivit connesse 2.412 5,9 -7,9
Attivit manifatturiere, energia, minerarie 4.003 7,0 -4,0
Costruzioni 7.680 12,2 -10,8
Commercio 9.776 9,7 0,3
Turismo 3.477 11,0 3,0
Trasporti e Spedizioni 574 5,6 -3,8
Assicurazioni e Credito 1.046 13,0 3,8
Servizi alle imprese 3.916 6,8 -1,3
Altri settori 2.471 10,0 -0,3
Totale Imprese Classificate 35.355 9,0 -3,4
Imprese non classificate 2.322 12,8 0,1
Totale Imprese 37.677 9,1 -3,2
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Infocamere-Stockview
IMPRESE GIOVANILI: imprese in cui la partecipazione di persone fino a 35 anni di et
risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di
partecipazione e cariche attribuite.
Imprese GIOVANILI per settore di attivit economica
Imprese registrate al 30/06/2014, incidenza % e variazioni % rispetto al 30/06/2013
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A5
Settore di attivit economica Imprese
Straniere
Incidenza %
su totale
imprese
Variazione %
Agricoltura e attivit connesse 1.896 4,6 3,7
Attivit manifatturiere, energia, minerarie 9.567 16,7 3,3
Costruzioni 13.778 21,8 0,0
Commercio 13.687 13,6 8,2
Turismo 2.460 7,8 8,6
Trasporti e Spedizioni 681 6,6 5,1
Assicurazioni e Credito 141 1,8 -3,4
Servizi alle imprese 3.473 6,0 11,1
Altri settori 1.440 5,9 8,4
Totale Imprese Classificate 47.123 12,0 4,7
Imprese non classificate 1.734 9,6 6,0
Totale Imprese 48.857 11,8 4,7
Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Infocamere-Stockview
Imprese STRANIERE per settore di attivit economica
Imprese registrate al 30/06/2014, incidenza % e variazioni % rispetto al 30/06/2013
IMPRESE STRANIERE: imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia
risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di
partecipazione e cariche attribuite.
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A6
Andamento delle imprese registrate in Toscana - IMPRESE ARTIGIANE
Registrate Iscritte Cessate Saldi Tasso di
natalit
Tasso di
mortalit
Tasso di
crescita
Tasso di
turn-over
2011 - II 117.674 10.479 10.297 182 8,9% 8,7% 0,2% 17,6%
2011 - III 117.569 10.384 10.335 49 8,8% 8,7% 0,0% 17,5%
2011 - IV 116.978 9.668 10.115 -447 8,2% 8,6% -0,4% 16,7%
2012 - I 115.446 9.122 10.543 -1.421 7,8% 9,0% -1,2% 16,7%
2012 - II 115.850 9.182 10.718 -1.536 7,8% 9,1% -1,3% 16,9%
2012 - III 115.219 8.883 10.842 -1.959 7,6% 9,2% -1,7% 16,8%
2012 - IV 114.133 9.074 11.348 -2.274 7,8% 9,7% -1,9% 17,5%
2013 - I 111.948 8.889 11.791 -2.902 7,7% 10,2% -2,5% 17,9%
2013 - II 112.127 8.560 11.675 -3.115 7,4% 10,1% -2,7% 17,5%
2013 - III 111.871 8.888 11.632 -2.744 7,7% 10,1% -2,4% 17,8%
2013 - IV 111.298 8.757 11.189 -2.432 7,7% 9,8% -2,1% 17,5%
2014 - I 109.874 8.704 10.188 -1.484 7,8% 9,1% -1,3% 16,9%
2014 - II 109.963 8.506 9.901 -1.395 7,6% 8,8% -1,2% 16,4%
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
(2) I tassi di natalit, mortalit, crescita e turn-over sono calcolati come rapporto fra
iscrizioni, cessazioni, saldo iscrizioni-cessazioni e somma iscrizioni+cessazioni degli ultimi
quattro trimestri terminanti con quello di riferimento (al numeratore) e stock di imprese
registrate all'inizio del primo trimestre considerato (denominatore).
Anno-
trimestre
Valori assoluti (1) Valori percentuali (2)
(1) Imprese registrate: stock alla fine del periodo di riferimento. Iscrizioni e cessazioni (al
netto delle cancellazioni d'ufficio): flussi intervenuti nei quattro trimestri terminanti con
quello di riferimento. Il saldo la differenza fra iscrizioni e cessazioni. Poich il saldo tra
iscrizioni e cessazioni tiene conto delle cancellazioni d'ufficio ( espresso cio al netto
delle cancellazioni disposte amministrativamente dalle Camere), la variazione dello stock
di imprese registrate non coincide con tale saldo.
Appendice statistica
Quadro generale Tipologie imprenditoriali Settori Appendice
FIGURA A7
Settore di attivit economica Imprese
Artigiane
Incidenza %
su totale
imprese
Variazione %
Agricoltura e attivit connesse 1.234 3,0 3,2
Attivit manifatturiere, energia, minerarie 31.434 55,0 -0,1
Costruzioni 44.215 70,0 -3,0
Commercio 4.872 4,8 0,6
Turismo 2.644 8,4 0,3
Trasporti e Spedizioni 5.923 57,5 -2,4
Servizi alle imprese 6.076 10,5 3,1
Altri settori 13.446 41,2 -0,4
Totale Imprese Classificate 109.844 27,9 -1,2
Imprese non classificate 119 0,7 -23,9
Totale Imprese 109.963 26,7 -1,2
Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Movimprese
Imprese ARTIGIANE per settore di attivit economica
Imprese registrate al 30/06/2014, incidenza % e variazioni % rispetto al 30/06/2013
Cenni Metodologici
e Riconoscimenti
Cenni metodologici
Movimprese lanalisi statistica trimestrale sulla nati-mortalit delle imprese condotta da InfoCamere, la Societ
Consortile di Informatica delle Camere di commercio Italiane, per conto di Unioncamere.
Edita a partire dal 1982, Movimprese rappresenta la fonte pi completa ed aggiornata sulla demografia economica del
Paese.
Pubblicata inizialmente con cadenza trimestrale (nel periodo 1982-1984), poi con cadenza semestrale (dal 1985 al 1992)
ed infine nuovamente per trimestri, Movimprese rileva la numerosit e la distribuzione sul territorio provinciale, regionale
e nazionale di tutti i soggetti economici tenuti all'iscrizione presso il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio,
analizzando i fenomeni demografici per settore di attivit economica e per tipologia di forma giuridica.
I dati e i comunicati stampa nazionali sono disponibili per il download sul sito www.infocamere.it/movimprese. Per i
risultati a livello provinciale si rimanda alle pubblicazioni e/o comunicati stampa realizzati dalle singole Camere di
Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Toscana.
Riconoscimenti
Elaborazioni e testo a cura di:
Lauretta Ermini
Coordinamento:
Riccardo Perugi